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ANNO V - N. 02 del 05 FEBBRAIO 2012

Elezioni 2012: il nuovo che “avanza”

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Nel centrodestra aversano regna la massima confusione Il centrosinistra aversano a tre mesi dalle elezioni “prova” a organizzarsi Santulli: “Intitoliamo il piazzale di fronte ai Carabinieri a Mons. Gazza” Vittime della strada, l’Aifvs apre uno sportello di ascolto Ricerca sul Cancro: in piazza con “Le Arance della Salute” Presentato alla Pro Loco di Sant’Arpino il libro “Non solo sud” Gli alunni del Fermi diventano: “Young People on the move” Teverola: intervista alla coordinatrice cittadina del PdL Rita Colella Casaluce: approvato il programma triennale delle Opere Pubbliche Fiorella Mannoia omaggia il Sud con il suo nuovo album Le comunità fotografiche virtuali: croce e delizia dei fotografi... Un’Aversa Normanna più grintosa del solito piega il Campobasso “Si vendono Ginz non di marca” rubrica umoristica di Pino Imperatore

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EDITORIALE

I di Giuseppe Cristiano Direttore Responsabile Bloq Magazine redazione@bloq.it

Con i dovuti distinguo, credo ci siano delle forti similitudini tra le ragioni che Tomasi di Lampedusa, attraverso le parole di Don Fabrizio, addusse per spiegare il perché la Sicilia fosse sempre stata il fanalino di coda dell’Italia e le ragioni che possiamo addurre noi per spiegare perché Aversa è, ormai, da qualche tempo il fanalino di coda della provincia di Caserta.

A pochi mesi dalle elezioni comunali ancora non è ben delineato lo scenario politico che si troveranno di fronte gli elettori aversani. I partiti maggiori, ad esempio, sono ancora indecisi sul da farsi. Appaiono ancora dilaniati al loro interno e vivono continue fibrillazioni che, di fatto, impediscono di stabilire chi dovrà essere il candidato alla poltrona di Sindaco di Aversa. Frange di scontenti (o d’incontentabili?) si sono staccate dalle “mammelle” che fino a poco tempo fa suggevano avidamente, per creare nuove e variopinte liste civiche. “Agglomerati” dove all’interno si trova “di tutto e di più”. Movimenti politici, ovviamente tutti orientati al bene degli aversani, stanno nascendo come i funghi (e, probabilmente, come i miceti non raccolti da nessuno, marciranno a primavera). Purtroppo, escluso qualche nome nuovo (nel senso che per la prima volta scende nell’agone politico) la restante parte non è altro che “vecchiume” già visto. Ci tengo a precisare che se si trattasse solo di persone di una certa età, serie e capaci di servire l’intera cittadinanza, nessuno avrebbe niente da ridire. Gli anziani vanno ascoltati e sempre rispettati. Ma, quelli cui io mi riferisco, sono personaggi che sanno di stantio (e a volte anche di rancido). Costoro si ripresentano sulla scena del teatrino della politica aversana solo per fare ancora una volta i loro porci interessi. La loro sola presenza serve a evocare spettri che pensavamo fossero stati sepolti per sempre nelle pieghe della storia. Personaggi impresentabili, tornano a farsi vedere in giro per la città dopo aver vagato per anni nelle fogne alla ricerca della “saettella” giusta per sgattaiolare fuori senza farsi troppo notare. Figuri, il cui solo nome serve a rievocare i periodi più bui per la nostra città, tornano “lindi e pinti” tra le loro “pecorelle smarrite” a predicare bene (e a volte neanche quello) per poi razzolare male in caso di successo elettorale. Il problema è che allo stato attuale, con la crisi economica che penalizza fortemente le economie familiari di buona parte della popolazione, questi viscidi personaggi avranno certamente un largo seguito, potendo elargire, in pieno stile Achille Lauro, “pacchi di pasta e banconote da venti euro” ad libitum. La cosa ancora più triste è che questi stessi personaggi una volta conquistavano voti in cambio di un posto di lavoro. Oggi tutto è cambiato. Chi un tempo si “prostituiva” per un posto di usciere o di postino, ora si accontenta di una sorta di elemosina. Circolano già voci incontrollate di galoppini che sembra stiano battendo in lungo e in largo i quartieri più popolari “conquistando” voti in cambio della ridicola cifra di venti euro o di un’equivalente ricarica telefonica. Una cosa gravissima, tenuto conto che, una volta eletti certi personaggi, se le fosche previsioni dei commentatori politici più attenti saranno confermate, la città subirà uno dei più grossi saccheggi dell’ormai quasi millenaria storia. Occhi pieni di “cupidigia” si sono, infatti, posati sui pochi polmoni verdi che ancora fanno bella mostra di se nel desolante panorama cementizio cittadino (Cappuccini, S. Maria Maddalena, OPG Saporito, ex Texas). Molti aversani stanno già barattando il loro futuro e, soprattutto, quello dei loro figli in cambio di un misero obolo. Tanta acqua è passata sotto i ponti, tante cose sono cambiate in Italia e nel mondo eppure ad Aversa si continua a fare politica (con la p minuscola) pescando a piene mani nel “parco buoi” degli ignoranti e sprovveduti. Desolante, poi, è vedere come certi giovani, al pari del “vecchiume” di cui sopra, hanno assunto i toni e gli atteggiamenti tipici della vecchia politica (quella marcia) della Prima Repubblica. Per questo, quando sarà il momento, prima di votare pensate bene alla storia personale e familiare del candidato. Tomasi di Lampedusa ne “Il Gattopardo” faceva dire a Don Fabrizio, principe di Salina: “Tutto cambia affinché nulla cambi”. La frase era inserita nel lungo discorso che il principe pronunciava al cospetto del cavalier Chevalley sceso in Sicilia per cercare la classe dirigente del nuovo Regno d’Italia. Con i dovuti distinguo, credo ci siano delle forti similitudini tra le ragioni che Tomasi di Lampedusa, attraverso le parole di Don Fabrizio, addusse per spiegare il perché la Sicilia fosse sempre stata il fanalino di coda dell’Italia e le ragioni che possiamo addurre noi per spiegare perché Aversa è, ormai, da qualche tempo il fanalino di coda della provincia di Caserta. Intelligenti pauca…

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PRIMOPIANO

Nel centrodestra aversano regna la massima confusione

P di Michele Docimo

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Nella foto al centro: Gianpaolo Dello Vicario Nelle foto sopra: Antonio Farinaro e Elia Barbato

oche idee ma confuse. Sembra essere questo il leit motiv delle tappe di avvicinamento al voto che rumors ministeriali danno per quasi certo i prossimi 6 e 7 maggio con ballottaggio per il 20 e 21. Fra tre mesi, dunque, l’importante appuntamento elettorale ed ancora poco chiare sono le idee in casa del centrodestra. Il nodo resta quello del candidato sindaco dell’intera coalizione. Non convincono i nomi finora messi sul piatto dei vari Dello Vicario, Farinaro, Tozzi e Barbato. Ciò a cui lavora il Pdl normanno è la ricerca di un candidato di spessore della società civile e magari con un po’ di esperienza politico-amministrativa alle spalle. Impresa titanica quella di trovare un personaggio che abbia il favore, magari trasversale, dell’elettorato e che sia “digeribile” alle segreterie di tutta la coalizione. Segreterie che, intanto, lavorano senza soste alla formazione delle liste che si presenteranno per il rinnovo del Consiglio Comunale. Quasi sicuramente ogni partito punterà alla riconferma degli uscenti sia pur tra qualche defezione e qualche new entry. Dal fronte alleanze allo stato attuale il centrodestra risulta essere composto, oltre che dal Pdl, dall’Udeur guidato da Adolfo Giglio, sulla neonata lista civica Aversa Più di Marco Carleo e sul Gruppo della Libertà del vicesindaco Nicola De Chiara. Poi la nebulosa più assoluta con altri gruppi che stanno alla finestra e non sciolgono la riserva. L’ago della bilancia nello schieramento sembra essere l’ex consigliere regionale Giuseppe Sagliocco a capo del movimento civico Noi Aversani che ultimamente sta facendo le prove generali di “grande centro”. Sagliocco, infatti, potrebbe aggregare attorno al proprio gruppo oltre all’altro movimento civico Democrazia e Territorio di Antimo Castaldo anche i partiti attualmente “alla finestra” come il Nuovo Psi di Rosario Ippone e l’Udc. Intanto nella maggioranza e nell’esecutivo continua ad esserci un “caso Mattiello”. Un caso tutto interno agli autonomisti del Gua. Fin dai primi di dicembre, lo ricordiamo, l’assessore all’Urbanistica Giuseppe Mattiello, in quota Gua, aveva rassegnato nelle mani del proprio capogruppo le dimis-

sioni dall’incarico in giunta. Dimissioni che il capogruppo Paolo Santulli a tutt’oggi non ha ancora consegnato. Lo stesso primo cittadino ascoltato da organi di stampa locali ha ribadito che le dimissioni non ci sono mai state ed ogni assenza in giunta dell’assessore “non dimesso” viene puntualmente giustificata da motivi di lavoro. Ma pur tra mille difficoltà riesce a mettersi in piedi il tavolo del centrodestra e redatto un primo documento in cui anche se in embrione prende forma il nucleo primordiale della coalizione di centrodestra. Nucleo che poi dovrà cercare di aggregare altri movimenti e liste civiche. In calce al documento le firme di: Nicola De Chiara, responsabile politico del Gruppo della Libertà; Nicola Golia per il Popolo della Libertà; Marco Carleo per Aversa Più; Adolfo Giglio per l’Udeur e Rosario Ippone per il Nuovo Partito Socialista. I firmatari si impegnano a condividere un programma comune, a scegliere il candidato sindaci, ampliare - come già detto - la coalizione. Una coalizione che sicuramente andrà integrata in quanto finora è espressione del solo Pdl allargato ad una lista civica di area, e ad un movimento di propri tesserati oltre che da due partiti da sempre nella propria orbita. Resta, dunque, il nodo cruciale rappresentato dalla eventuale costituzione in città di un raggruppamento di “grande centro” che potrebbe coinvolgere l’Udc con in testa i due commissari cittadini Carmine Bisceglia, già sindaco della città e Gennaro Morra propugnano la creazione, assieme al movimento civico capeggiato da Giuseppe Sagliocco, di un assembramento di partiti e liste civiche di area centrista. Progetto che avrebbe avuto anche l’avallo (si parla addirittura di accordo) di Giuseppe Stabile, vice sindaco all’epoca del primo mandato Ciaramella, e che non dispiacerebbe all’anima che fa capo ad Armando Lama del Gruppo Unico degli autonomisti in contrasto con l’altra corrente che fa riferimento all’ex parlamentare Paolo Santulli che invece vorrebbe aggregarsi alla coalizione di centrodestra. Progetto di centro che è stato formalizzato nella seconda decade di gennaio «La stragrande maggioranza del nostro partito ha scelto di

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PRIMOPIANO dare vita ad un’alleanza di centro, - ha dichiarato Gennaro Morra al termine del direttivo cittadino dell’Udc - abbandonando l’attuale compagine che ci vede insieme in maggioranza. In questo senso, abbiamo anche deciso che il candidato a sindaco dovrà appartenere all’Udc. Nel corso della riunione abbiamo deciso anche il nome. Si tratta di un professionista cittadino, conosciuto e stimato in città, che, nel passato, ha svolto anche un minimo di attività politica. Al momento, abbiamo deciso di non rendere noto il nome per non bruciarlo prima di portarlo al tavolo del polo di centro”. E non s’è fatta attendere la rappresaglia nei confronti dell’Udc reo di aver ipotizzato una coalizione centrista. «Se l’Udc ha effettivamente scelto di dare vita ad un terzo polo in vista della tornata elettorale per le amministrative della prossima primavera, potremmo seriamente valutare se continuare o meno a tenerla nella maggioranza di centrodestra che mi sostiene» Così il sindaco di Aversa ha reagito alla “virata” a centro dell’Udc. «Se avrò conferma che questa sia la areale intenzione dell’Udc, – ha tuonato Domenico Ciaramella – terrò un giro di consultazioni con i responsabili delle forze politiche che compongono l’attuale coalizione e non è escluso che potremmo fare a meno di loro. Tanto, i numeri per andare avanti senza scossoni sino alla fine naturale del mandato ci sono tutti». Ovvio il terremoto

generato da tali dichiarazioni specie da parte degli assessori in quota Udc Pasquale Diomaiuta e Romilda Balivo: «L’altra sera, – ha stemperato i toni Diomaiuta, parlando anche a nome della collega Balivo e del consigliere Menditto – all’unanimità, l’Udc ha esaminato gli scenari possibili: alleanza con il Pd, alleanza con il Pdl o costituzione di un terzo polo ed ha deciso per quest’ultimo. Questa decisione, però, non esclude che, nel caso non ci siano i presupposti per la costituzione di questa coalizione, si torni a dialogare con il Pdl per valutare la possibilità di allearsi». «Queste dichiarazioni – così ha liquidato la questione Morra – non fanno altro che confermare quanto da me anticipato: l’Udc cercherà dapprima di costituire il terzo polo». Per quanto riguarda la leadership della coalizione c’è da dire che il Pdl già da tempo l’ha offerta all’Udc caldeggiando la candidatura di Antonio Farinaro, ma questi ha più volte declinato l’invito. Anche se i “maligni” vociferano che alla fine l’avvocato accetterà l’offerta del Pdl e l’Udc abbandonerà il progetto entrando a far parte della coalizione di centro destra in virtù anche del fatto della scarsezza di risposte ricevute dai finiani guidati in città da un esponente di levatura nazionale come Gianmario Mariniello e di Alleanza per l’Italia di Antonello D’Amore oltre alle risposte negative di altri movi- Nelle foto: menti che si rifanno alle esperienze di centro. Mariniello e Ippone

Aversa: la politica cittadina in lutto per la morte di Fiore Palmieri

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ella mattinata dello scorso 29 gennaio è venuto a mancare all’affetto della famiglia e dei cari, dopo una lunga malattia, il consigliere comunale Fiore Palmieri. In quella triste occasione accanto alla famiglia Palmieri ed in particolare alla moglie Ada e ai tre figli Francesco, Sonia e Cristina, che gli sono stati accanto fino all’ultimo momento oltre che nel corso della sua lunghissima battaglia per la vita, si è stretta tutta la politica aversana. Politica aversana della quale la famiglia Palmieri, con i fratelli Palmieri (l’altro fratello Nicola è stato anche lui per anni consigliere e assessore) è stata protagonista per tanti anni. “Quasi al termine dei miei dieci anni di sindacatura, questo è il comunicato che non avrei mai voluto diramare – ha dichiarato il Sindaco di Aversa Domenico CiaramellaPrima che l’amministratore, il politico, il medico, oggi per me è andato via l’amico Fiore: una persona che ho sempre stimato e voluto bene. Nella mia carriera politica ho sempre potuto contare prima che sull’appoggio politico di Fiore, del consiglio disinteressato e fraterno di un amico. Alla moglie, ai figli, ai fratelli ed alla famiglia Palmieri tutta, il mio più sincero abbraccio e la mia partecipata vicinanza”. I funerali sono stati celebrati lo scorso 31 gennaio nella chiesa di San Giovanni Battista, rione Savignano. Una immensa folla di parenti, amici, conoscenti e semplici cittadini hanno accompagnato il feretro alla sua ultima dimora.

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POLITICA

Il centrosinistra aversano a tre mesi dalle elezioni “prova” a organizzarsi

I di Michele Docimo

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Nella foto al centro: Mariano D’Amore PD Nelle foto in alto: Gennaro Diana dell’IdV e Pasquale Pandolfi di SEL

l centrosinistra aversano prova a ricominciare... da quattro. In quattro, infatti si sono seduti attorno ad un tavolo: Partito Democratico, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia e Libertà e Partito Socialista. I quattro si sono impegnati nella «costruzione di una coalizione ampia di forze, che si candidi al governo della città, proponendo agli aversani un progetto politico-amministrativo nel segno di una svolta radicale rispetto agli ultimi dieci anni e di una nuova stagione per la città e il territorio». «Aversa – è stato scritto nel documento finale dell’incontro – ha bisogno di un governo all’altezza dei grandi temi della vivibilità e dello sviluppo, che garantisca un profondo rinnovamento dei metodi della politica e il recupero dell’etica della buona amministrazione. E’ responsabilità di tutte le forze riformatrici, nel quadro della massima unità possibile, proporre ai cittadini un programma coraggioso, credibile e concreto. I partiti promotori intendono condividere tale responsabilità con le forze e con i cittadini che avvertono l’urgenza del cambiamento e sono portatori di istanze e di idee innovative». In pratica il “tavolo” dovrà portare, in tempi brevi, ad una fitta rete di incontri pubblici da cui esca il programma della coalizione. «Il confronto programmatico – specifica, infatti, il documento – costituirà il concreto terreno per propiziare le necessarie convergenze, in condizioni di pari dignità, con altre forze rappresentative del tessuto politico, sociale ed economico della città e del territorio, dando vita a quella ‘alleanza per voltare pagina’ che la città, a gran voce, reclama». Intanto sulla scena politica aversana irrompe un nuovo movimento civico denominato “Aversa che verrà”. Il neonato movimento fa sapere di aver formato già due liste civiche per la prossima tornata elettorale di maggio 2012. Ad annunciare le attività del sodalizio gli stessi promotori del movimento che si affidano al proprio portavoce, Mario Morra. «E’ giunta l’ora di voltare pagina, - fanno sapere gli Aversani sono stufi, dopo tanti anni nei quali

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alla guida della città si sono alternati sempre i soliti noti che non hanno fatto altro che svendere la città rendendola invivibile. Noi di Aversa che verrà abbiamo le idee chiare: non siamo disposti ad assistere inermi alla lenta agonia che attanaglia Aversa, ma desideriamo adoperarci, con impegno e umiltà, per farla rivivere. Quello che ci caratterizza è la voglia di cambiare, siamo un gruppo giovane, non per dato anagrafico, in quanto la composizione del nostro gruppo è eterogenea, ma perché il nostro comune denominatore è: l’essere nuovi della politica. Stiamo lavorando ad un programma semplice ma allo stesso tempo efficace, vogliamo una città senza strisce blu illegali, con strade pulite e prive di buche, con parchi pubblici accoglienti e puliti, con una raccolta differenziata dei rifiuti efficiente, fatta porta a porta ed estesa a tutta la città, in modo che questi diventino per la città stessa una risorsa e non un problema. Abbiamo messo a punto anche un piano di rilancio del commercio in città, ad esempio crediamo sia necessario investire risorse economiche per l’organizzazione di eventi e manifestazioni enogastronomiche. Auspichiamo che possa Il centro storico tornare a vivere migliorando l’illuminazione delle strade e portando nuovi servizi. L’apertura di nuove attività commerciali verrà incentivata concedendo sgravi fiscali a tutti coloro che vorranno investire in questa zona. Queste sono solo le basi di partenza del nostro programma elettorale, - continua Morra - programma che vorremmo condividere con tutti coloro che vorranno contribuire. Il nostro movimento nella prossima tornata elettorale vuole avere un ruolo determinante ed ha deciso di farsi rappresentare da un proprio candidato sindaco, cercando il nome di un candidato giovane. Abbiamo individuato questa persona nel capogruppo alla provincia dell’Italia dei Valori, il dottore commercialista Salvatore Cella, perché vediamo in lui il ‘Nuovo’ la persona giusta per il cambiamento, un giovane professionista serio e preparato che come noi ha a cuore le ANNO 5 - Numero 02 - 05 Febbraio 2012


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POLITICA sorti della nostra città». Un doppio dispiegamento di forze, dunque, a sostegno del capogruppo alla provincia Salvatore Cella che, dal canto suo non ha però ancora sciolto la riserva poiché da uomo di partito aspetta le decisioni dei vertici di Italia dei Valori per poter scendere nell’agone elettorale. A questo punto i conti non tornano visto che l’IdV dovrebbe dare l’ok ad un proprio rappresentante istituzionale per la corsa a sindaco mentre la stessa IdV è impegnata ad un tavolo interpartitico di coalizione alla ricerca di un candidato sindaco. Sintomo questo di un tavolo del centrosinistra alquanto traballante ed a cui basta un soffio per cadere giù. Il grosso dei problemi è tutto interno al Partito Democratico dove nonostante gli incontri chiarificatori convivono le lacerazioni delle due correnti: una vicina al parlamentare Stefano Graziano (che esprime il coordinatore cittadino, Mariano D’Amore) e l’altra che fa capo al consigliere regionale Nicola Caputo (maggioritaria). Due anime che hanno due visioni opposte del candidato leader della coalizione. La prima vedrebbe schierato direttamente Mariano D’Amore in prima linea a capo del raggruppamento dei partiti di centrosinistra. L’altra anima vorrebbe una apertura ai movimenti civici ed il Pd pronto a fare un passo indietro per quello che riguarda il candidato sindaco sancendo così anche una sorta di débâcle del direttivo cittadino del partito di Bersani guidato da D’Amore. Da tutte le logiche di correnti interne e di alleanze sembra

avulsa l’altra forza del “tavolo”, Sinistra Ecologia e Libertà, i vendoliani, infatti, con la volontà di costruire un modo nuovo di fare politica, attenta alle esigenze concrete dei cittadini piuttosto che ad interessi di singoli individui ed in linea con gli obiettivi di discontinuità e rinnovamento che si propone il partito anche a livello nazionale sceglie la forma dei gazebo nelle piazze per sottoporre ai cittadini un questionario sulle priorità collettive per poter di formulare, a partire da quest’ultime, azioni concrete per il territorio, nuove opportunità per i giovani e un nuovo modo di vivere e pensare la città e la cittadinanza. Gli attivisti di Sel hanno distribuito dei moduli nei quali vi erano elencate delle proposte da selezionare in ordine di importanza. I cittadini una volta letto il modulo, dovevano scegliere a seconda delle proprie opinioni, le priorità per il bene della città, inoltre gli aversani avevano a disposizione anche uno spazio bianco, nel quale proporre personalmente delle soluzioni o dare delle indicazioni. I cittadini di Aversa hanno risposto con entusiasmo a questa iniziativa, una volta capito lo scopo, hanno dato il loro contribuito scegliendo le proposte, per loro prioritarie ed hanno avuto la possibilità di discuterne personalmente con Pasquale Pandolfi, coordinatore del Sel di Aversa. Intanto ABC porta avanti il suo progetto di “democrazia partecipata” e lo fa con diversi incontri tematici. Due gli incontri tenuti negli ultimi giorni: uno dedicato ai giovani e l’altro dedicato agli obiettivi programmatici denominato “Siamo tutti sindaci”.

Il circolo Sel di Parete aderisce alla petizione contro i costi della politica Il circolo SeL di Parete aderisce alla petizione popolare a supporto della proposta di legge che riguarda la riduzione dei costi della politica. – “Saremo, infatti, in piazza nelle prossime domeniche per raccogliere le firme dei cittadini che condividono la nostra volontà” – ha detto la coordinatrice Enza Volpe. La proposta di legge è costituita da un solo articolo e in sostanza tende ad equiparare le indennità di onorevoli, senatori, presidente del consiglio, ministri, consiglieri e assessori regionali provinciali e comunali, i governatori di regione, i presidenti di provincia, i sindaci e i funzionari delle aziende partecipate, a quelle della media europea. “In  Italia, la politica, ha bisogno di un bagno di sobrietà e umiltà. Bisogna capire che  l’impegno politico è una passione e non un mestiere privilegiato. In tempo di crisi poi, proprio mentre si chiedono sacrifici ai cittadini, la politica ha il dovere morale di fare la propria parte. Ha, poi, continuato la coordinatrice delSeL di Parete – “L’iniziativa sarà anche l’occasione per concretizzare la nostra campagna di sensibilizzazione contro l’evasione fiscale e per informare i cittadini che da febbraio ripartiranno i nostri servizi alla cittadinanza. Questa volta il circolo SeL offre ai concittadini paretani, l’opportunità di ricevere, gratuitamente, una consulenza legale da parte di un nostro avvocato, per tante situazioni che spesso creano disagio o difficoltà ai contribuenti; imposte comunali(tarsu,ici,acqua), contratti telefonici o energetici (telecom,enel ecc..), truffe ai danni del consumatore ecc...

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AVERSA

Santulli: “Intitoliamo il piazzale di fronte ai Carabinieri a Mons. Gazza” Mons. Giovanni Gazza, nato a Parma, è stato Vescovo di Aversa, per nomina del B. Giovanni Paolo II,  dal 24 novembre del 1980 ininterrottamente per dodici anni

I a cura della Redazione

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l Consigliere comunale nonché capogruppo consiliare del Gruppo Unico delle Autonomie Paolo Santulli ha inviato una lettera al Sindaco ed al Presidente del Consiglio Comunale di Aversa. Nella missiva Santulli chiede di sottoporre il più presto possibile all’attenzione del Consiglio Comunale la sua proposta di intitolare a Mons. Giovanni Gazza il piazzale antistante l’attuale sede dei Carabinieri di Aversa, nel parco Coppola. Mons. Giovanni Gazza nato a Parma il 19 luglio 1924 e deceduto il 6 dicembre 1998 è stato Vescovo di Aversa, per nomina del B. Giovanni Paolo II,  dal 24 novembre del 1980 ininterrottamente per dodici anni. Lasciò l’incarico per gravi motivi di salute. Missionario Saveriano fu consacrato sacerdote il 29 settembre del 1949. Si occupò per diversi anni della stampa missionaria che poi divenne Centro Educazione alla Mondialità. Fu missionario in Brasile a partire dal 21 gennaio del 1957. Dal 1957 al 1959 fu Direttore del Centro Saveriano di Azione Missionaria a San Paulo. Dal 1959 al 1962 fu Rettore a Jaguapità della prima scuola Apostolica  Saveriana in Brasile. Fu nominato Vescovo di Abaetetuba, nel Brasile del Nord, il 12 novembre del 1962. Rimase in Amazzonia fino al settembre del 1966. Tra l’altro partecipò al concilio Vaticano. Fu nominato Superiore Generale dell’Istituto Saveriano il 13 settembre del 1966. Incarico che ricoprì fino all’11 agosto del 1977. Mons. Gazza viene ricordato nella nostra Diocesi oltre che per il merito di aver aiutato a crescere tutte le iniziative pastorali e sociali, per il Suo impegno incessante “con udienze quotidiane” i “contatti

personali con fedeli e sacerdoti“ “il suo servizio diuturno, svolto con semplicità e modestia, senza mai staccare la spina”, per aver soprattutto lasciato un immenso “patrimonio di testimonianze e di fede”.

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AVERSA

Conversazione di Don Ferdinando Angelino al Rotary Club di Aversa

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rganizzato dal Rotary International, si è tenuto il consueto incontro mensile dei soci del Club Aversa Terra Normanna, presieduto dal Dr. Guido Verde. Poichè il motto rotariano di questo anno è “conosci te stesso per abbracciare l’umanità”, è stata veramente indovinata la scelta di far ascoltare una conversazione di Don Ferdinando Angelino sul “Discorso della Montagna”. Il brano del Vangelo, meglio conosciuto come monologo sulle Beatitudini, si inquadra anche nell’ indicazione del Papa del 2012 come “anno della fede e della ri-evangelizzazione dell’Europa”. La serata, preceduta da un minuto di raccoglimento in memoria del compianto Dr. Giuseppe Maurino e conclusa con l’ammissione dei nuovi soci Avv. Alfredo Sagliocco, Arch. Giancarlo Cioffi, Dr. Carlo Cantelli e l’Imprenditore caseario Gaetano Fierro, è stata introdotta da una riflessione del Dr. Verde che, citando il segretario della CEI Mons. Crociata, ha ricordato che solo la fede, consapevolmente accolta come dono e abbracciata come scelta personale, ci consente di essere veramente cristiani. Quando si è acquistata coscienza di tale essenza, si potrà conoscere se stessi e quindi passare al livello morale, quello dello spirito e delle beatitudini. Chiedendosi cosa sia le Beatitudine, il Presidente ha concluso che si possono definire “l’apice di un’ evoluzione culturale che segue un percorso personale e porta l’uomo ad uscire dal buio dell’ ignoranza per entrare nella luce della conoscenza”. Ma tutto questo ancora non è sufficiente perché manca dell’apertura agli altri, intesa come rinunzia a se stesso per l’amore incondizionato: cioè, quella dimensione spirituale che ci permette di poter realizzare le beatitudini non solo in senso escatologico ma qui, in questo mondo e adesso. Ha preso quindi la parola Mons. Angelino, già Rettore del Seminario Vescovile, Direttore dell’Istituto Diocesano di Scienze Religiose,

docente di Italiano e Latino nel Liceo Cirillo ed oggi assistente regionale del MEIC, il quale con la solita intelligenza e benevole cultura, ha individuato nelle beatitudini la “summa della religione cristiana”, perchè sono la strada che porta alla resurrezione, rovesciando le categorie del mondo nella prospettiva di Cristo, che diventa così “norma di vita”. Il Vangelo promuove i valori come bene di tutti e di ciascuno e c’è da meravigliarsi che, nonostante le sconfessioni della storia, si continua nella via del male. Angelino poi, citando Natoli, ha rimarcato il fatto che, anche chi non è credente trova nel cristianesimo la possibilità di potere vivere in modo felice, specialmente se si convince che può avere di più desiderando di meno: non a caso già Epicuro aveva affermato che, rinunziando a tutto quanto non è necessario e superfluo, si può essere più liberi e quindi felici. Il relatore ha poi affermato che, essendo la Buona Novella una proposta di vita, si devono vedere le Beatitudini come un invito a farsi carico dei mali del mondo per superarli, acquistando consapevolezza che l’elogio del non affannarsi per le cose è formulato solo per far capire che l’uomo vale più delle cose terrene, perchè la felicità non consiste nell’avere ma nell’essere: l’ingordigia non fa felici, è la virtù che rende l’uomo capace di discernere il percorso di vita, orientandolo al bene. E quale deve essere l’itinerario? Certo non quello del superuomo perchè, così facendo, non si contende lo spazio al male, ma bisogna affidarsi al modello evangelico che ci porta ad amare il prossimo nostro come noi stessi. Questa è la risoluzione che le uomo deve prendere, non tanto perchè fare il bene è utile anche a se stesso in quanto consente di incontrare l’uomo, ma quanto perchè, essendo le Beatitudini l’incarnazione della vita di Cristo, chi riesce ad esserne interprete e realizzatore si avvicina a Dio e affermerà già qui su questa terra il Regno Celeste, attraverso la resurrezione che ci porterà all’armonia attraverso la grazia.

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di Giuseppe Diana Corrispondente Bloq Magazine redazione@bloq.it

la felicità non consiste nell’avere ma nell’essere: l’ingordigia non fa felici, è la virtù che rende l’uomo capace di discernere il percorso di vita, orientandolo al bene.

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AVERSA

IlSeLchiedequalisonolepriorità che la politica dovrà affrontare

C di Giusy Clausino

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ontinua l’impegno del SeL di Aversa, per andare incontro alle esigenze dei cittadini. Domenica 22 gennaio era di nuovo in piazza per raccogliere pareri ed opinioni sulle primarie necessità della città e degli aversani. Al gazebo organizzato per invitare i cittadini a scegliere tra una serie di priorità, quali fossero per loro, quelle più urgenti da realizzare nel prossimo futuro, c’erano Pasquale Pandolfi, coordinatore del SeL cittadino, Luigi Grassia delegato provinciale del SeL, Giovanni della Volpe, componente del direttivo del circolo SeL di Aversa, i quali rispondevano anche alle domande e alle perplessità dei cittadini, cercando di motivare e spiegare la valenza dell’iniziativa, quella cioè di poter dare concretamente un contributo alla città, attraverso i consigli e le priorità scelte dai cittadini stessi. Tra le proposte da valutare per una città vivibile a misura d’uomo, i cittadini di Aversa hanno scelto (da un campione provvisorio) che i problemi più importanti e prioritari da affrontare sono quelli della viabilità, della raccolta differenziata e della legalità. Ma l’iniziativa proseguirà ancora, per poter avere un campione sempre più ampio e poter dare concretezza alle esigenze dei cittadini, che sono ormai stanchi della politica del dire ma del “non fare”, proporsi dal basso e come un’alternativa possibile e reale, è un primo passo per sperare di poter cambiare. In piazza al gazebo di Aversa c’era anche il comitato cittadino Onda Civica, che raccoglieva le firme per la petizione popolare proposta dal gruppo denominato “Nun te regghe più”, a supporto della proposta di legge che riguarda la riduzione dei costi della politica. Iniziativa che il SeL di Aversa condivide e alla quale aderisce. La proposta di legge è costituita da un solo articolo e in sostanza tende ad equiparare le indennità di onorevoli, senatori, presidente del consiglio, ministri, consiglieri e assessori regionali provinciali e comunali, i governatori di regione, i presidenti di

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provincia, i sindaci e i funzionari delle aziende partecipate, a quelle della media europea. La raccolta delle firme ha avuto un discreto successo, nonostante le giornate fredde, in tarda mattinata, la gente ha risposto bene. “Ma l’impegno continua, Onda Civica non si ferma” - ha detto la portavoce del comitato Titti Lucariello.

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AVERSA

“Giornata della memoria”: lettera aperta in memoria della Shoah Il Sindaco e l’assessore alla pubblica istruzione hanno chiesto a tutte le scuole di inserire nella progettazione formativa anche “il minuto di silenzio” per ricordare la Shoah

A di Piero Della Puca

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distanza di  anni dall’istituzione della giornata della memoria  (Legge 20 luglio 2000, n. 211) – hanno scritto il Sindaco di Aversa, Domenico Ciaramella e l’assessore alla pubblica istruzione Michele Galluccio in una nota a tutte le scuole dell’obbligo cittadine – il lavoro progettuale delle scuole ha fatto  emergere la forte valenza formativa, come uno dei più significativi risvolti che caratterizzano il senso della legge. Esiste infatti un rapporto intrinseco, necessario tra il “fare memoria” e l’educare: i processi formativi si attivano nel passaggio generazionale che consegna alle giovani generazioni valori, significati, nuove istanze di   comprensione e di interpretazione rispetto a quella forma di memoria sedimentata e incessantemente interrogata che chiamiamo “storia”. Ne nasce una rappresentazione sociale del tempo che, collegando passato e futuro nel  punto mobile del presente, sottrae gli eventi alla visione contingente della cronaca per consegnarli al ripen-

samento critico della storia. E’ per queste  ragioni che si avvalora l’affermazione fondante della Giornata: chi non conosce  il passato è condannato a ripeterlo. Da  anni,  molte  scuole alle ore 11,45 del 27 gennaio (data e ora in cui le truppe sovietiche  entrarono ad Auschwitz) suonano la campanella, effettuano un minuto di  silenzio e leggono un brano tratto  da “Se questo è un uomo” di Primo Levi”. “Il nostro impegno – concludono Ciaramella e Galluccio – è che “il minuto di silenzio” si consolidi come una tradizione condivisa da tutte le scuole, come parte integrante e significativa dei  percorsi didattici che con passione gli insegnanti progettano e realizzano per  ricordare la Shoah. Per questo abbiamo chiesto a tutte le scuole cittadine di valutare l’opportunità di inserire nella progettazione formativa, che ogni scuola in piena autonomia organizza, anche “il minuto di silenzio” per ricordare la giornata del 27 di gennaio”.

Forum dei Giovani: bandito il concorso per la creazione del logo “Con una nostra iniziativa, abbiamo dato impulso all’Amministrazione comunale per redigere il bando per l’elaborazione del logo del forum dei giovani”. Così esordisce Ciro di Biase, presidente Forum dei giovani di Aversa, e continua: “Il bando è finalizzato all’elaborazione di una proposta di un logo che dovrà rappresentare il Forum dei Giovani del comune di Aversa e sarà utilizzato come logo ufficiale durante gli eventi e le attività organizzate dallo stesso. Il logo sarà, inoltre, impiegato in tutte le attività di comunicazione come simbolo ufficiale del Forum, nei mezzi di comunicazione interni ed esterni e nei settori in cui sarà opportuno utilizzarlo. Il vincitore del bando sarà premiato con un pc portatile”. E continua di Biase: “Dopo tutte le polemiche che hanno contraddistinto il forum dalla sua nascita, finalmente, oggi poniamo in essere una delle prime iniziative che ci fanno conoscere alla cittadinanza. Ringrazio, quindi, per l’impegno profuso, tutti i membri del forum. Stiamo, inoltre, predisponendo altre iniziative che ci contraddistingueranno per il nostro impegno civico e culturale. Stiamo per realizzare iniziative a favore della sicurezza stradale e della cultura, sempre a favore dei giovani senza dimenticare l’avvicinamento dei nostri coetanei alla politica ed alla macchina comunale”. Nei prossimi giorni i responsabili del Forum invieranno il bando relativo al logo alle scuole medie superiori cittadine ed alle due facoltà universitarie presenti sul territorio di Aversa “per far sì che siano in tanti a partecipare”. “Attraverso il logo del forum vogliamo contraddistinguerci – ha detto il coordinatore del Forum Pasquale Fiorenzano – il logo dovrà rappresentare noi giovani e la nostra voglia di costruire il nostro futuro e quello della Città. Auguriamo, quindi, a tutti i partecipanti di far valere la propria fantasia e creatività nell’elaborazione del logo del Forum dei Giovani di Aversa”.

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AVERSA

Vittime della strada, l’Aifvs apre uno sportello di ascolto

L

a sezione locale dell’Associazione Italiana Familiari Vittime della Strada - Aifvs apre presso la sede di Aversa, ubicata in via Diaz, uno sportello di ascolto per il cittadino, raggiungibile anche dal web o via e-mail all’indirizzo aversa@vittimestrada.org. “L’obiettivo – spiega Biagio Ciaramella, responsabile della sezione di Aversa e dell’Agro – è quello di dare la possibilità a tutti di denunciare, anche in forma anonima, ogni situazione e comportamento che possa mettere a rischio la sicurezza di chi percorre le strade del nostro territorio sia a piedi sia con un qualsiasi mezzo di locomozione: automobile, moto, bicicletta. Naturalmente forniremo anche assistenza legale a chi ne farà richiesta”. “A suggerire l’idea di attivare uno sportello per la sicurezza stradale – continua Ciaramella – è stata la segnalazione fatta ai media da un medico funzionario del poliambulatorio di via Di Giacomo che evidenziava la scomparsa dell’attraversamento pedonale tra piazza D’Angiò e l’ingresso della struttura. Un’assenza che, come affermava il professionista, mette a rischio gli utenti del poliambulatorio che spesso sono anziani e affetti da difficoltà motorie tali da rendere impossibile l’attraversamento veloce. Requisito indispensabile in quella strada ad alto volume di traffico per non essere investiti”. “Il medico – ricorda l’esponente dell’Aifvs – ha dichiarato di aver più volte chiesto alle autorità competenti sia la sistemazione delle strisce pedonali sia l’installazione di dissuasori di velocità.

Le richieste sono rimaste a tutt’oggi senza risposta, forse perchè, come ha dichiarato il medico, non ha mai presentato una richiesta scritta. Questa volta, invece, ha deciso di scrivere. E rivolgendosi all’Aifvs ha dimostrato di avere più fiducia in un nostro intervento che in quello delle Istituzioni”. “Come è nostra abitudine – continua Biagio Ciaramella – siamo immediatamente intervenuti girando la richiesta alle autorità preposte, sperando che mettano in atto, altrettanto immediatamente, tutto quanto di loro competenza”. “Dopo aver registrato nella prima decade di dicembre l’impegno (verbale) preso dall’assessore alla viabilità Carlo Amoroso di spendere 100mila euro che aveva a disposizione per gli interventi di manutenzione straordinaria ed altri 100 mila già disponibili per la manutenzione ordinaria delle strade speriamo – conclude il Responsabile dell’Aifvs – che a quasi due mesi di distanza qualcuno decida di spendere almeno quella manciata di euro necessaria a far installare dei dissuasori di velocità e ridisegnare le strisce pedonali in via Salvatore Di Giacomo”.

di Serse Cugia Toppini Corrispondente Bloq Magazine redazione@bloq.it

lo sportello di ascolto è raggiungibile anche dal web o via e-mail all’indirizzo aversa@ vittimestrada .org

Installate le rastrelliere in città Parco Balsamo, Piazza Crispi, Piazza San Domenico, Viale Europa, Piazza Bernini, Porta Napoli, Piazza Mazzini e Viale della Libertà. Questo non è un mero elenco bensì i punti nevralgici della Città dove sono state installate le rastrelliere per la sosta delle biciclette”. Queste le parole del Sindaco di Aversa, Domenico Ciaramella, che continua: “Sul nostro territorio è nettamente migliorata la viabilità e per consentire a tutti i cittadini di lasciare a casa l’auto stiamo ponendo in essere azioni che possano incrementare l’utilizzo dei cosiddetti mezzi di trasporto alternativi. In tale ottica – continua Ciaramella– con il dirigente del settore, il comandante Guarino, abbiamo deciso di installare in tutta la città, specie nei pressi di uffici pubblici e scuole, rastrelliere per il parcheggio delle biciclette nonché di creare strisce bianche per la sosta dei motocicli. Non dobbiamo dimenticare, inoltre, che sul nostro territorio circolano tre autobus che collegano tutta la città”.

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SOLIDARIETA’

Riuscita serata di beneficenza grazie all’arte dei F.lli Fagnoni

L di Olga de Michele

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o scorso 19 gennaio al teatro Metropolitan di Aversa, l’orchestra dei fratelli Fagnoni, si è esibita in una serata di beneficenza in favore di un piccolo villaggio della Birmania. I Fagnoni, sempre pronti e disponibili a queste iniziative, hanno musicato e diretto lo spettacolo, che prevedeva un repertorio di canzoni e melodie classiche della musica napoletana, che ha fatto da sfondo alla serata ricordando chi è più sfortunato di noi. Il progetto che ha fortemente voluto e realizzato il Nunzio Apostolico, Monsignor Giovanni d’Aniello, colonna portante del villaggio in Birmania, unitamente al vescovo di Aversa Monsignor Angelo Spinillo, e alla generosità dei fratelli Fagnoni. Una serata di musica e danza

in cui non sono mancati gli interventi del brillante tenore Pietro Quirino, del cantante Mario Monti, delle sorelle Patrizia e Fabiana Fagnoni e del comico Barbieri. A conclusione della serata un omaggio e uno struggente ricordo al grande musicista aversano Domenico Cimarosa. La sala del teatro era gremita e vedeva in prima fila, ospite, il sindaco Domenico Ciaramella e altri politici. Un’arte, quella dei Fagnoni, pura e semplice, di cui dovremmo essere fieri e “inchinarci” in particolare per le meravigliose e straordinarie note del mandolino di Paolo Fagnoni (nella foto). Musica e arte si sono fuse in una serata di beneficenza e siamo ben lieti di dire che Aversa è anche questo!

Successo della mostra fotografica: “Le Edicole Votive tra devozione ed Architettura” Si è tenuta lo scorso mese ad Aversa nel Salone San Francesco, la Mostra Fotografica “Le Edicole Votive tra devozione ed Architettura”, progetto del giovane designer Carlo De Cristofaro, nell’ambito della Tre giorni natalizia proposta dall’Associazione Culturale “Gioventù Aversana”. Concept dell’esposizione è il considerare “il manufatto sacro come prima forma di architettura, di cui si abbia traccia nella letteratura classica e ciò ci fa capire quanto sia importante il rapporto con la fede e come questo sia radicato nell’uomo tanto da spingerlo, dopo molti secoli, a costruirne piccole testimonianze sulle proprie abitazioni o nei luoghi più disparati”. L’obiettivo è stato focalizzato su 60 suggestive edicole delle città di Aversa, Lusciano e Casaluce, delle quali si è riportato esclusivamente la collocazione stradale al fine di produrre foto d’architettura, dei rilievi sulla loro bellezza, ma anche vistoso degrado in alcuni casi. Grande entusiasmo e buona affluenza di pubblico hanno accompagnato i tre giorni di esposizione che hanno avuto come visitatori d’eccezione S.E. Mons. Angelo Spinillo, Vescovo di Aversa, Mons. Francesco Grammatico, direttore della Musicale Cappella Lauretana del Duomo di Aversa e svariati docenti.

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SOLIDARIETA’

Ricerca sul Cancro: domenica 5 in piazza con “Le Arance della Salute”

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ella Giornata Nazionale della Ricerca sul Cancro, il presidente del Senato, Renato Schifani, ha dichiarato: «La ricerca scientifica é uno strumento indispensabile per lo sviluppo e influenza i fattori capaci di innovare e costruire un futuro migliore. Per questo é dovere di tutti, istituzioni, forze politiche, ma anche cittadini, contribuire a sostenerla per renderla sempre più efficiente e all’altezza dei risultati all’avanguardia nei quali tutti noi crediamo» Quando sentiamo parlare di tumori capita spesso che stiamo ad ascoltare senza pensare al fatto che si tratti di malattie che riguardano ognuno di noi. Oggi un italiano su 25 si ammala di tumore ma, grazie alla Ricerca, cresce la sopravvivenza e 700 mila italiani vivono dopo avere sconfitto la malattia. Anche non si è trovato ancora il modo di sconfiggerlo definitivamente, grazie ai numerosi passi avanti fatti dalla ricerca, il cancro è diventata una malattia che conosciamo molto meglio. Alla base di tutti i tumori è presente un’alterazione del genoma che può essere dovuta a molteplici cause. Le principali sono sicuramente fumo, radiazioni, cancerogeni chimici e ambientali, scorretta alimentazione, virus. È così complicato trovare una cura contro i tumori perché ogni tumore presenta alterazioni specifiche diverse da quelle degli altri. Il che significa che una terapia contro un tumore può non funzionare su un altro tumore, apparentemente identico. Per questo motivo la ricerca biomedica sta cercando di arrivare all’identificazione dell’alterazione che caratterizza ogni specifico tumore. Al momento le nostre principali armi contro il tumore sono la prevenzione e la diagnosi precoce. Molti tumori però vengono diagnosticati quando intervenire è complicato. Per questo motivo, l’Organizzazione mondiale della sanità consiglia di sottoporsi ad accertamenti periodici per individuare precocemente neoplasie come il carcinoma della mammellla, del colon, della prostata del collo dell’utero e il melanoma. In Campania la situazione è tutt’altro che felice. Attraverso la rivista “Epidemologia e Prevenzione”, lo scor-

so dicembre l’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr di Roma e Pisa ha rivelato i risultati di un’indagine sulle popolazioni della Campania che vivono in prossimità di siti che ospitano rifiuti pericolosi. In particolare, in chi vive in prossimità di siti di abbandono di rifiuti pericolosi, si riscontra una maggiore incidenza di cancro al polmone, fegato, testicolo, esofago, laringe, tiroide, linfoma non Hodgkin, leucemie e sarcoma dei tessuti molli nei maschi, e più casi di cancro al rene, dotti biliari, cervello, leucemia e mieloma nelle donne. In tempi di crisi come questo, in cui la ricerca subisce sempre più tagli, i cittadini sensibili (nonché a rischio nel caso di quelli campani), possono dare un contributo fondamentale a realtà come quella che porta avanti l’AIRC. In quasi 50 anni di attività l’AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) ha dato un contributo sostanziale al progresso della ricerca oncologica, permettendo al capitale umano presente nel nostro Paese di sviluppare conoscenze in grado di rendere il cancro una malattia sempre più curabile. Oltre a finanziare progetti di ricerca svolti presso Laboratori Universitari, Ospedali e Istituti Scientifici, AIRC, si impegna sensibilizzare e informare il pubblico sui progressi compiuti dalla ricerca oncologica. Anche quest’anno l’AIRC propone, in circa 2000 piazze italiane, l’iniziativa “Le Arance della Salute”. Con un contributo di soli 9€ si potrà contribuire alla ricerca contro il cancro, diventare socio dell’AIRC per un anno e ricevere un sacchetto da due chili e mezzo di arance rosse provenienti dalla Sicilia, uno dei migliori alleati della prevenzione. Stando a quanto indicato sul sito web dell’AIRC, San Marcellino grazie all’attivazione dell’ASD Polisportiva Phoenix è l’unico comune dell’Agro Aversano che aderisce all’iniziativa. I volontari AIRC dell’ASD Polisportiva Phoenix, in collaborazione con il Csi Aversa, dalle ore 8 e 30 alle ore 13 e 30, allestiranno un gazebo in Piazza Municipio dove accoglieranno i cittadini sammarcellinesi e quelli accorsi dai paesi limitrofi per sensibilizzarli al tema della prevenzione e del benessere collettivo. Oltre a San Marcellino, nel casertano si sono attivati anche i comuni di Caserta, Marcianise e Santa Maria Capua Vetere.

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di Umberto De Santis Corrispondente Bloq Magazine redazione@bloq.it

Un italiano su 25 si ammala di tumore ma grazie alla Ricerca cresce la sopravvivenza e oggi 700 mila italiani vivono una vita normale dopo avere sconfitto la malattia

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LETTERE AL DIRETTORE

Nelle mani bucate degli imprenditori i soldi sudati dei contribuenti italiani La classifica generale della facilità di fare impresa vede l’Italia all’ 87° posto, al 134° quanto a pagamento delle tasse e al 158°nel far rispettare i contratti in via giudiziaria

C di Pia Pangese

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...aziende sparse su tutto il territorio italiano sono mantenute dallo Stato. Esistono decine e decine di storie di società, banche e multinazionali, che hanno incassato miliardi di euro pubblici senza produrre sviluppo, crescita e occupazione.

aro Direttore, non so se hai saputo quanto sta diventando difficile “fare impresa” in Italia. La constatazione deriva dai dati impressionanti forniti dalla Banca Mondiale, che ha diffuso tre notizie davvero sconfortanti. Nella classifica generale la facilità di fare impresa colloca l’Italia all’ 87° posto, la posiziona al 134° quanto a pagamento delle tasse e la pone al 158° nel far rispettare i contratti in via giudiziaria. Questo significa che, mentre tanti paesi… industrializzati viaggiano spediti, da noi si arranca. Tu mi dirai: “Sono le solite statistiche”, come quella famosa del pollo che, pur non avendolo visto nemmeno da lontano, l’hanno fatto mangiare … col pensiero anche a te per metà o per un quarto. Ma, se su 183 nazioni il nostro Bel Paese è all’ 87° posto, qualche motivo vero che causa tanta lentezza pur ci sarà, non fosse altro che quello causato dalla burocrazia… lumaca che, è storicamente accertato, è più incline all’ intralcio che alla facilitazione: chissà che non sia veramente gran tempo di eliminare tanti timbri inutili su permessi e concessioni, autorizzazioni e licenze, absit iniuria verbis! Inoltre, se in Italia il 50% del reddito prodotto da un’ impresa finisce in tasse, è scoraggiante, per chi si accinge ad “intraprendere” doverlo accettare a priori e poi scoprire, come documenta la Banca Mondiale, che in realtà non solo occorrono in media 15 operazioni annue per iniziare un’attività, ma che spesso l’aliquota effettiva sale addirittura al 68% del profitto: insomma chi fa l’imprenditore in Italia non lavora solo per sè ma per conto terzi. E che dire della immane difficoltà che si ha a vedere riconosciuti i propri diritti contrattuali in sede giudiziaria, se in media occorrono 41 procedure e, udite udite, 1210 giorni lavorativi di estenuanti battaglie tribunalizie per ottenere un provvedimento esecutivo? Tre anni e più al fin che un magistrato emetta una sentenza, è davvero qualcosa che mette in fuga gli imprenditori prima dagli studi professionali e subito dopo dalle attività produttive e commerciali. A petto di tutto questo, ed è paradossale, si registra che un fiume di soldi dei contribuenti finisce alle imprese private, eppur tuttavia l’Italia è “in recessione”.

C’è un incredibile mondo di aziende sparse su tutto il territorio italiano che sono mantenute dallo Stato, esistono decine e decine di storie di società, banche e multinazionali, che hanno incassato miliardi di euro pubblici senza produrre sviluppo, crescita e occupazione. Viaggiando nel cuore del sistema economico nostro, che non è liberale e non è statalista ma solamente “sussidiato”, si scopre che Fiat, Pirelli, Saras Moratti e tante altre industrie, per non parlare di cinema, agricoltura, allevamenti, compagnie aeree, hotel e perfino la pubblicità, che ha visto i grandi marchi ottenere otto milioni di euro solo per farsi propaganda, guazzano nell’orgia degli aiuti pubblici. Quale è il risultato? Poche eccellenze e molti miliardi buttati via o, peggio, finiti in paradisi fiscali e per di più con l’amara conseguenza che tutto quello che compriamo lo abbiamo pagato due volte, alla cassa e già prima con le tasse! Caro Direttore, siamo un popolo che versa alle aziende, guidata da capi che si ritrovano con le “mani bucate”, un contributo invisibile ma ordinario, derivante da migliaia di leggi che concedono agevolazioni fiscali, danaro a fondo perduto, garanzie su prestiti con l’esito crudele che con le nostre tasse davvero salate, si alimentano tante clientele e molte basi elettorali. Tu non ci crederai ma solo negli ultimi dieci anni l’Unione Europea ha avviato 40000 pratiche per aiuti italiani ritenuti potenzialmente illegali. Questo che significa? Perfino il crimine è mantenuto dallo Stato. Insomma, caro Direttore, se lo Stato, che poi siamo noi poveri tartassati, usa i soldi pubblici per tenere in piedi questo sistema marcio, dove le imprese ricevono finanziamenti per nuove assunzioni ma i posti di lavoro scompaiono appena finiscono i sussidi e si ricorre alla Cassa Integrazione oppure quei contributi vengono usati per pagare i debiti, il declino italiano, anche perché la politica tace, essendone complice, sembra davvero inarrestabile! E se è vero che Banca di Italia e Corte dei Conti hanno fatto sapere in giro che gli aiuti sono inutili perché non siamo andati oltre lo 0,25% annuo di aumento del PIL, non posso fare altro che inviarti i miei più convinti saluti di… emigrante!

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EDITORIA

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Paolo Tanda ha pubblicato il volume Elementi di giustizia amministrativa

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a recente introduzione del Codice del Processo Amministrativo, avvenuta il 16/09/2010, costituisce, senza ombra di dubbio, una svolta significativa e sostanziale nel mondo della amministrazione della giustizia. Infatti la scelta di predisporre per la prima volta nel campo del Diritto Amministrativo un codice processuale, che si colloca a fianco degli altri quattro codici vigenti dell’ordinamento italiano, consente di raggiungere il fondamentale obiettivo di aver predisposto un corpus organico di norme di rito in un settore in cui le norme processuali erano sparse in una molteplicità di testi normativi, non sempre coordinati fra loro. Questo “evento”, che sul piano formale consente alla codificazione di perseguire evideni finalità di unificazione, chiarificazione e coordinamento, ha ottenuto anche l’effetto sul piano sostanziale di concretizzare lo scopo di tradurre in disposizioni codificate i consolidati orientamenti giurisprudenziali, che hanno portato ad attribuire al giudice amministrativo strumenti di tutela assimilabili a quelli di cui dispone il giudice ordinario. Partendo da questa angolazione di visuale, l’Avv. Prof. Paolo Tanda, docente di ruolo presso l’universiotà di Roma, ha pubblicato il volume “Elementi di Giustizia Amministrativa”, un testo edito dall CEDAM nel 2011, che in dieci densi capitoli raccoglie il lavoro certosino di un valente avvocato penalista e di un brillante docente, che da anni si dedica a pubblicazioni scientifiche, attinenti il diritto amministrativo. Non è casuale che alla forte passione per il ruolo di avvocato penalista ed al grande interesse per gli studi scientifici in materia penale, Tanda accomuni un’eccellente preparazione in Diritto Amministrativo, cresciuta alla scuola del compianto prof: Roberto Marrana, il maestro con cui ha collaborato per tanti anni all’Università Federico II di Napoli. Questa duplice competenza, scientifica e professionale, gli ha fatto acquisire una specializzazione il settori particolarmente complessi, che presuppongono la contemporanea conoscenza del Diritto Penale e di quello Amministrativo, come ad esempio le branche relative ai reati urbanistico edilizi, ai reati contro la pubblica amministrazione, a quelli ambientali, con particolare riferimento agli aspetti della tutela penale dell’ambiente, del paesaggio delle ecomafie, delle discariche abusive. Il libro, affettuosamente dedicato alla moglie Anna, inizia illustrando le origini del sistema di giustizia amministrativa in Italia, prima e dopo l’entrata in vigore della Costituzione Repubblicana, prosegue con l’indicazione delle forme di giustizia amministrativa, trattando poi la competenza in generale. Il quarto capitolo comprende i caratteri fondamentali del processo amministrativo, mentre il quinto tratteggia in maniera dettagliata il processo amministrativo di primo grado,consentendo un meticoloso approccio a tutto l’iter Potete commentare gli articoli visitando il sito: www.bloq.it

processuale dall’introduzione all’estin- di zione. Giuseppe Quindi troviamo un capitolo dedicato Diana ai riti speciali, un altro alle impugnazioni nel processo amministrativo ed un Corrispondente ottavo che ci parla del giudicato e delle Bloq Magazine ottemperanze. Le pagine si concludono redazione@bloq.it con una trattazione puntigliosa del ricorsi amministrativi e della giurisdizione ordinaria nei confronti della pubblica amministrazione, dove sono illustrati non solo i limiti alla giurisdizione del giudice ordinario nei confronti della P.A. ma anche il “miracolo giuridico” che, alla perfine, permette al cittadino di vedere disapplicato dal giudice ordinario “l’atto amministrativo che sia inficiato da un vizio di legittimità”! Ed era davvero tempo che ciò accadesse. Questo lavoro, realizzato essenzialmente per gli studenti della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università telematica Nicolò Cusano di Roma, dove l’Avv. Prof. Paolo Tanda è titolare di ruolo delle cattedre di Giustizia Amministrativa e Diritto Penale Amministrativo, va ben oltre la dimensione del manuale universitario, ponendosi come testo di riferimento per studi e ricerche specializzate. Innanzitutto è impostato in maniera scientifica con ricerche dettagliate, che rendono ogni capitolo “autonomo” per completezza di trattazione e per l’immensa bibliografia a corredo di ogni pagina. In secondo luogo la trattazione si affida ad una chiarezza espositiva, che permette di superare l’esclusivo riferimento all’attività didattica, attestandola come punto di riferimento importante per acquisire ulteriori conoscenze degli elementi di maggiore rilievo sul nuovo sistema di tutela del cittadino nei confronti della pubblica amministrazione, che ha, come si suole dire comunemente, “il coltello dalla parte del manico”. Quindi Tanda ci rende conto del fatto che il recente codice del processo amministrativo, introducendo alcune importanti innovazioni, ha corretto le non poche norme ancora legate ad una struttura processuale di tipo impugnatorio, attraverso la predisposizione di una serie di modifiche, che hanno determinato una mutata struttura processuale, estendendola ad un più ampio ambito di azioni e mezzi di tutela per la difesa. Pur avendo la certezza, come ammette lo stesso Tanda, che questo lavoro non ha alcuna pretesa di completezza, si può affermare che il contributo, oggettivamente dato all’ulteriore approfondimento di significative tematiche del processo amministrativo, si attaglia perfettamente a quanto diceva qualche secolo fa proprio Nicolò Cusano, quando affermava che: “la conoscenza è proporzione e relazione tra ciò che è noto e ciò che non lo è”. Pertanto non possiamo che esprimere il più vivo compiacimento per questo ulteriore passo in avanti della ricerca che, come è risaputo continua e non può considerarsi mai definitiva. ANNO 5 - Numero 02 - 05 Febbraio 2012


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CULTURA

Presentato alla Pro Loco di Sant’Arpino il libro “Non solo sud” di Iavarone Pezzella Il Dirigente Scolastico Prof. Gennaro Caiazzo ha presentato il libro di Pasqualina Iavarone Pezzella “Non solo Sud (Incontri d’autore)”

C a cura della Redazione

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on la partecipazione del Presidente della Pro Loco, Aldo Pezzella, del Sindaco Eugenio Di Santo e dell’Ass. Avv. G. Lettera a Sant’Arpino è stato presentato dal Dirigente Scolastico Prof. Gennaro Caiazzo il libro di Pasqualina Iavarone Pezzella “Non solo Sud (Incontri d’autore )” che è composto da 16 interessanti racconti, di storie, con aspetti reali mescolati a tanti altri di natura fantastica. Si tratta di eventi, ricchi di spunti e particolarmente attenti alle tematiche di attualità, quali la crisi esistenziale e la precarietà dell’uomo, le diffuse forme di ingiustizie, l’inquinamento, il rimpianto della civiltà perduta, le problematiche della società odierna, i timori e le preoccupazioni per il futuro. Interessante sono pure i diversi registri narrativi che vengono utilizzati, perché accanto al testo in prosa, sono presenti anche poesie e schizzetti/disegni, ad opera di bambini, tali da poter integrare e completare correttamente il significato. Tuttavia è certamente il carattere della trasversalità, per tanti aspetti la pluridisciplinarità, il filo conduttore del libro, dal momento che, leggendo uno qualsiasi dei racconti, si passa, quasi senza accorgersene, dalla narrativa alla storia, dalla mitologia all’ecologia, dalla cultura filosofica al patrimonio di conoscenza locali, e così via. Per questo, se da una prima lettura approssimativa, in alcune parti potrebbe sembrare un po’ troppo impegnativo anche se profondo, una lettura invece sufficientemente motivata, impegnata, come, tra l’altro, essa deve essere sempre, insomma non frettolosa, ma attenta, secondo un approccio dinamico, libero, il testo si rivela di grande utilità per tutti i lettori, in primis per i ragazzi e gli studenti. Qual è allora la vera scommessa del testo? A mio parere, è senz’altro quella di voler aprire un altro (e diverso) capitolo educativo per le nuo-

ve generazioni, che non hanno avuto la “fortuna” di averla come docente, la considereranno come maestra di vita, con la rilevante differenza che, in virtù della pubblicazione del libro, giustamente sponsorizzato dalla Pro-loco, con il patrocinio e il contributo dell’Amministrazione comunale, nella fattispecie l’ Assessorato alla Cultura, della cittadina di S. Arpino, la scrittrice potrà continuare a svolgere il delicato, prezioso lavoro di insegnante, di educatrice, nel senso più nobile della parola, ma a favore di un pubblico molto più vasto e numeroso, oltrepassando così gli stretti, per lei, confini dell’area atellana, della cittadina di Striano, per proiettarsi su un piano di rilievo nazionale. Occorre evidenziare, poi, una chiara dimensione religiosa che pervade ed arricchisce continuamente il libro, a tal punto da affermare che “solo la forza della preghiera può invertire il cuore degli uomini”. A riguardo basti considerare anche la conclusione dell’ultimo racconto ” I cinque baldi Atellani dell’Apocalisse”, quando, parlando della clessidra che scandisce il tempo in maniera inesorabile, fasto o nefasto che sia, afferma che esso “è sempre nel giusto. Assolutamente i disegni (sono) della Divina Provvidenza”. In un altro racconto afferma: “Sappiate, figli miei, imprimere in ogni vostro operato l’orma di Dio”. Se vogliamo sintetizzare il significato più profondo del testo con le stesse parole della prof. ssa, possiamo riprendere questa sua affermazione: “Ogni storia in questione vuole essere un’istantanea al fenomeno Uomo di ogni ordine e grado, scattata da una burlona Osca Atellana della piana del Clanio e prima ancora ribelle Opice Strianese della Valle del Sarno”. In merito alle caratteristiche più specifiche, inso-

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CULTURA lite e quindi originali del libro, nel senso più autentico, intendiamo riportare, perché concordiamo perfettamente, quanto, con acutezza e sincerità, scrive il Preside De Santis nella prefazione: “Con questo testo, a mio avviso profondamente autobiografico, l’autrice prospetta un viaggio emozionante e coinvolgente nei meandri più reconditi della propria anima, nell’intimità più profonda del proprio io e delle proprie certezze valoriali”… Più avanti ancora: “E quando le suggestioni suscitate dal fecondo “humus” della propria formazione umanistica e civile s’incrociano con il microcosmo della propria infanzia, la narrazione raggiunge livelli d’incomparabile lirismo e diviene struggente evocazione di uno stato di felicità assoluta… nel quale luoghi, persone, affetti, colori, odori, sapori e oggetti, si animano di particolari significati ed offrono a chi legge, in pari tempo, piacere per il ritrovamento di un “idilliaco microcosmo”, ma anche vivo raccapriccio e sdegno per il vergognoso scempio perpetrato dalla stupida responsabilità dell’uomo moderno che quel patrimonio socio-ambientale, creato e tutelato per secoli, ha inaccortamente dissolto nel giro di qualche decennio!”. Per concludere, prendendo a spunto uno tra i tanti punti

nodali presenti nel testo, riteniamo che la tematica ecologica per la difesa dell’ambiente, così fortemente da essa messa in risalto, praticamente dalle prime alle ultime pagine, risulta possibile leggerla, alla luce della seguente affermazione di Mahatma Gandhi: “Questa terra non l’abbiamo ereditata dai nostri padri, l’abbiamo presa in prestito dai nostri figli”. Secondo il pensiero di Gandhi la giustizia, infatti, risiede nella riduzione del tasso di violenza, di ogni tipo, presente nella società, e l’unico mezzo con il quale l’uomo giusto può proporsi di affermare la Verità, è la persuasione razionale verso coloro che con i loro comportamenti violenti causano ingiustizia. Pertanto, se tutti avessimo, anche se in minima parte, presente, nel corso della nostra vita, quale punto di riferimento la suddetta affermazione, il mondo sarebbe senz’altro migliore per ciascuno di noi. Ed il libro della Iavarone Pezzella certamente si propone di dare un sostanziale contributo, affinché ci possa essere un degno futuro per le prossime generazioni sul piano, culturale, relazionale, dei valori e quindi dello sviluppo della personalità in maniera completa ed armonica, ha concluso il prof. Caiazzo!

AVVISO

Pubblicità degli enti e delle amministrazioni pubbliche Questo periodico, nel pieno rispetto della legge 25 febbraio 1987 n. 67, articoli 5 e 6, per ampiezza e capillarità di diffusione, quantità di copie distribuite e numero di lettori è il mezzo ideale a disposizione di enti e amministrazioni pubbliche per poter comunicare in maniera trasparente ed efficace con la cittadinanza.

Pubblicità di pubbliche amministrazioni articolo 5

“Le amministrazioni statali e gli enti pubblici territoriali, con esclusione degli enti pubblici economici, sono tenuti a destinare alla pubblicità su quotidiani e periodici una quota non inferiore al 50% delle spese per la pubblicità iscritte nell’apposito capitolo di bilancio” ...omissis

Pubblicità dei Bilanci degli enti pubblici articolo 6

Le Regioni, le Province, i Comuni con più di 20.000 abitanti, i loro consorzi e le aziende municipalizzate... (omissis) nonché le Aziende Sanitarie Locali che gestiscono servizi per più di 40.000 abitanti, devono pubblicare in estratto su almeno due giornali quotidiani aventi particolare diffusione nel territorio di competenza, nonché su almeno un quotidiano nazionale e su un periodico (n.d.r. periodico locale), i rispettivi bilanci... (omissis)

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ISTRUZIONE

Gli alunni del Fermi diventano: “Young People on the move” Il Liceo Scientifico “Enrico Fermi” diAversa ha aperto quest’anno le porte a una serie di iniziative che hanno visto gli alunni coinvolti in progetti con altre scuole europee

N di Rossella De Nicola Corrispondente Bloq Magazine redazione@bloq.it

ell’ottica di una educazione interculturale il Liceo Scientifico “Enrico Fermi” di Aversa, sotto la direzione della Preside Professoressa Adriana Mincione, ha aperto quest’anno le porte a una serie di iniziative a livello europeo che hanno visto gli alunni dell’Istituto coinvolti in progetti con altre scuole europee. L’obiettivo fondamentale, come ha sottolineato la Preside, è quello di sensibilizzare i giovani nei confronti delle tematiche europee e di rafforzare la dimensione europea dello studio. l progetto SEPE, Sharing European Parliament Experience, seguito dalla Professoressa Daniela di Palmain qualità di funzione strumentale per i percorsi di eccellenza e dimensione europea, ha visto la partecipazione degli alunni Saverio Affinito e Antonio Nappa ad una simulazione dei lavori del Parlamento europeo insieme ad altri 12 studenti casertani e 15 ragazzi provenienti da Stara Zagora, Bulgaria. Nel corso dei quattro giorni del progetto i giovani italiani e bulgari hanno collaborato fianco a fian-

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co simulando le operazioni svolte dal Parlamento Europeo durante le fasi di elaborazione di proposte di legge in vari ambiti, come gli affari sociali, l’ambiente, l’istruzione e hanno condiviso momenti di svago trasformando questa esperienza in uno scambio culturale di eccezionale significato umano e personale. I giovani che si sono distinti in questi lavori di simulazione hanno partecipato ad una visita al parlamento Europeo di Bruxelles nel mese di Gennaio .” Un’esperienza di confronto incredibile, abbiamo parlato inglese tutto il tempo e ci siamo sentiti veramente Europei” ha affermato Rino Affinito che ha partecipato alla visita a Bruxelles insieme ad altri due giovani casertani e tre ragazzi bulgari. Nel corso della cerimonia conclusiva del progetto il Presidente della Provincia di Caserta Domenico Zinzi e il Dirigente del settore Programmazione e Programmi Comunitari Paolo De Felice si sono congratulati con i giovani partecipanti e li hanno premiati con la consegna delle targhe.

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iniziative promosse dalla ORTA DI ATELLA - Continuano le del Comune di Orta di Commissione per le Pari Opportunitàicati alla prevenzione. ded nti Atella con diversi appuntame

onio Iovine torna alla VILLA DI BRIANO - La villa di Ant di pulizia del sito il sincollettività. A dare il via ai lavori re di Libera Caserta e ato daco di Villa di Briano, il coordin delle associazioni. e tico poli rappresentanti del mondo

ata si estende su 800 VILLA DI BRIANO - La villa confisc o e secondo piano), con metri quadri (seminterrato, prim a “Centro polivalente ta tina annesso giardino, sarà des itorio”. culturale e sociale di servizi al terr

mbre 2011 il Comune di VILLA LITERNO - Nel mese di dice cento di raccolta diffeVilla Literno ha superato il 50 per tuale del 54%. renziata attestandosi sulla percen

lode nei bassetti di Via AVERSA - Una bomba carta espforte boato fa saltare in un Belvedere. All’1.05 di notte di calzature. aria la saracinesca di un negozio

stradali AVERSA - In seguito ai blocchi auto a scariato iniz è à citt in tir, dei ra ad ope tori sono seggiare il carburante ed i distribu lto. assa d’ i stati pres

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AVERSA - Nella cornice del teatro Cimarosa si è tenuto il convegno dal titolo “I gio nel giornalismo sportivo” osp vani talenti nello sport e iti i vertici del giornalismo dello sport italiano. e

AVERSA - I partecipanti al effettuato un breve ma int convegno sportivo hanno poi città di Aversa, visitando eressante giro turistico della tre fra le più importanti chi di cui è ricca la città. ese

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VILLA LITERNO - Con una mune di Villa Literno ha cel commovente cerimonia, il Coria, in ricordo del giorno ebrato la Giornata della Memoper sempre il campo di conin cui le forze alleate chiusero centramento di Auschwitz.

VILLA LITERNO - Fervono i preparativi per il Carnevale Villa Literno. Oltre agli ultimi di carri allegorici ogni rione pre ritocchi nella costruzione dei para le proprie coreografie.

AVERSA - In una gara altale Normanna liquida la praticanante l’Aversa mettendo in fila l’ottavo Campobasso risultato utile consecutivo.

AVERSA - Nicola Romaniello rattere dei propri uomini cheè soddisfatto della prova di cahanno mollato ed hanno rib nonostante lo svantaggio non altato in appena un minuto risultato della gara. il ANNO 5 - Numero 02 - 05 Febbraio 2012


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SOCIETA’

I “tecnoagers” scrivono in una lingua comprensibile a pochi Il problema non è l’uso che si fa di questo nuovo linguaggio, ma il fatto che esso travalica le ragioni per cui è nato fino a rischiare da far scomparire la lingua madre

P di Giovanna Turco

Corrispondente Bloq Magazine redazione@bloq.it

arla italiano? Complimenti!” Questo esclamavano Totò e Peppino, meravigliati, dinanzi al generale austriaco alias vigile urbano in Piazza Duomo e la stessa domanda balena nelle nostre menti quando ci viene proposta la lettura di un sms o di una mail di un adolescente, oggi, senza peraltro aggiungere i complimenti. Questi sistemi di comunicazione necessitano di una lingua easy, scevra da complicanze grammaticali, che non bada alla forma, quanto piuttosto al contenuto; ecco allora che abbondano abbreviazioni, acronimi, sigle, emoticons per veicolare informazioni, di qualunque natura esse siano, dall’appuntamento alla comunicazione di fine-storia, dal buongiorno all’amato/a alle rassicurazioni ai genitori. Un modo di scrivere che si innesta nella secolare questione della lingua. In realtà demonizzare e censurare abbreviazioni o acronimi è assolutamente inutile oltre che anacronistico, la soluzione sta piuttosto nel formare i nostri giovani, nel fornirgli delle competenze comunicative, degli indicatori di direzione nelle diverse situazioni comunicative, nelle diverse tipologie di scritto. L’errore infatti non risiede nell’uso che si fa di questo nuovo linguaggio, che è di sicuro più immediato, diretto, d’effetto, quanto piuttosto nel fatto che esso travalica l’uso per cui è nato fino ad invadere compiti in classe, relazioni, testi che un giovane si trova a dover compilare nel quotidiano , tale da far perdere assolutamente la consuetudine con la lingua madre scritta. A chi il compito di fornire competenze? Alla scuo-

la, ai docenti che devono insegnare agli studenti, la lentezza, la riflessione, non importa dover conoscere l’opera omnia di Dante o leggere tutti i capitoli de I Promessi Sposi, importa dare loro gli strumenti per poter amare la lettura, educarli all’ascolto di letture in classe ad alta voce come nelle antiche sale di recitationes. La generazione dei nostri adolescenti è “tecnoager”, crea continui collegamenti ipertestuali, ragiona per apertura link, ma poi dimentica la riflessione, la lenta andatura degli occhi dinanzi allo scorrere delle parole di un libro, atteggiamenti questi che rappresentano quel patrimonio non nozionistico che la scuola dovrebbe lasciare: l’impalpabilità delle emozioni, msg, grz, c6stats?, x (al posto di per). Passi per “tvb (al posto di ti voglio bene) nelle chat, negli sms, nelle mail, ma non trascuriamo la dolcezza del suono delle parole, assaporato nella loro interezza!

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SOCIETA’

Per non dimenticare. I liternesi ricordano l’orrore della shoah.

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on una commovente cerimonia, il Comune di Villa Literno ha celebrato la Giornata della Memoria, in ricordo del giorno in cui le forze alleate chiusero per sempre il campo di concentramento di Auschwitz. L’iniziativa è stata organizzata dalla professoressa Angela Bocchino. Dopo la sessione mattutina, dedicata ai bambini delle scuole (con la proiezione del film “Il bambino col pigiama a righe”), nel pomeriggio c’è stato il convegno  “L’olocausto: sapere per non dimenticare”, con la presenza del  Senatore Gaetano Pascarella, presidente dell’associazione nazionale partigiani italiani, accompagnato da uno dei sopravvissuti ai campi di concentramento, il signor Cecere, che ha raccontato la sua storia di figlio della Resistenza, essendo stato concepito proprio da un rifugiato e da una donna che lo aveva accolto. Molto sentito

ed emozionante l’intervento di Lorenzo, un medico veterinario africano che opera sul litorale casertano, il quale ha ricordato come l’uomo non abbia imparato dal suo passato, visti i tanti genocidi che, dopo la Shoah, si sono succeduti nel Novecento nel mondo, soprattutto nel Terzo Mondo,  sotto gli occhi dei governanti, che non intervengono se non vengono toccati i propri interessi. Un appello alla politica raccolto dal Presidente del Consiglio Comunale di Villa Literno,  Antonio Ciliento, che, nel ricordare gli spunti più interessanti del film proiettato in mattinata, ha sottolineato come spesso, anche nei giorni nostri, i dittatori usino la propaganda e la menzogna per coprire i propri errori e i propri crimini, anche nei confronti dei propri seguaci. Prima del convegno,  Mario Cuccaro,  rappresentante della locale Acr, ha letto un estratto dal libro di Primo Levi “Se questo è un uomo.”.

a cura della Redazione Bloq Magazine redazione@bloq.it

La New Dreams e Donato Liotto ricordano l’amico Fiore Palmieri “Pochi mesi or sono, volli dedicare uno scritto, un pensiero per omaggiare un grande amico: Fiore Palmieri. Molti lo lessero, molti lo condivisero, molti non lo capirono facendo “battutine” fuori luogo. Per me ciò che contava è che lo leggesse il mio amico Fiore. Infatti, lo lesse e si commosse, ringraziandomi per avergli dedicato parole che uscivano dal profondo del mio cuore. Oggi Fiore non c’è più. Oggi non ho parole, sono solo costernato per la prematura dipartita di questo grande uomo. Certi elogi vanno fatti per tempo. E’ importante far sapere a chi soffre che non si è soli. Non voglio aggiungere altro.La mia associazione, lo staff della New Dreams porgono le più sentite condoglianze alla Sig.ra Ada, ai figli e all’intera famiglia Palmieri. Ciao Fiore.” Potete commentare gli articoli visitando il sito: www.bloq.it

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SANT’ARPINO

E’ entrato in vigore il nuovo regolamento edilizio comunale

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on la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania – numero 4 del 23 gennaio 2012 -  è entrato ufficialmente in vigore il nuovo Regolamento Edilizio approvato lo scorso dicembre dal consiglio comunale di a cura Sant’Arpino. della Lo rendono noto il sindaco Eugenio Di Santo e l’assessore all’urbanistica ElpiRedazione dio Iorio che aggiungono: “Dopo un Bloq Magazine lungo iter finalmente la nostra Comunità dispone di un regolamento aggiornaredazione@bloq.it to e snello, che tiene conto delle novità normative nazionali e regionali in materia nel frattempo introdotte e di tutte le istanze ricevute da tecnici e cittadini negli ultimi anni. Il regolamento precedente risaliva al 2006, un tempo lungo nell’arco del quale ci sono state numerose novità legislative. Il nuovo testo – redatto con competenza e professionalità dall’arch. Filippo Frippa – raccoglie i suggerimenti che tecnici e operatori del settore ci hanno proposto al fine di superare le contraddizioni e le impostazioni non più attuali presenti nel precedente regolamento edilizio. Il nostro scopo è stato quello di rendere uno strumento tan-

to importante quanto più partecipativo possibile. A questo fine, la bozza era stata pubblicata già nel giugno del 2011 sul sito istituzionale del comune proprio per favorire il coinvolgimento attivo di tecnici, operatori del settore, forze sociali e politiche e cittadini. I suggerimenti, alcuni davvero interessanti, non sono mancati. A questo proposito – proseguono gli amministratori – è stato fondamentale il lavoro svolto dalla commissione urbanistica – presieduta dal capogruppo Ernesto Capasso a cui va il nostro ringraziamento- che si è riunita diverse volte per valutare con opportuna attenzione le proposte pervenute. Propositivo anche il lavoro delle forze politiche di opposizione che sia in commissione che in consiglio comunale non hanno fatto mancare il loro contributo di idee e proposte costruttivo e valido». “La speranza – concludono il sindaco Di Santo e l’assessore Iorio – è che il nuovo Regolamento, unitamente alle iniziative già avviate e ad altre in corso di approvazione, possa dare una scossa all’economia locale e di conseguenza a quanti , anche a causa della terribile crisi internazionale, vivono un momento difficile sotto l’aspetto occupazionale”. Il testo del nuovo regolamento è consultabile sul sito www. comune.santarpino.ce.it.

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TEVEROLA

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Intervista alla coordinatrice cittadina del PdL Rita Colella

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l Popolo della Libertà, per Rita Colella, ha le carte in regola per migliorarsi, rinnovarsi e crescere ancora. Chi è Rita Colella. Sono una docente, insegno lingua inglese nelle scuole primarie, ho scelto questo lavoro perché adoro i bambini. Mi piace informarmi, interessarmi, conoscere e quindi eccomi qua affacciata alla politica locale; interesse iniziato per gioco e per hobby ma pian piano avvinta e coinvolta, in maniera non impegnativa, alla realtà nazionale e locale. La sua scelta di aderire al PdL è condivisione di ideali o di circostanze? La mia scelta del PdL è stata sicuramente condizionata da una tradizione familiare che ho condiviso e approfondito. Mi ha affascinato la coerenza dei pensieri e l’unione di persone “perbene” che lo compongono nonché quelle che mi circondano o mi confronto giornalmente; qualità che continuo ha notare e apprezzare. Coerenza che non intravedo nel centro-sinistra anzi noto una “accozzaglia di piccoli partiti” che si mettono insieme solo per sconfiggere il centro destra ma non trova alla fine una politica unita né una politica di sostegno al cittadino medio. Secondo Lei, perché i vertici locali hanno puntato su una donna. È un segnale importante? Più che su una donna io direi che hanno puntato sul nuovo. Una scelta strategica, una svolta innovativa e un buon auspicio per il ritorno delle donne in politica. Come accoglie questa nomina? Per me è un’enorme responsabilità, mi sto impegnando, fin da ora, a far nascere a Teverola un grande partito dei cittadini una “organizzazione” che deve trovare una via di rappresentanza politica che non sia l’illusione di chi promette e non mantiene. Si ricomincia da zero ovvero bisogna ricostruire la sezione dopo la parentesi del commissario. Il mio senso di responsabilità di fronte a questo delicato incarico aumenta con la consapevolezza che Teverola ha bisogno di proposte nuove per l’ambiente, per la scuola, per l’edilizia e per il sociale. Ecco il mio impegno per la gente che merita ascolto e rispetto. Cosa pensa delle donne in politica? Non ho un’idea particolare delle donne in politica ma credo che tutti siamo uguali: uomini e donne. Chiunque può dare, deve dare a prescindere dal sesso. Quali saranno i suoi primi atti? La ricostruzione della sezione aperta a chiunque voglia dare un apporto positivo e il coinvolgimento di tutte quelle forze sane presenti sul territorio a prescindere da ideologie politiche. Come coinvolgerete i teverolesi? I teverolesi devono avePotete commentare gli articoli visitando il sito: www.bloq.it

re più libertà di azione, di devono essere liberi di Antonio scegliere, di pensare e Zacchia di agire. Bisogna dare una svolta all’attuale Corrispondente politica clientelare. Bloq Magazine Secondo Lei se qualcuno del partito facesse redazione@bloq.it un passo indietro a favore di facce nuove, il partito ne beneficerebbe? Direi che le persone che fanno parte dell’attuale gruppo nessuno deve fare un passo indietro. Il gruppo è composto da persone affidabili che hanno voglia di fare e se uno solo venisse a mancare verrebbe meno una parte di quello che ci siamo prefissato. In tutti c’è coerenza di base e rispetto per gli ideali a differenza invece di “persone” che pur di esserci si sono candidate ovunque. Sono queste le persone che “non devono” ripresentarsi; della loro presenza il partito non ne beneficerebbe. Il Segretario del PdL Alfano ha diffuso un regolamento delle incompatibilità, intendete seguire queste linee guida? Dopo la campagna di tesseramento, sicuramente la sezione di Teverola si adeguerà alle direttive impartite dal Segretario Alfano. Il tutto con la formalizzazione, da parte della segreteria nazionale, dell’elenco di tutti gli iscritti i quali, con regolare elezioni, nomineranno il coordinatore cittadino, espressione di tutti gli iscritti al partito. Consultazioni che si terranno dopo quelle regionali e provinciali. Il mio compito è quello di curare questa transizione che porterò a compimento in maniera quanto più distensiva possibile tra tutti quelli che si rivedono nell’area di centro destra. Quali sono i rapporti del PdL con il sindaco di Teverola? E’ nostra intenzione avere un confronto anche con il sindaco di Teverola. Avvierete azioni informative e di contatto con i cittadini? Stiamo costruendo un partito nuovo. Una casa nuova e siamo alle fondamenta. Certamente la nostra politica sarà un’apertura totale e del confronto continuo con tutti. Un augurio ed un impegno per il 2012. Io mi auguro che tanti pregiudizi e situazioni preesistenti vengano superati e che i cittadini si avvicino alla politica, in modo particolare i giovani, perché la politica, anche Teverola, si può fare senza dover scendere a compromessi. Una Rita Colella sindaco? No, sicuramente per fare il sindaco ci vuole capacità di gestione, avere una visione a 360° di tutto quello che coinvolge una città, ci vuole tanta esperienza che ovviamente si costruisce e si acquisisce piano piano… se un domani, non so quando e in quale lontano anno dovesse avvenire una cosa del genere, sarò ben lieta di farlo ma con capacità, esperienza e competenza giusta. ANNO 5 - Numero 02 - 05 Febbraio 2012


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CASALUCE

La Giunta approva il programma triennale delle Opere Pubbliche In totale sono ventitre le opere da realizzare nel prossimo triennio di cui solo quindici nel 2012, tre nel 2013 e cinque nel 2014

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di Salvatore Fusco

Corrispondente Bloq Magazine redazione@bloq.it

Nella foto: Nazzaro Pagano sindaco di Casaluce

a Giunta comunale guidata dal sindaco di Casaluce Nazzaro Pagano, ha approvato la Delibera relativa allo schema di Programma Triennale delle Opere Pubbliche riferito alle annualità 2012-20132014, e l’elenco annuale dei Lavori Pubblici per l’anno in corso. Molte e varie sono le opere da realizzare e la maggior parte, ovvero, il grosso dei lavori, sono stati  concentrati tutti quest’anno. In totale sono ventitre le opere da realizzare nel triennio, di cui, solo quindici nel 2012, tre nel 2013 e cinque nel 2014. Il documento di programmazione, rimarrà pubblicato sull’albo pretorio on line e sul sito istituzionale del Comune per sessanta giorni, a disposizione di tutti i consiglieri e degli uffici comunali competenti, e verrà presentato in Consiglio a Marzo per l’approvazione definitiva, contestualmente al Bilancio di previsione annuale e pluriennale, di cui, ne costituirà parte integrante. Si stima che la spesa complessiva dei costi calcolati per la realizzazione di tutte le opere si aggiri intorno ai quaranta milioni di euro, di cui circa 20 milioni e mezzo il primo anno, tre milioni e mezzo il secondo, e sedici milioni il terzo. Tra i tanti lavori previsti nel corso dell’anno, a fare la parte del leone, in termini di costi, è il progetto relativo alla realizzazione di un centro sportivo polifunzionale che sorgerà nelle immediate vicinanze della casa comunale, e per il quale, è prevista una spesa di diciassette milioni di euro, tutti interamente provenienti da risorse messe a disposizione da privati, mentre, nel 2014, troviamo l’intervento di ampliamento ed adeguamento degli impianti cittadini (6.950.000,00 euro), e la realizzazione di un polo attrattore di aggregazione socio-culturale presso l’edificio della ex casa comunale (4.500.000,00 euro). Per il 2012, inoltre, spiccano per importanza: biblioteca comunale da realizzare nella struttura della ex caserma dei carabinieri in corso Umberto I (540.740,00 euro); completamento funzionale campo sportivo (96.235,25 euro); realizzazione di un nuovo padiglione per attività collettive nella scuola elementare (556.942,22 euro); impianto fotovoltaico casa

comunale (367.645,64 euro); rifacimento Sala consiliare (221. 923,66 euro); realizzazione muri di contenimento in cemento armato e marciapiedi alla via S. Erasmo (202.386,66 euro); lavori di completamento raccordo stradale tra via V. Emanuele e prolungamento di via B. Fedele (200.263,18); rete idrica comunale nelle vie Togliatti e La Pira (73.042,14 euro). Sempre nel 2012, di minore importanza (per modo di dire), ovvero, tutte quelle opere che l’amministrazione intende realizzare come priorità 2 o 3, c’è l’adeguamento, potenziamento e rifacimento degli impianti idrici e fognari di alcune strade cittadine, il restauro dell’arco della Madonna di Casaluce, la riconfigurazione urbana di piazza Castello e piazza Comella, e la manutenzione straordinaria al vecchio cimitero. Nel 2013, invece, ci sarà il potenziamento degli impianti di pubblica illuminazione di piazza Matteotti e delle  vie Allende, Piro-Consortile e Cupa. Sempre nel 2013, è prevista la realizzazione di una nuova scuola elementare, e la ristrutturazione ed adeguamento energetico della scuola media, mentre, nel 2014, oltre alle due opere già citate, verrà recuperato il cortile della ex caserma dei carabinieri in corso Umberto I, che sarà adibito a biblioteca virtuale; verranno  inoltre fatti lavori di rifacimento e completamento della rete idrica, fognaria e pubblica illuminazione di strade intercomunali, e infine, dolcis in fundus, verrà realizzato un progetto di video sorveglianza sul territorio. Insomma, sono veramente tanti e importanti i lavori da avviare e da portare a compimento, molti dei quali, però, potrebbero rischiare di essere rivisitati o addirittura cancellati per via dello sforamento del patto di stabilità, e di cui, si è ancora in attesa della certificazione da parte del Ministero delle Finanze. Comunque, dovrebbero essere solo le opere inserite nelle annualità 2013 e 2014 ad essere a rischio, in quanto – fa sapere l’amministrazione – quelle da realizzare nel corso dell’anno sono già state finanziate, e quindi – assicurano – non ci dovrebbero essere problemi, in quanto verranno tutte avviate e portate a termine.

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PARETE

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Volgealtermine“Bell’Anatroccolo” un progetto contro l’emarginazione

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olge al termine il progetto “Bell’Anatroccolo” sostenuto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e attuato dall’associazione Centro Animazione Missionaria, Cam, in rete con il comune di Parete, l’associazione “La Tribù” e la Cooperativa UOMO. L’idea progettuale è nata dall’analisi dei bisogni delle donne e dei minori che vivono situazioni di forte disagio familiare a Parete. Il progetto è stato finalizzato al miglioramento delle condizioni individuali e familiari di 10 donne e di 10 minori a rischio di emarginazione sociale. Il sostegno alle donne e ai minori è stato attuato in un’ottica educazionale che privilegia la relazione, l’autopromozione con l’ausilio di vari interventi in rete tra loro. Tutti gli interventi sono stati funzionali ad un’azione di “tutoraggio sociale” che si fonda sulla consapevolezza che in ogni persona, per quanto grave sia la situazione di disagio e di degrado che si trova a vivere, esistano già le potenzialità per un riscatto morale e sociale e che il loro sviluppo è favorito dalla creazione di legami di fiducia e solidarietà con gli altri. Le donne e i minori in difficoltà sono stati individuati grazie alla collaborazione con i servizi sociali del Comune di Parete e con la Cooperativa UOMO. Alle donne si è dato sostegno allo sviluppo delle potenzialità di inserimento nel mondo lavorativo e sociale, attraverso un laboratorio di informatica di base sostenuto da insegnanti qualificati, perseguendo così l’obiettivo delle pari opportunità. Per i minori sono stati organizzati laboratori di giocoleria, clowneria e fiabe, attraverso i quali essi hanno potuto migliorare la capacità di gestione dei conflitti e dunque la qualità delle relazioni tra pari. Al termine del progetto è stato pubblicato

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un libro a cura di Marilena D’Angiolella a cura che ha coordinato le attività, con l’intento della di diffonderne i risultati e far conoscere le buone prassi. Marilena D’Angiolella che Redazione attualmente è anche l’assessore alle politi- Bloq Magazine che sociali ribadisce: “Ogni nucleo familiare ha bisogno di un itinerario di crescita redazione@bloq.it dei suoi membri, piccoli e grandi, perché si manifestino pienamente le loro potenzialità. Tanto più nelle famiglie che vivono disagi personali e sociali, e in maniera specifica in quelle monogenitoriali, si fa impellente l’urgenza di un sostegno pedagogico adeguato. Si è perciò assicurato, per quanto possibile, un contesto di ‘rete e di comunità’ in cui le donne e i minori si sono sentiti ospitati, non rifiutati, e in cui hanno potuto sostare come attori responsabili, in spazi e tempi che hanno percepito come propri e costruiti con loro e per loro”.

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SALUTE

Sono migliori le grandi ricostruzioni in composito o gli intarsi in ceramica?

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uongiorno dott. Sichel Turco, mi chiamo Raffaele ed ho un molare che circa 5 anni fa è stato ricostruito, oggi dopo una visita mi è stato detto che l’otturazione è da rifare. Come è possibile? Salve Raffaele, purtroppo il problema che la afflige è purtroppo comune ed allo stesso tempo un frequente punto di discussione fra colleghi. Nel caso di grandi ricostruzioni a cura che comprendono due o tre pareti di un elemento dentario, meglio una ricostruzione in composito una ricostruzione dello in amlagama d’argento o un intarsio in ceramica? Non le Studio nascondo che il dilemma è di difficile risoluzione. Una riOdontoiatrico costruzione in amalgama (lega metallica a base di argento e mercurio ) e’ stata per anni la soluzione piu’ adottata, con Arlotta & ottimi risultati di resistenza all’usura e all’infiltrazione, tuttaSichel via questo materiale ha subito un grosso ridimensionamento a causa della crescente richiesta estetica ed a causa del Esperti suo contenuto in mercurio notoriamente tossico (per non Bloq Magazine creare allarmismi, l’amalgama risulta tossica solo durante la sua manipolazione, quindi in fase di modellazione di una www.arlottasichel.it ricostruzione o in caso di sua rimozione). Le ricostruzioni in composito, sono oggi il pane quotidiano per un odontoiatra, tuttavia nel corso degli anni sono venuti a galla oltre che i vantaggi di questi materiali anche i loro limiti. Purtroppo grandi ricostruzioni non durano mai piu’ di 7-8 anni, prima o poi a causa di infiltrazioni, frattura, usura o decolorazioni siamo costretti a ripeterle.

Hai paura del dentista?

Allora cosa e’ meglio fare? Il mio parere è che nel caso in cui ci ritroviamo con un elemento dentario con due o tre pareti compromesse dalla carie, una soluzione che unisce estetica, funzionalità e durata è di sicuro l’intarsio in ceramica. Esso consiste nell’asportare tutto il tessuto cariato ed eliminare tutte le pareti più sottili (per evitare fratture successive), dopo aver creato così un’adeguata cavità vengono prese delle impronte che vengono spedite al laboratorio dove, l’odontotecnico provvederà a ricostruire, con estrema precisione e massima resa estetica, la parte mancante del dente con le stesse ceramiche usate per altri manufatti protesici. L’intarsio poi viene provato dall’odontoiatra in bocca al paziente e se tutto corrisponde alle caratteristiche richieste viene unito al dente mediante l’utilizzo di un cemento specifico. L’elemento dentario sottoposto a tale procedimento risulterà più resistente, più estetico e soprattutto più durevole negli anni.

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INCONTRI D’ARTE

L’arte della poesia e del colore raccontati da Pasquale Cardone

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n questo incontro d’arte posso affermare con certezza di aver conosciuto una persona dotata di una sensibilità unica. Prima di parlarvi di lui mi piacerebbe condividere una perla della sua saggezza poetica, citandovi un suo breve passo: “Noi siamo la memoria della nostra terra. La memoria è ritmo di vene che si scioglie sulla memoria del tempo”. Dopo queste poche righe passo a raccontarvi di Pasquale Cardone, natio di Casadrino, classe 1936. A proposito, auguri, perchè il 19 febbraio prossimo compie 76 anni (portati magnificamente). Pasquale Cardone, trapiantato ad Aversa da almeno la metà degli anni che ha. Una buona parte della sua gioventù l’ha vissuta nell’Alto Adige e ancor prima in Germania, come emigrante. In Italia, e precisamente nella città di Bolzano, trovò lavoro e per circa un ventennio portò alto l’orgoglio di essere un uomo del sud. Da instancabile lavoratore trovò spazio e tempo per coltivare la sua vera passione: la poesia e la pittura. Infatti, nelle terre tirolesi, si fece conoscere sia come poeta sia come pittore. Il suo essere un uomo del sud disponibile e nella stessa misura riconoscente alle genti del nord che l’ospitavano lo resero popolare e amato da tutti. Rispettoso di quella terra, si fece rapire da essa descrivendola in maniera poetica attraverso le sue liriche. Vincitore di svariati premi letterari è autore di due libri di poesia: ”Vento del sud” del 1976 e “Canto della identificazione” del 1980. Le sue opere pittoriche sono state pubblicate su riviste specializzate d’arte. Molti critici d’arte si sono interessati alla sua pittura. Tante le testate giornalistiche che lo hanno recensito con giudizi lusinghieri. Dopo lo squisito caffè offertomi dalla sua gentile consorte e la piacevole chiacchierata grazie alla quale ho saputo tante cose nuove ed interessanti,

con malcelato orgoglio mi ha invitato a visitare stanza per stanza per farmi ammirare, pieno di giustificato entusiasmo, l’intera sua collezione privata. Opere che conserva gelosamente e che protegge scrupolosamente, come un padre che difende i propri figli. L’impatto diretto con i suoi quadri non può che conquistarti. Le allegorie multicolori s’impadroniscono degli occhi. I suoi gialli, i suoi rossi, i verdi, gli azzurri vivi e mai spenti, sembrano fuoriuscire dalla tela. A mio modesto parere, raccontarvi le sue opere non renderà mai giustizia alla sua arte. Le opere di Cardone vanno viste e gustate di persona. Le sue tele pregne di calore derivano da una tavolozza fornita di colori ricchi, pieni, traboccanti. Le sue pennellate sono intrise nel folklore della nostra terra. I tormenti interiori che lo hanno contraddistinto nella sua carriera d’artista si vivono in pieno guardando i suoi lavori. Cardone si è anche cimentato nelle creazioni di opere in cartapesta. I suoi manufatti sono singolari e dall’animo minimalista. Tale caratteristica si avverte grazie all’adattamento delle vesti che usa per “impacchettare” i suoi manufatti. Cardone mi fa vedere i suoi lavori tirandoli fuori, uno dopo l’altro, da ogni angolo della casa. Da uno dei più impensabili nascondigli che può avere una credenza d’altri tempi trae un suo presepe fatto esclusivamente di cartapesta. I vestiti fatti di stoffa riciclata da panni in disuso sembrano essere sempre stati indosso a quelle statuine di carta. Plinio il vecchio disse: “E’ ornamento dell’uomo quella grandezza d’animo che nulla riporta alla ostentazione, ma tutto alla coscienza è non attende ricompensa dell’aver ben fatto dalle lodi del popolo, ma dal fatto per se stesso”. Pasquale Cardone, artista e poeta è un messaggero di quell’arte del vivere tipica degli uomini del sud.

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di Giuseppe Della Volpe Esperto di comunicazione visiva Bloq Magazine redazione@bloq.it

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SOCIETA’

Basta col stare a consumarsi le dita: è ora di sporcarsi le mani Deve finire l’epoca della critica fine a se stessa. Basta col cercare il nemico perfetto: è l’ora di costruire nuove proposte e trovare soluzioni ai tanti problemi

L di Umberto De Santis

Corrispondente Bloq Magazine redazione@bloq.it

Nella foto: Mario Monti e la protesta dei tassisti contro la liberalizzazione

e riforme apportate dal Governo Monti ad un paese vecchio, anomalo, deriso e traballante, in cui ormai nessun italiano amava vivere, arrivano dopo anni di completo immobilismo, laissez-faire. Un periodo fatto di finte riforme che servivano a null’altro che riempire i salotti televisivi con le Santanché e le Mussolini, che ha visto i politicanti sempre più intenti a “cambiare tutto per non cambiare nulla”. Considerato il background che gli italiani si portano alle spalle, Mario Monti e la sua squadra, hanno dovuto affrontare non poche resistenze. Tassisti, Farmacisti, Camionisti, Imprenditori, Pensionati ma anche gli stessi politicanti di cui sopra. La riforma più importante sta sicuramente nello stile e nei linguaggi, dopo tanti anni, inoltre, si ritorna a parlare nuovamente di Giovani (e non di ultra 40enni spacciati per tali). E forse sono proprio questi che fino ad adesso hanno maggiormente approvato le riforme proposte dal Governo Monti, spesso legittimate dall’egoismo generazionale. Ma quando anche questi vengono “toccati” dal Governo Monti, scoppia la rivolta. E, siccome preferiscono consumarsi le dita piuttosto che sporcarsi le mani, questa, non poteva che avvenire attraverso i social network, improvvisamente inondati da commenti negativi a tutela del proprio status quo. Viviamo in un’epoca in cui le nostre paure hanno pochi sfoghi pubblici, e uscite come quella del Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Michel Martone, che in maniera semplicistica e non tenendo conto della varietà del soggetto laure-

ando, ha affermato “Dobbiamo iniziare a far passare messaggi culturali nuovi: dobbiamo dire ai nostri giovani che se non sei ancora laureato a 28 anni, sei uno sfigato“, somigliano parecchio a un prelibato manicaretto servito su un vassoio d’argento, dopo un lungo digiuno. Quando ci si accorge che qualcosa sta cambiando, le insicurezze già insite nella società contemporanea, si amplificano e si ha bisogno di una valvola di sfogo, di un nemico su cui riversare le proprie ansie. Martone, il classico “figlio di papà”, è il nemico perfetto. Ma i giovani italiani (e a dire il vero anche i “vecchi”) non hanno capito che trovare il nemico perfetto non basta. Talvolta bisogna confrontarsi anche con la realtà dei fatti e dei contenuti. Proporre soluzioni. Perchè, infondo, il laureato sfigato di cui parla Martone è più diffuso di quanto si voglia far credere. Il modello dei laureati sfigati probabilmente è ancora più diffuso dei due modelli finora prevalenti nell’immaginario collettivo: quello dei cosiddetti Neet (giovani che non lavorano e non studiano) e dei fruitori delle Università-parcheggio. Che si parli di liberalizzazioni, di riforma del lavoro o di riforma dell’Università, ci sarà sempre qualcuno che, di fronte al cambiamento, tenderà a consumarsi le dita piuttosto che a sporcasi le mani, applaudendo se non ne sarà direttamente coinvolto o scendendo in piazza con i forconi se vedrà minacciato il proprio status acquisito. Ma da qualunque parte stiano, da quando Monti è al governo, gli italiani si sono riappropriati di una sfera pubblica che era divenuta assai compressa dall’epoca di porcate e porcherie varie e del “cambio tutto per non cambiare nulla”. E’ importante che ne prendano atto per costruire, in questa sfera pubblica re(i)stituita, quelle nuove proposte e quelle soluzioni che tanto mancano a questo Paese.

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CUCINA Basso

etta l o v a t a n u . da 150 gr ato l o c c o i c i d fondente o ccher u z i d . r g 110 30 gr. di aro cacao am 2 uova rro u b i d e c o una n

1

40’

Dolce

MOUSSE AL CIOCCOLATO FONDENTE Procedimento: Sciogliere a bagno maria la tavoletta di cioccolato ed il burro. Montare bene i tuorli assieme allo zucchero fino ad ottenere una crema chiara e spumosa. Unire il cioccolato fuso. Montare gli albumi a neve, aggiungere il cacao in polvere ed unirlo al composto di cioccolato preparato in precedenza facendo attenzione a non smontarlo. Girare delicatamente dal basso verso l’alto. Versare il composto in una tortiera rotonda imburrata ed infarinata. Cuocere in forno preriscaldato a 160° per circa 30 minuti. Un’idea per la presentazione è di servire la torta decorandola con degli spicchi di mandarino, oppure decorarla con la panna montata. BUON APPETITO da Simonetta Vannucci

LA TRADIZIONE IN CUCINA

L

a cucina italiana, che fa della freschezza dei prodotti e della genuinità dei sapori i suoi cavalli di battaglia, è un alto esempio di raffinatezza ed eleganza anche per altre culture gastronomiche, che prendono spunto e riadattano le nostre ricette in base alla disponibilità delle loro materie prime e i gusti locali; allo stesso modo anche l’Italia riprende idee oltre confine. Ciò avviene grazie alla globalizzazione gastronomica, dove non ci sono limiti geografici, dove le cucine territoriali diventano oggetto di modifiche e ciò che prima appariva esotico, s’inserisce in un contesto sempre più familiare. La ristorazione italiana quindi offre un panorama variegato di sapori e piatti, che vengono da tutto il mondo. E’ possibile scoprire nuovi gusti e fare accostamenti fusion, cercando di non dimenticare l’ identità culturale per non perdere le proprie radici. Per fare un esempio pratico, propongo la ricetta di un dolce ormai famosissimo in tutto il mondo: il cheesecake. Non tutti lo sanno, ma le prime notizie riguardanti torte dolci al formaggio, risalgono all’antica Grecia e sono a carico di un autore, di nome Aegimius, che scrisse un vero e proprio trattato su questo argomento. Negli USA è considerato piatto nazionale, al pari della nostra pizza e presenta un serie di varianti da Stato a Stato. Nei ristoranti italiani, soprattutto quelli che fanno capo ai franchising, è un must, sempre presente alla fine dei menù. Generalmente questo piatto si compone di una base di biscotti, ricoperta da una crema al formaggio a sua volta glassata con composte di frutta. Il nostro territorio offre diversi tipi di formaggi a pasta morbida che permettono la realizzazione del piatto senza cadere nella scelta di prodotti da supermercato; per non parlare della tradizione campana di fare marmellate, che rende il tutto ancora più semplice. Il mio scopo è quindi quello di rendere tradizionale qualcosa che non appartiene direttamente alla nostra cultura ma che con il minimo sforzo, rispecchia tutta la nostra territorialità. Cheesecake ai sapori nostrani. Tritare 200gr biscotti secchi o di pasta frolla con 120gr di burro fuso, mescolare e stendere il composto in uno stampo scomponibile. Mettere in frigo a riposare. In una terrina lavorare 100gr di latte, 100gr di panna fresca e 150gr di zucchero. Aggiungere 350 gr di ricotta di bufala e amalgamare con la vanillina. Completare inserendo gli albumi montati a neve di 2 uova e un tuorlo. Cuocere in forno a 180° per 40 minuti ricoprendo la superficie con la stagnola. Far raffreddare per un ora e più. Glassare con una marmellata di frutta e pezzetti di frutta fresca. Curiosità: per glassare ho utilizzato un confettura di ribes e ribes freschi perché in Campania per rispondere all’esigenza dei consumatori, sono state attivate diverse produzioni locali di frutti del sottobosco che si adattano a temperature più alte e non necessitano dei climi rigidi delle regioni nordiche. di Martina Monaco - Fotografia di Saverio De Leonardis

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CINEMA

“The Help”: il film che sta conquistando tutta l’America

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iretto da Tate Taylor e ispirato all’omonimo e chiacchierato romanzo di Kathryn Stockett, che ha conquistato il pubblico americano e non solo, The Help è stato nominato a ben cinque nomination per il Golden Globe. Il successo di questa stodi ria forse è determinato Katia dal fatto che, pur essendo Muscariello ambientata nel Mississippi degli anni ’60, permette Corrispondente ai giovani di riconoscersi Bloq Magazine molto nelle ansie e nelle redazione@bloq.it ambizioni della giovane protagonista Eugenia “Skeeter” Phelan. La ragazza torna a vivere nella casa di famiglia a Jackson dopo aver frequentato l’università lontano da casa. Per sua madre, però, il fatto che si sia laureata conta ben poco. L’unica cosa che vuole per la figlia è un buon matrimonio. Ma Skeeter è molto diversa dalle sue amiche di un tempo e sogna in segreto di diventare scrittrice. Siamo nell’America del 1962 e il suo anticonformismo mal si adatta con il pensieNei riquadri ro dominante. le immagini Ad aiutarla a staccarsi da questo perbenismo di del film e facciata delle famiglie del sud ci saranno le due la locandina governanti di colore Aibileen e Minny con le quali Eugenia è cresciuta e grazie alle quali si cimenterà nella stesura del suo primo romanzo che tratterà le condizioni di segregazione razziale nelle quali sono tenute le donne afro-americane. Nella rassicurante intimità dei loro incontri segreti, tra lacrime e risate, le tre donne definiranno la

struttura di un documento letterario che, se non capace di mutare il destino di una razza, riuscirà a creare una nuova consapevolezza femminile. Il film lancia una provocazione sulle leggi razziali che hanno condizionato l’America degli anni Sessanta e le forme sociali molto desuete alle quali dovevano adeguarsi le ragazze di buona famiglia. L’intera comunità di Jackson, un po’ come i nostri paesini, non sembra accorgersi di un mondo in fermento, del lento ma costante disgregamento dei capisaldi della segregazione razziale e di un futuro pronto a utilizzare l’intelligenza femminile fuori dai rassicuranti confini domestici. Sulla scia di una versione simpaticamente riveduta e corretta della “Mamy” sudista di Via col vento, il regista ha confezionato un film leggero e che fa sorridere. La relazione costruita dai personaggi interpretati da Emma Stone, Viola Davis e Octavia Spencer è pronta a definire un rapporto che va al di là di certe limitazioni sociali e finalmente si apre al futuro. Il film, seppur non esente da imperfezioni, è da vedere, soprattutto per l’eccellente lavoro delle interpreti che dimostrano un forte affiatamento e perché è davvero pieno di umorismo, intenso e commovente. Negli Stati Uniti sembra sia predisposto a portarsi a casa ben più di un premio Oscar.

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SPETTACOLO

Fiorella Mannoia omaggia il Sud con il suo nuovo album

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iorella Mannoia ha presentato il suo nuovo lavoro discografico. Un omaggio musicale al Sud dell’Italia e del mondo: «Troppo spesso depredato e abbandonato», così Fiorella Mannoia descrive “Sud”. L’album contiene dodici brani inediti. Con la Mannoia hanno collaborato diversi artisti: Bungaro, autore delle musiche di diversi brani e anche di alcuni testi insieme alla stessa Mannoia, Ivano Fossati, Luca Barbarossa e Frankie HiNRG. Poi c’è un particolarissimo omaggio a Napoli. Un brano con un testo scritto da Titina De Filippo. <<Ho maturato questa idea - dice la Mannoia - dopo aver letto il libro di Pino Aprile “Terroni” e, quindi, nel mio piccolo ho sentito di voler fare qualcosa per contribuire a ridare al Sud un po’ della dignità che l’è stata tolta. Con la possibilità che la musica possa aiutare a cambiare il mondo. Questo disco vuole essere solo un piccolo contributo al Sud. Cerco attraverso la musica di rappresentarne l’allegria, la disperazione, la malinconia che caratterizza i popoli del meridione>>. Proprio per questo La prima città da dove partirà la tournée sarà proprio la nostra Napoli, la location giusta per essere in sintonia con lo spirito dell’album. La Mannoia si esibirà quindi, il 21 marzo 2012 al Palapartenope. I napoletani di sicuro riusciranno a comprendere la particolarità di questo cd e il messaggio che l’artista a cercato di lasciare con questa suo nuovo lavoro.

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di Giuseppe Nappa

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TEATRO

“Gretel & Gretchen” di Claudio Buono al Teatro Bellini di Napoli

P di Agostino Irace

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Nella foto: il regista Gabriele Russo

areti di marzapane, finestre di zucchero, tetto di gere il testo di Claudio Buono sono stato immediafocaccia. Dolciumi stregati dai poteri misteriosi. tamente catturato e sedotto dalla potenza dei suoi Un sapore che si incatena alle papille gustative e personaggi e dalle dinamiche, talvolta grottesche, che non dà tregua, anche venti anni dopo, anche talvolta comiche, talvolta drammatiche, da cui gli quando la prigionia, la schiavitù, l’urlo di agonia stessi, vuoi per debolezza, vuoi a causa di traumi infantili, vengono tradella carceriera e il volti. furto della cassa di Questa rivisitazione preziosi fanno parte della favola di Handel passato, sepolti sel e Gretel in chiave ma mai rimossi. contemporanea offre Hansel e Gretel tennotevoli ed interessanti tano in tutti i modi di punti di vista sui segni accedere nuovamenindelebili che l’infante a quel sapore, ma zia lascia sulle nostre nessuna combinaziovite; e sulla favola stesne di ingredienti pare sa, nel momento in cui sprigionare la magia. crescendo, i desideri Ai due fratelli non più intimi e infantili mancano denaro e rischiano di diventare tempo da investire una vera e propria gabnella ricerca, eppure bia. l’incanto sfugge tra i I due piccoli protadenti, lasciandogli sul gonisti della celebre palato una comunissifiaba scritta dai fratelli ma dolcezza che li fa Grimm, diventano qui solo ingrassare. personaggi di una commedia Gli occhi della strega, neri con Fondazione Teatro noir, intrappolati nella loro meombre rosse, ancora talmente di Napoli moria, dolce o amara che sia, invividi da fare capolino dalle perTeatro Bellini fine, sono vittime di una società siane della loro lussuosa villa, che ti nutre di nulla per svuotarti sembrano studiarli e farsi beffe presenta la testa. di loro. Finché un giorno, al GRETEL & GRETCHEN Non cercando più la reazione, fimercato, una giovane ragazza di Claudio Buono niscono col cercare soltanto l’apcon dei vistosi occhiali da sole Personaggi e interpreti: pagamento, a qualsiasi costo... offre a Gretel un tocchetto di Gretel Gabriele Russo crostata. Di colpo, la magia torDiletta Acquaviva na potentemente nelle loro vite, Hansel riempiendole di felicità e armoGennaro Maresca nia. Ma i tempi sono cambiati: La fiaba dei fratelli Grimm ha cerSwidgard stavolta la magia ha un prezzo. tamente origine nel Medioevo, Raffaella Pontarelli Una nuova gabbia prende forepoca in cui la scarsità di cibo e Scene e costumi: ma attorno ad Hansel e Gretel, la diffusione della fame facevano Francesco Esposito una gabbia dalla quale non riudell’infanticidio una pratica cosciranno a liberarsi. Almeno fin Musiche: mune. Hänsel e Gretel non conquando Gretel non farà quello dannano il proprio genitore per il Adriano Aponte che le riesce meglio, ovvero tentato abbandono; al contrario, Disegno luci: prendere in mano la situazione semplicemente si “riscattano” Salvatore Palladino dandole una bella scossa. portandogli in pegno grandi ricAiuto Regia: D’altro canto, se avesse atteso chezze con cui sfamarli. La trama Andrea Contaldo un principe o un cacciatore, sadi Hänsel e Gretel è in gran parte Regia: rebbe finita in forno. identica a quella di Pollicino di Gabriele Russo Claudio Buono Perrault. Quando mi sono trovato a leg-

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TELEVISIONE

Per la quinta serie “I Cesaroni” saranno in trasferta a Milano er la quinta stagione de “I Cesaroni” Claudio Amendola, Antonello Fassari e Max Tortora (nei rispettivi panni di Giulio, Cesare ed Ezio) saranno in trasferta a Milano. Ma non solo. Ai tre, nella trasferta milanese, si aggiungeranno anche altri attori, che entreranno nel cast della serie da quest’anno: Enrico Brignano, Max Pisu e Roberta Giarrusso. La decisione di girare a Milano è anche un modo per avvicinare il pubblico del Nord alla serie che, dati Auditel alla mano, sembra preferirla di meno rispetto a chi si trova al centro. A confermare la volontà di rendere “I Cesaroni” un po’ “nordici”, è Giancarlo Scheri, direttore della fiction Mediaset: “Abbiamo voluto sottolineare ancora una volta che ‘I Cesaroni’ è una fiction non solo romana. Per questo siamo venuti a girare alcune scene della nuova serie a Milano, proprio davanti al Duomo. Del resto i Cesaroni sono i veri eredi della commedia all’italiana, e piacciono a tutto il pubblico, da Nord a Sud, senza distinzioni di età o di genere.” Grande novità è il ritorno alla Garbatella di Elena Sofia Ricci nella parte di Lucia (che si era separata da Giulio per trasferirsi a lavorare in un museo di Venezia in I Cesaroni 4). Ma che fine faranno le due sorelle con cui Giulio si era consolato dell’assenza della moglie, Olga/Barbara Tabita ed Emma/Marta Zoffoli? Partiranno per altre destinazioni, come spesso capita nelle

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fiction quando alcune presenze suscitano imbarazzo? Quanto ad Alessandra Mastronardi, Eva nella fiction, è prevista un’uscita di scena dopo le prime puntate. Ma sarà definitiva? Oppure, come al solito, ci sarà un rientro imprevisto? Ma soprattutto che ne sarà della storia d’amore che ci ha fatto tanto appassionare tra lei e Marco (Matteo Branciamore)? Per saperlo non ci resta che aspettare la primavera del 2012.

di Giuseppe Nappa Corrispondente Bloq Magazine redazione@bloq.it

LE NOVITA’ DEL FESTIVAL DI SANREMO La nuova edizione del Festival si preannuncia davvero avvincente. Anche quest’anno il festival andrà in onda in prima serata su RAI Uno. La prima puntata è prevista per il prossimo 14 Febbraio. La conduzione è stata affidata a Gianni Morandi, affiancato dall’attore Rocco Papaleo e dalla modella Ivana Mrazova. All’inizio era stata annunciata anche la presenza di un’altra modella, figlia del famoso imprenditore automobilistico Bernie, Tamara Ecclestone. Esclusa poi dal Direttore Artistico Gianmarco Mazzi per motivi legati al poco tempo a disposizione per preparare il festival e sul ruolo all’interno della stessa manifestazione. In una serata, non ancora specificata, ritornerà in scena la coppia Rodriguez-Canalis. Tanti gli ospiti a sorpresa, provenienti dal mondo dello sport e da quello cinematografico. Alcuni nomi sono stati già resi noti: la campionessa olimpionica di stile libero Federica Pellegrini e l’attore napoletano coprotagonista di “Benvenuti al Nord” Alessandro Siani. La nuotatrice quando è venuta a conoscenza della sua partecipazione a Sanremo ha fatto sapere pubblicamente di essere onorata e che l’esperienza acquisita nella pratica sportiva, sempre a contatto con i riflettori e le telecamere, l’aiuterà molto. Le novità non interessano solo gli artisti in gara, ma anche gli ospiti che interverranno. Anche quest’anno non sono mancate polemiche e attriti circa le modalità del voto. Tramite Facebook sono stati scelti i partecipanti alla categoria “giovani”. Il più votato è stato il quindicenne Alessandro Casillo che ha partecipato allo show televisivo in onda su Canale 5, “Ti lascio una canzone”. È stata confermata anche la presenza di Dalla che ha scritto una canzone con Pierdavide Carone, concorrente di “Amici 9”. Lucio Dalla oltre a cantare dirigerà personalmente l’orchestra. La novità più rilevante sembra essere quella legata alla partecipazione di Adriano Celentano con il quale è stato raggiunto l’accordo finale in termini sia economici che di marketing. Estenuanti si sono rivelate le trattative per giungere alla risoluzione della questione. Al cantautore e attore milanese è stato assicurato un cachet di 300.000 euro a puntata (che l’artista ha dichiarato di voler devolvere in beneficenza) . La puntata d’esordio del molleggiato, considerata la sua partecipazione del tutto eccezionale, non sarà interrotta dalla pubblicità, mente gli altri interventi saranno tassativamente bloccati dalla pubblicità qualora superino la durata di 25 minuti prevista tra uno spot e l’altro. Il trattamento “speciale” ricalca quello raggiunto l’anno scorso con Roberto Benigni. di Antonino Fiorino Potete commentare gli articoli visitando il sito: www.bloq.it

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42 di Alfonso Garofalo Corrispondente Bloq Magazine redazione@bloq.it

MUSICA

Le “note” della storia Tapestry

Artista: Carole King Pubblicazione: 10.02.1971 Produttore: Lou Adler Musicisti: Carole King- voce, tastiere, cori; Danny “Kootch” Kortchmar - chitarre, conga; James Taylor - chitarra acustica (2, 4, 6, 7, 9), cori (9); Curtis Amy - flauto, sassofono; altri.

di indipendenza delle donne in un periodo storico in cui il movimento femminista cominciava a diffondersi in America. All’interno troviamo la delicata You’ve got a Friend. La song, portata poco più tardi in cima alla classifica da James Taylor (all’epoca compagno della King), è una splendida ballata che annuncia la possibilità per la coppia aperta di poter contare sull’amicizia senza vivere sotto lo stesso tetto: è il concetto espresso dalla rivoluzione sessuale di fine anni sessanta. Come in Will you love me tommorow , inclusa nell’album, anche in It’s To Late viene ribadito il ruolo della donna, della sua libertà nello svincolarsi da una relazione amorosa oramai irrecuperabile, perché E’ Troppo Tardi. Nell’opera troviamo altre perle come la nostalgica So Far Away o la più energica I Feel The Earth Move ma è nell’ultima traccia, il classico (You Make Me Feel Like) A Natural Woman brano scritto dalla coppia Goffin/King e portato al successo da Aretha Franklin nel 1967 che emerge in pieno la sfera intimistica nelle composizioni e delle interpretazioni caratterizzanti l’intera opera. Come dichiarò king “…Quel disco era, a dire il vero, una collezione di provini di canzoni che poi è stata pubblicata.” e in effetti i brani, tutti suonati al piano con scarni arrangiamenti strumentali, sembrano nascere durante l’ascolto. Tapestry è un capolavoro epocale di rara bellezza e raffinatezza, non a caso è diventato uno dei dischi più venduti di sempre con oltre 22milioni di copie in tutto il mondo. Dedico queste righe a T. Sbrilly. Tracce: I Feel the Earth Move - 2:57; So Far Away - 3:56; It’s Too Late - 3:53; Home Again - 2:30; Beautiful - 3:06; Way Over Yonder - 4:46; You’ve Got a Friend) - 5:07; Where You Lead - 3:18; Will You Love Me Tomorrow? - 4:11; Smackwater Jack - 3:43; Tapestry - 3:12; (You Make Me Feel Like) A Natural Woman - 3:49.

Carole King , per chi non la conoscesse, sta alla musica come Mary Quant inventrice della minigonna sta alla moda. Si, perché incalcolabile è stata l’influenza della cantautrice nella musica popolare e sui giovani adolescenti che negli Stati Uniti all’inizio degli anni 60’ sulla scia di un nuovo genere musicale , il rock and roll, per la prima volta sperimentavano pienamente la loro adolescenza: era la prima vera generazione di Teen-ager. La carriera di questa giovane cantautrice inizia quando si trova a lavorare nel famoso Brill Building al numero 1619 di Broadway, New York, negli uffici dell’Adon Music ai tempi Classifica FIMI potente casa editrice di canzoni per il mercato pop dei teen-ager. Lì frequentando i Federazione Industria maggior autori di canzoni pop incontra Musicale Italiana Gerry Goffin che presto diventò anche suo marito. Insieme il duo Goffin/King Album e Singoli sfornò una serie successi tra questi The Loco Motion e la storica Will You Love Ci volevano i Litfiba per smuoveMe Tommorow? (1961) che vola in clasre finalmente le acque in testa alla sifica al primo posto nella Billboard hot classifica FIMI degli album più ven100 americana, lanciando le Shirelles e duti in Italia: la Grande Nazione di l’avvento delle Girl Groups. Il successo di Piero Pelù e Ghigo Renzulli debutquesta giovane coppia fu quello di sapersi ta direttamente al primo posto delidentificare pienamente nel mondo giola top ten. vanile a cui le loro canzoni erano rivolte Seguono 21 di Adele e L’amore è toccando temi come quello della sessuuna cosa semplice di Tiziano Feralità all’epoca ancora coperti dal tabu di ro. una società americana arroccata nel suo 1. Grande Nazione – Litfiba moralismo. Canzoni come Will You Love 2. 21 – Adele Me Tommorrow presentano testi sem3. L’amore è una cosa semplice – plici dal contenuto romantico capaci di Tiziano Ferro dare voce alle domande che i giovani si 4. Inedito – Laura Pausini ponevano: “Stanotte sei completamente 5. Facciamo finta che sia vero – mio/dai il tuo amore così dolcemente/ Adriano Celentano stanotte la luce dell’amore è nei tuoi oc6. Ora – Jovanotti chi/ma mi amerai domani? (will you love 7. Lioness: Hidden Treasures – me tommorrow?)”. Fino a quel momento Amy Winehouse la giovane newyorkese aveva celato una 8. Cinque passi in più – Alessandra voce limpida e potente dietro le quinte Amoroso del cantautorato, ma dopo l’esordio di 9. Mylo Xyloto – Coldplay Writer (1970), nel 1971 esce Tapestry un 10. Viva i romantici – Modà album storico che diventerà il manifesto Segnalazioni, critiche, argomenti che vorreste fossero trattati? Scrivete a: redazione@bloq.it

Classifica FIMI Federazione Industria Musicale Italiana Singoli più “scaricati” Come sempre è la classifica dei singoli più scaricati della settimana a registrare qualche movimento in più: a parte la conferma ai primi due posti di Michel Telò e Francesca Michielin, conquista la quarta posizione Avicii con Levels ed entra nella top ten, all’ultimo posto Tiziano Ferro con L’ultimo notte al mondo. 1. Ai se eu te pego – Michel Telò 2. Distratto – Francesca Michielin 3. Someone like you – Adele 4. Levels – Avicii 5. Young, wild & free – Wiz Khalifa & Snoop Dogg 6. Titanium – David Guetta feat- Sia 7. Tappeto di fragole – Modà 8. La differenza tra me e te – Tiziano Ferro 9. Turning tables – Adele 10. L’ultima notte al mondo – Tiziano Ferro ANNO 5 - Numero 02 - 05 Febbraio 2012


I NOSTRI ESPERTI

Perché è importante l’attaccamento?

dott.ssa Vincenza Marino Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo comportamentale in formazione e-mail:marino.vincenza@virgilio.it http//marinovincenza.myblog.it// cell. 333.941.53.15

Lo stile di attaccamento influenza la percezione di sé e dell’altro ed è in stretta correlazione con molte variabili come: la disponibilità, l’altruismo, la solidarietà, l’autostima. Ainsworth, distinse tre forme di attaccamento: sicuro, ansioso-ambivalente ed evitante. Le conclusioni di quei studi portarono ad affermare che: un attaccamento è definibile sicuro, quando la figura di riferimento risponde agli stimoli di bisogno in modo appropriato e coerente alla richiesta di aiuto. I soggetti con tale stile di attaccamento rappresentano se stessi come degni di amore e danno valore alle proprie esigenze di affetto. Le persone con stile di attaccamento evitante, rappresentano la figura di attaccamento come indisponibile alle proprie richieste di aiuto e conforto, rifiutante e distanziante. La rappresentazione di sé è caratteriz-

zata dall’idea di essere poco degno di amore e attenzione. Gli evitanti, quindi diffidano dagli altri, cercano di mantenere un’indipendenza e soprattutto una distanza emotiva. Nell’attaccamento ansioso-ambivalente esistono due modelli operativi opposti di sé e della figura di attaccamento, uno in cui la rappresentazione di sé, dell’altro e della relazione è positiva come nell’attaccamento sicuro), un’altra in cui è negativa (come nell’attaccamento evitante); dall’al-

ternarsi dei due modelli deriva l’ambivalenza. Il soggetto con attaccamento ansiosoambivalente ha avuto una figura di attaccamento imprevedibile, pertanto è caratterizzato dalla tendenza a temere che l’altro non sarà disponibile nel momento del bisogno. Il soggetto ambivalente non è stato visto dalla sua figura di attaccamento, tipicamente ipercontrollante ed intrusiva, come un soggetto autonomo, ma come oggetto da controllare per evitare che procuri emozioni sgradevoli o per ricavarne emozioni gradevoli. Infine si è parlato anche di attaccamento disorganizzato, dove il soggetto vive il conflitto tra la tendenza a rivolgersi alla figura di attaccamento vissuta come fonte di rassicurazione ma anche come fonte di paura creando una relazione a triangolo: vittima - persecutore - salvatore.

A proposito di… bioterrorismo

Dott. Francesco della Volpe Medico di Medicina Generale e-mail: francodellavolpe@virgilio.it

L’antrace detta anche Carbonchio è un’infezione batterica acuta che si osserva più frequentemente negli animali che pascolano: pecore, capre, cavalli, ma può colpire anche persone che vengono a contatto con animali contaminati o con le loro pelli, ossa, peli o lana. Viene usata anche come agente per il bioterrorismo e la guerra biologica. L’antrace è causata dal batterio Bacillus antracis che esiste nel terreno sottoforma di spore che possono sopravvivere per anni. Le spore penetrano nell’organismo attraverso la cute rotta o abrasa (antrace cutaneo), per inalazione (antrace da inalazione) o con l’ingestione di carne poco cotta di un animale infetto (antrace GI). I sintomi e i segni clinici variano a seconda del tipo di infezione. Nell’antrace cutaneo si ha la comparsa di una lesione pru-

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riginosa che si trasforma prima in una vescicola e infine in una ulcera

necrotica. In questi casi la mortalità è inferiore all’1%. Nell’antrace per

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inalazione il paziente può manifestare inizialmente solo malessere generale, febbre, mialgie diffuse ma poi il quadro clinico può complicarsi con dispnea, dolore toracico, cianosi e nei casi più gravi può portare alla morte. Nell’antrace GI il paziente può presentare nausea, febbre, vomito che può essere addirittura ematico e diarrea grave. Anche questa forma ha un tasso di mortalità elevato. Il trattamento va iniziato precocemente e si avvale dell’uso di antibiotici alcuni dei quali come la ciprofloxacina sono particolarmente efficaci. Bisogna sottolineare a margine di quanto detto che il vaccino per l’antrace è disponibile ma attualmente viene somministrato solo al personale militare degli USA e che l’antrace fortunatamente non si trasmette da persona a persona.

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FOTOGRAFIA

Le comunità fotografiche virtuali: croce e delizia dei fotografi...

D di Salvatore Altobelli

Corrispondente Bloq Magazine redazione@bloq.it

a anni ormai, con il diffondersi del digitale e al contempo di internet, si nota sul web lo strano fenomeno della moltiplicazione dei pani e dei siti fotografici, molto meglio noti come “community” giusto per non farci mancare quel tocco anglosassone che fa tanto figo al giorno d’oggi. Al momento, se solo si volessero contare quelle italiane, ci si perderebbe come pollicino nei boschi virtuali della rete con la differenza che i sassolini non basterebbero a ricondurci al fine. Ma cosa sono? A cosa servono? Nascono in realtà come luoghi di confronto tra fotografi, fotoamatori, appassionati e novizi alle prime armi. “Zone franche” dove poter discutere amabilmente di fotografia. Dei “circoli fotografici” senza salotti e senza mura dove ognuno propone i suoi scatti e chiunque può (in teoria) dire la sua... Encomiabile parrebbe. Ed in effetti lo è. Facendo attenzione però a fare le giuste distinzioni. Sì, perché talvolta questi luoghi si trasformano in veri e propri “ring” dove l’insulto, l’offesa e la minaccia la fanno da padroni. Il luogo comune secondo il quale ogni autore propone una sua immagine sottoponendola a critica costruttiva di tutti va a cadere nel momento in cui quella critica arriva realmente.Immaginate ad esempio di andare a vedere una mostra fotografica di qualche Tizio che va per la maggiore e che, soffermandovi su una delle sue foto iniziaste a dirgli:” a mio avviso l’orizzonte qui pende un po’ a destra e l’immagine la trovo esageratamente sovraesposta mentre proprio non comprendo il motivo per il quale il braccio di questo passante è tagliato sotto al gomito...”! Beh, nel migliore dei casi vi sarebbe quantomeno imbarazzo, volto paonazzo e occhi al limite della

fuoriuscita orbitale da parte del povero autore. Nel peggiore dei casi dovrebbero intervenire i Carabinieri a cavallo per sedare la furia omicida dell’offeso! Ma questo, ovviamente, non avviene per il più classico dei motivi: de visu, per quieto vivere o per semplice meschinità, certe verità si tacciono e Tizio continuerà a credere di essere un “padreternoconlafotocamera” che non sbaglia un colpo. E invece, protetti da un monitor e magari da migliaia di chilometri di distanza, ecco che cade l’omertoso muro dell’ipocrisia e chi sente di dover dire qualcosa lo dice. Fosse anche Ansel Adams in persona l’autore dell’immagine, se quella foto fa schifo, arriva il fotoamatore di turno e glielo fa notare. Ora, con molta probabilità, se l’autore in questione fosse davvero Ansel Adams ne prenderebbe anche atto chiedendo al suo critico la motivazione di quella stroncatura. Ma siccome parliamo di eccelsi professionisti ben al di sopra di ogni critica o appunto allora si scatena la rissa, partendo dal più classico :”lei non sa chi sono io...”, a finire con un bel “vaff... ti querelo, ti denuncio alla Polizia Postale, ti mando Chuck Norris a casa...!” Ma per fortuna non sempre e soprattutto, non ovunque accade questo. Vi sono luoghi virtuali che riescono ad emergere dal marasma proprio perché, su quelle piattaforme, si finisce davvero con scambi di opinioni tra amatori ai primi passi che chiedono consigli e mammasantissima che quei consigli li danno, senza custodire troppo gelosamente “segreti inconfessabili” col timore di venire scavalcati dalle nuove leve. La condivisione è alla base della crescita e solo in questo modo, come accadeva coi maestri e gli allievi nelle botteghe, si può assistere ad un’innalzamento della qualità delle opere. Le inutili lusinghe ed i complimenti “di scambio” vanno a braccetto coi mi piace di facebookiana memoria.Meglio una bastonata che ti insegni qualcosa che un pollice all’insù che t’illuda di aver doti da fenomeno. E poi, lo dicevano i nostri nonni e lo dicono i nostri genitori:”mazz e panell...”

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AVERSA NORMANNA

Un’Aversa Normanna più grintosa del solito piega il Campobasso

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AVERSA - CAMPOBASSO 2-1 MARCATORI: pt 29’ Todino ; st 36’ Pisani, 37’ Guarracino. AVERSA (4-4-2): Gragnaniello, Diana (21’ st Guarracino), Mattera, Castaldo, Vitale; Petagine (21’ st Marano), Zolfo, Gatto (1’ st Signorelli), Letizia; Pisani, Grieco;. A disp.: Russo, Campanella, Monda, Vecchione. All.: Romaniello CAMPOBASSO (4-4-2):Ioime, Modica, Mateo, Scudieri, Esposito; Rega (17’ st Volpicelli), Viscido, Cirillo, Todino (33’ st Cruz Pereira); Forgione (30’ st Baldares), Balistrieri. A disp: Falcone, Fassari, Bruno, Fazio. All.: Imbimbo ARBITRO: Mangialardi di Pistoia NOTE: spettatori 500. Incasso non comunicato. Ammoniti: Zolfo, Pisani (A), Viscido, Volpicelli, Mateo, Scudieri (C). Angoli: 6-2 Rec.: pt 0’, st 3’. Un minuto. Appena sessanta secondi. Sessanta secondi che hanno cambiato il volto della partita di un’Aversa Normanna mai doma nonostante lo svantaggio e che riesce davanti al proprio pubblico a fare bottino pieno e portare a casa l’intera posta messa in palio. Partono a razzo i padroni di casa che già al 4’ su calcio piazzato di Grieco con Ioime che respinge coi pugni. La prima azione dei molisani al 14’ con Todino che servito in area di rigore prova il tiro da posizione decentrata costringendo Gragnaniello a deviare in angolo. Al 29’ il vantaggio dei molisani ad opera di Todino con la complicità del… sole. Il calcio di punizione del campobassano, infatti, trova il portiere normanno ben piazzato e pronto alla presa ma ingannato dai raggi solari non vede la sfera che lo beffa passandogli fra i guantoni ed entrando in rete. Al 32’ sull’ennesimo calcio

di punizione in favore dei granata battuto da Grieco dalla trequarti, Mattera in area colpisce la palla di testa in contro balzo, mandando la palla di poco alta sulla traversa. Al 40’ ancora gli aversani pericolosi su calcio da fermo sempre con il mago Grieco che dai venti metri prova a sorprendere Ioime calciando in porta ma il portiere molisano con un tuffo vola a deviare la sfera. Non succede più nulla ed il signor Mangialardi al 45’ fischia la fine del primo tempo. Nella ripresa gli aversani non ci stanno e tentano di pareggiare le sorti dell’incontro provandoci più volte dalla distanza con Grieco ma la difesa di Imbimbo è ben piazzata e riesce a ricacciare gli attacchi. All’11’ i molisani possono chiudere la gara ma il tiro dal limite dell’area di Balestrieri è fermato dal legno della parte alta della traversa. Mister Romaniello ancora insoddisfatto del gioco dei suoi al 21’ opta per un doppio cambio con Marano che rileva Petagine e Guarracino al posto di Diana. Al 36’ il pareggio dei normanni. Signorelli dalla destra riesce a far filtrare un tiro in area di rigore, Pisani che si trova a pochi passi dalla linea di porta trova la deviazione vincente per infilare la sfera alle spalle di Ioime. La lancetta dei minuti compie a malapena un giro quando Castaldo prova la soluzione personale con un tiro dalla distanza, l’impatto col terreno, però, da alla palla un rimbalzo imprevisto e diventa una ghiotta occasione per Guarracino che all’altezza del dischetto del rigore insacca la palla senza pensarci due volte. In appena un minuto il volto della gara è cambiato e gli aversani sono passati dalla sconfitta alla vittoria. Una vittoria pesante, al termine di una gara da incorniciare che fa portare a casa, agli uomini di Romaniello, l’ottavo risultato utile consecutivo allontanando lo spettro della zona play out ed attestandosi come posizione in classifica a ridosso della zona play off.

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di Michele Docimo Corrispondente Bloq Magazine redazione@bloq.it

In appena un minuto il volto della gara è cambiato e gli aversani sono passati dalla sconfitta alla vittoria. L’ottavo risultato utile consecutivo allontana lo spettro della zona play out ed avvicina la zona play off

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HUMOR

Scopo mat rimonio, cerco donn a vergine, anche con figli. In vendita a un prezzo speciale, solo da noi, il libro “Così parlò Balaustra”. Voglio un uomo. E morente o nolente, lo troverò.

ecialista Conoscete uno sp sparire i che sappia farm le smanigliature dalle cosce?

Chi è senza peccato squagli la prima pietra.

La mia dote è la calmezza. Nessuno riuscirà mai a farmi uscire dai gamberi.

Sono serio, io. Non do alito ai pettegolezzi.

Non ci vedo tanto bene. Mi mancano quattro dottrine.

Ho deciso: mi trasferisco in Val Patana.

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