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Il sacco della saggezza (Fiaba popolare di Togo)


C’

era un tempo in cui non esisteva in nessuna parte del mondo un animale più intelligente del ragno Yaví. Era saggio, prudente e astuto, ma per lui non era sufficiente. Yaví era sempre più preoccupato perché gli altri animali stavano diventando sempre più intelligenti, ed era soprattutto geloso degli umani, perché sapeva che ben presto sarebbero diventati saggi come lui.

Fu allora quando Yaví ebbe un’idea: avrebbe usato la sua intelligenza per conquistare tutta la saggezza del mondo. L’astuto ragno fabbricò un sacco magico senza fondo. Uno per uno, si avvicinò a tutti gli animali e alle persone. Senza che se n’accorgessero, assorbì tutte le loro conoscenze e il loro ingegno e li mise nel sacco. Una volta finito, il sacco divenne estremamente pesante e difficile da trasportare. E allora Yaví ebbe un’altra idea brillante: avrebbe nascosto il sacco con tutta la saggezza del mondo nel tronco dell’albero più alto che conosceva. Il ragno tenne stretto il sacco con due zampe, e iniziò a salire l’albero con le altre sei zampette. Però il sacco pesava troppo, e Yaví avanzava molto lentamente. Una colomba, vedendo come soffriva, gli disse: –Ragno, perché non porti il sacco in spalla? Così ti sarà molto più facile salire sull’albero… Yaví restò di pietra: la colomba aveva ragione; e in quel momento iniziò a sentire una gran vergogna. Pensava di possedere tutta la saggezza del mondo, e una semplice colomba gli aveva dimostrato d’essere più intelligente. Afflitto, il ragno lasciò cadere il sacco, che appena toccò terra si ruppe, lasciando volare tutta l’intelligenza in aria, spargendola dappertutto, per depositarsi in ogni creatura della Terra. E da quel giorno, fino ad oggi, non esiste nessuno che non sappia nulla, e nessuno che sappia tutto.



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