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business

1.

di Patrizio Di Nicola

Qualche anno fa, vicino Los Angeles, entrai in un locale di una famosa catena di fast food, e la mia attenzione fu colpita da un ragazzo – in perfetta uniforme – che puliva in terra. Armato di scopettone e strofinaccio bagnato, cercava di sistemare una zona del ristorante reduce di una animata festa di compleanno di bambini. Per farlo si muoveva tra i tavolini disegnando in terra degli ampi otto, facendo oscillare il bastone a destra e sinistra con un movimento aggraziato e veloce. Sembrava, più che pulire, che stesse danzando con una partner immaginaria. In una pausa del lavoro chiesi al giovane dove avesse imparato a usare lo scopettone in quel modo. La risposta fu semplice: nel “ manuale operativo” destinato ai dipendenti della catena di fast food. In quel locale (e in tutti gli altri esistenti nel mondo) le pulizie si facevano soltanto in quel modo, in quanto così si mascherava la fatica del lavoro: doveva sembrare che le persone si divertissero a passar lo straccio in terra, impegnati in una sorta di balletto. Indeciso se chi avesse avuto tale pensata fosse un genio o un diavolo, decisi di approfondire la questione, studiando meglio i sistemi organizzativi della ristorazione veloce.

Brand Care magazine 008  

McDonald's, Chinotto Neri, Mazinga Z, il vintage, Castel del Monte, il super8, Benoit Mandelbrot e i frattali, la Guinea, Jorge Luis Borges,...

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