Page 1

RAPPORTO

UN

PROFILO DI GIOVANI IN USCITA DALLA SCUOLA SUPERIORE DI

VENEZIA E PROVINCIA


“Scenari”: un progetto di orientamento alle scelte di studio e/o di lavoro dopo la scuola superiore1 Quando si presentano al colloquio di orientamento, alcuni studenti sembrano avere le idee molto chiare. In qualche caso, durante la conversazione con l’orientatore-psicologo dell’Ufficio Orientamento e Consulenza Psicologica dell’ESU, emerge una capacità di auto-orientamento sviluppata attraverso la raccolta paziente di informazioni, sia tramite internet, familiari, amici, docenti, sia tramite una riflessione e persino una valutazione dei pro e dei contro. Altre volte, invece, ci si accorge che è solo una posa, un’impressione di sicurezza che si vuol trasmettere, magari per dimostrarsi “grandi” e indipendenti. Nei confronti del questionario di orientamento “Autoritratto”, in cui i ragazzi, attraverso varie domande sui propri interessi, attitudini, intenzioni di scelta, aspettative, “dipingono” una sorta di profilo personale, e del successivo colloquio individuale con l’orientatore-psicologo, alcuni manifestano delle aspettative quasi magiche, altri ci scherzano un po’ su con curiosità (“chissà, magari si scopre che io sono un’altra”, ironizza una ragazza dell’I.T.C. “F. Foscari” di Mestre), altri ancora sembrano mossi da una certa prudenza o diffidenza, molti manifestano un atteggiamento aperto e collaborativo. Qualcuno, come uno studente del Liceo “M. Polo” di Venezia, si sorprende che, attraverso il questionario e il colloquio, emerga una sorta di quadro “così preciso” di sé, dei propri interessi, delle proprie potenzialità. C’è anche chi, divertito, riconosce che non è il solito test da spiaggia. Quando si affronta insieme l’argomento della scelta di studio e/o professionale, in molti casi su tutto sembra pesare una cappa di incertezza assai spessa, magari dissimulata da una coltre di scetticismo, ironia amara o indifferenza, reale o apparente. Le ragazze e i ragazzi che abbiamo incontrato nell’anno scolastico 2009/10, a volte sono o danno tutta l’impressione di essere poco informati sui corsi di studio o sul mondo delle professioni, ma soprattutto appaiono incerti, persino timorosi, quando non scoraggiati, di fronte al futuro. I più ottimisti sorridono e aggiungono: “magari tra 5 o 6 anni cambia tutto”. Alludendo al fatto che forse ci saranno abbastanza posti per insegnanti, medici, avvocati, operatori dei beni culturali, ricercatori… Sono per lo più ragazze e ragazzi tra i 17 e i 18 anni, di 4° superiore, spesso incerti e dubbiosi del proprio futuro, ma anche in moltissimi casi avvertiti di ciò che accade. Sanno che c’è una crisi economica in atto (e non solo quella, riferiscono in molti), che un giovane su tre non ha lavoro, che è difficile trovare un’occupazione, tanto più coerente con quello che si è studiato. Hanno presente la crisi che sta conoscendo il settore pubblico e quello dipendente più in generale – infatti la maggior parte, come vedremo più avanti, vorrebbe un lavoro in proprio – si chiedono anche, in molti casi, se valga la pena continuare a studiare (e in effetti la percentuale di coloro che “non sanno” in assoluto cosa scegliere dopo la scuola superiore è passata in un anno dal 12,9% del 2008/9 al 17,5% del 2009/10, come illustrato nel grafico n. 6 più sotto). Non sono poi infrequenti i casi di coloro che avanzano già l’ipotesi di andare a studiare o lavorare all’estero. 1

A cura di Pierpaolo Luderin e Marta Boni, ESU di Venezia

1


Ad incrementare l’incertezza, il disorientamento si aggiungono i continui cambiamenti, le ripetute riforme conosciute dalla scuola, dall’università e dal mondo della formazione superiore in genere (anche quella FSE e ITFS negli ultimi anni): corsi avviati e poi sospesi, titoli di corsi di laurea o di formazione più o meno accattivanti, lauree e corsi di cui non si conoscono gli esiti professionali, spesso con l’indicazione di sbocchi professionali vaghi, generici. Ciò contribuisce non poco a confondere ancor più le idee, quando non a generare una sorta di sfiducia verso le istituzioni formative stesse e ad accrescere il bisogno di un orientamento che non dia solo risposte o “clicca qui”, ma provi ad andare incontro alle domande e ai dubbi dei giovani.

1. Il progetto L’Ufficio Orientamento e Consulenza Psicologica – C.U.OR.I. dell’ESU di Venezia ha ideato e attuato, in collaborazione con la Provincia di Venezia, Assessorato al Lavoro e alla Formazione professionale, un intervento di orientamento per le scuole superiori della Provincia stessa denominato Scenari. Scenari è un progetto finalizzato a supportare la transizione tra ciclo delle scuole superiori e ciclo formativo universitario o non universitario, così come il passaggio verso il mondo del lavoro. E’ un’iniziativa che vede gli studenti quali attori protagonisti, sviluppato con tempi (“Atti”) che consentano di elaborare in fasi diverse, con diverse modalità e con altri soggetti (docenti, compagni, genitori, operatori dell’Ufficio Orientamento) l’esplorazione delle possibili situazioni di studio/lavoro/vita. Scenari è uno tra i non molti progetti di tale ampiezza, sia a livello nazionale che europeo, di counselling (inteso come consulenza orientativa con esperti) individuale, oltre che di orientamento formativo di gruppo, capace di incontrare tante ragazze e tanti ragazzi nel loro ambiente quotidiano di studio e di rispondere alle loro domande circa i progetti personali per il futuro. Obiettivo di Scenari è da un lato promuovere nello studente l’acquisizione di un “bagaglio” di conoscenze e di strumenti e, dall’altro, rafforzare un atteggiamento esplorativo, propositivo e consapevole delle scelte e degli scenari esistenziali. Vengono, quindi, illustrate le diverse aree didattico-culturali dei corsi di studio, universitari e non (corsi FSE, IFTS…), presenti nel Veneto e in altre regioni e i possibili sbocchi professionali. A ciò si affianca un’attività di consulenza e supporto individuali finalizzata ad aiutare i ragazzi ad intraprendere coscientemente e serenamente le loro scelte. Si tratta di un’iniziativa estesa a tutti gli studenti delle classi 4° (con, ove richiesto, una “ripresa” per le classi 5°) delle scuole medie superiori della Provincia di Venezia, resa possibile grazie alla collaborazione che viene a crearsi tra l’ESU, i dirigenti scolastici e i docenti referenti per l’orientamento di ciascun istituto, oltre che attraverso la presenza “fisica” degli esperti dell’Ufficio Orientamento nelle singole scuole. Gli stessi docenti referenti per l’orientamento sono investiti del ruolo di coordinatori e lavorano in stretto contatto con l’Ufficio Orientamento per pro-

2


grammare e monitorare le diverse fasi del progetto che, in sintesi, per le classi 4° sono le seguenti: a) predisposizione ed invio ai dirigenti scolastici e ai referenti per l’orientamento delle scuole superiori (licei, istituti tecnici e professionali) della Provincia di Venezia di una lettera di presentazione di Scenari: obiettivi, contenuti, tempi e fasi del progetto. b) le scuole interessate contattano quindi il C.U.OR.I. ESU per ulteriori informazioni e per dare inizio alla collaborazione. c) una volta che la scuola ha aderito al progetto il docente referente per l’orientamento diventa l’interlocutore dell’Ufficio Orientamento: insieme verranno decisi appuntamenti, orari, attività. In questa fase, preparatoria alle successive attività, verrà trasmessa ai docenti la seguente documentazione: o una convenzione da stipularsi tra l’Istituto e l’ESU di Venezia che ha lo scopo di formalizzare i rapporti tra le due istituzioni e dare ulteriore garanzia ai servizi forniti dall’ESU; o una informativa indirizzata ai docenti non direttamente coinvolti nel progetto Scenari sulle attività orientative che l’Ufficio Orientamento realizzerà presso l’istituto; o una lettera da consegnare ai genitori degli alunni coinvolti nel progetto al fine di renderli partecipi delle attività orientative seguite dal figlio; o una comunicazione sulle finalità e sulle modalità di trattamento dei dati di cui l’ESU disporrà, come previsto dalla legge sulla privacy (D.Lgs. 196/2003 e successive modificazioni). L’informativa dovrà essere distribuita e firmata da tutti gli alunni partecipanti al progetto. In caso di minorenni, il consenso al trattamento dei dati dovrà essere sottoposto alla firma dei genitori. “Atto I: Panoramica”. Di comune accordo con i docenti, viene fissata la data per un incontro/dibattito, della durata di circa un’ora, presso l’istituto stesso generalmente in orario scolastico - condotto dagli orientatori-formatori dell’Ufficio Orientamento, con supporto di slides, esercitazioni pratiche e distribuzione di materiale informativo. Finalità dell’incontro è informare i ragazzi circa i possibili percorsi di studio e lavoro dopo il diploma, favorire negli studenti la riflessione sulla propria identità personale e professionale, pensare ad un personale progetto di vita che parta dall’esplorazione del proprio potenziale individuale. Gli argomenti affrontati e discussi durante l’incontro riguardano: o la presentazione dell’Ufficio Orientamento e Consulenza Psicologica, dell’ESU, dei servizi universitari e di tutto ciò che favorisce il diritto allo studio; o la presentazione dei servizi per la formazione e il lavoro della Provincia di Venezia; o i passi da seguire per una scelta efficace: costruirsi un progetto di studio/lavoro/vita, esplorare sé stessi (interessi, attitudini, aspirazioni, motivazioni…), attivarsi nella ricerca di informazioni sui percorsi di studio, di formazione, sul mondo del lavoro…. o la scelta universitaria: perché iscriversi all’università e a quale corso (motivazione); conoscere i contenuti didattico-culturali di ciascun corso; co-

3


me funziona il sistema università e come adattarsi ad esso; quali le prospettive occupazionali dopo il conseguimento del titolo; o le alternative formative all’università (ifts, corsi di formazione professionale…): obiettivi formativi, durata, dove informarsi… o il lavoro: atteggiamenti e strategie efficaci per cercare lavoro; costruirsi un progetto professionale; valutare le proprie competenze; cosa richiede il mondo del lavoro oggi; o tipologie contrattuali, forme di sostegno all’imprenditoria giovanile e femminile; o approfondimento di particolari aspetti o argomenti, emersi: ad esempio particolari aree didattiche, come organizzare lo studio all’università, specifiche professioni… Durante questo incontro collettivo viene illustrata anche la seconda fase del progetto, l’”Atto II: Autoritratto”, a cui partecipano gli studenti interessati ad un approfondimento. “Atto II: Autoritratto”. Per gli studenti che desiderano riflettere sui propri interessi, attitudini, motivazioni, modalità di studio è possibile confrontarsi con una serie di questionari (“batteria”) discussi, in un successivo momento (fase di “restituzione”) con uno psicologo, esperto di orientamento. L’intervento si articola, appunto, in due momenti: il primo dedicato alla somministrazione della batteria di test (condotta da un consulente di orientamento psicologo), presso la sede della scuola interessata; il secondo riservato alla discussione, con l’orientatore psicologo, di quanto emerso dal questionario: l’incontro avviene sempre presso l’istituto scolastico di appartenenza dopo che l’Ufficio Orientamento, attraverso i suoi operatori incaricati, abbia ultimato l’elaborazione delle risposte. Anche questa fase è resa possibile grazie alla stretta collaborazione dell’Ufficio Orientamento con i docenti referenti nelle scuole e ai loro contatti con le famiglie e gli studenti stessi; questa fase infatti è svolta nel pieno rispetto delle modalità previste dalla legge sulla privacy. “Autoritratto” è un questionario costituito da un insieme di test, che intendono promuovere, negli studenti, l’esplorazione degli aspetti coinvolti nel processo di scelta post-diploma al fine di delineare una sorta di autoritratto, ovvero di profilo individuale, inteso come base di riflessione per operare delle scelte consapevoli e personali. Gli studenti interessati a partecipare a questa fase devono segnalare il proprio nominativo al docente referente, il quale concorda con l’Ufficio Orientamento – in base al numero dei partecipanti e alle esigenze scolastiche – un calendario per la somministrazione e la successiva restituzione (quest’ultima individualizzata) dei questionari. Il questionario prende in esame le seguenti aree: o Intenzioni di scelta: scolastiche e/o lavorative; o Caratteristiche sociodemografiche familiari: le domande mirano a delineare il contesto familiare di provenienza; o Interessi: vengono prese in considerazione le seguenti aree (ciascuna articolata poi in più settori comprendenti corsi di studio affini): Scientifico-tecnica, Scientifico-biologica, Economico-giuridica, Umanistica, Sociale e Sportiva;

4


o Attitudini: indaga le propensioni dello studente in relazione a diversi settori professionali; o Personalità. Oltre a queste dimensioni, vengono esplorate anche le modalità di studio: si tratta di un elenco di affermazioni inerenti allo stile e alle tecniche di studio e di apprendimento. Il colloquio individuale è un momento di riflessione comune rispetto a dubbi, incertezze, aspirazioni, e diventa per lo studente un’occasione importante di confronto, utile a maturare una scelta più responsabile e consapevole circa il proprio futuro, scolastico e/o lavorativo. Al termine dei colloqui individuali, viene consegnato ad ogni studente del materiale informativo sui servizi dell’ESU e della Provincia di Venezia, assessorato al Lavoro e alla Formazione Professionale oltre al volumetto Guida il tuo futuro, con i corsi di studio universitari e non del Veneto, i servizi per il diritto allo studio, le modalità per cercare lavoro e le tipologie contrattuali esistenti Allo scopo di appurare la soddisfazione degli utenti e di migliorare di conseguenza il servizio prestato, alla fine dei colloqui individuali di orientamento, gli studenti vengono invitati a compilare un’apposita scheda di valutazione-gradimento rispetto alle varie fasi del progetto “Scenari”, ossia all’utilità percepita dell’iniziativa, alla soddisfazione complessiva, alla chiarezza espositiva dei formatori e rispetto il colloquio avuto con lo psicologo-orientatore. Ultimate le iniziative di orientamento, viene inviata ai dirigenti scolastici e ai docenti referenti una relazione conclusiva delle attività svolte durante l’anno scolastico. Vengono ripercorse le tappe del progetto; si indica il numero dei partecipanti a ciascuna fase; si riportano, in forma anonima, le indicazioni di scelta postdiploma espresse dagli allievi, sia scolastiche che lavorative. Ciò, contribuisce a far meglio conoscere alle scuole gli orientamenti successivi di studio/lavoro dei propri studenti e ad arricchire ulteriormente i propri piani di offerta formativa. Il progetto Scenari prevede anche attività da realizzarsi con le classi quinte. A seconda della scelta del referente per l’orientamento degli istituti scolastici, tali interventi possono configurarsi secondo due possibili modalità: o Incontri di approfondimento. Si tratta di incontri da tenersi in piccoli gruppiclasse, condotti da un orientatore-psicologo, al fine di approfondire alcuni temi di particolare interesse (la riforma universitaria, il mondo del lavoro, gli strumenti per cercare lavoro…) e favorire, attraverso la riflessione comune, il processo di scelta. In alcuni casi, gli alunni incontrati potrebbero aver già partecipato al progetto Scenari l’anno precedente: l’incontro avrà quindi lo scopo di richiamare concetti ed informazioni già trasmessi oppure chiarire dubbi ancora irrisolti. o Colloqui individuali, condotti da un orientatore-psicologo e da scegliersi in alternativa agli incontri di approfondimento. Hanno finalità di verifica delle scelte già maturate (o ancora da maturare) e rappresentano un’utile occasione di confronto per sviluppare una scelta più responsabile e consapevole circa il proprio futuro, scolastico e/o lavorativo. Come per l’opzione precedente, gli alunni incontrati potrebbero aver già partecipato al progetto Scenari l’anno precedente.

5


Caratteristiche salienti del progetto “Scenari” 1. E’ uno dei pochi progetti insieme di orientamento formativo di gruppo e di counselling (consulenza di orientamento) individuale, non solo nel contesto nazionale (UE e Consiglio di Europa raccomandano vivamente gli interventi verso la persona e i suoi bisogni). 2. ESU e Provincia di Venezia offrono un intervento caratterizzato da aspetti di terzietà, di “neutralità” rispetto alle scelte dei giovani, come rispetto agli interventi delle università, delle associazioni di categoria e rispetto alle stesse famiglie. 3. Il progetto si svolge all’interno delle singole scuole superiori, inserendosi nel contesto della didattica. L’attività di counselling individuale tuttavia ha anch’essa carattere di terzietà, in quanto è svolta da psicologi-orientatori ESU, ossia esterni alla scuola. 4. Sono coinvolti nel Progetto diversi attori: studenti, insegnanti, genitori, orientatori-psicologi. 5. Il progetto non si sovrappone, ma anzi si integra con le altre iniziative orientative di Regione, Università, enti e associazioni.

2. Profilo degli studenti di “Scenari” dell’a.s. 2009/10 Nell’anno scolastico 2009/10 hanno aderito al progetto di orientamento“Scenari” 27 istituti scolastici. 1803 studenti hanno partecipato alla prima fase “Panoramica” di orientamento formativo sulle possibilità di studio e/o lavoro dopo la maturità, costituita da incontri di gruppo, e 1639 studenti hanno preso parte anche alla seconda fase facoltativa “Autoritratto” e al colloquio individuale di consulenza di orientamento (tab. n. 1).

Tabella n. 1: dati relativi all’anno scolastico 2009/2010 ANNO 2009/2010 27 istituti scolastici 1803 studenti (incontro collettivo) 1639 studenti (colloquio individuale)

Al termine dell’attività di orientamento nelle scuole, sono stati raccolti i dati dei questionari di orientamento “Autoritratto” somministrati nelle scuole e compilati da ciascun studente. E’ stato così possibile ottenere un profilo degli studenti incontrati, mettendo in evidenza le loro scelte e aspettative future.

6


Le scuole e gli studenti coinvolti nel progetto provengono in gran parte da Venezia e Mestre (48,7%), con nuclei significativi di presenze delle zone di S. Donà di Piave (18,2%), Jesolo-Musile di Piave-Eraclea (6,6%), Chioggia (3,5%) e dei comuni della cintura intorno a Mestre (Martellago, Mira, Spinea, Mogliano). Per ciò che concerne la tipologia di scuole aderenti al progetto (grafico 1), si rileva una prevalente adesione da parte di istituti tecnici e professionali (55,2%) rispetto ai licei (44,8%), forse anche perché le iniziative orientative attuate dalle università sono in genere maggiormente rivolte verso questi ultimi. Grafico 1: tipologie di scuole

55,2% 44,8%

Licei

Ist. Tecn. Prof.

Il Progetto di orientamento dell’ESU acquista dunque una particolare rilevanza anche ai fini della promozione degli studi universitari e del Diritto allo Studio stesso presso gli istituti professionali e tecnici. Oltre al fatto che, grazie alla collaborazione instauratasi con la Provincia di Venezia, Assessorato al Lavoro, l’attività di orientamento riveste una valenza soprattutto di orientamento alla scelta, sia essa maggiormente propensa all’inserimento immediato nel mondo del lavoro o sia invece collegata a un progetto di lavoro futuro, dopo gli studi universitari o meno. Grafico 2: Genere degli studenti 58,6%

41,4%

Maschi

Femmine

Come è possibile notare dal grafico n. 2 risulta prevalente la partecipazione di studentesse (58,6%) rispetto a quella degli studenti (41,4%). Questo dato, tutta-

7


via, non è tanto ascrivibile alla maggiore propensione in genere da parte delle ragazze verso simili iniziative, quanto ad un’oggettiva maggiore presenza della componente femminile nel contesto del campione di istituti aderenti all’iniziativa. Un aspetto ritenuto importante, per conoscere più da vicino i ragazzi incontrati nelle scuole, è rappresentato dalla loro intenzione a proseguire gli studi, che è considerata una delle domande principali per comprendere meglio le aspettative future e le scelte formative e/o professionali. Il grafico n. 3 mette in evidenza l’alta percentuale di studenti che dichiara un interesse a continuare gli studi (62,4%), a paragone di un certo numero di ragazzi non intenzionati a proseguire (14,6%). Questo dato risulta significativo, considerata l’elevata partecipazione di istituti tecnici e soprattutto professionali, tradizionalmente volti ad una preparazione verso il mondo del lavoro. Grafico 3: Interesse per proseguire gli studi dopo la scuola superiore

62,4%

23% 14,6%

SI

NO

NON SO

E’ opportuno sottolineare la percentuale relativa alla risposta “non so”, la quale rivela un numero non indifferente di studenti incerti (23%), che esprimono dei dubbi riguardo al loro futuro post-diploma. Dalle precedenti indagini del Centro (Luderin e Boni, 2004), è emerso che, esaminando più da vicino il gruppo degli incerti, essi provengono proprio in gran parte dagli istituti tecnici e professionali. In questo contesto risulta quindi assai rilevante l’attività di orientamento sia di gruppo sia individuale condotta. Innanzi tutto va detto che, specialmente negli istituti tecnici e professionali, l’acquisita consapevolezza delle possibilità di formazione universitaria e non, e la presenza di supporti per il diritto allo studio favoriscono in alcuni una modifica della decisione iniziale di non proseguire gli studi e, quindi, la scelta di continuare a formarsi in vista di una crescita professionale e personale. In secondo luogo va segnalato che, proprio grazie all’attività informativa e consulenziale condotta con gli orientatori psicologi dell’ESU, se chi ha già una propensione può trovare maggiore riscontro alle proprie intenzioni, anche gli incerti hanno la possibilità di acquisire maggiori conoscenze sul mondo degli studi e delle professioni, ma pure sui loro interessi, sulle loro attitudini, sul loro metodo di studio e sul loro potenziale. Come abbiamo potuto verificare dai colloqui con i ragazzi, l’ampia percentuale tuttavia di risposte “non so” appare non solo indice di insicurezza, di difficoltà

8


ad assumere in autonomia e con responsabilità le scelte della propria vita adulta, ma anche tradisce un senso di incertezza quando non di smarrimento – come accennavamo all’inizio – collegabile assai più che all’età adolescenziale, allo stato attuale della società, alle difficoltà economiche e di inserimento occupazionale, di cui moltissimi giovani risultano più che consapevoli. Grafico 4: Interesse per proseguire gli studi dopo la scuola superiore in relazione al genere

67,7% 54,7%

25,3%

21,4%

20% 10,8%

Maschi

Femmine

si

no

non so

Il grafico n. 4 evidenzia l’interesse a proseguire gli studi dopo la scuola superiore in relazione al genere. Come si può osservare, se la percentuale di chi risponde “non so” è abbastanza simile in entrambi i generi, si nota per contro una maggiore percentuale di ragazze intenzionate a proseguire gli studi (67,7% contro il 54,7% di ragazzi), mentre risulta più elevata la percentuale di maschi che non intendono proseguire con gli studi (20% contro il 10,8% delle ragazze). Grafico 5: Interesse per proseguire gli studi dopo la scuola superiore in relazione al tipo di scuola 90,6%

39,2%

34,9% 25,9%

8,5% 0,8% Licei

si

Istituti

no

non so

9


Ci è sembrato inoltre interessante analizzare l’interesse a proseguire gli studi dopo la scuola superiore in relazione al tipo di scuola (grafico n. 5). Così, mentre risulta monolitico (90,6%) l’interesse a proseguire gli studi da parte dei liceali, appare assai più variegata la risposta da parte degli studenti degli istituti tecnici o professionali (39,2% è interessato a proseguire, 25,9% non è interessato, 34,9% non sa). Grafico 6: intenzioni post diploma (dati relativi a tutte le scuole) 66,2%

17,5% 13,2% 3,1% Università

corso di formazione

lavoro

non so

Andando poi a considerare più in dettaglio le intenzioni di scelta post diploma nel complesso (grafico n. 6) si vede che il 66,2% del campione è intenzionato ad andare all’università, il 3,1% pensa di seguire un corso di formazione, il 13,2% intende cercarsi un lavoro, il 17,5% non sa o non ha ancora maturato una qualsivoglia scelta. A questo proposito, si è potuto constatare come siano assai poco conosciute anche all’interno degli istituti professionali le possibilità formative non universitarie, come i corsi di formazione FSE o quelli IFTS, corsi che potrebbero interessare un numero non indifferente di giovani. Sarebbe utile quindi che l’offerta formativa regionale in questo settore fosse maggiormente conosciuta e divulgata per tempo, oltre a presentare una certa continuità. Una maggiore conoscenza delle opportunità formative seguenti al diploma di scuola superiore consentirebbe, infatti, allo studente di scegliere il corso di studi più consono alle proprie esigenze personali e professionali. L’attività di orientamento in loco può, quindi, assumere un ruolo importante nel sostenere la personale progettualità formativa e professionale, promuovendo l’emergere di aspirazioni e il consolidamento di desideri di cambiamento e di emancipazione. Se andiamo ad analizzare le intenzioni post diploma in relazione alla tipologia di scuola (grafico n. 7) possiamo constatare una significativa differenza tra i ragazzi provenienti da un liceo (classico, scientifico, linguistico, socio-psicopedagogico, artistico) e quelli iscritti ad un istituto tecnico o professionale. Se tra i primi, il 91,4% pensa con maggiore o minore convinzione di andare all’università, tra i secondi soltanto il 44% pensa a una simile scelta, mentre il 5% sarebbe interessato a seguire un corso di formazione professionale, il 24% intende cercare subito un lavoro, il 27% non sa ancora cosa fare.

10


Grafico 7: intenzioni post diploma in relazione alla tipologia di scuola 91,4%

44%

24%

1%

6,6%

1%

27%

5%

LICEI

IST. PROF. TECN.

Università

corso di formazione

lavoro

non so

Nell’indagine si è voluto proseguire valutando, più nello specifico, l’area di studi prescelta (le tipologie di studio, come specificato nella premessa erano state suddivise per macroaree affini), confrontandola tra studenti provenienti dai vari istituti secondari. I grafici n. 8 e n. 9 permettono di osservare le diversità tra le due tipologie di studenti. Tra i liceali vi è una distribuzione abbastanza omogenea tra più aree di interesse (dietro quella scientifica-medica-biologica con il 23%, seguono, alla pari, quelle umanistica e scientifico-tecnica (entrambe con il 13%), quindi quella arte/musica/spettacolo con l’11,6%, quella educativo-psicologica con l’11%, quella giuridica con l’8%, quella economica con il 7%. Seguono poi le aree linguistica (6,4%), quella di scienze politiche-comunicazione (4%), quella sportiva con il 2%, quella militare/polizia con l’1%. Grafico 8: aree disciplinari di maggior interesse (licei)

23%

13%

13%

11,6% 6,4%

11% 8%

7% 4%

2% sc i

en t

sc ie n

ifi co -

um tif i

te cn ic

a

co -

an is t

bi o

lo g

lin ic a

ic a

gu i

1%

ec po ed ar gi sp m ur ili ti s on uc or lit ta i i t t d a om ca ic i re st v i t ca iv a/ a /c ic i a c m o a a p m us si un ic co a ic lo az gi io ca ne

11


Grafico 9: aree disciplinari di maggior interesse (Istituti professionali/tecnici)

20% 17,4%

16% 11% 8,5%

7,2%

6,3%

4,2%

4%

3,4%

2% sc um ar ec po gi ed sp sc lin m ur ili tis ie on ie uc or gu lit an ta i nt nt ic tic di tiv at om is re is ifi ifi a c i t a a / tic v ic a c co co / i a m c o a a a m -te ps -b us un io ic cn ic l ol a i o ca ic gi og a zi ca ic on a e

Alquanto diverse risultano invece le aree di studio di maggior interesse negli studenti provenienti da istituti professionali o tecnici. Al primo posto vi è l’area economica con il 20%, seguita da quella scientifico-tecnica con il 17%, da quella linguistica con il 16%, da quella scientifica-medica-biologica con l’11%, da quella arte/musica/spettacolo con l’8,5%, poi da quella educativo-psicologica con il 7,2%, da quella umanistica con il 6,3%, da quella sportivo-motoria con il 4,2%, da quella giuridica con il 4%, seguita da quella militare/polizia con il 3,4% e infine da quella di scienze politiche/comunicazione con il 2%. Anche in questo caso va tenuto conto del campione considerato che vede una significativa presenza di istituti turistici, alberghieri, tecnico-commerciali, per geometri, per l’industria e l’artigianato. Grafico 10: settori professionali desiderati (tutte le scuole)

16% 11,3% 7% 3%

4%

10%

9,5%

10%

6% 5,5% 2,5% 0,7%

2%

3,1%

2,2%3,1%

4,1%

be am is tu in co ar am ba gi a s i e n a or rte erv nfo se o i ltro ni bi truz rism dus mm tigi m nc r d r / na i m m cit a in cu en e a i t lis od zi s at o/ e c ltu te one o/r rial erc nat ist rio/ o i p m a c is r./ io a e o / ra e ub hia o/ /m cia o le ss li/ ter form tor /ing co us li bl re i g c ar a al ic ur m ic e s ch rito az zio egn e a a a un /c an si / ti v ite rio ion ne ar s o ic p cu i ia m t o e ttu e a a re t m r zi ra on tac i er zz ol ci a e o a. ..

12


Per quanto concerne i settori professionali maggiormente desiderati (per i quali pure sono stati fatti degli accorpamenti tra settori affini), guardando al dato complessivo (grafico 10), possiamo vedere che tra tutti emerge quello dei servizi sociali e sanitari (che corrisponde a un’attitudine a “prendersi cura” di qualcuno, ambito forse in parte legato alla prevalenza di ragazze nel campione considerato) con un 16%, seguito da quello del turismo/ristorazione (11,3%), da quello amministrativo/legale/commerciale con il 10%, da quello arte/moda/musica/spettacolo (9,5%), da quello architettura/beni culturali (7,%), mentre ben un 10% (percentuale identica sia tra i liceali che tra gli iscritti a istituti tecnici e professionali) dichiara di non avere assolutamente le idee chiare al riguardo. Grafico 11: settori professionali desiderati (Licei)

22,2%

11,6%

4%

10%

9,7%

8,7% 5%

7% 3,7%

5%

3% 0,2%

1,3% 2,2%

1,4% 2%

3%

be am is tu in c am ba gi a s i e n a a du om rti or rte erv nfo se o i ltro ni m n b tru ri de rm rc na /m iz cu ien zio smo str me gian in car e lis od i s a ito is io ia rc ltu te n a / m a/ oc tico /pu chi e e/fo rist le/i io to tr./l /as ra m o/ i bb ar o t eg si n li/ co us ali cu ar erri rma raz ge lic e a e i m le ca ch to ra sa a zi ion gn u / r c si / t ar i te ni sp ni io on om ivo e cu c i t e ttu a e a a re m t r zi ra er on tac i zz ol ci a e al o ...

Se però andiamo a vedere i settori professionali maggiormente desiderati tra i liceali (grafico n. 11), possiamo constatare come tra tutti emerga nettamente il settore dei servizi sociali e sanitari (22,2%), che corrisponde a studi di area medica, e, secondariamente, psicosociale, seguito a debita distanza dal settore arte/moda/musica/spettacolo (11,6%), da quello amministrativo/legale/commerciale (9,7%), da quello architettura/beni culturali (8,7%) e da quello industriale/ingegneria (7%). Abbastanza equamente distribuiti in scala tra loro appaiono gli altri settori. Tra gli studenti degli istituti professionali e tecnici invece (grafico n. 12) appaiono maggiormente “gettonati” il settore turismo/ristorazione (18%), quello amministrativo/legale/commerciale (10,5%), quello dei servizi sociali e sanitari (10%), quello delle attività di commercio (8%), quello arte/moda/musica/spettacolo (7,5%), seguito in scala dagli altri settori.

13


Grafico 12: settori professionali desiderati (Istituti professionali/tecnici)

18%

10,5% 5,5%

10%

10% 7,5%

8% 5,3% 2%

3,1%

1,2%

3,6% 1,1%1,5%

3%

4,1%

5,6%

be am is tu in co ar am ba gi a s i e n a or rte erv nfo se o i ltro ni bi truz rism dus mm tigi m nc r d / r n i c m m a in z cu en e a al i t is od i so ati ito/ e c ltu te one o/r rial erc nat ist rio/ m a/ co pu hi r./ as o c /fo ist e/i io ra e o/ m i le b b ar li/ ter rm ora ng co us ali ga sic ar lic e e r e u z m i i le ca ch to az io gn ra sa a u / i r co tiv si ite io on ne ar ni /sp ni cu c i m t o ttu e a ar az et m re t ra io ac i er zz ne ol ci a a. o ..

Rispetto alla scelta della sede degli studi, abbiamo chiesto a chi era intenzionato a proseguire con degli studi universitari, quale fosse la sede universitaria preferita. Come si può verificare dal grafico n. 13 le sedi universitarie preferite sono Padova (31,3%), Venezia (25,7%), un’altra sede (Milano, Bologna, Udine, Trieste soprattutto, ma non sono affatto rari i ragazzi che pensano di andare a studiare - e magari poi anche a lavorare all’estero 19,8%), mentre ben il 23,2% non sa o non ha ancora deciso. Grafico 13: scelta della sede universitaria 31,3% 25,7%

23,2%

19,8%

Venezia

Padova

altro

non so

Poiché il progetto di orientamento Scenari è anche un progetto di orientamento professionale, oltre che di studio, e anche un primo momento per una riflessione che porti ragazze e ragazzi a pensarsi e vedersi nel loro futuro, abbiamo chiesto se questi avessero delle esperienze lavorative e un’idea di lavoro. I grafici seguenti (n. 14 e 15) riportano le percentuali di studenti che hanno svolto un’attività lavorativa, al di là delle esperienze di stage curricolari, durante l’anno scolastico e durante l’estate. Come si può vedere il 23,4% degli studenti ha

14


svolto un’attività lavorativa, per lo più saltuaria, durante l’anno scolastico (contro il 76,6% che non ha svolto alcun lavoro). Lavorano in percentuale maggiore (grafico 16) i maschi (25,8%) che non le femmine (21,7%), gli studenti provenienti dagli istituti tecnici e professionali (grafico 17), rispetto ai liceali (28,2% dei primi contro il 17,7% dei secondi). Grafico 14: Lavoro svolto durante l’anno scolastico

76,6%

23,4%

Si

No

Grafico 15: Lavoro estivo 53,2% 46,8%

Si

No

Grafico 16: Lavoro svolto durante l’anno scolastico in relazione al genere 78,3%

74,2%

25,8%

21,7%

Maschi

Femmine

si

no

15


Grafico 17: Lavoro svolto durante l’anno scolastico in relazione al tipo di scuola 82,3% 71,8%

28,2% 17,7%

Licei

Istituti

si

no

Il dato relativo al lavoro annuale però aumenta sensibilmente nel caso di svolgimento di un lavoro durante il periodo estivo di “vacanza” (grafico n. 15): il 46,8% infatti dichiara di lavorare durante l’estate, contro un 53,2% che non lavora. In questo caso però, se andiamo a vedere la percentuale di impegnati in un qualsiasi lavoro estivo (grafico n. 18), constatiamo che le percentuali di attività dei maschi e delle femmine sono molto vicini (47,6% dei primi e 46,3% delle seconde). Ma le differenze tornano ad essere significative se consideriamo il tipo di scuola di appartenenza (grafico n. 19): un 55,1% di iscritti a istituti tecnici o professionali infatti svolge un lavoro durante il periodo estivo a fronte del 36,8% dei provenienti dai licei. Molti ragazzi, dunque, dimostrano di aver fatto esperienza di un qualche lavoro soprattutto nel periodo estivo, lontano dagli impegni scolastici. Grafico18: Lavoro estivo in relazione al genere

53,7% 52,4%

47,6% 46,3%

Maschi

Femmine

si

no

16


Grafico 19: Lavoro estivo in relazione al tipo di scuola 63,2% 55,1% 44,9% 36,8%

Licei

Istituti

si

no

Riguardo poi alle aspettative di entrata nel mondo del lavoro (grafico n. 20), si è visto che la percentuale maggiore (24,3%) dei ragazzi prospetta di inserirsi in un contesto professionale prevalentemente in un lasso di tempo di due anni, cioè probabilmente dopo qualche corso breve di formazione o dopo un periodo di “assaggio” (ad es. un periodo all’estero), il 22,9% tra sei anni, ossia dopo una laurea magistrale o a ciclo unico, il 17,6% tra 4 anni, vale a dire dopo una laurea triennale, il 16,2% vorrebbe inserirsi nella vita lavorativa subito dopo la fine della scuola superiore (ricordiamo che sono studenti di 4° superiore), mentre il 15,1% pensa di entrare nel mondo del lavoro in un periodo maggiore di sei anni, e quindi, si presume, di continuare gli studi oltre la laurea magistrale o a ciclo unico.

Grafico 20: Aspettative di entrata nel mondo del lavoro

24,3%

22,9% 17,6%

15,1%

16,2% 3,9%

tra più di 6 anni

tra 6 anni

tra 4 anni

tra 2 anni

17

tra 1 anno

non risponde


Grafico 21: Aspettative di entrata nel mondo del lavoro in relazione al tipo di scuola

36%

35% 29,4%

23,3% 19,8% 14,9%

13% 10%

7,5% 3,1%

Licei tra più di 6 anni tra 2 anni

4,5%

3,3%

Istituti tra 4 anni non risponde

tra 6 anni tra 1 anno

Anche in questo caso siamo andati a vedere (grafico 21) le differenze tra le attese dei liceali e quelle dei provenienti da istituti professionali o tecnici. Il 35% dei liceali pensa di inserirsi nel mondo del lavoro “tra 6 anni”, ossia dopo una laurea di II livello, il 14,9% tra 4 anni, cioè dopo laurea triennale, il 10% tra due anni, concedendosi anche in questo caso un periodo ulteriore di formazione in Italia o all’estero o un periodo di assaggio/riflessione, mentre solo il 7,5% pensa di cercare un lavoro subito dopo la fine della scuola superiore. Un 29,4% poi è già orientato a entrare nel mondo del lavoro in un periodo di tempo superiore ai sei anni, vale a dire dopo una probabile, ulteriore formazione o stage dopo la laurea di II livello. Coloro che provengono invece dagli istituti tecnici o professionali pensano in buona percentuale (36%) di trovarsi un lavoro entro 2 anni, magari dopo qualche corso di formazione o stage. Il 23,3% è orientato a cercarsi un lavoro già alla fine delle superiori, il 19,8% pensa di entrare nel mondo professionale dopo una laurea triennale, cioè “tra 4 anni”, il 13% dopo una laurea magistrale (“tra sei anni”) e solo il 3,3% in un periodo di tempo superiore a sei anni. Riguardo alle preferenze lavorative per tipologia di attività (grafici nn. 22 e 23), il 39,2% (addirittura il 44,4% delle ragazze), cioè più di un terzo, non sa o non ha minimamente idea se preferirebbe un lavoro in proprio (libera professione, imprenditoria, lavoro autonomo) o un lavoro dipendente pubblico o privato. Il 30,4% invece desidererebbe un lavoro in proprio (40,1% dei maschi e 23,5% delle femmine), il 17,2 preferirebbe un lavoro dipendente nel settore privato (con percentuali simili tra maschi e femmine), il 13,2% preferirebbe un lavoro nel settore pubblico (11,6% maschi, 14,3% femmine).

18


Grafico 22: Preferenza lavorativa 39,2% 30,4% 17,2%

13,2%

dip. privato

dip. pubblico

in proprio

non so

Grafico 23: Preferenza lavorativa in relazione al genere 44,4% 40,1% 31,8% 23,5% 17,7%

16,5%

14,3%

11,6%

Maschi

dip. privato

Femmine

dip. pubblico

in proprio

non so

L’alta percentuale di incertezza in questo ambito evidenzia anche la scarsa conoscenza nei confronti del mondo del lavoro e delle professioni e il fatto che una gran parte dei ragazzi e soprattutto delle ragazze incontrati è concentrata essenzialmente sulla propria condizione presente, in modo ancora fortemente adolescenziale (sono, è pur vero classi 4°). I ragazzi vivono infatti intensamente l’ambiente (compagni, studio) legato alla propria scuola, o quello dei media (TV, internet, social network…), che funge spesso da tramite, da “luogo” di incontro/discussione – almeno in parte – con il primo, con una sorta di scollamento rispetto al mondo del lavoro (e talora, persino con la realtà): molti conoscono al più la professione dei genitori, oltre a quella dell’insegnante. In tale contesto è abbastanza ovvio che appaiano allettanti alcuni lavori “da sogno” come il diplomatico, lo stilista di moda, il criminologo (stante anche l’inflazione di noir e simili che domina il mondo dei media)…, mentre per alcuni ragazzi è forte la tendenza a riproporre il modello e le professioni dei genitori, soprattutto per quelle più prestigiose, come notaio, avvocato, medico, architetto, ma pure albergatore, esercente.

19


La stessa enfasi posta da molti insegnanti, da molti genitori e dai media sull’esame di maturità come traguardo e non come snodo verso altri percorsi esperienziali e di vita contribuisce non poco – crediamo – ad una mancanza di orientamento professionale in uscita dalla scuola superiore, a fronte invece delle – a volte fin troppo affollate – iniziative di orientamento condotte verso gli studi universitari. Il progetto congiunto dell’ESU e della Provincia di Venezia, in tal senso, punta anche a coprire – almeno in parte – questo “vuoto”.

3. La valutazione del progetto da parte degli studenti Finalità Ai fini di valutare l’attività di orientamento del “Progetto Scenari”, è stata presa in considerazione l’opinione degli studenti partecipanti agli incontri collettivi e ai colloqui individuali. Si è voluto cosi indagare il grado di soddisfazione percepita e l’utilità delle iniziative offerte dall’Ufficio Orientamento e Consulenza psicologica dell’ESU di Venezia. L’analisi dei dati raccolti ha permesso di monitorare e migliorare l’attività di orientamento nelle sue diverse fasi, dando ascolto ai fruitori stessi del servizio. Campione Al termine del colloquio individuale, è stato richiesto agli studenti di compilare il questionario di gradimento/valutazione, garantendo l’anonimato. Ricordiamo che il percorso orientativo, oggetto di valutazione, può essere così sinteticamente descritto: • incontro di gruppo iniziale, condotto da un orientatore che si avvale del supporto di lucidi per informare gli studenti relativamente ai possibili percorsi di studio e di lavoro dopo la scuola superiore, nonché sui servizi per il Diritto allo Studio; • questionario di orientamento inerente le scelte future, gli interessi, le attitudini e la personalità; • colloquio individuale, in cui vengono discussi con lo studente i risultati del questionario e viene promossa la riflessione sulle personali aspirazioni future. Strumento Il questionario di gradimento utilizzato è composto da 5 domande. Lo studente era invitato a esprimere un’opinione utilizzando una scala a 5 punti (1: per nulla; 5: molto). Le tematiche prese in considerazione riguardano: la valutazione complessiva del percorso di orientamento seguito (l’incontro di gruppo, il questionario di orientamento e il colloquio individuale), l’utilità dell’iniziativa, l’interesse per il colloquio con lo psicologo-orientatore, l’interesse per gli argomenti trattati durante l’in-

20


contro collettivo e la chiarezza espositiva del relatore. Inoltre, lo studente doveva indicare la classe e la scuola di provenienza. Di seguito vengono riportati i risultati delle distribuzioni di frequenza espresse in percentuali, compiute sui dati raccolti dai questionari.

Grafico 24: soddisfazione del percorso di orientamento seguito (incontro di gruppo, questionario, colloquio)

43,4%

41,3%

1: per niente soddisfatto 5: assolutamente soddisfatto

13,5%

0,4%

1,4%

1

2

3

4

5

L’attestarsi della valutazione sui valori più alti (4 e 5), espressa nel grafico 24 dall’84,7% degli studenti, rivela un grado assai elevato di soddisfazione per il Progetto nel suo complesso, sia dal punto di vista organizzativo che scientifico. Grafico 25: utilità dell’iniziativa

44,9%

41,7%

1: per niente utile 5: assolutamente utile

11,6% 0,2% 1

1,7% 2

3

4

5

Appare importante anche la valutazione dell’utilità del “Progetto Scenari” percepita dagli studenti (grafico 25). Quasi il 50% attribuisce il punteggio massimo (5). Tale dato risulta quanto mai significativo se rapportato alle valutazioni piutto-

21


sto basse che gli studenti, a livello nazionale, esprimono relativamente alle iniziative di orientamento delle diverse agenzie.

Grafico 26: interesse per il colloquio con lo psicologo-orientatore 56,7%

1: per niente interessante 5: assolutamente interessante 31,9%

8,4% 2,7%

0,4% 1

2

3

4

5

L’interesse per il colloquio individuale con lo psicologo-orientatore (grafico 26) raggiunge il punteggio 5 per il 56,7% degli utenti, evidente espressione della necessità e dell’importanza di un counselling individualizzato, in cui è offerta l’opportunità per il giovane di confrontarsi con un esperto psicologo-orientatore. Ciò conferma l’efficacia di un intervento orientativo, quale quello dell’ESU, che risulta in linea con una tendenza portata avanti seppur parzialmente da alcuni istituti scolastici aderenti al progetto Almadiploma. Tuttavia, rimangono ancor poche a livello regionale e nazionale le iniziative di orientamento centrate su un counselling qualificato e calibrato sulle esigenze del singolo studente, all’interno dell’ambiente scolastico stesso, cioè della propria dimensione quotidiana di studio/vita. Grafico 27: interesse per gli argomenti trattati durante l’incontro collettivo 50,1%

1: per niente interessanti 5: assolutamente interessanti 27,3% 19,5%

0,3% 1

2,7% 2

3

4

5

22


Grafico 28: chiarezza espositiva del relatore durante l’incontro collettivo

53,5%

1: per niente chiaro 5: assolutamente chiaro 32,1%

12% 0,1% 1

2,3% 2

3

4

5

I grafici 27 e 28, pur rivelando valutazioni elevate, evidenziano da una parte la difficoltà di intervenire ad un livello collettivo in modo adeguato e coinvolgente per tutti, dall’altra la professionalità degli orientatori/formatori dell’ESU, riconosciuta dal 53,5% degli studenti, che esprimono un elevato apprezzamento per la chiarezza espositiva dei relatori.

4. Dalla parte degli studenti: l’importanza di un counselling personalizzato La fase del progetto che gli studenti delle scuole superiori hanno forse apprezzato maggiormente è la parte denominata “Autoritratto” (“Atto II”). Gli studenti hanno accolto con entusiasmo e partecipazione la possibilità di confrontarsi con un esperto, consulente di orientamento-psicologo, attraverso la compilazione del questionario e la successiva discussione individualizzata. Tutte le fasi di questo terzo intervento si sono svolte presso le scuole stesse e così gli studenti hanno potuto usufruirne ‘a domicilio’. Gli orientatori psicologi hanno, infatti, in un certo modo ‘abitato’, condiviso gli spazi scolastici, utilizzando in modo nuovo l’ambiente solitamente occupato da professori e studenti. Questa modalità, sicuramente inusuale nel panorama dell’orientamento, almeno nel contesto italiano, ha permesso ai ragazzi di esplorare le proprie potenzialità, di riflettere su se stessi, di pensare con oggettività ad un progetto di vita concretizzabile. Poter parlare di cosa fare dopo la scuola superiore, all’interno delle mura scolastiche – non in un altro ambiente, in un luogo neutro e sconosciuto, ma proprio in quel posto in cui i ragazzi “sono” tutti i giorni – ha contribuito forse in maniera determinante al successo dell’intervento tra gli studenti, i docenti e, indirettamente, tra le famiglie, che erano state informate dall’ESU del progetto. La lezione di storia si è così accavallata al colloquio con lo psicologo, il compito di matematica alla discussione con i compagni sull’esito del test, il suono della campanella al confronto con la prof., proprio come nella mente di un adolescente si

23


sommano e sormontano aspettative e paure, impegni quotidiani con sogni e fantasticherie, la voglia di correre avanti con il desiderio di non cambiare mai. I ragazzi hanno integrato la propria esperienza quotidiana di studio, la propria storia, il ‘presente’, con la nuova prospettiva per il futuro, i propri sogni, il postdiploma. Il Sé attuale e il Sé futuro si sono incontrati nel colloquio, con lo scopo di poter dare senso e progetto alle proprie aspettative. Calarsi nel loro mondo ha permesso agli orientatori psicologi di essere vissuti come guide e non come giudici dei loro progetti per il futuro. “Ma, signora, questi test vanno poi in mano a qualcuno?”…”…ma da queste risposte si capisce se uno è un po’ ‘fuori’?”, sono state alcune domande degli studenti, dimostrando chiaramente quanto pregiudizio e timore si nasconda in loro e nello stesso tempo con quale serenità e spontaneità fossero percepiti gli esperti del centro ESU. Il sentirsi capiti e non giudicati ha creato un clima in cui è stato possibile orientare e farsi orientare. Con queste premesse gli studenti hanno potuto utilizzare a pieno la disponibilità, l’empatia e le informazioni offerte dall’orientatore, senza viverlo come l’ennesimo adulto saccente o un estraneo impiccione. Il progetto Scenari e ancor più la relazione di fiducia che viene a crearsi con l’orientatore rappresentano l’opportunità per gli studenti di reinventarsi, ovverosia di partire da elementi di sé e della realtà – di lavoro e di studio – per riconoscersi diversi, far emergere il desiderio d’essere “snidati”, scoperti cioè nei propri punti forti e di debolezza, prospettando così nuove alternative per il post diploma. In generale, nel dare una restituzione dei risultati del questionario agli studenti adolescenti, si nota in loro una duplice esigenza: essere come tutti gli altri, non strani o strambi, ma anche diversi da tutti gli altri, unici. L’orientatore, animato dall’interesse di conoscere le aspettative, le motivazioni, i conflitti che in questa fase di sviluppo i giovani stanno attraversando, compie la funzione di sostegno alla crescita, di adulto competente e neutrale con il quale confrontarsi e attraverso il quale distanziarsi dalla propria dimensione di adolescente e figlio. Da alcuni colloqui è emerso che i ragazzi colgono questo spazio come l’opportunità di chiedere a qualcuno, esterno alla famiglia e all’ambiente scolastico, se possono crescere, se va bene come lo stanno facendo, che cosa li aspetta o cosa stanno progettando per se stessi. L’orientatore diviene quindi non solo l’interlocutore dal quale ricevere riscontro e soprattutto ascolto, ma è anche chi permette l’esplorazione di aree del sé ancora poco conosciute, la comunicazione di desideri rimasti inespressi, la separazione da un’immagine di sé consolidata ma infantile e, infine, la perlustrazione di nuovi percorsi di vita. L’intervento di orientamento nell’ambito del progetto Scenari va spesso nella direzione di rafforzare nello studente gli obiettivi di studio o di lavoro che appaiono maggiormente rilevanti, o di mettere ordine nel folto gruppo di idee che si affacciano all’indomani del diploma. Il colloquio di restituzione può aiutare ad aprire un sentiero verso la consapevolezza. Molto spesso gli studenti, soffocati dalle migliaia di corsi di laurea e di formazione post diploma che si offrono loro, vorrebbero abbracciare tante opportunità tutte insieme, ma, giunti appunto al crocevia delle scelte, si trovano a dover decidere. L’orientatore psicologo, sulla scorta delle indicazioni emergenti dal colloquio e dal questionario, può sollecitare la riflessione dello studente sulle due o tre aree

24


che avverte in lui/lei come maggiormente presenti, contribuendo a dissipare la nebbia - a volte fonte di ansia - del mare delle opportunità. Attraverso la compilazione del questionario “Autoritratto” e con il colloquio di restituzione, anche gli studenti che sembrano aver già preso una decisione piuttosto radicata, si trovano “costretti” a pensare un po’ a loro e alle varie opportunità. La vasta gamma di situazioni lavorative espresse negli item di esplorazione degli interessi e delle attitudini, conduce il ragazzo a prefigurarsi in scenari di studio e di lavoro ai quali non aveva magari precedentemente pensato. Molti studenti, per esempio, avvertono durante il colloquio che alcune attività extra studio costituiscono un segnale di una propensione verso uno specifico ambito. Alcuni riconoscono, ascoltando l’orientatore mettere in luce le aree di interesse maggiormente rilevanti, che in loro convivono due o tre aspetti assolutamente diversi, che potrebbero tramutarsi rispettivamente in lavoro od hobby, e viceversa, e che nessuna scelta è assolutamente escludente un’altra altrettanto particolarmente sentita. A volte forse lo studente si aspetta un intervento direttivo da parte dell’orientatore, che gli esponga i risultati del questionario, e gli dica “che cosa sia meglio fare”. L’orientatore psicologo, invece, attraverso le tecniche del colloquio non fornisce un consiglio diretto sul cosa deve fare, ma si affianca allo studente e gli offre attenzione per dargli l’opportunità di pensare in modo autonomo ad una possibile scelta, considerandolo come un soggetto attivo e non passivo. Il ragazzo può così pensare in maniera forse diversa, nuova, ai suoi obiettivi. L’adolescente ha bisogno di essere aiutato ad accettare la sua ambivalenza, ma questo si può ottenere solo immergendosi con lui nelle aree di dubbio della sua mente, tollerando insieme proprio quella situazione transizionale che lo caratterizza e affiancandolo nella sua ricerca di una personale via di uscita. Per concludere, il percorso di orientamento da noi proposto si potrebbe suddividere in 3 fasi, anche se in continua relazione tra loro: retrospezione, traduzione e creazione. La retrospezione permette allo studente di osservare gli eventi già accaduti, le esperienze passate, la propria storia scolastica e personale; la traduzione fa in modo che orientatore e studente possano vedere gli elementi appena rievocati con una luce nuova, con parole diverse, in un’ottica originale di distanziamento; la fase della creazione comprende la proiezione degli elementi appena elaborati verso nuovi orizzonti, nella prospettiva di costruire un progetto di studio/lavoro per gli anni a venire basato sul cambiamento. In questo clima di apertura mentale, rassicurazione e accompagnamento, è possibile spingersi verso la novità, fonte ora di curiosità e non più di timori ostacolanti. Come si è visto sopra, alla fine del colloquio individuale di orientamento, si richiede agli studenti di compilare un questionario anonimo di gradimento/valutazione dell’esperienza vissuta. In calce alla scheda di valutazione, gli studenti possono aggiungere alcune osservazioni o suggerimenti personali. Oltre agli apprezzamenti relativi al progetto, al colloquio, alla possibilità di parlare di sé stessi con qualcuno (cosa non così frequente, anzi moltissimi, anche nei colloqui, riferiscono “di avere tante conoscenze, ma pochissime amicizie)”, di potersi confrontare con un esperto, di poter riflettere con tranquillità su se stessi e il proprio futuro, di aver acquisito una maggiore consapevolezza di sé, dei propri interessi e desideri, molti

25


ragazzi e molte ragazze manifestano il bisogno di avere più tempo e più spazio per ottenere maggiori informazioni inerenti lo studio o il lavoro (riguardo ad entrambi infatti non in pochi casi vi è una sorta di grado prossimo allo zero di conoscenze) o per intraprendere un percorso di scelta tra varie opzioni di studio o lavorative. In particolar modo alcuni frequentanti gli istituti tecnici e professionali vorrebbero poter avere maggiori dettagli rispetto ai corsi di formazione professionale (l’elenco dei quali però cambia di continuo), come alternativa ai corsi universitari; altri invece, interessati soprattutto all’aspetto informativo dell’orientamento, preferirebbero confrontare in dettaglio i corsi pressoché di eguale denominazione di università diverse (sono queste per lo più informazioni già fornite in forma sintetica durante l’incontro di gruppo e il colloquio; vengono anche segnalati gli incontri sulle singole facoltà promossi dalle università e alcuni siti e indirizzi utili). In ogni colloquio, comunque, viene sottolineata la possibilità di recarsi presso l’Ufficio Orientamento e Consulenza Psicologica - ESU, oltre che presso i Centri per l’Impiego della Provincia e gli Uffici orientamento delle università, per reperire notizie più dettagliate relativamente ai corsi universitari o di formazione post-diploma e alle varie figure professionali esistenti nel mercato del lavoro. Pur nella difficoltà di elaborare progetti di lungo periodo, in una società che muta rapidamente e in modo imprevedibile, i giovani possono creare programmi flessibili e adattabili alle mutevoli circostanze che di volta in volta si delineano. E allora anche l’apparente irresponsabilità e incertezza possono celare a volte la capacità di adattarsi alle nuove opportunità che la vita presenta.

Riferimenti bibliografici

Adamo S.M.G.-Giusti P., Valerio P. (a cura di), Servizi di consultazione psicologica e di orientamento per studenti universitari: ambiti di intervento e percorsi formativi, Napoli: Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, 2003 AlmaLaurea, XII Indagine Alma Laurea 2010 sul profilo dei laureati, www.almalurea.it/universita/profilo2009/ AlmaLaurea, XI Rapporto sulla condizione occupazionale dei laureati, www.almalaurea.it/universita/ Alma Diploma, Indagine Alma Diploma 2009, www.almadiploma.it/info/convegni/firenze2009/documentazione.shtml CENSIS, 43° Rapporto sulla situazione sociale del Paese/2009, Milano: F. Angeli, 2009 Fondazione RUI, Indagine Eurostudent sulla condizione di vita e di studio degli universitari, Roma, Fondazione RUI, 2009 Guichard J., Huteau M., Psicologia dell’orientamento professionale, Milano: R. Cortina, 2004 ISFOL, Percorsi di orientamento. Indagine nazionale sulle buone pratiche, Roma: ISFOL, 2004

26


ISFOL, Passo alla pratica. Una pratica Isfol di consulenza orientativa, Roma: ISFOL, 2010 ISTAT, Università e lavoro: orientarsi con la statistica, Roma: ISTAT, 2010 www.istat.it/lavoro/unilav/ ISTAT, Compendio statistico italiano, Roma: ISTAT, 2009 www.istat.it/dati/catalogo/20090721_00/ Kachigan S.K., Statistical analysis: an interdisciplinary introduction to univariate & multivariate methods, New York: Radius Press, 1986 Luderin P., Boni M., Foto di gruppo con autoritratto da giovane…, con un saggio introduttivo di A.A. Semi, Venezia: Cafoscarina, 2004 Pombeni M.L., Il colloquio di orientamento, Roma: Carocci ed., 1998 Pombeni M.L., Vattovani P. (a cura di), Centri dedicati per un sistema integrato di orientamento. Differenze per qualificare, Milano: F. Angeli, 2005 Provincia di Venezia-OMERO Osservatorio su Mercato dell’Occupazione, 3° Rapporto di documentazione 2010, Provincia di Venezia, “Rapporto COSES” n. 151 Regione del Veneto, 2009: l’anno della crisi. Il lavoro tra contrazione della domanda e interventi di sostegno, anticipazione del “Rapporto 2010”, Venezia: Veneto Lavoro, 2010, www.venetolavoro.it/portale/html/V4/osservatorio/rapporto_annuale/Rapporto2010_Anticipazione.pdf Tortorella A., Cristante D., Luderin P., Laureati & Lavori. Dall’università al mondo delle professioni, Milano: F. Angeli, 2002

27


Elenco di scuole partecipanti al “progetto Scenari” 2009/2010                           

Ist. Tecn. Comm. Alberti, S. Donà-Ve Ist. Tecn. Turistico Algarotti, Venezia Ist. Prof.le Barbarigo, Venezia Ist. Cavanis, Venezia Ist. Tecn. Comm. Cestari, Chioggia-Ve Ist. Tecn. Nautico, Ist. Prof.le Cini-Venier, Venezia Ist. Prof.le Alberghiero Cornaro, Jesolo, Ve Itis Fermi, Venezia Ist. Tecn. Comm. Foscari, Ve-Mestre Liceo Cl. Foscarini, Venezia Liceo Cl. Franchetti, Ve-Mestre Liceo Sc. Galilei, San Donà-Ve Ist. Tec. Comm. Gramsci, Ve-Mestre Lic. Art. stat., Venezia Ist.P.C. Luzzatti, Ve-Mestre Liceo Cl. Marco Polo, Venezia ITG Massari, Ve-Mestre Liceo Cl. Montale, S. Donà-Ve Liceo Sc. Morin, Ve-Mestre Ist. Prof.le Comm. Mozzoni, Ve-Mestre Liceo Ling. S. Caterina Da Siena, Ve-Mestre Ist. Tecn. Comm. Sarpi, Venezia ITG Scarpa, S. Donà-Ve Liceo Stefanini, Ve-Mestre Liceo Tommaseo, Venezia Ist. T. attività sociali Vendramin-Corner, Venezia Ist. Prof.le Volta, Ve-Mestre

Al Progetto di orientamento “Scenari” nell’a.s. 2009/10 hanno collaborato Pierpaolo Luderin, Marta Boni, Lidia Chervatin, Anna Tortorella dell’ESU di Venezia e Barbara De Vitis, Jessica Morosini, Oriola Ndreu, psicologhe collaboratrici a progetto dell’ESU di Venezia.

28

Un profilo di giovani in uscita dalla scuola superiore di Venezia e Provincia  

Il Rapporto è il frutto di un’attività di orientamento capillare in 27 licei e istituti tecnici e professionali del territorio provinciale,...

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you