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Free Press Periodico Mensile - Anno I - n°1 Maggio 2011

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Come trasformare un PALLET in un giardino

Burlesque: Dieta abbronzante: cosa mangiare per preparare la blog pelle all’abbronzatura. 3magazine Maggio 2011

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origini e tradizioni antiche fino al new burlesque.


Editoriale Quando tutto sembra impossibile da raggiungere e ogni idea muore alla nascita perché da qualche anno il mondo si è voluto fermare, forse perché andava troppo veloce. Ora che ritmi frenetici ci hanno fatto perdere ogni cognizione e non si ha più consapevolezza di ciò che accade, perché non si fa nemmeno in tempo a capire il nuovo, che già è uscito un aggiornamento. Negli anni in cui le relazioni hanno perso valore, lasciando posto al predominio dei social network e alle comunicazioni serrate, garantite da tecnologie sempre “ON” che hanno sempre voglia di funzionare, anche quando tu sei “OFF” e non ti andrebbe di essere disturbato. In un periodo in cui tutti sono Dottori, perché anche se ci impieghi 10 anni senza un Titolo… non puoi affrontare una vita in cui c’è lavoro solo in settori in cui un titolo a poco serve, ma molto di più serve professionalità e voglia di fare. In un momento congelato, con un’economia ridotta all’osso da una crisi che pare non abbia intenzione di finire… un nuovo progetto muove i suoi primi passi, ringraziando tutti coloro che ci hanno creduto e ci crederanno. La volontà e la determinazione è ciò che muove ogni meccanismo, e consente di superare qualsiasi difficoltà. Perciò largo ai giovani, alle buone iniziative, alla conoscenza, sotto tutte le sue forme e a questa nuova uscita di Blog3Magazine: il frutto di una passione, di chi crede che tutto possa ripartire. Basta volerlo e perseguire fino in fondo ciò in cui si crede… perché solo l’energia positiva dona luce e fiducia, stimolando un continuo processo di ripresa di cui vogliamo portare la BANDIERA e farne uno dei capisaldi del nostro Manifesto! Basta con il piangersi addosso, contribuendo ad accrescere questa lunga fase di stallo, che fa perdere le speranze anche a chi ancora ne ha. Oggi la parola d’ordine diventa CREARE. TROVIAMO IL CORAGGIO DI FARE, CHE POI TUTTO RIPARTIRA’!

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Progetto grafico: Maracuja Pubblicità www.maracujapubblicita.com Registrazione Tribunale di Perugia n°10 del 29-04-2011

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Sommario Sommario Salute e Benessere

5 - Primo cuore ottenuto da cellule staminali. 6 - Ricostituenti naturali contro i disturbi legati all’arrivo della primavera. 9 - Il dolore passa se lo si guarda. 10 - Dieta abbronzante: cosa mangiare per preparare la pelle all’abbronzatura. 12 - Dilaga la Drunkanoressia.

Viaggi e Cultura

20 - Le 10 attrazioni turistiche italiane gratuite da non perdere.

22 - Burlesque: origini e tradizioni

antiche fino al new burlesque.

24 - Senza lavoro e senza formazione: la NEET Generation.

25 - USA: Bulldogs banditi dalle compagnie aeree.

26 - I Racconti dell’Ornitorinco.

Moda e Design

Gadget e Novità

13 - Hanebrink: la bici elettrica inarrestabile.

Eco&Bio

14 - Come trasformare un PALLET

in un giardino. 16 - Patchwork Creativo: idee originali per riciclare vecchi vestiti.

Cucina

18 - Pasta al prosciutto crudo e melanzane.

28 - Fishtail braid: la nuova ten-

denza che fa impazzire i capelli. 30 - Dungaree is back!

Web&Informatica

31 - Facebook: Mark Zucker-

berg respinge l’assalto dei gemelli. 32 - Scaricare un backup di tutti i dati inseriti su Facebook.

Tecnologia

33 - Risparmiare con Farmaci

Generici per iPhone ed iPad.

34 - Telefoni Cellulari: Origami Concept Phone.

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Primo

CUORE

ottenuto da cellule staminali

Fonte: www.tuttasalute.net Autore: Raffaela TuttaSalute.net è un portale tematico incentrato sul mondo della salute e del benessere. Non è sicuramente un blog amatoriale, può vantare infatti una redazione ricca di esperti e professionisti dell’ambiente medico: fonti a cui si può certamente dare fiducia. Fa parte di una rete di ben 15 portali tematici sviluppati dalla “CiancioLab Sas”(www.cianciolab. com).

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ricercatori dell’Università del Minnesota esultano, fra qualche settimana potrebbe essere pronto il primo cuore ottenuto interamente con cellule staminali. Durante il meeting dell’American College of Cardiology è stata illustrata la tecnica utilizzata per questo strepitoso progetto. In partica si preleva il cuore da un cadavere e si eliminano tutte le cellule lasciando solo lo scheletro di collagene. A questo punto si impiantano su questa struttura le cellule staminali del paziente e queste cellule riconoscono il tessuto in questione differenziandosi, in questo caso, nel tessuto cardiaco. Indispensabile è far avvenire il tutto in un adatto ambiente di crescita.  Gli esperti sono fiduciosi tanto che Doris Taylor, a capo dello studio ha dichiarato: I cuori che stiamo ‘coltivando’ stanno crescendo bene, e ci aspettiamo i primi battiti nelle prossime settimane. Ci sono ancora diversi ostacoli da superare prima di avere un organo pienamente funzionante, ma credo che un giorno sarà possibile costruire un organo intero pronto per il trapianto.  Quello che è ancor più sorprendente è che con questa tecnica sarà possibile sviluppare molti altri organi da utilizzare per trapianti, riuscendo così a risolvere il problema del rigetto, una delle difficoltà maggiori  in cui incorrono i pazienti operati. blog3magazine Maggio 2011

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Ricostituenti naturali contro i disturbi legati all’arrivo della primavera

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a primavera ha un effetto eccitante sull’organismo: l’aumento di ore di luce stimola la serotonina e la dopamina, che sono i neurotrasmettitori dello stress. Allo stesso tempo, diminuiscono i livelli di melatonina, che è legata al buio. Questo squilibrio può alterare sensibilmente la qualità del sonno. Dunque, per risincronizzare l’orologio biologico e favorire il riposo è utile reintegrare la melatonina dall’esterno, da sola o in abbinamento alla valeriana, che riduce i leggeri stati d’ansia. Ovviamente il sonno e il riposo sono fondamentali, ma senza stravolgere i ritmi naturali né esagerare. Ricordarsi che il troppo sonno rende ancora più sonnolenti e stanchi. Anche lo sport è un antidoto contro i disturbi legati al cambio di stagione perché aiuta il corpo e la mente a stare meglio: è l’inattività a provocare stanchezza e si trae vantaggio nell’imporsi orari fissi e regolari e un’attività fisica progressiva (per evitare che un eccesso di affaticamento possa causare danni al fisico, irrigidito dall’inverno). Svolgere quindi sport tutti i giorni, è sufficiente anche una semplice passeggiata di 20 minuti, preferibilmente all’aria aperta, senza esagerare. E’ difficile pensare di fare attività fisica quando ci si sente stanchi, ma un’attività regolare e costante elimina lo stress e stimola la produzione di adrenalina e di endorfine. L’effetto finale è una sensazione di benessere e di nuova carica (preferire la mattina o il pomeriggio poiché di sera, l’energia prodotta, potrebbe causare ulteriore insonnia).

Ricostituenti naturali

A volte però, tutti questi accorgimenti e comportamenti, non sembrano sufficienti per vincere gli effetti del cambio di stagione e si preferisce ricorrere ad una “cura ricostituente” a base di integratori, come i prodotti a base di aminoacidi (arginina, acido aspartico, glutamina), con l’aggiunta di un complesso vitaminico e minerale e di altre sostanze come creatina, carnitina, glutatione. Inoltre, la mancanza di uno o più nutrienti essenziali può essere compensata con l’apporto di integratori vitaminici e minerali. In commercio blog3magazine

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se ne trovano di varie marche, solitamente suddivisi in differenti categorie:
- ‘supplementi a base di una o due sostanze’,
- ‘preparati multivitaminici e multiminerali’, cioè contenenti un numero variabile di vitamine, sali minerali e oligoelementi,
- ‘integratori polivalenti’ (cosiddetti naturali) spesso usati nelle cure stagionali e realizzati con sostanze diverse come ginseng, eleuterococco, guaranà, pappa reale, polline d’api, propoli, miele, lecitina di soia, olio di germe di grano. Ricordare sempre di evitare il fai da te in quanto anche queste sostanze possono causare effetti indesiderati ed è meglio non abusarne: confrontarsi comunque con il medico. Vediamo insieme le varie opzioni presenti sul mercato:

GINSENG

Originario dell’Asia, si usa la sua radice i cui principi attivi più importanti sono i ginsenosidi. Come stimolante, aumenta la concentrazione, l’attenzione e facilita l’apprendimento; come adattogeno, aumenta la resistenza alla fatica fisica e allo stress.
Inoltre, secondo gli ultimi studi, pare che migliori l’umore (è quindi consigliato durante il cambio di stagione per combattere la ma-


aiutano a combattere gli stati di affaticamento fisico e mentale. E’ detto anche ginseng siberiano poiché è simile nelle sue proprietà al ginseng (proprietà immunostimolanti e miglioramento dell’umore) ma, a differenza di quest’ultimo, sembra che la sua azione stimolante sia meno intensa (quindi consigliabile anche per giovani al di sotto dei 12 anni).

RHODIOLA ROSEA e GYMNOSTEMMA PENTAPHYLLUM Sono piante adattogene, che possono migliorare la risposta dell’organismo a tutte le sollecitazioni. La prima, di origine siberiana, è utilizzata per combattere lo stress, aumentare la virilità e ridurre il senso di fame nervosa. L’altra è originaria della Cina e viene utilizzata per preparare una bevanda che aumenta la resistenza fisica e aiuta il recupero dopo uno sforzo. E’ consigliata anche per le sue proprietà immunostimolanti, ma non vi sono ancora studi sufficienti che comprovino ciò.

BAOBAB o albero della vita

linconia) e che possieda un’azione immunostimolante (le cellule immunitarie aumenterebbero la produzione di anticorpi del 30%).
Lo si può assumere in capsule, come estratto secco standardizzato e titolato in ginsenosidi, o in compresse, preferibilmente nelle prime ore della giornata per sfruttarne tutte le proprietà. Si può trovare in associazione con altre piante quali guaranà o eleuterococco.

GUARANA’

E’ una pianta rampicante brasiliana, i cui semi contengono notevoli quantità di caffeina, teofillina, teobromina e quindi, possiede una notevole attività stimolante: a livello fisico rende gli zuccheri più disponibili per l’attività muscolare (utile per gli sportivi) e favorisce la lipolisi, con riduzione dell’adipe sottocutaneo; a livello cerebrale stimola la memoria e l’attenzione, diminuendo la sensazione di stanchezza e di fatica. Vista l’alta concentrazione di xantine presenti (sopracitate) è necessario non superare le dosi consigliate e assumerlo solo al mattino (rischio di insonnia).

ELEUTEROCOCCO o “arbusto del diavolo”

Possiede proprietà rivitalizzanti e antifatica che

Deriva dall’Africa ed è un ottimo alleato per il corpo, per recuperare energie dopo uno sforzo. Viene utilizzato anche come remineralizzante per la fragilità ossea.

GINKGO BILOBA

Antichissima pianta cinese il cui estratto di foglie purifica il sangue dalle scorie, lo fluidifica, migliora l’ossigenazione, rivitalizza il tessuto muscolare e nervoso e dona nuova vitalità. La stanchezza cronica è uno dei primi sintomi di scarsa o cattiva ossigenazione sanguigna spesso accompagnata da dolori muscolari, scarsa capacità di concentrazione e perdita della memoria: per questi problemi il rimedio giusto, che aiuta contemporaneamente il sangue e il cervello, è quindi il ginkgo biloba che è ricco di sostanze antiossidanti, come flavonoidi, terpeni, vitamina C e carotenoidi, che liberano i tessuti dalle tossine e ne migliorano l’ossigenazione. Gli antiossidanti ripuliscono il sangue dai radicali liberi e proteggono le pareti dei vasi rendendoli più capaci di adattarsi e di riparare i danni dell’invecchiamento. I terpeni inibiscono l’aggregazione delle piastrine nel sangue, favorendo il flusso sanguigno ed evitando la formazione di pericolosi trombi. Si consiglia di assumerne 100-200 mg al giorno di estratto secco di foglie, per cicli di 1-2 blog3magazine Maggio 2011

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mesi, interrotti da 20 giorni di pausa. L’estratto di ginkgo è controindicato in gravidanza e durante l’allattamento, nell’emofilia e in chi già assume farmaci anticoagulanti o che inibiscono l’aggregazione delle piastrine (antinfiammatori) e antiepilettici.

PAPAIA FERMENTATA

Insieme all’ECHINACEA o l’UNCARIA TOMENTOSA aumentano le difese immunitarie senza stimolare ulteriormente l’organismo.

Il succo puro di ALOE

Indicato nei casi di calo di vitamine e sali minerali in quanto contiene sodio, potassio, magnesio, calcio, manganese, ferro, rame, zinco, cromo, vitamine B1, B2, B3, B6, C, acido folico, vitamina A ed E. Inoltre è un potente antiossidante, antibatterico, antimicotico e antivirale. Se ne prende un misurino 1/2 volte al giorno e poi si conserva in frigorifero per 1 mese.

PAPPA REALE

Secrezione prodotta dalle ghiandole delle api nutrici, che viene utilizzata dalle api come nutrimento per le larve (per divenire ape regina) e per l’ape regina, che se ne ciba per tutta la vita. Questo nutrimento “per pochi” è composto da diverse sostanze: zuccheri, acqua, lipidi, proteine, oligoelementi, sali minerali, vitamine (A, B1, B2, B5, B6, PP, H), ferro, calcio, fosforo, magnesio, zinco, rame, acido folico e pantotenico, inositolo, silicio, taurina… Per questa ricchezza di nutrienti e sostanze, la pappa reale viene usata come base delle cure per aumentare la concentrazione, favorire la memoria, combattere la stanchezza, potenziare il sistema immunitario, favorire la crescita (per i bambini), combattere l’anemia (per gli anziani), prevenire i raffreddori e le influenze invernali, aiutare a migliorare il

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benessere psico-fisico (ha proprietà euforizzanti ed è in grado di equilibrare il sistema psichico e neurovegetativo), stimolare il metabolismo, facilitare l’appetito e l’assimilazione degli alimenti, contrastare l’astenia sessuale maschile e combattere il calo della libido in entrambi i sessi. Inoltre, è considerata un eccellente
antibiotico naturale per via delle sue proprietà antibatteriche. In commercio, la si può trovare sotto forma di compresse, fiale o composti che uniscono altre sostanze naturali: è assumibile sia dagli adulti sia dai bambini (per via orale, per almeno 1 mese).

Terapie naturali:aromaterapia, agopuntura e riflessologia plantare Anche l’aromaterapia può consigliare i giusti oli essenziali per innalzare i livelli di energia e contrastare l’astenia fisica: lemongrass, angelica, pompelmo e rosmarino. E’ sufficiente vaporizzarli nell’ambiente di casa o qualche goccia su un fazzoletto di cotone, da annusare di tanto in tanto, e possono dare la giusta carica. Per combattere l’astenia intellettiva si consigliano invece limone, menta e melissa. Per aiutare il riposo, fare un bagno con poche gocce di olio essenziale di lavanda, bere una tazza di camomilla con miele ed eventualmente assumere 20 minuti prima di coricarsi una compressa di valeriana, tiglio, escolzia oppure ricorrere all’assunzione di melatonina se l’insonnia diviene un disturbo frequente. Come terapia, si può ricorrere anche all’agopuntura che, secondo la tradizione cinese, mediante l’introduzione di aghi in determinati punti del nostro corpo, riesce a riaprire il canale dell’energia (che si è interrotto o bloccato nel corpo). Oppure, si può ricorrere alla riflessologia plantare che, invece, tende a ripristinare il flusso di energia vitale massaggiando ed esercitando pressione sulle zone di riflesso dei piedi che sembra corrispondano ai
vari organi del nostro corpo.

Fonte: www.vivodibenessere.it Autore: Alessia Vivodibenessere è un blog che si occupa con grande passione e con ottimi risultati di tutte le sfaccettature della salute e del benessere: dalla cosmetica al fitness, dalle diete ai prodotti di bellezza. Dopo che l’abbiamo scoperto lo seguiamo ogni giorno con attenzione senza rimanere mai delusi da quello che ci propongono. Siamo sicurissimi nel consigliarvelo. Alla salute!


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Il dolore passa se lo si guarda

ffrontare il dolore non è solo una massima da film americani, ma funziona veramente: questo è quello che hanno dimostrato, in una ricerca congiunta, gli scienziati dell’University College di Londra e dell’università Bicocca di Milano. I risultati sono molto interessanti, e aiuteranno chi proprio il dolore non lo sopporta. L’esperimento è stato condotto grazie all’aiuto di una serie di volontari, ai quali è stato chiesto di stringere nella mano una pallina con all’interno una resistenza elettrica che si scaldava gradualmente. I volontari avrebbero dovuto premere un pedale quando il dolore sarebbe diventato insopportabile. Metà dei soggetti aveva la mano nascosta alla vista, mente l’altra metà poteva vedere la parte dolorante.

I risultati sono stati inaspettati:  i volontari che potevano vedere la propria mano avevano una soglia del dolore molto più elevata degli altri, e mediamente riuscivano a tenere la pallina per molto più tempo e fino a temperature nettamente più elevate. Questo esperimento ha dimostrato che guardare il dolore aiuta a sopportarlo meglio. Ma qual è la spiegazione dietro a tutto ciò? Come dimostrano altri esperimenti passati, la mente si fida molto della vista più che degli altri quattro sensi. Per questa ragione, anche quando sente dolore, se vede che l’arto dolorante non presenta alla vista delle lesioni pensa ad un falso positivo, e automaticamente smorza la sensazione di dolore. Un aumento di temperatura non ha segni visibili, e per questo il test ha dato il risultato sopra descritto. Ma attenzione:  non funziona in tutti i casi. Infatti gli esperimenti di questo tipo vanno sempre presi con le pinze, e limitarsi ad osservare il risultato senza un’analisi più approfondita può portare a degli errori. In questo caso, si può erroneamente pensare che guardare la fonte del dolore agisca sempre da anestetico.  Purtroppo, questo non è vero. Anzi, talvolta è il contrario. Se il male che si prova può essere confermato anche dall’occhio, come nel caso di una ferita sanguinolenta, si corre il rischio che  il dolore aumenti invece che diminuire come nel caso qui sopra. Ancora una volta, la mente si fida dell’occhio: una ferita brutta da vedere è sicuramente grave ed è quindi opportuno amplificare il dolore per mandare un segnale di Fonte: www.mindcheats.net Autore: Stefano M. pericolo più forte, pensa il cervello. Natural“Mindcheats – Trucchi per sfruttare la mente” mente, più la ferita è brutta e più il dolore sarà è un blog di psicologia, creato con un obiettivo amplificato artificialmente. Quindi prendiamo questa ricerca e sfruttiamola per ricavare un consiglio effettivamente utile: se vi fa male una parte del corpo, guardatela solamente se non presenta segni che evidenzino la fonte del dolore. Altrimenti, è molto meglio restare nell’ignoranza!

ben preciso: svelare tutte le strategie per migliorare i processi mentali che stanno alla base del ragionamento di ogni essere umano. Un obiettivo ambizioso, portato avanti rielaborando le varie tematiche per renderle comprensibili a qualsiasi pubblico. A nostro avviso, un blog preziosissimo, soprattutto per chi vuole imparare qualche trucco per velocizzare e sfruttare al massimo il proprio cervello. blog3magazine

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Dieta

abbronzante:

cosa mangiare per preparare la pelle all’abbronzatura.

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e vacanze, soprattutto quelle estive, possono essere  anche l’occasione per intraprendere delle abitudini di vita più sane, dedicandosi all’attività fisica e adottando un’alimentazione bilanciata e nutriente. La dieta, in particolare, riveste un ruolo fondamentale nel mantenere la nostra pelle più giovane ed elastica, ma non solo. All’esposizione dei  primi raggi di sole, dopo un inverno freddo e piovoso, è importante presentarsi preparati nutrendo il nostro organismo con cibi ricchi di antiossidanti e vitamine preziose per aumentare le difese della pelle, difendere la salute dei capelli e delle unghie oltre che per abbronzarsi in maniera naturale. Ricordiamoci quindi che anche l’abbronzatura inizia a tavola, infatti un’alimentazione mirata è in grado di favorire la pigmentazione della pelle e prevenire l’invecchiamento precoce. La regola di base è quella di fare scorta di frutta e verdure fresche, bere molto, eliminare gli alimenti ricchi di sodio e i condimenti pesanti. In effetti la frutta e gli ortaggi sono ricchi di betacarotene, precursore della vitamina A in grado di stimolare la formazione di melanina e favorire cosi l’abbronzatura. I cibi più ricchi di tale sostanza sono: carote, peperoni, pomodori, prezzemolo, albicocche e melone. La vitamina A è importante  dunque perché pro-

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tegge e rigenera al pelle, cosi come la vitamina E che ritroviamo nell’olio extra vergine d’oliva, importantissima nel ritardare il processo di invecchiamento e disidratazione delle cellule. Per ultima, ma non per importanza, è da ricordarsi di soddisfare sempre il fabbisogno di vitamina C mediante il consumo di frutta, in particolare per la sua capacità di migliorare la circolazione cutanea. Ricordiamoci sempre di limitare il consumo di zuccheri semplici, privilegiando i carboidrati complessi di pasta, riso e pane alternati al conFonte: sumo di legumi e www.vivodibenessere.it cereali. Autore: Dott. Antonio Cretella Vedi recensione pag. 8


Dilaga la

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A I S S E R O N A K N U

disturbi alimentari sono una realtà sempre più preoccupante, soprattutto nel panorama giovanile. Parte dagli USA, ma colpisce anche l’Italia, l’allarme sulla drunkoressia. Rifiutare il cibo per lasciare spazio agli alcolici. A soffrirne sono soprattutto ragazze, che restano a digiuno per ore così da sentirsi libere di assumere grandi quantità di alcol senza paura di ingrassare. In questo modo, cioè, le calorie perse con l’astinenza dal cibo sono sostituite da quelle dei cocktail.

con l’alcol per essere accettato dal gruppo. Maria Cristina Campanini, medico di famiglia di Milano che si interessa da tempo di questo problema, consiglia ai genitori: Dovrebbero cercare di mangiare con loro, informarli sui pericoli che corrono, sottolineando come anoressia e alcolismo fanno solo diventare più brutti, con la pelle spenta, i capelli opachi e secchi e i denti rovinati.

La nuova “moda” dilaga tra i giovani, spinta anche dal potere del web. Sono in molti a riunirsi in blog appositi per parlare delle ultime serate e dei consigli per sballarsi al meglio senza che il girovita ne risenta. Secondo una ricerca americana condotta dalla Fox, circa il 30% delle ragazze intervistate sarebbe disposta ad intraprendere questo stile di vita. Un doppio pericolo, da un lato l’anoressia, dall’altro i danni causati dall’alcol, aggravati quando lo stomaco è vuoto. Colpiti cuore, reni, esofago, ma soprattutto il fegato deputato a metabolizzare l’alcol assunto con rischio di epatite alcolica e cirrosi. Estirpare il problema non appare facile. Si uniscono fattori molto radicati nella cultura dei teenagers. La fissazione dell’aspetto fisico, il rito di bere in compagnia sentendosi finalmente “grande” e la voglia di disinibirsi

Fonte: www.tuttasalute.net Autore: Raffaela

TuttaSalute.net è un portale tematico incentrato sul mondo della salute e del benessere. Non è sicuramente un blog amatoriale, può vantare infatti una redazione ricca di esperti e professionisti dell’ambiente medico. blog3magazine

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Rifiutare il cibo per lasciare spazio agli alcolici


Hanebrink: la bici elettrica inarrestabile

Fonte: www.dottorgadget.it Autore: Filippo Un gadget al giorno toglie il medico di torno. Che altro aggiungere ad un claim del genere? Se visiterete questo blog non potrete fare a meno di tornarci ogni giorno alla ricerca di nuovi gadget. Dopotutto chi non va matto per i gadget? Noi sicuramente si.

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e bici elettriche iniziano a riscuotere un discreto successo, specialmente tra chi non ama pedalare ma vuole, o inquinare meno, o risparmiare sulla benzina. Di modelli ce ne sono già molti ma sono tutti simili, sia nella forma che nelle prestazioni, solo in rari casi qualche produttore cerca di fare qualcosa di innovativo, un esempio lo abbiamo visto con la Blacktrail, un vero fulmine tra le bici elettriche. Oggi vi mostro invece una bici che vi permetterà di andare su ogni terreno con qualsiasi condizione metereologica. Si chiama Hanebrink, dal nome del suo creatore, un ingegnere aerospaziale della NASA che ha progettato il prototipo per poterla usare tra i ghiacci dell’Antartide, più garanzie di così! Ha un motore da 600 Watt che la spinge fino a circa 32 km\h, non male se pensiamo che pesa ben 38 kg, comunque se vogliamo andare più veloce basta iniziare a pedalare. Le ruote hanno pneumatici larghi in modo da avere trazione su ogni terreno, il cambio a 14 velocità permette di muoversi su ogni tipo di superficie, di pendenza e permette di trasportare carichi anche di 300 kg in ambienti impossibili. La batteria ha una durata che va da una a tre ore a seconda dell’utilizzo ma nella parte posteriore della bici c’è un apposito scomparto per portare con se delle batterie extra in caso di necessità o utilizzo prolungato. Un mezzo veramente fantastico che possiamo chiamare bici solo per la somiglianza estetica, inarrestabile, robusto e con prestazioni certificate dal suo primo prototipo testato addirittura in un ambiente impossibile come quello che presenta l’Antartide. Il prezzo dell’Hanebrink parte da 3000$, ma dispone di un lista di costosi accessori che ne fanno lievitare il prezzo fino a 5500 $. Lo trovate su fortunehanebrink.com. blog3magazine Maggio 2011

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1 Come trasformare un

Pallet in un Giardino!

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al sito “Life on the balcony”, Fern Richardson ci presenta un’idea geniale per riempire di colore anche il nostro balcone! Volete dare un tocco di verde al vostro balcone ma lo spazio che avete a disposizione è poco e non volete attraversare un labirinto di vasi ogni volta che uscite? Ecco una soluzione pratica e sostenibile per creare un giardino verticale in pochissimo spazio adattando a fioriera un comunissimo Pallet!!

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Ecco le istruzioni dettagliate su come iniziare.

Materiale necessario:

- pallet - 2 sacchi di terriccio da 50 L - 48 piante annuali (ogni apertura del pallet ne conterrà 6 e la parte superiore 12) - un piccolo rotolo di telo nero da giardino (viene comunemente usato nelle aiuole per prevenire la nascita delle malerbe) - una spara graffette carica - carta vetrata


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La prima cosa da fare è ovviamente quella di recuperare un pallet. Fate attenzione, non prendete il primo pallet che vi passa sottomano, abbiate cura di trovarne uno con tutti gli assi in buone condizioni, senza chiodi sporgenti e possibilmente senza marciumi! Una volta trasportato a casa il pallet, dategli l’ultima messa a punto, onde evitare problemi in seguito. Inchiodate bene eventuali assi allentate e levigate con la carta vetrata i punti in cui si formano schegge. Decidete quale parte del pallet volete utilizzare come fioriera e appoggiate la faccia prescelta sul pavimento. Prendete le misure del pallet includendo nella misura della larghezza anche i due fianchi e nella misura della lunghezza anche il fondo. Tagliate dal rotolo di telo nero due pezzi di uguale dimensione corrispondenti alle misure prese (anche qualche cm in più non guasta). Tenete i due pezzi di telo insieme come se fossero un unico pezzo e ripiegate i bordi di un paio di cm . A questo punto, avendo cura di stendere e tirare bene i due pezzi di telo sopra il pallet, iniziate a graffettare il telo sulle assi perimetrali del pallet! Iniziate da un angolo e mettete un graffetta ogni 3/4 cm. Una volta finito il perimetro occupatevi di graffettare gli altri assi. Ora dovreste avere un pallet con il telo che avvolge completamente i lati, il fondo ed il retro, impedendo così alla terra di uscire! Portare il pallet vicino a dove lo vogliamo posizionare e appoggiamolo al pavimento a faccia in su (con le aperture rivolte verso di noi). Ora viene la parte divertente! Inserire per prime le piante che andranno sulla parte superiore del nostro pallet

preoccupandoci di trapiantarle molto fitte. Non ci devono essere spazi tra vuoti tra le nostre piantine!

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A questo punto svuotare il contenuto dei due sacchi di terriccio all’interno del nostro pallet avendo cura di occupare tutti gli spazi possibili! Spingetelo bene fino in fondo e sui lati, lasciando solo una piccola trincea tra le aperture del pallet, dove andremo ad inserire le altre piante.

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Trapiantate tutte le piante rimanenti iniziando dall’apertura in fondo. Lasciate poco spazio per ogni pianta in modo che quando avete completato l’operazione le piante occupino ogni apertura disponibile. Il vostro giadino pallet sul balcone è pronto! Ma se volete un consiglio aspettate ancora una decina di giorni prima di posizionarlo in verticale. Innaffiate con cura e lasciate il tempo alle piante di radicare.In questo modo eviterete sgradevoli perdite di terra sul balcone! Innaffiate giornalmente, specie se le giornate sono molto calde e preoccupatevi (se le vedete sofferenti) di dare un pò di acqua anche alla fila più in basso! Fonte: www.thegreenroad.net The Green Road è un sito dedicato all’ambiente e all’ecosostenibilità. Oltre ad un forum e ad un blog con articoli utili ed interessanti, contiente anche una sezione “shop” in cui acquistare prodotti rispettosi dell’ambiente: dall’abbigliamento ai caricabatterie solari. Vi consigliamo vivamente di farci un giro, magari è l’occasione buona per iniziare a percorrere la “via verde”.

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Patchwork Creativo: idee originali per riciclare vecchi vestiti

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vete l’armadio pieno di vecchi vestiti che non indossate mai? La vostra maglietta preferita si è strappata o bucata dai troppi lavaggi? Prima di buttare tutti questi tessuti o farne dei comodi stracci per la casa valutate anche un’idea diversa ed originale: il Patchwork Creativo! Il Patchwork creativo, infatti, può essere una brillante soluzione per rinnovare il vostro look o l’aspetto della vostra casa! Vi presentiamo alcuni esempi che vi possono dare degli ottimi spunti, per vedere che capi realizzare o quanto meno

Le foto in questa pagina rappresentano alcune opere di Luke Heynes. www.lukehaynes.com blog3magazine

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capire da dove cominciare. Se poi non avete tempo da perdere con queste creazioni, non sapete da che parte cominciare con la macchina da cucire o più semplicemente vi piace acquistare capi d’abbigliamento nuovi, venite a vedere che cosa propone il nostro Shop.

Le foto di questa pagina rappresentano, invece opere che provengono da una piccola comunità rurale dell’Alabama, negli Stati Uniti: Gee’s Bend. Le donne del paese hanno sviluppato nelle ultime sei generazioni, uno stile inconfondibile e sofisticato unendo tradizionali disegni americani e afro-americani con una semplicità geometrica che ricorda molto l’arte moderna.

Fonte: www.thegreenroad.net Vedi recensione pag.15 blog3magazine Maggio 2011

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Cucina da blog Pasta al prosciutto crudo e melanzane Ingredienti per 4 persone:

Tempo:

Preparazione: Cottura:

• 350 gr di pasta corta • Sale • 250 gr di mozzarella • Pepe • 200 gr di prosciutto crudo • 150 gr di filetti di melanzane • 50 gr di grana

20 min

10 min Totale: 30 min

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Fonte: www.misya.info Foto: misya.info Misya si presenta come un “blog di ricette fotografate passo passo” il che già basterebbe a farne una risorsa inimitabile. Ma non finisce qui. Il sito infatti offre una serie di opportunità davvero uniche, come ad esempio

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5 la possibilità di cercare le ricette in base agli ingredienti desiderati o in base al periodo dell’anno e le relative festività. Le ricette poi, sono originali e stuzzicanti, le spiegazioni sono chiare, le foto esplicative e il tutto è servito in una veste grafica semplice ed accattivante.

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Procedimento:

Foderare con 100 gr di prosciutto crudo una pirofila da forno. Tagliare a cubetti la mozzarella e a sfilaccini le  melanzane e il restante prosciutto crudo. Cuocere la pasta in abbondante acqua salata, scolarla e mantecarla nella pentola con la metà della grana grattugiata; aggiungere il prosciutto crudo, la mozzarella, le melanzane e mescolare il tutto. Versare la pasta sul letto di prosciutto crudo e cospargere il tutto con la restante grana grattugiata. Far gratinare la pasta a 200° per 10 minuti circa. Capovolgere la pasta su un piatto da portata. Lasciar intiepidire quindi tagliare a fette e servire.

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10 attrazioni

Le turistiche italianegratuite da

non perdere.

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ercorrere le maestose navate della Basilica di San Pietro, ammirando la sua imponente architettura ed i capolavori senza tempo di Michelangelo, Bramante e degli altri artisti che hanno prestato il loro genio al progetto della cattedrale è un’esperienza senza prezzo. E ancora: perdersi nel misticismo gotico del Duomo di Milano e immergersi nell’atmosfera dell’epoca ammirando i risultati del recente lavoro di restauro che lo ha restituito al suo antico splendore è un privilegio a costo zero assolutamente irrinunciabile. Ecco perchè, per guidare i viaggiatori alla scoperta delle attrazioni storiche e culturali gratuite più famose del mondo, TripAdvisor,

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Fonte: www.travely.biz Autore: Lauretta Landi Il portale Travely.biz è un sito web focalizzato sul mondo dei viaggi con notizie, avvenimenti, segnalazioni e con lo scopo di aiutare gli utenti a trovare la giusta vacanza tra qualità e prezzo. Fa parte del più volte citato network sviluppato dalla CiancioLab Sas: per noi garanzia di qualità.

il sito di recensioni di viaggio più grande del mondo, ha stilato la Top 10 delle Attrazioni Gratuite da non perdere in Italia in base all’Indice di Popolarità che esprime il gradimento dei suoi utenti e al ranking definito dai suoi editor. “Queste attrazioni sono l’espressione di alcuni dei periodi storici e culturali più significativi per il nostro Paese e possono regalare a tutti un’esperienza unica, a costo zero, ma di valore inestimabile”, ha commentato Lorenzo Brufani, Portavoce di TripAdvisor in Italia. “Lazio, Toscana e Veneto dominano la classifica, ciascuna con due gemme d’arte e cultura nella Top 10, ma anche Lombardia, Umbria ed Emilia Romagna figurano fra le regioni con


un’attrazione gratuita da non mancare”. 1) La Basilica e la Piazza San Pietro, Roma 2) Il Duomo di Milano 3) Il Pantheon, Roma 4) Piazzale Michelangelo, Firenze (o meglio la vista dal piazzale) 5) Canal Grande, Venezia 6) Basilica di San Francesco, Assisi

7) Piazza San Marco, Venezia 8 ) I Trulli, Alberobello (BA) 9) Piazza del Campo, Siena 10) Basilica di Santo Stefano, Bologna Siete d’accordo con questa classifica?  E la vostra classifica personale? Possibile che del Sud Italia ci siano solo i Trulli… stiamo scherzando?

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Origini e tradizioni antiche fino al new burlesque S

i sente parlare spesso di questi tempi di burlesque perché è di moda, è trendy, molto attuale. Assistiamo alla diffusione di spettacoli proposti nei teatri e locali di molte città, la moda ne ha ripreso i contenuti, vengono proposti corsi per aspiranti ballerine di burlesque…insomma un argomento che fa molta presa sul pubblico. In realtà pochi sanno che il burlesque non ha origini recenti; molteplici tentativi teatrali di accostamento al genere li ritroviamo in diversi autori (anche Geoffrey Chaucer nelle sue The Canterbury Tales accenna ad una satira che si avvicina al burlesque), ma è solo nell’Inghilterra vittoriana, a cavallo della seconda metà del ’800, che si diffonde tra i ceti medio-bassi composti da un pubblico che sapeva accontentarsi di performance non troppo “elevate di qualità”. L’origine del termine è dibattuta, qualcuno la attribuirebbe all’italiano “burla”, altri al latino “burra” ovvero inezia, rifacendosi all’anima del

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genere che si fonda sullo spettacolo satirico, umoristico e comico. Con la diffusione del burlesque nel ’800, il genere subisce un primo cambiamento passando da satira umoristica a spettacolo con riviste più “leggere”. Importato negli Stati Uniti non incontra dapprima i favori del pubblico, si decide così di proporre uno spettacolo dai contenuti più forti, a sfondo erotico, avvalendosi anche dell’arte delle danze orientali, coadiuvato da artisti (giocolieri, equilibristi) che intrattengono il pubblico, ormai solo maschile, con battute e sketch a doppio senso, canti e danze. E’ grande successo, i siparietti si diffondono un pò in ogni dove. Negli anni ’20 viene accantonato il burlesque in favore della nuova moda che si sta creando: lo strip tease.


Dita Von Teese

Fonte: Vitadamamma.com Autore: Mamma Simona Blog che nasce con l’obiettivo di portare quotidianamente all’attenzione delle mamme le novità dell’universo bambino, entrando nell’attualità del mondo femminile e della maternità, dal concepimento al parto. Consigliatissimo per le mamme e non solo.

Le artiste del burlesque erano vestite con costumi scenici che lasciavano poco all’immaginazione ma non si spogliavano, il pubblico chiedeva invece lo spettacolo con spogliarello; data la chiusura dei teatri burlesque, le ballerine si adattarono anche loro a lavorare nei nightclub. La rinascita del burlesque si deve probabilmente a Jennie Lee, nostalgica ed ex artista del genere ,che raccolse quanto più materiale possibile per aprire il primo museo del burlesque. Si diffuse la curiosità, la moda cominciò a prendere spunti per un ritorno alla cultura vintage negli anni ’90: merletti, pizzi, reggicalze, tacchi a spillo vengono rivisitati e riproposti incontrando il favore del pubblico. Nasce il new burlesque. Individuare le caratteristiche del new burlesque è impresa ardua, poiché si tratta di un genere ancora in sviluppo e dunque non ben definito, che va un pò ad interpretazione. Qualcuno lo associa allo strip tease, i più se ne dissociano. Si tratta certamente di un fenomeno di massa dato il numero sempre maggiore di sostenitori. Un genere in cui confluiscono diverse culture: il dark, il punk, il gothic, il rockabilly in cui scenografia e costumi hanno una parte decisamente importante e ricercata. Altro elemento comune è l’ironia, che non deve mai mancare, molte esibizioni si fondano proprio sull’esaltazione della femminilità interpretata con una chiave di lettura ironica. Guanti neri, trucco pesante, corsetti anni ’50, reggicalze, calze a rete, tacchi a spillo, piume di struzzo, pizzi sono gli “accessori”che non devono mancare e che hanno reso famose star come Dita Von Teese, massimo esponente del neo burlesque. Dal new burlesque traggono ispirazione artisti di popolarità mondiale come le cantanti Madonna, Lady Gaga, Christina Aguilera e Gwen Stefani, che oltre ad essere dotate vocalmente, rendono più spettacolari i loro video e le loro performance attingendo al burlesque. Data questa crescente diffusione sono nati veri e propri corsi indirizzati a partecipanti ansiosi di apprendere le tecniche dell’arte del burlesque. blog3magazine Maggio 2011

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Senza lavoro e senza formazione: la

NEET Generation.

“Not in Education, Employement or Training”

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he circa due milioni di giovani in Italia ancora non lavorino, non sorprende nessuno, eppure questa schiera di giovanissimi nemmeno si dà da fare nello studio o nella formazione. Per dirla all’inglese, che tanto piace quando si tratta di ultime tendenze, questo gruppo ben fornito è la Neet Generation. L’età di questi 2 milioni d’italiani oscilla fra i 15 ed i 29 anni, e a far scalpore è soprattutto il fatto che rappresentano il 21% dei coetanei della penisola. Il dato è stato presentato da Italia Lavoro, figlio di una ricerca che ha scovato una neet generation che pur essendo fuori dai percorsi formativi, pure non è impegnata in alcun genere di lavoro. Italia Lavoro, in collaborazione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, mette in risalto il fatto che il tasso di giovani neet varia al variare delle zone: 1. nel Mezzogiorno la percentuale di giovani neet si aggira intorno al

33,3% nel caso delle ragazze e intorno al 27,4% nel caso dei ragazzi; 2. nel Nord Est invece il tasso è pari al 13,2%; 3. nel Nord Ovest si aggira intorno al 15,4%; 4. infine nelle zone Centrali intorno al 16,1%.   Dati  che si presentano comunque preoccupanti, e sono lo specchio di una nuova generazione priva di stimoli, di obbiettivi e di speranze, ma soprattutto lo specchio di una generazione nuova  non incentivata dal mercato che offre davvero limitate possibilità occupazionali, specialmente al sud. Spaventa comunque rilevare come anche numerose province del Centro Nord, presentino dei tassi davvero alti di giovani che pur non lavorando non studiano e non si formano. Alcuni esempi? Frosinone, Massa-Carrara, Rieti, Livorno, Chieti, Imperia, Gorizia, Terni, Latina, Ascoli Piceno. Fonte: www.worky.biz Lo slogan di Worky.biz è “Notizie dal mondo del lavoro” infatti le notizie sono il cuore del portale: toccano il mondo del lavoro a 360 gradi, dall’assunzione al curriculum scritto bene, dalla lettera di presentazione alla partita IVA e tanto tanto altro ancora.

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USA: Bulldogs banditi dalle

compagnie aeree

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ià imbronciati per natura e dall’aria simpaticamente triste, i bulldog forse lo saranno ancora di più perchè non potranno seguire i propri padroni a bordo dei voli della Delta Air Lines. La compagnia aerea statunitense infatti ha espressamente vietato ai possessori di questi cani di farli salire a bordo nelle stive destinate a bagagli e animali. Non si tratta però di un atteggiamento incomprensibilmente discriminatorio: la decisione è stata presa a seguito dei numerosi incidenti di volo subìti da questi animali e con la benedizione delle associazioni animaliste. Sembra infatti che a causa del loro muso schiacciato e del loro respiro già rantolante in condizioni normali, questi cani soffrano tantissimo l’alta quota fino a morirne per asfissìa. Lo rivela l’Atlanta Journal-Constitution, che lo scorso gennaio aveva riferito del brusco incremento di questi episodi, osservando che i bulldog sono tra gli animali più colpiti dai rischi del volo. Secondo quanto indicato sul sito web di Alitalia, e confermato dal centralino della società, sulla compagnia

aerea italiana non esistono invece limitazioni per bulldog, carlini, gatti persiani, né per qualsiasi altra tipologia di cani e gatti. L’unica regola adottata da Alitalia è infatti che gli animali il cui peso è inferiore ai 10 chili possono entrare in cabina, gli altri devono invece essere inseriti nella stiva. EasyJet vieta invece il trasporto di animali vivi, inclusi cani, gatti, insetti, rettili e qualsiasi altro tipo di animale. Unica eccezione consentita, i cani guida per i ciechi. Air Italy al contrario ammette il trasporto di qualsiasi specie di gatto e dei cani, purché non appartengano alle seguenti razze: American Bulldog, Pitbull-Terrier, American Pitbull, American Staffordshire Terrier, Staffordshire Bullterrier, Bullterrier, Dogo Argentino, Fila Brasileiro, Kangal (Karabash), Kaukasian Owtscharka, Mastiff, Mastino Napoletano, come da disposizioni del Ministero della Sanità.

Fonte: www.leggilo.net Autore: Antonio Minisci Leggilo.net è un quotidiano online, costantemente aggiornato nel corso della giornata con notizie dall’Italia e dal Mondo. Un team davvero numeroso che garantisce un aggiornamento continuo fatto di contenuti di grande qualità.

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Racconti II Racconti dell’Ornitorinco dell’Ornitorinco Tutto iniziò così…

O

diavo dovermi svegliare la mattina presto.

L’avevo fatto per anni durante i tempi andati delle scuole ma, con l’università, era oramai divenuto un retaggio dimenticato. Nuovamente la sveglia riprese la sua corsa e suonava tutte le mattine alle 07:00 am in punto, martellando il mio fragile cervelletto con la canzone di un gruppo rap di quei tempi, i Club Dogo con la splendida Dedicato a chi rolla. Doccia veloce; niente colazione per lo stomaco chiuso dovuto dal brusco e prematuro risveglio; ramanzina mattutina della mamma che dopo avermi osservato da capo a piedi e passato ai raggi X diceva, solo come una mamma sa dire: - Vir’ e mangià nu poc’ che t’stai a fa tropp’ sicc’! Cerca di mangiare di più che stai dimagrendo troppo!  E poi via, incazzato nero come il carbone, verso la sede del mio comune dove svolgevo il ruolo di volontario del Servizio Civile Nazionale. In realtà non è che lavorassi parecchio ma quella questione dello svegliarsi mi faceva dibattere vorticosamente i genitali. Alcune mattine scroccavo un passaggio al mio vecchio che lavorava li da un ventennio mentre altre volte, quando mi sentivo troppo scazzato e non riuscivo a sopportare nemmeno che mi si desse il buongiorno, andavo a piedi. All’inizio ero sempre puntuale poi, col tempo, capito l’andazzo,facevo quell’oretta di ritardo, mezz’ora in più mezz’ora in meno. Il responsabile del mio progetto era un ingegnere non delle mie parti, un personaggio dei film comici in bianco e nero piuttosto che un uomo. Alto, magro, occhiali spessi come due cannocchiali, baffetto bianco che all’occorrenza si tingeva di giallo caffè, un capello mascherato

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Fonte: iraccontidellornitorinco.wordpress.com Questo è un blog diverso da quelli che presentiamo di solito, infatti non fa informazione, ma racconta una storia. Una storia a puntate, divisa tra i diversi articoli. La nostra idea, se sarà possibile, è quella di continuare a pubblicarne ogni mese un capitolo, ma se non avete voglia di aspettare..collegatevi al blog e leggetela tutta di un fiato!

con il riporto, balbuzie cronica ed irrecuperabile, ma quello che tutti temevano era il suo alito pestilenziale. Quando avevo qualcosa da dirgli cercavo di stare il più lontano possibile dalla sua gittata e quando non ci riuscivo mi arrangiavo proteggendomi con le mani, fingendo un prurito o cose del genere, mentre lui alitaaaahava. Quei momenti ricordavano tanto un disegno mitologico-medievale, dove il prode cavaliere si protegge con lo scudo dalla fiammata del malvagio draaaaaahgo. Alla fin fine era un brav’uomo ma capì che non doveva rompere le palle solo dopo una “lite” tra lui e il mio compagno di sventura Salvatore chiamato da tutti Sasa. Io e sto tipetto, più piccolo di me sia di età che di centimetri, eravamo inseparabili. Quando entrava lui in un ufficio, anche se non era il mio, senza neanche salutare e sbattendosene di chi ci fosse chiedeva: - Avete visto Alex? Dall’altra parte, quando ero io ad entrare in un ufficio, anche se non era il suo, ogni tanto salutando a secondo dei presenti chiedevo: - Avete visto Sasa? Sasa era un tipo semialternativo-Hip Hop: pantaloni larghi, cappellino da rapper, barba incolta e tipica espressione spavalda di chi pensa: -   Nun teng nient’ acchè verè!       Non m’importa di niente!  Ma era un bravo ragazzo, solo affetto anche lui, come me, della sindrome di Peter Pan (da non confondere con quella di cui era portatore Michael Jackson). Scorrazzavamo liberi ed indisturbati per gli uffici, ogni tanto a prestare qualche nostro servigio mentre nella maggior parte del tempo a prendere in giro gli altri volontari. Eravamo all’incirca una ventina, dislocati tra i tre progetti presenti e sottoposti ad alcuni


responsabili di settore. Non ricordo bene quali fossero i progetti e in verità non lo sapevo neanche allora; davo importanza esclusivamente alla somma di denaro, per altro irrisoria, che percepivamo mensilmente. Fatto sta che spesso e volentieri andavamo a far visita ai nostri cari colleghi indaffarati (loro) nelle mansioni di ufficio, con lo scopo di portare un po’ di allegria ed un pizzico di felicità. C’erano parecchie ragazze che nel periodo estivo gironzolavano per i corridoi tutte abbronzate e mezze nude e ogni tanto, per non dire sempre, io e Sasa ci divertivamo a prenderne di mira qualcuna provocando un po’ con doppi sensi o volgarità velate tipiche dei ragazzini; ma ce ne era una in particolare, una sola, con cui non avevo legato molto………… bè non provavo una forte simpatia…………insomma mi stava leggermente sui coglioni! Non è che avevamo interagito parecchio ma come con lei così con le altre sue due colleghe. Ma lei proprio…… Alessia, si chiamava Alessia ed io, per circa tre mesi che lavorammo assieme, ero convinto si chiamasse Elisabetta. La questione era attenuabile in quanto: 1. C’era davvero una Elisabetta nel loro ufficio 2. Le avevo viste si e no una decina di volte, di sfuggita, davanti alla macchinetta del caffè, sempre nella stessa imperterrita posizione. Tanto è vero cominciai a pensare chefossero state impagliate. 3. Non me ne importava un gran che……e questa può essere un’attenuante  Pensate che durante una piccola festicciola organizzata in uno degli uffici, in onore di Santa Alessia, diedi gli auguri, seguito a ruota da Sasa, alla ragazza che invece si chiamava Elisabetta……… Penso abbiate ben definito il quadro della situazione a questo punto. Per carità, la consideravo una bella tipa: alta, capelli scuri lunghi, occhi castani, pelle chiara, forme più che a posto ma mi era indifferente. Avevo un buon rapporto con tutte le ragazze, anche se non ne apprezzavo molto le “sembianze” (per essere gentile). Mi viziavano, mi coccolavano, andavano a comprarmi il panino in salumeria, insomma venivo trattato come una

sorta di mascotte. Lei invece chiamava nel mio ufficio, sentiva la mia voce e dopo un istante di silenzio……… Buuuuuuuuuuuurp!………partiva un megarutto da guinness dei primati. Ma non era solo questo. A volte gli scherzi subivano delle variazioni con lei che improvvisava e si cimentava in veri e propri ruoli teatrali. Una volta da segretaria universitaria, un’altra da calda donna delle chat erotiche, altre da bambina. E precisamente quella vocina fastidiosa da bambina rompiballe, come la piccola protagonista nella pubblicità del MCDonalds, che mi faceva desiderare un chiodo da binario ferroviario conficcato nel cervello. Forse perché odiavo la ragazzetta della pubblicità e ogni qual volta chiedeva un Happy Meal, io non facevo altro che immaginare i luoghi più consoni in cui le avrei voluto ficcare l’hamburger con sorpresina regalo annessa. Non avevamo niente in comune. Lei ascoltava musica alternativa; io adoravo Tiziano Ferro. Lei faceva le ore piccole in discoteca; io giocavo con l’XBox e mi addormentavo a mezzanotte un po’ fumato. Lei aveva molti amici; io parlavo col mio cane. Troppo diversi, troppo lontani. E fu per tutti questi motivi razionali e ben ponderati,per il fatto che certe cose vanno controllate,frenate,riflettute, studiate,analizzate che…………che me ne innamorai. Cazzo meravigliati? Un’altra storia sdolcinata che parla d’amore? Io vi dico che non è così. Un racconto può parlare d’amore con voci totalmente diverse e non per questo non sarebbe più amore. Ogni cosa parla dei sentimenti. Da un petalo che volteggia nell’aria ad un tenero bacio tra amanti. Ed ogni volta le sfumature cambiano.In realtà io non saprei disegnare queste sfumature, non saprei come dover parlare per venir considerato originale o romantico. E sinceramente non mi interessa. So solo che voglio scrivere di lei e di ciò che mi ha fatto, di ciò che ha smosso. Poiché chi scrive non è la mano ma il cuore. Ma procediamo con ordine…… blog3magazine Maggio 2011

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Dungaree is back!

ungaree, per dirla all’inglese, salopette o tuta da lavoro; in qualsiasi modo la si voglia chiamare, lei sta cercando di tornare negli armadi delle celebrities e delle ragazze normali. Nata nel 1891, più per comodità che per moda, la salopette venne usata inizialmente per gli uomini che lavoravano come operai e contadini. Da qualche anno a questa parte, invece, è diventata un indumento di gran moda, ne sono state create diverse versioni: lunga corta, in jeans, con gonna, con minigonna, con pantaloncini e con tessuti leggeri e colorati. Sta di fatto che molte star l’apprezzano e la indossano, con risultati non sempre soddisfacienti, io personalmente fatico a vedermi infilata in una salopette, forse solo perchè non mi ha mai fatto impazzire.

Courtney Love

Cameron Diaz

Mischa Burton

Fonte: www.sakuraemme.it Non un semplice blog di moda, ma un blog di tendenza. Non si parla infatti solo di moda, ma dello stile a tutto tondo: dalla musica alla poesia, dal cinema alla letteratura, passando per tutti i rumors del magico mondo del fashion. blog3magazine

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Fishtai l braid

La nuova tendenza che fa impazzire i capelli È la nuova tendenza per capelli che sta facendo impazzire lo Show-biz, soprattutto le calebrities che non riescono più a farne a meno; sto parlando della Fishtail braid, ovvero la treccia a spina di pesce. Ebbene si dopo aver visto i capelli delle donne più famose, acconciati nei modi più bizzarri e strani, dalle trecce da campagnola agli chignon più elaborati, ora vedremo i capelli intrecciati in modo fitto, fitto. La treccia a spina di pesce è l’evoluzione della classica trecca, solo che in questa nuova tendenza i capelli sono intrecciati in modo più elaborato; poi certamente ci sono diverse versioni della stessa: la treccia scompigliata che lascia libere delle ciocche, o la treccia perfetta, che imprigiona i capelli in un intricato quadro, senza liberarne nessuno. Per la nuova stagione c’è solo da sbizzarrirsi, basta che sulle nostre teste ci siano trecce a spina di pesce.

Fonte: www.sakuraemme.it Vedi recensione pag.28


Facebook: Mark Zuckerberg

respinge l’assalto dei gemelli Mark Zuckerberg esulta: la paternità di Facebook resta sua dopo il mancato (ennesimo) assalto dei gemelli Winklevoss che hanno portato in tribunale il miliardario classe ‘84 cercando di far valere le loro ragioni. Quali? Quelle di legittimi co-fondatori e dunque co-proprietari del social network da ormai oltre 600 milioni di iscritti. Tyler e Cameron erano tra le varie cose anche due personaggi importanti del film premio oscar The Social Network che ha raccontato proprio la nascita di Facebook. La corte d’appello americana ha così bocciato il ricorso presentato dai gemelli Tyler e Cameron Winklevoss contro Mark Zuckeberg che era stato accusato di aver rubato loro l’idea per il social network delle meraviglie. In realtà la corte aveva già dato parzialmente ragione ai due gemelli. Nel 2008 Mark Zuckerberg si è visto costretto a versare una somma di 65 milioni di dollari nel conto in banca dei due Winklevoss come riasarcimento per le proprietà intellettuali “derubate” tuttavia capirete bene che 65 milioni sembrano tantissimo, ma sono un’inezia davanti ai miliardi di dollari di valore di FB. E’ arrivata però la parola “fine” alla disputa col giudice che chiude formalmente questo caso affermando che quanto patuito all’epoca era legittimo. Si metteranno il cuore in pace i due Winklevoss? In ballo c’è ancora la questione di Paul Ceglia che rivendica il 50% di Facebook per via di un finanziamento concesso a un allora giovanissimo Zuckerberg…

Tyler e Cameron Winklevoss

Mark Zuckerberg

Fonte: www.tecnolandia.info Autore: Giosci94 Se state cercando un blog che vi tenga costantemente informati su tutte le novità del frenetico mondo della tecnologia: Teconolandia fa al caso vostro. È una community attivissima che pubblica decine e decine di articoli ogni giorno, su una grandissima varietà di argomenti: ipad, iphone, wii, ps3, xbox, pc, mac, internet… blog3magazine Maggio 2011

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Scaricare un backup di tutti i dati inseriti su Facebook Facebook ha da poco tempo lanciato un nuovo servizio davvero notevole: E’ possibile ottenere un copia di tutti i dati inseriti e condivisi nel tempo sul proprio profilo. Commenti, messaggi, foto, video, liste di amici ed altro ancora, sono archiviabili in un unico file compresso da richiedere e scaricare direttamente. Il procedimento è molto semplice. 1) Accedere tramite le proprie credenziali a Facebook; 2) Cliccare su Account, quindi Impostazioni account; 3) Cliccare su Maggiori informazioni, che si trova vicino la voce Scarica le tue informazioni; 4) Cliccare su Scarica. Si riceverà una mail contenente un link per scaricare un file compresso con tutto il

materiale. I tempi di ricezione della mail potrebbero essere anche molto lunghi, a seconda del quantitativo di informazioni presenti nel tempo. Sicuramente vi è da fare una riflessione sulla pericolosità, in merito al campo privacy, di tutte queste referenze. E’ importante non dimenticare che in un unico file vengono condensati numerosissimi dettagli, che magari abbiamo anche dimenticato, che è bene tenere assolutamente lontano da occhi indiscreti. E’ quindi importante scegliere di conservare tali informazioni in un luogo sicuro, magari su supporto ottico da rimuovere e lasciare in un posto ben protetto. Buona regola sarebbe anche comprimere a sua volta il file all’interno di un archivio protetto da una password forte. Non sottovalute il potenziale delle tracce che si lasciano sul web, a volte potrebbe essere più importanti di quanto si pensi.

Mi piace!

Fonte: www.dimmicomefare.it Autore: eugenius Un blog che spiega come si fa...tutto! Una delle prove più concrete della nostra teoria: c’è sempre tanto da imparare nella rete. Quando poi c’è anche chi sa come insegnarlo, siamo a posto. Consigliatissimo. blog3magazine

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Fonte: www.tecnolandia.info Autore: Giosci94 Vedi recensione pag. 31

Risparmiare con Farmaci Generici per iPhone ed iPad

è

disponibile in App Store una nuova applicazione per iPhone, iPod touch ed iPad che offre all’utente la possibilità di scoprire quali sono i farmaci generici per ciascun tipo di farmaco. L’unica applicazione che ti permette di risparmiare sull’acquisto dei farmaci. Ricerca veloce, rapida, immediata, senza tanti fronzoli. Inserisci il nome commerciale di un farmaco ed avrai immediatamente la lista dei farmaci generici con lo stesso principio che

possono sostituirlo. Nessun menù da navigare e pulsanti da cliccare, ricerca veloce e immediata!!! Per ogni farmaco sarà indicato: • il nome • l’azienda produttrice • il formato della confezione • il prezzo indicativo. L’applicazione ha carattere puramente informativo, consigliati sempre con il tuo medico o con il tuo farmacista prima di assumere farmaci. blog3magazine Maggio 2011

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Telefoni Cellulari:

Origami Concept Phone Nel mondo dei telefoni cellulari, a maggior ragione in quello dei fissi, molta strada è stata fatta in termini di innovazione tecnologica e innovazione di form factor, ma per quanto i designer si sforzino ci sono alcuni vincoli tecnologici che non possono essere prevaricati. Il concept Origami parte come concetto di device “svincolato” dalle attuali tecnologie che ci permette di dare un’occhiata “oltre”. Partendo dall’antica arte orientale dell’origami il designer Chengyuan Wei si è sbizzarrito in quello che è un oggetto di puro stile con un occhio di riguardo alla tradizione, all’ambiente e alle nuove tecnologie. Dotato di alloggiamento SIM Origami Phone potrebbe a tutti gli effetti essere un telefono cellulare, lo spazio SIM potrebbe benissimo essere occupato da un plug per cavo, ecco dunque l’immediata trasformazione in telefono fisso. La particolare idea che muove tutto il progetto è quella dell’origami, antica arte di piegatura della carta, e proprio di carta dovrebbe essere fatto il dispositivo, che grazie ad una particolare tecnica di piegatura della stessa assume una forma simil 3D ed una curvatura adatta alla classica posizione all’orecchio. Anima del device dovrebbe essere una particolare listella che avrebbe il compito di svolgere funzionalità da microfono, altoparlante, conduttore di energia. Ovviamente di tutti gli ultimi concept che abbiamo postato questo Origami Phone sembra proprio il più lontano dalla realizzazione, ciò non toglie che come spesso accade in questi casi, l’idea possa essere da sprone e ispirazione per altri giovani designer e ingegneri capaci, magari non proprio come da progetto, di concretizzare questo che rimane un bellissimo esercizio di stile.

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Fonte: www.tecnolandia.info Autore: Giosci94 Vedi recensione pag. 31


Insieme con un obiettivo comune. Tutte le Associazioni umbre di volontarioto che partecipano all’iniziativa hanno rinunciato alla propria parte d’incasso, per devolvere l’intero ricavato dell’eveto al Comitato Chianelli, affinchè possa completare la costruzione del Parco del Sorriso. Per offrire il tuo contributo chiama il numero: 075

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Blog3Magazine - n.1 - Maggio2011