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Da qui parte la nostra intervista, tra thè aromatici e biscotti, davanti al camino del salottino della boutique, mentre la Milano fuori si affanna sotto la pioggia.

La moda. Come può spiegare questa sua passione? Era nel mio destino. Sono cresciuta circondata da qualsiasi forma d’arte. La mia famiglia mi ha insegnato ad amare tutto ciò che è bello: mio padre, collezionista d’arte, mi ha educata ad osservare e mia madre, donna glam, mi ha dato lezioni di stile. Lei è a capo di un marchio, elegante e sofisticato, ma assolutamente al di fuori di ogni moda. Come mai ha fatto questa scelta? Credo che la parola “moda” sia abusata. Moda è arte. É un mestiere non una tendenza. Per me è solo eleganza. I leggings non erano eleganti negli anni ottanta e non lo sono neanche ora. Da dove prende le sue ispirazioni? Osservare è la mia ispirazione: una mostra, il chiosco dei fiori, i colori di un luogo dove sono stata in vacanza, un libro. Qual è la sua donna ideale? La mia donna è intelligente, colta, simpatica, educata e con una chiara percezione di sé. Quali saranno i suoi pezzi forti per la prossima primavera estate? Gli abiti sono il pezzo forte di tutte le mie collezioni. Per la primavera estate prossima saranno

molto Bon Ton e richiameranno gli anni 50 e 60. I colori: arancio, rosa, bianco e verde. La moda è solo un modo per apparire e per mostrarsi agli altri o è anche un modo di essere, un mezzo attraverso cui esprimere se stessi e magari anche le proprie emozioni? Mostrarsi e apparire sono difetti per persone fragili e insicure. Vestirci con qualcosa che esalta la nostra personalità ci rende irripetibili, glamour ed eleganti. Chi è moda adesso? Sicuramente e indiscutibilmente Michelle Obama. Questa crisi sta purtroppo colpendo anche il suo settore, secondo lei chi sopravviverà? Questa crisi la accetto e la rispetto perchè ripulirà il sistema del tessile da tutti quei “marchi” che hanno raccontato bugie al mondo. Sopravviveranno gli stilisti che hanno avuto e avranno sempre rispetto dei loro clienti. Obama e la nuova America. Cosa pensa di questo cambiamento storico? Sono molto felice che il Presidente sia Barack Obama e che il popolo americano abbia scelto un uomo di grande valore umano, giovane, onesto, elegante e innamorato della sua donna. Milano, futuro centro dell’EXPO 2015 e capitale della moda italiana. Cosa provoca questa città in lei? Ho sempre amato Milano anche se ultimamente mi trasmette sensazioni negative. È triste, stanca e deprimente. Mi auguro che l’expo 2015 non sia solo un modo per arricchire le solite famiglie intorno a cui gira il sistema milanese. Si parla tanto di cambio generazionale. Secondo lei sono i giovani il futuro o la moda continuerà ad aggrapparsi ai grandi nomi del passato? Io credo e spero che i giovani siano il futuro e non solo nella

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moda. C’è ancora qualcosa da inventare e da scoprire nel suo settore? L’unica cosa da riscoprire è il reale significato di moda. Un abito fatto in Cina o a Napoli a 10 euro non potrà mai essere venduto a 800 solo perché griffato. Si è parlato tanto negli ultimi anni del fashion world. Lei come racconterebbe questo mondo scintillante ed esclusivo, fatto di ricchezza e potere? La moda ha smesso di brillare di luce propria quando ha permesso alla finanza di entrare nel suo ingranaggio. La giusta conseguenza è stata la crisi di entrambi i settori. Scandalo Cocaina Kate. Non è stato l’ultimo nè l’unico negli ultimi 3 anni. Ma come ogni scandalo del mondo della moda, è passato come una meteora. Lei sceglierebbe mai come testimonial per il suo marchio Kate Moss post scandalo? Kate Moss è indubbiamente un’icona di stile a prescindere dal suo “vizio”. Io sceglierei dei modelli di riferimento differenti. Trovo meravigliosa Teresa (comica di Zelig) perchè niente è più sexy della simpatia e dell’intelligenza. Delle droghe, una persona intelligente fa a meno. Lei è mamma di tre figli maschi. Vorrebbe che loro continuassero il suo cammino? Vorrei che i miei figli diventassero degli uomini sereni e liberi. Se continuare il mio cammino potrà aiutarli a esserlo perché non farlo. Cosa si sentirebbe di dire o consigliare ad un ragazzo giovane che vorrebbe intraprendere la sua stessa strada? Vorrei dire loro che non bastano le scuole di moda, ci vogliono talento, passione, sacrificio e disciplina. Andreina Serena Romano

Brek Magazine numero 4  

Brek Magazine numero 4 IL TRASFORMISMO: LE MASCHERE Anno I numero 4 - gennaio / febbraio 2009

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