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PROMOTORI/1 Come cambiare per non sparire

PROMOTORI/2 Il vostro cliente merita di piĂš

GESTORI Il Salone di Milano dalla A alla Z

Costruire il risparmio I fondi comuni preferiti dagli italiani per l’investimento a lungo termine

Fabio Galli, d.g. Assogestioni

marzo 2014 5,00 euro Anno IV | Numero 3 Mensile - Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv in L. 27/02/2004 n. 46) Art. 1 comma 1, LO/MI


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idee&protagonisti | 3

bluerating

L’EDITORIALE

di Denis Masetti*

Fondi comuni in Borsa, se son rose fioriranno

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iamo in pieno boom della raccolta dei fondi comuni e del risparmio gestito e le condizioni del mercato consentono un certo ottimismo anche per il futuro. L’anno passato si è chiuso con record di raccolta per tutti i gestori, in particolare per quelli stranieri, con una raccolta netta che ha superato 4 miliardi di euro per gruppi come Jp Morgan e Franklin Templeton, che, anche senza controllare una rete diretta di distribuzione, hanno consolidato il loro patrimonio in gestione e il loro modello di business. Che dire poi di BlackRock, che dopo aver acquisito il 5% di Azimut ha annunciato in questi giorni al mercato di essere il secondo azionista di Intesa Sanpaolo, il più grande gruppo bancario italiano, il quale, tra l’altro, controlla Fideuram, la più importante rete di promotori d’Italia? Sempre di più la qualità dei prodotti offerti fa la differenza, complice un sistema più maturo capace di meglio valutare la validità dei servizi, di una concorrenza allargata, di un sistema informativo più efficente e della capacità degli intermediari di orientare i risparmiatori verso i prodotti più performanti. In questo contesto, potrebbe trovare spazio la possibilità di offrire direttamente al mercato dei risparmiatori i prodotti del risparmio gestito. A tal proposito, Borsa Italiana sta da tempo lavorando per creare un nuovo segmento che offfra l’opportunità di quotare i fondi comuni aperti. Al momento, dopo studi e commissioni che hanno di fatto rallentato per anni il processo, la Banca d’Italia dovrebbe entro pochi mesi fare alcune modifiche regolamentari che consentiranno questa vera rivoluzione. A quel punto la consulenza sarà il vero valore aggiunto, i fondi si compreranno con un click e in pochi anni si potrebbe rivoluzionare il sistema distriburtivo dei fondi comuni. Se son rose fioriranno, ci saranno un po’ di spine, ma il sistema andrà verso minori costi e più efficienza, a tutto vantaggio della concorrenza e dei risparmiatori. *editore BFC masetti@bluerating.com

Quei 100 trilioni di dollari e il record 2013 dei fondi di Andrea Giacobino*

A

30 anni dalla loro nascita in Italia e nell’imminenza del Salone del Risparmio che dovrà eleggere il prossimo presidente di Assogestioni, l’industria del risparmio gestito festeggia un 2013 da record: la raccolta si è infatti attestata complessivamente a oltre 65 miliardi di euro nell’anno, di cui oltre 45 confluiti nelle casse dei soli fondi aperti. Il 21 giugno 1984 nasceva il primo fondo comune di diritto italiano e con lui l’industria dei fondi del Belpaese, un’industria che raccolse nei suoi primi tre mesi di vita 557 milioni, che si trasformarono nel giro di tre anni in 28 miliardi. Oggi, a trent’anni di distanza, i fondi vantano un bilancio di raccolta netta superiore ai 301 miliardi, con una media annua di oltre 10 miliardi che, associati alle performance, hanno portato il patrimonio complessivo gestito dai fondi distribuiti in Italia vicino ai 550 miliardi. Le prospettive dell’asset management sono peraltro rosee a livello globale. L’importante società di consulenza PwC ha diffuso nei giorni scorsi un report in base al quale l’industria globale del risparmio gestito passerà dai 64 trilioni di dollari di oggi a oltre 100 trilioni nel 2020; proprio men-

Mediolanum, Bluerating si scusa I giornali sono fatti per dare notizie e, talora, opinioni. Oggi è la volta delle scuse: che Bluerating fa al gruppo Mediolanum. Nel numero di febbraio, infatti, abbiamo parlato delle vicende giudiziarie di Paolo Sciumè, consigliere fra l’altro di Mediolanum. Le notizie erano corrette. Non felice, però, è stata la scelta di scegliere il logo di Mediolanum - fra l’altro - per illustrare la notizia. In nessun modo, infatti, vicende di un singolo consigliere devono riverberarsi sull’immagine di un gruppo che in tanti anni ha fatto della correttezza e della trasparenza la sua ragion d’essere nei confronti dei dipendenti e dei clienti. Correttezza e trasparenza che hanno decretato il successo del modello di business del gruppo di Ennio Doris. Con lui, e con l’intera azienda, ci scusiamo dell’incidente. A. G.

La società di consulenza PwC prevede per il 2020 un’esplosione del risparmio gestito mondiale. E in Italia gli asset manager... tre le banche europee dovranno affrontare uno shortfall di capitale di più di 380 miliardi, permettendo così ai gruppi del gestito di riempire questo vuoto. PwC ritiene che in questa fase di crescita esponenziale si creeranno veri e propri “megamanagers” dell’industria del gestito: del resto nel 2013 i 25 fondi più venduti in Europa hanno costituito quasi il 50% della nuova raccolta. L’industria italiana dei fondi, ove i gestori esteri hanno un peso sempre più importante, non può dormire sugli allori pensando che la “rondine” del 2013 faccia la “primavera” di prossimi anni di vacche grasse. Il futuro va costruito fin da oggi. Anche perché nello scorso anno-record la crescita del patrimonio dei fondi a lungo termine (esclusi i monetari) è stata del 14,2%. Ma la percentuale può ingannare perché una larga parte del merito del record, infatti, dev’essere attribuita ai mercati azionari, che hanno registrato forti apprezzamenti. Al netto di questo dato, infatti, l’aumento degli asset attribuibile solo ai flussi netti è meno della metà e si riduce al 6,4%. Offerta trasparente, buone performance, costi ridotti: questi saranno i tre driver perché il successo dei fondi non resti incorniciato in un anno irripetibile. *direttore responsabile

giacobino@bluerating.com @andreagiacobin1 andreagiacobino.wordpress.com


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Qualità della vita: Vienna non la batte nessuno

56 Salamone rafforza il top management della rete pf Bnl Paribas

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Tweet di Roubini Matteo Renzi può farcela

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Matteo Colafrancesco al vertice Assoreti: sarà presidente

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Poltrona di Montezemolo in salsa americana

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Per Banca Generali una scorpacciata di arruolamenti

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Il Forex dei grandi vini nasce a Londra

La ricetta della Rabitti: un Albo e due elenchi

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Cinguettii interessanti con temi finanziari

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Azimut di Giuliani: boom della produzione

34 I paradisi dei fondi dalle Isole Cayman alle Isole Vergini


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Lo shopping cinese sfila anche per Krizia

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ADVISORY & ASSET MANAGEMENT

Ginni Rometty numero 2 delle first lady

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Mediolanum ottimista sull’andamento 2014

anno IV - numero 3 mensile registrato presso il Tribunale di Milano n. 3 del 4 gennaio 2011

38

Casa editrice Blue Financial Communication Srl Via Melchiorre Gioia, 55 - 20124 Milano Tel. (+39) 02.30.32.11.1 Fax (+39) 02.30.32.11.80 www.bluerating.com - www.soldiweb.com @bluerating_com infomarketing@bluerating.com

Tutti i fondi in classifica

Editore Denis Masetti masetti@bluerating.com Direttore editoriale Alessandro Rossi rossi@bluerating.com Direttore responsabile Andrea Giacobino giacobino@bluerating.com Redazione redazione@bluerating.com Tel. (+39) 02.30.32.11.71 Gianluca Baldini (coordinamento) baldini@bluerating.com Diana Bin bin@bluerating.com Maria Paulucci paulucci@bluerating.com Daniel Settembre settembre@bluerating.com

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Fra alti e bassi l’etf sul caffè: +60% da gennaio

Carta per l’investirore da Consob e consumatori

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Caccia all’hotel: l’Excelsior Lido sarà gestito da Hines sgr

Opinioni Massimo Arrighi, Ugo Bertone, Gianfranco Cassol, Giuseppe De Lucia Lumeno, Claudio Kaufmann, Gianni Gambarotta, Marco Liera, Raimondo Marcialis, Paolo Martini, Marco Mazzoni, Gaetano Megale, Ernesto Paolillo, Claudia Petracca, Maurizio Primanni, Giuseppe G. Santorsola, Fabrizio Tedeschi, Bruno Zanaboni Hanno collaborato Rosaria Barrile, Fabrizio Crespi, Aurora Frascaro, Luca Lodi, Sara Lupi, Ettore Mieli, Silvia Minola, Marco Muffato, Sergio Sorgi, Luca Spoldi, Francesca Vercesi Graphic design Marco Brenna brenna@bluerating.com Pubblicità Michele Gamba gamba@bluerating.com Mob. (+39) 393.95.010.95 Ufficio abbonamenti abbonamenti@bluerating.com Tel. (+39) 02.30.32.11.65

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Stampa TEP Arti Grafiche Srl Strada di Cortemaggiore, 50 - 29100 Piacenza (PC) Tel. 0523.504918 Fax. 0523.516045

La Pepsi fa di Ms Nooyi la terza donna più potente del mondo

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6 | insidersegreti

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La rete romana di pf e private perde

Per Ipb sim nuovo rosso Anche i matrimoni mancati possono costare caro. Ne sa qualcosa Independent Private Bankers sim, la società romana di private banker e promotori finanziari alla cui presidenza si è da poco insediato Sergio Boido (nella foto), presidente di Efpa Italia. Nei giorni scorsi, infatti, davanti al

Effetto mancati deal. Aumento di capitale per 1,6 milioni: Vihp sottoscrive notaio Marco Calissoni si è svolta un’assemblea straordinaria della società convocata perché le perdite hanno ridotto il capitale di oltre un terzo. Nel dettaglio Boido ha presentato all’unico azionista Valore Italia Holding di Partecipazioni (Vihp) una situazione patrimoniale aggiornata alla fine dello scorso settembre da cui è emerso un rosso di 695.633 euro che quindi incide sul capitale di 1,6 milioni alla luce dell’articolo 2446 del codice civile. Il passivo è stato ripianato prima attingendo alle riserve per 54.738 euro e poi aumentando lo stes-

so capitale, sceso a 992.949 euro, fino a 1,6 milioni mediante conferimento in denaro per i restanti 607.051 euro. A cosa si devono le perdite? Ipb sim paga i costi di due “deal” mancati: prima la ipotizzata integrazione con Solution Capital Management sim guidata da Antonello Sanna e poi una possibile fusione con Genesi sim, recentemente posta in liquidazione. La controllante Vihp, quotata all’Aim e nel cui capitale è recentemente entrato il finanziere Raffaele Mincione, è comunque disposta a continuare a supportare il business di Ipb sim. Tanto da aver appena varato un aumento di capitale da 1,7 milioni. A. G. Per motivi di spazio le rubriche “Dolci&amari” e “Soldiweb.com” sono rinviate al prossimo numero.

INSIDER&MERCATI

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bluerating

di Ernesto Paolillo*

Le Borse meritano un cauto ottimismo Anche quando il tempo è troppo bello, e la calura si fa eccessiva, si sente il desiderio di una sana pioggia che rinfreschi gli eccessi di calura, e così è per i mercati. Il bel tempo, il rialzo, durava da molto ed era quindi necessaria una pioggia, una correzione. È arrivata, ma giusta e misurata, è durata poco, quel tanto che serviva. Il mercato era in presenza di taluni eccessi in acquisto, la rettifica degli eccessi ha avuto il suo effetto, e ora si guarda con più serenità ad un nuovo periodo di alta pressione. Nel futuro a breve capiremo quali saranno i nuovi obiettivi al rialzo degli indici della Borsa statunitense, che giudica giustamente di poco conto anche alcuni dati non proprio brillanti apparsi di recente, valutandoli per quello che rappresentavano, causati cioè dall’ondata di mal tempo che aveva attraversato il Paese. Il mercato è sereno, questa credo sia la parola appropriata. La serenità porta ad ottimismo, ma cauto, induce soprattutto a valutare senza ansie anche questioni di rischio politico che in altri tempi avrebbero creato tensioni, quali l’Ucraina o il Venezuela. È stato dato il giusto peso a questioni gravi si, ma riguardanti Paesi non molto rilevanti nel contesto globale. Da cosa deriva questa serenità dei mercati? Innanzitutto dall’evidenza che vi è crescita dappertutto, maggiore in alcuni Paesi minore in altri, ma dappertutto. I tassi di crescita di Stati Uniti e Inghilterra sono stati superiori alle previsioni, ed altri Paesi potrebbero sorprendere. Altra spinta deriva dall’aumento della produzione petrolifera negli Stati Uniti e dal calo del prezzo del petrolio in genere. In Cina l’attenzione data al controllo della liquidità e all’andamento della moneta allenta le preoccupazioni sulla capacità del Paese di evitare una bolla creditizia. In Giappone le riforme di mercato per ora sembrano dare effetti positivi e la banca del Giappone sta accompagnando il tutto con iniezione di liquidità. La Fed come annunciato ha ridotto gli acquisti sul mercato, ma continua a dare liquidità sufficiente e proprio la liquidità globale pare rimanere significativamente abbondante. Perfino la Bce ha indicato che, se persistesse il pericolo deflazione, potrebbe iniettare ancor più liquidità. La conclusione che si può trarre da tutto cio è che sussistono tutte le condizioni che possono favorire il mercato azionario. *banchiere

L’outlook mondiale viene spinto dagli Stati Uniti, da Fed e Bce

Catella si aggiudica i fondi EstCapital È arrivata a un punto di svolta la lunga crisi di EstCapital, il gruppo veneto di Gianfranco Mossetto e Federico Tosato attivo nei fondi immobiliari. L’assemblea dei quotisti di Real Venice 1, il fondo di EstCapital che possiede due storici alberghi veneziani al Lido (l’Excelsior e il Des Bains) ha tolto a EstCapital sgr e affidato alla Hines sgr guidata da Manfredi Catella (nella foto) la gestione del fondo stesso. Catella è uno dei nuovi protagonisti del real estate italiano e Hines, colosso americano del real estate, è stato il regista del progetto immobiliare milanese di Porta Nuova di 2 miliardi di euro il cui simbolo è la nuova sede-torre di UniCredit in piazzale Gae Aulenti. Decisiva per il cambio di gestore è

stata la presa di posizione in assemblea della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo guidata da Antonio Finotti che nel fondo ha investito 10 milioni, tanto che davanti ai soci la proposta è passata con una maggioranza larga (65%) ma sofferta. Il cambio di gestore per il fondo Real Venice 1, che aveva raccolto dai sottoscrittori (oltre alla fondazione sono coinvolte diverse importanti famiglie imprenditoriali venete) quasi 130 milioni, dovrà ora passare da una serie di passaggi delicati: una due diligence prima, la successiva accettazione del mandato di gestione da parte della società guidata da Catella che dovrà poi redigere un

piano industriale. In tale progetto un ruolo chiave l’avrà la valorizzazione dei due prestigiosi cespiti, per aggiudicarsi i quali sono in corsa diversi soggetti fra quali il finanziere veneziano di nascita, ma londinese di adozione Raffaele Costa che per il solo Excelsior ha offerto 110 milioni con il suo gruppo Tyndaris. Mentre è sceso in campo anche il gruppo alberghiero Regent. C’è la possibilità infatti

che a fronte del cambio di gestore i tempi si allunghino: a quel punto Costa e gli altri pretendenti potrebbero defilarsi. E i quotisti potrebbero essere costretti a immettere ulteriori risorse nel fondo, aprendo anche a nuovi investitori per tenere in vita l’ambizioso progetto immobiliare di riqualificazione del Lido, impantanatosi sotto la gestione EstCapital. A. G.


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SONDAGGIO Puoi compilare il sondaggio anche online

Promotore finanziario, fai il tuo check-up BLUERATING e Innovation Team interrogano i promotori per conoscere la loro opinione sull’evoluzione della professione, sul rapporto con il

web e sulle attese dei clienti. È partito “Il promotore finanziario oggi e domani”, un piano di ricerca con tre rilevazioni durante l’anno e i cui

sondaggiopf | 7 A chi partecipa al sondaggi, 6 mesi gratis di BlueratingMobile primi risultati saranno presentati al Salone del Risparmio. Così saranno i promotori a parlarci in prima persona delle grandi sfide del futuro.


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8 | trend&mercati

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BORSE

ITALIA-EUROPA-MONDO

Borse

2012

2011

2014

2013

Italia

FTSE Mib 20.442

7,8%

16,6%

7,8% -25,2%

Gran Bretagna

FTSE 100

6.810

0,9%

14,4%

5,8%

CAC 40

4.408

2,6%

18,0%

15,2% -17,0%

BORSE APERTE

DAX

9.692

1,5%

25,5%

29,1% -14,7%

140

Area EuroEURO STOXX 50

3.149

1,3%

17,9%

13,8% -17,1%

120

16.322

-1,5%

26,5%

NIKKEI 225 14.841

-8,9%

56,7%

FTSE MIB EURO STOXX 50 MSCI WORLD

180

-5,6%

di Ugo Bertone*

160

Germania

Usa

DOW JONES

7,3%

5,5%

Stm potrebbe essere una buona scommessa

100

1.675

2,9%

0,9%

24,1%

22,9% -20,0% 13,2%

-7,6%

60 10 -2 01 0 -0 420 31 11 -0 820 31 11 -1 220 30 11 -0 420 31 12 -0 820 31 12 -1 220 30 12 -0 420 31 13 -0 820 30 13 -0 920 31 13 -1 020 29 13 -1 120 31 13 -1 220 31 13 -0 120 28 14 -0 220 14

MSCI World

-2,0%

-0 8 31

31

-2 0

Mondo

HANG SENG 22.837

80

30

Hong Kong

22,9% -17,3%

-1 2

Giappone

VALUTE COMMODITIES Euro/Dollaro Euro/Franco Svizzero Euro/Sterlina Euro/Yen

Valore

Fine 2013

Fine 2012 Fine 2011

1,3813

1,3791

1,3194

1,2939

1,2153

1,2276

1,2072

1,2156

0,82625

0,8337

0,8161

0,8353

140,63

144,72

113,61

100,2

Valore

Oro per oncia

Fine 2013

Fine 2012 Fine 2011

108,95

111,59

110,62

107,62

1.326,5

1.201,5

1.664

1.574,5

Petrolio Brent al barile

Argento per oncia CRB Commodities index

21,27

19,5

29,95

28,18

478,54

456,36

484,07

482,01

120 500

CRB Commodities index

110 450

Oro 400

100

Argento

350

Petrolio

90 300

Euro/Dollaro 250

80

Euro/Franco svizzero 200

Euro/Sterlina

70

150

Euro/Yen 100

14

14

20 2-

28

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13

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20

1-

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29

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13

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20

0-

9-0

31

-1

13

13 20

-0

830

12

20 4-0

31

12

20 2-1

30

12

20 8-0

31

31

11

20

20

4-

2-

-1

30

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-0

20 11 20 11 8-0 31

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0 30

-1 31

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20

220 1

10

8-0

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50

-1

20 10 220 30 10 -0 420 31 11 -0 820 31 11 -1 220 30 11 -0 420 31 12 -0 820 31 12 -1 220 30 12 -0 420 31 13 -0 820 30 13 -0 920 31 13 -1 020 29 13 -1 120 31 13 -1 220 31 13 -0 120 28 14 -0 220 14

60

TITOLI DI STATO SPREAD BTP-BUND 3 mesi

1 anno

5 anni

10 anni

30 anni

Italia

0,26%

0,59%

2,05%

3,48%

4,45%

Germania

0,08%

0,11%

0,67%

1,62%

2,47%

Svizzera

0,00%

-0,03%

0,22%

1,00%

1,54%

Usa

0,06%

0,11%

1,50%

2,65%

3,58%

600 500 400 300 200 100

PIL

10

2011

Italia

0,60%

-1,78%

-2,50%

0,37%

Area Euro

0,96%

-0,44%

-0,64%

1,55%

Usa

2,80%

1,90%

2,78%

1,85%

Euribor 1 mese

0,22%

Euribor 3 mesi

0,29%

Euribor 6 mesi

0,38%

Euribor 12 mesi

0,55%

Tasso di rif. Area Euro

0,25% 0,25%

MERCATI Per restare aggiornati sui dati basta andare su www.soldiweb.com

FIDA Finanza Dati Analisi

Fonte: dati su elaborazione FIDA aggiornati all’ultimo giorno del mese utile alle rilevazioni

31

2012

-1

20 8-0

2013

31

2014 (stima)

Tasso di rif. Usa

220 30 10 -0 420 31 11 -0 820 31 11 -1 220 30 11 -0 420 31 12 -0 820 31 12 -1 220 30 12 -0 420 31 13 -0 820 30 13 -0 920 31 13 -1 020 29 13 -1 120 31 13 -1 220 31 13 -0 120 28 14 -0 220 14

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TASSI D’INTERESSE

bluerating

200

Indice Valore

Francia

n

INFLAZIONE 2014 (stima)

2013

2012

2011

Italia

1,28%

1,62%

3,30%

2,90%

Area Euro

1,47%

1,51%

2,50%

2,72%

Usa

1,51%

1,39%

2,08%

3,14%

2014 (stima)

2013

2012

2011

Italia

-2,09%

-3,24%

-2,92%

-3,68%

Area Euro

-2,52%

-3,11%

-3,72%

-4,15%

Usa

-4,65%

-5,78%

-8,34%

-9,75%

DEFICIT/PIL

S

tm, in odore di privatizzatione, ha compiuto in questi anni una transizione non facile: da grande fornitore di Nokia - che era arrivato a rappresentare il 18% dei ricavi - a nuovi cienti, esigenti e con un forte potere contrattuale, tipo Samsung e Apple. Non è stata l’unica novità imposta dalla congiuntura alla joint venture guidata da Carlo Bozotti. Stm si avvia a chiudere, entro l’anno, l’avventura (o forse sarebbe meglio dire, disavventura) della joint venture con Ericsson. Sempre per i prossimi mesi è prevista la chiusura di un impianto nelle Filippine per concentrare la produzione negli stabilimenti cinesi e il passaggio dei buffer a sei pollici a otto nell’impianto di Catania, operazione che renderà possibile un forte taglio di costi. Ma la vera rivoluzione di Stm, una sorta di “camaleonte” della tecnologia, riguarda il peso crescente di business che non hanno a che fare con l’orizzonte del mobile o del gaming elettronico. La joint venture, come si è visto al Consumer Electronics Show di Las Vegas, è oramai un grande protagonista del cosiddetto “Internet delle cose” e dei prodotti per la sanità grazie a Mems (Micro sistemi elettro-meccanici) che, secondo quanto risulta, ad oggi generano il 16% dei ricavi che incassa la società. Ancora più rilevante è il peso del settore automotive, che attualmente genera il 21% del fatturato. Ma la quota di elettronica presente nelle automobili, oggi pari a circa 300 dollari, raddoppia nell’auto ibrida e addirittura triplica in quella elettrica. Per queste ragioni, una volta lasciate alle spalle le difficoltà congiunturali, il titolo potrebbe rappresentare di nuovo, dopo i fasti di fine millennio, una buona scommessa per un orizzonte a medio termine. Non rimane che continuare a essere sintonizzati, pronti a cogliere le prossime novità. *bertone.ugo@gmail.com


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ALLIANZ

Assicurativi

Francoforte

AMERICAN EXPRESS

Bancari/Finanziari

New York

AXA

Assicurativi

Parigi

AZIMUT

Bancari/Finanziari

Milano

BANCA GENERALI

Bancari/Finanziari

Milano

MPS

Bancari/Finanziari

Milano

BPM

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Milano

BNY

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New York

BNP

Bancari/Finanziari

Parigi

CITIGROUP

Bancari/Finanziari

New York

CRÉDIT AGRICOLE

Bancari/Finanziari

Parigi

CREDIT SUISSE

Bancari/Finanziari

Zurigo

DEUTSCHE BANK

Bancari/Finanziari

Francoforte

FRANKLIN TEMPLETON

Asset management

New York

GAM

Asset management

Zurigo

GOLDMAN SACHS

Bancari/Finanziari

New York

HENDERSON

Asset management

Londra

HSBC

Bancari/Finanziari

Londra

ING

Bancari/Assicurativi

Amsterdam

INTESA SANPAOLO

Bancari/Finanziari

Milano

INVESCO

Asset management

New York

JP MORGAN CHASE & CO

Bancari/Finanziari

New York

JANUS CAPITAL

Asset management

New York

JULIUS BAER GROUP

Asset management

Zurigo

LEGG MASON

Asset management

New York

MAN GROUP

Asset management

Londra

MEDIOBANCA

Bancari/Finanziari

Milano

MEDIOLANUM

Bancari/Finanziari

Milano

MORGAN STANLEY

Bancari/Finanziari

New York

NATIXIS

Asset management

Parigi

NORDEA

Asset management

Stoccolma

OLD MUTUAL

Assicurativi

Londra

RAIFFEISEN

Bancari/Finanziari

Vienna

SCHRODERS

Asset management

Londra

STATE STREET

Asset management

New York

UBS

Bancari/Finanziari

Zurigo

UNICREDIT

Bancari/Finanziari

Milano

p p p p p p q p p q p p p p p p p q p p q p p p p p p p p p p p p p q q p p p p

27% 24% 47% 42% 98% 77% -13% 11% 18% -18% 27% 38% 16% 60% 10% 0% 14% -3% 11% 61% -14% 72% 81% 28% 16% 21% 16% 61% 3% 55% 57% 37% 64% 23% -3% -13% 36% 16% 27% 48%

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3% 4% 5% -4% 11% 4% 10% 28% -1% -8%

IN CIFRE

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b20 13 30 ar-2 -a 01 pr 31 -2 3 -m 01 3 a 28 g-2 -g 01 iu 3 31 -2 -lu 01 3 30 g-2 01 -a g 3 30 o-2 -s 01 e 3 31 t-20 -o 13 t 29 t-2 01 -n 3 o 31 v-2 -d 01 3 i 31 c-2 -g 01 3 e 28 n-2 -fe 01 b- 4 20 14

Amsterdam

-fe

Assicurativi

Avviato il 10 aprile 2007, l’indice BlueIndex - che si può consultare ogni giorno sul sito www.bluerating.com - è composto da un paniere di 40 tra le maggiori istituzioni finanziarie mondiali attive nel comparto bancario, assicurativo e finanziario, il cui peso sull’indice è ponderato in base alla capitalizzazione di mercato al netto della conversione delle diverse valute in euro e di eventuali fattori di rettifica dovuti a operazioni sul capitale.

Variazione a un mese

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COS’È

I TITOLI DEL BLUEINDEX A FEBBRAIO 2014 Nome

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È la variazione a un anno registrata dal titolo Azimut, che si conferma tra i migliori

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È la variazione a un mese messa a segna dal titolo Banca Popolare di Milano

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Rendimenti in euro con dati aggiornati all’ultimo giorno del mese

CLASSIFICHE Trovate tutte le quotazioni aggiornate dei titoli del BlueIndex su www.bluerating.com


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Galli (Assogestioni): gli italiani sono più consapevoli del valore del gestito

Alla (ri)scoperta dei fondi “Adesso bisogna incentivare programmi di accumulo previdenziale” di Andrea Giacobino La quinta edizione del Salone del Risparmio, che si tiene a Milano dal 26 al 28 marzo, giunge dopo un anno davvero eccezionale per il risparmio gestito nel nostro Paese. Un anno che si è chiuso, dopo un lungo periodo di forti deflussi, con un patrimonio giunto a livelli record e che attesta, anche complice l’ottimo andamento dei mercati finanziari, la rinnovata propensione degli italiani verso lo strumento “fondo comune” come modo di allocare al meglio i propri risparmi. “Investire per il lungo termine” è il filo conduttore della nuova edizione del Salone (vedi lo speciale nelle pagine 33, 34, 35 e 36 di questo numero, n.d.r.). Di tutto questo e di altro ancora BLUERATING ha parlato con Fabio Galli, direttore generale di Assogestioni, regista dell’evento.

dimentichiamo che in positivo, e con conseguenze certamente durature, si registra la presenza di un’offerta di qualità di fondi e gestioni, in grado di rispondere meglio alle esigenze dei risparmiatori e di sostenere una relazione fiduciaria con il cliente che altri prodotti hanno nel tempo incrinato. Direi che il valore del risparmio gestito sia per il risparmiatore sia per chi sa offrire consulenza è finalmente conclamato e si accompagna a una maggiore consapevolezza e cultura finanziaria presso gli italiani. Una consapevolezza che può avvicinare ulteriormente le famiglie ai fondi comuni? Assolutamente sì. Il dato del 2013 diventa, infatti, ancora più significativo se consideriamo l’andamento dei soli fondi aperti dedicati al mercato “retail”, che si confermano protagonisti indiscussi del settore.

superata. Il mondo di oggi non consente facili illusioni, e laddove i mercati hanno una volatilità più complessa e i trend sono di breve durata, la necessità di affidarsi a strumenti come i fondi comuni, diversificati, trasparenti e con un profilo di rischio identificato, è sempre più evidente. Gli italiani sono quindi finalmente consapevoli del valore del risparmio gestito? Sono più consapevoli di prima, ma la strada da percorrere è ancora ricca di sfide e opportunità: le scelte di investimento delle famiglie sono afflitte da un’estrema avversione al rischio, dalla brevità dell’orizzonte temporale e, almeno in parte, dal fenomeno del market timing avverso. Tutti atteggiamenti che contrastano con i principi basilari di un’efficace pianificazione finanziaria, che possono pregiudi-

anni, un periodo seguente di allocazione disordinata e un successivo drammatico calo tra il 2007 e il 2010. Poi si è registrato un trend più costante di crescita, che ha portato la quota di fondi comuni detenuta nei portafogli delle famiglie dal 6% all’8%, un dato inferiore solo a quello degli Stati Uniti (11%), in linea con quello della Germania (9%), ma superiore a Francia (7%) e Regno Unito (3%). È evidente che in Italia la quota di fondi comuni detenuta dalle famiglie sopperisce alla debolezza della previdenza complementare e al mancato sviluppo dei fondi pensione. Per consolidare la ritrovata centralità del risparmio gestito, dobbiamo agire due fronti: incentivare programmi di accumulo previdenziale, sul modello svedese e americano, a livello individuale e rilanciare lo sviluppo dei fondi pensione a livello di secondo pilastro. I due segmenti possono crescere in maniera parallela, rafforzando allo stesso tempo la nostra economia e il reddito della popolazione.

Il 2013 per l’industria del risparmio gestito si è chiuso con un patrimonio record per l’industria del risparmio gestito. Cosa ha permesso di battere il precedente record registrato nel 2007? La forte crescita del patrimonio in gestione è un risultato attribuibile al buon andamento dei mercati, ma anche a costanti flussi di raccolta netta per oltre 62 miliardi nel 2013. Flussi che hanno permesso di recuperare ampiamente le fuoriuscite del biennio 2011/2012 e che segnano la migliore raccolta dal lontano 1999. Non c’è dubbio sul fatto che una causa importante è rappresentata dalla diminuzione della remunerazione degli impieghi a breve termine e dall’impossibilità di espandere gli impieghi a più lungo termine, in poche parole il crollo del margine di intermediazione per le banche. Da qui, la necessità per gli istituti di credito di puntare sul risparmio gestito per recuperare redditività. Ma non

Abbiamo registrato ben sei trimestri consecutivi di raccolta netta positiva, con un bilancio complessivo di circa 53 miliardi di euro. Cifre che confermano la preminenza di questi strumenti di investimento e la capacità di rispondere alle esigenze dei risparmiatori. L’Italia ormai si distingue a livello europeo perché, a differenza del passato, le famiglie si mostrano meno emotive nelle scelte di investimento e sempre più consapevoli del bisogno di diversificazione e consulenza. Direi che la cultura del “fai-da-te” è, nei fatti,

care la redditività del portafoglio del risparmiatore medio. Il vero problema, in realtà, resta quello di dotare i nostri risparmiatori di una prospettiva di lungo termine, superando la ciclicità di certe scelte e dando valore alla pianificazione consapevole. A cosa si riferisce? I dati relativi all’evoluzione della quota di fondi comuni detenuta nei portafogli delle famiglie tra il 1995 e il 2013 rivelano una crescita troppo rapida nei primi cinque

Per questo avete deciso di dedicare la quinta edizione del Salone del Risparmio al tema degli investimenti di lungo termine? Sì, certamente. La manifestazione, in programma all’Università Bocconi, ha al centro il tema degli investimenti di lungo termine perché riteniamo sia fondamentale focalizzare l’attenzione su un approccio agli Fabio Galli

62,6

46,6

15,9

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La raccolta netta, in miliardi di euro, messa a segno dall’industria nel 2013

Superata la cultura del fai-da-te I flussi del 2013 hanno permesso di recuperare le uscite 2011/2012 Segnando la raccolta record dal ‘99 Fabio Galli, direttore generale di Assogestioni

La raccolta netta, in miliardi di euro, registrata nel 2013 dalle gestioni collettive

La raccolta netta, in miliardi di euro, registrata nel 2013 dalle gestioni di portafoglio

Il patrimonio in miliardi di euro gestito dall’industria secondo i dati al 31 dicembre 2013


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investimenti che favorisca la pianificazione responsabile, contribuendo alla nascita e alla crescita di nuovi e più consistenti canali tra risparmio delle famiglie ed economia reale. Vogliamo contribuire a rilanciare la fiducia nel sistema Italia, e l’edizione 2014 del Salone del Risparmio indaga le sfide e le opportunità offerte dall’investimento di lungo termine. Ci sono più di 120 conferenze, un vero tesoro di dibattiti e approfondimenti dedicati non solo agli addetti ai lavori ma anche ai risparmiatori consapevoli. Il titolo della quinta edizione vuole essere immaginifico: “Investire nel lungo termine. Risparmio gestito, un ponte per il futuro”. Nel dettaglio, quali sono i temi centrali dell’evento? Qualità del risparmio, previdenza, educazione finanziaria e pianificazione consapevole nel lungo periodo, ma anche rilancio del Paese attraverso il collegamento tra risparmio e investimento nelle impre-

se: il Salone del Risparmio vuole sottolineare, anche quest’anno, il suo focus sui temi strategici del Paese. Le novità, anche logistiche, sono molte, a partire dalle dimensioni: per l’edizione 2014 la manifestazione si espande anche nella struttura del Velodromo, l’edificio attiguo al Grafton, che ospita focus su particolari percorsi e momenti di formazione e approfondimento sulle attività dei promotori finanziari e dei professionisti del settore. È stata annunciata anche una iniziativa molto innovativa per l’ultima giornata. È così? Vero. Assogestioni, in collaborazione con ItaliaCamp, l’associazione che sostiene l’innovazione sociale e lo sviluppo di nuove risposte a domande e bisogni reali della collettività, promuove una “Call4Ideas” per raccogliere le migliori idee e aprire un dibattito tra i principali protagonisti del settore per lo sviluppo e il rilancio della previdenza complementare in Italia. L’obiettivo della “Call4Ideas” è quello di individuare proposte, idee, progetti e visioni tra i giovani e tutti coloro che hanno energia e visione.

Vorremmo offrire al governo idee per un nuovo slancio alla previdenza integrativa in Italia, soprattutto in questo momento di forte dibattito a livello sia nazionale che europeo, sull’armonizzazione dei prodotti pensionistici individuali e sul lancio di fondi di investimento per il lungo termine che portino nuova linfa allo sviluppo delle nostre aziende. Come funziona questa “Call4Ideas”? Le proposte - che possono provenire da università, imprese, liberi professionisti, sindacati, associazioni, fondazioni e cittadini - vengono presentate e discusse al Salone del Risparmio. Il regolamento è pubblicato sul portale http://salonedelrisparmio.italiacamp.com. I partecipanti possono iscriversi e caricare i loro progetti entro il prossimo 14 marzo. Le migliori idee vengono presentate il 28 marzo, durante la conferenza plenaria di chiusura del Salone del Risparmio 2014. A valutare le proposte c’è una giuria di esperti composta da importanti operatori del settore, autorità di vigilanza e associazioni del settore.

INSIDER

Assoreti cambia: Colafrancesco sarà il nuovo numero 1

G

rosse novità in arrivo ai vertici di Assoreti. Secondo quanto risulta a BLUERATING, infatti, a fine marzo con la scadenza degli organismi direttivi dell’associazione il nuovo presidente sarà Matteo Colafrancesco, amministratore delegato di Banca Fideuram. Colafrancesco, attualmente vicepresidente, sostituirà così Antonio Spallanzani, a testimoniare una volontà condivisa dagli associati di volere ai vertici di Assoreti un top manager fra i più rappresentativi dell’industria, rafforzandone così il peso e il ruolo “politico”. Assoreti, costituita nel 1985, è l’Associazione Nazionale delle Società di Intermediazione Mobiliare e delle Banche che collocano presso il pubblico prodotti finanziari, bancari e assicurativi avvalendosi di reti di promotori finanziari. Il rinnovo del vertice sarà anche l’occasione per apportare alcune novità organizzative che trasformeranno a tutti gli effetti l’organismo nella associazione della consulenza e non in quella attiva finora delle società di collocamento e offerta fuori sede. Accanto al comitato direttivo, costituito dai numero uno degli associati, verrà infatti istituito un comitato di gestione, di fatto un comitato esecutivo, che vedrà il segretario generale Marco Tofanelli interloquire con le seconde linee manageriali delle associate: tale comitato avrà scadenza mensile e un ruolo più operativo, lasciando al comitato direttivo le macro-linee della politica associativa. Un’altra novità introdotta sarà il cambio del meccanismo della modalità associativa, che avverrà per scaglioni di promotori. A. G.

Matteo Colafrancesco

306 Sono i gruppi e le società compresi nella rilevazione di Assogestioni

1984 Questo è l’anno di nascita di Assogestioni, che quindi nel 2014 festeggia 30 anni


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Quattro regole per fare del promotore la professione del futuro

Come si cambia per non sparire di Massimo Arrighi* Il futuro per i promotori finanziari appare oggi molto promettente sia per una domanda in crescita di consulenza sui risparmi sia per un’immagine sempre meno attraente delle banche agli occhi dei consumatori. Anche i numeri danno ragione a questa prospettiva positiva per i pf. Infatti, le masse di risparmio delle reti hanno ben recuperato dalla crisi del 2008 e sono oggi finalmente superiori ai livelli antecedenti quel

sempre più concentrati, in particolar modo nelle mani dei risparmiatori senior, che detengono la grande maggioranza della ricchezza del Paese. L’aumento dell’età anagrafica degli investitori è direttamente proporzionale a quella dei promotori. Possiamo dire che i pf sono invecchiati insieme ai loro clienti: gli over 50 tra i professionisti del risparmio sfiorano oggi il 40% e gli under 30 sono un esiguo 2% (erano rispettivamente il 21% e il 14% nel 2002). Quello del promotore non è più un mestiere per giovani? È sol-

Qualcosa deve evolvere nella formazione richiesta ai giovani che si affacciano al settore, nelle prospettive che le società offrono loro e nell’organizzazione stessa delle reti che operano nel nostro Paese periodo, malgrado il contesto di mercato. Il 2013 si è chiuso con un patrimonio gestito complessivo di oltre 270 miliardi di euro, in crescita del 37% sul 2008 (quando sfiorava a malapena i 200 miliardi) e con un tasso di crescita media annua del 6,4% - chiaramente in controtendenza rispetto ai dati macroeconomici dello stesso periodo. Nel frattempo, è cresciuta in modo significativo la dimensione media del portafoglio dei promotori: dagli 8,4 milioni del 2007 e 2008 agli oltre 13 nel 2013, con un incremento medio dell’8% all’anno. Ma gli effetti della congiuntura si sono sentiti, soprattutto in quel processo accelerato di selezione “darwiniana” e di consolidamento che ha portato all’uscita dal mercato dei promotori più marginali a favore di quelli con maggiore professionalità ed esperienza. Infatti il numero dei promotori attivi si è ridotto piuttosto drasticamente e oggi si attesta a 20.600 (erano 28.400 nel 2007). Anche i portafogli dei clienti sono

tanto una provocazione, ma certo qualcosa deve cambiare: nella formazione richiesta ai giovani che si affacciano alla professione, nelle prospettive loro offerte, nell’organizzazione stessa delle reti. Nel prossimo futuro, il successo di questa professione si baserà soprattutto sull’eccellenza in quattro dimensioni. Vediamole. 1. Eliminare ogni conflitto di interessi tra promotore e cliente. A disposizione sul mercato ci sono ormai piattaforme aperte di prodotti e servizi che permettono di offrire al cliente la soluzione migliore (il “best of breed”) in un ampio ventaglio di diverse possibili. Per oliare il meccanismo, bisogna che si interrompa il circolo vizioso che impone al pf una soglia minima di budget per prodotto o riconosce una remunerazione più alta per i prodotti della casa di appartenenza. L’indipendenza del promotore finanziario dall’offerta di prodotto deve diventare una caratteristica intrinseca della professione.

2. Assicurare trasparenza e chiarezza nel pricing e nei contenuti dei prodotti. Si tratta di un passaggio difficile e impegnativo per l’arena italiana, ma in linea con le normative europee (in primis, la Mifid II), già adottate nei mercati finanziari più avanzati come il Regno Unito. In particolare, ciò implica l’eliminazione del meccanismo dei rebate alle reti, dedotti direttamente dalle performance dei prodotti. In parallelo e in sostituzione, il prezzo dei servizi di consulenza dovrà essere chiaro ed esplicito. Anche le performance fee dovrebbero essere calcolate in modo trasparente e rispettando tutte le tutele per il cliente imposte dalla Banca d’Italia: per esempio, calcolo delle performance basato su high-water mark e non sui rimbalzi tecnici che fanno seguito ai picchi negativi, calcolo su base annuale per evitare le distorsioni della volatilità mensile, utilizzo di benchmark di mercato oggettivi e coerenti con il prodotto. Non è immaginabile un’adozione repentina e integrale di tutte queste misure, ma piuttosto un percorso graduale che minimizzi il “trauma da cambiamento”. Per quanto riguarda la trasparenza sui prodotti, è finita la nefasta e fumosa stagione degli strutturati, costosi e spesso deludenti nei rendimenti. Oggi si propongono sempre più prodotti semplici e facili da capire anche da parte dell’investitore meno avvezzo ai tecnicismi da alta finanza. Un ulteriore elemento di eccellenza e alto valore aggiunto è rappresentato dalla gestione attiva del life cycle del cliente. Perché trasparenza significa anche ragionare sempre più a lungo termine, prevedendo con rigore l’evolvere delle esigenze dei clienti col tempo. Il grande spartiacque nella gestione del risparmio è naturalmente rappresentato dal passaggio dalla vita professionalmente attiva alla fase successiva, dove sarà chiave la possibilità di un decumulo intelligente delle somme risparmiate. Il sistema previdenziale pubblico è sempre meno generoso, tocca al promotore consigliare in modo obiettivo profili di rischio e orizzonti temporali congrui. 3. Garantire competenze professionali sempre più aggiornate e di

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adeguata ampiezza e specificità, a seconda dei casi. Occorre migliorare la qualità della preparazione di base dei professionisti del risparmio in termini di elevata scolarità di base e di preparazione specifica al mestiere. Anche i livelli superiori dovranno essere soggetti a qualificate certificazioni successive, raggiungibili con esami interni ed esterni, come il Cfa o l’Fpa. Non si tratta di sovraccaricare il sistema di inutili paletti burocratici, ma di indirizzare lo sviluppo professionale verso un percorso obbligato di apprendimento continuo: è necessario in un contesto che richiede competenze complesse, in costante evoluzione e riguardanti una componente fondamentale della vita dei clienti. Questo approccio consente di rendere disponibile un lavoro di team ben integrato, in cui ogni componente apporta il suo contributo professionale specifico a favore del cliente. Ma anche a favore della qualità stessa delle reti, che così faciliterebbero l’ingresso selezionato di giovani ad alto potenziale. I promotori junior potrebbero approfondire alcune tematiche specialistiche (temi fiscali, previdenziali, di successione, eccetera) e lavorare gomito a gomito con i senior, sviluppando progressivamente le capacità relazionali, con l’obiettivo di estendere e migliorare i servizi offerti. Già da molti anni il lavoro di squadra, accompagnato da un meccanismo codificato di ripartizione delle commissioni, è il fiore all’occhiello di una best practice come la rete dei consulenti finanziari di Merrill Lynch negli Stati Uniti. 4. Sfruttare al meglio le nuove tecnologie, con piattaforme di advisory sul patrimonio complessivo del cliente. Negli ultimi anni, la vita di ognuno ha subito evoluzioni e accelerazioni grazie alla tecnologia. Oggi la diffusione delle informazioni ha due caratteristiche fondamentali: le notizie ci raggiungono ovunque e in tempo reale. A maggior ragione vogliamo che sia così per quelle sui nostri investimenti. Le interfacce rese disponibili ai clienti devono essere mobili e naturalmente userfriendly, gli aggiornamenti immediati (dunque addio o quasi alla carta). Ma c’è di più. Occorre dedicare un’attenzione particolare all’offerta di un servizio integrato tra i diversi canali (quelli storici, fisici, e quelli di nuova generazione del mondo digitale). L’obiettivo è ottimizzare tutte le opportunità di contatto con il cliente e permettere a ognuno di seguire un percorso individuale di accesso, contatto e relazione tramite i vari canali, in modo complementa-

re: Internet potrebbe essere la soluzione più efficiente per informarsi oppure operare transazioni di base; il contatto fisico è sempre necessario per le decisioni di asset allocation più rilevanti e di lungo termine.

semplicissimo da realizzare. Ma c’è da considerare che la posta in palio è un avanzamento di livello tanto per l’industria quanto per la professione, che diventerà più qualificante per coloro che già la svolgono e più attraente per i giovani talenti che sono sul mercato. *partner AT Kearney

Nel suo complesso, si tratta di un processo non immediato e neppure

BIGLIABIANCA & BIGLIANERA di Gianni Gambarotta

CRESCONO GLI ASSET UNDER MANAGEMENT... Reti di pf - patrimonio complessivo (dati in miliardi di €) 271

Un bravo a Squinzi per il suo realismo

257 237

230

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198

2007

2008

B 2009

2010

2011

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3Q13

Fonte: Assoreti, analisi AT Kearney. Dati aggiornati al III trimestre 2013

... E AUMENTA IL PORTAFOGLIO MEDIO... Aum totali/numero promotori finanziari (dati in milioni di €) 12,6

10,2

8,4

8,4

2007

2008

2009

10,8

10,9

2010

2011

2012

13,1

3Q2013

Fonte: relazione annuale Assoreti, analisi AT Kearney. Dati aggiornati al III trimestre 2013

... MA DIMINUISCONO I PROFESSIONISTI ATTIVI Numero di promotori di società attivi (migliaia) 28,4

23,5

2007

2008

22,5

2009

21,8

2010

21,3

2011

20,4

20,6

2012

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Fonte: relazione annuale Assoreti, Apf, analisi AT Kearney. Dati aggiornati al III trimestre 2013

iglia nera. Gli affari sono affari, per tutti: anche per Luca Cordero di Montezemolo. E se un giorno si presenta da lui un americano offrendogli qualcosa come 200 milioni di euro per la Poltrona Frau, controllata da Luca attraverso il fondo Charme, è ovvio e naturale che lui incassi l’assegno realizzando una simpatica plusvalenza. Non ci sarebbe nulla da eccepire, se... e qui arriviamo a un se enorme, perché da anni Montezemolo è un cocktail: un terzo imprenditore, un terzo manager e un terzo politico. È stato presidente della Confindustria, ha fondato Italia Futura, un raggruppamento con l’ambizione di prendere la guida del Paese ma incapace di prendere voti. Da questi pulpiti-cattedre, ha tenuto sermoni e lezioni a tutto il Paese, asserendo con forza che il made in Italy, e segnatamente il settore lusso, costituisce un pilastro irrinunciabile per il sistema Paese. Una pietra non marginale di questo pilastro era appunto la Poltrona Frau, ora passata agli Stati Uniti. Capitolo chiuso, inutile fare polemiche. Prendiamone atto e pensiamo al futuro. Ecco, proprio nel futuro prossimo c’è un argomento interessante che riguarda LCdM. UniCredit, di cui è vice presidente, dovrà presto trovare un sostituto al numero uno, Giuseppe Vita, deciso a lasciare. Quella presidenza piacerebbe molto a Montezemolo, negli ultimi tempi un po’ a corto di poltrone, visto che probabilmente dovrà rinunciare anche a quella della Ferrari a favore di un membro di casa Agnelli. UniCredit è, come si usa dire, una banca di sistema per l’Italia, per il suo apparato produttivo. Sarebbe bene che gli azionisti, valutando i candidati alla presidenza, prendessero in considerazione non solo quanto dicono ma anche quanto fanno. Biglia bianca. Giorgio Squinzi, presidente della Confindustria, ai politici guidati dall’ormai ex presidente del Consiglio Enrico Letta che hanno parlato di un Paese di nuovo in crescita ha ricordato che la crisi è ancora lì, e a crescere sono solamente i disoccupati. Biglia bianca e grazie per il suo sano realismo.


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I sindacati rilanciano il confronto con Assoreti

Un contratto per i promotori A cura di Silvia Minola Il settore del lavoro autonomo nel comparto finanziario sta vivendo una fase molto complessa e dinamica. I continui interventi normativi in sede europea e le recenti indicazioni della Banca d’Italia in materia di remunerazione stanno suscitando un grande dibattito. È in questo quadro che si inserisce la pubblicazione della Felsa Cisl, la Federazione lavoratori somministrati autonomi atipici, realizzata con la collaborazione di Fiba Cisl, la Federazione italiana bancari e assicurativi. Il titolo è “Il rapporto di lavoro dei promotori

finanziari”. Lo studio, chiarisce la Felsa, “è dedicato a una categoria di lavoratori che ‘gestisce’ il patrimonio di migliaia di famiglie italiane con un poco chiaro riconoscimento normativo e nessuna tutela”. Il testo si apre con la presentazione di Ivan Guizzardi, segretario generale della Felsa Cisl, e contiene un’analisi del settore svolta da Mauro Rufini, responsabile nazionale dei promotori finanziari, nella quale si ribadisce la necessità di un contratto collettivo per la categoria. Giacinto Palladino, segretario nazionale Fiba Cisl, riportando il caso di una positiva esperienza di collaborazione tra Felsa e Fiba in Banca Popolare Etica, segnala che già esiste un contratto che prevede per il pf un riconoscimento contrattuale negoziato tra le parti. Fausto Fasciani, consulente giuridico della Felsa, analizza infine le clausole più ricorrenti dei contratti di agenzia redatti dagli intermediari evidenziandone le differenze con quelli degli agenti di commercio. La pubblicazione si chiude con la postfazione

di Antonio Spallanzani, presidente di Assoreti, che, apprezzando le motivazioni che hanno dato vita al quaderno, la comprensione e l’analisi critica del contratto di agenzia, sostiene la posizione di un pf “imprenditore” con le sue ricadute sul fronte contrattuale. Di questo e di altri temi si è parlato a Roma alla presentazione del libro, il 25 febbraio, alla presenza tra gli altri del presidente di Apf Carla Rabitti Bedogni. Ma da quale constatazione è nato il libro? “Mancava un testo che parlasse alla categoria dei suoi diritti”, risponde Rufini, “e analizzasse tutte le clausole più ricorrenti dei contratti di agenzia redatti dagli intermediari, evidenziandone le differenze con quelli degli agenti di commercio, e aiutasse a una lettura attenta e critica. Un’esperienza maturata dai tanti contatti e incontri avuti con i promotori stessi, rispondendo a un’esigenza da loro assai sentita. Abbiamo avuto già tante richieste e un largo apprezzamento”, conclude, “al punto che stiamo già pensando a una prima ristampa”.

AIPB

Bisogna ascoltare il private banker, non solo il cliente

di Bruno Zanaboni*

Gli operatori private hanno investito molto tempo e denaro, e molto ne dovranno investire ancora, per conoscere e ascoltare il loro cliente. Tra Mifid, Know your customer e antiriciclaggio, l’adeguamento normativo sembra aver assorbito tutte le risorse e l’attenzione delle direzioni private. Ma le esigenze della compliance, sebbene importantissime, non dovrebbero dettare l’agenda dei prossimi mesi (o anni) e all’ascolto del cliente pensiamo sia arrivato il momento di affiancare l’ascolto del private banker. Per questo tutti i progetti di ricerca 2014 di Aipb metteranno al centro la figura del private banker e l’evoluzione delle reti commerciali nei nuovi modelli di servizio al cliente private. Sta per avere inizio la survey “Take care of the private banker”, che vedrà il contributo diretto dei private banker degli istituti associati ad Aipb. Rispondendo a un questionario anonimo online, i private banker contribuiranno a dare voce al loro punto di vista sui principali elementi che caratterizzano la loro funzione nel contesto di mercato attuale. I risultati della survey verranno presentati nel corso dell’evento annuale a cui prende parte tutta la community del private banking e che quest’anno festeggerà i 10 anni di nascita dell’associazione. L’evoluzione normativa sta per avere nuovi impatti sul mercato private. Utile sarà affrontare il tema degli ultimi orientamenti Esma in un progetto di ricerca dal titolo “Il private banking alla luce dei nuovi orientamenti Esma sulle politiche e sulle prassi retributive. Evoluzione dei modelli organizzativi e degli strumenti per la gestione delle risorse umane”. Non solo. La comunicazione al cliente target e alla rete commerciale di consulenti private è diventata un tema importante al quale dedicare la massima attenzione. Nel workshop del 24 febbraio, organizzato da Aipb per i soci, a cui hanno partecipato come panelist di una tavola rotonda importanti esponenti dell’industria private, non sono mancati gli spunti, a partire dai risultati emersi dalla survey svolta con gli operatori sugli orientamenti di comunicazione al 2015. *segretario generale Associazione italiana private banking

IN BREVE l ABI Il presidente Patuelli unico candidato per il biennio 2014-2016 L’attuale presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, è l’unico candidato alla presidenza dell’associazione anche per il biennio 2014-2016. Lo ha deciso all’unanimità il comitato esecutivo dell’Associazione bancaria italiana. Non serve quindi la nomina dei saggi per definire le candidature. La nomina avverrà alla prossima assemblea di luglio. È stato il vice presidente dell’Abi, Camillo Venesio, a rendere noto che il comitato esecutivo dell’Abi, all’unanimità e per acclamazione, ha deciso di proporre la conferma di Antonio Patuelli a presidente dell’Abi. Antonio Patuelli

l ASSOSIM Un seminario per fare il punto sulla revisione della direttiva Mifid

Si è tenuto il 21 febbraio il corso “La revisione della direttiva Mifid: novità e impatti”, organizzato da Assosim e da Academy London Stock Exchange. Il seminario è stato un’occasione di confronto con gli esperti anche per approfondire la nuova architettura dei mercati, l’istituzione e la gestione delle organised trading facility, l’algo e high frequency trading, il nuovo regime per le imprese d’investimento extracomunitarie, le nuove regole di condotta e product intervention, la consulenza e gli incentivi.

l EFPA Aperte le iscrizioni al Meeting 2014 che quest’anno si svolgerà a Lecce Si sono ufficialmente aperte le iscrizioni all’Efpa Italia Meeting 2014. L’evento si terrà il 5 e il 6 giugno a Lecce. Il titolo sarà “Oltre la Mifid, per un risparmio efficace e sostenibile”. Lo scorso dicembre Efpa Italia, affiliata all’European financial planning association, ha raggiunto quota 4.138 professionisti certificati. L’edizione del Meeting 2013 ha fatto registrare 422 partecipanti, 39 partner di cui 28 sponsor tra case d’investimento, reti di promozione finanziaria ed enti di formazione, 25 relatori e nove sessioni formative accreditate.


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Rabitti Bedogni (Apf): penso che questa potrebbe essere una buona soluzione

Un solo Albo e due elenchi per copiare il modello Oam A cura di Maria Paulucci I cantieri della “casa della consulenza”, quell’unico Albo professionale che sarebbe chiamato ad accogliere non solo i promotori finanziari - cosa che fa già dai primi anni Novanta ma anche i consulenti - che invece un Albo lo aspettano dal 2007 - sono fermi in attesa di una mossa del legislatore. E ovviamente se n’è parlato nel corso di Consulentia 2014, l’evento Anasf che si è svolto a Roma il 6 e il 7 febbraio, mentre l’ormai ex ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni non aveva ancora convocato un tavolo di lavoro sul punto. “Speriamo che il legislatore si muova”, è stato il sollecito arrivato da Carla Rabitti Bedogni (nella foto, in un momento della due giorni romana), presidente di Apf, dal palco di uno dei dibattiti. BLUERATING l’ha avvicinata per avere qualche indicazione in più. Presidente, quale mossa deve fare il legislatore?

Stiamo aspettando che completi il percorso previsto dal 2007 e che individui qual è l’Organismo che gestisce l’Albo dei consulenti e delle regole. Qualora fosse quello che lei oggi presiede, si potrebbe immaginare una soluzione sul modello di quella dell’Oam (l’Organismo degli agenti e dei mediatori creditizi, n.d.r.), e cioè un Organismo con due elenchi? Può essere, questo poi ovviamente si valuta. Io penso che potrebbe essere una buona soluzione. La prossima domanda, invece, riguarda tutt’altro tema, di cui comunque a Consulentia 2014 si è largamente discusso: l’apertura della professione ai giovani e il ricambio generazionale. Come si può intervenire su questo punto in particolare? Probabilmente attraverso un lavoro in team. Il modello che ho sentito proporre da alcuni mi sembrava abbastanza simile a quello

dei grandi studi professionali e anche internazionali, in cui c’è un senior e poi ci sono dei giovani che lavorano con un apporto specialistico su parti della materia che deve trattare il senior.

LA PIATTAFORMA E-LEARNING Studiare per l’esame non è mai stato così online Apf conferma l’impegno nella formazione degli aspiranti pf. Con due obiettivi: realizzare strumenti per la promozione della professione attraendo nuovi candidati a questa realtà lavorativa e, soprattutto, favorire la diffusione di un livello culturale in linea con l’avvio dell’operatività. Così, il 20 gennaio ha varato la pubblicazione di un programma di formazione su piattaforma e-learning, gratuitamente utilizzabile dai candidati iscritti alle prove valutative per la preparazione all’esame di idoneità. La piattaforma e-learning è uno strumento realizzato con Abi Formazione, con Assoreti Formazione e Sistemi e con il supporto progettuale di Anasf, in risposta - fa sapere l’Organismo “all’attuale situazione evolutiva del settore che l’Albo, in qualità di osservatorio privilegiato del contesto distributivo finanziario italiano, ha potuto finora accertare”. A metà febbraio erano già più di 150 gli aspiranti pf che stavano studiando con regolarità sulla nuova piattaforma e-learning di Apf.

La rassicurazione dopo che alcune società hanno chiesto uno stop alle proroghe

Ascosim ai consulenti: sull’Albo ci faremo sentire Per i consulenti finanziari è un momento decisivo. Appreso che il decreto Milleproroghe approvato al Senato ha ridotto a sei mesi il rinvio dell’autorizzazione a operare come consulenti anche in assenza di un Albo, nelle scorse settimane si sono imposti all’attenzione due documenti che riflettono bene tanto la trepidazione quanto il rifiuto di stare fermi ad aspettare: il primo è una dichiarazione per l’Albo sottoscritta dagli esponenti

di un gruppo di società di consulenza finanziaria; il secondo, il comunicato di risposta approvato dal consiglio direttivo di Ascosim. Nella dichiarazione, redatta a Torino il 19 dicembre, i rappresentanti delle società firmatarie hanno concordato su alcuni punti. Tra questi, il fatto che “la disciplina dell’Albo non ha fino ad

Anche su questo, però, servirebbe un intervento normativo che consenta l’assegnazione del mandato a una persona giuridica. È così, giusto? Lavorare in team è un fatto

di organizzazione. Che poi si preveda una società che lavora è un’altra cosa. Il team è cosa ben diversa, è un modo di organizzarsi nella prestazione dell’attività anche da parte del promotore, la cui prestazione è personalizzata, avente a oggetto l’offerta di alcuni servizi, il principale dei quali secondo me è la consulenza. Il promotore, nello svolgimento dell’attività, se vuole può farsi aiutare da un più giovane. Il rapporto con il cliente ovviamente ce l’ha il promotore. @Maria_Paulucci

oggi trovato concreta applicazione” e “ciò ha rappresentato un danno per i soggetti che in questi anni, pur usufrendo del regime di proroga reiterato da diversi provvedimenti, hanno svolto l’attività di consulenza finanziaria in assenza di un quadro regolatorio definito e stabile. Il mancato avvio dell’Albo”, secondo i consulenti, “ha

inoltre limitato la conoscenza da parte dei risparmiatori del servizio di consulenza in materia di investimenti, non consentendo un adeguato livello di trasparenza dei soggetti che offrono il servizio di consulenza finanziaria. È quindi indispensabile che nel corso del 2014, auspicabilmente entro il primo semestre, sia avviata l’attività dell’Albo, consentendo alle società di consulenza e ai consulenti finanziari individuali, provvisti dei requisiti di ammissione, di procedere all’iscrizione entro l’anno”. Le società firmatarie hanno quindi invitato le principali associazioni di categoria, Nafop e Ascosim, a promuovere le istanze dei

soggetti operanti nel settore negli incontri con il ministero dell’Economia, con la Consob e con Apf. In risposta, il consiglio direttivo di Ascosim ha dato mandato al presidente Rosario Rizzo (nella foto) e al segretario generale Massimo Scolari “di mettere in atto tutte le iniziative che si rendessero necessarie allo scopo di contribuire costruttivamente alla nascita dell’Albo dei consulenti finanziari”. E i cantieri sono già aperti, se si considera che - secondo quanto risulta a BLUERATING - nelle scorse settimane si sarebbe tenuto un incontro tra Scolari e il presidente di Apf Carla Rabitti Bedogni.


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Stroh (Jp Morgan AM): beneficiare di posizioni lunghe e corte

Il segreto per avere l’extrarendimento di Diana Bin Beneficiare delle posizioni lunghe ma anche di quelle corte, per creare una seconda fonte di extrarendimento. È questa la particolarità del fondo Europe Equity Plus di Jp Morgan AM, basato su un approccio definito “active extension”. A parlarne con BLUERATING, approfondendo anche l’outlook sui mercati per il 2014, è Karsten Stroh, client portfolio manager european equities di Jp Morgan Asset Management. Com’ è la situazione dei mercati azionari europei? Anche se i mercati azionari europei hanno corso molto negli ultimi mesi, a mio avviso c’è ancora spazio per crescere. Lo scenario in cui ci troviamo attualmente è un sentiero di lungo periodo: abbiamo percorso qualche chilometro, ma la strada è ancora lunga. In vari Paesi, come la Spagna, l’Irlanda, il Portogallo e la Grecia, che negli ultimi anni sono stati afflitti da gravi problemi, le cose stanno iniziando a cambiare, e i mercati ci credono. Un esempio? All’inizio di gennaio l’Irlanda – uno dei primi Paesi europei a essere colpito dalla crisi, tanto da non riuscire più a finanziarsi sul mercato obbligazionario – ha lanciato un’emissione decennale che è stata totalmente sottoscritta. E in Italia lo

spread è sceso poche settimane fa sotto la soglia psicologica dei 200 punti per la prima volta dopo diversi anni. Insomma, i mercati stanno riconquistando fiducia, e questo è un fattore da non sottovalutare. Quali sono i Paesi europei meglio posizionati per i mesi a venire? Noi non ragioniamo tanto in base ai settori o ai Paesi, quanto piuttosto in una prospettiva di stock picking, scegliendo titolo per titolo in un universo di circa duemila compagnie europee. In ogni caso, se si guarda alle valutazioni –

ni, alla qualità della società, sia in termini di bilancio sia in termini di management, e al momentum che sta vivendo a livello di utile e anche di prezzo dell’azione. Ci parli del fondo Europe Equity Plus Si tratta di un comparto a gestione attiva che punta a offrire un’ampia esposizione ai mercati azionari europei e prende come benchmark l’indice MSCI Europe. I titoli in portafoglio – tra 200 e 400 – vengono selezionati, come detto, guardando alle caratteristiche di ciascuna

Anche se i mercati azionari europei hanno corso molto negli ultimi mesi, a mio avviso c’è ancora spazio per crescere Client portfolio manager european equities di Jp Morgan AM

un tema fondamentale per gli investimenti nel Vecchio Continente negli ultimi anni – risulta chiaro che in questo momento le maggiori opportunità si hanno nei Paesi periferici, dove c’è più spazio di crescita rispetto ai Paesi “core”. Per esempio noi abbiamo investito di recente in un paio di titoli greci. Quali fattori tenete in considerazione per la selezione dei titoli da inserire in portafoglio? Guardiamo alle valutazio-

singola compagnia, indipendentemente da dove si trovi e in che settore operi. Cito un esempio reale per dare un’idea di quanto due titoli apparentemente simili possano comportarsi in maniera diametralmente opposta: l’anno scorso abbiamo investito in due società danesi, entrambe attive nel settore dei consumi: Pandora, che produce gioielli a prezzi accessibili, e Bang & Olufsen, che fa articoli di design di alta gamma. Nel corso del 2013, la prima è salita del 140%, mentre la seconda

1.500

40

13,9

miliardi

città

miliardi

Sono gli asset (espressi in dollari) gestiti da Jp Morgan AM nel mondo

È il numero di ufficio che la società ha a livello globale

ha perso il 35%. La particolarità del fondo Europe Equity Plus sta proprio nella possibilità di trarre profitto anche dai titoli per i quali è previsto un calo della quotazione, assumendo posizioni “corte”: il presupposto di base è che le opportunità possono arrivare sia da titoli attraenti, sia da titoli non attraenti. Per esempio c’è una compagnia tedesca, Sgl Carbon, che non è nemmeno presente nell’indice di riferimento. Attualmente questa azione sta trattando a 3 volte il price book, per cui è estremamente cara e ci aspettiamo un forte calo. Con il nostro fondo, che adotta un approccio “active extended” noi possiamo “shortare” Sgl (al massimo dell’1%), beneficiando del suo andamento negativo. @DianaBin2

È il patrimonio (in euro) gestito da Jp Morgan AM in Italia

Karsten Stroh


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Kemp (BlackRock): noi guardiamo soprattutto a questi settori

Il mix perfetto? Tech, sanitario e consumi di Sara Lupi Quello attuale è un buon momento per investire sulle large cap statunitensi, complici la ripresa dell’economia americana da un lato e la politica della Federal Reserve, che continua a mantenere i tassi bassi dall’altro. Lo ha spiegato a BLUERATING Lawrence Kemp, gestore del fondo BGF US Growth e a capo del team BlackRock’s Fundamental Large Cap Growth. Lanciato nel 1999, il fondo gestito da Kemp è un azionario Usa che si propone di massimizzare il rendimento totale investendo almeno il 70% del patrimonio complessivo in azioni di società con sede o che svolgono la loro attività economica prevalentemente negli Stati Uniti, privilegiando le società che, secondo l’opinione del gestore, mostrano caratteristiche quali tassi di crescita superiori alla media a livello di utili o fatturato, oppure una remunerazione del capitale elevata o in via di miglioramento. Qual è stata la performance di BGF US Growth Fund nel 2013? Il fondo BGF US Growth ha registrato una performance positiva nel 2013, mettendo a segno un rendimento totale, al netto delle commissioni, pari al 33,37%. E questo buon andamento è proseguito anche nei primi mesi del 2014: con un incremento dell’1,06% al 12 febbraio, il fondo ha battuto il benchmark, l’indice Russell 1000 Growth, di 152 punti base. Ci parli della filosofia di investimento del fondo. Il BGF US Growth punta a una crescita del capitale sul

lungo termine investendo principalmente in compagnie americane large cap che, secondo il nostro team di gestione, hanno mostrato tassi di crescita dei profitti sopra la media nel lungo termine. La nostra filosofia di investimento si basa sul presupposto che le compagnie in crescita possano essere prezzate in modo interessante in differenti fasi della loro vita, sia per il cambiamento delle dinamiche operative sia per il diverso ambiente competitivo. Quello che facciamo è cercare di identificare compagnie che abbiano alcune caratteristiche.

investire sulle large cap statunitensi. L’economia Usa si trova in una fase di ripresa, mentre l’inflazione è ancora un “non problema”, il che consente alla Fed di continuare a tenere i tassi bassi. Molti dei nostri team di gestione, specializzati in titoli tecnologici o industriali, stanno iniziando a vedere un’accelerazione decisa degli ordini. Storicamente, quando l’economia Usa accelera, la crescita delle azioni tende a sovraperformare il mercato, una dinamica chiaramente evidente nel terzo e quarto trimestre. A livello settoriale, l’IT è stato uno dei mag-

Il maggiore sovrappeso in portafoglio rispetto al Russell 1000 Growth è il settore dei beni discrezionali. Più sottopesati quelli di prima necessità Lawrence Kemp, gestore di BGF US Growth

Innanzitutto, devono essere ben posizionate per diventare leader in un’industria relativamente nuova o per raggiungere dimensioni e quote di mercato significative. Inoltre, è necessario che abbiano risorse inimitabili, come proprietà intellettuale o vantaggi di marketing, vendita o distribuzione. Infine, devono possedere una posizione di monopolio oppure operare in un settore in cui c’è una situazione di oligopolio. Applicando la disciplina della valutazione, investiamo in attività che sembrano care rispetto alla media ma in cui abbiamo aspettative di crescita e profittabilità al di sopra delle valutazioni attuali dell’azione. Qual è il vostro outlook sul mercato statunitense per il 2014? Riteniamo che questo sia un buon momento per

giori protagonisti della sovraperformance, grazie a compagnie di alta qualità e in rapida crescita concentrate nell’ambito di social media, cloud computing, ecommerce e mobilità. Questo settore ha avuto un peso significativo (e crediamo continuerà ad averlo) nell’andamento del nostro portafoglio. Anche se nel mondo c’è più incertezza oggi di quanta ce ne fosse qualche settimana fa, noi ci basiamo su una visione più a lungo termine dei nostri investimenti, enfatizzando in particolare i business per cui l’intensità e/o la durata delle prospettive di crescita sono attualmente sottostimate dal mercato. In questo modo, continuiamo a trovare valutazioni ragionevoli per grandi società con buone potenzialità a livello di redditività ed espansione sul mercato, che crediamo siano in grado di prospera-

re indipendentemente dall’andamento dei dati macro. Riteniamo che ci siano opportunità selettive sia nell’area “superior growth” sia nell’area “durable growth”. In quali settori investe il fondo e dove consigliate di posizionarsi nel 2014? Noi ci basiamo su un approccio di ricerca bottom-up che ci consente di valutare ogni singola opportunità di investimento nell’ambito del nostro universo di azioni. Cerchiamo di identificare e comprare società con modelli di business sostenibili e replicabili a livello globale. Guardiamo soprattutto ai settori del tecnologico, del sanitario e dei consumi. Nei primi giorni del mese di febbraio, il fondo BGF US Growth ha mantenuto un mix diversificato di titoli a crescita “durevole” e “superior”, oltre a una piccola quantità di titoli a crescita “periodica”. Il maggiore sovrappeso in portafoglio relativamente all’indice Russell 1000 Growth è costituito dal settore dei consumi discrezionali, mentre i più sottopesati sono i beni di prima necessità. Il sovrappeso sul fronte dei consumi riflette la nostra visione favorevole sulle società che continuano a muoversi nell’ambito della ricchezza dei consumatori a livello globale e su quelle in grado di beneficiare dello sviluppo dell’e-commerce.

33,37 percento Il rendimento registrato nel 2013 dal fondo BGF US Growth

1999 anno Il fondo di BlackRock BGF US Growth è stato lanciato in quella data

9.300 professionisti Le persone che operano all’interno di BlackRock a livello globale

Lawrence Kemp


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Furfaro (Skandia): collocamento al top grazie ai promotori finanziari

Le polizze ripartono dopo un anno d’oro di Francesca Vercesi Il mercato delle polizze vita ha chiuso il 2013 con una crescita del 36% e premi raccolti per oltre 73 miliardi di euro. Le unit linked, in particolare, hanno confermato il trend positivo che le ha viste crescere del 38% rispetto al 2012, con una raccolta superiore ai 18 miliardi di euro. A raccontare lo stato dell’arte del settore è Enzo Furfaro, a.d. di Skandia Vita. Il mercato assicurativo nel 2013 è andato piuttosto bene. Come mai? Sono stati soprattutto i promotori, con una raccolta pari a 9 miliardi di euro, a fare da traino al collocamento di questi prodotti, che si sono confermati essere la soluzione ideale per la loro attività di consulenza. Buoni risultati anche per le polizze tradizionali che, dopo il momento di stasi del 2012, hanno ripreso a crescere con una raccolta pari a 43 miliardi di euro (+41%), proveniente in larga parte dal canale bancario. Come gli investitori stanno recependo la previdenza complementare? Pianificare il futuro a lungo termine, soprattutto se il futuro significa pensare all’età avanzata, non è tipico di noi italiani. Preferiamo risparmiare per consolidare il nostro patrimonio o per lasciare ai figli una proprietà e siamo ancora convinti che potremo mantenere il nostro tenore di vita, anche dopo che avremo terminato la carriera lavorativa. Le statistiche, al contrario, ci dicono che la situazione sta cambiando: la crescente longevità della popolazione e il basso tasso di natalità influiranno nei prossimi anni su queste nostre convinzioni e di conseguenza sul nostro approccio alla previdenza complementare. Tuttavia, per

poter finalmente rilevare una forte spinta verso tutele di questo genere, c’è senz’altro bisogno di un’incentivazione fiscale, come avviene nel Regno Unito, per esempio, dove una grossa fetta della popolazione (18 milioni di persone) ricorre a forme di previdenza complementare. Cosa offrite nel Regno Unito? Nel Regno Unito, Skandia offre prodotti su misura e flessibili che permettono al singolo cliente di costruire la soluzione pensionistica ideale per sé e per i propri obiettivi. Skandia si è dimostrata all’avanguardia anche in que-

tante dal punto di vista delle partnership con i nostri distributori: abbiamo lavorato sia al rafforzamento che al rinnovamento dell’offerta per i nostri partner storici, creando nuove sinergie di successo. I risultati raggiunti ci hanno permesso di consolidare la nostra posizione all’interno del gruppo, Old Mutual, e hanno confermato il fatto che l’Italia continui a essere un mercato importante e ricco di opportunità. La strategia di Old Mutual, infatti, è quella di focalizzarsi su Paesi selezionati nei quali la sua expertise in ambito assicurativo, bancario o di investimento può fare la differenza e il

Nel 2014 la nostra offerta si arricchirà di nuove idee di investimento con l’ingresso nella nostra piattaforma di nuovi fondi e talenti gestionali Enzo Furfaro, a.d. Skandia Vita

sto particolare segmento tanto che, sia nel 2012 che nel 2013, ha vinto il premio “Best Personal Pension Provider” di Moneywise. Com’è andata per voi? Il 2013 si è confermato un anno positivo, con una raccolta superiore al miliardo e una crescita del 5% sull’anno precedente. Il trend che riscontriamo, ormai dal 2009, dimostra che siamo progressivamente e costantemente in crescita e questa non può che essere una conferma del successo della nostra strategia e del nostro modello di business. Abbiamo creato, infatti, un prodotto sofisticato, capace di offrire personalizzazione e modularità a un preciso target di clientela, chiamata “affluent”, che richiede soluzioni su misura e vuole essere consigliata nelle scelte di investimento dal suo consulente di fiducia. Il 2013 è stato anche un anno impor-

nostro è senz’altro uno di quelli. Quali sono le prospettive e quale sarà l’andamento del mercato assicurativo quest’anno? L’andamento del mercato assicurativo è influenzato da fattori economico-finanziari, come l’effetto della volatilità, oltre che dal lancio di possibili nuovi prodotti e dalle politiche dei diversi operatori del settore. Tuttavia, se quanto già vissuto nel 2013 si ripete anche quest’anno, ci troveremo presumibilmente di fronte a un 2014 positivo. Focalizzandoci sulle unit linked, questa previsione è rafforzata anche dal fatto che, negli ultimi anni, il trend si sia confermato in crescita, tanto che la raccolta, dal 2011 ad oggi, è praticamente raddoppiata, passando da 9,3 miliardi a oltre 18 miliardi di euro. I cambiamenti normativi introdotti di recente hanno

privilegiato inoltre la scelta di questa tipologia di prodotto, piuttosto che la sottoscrizione diretta in fondi: l’obiettivo è lo stesso, e cioè investire sul mercato finanziario, ma i vantaggi, essendo quelli delle unit linked connessi al contenitore assicurativo, fanno la differenza. Basti pensare alla possibilità di differimento della fiscalità al momento del riscatto e alla compensazione delle minus/plusvalenze in caso di switch, sempre investito. Qual è la strategia di Skandia per il 2014? Il nostro obiettivo è confermare le aspettative dei pf che scelgono di proporre Skandia ai loro clienti: vogliamo essere un partner affidabile, flessibile e innovatore. Nel 2014, quindi, continueremo a lavorare in questa direzione, proponendo nuove soluzioni sia finanziarie che assicurative. La nostra offerta si arricchirà di nuove idee di investimento con l’ingresso nella nostra piattaforma di nuovi fondi e talenti gestionali. Dal punto di vista assicurativo, stiamo lavorando all’implementazione di nuove coperture nella nostra offerta, che permetteranno al cliente di unire l’investimento sui mercati finanziari con la protezione della famiglia. Questo ci permetterà di dare ancora più libertà di scelta e più autonomia nel trovare le risposte più adatte alle esigenze di ciascun cliente.

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356 miliardi di euro È questo l’asset under management (aum) del gruppo Old Mutual

31 miliardi di euro A tanto ammonta la raccolta dei premi del gruppo Old Mutual

1,1 miliardi di euro Questo è il dato relativo alla raccolta dei premi per l’Italia

Enzo Furfaro


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Per Hartmann di Fidelity, in Europa ci sono molte opportunità

Il Vecchio Continente non si scorda mai di Francesca Vercesi Archiviato un 2013 a doppia cifra, l’Europa e in particolare l’area euro continuerà a essere oggetto di grande interesse tra gli investitori se saranno confermati i fattori positivi che caratterizzano la regione, ovvero utili superiori alle attese, valutazioni allettanti e un graduale miglioramento del contesto macroeconomico. Parola di Fidelity Worldwide Investment che spiega come gli investitori statunitensi, in particolare, dopo il forte rally del mercato Usa, potrebbero diventare particolarmente disposti a investire nei titoli azionari europei visto il favorevole rapporto rischio-rendimento. Per questo il trend è destinato a continuare: le allocazioni degli investitori nei titoli azionari restano ridotte rispetto agli standard storici e saranno necessari ancora ingenti flussi per eguagliare i massimi raggiunti nel 2007. L’Europa, in altre parole, dovrebbe continuare a essere oggetto di interesse tra gli investitori sulla scia di utili superiori alle attese, valutazioni relative interessanti e un ulteriore miglioramento del contesto macroeconomico. Per il gruppo internazionale le imprese utilizzeranno sempre più spesso la propria liquidità per acquisire altri soggetti societari. Si legge in uno studio: “investire in Europa significa investire sulle società non sui Paesi. BLUERATING ha intervistato Alexandra Hartmann,

gestore di FF Euro Blue Chip Fund, un fondo dedicato alle più grandi e solide società dell’area euro, che ha saputo posizionarsi nel primo quartile nel medio-lungo periodo (3 e 5 anni) sovraperformando anche l’indice di riferimento. I fund manager stanno aumentanto gli investimenti in Europa. Siete anche voi sulla stessa linea? Siamo certi che nel 2014 le società migliori della zona euro, con capacità di crescita

termini generali, il mio obiettivo principale è individuare titoli la cui valutazione non rispecchi adeguatamente il valore reale delle attività sottostanti. Ci può spiegare in che modo seleziona i titoli? Tra i fattori che guidano la mia selezione dei titoli, assume particolare importanza la capacità delle società di crescere dall’interno, indipendentemente da vincoli esterni. Ad esempio evito le società i cui profitti sono stretta-

Se si analizzano le singole società, in Europa si possono identificare numerose aziende con un ridotto indebitamento e una solida situazione patrimoniale Alexandra Hartmann, gestore di FF Euro Blue Chip Fund

Nel 2013 il fondo ha ottenuto rendimenti di oltre il 20%. Quali sono i motivi alla base dell’ottima performance del fondo? Tra i fattori che hanno contribuito alla performance del fondo c’è innanzitutto un approccio di investimento costante e disciplinato. In

mente legate all’andamento dell’economia. La crescita interna o organica può essere trainata da vari fattori come, per esempio, il fatto di poter disporre di prodotti evidentemente superiori alla concorrenza o di qualche altro vantaggio competitivo fondamentale che consenta di produrre e offrire prodotti a prezzi più bassi rispetto alla concorrenza. Sempre nell’ottica di evitare i vincoli esterni, prediligo anche le società in grado di autofinanziarsi tramite i propri flussi di cassa, aspetto questo fondamentale in contesti molto vincolati alla disponibilità del credito. Per la stessa ragione, molto importante è anche la solidità di bilancio.

90

800

300

percento

milioni

professionisti

Le performance del FF Euro Blue Chip Fund negli ultimi 5 anni

dall’interno e capaci di autofinanziarsi attraverso i flussi di cassa aziendali, potranno fare molto bene. Se non ci si limita agli indicatori macroeconomici, ma si analizzano le singole società, si possono identificare numerose aziende con un ridotto indebitamento, una solida situazione patrimoniale e prospettive positive per il futuro.

Le masse gestite dal fondo di cui Alexandra Hartmann è gestore

Sono i professionisti del team di ricerca proprietaria di Fidelity

Quali sono le prospettive per il 2014? L’economia europea appare prossima a un punto di svolta e probabilmente assisteremo a progressivi passi in avanti. I dati relativi all’economia dell’Eurozona sono in miglioramento, come confermato dall’Indice dei direttori d’acquisto (Pmi) che indica un’espansione. Inoltre, il fatto che in Europa il rapporto tra investimenti aziendali e consumi abbia toccato un livello particolarmente basso è indicativo dell’imminente ripresa del ciclo economico della regione. Il miglioramento del contesto operativo e il calo dei prezzi alla produzione rappresentano notizie positive per le società europee. Per quanto sia ben lontano dall’essere perfetto, il sistema finanziario si trova in una posizione decisamente più solida rispetto a quanto comunemente percepito. Più fattori positivi che negativi, in altre parole. Sì, e questo dovrebbe attrarre gli investitori internazionali, visto anche la diminuzione dei rischi incombenti sulla regione. I flussi di fondi verso l’azionario europeo sono proseguiti senza interruzioni, diventando particolarmente intensi a partire da giugno 2013, quando sono emersi i primi segnali di un miglioramento delle prospettive di crescita dell’eurozona. Al contempo le società dell’eurozona hanno ancora una crescita potenziale circa del 50% per eguagliare i livelli massimi registrati (Msci Emu dal 6/03/2000 al 12/02/2014). L’acquisto di azioni delle migliori società dell’area euro resta quindi un’opportunità.

Alexandra Hartmann


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Greenwood (Invesco): Usa e Uk sono ancora troppo avanti

L’area euro? Ne ha di strada da fare di Francesca Vercesi Le prospettive per il 2014 in termini di crescita economica globale e performance dei mercati azionari dipenderanno con tutta probabilità da due fattori cruciali: da un lato la riuscita del tapering della Federal Reserve e della relative comunicazioni, dall’altro la capacità delle economie dell’eurozona di migliorare i propri tassi di crescita che, dopo essere rimasti a lungo fermi sui minimi, potrebbero iniziare una vera e propria ripresa in grado di ridurre anche i rischi di deflazione. A raccontare a BLUERATING l’outlook macroeconomico dell’eurozona è John Greenwood, capoeconomista di Invesco. Quali sono i numeri della zona euro? Dopo una modesta ripresa del Pil reale dell’eurozona nel secondo trimestre (+0,3% su base trimestrale), la crescita ha subito un rallentamento nel terzo trimestre (+0,1%), ascrivibile principalmente alla decelerazione dell’economia tedesca (dallo 0,7% del secondo trimestre allo 0,3%) e francese (dallo 0,5% al -0,1%). Alcune economie periferiche hanno invece registrato un miglioramento: la Spagna è finalmente uscita da una recessione durata ben 27 mesi grazie a una crescita minima dello 0,1%, mentre l’economia italiana è passata dal -0,3% del secondo trimestre al -0,1% del terzo. Qual è la vostra visione globale, attualmente? I dati disponibili relativi al quarto trimestre confermano la debole ripresa dell’indice composito dei direttori d’acquisto (Pmi), in flessione nel mese di ottobre e novembre, che ha chiuso il mese a 51,7 punti, appena oltre la soglia di espansione. Dopo l’inatte-

so taglio del tasso di interesse operato dalla Bce nel mese di novembre, a dicembre il Consiglio direttivo ha mantenuto invariati i tassi di interesse. Nonostante Draghi abbia confermato, durante la conferenza stampa mensile, di aver brevemente trattato l’argomento dei tassi di interesse negativi, il presidente della Banca centrale europea ha dichiarato che non è stato identificato alcuno specifico strumento, a conferma del mancato approfondimento da parte della Bce di proposte concrete per un tasso di interesse negativo sui depositi bancari. Tuttavia, dato che la crescita della massa moneta-

note positive: da un lato un graduale allentamento della politica di austerità fiscale, dall’altro un aumento della forza concorrenziale di alcune delle economie periferiche. Nessuno di questi fattori però appare a mio parere in grado di garantire una ripresa sostenibile in assenza di un’adeguata crescita del credito e della massa monetaria o di un significativo indebolimento dell’euro. Secondo i dati forniti dal Fondo monetario internazionale, il deficit strutturale di bilancio dell’eurozona rettificato in base al ciclo passerà dal -1,6% del Pil nel

Per il 2014 prevedo un tasso di crescita pari solamente allo 0,8% rispetto all’1,1% indicato dalla Bce e un tasso di inflazione dello 0,6% John Greenwood, capoeconomista di Invesco

ria si attesta a malapena al 2,1% anno su anno e i prestiti bancari sono in flessione, a nostro parere è necessario intervenire sull’espansione del bilancio sia da parte della Bce sia da parte delle banche commerciali dell’area euro. Al contrario, da gennaio è stato ridotto il bilancio della Bce mentre, a fronte dell’Asset quality review (Aqr) programmata per il 2014 a opera del meccanismo unico di vigilanza (Ssm) e degli stress test che seguiranno all’Aqr, le banche saranno con tutta probabilità ancora più prudenti nel 2014, con un’ulteriore contrazione dei loro bilanci. In questo contesto di indebolimento della crescita aggregata di credito e massa monetaria, nella migliore delle ipotesi le prospettive di crescita del Pil dell’eurozona appaiono modeste, quindi. Sì, ma si rilevano però due

2013 al -1,2% nel 2014, vale a dire una stretta fiscale dello 0,4% (il minimo dal periodo che ha preceduto la crisi). Secondo alcuni economisti, la fine del periodo di austerità dovrebbe dare automaticamente avvio a una nuova espansione dell’attività ma, in assenza di un’espansione fiscale e di una crescita del credito, la ripresa potrebbe essere sostenuta solo da una svalutazione valutaria. Tuttavia, niente fa pensare che l’euro possa essere deprezzato in misura significativa. Come lo yen giapponese prima dell’avvio dell’Abenomics, al momento l’euro appare troppo forte per aiutare l’economia dell’eurozona. Cosa potrebbe allora far ripartire l’attività nei periferici, secondo lei? A mio parere, solo un rafforzamento della domanda delle

principali economie o anche un rafforzamento della domanda nell’eurozona nel suo complesso (tramite un’espansione fiscale o monetaria) potrebbe far ripartire l’attività nei Paesi periferici ma, di nuovo, nulla fa pensare che i leader dell’area euro stiano valutando una di queste soluzioni. Quindi come sarà il 2014? Per il 2014, a fronte della debolezza della crescita della massa monetaria e della flessione dei prestiti bancari, l’eurozona appare ben lontana da un possibile allineamento a Stati Uniti e Regno Unito in termini di espansione del credito o della massa monetaria. Di conseguenza, appare molto improbabile che l’attività economica dell’area possa ripartire, seguendo lo stesso sostenuto ma sostenibile trend degli Usa o registrando un’improvvisa inversione di tendenza come quella vista nel Regno Unito. Inoltre, a fronte di una politica fiscale ancora restrittiva (seppure in graduale allentamento) e dell’improbabile deprezzamento valutario, non resta nemmeno uno dei tre principali strumenti (monetari, fiscali e valutari) abitualmente utilizzati per far ripartire l’economia. Di conseguenza per il 2014 prevedo un tasso di crescita pari solo allo 0,8% (rispetto all’1,1% indicato dalla Bce) e un tasso di inflazione dello 0,6%, circa la metà rispetto all’1,1% previsto dalla Banca centrale europea.

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bluerating

779 miliardi di dollari È il capitale gestito complessivo di Invesco al 31 dicembre 2013

20 Paesi Sono i Paesi nei quali è presente la società che ha sede ad Atlanta

9,3 miliardi di euro Il patrimonio gestito totale in Italia secondo i dati al 31 dicembre

John Greenwood


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Il gruppo sta crescendo in Europa e aprirà due nuove sedi

Dnca Finance investe su Ginevra e Madrid di Gianluca Baldini Dnca Finance è una piccola boutique che si sta affermando sul mercato italiano. Per capire dove punterà nel 2014 abbiamo parlato con Enrico Trassinelli, responsabile per l’Italia. Quanto avete raccolto in Italia e a livello di gruppo? Nei primi due mesi la raccolta in Italia è partita molto bene, confermando il trend molto positivo che abbiamo registrato nel 2013. Ad oggi le masse in gestione hanno superato, a livello di Gruppo, quota dieci miliardi. Tutti i nostri fondi di investimento hanno beneficiato del recupero di fiducia degli investitori sulle azioni e sui prodotti che investono in Europa e delle scelte strategiche messe in atto dai nostri gestori. In particolare si è rivelato vincente investire durante la crisi in attivi europei di qualità, ingiustamente penalizzati dai mercati.

a breve due nuove sedi; una a Ginevra e un ufficio a Madrid ampliando ulteriormente la nostra presenza in Europa. Oltre alla Francia, sede storica e patria della società, abbiamo, infatti, uffici anche in Germania e Lussemburgo. Nel 2014 dove prevedete che il mercato punterà di più? Cosa ci può dire? Nonostante alcune incertezze, crediamo che anche nel 2014 il miglior posto dove investire sarà l’Europa e tra i prodotti sicuramente quelli a maggior contenuto azionario. Farsi trovare sotto espo-

sia ancora presto per investire nei mercati dei Paesi emergenti dove permangono incertezze politico-elettorali e debolezza valutaria. Per quanto riguarda, invece, gli Stati Uniti riteniamo che quello americano sia il più reattivo in assoluto tra i mercati sviluppati. È importante però tener presente che il suo netto miglioramento è già stato abbondantemente riflesso nei prezzi delle azioni americane. Quali sono i punti di forza e i punti da rafforzare dei prodotti di Dnca? In primis sicuramente la

Tutti i nostri fondi di investimento hanno beneficiato del recupero di fiducia degli investitori sulle azioni e sui prodotti che investono in Europa Enrico Trassinelli, responsabile per l’Italia di Dnca Finance

sti sull’area euro potrebbe far perdere una bella opportunità. Osservando le valutazioni e la direzione dei flussi di capitale riscontriamo, infatti, un buon potenziale di recupero dei listini azionari dell’area soprattutto del mediterraneo: Italia, Spagna, Portogallo e Francia. Queste zone non godono ancora della piena fiducia degli investitori ma è importante non farsi trovare impreparati. Ci saranno delle pause e dei passi indietro ma la rotta è ormai tracciata. Del resto mancano delle alternative valide: riteniamo infatti che

semplicità. Abbiamo undici comparti facili da comprendere senza strategie complesse alla base. La filosofia di gestione di Dnca si basa unicamente su un approccio fondamentale che costruisce la performance soprattutto durante le fasi di ribasso, identificando titoli con elevata qualità del business ad un prezzo interessante. Evitiamo gli investimenti in beni rifugio, spesso soggetti a flussi speculativi che ne rendono imprevedibile l’andamento. Questa strategia finora ci ha permesso di ottenere ottimi risultati e le

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11

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miliardi

comparti

sedi

Quali i progetti futuri per la branch italiana? Il nostro obiettivo per il 2014 è quello di offrire un servizio inappuntabile ai distributori che hanno dimostrato finora grande fiducia nelle strategie di gestione di Dnca Finance. Ad oggi sono quasi undici mila gli operatori che distribuiscono i prodotti della Sicav Dnca Invest. A livello di gruppo, invece, apriremo

Le masse in gestione a livello globale della società controllata al 10% da Banca Leonardo

I prodotti che la società guidata in Italia da Trassinelli offre sul mercato

È il numero di sedi in cui attualmente opera il gruppo. A breve Dnca aprirà due nuove sedi

performance dei nostri fondi sembrano darci ragione. Nuovi prodotti? In questi giorni stiamo lanciando in Italia il comparto Miuri, un comparto azionario long-short con esposizione netta al mercato che può oscillare tra + e - 30%. I nostri partner stanno lavorando attivamente per l’effettiva messa in collocamento del nuovo fondo. Il Miuri si affiancherà al Dnca Invest Miura, strategia long-short già conosciuta dai nostri clienti, e che rispetto al Miuri è caratterizzato da una minore esposizione netta al mercato. In entrambi i casi la strategia di selezione delle posizioni long e short è frutto di un’accurata analisi fondamentale senza nessun complesso modello quantitativo. Questi fondi absolute return torneranno particolarmente utili una volta che l’opportunità data dal recupero delle azioni value europee si sarà colmata e i mercati offriranno minore visibilità. Per il momento, consigliamo ancora di puntare sul recupero delle azioni value europee, in particolare del Sud, con la gamma di fondi direzionali europei Dnca, in particolare Dnca Evolutif e Dnca Value Europa. @gianlucabaldini

Enrico Trassinelli


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La società è al Salone del Risparmio con lo chef Davide Oldani

Threadneedle cucina portafogli “Pop” di Francesca Vercesi Threadneedle punta sulle banche europee, dove vede buone potenzialità per fare crescere il portafoglio dal punto di vista azionario. Italia compresa. Intanto si prepara al Salone del Risparmio 2014 con una conferenza molto particolare. Con BLUERATING ne parla Alessandro Aspesi, country head di Threadneedle Investments in Italia, che condivide anche la sua analisi sul mercato. In questa fase, la positività sull’Europa è favorita anche del processo di ristrutturazione bancario in atto. Lei ritiene che sul fronte azionario sarà il settore finanziario a guidare il rally? C’è molto interesse nel riposizionare il nostro pensiero sull’Europa. Dopo tanti anni di esposizione ad aziende esportatrici e per definizione poco esposte ai mercati locali, stiamo cambiando il nostro focus su

candosi di più alla gestione di patrimoni che all’investment bank; l’Europa periferica, dove abbiamo posizioni in Spagna, per esempio nel Banco Popular, in Irlanda, su Bank of Ireland, e in Italia, su Intesa Sanpaolo e Mediobanca; e nel Regno Unito, dove abbiamo Lloyds Bank, banca tipicamente commerciale. In merito agli stress test, ci aspettiamo qualche aumento di capitale senza effetti drammatici. In Francia abbiamo altri dubbi: le riforme si muovono piano e la crescita per il 2014 sarà fra le più deboli nell’eurozona. Abbiamo tuttavia due banche in portafoglio, che sono Bnp Paribas e Société Générale. A livello globale, le banche dell’eurozona sono molto attraenti in termini di valutazioni, in particolare in Spagna. Che temi privilegiate, sul piano globale, per i vostri investitori? Pensiamo che ci siano due temi particolari nelle esi-

Ci sono alcuni clienti che si interessano agli investimenti azionari globali con un’ottica di lungo periodo e altri che invece guardano ai flussi cedolari Alessandro Aspesi, country head Threadneedle Investments

temi puramente europei. E la via per investire in questi temi è focalizzarsi su titoli ciclici e legati all’economia domestica, come per esempio i finanziari. In merito al settore bancario, stiamo lavorando su quattro aree ben precise: le banche in Scandinavia, dove i bilanci sono attraenti e c’è una forte capacità di pagare dividendi; le banche in Svizzera, dove Ubs per esempio sta cambiando modello di business dedi-

genze d’investimento dei nostri clienti. Ci sono clienti interessati a investimenti azionari globali con un’ottica di lungo periodo e clienti che invece investono in mercati azionari con un interesse ai flussi cedolari. Per i clienti della prima categoria consigliamo strategie che investono in titoli di qualità, molto disciplinati nell’utilizzo del capitale e con posizioni dominanti nei settori di riferimento. Ciò non presuppone

l’esclusione di titoli small & mid cap, anzi reputiamo questi titoli come complementari ad aziende large cap. Threadneedle (Lux) Global Focus risponde a questa esigenza d’investimento. Per clienti invece interessati a flussi cedolari privilegiamo titoli con dividendi superiori al 4%, utili e ricavi in crescita e struttura del capitale non a leva. Threadneedle Global Equity Income incorpora questa filosofia con risultati molto lusinghieri fin dal lancio, sette anni fa. Siete ormai giunti al termine del vostro primo roadshow itinerante, che ha toccato ben 12 città in Italia in tutto il mese di febbraio. Vi considerate soddisfatti? Direi proprio di sì. Attraverso il roadshow “Performance in azione” abbiamo portato in tutta Italia il nostro messaggio: crediamo che i mercati azionari siano un investimento credibile e di valore per i prossimi anni. L’associazione tra le tre discipline sportive del triathlon (nuoto, maratona e bici) e le asset class azionario Europa, azionario statunitense e azionario globale è piaciuta molto ai clienti che abbiamo incontrato. I clienti hanno inoltre apprezzato i numerosi spunti che abbiamo fornito a supporto dell’investimento azionario in questi mercati che ho detto. Quest’anno sarete al Salone del Risparmio 2014 con una conferenza molto particolare, come accennavamo all’inizio. Ci vuole anticipare qualcosa in merito? Certamente. Il titolo della nostra conferenza, programmata per giovedì 27

marzo alle 10.00, è “Come scegli chi deve scegliere? Quando la cucina ‘Pop’ incontra la finanza”. Più che una conferenza la definirei un dibattito, moderato dalla giornalista e media specialist Serena Scarpello, che vedrà al centro della scena il responsabile azionario globale di Threadneedle William Davies, il professor Carlo Alberto Carnevale Maffè dell’Università Bocconi e lo chef stellato Davide Oldani. Insieme daranno vita a un dibattito originale e senza precedenti, dove si scopriranno similitudini e affinità tra la cucina “Pop stellata” di chef Oldani da una parte e la gestione di portafoglio dall’altra. Non mancherà la possibilità di testare il gusto e l’originalità della cucina dello chef “Pop” per eccellenza, curata nei minimi dettagli sia nella scelta degli ingredienti che nella preparazione dei piatti. La stessa filosofia che il gestore William Davies segue nella scelta dei titoli da inserire in portafoglio. Non voglio però anticiparvi altro. Ci vediamo al Salone del Risparmio.

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bluerating

107 miliardi di euro Questo è il patrimonio che la società gestisce attivamente

150 professionisti Il numero degli esperti della gestione che sono in Threadneedle

771 miliardi di dollari Il patrimonio del socio principale, ovvero Ameriprise Financial

Alessandro Aspesi


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Carpaneda (M&G): sbagliata la diffidenza verso questa asset class

L’obbligazionario ha ancora molto da dire di Sara Lupi La diffidenza degli investitori nei confronti dei mercati obbligazionari è immotivata. O meglio: è basata su un ragionamento non del tutto corretto. Ne è convinto Nicolò Carpaneda (nella foto), investment specialist di M&G. “Gli investitori retail e gli intermediari finanziari temono - e continueranno a farlo ancora per alcuni anni - che una salita dei tassi di interesse possa rendere meno interessante l’investimento obbligazionario”, ha spiegato Carpaneda. Il fatto è che “sicuramente nei prossimi mesi i tassi di interesse aumenteranno. Ma i mercati lo sanno, hanno già prezzato l’aumento e si sono posizionati per tempo. Se compro oggi ai rendimenti attuali, mi aspetto un mini-rally e posso riuscire a creare rendimento. Ci sono dunque

delle opportunità per i gestori obbligazionari, che possono capire, osservando le curve dei tassi, a quali livelli le obbligazioni prezzano le notizie sul mercato: così, anche in un contesto in cui tutto il mercato retail preferisce stare lontano dal fixed income, in realtà c’è un sacco di spazio per fare bene”. Un altro tema su cui Carpaneda ha richiamato l’attenzione è quello del calo del rischio di credito: “i mercati mondiali stanno migliorando, e anche l’Europa è tornata a consumare, crescere ed esportare. In questo contesto, il rischio che un’impresa fallisca è sceso (in certi Paesi di più, in altri di meno), quindi scende la remunerazione richiesta per questi rischi”. Infine, un passaggio sui mercati emergenti che, secondo Carpaneda, rimangono rischiosi e volatili ma, se si comprano al prezzo giusto, potrebbero essere interes-

santi. “Per molti anni gli emergenti hanno convinto gli investitori perché crescevano del 6-7%, poi dal 2012/2013 hanno visto una brusca frenata. Ma gli operatori hanno registrato in ritardo la pericolosità di questi mercati: bisognava posizionarsi prima in difesa alleggerendosi sugli emergenti. Adesso però, molti di questi Paesi si sono deprez-

zati così tanto che alcuni ‘virtuosi’ potrebbero iniziare a essere interessanti”, ha detto l’esperto. “Non voglio dare il messaggio ‘torniamo sugli emergenti, sono convenienti’: molti hanno ancora problemi importanti, per cui restiamo cauti, ma se dal 2009 a oggi c’erano macro aree che si muovevano tutte insieme, oggi bisogna distingurere: c’è Paese emergente buono e Paese emergente cattivo. Per esempio in questo momento troviamo interessante la Colombia, la cui banca centrale sta acquistando dollari sul mercato, aumentando le sue riserve. E anche il Brasile, che sta tornando a rimbalzare dopo aver deluso, insieme a Sri Lanka, Filippine, ma anche Polonia e Ungheria. Meno interessante invece l’Argentina. Si tratta comunque di spostamenti tattici, bisogna muoversi in modo rapido.

Carmignac è ottimista sul futuro dell’Italia Puntare su grandi banche come UniCredit o Intesa Sanpaolo L’Italia sta ripartendo e con lei il sistema bancario. Dalle grandi banche, però. Questo in sintesi il giudizio di Sandra Crowl (nella foto), membro del comitato investimenti di Carmignac Gestion che BLUERATING ha intervistato all’interno del quartier generale del gestore in Place Vendome. “Prima delle ultime elezioni”, ha detto l’esperta,

“siamo usciti dall’Italia come investimenti, ma negli ultimi sei mesi abbiamo ripreso a investirvi. Certo, ci sono ancora diversi problemi da superare ma ci sono segnali di miglioramento”. Il merito di questo ottimismo, spiega la Crowl, è da imputarsi alle prime due banche italiane: Intesa Sanpaolo e UniCredit. “Per quanto riguarda l’azionario, puntiamo con favore ai titoli di Piazza Cordusio e Ca’ de Sass: queste due realtà hanno saputo ricostruire il loro debito, soprattutto UniCredit”. Come spiega l’esperta nel corso dell’intervista, “le grandi banche ita-

liane hanno saputo trovare nuove forme di guadagni e hanno trovato nuovi modi per potenziare i loro business”. Le piccole banche, secondo l’esperta, vivono però ancora un momento di profonda incertezza. “Il problema del sistema bancario in generale, una questione che affligge soprattutto le piccole relatà, è che il loro business non si è ancora consolidato. Non c’è ancora una via certa per far ripartire il loro business””, ha sottolineato Crowl. Buone notizie anche sul fronte dei bond. “Abbiamo ripreso a puntare sulle obbligazioni italiane a dieci anni in virtù della

modesta ripresa dell’economia italiana”, ha sottolineato Crowl. Purtroppo però, l’Italia è tutt’altro che fuori dal guado. “L’Italia deve superare diversi ostacoli prima di riprendersi del tutto: prima di tutto deve risolvere la questione della riforma elettorale, inoltre ha bisogno di una ingente riforma dei mercati, tutti ingredienti senza i quali resterà sostanzialmente non competitiva rispetto agli altri Paesi

membri dell’Ue”. Per questo la Crowl ha sottolineato che in Italia il gruppo francese investirà solo sui titoli delle maggiori banche italiane e sui bond a dieci anni. “Sul resto degli investimenti siamo ancora scettici. Tutto quello che è strattamente legato al ciclo dell’economia italiana resta ancora piuttosto rischioso”, ha concluso la Crowl. Ottimismo sì, dunque, ma con moderazione. Gianluca Baldini


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Japanese Equity A2 Cap Chf

20,1%

Azioni Italia Euro

33,5%

Small Cap Euroland Euro

33,8%

Azioni Pmi Italia Euro

55,8%

Japanese Equity S2 Cap Chf

19,3%

Azioni Europa Euro

17,8%

Compass Euro Small Cap Equity Euro

26,5%

Equity Financial Euro

39,6%

Uk Equity A2 Cap. Gbp

15,2%

Azioni America Euro

15,8%

Us Dynamic Value $

20,4%

Equity Italy Euro

37,2%

Select Euro High Yield Bond Gbp

14,6%

Formula Eurostoxx 2015 Euro

15,3%

Us Equity Euro

19,7%

Equity Pharma Euro

34,2%

European Equity Dividend A2 Cap Chf

12,4%

Previdenza Linea Alta Crescita Euro

14,6%

Pan European Euro

18,4%

Equity Consumer Discretionary Euro

33,3%

www.aberdeen-asset.it

www.arcaonline.it

www.bnymellon.com

www.eurizoncapital.it

Italia Euro

47,3%

Europe Microcap Euro

49,1%

Equities Biotechnology $

70,2%

Azioni Italiane Euro

30,9%

Europa Euro

41,6%

Pan European Small Cap Euro

35,1%

Equities Sustainable Green Planet Euro

35,2%

Euro Equity Euro

24,8%

Globale Euro

23,2%

Italy Cap Euro

34,5%

Equities Europe Finance Securities Euro

29,4%

Europe Equity Euro

19,1%

America Euro

16,8%

Health F Cap $

33,9%

Equities Emu Euro

23,3%

American Equity Euro

19,0%

14,4%

Equity Alpha B Euro

32,2%

Equities L Euro 50 Euro

22,2%

Dynamic Multimanager Euro

11,3%

Patrimonio Aggressivo Euro

www.acomea.it

www.axa-im.it

www.dexia-am.com/

www.eurosgr.it

Obiettivo Italia Euro

21,1%

Trend Italia Euro

37,2%

Euro-Entrepreneurs Euro

Italy Euro

41,5%

Obiettivo Europa Euro

15,3%

Italian Trend A Euro

35,9%

Investissement Euro

9,1%

American Growth Euro

36,3%

Obiettivo Internazionale Euro

11,0%

Opport. European Cap Euro

19,2%

Grande Europe Chf

7,2%

Iberia Euro

33,8%

Cedola Euro

10,7%

Patriot B Fund Dis Euro

19,0%

Capital Plus Chf

3,5%

Nordic Sek

30,2%

10,0%

Opportunities B Euro

17,3%

Securite' Euro

3,4%

European Smaller Comp. Euro

Hedge High Volatility Euro

www.gestielle.it

www.azimut.it

17,0%

www.carmignac.it

28,3%

www.fidelity-italia.it

Azioni Italia

35,0%

Azionario Euro

21,1%

Equity Biotechnology Euro

80,5%

European Equity Euro

35,5%

Europe Small Cap Equity Euro

27,3%

Azionario Internazionale Euro

13,5%

Italy Euro

38,1%

German Equities Euro

24,1%

High Dividend Euro

25,6%

Obbligazionario Italia Dicembre 2018 Euro 11,1%

Small And Mid Cap Europe Euro

37,3%

Noth America Equities Euro

22,2%

Euroland Equity Cap Euro

25,6%

Mix 2 Euro

7,3%

Usa Euro

27,1%

High Conviction Europe Euro

21,8%

Actions Japon (couvert) C Cap Euro

25,4%

Obbligazionario Giugno 2017 Euro

6,8%

Eurozone Euro

24,1%

Azionario Euro

19,0%

www.allianzgi.it

www.bancopostafondi.it

www.credit-suisse.com

www.bancagenerali.it

Europe Microcaps Euro

40,2%

European Opportunities Extension Euro

49,7%

Italian Equities Euro

39,1%

Euroland Euro

38,1%

Equity Mena Euro

36,9%

World Healthscience $

36,8%

European Small Euro

28,0%

Pan European Smaller Companies Euro

34,7%

Euroland Small Cap Euro

29,2%

European Value $

29,6%

Top Euroland Euro

27,0%

Pan European Property Euro

28,1%

Select Euro Euro

26,1%

Japan Small & Midcap Opportunities Euro

29,0%

German Equities Euro

26,8%

Global Opportunities $

19,7%

Equity Japan Euro

26,0%

Swiss Small & Mid Cap Opportunities Chf

28,6%

Deutschland Euro

26,7%

Global Technology $

17,7%

www.amundi.com/ita

www.blackrockinvestments.it

www.dws.it

www.henderson.com

Geo Italia Euro

37,4%

Telecoms Euro

39,9%

Global Healthcare Euro

27,8%

Euroland Equity $

30,6%

Geo Europa Euro

34,7%

Azioni Italia Euro

29,8%

Global Value $

25,6%

Euroland Equity Smaller Companies $

24,9%

Italia A Euro

34,5%

Utilities Euro

25,4%

Tricolore Rendement Euro

25,0%

Stoxx 50 Gbp Ucits Euro

24,0%

Iniziativa Europa Euro

32,7%

Actions Euroland Euro

22,9%

Us Value & Yield J $

24,5%

Gif Us Equity Euro

21,9%

Euro Equity Euro

23,3%

Euro Valeurs Durables Euro

22,7%

Euro Leaders D $

23,3%

Euroland Growth M1 Cap $

20,1%

www.animasgr.it

www.bnpparibas-ip.it

www.edmond-de-rothschild.com

www.assetmanagement.hsbc.com


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Invest Euro Income X Dis

12,8%

Alpha Japan

34,1%

Italian Value Euro Euro

37,2%

Biotech Discovery $

68,0%

Renta Fund Europe High Yield X Cap

10,8%

Golden Age

24,5%

Italian Value No Load Euro

36,7%

Mena A Euro

42,8%

Patrimonial Aggressive X Cap

10,5%

Technolohy

41,7%

Italian Opportunities Euro

35,2%

Mutual Euroland Euro

34,5%

Patrimonial Balanced X Cap

9,0%

Europe High Conviction

13,8%

European Mid & Small Euro

28,6%

Us Opportunities Euro

34,4%

Patrimonial Defensive X Cap

5,7%

Convertible Bond

11,3%

European Selection Euro

26,3%

Euroland Euro

31,8%

www.ingim.com/it

www.loim.com

www.oysterfunds.com

www.franklintempleton.it

Continental European Equity Euro

40,4%

European Strategic Euro

25,7%

Biotech Euro

70,6%

Uk Equity Alpha Income Gbp

32,6%

Pan European Focus Equity Euro

38,7%

European Smaller Companies Euro

23,4%

Generics Euro

36,8%

Uk Mid 250 Rna Gbp

29,8%

Uk Equity Gbp

38,0%

North American Value Euro

23,2%

Digital Communication $

35,3%

Uk Equity Income Rna Gbp

29,3%

Nippon Small/mid Cap Equity Jpy

36,0%

Uk Growth Euro

22,6%

Us Equity Growth SelectionEuro

32,0%

Uk Growth & Income Rni Gbp

28,2%

Global Leisure $

35,4%

American Euro

20,9%

Small Cap Europe Euro

30,0%

American Select Cap Hna Euro

28,0%

www.invesco.it

www.mandg-investments.it

www.pictetfunds.it

www.threadneedle.it

Life Sciences Euro

59,7%

Challenge Italian Equity Euro

36,9%

European Potential Euro

35,1%

Azioni Italia Euro

29,3%

Us Twenty Euro

34,2%

Flessibile Italia Euro

32,7%

Italian Equity Euro

31,3%

Azioni Euro Euro

22,1%

Us Venture Fund Euro

31,3%

Challenge Spain Equity Euro

24,2%

Global Ecology Euro

30,8%

Azioni Usa Euro

21,8%

Global Technology Euro

27,8%

Global Tech Collection Euro

22,4%

Azionario Crescita Euro

29,2%

Azionario Etico Euro

21,0%

Us Risk Managed Core Euro

26,8%

Us Collection Coperta Euro

21,8%

European Equity Target Income Euro

24,8%

Azioni Europa Euro

17,3%

www.janusinternational.com

www.bancamediolanum.it

www.pioneerinvestments.com

www.ubipramerica.it

Healthcare A Dis $

54,7%

Us Growth Euro

49,2%

Azionario Healthcare Euro

29,6%

Lux Equity Fd Biotech $

64,1%

Euroland Dynamic Euro

38,2%

Global Opportunity Euro

43,0%

Azionario Top Dividend Euro

25,7%

Lux Equity Sicav Small Europe I65 Euro

38,4%

Europe Small Cap Euro

38,2%

Us Advantage Euro

30,7%

Azionario Europeo Euro

20,9%

Lux Equity Sicav Small Europe P Acc Euro

35,8%

Dynamic Small Cap Euro

37,7%

Eurozone Equity $

28,0%

Azionario Europa Small Cap Euro

19,3%

Lux Equity Sicav Usa Growth Cap Q Euro

32,8%

Europe Technology Euro

36,2%

Global Advantage $

20,5%

Azionario Tecnologia Euro

16,5%

Lux Equity Sicav German High Euro

32,0%

www.jpmam.it

www.morganstanley.com/im

www.rcm-international.com/it

www.ubs.com/it

Multistock Health Innovation $

69,9%

Europe Smaller Companies Euro

28,8%

European Equities Euro

25,6%

Swiss Mid&small Cap Chf

28,7%

Multistock Euroland Value Stock Euro

37,0%

Harris Associates Us Equity Fund Euro

20,7%

North American Equities $

16,7%

European Mid & Small Cap Equity Euro

28,7%

Multistock Europe Small & Mid Stock Euro 32,3%

Harris Associates Global Equity Euro

Tact All Diversified Income Euro

5,1%

Sustainable Global Leaders Chf

22,9%

Multistock Energy Transition Fund $

Natixis Souverains Euro EUR

6,4%

Emerging Markets Equities Chf

5,0%

Us Equity Euro

21,5%

Loomis Sayles Multisector Income $

0,8%

Tact All Quality Bond Euro

1,1%

New Power Euro

32,0%

Multistock Swiss Small & Mid Cap Stock Chf27,7%

www.juliusbaer.com

18,03%

www.ngam.natixis.com

20,0%

www.vontobel.com

http://www.reyl.com/it

topfunds Opportunity $

48,5%

Us Large Cap Growth Gbp

27,2%

Uk Smaller Companies Gbp

42,4%

Clearbridge Us Aggressive $

31,8%

Us Multi Cap Opportunities Euro

26,0%

Italian Equity Euro

39,7%

Royce Us Small Cap $

26,9%

Us Small Cap Jpy

19,2%

European Smaller Companies Euro

38,5%

Mgmt Value Premier $

24,5%

High Yield Bond Clp

14,0%

Frontier Mkts Equity $

35,4%

Growth Fund $

23,6%

Us Real Estate Securities Gbp

Us Small & Mid Cap Equity Hedg Euro

28,0%

www.leggmason.it

www.nb.com

8,5%

www.schroders.it

I migliori fondi delle più importanti società di gestione distribuiti in Italia in base alle perfomance annuali aggiornate al primo giorno di ogni mese. Fonte: www.bluerating.com


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A Milano sfila il Risparmio Torna il Salone dedicato al settore

Un ponte verso il futuro A cura Maria Paulucci

@Maria_Paulucci

Alzi la mano chi ancora non sa che il 26, 27 e 28 marzo si tiene a Milano, nel nuovo centro congressi dell’Università Bocconi, in via Roentgen 1, l’edizione 2014 del Salone del Risparmio. Veloce ripasso per chi si fosse perso l’appuntamento negli anni passati. La prima edizione dell’allora “Salone della Gestione del Risparmio” prese il via il 21 aprile 2010. L’evento, organizzato da Assogestioni, l’associazione italiana del risparmio gestito, a Palazzo Mezzanotte, si aprì con un intervento dell’ormai ex numero uno Domenico Siniscalco, che all’epoca era da appena un mese alla presidenza dell’associazione. Il 2011 fu l’anno della replica, con una novità: la sede non fu più quella di Borsa Italiana ma l’edificio Grafton dell’Università Bocconi, in Via Roentgen 1, Milano. Quella del 2014, dunque, è la quinta edizione, la prima a svolgersi nel mese di marzo e senza Siniscalco alla presidenza dell’associazione. Anzi: come anticipato sul numero scorso del mensile BLUERATING, è proprio nel corso dell’evento che si riunisce l’assemblea di Assogestioni per la nomina del nuovo presidente. Succede il 26 marzo, giorno di apertura della manifestazione. Il resto del programma si profila tutto sommato in linea con gli anni precedenti: le prime due giornate sono dedicate ai professionisti del settore, mentre nella giornata di chiusura il Salone apre le porte anche al pubblico. A circa un mese e mezzo dall’avvio, come si apprende dal sito ufficiale dell’evento, le aziende e le società di servizi aderenti erano già più di 100, mentre gli iscritti superavano quota 2.000 (più del 70% erano professionisti del settore, dato in aumento rispetto al 2013). Tra le imprese che sono presenti al Salone del Risparmio 2014, sempre secondo le anticipazioni degli organizzatori, i gestori esteri sono più numerosi di quelli italiani: è il sintomo, fanno notare gli organizzatori stessi, di una manifestazione internazionale nel vero senso della parola. Una novantina, poi, gli incontri in agenda sommando conferenze, seminari e corsi di formazione, ai quali si prevede che parteciperanno circa 300 relatori fra professionisti del settore e rappresentanti dalle istituzioni e del mondo accademico. Rispetto alle edizioni precedenti, segnalano comunque gli organizzatori, sono più numerosi gli appuntamenti dedicati alla formazione dei professionisti: otto i corsi rivolti in maniera specifica a promotori finanziari e consulenti - due in più rispetto all’edizione precedente - oltre ai consueti appuntamenti indirizzati a commercialisti e avvocati. A proposito di formazione, torna un altro tema caro ad Assogestioni, quello cioè dell’educazione finanziacontinua a pag. 34

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Dai main partner qualche anticipazione sulle novità che verranno presentate all’evento

Soluzioni d’investimento per professionisti e non A un mese dal Salone del Risparmio 2014 si contavano, tra gli altri, 10 main partner, 16 partner e 51 espositori. In vista della tre giorni, BLUERATING ha fatto un giro tra i partner principali per sapere quale novità - o quale riflessione - presentano durante l’evento. Iniziamo, in ordine alfabetico, da Aberdeen, che “in occasione del Salone si mette alla guida di un simbolico fuoristrada blu per portare gli investitori a ripensare al reddito fisso. Anche se il mercato obbligazionario rimarrà sensibile ai cambiamenti di rotta delle banche centrali e al tapering statunitense”, spiega Aberdeen, “riteniamo che il reddito fisso continuerà a mantenere un ruolo cruciale nei portafogli. I mercati obbligazionari si stanno evolvendo e gli investitori dovranno adeguarsi prendendo il coraggio di rompere con soluzioni fixed income convenzionali per esplorare le nuove e interessanti possibilità che offre l’asset class”. Anima ha scelto la vetrina del Salone per presentare il nuovo sito web. “Il nuovo portale corporate proporrà, oltre a grafica e layout tutti rinnovati, più contenuti a disposizione nella parte pubblica e in quella riservata agli operatori professionali, ovvero l’’Area Premium’, oltre che una navigazione ancora più semplice e intuitiva per le sezioni dedicate ai fondi offerti nel catalogo della sgr. Ma c’è di più. In occasione dell’evento, Anima ha deciso di dedicare la sua consueta conferenza - che si tiene

mercoledì 26 marzo alle 14.30 - alle eccellenze italiane. Il tema guida”, aggiunge la sgr, “è infatti ‘Sfide e opportunità per l’Italia di domani’ e vede una rosa di esperti, dall’astronauta all’economista, confrontarsi e raccontare i loro punti di vista”. Arca sgr, dal canto suo, coglie l’occasione per lanciare Arca Bond Flessibile. “In un contesto di bassi rendimenti e significativi rischi di aumento dei tassi di interesse”, riferisce la società, “i fondi obbligazionari tradizionali, con duration gestita anche attivamente ma intorno a quella di un benchmark, per quanto utili in un asset allocation strategica di lungo periodo, potrebbero rivelarsi poco performanti nei prossimi tre o quattro anni. Per questo nasce Arca Bond Flessibile, un fondo che si propone di utilizzare strategie che mirano a neutralizzare le oscillazioni del mercato obbligazionario e a perseguire un rendimento positivo con volatilità limitata in qualsiasi scenario dei tassi”. Un altro main partner è Bnp Paribas IP. Matthieu David, responsabile distribuzione esterna, dice: “tra i promotori storici del Salone, Bnp Paribas IP si ripropone per affrontare le sfide di un mondo finanziario in continua evoluzione. Una nuova è affrontata tramite la sicav Parvest: un veicolo del tutto rinnovato che raccontiamo al Salone il 27 continua a pag. 35

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segue da pag. 33 ria. Come anche nelle edizioni degli anni passati, diverse attività di formazione e informazione coinvolgono gli studenti in arrivo da tutta Italia venerdì 28 marzo per l’appuntamento “Informarsi oggi per essere cittadini consapevoli domani”. Ovviamente, il Salone del Risparmio 2014 riserva larghissimo spazio alle grandi questioni dell’industria. Quella che dà il titolo all’edizione è “Investire nel lungo termine. Risparmio gestito, un ponte per il futuro”. E i dati riferiti al quarto trimestre dello scorso anno confermano che il 2013 è stato appunto l’anno degli investimenti di lungo termine. Il Salone arriva dopo un quarto trimestre 2013 che, secondo i dati riportati da Assogestioni, è stato dominato dai fondi aperti, che hanno registrato un saldo netto positivo di oltre 6,4 miliardi consentendo all’industria del risparmio gestito italiana di archiviare gli ultimi tre mesi dell’anno con una raccolta netta totale di 5,5 miliardi di euro. Se si escludono i fondi monetari, il bilancio dei fondi comuni di lungo termine è stato ancora più importante e ha sfiorato i 10 miliardi di euro, portando il saldo del 2013 a quota 50,5 miliardi, di cui 27,6 confluiti nei fondi flessibili e 12,5 nei fondi obbligazionari. Insomma, secondo Assogestioni “la mappa trimestrale del risparmio gestito relativa al quarto trimestre 2013 conferma l’importanza degli investimenti di lungo termine, che saranno al centro della prossima edizione del

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Salone del Risparmio”. Una crescita, quella dei fondi banche, un maggiore peso sistemico e in quanto tali di lungo termine, confermata secondo l’associazione si dovranno sottoporre al più severo controllo dei anche dai dati di patrimonio gestito da questi stru- regolatori. L’aumento degli asset, precisa il report, si menti, che è cresciuto, in appena tre mesi, di oltre 30 verificherà in scia ai nuovi flussi dai mercati emermiliardi, passando dai 496 miliardi di fine settembre genti: America del Sud, Asia, Africa e Medio Oriente agli oltre 524 di dicembre. “Una crescita che ha per- rappresenteranno il 34% degli asset totali nel 2020 e non più il 10%, come invece accade oggi. messo all’industria di portare gli asset totaNe consegue che molti asset manager li oltre i 1.332 miliardi di euro, contro provenienti da queste regioni si i 1.291 del trimestre precedente”, zioni Comunicaizio imporranno sulla scena dell’indusottolinea Assogestioni. Ma non di serv stria a livello mondiale, come è finisce qui: un report di crivere ci si può is tutti gli io accaduto nell’ultimo decennio PricewaterHouseCoopers ra b b fe rsi e a Dal 18 a al renze, ai co al comparto bancario, nel società che fornisce servizi alle confe menti in programm 36, a nta professionali di revisione di quale i marchi asiatici oggi altri appu Risparmio. A pagin del si l Salone de pubblica una sinte nubilancio, advisory e consulencostituiscono la metà dei printe G n IN co AT e R E , ora BLU io.it a per luogo za legale e fiscale - pronostica cipali gruppi bancari globali. In programm w.salonedelrisparm rni w w e gio tr ti. Su lla e che nei prossimi sei anni, sulla attesa di mettere queste stime d a gend trovate l’a e integrale e tutte piazza mondiale, gli asset manaalla prova dei fatti, nella mappa n io rs in ve fo. le altre in ger assisteranno a un balzo del inserita in queste due pagine ripropatrimonio in gestione dai 64 trilioni poniamo la panoramica sui fondi nel di dollari di oggi ai 100 trilioni stimati per mondo messa a punto dal magazine il 2020. Il documento prevede anche che il sistema Business Life, per avere una prima idea su come si bancario registrerà invece una flessione del capitale stanno spostando già oggi i pesi e le misure. superiore ai 380 miliardi di dollari nel corso dei pros- Dunque il Salone riapre forte di dati e di stime tutto simi cinque anni, e con ciò contribuirà a far spazio ai sommato incoraggianti. E questo malgrado l’inciamgestori. Certo, rischi non ne mancano: un eccessivo po di gennaio che, come BLUERATING riporta a incremento degli asset under management sul piano pagina 38, si è chiuso con una raccolta netta totale globale potrebbe determinare la formazione di mega- negativa per 1,5 miliardi. Buona prova per i fondi manager che avranno, proprio come oggi le grandi aperti, comunque: per loro, +4 miliardi di euro.

DALLE CAYMAN A H

GLI OTTO “PARADIS

ISOLE VERGINI BRITANNICHE Fondi in gestione: 55 MILIARDI DI DOLLARI Con più di 3.000 fondi, sono state a lungo la destinazione preferita per gli hedge fund e i gestori di fondi Usa grazie alla loro vicinanza all’America e al loro fuso orario.

ISOLE CAYMAN Fondi in gestione: 3.600 IN TOTALE (valore ignoto) Come le vicine Isole Vergini Britanniche, le Cayman devono molto alla finanza offshore. I servizi finanziari hanno generato 1,22 miliardi di dollari del Pil nel 2011.

LONDRA IRLANDA Fondi in gestione: 3,1 TRILIONI DI DOLLARI Il settore in Irlanda impiega oltre 12.500 persone e conta più di 3.600 fondi e comparti quotati all’Irish Stock Exchange. Il maggiore rivale in Europa? Il Lussemburgo.

Fondi in gestione: 8,2 TRILIONI DI DOLLARI Malgrado gli appelli dei politici contro la finanza offshore, la City è un colosso globale dei fondi. Il settore rappresenta circa l’1% del Pil del Regno e impiega 60.000 persone.


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segue da pag. 33 marzo alle 12.00. Ma siamo anche al Velodromo per proporre un nuovo approccio all’investimento di medio e lungo termine”. Alessandro Varaldo, direttore commerciale di Eurizon Capital sgr, fa sapere che “quest’anno la nostra presenza al Salone ruota intorno ad alcune esperienze gestionali di successo legate a specifici mercati come obbligazioni euro, high yield europee e azioni italiane, ovvero a strategie di investimento come la Dynamic Sustainable High Dividend Yield Portfolio. Quest’ultima applicata nel fondo EEF Azioni Strategia Flessibile, che ha ottenuto le cinque stelle Morningstar e che investe in modo flessibile secondo un approccio contrarian in azioni high dividend di Europa e Usa”. Invesco ha costruito una consolidata esperienza negli investimenti nel Vecchio Continente. “La nostra offerta oggi comprende fondi rinomati in questo mercato. Offriamo diversi approcci d’investimento in grado di soddisfare le esigenze specifiche degli investitori”. Invesco a breve lancerà una nuova soluzione di investimento multi asset. “Le soluzioni multi asset ben si addicono a rispondere alle esigenze di diversi target di clientela: si ricercano rendimenti interessanti con un ritorno superiore all’obbligazionario, assumendo rischi contenuti rispetto a un tradizionale prodotto azionario”. Anche Lorenzo Alfieri, country head per l’Italia di Jp Morgan AM, condivide la sua analisi con BLUERATING. “Molti degli eccessi della crisi

sono rientrati. Si percepisce un certo ottimismo benché in un contesto di volatilità - che suggerisce agli investitori di rivolgersi a strategie bilanciate multi asset per poter cogliere le opportunità e limitare i rischi dei diversi mercati. Scegliere investimenti diversificati e affidabili, che attuano una gestione particolarmente attiva e che guardano al lungo periodo, può aumentare per ogni tipo di investitore le possibilità di un rendimento aggiuntivo”. Pictet

BLUERATING ha sentito i 10 main partner per capire quale novità hanno preparato per il Salone del Risparmio al Salone porta un Mago. Si tratta del fondo Pictet Multi Asset Global Opportunities (Mago, appunto), fondo bilanciato flessibile che investe su un’ampia gamma di strumenti, aree geografiche, settori e stili gestionali, perseguendo un profilo rischio-rendimento ottimale. “Anche quest’anno Pictet ha rinnovato l’impegno in qualità di main partner”, dichiara Luca Di Patrizi, group managing director e country head di Pictet AM in Italia. “Invitiamo i nostri partner distributivi a venirci a trovare al Salone per

approfondire la conoscenza di questa interessante soluzione d’investimento e scoprire le sorprese che li attendono allo stand Pictet”. Pioneer Investments approfondisce il tema dell’investimento in azioni europee e i motivi che portano a preferire questa asset class in un momento come l’attuale. In occasione della conferenza del 27 marzo alle 11.00 presso la Sala 4 della Bocconi, con gli esperti di Pioneer Investments si discuterà dei diversi possibili approcci all’investimento in azioni europee a seconda delle esigenze dei risparmiatori. “È anche l’occasione per discutere delle diverse strategie di investimento che proponiamo”, aggiunge in conclusione la società, “da quelle tradizionali a quelle più innovative”. Chiude il cerchio dei main partner Ubi Pramerica sgr. Andrea Pennacchia, il direttore generale, segnala che “Ubi Pramerica si propone di essere vicino al cliente per tutte le sue necessità, con soluzioni che consentono di scegliere prodotti adatti ai suoi obiettivi di rendimento e al suo profilo di rischio. Vuole però guardare oltre ed essere al loro fianco anche nella pianificazione di lungo termine, aiutandoli a comprendere l’importanza del risparmio finalizzato a mantenere il tenore di vita nel tempo”. Al Salone, Ubi Pramerica sgr presenta in anteprima una ricerca che evidenzia una delle nuove sfide che i risparmiatori dovranno affrontare, per la quale, sottolinea Pennacchia, “è importante iniziare a risparmiare oggi per il proprio benessere futuro”.

MAN A HONG KONG:

ARADISI” DEI FONDI

LUSSEMBURGO Fondi in gestione: 3,3 TRILIONI DI DOLLARI Il Lussemburgo, con l’Irlanda, è la sede principale dei fondi transfrontalieri europei. Gli asset under management sono saliti del 4,82% tra il gennaio e l’agosto del 2013.

HONG KONG Fondi in gestione: 1,6 TRILIONI DI DOLLARI Secondo una recente indagine, gli investitori stranieri rappresentano circa il 65% degli aum. Ma il legame con la Cina può essere sia una benedizione che una maledizione.

SINGAPORE SVIZZERA Fondi in gestione: 2,8 TRILIONI DI DOLLARI È tradizionalmente la meta scelta per i fondi in Europa. E anche se ha subito una battuta d’arresto dopo le tensioni con Usa e Ue, il volume dei fondi svizzeri è salito.

Fondi in gestione: 1,29 TRILIONI DI DOLLARI Singapore e Hong Kong stanno riducendo la loro distanza con la Svizzera e con Londra in virtù della vicinanza alla Cina e dei collegamenti con i mercati emergenti.


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giovedì 27 marzo

Auditorium | Ore 10.00 - 12.30 Apertura dei lavori a cura di Assogestioni

Sala 4 | Ore 9.00 - 10.30 Conferenza a cura di Assogestioni

Sala 2 | Ore 11.00 - 12.00 Conferenza a cura di Ubs

Auditorium | Ore 10.00 - 11.30 Rdr e remunerazione: conferenza a cura di Anasf (Associazione nazionale promotori finanziari)

Sala 4 | Ore 11.00 - 12.00 Conferenza a cura di Nordea Sala 1 | Ore 11.30 - 15.30 Mercati e prodotti. Conferenza per professionisti certificati a cura di Aberdeen e Ing Investment Management

Sala Velodromo 6/7 | Ore 9.30 - 13.30 Conferenza per professionisti certificati a cura di Anima ed Eurizon Capital

venerdì 28 marzo Sala 2 | Ore 9.00 - 10.30 Conferenza a cura dell’Ufficio Scolastico Regione Lombardia Sala Velodromo 2 | Ore 9.00 - 12.30 L’adeguata verifica della verifica della clientela da parte di sgr e promotori finanziari: profili operativi e criticità interpretative. A cura di Assogestioni Formazione

Sala 1 | Ore 10.00 - 11.00 Conferenza a cura di DeAWM

Sala Velodromo 6/7 | Ore 9.00 - 13.00 Investimenti di lungo periodo. Conferenza per professionisti certificati a cura di Ubi Pramerica e Bnp Paribas IP

Sala 5 | Ore 10.00 - 11.00 Conferenza a cura di Threadneedle

Sala 3 | Ore 9.30 - 10.30 Conferenza a cura di Assogestioni e Assorel

Sala 3 | Ore 12.00 - 13.00 La gestione di portafogli obbligazionari in un contesto di rendimenti al rialzo. A cura di Amundi Asset Management

Sala 3 | Ore 10.00 - 11.00 Conferenza a cura di Allianz Global Investors

Sala 5 | Ore 9.30 - 10.30 Conferenza a cura della Consob

Auditorium | Ore 13.00 - 14.00 Conferenza a cura di Fideuram Investimenti

Sala 2 | Ore 11.00 - 12.00 Conferenza a cura di Morgan Stanley

Sala 4 | Ore 13.00 - 14.00 Etf innovativi - Caratteristiche e criticità. A cura di Lyxor (Société Générale Group)

Sala 4 | Ore 11.00 - 12.00 Conferenza a cura di Pioneer Investments

Sala 5 | Ore 12.00 - 13.00 Conferenza a cura di Zenit sgr

Sala 5 | Ore 14.00 - 15.00 Data e Analytics - uno strumento per ottenere vantaggio competitivo. A cura di State Street Sala 3 | Ore 14.00 - 15.30 Gli investitori istituzionali e il rinnovo delle cariche sociali nelle società quotate. A cura di Assogestioni

Sala 5 | Ore 11.30 - 12.30 Conferenza a cura di Pimco Sala 1 | Ore 11.30 - 15.30 Il risparmio gestito italiano: analisi del mercato e aggiornamento normativo. Conferenza per professionisti certificati Auditorium | Ore 12.00 - 13.00 Conferenza a cura di Bnp Paribas IP

Sala Velodromo 6/7 | Ore 14.00 - 18.00 Analisi e scenari di mercato. Conferenza per professionisti certificati a cura di Jp Morgan Asset Management e Pioneer Investments

Sala 5 | Ore 13.00 - 14.00 Conferenza a cura di Ing IM

Auditorium | Ore 14.30 - 15.30 Sfide e opportunità per l’Italia di domani. A cura di Anima sgr

Sala 3 | Ore 14.00 - 15.00 Conferenza a cura di UniCredit

Sala 4 | Ore 14.30 - 15.30 Dal Blog di Iggo: il 2014 sarà ancora un anno difficile per l’obbligazionario? A cura di Axa Investment Managers Sala 2 | Ore 15.00 - 16.00 Conferenza a cura di Arca sgr Sala 5 | Ore 15.30 - 16.30 Conferenza a cura di Aletti Gestielle sgr Auditorium | Ore 16.00 - 17.00 Conferenza a cura di Invesco Sala 3 | Ore 16.00 - 17.00 Conferenza a cura di Credit Suisse Sala 1 | Ore 16.00 - 17.00 Conferenza a cura di Assogestioni

Sala 4 | Ore 13.00 - 14.30 Conferenza a cura di Assogestioni

Sala Velodromo 6/7 | Ore 14.00 - 18.00 Corso a cura di Anasf. Conferenza per professionisti certificati Sala 5 | Ore 14.30 - 15.30 Conferenza a cura di Ubi Pramerica Auditorium | Ore 15.00 - 16.00 Conferenza a cura di Jp Morgan Sala 2 | Ore 15.30 - 17.30 Conferenza a cura di Assogestioni Sala 1 | Ore 16.00 - 17.00 Promotori e fondi, il circolo virtuoso. A cura di Bfc (società che edita BLUERATING, n.d.r.) Auditorium | Ore 16.30 - 17.30 Conferenza a cura di Pictet

Sala 4 | Ore 17.00 - 18.00 Conferenza a cura di Janus Capital Group

Sala 4 | Ore 16.30 - 17.30 Conferenza a cura di Natixis Global Asset Management

Auditorium | Ore 17.30 - 18.30 Conferenza a cura di Aberdeen

Auditorium | Ore 18.00 - 19.00 Conferenza a cura di Eurizon Capital

Sala Velodromo 3 | Ore 11.00 - 12.00 Asset Allocation Strategica, Tattica o Total Return? A cura di Fida e Adb Auditorium | Ore 11.30 - 13.30 Conferenza studenti. A cura del Museo del Risparmio e di Assogestioni Sala 4 | Ore 12.00 - 13.00 Conferenza a cura di Mediobanca Sala 5 | Ore 12.30 - 16.00 Il nuovo decreto sui criteri e limiti di investimento delle risorse dei fondi pensione: prospettive e opportunità. A cura di Assogestioni Sala 3 | Ore 13.00 - 14.00 Conferenza a cura di Assogestioni Sala Velodromo 2 | Ore 13.00 - 14.00 Exchange traded fund e derivati nella costruzione e gestione di portafoglio. A cura di Borsa Italiana Sala Velodromo 3 | Ore 13.00 - 14.00 Conferenza a cura di Nafop (l’Associazione nazionale dei professionisti fee only) Sala Velodromo 6/7 | Ore 13.30 - 17.30 Corso a cura di Russell Investments e ProfessioneFinanza (per professionisti certificati) Sala 4 | Ore 14.00 - 15.00 Conferenza a cura di Forum per la finanza sostenibile e Febaf (la Federazione delle banche, delle assicurazioni e della finanza) Auditorium | Ore 14.30 - 16.30 Conferenza di chiusura sulla previdenza complementare a cura di Banca Generali e Assogestioni Sala Velodromo 3 | Ore 15.00 - 16.00 Consulenza finanziaria: una sfida di professionalità. A cura di Aiaf (ossia l’Associazione italiana degli analisti e dei consulenti finanziari) Sala 1 | Ore 15.00 - 16.30 Conferenza a cura dell’Uffico Scolastico Regione Lombardia


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Gennaio si è chiuso con deflussi netti per 1,5 miliardi di euro

È un rosso relativo

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Il dato però si deve a una riorganizzazione in Mediolanum A cura di Diana Bin Il primo mese del 2014 si è chiuso con un saldo di raccolta negativo per il settore italiano del risparmio gestito. Questo è quanto è emerso dagli ultimi dati diffusi da Assogestioni, che hanno evidenziato alla fine di gennaio un rosso di 1,5 miliardi rispetto ai -582 milioni del mese di dicembre. Bisogna fare attenzione, però, ha segnalato l’associazione: sul risultato finale hanno pesato alcuni movimenti all’interno del gruppo Mediolanum, che ha eliminato i mandati di gestione infragruppo da Mediolanum Vita verso Mediolanum Gestione Fondi a partire dal primo giorno dell’anno. L’operazione ha comportato l’uscita dal perimetro della rilevazione Assogestioni di 13,2 miliardi di euro, registrati a diminuzione del patrimonio gestito e come raccolta netta negativa di gennaio. Il fenomeno, tuttavia - ha precisato ancora l’associazione - non è in alcun modo collegato a disinvestimenti della clientela. Nonostante il dato negativo, alla fine di gennaio il patrimonio complessivamente in gestione al settore è salito a 1,335 miliardi di euro, segnando un nuovo record storico. I mandati istituzionali e i fondi

L’EVOLUZIONE DELLA RACCOLTA NETTA 8.703

7.252 6.901 6.327 5.429

4.788 3.143

2.537

3.621

-582 -1.516

F

M

A

M

G

L

A

S

O

N

D

G

Dati in milioni di euro da febbraio 2013 a gennaio 2014. Fonte: Assogestioni

aperti sono i prodotti più rappresentati, con asset in gestione pari rispettivamente a 634 miliardi (pari al 47,5% del totale) e a 560 miliardi (ossia il 42% del dato complessivo). Analizzando più nel dettaglio il dato di raccolta di gennaio, la mappa mensile di Assogestioni ha messo in evidenza come le gestioni collettive abbiano registrato sottoscrizioni nette per 3,9 miliardi di euro, affluite esclusivamente nelle casse dei fondi aperti (il

saldo dei fondi chiusi è stato infatti pari a zero), mentre le gestioni di portafoglio hanno chiuso il mese in rosso per 5,4 miliardi di euro, risultate dai -6,4 miliardi delle gestioni istituzionali e dai +995 milioni delle gestioni retail. Per quanto riguarda i fondi comuni di investimento, bisogna sottolineare che le macrocategorie più gettonate sono state ancora quelle dei prodotti flessibili, con 3,5 miliardi di euro, dei bilanciati, con 1,2 miliardi di euro, e degli

azionari con 728 milioni di euro. In rosso invece i fondi obbligazionari, con -944 milioni, i monetari, con -466 milioni, gli hedge, con -92 milioni, e i prodotti “non classificati”, con -17 milioni. Per concludere, si segnala che nel mese di gennaio i fondi di diritto italiano hanno superato per raccolta i fondi di diritto estero, con 2 miliardi di euro contro 1,8 miliardi. @DianaBin2

3,9 mld €

-1,5 mld €

2 mld €

4,4 mld €

È la raccolta netta realizzata a gennaio dai fondi comuni di investimento

Il dato di raccolta nel settore del risparmio gestito nel primo mese dell’anno

Le sottoscrizioni nette registrate dai fondi comuni domiciliati in Italia

La migliore raccolta del mese è stata quella del gruppo Generali

Mediolanum che, complice una riorganizzazione dei mandati assicurativi tra le imprese del gruppo nello specifico, l’eliminazione dei mandati di gestione infragruppo da Mediolanum Vita verso Mediolanum Gestione Fondi - ha registrato a fine mese una raccolta netta negativa per 13 miliardi di euro. Penultimo posto per Franklin Templeton Investments, con -558

milioni, mentre Amundi ha visto defluire 117 milioni di euro. Per quanto riguarda infine i soli fondi comuni di investimento, a gennaio la medaglia d’oro è spettata ad Anima Holding, con una raccolta netta di 732 milioni di euro. Seconda posizione per il Banco Popolare (647 milioni), seguito da Intesa Sanpaolo (604 milioni), Generali (509 milioni) e Azimut (500 milioni). In fondo alla classifica troviamo invece Franklin Templeton Investments (-558,5 milioni), Pioneer Investments (351 milioni) e Amundi (-234 milioni di euro).

Gruppo Generali primo per raccolta È stato il gruppo Generali, il primo per patrimonio gestito tra gli aderenti ad Assogestioni, a mettere a segno la raccolta netta più alta di gennaio: 4,4 miliardi di euro, di cui 3,9 miliardi derivanti dalle gestioni istituzionali e poco più di 500 milioni dai fondi comuni di investimento. Seguono nell’ordine il gruppo Poste Italiane con 1,8 miliardi (derivanti in larga parte dalle gestio-

ni di portafoglio istituzionali) e il gruppo Intesa Sanpaolo con 1,4 miliardi: per quanto riguarda in particolare Ca’ De Sass, il risultato è da attribuire al buon andamento di Eurizon Capital, che con una raccolta di 1,8 miliardi ha più che compensato i 490 milioni defluiti dalle casse di Banca Fideuram. A gennaio l’ultima posizione della graduatoria è occupata invece da


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LA CLASSIFICA PER PATRIMONIO GESTITO Gruppo

Raccolta netta gennaio

Raccolta netta fondi aperti gennaio

Generali

4.432,0

508,6

360.083

Intesa Sanpaolo

1.383,3

604,4

251.544

Pioneer Investments

-18,4

-351

106.274

Anima Holding

799,4

731,9

47.343

1.798,8

60,8

45.489

12,2

-79,9

39.073

-13.024,7

179,4

32.347

Poste Italiane Allianz (^) Mediolanum (1) Ubi Banca (2) Franklin Templeton Investments Banco Popolare Axa Amundi

45,4

76,9

31.369

-558,5

-558,5

27.883

750,9

647,2

25.756

52,4

49,4

25.697

-117,0

-234,3

25.076

Arca

213,3

160,8

24.888

Azimut

672,5

500

23.668

Bnp Paribas

446,3

313,9

21.206

Jpmorgan Asset Management

201,5

201,5

15.523

Credito Emiliano

11,0

-41,3

12.463

Pictet Asset Management (*)

n.d.

n.d.

11.522

Credit Suisse

164,7

0,1

11.323

Schroders

169,7

169,7

11.249

Deutsche Asset And Wealth Managemen

459,7

468,9

11.028

Morgan Stanley

223,3

223,3

10.001

n.d.

n.d.

9.848

295,6

295,6

9.658

9,5

-11,1

8.901

Fidelity Worldwide Investment (*) Invesco (3) State Street Global Advisors (§) M&G Investments

n.d.

n.d.

8.262

Banca Esperia

-23,5

4,4

7.299

Societe Generale

-29,6

-29,6

6.980

Kairos Partners

16,8

26,1

6.906

Montepaschi

54,2

0

6.342

-15,8

-8,7

5.992

0,0

0

5.260

Ersel Groupama Asset Management (^) Banca Sella La sigla “n.d.” sta per “non disponibile” (1) Dall’1 gennaio 2014 il gruppo Mediolanum ha eliminato i mandati di gestione infragruppo da Mediolanum Vita verso Mediolanum Gestione Fondi. L’operazione ha comportato l’uscita dal perimetro della rilevazione Assogestioni di 13.216 milioni di euro, registrati a diminuzione del patrimonio gestito e come raccolta netta negativa di gennaio. Il fenomeno non è in alcun modo collegato a disinvestimenti della clientela. (2) Il dato comprende anche le deleghe di gestione conferite a Pramerica Financial (**), partner di Ubi Banca nel risparmio gestito per il tramite di Ubi Pramerica sgr. (**) Pramerica Financial è il marchio utilizzato da Prudential Financial, Inc. (Usa) in determinati Paesi al di fuori degli Stati Uniti e non ha alcun legame con Prudential Plc, società con sede nel Regno Unito. (3) Dati non rappresentativi dell’intero gruppo. (*) Dati di patrimonio non aggiornati. (^) Raccolta netta parziale. Patrimonio parziale o parzialmente aggiornato. (§) Raccolta netta parziale.

Patrimonio

85,6

11,9

5.242

Fondaco

-35,2

-26,1

4.757

Veneto Banca

-72,9

-32,7

4.482

Ubs

-22,8

-22,7

4.048

n.d.

n.d.

3.703

-11,4

-19,4

3.241

0,6

0

2.897

Dexia (*)

n.d.

n.d.

2.288

Aberdeen Asset Management Plc (*)

n.d.

n.d.

2.206

Ing Investment Management (*)

n.d.

n.d.

1.503

Bny Mellon Asset Management (*) Iccrea Banca Pop. Emilia Romagna

Pensplan Invest

73,4

35,7

1.340

Nextam Partners

-3,4

-4,5

1.041

Janus Capital (*)

n.d.

n.d.

1.035

Consultinvest

19,7

19,9

1.004

Banca Profilo

4,5

0

901

25,9

25

748

8,7

8,7

733

-5,3

-5,3

691

Acomea Tages Hedge Invest


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Patrizi (Credit Suisse), il 2013 per noi è stato positivo

Bisogna lavorare sulla trasparenza di Gianluca Baldini Il private banking sta cambiando pelle, così come la sua clientela. Una rivoluzione che riguarda tutti i player del settore che stanno mettendo a punto le loro stategie per affrontare questo vento di novità. BLUERATING ne ha parlato con Marcello Patrizi, responsabile private banking Centro Italia di Credit Suisse. Quali sono le vostre strategie e chi sono i vostri clienti? Il nostro business di wealth management è uno dei più importanti nel settore del private banking ed è anche l’attività principale del gruppo Credit Suisse. Come gruppo offriamo questo tipo di servizi sia a clienti privati che istituzionali. Come clienti privati ci concentriamo soprattutto sui clienti High Net e Ultra High Net in tutto il mondo. A ciascun cliente portiamo l’expertise e le competenze di un gruppo presente in oltre 40 Paesi con più di 300 uffici in tutto il mondo. Non solo, abbiamo un processo di advisory strutturato che offre la possibilità di accedere ad una piattaforma unica di prodotti e servizi, estremamente sofisticata che si basa su di una architettura aperta. Il nostro gruppo ha oltre 4.000 relationship manager certificati e 22 booking center, che riflettono la nostra presenza globale. Possiamo quindi servire i nostri clienti in tutti i luoghi in cui operano. Ritengo che per la fascia di clientela cui Credit Suisse si rivolge questa possibilità sia assolutamente fondamentale. La nostra esperienza anche nell’Investment Banking ci permette di offrire tutte le competenze per soddisfare i bisogni della clientela a 360 gradi, oltre al profilo privato – che è quello principale – veniamo incontro anche alle necessità tipiche degli imprenditori. Come è andato il 2013 per Credit Suisse Private Banking? Se si guardano i confini nazionali possiamo dire che il 2013 è stato un

anno nel complesso positivo, perché stiamo procedendo fermamente nel percorso che abbiamo annunciato negli anni passati. Naturalmente la situazione di mercato è stata favorevole, ma siamo anche molto soddisfatti per i traguardi raggiunti in termini di modello operativo. Stiamo infatti proseguendo il percorso per concentrarci sulla nostra clientela High Net e Ultra High Net e questo è confermato sia dall’acquisto delle attività EMEA (Europe Middle East and Africa) di Morgan Stanley, sia dall’arrivo di un team molto forte negli Ultra High Net a Milano e a Roma ,professionisti di lunga esperienza in questo settore come Luca Sicari e Cristiano Castellani entrambi provenienti da BNP Paribas che mi hanno raggiunto nella sede di Roma (a Milano sono invece entrati, Roberto Coletta, Paolo Roncati e Claudio Detti n.d.r.). Che novità per il 2014? L’Italia rappresenta per il Gruppo Credit Suisse uno dei Paesi chiave. Siamo presenti da oltre 25 anni e l’Italia è il Paese all’avanguardia in termini di modello di Private Banking. Di fatto, Credit Suisse Italy è stato il primo ad orientarsi alla consulenza sia nel contesto del private banking italiano che all’interno del Gruppo Credit Suisse. È la capacità di anticipare i cambiamenti e metterli al servizio della nostra clientela la nostra forza come Gruppo e anche come Team Paese. L'Italia è un Paese nel quale vogliamo continuare ad avere un ruolo di primo piano. Qui abbiamo la massa critica per servire direttamente la nostra clientela in tutti gli ambiti (dal private all'investment banking).

strategico che rappresenta una delle priorità chiave nell’ambito del Private Banking del Gruppo. Proprio dall’Italia è partito da qualche settimana un nuovo contratto di Global Advisory con la possibilità per il cliente di pagare una fee omnicomprensiva, che supera la logica di remunerazione legata al prodotto di investimento eliminando definitivamente il tema del conflitto di interesse. Quali i punti deboli del private in Italia?Cosa bisogna cambiare? Questo sistema infatti è ancora il punto debole del private banking in Italia, la mancanza di trasparenza circa i costi impliciti dei prodotti. È questa la direzione in cui Credit Suisse continuerà ad andare anche per il 2014. Sulla piazza di Roma Credit Suisse continua ad essere molto attivo. Ci sono ancora molte opportunità per noi nei prossimi anni. Se molte delle principali banche internazionali hanno ridotto o addirittura azzerato la loro presenza, l’ampliamento del team è la conferma di quanto Roma resti per noi importante. Crediamo in questa area e siamo ogni giorno impegnati ad offrire il migliore advisory per trasparenza e assenza di conflitto di interesse ai nostri clienti attuali e potenziali. @gianlucabaldini

NON CI CASCO

di Paolo Martini*

Non c’è soluzione per tutte le stagioni

D

alla vendita del prodotto alla vendita della Consulenza. Il futuro della professione non può prescindere da questo passaggio. I clienti chiedono un servizio più complesso, iniziano ad essere più consapevoli, usano la tecnologia che abbatte le barriere informative, i media sono sempre più attenti e l’eccesso di informazione rende più facile fare scelte di investimento basate sulle emozioni e non sulla razionalità. Poter proporre una gamma di prodotti di valore resta un punto cardine nella relazione con la clientela. La qualità di un prodotto si misura dalla storia del gestore, dalla sua capacità di generare performance nel medio termine (periodi negativi capitano a tutti) proteggendo i clienti dai rischi impliciti ed espliciti, dal livello di innovazione e dal suo successo commerciale (conta anche quello). Il solo prodotto però non è più sufficiente, deve essere accompagnato da un servizio e da professionisti di assoluta qualità. Non esiste la soluzione buona per tutte le stagioni e la diversificazione (tra stili di gestione, aree geografiche e asset class) resta fondamentale per costruire un portafoglio efficiente. È quindi importante che i consulenti finanziari e le società spostino l’attenzione anche sul modello di consulenza e sulle competenze necessarie per offrire al cliente un servizio reale di qualità che si basi, ovviamente, anche su prodotti validi. Serve tempo per capire un cliente e ne serve ancora di più per trovare la giusta risposta alle sue esigenze oltre a concordare con lui quali saranno i punti chiave su cui basare la relazione e quindi la consulenza.

Dove punterete? Oggi il team Uhnwi dedicato alla clientela italiana, gestisce patrimoni superiori ai 50 milioni di euro con oltre 20 professionisti con una vasta esperienza nel private banking e nel corporate finance posizionandosi così in modo importante in queMarcello sto segmento considerato Patrizi

4 mila

530 sedi

2 milioni

Sono i relationship manager di cui dispone CS a livello globale

È il numero di ufficio del gruppo, oltre a 22 booking center

I clienti del gruppo su scala mondiale tra privati e istituzionali

Il prodotto di qualità diventa un mezzo e non il fine e il protagonista assoluto è il consulente con il suo valore, la sua professionalità, la sua disponibilità e la sua capacità di fornire servizi e soluzioni specifiche anche di natura non finanziaria. *direttore commerciale Azimut


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Un’indagine Accenture fa luce sugli umori dei consumatori

L’assicurazione? Si compra online

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CONTI E POLIZZE Le novità sui prodotti le trovi su www.soldiweb.com

A cura di Rosaria Barrile L’assicurato è “mobile”. In pratica, ben il 67% di chi ha stipulato una polizza vita, auto o casa è pronto a rivolgersi a compagnie o ad altri intermediari online in caso di tariffe più convenienti o di servizi più vicini ai suoi bisogni. È quanto emerge da un’indagine Accenture condotta presso 6.135 assicurati in 11 Paesi del mondo. Il 23% degli intervistati è disposto anche ad acquistare una polizza presso fornitori online come Google oppure Amazon. Il 43% prende in considerazione l’idea di acquistare prodotti assicurativi dalle banche, il 20% dai fornitori di servizi, tra cui le società di telecomunicazioni, il 14% dai venditori al dettaglio e il 12% dai venditori di auto. Lo studio, che analizza lo stato dell’arte dell’offerta digitale nel

Il 67% di chi ha stipulato una polizza si rivolge ad altri se le tariffe o i servizi lo convincono di più

mondo assicurativo, sottolinea come gli assicurati vedano nei canali web un’opportunità per avere servizi sempre più su misura e vantaggi tariffari. In questo scenario, la ricerca segnala anche alcune esperienze che hanno saputo sfruttare le innovazioni digitali per fornire un valore aggiunto al cliente finale in termini di prezzo o di servizio. Tra questi si segnala “Name your

Bpvi, una nuova carta promuove il territorio Uno strumento di pagamento su misura per tutti i soci delle Pro Loco d’Italia. A renderlo disponibile è stata un’iniziativa della Banca Popolare di Vicenza in collaborazione con l’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia. Attraverso la carta prepagata Unpli - che consente di effettuare i paga-

price”, un tool lanciato dalla compagnia americana Progressive che dopo aver raccolto le informazioni base dai possibili clienti, tra cui il budget destinato all’assicurazione auto, suggerisce il pacchetto ideale, e il nuovo sistema per pagare l’Rc auto reso disponibile dal player britannico Insurethebox che consiste nell’acquisto di miglia di copertura in anticipo. @rosariabarrile

dell’importo speso, senza alcun onere economico da parte del socio. Successivamente sarà l’associazione a riconosce il contributo alle Pro Loco di appartenenza dei rispettivi soci, sostenendone le iniziative sul territorio italiano. Inoltre, la carta prepagata Unpli, senza costi di attivazione e senza canone, permette al socio della Pro Loco di usufruire delle esclusive convenzioni stipulate da Unpli con numerosi partner appartenenti a diversi settori.

menti tramite il circuito Mastercard anche via Internet, di prelevare contante in Italia e all’estero e di eseguire e ricevere bonifici - è possibile sostenere concretamente i progetti dell’associazione: per ogni pagamento effettuato con la carta, infatti, la banca devolverà all’Unpli il 5 per mille

Pensare alla famiglia Tre canali per pagare Da Banca Marche arriva un nuovo conto pensato per le famiglie. Entrando un po’ più nel dettaglio, c’è da sapere che l’offerta prevede l’abbattimento del canone mensile sulla base del numero di servizi utilizzati. Il Conto Family include una gamma di servizi gratuiti ed è personalizzabile, modellabile dunque a seconda delle esigenze del cliente. Il canone mensile, pari a sette euro, compren-

de le spese fisse di tenuta conto, un numero illimitato di operazioni, l’Internet banking, il bancomat, prelievi illimitati gratuiti presso gli sportelli di Banca Marche e inoltre la carta di credito CartaSi Base. In alternativa alla carta di credito, un’altra cosa da sapere è che per gli interessati è possibile ottenere dodici prelievi bancomat gratuiti presso gli sportelli di altri istituti.

D’ora in poi, i clienti Zurich Connect potranno pagare la loro polizza assicurativa non solo tramite carta di credito e bonifico ma anche attraverso gli sportelli Lottomatica e Sisal. Ma non solo. La compagnia assicurativa, per prima in Italia, permetterà di pagare anche attraverso il nuovo servizio online My Bank. In pratica, come per ogni acquisto online, al momento di effettuare il

pagamento basterà cliccare sul pulsante MyBank e selezionare la propria banca. A questo punto si verrà reindirizzati alla pagina di accesso del proprio conto bancario online. Effettuando il login si potrà dunque accedere e operare in tutta sicurezza dal portale di Internet banking della propria banca, confermando i dettagli dell’operazione e autorizzando la banca a eseguire il pagamento.


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Un accesso diretto all’azionario cinese

Etf orientale È la nuova proposta db x-trackers

C’è un indice che misura i danni del segno meno

P

A cura di Ettore Mieli Deutsche Asset & Wealth Management - la divisione di gestione patrimoniale del gruppo Deutsche Bank - e Harvest Global Investments Limited lanciano per primi su Borsa Italiana un exchange traded fund a replica fisica costruito sull’indice Csi300. Il nuovo prodotto db x-trackers Harvest Csi300 Index Ucits Etf (DR), come si apprende da una nota, è il primo fondo indicizzato quotato in Italia, conforme alla direttiva Ucits, a offrire agli investitori un accesso diretto al mercato azionario della Cina. L’etf copre tutti i principali settori tramite l’acquisto di azioni cinesi di tipo A, caratterizzate storicamente da forti restrizioni agli investimenti da parte di soggetti non residenti in Cina. Questa quotazione segue quelle dello stesso etf portate a termine con successo a New York a novembre e a Londra e Francoforte a gennaio. Reinhard Bellet, responsabile passive asset management di DeAWM, ha commentato: “offrire agli investitori il primo etf in Europa a replica diretta su un indice chiave per le

HAPPY HOURS

azioni A cinesi è un risultato importante, un passo significativo di apertura verso gli investitori europei da parte della seconda economia del mondo”. Nota a margine: l’indice Csi300 replica la performance delle 300 maggiori e più liquide azioni di tipo A della Borsa cinese.

ochi investitori sanno che esiste un “indice dell’ulcera” (sì, avete letto bene, dell’ulcera) e magari lo hanno sperimentato di persona, senza coglierne le motivazioni più recondite. A dirla tutta, è ignoto anche alla maggior parte dei consulenti finanziari, siano promotori addetti al porta a porta o private banker di più alto lignaggio. Eppure, il cosiddetto Ulcer Index non è cosa strampalata. A inventarlo nel 1987 fu un certo Peter Martin, noto alle cronache come esperto in statistica, dopo aver sperimentato i limiti del ben più accreditato indice di Sharpe, elaborato dal professor William Sharpe, premio Nobel per l’economia nel 1990. Senza addentrarsi in complicate formule di calcolo, basti dire che, a differenza dello Sharpe ratio, l’Ulcer Index misura la rischiosità di una qualunque attività finanziaria in base a due principali criteri: la profondità delle sue perdite, rispetto a dei massimi relativi toccati in precedenza; il tempo necessario per recuperare tali perdite. Gli esempi si sprecano, a partire dal famoso crollo di Wall Street del 1929, che impiegò due decadi per essere riassorbito. Che dire allora a chi ha investito nel Ftse Mib italiano nel pieno della bolla del 2000? Allora l’indice non si chiamava così, ma non importa, conta invece che chi ci ha messo dei soldi (dividendi a parte) deve ancora recuperare il 150% per andare in pari. Oppure, che dire a chi ci ha investito più di recente nel 2007? Ebbene, deve sperare in una performance futura del 125%? Ma quanti anni dovranno passare? Si capisce così che l’Ulcer Index non è affatto un’eccentrica esercitazione statistica, ma coglie nel segno. Evita che un iniziale malessere psicosomatico, generato da un mercato che rema contro le nostre aspettative, si possa trasformare in un dolore acuto nello stomaco quando il segno meno aumenta. Come fare? Mettendosi bene in testa che se la prima variabile da gestire è il rischio, non meno importante è il fattore tempo. E che la madre di tutte le regole è evitare di abbandonarsi all’avidità propria o di consulenti interessati. Prevenire l’ulcera è meglio che curarla. *direttore editoriale ITF News

Quando il replicante sostiene le diversità L’indice di Credit Suisse misura la performance di aziende gay friendly Arrivano negli Stati Uniti gli etf gay friendly. La prima mossa l’ha

fatta Credit Suisse, che a ottobre dello scorso anno ha annunciato il primo indice che misura la performance di aziende con policy Lgbt (lesbian, gay, bisexual e transgender). L’indice raccoglie 200 titoli Usa che hanno un voto di almeno 80 nell’annuale classifica redatta

ha perso il 27,2%, nel 2012 il 70,3%, mentre l’anno passato ha lasciato sul terreno il 57,8% - complice il continuo calo delle quotazioni del caffè. Rispetto a dodici mesi fa, la performance resta comunque negativa (-26,7%), a conferma di una volatilità elevata che rende il prodotto, levereggiato,

Si chiama Ulcer Index e si tiene sotto controllo, dicendo no all’avidità

dalla fondazione Human Right Campaign, società classificate in base al sostegno delle diversità. Gli analisti di Altroconsumo Finanza hanno studiato come si è comportato l’indice negli ultimi cinque anni: il suo risultato è identico a quello della Borsa americana. Il risultato non cambia anche se il numero delle società viene ridotto da 200 a 25, scegliendo solo le principali 25 società con un voto di 100 nella classifica Human Right Campaign.

Il mercato dà la sveglia al caffè Il 2014 profuma di caffè per i sottoscrittori di Etfs Daily Leveraged Coffee classe dollaro, che a fine febbraio aveva un guadagno del 60% circa dall’inizio dell’anno. Un segnale importante per il prodotto lanciato da Etfs Commodity Securities nel marzo del 2008, dopo un triennio pesante - nel 2011 l’etf

di Claudio Kaufmann*

non adatto a tutti i palati. Anche per questo le dimensioni dell’etf si mantengono nel complesso contenuto: secondo gli ultimi dati, il patrimonio di riferimento, investito in modo da replicare l’andamento dell’indice DJ Ubs Sub Coffee total return in dollari, superava di poco i 26 milioni di dollari.


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Borsa Italiana ha presentato la prima edizione dell’osservatorio etf. E intanto vari gruppi americani hanno espresso l’interesse a ritagliarsi uno spazio nel Vecchio Continente

Così l’Europa stimola appetiti negli Stati Uniti A cura di Daniel Settembre Gli exchange traded fund si confermano prodotti finanziari sempre più al centro dei portafogli degli investitori. Tanto che Borsa Italiana ha presentato la prima edizione dell’osservatorio etf che offrirà una fotografia del mercato degli etf in Italia con cadenza trimestrale. E secondo quanto emerge dal report dell’ufficio studi di Piazza Affari, il patrimonio gestito degli etf a fine dicembre 2013 ha raggiunto il record storico di 24,84 miliardi di euro, in crescita di ben il 36,7% rispetto a un anno prima. Nel solo quarto trimestre, su EtfPlus sono stati quotati 19 etf e 14 etc/etn, per un totale di 125 nuovi strumenti nel 2013. Prendendo in considerazione l’intero anno, gli etf hanno registrato flussi netti per 5,66 miliardi di euro. La media giornaliera degli scambi è stata di 9.150 contratti (per un controvalore di 240,7 milioni di euro, con un +5,4%) nel 2013 e di 1.908 contratti etc/etn (per un controvalore di 22,7 milioni, -21,3%). A fine anno, il patrimonio investito in Italia in etf era pari a 24,838 miliardi di euro (+36,7%) e a 1,887 miliardi per gli etc/etn (con un -26,1%). Numeri che confermano il dinamismo di questo settore negli ultimi anni, tanto che, secondo quanto riporta il settimanale del Financial Times, Ftfm, vari gruppi statunitensi - come per esempio Guggenheim, ProShares e Charles Schwab - hanno espresso il loro interesse a ritagliarsi uno spazio nel mercato europeo degli etf. Qualcosa si sta già muovendo: il mese scorso il gruppo di private equity Warburg Pincus ha comprato una quota di maggioranza in Source, l’emittente di etf con base a Londra, mentre WisdomTree, quinto maggiore pro-

vider di etf negli Stati Uniti e ottavo a livello mondiale, ha acquistato per 20 milioni di dollari una partecipazione di maggioranza in Boost, da poco sbarcato nel nostro Paese. Per ora, ha dichiarato al Ftfm William Belden, responsabile delle attività etf di Guggenheim, “il gruppo non è in grado di dare per certa una sua futura espansione in Europa, ma è in ogni caso nella lista degli obiettivi presi in esame”. Charles Schwab Investment Management sta analizzando le possibilità. ProShares, invece, ha commentato un portavoce dell’azienda, “ha iniziato a esplorare le opportunità al di fuori degli Stati Uniti”. La corsa di questi nuovi emittenti a stelle e strisce, però, potrebbe risultare complicata di fronte ai big europei come BlackRock e Lyxor, ma anche perché negli Usa c’è abbastanza equilibrio tra clienti retail e istituzionali, cosa che non si vede in Asia e in Europa, dove prevale ancora una clientela di natura istituzionale”. Ecco perché lo sbarco in terra straniera per i gruppi statunitensi, conclude il settimanale britannico, potrebbe più facilmente avvenire tramite acquisizioni, fusioni o partenership. Intanto, noi di BLUERATING vi proponiamo come ogni mese i cinque migliori etf degli 11 emittenti presenti in Italia. @DanielSettembre

5,66

24,84

125

miliardi di €

miliardi di €

strumenti

È l’ammontare dei flussi netti registrati dagli etf nell’intero 2013, secondo Borsa Italiana

È il patrimonio gestito (aum) degli etf alla fine del mese di dicembre del 2013

Tanti sono stati gli etf e gli etc/etn quotati su EtfPlus nel corso dell’anno passato


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Leveraged Eurostoxx 50 Daily Ucits Euro

47,9%

Global Clean Energy $

49,9%

Topix Eur Hedged Index Euro

27,5%

Msci Europe Tel.services Ucits Euro

40,8%

Stoxx Europe 600 Auto. & Parts (de) Euro

44,4%

S&p 500 Eur Hedged Index Euro

23,1%

Leveraged Msci Europe Daily Ucits Euro

40,7%

Stoxx Europe 600 Media (de) Euro

41,1%

Msci Frontier Markets Index Euro

14,0%

Leveraged Msci Usa Daily Ucits Euro

39,7%

Uk Property Fund Etf Gbp

37,0%

Em.&frontier Africa Ex South Afr. Euro

-0,8%

Msci Europe Insurance Ucits Euro

35,7%

Msci Uk Small Cap Ucits Euro

36,5%

Ftse/jse Africa Top 40 Euro

-1,4%

www.amundi.com

it.ishares.com

markets.rbsbank.it

X-trackers Levdax Daily Euro

52,3%

Ucits Etf Ftse Mib Daily Leveraged Euro

65,9%

Msci Europe Telecom.services Euro

39,6%

X-trackers Euro Stoxx 50 Lever. Dy Euro

46,7%

Euro Stoxx 50 Daily Leveraged Euro

46,7%

Msci Europe Small Capsm Ucits Euro

33,2%

X-trackers S&p500 2x Leveraged Euro

44,7%

Stoxx Eu 600 Auto & Parts Euro

44,1%

Msci Europe Consumer Discretionary P Euro 27,4%

X-trackers Stoxx600 Telecom Gbp

40,0%

Stoxx Europe 600 Telecom Euro

40,5%

Msci Europe Healthcaresm Ucits Euro

25,9%

X-trackers Ii Itraxx Crossover 2xdy Euro

36,4%

Stoxx Europe 600 Media Euro

33,4%

Msci Europe Utilitiessm Ucits Euro

25,0%

www.lyxoretf.it

www.etf.db.com

www.spdrseurope.com

Leveraged Cocoa $

60,6%

Euro Stoxx 50 Eq. Weight Euro

23,8%

Msci Japan Infr.20/35 Ucits Jpy

38,7%

3x Short Aud Long Euro

49,0%

Istoxx Europe Minimum Variance Euro

13,2%

Msci Europe Infr.20/35 Ucits Euro

33,9%

Daily Leveraged Lean Hogs $

37,5%

Us Minimum Variance Nr Ucits Euro

11,6%

Msci Emu Small Cap Ucits Euro

33,8%

3x Short Cad Long Euro

35,2%

World Minimum Variance Euro

Msci Emu Value Ucits Euro

30,9%

Cocoa $

26,2%

Em.markets Minimum Variance Euro

Msci Emu Ucits Euro

24,1%

9,8% -2,5%

www.ossiam.com

www.etfsecurities.com

www.ubs.com/global/en/asset_management/etf/italy.html

topetf Global Clean Energy Fund Euro

52,6%

Ftse Rafi Italy 30 Ucits Euro

40,5%

Ftse Rafi Euorpe Mid-small Ucits Gbp

29,7%

Eqqq Nasdaq-100 Ucits Usd

29,5%

Middle East North Africa Nasdaq Omx $

28,6%

www.invesco.it

I migliori exchange traded fund delle piĂš importanti

Gli esperti di BLUERATING analizzano costantemente

societĂ  di gestione distribuiti in Italia in base alle

tutti i prodotti disponibili sul mercato italiano

perfomance annuali aggiornate al primo giorno di ogni

decretando i migliori etf per ognuno dei dieci player

mese.

del settore.

Fonte: www.bluerating.com


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48 | banche&assicurazioni

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Credito popolare, un volano per lo sviluppo del territorio Bisogna chiedersi quali sarebbero le conseguenze della scomparsa delle banche del settore a seguito della loro omologazione a un modello che ha contribuito a generare la crisi

S

econdo la nota congiunturale del Cer di questo mese, il Pil dell’Italia sarebbe tornato positivo nel quarto trimestre dell’anno da poco conclusosi, anche se il dato rimane al di sotto delle attese. Riguardo alle prospettive per il nostro Paese, gli analisti ipotizzano una crescita debole, penalizzata della mancanza di credito e per ora sostenuta in gran parte dalla domanda estera. Gli incrementi del Pil dovrebbero rimanere notevolmente al di sotto di quanto necessario per riassorbire la disoccupazione. Nell’ultimo trimestre del 2013, il Pil è aumentato dello 0,1%, facendo così registrare la prima variazione congiunturale positiva dalla metà del 2011. In tale contesto va considerato il ruolo del credito popolare, che ha dimostrato in concreto, dalla sua nascita fino ad oggi, quale sia la sua vocazione naturale, quella di accompagnare e sostenere, anche e soprattutto nei periodi di crisi come l’attuale, le famiglie e le piccole e medie imprese. Questo perché l’impegno e l’attenzione del credito popolare verso le economie

di Giuseppe De Lucia Lumeno*

locali non è legato alle fluttuazioni del ciclo o alle politiche di breve periodo ma appartiene a un patto di lungo termine con le realtà locali di cui è espressione. I dati confermano queste affermazioni: tra la fine del 2008 e il 2013, nel corso della recessione, le Banche Popolari hanno erogato nuovi finanziamenti alle piccole e medie imprese per oltre 180 miliardi di euro, un ammontare analogo a quello dei quattro anni precedenti in cui la congiuntura economica era favorevole. Tutto questo è stato possibile soltanto grazie ai loro molteplici punti di forza, inseparabilmente connessi alla forma cooperativa: la radicata e capillare presenza sul territorio; gli assetti proprietari, che riflettono le prevalenti componenti economiche e professionali dell’area di insediamento e che consentono, grazie al voto capitario, la partecipazione paritaria e attiva di tutti i soci; le relazioni di clientela durature e fortemente personalizzate; la costante valorizzazione del capitale umano. Ma non è solo da questo che emerge la diversità delle Banche

Popolari, anche quelle più grandi, rispetto alle banche spa. Negli istituti del Credito Popolare, infatti, oltre il 70% del totale dell’attivo si compone di crediti alla clientela, contro un valore che per i principali gruppi bancari commerciali arriva a stento al 60%, con punte di minimo di poco superiori al 40%. Questa operatività di tipo tradizionale porta la banca a essere ancora più legata al territorio e alle comunità, soprattutto alle famiglie e alle piccole e medie imprese, che rappresentano il 70% della clientela imprese. Non è quindi un caso e non deve stupire se anche negli Stati Uniti il valore della cooperazione bancaria viene riscoperto in questi ultimi anni con le Community Banks. Tali giudizi, al contrario, devono far riflettere non solo sull’importanza della funzione che la cooperazione bancaria, e al suo interno le Banche Popolari, hanno svolto nel nostro Paese, ma anche su quelle che sarebbero le conseguenze per il nostro tessuto sociale e imprenditoriale il giorno in cui esse dovessero scomparire perché omologate a un modello


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che non solamente ha contribuito a generare la crisi ma che ha evidenziato anche durante la recessione, contrariamente a quanto dimostrato dal credito popolare, importanti ed evidenti limiti per un’attenuazione degli effetti negativi del ciclo economico. Nonostante l’acuirsi della crisi, dunque, la forma cooperativa d’impresa “tiene”, pur con sforzi notevoli e sopportando costi molto alti. Ed è in questo contesto estremamente difficoltoso e deteriorato che le Banche Popolari hanno continuato la loro azione di sostegno sia alle imprese del settore delle costruzioni che alle famiglie, finanziando quest’ultime nell’acquisto dell’abitazione. In particolare, nel mese di ottobre gli impieghi della categoria verso questo comparto erano pari a 46 miliardi di euro, quasi il 20% dei finanziamenti al totale delle imprese. I flussi di nuovi finanziamenti delle Banche Popolari alle famiglie per l’erogazione di mutui nell’anno sono stati pari a 5,5 miliardi di euro, mentre le consistenze (che comprendono oltre ai nuovi mutui anche quelli stipulati in precedenza e ancora in essere) corrispondono a 89 miliardi di euro e rappresentano un ammontare di circa l’83% degli impieghi alle famiglie. Le Banche Popolari non sono un esempio solamente italiano, perché in tutto il mondo la cooperazione bancaria ha mostrato ancora una volta come proprio la diversa e peculiare forma di governance di questi istituti e la diffusa partecipazione assembleare assicurata dal voto capitario siano gli elementi distintivi che hanno permesso loro di integrarsi con il territorio e di crescere insieme alle rispettive comunità di riferimento. Oggi, a livello internazionale, la cooperazione bancaria è una realtà più viva che mai e in continua espansione. Oltre 200mila sono infatti gli istituti bancari presenti nel mondo aventi una natura giuridica cooperativa, rappresentando le istanze di oltre 430 milioni di soci e fornendo prodotti e servizi

creditizi a quasi 730 milioni di clienti. Complessivamente, la raccolta sfiora gli 8.800 miliardi di euro e gli impieghi i 6.800 miliardi di euro. La cooperazione bancaria è fortemente radicata proprio in Europa, dove il movimento cooperativo è nato nella metà dell’Ottocento, con 67 milioni di soci, 240 milioni di clienti e 4.300 miliardi di euro di raccolta e di impieghi, per un valore complessivo dell’intermediato pari al 55% di quello evidenziato dalle banche cooperative a livello mondiale. Questi numeri hanno registrato un deciso impulso proprio all’indomani della crisi economica e finanziaria del 2008, mettendo ancora più in luce quei valori propri della cooperazione che hanno permesso a queste banche, anche in condizioni economiche difficili, di continuare a sostenere i territori e di promuovere la creazione e l’affermazione di condizioni diffuse di benessere e di prosperità. Tali risultati, malgrado la loro affermazione sia stata silenziosa e poco pubblicizzata, non sono passati inosservati né ai risparmiatori, che hanno premiato la coerenza degli istituti della cooperazione bancaria affidando i propri beni e incrementando il numero dei nuovi clienti, né alle principali istituzioni internazionali, che in numerosi studi hanno evidenziato come questi istituti abbiano avuto la capacità e il merito di svolgere storicamente un ruolo anticiclico di stabilizzazione oltre che di promozione dell’economia. Tra questi è sufficiente citare la recente ricerca a cura dell’Ilo, l’Organizzazione internazionale del lavoro delle Nazioni Unite, che ha dimostrato come negli ultimi anni gli istituti della cooperazione bancaria siano risultati più stabili, aumentando la loro attività, e con una redditività che nei fatti ha mostrato di essere analoga se non superiore a quella delle altre banche. Oppure è possibile ricordare una delle conclusioni espresse dal Fondo monetario internazionale nella sua indagine sul sistema

bancario italiano svolta all’inizio del 2013, con cui si ribadisce ancora una volta l’importanza per la stabilità economica della presenza di soggetti diversi in ambito bancario, citando tra questi le Banche Popolari, ognuno dei quali attraverso le sue specificità sia in grado di assicurare tutta una serie di prodotti e di servizi alla clientela di riferimento. L’analisi delle positive performance delle banche cooperative induce a riflettere sul fatto che, anche nel nostro Paese, l’attuale disciplina giuridica delle Banche Popolari non contiene elementi o principi che possano negativamente influenzarne lo sviluppo o la funzione sociale. Nonostante questo, non mancano le critiche rivolte al modello, anche se soltanto in Italia. Basti pensare che perfino la Germania, solitamente non tenera con l’Italia, ha in più occasioni esternato il suo apprezzamento per le popolari italiane: l’ambasciatore tedesco in Italia Reinhard Schäfers, in occasione della pubblicazione da parte di Assopopolari del volume di Hermann SchulzeDelitzsch, che diede origine alle Banche Popolari, non ha esitato a definirle “un importante pilastro del sistema bancario”. Non solo: secondo l’ambasciatore l’idea cooperativa alla base delle Popolari si è mostrata valida “anche, o forse addirittura soprattutto, in contesti economicamente difficili. E tale stabilità delle banche cooperative giova anche alle rispettive realtà economiche regionali”. Del mese scorso è invece l’analogo riconoscimento della cancelliera Angela Merkel, che ha sottolineato in un suo messaggio come le Banche Popolari italiane riescano a “coniugare modernità, innovazione e tradizione” rimanendo fedeli ai principi dei padri fondatori del movimento Luigi Luzzatti e Schulze-Delitzsch e svolgendo altresì “un importante ruolo nel sistema economico e finanziario europeo”. *segretario generale Associazione nazionale fra le Banche Popolari

I DATI DEL SETTORE AL 30 SETTEMBRE 2013 Istituti di credito Sportelli Soci Clienti Dipendenti

74 9.270 1.320.000 12.500.000 82.200

Totale attivo (miliardi di €)

480

Provvista (miliardi di €)

446

Impieghi (miliardi di €)

387

Quote di mercato % Provvista

26,3

Impieghi

24,5

Sportelli

29,0 Fonte: rielaborazione BLUERATING su dati di Assopopolari

CONTROPELO

di Giuseppe G. Santorsola*

Conti correnti in offerta

È

evidente nel mercato la continua offerta di apertura di nuovi conti correnti dedicati a non clienti, comprensivi di bonus sugli stock conferiti, accollo degli oneri fiscali privi di obbligo di rivalsa premi e offerte a forfait sui costi commissionali. Un approccio inusuale nelle politiche commerciali bancarie, divenuto ormai insostituibile, iniziando a coinvolgere anche le banche tradizionali, quelle online autonome e, soprattutto, quelle online inserite nei gruppi. Si impone qualche valutazione, partendo dall’efficacia generale della soluzione: a. esiste un discrimine forte tra i clienti in essere e quelli sottratti alla concorrenza, condizione già frequente per i servizi telefonici, televisivi e delle utilities; b. si amplia il fenomeno dello shopping around da parte dei clienti, con quindi un bassissimo tasso di fidelizzazione e rischio di sostenere il costo dell’attrazione senza trarne vantaggio; c. la scelta di molte banche appare imitativa e non sempre sottesa ad adeguati progetti e budget, il tempo potrebbe manifestare conti economici critici per lo specifico segmento; d. le offerte presentano condizioni di vantaggio limitate nel tempo; superata questa soglia, può diventare non conveniente per il cliente, che diviene potenzialmente attraente per la concorrenza; elenchi di nominativi al riguardo sono ormai oggetto di grande attenzione per il contatto; e. ho qualche perplessità in merito al beneficio nell’offerta di operazioni consentite e nel numero con prezzo a forfait; è nota la non opportunità dell’eccesso di movimenti per la clientela retail e affluent; ancora una volta lo stesso fenomeno che coinvolge le offerte di libero mercato nei servizi delle utilities. Una preoccupazione disgiunta concerne invece il collegamento di molti siti con l’offerta di servizi di educazione finanziaria. Un concetto che confonde la formazione dei comportamenti con quella delle conoscenze. Il rischio è suscitare la convinzione che la competenza tecnica sia un’esigenza del cliente che - conseguita consente indipendenza di scelte. Sarà utile riflettere in merito prima che si diffondano idee sbagliate. *santorsola@uniparthenope.it


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Come spiega l’a.d. Sanna, l’intenzione è puntare sull’estero

A cura di Diana Bin Per il 2014 Scm sim ha aspirazioni di crescita, sia in termini di reclutamento di nuovi professionisti, sia in termini di espansione a livello internazionale. Parola di Antonello Sanna, amministratore delegato della sim nata nel 2009 e autorizzata alla gestione di portafogli e alla consulenza in materia di investimenti senza detenzione delle disponibilità della clientela. In un’intervista rilasciata a BLUERATING, il manager ha parlato dei piani per il nuovo anno, tra nuovi ingressi, aperture di nuovi uffici sia in Italia (a Bergamo) sia all’estero (a Londra), e novità in campo tecnologico. Com’è andato il 2013 per Scm sim? Abbiamo chiuso il 2013 con una raccolta netta di poco meno di 200 milioni di euro, che porta il totale degli asset under control a quota 465 milioni di euro suddivisi tra attività di gestione (106 milioni di euro) e di consulenza (359 milioni di euro), mentre 15 milioni sono relativi all’attività assicurativa. Quali sono i progetti per il 2014, in termini di reclutamento? Ad oggi contiamo su una squadra di 15 banker, con un portafoglio medio piuttosto elevato, di cui cinque sono entrati nel corso del 2013. E per il nuovo anno intendiamo incrementare ancora la squadra con l’ingresso di altri sei o sette professionisti. Che tipo di profilo cercate? Cerchiamo figure di alto profilo, tipicamente provenienti dal mondo del private banking, ma anche profili più giovani, che abbiano però dimostrato di voler svolgere la professione in modo stabile. Il target ideale è un promotore di 30-40 anni con un portafoglio abbastanza elevato, tra i cinque e i sei milioni di euro, che voglia migliorare la propria preparazione, dato che in Scm sim si lavora anche con l’amministrato. Quello che noi offriamo ai promotori più “bravi”, quelli cioè che superano i dieci milioni di portafoglio, è la possibilità di diventare soci della sim anziché avere solo un rapporto di agenzia.

Quali sono i vostri piani di espansione? Attualmente abbiamo la nostra sede a Milano e un ufficio a Latina, aperto lo scorso luglio in seguito all’inserimento di alcuni professionisti provenienti dal gruppo Mps e operativi in quell’area. A breve apriremo inoltre un nuovo ufficio a Bergamo, dove è stato inserito di recente un gruppetto di tre professionisti provenienti dal private banking di un grande gruppo, e vorremmo – Autorità permettendo – puntare sull’internazionalizzazione. Ci spieghi meglio… Il nostro “sogno”, che speriamo di realizzare già nel corso del 2014, è quello di aprire un ufficio di rappresentanza a Londra, che potrebbe essere una meta interessante anche per gli investitori che desiderano diversificare rispetto al tema dell’euro. Altri progetti in cantiere? Nel primo semestre di quest’anno diventeremo “paperless” nel senso che tutti i nostri promotori saranno dotati di tablet con firma grafometrica e potranno quindi chiudere i contratti in mobilità, direttamente a casa del cliente, senza bisogno di moduli cartacei. Come si caratterizza il vostro modello di business? Per dirla in due parole: indipendenza e flessibilità. Il nostro modello si differenzia dal classico collocamento e si avvicina alla filosofia anglosassone. Prima di tutto non percepiamo rebates, quindi nel caso dovesse

i dati

La missione di Scm si chiama crescita

15 promotori È la squadra di Scm sim. Nel corso dell’anno entreranno altri sei o sette promotori

465 milioni di € A tanto ammontavano gli asset under control della società alla fine del 2013

2009

anno Solutions Capital Management sim è nata nel marzo di cinque anni fa

entrare in Italia la Rdr noi siamo già allineati, e applichiamo al cliente una flat fee in base a rapporto e non al prodotto. In pratica il calcolo avviene sulla base della complessità del patrimonio dichiarata dal cliente ma decorrelata dal tipo di prodotto o di servizio (gestione o consulenza). Siamo inoltre slegati da ogni conflitto di interesse, essendo svincolati da attività che coinvolgano le somme del cliente: in gestione lavoriamo con Ubs su un conto corrente individuale del cliente, mentre in consulenza è il cliente che decide dove tenere i suoi soldi. Abbiamo quindi eliminato i rischi di sovrapposizione tra consulente e produttore di strumenti finanziari. Non avendo prodotti in casa, il servizio di gestione e quello di consulenza sono come due contenitori: la differenza è che in gestione il cliente ci affida la delega a operare, mentre in consulenza esercita un controllo ex ante e decide di discutere le scelte di investimento. Il nostro cliente tipo ha disponibilità abbastanza elevate, in media intorno ai circa 1,37 milioni di euro, e cerca qualcuno che gestisca per lui l’intero patrimonio. @DianaBin2

Antonello Sanna

FORMAZIONE

di Gaetano Megale*

Consulenza, istruzioni per un uso corretto

L

a consulenza è un’attività che ha una notevole rilevanza sociale in quanto può impattare significativamente sul benessere individuale dell’utente e, di conseguenza, sulla intera collettività. Per questo motivo, e per l’elevato livello di competenza necessario per poter esercitare l’attività con efficacia, è richiesta una stretta vigilanza degli operatori nonché un loro controllo esercitato dalla comunità degli stessi professionisti. Tuttavia per lo sviluppo e l’affermazione sociale della professione del consulente è necessario che il suo profilo venga definito in termini operativi. Su questo tema, purtroppo, osserviamo una carenza di dibattito che faccia emergere, concretamente, i diversi servizi consulenziali che possono essere proposti all’utente. Infatti dal rapporto tecnico UNI 11403 – “Linee guida per la scelta del pianificatore finanziario economico-patrimoniale personale previsto dalla UNI ISO 22222:2008”, si ricava che il servizio di consulenza può essere interpretato ed offerto con diverso contenuto e oggetto. In relazione al contenuto la consulenza può contemplare una, più o tutte le seguenti aree di esigenze dell’utente: 1) Educazione finanziaria 2) Budgeting 3) Gestione dei rischi puri: 4) Ritiro dall’attività di lavoro 5) Immobiliare , analisi delle esigenze connesse agli immobili per investimento e reddito; 6) Investimento: analisi integrata delle esigenze relative alla liquidità, alla riserva, all’accumulazione e gestione della ricchezza 7) Indebitamento. In relazione all’oggetto della consulenza, possono essere individuate diverse tipologie di servizio: a) Analisi e selezione di prodotti b) Ottimizzazione del portafoglio c) Analisi di esigenze ed obiettivi d) Pianificazione obiettivi e) Analisi e ottimizzazione economico-patrimoniale f) Consulenza generica g) Pianificazione finanziaria, economica e patrimoniale personale. Quindi, quando si parla di “consulenza” a cosa ci si riferisce? A quale contenuto? E a quale oggetto? Con quale processo viene erogata? Auspichiamo che questi temi siano dibattuti e chiariti attraverso comportamenti effettivi per consentire la trasparenza della professione, presupposto per la sua affermazione sociale. *presidente di Progetica


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Reti distributive a quota 1,3 miliardi di nuovo business

Il 2014 si profila come un altro anno record per le reti di promozione finanziaria. A suggerirlo sono i risultati di raccolta netta del settore Assoreti nel mese di gennaio, soprattutto se raffrontati con lo stesso mese di apertura del 2013: 1,273 miliardi di euro contro 930 milioni. Una valutazione che apparentemente si scontra con l’andamento del mercato a dicembre, dove le reti hanno fatto segnare il picco del nuovo business con 2,105 miliardi di raccolta netta. Ma l’ultimo mese dell’anno, com’è noto agli addetti ai lavori, è un periodo fruttuoso per far decollare il volume d’affari. Un po’ perché dalle alte direzioni si chiede alle strutture commerciali di rete l’ultimo sforzo per chiudere al meglio il bilancio, un po’ perché i risparmiatori sono più ricettivi e più liquidi che in altri periodi dell’an-

no anche per effetto delle tredicesime in arrivo. A questi fattori se ne aggiungono altri specifici - come il reinvestimento dei vari strumenti in scadenza – che contribuiscono a spiegare, per esempio, il boom di raccolta netta nei prodotti assicurativi e previdenziali a dicembre (960 milioni di euro), voce che a gennaio si è ridotta addirittura a un decimo (96 milioni). Ma torniamo al primo mese del 2014: la raccolta netta da 1,273 miliardi è frutto di un buon risultato nel risparmio gestito (595 milioni) e di uno ancor migliore nel risparmio amministrato che torna in terreno positivo (675 milioni), dopo un anno di bastonate (deflussi netti per -4 miliardi), grazie alla scelta di molti risparmiatori di tenere parte del proprio denaro parcheggiato nei conti di liquidità (929 milioni). Un risultato che compensa ampiamente la decisione di riscattare i titoli (-254 milioni). Al risultato

bluerating

BANCHE E RETI Gli aggiornamenti sul sito www.bluerating.com

Meglio di un anno fa, ora c’è aria di record A cura di Marco Muffato

n

L’ANDAMENTO DELLA RACCOLTA NETTA 2.200

2.082 2.000

1.782 1.800

1.667 1.572

1.600

1.577 1.513

1.462 1.400

1.323

1.323

1.200

1273 1.167

1.000 800 600 400

307

200 0

F

M

A

M

G

L

A

S

O

N

D

G

Fonte: Assoreti - dati da febbraio 2013 a gennaio 2014

positivo del risparmio gestito ha contribuito, invece, in modo decisivo la raccolta netta in fondi comuni e sicav per 309 milioni. Una annotazione: continuano a prevalere, nelle scelte dei promotori finanziari per i loro clienti, fondi, sicav e

fondi di fondi di diritto estero (249 milioni) rispetto a quelli di diritto italiano (64 milioni). Un tempo c’era chi motivava la diversa preferenza dei collocatori con una fiscalità più favorevole ai fondi di diritto estero. Ma dal 2011, con l’equiparazio-

ne fiscale dei fondi esteri a quelli nazionali, la scusante è venuta a cadere. I pf continuano a preferire i fondi degli asset manager d’oltreconfine non solo per ragioni di brand, ma anche perché c’è una possibilità di scelta maggiore.

I NUMERI DEI PRINCIPALI GRUPPI DI DISTRIBUZIONE Gruppo Azimut

Rete/i

Raccolta netta (gennaio)

Az Investimenti sim, Apogeo Consulting sim,

N. promotori (gennaio)

N. promotori Variazione (dicembre) n. pf

Raccolta procapite

466.885

1.483

1.477

6

314,8

Finecobank

242.079

2.456

2.445

11

98,6

Banca Generali

Banca Generali

226.312

1.477

1.475

2

153,2

Mediolanum

Banca Mediolanum

149.306

4.324

4.330

-6

34,5

Banca Fideuram

Banca Fideuram, Sanpaolo Invest sim

99.769

4.973

4.992

-19

20,1

Credito Emiliano

Credem

45.970

485

483

2

94,8

Unione di Banche Italiane

Ubi Banca Private Investment

41.931

692

694

-2

60,6

Allianz Bank

Allianz Bank Financial Advisors

40.306

1.883

1.873

10

21,4

Veneto Banca

Veneto Banca, Banca Ipibi Financial Advisory

28.619

292

296

-4

98,0

Deutsche Bank

Finanza & Futuro Banca

19.936

1.540

1.540

0

12,9

Banca Popolare di Vicenza

Banca Popolare di Vicenza, Banca Nuova

6.677

108

102

6

61,8

Consultinvest

Consultinvest Investimenti Sim

-1.004

343

266

77

-2,9

Monte dei Paschi di Siena

Banca Monte dei Paschi di Siena

-93.681

662

668

-6

-141,5

Azimut Cons. per Investimenti sim UniCredit

I dati sulla raccolta netta sono in migliaia di euro. La classifica è ordinata per raccolta netta mensile. Elaborazione BLUERATING su dati Assoreti


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datiassoreti | 53

bluerating

Banca Mps, incubo deflussi

500.000

466,9

400.000

Consultinvest

242,1

226,3

200.000

149,3 99,8

100.000

Monte dei Paschi di Siena

300.000

46,0

41,9

40,3

28,6

19,9

6,7

0

Banca Pop di Vicenza

Deutsche Bank

Allianz Bank

Ubi Banca

Credito Emiliano

Banca Fideuram

-100.000

-1,0 Banca Medioalum

Il gradino più alto nel podio nella produttività del mese di gennaio va ai promotori finanziari delle tre reti del gruppo Azimut, presieduto da Pietro Giuliani (nella foto), con una raccolta netta di oltre 466,9 milioni di euro. Una performance che ha beneficiato dell’impegno profuso dalla galassia Azimut, promotori finanziari compresi, nel varo del progetto “Libera Impresa” che è decollato nel mese di gennaio e sta coinvolgendo alcune migliaia di imprenditori, tra clienti attuali e potenziali. Due soli gruppi hanno fatto segnare un risultato negativo di raccolta netta. Si tratta di Consultinvest, il cui dato dei deflussi netti per un milione sembra stridere con l’ingresso di 77 promotori a gennaio. In realtà, gli effetti positivi degli ingressi da reti concorrenti si avvertono sulla nuova raccolta nei mesi successivi. E, poi, di Banca Mps che continua a perdere nell’indicatore principe della raccolta netta (-93,6 milioni di euro).

RACCOLTA NETTA GENNAIO 2014

Banca Generali

Azimut vola nella produzione

Finecobank

n

13:13

Azimut

marzo 2014

3-03-2014

Veneto Banca

03-BLUERATING Pag 52-53

-93,7

-200.000

RACCOLTA NETTA PROCAPITE GENNAIO 2014 400.000

314.825

98.567 98.010 94.783

100.000

Monte dei Paschi di Siena

153.224

61.824 60.593 34.529

21.405 20.062 12.945

Deutsche Bank

Banca Fideuram

Allianz Bank

Banca Medioalum

Ubi Banca

Credito Emiliano

Banca Pop di Vicenza

-2.927 Veneto Banca

Banca Generali

Azimut

- 100.000

Finecobank

0

-141.513 - 200.000

CLASSIFICA RECLUTAMENTO GENNAIO 2014 100

Banca Medioalum

Veneto Banca

40

Ubi Banca

Deutsche Bank

60

Banca Fideuram

77

Monte dei Paschi di Siena

80

20 10 6

6 2

Banca Generali

Banca Pop di Vicenza

-20

2 0

Azimut

0

Credito Emiliano

11

Allianz Bank

Consultinvest Investimenti sim cresce di 77 pf in un solo mese. Una performance, quella della rete presieduta da Maurizio Vitolo (nella foto), che si spiega con l'arrivo di un foltissimo gruppo di promotori ex Simgenia, la rete del gruppo Generali che ha cessato l'attività lo scorso 31 dicembre (vedi Bluerating di febbraio a pagina 50). Al netto dell'exploit di Consultinvest, le altre reti di distribuzione evidenziano crescite o diminuzione degli organici nell'ambito delle poche unità. E' il caso di Finecobank e Allianz Bank, che si accrescono rispettivamente di 11 e 10 pf, seguite dalle tre reti di Azimut e dalle due della Banca popolare di Vicenza (sei pf in più per i due gruppi). Tra chi registra una diminuzione degli organici, emerge il gruppo Banca Fideuram con 19 pf in meno rispetto a dicembre.

Consultinvest

200.000

Finecobank

Consultinvest fa il pieno di pf

300.000

Consultinvest

I promotori finanziari delle tre reti del gruppo Azimut sono primi nella produttività del mese di gennaio con una raccolta netta procapite di quasi 315mila euro. Una performance doppia dei pf di Banca Generali, secondi in classifica con 153mila euro di nuova raccolta ciascuno, e di Finecobank (gruppo Unicredit) con 98mila e 600 euro. Pochi (292) ma buoni i pf di Veneto Banca, al quarto posto con un procapite da 98mila euro. Da segnalare che anche questo mese i promotori di Banca Mps (nella foto l’ad Fabrizio Viola) hanno rivestito il ruolo del fanalino di coda con una raccolta netta procapite negativa per oltre -141mila euro, battendo il risultato di -86mila euro di dicembre.

-2

-4

-6

-6

-19

-40

I dati sulla raccolta netta sono in milioni di euro, mentre quelli sulla raccolta netta procapite sono in euro. Nel grafico in basso sul reclutamento si considera il numero di pf. Dati Assoreti su elaborazione BLUERATING


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27-02-2014

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54 | nellarete

marzo 2014

n

bluerating

Alcuni hanno scelto di proseguire il percorso con Banca Generali

Per gli ex Simgenia l’avventura continua A cura di Maria Paulucci La mail inviata dall’ufficio gestione mandati di Simgenia ai promotori finanziari, avente per oggetto l’”Assistenza Clienti per chiusura al 31 dicembre 2013”, risale al 20 novembre. Nella missiva, l’ufficio spiegava a ogni professionista che riteneva “doveroso richiamare nuovamente la Sua attenzione sull’importanza di fornire alla clientela tutte le informazioni operative sulla cessazione della prestazione dei servizi di investimento da parte della sim e offrire un’adeguata assistenza per supportare i clienti verso scelte consapevoli sul portafoglio finanziario ancora investito, evidenziando sia le modalità con cui è possibile operare sugli investimenti attraverso altri collocatori o la società prodotto, sia - se richiesta dal cliente - l’operatività con cui procedere al recupero degli investimenti in essere”. Cosa è successo, da allora, ai promotori finanziari di Simgenia? La società controllata da Generali, dove erano presenti agenti assicurativi con incarico anche di promotori, su richiesta della Banca d’Italia ha chiuso a fine dicembre dando modo ai singoli profili di scegliere in che ambito specifico proseguire la professione. I rumor sulle nuove destinazioni degli agenti-promotori non sono mancate a seconda delle varie propensioni, ma quello che si sa ad oggi è che le migliori esperienze nella consulenza finanziaria hanno scelto di proseguire il percorso di sviluppo con Banca Generali. Si parla di 70-80 figure con i portafogli gestiti più significativi all’interno dell’ex Simgenia, cui sarebbero riconducibili masse tra i 500 e i 600 milioni di euro, che vanno a

formare una divisione ad hoc all’interno della banca del Leone sotto la regia del direttore commerciale Marco Bernardi, già a capo della rete financial planner che continua a registrare una crescita significativa nella raccolta e nelle dinamiche qualitative legate alla produttività. E gli altri? “Io sono felicemente ‘approdato’ in Banca Reale”, ci ha scritto un lettore. Poi c’è Consultinvest Investimenti sim, nella quale al 18 febbraio si registravano 102 ingressi, con una media di portafoglio inferiore ai 5 milioni di euro, soprattutto nel Centro Nord Italia ma non solo. “Il grosso dei mandati li abbiamo affidati tra gennaio e febbraio”, ha detto a BLUERATING l’amministratore delegato Maurizio Vitolo. Il contatto con Simgenia è nato dalla rete delle conoscenze personali. “Abbiamo avuto l’idea di presentarci ai promotori”, ha riferito Vitolo, “e lo abbiamo fatto tramite un roadshow in tre tappe - a Milano, Roma e Bologna - tra ottobre e novembre”. Non solo. Sono stati 15 gli ingressi da Simgenia a Südtirol Bank dai primi di dicembre fino agli inizi di febbraio. Secondo quanto risulta a BLUERATING, il

portafoglio complessivo si aggira attorno ai 45 milioni di euro. Quindi, dati alla mano, la media per ciascuno dei nuovi arrivati ammonta a 3 milioni. Per Südtirol Bank ha seguito l’intera operazione il divisional manager Carmine Acquaviva.

Chiude per ora questa rassegna Valori & Finanza, che ha reclutato 20 promotori finanziari provenienti da Simgenia: al 20 febbraio, altri otto risultavano in fase di inserimento. La media del portafoglio è di circa 5 milioni di euro. @Maria_Paulucci

Altri promotori della società che ha chiuso l’attività a dicembre sono stati accolti in Consultinvest, Südtirol Bank e Valori & Finanza. Ma non solo

Dalla nascita nel 2002 alla fermata del business Fino al 30 giugno i clienti potranno disinvestire oppure cambiare collocatore Simgenia nasce nel 2002 dopo il riassetto delle reti di pf del gruppo Generali Prime Consult sim, Ina sim e Altinia sim - tutte aggregate in Banca Generali. Nel giugno 2009, la banca perfeziona la cessione dell’85% del capitale sociale di Simgenia a un’altra società del gruppo Generali. L’operazione, approvata dal cda nel dicembre precedente, genera una plusvalenza netta di 8,7 milioni di euro. A Banca Generali resta comunque una quota del 15%. Del resto, Simgenia

continua a essere un importante canale di distribuzione per i prodotti del gruppo, in particolare per i servizi bancari - conti correnti e servizi collegati e per i fondi italiani e le sicav lussemburghesi gestiti direttamente dallo stesso gruppo Banca Generali. Poi, circa quattro anni più tardi,

di assegnazione della Sua posizione ad altro soggetto collocatore”. Generali, però, non vuole perdere la clientela acquisita nell’area finanziaria: i migliori “portafoglisti” passano quindi sotto Banca Generali, mentre per gli altri si parla della cancellazione dall’Albo dei pf e del passaggio all’attività

nell’aprile del 2013, il cda della sim delibera lo stop dell’attività di intermediazione mobiliare entro il mese di dicembre. Fino al 30 giugno 2014, la clientela potrà rivolgersi a Simgenia “per impartire ordini di disinvestimento o richieste

di agenzia assicurativa presso società del gruppo. Ma molti non intendono smettere di fare i promotori dopo l’impegno profuso nell’attività, con un investimento anche economico. Così, inizia l’esodo verso altre realtà del mercato.


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bluerating

Cambiare conto corrente: un’opportunità in più. Con il programma a premi della Banca

Conto Mediolanum Freedom One La scelta che premia Q

uanto è costato il conto corrente nell’ultimo anno? Questo è il periodo in cui riceviamo dalla nostra banca l’estratto conto dell’anno appena trascorso. Alla voce ‘riepilogo spese’, troveremo il costo complessivo annuo che abbiamo sostenuto per il nostro conto corrente. Leggendo il riepilogo spese finale, quindi, è facile verificare i costi effettivi e totali del conto corrente nel corso dei 12 mesi. Un costo che può essere anche molto salato. Ecco perché vale la pena esaminare con attenzione l’estratto conto e valutare la convenienza e i numerosi vantaggi dei conti correnti di Banca Mediolanum. E per questo, proprio in questo periodo, Banca Mediolanum offre anche un vantaggio in più a chi apre un nuovo conto corrente della famiglia Freedom (Mediolanum Freedom One o Mediolanum Freedom Più): dal 10 febbraio al 14 marzo 2014, con l’accredito dello stipendio entro tre mesi dall’apertura del conto, e presentando il riepilogo spese annuo del conto corrente della banca precedente, è possibile ottenere un premio sulla base dei costi sostenuti, del valore massimo di 150 euro. Una bella opportunità che permette di abbandonare il vecchio conto, magari anche molto costoso e ben poco conveniente, e al tempo stesso di recuperarne il costo annuo attraver-

so un’ampia gamma di ricchi premi. Il valore del rimborso può essere convertito in punti di Mediolanum Freedom Rewarding, il programma a premi per i clienti di Banca Mediolanum che comprende, anche nel rinnovato catalogo 2014, moltissime offerte e vantaggi, articoli di pregio e tanti prodotti di marchi prestigiosi. E il costo sostenuto per il vec-

Nella vasta offerta del mercato, qualità del servizio, costi e condizioni per la clientela fanno la differenza chio conto corrente può essere convertito anche in buoni carburante. Soluzioni pratiche e sempre vantaggiose per il cliente. Valutando con attenzione servizi bancari, costi e condizioni, è importante rilevare che le banche non sono tutte uguali così come i conti correnti non sono tutti uguali. Anche se a volte tra clienti e risparmiatori il rischio può essere quello di considerare, con molta

approssimazione e un po’ di superficialità, la vasta offerta del mercato bancario come se fosse tutta più o meno simile, tutta più o meno equivalente. Come se fosse tutta più o meno la stessa cosa. E invece le differenze ci sono, eccome. È importante che ogni cliente e risparmiatore dedichi attenzione e tempo adeguato a confrontare proposte e offerte, a valutarne condizioni e differenze, spesso sostanziali, a scegliere quelle più convenienti e vantaggiose per lui. La differenza importante non è circoscritta a 100 o 200 euro di convenienza tra un’offerta e l’altra, ma si estende all’intero servizio e alla sua qualità: alla qualità del rapporto tra banca e cliente. Per questo, è importante scegliere la banca “giusta”. Che non è più la banca più vicina a casa come lo era un tempo. Ora che le tecnologie di rete rendono a portata di mano tutte le operazioni e i servizi più semplici e quotidiani. In ogni momento, in modo veloce e da qualsiasi luogo. Ma la banca “giusta” oggi è innanzitutto la banca più adatta al cliente e alle sue esigenze. E i clienti cercano e si aspettano un servizio eccellente, condizioni vantaggiose, un’assistenza adeguata per ogni necessità, soprattutto per quanto riguarda le scelte, le operazioni e le decisioni più importanti e delicate. Nella valutazione e nella scelta della

banca più adeguata, alla luce dei cambiamenti e delle trasformazioni in atto, oggi per ogni cliente e risparmiatore conta dunque sempre più la qualità della relazione con la propria banca. E, non a caso, Banca Mediolanum mette la relazione con il cliente al centro del servizio e di tutto il sistema: i Family Banker coltivano con ogni cliente un rapporto personale, diretto, approfondito, che continua nel tempo. Allo stesso modo, è importante scegliere il conto corrente “giusto”. Perché, anche qui, le differenze ci sono, possono essere importanti, e a conti fatti si fanno sentire nelle tasche dei risparmiatori. L’iniziativa “Riparti da zero con Mediolanum” per passare dal vecchio al nuovo conto corrente, è un’opportunità e un vantaggio in più per entrare nel mondo di Banca Mediolanum. Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. Con il conto “Freedom One” canone zero se accrediti lo stipendio o la pensione. Condizioni economiche e contrattuali nei Fogli Informativi disponibili nella sezione trasparenza di bancamediolanum.it e presso i Family Banker. Operazione a premi “Mediolanum Freedom Rewarding Speciale Rottamazione” valida sino al 14/03/2014 con perfezionamento del contratto di c/c entro tale data. Regolamento completo depositato presso Testoni & Testoni Promotion S.r.l., Via Martiri di Belfiore, 3 - 20090 Opera (MI), consultabile nella sezione “Promozioni e manifestazioni a premio” del sito bancamediolanum.it. Sulla base dei costi documentati dal Riepilogo Spese e sostenuti per l’anno 2013 per la tenuta del conto corrente di altra banca verranno erogati punti fino ad un massimo di 42.000 punti da spendere sul catalogo premi dedicato all’iniziativa di Banca Mediolanum. Il premio sarà consegnato entro 180 giorni dalla data di richiesta.

Questa è una pagina di informazione aziendale con finalità promozionali. Il suo contenuto non rappresenta una forma di consulenza né un suggerimento per investimenti.


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marzo 2014

Salamone saluta il gruppo di Vicenza per andare in Bnl

Scossone ai piani alti di Bpvi e Bnl di Andrea Giacobino Terremoto ai piani alti delle reti di promotori finanziari di due importanti banche. Con una decisione inaspettata, comunicata ai suoi colleghi con una lunga e appassionata mail, Carmelo Salamone ha lasciato la guida della rete pf di Banca Popolare di Vicenza. E, secondo quanto risulta a BLUERATING, assumerà la direzione commerciale della rete pf di Bnl Bnp Paribas, attualmente in fase di start up, mentre il business verrà presidiato nello sviluppo della rete da Stefano Colasanti, manager di lungo corso della banca, ex Poste Italiane e Intesa Sanpaolo, attualmente “head of human resources costs and staff planning, mobility, recruting & employer branding”. Alla guida del progetto rete c’è Ferdinando Rebecchi (nella foto), ex Banca Euromobiliare. Salamone aveva assunto l’incarico in Bpvi lo scorso anno, provenendo dalla

guida della rete pf della controllata siciliana Banca Nuova. “Vi comunico”, dice Salamone nella mail, “che venerdì prossimo 21 febbraio sarà il mio ultimo giorno di lavoro nel gruppo Banca Popolare di Vicenza. Di questi quasi 14 anni di lavoro nel gruppo, porterò con me il ricordo indelebile di ciascuno di Voi, dei vostri volti - professionisti, ma soprattutto uomini e donne che hanno sognato e sono riusciti a essere attori protagonisti dello spazio che questo gruppo si è ritagliato in un mercato ricco di complessità; quanto insieme si è costruito non si può, infatti, certamente circoscrive-

re ai numeri pur importanti e necessari di un bilancio”. “I risultati commerciali e i numeri”, prosegue la mail di Salamone, “sono la base di cui una rete di promotori finanziari deve fondarsi e alimentarsi, ma non lasciate mai che siano questi a definirvi come professionisti, piccoli o grandi che appaiano; io che vi conosco lo posso affermare con certezza: voi valete molto di più dei vostri portafogli e questo, a mio avviso, deve essere uno stimolo a fare sempre di più e meglio; lo dovete a voi stessi, alle vostre famiglie e lo dovete a questo gruppo che immagina e progetta con voi il proprio futuro. Ho lavorato”, conclude il manager dimissionario, “per essere - e spero di esserlo stato - una persona che ha inciso positivamente nel cammino della vita di ciascuno; mi scuso con chi così non è stato, certamente non è mancata la mia intenzione; la mia crescita è stata direttamente proporzionale alla vostra crescita e di questo vi ringrazio. Un abbraccio e in bocca al lupo”.

IL PROMOTORE IN ROSA

La donna advisor: intuito e affidabilità Tra le professioniste di spicco che ogni mese BLUERATING intervista non può mancare Anna Fenocchio (nella foto), wealth manager di Azimut Global Advisory, la divisione del gruppo Azimut nata per fornire un servizio di consulenza a pagamento per i clienti ad elevata patrimonialità.

preso, direi con successo, questa attività. Da un punto di vista tecnico ed operativo, non vedo sostanziali differenze mentre, come è giusto che sia, uomini e donne apportano, nella relazione con il cliente, le proprie caratteristiche che al femminile sono: intuito, affidabilità, capacità di conciliazione.

Quali sono le principali differenze tra il modo di fare promozione al maschile e quello al femminile? Il mondo della consulenza e della promozione finanziaria è stato per molto tempo un ambito prevalentemente maschile; dagli inizi degli anni duemila si è vista aumentare la presenza di donne che hanno intra-

Come ha scelto di intraprendere questa professione sapendo che avrebbe lavorato in un mondo frequentato perlopiù da maschi? Per me è stata la giusta e direi vincente evoluzione di un percorso professionale iniziato in banca; dall’allora qualifica di addetto titoli all’attuale ruolo di wealth manager nel più

importante gruppo finanziario indipendente italiano quotato in Borsa, il gruppo Azimut. Ritiene che aumenteranno le promotrici donna? La presenza femminile è aumentata negli ultimi anni e questo trend sarà, sicuramente, confermato negli anni a venire. Crede che una donna sia avvantaggiata o svantaggiata nel lavoro di promotore? Credo che i vantaggi o gli svantaggi sul modo di concepire questo lavoro, siano riconducibili al proprio essere professionista, uomo o donna che sia; in questi ultimi anni così difficili per il mondo della finanza e dell’economia mondiale, hanno premiato valori come l’onestà intellettuale e la credibilità, e poi non dimentichiamo che dal 2014, alla guida della Banca Centrale della prima potenza al mondo, c’è una donna.

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bluerating

VISTI DA VICINO

Professionisti allo specchio


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retimercato | 57

bluerating

Massimo Doris si aspetta una raccolta sui livelli del 2013

Mediolanum pensa positivo sul 2014 A margine della conferenza stampa di presentazione del nuovo sito di Banca Mediolanum, BLUERATING ha parlato con l’amministratore delegato Massimo Doris (nella foto) dei numeri della banca per il 2014. Mediolanum vede per il 2014 una raccolta netta totale “sugli stessi livelli del 2013” ma con un mix diverso e, in particolare, “con una raccolta netta fondi che potrebbe essere più bassa”, ha spiegato. Il manager, commentando la raccolta di gennaio considerata da alcuni analisti inferiore alle attese, ha sottolineato che i numeri risentono “del confronto sfavorevole con i dati di gennaio 2013 ma si tratta comunque del secondo gennaio

migliore di sempre”. “Mi aspetto che da febbraio-marzo si ritorni ai livelli precedenti di raccolta mensile”, ha aggiunto Doris nel corso della presentazione del nuovo nuovo sito internet. Spiegando le ragioni del rallentamento di gennaio il manager ha citato il pagamento della seconda rata dell’Imu e “una rete che tira il fiato” dopo il superlavoro di dicembre. Nel 2013 Banca Mediolanum ha realizzato una raccolta netta totale per 3,3 miliardi di euro con 4,58 miliardi di afflussi verso i fondi. Doris ha anche detto che la sua famiglia non ha intenzione di “monetizzare” e quindi diminuire la propria partecipazione nella società,

né in Mediobanca di cui è socia con il 3,38% (ultimi dati disponibili sul sito internet Consob). Per Banca Esperia, partecipata pariteticamente con Piazzetta Cuccia al 50%, il manager ha ribadito che sarebbe disponibile a discutere con un compratore interessato alla propria quota. Nel corso della videointervista realizzata con Oscar di Montigny, il manager ha invece puntato l’accento sul grande sforzo economico e di “progettazione” che ha portato alla nascita del nuovo sito web della banca. Di Montigny ha anche sottolineato come il private banking stia diventando un business sempre più importante per il gruppo. Novità anche sul fronte dei reclutamenti. Con un buon 50% dei reclutamenti dell’intero 2014 di provenienza bancaria.

Il manager torna nella rete di Cassol come direttore commerciale

vanta anche importanti esperienze manageriali in In Capital Investments, Ing Group, J. Rothschild Itl Ass. e Free & Partners, dove ha sviluppato il modello di consulenza finanziaria, e ha supportato su tematiche commerciali la casa editrice Einaudi del gruppo Mondadori e il gruppo Biverbroker per la gestione dei servizi distributivi. Albini che nel nuovo ruolo guiderà la rete di vendita dei promotori finanziari di Sol&Fin sim, gestirà inoltre le attività di marketing e comunicazione, riportando direttamente a Cassol. A. G.

Daniele Albini ritorna in Sol&Fin Un’entrata importante per Sol&Fin sim, la rete di 200 promotori finanziari fondata e guidata da Gianfranco Cassol, uno dei “padri” della promozione finanziaria in Italia. Il nuovo direttore commerciale è Daniele Albini (nella foto), 48 anni, che dopo valide esperienze rientra in Sol&Fin nella posizione a

suo tempo già ricoperta. Albini precedentemente è stato chiamato in Fiat Auto per portare l’esperienza e le logiche organizzative e gestionali utilizzate nel settore della distribuzione dei servizi finanziari, caratterizzate da forte intensità relazionale e capacità di contatto personalizzato. Il nuovo direttore commerciale di Sol&Fin sim

LUCI&OMBRE

Anche l’Europa fa pasticci

L’

Esma ha indirizzato una lettera alla commissione europea segnalando alcune differenze d’interpretazione e di applicazione della MiFID in relazione alla definizione di alcuni derivati, quelli in cambi e quelli in materie prime. Queste discrasie fanno sì che non solo la MiFID sia applicata in modo diseguale in Europa, ma che la stessa Emir possa avere una variegata attuazione nei diversi paesi, con tanti saluti all’uniformità delle leggi in ambito europeo. La cosa potrebbe sembrare marginale, ma non lo è. Ad esempio, alcuni Paesi considerano

strumenti finanziari i forward a 7 giorni, altri non li considerano tali e così via dicendo anche per altre situazioni. Ottima decisione dunque quella dell’Esma di sollecitare un’univoca interpretazione, però dev’essere estesa a tutti campi della normativa europea. Una simile attività di uniformazione degli standard europei non può che avvantaggiare noi italiani che siamo spesso più realisti del re e tendiamo a irrigidire le norme europee ben oltre il loro spirito e il tenore della lettera. In sintesi rendiamo burocratica qualsiasi legge. Ben vengano

di Fabrizio Tedeschi*

quindi simili iniziative. Un’altra raccomandazione dovrebbe rivolgere il nuovo governo alle autorità europee. Una legislazione troppo intensa e frequente rischia di ridurre l’Europa a qualcosa di simile all’Italia: tante leggi tutte applicate male. Molto meglio quindi ridurre il flusso o l’inondazione di norme europee, ma meditarle meglio e seguirne l’applicazione nei singoli paesi. *tedeschi@alezio.net

L’INTERVENTO

di Gianfranco Cassol*

Centrale operativa per il consulente

I

l bene massimo per un promotoreconsulente è disporre di una vera e propria “centrale operativa” che metta a sua disposizione quanto il mercato offre e le tecnologie e le metodologie scientificamente all’avanguardia, per potere utilizzare il tutto con facilità, nell’interesse del cliente. Basta metaforicamente un filo con questa centrale operativa per avere a disposizione tutto e disporre della globalità dei marchi e dei prodotti più efficienti. In più il promotore-consulente deve poter disporre sul suo pc, sul suo tablet, di “strumenti verità” quali: 1) analisi finanziarie conoscitive per avere con semplicità sottomano le valutazioni di tutti i fondi-sicav del mercato, così da poterli utilizzare a ragion veduta dal momento che ne ha la disponibilità e può offrirli, 2) check up comparativi per conoscere, con immediatezza, come i fondi-sicav sono posizionati rispetto alla concorrenza, 3) alert per informare il promotore-consulente e, a scelta, anche il cliente via e-mail, a casa sua, sull’andamento di qualsiasi strumento finanziario, detenuto presso qualsiasi intermediario (gli alert funzionano con il meccanismo trigger e con il resoconto anche storico dei prezzi). Servono inoltre: 4) portafogli comportamentali dinamici: per rappresentare ai clienti, con immagini di facilissima comprensione, la natura ed il rischio dei suoi investimenti detenuti presso qualsiasi Intermediario e 5) gaussiana degli investimenti: per realizzare con il cliente la costruzione scientifica del suo portafoglio per comparti di rischio, utilizzando la totalità dei prodotti del mercato. Sol&Fin sim non ha prodotti di gruppo o della casa mandante da difendere e perdenti in valutazioni comparative. Fornendo puro outsourcing finanziario, mette a disposizione del promotore-consulente supporti tecnologici ed operativi, formativi e informativi che alla prova del cliente hanno reso obsoleti i sistemi di collocamento e di consulenza oggi esistenti. *presidente e a.d. di Sol&Fin sim


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58 | valzerdellepoltrone

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VALZER DELLE POLTRONE di Gianluca Baldini Scorpacciata di ingressi per la banca del Leone di Trieste

Banca Generali inizia il 2014 con una serie di reclutamenti nella divisione private. L’istituto guidato dall’a.d. Piermario Motta ha ingaggiato di recente in Liguria Massimiliano Ragusa, proveniente da Allianz Bank e accreditato di un portafoglio di oltre 30 milioni di euro. Il suo arrivo si aggiunge ad altri due ingressi di elevato standing: Bruna Grosso e Corrado Demarchi, entrambi provenienti dal private banking di Credit Suisse, che hanno scelto di entrare nella squadra del manager del Nord-Ovest di Banca Generali Private Banking Roberto Benzi. A loro sono riconducibili portafogli rispettivamente da 50 e 30 milioni di euro. Inoltre, il gruppo guidato da Piermario Motta ha recentemente reclutato da Credit Suisse.

Banca Fideuram si arricchisce di nuovi private

Il gruppo Banca Fideuram si rafforza con l’ingresso di cinque private banker: a gennaio la rete Banca Fideuram ha dato il benvenuto a Mauro Gradi, ex Credito Bergamasco, in Lombardia, e ad Andrea Leonardi, ex Banca Mps, nel Lazio. In Sanpaolo Invest invece hanno fatto il loro ingresso Emanuele Di Napoli, proveniente da Banca Mediolanum, in Liguria; Luca Lixi, da Santander Private Banking, in Sardegna e Pierluigi Bernardi, ex Credem, nel Lazio.

Monte Paschi di Siena: Rossi nel private di area Antonveneta

Nuovo importante ingresso nel private banking di Banca Monte dei Paschi di Siena. Francesco Rossi è il nuovo responsabile del mercato private di area Antonveneta e guiderà una squadra composta da nove centri private e 40 gestori private banking. Rossi, 46 anni, certificato fpa, arriva da Veneto Banca

e - secondo quanto riporta la nota di Mps - vanta un importante background nel segmento private banking, in cui opera da molti anni ricoprendo crescenti ruoli di responsabilità. Ma non finisce qui. In Mps arrva anche Patricia Pecchinenda, una professionista che ha maturato un’esperienza decennale in San Paolo Invest dopo aver lavorato in UniCredit. In Mps, Pecchinenda farà parte dell’area sud est, coordinata dal general manager Marco Zucconi. Gli altri due ingressi da inizio anno sono stati quelli di Roberto Marras a Cagliari e di Carmelo De Santis a Lecce. Dentro anche Angelo Antonini, entrato a far parte della squadra di Taranto dell’area Sud guidata dal responsabile mercato private Luigi Rubino. Il suo ingresso segue quello di Edoardo Ventura, arrivato nel 2013 nella squadra di Salerno da Santander Private Banking.

Due nomine di alto livello per Veneto Banca

Veneto Banca prosegue nel processo di riorganizzazione con due nomine di alto livello. Nell’ambito della direzione generale del gruppo, Gerardo Rescigno ed Enrico Baretta sono stati nominati rispettivamente nuovo chief risk officer e nuovo responsabile della direzione crediti.

FinecoBank continua a crescere con i reclutamenti

Continua a crescere la squadra di FinecoBank. La rete guidata dal direttore commerciale Mauro Albanese ha dato il benvenuto di recente a quattro professionisti: in Lombardia sono entrati Rosario Daniele Iemulo, proveniente da Iw Bank, che opera sotto la guida dell’area manager Filippo Viganò, e Alberto Fausti, ex Unipol Banca, con l’area manager Franco Ravaglia. Nel Lazio è arrivato invece Massimiliano Lapi, ex Banca Generali, operativo nel team dell’area manager Fabrizio Abate. Infine in Puglia ha fatto il suo

ingresso Domenico Bottalico, proveniente da Mps, che lavorerà nella squadra dell’area manager Andrea Scardia.

Il private banking Ubs si espande in Lazio e Veneto

Nuovi ingressi nel Veneto e nel Lazio per Ubs. La banca svizzera ha rafforzato la propria struttura di private banking con l’arrivo di Gianluca Barchiesi, proveniente da Santander Private Banking, e di Francesco La Mattina, exUnicredit, nel Veneto. Nella Capitale invece sono entrati di recente Andrea Tinarelli, exCordusio Sim, e Paola Ruggeri, exUniCredit.

Bergamaschi, che saranno tutti operativi a Parma. A Bologna invece ha fatto il suo ingresso Alba Meneghetti, che arriva da Banca Intermobiiare. Il gruppo ha anche nominato un nuovo district manager per la Liguria. La rete di promotori finanziari coordinata a livello nazionale dal direttore commerciale Duccio Marconi. Novità anche per l’altra rete del gruppo: due nuovi ingressi per Banca Euromobiliare. Si tratta di Luca Tanzi ed Elena Cecco che hanno entrambi lasciato Credit Suisse per entrare nella società del gruppo Credem.

Escalona cresce al Centro Nord con cinque pf Finanza & Futuro amplia la squadra di promotori finanziari nel Centro-Nord. La rete del gruppo Deutsche Bank guidata dall’ammi-

POLTRONE SCOTTANTI

Azimut Global Advisory fa il pieno di nuovi ingressi Scorpacciata di nuovi ingressi per Azimut Global Advisory. La divisione del gruppo Azimut dedicata alla consulenza finanziaria a parcella e guidata da Alessandro e Alberto Parentini ha dato di recente il benvenuto a otto professionisti. In particolare l’ex Banca Ipibi Gianfranco Sabia ha assunto il ruolo di responsabile per il Veneto, mentre a Bergamo sono entrati Rosaria Bonati e Riccardo Rossato, entrambi provenienti dal private banking di Deutsche Bank. Simona Bertolucci, anche lei proveniente dal gruppo tedesco, è andata a rinforzare il team a Lucca, mentre a Genova sono stati nominati due team director: Alessandro Greco, già responsabile Unit private banking di Lucca, ed Enrico Tacchini, ex Finecobank, che opereranno sotto la guida dell’area manager Stefano Mencacci. Non solo: in Emilia Romagna sono arrivati Davide Peschi, ex Simgenia, a Bologna e Valentino Bergamini, proveniente dal Banco San Geminiano a Modena. Ad oggi, scrive ancora Il Mondo, la società conta su una squadra di 35 consulenti e 5 agenzie, a cui si aggiungeranno le due di prossima apertura a padova e Roma.

Credito Emiliano arruola 4 promotori ex Credit Suisse

Credem fa “shopping” in Credit Suisse Italy. La rete del gruppo emiliano ha dato il benvenuto di recente a quattro promotori finanziari provenienti dalla società parte del gruppo elvetico: Sergio Varricchio, Massimo Guidetti, Federica Maini e Monica

nistratore delegato Armando Escalona ha ingaggato di recente cinque professionisti: Alessandra Poltronieri, ex Ubi Banca, a Mantova; Filippo Piccinato e Flavio Speziani, ex Bnl-Bnp Paribas a Brescia; Simone Alberizzi, proveniente da Credit Suisse a Milano e Paolo Giacomelli, ex Banca Generali, a Empoli. Finanza & Futuro ha chiu-


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HEAD HUNTING so il 2013 con una raccolta netta di 852 milioni di euro.

Copernico a Roma si rafforza con Zarbo

Societ‡ di

Intermediazione Mobiliare S.p.a.

La sim Copernico, società di intermediazione mobiliare indipendente guidata da Saverio Scelzo, rafforza la sua presenza a Roma con l’ingresso di Giovanni Antonio Zarbo, professionista che vanta un’esperienza ultratrentennale come promotore finanziario e incarichi di rilievo presso l’Associazione nazionale dei promotori finanziari.

stessa società del gruppo Kairos attiva nelle gestioni patrimoniali, nei fondi comuni, nelle sicav e nei fondi alternativi, precisando che il 37enne Kuhdari ha lavorato negli ultimi 7 anni per Franklin Templeton Italia, ricoprendo il ruolo di sales manager e head of retail. “Assumo questo incarico con l’impegno di un progetto focalizzato sullo sviluppo dei rapporti retail con banche private e reti di promozione finanziaria, nonché con il mondo degli investitori istituzionali”, ha dichiarato Amir Kuhdari.

Blanco e Bassani al posto di Corradini in Barclays Rbb

Fidelity Worldwide Inv. potenzia così la presenza in Italia

Fidelity Worldwide Investment cresce in Italia rafforzando la struttura interna con l’ingresso di Rosario Sarcone, senior sales manager, e di Alberto Mussini. manager fund selection units.

Generali in Spagna cambia timoniere nominando Villa

Tony Blanco e Lorenzo Bassani sostituiscono alla guida di Barclays Rbb Italia Claudio Corradini, che ha assunto il ruolo di ceo Barclays Rbb Iberia. Lo si apprende da una nota ufficiale. Blanco assume il ruolo di ceo di Barclays Rbb Italy, oltre a mantenere quella di country manager Francia e ceo di Barclays Rbb France. Lorenzo Bassani viene nominato deputy ceo di Barclays Rbb Italia. Nel suo nuovo incarico garantirà la continuità della gestione e manterrà la responsabilità della strategia commerciale nonché della gestione delle reti di vendita.

Newton Capital Mgmt: Wylie alla guida del Nord America Cambio ai vertici di Generali Spagna. La società del gruppo triestino ha nominato Santiago Villa nuovo amministratore delegato in sostituzione di Jaime Anchustegui, che ha assunto la carica di regional head per l’America Latina. Il cda ha anche cooptato, in qualità di vicepresidente, Giovanni Liverani, regional head per l’area Emea del gruppo.

Kairos Partners sgr: Kuhdari si occuperà del commerciale

Kairos Partners sgr ha nominato Amir Kuhdari nuovo direttore commerciale. Lo ha annunciato la

Newton, società che fa parte del gruppo Bny Mellon, ha nominato Jim Wylie nuovo head of North America per Newton Capital Management. Nel nuovo ruolo, Wylie avrà la responsabilità di guidare e sviluppare il business di distribuzione e servizio ai clienti per il Nord America. Basato a New York, Wylie riporta a Helena Morrissey, ceo di Newton Investment Management. Prima di approdare in Newton, Wylie ha lavorato in Turner Investment Partners e, precedentemente, è stato global head of sales in Acadian Asset Management.

Tre super manager in ruoli chiave per Zurich Italia

Zurich in Italia ha annunciato la nomina di tre manager in ruoli chiave dell’azienda. A Domenico Quintavalle, che in precedenza ricopriva il ruolo di general insurance, chief financial officer e di direttore rete agenti zurich ad interim, viene affidata in via definitiva la responsabilità della Rete Agenti di Zurich in Italia. Fabio Amedeo Romanò viene invece nominato nuovo Gi cfo (chief financial officer per la divisione General insurance). Vittorio Giusti assume il ruolo di chief operating officer per la struttura General insurance di Zurich in Italia. Giusti è entrato in Zurich nel 2012.

Santander Pb annuncia l’ingresso di un poker di private banker

La squadra di Santander Private Banking si rafforza con quattro nuovi ingressi. A Brescia sono entrati Ivan Rodari e Mauro Vai, entrambi provenienti da Banca Aletti, mentre a Milano hanno fatto il loro ingresso Annamaria Zotti e Lorenzo Cappello, provenienti da Unipol Banca.

Nomura, area Emea: Ward a capo dell’equity sale

Nomura ha nominato Mike Ward a capo delle equity sales per l’area Emea. Il manager, che sarà basato a Londra, riporterà a Chris Fleming, head of global markets sales per l’area Emea della banca di investimento asiatica. “L’anno scorso, il contributo del settore azionario ai ricavi complessivi è cresciuto significativamente e ci sono buone possibilità per Nomura di incrementare la quota di mercato in prodotti cash e derivati”, ha spiegato Fleming.

di Marco Mazzoni*

La promozione scoppia di salute

E

cco come si è chiuso il 2013. Il patrimonio complessivo dei clienti delle reti di promotori associate ad Assoreti ha superato i 279 miliardi di euro. Il Gruppo Banca Fideuram (83,670 miliardi), Banca Mediolanum (47,165 miliardi), e FinecoBank (36,192 miliardi), detengono quasi il 60 % del mercato in Italia (167 miliardi). Mentre le prime sei Banca Fideuram, Banca Mediolanum, FinecoBank, AllianzBank, Banca Generali e Gruppo Azimut detengono il 90% del mercato (251 miliardi). La raccolta netta complessiva si è attestata a quota 16,6 miliardi di euro, in crescita del 39% rispetto al 2012. Lo stimolo al rialzo arriva dal risparmio gestito, sul quale gli investimenti netti, pari a 20,5 miliardi di euro, aumentano del 72% (11,9 miliardi nel 2012), rappresentando il migliore risultato delle reti dal 2001. Le movimentazioni sui prodotti in regime amministrato, invece, vedono prevalere le uscite, con saldo negativo di quasi 4 miliardi di euro. Banca Mediolanum (3,397 miliardi), il Gruppo Azimut (2,778 miliardi) e FinecoBank (2,549 miliardi) sono i tre player che hanno raccolto di più nel 2013. Bene hanno fatto anche AllianzBank che ha raccolto 2,459 miliardi di euro, il Gruppo Banca Fideuram (2,441 miliardi) e Banca Generali (2,260 miliardi). I promotori iscritti all’Albo erano circa 50 mila in flessione del 3,4% rispetto all’anno precedente; il numero dei promotori è in discesa ormai da più di 10 anni (nel 2004 erano circa 63mila). Secondo Assoreti, 21.353 è il numero dei promotori iscritti all’albo e con mandato. Sul gradino più alto del podio si colloca Banca Mediolanum con 4.330 promotori, seguita dal Gruppo Banca Fideuram con 3.480 pf e FinecoBank con 2.445. È tornato a crescere anche il numero dei risparmiatori seguiti dalle reti: a fine anno i clienti primi intestatari dei contratti erano 3,339 milioni (+2% rispetto al 2012). Le reti confermano l’importanza del proprio ruolo nell’ambito della distribuzione di Oicr aperti; le risorse nette confluite attraverso l’attività svolta dalle reti ammontano a circa 19,3 miliardi, rappresentando il 40% degli investimenti netti in fondi comuni e Sicav (48,7 miliardi). *presidente Magstat Consulting


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Diminuiscono gli iscritti all’Albo e quindi anche i provvedimenti della Consob

Calano i pf e le sanzioni Tra gennaio e febbraio le misure indirizzate ai professionisti sono state 16 A cura di Silvia Minola I promotori finanziari sono stati più “diligenti” nel 2013 rispetto all’anno precedente. Secondo i dati diffusi dalla Consob (nella foto il presidente Giuseppe Vegas), che tracciano un bilancio dell’attività sanzionatoria svolta nel 2013, nel corso dell’anno i promotori colpiti dai provvedimenti della Commissione sono stati in tutto 63, contro gli 85 del 2012. Va considerato però che anche il numero dei professionisti iscritti all’Albo di categoria è diminuito, passando a 51.314 promotori al 24 dicembre 2013 contro i 52.268 di fine 2012, di cui 30.351 attivi (33.480 nel 2012). In particolare, nel 2013 ci sono state 44 radiazioni (71 nel 2012), 18 sospensioni sanzionatorie (13 nel 2012) e una sanzione pecuniaria (circa 2mila euro). Le sospensioni cautelari invece sono state in tutto 20: 17 per un periodo di 60 giorni (32 nel 2012) e tre per un periodo di un anno (11 nel 2012). Nei confronti di tre persone fisiche sono state inoltre applicate sanzioni per complessivi 21mila euro in relazione all’esercizio abusivo dell’attività di promotore finanziario. In crescita invece i provvedimenti sanzionatori adottati nei confronti di

intermediari finanziari: l’anno scorso sono stati 14 (nei confronti di due sim, cinque banche, sei sgr e un’impresa di investimento comunitaria senza succursale), a fronte di sette nel 2012. Questi provvedimenti hanno comportato l’applicazione di sanzioni pecuniarie nei confronti di 92 esponenti aziendali (26 nel 2012). Il valore complessivo delle sanzioni pecuniarie erogate è stato di 2,3 milioni di euro (1,47 milioni di euro nel 2012). Al 31 dicembre 2013 risultavano iscritte all’Albo 92 sim (97 a fine 2012), di cui 15 autorizzate alla negoziazione per conto proprio, 22 all’esecuzione di ordini per conto dei clienti, cinque alla sottoscrizione e/o al collocamento con assunzione a fermo ovvero con assunzione di garanzia nei confronti dell’emittente, 44 al collocamento senza assunzione a fermo né assunzione di garanzia nei confronti dell’emittente, 39 alla gestione di portafogli, 48 alla ricezione e alla trasmissione di ordini, 80 alla consulenza in materia di investimenti e tre alla gestione di sistemi multilaterali di negoziazione. Nel corso dell’anno sono intervenute tre iscrizioni all’Albo e otto cancellazioni. Quanto ai primi mesi del 2014, dal primo gennaio al 21 febbraio (giorno in cui

consegniamo questa pagina, n.d.a.) i provvedimenti sanzionatori nei confronti di promotori pubblicati sul sito www.consob.it sono stati 16: sette radiazioni, tre sospensioni sanzionatorie e sei sospensioni cautelari, misura questa ultima adottata in

genere quando c’è bisogno di fare più chiarezza sulla vicenda in esame. In questa pagina riportiamo i nomi dei destinatari dei primi 16 provvedimenti del 2014. Per leggere le delibere in versione integrale, rimandiamo al bollettino online della Consob.

Nome: Laura Candusso Provvedimento: sospensione cautelare per 60 giorni Delibera: 18689 Data pubblicazione: 13/01/2014

Nome: Sandro Missiaglia Provvedimento: sospensione cautelare per 60 giorni Delibera: 18727 Data pubblicazione: 12/02/2014

Nome: Francesco Iannuzzi Provvedimento: sospensione cautelare per 60 giorni Delibera: 18673 Data pubblicazione: 07/02/2014

Nome: Michele Caccin Provvedimento: sospensione sanzionatoria per 4 mesi Delibera: 18707 Data di pubblicazione: 10/02/2014

Nome: Francesco Ghisleni Provvedimento: sospensione sanzionatoria per quattro mesi Delibera: 18734 Data di pubblicazione: 15/02/2014

Nome: Gaio Castagnozzi Provvedimento: radiazione Delibera: 18736 Data di pubblicazione: 03/02/2014

Nome: Flavia Di Castri Provvedimento: radiazione Delibera: 18737 Data di pubblicazione: 22/01/2014

Nome: Diego Truant Provvedimento: sospensione sanzionatoria per quattro mesi Delibera: 18735 Data di pubblicazione: 12/02/2014

Nome: Marco Valerio Bracaglia Provvedimento: radiazione Delibera: 18741 Data di pubblicazione: 07/02/2014

Nome: Alberto Asti Provvedimento: radiazione Delibera: 18739 Data di pubblicazione: 07/02/2014

Nome: Roberto Di Pietro Provvedimento: sospensione cautelare per 60 giorni Delibera: 18728 Data di pubblicazione: 07/02/2014

Nome: Alessandro Bagnai Borromeo Provvedimento: radiazione Delibera: 18740 Data di pubblicazione: 11/02/2014

Nome: Alessandro Napolitano Provvedimento: radiazione Delibera: 18742 Data di pubblicazione: 19/02/2014

Nome: Andrea Gangi Provvedimento: sospensione cautelare per 60 giorni Delibera: 18718 Data di pubblicazione: 07/02/2014

Nome: Mario Turci Provvedimento: radiazione Delibera: 18762 Data di pubblicazione: 19/02/2014

Nome: Mario Gaudenzi Provvedimento: sospensione cautelare per 60 giorni Delibera: 18765 Data di pubblicazione: 20/02/2014


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Il tour parte il 19 marzo e si conclude il 10 aprile

BREVISSIME

Fa il giro d’Italia

l BNP PARIBAS IP Al via un incontro con i gestori e i vertici: “Il mondo cambia, Parvest anche”

BlackRock andrà per tutto lo Stivale in 24 città

“Il mondo cambia, Parvest anche”. È questo il claim dell’evento di Bnp Paribas IP che si terrà martedì 11 marzo a Milano e lunedì 17 marzo a Roma, a partire dalle 16 e fino alle 23. Una non stop – riservata agli investitori professionali - per scoprire le sfide presentate da un mondo finanziario in continua trasformazione e la risposta approntata da BNP Paribas Investment Partners, attraverso Parvest . Ciascun ospite potrà esplorare l’offerta Parvest, confrontandosi con i gestori, partecipando a dibattiti sulle diverse strategie gestionali e sperimentando nuovi strumenti di supporto alle decisioni di investimento messi a disposizione delle reti e dei risparmiatori. Ci saranno tutti i vertici della società di asset management tra cui Christian Dargnat, responsabile mondiale distribuzione business line e presidente di Efama e William de Vijlder, vice-chairman.

A cura di Daniel Settembre Partirà il prossimo 19 marzo per concludersi il 10 aprile il BlackRock Tour 2014, un ciclo di eventi in 24 città italiane volto a identificare soluzioni che forniscano un equilibrio tra

ricerca di reddito e controllo della volatilità. Nel corso delle diverse giornate, Bruno Rovelli, responsabile dell’Investment Advisory di BlackRock in Italia, presenterà l’outlook di mercato di BlackRock per questi primi mesi del 2014, men-

tre Luca Giorgi, responsabile del segmento retail wealth di BlackRock in Italia evidenzierà insieme ai relationship manager del gruppo le soluzioni di investimento più coerenti con l’attuale scenario. @DanielSettembre

CALENDARIO Trieste 19 marzo ore 14.45

Bologna 25 marzo ore 14.45

Napoli 2 aprile ore 9.45

Treviso 20 marzo ore 9.45

Ravenna 26 marzo ore 9.45

Catania 3 aprile ore 9.45

Padova 20 marzo ore 14.45

Ancona 26 marzo ore 14.45

Palermo 4 aprile ore 9.45

Verona 21 marzo ore 14.45

Perugia 27 marzo ore 9.45

Cagliari 7 aprile ore 14.45

Trento 21 marzo ore 14.45

Firenze 27 marzo ore 14.45

Torino 8 aprile ore 9.45

Bergamo 24 marzo ore 14.45

Pisa 28 marzo ore 9.45

Alessandria 8 aprile ore 14.45

Brescia 24 marzo ore 14.45

Bari 31 marzo ore 14.45

Genova 9 aprile ore 9.45

Parma 25 marzo ore 14.45

Roma 1 aprile ore 15.30

Varese 10 aprile ore 9.45 Fonte: BlackRock

A lezione da Consultique Parte martedì 4 marzo a Verona la nuova edizione del master operativo in “analisi e consulenza indipendenti nella gestione del patrimonio finanziario”

organizzato da Consultique. Il percorso, che si concluderà il 3 luglio, si propone di fornire indicazioni su come avviare e sviluppare uno studio professionale

indipendente. Sarà possibile anche iscriversi alle singole giornate, decidere quando frequentare i moduli e se ripeterli nel tempo.

DI COSA SI PARLA IN AULA:

l SWISS AND GLOBAL Parlare con i maggiori esperti del gruppo sul futuro degli investimenti finanziari

Il prossimo appuntamento con gli esperti di Swiss & Global Asset Management è per martedì 18 marzo presso la Fondazione Riccardo Catella Via Gaetano De Castillia 28, Milano. L’evento, dal titolo “Mondo multipolare, portafogli selettivi: affrontare il presente con lo sguardo al futuro”, inizierà alle 14.45 con un intervento di Daniel Sheard, co-lead portfolio manager di GAM dal tema “Fed “aspirapolvere” o “grande livella”? Idee obbligazionarie di investimento a prova di mercato”. Seguirà Andy Kastner, portfolio manager european equities di Swiss & Global Asset Management.

l INVESCO Ecco da aprile le date del roadshow 2014, dove protagoniste saranno le idee

Torna ad aprile il roadshow di Invesco dal tema “Invesco Incontra. Idee: una nuova asset class”. Gli eventi avranno analisi e scenari di mercato a cura di Universita cattolica del sacro cuore. Il giro d’Italia partirà da Genova il primo di aprile per concludersi l’8 maggio. In anteprima ecco le date: Genova

1 aprile

Napoli

15 aprile

Brescia

2 aprile

Latina

16 aprile

Firenze

3 aprile

Bologna

17 aprile

Verona

8 aprile

Tirrenia

7 maggio

Padova

9 aprile

Palermo

8 maggio

Torino

10 aprile

Marzo

Aprile

Maggio

4 marzo | Avvio e sviluppo di una società di analisi e consulenza indipendente

1 aprile | Asset allocation obbligazionaria

6 maggio | La nuova piattaforma Consultique 2013 per l’analisi e la consulenza finanziaria indipendente

5 marzo | Analisi, valutazioni e perizie tecniche su fondi, sicav e gestioni patrimoniali: casi pratici 6 marzo | Analisi e ricerca indipendente per l’utilizzo degli etf nella gestione attiva di portafoglio

2 aprile | Asset allocation azionaria e temi di investimento 3 aprile | La consulenza mifid compliant - La fiscalità degli strumenti finanziari

7 maggio | Compliance: casi pratici Analisi, consulenza e perizie sui mutui

Giugno 10 giugno | La pianificazione previdenziale

11 giugno | Analisi e perizie di prodotti assicurativi di investimento e previdenziali

Luglio 1 - 2 luglio | Nuove tecniche di pianificazione finanziaria indipendente 3 luglio | Il passaggio generazionale: patrimonio, famiglia, azienda


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Carissimo pf, saper comunicare è una delle regole fondamentali Riuscire ad articolare un discorso ricorrendo ad aneddoti specifici riguardanti la propria vita e l’esperienza professionale di Raimondo Marcialis* e Maurizio Primanni** è più importante che dare informazioni di finanza pura

R

ecenti studi hanno evidenziato che, su una scala da uno a 10, il livello di cultura finanziaria degli italiani si attesa intorno a 4,3. Inoltre, il 70% degli italiani avverte un’elevata percezione di inadeguatezza sui temi relativi alle decisioni finanziarie e circa l’83% percepisce l’esistenza di numerosi ostacoli di tipo oggettivo alla comprensione dell’informazione finanziaria, quali per esempio: n la presenza in portafoglio di un numero elevato di prodotti finanziari, talvolta con caratteristiche di ingegneria finanziaria di medio-elevata complessità; n il linguaggio eccessivamente tecnico utilizzato nei prospetti informativi; n il ricorso frequente a termini anglosassoni; n la comunicazione del consulente finanziario non sempre chiara ed efficace.

Essendo la preparazione finanziaria un elemento essenziale per la prosperità economica di un Paese, le autorità di settore hanno recentemente realizzato alcuni servizi volti a supportare la diffusione di una maggiore cultura finanziaria tra la popolazione: n Banca d’Italia è intervenuta dedicando un’apposita sezione (servizi al pubblico) del suo sito all’educazione finanziaria con l’obiettivo di mettere a disposizione dei consumatori documenti di facile comprensione e lavori specialistici in materie economiche, bancarie e finanziarie; n Consob, nella sezione dedicata ai risparmiatori, oltre a informazioni sugli strumenti fornisce anche consigli su come investire e tutelarsi. La sezione contiene informazioni di carattere generale sugli strumenti finanziari o i servizi d’investimento, altre informazioni più specifiche

per prodotti di nuova concezione o di particolare complessità e anche strumenti di calcolo per effettuare confronti tra prodotti di investimento simili. Oltre a quanto precede, le autorità bancarie e finanziarie hanno più volte sottolineato la necessità che in Italia gli operatori del mondo bancario e finanziario si attivino per migliorare il livello di educazione finanziaria della clientela. Il promotore, più di qualsiasi altro operatore, ha un ruolo chiave nel contribuire ad aumentare il livello di cultura finanziaria della sua clientela. Così facendo, potrà interagire con clienti più consapevoli delle loro scelte e del valore della consulenza prestata. Ma per proporsi con consistenza nella veste di “educatore”, sarà fondamentale che adotti uno stile di comunicazione chiaro, semplice ed efficace.


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Il basso livello di educazione finanziaria dei clienti, sommato alla maggiore complessità di mercati e prodotti, aumenta di fatto il rischio che la comunicazione del promotore diventi nel tempo sempre meno chiara ed efficace. In tali casi, la relazione promotore-cliente tende a diventare più complicata e più difficile da gestire, per i seguenti motivi: 1. il promotore tende a preoccuparsi di più della loro competenza tecnica senza concentrarsi sul vero motivo della loro consulenza, ossia interpretare con efficacia le esigenze dei clienti e costruire soluzioni operative da rappresentare successivamente in modo semplice, chiaro e comprensibile dall’interlocutore; 2. il cliente fatica a comprendere i contenuti di un linguaggio finanziario troppo tecnico per le sue reali conoscenze e competenze. Una comunicazione focalizzata esclusivamente sulla rappresentazione di statistiche e grafici complessi, abbinata all’illustrazione di

resse del cliente, contestualizzarli in esperienze reali e aneddoti e riuscire a illustrarli nel modo più semplice e diretto possibile possono essere elementi chiave per costruire uno stile di comunicazione efficace, capace di conquistare in tempi brevi fiducia e credibilità agli occhi dei clienti. Per diventare un comunicatore efficace, il promotore dovrebbe quindi tenere presente che: 1. è importante comprendere come effettivamente pensa il cliente, in modo tale da utilizzare argomenti che catturino il suo interesse; 2. è fondamentale imparare ad arricchire le conversazioni con il cliente con l’utilizzo di metafore, aneddoti e storie di attualità che riprendono le aspettative e/o le paure del cliente; 3. è necessario saper adattare il linguaggio di esposizione in funzione del tipo di cliente che si incontra. Per “storyselling” si intende l’approccio comunicativo che trasfor-

guaggio costruito con il supporto di storie, aneddoti e metafore che allo stesso tempo tendono a essere calibrate sulla personalità del cliente stesso. Ma in che modo un promotore può far evolvere il suo stile di comunicazione adottando la tecnica dello storyselling? La letteratura ci offre diversi orientamenti e modelli, ma gli elementi distintivi necessari per diventare un efficace storyseller sono i seguenti: 1. capacità di comprendere il contesto di riferimento e le peculiarità del cliente: saper instaurare una comunicazione diretta con il cliente al fine di comprendere a fondo le sue caratteristiche personali; per far ciò, occore essere abili a creare un ambiente ideale per il cliente, attraverso un colloquio iniziale incentrato sulla sua sfera personale e non solo sugli obiettivi di investimento o sulle attese finanziarie; 2. predisposizione a utilizzare storie e aneddoti per descrivere il ruolo del consulente e il valore della consulenza: articolare un

È consigliabile utilizzare linguaggi ed espressioni più orientate al cliente, affiancando il tutto a tecniche di relazione tradizionali per trasmettere sicurezza e comprensione e per catturare eventuali segnali di dissenso prodotti e servizi caratterizzati da indici, sigle, percentuali e meccanismi complessi di ingegneria finanziaria (per esempio “cap”, “floor”, rendimenti minimi garantiti condizionati al verificarsi di specifici accadimenti, eccetera) non sempre risulta vincente. Il cliente, che vuole essere parte attiva nella costruzione delle sue scelte di investimento ma è sprovvisto di conoscenze, competenze e di un vocabolario adeguato, si trova spesso in difficoltà nel comprendere cosa il consulente finanziario voglia proporgli. In questi casi, non sono infrequenti situazioni in cui la scelta di investimento ricade su prodotti tradizionali (per esempio obbligazioni, azioni o titoli di Stato), proprio a causa della maggiore conoscenza che il cliente ha dei contenuti e dei meccanismi di funzionamento. La difficoltà di comunicazione può portare addirittura nel lungo periodo a un indebolimento della relazione tra promotore e cliente, con conseguente abbassamento del grado di fiducia che il cliente ripone sulla professionalità del promotore e sull’effettivo valore del servizio di consulenza. Comprendere gli argomenti di inte-

ma concetti complessi e articolati in racconti, metafore, aneddoti o illustrazioni grafiche al fine rendere la comprensione dei messaggi più semplice e lineare. Per un promotore, saper raccontare una storia diventa un elemento distintivo che si aggiunge alla capacità di ascoltare e comprendere i bisogni dei clienti per riuscire a costruire soluzioni adeguate alle singole esigenze. Gli operatori del mercato che hanno inserito la tecnica dello storyselling nei loro approcci di comunicazione sono riusciti a rendersi più comprensibili di fronte ai clienti poco informati e conseguentemente a migliorare i loro risultati commerciali. La bontà di questa scelta trova conferma anche su alcune indagini, che hanno dimostrato come le analisi statistiche, i numeri e le rappresentazioni tecniche incidano solo per il 10-20% nelle scelte di investimento della clientela, mentre il fattore predominante sembra essere la fiducia e la comprensione dei messaggi che il cliente riceve dal consulente finanziario. Il promotore che adotta l’approccio dello storyselling cerca quindi di avvicinarsi al cliente facendo leva sulle emozioni attraverso un lin-

discorso ricorrendo all’utilizzo di aneddoti specifici riguardanti la propria vita e la propria esperienza professionale. Cosi facendo, il consulente riuscirà a far comprendere al cliente il suo ruolo e il valore che potrà apportare con la sua professionalità. Inoltre, un buon utilizzo di storie ed esperienze riesce spesso a stimolare il cliente a comunicare eventuali paure o esigenze latenti, molto più di quanto siano in grado di fare argomentazioni centrate solamente su aspetti economici (per esempio, la gestione del rischio, la reazione a eventuali perdite, il comportamento in situazioni complesse, eccetera). 3. utilizzo di linguaggi e modalità espressive più orientate alla figura del cliente: prestare attenzione al tipo di linguaggio da utilizzare, affiancandolo a tecniche di relazione tradizionali (per esempio, esprimersi con toni che trasmettono sicurezza e comprensione, utilizzare la gestualità per trasmettere messaggi positivi, eccetera) e catturando eventuali segnali di dissenso del cliente in modo da non perdere mai la sua attenzione. *consigliere delegato Zenit sgr **presidente di Excellence Consulting


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Da Consob e consumatori un vademecum per i cittadini

Investitori, adesso è tutto su Carta di Claudia Petracca* Il 30 gennaio scorso si è tenuta presso la Consob la presentazione pubblica del progetto “Carta degli Investitori”, ideato e definito dalla Consob unitamente ad alcune associazioni dei consumatori con l’obiettivo di fornire ai cittadinirisparmiatori strumenti operativi utili per l’apprendimento di nozioni elementari in materia di gestione del risparmio personale. Il progetto muove dalla constatazione che la protezione del consumatore-risparmiatore rappresenta un’area tematica di grande rilievo istituzionale essendo, tra l’altro, strumentale all’attuazione del principio costituzionale volto all’incoraggiamento e alla tutela del risparmio in tutte le sue forme (articolo 47 della Costituzione). Come noto, la crisi finanziaria degli ultimi anni ha messo in rilievo la stretta relazione sussistente tra la protezione degli investitori e la solidità del sistema finanziario. Da qui l’opportunità di promuovere una stabile collaborazione tra la Consob e alcune associazioni di consumatori attraverso la creazione di un flusso informativo costante e biunivoco volto all’esame congiunto, alla luce delle reciproche esperienze, delle più rilevanti tematiche in materia. Scopo dichiarato di tale progetto è primariamente quello di consentire ai risparmiatori un più consapevole esercizio dei suoi diritti, così innalzando il relativo livello di autotutela, nonché quello di migliorare l’efficienza della vigilanza Consob facilitando l’acquisizione, da parte di quest’ultima, di elementi informativi tempestivi in merito ai concreti comportamenti

Claudia Petracca

L’obiettivo è fornire strumenti operativi utili per apprendere le nozioni elementari in materia di gestione del risparmio personale. E per ristabilire la fiducia tenuti dagli operatori sul mercato italiano, anche grazie alle segnalazioni dei risparmiatori. Il progetto “Carta degli investitori” è articolato in tre distinti sottoprogetti tra loro strettamente connessi. Il primo di questi consiste in una campagna di sensibilizzazione dei risparmiatori sui loro diritti e sulle forme di tutela previste dall’ordinamento, da realizzarsi, tra l’altro, attraverso la creazione di un network informativo/formativo tra la Consob e le associazioni; peraltro, l’implementazione del progetto di educazione finanziaria dovrebbe inserirsi nell’ambito di un più ampio progetto di revisione complessiva del sito internet della Consob. Il secondo riguarda un articolato piano di riforma della

Camera di conciliazione e arbitrato tramite l’introduzione anche nelle materie di competenza Consob - di un organismo di risoluzione stragiudiziale delle controversie a partecipazione obbligatoria (e non più volontaria) degli intermediari, sul modello dell’Arbitro bancario finanziario. Il terzo, infine, attiene al perfezionamento dei meccanismi di gestione degli esposti e delle segnalazioni presentati alla Consob, in modo da migliorare la capacità di filtro e di selezione delle informazioni utili. L’implementazione del progetto richiederà il completamento di una serie di interventi (tecnici, informatici, infornativi) entro il 2014. L’iniziativa è certamente lodevole. La collaborazione con le associazioni di categoria rappresenta infatti una via semplice ed efficace per la realizzazione del percorso progettuale declinato. Facendo leva sulle reciproche sinergie sarà possibile convogliare, sotto uno stesso cappello, professionalità, esperienze e capillarità sul territorio, così contribuendo al progressivo ristabilimento della fiducia dei risparmiatori e, per questa via, auspicabilmente, a una sana e stabile crescita economica del Paese. *responsabile area legale Assosim NORME E DIRETTIVE Puoi restare aggiornato visitando ogni giorno il sito www.bluerating.com

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Quella della remunerazione oggi sembra una sottile alchimia

Il rompicapo del pf Resta difficile dire quanto un portafoglio renda al promotore A cura di Luca Spoldi L’esigenza di fare chiarezza sui costi di distribuzione dei prodotti e dei servizi finanziari in Italia è avvertita da tempo, tanto che la Consob, nel suo piano strategico 2012-2015, ha ribadito “la sussistenza di pratiche di mera distribuzione dei prodotti finanziari, senza il supporto di una reale assistenza al cliente” e il permanere di un livello di rischiosità “legata al fatto che la forte riduzione dei livelli di redditività aumenta la probabilità di conflitti di interessi con i clienti”. Del rischio di conflitti d’interesse tra intermediari e clienti ha parlato nei mesi scorsi anche Anasf, arrivando a proporre un “contratto europeo di promozione finanziaria” che agevoli una semplificazione delle modalità di remunerazione fina-

lizzata proprio per ridurre significativamente tali rischi evitando di “strizzare l’occhio” alla Rdr (la Retail distribution review) che nel Regno Unito ha prodotto, pochi mesi dopo la sua introduzione, un dimezzamento delle commissioni di gestione dei fondi e un calo del 20% del numero dei consulenti. Per Anasf sarebbe meglio ridefinire le commissioni pagate ai promotori finanziari “commissione di gestione professionale” e ridurle a due sole aliquote, una per gli strumenti monetari e l’altra per tutto il rimanente universo dei servizi finanziari del risparmio gestito. In attesa che il quadro evolva, resta difficile dire quanto un portafoglio renda al promotore, perché la remunerazione varia, oltre che in base alla singola rete, a

seconda che sia offerto o meno un servizio di consulenza, che siano presenti prodotti assicurativi, di risparmio gestito o di risparmio amministrato, che siano applicate o meno commissioni di sottoscrizione. In linea di massima, tuttavia, un promotore guadagna in base alle commissioni di management fee

Sempre più diversificato Il portafoglio nel complesso è variegato e pare poter garantire entrate interessanti A fine 2013 (dati Assoreti), il patrimonio dei prodotti e dei servizi di investimento distribuiti dalle imprese associate aveva raggiunto i 279,26 miliardi di euro (di cui il risparmio gestito rappresentava il 75,1%), un massimo storico già superato, visto che a gennaio i 20.768 pf operativi con mandato delle associate Assoreti hanno registrato una raccolta netta di 1,27 miliardi di euro. Ciò significa che mediamente il portafoglio di riferimento di ogni pf operativo è pari a

circa 13,44 milioni di euro. Il dato è in crescita rispetto al biennio precedente: a fine 2011 ai 21.561 promotori operativi facevano riferimento 231 miliardi di euro, ossia circa 11,1 milioni a testa in media, saliti a 12,6 milioni a fine 2012 (quando i pf operativi sono scesi a 20.844, mentre le masse gestite sono salite a 257 miliardi). Merito di

una maggiore maturità dei risparmiatori e di una crescita professionale della categoria, ma certo anche del ritrovato stato di grazia dei mercati finanziari dopo le forti tensioni conseguenti all’esplosione della crisi finanziaria mondiale seguita al collasso di Lehman Brothers prima e all’emergere della crisi del debito sovrano europeo poi e, non ultimo, alla progressiva fuga dal mercato immobiliare dopo lo sgonfiarsi del boom della prima decade del secolo alimentato dal credito abbondante e a basso costo. Partendo sempre dai dati Assoreti, in tale portafoglio medio dovrebbero esserci circa 1,3 miliardi di prodotti azionari (il 9,7%), poco più di 1 miliardo di prodotti bilanciati (il 7,6%), 2,8 miliardi abbondanti di pro-

che il suo portafoglio genera per la mandante, il cui impatto percentuale sul patrimonio varia naturalmente di anno in anno. L’ultimo rapporto a cura di Mediobanca (dati a fine 2012), segnalava un’incidenza media delle commissioni addebitate ai risparmiatori (2,4 miliardi rispetto ai 2,5 miliardi del 2011) pari all’1,3% del patrimonio, valore analogo a quelli registrati prima della crisi del 2007. Per Mediobanca, l’incidenza media delle commissioni sul patrimonio è pari per i fondi azionari al 2,8%, per i bilanciati all’1,8%, per gli obbligazionari all’1,2%. Di queste percentuali ai promotori va generalmente una parte tra il 40% e il 60%, a seconda dei volumi raggiunti e della stabilità nel tempo del portafoglio medesimo. @6inrete

dotti obbligazionari (il 21%), 200 milioni di prodotti di liquidità (l’1,5%) e quasi 1,1 miliardi di prodotti flessibili (l’8,1%). Le polizze Vita tradizionali sarebbero presenti per poco più di 900 milioni (il 6,9%), i fondi pensione peserebbero poco più di 360 milioni (il 2,7%) e i prodotti assicurativi di tipo index/unit linked sfiorerebbero i 2,1 miliardi (il 15,5%). Tutto il resto (fondi chiusi, fondi speculativi, gestioni patrimoniali di “altra tipologia”) arriverebbe a circa 1,6 miliardi. Un portafoglio nel complesso variegato e che pare poter garantire una buona remunerazione, con un problema: in assenza di dati statistici sulla dispersione di questo portafoglio “medio”, non siamo in grado di dire quanti dei nostri lettori possano riconoscersi in questa rappresentazione.

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IN BREVE l Come cambia la distribuzione assicurativa A fronte di un mercato italiano della distribuzione assicurativa che, secondo uno studio di Europe Economics presentato a fine febbraio a Milano da Dario Focarelli (direttore generale di Ania), vede qualche movimento solo nel ramo Danni non auto e nell’area professionale e aziendale, banche e pf restano sostanzialmente stabili come fornitori di riferimento per il 12% dei casi di polizze dei rami Vita. Nel complesso, sul mercato le figure di riferimento appaiono sempre meno definite e identificabili, mentre cresce l’importanza dei canali di contatto “a distanza” come il telefono, la posta/mailing e Internet, mentre i pf sembrano restare ai margini.

l Il 18 marzo la prima sessione d’esame del 2014

È tutto pronto per la prima sessione 2014 della prova valutativa per l’iscrizione all’Albo unico dei promotori finanziari, in programma dal 18 marzo al 9 maggio. I primi a svolgere la prova saranno gli aspiranti pf di Roma (dal 18 al 21 marzo), poi toccherà ai colleghi di Napoli e Venezia (1 e 2 aprile), Palermo (15 e 16 aprile) e Bologna (dal 15 al 17 aprile). Infine sarà la volta di Milano, impegnata nell’esame dal 6 al 9 maggio. Se non avete fatto in tempo a iscrivervi o a prepararvi a dovere, la successiva sessione si aprirà il 10 giugno e durerà al massimo fino all’11 luglio, in base alle diversi sedi. In questo caso avete tempo fino al 16 maggio per presentare domanda d’ammissione. Se poi volete o dovete rimandare dopo l’estate, la terza e ultima sessione di quest’anno è dal 7 ottobre al 21 novembre, con termine per le domande al 12 settembre.


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Esistono diversi modi per regolarsi e di conseguenza scegliere

Evitare portafogli troppo sbilanciati di Fabrizio Crespi e Aurora Frascaro Il celebre economista statunitense Harry Markovitz affermava che i problemi riscontrati nell’ottimizzazione erano causati principalmente da errori di stima dei parametri utilizzati. Quest’idea in seguito fu portata avanti da numerosi ricercatori e uno dei contributi più importanti è indubbiamente quello di Michaud. Egli sosteneva infatti che il metodo di investimento utilizzato amplifica la “distanza” tra valori stimati e valori veri dei parametri. Da ciò consegue l’eccessivo peso assegnato in portafoglio a quelle attività con estimation error più elevato, ovvero quelle più volatili. In poche parole, la frontiera efficiente così stimata è troppo ottimistica: dovrebbe situarsi più in basso. All’estimation error si deve anche la

mancanza di un’adeguata diversificazione. Il problema degli errori di stima si fa sentire in generale su tutti i parametri: varianze, correlazioni e rendimenti attesi. Ma sono soprattutto le stime di questi ultimi a rappresentare il pericolo maggiore. Per limitare i danni dovuti agli errori di stima sono stati pensati quattro approcci di calcolo che si dividono in due categorie: gli approcci euristici basati su intuizioni (in questo ambito rientrano i metodi dei weights constraints e del resampling) e gli approcci bayesiani, che consistono nei shrinkage estimator e nel modello di Black-Litterman. Gli approcci euristici weights constraints sono il metodo più semplice per correggere l’errore di stima facendo in modo che le classi di attività in portafoglio possano assumere un peso superiore a un valore

Cantieri formativi È importante sapere come si progetta un percorso di Sergio Sorgi* La formazione è un insieme coerente di analisi dei bisogni, progettazione, realizzazione e valutazione dei risultati. E sarebbe bene che prima di intervenire avesse chiare almeno quattro aree di comprensione relative al cambiamento: quale attività si intendono realizzare (o modificare), quale ruolo svolge la figura oggetto di formazione, quali sono le criticità e quali le attese. Le domande relative alle quattro aree di indagine rappresentate potranno essere le seguenti: n Attività: cosa fanno gli individui oggetto di azioni formative? Adoperano schemi discorsivi? Strumenti? Procedure? n Ruolo: come è rappresentato il ruolo nell’organizzazione? Quali sono gli obiettivi, quali le relazioni, quali le autorità? n Criticità: quali situazioni critiche incontrano nella loro attività? n Sistema di attese: cosa si aspetta l’impresa da loro? E che cosa si

Una pianificazione organica potrebbe prevedere sia l’aula fisica sia quella virtuale aspettano loro dall’impresa, esattamente? Alla fine, una formazione che non può farsi valutare è debole nelle relazioni con la committenza. E questo contribuisce alla percezione di una disciplina formativa relegata alla “fornitura di contenuti”, di scarso impatto sui risultati complessivi. Il che non è. L’esito del-

predeterminato. Si tratta quindi di aggiungere un vincolo in più nel problema di ottimizzazione (per esempio, ogni asset class non deve pesare più del 15%). Il difetto di questo metodo è che impone al gestore di procedere per tentativi facendo variare ogni volta il limite al peso in portafoglio fino a ottenere una soluzione accettabile. Gli approcci euristici resampling effettuano simulazioni a partire dai rendimenti storici delle attività finanziarie, sulla base dell’idea che essi seguano un determinato percorso. Gli approcci bayesiani shrinkage estimators, anche detti “stimatori ridotti”, rientrano nella statistica bayesiana perché si basano sul concetto che un parametro debba essere stimato anche in base ad alcune informazioni aggiuntive. Il modello di Black-Litterman, infine, si basa sull’utilizzo di dati empirici e di informazioni aggiuntive, in questo di tipo soggettive.

l’analisi dei bisogni governa la progettazione formativa. La progettazione è efficace se adopera i media formativi, i vincoli e i compiti assegnati personalizzando i saperi e mescolando logiche e luoghi. Una progettazione organica potrebbe prevedere: n aula, per motivare e definire la cornice di apprendimento. L’esito è la consegna motivata delle conoscenze; n e-learning, realizzato con logiche formative esperienziali e che non consiste nel rendere elettronici testi e articolati; n aula virtuale in compresenza per verificare le conoscenze e mettere in comune le difficoltà incontrate; n aula fisica per simulare i comportamenti modificati e motivare i passi successivi. La progettazione verifica inoltre i prerequisiti, ossia si pone il problema di far sì che ciascun partecipante possa effettivamente apprendere e sia messo in condizione di farlo. “Come” progettare dipende da come apprendono gli adulti, non da come ci si trova a proprio agio. Di questo parleremo nel prossimo intervento. *Progetica

YOUINVEST

di Marco Liera*

Inutile l’educazione a intermittenza

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egli Stati Uniti da tempo è aperto il dibattito sull’efficacia delle politiche di educazione finanziaria nei confronti dei cittadini (da noi l’attenzione invece è tristemente monopolizzata da euro-non euro, debito vs. crescita, e così via). In particolare, vari critici come Helaine Polen (autrice di un libro che attacca alcune pratiche della consulenza finanziaria) mettono in evidenza l’incertezza dei risultati ottenuti da queste politiche attuate negli Stati Uniti e in altri Paesi. Credo che le obiezioni siano fondate, ma giungano alle conclusioni sbagliate. Il fatto che varie ricerche abbiano dimostrato che gli effetti di questi programmi sulla correttezza delle decisioni finanziarie sono trascurabili mi porta a concludere che occorra realizzarli meglio e con maggiore diffusione e profondità, non che bisogna rinunciarvi. Questo destino è comune a molte altre aree della conoscenza. Qual è il ricordo che gli studenti possono avere di una sola lezione di tedesco? Sospetto che a 20 mesi di distanza (questo è il periodo massimo di ricordo dei concetti di educazione finanziaria imparati in una sessione secondo le citazioni di Polen) la maggior parte di loro si sarà dimenticata come si dice “auf wiedersehen”. Perché sull’efficacia dell’educazione finanziaria ci devono essere aspettative più ambiziose? Inoltre, non abbiamo ancora evidenze riguardo all’impatto di questi programmi, anche se di breve durata, a distanza di decenni dalla loro fruizione. Non si può escludere che a un certo punto della loro vita le persone che hanno seguito questa formazione possano mostrarsi più sensibili all’esigenza di risparmiare, investire ed evitare di indebitarsi in modo incontrollato. Davanti all’asserita inutilità dell’educazione finanziaria per gli studenti, alcuni critici propongono di concentrarsi su una formazione just-intime, ossia erogata nei momenti in cui le decisioni finanziarie vengono prese. Ma dare risposte in quei momenti, spesso dispersi e imprevedibili, è nel concreto difficile, se non impossibile. *fondatore YouInvest La Scuola per Investire @LieraMarco


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Nel 2014 novità su cambi valutari e strumenti

A tutto trading ActivTrade punta su valute e formazione A cura di Daniel Settembre Con lo spread tornato sotto i 200 punti base, ai minimi da otto anni, e con i mercati azionari che stanno contribuendo alla ripresa economica in Europa, si aprono scenari interessanti per chi volesse investire in Borsa. Ne abbiamo parlato con l’analista Marco Sforna (nella foto) del broker finanziario londine se ActivTrade, a cui abbiamo anche chiesto quali sono le novità che la società ha in serbo per i clienti italiani nei prossimi mesi. Come sta andando questo inizio d’anno per ActivTrades? Molto bene. I primi mesi del 2014 stanno superando tutte le nostre aspettative. Nonostante l’introduzione della Tobin tax lo scorso anno, che ha di conseguenza ridotto gli scambi dei nostri cfd sulle azioni italiane e sull’indice Ftse Mib, i trader hanno continuato a negoziare intensamente, concentrandosi maggiormente sul mercato delle valute e delle azioni estere. I cambi preferiti dai nostri operatori continuano ad essere euro-dollaro, dollaroyen e sterlina-dollaro, mentre tra i cross si mette in evi-

nuove coppie di valute. Infine, per quanto concerne le novità tecniche, continuiamo ad aggiornare e a migliorare le funzioni dei nostri strumenti, molto apprezzati dai nostri trader, chiamati SmartTool tra i quali figurano SmartPattern, SmartOrder, SmartForecast e SmartTemplate.

denza euro-sterlina. Questi dati si spiegano sia per gli spread competitivi su questi cambi valutari, sia per la considerevole liquidità di questi mercati. Infine, tra le azioni stanno riscuotendo grande successo quelle inglesi e francesi ma non è finita qui, perché abbiamo in serbo delle novità. Per esempio? La principale novità sul mercato azionario sono le azioni tedesche che potranno essere negoziate già da inizio marzo. Per quanto riguarda invece le valute, abbiamo appena introdotto il cambio dollaro americano-yuan cinese e a breve sarà disponibile anche dollaro americano contro rublo russo. Per il futuro, poi, non escludiamo la possibilità di allargare i nostri strumenti anche ad azioni extraeuropee e a

E a livello formativo quali saranno i prossimi appuntamenti? Dopo il grande successo del Trading Tour 2013, abbiamo deciso di organizzare una serie di seminari formativi anche durante tutto il 2014. Siamo partiti a febbraio dalla Sicilia e nei prossimi mesi attraverseremo tutto lo stivale. Il 19 di marzo saremo presenti a Verona mentre, i giorni successivi, faremo tappa a Reggio Emilia e a Firenze. A fine mese poi, passeremo da Alba mentre il primo aprile saremo a Torino e successivamente a Biella, Pavia e Genova. In ActivTrades crediamo che la formazione sia molto importante per un trading di successo. Per questo motivo diamo la possibilità a tutti gli appassionati di trading di seguire i nostri seminari in maniera totalmente gratuita. @DanielSettembre

L’informazione settoriale si paga a peso d’oro Il tempo è denaro soprattutto a Wall Street. Secondo quanto riferisce il Wall Street Journal, c’è chi paga per avere prima di tutti gli altri informazioni sensibili: dagli utili delle società ai market mover come le stime sulla disoccupazione. Insomma, una sorta di insider trading legalizzato, che potrebbe condizionare le

scelte di operazioni in Borsa. Tanti sono i trader ad alta frequenza che hanno iniziato a sborsare ingenti somme a gruppi come Market Wire o Business Wire per avere diretto accesso al loro flusso di notizie. Si tratta di notizie che sono poi distribuite alle media company come, ad esempio, Bloomberg e Reuters. Cioè, a quegli info-

provider utilizzati normalmente dagli investitori per realizzare le loro strategie. In un simile contesto, quindi, l’algo trader è messo nella possibilità di sapere prima (e quindi sfruttare prima) la notizia price sensitive. Una vera e propria lotta al millisecondo dove lo scarto è rappresentato dalla “giusta” tecnologia.

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u ASSOSIM Salgono del 7% gli scambi azionari di Piazza Affari nel 2013 Il controvalore totale degli scambi sul mercato azionario di Borsa Italiana nel 2013 si è attestato a 543 miliardi di euro, in aumento del 7,39%, mentre il numero dei contratti scambiati, pari a 57 milioni, è diminuito dello 0,95%. Sono i numeri che emergono dalla tradizionale analisi Assosim sui dati annuali sui volumi negoziati sui mercati gestiti da Borsa Italiana, su EuroTlx, su Hi-Mtf, dagli Internalizzatori sistematici italiani associati nonché, per la prima volta, su Bats CHI-X. Dalla classifica equity si evidenzia la prima posizione di Finecobank, con una quota di mercato cumulata del 22,98%. Seconda è IwBank (14,25%) e terza Banca Imi (10,33%). Classifica che testimonia il peso crescente del trading online nelle negoziazioni a Piazza Affari. Un peso stimato oltre il 40% e che per di più non tiene conto di player come Webank e Driecta, perché i loro dati non sono riportati perché non associate o perché i loro risultati non emergono.

u CANDY CRUSH Il gioco, tra i più scaricati sul telefonino, è pronto a sbarcare a Wall Street Si tratta di uno dei giochi più scaricati e tra i più condivisi su Facebook. Ora Candy Crush Saga, un classico puzzle con caramelle colorate in cui bisogna allineare tre elementi dello stesso colore per fare punti è ora pronta per lo sbarco a Wall Street. La società che produce l’app, King Digital Entertainment, ha fatto richiesta alla Securities and Exchange Commission, la Consob americana, per la quotazione al New York Stock Exchange. Come comunicato dalla società, l’Ipo vale fino a 500 milioni di dollari. Secondo gli ultimi dati, nel 2013 ha messo a segno profitti per 567,6 milioni di dollari, un aumento esponenziale dai 7,8 milioni del 2012, mentre il fatturato nello stesso periodo è passato da 164,4 milioni a 1,88 miliardi di dollari. JP Morgan Chase, Credit Suisse Group e Bank of America Merrill Lynch seguiranno l’Ipo.

u BITCOIN I primi sportelli bancomat della moneta virtuale sbarcano negli Stati Uniti Le “Bitcoin machine” sbarcano sul suolo statunitense. Dopo l’esordio a Vancouver, in Canada, e a Helsinki, in Finlandia, i primi sportelli bancomat di Bitcoin - la moneta virtuale che può essere acquistata con valuta tradizionale su Internet - arrivano anche negli Stati Uniti. A inaugurerli a Seattle e a Austin la società del Nevada Robocoin che punta ad espandersi anche in Asia e in Europa. Lo sportello bancomat, simile a quelli tradizionali, consentirà di scambiare il proprio denaro per comprare o vendere Bitcoin, la criptomoneta del web. Gli sportelli che saranno installati nelle due città americane avranno degli scanner per leggere i documenti di identità degli utilizzatori, come la patente o il passaporto.


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Blue Financial Communication rafforza la propria presenza digitale

Bluerating accende la TV Nasce un nuovo sito con contenuti video dedicati a tutte le novità del settore A cura di Ettore Mieli BLUERATING è pronta per un’altra sfida. In un mondo, quello della comunicazione, sempre più dominato dalla multimedialità, grazie a blueratingTV.com, Blue Financial Communication (società che edita questo mensile, n.d.r.) rafforzerà la sua presenza digitale, dando una spinta alla sua identità e venendo incontro alle esigenze sia degli operatori del mercato che degli utenti. Del

nuovo servizio abbiamo parlato con Federico Sclip, che ha curato lo sviluppo e la realizzazione del progetto. Da quale esigenza è nato questo progetto? Dopo il lancio di bluerating mobile, che in pochi mesi ha superato i 3.000 utenti iscritti, Bfc prosegue nel rafforzamento della sua identità digitale con la creazione di blueratingTV, la piattaforma di contenuti video che risponde alla crescente

necessità degli operatori della finanza di comunicare in maniera integrata ed efficace al proprio target e ai propri partner. La realtà ci dice che ormai l’utente accede all’informazione da mobile, e l’esperienza dell’utente stesso (la cosiddetta “user experience”) incorona naturalmente il video come forma principe per la veicolazione dei contenuti. Se, come Cisco afferma, entro il 2017 oltre il 70% del totale traffico web sarà generato dalla condivisione di contenuti video, questo significa che non è possibile fare informazione oggi prescindendo dal video content e dalla sua fruizione su mobile e social. Nel concreto, ci può dire qual è l’offerta? I servizi su cui punta blueratingTV si possono inquadrare in quattro sezioni: n Editoriale, fanno parte di questa sezione le rubriche settimanali da 180 secondi dedicate al mondo delle reti e del risparmio gestito, ossia INrete e INgestione, che già produciamo per bluerating.com; n News, nella cui sfera rientrano le interviste e le breaking news a corredo dell’attività redazionale per il sito; n Eventi, categoria nella quale rientrano tutti quei servizi legati alla copertura

media dei principali eventi istituzionali e corporate di settore; n Educational, sezione curata direttamente dal nuovo responsabile editoriale di blueratingTV Marco Muffato, cui fanno capo tutti i servizi legati alla formazione, dai webinar ai roadshow. Quali sono gli obiettivi che vi siete posti?

Gli obiettivi che si è posta Bfc con la partenza del servizio TV sono puramente qualitativi. Vogliamo prima di tutto completare la gamma di servizi offerti ai nostri utenti e diventare per i nostri partner un riferimento strategico per soddisfare le loro esigenze di comunicazione. Sempre di più quindi Bfc si conferma al fianco dei professionisti della finanza.

Dopo iPhone, iPad e Android novità per Microsoft

Fineco punta su Windows Phone FinecoBank ha presentato le nuove funzionalità dell’app dedicata agli smartphone che utilizzano Windows Phone 8. I clienti potranno gestire e tenere sotto controllo i movimenti del conto corrente, gli investimenti e l’andamento di tutti i principali mercati mondiali attraverso un’interfaccia multitouch semplice e innovativa. Con gli ultimi aggiornamenti, i servizi forniti dall’app per Windows Phone 8 ora sono allineati con quelli forniti dall’app per iPhone, iPad e Android, che - come si legge sulla nota di FinecoBank “hanno registrato oltre 420mila download e un market rating che sfiora le 5 stelle”. La nuova versione consente il pagamento dei bollettini postali con fotocamera, la ricerca di bancomat e/o filiale UniCredit più vicina, la negoziazione delle obbligazioni, privacy view, giroconti, la conferma dei bonifici con Sms Pin, la ricerca avanzata di movimenti di conto corrente, l’inserimento di un nuovo beneficiario in rubrica bonifici con descrizione/alias, il pagamento Mav e Rav, live tile (riquadri di piccole dimensioni simili a icone ma molto personalizzabili, n.d.r.) e bug fixing (“soluzioni” che i programmatori rilasciano per rimediare ai problemi che dovessero spuntare in quello che hanno programmato).

IN BREVE l CONSULTIQUE Arriva un programma per scoprire le caratteristiche degli etf quotati

l BNP PARIBAS Quotazioni in tempo reale di azioni, indici, valute e non solo

Consultique ha lanciato Etf Rating, l’app per conoscere tutte le caratteristiche degli etf quotati sul mercato italiano. Sviluppata in collaborazione con MondoEtf, l’app permette all’investitore interessato agli etf di seguire le variazioni giornaliere degli strumenti e il risultato globale del proprio portafoglio. La versione gratuita consente la ricerca di tutti gli strumenti quotati in Italia, la creazione di liste di preferiti e la composizione di portafogli ed è arricchita con statistiche per ogni prodotto: rating Consultique, liquidità, tecniche di replica, costi, performance e volatilità. La versione premium suggerisce all’utente fino a quattro portafogli diversi, disegnati dall’ufficio studi e ricerche Consultique sui diversi profili di rischio.

Adesso è possibile avere il sito di Prodotti di Borsa di Bnp Paribas direttamente sullo smartphone. La società ha infatti lanciato l’app Quotazioni di Borsa, che mostra le quotazioni in tempo reale di azioni, indici, valute, materie prime e tassi d’interesse. Ma anche news finanziarie e l’ampia gamma di certificati a leva e d’investimento proposti da Bnp Paribas e Bnl per soddisfare ogni esigenza di mercato. È possibile inoltre consultare in esclusiva le interessanti opportunità di ogni mese dei certificati in collocamento presso le filiali Bnl, cercare i certificates che più si adattano alle proprie preferenze e sfogliare il mensile “Un mese di Borsa”. La sezione Academy permette tra l’altro di scoprire come funzionano i certificati.


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Le 50 più influenti nel mondo del business

Le più potenti Ecco la classifica delle donne che contano A cura di Ettore Mieli Il magazine Fortune ha creato la lista delle 50 “business women” più potenti a livello globale nel mondo degli affari. Scorrendo la lista non si può non sottolineare la preponderanza di donne che ricoprono incarichi di rilievo negli Usa e in Gran

Bretagna. Si difende bene l’Asia con l’indiana Chanda Kochhar (al 18°), a capo della seconda banca del Paese, Icici Bank, che detiene circa 124 miliardi in asset. Chua Sock Koong, ceo di Singapore Telecommunications, si piazza invece al 22°; sempre da Singapore, Ho Ching, ceo Temasek al

26°; Karen Agustiawan, ceo e presidente dell’indonesiana Pertamina al 33°; la cinese Dong Mingzu, presidente di Gree Electric Appliances al 42°; Kwon Seon-joo, ceo di Industrial Bank of Korea, al 47°; infine Zhang Xin, ceo di Soho China al 49°. Di italiane? Nessuna traccia.

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BREVISSIME l VIVERE AL MEGLIO Vienna al top: non la batte nessuno per qualità della vita È Vienna la città con la miglior qualità della vita del mondo, davanti a Zurigo e Auckland. È quanto emerge dall’edizione 2014 della ricerca Quality of Living, promossa dalla società americana Mercer che vede al quarto e quinto posto Monaco di Baviera e Vancouver. Analizzando 39 importanti fattori sulla base dei dati della Living Survey, l’indagine di Mercer fornisce il ranking di 223 città in tutto il mondo e offre preziose informazioni e utili suggerimenti su oltre 460 città. Da cinque anni Vienna è la miglior città del mondo dove poter vivere. Dal 2009 la capitale austriaca comanda questa classifica, grazie alla sua stabilità, alla qualità dei servizi e delle infrastrutture e alle opportunità offerte.

l MONETE “Pazzie” da collezionisti: quando un centesimo vale 6.660 euro

Un poker di vere “first lady” 1. Mary Barra

3. Indra Nooyi

Titolo: ceo Azienda: General Motors Età: 52 Nazione: Stati Uniti La prima donna in a capo di una casa automobilistica globale, con oltre 212mila dipendenti in circa 396 impianti nei sei continenti. Barry, ingegnere elettrico che ha trascorso la sua intera carriera in GM, sta affrontando le grandi sfide sia nel mercato Usa, dove le quote di mercato sono ai minimi storici, sia in quello europeo, dove il marchio GM-Opel ha perso miliardi. In ogni caso i numeri a livello internazionale sono stati soddisfacenti e Barry ha ricevuto l’approvazione del board della società.

Titolo: presidente e ceo Azienda: PepsiCo Età: 58 Nazione: Stati Uniti Nei sette anni consecutivi alla guida di PepsiCo, Nooyi - nata in India - ha raddoppiato le vendite al di fuori degli Stati Uniti. I mercati internazionali ora costituiscono circa la metà dell’intero fatturato della società che ammonta a circa 65,5 miliardi dollari. Dal 2012 , “centri di innovazione” sono stati creati a Shanghai, Amburgo, e a Monterrey, in Messico. Già nel 2007 e nel 2008 il Wall Street Journal l’aveva inclusa nella lista delle 50 donne da tenere d’occhi e il TIME l’ha annoverata fra le 100 persone più influenti al mondo.

2 . Ginni Rometty Titolo: presidente e ceo Azienda: Ibm Età: 56 Nazione: Stati Uniti A causa di un anno deludente in termini di guadagni, anche Rometty, insieme al tuo team senior ha deciso di “rinunciare agli incentivi personali annuali per il 2013”, come lei stessa ha dichiarato a gennaio. Rometty rimane indubbiamente una figura di primo piano nello scenario mondiale e per la sua azienda vede grandi opportunità soprattutto in Africa, che ha intenzione di visitare quest’anno. Con una capitalizzazione di mercato di quasi 200 miliardi dollari, Ibm è la società con la più alta valorizzazione al mondo guidata da una donna.

4. Maria das Graças Silva Foster Titolo: ceo Azienda: Petrobras Età: 60 Nazione: Brasile La rivista Forbes l’ha inclusa nella sua lista sia nel 2012 (ventesimo posto) che nel 2013 (diciottesimo posto). Foster diventò amministratore delegato dell’azienda nel 2012 quando l’uscente Dilma Rousseff, poi divenuta presidente del Brasile, le affidò l’incarico. Sono tante le sfide all’orizzonte: Foster sta infatti svendendo alcuni asset per appianare il bilancio della società, mentre sono previsti circa 237 miliardi di dollari di investimenti.

In circolazione esistono delle monetine da 1 centesimo che per i collezionisti valgono almeno 2.500 euro, e una di queste è stata pagata addirittura 6.600 euro nel 2013. In tutta Europa è ovviamente cominciata la ricerca alla moneta preziosa. La Zecca di Stato ha commesso un grossolano errore stampando sul retro di alcune centinaia di monete da 1 centesimo la Mole Antonelliana di Torino anziché Castel del Monte (edificio del XIII secolo ad Andria, in Puglia). La Mole Antonelliana di Torino è infatti correttamente stampata sulla moneta da 2 centesimi, cosìcchè sono state messe in circolazione monete da 1 centesimo talmente rare da aver visto il proprio valore reale schizzare immediatamente in alto, spiega quifinanza.it. E benché la moneta in questione sia stata prontamente messa fuori produzione, in circolazione ci sono ancora più di 7.000 pezzi che valgono ognuna un piccolo tesoro, non meno di 2.500 euro.

l INVESTIMENTI Forex dei grandi vini, a Londra nasce la piattaforma Wine Owners

Valutare le bottiglie di vino da collezione in tutte le valute dei più importanti mercati dei fine wines, nell’eradelle aste sempre più “delocalizzate” può fare la differenza. In una sorta di “forex” del vino, lo consente “Wine Owners”, piattaforma on line per la gestione delle grandi bottiglie. E così, come dal pc o dallo smartphone è ormai possibile piazzare un’offerta nelle aste che si tengono da New York ad Hong Kong, passando per Londra, per esempio, sarà altrettanto semplice sapere quanto vale una grande bottiglia in euro, dollari americani, dollari di Hong Kong, yen e così via. Dal lancio della piattaforma, nel giugno 2013, ad oggi, il valore del portfolio gestito su “Wine Owners” è stato di 42 milioni di sterline, ed i collezionisti stanno aggiungendo 6 milioni di sterline di nuovi vini ogni mese.


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di Luca Spoldi

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La nuova rete di Bnl Bnp Paribas accende gli animi

I promotori sono fiduciosi e ottimisti: ben venga un nuovo grande competitor La nuova rete di pf di Bnl Bnp Paribas, ai cui vertici sono stati chiamati Carmelo Salamone, Stefano Colasanti e Ferdinando Rebecchi anima la discussione tra i lettori di BLUERATING. Al di là dei singoli manager, commenta Paolino, “l’ingresso di una banca così importante in un mercato dominato dai soliti noti è da accogliere con soddisfazione e farà bene all���intero settore”. La squadra sembra al lettore “ben assor-

tita e, del resto, la policy di Bnp sulla selezione del personale è di certo a maglie strettissime”. Anche Mariotto concorda: “Sicuramente sarà uno scossone per il mercato, con un gruppo come Bnp molto forte. Ben venga!” mentre Franz vorrebbe avere maggiori dettagli “sui tempi di lancio sul mercato”. Stefano invece esprime il suo dubbio: “ma i signori Rebecchi e Salamone saranno in grado di realizzare un progetto così ambizio-

so?” Fiducioso “Boy” che dichiara: “Sono un promotore e colgo con piacere la notizia”. Insomma, un plebiscito o quasi.

60 milioni di premier @Linkerbiz In attesa di diventare tutti allenatori della nazionale per i mondiali di calcio in Brasile, gli Italiani sono tutti lanciati a suggerire ricette al governo #Renzi. Siamo alla #BarEconomy

Roubini su Renzi @rockzen Nouriel Roubini su #Renzi: “Può farcela” secondo il Dottor Doom. Caldamente consigliati grandi gesti apotropaici

Noccioline da tasse

Banca Mediolanum ha la società più giovane Per il mondo dei pf, però, non è detto che sia un bene Banca Mediolanum è la rete più giovane d’Italia con un’età media di 45,3 anni. Un dato elaborato dall’ufficio studi di BFC, la casa editrice di BLUERATING, su dati Apf che stimola il dibattito tra i lettori. “D” propone di estendere l’analisi: “Perché non facciamo anche la classifi-

ca con il tasso di turnover diviso per fasce d’età?” Secondo il lettore, così facendo “si noterebbe subito che il pf è un lavoro per “vecchi”. Anche “io” concorda con la proposta di “D” e rilancia: perché non fare anche “la classifica di turnover diviso per reti?”, azzardando:

“di sicuro vincono ancora loro per distacco”. Lettura maliziosa anche quella proposta da “Vecchia Guardia”: “Solo il 7% oltre 60 anni, è già un miracolo” perché secondo il lettore chi resiste fino a tale scadenza “o è un eroe o è un manager”. Sarà vero?

@scarlots Ma quante noccioline da pensionati e simili si potranno tirare su alzando al 20% dal 12,5% la tassa sulle rendite da titoli di Stato?

Paulson torna in sella @HedgeFundRisk È tornato: il miglior gestore di fondi hedge per il 2013 è stato John Paulson, che ha da poco vinto l’Absolute Return Awards 2013 e che ha visto i suoi fondi Recovery e Industrial vincere nelle rispettive categorie.

Krizia parlerà cinese

Promotori: agenti o imprenditori?

Le parole del presidente Assoreti scatenano il dibattito Fa riflettere l’affermazione di Antonio Spallanzani, presidente di Assoreti, che nella postfazione al libro “Il rapporto di lavoro dei promotori finanziari” segnala come le autorità che si sono finora espresse sulla qualificazione del promotore finanziario “ritengano concor-

demente che il pf sia un imprenditore”. Nota Giorgio che “sì, il promotore è un imprenditore”, eppure egli è anche “agente mandatario”, almeno si spera lo sia sempre “non solo quando fa comodo”. Di certo la questione è delicata e da tempo sotto i riflettori,

complici anche gli interventi normativi in sede europea, le indicazioni da parte della Banca d’Italia in materia di remunerazione e il rinnovo del contratto collettivo per la categoria, storicamente mutuato da quello degli agenti di commercio ma che appare a molti non più aderente alle esigenze di una categoria professionale. Insomma: imprenditori, agenti o una via intermedia?

@carlo_daveri I cinesi comprano #krizia, fatturava solo 6 milioni, esempio di mancato sviluppo aziendale. Piccolo è pericoloso.

Soros punta sull’Italia? @Porfirogenita A parte 2 sporadici episodi Soros in Italia non ha investito uno spillo, ma ora pare che sia pronto. Ps: Soros è il filosofo del denaro per eccellenza, le sue biografie non autorizzate sono eccezionali.

VISTO SU BLUERATING.COM Il 2013 è stato un trionfo per l’m&a e il venture

La “bad bank” stuzzica Mediobanca

Legg Mason rafforza il team italiano

Tagli pesantissimi per Jp Morgan Chase

Un anno da ricordare: nel 2013 attraverso Ipo e operazioni di M&A i primi 35 operatori tra fondi e divisioni di venture capital di grandi aziende hanno contabilizzato cessioni (“exit”) per 91 miliardi di dollari.

La “bad bank” può essere un business interessante per Alberto Nagel, che conferma come Mediobanca stia studiando un veicolo finanziario per i crediti deteriorati delle banche italiane.

Legg Mason Global AM, storico asset manager di Baltimora, rafforza il team italiano guidato dal Country Head Marco Negri, puntando su Stefano Colombo come Senior Client Relationship Manager.

Tagli in arrivo per il personale delle banche d’affari Usa: Jp Morgan Chase ha confermato che nel 2014 taglierà 5 mila posti di lavoro,Morgan Stanley punta invece ad una riduzione di 8 mila unità.

Alberto Nagel

Alcune notizie tra quelle riportate in questo spazio potrebbero essere state riprese in modo più approfondito in altre pagine del mensile.


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