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Assessorato all'Ambiente e allo Sviluppo sostenibile

Anno I, numero 6

IN RILIEVO

ACQUE MINERALI E TERMALI. LA GIUNTA REGIONALE PREADOTTA NUOVO DISEGNO DI LEGGE

• ACQUE MINERALI • TRASIMENO / PIEDILUCO • WWAP • EU: KNOLEUM, PAGUS e INNOREF • RIFIUTI • FESTE ECOSOSTENIBILI • QUESTION TIME •

CARTA DELL’ACQUA

• CINEMA e AMBIENTE • SORELLA ACQUA • ECOMUSEI • CENTRALCOM

Sommario Il Programma de l’Unesco

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I LAGHI

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UMBRIAMBIENTE CINEMA

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Progetti Europei

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RIFIUTI

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La CARTA DELL’ACQUA

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CENTRALCOM

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FESTE sostenibili

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ECOMUSEI

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Perugia, 1 dic. 07 - “Con il nuovo disegno di legge in materia di acque minerali e termali in Umbria intendiamo imprimere una svolta significativa nella gestione di queste importanti risorse naturali, inquadrandole in una complessiva azione di tutela e valorizzazione delle acque e di sviluppo sostenibile del territorio”. Lo ha detto l’assessore all’Ambiente della Regione Umbria, Lamberto Bottini, commentando la recente preadozione da parte della Giunta regionale dell’Umbria del provvedimento che ridisegna il complesso delle norme in materia di “ricerca, coltivazione e utilizzo delle acque minerali naturali, di sorgente e termali”. La proposta di legge, sulla quale si è aperta la fase di partecipazione, contiene alcune innovazioni riguardanti il pagamento dei diritti annuali (incrementati sulla base del totale delle acque utilizzate per l’imbottigliamento) e le modalità per il rilascio delle concessioni e dei permessi di ricerca. “Nel definire i 35 articoli che compongono la proposta – ha sottolineato Bottini – abbiamo tenuto conto della necessità di tutelare e valorizzare le risorse idriche e di salvaguardare la competitività del comparto nell’economia regionale. Pure nella limitatezza dei volumi utilizzati per l’imbottigliamento (circa 42 litri/secondo) rispetto a quelli per altri usi (7142 litri/secondo i prelievi autorizzati da corpi idrici sotterranei per uso potabile, industriale o irriguo) – ha aggiunto l’assessore - l’utilizzo dell’acqua minerale non è stata considerata in maniera avulsa rispetto al corretto e complessivo utilizzo della risorsa e degli aspetti naturali, storici, culturali ed economici del territorio. La nuova legge, che abroga tutte le norme regionali vigenti – ha concluso l’assessore - produrrà

un notevole snellimento delle procedure e degli adempienti”. Accanto ai diritti legati all’estensione dell’area di superficie, per quanto riguarda l’importo dei diritti annuali c’è da registrare l’incremento del canone applicato alla quantità di acqua effettivamente utilizzata per le attività di imbottigliamento, in base alla misurazione effettuata da contatori volumetrici appositamente installati. “Da tempo l’Umbria applica canoni sulle quantità realmente consumate e comprensive anche del volume d’acqua utilizzato per il lavaggio e risciacquo dei contenitori oltre che per l’imbottigliamento. Il disegno di legge – prosegue Bottini - riconferma per il 2008 il costo di 50 euro per ogni ettaro o frazione di ettaro di area accordata in concessione, mentre raddoppia, da 50 centesimi ad un euro a metro cubo o frazione di metro cubo, il diritto sull’acqua minerale o di sorgente effettivamente utilizzata. Tenendo conto dei dati 2006, il prossimo anno – spiega ancora l’assessore l’introito derivante dai diritti è stato stimato in circa 1milione e mezzo di euro”. Rispetto alle precedenti disposizioni cresce inoltre la riduzione a favore dei titolari di concessione che utilizzano contenitori di vetro. La quota di acqua imbottigliata in vetro (31 milioni di litri) è pari al 2,8% di quella imbottigliata in contenitori di plastica (mille 100 milioni di litri) e corrisponde a circa il 2,4 per cento del totale dell’acqua utilizzata. Relativamente alle concessioni per la coltivazione dei giacimenti la durata, proporzionata all’entità degli investimenti, dovrà essere esercitata su un’area possibilmente inferiore ai 200 ettari e dovrà configurarsi in maniera funzio-

nale alla coltivazione e tutela del giacimento. Nel provvedimento di concessione sarà indicata la tipologia della risorsa, l’area e la durata della concessione, la quantità massima estraibile e, ove necessario, il regime dei prelievi su base annuale stagionale o mensile, l’individuazione, delimitazione ed estensione, delle aree di salvaguardia, l’ammontare dei diritti annuali per la superficie e per la quantità di acqua utilizzata e del deposito cauzionale, accanto a eventuali prescrizioni e limitazioni cui si intende subordinare il rilascio della concessione. È inoltre previsto che il titolare della concessione versi in favore della Regione Umbria, a garanzia degli impegni assunti attraverso la concessione ed una specifica convenzione, un deposito cauzionale pari al 10 per cento degli investimenti che intende realizzare, con un tetto massimo di 500mila euro. La possibilità di effettuare le ricerche è ammessa soltanto nel rispetto delle previsioni del Piano regolatore regionale degli acquedotti e del Piano di tutela delle acque, in fase di approvazione.

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Umbriambiente

ACQUA

A Colombella,

INSEDIATO A VILLA “LA COLOMBELLA” IL PROGRAMMA ONU PER LA VALUTAZIONE MONDIALE DELLE RISORSE IDRICHE 12 set. 07 – Si è insediata venerdì 14 settembre a “Villa Colombella” di Perugia il Segretariato del “Wwap”, il “Programma delle Nazioni Unite per la valutazione dell’acqua mondiale”. L’apertura della sede, trasferita da Parigi a Perugia, avverrà con una cerimonia, alle 17, alla quale prenderanno parte la presidente della Giunta regionale dell’Umbria Maria Rita Lorenzetti, l’assessore regionale all’Ambiente Lamberto Bottini, il direttore della Divisione delle Acque dell’Unesco Andras SzolloziNagy, il coordinatore del “Wwap” Olcay Unver, il rettore dell’Università per Stranieri di Perugia Stefania Giannini e il professor Lucio Ubertini, presidente del Comitato italiano del Programma idrologico internazionale dell’Unesco. “La scelta

dell’Umbria da parte dell’Unesco – sottolineano la presidente Lorenzetti e l’assessore Bottini - è motivo di orgoglio e gratificazione per la Regione, che è impegnata in un ruolo crescente rispetto alle tematiche dell’acqua”. Il “Wwap”, promosso nel 2000 durante il Forum mondiale sull’acqua dell’Aja (Olanda) e coordinato dall’Unesco, “effettua il monitoraggio dello stato delle acque dolci del pianeta – ricordano Lorenzetti e Bottini - avvalendosi di 24 agenzie delle Nazioni Unite, organizzando conferenze internazionali e corsi di formazione per studenti provenienti in particolar modo da Paesi in via di sviluppo. La decisione di trasferire la sede del Segretariato dell’organismo da Parigi a Perugia è stata effettuata dall’Unesco dopo aver preso in

esame varie candidature proposte da città italiane, quali Venezia e Torino, e dopo che altri Paesi europei ed extraeuropei avevano avanzato la propria candidatura. Quale sede più adatta è stata individuata Villa Colombella, che è stata messa a disposizione dall’Università per Stranieri di Perugia”. Il trasferimento è stato reso possibile dai finanziamenti del ministero dell’Ambiente, dalla collaborazione con il ministero degli Esteri e l’ospitalità offerta dalla Regione in accordo con l’Università per Stranieri. L’attività più importante del “Wwap” è la produzione del rapporto triennale sullo stato mondiale dell’acqua, la cui terza edizione verrà scritta a “Villa Colombella” e sarà presentata nel marzo 2009, al prossimo Forum mondiale dell’-

(Perugia), il WWAP lavorerà alla stesura della terza edizione del World Water Development Report (WWDR), il Rapporto Mondiale

LORENZETTI: “COLLABORAZIONE TRA ISTITUZIONI PRODUCE ECCELLENZE”

sulle Risorse Idriche

“Quando le istituzioni sanno cooperare e collaborare non possono che produrre eccellenze, come nel caso dell’istituzione a Perugia del Segretariato dell’Unesco per il controllo della qualità della risorsa idrica nel mondo”. E’ quanto affermato dalla presidente della Regione, Maria Rita Lorenzetti, ricevendo a Palazzo Donini il Direttore generale dell’Unesco, Koichiro Matsuura, il Ministro per le politiche ambientali, Alfonso Pecoraro Scanio, il Rettore dell’Università per Stranieri, Stefania Giannini, che questa mattina avevano partecipato alla inaugurazione della nuova istituzione. “L’Umbria – ha

aggiunto la presidente, rivolgendo un particolare ringraziamento all’assessore regionale Lamberto Bottini per il grande impegno profuso in questi mesi per la realizzazione di questo prestigioso obiettivo – può davvero essere orgogliosa di ospitare un organismo il cui ruolo sarà importantissimo per la tutela della preziosa risorsa idrica in tutto il pianeta. E non è certamente estranea la grande sensibilità culturale e politica della nostra terra verso il bene acqua e l’ambiente in generale alla scelta dell’Unesco di individuare Perugia quale sede del segretariato”. Anche il Ministro Pecoraro Scanio, nel

suo saluto, ha voluto sottolineare l’intesa con la quale hanno lavorato Governo, Regione ed Università: “quando si lavora insieme non soltanto i risultati arrivano, ma anche i tempi vengono accorciati. Ed avere in Italia, ed a Perugia in particolare, la sede di questo importante organismo significa che è stata riconosciuta e premiata non soltanto la nostra sensibilità politica verso i temi della tutela dell’acqua e dell’ambiente, ma anche le significative capacità professionali e scientifiche che il nostro paese può esprimere”. Il Direttore generale dell’Unesco, per parte sua, ha ringraziato Governo, Regio-


Anno I, numero 6

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IL DIRETTORE GENERALE DELL’UNESCO e IL MINISTRO PECORARO SCANIO PRESENTI ALL’INAUGURAIONE DI WWAP Perugia, 20 nov. 07 - “Si concretizza oggi, con il trasferimento della sede del Programma delle Nazioni Unite per la valutazione dell’acqua mondiale da Parigi a Perugia, il lungo lavoro portato avanti sinergicamente dalla diverse istituzioni per fare dell’Umbria il laboratorio internazionale dal quale scaturirà il terzo Rapporto triennale sullo stato dell’acqua che verrà presentato nel 2009 al prossimo Forum mondiale di Istanbul”. Lo ha detto l’assessore regionale all’ambiente, Lamberto Bottini, inaugurando stamani, insieme al ministro per l’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, al Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia Stefania Giannini ed al Direttore generale dell’”Unesco” Koïchiro Matsuura la sede del Segretariato del “Wwap”(Water World Assesment Program) a Villa Colombella di Perugia. “Intendiamo dare il nostro contributo – ha proseguito Bottini – per far sì che sia garantito a tutti un uguale accesso all’acqua potabile. Nel primi articoli dello statuto della Regione – ha ricordato - si evidenzia l’impegno dell’Umbria in favore della pace. Vogliamo quindi esercitare questo compito smorzando le regioni dei conflitti del mondo fra le quali c’è anche la difficoltà di accedere all’acqua per tanta parte dell’umanità. Attraverso le attività presenti a Villa Colombella potremo diffondere una maggiore consapevolezza sulla importanza di questa risorsa e contribuire in modo efficace a sviluppare tra i popoli le necessarie conoscenze per costruire su questo fronte un futuro più giusto e migliore. Speriamo – ha concluso Bottini che il rapporto ora attivato con l’Unesco per il programma Wwap trovi anche in futuro ulteriori spazi di collaborazione”. Per il Ministro Pecoraro Scanio “avere in Italia ed in Umbria una sede internazionale di prestigio come questa dell’Unesco non è cosa facile né scontata. Per ottenerla istituzioni e Governo nazionali hanno lavorato intensamente, consapevoli che il tema dell’acqua rappresenta una questione prioritaria da affrontare. Ci sono oggi – ha ricordato il ministro almeno due miliardi di persone nel mondo che hanno accesso difficile all’acqua dolce. Una situazione che è fra le cause di conflitto e che è destinata

a peggiorare in seguito alle modifiche del clima. Questa di Perugia non sarà una sede simbolica – ha proseguito – ma un luogo di rilevanza internazionale in cui ci si occuperà di un problema che richiede soluzioni non più procrastinabili. Il Governo italiano – ha concluso Pecoraro Scanio - riconferma il proprio impegno affinché l’acqua, che è un bene di tutti, sia per tutti effettivamente disponibile e ribadisce la propria contrarietà a qualsiasi privatizzazione”. “L’inaugurazione di oggi – ha detto il Rettore dell’Università per Stranieri Stefania Giannini – conferma un risultato importante che ha richiesto una

complessa tessitura. Alla scelta di Villa Colombella di Perugia ha certamente concorso il lavoro comune delle diverse istituzioni sia a livello internazionale che nazionale e la presenza di eccellenze accademiche, come le due Università della regione, e di personalità scientifiche universalmente apprezzate nel campo della ricerca dell’acqua e dello sviluppo. Mi piace infine pensare – ha concluso il Rettore- che attraverso il Wwap continui idealmente qui a Villa Colombella quel lavoro culturale a suo tempo svolto in questa stessa sede dalla marchesa Marianna Florenzi, animatrice di un gruppo di umanisti che molta parte ebbe nella unificazione d’Italia.”. Il programma per la valutazione dell’acqua mondiale – ha detto il Direttore generale dell’”Unesco” Koïchiro Matsuura – costituisce uno degli impegni prioritari dell’Unesco per monitorare lo stato delle acque dolci del pianeta, avvalendosi di 24 agenzie delle Nazioni Unite. Grazie al “Wwap” – ha concluso – andremo ad identificare la natura delle crisi idriche, a valutarne l’incidenza sulle società. Intendiamo così concorrere all’appello lanciato dall’Onu alle nazioni di tutto il mondo perché dal 2015 si dimezzi il

numero delle persone che non possono permettersi acqua potabile sicura e si fermi lo sfruttamento non sostenibile delle risorse idriche, attraverso lo sviluppo di strategie di gestione dell’acqua che promuova l’equo accesso ed un adeguato approvvigionamento”. “Quando le istituzioni sanno cooperare e collaborare non possono che produrre eccellenze, come nel caso dell’istituzione a Perugia del Segretariato dell’Unesco per il controllo della qualità della risorsa idrica nel mondo”. E’ quanto affermato dalla presidente della Regione, Maria Rita Lorenzetti, ricevendo a Palazzo Donini il Direttore generale dell’Unesco, Koichiro Matsuura, il Ministro per le politiche ambientali, Alfonso Pecoraro Scanio, il Rettore dell’Università per Stranieri, Stefania Giannini, che questa mattina avevano partecipato alla inaugurazione della nuova istituzione. “L’Umbria – ha aggiunto la presidente, rivolgendo un particolare ringraziamento all’assessore regionale Lamberto Bottini per il grande impegno profuso in questi mesi per la realizzazione di questo prestigioso obiettivo – può davvero essere orgogliosa di ospitare un organismo il cui ruolo sarà importantissimo per la tutela della preziosa risorsa idrica in tutto il pianeta. E non è certamente estranea la grande sensibilità culturale e politica della nostra terra verso il bene acqua e l’ambiente in generale alla scelta dell’Unesco di individuare Perugia quale sede del segretariato”. Anche il Ministro Pecoraro Scanio, nel suo saluto, ha voluto sottolineare l’intesa con la quale hanno lavorato Governo, Regione ed Università: “quando si lavora insieme non soltanto i risultati arrivano, ma anche i tempi vengono accorciati. Ed avere in Italia, ed a Perugia in particolare, la sede di questo importante organismo significa che è stata riconosciuta e premiata non soltanto la nostra sensibilità politica verso i temi della tutela dell’acqua e dell’ambiente, ma anche le significative capacità professionali e scientifiche che il nostro paese può esprimere”. Il Direttore generale dell’Unesco, per parte sua, ha ringraziato Governo, Regione e Università per aver lavorato in questi mesi “con grande impegno, dimostrando di credere nella necessi-

ACQUA

“Il Programma WWAP costituisce uno degli impegni prioritari dell’Unesco per monitorare l o stato delle acque dolci del pianeta”


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ACQUA

“La condotta da Montedoglio al Trasimeno nasce per fornire

Umbriambiente

BOTTINI: “INVASO MOTEDOGLIO COSTRUITO PER FORNIRE ACQUA A RETI IRRIGAZIONE COMPRENSORIO TRASIMENO”

Perugia, 6 sett. 07 - “La realizzazione della condotta dall’invaso di Montedoglio al comprensorio del Trasimeno non nasce come progetto per far fronte all’abbassamento del livello del lago o all’alterazione dell’habitat, ma per fornire acqua alle reti di irrigazione già realizzate nel comprensorio”. Lo sottolinea l’assessore all’Ambiente della Regione Umbria Lamberto Bottini, in risposta ai chiarimenti richiesti alla Giunta regionale dai rappresentanti dello SDI del Trasimeno. Questo non esclude – prosegue l’assessore - che l’adduzione diretta al lago delle acque provenienti dall’invaso di Montedoglio possa essere possibile nel periodo invernale, nel caso il livello delle acque invasate superi il livello massimo consentito. “È evidente – ricorda Bottini - che un evento idropluviometrico eccezionale come quello del novembre 2005 non avrebbe potuto essere regolato

attraverso la rete irrigua, smaltendo le acque verso il Trasimeno anziché nel Tevere; per le sue caratteristiche tecnicostrutturali, la quantità d’acqua sarebbe stata irrilevante rispetto a quella in ingresso all’invaso”. Le opere di adduzione riguardanti il comprensorio del lago Trasimeno – dicono all’assessorato - sono ormai in fase di ultimazione e dalla prossima stagione irrigua il territorio attualmente alimentato dalla stazione di sollevamento di Tuoro sarà servito dalle acque di Montedoglio, mentre per il completamento dell’intero schema occorrerà attendere ancora 1824 mesi. La realizzazione di questa importante opera – ricordano - consentirà l’eliminazione dei prelievi diretti dal lago per uso irriguo così come già avvenuto per l’uso idropotabile dopo la realizzazione dell’acquedotto per il Trasimeno. “Sono due opere strategiche, che, insieme agli interventi di manutenzione effettuati ed in corso – aggiunge l’assessore Bottini – rappresentano il frutto di una politica che salvaguardia l’ecosistema, attenta a non penalizzare le attività produttive che si svolgono attorno al lago, in

particolare quelle agricole, parte integrante e caratterizzante del paesaggio e del comprensorio del Trasimeno”. “La Giunta regionale – prosegue l’assessore – sa bene che gli interventi finora eseguiti, seppure determinanti, non risolvono i problemi del livello idrometrico del lago Trasimeno. Non a caso, abbiamo commissionato al dipartimento di Ingegneria dell’Università di Perugia uno studio di fattibilità per portare dall’invaso sul Chiascio la quantità d’acqua necessaria al Trasimeno, attraverso la rete irrigua a servizio della valle del Nestore. Dallo studio – conferma Bottini - è emersa la fattibilità dell’intervento, con la sola aggiunta ai progetti esecutivi già redatti di una galleria da realizzarsi nei pressi della località di S.Savino”. In risposta alle dichiarazioni dei rappresentanti socialisti del Trasimeno, infine, l’assessore Bottini sottolinea “il fondamentale contributo dei grandi invasi del bacino del Tevere, cioè Casanova sul Chiascio e le dighe di Montedoglio e Corbara “che, grazie ai grandi volumi di acqua immagazzinati, hanno scongiurato scenari catastrofici, anche durante l’alluvione di due anni fa”.

acqua alle reti di irrigazione

LAGO DI PIEDILUCO, INCONTRO A PERUGIA

già realizzate nel comprensorio”

Perugia, 24 ott. 07 – Su iniziativa dell’assessore Lamberto Bottini, si è svolta a Perugia, una riunione per fare il punto sull’attuazione delle norme tecniche del Piano stralcio del Lago di Piediluco, con particolare riguardo ai comparti urbanistico-agricolo, impianti di itticoltura e settore scarichidepurazione. All’incontro erano presenti l’assessore all’Ambiente della Provincia di Terni, Fabio Paparelli, gli assessori del Comune di Terni, Gianfranco Salvati e Alberto Pileri, dirigenti della Provincia di Terni e tecnici della Regione Umbria. Nel corso dell’incontro è stato

stabilito di convocare entro la metà di novembre il Comitato tecnico istituzionale di coordinamento che la Regione ha istituito per la concreta attuazione del piano. In quella sede sarà presentata la Direttiva Regionale per i Comuni sul versante urbanistico-agricolo e inoltre, saranno avviati i programmi del Piano relativi agli impianti di itticoltura, per l’abbattimento del carico di fosforo attraverso l’utilizzo di tecnologie adeguate. Saranno anche valutate le risultanze delle azioni dell’Agenzia regionale per l’ambiente relative ai monitoraggi finalizzati alla balneazione

ed al settore scarichidepurazione. Rilevate le difficoltà di coordinamento delle azioni delle diverse Regioni e Province, che insistono sul Bacino del Lago, sentita l’Autorità di Bacino, si è deciso di ufficializzare la richiesta al Ministro dell’Ambiente affinché emani in modo rapido un Provvedimento che individui nella stessa Autorità di Bacino l’ente di coordinamento e monitoraggio delle azioni previste nel Piano, con particolare riferimento agli impianti ittici del Reatino.


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Anno I, numero 6

ALTRI 800MILA EURO PER FONDO MANUTENZIONE LAGO; ASSESSORE BOTTINI: “SU TRASIMENO SEMPRE ALTA L’ATTENZIONE DELLA REGIONE” Perugia, 22 nov. 07 - Ottocentomila euro per dare continuità agli interventi di manutenzione del Lago Trasimeno ed arginare gli effetti dannosi causati dal perdurare della crisi idrica. A tanto ammontano le risorse che andranno ad incrementare il Fondo per la manutenzione del lago. Lo ha annunciato l’assessore regionale all’ambiente Lamberto Bottini che, nei giorni scorsi, ha incontrato i rappresentanti della Provincia di Perugia, dei Comuni lacustri, della Comunità montana e dell’ente Parco Trasimeno per fare il punto della situazione ed adottare le misure necessarie ad affrontare le crescenti criticità. “L’incremento del Fondo di manutenzione, a cui concorrono tutti i soggetti interessati – ha detto Bottini – rappresenta una risposta in linea con l’impegno e l’attenzione finora riservate ad un’area di particolare rilevanza, ambientale e socio-economica, nelle politiche di sviluppo dell’Umbria. Per questo – ha aggiunto solleciteremo il Ministero per l’ambiente ad intervenire al più presto con un proprio finanziamento, come peraltro previsto dal Piano stralcio per il Trasimeno. Chiederemo inoltre alla Stato di prevedere le risorse necessaria alla copertura degli interventi individuati nel nuovo Piano predisposto per fronteggiare l’attuale emergenza idrica (riconosciuta a maggio 2007 dal Consiglio dei Ministri)”. Nel corso dell’incontro, in Regione, è stata evidenziata l’efficacia delle opere di manutenzione ordinaria e straordinaria finora eseguite che – è stato detto - nonostante l’attuale andamento delle precipitazioni, analogo a quello del 2003, hanno consentito di contenere il processo di

abbassamento delle acque del lago. Attualmente il livello delle acque è attorno ai meno 139 cm, un dato migliore rispetto agli analoghi periodi del 2004 (– 158cm) e del 2003 (-178cm). Durante la precedente emergenza idrica (20012003) - è stato ricordato le precipitazioni tra giugno 2001 e dicembre 2003 furono il 31% in meno rispetto alla media storica (pari a 632 mm di pioggia in meno sul bacino) e determinarono un progressivo abbassamento del livello del Trasimeno, che toccò 185 cm nel mese di ottobre 2003, il limite più basso degli ultimi 40 anni. La piovosità sul territorio regionale, nel periodo gennaio 2006 – settembre 2007, che sta causando l’attuale nuova emergenza è pari al 25% in meno rispetto alle medie storiche (deficit di 378 mm), con un deficit sul comprensorio del lago Trasimeno del 29% rispetto alla media storica. La situazione – ha ricordato Bottini – è stata affrontata dalla Regione, unitamente all’Autorità di Bacino del Tevere, con l’approvazione del Piano stralcio per il lago Trasimeno che definisce gli obiettivi strategici per lo sviluppo e la tutela del territorio e per la valorizzazione ambientale dell’ecosistema lacustre. A queste attività hanno fatto seguito gli interventi strutturali indicati nel Piano per l’emergenza idrica 2003 che hanno portato alla realizzazione di opere per finalizzate a garantire maggiori afflussi al lago e l’eliminazione dei

prelievi diretti o indiretti dal bacino. Con il Piano per l’emergenza idrica sono stati operati investimenti per 25milioni 600mila euro,che hanno consentito la realizzazione del sistema acquedottistico del Trasimeno a servizio di tutti i Comuni del comprensorio (10milioni 600mila euro, eliminando prelievi diretti dal lago ad uso idropotabile) e manutenzioni ordinarie e straordinarie sul reticolo idrografico, in modo da favorire gli afflussi al lago. Sono stati inoltre realizzati interventi per il ripristino dei franchi di navigazione nelle zone portuali, ’approfondimento delle darsene per la navigazione da diporto, la lotta agli insetti nocivi, le manutenzioni delle sponde (per un importo di 15milioni di euro). Vanno inoltre ricordate le opere di adduzione irrigue dall’invaso di Montedoglio, per complessivi 125milioni 700mila

euro, ormai in fase di completamento. Dalla prossima stagione irrigua infatti il territorio alimentato dalla stazione di sollevamento di Tuoro sarà servito dalle acque provenienti da Montedoglio. Si avrà così una sostanziale riduzione dei prelievi per usi irrigui in attesa del completamento dell’intero schema (fino a Castiglione del Lago) previsto entro due anni che ne permetterà la completa eliminazione. Si è infine provveduto a limitare fortemente i prelievi per uso irriguo, anche incentivando il passaggio a coltivazioni meno idroesigenti e l’ulteriore sviluppo di sistemi irrigui a goccia. ittici del Reatino.

ACQUA

Ottocentomila euro per dare continuità agli interventi di manutenzio ne del Lago Trasimeno ed arginare gli effetti dannosi causati dal perdurare della crisi idrica.


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Umbriambiente

G. R. RILASCIA AUTORIZZAZIONE INTEGRATA A CEMENTERIE; PER BOTTINI "PASSO FONDAMENTALE"

Il Piano prevede l’attivazione di sistemi di “monitoraggio in continuo” delle emissioni ai camini, esteso a tutti i principali inquinanti, con l’obbligo da parte delle aziende di trasmettere quotidianamen te i risultati all’”Arpa” che provvede alla loro verifica e divulgazione al pubblico, a partire dalla loro pubblicazione sul proprio sito internet

Perugia, 4 dic. 07 - “Lo scorso 28 novembre l’assessorato all’ambiente della Regione Umbria ha rilasciato l’Autorizzazione integrata ambientale (“Aia”) alle tre grandi industrie cementiere umbre: la Cementir nel comune di Spoleto e la Barbetti e la Colacem nel comune di Gubbio”. Lo ha annunciato l’assessore regionale all’ambiente Lamberto Bottini sottolineando che “il provvedimento costituisce un fondamentale passo in avanti nel controllo qualitativo e quantitativo delle emissioni in atmosfera su attività produttive di notevole rilevanza. In particolare – ha aggiunto Bottini la contemporanea presenza delle due cementerie nella Conca Eugubina costituisce, oltre che una importante risorsa economica e professionale, una sfida impegnativa per realizzare le migliori strategie di tutela ambientale in un territorio particolarmente sensibile, classificato nel Piano regionale per la tutela e risanamento della qualità dell’aria tra quelli ad elevato rischio di inquinamento atmosferico”. Attraverso una prolungata e complessa attività di confronto e concertazione, che ha visto coinvolti i vari livelli dell’amministrazione pubblica, l’Arpa Umbria, la cittadinanza e le stesse aziende, “si è giunti – per l’assessore all’emanazione di un atto autorizzativo che, attraverso l’adozione di speciali provvedimenti, rappresenta un innovativo punto di equilibrio tra le esigenze di sviluppo economico e quelle di monitoraggio, tutela e trasparenza informativa della

qualità ambientale”. Tra le misure che dovranno essere adottate si evidenzia il nuovo e avanzato piano di monitoraggio che le aziende sono chiamate a mettere in atto. Il Piano prevede l’attivazione di sistemi di “monitoraggio in continuo” delle emissioni ai camini, esteso a tutti i principali inquinanti, con l’obbligo da parte delle aziende di trasmettere quotidianamente i risultati all’”Arpa” che provvede alla loro verifica e divulgazione al pubblico, a partire dalla loro pubblicazione sul proprio sito internet. Le aziende eugubine sono poi tenute a dotarsi di due centraline, una fissa ed una mobile, destinate a monitorare le ricadute al suolo degli inquinanti. Le centraline saranno gestite direttamente da “Arpa” Umbria che stabilirà anche la collocazione di quella fissa nel punto di massima ricaduta, individuato sulla base dello studio già svolto dalla stessa Agenzia avvalendosi di appositi modelli di diffusione degli inquinanti. La centralina mobile verrà invece utilizzata per campagne conoscitive e di verifica della qualità dell’aria a più ampio raggio, estese all’intero territorio comunale. Per quanto riguarda la gestione del ciclo produttivo da parte delle aziende, nell’atto autorizzativo sono stabiliti obiettivi di significativa riduzione degli inquinanti emessi in atmosfera. In particolare le concentrazioni degli ossidi di azoto (NOx), che rappresentano la maggiore criticità connessa a questo tipo di attività produttiva nonché l’inquinante a maggior rischio di supera-

mento delle soglie di ammissibilità nei territori di Spoleto e Gubbio, sono state notevolmente diminuite. Se nelle preesistenti autorizzazioni le concentrazioni massime erano state fissate intorno a 1500 milligrammi per normal-metrocubo (mg/ Nmc), nell’AIA è stato previsto, per i maggiori punti di emissione corrispondenti alle linee di produzione del cemento grigio, un immediato abbattimento a 1100 1200 mg/Nmc ed una ulteriore riduzione a 800 mg/ Nmc che dovrà essere raggiunta entro il 2010. Sempre al fine del perseguimento di obiettivi di massima tutela nelle emissioni in atmosfera, è stato escluso il recupero di pneumatici a fini energetici, mentre sono state complessivamente ridotte le tipologie di rifiuti utilizzabili come materia prima. Infine, per quanto riguarda la gestione complessiva delle problematiche ambientali presenti nella Conca Eugubina, le misure assunte nell’”Aia” troveranno una importante sponda di integrazione e coordinamento nel Protocollo di Intesa in via di sottoscrizione tra Regione Umbria, Provincia di Perugia, Comune di Gubbio, “Arpa” Umbria e le aziende cementiere, dove verranno definite con maggior dettaglio le modalità di comunicazione dei dati al pubblico, le attività di monitoraggio sul territorio ed ulteriori misure concordate per migliorare continuamente il livello di compatibilità delle attività produttive in relazione all’ambiente e alla qualità della vita dei cittadini.


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Anno I, numero 6

INCIDENTI SUL LAVORO: DDL SICUREZZA NEI CANTIERI APPROVATO DA G.R. Perugia, 4 dicembre 2007– La Giunta regionale dell’Umbria ha approvato, a conclusione del previsto iter partecipativo, su proposta dell’assessore all’ambiente Lamberto Bottini, un disegno di legge di modifica delle legge 1 del febbraio 2004 “Norme per l’attività edilizia”, finalizzato a rendere più sicuri i cantieri e combattere il fenomeno degli incidenti sul lavoro. Il testo, che ora è trasmesso all’esame del Consiglio regionale per l’approvazione definitiva, recepisce i contenuti di un accordo concertativo raggiunto dalla Regione con le organizzazioni imprenditoriali e quelle dei lavoratori. La proposta di legge mira sostanzialmente a trasferire al campo generale dell’edilizia privata la normativa per la prima volta sperimentata con successo in Italia nella ricostruzione in Umbria e nelle Marche dal terremoto del 1997. La modifica proposta interviene nel campo dell’accertamento della regolarità contributiva delle imprese aggiungendo a questa verifica quella della congruità dell’incidenza della manodopera nello specifi-

co cantiere, cioè del controllo che alla dimensione dei lavori corrisponda un congruo numero di lavoratori impiegati in ore regolarmente retribuite. Il nuovo ddl, primo esempio nella legislazione regionale in tutta Italia, è riferito a lavori privati per un importo superiore a 50mila euro e comunque non inferiori ad una superficie di 100metri quadrati coperti. Le imprese avranno l’obbligo di conseguire il DURC (documento unico di regolarità contributiva) che dovrà essere richiesto dal committente privato dei lavori prima della erogazione dell’ultima rata di pagamento. Nel caso l’impresa risulti irregolare il committente dovrà trattenere l’importo che, successivamente versato agli enti previdenziali, sarà utilizzato per il pagamento dei contributi evasi. Le imprese non in regola saranno sanzionate con una ammenda pari ad un centesimo del valore dei lavori eseguiti e comunque non inferiore a 2mila euro e non superiore a 10mila e il loro nome sarà trascritto nell’elenco regionale delle imprese “irregolari”, previo un

periodo di tempo, stabilito con successivo regolamento, per consentire la regolarizzazione. Il perdurare della situazione di irregolarità avrà anche come conseguenza il mancato rilascio della certificazione di agibilità per i lavori eseguiti. Le Casse edili riceveranno, nel 2008, la somma di 40mila euro per l’avio delle attività di verifica di congruità dell’incidenza della manodopera. La proposta di legge stabilisce inoltre compiti di controllo specifici per i direttori dei lavori e prevede lo sviluppo di attività e iniziative per la diffusione della cultura della sicurezza sul lavoro. “Auspico che il disegno di legge sulla sicurezza nei cantieri sia approvato dal Consiglio regionale il più presto possibile. Con esso la Regione corrisponde all’imperativo morale, civile e politico di contribuire alla lotta contro gli incidenti sul lavoro e contro le morti bianche. La nuova legge segna un importante avanzamento della civiltà del lavoro in Umbria e in Italia. Avere cantieri sicuri e imprese in regola – ha detto Bottini – non soltanto corri-

La nuova legge segna un imporante avanzamento della civiltà del lavoro in Umbria e in Italia.


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COMUNICARE L’AMBIENTE

Umbriambiente

UMBRIAMBIENTE E’ … CINEMA Perugia, 26 nov. 07 – “Un anno fa abbiamo presentato un pacchetto di iniziative sulle politiche ambientali contrassegnato dal marchio ‘UmbriAmbiente’. Oggi illustriamo una rassegna che ne costituisce l’ideale continuità e che testimonia l’impegno della Regione Umbria sul fronte della salvaguardia e dell’educazione ambientale”. Lo ha detto l’assessore regionale all’ambiente, Lamberto Bottini, presentando stamani in conferenza stampa, insieme ai rappresentanti degli altri soggetti coinvolti, la prima edizione di “UmbriaAmbiente Cinema”. La rassegna si terrà, a Perugia, all’Oratorio di S. Cecilia (via Fratti 2), da mercoledì 28 a venerdì 30 novembre. Il progetto, realizzato con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e promosso dall’assessorato regionale all’Ambiente, è curato da “Microcinema Perugia” in collaborazione con il “Festival Torino Cinemambiente, il Centro regionale di informazione ed educazione ambientale (“Cridea”), la rete regionale ”Infea” (Informazione ed educazione ambientale) e l’Ufficio scolastico regionale. “Il nostro obiettivo – ha detto Bottini – è di lavorare affinché le comunità possano vivere rassicurate rispetto a problematiche complesse e di difficile comunicazione. Abbiamo scelto lo strumento del cinema per affrontare in modo diretto, semplice e spettacolare i temi legati all’ambiente e allo sviluppo sostenibile. Attorno a questo mezzo espressivo – ha proseguito l’assessore – può infatti diffondersi una maggiore conoscenza ed una più profonda consapevolezza delle questioni ambientali, soprattut-

to tra le giovani generazioni. Ciò – ha concluso – permetterà anche alle istituzioni di governare meglio temi come questi che incidono profondamente e direttamente sulla vita delle persone”. “Durante la rassegna - ha affermato Alessandro Riccini Ricci per “Microcinema” - saranno presentati film, documentari e cortometraggi in prima visione nazionale (a parte l’omaggio ad Al Gore con il documentario “Una scomoda verità”), prodotti in Grecia, Svizzera, Paesi scandinavi, Canada e Stati Uniti. Alcuni di questi film sono curati, promossi e sostenuti da star internazionali come Leonardo di Caprio, Alanis Morrisette e Keanu Reaves. Si va dai film di animazione – ha spiegato - a quelli di denuncia, dall’emergenza climatica alle problematiche legate all’energia, dall’industria dell’auto alle multinazionali del petrolio alle ambizioni nucleari di alcuni Paesi del medio-oriente”. I film scelti sono “di grande impatto emotivo e spettacolare – ha concluso Riccini Ricci -, pensati per un pubblico generale e generico, nell’ambito di un progetto divulgativo finalizzato anche all’educazione ambientale nelle scuole umbre di ogni ordine e grado. Il prossimo anno – ha concluso il rappresentante di “Microcinema” – contiamo di ampliare il fronte delle collaborazioni sul piano internazionale. Sono in corso contatti con la città brasiliana di Goiana dove si tiene il Festival internazionale del cinema ambientale”. Per Paolo Camerieri, responsabile del “Cridea” – l’utilizzo dello strumento del cinema “rappresenta un importante passo avanti per migliorare la capacità di comunicare

l’ambiente ai più giovani. Questa arte – ha proseguito - è forse il mezzo migliore per parlare di ‘scomode verità’, come recita il titolo di uno dei film in programma. Alle proiezioni per le scuole – ha concluso Camerieri – seguiranno commenti e discussioni con i rappresentanti dei laboratori ‘Infea’, affinché i messaggi trasmessi con le immagini diventino patrimonio conoscitivo dei ragazzi”. Rosalia Monaco, in rappresentanza dell’Ufficio scolastico regionale, ha sottolineato che “UmbriAmbiente Cnema è una iniziativa da ripetere, perfezionando l’uso del cinema come strumento pedagogico e didattico. Si tratta infatti di un mezzo innovativo, vicino ai giovani, più propensi a dare risposte immediate quando le sollecitazioni provengono dalle immagini. I risultati della civiltà umana sull’ambiente sono finora negativi, ma - per Monaco, “iniziative come questa possono imprimere un decisivo cambiamento di rotta. Se si focalizza l’attenzione su queste tematiche – ha concluso – aumentano infatti le probabilità di far crescere la responsabilizzazione individuale”. I film verranno proiettati in lingua originale, con sottotitoli in italiano. L’intera programmazione, che prevede sezioni mattutine riservate agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, è ad ingresso gratuito. Le proiezioni delle ore 10 vanno preferibilmente prenotate contattando i recapiti: 075 5042766/76/62 o cridea@regione.umbria.it Per ulteriori informazioni sul programma: www.umbriambiente.org

PROGRAMMA Mercoledì 28 novembre l’inaugurazione della rassegna (ore 18), seguirà “Una scomoda verità”, di Davis Guggenheim (Usa 2006, doc., 100’) sulla campagna ecologista di Al Gore. Il quasi presidente degli Stati Uniti si impegna in un tour mondiale per sensibilizzare sul tema del surriscaldamento del pianeta. Alle 21 “A crude awakening – The oil crash”, di Basil Gelpke e Ray McCormak (Svizzera, 2006, col., 85’). Cosa unisce l’intervento americano in Iraq, l’escalation delle ambizioni nucleari di Teheran, la nazionalizzazione delle riserve di gas in Russia e la politica populistica di Hugo Chavez in Venezuela? Giovedì 29 novembre (ore 18) “Who killed the electric car?”, di Chris Paine (Usa, 2006, col., 92’) 1996: sulle strade della California appaiono i primi modelli di auto elettriche, ma la loro esistenza è destinata a terminare in maniera inattesa e repentina per una vera e propria congiura...(ore 21) “The great warming”, di Michael Taylor (Canada, 2006, col., ‘83). Con star internazionali come Alanis Morissette e Keanu Reeves, il film risponde in modo preciso e avvincente ai dubbi e alle preoccupazioni sul riscaldamento globale. Venerdì 30 novembre (ore 18) “Delta-oil’s dirty business”, di Yorgos Avgeropoulos (Grecia, 2006, col., 65’). L’altra faccia dello sviluppo: l’incontaminato delta del fiume Niger è stato trasformato in un inferno dalle multinazionali del petrolio. Alle ore 21, “Global Warning”, di Tree Media Group (USA, 2006, col., 5’), prodotto e narrato da Leonardo Di Caprio, “Water Planet”, di Tree Media Group (USA, 2006, col., 4’), prodotto e narrato da Leonardo Di Caprio e “The Planet”, di Linus Torell, Michael Stenberg e Johan Söderberg (Svezia, Norvegia, Danimarca, 2006, col., 84’). Il documentario racconta in modo ironico e accattivante l’emergenza climatica e il suo disastroso impatto ambientale, ormai sotto gli occhi di tutti. Per quanto riguarda le proiezioni rivolte alla scuole, a cura del “Cridea”: mercoledì 28 novembre (ore 10), “Una scomoda verità”, di Davis Guggenheim (Usa 2006, 100’, doc.). Evento riservato alle scuole secondarie di secondo grado (prenotazione necessaria). Giovedì 29 novembre (ore 10) Proiezione di film a tematica ambientale, con animazioni ed elaborazione di tematiche specifiche. Evento riservato alle scuole secondarie di primo grado (prenotazione necessaria). Venerdì 30 novembre ore 9.00 (1° ciclo) / ore 10.45 (2° ciclo) Proiezione di film a tematica ambientale, con animazioni ed elaborazione di tematiche specifiche. Evento riservato alle scuole primarie (prenotazione necessaria).


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PRESENTAZIONE Le tematiche ambientali incontrano sempre più la sensibilità e la cultura della nostra comunità. Per questo la Regione Umbria è impegnata in una politica che cerca di calibrare ogni scelta nel rispetto di un territorio, come quello umbro, di peculiare pregio ambientale e culturale, di un contesto non duplicabile e per questo base imprescindibile per uno sviluppo di qualità. Queste giornate hanno scelto una modalità diversa dalle abituali per affrontare temi legati alle problematiche ambientali e allo sviluppo sostenibile del nostro pianeta: hanno scelto la via delle immagini e del cinema. Come

recentemente dimostrato da Al Gore, Premio Nobel per la Pace, il cinema può essere un efficace mezzo per parlare e comunicare le questioni ambientali in maniera semplice, diretta, efficace e spettacolare. UmbriAmbiente Cinema è un progetto che ha come obiettivo la presentazione di film in prima visione nazionale (a parte il dovuto omaggio ad Al Gore con “Una scomoda verità”), curati, promossi e sostenuti anche da star internazionali come Leonardo di Caprio, Alanis Morissette e Keanu Reeves.Tre giorni che vogliono rappresentare un momento di conoscenza, di informazione, di stimolo

ulteriore verso politiche internazionali e nazionali di tutela, promozione e valorizzazione della natura, attraverso una serie di proiezioni di film, documentari e cortometraggi che hanno l’ambizione di offrire un quadro generale e di rintracciare un filo che unisce aspetti apparentemente distinti. Ringrazio Microcinema Perugia per aver curato questa rassegna e Cinemambiente Torino, Cridea e l’Ufficio Scolastico Regionale per la loro collaborazione. Lamberto Bottini

Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

SORELLA ACQUA Perugia, 30 nov. 07 – Verranno premiati domani, sabato 1 dicembre, i vincitori della nona edizione del concorso-festival “COMUNICAREinUMBRI A”, promosso dal “Corecom” (Comitato regionale per le comunicazioni dell’Umbria), con il patrocinio dei ministeri dell’Ambiente e della Comunicazione, dell’Ordine dei giornali-

sti dell’Umbria e della Federazione nazionale della stampa. All’edizione 2007 hanno partecipato 44 programmi televisivi, radiofonici e “on-line”, proposti da emittenti locali, dai Tgr di Rai3, da alcune scuole umbre e dalla Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia, con 12 regioni rappresentate. La sezione nazionale del concorso

con il patrocinio

si è incentrata quest’anno sul tema delle risorse idriche, “Sorella acqua”. La consegna dei premi avverrà a Castiglione del Lago, a Palazzo della Corgna, a partire dalle 18. E’ prevista la presenza, tra gli altri, dell’assessore regionale all’Ambiente Lamberto Bottini.

Il concorso COMUNICAREinUMBRIA, indetto per la prima volta dal CO.RE.COM. nel 1999, si rivolge alle emittenti televisive e radiofoniche umbre, ai siti prodotti dalle scuole della regione, alla Scuola di Giornalismo Radiotelevisivo e ai servizi giornalistici della RAI sede regionale – redazione TGR. Dal 2006 è stato istituito un premio nazionale, a tema, rivolto a tutte le emittenti private locali d'Italia. Per l'edizione 2007 del concorso - festival nazionale COMUNICAREinUMBRIA si è deciso di proporre la tematica delle acque interne (laghi, fiumi, torrenti, fonti, cascate, canali, ruscelli) con approfondimenti di vari aspetti: paesaggistici, naturalistici, culturali e ambientali o altri ambiti come la tutela, la quaità, il controllo, lo stato, l'uso delle acque interne, secondo le indicazioni contenute nel regolamento del concorso.


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PROGETTI EUROPEI

“L’emblema concreto di questo lavoro di cooperazione fattiva e produttiva che si avvarrà del trasferimento delle conoscenze per la creazione di una rete di produttori stranieri, principalmente dei paesi del Mediterraneo e dell’area mediorientale”

PRESENTATO PROGETTO "KNOLEUM, PAESAGGI DELL’OLIVO” NELL'AREA MEDITERRANEA Perugia, 8 nov. 07 - Tecnici ed esperti israeliani e palestinesi a discutere insieme tra di loro e con altri provenienti da Giordania e Tunisia, oltre che italiani, delle tecniche di coltivazione dell’olivo: è quanto accadrà giovedì e venerdì prossimi, 7 e 8 novembre, nel corso di un seminario dal titolo “Una opportunità per l’integrazione e la pace tra i popoli del Mediterraneo” che, organizzato dalla Regione dell’Umbria nell’ambito del Programma Interreg IIIB Meddoc – Progetto “Knoleum, paysages de l’Olivier”, si svolgerà presso l’Auditorium di S. Cecilia a Perugia. Il tema dell’olivo sarà discusso come strumento per la costruzione di una rete di scambio di buone pratiche per migliorare gli aspetti qualitativi e tecnologici delle produzioni locali. Si tratta di una importante occasione di scambio e condivisione, per favorire l’integrazione e la cooperazione fra i popoli e per creare rapporti incentrati sul dialogo, la pace e il multiculturalismo. Al seminario interverranno rappresentanti, tecnici ed esperti di istituzioni pubbliche, di atenei e di associazioni olivicole. La Giunta regionale sarà rappresentata dall’assessore all’ambiente, Lamberto Bottini (suo l’intervento introduttivo) e da quello all’agricoltura Carlo Liviantoni, cui saranno affidate le conclusioni del seminario. La Regione attua il programma Interreg avvalendosi della collaborazione di 3A Parco Tecnologico Agroalimentare e delle Comunità Montane “Associazione dei Comuni Trasimeno – Medio Tevere”e “Monti Martani e del Serano”. Il progetto “Knoleum - Paysages de l’Olivier” intende creare una rete di collaborazioni internazionali e costituire un network fra i produttori per dare un contributo allo sviluppo sostenibile del territorio mediterraneo, per dare seguito ad azioni strategiche di cooperazione internazionale e per agire come punto di riferimento fra enti istituzionali e cittadini, con particolare riguardo alle tematiche relative all'applicazione della convenzione per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali e alla tutela dei diritti civili, alla formazione, all'occupazione, all’implementazione delle buone pratiche, etc., con il preciso impegno di approfondire la risoluzione di problemi con le autorità dei paesi mediterranei

e con coloro che possano influenzare la convivenza pacifica dei popoli. Rinforzare i vincoli economici, sociali e culturali dei paesi del bacino mediterraneo attraverso la valorizzazione del patrimonio naturale dei “Paesaggi dell’olivo”. E’ quanto si propone il progetto “Knoleum”, realizzato nell’ambito della iniziativa comunitaria “Interreg III B Medoc”, di cui oggi si è tenuto a Perugia su iniziativa della Regione Umbria uno dei seminari di attuazione. All’incontro, che proseguirà anche nella giornata di domani, hanno partecipato rappresentanti di istituzioni, associazioni di categoria, enti di ricerca e di formazione, tecnici ed esperti di gran parte dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, presente anche il ministro dell’agricoltura della Palestina Mahmoud Al Habash. Partners dell’iniziativa, che si concluderà a maggio 2008 e che può contare su un budget di oltre un milione di euro, sono Spagna (Provincia di Jaén ed Andalusia), Portogallo, Francia, Italia (Umbria), Grecia e Marocco, a cui si sono recentemente aggiunti Croazia e Tunisia. Obiettivo del progetto è di concorrere allo sviluppo sostenibile delle zone interessate attraverso la valorizzazione delle risorse locali ed il potenziamento della cooperazione tra i paesi e le aziende nella ricerca e tecnologia nel settore degli oliveti. La dimensione paesaggistica e produttiva dell’olivicoltura – è stato detto durante il seminario - richiama direttamente ad un approccio di sviluppo integrato dei territori: dal ciclo dell’olio, alle produzioni collaterali, alla possibilità di valorizzazione turistica ed agrituristica delle aree olivicole. Da qui la realizzazione da parte dei diversi Partners di studi ed approfondimenti tematici relativi all’ambiente, all’economia, ai prodotti, all’innovazione ed alle strategia per lo sviluppo della coltura dell’olivo nei diversi paesi. E l’individuazione di azione di filiera per superare i problemi legati agli aspetti bioagronomici, di estrazione e conservazione del prodotto e quelli connessi ai controlli di qualità ed alla commercializzazione. In particolare – è stato sottolineato - si opererà per facilitare la formazione e la qualificazione dei produttori olivicoli, la crescita delle conoscenze e del livello tecnologico, l’assistenza tecnica, la speri-

mentazione di accordi produttivi, con la possibilità di costruire in futuro marchi comuni. Se questo progetto riuscisse a raggiungere il suo intento il passo successivo – è stato detto nel corso del seminario – sarà quello della messa a punto di iniziative congiunte di promozione dei prodotti, finalizzate a stimolare la solidarietà internazionale ed il sostegno alle reti di cooperazione. “L’Umbria ha aderito al progetto Knoleum convinta che il paesaggio dell’olivo, elemento caratterizzante del bacino Mediterraneo, costituisca un prezioso patrimonio economico, sociale, culturale ed ambientale. Nell’ambito del progetto – ha aggiunto Bottini - la Regione Umbria ha approfondito la tematica ambientale, per una migliore sostenibilità della coltura dell’olivo”. L’Olio per la Pace, miscela di olive monocultivar provenienti da territori diversi, secondo Bottini potrebbe essere “l’emblema concreto di questo lavoro di cooperazione fattiva e produttiva che si avvarrà del trasferimento delle conoscenze per la creazione di una rete di produttori stranieri, principalmente dei paesi del Mediterraneo e dell’area mediorientale”. “La Regione Umbria – ha ricordato l’assessore regionale all’agricoltura Carlo Liviantoni - ha investito negli ultimi anni ingenti risorse per il miglioramento qualitativo della produzione olivicola, per la meccanizzazione dei processi produttivi, l’innovazione ed il trasferimento tecnologico. Le aziende umbre del settore, da quelle agricole a quelle della molitura, dai frantoiani agli imbottigliatori, hanno inoltre mostrato attenzione ed acume imprenditoriale. Oggi la produzione olivicola regionale è una delle più importanti del Paese. Il raggiungimento del marchio comunitario DOP per l’olio extravergine di oliva ‘Umbria’ è stata – per l’assessore - la conclusione di un percorso che puntava alla qualità globale delle produzioni. Il Piano di sviluppo rurale 20072013 è una nuova, importante occasione per far compiere un ulteriore salto di qualità al comparto. L’Umbria – concluso Liviantoni - può insegnare molto e molto può imparare da scambi come quelli proposti dal seminario organizzato in attuazione del progetto Knoleum”.


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Presentati i progetti PAGUS per migliorare i centri storici delle città europee

Attrarre cittadini e attività nei centri storici delle città europee, non solo con il recupero edilizio e urbano, ma anche garantendo la mobilità di persone e merci e l’accesso alle nuove tecnologie informatiche e delle telecomunicazioni. È quanto si propone il progetto INTERREG III C Pagus” (Programma d’Assistenza e Gestione Urbana Sostenibile), che ha visto coinvolte, in partenariato, l’Umbria come Regione capofila, Galizia e Andalusia (Spagna), Amave (Portogallo), Tracia e Macedonia dell'Est (Grecia) e ministero delle Infrastrutture di Malta. I progetti realizzati sono stati presentati ieri nel corso di una conferenza, a Perugia, alla quale hanno partecipato i rappresentanti delle regioni partner e i responsabili umbri dei vari sottoprogetti (Comuni di Perugia, Terni, Todi e Narni, ATC, Alta Scuola, Centralcom, CMM). Il pro-

getto “Pagus”, che rientra nella categoria delle “Regional Framework Operations” (RFO) e che in Umbria ha portato all’individuazione di dodici sottoprogetti, mirava a sviluppare tre linee di azione: migliorare ed implementare qualifiche e capacità professionali dei differenti attori coinvolti nei processi di sviluppo urbano e trasferire “know-how” tra le regioni partners; analisi, ricerca e sperimentazione di sistemi sostenibili per la mobilità urbana e la distribuzione merci nei centri storici cittadini, identificazione di tecnologie innovative di controllo e monitoraggio; definizione e sperimentazione dei migliori sistemi integrati di informazione urbana e partecipazione interattiva dei cittadini nella pianificazione e gestione dei centri storici. Tra i progetti presentati, da segnalare quelli del Comune di Perugia (in collaborazione con l’Università degli Studi) per la realizzazione di un museo virtuale, del Comune di Todi per l’ampliamento dell’attuale sistema di mobilità con mezzi elettrici non inquinanti e quello del Comune di Terni (in collaborazione con l’azienda di trasporto pubblico locale) che ha elaborato due piani strategici per la mobilità, del tutto origi-

PROGETTI EUROPEI

nali a livello internazionale. Il Comune di Narni ha invece proposto un laboratorio per il recupero urbano con il coinvolgimento dei cittadini e in collaborazione di Santiago de Compostela ed altri centri storici dell’America latina. Altri progetti tecnologici e di cablaggio sono stati presentati da “Centralcom” e dal Centro Multimediale di Terni. “I progetti elaborati hanno detto gli assessori regionali allo Sviluppo sostenibile, Lamberto Bottini, e alla Mobilità alternativa, Silvano Rometti, entrambi presenti alla conferenza - saranno di grande valore per l’impiego delle risorse future. L’obiettivo – hanno aggiunto – resta quello di garantire, accanto all’accessibilità fisica, l’accesso a tutte le tecnologie della società informatica, sia attraverso lo sviluppo, con tecnologie non invasive, delle reti di trasmissione dati sia per la creazione di punti pubblici di comunicazione interattiva a disposizione di cittadini e turisti”.

“Recupero edilizio e urbano riqualificazione delle città e dei centri storici — accessibilità e telecomunicazi oni a banda larga”


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PROGETTI EUROPEI

Gli otto sottoprogetti in

cui si articola Innoref e le istituzioni coinvolte: 1) “Aedes” Certificazione ambientale e marketing territoriale — Comune di Fossato di Vico. 2) “Brie” - produzione di energia rinnovabile attraverso l’utilizzo delle biomasse — Comune di Massa Martana. 3) “Ewaru” - uso efficiente dell’acqua con il miglioramento delle prestazioni delle infrastrutture - Comune di Terni. 4) “Innomed” sviluppo di sistemi innovativi per i servizi sanitari — Centro multimediale di Terni. 5) “Proagritour”, realizzazione del marchio di origine delle produzioni agrituristiche. — Parco agroalimentare dell’Umbria” 6) “Recover” riconversione dei villaggi rurali — Comune di Marsciano. 7) “Strasse” pianificazione strategica del territorio orientata allo sviluppo sostenibile — Comune di Corciano. 8) “Sts” - servizi per il turista sostenibile — Comune di San Gemini.

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L’ESPERIENZA DEL “PROGETTO INNOREF” SI DIFFONDE TRA I COMUNI DELL’UMBRIA 11 set. 07 – “Disseminare” in tutto il territorio regionale l’esperienza del “progetto Innoref”, “Innovazione e uso efficiente delle risorse come motore per lo sviluppo sostenibile”, attivato nel 2004 e che si conclude a fine 2007, in modo da dare continuità alle iniziative e agli strumenti acquisiti e che si sono rivelati significativi per favorire lo sviluppo locale. È l’obiettivo che si prefigge il ciclo di seminari tematici che “Aur” (Agenzia Umbria Ricerche), che gestisce il progetto per conto della Regione Umbria, ha organizzato, in collaborazione con l’Anci (Associazione nazionale dei Comuni) dell’Umbria, per i mesi di settembre e ottobre. “Intendiamo aprire la strada dello sviluppo sostenibile a tutti gli enti locali – ha spiegato il direttore di Aur Lidia Scorsipa – diffondendo sia la nuova filosofia che è alla sua base, sia facendo conoscere i vantaggi che hanno ottenuto i Comuni che hanno aderito al progetto, in termini di risparmio energetico ed economico e di difesa dell’ambiente. Per dare continuità a quanto è stato ottenuto, come previsto dallo stesso progetto, vogliamo accrescere la rete di progettazione in modo che i Comuni diano il loro contributo e s’inseriscano nella programmazione strategica regionale”. “Innoref rappresenta un progetto cardine nella strategia della programmazione regionale – ha sottolineato l’assessore regionale all’Ambiente Lamberto Bottini – improntata a un modello di sviluppo che coniuga qualità e sostenibilità ambientale, opportunità e diritti. Il pro-

getto è riuscito a concretizzare e sperimentare, con un processo di costruzione dal basso, un ‘know how’ che ha coinvolto altre Regioni italiane e Paesi europei e che è determinante propagare, per un miglior utilizzo delle risorse da un punto di vista economico ed ambientale e il miglioramento della qualità della vita, temi ai quali – ha aggiunto – ora si intrecciano anche direttive dell’Unione europea sulle quali il nostro Paese è in ritardo. I risultati di ‘Innoref’ indicano che si deve continuare a investire su strumenti in grado come questi di garantire la qualità della vita anche consumando meno, riducendo i consumi di risorse come quella idrica e di energia”. “La scommessa che si pone per i Comuni umbri – ha sottolineato il presidente dell’Anci Paolo Raffaelli – è di dar loro la forza sinergica per essere motori di sviluppo e contribuire allo sviluppo dell’intera regione. Per questo, l’Anci ha aderito con entusiasmo alla richiesta dell’Aur di diffondere l’esperienza di Innoref”. Per il presidente dell’Anci Umbria, per la regione “è finita la stagione dei Fondi strutturali europei che l’ha tenuta a galla per un ventennio attraverso lo stanziamento di risorse comunitarie. L’Umbria – ha detto – non può più essere più considerata un’area depressa, ma di sviluppo, e la condizione per farla restare nel trend di sviluppo europeo è quella di avvalersi delle opportunità derivanti dai Programmi quadro su ricerca e innovazione, accumulando ‘know how’ e diffondendolo. La sostenibilità ambientale – ha rilevato

Raffaelli – è un vettore dello sviluppo qualificato del territorio, per il quale in Umbria si è iniziato a operare in maniera estesa e coordinata. È questo uno gli elementi chiave del progetto Innoref, insieme alla capacità di dare prospettive di sviluppo in un contesto europeo anche ai piccoli Comuni dell’Umbria, che ci accingiamo a far conoscere su tutto il territorio regionale”. Sono sei i seminari tematici, della durata di mezza giornata ciascuno, destinati a sindaci, amministratori e funzionari dei Comuni umbri che si svolgeranno tra Perugia e Terni per presentare i risultati del progetto Innoref. Si comincia il 26 settembre a Terni con un “workshop” su “pianificazione dell’uso delle risorse del territorio”. Nei successivi incontri si parlerà di “marketing territoriale e valorizzazione del patrimonio insediativo”, “uso efficiente dell’energia”, “fonti rinnovabili di energia”, “project financing per l’uso efficiente della risorsa idrica” e “servizi di assistenza sanitaria attraverso strumenti di Ict (information and communication technology)”. La conferenza finale del progetto Innoref si terrà il 25 ottobre a Perugia. Il progetto Innoref è stato finanziato nell’ambito dell’iniziativa comunitaria “Interreg IIIC Zona Est”, in partenariato tra Umbria, Fiuli Venezia Giulia, Grecia occidentale e la regione di Hranicko nella Repubblica Ceca, e gestito dall’Agenzia Umbria Ricerche attraverso il “Psc” (centro professionale di consulenza).


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Il Comune di Marsciano punta sul “Progetto Poker” Sono stati presentati i risultati e gli obiettivi del “Progetto Poker” che vede impegnati la Regione dell'Umbria, il Comune di Marsciano e la SIA nello sviluppo della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani e nella sensibilizzazione della cittadinanza. Il progetto è stato sperimentato per la prima volta alla fine del 2004 nella frazione marscianese di San Biagio della Valle e realizzato attraverso la consegna (a 122 famiglie che abitano in case autonome) di un quarto cassonetto per la raccolta indifferenziata, di pari dimensione a quelli dei tris domestici, con contemporanea rimozione di tutti i contenitori stradali per la stessa raccolta indifferenziata (sostituiti con contenitori per la frazione organica). I risultati ottenuti (la percentuale di differenziata nella frazione in cui è stata fatta la sperimentazione è stata del 50%) hanno spinto

l’Amministrazione comunale ad estendere il progetto ad altre frazioni del comune ed ora si punta ad ampliare il servizio a tutto il territorio. "Siamo da tempo impegnati su questo fronte - ha detto l'assessore comunale all'ambiente Alfio Todini - e crediamo che i risultati raggiunti (40,6 % di raccolta differenziata nel 2006) possano essere un segnale ed un contributo alla difficile soluzione del problema del ciclo dei rifiuti. Siamo consapevoli del fatto che ad ogni modello corrisponda un risultato massimo da perseguire e questo, in tema di raccolta differenziata, vuol dire puntare al raggiungimento della percentuale del 60%”. Soddisfazione è stata espressa anche dall'assessore regionale Lamberto Bottini, il quale ha sottolineato come "in sede di realizzazione del Piano Regionale dei Rifiuti, bisognerà guardare a quelle che sono le

realtà e i territori virtuosi, da questo punto di vista, all’interno della nostra regione ma anche a livello nazionale, facendo poi riferimento a quelle che sono le percentuali indicate a livello nazionale come “tappe” da raggiungere". Sono stati Alvaro Grossi e Sergio Leombruni, rispettivamente Presidente e Direttore della S.I.A. (Società che gestisce il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti, nonché la progettazione di campagne informative per il potenziamento dei servizi) a presentare nel dettaglio i risultati del progetto e gli obiettivi da raggiungere. Al potenziamento della raccolta differenziata dovrà fare seguito la graduale eliminazione dei cassonetti stradali attualmente destinati alla raccolta indifferenziata e che sono a ridotta frequenza di svuotamento.

RIFIUTI RIFIUTI

“In Umbria non c’è ‘emergenza’ rifiuti, ma al contrario la volontà di un'analisi seria e approfondita”

FUORIVIANTE PARLARE DI EMERGENZA RIFIUTI E DI IMMOBILISMO DELLA REGIONE Perugia, 20 set. 07 – “In Umbria non c’è ‘emergenza’ rifiuti, ma al contrario la volontà di un'analisi seria e approfondita”. Per l’assessore regionale all’Ambiente e allo sviluppo sostenibile Lamberto Bottini la posizione espressa dai sindacati è “quanto mai singolare. È fuorviante – dice - parlare di emergenza rifiuti in Umbria e di immobilismo della stessa Regione”. L’assessore regionale ricorda che “già da tempo sono stati avviati con i soggetti istituzionali preposti, gli ‘Ato’ e gli operatori economici, i preliminari approfondimenti per il nuovo Piano regionale sulla base di dati certi e sono state abbozzate le prime ipotesi, soprattutto sulla riduzione dei rifiuti e sull'aumento delle percentuali di raccolta differenziata”. Per Bottini “il tema va

affrontato con una seria e lungimirante programmazione, indispensabile per una tematica così delicata, affinché in Umbria non si possa mai parlare di ‘emergenza’, ma di gestione razionale dei rifiuti”. Una nuova riorganizzazione del servizio “dovrà incidere in maniera profonda sull'attuale sistema di gestione – prosegue Bottini - razionalizzando l'impiantistica, scegliendo soluzioni tecnologiche all'avanguardia ed economicamente sostenibili e individuando sempre nel cittadino il soggetto coinvolto e partecipe di questo processo condiviso. Ciò non può avvenire tramite incontri saltuari o facili esternazioni, ma attraverso un confronto sulla base di studi e approfondimenti tecnici ed economici”. La Regione è “impegnata, inoltre, nell'analisi

concreta di esperienze di altre realtà italiane ed europee dove si stanno evidenziando buoni risultati, tenendo comunque ben presente le peculiarità di ciascun contesto territoriale. La ricerca della partecipazione allargata a tutti i soggetti, comprese le organizzazioni sindacali e i comitati – conclude l’assessore Bottini – rappresenta un obiettivo della Regione durante la fase di predisposizione e approvazione del nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti, convinti come siamo che tale tematica richieda la partecipazione di tutte le componenti della società civile e un consenso, se non indispensabilmente unanime, comunque ampiamente condiviso”.


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MASCIO: “ASSENTE PER MOTIVI ISTITUZIONALI MA FAVOREVOLE A DELIBERA

RIFIUTI Perugia, 4 ott. 07 – In riferimento alle dichiarazioni del capogruppo di Rifondazione comunista in Consiglio regionale, Stefano Vinti, relative alla delibera della Giunta regionale per lo smaltimento dei rifiuti speciali, l’assessore alle infrastrutture, Giuseppe Mascio,

"La delibera ha l'obiettivo di portare chiarezza su un tema delicato come lo smaltimento dei rifiuti speciali e di offrire in particolare una interpretazione del principio di prossimità, che indica la provenienza dei rifiuti, anche sulla base delle recenti sentenze emesse al riguardo dalla Corte Costituzionale. Ciò nel rispetto delle percentuali di rifiuti speciali che possono andare in

precisa quanto segue: “in occasione della seduta di Giunta in cui è stata discussa e votata la delibera in questione ero assente per motivi istituzionali, in quanto impegnato a Roma presso la sede del Ministero delle infrastrutture dove si discuteva della E78. In ogni

caso, sulla base delle informazioni e assicurazioni ricevute precedentemente e personalmente dal collega assessore Lamberto Bottini riguardo al non aumento dei quantitativi di rifiuti speciali da smaltire, tengo a precisare che qualora fossi

Ennesime polemiche sui rifiuti: Orvieto abilitata solo a speciali non pericolosi 7 ottobre - Strumentali le polemiche sui rifiuti che si stanno scatenando negli ultimi giorni: così le definiscono sia il Sindaco di Orvieto, Stefano Mocio, sia, sul piano regionale, l'assessore all'ambiente Lamberto Bottini. Ad alimentare l'ondata di dichiarazioni e prese di posizione da parte di Alleanza Nazionale e Rifondazione Comunista è stata la recente delibera regionale che sblocca il cosiddetto principio di prossimità, ossia la possibilità di conferire rifiuti speciali solo in ambito regionale. "La delibera – spiega l'assessore regionale Bottini – ha l'obiettivo di portare chiarezza su un tema delicato come lo smaltimento dei rifiuti speciali e di offrire in particolare una interpretazione del principio di prossimità, che indica la provenienza dei rifiuti, anche sulla base delle recenti sentenze emesse al riguardo dalla Corte Costituzionale. Ciò ovviamente – sottolinea l'assessore – nel rispetto delle percentuali di rifiuti speciali che possono andare in discarica previste dal piano regionale dei rifiuti, con ricadute positive sulla tariffa che i cittadini pagano per lo smaltimento. La gestione del ciclo dei rifiuti viene fatta, pur in un quadro non omogeneo – ha proseguito - all'insegna di una qualità del sistema, nel rispetto del territorio e puntando ora, come nel futuro Piano regionale, a per-

centuali importanti di raccolta differenziata che sono un segno di civiltà e di assunzione di responsabilità, anche del singolo cittadino, rispetto alla collettività". E mentre Alleanza nazionale grida ad "Orvieto pattumiera nazionale d'Italia" e a un Piano Regionale dei Rifiuti che viene modificato a colpi di delibere e senza discussione ai vari livelli istituzionali, in modo molto simile all'assessore Bottini la pensa anche il Sindaco di Orvieto Stefano Mocio, che oltre ad invitare a una seria e cauta interpretazione sulla parola "speciali", che non significa pericolosi, sottolinea anche, riguardo alla delibera regionale incriminata, che la stessa non fa che ribadire la corretta interpretazione del Piano regionale dei rifiuti in linea con le interpretazioni fatte dalla Corte costituzionale e dalla Corte europea. La discarica di Orvieto, d'altra parte, non è abilitata a ricevere rifiuti pericolosi, sì invece a ricevere speciali, e non lo ha fatto finora a pieno regime e per quanto potrebbe incamerare, con grave danno per le casse comunali. Via libera, dunque, a maggiori quantità, senza peraltro superare quelle già concesse. Oltre alla polemica innalzata da AN, che considera invece la deroga al principio di prossimità non come un beneficio per le casse comunali, ma come "un colpo pesantissimo alla città",

sia livello regionale che locale manifesta cautela e riserve il Partito della Rifondazione Comunista: " L'elemento caratterizzante dello sviluppo nel nostro territorio dovrà essere sempre più la sostenibilità, la salubrità, la certificazione delle imprese e dei territori – scrive in una nota stampa la segretaria del PRC Orvieto Rosanna Barbanera - per questo riteniamo pericolosa, quindi da modificare, la decisione della giunta regionale che stravolgendo il principio di prossimità, consente l'ingresso in Umbria di rifiuti speciali e pericolosi provenienti dal territorio nazionale ed europeo". La presenza nella nostra area di una grande discarica, rappresenta secondo Barbanera un polo di attrazione che implica la necessità di un suo utilizzo sempre più professionale e moderno, con controlli trasparenti, partecipati ed esigibili. "Riteniamo necessario – continua Barbanera - sviluppare un confronto con l'intera comunità, adottando come coalizione al Comune di Orvieto e alla Provincia di Terni, atti di indirizzo che delimitino tipologie e quantità di rifiuti per preservare in modo inequivocabile la scelta di uno sviluppo che valorizzi le nostre tipicità e non il profitto di pochi a scapito di tutti i nostri concittadini".

discarica previste dal piano regionale dei rifiuti.

CONFERENZA STAMPA SU SMALTIMENTO RIFIUTI SPECIALI IN IMPIANTI UMBRI

Perugia 25 ott. 07 – Venerdì 26 ottobre, alle ore 11, nel Salone d’Onore di Palazzo Donini, è convocata una conferenza stampa congiunta dell’assessore regionale all’ambiente, Lamberto Bottini, del sindaco di Terni, Paolo Raffaelli, e del presidente della Provincia

di Terni, Andrea Cavicchioli, per presentare una posizione comune sulla delibera della Giunta regionale relativa allo smaltimento dei rifiuti speciali negli impianti umbri autorizzati e “sul dibattito che ne è seguito – ha riferito l’assessore Bottini - fortemente caratterizzato

da strumentalizzazioni politiche volte a creare e amplificare un ingiustificato allarme sociale, con particolare riferimento alla termovalorizzazione dei rifiuti sanitari presso l’impianto ‘Asm’ di Terni”.


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REGIONE UMBRIA, PROVINCIA E COMUNE DI TERNI: "DIMEZZAMENTO QUANTITÀ IN IMPIANTO ASM E NUOVE TECNOLOGIE" Passerà da 1600 a 800 tonnellate all'anno la quantità dei rifiuti sanitari che potrà essere conferita all'impianto di termovalorizzazione dell'"Asm" di Terni. È uno dei punti sui quali verte il documento congiunto presentato oggi dall'assessore regionale all'Ambiente Lamberto Bottini, dal presidente della Provincia di Terni Andrea Cavicchioli e dal sindaco di Terni Paolo Raffaelli. "La delibera della Giunta regionale in materia di rifiuti speciali - ha precisato innanzitutto Bottini - è un atto di valenza tecnica, che conferma e precisa i cardini attuativi del Piano di settore, in conformità alla normativa comunitaria e nazionale e alle sentenze della Corte costituzionale. Un atto dovuto e assolutamente legittimo. Nel Piano dei rifiuti speciali - ha aggiunto - è previsto il conferimento di 1600 tonnellate annue all'impianto 'Asm' di Maratta, il 5 per cento delle 24mila tonnellate che l'impianto stesso può smaltire a pieno regime. I rifiuti sanitari rappresentano un quinto della quantità consentita, poiché la maggior parte vengono smaltiti in altre regioni. Considerando che il termovalorizzatore attualmente smaltisce 12mila tonnellate all'anno di rifiuti, senza modificare il rapporto dei rifiuti speciali sul totale, c'è la possibilità di rivedere la quantità". Il percorso, condiviso, è già stato avviato "con l'inizio della procedura per la nuova 'Autorizzazione integrata ambientale' regionale necessaria poiché le autorizzazioni provinciali scadono a fine gennaio 2008 - ha proseguito l'assessore regionale - e che sancirà nel giro di 3-4 mesi la riduzione della quantità dei rifiuti speciali nell'impianto. Intanto - ha sottolineato - il Comune di Terni adotterà una direttiva, nei confronti del gestore 'Asm', affinché il conferimento avvenga nella quantità massima stimabile in 800 tonnellate all'anno. Si otterrà concretamente e subito il dimezzamento dei rifiuti sanitari bruciabili a Terni". Un percorso che è in "coerenza con il principio di prossimità, in

base al quale la preferenza è da accordare prioritariamente ai fabbisogni delle strutture sanitarie dell'ambito provinciale ternano, quindi a quelle regionali e, solo in ultima istanza a quelle di strutture esterne al territorio regionale". Altro elemento determinante su cui le tre istituzioni hanno "confermato la convergenza, emersa fin dall'inizio", è quello dell'innovazione tecnologica volta al miglioramento della qualità ambientale. Uno dei punti cardine del nuovo Piano regionale dei rifiuti, di cui è stata avviata la redazione. "Per la prima volta - ha sottolineato il sindaco di Terni Raffaelli - è stato definito un percorso condiviso, scaturito da uno dei dibattiti più fuorvianti che si sono sviluppati in Umbria su una delibera regionale che ha assolto alla sua funzione di garanzia ambientale e contro la quale le forze politiche che hanno avviato a Terni una raccolta di firme non hanno invece prodotto atti concreti nelle sedi istituzionali per la revoca". Intanto è stato concordato che "nel quadro dell'istruttoria per la 'Autorizzazione integrata ambientale', ferma restando la correttezza dei controlli effettuati e del sistema in vigore, sarà conferito all''Arpa' l'incarico per ottenere ulteriori conferme circa i principali fattori inquinanti, la provenienza e il relativo impatto ambientale". Le tre istituzioni, inoltre "nell'auspicare un percorso rapido del nuovo Piano dei rifiuti regionale, che a partire dai concetti di autosufficienza degli ambiti e semplificazione impiantistica nel Ternano, costruisca un sistema di smaltimento ancora più compatibile sotto il profilo ambientale, danno atto che sono allo studio, da parte del Comune di Terni e 'Asm', in collaborazione con la Provincia di Terni e con i competenti uffici della Regione, nuove e avanzate soluzioni tecnologiche e operative, al fine di rendere minimo l'impatto ambientale della produzione di energia dai rifiuti e di ottimizzare il rendimento economico". "La Provincia di Terni

- ha sottolineato il presidente Cavicchioli - è impegnata a operare insieme alle altre istituzioni, con la volontà di tutelare un'azienda come 'Asm' che è patrimonio di tutti, inserendola all'interno della 'multiutility' di cui è avviata la costituzione". Cavicchioli ha anche ribadito la valenza della delibera regionale. "Nel dibattito che ne è scaturito - ha detto - interveniamo portando dati oggettivi e soluzioni che rappresentano ulteriori passi avanti dal punto di vista ambientale". "Vogliamo fare chiarezza - ha rilevato il sindaco Raffaelli - sull'impatto ambientale nella Conca ternana, che è sovrastimato nell'opinione pubblica e del quale si fa un uso strumentale. Dai tre inceneritori presenti nella Conca ternana, ossia l'impianto 'Asm' e le due centrali per la produzione di energia elettrica da biomasse, deriva complessivamente solo lo 0,6 per cento alle emissioni in atmosfera". Le soluzioni tecnologiche che sono allo studio "rese necessarie anche dalla non lontana conclusione del ciclo di vita dell'impianto 'Asm' di Maratta - si concorda nel documento di Regione, Provincia e Comune di Terni - saranno confrontate con quanto previsto nelle 'linee guida' del ministero dell'Ambiente in materia di ottimizzazione del ciclo complessivo dei rifiuti, a partire dallo sviluppo della raccolta differenziata, e rese coerenti con le scelte di fondo del nuovo Piano regionale dei rifiuti, di cui è stata avviata la redazione. Le possibili soluzioni, su cui si confronteranno le forze di maggioranza e i rispettivi consessi, rappresentano in ogni caso ulteriori passi in avanti dal punto di vista ambientale rispetto ai principi di autosufficienza e semplificazione".

RIFIUTI

“ La gestione del ciclo dei rifiuti viene fatta, pur in un quadro non omogeneo all'insegna di una qualità del sistema, nel rispetto del territorio e puntando ora, come nel futuro Piano regionale, a percentuali importanti di raccolta differenziata che sono un segno di civiltà e di assunzione di responsabilità, anche del singolo cittadino, rispetto alla collettività".


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RIFIUTI

“Abbiamo

un

sistema di smaltimento dei rifiuti che si basa sulle discariche e dovremo avere

Orvieto abilitata solo a speciali non pericolosi 7 ottobre - Strumentali le polemiche sui rifiuti che si stanno scatenando negli ultimi giorni: così le definiscono sia il Sindaco di Orvieto, Stefano Mocio, sia, sul piano regionale, l'assessore all'ambiente Lamberto Bottini. Ad alimentare l'ondata di dichiarazioni e prese di posizione da parte di Alleanza Nazionale e Rifondazione Comunista è stata la recente delibera regionale che sblocca il cosiddetto principio di prossimità, ossia la possibilità di conferire rifiuti speciali solo in ambito regionale. "La delibera – spiega l'assessore regionale Bottini – ha l'obiettivo di portare chiarezza su un tema delicato come lo smaltimento dei rifiuti speciali e di offrire in particolare una interpretazione del principio di prossimità, che indica la provenienza dei rifiuti, anche sulla base delle recenti sentenze emesse al riguardo dalla Corte Costituzionale. Ciò ovviamente – sottolinea l'assessore – nel rispetto delle percentuali di rifiuti speciali che possono andare in discarica previste dal piano regionale dei rifiuti, con ricadute positive sulla tariffa che i cittadini pagano per lo smaltimento. La gestione del ciclo dei rifiuti viene fatta, pur in un quadro non omogeneo – ha proseguito - all'insegna di una qualità del sistema, nel rispetto del territorio e puntando ora, come nel futuro Piano regionale, a percen-

tuali importanti di raccolta differenziata che sono un segno di civiltà e di assunzione di responsabilità, anche del singolo cittadino, rispetto alla collettività". E mentre Alleanza nazionale grida ad "Orvieto pattumiera nazionale d'Italia" e a un Piano Regionale dei Rifiuti che viene modificato a colpi di delibere e senza discussione ai vari livelli istituzionali, in modo molto simile all'assessore Bottini la pensa anche il Sindaco di Orvieto Stefano Mocio, che oltre ad invitare a una seria e cauta interpretazione sulla parola "speciali", che non significa pericolosi, sottolinea anche, riguardo alla delibera regionale incriminata, che la stessa non fa che ribadire la corretta interpretazione del Piano regionale dei rifiuti in linea con le interpretazioni fatte dalla Corte costituzionale e dalla Corte europea. La discarica di Orvieto, d'altra parte, non è abilitata a ricevere rifiuti pericolosi, sì invece a ricevere speciali, e non lo ha fatto finora a pieno regime e per quanto potrebbe incamerare, con grave danno per le casse comunali. Via libera, dunque, a maggiori quantità, senza peraltro superare quelle già concesse. Oltre alla polemica innalzata da AN, che considera invece la deroga al principio di prossimità non come un beneficio per le casse comunali, ma come "un colpo pesan-

tissimo alla città", sia livello regionale che locale manifesta cautela e riserve il Partito della Rifondazione Comunista: " L'elemento caratterizzante dello sviluppo nel nostro territorio dovrà essere sempre più la sostenibilità, la salubrità, la certificazione delle imprese e dei territori – scrive in una nota stampa la segretaria del PRC Orvieto Rosanna Barbanera - per questo riteniamo pericolosa, quindi da modificare, la decisione della giunta regionale che stravolgendo il principio di prossimità, consente l'ingresso in Umbria di rifiuti speciali e pericolosi provenienti dal territorio nazionale ed europeo". La presenza nella nostra area di una grande discarica, rappresenta secondo Barbanera un polo di attrazione che implica la necessità di un suo utilizzo sempre più professionale e moderno, con controlli trasparenti, partecipati ed esigibili. "Riteniamo necessario – continua Barbanera sviluppare un confronto con l'intera comunità, adottando come coalizione al Comune di Orvieto e alla Provincia di Terni, atti di indirizzo che delimitino tipologie e quantità di rifiuti per preservare in modo inequivocabile la scelta di uno sviluppo che valorizzi le nostre tipicità e non il profitto di pochi a scapito di tutti i nostri concittadini".

la capacità con il nuovo Piano, di andare oltre questo sistema e ridurre il loro ruolo”

QUESTION TIME: “È STATO IL COMUNE DI CITTÀ DI CASTELLO A CHIEDERE L'AMPLIAMENTO DEL SITO” - L'ASSESSORE BOTTINI RISPONDE A LIGNANI MARCHESANI (AN) SULLA DISCARICA DI BELLADANZA Perugia, 28 novembre – “Il Comune di Città di Castello ha presentato uno studio di fattibilità che prevede un sito in realizzare un ciclo integrato di trattamento dei rifiuti finalizzato anche alla produzione di energia elettrica”. Così, durante il question time di ieri, l'assessore all'Ambiente Lamberto Bottini ha risposto al consigliere regionale Lignani Marchesani (An) che, con una interrogazione, chiedeva chiarimenti sulla “necessità di trovare soluzioni tecnologicamente ed economicamente alternative all'ampliamento della discarica di Belladanza”. “Ancora oggi abbiamo un sistema di smaltimento dei rifiuti che si basa sulle discariche e dovremo avere la capacità, anche col nuovo Piano, di andare oltre questo sistema: andrà ridotto il loro ruolo. Il Piano rifiuti vigente considera, per potenzialità e ubicazione, Orvieto e Belladanza le discariche che possono assolvere un

ruolo più ampio di quello di discarica di ambito, avendo potenzialità superiori. La Giunta comunale di Città di Castello ha rimesso alla Giunta regionale uno studio di fattibilità che prevede un sito in cui realizzare un ciclo integrato di trattamento e smaltimento dei rifiuti finalizzato anche alla produzione di energia elettrica. In riferimento ai rifiuti speciali, non sono state modificate le quantità che possono essere conferite a Belladanza, che ammontano al 10 per cento delle capacità residue della discarica. Il Comune di Città di Castello ha però chiesto di rivedere, incrementandola, la quantità di rifiuti speciali in relazione al previsto ampliamento del sito. È stata ribadita la necessità per l'Ato 1 di essere autonomo e di poter contare su un proprio impianto di trattamento dei rifiuti, come previsto dal Piano”. Lo ha detto l'assessore regionale all'Ambiente Lamberto Bottini rispondendo, durante la seduta

di question time di ieri, al consigliere regionale di Alleanza nazionale Andrea Lignani Marchesani che, con una interrogazione, chiedeva chiarimenti sulla “necessità di trovare soluzioni tecnologicamente ed economicamente alternative all'ampliamento della discarica di Belladanza in grado di garantire l'autonomia finanziaria dell'Ambito territoriale dell'Alta Umbria”. “Vedo sommarsi diversi errori, – ha detto Lignani dichiarandosi non soddisfatto della risposta dell'assessore - quello della Sogepu, che gestisce la raccolta dei rifiuti, e che ha escluso i privati rendendo più difficile arrivare alla costruzione di un preselettore per il quale oggi si dice servirebbero 6 milioni di euro, mentre invece si potrebbe realizzare, con la metà di questa cifra, un impianto più moderno ed ecologico, anch'esso però ben lontano senza l'apporto dei privati”.


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CONSIGLIO REGIONALE: RESPINTA LA MOZIONE CONTRO L'INCENERIMENTO DEI RIFIUTI SPECIALI A TERNI – L'AULA, A MAGGIORANZA, DICE NO AL DOCUMENTO DEL CENTRODESTRA

Perugia, 27 novembre 2007 – L'Assemblea regionale dell'Umbria ha respinto con i 16 voti contrari del centrosinistra (5 i sì) la mozione firmata da tutti rappresentanti dell'opposizione di centrodestra che chiedeva all'Esecutivo regionale di revocare la delibero con cui è stata autorizzata la termovalorizzazione di rifiuti speciali nell'impianto della Asm di Terni. Il dibattito, aperto dal Alfredo De Sio (An) con l'illustrazione della mozione e durante il quale sono intervenuti i consiglieri Nevi (FI), Brega (Margherita-Ulivo), Lupini (Prc), Carpinelli (Pdci), Dottorini (Verdi e civici), Rossi (Ds – Ulivo) e Lignani (An), è stato concluso con l'intervento dell'assessore

regionale all'Ambiente Lamberto Bottini che, nella sua replica ha affermato : “REAZIONI STRUMENTALI PER UN ATTO LEGITTIMO – La delibera della Giunta mirava a dirimere questioni sorte nell'ambito del territorio regionale. In quest'Aula sono state manifestate contrarietà a tutte le discariche e a tutti gli impianti dell'Umbria, sintomo della difficoltà di governare un processo. La nostra regione ha scelto di non smaltire in discarica i rifiuti speciali pericolosi, che vengono quindi esportati. Le norme in questo caso fanno riferimento al principio di prossimità e a quello di utilizzo degli impianti più efficienti ed adeguati a smaltire certi rifiuti. La quantità dei

rifiuti da bruciare a Terni potrà essere dimezzata, mantenendo un rapporto equilibrato tra rifiuti urbani e speciali. Le linee guida del ministero dell'Ambiente ci parlano di ridurre la produzione e riciclare oltre il 50 per cento. In alcuni Comuni dell'Umbria sono stati tolti i cassonetti della raccolta indifferenziata proprio per “guidare” i cittadini verso scelte virtuose. Non ci sono scelte predeterminate su questa materia, ma il confronto con le esperienze positive di altre regioni, d'Italia e d'Europa. La vita dell'inceneritore dell'Asm è al termine e non verrà sostituito da un altro camino ma probabilmente da un differente impianto di trattamento”.

RIFIUTI

La Giunta regionale dell’Umbria ha finanziato la realizzazione di interventi sperimentali per l’abbattimento dell’inquiname nto luminoso e per la riduzione

INQUINAMENTO ACUSTICO E LUMINOSO: DA G.R. 230MILA EURO PER REALIZZAZIONE INTERVENTI

dell’inquiname nto acustico

Perugia, 13 nov. 07 Su proposta dell’assessore all’ambiente Lamberto Bottini la Giunta regionale dell’Umbria ha finanziato la realizzazione di interventi sperimentali per l’abbattimento dell’inquinamento luminoso e per la riduzione dell’inquinamento acustico. In particolare 150mila euro sono stati assegnati quale cofinanziamento ai comuni di Cannara e

di Santa Maria Tiberina per adeguare gli impianti di illuminazione pubblica esterna ai criteri previsti dalla recente normativa regionale in materia. Ottantamila euro sono stati invece impegnati, nell’ambito del IV bando emanato dalla Regione Umbria, per la definizione dei Piani di zonizzazione acustica nei comuni di Calvi dell’Umbria, Avigliano Umbro, Liscia-

no Niccone, Pietralunga, Monte Santa Maria Tiberina, Corciano, Castiglione del Lago, Magione e Castel Ritaldi. “Eventuali economie – ha detto l’assessore Bottini – verranno utilizzate per finanziare altre domande in graduatoria”.


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Umbriambiente

RIFIUTI

QUESTION TIME: LA DISCARICA DI S.ORSOLA NON SUPERERA' I 300 MILA METRI CUBI. Risposta dell'Assessore Bottini all'interrogazione di Zaffini

9/10/2007—La discarica di S.Orsola, anche dopo l'ampliamento, non supererà i 300 mila metri cubi. E' quanto assicurato dall'assessore all'Ambiente Lamberto Bottini rispondendo a una interrogazione (Question time) del capogruppo di Alleanza nazionale Franco Zaffini che chiedeva a quale futuro vanno incontro i cittadini residenti in prossimità della discarica di S. Orsola di Spoleto ed in particolare qual'è la quantità massima di rifiuti prevista per il sito. Rispetto al futuro Piano

ACQUA

STORIE D'ACQUA Iniziative culturali alla cui realizzazione contribuiscono più CEA e personaggi del mondo della cultura e dell'arte. ACQUA D'UMBRIA Iniziative che hanno come obiettivo la conoscenza di alcuni aspetti (storici, naturalistici, antropologici...) del territorio umbro. L'ORO BLU - Iniziative che analizzano l'acqua sotto il profilo economico e sociale (emergenza idrica, acque minerali, diritto di accesso all'acqua, acqua bene comune...). ISTRUZIONI PER L'USO - Iniziative di tipo propositivo e operativo che presentano le buone pratiche e individuano soluzioni: risparmiare acqua a casa, in agricoltura, nelle piccole industrie, negli alberghi.

regionale dei rifiuti ha fatto sapere Bottini le discariche non avranno più la centralità nello smaltimento. Oggi importante ha aggiunto la coltivazione delle discariche attuali. Muovendoci di concerto con i Comuni dell'Ato 3 abbiamo considerato la possibilità dell'attuazione del progetto Vus (Valle umbra servizi) di rivedere ed ampliare la discarica di S. Orsola poichè, diversamente, avremmo dovuto trasferire i rifiuti fino ad Orvieto con la conseguenza di maggiori spese

per i cittadini. E' fondamentale, comunque ha concluso l'assessore che l'Ato 3 si prodighi per migliorare la raccolta differenziata.Zaffini, nella replica, ha preso per buono quanto detto da Bottini circa la capienza complessiva del sito che non supererà, quindi, un milione di tonnellate di materiale. Per il resto ha evidenziato dopo un sopralluogo che personalmente ho effettuato, ho trovato la discarica ben coltivata.

Lamberto Bottini nel presentare stamani, a Perugia, l’edizione 2007 di “Percorsi d’acqua”, il progetto organizzato dalla Regione Umbria attraverso il “Cridea” (Centro regionale per l’informazione, la documentazione e l’educazione ambientale) e la sua rete regionale dei “Cea” (per sensibilizzare i cittadini ad un uso consapevole dell’acqua come bene pubblico. “Percorsi d’acqua” (che ha come slogan “ogni goccia conta”) si articola fino a dicembre in una serie di iniziative organizzate da uno o più “Cea” con interventi diffusi e sinergici in varie realtà dell’Umbria e prevede laboratori e seminari, dibattiti e percorsi tematici, campagne di sensibilizzazione, presentazioni di libri e mostre fotografiche. Il progetto – hanno spiegato gli organizzatori - coinvolge anche famiglie, enti e associazioni, università, scuole, amministrazioni locali e imprese, e ai fini promozionali e organizzativi è suddiviso in quattro aree tematiche: “Storie d’acqua”, con la partecipazione di personaggi del mondo della cultura e dell’arte; “Acqua d’Umbria”, per far conoscere gli aspetti storici, naturalistici, antropologici dell’Umbria legati al tema dell’acqua; “L’oro blù”, in cui l’acqua viene presentata sotto il profilo economico (emergenza idrica, acque minerali, diritto di accesso all’acqua) e “Istruzioni per l’uso”, che riguarda le “buone pratiche” per risparmiare acqua in casa, in agricoltura, nelle piccole

industrie, negli alberghi. “La terra e i suoi 6 miliardi di abitanti – ha ricordato Bottini – si confrontano ogni giorno con una grave crisi dell’acqua. Un quarto della popolazione mondiale – ha aggiunto l’assessore - non ha acqua potabile e 2,4 miliardi di esseri umani non sono serviti da una rete di distribuzione e di trattamento delle acque. Cinque milioni di persone, tra cui 2,2 milioni di bambini, muoiono ogni anno per aver consumato acqua infetta. Tutto lascia intendere che la situazione continuerà a peggiorare se non ci saranno azioni correttive. La maggior parte di questi problemi sono conosciuti – ha concluso – e abbiamo le competenze per iniziare a risolverli”. Tra le numerose proposte di “Percorsi d’acqua” c’è anche la “Carta dell’acqua dell’Umbria”, una iniziativa che si inserisce nell’ambito della “Settimana della Pace” e della “Marcia PerugiaAssisi”. Il prossimo appuntamento, dal titolo “Acqua in Valnerina: energia pulita e rinnovabile nei secoli”, si terrà a Norcia, domani 28 settembre (dalle ore 9.30), nella sala Ottobeuren del complesso di San Francesco. Il seminario, al quale saranno presenti rappresentanti delle istituzioni locali ed esperti del settore, approfondirà, tra gli altri, i temi legati al funzionamento delle centrali idroelettriche e la storia dei vecchi mulini ad acqua delle “marcite”.

“PERCORSI D’ACQUA” E’ alla sua prima edizione ma già si presenta con ambiziosi obiettivi: educare, valorizzare, accrescere la consapevolezza nella società civile di una risorsa troppo importante: l’acqua. Il progetto è stato proposto dalla rete dei 18 CEA (Centri di Educazione Ambientale) della nostra regione che, nell’arco di quattro mesi, organizzeranno diverse iniziative in stretta sinergia con le comunità locali rivolte direttamente ai cittadini. Coordinato dal CRIDEA (Centro Regionale per l’informazione, la Documentazione e l’Educazione Ambientale), promosso e finanziato dall’Assessorato all’Ambiente della Regione Umbria, “Percorsi d’Acqua” si articolerà in quattro aree tematiche (Storie d’acqua, Acqua d’Umbria, L’oro blu e Istruzioni per l’uso) che si concentreranno sui molteplici aspetti culturali, naturalistici, storici, economici e sociali della risorsa acqua. Un ampio cartellone ricco di appuntamenti che presenteranno seminari, incontri, dibattiti, proposte di buone pratiche di gestione e risparmio idrico. Durante la conferenza stampa interverranno l’Assessore all’Ambiente Lamberto Bottini, il responsabile del CRIDEA Paolo Camerieri e i CEA della Regione Umbria. “L’acqua è risorsa preziosa ma limitata, anche nel nostro Paese. La sua tutela è uno degli elementi centrali delle politiche regionali per uno sviluppo sostenibile e durevole”. È quanto ha detto l’assessore regionale all’Ambiente


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LA CARTA DELL’ACQUA DELL’UMBRIA Tra i numerosi incontri che il progetto “Percorsi d’Acqua” propone, ecco un’iniziativa che non a caso si inserisce nella Settimana della Pace. Si marcerà da Perugia ad Assisi con la consapevolezza che i diritti umani non vanno violati. Si potrebbe mai escludere il diritto di accesso all’acqua? Ed ecco appunto la proposta: “la Carta dell’Acqua dell’Umbria”. Una serie di punti che impegnano a utilizzare, proteggere conoscere e promuovere l’acqua come bene

comune, nel rispetto dei principi fondamentali della sostenibilità ambientale, economica, politica e istituzionale. In occasione del dibattito che si terrà martedì 2 ottobre alle ore 16 presso la Sala della Vaccara si inviteranno la Regione Umbria, le Province di Perugia e Terni e i Comuni a presentare ordini del giorno per l’adesione ala “Carta dell’Acqua dell’Umbria” al fine di garantire sull’intero territorio la stessa politica di gestione e condivisione di una risorsa

ACQUA così importante. Al dibattito interverranno: Maurizio Grandolini (Dirigente Servizio IV Regione Umbria); Maurizio Gubbiotti (coordinatore segreteria Legambiente); Guido Barbera (Cipsi); Luigino Ciotti (comitato promotore “Marcia Perugia - Assisi”); Salvatore Vitale (Rappresentante Rete CEA:”Percorsi d’Acqua e la proposta di una Carta dell’Acqua dell’Umbria”); Lamberto Bottini - Assessore all’Ambiente Regione Umbria.

ACQUE POTABILI E RISPARMIO DELLE RISORSE IDRICHE Nell'ambito del progetto "percorsi d'acqua" il CEA "Vivere e Condividere il Proprio Territorio" di Piediluco ed il CEA "Laboratorio di Terria" organizzano per domani, 11 ottobre, ore 9,00 presso la Sala Conferenze Cascata delle Marmore la "Conferenza sulle acque potabili e sul risparmio delle risorse idriche".Saranno presenti: Lamberto Bottini (Assessore all'ambiente e allo sviluppo sostenibile della Regione

Umbria); Prof. Fabio Paparelli (Assessore all'ambiente della provincia di terni); Paolo Camerieri (Responsabile Cridea Regione Umbria; Progetto della rete iNFEA "Percorsi d'acqua"); Mauro Latini (Direttore generale del Servizio Idrico Integrato), che affronterà "La distribuzione idrica nel comprensorio ternano e piedilucano, emergenza e criticità"; Ing. Roberto Spinsanti (Direttore ATO Umbria

2), "Acque potabili e risparmio delle risorse idriche"; Stefano Notari (Coordinatore Servizi Turistici Cascata delle Marmore), "Percorsi turistici sulle vie d'acqua: proposte di turismo educativo scolastico"; Alle ore 12,00 ci sarà la distribuzione dei riduttori di flusso predisposti dall'ATO Umbria2 nell'ambito della campagna "Risparmio idrico 2007"

è un bene vitale, patrimoniale e comune dell'umanità e che l'accesso all'acqua è un diritto umano e sociale, individuale e collettivo, indispensabile” “L’acqua


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TERRITORIO

UMBRIA OLII, L'ASSESSORE BOTTINI: "A DISPOSIZIONE 6 MILIONI PER IL RIPRISTINO" "Grazie all'intervento di molteplici soggetti, l'emergenza conseguente alla tragedia dell'azienda Umbria Olii è stata gestita particolarmente bene. Oggi siamo in una fase di caratterizzazione della parte idrica, che propedeutica per i vari interventi necessari alla ripresa dell'attività". E' quanto affermato dall'assessore all'ambiente Lamberto Bottini che ha risposto a una interrogazione di Ada Urbani (Forza Italia) che chiedeva quali inizia-

tive politiche, a distanza di un anno dalla tragedia e dall'interruzione dell'attività della Umbria Olii, la Giunta regionale intende adottare per risolvere il danno ambientale, economico e occupazionale.Bottini ha assicurato che ci sono a disposizione 6 milioni di euro da utilizzare per il ripristino complessivo, soprattutto quello ambientale. "E' necessario - ha aggiunto - verificare la salute del Clitunno e degli altri fiumi circostanti. Siamo pronti

- ha detto - per ogni altro intervento utile a far ripartire la produttività, ma la vicenda dell'incidente ancora in fase giudiziaria". Per Ada Urbani, l'assessore Bottini non ha risposto alle domande specifiche dellinterrogazione, dichiarandosi, quindi insoddisfatta e preoccupata "perché - ha concluso - a distanza di un anno non si sa, ancora, quali iniziative porter avanti la Giunta regionale per risolvere il problema".

Metanodotto Foligno-Sestino. "INDIVIDUATE DALLA REGIONE SOLUZIONI DI MINOR IMPATTO PER L'AMBIENTE"

UMBRA OLII e Metanodotto FolignoSestino

Perugia, 22 ott. 07 - "Per il tracciato del tratto umbro del metanodotto FolignoSestino la Regione Umbria ha individiduato le soluzioni meno alterative per l'ambiente e, in ogni caso, ha imposto il ripristino totale dei luoghi interessati". L'assessore regionale all'Ambiente Lamberto Bottini interviene in merito al progetto della "Snam Rete Gas", ricordando innanzitutto che la "procedura in questione relativa a tale opera infrastrutturale è di competenza del Ministero dell'Ambiente". "La Regione Umbria - spiega Bottini interviene unicamente per esprimere un parere ambientale in seno alla 'Commissione nazionale di valutazione d'impatto ambientale', che al suo interno, oltre agli esperti, vede rappresentati tutti i Ministeri competenti. Tale parere - prosegue - è stato espresso dopo aver esaminato i vari aspetti ambientali del progetto, individuando le soluzioni meno alterative e meno impattanti". "L'attività istruttoria è stata svolta attraverso

una Conferenza dei Servizi - spiega ancora l'assessore all'Ambiente - In tale Conferenza sono state presentate dalla 'Snam' varie soluzioni progettuali. In particolare, su una proposta di variante di tracciato la Provincia ha espresso perplessità in merito ai suoi impatti sull'ambiente. La Regione ha quindi respinto l'ultima proposta di variante, con particolare riferimento al territorio dove scorre il torrente Saonda". "In tale area, soprattutto a causa delle criticità individuate - sottolinea Bottini la Regione, sulla base del parere della Conferenza dei Servizi ha ritenuto, rifiutando l'ultima variante proposta dalla 'Snam', di individuare una soluzione che prevedesse attraversamenti del torrente in un numero di punti minore rispetto al tracciato inizialmente proposto e che non interessasse assolutamente le zone 'Sic', cioè i 'siti di interesse comunitario'. In particolare la Regione ha imposto la prescrizione che le alterazioni prodotte dall'interramento del tubo del meta-

nodotto non fossero in alcun modo permanenti, obbligando l'esecuzione di opportuni ripristini". "Anche in altri siti interessati dal metanodotto come quello di Colfiorito prosegue ancora l'assessore regionale all'Ambiente dopo numerosi sopralluoghi compiuti con le autorità competenti in materia di tutela ambientale e i rappresentanti degli enti locali, quale ad esempio il Comune di Foligno, sono state individuate le soluzioni meno alterative per l'ambiente, specificando che gli interventi in questione sono comunque relativi all'interramento di una tubazione". "Sul progetto - conclude l'assessore Bottini - la Regione Umbria ha imposto in ogni caso il ripristino totale dei luoghi, specificando tassativamente l'obbligo di non produrre impatti e alterazioni permanenti e irreversibili sul paesaggio e sulle componenti ecosistemiche coinvolte, con particolare riferimento al sito di interesse comunitario 'Boschi di Gubbio'". dell’ambiente”.


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BIOMASSE A GUALDO CATTANEO. L'assessore Bottini: "Ci sarebbe una diminuzione di anidride carbonica nell'aria di 8090mila tonnellate" Mentre fervono le polemiche nei comuni di Gualdo Cattaneo e Giano dell'Umbria sulla locale centrale Enel, a riproporre la possibilità di un impianto a biomasse in quel sito produttivo è l'assessore regionale Lamberto Bottini."La riconversione del 10% a biomasse della Centrale di Bastardo equivale a una diminuzione di emissione di Co2 nell'aria di 80-90 mila tonnellate annue". Queste le parole di Bottini intervenuto in II Commissione consiliare, presieduta da Franco Tomassoni, in merito alla Centrale elettrica a carbone di Gualdo Cattaneo ed anticipando quanto verrà discusso domani nella seduta del Consiglio regionale dove l'argomento è all'ordine del giorno.Bottini ha anche sottolineato che "l'eventuale materiale proveniente da biomasse agricole dovrà provenire esclusivamente dall'Umbria. Giornalmente ha spiegato - sarebbero necessarie 360 tonnellate di materiale".Tra i passaggi più significativi della relazione dell'assessore, da registrare che "rispetto al programma del Ministero, la Regione ha istituito una commissione per il soste-

gno all'Arpa nella prima valutazione del progetto Enel. Il risultato valutativo sarà propedeutico per il rilascio delle autorizzazioni ministeriali necessarie. Lo studio dovrà approfondire ha detto Bottini - anche la tutela dell'acqua, le emissioni di Co2 e lo smaltimento dei rifiuti prodotti dalla stessa centrale. Ad oggi, comunque - ha fatto sapere - il ‘quadro' è fermo rispetto al rilascio di ogni documento attestante la regolarità". L'assessore ha anche assicurato che "ogni decisione verrà concertata con le popolazioni interessate" e che "c'è una diversità sostanziale, in merito alla valutazione del progetto Enel, tra il Consiglio comunale di Giano dell'Umbria e quello di Gualdo Cattaneo. Possibilista il primo, nettamente contrario il secondo. La Regione - ha aggiunto Bottini - ha favorito il riallacciarsi del rapporto tra Enel e Comune di Gualdo Cattaneo".L'assessore ha fatto intendere che nel rapporto con il Comune, in cui il sito risiede (Ponte di Ferro di Gualdo Cattaneo), l'Enel, in caso di mancanza di uno scatto qualitativo, è disposta a "togliere il piede dal-

l'acceleratore".Presente, in audizione, anche l'assessore all'Agricoltura Carlo Liviantoni che ha sottolineato come "le biomasse, eventualmente da usare, sarebbero esclusivamente di produzione agricola" e che "l'assessorato, insieme ad Enel e Università di Perugia stanno approfondendo uno studio sulla produzione di biomasse per cogenerare energia al fine di far fronte ad una diversificazione produttiva. Finora - ha fatto sapere - le organizzazioni professionali hanno manifestato il loro disinteresse a causa dei bassissimi utili prodotti".Preoccupazione e richiesta di maggiori delucidazioni per la riconversione parziale della centrale a carbone di Bastardo è stata espressa dai consiglieri del centro destra presenti in Commissione: Franco Zaffini, Alfredo De Sio e Andrea Lignani Marchesani (An); Pietro Laffranco (CdL per l'Umbria); Ada Urbani (FI) e Aldo Tracchegiani (La Destra). Molteplici le domande rivolte ai due assessori i quali, in modo dettagliato, approfondiranno i quesiti nella seduta di domani dell'assemblea regionale.

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La riconversione del 10% a biomasse della Centrale di Bastardo equivale a una diminuzione di emissione di Co2 nell'aria di 80-90 mila tonnellate annue"


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ENERGIA DA BIOMASSE A PERUGIA CONVEGNO SUI MODELLI SCANDINAVI PROMOSSO DA ISTITUTO PER IL COMMERCIO ESTERO E REGIONE Perugia, 22 nov. 07 - Offrire alle istituzioni regionali, alle organizzazioni territoriali e alle imprese umbre tutti gli strumenti formativi necessari per l'avvio e la gestione di modelli di produzione di energia da biomasse non solo funzionanti ma anche economicamente vantaggiosi, oltre a promuovere e favorire l'avvio di collaborazioni industriali, scambi tecnologici, creando un sistema di attrazione per le industrie scandinave del settore che vogliono investire in Italia. Sono questi gli obiettivi del convegno "L'energia da biomasse: i modelli scandinavi", organizzato dall'"Ice" (Istituto nazionale per il commercio estero) in collaborazione con la Regione Umbria, il Ministero del Commercio internazionale e il

CACCIA e PESCA

"Crb" (Centro ricerche biomasse di Perugia). Al convegno, che si terrà martedì 27 novembre alla Sala Conferenze della Confindustria, in via Palermo a Perugia, a partire dalle 8.45, parteciperanno gruppi industriali e rappresentanti svedesi e finlandesi di organizzazioni sia pubbliche che private che si occupano della gestione delle filiere produttive di energia rinnovabile. Il dibattito sarà introdotto dall'assessore regionale allo Sviluppo economico Mario Giovannetti, dal presidente di Confindustria Perugia Antonio Campanile e dal direttore dell'"Ice" Angelo Infusino. Ai lavori è prevista la presenza, tra gli altri, dell'asssessore regionale allo Sviluppo sostenibile Lamberto Bottini. "Un momento di confronto tecnico-

scientifico con gli operatori di Svezia e Finlandia, Paesi da molti anni leader nel settore delle energie alternative - sottolineano i promotori - destinato non solo alle aziende umbre che producono attrezzature e impianti, ma anche alle istituzioni e alle organizzazioni territoriali e di categoria umbre che già operano o potrebbero operare nel sistema di produzione, raccolta, trasporto e stoccaggio della materia prima, produzione e distribuzione di energia termica ed elettrica, gestione dei residui, educazione e diffusione di informazioni alle popolazioni coinvolte". La conferenza rappresenta la seconda fase del "Progetto Biomasse" realizzato dall'"Ice" e segue una missione realizzata a maggio 2007 in Finlandia e in Svezia,

GIUNTA REGONALE PROROGA ENTRATA IN VIGORE DEL DIVIETO DI USO MUNIZIONI CON PIOMBO NELLE ZONE UMIDE A PROTEZIONE SPECIALE Perugia, 24 ott. 07 - La Giunta Regionale dell'Umbria, su proposta dell'assessore alla Caccia Lamberto Bottini, ha approvato la delibera con la quale si proroga alla stagione venatoria 2008/2009 l'entrata in vigore del divieto di utilizzo di munizioni con pallini di piombo nelle zone umide soggette a protezione speciale. Il divieto era previsto nella delibera della Giunta regionale del 2006, "Misure di conservazione per la gestione delle zone di protezione spe-

ciale", ai sensi di direttive comunitarie adottate dalla normativa nazionale. "Per uniformare la normativa regionale in materia venatoria a quella di altre Regioni confinanti - spiega l'assessore Bottini - viste anche le difficoltà manifestate dalle associazioni venatorie a reperire in commercio munizionamenti con pallini di acciaio, la Regione Umbria ha ritenuto opportuno prorogare l'entrata in vigore di tale divieto alla stagione venatoria 2008/09".

Tra le zone a protezione speciale interessate alla proroga, nei tratti in cui è consentita la caccia, rientrano il lago Trasimeno, di Corbara e di Piediluco, fiumi, stagni e paludi.


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PRESENTATO NUOVO NUMERO RIVISTA “AUR&S” Perugia, 8 ott. 07 – Il 2007 ha segnato “una stagione particolarmente ricca di studi sull’Umbria, segno di una incidenza significativa degli indirizzi del ‘Patto per lo sviluppo’, volti a sollecitare una lettura condivisa e dinamica della società regionale”. Lo sottolinea il presidente dell’”Aur” (Agenzia Umbria Ricerche) Claudio Carnieri, nell’editoriale del nuovo numero della rivista “Aur&s”, presentato stamani a Perugia dallo stesso Carnieri e dal neodirettore di “Aur” Anna Ascani. “Siamo di fronte a una importante crescita della riflessività regionale, sia per qualità che per quantità – ha sottolineato Carnieri – e con la rivista vogliamo dar conto delle ricerche di questi mesi, pur se non in modo esaustivo, facendo conoscere non solo il lavoro dell’Agenzia Umbria Ricerche, ma anche di quello di parte accademica e istituzionale”. Il numero 9 del quadrimestrale, giunto al quarto anno di pubblicazione, dedica la prima parte alla “questione dei servizi”: si parla del “nuovo Piano regolatore regionale degli acquedotti”, dei “servizi pubblici locali tra Stato e Regione”, di “servizi di trasporto pubblico locale” e “gestione dei rifiuti in Umbria”. Quest’ultimo argomento è analizzato, tra gli altri, dall’assessore regionale all’Ambiente Lamberto Bottini. “Su questi temi di grande attualità – ha rilevato Carnieri – la rivista offre una base conoscitiva

che può essere molto utile per la politica”. Un secondo blocco affronta il tema “ricerca e sviluppo”, dando conto delle ricerche svolte ai vari livelli su “Europa e Regioni”, “Società ed economia”, “Questioni industriali”, “Medicina e sviluppo”, “Agricoltura”, “Università”, “Beni culturali”. Ci sono, tra gli altri, gli approfondimenti dell’assessore regionale allo Sviluppo economico Mario Giovannetti su “multinazionali e territorio”, del direttore di Confindustria Umbria Aurelio Forcignanò sul “sistema delle imprese e la ricerca”, del docente di Politica economica dell’Università di Perugia Sergio Sacchi su “la ricerca economica in Umbria”. “La rivista – ha detto il direttore dell’Aur Ascani – si è rivelata uno strumento indispensabile per le comunità locali per conoscere le tendenze socioeconomiche dell’Umbria, ed è una delle più complete e approfondite a livello nazionale”.“Centralità dello sviluppo, crucialità delle strategie del ‘Patto’ per la riforma dell’Umbria, e per questo – rileva Carnieri nel suo editoriale – la necessità di rilanciare una tensione forte a capire, a ricercare”. “Questo – aggiunge Carnieri – è il contributo più prezioso che la ricerca scientifica, da diverse parti, può dare oggi, anche in Umbria ad una riforma della politica che ormai si sta affermando come grande ‘questione nazionale’ non solo dei partiti, ma della cultura civile e istituzionale prima di tutto”. Completano il numero 9 del quadrimestrale la sezione “Osservatorio”, che si occupa di “sussidarietà in Um-

bria: retorica o nuovo Welfare?”, e di ”effetto della componente migratoria sulla evoluzione della popolazione residente in Umbria”, lo spazio dedicato alle recensioni e materiali sul progetto “Innoref”. “Queste ‘note’ – conclude il presidente di ‘Aur’ Carnieri – vogliono essere come un taccuino pubblico di appunti, volto ad esprimere una qualche sollecitazione nelle più diverse direzioni per un lavoro comune degli intellettuali, volto a contribuire alla crescita delle classi dirigenti dell’Umbria e a rendere più forte e coesa la comunità regionale nel reggere la portata delle sfide inedite che vengono dalla contemporaneità del mondo”. Il presidente dell’”Aur” ha colto l’occasione per anticipare i contenuti del progetto 2008 di ricerca dell’agenzia regionale. “Insieme con il direttore Ascani, avvalendoci anche dell’esperienza da lei maturata negli ultimi due anni alla Commissione Europea a Bruxelles – ha detto Carnieri - intendiamo sviluppare la ricerca su temi di grande rilievo quali la territorialità della dimensione umbra e la questione urbana. Cercheremo, inoltre, di capire quanto sia forte e che caratteristiche abbia la mobilità sociale in Umbria e analizzeremo l’influenza che, nell’Italia centrale, esercita la dimensione dell’area metropolitana romana. Il tema ‘romano’, inteso in senso generale – ha concluso – sta infatti cominciando ad avere una influenza particolarmente significativa nella nostra regione”.

Sul numero 9 della rivista si parla del nuovo Piano Regolatore Regionale degli Acquedotti


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“1997 – 2007, LA MICROZONAZIONE SISMICA E LA CARTOGRAFIA GEOLOGICA FINALIZZATA ALLA RICOSTRUZIONE” - CONVEGNO A SELLANO Perugia, 24 set. 07 – La microzonazione sismica e la cartografia geologica finalizzata alla ricostruzione è il tema del convegno in programma alla Terrazza nuovo plesso

polinfunzionale di Sellano, a partire dalle ore 10. All’incontro, organizzato nell’ambito delle iniziative per il decennale del sisma che ha colpito l’Umbria e le Marche nel ’97, inter-

verranno professionisti, tecnici ed esperti. E’ prevista la presenza degli assessori regionali all’ambiente e alla protezione civile, Lamberto Bottini e Vincenzo Riommi.

Per uniformare la normativa in materia venatoria a quella delle confinanti, la Regione Umbria ha ritenuto opportuno prorogare l'entrata in vigore del

“E-GOVERNMENT”. POTENZIAMENTO DELLA RETE DI STAZIONI “GPS/GNSS”, NUOVE POSTAZIONI A GUBBIO E AMELIA

divieto di uso munizioni con piombo nella stagione venatoria 2008/09

Perugia, 24 nov. 07 – Viene potenziata la rete regionale delle stazioni permanenti “Gps/Gnss”, la metodologia satellitare per il posizionamento di oggetti ed eventi sul territorio costituita dal “Gps” (Global positioning system) integrato da altri sistemi satellitari, quali il già operante sistema russo “Glonass” e il sistema europeo “Galileo”. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Sistema informativo territoriale Lamberto Bottini, ha approvato lo schema di convenzione per l’installazione di due nuove stazioni, a Gubbio e ad Amelia, in modo da assicurare “una copertura omogenea e distribuita al fine

di migliorare la qualità del servizio all’utenza”. La rete regionale è stata realizzata da Regione Umbria e Università di Perugia – Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale della Facoltà di Ingegneria nell’ambito dell’”Accordo di programma quadro in materia di egovernment e società dell’informazione”. Ora sarà integrata dalle due stazioni, per le quali hanno già dato il loro consenso i Comuni di Gubbio e Amelia. La convenzione che verrà ora firmata con le due amministrazioni comunali si pone l’obiettivo di favorire, attraverso azioni concordate, “l’incremento delle conoscenze riguardanti il ter-

ritorio umbro e, attraverso il potenziamento della rete regionale di stazioni permanenti ‘Gps/Gnss’, l’attivazione di efficienti servizi on-line al cittadino e alle imprese, sulla gestione catastale, edilizia e dei trasporti che costituiscono un indispensabile supporto a ogni tipo di progettazione riferita al territorio”. L’integrazione della rete “Gps/ Gnss” si prefigge inoltre l’obiettivo di “garantire anche alle rilevazioni in campagna, in aggiornamento cartografico o di posizionamento di eventi o manufatti, la necessaria precisione e coerenza con la esistente cartografia regionale e/o catastale”.


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BANDA LARGA E DIGITALE IN UMBRIA PRESENTATA A PERUGIA ATTIVITÀ “CENTRALCOM” Perugia, 24 ott. 07 – Diffondere, ovunque, in Umbria, le tecnologie a “banda larga” e le connessioni senza fili per eliminare il ‘divario digitale’ tra cittadini e territori e sviluppare servizi innovativi e interattivi, utili alla pubblica amministrazione e alle imprese. Di questo si occupa “CentralCom”, la società a capitale pubblico, nata per impulso della Regione Umbria e partecipata da “FCU” (in rappresentanza della Regione Umbria) e dai Comuni di Perugia, Terni, Foligno, Città di Castello e Orvieto. Le attività e le strategie della società sono state illustrate stamani, a Perugia, nel corso di una conferenza-stampa alla quale hanno partecipato Lamberto Bottini, assessore allo Sviluppo sostenibile e alle infrastrutture tecnologiche della Regione Umbria, Brunello Castellani, presidente del CdA di “Centralcom” e futuro amministratore unico della società, il sindaco di Città di Castello Fernanda Cecchini ed altri rappresentanti dei Comuni interessati. Obiettivo di “CentralCom” – è stato sottolineato durante l’incontro con i giornalisti - è supportare la riforma delle pubbliche amministrazioni e l’internazionalizzazione delle imprese, mettere a disposizione del sistema formativo e universitario una connettività veloce e a basso

costo, concorrere a promuovere l’economia della conoscenza e lo sviluppo dei lavori creativi. Per ottimizzare gli investimenti - è stato spiegato – il lavoro della società sarà svolto in una logica di integrazione di sistemi (tv, pc, telefonia). Tale impostazione è coerente con il documento proposto dalle Regioni italiane per lo sviluppo dei processi di innovazione delle amministrazioni pubbliche e della società. Il cablaggio del territorio regionale, possibile grazie a diverse risorse finanziarie – ha aggiunto – diventa ogni giorno più urgente, perchè rappresenta un volano per tutte le politiche di innovazione ed evita la creazione di aree di minor sviluppo e di emarginazione”. Secondo Bottini “l’accesso a servizi di rete veloci, sicuri ed economici è un fattore discriminante per l’accesso ai saperi e alla democrazia, ma anche per la crescita e la competitività dell’Umbria”. “‘Centralcom’ – ha detto Castellani – si inserisce in un’idea di modernizzazione dell’Umbria fondata sulla ricerca, l’innovazione e la crescita delle infrastrutture telematiche ed è finalizzata alla diffusione della 'banda larga’, anche attraverso tecnologie 'wireless'. La società, che con un nuovo Statuto ha superato il precedente assetto direzionale – ha concluso -

avrà una struttura leggera, necessaria in un settore in cui occorre forte flessibilità”. Relativamente alle infrastrutture immateriali - è stato ricordato in conferenza stampa – in Europa, nell’ultimo decennio, malgrado i ritardi rispetto all’agenda di Lisbona, sono stati fatti importanti investimenti, ma in Italia c’è un preoccupante ritardo. Questo - è stato aggiunto riguarda non tanto le dorsali, ma l’ultimo miglio che, di fatto, ha reso difficile la nascita di una articolazione vasta e plurale di operatori, anche locali, in grado di dispiegare i servizi ed abbattere i costi per gli utenti. Le difficoltà per il nostro paese, è stato detto, riguardano le presenze diffuse sul territorio ed i centri minori, visto che solo il 15 percento dei comuni sotto i 10mila abitanti risulta coperto da banda larga. Allo scenario nazionale non si sottrae l’Umbria che, in rapporto alle nuove tecnologie, può contare sulla forza di alcune eccellenze produttive, istituzionali, formative e di ricerca ma, allo stesso tempo, registra difficoltà nei processi di diffusione e criticità legate all’orografia e alla frammentazione sul territorio, con 73 comuni su 92 che hanno meno di 10mila abitanti.

'Il futuro nell'aria': il Consorzio Crescendo presenta il progetto Rete Wireless. Presentazione ufficiale, venerdì 26 ottobre, del progetto di rete wireless già avviato dal Consorzio Crescendo, per ora attivo nelle aree produttive di Fontanelle di Bardano e Baschi, ma destinato ad estendersi a tutto il territorio. L'importante appuntamento è previsto alle ore 10,30 nella

Sala Consiliare del Comune di Orvieto. Presenteranno il progetto Fausto Galanello, presidente Consorzio Crescendo, e il prof. Rino Simeone, docente di ingegneria meccanica dell'Università Tor Vergata di Roma. Previsto l'intervento del sindaco di Orvieto, Stefano Mocio, del presidente del-

la Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana, Giorgio Posti, di Brunello Castellani, presidente Centralcom, e dell'assessore regionale all'Ambiente e alle Infrastrutture tecnologiche, Lamberto Bottini.

“Il progetto ‘CentralCom - ha detto l’assessore Bottini - opera in coerenza con le politiche regionali e la seconda fase del‘Patto per lo sviluppo’


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PREMIATI I VINCITORI DEL CONCORSO FOTOGRAFICO CRIDEA Perugia, 12 sett. 07 - Sono Paolo Giglioni di Foligno, Alessandro Ferretti, anche lui di Foligno e l’Istituto tecnico attività sociali “Giordano Bruno” di Perugia (coordinato per l’occasione da Alessandra Gallo), il primo, secondo e terzo classificato di “Documentiamo l’ambiente della nostra regione”, il concorso fotografico promosso dall’assessorato regionale all’Ambiente e da “Cridea”, il Centro regionale per l’informazione, la documentazione e l’educazione ambientale. I vincitori, ai quali andrà anche una somma in denaro, sono stati premiati stamani a Perugia, a palazzo Donini, dall’Assessore

Lamberto Bottini. I lavori, selezionati da una giuria composta da rappresentanti della Regione Umbria e del mondo dell’informazione regionale, sono stati scelti tra 407 fotografie ed immagini “perché con originalità e grande qualità tecnica ed estetica – hanno spiegato gli organizzatori - ritraggono scorci e paesaggi suggestivi dell’Umbria”. Tutte le opere presentate andranno ad arricchire l’archivio di “Cridea” e potranno essere utilizzate per scopi didattici e divulgativi. “L’arte della fotografia – ha sottolineato l’assessore Bottini

– rappresenta ciò che una comunità interiorizza del paesaggio in cui vive. Gli oltre 70 partecipanti, con lavori di estremo interesse naturalistico e storico-ambientale – ha aggiunto - sono la dimostrazione del grande interesse che ha riscosso l’iniziativa”. Il concorso, indetto prima dell’estate, era destinato ad esperti e dilettanti in fotografia, purché maggiorenni, a classi o gruppi di studenti degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, coordinati da un docente, a circoli di cinefoto. Le opere premiate sono visibili sul sito www.cridea.it

L’obiettivo è quello di ridurre e

BOTTINI: “PRESTO UN PROTOCOLLO PER FESTE ECOSOSTENIBILI”

razionalizzare i rifiuti prodotti durante i grandi eventi che si tengono in Umbria

Perugia, 15 sett. 07 Ridurre e razionalizzare i rifiuti prodotti durante i grandi eventi, le sagre e le feste che ogni anno si tengono in Umbria: è quanto si propone un Protocollo sulle “Feste ecosostenibili” illustrato dall’assessore regionale all’Ambiente Lamberto Bottini durante una iniziativa che si è tenuta stamani nell’ambito della “Sagra delle Sagre” di S.Sisto di Perugia. Obiettivi del protocollo sono ridurre i rifiuti e minimizzare l’impatto ambientale delle singole iniziative. In particolare – ha detto Bottini - intendiamo incrementare la raccolta differenziata, con la separazione alla fonte di carta, vetro, plastica, oli usati, diminuire il ricorso a materie prime non rinnovabili, sensibilizzare, informare ed educare i cittadini sulle problema-

tiche legate all’ambiente. Sarà però indispensabile la collaborazione fra Comuni, “Ato”, società di gestione di nettezza urbana, Pro Loco, associazioni ed enti che organizzano le manifestazioni. Per favorire queste buone pratiche ambientali – ha poi aggiunto l’assessore – stiamo lavorando ad una convenzione con le ditte produttrici e distributrici di materiale a perdere biodegradabile. A tale fine sono in fase già avanzata contatti con la ditta “Novamont”. Non mancheranno campagne mirate di comunicazione a sostegno del progetto, anche con incentivi all’utilizzo delle pratiche di sostenibilità. “Sagre e manifestazioni locali – ha aggiunto l’assessore - rappresentano un grande fenomeno sociale di partecipazione dei cittadini, di amore per le

tradizioni e di appartenenza ad una comunità, che è difficile trovare nelle grandi città. Ogni anno, per le tante frequenze, queste manifestazioni sono un mezzo per la valorizzazione del territorio ed un grande strumento comunicativo che la Regione può indirizzare a favore della sostenibilità ambientale. È importante divertirsi – ha concluso Bottini - ma senza perdere di vista la salvaguardia dell’ambiente”.


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PRESENTATO DDL ECOMUSEI Perugia 12 ott. 07 - Favorire anche in Umbria l’istituzione degli “ecomusei”, intesi non come collezione e conservazione di beni materiali, ma come strumenti per tramandare, valorizzare e rafforzare i legami museo-comunità e uomo-territorio. È quanto si propone la Giunta regionale con il disegno di legge “Promozione e disciplina degli ecomusei”, presentato stamani a Perugia nel corso di una conferenza-stampa, alla quale hanno partecipato gli assessori regionali allo Sviluppo sostenibile, Lamberto Bottini, e ai Beni e alle attività culturali, Silvano Rometti. Secondo il disegno di legge, che “aggiorna le esperienze legislative di altre realtà italiane, spesso molto diversificate”, la Regione Umbria promuove e disciplina gli “ecomusei” per ricostruire e testimoniare, con il coinvolgimento degli abitanti, la memoria storica, i patrimoni materiali e immateriali, l’ambiente e il paesaggio, i saperi e le pratiche delle popolazioni locali, attraverso anche la promozione del territorio basata sulla cultura della sostenibilità. Saranno le singole comunità locali a proporre ed istituire gli “ecomusei”, mentre la loro gestione riguarderà le Province territorialmente competenti, i Comuni singoli o associati, le Comunità montane, o altri organismi pubblici e privati creati per questo scopo. Gli “ecomusei” - è stato sono il luogo dove trova sintesi il rapporto con il sistema INFEA” (Informazione, formazione ed educazione ambientale), il sistema museale regionale ed il sistema Parchi. Tra le partico-

larità della proposta di legge, è previsto un “Comitato tecnicoscientifico” (come soggetto che dovrà valutare la rispondenza dei richiedenti ai criteri e alle caratteristiche degli ecomusei) e un “Forum” degli operatori del settore (quale sede di dibattito, di elaborazione di proposte e di scambio, anche con altre Regioni). Per le varie iniziative, oltre ad utilizzare il logo della rete regionale, gli “ecomusei” potranno dotarsi di un proprio marchio. "Proporre una legge sugli ‘ecomusei’, veri e propri ‘musei di identità’ - ha spiegato Bottini – significa dare dignità giuridica ad una materia ancora poco regolamentata. Gli ‘ecomusei’, in cui sviluppo sostenibile ed educazione alla sostenibilità sono un tutt’uno con lo sviluppo del territorio, rappresentano un laboratorio per creare un futuro condiviso delle comunità di riferimento, Istituirli ha aggiunto - è l’occasione per misurarsi con la tendenza al localismo come risposta ad un diverso modello di globalizzazione. Il “ddl” sugli ‘ecomusei’ - ha proseguito l’assessore Bottini - è il frutto di numerosi incontri partecipativi per conoscere le istanze dei vari territori, con una procedura di ‘autocostruzione’ dal basso. Nella nostra regione, in questo settore esistono esperienze già consolidate, da Monte Tezio a Perugia, alla Valnerina, al territorio lungo il Tevere”. “L’ecomuseo – ha aggiunto l’assessore Rometti – rappresenta uno strumento di gestione del territorio, anzi, è esso stesso territorio e non struttura, perché ricomprende ambiente, paesaggio e beni

culturali diffusi, con l’obiettivo della tutela e della valorizzazione. Gli ‘ecomusei’, che intervengono nello spazio di una comunità e nel suo divenire storico, daranno modo alle popolazioni di ‘vivere ed abitare’ il proprio territorio e costituiranno una ulteriore occasione per attrarre investimenti turistici”. Il termine “ecomuseo” fu citato per la prima volta dal francese Hugues de Varine e fu utilizzato nel 1971 in un intervento dell'allora ministro dell'Ambiente francese, Robert Poujade. Gli ecomusei, realizzati ben prima che assumessero questa definizione, inizialmente furono pensati come strumenti per tutelare le tracce delle società rurali, in un momento in cui l'urbanizzazione, le nuove tecnologie e i conseguenti cambiamenti sociali, potevano far dimenticare un patrimonio culturale millenario. Oggi, la situazione ecomuseale europea vede quattro grandi aree: scandinava, germanica, francofona e più recentemente portoghese. Nel mondo, sono considerate particolarmente promettenti anche le esperienze di Brasile, Messico, Venezuela e, da poco, anche India, perché molto vicine al concetto di “museo integrale”. Attualmente, in Italia, accanto ad iniziative isolate, esistono reti di ecomusei (in fase di espansione), realizzati sulla base di leggi regionali specifiche. Il Piemonte è stata la prima Regione a dotarsi di uno strumento normativo in materia, seguita dalla provincia autonoma di Trento e dal Friuli Venezia Giulia. Altri “ecomusei” sono presenti in Toscana e in Lombardia.

“Ecomuseo: uno specchio dove la popolazione si guarda”


Assessorato all'Ambiente e allo Sviluppo sostenibile Segue dalla prima pagina

IN REDAZIONE • • • • • •

STEFANIA FIORUCCI PAOLA FIORELLI IRENE DI LIBERTO MARCO POMPEI FRANCESCO M. GIACOPETTI MIRCO MARCACCIOLI

Il rispetto di tali strumenti di programmazione implica che il rilascio di permessi di ricerca possa avvenire soltanto dopo aver preventivamente accertato, sulla base delle specifiche condizioni dei bacini idrogeologici e idrografici, la compatibilità dei prevedibili prelievi d’acqua minerale rispetto ai preminenti interessi di tutela delle risorse idriche, in particolare di quelle destinate o riservate all’approvvigionamento della rete acquedottistica e di quelle necessarie al mantenimento e miglioramento degli habitat flviali. Per ogni acqua minerale, di sorgente o termale, accordata o da accordare in concessio-

ne devono inoltre essere individuate specifiche aree di salvaguardia delle acque. Come per le acque destinate al consumo umano – si legge nella relazione introduttiva al disegno di legge - le aree di salvaguardia sono suddivise in zone di tutela assoluta dell’opera di presa (pozzi o sorgenti), zone di rispetto (il territorio circostante pozzi o sorgenti) e zone di protezione (territorio ricadente all’interno del bacino imbrifero o della porzione di bacino idrogeologico interessata o area di ricarica). In merito alla valorizzazione delle sorgenti di acqua termale, la Regione promuove studi ricerche interventi e iniziative finalizzate per incrementarne la conoscenza, l’utilizzo, la realizzazione di fonti, parchi termali ed iniziative in

Acque imbottigliate P.zza Partigiani 1 06121 PERUGIA www.ambiente.regione.umbria.it www.territorio.regione.umbria.it www.lambertobottini.it

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Gli articoli sono tratti dall’Archivio news dell’Agenzia Umbria Notizie e da ACS News

La Regione Umbria vanta una forte tradizione di acque minerali. Accanto ai marchi storici di fine ’800 e della metà del ‘900, negli ultimi venti anni, il settore ha conosciuto un notevole sviluppo per la crescita del consumo di acque oligominerali (a basso contenuto di sali minerali), sia nel mercato delle acque di “primo prezzo” che delle acque a più alto valore aggiunto. Le concessioni di acqua minerale naturale attualmente vigenti sono 19; la superficie delle aree di concessione è circa 2mila 600 ettari. Negli 11 stabilimenti di Scheggia, Gubbio, Gualdo Tadino, Nocera Umbra, Foligno, Sellano, Cerreto di Spoleto, San Gemini, Acquasparta, Massa Martana, e Orvieto, sono imbottigliate 17 acque minerali naturali, da 10 ditte concessionarie. La maggior parte delle sorgenti di acque minerali di caratteristiche oligominerali sono ubicate negli acquiferi carbonatici della dorsale appenninica, nei comuni di Scheggia-Pascelupo (Motette, Fonte S. Chiara), Gualdo Tadino (Rocchetta), Nocera Umbra (Angelica e Flaminia), Foligno (Sassovivo), Sellano (Fonte Tullia), Cerreto di Spoleto (Viva e Misia), Gubbio (Lieve). A ridosso dei massicci carbonatici dei Monti Martani, oltre alle altre fonti di acqua oligominerale quali l’Amerino, la Fabia e la Fonte Aura in comune di Acquasparta troviamo le acque mediominerali effervescenti naturali nei comuni di Massa Martana (Sanfaustino), San Gemini (Sangemini) e Acquasparta (Fabiaviva). Completa il quadro delle acque oligominerali la Sorgente Tione ubicata nei complessi vulcanici del comune di Orvieto. Complessivamente, negli ultimi anni, la produzione ha raggiunto 1.1 miliardi di litri imbottigliati, circa il 10% del mercato nazionale. Il fatturato del settore nel 2006 è stato di 180 milioni di euro. L’occupazione direttamente impiegata negli stabilimenti di imbottigliamento è di 387 unità.

materia di tempo libero e benessere. Qualora le acque termali fossero calde, il titolare della concessione le potrà utilizzare anche per ricavare energia termica. La Regione promuove inoltre la realizzazione di interventi di risanamento o conservazione, iniziative di valorizzazione di sorgenti di acque non riconosciute minerali, utilizzate dalle popolazioni locali secondo antichi usi e consuetudini, in particolare di antiche fonti che rivestano interesse storico-architettonico o culturale. La normativa prevede infine specifiche norme su vigilanza, controlli e sanzioni.

Acque termali L’Umbria può vantare anche un patrimonio di acque riconosciute utilizzabili per gli usi termali. La Sangemini, la Fabia, l’Amerino, la Sanfaustino e l’Angelica, oltre ad essere imbottigliate sono fruibili anche per le cure idropiniche presso strutture termali stagionali aperte nel periodo estivo. Attualmente, le concessioni di acque minerali naturali utilizzate esclusivamente per cure termali sono due la superficie delle aree di concessione è circa 390 ettari. Alle tradizionali Terme di Fontecchio - Città di Castello - si sono aggiunte, da pochi anni, le Terme di S.Felice o Terme Francescane di Spello. Si tratta in entrambi i casi di acque sulfuree fredde, principalmente utilizzate nella cura delle malattie dell’apparato respiratorio. NeL 2006 sono state impiegate negli stabilimenti termali un totale di 75 unità: 55 medici o paramedici, 20 inservienti e altro. Sono in corso nuove e interessanti ricerche per incrementare le conoscenze delle poche risorse ipotermali presenti sul territorio regionale (terme di Triponzo 26°C; terme di Parrano 29°C) e dell’unica risorsa ipertermale (fonti di Tiberio 48°C). Altre sorgenti di acqua minerale ad uso termale attualmente non utilizzate sono: - Terme del Centino o del Cacciatore in comune di Nocera Umbra (PG); - Bagni di Triponzo in comune di Cerreto di Spoleto (PG); - Terme di Parrano in comune di Parrano (TR); - Fonti di Tiberio in comune di Castel Viscardo (TR); - Castello di Ramici nei comuni di Alviano (TR) e Lugnano in Teverina (TR).

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