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MARZO DUEMILATREDICI

SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N째46) ART. 1 COMMA 1. DCB BRESCIA LE COPIE DISTRIBUITE PRESSO I LOCALI PUBBLICI E AGLI SPONSOR SONO OMAGGIO

Cover story

in tre mosse ho reinventato il gelato VITO BELLI Business Strategy Manager del Gruppo IRI


Possiamo avere tutti i mezzi di comunicazione del mondo, ma niente, assolutamente niente, sostituisce lo sguardo dell’essere umano. (Anonimo)

27 2007

giugno

BRESCIA

www.bresciaup.it


CORRESPONDANCES

Manuela Prestini

LA STORIA, MAESTRA DI VITA a Storia è maestra di vita, insegna a non rifare gli errori del passato, fa capire il presente... Quante volte abbiamo sentito frasi come queste, senza che la storia, quella studiata a scuola, sembrasse insegnarci veramente qualcosa, sembrasse corrispondere alle nostre domande. La nostra stessa personalità è condizionata dalla sua storia: tutte le esperienze di cui siamo stati protagonisti o semplici attori hanno lasciato dei segni che, incisi nel carattere, hanno dato luogo alla individualissima struttura della personalità. Noi siamo anche il nostro vissuto: nulla ci è tanto vicino, con una presenza dinamica, quanto il passato. Esso interviene con “voce energica” quando si tratta di elaborare una scelta di vita, al punto che ciascuno è figlio delle proprie scelte, ma le scelte di ciascuno sono anche figlie delle sue esperienze passate: così è anche per una civiltà. La storia, allora, è importante per l’uomo proprio per il suo essere caratterizzato dalla facoltà della memoria, che lo differenzia dall’animale. Quest’ultimo infatti vive solo la dimensione del presente, l’attimo, l’istante, senza collegarlo al prima e al poi. Così l’uomo senza storia, senza ricordo, l’uomo del carpe diem, tende all’animale: tutto, in lui, è frutto di decisioni immediate, senza riflessione, individualistiche e perciò momentanee, reversibili e quindi instabili ed insoddisfacenti. Pure nel campo degli affetti: una storia d’amore è fatta anche di memoria, di passato, e non esisterebbe, o non reggerebbe, se non fosse così, per questo è, appunto, una storia.

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Lo studio del passato allora è importante, a patto che non venga avvilito, come spesso accade, da visioni assai parziali.

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via V.Emanuele II 52/d 25020 Flero (BS) www.igussago.it


EDITORIALE

ANTONIO RUSSO

Il dopo voto Queste righe non vogliono essere un manifesto politico, né tantomeno una propaganda a questo o a quel partito.

redete che le cose si possano ancora cambiare, credete che il futuro non sia già scritto e che non ci si debba sottomettere passivamente a quello che ai piani alti del nostro governo, qualcuno, decide. Io, già vi farei un applauso per questo. Ma dico, su una cosa voglio propagandare: la FELICITÀ. Lo so, difficile oggi pensare che la politica possa rendere felici, ma io non ho ancora smesso di crederci. E soprattutto in questo periodo in cui fare qualcosa è concretamente possibile, ora come non mai bisogna fare di tutto per essere felici. Bisogna lottare per questa felicità, bisogna metterci le unghie, i denti, bisogna davvero volerlo perché “vince solo chi crede di poterlo fare”. Per natura tendo a vedere il bicchiere mezzo pieno, sempre. Sembra assurdo che riesca a farlo anche parlando di politica oggi perché la situazione italiana è davvero critica. Ma non m’arrendo. Ed è qui che arriva il punto focale di questo articolo: NON ARRENDIAMOCI. Annullate la passività, allontanate chi vi dice - tanto le cose non cambieranno mai, perché “Ci sono sempre due scelte nella vita: accettare le condizioni in cui viviamo o assumersi la responsabilità di cambiarle”. Dobbiamo essere propositivi, affrontate il rischio del cambiamento, e la vostra vita migliorerà. Siate fiduciosi, informatevi, leggete i programmi

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elettorali, guardate cosa gli eleggibili dicono di voler fare e perché no, anche chi sono. Non intendo come si chiamano o che lavoro fanno, ma chi sono davvero, quali sono i loro valori, i loro ideali di vita, qual è la forza che li spinge a voler rappresentare tutti noi. Serve che in ognuno di noi si risvegli la coscienza civile necessaria per lottare per i nostri diritti. E quindi, se da un parte vorrei restare totalmente neutrale, dall’altra non posso che farvi capire quanto ora più che mai sia necessario cambiare. L’Italia ha bisogno di CAMBIAMENTO, novità, rinascita. Siamo quasi un cumulo di ceneri e come una fenice abbiamo bisogno di rinascere. Possiamo, se lo vogliamo. Ma il voto che abbiamo avuto è stato tanto per dare sfogo ad un diritto. Pochi hanno votato perché volevano cambiare le cose. Io ci credo, io so che siamo a un punto di svolta, credo in noi, tutti. E soprattutto credo nei giovani, credo in coloro che ancora tanto hanno da guadagnare da questo magnifico Paese, distrutto da una classe politica sprezzante che riesce ancora a riproporsi come nuova… Cambiamento è tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Ma abbiamo votato le solite facce, abbiamo votato chi promette oro e distribuisce sabbia. Stiamo eleggendo un Presidente della Repubblica, diamine, deve rappresentarci tutti! Davvero desideriamo restare lo zimbello

del mondo, quegli stupidi cittadini che continuano a farsi prendere in giro dalla classe dirigente che nel potere trova solo una scappatoia legale per fare quello che vuole? Abbiamo votato chi ci ruba i soldi sfruttando le banche, o chi è da tempo ai piani alti della nostra politica e ciò nonostante continua a proporre migliorie come se scendesse in campo solo ora. Abbiamo creduto a tutto quello che ci viene raccontato in TV. Davvero pensate che i circa 150€ di IMU che vi verrebbero restituiti vi cambierebbero la vita? Che poi, pensate siano regalati? Ogni soldo che esce dallo Stato ha anche bisogno di rientrare se non si vuole sprofondare sempre più nel baratro chiamato “debito pubblico”. E se meglio ancora sanno dove andare a prendere i soldi per ridare l’IMU, che li usino per far qualcosa di più produttivo di un semplice storno di cassa. Non abbiamo concretizzato la novità, scegliendo il cambiamento. Dobbiamo forse aspettare che la situazione migliori o peggiori per andare a votare, faremmo la fine dell’uomo che morì di freddo aspettando con la legna in mano che la stufa lo scaldasse. Quindi tagliamo la nostra legna, mettiamola nel braciere e aspettiamo che il calore ci scaldi le ossa. E non dimentichiamo: votando il cambiamento vero avremmo fatto ciò che è in nostro potere per dare sostanza ai vostri ideali. Non dobbiamo rinunciarci.


n° 62

REDAZIONALI 22 24 32 34 38 44 46 48 51

Dolce Far Niente Metro: partenza col botto! Armonia della Bellezza: benessere a misura di persona Savelli Spa. il fuoco dentro Rosso Tulipano Dal Ben al Rotary parla di Ferrari Double Face a Brescia Coppa Gabriele d’Annunzio Una nuova casa per il professore

INDICE

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IN COPERTINA

18 “In tre mosse ho reinventato il gelato”, Vito Belli del Gruppo Iri

RUBRICHE 8 14 26 28 30 40 54 84 87 91 94 8

Michele Torreggiani - Focus On Alberto Bonera - L’angolo del pettegolo Simone Mor - I viaggi della Poderosa Roberto Cappiello - La volatilità sui mercati Emanuele Lumini - Responsabilità solidale sugli appalti Speciale Moda Up Jervè - Arte: i critici siamo noi Andrea Bartolini - La fine di un’epoca Modella del Mese Pillole: Bruxelles, “la città delle persone” Pillole: Torneo di Burraco

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Abitare nel verde a contatto con la natura esidenze del

arco

onte

etto

Ville situate nel cuore del “Parco Monte Netto” … a due passi da Brescia Luxury House Contesto ambientale unico, massima privacy e sicurezza Progetto su misura di ogni villa Finiture lussuose a scelta Classe Energetica A (di progetto)

Per info e vendite: 030 6822257 È una realizzazione:

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n° 62 EVENTS 58 60 64 67 68 71 72 74 76 78 80

Direttore Responsabile Michele Torreggiani (direttore@bresciaup.it)

New Jaguar & New Range Rover Nuova Location per la Pasticceria Piccinelli Brescia Casa - dentroCASA Design 2013 La Dolce Vita Galà della Pizza Gruppo Compay Segundo@Palabrescia Il compleanno delle sorelle Squizzato Buon appetito, Sindaco! Modella per una sera Golositalia edizione 2013 A.R.T.HO.B.

Caporedattore Manuela Prestini (redazione@bresciaup.it)

Redazione Luca Marinoni (info@bresciaup.it)

Graphic Design Susanna Guerrini (ufficiografico@bresciaup.it)

Segreteria

(segreteria@bresciaup.it)

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Stampa

Presservice Ottanta srl

Photographers

Selene Z. Rolando Giambelli Patrick Merighi Stefano Rossetti

Collaboratori

Antonio Russo, Emanuele Lumini, Emanuele Zarcone, Alberto Bonera, Roberto Cappiello, Edward Battisti, Giuseppe Petrocelli, Rolando Giambelli, Simone Mor

Redazione

M: +39 339 68 36 770

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Abbonamenti

e-mail info@bresciaup.it

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BRESCIAUP, PERIODICO MENSILE DI INFORMAZIONE LOCALE ISCRIZIONE PRESSO IL TRIBUNALE DI BRESCIA N°37/2007 DEL 8 SETTEMBRE 2007

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L’ANGOLO DEL PETTEGOLO ella vita come nella storia ogni vero e profondo cambiamento comporta necessariamente un atto di forza che può violare le regole costituite. Illusorio pensare di produrre una riforma radicale di uno Stato, stando nei limiti della legalità democratica. Macchiavelli ci ammonisce che la fortuna bisogna batterla per farla rigare. Dare nuovo corso agli eventi implica un iniziale investimento di virtù ed energia difficilmente contenibile dalle stagnanti strutture che stampellano ad ogni angolo l’apparato istituzionale. La fitta ragnatela di norme che imbriglia e disarma sul nascere ogni pur vitale iniziativa va sbrogliata con atti e non con proposte di nuove anche migliorative regolamentazioni.Così si aggiungono leggi a leggi ,il cui peso e costo diviene vieppiù insostenibile e pernicioso , in ossequio al motto latino plurimae leges,corruptissima res publica ( più leggi ci sono, più corrotto è lo Stato).Quale più calzante esempio della nostra lacerata Patria si può portare? E si continuerà con le snervanti liturgie parlamentari, coi proclami ormai vacui dei capi di partito e scagnozzi vari, tutti con le proprie esauste ricette e scontate diagnosi , mentre al malato sempre più pallido ed esangue, si promettono coperte fiscali anziché la tenda di ossigeno di cui ha estremo bisogno. Non siamo economisti esperti ,ma per fare il conto di una serva,mediamente dotata di buon senso, non ci vuol molto. A che titolo,ad esempio, dobbiamo versare palate di milioni di Euro come compenso elettorale ai partiti, per il gaudio dei loro paciosi e astuti tesorieri, che ne dispongono a vantaggio esclusivo dei loro soci di partito e compagnia bella. A che titolo , ad esempio, dobbiamo tenere un presidente della Repubblica che ci costa più di 200 milioni all’ anno e che spesso è in contrasto col Capo del governo eletto dal popolo, vanificando il suo stesso potere decisionale .A che titolo La Suprema corte costituzionale può annullare una legge emanata dal Parlamento mortificando ipso facto la sovranità popolare? La Costituzione è per il popolo o il popolo per la Costituzione? Se questa è una democrazia… meglio un re seduto sul sofà… Quanto a Brescia, dobbiamo sentirci orgogliosi della nostra nuova e fascinosa Metropolitana: opera assai elegante ,di invidiabile livello tecnologico. Tanto di cappello .Attenzione però che non diventi luogo di accattonaggio o di degrado di varia specie .Urge attenta vigilanza. Un’ osservazione critica va fatta tuttavia e riguarda le scalinate di ingresso. La misura della pedata,cioè del piano di appoggio del piede , non è sufficientemente lunga in rapporto all’alzata del gradino. Di conseguenza, se il fondo è appena viscido , Atenti! porca la miseria , perché se pel biescà…

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a cura di: Alberto Bonera


MANGANO

Collebeato (BS), via De Gasperi 18/F - mangano.com


FOCUSON

MICHELE TORREGGIANI

A Brescia la situazione è cambiata, anzi no, oppure forse

olti nuovi ma anche conferme su nomi tradizionali, il tutto in un contesto di dati politicamente contrastanti. Questo è il quadro bresciano che emerge dalle Urne. Il Centrodestra vince, ma non stravince, i Grillini raggiungono percentuali importati, ma inferiori alla media nazionale ed il Centrosinistra che da potenziale vincitore, si trova ad essere il primo schieramento della Città, ma non della provincia. Una situazione che non stupisce chi conosce i Bresciani, attratti al cambiamento, ma con equilibrio, disposti alla critica dei sistemi tradizionali, ma con moderazione, interessati ad un rinnovamento, ma con conciliazione. Ed i dati lo confermano. Alle regionali il candidato Roberto Maroni si è fermato al 38,70% delle preferenze, due anni prima Roberto Formigoni aveva preso il 48,79%. Alla Camera il centrodestra raggiunge il 31,54% alla Camera è lontanissimo dal 48,56% preso da Silvio Berlusconi e alleati nella precedente tornata. Discorso simile anche per i Grillini. Gli elettori della Leonessa hanno votato sì Grillo e il Movimento 5 Stelle, ma con percentuali più basse rispetto ad altre realtà italiane. Il 16,6% delle preferenze alla Camera per i Grillini di Brescia è certamente un ottimo risultato, ma dista circa 9 punti percentuali rispetto al dato nazionale. Anche il centrosinistra ha poco da stare allegro. La coalizione è la più votata ed è in crescita rispetto

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alle precedenti elezioni. Alla Camera Walter Veltroni prese il 33,00%, mentre oggi Pierluigi Bersani ha toccato il 34,09%. Certo è che il candidato governatore lombardo Umberto Ambrosoli, in città, è stato scelto addirittura dal 44,90% dei votanti, un bel balzo in avanti rispetto al 38% di Filippo Penati, ma non sufficienti, ad elevarlo all’ultimi piano del Pirellone. Il centro dell’ex-premier Mario Monti, in questo momento, è scarsamente rappresentato in città, al contrario di quanto era accaduto alle precedenti legislature, in modo particolare nelle liste dell’Udc. Chi attendeva le elezioni politiche e regionali per avere un dato futuribile anche sulle amministrative di Brescia sarà rimasto profondamente deluso. In questo contesto nebuloso, una cosa di certo è chiara, la crescente difficoltà economica della nostra Provincia, trasformatasi in piaga sociale, che sta dilagando a macchia d’olio. In cinque anni la Crisi ha trasformato Brescia da uno dei centri del sistema metalmeccanico mondiale, ad aree socialmente in difficoltà, in testa alla classifica regionale dei territori maggiormente colpiti. La nostra provincia raccoglie il 18,6% del totale dei lavoratori coinvolte in fermate produttive, su 63.942 operatori in Lombardia. A tutti i nuovi eletti chiediamo comprensione, apertura ed aiuto concreto.


Comune di Brescia Assessorato allo Sport

Comune di Brescia Assessorato alla Cultura


Ha iniziato a lavorare a 19 anni nell’azienda di famiglia. Poi la sua naturale intraprendenza gli ha fatto percorrere altre strade, finchÊ il suo fiuto e la voglia di sperimentare lo hanno portato a creare un prodotto rivoluzionario per la gelateria. Attorno a lui ha raccolto un gruppo di imprenditori per lanciare il suo progetto.

VITO BELLI Business Strategy Manager del Gruppo IRI

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uante volte abbiamo sentito l’espressione “creatività italiana”? A volte in riferimento al nostro grande patrimonio artistico e culturale, ma oggi, in questo tempo in cui l’economia segna il passo, la creatività è spesso invocata come rimedio alla crisi, o evocata come l’innato istinto che presto ci condurrà in un porto sicuro. Eppure storie come quella di Vito Belli, sono la prova che il nostro Paese queste risorse le possiede davvero, anche se non è detto che ne detenga l’esclusiva. Bresciano, 36 anni, sposato con due figli e con in tasca un considerevole bagaglio di esperienze, Vito è l’anima di un consorzio di imprenditori che hanno creduto nelle sue idee e sta lanciando un nuovo progetto di franchising nel campo delle gelaterie.

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«Sono nato in una famiglia di stagionatori di formaggi» racconta Belli «e tutti partecipavamo all’attività. E quando dico attività, intendo proprio attività fisica. Scaricavamo a mano interi camion pieni di forme di formaggio e li sistemavamo sugli scaffali, perché mio padre era un tipo all’antica e sosteneva che faceva bene alla salute. Così, quando nel 1995 è mancato, a soli 19 anni ho dovuto prendere in mano le redini dell’azienda e la prima cosa che ho fatto è stata comprare un muletto… Scherzi a parte, mio padre è stato una figura importantissima nella mia vita, mi ha trasmesso valori di onestà, serietà e amore per il lavoro che ho sempre vivi e presenti in me e mi hanno accompagnato in tutte le mie attività».

Lei parla di attività al plurale, quindi non si è fermato all’azienda di famiglia. «No, dopo qualche anno ho deciso di cambiare, passando dai formaggi al prosciutto crudo, e ho avviato due aziende a Langhirano e Reggio Emilia. È stato in quel periodo che ho iniziato a interessarmi attivamente ad alcune problematiche legate alla conservazione e alla maturazione degli alimenti. Così ho creato i miei primi due brevetti: la pancetta al caramello e il prosciutto crudo lavorato con caramello e zucchero d’uva. Un procedimento che consente di ridurre di molto il periodo di maturazione: per un normale

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Anno di costituzione della società Iri (Imprenditori Riuniti Italiani Srl) Gli imprenditori che hanno aderito al progetto e alla società I punti vendita previsti entro cinque anni

prosciutto crudo ci vogliono 12 mesi, con il mio metodo si riducono a 7 e il risultato è un prosciutto ancora più dolce. Un periodo impegnativo, tanto che alla fine ho deciso di prendermi un anno sabbatico e ho venduto tutto a una multinazionale».

E via verso nuove avventure... «Prima ho passato due anni in Romania, svolgendo un’attività commerciale in un settore completamente diverso, quello dei metalli di recupero, poi l’ultima svolta, nata in occasione di una… vacanza in Kenya».

Dove di solito gli italiani si buttano nel turismo. Lei invece? «Io invece mi sono innamorato della frutta che si produce in quel Paese, eccellente e a prezzi irrisori. Il problema però è che per la sua importazione i costi sono molto elevati, dato che si tratta di una merce facilmente deperibile che necessita di accorgimenti che rendono il trasporto molto costoso. Quindi mi sono chiesto “come si può fare a conservarla in modo naturale e a costi più bassi?”. Ho assoldato un chimico, dato che non ho quelle competenze, e abbiamo cominciato a studiare. Il risultato è stato un metodo brevettato che permette di conservare la frutta fresca fino a due anni mantenendone intatte tutte le proprietà».

E come si arriva da questo a un progetto di gelaterie in franchising? «Come si suol dire, da cosa nasce cosa. Il passaggio successivo è stato l’incontro con una persona che aveva creato una ricetta semplice ed economica per la trasformazione della frutta in gelato. È bastato unire i due metodi per arrivare alla creazione del Nesfruit, il prodotto che sta alla base di tutto il progetto».

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EXTRA SHOWROOM 5 17-18-19 Marzo 2013 Thiene (VC)

TECNO & FOOD 24-25-26 Marzo 2013 Lingotto fiere Presso lo stand Master Ciok - Torino (TO) www.facebook.com/gruppoiri www.gruppoiri.com

Di cosa si tratta esattamente? «In sostanza è un preparato costituito al 99% di frutta fresca e con l’1% di addensanti vegetali, totalmente privo, grazie al mio brevetto, di qualsiasi conservante. Non ha bisogno della catena del freddo, si conserva a temperatura ambiente fino a 24 mesi, e con una busta da 1,5 kg si ottengono 5 kg di ottimo gelato alla frutta. Insomma, un prodotto del tutto naturale e che dà risultati del tutto simili al vero gelato artigianale, ma con costi di gran lunga inferiori. Al Nesfruit abbiamo poi affi ancato Nescream, un preparato per i gusti di crema, 100% Innovazione 100% Qualità a chiunque di produrre che ha le stesse caratteristiche. Entrambi permettono 100% Senza Conservanti in pochi minuti un eccellente gelato naturale. Noninserve essere mastri gelatai, 100% made Italy basta l’attrezzatura di base».

Il Gelato che dà Gusto alla FRUTTA La Glace qui donne du Goût aux Fruits

Nesfruit, il Gelato che dà Gusto alla FRUTTA

E questo è il prodotto. Ma come arriviamo al progetto che state lanciando? «La premessa di tutto è che ritengo questo prodotto una rivoluzione tale da meritare un piano di portata internazionale. E per fare questo occorreva un’organizzazione solida, dotata di risorse importanti. Perciò ho presentato l’idea a otto imprenditori della zona che hanno aderito con entusiasmo, creando una società ad hoc, il Gruppo Iri – Imprenditori riuniti italiani, e mi hanno affi dato il compito di gestirne lo sviluppo, mettendo a disposizione le risorse e il loro appoggio. Devo dire che si tratta di un gruppo di imprenditori ben scelti, con una caratteristica in comune: la volontà di affrontare la crisi economica con una strategia d’attacco e non di difesa come stanno facendo molti. Insieme a loro è nato un progetto di franchising su scala mondiale, per il quale sono previsti investimenti importanti, basati su un piano a cinque anni che prevede l’apertura di 350 punti vendita, tra diretti e affiliati». 100% Innovation 100% De qualité 100% Sans conservateur 100% Made in Italy

La Glace qui donne du Goût aux Fruits

Sede Legale / Siège Statutaire: Via Solferino, 12 - 25124 Brescia - Italy Sede Operativa / Siège Social: Via A. Volta, 27/B - 25010 San Zeno Naviglio (Bs) - Italy Tel./Fax +39 030 35 44 210 w w w. g r u p p o i r i . c o m

Ci dà qualche dettaglio in più? «Il progetto di franchising si articola in tre proposte. La prima si rivolge a gelaterie già esistenti, offrendo loro la possibilità di divenire Master Partner Iri e aderire alla rete a marchio Non Dirmi No mantenendo la loro struttura e inserendo i nostri prodotti. La seconda punta invece a creare nuovi punti vendita a marchio Bel Gelato Outlet. Per questa è previsto un format completo, ma il punto qualificante è proprio quello dell’outlet, cioè prodotto di alta qualità a prezzo competitivo: 12,90 euro al kg, contro 20 delle altre gelaterie. La nostra strategia punta molto sul take away, per il quale abbiamo studiato tutti i dettagli, compresa la confezione, nella quale i gusti restano separati e non si mescolano come succede di solito. Infine è previsto un format di graniterie, a marchio Granita Express, che sfrutta la possibilità offerta dai preparati di ottenere granite eccezionali. Naturalmente, il tutto è accompagnato da numerose iniziative di marketing, dalla pubblicità tradizionale a eventi per coinvolgere i giovani, fino a quelle finalizzate alla fidelizzazione».

C’è qualcosa che desidererebbe far sapere ai lettori? «Sì. Il nostro gruppo è, ovviamente, orientato al business, ma non dimentica la responsabilità sociale. Per questo ha avviato due iniziative: Iri Academy e Fondazione Iri. La prima è stata pensata per formare ragazzi all’ultimo anno di scuola professionale: sette giorni di corso, a costo zero, per diventare mastro gelataio e imparare ad avviare un’attività in proprio. Tra l’altro, Iri si offre come garante presso banche e istituti finanziari per giovani meritevoli che vogliano aprire una gelateria. Con la Fondazione Iri stiamo invece curando un progetto solidale per l’apertura di una scuola elementare in Kenya. Un progetto a cui tengo con tutto il cuore: per me è una sorta di riconoscimento a un Paese a cui sento di dovere molto.

Gelato pronto in 7 minuti Il progetto in franchising del Gruppo IRI si basa su due pilastri: un mercato in crescita e un prodotto base di nuova formulazione che consente di unire qualità, naturalità, assenza di conservanti, bassi costi (quindi margini elevati) e semplicità di utilizzo. Per il gelato alla frutta (disponibili 24 gusti) si usa Nesfruit, a base di frutta fresca. Con una busta da 1,5 kg di Nesfruit, 2,5 l d’acqua e 1 kg di zucchero si ottengono 5 kg di gelato. Per i gusti di crema (disponibili 10 gusti) il preparato si chiama Nescream. Per 4 kg di prodotto finito servono una busta da 1,5 kg di Nescream, 2 l di latte magro e 500 g di zucchero. Tempo di realizzazione per entrambi: circa 7 minuti. Semplici anche le attrezzature: un mixer da gelateria (o una frusta) e un mantecatore. Info: Tel. 030 3544210 www.gruppoiri.com info@gruppoiri.com

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Un nome azzeccato, primo e per tutti sinonimo di vacanza, ma anche perfetto per materializzare anche nei più dinamici la voglia di restarsene così, semplicemente, a guardare quell’incantesimo di colline che a pochi chilometri dal mare incornicia un angolo di Marche difficile da dimenticare. Montecosaro, in provincia di Macerata, adagiato su uno di quei poggi lungo la valle del fiume Chienti, vicinissimo alle belle spiagge di Civitanova Marche, uno de “I Borghi più belli d’Italia” e da quest’anno inserito (insieme a Gradara per la regione Marche) ne “I Gioielli d’Italia”, offre la possibilità di scoprire chiese e pievi romaniche, un museo del cinema unico in Italia, un piccolo teatro che è una vera chicca e nel terzo weekend di luglio “Passeggiare Degustando”, una piacevolissima camminata all’interno delle mura del borgo medievale alla scoperta dei prodotti enogastronomici del territorio.

Particolare della camera “Fiordaliso”

Particolare della camera “Lavanda”

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Al Dolce Far Niente - Country House Qui, Daniela e Fiorenzo, insieme ai figli che seguono la parte pubblicitaria, legati dal gusto per il buon vivere, hanno avviato un’attività ricettiva che da sola vale il viaggio. In questa residenza di campagna ricavata da un antico cascinale del 1899 nel verde dei noci, tra i girasoli, il giardino, la piscina e la vista da cartolina, si intuisce che l’ospitalità va oltre la forma dell’accoglienza famigliare e promette una sostanza fatta di sapori e saperi perfetti per un’esperienza culturale a tutto campo. Con il futuro “Dolce Far Niente” è stato amore a prima vista; da qui la voglia di farne un luogo speciale, dove le persone oltre che sentirsi come a casa (ben accolte e decisamente coccolate) potessero entrare in contatto con i tesori della regione, a partire da quel preziosissimo mosaico di prodotti tipici e relative specialità enogastronomiche custodite e tramandate da secoli con l’atavica modestia di chi vive qui e le mantiene senza alcuna forma di autopromozione al di fuori del perimetro regionale.


Con questo spirito la coppia è entrata nelle case dei vicini, ha stretto conoscenza con chi lavora la terra e produce, con le autorità, con chi si occupa anche dei tesori storico-artistici di Montecosaro e dintorni. Al “Dolce Far Niente” si arriva da una di quelle strade bianche tipiche della campagna più vera: un cancello si apre, e un lungo viale, fiancheggiato da pini marittimi, conduce alla Country House che è formata da due corpi: il casale, dove si trovano a piano terra la reception, il grande portico dove fare colazione e cenare a lume di candela davanti ad un panorama dolcissimo, e il salone con il camino; al primo piano troviamo invece quattro camere (due doppie, una tripla e una quadrupla), dotate di bagno privato, riscaldamento e raffrescamento autonomi, e arredate Shabby Chic con tocchi di originalità.

Poco lontano, troviamo il vecchio ricovero degli attrezzi, trasformato in due camere quadruple (con gli stessi servizi e lo stesso stile di quelle del casale): una accessibile anche agli ospiti diversamente abili, l’altra con un portico privato, ideale per chi vuole quel pizzico di privacy in più, anche se al “Dolce Far Niente” è diventata abitudine ritrovarsi tutti insieme e conversare come vecchi amici anche se ci si è appena conosciuti, magari con un bel bicchiere di vino marchigiano dei produttori locali. Particolare della camera “Calla”

Al Dolce Far Niente - Country House

Una nottata al Dolce Far Niente

“In questo posto magico e riposante, i nostri ospiti si sentono casa, e quando ci si saluta ci sentiamo gratificati, ma anche un po’ più soli” ci dice Fiorenzo. Le cene, inizialmente solo una “cortesia” per la sera d’arrivo, sono diventate un’abitudine, ma restano esclusiva per gli ospiti. Daniela propone piatti tipici marchigiani, rivisitati in parte per renderli adatti alle esigenze alimentari moderne. “Tanti bresciani, coppie, famiglie con bambini e ragazzi, ma anche persone da tutta Italia e dall’Europa sono venuti a trovarci, e scoprendo le Marche, hanno capito perchè due persone delle loro parti se ne sono venuti qui” dice con orgoglio Daniela. Perchè non scoprirlo anche voi?

Il viale di ingresso del Dolce Far Niente

Dolce Far Niente Country House Località Asola - Montecosaro (MC) phone: +39 0733 229775 mobile: +39 339 8650521 mobile: +39 339 8769848 website: www.aldolcefarniente.com email: info@aldolcefarniente.com

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MICHELE TORREGGIANI

Ph. Marco Lucini

ezzo milione di passeggeri in una settimana, un entusiasmo collettivo, la favola che si trasforma in realtà concreta ed anni di disagi e traffico deviato, che lasciano il posto a sorrisi e gioia. E’ una partenza entusiasmante, quella della metropolitana di Brescia, che va anche al di là delle aspettative di tecnici e amministratori, tanto che si parla già di cambiamento delle abitudini dei bresciani. Ed i numeri della prima settimana sembrano confermarlo. I passeggeri si sono ormai attestati tra i 35 e i 40mila giornalieri, cresciuti rispetto al primo giorno d’apertura con biglietto, quando si erano fermati a 30mila. Se sommiamo

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anche la festa del primo weekend d’inaugurazione, quando il metro e rimasto aperto gratuitamente per farlo conoscere ai bresciani, raccogliendo in due giorni qualcosa come 250mila visitatori, i passeggeri oscillano tra i 450 e i 475mila. Il successo è scontato, anche se restano alcuni nodi sul tavolo: i parcheggi scambiatori saranno pronti a maggio, l’accesso alle biciclette è escluso nelle ore di punta, le poche maniglie sui treni, i difetti dei distributori automatici di biglietti, che non accettano le banconote. Ma tutto sommato si tratta di questioni risolvibili. Il sistema automatico ha dato prova di efficienza e i bresciani sembrano entusiasti del nuovo mezzo. La macchina, o meglio la metro, deve essere ancora rodata, ma i


presupposti per una esito positivo ci sono tutti. Il servizio, inizialmente strutturato, con corse dalle 6 alle 22, sette giorni su sette, con frequenze tra i 6 e i 10 minuti, da aprile, passa dalle 5.15 alle 22.30, con possibilità di prolungamenti serali nel weekend. L’avvio del servizio della metropolitana «cancella» la linea 1 dei bus, ma l’alternativa oltre al Metrobus, per la tratta servita dal nuovo sistema, è stata organizzata, infatti, la deviazione della linea 2, che copre le mancanze lungo questa direttrice che per molto tempo ha rappresentato il sistema portante del trasporto pubblico cittadino. Questo vale in particolare per il tracciato che copre via Cremona in tutta la sua lunghezza, sia in andata che al ritorno.

Nell’andata il percorso va dalla coincidenza col Metrobus di Volta sino a via Mazzini, passando per la Stazione Fs. Nel ritorno la «2» scenderà da via Mazzini, via XX Settembre, via Zima, via Cremona e quindi via Lamarmora. Intanto, basta salire su uno dei bus arancioni tra Mompiano e la Volta per accorgersi che la sostanziale coincidenza dell’attuale percorso della linea 1 con parte del tracciato del metro, ha già comportato un cambio di vettore da parte dell’utenza di Brescia Trasporti. Dalla Volta a viale Europa, l’immediatezza di spostamento garantito dalla metropolitana resta imbattibile. Così capita che dalla ressa delle scorse settimane lungo la 1, il trasbordo sul metro abbia reso i bus un deserto.

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Aigues Mortes

a cura di: Simone Mor

Ma che caldo fa oggi? Sono solo le otto del mattino e la temperatura sfiora già i 25 gradi. Ma che importa! Siamo o non siamo in vacanza... e quindi on the road again! Chissà dove ci porteranno i nostri piloti oggi. Se non sono completamente sfasati, l’idea di ieri era di visitare la città fortificata di Aigues Mortes che non è lontanissima da Saint Gilles. Ok confermato. Partiamo sotto un sole cocente, nel senso che, se avessimo a disposizione delle uova fresche si potrebbe farle cuocere appoggiandole sulle testate dei nostri cilindri. L’itinerario è fantastico. Piccole strade secondarie scorrono in mezzo alla campagna della Camarque offrendo ai viaggiatori un percorso dove perdersi diventa piacevole. Il territorio è un grande ecosistema formato dalla foce del Rodano e si possono ammirare numerosi fenicotteri, cavalli e tori liberi al pascolo. Lo spettacolo della natura che ci contorna è molto simile a quello che si può ammirare alla foce del nostro fiume Po, ma come spesso accade le cose all’estero ci sembrano sempre più belle, sarà forse l’effetto vacanza. Arriviamo ad Aigues Mortes che si presenta come una maestosa città muraria perfettamente tenuta. I nostri piloti cercano un po’ di ombra per noi povere moto, ma penso che la ricerca sia dovuta principalmente per non ritrovarsi poi delle selle ustionanti. All’interno delle mura le alte case offrono preziosissime macchie d’ombra che proteggono i numerosi turisti dalla caligola francese. Lungo le vie principali ci sono

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numerosi negozi che offrono prodotti e souvenir della zona, e quasi tutti i negozianti espongono in modo originale e creativo i propri articoli. L’estro artistico francese è ovunque e l’ordine urbanistico crea un piacevole luogo dove passare delle ore spensierate. La piazza principale è dedicata invece ai numerosi ristorantini che offrono le specialità della zona. Una caratteristica del Sud della Francia è proprio quella di vedere concentrata nelle piazze la vita mondana dei Francesi e dei turisti. Ma non solo nelle piazze dei centri più grandi, anche nei piccoli borghi, le amministrazioni dedicano una particolare cura a questi spazi dove la gente ama ritrovarsi. I nostri piloti seduti ad un tavolino all’aperto gustano dei branzini aromatizzati con il sale tipico delle saline della zona e per finire un dolce a base di formaggio, strano ma vero. Dopo essersi rifocillati ben bene i nostri piloti decidono di ripartire in direzione Arles. Nooo!! Disastro. Sotto il cardano della “mucca” si è creata una pozza di olio e tale segnale non è bello... Sembra proprio che le guarnizioni si siano rovinate e l’olio di lubrificazione è completamente fuoriuscito. Dobbiamo comunque rientrare in Hotel poi si deciderà il da farsi. Uno dei geni decide che si può provare inserendo nel cardano il grasso lubrificante delle catene di trasmissione, dovrebbe almeno permetterci di ripartire. Sembra che la cosa funzioni ma la vacanza adesso ha subito un forte imprevisto. ...Continua...


NUOVO ORARIO - 9.30-12.30 15.00-19.30 SABATO ORARIO CONTINUATO 9.30 - 20.00 dOmeNICA ApeRTO 15.00 - 19.30

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di Emanuele Lumini Consulenza Societaria, Tributaria ed Aziendale www.studiolumini.it

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on la circolare 2/E/2013 di recente emanazione, l’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori chiarimenti in materia di responsabilità in ambito fiscale tra committente, appaltatore e subappaltatore.

L’intervento era molto atteso al fine di dirimere una serie di dubbi che permanevano dopo il precedente intervento avvenuto con la circolare dell’8 ottobre 2012 n. 40. L’art. 13-ter del DL n. 83/2012, convertito nella L. n. 134/2012, ha infatti ulteriormente modificato la disciplina dell’art. 35 del DL n. 223/2006, convertito nella L. n. 248/2006. È stata estesa, in particolare, la responsabilità all’Iva, oltre che alle ritenute fiscali sul reddito da lavoro dipendente, e prevista una sanzione amministrativa per il committente che non richieda il rilascio dell’attestazione di regolarità fiscale. Nello specifico il dettato normativo modificato prevede che, il committente nei confronti dell’appaltatore e l’appaltatore nei confronti del subappaltatore, richiedano alla controparte [l’appaltatore nel primo caso ed il subappaltatore nel secondo] una specifica documentazione, prima di pagare il corrispettivo. Quest’ultima deve attestare il regolare versamento delle somme dovute a titolo di Iva e di ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente, derivanti dal contratto d’appalto stipulato, il cui termine di versamento sia scaduto alla data dell’attestazione. Il mancato rilascio dell’attestazione comporta sia una responsabilità solidale in capo all’appaltatore, per le somme non versate dal subappaltatore a titolo di Iva e ritenute fiscale da lavoro dipendente, derivante dal contratto di appalto stipulato, i cui termini siano scaduti alla data di incasso del corrispettivo, che una sanzione amministrativa fino ad € 200.000.

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Un primo chiarimento della circolare 2 / 2013, specifica che la responsabilità solidale si applica in tutti i settori economici e non soltanto nel settore dell’edilizia, viene infatti precisato che la finalità della norma è quella di far emergere la base imponibile in relazione alle prestazioni di servizio rese in esecuzione ai contratti d’appalto nella loro generalità. Sempre in relazione all’ambito oggettivo, viene inoltre precisato che la responsabilità è riferita alle sole fattispecie riconducibili al contratto di appalto di cui all’art. 1655 c.c. Sono quindi escluse dal campo di applicazione della nuova disciplina le tipologie contrattuali diverse dal contratto di appalto o subappalto di opere e servizi quali, ad esempio: gli appalti di fornitura dei beni; il contratto d’opera, disciplinato dall’art. 2222 c.c.; il contratto di trasporto di cui agli artt. 1678 ss. c.c.; il contratto di subfornitura disciplinato dalla L. n. 192/1998; le prestazioni rese nell’ambito del rapporto consortile. Per quanto concerne il profilo temporale, viene ribadito che la nuova disciplina si applica ai contratti stipulati dal 12 agosto 2012 (entrata in vigore della L. n. 134/2012), viene chiarito che l’eventuale rinnovo del contratto deve ritenersi equivalente ad una nuova stipula e, pertanto, la disciplina in esame è applicabile, a partire dalla data di rinnovo, anche ai contratti rinnovati successivamente alla data 12 agosto 2012. Viene infine chiarito che la certificazione [anche in forma di autocertificazione del prestatore] può essere rilasciata in modo unitario per Iva e ritenute anche con cadenza periodica ed attestare la regolarità dei versamenti scaduti prima di tale data. Infatti l’autocertificazione è riferita a versamenti scaduti e non può avere come oggetto fatti successivi al suo rilascio. Si ritiene, in conclusione, che nonostante il tentativo da parte dell’agenzia delle entrate di semplificare gli adempimenti connessi con tali obblighi, tale strumento sia sproporzionatamente oneroso per le imprese rispetto agli obiettivi di evasione che si propone.


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Via Fratelli Lechi 13, 25121 Brescia Tel/Fax 0305030934 www.studiocappiello.it Il dott. Cappiello è delegato Aduc (Associazione per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori) per Brescia

L’esito delle votazioni italiane riporta la volatilita sui mercati Torna la volatilità sui mercati finanziari, aumenta lo spread BTP/Bund e torna la paura. Una delle caratteristiche dei mercati finanziari che maggiormente tormentano gli investitori è quella della volatilità, soprattutto nel bel mezzo dell’attuale grave crisi sistemica mondiale, il cui equilibrio, costruito sul primato della finanza rispetto all’economia reale è, a giudizio di chi scrive, irrimediabilmente perduto. Dalla crisi in corso dovrà necessariamente emergere un nuovo equilibrio sostenibile, sulla base di un nuovo paradigma. La strada è ancora lunga e i tempi dipenderanno dalle misure che l’Europa prima di tutti sarà in grado di mettere in campo per rilanciare la crescita nel breve termine. All’austerità e al rigore imposti dalla Germania di Angela Merkel, dovranno seguire misure di rilancio economico rapide, credibili ed efficaci. Il fattore Grillo emerso in tutta la sua forza dirompente dalle recenti elezioni di casa nostra può essere un forte monito per l’Europa:

l’austerità da sola produce vere e proprie emergenze umanitarie come ci insegna il caso della Grecia. In ogni caso è meglio che l’investitore medio prenda atto sin da subito che, siccome nessuno è in grado di sapere esattamente come andrà a finire, è assolutamente inutile affannarsi a rincorrere le notizie di mercato per cercare di fare il colpo giusto, al contrario, è molto utile imparare a conoscere se stessi e capire come si reagisce emotivamente agli alti e ai bassi del proprio portafoglio, imparando a difendersi in modo consapevole. Generalmente quando i movimenti assumono segno positivo destano grande interesse e soddisfazione,

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quando i movimenti assumono segno negativo, procurano ansie e gravi preoccupazioni. In entrambi i casi tanto più ampie e rapide saranno le variazioni, tanto più istintive saranno le reazioni. In realtà sono due facce della stessa medaglia e, se correttamente valutate e comprese, consentono di fare investimenti coerenti con i propri obiettivi e con la propria propensione al rischio, assumendosi solo i rischi “necessari” che si è in grado di tollerare, imparando ad attenuare gli stati d’ansia che portano a reazioni emotive. A giudizio di chi scrive, un modello per ottenere questo tipo di risultato è quello della pianificazione finanziaria per obiettivi, basata sull’idea di sostanziale imprevedibilità dei mercati finanziari; perché sposta l’attenzione dalla performance alla pianificazione per obiettivi; perché consente di vedere il denaro non più e non solo come strumento di produzione di altro denaro, bensì come una risorsa fondamentale da utilizzare per il soddisfacimento dei propri bisogni, imparando a prendersene cura in maniera consapevole. Fare proprio questo modello, ci aiuta a disintossicarci dalla dipendenza dalle previsioni finanziarie, da tutte quelle notizie condite da dotte argomentazioni che sembrano dimostrarne con assoluta sicumera la validità, salvo scoprire, a distanza di qualche giorno, una lettura di segno opposto a seguito di un qualche evento straordinario ed inatteso. Purtroppo in questo settore ci sono ancora troppe


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persone che ritengono che gli esperti abbiamo in qualche modo la possibilità di fare previsioni finanziarie di una qualche attendibilità. In effetti chi fa previsioni fa il suo lavoro, probabilmente è chi le usa che ne abusa, anche perché il tam tam mediatico è sempre tale che difficilmente ci si può sottrarre. Ecco allora che il nostro approccio all’investimento è in grado di fare una differenza sostanziale. Mi spiego, se noi investiamo con l’obiettivo di ottenere la massima performance possibile, in assoluto e, se consideriamo l’investimento alla stregua di un gioco tipo lotteria dal quale ottenere sempre il massimo, allora tendiamo a dar credito a tutte quelle notizie che in teoria sono rivelatrici di probabili andamenti strepitosi dei mercati e/o dei titoli e ci esponiamo a rischi di gran lunga superiori a quelli “necessari” e ragionevoli. Di fatto accade che tralasciamo le verifiche più approfondite e vediamo solo ciò che vogliamo vedere e, anche quando accade l’esatto opposto, lo giustifichiamo e lo facciamo rientrare nello schema mentale che ci siamo costruiti, aggravando la situazione e perseverando nell’errore. Ci sono molti studi di finanza comportamentale che spiegano questi comportamenti, come quello ad esempio di non voler mai vendere in perdita. Farlo significherebbe ammettere di aver sbagliato e paradossalmente ci si nega la possibilità di rimediare. Al contrario, se il nostro approccio agli investimenti è equilibrato, se viene fatto tenendo conto di tutti gli elementi necessari alla corretta implementazione di una qualunque strategia di investimento coerente con gli obiettivi prefissati, allora il nostro approccio non è più casuale, ma ragionato, e le nostre eventuali risposte, di fronte alle repentine variazioni dei corsi azionari, non saranno più di tipo reattivo, ma saranno naturalmente più meditate, perché rientreranno in una visione più ampia che trascende le singole fluttuazioni quotidiane.

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Benessere a misura di persona

a cura di Michele Torreggiani

n centro relax, elegante, raffinato, dove riservatezza e qualità gli fanno da padrone, il tutto ad un giusto costo. Il nuovo Istituto si trova nella centrale Piazza Garibaldi a Brescia, vicino al cuore della città. Aperto a dicembre, “Armonia della bellezza” è un centro estetico e di dimagrimento che merita davvero di essere conosciuto per il suo speciale modo di essere. La proposta, presentata dal qualificato staff guidato da Valentina, ha come punto di riferimento il benessere, inteso nel suo significato più ampio e riferito in modo mirato ad ogni singola persona. Il tutto per un rapporto basato sulla massima familiarità e sulla volontà di far sentire l’ospite come se fosse a casa propria. Per “Armonia di bellezza” non si parla di “cliente”, un termine che sembra collegato ad un legame freddo e distaccato, ma ospite appunto, come a casa, tra amici e in una tonificante atmosfera di assoluto relax. È questo il servizio che il centro cittadino riesce ad offrire, qualcosa di molto più completo

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ed approfondito di quello che potrebbe essere considerato un semplice trattamento di bellezza o di dimagrimento. Ognuno può contare su un disegno personalizzato, modellato in base alle sue specifiche esigenze e studiato nei minimi particolari grazie anche all’apporto di esperti: “Chi viene da noi – conferma Valentina – sa di poter contare su un servizio, non solo qualificato e di estrema professionalità, ma che si distingue anche da quello di tutti gli altri centri estetici per la cura che riserviamo ad ogni singola persona. I nostri trattamenti vengono eseguiti su appuntamenti e studiamo, sempre insieme alla singola persona, le problematiche da affrontare e il modo migliore e più efficace per risolverle. L’Istituto funge anche da centro di formazione. Il 9 aprile prossimo, alle 15.00 è già stato organizzato un incontro con il Dott. Andrea Benedetto, specializzato nel dimagrimento con


TRE ENERGIE DI BELLEZZA PER REGALARTI IL CORPO CHE HAI SEMPRE DESIDERATO Adiposità localizzata Inestetismi della cellulite Inestetismi delle smagliature Micro-lifting del seno e del decolletè Tono ed elasticità della pelle Linfodrenaggio

dieta a zona. Grazie anche al suo qualificato parere, noi proponiamo alla persona interessata un vero e proprio percorso, che, portato avanti attraverso tappe ben precise e senza l’assillo di alcun traguardo intermedio da raggiungere in un determinato tempo, conduce la persona che ha chiesto il nostro intervento a risolvere il suo problema in assoluto relax, proprio come se fosse per tutto il tempo a “casa propria”. Con l’ospite si crea immediatamente un rapporto di grande famigliarità, che permette di approfondire al massimo la situazione, individuando le esigenze più sentite. Il tutto con la flessibilità di trattamento immediato, anche se l’Istituto preferisce la possibilità di fissare incontri tramite appuntamento perché rende molto più confortevole e mirato il servizio. Questo nella consapevolezza che l’appuntamento consente di studiare nei dettagli quello che è meglio fare nel specifico caso. “Le problematiche per le quali è possibile rivolgersi al nostro centro – prosegue Valentina – sono diverse. Possiamo andare dalle rughe al dimagrimento, dalla pelle secca a tutti i problemi legati alla bellezza, ma comprendiamo anche questioni relative allo stress, situazioni che noi affrontiamo con il nostro staff che si dedica espressamente alla singola persona e alle sue esigenze e che risolviamo nell’intento di accompagnare chi si rivolge a noi a recuperare il pieno benessere. È per questo che il nostro trattamento non si limita all’aspetto fisico strettamente inteso, ma riserviamo una cura altrettanto professionale al punto di vista psicologico ed anche in questo caso lo facciamo grazie all’aiuto di esperti particolarmente qualificati”.

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d metalla”. Con questa locuzione gli antichi romani usavano designare coloro che venivano destinati al lavoro di estrazione di minerali ferrosi dalle miniere dell’Impero. La presenza nella media Valle Camonica e nella Valle Trompia di aspre montagne gravide di metallo spinsero i romani a dare vita ad importanti attività siderurgiche, che nel corso dei secoli consentì la nascita di un economia del ferro fatta di realtà artigianali e industriali ancora presenti sul territorio bresciano. Una delle maggiori realtà imprenditoriali, testimone di questa antica tradizione, è la Savelli SpA. La Savelli è una storica azienda famigliare bresciana che opera in due settori industriali diversi, ma molto sinergici fra loro: il settore degli “impianti per fonderia” e in quello della “carpenteria meccanica”, due branche strettamente legate all’attività siderurgica. Situata al numero 4 di via Cacciamali, sul lato destro dell’autostrada che da Milano corre verso Venezia, la Savelli è un’azienda che è in grado di progettare, realizzare e manutenere impianti di fonderia su commessa, e di realizzare strutture metalliche elettrosaldate che possono raggiungere le 400 tonnellate. L’impiantistica per fonderia è il “core-business” dell’azienda. I suoi impianti sono tra i migliori del mondo e gli accorgimenti tecnologici adottati, come il sistema di compattazione della forma Formimpress®, hanno permesso all’azienda bresciana di gravitare nelle più alte sfere dell’empireo mondiale del settore, confrontandosi alla pari con aziende di grande prestigio come la Heinrich

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Wagner Sinto (HWS) e la Künkel-Wagner (KW). Non è un caso che la Savelli venda i suoi prodotti in una trentina di Paesi, ed il tabulato clienti elenchi 240 imprese tra le quali la Brembo, la Renault, l’Altajvagon, la Randon, la Hyundai, la Buderus e la Deere & Company (John Deere). In Brasile l’azienda bresciana possiede una propria società, la Savelli do Brasil, in grado di servire tutto il mercato dell’America Latina. La “personalizzazione” è il fattore che distingue la Savelli dalle altre aziende con cui si confronta. Rispetto a queste ultime, che puntano maggiormente alla realizzazione di prodotti standardizzati, l’azienda bresciana si è specializzata in una sorta di “sartorialità”, ossia nella produzione di impianti cuciti “su misura” del committente. «La sartorialità è ciò che permette alla nostra azienda di avere un vantaggio tecnologico rispetto ai nostri concorrenti e di essere quindi riconoscibili dai nostri potenziali clienti», dice Francesco Savelli, attuale direttore commerciale e marketing della Savelli SpA. «Oggi, per stare su un mercato internazionale, una realtà in cui sono presenti clienti di nazionalità diverse, con esigenze e abitudini lavorative diverse, è necessario essere in grado di ottemperare a tutte le richieste. Il cliente cinese, per esempio, ha delle esigenze diverse da quello russo, che richiede un impianto regolato perfettamente sulla produzione di pezzi in acciaio destinati all’industria ferroviaria, dato che altre tipologie di industrie, come quella automobilistica, non sono ancora sviluppate. In più c’è da tenere conto che ogni cliente ha un proprio sito produttivo nel quale deve essere collocato l’impianto.

Nell’immagine in alto l’azienda Savelli S.p.a. Nella pagina accanto Francesco Savelli


Ecco allora che noi siamo in grado di studiare, progettare e realizzare degli impianti in grado di soddisfare le più diverse esigenze». All’interno dell’azienda bresciana lavorano 140 persone ed il Presidente, Luigi Savelli, è affiancato al vertice dai fratelli Severino e Giuseppe. Con loro sono impegnati anche i sei nipoti, rappresentanti della sesta generazione della famiglia. La storia imprenditoriale della famiglia Savelli inizia in Franciacorta, precisamente a Monterotondo, nel lontano 1842, quando Egidio Savelli aprì la sua prima bottega per la mascalcia. Da quel preciso momento i membri della famiglia bresciana che si sono succeduti alla guida della loro attività hanno sempre adottato il “realismo” come prassi del loro agire. Per riuscire in maniera efficace a cavalcare il cambiamento hanno cioè sempre fatto quello che potevano, dov’erano, con quello che avevano. E cosi sono stati maniscalchi, fabbri, carpentieri, carpentieri metallici, carpentieri meccanici, infine costruttori di impianti di fonderie. Le loro decisioni hanno sempre seguito la strategia dei cerchi concentrici, trasferendo ed innovando le competenze ereditate dai loro padri, adattandole alle nuove realtà e ai nuovi bisogni. Il fuoco acceso nella fucina del maniscalco Egidio Savelli a Monterotondo centosettantun anni fa, ha continuato ad ardere nell’officina delle Bettole di Camignone, nell’azienda di Valenzano, in quella di Cologne, ed ora accende i forni degli impianti di fonderia costruiti nella grande azienda di Brescia: la Savelli SpA. «Sono orgoglioso di lavorare in un azienda con una così lunga storia – afferma Francesco Savelli –, perché se c’è un fenomeno che si può notare, osservando i mutamenti dei grandi gruppi internazionali, è che ogni tre o cinque anni cambiano la proprietà o l’azionariato di riferimento. Noi, invece, continuiamo a lottare con la conoscenza che abbiamo, che deriva dall’esperienza tramandata dai nostri padri». Il problema, denuncia il rappresentante della famiglia bresciana, è che il “sistema Italia”, quasi sempre non si rivela all’altezza delle sfide della globalizzazione. «Per la nostra azienda i più temibili concorrenti non sono i cinesi, che solo da poco hanno cominciato a ricalcare la nostra tecnologia, senza però riuscire, nel contempo, a realizzare un prodotto e ad offrire un servizio paragonabile al nostro. I nostri maggiori concorrenti sono i tedeschi. La forza della loro industria automobilistica ha dato un impulso ai nostri competitor che ci ha penalizzato; inoltre i tedeschi dispongono un sistema economico-politico che

funziona e che, a differenza del nostro, è in grado di offrire un mercato finanziario in cui il credito è garantito». La Savelli, in questi ultimi anni, ha saputo reagire con grande energia alla congiuntura internazionale. Nel 2007, ossia nell’anno in cui si cominciarono ad avvertire i primi “segni” della recessione, riuscì ad acquisire la commessa per la costruzione dell’ impianto di formatura di un importante azienda russa: l’ Altajvagon, una delle più grandi fabbriche della Repubblica Federale Sovietica, produttrice di vagoni ferroviari. Nel 2010 acquisì la più importante commessa che sia mai riuscita a ottenere nel corso della sua lunga storia, ossia l’ ordine ricevuto dall’americana Deere & Company (una delle principali aziende al mondo produttrici di macchinari agricoli) per la costruzione di un impianto di formatura da 120 forme complete/ora, l’impianto di preparazione terre e il sistema completo di raffreddamento e di staffatura per realizzare getti fusi in ghisa ad alta qualità e resistenza, da installare sui trattori prodotti dal gruppo americano. Relativamente al futuro la famiglia Savelli crede che l’azienda bresciana che porta il loro nome riuscirà, malgrado la situazione estremamente difficile, a rispondere in maniera efficace alle sfide del nostro tempo; questo perché è convinta che i prodotti italiani posseggano un valore aggiunto inimitabile, che deriva dalla nostra lunga e gloriosa storia: «Se c’è una cosa di cui siamo consci – osserva Francesco Savelli - è che i nostri prodotti, anche da un punto di vista tecnologico, sono superiori. I nostri prodotti sono superiori perché i tecnici italiani che li progettano posseggono una creatività maggiore; un attitudine che li porta a sviluppare delle soluzioni tecnologiche più innovative rispetto a quelle della concorrenza. Proprio recentemente ho letto un articolo apparso su una rivista internazionale che diceva che il marchio Ferrari è quello più conosciuto al mondo. Quello che voglio dire è che noi italiani, quando riusciamo a trasferire il nostro piacere per la vita e per la bellezza nella tecnologia, raggiungiamo il top. Se c’è infatti un motivo per cui molte aziende italiane sono riuscite ad avere successo sul mercato mondiale, è proprio perché alla loro tecnologia hanno aggiunto la bellezza del design italiano». Qualcosa di simile lo amava ripetere anche il mitico Enzo Ferrari: “Non mi basta che un motore sia perfettamente funzionante; deve anche essere bello”. Bello come quel Paese, il nostro, sopra cui sorse quell’Impero che ancora oggi tutto il mondo ammira e, continuamente, ne ricorda la grandezza.

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Il primo romanzo ambientato sul Lago d’Iseo, scritto da Eliana Bordogna

ra le montagne di un paesino svizzero e la sponda bresciana del lago d’Iseo, una storia di amore, passione e guerra. Un fotoreporter italiano è sopravvissuto a una terribile strage avvenuta in Bosnia, durante la guerra, molti anni prima. Non è ancora riuscito a lasciarsi alle spalle quella vicenda. Decide quindi di lasciare Brescia, la sua città, e di trasferirsi a Champery, lontano da affetti e ricordi. È li che incontra Anna, la donna che lo sconvolgerà al punto di portarlo a fare davvero i conti con i traumi del passato e con gli incubi che lo assillano nel presente. Pagine di storie che s’intrecciano, di anime che si sfiorano, di vite che s’incontrano, in un romanzo dal fascino antico, dove non mancheranno i colpi di scena. E sullo sfondo della trama continuano a tornare i tulipani rossi, come il sangue, come la passione. La peculiarità del romanzo, il primo mistery ambientato sul lago d’Iseo che s’inspira a un fatto di cronaca realmente accaduto, è, per noi bresciani, il fatto che si ambienta sul nostro territorio. A Sale Marasino abita infatti il detective che aiuterà Anna, la cooprotagonista, a cercare Kriss, il protagonista, a Brescia. Anna, nel corso della sua permanenza, avrà modo di conoscere alcune località bresciane, le loro tradizioni e i piatti tipici delle nostre zone. Un romanzo ben radicato sul territorio insomma, che però affronta temi “umani” di grande attualità, con note psicologiche davvero profonde. Pubblicato a metà dicembre dalla casa editrice Arpeggio Libero di Lodi (www.arpeggiolibero.it) ha già venduto 300 copie in soli due mesi. Si trova alla “Feltrinelli” di Corso Zanardelli, alla “La Libreria” di Via Duomo a Iseo.

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Dichiarazione dell’autrice, Eliana Bordogna: “Un libro che affronta molti aspetti interessanti legati alla dimensione umana, nella sua complessità e fragilità. Non è soltanto la storia d’amore tra un uomo e una donna, ma la storia d’amore tra l’essere umano e la vita, con tutti i dubbi, i drammi e la fatica che porta con sè. Nel libro, grazie a un grande lavoro che affonda le radici nella psicologia e in particolare nello psicodramma moreniano, s’intravedono anche gli strumenti per superare traumi del passato, che spesso ci impediscono di vivere serenamente il presente.”

(Per dialogare con l’autrice è attiva la pagina Facebook “Rosso Tulipano”)

BIOGRAFIA

Eliana Bordogna nasce a Brescia nel 1979. Dopo la maturità classica intraprende subito la strada del giornalismo collaborando con il Giornale di Brescia. Diventa poi telegiornalista e conduttrice televisiva, appassionata di medicina e psicologia, e oggi si occupa delle relazioni esterne della Provincia di Brescia. Nel 2009 il CSV di Brescia pubblica un libro fotografico sul volontariato, del quale la giornalista cura testi e didascalie. Dopo aver conosciuto un fotoreporter, che sopravvisse a un eccidio durante la guerra bosniaca, decide di scrivere una storia ispirandosi a questa vicenda. L’autrice, oggi al suo esordio con “Rosso Tulipano”, si è ispirata a fatti realmente accaduti, trasformandoli in un romanzo carico di forza e di realtà. Quella realtà che ognuno di noi incontra tutti i giorni, fuori o dentro il suo cuore, e che in “Rosso Tulipano” s’intreccia nelle storie dei personaggi con l’amore, la sofferenza, la passione, la paura, ma soprattutto con la voglia di ricominciare.


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Nel 115° anno dalla nascita di Enzo Ferrari (18 Febbraio 1898)

a cura di Motorsport News

a vittoria piu’ bella?” Quella che deve ancora venire!” Con questa frase, di Enzo Ferrari, incredibilmente significativa, Luciano Dal Ben ha iniziato la relazione sulla vicenda umana di un Uomo il cui nome è divenuto famoso nel Mondo, come costruttore di automobili da corsa e granturismo. Introdotto all’intervento dal presidente del Rotary Brescia Nord, Franco Robecchi, che ne ha brevemente tracciato il profilo sportivo che risulta essere veramente notevole per i successi ottenuti anche al volante di Ferrari, Dal Ben, pur esso rotariano, nel 115° anno della nascita di Ferrari, con la linearità del racconto, la precisione

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nel raccordare gli avvenimenti sportivi con quelli della vita privata nei lunghi anni vissuti, ha svelato una persona dal forte carattere, intransigente con sè stesso e con le persone a lui vicine, poco o niente incline al compromesso, in una vita che seppure coronata da grandi trionfi è stata segnata da tragedie ed immensi dolori. Il rischio maggiore quando si parla di Ferrari è, senz’altro, quello di scendere nella retorica, mitizzarne la sua persona e crearne un visione, purtroppo, poco realistica. Dal Ben, che ebbe la fortuna di conoscerlo ed anche di incontrarlo, ha rivelato ai presenti un Uomo che ha profondamente creduto nel suo lavoro, dalla ferrea volontà e sempre animato da una incrollabile fiducia in

sè stesso. Sin dalla giovane età Ferrari, venne attratto dalle corse automobilistiche e divenne anche pilota, ma ebbe anche altre passioni quali l’operetta e il giornalismo. Collaborò, infatti, con fogli sia sportivi che di cronaca, e scrisse anche numerosi libri di grande successo. Direttore sportivo dell’Alfa Romeo, quando smise di correre, ottenne lusinghieri risultati dai piloti della sua Scuderia Ferrari, quali Varzi, Nuvolari, Pintacuda ed altri. La sua vita, condotta sempre alla ricerca di un primato, lo vede finalmente, chiuso il rapporto con l’ Alfa Romeo, divenire costruttore. Trasferita la fabbrica da Modena a Maranello, nel 1947 nasce la prima automobile Ferrari. Inizia così,

Sopra: Luciano Dal Ben Nella fotografia in alto nella pagina Enzo Ferrari e Franco Gozzi all’Autodromo di Monza


il secondo grande periodo della sua vita, che grazie ai successi nelle corse e nella costruzione di auto stradali, capaci di dare grandi emozioni, sempre più ambite ed apprezzate, portarono Maranello e la sua persona a divenire meta di incontri ambiti dalle maggiori ed importanti personalità. Come non ricordare: Baldovino, Re del Belgio, Ingrid Bergman, Paul Newman, Yves Montand, Clint Eastwood, Jane Mansfield, Herberth Von Karayan, Marcello Mastroianni, William Holden, Adlay Stevenson, Roberto Rossellini e tanti altri. Venne insignito di lauree ad honorem in ingegneria meccanica e fisica, riscuotendo ammirazione e consensi anche nell’ambiente della F1 dove le sue opinioni e valutazioni vennero sempre tenute in alta considerazione nella stesura dei regolamenti. Se grandi encomi, trionfi e successo personale in tutto il Mondo, senz’altro lo gratificarono, purtroppo l’immenso ed infinito dolore per la perdita del figlio Dino, a soli 24 anni, a causa della distrofia muscolare, nel 1956, ne segnerà per sempre la sua vita. Altre tragedie, purtroppo in uno sportavvoltodal rischio, toccarono Ferrari, vedendo scomparire piloti molto giovani, di grande talento: Castellotti, Musso, Von Trips, Collins, De Portago, Bandini, Villeneuve, che ne scossero il profondo dei sentimenti, ma lo resero consapevole, e di ciò ne parlò anche con un autorevole religioso, che, nelle libere scelte dell’essere umano, nella spasmodica ricerca di un primato e del superamento di un limite, si possa perdere il controllo degli eventi. Sempre consapevole

del suo importantissimo ruolo di costruttore, vede le sue automobili cogliere affermazioni in tutto il Mondo, Campionati di F1 e Sport si susseguono ed egli pensa anche al futuro della sua fabbrica. Nel 1969, sfumato un tentativo di accordo con la Ford, Ferrari cede alla Fiat il 50% della proprietà, tiene per sè il 40% e consegna il 10% al figlio Piero, nato nel 1945 dalla relazione con la maestra Lina Lardi. Inizia così la nuova era della Ferrari che andrà assumendo negli anni a venire tutte le connotazioni di

una industria di altissimo livello e qualità, proseguendo la linea voluta da Ferrari, ma in coerenza alle nuove esigenze tecniche che il cliente “Ferrari” desidera vedere realizzate. Dal Ben ha quindi ricordato, la bella ed importante figura di Franco Gozzi, colto e raffinato che per quarant’anni, vivendo al fianco di Ferrari, ricoprendone i più svariati ruoli di grande responsabilità, appare oggi la persona che, in assoluto, ha conosciuto, come pochi altri, la complessa personalità di quest’Uomo, contribuendo positivamente, senza dubbio,

alle difficili scelte, costruttive, organizzative ed anche umane, che periodicamente necessitavano di soluzioni immediate. La presenza di Luca Montezemolo porta una brezza di rinnovamento e creatività anche negli anni della direzione sportiva, Lauda, pilota di alta qualità, ottiene due Campionati in F1, altri grandi piloti: Ragazzoni, Reutemann, Pironi, Villeneuve infiammano la passione per il Cavallino, ed anche Schekter ottiene un Mondiale F1, mentre grandi risultati giungono anche nel Campionato Sport Prototipi, con grandi affermazioni alla Targa Florio, Daytona, Sebring, Le Mans, Nurburgring, Spa, ecc. Ferrari, uomo attento, meticoloso ed esigente, pur non mostrando emozioni evidenti, possedeva un’umanità ed un senso del “fare del bene” con nobili fini e di grande spessore: oltre ad edificare scuole a Maranello, venuto a conoscenza della necessità, non esitò alla donazione di una risonanza magnetica agli Ospedali di Modena, così come si prese carico di alte elargizioni all’Istituto M. Negri di Milano per favorirne la ricerca scientifica. Lasciò la vita terrena, non prima di essersi avvicinato alla fede, nel 1988, lasciando un’immensa eredità morale che ne connotòil suo esistere, un credo incrollabile nel lavoro e la fiducia in sè stesso che seppe trasmettere, intelligentemente, agli uomini a lui vicini. Dal Ben, chiude la serata, sottolineando quanto, oggi, nel Mondo, Ferrari sia un simbolo di orgoglio e altissima qualità per l’Italia, grazie a quell’Uomo che disse: “Desideravo diventare Ferrari… ci sono riuscito.”

Nell’immagine in alto: Enzo Ferrari a bordo della Ferrari 250 GT Scaglietti. Nel centro pagina: Enzo Ferrari

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i è tenuto dal 3 al 10 Marzo presso Palazzo ‘900 di via Moretto 38 B in Brescia, l’evento artistico del settore fotografico promosso dal Fondo Internazionale Orvieto Fotografia (FioF). Il FioF a fronte della proposta avanzata dall’artista bresciana Gloria V. Fenaroli con il supporto dalla promotrice turistica e culturale Marianna Baldo, ha voluto come capofila la città di Brescia per l’anno 2013. “Brescia è stata una delle tappe più sentite dalla nostra associazione, come momento di promozione nel Nord Italia della fotografia artistica eseguita da professionisti. Sino ad ora il Fiof ha proposto corsi di aggiornamento professionale ed eventi prevalentemente nel centrosud Italia, grazie al nuovo consiglio direttivo di cui è consigliere anche la Fenaroli, stiamo posando il focus su Brescia e sul Nord in generale.” ha affermato il presidente FioF Ruggiero Di Benedetto. Gloria ha altresì esposto con altri fotografi professionisti italiani le proprie opere inedite per la

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tematica Double Face. La mostra collettiva inerente la “doppia faccia” del fotografo professionista di alta qualità, ha messo a confronto i due aspetti del professionista stesso, ossia da un lato colui che possiede uno studio fotografico e realizza immagini di matrimonio di alto livello e dall’altro la “seconda faccia” volta alla realizzazione immagini di free art, esprimendo la propria sensibilità artistica, in un confronto diretto: il professionista commerciale ed il suo alter ego artistico. Oltre alla mostra il 3 Marzo si è tenuta un’interessante e dinamica tavola rotonda dal titolo “Per una riformulazione dell’estetica in fotografia” tenuta dallo psicologo dell’arte ed artista prof. Marcello Bruognolo, dal docente di strategie pubblicitarie prof. Maurizio Mercurio, dalla fotografa e artista bresciana dott.ssa Gloria V. Fenaroli, dal presidente del FioF dott. Ruggiero Di Benedetto, e dall’artista pittore e noto ballerino cubano Milton Morales. I partecipanti accorsi da tutta Italia hanno gremito la


“square” di Palazzo ‘900 rendendo l’evento ancora più unico e innovativo. Un pomeriggio insolito con un sapore artistico espresso a pieno nelle varie forme dell’arte stessa, la fotografia, la parola, l’estetica floreale, il buon cibo ed infine ma non ultima la musica dal vivo. Si ringraziano tutti coloro che hanno partecipato con grande entusiasmo, lo staff di supporto, gli sponsor e coloro che hanno patrocinato questa grande occasione artistica a Brescia, in particolare il Comune di Brescia, rappresentato all’evento dall’Assessore alla Cultura avv. Arcai, e nel supporto organizzativo nelle persone della dott.ssa

Claudia Carzeri e Nicoletta Bontempi; un sentito grazie anche a: Album Epoca, Nikon, FotoNews, Laboratorio Photo3D, H.O.S., Palazzo ‘900, AlterEgo laboratorio floreale, Vodafone Store di Piazza Vittoria, Ristorante Corte Francesco, alla voce di Laura Patti, agli storici produttori di album ReBum-famiglia Acerboni e staff Atelierfotogek. Gloria V. Fenaroli e Marianna Baldo si ritengono soddisfatte dell’esito di questa prima fase, così atipica ed unica nel suo genere, e promettono sin da ora di stupire il pubblico di bresciani e non con un altro colpo di scena nei prossimi mesi, sempre nella magnifica Brescia.

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a Coppa Gabriele D’Annunzio, è un incontro-raduno per auto d’epoca che si svolgerà fra il 21 ed il 23 Giugno 2013 a Gardone Riviera. E’ la prima edizione di un evento, riservato alle vetture costruite fra il 1940 ed il 1975, che si propone di diventare un appuntamento tradizionale per la costa bresciana del Lago di Garda. Tre giorni che vogliono dipanarsi fra interesse culturale (di Gabriele D’Annunzio si celebrano i 150 anni dalla nascita e i 75 dalla morte), passione per le auto storiche (anche loro fenomeno di cultura, meccanica ed estetica), e turismo,per i partecipanti italiani e stranieri. Al lavoro organizzativo sovrintende la bresciana Luzzago Automobili, prima società italiana ad avventurarsi nel 1975 nel commercio delle auto d’epoca, in collaborazione con la dott.essa Luisa Copeta.

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I LUOGHI E LA STORIA Chiunque, per ragioni di svago o di lavoro, si rechi sulla Riviera dei Limoni, non può fare a meno di notare la presenza ancora viva delle fasi storiche avvicendatesi nei secoli. Qui gli stili architettonici delle diverse culture si legano armoniosamente in una cornice naturale di rara bellezza. Verso la fine del 1800 la Riviera gardonese e salodiana conobbero una nuova centralità: vi sorsero infatti, per iniziativa di famosi medici tedeschi ed austriaci, grandi complessi alberghieri, come il Grand Hotel di Gardone Riviera, il Grand Hotel Fasano e l`Hotel Savoy Palace, e case di cura dotate di attrezzature modernissime, nonchè di ville lussuose ( come Villa Sogno, oggi hotel, Villa Alba e Villa Simonini) destinate ad ospitare l`elegante clientela mitteleuropoea. Il clima era ideale per la cura delle malattie dell`apparato respiratorio e per il riposo; l`area si trasformò così in una delle località

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di soggiorno più rinomate d`Europa. Durante il secondo conflitto mondiale, Salò non si attendeva di tornare ancora in primo piano. Nell`Ottobre del 1943 nasceva qui, e precisamente tra Salò e Gargnano, la Repubblica di Salò. La scelta della sponda occidentale del Garda come sede del nuovo governo non era casuale. Il Garda era una località tranquilla, lontana dalle tensioni sociali e dalle grandi città, con un basso rischio di attacchi aerei o di commando Inoltre, la presenza sul territorio di numerosi alberghi, case di cura, eleganti ville e comode dimore private assicurava senza grossi problemi sistemazioni ideali per i Ministeri, gli uffici amministrativi, i gerarchi e gli ufficiali italiani e tedeschi. Cambiò così la funzione di molti edifici tutt`ora presenti sul territorio e che ancora portano i segni di un`epoca rovinosa: - Villa Simonini (Salò), ex sede del Ministero degli Esteri, oggi Hotel Laurin; - Palazzo della Croce Rossa Italiana (Salò),ex sede del Ministero della Cultura Popolare; - Villa Fiordaliso (Gardone Riviera), ex dimora di Claretta Petacci, oggi ristorante; - Torre San Marco (Gardone Riviera), ex luogo di ritrovo di Benito Mussolini e di Claretta Petacci, oggi bar/discoteca; - Il Vittoriale degli Italiani (Gardone Riviera), ex dimora del poeta Gabriele D`Annunzio, oggi monumento nazionale; - Grand Hotel Gardone e Hotel Savoy Palace (Gardone Riviera), ex ospedali oggi strutture alberghiere di lusso; - Villa Alba (Gardone Riviera), ex luogo di cure, oggi centro congressi; - Villa Feltrinelli (Gargnano), ex dimora di Benito Mussolini, oggi Hotel di lusso; - Palazzo Bettoni (Bogliaco), ex sede del Consiglio dei Ministri, oggi palazzo privato; E molti altri palazzi storici tutt’ora abitati.


GABRIELE D`ANNUNZIO Pescarese di nascita, nel 1863, Gabriele D`Annunzio occupa un saldo posto nella letteratura e nel teatro italiano dell`ultimo decennio dell`Ottocento e della prima metà del Novecento, con opere inate in gran parte sulle rive del Lago di Garda, a Gardone Riviera, eletta a sua seconda patria a partire dai primissimi anni Venti quando prima affittò e sucessivamente acquistò Villa Cargnacco, trasformandola nel Vittoriale, donato poi agli italiani con un atto notarile del 1930 ed abitato fino alla morte nel 1938. Ma sarebbe riduttivo limitare la presenza di D`Annunzio nella storia italiana alla sola letteratua. E` stato un personaggio anche nella politica, nelle imprese militari, nella storia del costume con il risvolto degli amori turbinosi, nella rete di rapporti intellettuali internazionali, nell`agitare le idee del secolo nuovo con l`ardimento, la fantasia, una certa dose di protagonismo autocelebrativo, nel filone del futurismo, un movimento globale e sfaccettato che abbracciava tanto le arti quanto lo sviluppo industriale. Automobili, aeroplani, motoscafi. Terra, mare e Cielo, come in un vecchissimo slogan della Fiat. Gabriele D`Annunzio non si è risparmiato nulla in quello che potremmo definire il movimento in tutte le declinazioni. Nel 1905 è nel Vicentino, a Schio, ad assistere alle prove dell`aeromobile Italia. Nel 1907 assiste all`arrivo del raid automobilistico PechinoParigi, vinto dalla Itala. Itala, Italia, ricorrono i nomi della patria negli anni ruggenti. Personalmente, al debutto del Novecento, il poeta pescarese-gardesano ha una Florentia 35 cavalli che raggiunge i 70 all`ora di velocità. Poi verranno le altre come l`Isotta Fraschini, simbolo dell`eleganza. Ma è proprio l`auto in se stessa, come sfida del progresso, che attrae D`Annunzio. Che ne parla

nelle sue opere letterarie un pò come avrebbe fatto in anni successivi Enzo Ferrari: il motore è “ il cuore di metallo” della vettura, il suo suono è musica, ora il rombo ora il suono di una viola. Con qualche digressione, all`insegna dell`ardimento, negli altri campi di vivissimo interesse del poeta: talvolta l`auto è assimilabile ad un`arma da guerra, talaltra invece somiglia ad una bella donna. Curiosità: per il futurista Marinetti l`auto si coniuga al maschile, per D`Annunzio al femminile

IL PERCORSO Gardone Riviera sarà il luogo clou sportivo ed alberghiero del raduno d`auto d`epoca, che si snoderà però su larga parte della costa occidentale del lago di Garda. A Salò e a Gardone Riviera sono previsti circuiti cittadini, mentre altri itinerari coinvolgeranno Toscolano Maderno, Gargnano e Limone sul Garda. L`evento offrirà alcune digressioni di straordinario interesse panoramico, a San Michele, sopra Gardone, a Capovalle, a Valvestino, a Tremosine ed a Tignale. LIMONE SUL GARDA

21 giugno - Percorso 1 22 giugno - Percorso 2 22 giugno - Percorso 3

TREMOSINE IDRO

GARGNANO VESTONE

BARGHE Vittoriale

SABBIO CHIESE SALÒ

TOSCOLANO MADERNO

GARDONE RIVIERA

SAN FELICE DEL BENACO PORTESE

ORGANIZZAZIONE Luzzago 1975 Srl - Luisa Copeta INFORMAZIONI Tel +030 2411531 www.coppagabrieledannunzio.com coppagda@luzzago.com - info@luzzago.com

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Ecco perché un italiano (elettore) su quattro la pensa così

a cura di: Fabrizio Santosuosso dal blog del notaio Santosuosso

ono rimasto ancora una volta deluso, ma non sorpreso, dell’opinione che moltissimi cittadini hanno di noi notai. Anni or sono, quando interpretavo la professione con slancio ancora giovanile, ritenevo che affermazioni come quella del titolo fossero superficiali, o generate da una “normale” invidia per chi è riuscito a raggiungere un livello sociale, evidentemente diverso da chi le affermava. Oggi, dopo due decenni di esperienza nel mondo notarile, non la penso propriamente solo così. Se non si vuole essere un po’ troppo superficiali ed affermare sempre le stesse cose (i notai a cosa servono, i notai guadagna(va)no troppo, i notai devono essere aboliti, una firma mi costa 1000 euro) è bene considerare i “notai” sotto un duplice aspetto. Da una parte, l’attività che gli stessi compiono. In sintesi, cosa fa un notaio e a cosa serve per il cittadino e la società. Dall’altro, quell’insieme di regole che il notaio deve rispettare per svolgere quella determinata attività, a partire dalle norme per diventare notaio. Orbene, preciso subito che sono le seconde che sono realmente vecchie, fuori dai tempi, obsolete, che vanno modificate e che risalgono, salvo piccoli aggiustamenti formali, al (tenetevi forte) 1913!!!!! E si badi bene, sono proprio loro che incidono, poi, su costi per i cittadini, servizi, tempistiche ecc. Ma che nessuno si azzarda a toccarle! Proprio io non voglio qui ribadire, ancora una volta, gli enormi vantaggi (anche economici) per un sistema civile che il notariato ha. Basti pensare che molti paesi (Russia, Cina) cercano di adottare il sistema notarile italiano quale sistema perfetto per regolare i commerci. E basti pensare a quanto (cittadini e Stato) spendono negli Stati Uniti per le spese di giustizia civile, che dipendono dall’assenza di un controllo preventivo (si è, da sempre autorevolmente detto da parte di non notai, tanto più notaio, tanto meno Giudice e …aggiungo io… tanto meno avvocato). Credo che questo lo riconosca anche chi di notariato non ne capisce proprio niente. Anzi, per lui voglio fare l’esempio dei passaggi auto in Italia. Un esempio dove a fronte di un risparmio di circa 25 euro a passaggio auto destinati al professionista per controllore e formare il (certo, banale) atto e la sua conseguente assunzione di responsabilità fino al compimento del 75 esimo anno di età, si sono registrati aumenti esponenziali di truffe, dei costi delle assicurazioni, in alcuni casi anche un incremento del costo stesso del solo atto, oltre alla riduzione normale

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del gettito fiscale (di quei 25 euro il notaio ne lasciava circa 13 allo Stato), da recuperare velocemente da altre parti. Vantaggi, quindi, basati su dati (anche numerici) di fatto, salvo visioni ottuse. Cosa, invece, è vecchio ed è certamente da cambiare sono proprio quelle regole che riguardano l’accesso, la competenza territoriale, le stesse funzioni dei notai. Perché così pochi notai ? Certamente e’ corretto un filtro per evitare abbassamento della professionalità, ma non un blocco! E, di conseguenza, le folli norme sulla competenza territoriale. Se io faccio l’operaio o la casalinga a Ladispoli, perché posso scegliere (senza necessita’ di dovermi allontanare da casa) solo tra uno, forse due/tre notai? Perché un notaio di Desenzano del Garda non può fare un atto a Peschiera del Garda e viceversa, quando tramite internet posso tenere una video conferenza da Brescia a Taiwan? Tutela del cittadino? No. Grande timore che cambino le regole di mercato e si rimanga con meno (e per alcuni “grandi sommi” supponenti notai senza) lavoro! Perché un notaio può avere solo un ufficio, oltre allo studio principale dove è obbligato a starci, figuriamoci, per tre giorni su cinque la settimana? Dove sta la tutela per la società e il cittadino? Ve lo spiego io. Sta nel fatto che se apre più di un ufficio si crea concorrenza, si crea anche un abbassamento del costo notarile, che pare proprio non voglia andare giù a molti notai!!! È naturale che si crea anche differenza nei servizi e, forse in alcuni casi, anche nella prestazione offerta. Ma sarà il cittadino a scegliere liberamente, tra i vari notai presenti. Anche in base alle diverse specifiche proprie esigenze, necessità, tempistiche e possibilità economiche. Mi potete raccontare quello che volete, ma bloccare l’offerta (con regole, norme deontologiche, sanzioni disciplinari, ecc. ecc. che provengono, tra l’altro, proprio dall’interno del notariato) non apporta certo vantaggio ai cittadini ma, in buona parte, vantaggio al notariato stesso. Ed è proprio questo che non piace ai cittadini. Lo hanno iniziato a capire, e anche bene!! Ma per fortuna! Ora occorre rivedere le regole. Innovare. Rendere il notariato attuale ai tempi, che sono certamente cambiati. Sono i politici che devono farlo. E anche presto. Ma prima di toccare, informatevi bene. E non andate a farlo da chi, nella realtà e dall’interno, nulla vuole cambiare. A partire dalle loro cariche.


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ASSOCIAZIONE BRUNO BONI Entro aprile l’assemblea dei soci, a maggio la festa di apertura

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INAUGURATA SEDE AL CARMINE Il governo tutela l’archivio boni, entro l’anno il via al progetto

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artista, architetto e blogger www.iconicon.it Jerve (Gustavo A. Palumbo)

epoca che stiamo vivendo è in assoluto la più decisiva per l’intera umanità terrestre, nel senso che è quella in cui, sia come individui che come comunità globale, siamo chiamati a compiere un salto evolutivo tale da superare di slancio i problemi sistemici che ci affliggono, oppure autodistruggerci in un tempo molto più breve di quanto pensiamo e di quanto gli esperti ci raccontano in televisione. Quella che attraversiamo infatti non è solo una crisi forte, pervasiva ma comunque passeggera, è un vero e proprio collasso del sistema di pensiero che alimenta la nostra civiltà, una sorta di schianto istantaneo in cui, per la scala planetaria del fenomeno, l’istante occupa un tempo fisico più dilatato. Quelli che pensano o sperano che in qualche modo, prima o poi, usciremo dal tunnel e, con gli stessi strumenti e modi usati finora, riprenderemo a crescere, a produrre, e quindi prosperare sono incredibilmente ingenui. Uscire dall’angolo è possibile, anzi inevitabile, pena la fine stessa della nostra esistenza qui, ma passa per una condizione tassativa: il cambiamento integrale della nostra visione e comprensione del mondo. I segnali di questo processo sono in tutti gli ambiti: la crisi economica è infatti la spia macroscopica di quella ideologica, sociale, scientifica, tecnologica, ambientale, e tutto ciò altro non dice se non che tutti i riferimenti su cui abbiamo fondato le azioni fin qui fatte lungo

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il nostro cammino evolutivo non bastano più, non funzionano più, non sono più validi. A non essere più valido è nostro stesso atteggiamento di fondo con cui ci mettiamo in relazione con il mondo in cui viviamo. Nel senso che la maggior parte di noi è convinta di avere le conoscenze necessarie solo nel campo di attività che svolge per professione o per hobby e in tutto il resto ritiene di doversi affidare a “chi ne sa di più di me”: agli esperti, agli specialisti, a coloro che hanno titoli più o meno cartacei che ne comprovano la competenza. Nel modello di vita finora in vigore questo atteggiamento è stato accettabile, addirittura saggio in molti casi per evitare grossolani errori e conseguenti disastri, ma adesso si dimostra insufficiente. Perchè? Perchè sedimentandosi come uso e costume generalizzato esso ha prodotto una totale deresponsabilizzazione dell’individuo, che ha delegato la funzione di guida della propria vita ad altri in tutti i settori. Provate a chiedervi in tutta sincerità: “da dove provengono le idee, le opinioni, le concezioni sulla base delle quali io modello le mie azioni?” Risalite spietatamente la filiera di origine delle decisioni importanti e meno importanti della vostra vita e vedrete che nella maggior parte dei casi adottate, prendete in prestito, fate vostri dei modelli e degli schemi di pensiero che altri hanno approntato, mentre voi mettete solo un


“mi piace” come si fa sui social network, e “acquistate” da altri quel comportamento. Di peso, così com’è, perchè “non ho tempo per pensarci” e perchè “non me ne intendo”. Questo processo mentale accade con la pubblica opinione, con la politica, con la moda, con la religione, con la cultura, e naturalmente con l’arte. La delega eletta a sistema è diventata parte dei nostri strumenti esistenziali: noi esprimiamo una preferenza attraverso il voto o l’acquisto di un prodotto o servizio e da quel momento riteniamo che gli esiti della nostra scelta non dipendano più da noi. Nel sistema naturale qualunque essere vivente che avesse una tale strategia di sopravvivenza andrebbe incontro all’estinzione nel breve termine. Perchè l’ambiente reagisce subito alla cessione di potere del soggetto, prendendo possesso sistematico dello spazio che questi ha lasciato libero, e approfittandone. In ogni settore che abbiamo lasciato sguarnito della nostra attenzione, del nostro apporto attivo, del nostro contributo creativo unico e irripetibile, dotato della suprema l’autorità che conferisce a ciascuno di noi il fatto di essere semplicemente in vita, è nato un “sistema” che ha cominciato a vivere autonomamente, all’interno del nostro spazio originario di espressione. E così nello spazio della spiritualità sono nati i sistemi di credenze che chiamiamo religioni, in quello sociale i sistemi politici che chiamiamo partiti, in quello culturale i sistemi di persuasione che chiamiamo pubbliche relazioni, in quello sanitario i sistemi chimici di sintesi che chiamiamo case farmaceutiche, in quello del denaro il sistema finanziario che chiamiamo mercato, in quello della creatività è nato il sistema dell’arte, anch’esso, come tutti gli altri sistemi, del tutto autoreferenziale,

organizzato, efficiente: un meccanismo ben oliato di istituzioni museali, curatori, riviste, case d’asta, fiere, gallerie e naturalmente collezionisti. Loro discutono, decidono, preparano, promuovono e vendono, noi ammiriamo, mettiamo il nostro “mi piace” e se siamo poveri compriamo il biglietto della mostra e della fiera, se siamo ricchi compriamo le opere che loro ci hanno detto che val la pena di comprare. Et voilà, non dobbiamo neppure far fatica di dire la nostra, perchè a far questo “ci pensano gli esperti”. Se chiedessimo alla maggior parte dei collezionisti della fascia alta del mercato se comprano per gradimento o per opportunità la risposta sarebbe inevitabilmente la seconda. Perchè l’arte intesa come merce è la soluzione perfetta:

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il suo prezzo di mercato non ha virtualmente più nessun legame con il suo valore intrinseco, allo stesso modo di come, nell’attuale sistema finanziario, il moderno denaro “fiat” che usiamo quotidianamente, come il dollaro e l’euro non ha più legame con i depositi collaterali in oro ed il suo valore è quindi determinato e garantito unicamente dall’ente che lo ha messo sul mercato, che sovrasta e ammutolisce ogni nostro intervento in quanto individui bersaglio di questo gioco. Fino ad oggi in qualche modo il sistema globale con tutti i sottosistemi tematici, che in parte abbiamo nominato ha retto, ma ora il lungo istante dello schianto è in corso, e non possiamo - nè dobbiamo - fermarlo, perchè il suo tempo si è compiuto. Abbiamo però una via di fuga, per sopravvivere alla fine di questo ciclo ed essere protagonisti della nascita di quello successivo: riprenderci lo spazio vitale che abbiamo ceduto. Tornare a decidere di noi stessi, smettere di delegare perchè riteniamo di non essere qualificati per dire la nostra e contribuire all’evoluzione della nostra civiltà. Vedete, in linea generale è corretto dire che ognuno di noi ha competenza su ogni aspetto della realtà: in sostanza anche se non abbiamo mai studiato specificamente qualcosa, abbiamo tutto ciò che ci serve per poter dare una autorevole valutazione. Stiamo parlando di qualcosa che per complessità fisiologica supera di gran lunga qualsiasi processo di valutazione che un “esperto specialista” compie sulla base delle sue conoscenze acquisite con lo studio. In campo artistico questo significa che quando ad esempio un bambino del tutto privo della sovrastruttura culturale data dallo studio dell’arte si mette in relazione con un’opera e, dopo un necessario momento di elaborazione, sorride e si avvicina per contemplarla ed interagire con essa, questo processo inconscio, pre-linguistico di “evaluation” viene effettuato dal suo

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sistema nervoso centrale su una base dati pressochè infinita, che risale alla memoria della specie conservata nelle cellule del suo corpo, impiegando un numero di operazioni in virgola mobile immensamente maggiore di quello che si compie attraverso una recensione che un critico, la cui formazione specialistica si è compiuta all’interno del sistema di linguaggio e di cultura di appartenenza, può compiere attraverso procedure di calcolo comparativo che impegnano la parte corticale del cervello. Questo per dire che in linea di principio il nostro parere su un’opera d’arte ha una autorevolezza non minore ma maggiore di quella di un operatore specializzato. Ma attenzione, solo in linea di principio. Nella condizione in cui versa la maggior parte di noi che viviamo nella moderna società occidentale, la nostra facoltà di giudizio, che altro non è se non la nostra capacità di collegarci ad una coscienza sovraindividuale nella quale sono conservate tutte le conoscenze che ci servono per scegliere, ossia per vivere, è stata gravemente compromessa proprio da questo lungo periodo in cui abbiamo ceduto ad altri il nostro potere. Se ce ne arrogassimo improvvisamente il diritto sarebbe come se pretendessimo di andar per mare senza bussola e senza essere mai stati in barca. Coleremmo a picco alla prima onda di burrasca. Ma se ora ci impegnassimo in un atteggiamento di fondo verso la realtà che ci spinga sistematicamente oltre l’apparenza, cercando attivamente una nostra verità per ogni evento che viviamo, senza accontentarci dei surrogati preconfezionati che il sistema mediatico distribuisce, allora la nostra bussola potrebbe tornare in funzione e sì, in quel caso potremmo reclamare la nostra autorità, competenza, creatività. Sia nell’arte, che in tutto il resto, potremmo finalmente saltare gli intermediari: in fondo i critici siamo noi.


HAVE LOTS OF FUN

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New Jaguar & New Range Rover Pasticceria Piccinelli -Nuova Location Brescia Casa - dentroCASA Design 2013 La Dolce Vita GalĂ della Pizza Gruppo Compay Segundo@Palabrescia Il compleanno delle sorelle Squizzato Buon appetito, Sindaco! Modella per una sera Golositalia edizione 2013 A.R.T.HO.B.


PRESENTAZIONE NEW JAGUAR & NEW RANGE ROVER PRESSO BRESCIA MOTORI Domenica 24 Febbraio, presso la Concessionaria Brescia Motori di Castegnato, si è svolto il partecipato evento di presentazione delle nuove arrivate “Jaguar XF Sportbrake” e “Nuova Range Rover”. I fedeli clienti, che lo staff della Concessionaria desidera per l’occasione ringraziare, hanno così potuto ammirare le caratteristiche del nuovo modello e, soprattutto, provarlo su strada, grazie al test drive a disposizione degli appassionati. Brescia Motori Via Padana Superiore n°34 - 25045 Castegnato (BS) Tel. 030-3229881 – Fax. 030-3229778 jaguarlandrover@bresciamotori.com www.bresciamotori.com

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NUOVA LOCATION PER LA STORICA PASTICCERIA PICCINELLI Nella serata di venerdì 8 marzo, in concomitanza con la Festa della donna, si è inaugurata la nuova location della rinomata Pasticceria Piccinelli, che, dal centro, si è trasferita in Viale Duca degli Abruzzi per offrire ai clienti un miglior servizio. Tanti gli invitati, tra amici e clienti, e tante le donne alle quali è stato donato un mazzetto di mimose, simbolo della festa. I presenti hanno così potuto assaporare il ricco buffet, del quale la deliziosa torta è stata regina, sorseggiando bollicine, accompagnati dalla musica di Deejay Choice. Pasticceria Piccinelli Viale Duca degli Abruzzi 115/117 - 25124 Brescia www.pasticceriapiccinelli.com *L’arredamento della nuova location è stato realizzato da COMPOSITA Srl V. Industriale 28 - Rezzato (BS) www.composita-arredamenti.it

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BRESCIA CASA - dentroCASA DESIGN 2013 IL SUCCESSO DELLA NUOVA EDIZIONE Si spengono i riflettori su Brescia Casa – dentroCASA design 2013, un’edizione fatta di grandi successi, espositori entusiasti e visitatori numerosi: 20% in più rispetto alla passata edizione. Brescia 10 marzo 2013: si è conclusa oggi la rinnovata edizione della fiera dedicata all’abitare in corso a Brixia Expo dallo scorso 1 marzo. 140 espositori provenienti dalle province della Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige, Piemonte, Marche e rappresentanti oltre 200 marchi espressione del design contemporaneo di alto livello. Molto apprezzato lo spazio eventi che nel corso della manifestazione ha ospitato numerosi appuntamenti sia per il grande pubblico che per gli operatori professionisti del settore. Per i primi, tra gli altri dentroCASA project, un’iniziativa che ha coinvolto un gruppo di architetti professionisti nel fornire consulenza gratuita per riprogettare casa, richiesta nei due weekend da oltre 200 persone, oppure 4 MANI IN PASTA, il corso di cake design realizzato con “Le Torte di Giada” dedicato a mamme e bambini insieme che ha sempre registrato il tutto esaurito o ancora la rappresentazione teatrale EVNI seguita dalla presentazione dell’omonimo libro sempre di Umberto Dattola davvero entusiasmante. Per i professionisti due importanti ospiti d’eccezione attori

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del design contemporaneo italiano hanno calcato il tappeto nero del palco eventi, come Francesco Trabucco e Carlotta de Bevilacqua ed il calendario dei convegni si è concluso ieri con due importanti incontri realizzati in collaborazione con gli esperti della rubrica dentroCASA clima. Un successo davvero strepitoso, espositori entusiasti e carichi di ottimismo, attendono adesso che i vari contatti si trasformino in richieste concrete di fornitura. Molte aziende hanno già confermato la loro presenza per la prossima edizione che si svolgerà nei giorni 28 febbraio, 1-2 marzo e 8-9-10 marzo 2014. “La richiesta da parte dell’imprenditoria qui presente di partecipare alla prossima edizione in certi casi, con aumento della superficie espositiva, ci conferma che lo sforzo di rilancio e rinnovamento della tradizionale Brescia Casa, attuato grazie alla partnership con dentroCASA design, è stato vincente – dichiara Gianpaolo Natali, art director della rassegna espositiva. Non posso nascondere che inizialmente – continua Natali - sia le celebrazioni per l’apertura della metropolitana del primo weekend di apertura che il blocco del traffico sul secondo, ci avevano procurato non poche ansie, ma poi già dalle prime ore di questa mattina i numeri ci confermavano il superamento complessivo dell’affluenza registrata nella passata edizione, un 20% in più per un totale di circa 24.000 ingressi, di cui 7.000 solo nella giornata di oggi”. PrincipeADV - UFFICIO STAMPA ufficiostampa@principeadv.it

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A DESENZANO APRE UN NUOVO LOCALE: “LA DOLCE VITA” Una data e un luogo da annotare: venerdì 22 marzo a Desenzano. Nella “capitale” del lago di Garda apre i battenti un nuovo locale, “La Dolce Vita”, e l’artefice di questa scommessa - non lo è forse in questo periodo di crisi economica stagnante? – è uno dei più noti e capaci imprenditori del settore del divertimento: Puccio Gallo. Patron del mitico “Sesto Senso Club”, la discoteca-cult rimasta per trent’anni ininterrotti nella top ten dei locali più gettonati ed esclusivi italiani, l’imprenditore gardesano vuole tuffarsi di nuovo in un’avventura che sicuramente infiammerà quella cerchia di amici, personaggi del mondo dell’arte, dello spettacolo e dello sport, rimasta “orfana” dopo la chiusura del locale in stile liberty di viale Dal Molin. “La Dolce Vita” osserva però Puccio Gallo “è il presente, vivrà di luce propria e non all’ombra del Sesto Senso e, come tale, tenterò, senza immodestia, di stupire ancora nel solco del tradizionale indirizzo professionale, e cioè il divertimento unito all’intrattenimento di classe”. Il nuovo locale, infatti, non si limiterà ad essere solo discoteca, ma anche ristorante raffinato, luogo di ascolto di buona musica e di ballo fino a notte fonda. Sorgerà in un posto incantevole, Borgo Machetto, che si estende su un’area di 90 mila mq., a 20 metri dall’uscita “Desenzano-Centenaro” della tangenziale Brescia-Desenzano-Sirmione e a meno di 700 metri dal casello A4 di Desenzano. Borgo Machetto è un’elegante e magnifica struttura del ‘600, dotata di bar, ristorante, roof garden, campi da golf, suite, agriturismo. Proprio all’interno di questa cornice di rara bellezza naturalistica, Puccio Gallo ha trovato l’ideale location per offrire ad una clientela medio alta e vip un nuovo locale a 360 gradi: dai piaceri di una buona cucina alla musica live e disco con dj alla consolle e musicisti affermati. “La Dolce Vita”, una superficie di 1.000 mq al coperto e altri 500 mq all’esterno, resterà aperta solo il venerdì da marzo a maggio all’interno di due sale, mentre d’estate il locale si aprirà all’esterno. Nel locale si esibiranno pianisti, vocalist, band e ballerine oltre al dj ospite: il dj resident, invece, sarà lo stesso. Al taglio del nastro, si diceva, fissato per venerdì 22 marzo alle 21 saranno presenti la sassofonista Jessica Cochis, il pianista Paolo Vitale la vocalist Paola Kay, con una diretta di Radio Studio Più. “Le fotografie nella pagina sono state scattate in data 12 marzo, durante la serata di presentazione alla stampa del nuovo locale”

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GALÀ DELLA PIZZA, GUSTO E QUALITÀ È calato il sipario sul “Primo Galà della Pizza, Gusto e Qualità” tenutosi in Fiera “Aliment” di Montichiari. Per la prima volta la fiera ha ospitato un evento del genere dedicato alla pizza e ai pizzaioli. Oltretutto questa manifestazione è stata messa in evidenza non solo dalla larga partecipazione degli addetti ai lavori (27 pizzaioli partecipanti alla gara), ma anche dal folto pubblico che ha visitato lo stand (circa 2500 persone in 4 giorni). Tutto questo è nato da un’idea del Maestro Pizzaiolo e Docente Raffaele Fabbrocino, titolare del Ristorante Trattoria Camiceria “Il Vicolo Corto”. Il Sig. Raffaele spiega che, reduce da molte manifestazioni di simile stampo, covava da molto tempo l’idea di poter trasmettere gli stessi valori sul territorio bresciano e lombardo. Proprio grazie alla Fiera “Aliment” ha potuto realizzare il suo progetto, occupandosi non solo del “Primo Galà della Pizza”, ma anche dell’allestimento commerciale del resto dello stand, contattando marchi e sponsor con cui ha intrattenuto rapporti commerciali durante la sua carriera da risotratore. Il Sig. Raffaele si dice complessivamente soddisfatto della kermesse e coglie l’occasione per ringraziare, innanzitutto tutti i pizzaioli partecipanti perchè proprio loro sono stati “l’anima” del “Primo Galà della Pizza”, il Direttore della Fiera Dott. Zorzi che, pur non conoscendo Fabbrocino, ha creduto in lui, il Direttore di “Castalimenti” Dott. Santoro, che ha premiato i partecipanti alla gara pur essendo impegnato con il “Trofeo delle Scuole Alberghiere”, infine gli sponsor che si sono resi disponibili e fautori di questa prima grande festa della pizza. Possiamo solo anticiparvi che, concluso il “Primo Galà della Pizza”, già si pensa al successivo. Abbiamo a disposizione solide basi su cui contare, la squadra è fatta, ora bisogna solo riunirla per dare nuovamente il via ai giochi.

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LA MUSICA CUBANA DI COMPAY SEGUNDO AL PALABRESCIA L’anima di Compay Segundo e della musica Cubana hanno infiammato il Palabrescia lo scorso primo marzo: successo di partecipazione, allegria, melodie avvolgenti e un’atmosfera tutta latina hanno caratterizzato il grande concerto del “Grupo Compay Segundo”, evento tanto atteso dai bresciani (e non solo!). Il 18 novembre 2007 si sono celebrati i 100 anni dalla nascita del mitico musicista cubano Compay Segundo, con uno straordinario concerto tenuto al teatro Amadeo Roldan a La Habana. A tale evento hanno partecipato, accompagnati dall’Orchestra Sinfonica Nazionale, alcuni musicisti che avevano suonato con lui come ad esempio Omara Portuondo. Prima di morire, egli stesso scelse i suoi successori, affinché divulgassero la sua musica nel mondo. Il gruppo di cui fanno parte due suoi figli Salvador e Basilio, si chiama: “Grupo Compay Segundo”. Due di questi musicisti, oltre a Compay, parteciparono al film di Wim Wenders “Buena Vista Social Club”. L’anima di Maximo Francisco Repilado Muñoz (Compay Segundo) è sempre presente nel “Grupo Compay Segundo” ed irradia lo spirito cubano con questo gruppo, che ha assunto il suo nome dopo la sua scomparsa, perpetuando così la testimonianza di uno degli artisti più conosciuti al mondo. Compay Segundo è dopo Miguel Matamoros l’altro grande personaggio che pose nelle parole e nella musica un universo di immagini della conversazione e del canto caratteristici dei contadini cubani, salvando così questo patrimonio di ricchezza sonora, umoristica ed immaginifica. Oltre al suo apporto al patrimonio culturale cubano importante è la promozione di uno strumento, l’armonico, e l’introduzione dei clarinetti nell’organico fisso dell’ensemble strumentale. Compay ha proseguito in attività fino ad oltre 90 anni, età dopo la quale ha tenuto più di cento concerti, con un successo sempre crescente, in tutto il mondo. È autore anche di un’opera di teatro musicale, “Se secò el arroyito”. Anche se il grande pubblico ha potuto conoscere e apprezzare Compay dopo il successo mondiale del film Buena Vista Social Club, il suo gruppo ha origini molto più indietro nel tempo:”Los muchachos”, primo nome del gruppo, lo accompagnarono dal 1955 nelle sue tournée in Europa, Giappone, Stati Uniti, Canada, Centro e Sud America e Medio Oriente ed oggi si dedicano a preservare ed arricchire con assoluta fedeltà l’opera di Compay.

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DOPPIO COMPLEANNO PER LE SORELLE SQUIZZATO Martedì 19 febbraio, presso i Centri OK Estetica ed OK Capelli, si è festeggiato il compleanno delle sorelle Squizzato, note conduttrici bresciane in casa RAI che, approfittando dell’occasione, hanno presentato il loro primo libro “I nostri dolci light” , già oggetto di un discreto successo. All’evento sono intervenuti amici ed autorità per circondare di affetto e simpatia le gemelle più cordiali e simpatiche della RAI. Ok Estetica & Ok Capelli C. Commerciale Margherita d’Este, San Polo, Brescia

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Ph. Selene Z.


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BUON APPETITO, SINDACO Il 13 febbraio scorso, presso La Sosta, il primo cittadino Adriano Paroli si è cimentato in arte culinaria, mettendosi ai fornelli del rinomato ristorante. Gli ospiti a tavola hanno così potuto degustare i deliziosi soufflè di formaggio cucinati dal Sindaco, e altre gustose pietanze ad opera dello Chef del Ristorante. Ristorante La Sosta Via San Martino della Battaglia, 20 25121 Brescia Tel. 030 295603 www.lasosta.it

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Ph. Selene Z.


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MODELLA PER UNA SERA @RIPASSO CAFÈ Giovedì 28 febbraio, nella suggestiva location del Lago d’Iseo, si è svolta la sesta tappa di “Modella per una Sera”, ospitata per l’occasione dal rinomato locale Ripasso Cafè, situato nel centro storico di Iseo. Sono già 20 le ragazze selezionate per la finalissima! Come al solito non poteva mancare la partecipazione di BresciaUp come giuria dell’evento, il fotografo Anthony Le, la Make-up Artist ufficiale del tour Borana Vane e il Responsabile Commerciale di Eventi Brescia Andrea Gusmaroli. Durante la serata, trascorsa tra luci del flash, bollicine e un ricco buffet offerto da Adriano, il padrone di casa, sono state selezionate le 3 ragazze che parteciperanno alla sfilata finale per aggiudicarsi il titolo di Miss Eventi Brescia e il favoloso premio in palio! Le fotografie della serata le potete trovare sul portale www.eventibrescia.com o tramite Facebook: Eventi di Successo, dove verranno pubblicati la data e la location del prossimo evento. Non farti scappare l’occasione della tua vita... seguici e partecipa al nostro Tour! Buon Divertimento!

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Ph. Anthony Le


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GOLOSITALIA

A BRESCIA VA IN SCENA L’ENOGASTRONOMIA ITALIANA Ph. Susanna Guerrini

Sono stati circa 35mila i visitatori che, in quattro giorni (dal 8 al 11 febbraio), hanno animato Brixia Expo in occasione dell’attesissima seconda edizione di Golositalia. Dopo aver triplicato il numero degli espositori in fiera, la rassegna nazionale dedicata all’enogastronomia ha dunque triplicato anche il numero di visitatori che hanno potuto apprezzare i gusti e i sapori raffinati proposti da un evento che si candida ad essere uno degli appuntamenti fissi del polo fieristico bresciano. Oltre alla notevole qualità dei suoi espositori, Golositalia deve il suo successo, anche ai numerosi eventi collaterali, corsi di cucina, assaggi e concorsi, i cui effetti positivi già stabiliscono le basi per un’edizione del 2014 ancor più sorprendente.

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Associazione Ristoranti Trattorie Hostarie Bresciane

RISTORATORI BRESCIANI... IN CARROZZA! Sentita manifestazione quella che si è svolta nella sede operativa della neonata metropolitana cittadina, che ha visto la partecipazione del Presidente A.R.T.Ho.B Beppe Rocca, del Vicepresidente e portavoce Leonardo Pedrazzani, dei membri del Consiglio Direttivo dell’associazione, nonchè di un nutrito numero di associati, di partners e di simpatizzanti dell’A.R.T.Ho.B. A sottolineare l’importanza dell’evento anche la presenza dell’assessore al Turismo ed alla Cultura della provincia di Brescia, nonché presidente di “Accademia Arti e Mestieri della buona tavola” di cui A.R.T.Ho.B fa parte, Silvia Razzi, fortemente interessata a valutare questa nuova infrastruttura nell’ambito del miglioramento delle interazioni del capoluogo con tutto il territorio della provincia di Brescia. Accolti dal presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignacchi e dal presidente di Metrobrescia, Ettore Fermi, i convenuti, molto interessati a saperne di più, hanno potuto verificare direttamente il grado di avanzamento dei lavori, che a breve si concluderanno con l’apertura al pubblico dell’importante infrastruttura ed apprezzare l’alto grado tecnologico e la confortevole fruibilità della nostra metropolitana. Dopo la visita alla sede operativa, alla “sala regia” ed ai depositi dove vengono ricoverati i treni per le manutenzioni, il nutrito gruppo, tra il curioso e l’incredulo, per la bellezza oggettiva dell’opera e l’elegante ottimizzazione degli spazi, si è imbarcato su di un treno dedicato ed ha percorso, in assoluto confort, una tratta che l’ha portato a raggiungere la stazione della Volta. Questa si è potuta ammirare per la sobrietà dello stile architettorico e per la fine eleganza dei materiali utilizzati per la costruzione. Ad uno sguardo profano l’opera appare assolutamente all’avanguardia sia per architettonica che per le soluzioni tecnologiche poste in atto, sicuramente frutto di un impegno progettuale importante e di alto livello. Il progetto metropolitana bresciana, fortemente voluta dalle ultime amministrazioni comunali, a volte posto in discussione, in passato, da alcuni cittadini che ne contestavano l’utilità oggettiva ed il relativo ingente impegno finanziario, si avvia a diventare, al contrario, un elemento distintivo, un ulteriore fiore all’occhiello per Brescia ed un notevole motivo di promozione della 80

Ph. Marco Lucini


nostra città ma, anche, uno strumento di maggiore e più confortevole fruibilità del nostro centro storico e dell’intero territorio cittadino e, perchè no, un elemento agevolante il raggiungimento dei ristoranti da parte della clientela, anche dell’hinterland, che vede risolto il problema gravoso del parcheggiare in città. Brescia, quindi, si uniforma alle grandi città a vocazione turistica. Questa nuova opera non può che contribuire a migliorare la qualità della vita dei cittadini e dei turisti stessi, sempre meno costretti a vivere ed a visitare la città sommersi dalle macchine, che ora occupano gli scorci più belli, e nell’inquinamento acustico e dell’aria che ne consegue. Il gioioso brindisi, offerto dall’A.R.T.Ho.B, alla fine della coinvolgente visita, conferma la bontà e la lungimiranza dell’operazione. Ai posteri...l’ardua sentenza! Leonardo Pedrazzani A.R.T.Ho.B. Sede: Palazzo Martinengo,Via dei Musei, 30 25121 Brescia Tel. Segreteria (contattabile tutti i giorni): 366 9771150 www.arthob.it - info@arthob.it

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a cura di: Chef Antimo Morlando

Gnocchi di patate con astice INGREDIENTI 1kg di patate farinose 250g di farina 00 1 uovo intero Sale quanto basta 1bicchiere di brodo vegetale 2 astici 200g di fiori di zucca Prezzemolo Olio d'oliva

PREPARAZIONE Cuocere le patate in abbondante acqua salata, scolatele e lasciatele raffreddare qualche attimo, poi schiacciatele con lo schiacciapatate e alla fine aggiungete poco alla volta la farina. Lavorate l'impasto con le mani fino a quando sarĂ bella compatta. Attenzione a non aggiungere troppa farina, altrimenti diventano durissimi! Quando l'impasto sarĂ  pronto, tagliatelo a fette e lavorate ogni fetta con le mani fino a quando otterrete una rotolo lungo e abbastanza fine. Poi tagliate ogni rotolo a pezzettini a forma di gnocchi. Nel frattempo riscaldate l'olio in una padella bassa, lavate e tagliate i fiori di zucca e fateli dorare, aggiungere l'astice aperta a metĂ  e allungate con un mestolo di brodo vegetale. Tenere coperto a fuoco medio basso per 5 minuti. A questo punto cuocere gli gnocchi in acqua bollente, scolate e saltate in padella con i fiori di zucca e l'astice. Tocco finale: una spolverata di prezzemolo tritato.

Via Nicostrato Castellini, 14 - 25123 Brescia rist.lapolverierabrescia@gmail.com www.lapolverierabeach.com 82


Via Nicostrato Castellini, 14 - 25123 Brescia rist.lapolverierabrescia@gmail.com www.lapolverierabeach.com

Mazzancolle e carciofi INGREDIENTI per 4 persone 2/3 mazzancolle a persona 4 carciofi Uno spicchio di aglio Sale quanto basta

PREPARAZIONE Scaldate l'olio con lo spicchio di aglio vestito, tagliate i carciofi alla julienne e uniteli facendoli dorare. A questo punto aggiungete le mazzancolle private e allungate con un filo di acqua calda. Terminate la cottura facendo ridurre (ci vorranno circa 3 minuti). Servite ben caldi!

Semifreddo miele e noci INGREDIENTI per 4 persone 500 ml di panna 150g di noci sgusciate 100 g di miele 100 g di zucchero 5 tuorli

PREPARAZIONE Montate i tuorli con lo zucchero, aggiungete il miele e le noci tritate, incorporate la panna precedentemente montata. Versate il composto negli stampi e conservate in freezer a -18째 per almeno 4 ore.

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a cura di: Andrea Bartolini

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ome non poter iniziare questo 2013, anno di crisi sia economica che di atteggiamenti morali, senza ricordare chi per ultimo nell’arco di un secolo ha portato l’architettura e tutto ciò che le sta intorno, ad un livello di elevatissimo interesse mondiale. Oscar Niemeyer è morto a 104 anni, il grande architetto, che ha progettato alcuni dei più famosi edifici modernisti del ventesimo secolo. I funerali si sono tenuti nel palazzo presidenziale di Brasilia per decisione della presidente Dilma Rousseff. Il sindaco di Rio de Janeiro, la città natale di Niemeyer, ha indetto tre giorni di lutto cittadino. Tanto per farvi capire quanto per il Brasile questo uomo fosse importante, egli venne chiamato per la necessità di creare un linguaggio architettonico nazionale in grado di favorire un processo di identificazione, che fu uno dei problemi che si trovarono ad affrontare i paesi nati dalla decolonizzazione, primo fra tutti il Brasile. La fondazione della sua capitale Brasilia, dove Niemeyer venne chiamato insieme ad un altro del suo tempo, Le Corbusier, rappresentò l'occasione per mettere in pratica su vasta scala, quegli spunti teorici che avevano permesso l'allineamento dell'architettura Brasiliana al linguaggio razionalistico europeo e a quello di Le Corbusier in particolare. Forse Oscar Niemeyer, ai più un emerito sconosciuto, è stato l’ultimo dei grandi maestri dell’architettura,

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l’ultimo di una stirpe di, per così dire "predestinati", di un gruppo di persone umili e umane, che tra le fila riporta nomi quali Le Corbusier, Louis Kahn, Philip Johnson, Mies Van Der Rohe, per nominarne alcuni; una serie di persone, non di arrivisti, impazzite ed interessate al guadagno, ma portatori di ideali, di novità, di speranza. Tutti alla stessa stregua, interessati più a dare al mondo opere da ricordare piuttosto che opere su cui speculare, ma al di là delle critiche, spesso avulse dal contesto temporale in cui le opere di Niemeyer videro la luce, resta una delle figure dell’architettura moderna più importanti del XX secolo. E il XX secolo se l’e’ fatto per intero. La sua architettura era piena di ideali e di svolazzante poesia. Ahimè ora ci rimane l’architettura contemporanea e tutto il suo effimero: facciate e solo facciate, nessuna integrazione, nessuno stimolo se non quello di esaltare se stessi, il suo ideatore o il committente. Niemeyer ci lascia edifici bellissimi, da fotografare, dipingere e che fanno riflettere. Sicuro rimarranno, non si lasceranno consumare dal tempo, dalle mode e dai giudizi veloci. Personalmente l’ho amato più per la sua umanità trasmessa attraverso la parola in memorabili interviste, che per la sua architettura, che ha alternato pochi capolavori a molta maniera. Io credo che L’architettura è qualcosa di più alto dell’edilizia.

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del mese

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Silvia Severini nata a Brescia il 06/04/1994. Frequento l'Istituto Professionale di Moda a Brescia, appunto perchè voglio seguire e coltivare questa mia passione. Adoro i dettagli che fanno la differenza in primis accessori, scarpe e intimo. Un mio sogno è poter un giorno creare un mio marchio e quindi una linea di vestiti e soprattutto poterla indossare.

Photo by: Francesco Elias 89


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PILLOLE

a cura di Susanna Guerrini

ruxelles (o Brussel in olandese): la città dai mille volti, dalla sorprendente commistione di antico e moderno, la città della magnificenza dei palazzi e delle piazze che sfuma nella street art dei manifesti e dei murales. La città dalle infinite culture, disegnate da volti di ogni colore e fattezza che convivono in straordinaria naturalezza e si mescolano in un variopinto vivere comune. La città per tutti: di giorno, uomini d'affari, cravatta al collo e valigetta alla mano, camminano a ritmo incalzante verso nuove opportunità e frontiere (sensazione ormai sfocata in "casa Italia"); di notte, eserciti di giovani, felpa extralarge e birra stretta tra le dita, popolano i vicoli del centro riuniti in folti e vocianti gruppi, diretti ai punti di raccolta della vita notturna cittadina (primo fra tutti, il Delirium Café, immenso locale straripante di musica e storie). E in questo andirivieni di vita, la città, immobile e dinamica al contempo, sicura, forte e aperta. Dalle mura dei palazzi antichi si sprigiona il fascino della storia austera e vittoriosa; i musei, le esposizioni, le gallerie brulicano d'arte e genialità; i birrifici artigianali, inseriti anch'essi nella straordinaria architettura gotica, si alternano vivaci lungo le strade, certi di rappresentare ciò che qui è soprattutto cultura, tradizione e natura (valori incarnati alla massima potenza dalla Lambic, rinomata birra che si fabbrica solo qui); e parlando in chiave gastronomica, le cioccolaterie, preziose e raffinate, emblema della tradizione culinaria belga che sfocia poi nel delta degli waffles, gustosissimi dolci preparati in ogni angolo della città. Ma ciò che emoziona maggiormente di Bruxelles è "l'aria europea": è sempre stato difficile, a parer mio, sentirsi parte della comunità europea, così grande, frammentaria, diversa. Eppure, qui tutto è più semplice. L'apertura delle persone di Bruxelles che respirano il cosiddetto "meltin pot" diventa terreno fertile per stimoli sempre nuovi e sorprendenti e porta alla cosciente concezione delle differenze che ci appartengono... e che, straordinariamente, ci uniscono. Tra le braccia dell'edificio del Parlamento, che espone coraggioso manifesti dedicati ad ogni tappa storica dell'evoluzione del nostro continente, la sensazione di fratellanza e armonia diventa padrona e colora di toni sgargianti l'esperienza magica vissuta in quella che, per me, è diventata "la città delle persone".

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Nella foto in alto, la Grand-Place, la piazza principale di Bruxelles. Sotto, alcuni artisti realizzano murales dedicati ai grandi della musica, in occasione di un evento organizzato dal MIM, Musée des Instruments de Musique; più in basso, la folla di giovani del Delirium Cafè. Sotto, a sinistra: l'ingresso del Parlamento Europeo.

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PILLOLE TORNEO DI BURRACO A.A.D.S: CAPACI DI AGIRE, CAPACI DI AIUTARE iovedì 7 marzo 2013, presso l’agenzia di comunicazione e marketing Growp, si terrà il torneo di beneficienza di burraco, organizzato dall’Associazione Amministratori di Sostegno di Brescia. L’obiettivo è dare maggiore visibilità a questa volenterosa realtà, ancora poco conosciuta, e raccogliere fondi per continuare ad aiutare le persone la cui capacità di agire è parzialmente o totalmente compromessa. Una serata all’insegna della solidarietà e del divertimento, quella che si terrà il 7 marzo 2013 negli eleganti spazi dell’agenzia di comunicazione e marketing Growp. 80 partecipanti si sfideranno a burraco per sostenere l’A.A.D.S., l’Associazione Amministratori di Sostegno di Brescia. L’associazione, apolitica, apartitica, aconfessionale e senza fine di lucro, nata nel luglio di quest’anno, ha lo scopo di fornire mutuo aiuto e supporto a coloro che prestano la loro opera nel campo dell’amministrazione di sostegno. L’amministratore di sostegno è un istituto giuridico entrato per la prima volta nell’ordinamento italiano con la legge n. 6 del 9 gennaio 2004, al fine di affiancare i soggetti la cui capacità di agire risulti limitata o del tutto compromessa. Se è vero, come diceva Dostoevskij, che per aiutare bisogna anzitutto averne il diritto, è altrettanto vero che spesso aiutare soggetti, soprattutto se con patologie molto gravi, implica un elevato dispendio di tempo ed energie. Per questo, l’A.A.D.S. attraverso l’adesione e la generosità degli invitati, aspira a creare un fondo per i soggetti amministrati che non posseggono patrimonio e non percepiscono alcun reddito. La serata si aprirà alle ore 19.30 con 80 giocatori pronti a sfidarsi su un campo da gioco composto da 20 tavoli. A rifocillarli un ricco buffet offerto fa The Bistrò e una degustazione di Lugana di Sirmione "Giovanni Avanzi" della Cantina Avanzi, che da ottant'anni vinifica le migliori uve del Lago di Garda, e di Franciacorta Brut "Romantica", il primo FRANCIACORTA della nuova Vigna a Passirano, sempre di proprietà della famiglia Avanzi. Al termine del torneo avverranno le assegnazioni dei premi, gentilmente messi in palio da molti sponsor locali quali: Andrini Marmellate, Antichità Biffarino di Biffarino Mario, Cantine Avanzi, Casa del gelato (Centro Commerciale Le Rondinelle), Chic Nails, Clinica del Sale, Da Alessandro Chiosco di Frutta, Eide, Estetica Body Mania, Gatta Jardin & Maison, Growp, Igussago, Ila Malù, La Perla del Mare, Nember Club, Pistacchio e Caffè, Pizzer Pan, Studio Yoga, Taglietti Mario, The Bistrò, Tradizioni Padane, Tuttodolce. I soggetti incapaci non sono in grado di provvedere ai propri interessi ma necessitano di terzi che li tutelino. La speranza dell’associazione è che il torneo di burraco diventi il primo di una lunga serie di manifestazioni e incontri che sensibilizzino, avvicinino alle problematiche sperimentate dall’associazione e dalle persone che rappresentano.

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by MARZO 2013

JOSEPH JOSSE

Astrologo, specializzato nella lettura dei transiti (tecnica per la previsione di avvenimenti futuri attraverso il moto dei pianeti). Per info ed eventi: jossep.84@gmail.Com

ARIETE Amore: fascino, magnetismo e una forte adrenalina condurranno i single a incontri mozzafiato. Marte promette la nascita di un amore importante. Le coppie instabili sceglieranno il proprio futuro, definitivamente. Lavoro: Urano in congiunzione a Marte non sono certo fautori di liete novelle. Tante trasformazioni e repentini cambi di posizioni professionali. TORO Amore: Una situazione stabile per le coppie nate in precedenza. Tuttavia, Saturno, ora addormentato, rimanda le decisioni difficili che arriveranno nella seconda parte dell’anno. Buone nuove per i single dalla fine del mese. Lavoro: Intuite che qualcosa sta cambiato. Un momento di sconforto sul vostro avvenire incerto sopraggiungerà nelle settimane centrali. Dopo la tempesta, spunta sempre l’arcobaleno. Sappiate attendere.

GEMELLI Amore: Giove vi benedice con aspetti armonici dal segno dell’Ariete. È un buon mese per riiniziare a vivere progettando vacanze di coppia, e

il vostro avvenire personale. I single si godano gli incontri venusiani: flirt tanto leggeri quanto veloci. Lavoro: Gli stati di nervosismo del mese scorso sono spariti. Attendetevi un mese ricco di successi e tranquillità d’animo. E anche se il vostro futuro professionale è incerto, vedrete tutto con una sana dose di ottimismo: l’atteggiamento giusto per vincere.

CANCRO Amore: Sperimenterete nuove modalità nel gestire il rapporto a due. Consiglio maggior chiarezza e definizione di traguardi. Marte scioglie i nodi del Karma e spezza le coppie non destinate a stare insieme. Per i single: puntate a flirt passeggeri Lavoro: Blocchi e momenti NO. A fasi alterne vivrete una Primavera fatta di ritardi, impicci e piccole riuscite. Attenzione alle facili illusioni.

LEONE Amore: La forza decisionale si annida nella grinta che vi accompagna nel corso del mese. Ottima la carica energetica per appianare situazioni malsane nella coppia. Per i single: un incontro è nell’aria, ma è soltanto un flirt passeggero. Lavoro: La croce astrologica della professione segna grandi trasformazioni per voi. Non sempre positive, non sempre attese. Dal canto vostro, una Venere fortunata appianerà divergenze e salverà il salvabile. VERGINE Amore: Primavera in ripresa per chi come voi ha subito mesi di profonda incertezza e fragilità. Ora, la stabilità la farà da padrona e sistemerà quelle situazioni incerte nella coppia, per consentirvi un’Estate piena di felicità. I single -quei pochi rimasti- potranno scacciare la noia con la mondanità. Carica erotica massima. Lavoro: Siate accorti nelle spese. Un imprevisto vi obbligherà a metter mano al portafogli.

BILANCIA Amore: Ecco la resa dei conti. Nella vita tutto cambia ed è ora giunto il vostro momento. Le coppie infelici troveranno la forza di salutarsi.

Questa volta definitivamente. Le coppie felici dovranno far fronte a imprevisti: prove d’amore? Forse. I single, si diano da fare perché le stelle porteranno intense emozioni e un incontro indimenticabile: un ritorno dal passato. Lavoro: Cambiamenti importanti.

SCORPIONE Amore: In stand by per tutto il mese. L’amore va. I single vivono forti disagi e mancanza di autostima: sono d’obbligo introspezioni

accurate. Saturno addormentato non vi disturba, ma intuitivi come siete, sapete che qualcosa sta cambiando e Aprile ve ne darà la prova. Lavoro: Buon periodo per riappacificarsi con colleghi e amici. Riceverete piccoli successi e gratifiche. Favoriti i giochi d’azzardo, seppur con moderazione. Un incontro di vecchia data vi farà tornare la memoria.

SAGITTARIO Amore: Una grinta incredibile per stabilizzare rapporti d’amore appena nati. Sarete chiari e schietti con chi vi circonda. I single, potranno stringere facilmente nuove amicizie e tra queste un incontro carico d’eros. Lavoro: Ancora ritardi sul fronte comunicazioni. Ritardi nei pagamenti e una comunicazione mancata, saranno il focus del mese. L’energia rinnovante di Venere e Marte vi aiuteranno a risollevarvi facilmente e in fretta. CAPRICORNO Amore: Momenti di grande tensione. Trasformazioni e tante decisioni da prendere al volo. Marte e Urano capovolgono una situazione

mettendovi alle strette con amici e il partner. Venere invita al cambiamento e vi costringerà alla resa con partner troppo pretenziosi o per nulla presenti. Lavoro: un blocco, un momento difficile. Una situazione dovrà essere ridiscussa. Chiusure contrattuali, e possibili trasferimenti all’estero (se presenti nel tema natale aspetti armonici tra Giove-Marte).

ACQUARIO Amore: Stimolati dai pianeti dell’amore inseguirete il sogno di un rapporto a due. Un incontro vi ridonerà la speranza in un futuro di coppia, ma ahimè sarà soltanto per pochi mesi. Venere vi invita a godere dei piaceri della vita e a spendere per i divertimenti. Forse più del dovuto. Lavoro: Ottime le opportunità professionali. Nuovi ingaggi, incarichi, impieghi. Una nuova strada si aprirà all’orizzonte garantendo l’ascesa verso il successo. PESCI Amore: Un incontro ha segnato l’inizio di una nuova fase della vostra vita. Attenzione a scegliere con minuziosa cura il partner: eliminate il vecchio per vivere appieno il nuovo. Lavoro: Ottimo periodo per i liberi professionisti che potranno guadagnare di più con lavori lampo, presto commissionati. Mercurio vi rende impazienti. Siate cauti e imparate l’arte della pazienza. Una comunicazione è attesa per la terza settimana del mese.

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Salumificio Aliprandi

Salumificio Aliprandi spa Via Mandolossa, 25 - Gussago (BS) Tel. 030 2520077 - Fax 030 2521036

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BresciaUp Marzo 2013  

Finalmente in edicola e online il numero di marzo di BresciaUp! Questo mese: Vito Belli del gruppo IRI, Country House Dolce Far Niente, pres...

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