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Anno I Numero 21 29/12/2008

BLOG VOX www.blogvox.info Settimanale con i migliori post dei blog più visitati della rete. Distribuzione gratuita. Esce il lunedì.

24 dicembre - poveraitalia.weblog.it

27 dicembre - www.beppegrillo.it

Buon Natale a Berlusconi e a tutti gli italiani

La riforma delle riforme

Sandro Ferrante - Giornata di attesa oggi in tutte le case degli italiani per l’arrivo di Babbo Natale. Sara’ piu’ semplice quest’anno passare una vigilia di digiuno nella piu’ rigorosa tradizione, specie per quelli che il cibo non lo possono comprare o ne possono comprare poco (l’eccesso fa sempre male!). Buon Natale ai poveri che hanno ottenuto la social card o la “carta acquisti” come la chiama il ministro dell’Economia, ma che però devono ancora poterla spendere visto che l’accredito di 120 euro non c’e’ ancora stato. Buon Natale a tutti i lavoratori ex-Alitalia che sono stati presi in giro da CAI e bloccano i voli a Fiumicino. Buon Natale a tutti gli operai che dopo la befana saranno in cassa integrazione e buon Natale ai sindacati che ormai non possono fare più nulla per difendere i lavoratori (vedi come si sono comportati con quelli di Alitalia). Buon Natale ai commercianti e ai liberi professionisti che si fanno pagare in nero per 5 euro come per 200 euro. A quelli che non emettono lo scontrino anche per una rosetta dal fornaio oppure per un otturazione di un dente dal dentista. Almeno a voi il Governo qualche regalo lo ha fatto visto che adesso potete tornare ad evadere meglio facendovi pagare in contanti tutto! E buon Natale anche agli spazzini che raccolgono la monnezza e buttano tutto dentro senza differenziare nulla! E buon Natale a chi lo passa a battere in strada, maschi e femmine, giovani e anziani, minorenni e maggiorenni, trans o transgender. Buon Natale ai barboni che almeno si sbronzano e non pensano a nulla! Buon Natale ai patrioti valorosi che hanno “salvato” Alitalia, almeno loro a Fiumicino non ci devono andare perche’ viaggiano con il jet privato. Buon Natale ai giornalisti, padri e figli, fratelli e sorelle, mogli e mariti, tutti quelli che il giornalismo lo fanno in casa, chi a Mediaset e chi in Rai, come le sorelle Berlinguer una al TG3 e una a Studio Aperto. Buon Natale ai poliziotti e ai carabinieri, pieni di debiti e cessioni del quinto in busta paga! Buon Natale ai proprietari di case che affittano in nero agli immigrati e agli studenti e a quelli che non affittano proprio. Buon Natale ad Emilio Fede che in tv si commuove per la lettera di un’anziana che ha ricevuto la social card e ha pensato bene di farglielo sapere. Buon Natale a chi vive al sud e se per miracolo trova un lavoro, prima di essere assunto deve firmare le dimissioni in bianco. E buon Natale anche ai senatori e deputati che stanno in Parlamento, nominati come al Grande Fratello! Buon Natale al “Carneade più famoso della storia della politica italiana” che è diventato presidente del Senato e a quelli che hanno ricevuto in dono l’agendina del Senato di Nazareno Gabrielli che costa 120 euro. Buon Natale ai magistrati quelli “buoni” e quelli “cattivi” e pure ai cancellieri che scrivono ancora a mano le sentenze! Buon natale ai carcerati che stanno in cella e scopano tra loro senza goldone, visto che la droga entra e i preservativi no! Buon Natale al Presidente della Repubblica Napolitano che sta scrivendo il discorso di fine anno per infondere fiducia agli italiani, speriamo che non usi il discorso di Scalfaro di qualche anno fa “l’Italia risorgerà”! Buon Natale alle banche che seppure l'euribor si abbassa tanto poi aumentano lo spread! Buon Natale a Roberto Saviano che ci ha messo la faccia e la vita per salvare l’Italia dalla criminalità organizzata! Buon Natale ai furbi a tutti quelli che ti passano davanti alla Posta, e a quelli che dichiarano di essere “amico di” per fare i “cazzi loro”. Buon Natale al “Papa che vuole bene a tutti”, un giorno sì e l’altro pure, e ai sacerdoti che magari in sagrestia qualche sveltina se la fanno ancora e ai preti che si spaccano la schiena nelle missioni in Africa! Buon Natale a gay e lesbiche che in Italia non si possono sposare, perché se no il Vaticano si dispiace e tutti i maschi diventano “culattoni”. Buon Natale alle donne che ne ammazzano una ogni due giorni e buon Natale alla Carfagna che ha presentato il disegno di legge sullo “stalking” e non si sa ancora dove cazzo è finito in Parlamento! Buon Natale a tutti insomma e soprattutto a lui, a Berlusconi che pensa ad un’altra legge “ad personam”, il “presidenzialismo” che se no presidente della Repubblica col cavolo che ci diventa!

Beppe Grillo - Lo psiconano ha detto che "il 2009 per quanto mi riguarda sarà terribile". Ha affermato che le priorità assolute del Governo per fare uscire il Paese dalla crisi saranno la "Riforma della giustizia

e la legge sulle intercettazioni". I disoccupati possono dormire tranquilli. Se telefonano alla moglie avranno la sicurezza di non essere intercettati. E anche gli occupati, sempre meno, non devono avere preoccupazioni. Se un amministratore pubblico, pagato dal loro IRPEF, ruba non finirà in galera. Di fronte a un'Italia impoverita, con una previsione di due milioni di disoccupati in più, le parole dello psiconano sono come l'orchestra che accompagnava gli ebrei alle camere a gas a Auschwitz. Questo Governo, dal suo insediamento la scorsa primavera, ha avuto un'unica priorità: evitare a tutti i costi che i politici finiscano in galera, a partire dal presidente del Consiglio. Il lodo Alfano è stato una pietra tombale sulla democrazia. Quattro persone in Italia sono più uguali delle altre. Dei processi Mills e Bassolino si occupano solo i giudici, l'informazione di regime è assente. Lo psiconano ha ricordato che lui "si trova per la terza volta, L’Italia dello psiconano,

ed è un record assoluto, a essere presidente del G8 e del G14". Un'affermazione che dovrebbe farci riflettere. Se uno

dell’informazione di

regime, della mafia, dei come lui arriva a un record del genere come nostro rappresentante non ci sono televisioni controllate che ladri, di prepara a un tengano. Il problema siamo noi. La nostra ignavia. Quest'Iterribile 2009. talia non è mai nata, non ha un corpo e neppure un'anima. E' uno zombie dominato da mafie, massoneria e criminalità politica. Ha avuto qualche sussulto con le lotte partigiane, con Falcone e Borsellino, con Ambrosoli e Livatino. Ma sono stati casi isolati. Le eccezioni che confermano la regola. Da sempre chi non si è rassegnato e si è opposto al regime è stato isolato o ucciso, spesso isolato per essere ucciso. Una finta democrazia non è più sufficiente a chi sta attuando in modo scientifico i piani della P2. Ora vuole una vera dittatura. Li abbiamo sottovalutati, credevamo che avessero un limite. Non lo hanno. Sono i nostri dipendenti e sono diventati i nostri padroni. Dei cialtroni, ma con un immenso istinto di sopravvivenza, il loro per il momento è più forte del nostro. Ci tengono ancora in coma mediatico assistito grazie ai ai giornali (finanziati da noi) e all'occupazione delle televisioni. Il risveglio sarà duro e quando Testa d'Afalto dice "il 2009 PER QUANTO MI RIGUARDA sarà terribile", forse pensa a sè stesso. Il 16 dicembre 1944 Mussolini si recò al Teatro Lirico a Milano. L'Italia era distrutta dalla guerra a causa sua, ma i milanesi gli riservarono un'accoglienza trionfale. Pochi mesi dopo a Piazzale Loreto avevano cambiato idea. Una sola riforma è necessaria in Italia: la Riforma della Politica. I nostri rappresentanti non possono essere al di sopra della LA VIGNETTA - www.lelecorvi.com legge. In Commissione al Senato sono ferme da mesi le firme di 350.000 italiani onesti per la legge popolare Parlamento Pulto. Non vengono prese in esame da Vizzini, il presidente della Commissione, del PDL. Il suo capo non lo permette. Il PDmenoelle dei D'Alema e di Cicciolino Veltroni neppure. Ogni tanto ci penso e non capisco. Perchè proprio a noi? Di quale delitto ci siamo macchiati come popolo per avere dei politici di questo livello? E per quanto ancora? Loro non molleranno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.


BLOG VOX 29 dicembre 2008

PRIMO PIANO

24 dicembre - www.beppegrillo.it

Lettera a Babbo Natale Beppe Grillo - "Caro Babbo Natale, nel 2008 non sono stato buono, anche quest’anno ho mandato a fanculo tanta gente. Ho trattato male i giornalisti, gli editori, i politici, gli imprenditori con le pezze al culo. Portami lo stesso qualcosa. Te lo prometto, l’anno prossimo cambierò. E’ un fioretto che ti faccio. Sarò ancora più cattivo, più fetente, non perdonerò più niente a nessuno. Il 2009 sarà il mio Vaffanculo Year. Tu che porti regali a tutti. Tu che hai trasformato la nascita di Gesù in un supermercato. Tu che sei il nonno dello psiconano e che gli hai suggerito la social card. Tu, con le tue renne, che fai il testimonial del consumismo. A te chiedo in questa notte di portarmi alcuni doni per l’anno che verrà. Non far morire più gli operai, 1.300 sono scomparsi nel 2008, hanno già dato. Cambia categoria, passa ai politici e ai direttori di giornali e delle televisioni. Un piccolissimo incidente sul lavoro a Riotta o a Vespa o a Giordano, una telecamera sul piede. Una disgrazia lieve a Cicchitto, a Gasparri o a D’Alema, una pensione minima e un monolocale in un ballatoio di periferia. Porta una sveglia con una suoneria eccezionale a Morfeo Napolitano e, se serve, anche un apparecchio acustico e un paio di occhiali. Forse si sveglierà e vedrà nella giusta luce giudiziaria il suo ex compagno Bassolino e si vergognerà del Lodo Alfano. Ai precari, ai disoccupati, ai padri di famiglia, alle madri single, agli extracomunitari finiti in questo delirio che è l’Italia regala la speranza di un Paese democratico e civile, nel 2009 oltre alla speranza non avranno altro. Allo psiconano regala dieci giudici della scuola di Paolo Borsellino dalle Procure d’Italia. Nella slitta non caricare avvocati, ne ha già troppi in casa e in Parlamento. Con loro passa i sabati e le domeniche a giocare a guardie e prescritti. Lui fa la parte del prescritto, è quella che gli viene meglio. Portagli anche un elicottero della marca di quello di Ceaucescu, nel 2009 può tornargli utile. A Tremonti non portare nulla. Lui gioca da sempre con i condoni e con le aste pubbliche dei titoli di Stato. Cerca di vendere i debiti della politica ai cittadini. Non dargli più i nostri soldi. Un’asta dei BOT deserta a primavera gli cambierà la vita. Potrà ritirarsi sotto falso nome nel Parco dello Stelvio insieme al figlio di Bossi. Alla Lega dai questo federalismo, sono trent’anni che Umberto Garibaldi lo vuole. Porta la Mafia e la Camorra e la Ndrangheta anche nelle valli bergamasche e nell’edilizia lombarda. Ognuno deve avere la sua Mafia federale. Ma questo lo hai già fatto, mi dimenticavo. A tutti gli italiani porta un muro. Alto come quello di Berlino. Lungo come la muraglia cinese. Più resistente delle mura di Gerico. E falli schiantare contro per risvegliarli prima che sia troppo tardi. Buon Natale a tutti gli italiani onesti." Beppe Grillo 24 dicembre - www.voglioscendere.it

Mosche bianche e pecore nere Marco Travaglio - Proviamo a immaginare se fosse già in vigore la legge bavaglio che vieta ai giornalisti di citare o riassumere atti di indagini in corso, anche non segreti, prima del processo. Avremmo decine di politici e imprenditori in carcere e nessuno saprebbe perché. Avremmo giornali e tv che insinuano e alludono senza poter fare nomi né spiegare chi ha fatto cosa. Il Giornale ipotizzava che il figlio di Di Pietro, Cristiano, era indagato: falso. Ma dalle carte emerge che, consigliere provinciale a Campobasso, aveva rapporti prima “istituzionali” (per alcune caserme in Molise) poi “ambigui” col provveditore alle opere pubbliche di Napoli, Mario Mautone, ora agli arresti. Pare che avesse raccomandato un amico. Pessimo, specie per chi porta quel cognome. Ieri il padre l’ha cazziato sul blog: “Condotte senza rilevanza penale, ma non opportune e non corrette. Ma è solo il mio punto di vista, quindi di parte (e di padre). Bene fa la magistratura a indagare. Non c'è figlio che tenga”. Un anno fa il ministro Di Pietro trasferì Mautone da Napoli a Roma, nell’ambito di una più generale rotazione dei provveditori, onde evitare che mettessero radici. La signora Mautone suggerì al marito di ricattarlo sui rapporti col figlio, per conservare la poltrona. Di Pietro, evidentemente non ricattabile, lo traslocò lo stesso. Ora tutti si domandano come abbia fatto a sapere che Mautone non era Maria Goretti. Beata ingenuità: in politica basta avere naso e orecchie funzionanti per sapere tutto prima dei giudici. Che, come dice Piercamillo Davigo, “sono come i cornuti: sempre gli ultimi a sapere”.

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26 dicembre - www.danielemartinelli.it

Natale bianco, futuro nero Daniele Martinelli - L’Italia va a rotoli, i telegiornali aprono con la neve in montagna seguita dall’identikit dello sciatore che ne ha investito un altro sui pendii dell’Alto Adige. Intanto nella Milano del boom di aste e fallimenti aumentano gli italiani che si recano alle mense gratuite e ai dormitori per disadattati. Molti di loro hanno figli a carico e un divorzio alle spalle dovuto a rapporti guastati con le ex mogli, a causa di perdurante scarsità di soldi in tasca. E mentre in molte città il psi e il pd augurano buone feste su gigantografie appese ai muri pagate coi nostri soldi, è salvo l’8 per mille alla chiesa cattolica. Salvi i rimborsi elettorali ai partiti che entro il 2011 avranno succhiato dalle nostre tasche 330 milioni di euro. Salva Rete4 abusiva grazie alla multa da 300 mila euro al giorno che inzieremo a pagare fra pochi giorni con effetto retroattivo all’editore di Europa7 Francesco Di Stefano. Dobbiamo ringraziare Silvio Berlusconi che ama pulirsi il culo con le sentenze della corte europea pur di continuare a stipendiare Emilio Fede. Uno della casta degli indenni da crisi e disoccupazione esattamente come le 106 province italiane. Tutte salve! Compreso i 315 consiglieri siciliani che ci costano 8 milioni e 300 mila euro. Costoro ringraziano il mago dei sortilegi Raffaele Lombardo, che da perfetto antifederale ha mantenuto intatto ciò che nell’isola a statuto speciale doveva essere cancellato già dal 1946. Ma siccome siamo un paese ribaltato quel titolo di capoluogo di provincia in Sicilia, oggi lo pretendono anche Caltagirone, Gela e i Monti Nebrodi. Il tutto mentre Umberto Bossi si dice disposto ad abolirle a patto che i dipendenti siano assorbiti dai comuni. Che federalista! Che garantista della casta! Bassolino, Del Turco, e altri derelitti della democrazia che non c’è guardano fiduciosi le poltrone europee che rendono oro al portafogli. Intanto la giustizia moltiplicherà le sue velocità. Con la stretta alle intercettazioni magistrati e giornalisti diventeranno dei fiuorilegge. Dovremo ringraziare per il nuovo bavaglio (a cui io disobbedirò) il voto favorevole di deputati pregiudicati, mafiosi, inquisiti, corrotti e col culo rotto. Per una rivolta violenta oggi manca un giorno in meno rispetto a ieri. Cerchiamo di goderci questi ultimi scampoli di feste, apparentemente normali, in santa pace perché con la crisi che la farà da protagonista, tra qualche mese, vedere nero sarà soltanto un’ingenuità da ottimisti. 27 dicembre - ilpopolosovrano.splinder.com

Di Pietro & son Ermes - Come sappiamo, il figlio di Antonio Di Pietro, Cristiano Di Pietro, è al centro della discussione politica di questi giorni. Prima di tutto bisogna dire una cosa: Cristiano Di Pietro non è indagato. L'ex provveditore alle Opere Pubbliche di Campania e Molise, Mario Mautone, poi finito agli arresti per il caso Global Service, avrebbe tentato di ricattare il figlio di Antonio Di Pietro, senza riuscirci. Ma allora perché c'è tutto questo gran baccano intorno alla figura di Cristiano Di Pietro? Semplice: le conversazioni con Mautone "tendenzialmente potrebbero rientrare nell'ambito dei ruoli istituzionali" ma avrebbero assunto "nel corso delle indagini un contenuto alquanto ambiguo" con riferimento a presunte richieste di affidamento di incarichi e presunti interessamenti. Praticamente avrebbe segnalato a Mautone alcuni nomi di professionisti. Su tutto questo ovviamente aspettiamo lo sviluppo delle indagini, così come quelle su Bocchino e Lusetti, perché, come ho risposto ad un commento che dava del delinquente a Italo Bocchino, "ricordiamoci che fino al terzo grado di giudizio una persona è innocente". Comunque vorrei parlare anche di Antonio Di Pietro. Di fronte a questa vicenda giudiziaria ha reagito in coerenza con le sue idee, quasi totalmente. Il leader dell'Italia dei Valori ha detto: "Non c'è figlio

che tenga: le indagini devono andare avanti anche se sfiorano la famiglia. E ben vengano le intercettazioni. Non ci uniremo alla politica paludata che chiede la riforma delle intercettazioni: noi, sia io che mio figlio, non abbiamo nulla da nascondere". Nei giorni successivi ha anche dichiarato che le inCristiano Di Pietro tercettazioni sono come il bisturi per il chirurgo. Ho detto che è stato coerente quasi totalmente perché c'è stata una frase che personalmente non ho gradito in pieno: "[Cristiano Di Pietro]

ha anche detto in un paio di telefonate: "a Bologna ci sono dei bravissimi professionisti che conosco molto bene e sono bravi e se devi dare qualche lavoro dalli pure a loro". Ora, se questo dovesse essere un fatto penalmente rilevante dovremmo mettere il recinto intorno a tutto il Paese". Ecco, questa generalizzazione non mi è piaciuta. Mi ha ricordato troppo le solite parole dei soliti Gasparri, Cicchitto, Bocchino e dello stesso Silvio. Comunque Antonio Di Pietro ha resto noto sul suo blog di non aver apprezzato il comportamento del figlio: "Come consigliere provinciale di Campobasso, risulta che mio figlio avreb-

be segnalato anche il nominativo di un paio di, a suo dire, bravi professionisti a Mautone. È un comportamento senza alcuna rilevanza penale ma, a mio avviso, comunque, non opportuno e non corretto". Aspettiamo, dunque, il proseguo dell'indagine.


BLOG VOX 29 dicembre 2008

POLITICA

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27 dicembre - www.danielemartinelli.it

23 dicembre - www.antoniodipietro.it

Berlusconi prepara le riforme deformi

Magistrati avanti tutta

Daniele Martinelli - Silvio Berlusconi è preoccupato della lotta all’evasione fiscale. Quella degli altri perché la sua è custodita in Svizzera esentasse e senza un solo giorno di galera. Il ministero del tesoro, scosso dopo le aste deserte degli ultimi giorni, fa sapere che “nel 2008 la riscossione triburaria ha

raggiunto i 2,3 miliardi di euro registrando un aumento del 46% rispetto allo stesso periodo del 2007“. Martedì e mercoledì scadranno 10 miliardi di euro in Titoli di Stato, Giulio Tremonti potrà valutare l’esito della domanda: tradotto, si sta cacando sotto per ciò che potrà accadere nel 2009, quando i titoli di Stato in scadenza saliranno ad oltre 220 miliardi di euro e il debito pubblico italiano sfonderà il 100% del Pil. Meno male che per i giornali gli italiani non rinunciano comunque al piacere della buona tavola. Sono improvvisamente diventati tutti più polentoni, con meno caviale, meno ostriche, meno champagne e più bollito, più cappelletti in brodo e più pizze rustiche. L’indagine fra i tavoli, più invasiva e accurata delle intercettazioni telefoniche, dice che la paura “dell’anno da paura” annunciato dal presidente del consiglio dei piduisti ha aumentato i brindisi. I “bari della sinistra” che agita mister parrucchino, quelli più ininfluenti, li sta prosciugando appunto il tesoro con i militari molto lesti nel colpire le massaie delle 4 rosette e i loro panettieri, mentre i Valentino Rossi dei 120 milioni sparpagliati fra Lussemburgo e Montecarlo patteggiano pagandone solo 35. La recessione dei proletari ha indotto a un risparmio di 2 miliardi di euro in regali rispetto all’anno scorso. Il lusso invece non conosce crisi, l’unico che possano permettersi i veri evasori fiscali amici di Berlusconi, ai quali ha fatto credere di dichiarare guerra ma facendola in realtà alla magistratura che la contrasta. Non a caso la riforma della giustizia in ingiustizia è il primo impegno del governo italiano nel 2009. Al presidente degli evasori interessa spianarsi il terreno per farla ancora franca. Niente sconti e saldi alla giustizia e all’uguaglianza, svendute già da un pezzo nei mercati pornografici di Montecarlo, St.Moritz e del parlamento, paradiso fiscale dei corrotti. Capaci di predicare che “pagare le tasse è un dovere civico” dimenticandosi di specificare che riguarda soltanto l’esercito di sfigati della seconda settimana. Cornuti, mazziati e impegnati a rimborsare con gli interessi l’Ici che i comuni recuperano a suon di multe contro le quali non ci sono modi per ricorrere. Più sono salate e sproporzionate al danno, più fanno rischiare il pignoramento delle mutande, ultimo baluardo di proprietà privata. A loro (gli sfigati) sembra voler pensare San Massimo, patrono degli evasori fiscali, per intercessione del cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi. Che dalla cappella del prestigiatore ha materializzato come d’incanto un milione di euro. Una manna di tesoretto che per Giulio Tremonti “non esiste, se non in sottoforma ectoplasmatica“. Materia che compone dentiera e parrucchino del suo presidente del consiglio dei delinquenti, che da quando si è reimpossessato del governo con la sua banda di corrotti l’evasione è ripartita. Con questi conviene perché basta patteggiare come ha fatto Valentino. Ammetti di aver evaso e rimborsi qualcosa. 600 milioni di euro derivano proprio da questo sistema che l’evasione la incoraggia. Un’inezia rispetto a quanto denunciano i magistrati degli ammanchi fiscali. Un’infinità i 4 anni necessari al raggiungimento di una sentenza di primo grado nelle cause tributarie cui ricorrono molti evasori. Nel paese in cui la giustizia non deve funzionare queste cause sono diventate 600 mila. Troppe per qualunque democrazia degna di tale nome. Normali in Italia.

Antonio Di Pietro - Cittadino e politico a prova di intercettazioni ed orgoglioso del mio operato di Ministro: tale mi sento dopo la pubblicazione di alcuni stralci di intercettazioni disposte dalla Procura di Napoli nei confronti del dirigente del Ministero delle infrastrutture, dr. Mario Mautone, nell’ambito dell’inchiesta sul “sistema Romeo”, su cui sta indagando la magistratura partenopea. Non so nulla di più di quello che ho letto sui Di Pietro dopo le giornali circa le accuse che vengono mosse accuse al figlio: i a questo dirigente ministeriale e mi auguro magistrati indaghino. che egli possa dare ogni spiegazione nelle sedi opportune per giustificare il suo operato. Però, una cosa so per certo: ed è che io – quando arrivai al ministero – presi una decisione che ora , a ragion veduta, si è dimostrata davvero azzeccata. L’ho trasferito ad altro incarico e l’ho spostato di sede, togliendogli, quindi, ogni possibilità di fare danni anche se avesse voluto. Sia chiaro, non l’ho fatto solo con lui, né perché avevo contezza di indagini specifiche sul suo conto da parte della magistratura napoletana. L’ho fatto anche con diversi altri dirigenti del ministero. Le ragioni di questa mia decisione di allora sono state le più varie: perché “chiacchierato”, perché per lungo tempo nella stessa sede (specie quelli che, come Mautone, erano dislocati in sedi “calde” del Meridione), per permettere all’interessato di fare altre esperienze e così migliorare il proprio curriculum professionale. Ora si scopre – ed anche io l’ho scoperto solo a seguito delle indagini che la magistratura napoletana sta svolgendo – che ci sarebbe stato anche un tentativo di intervenire su mio figlio Cristiano per evitare il trasferimento di Mautone (anzi, addirittura qualcuno dice di aver tentato di ricattare proprio mio figlio). Se così fosse il fatto è grave e vorrei sapere chi ha dato l’ordine, ma, per onestà intellettuale, dico subito che né io, né mio figlio abbiamo mai avvertito l’esistenza di tali pressioni o richieste, tanto è vero che il trasferimento c’è stato eccome, senza indugi e senza remore. Quanto a mio figlio, egli – come consigliere provinciale di Campobasso – ha effettuato alcune telefonate istituzionali a Mautone (come entrambi hanno già pubblicamente ammesso) e ciò, soprattutto, per perorare il completamento di alcune caserme dei Carabinieri nel Molise. Fin qui ha fatto bene. Era suo dovere politico e istituzionale. Mio figlio, inoltre – come risulta da alcune telefonate – avrebbe segnalato anche il nominativo di un paio di, a suo dire, bravi professionisti al dr. Mautone. E’ un comportamento certamente senza alcuna rilevanza penale ma – a mio avviso – comunque non opportuno e non corretto. Ma siccome questo è solo il mio punto di vista e quindi è di parte (e di padre), bene fa la magistratura ad indagare per accertare come stanno effettivamente le cose. I magistrati facciano il loro lavoro. Oggi, domani e sempre. Non c'è figlio che tenga e che possa condizionare l’azione della giustizia. Chi, come me e come Cristiano, non ha nulla da temere, non può e non deve unirsi - come in molti forse speravano - alla politica paludata che se la prende con i magistrati e chiede la riforma delle intercettazioni. Come ogni buon cittadino incoraggio l'azione dei magistrati. Chi non ha nulla da temere deve puntare alla verità. E, come ogni buon ministro, sono orgoglioso di aver preso quelle decisioni a suo tempo perché un buon ministro ha il dovere anche di evitare che si creino delle sacche di contiguità tra istituzioni ed affari. A differenza di tanti miei colleghi politici, se le vicende che riguardano la mia persona arrivano sui giornali, non grido allo scandalo, ma al salutare intervento della magistratura. Mai e poi mai mi lamenterei del fatto che i giornali riferiscono del comportamento di un personaggio politico, anche se riguardano me o la mia famiglia. Vogliono farmi dire che le intercettazioni devono essere fermate? Mai! Sono uno strumento indispensabile per i magistrati. Anzi, auguro loro, anche a quelli della procura di Napoli: “Buon lavoro e andate avanti”. 27 dicembre - www.voglioscendere.it

Percorsi Peter Gomez - Credo che mai come in questi giorni il centro-sinistra abbia bisogno di ricominciare dai fondamentali. Dalle cose semplici. Prendete, per esempio, Antonio Di Pietro e l'Italia dei Valori: se dalle intercettazioni di Napoli emerge un comportamento non limpido di suo figlio Cristiano e di alcuni funzionari del suo partito, non basta (anche se è già molto) dire che le indagini devono andare avanti e che le norme sugli ascolti telefonici non vanno cambiate. Bisogna invece prendere l'iniziativa. Come? Mettendo in azione quei meccanismi di controllo che, sulla carta, sono presenti in più o meno tutte le associazioni. Detto in altre parole: deve essere il collegio dei probiviri dell'Idv ad esaminare il caso di Cristiano Di Pietro e degli altri iscritti i cui nomi sono comparsi sui giornali. Deve essere aperta un'istruttoria, devono essere ascoltati i protagonisti, e alla fine deve essere presa una decisone. Insomma va seguito un percorso istituzionale al termine del quale i probiviri potranno sospendere, espellere, ammonire, censurare o scagionare gli iscritti. Allo stesso modo il Pd, invece di attorcigliarsi in sconcertanti dibattiti sui rapporti tra politica e giustizia, di chiedere ai giudici maggiore prudenza o di interrogarsi pensoso sulla questione morale, dovrebbe impegnarsi a rispondere a un'unica domanda: è vero o è falso che l'ex sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso, si faceva pagare macchina e autista da Carlo Toto, il patron di Airone? Infatti se è vero, discutere di tutto il resto non ha senso. Può anche darsi che in un tribunale farsi pagare macchina ed autista da un imprenditore alla fine non venga considerato reato, ma la politica non si deve occupare solo di reati: deve affrontare i comportamenti. E nessuno potrà mai convincere i cittadini che un amministratore pubblico è davvero libero quando vanta debiti di riconoscenza così importanti nei confronti di un'impresa. Insomma quei pochi partiti che sono ancora in grado di farlo devono riscoprire il valore dell'esempio. Solo così potranno dimostrare a un elettorato sempre più disilluso che tra le varie formazioni politiche esistono tuttora delle differenze. Solo così eviteranno di demandare alla magistratura il compito di selezionare le loro classi dirigenti. Solo così potranno tornare un giorno al governo del Paese.


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CRONACA

29 dicembre 2008

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23 dicembre - www.voglioscendere.it

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Quel processo non s’ha da fare

Auto Blu in Italia, incredibile ma vero

Marco Travaglio - Per calcolare lo stato della libertà d’informazione in Italia, c’è un’ottima unità di misura: lo spazio dedicato dalla stampa e dai tg nazionali al processo in corso a Palermo a carico dell’ex capo del Ros e poi del Sismi, generale Mario Mori, e del suo vice, col. Mario Obinu, per favoreggiamento alla mafia a causa della mancata cattura di Bernardo Provenzano nel 1995. Una cosina da niente. Nemmeno una riga, una parola sulle udienze che si susseguono da metà luglio. In aula non si vede quasi mai un cronista e non è mai entrata una sola telecamera. Una delle rare eccezioni è Lirio Abbate, il valoroso giornalista dell’Ansa che vive sotto scorta per le minacce mafiose dopo aver scritto “I complici” con Peter Gomez. Mercoledì ha firmato tre lanci d’agenzia sulla lunga deposizione del primo testimone d’accusa: il generale Michele Riccio, anche lui ex del Ros, che accusa Mori e Obinu di avergli impedito di catturare Provenzano 13 anni fa in un casolare di Mezzojuso indicato dal mafioso suo confidente Luigi Ilardo, poi assassinato da Cosa Nostra subito dopo aver accettato di collaborare con la giustizia. Quella sera e nei giorni seguenti nessun giornale né tg nazionale ha ripreso la notizia. Il Tg1, per esempio, era molto impegnato a intervistare il produttore De Laurentiis sul nuovo film-panettone di Christian De Sica. Un vero peccato, perché Riccio ha raccontato di quando Ilardo incontrò Mori e gli avrebbe detto: “Le stragi non le abbiamo fatte solo noi della mafia, ma anche voi dello Stato”. Mori, anziché domandare spiegazioni o fare obiezioni, girò i tacchi e - sempre secondo Riccio - se ne andò senza dire una parola. Poi Riccio s’è soffermato su uno strano vertice nello studio Taormina: “Il mio difensore Carlo Taormina mi fece incontrare il senatore Dell'Utri, con la scusa di studiare le carte del suo processo. Passò a salutarci l'avvocato Cesare Previti (che poi non partecipò alla riunione, ndr)… Taormina mi chiese di dire, nei processi per mafia a Palermo, che Ilardo non mi aveva mai parlato di Dell'Utri”. Invece gliene aveva parlato eccome. Riccio - riferisce l’Ansa - non seguì l'amorevole consiglio di Taormina e mesi dopo gli revocò il mandato. Previti - ricorda Riccio - era presente da Taormina anche in occasione di un’altra riunione. Una presenza interessante, la sua, anche se “inattiva”, visto che - come ricorda Riccio - Previti conosceva bene Mori e “sovente veniva a trovarlo negli uffici del Ros”. Di più: “Nel 1994 ho visto Mori che dal proprio ufficio spostava in un'altra stanza il piatto d'argento che gli era stato regalato da Previti, commentando con una battuta: ‘Cambiato il governo, si deve cambiare anche la disposizione del vassoio’…”. Dopo aver ricostruito il mancato blitz di Mezzojuso, Riccio riferisce i nomi che Ilardo gli fece prima di morire: nomi delle persone che gli risultavano legate a Cosa Nostra o agli amici degli amici, sulle quali non potè aggiungere altro perché fu ammazzato prima di mettere a verbale le sue dichiarazioni. E, fra gli altri, cita Dolcino Favi, il procuratore generale reggente di Catanzaro che un anno fa tolse a Luigi De Magistris l’inchiesta “Why Not”, e che in passato era stato in servizio a Siracusa. Favi - riferisce l’Ansa - sarebbe stato “gestito” da un avvocato di Lentini “molto legato a un uomo del boss Santapaola”. Dichiarazioni tutte da verificare, s’intende (il processo serve a questo). Ma piuttosto avvincenti e attuali. Peccato che nessuno le racconti. 22 dicembre - generazionev.blogspot.com

Europa7: il Ministero concede le frequenze (della Rai) Gisa - E' ormai arcinota l'annosa e travagliata vicenda di Europa 7, network da dieci anni in stand-by in attesa che le venga riconosciuta una frequenza nazionale. Dopo quasi un decennio di ingiunzioni, diffide, cause penali, civili, regionali, perizie, appelli e ricorsi giudiziari (tutte puntualmente vinti), il ministero dello Sviluppo economico-Comunicazioni ha consegnato all'emittente di Francesco Di Stefano- che si è aggiudicata le frequenze con pubblica gara nel '99 e che invece in regime di proroga sono rimaste a Rete4 - quelle già individuate come disponibili in base agli obblighi di canalizzazione europea. Sulla carta il diritto di Europa 7 è lampante, ma il proprietario abusivo delle frequenze, alias Berlusconi, non vuole sloggiare. Secondo la decisione del Ministero, ad Europa 7 vanno le frequenze del canale 8 in banda VHF, sulle quali trasmette Raiuno ma che risultano 'liberate' dalla nuova canalizzazione, frutto della Conferenza internazionale di Ginevra del giugno 2006: in pratica, sono stati eliminati gli 'spazi' fra un canale e l'altro, individuando così otto frequenze al posto delle sette di prima. Di Stefano legittimamente protesta: "Nel 1999 abbiamo vinto una Ferrari aggiudicandoci una frequenza che copriva l'80% del territorio e abbracciava il 95% della popolazione. Ora, a distanza di quasi dieci anni, ci danno una bicicletta. Tra l'altro noi potremmo iniziare a trasmettere solo nel luglio 2009 su un canale che copre a malapena il 10% del territorio e il 18% della popolazione". Uno dei vassalli del premier, il sottosegretario Paolo Romani, replica: "La frequenza è più che valida". Davanti al Consiglio di Stato e' ancora pendente un procedimento attivato da Centro Europa7 per ottenere un risarcimento danni fino a 3,5 miliardi (se nessuna frequenza fosse stata assegnata) o fino a 2 miliardi se fossero state assegnate le frequenze previste. Tutto ciò ha innescato un'interrogazione parlamentare dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca al ministero dello Sviluppo Economico per sapere se quanto affermato da Francesco Di Stefano corrisponde al vero e, in caso positivo, se il ministro non intenda concedere immediatamente le frequenze dovute a Europa 7, evitando ulteriori strascichi giudiziari e costi alla collettivita', visto che l'eventuale, ma probabile, risarcimento sarebbe a carico delle casse pubbliche. In teoria, il 16 dicembre 2008 doveva essere l'udienza conclusiva sul caso Europa7, ma i giudici della VI sezione del Consiglio di Stato, presieduta da Giovanni Ruoppolo, hanno preso tempo (ancora??!)rinviando ulteriormente la decisione.

Alessio - Vi segnalo un increAuto blu dibile commento rilasciato oggi da Adduso: Auto blu, in Italia record mondiale: 607.918 unità Roma, 21 dic. (Apcom) - L'Italia registra un nuovo record mondiale di "auto blu", aumentate del 6% in due anni e arrivate così a 607.918 unità, secondo uno studio realizzato da Contribuenti.it - Associazione Contribuenti Italiani con "Lo Sportello del Contribuente". Un dossier compilato analizzando il parco auto esistente, sia proprie che in leasing, in noleggio operativo ed in noleggio lungo termine, presso lo Stato, Regioni, Province, Comuni, Municipalità, Asl, Comunità montane, Enti pubblici, Enti pubblici non economici e Società misto pubblico-private, Società per azioni a totale partecipazione pubblica. Il risultato è che in Italia si è passati da 574.215 a 607.918 auto blu. Dopo la legge del 1991 che limitava l'uso esclusivo delle auto blu ai soli ministri, sottosegretari e ad alcuni Direttori generali, si sono sempre proposte regolamentazioni e tagli, mai effettuati. La classifica dei paesi che utilizzano le "auto blu" vede oggi al comando l'Italia con 607.918 seguita dagli USA con 75.000, Francia con 64.000, Regno Unito con 55.000, Germania con 53.000, Turchia con 52.000, Spagna con 42.000, Giappone, con 31.000, Grecia con 30.000 e Portogallo con 23.000. "In Italia gli amministratori pubblici hanno superato ogni limite ..." Leggere questa notizia mi ha fatto venire veramente un senso di nausea, da questi dati si capisce come o politici Italiani pensino più alle loro comodità che ad altro, è incredibile la differenza con gli altri stati, veramente imbarazzante! VERGOGNA! In alto trovate un servizio di Alessandro Sortino sull'abuso di potere che fanno tutte queste auto blu presenti in Italia. 26 dicembre - ilpopolosovrano.splinder.com

Pericolo Uòlter Ermes - Non ho ancora capito cosa intendeva veramente Walter Veltroni quando, dopo la revoca degli arresti domiciliari dell' ex sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso, disse: "Quello che è

avvenuto a Pescara è gravissimo. Esprimo a D'Alfonso che torna pienamente libero la mia soddisfazione. Ma la vicenda ha dentro di sé gravi implicazioni che meritano una riflessione più compiuta che ci riserviamo di fare fin dalle prossime ore". Ma pur con la revoca degli arresti domiciliari, il gip Luca De Ninis ribadisce "la gravità del quadro indiziario" sottolineando che per effetto delle dimissioni di D’Alfonso e del commissariamento del Comune è venuto meno "il pericolo di inquinamento probatorio". Capito Uòlter? Non siamo qui a valutare l'operato del gip, visto che la vicenda è molto complessa e anche abbastanza sospetta, ma una cosa è certa: non puoi dire che questo è un fatto gravissimo. Quale fatto gravissimo? Non è mica stato assolto D'Alfonso. Insomma, stiamo zitti e aspettiamo il processo. A meno che a Uòlter non venisse in mente di dialogare con Berlusconi sulla riforma della giustizia. Questo è il pericolo maggiore, anche perché credo che ancora non si conosca pienamente la figura contorta e maanchista di Walter Veltroni. Intanto anche Vittorio Sgarbi si è espresso sulla vicenda, attaccando Veltroni: "E' comodo indignarsi solo dopo che la magistratura ha dato bollino verde a D'Alfonso". Bollino verde? Non è stato assolto, Sgarbi! Ah ma lo capisco: Sgarbi continua a ignorare che nel 1996 è stato condannato a 6 mesi e 10 giorni di reclusione per il reato di falso e truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, per produzione di documenti falsi e assenteismo e nel 1998 per diffamazione aggravata. Se questi sono i bollini verdi della magistratura, Silvio dovrebbe assomigliare ad un kiwi.


BLOG VOX

SOCIETÀ

29 dicembre 2008

Pagina 5

22 dicembre - www.micromega.net

28 dicembre - www.beppegrillo.it

Domenica In, propaganda di regime

La censura morbida di Google Italia

Cinzia Sciuto - Ecco come si convincono gli italiani della necessità della riforma della giustizia. Ingredienti: domenica pomeriggio su Sproloqui sulla Raiuno, un conduttore con l’occhio da pesce lesso e qualche linea giustizia nel salotdi febbre (uno come Massimo Giletti potrebbe essere l’ideale), un to tv di Giletti. paio di reduci della televisione che fu come autorevoli opinionisti (tipi come Claudio Lippi ed Eleonora Giorgi, per intenderci), uno che dice di essere un massmediologo, possibilmente vestito un po’ strano che fa tanto moderno e anticonformista (un Klaus Davi potrebbe essere perfetto). Aggiungi una spruzzata di pseudo giornalismo con ghigno d’ordinanza (un nome a caso: Nicola Porro) e, per dare la parvenza di un piatto equilibrato, prendi una giornalista che ha fama di essere una tosta (una che ha lavorato con Santoro, come Maria Grazia Mazzola, per esempio). Ciliegina sulla torta: prendi un magistrato di provincia (nello specifico Cremona) con la faccia da bravo ragazzo che ha fatto bene i compiti e mettilo a confronto con un magistrato che c’ha la faccia di uno che rompe le scatole al potere (nello specifico, Roberto Scarpinato di Palermo). E’ il piatto che è stato servito davvero domenica pomeriggio dal servizio pubblico del nostro paese. La trasmissione (Domenica In) prendeva spunto dall’allarme lanciato dal presidente della Repubblica qualche giorno fa sull’“intollerabile durata dei processi” in Italia. Partenza buona, visto che il vero grosso problema della giustizia del nostro paese è proprio quello della grandissima inefficienza del sistema, che non riesce a garantire quella “ragionevole durata dei processi” che la nostra Costituzione si ostina a proclamare. Ovviamente, però, il conduttore non si è minimamente sognato di segnalare che questo problema con la riforma della giustizia che sta proponendo il centro-destra – e sulla quale il centro-sinistra si è dichiarato pronto a collaborare – non c’entra nulla. Ci ha provato la Mazzola, ma naturalmente il nostro valente Giletti non ha dato cenno di raccogliere la segnalazione. E c’ha provato ovviamente Scarpinato, che mentre parlava era una specie di sorvegliato speciale, con Giletti subito pronto a togliergli la parola non appena il magistrato osava dire qualcosa fuori dal copione (cosa che per fortuna ha fatto continuamente). Come, per esempio, che se i tempi di prescrizione vengono dimezzati (come è stato fatto con la legge Cirielli) diventa ancora più difficile arrivare a sentenze definitive. Oppure che la ragionevole durata dei processi non è affatto un interesse generale, visto che ci sono molti imputati che non hanno il minimo interesse a che il processo si concluda in tempi brevi e che la tirano per le lunghe finché possono (e finché interviene la prescrizione, appunto). Oppure ancora, che la durata dei processi non si riduce impedendo ai magistrati di scoprire i reati, come si vuole fare limitando le intercettazioni. Tutte cose che evidentemente non interessavano affatto al conduttore, che la buttava continuamente sul personale. La tesi di fondo della trasmissione, infatti, era – e c’era da aspettarselo – che il problema della giustizia nel nostro paese sono… i magistrati! Perché infatti – si chiede l’ottimo Giletti – a Cremona sono riusciti a digitalizzare tutti i fascicoli e non si riesce a fare la stessa cosa nel resto d’Italia? E’ una questione di capacità e di volontà dei magistrati, chiosa Giletti. Inutile che la Mazzola cercasse di spiegare che prendere Cremona a modello generale non aveva alcun senso, in un paese in cui intere regioni sono dominate da potentissime organizzazioni criminali. Ma la logica e l’analisi in trasmissioni di questo genere sono degli sconosciuti. Interessa solo suscitare un generico e confuso sentimento di indignazione (“Vedi, a Cremona lo fanno, allora c’ha ragione Brunetta che ‘sti magistrati sono dei fannulloni!”), in modo da creare un ambiente favorevole per realizzare una riforma della giustizia che nulla – completamente nulla – fa per risolvere i veri problemi della giustizia. Si chiama propaganda. 25 dicembre - www.beppegrillo.it

L’informazione di guerra

Beppe Grillo - La censura è viva e lotta contro di noi. Nei giornali e nelle televisioni "la censura è l'informazione". I sindaci mi vietano l'uso dei palazzetti per il mio spettacolo Delirio, come avviene a Pavia, in quanto persona non gradita. In Rete ci stanno provando. Prima con la Levi, poi con la Cassinelli. Questo blog è oscurato all'interno di molte grandi aziende e pubbliche amministrazioni. I temi del blog sono ignorati da tutti i media. Tutto questo ci può stare nel regime Veltrusconi. Ma una cosa proprio non la mando giù. Che i suggerimenti della ricerca di Google Italia (SOLO di Google Italia) mi cancellino e mi preferiscano Beppe Maniglia e Beppe Quintale. E' uno scandalo belin, perchè Quintale sì e io no? Credo che i dirigenti di Google Italia abbiano avuto un suggerimento o forse Google in Italia non funziona. Perchè non lo chiedete a Google? Inviate una mail a: press@google.com In attesa della risposta usate un altro motore di ricerca. "Caro Beppe, ti informo che sei ufficialmente censurato su Google. In realta' è una censura "morbida", pero' significativa a mio avviso... ti spiego teste'. Da qualche tempo sul motore di ricerca Google c'è un "aiutante", nel senso che man mano che scrivi la parola da ricercare nell'apposito riquadro, subito sotto appaiono una decina di risultati che ti possono aiutare a velocizzare la tua ricerca. Per esempio, se scrivo "b" compaiono dei risultati (in base a non so quale oscuro criterio) che vanno da Belen Rodriguez a Banca Intesa a Babbo Natale; se scrivo "be" la ricerca si affina e insieme a Belen Rodriguez appaiono fra gli altri Berlusconi e Benetton... e cosi' via. La sorpresa e' quando arrivi a scrivere "Beppe"... Beppe Gambetta, Beppe Bigazzi, Beppe Fiorello... ma di Beppe Grillo nessuna traccia. Andiamo avanti. "Beppe G": rimangono solo Beppe Gambetta e Beppe Gabbiani (?).Fine della storia. Stesso risultato per "Grillo". Ma la cosa simpatica e' che in basso a destra nella pagina di Google c'e' un link a "google.com in english" (il sito americano ufficiale) dove basta scrivere "bep" e magicamente in prima posizione troneggia inamovibile BEPPE GRILLO. Addirittura scrivendo "grillo b" c'e' un bel "grillo blog", e tanti auguri di Buon Natale ai censori.... ridicoli, aggiungerei. In ultimo ti confermo che questa "censurina" riguarda solo te. Travaglio, Ricca, Massimo Fini, Gomez, Di Pietro, Barnard, Sabina Guzzanti, Santoro, Dario Fo... loro ci sono tutti. Un augurio di Buone Feste, e lieto di poterti dare una mano. Ho gia' preso i biglietti per lo spettacolo di Torino di Gennaio, mi raccomando: in forma!!" Ugo

Beppe Grillo - Cosa hanno in comune Islanda, Grecia e Ecuador? Un'economia di guerra. L'Islanda è fallita, la Grecia è in rivolta e Correa, presidente dell'Ecuador, ha dichiarato il "default" del Paese: i titoli di Stato in scadenza nel 2012 non saranno pagati. La Grecia è stata oscurata dai media. Non si sa quello che vi succede. Si fa passare una rivoluzione come una manifestazione di ragazzi esagitati, di no global, di anarchici. La Grecia è vicina al fallimento economico e per questo bisogna: "Sopire, troncare.., troncare, sopire". Il contagio fa paura. In Italia, la scorsa settimana sono andate deserte due aste di BTP e una terza ha venduto circa un terzo dei titoli. Lo sapevate? Nooooooooooo? Vi capisco, i telegiornali erano troppo occupati a spiegare che sulle Alpi nevica in dicembre e a descrivere la frenetica corsa agli acquisti. Il mondo è in guerra. Una guerra economica. Non molto diversa da quelle combattute con le armi. L'informazione di guerra serve a rassicurare. Gli alpini stavano per sfondare a Stalingrado e il giorno dopo già attuavano una veloce ritirata strategiBLOG VOX ca verso l'Italia. Questo Stato si regge ormai solo sulle balle. La sua ultima frontiera. Preparate le scarpe da lancio per il 2009. www.blogvox.info "Caro Beppe, 29 dicembre 2008 sono uno studente universitario di Genova che sta facendo l'Erasmus in Islanda, dove ho conosciuto molte persone che vivono e Articoli: www.beppegrillo.it lavorano qui e vedere con i miei occhi come la speculazione finanziaria ha distrutto un Paese che fino allo scorso anno l' ONU definiva il www.voglioscendere.it primo al mondo per benessere. I miliardi di dollari che gli speculatori hanno riversato su questo Paese per anni ad un certo punto si www.micromega.net sono interrotti e nel giro di poche settimane le principali banche del Paese sono fallite, la moneta è crollata e l' inflazione e la disocuwww.danielemartinelli.it www.antoniodipietro.it pazione, prima quasi inesistenti, hanno raggiunto percentuali a due cifre. Parlando con le persone del posto ho scoperto con stupore ilpopolosovrano.splinder.com che questo Paese scandinavo è afflitto dai nostri stessi problemi, una classe dirigente collusa con le banche che invece di tutelare i generazionev.blogspot.com cittadini cerca di coprire le azioni di chi dilapida i loro risparmi e che non vuole saperne di abbandonare il potere, nemmeno ora che alessios4.blogspot.com poveraitalia.weblog.it le i cittadini per la prima volta nella storia del Paese scendono in piazza ogni giorno per chiedere le dimissioni del governo che ha portato il Paese in queste condizioni. Ma la notizia che mi ha spinto a scrivere questa lettera è quella apparsa oggi su un piccolo giornale Vignetta: www.lelecorvi.com locale dove si parla di un giornalista che ha dovuto licenziarsi perchè dopo aver seguito un inchiesta sulle persone che hanno causato la Foto: crisi finanziaria il suo editore ha deciso di pubblicare il suo articolo modificato altrimenti il giornale sarebbe stato fatto chiudere dalle www.beppegrillo.it persone che il giornalista denunciava. Nemmeno le notizie dei suicidi che stanno diventando sempre più numerosi possono essere www.portorotondoweb.it pubblicate. Questa esperienza mi ha fatto capire che nonostante viviamo in Paesi diversi con tradizioni e struture politiche diverse i iolodico.wordpress.com www.pibua.net problemi che affliggono la nostra società sono gli stessi in tutta Europa, il blog ha già rilevanza internazionale, perchè non dedicare www.webalice.it spazio anche agli altri Paesi europei? Sono sicuro che le persone e le notizie non mancherebbero e questo contriburebbe a farlo crescewww.carovigno.net re ancora insieme a chi che non si arrende a questo sistema che ci chiede di non credere piu nella giustizia e di diventare come loro, www.danielemartinelli.it www.moliseitaliadeivalori.net arricchendoci sfruttando e ingannando le persone. Se ho deciso di non essere come loro e di costruire la mia vita combattendo le ingiuitaliadeivalostizie e aiutando chi difende la verità è anche grazie a tutto quello che ci hai dimostrato in questi anni, prima dalla televisione (ero picri.antoniodipietro.com colo, ma mi ricordo quando avevi deciso di andartene a parlare nei teatri pur di non sottometterti a loro) e ora con il blog e le manifeBanner: stazioni, continua cosi!". Federico A. www.disabiliforum.com


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