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NOVEMBRE 2013

A cura del Collettivo Laboratorio 15

#4

Il giornalino mensile della Scuola di Psicologia di Firenze


Indice 3 Info Torretta 4 Attualità

Tema Caldo: Il viaggio

6 Recensione e Musica ­ Una vita in serie 7 A mano libera

12 Crucibrainstorming (Viaggio)

Benvenuti in Brainstorming!!! Una vera e propria tempesta di cervelli pensanti. Questo giornale nasce dall'esigenza di dar voce ad opinioni, riflessioni o semplici pensieri attinenti al piccolo mondo torrettiano, ma anche ad aspetti non necessariamente legati all'ambito universitario. Brainstorming è aperto a qualunque tipo di contributo e propone ogni mese oltre ad alcune rubriche più o meno fissse, un tema caldo che può essere proposto da chiunque abbia voglia di condividere con gli altri l'importanza di uno specifico argomento. Sperando che sia un ottimo spunto di riflessione, vi auguriamo di farvi travolgere più che mai da questa tempesta. Buona Lettura!!! Dettagli tecnici: Vuoi scrivere anche tu su brainstorming? E' facilissimo!! Basta mandare una e­mail a brainstorming.torretta@gmail.com con il tuo elaborato, il tuo disegno, la tua poesia o la tua vignetta. L'elaborato deve essere in formato .doc o .odt, numeri di caratteri massimi 3200, senza contare titolo e sottotitolo. Le immagine preferibilmente in formato JPG o JPN in bianco e nero. La prossiamo uscita è prevista per Dicembre.

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INFO TORRETTA Psycho Movie: tutti i giovedi alle 20!!

­ 21 Novembre: "Prendimi l'anima" diretto da Roberto Faenza ­ 28 Novembre " Mr. Beaver" diretto da Jodie Foster

­ 12 Dicembre "Hiroschima mon amour" diretto da Alain Resnais (A conclusione della giornata dedicata a "SenzAtomica".

Salotti didattico ­ culturali

­ 27 Novembre alle ore 15.00: Clown Terapia con ­ 28 Novembre: Proiezioni aperte "SenzAtomica" ­ 4 Dicembre alle ore 15.00: Pet Therapy ­ 12 Dicembre dalle 15.00: ­ Seminario conclusivo "SenzAtomica" ­ Aperitivo alle 19 ­ Proiezione Film

LaBiblio

Il Collettivo Laboratorio 15 vorrebbe organizzare un’iniziativa dal titolo “LaBiblio” per far fronte alle difficoltà che gli studenti incontrano nel reperire i libri di testo universitari. In particolare, vorremmo che studenti che hanno già sostenuto alcuni esami, concedessero l’utilizzo dei libri di testo già utilizzati a coloro che ne necessitano. Il materiale verrebbe catalogato e concesso in prestito a chiunque ne abbia bisogno, ma ancora non abbiamo libri a disposizione. Chiediamo quindi agli studenti di mettere a disposizione i libri su cui hanno già preparato esami e che non intendono più riutilizzare, e di portali presso la stanza autogestita del Collettivo Laboratorio 15. COME LEGGERMI SU INTERNT??? Se vuoi rileggere i vecchi numeri di BRAINSTORMING aggiungi agli amici Brainstorming Torretta, da li potrai trovare il link a tutti i contenuti. Altrimenti vai su issuu e cerca: Brainstorming Torretta. Troverai subito i numeri precedenti da rileggere.

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VIAGGIO A

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A.D. MMXIII

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Una vita in serie

The journey between blood, secrets and revenge riding a Harley. E cosi dopo un numero di pausa, mesi di riflessione, fra Aperispliff e Aperimovie ci ripresentiamo qui su brainstorming per proporvi un altro telefilm. Il tema di questo mese è il viaggio, e quale serie tratta al meglio questo argomento? Magari una che parli di un gruppo di persone che vanno incontro ad un incidente aereo? Magari che narri le loro vicende su un'isola misteriosa e magica dove non vigono le normali regole, dove si può guarire dal cancro e dalle paralisi e dove lo spazio e il tempo sono relativi? Si cari lettori stiamo parlando di Lost, famosissima serie televisiva che ha invaso milioni di schermi negli ultimi 10 anni, ma in fin dei conti, non sarebbe troppo banale e scontato? Così ci siamo chiesti: "cos'è un viaggio?" E se non ci concentrassimo sull'aspetto fisico, ma volessimo vederlo come uno spostamento da un punto A ad un punto B, un percorso, ma il percorso di chi? E se ci fosse un telefilm che parlasse del classico percorso dell'eroe? Se esistesse un protagonista che inizi come un ragazzino sfacciato, arrogante, prepotente, dalla camminata ignorante, alle prese con la paternità, per poi evolversi in un uomo che sa dire no al proprio destino per poi riabbracciarlo e viverlo, finalmente, come un uomo maturo? E se a tutto questo volessimo aggiungere anche un pizzico di Shakespeare? Direte: "ma esiste?" Ci riferiamo ad un lavoro di Kurt Sutter, già famoso con la sua oltraggiosa e ammirevole invenzione di "The Shield", e leggendo la trama sembra quasi che la scrittura non sia solo ad opera sua, ma sembra di ritrovare dei piccoli pezzi di Shakespeare, quasi come se l' opera in questione fosse scritta a quattro ­ mani, e ci illudiamo della veridicità di tale inferenza quando scopriamo che l'ultima stagione ha come titolo "to be", quasi mancasse il "no to be". Il telefilm che presenteremo ha un protagonista principale che vive ai margini della legge, un motociclista che si confronterà con bande rivali, barcamenandosi fra messicani e ariani, fra afroamericani e irlandesi dell'IRA. Ma questa storia non è il classico racconto di azione melodrammatica di motociclisti inchiodati fra la legge e la competizione, fra morti e amori, fra complotti e segreti, ma rappresenta il viaggio personale di questo ragazzo, Jax, attraverso un cambiamento interiore e del proprio "charter", il tutto accompagnato da una colonna sonora che include Bob Dylan, Neil Young e Leonard Cohen, dando la sensazione che per ogni evento, ci sia qualcuno con una chitarra acustica in mano per raccontarci le sue emozioni. Tutto inizia quando, in mezzo a degli scatoloni, Jax il figlio del fondatore del “charter”, trova un manoscritto del padre, morto in circostanze misteriose, un manoscritto con tante idee sul futuro del gruppo, tanti principi e valori, che se rispettati avrebbero potuto portare il club lontano dai guai. Ma la successione al trono non è di padre in figlio, e così dopo la morte del fondatore troviamo a regnare Clay, il padrigno, che prende il trono ed esce completamente dai binari di quelle idee, deragliando fra droghe e armi verso un inesorabile declino. È dalla lettura del manoscritto che inizia una lotta al potere tra Jax e Clay. Jax si ritrova a percorrere un viaggio tortuoso, ma soprattutto pieno di sangue, per avere l'opportunità di portare il proprio charter fuori dai guai, dovendo fare i conti con un viaggio quasi senza fine, con tanti ostacoli da togliere il respiro, una moglie che vuole portar via i figli da una realtà a cui il padre non è riuscito a sfuggire, i federali, la polizia, il traffico di droga con i messicani, il traffico di armi con gli irlandesi, il tutto in mezzo alla ricerca di vendetta verso il padrigno, che usa i mezzi più riprovevoli per contrastarlo. E così ogni volta che Jax cerca di rimettersi disperatamente sui binari della legalità, del sangue viene versato.

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Purtroppo quando iniziamo un viaggio, non sapremo mai se veramente raggiungeremo il punto B, probabilmente non ci riusciremo mai, probabilmente finiremo a C o a D. Il Viaggio è fatto di realtà e di illusioni, ma se aggiungiamo, come in questo caso, "molti pugni in faccia", ci resta da fare solo una cosa, come recita la sigla: “better keep your eye on the road ahead, gotta live this life till you die.” di Lorenzo Mariano e Alessandro Attanà

Sì Viaggiare... Viaggio, dal latino “viaticum” che stava ad indicare ciò che era necessario portarsi dietro per mettersi in cammino. Il rapporto dell’uomo con il viaggio è qualcosa che ha riempito milioni di pagine di libri, racconti, diari, è stato tema di numerosi film e ha ispirato molti cantautori. Da sempre si tende a ricercarne lo scopo sia esso rinvenibile in una spinta esterna o interna all’uomo. Perché si viaggia? Cosa si nasconde dietro l’irrefrenabile desiderio di muoversi? Per conoscere nuovi mondi e nuove culture, per appagare la curiosità che da sempre ci contraddistingue risponderebbe forse il più famoso viaggiatore della letteratura. Il desiderio di conoscere di Ulisse è forse il segreto della sua fama. Nella sua odissea ha conosciuto cose che gli altri umani (poco disposti a intraprendere un viaggio pieno di incognite verso la conoscenza) non hanno saputo e (Caspar David Friedrich, Viandante sul mare di nebbia, 1819) voluto assaporare; nemmeno gli affetti più grandi e intensi sono riusciti a trattenerlo. Niente più della celebre terzina dantesca descrive meglio l’indole di questo personaggio:

“Consideratelavostrasemenza: fattinonfosteaviver comebruti, maper seguir virtuteecanoscenza"

Che dire invece del viaggiatore dallo spirito errante, eternamente insoddisfatto? L’irrequieto, da dizionario, è colui “che non trova quiete”, agitato e smanioso ma anche “vivace, esuberante, che non sta mai fermo”. L’accezione principale di “irrequietezza”, dunque, è collegata all’impossibilità di rimanere fermi ed è esattamente in questo senso che Bruce Chatwin, scrittore e viaggiatore britannico, autore di racconti di viaggio e romanzi, l’ha utilizzata, cioè come metafora del desiderio di viaggiare. L’irrequieto non si accontenta e si ritrova sempre alla ricerca di qualcosa; la sua continua ricerca lo conduce alla scoperta, all’esplorazione, alla conoscenza. L’irrequietezza, così, è forse una specie di voglia di mettere ordine: poichè nel caos scopriamo un tragitto e un itinerario, che è il viaggio, mentre nell’ordine e nella sistemazione identifichiamo la meta, tranne poi, al termine del processo, ricominciare spostando in avanti l’obiettivo. Da qui l’irrequietezza come una ricerca perenne o forse una perenne insoddisfazione.

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“Lavitaèunponte. Attraversalo, manoncostruirvialcunacasa” (BruceChatwin, Viedeicanti)

Non è irrequietezza bensì bisogno di fuggire quello che spinge Christopher McCandless, protagonista del film “Into the wild” ad intraprendere un lungo viaggio di due anni attraverso gli Stati Uniti. Christopher McCandless è un giovane benestante: subito dopo la laurea in scienze sociali nel 1990 abbandona amici e famiglia per sfuggire ad una società consumista e capitalista nella quale non riesce più a vivere. La sua inquietudine, in parte dovuta al pessimo rapporto con la famiglia e in parte alle letture di autori anticonformisti come Thoreau e London, lo porta a viaggiare nella speranza di raggiungere l’Alaska. Il protagonista si addentra in territori selvaggi per trovare quello che cerca, ma soprattutto per trovarsi; la sua è una ricerca interiore, ricerca del vero, dell’autentico. Chris non è un isolato, ma cerca di essere "solo". Solo per sentire la sua voce più autentica. La frase più famosa di tutto il film è senza dubbio “la felicità è reale solo se condivisa”, ovvio e scontato ad una prima lettura, ma dobbiamo dedurne quindi che il nostro Chris mentre era in quelle distese innevate, nei boschi incontaminati o mentre si lasciava trasportare dalla corrente di un fiume non era realmente felice? Era tutto un’illusione? La frase che veramente racchiude l’essenza del viaggiare è invece: “Ti sbagli se pensi che le gioie della vita vengano soprattutto dai rapporti tra le persone. Dio ha messo la felicità dappertutto, è ovunque in tutto ciò di cui possiamo fare esperienza, abbiamo solo bisogno di cambiare il modo di guardare le cose” I viaggiatori lo sanno e per questo partono, esplorano, conoscono, lasciano gli affetti per poi ritrovarli. Ma a questo punto sorge spontanea una domanda: perché bisogna cercare a tutti i costi una causa? Il viaggio non può essere istintivo e naturale? Perché in fin dei conti non forse tutta la vita un breve viaggio? Chiunque è in mezzo ad un viaggio, volente o nolente, ogni passo, ogni parola, ogni respiro è parte di esso. Viaggiare è in fondo uno stato dell’animo, a cui non si può chiedere ragione della sua esistenza, esiste perché noi esistiamo.

"...Maiveriviaggiatorisonosoltantoquelli chepartono per partire; cuorileggeri, similia palloncini, nonsiallontanomaidalpropriodestino esenzasapereperché, diconoognivolta: "Andiamo"! Sonoquelliicuidesiderihannolaformadinuvole, quellichesognano, comefalareclutaconilcannone, piaceriimmensi, mutevoli, sconosciuti, dicuil'animoumanononhamaiconosciutoilnome!" (Charles Baudelaire, Ifioridelmale) di Lara Pedonesi

Pillole di Letteratura

Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito. (José Saramago)

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La Germania è gialla e verde

E' stata la mia prima estate con praticamente zero­mare. E forse è stato meglio cosi. Ho preferito, insieme a due fedeli compagni, uno con lo zaino come me e l'altro con un'inspiegabile trolley azzurro, visitare la Germania. Ma non la Germania con la puzza sotto il naso, ammesso che esista; la Germania che in pochi vanno a vedere, o almeno in agosto, e più o meno ne ho capito i motivi. Amburgo, Lipsia (Leipzig, la i è muta) e Francoforte. Dunque ecco due conti, giusto per far render conto al lettore tempistiche e fatiche varie: tre città, sette giorni, come detto due zaini e un trolley azzurro, totale km in autobus 785, totale km a piedi troppi, totale biglietti mezzi pubblici cittadini troppo pochi. Totale calzini ricomprati quattro paia. Amb u r g o Amburgo è una città con due facce distinte e opposte. Il centro è elegante, piuttosto preservato dai bombardamenti del '45, chiese altissime, campanili a punta, gente ricca, wurstel in quantità. E poi c'è Saint Pauli. Gli appassionati di calcio avranno sicuramente sentito questo nome. E' il quartiere più vicino al famoso porto di Amburgo che poggia sul bel fiume Elba che sfocia nel Mare del Nord. Saint Pauli è il quartiere che i marinai ripopolavano quando tornavano dai loro viaggi in mare ed è forse per questo che il venerdì serà sembra di essere a Tortuga. Un'isola di sinistra in un mare di destra: a Saint Pauli abbiamo visto case occupate, con bandiere antifasciste alle finestre, di fronte alle quali ho capito la potenza ideologica di quel quartiere. Dentro Saint Pauli c'è il quartiere a luci rosse più grande d'Europa e i buttafuori in realtà fanno i buttadentro. Discoteche, pub, sexy shop e localacci in un'unica via chiamata Reeperbhan (e che i tedeschi pronunciano Riepiban) che il fine settimana diventa la meta di molti tedeschi, turchi e pochi italiani. Una serata nella Reeperbhan ti spezza. Ne esci con un'emicrania, o almeno è la reazione che ha avuto su di me, e rende ancora più difficili le lunghe camminate per le belle vie della strana Amburgo. Sono due le squadre di calcio di Amburgo: l'Amburgo e appunto il Saint Pauli. La prima milita nella Bundesliga 1, l'altra nell'equivalente della nostra serie B; tuttavia il Saint Pauli ha un seguito di tifosi e di attenzione esagerato e che ti travolge. E' stata l'unica squadra in Germania a vietare l'ingresso ai tifosi di estrema destra allo stadio, per questo la chiamano la squadra socialista di Amburgo. I colori sociali sono il bianco e il marrone e il simbolo è il distrutto castello di Amburgo; esistono però altri due simboli che i tifosi prima e la squadra poi hanno adottato per richiamare il quartiere e la squadra: il cuore con l'ancora e il Jolly Roger piratesco. Quando la squadra fallì nel 2003, la società fece stampare migliaia e migliaia di magliette con scritte "retter" che significa "soccorritore" e grazie ai tanti tifosi che ne fecero acquisto, la squadra tornò a calcare la scena calcistica tedesca. Augurando al Saint Pauli ogni bene, neanche il tempo di far amicizia davvero con Amburgo che era tempo di partire per Lipsia. Lipsia Lipsia è una piccola città universitaria situata nell'est della Germania, molto vicina al confine con la Repubblica Ceca. Il centro lo si gira in massimo due ore ed è famoso per i musei, le case dei personaggi famosi vissuti, nati o morti nella piccola città, come Bach e Goethe, per le chiese anche qui alte e i campanili anche qui molto appuntiti. universitaria situata nell'est della Germania, molto vicina al confine con la Repubblica Ceca. Il centro lo si gira in massimo due ore ed è famoso per i musei, le case dei personaggi famosi vissuti, nati o morti nella piccola città, come Bach e Goethe, per le chiese anche qui alte e i campanili anche qui molto appuntiti.

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Francoforte Infine, ormai alla fine del viaggio, ecco Francoforte dove abbiamo passato due giorni in compagnia del fiume Meno. I bombardamenti hanno completamente distrutto la città, solo una piazza è stata risparmiata, per il resto Francoforte è nuova, fatta di vetro, cemento e soprattutto finanza. Alti grattacieli si specchiano nel fiume, sulle cui sponde i giovani sono soliti bere birra guardando i tramonti che, fidatevi, a Francoforte sono assai gradevoli.

A Francoforte ha sede la BCE come ci ricorda la grossa € ai piedi dei grattacieli più alti; geograficamente è perfettamente al centro della Germania e se vogliamo anche dell'Europa e per questo rappresenta uno snodo di passaggio fondamentale, ovunque voi vogliate andare. Noi dovevamo tornare a casa e per Francoforte c'eravamo passati appena, convinti che forse ci saremmo tornati; ma si sa come vanno queste cose. Nel complesso è stato un bel viaggio. Non starò qui a scrivere come abbiamo trovato il clima o gli ostelli. Scrivo che dall'alto la Germania è tutta, ma tutta, gialla e verde. Il giallo dei campi e il verde delle foreste. Che le sue campagne sono popolate da falchetti che gironzolano sopra le larghe autostrade. La Germania è un Paese che a tratti sembra non abbia storia, probabilmente perché ogni traccia è stata cancellata a suon di bombe, ma basta incrociare la vista di qualche cartolina o entrare in un museo di Lipsia per capire che negli ultimi settant'anni di cose ne son successe e ancora ne succederanno. Giust'appunto i tedeschi tra qualche settimana avranno l'appuntamento con le elezioni e favorita pare essere la Merkel. La routine è alle porte anche per quei tre viaggiatori, due con lo zaino e uno con un trolley azzurro. Alle spalle hanno una settimana faticosa di cui solo una volta a Pisa hanno iniziato a sentire la mancanza. Ognuno in sè inizia a preparare un nuovo anno. Torneranno a ricordare quanto successo in quella settimana e probabilmente il ricordo di qualche scena esilarante, di qualche acquisto senza senso o di qualche strana compagnia li riporterà a quei campi gialli e quelle foreste verdi che vedevano arrivando e ripartendo. La Germania è gialla e verde.

Pillole di Letteratura

Viaggio in Italia di Johann Wolfang von Goethe Ratisbona, 4 settembre 1786. Alle tre del mattino me la svignai da Karlsbad temendo che altrimenti non mi avrebbero lasciato partire. Gli amici, che il 28 agosto avevano voluto così cordialmente festeggiare il mio compleanno, si erano con ciò acquistato il diritto di trattenermi, ma io non potevo rimanere più lungamente. Portando con me soltanto un portamantello ed una valigia mi buttai, solo, in una carrozza postale e giunsi a Zwoda alle sette e mezzo in un mattino nebbioso, ma bello e calmo. Le nubi più in alto erano come strisce lanose, quelle più in basso erano dense. Mi apparvero di buon augurio: speravo di poter godere d'un piacevole autunno dopo una così cattiva stagione estiva.

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l'Africa osservata da piccoli occhi blu Vorrei parlare di un viaggio fatto con la mente e le gambe di una bambina bionda di cinque anni, che ho ricostruito grazie ai ricordi di mio padre, rivisto negl'occhi di mia madre e ritrovo in quelle immagini quasi fotografiche che mi riportano in un luogo in cui quasi non mi sembra di essere stata. Vorrei parlare dell'africa vista dagl'occhi blu di una bambina ancora troppo ingenua per notare dolore e povertà, ma anche abbastanza piccola da non vedere differenze di colore. Eravamo due, eravamo bianche come il latte , una rossa e una bionda , ed eravamo piccole sorelle nel continente nero. Ci divertivamo ad osservare tutto il mondo nuovo che piano piano si apriva ai nostri piccoli occhi curiosi . Ogni cosa era meravigliosa e divertente : amavamo osservare nostra madre lavare con le altre donne del paese i nostri vestitini in enormi cisterne di cemento con acqua sporca e spugne rovinate , adoravamo rubare gl'abiti alle suore della missione che ci ospitava indossarli recitando parti ,che sono tuttora fonte di ricatto per entrambe, e correre fra gli scaffali dell'ospedale in cui il nostro papà offriva consulenza gratuita . .Tutte le mattine saltavamo giù dal letto per correre da grandi uomini color cioccolato fondente che ci raccoglievano il cocco dagl'alberi e dopo averlo bucato con una grossa pietra ci facevano bere il suo latte freschissimo . Dopo la nostra colazione alternativa ci buttavamo nelle strade impolverate del paesino a giocare con palle di spago e legnetti che,con un po' di fantasia, diventavano pericolose spade . Abituate a barbie truccate e pettinate , pupazzi morbidi e profumati e miliardi di colori ci trovavamo a giocare con qualcosa che, per quanto fosse semplice, era nuovo e di conseguenza eccitante . Eravamo bambine di cinque anni e probabilmente pensavamo che le bambole le avessero nascoste sotto il letto e che i colori li custodissero gelosamente nel loro armadi . Non sapevamo che non ne possedevano nemmeno uno. La cosa curiosa però, in quel paesino polveroso, non sembravano essere ne le palle di spago ne le presunte bambole sotto il letto , quello che veramente straniva eravamo noi . Le bambine con la pelle color latte , i capelli chiari e gli occhi blu . Un giorno in cui il sole era più sopportabile ,infatti, io e mia sorella giocavamo in strada e non consapevolmente ci siamo allontanate dalla casa , finendo nel bel mezzo di un campo in cui bambini della nostra età imbracciavano grosse falci per tagliare il grano. Nel momento in cui le nostre testoline apparvero nel campo tutti abbassarono i loro arnesi da lavoro e si occuparono di noi. Ci guardavano con occhi fra lo spaventato e l'incuriosito . Eravamo noi quelle diverse e aggiungerei di parecchio. Appena ci siamo accorte dei loro sguardi abbiamo girato i tacchi e ci siamo ridirette verso casa. Ma i piccoli lavoratori , colmi di una insaziabile curiosità, non ne avevano abbastanza e non abbandonando i loro affilati strumenti di lavoro cominciarono a rincorrerci. Iniziò così una lunga corsa verso la nostra salvezza inseguite da bambini, particolarmente abbronzati, con ancora in pugno le loro lunghe falci . Stanche di correre a metà strada dalla nostra meta ci fermammo e loro con noi. Eravamo terrorizzate, sapevamo che erano a pochi metri dalle nostre schiene ma la mia intrepida sorellina ebbe un'idea , si girò e muovendo le mani come fossero artigli ringhiò come un leone della savana . La folla di bambini si disperse in urla di terrore e noi tornammo a casa sane e salve. Al momento ricordo solo la paura che mi percorreva il corpo ma se ci penso ora, con la presumibile maturità dei miei vent'anni, ne capisco l'ironia e il paradosso . Siamo abituati a vivere in un mondo che detta regole su delle maggioranze e quindi la diversità sta nel quanto un singolo si allontani dalla media . Bé la noi eravamo decisamente lontane dallo standard e quindi diverse a nostro modo , non sbagliate , non strane ... diverse . Il nostro viaggio si è concluso dopo un mese dalla partenza . Per quanto apparentemente non avesse significato molto per la bambina bionda dagl'occhi blu la ragazza di vent'anni non sarebbe qua a scrivere questo pezzo e non avrebbe capito la relatività delle differenze di colore se non fosse stata in quel lontano paesino polveroso del centr'africa .

Martina Vacondio 11


Cruci Viaggio Verticali

Orizzonatale

1_Il libro più famoso di Paolo choelo 11_Per girarla tutta si devono attraversare 46 stati. 12_Calciatore ivoriano, difensore del Liverpool e della Nazionale ivoriana 14_Incontrresti questo pianeta come terzo se tu venissi dal sole 16_ Dieci...in English Please!!! 17_"....pizze" : il viaggio cinematografico con Studenti di Sinistra 20_fiume della frisia 21_La abbey dei Beatles 22_Gli antichi romani credevano che questa pietra donasse capacità profetiche a chi la indossava 23_ Isola della cicladi 25_ Se è "prioritaria" viaggia più veloce 27_ Unità di elaborazione centarle dei Computers 29_ "Viaggio" con la droga 31_ Menare il can per ... 32_ E' una formula mistica o magica, una preghiera o un canto sacro ed una pratica meditatica che nasce in India 35_ Radizione infrerossa 36_ E' Il più fomoso Road Movie 38_ Snack molto popolare originario dela Messico 41_ "...si fermi" detto dal un vigile 42_ Famoso maestro spirituale indiano 43_ Quella "vera" è spesso usata nei prodotti di erboristeria 44_ Il più comune tipo di farina

1_ Ha le ali di ferro, vola in cielo come un uccello 2_ Lucca sulle targhe 3_ Simbolo chimico del cromo 4_ Ci sostano i viaggiatori 5_ Indirizzo di posta elettronica 6_ Poseidone ne era il Dio 7_ Terza persona dell’indicativo presente del verbo stare 8_ Cost to cost 9_ Quella del sole è la più lunga di Italia 10_ Il cognome di Akane di ranma 1/2 13_ Colpevole 15_ La sesta nota in ordine discendente 18_ compresse sigla 19_ Comune Italiano dell provincia di caserta 21_ Tribune del foro romani 23_ "...telefono casa" 24_ Famoso brano di Gianna Nannini 25_ Artificial Intelligence 27_ Indispensabile per fare trekking 28_ La parte materna del mirto sardo più famoso 29_ Non ragioniam di lor, ma guarda e.... 31_ Uno famoso è quello di venere 33_ Il "ciao" del micio 34_ La città più popolosa degli stati uniti (sigla) 35_ Non un duo 37_ Environmental Health Officers 38_ Una scala per misurare la "forza" dei giocatori di scacchi 40_ Svizzera...nelle targhe!!!

Soluzione numero precedente


Brainstorming 4° - Il Viaggio