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Lei si definisce transgender, in quanto non riconducibile né al sesso femminile, non avendo mai cambiato sesso, né al sesso maschile. Ha comunque, negli anni, sviluppato un’immagine di donna sempre più raffinata. Qual è la percentuale di femminilità che sente in lei? Non sarò precisa come le percentuali di grassi o proteine degli ingredienti sulle marche dei prodotti in un supermercato... direi ben oltre il 50%, un 80% ci sta tutto. Poi sa, tutto è relativo, dipende anche dalla figura femminile a cui vengo paragonata: Elisabetta Canalis è un conto, ma accanto a Margherita Hack… La femminilità, però, non è neanche una mera questione estetica quanto una condizione mentale. Si può essere formose e voluminose, ma se non hai coscienza del potere del tuo essere donna non resisti al tempo e al maschilismo. La donna è spesso vista ancora come una figura un po’ fragile, da tutelare. Secondo lei cos’è l’uomo in realtà per la donna? É ancora simbolo di potenza e potere o è diventato una figura realmente alla pari di noi? Ci sono donne che perdonano l’impotenza solo agli uomini possidenti, e quelle che preferiscono chi possiede uno yacht ai possessivi di carattere. Secondo un’indagine recente solo una donna su dieci guadagna al pari o più di lui: il gap nella retribuzione per genere inquina il rapporto e crea dipendenze. Qual è la cosa che non sopporta principalmente nell’essere una donna? Le mestruazioni. E anche l’emulazione dei difetti del maschio confusi con il riscatto sociale, per capirci: le donne manager che diventano più realisti del re maschio e trattano male le dipendenti donne. Negli ultimi mesi non si è parlato che di scandali sessuali. Protagonisti uomini di potere. Come si dice, dietro un grande

uomo c’è sempre una grande donna. E abbiamo esempi di grandi donne che in silenzio hanno protetto e supportato il proprio uomo nel momento del bisogno. Lei, se fosse stata una di queste donne come si sarebbe sentita? A volte dietro un uomo che è riuscito ad avere potere c’è una donna... sbalordita: come avrà fatto ad arrivare così in alto? Ognuno di noi ha bisogno di un’ancora, un punto di riferimento: quando conduci una vita frenetica avere un’affidabile “first-lady” (vedi Michelle Obama) dà lustro anche a te, un giorno potrà addirittura superarti e diventare tu il “first-man” (vedi Hillary Clinton). Anni fa in America ci fu il Sexygate. Clinton dovette scusarsi pubblicamente per il suo atto “improprio” avvenuto all’interno della Casa Bianca. Da questo scandalo ne uscì una Hilary più forte e più temeraria, che adesso viaggia a 100 all’ora nella politica americana. Una vera First Lady o solamente una semplice donna guerriera? Forse un giorno vedremo anche Roberta Serdoz, moglie di Marrazzo, presidente della Regione Lazio? Il matrimonio con un potente purtroppo è ancora oggi la gavetta per molte donne che mirano in alto. Parliamo di identità. Lei ha trovato la sua identità sentendosi donna. Molti uomini la trovano cambiando sesso. Molte donne, invece, per trovare la propria identità devono liberarsi di troppi pensieri e sentirsi libere da ogni turbamento. Secondo lei perché le donne tendono sempre a crearsi problemi? Nel lavoro, nella vita privata. Cosa ci rende così sensibili? É una questione di insicurezza che, però riguarda tutti: uomini, donne, trans, gay. L’uomo spesso traveste le sue insicurezze con beni di proprietà come le auto di grossa cilindrata, la donna in-

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Brek Magazine n. 11  

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