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creatività

Una nuova tecnologia offre sempre nuove possibilità, ma non bisogna dimenticare che il “contenuto” è sempre più importante del “contenitore”. Oggi l’homemade, la cosiddetta “generazione YouTube”, il web 2.0, sono processi importanti che stanno cambiando il linguaggio, ma spesso sono poveri di contenuti. Quello che fa la differenza tra un professionista e un amatore consiste proprio in questo. PC: Essere up-to-date è fondamentale nel nostro mestiere. La macro differenza che incontreremo sarà lavorare su due fotogrammi contemporaneamente, quindi serviranno macchine che girino al doppio della velocità, memorie di massa raddoppiate e speriamo… budget raddoppiati! ND: Abbandoniamo Hollywood e i “massimi sistemi” e torniamo a una realtà a noi più vicina: parliamo di video promozionale e video aziendale, prodotti che negli ultimi anni hanno trovato sempre più spazio nella comunicazione d’impresa. Qual è la vostra esperienza in questo particolare settore? FT: Abbiamo lavorato in questo ambito. Le aziende hanno sempre più voglia di avere un “biglietto da visita” professionale ed efficace perché grazie alla rete (e una buoDALL’ANAGLIFO AD AVATAR: BREVE STORIA DELL’ILLUSIONE TRIDIMENSIONALE La visione binoculare Tutte le tecniche (analogiche e digitali) per ottenere l’illusione della tridimensionalità delle immagini si basano sulla visione binoculare: l’occhio destro e quello sinistro (distanti l’uno dall’altro 6 cm. circa) inviano al cervello due immagini differenti (derivanti dallo scostamento laterale) dello stesso oggetto; il cervello elabora questi stimoli fondendo le due immagini: in pratica ogni occhio vede l’oggetto osservato da una prospettiva diversa, la percezione della profondità deriva dalla minore o maggiore corrispondenza della posizione dell’oggetto nelle due immagini. La stereoscopia è la tecnica utilizzata per simulare la visione binoculare e ottenere tramite immagini “ospitate” su supporti bidimensionali (fogli di carta, diapositive, fotogrammi…) l’illusione della tridimensionalità. Le origini I primi esperimenti sulle immagini stereoscopiche risalgono agli anni venti dell’800: si trattava di coppie di disegni affiancati che riproducevano soggetti leggermente differenti per simulare la visione binoculare; questi tentativi

na strategia) possono raggiungere un grande numero di utenti, riuscendo anche a selezionare meglio il target. PC: Sei in quanto appari. Se non appari non sei. Ormai la regola è questa e le aziende se ne stanno rendendo conto. Investire in comunicazione, quando si hanno margini a disposizione, è una buona scelta per promuoversi e portare risorse in bilancio. ND: Quali sono le problematiche tipiche che si incontrano quando si progetta e poi si realizza un video aziendale? FT: Il cliente. A parte gli scherzi, il problema è riuscire a rappresentare al meglio l’azienda. Capire la Mission, il punto di forza e rappresentarlo al meglio. Il tutto restando nel budget. PC: Il dialogo con il cliente è fondamentale. Spesso, infatti, il nostro interlocutore non è un esperto di comunicazione. Per cui per noi è essenziale accompagnarlo, facendolo sentire a proprio agio, attraverso le scelte giuste. ND: Spesso si ha la sensazione che il committente abbia colto le potenzialità comunicative del video ma non del tutto le caratteristiche tecniche e linguistiche: dal vostro punto di vista, quali sono gli errori o le pioneristici subirono un’accelerazione con la fotografia: risale al 1949 lo stereoscopio di Brewster, un binocolo “portatile” che permetteva la visione di una coppia di immagini fotografiche catturate da una fotocamera binoculare. L’avvento del cinema distolse l’attenzione del pubblico dallo “spettacolo” delle immagini stereoscopiche: la standardizzazione della pellicola 35 mm (utilizzata come supporto) e la commercializzazione di apparecchi economici (il View-Master e TruVue i più diffusi) prolungò però la vita dello stereoscopio fino al secondo dopoguerra. L’anaglifo e i primi “occhialini” Un particolare tipo di immagine stereoscopica è l’anaglifo: si tratta di uno stereo-

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Brand Care magazine 004  

Il quarto numero di Brand Care magazine, il trimestrale del business thinking che parla di marketing, creatività, comunicazione, business, w...

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