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DIAMANTI ACCENDE IL MOTORE E tornato al gol, non è bastato, ma così i rossoblù possono ripartire

di Furio Zara BOLOGNA - Per un momento, uno solo, è sembrato che tutto il Bologna sguazzasse allegro e matto - nella pozzanghera di felicità che era stata il piedistallo del tocco decisivo di Alino Diamanti, il genietto di una lampada che ieri era offuscata assai, e hai voglia a sfregare. La corsa sotto la curva Bulgarelli, il boato del popolo rossoblù che altro non aspettava. labbraccio dei compagni, lincantesimo della striscia negativa spezzata, lillusione di poter tornare a vincere: emozioni concentrate in un attimo, uno solo. Tutto è bene quel che comincia bene. E la ripresa era cominciata da appena diciotto secondi. Taider ruba palla a centrocampo e la allarga a sinistra, favorendo la corsa di Laggressività di Gabbiadini. Lattaccante Taider che ruba del Bologna (partita di palla, lassist di sacrificio, la sua) alza Gabbiadini e il la testa e vede che in tocco di Alino sono mezzo allarea si è un modello del materializzato Bologna che Diamanti. Il cross risorge rasoterra è uno di quei Alessandro Diamanti, 29 anni, cross che, con il e la maglia con la quale ha terreno scivoloso, diventano irresistibili, per cui a dedicato il gol e il suo ricordo Diamanti basta un tocco di interno sinistro, una a un bambino che non cè più sorta di carezza fatta dal finestrino di un treno. Il (Ansa) Manolo Gabbiadi ni, tocco spiazza Brkic, il Bologna passa in tanto impegno e un assist Ha vantaggio e sale su quel treno che sembra in orario, ciuff ciuff. A rendere ancora più bello il creato, ha lottato, ancora non magic-moment del Bologna è la maglietta che ha segnato (LaPresse) Alino espone durante lesultanza. Alza la n.23 rossoblù e sotto fa vedere una maglia arancione. Cè scritto « Ciao Lorenzo », un bimbo che se nè andato e che il Bologna ha ricordato tempo fa - con una amichevole a Fusignano.

UNICA SODDISFAZIONE - Il gol, per come è maturato e per quello che ha prodotto, ha rappresentato una sorta di fuga dalla realtà. Sia per Diamanti che per il Bologna. Ma le fughe certe volte durano poco. E infatti il Bologna non riesce a capitalizzare il suo unico tiro in porta della partita, se si eccettua una conclusione dello stesso Diamanti da venticinque metri: un sinistro rasoterra insidioso come una mosca narcotizzata, cioè zero. A conti fatti, però, gli unici due tiri in porta del Bologna provengono dal piede sinistro di Diamanti. Che ieri tornava dopo la squalifica rimediata contro lInter (e il successivo deferimento per le dichiarazioni che il Giudice Sportivo ha

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ritenuto offensive nei confronti dellarbitro De Marco). Trequartista alle spalle di Gilardino e Gabbiadini, nella posizione che più privilegia, Diamanti ha dimostrato però - ancora una volta - di non aver ancora raggiunto la brillantezza che lanno scorso aveva segnato la gran parte delle sue prestazioni.

TRE GOL - E il terzo gol stagionale di Diamanti. Il primo segnato sotto la Curva Bulgarelli. Gli altri due li ha segnati allOlimpico contro la Roma e in casa, ma sotto la San Luca: quella volta fu rigore contro il Milan. E un gol che aumenta lautostima di un giocatore che - lo ricordiamo - fa parte del gruppo azzurro e non considera affatto finita la sua avventura con lItalia dopo lo splendido Europeo in Polonia e Ucraina. Ancora una volta, con Gilardino che non segna da cinque partite, è stato comunque Diamanti linterruttore del Bologna. E ancora una volta gli unici pericoli (se vogliamo chiamarli tali...) sono nati dalle sue intuizioni sulla trequarti, anche se nel finale la condizione fisica non lha più sorretto. Comunque: quando il suo motore romba, allora il Bologna sale in macchina. Altrimenti resta a piedi, nellattesa che arrivi qualcuno a caricarlo su.

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LA PARTITA Alino e Di Natale fanno tutto ma i rossoblù non pungono

di Claudio Beneforti BOLOGNA - Prima il lampo di Diamanti, 18 secondi dopo linizio del secondo tempo, dopo quello di Di Natale, al minuto 28, poi solo qualche sussulto dentro una partita praticamente senza tiri in porta. Sì, perchè sia Agliardi che Brkic hanno chiuso la loro domenica sbrigando solo lordinario. Va detto subito che questo pareggio non può accontentare il Bologna, che aveva alle spalle quattro sconfitte di fila e che sarebbe ultimo in classifica se il Siena non fosse partito con la penalizzazione, primo perché sia il Pescara che il Siena hanno vinto, secondo perché ancora una volta ha preso un gol evitabile, figlio di una mancanza di attenzione e di concentrazione con le quali questa squadra sta convivendo da tempo. Allatto pratico non è servita neanche la carica che le avevano dato i tifosi il giorno prima andando a Casteldebole nel corso dellallenamento di rifinitura, se vai a rivisitare la partita ti puoi accorgere che solo dopo il gol di Diamanti il Bologna ha dato limpressione di poterla vincere, ma è successo che non lha chiusa, consentendo allUdinese di continuare a crederci. Certo, sul gol di Di Natale ci ha messo del suo anche il Bologna, ma va sottolineato come con Ranegie in campo al posto di Lazzari lUdinese ci abbia dato dentro, creandogli più di un affanno. In una domenica in cui Gilardino e Gabbiadini (suo lassist del gol di Diamanti) hanno lavorato tanto senza mai confezionare un pericolo per Brkic, Diamanti è stato lunico ad accendere il Bologna, ora è vero che a volte si intestardisce con il pallone tra i piedi, è vero anche che lo scorso anno determinava e incideva più di questanno, ma perché non riconoscere che senza la sua qualità il Bologna sarebbe davvero poca cosa. Sì, anche Gilardino sembra essersi smarrito dopo un avvio condito di gol, ma è come se il Bologna dimenticasse quelle che sono le sue caratteristiche, perché se lo chiami a giocare fuori dellarea di rigore poi non puoi pretendere che ti faccia stare bene. No, non ci siamo dimenticati dellUdinese, che ha tenuto bene il campo nel primo tempo, senza mai creare ansie al Bologna nella fase attiva del gioco ma non vivendo neanche di ansie nella fase passiva. Perché tutte e due le squadre sono state poco costruttive, con i portieri che non sono mai dovuti intervenire per mettere dei rattoppi. Dovendo fare la partita, il Bologna ha attaccato di più, ma lUdinese ha chiuso tutte le vie, sia quelle centrali che quelle laterali, che portavano a Brkic evidenziando ancora una volta la sua organizzazione di gioco. Sul taccuino è finito solo il cambio tra Morleo e Abero, e le difficoltà incontrate da Pazienza, che aveva sostituito Perez, infortunatosi nel riscaldamento. Nella seconda parte, con Krhin al posto di Pazienza, il Bologna ha trovato il gol del vantaggio (appunto) dopo 18 secondi e con lUdinese che aveva accusato tremendamente il pugno in faccia e stava sbandando ecco che la squadra di Pioli ha avuto anche loccasione di chiudere i giochi, ma Diamanti e Gilardino non ce lhanno fatta a far piangere di nuovo quelli dellUdinese, che con il passare dei minuti si sono ritrovati, cominciando a prendere più campo possibile con i loro attacchi e concedendone sempre meno per le ripartenze al Bologna. Di sicuro con le sostituzioni di Badu con Pereyra e di Lazzari con Ranegie, Guidolin ha aggiunto corsa, chili e centimetri alla fase di attacco, perché se da una parte Ranegie è diventato un punto di riferimento per i difensori, da unaltra non è mai facile marcare uno alto quasi 195 centimetri. Tra laltro non va dimenticato che sul gol di Di Natale proprio Ranegie ha spostato la difesa del Bologna, consentendo al suo capitano addirittura di prendere la mira.

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PAROLA DI EX Guidolin tende la mano a Bologna «Salvezza sicura»

BOLOGNA (fu.za.) - Francesco Guidolin si rallegra del fatto che ormai, a distanza di quasi dieci anni (se ne andò da Bologna nel 2003), non ci siano più cori contro la sua persona. « Quelli che mi insultano sono rimasti sempre di meno. Ci vuole tempo, ma alla fine tutto passa. E comunque come mi hanno insegnato da piccolo: il tempo è galantuomo». Doppiamente soddisfatto, il tecnico dellUdinese, per la muta riconciliazione con il popolo rossoblù e soprattutto per il punto ottenuto dalla sua squadra. Pareggio in rimonta, frutto di un secondo tempo di buon spessore. « Il gol subito a freddo ci ha dato la scossa. Cè stata da parte nostra una grande reazione. Il secondo tempo è stato spettacolare. E uno dei meriti va anche allarbitro Bergonzi, che ha lasciato giocare e ha fatto bene. Noi stiamo crescendo, questa è stata la partita dello zoccolo duro - Domizzi e Coda - della squadra». Ancora una volta, lUdinese pende dalle labbra (e dai piedi) di Totò Di Natale. « E un grande - sostiene Guidolin Se riuscissi a toglierlo dopo 70-75 minuti gli risparmierei fatica inutile, tanto il suo Totò lo fa sempre...». Infine, Guidolin tende la mano al Bologna. « Si salva, sicuro. Ho visto coesione di squadra, ho visto un pubblico che è si stringe attorno ai giocatori nel momento di difficoltà. E poi cè Pioli, un allenatore bravo e serio».

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BOLOGNA-UDINESE 1-1 BOLOGNA (3-4-1-2): Agliardi 6; Antonsson 5,5 Sørensen 6 Cherubin 6; Garics 5,5 Pazienza 5 (1' st Krhin 6) Taider 6 Morleo 6 (26' pt Abero 5); Diamanti 6,5; Gabbiadini 6 (27' st Kone sv) Gilardino 5,5. A disposizione: Curci, Lombardi, Motta, Radakovic, Guarente, Pulzetti, Paponi, Pasquato. Allenatore: Pioli 6. Falli commessi: 15 UDINESE (3-5-1-1): Brkic 6; Angella 5,5 Coda 6 Domizzi 6; Basta 6 Badu 5 (4' st Pereyra 6) Allan 6 Lazzari 6 (20' st Ranegie 6) Armero 5,5; Maicosuel 5,5; Di Natale 6,5 (34' st Faraoni sv). A disposizione; Padelli, Pawlowski, Heurtaux, Berra, Willans, Zielinski, Fabbrini, Barreto. Allenatore: Guidolin 6. Falli commessi: 17 ARBITRO: Bergonzi di Genova 6 Arbitri darea: Damato, Fabbri Guardalinee: Costanzo, Giachero Quarto uomo: Vuoto MARCATORI: 1' st Diamanti (B), 28' st Di Natale (U) ASSIST: Gabbiadini AMMONITI: Domizzi (U), Antonsson (B), Sørensen (B), Allan (U), Gabbiadini (B), Angella (U) per gioco falloso, Abero (B) per comportamento non regolamentare. NOTE: Spettatori paganti 10.763 per un incasso di 26.065 euro; abbonati 13.146 per una quota di 128.228,00. Angoli: 4-3 per lUdinese. Minuti recuperati: 3 nel pt, 3 nel st.

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PIOLI: UN ALTRO ERRORE BANALE «Il gol? Cera da stare attenti al cross...»

di Furio Zara BOLOGNA - Basta poco. Ma quel poco non è abbastanza. E soprattutto non basta. Stefano Pioli è sospeso tra la frustrazione e il sollievo. La frustrazione: lultima vittoria risale al 30 settembre, 4-0 al Catania. Il sollievo: questa squadra veniva da quattro sconfitte di fila. Il Bologna non si fa bastare il vantaggio ottenuto dopo appena diciotto secondi (devessere una moda, pure sabato sera la Juve aveva segnato con lo stesso parziale al bang dello starter). Della serie: non si interrompe così «Le quattro unemozione. Però sconfitte ci hanno (almeno) si interrompe messo addosso così una striscia una grande negativa. « Volevamo pressione. Sicuro: tornare alla vittoria », ne usciremo bene» commenta amaro Pioli. Volevamo , tempo imperfetto, nel senso di sbagliato, come sbagliata è stata la partita del Bologna, che è ricaduto nei soliti sbagli. « La vittoria ci manca da troppo tempo ». Vero: più di un mese. « Ma io sono fiducioso: questo gruppo ha i valori per raggiungere lobiettivo. Oggi (ieri, ndr) ci siamo andati vicini. Dovevamo essere bravi a chiudere prima la partita».

Alesandro Diamanti, 29 anni, mette in porta lassit arrivato da unincursione di Gabbiadini. E lapertura del secondo tempo di Bologna-Udinese, è il terzo gol del fantasista azzurro in questa stagione rossoblù. La rete ha dato per poco meno di mezzora lillusione della vittoria alla squadra di Pioli (Ap)

AFFETTO - Partita che per Pioli era iniziata con una spontanea e sentita dimostrazione di affetto da parte della Curva Bulgarelli. Gli stessi tifosi che laltro giorno avevano « blindato » il tecnico (« Pioli non si tocca »), ieri hanno esposto lo striscione: « Con Pioli fino alla fine ». Il tecnico del Bologna ha particolarmente apprezzato. « Non mi era mai capitato in tutta la mia vita una cosa così, nè da giocatore e neppure da allenatore. Sono emozioni fortissime, e non le avevo mai provate. Laffetto del pubblico nei miei confronti, nei nostri confronti, è stato fantastico. Non ho parole, davvero: questo affetto mi dà ancora più determinazione e volontà ». La stessa determinazione che, però, è mancata al Bologna.

LERRORE - La dimostrazione che si può continuare a ripetere lo stesso errore (di disattenzione) allinfinito, arriva dal gol con cui lUdinese ha raggiunto - meritatamente il pareggio. Due palloni in campo, larbitro ferma il gioco, cè la sostituzione (entra Kone per Gabbiadini), palla a due che

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viene lasciata allUdinese, cross di Armero, difesa del Bologna piazzata (male), Antonsson che per anticipare lavversario tocca il pallone e lo manda involontariamente in mezzo allarea. E lì chi cè? Di Natale, solo come un paio di sci a giugno. Tiro, gol. Pioli allarga le braccia. « E stata una concatenazione di errori. Ancora una volta abbiamo pagato cara una disattenzione difensiva. Eppure era solo un cross, una situazione leggibile.. .». Ma il Bologna era distratto. Domanda: chi doveva marcare Di Natale? Pioli la prende larga, poi butta là con un sorrisetto: « Noi marchiamo con cinque giocatori, i tre difensori e i due esterni. In quelle circostanze lì il marcatore di Di Natale doveva essere Morleo ». Eh, però Morleo era stato sostituito con Abero. Lerrore è di Abero, dunque. Che si accorge in ritardo che Di Natale si è sfilato dalla marcatura e quando se ne rende conto è troppo tardi. « Abbiamo concesso troppo spazio allunico giocatore dellUdinese che fa gol », butta là Pioli. Si chiama autolesionismo. Quando uno vuole farsi del male, sa sempre dove colpirsi. «Era Morleo a dover andare su Di Natale Lo avevo sostituito: sarebbe toccato ad Abero. E invece..»

CLASSIFICA - « Non la meritiamo », dice Pioli, che contro Guidolin non ha mai vinto. Però è lì, la classifica, e dice cose spiacevoli: 8 punti, penultimo posto, sarebbe ultimo se si conteggiano i punti effettivi (il Siena ne ha fatti 12). Ieri, va detto, si è sentita anche la pressione che attanagliava una squadra che si era infilata con le sue mani nellimbuto delle quattro sconfitte di fila contro Fiorentina, Cagliari, Inter e Juventus. « Sì - chiude Pioli - tutto questo pesava eccome».

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Antonsson, Gilardino e Garics insufficienti Gabbiadini benino BOLOGNA

AGLIARDI 6 - Non ha colpe sul gol, vive una domenica senza ansie.

ANTONSSON 5,5 - Sul gol di Di Natale non è impeccabile, può fare anche bene ma a differenza del campionato passato prima o poi un errore lo commette.

SØRENSEN 6 - Da centrale le prende tutte di testa e tante anche di piede, anche se nel finale perde qualche colpo.

CHERUBIN 6 - Stringi, stringi è il difensore più continuo, sbaglia poco o niente.

GARICS 5,5 - Se la vede con Armero, non lo soffre più di tanto quando difende e non lo fa soffrire più di tanto quando attacca.

PAZIENZA 5 - Allultimo minuto va in campo al posto di Perez, sbaglia tutto, troppo e alla fine del tempo Pioli lo lascia negli spogliatoi.

(1' st) KRHIN 6 - Meglio di Pazienza, assicurando più qualità e geometrie.

TAIDER 6 - Corre tanto e tanto rincorre, fa partire lazione del gol di Diamanti. Cala inevitabilmente alla distanza.

MORLEO 6 - Parte a mille allora, ma poi si fa male e deve uscire. (26' pt) ABERO 5 - Fa fatica in tutte e due le fasi del gioco, non essendosi ancora calato nella realtà del nostro calcio.

DIAMANTI 6,5 - Si accende e si spegne in continuazione, firma il gol e anche se sbaglia tanto è lunico a regalare qualità e genio.

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GABBIADINI 6 - Non si vede nel primo tempo, regala lassist a Diamanti per il gol, si fa in quattro prima di uscire.

GILARDINO 5,5 - Lavora tanto fuori dallarea di rigore, ma in area di rigore non trova mai il guizzo giusto.

PIOLI (all) 6 - Fa quel che può, la squadra non ha qualità ma sul piano degli equilibri cè. Se non ritrova presto i suoi uomini di esperienza e di personalità saranno guai seri, anche se la gente è tutta con lui. UDINESE

BRKIC 6 - Senza responsabilità sul gol, come Agliardi attraversa una domenica facile.

ANGELLA 5,5 - Troppo falloso, ma con le cattive maniera alla fine rende complicata la vita a chi va a lavorare nelle sue vicinanze.

CODA 6 - Se la cava sia quando il pallone è a terra che quando è in aria.

DOMIZZI 6 - In difesa sa sempre quello che deve fare, poi nella seconda parte mette in mezzo il pallone dal quale nasce il gol di Di Natale.

BASTA 6 - Quando attacca fa paura, per fortuna del Bologna deve ancora ritrovarsi del tutto dopo linfortunio.

BADU 5 - Lavora tanto ma male. (4' st) PEREYRA 6 - Aggiunge corsa e qualità, è unaltra Udinese quando entra lui.

ALLAN 6 - Spesso si trova di fronte Diamanti e fa quel che può, ma quando ha il pallone tra i piedi sa sempre come deve giocarlo.

LAZZARI 6 - Ha sufficiente qualità e corsa, non brilla ma neanche demerita. (20' st) RANEGIE - Sgomita, lotta su tutti i palloni, fa sempre avvertire la propria presenza, e sul gol di Di Natale manda in crisi la difesa del Bologna.

ARMERO 5,5 - Sulla fascia sinistra attacca e difende, ma incide poco.

MAICOSUEL 5,5 - Non strappa come di solito fa, si vede che ha qualità ma non riesce a tirarla fuori come potrebbe e dovrebbe.

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DI NATALE 6,5 - Sempre lui, sempre il capitano, non solo gioca nonostante la caviglia dolorante ma fa anche gol.

GUIDOLIN 6 - Anche nelle giornate cosĂŹ cosĂŹ, le sue squadre mantengono sempre equilibri e distanze.

Larbitro

BERGONZI 6 - Non sempre fischia giusto, ma di sicuro non condiziona il risultato.

c. ben.

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Quinta partita senza successo per i rossoblĂš

Quattro sconfitte consecutive e poi un pareggio interno. Il Bologna conclude lottobre nero, ma non riesce a dare al mese di novembre unimpronta rosa. Inoltre Gilardino non segna ormai dallo stesso numero di partite: cinque. Quindi se Gilardino non segna, difficile che arrivi una vittoria. Diamanti intanto è alla sua terza rete stagionale: ha sempre segnato contro le big. Contro il Milan, contro la Roma e ieri contro lUdinese. Gilardino e Diamanti insieme ha messo insieme otto reti sulle dodici realizzate dal Bologna, rappresentano i due terzi della capacità offensiva.

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ALLARME GILARDINO OTTOBRE IN ROSSO Non segna dal 30 settembre. Pioli lo difende

di Furio Zara BOLOGNA - Lultimo gol di Gilardino risale alla notte dei tempi, quando cera ancora lora solare, i fusi erano sempre gli altri e le donne avevano la coda. Si fa per dire, chiaro. Sfogliamo a ritroso lalbum del campionato. Bologna-Catania 4-0, era il 30 settembre. Da quel pomeriggio di festa, Gila ha messo in fila cinque partite senza gol. Contabilità amara per uno nato esattamente per STRISCIONE IN CURVA fare quella cosa lì. Cinque partite. Tante per chi BULGARELLI Fino alla fine con di gol vive e si nutre. Tante anche per il Bologna, il Bologna, ma anche con che sui gol di Gilardino appoggia le proprie Stefano Pioli: così giurano i speranze di salvezza. Da Firenze a ieri i gol tifosi (ansa) segnati dai rossoblù sono soltanto 3 (su un totale di 12), e portano la firma di Cherubin (contro lInter), Taider (contro la Juventus) e Diamanti (ieri contro lUdinese). Di Gilardino, nessuna traccia. «Tre partite in una settimana non so se lha mai fatto. Simpegna su ogni pallone»

LIMPEGNO - « Gilardino non ha bisogno di nessuno che lo difenda - spiegava ieri Pioli - Anche stavolta ha fatto una partita di grande impegno. Non so quante altre volte nella sua carriera abbia giocato tre partite di fila come ha fatto in questa settimana. Alberto ha lavorato molto per la squadra e ogni pallone giocato è stato utile alla costruzione del nostro gioco. Il gol verrà, non è un problema.. .». Invece il problema cè. Di Gilardino abbiamo detto in tempi recenti che sembra giocare con una mappa sotto al braccio, per cui sa sempre cosa fare e sa sempre dove andare. Quella mappa ce lha in tasca, ma non la sfoglia più. E un fatto che anche i compagni lo aiutino poco. Ieri, per dire, non ha avuto un solo pallone giocabile, neppure da Diamanti, che solitamente è il suo rifornitore ufficiale.

LASTINENZA - Dal punto di vista fisico il centravanti del Bologna sta bene, è sempre dentro alla partita, si spende con generosità in ogni occasione, anche nei ripiegamenti difensivi. Per scansare ogni equivoco: qui non si parla di torpore. E neppure di sonnolenza. Ha perso il guizzo, però. Diciamo che lo ha dimenticato da qualche parte, ed è pure legittimo dopo una partenza boom che lo aveva portato al pronti-via a quota cinque reti in classifica. Come quando uno prova a schioccare le dita e scopre che lo schiocco nitido e secco non gli viene più al primo giro. Ieri Gila non ha mai tirato in porta. Solo una volta, su cross dalla sinistra di Abero, è intervenuto di testa, con una perentoria girata deviata però dal braccio di Coda. Tentativo inutile, in quelloccasione Gilardino era in netto fuorigioco.

CHI LO ASSISTE? - Cè un altro aspetto da sottolineare. Al suo fianco Pioli ha provato

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di tutto. Acquafresca al suo fianco, Diamanti come spalla, unica punta, fino ad arrivare alla soluzione attuale, con Gabbiadini seconda punta e Alino a giostrare sulla trequarti. Funziona, ma fino ad un certo punto. Lintesa cè. ma sarebbe più produttiva se anche la squadra assistesse i due attaccanti. Probabilmente il problema non è quello. Gilardino i suoi gol li ha sempre fatti, da solo o in compagnia, meglio - parlano le cifre quando si è giovato degli assist di due numeri 10 come Morleo (al Parma) e Mutu (alla Fiorentina). A Bologna è rinato dopo una stagione sbagliata, quella divisa tra laddio a Firenze e il tentativo con il Genoa. E rinato e ha conquistato subito la nazionale, ritrovandola dopo il tempo perduto quando nessuno (lui per primo) ci sperava più. Ha la fiducia di Pioli, ha laffetto del pubblico (che anche ieri - nel momento più delicato della partita - lo ha incitato a lungo) e si fa pure carico della responsabilità che gli hanno addossato i compagni. Perché lattacco del Bologna ha fatto meglio solo di altri quattro reparti: Pescara, Palermo, Atalanta e Cagliari. Dodici gol allattivo dopo undici partite, con lexploit del pomeriggio di pancia piena (quattro gol in un colpo solo) contro il Catania, più di un mese fa. Quella è stata lultima volta in cui Gilardino ha fatto Gilardino. Quella è stata lultima volta in cui il Bologna ha vinto una partita. Da allora ad oggi, una serie di tentativi falliti.

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I L C A S O Perez si riscalda sinfortuna ancora e resta a guardare BOLOGNA (fu.za.) - Il centrocampista interrotto torna titolare dopo un mese di stop, svolge il riscaldamento insieme ai compagni e allultima corsetta prima di raggiungere lo spogliatoio sente il muscolo che gli dice no, tu oggi non giochi. Diego Perez, ieri pomeriggio, cinque minuti prima che Bergonzi fischia linizio. Al Bologna in effetti mancava linfortunio prima della partita, dopo aver provato, in questo senso, praticamente tutto. La diagnosi sulle condizioni del «Ruso» dice che si tratta di una contrattura al gracile della coscia destra. Per capire come gira la ruota della rogna in casa Bologna: Perez si era infortunato (30 settembre contro il Catania) alla coscia sinistra. Allegria. Quindi: nel momento stesso in cui in tribuna stampa si consegnano ai giornalisti le formazioni con Diego inserito ovviamente nella formazione titolare, Perez rimane negli spogliatoi a maledire la mala suerte. Pioli ha in mano due carte per la sua sostituzione: Pazienza e Krhin. Sceglie il primo, salvo poi sostituirlo a sua volta con lo sloveno. Alla voce infortuni, quella di ieri, non è stata una grande giornata per il Bologna. Pure Morleo è stato costretto ad uscire anzitempo, dopo soli ventisei minuti nel primo tempo. Per lui si parla di una contrattura ai flessori della coscia destra. A questo punto sono entrambi in forse per la trasferta di Torino. Tra oggi e domani sia Perez che Morleo effettueranno altri esami. Cè necessità di avere segnali più precisi sulle loro condizioni. Conti alla mano, linfortunio muscolare ricorre spesso in questa stagione: da Perez (due volte) a Morleo, da Acquafresca a Gimenez, sino ai due portieri, Curci e Agliardi. Pioli scansa il problema, affermando che - conti alla mano siamo sugli stessi numeri dellanno scorso. Resta il fatto che anche ieri il tecnico del Bologna ha dovuto effettuare due sostituzioni forzate. E ancora una volta i piani (e i cambi che aveva in mente) sono saltati. Questa sì che è una situazione che ricorre con una certa frequenza e che non gioca a favore del Bologna.

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LO SPOGLIATOIO Krhin: Guai a sbagliare paghiamo sempre tutto Garics: Bisogna vincere

di Furio Zara BOLOGNA - Sostiene René Krhin, candido ma severo nei confronti di se stesso, che « il Bologna non può permettersi di sbagliare nulla perché alla fine paghiamo tutto », e lo dice con lamarezza di chi sa che ieri i rossoblù hanno perso unoccasione importante per svoltare. Parole sante, quelle di Krhin, ribadite in più salse e con tonalità diverse da tutto lentourage rossoblù, dal dg Zanzi a Pioli fino appunto ai giocatori. Lo sloveno ieri è entrato in campo nella ripresa, al posto di un Pazienza decisamente sottotono. Dopo gli spezzoni con Inter e Juve, si tratta di altro minutaggio pesante per un ragazzo che - bisogna ricordarlo Il laterale austriaco è reduce da un grave infortunio e da uno stop forzato di sette «Sono tranquillo: mesi. Gyorgy Garics invece parla di « periodo sfortunato. questa squadra Questo pareggio fa male. Eppure abbiamo messo sotto non ha mollato mai lUdinese. Da questa situazione ne usciamo soltanto con il E si ripeterà» lavoro. Ci manca la vittoria, perché solo quella ci farebbe andare avanti con più serenità. Comunque sono tranquillo: non bisogna mollare e questa squadra non ha mollato mai».

DANESE PROMOSSO - Tra i rimpianti di una partita che lascia la sua striscia amara, cè una soddisfazione minima ma significativa. Uno dei migliori in campo è stato Federick Sørensen. Il danese ha ricevuto i complimenti anche da parte di Stefano Pioli. «Ha giocato molto bene, in un momento di emergenza difensiva ha dimostrato di essere affidabile. Ci sarà utile». Ieri Sørensen ha giocato al centro della difesa a tre, con lo svedese Antonsson a destra e Cherubin a sinistra. Ha brillato per personalità e tempismo. Spesso ha fatto valere la sua forza fisica e in ogni caso se lè sempre cavata senza sbavature. Pioli ha pareggiato una partita che voleva vincere, ma forse ha trovato un titolare, una soluzione in più, comunque un giocatore che per troppo tempo era stato relegato ai margini del gruppo. In attesa di verifiche, Sørensen ha fatto un passo avanti nelle gerarchie della difesa rossoblù.

RIPRESA - Domani - ore 15 al Centro Tecnico Niccolò Galli - il Bologna tornerà a lavorare in vista della trasferta di domenica prossima a Torino, per affrontare la squadra di Ventura. Da valutare le condizioni fisiche di Perez e Morleo, che ieri hanno dato forfait in tempi diversi per problemi muscolari. Pioli si attende passi avanti da parte di altri due giocatori fuori da tempo: Acquafresca e Gimenez. Intanto, cè molta attesa per lincontro di giovedì 8 (si gioca alle 18.30 al DallAra) tra il Montreal e il Bologna. Mica perché ci si è improvvisamente appassionati dello spettacolare calcio canadese. Più semplicemente perché nel Monteral gioca Marco Di Vaio, capitano e idolo del popolo bolognese per quattro lunghe e appassionate stagioni. Da oggi apre la prevendita. Settori aperti: Curva Bulgarelli e Poltrona Gold.

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Tifosi e società stanno con Pioli «E intoccabile» di Claudio Beneforti BOLOGNA - Come a Casteldebole il giorno prima, tutti per Stefano Pioli, infiniti incoraggiamenti alla squadra nonostante le rinnovate difficoltà e tutti contro il presidente Albano Guaraldi. Poi in fondo gli oltre 500 tifosi che sabato avevano raggiunto il centro tecnico rappresentavano i gruppi dellintera curva Bulgarelli, ieri Andrea Costa, che per tutta la partita ha tifato Bologna e che prima e dopo se lè presa con Guaraldi, ritenuto il grande padre Guaraldi di questa squadra che contestato, sta vivendo di stenti e applausi per il che si è piano piano tecnico Zanzi: «E infilata in un tunnel buio sbagliato ora dal quale fa fatica a cercare colpevoli» uscire. « Fino alla fine Stefano Pioli», cera scritto in uno striscione lungo una bella fetta di Neanche il Bologna si è curva, « Guaraldi game over», cera scritto in un sottratto alla dura legge di Di altro, ma anche i cori sono stati estremamente Natale: sette gol in otto partite indicativi. Come il giorno prima Guaraldi è stato disputate. Eccolo cominciare accostato a Sacrati, luomo che ha affondato la lesultanza dopo aver spedito la Fortitudo basket, sempre come il giorno prima il palla in gol (ap) presidente rossoblù è stato attaccato duramente per quanto riguarda la costruzione del nuovo centro tecnico a Granarolo e ancora una volta Guaraldi ha subito i soliti cori, carichi di vaffa, e di inviti a lasciare subito il Bologna, « te ne vai o no». Insomma, come era lecito attendersi dopo quanto accaduto a Casteldebole, Guaraldi è finito di nuovo nellocchio del ciclone ed è difficile intuire cosa potrà accadere nelle prossime settimane, perché ormai i tifosi hanno preso una posizione chiara, inequivocabile e difficilmente la molleranno. Ecco, solo il Bologna squadra, facendo buoni risultati, potrebbe consentire a Guaraldi di vivere un po più serenamente, ma questo Bologna ha la forza per salvarlo, ammesso che abbia almeno quella per salvarsi? Ieri, prima Il presidente è dellinizio della partita, Guaraldi con la faccia tremendamente sceso negli scura ha rilasciato solo un pensiero per quanto riguarda la spogliatoi a contestazione nei suoi confronti del giorno prima. Eccolo: « I salutare la squadra fatti parlano da soli». A dire la verità non ci sembra una frase Il dg: «Poco sereni, appropriata e felice, considerato che il Bologna sarebbe momento difficile» ultimo in classifica se il Siena non fosse partito con una penalizzazione.

UNA SOLUZIONE - Alla fine dei giochi Guaraldi è andato negli spogliatoi per salutare la squadra, ma si è ben guardato dal fare altre dichiarazioni. Ha parlato invece Roberto Zanzi, il direttore generale del Bologna. « Cè rammarico, inutile nasconderlo, in questo momento non riusciamo a concretizzare quello che costruiamo, si vede da lontano che siamo contratti, che giochiamo non sereni per quella che è la nostra 88 of 285


classifica». Poi ecco il suo pensiero sulla società. « Stiamo lavorando duramente tutti i giorni, qua ora come ora sarebbe sbagliato mettersi alla ricerca di un colpevole, lunica cosa che va trovata è una soluzione che ci consenta di superare questo momento difficile. I tifosi parlano per amore, ma credetemi, se ci mettessimo a cercare il colpevole di questa classifica non saremmo costruttivi». Se Zanzi ha toccato anche largomento Pioli? Sì, con grande fermezza. Domanda: Pioli è in discussione? La sua risposta: « Non cerchiamo letture che non esistono, che non stanno nè in cielo nè in terra».

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LUNEDÌ 5 NOVEMBRE 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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SERIE A 11ª GIORNATA le Pagelle

le Pagelle

di P.F.A.

di A.TO.

GILARDINO, GIORNATA NO. ALLAN RESTA SEMPRE LUCIDO

QUINTERO SHOW CON UN ASSIST FLOP MORRONE PABON OPACO

BOLOGNA 5,5

PESCARA 6,5

AGLIARDI 6 Oltre al gol, fuori dalla sua portata, un solo impegno.

Alessandro Diamanti, 29 anni, festeggia il gol che ha illuso il Bologna ANSA

ANTONSSON 5,5 Ruvido, perde il tafferuglio che porta al pari.

Il secondo gol della squadra biancazzurra: Weiss supera Mirante INFOPHOTO

Due lampi: Totò risponde a Diamanti

SORENSEN 6 Centrale senza scrupoli, ma sufficiente tenuta.

Urlo Pescara Stroppa salva il posto

Di Natale, 168 gol nell’Udinese Bologna raggiunto ma Pioli evita la quinta sconfitta di fila BOLOGNA UDINESE

1 1

PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORI Diamanti (B) al 1’, Di Natale (U) al 28’ s.t.

BOLOGNA (3-4-1-2) Agliardi; Antonsson, Sorensen, Cherubin; Garics, Pazienza (dal 1’ s.t. Krhin), Taider, Morleo (dal 27’ p.t. Abero); Diamanti; Gilardino, Gabbiadini (dal 28’ s.t. Kone). PANCHINA Curci, Lombardi, Motta, Radakovic, Guarente, Pulzetti, Paponi, Pasquato. ALLENATORE Pioli CAMBI DI SISTEMA dal 28’ s.t. 3-4-2-1 BARICENTRO ALTO 55,1 metri ESPULSI nessuno AMMONITI Antonsson, Gabbiadini, Sorensen per gioco scorretto; Abero c. n.r. UDINESE (3-5-1-1) Brkic; Angella, Co-

da, Domizzi; Basta, Badu (dal 5’ s. t. Pereyra), Allan, Lazzari (dal 20’ s.t. Ranegie), Armero; Maicosuel; Di Natale (dal 34’ s.t. Faraoni). PANCHINA Padelli, Pawlowski, Heurtaux, Berra, Fabbrini, Wilians, Zielinski, P. Barreto ALLENATORE Guidolin CAMBI DI SISTEMA dal 20’ s.t. 3-5-2, dal 34’ s.t. 3-5-1-1 BARICENTRO MEDIO 52,5 metri ESPULSI Bortoluzzi (vice di Guidolin) per proteste al 45’ s.t. AMMONITI Domizzi, Allan, Angella per gioco scorretto

ARBITRO Bergonzi di Genova NOTE spettatori 23.909, incasso 26.065 euro. Abbonati 13.146, quota 128. 228. Tiri in porta 2-2 Tiri fuori 2-5 . Fuorigioco 3-2. Angoli 3-4. Recupero 3’ p.t., 3’ s.t.

DAL NOSTRO INVIATO

PIERFRANCESCO ARCHETTI BOLOGNA

Nella storia del Bologna è capitato anche che un allenatore abbia perso cinque partite di fila nelle prime sei, in Serie A, e poi sia andato alla Juve per i meriti acquisiti in rossoblù: era Gigi Maifredi, stagione 1988-89, con i bolognesi neopromossi poi salvi (e anche in Europa, l’annata successiva). Stefano Pioli non è amico fraterno dei suoi capi come lo era Maifredi con Gino Corioni e non si sa se riuscirà a traslocare a Torino. Però riesce ad evitare il k.o. consecutivo numero cinque e sente la curva che lo acclama, mentre gli insulti sono per la dirigenza. Sono gli unici conforti di giornata per il tecnico che non era proprio a rischio, anche per questioni di costi, però non certo tranquillo. Il movimento è minimo e non sposta i suoi dal

penultimo posto; il vantaggio non è stato difeso con dei ruggiti; la situazione infortunati non è migliorata, con due cambi nei primi 25 minuti (Perez contrattura prima del via, Morleo dopo); le difficoltà a portare idee ed entusiasmo sono evidenti anche contro un’Udinese non in stile Liverpool, ma con la personcina che spazza sempre ogni nuvola, anche in un cielo di piombo come quello di ieri. I protagonisti Non c’è scelta:

più che di chiave tattica o motivi dello spettacolo, entrambi inesistenti, bisogna parlare di due soli protagonisti che hanno rallegrato un pomeriggio gramo. Il risarcimento per la sopportazione del primo tempo è una rete sprint di Diamanti dopo 18 secondi della ripresa, a cui risponde Di Natale mezz’ora più tardi. Pioli spiega: «Dovevamo chiudere la gara dopo l’1-0». Guidolin racconta: «Ci siamo dimenticati di rientrare in campo dopo l’intervallo, ma poi abbiamo reagito». I quattro tiri in porta del match, equamente divisi, sono dei due ragazzacci di Prandelli, capaci di darsi una dimensione internazionale all’Europeo. Tornati nel cortile di casa, Diamanti dà energia al Bologna, seppur alla sua maniera: anche sbagliando, anche dribblando ogni filo d’erba o lamentandosi a ogni caduta, vera o falsa. Il suo rientro porta più decisione sulla trequarti, pur se Gilardino e Gabbiadini non sembrano gran compari di bisbocce. Il secondo se la cava proponendogli l’assist del gol, l’altro nemmeno quello. Di Natale corre meno ma è più concreto: tutta la produzione offensiva è sua; nel primo tempo viene intercettato due volte, dopo non fallisce la botta per il pari: sono 168 reti con l’Udinese, in tutte le competizioni, 160 in A Empoli compreso. Quando esce qualcuno pensa male: con lui si poteva anche vincere, ma non sarebbe stato giusto. Mancavano Natali, Portanova, Acquafresca, Gimenez, Carvalho, Pinzi, Benatia, Muriel, Danilo, Pasquale. Stanche o impaurite, Bologna e Udinese non possono superare questo basso livello. © RIPRODUZIONE RISERVATA

CHERUBIN 6 Blocca una botta di Di Natale. GARICS 5,5 Qualche intervento da buon difensore, nessuno da esterno profondo. PAZIENZA 5 All’ultimo secondo per Perez, fuori dopo 45’ per manifesta inferiorità. KRHIN 5,5 Nella ripresa per Pazienza, anonimo: solo nove tocchi. TAIDER 6 Qualche vuoto, ma anche la partenza dell’1 0. MORLEO 6 Metà tempo a duellare con Basta, poi si fa male. ABERO 5 Patisce il serbo, si butta per cercare il fallo: ammonito.

h

IL MIGLIORE

6,5 DIAMANTI 6,5

Rientra ed è l’unico che crea superiorità: rete da attaccante, sbaglia troppo quando esagera. GILARDINO 5,5 Si muove per cercare qualche fallo. Nient’altro. GABBIADINI 6 Giornata grigia, salvata dall’assist del vantaggio. KONE 6 Entra e l’Udinese pareggia: né colpe né meriti. ALL. PIOLI 6 Scorrere la lista degli assenti per non dargli colpe decisive.

UDINESE 6 BRKIC 6 Come Agliardi: un solo tuffo, su Diamanti. ANGELLA 5,5 Titolare per Benatia, molto falloso. CODA 6 «Libero» per Danilo, è largo sul gol, il resto in ordine. DOMIZZI 6 Giallo dopo 16’, poi sbaglia poco. Suo il cross del pari. BASTA 6 Partenza e arrivo con discrete profondità, in mezzo qualche distrazione, anche nell’azione dell’1 0. BADU 5,5 Un tempo abbondante senza graffi, quindi esce per k.o.

Abbruscato e Weiss regalano la vittoria e blindano l’allenatore. Parma spuntato PESCARA PARMA

2 0

PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORI Abbruscato al 4’, Weiss al 48’ s.t.

PESCARA (3-5-2) Perin; Cosic, Capuano, Bocchetti; Zanon, Blasi (dal 17’ p.t. Nielsen), Quintero, Cascione, Modesto (dal 30’ s.t. Balzano); Abbruscato, Jonathas (dal 22’ s.t. Weiss). PANCHINA Pelizzoli, Falso, Bjarnason, Caprari, Celik, Soddimo, Vukusic, Balzano. ALLENATORE Stroppa. CAMBI DI SISTEMA dal 22’ s.t. 3-5-1-1 BARICENTRO BASSO 48,9 metri ESPULSI nessuno. AMMONITI Abbruscato per c.n.r., Jonathas per proteste. Mirante; Benalouane (dal 36’ s.t. Marchionni), Paletta, Lucarelli; Rosi, Morrone (dal 15’ s.t. Sansone), Valdes (dal 9’ s.t. Musacci), Parolo, Gobbi; Pabon, Biabiany. PANCHINA Pavarini, Bajza, Fideleff, Zaccardo, Ninis, Acquah, Palladino. ALLENATORE Donadoni. CAMBI DI SISTEMA dal 15’ s.t. 3-4-3 BARICENTRO ALTO 55,5 metri ESPULSI nessuno. AMMONITI Valdes, Parolo per gioco scorretto, Benalouane per c.n.r. ARBITRO Massa di Imperia. NOTE paganti 7.170, incasso 135.849 euro; abbonati 7.297, quota 131.258 euro. Tiri in porta 4-5. Tiri fuori 3-6. In fuorigioco 2-3. Angoli 7-7. Recuperi: p.t. 3’; s.t. 3’.

DAL NOSTRO INVIATO

LAZZARI 6 Facile nel corpo a corpo con Pazienza.

ANDREA TOSI PESCARA

RANEGIE 6 Seconda punta vera, partecipa al mucchio del pareggio. ARMERO 5 Sbaglia troppo: 13 passaggi negativi, non servivano le statistiche per accorgersene.

Il bomber ritrovato e quello di scorta regalano al Pescara la vittoria più netta in questo campionato e puntellano la panchina di Giovanni Stroppa, adesso riconfermato anche via satellite dal presidente Sebastiani che allontana le voci di un cambio di panchina anche se l’allenatore rimane sotto tiro: «Ho vissuto male la vigilia di questa gara - sospira Stroppa- ho letto che sarei andato al mio funerale ma io invece vado avanti a testa alta». Elvis Abbruscato, man of the match, torna al gol in serie A dopo 30 mesi (ultimo sigillo in Chievo-Livorno dell’aprile 2010), molti dei quali spesi in B a Vicenza, mentre Vladimir Weiss conferma la sua vocazione di mister utility sigillando la vittoria col terzo gol personale, anche questo come gli altri realizzato uscendo dalla panchina. Per la neopro-

MAICOSUEL 5 Cerca l’esterno per emergere, ma è molliccio.

h

IL MIGLIORE

7 DI NATALE

Settimo gol stagionale, quinto da domenica scorsa. A Udine non sanno più come ringraziarlo (Faraoni s.v.) ALL. GUIDOLIN 6 Situazione d’emergenza, usa più peso davanti per recuperare e viene premiato.

ARBITRI BERGONZI 6,5 A volte fa passare del tempo prima di agire, sembra quasi che aspetti i suggerimenti. Ma non fa errori gravi. Costanzo 6-Giachero 7 Damato 6-Fabbri 6

COSIC 6,5 Rimedia all’errore del suo portiere salvando sulla linea. CAPUANO 5,5 Divora un gol sparando alle stelle da cinque metri. BOCCHETTI 6,5 Pabon vuole portarlo a spasso ma lui non ci casca. ZANON 6 Si fa vedere sulla sua fascia. BLASI 6 Comincia bene ma s’infortuna presto. NIELSEN 5,5 Sembra fuori condizione. Il su e giù dalla panchina non sembra aiutarlo. QUINTERO 6,5 Si sacrifica da regista basso, poi è assist spettacolo per Weiss. CASCIONE 6 il solito diesel, cresce nella ripresa. MODESTO 5 Spesso saltato e fuori posizione. BALZANO 6 Subentra e fa il suo dovere.

h

IL MIGLIORE

7 ABBRUSCATO

Sblocca il risultato con furbizia e bravura, fa tanta roba buona. JONATHAS 5,5 Frulla troppo attorno al pallone. WEISS 7 Specialista: al terzo gol uscendo dalla panchina. ALL. STROPPA 6,5 Scaccia le voci di esonero con una bella ripresa anche se i cori ostili dei tifosi non gli danno fiducia.

PARMA 5,5

PARMA (3-5-2)

PEREYRA 6 Centro destra, dopo trequartista. Il minimo che serve. ALLAN 6 Fa il vice Pinzi, guarda Diamanti (non sul gol), però non perde lucidità in mezzo e fa ammonire due bolognesi.

mossa è un successo che vale oro in vista del ciclo di ferro che la vedrà impegnata contro Juve, Roma e Napoli in sequenza con in mezzo la sfida salvezza di Siena. Viceversa, il k.o. dell’Adriatico frena lo slancio del Parma, reduce da una bella serie di risultati positivi. La squadra di Donadoni paga la tattica troppo attendista contro un avversario inizialmente contratto e impacciato ma le assenze di Amauri e Belfodil smascherano i problemi strutturali della squadra emiliana che davanti è troppo leggera per affondare i colpi e non è aiutata dal lavoro del centrocampo.

PERIN 6,5 Sbaglia su Biabiany ma non paga pegno poi para bene su Lucarelli, Gobbi e Musacci.

Pescara bilanciato Stroppa ri-

chiama Quintero nel ruolo di regista basso per pareggiare i conti in mediana e bilanciare meglio il gioco. All’inizio il fantasista colombiano fatica a tenere la posizione poi il suo sacrificio viene ripagato. Nel primo tempo Capuano si mangia un gol fatto sparando al cielo da posizione favorevole, ma è nella ripresa che il Pescara cambia passo e diventa più audace alzando anche il pressing. Da una palla vagante nasce il primo vantaggio interno: Abbruscato con tenacia attacca Paletta nella sua area, il difensore sembra in facile controllo ma con una finta di corpo l’ex vicentino gli soffia il pallone e con un bel sinistro rasoterra infila Mirante a sua volta sorpreso dall’incertezza del compagno di reparto. Il Pescara sente odore di tre punti e in contropiede il neoentrato Weiss fila dritto a segnare il raddoppio lanciato da un colpo di tacco volante di Quintero. Parma leggero Prima dell’inter-

vallo un’incursione di Biabiany viene sventata sulla linea del gol dall’ottimo Cosic, per rivedere gli ospiti pericolosi bisogna attendere il secondo tempo. Rosi, fino a quel punto molto sulle sue, comincia a spingere sulla sua fascia, Lucarelli, Gobbi e infine Musacci inquadrano la porta ma Perin diventa insuperabile. L’innesto di Sansone con annesso tridente offensivo non porta buoni frutti. Guardando al volume delle conclusioni, il Parma cade in piedi anche se il risultato parla chiaro premiando soprattutto l’istinto di sopravvivenza dei padroni di casa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

MIRANTE 6 Attento nelle uscite, non può nulla sui gol. BENALOUANE 6 Fa una bella diagonale ma non garantisce la spinta di Zaccardo (Marchionni s.v.). PALETTA 5 Si fa fregare da Abbruscato sull’1 0. LUCARELLI 6 Ha la palla del pari, Perin gli dice no. ROSI 6 Meno arrembante del solito, si fa vivo solo nel finale. MORRONE 5 Non si vede e non si sente. MUSACCI 6 Un bel tiro che Perin sventa sulla traversa. VALDES 5,5 Un bel lancio per Biabiany e poco altro. SANSONE 5 Da rincalzo in corsa non aggiunge nulla. PAROLO 5,5 Ha mandato il cugino in campo: non ripete la bella prova di mercoledì. GOBBI 5,5 Tira nelle mani di Perin un rigore in movimento. PABON 5 Tanto fumo, zero arrosto e soprattutto zero tiri verso la porta.

h

IL MIGLIORE

6 BIABIANY 6

Molto attivo nel primo tempo, va vicino al gol ma viene rimpallato sulla linea. ALL. DONADONI 5,5 Senza fisicità in attacco, la sua squadra dimostra di essere troppo leggera anche per partite come queste.

ARBITRI MASSA 6 Direzione pulita, cartellini giusti, sempre nel vivo dell’azione. Di Pinto 5,5-Passeri 6; Giannoccaro 6-La Penna 6


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 5 NOVEMBRE 2012

SERIE A 11ª GIORNATA la situazione RISULTATI BOLOGNA-UDINESE Diamanti (B), Di Natale (U)

classifica

MARCATORI

1-1

CATANIA-LAZIO 4-0 Gomez (C), Lodi (C) rigore, Gomez (C), Barrientos (C) FIORENTINA-CAGLIARI 4-1 Rodriguez (F), Casarini (C), Jovetic (F), Toni (F), Cuadrado (F) JUVENTUS-INTER 1-3 Vidal (J), Milito (I) rigore, Milito (I), Palacio (I) MILAN-CHIEVO 5-1 Emanuelson (M), Pellissier (C), Montolivo (M), Bojan (M), El Shaarawy (M), Pazzini (M) NAPOLI-TORINO 1-1 Cavani (N), G. Sansone (T) PESCARA-PARMA 2-0 Abbruscato (Pe), Weiss (Pe) ROMA-PALERMO 4-1 Totti (R), Osvaldo (R), Lamela (R), Destro (R), Ilicic (P) SAMPDORIA-ATALANTA 1-2 Bonaventura (A), Maresca (S), De Luca (A) SIENA-GENOA 1-0 Paci (S)

PARTITE SQUADRE

PUNTI

IN CASA

RETI

FUORI

TOTALE

IN CASA

FUORI

RIGORI TOTALE

DIFF. RETI

FAVORE

CONTRO R.

PUNTI POSIZIONE 2011-2012 STAGIONE E DIFF. 2011-2012

G.

V.

N.

P.

G.

V.

N.

P.

G.

V.

N.

P.

F.

S.

F.

S.

F.

S.

T.

R.

T.

JUVENTUS

28

6

5

0

1

5

4

1

0

11

9

1

1

13

5

10

3

23

8

+15

4

3

2

2

23 (+5)

1

INTER

27

5

3

0

2

6

6

0

0

11

9

0

2

8

8

14

2

22 10

+12

3

3

0

0

14 (+13)

11

NAPOLI

23

6

5

1

0

5

2

1

2

11

7

2

2

12

4

4

3

16

7

+9

3

2

0

0

16 (+7)

6

FIORENTINA

21

6

5

1

0

5

1

2

2

11

6

3

2

11

2

5

6

16

8

+8

2

0

3

2

13 (+8)

14

LAZIO

19

5

3

1

1

6

3

0

3

11

6

1

4

9

5

7

10 16 15

+1

1

1

4

2

22 ( 3)

2

ROMA

17

6

2

2

2

5

3

0

2

11

5

2

4

13 10 13 10 26 20

+3

2

1

2

2

17 (=)

5

CATANIA

15

6

4

1

1

5

0

2

3

11

4

3

4

11

4

4

12

15 16

1

1

1

1

1

14 (+1)

14

PARMA

15

5

3

2

0

6

1

1

4

11

4

3

4

9

5

5

11

14 16

2

3

2

7

3

15 (=)

15 14

ATALANTA (-2)

15

5

3

0

2

6

2

2

2

11

5

2

4

5

7

5

6

10 13

3

0

0

3

1

13 (+2)

MILAN

14

6

3

0

3

5

1

2

2

11

4

2

5

8

4

9

9

17

13

+4

1

1

3

3

21 ( 7)

3

UDINESE

14

5

2

2

1

6

1

3

2

11

3

5

3

6

7

8

9

14 16

2

3

3

2

2

21 ( 7)

3

CAGLIARI

14

5

2

1

2

6

2

1

3

11

4

2

5

7

8

4

9

11

17

6

5

2

2

0

13 (+1)

14

TORINO (-1)

11

5

1

1

3

6

1

5

0

11

2

6

3

4

6

8

4

12 10

+2

3

2

2

2

in B

in B

8

PESCARA

11

6

2

1

3

5

1

1

3

11

3

2

6

5

9

3

8

17

9

0

0

4

2

in B

in B

PROSSIMO TURNO

SAMPDORIA (-1)

10

5

1

1

3

6

2

1

3

11

3

2

6

4

6

9

10 13 16

3

2

2

5

4

in B

in B

12ª GIORNATA sabato 10 novembre CAGLIARI-CATANIA ore 18 PESCARA-JUVENTUS ore 20.45 domenica 11 novembre, ore 15 PALERMO-SAMPDORIA ore 12.30 CHIEVO-UDINESE GENOA-NAPOLI LAZIO-ROMA MILAN-FIORENTINA PARMA-SIENA TORINO-BOLOGNA ATALANTA-INTER ore 20.45

CHIEVO

10

6

3

1

2

5

0

0

5

11

3

1

7

8

7

2

14 10 21

11

2

2

0

0

15 ( 5)

8

GENOA

9

6

1

2

3

5

1

1

3

11

2

3

6

7

10

3

5

10 15

5

3

1

1

1

15 ( 6)

8

BOLOGNA

8

5

1

2

2

6

1

0

5

11

2

2

7

8

8

4

9

12

17

5

2

1

1

1

10 ( 2)

17

PALERMO

8

5

1

3

1

6

0

2

4

11

1

5

5

7

7

2

10

9

17

8

1

1

0

0

16 ( 8)

6

SIENA (-6)

6

6

2

3

1

5

1

0

4

11

3

3

5

5

4

7

10 12 14

2

3

1

2

1

14 ( 8)

11

GAZZA OFFSIDE

Strama da sogno Juve, che frenata LIVE dalle 9.45

La Juve sconfitta dall’Inter, di chi è la colpa? E qual è il segreto di Stramaccioni, tecnico rivelazione dell’anno? Scoprilo in Gazza Offside, in onda dalle 9.45 su Gazzetta.it. Come ogni lunedì ci saranno i gol più belli, i servizi sulle partite della serie A e i retroscena dei temi caldi della giornata. Spazio anche alla frenata del Napoli, al passo avanti del Milan e alle sfide di Champions League, con il commento di Nino Morici e Alberto Cerruti, e le incursioni di Marco Materazzi. In più il focus dedicato alle statistiche di rendimento della Magic +3

U CHAMPIONS U PRELIMINARI DI CHAMPIONS U EUROPA LEAGUE U RETROCESSIONE

La classifica tiene conto di quest’ordine preferenziale. 1) punti 2) minor numero di partite disputate 3) differenza reti 4) maggior numero di gol segnati 5) ordine alfabetico. Le ultime tre retrocedono in Serie B.

laMoviola di FRANCESCO CENITI

fceniti@gazzetta.it

La Samp senza un rigore, ma era buono Denis-gol Giudici di porta decisivi a Catania e a Firenze La domenica degli arbitri è nel complesso positiva, ma gli errori di Juventus-Inter hanno un peso (soprattutto mediatico) molto diverso. Ne sa qualcosa il designatore Stefano Braschi molto arrabbiato per quello accaduto a Torino: ancora una volta le sviste commesse sono indifendibili e l’unica consolazione è arrivata dal risultato finale. La vittoria dell’Inter ha cancellato molti veleni, ma non i problemi. In meno di 7 giorni un assistente di grande esperienza come Maggiani e un altro di grande prospettiva come Preti sono incappati in due topiche macroscopiche. Non solo, se anche un arbitro importante, Tagliavento, frana in modo evidente non riuscendo a gestire la partita, l’allarme è rosso. Sabato prossimo l’Aia sceglierà il nuovo presidente (Boggi sfida il presidente Nicchi): forse anche la competizione elettorale non aiuta a restare sereni.

Bergonzi utilizza molto i suoi collaboratori e fa bene perché le indicazioni sono sempre giuste.

BOLOGNA-UDINESE 1-1 Bergonzi di Genova Gara non complicata e gestione complessiva più che sufficiente:

PESCARA-PARMA 2-0 Massa di Imperia Poco lavoro per l’arbitro: regolare la rete di Abbruscato.

CATANIA-LAZIO 4-0 Mazzoleni di Bergamo Netto il rigore dato al Catania: Dias tocca con un braccio. Sul 3-0 decisivo il giudice di porta (Guida) che segnala all’arbitro il gol sul disperato tentativo di salvataggio di Biava dopo il tiro di Gomez: la palla è entrata. FIORENTINA-CAGLIARI 4-1 Calvarese di Teramo Giallo sul momentaneo pari del Cagliari: l’arbitro annulla per un fuorigioco inesistente sul tiro di Casarini (i compagni in offside non partecipano all’azione) poi dopo la segnalazione di Giancola (arbitro addizionale) e Liberti (guardalinee) giustamente convalida perché la deviazione è di Roncaglia. Okay il gol di Toni.

8 RETI: El Shaarawy (Milan) 7 RETI: Milito (3) (Inter); Cavani (2) (Napoli); Lamela (Roma); Di Natale (3) (Udinese) 6 RETI: Jovetic (Fiorentina); Klose (Lazio); Osvaldo (1) (Roma) 5 RETI: Gilardino (Bologna); Cassano (Inter); Hernanes (Lazio); 4 RETI: Gomez (Catania); Vidal (2) (Juventus); Pazzini (1) (Milan); Miccoli (1) (Palermo); Totti (Roma); Calaiò (Siena); Bianchi (1) (Torino) 3 RETI: Diamanti (1) (Bologna); Nené (1) (Cagliari);Bergessio e Lodi (1) (Catania); Pellissier (1) (Chievo); Toni (Fiorentina); Borriello (1) (Genoa); Palacio (Inter); Giovinco, Quagliarella e Pirlo (Juventus); Hamsik (Napoli); Amauri (2) (Parma); Weiss (Pescara); Maxi Lopez (Sampdoria) 2 RETI: Bonaventura, Cigarini e Denis (Atalanta); Sau (Cagliari); Barrientos (Catania); Thereau (Chievo); Rodriguez (Fiorentina); Kucka, Immobile e Jankovic (Genoa); Pogba e Vucinic (1) (Juventus); Candreva (Lazio); Montolivo (Milan); Pandev (Napoli); Giorgi (Palermo); Belfodil, Parolo e Rosi (Parma); Florenzi (Roma); Eder, Maresca e Munari (Sampdoria); Paci e Vergassola (Siena); Maicosuel (Udinese) 1 RETE: Carmona, De Luca, Moralez e Raimondi (Atalanta); Cherubin, Guarente, Kone e Taider (Bologna); Casarini, Dessena, Ekdal, Nainggolan, Pinilla (1) e Thiago Ribeiro (Cagliari); Castro, Marchese e Spolli (Catania); Cruzado, Di Michele, Luciano (1), M. Rigoni e Stoian (Chievo); Cuadrado, Ljajic, Pasqual, Romulo e Roncaglia (Fiorentina); Merkel (Genoa); Cambiasso, Coutinho, Guarin, Pereira, Ranocchia, Samuel e Sneijder (Inter); Asamoah, Caceres, Giaccherini, Lichtsteiner, Marchisio e Matri (Juventus); Ederson, Ledesma (1) e Mauri (Lazio); Bojan, De Jong e Emanuelson (Milan); Dzemaili, Insigne e Maggio (Napoli); Brienza, Ilicic e Rios (Palermo); Galloppa, A. Lucarelli, N. Sansone, Valdes (1) e Zaccardo (Parma); Abbruscato, Caprari, Celik, Quintero e Terlizzi (Pescara); Bradley, Destro, Lopez e Marquinho (Roma); Costa, Estigarribia, Gastaldello e Pozzi (1) (Sampdoria); Bogdani, Reginaldo, Valiani e Ze Eduardo (1) (Siena); Basha, Brighi, D'Ambrosio, Gazzi, Glik, G. Sansone, Sgrigna e Stevanovic (Torino); Basta, Domizzi, Lazzari, Pinzi e Ranegie (Udinese) RETI: in questo turno: 34 (2 rigori). Totali: 286 (29 rigori, 3 a tavolino)

Tiro di Casarini (Cagliari), i compagni in fuorigioco non influiscono SKY NAPOLI-TORINO 1-1 Valeri di Roma Il Napoli chiede un rigore per un intervento di Rodriguez su Maggio, ma il granata prende prima la palla. Nel finale espulso Mazzarri per proteste: chiedeva un fallo su Hamsik che però cade da solo. ROMA-PALERMO 4-1 De Marco di Chiavari Si lamenta il Palermo sul primo gol della Roma e non ha tutti i torti: sul cross di Piris c’è una spinta di Osvaldo a Munoz poi la palla finisce dalle parte di Totti. Sbaglia De Marco (mal supportato da Nicoletti) al 26’ quando non vede il fallo di Munoz su Osvaldo: manca punizione e il rosso

All’Olimpico spinta di Osvaldo sull’1-0 di Totti e Muñoz graziato, Destro ingenuo

diretto per la chiara occasione negata. Ingenuità di Destro: segna il 4-0, poi si copre il volto con la maglietta e non si può fare per regolamento. De Marco a malincuore deve mostrargli il secondo giallo: dura lex, sed lex... SAMPDORIA-ATALANTA 1-2 Russo di Nola Ci stava un rigore per la Samp: non vista una doppia trattenuta di Carmona su Eder e Stendardo su Gastaldello dopo un angolo. Penalizzata anche l’Atalanta: gol regolare annullato a Denis (non c’è fuorigioco). Non solo, restano molti dubbi per una strattonata di Manfredini su Maxi Lopez. Per il resto non è in offside Soriano quando dà palla a Maresca per l’1-1; idem per la posizione di Denis autore dell’assist a De Luca. SIENA-GENOA 1-0 Peruzzo di Schio Annullato un gol a Paci: sì, fuorigioco evidente. Protesta il Siena per un presunto mani di Granqvist: la palla però sbatte sul fianco.

Stephan El Shaarawy, 20 anni

34 le reti segnate nella 11ª giornata, si tratta di record stagionale eguagliato, anche alla seconda giornata erano stati segnati 34 gol

CONCORSI N. 88 DEL 4/11/2012 TOTOCALCIO COLONNA VINCENTE NON COMUNICATA TOTOGOL COLONNA VINCENTE NON COMUNICATA


Rapina con lo spray

Forze armate in festa

In ricordo di Martini

Un negoziante bengalese è stato rapinato sabato notte in via Castiglione: due banditi, dopo avergli spruzzato sul viso uno spray urticante, sono fuggiti con l’incasso, circa 800 euro. L’uomo è stato visitato al Sant’Orsola.

Il prefetto Angelo Tranfaglia ieri mattina ha salutato i reparti schierati in piazza Maggiore per la festa delle Forze armate e ha ricordato i caduti e i militari che si sono prodigati per le popolazioni colpite dal sisma.

Oggi alle 17,30 allo Stabat Mater dell’Archiginnasio verrà ricordato il cardinal Carlo Maria Martini, scomparso il 31 agosto scorso. Interverranno i teologi Vito Mancuso e Brunetto Salvarani, vicini al magistero martiniano.

BOLOGNA

LUNEDÌ 5 NOVEMBRE 2012

bologna.repubblica.it

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Idv, congresso nella bufera. La Mura: “Sì, sapevo di Nanni” «FINALMENTE Domenico Morace dice la verità. È vero, nel 2009 venni informata del fatto che c’erano anomalie nella gestione dei fondi in Regione da parte di Nanni, ne parlai con lui ed avemmo un durissimo scontro. Poi verificai i conti, non avevo idea che il partito gestisse somme di questo genere. E non è vero che non presi provvedimenti contro di lui: non l’ho più candidato». Nel giorno in cui Antonio Di Pietro parla di “omicidio politico” dell’Idv, l’onorevole Silvana Mura, coordinatrice regionale del partito, a Bologna per l’assemblea regionale dell’Idv, replica alle accuse dell’ex coordinatore cittadino Morace. I provvedi-

menti presi contro Nanni dal partito di Antonio Di Pietro furono tuttavia piuttosto lievi dal momento che dopo aver lasciato viale Aldo Moro il consigliere Nanni tornò in Provincia, dov’è stato successivamente protagonista del caso dei pass per invalidi. «Forse qualche errore nella selezione degli eletti c’è stato — ammette la Mura — ma d’altronde siamo un partito cresciuto molto in fretta, passato dal 2 all’8% in quattro anni, dal 2006 al 2010. Bisognava avere la palla di vetro per prevedere quello che avrebbe fatto Nanni». (caterina giusberti) Silvana Mura con Antonio Di Pietro

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Dal Galvani al Righi, dal Copernico alle Guercino, stop al programma e discussioni con gli studenti anche sui continui tagli alla scuola

Lo sciopero bianco dei professori Da oggi in vari istituti la protesta dei docenti contro il governo SARANNO in classe, ma solo per preparare le lezioni e correggere i compiti assieme agli studenti. Da oggi a sabato i docenti di diverse scuole superiori cittadine protestano così contro i tagli all’istruzione e l’aumento delle ore di lavoro. “Sciopero bianco” al Galvani, al Righi, al Copernico, al Leonardo da Vinci di Casalecchio e alle medie Guercino. VENTURI A PAGINA VII

1-1 con l’Udinese, contestata la società, sostenuto il tecnico

Brutto, triste e penultimo: il Bologna non riesce a rialzarsi MA CACCIARE PIOLI SAREBBE INUTILE EMILIO MARRESE

Verrà letta nelle aule del Galvani per condividerla con tutti gli studenti

SERVIZIO A PAGINA VII

Diamanti ha segnato il suo gol dopo 18 secondi della ripresa

La politica

Bersani a Imola sulla proroga fiscale per i terremotati. E sulle primarie: “Scelta giusta”

“Basta tasse sotto le macerie” ON si possono chiedere le tasse anche sotto le macerie delle fabbriche. Con questi problemi non si scherza. Le commissioni parlamentari hanno preso atto di una realtà, il governo deve essere ragionevole. Bisogna trovare un punto di intesa per evitare incidenti”. Anche il leader del Pd Pier Luigi Bersani, ieri a Imola per la campagna delle primarie, si schiera a favore della proroga al 30 giugno 2013 degli sgravi fiscali per le aree terremotate, approvata venerdì con un colpo di mano in commissione grazie a un emendamento dello stesso Pd. Bersani è tornato anche sulla decisione di

IFENDERE Pioli non significa affatto sostenerne l’infallibilità bensì l’inutilità di un suo esonero. È evidente che abbia colpe anche lui, lo è molto meno la necessità della solita scorciatoia alla disperata, tanto per fare qualcosa. Non nascondiamo certo che il punticino di ieri, dopo 4 sconfitte, sia stato solo teoricamente un passo avanti. SEGUE A PAGINA II

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Lettera aperta di 74 insegnanti “Noi, frustrati e sottopagati”

fare le primarie nel centro-sinistra, definendole «una scelta giusta», ma invitando a smetterla «con il fuoco amico». Il decreto sul sisma ora deve passare al vaglio delle camere e il sottosegretario all’economia, Gianfranco Polillo avverte: «Aspettiamo la relazione tecnica della ragioneria dello Stato — ha detto — se la ragioneria confermerà che il costo della norma è di 140 milioni, o si trova una copertura oppure dovrà essere espunta dal provvedimento perché sarebbe in contrasto con l’articolo 81 della Costituzione, che obbliga al pareggio di bilancio». (c. gius.)

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Pier Luigi Bersani

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SERVIZI ALLE PAG. II E III

LETTERE DA LONDRA ENRICO FRANCESCHINI

La felicità da Cameron al Dall’Ara ue anni fa il premier britannico Cameron commissionò un sondaggio per appurare il grado di felicità dei suoi compatrioti: forse un tentativo di distrarre da barometri più concreti, come disoccupazione e reddito, ma comunque un’iniziativa insolita. Ora arrivano i risultati e si apprende che la categoria più felice sono i giovani sui 16-17 anni. Come non essere felici, quando hai tutta la vita davanti? Beninteso, non tornerei ai miei 16-17 anni: preferisco gli attuali 56. Ma non erano neanche male. Specie rispetto ai pur felici (secondo il sondaggio di Cameron) adolescenti d’oggi, a mio parere risucchiati da scuole troppo impegnative (perlomeno qui a Londra), troppi compiti a casa e troppo computer nel tempo libero. «Perché, secondo te come dovrebbe passare il tempo, un 17enne?», chiede un amico bolognese parlando dei nostri figli, che hanno appunto quell’età. Beh, più o meno come lo passavamo noi al liceo: i compiti copiati durante la prima ora di scuola dai quaderni dei compagni, tre ore di basket ogni pomeriggio sul campetto della Vulcal fuori porta San Mamolo, un motorino, un chiosco gelati e un bar biliardo, possibilmente una morosa, il Guerin Sportivo di Brera, Bianciardi, Giordani, qualche bel romanzo, la domenica allo stadio o al «palazzo» (dello sport). Mi resta scolpito nella memoria un mitico pomeriggio feriale con il mio compagno di banco Danilo: andammo a vedere il Bologna in Coppa Italia, quindi l’allenamento della Virtus, poi «Paolo il caldo» (dal libro di Brancati) al cinema. All’uscita ci sembrava di essere diventati grandi e di avere scoperto il significato dell’esistenza. Peccato che la mattina dopo ci attendesse un compito in classe.

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la Repubblica

SPORT

LUNEDÌ 5 NOVEMBRE 2012

BOLOGNA

■ II

Bologna-Udinese 1-1

Diamanti-Di Natale, un punto per uno Ma Pioli non rischia: “Mai visto in carriera tanto affetto dalla mia curva” Il ricordo

SIMONE MONARI ALL’UNDICESIMA giornata, siamo alla mozione degli affetti. I cori e gli striscioni che la curva Andrea Costa ha indirizzato a Pioli, nel giorno di una serrata contestazione alla proprietà, hanno commosso il tecnico: «Non ho mai vissuto nella mia carriera, né da allenatore né prima da giocatore, emozioni come queste. Emozioni che mi spingono a fare ancor di più per questo Bologna». La classifica, purtroppo, è un pianto greco. La squadra è penultima, ma sarebbe ultima se il Siena non fosse stato penalizzato. La striscia negativa, se non altro, è stata interrotta da questo 1-1, dopo una partita facilmente sintetizzabile: modestissima nel pri-

Amaro il tecnico: “Potevamo fare il 2-0. E non si doveva lasciare Totò libero. Un piano c’era...” mo tempo, più vivace nella ripresa, dopo il bel gol di Diamanti all’avvio. Un inserimento perfetto su un invitante traversone di Gabbiadini, dopo un bel recupero a centrocampo di Taider. Tutto in 18 secondi: gli stessi di Vidal... «A quel punto - ha notato Pioli abbiamo avuto qualche occasione per chiuderla, situazioni di superiorità numerica che potevamo sfruttare meglio». Invece, ancora una volta, è spuntata una disattenzione difensiva (subito dopo un cambio, come con l’Inter…), su una palla non allontanata come sarebbe servito. E sul traversone di Domizzi dalla sinistra la difesa s’è stretta tutta sullo svedese Ranegie e nessuno ha chiuso su Di Natale, che da una quindicina di metri ha colpito imparabilmente. «Sulle palle inattive, su Totò, il loro giocatore più importante, c’era Morleo, che però era uscito». Insomma, doveva starci Abero, anche se Pioli ha subito corretto il tiro per non gettar la croce addosso all’uruguaiano, che aveva sostituito Archimede infortunato. «Non è stata un’azione semplice da leggere, un’azione che è andata sviluppandosi e nella quale abbiamo concesso troppo spazio al giocatore sbagliato». E per Di Natale è stato il settimo gol contro il Bologna, il terzo di fila, il sesto nelle ultime 7 partite. Una tirannia. Le raccomandazioni di Pioli della vigilia sono rimaste lettera morta. Una volta subito l’1-1, al 28’ della ripresa, il Bologna ha sofferto e stentato. «E all’ultimo minuto avremmo anche potuto portarla a casa», ha notato Guidolin, che ha comunque detto cose da non trascurare sui rossoblù: «Questa squadra non vale assolutamente l’ultimo posto, il gioco c’è, è una squadra sul nostro livello e su quello delle tante che devono pensare a raggiungere il prima possibile 40 punti. Ho visto coesione e spirito e la voglia dei giocatori di ascoltare un allenatore bravo come Pioli». Il cui score resta deprimente, benchè sia fuorviante pensare che il club possa allontanarlo, anche al di là dei costi dell’eventuale sostituzione. Semplicemente si vive alla gior-

Alino, un gol per Lorenzo e il suo giardino

Sorensen insidia Brkic in un’azione offensiva del Bologna nata, aspettando di tornare domenica a Torino. Le contestazioni di ieri e di sabato dicono chiaramente che la curva ha risparmiato proprio squadra e mister.

Le pagelle

L’indice di popolarità della proprietà è invece ai minimi storici, e così quello del dg Zanzi. Che ieri, uscendo dalla terrazza Bernardini, ha detto una cosa largamente

LA MAGLIETTA gliel’avevano data Luca e Silvia, i genitori di Lorenzo. Alessandro Diamanti la portava già contro l’Inter, aspettava di mostrarla dopo un gol. Il piccolo Lorenzo avrebbe compiuto 8 anni proprio oggi, se un male fulminante non se lo fosse portato via. Nel suo paese, Fusignano, è nato “Il Giardino di Lorenzo”, con tutti i suoi giochi preferiti, e il progetto di solidarietà ha trovato la collaborazione di Bologna e Cesena, della famiglia di Simoncelli e del Real Fusignano. Dopo il gol all’Udinese, Alino ha mostrato la canotta arancione: “Ciao Lorenzo”. E buon compleanno. condivisibile: «Non è il momento di cercare colpevoli, semmai di trovare rimedi». Intanto, sfoltendo l’infermeria. Ieri, mentre stava per entrare in campo, si è blocca-

to anche Perez, poi rimpiazzato da un opaco Pazienza. «Di sicuro - ha preso atto Pioli - non è un periodo in cui ci gira bene…». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Agliardi incolpevole, Sorensen autoritario, Antonsson ha una sola incertezza, purtroppo fatale

Gila senza palloni, Gabbiadini pesca l’assist Taider irrinunciabile, pure quando soffre FRANCESCO SAVERIO INTORCIA

Il migliore: Diamanti

Il peggiore: Pazienza

AGLIARDI 6: attento su un tiretto moscio di Di Natale, unico del primo tempo. Inoperoso a lungo, impallinato senza colpa da Totò. Antonsson 5.5: preciso per un’ora, abbatte Allan e becca il giallo, per rimediare però a una svista di Pazienza. Chiude tardi su Ranegie, ne nasce la palla orfana che Di Natale mette dentro. È il manifesto del Bologna: sciupa tutto alla prima disattenzione. Sorensen 6.5: l’eredità di capopopolo là dietro è pesante, la raccoglie di nuovo con personalità. Riproposto al timone, conferma d’avere spalle larghe e scorza dura. Ammonito nel finale per fallo su Allan. Cherubin 6: sbroglia con sicurezza un compito possibilissimo, non avendo marcantoni da sorvegliare e facendo buona guardia sui calci piazzati. Garics 5.5: fronteggia Armero, lo tampona ma non riparte e dopo le promesse dell’avvio perde freschezza lungo la strada, lati-

tando al cross. Pazienza 5: ripescato causa repentino forfait di Perez, sbaglia pure le tabelline, indovinando solo un filtrante per Gila in offside. Non doveva giocare, già (dal 1’ st Krhin 5.5: mette ordine, spruzza qualità, ma quando la squadra rincula non la tira fuori dal guscio).

Il repentino forfait di Perez rilancia Pazienza, che non ne infila una. Poco di più offre Krhin Taider 6: zaffiro opaco, rigato dalla stanchezza, fa qualche scarabocchio di troppo, ma ispira la partenza dell’1-0 e si guadagna un giallo (Allan). Forse dovrebbe rifiatare, ma è un’oasi di qualità in questo deserto, e non può. Morleo sv: neopapà di Giulia, s’arrende dopo un quarto di gara al riacutizzarsi delle noie muscolari (dal 26’ pt Abero 5: co-

mincia bene, cala alla lunga. Ammonito per simulazione dopo il tè, si scorda Di Natale sull’11, palesando i suoi limiti difensivi. In fondo, nacque attaccante, quel dì a Montevideo). Diamanti 6.5:guizza come un capitone sul banco del pesce, si procaccia il giallo di Domizzi, cerca il lampo su punizione laterale. Poi colpisce all’alba della ripresa, sfiora il bis, alternando slanci altruisti a rari egoismi. Terzo gol stagionale, il Bologna si regge solo su di lui. Gilardino 5.5: prova di sacrificio, spazia sul fronte d’attacco, non ha un pallone giocabile. L’unico gli arriva da Diamanti, fuori misura. Gabbiadini 6: stavolta frequenta l’area più spesso, ma non si vede fino al momento in cui stende Domizzi, rimediando un’ammonizione evitabile. Lucra sufficienza e applausi con l’assist che sblocca il match (dal 28’ st Kone 5.5: entra lui, segna l’Udinese, che poi avvia un assedio).

Guidolin

“Ora meno fischi tempo galantuomo” «SONO sempre meno quelli che qui a Bologna mi fischiano, il tempo è galantuomo». Francesco Guidolin, solitamente omaggiato di cori ostili quando torna al Dall’Ara, ieri è stato ignorato dai tifosi. Un’indifferenza che gli ha fatto piacere, «o meglio, le cose vere vengono poi a galla, anche tanto tempo dopo, me l’hanno insegnato da bambino». Insomma, un ritorno meno traumatico del solito per il tecnico, che qui non si ritenne compreso. E a pace fatta, pure i complimenti al Bologna: «Sono sicuro che si salverà, ne ha tutti i mezzi». (l. san.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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CACCIARE PIOLI SAREBBE INUTILE POI RESTEREBBE SOLO LA SALITA A S.LUCA EMILIO MARRESE (segue dalla prima di cronaca) CHE la squadra ne ha fatto uno indietro sul piano del gioco. Il centrocampo non crea e l’azione dipende tutta dall’estro intermittente di Diamanti (e meno male che c’è), Gilardino s’è spento (ma dietro non ha più la squadra di prima) e la difesa continua a essere assai scarsa (anche se Di Natale fa gol a tutti e si smarca in tutte le aree). Il Bologna di ieri è stato veramente brutto e il fatto che, in una giornata simile, non sia tracollato, non è un elemento irrilevante. Una situazione del genere offre a ogni opinione diritto di cittadinanza, ma siamo davvero sicuri che Pioli debba pagare col massimo della pena aver preferito Pazienza a Krhin? Non aver lanciato Riverola? Sono questi i dettagli che fan davvero la differenza? Mah. Ricorda il tiro al bersaglio su Colomba perché non dava spazio a quell’asso di Gimenez... Dopo aver tentato la classica scossa, con l’esonero, poi passiamo direttamente al sale nelle porte, stile Anconetani, e al pellegrinaggio a San Luca? No, non credo che questa società, già tanto mediocre ed errabonda, debba essere ulteriormente incoraggiata a procedere a tentoni e a casaccio.

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la Repubblica

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LUNEDÌ 5 NOVEMBRE 2012

BOLOGNA

PER SAPERNE DI PIÙ www.bolognafc.it www.repubblica.it

■ III

Il futuro

Guaraldi contestato e senza parole Zanzi: “Non cerchiamo colpevoli” Il presidente nel mirino della curva: game over, ora vendi crediamo nel mister perché sta facendo un buon lavoro». La difesa di Zanzi è arrivata poco dopo: «Pioli in discussione? Non cerchiamo letture che non esistono. È stata una partita cominciata in maniera contratta, poi quella disattenzione ha pesato sul mora-

LUCA BACCOLINI

18 SECONDI PER ILLUDERSI Diamanti segna l’1-0 dopo 18 secondi della ripresa (gli stessi di Vidal nel primo tempo di Juve-Inter). Di Natale farà l’1-1

LA CONTESTAZIONE alla società era già stata servita nero su bianco con uno striscione formato mignon, ma dal significato inequivocabile, apparso al centro della curva: “Guaraldi game over”, con accanto la sfera di Pacman, il videogioco che mangiava le palline e doveva guardarsi dai fantasmi. Quelli visti da Guaraldi ieri erano soltanto l’eco delle grida sentite sabato a Casteldebole, ripetute quando la partita era cominciata da appena due minuti. «Guaraldi vattene», «costruisci ’sto c…» e vaffa ripetuti, con evidenti richiami al centro tecnico in via di costruzione. È stata la fase B della contestazione, in un’altra domenica di riflessivi silenzi presidenziali, «perché anche quando dico buonasera non va mai bene», si sfogava Guaraldi puntando gli spogliatoi al novantesimo, dopo aver saltato il consueto posto di blocco dei microfoni. L’ingresso non era stato più loquace: «I fatti parlano da soli», aveva risposto con sintesi assoluta ed enigmatica a chi gli chiedeva un commento sulla contestazione di sabato, quando

Lo striscione a favore di Pioli dei tifosi rossoblù i tifosi sono arrivati a Casteldebole per sostenere Pioli e incalzare la proprietà. «Non è il momento di trovare un colpevole, ma la soluzione», ha dettato invece il dg Zanzi, risparmiato ieri dai cori a differenza di due giorni fa. Per il cuore della curva il colpevole c’era già, mentre un altro striscione, simile a quello esposto alla squadra a Casteldebole, completava il pensiero collettivo: «Fino alla fine Stefano Pioli», scritto col rosso e col blu. Un attestato di stima che blinda, forse più del ricco con-

tratto, il tecnico parmigiano. Il punto di ieri ha salvato la sua panchina, ma rimandato le decisioni. Con una tautologia che sapeva quasi di avvertimento, Zanzi ha condensato l’urgenza di risposte che si chiedono al tecnico: «La classifica si deve costruire coi punti e bisogna cominciare a farne, anche tre alla volta». La squadra non ha abbandonato Pioli. Casomai, s’è rinsaldata attorno a lui. Garics, in un post partita avaro di voci senatoriali dallo spogliatoio, zittiva ogni dubbio: «C’è meno serenità ma

L’arringa di Garics: “C’è meno serenità ma crediamo nel mister, sta facendo un buon lavoro” le, ma l’inerzia era a nostro favore». Resta però un deficit di punti e di attese non realizzate: «Il percorso che stiamo facendo non era quello previsto – ammette Zanzi -, ma non è il tempo di scaricare le colpe su qualcuno. I tifosi agiscono per amore, qui però ci sono persone impegnate ogni giorno a migliorare la situazione». Giovedì tornerà Di Vaio in amichevole al Dall’Ara con il suo Montreal Impact. Poi di nuovo a Torino, per un’altra domenica verità. © RIPRODUZIONE RISERVATA


ilcds-stadio_05.11.2012