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anno V - n° 23 Giugno/Luglio 2012

la dignitĂ


Luglio

la VanitĂ


EDITORIALE

Anno V - n°23 Giugno/Luglio 2012

EDITORE

Soc. Cop. Sociale a r.l. via Nicola Sole, 73 - 85100 Potenza tel. 0971 36703 - fax 0971 25938 info@brekmagazine.it DIRETTORE RESPONSABILE Nicola Pace IMPAGINAZIONE E GRAFICA Bloop Srl STAMPA Tipografia Zaccara - Lagonegro DISTRIBUZIONE Potenza e dintorni elenco su www.brekmagazine.it ABBONAMENTI Per ricevere BREK Magazine via posta ordinaria e in tutta Italia è possibile abbonarsi online su www.brekmagazine.it PUBBLICITÀ commerciale@brekmagazine.it tel. 0971 36703 HANNO COLLABORATO Giovanna Caivano, Domenico Calderone, Angela Cammarota, Mimmo Claps, Vito Colangelo, Anna D’Andrea, Veronica D'Andrea, Mari Donadio, Alba Gallo, Angela Laguardia, Elenia Marchetto, Maya Matteucci, Leonarda Sabino, Andrea Samela, Francesco Tripaldi, Wine_R. PROSSIMA USCITA n°24 Settembre 2012 Tutti i numeri sono sfogliabili in formato pdf all'indirizzo www.brekmagazine.it

LA DIGNITÀ È UNO SGUARDO. È LO SGUARDO CHE OGNUNO DI NOI PROIETTA VERSO IL MONDO, VERSO IL PROSSIMO. LA DIGNITÀ NON PUÒ ESISTERE IN ASSOLUTO. ED È QUESTO IL MOTIVO CHE CI PORTA A CONSIDERARE DIGNITOSO COSE, AZIONI E PERSONE ALL’APPARENZA CONTRADDITTORIE TRA LORO. GIÀ SOLO NELL’ATTENZIONE CHE RIVOLGIAMOVERSO GLI ALTRI. GIÀ SOLO QUESTO È DIGNITÀ. C’È GIÀ TUTTO L’IMPEGNO CHE OGNI ESSERE UMANO DEVE PRESTARE ALLA VITA. ALLA PROPRIA. A QUELLA ALTRUI. LA DIGNITÀ, DUNQUE, È DENTRO NOI. SEMPRE. NON È MAI OCCASIONALE. NON È MAI SCONTATA. ALLORA PERCHÉ C’È QUESTO GRAN BISOGNO DI DIGNITÀ? LA SI INVOCA IN POLITICA E NEL MONDO IMPRENDITORIALE. LA SI INVOCA NEL SINDACATO E NEL MONDO SCOLASTICO. LA SI INVOCA NELLA CHIESA E NEL MONDO LAVORATIVO. UN GRIDO SINCERO E RICORRENTE. CE N’È BISOGNO PERCHÉ, SCHIACCIATI COME SIAMO DAL DOGMA DELL’IDENTITÀ, ABBIAMO SMARRITO UN DONO. IL DONO PIÙ GRANDE CHE A NOI È STATO CONCESSO. IL DONO DELL’ALTERITÀ. IL DONO DELLA DIFFERENZA. IL DONO DELL’ALTRO. ABBIAMO ANCORA OCCHI PER RICONOSCERE QUESTO DONO?

BREK garantisce la libertà di pensiero e di espressione. Per questo motivo ogni collaboratore è singolarmente responsabile delle proprie idee e di ciò che scrive.

anno V - n° 23 Giugno/Luglio 2012

Autorizzazione Tribunale di Potenza nº 376 del 7/5/08 Iscrizione al ROC n°19633

la dignità

In copertina "Dignitas" di Emiliano Albensi

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SOMMARIO

METROPOLIS

QUARTA PARETE

06. Il mes, meccanismo europeo di stabilità. 08. La mia dignità vale più... 10. Carmine Crocco, vittima e carnefice... 14. Speciale Unità d'Italia

26. In mare aperto 29. La dignità è donna 30. A Mr. Brainwash piace vincere facile

POLITICA, COSTUME E SOCIETÀ

CINEMA, TEATRO E ARTE

pag. 8 pag. 30

INCONTRI

CONVIVIO

20. Philip K. Dick 22. Intervista a Rosa Piro

36. Lo spettacolo dei piccoli uomini... 37. Arrivo per ultimo e mi perdonerete 38. Se anche il cibo...

PERSONE E PERSONAGGI

SORSI & MORSI, LETTURE & BENESSERE

pag. 22

pag. 38

WEB 3.0

INTERNET E MULTIMEDIA

pag. 26

40. Quando la dignità è condivisione

CANTIERI URBANI PENSIERI IN MOVIMENTO

43. Lo chiamavano dignità 44. Allarme dalla borsa dell'umanità... 45. Il raro intreccio tra dignità e sanità 46. L'attesa (dignitosa est) 47. La dignità (in)violabile

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massimodecarlo.net

Nuova apertura ad Avigliano (PZ) Via Don Nicola Stolfi 0971 82459


BREK ZOOM

FUCKING. Ma non è un’offesa. Siamo in Austria. In un piccolo paese a 350 km da Vienna. In piena Europa. Un paesino di poche migliaia di abitanti vive un periodo particolare in seguito ad alcune rimostranze di un gruppo di cittadini, che vivono nei pressi del cartello d’ingresso, che vogliono assolutamente cambiare nome al loro paese. Infatti di vivere a Fucking proprio non ne possono più. Hanno proposto un più soft Fugging ma pare che la maggioranza dei cittadini si sia opposta. Almeno questa la versione del primo cittadino. Non resta che aspettare con la speranza di non essere mandati a….Fucking.

GRAFENE. Il materiale del futuro. Immaginate un materiale capace di condurre l’elettricità meglio del rame, trasparente come il vetro e più resistente dell’acciaio. Costituito da uno strato di atomi di carbonio collocati su una struttura a nido d’ape è il grafene, uno dei materiali più promettenti del futuro. A cosa servirà il grafene? Una domanda a cui nemmeno lo scienziato Andre Geim sa ancora rispondere, come ebbe modo di dichiarare tempo fa alla domanda di un giornalista: “Non lo so. È come presentare un pezzo di plastica a un uomo di un secolo fa e chiedergli cosa ci si può fare. Un po’ di tutto, penso”. Detto da un premio Nobel, non possiamo che fidarci.

UN PALLONE DAVVERO SPECIALE! Chi ha giocato a calcio lo sa; appena compri un pallone lo firmi con il tuo nome e diventa automaticamente parte di te. Di sicuro questa pratica è usata in tutto il pianeta, Giappone compreso. Ma la storia è davvero fuori dal comune poiché il pallone di Misaki Murakami, ragazzo che abita a Rikuzentakata, citta’ della provincia di Iwate, la piu’ colpita dallo tsunami dell’11 marzo 2011, ha ritrovato il suo prezioso amico a distanza di un anno sulle coste dell’Alaska. Una coppia americana, dopo aver annunciato il ritrovamento, andrà direttamente in Giappone per riconsegnare il pallone al felicissimo legittimo proprietario.

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BREK ZOOM

Telefoni troppo? Allora sei ricco. D’ora in poi non sarà più la paura di essere intercettati che ci farà parlare sempre meno al telefono ma il fisco italiano. Infatti dal 18 aprile 2012 le Agenzie delle entrate, e dunque tutto il fisco italiano, saranno messi a conoscenza di quanto spendiamo mensilmente con le nostre utenze telefoniche, fisse e mobili, private e business. Questa l’ultima frontiera escogitata per rendere più efficace il redditometro, lo strumento utilizzato per stimare i redditi degli italiani. Con buona pace della privacy, comunque tutelata secondo le dichiarazioni governative, le nostre abitudini sono sempre più fonte di informazioni….per pagare più tasse.

Punto G. Ecco le coordinate. Per anni se n’è parlato, discusso e sorriso. Tutti noi (adulti), donne e uomini, almeno per una volta abbiamo tentato di raggiungerlo, identificarlo, “brevettarlo”. E tutti noi almeno una volta abbiamo affermato di esserci riusciti. Vi state chiedendo a fare cosa. Semplice. A trovare il famigerato punto G. Bene da oggi abbiamo un certificatore ufficiale della sua esistenza. Adam Ostrzenski, ginecologo e chirurgo plastico polacco, attraverso un’autopsia è certo al 100% di averlo perfettamente individuato dandone coordinate e misure: “Il punto G è lungo 8,1 millimetri, largo 3,6 e spesso 0,4; si trova sulla membrana dorsale perineale, a 16,5 millimetri dalla parte superiore del meato uretrale, orientato a 35 gradi rispetto al bordo laterale dell’uretra”. Sarà vero? Provare per credere.

14.000.000 di euro per un dipinto! E per essere precisi per una tela che serviva solo da studio alla realizzazione del celebre dipinto di Paul Cézanne “i giocatori di carte”. Una cifra strepitosa e, considerato i tempi, forse inopportuna. Eppure bisogna ricordarsi che la crisi è un orrore tutto europeo, altrove l’economia gira e gira bene, come nel caso specifico. Infatti ad aggiudicarsi il quadro è stata la ricchissima Famiglia Reale del Qatar la quale, a dire il vero, non è nuova a costosissimi investimenti in opere d’arte. Vende petrolio e compra arte. C’è chi se lo può permettere. A noi viene il dubbio che presto ci toccherà vendere il nostro patrimonio artistico per poter continuare a guidare le nostre auto.

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BREK METROPOLIS / politica

IL MES, MECCANISMO EUROPEO DI STABILITÀ.

Un salvadanaio al di sopra della legge.

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Provo a raccontarvi una storia. Una storia vera e documentabile. Che dovrebbe per lo meno portare ognuno di voi a riflettere, poi se il caso a giudicare. Per raccontarvi questa storia, che tanto ha a che vedere con la dignità, devo fare prima una premessa, articolata su due punti, che serve ad inquadrare l’argomento della storia. 1. Vi parlerò del trattato che istituisce il meccanismo europeo di stabilità (MES); il MES è quello che semplicisticamente tutti i media raccontano come il fondo salva stati 2. Per farlo, e rimanere in tema, parto dall’articolo 35 dello stesso trattato che vi invito a leggere integralmente.

ARTICOLO 35 Immunità delle persone 1. Nell’interesse del MES, il presidente del consiglio dei governatori, i governatori e i governatori supplenti, gli amministratori, gli amministratori supplenti, nonché il direttore generale e gli altri membri del personale godono dell’immunità di giurisdizione per gli atti da loro compiuti nell’esercizio ufficiale delle loro funzioni e godono dell’inviolabilità per tutti gli atti scritti e documenti ufficiali redatti. 2. Il consiglio dei governatori può rinunciare, nella misura e alle condizioni da esso stabilite, alle immunità conferite ai sensi del presente articolo riguardo al presidente del consiglio dei governatori, a un governatore, a un governatore supplente, a

Il Presidente della commissione Europea Barroso

un amministratore, a un amministratore supplente o al direttore generale. 3. Il direttore generale può revocare l’immunità di qualsiasi membro del personale del MES, eccetto se stesso. 4. Ogni membro del MES senza indugio traspone nella propria legislazione le disposizioni necessarie

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per dare effetto al presente articolo dandone informativa al MES.”

Da questo articolo si evince una storia drammatica e scritta a tavolino dagli stessi protagonisti. La storia di persone che in assoluto silenzio e in assoluta autonomia si pongono al di sopra della legge. E lo fanno grazie alla complicità dei parlamenti degli stati


dell’Eurozona. Già, perché “senza indugio” si appresteranno a ratificare il trattato, evitando, per l’ennesima volta, di chiedere a noi i cittadini cosa ne pensiamo al riguardo attraverso un referendum. Il MES non è un semplice salvadanaio. No. E’ l’ennesimo organismo finanziario che detterà regole ai paesi che al MES chiederanno un prestito. L’Italia si è già impegnata a versare la propria quota di circa 125 MILIARDI di Euro (avete letto bene, non è un errore di battitura). E dove troverà questi soldi? Avendo ceduto la sovranità monetaria e non potendo monetizzare direttamente i titoli di Stato, il Governo italiano dovrà per forza di cose recuperare questa cifra negli unici modi rimasti: tassare (non so cosa più ormai), privatizzare il patrimonio pubblico (possibile) o indebitarsi, come abitualmente fa, sui mercati dei capitali. Quest’ultima scelta sembra la più probabile e dunque per versare la propria quota emetterà nuovo debito pubblico sul quale ormai corrisponde interessi molto alti (5/6%). La cosa più curiosa e bizzarra è che se l’Italia, dovesse aver bisogno di accedere al fondo, oltre che accettare supinamente, in accordo con la Commissione Europea, col FMI e con la BCE, un memorandum dove si vincola a obbedire a tutto ciò che gli imporranno, dovrà anche restituire il capitale pagandoci sopra un interesse. Lo so cosa state pensando. E’ semplicemente allucinante. Ma è ciò che accadrà nell’assordante silenzio dei media

italiani (uno dei quali, in particolar modo, è più preoccupato e impegnato a fare una grande festa ed una lista per le prossime elezioni). Per essere breve, anche se l’argomento meriterebbe lunghi approfondimenti, Il MES è l’ennesimo strumento antidemocratico di questa Europa elitaria. Pensate che il trattato stabilisce anche : “Il MES, i suoi beni, finanziamenti e risorse, ovunque si trovino e chiunque li detenga, godono dell’immunità da ogni forma di processo giudiziario…” e poi: “…La proprietà, il finanziamento e le attività del

Herman Van Rompuy

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MES , ovunque si trovino e da chiunque posseduti, saranno esenti da perquisizione, requisizione, confisca, espropriazione o qualunque altra forma di sequestro, requisizione o preclusione del potere ipotecario, giudiziario, amministrativo o legislativo…” e ancora: “…Gli archivi del MES e tutti i documenti appartenenti al MES o da esso detenuti, sono inviolabili…”. A proposito di dignità. I cittadini europei sono soggetti alla legge. I Signori del MES no. Nicola Pace


BREK METROPOLIS / società politica

“LA MIA DIGNITÀ VALE PIÙ DELLA MIA VITA” Quando ogni parola diventa parola di silenzio (o parola di orgoglio). La frase che da il titolo a questo articolo è stata scritte da Pietro Paganelli, 72 anni che non ha retto al peso di quanto contenuto in due cartelle esattoriali, una sua, una del figlio che viveva con lui. La notizia è dello scorso 5 maggio. Pietro Paganelli, ha scritto in un biglietto nel quale spiegava la sua morte, la morte di chi ha visto la propria dignità andare in pezzi, di un uomo che ha visto andare in frantumi la vita stessa. Cos'è la dignità ? Nel 2012 il meno sveglio dell'universo direbbe che l'abbiamo smarrita se un uomo, un padre di famiglia e non certo l'unico, c'ha ragionato ed ha deciso che la morte è il male minore a questo tipo di problema. Problema economico, il non riuscire, nonostante il lavoro, a pagare i debiti. Immanuel Kant probabilmente è il Pensatore che meglio ha reso il concetto di dignità della persona, di dignitas. Per il filosofo tedesco l’umanità era essa stessa dignità, e pertanto, l’uomo non poteva mai ridursi ad essere trattato dall’uomo stesso come un semplice “mezzo” ma doveva essere trattato sempre anche come un “fine”. Ed ecco che la dignità dell’uomo viene considerata in un “valore intrinseco assoluto” che impone a tutti gli altri esseri ragionevoli il rispetto sia della propria persona che della persona altrui. Politicanti ricordatevene quando uccidete la dignità dei più deboli che no, non trattate al vostro pari. Sono parole dure che oggi nella migliore delle ipotesi udiamo al TG della mattina, a quello del pranzo e a quello della sera. O se siamo stanchi dei falsi giornalisti star della TV, scegliamo il giornale come mezzo d'informazione

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malnutrizione. E parliamo dell'Italia. Anziani, malnutrizione, Italia. Dicevamo, “dignità, come condizione di nobiltà morale in cui l’uomo esprime le proprie intrinseche qualità”. Dignità che si manifesta nel dare e nel ricevere. Dignità di avere un lavoro, un lavoro che appaghi la propria vocazione è forse chiedere tanto ma, ci proviamo. Apparteniamo alla generazione che la vecchia politica ( leggi “i bambini mangiati dai democristiani”*) ha ucciso, ha massacrato, ha disilluso. I sogni, la mia generazione inizia a non averne più o inizia ad averne quando sparisce dall'Italia e porta la propria vita all'estero, lontano dalla terra dei genitori. Monti ha detto che per far fronte all'emergenza sociale bisogna difendere la linea del rigore e di ciò che l'Europa ci chiede. "Rimettere i ordine i conti dell'Italia era necessario per restituire dignità al Paese". Dignità al paese e ci siamo dimenticati di come tale dignità abbia pesato su quella dell'uomo di cui scrivevo all'inizio. E non è il solo. Ha pesato sul cittadino qualsiasi, sul contribuente qualunque, sul vecchio “buon” padre di famiglia, sull'imprenditore con la cartella esattoriale, ecc. ecc. ecc. Non sono queste le notizie che dovremmo leggere, il Nano è andato via ma il lascito della crisi e dei buchi disastrosi sono talmente sconfortanti che il cittadino non ce la fa più, le donne decidono di non avere figli, i padri vanno a lavorare all'estero. È questa l'Italia fondata sul lavoro? Continuando con l'attuale presidente del Consiglio, il quale sostiene che la lotta all'evasione fiscale "non tocca chi già paga le tasse, ma è rivolta contro chi non la ha mai pagate e che l'obiettivo deve essere di colpire le aree dove c'è un fenomeno diffuso di evasione fiscale" mi viene da pensare che la gente dei palazzi non sa davvero più cosa dire per placare questo malcontento e a cercare di rassicurare il popolo della crisi con menzogne. Riusciremo a ripartire ed andare avanti? Certo, l'uomo ce l'ha sempre fatta e sempre ce la farà. Il compito di tutti noi deve essere di attenzione a non credere mai che nulla non possa risolversi. Nulla nasce dal nulla e tutto si trasforma. Chi deve fare e agire siamo noi giovani, che dobbiamo svegliarci e dobbiamo prendere in mano questa che è la nostra terra, il nostro lavoro, la nostra dignità, che viene sempre prima di tutto.

e lì almeno 15 pagine scrivono di crisi, morti, licenziamenti, e ancora crisi, morti, licenziamenti... Dignità in tempo di crisi, dove una parte di popolazione teme lo spettro del frigo vuoto. Un'esagerazione? No, un rischio reale che gli studiosi amanti della statistica affermano correre in particolare gli anziani, i quali devono scongiurare di mese in mese e di giorno in giorno allo spettro del frigo vuoto e gli effetti della

Leonarda Sabino

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BREK METROPOLIS / costume politica

Carmine Crocco

CARMINE CROCCO: VITTIMA E CARNEFICE DELL’UNIFICAZIONE. “…Questo film è opera di finzione, frutto di libera ispirazione degli autori ai fatti e personaggi storici narrati”

Questo è quanto recitava lo scarno incipit didascalico (dal quale, purtroppo, la RAI, in fase di messa in onda, ha eliminato l’elenco delle location) delle due puntate de “Il generale dei briganti” trasmesse su RAIUNO alla vigilia di Sanremo, a sottintendere che non si trattava di un documentario della Bbc o della National Geographic. Ma questa precisazione di prammatica non è valsa ad evitare che si scatenassero critiche feroci da parte di sedicenti “esperti” cinefili di quotidiani non solo locali. In primis si sono lamentati del dialetto napoletano fatto parlare a “Crocco” e compagnia. Poi lo si è ribattezzato “Crocco di Rivombrosa”. Quindi, hanno dato la stura agli sfoghi raccolti da Twitter, moderno oracolo sociologico investito di dignità enciclope-

dica, per suffragare le loro tesi. E subito la critica è diventata saccenteria condita da ingenue amenità, accusando il bravo regista di lungo corso Paolo Poeti (di cui sono memorabili i suoi sceneggiati televisivi degli anni ’70 ed ’80 ) e gli sceneggiatori, di ignorare che “(...) il dialetto lucano non è il napoletano, né si balla la pizzica, ma la tarantella”. Bella scoperta! Le accuse sono continuate, poi, con una certa veemenza e tutti sembravano voler salire in cattedra, come docenti di regia, facendo comparazioni col film girato da Pasquale Squitieri “E li chiamavano briganti”. Non è mancato il rammarico per non aver visto inquadrature del Monte Vulture, ai piedi del quale, in effetti, ha vissuto il brigante, ecc.. A questo punto, poiché le polemiche, a distanza di qualche

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mese dall’evento televisivo, mai sopite, si sono riaccese, occorre subito una difesa d’ufficio dell’opera televisiva nel suo insieme, dicendo che in ogni fiction (per definizione) verità storica e finzione, per l’appunto, si mescolano in proporzione variabile, spesso giustapponendosi alla verosimiglianza in dosi stabilite ad hoc dalla creatività degli autori, in fase di sceneggiatura. Eventuali aggiustamenti in itinere sono possibili, ma non modificano in modo sostanziale l’ubi consistam sul quale si fonda l’idea da tradurre in film. Nella fattispecie, appare evidente che il regista, affascinato dai luoghi e dalle storie raccolte a piene mani in situ, nel tentativo di riconoscere ex post, seppure parzialmente, le ragioni dei “terroni” e dei loro “leader” soccombenti nella fase cruenta del processo di


Il castello di Lagopesole (PZ)

unificazione, abbia declinato il suo punto di vista secondo una Weltanschauung romantica che l’ha indotto ad umanizzare Crocco, edulcorandolo senza volgarità, in modo tale da renderlo il più “appetibile” possibile al vasto pubblico televisivo (confermato dai circa 7 milioni di telespettatori dell’indice Auditel). Va detto che nulla è stato lasciato al caso: nemmeno la scelta geografica dei luoghi da filmare, ovviamente. Infatti, il ventaglio delle location possibili è stato vagliato e studiato nei minimi particolari, almeno un anno prima del classico “ciack si gira”, attraverso sopralluoghi in incognito. E considerando che uno spot pubblicitario di dieci secondi, in “prime time” (prima serata), sulla rete ammiraglia, può costare sino a 200000 euro, si può ben dire che sia stata una

vera manna caduta dal cielo la pubblicità gratuita alle magnifiche “Cascate di San Fele”, alle campagne lucane e agli storici castelli federiciani, altrimenti sconosciuti nel resto d’Italia. Per quanto riguarda, invece, l’aspetto fonetico-linguistico, a chi ha ritenuto assurda la scelta del napoletano, per far parlare Crocco e tutti gli altri protagonisti del film, vale la pena ricordare che il dialetto napoletano è l’unico dialetto “alloglotto” parlato e cantato (ad es.: “O’ sole mio” ed altre canzoni) al mondo. E poiché il film è stato prodotto anche per esser venduto all’estero, appare lapalissiano che il dialetto del Vulture-Melfese, naturale per Crocco, e il gallo-italico per Ninco Nanco, avrebbero creato, invece, non pochi problemi di comprensione dentro e fuori dall’Italia.

Last, but not least, occorre ricordare a chi ha mosso le critiche ( equivocando, però, sul diminutivo nell’onomastica del generalissimo), che è errato dire “Carmine Donatelli detto Crocco”, perché in realtà ( come spiega con dovizia di particolari Michele Traficante sul Notiziario Ruvese n.2, marzo/aprile 2011, pag. 50): “… Nel registro degli atti di nascita dell’anno 1830 dell’archivio dello Stato civile di Rionero in Vulture, al n.164 si legge: “L’anno1830, il dì 6 giugno, alle ore 12:00 (...) è apparso Francesco Crocco , di Rionero, figlio del fu Donato, (...) domiciliato a San Nicola, il quale ci ha presentato un maschio (...). Lo stesso ha inoltre dichiarato di dare al bambino il nome Carmine”. Il Traficante prosegue la sua analisi genealogica affermando che, come è ovvio: ”…


BREK METROPOLIS / politica

Carmine Crocco era soprannominato Donatelli, dal nome dell’avo paterno Donato. Infatti, Donatelli (o), in dialetto rionerese “Rinatill”(diminutivo; n.d.a) era il soprannome del nonno Donato.” E a proposito di Donato, fermo restando il principio del “de gustibus non est disputandum”, sarebbe opportuno, mentre la nostra “società dei consumi” è annichilita dalla crisi etico-economica, ricordare un vecchio proverbio, una volta molto in voga dalle nostre parti: “A caval donato non si guarda in bocca”. E da ultimo, siccome finora tutti, pro e contro, si sono dimenticati di entrare nel merito della qualità della recitazione, rendiamo finalmente onore all’ottimo cast, tra cui spiccava la magnifica Christiane Filangieri (Nennella), ex Miss Italia, esempio di rara bellezza, simpatia e bravura, in attesa che arrivino tanti altri “cavalli donati” in grado di valorizzare e far conoscere sempre più ampiamente le nostre bellezze naturali, artistiche e paesaggistiche, sì da incrementare un turismo sostenibile: unica fonte economica rinnovabile, che la Basilicata avrebbe il dovere di sfruttare al meglio, superando le divisioni di campanile. Prof. Domenico Calderone

A destra una scena della fiction

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TRACCIATO CRONOLOGICO DEL RISORGIMENTO LUCANO

UN PERIODO IMPORTANTE DELLA NOSTRA STORIA Il Risorgimento lucano non fu un episodio isolato, ma il frutto di una lunga e travagliata stagione, iniziata nel 1799, proseguita con i moti 1820/21 e del 1848/49 e culminata nelle insurrezioni del 1860 e del 1861. Gli eventi di quel periodo segnarono profondamente l’identità della Basilicata, una regione che è cresciuta nella storia d’Italia, che ha vissuto le contraddizioni di una questione meridionale mai risolta, che non si è fermata davanti alle prove più difficili che la storia le ha riservato. E che oggi conosce il valore dell’Unità d’Italia e vuole preservarlo. Questo è, in estrema sintesi, il messaggio che abbiamo cercato di condividere in oltre un anno di iniziative, celebrazioni, riflessioni che il comitato istituito dalla Regione ha organizzato e sostenuto per ricordare i 150 anni dell’Unità d’Italia. Al termine di questo percorso, il Consiglio regionale utilizza questo spazio di pubblicità istituzionale sui periodici locali che hanno aderito ad un avviso pubblico per proporre un percorso cronologico dell’epopea risorgimentale, a cura del prof. Antonio D’Andria della Deputazione di Storia patria per la Lucania, nella speranza che possa essere un utile strumento per quanti intendono riservare qualche attenzione allo studio di questo periodo così importante della nostra storia. Vincenzo FOLINO Presidente del Consiglio regionale della Basilicata Presidente del Comitato per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia

LE PRINCIPALI DATE DEL RISORGIMENTO LUCANO 21 gennaio 1799 Proclamazione della Repubblica Napoletana «una, e indivisibile» da parte dei patrioti in Castel Sant’Elmo. 25 gennaio 1799 Costituzione del primo Governo provvisorio della Repubblica napoletana, presidente Carlo Lauberg. 26 gennaio 1799 Diramazione, da parte del Governo della Repubblica, delle Istruzioni generali ai patrioti, manifesto politico-programmatico. 3 febbraio 1799 Assemblea di popolo, a Potenza, in Piazza del Sedile, presieduta dal vescovo Giovanni Andrea Serrao, con l’innalzamento dell’albero della Libertà ed elezione della Municipalità repubblicana,

«democratica e popolare». 7 febbraio 1799 Sbarco, a Pezzo in Calabria, del cardinale Fabrizio Ruffo e della sua «Armata Cristiana e Reale» con l’obiettivo della riconquista del Regno. 9 febbraio 1799 Divisione del territorio continentale della Repubblica napoletana in 11 Dipartimenti. Il nono, quello del Bradano, con capoluogo Matera, comprendeva 200 centri abitati, a loro volta accorpati in 12 cantoni. 24 febbraio 1799 Assassinio, a Potenza, del vescovo Giovanni Andrea Serrao e del direttore del seminario diocesano, Antonio Serra.

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27 febbraio 1799 Elezione, in piazza del Seggio, a Potenza, della seconda Municipalità repubblicana (ad indirizzo moderato), presieduta dall’ex sindaco Giosuè Ricciardi.

18 settembre 1806 Insediamento del primo Intendente della provincia di Basilicata, Tommaso Susanna (nominato con decreto del 13 agosto 1806), a Potenza, nella sede provvisoria del Palazzo Loffredo.

Fine marzo 1799 Lega o Patto di Concordia fra le sette Municipalità repubblicane di Potenza, Avigliano, Muro, Picerno, San Fele, Tito, Tolve, per garantire il reciproco aiuto in difesa delle istituzioni repubblicane.

20 agosto 1808 Stampa del primo numero del «Giornale degli Atti dell’Intendenza di Basilicata», nella tipografia di Angelo Coda.

18 maggio 1799 “Conquista” di Potenza da parte del capitano sanfedista Gerardo Curcio (detto Sciarpa) e delle sue truppe.

10 settembre 1808 Convocazione del Consiglio Generale della Provincia per il 15 ottobre 1808, con successive sessioni fino al 26 ottobre 1808. 28 agosto 1818 Assemblea Carbonara Lucana a Potenza, presieduta da Egidio Marcogiuseppe.

20 maggio 1799 Discussione, nella Commissione Legislativa del secondo Governo provvisorio della Repubblica napoletana, del Progetto di Costituzione di Francesco Mario Pagano già pronto a fine marzo.

Giugno 1820 Assemblea, a Potenza, della rete di «Vendite» carbonare presenti nella provincia.

13 giugno 1799 “Entrata” a Napoli da parte dell’«Armata Cristiana e Reale» del cardinale Ruffo; costretti alla resa i principali punti di difesa repubblicani.

6 luglio 1820 Pubblicazione, a Potenza, da parte del Senato della Regione della Lucania Orientale, di una Dichiarazione in nome di Dio e sotto gli auspici della Nazione Napoletana, con la promessa di diminuzione delle imposte fondiarie ed esortazione a giurare fedeltà al sovrano ed alla Costituzione.

21 giugno 1799 Tradimento delle “capitolazioni” (in base alle quali a napoletani e francesi era stata accordata la possibilità di emigrare in Francia su navi fornite dal governo borbonico) ed avvio della «violenta e sanguinosa» repressione borbonica, a Napoli e nelle province, tesa ad eliminare fisicamente i repubblicani con la morte, il carcere o l’esilio, al fine di “estirpare” il giacobinismo dal Regno.

10 luglio 1820 Pubblicato a Potenza il primo numero del «Giornale patriottico della Lucania Orientale», (pubblicato) fino al 13 marzo 1821. 10 agosto 1820 Assemblea potentina del Popolo Carbonaro della Lucania Orientale, con dichiarazione pubblica indirizzata al Duca di Calabria e Vicario Generale del Regno di Napoli, il futuro Francesco I.

13 luglio 1799-15 marzo 1800 Arco temporale di esecuzione delle condanne a morte dei «rei di Stato» lucani. 30 marzo 1806 Giuseppe Bonaparte nominato re di Napoli.

3 settembre 1820 Elezione, a Potenza, dei rappresentanti lucani al Parlamento Nazionale delle Due Sicilie: Domenico Cassino di Moliterno, Carlo Corbo di Avigliano, Innocenzo De Cesare di Craco, Gaetano Marotta di Trecchina, Paolo Melchiorre di Lauria, Francesco

8 agosto 1806 Potenza capoluogo della provincia di Basilicata (L. 132 sulla divisione ed amministrazione delle Province del Regno).

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Petruccelli di Moliterno, Diodato Sansone di Bella, Diodato Sponsa di Avigliano.

28 gennaio 1821 Raduno, a Potenza (dopo la Convocazione del Parlamento Nazionale delle Due Sicilie e la dichiarazione di guerra all’Austria che aveva deciso l’occupazione del Mezzogiorno d’Italia), di truppe di Legionari lucani, che, al comando di Diodato Sponsa, mossero verso il Lazio per congiungersi all’Armata del generale Guglielmo Pepe. 21 aprile 1821 Tentativi insurrezionali dei capitani Giuseppe Venita e Domenico Corrado a Tito e Vignola (Pignola). 30 agosto 1821 Istituzione, a Potenza, Laurenzana e Calvello, di quattro corti marziali, una delle quali presieduta dal maresciallo Philip Roth. 13 marzo-10 aprile 1822 Esecuzione, dopo processo sommario, dei protagonisti lucani dei moti insurrezionali, tra i quali Domenico Corrado, Giuseppe Venita e Carlo Mazziotta.

17-18 maggio 1848 A seguito delle rivolte del 15 maggio a Napoli, istituzione, a Potenza, da parte del Circolo Costituzionale, di un Comitato delle Finanze e di una Commissione di sicurezza pubblica, con il compito di colmare il vuoto politico e di spedire un contingente di armati nella capitale del Regno per difendere la Costituzione. 15 giugno 1848 Convocazione di una Dieta composta da delegati dei centri della provincia di Basilicata, presieduta da Vincenzo D’Errico. 25 giugno 1848 Riunione della Dieta Federale con i rappresentanti dei Circoli Costituzionali delle province di Basilicata, Terra di Bari, Capitanata, Terra d’Otranto e Molise e proposta di un documento programmatico (il Memorandum). 4 luglio 1848 Proclama ai popoli della Lucania di Emilio Maffei.

10 febbraio 1848 Pubblicazione, a Potenza, del periodico «Il Costituzionale Lucano».

8 luglio 1848 Rifiuto, all’interno della Dieta Federale, delle forze politiche radicali, guidate da Emilio Maffei, di firmare il Memorandum, ritenendo come unica soluzione ai mali del Regno il rovesciamento dei Borbone. A tal fine, sull’esempio della Calabria, tentativo (fallito) di istituire un Governo provvisorio a Potenza, avversato fermamente dall’azione congiunta delle forze politiche moderate guidate da Vincenzo D’Errico e da quelle istituzionali, guidate dall’Intendente Giacomo Coppola.

18 aprile 1848 Elezioni dei deputati al nuovo Parlamento delle Due Sicilie: 5 per il distretto di Potenza, 2 per quello di Matera, 3 per Melfi e 3 per Lagonegro.

12 marzo 1849 Sospensione a tempo indeterminato del Parlamento Nazionale delle Due Sicilie e revoca di fatto della Costituzione da parte di Ferdinando II.

29 aprile 1848 Istituzione del Circolo Costituzionale Lucano, presieduto da Vincenzo D’Errico, volto a sostenere la diffusione della Costituzione e salvaguardare l’ordine sociale contro insurrezioni per l’occupazione delle terre.

3 novembre 1852 Camillo Benso, conte di Cavour, già Ministro dell’Agricoltura, del Commercio e della Marina, nonché delle Finanze, nominato Presidente del Consiglio dei Ministri del Regno di Sardegna.

29 gennaio 1848 Concessione della Costituzione da parte di Ferdinando II.

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Materano.

1857 Istituzione, a Napoli, di un Comitato dell’Ordine, con rappresentanze moderate e democratiche e un proprio giornale, clandestino, il «Corriere di Napoli».

18 agosto 1860 Acquartieramento di una guarnigione borbonica a Montereale (a Potenza) per presidiare e bloccare le vie di accesso alla città. Scontri tra insorgenti e gendarmi, costretti a lasciare la città alle colonne di insorti, giunte nel primo pomeriggio anche da Avigliano, Genzano e dal Melfese e, a sera, da Corleto.

27 aprile-11 luglio 1859 Seconda guerra d’indipendenza. 30 settembre-21 ottobre 1859 Manifestazioni antiborboniche, con bandiere tricolori, a Viggiano, Grottole, Cirigliano, Corleto, Tricarico, Rotonda, Pietrapertosa, Lauria, Castelmezzano, Grassano, Pomarico. 5 maggio 1860 Partenza, da Quarto, della spedizione dei Mille, al comando di Giuseppe Garibaldi. Tra i volontari il materano Giambattista Pentasuglia. 21 giugno 1860 Istituzione, a Corleto Perticara, del Comitato Centrale Insurrezionale Lucano, presieduto da Carmine Maria Senise. Divisione della Basilicata in 12 «sottocentri»: Corleto, Rotonda, Castelsaraceno, Senise, Tramutola, Tricarico, Miglionico, Potenza, Genzano, Avigliano, Ferrandina, Bella. 13 agosto 1860 Riunione, a Corleto Perticara, di Giacinto Albini, Camillo Boldoni e Nicola Mignogna per definire il piano d’azione dell’insurrezione in Basilicata (di concerto con gli altri centri insurrezionali).

19 agosto 1860 Proclama di Nicola Mignogna e Giacinto Albini: costituzione del Governo Prodittatoriale. Dimissioni dell’Intendente Nitti rassegnate al Decurionato potentino che, riunitosi, cedette a sua volta i poteri al Governo (Prodittatoriale). Prodittatori Nicola Mignogna e Giacinto Albini; Comandante militare Camillo Boldoni; Segretari Gaetano Cascini, Rocco Brienza, Nicola Maria Magaldi, Giambattista Matera. Emilio Petruccelli comandante in capo della nuova Guardia Nazionale. 20 agosto-11 settembre 1860 Istituzione, in 71 centri della provincia di Basilicata, di Giunte insurrezionali ad opera di Commissari democratizzatori. 23 agosto 1860 Pubblicazione, a Potenza, del primo numero dell’organo ufficiale del Governo Prodittatoriale, «Il Corriere Lucano. Giornale Ufiziale dell’Insurrezione».

15 agosto 1860 Invio di corrieri per organizzare la “rivoluzione” nella provincia, con la pubblicazione dell’Appello ai fratelli lucani di Rocco Brienza. 16 agosto 1860 Manifestazione in nome dell’Unità d’Italia a Corleto, capeggiata dai Senise. Esortazione ai lucani da parte dell’Intendente Nitti, con un foglio a stampa, a partecipare alle elezioni per il nuovo Parlamento per la Costituzione tardivamente concessa da Francesco II. 17 agosto 1860 Raduno, a Corleto, di armati dalla Val d’Agri e dal

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25 agosto 1860 Istituzione di una Giunta Centrale di Amministrazione, composta da 7 direttori, presidente Francesco Antonio Casale. Comando della Guardia Nazionale affidato a Domenico Asselta. 2 settembre 1860 Garibaldi a Rotonda. 5 settembre 1860 Rientro di Boldoni a Potenza per organizzare la brigata dei Cacciatori Lucani. Partenza di Albini e Mignogna per Auletta, per incontrare Garibaldi.


6 settembre 1860 Nomina (da parte di Garibaldi) di Giacinto Albini a Governatore della Basilicata con poteri illimitati. 10 settembre 1860 Proclama Al popolo lucano dei direttori degli Uffici. Giacomo Racioppi nominato Segretario Generale della Provincia di Basilicata. 15 settembre 1860 Costituzione del Battaglione Lucano e nomina di Emilio Petruccelli a Capo di Stato Maggiore. I quattro scaglioni del Battaglione affidati al sacerdote aviglianese Nicola Mancusi, al tricaricese Francesco Paolo Lavecchia, a Giuseppe Domenico Lacava di Corleto ed a Francesco Paolo Pomarici di Anzi. 21 ottobre 1860 Inaugurazione delle operazioni di voto per l’annessione al Regno. Partecipazione di 98.213 abitanti, circa il 20% della popolazione, con il risultato di 98.102 voti favorevoli e 111 contrari. 11 novembre 1860 Udienza di Vittorio Emanuele II ad una delegazione del Consiglio Comunale di Potenza, guidata dal Sindaco Antonio Sarli. 10 gennaio 1861 Elezioni del Consiglio Provinciale della Basilicata. 27 gennaio 1861 Prime elezioni politiche postunitarie (VIII Legislatura). Eletti: Aurelio Saffi (collegio di Acerenza); Ferdinando Petruccelli della Gattina (collegio di Brienza); Francesco Lovito (collegio di Chiaromonte); Camillo Boldoni (collegio di Corleto); Francesco Maria Gallo (collegio di Lagonegro); Pasquale Serra (collegio di Matera); Achille Argentini (collegio di Melfi); Pasquale Magaldi (collegio di Muro); Saverio Rendina (collegio di Potenza). 18 febbraio 1861 Proclamazione del Regno d’Italia, a Torino, da parte dei Deputati del Parlamento. Antonio D’ANDRIA

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grafica: Michele Nella


BREK INCONTRI / Philip K. Dick

Nel 1955 un genio della letteratura statunitense scrive il suo primo allucinante romanzo. Ambientato in un futuro prossimo senza omini verdi o inceneritori portatili. Lotteria spaziale racconta la distruzione del pensiero illuminista e della dignità umana. In una società fatta di logica e numeri accade che la superstizione fa crollare il siste-

ma. Il genio in questione si chiama Philip K. Dick e trascorrerà la seconda metà del secolo a sconvolgere la letteratura statunitense dando corpo ai suoi incubi più profondi. Molti lo definiscono il più surrealista degli scrittore di fantascienza, ma coloro che hanno letto Dick, compresi i romanzi neorealisti e le autobiografie, sanno che Dick è

semplicemente uno dei più incredibili autori del novecento. Mi ritrovo a pensare a quel primo geniale romanzo, “Solar lottery” il titolo originale, e a Dick che si sarebbe divertito con le nostre recenti elezioni comunali in cui ci sono stati quasi più candidati che votanti ed in cui

decine di onesti cittadini si sono trovati in lista senza saperlo. Ed ora, querele e ricorsi, fanno più rumore del ballottaggio. Si sarebbe divertito Dick a vedere la nostra deprimente risalita da salmoni contro corrente nell’Europa delle banche e della disoccupazione. In questi giorni sto un po’ meglio, ho appena finito di scriverlo ad un caro amico, professore alla Bicocca di Milano che si informa costan-

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temente della fuga dei cervelli a cui tiene. Gli scrivo che per un paio di mesi sono tornata a fare lezione all’università, per una borsa di studio irrisoria. Ma va bene così, perché l’entusiasmo dei ragazzi che a fine lezione

non vogliono uscire dall’aula cura anche la mia depressione di ricercatore disoccupato. La loro curiosità, il loro affetto, quello sguardo sognante mentre mi seguono per le virate dell’evoluzione sono aria fresca e pulita. Stanno restaurando la mia dignità. Ho appena finito di scrivere che sto meglio quando arriva una e-mail dal Miur, mi informano che le iscrizioni per il TFA (Tirocinio Formativo Attivo) sono aperte. Mi affretto a girare l’e-mail ai colleghi,


siamo tutti sulla stessa barca, non si fa ostruzionismo, si collabora, quando una collega mi risponde “allora avevo capito bene, si pagano 2500

senso dell’umorismo o forse più dignità non scrivono Tirocinio ma Master, data il

mente in aula.

LOTTERIA GALATTICA. Ovvero come scardinare rapidamente la dignità di una generazione di laureati.

euro di tasse”. Resto un momento imparpigliata, poi scarico il bando e siccome mi hanno insegnato a leggere, purtroppo, leggo. E dato che l’unica cosa che riesce a tranquillizzarmi in certi momenti è contare, conto. Faccio un rapido calcolo dei precari che tenteranno l’esame pagando 120 euro di iscrizione, dei 1000 disoccupati per regione, di media, per venti regioni italiane che dovranno versare 2500 euro per “completare l’iscrizione”, cito testualmente. Una manovra di circa otto milioni di euro. Alcune università con meno

prezzo, di quello si tratta. Insomma, vuoi fare l’insegnante? Bene, inizia a pregare di passare l’esame perché ci sarà una guerra civile di precari e poi compra un gratta e vinci o rapina un pensionato, magari tuo padre, per pagare le tasse su un lavoro che ancora non hai. Penso alle mie borse di studio, al mio esame di dottorato, a quello per l’assegno di ricerca. Meritocrazia, esisteva fino ad una manciata di anni fa, giuro, c’ero! Nella mia testa illuminista un governo dovrebbe scegliere i migliori tra i suoi laureati, completare la loro formazione pedagogica e spedirli rapida-

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Penso a Dick e al suo mondo del maggio 2203 in cui il governatore dell’Intero Sistema Solare, il Quizmaster viene scelto attraverso una lotteria galattica. Potrei scrivere al Miur e proporglielo. E per limitarne i poteri del Quizmaster ad ogni legislazione è previsto un possibile omicidio legalizzato ad opera di un unico uomo anche’esso prescelto durante una “sfida”. In una società retta da logica e numeri, un’umanità superstiziosa viene sconvolta da una serie inattesa di “strani eventi” in un maggio qualunque, come questo, proprio come questo. Maya Matteucci


BREK INCONTRI / annamaria sodano

ROSA PIRO,

UNA LUCANA A PARIGI. Incontriamo Rosa Piro, una lucana di Pignola che dopo una lunga formazione accademica e diverse esperienze di insegnamento in Italia (dove è stata professore a contratto presso l’Università di Basilicata, di Salerno e l’Orientale di Napoli) è approdata a Parigi come ricercatore presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNRS) ed è stata abilitata come maître de conference (professore associato) dal Consiglio Nazionale dell’Università francese.

- Insomma Rosa, un ennesimo esempio di fuga di cervelli? Diciamo che si tratta di una fuga con fiducia nel ritorno. L’esperienza all’estero è estremamente formativa e aiuta a sprovincializzarsi. Non fa bene restare sempre nello stesso posto se si è curiosi e si fa questo lavoro, bisogna spostarsi e mettersi alla prova, eventualmente per ritornare ma accresciuti di nuove esperienze.

nello a Tito. Con la lontananza tutto è diventato più lento, anche se continuiamo a lavorarci e presto daremo i risultati dei lavori. - C’è qualcosa di diverso nella cultura scolastica francese che manca all’Italia? Il sistema italiano, dal punto di vista di insegnamenti e didattica, rimane il migliore e i nostri studenti sono molto apprezzati all’estero perché, a parità di età e di livello scolastico, sono più preparati. Il sistema francese funziona meglio per l’inquadramento e l’assunzione dei professori e garantisce un’entrata più veloce nell’università: un giovane francese che abbia seguito tutte le tappe della carriera accademica (laurea, dottorato, docenze a contratto) diventa maître de conference (professore associato) sui trentanni. In Italia è impossibile trovare, di questi tempi, un professore associato nel mio settore che abbia meno di trentanni.

- Sei sempre stata impegnata nello studio e nelle ricerche intorno alla storia e alla filologia italiana, con un buon numero di articoli e libri all’attivo, perché ti accoglie la Francia e non l’Italia? Perché nel 2009, quando sono partita, non c’erano fondi per un assegno di ricerca né concorsi per essere stabilizzata. - Cosa ti manca di più della Basilicata? I miei studenti di Unibas. Rimpiango molto il bel clima che si era creato con alcuni di loro e alla speranza che mi infondevano di poter creare un gruppo di ricerca lucano. Con alcuni avevamo cominciato a lavorare seriamente al fondo Alia-

- Nel 2011 è uscito il tuo ultimo libro: “L’Almansore”, di cosa si tratta? Si tratta del primo testo integrale di medicina in

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Via Acerenza in un condominio, spesso ammassati gli uni sugli altri, ma era un piacere ritrovarsi in gruppi e avevamo una biblioteca che funzionava molto bene ed era fornita. - Se una giovane laureata lucana ti chiedesse un consiglio sul fare ricerca? Le direi di non smettere mai di crederci, se questo è il suo sogno. - Come studiosa hai a che fare con la carta e per passione, oltre alla letteratura e ai film, hai “smanettato” con blog e social network, qual è il tuo rapporto con il digitale? Trovo blog e social network interessantissimi e utili alla diffusione di idee. Qualcosa si muove anche nell’accademia e già in alcuni forum americani molti ricercatori portano avanti le loro scoperte grazie al contributo di più persone che, da ogni parte del mondo, arricchiscono blog e forum con le loro idee. Ci sono vere e proprie dispute che fanno molto bene alla ricerca. Non ho ancora visto nulla del genere su siti italiani, ma sono fiduciosa che presto ne vedremo anche nella nostra lingua. Rosa Piro

italiano antico. Ho potuto datarlo intorno al primo ventennio del XIV secolo. E’ un testo molto interessante sia da un punto di vista linguistico perché raccoglie le prime tracce del lessico della medicina in italiano, sia perché la sua storia è molto affascinante. L’Almansore, infatti, chiamato così perché dedicato al re Mansur, è stato realizzato per la prima volta in lingua araba da un medico che si chiamava Razi e che viveva a Bagdad nel IX sec., in seguito è arrivato in Europa attraverso le traduzioni che furono fatte dall’arabo in latino e in Italia grazie alle traduzioni dal latino in volgare fiorentino. - Oltre ad essere lucana hai anche insegnato presso l’Università di Basilicata che l’anno scorso ha cancellato proprio gli studi letterari, che giudizio dai oggi al nostro ateneo? Non ho seguito le vicende di Unibas e apprendo con tristezza questa notizia. Sono stata formata in Basilicata da professori eccellenti, sapere che quello che hanno seminato rischia di andarsene con il vento mi intristisce molto. Quando frequentavo i corsi di Lettere Classiche eravamo in

- Tra libro di carta ed e-book da che parte stai? E-book, soprattutto per il lavoro. Posso portare manoscritti e centinaia di libri sul mio Ipad, questo mi permette di lavorare in modo più veloce e agevole, di avere banche date di testi e dizionari, di cui faccio largo uso, sempre a disposizione. Non smetto, tuttavia, di comprare anche il cartaceo per le letture di piacere, soprattutto perché passare ore in libreria a scegliere titoli è un divertimento a cui non potrei mai rinunciare. - Non posso non farti quest’ultima domanda: cosa può significare per la Francia l’elezione di François Hollande? Difficile fare previsioni. Mi pare che il voto sia stato più contro Sarkozy che per Hollande, che appartiene comunque a una sinistra moderata. Il vero cambiamento sarebbe stato votare, per esempio, Eva Joly: magistrato, coltissima, attenta al sociale e alle politiche ambientali, parlamentare europeo con una lunga esperienza in politica. Sarebbe stato un cambiamento radicale per cui, forse, la Francia e l’Europa non sono ancora pronti. Vito Colangelo

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onante esperie zi o em a ov u n la , o n Dal 9 giug

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o narra Tutti i giorni il muse ha stupito il m e ch re o at er p im l’ el d i d arti, i mestieri, gli stu


colori: ogni rivivono

a a corte, le mondo.


BREK QUARTA PARETE / cinema

IN MARE

“Mare dentro, Mare dentro, senza peso nel fondo, dove si avvera il sogno: due volontà che fanno vero un desiderio nell’incontro. Un bacio accende la vita con il fragore luminoso di una saetta, il mio corpo cambiato non è più il mio corpo, è come penetrare al centro dell’universo: L’abbraccio più infantile, e il più puro dei baci fino a vederci trasformati in un unico desiderio. Il tuo sguardo il mio sguardo, come un’eco che va ripetendo, senza parole: più dentro, più dentro, fino al di là del tutto, attraverso il sangue e il midollo. Però sempre mi sveglio, mentre sempre io voglio essere morto, perché io con la mia bocca resti sempre impigliato dentro la rete dei tuoi capelli.” Ramón Sampedro

“Mar adentro” è un film drammatico del 2004 diretto e scritto dal regista spagnolo Alejandro Amenábar. Amenàbar tratta spesso tematiche delicate e importanti, caro al regista è soprattutto il tema della morte e del rapporto che l’uomo ha con essa, ricordiamo “Apri gli occhi” del 1997 e “The Others” del 2001. Le domande a cui spesso tenta di dare risposte sono: gli uomini come vivono la morte? La temono? Preferiscono non pensarci oppure la desiderano? Il regista attraverso questa pellicola, tratta da una storia vera, sottolinea con estrema lucidità l’ultimo quesito; può un uomo desiderare la morte? Amenàbar porta sul grande schermo l’EUTANASIA e sceglie di farlo narrando la storia triste ma anche coraggiosa di un uomo che scrive meravigliose poesie citando Shakespeare e che, non desidera altro che morire dignitosamente. Questa è la storia di Ramón Sampedro (magistralmente interpretato da Javier Bardem). Il 23 Agosto 1968 Ramòn si tuffa da uno scoglio ma batte la testa sul fondale e rimane privo di sensi a galleggiare sull’acqua per un po’. Qualcuno fortunatamente lo salva ma nel violento impatto

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si è rotto l’osso del collo così rimane paralizzato dal collo in giù. Per Ramòn inizia l’inferno, lui che era sempre stato un uomo forte, solare pieno di vita si ritrova immobile impossibilitato a compiere i gesti più semplici. Certo, è vivo ma lui avrebbe tanto voluto morire quel giorno in mare. La sua però, non deve essere vista come un’offesa a tutti gli altri tetraplegici del mondo, poiché egli pensa che nessun uomo dovrebbe essere giudicato per il modo in cui decide di vivere; lui non giudica nessuno e nessuno deve giudicare lui per questi pensieri. Ramòn passa il tempo ad osservare il mondo dalla finestra e a scrivere poesie, ma costantemente è in cerca di qualcuno che lo aiuti a morire. Purtroppo non è facile: le leggi spagnole non consentono l’eutanasia e il suo è un desiderio destinato a rimanere tale. Il suo mondo è la sua stanza, il luogo dove avvengono le relazioni con gli altri e dove cerca di non perdere mai se stesso. Vive 28 anni in questo modo, ma poi, decide di intraprendere una vera e propria azione legale contro il governo per ottenere il diritto di eutanasia. Come ci si poteva aspettare da questa decisione,


APERTO. il suo, presto diventa un vero e proprio caso mediatico, tra favorevoli e contrari, fra etica e immoralità. A lui non interessa cosa pensa

l’ha persa quel giorno in mare. E’ l’unica cosa che gli rimane e vuole tenersela stretta, perciò deve morire. Nella sua vita ci sono due

“Cosa sono due metri? Un tragitto insignificante per qualsiasi essere umano. Però per me, questi 2 metri che servono per poter arrivare a te

donne, Julia, avvocato e affetta da una malattia degenerativa e Rosa, una sua amica da sempre contraria invece al desiderio dell’uomo. Un vero e proprio triangolo fatto di amore, pietà e gelosia. Julia e Ramòn passano molto tempo insieme, lei è una delle poche persone che capisce il suo stato d’animo. Finiscono per innamorarsi, ma Ramòn non può essere incondizionatamente felice:

e per poterti almeno toccare sono un viaggio impossibile, una chimera, un sogno; per questo voglio morire” dice a lei. Però “ci sono diverse forme di fare l’amore” e i due vivono intensamente questo sentimento durante la battaglia legale. Presto però si rendono conto che il processo non li vede affatto in una posizione favorevole, e che il giudice è

Nelle foto l'attore Javier Bardem

la morale comune, sa che per lui quell’esistenza non va bene e persino quando un prete, tetraplegico come lui, gli dice: “una libertà che toglie la vita non è una libertà” lui risponde: “ma una vita che toglie la libertà non è una vita”. Come dargli torto. Ramòn è deciso a combattere la sua battaglia fino in fondo, poiché sente che non gli rimane nulla da perdere, a parte la sua dignità, quella non

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BREK QUARTA PARETE / cinema

irremovibile, non concederà mai l’eutanasia a Ramòn per non infrangere le leggi e per non andare contro i suoi principi morali. Consci della situazione, i due decidono di suicidarsi, insieme, e progettano la morte che li renderà liberi. Julia però, all’ultimo momento si tira indietro, e Ramòn cade nella solitudine e nello sgomento. E’ a questo punto che interviene Rosa, lei che lo ama e che sempre ha rifiutato l’idea di ucciderlo, adesso per amor suo sta per porgergli un bicchiere che contiene cianuro di potassio. Il film si conclude con la registrazione di un appello che trovo giusto riportare qui di seguito:

“Signori giudici, autorità politiche e religiose, che significa per voi la dignità? Qualsiasi sia la risposta delle vostre coscienze sappiate che per me, questo non è vivere dignitosamente, avrei voluto, almeno, morire dignitosamente. Oggi, stanco dell’incuria istituzionale, mi vedo obbligato a farlo di nascosto, come un criminale. Dovete sapere, che il processo che porterà alla mia morte è stato scrupolosamente diviso in piccole azioni che costituiscono di per se un delitto e che saranno portate a capo da differenti mani amiche. Se nonostante questo lo stato insiste a punire i miei collaboratori consiglio che

siano tagliate loro le mani perché è in questo tutto ciò in cui hanno contribuito, la testa, o meglio la coscienza l’ho messa io. Come potete vedere, al mio fianco c’è un bicchiere d’acqua contenente una dose di cianuro potassico, quando lo berrò avrò smesso d’esistere, rinunciando al mio bene più prezioso, il corpo. Credo che vivere sia un diritto, non un obbligo, come è stato nel mio caso, obbligato a sopportare questa penosa situazione per 28 anni, 4 mesi e qualche giorno. Passato questo tempo, davanti al cammino percorso, non mi tornano i conti della felicità ma solo il tempo scorso contro la mia volontà per quasi tutta la vita e che mi sarà alleviato da ora. Solo il tempo e le evoluzioni delle coscienze, decideranno, un giorno, se la mia richiesta era ragionevole, o no.” Trovare le parole per raccontare una storia come questa è difficile, anche se ne servirebbero tante per trasmettere gli stati d’animo e le emozioni che trapelano da questa pellicola, un

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lavoro dai contenuti forti ed estremamente delicati, senza dubbio, ma tremendamente coinvolgente, grazie alla meravigliosa interpretazione di Bardem, capace di rendere giustizia alla vera storia di Ramón Sampedro e alla sua sofferenza. Ruolo importante, inoltre, hanno le musiche (composte dal regista come in tutti i suoi film) che donano un aspetto lirico e sanno accompagnare il pathos di ogni singola scena. Ramòn rapisce letteralmente l’attenzione dello spettatore, che è portato a desiderare per lui la morte, o meglio, a desiderare che avvenga così come lui la sogna. In fondo, chi siamo noi per giudicare una scelta? Troppo spesso la società, i governi e le istituzioni religiose pongono dei principi “morali” al di sopra di tutto, ma al di sopra di tutto realmente dovrebbe essere l’uomo, con le sue paure, i suoi pensieri e le sue decisioni. Il film fu presentato alla 61 Mostra internazionale d’arte cinematografica a Venezia, e proprio qui Javier Bardem vinse per la miglior interpretazione maschile. Tra i tanti premi ricordiamo l’Oscar 2005 come miglior film straniero, il Golden Globe 2005 come miglior film straniero, il David di Donatello 2005 come miglior film dell’Unione Europea e il Ciak d’oro 2005: per il miglior film straniero.

Mari Donadio


BREK QUARTA PARETE / libri

Questo il pensiero ed il racconto di Jorge Amado, che ci presenta Teresa Batista stanca di guerra in un romanzo che travolge e che stravolge. Un racconto che cattura, che non si legge con gli occhi e con la testa, ma con tutti e cinque i sensi. “Teresa non aveva ancora compiuto tredici anni quando sua zia la vendette per millecinquecento cruzeiros, un po’ di viveri e un anello al capitano Duarte de Rosa”, violento, collerico, viscido tanto da girare con una collana d’anelli d’oro al collo.

LA DIG È DON NITÀ E SI CH NA TERES IAMA A BATIS TA!

Ogni anello,una verginità deflorata,una bambina violata,un’infanzia comprata per pochi spiccioli. Un anello anche per Teresa che,però,ha dovuto prima domare,addomesticare, sottomettere,con pugni, schiaffi,frusta e cuoio. Sofferenza e dolore per Teresa che,nonostante tutto,continua a sperare,a non arrendersi,addirittura ad innamorarsi,perché “innamorarsi e amare è facile:succede quando uno meno se lo aspetta,uno sguardo,una parola, un gesto,e il fuoco si propaga bruciando petto e bocca”. Daniél le si avvicina con dolcezza e con tenerezza la ama ma non abbastanza da difenderla. Infatti,quando il capitano li scopre amanti nel suo letto,è lei a dover difendere lui, sgozzando l’altro con il coltello per la carne secca. Ancora senza arrendersi,fermarsi o disperare,perché “il difficile per Teresa è stato proprio imparare a piangere”;anche se “le pene che ha sofferto lei,ben pochi le patiscono all’inferno”;anche se era “sola contro Dio e contro il Diavolo e neanche Dio ha provato per lei compassione”,ebbene, quella ragazza ha superato da sola il periodo più duro,il peggio del peggio ed è uscita fuori sana e salva con anche il sorriso sulle labbra! Sconfigge pure il vaiolo nero,ma senza l’aiuto di medici ed infermieri, bensì di prostitute, alle quali si è ormai unita. Eppure la speranza rinasce ancora,

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quando a liberarla è il dottor Emiliano Guedes, che la istruisce e la rende una signora,introducendola ai piaceri del buon vino,degli incontri formali e dell’amore. Ma Teresa pare nata per soffrire ed una notte,mentre i due si abbandonano alla loro intimità, lui muore. E Teresa con lui,perché il suo dolore non è solo quello di una vedova,ma di un’orfana che non ha ricevuto altro che violenza. “Il difficile è dimenticare, la “saudade” consuma; l’amore non è una spina che si può togliere,una bolla che scoppia : è un dolore ribelle e insistente che uccide dentro” e per la ragazza dalla pelle di rame è ancora tempo di lottare,tornare in prima linea contro soprusi,dolore e infelicità. Poiché è questa l’essenza di Teresa : proseguire verso il riscatto, ricercando una dignità negata. Continuare anche se il prezzo è alto e le ferite da sopportare sono troppo grandi. Occorre cicatrizzarle,trasformarle in nuove speranze,ribellarsi e inventare una via d’uscita che la porti a farsi donna e madre. Teresa è bellissima,fragile,ma invincibile. È una donna vera,che ha il coraggio delle proprie azioni,che non si fa vincere dalla brutalità della vita. Si rimbocca le maniche, si rialza sempre e ricomincia,pur col cuore spezzato. Ma Amado riserva per Teresa un futuro felice, poiché appare Janù e lei gli corre incontro, senza paura, fiera e dignitosa, con la sua volontà di crescere e lottare, ancora con mille speranze, perché “nel suo sorriso il sole rinasce”. Elenia Marchetto


BREK QUARTA PARETE / arte

Volendo ingentilire con una litote la sensazione del “già visto” che scaturisce da ciò che suppostamente ci viene presentato e qualificato (ahinoi!) come opera d’arte, potrebbe dirsi che la stessa non risulta propriamente lusinghiera nei confronti di un artista. Suppostamente infatti Mr. BrainWash è riuscito nell’intento che il suo stesso pseudonimo vuol pronosticare. L’eziologia dell’ascesa di Thierry Guetta (alias Mr.

A MR. BRAINWASH PIACE VINCERE FACILE. EZIOLOGIA DI UN SUCCESSO. BrainWash, d’ora in avanti MBW) all’Olimpo dell’arte si spiega con quel fenomeno che in economia va sotto il nome di esternalità di rete,

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potremmo dire che MBW ha vinto sugli altri street artists come negli anni ‘70 il VHS (seppur qualitativamente peggiore) vinse sul suo


BREK QUARTA PARETE / libri

antagonista BETAMAX, ossia per esser riuscito ad imporsi sul mercato sfruttando la sua reputazione di “uomo di fiducia” di artisti del calibro di Space Invader, Shepard Fairey e Banksy, diffondendo in maniera quasi virale il suo nome nel mondo della street art prima ancora di cominciare la sua carriera di artista. A ben vedere MBW non è stato definito “artista” dalla critica o per aver stupito e conquistato i galleristi, ma perché è stato prima di tutti il mercato ad incoronarlo tale, immediatamente dopo che con un’operazione di “scalping d’assalto” Thierry Guetta ci ha fatto il lavaggio del cervello. A riprova di quest’abbaglio globale, di fronte al quale - è giusto riconoscerlo bisogna togliersi il cappello, basterebbero le stesse dichiarazioni di MBW; questi infatti descrivendo il processo creativo attraverso il quale da vita alle sue opere, processo in cui probabilmente si riconosce la fase più misteriosa e affascinante dell’attività di un artista, la fessura da cui poterne spiare per un momento il genio, questi parla candidamente di “scanning and photoshopping” vale a dire: copiare e modificare, detto ciò preferisco rifugiarmi in un laconico: “no comment”. Difatti non sembra potersi contraddire il fatto che lo stile, la tecnica (prevalentemente lo stancil), e il modus operandi di Thierry Guetta siano quantomeno modulati su quelli dei vari writers che per anni ha seguito e filmato ovunque con la sua telecamera, e tra questi è palese il tentativo di riprodurre l’inconfondibile tocco di Banksy senza per altro riuscire a catturarne lo

spirito critico e l’ideale che ne rafforzano e ne rendono unica l’opera. Neppure le schiere di creativi, e di designers che affollano il macchinario creativo dell’industria artistica di MBW sono bastati a sdoganare le sue opere in tempo per la sua prima clamorosa mostra tenutasi a Los Angeles nel 2008. In quell’occasione fu soltanto con l’aiuto di Banksy che l’evento acquistò la risonanza e l’appeal necessario che l’avrebbe reso un successo. Guetta infatti chiese al writer di Bristol di scrivergli qualcosa riguardante la mostra, la frase che Banksy gli inviò recitava: “Mr. BrainWash è una forza della natura, è un fenomeno, e non lo dico in senso buono” ora vi basterà immaginarla su enormi manifesti sparsi in tutta la città con la firma di Mr. Brainwash

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Banksy ed il gioco è fatto. Da quel momento in poi il successo di Thierry Guetta sarebbe aumentato esponenzialmente (copertina dell’album Celebration di Madonna nel 2009, opere vendute a prezzi esorbitanti e la seconda faraonica mostra: ICONS a New York nel 2010) e questo dovrebbe far riflettere, dovrebbe esaltare il nostro senso critico, dovrebbe portare a ribellarci alle leggi del mercato per pretendere che l’uscita dal museo non sia soltanto quella che passa attraverso il negozio dei souvenir, per continuare ad amare l’arte che, parafrasando Flaubert, in fin dei conti, fra tutte le menzogne è ancora quella che mente di meno. Francesco Tripaldi


BREK OPPORTUNITÀ

CONCORSO NAZIONALE DI POESIA E NARRATIVA GUIDO GOZZANO

Concorso letterario, scadenza 04 agosto 2012.

Il concorso è promosso dall’Associazione “Terzo Musica e Poesia” in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Terzo (Alessandria) ed è alla sua XIII edizione. 4 le sezioni tra cui segnaliamo la poesia inedita e il racconto inedito. Oltre al montepremi interessante anche la certezza di essere osservati attentamenti in un contest di caratura nazionale e dedicato al grande poeta crepuscolare. Su http://digilander.libero.it/ mivel tutte le informazioni e il bando.

FILMLABFESTIVAL

Concorso di cortometraggi, scadenza 15 settembre 2012. Il Cuore del festival è il concorso internazionale di cortometraggi a tema libero. Tutti i Paesi del mondo vengono invitati a partecipare inviando opere della durata massima di 15’. Un comitato tecnico di selezione procede ad una prima scrematura durante l’anno che precede la nuova edizione del festival, e alla giuria viene sottoposta una short list delle opere valutate le migliori in fase di selezione. La partecipazione è libera e non prevede tassa di iscrizione. Info su: www. filmlabfestival.it

CONCORSO FOTOGRAFICO NAZIONALE 2012 Concorso fotografico, scadenza 24 ottobre 2012

Il concorso è organizzato dalla rete dei comuni italiani. Il tema assegnato per l’intero 2012 è legato a due simboli importanti per ogni piccola comunità e quasi sempre presenti in ogni centro d’Italia e sono “Le piazze” e “I ponti”. Il concorso è aperto a tutti e mira anche a dare un contributo valorizzativo ai tanti angoli, belli e nascosti, della nostra Italia. Il montepremi complessivo è di 5.000 euro. Tutte le informazioni le trovate su www.comuni-italiani.it

ZOOPPA E LE GARE CREATIVE Contest creativo, sempre aperto Zooppa è il luogo in cui puoi misurarti con un modo del tutto nuovo di fare pubblicità. Su Zooppa trovi diverse gare creative  sponsorizzate da famosi brand. I brand lanciano un brief e mettono in palio un montepremi: partecipa anche tu caricando la tua proposta pubblicitaria. Puoi guadagnare denaro, dare visibilità al tuo portfolio, incontrare altri creativi come te, ottenere feedback sui tuoi lavori e trovare interessanti contatti. Info su: www.zooppa.it

INEDITEDWORLDMUSICFESTIVAL Concorso musicale, scadenza 24 giugno 2012 Il mondo della musica in tutte le sue sfumature e le culture del mondo saranno le protagoniste della seconda   edizione  de  Inedited World Music Festival, la cui prefinale  andrà in scena il 29 giugno 2012, mentre la finale si terrà  il 2 e 3 luglio 2012 presso la “Corte Degli Agostiniani” di Rimini. In concorso tutti i genri musicali e la scadenza, per l’invio dei lavori, è fissata per il giorno 24 giugno. Tutte le informazioni e le modalità di partecipazione su: www.ineditedworldmusicfestival.

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BREK EVENTI ITALIA

LIGABUE IN CONCERTO. Napoli, piazza del Plebiscito, 20 luglio.

spettatore diviene parte di un fantasioso gioco collettivo. Presente anche una sezione dedicata all’artigianato. Programma e informazioni su: www.comune.certaldo.fi.it “ANDY WARHOLl: HEADLINES”. Roma, galleria nazionale arte moderna, fino al 9 settembre.

Dopo tanta incertezza ormai è confermato. Venerdì 20 luglio Ligabue sarà in concerto a Napoli in Piazza del Plebiscito. Il concerto, che chiuderà il “sottobombardamento Tour” iniziato nella storica Albert Hall di Londra, sarà a pagamento. Essendo in piazza il biglietto è di posto unico e costerà 40 euro + prevendita. Come sempre gli iscritti al barMario avranno vantaggio sulla prelazione. Tutte le informazioni le trovate su: www.ligachannel.com. MERCANTIA. FESTIVAL ARTE DI STRADA. Certaldo (FI), borgo medioevale, dal 11 al 15 luglio. Tra le mura del suggestivo borgo medievale di Certaldo Alto, dal11 al 15 luglio, prende vita Mercantia, il più grande festival italiano di teatro di strada. All’ombra della casa natale di Giovanni Boccaccio, all’interno di piazze e giardini nascosti una moltitudine di spettacoli come prosa, danza, burattini, street bands, funamboli e parate teatrali crea un’atmosfera magica ed onirica, in cui anche lo

Dal 12 giugno al 9 settembre alla Galleria nazionale d’arte moderna “Andy Warhol: Headlines”, un’ esposizione dedicata al rapporto tra l’artista americano e i media. La mostra è costituita da un gruppo cospicuo di opere riunite insieme per la prima volta, in cui le notizie vengono elevate al livello artistico. La relazione tra Andy Warhol e i media è analizzata in una produzione artistica meno conosciuta di altre e che ha legami con la poesia concettuale e visiva, oltre ad essere stata frutto di cooperazione con altri artisti.“ Info su: www.gnam. beniculturali.it UMBRIA JAZZ. Perugia, varie location, dal 6 al 15 luglio. Un cartellone eterogeneo e dalle molte anime, che proverà a sintetizzare i variegati  percorsi della musica, presentando al pubblico, oltre che il jazz nelle sue molteplici espressioni, anche pop, soul, reggae, blues e contaminazioni

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inedite. Sulle scene di Umbria Jazz 12 si alterneranno artisti di culto e giovani emergenti, icone della pop song e monumenti della black music, jazzmen alla prova con progetti assolutamente nuovi e ricchi di fascino. Chiuderà la manifestazione STING. Info su: www.umbriajazz.com Il PALIO. Siena, piazza del Campo, 02 luglio.

Come ogni anno torna l’atteso evento del palio di Siena. Come ogni anno non mancheranno le polemiche. Come ogni anno una sola contrada porterà a casa il drappellone. L’evento, ormai internazionale e che si appoggia anche alla diretta televisiva, resta uno spettacolo da non perdere dal vivo. Vivere il palio senza conoscerne la lunghissima storia è quasi inutile ed è per questo che consigliamo a tutti voi, prima di assistere alla corsa di cavalli montati a pelo più famosa del mondo, una visita a questo sito: www.ilpalio.org


BREK EVENTI BASILICATA

FESTA DELLA MADONNA DELLA BRUNA Matera, varie location, 2 luglio.

La secolare festa della Madonna della Bruna , protettrice della città di Matera, ha inizio con “la processione dei pastori” con la quale i quartieri antichi si svegliano alle prime luci dell’alba per salutare il Quadro della Vergine, e termina in serata con il famosissimo assalto al carro di cartapesta in piazza Vittorio Veneto. Il carro, frutto di un pregevole lavoro artigianale, diventa souvenir ambito da ogni materano. Tutte le informazioni, le curiosità e la storia su: www.festadellabruna.it

LUGLIO

PIERRE BONNARD. INCISIONI

Castronuovo sant’Andrea (PZ) Museo internazionale della grafica, fino al 14 luglio.

LUGLIO

A Castronuovo Sant’Andrea (PZ), nelle sale del MIG, Museo Internazionale della Grafica, e nella Biblioteca Comunale “Alessandro Appella”, si può visitare la mostra di Pierre Bonnard che continua il lavoro di informazione iniziato il 20 agosto 2011 con la storia della grafica europea e proseguito con Mirò, Degas e Renoir. La mostra, tranne il lunedì è sempre aperta dalle 17.00 alle 20.00 con ingresso gratuito. Informazioni utili su: www.mig-biblioteca.it

POLLINO MUSIC FESTIVAL

San Severino Lucano (PZ), stadio, dal 7 al 9 agosto.

AGOSTO

In agosto prenderà il via la quattordicesima edizione del Pollino Music Festival che si terrà dal 7 al 9 a San Severino Lucano in Basilicata. Tra i protagonisti Almamegretta, Sud Sound System, l’Orchestra di Piazza Vittorio, e Capone Bungt & Bangt, tutte formazioni vicine allo spirito della manifestazione per la loro costante e innovativa ricerca musicale che miscela sonorità e culture. Durante l’ultima serata si esibiranno diverse band emergenti e il teatro-canzone di Andrea Rivera. Il programma completo del festival e ulteriori informazioni sono disponibili sul sito ufficiale: www.pollinomusicfestival.it.

ARISA IN CONCERTO

Atella, piazza Annunziata, 5 agosto. Dopo aver stregato le serate sanremesi con una canzone tra le più apprezzate in assoluto, la nuova Arisa, classificatasi al secondo posto all´ultimo Festival di Sanremo con il singolo “La notte” e vincitrice del Premio Sala Stampa Radio-Tv, porta in tour il suo nuovo album di inediti “Amami” pubblicato dalla Warner Music. La cantante lucana, tra i numerosi impegni, programma AGOSTO anche una data nella sua nativa Basilicata. Il concerto, gratuito, si terrà in piazza.

MERCATINO DELLE COSE USATE E D’ALTRI TEMPI Potenza, via Pretoria, 19 luglio

LUGLIO

Dopo il primo appuntamento di domenica 20 giugno torna per le vie del centro storico di Potenza il mercatino delle cose usate e d’altri tempi. Il tradizionale appuntamento si ripeterà domenica 19 luglio. Come sempre le strade che circondano via Pretoria si coloreranno di numerose bancarelle In cui sarà possibile acquistare oggetti antichi, antiquariato, rigatteria, fumetti e libri usati. Ovviamente necessari per raggiungere l’affare sono occhio attento e un po’ di competenza. Info su: www.comune.potenza.it

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BREK CONVIVIO / letture

essere. "Sono un pessimista attivo. Da pessimista vedo nero dappertutto, da attivo mi affanno per illuminare ovunque". Si affanna Vittorino Andreoli, lo dice nella sua frase più famosa, ne ripete il significato in tutti i suoi testi, anche in "Dietro lo specchio. Realtà e sogni dell'uomo di oggi" una disamina del terzo millennio in cui l'individuo ci è arrivato a pezzi, assolutamente singolo, smarrito dal credere che potesse basare tutto su... cosa? Ecco, non è riuscito a rispondere a questa domanda l'uomo di oggi, non è riuscito a

perdere?). Così si è buttato in un universo di esteriorità fatta di carriera, obiettivi di bilancio, esposizione ossessiva di questo successo, ricerca dell'esteriorità portata all'estrema conseguenza: la mutilazione volontaria del proprio volto. Troppo abituato a fare affidamento ad un'entità superiore, troppo ignorante per ragionare sull'eteronomia che ha regolato e regola la sua esistenza, altro non ha fatto che sostituire le vecchie bambole, fantocci dai nomi fantasiosi e a volte ricchi di promesse ovviamente

LO SPETTACOLO DEI PICCOLI UOMINI, BARCHE SENZA VELA. "Non essere anche tu un‘ acchiappanuvole che sogna di arrivare" Ragazzo mio - L. Tenco. Ci sono libri che non esprimono un concetto, un messaggio. Non vogliono dare una spiegazione alle cose, nè tantomeno vogliono proporne una. Lungi dalle intenzioni di certi autori la volontà, a mio parere sfrontata e perchè no presuntuosa, di diffondere un nuovo, l'ennesimo vangelo, raccontante una buona novella che, come quella più famosa, nessuno aveva chiesto, e senza la quale si sarebbe andati sicuramente avanti, forse meglio (a mio parere sicuramente, ma su questo che dire, ho già avuto le mie rogne...vabbè lasciamo perdere). Ci sono libri che sono una richiesta di aiuto, un urlo disperato di chi non ce la fa più ad uscire di casa ad affrontare una quotidianità che lo priva, nei suoi incontri, nei suoi gesti, nelle movenze e nelle parole, della dignità di

mai mantenute, con nuovi idoli, inappropriato dire "da quattro soldi". Un urlo d'aiuto dunque, un disperato richiamo a guardare il volto dell'altro, ad ascoltarne le parole, a fondare se stessi sul proprio tempo, il proprio vissuto, dargli la dignità che merita non sprecandolo nella spettacolarizzazione di sè. A tratti questo libro mi è sembrata un'esegesi di una poesia musicata di Luigi Tenco. Per favore ascoltala e mi capirai al volo, "Ragazzo mio". Andrea Samela

trovare una ragione di vita che non sia esterna a sè, troppo abituato dalle varie buone novelle a trovarla sempre e solo fuori di sè (credevate davvero che lasciavo

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BREK CONVIVIO / sorsi

a vitalità della perfezione m ltarlo, segue il miraggio co as oi pu e e re al calic lie. Sa concreta. Sa parla hig nc co lle da e ar m il così come si ascolta coloro che nelle notti d’ee narrare ed attender per meditare. “O rimarrò o nn ra lie eg d, e per state lo sc tto” disse Shahrazà ca ris il rò sa o a, del soin vit à sit rio cu la ne desta mille e una notte tie ti straordinari, incatenati ccon vrano con i suoi ra na. e anelli di una colla le mille m co tro ’al all no l’u e e ar m il ffia so che ti Così è questo vino liosa terra del Sud affacig storie di una merav elligente. un vino forte ed int di salciata ad Oriente, e capace , potente, seduttivo come rinforzo a i so m ino e sc ai, Fa m or e pr come sem illenni, prima Arrivo per ultimo, o alla fine non riesco a erede e varsi intatto per m oggi, finalmente, fin ed a, i M at e. on et as bl iù ev pi i ad perdoner o vin ov pr dal bicchiere e pero. staccare le parole Principe del suo Im erà di colore rosso tenl’equilibrio. Sono a nd re rp riv so sc to de tin ractare che l’is are del C’è chi ve lo ve il cielo buio ti do ’arancione col pass grate all ta , es eo zio lac ini vio no al e So . nt notti di re po de m po te sa l ni e storie d’og a leggero, da le conta inquietudini vellutatempo, dall’arom o d’Oriente anche cin fas l onico, tendente al ne m ar rco o, ce i en l pi co le, o, vo nt altro e notti in cu de tt’ ca tu ’in Per me è luoghi e così m l’invecchiamento. cia n io, il fac co ragioni dei nostri gg lla to via su l o de iat e gg di di vita po vino dei ricor il è ù, pi di noto . co ol bicchiere vibrante i to m ch ra su cui sono sedu e del desiderio, di do. on smussata della piet ia, mi provoca, mi guarda, of vino del coraggio pr iro gn ttesa e del resp Il vino mi fa compa nte e avvolgente meravisce il valore dell’a ci. di ra e str no delle ge mi accarezza. Sfug , avvolto è Il Primitivo sentire su quell’antico muretto el genio di Aladino , qu to e du m se co lì a, oc lo en gi glia, te fac …Ecco ri e le viti, ” di vetro trasparen respirare con i fila nella sua “lampada ll’etichetta; ben sapendo, a secco, in fila a nto porti loro Milda o paziente che il ve nd di e tta sono pe ne dosi s/coprire solo io as ez oi pr Dario, “I desideri mia perfetta Una meraviglia. A fa la storia. ione, e oz però, di essere la le em , ne io ss pa glia di ordi si quella inquieta vo e, speranza, rifugio e fuga già ricordi” e coi ric or am , sia ta fan o, sogn Wine_R esso. lche mi porto appr Prosit e Serenità, selvaggio fermo ne e e nt te po o rp co Col suo mi spinge tesa di respirare, la mia bocca, in at impastarsi r pe o nt ve alza col lì dove la terra si a energia su o a trattenere la al mare. Non riesc dall’ipnotico viaggio. Anso che già sono mor i accorgo della sua esperm do ar gu n che se no tizzate dai mie labbra aneste Le a. zz ine ov gi ta ucono in nd co i m si me mor suoi sorsi, che co allucinati, dove desiderio asi sogni agitati e qu endono il e vecchiaia si cont tù e fatica, gioven riparo, tempo. ndo traiettorie di Mi distendo cerca eco chiedendomi ancora fa mentre il bicchiere rio sottrarmi. op pr so n no e di bere he e briln belle così, fresc profumi Le notti d’estate so enziose e piene di , una to lanti, alle volte sil on cc nuno ha un ra non indensi, maturi, og e ch o vin to me ques vita affascinante co

ARRIVO PER ULTI MO… E MI PER DONERE TE.

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BREK CONVIVIO / morsi

se anche il cibo quotidiano va in pasto alla crisi Filiera corta e orti urbani, per la propria dignità a tavola. Cosa più della disponibilità del cibo quotidiano può indicare la dignità di una persona? Mettere il piatto a tavola è l’obiettivo primario di ogni uomo e di ogni capo famiglia, ma oggi sta diventando sempre più a rischio a causa della crisi. Lo raccontano i giornali: le mense dei poveri delle città sono prese d’assalto. Non ci sono più soltanto i clochard “storici”, ma nuovi poveri: disoccupati, cassa integrati, indebitati, che non riescono ad assicurarsi un pasto. Recentemente persino la mensa di una scuola materna di Potenza è stata derubata delle derrate alimentari. Segno che quando non si dispone del pane quotidiano, o si ruba per averlo, la propria dignità è azzerata. E anche quando non si arriva a questo, le famiglie medie devono fare i conti con il rincaro dei prezzi, che le portano a spendere il meno possibile, acquistando prodotti di bassissima qualità. L’altra faccia della medaglia non è certo più lucente. Ciò che i consumatori pagano in più, non va di certo nelle tasche dei produttori agricoli, i quali sono costretti a lottare con la grande distribuzione per spuntare prezzi più remunerativi. Quando ne escono perdenti, abbandonano le loro fattorie, facendo venire meno anche il tanto prezioso presidio del territorio. Qual è la ricetta allora? Come si può difendere la dignità delle famiglie e degli imprenditori agricoli di fronte al diritto primario del cibo? Una può essere la “filiera corta”. Comprare direttamente dal contadino. Il prodotto non percorre kilometri inutili per arrivare all’ipermercato e il prezzo finale non risente dei passaggi intermedi della filiera. Quindi: risparmio per i consumatori e maggior guadagnano per i produttori. Una seconda strada potrebbe essere quella di coltivare un piccolo orto. Oggi li chiamano “orti urbani”: partiti come fenomeno di moda – sull’esempio della Casa Bianca e di Buckingham Palace – sono diventati sempre più diffusi, unendo l’attenzione all’alimentazione con il recupero delle aree verdi abbandonate. Lungi dall’essere le uniche soluzioni, sono comunque una dimostrazione di quanto si debba tornare all’economia semplice del passato per portare a casa il cibo quotidiano e preservare la propria dignità dalle fauci della crisi. Angela Laguardia

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PER SAPERNE DI PIÙ Ogni azienda agroalimentare ha uno spaccio in cui comprare i prodotti. Ma per evitare di percorrere kilometri fuori porta, nei mercati rionali ci sono sempre contadini del posto con il loro banco e per chi vuole avere più scelta ci sono le rivendite di Campagna Amica, la Fondazione Coldiretti, che riunisce più produttori della zona in un unico negozio - www.campagnamica.it

Quello dell’orto urbano ha forse una sola difficoltà: non saperlo coltivare. A questo viene in aiuto un’iniziativa gratuita di formazione on-line disponibile sul sito www.ortiurbani.net


BREK WEB_2.0 / internet&multimedia

Il web, specialmente quello 2.0, si presenta sempre più complesso e, allo stesso tempo, ricco di opportunità, molte delle quali sono gratuite. In tantissimi non lo sanno; noi cerchiamo di suggerirvi alcune delle cose più utili e divertenti che potete trovare sul web senza spendere un euro. Con la promessa (vostra) della condivisone.

SERVIZI WEB UTILI E DIVERTENTI ARCHIVEDBOOK Il libro dei ricordi di FB Si tratta di un’applicazione on-line gratuita che permette di mostrare in pochi click tutta la vostra attività sul social network divisa organicamente (link, foto, video, tag, note, eventi, etc.) dall’iscrizione fino a quelli più attuali. E’ come scorrere un libro di ricordi che si aprirà semplicemente dando al sito l’autorizzazione di accedere al vostro account di Facebook. Il tutto attraverso  attraverso una grafica molto accattivante. (http://archivedbook.com/) WONDERSHARE VDOWNLOADER Scaricare video in HD Wondershare vDownloader è un ottimo video downloader leggero e potente che supporta moltissimi siti (oltre 30) tra cui: Vimeo e Youtube . Vi consente anche di scaricare video in FullHD a 1080p, il che lo rende unico tra tantissimi altri software concorrenti disponibili per Windows.( http://v.wondershare.com/wondersharevdownloader.html) DOVE CONVIENE Le offerte intorno a te DoveConviene è un servizio molto utile diventato ben presto leader in Italia che permette di sfogliare i volantini dei negozi vicino casa, da PC oppure tramite smartphone e tablet (grazie ad un’applicazione per iPhone e Android). Il servizio in pratica raccoglie e digitalizza i volantini promozionali di tutte le maggiori catene di negozi, nazionali e locali, mettendoli a disposizione degli utenti in maniera totalmente gratuita e geoloca-

lizzata. Basta inserire il proprio CAP per ricevere velocemente e senza spreco di carta tutti i volantini sfogliabili realmente attivi nella zona in cui si abita o nelle sue immediate vicinanze. (http://www.doveconviene.it/) SWORLY Il social network per chi ama la musica Sworly è un nuovo e divertente sito per scoprire, ascoltare e condividere musica, clone del più conosciuto social network Pinterest. Come in quest›ultimo è possibile pinnare le proprie canzoni preferite accedendo ad una raccolta musicale di oltre 20 milioni di brani musicali. Rispetto a Pinterest il meccanismo del pinning è differente, infatti, cliccando su Add Song, ci viene chiesto di inserire semplicemente il nome della canzone. Il riconoscimento è davvero rapido e preciso! L›ascolto dei brani musicali è molto intuitivo, basta semplicemente cliccare su una delle immagini che appaiono sulla home e si aprirà il player del video di YouTube.( http://sworly.com/)


DAL MONDO SOFTWARE BITREPLICA ESEGUIRE BACKUP SU PROFILI un nuovo software totalmente gratuito ed utilizzabile senza alcun tipo di problema su tutti i sistemi operativi Windows (sia a 32-bit sia a 64bit) che può essere utilizzato per eseguire il backup dei profili utente del sistema, dei file di Outlook ed anche dei vari profili impiegati relativamente ai browser web in uso. (http://www.bitreplica.com/) ADOBE PHOTOSHOP SPEEDUP VELOCIZZARE L’AVVIO DI PHOTOSHOP Adobe Photoshop SpeedUp è un  programmino  totalmente  gra tuito  ed utilizzabile senza alcun tipo di problema su tutti i sistemi operativi  Windows  che, una volta in uso, consente di  ridurre significativamente il tempo necessario per caricare Photoshop provvedendo ad eseguire la disattivazione dei plug-in di cui non si ha effettivamente bisogno, scegliendo se caricare oppure no i font Adobe CMAP e Base, scegliendo se caricare o meno Photoshop Presets ed ottimizzando l’utilizzo della memoria. (http://www.acropdf. com/) CBX SHELL - ANTEPRIMA DELLE IMMAGINI ZIPPATE CBX Shell è un programmino totalmente gratuito ed utilizzabile senza alcun tipo di problema su tutti i sistemi operativi Windows (sia a 32-bit sia a 64-bit) che, una volta in uso, consentirà di visualizzare un’anteprima delle immagini contenute negli archivi compressi nei formati ZIP, CBZ, CBB e RAR (http://free-sk.t-com.hr/T800/software/cbxShell.htm)

DAL MONDO ARDWARE GALAXY TAB 2 - IL NUOVO TABLET SAMSUNG Grandi novità in casa Samsung: ha infatti deciso di estendere ulteriormente la gamma dei suoi device Android con l’introduzione del Galaxy Tab 2. Il Samsung Galaxy Tab 2 è un tablet da 7 pollici è il primo tablet dotato di Android Ice Cream Sandwich (4.0), ovvero l’ultimissima versione del sistema operativo mobile reso disponibile da Google. Samsung Galaxy Tab 2 risulta poi dotato di uno schermo WSVGA (1024 x 600 pixel) PLS LCD da 7 pollici, un processore dual-core da 1 Ghz , due fotocamere, una  posteriore  da  3 megapixel  con  messa a fuoco fissa e l’altra frontale con risoluzione VGA. RAM pari ad 1 GB, connettività Wi-Fi, Bluetooth, GPS e HSPA da da 21Mbps ed una batteria da 4000 mAh. PC LINUX MINT - I PRIMI PC CON LINUX MINT Arrivano sul mercato i primi PC equipaggiati ufficialmente con  Linux Mint,. Si tratta di due “scatolette” più piccole dei Mac Mini prodotte dalla americana CompuLab davvero molto resistenti; con case in metallo e senza ventole; denominate MintBox Basic e MintBox Pro. Hanno in comune la presenza di quattro porte USB (due USB 3.0 e due USB 2.0), due porte eSATA, una porta RS232, un’uscita HDMI 1.3 + DisplayPort e il supporto Ethernet/Wi-Fi/Bluetooth 3.0. Hanno entrambe hanno un hard disk da 250 GB mentre si differenziano per la RAM (4GB per il modello Basic e 8GB per quello Pro) e per la CPU (la Mintbox Basic ha un processore dual-core 1GHz con grafica ATI Radeon HD 6290 e la Mintbox Pro un processore dual-core 1.65GHz con grafica ATI Radeon HD 6320). MintBox Basic e MintBox Pro sono disponibili sul sito di CompuLab rispettivamente a 476 dollari e 549 dollari più spese di spedizione ed IVA.

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BREK CANTIERI URBANI / pensieri in libertà

LA CHIAMAVANO “DIGNITÀ”. Viaggio oltre i confini dell’umana decenza. Emblema del degrado umano, quintessenza della sconvenienza, anticristo del Galateo. Il suo slogan? “Bastardo e caino”: Cetto Laqualunque fa antologia in quanto emblema del “tamarro” nonché del “politico”, a volte sinonimi. Per spiegare ad uno straniero il concetto di “dignità”, considerando Cetto, ne si avrebbe chiaro il suo contrario. Se nei secoli litri e litri di inchiostro sono stati versati per normare il buon comportamento anche nell’atto di allacciarsi le scarpe, per il buon tamarro non esiste un vero e proprio manuale di riferimento: si va di libera interpretazione. E non esiste neppure un lemma di riferimento. Come dire: “Regione che vai, cafone che trovi”. Facendo una disamina sui termini più comunemente usati per designare il “portatore di costumi dubbi”, troveremmo: “cafone”, “zotico”, “villano”, sfociando poi nelle varianti dialettali: “coatto”, “zoro”, “burino”, “cozzaro”. Che sia “burino”, “villano”, “coatto”, che si aggiri in branco o in solitaria, i suoi must sono universalmente identificabili: dalla grigliata che non ti aspetti in spiaggia, muniti di prole dal pallone con traiettoria “testa del vicino”, alla pasta al forno chilometrica, che espande i suoi confini anche oltre il TUO telo da bagno. Questa la riproduzione più fedele del tamarro nella variante “tipo da spiaggia”. Ma, infondo, chi è il folle che vaglia l’opzione di riposare al mare? Molto più consono volteggiare leggiadri con i propri 150kgx1.50m di altezza armati di

racchettoni! Perché, per giunta, non far conoscere il risultato degli Europei o l’andamento del calciomercato al vicino che vive, placido, prescindendo da quell’oggetto di forma sferica che rotea da settembre a maggio, escludendo le varie Coppe del Mondo e surrogati vari? Ben diverso è il tamarro di città: occhiale “a mosca”, masticata del chewing gum da fare invidia ad un cammello con le coliche, è solito fregiarsi di borchie, non disdegnando di indossare collane rigorosamente di oro giallo e dal peso pari a quello del piombo ad inorgoglire un petto che ricorderebbe una chioma se non fosse per la lunghezza del pelo e per l’assenza degli occhi. Nella sua top ten musicale figurano Califano e i neomelodici napoletani, quelli, per intenderci, i cui acuti si trascinano quanto i cavatelli a tre dita e occupano i ¾ di uno spartito medio. Nota di costume: la femmina di tamarro è solita svolgere le faccende domestiche, cullata dalle hit firmate dinastia Merola. E, della serie: “chi lo conosce lo evita”, il “cafone in progress”, quello la cui iniziazione è agli albori, potrebbe avere lo specchietto retrovisore della macchina impreziosito da dadi di peluche fuxia gagliardo e un impianto stereo con quell’aggeggio diabolico chiamato “subwoofer”, di cui si vergognerebbe anche Er Monnezza. Alba Gallo

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BREK CANTIERI URBANI / pensieri in libertà

ALLARME DALLA BORSA DELL'UMANITÀ: TITOLO DIGNITÀ IN FORTE DISCESA!!! Trovo la parola dignità, una tra le più belle del vocabolario della lingua italiana che ne trascina altre altrettanto significative e belle, tutte accentate e con un suono favoloso, quali integrità, nobiltà, moralità, onestà, incorruttibilità.... Dignità è uno status mentale che ti fa camminare a testa alta, non per superbia o arroganza, ma perché sai di non avere nulla di cui vergognarti e di essere a posto con quella parte importante di te che si chiama coscienza. Ma quanto questo termine viene usato oggi a sproposito? E quante volte viene svuotato del suo significato ? Ogni parola ha bisogno di essere riempita di contenuti e di esempi, altrimenti, come i titoli in borsa, essa scende di quotazione ; ma la dignità non è un titolo in vendirce ta, non può essere acquistata, l'uomo è non è me so costo à it n ig d “…La a bas già stato accessoriato di tutto, come una comprare ercati rionali. i o u p e h macchina di gran lusso, sin dalla nascita c arelle di m i soprusi, ed è suo compito curare e lucidare i suoi sulle banc ua dignità contro t mbizione accessori. A differenza dei titoli veri, però, Difendi la idia, contro ogni a quando il valore della dignità scende , si v i, contro l'in a spese degli altr te trasforma, cambia nome e s'impossessa n e di crescer he chiudono la me dell'individuo resosi debole e disponibile c bramosie i intrallazzi a “patteggiamenti con la propria coscienza d e quella altrui “. Come uscirne? Abbiamo in carceri ti patteggiamenti lla n a ic t avuto la capacità di capovolgere il mondo, on que e di fa cienza e c s o c ora dobbiamo rimetterlo a posto !! Dobbiaa u t con la mo ritrovare il valore della dignità e far volaaltrui...” re alto il titolo...voleremo così anche noi.... alti …..verso il sole....... acchione Anna D'Andrea

Carmine M

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Grazie gente

IL RARO INTRECCIO TRA DIGNITÀ E SANITÀ: EPPUR ESISTE!

Ti accorgi del senso di questa parola solo quando ti senti impotente, forse una sorta di vittimismo che soggiace inconvulso nei meandri nel nostro animo. Quando pensiamo che una cosa non sia dignitosa o che invece lo sia? Non è forse, nel primo caso, quando ci sentiamo e avvertiamo un senso di inadeguatezza misto alla perdita della voglia di combattere per ottenerla? Mentre la reputiamo dignitosa quando decidiamo e combattiamo per possederla a tutti i costi e da lei ne ricaviamo una soddisfazione senza eguali? I pensieri sono azioni sempre, diceva qualcuno. Ogni giorno è un duro e serio combattimento verso le istituzioni che sorde non ci ascoltano, il lavoro che c’è o frammentario si propone a noi , lo studio che è troppo nozionistico o troppo e basta, e la sanità che è lei stessa garante della dignità

umana fuori da ogni discussione. Ed è proprio su quest’ultima che vorrei soffermarmi . Dignità e Sanità, parole in rima ma non solo. Parole che nel collettivo umano racchiudono un medesimo significato che è la salubrità dell’individuo. Quando ti aggiri negli infiniti e sempre ampi corridoi degli ospedali, vai in costante ricerca di uno stato di benessere che insegui e purtroppo ti deve venir dato dagli altri. Ed è proprio lì che hai tempo e tanto da perdere, ma allo stesso modo sai che non è un tempo sprecato, ma investito su te stesso e cominci a riflettere pensando che le cose possono cambiare solo se noi lo desideriamo, solo se noi ci crediamo e vogliamo riappropriarci di quella dignità che ci è stata strappata dalla fatalità della vita. Io, familiare di un malato di cancro, confermo che il di-

"...combatter sempre per orgoglio e dignità, combatterò per dimostrare sempre che io non sono un perdente con umiltà… umiltà mordente vincerò battaglie e guerre…" Modà

sagio di una malattia è un malessere di tutta la famiglia che, solamente grazie alla competenza ed umanità di tutti i professionisti delle strutture sanitarie, può essere arginato e nella migliore delle ipotesi superato. Proprio come accade al CROB di Rionero in Vulture dove la professionalità del personale medico e infermieristico va di pari passo al sostegno profuso verso i pazienti e i loro familiari e aiutano, così, a mantenere viva la dignità di chi, pur non avendola mai persa, forse per un attimo l’aveva accantonata. Veronica D’Andrea


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L’ATTESA (dignitosa est). Che dramma scrivere un articolo sulla dignità! Non immaginate neanche le volte che ho preso in mano il pc senza riuscirci! Fino alla fine ho pensato di lasciare in bianco questa pagina perché credo che nulla sia più controverso oggi del concetto della dignità. Non esistono parole per definirla. Eppure il suo uso è abusato ne discorsi. Una vita dignitosa. Una casa dignitosa. Un lavoro dignitoso. Una famiglia dignitosa. Un esempio di dignità. La dignità delle azioni. Un discorso dignitoso. La dignità del lavoratore. Tutto ha urgenza di diventare dignitoso, anche quello che la dignità dovrebbe averla per definizione. Mi rifiuto di scrivere della dignità. il punto è che non saprei da dove iniziare e francamente, se pure dovessi trovare un gancio cui aggrapparmi per iniziare l’articolo, finirei con l’arrabbiarmi. Perché la dignità è un tema eccessivamente alto per i troppi nani in giro. Se siamo circondati da persone che pagherebbero per essere venduti, che basano le proprie vite e le proprie fortune sulle menzogne, sui ricatti, sugli imbrogli, perché io dovrei scrivere sulla dignità? A chi devo spiegare che cosa è? Chi sono i nostri esempi? La credibilità è propedeutica alla dignità? Questo articolo rischia di diventare un flusso irrefrenabile di domande, di interrogativi non risolti. O di affermazioni taglienti. Chiedere di scrivere sulla dignità ad una italiana quasi trentenne nel 2012 significa correre il rischio di essere insultati. Per tal motivo vi racconterò del tempo. Bizzarro ultimamente. Un aprile noiosamente piovoso, anticipato incredibilmente da calde giornate di una primavera frettolosa. Ma si è trattato di un brevissimo interludio, che è però bastato a spingere i responsabili a spegnere i termosifoni e a dare per assodato che il caldo fosse ormai arrivato. E invece no! Aprile è iniziato freddo e struggente come il più drammatico dei film di Ozpetek. Ed è finito peggio: grondante di acqua. Ma noi potentini siamo abituati: si sa, per il tempo bello bisogna aspettare che passi San Gerardo! Per un lavoro giusto, una vita agiata, una casa propria bisogna aspettare. E ci chiedono di farlo con dignità. Giovanna Caivano

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DIGNITÀ (IN)VIOLABILE! Le parentesi ad evidenziare la mia perplessità. Ma no – diciamocela tutta – il mio disappunto! “La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata”. Così recita l’art.1 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, facendo riferimento a concetti nobilissimi quali l’uguaglianza e l’universalità. Ma concretamente, invece, cosa accade? Che della dignità, ormai, sembra essersi smarrito anche il ricordo! A mio parere, la dignità si sposa in primis col rispetto, che è alla base dell’amore. Per se stessi, per gli altri e per ciò che ci circonda. Ed infatti la dignità dell’uomo è il fondamento dei diritti umani, che sono universali e vanno difesi affermandoli, sostenendoli e facendoli valere ovunque. Non è sufficiente proclamarli. Occorre garantirli, tutelarli, imporli! Ma, soprattutto, ricordarli e riconoscerli, sempre ed a chiunque. La dignità mi riporta al concetto di uomo, inteso come essere umano dotato di ragione ed appunto di quella dignità che lo eleva, che lo differenzia dalla restante natura rendendolo in grado di (re)agire attivamente, così come è – o almeno dovrebbe essere – l’unico in grado di porre autonomamente dei limiti al proprio agire. Ma, con rammarico, devo riconoscere di incontrare ogni giorno tutto fuorché uomini che “per qualità intrinseche o

meriti acquisiti sono o si rendono meritevoli del massimo rispetto”, come da definizione. E, di conseguenza, purtroppo riscontro tutto tranne la dignità. Poiché non c’è affatto dignità negli occhi di un bambino che viene abusato e neppure in quelli di chi lo violenta; non c’è decoro nella vita di una donna che è costretta, per strane sfumature culturali, a sposare un uomo che la considera soltanto un oggetto e talvolta anche a morire per una sola parola di troppo; non c’è dignità per un lavoratore che non ha più voce neppure per difendersi e per lottare, perché sembrano sul punto di togliergli anche il respiro!

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Non c’è nobiltà in questa intera classe politica che di arte non ha più neanche l’oratoria e non c’è rispettabilità, poiché tutto fa tranne dare il buon esempio! Ecco che, allora, siamo uomini, ma lo stiamo dimenticando, perché smarriti, deboli ed impauriti. Ma, con le parole di Papa Giovanni XXIII, che sapientemente è stato ed è prima di tutto - prima della religione, prima della cultura, prima della nazionalità - un uomo, “vorrei chiedervi di levare lo sguardo oltre i pericoli di oggi e verso la speranza di domani. Di guardare oltre voi stessi e noi stessi verso tutta l’umanità”. Elenia Marchetto


Brek Magazine n. 23  

Freepress lucano bimestrale. Tema: La dignità.

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