__MAIN_TEXT__
feature-image

Page 46

di Redazione

“SIAMO DESIGNER... DISEGNIAMO ANCHE BISCOTTI” Intervista a Marco Pietrosante Brand Care magazine: Innanzi tutto, Dottor Pietrosante, di cosa si occupa il Food Design? Marco Pietroasante: Da qualche anno è iniziato un bel dibattito, ancora in corso, su questo argomento. L’equivoco di fondo era su quale fosse il tema della disciplina. Da una parte c’era chi definiva il Food Design come materia inerente la cucina, il mondo degli chef e, per banalizzare, l’impiattamento; dall’altra chi, come noi designer, preferiva puntare l’attenzione sull’aspetto industriale della materia perché questo deve essere chiaro il designer lavora per prodotti che vengono serializzati e distribuiti a livello industriale. Marco Pietrosante Designer, Responsabile Accademico IED Roma e del Master in Food Design (insieme a Francesco Subioli). Si occupa di prodotto industriale, comunicazione, organizzazione e allestimento di eventi culturali per la committenza pubblica e privata. Fa parte della delegazione ADI Lazio.

BCm: Il Food Design si occupa dunque di studiare il settore alimentare a livello industriale? MP: Sì, l’elemento imprescindibile è proprio il rapporto con l’industria perché altrimenti parliamo di artigianato, che è un’altra cosa. Noi non siamo chef, siamo designer e lavoriamo per l’industria: disegniamo sedie, disegniamo tavoli e 46

disegniamo anche biscotti. Quando abbiamo elaborato il master in Food Design abbiamo pensato all’industria – Barilla, McDonald’s... – escludendo tutto il mondo degli chef. Prevediamo visite di istruzione alla Città del Gusto [www. cittadelgusto.it] e allo Slow Food [www.slowfood.it], ma il cuore della materia resta il prodotto alimentare legato all’industria. BCm: Come è strutturato didatticamente il master in Food Design? MP: Le aree che abbiamo evidenziato sono 3: 1. il design del cibo, ovvero la forma del prodotto; 2. il packaging, sia strutturale che grafico, che attiene a competenze diverse perché non necessariamente chi progetta il packaging ne cura poi anche la grafica e la comunicazione; 3. e infine la fruizione del cibo, sempre a livello di prodotto riproducibile in “n” esemplari, sia riguardo il consumo diretto – catene di ristorazione, Autogrill... – sia rispetto ai luoghi dove esso

Profile for Queimada - Brand Care

Brand Care magazine 002  

Brand Care magazine è la nuova rivista di marketing, creatività, comunicazione, tecnologie, business, culture e formazione edita dalla socie...

Brand Care magazine 002  

Brand Care magazine è la nuova rivista di marketing, creatività, comunicazione, tecnologie, business, culture e formazione edita dalla socie...

Advertisement