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BREK INCONTRI

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bbiamo passato un'intera estate a sentire parlare di manovra e di crisi. Non si fa che parlare in continuazione di mercato sostenibile e crescita economica. Ma per chi ha qualche infarinatura economica, lo scenario è leggermente diverso. La ricchezza di uno stato è dovuta da tanti fattori e tra questi l'impatto aziendale e l'incidenza degli sprechi dovrebbero essere in cima alla lista. Per fortuna esiste qualche azienda che lavora con le logiche dell'economia sostenibile. Tra queste mi sento fiera di dire che ne esiste una molto particolare che lavora nell'ambito della moda, il primo settore che dovrebbe essere bacchettato perché spreca, spende e spande. Venette Waste

è a capo di un'azienda dove le donne la fanno da padrone, un'azienda molto particolare in cui non ci sono gerarchie e ognuno lavora in piena autonomia per creare collezioni uniche e pro-

muovere l'arte dello spreco. È un progetto molto interessante. Alla base di tutto c'è la sostenibilità e la voglia di promuovere un'idea di economia del noi, una piattaforma orizzontale dove è necessario riflettere sui bisogni dell'individuo, confrontarsi con tutti e creare un mondo migliore. Incontrare Rossana Diana, ideatrice e portavoce del marchio (Venette Waste è il personaggio virtuale a cui fa capo tutta l'azienda, un fumetto di una donna con a seguito un falco, che esiste nei progetti e nelle idee del team che opera) è stata una delle esperienze più belle, divertenti e stimolanti della mia vita lavorativa. Questa donna ha una carica che riuscirebbe a far muovere orde di donne per sensibilizzare gli esseri umani verso la necessità di ritornare alla sobrietà e alla bellezza. Le Waste Angels, un esercito di donne, sono le portavoci e le promotrici del progetto che girano con i Waste Couture Fashion Tour in giro per l'Italia creando eventi per mostrare il mondo di Venette Waste. Quello che ne esce da questo team solido, fresco e giovanile è un prodotto sostenibile Made in Italy a prezzo equo, ci tiene a specificare Rossana, dove finalmente il Made in Italy è quello di una volta, dove non è importante solo il “fatto in Italia” ma anche il come è fatto in Italia e dove il prezzo non è quello basso ma quello equo, che dovrebbe essere quello da ricercare. Quello dei costi e dei prezzi è una cosa che sta molto a cuore al team di Venette Waste; secondo loro il prezzo più basso non è quello sostenibile in quanto fatto creando altro debito, e infatti le aziende si ritrovano ad avere debiti con i fornitori, a dover licenziare e da li inizia tutto il ciclo che noi stiamo vivendo ora. Per questo il prodotto che loro creano è venduto ad un prezzo equo, un prezzo che tiene conto semplicemente dei costi reali. Qualsiasi cosa è stata fatta per abolire gli sprechi. In che modo Venette Waste riesce in quello che fa? Venette non ama gli sprechi, per lei i tessuti non utilizzati creano malessere. E in questo vede una risorsa per le proprie collezioni. Il sistema moda riesce a sprecare soldi senza accorgersene. Noi

Wellcome Venette Vaste. 23

Brek Magazine n.20  

Freepress Lucano bimestrale. Tema: il denaro

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