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TECNOLOGIA [te-cno.lo-gì-a] SOSTANTIVO FEMMINILE IL VOCABOLARIO NE DEFINISCE IL GENERE, PINKTECH E-COURSE LA COLORA DI ROSA


ASUS PINK TECH, LA TECNOLOGIA NON È MAI STATA COSÌ ROSA Bloggirl, in collaborazione con Le Funky Mamas e Zelda was a writer, presenta una mini guida per destreggiarsi con scioltezza tra le onde del web. Quattro i temi fondamentali, dal Design alla Mobilità, accompagnati da tanti piccoli consigli che vi aiuteranno a essere bellissime, sia dentro che fuori. Una vera cura di bellezza per il vostro sito e il vostro blog!


1. DESIGN


PRIMA DI ARREDARE CASA, RIPASSA IL NOME DELLE STANZE! Se invitate qualcuno a casa vostra, vi sarà di certo chiara la disposizione delle stanze e il loro nome: sarete i migliori tra i padroni di casa e il vostro ospite potrà dirsi soddisfatto! Con il vostro blog capita la stessa cosa: siete padroni di casa e, sebbene non vi sia chiaro come cambiare il tubo del gas, saprete indicare a che piano abitate o dove si trovi la toilette. Complichiamo la situazione: incontrate un caro amico e questo vi dice che il vostro header presenta delle strane macchie. A questo punto, voi, invece di toccarvi il viso con evidente disperazione, accederete con nonchalance alla vostra home e controllerete l’accaduto. In seguito chiamerete l’amico, suggerendogli – serafici – di pulire con maggiore cura il suo schermo. Scherzi a parte, e posto che ci saranno cose che neanche noi riusciremo mai a capire, è bene che sappiate come si org a nizza la vostra home, per essere padroni di casa irreprensibili, per riuscire a intervenire su di essa o descriverla al vostro webmaster con sicurezza estrema. Sapete dunque cos’è un footer? Avete mai pensato che la disposizione dei contenuti più importanti necessiti dei giusti spazi? Avete ben chiara la differenza tra un widget e un plug-in? Ecco qui uno schema ragionato dei blocchi che compongono il vostro desiderio di comunicare con il mondo:


NON TUTTE LE CASE SONO UGUALI: DIFFERENZE WP – BLOGSPOT Nel momento in cui deciderete di aprire un vostro spazio sul web – ho scritto spazio e non specificatamente blog – vi troverete di fronte a una scelta epica. Che tipo di piattaforma uso? Quale tipo di sistema si avvicina di più al mio scopo? Il web è ricco di risposte ma i modelli più usati sono sicuramente Blogger e WordPress. Tra queste due realtà esistono sostanziali differenze, anzi, perdonatemi, le realtà sarebbero tre: Blogger *** WordPress.com *** WordPress.org


Facciamo un po’ di chiarezza.

BLOGGER - Piattaforma di Google che vi permette di aprire il vostro blog utilizzando il SUO domain che funziona su server di Blogger, in questo caso avrete un blog simile a pinktech.blogspot.com. Il servizio è gratuito ma, se avete intenzione di caricare molte immagini, prima o poi dovrete acquistare dello spazio extra per soddisfare questa esigenza. Anche la fetta di server che mettono a disposizione non è molto ampia, per cui: attenzione! È moderatamente modificabile in termini di Html e Javascript ma, se siete a secco di queste conoscenze, potete cominciare con uno dei template che vi offrono e farvi le ossa man mano. Appartenendo a Google, dialoga benissimo con il suo mondo (Analytics, ADSense, YouTube, Gmail e varie) ma sarà difficile poter scegliere plugin per migliorare le funzionalità del vostro spazio.

WORDPRESS.COM

- Funziona più o meno come Blogger, dunque il nome del vostro spazio sarà un “sub-domain” del tipo pinktech.wordpress.com ma lo spazio sul server è gratuito fino a 3 giga. Ha dei limiti nella personalizzazione del “temi” (interfaccia grafica) che sceglierete, nel senso che potrete certamente cambiare colori e altre parti ma solo quelle che il tema stesso vi darà l’opportunità di modificare: in pratica sono scelte “guidate”. Essendo WordPress.com una piattaforma open source, avrete sempre la possibilità di controllare “cosa c’è di nuovo” ma i limiti esistono! Inoltre, se mai vi venisse in mente di monetizzare il vostro spazio, non potrete installare Adsense. Non vi sto nemmeno a dire che non dialoga al 100% con Google, vero? La cosa bella è che , pagando, potrete avere il vostro dominio www.pinktech.com: una buona cosa, se voleste acquistare il vostro dominio in un secondo momento.


La letteratura e la diatriba tra Blogger e WordPress.com è foltissima e l’aspetto comune tra questi due servizi è la limitatezza di gestione. Uno può piacervi più dell’altro ma è innegabile che: - Possono essere usati solo per alimentare un hobby (col vantaggio di farlo anche bene, se vi va); - Non possono essere usati per siti più istituzionali; - Sono sicuramente un buono spunto per iniziare. Essendo gratis, potete anche provarli tutti e due! Non sto scherzando. La svolta, quindi, qual è? Ovviamente WORDPRESS.ORG! WordPress è un CSM (Content Managment System), detto in soldoni: si tratta di un posto dove gestire contenuti. È una piattaforma open source (vedi sopra), perciò non la possiede nessuno e teoricamente tutti sono chiamati a migliorarla. Perché sceglierlo? 1) Perché solo con WordPress.org avrete la vera possibilità di trasformare il vostro posto nel web come più vi piace o immaginate. Non solo blog, dunque. 2) Per funzionare dovete avere il vostro dominio e il vostro host ma è roba vostra, che gestite direttamente e che potete personalizzare secondo le vostre esigenze. 3) Non ci sono restrizioni di sorta, potete aggiungere o togliere plugin o widget a piacimento compatibilmente con il tema che sceglierete. Qui Google torna a collaborare. Qualsiasi cosa sceglierete di essere – purché responsive, vedi sotto - WordPress.org vi potrà supportare!à… Avete mai notato quanta gente ha smartphone e tablet?!


I PASSI FONDAMENTALI sono: a) Comprare dominio e servizio hosting – il più comune e diffuso in Italia è Aruba - con tutte le caratteristiche che mi servono per far funzionare WordPress. b) Scegliere il tema che fa al vostro caso. In rete ci sono tonnellate di temi, sia free che a pagamento: il consiglio è quello di scegliere quello più “modulabile” cosicché, nel corso del tempo, voi possiate modificarlo a seconda delle necessità. Soprattutto cercatelo sempre e solo RESPONSIVE… No, non è una parolaccia ma un modo per definire quei siti leggibili anche da mobile già alla nascita. Se non sarete responsive, potreste perdervi delle opportunità… Avete mai notato quanta gente ha smartphone e tablet?! c) Impanatevi un po’ con i codici css: capire come funzionano vi aiuterà moltissimo. Non è cosa semplice ma vi posso assicurare che sarà sempre di grande aiuto!


Ma come installare WordPress.org? Come faccio a farlo funzionare sul mio computer, visto che Blogger e WordPress.com sono già pronti all’uso?

Torniamo per un attimo al punto a) di cui sopra, ovvero cosa dovete comprare. Ecco qui una breve lista dei fondamentali:

Preferite sempre Linux e scegliete sempre Mysql e My ssql, perchĂŠ sono queste due paroline strane che vi permetteranno di far funzionare il tema e creare i salvifici backup!


E ora il pezzo forte: come farlo funzionare? Non voglio dirvi che è cosa semplicissima: ce la possono fare tutti ma servono concentrazione e pazienza. Di seguito vi segnalo un link grazie al quale potrete eseguire l’installazione. Ne ho guardati e testati moltissimi, questo è di sicuro il tutorial più semplice e completo, per cui: grazie, grazie a Michele di Conosco il Web! Se avete seguito tutti i passaggi, dovrebbe finalmente apparirvi la vostra schermata di login. Da questo momento in poi strecciate le dita e dateci dentro con l’editor! Un piccolissimo ma fondamentale consiglio: scegliete sempre una password a prova di hackeraggio virulento, tipo “ilcanebepiha1967anni”.


TRE MODI DI ARREDARE LA PROPRIA CASA: UN MAGAZINE, UN BLOG PERSONALE e UNO COMMERCIALE

Mettiamo a confronto l’arredamento di tre homepage: Le Funky Mamas stile magazine, Zelda was a writer stile diario, Bloggirl stile aziendale.


Esattamente come quando si decide dove disporre il divano nuovo e il tavolo da pranzo, dovete tenere conto delle vostre esigenze pratiche. Non è solo una questione di estetica: serve a mettere a proprio agio il nostro ospite del giorno, permettendogli di muoversi con naturalezza. Header e footer sono forse gli spazi più semplici da arredare: un logo, le informazioni sul copyright, magari un claim e altre brevi informazioni che, come una bella piantina, danno sempre un tocco in più. Organizzare la sidebar, invece, può essere macchinoso come la definizione dei punti luce prima di aver comprato i mobili. Può essere posizionata a destra o a sinistra, si può anche scegliere di averne più di una: posizionate ai lati dell’area post o una a fianco all’altra nello stesso lato. Dai bottoni social alle categorie, dalla tag cloud all’archivio mensile: tutto può essere inserito ma è uno spazio strategico, che merita di essere costruito con estrema calma! Almeno come i vostri menù di navigazione: Macro categorie? Rubriche? Tag cloud? Archivio? Tutte scelte da ponderare con cura. Una domanda utile da porsi è: come mai mi piace tanto navigare su quel tal sito? È una questione di contenuti o anche di facilità con la quale ne posso fruire? Vi accorgerete che probabilmente il vostro blog/sito del cuore ha optato per un layout capace di conquistare la vostra fedeltà perché, in quell’angolo di web, voi vi sentite a casa. Ma finora abbiamo parlato di arredamento, in realtà la differenza la fa sempre e comunque la qualità dei contenuti: questa viene prima di tutto, non c’é layout che tenga!


Ed eccola, la parte centrale da arredare, quella che accoglie i contenuti: la content area! Fate molte foto? Diventa quindi necessario che lo spazio dedicato ai post sia largo, per poter mostrare immagini grandi e nitide. Pubblicate tanto o poco? Le soluzioni sono molteplici. Potete decidere di presentare in homepage un mosaico di post: tanti rettangoli con un’immagine in evidenza e il titolo – o solo testo – dove basterà un click per accedere al contenuto completo… in un’altra stanza! Potete, al contrario, presentare i post uno in coda all’altro o un misto di entrambe le cose. È un lavoro lungo e in continua evoluzione. Ma fermatevi a pensare e ditemi: quante volte, dopo un trasloco, avete spostato la stessa credenza prima di averle trovato la giusta collocazione? Un suggerimento importante: i contatti. Fate in modo che siano reperibili in un batter di ciglia: esiste forse cosa più fastidiosa di non trovare un indirizzo a cui rivolgere domande, complimenti o proposte di collaborazione? Lì fuori potrebbe esserci qualcuno che vi sta cercando da ore e non vi trova. Me lo figuro con un mazzo di fiori ormai appassito e una serie di brutte parole a mezza voce. Questo qualcuno è a due passi da voi… Proprio di fronte al vostro numero civico!


ARREDA LA TUA CASA CON FANTASIA: I COLORI!

Una volta compresi termini e azioni primarie per la gestione del proprio blog, è bene darsi pace, sorseggiare una bibita dal profumo invitante, ascoltare la musica del proprio cantante preferito e affidarsi a qualche sito che ci aiuti nella difficilissima gestione dei colori che lo arrederanno.


Non sembra così importante ma, la scelta di una tonalità rispetto a un’altra e – cosa più essenziale – il suo accostamento con altre, può arrivare a caratterizzare un sito tanto da essere essa stessa un messaggio per il vostro lettore. Siate molto oculati nella ricerca dei colori e, qualora foste già sovraccarichi nella proposta dei vostri contenuti (foto colorate, illustrazioni, testi colorate), cercate di virare verso una palette minimale, al limite del noioso! Ecco, dunque, tre tra i siti più belli e utili (noi li amiamo alla follia) per la ricerca del colore giusto e dei suoi accostamenti: 1. COLOURLOVERS Un sito community, pieno di occasioni per creare e condividere non solo palette ma anche pattern meravigliosi! Consigliatissimo e utile. 2. COLORSCHEME DESIGNER Più minimale e dritto al punto: volete sapere se l’ocra fa a pugni con il pervinca? Provate! Il sito vi offre la possibilità di modulare lo spettro delle vostre scelte di colore e di controllare la resa attraverso un’anteprima light e una dark. 3. KULER Bellissimo e utile anche per creare banner fotografici: inserite una foto (noi abbiamo provato con la cover fucsia del nostro pad) e il gioco è fatto! E ora diteci: non vi è venuta voglia di tinteggiare le pareti della vostra nuova casetta virtuale?!


II. IMAGE


LA FOTOGRAFIA PARLA, AIUTATELA A ESPRIMERSI!

È ormai fatto certo che la lettura su schermo abbia cambiato la modalità di ricezione delle notizie da parte del fruitore. La difficoltà di concentrazione è aumentata notevolmente, complice un profluvio di sollecitazioni che esplode in testa al lettore, senza posa né discernimento. Il momento, dunque, richiede un lettore consapevole ma, anche e soprattutto, un creatore di contenuto esperto e instancabile. Qualcuno a cui sia sempre evidente l’importanza di una gestione dei contenuti speculativa ma, al tempo stesso – passateci il termine - leggiadra: un’espressione che giochi con i diversi codici a disposizione (parola, immagine, illustrazione, …) per esprimere e diffondere.


La fotografia è un canale di enorme immediatezza. Il blogger, o chiunque gestisca un blog per così dire commerciale, dovrà ricordarsene sempre. Non vi verrà mai chiesto di diventare fotografi professionisti ma l’incontro con questo mezzo potrebbe regalare al vostro progetto una decisiva marcia in più. Quindi iniziate a guardare la macchina fotografica con altri occhi: non vi chiediamo di darle un nome come nel caso di Camilla ma di farci amicizia, quello sì.

La cosa più importante, a nostro modesto parere, è fare della fotografia un linguaggio. Fate in modo che sia funzionale al vostro bisogno di dire: demandate ai suoi scatti alcuni concetti, rendetela totalmente indipendente nell’esprimerli. Questo vale per le foto nella content area ma anche per quelle proposte nei social network.


Non limitatela alla sola diffusione dei soggetti che propongono tutti: piedi, colazioni e gatti. O, per meglio dire, vivetela come un modo per raccontare il vostro punto di vista, il senso dei vostri giorni, dei passi compiuti, dei cappuccini che talvolta si abbassano come le maree e degli animaletti che riescono, con estrema semplicitĂ , a farvi uscire da voi stessi.

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Due appunti per le fotografie della content area: - per i blogger: tentate di fare in modo che la fotografia parli e che non venga seguita da una didascalia descrittiva. Fate in modo che vi liberi di una frase, di un concetto, di una metafora. Non c’è niente di peggio che ribadire. Affidatevi al suo potere e non vi deluderà ! - per chi gestisce un sito commerciale:

bene che dieci brutte.

meglio una foto fatta

La vostra proposta commerciale passa attraverso ciò che i possibili clienti vedono di voi. Create un mondo, non abbiate paura di sperimentare, non lasciatevi convincere da chi sostiene che le foto vadano fatte solo frontali e in assetto di luce continua. Raccontate per immagine.


Fermo restando che un corso di fotografia potrebbe comunque aiutarvi e che, da spippolatrici seriali, vi consigliamo di iniziare a schiacciare ogni tasto in cerca di una risposta soddisfacente, c’è anche da dire che noi stesse abbiamo cominciato con strumenti molto basici: questo a dire che, prima di ogni cosa, conta sempre e soltanto il vostro punto di vista innamorato e sensibile. In ogni caso, per completare questa introduzione alla seconda sezione del nostro corso, ecco una MANCIATA di TIPS!

Hey, state usando la modalità live view? No, no, no! Allenate l’occhio. Allenare l’occhio significa essere dei tiratori scelti di bellezza, degli improvvisi scopritori di attimi. L’obiettivo è come un quadro: quello che ingloba diventa l’essenza della vostra creazione! Conferite equilibrio alla vostra visione, chiedetevi cosa volete che venga raccontato.

… E imparate a settare la macchina! La fotografia – non stiamo parlando di foto-giornalismo ma di still life - ha bisogno di condizioni ottimali per la sua realizzazione. Non fate le cose di corsa: appoggiatevi a una buona pianificazione dei tempi.


Avete presente le foto delle vacanze degli amici dei vostri genitori? Vi ricordate questa stessa tragedia sociale con prioiettore e diapositive? Ecco, se siete stati vittime di una tale violenza, non fate in modo che la vivano anche i vostri lettori! Come sempre, less is more! E se, come Justine, non riuscite a selezionare, perlomeno chiedetevi il perché della presenza di una foto rispetto all’altra.

Ma poi fate vostra l’ispirazione! Chi copia pedissequamente rovina principalmente se stesso: l’esperienza dell’immagine, ma anche quella del design e del contenuto, è un’occasione di crescita creativa, se fosse il contrario… che senso avrebbe?


SE LA TECNOLOGIA È ROSA, PERCHÉ NON APPLICARE QUALCHE SEGRETO BEAUTY ALLE NOSTRE IMMAGINI?

Il parallelo può sembrare strambo ma le similitudini sono molte. Uno dei capi saldi del nostro trucco mattutino è quello di illuminarci l’incarnato e, guarda caso, le foto con una bella luce sono le più belle! Nel primo post abbiamo fatto outing: il nostro debutto in rete è stato molto semplice, non potevamo contare su una buona reflex o un amico fotografo. Ma la voglia, la fantasia e la curiosità sono state alleate preziose. Scoprire alcuni trucchi per editare le foto è stato un po’ come scoprire la bb cream… Avete presente, no?


Fare il fotografo è un mestiere – questo è indubbio – e saper editare le foto a regola d’arte non è semplice. Ma nessuno vi sta chiedendo di pubblicare la foto dell’anno! L’immagine, per noi, è un contenuto. Non provate nemmeno un secondo di sconforto, per favore! Piuttosto, cercate di fare amicizia con gli strumenti che avete a portata di mano. Prendiamo ASUS STUDIO, che di trucchi ne sa: provate le opzioni offerte, tutte, guardate le modifiche che si possono applicare, esplorate. Quello che sicuramente vi servirà di più, è la possibilità di alterare l’esposizione. La luce naturale è sempre la miglior cosa e, durante l’estate, a tintarella presa, anche noi appariamo più belle. Questo non significa certo che lasceremo che l’inverno si abbatta sui nostri volti! Alzare un po’ la luminosità delle nostre foto, le rende subito più vive, in buona salute - per continuare il parallelo. Anche la possibilità di raddrizzare le foto scattate può fare la differenza! Quante volte scattiamo foto di corsa, da un pad o da uno smartphone? Migliorare l’inquadratura in un momento successivo è decisamente un bel vantaggio! Oltre ad Asus studio, esistono molti programmi che vi permettono di usare filtri, raffreddare o riscaldare l’immagine, adattandola allo stile che più vi piace. Un consiglio, però: non esagerate! E non fatelo nemmeno con le cornici: stili che vanno al momento, potrebbero apparirvi meno interessanti in futuro. Il nostro gusto estetico è in continua evoluzione e, come ci dicono spesso e a ragione le nostre nonne, si è sempre più belle al naturale!


Uno degli aspetti più interessanti della tecnologia è che ci accompagna ovunque. Può capitare di aver bisogno di modificare una foto fuori casa. E fin lì, ce lo siamo già detto, rifarsi il trucco è un attimo. C’è una domanda che ci viene posta spesso: come fai a scrivere sulle immagini? Esistono diverse app per pad e smartphone che offrono la possibilità di sovrascrivere le immagini in maniera semplice e veloce. Una delle più famose è sicuramente PHONTO, che permette di scegliere tra parecchi font e, addirittura, di importare i vostri preferiti. Facile e intuitiva, vi offre un servizio che può tornare parecchio utile, soprattutto se siete soliti lasciare la vostra firma sulle foto: infatti, è possibile impostare una frase e memorizzarla. Questa opzione sveltisce l’azione, anche nel caso abbiate voglia di cambiare stile all’ultimo minuto: la frase, il nome, la vostra firma, insomma, è già scritta, pronta per essere modificata nel colore, font e misura. Che dire… Ora non vi resta che condividerla col mondo!


Un’altra possibilità che trovate nei vostri prodotti ASUS è STORY. Difficile trovare il tempo per creare bellissimi album fotografici… Quanti di noi corrono ancora a stampare le foto? È un peccato. Davvero. Abbiamo foto sparse in tablet, telefoni, pc, sulla scrivania del computer e, a volte, in qualche hard disk nascosto nel cassetto. Questo strumento può tornare utile nella nostra vita privata, per raccogliere quegli attimi di vita che abbiamo voglia di guardare nuovamente. Cosa c’entra con un sito internet? C’entra, c’entra. Che il vostro sia un diario o un sito professionale, avrete la possibilità di creare un album, con tanto di opzioni di impaginazione diverse, e di renderlo “sfogliabile”, quindi molto piacevole da guardare direttamente dal vostro device. Che vi serva come catalogo, come presentazione o come raccolta di contenuti di un progetto svolto, Asus story è uno strumento che raccoglie il vostro progetto fotografico. Le pagine create possono essere singolarmente condivise sui vari social network, spedite via mail o diventare utili “immagini mosaico” per i vostri post. Interessante, inoltre, la possibilità di inviare l’album direttamente su Kindle. Ora possiamo finalmente dirlo: lunga vita agli album, analogici e non!


Abbiamo imparato quanto “la lettura su schermo abbia cambiato la modalità di ricezione delle notizie da parte del fruitore” e che la fotografia deve essere “funzionale al vostro bisogno di dire”. L’immagine è un contenuto cruciale e differenziante, nonché un elemento competitivo di grande rilevanza. Pubblicare una foto nel vostro spazio – blog, magazine o sito commerciale che sia – non può prescindere solo dalla bellezza dello scatto in sé e per sé, ma anche dalla qualità del file. In questo articolo con “qualità del file” ci riferiamo e a un aspetto meramente tecnico. Il web è saturo di immagini, cercate di mettere le vostre nella categoria “accettabili/condivisibili/wow”. Ripetiamo insieme: una foto sgranata non viene pinnata. Chiaro? Cominciamo.


Siamo al punto in cui vi siete impegnati tantissimo a scattare dei bei soggetti, ora dovete caricarli nella vostra Galleria Media. Non fatelo strano, fatelo bene! 1) Non caricate immagini troppo piccole o troppo grandi. Le prime risulteranno sempre poco leggibili e sgranate: il “francobollo” va bene solo sulle lettere o se si tratta di un banner (se hai dubbi su dove piazzare un banner guarda qui), comunque lo si chiami, NON è contenuto. Le immagini troppo grandi, invece, possono anche essere stupende ma NON tutti hanno una connessione a fibra ottica! Il 3G ha i suoi limiti di caricamento e, se il vostro contenuto non compare sullo schermo del lettore in un tempo accettabile, verrete inesorabilmente chiusi. 2) Caricate solo una certa quantità di immagini per articolo, a meno che non si tratti di un “post fotografico”. Preferite sempre dei temi che prevedano l’inserimento di gallerie o caricatevi dei plugin ad hoc. Le gallerie sono gli tra elementi più visti nel web, pensateci seriamente. 3) Caricate sempre le immagini con la stessa dimensione (base pixel). Decidetene una per il vostro tema e mantenetela finché morte non vi separi – salvo un cambio di grafica. Una dimensione accettabile parte dai 500 pixel di larghezza. Il formato più leggibile è quello orizzontale o quadrato (hey yo Instagram, vecchie volpi) il verticale è bellissimo, ma per sua natura tende a “spingere” il testo scritto troppo in basso, con tutto ciò che ne consegue. L’occhio predilige l’armonia, dunque un articolo armonico lega di più il fruitore al vostro contenuto. 4) Rinominate SEMPRE le vostre immagini, se non sempre almeno molto spesso. Google legge anche le immagini e capite bene che una ricerca di “RG1234” è più improbabile di un bel “Rosa bianca”. Se desiderate essere SEO nell’animo allora aggiungete anche il nome del vostro blog/ sito così: pinktech_rosa bianca_


Un attimo, ma come fate a modificare le vostre immagini in modo degno?! Dovete necessariamente usare dei programmi di “editing” tipo Photoshop (esistono delle alternative web) e fare attenzione a due parole: pixel e dpi. “il numero di pixel in un’immagine determina la quantità di dettagli fini che possono essere rappresentati”: in soldoni, più pixel hai, più bello sei (si legga sopra la storia del francobollo). Il dpi misura la risoluzione dell’immagine e, dunque, la densità di “punti per pollice”: più son densi più l’immagine è bella. Come fare a combinare bene questi due aspetti? Dovete cercare l’equilibrio giusto e quando lo troverete – ora vi spiegheremo come fare – risolverete il dilemma delle immagini di qualità sul vostro sito e potrete anche considerare l’opportunità di applicare questi trick nella vita di tutti i giorni… Dunque STOP alla diffusione di immagini troppo piccole o così grandi da intasare anche le caselle più capienti! Un’immagine standard di buona qualità ha una base di 10 cm ed una risoluzione di 300 dpi. Se dovete mandare una foto via mail, ricordatevi di questa proporzione! Sul web, i dpi possono essere 72 (punti per pollice). 72 sono meno di 300, per cui qui è il pixel che fa la differenza e la base dovrebbe essere intorno ai 20 cm, compatibilmente con l’immagine iniziale.


Usate sempre un programma di editing, controllate qual è il punto di rottura di un’immagine, ingrandendola con gli strumenti di zoom che troverete nella barra delle applicazioni del programma. Controllate varie opzioni e, come al solito, non abbiate paura di spippolare! Se non avete Photoshop ci sono moltissime alternative su internet. Un esempio? Pixlr, che funziona molto bene per editare foto per il web. Certamente la vostra “base di partenza” è l’elemento più importante e ricordatevi che il meccanismo è sempre: da grande al piccolo. Se partite con un’immagine piccola (pixel e dpi) non riuscirete mai ad ingrandirla in modo degno. Se producete voi, la base minima dalla quale partire è uno step in più rispetto alle dimensioni ottimali delle immagini caricabili sul vostro sito/blog. Al tre ripetiamo insieme: DPI!!!


Quante volte al giorno usiamo instagram? Con quale abnegazione ci premuriamo di condividere piccoli tasselli di vita vissuta? Non erano domande retoriche, la risposta giusta, per quanto ci riguarda, è: mai abbastanza! In questo post di fine sezione, vi regaliamo qualche segreto per rendere le vostre foto su INSTAGRAM un’esperienza di condivisione creativa e soddisfacente! I filtri li usiamo tutti ma cosa rende questo social network un potentissimo mezzo di comunicazione? E come possiamo sfruttarlo al meglio? Siete pronti?! Si parte!


1. LO SCATTO PERSONALE & LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL Per uno scatto del quotidiano, per il piedino del vostro bambino o l’occhio addormentato del vostro cane, la prima regola è: seguire la luce!!! La camera del vostro cellulare o pad, per quanto s’impegni, ha bisogno di una mano anche da parte vostra! Quindi, soprattutto per i selfies, evitate le atmosfere di certi quadri di Francis Bacon (a meno che non si tratti di un preciso intento fotografico), e cercate la luce in fondo al tunnel… Lo so, questo post sta diventando parecchio esoterico! Guardate nel/verso l’obiettivo, non siate timidi. Cercate di  fare in modo che questo scatto vi racconti: non siate per forza belli, ordinati o speciali. Non nascondete una ruga e in generale evitate – ve lo chiedo come favore personale – la bocca a papera ma, se il contesto lo richiede, siate buffi fino al pubblico ludibrio. Io, come sapete, sono una fan del self-portrait: si tratta di un ottimo modo per descrivere il tempo che passa sul vostro viso, sulla vostra espressione, nel modo che avete di atteggiarvi. Ho scritto un post, tempo fa, se volete curiosare, lo trovate qui.


2. IL PROPRIO LAVORO su INSTAGRAM Raccontate la vostra storia, portate per mano i vostri follower nel dietro le quinte, nella realizzazione di un progetto, lungo le sue tappe più spinose fino ai risultati più insperati. Siate generosi, non nascondete i dubbi del vostro agire, ringraziate i sostenitori e siate instancabili con i curiosi.  Questo si traduce in scatti che raccontino la vostra vita creativa, fin dai passi più incerti, tra le carte del vostro tavolo di lavoro, a pochi centimetri dalla porta di colui che ne deciderà le sorti. Diffondete le dimostrazioni del sostegno altrui: postatene la presenza, i volti,  screenshottate  i pezzi della loro pubblica ammirazione. Se ci pensate, anche questo ha delle fortissime attinenze con il cercare la luce… Ok, la smetto.  

3. HASHTAGGARE CON PRUDENZA Se una foto ha 23mila hashtag, io non la guardo. Non riesco: mi perdo! Sono curiosa e penso sempre che gli hashtag mi conducano verso una completezza di senso, verso la possibilità di approfondire la mia voglia di ricerca. Gli hashtag regalano senso e contesto, inoltre tendono a raggruppare le persone che li usano e a facilitare gli insta-nauti, gente che attende la metropolitana e intanto viaggia tra le parole chiave, mipiaccia e commenta con partecipazione sana. Imparate pure a leggerli: spesso evitano di fare domande sul dove/cosa/perché.


4. QUATTRO INSTAGRAMER DA SEGUIRE! Sono sempre più convinta che l’occhio sia alla ricerca perenne di allenamento e condivisione. Si tratta di un riflesso inconscio, i Sufi direbbero che è una sorta di ricongiungimento all’Uno o, perlomeno, un fiducioso tentativo! Essere dei fieri sostenitori della creatività altrui ha un duplice scopo: crea uno slancio collettivo a fare meglio (e questo in genere premia tutti) e ispira i nostri tentativi, sviluppa nuove idee estetiche, ci spinge a creare una personale coscienza critica. Siate generosi nel ringraziare chi ammirate, seguitene i colori e le scelte compositive: sono certa che anche le vostro foto vi ringrazieranno! Ecco, dunque, una lista di alcuni dei nostri instagramer preferiti: 1.  ILARYSGRILL  - al secolo Ilaria Barbotti, una nostra amica, fondatrice e presidente di Igers. Le sue foto del mare sono haiku di profonda bellezza. 2. MASCHEREPPE - un occhio infallibile e ispirante, ogni sua foto è un mondo. 3. ZUCCAVIOLINA- Marta è una musicista e i suoi scatti sono armonia pura. 4.  THE SPUTNIK GUY  - un artista dell’immagine, fiero difensore degli ombrelli rotti e abbandonati.     E, in chiusura, ricordate che instagram trae la sua forza da un certo sapore analogico che deriva dalla pellicola e dai suoi effetti imprevedibili. In pratica, e senza voler offendere nessuno, è come se fosse una buona torta al sapore di fragola… Cucinarne una nella propria cucina può essere decisamente difficoltoso e lungo ma può regalare grandi, grandissime soddisfazioni, conferendo al vostro blog una forte caratterizzazione e unicità (qualcosa di molto simile alle attese del fatto a mano). Un esempio su tutti? Pretty in Mad e la sua rubrica di conversazioni analogiche che ha rallegrato il mio blog negli ultimi mesi.


III. CONTENT


Durante la prima settimana di ASUS Pink Tech, abbiamo fatto una lunga passeggiata nello scheletro dei blog; con la seconda abbiamo esplorato il mondo dell’immagine, un muscolo che, se allenato e usato bene, rafforza lo spirito del vostro contenitore, la sua essenza piÚ decisiva: il contenuto!


Per iniziare sarà necessario fare un passo indietro: ricordate quando è arrivata “la chiamata”? Ricordate quella luce che avete accolto, ballando come Blues Brothers? Parlo di quell’attimo in cui si è palesata la vostra vocazione geek e voi, coraggiosi come gli eroi, avete gridato al mondo: “Io mi apro un blog!”

Cercate di ricordare qual è stato il pensiero che vi ha portato a pensare di aprire la vostra finestra sul web. Che il vostro sia un blog diario, un progetto editoriale o il sito di un prodotto, che  cosa volete comunicare? Potrebbe apparire banale ma la prima cosa da tenere a mente è che – anche nel caso di un blog di libero sfogo personale – una volta messo in rete, da qualcuno verrà letto.

La rete, si sa, riserva ogni giorno grandi sorprese! Ma cerchiamo sempre e comunque di farci un’idea sull’identikit del nostro lettore tipo, indossiamo i suoi panni mentre rileggiamo i nostri contenuti. In soldoni: se state sbadigliando, lo state facendo sbagliato!


In rete, il ME MYSELF and I è un concetto debole e a tratti meramente inutile. Se state affrontando un argomento qualsiasi, ritenendolo una scoperta epocale, è possibile (una possibilità che varia dal 90% al 110%) che altri lo abbiano già fatto! Linkare il contenuto di un’altra persona potrebbe completare il vostro contenuto. La condivisione è la caratteristica principale delle rete. Rispondere ai commenti è importante, così come condividere i contenuti altrui, facendo in modo che la fonte sia sempre a portata di click. Molti, ancora oggi,  ritengono che la condivisione sia una perdita di specialità (“Oddio, adesso linko uno più bravo di me e perdo i lettori!”), i più scaltri la ritengono un’opportunità per incrementare il loro traffico (“Se ti ho citato, mi dovrai pur ringraziare pubblicamente!”), voi fate in modo che sia una scelta, per così dire, deontologica. Se parlate di qualcosa, è giusto creare un contesto di approfondimento per il lettore.

Siamo tutti entità uniche e diverse, questa è una ricchezza dalle possibilità rivoluzionarie! E allora cerchiamo di trasferire questo valore ai nostri contenuti, senza alcuna paura.


Questo non ha nulla a che vedere con la lunghezza di un post, scrivere troppo può diventare addirittura controproducente! Un contenuto è originale per come viene sviluppato, per come lo avete pensato, per come verrà recepito dal lettore. Non si convince nessuno scrivendo un trattato di dieci pagine su un sito web. Gli occhi affaticano anche i più convinti, il sonno incalza, la telefonata dell’amico distrae… Insomma, neanche vostra madre potrebbe uscirne indenne! Cercate le parole chiave del vostro discorso e individuate delle frasi che facciano da faro per il lettore: la stesura sarà molto più semplice e mirata. La semplicità è una metà ambita dai più illuminati! La sfida? Essere specialmente semplici!

Tuttologia. Mamma mia, come suona male! Sembra il nome di una malattia della pelle… Va benissimo esprimere opinioni ma ricordiamoci che, per una questione di credibilità, non è giusto affrontare argomenti sui quali non siamo preparati. Cadere in certe trappole è a volte molto più semplice di quanto si possa credere: una delle linee invisibili più pericolose è quella che separa i blogger dai giornalisti. Anche questi ultimi si specializzano lungo il corso della loro carriera! Cerchiamo di considerare sempre queste linee di demarcazione, di avere rispetto per i ruoli e  non perdere mai di vista chi siamo: la credibilità in rete è il pregio che vi permetterà di fare bene. Aprite i vostri appunti al mondo, lasciate che i vostri post it diventino contenuti unici e credibili e che le vostre note, scritte a margine con una bella matita con mina HB, parlino di voi. Delle vostre specialità e, perché no, anche di ciò che ancora non avete raggiunto.


IL CONTENUTO È STRETTAMENTE CORRELATO ALLA VOSTRA IDENTITÀ MA NON SOLO... Il contenuto influenza fortemente anche la grafica del sito, la divisione degli spazi, i menu di navigazione, elementi che tendono a modificarsi nell’arco del tempo, perché nel tempo potreste scoprirvi “altro”. “Solo gli stolti non cambiano idea”! Nel web siete liberi di mutare pelle, purché rimaniate coerenti con voi stessi: il modo più semplice di comunicare al mondo queste mutazioni è migliorarvi, mettendo mano all’organizzazione dei contenuti del vostro sito, rivedendoli secondo una linea editoriale e una programmazione specifica. La linea editoriale è il vostro “essere”, nel magico mondo di internet.

Torniamo a noi, le persone che vi leggono devono inconsapevolmente sapere che nel vostro spazio si trattano determinati argomenti oppure riconoscerne uno stile distintivo, un preciso elemento differenziante. Fissare dei binari entro i quali svolgere la propria attività sul web – che si tratti di un diario personale o di un sito commerciale – è prioritario, oggi più che mai, dato l’estremo affollamento e la frammentazione in mille nicchie differenti dei lettori stessi. Il classico e rassicurante mainstream non esiste più e questo è un problema che genera enormi possibilità. Per tutti. In realtà ogni problema o potenziale minaccia può rivelarsi un’opportunità, quindi voi dovreste essere sempre pronti a “cavalcare la tigre”, la linea editoriale è quella cosa che vi permette di ragionare meglio sui contenuti, scegliere quelli che più si addicono al vostro mondo e trasformarli in qualcosa di unico.


Un claim, un sottotitolo, una bella pagina About, delle informazioni precise sui social network – e non aforismi fini a se stessi - sono parte integrante di una strategia di scrittura che deve essere ragionata, precisa e alla base di tutto. Voi dovete legare i vostri lettori ed essere così umili da mettervi in gioco ogni sacrosanto giorno. Se la vostra linea editoriale sarà credibile, lo saranno anche i vostri contenuti per una sorta di magica osmosi, perché la linea editoriale dovrà contenere un altissimo grado di competenza e i contenuti non faranno altro che seguirla a ruota. Una volta spianata la strada, dovete fare in modo che i contenuti viaggino veloci e lontani, ricordatelo sempre: non fatelo strano! Fatelo bene.


Prima di tutto, sfruttate il sito in modo tale che sia semplice e immediato da navigare: raccogliete le idee e ragionate su come fare a raggruppare in macrocategorie tutti gli argomenti di cui vorrete o dovrete parlare. Siate onesti con voi stessi e ricordatevi che Less is More. Ricordatevi, inoltre, che le categorie NON sono le parole chiave che mettete nella famigerata Tag Cloud. Le categorie raggruppano, per loro stessa natura, argomenti affini, quindi fate uno sforzo di sintesi, almeno lÏ, per tutto il resto sfuttate per bene i lati della content area.


Cercate sempre di avere una barra di navigazione “snella” ma, a ogni voce, ritagliatevi la possibilità di aggiungere il meraviglioso menu a tendina. Questo significa che, in un ipotetico bottone “Lifestyle”, potrete mostrare diversi “canali” di interesse, come viaggi, arte, cultura, moda etc.. Il bottone di navigazione funziona come un vero canale televisivo a tema e le sottocategorie rappresentano i vari programmi, un po’ come capita a Real Time. Voi, però, siete il broadcast e dunque siete liberi di avere più canali. Chiaro, no?


La Tag cloud è uno strumento potente per convogliare la lettura su svariati articoli. Il problema è che nessuno - e dico nessuno - ha la forza di usare sempre le stesse Tag e ridurle, dunque, a una quindicina… E così la Tag Cloud non si presenta mai una simpatica nuvoletta ma prende spesso le sembianze del El Nino. Rendete visibili le tag sotto ogni articolo: se avete un sito commerciale, il vostro unico obiettivo sarà quello di essere così bravi da avere la Tag Cloud più funzionale del mondo: chi vi visita vuole informazioni e magari è arrivato a voi grazie a una parola chiave. Studiatele con estrema attenzione, perché Google è pieno di Spider e non sono buoni, solo efficienti.


Altra cosa fondamentale per portare avanti un sito, di qualsiasi genere, è farsi un calendario editoriale. Avere un’idea “ a priori” dei contenuti che si hanno in mano – o di quelli che andrete a gestire – è fondamentale per organizzare i tempi e dare una cadenza regolare o supposta tale alla pubblicazione. Se, per qualsiasi motivo, un contenuto in programmazione dovesse saltare, avrete maggiori possibilità di riorganizzarvi. Inoltre potete usare il magico strumento della “Programmazione degli articoli”. Fissate un giorno e un’ora e quell’articolo si pubblicherà in automatico! Come si fa a fare un calendario di pubblicazione? Dipende da voi, da quanti articoli deciderete di pubblicare in una settimana e di quanto impegno ci volete mettere. Se pubblicate un articolo al mese c’è poco da programmare; al contrario, se volete essere più presenti sul web o avete un sito commerciale, è cosa buona e giusta dare presenza di sé almeno due o tre volte la settimana. Programmare induce anche a serie riflessioni sui contenuti. Avere una visione di medio periodo vi spronerà anche a fare ricerca, perché sarà più facile scoprire ridondanze e ripetizioni. Insomma, la programmazione dà brio al sito! Di qualsiasi genere si tratti. Quindi, volendo riassumere questo articolo in una frase: Siate succosamente snelli e siate programmati!


Argomento scottante, quello di oggi: si parla di NETIQUETTE! Nonostante da piccoli le vedessimo solo come una serie di noiosissime regole, le buone maniere servono a vivere in armonia e a coesistere. Anche in rete esiste un’étiquette per convivere educatamente e civilmente. Sono in molti ad aver affrontato questo argomento così spinoso: già nel 1995 era stato diffuso online un documento che ne riportava le regole più importanti. Lo potete leggere –> qui. Inizialmente le linee guida riguardavano la corretta gestione degli indirizzi mail: un galateo della corrispondenza virtuale, insomma, che ci ricordava che lo spam è il Male, che non a tutti fa piacere ricevere mail di gruppo con indirizzo di posta elettronica in bella mostra e che la nostra qualcosa@qualcosa.qualcos’altro è un fatto assolutamente personale e difendibile.


Ma la rete, si sa, è in continua evoluzione e, anche se la netiquette non è una legge granitica, è cosa buona e giusta capire il perché di certe regole fondamentali per vivere felici in una community grande e rispettosa!

LE REGOLE PER VIVERE FELICI IN UNA COMMUNITY

Sappiamo tutti che scrivere in stampatello significa urlare online! NON FATELO (a meno che non vi facciano proprio uscire dai gangheri…)! Assieme a questo, esistono tutta una serie di atteggiamenti che potrebbero infastidire i nostri amici in rete. Taggare persone a caso, per esempio. Vi sarà successo di essere citati in una foto con tanto di micetto dagli occhi languidi che sì, è tanto carino, ma no, non vi assomiglia affatto. Magari tutto ciò per portarvi a un link che vi interessa tanto quanto la scoperta di un nuovo antirugggine. Pochissimo, per dirla tutta! (Hey, se tu che mi stai leggendo adori parlare di antiruggine a tutte le ore… Ecco, pensa a qualcos’altro, qualcosa di estremamente noioso, grazie!).


Se state affrontando un argomento, dopo aver letto un post su un altro sito, non abbiate alcun dubbio in merito: citatelo! Leggendo Asus Pink Tech: content #3 via @bloggirl mi è venuto in mente di quella volta che… Riconoscere il lavoro altrui è importante. Ovunque ma tanto più in rete, dove meritocrazia e condivisione sono fatti tangibili. Citare le fonti è importante anche per quanto riguarda le immagini. C’è un lavoro, dietro ogni immagine, salvarla sul desktop e inserirla nel proprio articolo è scorretto. Anche tagliarla a piacimento, regalandole un diverso significato. Mai farlo! Esistono vari modi di ovviare   al prendo in prestito: chiedete l’autorizzazione al proprietario della foto, linkate l’immagine direttamente da dove è stata pubblicata in origine, citatene l’autore. Questo farà di voi una persona corretta ma anche credibile. Potrebbe succedervi, prima o poi, di vedere un vostro contenuto, copiaincollato da qualche parte, senza l’ombra del vostro nome. In questo caso (non ve lo auguriamo!) potrete scrivere all’autore del misfatto e, con la voce in stile Mara Maionchi, digitare sulla vostra tastiera: “Esiste la Netiquette, la conosci? Lo stai facendo sbagliando. Per me è no!”


Sui principali social esistono strumenti fatti apposta per condividere in maniera corretta. Il retweet su twitter, per esempio, o il tasto condividi su facebook. In questo modo, l’elemento condiviso non perderà mai la sua fonte. Cerchiamo di non pubblicare/twittare/pinnare una foto, un video o un testo senza fonte. Un contenuto senza fonte è come un ballo senza musica: ogni volta che lo diffondete, muore un link. Solo, al freddo e dimenticato. In tutta sincerità, potete fargli questo?


Il nuovo sistema di diffusione dei contenuti – l’abbiamo ripetuto lungamente – ha cambiato la ricezione da parte del lettore e, di conseguenza, le modalità di espressione scritta e, perché no, anche quella orale. Per quello che concerne il dorato mondo della parola scritta, oggi vorrei ricordare la proficua differenza tra chi produce contenuto proprio e chi lo coordina. Proficua perché, se riconosciuta e alimentata da chi produce contenuto, può dare luogo a nuovi slanci di senso e a una creatività insperata, anche nei post che, a una prima occhiata, potrebbero sembrare meno personali.


Il blogger si muove in ambiti che conosce (o dovrebbe conoscere), lo fa attraverso le parole e con il prolifico supporto delle immagini. Il blogger dovrebbe tendere allo sviluppo di un percorso personale che esibisca curiosità e scoperte personali, testimoniando evoluzioni e proponendo approfondimenti tematici. Potete parlare di musica birmana o raccontare della vostra vita in ufficio ma l’approccio dovrebbe essere lo stesso: perlustrativo e dedito al racconto, al confronto. Ma, visto il profluvio di notizie e di occasioni di conoscenza, esiste anche un’altra tipologia di creatore, quello che coordina i contenuti altrui: il Collezionista. Attenzione! Non si tratta di uno scienziato pazzo, pronto a creare post alla Frankenstein, ma di un moderno conoscitore della rete che, per motivi di passione o professionali, naviga e scopre notizie di vario interesse. I grandi collezionisti – scriveva Walter Benjamin nel suo storico saggio su Eduard Fuchs – sono caratterizzati dall’originalità nella scelta dell’oggetto della loro attività. La forza del collezionista, dunque, è la selezione! Io tento questa impresa il giovedì (sìsì, proprio oggi!), con il mio adorato Almeno tre cose!


Questa particolare tipologia di creatore di contenuto deve sempre ricordarsi che il suo non è un ruolo da organizzazione o, per meglio dire, la sua necessaria abilità organizzativa non deve diventare mai pura e semplice attività di classificazione. Il Collezionista dovrà occuparsi di selezionare determinati argomenti (articoli altrui, eventi, capi di abbigliamento o libri) e di proporli al suo lettore secondo il suo approccio particolare e unico. Come scrive Luisa Carrada, de Il Mestiere di Scrivere, che amo e a cui parlo spesso, come fosse la mia amica immaginaria: Come il curatore di un museo sceglie i quadri, i percorsi, gli accostamenti, i titoli e i testi con cui collegarli, impostando il ritmo della vista, così fa l’editor.curator. Anche se i quadricontenuti li conosciamo, è la sua curation a creare la nuova esperienza. Contano sì la ricerca e la scelta, ma a fare la differenza è soprattutto la qualità dei testi del curatore (…). Contano lo stile e il tono di voce che il curatore deve saper trovare, qyelli che lo renderanno unico e inconfondibile. Proprio come uno scrittore. Queste quattro righe dicono tutto. Parlerò presto del libro da cui sono tratte, perché lo considero utile e ispirante.


IV. MOBILITY


Ricordo perfettamente il giorno in cui spedii il mio primo SMS. Allora gli SMS apparivano la cosa più elettrizzante del mondo. Cioè, non ti chiamo ma scrivo, super wow! In soli 120 caratteri, Twitter al confronto è una sòla (N.d.R.). Oggi, 15 anni dopo, circolano per il mondo miliardi di smartphone e la maggior parte di loro hanno applicazioni di messaggistica che funzionano con tecnologia WiFi e 3G. Le TLC hanno cambiato le loro tariffe ma siamo soprattutto noi ad aver cambiato le nostre abitudini. Smartphone e Tablet, ma anche notebook leggeri con schermo touch e super veloci, hanno creato un solco profondo tra ciò che era il PRIMA e ciò che sarà il SARÀ. Durante quest’ultima settimana di AsusPinkTech affronteremo il tema della Mobilità, parleremo di come gestire bene il proprio business o il proprio hobby anche da “mobile”. Vi bastano pochi cm quadrati di strumentazione… E dei pollici opponibili.


IL PAYOFF DI ASUS È "IN SEARCH OF INCREDIBLE"

Questa proposizione ci piace moltissimo perché porta con sé una filosofia sottile: noi ci sforziamo ogni giorno di creare dei prodotti che ti possano aiutare ad andare oltre, a fare ciò che pochi minuti prima ritenevi impossibile.


Figuratevi, dunque, la selva di ingegneri impegnati a fare sempre meglio, perfezionare il perfettibile e inventarsi strumenti che fino al giorno prima non esistevano! Con queste premesse, capirete bene che, ogni volta che si sente dire “Ho preso un tablet per far giocare mio figlio coi giochini”, un ingegnere muore. Per non avere MAI più un essere umano sulla coscienza, vi illustriamo alcune attività che si possono svolgere con smartphone e tablet. Cose serie, non solo l’annosa questione di come raggiungere un punteggio decente con Mario Bros.

Cioè una sorta di “non luogo” pieno di infinite informazioni che vi mettete in tasca.

Considerate il tablet come uno strumento di lavoro che dialoga con telefono e computer. Per sua stessa natura fisica vi permetterà di gestire meglio alcuni aspetti, la scrittura in primis. Questo ve lo mettete in borsa.


Ormai è fatto certo che sia indispensabile per il lavoro “grosso”. Grazie alla tecnologia e al dialogo con telefono e tablet, diventa anche un centro di smistamento infallibile e molto spesso, se non sempre, è lui a raccogliere le informazioni da questi due.


Le Applicazioni sono i nuovi software. Infiniti nuovi modi (e mondi) di gestire, organizzare, salvare, condividere, creare e chi più ne ha, più ne metta, le informazioni, siano esse testuali, virtuali, visive, sonore etc.. Con questo approccio, capite bene che dovrebbe aprirsi un mondo di infinite possibilità! Potete pensare di svolgere il vostro lavoro in giro per il mondo, salvando i vostri documenti in una “Cloud“. Potete pensare di prendere appunti o note in qualsiasi momento e condividerle automaticamente sui vostri device o inviarle ad altre persone in tempo reale. Potete pensare di disegnare degli sketch, modificarli, salvarli e caricarli direttamente sui vostri social mentre siete in tram. Potete fare la lista della spesa e mandarla via mail a vostro marito, “che tanto dal super ci passa prima di tornare a casa”. Potete aggiornare il vostro sito in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo ed essere sempre “sul pezzo”. Per farla breve, il lavoro si deframmenta in “momenti” ma rimane coeso e condivisibile. Manca poco a Natale, mettete nella lista dei desideri un prodotto che possa deframmentare anche il vostro lavoro, sforzatevi di entrare in uno stato mentale nel quale il lavoro non sia più “solo” scrivania ma anche bar sotto casa. Lo sforzo di un’organizzazione fluida del tempo non è cosa da poco… ma SI PUÒ FAAAREEE! A domani, per una lista dettagliata di App molto, ma molto, utili.


Le Applicazioni sono i nuovi software. Infiniti nuovi modi (e mondi) di gestire, organizzare, salvare, condividere, creare e chi più ne ha, più ne metta, le informazioni, siano esse testuali, virtuali, visive, sonore etc.. Con questo approccio, capite bene che dovrebbe aprirsi un mondo di infinite possibilità! Potete pensare di svolgere il vostro lavoro in giro per il mondo, salvando i vostri documenti in una “Cloud“. Potete pensare di prendere appunti o note in qualsiasi momento e condividerle automaticamente sui vostri device o inviarle ad altre persone in tempo reale. Potete pensare di disegnare degli sketch, modificarli, salvarli e caricarli direttamente sui vostri social mentre siete in tram. Potete fare la lista della spesa e mandarla via mail a vostro marito, “che tanto dal super ci passa prima di tornare a casa”. Potete aggiornare il vostro sito in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo ed essere sempre “sul pezzo”. Per farla breve, il lavoro si deframmenta in “momenti” ma rimane coeso e condivisibile. Manca poco a Natale, mettete nella lista dei desideri un prodotto che possa deframmentare anche il vostro lavoro, sforzatevi di entrare in uno stato mentale nel quale il lavoro non sia più “solo” scrivania ma anche bar sotto casa. Lo sforzo di un’organizzazione fluida del tempo non è cosa da poco… ma SI PUÒ FAAAREEE! A domani, per una lista dettagliata di App molto, ma molto, utili.


Ieri abbiamo provato a predisporre la mente alla “mobilità”, passando per un concetto estremamente contemporaneo: “la deframmentazione temporale del lavoro”. Con l’andare del tempo, siamo certe che anche le aziende saranno costrette a buttare alle ortiche i cartellini e ragionare su un livello di produttività legata al raggiungimento degli obiettivi. Lavorare in ogni dove non significa lavorare sempre, ma GESTIRE IL

TEMPO IN MODO ORGANICO E TALVOLTA PRODURRE MEGLIO, IN MINORE TEMPO! Sì, in noi esiste un lato smaccatamente calvinista. Comunque sia, a questo punto vi chiederete cosa sia meglio scaricare per gestire il vostro lavoro da mobile, a tal proposito abbiamo un contributo grafico (screenshot fatto da tablet Asus e condiviso in tempo reale a Camilla):


In questa cartella sono stati aggiunte le applicazioni scaricate da Android o già presenti di default nel tablet Asus in dotazione ~ in questo caso Asus Memo Pad HD 7. Ecco una breve lista di ciò di cui disponiamo: a) tutto il pot-pourri sociale. b) tutto il necessario per prendere appunti, salvare mail, idee, impostare presentazioni con Super Note e Evernote. c) il necessario per impostare la giornata con Asus To-Do e controllare gli impegni con il Calendario (di Google, aggiornato automaticamente in ogni vostro device). d) il necessario per scrivere e aggiornare documenti con Office Suite (sui tablet Asus anche con Polaris Office,  che funziona anche meglio) o il sito con l’applicazione di WordPress che, a onor del vero, non è magnifica ma, fino a che non la sistemano, ce la dobbiamo tenere così. Esiste una versione mobile anche di Blogger. e) il necessario per salvare documenti nella Cloud, Web Storage di Asus tiene una quantità interessantissima di giga e vi servirà anche per stoccare le foto organizzandole in cartelle. DropBox ha la stessa funzione di stoccaggio documenti, con questa applicazione potete anche condividere cartelle con link pubblici e dunque inviare tutto ciò che volete al mondo intero. In alternativa potete utilizzare Google Drive. Nulla vieta di usare tutte queste cloud contemporaneamente ma cercate di essere ordinati!

Con questo pacchetto potete realmente lavorare da ovunque. Ve lo diciamo per esperienza diretta.


Ovviamente, dovete impostare la ricezione delle mail sui vostri device. Una cosa davvero semplicissima! Con Android imposterete di default la mail GMail (Google Imperat) ma esiste anche l’opzione per impostare i parametri della vostra casella in modo manuale. Prendetevi cinque minuti per capire quali sono i dati da inserire come account, POP ed SMTP e il gioco è fatto. Pronti per viaggiare ed essere sempre operativi? Questi nuovi strumenti dovrebbero essere un incentivo al lavoro flessibile!

IL FUTURO È QUESTO, CREDIAMOCI.

ISPIRING INNOVATION PERSISTENT PERFECTION


Ogni giorno, riceviamo tantissime mail di confronto e collaborazione. Questo è uno degli aspetti più positivi del nostro lavoro, quello che ci spinge a fare meglio. Questa settimana ci siamo occupate di mobilità (qui e qui) e, prima di qualsiasi considerazione in merito, abbiamo tentato di trasmettervi il senso di facilità e immediatezza che questa dovrebbe creare nelle nostre vite. C’è qualcosa di molto prezioso che potete fare voi: lavorare sulla vostra identità, in questo ultimo post del nostro PINK TECH tenterò di spiegarvi perché.


Sebbene il lavoro sulla propria identità sia utile per la qualità di tutte le vostre interazioni virtuali, c’è da dire che questo fattore acquista un valore importante in pieno assetto di mobilità, quando, tirato fuori l’ufficio dallo zainetto, ci predisponiamo a un confronto veloce e immediato con i nostri contatti. Fatemi fare un esempio. Poniamo il caso che riceva una mail di questo tipo: Ciao, siamo amiche su instagram dove sono A**g__!!at&&87, abbiamo appena stretto amicizia su facebook dove mi chiamo NO-NAME, ti seguo su twitter dove sono LALLA_75 e mi piacerebbe sapere cosa ne pensi di Forse-ho-troppi-nomi-2012.com, il mio blog personale. Ah, per la cronaca: io mi chiamo Anselma. Niente di male ma immaginatemi per strada, con i soliti due neuroni che tento di far lavorare come fossero un reggimento e il bisogno di fissare il contatto di Anselma nella mente. L’autobus non arriva, inizia a piovere e ho le scarpe che mi fanno male. Che ne sarà di Anselma? Di certo me ne ricorderò verso sera, chiedendomi: Come si chiamava? Ecco che inizia il dramma! Anselma ha troppi nomi e asterischi: ho la sua mail, ho tutti i suoi contatti social, ci stiamo simpatiche e ho voglia di approfondire ma, visto il profluvio di nomi, non riesco ad associarla a una sola identità.


Spero di non esservi apparsa irrispettosa: Anselma ovviamente non esiste e, proprio a causa di questa sua consistenza ectoplasmatica, mi sono permessa di prenderla in giro e di esagerare non poco! Tornado seri, credo che, per rendere più facile il flusso continuo di informazioni sul vostro conto, voi dobbiate pensare bene a chi siete e a chi volete che appaia nella vostra vita in rete. Questa presenza unificata e costante vi aiuterà notevolmente. In che modo? 1. nelle comunicazioni private, per esempio: per voi e i vostri interlocutori con due o più neuroni, 2. nel creare un’idea immediata sul vostro conto, 3. nel regalarvi una forte credibilità in rete. Quest’ultimo punto è fondamentale e vi spiego perché: se siete riconoscibili e unici, potrete sempre testimoniare un punto di vista chiaro, apporre un’unica firma in calce alla vostra attività creativa e produttiva, prendervi la responsabilità, per così dire editoriale, delle vostre espressioni. Quindi, fate il cambio dell’armadio: via a tutti gli asterischi, i punti esclamativi e le chiocciole! Regalatevi un’identità forte e chiara, con cui navigare nel meraviglioso mare magnum di internet!


Un grazie virtuale, in stile geek - ma non per questo meno reale - a BLOGGIRL e ASUS, per averci dato la possibilità di sviluppare PinkTech, un progetto che custodivamo da tempo nel cassetto dei sogni. E un grazie che vale 1 milione di like a tutti coloro che ci hanno letto, che hanno interagito e che speriamo d’incontrare presto lungo le mille strade del web. Chiara, Justine e Camilla


RIFERIMENTI Video realizzati per Pink Tech: 1. DESIGN II. IMAGE III. CONTENT IV. MOBILITY

Le foto di Chiara e Justine nella sezione IMAGE, sono di www.zeldawasawriter.com Quella di Camilla a Parigi è di Roberta Anzani.

Le foto che fanno riferimento a Instagram, le potete trovare sui nostri account: CHIARA_LEFUNKYMAMAS JUSTINE_LEFUNKYMAMAS ZELDAWASAWRITER


ASUS Pink Tech e-course  

Bloggirl, in collaborazione con Le Funky Mamas e Zelda was a writer, presenta una mini guida per destreggiarsi con scioltezza tra le onde de...

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