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Periodico d'Informazione - Anno XI N. 253 (17) 15 - 00 - 2009 www.bisceglie15giorni.com

IL DOLMEN: 1909 - 2009. A CENTO ANNI DALLA SCOPERTA IL NOSTRO SERVIZIO SPECIALE SULL’EMBLEMA DI BISCEGLIE

CASO “PROIETTILE”: AL SINDACO SPINA LA SOLIDARIETA’ DEI PREFETTI E DELL’ANCI NAZIONALE

MERCATO DEL PESCE, AL VIA I LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE. VENDITA PROVVISORIA AL PARCO MISERICORDIA Sedi: Padova - Bisceglie -Trani - Barletta Via Berarducci Vives, 2 - 70052 Bisceglie NUMERO VERDE 800.022.323

DA NOI QUALITA' E CONVENIENZA SONO REGOLE D'ORO DAL 1982


2 - 15 Settembre 2009

CULTURA

IL LASER CI RESTITUIRA’ IL FONTE BATTESIMALE DI SANT’ADOENO L’

Abbazia Curata di Sant’Adoeno torna ad ospitare un cantiere di recupero di beni culturali. Oggetto di interesse dell’èquipe scientifica del Laboratorio L.I.A.C.E. (Laser Innovation in Artwork Conservation and Education), diretto dalla Prof.ssa Ida Maria Catalano, promosso dall’Università di Bari ed operativo presso il Museo Diocesano di Bisceglie, è il fonte battesimale presente in quella che è ritenuta la chiesa più antica di Bisceglie. L’intervento di pulitura e conservazione del manufatto non sarà di tipo tradizionale (abrasivo, idropulitura, idrosabbiatura), ma sarà effettuato per mezzo di una tecnica innovativa che prevede l’utilizzo del Laser. Impresa specializzata in questo genere di interventi quella diretta dalla Dott.ssa Anna Brunetto di Vicenza, coadiuvata dalla Mecastone di Luc Tamborero di Bisceglie. I l c a n t i e r e r e s t a s o t t o l ’a l t a s o r v e g l i a n z a d e l l a Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Puglia e si avvale della consulenza storica della Dott.ssa Margherita Pasquale, autrice delle “Note sulla scultura romanica dell’Abbazia di Sant’Adoeno”. Il progetto di restauro, finanziato dal Rotary Club di Bisceglie, presieduto dall’avv. Luciana Ferrante, fa parte del programma di valorizzazione dei beni culturali, sostenuto dal Governatore del Distretto 2120, arch. Romano Vicario, ed è successivo ad un primo intervento che ha interessato il recupero dell’icona raffigurante la Madonna del Soccorso, sempre in Sant’Adoeno. Al momento della nostra visita in cantiere, i tecnici avevano

Grazie ad un Service promosso dal Rotary Club di Bisceglie, il pregevole manufatto medioevale sarà oggetto di un intervento di restauro conservativo, praticato con l’innovativo impiego di raggi Laser. L’iniziativa di restauro è stata promossa, oltre che dal Rotary, anche dall’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, dal Comune di Bisceglie Assessorato al Centro Storico, dall’Abbazia Curata di Sant’Adoeno, dall’Università degli Studi di Bari e dal Laboratorio L.I.A.C.E. presso il Museo Diocesano. Il cantiere resterà aperto nei giorni: 15, 16, 21 e 26 settembre, dalle 11 alle 13. Sarà possibile prenotare visite guidate telefonando al 360.984485.

Registrato al Tribunale di Trani n. 350 del 21.05.1999

UNDICESIMO

ANNO

Direttore Responsabile S a l v a t o r e Va l e n t i n o

E-Mail: s.valentino@bisceglie15giorni.com Editrice: Associazione

“ B I S C E G L I E H O S T & C O M M U N I C AT I O N S ” Redazione - Stampa - Amministrazione Via del Commercio, 41 70052 - Bisceglie (Bari) E-Mail: redazione@bisceglie15giorni.com

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già effettuato una prima fase diagnostica per la ricognizione dell’effettivo stato di degrado del manufatto. A questa segue l’elaborazione del progetto di interv ento, in stretta collaborazione con i tecnici della Soprintendenza e con l’assistenza di uno Storico dell’Arte e di un Geologo. A progettazione conclusa segue la fase di recupero vero e proprio, che impegnerà le imprese fino alla fine di settembre. I tecnici responsabili dell’intervento assicurano che l’utilizzo del Laser in questo genere di interventi di recupero e c o n s e r va z i o n e , t r a t t a n d o s i d i m a n u f a t t i s t o r i c i particolarmente degradati, non risulterà invasivo sui materiali ma si limiterà a rimuovere le patine di detriti che lo avvolgono. Si tratta di residui di varia natura che comporteranno interventi diversi con l’utilizzo di almeno tre tipi di laser. Infatti, come si evince dalle immagini, il fonte battesimale di Sant’Adoeno è interessato da incrostazioni di vario genere: alcuni di origine naturale, altri dovuti ad interventi umani di pitturazione, altri ancora provenienti dagli spostamenti che il fonte ha dovuto subire nei secoli, che hanno procurato particolari traumi in alcune parti, senza trascurare le insorgenze di ruggine, proprie del tipo di calcare adoperato. L’energia sprigionata dal Laser agirà sulla patina di detriti creando un effetto dilatatore con il conseguente distacco dalla superficie del manufatto. Data la complessità dell’intervento, a causa della presenza di diverse tipologie di detriti, l’intervento di recupero si presenta particolarmente delicato anche se, assicurano i tecnici, non richiederà più di una decina di giorni. Di particolare interesse appare l’analogia fra le icone scolpite sul fonte battesimale e quelle riportate sull’Evangeliario Miniato della Cattedrale, oggi conservato presso il Museo Diocesano di Bisceglie, un dato che induce gli esperti ad affermare che il manufatto sia risalente all’XI secolo.


3 - 15 Settembre 2009

PUBBLICITA’


4 - 15 Settembre 2009

STORIA

DOLMEN, 1909-2009: A CENTO ANNI DALLA SCOPERTA

DOLMEN, PATRIMONIO MEGALITICO ANCORA DA VALORIZZARE

Dolmen della Chianca

I

l 6 agosto 1909, l’abate-archeologo Francesco Samarelli, uomo di grande cultura, storico, autore di un rarissimo opuscolo sul “Pulo e Navarrino”, continuando le sue ricerche archeologiche nel territorio di Bisceglie rilevava uno dei più interessanti monumenti preistorici d’Italia: il Dolmen della Chianca, nella tenuta Berarducci. Si trattava di una scoperta eccezionale in Italia, la cui notizia compariva sulla “Tribuna Illustrata”. Il Dolmen, segnalato nella contrada Chianca, era nascosto sotto l’ombra di un ulivo secolare, dal tronco contorto, piantato quasi per nascondere ai profanatori la sua bellezza. Il bravo Samarelli era accompagnato nelle sue ricognizioni da A. Mosso. Nello stesso mese l’archeologo prof. Michele Gervasio, Soprintendente alle Antichità della Puglia, pubblicava un articolo a pagina intera sul Corriere delle Puglie ed un anno dopo iniziava la prima campagna di scavi. Fra l’altro lasciava in bella mostra al suo posto l’ulivo, per non alterare la sacralità del monumento funerario, unico con il dolmen di Giovinazzo, per aver restituito un corredo ceramico. Mentre i sopralluoghi erano in corso Samarelli, non tralasciando altre località biscegliesi, si spostava sul versante della “Lama di Albarosa”, esaminava lo strano fenomeno delle specchie, che di tanto in tanto si notavano sulla matina omonima. Anche qui Samarelli restava stupefatto nel rilevare tra i recenti dissodamenti agricoli resti umani venir fuori da sepolture terragne, frammisti a frammenti di ceramica impressa, brunita e dipinta, risalente al VI – V millennio a. C. Il dolmen di Albarosa poggiava le sue basi su un preesistente insediamento neolitico, che si affacciava sulla lama, da cui si scorge la stupenda Masseria di Santa Croce dei signori Consiglio, tanto cara allo storico Armando Perotti, che sposò Fortunata Consiglio. Lo storico molfettese così si esprime: «raccolsi a piene mani tanta ceramica neolitica di grosso spessore, anche fine, con frammenti di lame e raschiatoi in selce, tanto da poter allestire una mostra permanente nel Museo Diocesano di Molfetta. Non mancavano accettine votive in uso nel neolitico. Ma la scoperta più grande che ci meravigliava - continua il Samarelli - era quella del dolmen di Albarosa, che era nascosto nella sua originale specchia di contenimento tra ulivi secolari, rovi e lentischi». Cosa in realtà era avvenuto? Le comunità protoappenniniche avevano edificato un dolmen su un’area neolitica per continuità di vita sedentaria, dedita all’allevamento di ovini e caprini. Il tumulus dolmen poggia ancora nella specchia ellittica di mt. 19 di diametro. Nell’Ottocento una parte di chiancarelle venivano utilizzate per costruire un trullo annesso. Continuavano le novità che emergevano nella campagna biscegliese. Il Gervasio segnalava il dolmen di Masseria Frisari nel 1909. Il dolmen si presentava con tre lastroni, appena affioranti dal terreno. Dagli scavi emergevano un femore, un molare e qualche frammento vascolare. Nel 1990, nell’ambito del progetto di salvaguardia dei parchi e siti archeologici, il Comune di Bisceglie e la Soprintendenza effettuavano nuove ricerche , riportando alla luce il dromos, lungo mt. 7, con i resti di lastroni di copertura, adagiati sulla piattaforma litica. Anche questo monumento era del tipo a galleria (XVI – XV sec. C.)., restituendo una ciotola ed una tazzina, reperti esposti nel Museo Archeologico di Bisceglie. Il dolmen Chianca è il monumento più ammirato in tutto il mondo, raffigurato recentemente in un francobollo di Stato. Nel dromos, orientato ad Est, in due strati diversi, affioravano inumazioni in posizioni contratte per un totale di 15 corpi, con segni di combustioni, lasciati da un focolare,

Bisceglie è considerata la terra dei dolmen: eccezionali monumenti megalitici che sono presenti nella ubertosa campagna, tra le specchie e sulle lame. Chi furono i costruttori di questi sepolcri? Come mai furono costruiti tutti verso Est? I tumuli cosiddetti “a galleria”, di Bisceglie e di Giovinazzo, hanno restituito ricchi corredi funerari, quasi unici in Italia. A distanza di un secolo dalla loro scoperta si pone ancora il problema della tutela e della valorizzazione. E’ impensabile che siano stati vincolati soltanto negli anni ’90. Tranne il dolmen di Masseria Frisari, gli altri sono affidati al vandalismo dei vacanzieri.

Dolmen di Albarosa alimentato in un phitos. Anche il dolmen Chianca era circondato, come sostiene il Gervasio, da un muro che formava il basamento della specchia. Il dolmen misura mt. 7,40 di lunghezza, Ha restituito un ricco corredo funerario, con vasi del tipo protoappenninico ed appenninico, risalente al XVI – XV sec. a.C., nell’ambito del Bronzo medio ed ancora aghi in ambra, e una falera in bronzo, che era un ornamento femminile, cucito all’abito. LA CULTURA DOLMENICA ALLA LUCE DI RECENTI SCOPERTE I maggiori archeologi della cultura dolmenica pugliese, che dai primi del secolo ad oggi si sono espressi con ricerche e studi sono: il prof. Michele Gervasio, Angelo Mosso, il Samarelli, il compianto Franco Biancofiore, la dr.ssa Cipolloni Sampò, Francesca Radina, Annamaria Tunzi, il prof. Rodolfo Striccoli, uno dei maggiori per il fenomeno (continua a Pag. 5)


5 - 15 Settembre 2009

STORIA

DOLMEN, 1909-2009: A CENTO ANNI DALLA SCOPERTA Dolmen Masseria Frisari

dolmenico. L’illustre docente e archeologo ha contribuito alle ricerche sui sepolcri di tipo dolmenico, segnalati nei territori di San Magno e di Ruvo, dal prof. Francesco Prelorenzo. In realtà che cosa sono i sepolcri di tipo dolmenico? Se ne contano a centinaia e sono elevazioni di pietre, fissate al suolo, che formano un contorno ellittico, con al centro una cista litica per l’inumazione. La tradizione dolmenica si attarda fino al IV sec. a.C. I dolmen di Bisceglie (sec.XVi – XV a.C.) trovano i presupposti e confronti con la “cultura di Laterza”, che prevedeva inumazioni a sepolture multiple in grotticelle o ipogei. I recenti scavi di Madonna di Loreto (Trinitapoli) e di Terra di Corte (San Ferdinando di Puglia), ad opera dell’archeologa Annamaria Tunzi, contribuiscono a far piena luce sull’ipogeismo, inteso come sede cultuale e successivamente come luoghi di sepolture collettive con più ambienti, a partire dal Protoappenninico. Mai è stato versato sangue di vittime nei dolmen di Bisceglie. RITI E MANIFESTAZIONI CULTUALI NEI DOLMEN DI BISCEGLIE All’epoca dei primi scavi del dolmen Chianca (1910), nel dromos Gervasio rilevava la presenza di un focolare, come elemento cultuale e purificatore, che provocava anche segni di combustione ai corpi. Come è noto il dromos era suddiviso in più cellette di inumazioni (Cfr. anche il dolmen di Giovinazzo), suddivise da lastre verticali di pietra calcarea. Al momento della sepoltura avveniva il rito della rottura intenzionale dell’olla o vaso funerario. Questa considerazione è scaturita dalla notevole quantità di frammenti ceramici,

Maggiore attenzioni riceve il dolmen di Giovinazzo: è recintato, sorvegliato da esperti operatori, è aperto al pubblico con orari di visite, ben conservato ed ha una piccola reception per i turisti. Il dolmen di Albarosa, risalente alla prima metà del II millennio a.C., è senza segnaletica, nascosto tra rovi e lentischi. Il dromos è ripieno di materiali di risulta, per conservare i pochi frammenti di pietra del dromos. Attende da decenni un restauro. L’abate-archeologo Francesco Samarelli resta il maggior scopritore dei dolmen biscegliesi: dolmen Chianca, di Albarosa e di Masseria Frisari.

Dolmen dei Paladini - Corato

Dolmen di San Silvestro - Giovinazzo rinvenuti nei due livelli di scavo del dolmen Chianca e nella parte iniziale del dromos, frammisti a resti umani riesumati e depositati alla rinfusa. Anche nelle ultime ricerche presso il dolmen di Masseria Frisari si sono riscontrati segni di combustione e di cenere. I dolmen biscegliesi sono orientati ad Est. I morti guardavano l’Oriente nel transito verso l’aldilà, La sepoltura in posizione fortemente contratta significava il ritorno nel grembo della Madre Terra. (Nunzia Palmiotti)


6 - 15 Settembre 2009

SCUOLE

C.L.I. “OK”, UN NUOVO MODO DI APPRENDERE LE LINGUE «C

hi conosce una lingua straniera ha una vita in più», parte da una massima di Johann Wolfgang Goethe l’idea del Professor Giulio Gisondi di apportare nella cittadina biscegliese un nuovo modo di imparare le lingue straniere, fondando il Centro Linguistico Internazionale “OK”. Dottore in lingue e letterature straniere, con il massimo dei voti, il Prof. Gisondi ha avuto esperienze di notevole importanza come quella di docente in lingua straniera ad Agen in Francia ed in Messico, con gli insegnamenti presso l’Universidad Autonoma de Aguasacalientes e l’Istituto Tecnologico de Monterrey, l’università privata più prestigiosa dell’intero continente americano. Durante la docenza al T.E.C. de Monterrey il Prof. Gisondi consegue un master in Scienze dell’Educazione, collabora con Alliance Francaise (Organo ufficiale di diffusione delle lingua francese nel mondo) e viene più volte premiato, con voto effettuato dagli alunni, come miglior docente del campus. Sia in Italia che all’estero Gisondi continua delle collaborazioni con scuole di lingua private, finchè non decide di tornare in patria e di fondare il C.L.I. “OK” dando una impronta personalissima alla sua nuova “creatura”. «Quest’idea nasce – esordisce il Prof. Gisondi – soprattutto dalle esperienze dirette fatte all’estero, in Centri Linguistici che sono luoghi ai quali avvicinarsi per ogni tipo di esigenza relazionata con l’aspetto linguistico. Il progetto consiste nella creazione di un Centro Linguistico, che diventi un punto di riferimento per tutti coloro i quali vogliano non solo imparare, migliorare o perfezionare la conoscenza di una lingua straniera, ma anche avvicinarsi ad altri stili di vita e di culture differenti da quella italiana. Nel C.L.I. “OK” si realizzeranno corsi di lingua inglese, francese, spagnola, e tedesca, oltre a corsi di lingua italiana per studenti di altre nazionalità; questo almeno in una prima fase, poiché è nelle mie intenzioni allargare il ventaglio delle opportunità e poter quindi offrire corsi di lingua russa, giapponese, cinese ed araba». I corsi quindi, che partiranno da lunedì 5 Ottobre, saranno aperti a tutti, dai piccini ai più grandi sia a livello individuale che di gruppo. Si cureranno inoltre rapporti con le aziende tramite corsi di lingua mirati alle esigenze lavorative, servizio traduzioni, interpretariato e supporto commerciale all’estero. Inoltre si terranno corsi di preparazione agli esami “Trinity”, “Alliance Francaise” e “Cervantes”. «Aspetto fondamentale del C.L.I. “OK” – riprende Gisondi – sarà la metodologia educativa, che vede nell’utente il centro del rapporto insegnamento-apprendimento; la didattica sarà quindi basata sull’interazione e sulla comunicazione. La grammatica, ad esempio, non verrà mai studiata in maniera astratta e teorica, come purtroppo troppo spesso accade nella scuola pubblica, bensì appresa in maniera indotta e quasi inconsapevole, attraverso l’utilizzo delle corrette espressioni verbali e scritte. L’utilizzo di tecniche didattiche volte a “quitar el miedo al ridiculo”, togliere la paura di essere ridicoli sarà un altro aspetto innovativo; all’inizio di ogni corso tutti gli studenti si

Internet: www.dolmencaffe.com e-Mail: commerciale@dolmencaffe.com

Il nuovo Centro Linguistico Internazionale, fondato dal Prof. Giulio Gisondi, terrà corsi per privati, ma anche per le aziende. impegneranno non solo a dare il meglio di sé stessi ma anche a rispettare gli errori degli altri, perché l’errore, dal punto di vista linguistico è assolutamente propedeutico all’apprendimento». Nelle prime due settimane dalla data di apertura del Centro Linguistico si terranno, in via promozionale, lezioni di gruppo gratuite in una struttura nuova di zecca, accogliente e priva di barriere architettoniche. Il C.L.I. “OK” si trova in Via Martiri di via Fani 42, interno 11 (all’interno della cooperativa Umanitas). Per info contattare il seguente numero: 347 67 42 201 o scrivere alla e-mail: info@cliok.it

LAUREA Nel corso del mese di Agosto 2009 si è brillantemente laureata la sig.rina Maria Grazia SPINA, figlia del socio Donato, in: Scienze della Comunicazione, presso l’Università degli Studi di Macerata, discutendo la tesi dal titolo: Semiotica della Fotografia” relatore la Prof.ssa Gianna Angelini, conseguendo la votazione di 108/110 . Giungano, pertanto, alla neo dottoressa gli auguri più sinceri da parte di tutta l’ Associazione Nazionale Marinai d’Italia - Gruppo Sc. S. Cognetti MBVM - Bisceglie. A.N.M.I. - IL PRESIDENTE (geom. Vincenzo Di Bitonto)

Il Caffè Caffè,, questo sconosciuto

"Tre-quattro tazzine al giorno tolgono il medico di torno". Sempre più studi mettono infatti in risalto la funzione protettiva della caffeina sull'insorgenza di alcuni tumori, principalmente quelli dell'apparato digerente. Inoltre il consumo moderato non è negativo per l'organismo in relazione alle malattie cardiovascolari, epatiche e intestinali. Le ricerche più recenti non solo escludono i rischi nel consumo di caffè ma, attribuendo ad esso alcune azioni protettive per la salute, possono addirittura farci azzardare che consumare caffè può migliorare la salute. Gli effetti positivi del caffè sulla salute del fegato, su alcuni tumori e su molte funzioni fisiologiche dell’uomo sono noti già da tempo. A queste evidenze si aggiungono oggi i risultati dei recenti studi, che evidenziano una forte azione preventiva e protettiva del caffè nei confronti del diabete e della malattia di Parkinson. Un recente studio sostiene, addirittura, che il consumo moderato di caffè si associa ad un ridotto rischio di mortalità.

Tel.-Fax: 080.3968134 - 338.7512494


LETTERE

7 - 15 Settembre 2009

PROSPETTIVE CULTURALI DEL “DOPO” MEDITERRARTE Direttore carissimo,

innanzitutto mi preme ringraziarti per avermi concesso, ormai per il secondo anno consecutivo, il privilegio di far parte della giuria di MediterrArte; nel contempo, desidero cogliere l’occasione per rendere partecipe te e, se credi, i tuoi Lettori, di alcune brevi considerazioni sull’evento. Credo che la manifestazione sia attualmente la sola, nel novero delle molto presunte attività culturali della città, che possa non solo candidarsi ad essere ritenuta tale, cioè attività culturale, ma che anche sappia donare a Bisceglie una qualche seria prospettiva ed un qualche apprezzabile ritorno: un accadimento virtuoso, insomma, e di spessore, del tipo delle indimenticate e (per incapacità) irreplicate edizioni di “Intra Moenia”. Nel campo della pittura, peraltro, Bisceglie può vantare interessanti credenziali; ha dato per esempio i natali a due Artisti che, in epoche diverse, hanno raggiunto una certa fama e mi riferisco a Cesare Fracanzano (Bisceglie, 1 6 0 5 - ( C o n ve r s a n o ? ) , 1 6 5 1 ) e d a Leonardo De Mango (Bisceglie, 1843 Costantinopoli, 1930), del quale ricordiamo le recenti celebrazioni internazionali, fra Istanbul e Bari, n e l l ’a m b i t o d e l l e q u a l i e m e r s e r o l’impegno prezioso dei nostri Piero Consiglio, Giacinto La Notte e della

formidabile Bianca Consiglio e l’assoluta latitanza del Comune di B i s c e g l i e ( a l l ’e p o c a i n o s t r i amministratori erano ammaliati da ben altri “fronti” mediorientali). Molti altri artisti hanno legato o legano il loro nome o la loro storia a MediterrArte e a Bisceglie; Piero Di Terlizzi e Paolo Ricchiuti sono già stati, fra l’altro, componenti della giuria e voglio scommettere che sentiremo prima o poi cose bellissime di Tony Cassanelli (scultore) o di Giuseppe Colangelo ( a n c h e q u e s t ’a n n o p r e s e n t e a MediterrArte con una delle più belle opere in concorso); ma consentimi di non andare oltre nelle citazioni e di limitarmi a quelle che strettamente attengono al mio gusto personale. L’interesse che oggi le autorità municipali hanno ampiamente inteso proclamare nei confronti di MediterrArte possono forse essere veicolate verso progetti di più ampio respiro e risonanza; se, per esempio, il nostro assessorato alla Cultura (ammesso che ce ne sia uno) predisponesse una congrua somma in denaro per i vincitori (e magari anche per i segnalati) delle prossime edizioni, si potrebbe agevolmente introdurre nel regolamento del concorso l’obbligo, per i premiati, di lasciare a Bisceglie le opere vincitrici; tale patrimonio, nel tempo, potrebbe consentire di istituire una Gal-

leria Civica di Arte Contemporanea. Magari da intitolare al De Mango. Cosicché, allargando gli orizzonti della fruizione culturale della città e potenziando e vitalizzando a regime realtà già esistenti come lo splendido Museo Diocesano, il Museo Civico Archeologico, oggi colpevolmente comatoso al pari della Biblioteca Comunale con il suo Archivio Storico, il Teatro Comunale (cosa si aspetta ad intitolarlo a Mauro Giuliani?), ponendo un’attenzione che non sia solo di facciata al patrimonio architettonico e paesaggistico, conosciuto ed apprezzato ovunque eccetto che dagli “indigeni”, Bisceglie avrebbe tutti i titoli per non sfigurare nella rete meravigliosa e magica dei castelli, delle cattedrali, delle aree archeologiche, dei palazzi, dei teatri, delle ville, delle chiese, dei casali, delle masserie e di quant’altro affolla, come luci di firmamento, un territorio che, non a torto, ai tempi dei Grand Tours, intellettuali di mezza Europa hanno unanimemente riconosciuto come “il regno più bello del mondo”. Sempre che un Assessore alla Cultura esista. E che intenda affrancarsi da sagre di alici e di cozze pelose. Con i migliori auspici per il futuro di MediterrArte e con la stima di sempre.

Gianfrancesco Todisco

CULTURA E COZZE PELOSE POSSONO ANCHE CONVIVERE, MA... Carissimo Gianfrancesco,

le tue parole hanno l’effetto di una doccia ristoratrice, dopo le fatiche estive di MediterrArte; ma inducono ad una serie di riflessioni che cercherò di condensare in poche righe: ben altro spazio meriterebbero. Accostare MediterrArte ad Intra Moenia mi onora, ma sai benissimo che resto con i piedi per terra: ben altri sforzi organizzativi e ben altre collaborazioni occorrono per un evento su di un’area vasta che non sia la “solita” Santa Croce. Tuttavia è al lavoro di Piero Consiglio, di Giacinto La Notte e di altri illustri amici che mi sono ispirato quando ho dato vita a “Bisceglie Host”. Verso di loro serbo un debito di gratitudine per l’incoraggiamento che mi hanno sempre manifestato. MediterrArte ha rappresentato il “grimaldello” per accedere a ben altri progetti, a ben altre collaborazioni che, partendo dal contributo di esperienza di artisti biscegliesi, volge sempre di più lo sguardo alla realtà nazionale, e presto ne avrai maggiore contezza: anche un lungo viaggio comincia col primo passo. Guardare al di là della “siepe”, o gettare il cuore oltre di essa non è

l’occasione per soddisfare una mia personale ambizione: avrai avuto modo di constatare che il protagonismo non mi interessa; anzi, la mia più grande soddisfazione è vedere crescere i miei collaboratori. Salvo, poi, constatare che qualcuno di essi ti volta le spalle, se non peggio: pazienza! Aprire a realtà extra moenia significa offrire ai nostri artisti un’occasione in più per confrontarsi, crescere, essere conosciuti da un pubblico più vasto. A questo segue l’indotto virtuoso in favore della Città e del suo ambito economico e sociale. Lo capiranno? Oltre a MediterrArte siamo impegnati nella promozione dell’artigianato tessile di pregio: un impegno che a Bisceglie fa storcere il naso a qualcuno, ma che in ambiti fieristici nazionali ed internazionali sta riscuotendo notevoli apprezzamenti. E fa specie constatare come, in quegli ambiti, abbiamo verificato che moltissima gente non sa dove si trovi Bisceglie: ti parlo di toscani, umbri, laziali, romagnoli, lombardi, ecc. Ed ogni volta il pensiero corre al filoislamismo di qualche anno addietro, alle sagre della focaccia e delle cozze pelose dei giorni nostri, o alle passerelle alla

B.I.T. di Milano: a cosa è servito spendere tante risorse se poi a Città della Pieve non sanno se Bisceglie ha il mare?... Galleria Civica. Nel regolamento di MediterrArte 2007 (I edizione), ricordo di aver previsto che il vincitore avrebbe dovuto lasciare in dono la propria opera. Ma ho dovuto fare retromarcia, perchè non me la sono sentita di far finire opere pregevoli in qualche scantinato del Comune in preda all’umidità ed all’incuria. Dove sono gli spazi? Teatro: la mia convinta fede Borbonica mi induce ad associarmi alla tua proposta di dedicare il teatro a Giuliani, cancellando il nome del massone nizzardo. Ho chiesto anche ufficialmente di cancellare il nome dell’assassino Cialdini... Noi avevamo il “Regno più bello del mondo”, ed anche più ricco, perchè un sovrano illuminato, Carlo III di Borbone, così lo volle, rivoluzionando innanzitutto l’apparato burocratico ed amministrativo, col sostegno del Popolo. Il nostro Popolo sarà in grado di chiedere alla Politica occasioni di progresso anzichè privilegi? Con affetto, Salvatore Valentino


8 - 15 Settembre 2009 Bollettino Informativo a cura dell'Ufficio Stampa dell'Associazione Commercianti O VIII - N. 1 7/2009 BISCEGLIE - ANN NO 17 w w w. c o n f c o m m e r c i o b i s c e g l i e . i t

AL VIA I LAVORI ALLA “PIAZZA DEL PESCE”. VENDITA PROVVISORIA AL PARCO MISERICORDIA A

pochi giorni dall’inizio dei lavori per la sistemazione del mercato di corso Umberto ( la “piazza del pesce”) con nuove pavimentazioni, bagni, impianti elettrici e idrici, per un importo di circa 400 mila euro, la Confcommercio, il Consorzio Mercatincittà e le altre Associazioni di Categoria, a nome degli operatori, esprimono il plauso e il ringraziamento all’Amministrazione Comunale per aver dato priorità agli interventi per il rilancio delle attività produttive e commerciali cittadine: si avviano infatti a cantierizzazione opere di manutenzione dei tre mercati storici cittadini abbandonati per tanti anni ad un degrado sempre crescente, il mercato in Viale Calace quello Ortofrutticolo in Via Garibaldi e la “Piazza del Pesce” in Corso Umberto per un investimento totale di oltre 1 milione di euro. I lavori sul mercato di corso Umberto elimineranno il degrado igienico, i disagi e i pericoli consentendo agli operatori e ai cittadini di usufruire di quell’area commerciale in maniera più adeguata e conferendo maggiore decoro all’intero quartiere. L’Amministrazione Comunale e gli operatori, al fine di non sospendere l’attività , hanno condiviso la soluzione di trasferire provvisoriamente la vendita dei prodotti ittici e ortofrutticoli, durante il periodo di esecuzione dei lavori, nel Parco della Misericordia che, comunque, continuerà ad essere utilizzabile dall’intera cittadinanza.

CONFCOMMERCIO ENTRA NELLE “RETI AMICHE” Siglato un protocollo d'intesa tra la Confederazione ed il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione. Confcommercio promuoverà presso il sistema delle imprese l’erogazione di servizi della P.A. a dipendenti, imprese e clienticittadini. Il ministro per la Pubblica Amministrazione e l ’ I n n o va z i o n e , R e n a t o B r u n e t t a , e i l p r e s i d e n t e d i Confcommercio-Imprese per l’Italia, Carlo Sangalli, hanno firmato nel Palazzo dei Giureconsulti di Milano il protocollo d’intesa su “Reti Amiche”, l’iniziativa promossa dal Ministero per agevolare l’erogazione dei servizi pubblici ai cittadini e ridurne i tempi di attesa. Confcommercio promuoverà presso il sistema delle imprese l’erogazione di servizi della Pubblica Amministrazione ai dipendenti, alle imprese ed ai clienti-cittadini tramite punti di accesso posizionati all’interno delle aziende commerciali, turistiche e dei servizi. Ciò consentirà a dipendenti e cittadini di fruire dei servizi della PA evitando code agli sportelli e richieste di permessi al proprio datore di lavoro. Le postazioni messe a disposizione dalle aziende saranno posizionate in luoghi di facile accessibilità. I link ai servizi, da quelli forniti dall’Inps a quelli dei Comuni e delle Asl, saranno resi disponibili dagli enti e dalle amministrazioni locali. Sono previste anche bacheche elettroniche per informare sulle attività territoriali (cultura, manifestazioni, modalità di iscrizione o prenotazione a scuole ed asili, eccetera). Il protocollo d’intesa apre la strada a successivi accordi con le imprese associate alla Confederazione.

REGISTRO NAZIONALE PILE: SCADENZA PROROGATA AL 18 SETTEMBRE E'

stata prorogata al 18 settembre la scadenza per l’iscrizione al Registro nazionale dei produttori di pile ed accumulatori, tenuto dalla Camera di Commercio su incarico del Ministero dell'Ambiente. Dal 25 maggio u.s. è operativo il Registro telematico dei produttori di pile e accumulatori, previsto dal Decreto Legislativo 20 novembre 2008, n. 188, che ha dato attuazione la Direttiva n. 2006/66/CE del Parlamento europeo e del Consiglio. Le Camere di Commercio gestiranno la procedura di iscrizione al nuovo Registro integralmente per via telematica - mediante uso della firma digitale - attraverso un'apposita applicazione, analogamente a quanto avviene per i RAEE, accessibile tramite il portale www.impresa.gov.it. Tutte le informazioni sulla normativa di riferimento e le modalità di funzionamento del Registro sono disponibili all'indirizzo www.registropile.it; è inoltre attivo un servizio di assistenza telematica per le imprese attraverso la casella di posta elettronica info@registropile.it. Tutti i soggetti obbligati, ovvero ogni azienda (importatrice) che immetta sul mercato nazionale per la prima volta a qualsiasi titolo pile o accumulatori, compresi quelli incorporati in apparecchi o veicoli, a prescindere dalla tecnica di vendita utilizzata, dovranno accedere al Registro per l'iscrizione. Come da D.Lgs. 188/08, la scadenza per l'iscrizione al Registro nazionale dei soggetti tenuti al finanziamento dei sistemi di gestione dei rifiuti di pile e accumulatori resta fissata per il 18 giugno 2009, poiché tale iscrizione non è subordinata all'adozione del decreto sulle tariffe previsto dall'articolo 27 comma 5 del Dlgs 188/2008. Al termine dell'iscrizione, a ciascun produttore sarà rilasciato un numero di iscrizione che dovrà essere dallo stesso riportato, entro i successivi 30 giorni, in tutti i documenti di trasporto e nelle fatture commerciali. All'interno del Registro è inoltre prevista una sezione alla quale dovranno iscriversi nei medesimi termini i sistemi collettivi istituiti per il finanziamento della gestione dei rifiuti di pile e accumulatori.

ORTOFRUTTICOLI FRESCHI: LE NUOVE NORME Il regolamento (CE) n. 1580/2007, come da ultimo modificato dal regolamento (CE) n. 1221/2008, ha deregolamentato sostanzialmente la normativa comunitaria concernente le norme di commercializzazione degli ortofrutticoli freschi e i relativi controlli di conformità, riducendo sensibilmente il numero di prodotti sottoposti a norma di commercializzazione specifica. La nuova normativa comunitaria è in vigore al 1° luglio. A sostegno di tale richiesta, era stato sottolineato più volte l’esempio della Francia che ha una banca dati con 1.200 aziende iscritte mentre la banca dati italiana è arrivata ad elencare ben 45.000 aziende. Il fatturato del 95% di queste ultime non ha alcun rilievo di natuta statistica od operativa. Si è perduta quindi – a nostro avviso - un’occasione importante per snellire il sistema da inutili formalità burocratiche, ridurne i costi di gestione, evitare le sanzioni che hanno colpito i nostri operatori, non tanto per il mancato rispetto dell’indicazione della qualità dei prodotti ortofrutticoli (qualità extra, prima o seconda categoria) quanto per gli aspetti formali e burocratici relativi soprattutto alla mancata iscrizione od al la mancata cancellazione dalla banca dati.


9 - 15 Settembre 2009

DIBATTITO

I PURISTI DELLA CONSERVAZIONE dell’arch. Bartolo Di Pierro

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el titolo li ho definiti “puristi” ma forse è più corretto definirli “romantici” (sostantivo etimologicamente derivante, secondo alcuni, da “Roma antiqua”), così come più corretto sarebbe passare dalla terza alla prima persona plurale perché tra questi romantici della conservazione, per sensibilità, ci sono anch’io. Amiamo i ruderi, questo è il nostro difetto ma li amiamo perché? Perché siamo affetti da anomali allucinazioni sensitive per cui, ogni volta che ci troviamo di fronte ad un cumulo di conci di pietra, ci accade che, come al bambino protagonista del film “Sesto senso”, ci appaiano i fantasmi degli uomini che quelle pietre le hanno lavorate, montate, abitate, curate e questi fantasmi ci implorano piangenti ripetendo ogni volta la stessa frase : «E’ ciò che rimane della nostra passata esistenza. Abbiate pietà della nostra memoria!». Amiamo i ruderi perché crediamo idiotamente che la storia serva alla vita e che la memoria ci possa aiutare a trovare la migliore strada del futuro. Amiamo i ruderi perché crediamo poco ad un’altra vita nell’aldilà e quindi ci proteggiamo dal terrore dell’oblio illudendoci che si possa continuare a vivere dopo la morte nella testimonianza delle nostre opere. I ruderi sono perciò per noi sacri e a nostro modo mistici; ci testimoniano da un lato la precaria transitorietà della nostra esistenza e dall’altro esprimono la forza duratura della nostra azione costruttiva, del nostro “fare” poetico, forza capace di sfondare il muro della morte e del tempo. Per questa loro illusoria funzione di portatori di “memorie di vita” i ruderi sono per noi inviolabili e preferiremmo vederli distrutti piuttosto che modificati ed alterati. Accanto a questo sentire malato convive però in me la natura di architetto, l’uomo che vive e ama il proprio tempo, l’uomo che guarda e getta ponti (pro-jectum) verso il futuro, l’uomo che virilmente vuol dare ordine al caos. L’architetto che è in me, che pur ama il passato, si rende conto che nella complessità della società contemporanea, caratterizzata da un vertiginoso dinamismo e da rapide trasformazioni, dominata dal culto e dalla forza dell’immagine, condizionata dalla forza dei comportamenti di massa, in questa società, dicevo, l’integralismo conservativo, se non vorrà diventare controproducente a se stesso, dovrà essere capace di mediare le sue posizioni. Nella società dei lifting, della chirurgia estetica e del fotoritocco sarà sempre più difficile riuscire a comunicare che il Tempo ha il diritto di lasciare i suoi segni e che il Vecchio è meglio del Falso. Allo stesso modo sarà sempre più difficile impedire che le dinamiche urbane distruggano il nostro patrimonio storico-architettonico se, per istinto romantico, continueremo a fare gli schizzinosi sulle

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proposte di integrazione fra antico e moderno, rendendo di fatto gli immobili storici degli ingombranti souvenir che asfissiano la città. Occorrerà perciò trovare una strada della conservazione che, senza essere passatista ma allo stesso tempo senza sacrificare i principi di fondo, sappia coniugarsi con la realtà del proprio tempo. Io credo che questo lo si possa fare abbandonando le pretese che ogni ambiente storico venga trasformato in un contenitore culturale o in museo, accettando i meno ortodossi ma più produttivi riusi funzionali dei beni architettonici che la società moderna ci offre, concentrando le forze critiche, piuttosto che sulla snobistica valutazione della presunta “nobiltà” della futura destinazione, sulla lotta per l’affermazione, negli interventi di restauro, dei principi interdipendenti di “verità e reversibilità”. Per principio di verità intendo: pretendere che ogni intervento su un bene storico-architettonico in cattivo stato di conservazione, fermo restando l’inviolabilità di ciò che è rimasto, attui eventuali ricostruzioni o ristrutturazioni funzionali non con forme, linguaggi e materiali pseudotradizionali, tanto cari alla Sovrintendenza (vedi il modo in cui è stata ricostruita una delle torri del nostro castello), ma con forme, linguaggi e materiali della contemporaneità in modo che sia chiaramente distinguibile ciò che è ricostruito da ciò che è originale. Contestuale e condizionante questi interventi di ricostruzione dovrà essere la loro capacità di essere reversibili. Cosa intendo? La capacità di qualsiasi intervento ricostruttivo, effettuato su qualsivoglia bene storicoarchitettonico, di poter essere in qualsiasi momento smontato con facilità (e non demolito) riportando lo stato dei ruderi a com’era prima dell’ intervento, senza danneggiamento alcuno. Questo è possibile prediligendo tecnologie del tipo “a secco” cioè con limitato uso di malte, conglomerati e calcestruzzo. Si tratta di utilizzare strutture in materiali fissabili con viti, bulloni o incastri quali acciaio, legno, alluminio, rame, vetro. Non dico niente di nuovo, fa tutto parte dei fondamenti della teoria del restauro, ma la Sovrintendenza mi sembra un po’ disattenta a questa duplice esigenza di “verità e reversibilità”. Ci pensino a ricordarglielo allora i puristi…, pardon,… noi romantici della conservazione.


10 - 15 Settembre 2009

ECONOMIA

L’ARTIGIANATO TESSILE BISCEGLIESE SONDA NUOVI MERCATI INTERNAZIONALI L’ESPERIENZA DELLA “DOMUS”, PRESENTE IN TUNISIA DAL 9 AL 13 DICEMBRE, DOVE ANDRA’ IN SCENA IL “MADE IN ITALY”.

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aparbietà, voglia di superare la crisi che attanaglia i mercati mondiali, desiderio di garantire i livelli occupazionali: queste le linee direttrici su cui si sta muovendo da alcuni anni una piccola impresa tessile biscegliese, la “Domus”. Con venti dipendenti ed una struttura consolidata in anni di esperienza, la Domus ha dapprima saggiato i mercati mediorientali di lusso: Emirati Arabi, Dubai le “teste di ponte” su cui creare una fitta rete di rapporti commerciali. Poi è stata la volta dei Paesi balcanici e dell’Unione Russa dove si è lavorato alla costruzione di una rete di vendita. Oggi il titolare della “Domus”, Franco Antonino, con orgoglio tira le somme positive della sua “controffensiva” commerciale ed annuncia la prossima partecipazione in Tunisia ad un workshop del Made in Italy nel Paese nordafricano. Domus rappresenta, a detta del suo titolare, una realtà produttiva che gode di buona salute, rispetto ad un periodo di crisi dei mercati nazionali ed internazionali: nessun dipendente in cassa integrazione, anzi spesso è costretto a ricorrere a straordinari per far fronte agli ordinativi. «Non è stato facile essere presenti in Paesi dei quali non si conosceva la capacità di assorbimento della produzione – dichiara Antonino -, ma dai primi positivi riscontri in Paesi ricchi come quelli del Golfo Persico, che richiedono prodotti di alta qualità, ci ha incoraggiati a solcare i mercati di nazioni dall’economia emergente. Pur non trascurando la quota di assorbimento del mercato nazionale, tutti i nostri sforzi sono concentrati a soddisfare le richieste di Grecia, Russia, Dagiscan dove con notevole impegno abbiamo cercato a trovato intermediari di vendita, ed oggi sono soddisfatto per i risultati conseguiti». La recente presenza nel mercato nordafricano inorgoglisce l’imprenditore biscegliese che, pur

non nascondendo le incognite che questo presenta sotto l’aspetto della capacità ricettiva, si dichiara fortemente motivato nell’affermare la capacità di marketing messa in campo dalla sua azienda. «In collaborazione con l’A.I.C.A.I. – continua Franco Antonino – parteciperemo, dal 9 al 13 dicembre prossimi, ad un workshop nell’ambito della rassegna “La settimana del made in Italy in Tunisia”, insieme ad altre aziende pugliesi del settore “casa-arredo”. Anche se si tratta di un mercato difficile e poco conosciuto, ritengo positivo l’apporto dello Stato nel sostenere l’espansione delle nostre aziende sui mercati internazionali. Ma il mio pensiero va a tutte le nostre aziende, alle quali lancio un messaggio affinchè siano in grado di associarsi, per utilizzare al meglio gli aiuti dello Stato, per poter guardare con fiducia al futuro, forti delle proprie esperienze, ma anche dei propri errori». (S.V.)

SETTEMBRE, RIAPRE LA BIBLIOTECA “DON MICHELE CAFAGNA” 14

Settembre 2009. In concomitanza della riapertura delle scuole, è partita anche la nuova stagione della Biblioteca “Don Michele Cafagna”, pronta ad accogliere gli utenti dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19 e il sabato dalle 9 alle 12. Per chi non conoscesse ancora questa realtà, la Biblioteca è ubicata precisamente sotto la chiesa di Santa Caterina; si accede dalla porta laterale a destra, si scendono delle scale (i disabili possono utilizzare l’ascensore della chiesa) e ci si ritrova in un ampio ed accogliente salone con tavoli da studio al centro e librerie lungo il perimetro. Muovendovi verso sinistra, avrete la possibilità di consultare la Gazzetta del Mezzogiorno, le testate locali, Focus ed alcuni periodici religiosi, tutti disposti in bella vista sul bancone del bibliotecario. La Biblioteca dispone anche di un ricco archivio relativamente a molti giornali sopra citati. Passeggiando ancora, si può notare la presenza di un angolo con 2 postazioni internet, un salottino creato per la consultazione in sede di libri e giornali e un angolo svago in cui i bambini possono trovare giochi, puzzles e fumetti liberamente utilizzabili. Volgendo l’attenzione sul contenuto delle librerie, ci si accorge che sono presenti tutti i generi letterari (romanzi, narrativa per bambini/ragazzi, saggi su vari argomenti, classici, storia, arte/ musica, viaggi, religione, storia locale) ma anche enciclopedie riguardanti diverse tematiche e libri di recentissima uscita (basta ricordare “Uomini che odiano le donne” di S. Larsson, “Il gioco dell’angelo” di C. R. Zafon e il premio strega 2009 “Stabat Mater” di T. Scarpa). C’è anche una videoteca, un angolo ristoro (caffè, tè, merendine,…), una postazione per la videoscrittura e persino la possibilità di giocare a scacchi!. Ma non è finita qui: dirigendovi

verso l’uscita, troverete l’angolo Prendi e Porta via, comprendente tanti libri di vario genere che possono essere presi liberamente e portati a casa. Insomma una Biblioteca giovane (ha solo 2 anni di età), moderna e ricca di servizi offerti ai propri utenti, una realtà che cresce e che intraprende iniziative. L’ultima in ordine di tempo è la convenzione firmata con la Libreria Marconi (via Marconi,1) e il negozio d’informatica Sud Computer.it (via S. Cosmai, 33) che offre sconti vantaggiosi per chi si presenta munito di tesserino rinnovato della Biblioteca presso i due punti vendita. Il successo della Biblioteca, ormai punto di riferimento culturale per la città di Bisceglie, è frutto della passione e della dedizione del parroco Don Michele Barbaro e dei giovani volontari, che nonostante gli impegni universitari e lavorativi, dedicano tempo e mettono in campo idee per la Biblioteca. La nuova stagione parte con Francesco, Florinda, Luca, Angela, Sergio, Lucrezia, Giovanni, Luana, Enrico ed Andrea, ma tutti possono diventare volontari in Biblioteca: basta avere 18 anni e qualche ora libera durante la settimana. Gli interessati possono inviare la propria candidatura all’indirizzo email biblio@parrocchiasantacaterinabisceglie.it. (Luca La Notte)


11 - 15 Settembre 2009

ECONOMIA

MERLETTO A TOMBOLO DI BISCEGLIE, LA CREATIVITA’ PUGLIESE IN UMBRIA SODDISFACENTE PARTECIPAZIONE DELL’ARTIGIANATO DI PREGIO BISCEGLIESE ALL’XI MOSTRA NAZIONALE DEL RICAMO E DEL TESSUTO DI VALTOPINA (PERUGIA)

E’

ormai divenuta d’obbligo, negli eventi fieristici nazionali, la presenza dell’artigianato biscegliese che esprime tutta la raffinatezza delle creazioni derivanti da un’arte antica: quella del Merletto a Tombolo, un tempo molto praticato nella nostra Città. Dopo le recenti esaltanti esperienze di Bari con ArtisticaMente, di Firenze con Artex e di Parma con “Italia Invita”, grazie anche all’importante sostegno offerto dalla rivista nazionale “Ricamo Italiano” diretta dall’arch. Elio Michelotti, che nel marzo scorso le ha dedicato uno speciale di due pagine, la Scuola di Merletto a Tombolo di Bisceglie, guidata da Maria Carmela Todisco, ha ben figurato a Valtopina (Perugia) nell’ambito dell’XI edizione della Mostra Nazionale del Ricamo e del Tessuto “Filo-Filo”, rappresentando la Puglia. Valtopina rappresenta ormai un richiamo importante, sia per le scuole di ricamo di tutta Italia, sia per le aziende produttrici di filati ed accessori per l’artigianato tessile che non mancano a questa kermesse annuale, punto di incontro di culture e tradizioni diverse, accomunate dal desiderio di divulgare il meglio dell’artigianato tessile delle varie regioni italiane. Tre giorni d’ esposizione, dal 4 al 6 settembre; oltre settanta fra ricamatrici e scuole di ricamo fra le più rinomate; quasi tutte le Regioni rappresentate dal Friuli alla Sicilia; oltre tremila visitatori nella sola domenica 6 settembre: questi i numeri di “Filo-filo” edizione 2009, arricchita dal convegno sull’Arazzo di Bayeux, coordinato dal prof. Antonio Verna, dell’Università di Toronto, e dai proff. Paolo Peri e Rosanna Marsico. Di particolare interesse il Defilè d’abiti d’epoca e di ricamo, allestito nel piccolo centro umbro, che ha richiamato centinaia di ospiti nella serata di venerdì 4 settembre. Un evento impreziosito dalla Mostra permanente del Ricamo e del Tessile, presso il Palazzo Comunale, e dalla Mostra, curata da Maria Bissacco, “Il Merletto Creativo: il piacere e l’effimero” che ha proposto interessanti creazioni italiane e francesi di particolare raffinatezza. Ospite d’onore dell’edizione 2009 la Regione Sardegna, presente con un gruppo in abiti tradizionali sardi, che hanno offerto ai visitatori un momento di convivialità con canti e degustazione di prodotti tipici. Senza dubbio in questo pittoresco centro della Valle Umbra non manca la vivacità, l’impegno e la costanza nel proporre occasioni di scambio e di incontro: un impegno riconosciuto anche a livello istituzionale, attesa la presenza del Sindaco di Valtopina, Giuseppe Mariucci, e dell’assessore regionale alla Cultura, Silvano Rometti, la cui presenza ha giustamente gratificato gli sforzi organizzativi messi in campo dalla Pro Loco e diretti con competenza dalla prof.ssa Maria Mancini. Da questa esperienza in terra umbra la Scuola di Merletto a Tombolo di Bisceglie esce particolarmente gratificata, sia dall’attenzione e dagli apprezzamenti ricevuti dalle scuole di altre regioni, sia dalle richieste di collaborazione che da queste continuano a pervenire allo scopo di organizzare nuove opportunità di incontro e scambio culturale. Questa ennesima occasione espositiva ha definitivamente sancito l’ingresso di Bisceglie nel novero delle città italiane detentrici della tradizione del ricamo, in tutte le sue forme e tecniche: con soddisfazione della maestra Todisco, il nuovo sito www.tombolodibisceglie.ning.com sta diventando punto di incontro di numerose ricamatrici e semplici appassionate di ricamo, che quotidianamente chiedono ed

Nella foto grande: signore visitano lo stand della Scuola di Merletto a Tombolo di Bisceglie. In basso a sinistra: Maria Mancini, l’assessore regionale alla Cultura dell’Umbria, Silvano Rometti ed il Sindaco di Valtopina, Giuseppe Mariucci. In basso a destra: giovani in costume tradizionale sardo. offrono amicizia, consigli e propongono le variegate lavorazioni che sempre più si vanno conquistando il rango di “opere d’arte”. Infatti, pur senza trascurare il tradizionale impego nella biancheria da casa, il Merletto a Tombolo si propone quale componente di pregio, utile ad arricchire sempre nuove proposte nell’oggettistica, negli articoli da regalo fino a sconfinare piacevolmente nel settore dei “preziosi” attraverso nuove ed originali creazioni.

A SETTEMBRE RIAPRE LA SCUOLA DI MERLETTO A TOMBOLO DI BISCEGLIE

Info: 3 2 8 . 4 1 7 6 9 4 7 E-Mail: todisco.mariacarmela@libero.it Internet: www.tombolodibisceglie.ning.com


12 - 15 Settembre 2009

C H I E S A

FRATERNITA’ “SAN PIO X”, INTERVISTA A MONS. FELLAY: «BENEDETTO XVI E’ PERSONA INTEGRA» (Seconda parte) Monsignor Williamson è un problema? «È un problema totalmente marginale. Quello che lui ha detto non ha niente a che vedere con la crisi della chiesa, con il problema di fondo che noi trattiamo da 30 anni dopo il Concilio, è una questione storica. La questione di sapere quanti e come gli ebrei sono morti non è una questione di fede, neanche una questione religiosa, è una questione storica. Ovviamente sono convinto che lui non abbia trattato questo tema come avrebbe dovuto e prendiamo le distanze. Ma sulle posizioni religiose della Fraternità rispetto al Concilio non vedo nessun problema con Williamson». Williamson dice che il Concilio è una 'torta avvelenata' da buttare nella 'pattumiera'. Non le sembra una frase un po' forte? Lei è d'accordo? «È una frase polemica, ma non le condanno. Tante dichiarazioni oggi sono fatte in chiave polemica, è una provocazione per tentare di far riflettere la gente. Direi il concetto in un altro modo, ma non lo so se non sono d'accordo. Direi il concetto in un altro modo, direi che dobbiamo superare il Concilio per ritornare a quello che la chiesa ha sempre insegnato e di cui la chiesa non può separarsi e a un certo momento dovremo superare il Concilio che si è voluto pastorale ma non dottrinale. Che ha voluto occuparsi della situazione contingente della chiesa. Ma le cose cambiano e tante cose nel Concilio sono già superate». Il vescovo Williamson aveva promesso di rimanere in silenzio e continua a parlare: verrà sanzionato? se continua a sostenere che non è possibile un compromesso con Roma sul Concilio, verrà espluso? « N o n è ve r o c h e Wi l l i a m s o n p a r l a s p e s s o . È rarissimo...una volta ha detto qualcosa...e poi non gli abbiamo chiesto di tacere su tutte le cose. Il campo su cui gli abbiamo chiesto il silenzio era molto limitato. La sua è stata un'uscita momentanea. La minimizzo al massimo...è poca roba... al momento non vedo alcuna ragione di espulsione. Dipende da lui, dalle situazioni nelle quali si è messo. Per il momento c'è un processo in corso, ha seriamente danneggiato la reputazione, non immagino adesso niente di più della situazione in cui sta già. Dipenderà da quello che dirà. E' già sufficientemente punito, messo ai margini, senza nessun incarico». E sul Concilio, accetterete il compromesso con Roma? «Non dobbiamo fare alcun compromesso sul Concilio. Non ho nessuna intenzione di fare un compromesso. La verità non sopporta il compromesso. Non vogliamo un compromesso, chiediamo chiarezza sul Concilio». Le recenti ordinazioni dei preti sono state viste come una provocazione: non era meglio evitare, in questo momento delicato? «Non è stata una provocazione. Alcuni vescovi hanno approfittato dell'occasione per gridare alla provocazione. Ma nè per Roma nè per noi è stata una provocazione. È come togliere il respiro a una persona. Noi siamo una società sacerdotale il cui l'obiettivo è formare sacerdoti. E quindi impedire l'atto ultimo di formazione che è l'ordinazione è come impedire a qualcuno di respirare. D'altra parte è stato sempre previsto e abbiamo sempre saputo che revocando la scomunica si è formata una situazione nuova che è migliore della precedente ma non perfetta. Per noi è normale andare avanti con le nostre attività, e quindi anche con le ordinazioni». L'Osservatore Romano ha parlato di Calvino, Michael Jackson, Harry Potter, Oscar Wilde. Cosa ne pensa? Mi chiedo: è veramente il ruolo dell''Osservatore Romano' occuparsi di queste cose? Questa è una prima domanda. E la seconda domanda è: Quello che dicono su queste persone è veramente la cosa giusta? Ho uno sguardo piuttosto critico su queste presentazioni». Pensa che con questo Papa si possa finalmente giungere

Mons. Bernard Fellay con Sua Santità Benedetto XVI

a una conclusione nell'annosa questione dei lefebvriani? «Credo che ci sia certamente una buona speranza. Penso che dobbiamo pregare tanto, sono questioni molto delicate. Sono 40 anni che siamo in questa condizione e non per questioni personali, ma veramente per cose serie che toccano la fede e il futuro della chiesa. Vediamo certamente nel Papa una autentica volontà di volere andare fino in fondo al problema e questo lo accogliamo con tanta soddisfazione. Preghiamo e speriamo che con la grazia del buon Dio arriveremo a qualcosa di buono per la chiesa e per noi». Cosa pensa di Benedetto XVI? «E' una persona integra, che prende la situazione e la vita della chiesa molto seriamente». (Fonte: Apcom e Papa Ratzinger blog)

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13 - 15 Settembre 2009

ASSOCIAZIONI

AVIS BISCEGLIE, AL LAVORO PER LE MANIFESTAZIONI AUTUNNALI Riprende con cadenza più schematica il calendario delle donazioni. Ufficiale, dal 28 Settembre parte il servizio civile per i tre volontari.

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erminato il periodo delle manifestazioni legate all’estate, l’AVIS Bisceglie si riunisce per programmare al meglio gli impegni che la vedranno protagonista nel periodo autunnale. Punto focale della programmazione sarà il 10 Novembre, data ufficiale in cui cinquanta anni fa fu istituita la sezione avisina cittadina. Sarà il momento quindi di unire le forze e cominciare ad organizzare la vita quotidiana di sezione e le attività più importanti, come le giornate di donazione. Una notizia lieta a tal proposito giunge dell’AVIS Nazionale, che ha stabilito in data lunedì 28 Settembre il via ufficiale per il nuovo servizio civile. L’AVIS Bisceglie, al suo terzo progetto approvato in pochi anni in ambito di volontariato, potrà quindi contare su Valeria Losciale, Lucia Venosi ed Antonio Rumma sin dalle prossime settimane, a beneficio di associati o potenziali donatori. Infatti con l’innesto dei tre volontari civili l’ufficio presente nella sede di Via Lamarmora potrà nuovamente restare aperto sia al mattino che nel pomeriggio. Delle tre nuove forze presenti in associazione ne beneficeranno anche le giornate di donazione con la presenza stabile di almeno un volontario durante gli appuntamenti presenti in

calendario. A tal proposito dopo la positiva giornata di donazione di domenica 13 Settembre presso la sezione del PDL di Bisceglie, n e l l ’a m b i t o d e l l a p r i m a f e s t a provinciale del Popolo Delle Libertà, i donatori avisini potranno recarsi per donare Domenica 20 Settembre presso il Centro Raccolte dell’Ospedale Civile di Bisceglie. Tra la altre attività AVIS Bisceglie conferma anche per il periodo autunnale il gemellaggio con alcuni negozi convenzionati. Presentando la tessera di associato alla sezione biscegliese si potranno avere sconti che vanno dal 10% al 30% nelle seguenti attività: Prestige, La Nascente, Salmoiraghi & Viganò, Art & Decò, Naturalmente, Eurotessile, Il Principe del Foro, Aurora Assicurazioni, Pizzeria Borgo Antico, Pizzeria Beverly, Pizzeria La Polveriera, Ottica Di Molfetta e Big Apple. Notizie, curiosità ed informazioni giornaliere da parte di AVIS Bisceglie si potranno leggere o ricevere anche diventando amici di AVIS Bisceglie su Facebook. La pagina telematica avisina conta oltre duecento amicizie a pochi giorni dalla sua iscrizione. Diventate amici di AVIS Bisceglie e vivrete con maggiore partecipazione la vita associativa della grande famiglia avisina. (Gianluca Valente)

UNITRE. GRANCIA, UNA PAGINA DI STORIA VISSUTA DAL VIVO I

l malcontento delle plebi meridionali, divenuto ben presto disperazione, a seguito dell’inglobamento del Regno delle Due Sicilie al Piemonte è quel che narra “La storia bandita”, spettacolo a cui ha assistito l’Unitre durante il primo weekend di Agosto, a conclusione del corso di Storia tenuto durante l’anno accademico 2008/09 dalla prof.ssa Cecilia Martucci. La rappresentazione, a dire il vero, prende spunto dall’ondata di entusiasmo per i principi egalitari e libertari diffusisi a seguito dell’avvento di Napoleone e che portarono alla precaria nascita di diverse repubbliche, compresa quella di Napoli. Immaginare che le plebi meridionali allora (1799) sentissero il desiderio di libertà e successivamente (1860) la voglia di liberarsi dei Borbone per passare sotto il dominio dei Savoia è davvero arduo, anche ripensando ai vari moti insurrezionali falliti proprio perché il popolo (mazzinianamente inteso) era estraneo a tali tematiche. Ciò che la Storia ci racconta è che Garibaldi, nella sua impresa, riuscì a coinvolgere i picciotti siciliani, facendo loro intravedere, una volta conquistato il Regno, la confisca e spartizione dei latifondi tra coloro che le terre le lavoravano. La conquista del Mezzogiorno, invece, fu tutt’altro che la rivoluzione agraria in cui si sperava. Chi si era illuso di ottenere terre e libertà si ritrovò oberato da tasse e impegni civili (servizio di leva obbligatorio, e all’epoca si trattava di otto anni). Come potevano le genti meridionali esultare per il cambio di padrone? Il brigantaggio fu la ribellione più spontanea ad un governo che sentivano estraneo, se non addirittura straniero. E d’altra parte estraneo, straniero ed incomprensibile parve il Meridione ai piemontesi che affrontarono il brigantaggio come un problema di ordine pubblico da risolvere con l’esercito e non certo un problema sociale, quale effettivamente era, anche se i Borbone, da parte loro, cavalcarono questo malcontento nel tentativo disperato di riappropriarsi del territorio. Del bandito Michele Crocco, tradito per gelosia dal compagno Caruso, tratta la rappresentazione che si tiene ogni estate, nei weekend, nel Parco della Grancia a Brindisi Montagna a pochi

chilometri da Potenza. Le plebi contadine che rivivono sulla scena sono quelle lucane, ma stigmatizzano le condizioni generali del Sud di circa centocinquant’anni fa. Singolari sono il luogo e il modo della rappresentazione. In un ampio scenario naturale (25 mila mq.) entrano ed escono 400 attori figuranti, 35 danzatori, 18 cavalieri, 450 costumi (briganti; soldati piemontesi, francesi e repubblicani; bersaglieri; lancieri; popolani; monaci; sanfedisti; gendarmi). Nessuno di colui che è in scena proferisce parola, ma le voci di autentici e collaudati attori e cantanti (Michele Placido, Lina Sastri, Lucio Dalla) raccontano o cantano da fuori campo le vicende che vi vengono rappresentate. Diapositive proiettate sul dorso della montagna completano gli accorgimenti scenici, mentre autentici spari e fuochi d’artificio sottolineano i vari momenti della rappresentazione. Il “palcoscenico” è costituito da un’ampia radura infossata tra monti e scoscendimenti, da cui via via provengono carri trainati da lenti buoi o irrompono soldati e briganti. L’effetto scenico è notevole: la suggestività del luogo, i diversi punti focali in cui l’azione si sviluppa, la varietà di personaggi coinvolgono e trasferiscono in altra epoca gli spettatori. A conclusione della vicenda si assiste alla trasformazione in emigrante del brigante, che ha individuato in tal modo la via della sopravvivenza. Così, la parola più consona da proiettare sul monte a termine dello spettacolo forse era “Lavoro”, piuttosto che “Libertà”. (Anna Consiglio)


14 - 15 Settembre 2009

IN CITTA’

PERSONALE DI LEONARDO STORELLI A SANTA CROCE Inaugurata a Bisceglie il 5 settembre presso il Monastero S. Croce, Via G. Frisari ,3 la mostra di disegni di Leonardo Storelli, organizzata dalla Pro Loco. L’introduzione è stata curata dal presidente della Pro Loco Vincenzo De Feudis e da Luigi Palmiotti, preceduta da un breve saluto del primo cittadino, Avv. Francesco Spina. Il presidente della Pro Loco ha inteso promuovere con il suo staff «la seconda mostra dedicata ad un loro socio, Leonardo Storelli, un grande artista locale, pittore e grafico autodidatta il cui forte legame con la nostra città traspare nella sua personale dei ventotto disegni esposti, frutto di un paziente lavoro e di ricerca sul mondo familiare e reale. Realizzati con la tecnica a matita e matita carbone su carta, focalizzano vari temi: la donna, i bambini che giocano alla guerra, i sogni, le aspirazioni, i desideri, rilevante la sezione dedicata a Bisceglie, come “L’Arco” di via Guarini. Un ‘Arte semplice, graffiante nei contenuti come graffianti sono i tratti di matita che solcano la carta, un tessuto narrativo pittorico, capace ancora di emozionarci». Luigi Palmiotti, a nome dell’Archeoclub d’ Italia, sezione di Bisceglie, e della Delegazione Accademia Tiberina Puglia- Basilicata ha donato a Leonardo Storelli una targa per l’intensa attività artistica. Ha ricordato come l’attività dell’Artista parta dal paesaggio biscegliese con questa mostra sulla grafica per arrivare ai problemi sociali: la violenza sulle donne, la pedofilia, il consumismo, problemi di ampia attualità. L’artista Leonardo Storelli ha evidenziato i problemi sociali che attanagliano il nostro tempo : l’aggressione alla donna, la violenza fisica e morale, la mercificazione del loro corpo, la pace che non esiste, la famiglia strappata, perdendo di vista quei valori

Luigi Palmiotti, Vincenzo De Feudis e Leonardo Storelli. tradizionali di una volta, venuta meno la coesione della famiglia tradizionale per cui a soffrirne sono i figli, oggi si pensa solo all’apparire e non alla sostanza. Tra i suoi quadri segnaliamo alcuni titoli: “L’Africa in fiamme”, “La Maternità” “Il Bullismo” “Miseria e Nobiltà ” Il turpe desiderio” “La famiglia strappata” “La droga” “I Fautori della Pace”, datati tra il 2006 e 2009. L’alto valore espressivo dei contenuti palesano una profonda sensibilità dell’artista, attento alle scottanti tematiche sociali che toccano da vicino le nostre coscienze e risvegliano l’opinione pubblica senza sotterfugi per quelle persone sofferte, scoperte inermi,vittime non protette ed elevate a paradigma di condizioni inaccettabili di fronte alla prepotenza di individualismi egoistici e di lobby di potere. (Violetta Giacomino)

EVENTI CAFE’ PROPONE LA “LOTTA NEL FANGO” P

rima edizione della lotta libera femminile nel fango a Bisceglie, presso la piazzetta di S. Agostino il 30 agosto scorso, organizzata dalla palestra Gim Club point in collaborazione con Eventi Cafè di Rosalba Bassi ed Emi Stola. Cinque le ragazze partecipanti, tra cui Annalisa Liso di Bari, neolaureata campionessa ai terzi Campionati Europei di lotta Sumo, Monica Laudato di Salerno, Irene Cipriani di Milano, Roberta Tommasicchio di Bari, Graziana Pizzimenti di Bisceglie e Rosalba Bassi. La gara è stata arbitrata e condotta da Giulio Valente, Maestro quinto Dan di Judo e scandita dal cronometrista Oliver. Prima di iniziare al cospetto di amici e simpatizzanti, il giudice di gara Giulio Valente ha spiegato alle ragazze il regolamento base, che esclude il ricorso a calci e pugni fra le tecniche di combattimento. Ad accompagnare i combattimenti la selezione musicale del deejay Vito De Gennaro. Le ragazze si sono alternate a turno nei vari round di combattimento. A pari merito al primo posto Rosalba Bassi, contraddistintasi per grinta e Annalisa Liso, la cui esperienza si è subito palesata ponendola in primo piano. L’esercizio libero ha divertito le ragazze che hanno dimostrato sana competizione e vivo agonismo nel pieno del rispetto reciproco e della vera amicizia. Un plauso ad Irene

Cipriani, per la sua forza di carattere, che ha partecipato ai diversi combattimenti, nonostante la scivolata che le ha procurato dolore alla gamba sinistra. A fine gara è giunto l’Assessore alla Pubblica Istruzione, Vittorio Fata , che ha apprezzato il clima di entusiasmo per il tipo di esercizio libero, iniziativa da organizzare in un sito più ampio, fruibile all’attenzione di un pubblico più vasto e dunque da pubblicizzare maggiormente. (Violetta Giacomino)


15 - 15 Settembre 2009

DALL’A.N.C.I. PIENA SOLIDARIETA’ AL SINDACO SPINA

FEDE POPOLARE Da sinistra: Francesco Ventola, la Dott.ssa Dabbicco, Francesco Spina, Michele Lamacchia

In una pubblica riunione presso l’Aula Consiliare sono intervenute la massima autorità istituzionali: i Prefetti delle Province di Bari e Barletta, il Presidente della Provincia Bat, Francesco Ventola. Giunti messaggi di solidarietà dal Presidente nazionale dell’Anci, Sergio Chiamparino, sindaco di Torino.

I

n d i p e n d e n t e m e n t e d a l l ’a p p a r t e n e n z a p o l i t i c a , rappresentanti delle Amministrazioni Comunali di diversi comuni pugliesi, si sono riuniti venerdì 4 settembre, per dare sostegno al sindaco della nostra città, l’Avv. Francesco Spina, al quale nei giorni scorsi è stata recapitata una lettera minatoria accompagnata da un proiettile. Di sicuro un episodio che incide sul concetto di sicurezza della città e le cui cause potrebbero essere legate a mancate risposte alla richieste dei cittadini o a difficoltà economiche. Ma un episodio che non deve indurre a dubitare circa l’impegno costantemente profuso dall’Amministrazione Comunale verso l’intera cittadinanza. Un evento che fa scattare situazioni di malessere, anche in un momento di tranquillità, quale il periodo estivo, e che deve essere inteso non come messaggio indirizzato ad un unico individuo quale il sindaco, ma come atto intimidatorio rivolto all’intera comunità, e che andrebbe, secondo il Vice Prefetto di Bari, dott.ssa D’Abbicco, intervenuta durante l’incontro, subito messo sotto esame. In un telegramma il Presidente dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), Sergio Chiamparino e il Segretario generale, Angelo Rughetti esprimono «la più sentita solidarietà per il vile atto intimidatorio contro un rappresentante delle istituzioni che porta avanti una battaglia a difesa della legalità» e un augurio affinchè l’Amministrazione Comunale di Bisceglie possa riprendere le proprie attività a tutela dei cittadini, in completa libertà, in quanto nessuna intimidazione, di qualunque natura, che abbia fini politici, o che sia semplicemente un atto

criminale, può andare a modificare l’ordinato svolgimento della vita politica della nostra città. All’incontro tenutosi presso l’Aula Consiliare del Comune, erano presenti anche il presidente regionale A.N.C.I., Michele Lamacchia ed il Presidente della neonata provincia Bat, Francesco Ventola, che nel suo intervento ha sottolineato l’importanza della presenza, della partecipazione delle autorità rappresentanti le città appartenenti alla provincia, in quanto è di fondamentale importanza denunciare questi atti intimidatori, al fine di combattere la criminalità attraverso la legalità e la trasparenza. Nel corso della conferenza, il sindaco Francesco Spina ha ripetutamente sottolineato quanto sia possibile accettare opinioni dissimili, a volte subire offese, ma non atti di tale spessore. Non si tratterebbe del primo atto intimidatorio subito durante il suo mandato, perciò il sindaco non mostra alcun timore a riguardo, in quanto «un segno di debolezza dell’Amministrazione si rivelerebbe un segno di debolezza dell’intera città». Durante il suo intervento ha tranquillamente espresso le proprie opinioni riguardo l’accaduto, assicurando che questo non può in alcun modo andare ad alterare lo svolgimento della vita politica della città. (Chiara Valentino)

W.W.F. RIAPRE LO “SCRIGNO BOTANICO” T

anta, tantissima gente: sono accorse anche dalle città limitrofe le centinaia di persone, circa 1500, che hanno partecipato sabato 5 settembre 2009 alla prima festa ambientalista del Giardino Botanico “Carlo Veneziani Santonio”. Già nella mattina almeno 300 persone hanno visitato i 10 stand allestisti per l’occasione. Erano presenti Gazebo espositivi di WWF, Assessorato all’Ambiente, Agricoltura, Turismo e Pesca del Comune di Bisceglie, C.E.A. di Bisceglie “Vito Meterangelo”, delle Forze dell’Ordine impegnate nella tutela dei beni ambientali (Capitaneria di Porto di Molfetta, Corpo Forestale dello Stato – Comando Provinciale di Bari, Carabinieri - Nucleo Operativo Ecologico), Futuro Anteriore, Centro Polivalente per anziani, Naturalmente, Club Scacchi Bisceglie ed Erbalife. Nel corso della mattinata si sono svolte le visite guidate curate dai dottori agronomi Francesco Papagni e Gianni Gadaleta, che sono continuate fino al momento dell’inaugurazione della nuova bacheca in legno donata dalla ditta Edil Rossi. Molti si sono soffermati a leggere i cartelli botanici di nuova concezione ideati per l’occasione dagli esperti del WWF. Si pensi che sino alle 22, a manifestazione oramai conclusa da un’ora, c’era gente che voleva a tutti costi visitare la struttura per il solo gusto di riappropriarsi di un bene rimasto inaccessibile per 4 lunghi anni !! questo “pellegrinaggio” si è protratto anche l’indomani mattina. Dopo i saluti di rito delle autorità civili e militari, è stato illustrato dalle dottoresse Doriana Stoico e Rosalba Mongelli il progetto “Educazione ambientale: Eco...logica” curato dalla Cooperativa Progresso e che ha visto gioiosamente impegnati gli utenti del Centro aggregativo Polivalente per Anziani nel Giardino Botanico. Successivamente Alessandra Graziani ha spiegato come i disabili dell’associazione “Futuro Anteriore” hanno ridipinto le sagome di avifauna già presenti nella struttura. Il dibattito, seguito alla consegna di targhe e pergamene, ha tracciato le linee guida per la riqualificazione botanica. Idee: proposte degne di nota sono state avanzate dal per. agr. Pippo Gargiuolo,

dal dott. Sergio Ruggeri e dal dott. Enrico Vito Perrino in rappresentanza dell’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari, che collaborerà attivamente nel miglioramento della flora. È stato annunciato l’accordo con la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Bari, l’inserimento del Giardino nel circuito dei Giardini Botanici gestiti dal WWF Italia e anche la probabile ratifica di un protocollo d’intesa con il Museo Orto Botanico dell’Università di Bari. La serata si è conclusa con la proiezione del video “Il senso delle piante monocarpiche” che ha raccontato con le immagini riprese da Monica Casalino (autrice di manifesti e brochure della manifestazione) il duro lavoro sostenuto dai volontari del WWF. Siamo fieri di aver ospitato le forze di polizia impegnate nella tutela dei beni ambientali, con cui spesso e volentieri collaboriamo. Salutiamo e ringraziamo per la loro presenza i Carabinieri del NOE Lazzazzera, Gurrasi e Nanna e il comandante della Tenenza di Bisceglie Santarpia, il comandante dell’Uff. Loc. Marittimo Brescia e il C.F. Cuocci che guida la Capitaneria di Porto di Molfetta, il comandante del Comando provinciale del Corpo Forestale dello Stato Misceo e della CFS di Corato Palomba. Questo può essere l’inizio di una avventura: per questo abbiamo chiesto garanzie al Sindaco Avv. Spina e all’Assessore all’ambiente Di Pierro che hanno ringraziato il WWF e i volontari che hanno lavorato a costo ZERO, impegnandosi a fornire il necessario supporto istituzionale al WWF per la gestione del Giardino. (W.W.F. - Bisceglie)


16 - 15 Settembre 2009

INTERVENTI

QUALI E QUANTI GLI ASPETTI NEGATIVI DELLA NOSTRA AGRICOLTURA. COME del Prof. Sabino Delle Noci COMBATTERLI A

d elencarli si formerebbe un notevole calendario, ciò mi induce a soffermarmi su i più importanti presenti non soltanto nella nostra regione ma anche a livello nazionale e internazionale. Com’è noto la nostra agricoltura a livello nazionale si basa sulle produzioni derivanti dal settore arboricultore che comprende l’olivicoltura e frutticoltura mentre le verdure da quelle erbacee. Un tempo, parlo intorno al 1930 in poi, queste produzioni erano consegnate dai produttori presso i molteplici magazzini ortofrutticoli in cui subivano una perfetta preparazione eseguita da operai specializzati per essere collocate sui mercati nazionali ed internazionali specialmente per l’uva da tavola in Germania, ricevendo prezzi di mercato adeguati per coprire le spese di coltivazione, trasporto e tasse. O g g i , l a s i t u a z i o n e s i r i ve l a confusionaria, la crisi dei settori è cronica proveniente da situazioni strutturali per cui necessita l’applicazione di un piano di sviluppo rurale delle nostre regioni integrato da progetti riservati ai territori delle medesime come chiaramente suggerisce Antonio De Concilio direttore della Coldiretti di Puglia, come pure Nini Pe r c h i a z z i s u d i u n q u o t i d i a n o meridionale afferma che: «tra i fattori

scatenanti per l’uva da tavola due temi sembrano essere particolarmente decisivi, il ritardo nell’organizzazione della filiera priva di una regia complessiva e ancora alle prese con individualismi spesso deleteri, e la concorrenza sleale attuata ricorrendo a prodotti di provenienza africana, ma spacciati per pugliesi. Per cui il prezzo alla pianta è sceso intorno ai 2025 centesimi al chilo, una produzione assolutamente non remunerativa». Né, va sottovalutato quanto afferma ovvero che questa mancata organizzazione del settore offre il fianco a facili speculazioni sia da parte di soggetti esterni al territorio sia da operatori interni che si occupano di commercializzazione e di distribuzione; infatti dal Nordafrica numerosi prodotti agricoli arrivano sui nostri mercati. Lo stesso dicasi per l’olivicoltura per cui gli agricoltori chiedono di mettere sottocontrollo soprattutto raffinerie e le centrali di stoccaggio di “mediatori con precedenti penali” e le vendite proporzionali, presso la grande distribuzione di oli presentati come “ made in Italy” e venduti al di sotto di • 3.50, così come afferma Massimo Resta. Tanto premesso sul piano tecnicooperativo, ora ciò che conta è l’intervento sul piano politico da affidare all’U.E., utile a punire severamente coloro i quali non

raccolgono il grido doloroso dei produttori fra i quali qualcuno, giorni or sono, con gli occhi umidi si disperava perché convinto che : «in tal modo non si può più andare avanti e probabilmente saremo costretti ad abbattere i tendoni di uva da tavola dopo enormi sacrifici». Per cui ritengo sia opportuno non rimanere indifferenti di fronte a questo tumultuoso percorso della agricoltura nostra e di altri Paesi!

Notizie: lotta ai rumori. Da un po’ di tempo gli abitanti nelle vicinanze della stazione ferroviaria subiscono potenti rumori provenienti dal recinto della medesima in cui avvengono trasferimenti di materiale ferroviario nei TIR pari “a crolli di palazzi” naturalmente non possiamo proibire questi lavori, anzi siamo contenti che si effettuino tenuto conto della devastante disoccupazione, chiediamo che possibilmente possano essere attutiti. Altri rumori provengo dai motociclisti che viaggiano “sparati” per apparire diversi, singolari; chiediamo che le autorità competenti provvedano ad evitarli.

...QUEL “DIAVOLO” DI BERLUSCONI... Ha

dichiarato Berlusconi confermando la convinzione che gli italiani, nella quasi totalità, quindi anche in coloro che l’hanno votato, sapevano già da tempo. Le “leggi ad personam”, promulgate con estrema leggerezza dai Presidenti della Repubblica, sono la dimostrazione più eclatante che non ci siamo trovati di fronte ad uno stinco di santo. Ed è chiaro che la sua dichiarazione non è connessa ai noti festini o baccanali che dir si voglia. Anzi, penso che il Sommo li apprezzerebbe se non altro per convincersi che quell’organo sia servito a Berlusconi per insozzare delle sue pipì il Regno dei Cieli. No, no! L’aureola santifica non può ornare la sua testa per varie azioni assolutamente diverse dai lussuriosi festini. Comunque, signor Presidente, tieni in debito conto che tutto quanto riuscirai a raggranellare non Ti servirà nell’Aldilà, semmai riuscissi a portartelo Teco. Io, che conosco l’Inferno essendoci stato (vedi “In diretta dall’inferno” da il Nuovo Palazzuolo n.3 del marzo 1998, pag. 24), so che Lucifero, per quanto stronzo sia, è incorruttibile. Tenterà anche con te i baccanali da lui artatamente organizzati – protagonisti sono Poppea, Lucrezia Borgia, Madame Bovary, Madame Pompadour, altre puttane di lusso nonché rinomati puttanieri capitanati da Tiberio in compagnia di Nerone, Giacomo Casanova, Frank Sinatra e così via- e manco se lo pregassi con fra le mani sacchi

d’oro, ti aggregherebbe a quella orgiastica gaudente comitiva. Datti una regolata, presidente, tenendo conto che la pena che mi inflisse –spostamento di montagnesicuramente risulterà più leggera di quella che Ti comminerà poiché i miei peccati sono stati un’inerzia rapportati ai Tuoi.

di Nicola Papagni Comunque, Presidente, Ti porgo i migliori auguri per la tua eternità infernale…semmai servissero.

TUTTO LO SPORT CON PINO DI BITETTO E MINO DELL’ORCO SU RADIO CENTRO D

opo il successo della prima puntata di “Centro Campo” andata in onda lunedì scorso, il palinsesto sportivo di Radio Centro (93.1 Mhz in tutto il nord-barese e provincia Bat, in diretta streaming sul sito www.rcsbisceglie.it) è pronto a lanciare la nuova avventura domenicale con “Palla al Centro”. Condotto in studio da Pino Di Bitetto e Mino Dell’Orco, il programma sarà incentrato sulle trasferte del Bisceglie nel campionato di Eccellenza, con collegamenti in diretta e aggiornamenti costanti sui risultati di tutti i campionati, dalla serie A all’Eccellenza. Tutti i lunedì, con inizio alle 19.30, torna invece l’appuntamento settimanale con “Centro Campo”, la trasmissione di commento, interviste ed approfondimento sul weekend sportivo biscegliese, con

Mino Dell’Orco e Pino Di Bitetto ospiti in studio e collegamenti telefonici. Nel corso di “Centro Campo” gli ascoltatori possono interagire attraverso la linea sms al numero 327/126.77.55, oppure inviando una mail all’indirizzo centrocampo@rcsbisceglie.it.


17 - 15 Settembre 2009

EUROPA

QUI BRUXELLES, A VOI BISCEGLIE... IL COMITATO DELLE REGIONI Proseguiamo il nostro “viaggio” (dopo aver posto la nostra attenzione sul Parlamento europeo e sulla Commissione europea) su un altro “organo istituzionale” europeo cercando di allargare la nostra conoscenza al fine di raggiungere un completo quadro istituzionale comunitario. Il Comitato delle Regioni (CdR) è, nel quadro istituzionale dell’Unione europea, l’organo di più recente costituzione. Esso è stato, infatti, istituito dal Trattato di Maastricht e la sua creazione riflette la volontà degli Stati membri e dell’Unione di rispettare le identità e le prerogative degli enti regionali e locali e di coinvolgerli nello sviluppo e nell’attuazione delle politiche comunitarie. Con l’istituzione del CdR, per la prima volta nella storia dell’Unione, si è previsto che rappresentanti delle collettività locali e regionali, ovvero il livello di governo più vicino ai cittadini, potessero partecipare attivamente al processo di elaborazione delle politiche e della legislazione comunitaria e alla loro attuazione. In questo senso, il CdR riveste un ruolo di primaria importanza in due direzioni: in primo luogo, esso interviene nel processo decisionale dell’UE con funzioni consultive nei riguardi delle tre principali istituzioni comunitarie (Commissione, Consiglio e Parlamento), in secondo luogo, esso si adopera per avvicinare l’Unione ai suoi cittadini. La partecipazione del CdR al processo decisionale dell’UE in qualità di organo consultivo è espressamente disciplinata dai Trattati, i quali stabiliscono che la consultazione del Comitato è obbligatoria qualora Commissione e Consiglio debbano deliberare su materie che interessano la realtà locale e regionale. Il Trattato di Maastricht ha inizialmente previsto i seguenti settori di consultazione obbligatoria: coesione economica e sociale, reti transeuropee, sanità pubblica, istruzione e cultura. Il Trattato di Amsterdam, entrato in vigore nel 1999, ha poi esteso la consultazione obbligatoria ad altri cinque settori, ovvero la politica dell’occupazione, la politica sociale, l’ambiente, la formazione professionale e i trasporti, e ha stabilito anche per il Parlamento europeo la possibilità di consultare preliminarmente il CdR. Al di là degli ambiti di consultazione obbligatoria, le istituzioni comunitarie possono comunque consultare il CdR tutte le volte che lo ritengano opportuno (consultazione facoltativa), così come il Comitato stesso può, di propria iniziativa, formulare pareri su proposte legislative di specifico interesse per le collettività locali e regionali. La consultazione del CdR si concretizza nell’emanazione di un parere che, pur non essendo vincolante, fornisce contributi tecnici di grande utilità, in grado di arricchire e influenzare il processo decisionale. Se la partecipazione al processo decisionale costituisce la parte più visibile dell’azione del CdR, non di minore importanza è il suo impegno per avvicinare l’Unione ai suoi cittadini. I

membri del Comitato provengono dai livelli di governo più vicini al cittadino. Ciò significa che essi sono in grado, da un lato, di fungere da portavoce, fornendo alle collettività che rappresentano, e dunque ai cittadini dei propri Paesi, informazioni sull’attività dell’Unione; dall’altro, di portare le esigenze di quelle collettività all’interno del processo decisionale comunitario, in occasione delle riunioni del CdR a Bruxelles. Considerando che la maggior parte della legislazione comunitaria viene applicata a livello locale o regionale, si comprende dunque facilmente quanto sia rilevante il ruolo di un organo istituzionale che consente di “far sentire la voce” degli enti locali e regionali su questioni che influenzano direttamente la vita quotidiana dei cittadini. Il Comitato delle Regioni è composto da 317 membri e altrettanti supplenti, nominati dal Consiglio su proposta dei rispettivi Stati di appartenenza, per un periodo di 4 anni. Secondo quanto stabilito nel Trattato di Nizza (entrato in vigore il 1° febbraio 2003) ed in vista di nuovi allargamenti, il numero massimo di membri del Comitato non potrà essere superiore a 350. I l Tr a t t a t o d i N i z z a h a i n o l t r e introdotto alcune modifiche per quanto riguarda le condizioni e le modalità di nomina dei membri: ha precisato che essi devono essere titolari di un mandato elettorale nell’ambito di una collettività regionale o locale, oppure essere politicamente responsabili verso un’assemblea eletta, e ha disposto che la nomina ad opera del Consiglio avvenga con voto a maggioranza qualificata e non più all’unanimità. Inoltre, il mandato dei membri può essere rinnovato, ma cessa automaticamente allo scadere del mandato elettorale che costituisce la condizione per la nomina al CdR. I membri del CdR provengono, dunque, dai livelli di governo più vicini al cittadino e si tratta sostanzialmente di Presidenti di Regione o di Provincia, Sindaci, Presidenti di Consigli comunali o regionali. Ciascun Stato membro ricopre un certo numero di seggi all’interno del CdR, secondo una ripartizione di natura demografica. L’attività consultiva del CdR viene svolta attraverso 6 Commissioni specializzate, composte da membri del Comitato stesso. A seconda del settore di intervento si distinguono: Commissione Politica di coesione territoriale (COTER), Commissione Politica economica e sociale (ECOS), Commissione Sviluppo sostenibile (DEVE), Commissione Cultura e Istruzione (EDUC), Commissione Affari costituzionali e governance europea (CONST) e Commissione Relazioni esterne (RELEX). Le Commissioni hanno il compito di esaminare in dettaglio le proposte legislative della Commissione sulle quali il Comitato viene consultato, e di elaborare progetti di parere da sottoporre all’approvazione dell’intera assemblea durante una delle 5 sessioni plenarie che si svolgono ogni anno. Qualora un progetto di parere venga approvato, esso

di Leonardo Ricchiuti Consulente Politiche Comunitarie leonardoricchiuti@virgilio.it viene adottato come parere del Comitato e trasmesso alla Commissione, al Parlamento e al Consiglio. Il lavoro del CdR e delle sue Commissioni viene organizzato e coordinato da un Ufficio di presidenza, eletto per un mandato di 2 anni. La Costituzione europea non ha apportato molti cambiamenti per il CdR. Esso rimane un organo consultivo (art I-32) e il suo rango non viene elevato a quello di istituzione europea. Cambia invece la durata del suo mandato. Secondo quanto stabilito nell’articolo III-386, il mandato del CdR avrà una durata di 5 anni, e sarà quindi allineato a quello della legislatura del Parlamento europeo. Inoltre, la composizione dell’organo non viene più fissata a livello di Trattato, ma sarà determinata da una decisione europea del Consiglio.

CRISTIANA COMPIE 12 ANNI

I

l 19 agosto scorso Cristiana Colangelo ha spento ben dodici candeline. Circondata dall’affetto di Mamma Carla, Papà Giovanni e dai suoi fratelli la vivace bambina che continua a ricevere attestati di solidarietà e di sostegno dalla comunità cittadina di Vetralla, in provincia di Viterbo, è stata qui a Bisceglie per un breve periodo di vacanza con i suoi familiari. Vispa, intelligente, attenta a tutto ciò che la circonda, Cristiana è un vero esempio di amore ed attaccamento alla vita, e gli indicibili i sacrifici della sua famiglia testimoniano un’esistenza improntata alla testimonianza del suo alto valore sociale: un esempio che tutti dovremmo tornare ad imitare. L’Associazione di solidarietà “Il Mondo di Cricò”, fondata dai genitori di Cristiana allo scopo di raccogliere fondi per il sostegno economico alle innumerevoli e costose cure, oggi è in rete con i genitori di altri bambini affetti dalla medesima siondrome della loro bambina. Carla e Giovanni hanno espresso il desiderio di tornare a Bisceglie, fiduciosi di incontrare la stessa accoglienza ricevuta a Vetralla. Ne saremo capaci?


18 - 15 Settembre 2009

CALCIO A 5 5:: CEDUTO LASTRUCCI ALLA T.S.C. LAZIO

Leandro Planas

Dopo tre anni in maglia neroazzurra il laterale di San Paolo lascia Bisceglie. Squadra al lavoro dal 7 Settembre, stilato il calendario delle amichevoli pre campionato.

L

o avevamo preannunciato nel numero precedente ed evidentemente siamo stati buoni profeti. Dopo l’arrivo della forte ala-pivot Alcides Pereira il Bisceglie C5 ha operato la prevedibile operazione in uscita. Dopo tre anni Raphael Lastrucci lascia Bisceglie per approdare alla TSC Lazio. Il forte laterale nativo di San Paolo lascia la casacca neroazzurra numero nove dopo aver collezionato 76 presenze condite da ben 56, gol che ne fanno attualmente il re dei bomber biscegliesi in serie A. Una operazione tutto sommato positiva quella operata dal patron Alfonso Russo e dal mister Leopoldo Capurso, se si considera che nella doppia soluzione è stato acquistato un calcettista di sicuro valore (Pereira) a parametro zero, cedendo Lastrucci ad una ottima cifra senza dimenticare che quest’ultimo a Giugno 2010 si sarebbe svincolato a parametro zero. «Lastrucci – esordisce Capurso – ha scritto pagine importanti della storia

recente del Bisceglie C5 e noi tutti, dal presidente all’allenatore ed i tifosi, siamo a lui riconoscenti. Arrivò a Bisceglie proveniente dal Ceccano come un giovane di belle speranze e col tempo è diventato uno dei punti di riferimento della squadra. Auguro a lui ogni bene possibile sia dal punto di vista personale che per la sua carriera». Sulla stessa linea anche il patron Alfonso Russo, «Lastrucci ha fatto grandi cose a Bisceglie risultando determinante per gran parte delle vittorie importanti della squadra. Lo stesso vale per Xuxa Zaramello, un talento purissimo, probabilmente il portiere più forte che abbia mai avuto il Bisceglie C5 nei suoi quindici anni di esistenza. Sono partiti due pezzi importanti ma bisogna guardare avanti, in porta è arrivato il tempo di dare spazio al giovane Laion. Il talento del portierino non si discute ma ora arriva la prova del nove. In attacco invece ci sarà Pereira, su di lui contiamo molto e sono convinto ci darà molte soddisfazioni. Nel

BASKET. AMBROSIA TERZA AL “SELF STORAGE VALENTE” Nel torneo allestito il 12 e 13 settembre al PalaDolmen, i biscegliesi si arrendono in semifinale alla Levoni Potenza e poi si riscattano nel derby a spese del Corato. Intanto comincia il conto alla rovescia verso il debutto in campionato, in programma domenica 27 settembre al PalaDolmen contro Massafra.

L’

intenso percorso di avvicinamento dell’Ambrosia al debutto in campionato ha riservato il doppio impegno – organizzativo e agonistico – nella quarta edizione del torneo “Self Storage Auto e Noleggi di Giulio Valente”. Al quadrangolare allestito sabato 12 e domenica 13 settembre sul parquet del PalaDolmen hanno preso parte, oltre ai nerazzurri di casa, due società di serie A Dilettanti (Levoni Potenza e Ostuni) ed un’altra di B (Corato). Il bilancio del team biscegliese attesta una vittoria ed una sconfitta con relativo terzo posto finale. Dopo la dignitosa sconfitta rimediata in semifinale ad opera del Potenza (82-76), l’Ambrosia si è prontamente riscattata nella finalina contro il Corato, vinta col punteggio di 78-74. Priva dell’acciaccato Mainoldi (leggero risentimento al polpaccio) e con l’altro argentino Filloy in campo solo per 3’, la formazione allenata da Ciracì ha dovuto rincorrere gli avversari nei primi due parziali, complice il pessimo approccio difensivo (28 punti subiti nel quarto inaugurale). Al rientro dall’intervallo Bisceglie ha iniziato ad aggredire i tiratori coratini con maggiore efficacia e, complice la buona percentuale nelle soluzioni dal perimetro, è arrivato il decisivo sorpasso nel periodo conclusivo, con Gianpaolo Nardin in bella evidenza. Al 24enne cecchino di Latina, top scorer del derby con 21 punti, è stata inoltre assegnata la targa quale miglior giocatore della competizione. Per la cronaca il successo nella finalissima del torneo “Self Storage Valente” è andato alla Levoni Potenza, impostasi per 76-68 sull’Ostuni. L’Ambrosia proseguirà la preparazione con amichevoli di rodaggio e partite di Coppa fino all’esordio nel torneo di B Dilettanti, in programma domenica 27 settembre tra le mura amiche contro il Massafra. Prosegue infine la campagna abbonamenti, con la possibilità di sottoscrivere la tessera al costo di 60 euro per tutte le gare casalinghe della stagione 2009/ ’10. (Mino Dell’Orco)

frattempo continua il duro lavoro per Planas e compagni sotto l’occhio attento del preparatore atletico Ninì Trentadue e di Ruggiero Amoroso, preparatore dei portieri. Intanto la società ha reso noto il calendario delle amichevoli che porteranno il Bisceglie C5 in forma campionato prima dell’esordio datato 3 Ottobre al PalaDolmen contro il Napoli». Calendario amichevoli: 16 Settembre: Bisceglie C5 – Azzurri Conversano; 19 Settembre: Memorial Sbiroli a Putignano con: Putignano, Bisceglie C5 e Cagliari; 22 Settembre: Bisceglie C5 – Martina C5: 26 Settembre: Torneo Città di Roma a Roma con: Bisceglie C5, Kaos Bologna, TSC Lazio C5 e Napoli C5; 30 Settembre: Bisceglie C5 – Modugno C5. (Gianluca Valente)

CALCIO. COPPA PUGLIA, STELLA ROSSA BATTE URSUS TRANI Bene il primo test stagionale per la squadra biscegliese.

A

d una settimana dall'inizio del campionato, la Stella Rossa testa le proprie capacità con l'Ursus Trani in occasione della partita di andata della Coppa Puglia. La squadra biscegliese archivia il primo match stagionale vincendo con un secco 3 a 1, sfoggiando una prova convincente e di carattere. I padroni di casa,dopo aver aggredito gli ospiti cercano la via del goal. A sorpresa, però, subiscono la rete dell'Ursus Trani che, alla prima azione offensiva, buca la difesa biscegliese con Antonino, abile a sorprendere il portiere Napoletano. La Stella Rossa, però, non ci sta e subito reagisce con Di Tullio, il cui tiro da fuori area trova la deviazione del portiere avversario Simeone. Pochi attimi dopo, Scandamarro ripete la stessa azione del compagno di squadra, che resta vanificata dall’intervento del portiere. L'Ursus Trani non accenna a reagire e così la Stella Rossa continua ininterrottamente a macinare gioco e a creare azioni da rete. Finalmente gli sforzi dei padroni di casa vengono ripagati con il goal del pareggio, che arriva al '24 con Di Tullio, abile ad intercettare il pallone arrivato in area da calcio di punizione battuto dal capitano Caprioli. Una manciata di minuti dopo, Fasciano colpisce la traversa direttamente da calcio di punizione, e tutti i restanti minuti del primo tempo trascorrono con la squadra di casa in costante ricerca del goal, mentre l'Ursus Trani non impensierisce in alcun modo il portiere Napoletano. La prima occasione da goal si presenta al '16 del secondo tempo con Scandamarro, il cui tiro accarezza il palo destro del portiere e finisce oltre la linea di fondo campo.La Stella Rossa trova il goal del vantaggio al '22 su calcio di rigore, concesso dall'arbitro Carrer per un fallo commesso su Scandamarro. Lo stesso giocatore s'incarica di battere il penalty e segna il suo primo goal all'esordio con la maglia della Stella Rossa. Il resto della partita non offre altre emozioni, fino a quando i padroni di casa non chiudono i conti al '38 con Scandamarro che segna così la sua personale doppietta. Appuntamento a domenica prossima, quando la Stella Rossa scenderà in campo in casa del Norba Conversano per la prima partita del campionato 2009-2010.


19 - 15 Settembre 2009

CALCIO ECCELLENZA: BISCEGLIE, OTTIMA PARTENZA La squadra del presidente Di Modugno inaugura l’Eccellenza con due affermazioni di fila ed ora punta a sfruttare il doppio turno casalingo ravvicinato. Intanto alla corte di mister Di Corato arriva l’esperto terzino Nicola Diliso, ex Cagliari e Vicenza in serie A.

Leonardo Di Bitetto e Nicola Diliso.

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razie al tap-in vincente di Leonardo Di Bitetto dopo 2’ dal fischio iniziale, il Bisceglie sbanca il “Comunale” di Taurisano e resta a punteggio pieno all’indomani della seconda giornata di campionato (all’esordio i nerazzurri si erano imposti per 2-0 al “Ventura” sul Copertino con le reti di Tarantino e Di Pinto nella ripresa). La prima trasferta in campionato produce dunque tre punti essenziali per accrescere consapevolezza ed entusiasmo, figli di una prestazione solida quanto autorevole nell’arco dell’intero match. «Avremmo potuto archiviare la gara già sul finire della prima frazione e con un risultato più rotondo, ma va benissimo così – commenta l’allenatore biscegliese Mimmo Di Corato – dopo aver sbloccato il punteggio in apertura, abbiamo sfiorato il raddoppio a più riprese e nel complesso la prova dei miei ragazzi è stata apprezzabile. Nella ripresa siamo stati lucidi nella gestione del vantaggio e non abbiamo mai corso seri pericoli. Le incognite della vigilia erano legate anzitutto alle precarie condizioni di molti uomini-cardine come Ingrosso, Di Pinto, Grieco e Verolino, bravi a stringere i denti con grande coraggio e spirito di sacrificio.

Insomma, volevamo inaugurare il cammino esterno con un bel colpo ed il campo ci ha dato ragione, ma continuiamo a volare basso provando ad allungare il più possibile la striscia positiva». Il tecnico nerazzurro spende parole d’elogio per il match-winner di Taurisano, il 19enne Di Bitetto: «E’ stato lesto a seguire in area l’iniziativa di Verolino che ha poi propiziato il suo tocco ravvicinato. Le potenzialità ed il valore di Leonardo sono ben note, ma vorrei rimarcare la prestazione anche degli altri under impiegati, dal portiere Leuci al difensore Bufi». Il Bisceglie torna subito al lavoro per il doppio impegno casalingo ravvicinato contro Corato (giovedì 17 settembre, ore 16) e Lucera (domenica 20, ore 15.30). Infine nei giorni scorsi il sodalizio presieduto da Mauro Di Modugno ha ufficializzato l’ingaggio del 35enne difensore Nicola Diliso che, dopo aver inaugurato la sua carriera da professionista proprio a Bisceglie dal 1992 al ’96, ha raggiunto il traguardo della serie A con le maglie di Vicenza, Verona e Cagliari. Originario di Palese, Di Liso è reduce da due campionati di Prima Divisione (la ex serie C1) tra le fila del Pescara. (Mino Dell’Orco)

BENCH PRESS. FERRUCCI AD UN PASSO DAL GUINNESS DEI PRIMATI

Cosimo Ferrucci

Il pluridecorato pesista biscegliese proverà a battere entro fine ottobre, a Londra, il record relativo al numero di ripetizioni di sollevamento su panca in un’ora.

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tavolta l’impresa da compiere è davvero titanica. Il pesista Cosimo Ferrucci, pluridecorato in ambito italiano ed internazionale nella disciplina del bench press (sollevamento su panca), potrebbe centrare un obiettivo definibile senza dubbio “storico”: iscrivere per la prima volta il nome di un biscegliese all’interno del Guinness World Record. Nei giorni scorsi, infatti, Ferrucci ha ricevuto da Londra l’atteso consenso a sfidare il record relativo al numero di ripetizioni di sollevamento in un’ora. L’attuale primato di 1773 ripetizioni – 1280 con 200 libbre (90,72 kg.) e 493 con 100 libre – appartiene all’irlandese Eamonn Keane ed è stato stabilito il 22 luglio 2003 nella località californiana di Marina del Ray. Con ogni probabilità il forzuto biscegliese tenterà di battere il record di Keane proprio a Londra, dove è ubicata la storica sede principale di Guinness World Record. La

data dell’evento è ancora in via di definizione, ma entro il mese prossimo Ferrucci sarà sicuramente convocato nella capitale inglese. «Sono consapevole della difficoltà di questa mia nuova scommessa, ma al tempo stesso rimango concentrato e mi sto allenando con la massima applicazione già da diverse settimane per provare ad entrare nella storia del sollevamento su panca – commenta Ferrucci durante una pausa dell’allenamento quotidiano nella palestra allestita all’interno del PalaDolmen – Londra è una città che mi affascina e saprà fornirmi ulteriori stimoli, inoltre sono certo che avrò sempre al fianco il mio angelo custode (il riferimento è al papà Francesco, deceduto un anno fa, nda), che nella sua vita terrena mi ha insegnato e trasmesso valori fondamentali come il lavoro, il sacrificio e la passione per lo sport». (Mino Dell’Orco)

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20 - 15 Settembre 2009

LA SCUOLA RIAPRE A SETTEMBRE

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Bisceglie 15 Giorni n. 253 del 15 Settembre 2009