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CINEMA

“The Help”: il film che sta conquistando tutta l’America

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iretto da Tate Taylor e ispirato all’omonimo e chiacchierato romanzo di Kathryn Stockett, che ha conquistato il pubblico americano e non solo, The Help è stato nominato a ben cinque nomination per il Golden Globe. Il successo di questa stodi ria forse è determinato Katia dal fatto che, pur essendo Muscariello ambientata nel Mississippi degli anni ’60, permette Corrispondente ai giovani di riconoscersi Bloq Magazine molto nelle ansie e nelle redazione@bloq.it ambizioni della giovane protagonista Eugenia “Skeeter” Phelan. La ragazza torna a vivere nella casa di famiglia a Jackson dopo aver frequentato l’università lontano da casa. Per sua madre, però, il fatto che si sia laureata conta ben poco. L’unica cosa che vuole per la figlia è un buon matrimonio. Ma Skeeter è molto diversa dalle sue amiche di un tempo e sogna in segreto di diventare scrittrice. Siamo nell’America del 1962 e il suo anticonformismo mal si adatta con il pensieNei riquadri ro dominante. le immagini Ad aiutarla a staccarsi da questo perbenismo di del film e facciata delle famiglie del sud ci saranno le due la locandina governanti di colore Aibileen e Minny con le quali Eugenia è cresciuta e grazie alle quali si cimenterà nella stesura del suo primo romanzo che tratterà le condizioni di segregazione razziale nelle quali sono tenute le donne afro-americane. Nella rassicurante intimità dei loro incontri segreti, tra lacrime e risate, le tre donne definiranno la

struttura di un documento letterario che, se non capace di mutare il destino di una razza, riuscirà a creare una nuova consapevolezza femminile. Il film lancia una provocazione sulle leggi razziali che hanno condizionato l’America degli anni Sessanta e le forme sociali molto desuete alle quali dovevano adeguarsi le ragazze di buona famiglia. L’intera comunità di Jackson, un po’ come i nostri paesini, non sembra accorgersi di un mondo in fermento, del lento ma costante disgregamento dei capisaldi della segregazione razziale e di un futuro pronto a utilizzare l’intelligenza femminile fuori dai rassicuranti confini domestici. Sulla scia di una versione simpaticamente riveduta e corretta della “Mamy” sudista di Via col vento, il regista ha confezionato un film leggero e che fa sorridere. La relazione costruita dai personaggi interpretati da Emma Stone, Viola Davis e Octavia Spencer è pronta a definire un rapporto che va al di là di certe limitazioni sociali e finalmente si apre al futuro. Il film, seppur non esente da imperfezioni, è da vedere, soprattutto per l’eccellente lavoro delle interpreti che dimostrano un forte affiatamento e perché è davvero pieno di umorismo, intenso e commovente. Negli Stati Uniti sembra sia predisposto a portarsi a casa ben più di un premio Oscar.

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ANNO 5 - Numero 02 - 05 Febbraio 2012

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