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ANNO 5 N. 29 - Prezzo di cop. 1,00 € - Pt. Ita. Sped. in Abb. Post. 70% - Aut.ne DCB prov. BO tutti i diritti sono riservati - © 2010

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GRATIS - FREE ANNO 5 n. 29 MAGGIO10

roma


13,90 euro

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29

maggio 2010

in questo numero fondatore Marco Mazzoni responsabile contenuti Marco Cantelli

interviste a studenti

19

25%

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Most published photo-subject

35

Anche quest’anno ci confermiamo leader della cultu-

murales

cartelli

25

illustrazione di copertina Friends With You.

BLOGmag è stato stampato c/o Grafica editoriale Printing – via E. Mattei 106 – Bologna – interamente su carta riciclata ecologica con certificazione europea ECOlabel. Aut.ne Tribunale di BO n. 7623 – 19/01/2006.

le interviste extra ad artisti, gruppi musicali, esperti e personaggi famosi

pubblicate su BLOGmag 25% dei trivia: dei numeracci impossibili da ricordare ma che fanno molta scena.

in redazione Carlotta Marchioni, Nico Scagliarini, Giacomo Dondi, Lorenzo Bovini, Federico de Felice, Salvatore Zeola, Giovanni de Girolamo, Roberto Pisano, Paolo Sansone.

questo numero è stato distribuito nelle province di: Ancona, Avellino, Benevento, Bologna, Brindisi, Cagliari, Catania, Ferrara, Firenze, Foggia, Genova, L’Aquila, Matera, Milano, Modena, Napoli, Padova, Parma, Pistoia, Roma, Vicenza.

ragazze intervistate

141 brevi pillole di saggezza

logistica Tommaso Tani

progetto grafico Nouvelle

ragazzi intervistati

numbers

direttore responsabile Chiara Caliceti

hanno collaborato: Giusy Cristiano, Isa Iannuzzi, Clara Marchesi, Diego Sgrò, Federica Cappa Colella, Giulia Migliore, Anna Francavilla, Sara Peluso, Elena Biagi, Andrea Basso, Valentina Schiavone, Annalisa d’Urbano, Linda Ferrondi, Erica Scigliuolo, Michele Foscardi, Vittorio Marchetti, Claudia Mastroroberto, Claudio Cannistrà, Sabrina Lettieri, Francesca Guadagnini, Filippo Zordan, Alexia Mariah Eaton, Michele Maisto, Marta Mangiarotti, Edoardo Grossule, Lorenzo Ferraioli, Giuseppe Cirasino.

60 23 37

ra street: infatti nei nostri numeri abbiamo utilizzato ben

25 illustrazioni di cartelli e

segnaletica stradale, battuti solamente dai

35 murales che compaiono nelle nostre pagine.

68

Le pagine di ciascuna uscita di BLOGmag.

“Three little words...” 498.750 caratteri stampati sui numeri di quest’anno di BLOGmag di cui 76.730 parole. (si tratta di stime, non verificate a casa questo dato... pensate a studiare!)

166 408 2,45

recensioni pubblicate stelline assegnate

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673 5 40 Gb

Le definizioni di parole crociate pubblicate su BLOGmag.

Gli iPod nano regalati da BLOGmag ai più svelti.

lo spazio che vi abbiamo permesso di riempire con la vostra musica. BLOGmag 3


e m o h a l t e e r t s e dell arts www.culturastreet.it

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n°

29

maggio 2010

in questo numero pag. 6 pag. 12 pag. 20 pag. 22 pag. 24 pag. 26 pag. 28 pag. 30 pag. 32 pag. 36 pag. 42 pag. 46 pag. 50 pag. 56 pag. 63 pag. 64

cibo slow, cibo fast speciale esami odissea nello spazio il vulcano islandese sudafrica speciale mondiali europe bici fissa is the way iphone e complotti top10: film e vacanze friends with you cassette kids musicbox prince of persia what’s hot... or not? gamebox e oroscopo BLOGmag 5


1986

L’anno in cui a Bra (Piemonte) nasce l’associazione Slow Food.

8-10%

La percentuale di ragazze tra i 12 ed i 25 anni che soffrono di disturbi del comportamento alimentare.

1.149.523.715 Le persone sovrappeso nel mondo in questo momento stimate dalle ultime statistiche del World Health Organization.

dal cibo slow al cibo fast Mangiare velocemente, mangiare lentamente, mangiare sano, mangiare junk... Se ne parla sempre di più, ma alla fine ognuno fa, giustamente, come gli pare. Esiste l’alimentazione perfetta? autore > sara peluso luogo > roma categoria > attualità

tags > alimenti, pranzo, panini, tempo, fretta, fast-food, slow food, carlo petrini, macchinette, euro, scuola, famiglia, abitudini

In giro tutto il giorno, a pranzo un panino al volo, e adesso? Adesso non ci vedo più dalla fame!” Così esordisce una ragazza che corre affannata per la città in uno spot pubblicitario (di quelli che han fatto storia) per una merendina confezionata. E forse non c’è frase più azzeccata per descrive lo stile di vita e soprattutto le abitudini alimentari della nostra generazione, di quella dei nostri genitori e purtroppo anche di quella dei nostri fratelli o amici più piccoli. Quando per BLOGmag 6

viviamo in un mondo in cui fin da piccoli sappiamo che il tempo è denaro. E “sprecare” preziosissimi giri d’orologio equivale a perdere tempo, a non produrre, ad arrivare in ritardo e a non essere affidabile. Quindi le frasi che farfugliamo affannati quando non ci siamo presi del tempo per i nostri pasti, sono delle giustificazioni belle e buone; il tempo ci sarebbe, ce n’è per fare tutto, siamo noi che non vogliamo perderne a discapito di qualche altra attività.

Soluzione fast-food caso all’università o in giro per le strade sentiamo ragazzi che dicono ”ho tutto ancora sullo stomaco, ho mangiato un panino mentre ero sul bus” ci viene da pensare al perché si è arrivati a questo punto; e spesso concludiamo il ragionamento dicendo: sono tutte scuse!

Vivere di fretta

Si è arrivati a questo punto, ovvero a quello stile di vita che non ci permette quasi mai di prenderci una mezz’ora per mangiare (magari non con calma e a casa ma perlomeno seduti), perché

Il passo tra questo stile di vita frenetico e la frequentazione di fastfood o pizzerie al taglio è molto breve. L’ormai celeberrimo fastfood, che anche in Italia, Paese di prelibatezze culinarie amate in tutto il mondo, continua a spopolare, è un vero e proprio fenomeno di costume e rispecchia in pieno quello che la società ci richiede e che noi ciecamente assecondiamo. Il problema ora non è solo della qualità dei cibi che consumiamo in questi posti ma è soprattutto quello che essi significano: da un recentissimo studio fatto a Toronto

>>


>> nella School of Managment sono

usciti dei dati impressionanti. Pare infatti che i fast food mandino al nostro cervello dei messaggi subliminali che ci trasmettono ansia ed impazienza: la sola vista di immagini riguardanti una di queste catene cambia inconsciamente il nostro comportamento ed arriviamo così ad essere impazienti e frettolosi anche quando non ne avremmo i motivi. La fretta ed il poco tempo sono certo degli ostacoli veri, ma la questione della qualità di ciò che finisce nei nostri piatti è molto importante ed è legata anche alla necessità alle volte di cavarsela con pochi euro. È proprio per questo che tutti gli uffici e le scuole, purtroppo anche quelle elementari, sono ormai dotati di “fredde” macchinette a gettoni con cui si può reperire qualcosa da mangiare nei vari intervalli. Se per il pranzo è difficile (anche se non impossibile) portarsi qualcosa da casa, almeno per la abitudinale “merenda” le mamme e i papà di tutto il mondo si potrebbero sforzare nel preparare per se stessi e per i figli qualcosa di genuino e non

confezionato, proveniente dalla propria accogliente casetta e non da una gelida macchinetta d’acciaio. Dov’è finito quel panino fresco con la marmellata, il cui profumo fuoriusciva delicatamente dalle cartelle delle nostre madri che attendevano con ansia la ricreazione?

Mangiare lento e sano

Certo la modernità non è tutta da condannare: è proprio da ciò che nascono le recenti

Marco Mazzoni

25 anni Fondatore BLOGmag

Se è proibito allora si deve fare! Io sono un patito di Burger King. Poi da quando ho visto Robert Downey Jr. chiedere (nel film Ironman) come prima cosa, una volta tornato a casa dopo mesi di prigionia, un paio di

critiche al cosiddetto Slow food, un’associazione fondata da Carlo Petrini alla fine degli anni Ottanta che predica la salvaguardia della biodiversità, la conservazione delle tradizioni culinarie, la promozione di tecniche agricole non invasive e alcune abitudini come il rispetto dei tempi naturali, dell’ambiente e della salute dei consumatori. Le critiche rivolte a “Slow food” sono nate dalla poca validità di alcuni suoi valori fondamentali come l’elogio della “naturalità” dei prodotti. Il giornalista >> Antonio Pascale analizza infatti il cheeseburger... Mi ci sono proprio affezionato. Il fatto è che, a partire dagli USA, sta dilagando la convinzione che il Junk Food sia il diavolo. Ma il punto è proprio che queste cose diaboliche sono fighe! E poi magicamente scopri che Mc Donalds in Italia è diventato uno dei nuovi e principali centri di aggregazione giovanile. Troppo Junk Food non fa di certo bene alla salute, ma provate a chiudere Burger King in Italia e state sicuri che è la volta buona che mi trasferisco all’estero. W i cheeseburgers. BLOGmag 7


Eleonora >> concetto di agricoltura tradizionale

ricordandoci che nessuna coltivazione è più “naturale” nel vero senso della parola e che sin dalla scoperta dell’America non esistono più colture autoctone. Ogni coltivazione risulterebbe quindi innaturale: l’agricoltura “innaturale” ed industriale, seppur con i difetti del caso, ci ha permesso di allargare la nostra dieta alimentare e quindi ha degli aspetti positivi.

Change, we can!

Cambiare abitudini alimentari così radicate in noi figli della velocità, è molto difficile. È invece facile essere più accorti e seguire dei piccoli consigli. Senza nessuna pretesa di diventare nutrizionisti o medici BLOGmag 8

che si possono sempre contattare per soluzioni più approfondite, si può iniziare dalle piccole cose per migliorare il nostro rapporto con il cibo. Preferire una tavola calda ad un fast food o una pizzeria al taglio, scegliere di svegliarsi un po’ prima la mattina e prepararsi ogni tanto qualcosa da casa, mangiare un frutto o del pane fresco invece di merendine confezionate e se se ne ha la possibilità, qualche volta tornare a casa e prendersi un’oretta per mangiare con la famiglia. Non scordiamoci mai che il cibo è sì un esigenza fisica ma è anche e soprattutto un piacere, un momento di aggregazione, un qualcosa da condividere con chi si ama o con chi semplicemente ci sta simpatico. >>

17 anni IISS IPC Tanari Bologna I tuoi orari scolastici ti obbligano a mangiare spesso fuori casa? No, per fortuna no... Anche se il prossimo anno mi toccherà visto che dovrò fare il rientro a scuola anche di pomeriggio. Hai mai seguito una dieta alimentare - anche per ragioni sportive? Mai! Preferisci spendere i soldi della paghetta in mangiare o risparmi per “investire” su qualcos’altro? Bè chiaramente cerco di risparmiare sul cibo così da avere più soldi per altro: diciamo che oltre 15€ non vado per una cena con gli amici.


Il sogno dello snack perfetto A sentire le pubblicità ogni merendina è quella giusta: “come bere due bicchieri di latte” oppure “la carica giusta a colazione” e via discorrendo di proclama in proclama. Tutti ci rendiamo conto che si tratta esclusivamente di pubblicità e che piuttosto ci sarebbe da valutare quale fa meno male. Ma un gruppo di ricercatori sparsi in tutta Italia ha deciso di mettere su una rete di laboratori, il Functional Food and Global Health, con lo scopo di scoprire la ricetta segreta per la merendina perfetta. Il team di scienziati che ha scelto come location principale dei suoi esperimenti l’ospedale Sant’Orsola - Malpighi di Bologna, si prefigge infatti come obiettivo quello di trovare la giusta combinazione di ingredienti per creare lo snack che non faccia ingrassare e che non porti problemi cardiaci. Avranno un bel da fare considerando che di solito tutto ciò che è buono e gustoso fa, irrimediabilmente e nella maggior parte dei casi, male alla salute.

Isabella

19 anni Liceo Galvani Bologna I tuoi orari scolastici ti obbligano a mangiare spesso fuori casa? In linea di massima no, riesco sempre più o meno a regolarmi con la mia famiglia per mangiare alle due, se esco tardi, o all’una e un quarto – l’una e mezza, se esco all’orario normale. Però sì, a volte capita che mi debba arrangiare fuori casa. Hai mai seguito una dieta alimentare - anche per ragioni sportive? Sì, mi è capitato di seguire una dieta, ma puramente per motivi estetici. Preferisci spendere i soldi della paghetta in mangiare o risparmi per “investire” su qualcos’altro? Decisamente risparmio sul mangiare fuori per investire in altro! Per una cena in ristorante al sabato sera posso pensare massimo a 25€, per un pranzo 15€...

Andrea

19 anni Liceo Copernico Bologna I tuoi orari scolastici ti obbligano a mangiare spesso fuori casa? No, non mangio mai fuori casa perchè esco tutti i giorni all’una e due volte a settimana alle due, quindi sono praticamente sempre ‘in orario’ per i pasti. E’ capitato solamente che nei mesi in cui si doveva rientrare per recuperare le insufficienze non mangiassi a casa. Hai mai seguito una dieta alimentare - anche per ragioni sportive? No, in realtà non mi è mai capitato di seguirne una... Preferisci spendere i soldi della paghetta in mangiare o risparmi per “investire” su qualcos’altro? Più che spendere tanto in cibo, delle volte mi piace andare a mangiare fuori con gli amici, almeno una volta a settimana. Spesso andiamo in ristoranti stranieri, per provare altri gusti.

>> Il cibo, o meglio le nostre

abitudini alimentari, non sono solo argomento di discorsi banali su diete e vite frenetiche, ma sono veri e propri specchi di noi stessi, ed ultimamente non stanno riflettendo niente di positivo. Vale veramente la pena di soffermarsi a riflettere su quanto quello che mangiamo e la quantità di tempo che dedichiamo ai pasti incidano sulla nostra salute, sulla nostra psiche, sui nostri comportamenti e sulle nostre relazioni interpersonali. Non sottovalutiamo il cibo, perché come diceva Ludwig Feurbach “in fondo, siamo ciò che mangiamo” ed aggiungiamo: “anche come lo mangiamo!” n BLOGmag 9


Meritocrazia L’obiettivo da perseguire con le riforme secondo il Ministro Gelmini.

2 milioni

Le persone che si sono trasferite in 15 anni dal Sud al Nord.

400.000

I precari docenti a rischio secondo i sindacati della scuola.

la classifica dei prof Il Ministro dell’Istruzione propone le graduatorie regionali per gli insegnanti, oltre ad nuovo sistema di valutazione degli stessi. L’idea non è però piaciuta troppo ai sindacati... autore > andrea basso luogo > milano categoria > scuola

tags > mariastella gelmini, consiglio di stato, graduatorie, regioni, insegnanti, valutazioni, leoluca orlando, lega nord, meritocrazia, sindacati

Graduatorie regionali per gli insegnanti? È possibile. Il nostro obiettivo è il 2011”. Risalgono a lunedì 19 aprile le affermazioni del Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini (nonostante per ora il Consiglio di Stato si sia espresso negativamente BLOGmag 10

su questo tipo di riforma), che ha inoltre affermato che “è necessario eliminare gli sprechi ed investire con oculatezza tutte le risorse disponibili”.

I punti chiave

La nuova riforma, dice sempre la Gelmini, si pone essenzialmente

due obiettivi riguardanti gli insegnanti: il loro avanzamento in base alla carriera e non, come ora, all’anzianità ed un nuovo sistema di valutazione che permetta la redistribuzione dei risparmi in termini meritocratici. Il disegno di legge consisterebbe perciò in un reclutamento degli insegnanti in base alla loro valutazione, con un albo a disposizione dei Presidi degli Istituti, dal quale potranno essere scelti i professori. Il Ministro continua poi: “È fondamentale garantire la continuità didattica e l’avvicinamento tra residenza e posto di lavoro degli insegnanti”. Formigoni, Governatore della Lombardia, aggiunge che non si potrà cambiare istituto per 5 anni, ma la residenza non sarà un requisito obbligatorio. Basterà garantire una certa permanenza sul territorio per il periodo dei 5 anni. Tutto questo per evitare le continue sostituzioni di personale che troppo spesso si sono viste negli ultimi tempi. >>


>> Insegnanti precari

La nuova proposta potrebbe però essere un duro colpo per i precari, dei quali si fa rappresentante il portavoce dell’Italia dei Valori Leoluca Orlando: “Sarebbe vergognoso inserire una graduatoria regionale per i numerosi precari che da anni aspettano una cattedra e sopravvivono con supplenze, sopportando immensi sacrifici. Infatti i docenti, per poter fare qualche ora di lezione, si sottopongono a lunghe trasferte oppure, per avere un posto fisso, sono costretti a cambiare regione lasciando affetti e famiglia”. >>

Fuga di cervelli dal Sud I dottori si trasferiscono al nord-Italia

Pochi mesi fa è stato pubblicato lo studio realizzato da due economisti di Bankitalia, Sauro Mocetti e Carmine Porello. I dati che sono emersi, che fanno riferimento fino al 2005, non sono però dei più positivi per quanto riguarda il sud Italia. Si può oggettivamente parlare di vera e propria ‘fuga di cervelli’: il dato più rilevante riguarda infatti la migrazione verso il nord, tra il 2000 e il 2005, di ben 80.000 dottori, pari all’1,2% dei residenti con tale titolo. Ed è proprio nel 2005 che si raggiunge l’apice delle recenti migrazioni, con l’1,3% di persone che ha cambiato residenza. Nell’arco di tempo tra il 1990 e il 2005 sono state invece 2 milioni le persone trasferitesi al centro-nord. I due economisti commentano così i risultati della loro ricerca: “Questa migrazione, specialmente dei cosiddetti cervelli, può comportare un impoverimento di capitale umano, che a sua volta può riflettersi in produttività, competitività e crescita economica”. Negli ultimi anni è anche aumentato il “pendolarismo di lungo raggio”: il fenomeno riguarda le persone (il 40%) che, pur mantenendo la residenza d’origine, finiscono a lavorare in luoghi molto distanti dal Comune da cui provengono, riuscendo comunque a ritornarci nel corso dell’anno. La causa di tutto questo movimento purtroppo è sempre la stessa: la maggiore possibilità di lavoro al nord.

>> Le reazioni politiche

Prevedibile la soddisfazione della Lega Nord, che la scorsa estate aveva già presentato la proposta con la presentazione di un disegno di legge alle Camere. Si oppongono invece fortemente i sindacati, che giudicano la proposta incostituzionale e in contrasto con le normative europee, che vietano discriminazioni legate a territori specifici. Secondo la Flc-Cgil questa proposta è una conferma del tentativo di varare i sistemi di istruzione regionali. Anche il segretario generale del sindacato Mimmo Pantaleo ha marcato negativamente la situazione dei precari che si sarebbe venuta a creare, aggiungendo poi che per dare stabilità agli organici si potrebbero utilizzare altri strumenti. Duro anche Massimo Di Menna,

leader della Uil Scuola: “Se davvero si ha a cuore la continuità didattica, ci si impegni a garantire da subito, e non dal 2011, la stabilità degli organici. Se non viene data questa garanzia le ricercate vicinanze fra luogo di residenza e di lavoro sono assurde e antistoriche”. Secondo Rino Di Meglio, coordinatore della Federazione Gilda-Unams, sarebbe preferibile incoraggiare il radicamento sul territorio e la stabilizzazione dei docenti con meccanismi premiali. Critico anche Marcello Pacifico, presidente Anief, secondo il quale il Ministro con questa legge cancellerebbe di colpo solo le graduatorie di 400.000 precari docenti e del personale Ata. Nulla è ancora deciso; di certo il clima attorno al Ministro Gelmini sembra farsi sempre più bollente. n BLOGmag 11


l’ABC degli esami Un veloce ripasso di tutto ciò che c’è da sapere sugli esami di maturità 2010: consigli, indicazioni e curiosità per provare a non sbagliare nulla!

U

na serie di consigli per l’esame di stato: chi non li sta dando a tutti gli studenti di quinta che si avvicinano al grande giorno... Ci proviamo, un po’ in breve, ma sperando di colmare qualche lacuna, anche noi

di BLOGmag, con diversi spunti (ordinati in ordine alfabetico: perdonateci se non c’è l’H ma non sapevamo proprio che cosa scrivere!) frutto di tre anni di continua raccolta di esperienze vissute ed aneddoti sul tema, appunto, esame di maturità. In bocca al lupo!

Ammissione: L’unica novità di

rilievo per l’esame di maturità 2010 riguarda l’ammissione all’esame: da quest’anno non si viene ammessi se non si ha una valutazione sufficiente in tutte le discipline, condotta compresa. Bocciatura d’ufficio: Si viene automaticamente bocciati quando, finite le prove scritte, la somma dei crediti formativi e dei punti delle prove scritte non rende possibile arrivare a 60 anche prendendo il massimo dei voti all’orale (quindi con 30 punti). Questo caso si può verificare anche se viene completamente annullata una prova scritta per motivi disciplinari. >>

ne vog lio Se non ti basta ancora queste no i co pagine nsigli d ! e in

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22.06.2010

>> Commissione: La commissione

è formata da 7 membri (presidente, 3 esterni e 3 interni). Il presidente è un prof tendenzialmente non di primo pelo scelto tra tutti i dirigenti scolastici (fino ad esaurimento) e tra altri insegnanti tra quelli più anziani. Fa seguire le regole e i protocolli dell’esame e controlla che non si verifichino scorrettezze. Deve essere SEMPRE presente durante le riunioni di commissione, durante le prove orali, e durante gli scrutini delle prove scritte e della prova orale. Il commissario esterno invece non conosce nessuno dentro la scuola e i punti di riferimento che ha sono i colleghi commissari e i collaboratori scolastici. Documento del 15 maggio: È un documento pubblico (dovrebbe esser affisso nelle bacheche) dove i vostri professori raccontano la situazione generale della classe: una chiara spiegazione del gruppo di studenti nel suo complesso. È un documento molto importante per l’esame e sarebbe il caso di andarselo a guardare in modo da rendersi conto di quali siano le prime informazioni che i commissari esterni avranno sulla vostra classe. Esposizione: Il tempo perfetto per esporre una buona tesina sono 15 minuti. Mai superare i 20! Altri consigli: provarla con un amico o parente già diplomato, eliminare gli intercalari e riascoltarsi. Facebook: Bando ai social! Invece lo status Tizio Caio sta studiando per l’esame è ben accetto, così nessuno vi verrà a cercare. Giornate di studio: Occhio al caldo: si studia meglio quando ce n’è meno. Mattino (9-12) e tardo pomeriggio sono i momenti migliori. La dritta delle dritte è studiare come degli assassini per 45 minuti e nei 15 minuti successivi fare altro (ordinare le cose, bersi un succo, leggere il giornale… insomma, liberare la mente). Il giorno prima dell’orale, invece, non fate nulla e rilassatevi: é troppo tardi per mettersi a studiare ed è troppo presto per farsela addosso. Ispettori: Se doveste riscontrare delle anomalie nelle procedure dell’esame, vuoi per imperizia dei prof o proprio per una volontà, dovreste immediatamente contattare l’Ufficio Scolastico

Alle ore 8.30, per tutti, inizia la prima prova dell’esame di Stato.

23.06.2010 La data in cui si svolgerà la seconda prova.

25.06.2010 La data della terza prova.

Provinciale e chiedere di parlare con un Ispettore Scolastico. Leggere con attenzione: Da farsi con tutte le tracce proposte durante la prima prova. Elaborata la scelta ed evitati così eventuali errori di comprensione, prendetevi un’altra mezz’ora per svilupparvi una scaletta chiara. Malattia: La regola prevede che per gli studenti che si sono ammalati o sono impossibilitati a partecipare alle prove, vengano fatte due sessioni di recupero. Per le malattie più gravi è prevista una sessione suppletiva a settembre, con ovviamente temi diversi etc… mentre per le malattie facilmente recuperabili c’è anche una sessione ai primi di luglio. No panic: Lo stress non è necessariamente negativo; si tratta solo di mantenerlo su livelli che siano salutari e stimolanti. Per rilassarsi esistono molte pratiche diverse come il Tai-chi, lo Yoga o

altre tecniche più moderne ma comunque ad esse ispirate come il training autogeno. Un’altra pratica di meditazione, probabilmente la più semplice, è detta visualizzazione. Si tratta di immaginare un posto nel quale ci si trovi particolarmente a proprio agio o di evocare un ricordo piacevole. In sostanza dovete non pensare all’esame e distrarvi per un po’. Organizzarsi: Tra la fine dell’anno scolastico e la prima prova ci sono veramente pochi giorni per ripassare. Parola d’ordine: realismo. Non pensate di riuscire a divorarvi mille pagine di roba per ogni materia! Bisogna scriversi su un foglio le cose più urgenti da fare, cercando di consultare anche il programma per capire e ricordare ciò che i prof ritengono fondamentale da sapere. Il vostro programma di studio dev’essere flessibile per potersi convincere di essere in grado di seguirlo al meglio. Inoltre cercate di ricordarvi quali >> BLOGmag 13


>> sono gli impegni e le fatiche che già sono fissati in quel periodo. Prova orale: State tranquilli e nei momenti immediatamente precedenti non ripassate nulla. Se avete la fortuna di avere un amico/a che ha l’orale prima di voi, se lui è d’accordo, entrate ad assistere alla prova (ma solo se non vi mette ulteriore panico!). Durante l’esame, siate sicuri di voi: guardate negli occhi gli esaminatori e mostratevi preparati; anche se sapete poco l’essere sciolti e decisi aiuta sicuramente. Risposta breve: Se, nella tensione dell’orale, riuscite a rispondere in maniera breve e completa fate sicuramente un lavoro migliore che replicando ai professori (probabilmente stanchi BLOGmag 14

e un po’ annoiati) con tanti giri di parole. Scorrettezze: Se vi beccano a copiare, più l’artifizio per copiare è sofisticato più aumentano le possibilità che la vostra prova venga annullata e vi mandino a casa. Secondo questo fatto se il commissario beccasse uno studentecondor sorvolare dall’alto il compito del vicino non dovrebbe succedere nulla di abominevole... si rimedierebbe soltanto una figura da fessi. Tesina: Certi argomenti sono davvero abusati e sarebbe meglio evitarli, perchè i professori sono stanchi di sentirseli ripetere e perchè probabilmente qualcuno ne ha già parlato più approfonditamente e nel confronto si rischierebbe di non fare una bella figura. Conviene quindi

scegliere un argomento che sia il più possibile vicino ai propri interessi. Inoltre, chi inserisce molte materie ha l’aria di farlo per volersene liberare senza che gli vengano poste altre domande durante l’esame... ma la commissione non è così scema da non accorgersene! Uzbekistan: Non serve andare in posti così isolati e remoti per trovare un po’ di concentrazione per lo studio: basta eliminare le distrazioni che avete intorno come il pc - specie se connesso ad internet, il cellulare e familiari assortiti sempre pronti ad interrompervi. Voto: I voti sono decisi dai professori e dai commissari esterni a mano a mano che le prove si succedono e, una volta stabiliti, vengono verbalizzati. Dopo la correzione degli scritti non si può più intervenire sui voti. Questi verranno pubblicati pochi giorni prima della prova orale (48 ore prima del primo giorno di sessione orale). Lo scrutinio finale si svolge dopo la conclusione di tutte le prove orali e consiste nella somma del credito scolastico (fino a 25, di cui 16 al terzo e quarto anno di studi e 9 al quinto), del voto degli scritti (fino a 45, 15 per ogni prova), dell’orale (fino a 30) e dell’eventuale bonus per i più meritevoli (fino a 5), ottenibile solamente dagli studenti che si presentano con 15 crediti e con un voto superiore a 70. Zaino: La sera prima della prima prova, preparate lo zaino con tutto l’occorrente: i grandi classici come astuccio e penne - funzionanti -, dizionario e fogli per gli appunti, ma anche dell’acqua per superare le 6 ore senza morire disidratati e un lettore mp3 che, anche se non potete usarlo durante la prova, vi terrà compagnia del tragitto fino a scuola. n (a cura della redazione di BLOGmag)


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1.000.000 di persone I partecipanti in media ogni anno al concerto del Primo Maggio a Roma

€ 15

Il costo medio di una serata in un locale o in una discoteca

Giardini pubblici

(c) ttan

I luoghi su cui le amministrazioni locali dovrebbero investire per dare nuovi spazi agli studenti

uno spazio per gli studenti Luoghi d’incontro per i più giovani, al di là dei soliti disco, club e pub: in Italia sono quasi utopia. Ci siamo chiesti perchè autore > paolo sansone luogo > milano categoria > attualità

A

tags > social, posti, locali, manifestazioni, parchi, giardini, campus universitari, padronanza, aggregazione

d ispirare il titolo del libro, da cui è stato tratto il film dei fratelli Coen Non è un paese per vecchi, non è stata certo la vita notturna di molte città italiane. Molto spesso capita di vedere le vie principali delle nostre città, quelle di norma più trafficate, BLOGmag 16

quelle dove pure ci sarebbero i locali della vita notturna, svuotarsi incredibilmente non appena l’ora inizia a farsi tarda. Qui e là sul territorio esistono leggi e regolamenti locali che vietano la vendita di alcolici ai minorenni, che impongono la chiusura dei locali ad un’ora fissata, che

proibiscono di stazionare davanti a bar e pub per evitare gli schiamazzi. Tutto bene, ognuno ha il diritto di vedere rispettata la propria libertà, in primis i residenti delle zone più frequentate per le uscite dopo cena che, a ragione, chiedono quiete e decoro. Allo stesso modo, ragazzi e non che vogliono tirare tardi hanno il diritto di avere un posto in cui stare, in cui poter ritrovarsi. Esistono dei luoghi (c

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dove potersi divertire che restano aperti tutta la notte? Discoteche e night ovviamente, i locali più frequentati dai ragazzi, dove si può bere, ballare, incontrare gli amici o nuove persone; insomma, sembra risolto il problema. A ben vedere però non sono quel genere di luoghi di aggregazione di cui si sente la mancanza; ciò che manca è ben altro, manca il sentirsi padroni e protagonisti della propria città.

situazioni del genere. Nel momento in cui vivere in prima persona gli spazi della città diventasse un qualcosa di ordinario, si finirebbe con l’imparare a gestire la cosa, a mantenerne il controllo. Basterebbe avere dei luoghi dove sia facile organizzare un concerto o una serata, dove poterlo fare in maniera autonoma e indipendente. Dove organizzare dibattiti e incontri, manifestazioni di ogni tipo.

Nuove conoscenze, in barba ai social

Basta un po’ di spirito d’iniziativa e...

In occasione del primo maggio a Roma e Milano si svolgono due manifestazioni straordinarie. Nella capitale decine di migliaia di persone si riuniscono per assistere ad un concerto che dura l’intera giornata, riempiendo uno spazio molto grande, cantando e ballando, lanciando cori, incontrandosi e conoscendosi. Ed ecco il primo punto: l’occasione di aggregazione. In un tempo in cui si passa molto tempo da soli, in cui le amicizie sono filtrate dai social network, in cui sempre meno spesso ci si riesce ad arricchire mediante l’incontro e la discussione, si sente la mancanza di luoghi di incontro, ovviamente non soltanto per il divertimento notturno. Sempre per il primo maggio, a Milano, un fiume di persone si è snodato per le vie della città seguendo furgoni e camion carichi di casse e con un dj a bordo, per poi fermarsi nei pressi del Castello, continuando a divertirsi fino a mattina. Ed ecco il secondo punto: essere padroni della propria città. Manifestazioni come quelle descritte sono logisticamente problematiche e hanno molti contro, come ad esempio le scritte sui muri che appaiono dove passa il corteo, l’immondizia che si viene a formare a terra eccetera. Tutto ciò è deprecabile ed è figlio del fatto che non siamo abituati ed educati a (c)

fr

Uno spunto potrebbe arrivare anche dalle Università. Un po’ per storia, un po’ per le caratteristiche delle nostre città, in Italia non esiste un autentico campus universitario, molto diffusi invece nel resto del mondo. Concentrando edifici accademici, alloggi e svaghi si potrebbe ottenere il risultato di creare un luogo di vita per i più giovani, dove svolgere le nostre attività di studio e non durante il giorno e dove potersi divertire di notte, senza creare disagi ai residenti, senza sporcare le vie delle nostre città. Anche senza volare con la fantasia a stereotipi di altre culture, basti pensare a quanti edifici, parchi e giardini in tutto il territorio versano in condizioni di abbandono

Claudio

16 anni LS E. Majorana Torino

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i agnin

Nella tua città in quali spazi i ragazzi sono soliti ritrovarsi? Si ritrovano principalmente in parchi e piazze. Vengono mai organizzati eventi in spazi pubblici aperti a tutti? Sì: per i ragazzi che hanno compiuto 15 anni viene assegnato un libretto, il “Pass 15”. Questo libretto propone tante attività, dalle partite di calcetto, tennis al lancio con il paracadute e altri svariati tipi di attività. Ci sono spazi inutilizzati o in stato di abbandono che potrebbero essere destinati ad usi ricreativi? Sì, e anche abbastanza, dai capannoni abbandonati ai cantieri lasciati perdere.

e degrado, magari frequentati persone non esattamente per bene, che li rendono anche luoghi pericolosi. Immaginiamo quanto sarebbe facile per le amministrazioni locali valorizzare questi luoghi per destinarli ad attività ricreative per gli studenti. Sarebbero luoghi sicuri, vissuti da tutti, dove incontrarsi ed uscire dagli schemi sedentari e routinari che si stanno affermando. Basta un po’ di fiducia e di spirito di iniziativa. n

Erica

17 anni LL Imbriani Avellino Nella tua città in quali spazi sono soliti ritrovarsi i ragazzi? Nella mia città si incontrano davanti alla villa comunale, nelle sale giochi o nei locali... e purtroppo è in questi posti che passano la maggior parte delle loro giornate. Vengono mai organizzati eventi in spazi pubblici aperti a tutti? La mia è una piccola città, quindi spesso e volentieri viene “dimenticata” da coloro che organizzano eventi di qualunque genere, specialmente durante l’inverno. In estate c’è sicuramente più vita, vengono organizzati alcune cose che non posso definire eclatanti, ma è già un passo avanti. Quasi sempre siamo noi studenti a organizzare queste cose, altrimenti credo che nessuno se ne interesserebbe. Ci sono spazi inutilizzati o in stato di abbandono che potrebbero essere destinati ad usi ricreativi? Sicuramente. La città è piena di spazi in stato di abbandono. La maggior parte delle volte il Comune si “dimentica” di questi luoghi e li lascia all’incuranza totale, senza controlli e manutenzione di alcun genere e spesso ciò accade alcuni mesi dopo la loro costruzione. Indubbiamente il comune potrebbe fare qualcosa per questi spazi, potrebbe iniziare ad occuparsene periodicamente, non lasciando che questi cadano in uno stato pietoso, senza pensare che sarebbe un impiego di fondi sbagliato. Questa città avrebbe sicuramente bisogno di aree ben curate dove i più giovani possano passare le loro giornate, anzichè starsene davanti ad un bar tutto il giorno. BLOGmag 17


divieto di happy hour Da sempre il centro della movida estiva per eccellenza, la Riviera Romagnola prende provvedimenti concreti contro quello che pare diventato un fenomeno ingestibile. Anche rischiando di esagerare autore > linda ferrondi luogo > ravenna categoria > attualità

C

tags > marina di ravenna, milano marittima, happy hour, alcol, eccessi, ordine pubblico, degrado, spiaggia, divieti, vetro, autobus, pullman, stagione, estate

’era una volta una spiaggia, migliaia di persone che fluttuavano a ritmo di musica tra cubetti di ghiaccio, raggi di sole, lettini e ombrelloni, in un miscuglio di pacche sulle spalle, sorrisi, amicizie improvvisate e baci appassionati. Migliaia di persone che si perdevano tra le dune, giocavano con le onde, sorseggiavano cocktail

BLOGmag 18

alla luce del tramonto. Forse un po’ utopica come immagine, ma l’idea della festa in spiaggia era racchiusa proprio in questi elementi. Sempre più identificata con la pratica degli Happy Hour, nasce sulla Riviera Romagnola. Forse un po’ per camuffare, o meglio, non far pensare, al mare non esattamente limpido e cristallino, forse un po’ perché l’animo romagnolo è da

sempre festoso e in vena di baldoria, negli anni ‘80 bagni quali la Duna Degli Orsi di Marina di Ravenna, e il Papeete Beach di Milano Marittima, sono stati i primi stabilimenti balneari dotati di ogni comfort, in grado di attirare turisti da ogni parte d’Italia e offrendo quella che è divenuta la formula dell’estate. Easy and cheap: basta un gruppo di amici, qualche euro nel portafogli, occhiali da sole very cool, tanta voglia di scatenarsi ed il gioco è fatto. Iniziamo le danze, siamo già dentro all’happy hour! Si balla sul lettino, al bancone, sul pattino del bagnino (si balla, non altro! ...non alla luce del sole, perlomeno), si inventano brindisi e si intrecciano relazioni sociali. È la festa in spiaggia per antonomasia, facilmente raggiungibile e facilmente fruibile.

La movida fastidiosa

Dal tranquillo birrino, accompagnato da una “sana” piada con la salsiccia,


Sbronzo marcio? Ovvio, non guidare

al secchiello ricolmo di sangria/ mojito/coca&rum o gin lemon il passo è stato breve. E negli anni l’happy hour ha preso sempre più piede fino a diventare ingestibile. Una cosa tira l’altra, e tra ballo e sballo c’è una sola consonante di differenza. Le amministrazioni comunali che si sono susseguite negli anni hanno messo in campo svariate misure organizzative per arginare gli eccessi, in riferimento all’ordine pubblico e alla regole di convivenza civile e rispetto del contesto, quali i residenti, l’ambiente e le attività economiche della località. Perché non si tratta solo del vicino bacchettone e un po’ bigotto che non riesce a fare il riposino, né del caos che viene creandosi ogni fine settimana, ma dello sballo allo stato puro senza alcun tipo di freno e del degrado visibile in ogni angolo adiacente alle zone calde.

Rischi di destagionalizzazione Dopo il disastroso 25 aprile del 2009, in cui Marina di Ravenna

fu il palcoscenico di un vero e proprio black out, le ordinanze per la nuova stagione 2010 che sta per cominciare parlano chiaro. Gli happy hour si potranno svolgere solo dalle 18 alle 20, e non nella giornata di domenica. È stato incrementato il dispiego di forze dell’ordine (un po’ troppo, visto che sabato 1° maggio Marina è apparsa come località militarizzata, rispetto al numero di presenze effettive), gli autobus e pullman non potranno più transitare sui viali principali ma fermarsi nei parcheggi scambiatori. Inoltre, il vetro continua ad essere vietato in spiaggia. È chiaro che la repressione e il proibizionismo curano l’effetto ma non la causa prima del problema, ma è comunque necessario cercare di arginare l’ondata. Ironia della sorte, proprio i due bagni pionieri di questa moda hanno alzato bandiera bianca: è ancora incerto il futuro del Papeete, mentre la Duna degli Orsi, divenuta oggetto di una campagna mediatica di demonizzazione, ha deciso di non aprire per questa stagione e di limitarsi dunque alla sola gestione dello stabilimento balneare. Ci salta in aria la festa? n

E dopo l’happy hour, tutti a casa! Ma... chi guida? Se ne parla tanto, si generalizza ancor di più ma in effetti il problema del consumo di alcol tra i più giovani va preso sul serio. Secondo un’indagine commissionata dall’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcol infatti, il 47,5% dei ragazzi tra i 13 ed i 24 anni sono consumatori abituali di alcolici: considerate anche che ai minori di 16 anni sarebbe, molto in teoria, anche vietata la somministrazione di bevande alcoliche. Sa da un lato può spaventare la precoce età con cui ci si avvicina a questo consumo, invecchiando non si migliora: anzi, con la maggiore età, e quindi con la patente, il rischio di uso ed abuso dell’alcol diventa insostenibile. Se infatti la legge pone a 0,5 il limite del tasso alcolemico per mettersi alla guida, troppi sono i ragazzi che si mettono in macchina pur essendo notevolmente ed inesorabilmente, sbronzi marci. Oltre il 50% degli incidenti stradali è stato causato dalla guida in stato di ebrezza: velocità elevate, falso senso di sicurezza, tempi di reazione aumentati e riflessi annullati costituiscono il peggiore dei cocktail che ogni anno procura migliaia di morti. Sandro Salvati, presidente della Fondazione Ania per la sicurezza stradale non ha dubbi: “Siamo di fronte ad un vero e proprio allarme sociale legato alla deriva della giovani generazioni. Da una parte l’Asaps ci dice che aumentano i morti da incidente stradale nei week end del primo quadrimestre 2010 e oltre un terzo delle vittime è under 30. Dall’altra l’Istituto Superiore della Sanità ci comunica che cresce tra i giovani la moda del bere per sballarsi”. BLOGmag 19


si parte per Marte E proprio quando l’America sembrava tornare a puntare verso un pittoresco ritorno alla Luna, Obama ha annunciato la voglia di andare sul pianeta rosso. I motivi? Iniziare un’impresa folle e creare posti di lavoro... autore > giovanni de girolamo luogo > avellino categoria > mondo, scienza

L

tags > stati uniti, barack obama, nasa, viaggi, veicoli, preparazione fisica, astronauti, constellation, george w. bush, terra, marte, luna

a sfrenata corsa americana al pianeta rosso non sembra mai arrestarsi. Il 15 aprile il Presidente Barack Obama, in visita al Kennedy Space Center, ha dichiarato che gli Stati Uniti non rinunceranno a inseguire il sogno di portare l’uomo su Marte. Il Presidente USA ha assicurato che la missione si farà e ha presentato un programma di rilancio della Nasa con scadenze ben chiare: l’arrivo nell’orbita di Marte nella metà degli anni Trenta e lo

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sbarco dell’uomo sul suolo marziano poco dopo. Questo è l’obiettivo di un piano che si va definendo sempre più in modo dettagliato: entro il 2015 la Nasa presenterà un progetto per un nuovo veicolo, più robusto e complesso delle precedenti navicelle, in grado di portare l’uomo nelle remote profondità dello spazio. Trascorsi dieci anni dal progetto la nuova navicella spaziale dovrebbe essere in grado di compiere viaggi a lunga distanza in piena sicurezza, come quello per Marte >>

2030

Non prima di questo anno l’uomo atterrerà su Marte.

520 giorni

La durata della missione simulata durante la quale otto giovani astronauti saranno chiusi in una camera di isolamento.

Constellation Il programma spaziale ideato da G. W. Bush che voleva il ritorno dell’uomo sulla Luna.

xtra


passo indietro ma semplicemente come un cambiamento di rotta. Non solo Obama, ma anche la comunità scientifica di riferimento non vede dei chiari e validi obiettivi di ricerca sulla Luna e ritiene inutile rischiare di inviare degli esseri umani quando dei robot possono svolgere lo stesso lavoro in modo altrettanto efficace (si pensi ad esempio alle precedenti ricerche dell’acqua).

Destinazione Marte

>> andata e ritorno che dovrebbe

avvenire nel decennio tra il 2030 e il 2040, quando per la prima volta nella storia l’essere umano entrerà nell’orbita del pianeta rosso.

Mission impossible?

Per portare a termine la missione servono però nuove tecnologie e innovativi sistemi di propulsione,

Statistiche da nerds

Marte, o anche “pianeta rosso”, è il quarto nell’ordine dei pianeti del sistema solare dopo Mercurio, Venere e la Terra. L’ultimo dei piccoli pianeti rocciosi prima dei grandi colossi di gas Giove, Saturno e Uranio, dista mediamente dal nostro pianeta appena 78 milioni di km. Il suo diametro è di circa 6800 km, la metà di quello della terra. L’anno marziano, data la sua maggior distanza dal sole, è più lungo rispetto a quello terrestre. Il suo periodo di rivoluzione è infatti di 687 giorni. Essendo di massa inferiore rispetto al nostro pianeta, anche la forza di gravità è più debole. Su Marte peseremmo poco meno della metà. Se per il peso saremmo più fortunati con il clima invece ci andrebbe peggio! Su Marte fa piuttosto freddino: la temperatura media è di -63° con una massima di 20° e la minima di -140° C (brrrrrr!). Il pianeta deve il suo nome alla divinità romana della guerra, la sua fama a molti film. Al centro di numerose recenti esplorazioni, il pianeta rosso ora aspetta la visita da parte dell’uomo. (e.g.)

oltre ad una durissima preparazione fisica specifica per gli astronauti designati. Già è pronta una missione simulata che prevede di rinchiudere otto giovani per 520 giorni (qualcosa come cinque volte il Grande Fratello) in una camera di isolamento di 550 metri cubici. Il test è il più lungo mai condotto sulla resistenza umana sia fisiologica che psicologica. Un ulteriore test, considerato un addestramento fondamentale per il buon esito della missione su Marte, prevede l’approdo di macchinari e anche di alcuni astronauti su un asteroide ancora non individuato. La missione è tanto impegnativa quanto costosa: solo per i prossimi cinque anni si prevede un investimento di circa sei miliardi di dollari per il nuovo programma spaziale, che dovrebbe creare circa 2500 posti di lavoro.

Non voglio mica la Luna

Con questa missione il Presidente Obama vuole spegnere le polemiche riguardanti i tagli alla Nasa lanciando un progetto ambizioso come lo fu il programma Apollo, avviato all’epoca dall’amato predecessore John Kennedy, che portò l’uomo sulla Luna. Gli Stati Uniti, come negli anni ’60, intendono ricoprire il ruolo di attore principale sulla ricerca e l’esplorazione dello Spazio. La cancellazione di Constellation, il programma voluto da George Bush che prevedeva il ritorno sul nostro satellite naturale, secondo il nuovo inquilino della Casa Bianca non deve essere visto come un

Marte, l’uomo sta arrivando! Sulla carta siamo già sbarcati, ma concretamente siamo ancora con i piedi saldamente sulla nostra madre Terra. Prima di dare l’ok definitivo alla missione, sarà utile trovare degli obiettivi scientifici validi per giustificare un simile dispendio di risorse. Anche se la voglia di incontrare dei piccoli omini con le antenne che si spostano su dischi volanti è davvero tanta, per ora accontentiamoci e continuiamo a commuoverci con grandi classici come il piccolo E.T. di Spielberg. n

Una bandiera per Marte

Anche Marte ha un bandiera! Disegnata dagli ingegneri Nasa, la bandiera consiste in tre fasce verticali di colore rosso, verde e blu che simboleggiano la trasformazione di Marte da un pianeta arido (rosso) ad uno che possa sostenere la vita (verde), e finalmente ad un pianeta a immagine e somiglianza della Terra, con specchi d’acqua all’aria aperta sotto un cielo azzurro (blu). Questo design fu suggerito dalla trilogia di fantascienza Red Mars, Green Mars e Blu Mars di Kim Stanley Robinson. Furono realizzate anche altre proposte, ma il tricolore “repubblicano” fu adottato dalla Mars Society, associazione no profit che ha l’obiettivo di promuovere politicamente le esplorazioni sul “pianeta rosso”. La proposta nacque nel 2001 a bordo dello Space Shuttle Discovery, volato nello spazio durante una missione di manutenzione del telescopio spaziale Hubble. La bandiera che rappresenta il sogno di poter un giorno approdare e, perché no, vivere sul pianeta rosso, oggi sventola al centro di ricerca su Marte che si trova sull’isola di Devon, in Canada. (edoardo grossule) BLOGmag 21


1821

La data dell’ultima eruzione del vulcano Eyjafjallajökull prima che si risvegliasse.

1,7 mld di dollari

La cifra persa dalle compagnie aeree in sette giorni di stop ai voli.

Anno senza estate

Il 1816, quando, in seguito ell’eruzione di tre grandi vulcani, si abbassò la temperatura globale.

un vulcano blocca l’Europa 16 lettere temutissime, dai viaggiatori fino ai giornalisti. Sono quelle che compongono il nome del vulcano Eyjafjallajökull, che ha bloccato i voli sul nostro continente a più riprese autore > michele foscardi luogo > bologna categoria > clima, attualità

È

tags > vulcano, islanda, ghiaccio, silicio, temperature, gelate, estate, treni, aerei, voli, social network, pericolo, nubi

stato il nome più googlato e il più twittato da tutto il mondo nelle ultime settimane di Aprile, sempre presente sulle prime pagine di tutti i quotidiani e nei servizi di copertina dei telegiornali. In realtà è stato anche il nome più copia/incollato di tutto il web; BLOGmag 22

sfidiamo qualsiasi persona (non islandese) a ricordarsi a memoria il nome di questo “essere” che ha terrorizzato mezza Europa.

Un po’ di storia

Si chiama Eyjafjallajökull e non è l’ultimo componente dei Sigur Rós bensì il vulcano responsabile

della situazione che stiamo per descrivervi; si trova nella parte meridionale dell’Islanda e prende il nome dal ghiacciaio che lo ricopre. Per gli amanti delle statistiche, l’ultima sua eruzione era datata 1821 e diversamente da quanto si crede, non è uno dei vulcani più pericolosi dell’Islanda. Infatti su oltre cento vulcani attivi sono solo una ventina ad essere tenuti sotto controllo, Eyjafjallajökull escluso.

Cos’è successo

Venendo invece ai giorni nostri, il vulcano Eyjafjallajökull si sveglia alla fine del 2009 provocando un’attività sismica e terminando con una prima eruzione il 20 Marzo 2010 e fin qui nulla di che allarmarsi; se non che il 14 Aprile dopo una breve pausa, riprende la sua attività eruttiva con una differenza però >>


Gli eventuali danni per gli aeromobili

>>

rispetto agli eventi precedenti. Questa volta il nostro amico pensa bene di iniziare la sua eruzione dal centro del ghiacciaio; l’acqua fredda a contatto con la lava crea delle piccole particelle di ghiaccio che, miscelate alla cenere, si innalzano nella nube di vapore e di fumo. Le particelle di silicio presenti in questa nube vengono trasportate a grande distanza tanto che le previsioni della mattina del 17 Aprile mostrano una significativa nube che si dirige sul nord Europa.

Le tesi sul clima

Passiamo all’aspetto climatico dell’evento. Qualcuno ha iniziato, ovviamente, a parlare di danni causati dalle polveri al clima terrestre che, a lungo termine, potrebbero portare ad un abbassamento della temperatura dovuta al calo dell’irradiamento solare. Ora, sappiamo tutti che le speculazioni sul 2012 sono ovunque e non si vede l’ora di trovare una motivazione valida su cui appoggiarsi per

sostenere le proprie tesi, ma da qui a dire che per un po’ di cenere la fine del mondo è vicina ce ne passa. Il precedente più famoso fu il 1816, quando a causa dell’eruzione di tre grandi vulcani nel periodo complessivo di tre anni, si accumularono una quantità di polveri nell’atmosfera tali da abbassare la temperatura globale; si ebbero gelate e nevicate estive che misero in ginocchio il nord America e il nord Europa. Quell’anno si contraddistinse con il nome di “Anno senza estate”.

Tutti in treno!

Un po’ di problemi legati alle polveri li abbiamo avuti anche noi, a discapito però dei viaggiatori e delle compagnie aeree. L’Europa è rimasta bloccata per sette giorni tenendo a terra milioni di viaggiatori e facendo perdere alle compagnie aeree 1,7 miliardi di dollari. Ne hanno guadagnato invece i treni, dove tutti i viaggiatori si sono riversati per potersi muovere

Qualcuno potrebbe anche chiedersi il motivo di questo stop ai voli, dato che nessuno o quasi tratta il problema da un punto di vista tecnico. Andiamo a vedere quindi il perché di tutti questi allarmismi. In primis una risposta molto semplice ma non trascurabile: durante l’attraversamento di una nube è possibile che si depositino delle particelle nella parte anteriore dell’aereo causando problemi di visibilità al pilota stesso. Più importanti invece sono i danni che le particelle possono causare ai motori; la polvere di silicio si infila tra le parti meccaniche del motore in fase di rotazione, il biossido di silicio ha una temperatura di fusione di 1.100° C, mentre le turbine toccano i 1.400° C durante la loro attività. Successivamente alla fase di fusione si formano dei “grumi” che vanno a bloccare i vani delle turbine con conseguente blocco dei motori. I precedenti raccontano di un boeing 747 in viaggio da Londra ad Auckland che in seguito allo stop di tutti e quattro i motori è dovuto scendere di undici chilometri per poter riuscire a riavviarne almeno tre. L’aereo è poi atterrato senza problemi.

ugualmente. Sono stati inoltre annullati numerosi eventi musicali (non vogliamo neanche pensare a ciò che ci siamo persi!) e importanti gare sportive. Ora la situazione sembra essere tornata alla normalità, ma non si escludono altre eruzioni con conseguenti “nubi pericolose” annesse. Girando, infine, per la rete si trovano varie riflessioni su questi eventi che servono anche a movimentare un po’ le nostre giornate. Navigando per social network si trovano persone soddisfatte perché la loro gita è durata più del previsto, altri che imprecano in tutte le lingue per aver speso il triplo rispetto a un viaggio normale e chi addirittura scrive cose di pessimo gusto del tipo “Vesuvio, guarda e impara”.. n BLOGmag 23


sudafrica: un mondiale per svoltare autore > nico scagliarini luogo > bologna

Similmente al Brasile, il Sud Africa si prepara ad ospitare una delle più importanti manifestazioni sportive a livello mondiale, nonostante i molti problemi interni...

categoria > mondo

tags > apartheid, africa, nelson mandela, thabo mbeki, anc, manodopera, corruzione, stadi, al-qaeda, omicidi, servizi, lavoro, calcio

P

ur essendo stato uno dei primi paesi del continente ad ottenere l’indipendenza, nel 1931, il Sud Africa è sempre stato un territorio conflittuale, unificato alle spese delle molte autonomie territoriali che erano presenti prima dell’arrivo degli europei, e degli stessi boeri (i coloni di origine olandese). Dopo secoli di rivalità i britannici riuscirono ad avere la meglio e unificarono il territorio con il nome di Unione Sudafricana nel 1910.

Una triste eredità

Le leggi che di fatto formalizzarono l’apartheid (dato che lo sfruttamento del lavoro e l’emarginazione degli

1961

Anno in cui l’Onu dichiarò l’apartheid un crimine contro l’umanità, e il Sudafrica uscì dal Commonwealth dopo un referendum.

350,000

Le morti dovute all’HIV nel 2007: è il Paese in cui sono più numerose in assoluto. L’ISU è solo 0,674.

BLOGmag 24

abitanti originari dalle loro terre erano già in corso sin dall’arrivo dei primi coloni) intendevano creare dei luoghi dove le popolazioni indigene potessero ricreare il loro stile di vita “tradizionale”, che si concretizzarono poi nelle riserve. Ma lo scenario auspicato dai legislatori non si realizzò mai, in parte perché tali popolazioni erano ormai fortemente destrutturate a causa di secoli di migrazioni interne dovute alle guerre al lavoro nei sistemi produttivi posseduti dagli europei (agricoli, minerari e industriali). In parte perché i loro interessi non erano in nessun modo rappresentati dagli indigeni stessi.

La separazione presto si trasformò in segregazione, e l’apartheid continuò senza interruzioni fino al 1990, quando le pressioni sia internazionali che interne spinsero l’allora presidente Frederik Willem de Klerk a intraprendere le riforme necessarie allo smantellamento del regime di segregazione razziale. Tale processo culminò nel 1994 con le prime elezioni multirazziali, che videro vincitore il leader dell’African National Congress, Nelson Mandela.

Transizione e crisi

Il primo problema che il governo si trovò a fronteggiare fu quello di dover inglobare la parte di popolazione che era stata sottoposta all’apartheid creando posti di lavoro, ridistribuendo il reddito e >>


world

news

Zulu

(Non)fumare come un australiano

Delle nove ufficialmente riconosciute, è la lingua più parlata: l’afrikaans è al terzo posto e l’inglese al quinto (a pari merito con il setswana).

>> rendendo accessibili tutti i servizi di

cui già i bianchi godevano. Sebbene l’economia sia in espansione, anche se rallentata prima dalla crisi dell’elettricità del 2007 e poi dalla crisi mondiale del 2008, il tasso di disoccupazione è elevatissimo (24%) e metà della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà. Inoltre il successore di Mandela, Thabo Mbeki è stato costretto a dimettersi nel settembre del 2008 a causa di conflitti interni all’ANC, che tuttavia ha nuovamente vinto le elezioni nel 2009.

Una speranza mondiale

Dopo essersi candidato anche per il 2006, il Sudafrica ha ottenuto di ospitare i mondiali di calcio di quest’anno. Da subito sono emerse molte perplessità, in

L’apartheid e la guerra fredda Dalla metà degli anni ’70 in poi il Sud Africa si trovò praticamente circondato da nazioni filocomuniste e fortemente anticolonialiste, tra cui Angola e Mozambico, supportate dalla vicina Tanzania. Per impedire l’espansione di queste ideologie appoggiò in modo attivo i partiti antagonisti; i servizi segreti sudafricani sono sospettati, tra le altre cose, di aver causato l’incidente aereo che nel 1986 costò la vita all’allora leader del Frelimo, Samora Machel.

primis sulla capacità economica e organizzativa di affrontare uno sforzo di tale portata, anche considerando il non secondario problema della sicurezza. Sia Johannesburg che Città del Capo si trovano nelle posizioni più alte nel ranking mondiale di omicidi per numero di abitanti; molte preoccupazioni sono state poi sollevate dall’attentato alla nazionale di calcio del Togo, avvenuto a gennaio in Angola e dalle minacce di Al-qaeda. Un altro problema emerso recentemente è quello della corruzione, che affligge in particolar modo gli appalti di costruzione e gestioni degli stadi, mentre le infrastrutture alberghiere, di ristorazione e le compagnie di trasporto sono pronte a far lievitare i prezzi dei loro servizi in modo esorbitante. Infine, la grande quantità di manodopera richiesta per i preparativi, che ci si aspettava dovesse almeno in parte risolvere il problema della disoccupazione, è finita nel mirino degli osservatori internazionali per i diritti umani, a causa del presunto sfruttamento e mancato e/o insufficiente pagamento dei lavoratori. È quindi difficile dire quanto effettivamente i cittadini sudafricani, di qualunque colore, gioveranno di questa manifestazione; ciò che è certo è che, se tutto si svolgerà per il meglio, l’ANC potrà dire di avere realizzato nuovamente qualcosa di memorabile per il paese. n

Sono già molti anni che il governo di Canberra combatte strenuamente contro il vizio della sigaretta, tanto che dal 1988 la percentuale di fumatori si è dimezzata. Il prossimo passo è il vietare ogni logo con il marchio sui pacchetti, che dovranno riportare solo il nome della marca, il numero di sigarette e gli avvisi governativi sui rischi alla salute. Il tutto per renderli meno accattivanti agli occhi dei giovani potenziali consumatori. La proposta ha subito scatenato le proteste dei produttori di sigarette, che lo ritengono contrario alle leggi del libero mercato e della proprietà intellettuale.

Rivoluzione verde

Il “nuovo” presidente Raùl Castro ha lanciato un ambizioso programma di agricoltura locale, decentralizzata ed ecosostenibile, per garantire l’autonomia alimentare a Cuba. Il progetto prevede la realizzazione di piccole fattorie vicino ai grandi centri urbani, che producano alimenti da consumarsi solo nelle strette vicinanze, e per ridurre al minimo il consumo di combustibili fossili si prevede l’utilizzo di mezzi di trasporto a tre ruote o addirittura a trazione animale. Un’ottima notizia per i cubani, un po’ meno per i muli. BLOGmag 25


Sudafrica

Miglior risultato: Primo turno Girone: A Stella: Aaron Mokoena Voto:

*

Inghilterra

Miglior risultato: Campione (1966) Girone: C Stella: Wayne Rooney Voto:

***

Testa di serie e qualificata di diritto perchè paese ospitante, il Sudafrica non gioca un calcio entusiasmante. Nonostante ciò, l’anno scorso ha tenuto testa al Brasile in Confederation Cup, perdendo soltanto 1-0. Obiettivo: passare il primo turno. È durissima.

Niente paura, s’è infortunato Beckham, stava per rompersi anche la stella, Rooney (invece ci sarà), ma c’è Capello. Un allenatore mostro (lo sapevamo già) che ha preso una nazionale allo sbando e l’ha resa vincente. Finirà il suo lavoro? Obiettivo: le semifinali, almeno.

Francia

Germania

Miglior risultato: Campione (1998) Girone: A Stella: Franck Ribéry Voto:

**

Gioco di mano, gioco da villano. Ed il villano è Thierry Henry, che segnando di mano ha qualificato i blues a discapito dell’Irlanda di Trapattoni. C’è una squadra che ha deluso più dell’Italia a Euro 2008? Eccola, signori. Obiettivo: riscattarsi. Armi speciali: l’abituale fortuna.

Argentina

Miglior risultato: Campione (1978, 1986) Girone: B Stella: Lionel Messi Voto:

****

Oh, com’è voglioso di riscattarsi Leo Messi dopo l’eliminazione del suo Barcelona dalla Champions League! Oh, che voglia ha Maradona di zittire tutti coloro che lo criticano come ct (e come uomo)! Obiettivo (non dichiarato): la finale. Se useranno la testa...

Miglior risultato: Campione (1954, 1974, 1990) Girone: D Stella: Michael Ballack Voto:

***

Miglior risultato: Campione (1934, 1938, 1982, 2006) Girone: F Stella: Daniele De Rossi Voto:

***

Un allenatore e dei giocatori vecchi ed alla frutta in attesa del tanto agognato ricambio generazionale. Arriverà, ma quando? Intanto, si confida nella fortuna e in un buon momento di forma (non impossibile). Obiettivo: la finale. Mission Impossible.

Brasile

Miglior risultato: Campione (1958, 1962, 1970, 1994, 2002) Girone: G Stella: Maicon Voto:

****

Per un calendario che ripropone la sfida con l’Australia (se questa è ai mondiali viene sorteggiata sempre contro i tedeschi), c’è un gruppo di calciatori tosti seppure magari non iper-stelle. Obiettivo: le semifinali, almeno. Sono la Germania, mica i primi che passano.

Il Brasile che non ti aspetti: una volta era sbilanciatissima in avanti. Se invece guardi la difesa di questa squadra vedi il portiere più forte del mondo (Julio Cesar), Lucio, Juan, Maicon... Obiettivo: la finale, niente scuse.

Olanda

Spagna

Miglior risultato: Finalista (1974, 1978) Girone: E Stella: Wesley Sneijder Voto:

***

E’ la nazionale che un po’ tutti amano per la splendida maglia arancione e perchè tanto non vince mai niente. Probabilmente non sarà neanche questo il caso, ma un girone facilotto e dei giocatori spettacolari ci faranno sicuro godere un bel calcio. Obiettivo: i quarti.

World Cup BLOGmag 26

Italia

Miglior risultato: Quarta (1950) Girone: H Stella: Andrés Iniesta Voto:

***

Successone spagnolo agli Europei, per la classica perdentona di lusso in maglia rossa. Grandi nomi: Casillas, Piquè, Puyol, Sergio Ramos, Senna, Xabi Alonso, Iniesta, Xavi, Villa, Torres... Ma resta da capire se potranno ripetarsi a livello mondiale. Obiettivo: semifinali, claro.


e p o r u E

ente n i t n o c chio c e v l a d parseno s e i z i t o n o Pisa i Robert a cura d

INGHILTERRA

Life in 2050: un salto nel futuro Farfalle che svolazzano tra le mani di un robot, cavalieri che passeggiano tra cumuli di macchinari, manichini danzanti in interni domestici: queste sono solo alcune delle immagini che abbiamo visto, dal 22 aprile al 4 maggio, presso la Proud Central Gallery di Londra. L’esibizione Life in 2050, allestita in occasione della nona edizione dello SCI-FI-LONDON Film Festival, ha raccolto le opere di 22 artisti e designer provenienti da tutto il mondo, a cui è stato commissionato di immaginare la nostra vita tra quarant’anni. L’intero edificio è stato allestito per l’occasione: un futuristico impianto audio occupa il primo piano, seguito da sculture quali un cane robot o una famiglia di ragni domestici che attraversa il pavimento. Una versione di ciò che saremo tra quarant’anni? Non possiamo saperlo, ma, come ogni visione del futuro, ci sorprende e ci fa sorridere, non senza lasciarci un brivido di paura. Elena Biagi (London)

OLANDA

Stop al turismo dello spinello: addio tollerante Olanda?

Brutte notizie per i turisti che sceglieranno l’Olanda come prossima meta. Oltre all’attuale divieto di fumare tabacco all’interno dei coffee shop, si vocifera da ormai un anno di una rivoluzione sulla tolleranza che ha reso famosi i Paesi Bassi come la Mecca delle droghe leggere. Il turismo mirato al consumo di cannabis ha provocato parecchi problemi interni e solleva da tempo l’antipatia degli stati vicini, per questo motivo la commissione ha proposto di limitare il consumo di droghe solo ai residenti olandesi e di vietarla così a tutto il resto del mondo. Se la proposta andasse in porto, i primi comuni ad aderire sarebbero quelli vicini alle frontiere, ovvero i più danneggiati da turisti troppo spensierati, e a seguire tutti gli altri, fino ad Amsterdam e allo storico Bulldog, il coffee shop più famoso in assoluto. L’unica speranza sta ora nel Consiglio di Stato a cui spetta decidere se il limitare la vendita ai soli olandesi sia contrario o meno alle norme dell’Unione Europea. Qualcuno ha come l’impressione che l’Olanda registrerà un milione di nuovi residenti all’improvviso. Francesca Guadagnini (Maastricht)

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FINLANDIA

Shut up and write

Decidere se affrontare l’argomento del mese con un piglio professionale e scientifico oppure informale e personale è difficile, ma ci proviamo lo stesso. Dunque, il sistema universitario finlandese. La cosa che più ci ha colpito, è che la filosofia del silenzio – silenzio sugli autobus, silenzio per le strade, silenzio nei corridoi - viene perpetuata anche nell’apprendimento della cultura. Con questo intendiamo dire che durante un intero anno accademico chi scrive ha avuto un solo esame orale (e solo perché studio lingue), altrimenti neanche quello. L’unica eccezione è rappresentata dalle presentazioni, che comunque hanno la durata massima di dieci minuti e non prevedono l’intervento del professore che pone domande. Una bella differenza, se pensiamo ad esami che, in Italia, durano un’ora e quaranta. Viene tuttavia richiesto allo studente qualcosa di molto personale nel cosidetto Study Diary: le tue considerazioni sulle lezioni, cosa pensi, cosa ti ha colpita, le tue riflessioni. E c’è in questo qualcosa di squisitamente umano che contrasta con l’inquietante assenza di rumori negli autobus. Valentina Schiavone (Helsinki)

Graffiti o no? Questo è il problema!

SPAGNA

I graffiti, proibiti da ordinanza civica, si sono riconvertiti in una forma alternativa di pubblicità per i negozianti, che vogliono attrarre l’attenzione dei passanti anche a serrande abbassate. Da Gracia alla Ciutat Vella, la città si colora di pezzi divertenti e ben realizzati, tutelati da barbari attacchi di spray inesperti, secondo il codice della strada. Di recente l’Istituto del Paesaggio Urbano di Barcellona ha ribadito che questa pratica è illegale perché le “persiane” fanno comunque parte della struttura immobile, che non può essere modificata. Il graffiti a sentir loro: ensucian el patrimonio de la ciudad y producen una «degradación visual» del entorno. Che dire? Miss Van, Pez, Blu, Axel, sono famosi e quotati a cifre quasi esorbitanti dalle gallerie d’arte contemporanea, e tra poco saranno sui libri di storia dell’arte. Vorremmo poter dire di aver incontrato un turista, un passante o un abitante di Barcellona quantomeno indignato. Invece, capita ben più spesso di vedere gente che si ferma, tira fuori la macchina fotografica e click, porta a casa Gaudì e Skin Ellis. Sarà forse il caso di rivedere il concetto estetico urbanistico? Annalisa D’Urbano (Barcellona)

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una fissa per (la) bici Ritornano, per tutti gli amanti delle due ruote, le bici fisse: chi le usa per comodità e chi perchè sono diventate una vera propria moda. Vi spieghiamo cosa sono e perchè sono così cool autore > carlotta marchioni luogo > bologna categoria > sport, style

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tags > pedali, ruote, keirin, derny, fisse, bike messengers, new york city, diy punk, njs, olimpiadi, officine, chilometri, scommesse

rima di tutto: cos’è una bici fissa? È una bici che, come si intuisce dal nome, ha la ruota posteriore fissata ai pedali, quindi se pedalate in avanti lei va avanti, se pedalate all’indietro lei va indietro e se non pedalate lei si ferma. Non è un’invenzione recente ma, più che altro, una riscoperta, visto che BLOGmag 30

la bicicletta è nata fissa e solo dal 1902 è stata introdotta la ruota libera, che concede un notevole risparmio di energia (per esempio permettendo di non pedalare in discesa). Da allora sono rimaste fisse solo le bici da pista e, per svariati anni, anche quelle da corsa, tanto che nel 1937 era ancora vietato partecipare al tour de France con il cambio.

Evoluzione

Le bici fisse se ne stanno buone nei velodromi finché qualche giapponese (solo loro potevano) decide che le normali gare in pista sono troppo noiose e, per movimentare un po’ il giro delle scommesse, nel 1948 si inventa il Keirin. Una gara di Keirin copre la lunghezza di due km e coinvolge un numero di ciclisti variabile da 6 a 9. I ciclisti partono da fermi allineati per sorteggio sulla linea rossa di centro pista e si mettono dietro a una motocicletta chiamata derny che funge da battistrada, con il corridore designato per sorteggio con il numero 1 obbligato a mettersi in scia. La velocità del derny aumenta gradualmente fino ad arrivare a 50 chilometri all’ora e, a 600-700 metri dalla linea d’arrivo, viene lanciata la volata durante la quale i corridori sono liberi di contendersi tutte le posizioni fino al traguardo. Il Keirin è entrato nel programma mondiale >>


Bike Polo: via il cavallo, ecco la bici

>> del ciclismo su pista nel 1980 e dal

2000 nel programma olimpico, anche se voci di corridoio insinuano che sarebbe entrato fra le specialità olimpiche solo grazie al denaro dei

Velocity

Sono gare in cui tutto quello che conta è arrivare in fondo, possibilmente per primi, possibilmente interi. Per partecipare è consigliabile esssere completamente privi di qualsiasi istinto di sopravvivenza: “Alle velocity i rossi si bruciano, mi dispiace” commenta un blogger al resoconto di una Velocity a Roma.

Talking Bike

The Bycicle Diaries è il nome del libro scritto da David Byrne in cui racconta le sue peregrinazioni in bibicletta ed espone la sua filosofia: “La bicicletta è come uno zoom: se ti interessa qualcosa ti avvicini più veloce che a piedi”. Tra i suoi posti preferiti per girare in bici, oltre alla strada del 17 Giugno a Berlino, figurano anche Trastevere a Roma e il Bronx a New York. Convinto lui... In Italia esce in giugno per Bompiani.

giapponesi, alla faccia dello spirito olimpico.

Il ritorno

Il crescente interesse suscitato dal Keirin ha contribuito a riportare l’attenzione su questo tipo di biciclette, ma è stato un altro fenomeno a sdoganare le fisse: i bike messengers. I bike messengers sono i fattorini che sfrecciano in bicicletta per le strade delle grandi città. E a quanto pare quelli newyorchesi sono i più fighi: per motivi pratici hanno bisogno di bici molto veloci e il più economiche possibile, e ciò li ha portati a ripiegare sulle bici fisse, facendole uscire dai velodromi. Sulla scia dei fattorini americani il fenomeno ha preso piede un po’ in tutto il mondo per arrivare fino dalle nostre parti, non più per motivi di praticità, ma piuttosto come filosofia diversa nel rapportarsi con la bicicletta.

La filosofia

All’interno della comunità dei fissati si può cogliere una filosofia che si avvicina molto al quella del DIY punk: le bici fisse vengono create partendo da vecchi telai

Il bike polo è uno sport inventato in Irlanda nel 1891 che è stato presente come sport dimostrativo già alle Olimpiadi di Londra 1908. Il gioco è molto simile al polo solo che i cavalli sono sostituiti dalle biciclette. Lo scopo del gioco, giocato da due squadre, è segnare un punto in una porta colpendo la palla con una mazza. In Italia le comunità di bikepolisti più numerose si trovano a Milano, Torino e in Emilia Romagna, tra Modena e Bologna. Le Alley Cat races, letteralmente “corse di gatti randagi”, si chiamano così perchè non esiste una formula fissa: di base c’è una partenza conosciuta, un arrivo, non sempre conosciuto, e un certo numero di check-points intermedi. Le Alley Cats nascono tra i bike messengers per simulare il lavoro giornaliero ed il percorso viene comunicato poco prima della partenza, quindi più che la velocità, diventa fondamentale il senso dell’orientamento. Spesso le Alley Cats sono a tema e di solito ai vari check-points, a seconda della crudeltà degli organizzatori, bisogna fare le cose più strane: dal bere alcolici all’indossare vestiti improbabili.

(rigorosamente con la forcella orizzontale in modo da potere regolare la catena in modo che sia il più tesa possibile) e modificandoli in officine specializzate. Si procede per sottrazione: si toglie tutto ciò che non serve come cambio e freni, si salda la ruota posteriore e quello che manca lo si recupera dai biciclettai di seconda mano. Poi ci sono anche i più snob, che cercano i pezzi approvati NJS (Nihon Jitensha Shinkokai ovvero Associazione Giapponese Keirin) rinomati per costare il triplo rispetto agli altri senza offrire praticamente nessun vantaggio, se non il marchio stesso, o addirittura si comprano fisse già pronte spendendo cifre impressionanti. Ma che siano fissati old school o più laccati, tutti convengono sul fatto che passare alla fissa implichi cambiare completamente approccio alla bicicletta: la pedalata diventa più fluida e continua, la bici diventa un’estensione del corpo e pedalare diventa quasi un’esperienza mistica. n BLOGmag 31


09.07.2009

Sun Danyong smarrisce il primo iPhone 4G.

Oltre 300

I brevetti innovativi contenuti in un singolo iPhone.

525.000

Gli iPhone venduti il primo giorno della messa in commercio.

segreti apple Non vogliamo farvi credere a storie di complotti, misteri ed intrighi. Tutto quello che state per leggere potrebbe essere solamente un’altra grande pensata commerciale. Ma il limite tra marketing e realtà, in questo caso appare molto, molto labile... autore > tommaso tani luogo > l’aquila categoria > hi-tech

I

tags > iphone, apple, smarrimenti, sun danyong, prototipi, anteprime, gizmodo, blog, scoop, pubblicità, ipad

n questo fantastico mondo del digitale ormai tutti conosciamo quanto alla Apple tengano ad un buon lancio di un prodotto: lo stile, l’attesa, la pubblicità ed i rumors sono ingredienti fondamentali perchè il nuovo lucido e futuristico oggetto abbia il maggior risalto possibile. BLOGmag 32

E questo è il caso del tanto annunciato iPhone 4G, ossia la nuova versione del telefoninotuttofare che ormai da quasi un anno è in via di sviluppo. Uno sviluppo tanto travagliato quanto segreto: infatti la Mela fa di tutto per tenere nascosti i prototipi ed evitare che esca - non volutamente - qualsiasi

tipo di informazione in anticipo sui tempi.

Il tragico smarrimento

In questa fase di progettazione era coinvolto un ragazzo cinese, un giovane ingegnere del settore di ricerca della Foxconn, un’azienda partner della Apple. A lui erano stati affidati 16 prototipi di iPhone 4G ancora in stato embrionale: dopo averci lavorato, al momento della riconsegna, si accorge che ne manca uno all’appello. E’ andato perduto un concentrato di segreti industriali dal valore incalcolabile. A nulla servono le spiegazioni di Sun Danyong – il suo nome – che dà al suo capo: nell’azienda di Taiwan sono convinti che abbia rubato il telefonino per rivendere le tecnologie inedite in fase di studio. Il servizio di sicurezza aziendale, dopo aver perquisito illegalmente la sua abitazione, sottopone Sun ad un interrogatorio molto, molto


tech

news

Bye bye floppy!

duro. Così duro che, tornato a casa, si suicida lanciandosi dal 12esimo piano.

Ingegneri ubriachi e distratti

Era il Luglio 2009 e dopo questa faccenda, Apple ha rivisto i suoi rapporti commerciali con la Foxconn, ma l’avvincente storia del “4G” non è finita. Arriviamo infatti al 18 Marzo scorso, nella birreria Gourmet Haus Staudt, in Germania: un altro ingegnere, Gray Powell, qualche birra di troppo ed un altro iPhone 4G lasciato distrattamente sul bancone del locale, ancora collegato a Facebook – messaggio personale “Avevo sottovalutato quanto sia buona la birra tedesca!”. Il fortunato ritrovatore non capisce cos’ha per le mani, dato che il telefonino è “mascherato” sotto la cover della sua versione precedente e dopo lo smarrimento la Apple aveva disabilitato il dispositivo da remoto, rendendolo di fatto inutilizzabile. A questo punto il nuovo possessore, rimossa la finta copertura, capisce che c’è qualcosa di strano e prova a contattare l’azienda di Cupertino che però lo rimpalla tra callcenter e operatori che non sanno cosa dire: in fondo per tutti è solo un telefonino lasciato in giro. Ma non per Gizmodo.com, definito il blog di tecnologia più fortunato della rete, che avuta la notizia, offre – si dice – tra i 5000 e 10000 dollari per avere il prototipo: e così dopo un’attenta analisi e vivisezione (è proprio il caso di dirlo) le immagini del prototipo

del 4G sono su internet, con tanto di novità spiattellate al mondo intero. Videocamera sul fronte, flash, schermo migliorato, tasti del volume separati ed un design che abbandona il “tondo” classico dei modelli precedenti. In molti dubitano che questo sia il vero iPhone 4G, proprio per la linea molto squadrata, che ricorda piuttosto altre marche. Ma qui viene un passo cruciale della storia: la Apple, con una lettera al blog, chiede di riavere indietro il loro dispositivo. A rigor di logica quindi, la Mela riconoscerebbe come suo quel prototipo e confermerebbe lo scoop tecnologico dell’anno.

Avviso: questo è una triste news per i più nostalgici e per quelli che hanno familiarizzato con il pc da un po’ di tempo. Se avete superato da poco la scomparsa del pc 486, sarà dura realizzare che, da marzo 2011, i floppy disc non saranno più prodotti né venduti. Se la Apple ci aveva rinunciato dal 1998, ora la Sony, che ha in mano oltre il 70% del mercato, ha annunciato l’uscita dalla produzione del quadratino di plastica grande 3,5 pollici. Chi mai potrà scordare i tempi in cui 1,44 Mb erano sufficienti per memorizzare i nostri dati più importanti? Sentirsi già vecchi in piena adolescenza, ecco a cosa serve la tecnologia.

Realtà o marketing?

Una storia di spionaggio industriale? Così sembrerebbe ma, conoscendo le tecniche commerciali della casa di Cupertino, saremmo più portati a pensare che si tratti di una fantastica trovata pubblicitaria per riportare l’attenzione sul melafonino: in fondo tra il lancio dell’iPad e della nuova serie di portatili MacBook, si era smesso di parlare della nuova 4G. Ed in fondo i rumors delle settimane precedenti il lancio del prodotto sono dei fantastici catalizzatori: basta guardare la quantità di media internazionali che seguono gli eventi della Apple, curati forse anche di più che un show televisivo. Insomma, se è una bufala, è geniale. Se è tutto vero, la capacità che Steve Jobs ha di sfruttare la situazione è ancora più geniale. n

Mamma, ti denuncio

Lo sappiamo tutti, è bene che ci sia una netta separazione tra il nostro mondo e quello dei genitori: purtroppo la clamorosa diffusione di Facebook ha creato seri problemi in questo campo. E’ il caso di Denise New che è stata portata davanti al tribunale da suo figlio con l’accusa di violazione della privacy: lui infatti aveva lasciato collegato il pc al suo account e lei, sospettosa sulla vita del figlio, non ha esitato ad introdursi in post e discussioni. Morale? Fate sempre il logout. BLOGmag 33


1931

L’anno di produzione del primo Dracula, interpretato da Bela Lugosi.

Monica Bellucci

Appare nel 1992, in un cameo, in Bram Stoker’s Dracula.

film coi denti a punta Da Dracula agli ultimi vampiri vegetariani: da ottant’anni il sangue continua sgorgare dai colli più massacrati del cinema autore > giacomo dondi luogo > bologna categoria > cinema

S

tags > dracula, castello, battute, autore, gary oldman, bela lugosi, canini, collo, sole, aglio, stephenie meyer, monica bellucci

in dall’alba della superstizione, voci di pallidi uomini che si nutrivano di sangue hanno costellato da sempre il folklore di certe popolazioni, e oggi più che mai la figura del vampiro è bene impressa nell’immaginario comune. Quanti vampiri sono per l’appunto passati BLOGmag 34

sul grande schermo! Troppi da contare per non dire troppi da ricordare, ma i canini di alcuni ci sono rimasti sul collo più degli altri.

Il primo Dracula

È doveroso cominciare ricordando chi praticamente ha forgiato l’immagine del vampiro cinematografico che conosciamo,

cioè il conte nel polveroso castello con l’accento terribilmente marcato; e parliamo di Bela Lugosi nel ruolo di Dracula nell’omonimo film risalente al 1931. Va da se che essendo passati la bellezza di quasi ottant’anni, se lo vedessimo oggi probabilmente saremmo più spaventati da un passante qualsiasi; ma all’epoca questo film creò un’ondata di puro terrore tra il pubblico. Proprio la sua parlata, le sue movenze stralunate eppur misurate e la sua battuta citata e stracitata “Io non bevo mai… vino” hanno lasciato un impatto indelebile non solo sul pubblico ma anche sulla sua carriera, legando Lugosi al personaggio in maniera indissolubile e suggellando nel mainstream il mito di Dracula.

Sessant’anni dopo

Da un nuovo e notevolmente più fedele adattamento del medesimo romanzo viene il nostro secondo vampiro cinematografico: questa volta siamo nel 1992 ed il film è Bram Stoker’s Dracula. A Gary >>


>>Oldman l’onore e l’onere di

indossare i rossi panni del conte fornendo un’interpretazione memorabile e dando al personaggio una meritata svecchiata. Soltanto lui poteva usurpare Lugosi e farla franca con l’interpretazione moderna forse più importante di questo personaggio in uno squisito film d’autore: difficile trovare Dracula più in forma di così, e difficile trovarlo in un film ancor più ricco e pulsante di creatività (anche se, in definitiva, non è un gran lavoro). Se non altro merita per vedere in che maniera ridicola i capelli di Keanu Reeves cambiano colore e per individuare il cameo di una Monica Bellucci alle prime armi.

È storia recente!

Non possiamo dimenticare infine come siano giunti in essere i vampiri di Anne Rice e quelli di Stephenie Meyer, questi ultimi iterazione dell’archetipo vampiresco giocano la

loro partita non tanto come carnefici quanto come succubi della loro condizione. L’interessante dualismo è adeguatamente rappresentato dall’ambigua relazione tra Lestat (un Tom Cruise in stato di grazia) e Louis in Intervista con il vampiro, dove la figura del vampiro viene analizzata fino a comprendere che l’orrendo scotto da pagare per una vita immortale non è il cibarsi di sangue e l’evitare la luce del sole, ma riuscire a vivere con se stessi senza perdere il contatto con la realtà. Non un passo breve dall’antidiluviano conte evitato dai villici e perennemente rintanato nel suo castello, vero? Qui abbiamo vampiri che vanno al cinema, che tranquillamente vanno a scuola e che vivono persino le loro storie d’amore non come vittime di una forza sconosciuta, ma come volitivi partecipanti. Certamente, spesso si dibatte se questi ultimi sono ancora vampiri

30/6/2010 La data di uscita italiana di Eclipse, l’ultimo, per ora, della saga dei film tratti dai libri di Stephenie Meyer.

nel senso più puro della parola... e molto probabilmente la realtà è che non lo sono, ma dopotutto abbiamo appena notato che anche agli immortali il tempo procura dei cambiamenti, quindi non resta che vedere quale sarà il prossimo passo; magari prendere il sole in spiaggia con bruschette all’aglio. Non si può mai dire. n

Come si evolve il terrore anche al cinema

Così come cambiano i film, così anche i cattivi che popolano certi generi devono tenere il passo con i tempi... Se prestiamo un minimo di attenzione, notiamo che molti personaggi sono indiscutibilmente figli della propria epoca e che se fossero tolti dal loro contesto avrebbero avuto poco senso. Un esempio per tutti è Godzilla, il mostro distruttore per antonomasia che, come appunto tutti sanno, è nato nel lontano 1954 anche dal bisogno inconscio di esorcizzare lo spettro della bomba atomica, della quale lui è una metafora. Il remake del 1998, al contrario del tutto libero, da queste implicazioni ha appunto esasperato l’assurdità di un mostro completamente “al di fuori del suo tempo d’origine”. L’esempio contrario è Cloverfield, che ha avuto successo proprio perché poco e niente sappiamo della natura di ciò che ci attacca e l’immedesimarci con i protagonisti lasciati in balia di una minaccia misteriosa distante eppur vicina è reso possibile dagli inquietanti parallelismi che possiamo tracciare con le tattiche genocide messe in atto dai terroristi dell’11 settembre, una ferita ancora aperta nell’immaginario comune e che non si chiuderà tanto presto. BLOGmag 35


T

1° Up

Dopo una vita passata come custode dello zoo il signor Fredriksen decide di fare il viaggio che aveva sempre sognato con la defunta moglie. In compagnia del boy scout Russell esplorerà un giungla fantastica e misteriosa e si rimetterà in pace con il mondo.

film vacanzieri Dalle trash vacanze di Natale a veri e propri film di culto: gli sceneggiatori hanno sempre tanti buoni motivi per fare film che parlano di ferie. Il migliore? La poca voglia di lavorare autore > lorenzo bovini luogo > bologna categoria > top10

L

tags > vacanze, cinema, film, famiglie, settimane, storie, mostri, città, mentire, bugie, inventare, noia, regole, testimoni, hollywood, lavorare, autori

e vacanze al cinema. La prima scena di molti film è la classica famiglia americana media con una station wagon carica all’inverosimile che si sposta per un paio di settimane lontano da casa. Cosa succede una volta arrivati dipende dal film. Sia che si tratti di una storia d’amore o di un’invasione di mostri, una scena del genere significa solo una cosa: stanno per arrivare un sacco di imprevisti! La vacanza è il momento ideale da raccontare. Si conoscono nuove persone e si prova quello che in città non si oserebbe provare (principalmente perchè non ti BLOGmag 36

conosce nessuno); e poi si è più rilassati. Il che rende tutto più bello. Non sempre se ne esce bene ma almeno sono tanti aneddoti da raccontare una volta tornati dagli amici a casa. Non abbiate paura di fare delle piccole modifiche al vostro racconto, lo fanno tutti. Se potete rendere più interessante un viaggio noiosissimo, beh, perchè non farlo? Eviterete di trasmettere la vostra noia a chi vi ascolta e farete la figura dei fighi: vittoria per tutti. Però attenzione! Non inventate così come viene, alla leggera. Regola numero uno: se mentite fatelo lontano

da eventuali testimoni. Regola due: attenti a non esagerare con le invenzioni. Se dite di esservi difesi da un alligatore con una spada laser difficilmente la gente potrà credervi. In questi casi la tattica migliore è: non mentire del tutto, ma esagerare solo alcuni piccoli dettagli che non influenzano la trama. In questo modo anche le vostre vacanze sembreranno uscite da Hollywood. Se vi chiedete perchè al cinema si viaggi così tanto la risposta è semplice. La vacanza è uno dei trucchi più usati dagli sceneggiatori. Si impara a conoscere il posto con i protagonisti e quindi ci sono meno flashback. Scatta il dubbio: è per non fare annoiare il pubblico o non vogliono lavorare? Quesito destinato a rimanere senza risposta, anche se propendiamo per la seconda... Sappiamo per certo però che vedremo ancora per molto tempo le vacanze altrui sul grande schermo. Sperando che non siano su un grande schermo ma su una grande spiaggia... buone vacanze a tutti! n


1 P o T Una notte da leoni

Quattro amici partono per Las Vegas e si alzano la mattina dopo senza un componente della comitiva, la camera distrutta e senza ricordarsi cosa sia successo la sera prima. La ricerca dell’amico disperso sarà alla base di uno dei migliori film comici degli ultimi anni.

Weekend con il morto

Cosa fareste se il vostro capo venisse ucciso da un mafioso ma se fosse morto non potreste più provarci con una vostra collega? Arrivereste a fingere che sia ancora in vita... no? Allora non meritate questa commedia anni ‘90.

The beach

Mai avuto problemi con una vacanza da voi male organizzata? Non ditelo a Leonardo Di Caprio che in questo film pensava di andare in un’isola da sogno della Thailandia e si ritrova in mezzo a mille avversità, una più letale dell’altra.

Dal tramonto all’alba

I Fuller sono una tranquilla famiglia della provincia americana che incontra, sulla strada per il Messico, i rapinatori Tarantino e Clooney. Da quell’incontro rimarranno loro ostaggi finchè non entrano nel bar sbagliato...

Funny Games

L’amore non va in vacanza

La commedia romantica: la principessa dei film sulle vacanze natalizie. Il tutto nasce quando Cameron Diaz e Kate Winslet decidono di scambiarsi le case (e di conseguenza la vita) per due settimane. Alla fine torneranno a casa con un nuovo partner.

Una famiglia vorrebbe solo farsi un paio di giorni nella sua casa al lago e se la ritrova infestata... da psicopatici! Cast e trama fuori dagli schemi sembravano promettere bene ma era pur sempre il remake di un film austriaco che aveva fatto flop (e così è stato per la sua versione made in Usa).

The Terminal

Tom Hanks impersona un viaggiatore dell’Est Europa bloccato nel terminal del JFK perchè non può nè entrare negli Stati Uniti nè tornare nel suo Paese natale. Cose che succedono se a casa vostra scoppia una rivoluzione... oppure un normalissimo vulcano.

Acapulco I° spiaggia a sinistra

Uno dei mille trash italiani anni 80, prima bollati come trash ed ora sempre come trash ma di qualità (?). La trama è semplice: Gigi e Andrea dicono a tutti di andare in vacanza ad Acapulco quando in realtà passano le ferie sulla riviera romagnola dovendo mantenere la menzogna.

Vacanze a...

Purtroppo quando si pensa al cinema vacanziero non si può pensare a questa lunga serie di film dell’ormai ex coppia Boldi e De Sica. Li abbiamo inseriti nella classifica giusto per dargli l’umiliazione dell’ultimo posto.

10°

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Acquacalda, fisica applicata al design

Questo studio di Torino ha deciso di applicare i principi base della fisica al design, con dei progetti sugli utensili e oggetti di uso quotidiano. Principio di archimede, gravità, vasi comunicanti applicati alle abitudini quotidiane come versare il vino, dare l’acqua alle piante o pesare la pasta.

design al Fuori Salone Abbiamo seguito per voi l’onda artistica del Fuori Salone, l’evento creativo di nuova concezione che si svolge parallelamente al Salone del Mobile di Milano autore > erica scigliuolo luogo > bologna categoria > arte

B

tags > arredamento, passione, eventi, design, arte, abbonamento, distretti, amore, giornalisti, designer, movimento, massa, feste

LOGmag quest’anno è andato al Fuori Salone, evento che si svolge ormai da anni parallelamente al Salone del Mobile di Milano. Nasce come una sfida all’arredamento e una conquista di spazi nella città per poter esporre la propria concezione di design e arte. Ogni luogo diventa atelier e terreno calpestabile per chiunque voglia scoprire nuovi talenti o confermare la propria passione per grandi nomi del design. Abbiamo selezionato gli eventi che ci sembravano più interessanti, partecipato a conferenze stampa e inaugurazioni cercando di BLOGmag 38

raccogliere materiale utile da poter condividere, alla ricerca di stimoli e di nuovi approcci stilistici... per poi accorgerci che il Fuori Salone non è solo questo.

Un caotico centro artistico

Amare Milano riesce difficile alla maggior parte delle persone: dicono sia troppo grande, grigia, dispersiva, mondana e superficiale, una città da scoprire e di cui ci si innamora lentamente e per necessità. Quello che si dimentica di dire - invece - è che Milano è una città viva ed un evento come questo ne è la dimostrazione. In estrema sintesi: la città viene

suddivisa in distretti, ogni distretto ospita tantissime location, ogni location ospita designer, ogni designer presenta i suoi prodotti. E’ necessaria una guida, sia per muoversi sia per capire cosa si è interessati a vedere scegliendo tra più di 700 diverse esposizioni. Fondamentale è capire in che modo muoversi per non disperdere energie e perdere tempo su tram o metropolitane varie. Munirsi di abbonamento è una scelta consigliatissima.

Una settimana che coinvolge tutti La quantità di gente - che sembra riversarsi tutta nello stesso momento sul ponte che collega Porta Genova con Zona Tortona, rendendolo inagibile - aumenta esponenzialmente di giorno in giorno e varia a seconda dei luoghi e degli orari. Tre sono le categorie chiaramente riconoscibili: i giornalisti, i designer italiani e i designer stranieri. Si contraddistinguono per abbigliamento e atteggiamento disinvolto. Tutto il resto è massa, curiosa e vagante. La settimana


del Fuori Salone ha la capacità di riunire diverse categorie di persone, dagli addetti ai lavori a chi non ha confidenza con il design, ma che non può che lasciarsi incuriosire. Il punto di forza è proprio questo: l’inclusione generale in un meccanismo che si alimenta grazie alla partecipazione e alla grande diffusione sul territorio coprendo ogni quartiere e rivitalizzandolo grazie alla presenza di spazi aperti al pubblico e autogestiti. La percezione è quella di farne parte. Il che rende tutto molto poetico ma sotto un altro punto di vista, poco innovativo. C’è il movimento, c’è la curiosità ma dovrebbe esserci, appunto, l’innovazione.

Niente di nuovo, molto di carino

Purtroppo la parola che meglio rappresenta e sintetizza la maggior parte delle cose che abbiamo visto è “carino”. Carine le idee, carini i materiali, carine le proposte. Nulla di più. Niente che sia

rimasto impresso per la sua diversa originalità coniugata all’utilità, niente che non rappresenti qualcosa di già visto e rispolverato. Rimane la grande forza della curiosità per un pubblico nuovo, attirato da importanti installazioni o giochi di luce che rapiscono lo spettatore, ma che non costituiscono un punto di forza per un nuovo design. Tutto quello che non vedrete in queste due pagine si riassume in una sola parola: divertimento. Una volta

abbassate le saracinesche davanti alle porte degli atelier, si apre una Milano che non dorme mai e che si muove per tutta la settimana tra feste e concerti che iniziano presto e finiscono tardi. L’ultimo giorno rimangono solo gli addetti ai lavori a smontare installazioni spente e raccogliere volantini sparsi ovunque mentre il ponte tra Porta Genova e zona Tortona torna ad essere calpestabile e Milano torna a essere quella di sempre. n

Scommessa vinta!

La scommessa vinta è stata sicuramente quella del Distretto Ventura-Lambrate, location perfette come padiglioni industriali abbandonati e vecchi spazi ristrutturati ad ospitare giovani designer stranieri, soprattutto provenienti dall’Olanda, con un binomio perfetto di design e divertimento.

Super studio +

Forse l’esempio più forte di mancanza di innovazione. Tantissimi stand, tantissime informazioni, tantissimi depliant e una sostanza che sembra rimasta sempre la stessa. C’è uno studio sui materiali, bene, c’è una nuova concezione degli spazi, bene, c’è un vetro opaco che non ti permette di vedere la lampada al suo interno se non da una determinata angolazione, benissimo; peccato che poi fosse la lampada il prodotto che volevano proporre. Colpisce e lascia stupiti ma una volta usciti, il successivo spazio propone qualcosa di altrettanto divertente e carino.

ECAL

L’école d’art de Lausanne, ovvero tutto quello che una scuola d’arte e di design dovrebbe essere. Hanno presentato dei progetti ideati dai loro studenti - giovanissimi e bravissimi - oggetti semplici come tavoli, sedie e occhiali: belli da vedere ma soprattutto interattivi, con una sorpresa visiva o sonora. C’è una particolare attenzione ai materiali e all’impatto che gli oggetti possono avere sulle persone.

Creare in 3D!

Ne L’artisan electronique di Unfold e Tim Knapen, attraverso un tornio virtuale, il visitatore può creare la forma dell’oggetto che verrà poi realizzato, grazie ad uno scanner 3D e un software per generare le forme. Sul muro, viene proiettata tutta la fase di realizzazione, dal virtuale al reale... BLOGmag 39


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I quaderni realizzati da alcuni degli artisti BE-U.

un diario diverso Dopo il successo dell’anno scorso, in collaborazione con BLOGmag torna l’agenda BE-U con tante novità, dagli artisti ai formati

S

appiamo che la scuola non è neanche finita ed è un po’ presto per pensare al diario dell’anno prossimo, ma non potevamo resistere oltre perché stiamo per presentarvi la nuova BE-U! La prima edizione ha riscosso un successone, sia nelle librerie e negozi dove era distribuita che sui social network (sulla pagina di Facebook sono stati pubblicati periodicamente commenti positivi con foto delle agende customizzate BLOGmag 40

dai fan, mentre su Yahoo! Answers abbondano le discussioni riguardo al dove trovarla). Ma noi non ci accontentiamo e vi garantiamo che la nuova edizione sarà ancora meglio.

Come mai così tanto successo?

BE-U è un’agenda, realizzata in collaborazione con BLOGmag, che è nata per distinguersi dalle altre presenti sul mercato e che vuole

permettere ai suoi possessori di distinguersi a loro volta: innanzitutto è stata pensata da un team di ragazzi stanco dell’omologazione dei classici diari. Poi è bianca. Bianca per dare il maggiore spazio possibile alla personalizzazione, con la copertina di carta porosa adatta a tutti i tipi di matite e pennarelli e le pagine con la quadrettatura anche obliqua, per scrivere in qualsiasi direzione. Ma BE-U è anche colorata: sono stati coinvolti artisti di fama internazionale, lasciandoli però liberi di esprimersi e la loro creatività e il risultato sono state meravigliose illustrazioni che hanno accompagnato ogni mese.

Ne vogliamo dippiù!

Ma, come vi abbiamo già detto, non ci accontentiamo: durante tutto quest’anno abbiamo raccolto commenti e critiche direttamente


dai ragazzi che usano BE-U, in modo da rendere l’agenda ancora più vicina ai desideri e alle esigenze dei suoi acquirenti. Per prima cosa, oltre ad essere migliorata quanto a resistenza, BE-U quest’anno si fa in tre! Infatti sarà disponibile in tre formati diversi: BE-U, la versione rinnovata e migliorata dell’originale, BE-U mini, di dimensioni ridotte per entrare in qualsiasi borsa o borsetta, e BE-U light, ecologica, economica ed ecosostenibile.

Dettagli

BE-U è per coloro che si sono affezionati al grande formato: mantiene tutte le

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caratteristiche della scorsa edizione, ovvero sovra copertina di plastica, buste trasparenti all’interno. In più da quest’anno le illustrazioni su BE-U triplicano, abbandonando l’abbinamento un mese – un artista per proporre tanti illustratori sparsi per tutta l’agenda! BE-U mini mantiene tutte le caratteristiche della original, ma è grande la metà e quindi molto più maneggevole. BE-U light è a Impatto ZeroR. Le emissioni di CO2 generate sono state compensate con la creazione e tutela di foreste in crescita. Inoltre è realizzata con carta riciclata non trattata con additivi chimici e non ha le cover e le buste di plastica. Oltre a questo, anche il prezzo sarà molto più leggero: circa la metà rispetto alle altre edizioni.

Distribuzione

Visto che l’anno scorso sembra non sia stato così facile trovare BE-U

in tutta Italia, quest’anno ci siamo impegnati perché l’agenda sia distribuita anche in tutte le grandi librerie, presto sul sito (www. be-u.it) potrete trovare la lista dei rivenditori, e tante altre succose novità… stay tuned! n

Quaderni ed artisti L’anno scorso erano solo poche copie per pochi fortunati, ma visto che sono piaciuti ci saranno dei nuovi quaderni a marchio Myflea, con illustrazioni inedite degli stessi artisti di BE-U. Gli artisti di quest’anno provengono da mezzo mondo: si riconfermano dall’anno scorso Moka Ultra Pop, Tristan Vancini, Alepop mentre si aggiungono gli statunitensi Friends With You, Jeremy Madl e Buff Monster, oltre allo svedese Staffan Larsson, alla giapponese Kin-Pro, ai francesi Tabas e Grems e tanti altri… Quest’anno abbiamo proprio radunato l’ONU degli illustratori!

I formati dell’agenda BE-U.

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Gli artisti di tutto il mondo coinvolti quest’anno nella realizzazione del diario.

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Malfi

E’ il personaggio simbolo di Friends With You: si tratta di una specie di pinguino a forma di pera con gli occhi a crocetta che, oltre che nella versione base in nero, esiste anche naked, rosa, o super, bianco a pallini colorati. Ma Malfi non è l’unico, insieme a lui popolano il mondo Friends With You anche Buddy Chub, una nuvoletta arcobaleno, Bubble Grump, una pila di ciambelle con un cappellino, Sweet Tooth, Squid Racer, Poppings e Mr TTT Burger. Li trovate tutti su www.friendswithyou.com!

Friends With You!

Vi presentiamo gli autori della doppia cover-poster di questo mese!

F

riends With You è nato nel 2002 dall’unione del genio creativo di Samuel Borkson e Arturo Sandoval III, per gli amici Tury. La missione della compagnia è diffondere l’idea di magia, fortuna e amicizia nel mondo, e diventare “amici-con-te”.

Un gruppo di creativi arrivati “in alto”

Tutto è iniziato dai primi pupazzi cuciti a mano dai nostri eroi, ma nel corso degli anni Friends With You è diventato un gigantesco laboratorio di creatività, riunendo artisti che coprono tutti i mezzi di espressione: dalla video art ai toys, passando per installazioni e stampe, il tutto mantenendo però intatte le identità artistiche dei suoi componenti. BLOGmag 42

Crescendo, la compagnia ha guadagnato credibilità e fama, arrivando, per citarne qualcuno tra i tanti, ad avere opere incluse nelle mostre permanenti del Museum of Contemporary Art (MOCA) di Los Angeles, dell’Indianapolis Museum of Art (IMA) e anche della Haus der Kulturen der Welt di Berlino. Inoltre hanno partecipato a tutti i più grandi eventi artistici, come Pictoplasma a Berlino e Art Basel a Miami. Tra le collaborazioni illustri figurano brands come Nike e MTV, per cui hanno creato brevi filmanti, la marca di abbigliamento di Gwen Stefani “Harajuku Lovers”, Coca-Cola, e tanti altri. Ultimamente si sono occupati dei visuals per l’esibizione del gruppo esordiente “Die Antwoord” al festival Coachella in California e si occuperanno dell’illuminazione

della città di Toronto nell’ambito del “Luminato Festival of the Arts”.

Mostri ispirati dalla coscienza collettiva

Friends With You è un mondo popolato da mostriciattoli sorridenti ispirati, a detta di Samuel, dalla gente, dalla religione, dalla filosofia e dalla coscienza collettiva. Lo studio Friends With You a Miami straripa di personaggi divertenti, enormi calamari, altari magici, quintali di materiale per la pittura e, immaginiamo sepolto tra tutto ciò, un computer. Divertente anche quello, sempre secondo Samuel. Last but not least, i Friends with You si sono occupati della fantastica copertina doppia di questo numero, sempre popolata dai loro personaggi coloratissimi per tirarvi su di morale durante gli ultimi affannosi giorni di scuola! n


IT’S COOL TO HAVE A SOUL.

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Kia Motors Italia Spa. Una Società del Gruppo “Koelliker SpA.”


x o b t n Pri a cura di Erica Scigliuolo

Il Post DIRETTORE: Luca Sofri PREZZO: gratuita VOTO:

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Vi presentiamo Il Post (ilpost.it), quotidiano online diretto da Luca Sofri. Da un’idea di Giovanni De Mauro, direttore di Internazionale, il 20 aprile è uscito online ed è presente come una nuova fonte di informazione da alternare, aggiungere o sostituire a quelle già presenti. Nel suo primo editoriale Sofri parla del Post come di un aggregatore ma anche come un editore di blog, con una redazione che pubblica notizie raccolte in rete. I blog affiliati continuano ad aumentare ogni giorno, trattando degli argomenti più diversi, dall’approfondimento di tematiche di attualità a semplici riflessioni. Questa nuova testata ha l’ambizioso obiettivo di cercare di informare in maniera completa e costante e le non-notizie non vengono prese in considerazione. Si nota che la scelta è quella di voler pubblicare ciò che si ritiene veramente importante, senza costruire necessariamente una notizia su di un fatto.

Hanno tutti ragione

L’ultima notizia.

AUTORE: Paolo Sorrentino EDITORE: Feltrinelli PAGINE: 320 PREZZO: 18 €

AUTORE: M. Bardazzi, M. Gaggi EDITORE: Rizzoli PAGINE: 274 PREZZO: 18 €

VOTO:

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Paolo Sorrentino è un regista e uno sceneggiatore. Quello de Le conseguenze dell’amore, L’amico di famiglia e Il divo, per intenderci. Ma anche de L’uomo in più, ed è da questo film del 2001 che nasce il suo primo romanzo. Tony Pisapia diventa Tony Pagoda ed è il protagonista. Cantante melodico di successo, la sua vita scorre veloce e semplice, fino alla tournée in Brasile, paese dove poi decide di fermarsi. Uno sfrontato anti eroe questo Tony, che ben rappresenta il nostro Paese dagli anni ’70 fino ad oggi. Le sue riflessioni hanno grande spazio all’interno del romanzo che rispecchia lo stile del regista. Da provare.

Pop. Andy Warhol racconta...

AUTORE: A. Warhol, P. Hackett, C. Scarpini (trad.) EDITORE: Meridiano zero PAGINE: 352 PREZZO: 18 € VOTO:

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Andy Warhol racconta gli anni Sessanta con tutti i suoi estremismi e quello che è stato ed è il Pop, ovvero un modo di vivere e un modo di perseguire obiettivi, il tutto attraverso i personaggi del tempo dai più famosi a quelli di passaggio. Adatto ai curiosi e agli studiosi della Pop Art, vista attraverso i migliori occhi possibili e dietro le quinte. Il libro è suddiviso in annate e cresce nel tempo insieme alla vita di Warhol e grazie a tantissimi aneddoti di una cultura occidentale che stava cambiando. Non solo per appassionati.

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Dall’informazione cartacea a quella digitale. Si tratta di un passaggio dall’editoria tradizionale a un nuovo modo di fare giornalismo o sono due mondi paralleli che si intrecciano? Pare che le difficoltà dei giornali cartacei di sopravvivere lasci pensare ad un meccanismo di sostituzione che trasforma così il modo di fornire e assorbire le informazioni. La scuola classica del giornalismo però potrebbe essere utile per migliorare la funzione dei nuovi media, prendere il buono che c’è e riadattarlo verso un nuovo modo di comunicare con il pubblico. In questo saggio si parla del nuovo ecosistema dei media con tutti i suoi vantaggi e rischi. Scorre veloce e non annoia, anzi.

Effetti collaterali dell’amore quando finisce

AUTORE: Rivka Galchen EDITORE: Piemme PAGINE: 315 PREZZO: 17 € VOTO:

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Entra in casa ed è lei, il suo viso, i suoi capelli, la sua voce: peccato che il marito sia assolutamente convinto che la donna che vede sulla soglia di casa non sia sua moglie, non riesce a riconoscerla nonostante veda che è assolutamente uguale a lei. I rapporti umani possono essere molto delicati e quando entrano in crisi, la cosa più difficile è accettarlo. Un romanzo d’esordio che dal titolo sembra spiritoso, in effetti lo è, ma che nasconde un’analisi profonda sull’amore e su come questo possa finire così senza quasi accorgersene. BLOGmag 45


read more! L’intervista completa ai Cassette Kids e la versione inglese del pezzo si trova nella sezione musica di www.blogmag.it!

Cassette Kids

C

i crediamo un sacco. Proprio per questo li abbiamo cercati ed intervistati per voi. I Cassette Kids sono una delle formazioni più pop degli ultimi tempi, dalla voce di Katrina (che ha risposto alle nostre domande) ai suoni dance-rock del gruppo. È banale dirlo, ma il loro Nothing on TV, uscito da circa un mese, quest’estate lo si ascolta un bel po’.

Prima di tutto, raccontate chi siete al pubblico italiano, quando avete iniziato a suonare assieme e perchè... Siamo una band indie/dance/pop australiana conosciuta per fare show dal vivo davvero energici. L’unico contatto che abbiamo con l’Italia (non ci siamo mai stati) è Bob Rifo dei Bloody Beetroots! La nostra storia inizia circa tre anni BLOGmag 46

fa, quando ci siamo conosciuti grazie alle reciproche presentazioni dovute ad amicizie comuni ed abbiamo iniziato a suonare assieme, mentre Dan (basso) e Jake (batteria) andavano a scuola assieme. Siamo tutti originari della stessa zona, le Blue Mountains a ovest di Sydney... possiamo quindi dire di aver perso parecchio tempo prima di trovarci!

Tra ispirazioni punk-rock (The Rapture, Klaxons e YYYS) e cose più pop (No Doubt), qual è il vostro background musicale?

Ovviamente è colpa dei gusti diversi che ognuno di noi ha, che ha reso il nostro scrivere i pezzi una cosa ancor più interessante. Il mio chitarrista (anche lui Dan) ama i Radiohead e i gruppi che amano suonare con i guitar pedals. Jake ha sempre amato maggiormente il punk e l’altro Dan preferisce la dance

music. Personalmente sono cresciuta con la passione per le personalità femminili “forti” della musica come Gwen Stefani, Bjork, Stevie Nicks, Courtney Love, Deborah Harry... Tutte queste cose mi fanno pensare che sia proprio la fusione dei nostri interessi a creare il nostro stile: un indie-pop ballabile con suoni sicuramente interessanti reso, nella trasposizione live, qualcosa con un’estetica punk/ rock.

Qual è stata la vostra evoluzione dal primo E.P. del 2008? Come è nato Nothing on TV e quanto ci avete lavorato su?

L’E.P. era sicuramente più imperfetto e crudo rispetto all’album, c’erano degli accenni dance pop ma erano inseriti in maniera abbastanza grezza. In seguito abbiamo iniziato ad ottenere il tipo di strumentazione di cui avevamo bisogno e il risultato >>


>> è stato un suono più stratificato,

oltre a canzoni con una maggiore sensibilità pop. Nothing on TV è un primo album di cui possiamo andare orgogliosi sia come musicisti che come songwriters. Tutte le canzoni dell’album coprono diversi temi ed emozioni, affrontati sempre nel modo che permette ad ogni ascoltatore di sentire proprio ciascun pezzo. Il disco è stato scritto e registrato in circa 8 mesi, periodo in cui non abbiam fatto davvero nient’altro recandoci in studio prestissimo ogni mattina. Finire questo lavoro era la priorità di ognuno di noi!

Gli altri componenti del gruppo hanno studiato musica a scuola, mentre tu no.

È molto interessante essere stata l’unica a non aver studiato musica a scuola perchè ti mostra che non è necessario prendere lezioni per essere in grado di cantare o scrivere una canzone. Semplicemente amo

la musica e sono stata parte di varie band per nove anni. In pratica mi sono allenata da sola, col tempo, a cantare, scrivere ed esibirmi in maniera sempre più intonata. Per quanto riguarda gli altri ragazzi, ovviamente non basta solo quello che si impara a scuola. Devi allenarti sempre e studiare come lavorare bene in un gruppo creativo.

Quali sono, secondo voi, le differenze nel far musica tra Australia ed Europa?

Le nostre esperienze nello scrivere e nello registrare si sono verificate soltanto a Sydney, anche se ci piacerebbe “uscire di casa” un giorno! Siamo di recente stati a Londra: è stato molto emozionante e le performance sono venute veramente alla grande. La differenza principale con l’Australia è determinata dal grosso numero di città e di opportunità che l’Europa offre: quindi la possibilità di suonare un sacco e fare un lungo tour, nonché avere gente sempre diversa che viene agli show.

I vostri MUSICA prossimi live: passerete dall’Italia? Una data che ricordate con piacere? Ci piacerebbe passare da voi... In base a quello che so dobbiamo passare in Europa quindi, se ci volete da voi, fatevi vivi, fateci sapere! Una bella esperienza è stata quella all’sxsw ad Austin, Texas. È stato l’ultimo live dopo una settimana intensissima da quel punto di vista e sembra che abbiamo suonato veramente bene ed avuto un grosso impatto sul pubblico. Inoltre sembra ci fossero un sacco di osservatori dai più grossi fesival europei a guardarci, quindi abbiamo ricevuto un sacco di feedback positivi!

Un segreto su di te.

In uno dei miei primi live ero un po’ ubriaca e son caduta dal palco, colpendo uno spigolo e facendomi un taglio abbastanza profondo nella mano. Avevo addosso una t-shirt bianca che si è immediatamente macchiata di sangue. Credo che la gente abbia pensato fosse qualcosa di studiato per lo show... ma faceva un sacco male, alla fine son quasi svenuta! n Marco Cantelli

autore: Cassette Kids titolo: Nothing on T.V. etichetta: Sony AUS genere: pop/dance punk voto:

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01. Insomnia. 02. Spin. 03. Lying Around. 04. Coming Back. 05. Big Jerk. 06. Freaky Sweetie. 07. Game Player. 08. You Shot Me. 09. Nothing On TV. 10. Wherever You Are. 11. Hey Baby. 12. Fatal Attraction. BLOGmag 47


reoarde! m mpleta o c a t s i v lo er

L’int an del Diavo t! a Il P w.blogmag.i su ww

il Pan del Diavolo (c)

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a scoperta indie di questo 2010 sono sicuramente loro: Il Pan del Diavolo, due siciliani, Pietro Alessandro Alosi e Gianluca Bartolo. Abbiamo intervistato il primo, cercando di scoprire (e allo stesso tempo di presentarvi) questo duo che ha totalmente folgorato critica e pubblico italiani con il loro folk rock intenso ed ironico (e un po’ violento!).

Come vi siete conosciuti? Chi ha scelto il nome e come?

“Il pan del diavolo è sempre avvelenato” è un proverbio... o comunque dovrebbe esserlo perché io l’ho sentito e non credo di essermelo immaginato! Dopo averlo sentito, ho scelto appunto “Il pan del diavolo” come nome per BLOGmag 48

la mia musica (tutto questo già nel 2005 con un progetto diverso ma che portava lo stesso nome). Per quanto riguarda il nostro incontro, io e Gianluca ci siamo conosciuti dal fotografo: lui aveva una chitarra sulle spalle ed io le bacchette per la batteria.

I vostri ascolti in che modo si riflettono nella vostra musica?

Ascolto di tutto ma faccio in modo che solo alcune cose entrino nella mia musica. Alcuni dischi li studio fino alla nausea, altri li sento una volta e poi li metto da parte... Dei dischi di rock’n’roll italiano così come per la musica di Tenco, per esempio, è per me importantissimo lo stile vocale. Inoltre mi posso soffermare su come suonano i Cramps o Neil Young. Quello che ascolto e che mi piace lo studio perchè penso che sia importante conoscere i tuoi riferimenti musicali fino in fondo.

Invece quanto influisce sul vostro lavoro Palermo, la città dove vivete?

A volte mi sembra una città ai confini di questo impero decadente italiano, un luogo alle porte del deserto spazzato dalle tempeste di sabbia. Da un lato a Palermo puoi guardare da lontano le altre città che sembrano offrire qualcosa in più: qualche lavoro in più, qualche servizio migliore in cambio di una fredda convivenza alla Metropolis di Lang. Dall’altro lato puoi gustare la poesia di Palermo e della sua memoria storica viva che fa a botte con il terzo millennio.

Grancassa, sonaglio, bouzouki: perchè avete scelto di utilizzare questi strumenti?

Per partire da zero e non arrangiare i brani da subito con chitarre elettriche, tastiere, batteria e basso. Il folk è alla base della sincerità della musica suonata, è semplice e vivo (o almeno lo era quando faceva parte della musica quotidiana). Una chitarra e una voce o semplicemente un tamburello e la


MUSICA

Big i n Leg re liett gi l ga i l ’ r e isp arti o!

Electro-Venice Festival

BLOGmag è partner del sabato più carico per chi ama l’elettronica da ballare

sa o co all’ ed e ttamndi lo, Ele ntr ent ctr a fr e o-V ee eni ce!

L’appuntamento è per il 10 luglio al Parco San Giuliano di Venezia: ci saremo anche noi per sentire il live e i djset di questa nuova rassegna che si preannuncia come la data da cerchiarsi in rosso per tutti coloro che amano il clubbing e l’elettronica da ballare. Un festival che si dividerà in due palchi (il red stage dedicato agli esponenti più “alternative” dell’electro-house e il white stage per gli artisti di spicco di minimal e techno) con in tutto 16 artisti che faranno letteralmente sudare il pubblico nell’afosa estate della Pianura Padana. I nostri preferiti? Uffie, splendida ventiduenne americana tutta nu-disco e cattivissima french-house che si farà viva subito dopo l’uscita del suo primo e nuovissimo album Sex Dreams and Denim Jeans. Mr. Oizo, ovvero un pezzo di storia dell’elettronica francese (la sua Flat Beat e il pupazzo giallo che la presentava nel video sono state scopiazzate, dal 1999 in poi, un mezzo miliardo di volte). Gli eroi tedeschi del dance-punk, i Digitalism, e, sempre dalla Germania, la combo tra Apparat e Modeselektor: Moderat. Per non parlare poi dei tre big nomi: Soulwax a.k.a. 2Manydjs, Steve Aoki ed i nostri, amatissimi, The Bloody Beetroots. Proprio riguardo loro vi interroghiamo quest’oggi: infatti abbiamo la possibilità di regalarvi due coppie di biglietti per entrare aggratis al Parco San Giuliano e all’Electro-Venice il 10 di luglio! Averli è semplice: vi basterà inviare all’indirizzo ev@blogmag.it la risposta alla domanda che stiamo per farvi e la soluzione esatta al quesito che pubblicheremo in home page su www.blogmag.it giovedì 27 maggio alle ore 18.00. Vogliamo sapere quale numero di 11 cifre si forma prendendo, in ordine di traccia, tutti i numeri contenuti nei titoli del disco Romborama dei Bloody Beetroots. Aspettiamo questa e l’altra risposta che pubblicheremo on-line: i primi due lettori che ci invieranno la soluzione corretta e ci dimostreranno di frequentare le scuole superiori riceveranno 2 biglietti a testa per l’Electro-Venice!

voce (con un buon testo) sono il grado zero della Canzone.

I vostri testi: quanto sono ironici e quanto drammatici?

Alcuni testi sono più che drammatici, poi ci sono i testi di gusto più romantico e infine ci sono momenti ironici perchè non vogliamo annoiare o deprimere nessuno.

Quanto siete soddisfatti di questo disco?

Soddisfattissimi a metà! Abbiamo un

altro anno di live davanti. E poi di certo non aspetterremo molto per pubblicare nuovo materiale...

Gli ascoltatori vanno educati con calma o stupiti con scelte improvvise?

Al secondo disco ve ne saprò parlare meglio, lì cercheremo di allontanarci un po’ dalla formula chitarre, grancassa e voce. Così finalmente vedremo anche noi come reagisce il pubblico ad un cambio stilistico. Secondo me

autore: Il Pan del Diavolo titolo: Sono all’Osso etichetta: La Tempesta genere: folk - rock voto:

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01. Farà cadere lei. 02. Pertanto. 03. Centauro. 04. Università. 05. Blu Laguna. 06. Bomba nel cuore. 07. Il boom. 08. Il mistero dello specchio rotto. 09. Sono all’osso. 10. Africa. 11. Ciriaco. 12. Scarpette a punta. le sorprese comunque sono sempre gradite.

Grazie a “Sono all’osso” il vostro pubblico live sta cambiando rispetto a quello delle date che presentavano l’E.P.? In meglio o in peggio?

Il pubblico sta crescendo tantissimo e finora ho visto un pubblico di grande qualità. Nessuno che inseguiva una moda. Speriamo si continui così. n Marco Cantelli BLOGmag 49


x o b c i s Mu A cura di Federico de Felice, Vittorio Marchetti e Marco Cantelli

Erykah Badu

New Amerykah Part Two (Return of the Ankh) genere funk-soul etichetta funk-soul voto

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Fratello del politicissimo ed eccelso “New Amerykah Part One (4th World War)”, il nuovo album della cantante texana dalla voce unica ed inimitabile si distingue dal predecessore per la registrazione live delle strumentali e per le liriche strettamente personali e sentimentali. Premesso che ascoltare un qualsiasi disco di Erykah Badu sia un’esperienza emozionale inconsueta, proviamo a raccontare come suona questo capolavoro. La falsariga è sempre la stessa: la musica black in tutte le sue forme, dal jazz al funk, dal blues all’hip-hop. L’amniotica Window

Seat, condita dal bum-cha del batterista dei The Roots, ?uestlove, è il primo brano che stupisce l’orecchio… un piano jazzy su cui scivola la voce vellutata della Badu. Impossibile, poi, non citare Love, prodotta dal compianto J Dilla, dal groove tutto funk-blues e Out My Mind, Just In Time, una suite di dieci minuti, piano e voce a farle da padroni, il cui ascolto conduce in un’altra dimensione emotiva. La seconda parte della nuova amErykah è complementare ed indissolubile dalla prima: un viaggio da una parte sociale, dall’altro passionale da compiersi nella stessa direzione.

Calibro 35

Meth, Ghost & Rae Ritornano Quelli Di... Calibro 35 Wu-Massacre etichetta Ghost Records voto

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A due anni dall’omonimo esordio, la formazione milanese torna con un nuovo lavoro che, come il precedente, riprende le sonorità dei b-movies polizieschi degli anni ’70. E questa volta, oltre alle re-interpretazioni di vecchi classici, si aggiungono otto inediti. Ruvido e psichedelico “Ritornano Quelli Di…” è un infinito inseguimento alla guida di un’Alfa Giulia grigio metallizzata: pezzi come Eurocrime! e Convergere in Giambellino sono bombe pronte ad esplodere da un momento all’altro! BLOGmag 50

etichetta Def Jam voto

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Due numeri fa abbiam parlato di Ghostface Killah: bene, ora assieme ai due colleghi del Wu-Tang Clan, Method Man e Raekwon, sforna un disco pieno di beats soulful e rime taglienti. Trenta minuti intensi e, forse, la volontà di concentrare tanta roba in così poco spazio rende il “massacro” un po’ dispersivo. Ma Our Dreams dove RZA, anch’egli membro della crew newyorchese campiona Michael Jackson, è contemporaneamente dolcezza ed adrenalina allo stato puro: vale l’intero disco.

L’angolo del free-download / Ultima parte Innanzitutto non possiamo non descrivervi questo fantastico progetto del californiano Wait What, scaricabile su www.soundcloud.com/wait-what/ sets/the-notorious-xx. Se avete presente The xx e Notorious B.I.G., rapper newyorchese assassinato nel 1997, bene, prendeteli e provate ad immaginare un feat tra le due parti: ne uscirebbe “The Notorious XX”, ovvero le liriche di Biggie sopra la musica malinconica della band londinese. Passiamo ora ad una cantante soul cresciuta in quel di Atlanta, Brittany Bosco: il suo album Spectrum 2.0, pura sintesi della black music, è completamente scaricabile su brittanybosco.bandcamp.com. Intanto i Fare Soldi, duo italo house di casa Riotmaker ha pubblicato il nuovo Houstria EP: due dei brani contenuti potete accattarveli su soundcloud. com/faresoldi. Non dimenticate di fare un po’ di bouncing con la testa durante l’ascolto! Infine dedichiamo due righe alla recente scomparsa di Guru, metà dei Gang Starr, duo che ha scritto una parte di storia dell’hip-hop: il suo amico e compagno DJ Premier ha reso disponibile un mix tributo scaricabile su www.djpremierblog. com/2010/04/24/keith-guru-elamtribute-mix-by-dj-premier.

David Byrne & Fatboy Slim Here Lies Love etichetta Todomundo voto

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Ideato e prodotto da due delle personalità più eclettiche e geniali del panorama musicale degli ultimi trent’anni, “Here Lies Love” è un concept album sulla vita della storica first-lady/tiranna filippina Imelda Marcos. Tantissime le ospiti invitate per celebrarla: tra loro, ad esempio, Florence Welch (Here Lies Love), Santigold (Please Don’t) e Cyndi Lauper (Eleven). Divertente, etno-pop, a tratti 80’s, questa nuova fatica del ex-frontman dei Talking Heads è un piacere per le orecchie.


Banjo or Freakout Arte e musica si incontrano “al primo colpo”

A

lessio Natalizia l’abbiamo conosciuto qualche tempo fa come componente dei Disco Drive, un gruppo italiano di qualche tempo fa che con il suo Things to do today riscosse recensioni pazzesche sia in Italia che, soprattutto, all’estero. Abbiamo rincorso appunto Alessio perchè, tra un viaggio e l’altro tra Londra e gli States, ci raccontasse il suo progetto Banjo or Freakout (già apprezzatissimo da, tra gli altri, The Guardian). Quando e come è nato il progetto Banjo Or Freakout? Banjo è nato nei momenti di attesa e di noia, un po’ per caso e un po’ per la voglia di fare qualcosa di diverso e che fosse 100% me stesso e nessun altro. Mi sono trasferito a Londra per altri motivi di vita personale e Banjo è nato in vari luoghi tra cui Londra. Non appena ti abbiamo sentito, ci è venuta in mente la spontaneità dell’action painting di Jackson Pollock: hai tratto ispirazione da altre realtà artistiche e non, oltre a quella musicale? Sono un grande fan di Pollock! Anzi, ero in un museo davanti ai suoi quadri qualche ora fa... strana coincidenza! Certo, tutto ciò che ha a che fare con la spontaneità mi

Goldfrapp Head First

ispira costantemente. Mi piacciono quelli che cambiano sempre e non si ripetono mai, ma che allo stesso tempo non si prendono troppo sul serio. La volontà di registrare tutto “al primo colpo” ha dietro un intento concettuale? Non c’è nessun grande intento concettuale... sono solo convinto che la prima ‘take’ sia sempre la migliore. Puoi stare ore e ore a registrare ma alla fine 90% torni alla prima take. Almeno nel mio caso è sempre così. Ovvio che non è che premo ‘rec’ e tutto va alla grande; prima di registrare provo le parti per ore e a quel punto registro. È anche un modo per dare a me stesso dei tempi e per riuscire a scrivere un sacco di canzoni. Alla fine per avere 10 canzoni decenti ne devi scrivere/ registrare almeno 50! Dal tuo limitatissimo cd di cover, quale pezzo/artista hai stravolto più volentieri? Hai avuto la possibilità di parlare della tua versione di un brano con gli stessi artisti? Ho parlato con quasi tutti gli artisti che ho ‘coverizzato’, a parte quelli morti. Tutti hanno apprezzato... o almeno così mi sembra! Con le cover non volevo omaggiare gli artisti quanto divertirmi e stravolgere

canzoni sconosciute o super hit! Il video di Upside Down, pur essendo tremendamente lowcost, riesce ad essere ipnotico e coinvolgente. Chi l’ha curato e come è nato? È stato girato da Blake, un ragazzo di Los Angeles che studiava cinema a Londra e che è venuto a parlarmi dopo un mio concerto dicendomi che aveva questa idea per il video e dopo 3/4 mesi di e-mail e idee mi ha mandato il video ed era perfetto. Sai già quando tornerai in Italia a fare qualche concerto? Non so quando tornerò in Italia. Al momento sto facendo delle date in USA e la priorità è tutta sull’album che ho appena finito di registrare e dovrebbe essere pronto tra un mese o poco più. Spero di riuscire a far uscire l’album a settembre e poi partirà il tour: a quel punto sicuramente verrò anche in Italia.

Marina and the Diamonds Baustelle The family jewels I mistici dell’Occidente etichetta Mute voto

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Ci si poteva aspettare di tutto dal progetto che ruota attorno alla bella Alison: dopo la parentesi folk dell’ultimo disco ci poteva anche stare un album italo-disco, piuttosto che qualcosa di neomelodico. Invece, sorpresa!, Goldfrapp torna ad essere il duo electropop di sempre, con le prime tre tracce di una radiofonicità rara. A noi piace di più il tagliente fascino di Shiny and Warm, il resto è noia. La gioia di un disco intelligente come Seventh Tree e di canzoni come Happiness è molto lontana.

etichetta Southern Fried voto

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La Diamandis è bella, bellissima. E la vince su tutto il resto con un disco pop nuovo, new wave, non banale, dichiaratamente ispirato alla globalizzazione più spiccia. Con una sensualità indecente, Marina danza leggiadra spiegandoci che non è un robot, canta in stile Shakira ma afferma di non somigliare né a lei né a Catherine Zeta, crea un capolavoro di ritmi giungleschi e animaleschi in un popfolk arrogante tutto da ballare. Quello che manca è solo il suo numero di cellulare nel booklet. Il resto è perfetto.

etichetta Warner voto

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Quello che ci piace dei Baustelle è la loro spocchia. Mentre il grande pubblico li idolatra loro suonano in maniera provocatoria, beffarda, ironica, sono una presa in giro coltissima a chi non ha tempo per capire testi attuali, romantici con un filo di nostalgia. Quello che non ci piace dei Baustelle è la loro spocchia. Mentre il grande pubblico li idolatra loro suonano in maniera provocatoria, beffarda, ironica, sono una presa in giro coltissima a chi non ha tempo per capire testi attuali, romantici con un filo di nostalgia. BLOGmag 51


x o b c i s Mu

D

Ofeliadorme

Ofelia chi è? E perché dorme? Il nome è un chiaro omaggio all’Ophélie del poeta Rimbaud, che poi è il personaggio shakespeariano dell’Amleto. Ma la nostra Ofelia dorme, nella speranza che il suo sia solo un lungo sonno, e non una sorte ben peggiore. Il vostro primo lavoro, uscito a Maggio 2009, è un EP dal titolo Sometimes it’s better to wait. Perché non cominciare con un LP ma scegliere una forma più ridotta? Sicuramente abbiamo preferito fare una scelta prudente: non abbiamo fretta di fare scoprire tutto e subito quel che abbiamo da offrire. Meglio offrire sei tracce, perché vengano ascoltate facilmente ed attentamente. In esse, è già presente

il tratto caratteristico della nostra musica, che spazia dalle ballate ai pezzi dal forte carattere elettrico. Pubblicare l’EP è stato per noi come scattare una fotografia, fissare un punto da cui ripartire: il materiale in cantiere è già tanto. Nella vostra breve carriera si osserva una notevole evoluzione stilistica. Qual è il prossimo passo? Nei prossimi mesi dovrebbe uscire il nostro primo album, una decina di tracce, dipenderà dalla lunghezza delle stesse. Come prevedibile troveranno spazio diverse declinazioni della nostra musica, come sempre ci muoviamo in ambiti molto distanti tra loro. Non abbiamo fretta di trovare un’etichetta che si prenda cura di noi: un disco, di questi tempi, lo fai soprattutto per te. Preferiamo piuttosto portare la nostra musica in lungo e in largo per il continente: è con i live che ti fai conoscere, ed apprezzare. Siete una sorta di factory: curate la grafica del sito, il merchandising, lavorate in un vostro studio di registrazione. Quali sono i vantaggi di gestire tutto in famiglia, quali gli svantaggi? Darsi da fare per gestire ogni lato è faticoso, ma utile per maturare e crescere assieme. Non disporre di un occhio, o meglio un orecchio,

...A Toys Orchestra Midnight Talks

Flying Lotus Cosmogramma

i loro si dice che siano i Radiohead nostrani, gli indubbi eredi dei Sigur Ròs. A quasi un anno dall’uscita del primo EP la loro musica sta facendo il giro del mondo: arrangiamenti semplici, ma ipnotici, sessioni acustiche con il gusto per le incursioni elettriche ed elettroniche. Ne parlano i blogger dei due emisferi, veri talent scout di questo secolo (intervista completa su blogmag.it).

etichetta Urtovox voto

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Il disco precedente a questo, Technicolor Dreams, aveva conquistato la critica italiana e soprattutto internazionale dando la possibilità al quartetto di Agropoli di tenere moltissime date in tutta Europa. Dopo tre lunghi anni di tour esce Midnight Talks, un disco delicatamente potente, efficace nelle sue ballatone di beatlesiana memoria. La sostanza c’è tutta... buona fortuna, ragazzi.

BLOGmag 52

etichetta Warp voto

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“Flylo”, un giovane californiano che gioca col suo computer e campiona elettronica, jazz e suoni da videogame. Semplicemente, le orecchie godono nel sentire i suoi suoni, nonostante la sua proposta artistica e la sua concezione di musica siano assolutamente originali, strettamente personali, lontane dalle mode. Può risultare un ascolto impegnativo, ma se perdete l’equilibrio vuol dire che va tutto bene.

Un volto gentile del rock

esterno, che ti segue criticamente, stimola ad un più difficile esercizio: quello di mettersi allo specchio e provare a vedersi da fuori, facendo autocritica quando necessario. Guardandovi un po’ attorno, quali altre band emergenti, italiane e straniere, ritenete interessanti? Ci sono tanti gruppi promettenti in circolazione. Una grande scoperta per noi è stata la Flash Bang Band, dei ragazzi di Brighton con cui abbiamo condiviso il palco in un concerto a Londra: fenomenali. Inoltre, vale la pena ascoltare i Modotti, una sorta di post-angularpunk, i Nobraino e Peckinpah, un ottimo cantautore. Roberto Pisano

The Futurheads The Chaos etichetta Nul voto

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Torna il quartetto inglese, e si conferma un ottimo gruppo indie, di quel buon vecchio indie degli inizi anni 2000 alla Franz Ferdinand con 2 chitarre, basso, batteria e voci. La proposta musicale di questo disco non è molto diversa da quella dei precedenti lavori: rock’n’roll con sublimi armonie corali che ti mettono un’improvvisa voglia di correre col sorrisone a mille denti.


THE MAGNIFICENT 7 Ex-Otago

Kurtis Blow

Elio e Le Storie Tese

Presentata alla cricca sanremese (e rifiutata) per entrare nel concorso dei “giovani”, questo nuovo pezzo della band genovese racconta la storia di Marco Olmo, podista sessantenne pluripremiato.

Un’ode allo sport dalla palla a spicchi da parte di uno dei padrini dell’hip-hop: Kurtis rappa sul funk e parla di Julius Erving, Isiah Thomas, Larry Bird e tanti altri grandi dell’NBA.

“I ragazzi della nazionale non conoscon l’inno nazionale, ma la gente gli perdona tutto, basta che alla fine fanno gol” canta Elio sulle note del brano che campiona la storica sigla dell’Eurovisione.

Best Fwends

Architecture in Helsinki

Il duo texano sprigiona energia da tutti i pori: la nevrotica “Skate Or Live” non è da meno. Curiosa è invece la loro attitudine sul palco: pare che usino solo la loro voce ed un iPod.

Sembrano un po’ i Talking Heads del 21esimo secolo ed è anche per questo che ci piacciono molto. Il groove sghembo e i riff singhiozzati sono la cifra stilistica della band australiana.

Carl Douglas

Faithless

Resa famosa da “Kung Fu Panda”, il pezzo di Mr. Douglas è stato coverizzato in mille salse; ma come si sa, la versione originale (col suo sapore tutto orientale) è sempre la migliore.

Funk e trip-hop si incontrano in questo brano del 2001. Come al solito i Faithless si dimostrano geniali nel loro “fare musica” e la rappata di Maxi Jazz è più fluida che mai.

Brano: Marco Corre Album: Anteprima Anno: 2010 Genere: Indie Pop

Brano: Skate Or Live Album: Alphabetically Arranged Anno: 2007 Genere:Electro-Punk

Brano: Kung Fu Fighting Album: singolo unico Anno: 1974 Genere:Soul/Funk

Gotan Project Tango 3.0 etichetta Ya Basta! voto

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Ennesima uscita per questo collettivo di musicisti europ-argentino: un lavoro in perfetto stile Gotan Project, come piace a noi, che raccoglie come sempre lo stile folk del tango trasformandolo sperimentando su una scia dub e trip-hop. Campioni di alta qualità che rappresentano la società recente e moderna del paese sudamericano, poco hip-hop (peccato!), i cori di un gruppo di bambini (Rayuela) e il calcio e Maradona (La Gloria).

Brano: Basketball Album: Ego Trip Anno: 1984 Genere:Hip-Hop

Brano: Feather In A Baseball Cap Album: Places Like This Anno: 2007 Genere:Indie Pop

Brano: La gente vuole il gol Album: singolo unico Anno: 2000 Genere:Dance-Rock

Sports Edition

Brano: Muhammad Ali Album: Outrospective Anno: 2001 Genere:Trip-Hopp

Arancioni Meccanici Arancioni Meccanici etichetta Venus Dischi voto

**

Lo stile della band milanese è quello rock’n’roll condito ogni tanto da una venatura dark. Le influenze sono tante: la musica beat, ma anche l’ondata new wave e post-punk degli inizi anni ’80. Ma se dal punto di vista musicale mostrano un indubbio eclettismo, dal quello lirico risultano essere un po’ piatti ed anche le citazioni paiono essere fuori luogo. La minaccia rossa, nonostante imiti un po’ i CCCP, lascia l’ombra di una originalità che in questo debutto è, però, solo accennata.

last.fm charts I cinque brani ed i cinque artisti più ascoltati (per numero di ascoltatori) nella piattaforma di social music più grande al mondo.

brani 1. Bad Romance – Lady Gaga (38,955) 2. Poker Face – Lady Gaga (27,531) 3. TiK ToK – Ke$ha (26,512) 4. Kids – MGMT (26,024) 5. The xx – Crysyalised (25,409) artisti 1. The Beatles (116,580) 2. Lady Gaga (111,568) 3. Radiohead (110,323) 4. Muse (108,563) 5. Coldplay (100,610) (Classifica aggiornata al 12 maggio) BLOGmag 53


t s e T

celeb scolastiche Andy Warhol diceva che nella vita tutti hanno diritto al proprio quarto d’ora di notorietà. Mai detto fu più veritiero. Che si tratti di un pettegolezzo, di un merito, di uno scandalo o di un love affair è capitato a ognuno di noi di essere, per un momento, sulla bocca di tutti. Fai il test e scopri quanto durerà il tuo momento di gloria: sarai ricordato come una vera celeb o durerai il tempo di un pettegolezzo a ricreazione?

Il tuo motto: a) Meglio un giorno da leoni che cento da pecora. b) Memento audere semper (Ricordati di osare sempre). c) I cavalli vincenti non si vedono alla partenza ma all’arrivo.

01

BLOGmag 54

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t s

Un personaggio che ammiri:

a) Roberto Mancini, è

l’esempio di uno sportivo che nonostante le critiche è sempre riuscito ad ottenere risultati importanti. b) Paris Hilton, non sa fare niente ma sa sempre come essere sulla bocca di tutti! c) Freddie Mercury, la sua musica resterà immortale nei tempi così come il suo mito!

Il Ballo di Fine Anno è un ottimo momento per far parlare di sé. E se il giorno dopo vuoi essere sulla bocca di tutti puoi puntare solo su due cose: un degno accompagnatore/ice o su un abito favoloso. Qual è il look migliore per essere l’argomento del

03

giorno dopo? a) Punti tutto sull’accessorio che ovviamente deve essere il nuovo oggetto del desiderio della stagione estiva: foulard Hermes usato come cravatta. Tutti ti invidieranno. b) Nude Look. Lady Gaga (e Janet Jackson all’epoca) insegnano: meno vestiti indossi e più chiacchiere attiri. That’s hot! c) Minimal chic. In un trionfo di trash e mascheroni come solo il Ballo di Fine anno sa regalarci, il modo migliore per distinguersi dalla massa è una sana dose di sobrietà. Sarai la punta di diamante della festa e l’orgoglio del tuo personal shopper.

04 a)

Trasgredire è: Il modo migliore per


s BLOGmag 55

PUNTEGGIO:

01. A=1; B=3; C=2. 02. A=2; B=1; C=3. 03. A=1; B=3; C=2. 04. A=2; B=1; C=3. 05. A=2; B=3; C=1. 06. A=2; B=1, C=3. 07. A=3; B=2; C=1.

DA 7 A 11: QUARTO D’ORA DI CELEBRITA’

Se il detto di Andy Warhol a proposito del famigerato quarto d’ora di notorietà fosse vero tu ti saresti già giocato i tuoi 15 minuti di gloria. Fortunatamente nella vita esistono le seconde possibilità. E le terze. Vivi di luce riflessa come la famigerata Paris Hilton, invenzione del terzo millennio a uso e consumo di cronaca rosa. Ricorda però che il gossip è ingrato e quando il mondo si accorgerà che non sai fare niente le luci della ribalta si spegneranno e ci sarà già una nuova ereditiera pronta a prendere il tuo posto!

DA 12 A 16: TORMENTONE ESTIVO

Non c’è dubbio, quando decidi di farla la combini così grossa che è inevitabile che la gente parli di te. La categoria nella quale rientri è il Tormentone estivo, fenomeno immancabile in ogni estate che si rispetti che ripetutamente martella la testa della gente per poi essere cestinato. Un esempio? Le tre parole di Valeria Rossi. Più che il personaggio è la notizia a rimanere impressa: nessuno si ricorda più la sua faccia ma tutti sappiamo ancora come va a finire la rima di sole, cuore e… amore. Fenomeni stagionali…

DA 17 A 21: EVERGREEN

Salvatore Zeola

07

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Gli evergreen si chiamano così perché riescono a restare sempre sulla cresta dell’onda. Le mode passano, le tendenze cambiano ma loro riescono sempre a far notizia per il semplice motivo che loro sono la notizia. Non solo sai come catalizzare l’attenzione della gente, ma sai anche fare in modo che la gente continui a parlare di te per un motivo o per un altro… e quando si è capaci di attirare così tanta attenzione chi se ne importa più di quello che dicono? L’unica certezza è questa: che sia pettegolezzo di ieri o quello di domani tu sarai sempre l’unico protagonista!

t

Dicono che il modo migliore per essere sulla bocca di tutti è gonfiare la realtà. Quale bugia farebbe di te la nuova celeb della scuola? a) Una relazione clandestina con il/ la prof di educazione fisica. b) Una maxi retata nell’ufficio della prof per rubare la terza prova. c) Una festa indimenticabile a casa mentre i tuoi sono via per il week end. Vuoi a tutti i costi che l’intera scuola parli della tua nuova relazione per far indispettire il/la tua ex. Come fai? a) Per diffondere una notizia basta parlare con le persone giuste. Una discreta confessione con la pettegola della seconda fila e presto la notizia sarà sulla bocca di tutti. Garantito. b) Limoni a ricreazione davanti al distributore di merendine in modo che tutti gli affamati possano spettegolare di te per tutta la pausa. c) Ti fai fotografare col tuo nuovo partner sul FotoBlog di BLOGmag in modo che il mese a seguire la tua foto faccia il giro non solo dell’intera scuola ma anche di mezza Italia!

soluzioni

Circola una voce poco piacevole sul tuo conto. Cosa fai per mettere a tacere le male lingue? a) Glisso elegantemente in attesa che fatti e persone più intriganti diventino il nuovo argomento del giorno. b) Assumo un atteggiamento provocatorio e faccio di tutto per confermare le voci e far indignare i ben pensanti… tanto se la gente vuol parlare parla lo stesso. c) Metto a tacere subito ogni fonte scomoda e mi mostro in pubblico solo in atteggiamenti sobri e inequivocabili.

05

cavalcare l’onda delle emozioni. b) Un momento di pura follia per evadere dalle noiose abitudini quotidiane. c) Uno stile di vita. Le regole sono fatte per essere infrante.


n i c

Prince of Persia Una nuova saga che vuole conquistare il pubblico più difficile: quello dei nerd

Titolo: Prince of Persia Le sabbie del Tempo Cast: Jake Gyllenhaal, Gemma Arterton, Ben Kingsley, Alfred Molina Regia: Mike Newell Genere: Mistiche scorribande persiane VOTO:

I

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l re Mida dei blockbuster Jerry Bruckheimer (il quale ha all’attivo la saghe di Pirati dei Caraibi, Beverly Hills Cop e Top Gun per dirne solo alcuni) quest’anno ha in serbo per noi la trasposizione di Prince of Persia, amata e famosissima serie di videogiochi, in un nuovo fiammeggiante franchise dall’enorme importanza e potenziale, per dirla come la pensa la Disney. Per i non iniziati questa è la storia di come un giovane principe persiano (e fin qui il titolo ci accompagna) rientri in possesso di un magico pugnale che conferisce a chi lo impugna il controllo sul tempo (sabbia… tempo… facile, no?), nello specifico la capacità di farlo rallentare e riavvolgere a piacimento: inutile

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a m e n CINE

Aiuto Vampiro

Benvenuti a Zombieland

Regia: Paul Weitz Genere: Vampiri girovaghi

Regia: Ruben Fleischer Genere: Commedia Horror

VOTO:

VOTO:

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Senza dubbio nel tentativo di salire sul “Treno Twilight”, questo film pesca nello stesso mucchio fornendoci la storia di un ragazzo che si sente fuori posto al mondo finché non capita nel suo vicinato un misterioso circo con artisti dal comportamento sospetto e dalla natura ancor più strana. Il ragazzo diventerà un vampiro e dovrà aggregarsi al circo, rompendo però una antica tregua tra fazioni di vampiri e dovendo anche fare i conti con la sua vita sentimentale. Idea simpatica, ma non riesce a sfondare.

***

Benvenuti a Zombieland ha avuto un grande successo Oltreoceano tra il pubblico e lo potremmo quasi definire un film di culto. La trama non è rivoluzionaria, dopotutto si parla del solito film di sopravvissuti al solito cataclisma social zombificante, ma il bello sta nel quanto sono forti i personaggi e nella maniera scanzonata del loro sopravvivere; ad esempio, le regole di Tallahassee per sopravvivere in questo mondo infestato dagli zombie. Simpatico e divertente, un film del genere ci voleva.

cine

news

Bestiale!

Presto anche da noi “Beastly”, la rivisitazione in chiave Twilight della storia de “La bella e la bestia”. Ambientato ai giorni nostri a Manhattan, un ragazzo giovane ricco e bello viene punito da una strega per la sua arroganza e condannato a vivere sfigurato a meno che non trovi il vero amore. La strega è Mary Kate Olsen: abbiamo detto tutto.

Ancora spettri in moto? Dopo un primo capitolo piuttosto scricchiolante, il secondo Ghost Rider tanto voluto dalla Sony potrebbe non vedere la luce a causa di ritardi con lo script e la produzione, ma anche perché Nicolas Cage potrebbe non essere più disponibile per le riprese. Sapeva già di superfluo il primo, figuriamoci un sequel.

Ancora favole

dire che un oggetto del genere non deve assolutamente finire nelle mani sbagliate, e ancora più inutile dire che è proprio quello che avverrà. Immaginatevi il tipico stuolo di assassini (o hassasins). Inseriteci anche la bella principessa di turno e il vecchio mentore del principe e il cast è al completo. Memorabili le scene dl’azione, forse più simili ad Assassin’s Creed che a Prince Of Persia, e davvero notevoli gli effetti speciali della sabbia ma il film non riesce ad avere lo stesso potenziale di Pirati dei Caraibi: Gyllenhaal è bravo e il suo lavoro lo fa bene (se magari imparasse ad essere

leggermente più espressivo, non guasterebbe…) ma nonostante questo il principe Dastan non può sperare di lasciare un solco nell’immaginario collettivo come ha fatto Jack Sparrow perché qui si deve competere con le aspettative del pubblico generico, forse già sazio dei personaggi monodimensionali e privi di carattere, con il pubblico già fan del videogioco, spettatori praticamente impossibili da soddisfare per definizione. Ma vi rendete conto che secondo i fan, Gemma Arterton non è abbastanza sexy nel suo ruolo? Fate voi. n GD00

Il cast di “The girl with the red riding hood” è quasi completato, e già conta Gary Oldman e Amanda Seyfreid, ma intanto è in preparazione da Zack Snyder “Sucker Punch”: un film da lui definito come “Alice nel paese delle meraviglie con i mitragliatori”. Siamo carichi o no?

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TV-DVD

The Vampire Diaries

DOVE: Italia 1 GENERE: teen drama VOTO:

Jennifer’s Body Regista: Karin Kusama Genere: Horror

Durata: 102 min VOTO:

Sesso, Rock&Roll, niente droghe ma un bel po’ di occultismo sanguinolento: sono gli ingredienti che la celebre Diablo Cody (già sceneggiatrice di Juno) pasticcia insieme e serve come merenda ai teen di tutto il mondo. Perché diciamocelo: non è originale, non fa paura e non fa scandalo (nonostante qualche battuta piccante e una bella limonata saffica), però intrattiene. E così, in una triste periferia statunitense incredibilmente piena di emo, la Jennifer del titolo (Megan Fox) si

trasforma da classica reginetta del ballo “non più vergine dai tempi delle medie” a demone sbrana uomini. Complici un concerto con incendio e Adam “Seth Cohen” Brody, che invece del nerd fa l’indie rocker con l’eyeliner. E se tra uno sbudellamento e l’altro la piatta vita del Midwest riprende ogni volta come se niente fosse, la succube migliore amica di Jennifer (Amanda Seyfried), è l’unica a conoscere la verità. n

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Nico Scagliarini

Soul Kitchen

Ninja Assassin

REGISTA: Fatih Akin GENERE: Commedia

REGISTA: James McTeigue GENERE: Azione

VOTO:

VOTO:

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Trama e personaggi sono abbastanza canonici e l’inizio è pure un po’ noioso, con l’incedere di tutte le disgrazie del protagonista (in primis i capelli unti). Poi il tutto si riprende per culminare nei fantastici titoli di coda, che da soli valgono la quarta stellina. Un bel calderone che regala gag (è il caso di dirlo) gustose: tra cucina da camionisti e chef psicopatici, cameriere alcolizzate e stereotipi ellenici, si svolge l’eterna lotta tra la multietnica rivalsa degli umili e il freddo capitalismo ariano. BLOGmag 58

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Ragazze, lasciate perdere i vampiri e trovatevi un ninja: uno che se ne va in giro sfilettare la gente, ma col tenero faccino di una popstar coreana. L’effetto finale è un misto fra un manga e una pallida imitazione di Kill Bill, e il sangue, che pure scorre copiosamente è malamente aggiunto in digitale. C’è lo zampino dei Wachowsky e si vede, ma per rilanciare il genere c’è ancora parecchio da lavorare. Suggeriamo di abolire il paranormale (ferite che si rimarginano con la forza del pensiero?) e le love story.

*

L’effetto “Twilight” purtroppo è approdato anche nel magico mondo dei telefilm. Ed ecco 20 puntate di sospiri d’amore tra il vampiro redento e la traumatizzata teenager dal fascino inconsapevole. Stephen è il vampiro buono, subito riconoscibile dallo sguardo da cane bastonato, reso ancora più ridicolo dal diario segreto a cui confida i suoi sentimenti. Da qui il triste titolo del telefilm “The Vampire Diaries”. Lei è un’adolescente problematica appena rimasta orfana che, casualmente, tiene un diario segreto ed ha l’aspetto del tutto identico alla spietata creatrice di Stephen ovvero colei che lo ha reso vampiro. Tra i due non può che nascere lo scontato amore drammatico, reso però più interessante dall’arrivo del fratello cattivo di lui, anch’esso vampiro. Non mancano neanche l’ingenuo e un po’ drogato fratellino di lei, l’ex fidanzato sportivo e mascellone, l’amica bionda stupida e quella di colore intelligente. L’accozzaglia di pateticità e scontatezza dà un effetto soap opera che non ha nulla a che vedere con la violenza e l’epicità cui ci eravamo abituati con “Buffy”, l’unica vera autorità in materia di vampiri. Insomma: del tutto sconsigliato, a meno che qualcuno non voglia vedere “Dawson’s creek” versione morti-viventi. Claudia Mastroroberto


[ coming soon ]


maledizioni hollywoodiane

e! r o m o d a e r Leggoi ml’aprlteictool .it!

h s g c Gma O L B su

Perchè le attrici più famose che vincono l’Oscar sono destinate a perdere l’amore?

2

Le serie tv con cui ha esordito la Winslet: Get Back e Dark Season.

2

I matrimoni falliti di Kate Winslet.

16

I premi e le nomination che Kate si è guadagnata recitando nel film The Reader.

D

icono che dietro un uomo di successo ci sia sempre una grande donna… peccato che le regole dell’amore non seguano quelle dell’aritmetica, così, in barba alle proprietà matematiche sembra che dietro ad una grande donna ci siano invece tanti mariti con tante tante amanti davanti! Ancora una volta l’esempio più lampante ci viene da Hollywood: secondo le statistiche delle ultime BLOGmag 60

12 attrici che hanno vinto l’Oscar, 8 hanno rotto con i rispettivi partner. Ecco com’è andata.

Kate Winslet

Kate Winslet detiene il record di candidature alla statuetta degli Oscar con ben sei nomination ed è seconda solo alla veterana Maryl Streep. La sua bravura è indiscussa, ma quando il tuo film più famoso si chiama Titanic, togliersi di dosso l’etichetta del

“Ti fidi di me?” è davvero difficile. Nonostante l’immenso talento, ad Hollywood Kate continuava ad essere per tutti il viso vezzoso e cicciottello di quella stronza che lasciò naufragare Di Caprio nel gelido oceano senza lasciargli nemmeno un angolino sul provvidenziale legno galleggiante. Qualsiasi ruolo interpretasse non riusciva a farle scrollare di dosso un passato così importante ma anche così ingombrante. Ad aiutarla a rilanciarsi ci pensa così Sam Mandes, regista molto in voga nell’elite cinematografica, che presto diventa anche suo marito. È lui che, con sapiente maestria, veicola la carriera di Kate verso le pellicole giuste. Ed è sempre lui a capire che per cancellare il passato non bisogna fuggire ma rinnovarlo: la convince così a ritornare sul set di Revolutionary Road proprio al fianco di Di Caprio e successivamente ad accettare la parte nel film The Reader. Doppietta centrata: Kate intasca rispettivamente un Golden Globe e un Oscar. E poi? Cosa succede? Qualche mese dopo la statuetta Kate ringrazia Sam e chiede il divorzio. Il motivo? Sembra che Sam non abbia retto l’urto del successo: in Revolutionary Road l’interpretazione di Kate eclissa completamente la sua regia e, come se non bastasse, mentre la moglie vinceva l’Oscar lui veniva schiacciato dal flop di Away we go. Successi professionali e successi sentimentali non marciano mai sulla stessa rotta, così, cara Kate, ora come allora, la nave del tuo amore è destinata ad affondare contro l’iceberg della fama… si attendono candidature per i coraggiosi prossimi capitani!


w o h Halle Berry

Halle Berry è entrata di diritto nella storia degli Academy per essere stata la prima attrice di colore ad aver vinto l’Oscar col film Monter’s Ball. Ai tempi della statuetta tutto sembrava andare liscio per la bella attrice: la carriera decollava e il matrimonio con il musicista Eric Benèt andava a gonfie vele. Ma, come ci insegnano a Hollywood, non tutto ciò che luccica è oro. Qualche settimana dopo la vittoria, i tabloid iniziano a parlare di Halle per un’altra ragione meno lusinghiera ma sicuramente più appetitosa: la dipendenza dal sesso di Eric e i suoi continui tradimenti. Pare che Eric proprio non riuscisse a trattenersi dal bisogno di fare sesso con qualsivoglia donna avesse a disposizione. Insomma, il matrimonio di Halle era più affollato del Mc Donald’s di Time

Square all’ora di punta. Per curare questa malattia Eric si è pure fatto ricoverare, ma nessuno, nemmeno Halle, ha voluto credere alla sua malattia. Conclusione? Oscar in mano e anello nuziale nella spazzatura. Let’s go.

Sandra Bullock

Cronaca di questi giorni. Sandra Bullock appena vince l’Oscar si affretta a ringraziare il fedele marito Jesse James che l’ha sorretta anche nei momenti bui della sua carriera (che tutti credevano finita fino all’anno scorso). Due giorni dopo una pornostar tatuatissima, tale Michelle “Bombshell” McGee chiede di rivedere il discorso di Sandra agli Oscar: Jesse è tutto meno che fedele! A contrario: mentre Sandra saltellava da un set all’altro il fedifrago Jesse intratteneva una relazione extraconiugale con la

1985

SHOW

L’anno in cui la Bullock ha iniziato la sua carriera.

8

Le nomination e i premi della Bullock grazie al film The blind side.

$10.000.000 La cifra che devi sborsare se vuoi vedere Halle Berry in un tuo film. È una delle attrici più pagate al mondo.

5

I premi vinti da Halle Berry grazie al film Monster’s Ball oltre all’Oscar come miglior attrice.

43

L’età di Halle Berry, classe 1966.

McGee. I giornali ci vanno a nozze: foto, pettegolezzi, indiscrezioni. Sandra perdona pubblicamente ma quando comincia a circolare insistentemente la voce (poi smentita) di una presunta gravidanza dell’attrice, il caso Bullock assume le proporzioni di una tragedia annunciata. Per i piccanti racconti di Michelle? No, ma per le nuove numerose amanti che con prove schiaccianti hanno fatto capolino sui tabloid. La faccenda Bullock diventa per i media il nuovo caso Tiger Woods. Risultato? Per non smentire le tradizioni, nemmeno quelle più amare, Sandra molla Jesse riconfermando che se dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna, ad Hollywood, dietro una grande donna ci sono solo tante tante altre donne e qualche corna di troppo. n Salvatore Zeola BLOGmag 61


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n o Wh t? o N r O . . . t o What’s H

Moviepeg

Le cose di cui non potete fare a meno a cura di Lorenzo Bovini

Drink and copy Se siete messi proprio male con lo studio e non sapete come fare, ecco un consiglio da nerd per creare bigliettini praticamente invisibili. Bastano una stampante, uno scanner e una bottiglia di Coca Cola (o di qualunque altra bibita). Sull’etichetta di ogni bottiglia di solito ci sono tantissime scritte che mediamente non vengono mai lette.

Almeno non dai professori. Il trucco quindi qual’è? Scannerizzare l’etichetta della bottiglia (mi raccomando massima qualità possibile sennò si vede), cancellare dall’immagine le scritte superflue (ovviamente quelle meno visibili) e riscrivere le formule che vi servono. Sembra geniale ma attenzione! Se non avete la vista di un falco evitate: se durante un compito in classe fissate una bottiglia da troppo vicino chiunque potrebbe capire che c’è qualcosa di sospetto. E considerando l’eternità che impiegherete a realizzare un’etichetta credibile e le tonnellate di inchiostro sacrificate per farlo...

La vita è corta, accorciatela Si sa che la pancetta e la maionese sono i cibi meno sani del mondo. Cosa ha pensato una geniale azienda di salse americana? Combiniamoli! Per la prima volta potrete intasare le vostre coronarie per bene e in pochi minuti; così se volete saltare l’interrogazione di latino avrete la scusa di un infarto. Fate soffrire il vostro cuore con gioia per 5,99$. (da www. baconnaise.com)

Se volete guardare un video o ascoltare musica sul vostro iPhone e tenerlo appoggiato da qualche parte senza rovinarlo ci sono poche alternative oltra a una dock enorme. Questa è una tra le migliori: si tratta di un semplice pezzo di plastica della forma esatta per tenerlo inclinato di all’angolazione giusta! A casa vostra per soli £4,99. (da www.movie-peg.com)

Sleepphones

Se c’è una cosa veramente scomoda è andare a letto ascoltando musica in cuffia. Se ci si spostate un minimo i fili danno fastidio o le cuffie si tolgono e si arriva fino a un po’ che si rinuncia. Finora! Le sleepphones sono cuffie inserite in una fascia da mettere in testa per cui niente più fili in giro. Sembrano comode per andare a correre ma ci teniamo ben lontani dall’attività fisica. A casa vostra per 65$. (http://sleepphones.com/)

Mascherate fido! Il vostro cane li merita. È ora di smetterla con questa immagine del migliore amico dell’uomo: anche i cani hanno voglia di sembrare un cattivo dei film anni 20. Per questo hanno bisogno dei baffi finti. È una pallina di gomma con dei baffi attaccati: non darà alcun fastidio al vostro cane (al massimo sarà lui a dare fastidio a voi). Rendete il vostro cucciolo felice per soli $9.99. (da www.thinkgeek.com) BLOGmag 63


x o b e m ga

Per i giochi si ringraziano:

Parole Crociate

>>ORIZZONTALI

1. Capoluogo del Galles. 8. Gigante mitologico come Polifemo. 12. Egli... riflessivo. 14. Fosco, famoso saggista ed etnologo fiorentino. 15. Quel che serve di sostegno in un’impresa. 18. Il Mao dei “cartoons”. 19. Può far parte del periodo. 20. Doni testamentari. 21. Distribuzione e disposizione delle foglie su un fusto. 24. Punto della bussola opposto a SSE. 25. La parte più interna e riparata di un porto. 26. Il libro sull’altare. 27. In sella e in vettura. 28. Servono i clienti al ristorante. 30. Francesco, senatore a vita. 32. Nato nella nostra maggiore isola. 33. Non è di chi sciala. 34. Esperti nel rendere... allettanti i negozi. 35. Cancella il peccato originale. 36. Grava sulla coscienza. 37. Concittadino di Savonarola. 38. Il centro di Bikini. 39. Particolare assortimento di tessuti. 40. Lodare qualcosa con ostentazione. 41. La BLOGmag 64

roulotte per i cavalli. 42. Particolare verso della strofe saffica. 43. La temperatura più elevata. 44. Quelli della “Benemerita” sono i carabinieri. 46. La aggira il racer. 47. S’incendiano in cielo. 48. Spiritosaggine. 49. Questo o quello in latino. 50. Elegante costruzione. 51. Imitazione comica di un’opera seria.

>>VERTICALI

1. Se ne fanno graticci. 2. E’ come... una volta. 3. La nostra radio di Stato (sigla). 4. Dissoluzione, decomposizione. 5. L’accolsero le Nereidi. 6. Frequenza Intermedia. 7. Nati a Caltanissetta. 8. La scimmia ricordata con Tarzan. 9. Qui... a Marsiglia. 10. Le prime in Corsica. 11. Tendente... al nero. 12. Tutela autori ed editori (sigla). 13. I limiti... di Eulero. 14. Era la dea protettrice delle arti e dei mestieri. 15. Per nulla monotono. 16. Fornisce un

legno bianco. 17. Recipienti per far fermentare il mosto. 18. Ha due squadre che militano in Serie A. 20. Città della Tessaglia. 21. Si rilasciano agli iscritti. 22. Tribunale per gravi reati. 23. Bersagli al tirassegno. 25. Fa parlare senza saperlo. 26. Città della Lomellina. 28. Il Pomicino della politica. 29. Più piccoli o più giovani. 30. E’ impiegato per produrre oli combustibili. 31. Enea la sposò quando giunse in Italia. 32. Ne... fa chi fa carriera. 33. Prendere... un mezzo. 35. Il casato di Cavour. 37. Periodo di tempo in cui si verificano determinati eventi geologici. 38. Il nome del soprano Ricciarelli. 39. Vi si spendono i nuovi kip. 40. Poeta altamente ispirato. 41. I figli dell’ozio. 43. La Ryan del film “In the Cut”. 44. C’è quel di Marmara. 45. Le... lucine nel mirino fotografico. 46. Iniziano bisbigliando. 47. Esprime titubanza. 48. La nota... centrale.


Il giocone di BLOGmag. BLOGmag sfida tutti i suoi lettori: grazie a questo mini-cruciverba potreste farvi regalare dalla vostra rivista preferita un iPod nano da

8 Gb! Partecipare è molto semplice: innanzitutto completate le prime definizioni che trovate qui sotto. Le risposte sono tutte all’interno di questo numero di BLOGmag, basta cercare bene tra le pagine… Come vi accorgerete, però, mancano alcune definizioni: le troverete su www.blogmag.it a partire dalle 18.30 del 26 maggio. Una volta risolto il gioco, segnatevi il codice che potete leggere dall’alto in basso alla quarta colonna (quella evidenziata in giallo) e speditelo via mail a: giocone@ blogmag.it. Al primo che invierà la risposta corretta verrà regalato l’iPod nano! Attenzione: non è una parola di senso compiuto!

personaggio Malfi. 4. Se l’è fatto, durante uno dei suoi primi live, Katrina dei Cassette Kids. 5. Iniziano alla fine di ogni giornata di Fuori Salone. 6. La stella della nazionale argentina. 8. Sono banditi quando si studia per l’esame di maturità. 10. Il nome di uno dei due Pan del Diavolo.

1. Il Kurtis autore di basketball. 2. L’animale a cui somiglia molto il

a cura di Claudio Cannistrà (canniclau@libero.it)

HoroscoPe giugno

ariete Per i nati in marzo in arrivo grandi cambiamenti, che vanno gestiti con attenzione. Venere appoggia tutto il segno dalla metà di giugno. Lune amiche: 6-715-16-24-25 giugno.

leone Chi è single può fare incontri magici, a partire da metà giugno, complice Venere di passaggio nel segno. Dopo molti mesi, i nati in luglio cominciano a sentirsi veramente re e regine!

sagittario I trigoni di Venere e Giove possono rivitalizzarvi, purché sappiate mantenere la calma ed impegnarvi. Mercurio dissonante a metà giugno consiglia uno studio più organizzato.

toro Dai primi di giugno la situazione migliora vistosamente: più energia e più spirito di iniziativa vi aiuteranno a raggiungere i vostri obiettivi. Lune amiche: 4-9-10-1417-18 giugno.

vergine Non tutto funziona secondo i vostri piani ed il nervosismo non vi aiuta. Calma ed equilibrio si impongono, soprattutto alla prima decade. Lune amiche: 9-10-14-2223 giugno.

capricorno Lo slancio è notevole, anche se non siete in un periodo dell’anno a voi favorevole. Un’inquietudine sottile fa soffrire la prima decade. Lune amiche: 17-18-2223 giugno.

gemelli Dopo qualche incertezza, periodo entusiasmante per 21 al 24 maggio. Mercurio dal 10 al 24 giugno vi rende attenzione alla dispersione!

inizia un i nati dal nel segno curiosi, ma

bilancia Gli slanci affettivi rischiano di distogliervi da impegni e responsabilità scolastiche. Fate attenzione a non perdere di vista gli obiettivi prioritari. Lune amiche: 1-2-1112-24 giugno.

acquario In giugno, cessa per tutti l’ostilità di Marte, che ancora perdurava. In particolare i nati 20-21-22-23 gennaio, liberi da condizionamenti, possono guardare ad un futuro migliore.

cancro Se siete nati in giugno, le configurazioni dei pianeti lenti non vi favoriscono, ma per lo meno avete Marte dalla vostra parte. E non è poco! Lune amiche: 4-517-22-23 giugno.

scorpione Notevole energia ed intraprendenza vi permettono di affrontare gli ostacoli. Piccole insidie passeggere in campo sentimentale. Moderate la gelosia. Lune amiche: 17-18-22-23 giugno.

pesci I venti in questo periodo hanno cambiato direzione e le onde dell’oceano non vi sono sempre così amiche. Mi raccomando, non dormite sugli allori! Lune amiche: 4-5-2226 giugno. BLOGmag 65


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