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FONDAZIONE CRISTO RE SCUOLA PRIMARIA

NUMERO II ANNO 2012

DALLA REDAZIONE

Salutiamo la scuola elementare per tutti i bei momenti vissuti con i nostri amici, per tutti i bei ricordi che avremo, per tutti questi cinque anni vissuti nella Scuola Primaria. Abbiamo imparato i primi strumenti: scrivere, leggere, fare temi e calcoli matematici, utilizzare il computer … Abbiamo anche imparato a migliorare il nostro comportamento. Ringraziamo per tutto questo e salutiamo gli amici che cambieranno scuola. Salutiamo anche il giornalino che non faremo più. Ringraziamo i nostri maestri: il maestro Fernando per tutti questi cinque anni di insegnamenti e di perle di saggezza dateci da lui; la maestra Barbara che ci ha fatto fare sempre delle belle recite e ci ha sempre sopportato; la maestra Debbie che ci aiutato; il maestro Roberto per le canzoni di tutte le nostre recite; la maestra Bianca che alcuni la rivedranno perché insegna alla Scuola Media; il maestro Raffaele che ci portava sempre a giocare nei campi di calcetto ed è stato sempre buono con noi; ringraziamo anche le bidelle e i bidelli Tiziana, Sabrina, Massimo, Antonio, Marco e Pietro che ci hanno sempre aiutato e ci hanno accompagnati a nuoto. Ricorderemo sempre gli anni della Scuola Primaria, tutti i bei momenti, i nostri amici e compagni di classe. Tutti questi ricordi verranno scolpiti nel nostro cuore e verranno sempre ricordati. Carone, Ienzi

La Scuola Media: paure e apettative La quinta è finita e con essa anche la Scuola Primaria. Solo pensando alla Scuola Media, sono felice. Molte volte mi ritrovo a pensarci e tutti i miei pensieri non solo sono negativi. Quando si cambia, ci sono sempre delle paure, delle speranze, delle aspettative e anche delle perplessità. Non è facile cambiare e diventare più grandi, lasciando molte cose che hai fatto per cinque anni. Mi aspetto nuove ed interessanti materie, nuovi insegnanti, nuovi compagni, nuove regole e tanti compiti. Ho sentito che si studierà anche Spagnolo e di questo ho un po’ paura. La prima cosa che ho sognato di fare alla Scuola media, fin da piccolo, è stata la radice quadrata, con il suo segno simile alla “V”. Tutte le notti, prima di addormentarmi, immaginavo di arrivare a questa tappa importantissima. Dentro di me pensavo a quanto sarebbe stato bello stare lì, seduto con i miei compagni di fronte al professore. Mi hanno raccontato che i professori sono più severi, gli argomenti che si studiano sono più complessi, i compiti sono di più, si imparano più cose. La Scuola Media, perciò, sarà più impegnativa ma ne varrà la pena. Spero che, con l’aiuto dei familiari, degli amici e dei professori, riesca ad

affrontare le difficoltà che si presenteranno lungo il mio percorso scolastico per arrivare al Liceo. Spero di trovare qualcuno che mi aiuterà a superare le paure, le sicurezze e le difficoltà. I banchi saranno divisi, i compiti per le vacanze si dovranno fare sino all’ultimo giorno, i professori saranno di più. Mi aspetto anche nuovi compagni che dovremo accogliere con rispetto. Per quanto riguarda la paura, io non ne provo perché mi impegnerò in ogni cosa e riuscirò a superare tutto. Mi preoccupano, invece, gli esami di terza medie, dove mi dovrò impegnare molto. La mia materia preferita alle

Medie sarà lo Spagnolo perché, quando sono andata in Messico, riuscivo quasi a capire quello che la gente del posto diceva. Ho delle perplessità per quanto riguarda i professori e i compagni che avrò. Capirò tutto a settembre, quando inizierà il nuovo anno scolastico. Spero che, durante i tre anni, faremo gite fantastiche in tanti posti d’Italia e all’estero. Sono sicura che ci divertiremo un mondo a studiare tante cose nuove e a scrivere testi molto più complessi. Il gruppo del Giornalino


CRONACA

Uno spettacolo per Giovanni Paolo II 20 Aprile 2012. Teatro Italia. Siamo andati con la prima media e la quarta elementare a vedere uno spettacolo dedicato al papa Giovanni Paolo II. Lo spettacolo è stato organizzato da Don Michele, il Coordinatore Generale dei docenti dell’Istituto Cristo Re. Ore 9.30: partenza. In realtà dovevamo partire alla nove, ma ci siamo divisi: i maschi più Costanza e Martina sono andati con il maestro, mentre le femmine con la quarta elementare, guidati dalla Coordinarice della Scuola Primaria, Annalisa Iannitti. Noi, i maschi, abbiamo portato anche Edoardo Lampis, un alunno di prima media che si era rotto il piede. Siamo arrivati. Dopo una veloce merenda, siamo entrati e, finalmente, è iniziato lo spettacolo. È iniziato un balletto con due ballerini, un maschio e una femmina. Poi è arrivato il narratore o il presentatore, che non aveva un ruolo preciso. Doveva solo presentare e parlare con noi bambini. Prima di tutto ha fatto salire Don Michele sul palco a fare un discorso di inizio. All’improvviso sono arrivati due agenti, per modo di dire, che dicevano di essere Ciasc e Duno, un maschio e una femmina. Dicevano che ci avrebbero fatti diventare agenti segreti con tre prove. Ci hanno diviso in due gruppi: la fila A di sinistra, cioè l’Istituto Cristo Re più altre, e la fila B di destra, cioè le classi restanti. C’era anche posto sopra, dove quelli a sinistra erano del gruppo A e quelli a destra del gruppo B. La prima prova consisteva nell’urlare

più forte. Immaginate che disastro! Ha vinto la squadra A, cioè quella in cui eravamo noi. Poi è arrivata una signora, di nome Francesca, che ha cantato due canzoni sulle famosi frasi di Giovanni Paolo II. Mentre cantava, sono entrati i ballerini che hanno fatto delle coreografie. Poi è arrivato un rapper che, invece di creare canzoni con parole di rabbia, le creava con incoraggiamenti. A lui piaceva molto il papa Giovanni Paolo II. Ci ha fatto ascoltare una canzone e ha fatto salire sul palco tre bambini. Poi altri bambini hanno deciso di salire sul palco che si è riempito di gente. Delle bambine di quarta elementare del Cristo Re piangevano perché non potevano salire. Poco dopo, sono arrivati l’agente Ciasc e l’agente Duno che ci hanno fatto un paio di domande su Giovanni Paolo II e ci hanno fatto fare la seconda prova con due palloncini giganti. La gara dei palloncini è stata vinta dalla squadra B. È tornata Francesca con un grande listino di carta igienica con tutti i nomi delle scuole. Quando ogni scuola

veniva nominata, urlava. Una scuola, per lo sciopero dei bus, è arrivata in ritardo. Verso la metà dello spettacolo, è salita sul palco una ragazza che è andata in Africa ad aiutare i bambini e ha raccontato la sua esperienza. Come ha detto il presentatore, oltre che andare in capo al mondo per fare una buona azione, si possono aiutare le persone in difficoltà anche nella città in cui viviamo. L’ultima prova è stata la storia della frutta che litiga su chi è la più buona. Per ogni frutto dovevamo fare un rumore. Noi, cioè la squadra A, eravamo molto attenti. Abbiamo vinto la gara. L’insieme dei tre giochi rappresentava la macedonia! I tre giochi raccontavano una storiella con la morale: “Tutti sono uguali. Non esiste il migliore o il peggiore, anzi tutti insieme sono il doppio migliore”. Infatti, la conclusione è stata quella di fare la macedonia con tutti i frutti perché da soli sono buoni, ma messi insieme… sono migliori. Siamo tornati a scuola all’una. Carone, Ienzi

Scherma a scuola Lunedì 26 Marzo 2012, dopo la ricreazione, siamo andati in palestra per partecipare ad una lezione di scherma. I maestri erano Roberto ed Elvis, che insegnano all’Antico Tiro a Volo, un centro sportivo, dove c’è nuoto, calcio, scherma e tiro con l’arco. Ci hanno insegnato delle regole e delle posizioni di scherma, con i fioretti di gomma.

Io e Federico eravamo gli unici mancini come il maestro Roberto. Nella lezione, non abbiamo indossato le armature, mentre al centro sportivo dell’Antico Tiro a Volo, fanno le lezioni con l’armatura. La coordinatrice, Annalisa Iannitti, ha detto che forse si farà a scuola l’attività della scherma, come il gioco-sport che è già finito. Speriamo

che diventi un’attività perché è divertente. Carone

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NUMERO II ANNO 2012

CRONACA

Teatro: prove… prove… e ancora prove... Ogni venerdì, alla prima ora, arriva la maestra Barbara e facciamo teatro. Scendiamo in sala teatro e proviamo la nostra recita, i balletti e altre cose. Prima proviamo il dialogo, poi il dialogo più i balletti. Non abbiamo molto tempo, perché dopo c’è l’ora di inglese, con la stessa maestra Barbara. Il venerdì pomeriggio c’è proprio un’attività al posto del doposcuola: il teatro. Non recitiamo tanto nemmeno il pomeriggio, però cambia tutto. Mangiamo subito il primo e il secondo per guadagnare tempo e poi andiamo. Dopo un po’ arrivano quelli del teatro e noi ce ne dobbiamo andare. Quando recitiamo, io, Stefano, sono accanto a Giulio e Alessandro, mentre Gabriele è vicino a Valerio, sulla stessa panchina. Giulio e Michele litigano sullo spazio che devono occupare e la maestra deve rimproverarli. Dopo le prove della recita, nel pomeriggio, si fanno i compiti e poi si studiano le parti scritte sul copione. L’anno scorso, Alessandro ha recitato una parte solo in inglese e poche parti in italiano. Quest’anno la recita sarà

molto impegnativa. Abbiamo da recitare parti anche in inglese, come i poemi di Shakespeare. Secondo noi, ce la faremo a impararle!

Torneo di dama 2012 Abbiamo cominciato il torneo di dama a maggio. Il torneo si è svolto il lunedì, nella seconda ricreazione. Abbiamo fatto le estrazioni del primo turno con i foglietti. Con i vari turni successivi, attraverso gli scontri diretti, si è arrivati alla finale. Il primo lunedì, tutto il primo turno era stato completato. Abbiamo impiegato due lunedì per finire il torneo. Durante la seconda ricreazione del secondo lunedì si è definita la sfida finale tra Moreschini e Carone, che si è svolta in classe. Sul finale della sfida, quando Stefano stava vincendo, con una contromossa Michele è riuscito a vincere il titolo. Carone

Carone, Ienzi

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CRONACA

Progetto salute: tre giorni a Villa Ada Il Progetto Salute della corsa campestre è stato organizzato dalla maestra Bianca e dalla coordinatrice Annalisa Iannitti. Partecipavano al progetto le classi, quinta, quarta e terza elementare. Siamo andati a Villa Ada per tre giorni di allenamento, durante i quali ci siamo divertiti e abbiamo visto gli scoiattoli e i pappagalli. In quei tre giorni abbiamo corso e abbiamo fatto gli ostacoli del Percorso Salute, che si trova all’interno di Villa Ada Dopo tutti gli allenamenti, io, Stefano, sono migliorato ma credevo che alla gara non avrei fatto il percorso senza stancarmi. Io, Gabriele, compagno di Stefano nei testi del giornalino, avevo sperato proprio di vincere. Invece del pranzo, hanno dato il pranzo al sacco: un panino con la frittata, l’altro con il prosciutto crudo e una banana. Dopo quei tre giorni divertentissimi, ecco il gran momento: si parte! La gara è stata una grande emozione! All’inizio tutti erano felici. Noi, che avevamo svolto le prove Invalsi, eravamo felicissimi. Abbiamo Iniziato facendo alcuni giochi con i palloni, le corde e le funi. Poi sono iniziate le gare. Ha corso per prima la classe terza: prima le femmine e poi i maschi. A fianco le classifiche. Carone, Ienzi

Le classifiche dei vincitori Categoria Donne:

Categoria Uomini:

Classe Terza:

Classe Terza:

D’Ippolito Alice

De Salazar Edoardo

Garofano Giada

Crico Edoardo

Italiano Sara

Pulcini Filippo

Classe Quarta:

Classe Quarta:

La Macchia Sofia

Freni Tommaso

Bramati Caterina

Morgantini Andrea

Adabbo Altea

Fortuna Francesco

Classe Quinta:

Classe Quinta:

Rinaldi Ludovica

Alessandro Monaca

Gheffers Annelie

Stefano Carone

Pasqualoni Vittoria

Giulio Sartoretti

I personaggi Disney tra i bambini di Prima A La recita della Classe Prima A è stata rappresentata nel teatro della scuola.

loro recita. Mi sono piaciute le battute che hanno recitato: le parole suonavano melodiose nelle orecchie come un massaggio. Mi sono piaciute anche le canzoni che hanno interpretato con evidente piacere di cantare. La cosa che mi è piaciuta di più sono stati i balletti dove hanno ballato scatenati e liberi. Invece, non mi sono piaciuti i saluti finali perché, dopo uno spettacolo frizzante come quello, non mi sarei mai aspettato dei saluti classici come quelli che ho visto”

Parlava dei personaggi Disney. Visto che nessun bambino leggeva i loro libri, essi dovevano inventarsi un nuova favola per tornare di nuovo al centro dell’attenzione. Michele: “Non ho potuto assistere con attenzione perché sono stato tutto il tempo a vedere le teste dei bambini alzati, davanti a me”. Andrea: “Questo spettacolo è stato molto bello. Mi è piaciuto molto come perché i bambini recitavano con e-

spressione ed erano entusiasti di dire la battuta come se fosse stata l’ultima

Moreschini, Verrecchia

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CRONACA

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Pesce d’aprile! Un giorno, precisamente un primo d’aprile, arrivai a scuola con l’intenzione di fare uno scherzo. Di nascosto, appesi dei pesci di carta in classe. Nessuno immaginava chi fosse stato. Non era questo, però, il mio vero scherzo. A ricreazione attaccai dei bigliettini sulla schiena di due miei compagni su cui c’era scritto “Copiatemi”. I miei compagni ed io iniziammo a

copiarli e a seguirli senza che loro se ne accorgessero. Piano piano il resto dei miei compagni di scuola capì lo scherzo e si mise a ridacchiare nel cortile. Dopo poco, una delle due vittime capì che c’era qualcosa che non andava. Si girò e vide che tutti lo fissavano. Si toccò la schiena e si strappò il bigliettino. Poi aiutò l’altra vittima. Tutti scoppiarono a ridere.

Io decisi di confessare loro di esser l’autore dello scherzo. Essi dissero: «Bello scherzo!» e ci stringemmo la mano. Il giorno dopo le vittime organizzarono uno scherzo nei miei confronti. Dopo quel giorno siamo diventati ancora più amici. Benvenuti, Sajeva

1° di aprile: scherzi simpatici «Pesce d’aprile» è una festa per me molto bella, che si fa il primo di aprile. Questa usanza io, come tutti i bambini, la conosco sin da piccola. Di solito, io e i miei compagni ci facciamo scherzi a vicenda, attaccandoci foglietti scherzosi sulle schiene e, ogni anno, ci divertiamo moltissimo. Io ho fatto moltissime volte questo scherzo e ci sono cascati quasi tutti.

Una volta l’ho fatto ad una mia amica che non l’ha presa male come tutti, anzi l’ha presa benissimo e ci siamo messe a fare moltissimi scherzi. Gli scherzi più accettabili, per me sono: attaccare un pesce finto nella schiena dei compagni; oppure farli spaventare e poi, naturalmente, dirgli che è tutto uno scherzo. Non ne ho subiti mai, ma di sicuro, se

li subirò, ci riderò sopra. Per me gli scherzi da evitare sono: spaventare un tuo compagno/a o farne qualcuno che li può fare arrabbiare. Questa festa è molto bella,ma secondo me può far rompere qualche amicizia. Di Sabatino.


CRONACA

Classi quinta e seconda: Prove Invalsi Noi di quinta abbiamo svolto le prove Invalsi, prima della fantastica corsa campestre a Villa Ada! Abbiamo fatto la prova di Italiano mercoledì 9 maggio e quella di Matematica, venerdì 11 maggio. È arrivata nella nostra classe la maestra Claudia di seconda elementare, mentre il nostro maestro è andato dai bambini di seconda. Qualcuno era spaventato, qualcuno felice, qualcuno triste. Insomma un disastro! Sono il primo a finire. Ho svolto le prove senza fretta e ho fatto del mio meglio. La maestra, però, mi ha invitato a rileggere. Mi sono accorto di avere fatto alcuni errori che ho corretto. Nelle prove di Italiano bisognava leggere le istruzioni, le quali erano completamente uguali a quelle di Matematica, in cui si dovevano

mettere le crocette sulla risposta giusta. Alla fine, bisognava compilare il “Questionario dello studente”. Erano

delle domande che riguardavano la vita personale e si doveva rispondere sinceramente. Carone

L’ultima esibizione: “We are the world” Il nostro ultimo spettacolo alle elementari, intitolato “We are the world”, si svolgerà mercoledì 6 giugno nel teatro del Cristo Re. Parla delle guerre che ci sono nel mondo, della pace, e della gioia, ma anche dei cinque continenti: Europa, Africa, Asia, America e Oceania. Lo spettacolo si divide in tre parti: la prima in cui siamo degli alunni in classe che salutano il maestro; la seconda in cui sogniamo il nostro viaggio; la terza in cui diventiamo i cinque continenti. Quest’anno, l’insegnante che ha organizzato la recita è stata la maestra Barb ara Palermo, l’in segn an te d’inglese, che, oltre alla nostra recita ha organizzato anche in altre classi. Ogni continente è formato da quattro persone. L’Europa ricorda i nobili lavori: i missionari, gli scienziati… L’America ricorda gli alti grattacieli, la tecnologia avanzata, l’immigrazione, la schiavitù. L’Asia ricorda i suoi grandi fiumi, i suoi numerosi e fantastici templi che la

arricchiscono, ma anche i tanti terremoti che l’hanno distrutta, gli orfani e la tristezza. L’Africa ricorda le sue meraviglie: alberi, animali, deserti, savane, ma anche la mancanza di cibo, acqua, medicine, scuola, lavoro e soprattutto della pace. L’Oceania ricorda le numerosissime isole sabbiose con palme e mare azzurrissimo, i tatuaggi fantasiosi dei suoi abitanti, che la rendono unica, ma anche le guerre religiose, lo sfruttamento delle foreste abitate dagli aborigeni. Ci siamo molto divertiti a montare i balletti e ha imparare battute e poesie. Ci è molto piaciuta perché ci ha fatto riflettere sul significato della parola “PACE”. Ci ha fatto sperare, inoltre, che la pace arrivi presto in tutto il mondo e che le guerre cessino. Commento sulla prova generale Secondo noi, la prova generale è venuta abbastanza bene, anche se poteva venire meglio.

Non sapevamo benissimo le battute e quando dirle, non sapevamo quando c’erano poesie e balletti e ci sono stati alcuni errori tecnici. Scialpi, Contini

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CRONACA

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Una visita interessante: Museo della Civiltà Romana Giovedì 17 maggio 2012, la quinta elementare ha fatto una gita al Museo della Civiltà Romana. La partenza era da Piazza Acilia. Per arrivarci, abbiamo camminato un po’ di minuti che sono passati velocemente perché ognuno, con il suo compagno, ha giocato o parlato, mentre i maestri cercavano pazientemente di chiedere agli automobilisti di farci passare. Siamo saliti sul pullman e abbiamo preso posto. Tutti avevano qualcosa da fare in attesa dell’arrivo al museo, mentre il maestro passeggiava tranquillamente lungo il corridoio del pullman. Arrivati al museo, quello dove l’anno scorso con la quinta abbiamo visitato il Planetario, siamo scesi in fretta per l’emozione di vedere i meravigliosi plastici, di cui il maestro ci aveva tanto parlato e di cui avevamo studiato gli elementi esposti. Siamo entrati e subito ci ha accolto una guida che sapeva spiegare con precisione. Si chiamava Palma D’Amico. Abbiamo oltrepassato la prima porta ed abbiamo iniziato a fare foto ai

plastici. Tutti noi eravamo meravigliati dai dettagli posti nelle costruzioni della vecchia Civiltà Romana. Abbiamo visto molte stanze interessanti dove c’erano vari plastici in gesso, che rappresentavano le ricostruzioni delle antiche case romane e dei monumenti. Abbiamo visto anche molti busti e molte tavolette scritte in latino, che per noi bambini sembravano incomprensibili, ma che avevano un significato ben preciso. Ci siamo divertiti ad ascoltare la guida, che spiegava con molta calma di alcuni personaggi, e ad fare piccole battutine divertenti su alcuni di essi, ridendo a crepapelle.

passato lì tutta la mattinata.

Abbiamo incominciato, poi, a sentire la fame perché erano ormai le 11:00. Poco dopo, abbiamo finito la visita e siamo andati a fare merenda. Finita la merenda, ci siamo fermati a comprare dei souvenir per ricordare per sempre la nostra gita.

È stato davvero interessante vedere i plastici che ricostruivano Roma antica, ormai scomparsa nel tempo. Sono rimasti dei monumenti, come il Colosseo ed il Foro Romano, che hanno permesso agli studiosi di ricostruire la Roma Antica di molti anni fa.

Siamo saliti, infine, sul pullman molto velocemente. Eravamo tristi, ma anche un po’ stanchi perché avevamo

Questa gita è stata significativa per noi bambini perché ci ha fatto capire meglio le cose scritte sul libro.

Magrini Zotti

I miei anni nella Scuola Primaria Se penso a quanta paura avevo il primo giorno di scuola della prima elementare, mi sembra impossibile che si parli proprio di me! Mi sentivo spaesata, non conoscevo nessuno e avevo paura di non riuscire a fare tutte le cose nuove che tutti mi avevano detto si sarebbero fatte a scuola. Poi però, una volta arrivata in classe, è cambiato tutto; si è seduta vicino a me una bambina bionda ( Elena ) che mi sembrava avesse le mie stesse paure, abbiamo cominciato a parlare e da quel momento siamo diventate grandi amiche. Piano piano ho fatto amicizia con gli altri bambini della classe, soprattutto con le femmine. Durante i primi due anni di scuola ho avuto un po' di difficoltà sia nel seguire le lezioni che nello stare con i miei compagni. Spesso a ricreazione mi rifugiavo vicino agli insegnanti perché mi sentivo più protetta e perché tutti i miei compagni correvano per tutto il cortile della scuola e io non riuscivo a

stargli dietro. Tutto è cambiato dal momento in cui Antonietta è venuta ad aiutarmi a seguire le lezioni; da quel momento, con lei accanto, mi sono sentita più sicura e aiutata e quindi ho cominciato a preoccuparmi di meno. Tante cose sono cambiate dalla prima elementare agli anni dopo: in prima c'era qualcuno che ogni tanto mi prendeva in giro, poi piano piano ha smesso anche perché le mie amiche (Vitti, Elena, Ludo e Anielie) si sono sempre schierate con me difendendomi.Sono anche cambiata fisicamente : sono cresciuta e sono dimagrita, e gli altri se ne sono accorti perché mi hanno fatto tanti complimenti e questo mi ha reso felice . In questi cinque anni di scuola ho imparato tante cose, materie nuove, alcune interessanti e piacevoli, altre meno, ma soprattutto ho imparato cosa significa stare tanto tempo con altre persone e cercare di rispettarle e di

rispettare anche le regole che ci sono . lo sono stata fortunata perché ho sempre avuto, sia a casa che a scuola, qualcuno vicino a me che mi ha aiutato a capire le cose che non capivo, sia le lezioni che alcune regole di comportamento e penso di essere molto cambiata nel corso di questi anni. Sono contenta di come sono diventata anche se mi rendo conto che ogni tanto potrei sforzarmi un po' di più! Burigana


CRONACA

Ricordi della Scuola Primaria ... Cinque anni: un lungo periodo trascorso come un baleno, mi ha potato da piccola, quando avevo soltanto cinque anni, ad ora. Ripenso al mio primo incontro con la scuola elementare, il ricordo delle mie paure, le nostalgie per le insegnanti della scuola materna che vedevo come fossero delle vice-mamme. Superato il primo periodo di adattamento, aiutata dagli insegnanti, mi sono legata ai compagni di classe, ho iniziato a socializzare ed a

partecipare ai giochi e alle altre attività di studio e di ricerca. Questo percorso mi ha insegnato tante cose. Soprattutto, mi ha insegnato ad essere una persona equilibrata e matura. La mia famiglia mi ha aiutato e mi è stata molto vicina, ma il mio maestro è la persona che mi ha aiutato di più. Con la sua pazienza, il suo affetto e i suoi insegnamenti. Io gli sono veramente grata e penso che sarà difficile separarmi da lui.

Anche le altre insegnanti hanno contributo ad arricchirmi con le loro cure, l’ incontro con la lingua straniera,le prime parole ripetute come un pappagallo all’inizio e ora riesco a capire subito il significato. Ringrazio tutti, anche i compagni che hanno reso più allegro il tempo scolastico. Alcuni di loro non saranno con me il prossimo anno e mi dispiace molto. Magrini

… che rimarranno indelebili In questi cinque anni di scuola ho dovuto affrontare una serie di difficoltà soprattutto perciò che riguarda lo studio.

dal fatto che sono un pochino pigro.

superare le difficoltà iniziali.

A volte ho avuto difficoltà a capire ciò che mi veniva chiesto.

Questi cinque anni mi sono serviti per diventare sempre più autonomo.

Però nei rapporti con i miei compagni non ho avuto difficoltà, anzi con alcuni sono diventato molto amico e ci vediamo al di fuori dell’ orario scolastico.

Quando sono in difficoltà durante le lezioni ho chiesto ai maestri, mentre a casa mi hanno aiutato i miei genitori e mio fratello.

È un percorso ancora lungo, ma con impegno sono sicuro che riuscirò a completare.

La mia principale difficoltà e sempre stata quella dei compiti, sicuramente una parte di questi problemi dipende

I problemi li ho avuti nelle materie: geometria, italiano e inglese. Grazie alle spiegazioni e al mio impegno sono riuscito ad affrontare e

Un altro insegnamento è stato che per affrontare i problemi non bisogna scoraggiarsi, ma bisogna impegnarsi. Contini

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CRONACA

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Vita in comune: le regole da rispettare Le regole sono comandi e vanno rispettate da tutti. Senza di esse regnerebbe il caos. Se non si rispettassero semafori e cartelli stradali ci sarebbero incidenti in tutto il mondo; se non esistesse la regola che tutti hanno diritto alle cure mediche ci sarebbero moltissimi malati e defunti. Per qualunque cosa esistono delle regole: per giocare, per stare a tavola, per praticare uno sport e stare a scuola. Alcune regole che ci sono scuola sono: fare sempre i compiti, portare tutti i libri necessari e non falsificare un dolore per saltare la lezione. Altre regole di educazione sono: non alzarsi da tavola mentre gli altri mangiano, non dire parolacce… Poi ci sono regole che sono consigli: quando si parla al telefono, bisogna mettere il vivavoce, perché le radiazioni emesse dal telefono danneggiano l’orecchio. Nella società le regole sono di più e più importanti: c’è il codice stradale,

che serve a mantenere l’ordine nelle strade; c’è la Costituzione Italiana che regolano la vita dei cittadini italiani. Le infrazioni di una regola vengono punite: a casa con punizioni; negli sport e nella società dalle multe e addirittura dalla prigione. Le regole esistono fin dagli antichi Romani, ma lì le punizioni erano più gravi: morte e schiavitù. In seguito nel Medioevo erano: la ghigliottina, il boia, l’acido, il patibolo. La ghigliottina e il boia ti tagliavano la testa, l’acido ti corrodeva ed il patibolo ti metteva in ridicolo. La punizione più grave, secondo me, era l’impiccagione. Questa consisteva nel legare al collo una corda e aprire una botola sotto a colui che doveva essere punito, in modo tale da farlo rimanere penzolante a soffocare.

Insomma, senza le regole il mondo sarebbe come una giungla dove ognuno fa quello che vuole. In esso regnerebbe la legge della giungla la quale dice che “il più forte domina il più debole e il più grande mangia il più piccolo”. Scialpi

La natura: un bene prezioso La natura è un bene prezioso perché è una fonte di vita e di salute. Per questo motivo bisogna rispettarla attraverso delle regole. Dobbiamo prenderci cura del verde che ci circonda, impegnandoci a mantenere l'equilibrio che fa sì che tutti gli esseri viventi riescano a vivere bene. Non bisogna procurare incendi, altrimenti la vegetazione andrebbe in fiamme e non sarebbe più possibile alcun riciclo di ossigeno. Un giorno, mentre facevo una passeggiata con i miei zii, ho visto un signore che, dopo aver mangiato la pizza, ha buttato la scatola su una bellissima distesa di erba verde. Ci sono, purtroppo, alcune persone che non rispettano la natura. In questo modo, però, fanno del male sia a se stessi che anche a tutta l'umanità perché tolgono una parte importante di ossigeno per tutti noi. La natura permette di vivere anche agli animali: le api ricavano il nettare dai fiori, i pesci vivono nelle acque pulite dei mari, dei fiumi e dei laghi. Per questo non bisogna inquinare

neanche le acque altrimenti i pesci morirebbero. Alcuni uomini, distruggono gran parte della natura perché vogliono creare un ambiente di vita più comodo per loro stessi. Però, allo stesso tempo, uccidono molte specie di vita importanti per tutti. Un modo per rispettare la natura, è la r a c c o l t a differenziata. Consiste nel dividere la spazzatura e gettarla nel secchione della spazzatura apposito. Vista l'importanza della natura, ci insegnano già da piccoli a rispettare alcune regole da mettere in pratica facendo delle lezioni in classe.

Mi ricordo che, due anni fa, io e la mia classe e grazie ad i nostri maestri, abbiamo realizzato una recita che parlava proprio di questo argomento! Mi sono divertita moltissimo ed ho imparato un sacco di cose sulla natura! Stabile


CULTURA

La canzone italiana La prima volta che ho visto Emma è stato di sabato, mentre guardavo “Amici” di Maria De Filippi. Ha attirato la mia attenzione soprattutto la voce potente che aveva. Da quel momento è diventata la mia cantante preferita. Mi è piaciuta molto perché non è sofisticata come gli altri cantanti, ma si mostra al pubblico come una ragazza semplice, piena di grinta e determinazione. Grazie alla vittoria ad “Amici”, Emma è diventata molto famosa e per questo l’hanno chiamata in molti spettacoli. Finora, non conosco un cantante più bravo di lei a parte i “Modà” che sono un gruppo musicale. È nata a Firenze nel 1984 da genitori salentini e vive insieme a Frascati. La passione per la musica gli è stata trasferita dal padre di nome Rosario, chitarrista di una band. Secondo me, è bello avere qualcuno in famiglia che canta, balla, suona, perché sono forme d’arte che aiutano a sentirsi liberi e sereni. Mi ricordo che un giorno sono andata a vederla ad un suo concerto in cui il direttore d’orchestra era il mio insegnante di violino.

In realtà Emma è solo un nome d’arte, in realtà si chiama Emanuela Marrone.

2012, superando Arisa, Noemi e tutti gli altri concorrenti.

Emma è una cantante che ha avuto molto successo, soprattutto in Italia.

Per questo motivo in ogni gara in cui parteciperà Emma, voterò sempre per lei.

Quest’anno, per esempio, il 19 febbraio è stata proclamata vincitrice del sessantaduesimo Festival di Sanremo

Stabile

La musica Tanto tempo fa, nell’ ottocento, viveva in Germania un musicista eccezionale riconosciuto come il più grande compositore tedesco; il suo nome è Ludwing van Beethoven. Nacque a Bonn il 16 dicembre 1770 e morì a Vienna il 26 marzo 1827. Nonostante fosse sordo, compose e suonò comunque, anche quando poi divenne sordo completamente. Oggi ammiriamo le sue composizioni e soprattutto la composizione “Per Elisa”, che scrisse nel 1810. Il suo titolo originale è “Für Elise” in Tedesco. Quando abbiamo ascoltato per la prima volta questa composizione, ci siamo meravigliate ed emozionate per questa musica piena di sentimento ed armonia. Spesso, i nostri genitori ci portano ai suoi concerti ed ascoltiamo con gioia

ed in ter ess e sinfonie.

le

La musica di Beethoven è forte, ma in alcuni momenti raggiunge la delicatezza dei sentimenti. Spesso immaginiamo di tornare indietro nel tempo e di fare un’intervista a Beethoven e allora gli diciamo: «Maestro, a che cosa si ispira q u an d o c omp on e quelle meravigliose musiche?» E lui ci risponde: « Mi ispiro alla natura, alla pioggia, al vento e alla potenza dei lampi e tuoni e, pur non sentendo bene, spero di trasmetterli con efficacia»

E noi : «Grazie, Beethoven il suo genio ci illuminerà.» Magrini Zotti

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CULTURA

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Il nuoto Quale personaggio dello sport, della musica, o dello spettacolo suscita la tua ammirazione. Io ammiro molti personaggi famosi, ma quella che mi colpisce di più è Federica Pellegrini. Lei è una famosissima nuotatrice italiana. Ha raggiunto diversi records che l’hanno resa famosa in tutto il mondo. Ha incominciato ad allenarsi da piccola, vincendo prima le gare regionali, poi quelle nazionali e infine le Olimpiadi. Per molti atleti le Olimpiadi sono il traguardo, poi se le vincono sono ancora più felici. Lo sport è molto importante per la salute, si sta insieme agli altri e, cosa importante, ci si diverte . Un giorno ho visto una sua gara in televisione. Con un tuffo, Federica arriva lontano e riesce sempre a vincere con facilità. Io ammiro Federica perché mette molto impegno nel fare quello sport ed è anche molto veloce. Vedendola nuotare, mi ha fatto venire la passione per questo sport. Infatti, anche io nuoto. Chissà se

diventerò bravo come lei e se potrò arrivare alle Olimpiadi e vincerle. Mi piacerebbe molto incontrarla e farle delle domande. Ho immaginato una mia intervista alla campionessa nel modo che segue. D: «Quando è nata la tua passione per il nuoto?» R: «Vedendo da piccola le gare di nuoto» D: «Il successo che cosa ti ha permesso di fare?»

R: «Mi alleno molte ore al giorno, tutti i giorni. Ho sempre avuto, però, un po’ di tempo libero a disposizione per fare le cose che fanno tutti i ragazzi della mia età. D: «Cosa ti ha portato il successo?» R: «Sicuramente tanta gioia perché ho raggiunto i miei obiettivi» D: «Cosa faresti se tornassi indietro nel tempo?» R: «Le stesse cose che ho fatto» Contini, Di Sabatino

La poesia “Il sabato del villaggio” di G. Leopardi

La ragazza viene dalla campagna al tramonto. Con il suo fascio d’erba porta in mano anche un mazzolino di rose e di viole, con cui dovrà ornarsi il vestito e i capelli, il giorno dopo che è domenica. La vecchietta sta filando sullo sgabello e racconta di quando, giovane, la sera ballava con i suoi compagni. Ora la campana suona per annunciare la festa che viene. I ragazzi gridano nella piazza e saltano facendo un rumore lieto. Intanto, lo zappatore torna nella sua casa povera, pensando alla domenica, il giorno di riposo. Quando tutto è buio, si sentono il martello e la sega del falegname. Nella sua bottega, egli è sveglio e si affretta per terminare il lavoro prima che sia l’alba.

tutti penseranno al proprio lavoro che dovranno ricominciare a fare il lunedì.

Il sabato, tra tutti i sette giorni, è il più gradito e pieno di gioia. La domenica, le ore porteranno tristezza e noia e

Ragazzo scherzoso, la tua età è come un giorno di piena allegria, un giorno chiaro e sereno. Godi, ragazzo mio, di

questo stato beato affinché l’età adulta, anche se arriverà tardi, non ti pesi troppo. Sajeva, Sartoretti


CULTURA

Acquedotti a Roma sin dall’antichità L'acqu edotto Acqu a Clau dia. Terminato sotto l'Imperatore Claudio, alimentava le pendici del Palatino. La sorgente era sulle colline a 68 chilometri da Roma. Nel centro, passava attraverso il colle Celio e passava vicno al tempio di Claudio. L'Imperatore Domiziano fece prolungare l'Acqua Claudia fino al Palatino, per alimentare il suo palazzo. Un altro acquedotto riceveva l’Acqua Appia e l’acqua Marcia. L'Acqua Appia si diramava direttamente dall'Acqua Claudia, mentre l'Acqua Marcia nasceva dal grande acquedotto Acqua Marcia Tepula Iulia, che alimentava le terme di Diocleziano. Questi due acquedotti passavano attraverso il colle Celio per alimentare le terme costruite sull'Aventino, le terme di Decio sulla parte alta del

colle e le terme di Sura, più piccole, verso il Circo Massimo. L’Acqua Virgo entrava a Roma da nord attraverso le pendici del Pincio e scendeva fino a Campo Marzio. L'acquedotto passa sopra la via Lata, oggi Via del Corso. L'Acqua Marcia Antoniniana alimentava la grande cisterna delle

terme di Caracalla. Terzo acquedotto romano, l'Acqua Marcia Tepulia Iulia, venne costruito tra i 144 e 140 a.C. Entra a Roma dalla porta Praenestina (odierna Porta Maggiore), costeggia le mura aureliane fino alla porta Tiburtina, poi entra nella città dividendosi in due tronchi. Il più corto acquedotto è l'Acqua Marcia Iovia. I due rami vanno ad alimentare i serbatoi delle terme di Diocleziano, diventando acquedotti sotterranei. L'Acquedotto del Nuovo Anio si confonde con l'Acqua Claudia. Ha lo stesso percorso per i 13 ultimi chilometri prima di Roma . Fu l'acquedotto più lungo e quello che forniva la più grande quantità d'acqua a Roma. Verrecchia

Il gatto norvegese Il gatto norvegese

grigio e bianco sulla pancia.

Il gatto norvegese è una razza dal passo felpato. Ha un lungo pelo. Una delle sue più grandi caratteristiche è che, al contrario degli altri gatti, sale sugli alberi e scende a testa in giù. È un felino e assomiglia alla lince e un po’ anche alle tigri.

A casa ho questo tipo di gatto e, quando vede che degli uccelli passano vicino alla finestra, inizia a fare piccoli miagolii. Dopo qualche minuto, inizia a correre per tutta casa e sbatte o contro i muri, contro i mobili e delle volte anche contro i vetri.

Secondo una leggenda sui Vichinghi, questo gatto discende dalle lince. Il popolo dei Vichinghi addomesticava il gatto già dai tempi antichi e quindi ormai sono gatti qualunque. Ci sono alcune caratteristiche che distinguono questi gatti: non danno allergia e hanno un lunghissimo pelo, di solito

A questo gatto piace anche dormire per aria, nel senso che, visto che io ho un letto a soppalco, ogni volta che entra nella mia stanza, sale sul letto e inizia a dormire.

Da come la vedo io, il gatto fa una vita bellissima: mangia, dorme e beve. Di Sabatino.

La digestione A scuola ci sono stati diversi bambini col mal di pancia perché non sapevano che cosa succede durante la digestione. Presento il percorso che il cibo fa nel nostro intestino.

pareti che si allargano e si stringono perché devono mischiare i succhi gastrici con il bolo, facendolo diventare chimo.

La digestione incomincia in bocca, quando i denti tritano il cibo fino a fino a farlo diventare molle.

Poi il chimo passa nel duodeno, dove grazie alla bile e ai succhi pancreatici prodotti dal pancreas il

Il boccone, misto alla saliva, diventa bolo, il quale va giù per l’esofago e arriva nello stomaco. Questo è un organo simile ad una sacca con le

chimo diventa chilo. Nell’ intestino tenue i villi intestinali assorbono le sostanze nutritive del chilo. Invece, le sostanze non assorbite passano nell’intestino crasso e diventano feci le quali attraverso l’ano vengono espulse. Noi vi abbiamo spiegato tutto, vi raccomandiamo di non mangiare troppo altrimenti viene il mal di pancia Contini

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CULTURA

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Il mondo sottomarino Il mondo sottomarino Nel mondo esistono varie specie di animali e senza alcune di loro noi non esisteremo. Oggi, voglio scrivere un testo sul mondo sottomarino. La balenottera azzurra, come molti di voi sanno, è l’animale più grande del mondo: in grandezza supera perfino i più grandi dinosauri. Può pesare quanto centocinquanta automobili ed è lunga trenta metri. Un altro animale molto grande è lo squalo balena, chiamato così perché è lo squalo più grande del mondo.È lu n go q u in dici metri e p esa quarantacinque tonnellate. Gli squali balena hanno il petto bianco; sopra sono color mare (celeste chiaro) e sulla schiena e sulle pinne hanno dei puntini bianchi. Lo scheletro di questo squalo come tutti gli altri è fatto di cartilagine. La cartilagine è meno dura dell’osso, ma più flessibile. Le stelle marine, chiamate così perché vivono negli abissi e sono a forma di stella, non hanno corpo. Hanno, però,

gli occhi: si trovano sulla punta delle loro braccia. Inoltre, si muovono strisciando e, quando gli si rompe un braccio, dopo qualche giorno gli

Gli uccelli migratori Fino a pochi secoli fa si credeva che alcune specie di uccelli, nel periodo invernale, andassero in letargo. Osservando più attentamente, gli studiosi capirono che queste specie di uccelli si riparavano dal freddo, andando via dal proprio territorio. Quel fenomeno migrazione .

fu

ch i a m a t o

Gli uccelli migratori fanno cose straordinarie. La rondine, per esempio, torna nello stesso luogo e persino nello stesso nido. Il motivo di questo avvenimento non è stato ancora capito, però si suppone che essi sappiano calcolare per istinto l’angolo della loro strada in cui vivono. Per capire dove sono diretti gli uccelli hanno inventato delle stazioni di inanellamento, dove controllano i loro movimenti. In Europa esse si trovano principalmente a Rossitten, Flensburg, Parigi, Versailles, Genova, Roma, Ancona e Pisa. Si pensa che gli uccelli migratori si spostino nei due emisferi della Terra. A volte, però, per evitare di volare sopra oceani o deserti allungano il loro viaggio di molto. Infatti, essi

evitano di attraversare il Mar Mediterraneo ed il Deserto del Sahara. In America, la maggior parte di essi si ferma negli Stati Uniti ed in Messico. Lì la costa del Pacifico ed il bacino del Mississippi sono le vie migratorie principali. Molti uccelli dell’Asia vanno in Africa o rimangono lì e svernano nell’India Meridionale o in Birmania. Ogni uccello migratore ha una propria velocità. Il Rondone, per esempio, vola a 300 chilometri orari, o la Rondine comune a 120 chilometri orari. Magrini, Zotti

ricresce, come se non si fosse mai rotto. Di Sabatino.


CULTURA

Tigellio: cantore e musico Tipo singolare e noto in tutta Roma, nel periodo di Giulio Cesare, era un sardo, il cantore e musico Tigellio. Bello di persona, elegante nel portamento, dotato di una voce limpida ed armoniosa, di ingegno vivace e pronto, si era saputo attirare le simpatie di Cesare, di Cleopatra e di Ottaviano ed era entrato nel numero dei loro amici, benvoluto e potente. Cicerone, che ne temeva la sua inimicizia per aver offeso il suo ricco zio Famea, lo accomunava nell'odio contro tutti i sardi, chiamandolo "pestilentiorem patria sua". Non aveva per lui molta simpatia neppure Orazio, che lo descriveva come un uomo di carattere bizzarro e volubile. "Tutti i cantanti hanno il difetto che, quando li pregano di cantare fra amici, non sanno mai decidersi. Se però nessuno li prega, non la finiscono più". Questa era proprio la mania di Tigellio, il famoso cantore sardo. Ottaviano che pure avrebbe potuto costringerlo, non avrebbe ottenuto nulla, neanche se lo avesse pregato per l'amicizia del padre o della sua. Quando però gli saltava il ticchio, dall'antipasto alla frutta intonava "Io

Bacco", ora con voce acutissima, ora con voce estremamente bassa, accompagnandosi col tetracordo. Non era costante in nulla. Qualche volta si metteva a correre come se avesse il nemico alle calcagna. Spesso incedeva con la solenne dignità di chi porta in processione i sacri arredi di Giunone. Qualche volta aveva duecento servi; qualche altra volta solo dieci. Ora non parlava che di re, di tetrarchi e di cose grandiose. Ora invece diceva: "Io desidero soltanto avere una povera mensa di tre piedi, un guscio di conchiglia pieno di sale senza droghe ed una tonaca, anche di lana grossolana, che possa ripararmi dal freddo". A quest'uomo così contento di poco, avresti potuto dare un milione di sesterzi. Entro cinque giorni non avrebbe avuto più un soldo in tasca. Non ci fu mai nessuno così in contraddizione con se stesso (Orazio dalle Satire). Ed in verità questo Sardus Tigellius

così strano e capriccioso ci appare però prodigo nel donare agli umili, che ne piansero sinceramente la morte. Scialpi

I giochi dei bambini romani I bambini poveri avevano giocattoli di legno; i bambini più ricchi li avevano in avorio. Usavano trottole e yoyo. Facevano le guerre. Costruivano capanne e simulavano fortezze militari. Giocavano con il cerchio che facevano correre con una bacchetta di nome “clavis”. G iocavan o an ch e con barchette e carretti. Facevano le gare con i carretti che venivano trainati da cani, capre o bambini.

due. Si posizionano le proprie pedine sulle caselle della prima fila e della seconda. Per impossessarsi della pedina avversaria bisogna circondarla con tre o quattro pedine proprie. Chi si impossessava di tutte le pedine vinceva. A tutti i giochi con la palla si giocava in due fino a un massimo di sei persone. Le palle erano di forme e di imbottitura diversa, a seconda del gioco.

Le bambine giocavano con le Pupae: bambole snodabili che avevano un corredo di mobili e accessori. II giorno prima di sposarsi lasciavano le Pupae nel tempio di Venere. A “tria” si giocava in due: ognuno aveva tre pedine bisognava spostare le pedine sulle linee nere, fino a formare

un tris cioè tre pedine allineate. Ai “Ladruncoli” si può giocare solo in

AI gioco “Mosca di bronzo” si giocava almeno in quattro o cinque persone. Si bendava un bambino e si faceva girare fino a fargli perdere l'orientamento. Altri lo colpivano con le fasce di cuoio, finché non prendeva la coda di bronzo. Verrecchia

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NUMERO II ANNO 2012

CULTURA

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Il Lazio: la nostra regione Il Lazio è una regione presenta paesaggi molto diversi tra loro. A est la regione è delimitata dai rilievi dell’Appennino. Procedendo verso la costa si incontrano le colline, alcune della quali sono di origine vulcanica, come per esempio i Colli Albani. In questa zona si trovano anche molti laghi vulcanici: i più vasti sono quelli di Bolsena, di Bracciano e di Vico. Tra i monti e i colli si aprono molti valli fluviali, come quella percorsa dal Tevere. Altri fiumi importanti sono l’Aniene e il Liri-Garigliano. Lungo la fascia costiera si estendono due pianure: la Maremma laziale e la Pianura Pontina. Un tempo paludose, esse furono bonificate attorno al 1930. Appartengono alla regione la Isole Ponziane.

Oltre i due terzi della popolazione lavorano nel settore terziario concentrato soprattutto nella città di Roma.

Il clima è mediterraneo lungo la fascia costiera, più rigido nelle zone dell’interno.

Per quanto riguarda gli altri settori, l’agricoltura è fiorente sia nelle fertili pianure sia sulle colline.

Il Lazio è una regione molto produttiva, ma il suo sviluppo economico è poco omogeneo.

Si producono ortaggi, cereali e frutta; sulle colline è praticata la viti coltura.

Per quanto riguarda le industrie, ci sono soprattutto raffinerie e industrie siderurgiche. Il Lazio è importante per quanto riguarda il turismo storico. Il Colosseo è un monumento molto importante per la storia romana. Si può andare a Santa Severa o a fare una bella vacanza al mare, visto che confina con il Mar Tirreno.

Nel Lazio si allevano bovini e suini.

Di Sabatino

La Puglia: la regione dei trulli La Puglia rappresenta il tacco dello stivale italiano ed è la regione più pianeggiante d’Italia.

distanza, l’acquedotto, che doveva deviare le acque del fiume per p o r t ar l e i n P u g l i a , v e n n e completato. Il problema dell’acqua della regione diventò meno grave.

Per la sua posizione geografica costituisce in pratica un ponte fra l’Adriatico e lo Ionio.

I trulli.

La Puglia ha un clima mediterraneo: le estati sono calde e secche, gli inverni sono ventilati e con precipitazioni abbondanti, data dalla vicinanza del mare. L’acquedotto del Sele. La mancanza di acqua nella Puglia è sempre un problema. Anche Giulio Cesare, nel primo secolo A.C., aveva pensato come risolverlo. Una soluzione efficace, anche se non definitiva, venne trovata nei primi anni del Novecento, quando iniziarono i lavori

dell’acquedotto del Sele. È un fiume campano che nasce nell’Appennino Sannita ed è molto ricco d’acqua alle sorgenti. Dopo aver superato molte difficoltà a causa del territorio montuoso e della

I trulli di Alberobello sono isolati nella campagna, oppure sono riuniti in gruppo formando paesi sulle colline. Sono le costruzioni più caratteristiche della Puglia tanto che sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’ Unesco. Sono a pianta circolare; hanno le pareti dipinte di bianco per proteggere l’interno dal caldo estivo. Il loro tetto, a forma di cono, è fatto di pietre calcaree sovrapposte in cerchi concentrici e digradanti. Alberobello è senz’altro il paese più noto della Puglia ed è metà di turisti. Verrecchia, Sajeva


CULTURA

Braille: un sistema di scrittura a rilievo Il Braille è un sistema di scrittura e lettura per non vedenti ed ipovedenti, messo a punto dal francese Louis Braille nella prima metà del XIX secolo.

grafico possono anche essere riprodotti mediante una macchina detta “dattilobraille”.

caratteri ad otto puntini, consentono al non vedente di leggere i contenuti che appaiono sullo schermo di un calcolatore. A causa del limitato numero di simboli disponibili nell’ alfabeto braille (solo 64, incluso lo spazio), esistono diversi significati per ogni carattere, a seconda dell’argomento trattato e del linguaggio usato. Per esempio, il Braille si adatta anche a rappresentare musica, matematica e chimica.

Questa macchina è formata principalmente da sei tasti per cui ogni tasto imprime un punto sulla carta più il tasto spaziatore per separare le varie parole. Con la “dattilobraille” il non vedente è in grado di sentire subito ciò che scrive mentre con la tavoletta Braille il cieco scrive al contrario rispetto al reale posizionamento dei simboli. Il Sistema Braille è utilizzato anche in informatica; infatti, display tattili (display braille), che riproducono

Consiste in simboli formati da un massimo di sei puntini, impressi con un punteruolo su fogli di carta. Il punteruolo viene orientato da chi scrive entro caselle della grandezza di circa 3 x 2 millimetri inserite in un regolo di plastica o in metallo di lunghezza variabile che viene fatto scorrere su un telaio, su cui si blocca il foglio. I caratteri di questo sistema segno-

Il Braille è stato adattato anche da scritture diverse da quella latina. Zotti

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CULTURA

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Le mitiche farfalle! Le farfalle sono dei piccoli esserini molto molto belli e tanto simpatici che sembrano magiche. A questa classe appartengono tante specie tutte di colori, forme e dimensioni diverse. Con i loro mille colori e con le loro mille forme, attraggono tutte le persone che le guardano. Sono animaletti innocui e paurosissimi perché appena ti avvicini scappano, volando e sparendo nel cielo.

siano uno degli animali più belli. Le farfalle ci riempiono di gioia, amore e felicità perché, svolazzando qua e là, ci fanno pensare alla bellissima e gioiosissima primavera. D’inverno è come se si addormentassero. Se non ci sono si sente un po’ la loro mancanza. A volte, sento persone che si domandano perché le farfalle di giorno non ci sono; altre invece si chiedono se in quel posto ci sono farfalle; altri si chiedono se le farfalle si mimetizzano perché non le riescono a vedere. Tutte domande che ci fanno appunto capire che si sente la mancanza delle piccole farfalline.

Volano di fiore in fiore e si adattano a qualsiasi ambiente. Hanno un occhio dietro che non è vero ma serve solamente per allontanare predatori. Con loro poi ci si può pure giocare. Basta decidere un colore e poi chi vede più farfalle del colore scelto vince il gioco.

Le farfalle sono veramente mitiche!!! Magrini

A me piacciono molto e penso che

L’inverno La Primavera è appena arrivata ed è un sollievo. Ad un po’ di persone l’inverno manca perché si scia ed è una cosa bellissima, si va in vacanza in montagna, si prendono cioccolate calde. Si mangia veramente bene: zuppe calde, tortellini in brodo e altre cose calde. D’inverno fa freddo, però c’è un vantaggio: si può giocare a palle di neve. Insomma, l’inverno mancherà un po’ a tutti. Io d’inverno vado in Abruzzo, ad Ovindoli, al Park Hotel. Mi diverto in

discoteca, gioco a biliardo e guardo la tv. La mattina mi sveglio, faccio una bellissima colazione e prendo la navetta, cioè l’autobus per andare a prendere gli sci e salire in ovovia. Adesso non scio più con il maestro, ma il prossimo anno dovrò ricominciare a fare le lezioni perché farò snowbording. Porzi

La primavera La primavera Ah, che bello! Con la primavera è arrivata l’allegria e il caldo che si fa già sentire. La primavera è molto bella per la varietà di colori dei fiori: quelli del pesco color rosa oppure quelli della viola. Ha un vestito di molti colori e i bambini li fa uscire fuori. Contini


FANTASIA

“Il mistero delle Hawaii” (1) TUTTO PRONTO O QUASI? Ormai era tutto pronto, tutto deciso, stavo per partire per una vacanza a … non me la ricordavo neanche più! Quel giorno entrai nella mia agenzia di fiducia dove mi attendeva la signorina Eleonora De Porties che mi disse: «Ecco, guardi qua! C’è un posto perfetto per lei!» Io dissi: «Quale?» E allora Eleonora: «Ma questa, no? Mi dica se le Hawaii non sono perfette per lei! Io ero senza parole. Era veramente il posto perfetto per me! A quel punto la ringraziai. E la signora disse: «Aspetti! Le sorprese non sono ancora finite! Visto che lei è la milionesima cliente, ha diritto ad un volo gratuito in prima classe!» Io per poco non svenni. Riuscii a dire solo queste parole: «Volo? Gratis? In prima classe?»

UN VOLO PERFETTO O QUASI! A quel punto uscii dall’agenzia quasi svenuta. Ma tranquilla pensavo: «Volo gratis in prima classe. Mi piacerà! Vado in uno dei posti più belli del mondo. Chissà come mi piacerà! E così via!» Tornai a casa molto stanca, così andai subito a letto. Mi svegliai in perfetto orario per prendere il mio volo. Mi diressi all’aeroporto e mi misi in coda per prendere il check-in. Camminai su un tappeto rosso proprio come una Vip! Quando arrivai allo sportello compagnia “Arliness”, mi dissero: «Lasci qui la valigia più pesante, la rossa, e porti con sé in aereo quella verde e quella blu». Io ringraziai felice. Insomma, quanto poteva essere migliore quella giornata?

della

Quando salii a bordo, l’hostess si affrettò a farmi sedere e allacciare la cintura perché stavamo per decollare. Poi mi disse: «Si sistemi presto, ora iniziano le danze» Non avevo capito che cosa volesse dire, ma subito l’aereo spicca il volo facendo esattamente così: su giù, su giù, su giù, su giù, su giù, su giù, su giù, su giù, su giù, su giù, su giù, su giù, per tutto il viaggio. Quando arrivai, avevo preso un colorito verde saliva, poi verde ramarro e scesi con un colorito verde erba. Sfinita, corsi subito in hotel per farmi assegnare la camera più comoda. Mi assegnarono la 353, la camera più comoda di tutto l’albergo. Quando vi entrai, ordinai al servizio in camera la cena più energetica che c’era: due piatti di polpettone, tre piatti di lasagne, una torta al cioccolato intera, cinque antipasti, tre piatti di crostacei e due piatti di pesce. Infine, presi due banane, tre mele ed una pera.

“A quel punto, mi rifugiai sotto la sdraio, ma mi arrivò uno schizzo formato famiglia che mi fece quasi bollita.”

Avevo parlato troppo presto perché, purtroppo, la compagnia era l’ultima in bravura per i piloti!

Dopo aver divorato tutto (era stato difficilissimo), mi buttai sul letto a dormire...

UNA GIORNATA DA SOGNO CON QUALCHE INCIDENTE. Quando mi svegliai, ero fresca come una rosa. Andai a fare un trattamento superiper concentrato, di cui la cifra del pagamento era stratosferica. Per essere ancora più fresca, andai in piscina. Lì per lì incominciarono i guai … Prima di tutto una bambina si tuffò proprio su di me. Una signora mi diede un calcio mentre facevo acqua-gim. Mi tirarono inavvertitamente un salva-gente che mi atterrò sul cranio, facendomi veramente quasi affogare. A quel punto, mi rifugiai sotto la sdraio, ma mi arrivò uno schizzo formato famiglia che mi fece quasi bollita. Successivamente, andai in camera per riposare. Mi svegliai all’ora di pranzo e scesi per pranzare. Purtroppo, avevo l’imbarazzo della scelta. Quindi mi toccò un altro pranzo a cifra stratosferica: tre piatti di risotto con gli asparagi, cinque gattò di patate, sei piatti di misto-carne, Continua nella pagina successiva

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FANTASIA

NUMERO II ANNO 2012

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“Il mistero delle Hawaii” (2) tre torte, cinque banane e tre mele. Anche questa volta inghiottire questi cibi fu iper-super-mega difficilissimo. Cercai di consolarmi, cercando il the aromatizzato a: camomilla, rosmarino, menta, caramello, cioccolato, merendina, torta, pasticcini, ciliegie, fragolina, angurie, banana, melone, mela, pera, castagne, uva, arancia, mandarino, pinolo, prugna, susine, uva passa, biscotti, mela cotta, pera cotta, arancia rossa, ananas, fiore di loto, rosa, margherita e giglio.

PUZZA DI BRUCIATO. Andai a dormire stremata. Ma per una notte non chiusi occhio, neanche un solo occhio in tutta la notte. Per addormentarmi, pensai di leggere una storia commovente che mi fece pensare ad altro. Eccola qua! C’era una volta una fragolina in un boscone. La fragolina era piccolina e timidina e profumatina e si nascondeva sotto le fogliettine.

dell’amuleto e mi disse: «Ok! Ora si va in scena!!!» Io gli chiesi di spiegarmi il piano. Disse: «Ok, ora lo spiego. Il piano è quello di tirare la corda con il rampino al gancio. Poi apriremo con il giusto numero…» Non riuscì a finire la frase che io dissi: «Qual è il numero?» Lui mi rispose sapientemente: «Ovvio! Tu, Giulia, che sei la secchiona, dovrai cercare

Lo bevvi e poi mi addormentai sul divano letto an-ti-chis-si-ma-men-te-an-ti-co di colore arancione scuro con i bordi dorati e un cuscino tigrato con disegnato una tigre ed un cuscino zebrato con disegnato una zebra. E dormii, dormii! Dalle 12:00 fino alle 14:30. Poi scesi in piscina e mi feci la sauna e l’idromassaggio con una signorina molto carina. Purtroppo era puzzolentissima e mi allontanai pensando: «Che puzza, quella lì!» Uscii dalla piscina e entrai nella sauna dell’hotel, cioè in una grotta piena di candele tutta ripida dove ci si siede o per terra o sui bordi della piscina fredda che è nella sauna per raffreddare l’aria.

Una mattina passò di lì un lampone cattivone che disse:

Lì stranamente non mi accadde niente, ma notai che una signora ridacchiava. Poi gli si schiarì la voce e smise di ridacchiare.

«Oh! Che fragolina piccolina! Chissà come sarà buonina! Credo che diventerà la mia merendina!».

Andai in camera a leggere un libro e mi svegliai all’ora di cena .

Poi se la pappò in un solo boccone. «Gnam, gnam! Come è buonina!»

È lì che hanno annunciato che possedevano il leggendario amuleto di Afrodite e che, purtroppo, qualcuno cercava di rubarlo.

Povera fragolina, fine di questa storiellina molto tristina.

A quel punto, scattai in allarme. Avevo visto il mio amico Esperto Ficcanaso di spionaggi e gli chiesi: «Che ci fai qui?» Disse: «Avevo fiutato che c’era un furfantino, perciò sono venuto qui. Mettiamoci in allarme. Ok?»

Purtroppo neanche questa volta riuscii a dormire. Così mi alzai ed entrai nella camera di Esperto Ficcanaso.

“Lì stranamente non mi accadde niente, ma notai che una signora ridacchiava. Poi gli si schiarì la voce e smise di ridacchiare.”

Io allora gli risposi: «Però domani. Oggi è tardi, Ok?»

Appena entrai vidi Esperto sveglio che lucidava la lente di ingrandimento. A quel punto dissi: «Cosa fai Esperto?»

Lui rispose come se mi avesse già percepito nella stanza: «Lucido la mia lente di ingrandimento» Poi di colpo mi trasportò nella stanza

il numero per tutta la notte finché non riuscirai ad aprirla, Ok? Ah dimenticavo, appena l’avrai aperta la porterai in camera e, se tutto andrà bene, ti spiegherò il resto del piano». Allora ci mettemmo due tute speciali. Ad Esperto toccò una tuta nera con i passanti dove era infilata una corda con attaccato un rampino. Notai che non aveva scarpe. Ma lui disse che non ne aveva bisogno. A me, visto che non aveva altre tute, mi capitò quella di sua sorella: una tuta rosa con un passante viola ed una corda legata al bacino. Neanche io avevo scarpe, ma non era importante. Lui tirò il rampino ed io mi ci arrampicai sopra. Poi Esperto mi bloccò sopra la teca di cristallo. Io mi capovolsi sulla corda tanto, anzi troppo agilmente. A quel punto, Esperto si commosse e disse: «Nessuno, sigh, era mai, sigh, così bravo, sigh, da capovolgersi così, sigh». Continua nella pagina successiva


FANTASIA

“Il mistero delle Hawaii” (3) Io, timidamente, mollai la presa ed iniziai a scrivere numeri in ordine inutilmente, finché non sentii che la porta si apriva ed entrò un ladro. Io, svelta, dissi ad Esperto: «Lega la corda e lotta contro di lui! Io continuerò a tentare!» A quel punto, proprio a quel punto (ma perché proprio a quel punto?), si spezzò la corda ed io caddi a terra mentre la teca era saltata in aria con il mio peso. Quindi suonò l’allarme. Esperto mi disse: «Ora il ladro scappa. Tu però cercherai ancora di aprire la teca riattaccandoti alla corda. Io mi mimetizzerò». Io gli dissi: «Hanno chiuso, anzi hanno sbarrato le porte. Hanno sollevato il pavimento. Hanno attaccato, senza vedere, Esperto ad una calamita e hanno attaccato un'altra calamita al soffitto. Io non mi ero accorta di niente e, quando tirarono le due calamite, una andò su di me mentre l’altra sul soffitto. Avevano foderato di ferro e metallo le pareti, il pavimento e il tetto. Noi sballottolavamo da una parte all’altra senza fermarci. Il giorno dopo eravamo ancora così, fino alle 10:30 di notte. Qunn… Scusate la grafia, ma ho la mano in movimento… Torniamo alla storia. Dunque, cosa stavo dicendo? Ah, sì, giusto. Quando Esperto disse: « Basta stare qui!» e tirò il martello sul pavimento rompendolo tutto. E noi cademmo a terra.

poi lo farai vedere.

UNA BUONA IDEA.

Io catturerò il ladro… Saremo degli eroi ed io sposerò tua sorella!»

Perciò chiesi il permesso e mi misi a cucinare. Cucinai di tutto: tacchini arrosto, lasagne al sugo di piselli, una pizza gigante e mi sporcai tutta.

Ah, non ve l’ho ancora detto! Esperto aveva una cotta fusa per mia sorella Beatrice..

Io obbedii ad Esperto, ma non sapevo Poi Esperto raccolse il martello e lo tirò cosa mi stava aspettando. verso la porta che a In camera guardai e sua volta si ruppe ed riguardai il mio uscimmo sani e salvi. “In camera guardai e riguardai il biglietto di ritorno. È Esperto tornò dentro mio biglietto di ritorno. È già. già. Mancavano solo e mi disse: «Tu prendi due settimane e poi Mancavano solo due settimane e una colazione dovevo andare via! poi dovevo andare via!” sostanziosa ed io Oh, come mi continuo ad aprire m anchera nno le qui» Hawaii! Non finì la frase che riuscì ad aprire e a Quel mese fu, e lo era ancora, un po’ prendere l’amuleto, perciò scappammo. tremendo, ma molto divertente. Volevo Io gli chiesi: « Allora, qual è il resto del restare per tanto tempo ma, ahimè, non piano?» avevo abbastanza soldi per trasferirmi. All’improvviso mi venne un idea: potevo Lui mi rispose: «Allora, lo vuoi sapere? mettermi a lavorare nell’hotel! Tanto era Comunque quando andremo in stanza un sei stelle e avrei guadagnato tanto. terrai l’amuleto in cassaforte fino a sera e

Alla fine decisi di non lavorare in cucina e mi consolai con lo stipendio che non era poi male: avevo guadagnato cinquanta euro. Decisi allora di lavare per pulire le stanze, ma ero sola e dovetti pulire tutto l’hotel. Mi consolai un'altra volta con il piccolo stipendio. Poi presi a lavorare come portiere giorno e notte per tre volte, ma venni licenziata perché non reggevo il peso di tutto quel lavoro. Mi consolai con il mio misero stipendio. In tutto avevo guadagnato centosettanta euro. Ricapitolando. Per prima cosa preparai una pizza gigante e vi caddi dentro. Per seconda cosa pulii troppo, svenni e mi licenziarono. Terza cosa diventai portiera e venni licenziata dopo tre giorni. Per finire ci fu il crollo totale. Continua nella pagina successiva

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NUMERO II ANNO 2012

FANTASIA

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“Il mistero delle Hawaii” (4) UNA TELEFONATA MISTERIOSA… Entrai nella piscina sconsolata e lì vidi che Esperto rincorreva, anzi nuotava dietro al ladro. A quel punto mi immersi, vidi quattro piedi e, in un istante (ve lo garantisco non di più), acchiappai i due piedi davanti a me e li tirai giù, giù nel fondale del profondo. Vidi che Esperto lo spinse giù e poi lo tirò su. A me stavano per scoppiare i polmoni. Poi ritornammo su ma credevo che non ce l’avrei fatta. Esperto, ad un certo punto, mi afferrò per una mano e, nell’arco di un secondo (ve lo garantisco, non di più), mi portò in superficie. Io lo ringraziai di cuore e gli dissi esattamente: «Grazie, Esperto, mi hai salvato la vita» E lui disse: «Non c’è di che! Per un amico questo e altro, carissima!» Io gli raccontai come volevo trovare lavoro, ma tutti quelli che avevo provato non andavano bene. Lui mi disse: «Ho appena visto che cercavano una donna che faccia da babysitter a dieci e dico dieci bambini neonati, cinque femmine e cinque maschi per un anno. Lavoro fisso e se te ne vai è solo perché devi portare i bambini e le bambine da qualche parte. Io dissi: «Nooo, assolutamente! Come ti è saltato in testa?» Esperto: «Mi è saltato in testa che cercano una baby-sitter, una cameriera al cocktail bar, una senior-sitter (detta SS), una cameriera che pulisca una villa (1000 mq) e una commessa in un negozio di scarpe usate (pensa che puzza!)». Io pensai e ripensai, finché non squillò il telefono. Era mia madre che mi disse: «Giulia, pronto? Giulia carissima, ci sei?» Io: «Sì, ci sono. Cosa vuoi dirmi?» Lei: «Mi sono accorta che il tuo mese di vacanza è finito!» Io rabbrividii: avevo perso le mie speranze di trasferirmi alle Hawaii! Poi dissi: «Mamma, voglio restare alle Hawaii! Non ho ancora visitato Tahiti! Non ho ancora fatto il giro turistico! Non ho ancora visto il Mauna Loa!»

RIMANERE ALLE HAWAII O ALLUNGARE LA VACANZA? Quando attaccai il telefono, mi venne un’idea geniale: con i soldi che avevo raccolto potevo allungare la vacanza di tre giorni!. Insomma potevo trovare lavoro! Raccogliere sempre più denaro fino a comprarmi una casa nuova! Però c’è anche il lato negativo: avevo solo tre giorni per trovare lavoro. Così presi la mappa e corsi a perdifiato fino a Cocktail bar. Appena arrivai (cinque isolati in cinque minuti), dissi: «Il posto da cameriera! Il posto da cameriera! Il posto da cameriera!» La signora cameriera!»

disse:

«Ora

sei

una

Io saltai per la gioia. Mi misi subito a lavorare per ottenere un aumento e l’ottenni subito: un aumento di venti dollari (ricordiamoci che siamo negli Stati Uniti) in aggiunta ai miei quaranta. Continuai a lavorare e aumentarono il mio stipendio di altri quaranta dollari. In

tutto avevo trecento dollari, quindi non potevo fare altro che affittare una piccola casetta in campagna. Eccola qua!

Ehm… non è piccolissima perché ho scoperto di avere diciotto carte di credito cariche. Ho cinquecentomila euro che, naturalmente, ho cambiato in dollari! E poi nelle Hawaii accettano in tutti i negozi l’”American Express” che fa risparmiare. E quindi ecco la mia casa. In passato avevo allungato la vacanza e ero rimasta in hotel per una settimana. Ma non finisce qui! Le avventure continuano! Giulia Longo

“Questo libro è dedicato alla mia classe perché, mi abbiano aiutato o no, mi hanno insegnato che la vita è bella, il mondo è meraviglioso e io voglio bene a tutti”. Giulia Longo


FANTASIA

Giulio e gli alieni Gli alieni e Giulio Giulio stava giocando a calcio con suo fratello Stefano. Ad un certo punto, Stefano vide una navicella che lo accecò e non vide più suo fratello. Giulio si ritrovò in una navicella con degli alieni che lo guardavano attentamente. Si spaventò e diede un pugno ad un alieno, il quale gli conficcò un’ago che lo fece addormentare per cento ore. Intanto, Stefano prese il suo Blackbird, un aereo molto veloce, e andò sopra le nuvole. Dopo un po’, Stefano avvistò la navicella ed atterrò nella pista. Prese la sua pistola a raggi laser e uccise due alieni. Entrò nella sala di controllo e ne uccise altri due. Andò nel magazzino e trovò Giulio incatenato. Lo slegò e lo portò via. Dopo trovò il capitano e altri due alieni. Fece fuori i due alieni ma non il capitano, il quale sparò al carburante del Blackbird che esplose. Giulio si risvegliò, prese il suo Ak-47 e uccise il capitano. Scattò l’allarme che diceva che la nave si sarebbe distrutta. Stefano appoggiò Giulio in un angolo. Trovò due

paracadute: uno lo mette a Giulio e l’altro a se stesso. L’auto-distruzione era a 3 quando Stefano si buttò con Giulio dall’aereo. I paracadute si aprirono e i due atterrarono sul prato

di casa. Subito dopo Giulio e Stefano andarono a mangiare e poi a dormire. Sartoretti

L’inverno L’inverno se n’é andato

Tra tanto ritornerà.

E in classe un alunno

ma un po’ a tutti mancherà.

Viene dopo l’autunno

guarda il cielo.

E io che l’avevo aspettato!

e porta tutto il gelo.

Porzi, Sajeva

Tre ragazzi in un mondo gigante In un castello abbandonato vivevano tre ragazzi: Toad vivace, allegro e sempre attivo; Yoshi capelli castani, un po’ cicciotello ma in fondo carino; Koopa un ragazzo con gli occhi dolci e azzurri.

Dentro il suo zaino, Yoshi aveva del piombo e delle calamite superpotenti.

Koopa, un giorno, uscì dal castello dove c’era una nebbia pesantissima. Non vedendo niente, andò a sbattere contro qualcosa di duro. Era il piede di un gigante, che lo prese e lo portò dove tutto era più grande.

“Dopo qualche giorno di cammino, videro la casa del gigante”

Toad e Yoshi erano pronti per salvare il loro amico. Si addentrarono in un sentiero e trovarono un serpente gigante.

Allora lanciò il piombo nella bocca del

serpente, mentre Yoshi posizionò le calamite. Così il serpente non potè più muoversi e i due ragazzi continuarono

il loro viaggio. Dopo qualche giorno di cammino, videro la casa del gigante. Senza farsi scoprire, entrarono silenziosamente. La casa era piena di teschi e di ragnatele e sul soffitto c’erano macchie di sangue. Era un posto spaventoso. All’improvviso videro il gigante. Toad fece una magia, intrappolandolo nella sua scatola magica. Poi liberarono Koopa e ritornarono nel castello felici perché erano di nuovo insieme. Contini

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FANTASIA

NUMERO II ANNO 2012

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Storie in soffitta In una soffitta scopri oggetti antichi che cominciano ad animarsi e a raccontarti la loro storia. Prima di traslocare ho scoperto una soffitta segreta. Una mattina stavo per prendere un vestito. L’ho scansato e ho visto una porticina. L’ho aperta e, subito dopo, c’era una scala a chiocciola alta e buia. Ho preso una torcia, sono salita e sono arrivata nella soffitta dove c’erano: ragni, fantasmi e alcuni giochi di quando ero piccola. Ho visto tutti quanti giocare assieme. Dopo mi hanno raccontato le loro storie e che cosa facevano in quella soffitta. I primi che mi hanno raccontato la loro storia sono stati i ragni. Mi hanno detto che la mamma li aveva abbandonati sotto la pioggia, ma poi hanno trovato riparo sotto le scale che portavano alla soffitta. Subito dopo, la scala ha iniziato a bagnarsi, perché c’era una fessura sul tetto da cui passava l’acqua. Così i

ragnetti sono andati a vivere là. Dopo ho incontrato un vecchio elefante di peluche e le sue piccole amiche giraffe. Loro passano tutto il tempo a raccontarsi storie di quando erano ancora dei piccoli giocattoli di una bambina molto dolce.

Giovanni Perditempo

Infine, ho incontrato due fantasmine, le quali mi hanno raccontato di quando erano ancora vive. Ho preso confidenza, abbiamo giocato e poi sono ritornata giù. Di Sabatino

(seconda parte)

Giovanni va in collegio, dove, oltre al suo amico Geppe Grilletto, ritrova i migliori della sua classe.

segni, ma Osso gli mette le dita negli occhi facendo Forbice e Giovanni fa Carta.

Devono affrontare il teppista Osso Rotto, il quale è molto cattivo e veste una maglietta su cui è disegnato un teschio rotto con scritto: “I love my mum”, cioè “Io amo la mia mamma”. Inoltre, egli si sente un duro. Ha dei jeans bucati e sporchi di benzina perchè suo padre, prima di andare in carcere, era un benzinaio.

Secondo Round: Sasso, Carta, Forbice! Giovanni fa cadere Osso che fa carta per appoggiarsi e vince perché butta forbici.

La ragazza più bella è Dornotella Cenepentola Topaia Orimo. Si veste con una maglietta viola e ha tremila piercing nel naso. Bel nome, Dornotella Cenepentola! E Topaia Orimo è il cognome. Giovanni si innamora di lei, ma ha un

Terzo round: Sasso, Carta, Forbice! Giovanni scivola e fa pugno mentre si appoggia sul corpo di Osso, il quale per bloccarlo fa carta! rivale: Osso Rotto. Allora decidono di lottare per conquistarla con il gioco: “Sasso, Carta, Forbice, Osso, Accetta”. Primo round: Sasso, Carta, Forbice! Giovanni sta per buttare uno dei tre

Nooo! Vince Osso. Giovanni prima o poi dimostrerà a Dornotella… che lui è il migliore. Carone, Contini, Ienzi


FANTASIA

Il diamante magico C’era una volta una strana montagna rosa di cui si diceva che fosse protetta da due mostri, Paura e Ombre, della famiglia Cattivini. I mostri avevano cento tentacoli e un occhio che, se veniva fissato sarebbe stata incenerita. Poi aveva una bocca, due buchi come naso e cinque orecchie verdi. C’era solo un modo per distruggere i mostri, ma nessuno lo conosceva quindi chiunque cercava di staccare un pezzo di montagna non tornava più a casa. Un giovane ragazzo di nome Jimmy voleva a tutti i costi un diamante da dare alla sua fidanzata ma in nessuna gioielleria c’era un diamante per la sua fidanzata perché lei lo voleva rosa, come la montagna, ma invece tutti erano neri. Un giorno Jimmy chiese alla mamma se lei o qualche suo familiare sapesse come si potessero combattere i due fratelli mostri , ma la mamma gli disse di no e Jimmy se ne andò triste, perché voleva a tutti i costi un pezzo di montagna rosa. Il giorno dopo Jimmy chiese alla mamma di volere andare a prendere un pezzo della strana montagna rosa. La mamma gli consiglia di non andare, dicendogli: «Ma, non ti ricordi che ci sono i due fratelli mostri?» Jimmy le rispose: «Però, non è giusto! Voglio regalare alla mia fidanzata un pezzo della strana montagna rosa!» La mamma gli disse ancora: «Non ti preoccupare!» Jimmy, senza preoccuparsi, andò a dormire perché, per tutte le volte che lo aveva chiesto alla mamma, si era fatto notte. Quindi diede a tutti la buona notte e andò a dormire. Il giorno dopo, Jimmy partì in cerca

della montagna rosa e con sé portò il suo cane Sally, che era molto forte. Portò anche un orologio magico: se si tirava indietro la rotella, il tempo andava alla rovescia; se si tirava in avanti, il tempo andava in avanti.; se la si spingeva la leva, il tempo si bloccava. Se si voleva che solo qualche persona stesse ferma nel suo tempo, bastava dire il nome delle altre persone che si spostavano nel tempo. Insomma, serviva per molte cose. Prese tutto quello che gli serviva e partì. Dopo dieci giorni di cammino, trovò la strana montagna rosa. Non c’erano mostri e, quindi, Jimmy prese un pezzo di diamante rosa e corse così forte verso casa che arrivò in un solo

giorno. Arrivato a casa la mamma, il papà e i suoi fratelli gli fecero una bellissima festa. Anche la sua fidanzata era lì perché gli piaceva molto il diamante rosa. Da qualche giorno la famiglia di Jimmy diventò ricca perché lui e la fidanzata, Elisabet, si sposarono. Infine nessuno ebbe più paura dei mostri. Morale: “Non bisogna credere alle cose che ti dice la gente”. Magrini, Benvenuti

Dedica a Totti Tu che segnavi tanto,

stanco di giocare, riposerà,

La Roma non hai mai lasciato

sei anche invecchiato tanto,.

Altri campioni di varie squadre

e un posto lì te lo sei meritato.

Tu che sei la bandiera della squadra

proveranno a superarti.

tu facevi gol ogni settimana

Ma per noi c’è solo un capitano:

Francesco Totti, da giovane facevi i botti!

e scalavi la classifica dei gol.

Francesco Totti, uno dei tanti re del calcio.

Oramai il pallone,

Poi sei diventato capitano con i fiocchi! Carone, Contini

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FANTASIA

NUMERO II ANNO 2012

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Ho fatto un sogno Sono nella mia cameretta. Spengo la luce e… mi ritrovo a Orlando. Sono a Epcot. Salgo nel simulatore della navicella Apollo 11. Mi siedo nella posizione di comando. Tiro la caloche e parto in direzione della Luna. In pochi secondi sono gia nello spazio. Mi volto un attimo e non vedo più la Terra. Mi sto avvicinando alla Luna. È davanti a me in tutto il suo splendore. Atterro, apro la porta della mia navicella, tiro giù la mia scaletta e mi precipito a toccare il suolo lunare. Improvvisamente, sto volando. Non riesco a rimanere con i piedi per terra e adesso so cos’è la forza di gravità. Avevo dimenticato di legarmi e di attivare il pulsante rosso della mia tuta spaziale, il pulsante della forza di gravità. Inizia a camminare sulla Luna e sembra di camminare su un vulcano. Tra la terra ei sassi trovo un sasso a forma di stella luccicante e lo metto nel mio zaino. Sta scadendo il tempo, è ora di ritornare. Ritorno nella navicella e mi preparo a partire. Dò un ultimo sguardo e chiudo. Accendo i motori e mi dirigo verso la terra.

una luce e mi accorgo che il cielo sopra di me è il soffitto di camera mia.

varsi nella propria camera con tutti i propri giochi.

In pochi secondi ritorno. Mi ritrovo alla base spaziale di Epcot. Si accende

Andare sulla Luna è stata una bella emozione ma è ancora più bello ritro-

Sartoretti

Jack lo struzzo Avete presente gli struzzi quando hanno paura? Mettono subito la testa sotto terra. Pensate a come i cacciatori li uccidono. Una volta lo sfortunato struzzo mette la testa sottoterra e trova un passaggio segreto.

matto poteva creare un vortice che lo riportava in vita. Lo struzzo disse: “Dov’è quella talpa, voglio scoprire il suo passaggio segreto!”

Lo struzzo urla: “Dove sono?”

Il cinghiale disse: “Non puoi fratello. La talpa è mio cugino e vive dappertutto”

Una talpa con gli occhiali risponde: “Parola d’ordine accettata”

“Che vuol dire dappertutto?” chiese Jerk.

E il povero struzzo cade in una rete.

Il cinghiale scomparve.

Trova un croccantino ma non riuscì a mangiarlo, trovò un cinghiale con uno smoking che gli disse: “Sei morto fratello”.

Lo struzzo cercò di trovare una pepita per il folletto, ma non la trovò. Allora catturò una folletta che si doveva fidanzare con lui in cambio della pepita.

Era stato ucciso da un cacciatore ma poteva rivivere se catturava una pepita d’oro e la dava ad un folletto irlandese

All’improvviso lo struzzo si svegliò e chiamò la talpa, la quale non rispose.

In verità era un sogno. Povero struzzo! Questo è uno dei personaggi come Joe Squitto e altri. Carone, Contini


GIOCHI

Un gioco molto in voga nell’antica Roma Il gioco dei Latrunculi (soldati) era un gioco da tavolo simile agli scacchi praticato nell'antica Roma.

Regole generali

Di questo gioco ci sono pervenute notizie vaghe, quindi le dinamiche del gioco sono solo ipotizzate.

I soldati potevano muoversi in orizzontale o verticale per un qualsiasi numero di caselle e non potevano passare sopra un'altra pedina.

Il numero delle pedine è sconosciuto. Alcuni suppongono che siano state 30, altri 16.

Alcune pedine potevano muoversi anche in diagonale.

Delle pedine è noto che avevano diversi compiti: c'erano le mandrae, i milites e i bellatores (di queste ultime due non si è certi se fossero le stesse chiamate con nomi diversi). Neanche la grandezza della tabula lusoria ci è nota. È stata ritrovata una scacchiera di 18 caselle in Danimarca. Non essendo completa, però, non è sicuro se fosse rettangolare o quadrata. Nella Basilica Iulia a Roma è stata invece ritrovata una tabula lusoria con 8 caselle per lato. Secondo l'interpretazione di altri la tabula lusoria sarebbe stata di 12 caselle per 18.

Quando una pedina raggiungeva il lato opposto della scacchiera assumeva particolari compiti che non ci sono pervenuti. Un "soldato semplice" veniva catturato se circondato su due lati opposti da due pedine nemiche. Nell'angolo la pedina viene mangiata se circondata ai 2 lati. Le condizioni di vittoria erano: re circondato (anche da proprie pedine) oppure fine delle pedine. Scialpi

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NUMERO II ANNO 2012

GIOCHI

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Le regole ufficiali del Yu-Gi-Ho La prima cosa da fare è alzare il deck. Se ti capita un mostro si devono contare le stelline.

I Mostri Xyz iniziano nel tuo Extra Deck, e attendono che tu li chiami a combattere.

Poi si mischia il deck e si pescano cinque carte in cima al deck.

Ogni singolo scontro è chiamato “Duello”, e ogni Duello ha termine quando uno dei giocatori vince, oppure quando si arriva ad una patta.

Ci sono tante zone: la zona della carte mostro, zona delle carte magie e trappola, il cimitero, la zona del Deck, la zona carte terreno e l’extradeck.

I Duelli sono giocati a gruppi di tre, chiamati insieme “Match o Partita”.

Una carta ha un nome, un attributo, un livello il tipo, l’effetto, l’ATK e il DEF.

Il vincitore di due Duelli su tre vince la Partita. Ogni giocatore ha ottomila “Life Point”. Vinci quando il tuo avversario arriva a ottomila “Life Point”.

Gli attributi sono sei: oscurità, terra, fuoco, luce, acqua e vento. L’ATK è il numero di Punti Attacco di un mostro. Il DEF è il numero dei suoi Punti Difesa.

Ci sono tante strutture del turno come: la Draw Phase, la Standby Phase, Main Phase 1, Battle Phase, Main Phase 2 e la End Phase.

Alti valori di Attacco e Difesa sono una cosa buona durante le battaglie! Il Mostro Xyz è un nuovo, potente tipo di mostro! Puoi Evocare un Mostro Xyz ogni

volta che controlli dei mostri che sono dello stesso Livello.

Yu-Gi-Ho nel cortile della scuola Yu-Gi-Ho al Cristo Re. La quinta elementare del Cristo Re gioca a Yu-Gi-Ho. Quelli che giocano sono: Gabriele, Andrea, Stefano C., Augusto, Valerio, Leonardo, Giulio e Stefano D.P. I Deck di questi giocatori sono: Alanera di Gabriele e di Andrea, il misto di Stefano C. e di Valerio, il Naturia di Leonardo e infine il Syncrho di Di Perna. Giulio e Augusto hanno il misto. A Yu-Gi-Ho ci sono cinque fasi: Draw phace, quando si pesca una carta; Main phace, quando si posizionano le carte sul terreno di gioco; la battle phase, quando si attacca il mostro del tuo avversario; Main phace 2 è come la prima; And phace quando si passa. Porzi, Ienzi, Verrecchia.

Quando un Mostro sta in Difesa non perde niente, invece quando sta in Attacco... Sartoretti


GIOCHI

Consigli per i videogiochi Non giocare ai videogiochi per più di mezz’ora o più di mezz’ora ma con pause; Controllare che il gioco sia adatto alla propria età; Giocare con giochi educativi, istruttivi e creativi; Chiedere ai genitori prima comprare un videogioco;

di

Tenersi a debita distanza dall’apparecchio altri si rischia di rovinare l’occhio; Non giocare troppo regolarmente se no si rischia di diventare dipendenti:non riuscire più a smettere; Non rivelare dati personali se si gioca on-line; Prima di scegliere un videogioco leggere la trama per vedere se ti piace; Non arrabbiarsi troppo se si perde perché è solo un gioco e poi l’importante è divertirsi; Dare consigli a chi ne a bisogno perché per gli altri un qualsiasi consiglio è prezioso; Trattare bene le persone che giocano con te e contro di te, perché, anche se è il tuo avversario va rispettato; Fai sempre giochi che non ti mettono anzia; Cerca dei programmi dove puoi giocare con i tuoi amici; Gioca in modo corretto; Farsi dare dei consigli dagli amici più esperti;

Non prendere le caratteristiche del personaggio;

Giocare insieme ad altre persone perché più divertente;

Non dire brutte parole;

Non giocare solo per vincere;

Con la wii mettere il laccetto di sicurezza;

Non comandare le persone quando giochi insieme agli altri;

Non fare scherzi agli amici;

Bisogna sempre fare prima i compiti prima di giocare ai videogiochi;

Rispetta le regole del videogioco; G i o c ar e c on g i u s t i z i a , se n z a comportarsi male con gli altri giocatori sia amici, sia nemici; Fai attenzione che il volume non sia molto alto;

Bisogna stare sempre attenti a quante ore stai davanti alla televisione o ai videogiochi; I giochi e i videogiochi hanno delle regole da rispettare;

Insegna a un tuo amico come si gioca;

Gioca ai giochi in cui aiuti persone e animale.

Non fidarsi delle persone sconosciute;

Contini,Scialpi, Verrecchia

Dall’Europa sull’efficienza della nostra mente L’Unione Europea ha progettato un programma di ricerca sull’ efficienza della mente.

si deve mangiare verdura, frutta, pesce e alimenti poco grassi; che è importante fare giochi che allenano la mente come il “Sudoku”, il cruciverba, gli scacchi e altri simili.

Gli scienziati, infatti, hanno scoperto che fare attività fisica moderata, mangiare secondo la dieta mediterranea e svolgere esercizi men ta li s on o imp ort an t i p er mantenere sana la mente e migliorare le qualità della vita. Già i Romani, duemila anni fa, pensavano che avere una mente sana aiutava anche il corpo ad essere sano. “Mens sana in corpore sano”. Gli scienziati hanno rilevato che:

Studiare tanto ed eseguire lavori che impegnano la mente ritardano l’invecchiamento delle cellule del cervello. Nel 2014 inizierà il Progetto Horizon che esaminerà le persone con una età di circa cinquanta anni. Questo progetto durerà sette anni. sono necessari solo trenta minuti al giorno di un’attività fisica moderata per cinque giorni alla settimana;

Sajeva, Verrecchia

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NUMERO II ANNO 2012

GIOCHI

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Mezzi audiovisivi: un vantaggio per noi I videogiochi non sono importanti nella vita di un bambino perché si possono fare tanti altri giochi all’aria aperta come nascondino, acchiapparella, guardie e ladri ... Se si ascoltano la musica con le cuffie la mattina o la radio prima di andare a scuola, non ci si concentra nell'esercizio che si deve fare. Anche la tv non fa bene, soprattutto se si mettono canali non adatti. Guardando per troppo tempo la tv, non si fa nessuno sforzo fisico perché si sta sempre seduti su una sedia, ma si sviluppa molto il movimento del pollice che cambia canale. Secondo me, non è bello essere isolati in un angoletto a vedere la tv da soli, ma si dovrebbe uscire insieme agli altri bambini e divertirsi all’aria aperta. II computer porta molte malattie per la mano, che sta sempre ferma sul mouse, e per la vista perché si vede sempre la stessa cosa attraverso uno schermo. Anche i videogiochi fanno

molto male perché a volte sono giochi non adatti a noi. Se si guardano per troppo tempo, la notte si fanno gli incubi. A volte, però, ci sono giochi che “fanno bene" perché ci si muove. Per esempio io ho la " Wii " con cui praticamente non ci gioco mai. Le volte che ci gioco, utilizzo sempre giochi di movimento (ho solo quelli) e non mi annoio mai perché, dopo un po' che la uso, non sento più neanche la stanchezza di fermarmi. Anche la tv ha qualcosa di buono. La tv, ci informa di ciò che succede nel mondo attraverso i telegiornali ed i documentari. A noi bambini non piacciono questi programmi, perciò ci incantiamo a vedere i cartoni animati. A volte, non c'è il cartone che ci piace, perciò facciamo il giro dei canali e, se troviamo un film che è adatto a noi e che ci pia-

ce, ce lo vediamo. Per riconoscere un programma adatto a noi, c'è sempre un simbolo verde, giallo o rosso che si trova all'angolo del televisore. Di solito, io scelgo sempre i film con il simbolo verde che vuol dire che è adatto a noi bambini. Anche il computer è utile per fare le ricerche e per vedersi e parlarsi attraverso "Skipe". I videogiochi non sono importanti nella vita di un bambino. A volte hanno qualcosa di buono, ma noi non ce ne rendiamo conto. Molti bambini vengono attirati da alcuni programmi che non fanno bene perché si sentono soli e si annoiano. lo consiglio di coinvolgerli con dei giochi in compagnia, all'aria aperta o semplicemente giocare con loro al parco gioghi. Stabile


GIOCHI

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PUMA ORSO TOPO RANA GUFO TORO FOCA LUPI

5)

MANTA TIGRE TROTA PANDA RAGNI COBRA GATTA DRAGO LINCE POLLO FALCO CAPRA LEPRE MUCCA VERME MOSCA CIUCO RATTO MERLO

6)

PAGURO FALENA LONTRA SCROFA TAPIRO PAPERA MAIALE BALENA ANATRA IGUANA

7)

PANTERA SCIMMIA VITELLO GIRAFFA CROTALO CAVALLO GALLINA PULCINO CAMOSCI PROCONE ANFIBIO

8)

ELEFANTE GRANCHIO ARAGOSTA GHEPARDO GIAGUARO

9)

ARMADILLO

10)

ALLIGATORE PAPPAGALLO

AQUILA AIRONE CUCULO

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GIOCHI

NUMERO II ANNO 2012

Pagina 31

Acrostici F A N T A S I

N T E

L

L

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C O

G E N T E R

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B U O N O B E N E V E N T A N O

R O M A N O

I N G E G N O S O D M A E

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D O L C E E L

F A N T A S

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G E N T

B R A V A

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I N G L

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S

E N G L

I

S H

T A L

E

A - lo studi per vedere se è un amico B - lo accogli senza pensare C - lo rifiuti A - vedi se è vero B - no, non è vero C - è verissimo A - lo studi ancora Dopo qualche giorno …

B - è perfetto C - non mi piace A - forse è un buon amico

Ormai hai deciso …

I O S O

I

I

L

E

A N O

G E N E R O S O

Sarà un tuo amico?

Se è odiato ci sarà un motivo …

L O

S A C R O C U O R E

B U O N A

Se è odiato dalla classe …

L

B - sì, è un amico C - no, non è un amico

Se hai scelto più “A” ...

… dagli una speranza

Se hai scelto più “B” ...

… è un amico perfetto

Se hai scelto più “C” ...

… non socializzerai mai con lui


SPORT

La partita del secolo: Roma-Novara La partita è stata disputata il 1 aprile, alle 12:45. Al 12’ un gol di Caracciolo ha portato il Novara in vantaggio. Al 25’ sempre del primo tempo, Marchinio della Roma ha portato la parità tra le due squadre. Pablo Daniel Osvaldo, dopo aver preso una traversa al 29’, su calcio d’angolo di Totti spiovente sul dischetto del rigore, al 35’ è andato a colpire di testa verso l’angolino basso. Un tocco di Isuzzo del Novara, però, ha deviato il pallone in rete. L’arbitro ha attribuito il gol ad Osvaldo. Con un pallonetto, Totti è andato a cercare l’angolo superiore, impegnando molto il portiereil quale, dopo la parata, si è fatto male e ha chiesto il cambio obbligato con Fontana, un altro portiere. Il Novara, alla fine, è andato all’attacco. Ma Stekelembur, il portiere romanista, è stato attento su due tiri effettuati da Jeda. CALCIATORE

Il primo tempo è finito con la Roma in vantaggio. Il secondo tempo è iniziato iniziato con un assedio dei giallo-rossi. Al 7’ hanno cercato il gol con Totti, che ha fatto un tiro piazzato finito fuori. Al 20' è arrivato il 3 a 1, con un pallonetto splendido del romanista Fabio Simplicio. Il 4 a 1 arriva con Bojan al 65’, con una rete all’angolo destro basso. Poi ha segnato anche Morimotò del Novara. Infine, Lamela ha tirato e il pallone ha colpito prima il

NAZIONALITÀ

palo e poi è finito in porta. Questa partita è stata molto bella, piena di gol e di emozioni. Verrecchia

SQUADRA

RUOLO

ANNI

Messi

Argentina

Barcellona

Seconda punta

24

Cristiano Ronaldo

Portogallo

Real Madrid

Fascia destra

27

Xavi

Spagna

Barcellona

Centrocampista

30

Iniesta

Spagna

Barcellona

Centrocampista

28

Rooney

Inghilterra

Manchester United

Punta

25

Robben

Olanda

Bayern Monaco

Fascia sinistra

27

Ribery

Francia

Bayern Monaco

Esterno destro

27

Thiago Silva

Brasile

Milan

Difensore centrale

27

Ibrahimovic

Svezia

Milan

Attaccante

30

Neymar da Silva Santos J.R. Nato il 5 Febbraio 1992 è un attaccante brasiliano del Santos e della nazionale brasiliana. ALTEZZA: 1,74 M PESO: 65 KG NAZIONALITÀ: BRASILE GOAL:150 ANNI: 20 VINCITE: PALLONE D’ORO SUDAMERICANO- COPPA LIBERTADORES (con il Santos)

SQUADRA: SANTOS

presenze.

Nel 2011 vince con la nazionale brasiliana il campionato Under 20, ed è il capocannoniere con 9 goal in 7

Nello stesso anno conquista la maglia del Santos e la coppa Libertadores. Il 31 dicembre del 2011 vince il pallone d’oro sudamericano. Neymar ha un potenziale grandissimo: potrebbe essere il giocatore più forte del mondo. Ha debuttato nel Brasile il 10 agosto del 2010. L’anno seguente Neymar ha fatto un goal contro la Germania. Carone, Ienzi

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SPORT

NUMERO II ANNO 2012

Pagina 33

Londra 2012: le Olimpiadi I Giochi Olimpici sono un evento sportivo quadriennale, che si svolge cioè ogni quattro anni, che prevede la competizione tra i migliori atleti del mondo in quasi tutte le discipline sportive di tutti e cinque i continenti. Sono chiamati anche Olimpiadi. Il nome Giochi Olimpici è stato scelto per ricordare i giochi che si svolgevano nell’antica Grecia presso la città di Olimpia, nei quali si confrontavano i migliori atleti greci. Il barone Pierre De Coubertin alla fine del XIX secolo ebbe l’idea di organizzare dei giochi simili a quelli dell’antica Grecia. I primi Giochi Olimpici dell’Era Moderna si svolsero ad Atene nel 1896. A partire dal 1924, vennero istituiti anche dei Giochi Olimpici invernali, specifici per gli sport invernali. Esistono anche i Giochi Paraolimpici o Paralimpiadi, competizioni fra persone diversamente abili. A partire dal1994 l’edizione invernale

non si tiene più nello stesso anno dell’edizione estiva, ma sfasata di due anni.

Il motto dei Giochi olimpici è “Citius, altius, fortius” cioè “Più veloce, più alto, più forte”.

La bandiera olimpica raffigura cinque anelli intrecciati in un campo bianco. I colori scelti sono presenti nelle bandiere di tutte le nazioni, quindi la loro combinazione simboleggia tutti i Paesi, mentre l’intreccio degli anelli rappresenta l’universalità dello spirito olimpico.

I Giochi della XXX Olimpiade si terranno a Londra, Regno Unito, dal 27 luglio al 12 agosto 2012. La capitale britannica diverrà così la prima città ad aver ospitato per tre volte le Olimpiadi. Verrecchia

La Juve vince il campionato! Ebbene sì, lo scudetto va alla Juve, anche se Federico non è d’accordo. Egli ritiene che la Juve non meritava questa vittoria. Io ritengo che la Juve se l’è meritato lo scudetto, essendo imbattibile È stato vinto ufficialmente il 13 Maggio

e c’è stata la superfesta dei tifosi. La Juve lo aspettava da un anno, mentre il C i t y d a 4 4 a n n i ! Alla Juve sono arrivati i complimenti da tutto il mondo: da Mancini, l’allenatore del Manchester City, che ha vinto la Premier League inglese, il campionato di calcio inglese; da Cesare Prandelli, il Commissario

Gli Internazionali di tennis Sono andato a vedere gli internazionali il 12 Maggio 2012, al campo centrale del Foro Italia. Era pieno di stand di marche di tennis e ho comprato un cappellino Babolat, uno degli sponsor del tennis. C’erano tre campi: il più importante dove si disputano le finali di maschile e femminile era il Campo Maggiore, il Pietrangeli, dedicato a Nicola Pietrangeli, il più grande tennista italiano e un altro campo. La classifica mondiale maschile è ATP, mentre quella femminile è WTA. Novak Djokovic, primo nella classifica

attualmente, è serbo. Rafael Nadal, secondo in classifica. Roger Federer è terzo in classifica. Questi sono i miei idoli e i migliori, secondo me. Il torneo funziona così: i primi 7 sia ATP che WTA della classifica mondiale passano ai quarti di finale; fra gli ATP e i WTA, che sono in una posizione non molto alta, si fanno partite per decidere chi entra nel torneo 7 Wild Car. Se un giocatore era in una buona posizione e a causa di qualcosa lascia il tennis, un anno dopo rientra ed è ammesso al torneo senza giocare. Carone

Tecnico della Nazionale Italiana; da tutto il Milan, da Ibra e gli altri giocatori; dall’ex Presidente del Consiglio e dal Presidente del Milan, Sivio Berlusconi, insieme al vicepresidente Galliani. Carone, Sajeva


SPETTACOLO

FONDAZIONE

INVITO alle ore 11.00 Lunedì 20 febbraio Fondazione presso il teatro della spettacolo di Cristo Re si terrà lo ti al corso Carnevale degli iscrit ità teatrale. pomeridiano di attiv

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NUMERO II ANNO 2012

SPETTACOLO

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Tutti i protagonisti della redazione:

Fondazione Cristo Re Via Acherusio, 71 00139 ROMA Tel.: 06.8620.7503 Fax: 06.86217055 www.istituto-cristore.it

E FONDAZION CRISTO RE

Benvenuti Enrico

Moreschini Michele

Carone Stefano

Porzi Augusto

Contini Leonardo

Sajeva Federico

Di Sabatino Lisa

Sartoretti Giulio

Ienzi Gabriele

Scialpi Valerio

Magrini Elisa

Stabile Sara Collaboratori esterni: Monaca, Di Perna, Geffers

Barbara In questi anni, i bambini di quinta elementare hanno scoperto che alla maestra Barbara piace: andare dal parrucchiere, fare degli spettacoli meravigliosi e insegnare l’inglese ai bambini. Sin da quando noi eravamo piccoli, abbiamo visto tutti i colori del mondo sui suoi capelli: la prima volta li abbiamo visti biondi, dopo una settimana marroni, dopo ancora rossi, arancione scuro… Per quanto ne sappiamo, la maestra Barbara fa degli spettacoli di vero gradimento. Noi ne abbiamo fatto parte in quelli di quarta e di quinta: “Sorelle d’Italia” e “We are the world”

Scrittoré è il giornale che fa per te

I commenti degli spettacoli sono stati tutti positivi. Questo dimostra che la maestra è stata molto paziente e gentile per fare degli spettacoli di gran successo. Per quanto riguarda l’insegnamento dell’Inglese agli studenti, è una maestra d’eccellenza. Le piace insegnare inglese, è molto gentile, si arrabbia con chi se lo merita e non urla quasi mai. Insomma è una maestra fantastica e un’ottima amica per tutti i bambini. Di Sabatino, Zotti

Fernando Il maestro Fernando è il mio maestro dalla prima elementare. Con lui ho passato un momento molto importante della mia crescita. Il maestro Fernando è di corporatura normale e piuttosto alto. Ha i capelli brizzolati, poca barba e gli occhi scuri. Il suo sguardo è profondo, intelligente e sempre pronto a controllare noi bambini. Indossa camicie quasi sempre a scacchi ed è insensibile al freddo. È abbastanza abitudinario; infatti, parcheggia sempre nello stesso posto. È una persona di poche parole, ma quando parla è sempre attento a trovare i termini giusti. Non sorride spesso, perciò quando lo fa mi dà un senso di soddisfazione perché capisco che è felice. È preciso, puntuale o, al massimo, “anticipatario”. È in ritardo solo quando dobbiamo andare a ricreazione. Ogni tanto ci stupisce con le verifiche a sorpresa. Secondo me, spiega bene le lezioni perché approfondisce gli

argomenti e ci racconta le curiosità. Se qualcuno non capisce, lui spiega di nuovo e ripassa con il gesso sui disegni e le scritte precedenti. Il primo giorno di scuola, in prima elementare, quando ho scoperto di avere un maestro e l’ho visto così serio mi sono impaurita e volevo avere una maestra. Poi, mamma e nonna, che hanno avuto anche loro un maestro, mi hanno spiegato i lati positivi di avere un maestro e da allora sono molto legata a lui. Il maestro Fernando nel tempo è cambiato verso di noi perché noi siamo cresciuti e penso che lui si trovi meglio con i bambini più grandi. Spesso ci racconta quello che farà con i futuri alunni di prima ed io un po’ mi intristisco. Poi penso che lui lo dice per farsi coraggio perché deve rincominciare con i piccolini. In questi cinque anni il maestro Fernando mi ha insegnato moltissimo, anche al di fuori delle materie scolastiche. Per esempio, come si piegano le buste, come

piantare i semi e far crescere le piante. Nel tempo trascorso con lui, mi ha trasmesso alcune delle mie passioni: la lettura, il gioco della dama, l’uso del computer. Mi ha insegnato a studiare con gli schemi, che mi servono per capire e per ricordare. Devo ringraziare il maestro Fernando perché mi ha insegnato i segreti per scrivere un giornale e, insieme alla mia famiglia, il rispetto per la natura e le regole della società. Quando mi fa i complimenti io sono contenta e penso che è buono e che esagera. Per me la sua opinione è importante e mi immagino sempre che mio nonno, quando insegnava, era come lui. Mi ricorderò sempre del maestro Fernando per la sua pazienza e per i suoi fantastici lavoretti. Il mio maestro è e sarà sempre una persona importante Magrini


ScrittoRe 2012 N. 2