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/ / Utilità Manifesta / design for social /

/ Associazione di promozione sociale /

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Nel rispetto dell’etica e dei diritti universali progettiamo comunicazione visiva per partecipare allo sviluppo sostenibile delle società. Per sostenere l’attività di Associazioni non profit e Organizzazioni non governative impegnate ad affermare la dignità della vita di tutte le persone. Per sensibilizzare enti ed istituzioni ad adottare e a tutelare politiche per la salvaguardia dell’ambiente. Per incidere sui percorsi formativi di giovani designers, affidando al progetto la responsabilità di nutrire nuove sensibilità. Per unire professione e passione. Per non perdere l’abitudine a metterci nei panni dell’altro. Per riflettere - e far riflettere - su quale sia davvero il senso dello sviluppo. Per essere in prima linea per il superamento delle emergenze. Per essere parte attiva del tutto. Per suggerire nuove visioni dell’uomo e del mondo.

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A social-promotion association In compliance with ethical principles and universal rights, we design visual communication to become part of society’s sustainable development. To support non-profit associations and non-governmental organisations, committed to the protection and assertion of the dignity of life for everyone. To lead organisations and institutions to the adoption and maintenance of environmental protection policies. To bear on the training of young designers, by assigning to this project the task of nourishing new awareness. To combine profession with passion. To keep the habit of putting oneself in someone elsès shoes. To reflect and make people reflect on the real meaning of progress. To be at the forefront for the solution of emergencies. To work actively in process development. To suggest new viewpoints on man and the world.


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/ Fight Poverty /

/ Produrre / Comprare / Consumare / Buttare /

F Gesti naturali ma dall’alto potenziale discriminante che ogni giorno tracciano distanze sempre più profonde tra società e valori, persone e diritti, vita e dignità. Non sono lontani i tempi in cui povertà suonava come terzo mondo, escluso come diseredato e responsabile come capo di stato. Oggi, però, le povertà si moltiplicano dentro l’Europa più avanzata e competitiva, assumendo nuove forme e identità, contro i diritti fondamentali.

Dopo avere rappresentato l’unità di misura del benessere individuale e di classe, l’atto compulsivo del consumo viene adesso identificato con lo spreco che degenera nella negazione di diritti per tanti a beneficio di pochi. Solo in Italia, 3 milioni di persone vivono sotto la soglia di povertà alimentare, senza risorse sufficienti all’acquisto di beni fondamentali per la sopravvivenza. Sono i nuovi poveri, i nuovi emarginati, non chiedono l’elemosina ma siedono nelle mense delle città. Ignorando disoccupazione e precariato crescenti, la globalizzazione, la corsa alla produzione e all’acquisto senza misura si sono trasformati in agenti isolanti per intere fasce di popolazione, accrescendo fenomeni di (auto)emarginazione e incidendo, in maniera irreversibile, sulla qualità della vita e dell’ambiente. Già nel 1987, il rapporto della Commissione Mondiale su Ambiente e Sviluppo, Rapporto Brundtland, evidenziava il legame tra problemi ambientali, povertà nel mondo e distribuzione della ricchezza.

In linea con le Direttive Europee per il 2010, Utilità Manifesta avvia un percorso di progettazione sui temi povertà ed esclusione sociale e oppone a una visione capitalistica del consumo - consumare di più per produrre di più - una visione più democratica e sostenibile - meno spreco più diritti. Nasce così Fight Poverty, il design contest che invita a progettare il benessere sostenibile per il mondo. Graphic designers e industrial designers di tutto il mondo (con)corrono, insieme, a trasformare il consumo in un gesto più umano. Guardare per credere.


/ Fight Poverty /

/ Producing / Purchasing / Consuming / Discarding /

P These are natural gestures with an extremely discriminating potential which everyday dig an increasingly deeper gap between societies and values, people and rights, life and dignity. The time is not far when poverty was associated to third world, outcast to derelict and responsible person to state leader. Nowadays, however, poverties multiply within the advanced and competitive Europe, taking new shapes and identities against the fundamental rights of man.

Having being the unit of measurement of individual and class well-being, the compulsive act of consumerism is now identified with waste, that degenerates into denial of rights for many to the benefit of few. Only in Italy, 3 million people are living below the threshold of food poverty, without enough resources to purchase fundamental goods for survival. These are the new poor, the new outcasts, who do not beg, but line up before soup kitchens. By ignoring the increasing number of unemployed or short-term employed, globalisation and the race to production and buying without measure have turned into segregating agents for whole population layers, increasing (self)-marginalisation phenomena and irreversibly affecting the quality of life and the environment. Even in 1987 the Brundtland Report of the World Commission on Environment and Development showed that there is a link between environmental issues, world poverty and wealth distribution.

In line with 2010 European Directives, Utilità Manifesta is starting a new path of design on the topics of poverty and social exclusion to challenge the capitalistic view of consumerism – consume more to produce more – with a more democratic and sustainable vision – less waste more rights. This leads to Fight Poverty, a design contest which asks designers to conceive a sustainable form of well-being for the world. Graphic and industrial designers from all over the world will compete together to turn consumerism into a human gesture. Seeing is believing


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/ Donald Beekman /

/ Final selection Jury /

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/ Armando Milani /

/ Final selection Jury /

/ Fight Poverty /

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Uno degli obiettivi primari dell’umanità è sconfiggere la povertà e la fame nel mondo.

Non è però sufficiente, anche se spesso necessario, fornire aiuti a questo scopo a coloro che vivono in condizione di deprivazione e mancanza di mezzi: è infatti anche essenziale fornire loro i mezzi culturali e strumentali perchè sviluppino un sufficiente livello di autonomia. Come già Confucio ha detto: se dai un pesce a un affamato lo sfamerai per un giorno ma se gli insegni a pescare lo sfamerai per tutta la vita. Per raggiungere tale scopo bisogna avere il massimo rispetto dei diritti umani ed è necessaria una collaborazione globale per lo sviluppo e per la sostenibilità ambientale. Combattere la povertà è anche uno dei contributi più importanti alla costruzione della pace. Alcuni anni fa, in India a Mumbai, fui invitato da un mio cliente ad una reception in un grande albergo e, durante il tragitto in taxi, attraversammo lunghissimi viali con migliaia di poveri coperti di stracci, accovacciati in terra chiedendo un pezzo di pane, mentre all’albergo si brindava con caviale e champagne. Questa è una delle tante immagini possibili particolarmente adatta a rappresentare il violento contrasto tra eccesso e deprivazione, alla base di una terribile disuguaglianza sociale nel mondo: tale condizione fa ormai parte della consapevolezza di molti ed è alla base di un profondo senso di angoscia e disagio, stimolo alla spinta ad intervenire con mezzi efficaci. Come sensibilizzare la gente a questi problemi? Il comunicatore visuale non ha certo il potere dei politici, ma può contribuire con dei messaggi diretti e convincenti, che spesso possiedono un impatto drammatico, alla denuncia di questa realtà per provocare una reazione positiva. Esistono due visioni per affrontare queste tematiche, la prima è la critica costruttiva della realtà attuale; la seconda è la disponibilità ad un intervento reale e pratico per il futuro. Io credo in immagini dirette, simboliche e sintetiche capaci di raggiungere il livello affettivo oltre che razionale del lettore, imprimendosi nella sua memoria. Nei lavori selezionati è evidente che le soluzioni sono state ispirate da un coinvolgimento emotivo da parte dei designer che hanno poi tradotto in efficaci immagini grafiche le loro sensazioni. Le soluzioni migliori si distinguono per il loro carattere di essenzialità e pregnanza e per la capacità di usare un linguaggio globale che deve comunicare con tutti, necessario, in quanto con Internet oggi i nostri messaggi raggiungono ogni angolo del nostro pianeta. Sono certo che iniziative come Utilità manifesta / Fight poverty, porteranno un valido contributo alla soluzione di questi problemi. Lo scopo è di risvegliare le coscienze e capire che anche nella nostra professione non si deve pensare solo al profitto, ma dedicarne una parte al servizio della comunità. Desidero perciò complimentarmi con tutti gli organizzatori e i partecipanti a questa iniziativa di cui condivido profondamente le finalità.

One of the main goals of mankind is to defeat poverty and hunger in the world. However, providing assistance to those who live in a state of deprivation and lack of resources is not enough, although it is often necessary: what is essential is to provide them with cultural and instrumental means so that they may develop a sufficient degree of autonomy. As Confucius said: if you give a hungry man a fish, you will feed him for a day, but if you teach him to fish you will feed him for a lifetime. To achieve this goal we must have the utmost respect for human rights and establish a global partnership towards development and environmental sustainability. Fighting poverty is one of the most important contributions to building peace. Some years ago, in Mumbai, India, I was invited by a client to meet him at a big hotel. During the taxi ride, we crossed very long roads with thousands of ragged poor, squatted on the ground and asking for a piece of bread, while at the hotel we toasted with champagne and caviar. This is one of many possible images that may depict the harsh contrast between excess and deprivation and the resulting terrible social inequality in the world. Many people have now become aware of this condition and feel a deep sense of anguish and distress, which may stimulate the urge to intervene with effective means. How can we sensitise people to tackle these problems? A visual communicator is not as powerful as a politician, but it can help with direct and compelling messages, which often have a dramatic impact, in reporting this reality and arousing a positive reaction. These issues may be addressed in two ways, one is a constructive criticism of current realities, the other is being ready to take action practically and effectively for the future. I believe in direct, symbolic and synthetic images, which may reach the readers’ emotional and rational sides and remain imprinted in their memory. The solutions envisaged in the selected works have clearly been inspired by the emotional involvement of designers, who have translated their feelings into telling graphic images. The best solutions among them stand out for their character and significance and the ability to use a global language that is able to communicate with everyone, because our messages today can reach every corner of the planet thanks to the Internet. I am confident that initiatives such as Utilità Manifesta / Fight poverty will be a valuable contribution to the solution of these problems. The purpose is to regain consciousness and understand that our profession cannot only be focused on profit, rather it has to devote some time to serving the community. I therefore wish to congratulate all the organizers of and participants in this initiative, whose goals I strongly support.


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/ Maxime Lemoyne /

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/ Final selection Jury /

Sia che progetti messaggi per finalità commerciali sia che progetti per il sociale, il graphic designer deve sempre avere a mente la sua responsabilità verso i fruitori del suo lavoro. Il progettista grafico è attore della vita sociale, ogni giorno accompagna il cittadino, contribuisce a facilitare il suo quotidiano e a vederlo migliorare. A volte il designer può contribuire a cambiare il mondo... coscienza!

Although a graphic designer may be nothing but the transmitter of a message from the client, and his design is in the service of commercial or social purposes, he must always remember that he is responsible towards the readers of his graphic work. He is a player in social life, he accompanies the citizen and helps him to make his daily life easier and to improve it. He may even help to change the world… Consciousness!

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/ Saki Mafundikwa /

/ Design and Social Responsibility /

/ Progettazione e Responsabilità Sociale /

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/ Final selection Jury /

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Mi sono sentito molto onorato di aver fatto parte della Giuria Internazionale del progetto Fight Poverty, soprattutto poiché vivo in un paese e in un continente con livelli di povertà astronomici. L’Africa è generalmente conosciuta come il continente più povero, eppure conserva la maggior parte delle risorse, più di qualsiasi altro al mondo. Per la maggior parte dei paesi industrializzati, l’Africa è un contenitore di risorse alle quali attingere. Le Superpotenze come gli Stati Uniti e la Cina preferiscono spendere miliardi di dollari in armi e guerre piuttosto che per eliminare la povertà, la fame e le malattie sia a livello mondiale che dietro l’angolo. Il capitalismo, semplicemente, non ha cuore - si preoccupa solo del profitto. Mi ha reso molto felice e mi ha commosso vedere quanto buon lavoro è stato svolto dai giovani designer. È incoraggiante sapere che i giovani si occupano di questioni che forse li riguardano in misura minore, ma che colpiscono così tanto i membri meno fortunati del nostro pianeta. Noto che il problema della responsabilità sociale nella progettazione sta diventando popolare tra i giovani e questo lascia intravedere importanti possibilità di sviluppo. È ora che i governi del mondo, le agenzie non governative come le Nazioni Unite e i cittadini interessati si impegnino a trovare il modo di risolvere una volta per tutte i fenomeni mondiali della povertà e della mortalità per malattie. La progettazione di poster può essere considerata un’arte e non tutti sono dotati della capacità di progettare. Quindi mi ha colpito vedere tanti bei manifesti con grandi idee, caratterizzati anche da buone scelte tipografiche.

I feel very honoured to have been part of this very important Design competition, especially in light of the fact that I live in a country and continent where poverty levels are astronomically high. Africa is generally known as the poorest continent but yet it has the most resources more than any other in the world. For most industrialized countries, Africa’s resources are simply there for the taking. Super Powers like the United States and China prefer to spend billions of dollars on weapons and wars than on the eradication of poverty, hunger and disease around the world and in their own backyards as well. Capitalism simply has no heart – it cares only for profit. I was very happy and inspired to see so much good work done by young designers. It is encouraging to see young people take on issues that maybe affect them to a lesser extent, but affect the less fortunate members of our planet that much more. The question of social responsibility in design, I am noticing, is becoming popular with young people and that is a very good development. It is about time the governments of the world, non-governmental agencies like the UN and concerned citizens came together to find ways to solve problems of poverty and disease once and for all. Poster design is quite an art and not everyone is gifted with it, so it was exciting to see so many good posters with great ideas and good typography as well.


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/ Rico Lins /

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/ Recycle and creativeness / / Riciclo e creatività /

/ Final selection Jury /

Sono sempre stato affascinato dall’idea che il graphic design possa identificarsi con “opere uniche riprodotte in serie”. Quest’idea mette in luce un’ambiguità centrale della creatività grafica: essere limitata dalla sua condizione utilitaristica, riproducibile, usa e getta, ma, contemporaneamente, essere anche investita della responsabilità di funzionare come termometro permanente del suo tempo. In un certo senso, il riferimento a clichés visivi è sempre stato presente nel mio lavoro - nelle icone della cultura di massa, nei riferimenti artistici o nel semplice riutilizzo di materiale stampato. Rodchenko, Pop-art, Kurt Schwitters, Walt Disney: un universo visivo che conduce alla cultura di massa e dei suoi prodotti: riviste, etichette, volantini, packaging, pubblicità. Un’enorme produzione di rifiuti da cui far derivare carte riciclate. Nel 2000, sono stato invitato da una cartiera a lavorare per il lancio di una carta riciclata: è stata l’occasione per mettere il tema del “riciclo” al centro dell’attenzione, abbracciando ogni step - dalla creazione alla stampa, fino a giungere all’utilizzo finale della carta. Come punto di partenza ho deciso di ri-utilizzare esclusivamente miei vecchi progetti, caratterizzati sia da mie immagini che da riferimenti ad altri artisti. Estrapolate dal loro contesto originale, queste immagini mi hanno permesso di concepire quattro poster intervenendo su proporzioni e colori, ricomponendo i dettagli, sovrapponendo i lucidi e giungendo, infine, a riutilizzarle per produrre sacchetti, scatole e imballaggi. Si è trattato inoltre di un’occasione per estendere l’idea del riciclo al processo creativo e per riflettere sui problemi del copyright e della riproduzione digitale; per riflettere, ancora, sul concetto di originalità e su altri temi centrali per le forme di comunicazione contemporanea che erano e restano attuali. Tanto le immagini quanto la carta su cui sono stampate sono state portate allo stesso livello e partecipano, adesso, agli stessi rifiuti industriali. L’invito, pochi mesi dopo, a scrivere un articolo per una rivista d’arte, ha portato la mia attenzione su un altro approccio che ha trovato risposta in un determinato modo di pensare e di fare design. Mi ha spinto a riflettere sull’identità del mio studio e sulla mia ricerca finalizzata ad integrare casuale e sistematico, questo gesto elastico che abbraccia tanto la prevedibilità di un biglietto da visita quanto l’imprevedibilità casuale di un sito web in costruzione permanente. Con questo approccio abbiamo creato un sistema d’identità altamente rinnovabile e durevole che ha generato impatto, curiosità ed empatia, interamente originato da frammenti di manifesti originariamente creati per questo lancio di carta riciclata.

I’ve always been intrigued by the idea of graphic design as a “unique work reproduced in series”. This idea points out a central ambiguity of creative graphic design: to be limited by its utilitarian condition, reproducible and disposable, but also, to act as a permanent thermometer of its time. In a certain way, the appropriation of visual clichés - mass culture icons, art references or simple re-use of printed matters - has always been present in my work. From Rodchenko, Pop-art and Kurt Schwitters to Walt Disney: a visual universe that leads to mass culture and its products: magazines, currency, labels, flyers, packaging, adds. An enormous production of wastes from which recycled paper is obtained. In 2000, I was invited by a paper industry to work on the launching of recycled paper: an opportunity to take “recycling” as a central subject as it embraces everything: from creation to printing, to end use of paper. As a starting point I decided to re-use exclusively old projects of mine, where both my own images and references from other artists were used. Being removed from their original context, these images allowed me to conceive four posters by altering proportions and colors, recomposing details, superimposing transparencies and, finally, re-using them to produce bags, boxes and packaging items. It became an opportunity to extend the idea of recycling to the creative process itself and to further reflect on the issues of copyright, digital reproduction, originality and other central themes to contemporary communications which were - and remain - current. Both the images and the paper on which they are printed were brought to the same level and they coexist in the same industrial waste. The invitation, a few months later, to write an article for an art magazine brought my attention to another approach, where the accidental genealogy of this project - whether casual or explicit - echoed a way of thinking and doing design. It pushed me to think about my studio’s identity and my quest to integrate the random and the systematic, this elastic gesture that extends from the predictability of a business card to the random unpredictability of a website in permanent construction. With this process we created a highly renewable and durable identity system that generated impact, curiosity and empathy, entirely produced from fragments of the posters originally created for this recycled paper launch.


/ David Graas /

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“Design per l’altro 90%” (Smithsonian Institution, Cooper-Hewitt, New York) è un libro che mostra alcuni esempi di ciò che il design può fare per il gran numero di persone che ancora oggi sono largamente ignorate dalla comunità del design. Sembra che i progettisti lavorino solo per il 10% della popolazione mondiale, quel 10% che appartiene al gruppo dei ricchi e vive nel mondo industrializzato. Si potrebbe dire che il design, oggi, soddisfi soprattutto i desideri di chi se li può permettere, invece di rispondere, per esempio, alle esigenze reali di coloro che sono direttamente toccati dal problema della sopravvivenza, cioè quelli che vivono con soli 2 dollari al giorno, o anche meno. Ora, a parte l’aspetto etico del problema (è giusto che tutto l’ingegno dei progettisti sia a disposizione di una piccola percentuale della popolazione mondiale?) ci si dovrebbe anche interrogare se sia saggio in termini economici. Questo 90% può anche non avere abbastanza soldi singolarmente, ma come gruppo rappresenta una forza economica da non sottovalutare. E progettare un prodotto accessibile a tutti, che adempia alle effettive necessità di tale gruppo potrebbe rappresentare un business model di grande successo per i progettisti o per le aziende che lavorano con il design. Ora, progettare per soddisfare i bisogni delle persone che vivono alla giornata, nelle condizioni più estreme e in aree remote non è cosa semplice. Ma chi ha detto che progettare debba essere facile? Il successo di un prodotto idoneo a rispondere a macro esigenze dipende da molti fattori universali, che sarebbero comunque importantissimi anche quando il progetto dovesse rivolgersi a persone con maggiori possibilità economiche, come per esempio convenienza, facilità di fabbricazione, durevolezza, semplicità d’uso. E i designer hanno le capacità e la creatività per bilanciare tutti questi fattori e giungere alla soluzione migliore. Dico, perché no?

/ Final selection Jury /

“Design for the other 90% (Smithsonian Institution, Cooper-Hewitt, New York)” is a book showcasing examples of what design can do for the large group of people that until today are largely neglected by the design community. It seems that designers are working for only 10% of the global population, namely the 10% belonging to the wealthiest among us, living in the industrialized world. You could say that design today is mainly fulfilling desires for people that can afford them, instead of, for instance, genuine needs of people directly related to survival. People that have a total budget of no more then 2 dollars a day, or even less. Now, apart from the ethical side to this story (is it fair that all the ingenuity of designers is only available for such a small percentage of the global population?) you could also ask the question if it is wise in the economical sense. This 90% may not have the bigger budget individually, but as a group they are an economic force to be reckoned with. And designing an affordable product that fulfills an actual need for this group might be a very successful business model for designers or companies that are design driven. Now, designing for people that live hand to mouth, under the harshest conditions and in remote areas is not an easy thing. But who said design should be easy? The success of a product for this group is dependent on many factors. Factors that are in fact for the larger part also valid when you would be designing for somebody with more green paper in his wallet. Affordable, producible, durable, easy to use are some of them. And designers have the skills and creativity to balance all these factors and come to the best solution. I say way not?


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/ Resign /

r Resign è nato nel 2007 da Elisabetta Amatori, Andrea Magnani e Giovanni Delvecchio dall’esigenza di arredare uno spazio molto grande, non avendo denaro a disposizione. Resign non è uno studio o una società ma una metodologia di progettazione. Il cuore di questa metodologia è il laboratorio; luogo dove imparare e trasmettere l’arte del saper fare. La cultura degli oggetti viene percepita attraverso la loro struttura, i materiali e la tecnica di realizzazione che il resigner torna a riconoscere. Il compito del design è trasmettere nuovi messaggi e il resign lo fa attraverso materiali di recupero. Vengono studiati processi per stimolare progettisti e consumatori al pensiero critico e costruttivo. Pochi prodotti e molti progetti nascono per avvicinare le persone al riutilizzo dei materiali e al rispetto per le cose che ci circondano. Il designer a domicilio, le resign academy, gli oggetti liberi sono solo esempi di come è possibile trovare il giusto rapporto tra natura ed industria, tra designer e utente finale. Utilità Manifesta è un ottimo strumento per diffondere questa consapevolezza, avvicinando le persone a progetti che possono aiutare industrie e artigiani a riconoscere l’importanza del design sociale e sostenibile. Molto lavoro e tanta umiltà serviranno in questi anni per aprire la strada alle generazioni future. I nostri figli e nipoti devono trovare nuovi modelli da seguire e altre strade da scegliere oltre al consumismo che, per sua natura, non ha il potere simbolico del dono.

/ Final selection Jury /

Resign was established in 2007 by Elisabetta Amatori, Andrea Magnani and Giovanni Delvecchio to meet the need of furnishing a very large space having no money to spend. Resign is not a design firm or company, but a design methodology. The heart of this methodology is a workshop; a place where to learn and diffuse the art of knowhow. The culture of objects is perceived through their structure, materials and construction technique, which the resigner takes into new consideration. The task of design is to transmit new messages and Resign does so using recycled materials. Processes are studied to stimulate designers and consumers to apply a critical and constructive approach. Few products and lots of projects are developed to incline people towards material reuse and the respect for surrounding things. Designer on demand, resign academy, free objects are only a few examples of how the right relationship between nature and industry or designer and final user may be established. Utilità Manifesta is an excellent method to diffuse this awareness, by making people understand those projects which may help industries and craftspeople to affirm the meaning of social, sustainable design. Much effort and humility will be needed these years to open the way to future generations. Our children and grandchildren must find new models to follow and different paths to go besides consumerism which, by its very nature, has not the symbolic power of gift.


/ Ursula Tischner /

/ Design for Sustainability and Social Innovation /

/ Il progetto per la sostenibilità e l’innovazione sociale /

/ Final selection Jury /

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Nel 1992 - al Vertice mondiale di Rio de Janeiro - oltre 170 (su poco più di 190) paesi del mondo hanno aderito al nuovo modello di sviluppo sostenibile. Con la firma della cosiddetta Dichiarazione di Rio hanno deciso di crescere in modo sostenibile, cioè di soddisfare i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri. Crescere in modo sostenibile significa anche impegnarsi per la migliore combinazione possibile di obiettivi ambientali, socio-culturali ed economici verso lo sviluppo presente e futuro. La cosiddetta valutazione secondo i 3 indicatori di prestazione: persone (socio-culturale), pianeta (ambientale) e profitto (economica), deve costituire un obiettivo da raggiungere attraverso la creazione di prodotti, servizi, infrastrutture, istituzioni/organizzazioni, ossia modificando la società nel suo complesso. Pianeta, profitto e persone. Oggi, 18 anni dopo, i principi dello sviluppo sostenibile stabiliti e ampiamente accettati dai governi e da vari altri soggetti interessati, non sono stati ancora ampiamente attuati. Sembra che il cammino verso la sostenibilità sia così difficile perché deve prendervi parte ogni membro della società: consumatori e produttori, governo e mass-media, agenzie, istituzioni, organizzazioni scientifiche e non governative e si devono mettere in dubbio alcuni principi fondamentali come lo stesso modello di crescita economica. Perché abbiamo bisogno di crescita economica nei paesi industrializzati che assistono invece a un calo demografico? Questi dovrebbero avere bisogno di meno prodotti, servizi e infrastrutture. In questo modo potremmo rendere disponibili maggiori risorse per fornire alla crescente popolazione in via di sviluppo acqua, cibo, energia e materiali per aumentarne la qualità di vita. In particolare, le professioni creative potrebbero svolgere un ruolo importante : poichè creano intorno a noi infrastrutture e servizi, così come visioni di un futuro possibile, comunicazione e pubblicità, mostre e istruzione. Tuttavia, oggi sembra ancora che molti professionisti del design siano completamente estranei alla sfida di uno sviluppo sostenibile e al concetto stesso di Design sostenibile. Molti designer e architetti famosi sembrano avere paura delle sfide future; le loro strategie di design attualmente in vigore non sono affatto in grado di risolvere problemi fondamentali e contribuiscono a peggiorare la situazione. Ancora, molti fruitori del design non sono pronti a richiedere soluzioni sostenibili, tuttavia questa situazione sta cambiando rapidamente e i progettisti sono sempre più liberi di proporre nuovi modi di pensare e di progettare. Per favorire questo nuovo modo di pensare al design concorsi e iniziative come Fight Poverty- Meno Spreco più Diritti sono davvero utili e necessari.

In 1992 at the World Summit in Rio de Janeiro over 170 (out of a little over 190) countries of the world signed the new paradigm of ‘Sustainable Development’. By signing the so called ‘Rio Declaration’ they agreed to develop in a sustainable way, which means to fulfill the needs of present generations without compromising the ability of future generations to fulfill their needs. That also means to strive for the best possible combination of environmental, socio-cultural and economic goals in their development today and in the future. The so called triple bottom line of people (socio-cultural), planet (environmental) and profit (economic) has to be aimed at and met by the creation of products, services, infrastructures, institutions/ organizations, i.e. changes of the society as a whole: Planet, Profit, People Today, 18 years later, still the principles of Sustainable Development established and widely accepted among governments and various other stakeholders, have not been implemented widely in practice. It seems that development towards Sustainability is so difficult because every member of the society has to take part in this: consumers and producers, government and media, agencies, institutions, science and NGOs etc. and some fundamental principles have to be questioned, such as the economic growth paradigm. Why do we need economic growth in industrialized countries with shrinking populations? They need less products and services and infrastructure. In this way we could make more resources available to provide the growing population in developing countries with the urgently needed water, food, energy, and materials to increase their quality of life. Especially the creative professions could play an important role in this, as they create the material and service infrastructure around us, as well as visions of a possible future, communication and advertisement, exhibitions and education. However, today it still seems that a lot of design professionals are completely ignorant when it comes to the challenge of Sustainable Development and Sustainability Design. It might even be worse: A lot of the (famous) designers and architects seem to be afraid of the challenges ahead as their design strategies currently applied are not at all capable of solving essential problems but contribute to worsening the situation. Still, it is true that most of the designer’s clients are not yet asking for Sustainable Solutions, but this situation is changing rapidly and designers are always free to suggest new ways of thinking and doing things. To encourage this new way of design thinking competitions and awards like the “Fight Poverty. Less Waste More Rights: Design Competition” are really beneficial and needed.


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/ Francesco Maria Giuli /

/ Designers in transition /

/ Progettisti in transizione /

Fmg Nella vita di ogni uomo c’è sempre un’occasione per stupirsi; nel mestiere del grafico, lo stupore è un fatto quotidiano, reale, costante; nel percorso di un progettista impegnato in un pensiero di cambiamento è la visione portante. Ovvia la retorica di rito, che vorrei sinceramente evitare. Il “vedere” che è diverso dal “guardare”, ti fa entrare dentro le cose in una concezione del mondo meno utilitaristica, più istintiva ed emozionale: ogni incontro diventa interscambio di saperi e percorsi. Progettare con Utilità manifesta mi insegna questa gestualità. Quando penso ai grandi vuoti delle città, non solo opifici dismessi, siti disabitati o chiese abbandonate ma centri storici, uffici e abitazioni sfitte, gli orti, così numerosi da fare da soli una città; ed alla buona politica che deve tener conto delle persone e dei contesti di cambiamento - ed è esattamete ciò che non è e quindi non riesce a fare - mi indigno ed agisco: WILL / la volontà di volere, FIGHT / la voglia di combattere, CREATE / COMBINATIONS / POLITICAL COMMITMENT / creare, provocare combinazioni e fatti reali > impegno per una buona politica. Ho incontrato Ole Bouman e Stefano Boeri a Terni qualche giorno fa e la loro risposta alla domanda su quale sia il buon progetto di architetttura e design per le persone, oggi, rispondono partendo dal basso, dall’uomo sempre al centro, dall’impossibilità di connessione totale del progettista ai bisogni e quindi dalla presa d’atto che il progetto è impositivo, autoreferenziale, calato dall’alto. Occorre ripartire dall’uomo, al centro del pensiero e dell’azione progettuale, dalla sua indignazione per un modello che lo vuole a tutti i costi consumatore. Io ho scelto questo sentiero non convenzionale, costruito sui rapporti tra le persone, che insieme fanno un quartiere, che insieme ad altri quartieri fanno una città in continua transizione. Il modo è il gruppo, non somma di competenze ma numero integrale, che dà un pezzettino in più. Mi aderisce l’interpretazione delle emergenze che non vuole essere di denuncia ma di proposta, ciò che abbiamo chiesto ai progettisti da tutto il mondo e cioè di immaginare il benessere sostenibile per il pianeta. Interpretare la società in mutazione; un tema trasversale, dall’architettura al design alla politica. Vogliamo credere che questa sia una possibilità di redenzione per il mestiere del grafico così intensamente risucchiato dalle dinamiche del mercato delle merci. Progetto è sempre incontro, che dà crescita, arricchimento, scambio, mutamento. Il vero cambiamento comincia da qui.

In man’s life there is always an opportunity to be amazed. In a graphic designer’s job, amazement is a daily, real, constant fact. In the path of a designer committed to change, it is the basic feeling. Ritual rhetoric is obvious and I would truly like to avoid it. “Seeing” is different from “watching”, it means penetrating inside things with a view of the world that is less utilitarian and more instinctive and emotional: any encounter becomes an opportunity for exchanging knowledge and growing. The project Utilità Manifesta is teaching me that. When I think of large city voids, not only derelict factories, abandoned sites or deserted churches, but whole empty downtowns, offices or houses or so many gardens to make up a town, then it’s up to good politicians to take changing people and contexts into due consideration and this is exactly something they are not able to do, so I get angry and take action: WILL / the will to want, FIGHT / the desire to combat, CREATE / COMBINATIONS / POLITICAL COMMITMENT / create, provoke combinations and real facts, commit to good policy. I met Ole Bouman and Stefano Boeri in Terni some days ago and their reply to my question of what type of architecture and design fits today’s people, they answered starting from the bottom, i.e. from man who is always the center of attention, from the designer’s impossibility to totally match requirements thus realizing that design is obtrusive, self-referential and imposed from above. We need to go back to man, who is the pivot of design conception and action and from his indignation for a model that only sees him as a consumer. We have chosen this unconventional path, built on relations among people who - together with other people - make up a block, which together with other blocks - makes up a town in continuous transition. The method is the group, not a sum of individual skills but a whole number that adds a bit more. I agree with that interpretation of emergencies whose aim is not to denounce but to propose. What we demanded to designers from all over the world is to imagine a sustainable type of well-being for the whole planet. Interpreting the changing society is a crossover issue, embracing architecture to design to politics. Let’s believe that this is a chance of redemption for the graphic designer job, so intensely sucked by the mechanisms of the commodities market. Designing means meeting, growing, enriching, exchanging and changing. True change will start from here.


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/ AIAP / Associazione Italiana Progettazione per la Comunicazione Visiva /

/ Poverty, wealth of mankind /

/ La povertà ricchezza dei popoli 1 /

A

/ Daniela Piscitelli / Presidente /

Utilità Manifesta/design for social è uno di quei casi in cui il Design riesce ad azionare il proprio occhio lungo sulle visioni del mondo. Se l’obiettivo dei processi e dei progetti di design figli della modernità avevano infatti, come paradigma principale, quello della produzione degli oggetti, intesi come espressione più sofisticata di un benessere diffuso, oggi il progetto di Design sposta il proprio asse raccogliendo le istanze più spregiudicate di quella cultura che intercetta i pericoli dovuti alla sovraproduzione ma, soprattutto, si fa tramite per la costruzione di scenari di vita sostenibili, solidali, equi. Se, quindi, nella modernità le sperimentazioni del Design ci regalavano progetti in grado di diventare leva per la costruzione di paesaggi produttivi, nella contemporaneità la natura critica del design si pone come interlocutore primo per affrontare i limiti dello sviluppo, le sue discrasie, i suoi risvolti più inquietanti ed aprire a un progetto che, invece, possa prefigurare scenari sostenibili in cui il senso profondo del vivere sociale trovi nuove strade e nuove dinamiche per il proprio sviluppo. Nella misura in cui, inoltre, si guarda al concetto di produzione e a quello di sviluppo secondo un’ottica non più legata alle teorie economiche tradizionali: Serge Latouche e Marie Dominique Pierrot parlano infatti di “sviluppismo”, inteso “come il processo più vasto e pervasivo mai esistito di spossessamento e di espropriazione a vantaggio di minoranze dominanti”2, che, di fatto, ha condotto a forme di mercificazione avanzatissima pervasiva, tanto da fagocitare elementi immateriali e apparentemente non monetizzabili come i rapporti tra gli uomini, la loro cultura, le loro identità e tutto ciò che pervade, del non visibile, l’universo mondo 3.

Utilità Manifesta/Design for social is one of those instances where Design can successfully cast its long-range eye on the world. If Design processes and projects deriving from modernity were mainly centred on the production of items as more sophisticated expressions of diffused well-being, today a Design project is a more unbiased example of a culture which has realized the dangers of overproduction and above all has become a means for the construction of sustainable, supportive and equitable life scenarios. If in the crucible of modernity, Design experiments offered us projects that could become a leverage for the construction of productive panoramas, in contemporaneity the critical nature of Design puts itself at the forefront to tackle the flaws of development, its disorders and its most unsettling implications and to open the way to a Design that conversely may prefigure sustainable scenarios where a deep sense of social living may find new ways and new dynamics for its development. Even more so, to the extent that the concept of production and development is viewed from a perspective that frees itself from the traditional economic theories: Serge Latouche and Marie Dominique Pierrot describe “developmentalism” as “the widest and most pervasive process of dispossession and expropriation to the benefit of dominant minorities”2. As a matter of fact, the consequence of all this is a kind of pushed and highly pervasive commodification that has swallowed up immaterial and apparently non-monetizable elements such as human relationships, culture, identity and everything pervading the unvisible universe 3.


I In questo contesto, lungi dal sovradimensionare le attese del design ponendo le nostre speranze in una sua possibile azione taumaturgica, riteniamo però che la naturale attitudine “etica” del progetto possa contribuire a un “disegno” del mondo in cui ripensare non solo le forme del consumo ma, anzi, progettare ecosistemi diffusi attraverso strategie di condivisione. Il design della comunicazione visiva, da questo punto di vista, si fa protagonista primo, attore partecipe, recettore attivo dei segnali e delle preoccupazioni del mondo. Ma, soprattutto, mette a disposizione la propria capacità narrativa per immaginare nuove culture di cooperazione.

Ap In this context, far from exaggerating our expectations of Design by putting our trust in its possible thaumaturgical action, we believe, however, that the natural “ethical” attitude of Design may contribute to the creation of a world in which not only consumption styles are reconsidered, but diffused ecosystems are also designed by means of shared strategies. From this persepctive, visual communication design is the main protagonist, an involved player and an active receptor of the world’s signals and concerns. And most of all, it makes its narrative capability available to the figuring out of new cooperation cultures.


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/ Adi / / Associazione per il Disegno Industriale /

a

Parlare del rapporto tra design e sostenibilità - per me che da anni cerco di diffondere una cultura del progetto diversa - è sempre una sfida: non solo perchè - da tempi non sospetti - sono assertore del fatto che il design deve ri-occuparsi del sociale, ma anche perchè da membro delegato dell’Associazione di Disegno Industriale, ritengo sia necessario indicare una “strada” nuova, un nuovo concept da agire, seguendo il principio dello sviluppo sostenibile, avendo coscienza del fatto che i bisogni delle generazioni presenti possono essere soddisfatti senza compromettere quelli delle generazioni future. È da alcuni anni che all’interno dell’Associazione si è deciso, dopo grandi sforzi e discussioni, di porre l’attenzione e di divulgare un messaggio chiaro su quello che un’associazione con 50 anni di storia deve - e non può - non considerare una nuova corrente di pensiero. Se da un lato il Comitato Direttivo ADI sta interpretando un senso di desacralizzazione della vicenda design e sta cercando di avvicinarla alle persone comuni, soprattutto alle nuove generazioni, per sottolineare il continuo divenire di questa storia e fare in modo che la storia stessa serva a progettare il futuro come indica in numerose interviste Luisa Bocchietto, Presidente ADI; dall’altro, bisogna considerare che il design è un patrimonio collettivo, riguarda prodotti nati per rendere migliore la vita dell’uomo (vedi libro di Papanek citato più avanti), fatti per essere alla portata di tutti e per rappresentare la cultura del nostro tempo. Il design, in Italia, è anche una testimonianza del nostro saper fare e si evolve attraverso le opportunità di lavoro fornite dalle aziende e grazie all’esperienza che queste ultime hanno accumulato negli anni. Proprio questo mix di fattori e situazioni fanno sì che il design cambi in continuazione e si adegui alle esigenze del momento e non solo: per esempio, uno dei temi centrali di sviluppo per tutto il sistema è legato alla sostenibilità ambientale dei prodotti. John Thackara nel suo libro “ In the Bubble” dice: - L’impatto ambientale dei prodotti, dei servizi, e dei sistemi che ci circondano viene determinato all’80% nella fase di progettazione. Usare senza possedere può ridurre del 90% l’hardware che appesantisce le nostre vite Per me design è tutto ciò che ci circonda ma, in Italia, può sembrare solo sinonimo di prodotto di arredamento, mentre sono tantissimi i settori nei quali si possono trovare applicazioni di ricerca e di innovazione. Per riassumerne il senso riporto il titolo di una grande mostra passata alla storia “Dal cucchiaio alla città”. Oggi, però, è anche necessario - dal mio punto di vista - dare segnali chiari, inequivocabili, selezionando, premiando e cercando applicazioni nei più svariati settori, per far sì che il Sistema Design non lavori più solo per il 10% della popolazione mondiale ma anche per il restante 90% che forse ne rappresenta la parte più importante, non solo numericamente parlando.

/ Roberto Marcatti / / Membro Comitato Direttivo Nazionale ADI / / Delega Rapporti Interni /

Having tried for years to diffuse a different culture of design, I find it a challenge to talk about the relationship between design and sustainability, not only because I have long maintained that design must revert to social issues, but especially because, since I became a delegated member of the Industrial Drawing Association, I considered it necessary to draw a new path, a new concept to follow in compliance with the principle of sustainable development which means to be aware of the present generation’s needs and meet them without endangering the future generation’s needs. After long discussions and big efforts, a few years ago my association decided to focus on and spread a clear message of what a 50-yearold association can and must consider as a new school of thought. If on the one side the ADI Steering Committee is trying to remove a sense of sacredness from design to bring it closer to common people, especially for the new generations, in order to highlight the continuous development of history and arrange it so that history may design the future, as ADI Chairman Luisa Bocchietto stated in several interviews; on the other side we must consider that design is a collective asset, it regards products whose purpose is to improve man’s life (see Papanek’s book cited hereinafter), be affordable and embody the culture of our time. Design in Italy is also a symbol of our know-how and it evolves through the working opportunities provided by companies thanks to their experience accrued over time. This mix of factors and conditions makes design change continually to adapt to current needs but not only that: for example, one of the major development issues for the whole system is connected to the environmental sustainability of products. John Thackara in his book entitled “In the Bubble” says: “80% of the environmental impact of products, services and systems surrounding us is defined at the design stage. Using without possessing may reduce by 90% the hardware that overwhelms our lives.” In my opinion design is whatever is around us. Unfortunately in Italy it is only viewed as a synonym for furniture, although there are lots of sectors where research and innovation applications may be found. To be concise but effective, we may use the title of a great exhibition that went down to history: “From spoon to city”. As I see it, however, it is necessary to give clear and unmistakable messages, by selecting, rewarding and seeking applications in the most varied sectors, so that the Design System no longer addresses 10% of the world’s population, but includes the other 90% which is probably the most important share and not only in numerical terms.


d i Bisogna andare oltre il semplice greenwashing e lavorare in favore della salvaguardia dell’ambiente, della riduzione dei consumi e delle risorse e - soprattutto - considerare i rifiuti una risorsa e non “pattumiera”; dobbiamo inoltre porre attenzione a che i nuovi prodotti non contengano aspetti formali e produttivi che possano essere pericolosi e o dannosi per le persone. Il ruolo della cultura del progetto e più in particolare dei designer, diventa strategico come leva etica, per un design sociale, dove anche altri attori coinvolti: imprese, scuole, università, professionisti della comunicazione possano lavorare in sinergia crescente, con obiettivi comuni, sociali, finalizzati al benessere collettivo, evocando i tempi in cui il concetto di design nacque. Tutto il concept adottato dall’Associazione di Disegno Industriale e che il Comitato Direttivo cerca di mettere in atto, si può riassumere prendendo ad esempio un libro scritto più di 30 anni fa, mai così attuale, “ Progettare per un mondo reale “ di Victor Papanek, grande studioso e docente universitario che prefigurava - già all’epoca scenari per un design sociale, etico, volto al risparmio delle risorse ed in aiuto a realtà economiche più svantaggiate. Iniziative come “Fight Poverty” sono sempre più auspicabili e l’Associazione ADI è sempre attenta, non solo perché attraverso eventi come questo il design viene promosso ad una divulgazione più ampia ma, soprattutto, perché viene usato il design come strumento, come mezzo di sviluppo etico, sociale, sostenibile, attento a bisogni e realtà diversi, sin dal momento dell’idea, passando, poi, per i processi produttivi e arrivando, infine, alle fasi di distribuzione e commercializzazione. È probabile, in un futuro non lontano, che la cultura del progetto possa anche riunirsi in équipe e realizzare progetti sociali gratuiti a favore di quelle comunità e organizzazioni istituzionali che ne faranno richiesta su tematiche precise, prestando attenzione all’uso di risorse di secondo ciclo di vita. Forse la GREEN REVOLUTION dev’essere considerata un’opportunità, una nuova chance per i progettisti, per le aziende, per i consumatori che devono saperla cogliere, studiare e programmare per una società dei consumi diversa, in cui ADI possa, a pieno titolo, indirizzare e promuovere la ricerca e lo sviluppo.

We must go beyond simple greenwashing and work to protect the environment, reduce consumptions and resources and above all consider waste as a resource and not rubbish. We must also work around the concept that new products must not contain formal and productive aspects that may become dangerous and harmful for people. The role of the culture of design and especially of designers is strategic, as an ethical leverage for social design, where all the other players: companies, schools, universities and communication professionals may work in increasing synergy with common social targets towards common well-being, like in the good old days when the concept of design was born. The whole concept adopted by the Industrial Drawing Association which the Steering Committee is trying to apply can be summarised by making reference to a book written by Victor Papanek more than thirty years ago, but still very modern, entitled “Design for a real world “. Victor Papanek was a great scholar and university teacher who predicted the scenario for a social and ethical design, aimed to save resources and help to resolve the most disadvantaged economic situations. Initiatives such as “Fight Poverty” are more and more longed for and the ADI Association is becoming ever more careful not only because events like this one may promote design to a lager diffusion, but above all because design may be used as a tool and means for ethical, social and sustainable development, one that is focused on different needs and realities since the conception stage up to distribution and trading going through different production steps. In a not-too-distant future, designers may join together and work out free social designs for those communities, organisations and institutions that will request them, focused on clear-cut issues and especially on the use of secondary life resources. Maybe the GREEN REVOLUTION should be considered as an opportunity, a new chance for designers, companies and consumers who must be able to catch, study and plan it for a different consumer society, where ADI may rightfully steer and promote research and development.


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/ Libera / Associazioni, Nomi e Numeri contro le Mafie

/ Quando l’arte fa la sua parte! /

/ Roberto Iovino / / Responsabile Campi di Volontariato /

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È proprio il caso di ripeterlo. La battaglia contro tutte le ingiustizie, contro tutte le mafie, contro tutte le miserie del nostro presente è prima di tutto una battaglia culturale. Quella che abbiamo imparato a definire “antimafia sociale” trova proprio nella cultura da costruire, diffondere e consolidare, il suo punto di forza. Questa è la mission fondamentale che Libera condivide con circa 1600 associazioni che compongono la sua folta rete. Un cammino comune che dura da sedici anni con l’obiettivo di condividere una nuova etica della responsabilità da contrapporre alla violenza, alla sopraffazione e prepotenza dei mafiosi e dei corrotti. In questo lungo cammino fatto di volti, nomi e biografie collettive abbiamo incrociato le attività di Utilità Manifesta, condividendo l’alto valore sociale dei progetti che da tempo mette in campo. Un sostegno convinto, a chi come noi crede nella corresponsabilità che ognuno ha nell’immaginare e progettare un mondo all’altezza dei nostri sogni. Il design per il sociale che Utilità Manifesta si impegna a promuovere è anche questo, la condivisione di un percorso di immaginario civile che scalfisce le coscienze, che ci invita alla riflessione ma che soprattutto ci esorta all’azione. Il nostro tempo è sempre più caratterizzato dalla velocità dei media, da un flusso continuo ed inarrestabile di informazioni che spesso ci fanno perdere il valore della profondità. L’arte e la cultura, in tutte le forme in cui si esprimono, ci richiamano ai valori dell’approfondimento, della ricerca e della conoscenza. Per questo cultura e mafia sono due parole incompatibili, le mafie ingrassano con l’indifferenza, l’egoismo e la disinformazione. Don Luigi Ciotti continua a ripeterlo dappertutto: “È la cultura che dà la sveglia alle coscienze”. Le associazioni, i nomi e i numeri che compongono la rete di Libera sono i protagonisti di questa nuova complessità che la cultura ci aiuta decifrare, che l’arte ci aiuta a veicolare. È proprio il caso di dirlo, in questa straordinaria biografia collettiva anche l’arte fa la sua parte.

/ When art does its part! /

It’s worth repeating: the fight against injustice, mafia and all the miseries of our present time is primarily a cultural struggle. The condition we have learned to define as “social anti-mafia” has its strength in cultural progress. This is the fundamental mission that Libera shares with about 1600 associations that make up its dense network. A common path that was started sixteen years ago with the aim of sharing a new ethic of responsibility to oppose the violence, oppression and tyranny of mafia people and criminals. In this long journey made up of faces, names and biographies, we crossed the activities of Utilità Manifesta and shared with them the high social value of their long-time projects. A wholehearted support to those who, like us, share the responsibility to imagine and design a world that is up to our dreams. The design for social purposes that Utilità Manifesta is committed to promote may mean sharing a civic responsibility that inspires our conscience, makes us reflect and above all urges us to act. Our time is increasingly characterized by media frenzy, a continuous and unstoppable flow of information which often makes us lose the meaning of stopping and thinking. Art and culture, in whatever form they may be expressed, remind us of the value of in-depth research and knowledge. For this reason, culture and mafia are incompatible. Mafia is fed by indifference, selfishness and misinformation. As Don Luigi Ciotti keeps repeating on any occasion: “Consciousness is based on culture.” The associations and people that make up Libera’s network are the protagonists of this new complex scenario, which culture may help us to understand and art may help us to convey. Let’s say it, in this extraordinary collective biography, also art does its part.


34

/ Paesi /

/ Country /

Italy

United States

Portugal

Poland

Democratic Republic of Korea

Bulgaria

Greece

Mexico

Singapore

Turkey

United Kingdom

Lithuania

Bosnia and Herzegovina

Australia

Hong Kong

Ireland

France

Ecuador

Germany

Spain

Croatia

Canada

Republic Of Korea

Indonesia

Slovakia

Colombia

Romania


Netherlands Iran Japan China Malaysia Slovenia India New Zealand


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/ Fedrigoni / / Oikos per Fight Poverty:

/ Oikos Fedrigoni to Fight Poverty:

/ Projects for sustainable consumption /

progetti per un consumo sostenibile /

f

o Fedrigoni Spa da anni è attiva sul fronte della sostenibilità dei propri processi produttivi e dei propri prodotti. Oggi la totalità delle carte delle sue collezioni è in linea con gli standard del Forest Stewardship Council (FSC) e precisamente il 90% dei prodotti è certificato FSC Chain of Custody (Mixed Sources) e il restante 10% è definito FSCControlled Wood (legno controllato), cioè realizzato con cellulose certificate secondo altri standard riconosciuti dall’organizzazione FSC. Ad attestare la sistematizzazione che Fedrigoni Spa dedica alle tematiche ambientali e la tracciabilità dei propri processi stanno i sistemi gestionali certificati UNI EN ISO 9001 (Sistema di gestione per la qualità), UNI EN ISO 14001 (Sistema di gestione ambientale) e BSI – OHSAS 18001 (Sistema di gestione per la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro). Il gruppo ha inoltre pubblicato l’8° Rapporto Ambientale e Sicurezza. A sottolineare il suo impegno in tema di sostenibilità ambientale, Fedrigoni Spa è main sponsor del progetto Fight Poverty: progetti per un consumo sostenibile - il design contest di Utilità Manifesta - attraverso la fornitura della carta Oikos per la realizzazione del catalogo e di tutta la comunicazione coordinata. Fedrigoni Oikos è una carta ecologica certificata FSC Mixed Sources, composta per il 50% da fibre riciclate pre-consumer e per il 50% da fibre di pura cellulosa. Una carta naturale, dalla superficie compatta, con elevato punto di bianco e un buon grado di liscio utilizzabile senza problemi e con ottimi risultati in tutte le lavorazioni di confezione: taglio, piega, fustellatura. L’elevato punto di bianco e la fine concettatura su entrambi i lati sono ideali per fare da sfondo alle immagini, esaltando i tratti e i fondi vivacemente colorati. Caratteristiche che fanno delle carte e dei cartoncini Oikos la scelta ideale per valorizzare ogni prodotto editoriale, cartotecnico o commerciale.

/ Chiara Medioli / / Direzione Marketing / / Fedrigoni Spa /

Fedrigoni Spa has been active for years on the sustainability of their production processes and products. Today all the papers of his collections are in line with the standards of the Forest Stewardship Council (FSC) and precisely 90% of the products is FSC Chain of Custody (Mixed Sources) and the remaining 10% is defined as FSC Controlled Wood-(Controlled Wood), made of cellulose that is certified to other standards recognized by the FSC. Demonstrating that the systematization Fedrigoni Spa dedicated to environmental issues and traceability of its processes are management systems UNI EN ISO 9001 (Quality Management System), UNI EN ISO 14001 (environmental management system) and BSI OHSAS 18001 (Management System for safety and health at the workplace). The group also published the 8th Environmental and Safety. Report. To underline its commitment to environmental sustainability, Fedrigoni Spa is the main sponsor of the project Fight Poverty: Plans for sustainable consumption - the design contest “Utilità Manifesta” - through the provision of the Oikos paper for the catalogue and all coordinated communication. Fedrigoni Oikos environmentally friendly paper is a certified FSC Mixed Sources, consisting of 50% recycled pre-consumer and 50% of pure cellulose fibers. A natural paper, the compact surface, with high whiteness and good smoothness can be used safely and with excellent results in all packaging processes: cutting, folding, die cutting. The high white point and the end concettatura on both sides are ideal for background images, highlighting the features and brightly colored backs. Features that make the Oikos papers and cards the ideal choice to enhance any editorial product, paper or commercial.


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/ Graphic Masters /


graphicmasters srl | tipolitografia | via Aldo Manna, 89/1/2 | 06132 S. Andrea delle Fratte | Perugia | Italy | tel/fax +39 075 5270268 | +39 075 5271544 | +39 075 5270268 | email: info@graphicmasters.it | www.graphicmasters.it


//

10

/ FINAL SELECTION / 10 Graphic Design / 10 Industrial Design /


+ 10


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fi n

G D / p. 42 >> p. 51

//

//

I D / p. 54 >> p. 72


a li st s


44

/

gr a de


ph

i c s i gn /


46

/ Alexandros Nikou / Greece / I am a poster


Andrew Contofalsky / Canada / Lungs of the earth


48

/ Anna M端nchmeyer / Ireland / Are you blind?


Brisebois Charles / Canada / Less Waste More Rights


50

/ Ivan Dilberovic / Croatia / What’s on your mind today?


Jo達o Borges / Portugal / Rationalize Consumption


52

/ Laurence Viens / Canada / Great ideas and education


Marilyn Faucher / Canada / Stand for their rights


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/ Vanessa Duval / Canada / Human Development Index


Vincent Tourigny / Canada / Food supply


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/

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/ Marco Angelo Negri, Eleonora Locatelli / Italy / Rewater


Descrizione: Rewater è la piletta per la raccolta creativa dell’acqua. Una piletta dotata di due vie di scarico e di una semplice interfaccia che permette all’utente di scegliere - ad ogni utilizzo del rubinetto - se convogliare l’acqua nel comune scarico oppure se direzionarla verso il serbatoio di riciclo. Rewater mette l’utente in condizione di optare per una scelta in un momento preciso del percorso dell’acqua rispetto al quale, fino ad ora, non gli era stato possibile intervenire. Un utente meno esigente ma attento potrà, ad esempio, con un semplice click, recuperare solo l’acqua del lavaggio della verdura che gli sarà utile per innaffiare le piante. In questo caso non avrà bisogno di nient’altro al di fuori di un serbatoio di raccolta dell’acqua. All’opposto un utente molto attento e motivato potrà far passare l’acqua attraverso appositi filtri collegati al tubo di riciclo (anche in questo caso utilizzerà la piletta per far passare dallo scarico di riciclo l’acqua con le impurità idonee ad essere depurate dai filtri montati) e potrà decidere, attraverso una più moderna interfaccia-utente in linea con quelle delle odierne cucine domotiche se e a quali elettrodomestici indirizzare l’acqua così riciclata. Sempre più gli oggetti si fanno scatole magiche che nascondono le loro funzioni senza che l’utilizzatore li veda ed abbia un margine di intervento. Invece Rewater comunica con l’utente, gli si pone davanti agli occhi ogni volta che fa scorrere l’acqua dal rubinetto, rinnova costantemente la sua domanda sollecitandolo ad adottare un giusto comportamento senza compiere alcuno sforzo ed assecondando qualsiasi tipo di utilizzo voglia fare dell’acqua, indirizzandolo ad un utilizzo responsabile.

Description: Rewater is a drain for kitchen sink for creative water harvesting. The drain has two ways of water discharge and a simple interface that allows users choosing, any use of faucet, if convey water into waste drain or into the recycling tank, a second life for water. Through REWATER the daily action is reinterpreted in a new conception of form and function of the object drain... Rewater puts the user in a position to opt for a choice at a time of water way in which until now hadn’t been possible to intervene. Established with the user a form of contract that is not binding, ready to be renegotiated according to the habits and the use that the user wants to do of recycled water... For example, a less demanding and attentive user, only with one click, can decide to recycles water from pasta cooking or from washing vegetables and fruits that will be use to watered his plants. In this case the user doesn’t need anything more than a water tank. At the opposit a very attentive and motivated user may pass the water through special filters attached to the recycling tube and may decide, through a more modern user interface like other kitchens automation, at what home appliances give the recycled water... Increasingly, objects are magic boxes that hide their functions and the user loses its purpose. Instead Rewater communicates with the user, found him in the eyes every time he makes run water from the tap, constantly renews his request and urges to adopt an appropriate behavior without making any effort and favoring any use of water, only more responsible use. . In this sense is a kind of magic object that reminds us without being intrusive what are our responsibilities and our duties to this resource.


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/ Sung yong Ryu / Republic of Korea / Malnutrition-3times, 1day, 1week


Descrizione “3Time 1Day 1Week” è un dispositivo per aiutare i bambini africani che muoiono di fame. È stato progettato per curare la malnutrizione utilizzandolo tre volte al giorno alla settimana. In quanto strumento di cura 3Time 1Day 1Week è stato progettato per contenere un mix energetico che combina proteine, vitamine, sali minerali e acqua, affinché i bambini possano assumerlo facilmente senza masticare. Inoltre, è progettato per i bambini che soffrono di malnutrizione considerando la loro condizione di mancanza di sali, acqua e viveri. La forma del contenitore è a spirale in modo che si comprima in modo naturale mentre il bambino succhia il contenuto assumendone i principi nutrizionali.

Description “3Time 1Day 1Week” is a provision for African children who are starving and it is a design that can cure malnutrition when it is taken 3 times a day a week. As a cure, “3Time 1Day 1Week” was manufactured as a soft form of power that is combined with protein, vitamin, mineral and water, so children can easily eat without chewing. In addition, it is designed for child who is suffering from malnutrition to intake provisions considering their condition in steps of salt, water, and provision. The basic form of vassel is spiral so that it can be naturally compressed when child sucks the vassel and it helps child to intake salt, water, and provision step by step.


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/ Germano Pecoraro / Italy / Veicoli ferroviari non convenzionali - treno ospedale


Descrizione Ricerca svolta nel periodo 2007-2009 presso il Politecnico di Bari-IT, per il PhD. Treno composto da alcuni veicoli arredati con attrezzature per la diagnostica (TAC, raggi X, risonanza, analisi chimiche, etc), da far circolare secondo una tabella temporale programmata. Ogni giorno servirebbe una localitĂ diversa sprovvista di attrezzature sanitarie. In caso di grossa emergenza, adoperarlo come ospedale mobile avanzato (terremoti, alluvioni, grossi disastri).

Description Research done in 2007-2009 at the Politecnico of Bari-IT, for his PhD. Train composed by some vehicles equipped with diagnostic equipment (CT, X-ray resonance, chemical, etc.), by circulating a second scheduled time table. Every day we serve a different place devoid of sanitation facilities. In case of large emergencies, use it as an advanced mobile hospital (earthquakes, floods, major disasters).


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/ Kim Jinsik

/ Republic of Korea / Sunbox


Descrizione Le persone di solito stendono il bucato ad asciugare al sole e al vento. Pensando a questa abitudine, ho avuto questa idea. Prima di uscire possiamo semplicemente appendere il SUNBOX ad un filo da bucato esposto al sole. Durante la nostra assenza il SUNBOX si sarà caricato. Il dispositivo sostituisce la tradizionale presa elettrica: l’energia accumulata con la carica si trasformerà in energia utilizzabile. Questa energia, ottenuta in modo naturale, è accessibile a tutti. È stato progettato per sentirsi in armonia con la natura.

Description People usually hang out wet cloths to dry by sunny and natural wind, after washing. According to peoplès natural method, I got this idea. Before you go out you can just hang out this SUNBOX in a line like your washing. When you go back home just take off the SUNBOX from your dryline. The SUNBOX has been charged during your goingout time. SUNBOX is designed like a plug shape. The charging energy will become electric power. This natural energy is free for all people, everyone can use it. It has designed to get comfortable feeling.


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/ Juhyun Lee

/ Republic of Korea / Cake eco tray


Descrizione I prodotti di plastica usa e getta non riciclabili non possono essere decomposti e, quindi, possono diventare uno dei principali inquinanti ambientali. Quando vengono bruciati in una discarica, emettono diossina, SOx, NOx, ecc, provocando l’inquinamento secondario. Producendo piattini da dolce a base di carta ecologica comprensivi di cucchiai di carta ricavati nella stessa struttura, possiamo ridurre l’uso di materiali di plastica usa e getta e quindi preservare l’ambiente.

Description Disposable plastic products which are dumped without recycling can not be decomposed and, therefore, become the primary environmental pollutant. When burnt in a landfill, they emit Dioxin, SOx, NOx etc., causing the secondary pollution. When cake saucers made of environ-mentally friendly paper and simple structured paper spoons are added, we can reduce the use of disposable plastic spoons and therefore preserve the environment.


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/ Chris Jackson

/ New Zealand / Fat lip


Descrizione Bodj n. deriva dal nome francese per la Cambogia: Cambodgè L’iniziativa Bodj fu concepita nel 2001, quando Ced Wells si è recato in Cambogia per lavorare per la Bright Arrows Development Ltd. Bodj continua a collaborare con Bright Arrows sostenendo lo sviluppo dell’economia locale in alcuni villaggi rurali delle popolazioni indigene della Cambogia. Attraverso pratiche di commercio equo e solidale si mira ad alleviare la povertà e migliorare le condizioni sociali e ambientali nel rispetto della cultura e dell’ambiente naturale di queste comunità. Ogni progetto viene attentamente monitorato con visite periodiche e di sostegno da parte della Bright Arrows. I prodotti Bodj sono distribuiti dall’azienda familiare di Ced, la AJ Wells & Sons, leader nella fornitura di stufe a legna con sede nel Regno Unito. Fat Lip: dalla collaborazione con Bodj e dalle sue esperienze personali di viaggio attraverso la Cambogia, Chris Jackson ha progettato un semplice cesto di vimini utilizzando materiali sostenibili locali (rattan) e tecniche di produzione artigianali. Mettendo in discussione la nozione tradizionale di maniglia, il bordo oversize di Fat Lip offre un miglioramento ergonomico rispetto ai cesti tradizionali, poichè supportato da un leggero scheletro in acciaio. Questo rende più durevole il midollino (tipo di vimini). All’interno del cesto, il telaio di acciaio colorato conferisce un tocco di contemporaneità. Lo scheletro e una spruzzata di colori contemporanei. Tutti i guadagni darivati da questo e altri progetti saranno restituiti ai villaggi locali, per sostenere l’istruzione dei bambini e assistere finanziariamente i giovani apprendisti cambogiani che producono “Fat Lip”.

Description Bodj n. taken from the French name for Cambodia: Cambodgè. The Bodj initiative was first conceived in 2001 when Ced Wells travelled to Cambodia to work for a fair trade business support organisation, Bright Arrows Development Ltd. Bodj continue to work in partnership with Bright Arrows developing local businesses for Cambodia’s indigenous population in a number of rural villages. Utilising carefully monitored fair trade practices they aim to relieve poverty and improve social and environmental conditions whilst respecting the culture and environment of these communities. Each project is closely monitored with regular visits and support by Bright Arrows. Bodj products are distributed through Ced’s family business, AJ Wells & Sons, a leading supplier of Wood Burning Stoves based in the UK. Fat Lip Inspired to collaborate with Bodj by his own experiences travelling through Cambodia, Chris Jackson has designed a simple log basket using local sustainable materials (rattan) and craftbased manufacturing techniques. By questioning the notion of “a handlè”, the oversize rim of Fat Lip delivers an ergonomic improvement on traditional baskets, aided by a light weight steel frame that provides a lasting structure for the rattan weave and a splash of contemporary colour. All design royalties from this and future projects will be donated back to the local villages, paying for children’s educational materials and financially assisting the young Cambodian apprentices that produce “Fat Lip”.


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/ Anna Seidel / Germany / Junges gem端se


Descrizione “Junges Gemüse” (verdure fresche/per bambini) sono uno strumento di giardinaggio per la scuola dell’infanzia. Si ispira al motto “Se fai quello che hai sempre fatto otterrai quello che hai sempre ottenuto”| Design UNIBZ. Nel corso di una sorta di tirocinio nella scuola materna, i bambini hanno chiesto se i pomodori nascono da un albero di pomodoro. Quindi si è avvertita la necessità di creare un legame tra i bambini e la natura. “Junges Gemüse” è un gioco ma, al tempo stesso, uno strumento per imparare. Componendo tra loro le diverse forme elementari i bambini sviluppano le proprie abilità manuali e le 100 possibilità di composizione fanno scoprire il giardinaggio in modo giocoso. In questo modo i bambini sperimentano la coltivazione divertendosi e imparano ad avere cura dei vegetali. Scoprono così che secondo natura non si può avere tutto ogni volta che si vuole come accade in un supermercato. E così anche il sapore di quel che si mangia è migliore!

Description “Junges Gemüse” (“fresh vegetables/young people”) are gardening tools for the kindergarden. It arrised in the project “If you always do what you always did you will always get what you always got”|Design UniBz. During a kind of intership in the kindergarden, children asked if tomatos were from the tomato-tree as well. Thus there was a need of connection between nature and the young generation. “Junges Gemüse” shows a game but at the same time serious tools. Because of the different elementary forms, they can develop they manual skills and the 100 possibilities of connection leave the chance to get to the gardening in a playful way. Thus the children experience the growing of food by their own and learn to treasure vegetables. More over they find out that you cannot get everything, everytime, as they can normally see in the supermarket. Furthermore the taste of food is much better!


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/ Woojin Kim

/ Republic of Korea / Reflower kit


Descrizione Trasformare i rifiuti in giocattoli. ‘Reflower project’ è un kit educativo che permette ai genitori e ai bambini di fare giocattoli con rifiuti di cartone. Volevo fare qualcosa con questi rifiuti, dal momento che ci troviamo a dover affrontare lo smaltimento di importanti quantità di cartone accumulate anche per la tendenza crescente ad acquistare on line. I giocattoli per bambini sono un tipico esempio di prodotto di breve durata. Fondamentalmente, i bambini si stancano velocemente di giocare con un solo giocattolo e ne trovano sempre di nuovi. Così, i giocattoli devono essere considerati un prodotto effimero, indipendentemente dalle previsioni di durevolezza. Fornire un kit di istruzioni per costruire un giocattolo ha più significato del darne loro uno, in quanto il kit permette di ripensare il valore dei rifiuti e le loro potenzialità. Inoltre, poiché utilizzato con i genitori, i bambini possono imparare qualcosa di importante sulle risorse limitate della terra e i genitori possono condividere questa importante esperienza con i propri figli. “Reflower kit” ha la forma di una custodia per CD, è esattamente della stessa dimensione, così da poter essere conservato con altri CD o libri e fare parte dei supporti di apprendimento. È rivestito da copertina cartonata, comprende la carta delle istruzioni, un adesivo e un elastico, per essere facilmente suddiviso in singoli materiali e per essere riciclato. L’etichetta fa sì che il giocattolo di cartone sembri di marca, incoraggiando altre persone a comprendere il significato di “Reflower project”.

Description To transform wastes to playthings ‘reflower project’ is an educational instruction kit that enables parents and children to make playthings, with waste cardboards. I wanted to make something with waste cardboards, since we are currently facing massive amount of cardboards in our daily lives by growing online purchasing. Children’s plaything is a typical short-lifespan product. Fundamentally, children are easily fed up to play with one toy, and they always find new playthings. So, toys should be regarded as an ephemeral product regardless of its expected lifespan. Providing an instruction kit has more meaning rather than give them a toy, since it can make them rethink about the waste, the value and what they can. Also, as making it together with parents, children can learn somewhat essential facts about limited resources on the earth, and parents can share valuable experience with their children. ReflowerInstruction kit shapes like a CD case, and exactly the same size, since it is easy to keep with other CDs or books, so it can be a medium of useful knowledge. It made with the cover cardboard, printed instruction paper, a sticker and a rubber band, so it can easily be separated into single materials and recycled. The sticker makes cardboard plaything look better as a brand tag, and can encourage other people to understand the meaning of ‘reflower project.’


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/ Niccolò Raimondi / Italy /ElasticaMente


Descrizione “ElasticaMente”. È questo il nome che è stato scelto per un oggetto semplice quanto divertente. Il principio è essenzialmente quello di un qualsiasi strumento musicale che abbia una cassa armonica. La struttura è molto semplice ed è realizzata con un materiale il più possibile ecologico. Quattro “listelli” di cartone pressato, infatti, compongono il perimetro esterno dello “strumento”, creando una forma trapezoidale che lo rende robusto e pratico. Altri due “fogli” dello stesso materiale sono disposti perpendicolarmente ai precedenti e quello frontale è opportunamente forato per consentire l’amplificazione del suono, che viene originato non da delle corde, ma da dei comunissimi elastici ancorati ai lati a due ulteriori aste. Con queste ultime è possibile regolare l’acutezza o la gravità dello stesso tramite il tondino filettato di acciaio inox posto all’estremità superiore, ruotando le viti a farfalla poste su di esso, in modo che le aste si allarghino e si stringano a piacimento. L’effetto acustico che viene prodotto è interessante perché simile a quello di un basso. Con pochissimi materiali e piccoli accorgimenti è possibile quindi dare, a prezzo modico, la possibilità di divertirsi con qualcosa di diverso dal normale, rispettando nello stesso tempo l’ambiente che ci circonda.

Description “ElasticaMente”. This is the name that was chosen for an object both simple and fun. The principle is essentially that of any musical instrument that has a sound box. The structure is very simple and is made from a material as environmentally friendly as possible. Four “strips” of cardboard, in fact, make up the outer perimeter of the “musical instrument”, creating a trapezoidal shape that makes it sturdy and practical. Two more “sheets” of the same material are placed perpendicular to the previous, and the front is suitably drilled to allow the amplification of sound, which is originated not from strings, but from the commonest elastic anchored to the sides of two further rod. With them you can adjust the sharpness or severity of sounds through the stainless steel cylindrical rod post at the top, turning the butterfly screws placed on it, so that the rods extend outward and shake you like. The acoustic effect that is produced is interesting because it is similar to that of a bass. With very few materials and little tricks you can then give, with a modest price, the opportunity to enjoy something different from normal, at the same time respecting the environment around us.


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/ Tsunho Wang / Republic of Korea /Leaf tie


Descrizione La fascetta a foglia “Leaf tie” è facile da usare. Tutto quello che dovete fare è avvolgere “Leaf tie” attorno a cavi sciolti. Il disegno di Leaf tie fa sì che i cavi sembrino ramoscelli avvolti. Per i bambini piccoli o persone che vivono nella città, stanchi degli ambienti moderni artificiali, “Leaf tie” può, per un attimo, far loro sperimentare un pizzico di natura. Stiamo pensando di diffondere “Leaf tie” in tutto il mondo, contribuendo a portare un po’ di natura in ogni ambiente, da quelli bui della metropolitana di New York agli edifici di Hong Kong. Fa sentire le persone stanche della modernità più vicine alla natura.

Description The Leaf tie is easy to use. It is simply used in the same manner as the cable-tie. All you have to do is wrap the Leaf Tie around the loose cables. The design of the Leaf tie makes the cables look like wrapped twigs. For young children or people that live in the city that tire from the artificially modern environment, the Leaf tie can for a short while let them experience a hint of nature. We’re planning to spread the Leaf tie all over the world. I believe Leaf tie can make change surroundings to be nature. Leaf tie influence at dark subway in New York and between the buildings in Hong Kong. Leaf tie makes people feel nature who tire of the artificiality.


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/ Giuria di preselezione /

/ Preselection Jury /

G / Roberta Manzotti / Italy / Graphic designer / Rosso di Grana / Giulio Iacchetti / Italy / Industrial designer / Studio Giulio Iacchetti

/ Stefano Asili / Italy / Graphic designer / Asili Design

/ Francesco Subioli / Italy / Industrial designer / Chairman ADI Umbria / Studio Random


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/ Giuria di selezione finale /

/ Final selection Jury /

/ Donald Beekman / Netherland / Graphic and type designer / DBXL Studio / Maxime Lemoyne / France / Graphic designer / Maxime Lemoyne Studio / Rico Lins / Brasil / Graphic designer, art director, educator / Rico Lins +Studio / Michelle Brand / United Kingdom / Eco-designer / Michelle Brand Environmental Design / Saki Mafundikwa / Zimbabwe / Graphic designer / Director of ZIVA, Institute of Vigital Arts Zimbabwe

/ Giovanni Delvecchio / Italy / Industrial designer / Resign Studio

/ Andrea Magnani / Italy / Industrial designer / Resign Studio

/ David Graas / Germany / Indipendent industrial designer / Studio David Graas

/ Armando Milani / Italy / Graphic designer / AGI member / Milani Design

/ Lucille Tenazas / USA / Graphic designer, educator / Tenazas Design / Isao Hosoe / Japan / Industrial designer / Isao Hosoe Design / Ursula Tischner / Germany / Teacher / Founder of Econcept, Agency for Sustainable Design


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/ 40 NOTABLE PROJECTS

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G D / p. 80 >> p. 99

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I D / p. 102 >> p. 140


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/ Alexandros Nikou / Greece / This is not yoga


Ali Seylan / Turkey / Share out or fall down


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/ Anna M端nchmeyer / Ireland / Can you see it?


César Ali Hernández Torralba / Mexico / Kyoto now


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/ César Ali Hernández Torralba / Mexico / Save water


César Ali Hernández Torralba / Mexico / Stop hunger


90

/ Francesco Di Muro / Italy / Wellness principle


Gabriele Marangon / Italy / Portrait of a temporary worker


92

/ Jan Guerrini / Italy / Ceci n’est pas un crayon


Laura Belli / Italy / Untitled


94

/ Leger Anne-Marie / Canada / Less waste, more rights


Mario Fuentes / / Inequality


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/ Menard Nicolas / Canada / Send where needed


Park, Sun-Young / Republic of Korea / The oil shock


98

/ Saintonge Gabrielle / Canada / Less waste, more rights


Saleh Zanganeh / Iran / We are the victims of the consumerism


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/ Stefano Parmegiani / Italy / Exclusion


Stephanie Leung / United States / Distribute


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/ Zhao Wen / China / Oh my god!


Zhaoming Chua / Singapore / Poverty rights


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/ Angela Ponzini / Italy / 24Ore


Descrizione 24Ore è un supporto per la raccolta differenziata domestica. Un foglio in polipropilene, curvandosi, sostiene i manici di tre sacchetti per carta, vetro e plastica. 24ore è una borsa per trasportare contemporaneamente le raccolte ai bidoni della spazzatura. Quando inutilizzato torna un foglio e può essere appeso come un quadro o infilato nelle “fessure” tra muri e mobili di casa, senza alcun ingombro sostanziale.

Description 24Ore (24hours) is a support for domestic waste collection. A polypropylene sheet that curves and supports three plastic bags for paper, glass and plastic. 24ore is a bag designed to carry three collects to the main bin, at the same time. When unused, 24ore turns back into its original flat shape and it can be hanged to the wall or slot in the house’s crevices. It doesn’t take up space.


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/ Hwa-young Kim / Republic of Korea / A sprout


Descrizione “A Sprout” (Un germoglio) è ideato per far crescere la coscienza sui temi ambientali. Seminandolo, si può curare la natura. Questa confezione è realizzata con una polpa fertilizzante. Per capire come funziona, strappa il pacchetto lungo una delle linee tratteggiate. Piantalo e vedrai come si fa posto e inizia a crescere. A questo punto il pacchetto, che è composto di una polpa fertilizzante, si trasforma esso stesso in un fertilizzante e aiuta i germogli a crescere. Il prodotto “A Sprout” può essere diviso in 8 pezzi, l’ultimo dei quali ha la forma di un germoglio. Dall’ultimo pezzo potrai ottenere una nuova confezione. Spero che la nuova coscienza della natura e del modo in cui si suddivide possa diffondersi in tutto il mondo.

Description “A Sprout” is designed to improve consciousness about nature. By planting seed, it cures nature. This package is made up of a fertilizer pulp. To explain how it works, tear off a package along a dotted line. Plant this and it will take its’ place and start to grow up. At this time package which is made up of fertilizer pulp, is degenerating into fertilizer by itself and helping sprouts to grow up. “A SPROUT” can be divided into 8 pieces and the last piece has shape of a sprout. When you bring this last piece, you could get a new package. I hope new consciousness of nature and division could spread out to the entire world.


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/ Jinwoo Han / Republic of Korea / Biomass Bag


Descrizione La biomassa è una preziosa risorsa energetica che si accumula in grande quantità nelle nostre cucine. Ma solo il 40% di questi rifiuti, in Germania, finisce nel bidone dei rifiuti organici biodegradabili. Per molte persone, è difficile separare i rifiuti organici dai residuali. Una borsa biodegradabile realizzata in PLA, facile da usare e da chiudere, permette una facile sostituzione e la rimozione del sacchetto bio. Ci si rende conto di quanta potenziale energia c’è in un singolo sacchetto, tanto da riconsiderare le abitudini di smaltimento dei rifiuti biodegradabili. Il contenuto di questo sacchetto di immondizia è sufficiente a percorrere 10 chilometri con l’auto, a fare 30 kg di bucato, a bollire 100 tazze di tè o ad utilizzare il frigorifero per 200 ore; a ricaricare il tuo cellulare 300 volte, a usare una lampada a risparmio energetico per 400 ore, a tostare 500 fette di pane, a raffreddare 700 litri di birra, a preparare 1000 uova sode a colazione, a radersi 10.000 volte, a ascoltare 12.000 ore di musica sul vostro lettore mp3 o a per spremere il succo di 20.000 cedri...

Description Biomass is a valuable energy resource, which we store in large amounts in our kitchens. But only 40% of this waste in Germany ends up in the bio waste bin. For many people, it is inconvenient to separate the biological waste from the residual waste. A biodegradable bag crafted from PLA material which is easy to use and seal allows an easy replacement and removal of the bio bag. It visualizes how much potential energy a single bag contains thus forcing us to reconsider Bio-waste disposal habits. The content of this garbage bag is sufficient to drive 10 kilometers with your car, to do 30 kilogram of one’s laundry, to boil 100 cups of tea, or to use your fridge for 200 hours, to recharge your mobile phone 300 times, to use a energy saving lamp for 400 hours, to toast 500 slices of bread, to cool down 700 liters bear, to make 1000 boiled eggs for breakfast, to shave 10,000 times, to listen to 12,000 hours of music on your mp3 player, or to press out the juice of 20,000 cedars...


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/ Alessandro Natalini / Italy / “My� cart for a living...


Descrizione Vivere come “senzatetto”, cioè senza fissa dimora, senza casa, senza un tetto è diventata negli ultimi anni una vera e propria emergenza umanitaria. Le nostre metropoli, segno del progresso e della civiltà, hanno fallito nel loro sogno di uguaglianza civile. Tantissime persone si sono trovate senza un lavoro, senza una famiglia, catapultate in una realtà surreale ma vera, verissima. Per questo è importante vedere che esistono - sì - esistono milioni di persone, perse nel loro girovagare, libere nelle loro vite. L’idea nasce dal vedere persone disadattate che girano per città, stazioni e altri non luoghi, in stato di erranza permanente. Utilizzare vecchi carrelli da supermarket, recuperandoli e riadattandoli alle esigenze di un vivere nomade, rispettando la dignità umana. Con piccole modifiche e l’aggiunta di accessori (letto in gommapiuma e canapa, buste in canapa, contenitore acqua potabile per bere e la pulizia quotidiana) questi carrelli possono diventare la casa da portarsi sempre dietro. É solo un’idea che prevede sviluppi sia tecnici che di design.

Description Living as “homeless” - that is without a fixed home - in recent years has become a real humanitarian emergency. Our city, a sign of progress and civilization, have failed in their dream of civil equality. So many people found themselves without a job, without a family, thrown into a surreal but true reality. It is therefore important to see that there are millions of people lost in their wanderings, free in their lives. The idea came from seeing forsaken people running around town, stations and other places in a state of permanent wandering. The use of old supermarket carts, recovering and adapting them to a nomadic life, respecting human dignity. With minor modifications and the addition of accessories (read in foam rubber and hemp, hemp bags, containers for drinking water and daily cleaning) these trucks could be transformed into mobile home. It is just an idea that provides both technical and design developments.


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/ Giancarlo Dell’Antonia / Italy / CityFlower Hortopolis


Descrizione CityFlower: oggetti, vasi di ceramica di diverse colorazioni nella loro forma riprendono la mappa/pianta del quartiere. cityflower un progetto per la città, dalla foglia (quartiere) alla pianta (città). Porre l’attenzione sullo sviluppo e mantenimento del luogo, prendersene cura, un orto/giardino pubblico/privato che rifletta la mappa del quartiere e/o della città. Hotopolis: un orto urbano come sistema per la cura e l’attenzione al luogo metropolitano. Projet pour potager métropolitain d’artiste Parigi 21 luglio 2009 cityflower/hortopolis Un’idea di città attraverso una serie di lavori -CityFlower- dalla pianta della città o del singolo quartiere, porre attenzione ad uno sviluppo organico e vegetale della mappa. un giardino pubblico che riflette la pianta della città e/o del quartiere dove tutti sono tenuti a collaborare per il mantenimento e la cura del luogo, obbligatorio per gli amministratori 2 ore alla settimana di giardinaggio, pulizia e fotografia. La stessa mappa può diventare strumento di comunicazione. In questo caso viene declinata su vasi di ceramica contenitori di piante di qualsiasi tipo.

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/ Giancarlo Dell’Antonia / Italy / CityFlower Hortopolis


Description CityFlower: objects, ceramic pots of different colors in their resume as a map / plan of the district. cityflower a project for the city, from the leaf (district) to the plant (city). Pay attention to the development and maintenance of the place, take care, a garden / park / private map that reflects the neighborhood and / or city. Hortopolis: a garden city as a system for the care and attention to urban place. Projet d’artiste pour potager MÊtropolitain Paris July 21, 2009 cityflower / hortopolis An idea of the city through a series of works-CityFlower- from the plant of the city district or individual, pay attention to organic development and plan the map. a public garden that reflects the city map and / or district where everyone is required to cooperate in maintaining and care for all, mandatory for administrators 2 hours per week, gardening, cleaning and photography. The same map can become a communication tool. In this case, declined to ceramic pots plant containers of any kind.


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/ Jeeyu Kim / Republic of Korea / It’s not mine (Impossible Paperless Office)


Descrizione Si stima che la domanda di cartone e di carta raggiungerà i 420 milioni di tonnellate entro il 2010 o un tasso di crescita medio del 2,8% rispetto al corrente di 300 milioni di tonnellate. Anche se in un libro del 1999 Bill Gates ha previsto che “un ufficio senza carta” diventerà realtà, la domanda di carta non sembra diminuire. Questo perché con l’avanzare della IT e Internet, si entra in contatto con un tipo di informazione potenzialmente infinita e la gente desidera stamparla. Inoltre, le condizioni di leggibilità incentivano le persone a stampare ciò che scrivono o progettano al PC per correggere errori o condividere le informazioni. Sappiamo tutti che utilizzando carta riciclata non soltanto ridurremmo i costi legati al suo consumo ma contribuiremmo a ritardare l’esaurimento delle risorse a base di legno. Per Xerox, una volta speso un dollaro nella stampa, se ne richiedono ulteriori 6 per le attività di stoccaggio e di distribuzione. Inoltre, al giorno, più della metà dei documenti stampati viene gettato in un bidone della spazzatura. Per questo abbiamo progettato una scatola per lo stoccaggio della carta da riciclare, che riteniamo possa incoraggiare le persone a stampare sul retro della carta precedentemente utilizzata. Dando la possibilità di comprendere l’importanza del legno per gli esseri umani.

Description It is estimated that the demand for paper and card board will be up to 420 million tons by the year 2010 or an average growth rate of 2.8% from the current of 300 million tons. Though Bill Gates predicted that “an office without paper” would become reality in his book of 1999, the demand on paper does not seem to decrease. This is because with the advance of the IT and internet, infinite information is generated and people want to print them out. In addition, the legibility of the printed materials makes people to print their works created with PCs to correct errors or share the information in a conference. We all knows, by using reusable paper, we save not only costs for the paper consumption, but also contribute to delaying the depletion of wood based resources. For Xerox, once you spend one dollar in printing, it requires additional 6 dollar in storing and distribution. Moreover, more than a half of printed documents would be thrown into a trashcan within a day. For these reasons, with a simple invention on a storage box for used paper, we believe it would encourage people to print on the reverse side of used paper and provide a chance to understand the importance of wood for the human being.


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/ Kang-san Lee / Republic of Korea / Edge Punch


Descrizione L’ Edge Punch è un perforatore di carta di ultima generazione, in grado di indurre da parte del consumatore un piccolo gesto a sostegno dell’ambiente. Numerosi sono i margini della carta stampata che vengono buttati via. Questo prodotto punzona dei messaggi preformati su questi margini, in particolare sugli angoli, utilizzando una quantità importante di carta. Più messaggi vengono punzonati e utilizzati, meno legno sarà necessario a produrre carta, salvando il corrispondente numero di alberi.

Description The Edge Punch is a state-of-the-art shape puncher that, with a small act, forces the users to contribute to the environment. Numerous margins are created on printed papers, which are thrown away. This product punches shaped memos in these margins, particularly the corners, which cover a significant portion of the paper. The more memos punched and used, less lumber would be needed for paper, hence saving that amount of trees.


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/ Angelo Minisci / Italy / In natura


Descrizione Il progetto riguarda un oggetto-ricordo che intende valorizzare un nuovo concetto di preziosità sostenibile. I materiali che compongono la forma dell’oggetto sono in ceramica con un rivestimento in elettro luminescenza per segnalare la sua presenza e non solo. Un corpo cavo per accogliere la vita di una pianta che necessita di pochissima terra per sopravvivere, sono le basi per coltivare la bellezza dell’oggetto. L’aspetto tattile, la delicatezza del vegetale cresciuto all’interno di questo corpo esalta la magia vitale che si compie all’interno. IN NATURA, richiede costante attenzione e cura e si configura come una risposta al naturale del tamagotchi. Il valore della vita, la preziosità della cura e l’attenzione per ciò che ci circonda. Non più solo un oggettoricordo ma un gesto di cura: il dono del legame. Un approccio che, in antitesi a una visione della conoscenza come valore assoluto e immutabile, pratichi il dubbio come metodo di ricerca e interpreti l’immaginazione come capacità di dare forma alle proprie visioni interiori. Un progetto possibile - la considerazione che uno degli aspetti primari dell’eco-compatibilità di un prodotto sia da individuare nella durata della sua vita - ha orientato la ricerca verso l’individuazione di una specifica estetica della sostenibilità; un’estetica che sia capace di comunicare il plusvalore ecologico del prodotto e quindi allungare la sua vita per effetto del riflesso culturale che il consumatore può trovare in esso.

Description The project concerns an object that will enphasize a new concept of sustainable preciousness. The materials that make up the shape of the object are ceramic with an electroluminescent coating to signal his presence and not just it. A hollow body to accommodate the life of a plant that needs a very little piece of field to survive, are the basis for “growing” the beauty of the object. The tactile aspect, the delicacy of the plants grown within this body enhances the magic of life that takes place inside. IN NATURE requires constant attention and care. It is configured as an answer to natural tamagotchi. The value of life, the preciousness of care and attention for what is around us. Not just a souvenir, but a deed of care: the gift of bond. This approach, in contrast to a vision of knowledge as an absolute and unchangeable value, practices the doubt as a research method and interprets the image as ability to give shape to their interior vision. A possible project. The consideration that one of the primary ecocompatibility’s aspect of a product is to be found in his life’s time has directed research towards the identification of a specific aesthetics of sustainability, an aesthetic that is able to communicate his ecological added value and extend its life as a result of the cultural reflection that consumers can find in it.


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/ Lee Won Jae / Republic of Korea / Paper Wrap


Descrizione La carta da imballaggio di plastica - utilizzata per tutti i generi di prodotti - è sicuramente una delle fonti di contaminazione ambientale. In particolare, il mille bolle, che è facile da usare e molto efficace per proteggere il prodotto, viene utilizzato in tutto il mondo. Ed è per questo che suggerisco questo involucro di carta come migliore alternativa! È un materiale ecologico per proteggere il prodotto. Sul cosiddetto “paper wrap” sono riportate numerose incisioni che creano un sistema di sporgenze. Nell’ambito di questo processo, le sporgenze si alzano e si abbassano proteggendo il prodotto da qualsiasi danno.

Description The Plastic wrapping paper used for all kinds of products is definitely one of the sources for environmental contamination. Especially, the bubble wrap, which is easy to use and very effective to protect the product is used worldwide. And that is why I am suggesting this paper wrap, a better alternative! It is a green material to protect the product. This so called “paper wrap” is a paper on which there are lots of patterns drawn. Possible to fold up whatever way you want. Through the pattern on which you can cut a notch. Under this process, lots of protrusion rising up and down the paper is to protect the product from any kind of damage. This paper wrap helps you with separate collection of paper after opening.


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/ Elena Pierri / Italy / Homeles city bell


Descrizione Il progetto è rivolto alla categoria Polis. L’intervento di restyling urbano riguarda la trasformazione, in diverse fasi, di un cassonetto per la raccolta differenziata, adibito a riparo per i senzatetto.

Description The project aims to Polis category and concerns urban restyling - in different stages of a dumpster for recycling used as a shelter for the homeless.


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/ Cagri Karapunar / Italy / Green Tiles


Descrizione Perché “piastrelle verdi “? Perché sostengono la natura. Ogni giorno uccidiamo il nostro mondo verde con rifiuti di plastica, per l’ambiente vere e proprie armi. Ho pensato che se usassimo i rifiuti di plastica per ri-costruire, potremmo migliorare il futuro... Questo è il mio punto di partenza e anche il mio slogan ... Che cos’è “piastrella verde”, dove la posso utilizzare? Le Piastrelle verdi sono al 100% plastica riciclata. Le misure sono 300x300x30 mm e il raggio del cerchio è di 200mm. Possono essere prodotte con tecniche di stampaggio della plastica. Sono di 2 tipi. Per sostenersi hanno un w di 10 mm di spessore (come si vede sul manifesto). Possono essere applicate su ogni tipo di superficie e in spazi esterni in orizzontale, in verticale o in entrambe i modi ... come base di un parco giochi, per un parcheggio, per l’isolamento acustico di music-bar, etc ... In conclusione, devi solo immaginare quello che puoi farci...

Description Why “green tiles”? Because they sustain nature. Every day, we kill our green world with plastic wastes, the environment enemies. I thought that if we use plastic waste to re-build, we could improve our future ... This is my starting point and also my slogan ... What is “green tile” - where can I use it? Green tiles are 100% recycled plastic. Measures are 300x300x30 mm and the circle radius is 200mm. They may be produced by plastic molding techniques. They are of two types. They have a body of 10 mm thick (see the poster). They can be applied on all surfaces and in open spaces horizontally, vertically or in both ways, as the basis for a playground, as a parking plan, for sound proofing music-bars, etc ... In conclusion, just imagine what you can do with it.


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/ Hwa-young Kim / Republic of Korea / Re-born


Descrizione Tutti i giorni 26,3 tonnellate di bottiglie vengono buttate via. Re-born è progettato per sensibilizzare le persone al recupero. Dopo aver bevuto l’acqua, l’utente può tagliare la bottiglia lungo il tratteggio. La parte inferiore potrà essere utilizzata come contenitore, la parte superiore come imbuto. Le bottiglie non saranno considerate più spazzatura ma potranno dare una mano alla natura.

Description Everyday 26.3 ton of bottles are thrown out. “Re-born” is designed to give consciousness about recycling. After drinking water, the user can cut out the bottle along the cut off line. Its bottom part can be used as a container and the top part as a funnel. Bottles are not considered trash anymore, but they could give a benefit to the nature.


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/ Hwa-young Kim / Republic of Korea / Re-write


Descrizione Potremmo ridurre i rifiuti riutilizzando le confezioni dei fazzoletti di carta. La gente ha l’abitudine di scrivere cose ovunque ci sia spazio. In base a questo, “Re-write” è progettato in forma di trapezio, per rendere l’atto dello scrivere più confortevole e per ottimizzare lo spazio. Riutilizzando le scatole come fossero fogli di carta, le scatole dei fazzoletti riacquisterebbero nuova utilità.

Description We could reduce trash if we reuse tissue boxes. People have the habit of writing things wherever there is space. According to this ‘Re-write’ is designed in the shape of trapezium which has slope, to give comfort while writing and to reduce space. By reusing box as a paper, tissue package will become worthy again.


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/ Soo Jung Lee / Republic of Korea / Saving sticker


Descrizione L’adesivo per risparmiare acqua che si attacca sullo scarico.

Description The sticker for saving water to be sticked on the drain.


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/ Laima LisauskienÄ— / Lithuania / Take out earplugs from your ears!


Descrizione Progetto volto alla creazione di un nuovo oggetto realizzato con materiale recuperato. “Take out earplugs from your ears!” è anche un poster. Materiali: gomma piuma a memoria di forma e cartone; auricolari a memoria di forma che vengono compressi e messi nei fori di cartone, dove si espandono per chiudere i buchi. Annotazione sui diritti universali e valori come responsabilità e solidarietà, autonomia, diritti dei bambini, immigrazione, diritti umani, pianeta e ambiente. Un auricolare è un dispositivo pensato per essere inserito nel condotto uditivo per proteggere le orecchie di chi lo indossa da forti rumori o dall’intrusione di acqua, corpi estranei, polvere o vento eccessivo. Da Wikipedia, enciclopedia libera. Earplugs: metaforicamente, proteggono le orecchie dal dolore causato dalla negazione dei diritti dei bambini e di tutti i diritti umani, da azioni contro il pianeta e l’ambiente. CONCEPT Immagina il benessere sostenibile per il pianeta e progetta il cambiamento. Togli i tappi dalle orecchie!

Description Project aimed at creating new object to be realized with waste and recycled material. “Take out earplugs from your ears!” 35 cm x 50 cm Poster. Material such as: memory foam and cardboard. Disposable foam earplugs made of memory foam, which are compressed and put into the holes of cardboard, where they expand to plug it. Annotation Universal Rights, Responsibility and Solidarity, Autonomy, Children’s Rights, Immigration, Human Rights, The Planet and the Environment. An earplug is a device that is meant to be inserted in the ear canal to protect the wearer’s ears from loud noises or the intrusion of water, foreign bodies, dust or excessive wind. From Wikipedia, the free encyclopedia. Earplugs also help to protect ears from the pain caused by children’s rights, or human rights, the planet and the environment pressure. Concept Envision Sustainable Wealth for the planet and make the change. Less Waste, More Rights. Take out earplugs from your ears!


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/ Claudio Fiumicelli / Italy / Punti di vista


Descrizione Punti di vista – la panchina come veicolo del racconto dei senza tetto. Questo progetto cerca di portare un piccolo aiuto alle persone senza fissa dimora, nell’ambito dei loro bisogni cosiddetti “secondari”, ma altrettanto fondamentali nella vita di tutti noi. In particolare si è indagato l’aspetto più simbolico della condizione dei senza fissa dimora: l’esclusione sociale e il conseguente senso di inutilità. Si può dunque assegnare loro una funzione, tale da innescare un processo virtuoso di riconoscimento e inclusione, mettendo in contatto un bisogno della società con una disponibilità/abilità nel porvi risposta da parte di queste persone. Forse un particolare aiuto che la società può ricevere dai senza fissa dimora è il loro punto di vista sulla città, per forza differente dal nostro, in grado di cogliere fenomeni che a noi sfuggono. Da qui l’idea di un’iniziativa dal titolo “Punti di vista”, che da una parte coinvolga i senza tetto (chiamati a raccontare la città attraverso fotografie, poesie, prosa, arti visive), dall’altro la collettività, che potrà fruire di questi racconti. Qui si ritiene il design un supporto per l’espressione artistica dei senza tetto. Si è scelto così di riprogettare la tipica panchina da parco, oggetto simbolo del contatto tra i nostri due mondi. Una panchina che si sfoglia come un libro, mettendo in mostra scritti e immagini sulla nostra società vista con occhi diversi. Una tettoia provvista di led assicurerà la visione anche in ore serali.

Description The bench as a vehicle to tell homeless’ everyday life. This project tries to bring a little help to homeless people referring to their “secondary” needs, but equally fundamental in our lives. In particular, we investigated the most symbolic aspects of the homeless condition: social exclusion and the consequent sense of futility. So we can assign them a function, in order to trigger a virtuous process of recognition and social inclusion, by connecting the society’s needs with the ability to to answer to homeless needs. Perhaps a particular aid that society can receive from the homeless people is their views on the city, necessarily different from ours, that can capture phenomena that elude us. Hence the idea of an initiative entitled “Points of view”, able to involve homeless people (called to tell the city through photographs, poems, drama, visual arts) and the community, which may enjoy these stories. Here design is considered a support for the artistic expression homeless people. It was decided to redesign the typical park bench, symbol-object of contact between our two worlds. A bench that you can browse as a book, revealing writings and images about our society. A roof provided with LEDs ensure the vision in the evening.


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/ Alessandro Fancelli / Italy / HomeLessIsMore


Descrizione Riflettendo sulla tutela e il rispetto dei diritti fondamentali, il progetto “HomeLessIsMore” si prefigge di ripensare un nuovo utilizzo delle attuali panchine pubbliche. Osservando i parchi pubblici ma anche semplicemente le nostre strade, ovunque troviamo traccia del passaggio dei senzatetto: cartoni abbandonati, vecchie coperte, resti di un falò e comunque il perseverare di abitudini di consumo razionali che ai “normali” cittadini sembrano assurdità. Partendo da quello che per i senza dimora è l’uso abituale di luoghi e oggetti, il progetto “HomeLessIsMore” prevede l’utilizzo della panchina pubblica come giaciglio caldo e sicuro. Il concept nasce dall’immagine del feto nella placenta e, attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie, prevede l’inserimento di luce e riscaldamento in quello che di solito è un “luogo” freddo e buio. La struttura della panchina è pensata in polietilene, realizzata con stampaggio rotazionale. Il corpo dell’oggetto si divide in due parti: utilizzata di giorno è “esteticamente” simile a tante altre sedute già in commercio, mentre nell’utilizzo notturno, chiudendo su se stesso lo schienale, il senzatetto si ritrova all’interno di un guscio illuminato e riscaldato. Le tecnologie proposte sono un piccolo pannello fotovoltaico (posto all’estremità dello schienale) per catturare energia; una maglia (posizionata all’interno dello schienale) in pvc e fibra di carbonio per scaldare l’interno del guscio; l’alloggiamento di led per dare luce all’intero oggetto.

Description The project “HomeLessIsMore” wants to reconsider a new use of existing park benches, reflecting on the protection and respect of fundamental rights. We check our public parks and streets, wherever we find traces of the passage of the homeless: in abandoned boxes, old blankets, the leftovers of a bonfire, the simple things that “normal” people perceive as absurd lifestyles. From what the homeless is the routine use of places and objects, the “HomeLessIsMore” involves the use of public bench as a warm and safe bed. The concept comes from the image of the fetus in the placenta. Through the use of new technology it involves the insertion of light and heat in what is usually considered a “place” cold and dark. The technologies used in the project are: a small photovoltaic panel to capture energy (positioned at the back), a PVC mesh and carbon fiber to heat the interior of the shell (located inside of the back), led to light up the entire object. The bench structure is designed in polyethylene, made by rotational molding. The body of the object is divided into two parts: during the day just looks similar to many other sessions already on the market; at night, it closes back on itself and the homeless housed in a shell lighting and heating.


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/ Remus Feldman / Romania / Temporary Folding Home


Descrizione Sviluppo di un modulo abitativo per famiglia (2 adulti e 2 bambini) da usare per scopi diversi. Garantirne la comodità e l’utilità date, ad esempio, da un letto separato, una cucina, una zona pranzo, una zona di stoccaggio e una doccia. L’unità può essere facilmente trasportabile e usata, anche, come soluzione di emergenza per ricoveri. Le sfide principali sono state: la mobilità e la funzionalità. Poiché ha 2 ruote, l’unità può essere trasportata con la macchina o spinta da 2 persone. L’unità non è un veicolo o una piattaforma di trasporto quindi non c’è alcun numero di licenza o tasse da pagare. Il mio obiettivo principale era quello di ridurre al minimo l’utilizzo di materiali, ottenendo la massima funzionalità, il tutto in forma attraente. Ispirato dalle tensostrutture di Otto Frey, ho cercato di integrare l’aspetto esteriore degli shelter con soluzioni eleganti degli interni, alle quali si fondono la funzionalità dei diversi servizi base come la zona soggiorno, il ripostiglio e le finestre e la membrana termo-isolante che ricopre l’unità. Separare la zona notte dal resto delle attività è fondamentale per fornire intimità a tempo pieno e che non si potrebbe ottenere in una roulotte o in una tenda. Dando alla membrana termoisolante un colore caldo, l’interno diventa accogliente e confortevole, partecipando alla creazione di uno spazio piacevole da vivere. La membrana di copertura è composta di singoli segmenti “Flexinol”, per essere facilmente riparata in caso di rottura. Flexinol è un polimero a base di Teflon.

Description Development of a housing module to be used for different purposes by a family (2 adults and 2 children). Ensuring comfort and utilities, such as separate sleeping space, kitchen, eating area, storage area and a shower. The unit should be easy to transport and also used as emergency shelters. SOLUTION: main challenges were: mobility and functionality; because it has 2 wheels attached, the unit can be toed by car to any location or pushed by 2 people. The unit is not or a vehicle or transportation platform thus there’s no license number and taxes to pay. My main goal was to use minimum of materials for maximum functionality, all in a formal, attractive way. Inspired by Otto Frey’s tensile structures, I tried to integrate the sheltering forms of the exterior in the elegant solutions of the interior, merging the functionality of different basic utilities such as seating area, storage space and windows with the protecting and thermoinsulating membrane covering the unit. Separating the sleeping area from the rest of the activities is crucial to provide intimacy and full time access that couldn’t be achieved in a caravan or tent. By giving the covering membrane a warm tone, the interior becomes friendly and cozy, making it a pleasant space to be. The roof covering membrane is made of individual inflating ”flexinol” segments, so if one brakes it can be easily repaired. Flexinol is a teflon based polymer that has all of teflons properties.


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/ Giulia Gioacchini / Italy / TrickEco


Descrizione TrickEco: il progetto In seguito ad un’analisi riguardante gli sprechi energetici legati agli oggetti tecnologici di uso quotidiano, si è rivelato che l’ascensore ha un’impronta ecologica negativa di grande impatto sull’ambiente. Infatti si stima che in media un ascensore rappresenti circa il 5 per cento del consumo elettrico complessivo di un edificio. È importante sottolineare che la combinazione tra sedentarietà e sovrappeso influenza, negli anni, il mantenimento del nostro stato di salute. Fasi di intervento Contatto: instaurazione di una fase contrattuale con l’utente. Conoscenza: informazione dell’utente attraverso dati statistici sull’impatto che le proprie azioni hanno sull’ambiente e sulla propria salute. Conversione: trasformazione dell’atteggiamento dell’utente attraverso le informazioni a lui fornite. Il “poter compiere” l’azione dell’utente viene modificato in “volerla compiere”. Il progetto è stato studiato per dissuadere gli utenti da un utilizzo smodato ed inconsapevole dell’ascensore e per incentivarli, attraverso un’operazione informativa, a rivalutare la funzione benefica delle scale, sia sotto il livello economico-energetico sia sotto quello salutistico. Il progetto si rivolge a tutte le fasce di età e a tutte le classi sociali ed è pensato per spazi privati, dove i luoghi di azione saranno, oltre che l’ascensore stesso, buona parte degli spazi comuni dell’edificio. Il risultato è un Kit dissuasivo. Obiettivi: - Meno sprechi energetici - Meno problemi di salute. Punti di intervento: Pulsantiera, Pannello informativo, Segnaletica orizzontale e verticale.

Description TrickEco: the project Analysis: Following an analysis on energy waste associated with the technological objects of daily use, it has been proved that an elevator has an ecological feature of very negative impact on the environment. Indeed, it is estimated that on average an elevator represents about 5 percent of overall power consumption of a building. Importantly, the combination of sedentary life and overweight influence in the years to maintain our health. Operating phases. Contact: establishment of a contract phase with the user. Knowledge: user information through statistical data on the impact of their actions on the environment and your health. Conversion: change the attitude of the user through the information provided to him. The opportunity to practice the action turns into will. The project was designed to deter users from the excessive and unaware use of the lift; to rethink the positive effects of stairs about economic and energy aspects and about your on health. The project targets all people and all social classes and is intended for private spaces. Project application places: lift and common areas of building. The result is a deterrent kit. Mission: less energy waste - less health problems. Application: - panel - information totem, orizontal and vertical signage.


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1. / Aleksander Sucheta / Poland / Empty Stomachs 2. / Alessandra Capobianco / Italy / Nessuna scusa

3. / Alessandro Degli Angioli / Italy / - sprechi + diritti

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4. / Alessandro Luison / Poland / Hope and courage 5. / Alessandro Michelazzo / Italy / Basta poco

6. / Almir Mazalović / Bosnia And Herzegovina / Wasterights

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7. / 8. / 9. / Ali Seylan / Turkey / / Inequity / Share the wealthies / Equity is sharing

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10. / Andrea Ancora / Italy / Less waste more rights desktop 11. / Andrea Baraldi / Italy / Composizione tipo

12. / Andrea Padovani / Italy / -=+=-

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13. / Andrea Pallacci / Italy / Da che parte sta la gravitĂ 14. / Anna Seidel / Germany / Letter Hunting

15. / Anna Zyśko / Poland / Ambition costs lifes

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16. / Annabelle Soucy / Canada / Thirst for knowledge 17. / Anton Stolar / Slovakia / Forms Follows Function

18. / April Martin / United States / Invisible Childrren

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19. / 20. / 21. Apostolos Tsiovaras / Greece / Business Today

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22. / Aram Kim / Democratic Republic of Korea / Blossom of corn

23. / Barbara Loddo / Italy / Manifesto

24. / Barbara Pasculli / Italy / Camel

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25. / Beatrice Schena / Italy / 1400, 65, 5

26. / 27. / Benjamin Loiselle / Canada / Wa(s)ter / Waterglass

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28. / 29. / Bouroncle Milagros / Canada / Eco energy / / Now, it is the Time

30. / Bruno Morello Design / Italy / - sprechi + diritti

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31. / Camille Miron SauvĂŠ / Canada / EcoDensity 32. / Carlotta Coletto / Italy / Heart

33. / Chrisa Fragoudi / Italy / Irony

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34. / Christopher Scott / United Kingdom / Eat dollar Africa 35. / Chrystal A. McLaughlin / USA / Reach Out for Poverty

36. / Claudia Giacinti / Italy / Meno_Spreco_Piu_Diritti

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37. / Claudia Rossi / Italy / Don’t waste turn the tap off 38. / Clayton Warren / Australia / More Rights Less Waste

39. / Cosimo Gorgoni / Italy / Senza titolo

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40. / Cristiana Niero / Italy / Ce n’è per tutti 41. / Daniela Agrimi / Italy / CMYKrights

42. / Daniela Verona / Italy / More or Less

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43. / Daniele Ficociello / Italy / Maiale 44. / Daniele Madio / Italy / Poverty/Dignity

45. / Daniele Tonon / Italy / Immigrazione naturale

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46. / Danny Warner / USA / Less Waste, More Biodiversity 47. / Daria Paccagnella / Italy / Life in plastic

48. / Demetrio Mancini / Italy / Produci, consuma, spreca

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49. / Diego Franzese / Italy / Io Non Gioco Pi첫 50. / Doreen Donovan / Australia / Charity - No choice

51. / Eduardo Gomes / Spain / H2O

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52. / Eduardo Oca単a Maza / Spain / Stop Waste 53. / Edward Quiroz / USA / Stop Child Labor

54. / Eliane Cadieux / Canada / Hope

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55. / Elisabetta Calabritto / Italy / Vesti la PovertĂ 56. / Enrico Manca / Italy / Meno spreco piu diritti

57. / Enzo Madonia / Italy / Lights of my city

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58. / Farid Martinez Hernandez / Mexico / No More Hunger 59. / Federico Todaro / Italy / Spegni l’urlo della povertĂ

60. / Filippo Ragazzini / Italy / Appleworld

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61. / Francesca Barban / Italy / Diverso perchè? 62. / Francesco Voce / Italy / Basterebbe poco

63. / Francis Routhier / Canada / Waste Pipe

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64. / Frédéric Dupuis / Canada / So many TVs... 65. / Gaudet Marie-France / Canada / Free school

66. / Gemma Albanese / Italy / / Fight poverty - La soluzione è nella rete

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61. / Giancarlo Dell’Antonia / Italy / HortoPolis 62. / Gioia Giacomini / Italy / Liquid

63. / Giorgia Ferrari / Italy / Rifiuta lo spreco

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64. / Giuditta Valentina Gentile / Italy / Lavoro sommerso 65. / Giulio Cesco Bolla / Italy / Water placement

66. / GĂźlĹ&#x;an Kaya / Turkey / Now or never

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67. / Gülşan Kaya / Turkey / Undecided 68. / Haldun Yildiz / Turkey / Daily Water Consumption Is Not To

69. / Heedae Yun / Republic of Korea / The Africa Strikes Back

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70. / Hyein Kim / Republic of Korea / Poverty 71. / Ioannis Ergeletzis / Greece / Less Waste More Rights

72. / Isabella Quintero / Colombia / Be Careful

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73. / Ivan Dario Cabrera Huertas / Colombia / Red Alert 74. / Ivonne Schulze / Germany / We are all the same

75. / Jacopo Pistelli / Italy / Do you know Icaro?

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76. / Jan Conradi / USA / Share the Wealth 77. / Jo達o Borges / Portugal / / Tackling waste is a victory for the resources of all.

78. / Jooho Yi / Republic ff Korea / Say it loud!

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79. / MĂŠlanie Jutras / Canada / Illusion 80. / Kamen Goranov / Bulgaria / Switch off

81. / Kimming Yap / Singapore / Getting Out

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82. / Kimming Yap / Singapore / Nothing 83. / Kimming Yap / Singapore / Rainbow

84. / Lacombe Mathieu / Canada / Less Waste More Right

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85. / Laima LisauskienÄ— / Lithuania / / Take out earplugs from your ears!

86. / Johann Hugues Lamarche / Canada / Less Waste More Right

87. / Laura Bruni / Italy / Bambini e riciclo verde

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88. / Laura Ferrario / Italy / Io voglio, I want 89. / Laura Sioli / Italy / Fightpoverty: Waste - paper basket

90. / Lee King Yip Roderick / Hong Kong / / Compose (compost) for Poverty

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91. / Lodovico Gualzetti / Italy / Forchetta 92. / Luca Dionisi / Italy / Untitled

93. / Luigi Bevilacqua / Italy / / La carta si rifiuta / Paper turn it down

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94. / Luigi Console / Italy / Wanna 95. / Marcella Fiore / Italy / Acqua

96. / Marco Appiotti / Italy / Come mai

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97. / Marco Bassi / Italy / Slum, non va tutto bene 98. / Margherita Gazzola / Italy / Quanto cibo sprechi ogni anno?

99. / Maria Gabriella Giampietro / Italy / / Where waste becomes a new world

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100. / Maria Grazia Savio / Italy / / Package world - meno sprechi pi첫 diritti 101. / Mario Fuentes / Ecuador / Sunlight

102. / Marina Rivera / Italy / ADIM: arma de instruccion de masa

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103. / Mario Fuentes / Ecuador / Visibility 104. / Mario Nicotra / Italy / No Color, Only People

105. / Mario Trimarchi / Italy / Meno spreco pi첫 diritti

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106. / Marki Sveen / Canada / This is his status symbol 107. / Marta Giacomoni / Italy / Per un chilo di carne?

108. / Martina Micheli / Italy / L’equilibrio?

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109. / Massimo Cardinali / Italy / Crime Scene 110. / Matteo Alessandro D’Antona / Italy / / Comportamenti razionali

111. / Matteo Moretti / Italy / Monnezza mapping

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112. / Matteo Perazzoli / Italy / All People 113. / Mia Vucic / Croatia / European air

114. / Mic Chikanda / Fight Poverty

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115. / 116. / Michal Tadeusz Golanski / Italy / / Education Against Poverty / Make The Right Use

117. / Micol Favini / Germany / / Nothing is created, nothing is lost, everything is transformed

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118. / Mimmo Rubino / Italy / Fightrichness 119. / Monica Acquati / Italy / Do Not Waste Food

120. / Natalia Sutandio / Indonesia / P Over Ty

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121. / 122. / M端nchmeyer Anna/ Ireland / Similar but different

123. / Nicola Cristina Leck / Italy / Planisfero 2010

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124. / Nicola Giorgio / Italy / Pausa 125. / Nicu Alina Daniela / Romania / Eco

126. / Olivia Ă–sterberg / Italy / Do Better

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127. / Paola Lanciotti / Italy / Galassia Benessere 128. / Paolo Ruini / Italy / Champagne

129. / Park Sun-Young / Republic of Korea / Can You See That?

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130. / Patricia Tremblay / Canada / / Decomposition of the hamburger 131. / Jean-Philippe Paumier / Netherlands / Precious Liquid

132. / Pierluigi Scotolati / Italy / Play Wisely

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133. / Riccardo Muzzi / Italy / Non è rimasto molto da spremere 134. / Riccardo Onorato / Italy / / Una doccia in meno è un pasto in più

135. / Robert Reeger / USA / Less Waste More Rights

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136. / Rudy Bortolini / Italy / Back To Back 137. / Saleh Zanganeh / Islamic Republic of Iran / / My Descendant’s Fingerprint

138. / Salvatore Piazzolla / Italy / A Strange Businessman

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139. / Sara Folegotto / Italy / Human Rights 140. / Saurabh Vyas / USA / Equal Access

141. / Sebastian Bade / Germany / Less Waste More Rights

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142. / Seichuu Sakai / Japan / Recycling 143. / Sergio Mazzoli / Italy / H2no

144. / Sophie Pepin / Canada / Fountain

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145. / Stefania Pizzichi / Italy / / The tree of sustainable well-being 146. / Stefano Agabio / Italy / 3%

147. / Stefano Capodieci / Italy / Waste of Rights

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148. / Stefano Roiz / Italy / Asking for justice! 149. / Stefano Spinella / Italy / Lives reflected

150. / Stefano Tonti / Italy / Save

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151. / Steven Eggert / USA / Freedom

152. / 153. / Tomaso Marcolla / Italy / Africa / Welcome

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154. / Stoyan Hitrov / Bulgaria / Less Waste More Rights 155. / Tremblay Melanie / Canada / Drinking water world

156. / UlaĹ&#x; UÄ&#x;ur / Turkey / Less Waste More Rights

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157. / valentina trucco / Italy / / Hang your christmas tree - “it doesn’t have to be what it is” 158. / Vanessa Marangon / Italy / Meno spreco Più diritti

159. / Vincent Tourigny / Canada / Water Waste

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160. / Walter Sardonini / Italy / Poverty/Dignity


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Aditya Vernekar / Malaysia / Combine book stand

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Agostino Bubbico / Italy / LuxUriusa


Dogiyo / Republic of Korea / Half Fork

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Won Jae Lee / Republic of Korea / Spoon Box


Priti Sahni / India / Waste-algia

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Jana Mršnik / Slovenia / Bubble Basket


Mattia Santinato / Italy / Bruco

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Salvatore Catalano / Italy / T-Chair


Tomas Filippo Bordignon / Italy / Relamp #1

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Ugo Sammartano / Italy / Ambolla


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/ Progettisti /

/ Designers /

Riccardo Onorato

Saleh Zanganeh

Laurence Viens

Matteo Perazzoli

Stoyan Hitrov

April Martin

Pierluigi Scotolati

Stefano Parmegiani

Daniela Agrimi

Vanessa Marangon

Mia Vucic

Marki Sveen

Daria Paccagnella

Milagros Bouroncle

Camille Miron Sauvé

Rudy Bortolini

Andrea Pallacci

Sara Folegotto

Alessandro Luison

Enrico Manca

Kimming Yap

Alessandro Michelazzo

Francesco Di Muro

Sergio Mazzoli

Francesco Di Muro

Ulaş Uğur

Marina Rivera

Ivan Dario Cabrera Huertas

Mathieu Lacombe

Anton Stolar

Federico Todaro

César Ali Hernández Torralba

Ali Tomak

Enrico Manca

Ivan Dilberovic

Ivonne Schulze

Andrea Pallacci

Benjamin Loiselle

Eduardo Ocaña Maza

Laura Sioli

Cristiana Niero

Barbara Pasculli

Maria Grazia Savio

Daniela Verona

Patricia Tremblay

Enzo Madonia

João Borges

Lodovico Gualzetti

Almir Mazalović

Lee King Yip Roderick

Diego Franzese

Francesca Barban

Nicu Alina Daniela

Walter Sardonini

Paolo Ruini

Sophie Pepin

Andrea Ancora

Sebastian Bade

Monica Acquati

Daniele Madio

Andrea Baraldi

Alexandros Nikou

Gabriele Marangon

Aleksander Sucheta

Jan Conradi

Barbara Loddo

Andrea Baraldi

Haldun Yildiz

Alessandra Capobianco

Jean-Philippe Paumier

Luca Dionisi

Laura Ferrario

Stefano Spinella

Gűlşan Kaya

Claudia Giacinti

Micol Favini

Marco Appiotti

Daniele Ficociello

Anna Zyśko

Claudia Rossi

Gemma Albanese

Danny Warner

Mélanie Jutras

Mario Trimarchi

Gioia Giacomini

Mario Fuentes

Natalia Sutandio

Giuditta Valentina Gentile

Anna Münchmeyer

Saurabh Vyas

Laura Bruni

Matteo Moretti

Lamarche, Johann Hugues

Paola Lanciotti

Anna Seidel

Saintonge, Gabrielle

Isabella Quintero

Stephanie Leung

Farid Martinez Hernandez

Apostolos Tsiovaras

Zhao Wen

Haldun Yildiz

Vanessa Duval

Stefano Tonti

Eliane Cadieux

Danny Warner

Ali Seylan

Ioannis Ergeletzis

Carlotta Coletto

Tomaso Marcolla

Marcella Fiore


Stefano Agabio

Vincent Tourigny

Claudio Fiumicelli

Frédéric Dupuis

Robert Reeger

Mattia Santinato

Demetrio Mancini

Daniele Tonon

Germano Pecoraro

Mario Nicotra

Andrea Padovani

Elena Pierri

Zhaoming Chua

Park, Sun-Young

Giulia Gioacchini

Chrisa Fragoudi

Edward Quiroz

Almir Mazalović

Steven Eggert

Chrystal A. McLaughlin

Priti Sahni

Tremblay Melanie

Hyein Kim

Angela Ponzini

Doreen Donovan

Andrew Contofalsky

Salvatore Catalano

Annabelle Soucy

Valentina Trucco

Woojin Kim

Francis Routhier

Laima Lisauskienė

Ugo Sammartano

Seichuu Sakai

Beatrice Schena

Jinwoo Han

Cosimo Gorgoni

Luigi Bevilacqua

Chris Jackson

Christopher Scott

Alessandro Degli Angioli

Dogiyo

Kamen Goranov

Jacopo Pistelli

Aditya Vernekar

Jooho_yi

Marta Giacomoni

Alessandro Natalini

Mimmo Rubino

Matteo Alessandro D’Antona

Cagri Karapunar

Olivia Österberg

Giulio Cesco Bolla

Lee, Won Jae

Ciaran McLaughlin

Giorgia Ferrari

Anna Seidel

Salvatore Piazzolla

Martina Micheli

Kim Hwa-young

Michal Tadeusz Golanski

Massimo Cardinali

Sung yong Ryu

Luigi Console

Nicola Giorgio

Soo jung Lee

Stefano Capodieci

Elisabetta Calabritto

Juhyun Lee

Heedae Yun

Margherita Gazzola

Marco Angelo Negri

Aram Kim

Laura Belli

Lamarche, Johann Hugues

Francesco Voce

Riccardo Muzzi

Lee Kang-san

Maria Gabriella Giampietro

Marco Bassi

Jeeyu Kim

Giancarlo Dell’Antonia

Filippo Ragazzini

Remus Feldman

Stefania Pizzichi

Nicola Cristina Leck

Alessandro Fancelli

Eduardo Gomes

Andrea Brusiani

Niccolò Raimondi

Menard Nicolas

Marilyn Faucher

Jinsik,Kim

Park, Sun-Young

Maria Gabriella Giampietro

Kang-san Lee

Gaudet Marie-France

Angelo Minisci

Jana Mršnik

Stefano Roiz

Agostino Bubbico

Tsunho Wang

Leger Anne-Marie

Rudy Bortolini

Vincent

Tomas Filippo Bordignon

Charles Brisebois


220

/ Note /

/ Notes /

Design per la sostenibilità e l’innovazione sociale / Design for Sustainability and Social Innovation / p. 21

di Ursula Tischner Bibliografia consigliata / Bibliography / Tischner et al. (2000). How to do Ecodesign? A Guide for environmentally and economically sound Design Birkhäuser, Basel (former form Verlag Frankfurt) Tischner et al. -Tischner, U. et al. (eds.) (2010) System Innovation for Sustainability 3: Case Studies in Sustainable Consumption and Production Food and Agriculture Greenleaf Publishing, Sheffield UN (United Nations) (1992) Agenda 21: The Earth Summit Strategy to Save Our Planet document E.92-38352 New York: UN United Nations Division for Sustainable Development (2001). Indicators of sustainable development: guidelines and methodologies. New York: UN


La povertà ricchezza dei popoli / Poverty, wealth of mankind / p. 24

di Daniela Piscitelli 1. /

Il titolo cita il libro: A. Tévoédjrè / La povertà ricchezza dei popoli / Emi, Bologna 1979 This is also the title of: A. Tévoédjrè / Povertà, wealth of mankind / Emi, Bologna 1979 2. /

M. D. Pierrot / Les empécheurs de développer en rond in Ethnies vol. 6 n. 13, 1991 p. 5 M. D. Pierrot / Les empécheurs de développer en rond in Ethnies vol. 6 n. 13, 1991 p. 5 3. /

Per un ulteriore approfondimento di queste tematiche: P. Ranzo, M. A. Sbordone, R. Veneziano. Doing for peace. Design e pratiche per la cooperazione internazionale Franco Angeli, Collana Culture del Design, Milano 2010 For further information on this issues: P. Ranzo, M.A.Sbordone, R. Veneziano Doing for peace. Design e pratiche per la cooperazione internazionale Franco Angeli, Collana Culture del Design, Milano 2010.


222

/ Credits / Fight Poverty / Meno Spreco Più Diritti /

/ Fight Poverty / Less Waste More Right /

/ Un progetto di /

Utilità Manifesta - Design for Social Associazione di promozione sociale / Terni / Italy / www.utilitamanifesta.it / In collaborazione con /

Molly&partners / Terni

/ A project by /

Utilità Manifesta - Social promotion association / In collaboration with /

Molly&partners

/ Team /

/ Endorsed by /

Francesco Maria Giuli

Icograda-International Council of Graphic design Associations

Stefania Dell’Aquila

Aiap/Associazione Italiana Progettazione per la Comunicazione Visiva

Marco Piroli

ADI/Associazione per il Disegno Industriale-delegazione Umbria

Emanuela Zara

Rai Segretariato Sociale

Federica Iacobis

Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi

Luca Cruccolini

/ Main sponsor /

Fedrigoni spa Graphicmasters srl

/ Project partner /

Libera Associazioni nomi e numeri contro le mafie Artigianintaglio srl

/ Media partners /

Paper&people Progetto Grafico


/ Giuria di Preselezione / Preselection Jury /

Stefano Asili Roberta Manzotti Giulio Iacchetti Francesco Subioli

/ Progetto grafico / Graphic design /

/ Giuria di Selezione finale / Final Selection Jury /

Donald Beekman

Rico Lins

Michelle Brand

Saki Mafundikwa

Giovanni Delvecchio

Andrea Magnani

David Graas

Armando Milani

Isao Hosoe

Lucille Tenazas

Maxime Lemoyne

Ursula Tischner

/ Stampato da / Printed by /

Francesco Maria Giuli

Graphicmasters snc, tipografia, litografia

Marco Piroli

Perugia, Italia

/ Carta / Paper /

Questo catalogo è stampato su carta Fedrigoni Oikos Extra White / / 50% di fibre di recupero certificate e 50% pura cellulosa certificata / / 50% of recycled certified fibers and 50% pure certified pulp /

/ Oikos Extra White / 150 gr/m² / 300 gr/m²

®Tutti i diritti riservati. La riproduzione totale o pèarziale in qualunque forma , su qualsiasi supporto e con qualunque mezzo senza autorizzazione è proibita. All rights reserved. No part of this publication may be reproduced or transmitted in any form or by any means without permission.


Endorsement

Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi


Main Sponsor

Media partners

Project partners

Artigianintaglio


//


/ Fight Poverty / / Produrre / Comprare / Consumare / Buttare / / Producing / Purchasing / Consuming / Discarding /


/ Fight Poverty / / Produrre / Comprare / Consumare / Buttare / / Producing / Purchasing / Consuming / Discarding /

Catalogo Utilità Manifesta 2010  

Nel rispetto dell’etica e dei diritti universali progettiamo comunicazione visiva perpartecipare allo sviluppo sostenibile delle società. Pe...

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