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Arte, installazioni e performance. Come è cambiata l’arte negli ultimi anni? Nulla si crea nulla si distrugge tutto si trasforma, in arte, invece, tutto si ridisegna... i temi sono quelli di sempre, ciò che rende contemporanea l’opera è il suo linguaggio, questo è quello che cambia, per esempio molte parole sono uscite dal nostro dizionario e altre nuove sono entrate... forse lo slang... questo è il linguaggio contemporaneo... la difficoltà però è il dialogo tra gli addetti ai lavori, i responsabili gestori dell’arte. Ci sono differenze generazionali e la presunzione di aver capito che cos'è l’arte. Ognuno la definisce e la disegna a modo suo, e come nell’entropie e le regole cosmiche ci vogliono sempre delle regole. Le persone hanno bisogno di regole perché stabiliscono un percorso e l’eventuale definizione di ciò che stiamo trattando... la street arte è arte? non è arte? difficile capirlo ora, ma questo è successo anche nel passato nella pop art, questi atteggiamenti artistici dell’epoca sembravano delle burle e soltanto noi che siamo sopravvissuti a quegli autori, viviamo la certezza e la mitizzazione o la sterilizzazione del loro operato. Questa è un pò una beffa, è un sadismo del destino quella di non vedere il successo o la glorificazione di una propria opera, che non necessariamente avverrà per una seria di motivi. Non credo si possa programmare il successo di un’opera o le influenze che avrà nel tempo e nella socità, l’artista fà, produce, si impegna, è uno che si pone delle domande, ma c’è un dubbio che non si pone nessuna domanda: ha senso questo fare? Oggi tutto è arte, un sistema d’elite ha sdoganato questo atteggiamento e ciò denota la morte di una miriade di artisti, putroppo inesorabilmente destinati all’oblio perché impossibilitati di esporre, e rivolgere il vero giudizi al pubblico o al collezionismo. L’artista ostinato nella ricerca del bello che svolge la ricerca in solitudine è sempre più isolato e il fare arte diventa solo un hobby o una passione senza un pubblico. I cancelli di una volta si sono chiusi per sempre, quindi chi vi è entrato verrà storicizzato, sarà parte del sistema... gli altri al palo. È una realtà dura da accettare proprio perché i linguaggi sono cambiati, è la codificazione di quest’ultima che va analizzata, cioè la visione del mondo che si dà nell’arte. Prima si definiva arte un dipinto, una tela o una scultura. Adesso un orinatoio è diventato un simbolo d’arte. Duchamp espone la sua “opera” a New York mentre Lady Gaga ne firma una e fa balzare le quotazioni a mille. Per essere artisti oggi ci vuole capacità o basta semplicemente l’idea?

Dopo Duchamp sono successe tante e troppe cose, appunto il mondo è cambiato. L’arte è diventata un territorio democratico anche se c’è tutto un sistema che tende a monopolizzarlo. Per quanto riguarda Lady Gaga più che la sua opera è lei stessa un’opera e l’opera migliore che ha fatto è quella di essere diventata ricca e famosa, i suoi riferimenti le sue “regole” sono legate al guadagno e al business, il business ha regole ben precise, pone condìzioni di marketing che inesorabilmente vanno ad impattare sulla libertà creativa dell’artista, in più Lady Gaga nell’arte si è già vista, è un dejavù, insomma nulla di nuovo sotto il sole, come al solito non c’è memoria storica. Certo nell’arte conta il valore oggettivo dell’opera, sì, ma anche la sua originalità nel globale dibattito artistico, questo è un problema più difficile da risolvere, e non credo che Lady Gaga si sia mai posta questi problemi, lei però, può diventare una promotrice d’arte, una specie di cassa di risonanza, far diventare celebre Francesco Vezzoli, comprare l’opera di un grande artista ed inorgoglirlo, far sentire realizzato uno stilista che gli realizza gli abiti, insomma fa del suo meglio e questo atteggiamento rende felice più di una persona. In conclusione se un artista non è in grado di leggere il sistema in cui si muove e capirne bene i passaggi è un ingenuo. Rimanerne al di fuori si può, ma è un gettare la spugna, per buttarsi nella mischia dell’arte contemporanea ci vuol molto coraggio, incoscienza e tanta tanta fortuna.

Nucleo Familiare 2008 “Nucleo Familiare 2008” - Esiste un tavolo dove una grande famiglia si unisce compatta e tesse indisturbata il destino del mondo svuotando la democrazia di significato. Esiste un’energia che snoda Cortei copiosi contro di essa.

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Brek Magazine n°16  

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