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GRANDE STORIA

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GEOGRAFIE DELL’ABBANDONO LA DISMISSIONE DEI BORGHI IN ITALIA PARTE 1: TEMA E OBIETTIVI Cap 1 La Grande Storia d’Italia _Interpretazione e illustrazione del tema _Tappe - prima fase _Tappe - seconda fase _Obiettivi

PARTE 2 RICERCA- AZIONE Cap. 2 1943-1953 Gli anni del dopoguerra e la Ricostruzione Cap . 3 1954-1964 Gli anni della ripresa Cap. 4

1965-1979 La crisi e le contestazioni

Cap 5

1980-2009 Crisi nazionali e internazionali

PARTE 3 RIELABORAZIONE E SINTESI Cap. 6 Words to get Ideas Cap. 7 Crono-cartografia

PARTE 4 TIMELINE

Timeline schematica di sintesi

Bibliografia


PARTE 1


TEMA E OBIETTIVI


Tema


LA GRANDE STORIA

La grande Storia d’ Italia: fatti, periodi, eventi significativi dal dopoguerra ai giorni nostri. La ricerca si focalizza sugli avvenimenti storici dal Dopoguerra, che possono aver avuto dei risvolti e delle conseguenze nelle regioni delle Marche e dell’Abruzzo, in particolar modo i cambiamenti demografici, economici, urbanistici. La scelta di lmitare il periodo di ricerca, scaturisce dall’ipotesi che l’attuale stato dei borghi si debba ricondurre agli eventi degli ultimi sessant’anni.


approfondimenti

eventi principali

confronto

periodo

Tap

rielaborazione

consultazione


ppe

TAPPE

PRIMA FASE _ stabilire un intervallo d’azione (dal dopoguerra ai giorni nostri) e suddivisione di questo in quattro periodi principali da approfondire; _ consultazione di documenti per la definizione di eventi principali di ogni periodo per quanto riguarda la Storia d’ Italia _ individuazione di avvenimenti di carattere nazionale che potrebbero avere avuto influenza sulla storia d’ Abruzzo


approfondimenti

eventi principali

confronto

periodo

Tap

rielaborazione

consultazione


ppe

TAPPE SECONDA FASE

_ approfondimento di argomenti individuati di carattere generale nell’ambito abruzzese; _ confronto con le altre tematiche; _assegnazione agli argomenti di categorie di pertinenza indicate con un colore sull’anno che individua l’evento; le categorie individuate sono le seguenti:

politica economia infrastrutture naturali società _ rielaborazione con l’organizzazione di una sintesi che illiustri le cause dell’abbandono dei borghi abruzzesi attraverso la realizzazione di mappe riassuntive che illustrino la modificazione del territorio.


approfondimenti

eventi principali TIME LINE confronto

periodo

rielaborazione

consultazione


OBIETTIVI

Stesura di una time-line riguardante l’Abruzzo, che illustri gli avvenimenti e le cause che hanno portato all’abbandono dei borghi.

Obiettivi


PARTE 2


RICERCA E AZIONE


1943

1954

1964


LA GRANDE STORIA IN PILLOLE

1979

2009


CAPITOLO 2

1943-1953


Milano, 1943 Stemma della Repubblica Italiana

1943

Lavori di ricostruzione

1953


GLI ANNI DEL DOPOGUERRA E LA RICOSTRUZIONE Il periodo che va indicativamente dal 1943 al 1954, è decisamente significativo per l’ Italia in quanto si sono succeduti diversi avvenimenti che hanno comportato rilevanti cambiamenti per il Paese e che hanno contribuito a determinare il suo attuale assetto demografico, economico, politico e sociale. Il problema più urgente da risolvere nell’ Italia del dopoguerra era la ricostruzione; vennero emanati diversi provvedimenti dallo Stato in modo da incentivare l’ Edilizia come la Legge Fanfani_ Piano INA-CASA (1949), la Legge Tupini (1950), Legge Aldisio ( 1951). Nel 1950 viene approvato un altro provvedimento per risanare il Sud; la Cassa per il Mezzogiorno: vennero messi a disposizione dei finanziamenti che permisero la realizzazione di importanti opere di bonifica nel Sud Italia ( impianti di irrigazione, bonifica ecc...). Nonostante questi provvedimenti si acuisce l’ enorme differenza tra Nord e Sud: i principali interventi di ricostruzione e i grandi investimenti per la ripresa economica si realizzarono soprattutto al Nord mentre il Sud, tranne pochi e isolati interventi, rimase povero e arretrato.


Mappa di sintesi: lo sviluppo del territorio abruzzese dal 1943 al 1950


SINTESI Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale l’Abruzzo ne uscirà distrutto, sia dal punto di vista economico, che fisico e morale. I suoi abitanti, le sue città e i suoi numerosi paesi furono oggetto di bombardamenti e razzie, fù così che la popolazione iniziò a guardare all’estero come ad una possibilità di vita migliore. Agevolati da una politica favorevole, si citano a tal proposito l’Accordo di Parigi del 1947 o la legge per l’emigrazione verso l’Australia e l’Argentina, una folta massa di emigranti italiani e abruzzesi nello specfico inizierà a riversarsi su Belgio, Francia e talvolta oltreoceano. In Europa la possibilità offerta agli emigranti era quella di un lavoro in miniera, lavoro difficile, sottopagato e spesso pericoloso (Strage di Marcinelle) ma unica via di scampo da un’Italia in profonda crisi.


CAPITOLO 3

1954 - 1964


1954

1964


GLI ANNI DELLA RIPRESA La società italiana conosce in un brevissimo arco di tempo una rottura davvero grande con il passato: nel modo di produrre e di consumare, di pensare e di sognare, di vivere il presente e di progettare il futuro. E’ messa in movimento in ogni sua parte: esprime energie e potenzialità economiche diffuse, capacità progettuali, ansie di emancipazione differenti, e di diverso segno. IL “MIRACOLO ECONOMICO” Nel periodo di tempo compreso tra gli anni Cinquanta e Sessanta, l’Italia fu protagonista di un record di crescita nella produzione nazionale tale da far parlare di “miracolo economico”. L’apice dello sviluppo di questo trend positivo fu raggiunto tra il 1958 e il 1963, mentre dagli anni ‘50 al ‘58 si può parlare di una fase preparativa alla successiva espansione. Questo fenomeno caratterizzò anche molti altri Paesi europei, tra cui la Germania e la Francia, in cui si verificò un miglioramento dello stile di vita. In questi anni l’Italia riuscì a ridurre il divario economico con l’Inghilterra e la Germania e a eguagliare sistemi economici come quello belga, olandese e svedese. Nonostante il fenomeno si riferisca a un evento principalmente economico, esso ebbe una forte ripercussione sulla vita degli Italiani che in pochi anni cambiò radicalmente, in positivo o in negativo e portò nel nostro Paese un livello di progresso e benessere mai conosciuto nei periodi precedenti.


Mappa di sintesi: lo sviluppo del territorio abruzzese dal 1950 al 1960


SINTESI Negli anni ‘50 come si è visto, si ha una rinascita economica e sociale dell’Italia. Fù un processo redicale che in dieci anni trasformò la penisola da paese prevalentemente agricolo e sottosviluppato, in un moderno paese industrializzato. In questi anni gli stili di vita mutano radicalmente, si punta su beni di consumo privati, su automobili di lusso, televisione, ora più accessibili, andranno a impedire uno sviluppo in parallelo dei beni pubblici. Il periodo storico in questione viene tradizionalmente chiamato “BOOM ECONOMICO”. Questo sviluppo però non si manifesterà in maniera uniforme in tutta l’italia ma riguarderà soprattutto le regioni del nord, maggiormente industrializzate. Questo provoca forte ondate di emigrazione dai paesi del nord verso il triangolo industriale (Torinoo, milano e Genova)e le città maggiormente sviluppate. In Abruzzo in questi anni si hanno forti ondate migratorie dalle campagne e dalle montagne verso le città che, anche se in maniera decisamente inferiore rispetto al resto dell’italia, hanno seguito uno sviluppo industriale, come la città di Pescara nella quale si assiste alla nascita di uno dei pirimi e più importanti consorzi della regione, il Consorzio della Val Pescara. Tuttavia bisognerà aspettare gli anni ‘70 per assistere ad un vero e proprio sviluppo industriale. Ancora più forti, in questi anni, sono gli spostamenti al di fuori della stessa regione, alla ricerca di lavoro, benessere, e tranquillità economica. Gli anni del boom economico caratterizzeranno l’Italia intera fino alla metà degli anni ‘60, anni in cui a causa del sovraffolamento delle regioni del Nord Italia, dei metodi di lavoro alienanti e dai ritmi insostenibili, il sitema andò in crisi.


CAPITOLO 4

1964 - 1979


1964


LA CRISI E LE CONTESTAZIONI

Crisi, protesta, dissenso, contestazione, sono parole che entrarono nel linguaggio comune degli anni ‘60 e ‘70 con un significato nuovo, ad esprimere un fenomeno tipico della società industrializzata e che prima ancora che politico era esistenziale. Sono anni in cui regna un clima di diffuso disagio e di ribellione sia nei confronti dei limiti posti all’espressione della propria individualità che nei confronti della nuova società borghese e del neo-capitalismo con la sua organizzazione del lavoro, parcellizzata e alienante. Sono anni in cui a fare da protagonistre sono due delle più gravi crisi che il nostro Paese abbia mai dovuto affrontare: la crisi economica prima e quella petrolifera poi. D’innanzi alla crisi la popolazione regisce manifestando il proprio dissenso, lottando per i propri diritti. Ed è proprio in questo clima di tensione che nasce e trova terreno fertile uno dei più cupi paragrafi della nostra storia: quello del terrorismo italiano.

1979


Mappa di sintesi: lo sviluppo del territorio abruzzese dal 1960 al 1980


SINTESI Il trentennio che intercorre tra il 1960 e 1980 sarà fondamentale per lo sviluppo del territorio abruzzese. Come emerge dalla mappa di sintesi a lato, sono gli anni di apertura delle grandi infrastrutture regionali, saranno inauguarati i primi tratti dell’Austostrada Adriatica (A14) e di qualla dei Parchi (A24 e A25). La massiccia infrastrutturizzazione che investità la regione, insieme ad una politica volta all’incentivazione del Mezzogiorno, sarà fondamentale anche nell’agevolare la nascita e lo sviluppo di una fiorente economia locale, che caratterizzerà soprattutto le aree vallive e costiere, come si vede, lasciando quelle montane in uno stato di emarginazione ed arretratezza profonda, che spingerà le popolazioni di queste zone ad emigrare verso i nuovi poli industriali. L’emigrazione che si registra nel periodo mostra una duplice tendenza: da un lato, come appena detto, vi sono spostamenti interni alla regione, prettamente dalla montagna alla città, dall’altro lato invece, proseguono le emigrazioni verso il nord Italia, in specialmodo all’inizio degli anni ‘60 quando ancora non si era conclusa la fase del boom economico. Sarà a partire soprattutto dagli anni ‘70 che inizieranno a nascere nella regione numerose industrie, tra queste: FIAT, HONDA, SIEMENS, HONEYWELL. Lo sviluppo industriale avverrà su un duplice fronte: da un lato sorgeranno grandi industrie, solitamente sedi distaccate di multinazionali del Nord, che dopo gli episodi dell’Autunno Caldo del ‘69, dopo la grave crisi economica che investì l’Italia intera tra il ‘63-64 e favoriti dall’incentivazione statale (proroga alla chiusura della Cassa per il Mezzogiorno, legge per lo sviluppo del Mezzogiorno), vedranno nelle regioni meridionali dei “terreni fertili” ove insediarsi, dall’altro lato inizierà a fiorire una piccola-media impresa locale incentivata dalla nascita dei consorzi industriali. I corsorzi industriali sono aree nate con lo scopo di favorire l’industrializzazione di determinate zone, nella regione ne saranno presenti sino agli anni ‘90, anni in cui il settore industriale regionale inizierà a vertere in una situazione critica, ben sette. Si parla per il territorio abruzzese di industria diffusa, in quanto non è polarizzata attorno ad un unico centro ma si sviluppa diffusamente sul territorio all’interno dei diversi consorzi.


CAPITOLO 5

1980 - 2009


CRISI NAZIONALI E CRISI INTERNAZIONALI

Negli anni ‘80 proseguono gli atti terroristici degli anni precedenti, ma da parte del governo scatta un programma di lotta al terrorismo italiano ed anche una lotta alla mafia da parte del Governo attraverso un maxi-processo a Palermo. Sono anni di scandali politici come la scoperta della loggia massonica P2, lo scandalo Tangentopoli e il Pool “Mani Pulite” condotto dal magistrato Di Pietro. Questi portano a diverse crisi e cambi di Governo. L’avvento del nuovo millennio è accompagnato dall’istituzione dell’U.E. e della una moneta unica, l’Euro. Sono anni di conflitti internazionali, prima di tutti la Guerra del Golfo: la prima nel 1990 e la seconda, ancora in corso, nel 2003. Uno degli eventi di grande importanza soprattutto per l’Abruzzo, il terremoto devastante avvenuto il 6 aprile 2009 all’Aquila.

1979

2009


Mappa di sintesi: lo sviluppo del territorio abruzzese dal 1980 a oggi


SINTESI La mappa rappresentata a lato mostra l’evoluzione storica del territorio per quanto concerne infrastrutture, industrie e flussi migratori. Dagli anni ‘80 si registrano anni molto floridi per lo sviluppo del territorio; verrà aperto il Traforo del Gran Sasso e verranno promulgati due piani regionali che contribuiranno ad aumentare notevolmente l’infrastrutturizzazione “a rete” della regione. La politica dei raccordi punterà alla “decantonizzazione” dell’ Abruzzo, ossia non più su una suddivisione in cantoni della zona, la costituzione di una rete stradale che innervi nella totalità il territorio regionale. La situazione resterà pressochè inalterata sino agli anni novanta, anni in cui una profonda crisi economica, dovuta all’ingresso dell’Italia nella Comunità Europea a seguito del Trattato di Maastricht, investirà la regione e l’Italia intera. Avrà inizio un forte processo di globalizzazione: la forte integrazione degli scambi commerciali internazionali e la crescente concorrenza dei paesi stranieri, nonchè l’affermazione delle imprese multinazionali nello scenario dell’economia mondiale, porterà ad una crisi del settore economico. L’Abruzzo, la cui economia era sino ad ora basata sul duplice modello costituito da piccole - medie imprese locali e grandi industrie che avevano le proprie sedi al Nord Italia, inzia a non reggere la troppo forte concorrenza straniera ed entra in un periodo di crisi che perdura ancora sino ai giorni nostri. La soluzione al problema, su cui sembrano voler puntare le istituzioni oggigiorno, è un “ritorno alle origini”, ossia all’artigianato. In quest’ottica va letta quindi l’istituzione dei distretti industriali a metà degli anni ‘90. Questi, aree artigianali destinate a piccole medie imprese locali, sono presenti anche in Abruzzo, dove soprattutto negli ultimi anni rappresentano la nuova realtà industriale. Inoltre le guerre jugoslave hanno portato a un fenomeno di migrazione massicci verso l’Italia e le cose adriatiche generando una crisi nazionale di emergenza.


PARTE 3


SINTESI


Mappa di sintesi: lo sviluppo del territorio abruzzese dal dopoguerra ad oggi


SINTESI La mappa rappresentata a lato mostra l’evoluzione storica del territorio per quanto concerne infrastrutture, industrie e flussi migratori. Il nostro obiettivo è stato quello di spiegare alla luce della della Grande Storia d’Italia questa evoluzione, capire perchè e per come certe cose siano avvenute e quindi anche quali conseguenze abbiano avuto sui borghi e sul loro abbandono. Il periodo storico analizzato va rispettivamente dalla fine della seconda guerra mondiale fino ai giorni nostri. In tutti questi anni il territorio abruzzese è sempre stato interessato da flussi migratori più o meno forti, sia interni che esterni alla regione. Sarebbe sbagliato ricondurre lo stato attuale di abbandono dei borghi ad un solo momento o ad un solo avvenimento della Grande Storia; sebbene infatti possa esserci stato volta per volta un evento più significativo, i fenomeni migratori ci sono sempre stati, la cosa importante sottolineare è invece il fatto che questi modificavano mete, entità e modalità a seconda del periodo storico nel quale si collocavano. Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale l’Abruzzo ne uscirà distrutto, sia dal punto di vista economico, che fisico e morale. I suoi abitanti, le sue città e i suoi numerosi paesi furono oggetto di bombardamenti e razzie, fù così che la popolazione iniziò a guardare all’estero come ad una possibilità di vita migliore. Agevolati da una politica favorevole, si citano a tal proposito l’Accordo di Parigi del 1947 o la legge per l’emigrazione verso l’Australia e l’Argentina, una folta massa di emigranti italiani e abruzzesi nello specfico inizierà a riversarsi su Belgio, Francia e talvolta oltreoceano. In Europa la possibilità offerta agli emigranti era quella di un lavoro in miniera, lavoro difficile, sottopagato e spesso pericoloso (Strage di Marcinelle) ma unica via di scampo da un’Italia in profonda crisi.


PESCARA

AQUILA

Incremento demografico dal 1936 ai giorni nostri TERAMO

CHIETI


Bisognerà aspettare l’inizio degli anno ‘50 per una rinascita economica e sociale dell’Italia. Fù un processo redicale che in dieci anni trasformò la penisola da paese prevalentemente agricolo e sottosviluppato, in un moderno paese industrializzato. Sono anni in cui anche gli stili di vita delle persone si modificheranno radicalmente: il consumismo, l’avvento della televisione e beni di lusso ora più accessibili faranno da padroni. Il periodo storico in questione viene tradizionalmente chiamato “BOOM ECONOMICO”. Riguarderà prevalentemente le regioni del Nord Italia e vedrà nascere e fiorire quello che è stato definito: il Triangolo Industriale, ossia l’area tra Torino, Milano e Genova che proprio in questi anni fungerà da polo attrattivo per tutte le regioni meno sviluppate del meridione. Sarà così che, i grandi flussi migratori che avevano caratterizzato la penisola negli anni precedenti, non scompariranno ma modificheranno radicalmente le proprie mete e modalità. Ora, soprattutto i giovani meridionali, inzieranno a vedere nel Nord Italia un’opportunità formidabile. Sarà così che nel quadriennio 1960-1963, anni in cui il boom economico avrà il suo apice, il flusso migratorio dal Sud al Nord raggiugerà il totale di 800.000 persone all’anno. Le persone emigreranno in cerca di un lavoro in fabbrica, nella speranza di poter trovare un migliore tenore di vita. Per quanto riguarda l’Abruzzo, abbiamo in questi anni un primo sviluppo industriale dell’area, coincidente con la nascita del Consorzio Industriale della Val Pescara, oggi il più grande e sviluppato dell’intera regione, tuttavia bisognerà aspettare gli anni ‘70 per la vera crescita industriale della regione. Negli anni del boom economico avremo in Abruzzo un duplice movimento migratorio: da un lato il miracolo del Nord Italia fungerà da magnete anche per la regione, sarà così che intere famiglie lasceranno casa e lavoro nella speranza di trovare lavoro nelle gradi industrie del Nord Italia, prima tra tutte la FIAT. Allo stesso tempo la seppur piccola industrializzazione della Val Pescara inizierà a dar vita a dei movimenti migratori interni alla regione. Gli anni del boom economico caratterizzeranno l’Italia intera fino alla metà degli anni ‘60, anni in cui a causa del sovraffolamento delle regioni del Nord Italia, dei metodi di lavoro alienanti e dai ritmi insostenibili, il sitema andò in crisi. Sono gli anni delle grandi contestazioni che avranno il loro culmine nell’Autunno Caldo nel 1969, ci si batte per migliori condizioni lavorative, migliori condizioni di vita e salari più alti. La situazione nel Triangolo Industriale diventerà insostenibile, sarà così che le grandi Industrie, incentivate da una politica volta allo sviluppo del Mezzogiorno, inizieranno a guardare al Sud Italia come un tereno fertile ove insediare nuove sedi satelliti. Qui il potere del sindacato è meno radicato e la forza lavoro ha meno pretese, soprattutto dal punto di vista salariale. Inoltre, da un lato la proroga alla chiusura della Cassa del Mezzogiorno del 1965 e dall’altro, la legge per lo Sviluppo del Mezzogiorno del 1971, porranno le basi per una forte rinascita del Meridione, di cui anche l’Abruzzo faceva parte. A partire dagli anni ‘70 inizieranno così a nascere nella regione numerose industrie, tra queste: FIAT, HONDA, SIEMENS, HONEYWELL. Lo sviluppo industriale della regione avverrà su un duplice fronte: da un lato sorgeranno grandi industrie, solitamente sedi distaccate di


multinazionali, dall’altro inizierà a fiorire una piccola-media impresa locale incentivata dalla nascita dei consorzi industriali. Si parla per il territorio abruzzese di industria diffusa. Questo fenomeno di industrializzazione della regione, caratterizzarà soprattutto le aree vallive, costiere e le grandi città, e innesterà un nuovo fenomeno migratorio verso queste aree. La gente emigrerà soprattutto dalle montagne, luoghi in cui la vita era ancora povera, le vie di comunicazione impervie e arretrate, l’economia pressochè inesistente. L’ industrializzazione abruzzese, caratterizzerà i decenni tra gli anni ‘70 e ‘90 e vedrà nascere diverse imprese sul territorio. Saranno anni molto floridi per lo sviluppo del territorio, verrà aperto il Traforo del Gran Sasso e verranno promulgati due piani regionali che contribuiranno ad aumentare notevolmente l’infrastrutturizzazione della regione. Verrà inoltre promossa una forte politica dei raccordi, che punterà su una “decantonizzazione” dell’ Abruzzo, ossia non più su di una suddivisione in cantoni della zona ma sulla costituzione di una rete stradale che innervi nella totalità il territorio regionale. La situazione resterà pressochè inalterata sino agli anni novanta, anni in cui una profonda crisi economica, dovuta all’ingresso dell’Italia nella Comunità Europea a seguito del Trattato di Maastricht, investirà la regione e l’Italia intera. Avrà inizio un forte processo di globalizzazione: la forte integrazione degli scambi commerciali internazionali e la crescente concorrenza dei paesi stranieri, nonchè l’affermazione delle imprese multinazionali nello scenario dell’economia mondiale, porterà ad una crisi del settore economico. L’Abruzzo, la cui economia era sino ad ora basata sul duplice modello costituito da piccole - medie imprese locali e grandi industrie che avevano le proprie sedi al Nord Italia, inzia a non reggere la troppo forte concorrenza straniera ed entra in un periodo di crisi che perdura ancora sino ai giorni nostri. La soluzione al problema, su cui sembrano voler puntare le istituzioni oggigiorno, è un “ritorno alle origini”, ossia all’artigianato. In quest’ottica va letta quindi l’istituzione dei distretti industriali a metà degli anni ‘90. Questi, aree artigianali destinate a piccole medie imprese locali, sono presenti anche in Abruzzo, dove soprattutto negli ultimi anni rappresentano la nuova realtà industriale.


PARTE 4


TIMELINE


IPOTESI

I n una prima fase di lavoro abbiamo ipotizzato una timeline “fotografica” con immagini e testo esplicativo di riferimenti; con una duplice lettura verticale e orizzontale. L’organizzazione orizzontale avviene su due fasce: quella superiore che rappresenta gli avvenimenti italiani in ordine cronologico e quella inferiore che rappresenta gli avvenimenti abruzzesi. Mentre la lettura verticale vede il collegamento causa-conseguenza dell’avvenimento italiano con quello abruzzese. Limite di questa impostazione era la rigidità, infatti non permetteva di collegare eventi abruzzesi a più di un evento italiano ed eventi italiani collegati tra di loro con grande divario cronologico. Per questo si è pensato ad un’altra impostazione che prevede uno schema che leghi i vari eventi anche in ampi spazi temporali e che mostri il tipo di relazione che intercorre tra vari avvenimenti. Si è quindi pensato ad una timeline che leghi immagini e schema delle relazioni.


1950

1940

1960

Nel 1950 viene istituita una legge sull’ emigrazione per risolvere gli alti tassi di disoccupazione interna, furono stabiliti accordi con l’ Argentina e l’ Australia in modo che ricevessero la manodopera in eccesso. Molti emigranti lasciarono a casa genitori, mogli e bambini, perché determinati a ritornare, ed in parecchi riuscirono nell’intento.

Legge sull’emigrazione Accordo di Parigi

Occupazione terre incolte

Piano Marshall ripercussioni in abruzzo dello stesso identico avvenimento

Piano costruzione autostrade

Cassa per il Mezzogiorno

Legge Romita

Ente del Fucino e della Maremma

Linea Gustav

Campi di concentramento

Boom Economico

Legge Fanfani

Liberazione Del Duce

strettamente legati ma non conseguenti

Riforma agraria

Attuazione del piano Marshall in Abruzzo Emigrazione verso la Francia

Ente del Fucino

Investimenti statali

Emigrazione verso paesi extra-europei

Scioperi alla rovescia

Legge sull’irrigazione

La legge sull’ emigrazione del 1950 spinse gli italiani soprattutto del sud Italia a spostarsi verso paesi extra-europei come Venezuela e più tardi anche Canada e Australia.In Abruzzo ci fu l’ inizio dello spopolamento che interessa sia le zone montane che quelle collinari. Le cause:il ripudio dell’attività agricola e della pastorizia; si va a lavorare in miniera e nelle industrie risparmiando tutto quello che guadagnano per poi tornare in patria e comprare un terreno o una casa per la famiglia.

1940

1950

Apice Boom economico

Emigrazione e immigrazione Rivolta a Sulmona

Decadenza transumanza

Piano Ina-Casa

Il 25 maggio app sosteneva che dell’Italia costitu disoccupazione unitaria. L’aum contraddizione f pubblici.

Viene varato il Piano Decennale di costruzioni delle Autostrade, nota come Legge Romita, in cui si impegnava l’IRI sul fronte della progettazione, della costruzione e della gestione delle autostrade, nella prospettiva di utilizzarle, insieme alle altre grandi opere pubbliche, come elemento facilitatore di iniziative economiche e occupazionali, nonché dello sviluppo territoriale.

Autostrada Pescocostanzo Sulmona

P auto

Convegno autostrade

Il principale provvedimento legislativo italiano in materia di autostrade. Il disegno di legge si rifà alla prosta del Piano Romita del 1955. Il 20 settembre, grazie a questa legge, il consiglio di amministrazione della SARA (Società Autostrade Roma Abruzzesi) discute e approva lo schema unitario per la costruzione dell’autostrada roma- l’Aquila e grazie al provvedimento legislativo riesce ad ottenere l’autostrada adriatica e la due mari.

1960


IPOTESI

1980

1970

pare un articolo sul quotidiano londinese “Daily Mail” nel quale si il livello di efficienza e prosperità del potenziale produttivo uisce uno dei miracoli economici del continente europeo. La tra il ‘58-’63 conosce le quote più basse di tutta la storia mento della prosperità evidenziò con maggior forza la fra l’opulenza dei consumi privati e l’inefficienza dei servizi

Le decisioni del Consiglio dei ministri sono inevitabili. In Medio Oriente è ancora guerra e morte, i Paesi arabi hanno razionato e rincarato il prezzo del greggio. È crisi. Il 23 novembre del 1973 comincia l’ austerità. Vengono così presi su tutto il territorio nazionale dei provvedimenti volti al risparmio petrolifero. Tra questi ad esempio: il taglio dell’illuminazione stradale del 40%, e la chiusura dei locali notturni entro le 24.

Terza Italia Secondo Piano verde Proroga cassa per il Mezzogiorno

Autunno caldo

Vertenza nazionale per la casa

Pentapartito

Legge per lo sviluppo del Mezzogiorno

Sviluppo infrastrutture centro-sud

Legge sull’aborto Comunità Montane

Regioni a statuto ordinario

Austerity

Referendum sull’aborto Incentivazione trasporti

Crisi petrolifera

Consorzi industriali Attività Cassa in Abruzzo

Industrializzazione diffusa Industria al sud Contestazioni operaie

Piano ostrade

Regione Modernizzazione Abruzzo agricola Autostrade A14-A24-A25

Negli anni 50 in Abruzzo l’agricoltura segna un crollo verticale, con tutto ciò che ne consegue;si ha un declino della pastorizia. Queste dinamiche disgregative avanzano soprattutto nelle aree dell’interno montano e altocollinare. Al processo di sviluppo economico dell’Italia in questo periodo l’Abruzzo partecipa come area di destrutturizzazione, sia economica che sociale, che porta a defluire manodopera verso le zone industriali. L’abbandono si fa sempre più definitivo, paesi di montagna diventano ammassi spettrali si case senza uomini ne bestiame.

Comunità Montane abruzzesi

Crisi in Abruzzo

La regione Abruzzo, sebbene non ne fù esente, risentì della crisi energetica in minore entità rispetto a tutto il resto d’Italia. Questo fù dovuto principalmente alla grande quantità di risorse di cui la regione disponeva. Nell’immagine sono rappresentati infatti i pozzi di idrocarburi presenti in regione, altra fonte energetica molto sfruttata era inoltre l’acqua per la produzione di energia idroelettrica.

1970

1980


1940

1950

Per la costruzione di case per i lavoratori è approvata la legge di applicazione del cosiddetto “piano Fanfani”. Scopo del progetto è dare impulso all’attività edilizia cercando di alleviare in questo modo la disoccupazione.

Nel 1950 venne istituita la Cassa per il Mezzogiorno (legge n. 646 del 10 agosto 1950), con un programma decennale di investimenti per oltre 1200 miliardi di lire, da destinare al Sud Italia per opere di bonifica, di costruzione di acquedotti, di impianti elettro irrigui, di strade e ferrovie e in generale alle infrastrutture.

Viene istituita una legge sullí emigrazione per risolvere gli alti tassi di disoccupazione interna, furono stabiliti accordi con lí Argentina e lí Australia in modo che ricevessero la manodopera in eccesso.

1960

Dal 1955 al 1965 oltre venti milioni di persone cambiarono domicilio, abbandonando attività economiche scarsamente remunerative e movendosi dal sud al nord, dalle campagne alle città. Un esodo agricolo, che liberò la terra dall’eccessivo carico di manodopera.

Il 25 maggio appare un articolo sul quotidian londinese “Daily Mail” nel quale si sosteneva che livello di efficienza e prosperità del potenzial produttivo dell’Italia costituisce uno dei miraco economici del continente europeo.la disoccupazion tra il ‘58-’63 conosce le quote più basse di tutta l storia unitaria.

legge sull’emigrazione accordo di parigi

occupazione terre incolte

piano marshall

riforma agraria

boom economico piano costruzione autostrade

cassa per il mezzogiorno

ente del fucino e della maremma investimenti statali

linea gustav attuazione del piano marshall in abruzzo campi di concentramento

Tra il dicembre 1951 1 il dicembre 1961 nelle regioni Abruzzo e Molise gli interventi edilizi e le unità abitative costruite dall’Ina-Casa furono ben 6.304.

1940

legge romita

legge fanfani

liberazione del duce

emigrazione verso la francia

ente del fucino

emigrazione e immigrazione rivolta a sulmona

decadenza transumanza

piano ina-casa

L’istituzione della cassa del Mezzogiorno ebbe importanti ripercussioni in Abruzzo; vennero investiti ingenti capitali per la realizzazione di opere di bonifica, la costruzione di infrastrutture, lo scavo di canali di irrigazione, la meccanizzazione agricola, la costruzione di nuove strade, l’istituzione di scuole e di nuclei di assistenza sociale.

emigrazione verso paesi extra-europei

scioperi alla rovescia

In Abruzzo ci fu lí inizio dello spopolamento che interessa sia le zone montane che quelle collinari. Le cause che hanno portato allíemigrazione sono il ripudio dell’attività agricola e della pastorizia.

1950

apice boom economico

legge sull’irrigazione

autostrada pescocostanzo sulmona

P auto

convegno autostrade

A febbraio si manifesta una violenta rivolta nella città di Sulmona. E’ la manifestazione di un disagio da parte della popolazione che di anno in anno si fa sempre più forte.

In questi anni l’A sviluppo industri territorio in man costiere sono qu sviluppo econom Pescara è il ricchezza,infatti Consorzio della V industriale nella comprendente 26

1960


no il le oli ne la

TIMELINE

Viene varato con un’apposita legge il Piano Decennale di costruzioni delle Autostrade,nota come Legge Romita, in cui si impegnava l’IRI sul fronte della progettazione, della costruzione e della gestione delle autostrade, nella prospettiva di utilizzarle, come elemento facilitatore di iniziative economiche e occupazionali, e dello sviluppo e del riequilibrio territoriale.

L’8 Agosto 1956, 275 uomini scendono nelle miniere Bois du Cazier di Marcinelle in Belgio. Un carrello esce dalle guide e va a sbattere contro un fascio di cavi elettrici ad alta tensione senza rete di protezione. Subito divampa l’incendio e le fiamme si propagano immediatamente. Solo 13 lavoratori sopravviveranno. Le vittime sono 262 di cui 136 italiani

In seguito alla guerra del Kippur, tutti i paesi occidentali si trovarono in una grave crisi economica dovuta all'embargo petrolifero da parte dei paesi arabi. Fu così che il governo italiano adottò dei provvedimenti volti al risparmio energetico.

terza italia secondo piano verde proroga cassa per il mezzogiorno

Il piano l’idea d trasporto raffinazi di direttr

Nell'ottica di una politica incentivata allo sviluppo del Mezzogiorno, si inaugurano nel corso dell'anno nuove strade ed autostrade al Centro-Sud. Si punta ad una poltica dei raccordi.

pentapartito

autunno caldo

legge per lo sviluppo vertenza nazionale del mezzogiorno per la casa

sviluppo infrastrutture comunità centro-sud montane regioni a statuto ordinario

legge sull’aborto

austerity

referendum sull’aborto incentivazione trasporti

crisi petrolifera

consorzi industriali attività cassa in abruzzo

industrializzazione diffusa comunità montane abruzzesi

industria al sud contestazioni operaie modernizzazione agricola

Piano ostrade

Abruzzo comincia ad avere uno iale, questo si distribuisce nel niera sproporzionata. Le zone uelle che hanno un maggior mico e industriale La città di principale esponente di è qui che viene fondato il Val Pescara; un’area di sviluppo a valle del fiume Pescara, 6 comuni.

1980

1970

LEGGE 24 luglio n. 729 Il 20 settembre, grazie a questa legge, il consiglio di amministrazione della SARA (Società Autostrade Roma Abruzzesi) discute e approva lo schema unitario per la costruzione dell’autostrada roma- l’Aquila e grazie al provvedimento legislativo riesce ad ottenere l’autostrada adriatica e la due mari.

regione abruzzo autostrade A14-A24-A25

Dei 136 morti italiani 60 circa sono le vittime abruzzesi, la maggior parte provenienti da paesi in provincia dell’Aquila e di Pescara due di questi da Castel del Monte, nel quale paese è stato dedicato un monumento in ricordo di questa grande tragedia.

1970

crisi in abruzzo

L'Abruzzo risentì della crisi in entità minore rispetto al resto d'Italia, la causa di ciò è riconducibile alla grande quantità di risorse energetiche (idrocarburi ed acqua per l'enenergia idroelettrica) di cui la regione disponeva.

Tipologia di industrializzazione che caratterizzerà le aree vallive e costiere della regione, basata essenzialmente sull'istituzione dei Consorzi Industriali.

1980

Presentazione grande storia  

presentazione grande storia

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