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Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1 CNS TS

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ESTATE 2009

N. 25 Trimestrale di ricerca olistica e 2,90

LA STAGIONE DELLA LUCE ITINERARI DELLO SPIRITO


Sin dai lontani anni ’70, il dott. John Upledger si e’ dedicato all’evoluzione dell’osteopatia cranica ed è stato il pioniere della Cranio-Sacral Therapy (Terapia Cranio-Sacrale), oggi riconosciuto come il massimo esponente mondiale di questa metodica. I suoi testi sono ormai considerati da tutti gli esperti del settore, come libri di riferimento per questa materia e, nel mondo, ci sono più di 90mila terapisti che hanno appreso ed applicano la sua metodica. Nel 2000 il dott. John Upledger è stato citato sia dal “Time Magazine”, che gli ha dedicato la copertina, che dalla rete televisiva “CNN”, come uno dei massimi esponenti mondiali delle medicine alternative (ora chiamate “Bio-Discipline”). Spesso, purtroppo, si diventa maggiori esponenti, riconosciuti globalmente per qualche merito, solo nel momento in cui si viene a mancare… Questo non è il caso del dott. John Upledger. Da tutti gli angoli del globo, chi è genuinamente interessato nelle terapie non convenzionali, ambisce ad un certo punto della propria carriera a poter incontrare il dott. Upledger di persona, per conoscere il terapista ma soprattutto l’uomo che ha sostenuto, a dispetto di tutti i pareri cattedratici ostili, che: “il cranio NON è una struttura ossea calcificata, ma tutte le ossa del cranio si muovono ed assecondano un ritmo che si percepisce attraverso una sua specifica Simmetria - Qualità - Ampiezza e Frequenza” (SQAF) e che “il Ritmo Cranio-Sacrale (RCS) che si percepisce, è la manifestazione tangibile del Sistema Cranio-Sacrale (SCS) che partecipa all’unisono nella nostra vita con tutti gli altri sistemi dell’organismo”. Inoltre il dott. Upledger ha sostenuto e provato che il Ritmo Cranio-Sacrale, nella complessità del proprio movimento, registra ed è esso stesso indice dei fattori emotivi (fattore significativo) che testimoniano la memoria dell’organismo sulla formazione di una somatizzazione fisica e permette così, in molti casi, di poter rilevare le cause che hanno provocato l’insorgere della sintomatologia e della disfunzione fisica. Questa “semplice” scoperta ha messo in evidenza al mondo qualche cosa che prima non si sospettava nemmeno, ha portato alla conoscenza umana un tassello in più nello studio di questa meravigliosa complessità che è l’organismo umano ma, soprattutto, ha permesso di risolvere problemi e disfunzioni che erano considerate irrisolvibili o ignote.

Per altre informazioni: www.upledger.com oppure www.accademiacraniosacrale.it

AGOSTO 2009: ci sarà la possibilità di incontrare in Florida - USA il dott. Upledger, in uno degli ormai rari incontri al pubblico, consentiti dall’età e dagli impegni L’opportunità viene presentata dall’Accademia Cranio Sacrale Metodo Upledger, che ha organizzato questo incontro, aperto a chi ha portato a termine almeno il primo livello di Tecnica e Terapia Cranio-Sacrale (CST 1) Due giorni in agosto in Florida con il dott. Upledger potrebbero essere indimenticabili e darvi modo nel tempo di poterli ricordare come un regalo estremamente prezioso fatto a voi stessi In questi due giorni vedrete di persona il dott. Upledger e potrete assistere ai suoi trattamenti, oltre ad avere l’opportunità di condividere le vostre conoscenze e le vostre esperienze con il dott. Upledger stesso (Per partecipare al corso occorre essere soci della Accademia Cranio-Sacrale Metodo Upledger) Accademia Cranio-Sacrale Metodo Upledger Piazza S. Antonio Nuovo 6, 34122 Trieste Tel. 040 3476191 - Fax 040 3487121 info@accademiacraniosacrale.it - www.accademiacraniosacrale.it


BioGuida

ITINERARI DELLO SPIRITO n° 25 estate 2009 Trimestrale di approfondimento e ricerca olistica. Aut. Reg. Tribunale di Trieste n°1067 del 26/03/03

in questo numero

Testata iscritta al ROC n.16994. Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1 comma 1 CNS TS Editore: BioGuida Edizioni di Pierpaolo Bon Sede: Via F. Denza 4, 34143 Trieste. Tel. 040.302110 - Fax 040.9890285 Infoline: 338.8852117 info@bioguida.com - ppbi@bioguida.net

La via della scienza:

Sito Web: www.bioguida.com

Sentire l’esistenza

Abbonamenti: 040.302110 - 338.8852117 info@bioguida.com CCP 51506707

I sali minerali del dottor Schussler

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I luoghi: 4 16

Pubblicità e Marketing: 338.8852117 - 040.302110 ppbi@bioguida.net Fotocomposizione: Luglio Fotocomposizioni, Trieste Stampa: Grafiche Filacorda, Udine. La riproduzione anche parziale di immagini o testi deve essere autorizzata dall’editore. La rivista viene distribuita esclusivamente in punti selezionati e autorizzati. Nessun allegato alla rivista è da considerarsi tale se non esplicitamente autorizzato. L’editore si mette a disposizione degli autori delle cui opere non sia stato possibile risalire alla fonte. I diritti di immagini e loghi pubblicitari sono forniti dai clienti dietro loro autorizzazione e responsabilità.

Il tempo finito

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La musica del Re

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I nomi di questo numero: Giovanni Babbolin, naturopata, esperto in Psicologia Hindovedica e Ayurveda. Marinella Camera, naturopata e floriteraputa. Donatella De Colle, psicologa, musicoterapeuta.

La via degli animali ............................

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Parole e musica:

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Chilometri di note

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Recensioni CD e libri

La via del cibo: Siamo ciò che mangiamo

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Direttore editoriale: Pierpaolo Bon Direttore responsabile: Mari Valentini

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Agopuntura in veterinaria

La via interiore: La Cronogenetica

I luoghi della BioGuida

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Gli incontri: ................................

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Intervista “al buio”

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Francesco Giordano, critico ed esperto musicale. Mario Grilli, consulente aziendale, tecnico informatico, insegnante. Francesco Longo, medico veterinario, esperto in agopuntura. Paolo Loss, cantante lirico, insegnante di canto gregoriano e vocalità. Marco Pizzi, psicologo, sessuologo, psicoterapeuta. Maria Luisa Tognon, medico chirurgo, esperta in omeopatia e omeotossicologia. Disegni e immagini: Cristina Bernazzani, Manuela Marussi, Ugo Pierri, Moreno Tomasetig (quando non diversamente specificato) In copertina: “Oriente” di Gabriele Perissinotto

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EDITORIALE

“Gli uomini della Terra sono uccelli di diverso piumaggio, ciascuno con il proprio tipo di musica e il proprio canto e non appena l’illimitato potere di Dio discende alle sfere inferiori, si ode il canto degli uccelli che porta l’Altissimo attraverso tutte le stanze per sentire la dolce musica”. El RaMak

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el pensiero tradizionale cinese la musica è considerata come un’arte etica, non solo perché è intesa come una forma di autodisciplina individuale, ma perché, associata alla danza, nei rituali sacri, favorisce il coordinamento armonico tra movimenti di individui diversi. Nel testo più antico della tradizione musicale cinese (lo Yuei, datato tra il IV e il I sec. A.C.), l’arte della musica appare associata all’armoniosa combinazione dello xing, i sentimenti, del qing, le disposizioni naturali, di li e yi, il senso della giustizia, del qi, le energie vitali, ed infine dello yin e dello yang, il potere non chiuso in sé stesso ma aperto alla morbidezza. Pur essendo centrale il legame della musica con l’idea del li, dell’ordine, del principio, con una forte analogia alla razionalità del pensiero filosofico occidentale, emerge in questo testo una forte complementarietà tra gli aspetti sentimentali e quelli razionali della musica. Indulgere sui primi significherebbe provocare squilibrio nella forma, ma anche nell’anima e nel corpo; d’altra parte un’eccessiva attenzione agli aspetti formali condurrebbe ad una musica fredda, rigida e priva di quell’umanità che contraddistingue le doti di un’intelligenza matura ed equilibrata (rin). Per Confucio la musica era considerata buona o cattiva a seconda che fosse, o

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no, funzionale alla realizzazione dell’armonia tra gli uomini e per questa ragione si è potuta rivelare una significativa affinità col pensiero di Platone, della funzione che essa aveva nella tragedia greca classica e di alcuni significativi filosofi della tradizione del nostro Occidente (basti pensare a Nietzsche per esempio). Ma se per l’Occidente la musica rappresenta in ogni caso un canale di comprensione (cum-prendere) e controllo del mondo, nell’antica Cina è piuttosto il “fiore della virtù”, perché si realizza nella misura, come straordinario strumento che sa modulare le passioni umane senza demonizzarle, né sopprimerle. Se infatti non vi fosse alcun ordine le emozioni evocate dai suoni e dai movimenti del corpo sarebbero sottoposti a forze potenti di disgregazione, così come accade nell’ambito sociopolitico: se non vi fosse un corpus di riti che àrgini, senza esaltarne e senza azzerarne, le conflittualità tra gli individui nel cosmo regnerebbe il caos, se non vi fossero leggi che disciplinino l’andamento delle stagioni ed il movimento dei pianeti tutto sarebbe lasciato al caos. Il pensiero cinese tradizionale, di qualsiasi attività umana si occupi, si è sempre preoccupato a garantire ampia libertà di movimenti a fenomeni di ogni specie ma, allo stesso tempo, perché questa realizzazione di libertà non sia né statica né precaria. In questo senso il li, intesa come forza ordinatrice non è né accidentale né occasionale, ma è una sorta di nutrimento dell’universo. Se dunque non vi fosse la forza della forma, i sensi non potrebbero percepire alcunché ma avvertire solo un magma indistinto di stimoli. Nella musica il li non ingessa le forze ma è esso stesso forza che imprime una for-

ma universale alle infinite espressioni della realtà. Non solo: sebbene prodotta dall’uomo essa favorisce l’armonia del cosmo e della natura, canti e ritmi umani da un lato, canti e ritmi animali dall’altro coesistono in una prospettiva di echi e risonanze. Appare allora coerente e non stravagante che alla musica venga associato anche il valore del qi,che secondo la cosmologia cinese sale dalla terra verso il cielo e scende dal cielo verso la terra: non solo tecnica dei suoni ma uno dei modi privilegiati dell’uomo di esprimere la natura dinamica della realtà. Questa magnifica corrispondenza non attraversa solo i cinque elementi dell’universo (Terra, Metallo, Legno, Fuoco, Acqua) ma i cinque sentimenti (Ansia, Tristezza, Collera, Gioia, Paura ). L’origine di tutte le note è nel cuore dell’uomo recita lo Yueij. Va precisato che la valenza stessa della parola cuore (xin) non traduce mai una condizione fissa, non allude al solo l’organo fisico naturalmente, ma alle volontà, ai desideri, alle facoltà intellettive dell’uomo, è anche stato d’animo, mente, sentimenti in divenire. Si può dunque comprendere che la musica sbocci dal pensiero radicato nella cultura cinese per cui ogni cosa procede e mai s’arresta. I suoni nascono dai movimenti e dalle trasformazioni della natura, le note nascono dall’abilità umana di imprimere ordine e misura ai suoni. Queste due nascite non si oppongono e contraddicono perché sono esse stesse manifestazioni della natura cosmica. La continuità tra la natura umana e la natura del cosmo secondo l’armonia dei cinque elementi che consentono di comprendere tutti i livelli di realtà e gli altri aspetti del mondo che circonda e accoglie l’uomo, come le voci degli animali, le quattro stagioni rotanti attorno al perno, le quattro sale cardinali del Ming tang. (Ossia la Casa del Calendario in cui si vede una sorta di concentrazione dell’Universo edificata su base quadrata, poiché la Terra è quadrata, questa casa deve essere ricoperta da un tetto di paglia, rotondo come il Cielo. Ogni anno e durante tutto l’anno, il sovrano circola sotto questo tetto e ponendosi all’oriente appropriato inaugura successivamente le stagioni e i mesi). La musica quindi è, per sua natura, intrinsecamente dinamica e risulta, assieme alla danza ed alla pittura, l’arte che meglio rappresenta l’aspetto fluente della vita, cosmica e umana, regalandole consonanze e dissonanze, ordine e disordine. Il direttore responsabile Mari Valentini (marivalentini@libero.it)


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LA VIA DELLA SCIENZA

Sentire l’esistenza di Marco Pizzi

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a domanda da cui si parte è: cos’è la psicologia (o meglio la psicoterapia)? È qualcosa che serve a curare? Deve guarire? È, in qualche modo, un surrogato della medicina quando i farmaci si rivelano una risposta insufficiente? Insomma, cos’è questa benedetta psiche? In qualità di psicoterapeuta mi capita di sentir dire (alle spalle ovviamente): “vende fumo” oppure “vende chiacchiere”… Queste frasi sono espresse da persone che, per così dire, credono in quel che vedono; persone che concepiscono, a vari livelli e per vari motivi, quale unica verità possibile, la scienza (inteso quale intervento visibile e meccanicistico). Ma come si è arrivati a questa “meccanicizzazione” del corpo e a questa “robotizzazione” del pensiero? Partiamo dall’inizio: nel nostro mondo occidentale, grazie ad Aristotele, ciò che è dominante è la mente, quale capacità di ragionamento e sotto la quale ogni cosa deve trovare una sua precisa logica, una ragione. Ciò che conta è l’osservabile, il misurabile: ciò che ancora non lo è, lo dovrà diventare. Il pensiero è dominante e il mondo emotivo deve sottostare alle regole imposte dal pensiero. Capire qualcosa diventa molto più importante del “sentire” qualcosa. Vedere qualcosa diventa più importante del percepire qualcosa. La capacità di pensare è un processo che si sviluppa nel corso della propria vita; nasce con l’individuo, il quale, grazie alle sue esperienze e apprendimenti, impara sempre di più a pensare. Potremmo quindi ragionevolmente dire che il pensiero ha la stessa età dell’individuo pensante. Ma come collocare le emozioni? Sono un processo di crescita o sono innate? Hanno bisogno forse di un apprendimento? È facile per il lettore realizzare che le emozioni sono innate nell’individuo e non sono soggette ad alcun apprendimento (non si confondano le emozioni con le paure apprese, queste sono qualcosa di diverso). Le emozioni dunque sono vecchie quanto la specie umana. Ma quanti anni ha la specie umana? Per pura semplicità ipotizziamo centomila anni. Domanda: dunque ci viene insegnato che una mente di (ipotizziamo) 30 anni dovreb-

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be comandare un mondo (emotivo) che ne ha centomila? Pensiamoci un attimo… e pensiamoci bene. Sino a che permetteremo alla nostra mente di voler dominare il mondo emotivo non potremo stare mai bene. L’infelicità sarà sempre dietro ogni angolo. Fino a che un neonato dovrà spiegare ad un vecchio saggio cosa fare e come farlo, non ci sarà mai nessuna speranza di crescita, né per il neonato né per il vecchio saggio. Mi rendo conto di aver aperto una porta su cui sono stati scritti migliaia di libri e che sono ancora alla ricerca di una risposta. Il mio desiderio è solo di portare delle semplici riflessioni, delle punte di iceberg che possano offrire un nuovo spunto. In altri termini (per i soggetti più moderni), potremmo usare la metafora del computer che, di fatto, riproduce il meccanismo del nostro cervello. I PC usano alla base un sistema definito “binario”, ovvero una serie di 0 e 1: l’insieme degli 0 e 1 produrranno una risposta finale, cioè 0 o 1. In termini mentali significa inibizione o disinibizione, movimento o staticità, giusto o sbagliato, bene o male, ecc.. Il mondo emotivo possiamo immaginarlo come un codice “esadecimale” (per restare in ambito informatico), ovvero un codice che si basa su valori che vanno da 0 a 15. Un codice molto più ricco e completo del codice binario. Ma allora perché si continua a prediligere un codice binario? Il codice binario è sicuramente più semplice, più visibile; una cosa è giusta o è sbagliata, c’è o non c’è, come le regole (e noi sguazziamo nelle regole… non sappiamo più vivere senza). Un codice esadecimale invece è troppo complesso, non è scindibile e la risposta può essere anche una combinazione di più risposte. In questo caso la risposta non è univoca, ma bisogna comprenderne le varie sfaccettature. Per essere più chiari non va cercata la risposta, ma il senso della cosa nelle sue molteplici angolature. Il senso delle cose è qualcosa di molto diverso dalla semplice osservazione stimolorisposta. Per meglio dire: non si tratta solo di esistere ma si tratta di vivere. Il senso è profondamente legato alla vita. Bene, potremmo dire… dov’è il problema? Il problema esiste nella tensione prodotta fra la necessità di trovare una ragione nelle

cose e il desiderio di dare un senso alle cose. Questi due aspetti non sono incompatibili in un sistema esadecimale, composto da aspetti che possono coesistere in armonia anche se, in apparenza non compatibili, ma sono intollerabili nella logica della ragione, sempre ancorata al dover cercare la coerenza. Ora la domanda: quanti tra noi possono sostenere di usare veramente un codice esadecimale? Mi spingo oltre: quando si dice “essere umano”, si parla di un essere che sa usare meglio di altri un codice binario o di un essere che ha compreso la profondità di un codice esadecimale, ovvero la profondità di se stesso e del senso della propria esistenza? Per un essere dotato e capace di usare un codice esadecimale, pensate che sia possibile ingannare, mentire, tradire, vendersi per soldi (penso ai politici e non alle venditrici d’amore), spendere la propria vita alla ricerca di un potere, di un riconoscimento sociale, familiare, culturale o altro? Questi aspetti contraddistinguono invece proprio l’essere capace di sfruttare al massimo un codice binario. Ma arriviamo ad un tasto dolente: quando parliamo di amore, con quale parte di voi stiamo parlando? Di quale amore si riempie la bocca l’essere binario? Parla dell’amore o della paura della solitudine? Del terrore di rimanere solo? Dell’oblio? A questo punto torniamo alla domanda iniziale: ha senso una psicologia-psicoterapia al servizio della ragione? Una psicologia che diventa un surrogato della scienza, schiacciata dal codice binario? La psicologia, quella vera, non cura, non guarisce, non è una ricetta magica (o “fumo venduto”), ma deve essere al servizio della vita; è al servizio degli esseri che deside-


rino cercare e sperimentare il codice esadecimale. Non si occupa di risposte, ma si pre-occupa di permettere di farsi le domande giuste, di cogliere il senso e non la ragione. È un viaggio all’interno di se stessi, alla ricerca di se stessi. Ed è solamente nella ricerca di se stessi e del proprio senso che ci si può liberare dalla schiavitù del codice binario e diventare qualcosa di più simile all’umano. Solo dalla profondità di se stessi potrà nascere ciò che permetterà all’essere di elevarsi a qualcosa di più trascendentale, di più spirituale… ma molti insistono con il codice binario, applicando le proprie regole ad ogni cosa, creando strutture che chiamano Stati, religioni, per il solo fatto di aver costruito delle regole, magari calate dall’alto, da uno “scrittore divino” un “essere-binario” superiore. Pensiamoci bene e guardiamoci attorno: quanti esseri esadecimali conosciamo? Una vecchia vignetta cita così: un signore va dal medico. Il medico lo fa accomodare e gli chiede il suo problema. L’uomo dice: “vede dottore, non ho nulla di particolare ma ho paura della morte e delle malattie, quindi voglio che lei mi aiuti a vivere il più a lungo possibile, anche in eterno se riesco”. Il dottore prende la sua scheda

medica, lo guarda e gli chiede: “cosa mangia di solito?” L’uomo risponde: “mah, come tutti, pasta, carne, verdure, ecc..” Il medico scuote la testa e gli dice: “non va bene… da oggi solo riso in bianco e al massimo un filo d’olio extravergine d’oliva”. L’uomo lo guarda ci pensa e chiede: “ma almeno durante le feste…” Il medico fermo ribadisce: “senta, non mi faccia perdere tempo, me l’ha chiesto lei di…” “Ok, ok,” ribatte l’uomo. Il medico allora lo guarda e gli chiede: ‘cosa beve?’ “Mah”, risponde l’uomo “un bicchiere di vino durante i pasti, talvolta una birretta…” Il medico impassibile ribatte: “niente da fare, solamente acqua naturale”. L’uomo insiste e chiede: “ma almeno durante le feste...”. “Niente da fare” ribadisce il medico, infastidito per queste continue interruzioni e continua: “fa dell’attività sportiva?” “no” risponde questi. “Allora da oggi ogni giorno deve fare una corsetta di almeno un’ora e anche più se ci riesce, e prima di recarsi al lavoro”. L’uomo preoccupato non osa ribattere. Nel frattempo il medico legge la sua scheda e dice: ”vedo che è sposato e che ha già due figli grandi; da oggi niente più sesso dunque, che le crea

solo stress e quindi rischio di problemi cardiaci”. L’uomo a questo punto ci pensa: niente mangiate, niente bevute, alzarsi alle 6 del mattino per fare ginnastica, niente sesso…. Si fa coraggio e chiede al medico: “mi scusi ma se rispetto tutte queste prescrizioni, lei mi assicura che vivrò per moltissimi anni?” Il medico divertito lo guarda e gli risponde:”no, non glielo posso garantire, ma le assicuro che le sue giornate saranno interminabili !!!”. Ecco, questa è, scherzosamente, l’immagine dell’essere abile ad usare un codice binario. Un’altra vignetta per rappresentare l’essere esadecimale: un giorno la moglie di un uomo saggio gli chiede: “caro, ma tu mi ami?” L’uomo la guarda e gli risponde:”io amo”. La donna ci pensa e gli richiede: “si, d’accordo, ma tu mi ami”. L’uomo nuovamente risponde:”io amo”. Ancora la donna incalza e dice: “voglio sapere se ami me”. L’uomo ancora risponde: “io amo”. La donna indispettita lo guarda e richiede: “insomma, mi dici se mi ami?” A questo punto, l’uomo per nulla turbato, si alza ed esce di casa senza dire nulla… Questo è l’essere esadecimale… a buon intenditor poche parole.

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LA VIA INTERIORE

La Cronogenetica di Mario Grilli (www.cronogenetica.it) Cos’è la Cronogenetica? E’ un percorso che utilizza frasi induttive di programmazione neuro-linguistica secondo la scoperta della Time Line di Tad James e Wyatt Woodsmall e le tecniche di “pulizia emozionale” che usano le peculiarità della spirale cosmica con i suoi moti orari (accrescitivi e costruttivi) e antiorari (involutivi e di deprogrammazione). Questa tecnica, semplice ma potente, permette l’individuazione delle cause radici delle emozioni negative, dell’ansia, dei conflitti, traumi, fobie, decisioni limitanti, eventi emozionali in genere che bloccano e disturbano l’esistenza della persona. Una volta individuata la causa è possibile chiedere all’inconscio di tornare indietro nel tempo, almeno 15 minuti prima che qualsiasi cosa innescasse l’evento che ha generato il problema e di guardare la linea temporale successiva a partire da quel momento. L’inconscio verifica in questo modo che non c’è nulla che disturba il flusso temporale ed accetta di cancellare definitivamente tutti gli ingrammi negativi che confondono l’esistenza della persona. Questo perché anche una semplice variazione della prospettiva temporale mostra all'inconscio l'illusione che è in realta l'emozione, e questa, automaticamente, scompare. Dove risiedono le cause-radici ? Solitamente le cause sono molto profonde nel nostro inconscio e vengono memorizzate in fase Delta, quando il cervello ha un’attività elettromagnetica estremamente bassa e dove la nostra base cosciente, cioè le onde Beta e Alfa non riescono ad “entrare”. La maggior parte degli esseri umani non può “toccare” quei luoghi così intimi, dove si accede soltanto in meditazioni molto profonde, stati di preghiera ed estasi particolari o in stati alterati di coscienza (ma in questi ultimi casi manca tuttavia qualsiasi capacità di azione positiva). Si tratta di eventi che riguardano i primi sette anni di vita o il momento della nascita: in questi casi sono problematiche che anche altre metodologie più o meno psicologiche o “energetiche” riescono ad individuare e forse a sciogliere. Ma,

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molto spesso, ci sono emozioni, conflitti e traumi che hanno la propria causa radice prima della nascita della persona e che si situano o nei nove mesi di gestazione nell’utero materno o addirittura prima del concepimento: in una delle due linee generazionali dei rispettivi clan di appartenenza. Questo significa che un componente della propria famiglia di appartenenza, secondo una linea matrilineare o patrilineare, ha vissuto nella propria esistenza un evento che è stato percepito come negativo o come palese ingiustizia e – non essendo stato integrato e compreso nella sua stessa famiglia – è diventato un pesante fardello inconscio da lasciare in eredità ai propri figli e discendenti. Così come si ereditano fattezze e forme fisiche o anche malattie particolari, il nostro inconscio può ricevere in eredità conflitti e traumi che sono stati dei nostri avi, da costringerci a vivere una vita con emozioni altrui. Una persona che nasce con un imprinting generazionale ad esempio di rabbia (che magari è appartenuto al proprio nonno paterno), neppure sa – emotivamente parlando – cosa significa “non provare rabbia” perché non può possedere alcun metro di paragone positivo in lui. Pace con coloro che ci hanno preceduti nel clan familiare La Cronogenetica permette questa riconciliazione con i componenti del proprio clan che ci hanno preceduti (indipendentemente se sono o no ancora viventi) e solitamente dopo una pulizia emozionale e generazionale si instaura un nuovo flusso comunicativo all’interno dell’intera struttura familiare, come se l’onda d’urto di un antico rifiuto non si ergesse più alle nostre spalle come una eterna spada di Damocle. Moltissimi sono i casi in cui madri e figlie, padri e figli tornano nuovamente in contatto emotivo ed emozionale, si concedono un rinnovato abbraccio (per alcuni può essere anche il primo della loro esistenza) e l’inconscio scioglie quel lungo rosario di amarezza che sottende a quella terribile omertà emozionale che pietrifica il dialogo e l’amore in moltissime nostre famiglie. La Cronogenetica individua il delitto di omissione e di omertà che si solidifica all’interno del nucleo familiare quando

una persona non osa parlare dell’evento traumatico agli altri componenti della sua famiglia e così facendo destina i propri eredi a portare il fardello delle proprie paure: “di queste cose, non si parla…” Spesso il rifiuto nei confronti della propria famiglia si manifesta in disprezzo. Quando si lavora in Cronogenetica, il dialogo con l’inconscio si fa serrato e si evidenziano elementi che fanno emergere valori originari non collegati a mode o a culture transeunti. Anche l’inconscio parla dell’amore che non deve mancare all’interno del clan e che dimostra un legame solido che ci lega reciprocamente nell’appartenenza alla medesima progenie. E’ l’unione con questa sorgente archetipica e generazionale che ci permette di accettare di far parte di un unico grande popolo umano, che consente l’accettazione della diversità e l’incontro con gli altri uomini. “Né Dio ignorava che l’uomo avrebbe peccato e, già sottomesso alla morte, avrebbe propagato una schiatta di mortali, (...) la cui schiatta era pur derivata da uno solo, proprio perché essi apprezzassero la concordia. (…) e a questo popolo avrebbe giovato il pensiero che Dio istituì il genere umano da un uomo solo, per ricordare agli uomini quanto gli sia grata l’unità tra i molti. (Sant’Agostino, “La città di Dio”) Cercare la causa radice generazionale non significa andare a individuare un peccatore tra i propri antenati per scaricare su di lui la colpa. Anche se molte volte questa tentazione viene alimentata da più parti, avendo un’origine religiosa. Nel libro dell'Esodo, Dio dice: "Io sono un Dio geloso che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione per coloro che mi odiano" (Es. 20,5). L’inconscio di oggi però non parla più la vecchia lingua della “legge del taglione”, che riversa la maledizione sui figli per molte generazioni. Del resto, già i profeti dell’Antico Testamento avevano liberato l’Uomo da questa terribile condanna e dannazione: "Voi dite: perché il figlio non sconta l'iniquità del padre? Perché il figlio ha agito secondo giustizia e rettitudine, ha osservato tutti i miei comandamenti e li ha messi in pratica,


perciò egli vivrà. Colui che ha peccato e non altri deve morire; il figlio non sconta l'iniquità del padre, né il padre l'iniquità del figlio. Al giusto sarà accreditata la sua giustizia e al malvagio la sua malvagità". (Ez. 18,19-20). La Cronogenetica non va cercando una colpa. Non deve lucrare un perdono, ma sciogliere una memoria errata. La colpa esiste quando c’è coscienza e consapevolezza, quando c’è una individualità senziente, non quando la persona non riesce ad integrare e a gestire, per i più svariati motivi, l’emozione o il conflitto. L’origine di un conflitto è sempre il rifiuto: “rifiutare ciò di cui invece abbiamo assolutamente bisogno”. Ma perché si rifiuta qualcosa che serve al mio essere? Forse è questo il segno primigenio in noi del peccato originale: non avere il cuore abbastanza grande per contenere e vivere l’emozione che mi raggiunge e mi fa diventare vivo. Così invece di dire “Ti amo” preferisco dirti “Vai, via!”. L’inconscio, quando non sappiamo integrare l’evento emozionale che ci accade, lascia un ingramma attivo, un segno profondo per ricordarci il nostro limite. Ma questo segnale, a cui si agganceranno tutte le successive emozioni negative similari in un lungo rosario di amarezza, non è una punizione voluta dall’alto, ma ha la funzione di un segnalibro, per ricordarci che in quel punto, in quella emozione, non siamo stati adeguatamente maturi per affrontare la realtà (ma come potevamo esserlo? Avevamo pochi mesi di vita o addirittura non eravamo completamente formati nel grembo materno). L’inconscio, lasciando quel segnale irrisolto dentro di noi, ci ha salvato da una specie di corto circuito emozionale in cui avremmo perso la nostra individualità. La malattia come un programma sensato della natura Oggi altri medici lungimiranti e sapienti, come il Dr. Ryke Geerd Hamer, concepiscono la stessa malattia come un programma speciale e sensato della natura per risolvere il conflitto biologico che deriva da un colpo fulmineo e scioccante, ma soprattutto inatteso. Addirittura, questo celebre medico ha dimostrato come nel momento del conflitto si genera nel cervello una struttura concentrica visibile con la TAC che permette all’organismo di affrontare l’emergenza imprevista. Se avessimo il tempo di prepararci potremmo sostenere qualsiasi tipo di conflitto,

e facendo estinguere per sempre quella stirpe o “schiatta”.

ma la vita e l’evoluzione non prevedono predizioni, per questo la natura, nella sua infinita saggezza, ha messo in atto dei programmi speciali per superare il conflitto biologico in atto. Sono programmi che possiedono un loro specifico senso, anche se a noi appaiono, per mancanza di visione e conoscenza, ancora come errori cellulari e malattie. Così accade a livello inconscio: l’ingramma negativo rappresenta in realtà una “felice colpa” perché ci costringe a mettere a tema – nella nostra esistenza – proprio quella problematica che non è stata “superata” e ad imparare qual è l’atteggiamento di apertura emozionale e mentale che può risolvere e sciogliere quel blocco. Se il lavoro di comprensione del conflitto o del trauma non viene svolto con sufficiente integrazione dalla persona, la problematica connessa non si dissolve con la sua uscita di scena o con la sua morte biologica, ma “passa” in linea diretta al primo figlio se siamo maschi, o alla prima figlia se siamo femmine. Questo passarsi la “patata bollente” è una eredità effettivamente pesante per il singolo individuo, ma è perfettamente funzionale e “giusta” dal punto di vista dell’inconscio, poiché risolve la mancata integrazione emozionale all’interno della stessa stirpe, senza appesantire altri destini. L’inconscio risulta essere – nella nostra indagine e ricerca – altamente etico ed ecologico tanto che, se nel corso di alcune generazioni quella problematica viene reiteratamente disconosciuta e rinnegata, così che nessuno dei suoi componenti si prende la responsabilità di “risolvere l’ingramma”, l’inconscio chiude la partita nell’unico modo che la natura conosce: non concedendo più il dono della fertilità e dei figli

La ristrutturazione della Linea Temporale (Time Line) La Cronogenetica, eliminando il blocco delle emozioni negative e ristrutturando la Linea Temporale, conduce la persona a concepire il rinnovamento come gesto ed azione. Rinascere anche quando si è vecchi, vuol dire che si torna ad accettare – come paradigma per la propria esistenza - il potere dell’azione e non più la difesa della parola e della teoria! Non la centratura del metodo, ma la centralità dell’azione in funzione di un obiettivo. Sciogliere il blocco delle emozioni negative e delle cause radici che sottendono ai nostri traumi e conflitti, permette alla nostra Linea Temporale di tornare a scorrere secondo un flusso corretto. Solo allora il nostro futuro non collassa più sul nostro passato, andando in corto circuito e riducendo, in un ciclo continuo e senza speranza, la nostra quotidianità. La maggior parte delle Linee odierne ha perso la direzionalità e la capacità di incrementare la freccia temporale; sempre più spesso le linee si attorcigliano intorno al corpo umano incapaci di possedere un respiro più ampio e di generare uno spazio-tempo adeguato per la propria crescita. I ricordi del passato si confondo e si accavallano a quelli del Futuro (così parla l’inconscio) e la persona non sa più distinguere se l’azione che sta compiendo è in direzione del suo domani o una ripetizione pedissequa di un errore passato. La linea si blocca, lo spazio si raggruma ed implode… Il lavoro della Cronogenetica è quello di ricostruire la temporalità del soggetto fornendo il vero e unico spazio dove si muove la nostra coscienza: il tempo. Il tempo è un territorio dove occorre distinguere i due tronconi (Passato/Futuro), ma questo è possibile solo dopo aver ripulito l’inconscio da tutte le emozioni negative, dai conflitti e traumi e, soprattutto, aver liberato la mente dalle ben più pesanti decisioni limitanti che, con il loro giudizio senza appello, bloccano all’origine qualsiasi azione. La Cronogenetica è un percorso di nove mesi, in cui l’inconscio ha l’opportunità di ritornare nel seno della propria origine temporale così da rinascere di nuovo, libero di porre nel tempo i propri obiettivi (di incarnare il proprio destino) e, soprattutto, raggiungerli.

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LA VIA INTERIORE

Il tempo finito di Giovanni Babbolin

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utti noi esseri umani ci aspettiamo che la morte sia riservata esclusivamente all’anziano, alla vecchiaia, a quella che siamo soliti ritenere l’ultima fase della vita, ma non è così. La morte è una fase del nostro percorso di vita nella quale tutti dobbiamo passare. Nel caso delle malattie gravi, questo diventa un evento imprevisto nella vita dell’individuo. Ci sono due fasi importanti da vedere sotto un’ottica diversa dall’usuale: A = NASCITA, B = MORTE. Noi non dobbiamo tenere in considerazione che tutta l’esistenza dell’essere umano sia racchiusa in A e B, ma che niente è nato da niente e che niente morirà con niente. E’ sempre importante cercare di ricordare che la persona non è certamente solo quello che appare fisicamente, ma bensì è un insieme di attributi fisici, mentali, spirituali Il compito degli operatori sanitari dovrebbe essere quello di occuparsi di una specifica “fetta di vita” del malato terminale. Se abbiamo detto che “A” e “B” rappresentano la nascita e la morte, gli operatori sanitari dovranno entrare in questo intervallo per aiutare un individuo nel momento in cui prenderà coscienza dell’evento “morte”. Questa coscienza si percepisce nel momento in cui un “imprevisto” entra a far parte della quotidianità dell’individuo, all’improvviso, sotto forma di malattie e incidenti di diversa natura. Non fa parte del pensiero comune prendere coscienza della morte negli anni della giovinezza o, per lo meno, negli anni di piena salute fisica ma, sarebbe una cosa molto importante, almeno cominciare a pensarci veramente, per poi riuscire ad avere un impatto meno catastrofico quando, per cause naturali o per malattie, entreremo nel processo inevitabile della morte fisica. La fase terminale diventa così un passaggio importantissimo per entrambe le parti, sia per gli operatori sanitari, che per l’ “ospite-paziente-malato”. L’unica vera componente che l’operatore dovrebbe capire è il fatto di non trovarsi lì per cercare di “ripristinare” la salute dell’individuo ma per accompagnarlo nella sua fase terminale, cercando di fargli accettare questo evento inevitabile.

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Non si vuole con questo affermare che la cura farmacologia non possa servire ma, visto che l’evento morte è per tutta l’umanità un passaggio inevitabile, l’obiettivo vorrebbe riuscire a renderlo meno traumatico. Gli operatori sanitari operano di solito quando il paziente, nella maggioranza dei casi, è già cosciente della morte e ha capito che qualcosa sta per finire. In questo caso gioca un ruolo essenziale la domanda che chiunque si pone: perché proprio a me? Ecco dove gli operatori hanno un ruolo importante. Da questo punto fino a quel momento, si apre una fase acuta di crisi, con un’instabilità psicologica, variabile da soggetto a soggetto (“l’inconscio non accetta la morte”… S. Freud). In questa fase acuta del morente sono necessari due approcci: le cure mediche e le cure personali (qui diventa rilevante capire il soggetto). In questa fase si presenta il “picco” della paura dell’individuo e le capacità intellettive sono ridotte al minimo; è dunque necessario dargli più tempo di adattamento a questa situazione, affinché si possa trovare una porta aperta con il malato, così da intervenire nel modo più giusto per cercare di ridurre l’ansia e le paure che lo stanno logorando. Il problema del morente è la paura dell’ignoto e l’eventuale dolore ne complica notevolmente lo scenario, ma non ne modifica i lineamenti essenziali. Gli operatori sanitari dovrebbero riuscire a capire quali sono le emozioni del malato, affinché se ne possano comprendere le pro-

spettive, agendo sempre in modo da non far apparire il cosiddetto “non coinvolgimento emotivo” degli operatori come “crudeltà” o “trascuratezza” (il “disinteressamento professionale programmato” degli operatori sanitari è attuato per non essere coinvolti emotivamente nella quotidianità e poter così garantire i servizi primari al malato senza ripercussioni). Un problema che assilla per la maggiore un malato terminale è l’impossibilità di correggere gli “errori” fatti in passato. L’insoddisfazione di aver lasciato irrisolte delle questioni famigliari e di non poter più ristabilirle, per le conseguenti impossibilità fisiche e/o mentali, complica il tutto. Questo provoca nel malato un gran senso di colpa. Un compito molto importante per gli operatori sanitari diventa quello di cercare di far adattare alla sua nuova realtà il malato terminale, aggrappandosi anche alla sua memoria e ai suoi ricordi passati, affinché possa trascorrere il tempo rimanente in una condizione psico-fisica meno traumatica possibile (tra i “due mali” si cercherà di adattarsi al “male minore”). Non esistono delle costanti per le quali gli operatori sanitari debbano attenersi ad un protocollo di comportamenti e terminologie in una comunicazione con il malato terminale, perché egli vive la propria condizione in maniera soggettiva, condizionata da vari fattori quali lo stile di vita, l’ambiente di lavoro, il livello di qualità culturale, il reddito, l’assistenza medica, ecc. determinanti il proprio essere e, dunque, caratte-


rizzando la personalità dell’individuo. A questo punto viene spontaneo rivolgersi un’altra domanda: perché l’essere umano ha paura della morte? Tante potrebbero essere le risposte, ma una in particolare tende ad avere più peso nel dibattito. L’individuo, analizzato nella sua visione storico-sociale ha un problema di identità. Tra il piano mentale e l’intelletto c’è, nel mezzo, una parte di distorsioni dell’ego riflesso (in sanscrito: ahamkara). L’inconscio è il depositario delle nostre convinzioni più profonde. Un pensiero psichico che scivola nell’inconscio diventa un pensiero autonomo racchiuso in uno spazio sottile che, dunque, può essere modificato (“karma ashaya”, inconscio, subconscio, dove risiedono i nostri rimossi, depositario delle nostre convinzioni). Ogni individuo muore a modo suo, con il proprio stile: come è vissuto, così muore. In caso di una malattia grave può diventare più “facile” per gli operatori sanitari inserirsi in quello spazio sottile e riuscire a modificarlo. Uno studio fatto sui “mantra” mostra il fatto di come si possa modificare quella parte di pensiero scivolata via, fino a rimuoverla (man = mente, tra = strumento, da cui la parola sanscrita per indicare l’uso del suono e della voce come terapia per ottenere il controllo della mente o indurre nella stessa contenuti diversi dagli usuali). In tal proposito la Musicoterapia è un sistema validissimo di controllo e non solo: un’altra parte molto interessante ed essenziale per far sì che il malato terminale giunga alla fine della propria vita fisica in serenità, è la tecnica della visualizzazione. Non solo allora diventano importanti il suono, la musica e la voce, ma anche le immagini gioiose. Il linguaggio del nostro corpo (un gesto vale più di mille parole…), la tranquillità e la serenità degli operatori, sono di grande rilevanza per riuscire ad avere una visione olistica dell’individuo nel suo insieme. Così si va a creare una situazione di mutuo scambio, perché gli operatori sanitari non possono mai porsi sopra i pazienti, ma sono la medesima cosa e, dunque, dovrebbero lavorare in sinergia con essi per identificare le emozioni che portano sofferenza, cercando di allontanarle. Così si può arrivare a sperare che, con buona volontà, senso critico e altruismo, si possa riuscire a portare il malato sempre più vicino ad un mondo e ad un modo di morire meno “sofferente”.

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LA VIADEL CIBO

Siamo ciò che mangiamo di Maria Luisa Tognon

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l filosofo tedesco Ludwig Feuerbach, intitolò una sua famosa opera del 1862, “Il mistero del sacrificio” ovvero “L’uomo è ciò che mangia” ("Der Mensch ist was er isst"). L’obiettivo che si poneva era quello di sostenere un materialismo radicale e anti-idealistico, a tal punto da portarlo a concludere che l’uomo coincide precisamente con ciò che ingerisce. Forse, questa coincidenza tra “essere e mangiare” potrà sembrare un po’ eccessiva ma è innegabile il fatto che, se esistiamo, è perché mangiamo. Affermare poi che siamo ciò che mangiamo, forse è un po’ troppo. Sta di fatto che questa definizione è stata ripresa anche da George Osawa, uno dei padri della macrobiotica. “Noi siamo ciò che mangiamo”, dunque. Che cosa significa? Significa letteralmente che ciò che mangiamo condiziona ciò che siamo e che diventeremo. L’alimentazione è, infatti, collegata al nostro benessere secondo alcuni parametri che definiscono la salute umana: l’equilibrio PNEI (psico-neuro-endocrino-immunologico)* l’equilibrio psico-fisico-metabolico il peso forma (*La PNEI è una disciplina scientifica e una realtà biologica e fisiopatologica che raccoglie sempre più consensi e l’interesse degli studiosi).

Da qualche tempo si assiste, da parte del mondo medico, a un progressivo abbandono della concezione separatistica delle funzioni biologiche dell’uomo

per lasciar posto a una visione unitaria. Nell’ambito di questa interpretazione, il ruolo fondamentale è svolto dal sistema nervoso centrale (SNC) che funge da attivatore d’impulsi, i quali, giunti a livello degli organi e sistemi periferici, determinano alcune modificazioni biologiche, che in seguito ritornano come segnale allo stesso SNC. Il cervello, per questo ruolo unitario di azione e di controllo, può essere definito il primo mediatore. Accanto al SNC, dobbiamo poi considerare il sistema nervoso vegetativo (SNV), che funge da struttura di collegamento fra cervello e organi; attraverso il SNV, il cervello invia in periferia messaggi di natura funzionale. In questi messaggi biologici non c’è solo il vissuto vegetativo del cervello ma anche il vissuto psichico di ciascuno di noi, cioè ansie, timori, desideri, stress; essi codificano segnali cerebrali che informano i nostri organi interni della realtà psichica del soggetto in una determinata fase della vita. Il SNV collega cervello, organi, ghiandole endocrine e sistema immunitario; quest’ultimo svolge il ruolo di modulatore e attivatore delle funzionalità degli organi e dello stesso SNC. Difatti l’interconnessione fra SNC e sistema immunitario rappresenta una realtà funzionale con netti riscontri di tipo biologico e fisiopatologico. Fino a qualche tempo fa, si assisteva a un atteggiamento scettico degli studiosi, quando si argomentava di correlazioni fra funzioni psichiche, fisiologia degli organi interni e dei sistemi periferici. Oggi quest’atteggiamento tende a mutare proprio in virtù di acquisizioni fondamentali di biologia molecolare. Così un tempo si parlava di distonia neurovegetativa, di neurosi cardiaca, di colite spastica, come patologie d’organo a sé stanti, espressione quasi di stato “suggestivo” del soggetto. Oggi, in realtà, per effetto delle moderne acquisizioni neuroendocrine, si è visto che si tratta di problematiche fisiopatologiche che investono la biologia molecolare di più sistemi integrati. L’alimentazione deve essere anche rispettosa del gruppo sanguigno dell’individuo, nonché delle eventuali intolle-

ranze e/o allergie alimentari. Come si affronta allora il problema dell’equilibratura dell’alimentazione di una persona? Innanzi tutto è necessario: 1. verificare eventuali intolleranze alimentari 2. assumere alimenti geneticamente personalizzati 3. esercitare un’attività fisica personalizzata La durata e la qualità della vita dipendono in gran parte dall’ingestione e dall’utilizzo dei nutrienti. Gli alimenti sono costituiti da: • sostanze nutritive (carboidrati, proteine, grassi). • sostanze extranutrizionali. • enzimi, antibiotici naturali, vitamine, minerali. Gli alimenti possono essere classificati in: 1. alimenti-terapia. 2. alimenti indifferenti. 3. alimenti-omotossine. Gli alimenti-terapia sono alimenti che favoriscono il mantenimento dell’equilibrio PNEI. Gli alimenti indifferenti non presentano valenza di cibi-terapia né di cibi-omotossine. La loro utilità è in rapporto alla composizione e all’apporto nutrizionale. Le omotossine sono di due tipi: • esogene, rappresentate da virus, funghi, batteri, inquinanti ambientali e alimentari, alimenti, ecc., • endogene, rappresentate da metaboliti intermedi, cataboliti finali.


LA VIADEL CIBO

La malattia non rappresenta altro che la lotta dell’organismo contro le tossine, al fine di: 1. neutralizzarle. 2. espellerle. 3. compensarne i danni irreversibili. Gli alimenti-terapia sono comunque alimenti compatibili con il gruppo sanguigno dell’individuo. I gruppi sanguigni sono, infatti, fra i fattori principali che differenziano un individuo dall’altro. E’ stato evidenziato che molte sostanze nutritive sono in grado di agglutinare (aggregare) i globuli rossi di alcuni gruppi sanguigni ma non di altri. In numerosi alimenti sono presenti sostanze di natura proteica chiamate “lectine”, una specie di “colla biologica”, dotate di potere agglutinante. Queste sostanze si differenziano nei vari cibi e possono essere dannose per un grup-

po sanguigno e non per altri: nei soggetti non compatibili, possono causare agglutinazione dei globuli rossi, con pericolo di trombosi (infarto miocardico, ictus, ecc.). In pratica, tra sangue e cibo avviene una reazione chimica sulla base del bagaglio genetico dell’individuo. L’apparato digerente e il sistema immunitario di un individuo ricordano a livello genetico la tipologia dei cibi utilizzati di preferenza dai progenitori che presentano lo stesso gruppo sanguigno. Alimentazione e malattie cronico-degenerative La correlazione tra l’alimentazione e le patologie cronico-degenerative è dimostrata già da tempo. E’ possibile quin12

di prevenirle e controllarle mediante un approccio neuro-omotossicologico nutrizionale biologico, personalizzato con integratori essenziali e modifica dello stile di vita. Le patologie autoimmuni sono in aumento e sono causate dalla qualità degli alimenti sempre più inquinati da sostanze tossiche (solventi, metalli pesanti, ecc.). Le patologie autoimmuni sono causate anche da terapie ponderali di tipo soppressivo troppo frequenti (antibiotici, antidolorifici, antistaminici, antipiretici, cortisonici, ecc.). Sclerosi multipla Nei pazienti affetti da sclerosi multipla (o sclerosi a placche) c’è una relativa incapacità di utilizzare gli acidi grassi essenziali (vegetali) che vanno a costituire la guaina mielinica, cioè la membrana che riveste i tronchi nervosi, con conseguente progressivo deterioramento della trasmissione degli impulsi nervosi. La dieta di questi pazienti dovrebbe essere costituita per il 75% da alimenti alcalinizzanti: verdure biologiche fresche di stagione, frutta fresca di stagione, legumi biologici freschi, cereali integrali biologici, masticati bene per acquisire valenza alcalina; restrizione delle proteine animali (la loro incompleta digestione favorisce lo sviluppo della flora batterica intestinale aggressiva, con produzione di tossine e gas nocivi) e amine tossiche vasocostrittrici. Olio di canapa: biodispersibile (acido linoleico). Artrite reumatoide E’ una patologia autoimmune caratterizzata da un processo infiammatorio a carico delle articolazioni. A livello articolare c’è una stretta correlazione fra stress ed aggravamento della sintomatologia. Anche in questo caso è molto importante la correlazione col gruppo sanguigno: infatti, i portatori del gruppo A sono i più colpiti. E’ necessaria la bonifica di eventuali foci dentari, diminuire l’assunzione di carni rosse, di pepe, di solanacee (patate, pomodori, melanzane) che sono causa di dolori articolari. È da preferire il pesce (antinfiammatorio) e limitare carboidrati ad alto carico glucidico: pasta bianca, pane bianco, riso bianco, patate, perché favoriscono la formazione di sostanze poli-infiammatorie.

Diabete Il diabete di tipo 1 (o giovanile, insulino-dipendente) è una malattia a predisposizione ereditaria con meccanismo autoimmune. Il diabete di tipo 2 (non insulino-dipendente) compare nell’adulto in relazione ad obesità e inattività fisica. Vi è una ridotta tolleranza agli zuccheri e resistenza all’insulina prodotta dal pancreas. L’alimento essenziale in questo caso è la fibra. Infatti, la fibra diminuisce il tasso di glucosio nel sangue (glicemia), il tasso di glucosio nelle urine (glicosuria) e la richiesta d’insulina. Questi effetti sono raggiunti essenzialmente perché la fibra diminuisce l’assorbimento dei carboidrati. Esistono vari tipi di fibra: lignina: (fibra legnosa contenuta in frutta, verdura, cereali), cellulosa (in frutta, verdura, cereali), pectina (nella parte bianca degli agrumi, fragole, verdura), emucellulosa (comune in tutte le piante), gomma (soprattutto nei legumi e in alcuni cereali). Alimenti ad attività antidiabetica sono la soia (ipoglicemizzante e ipocolesterolemizzante per la qualità delle sue fibre), poi avena, orzo, fagioli, noci e arachidi, semi oleosi (ricchi di acido fitico, con attività antidiabetica). Ipercolesterolemia La moderna alimentazione ricca di cibi pronti con un eccesso di acidi grassi saturi e zuccheri semplici, la diminu-


Plasma di Quinton

Boswellia

La talassoterapia si avvale delle risorse del mare. L’acqua viene semplicemente filtrata e riscaldata, per preservare tutte le qualità originarie. I fanghi marini e le alghe sono utilizzate per applicazioni locali o impacchi su tutto il corpo, dagli effetti rivitalizzanti o snellenti. Il sale marino entra nei trattamenti per le sue proprietà esfolianti. L’acqua di mare si può considerare la più completa acqua minerale, in quanto in essa sono contenuti quasi tutti gli elementi esistenti in natura. Utilizzata in combinazione con il clima marino può curare diversi disturbi e svolgere un’azione rivitalizzante, detergente e antibatterica.

Nella Fitoterapia occidentale si utilizzano spesso estratti di piante extra-europee, derivanti nella maggior parte dei casi dalla medicina tradizionale di molte popolazioni.

L’acqua di mare è in commercio, con il nome di plasma di Quinton, appena modificata per le esigenze dell’organismo e resa sterile, permettendo così di rimineralizzare l’organismo, ristabilendo il metabolismo minerale alterato e l’equilibrio ionico. Una cura con acqua di mare moltiplica fino a 10 volte il tasso di magnesio, con notevole miglioramento delle manifestazioni allergiche, dell’assimilazione e diminuendo le fermentazioni gastriche. Il Plasma di Quinton è acqua di oceano pura, sterilizzata a freddo. È in vendita in farmacia, sotto forma di fiale. L’acqua di mare è ricca di oligoelementi e sali minerali, elementi che entrano nel nostro corpo attraverso la pelle riattivando in questo modo la circolazione, stimolando il metabolismo e le attività d’assimilazione e d’eliminazione. Queste sostanze hanno più efficacia se la temperatura dell’acqua è tra i 30 ed i 32 gradi. L’acqua di mare è inoltre raccomandata per curare le artrosi, le infiammazioni dei tendini, dei muscoli e dei nervi, delle prime vie respiratorie e per combattere l’obesità e la cellulite. Il plasma di Quinton bevuto a stomaco vuoto, può guarire numerosi disturbi: dermatiti, psoriasi, allergie alimentari, riniti e sinusiti, osteoporosi, dolori reumatici, astenia e sindromi depressive. “Il mare guarisce le malattie degli uomini” (Euripide)

E’ ad esempio il caso della Boswellia (Boswellia serrata Roxb), della famiglia delle Burseraceae, un albero originario dell’India, forse più conosciuto per il fatto che dalla sua corteccia si estrae una resina chiamata “incenso”, certamente conosciuto per l’uso che ne è sempre stato fatto durante le cerimonie religiose. Recentemente l’attività antireumatica degli estratti di Boswellia è stata confermata anche sull’uomo, con particolare riferimento all’artrite reumatoide: i pazienti affetti da artrite reumatoide sono stati trattati con estratto di Boswellia, da solo o in associazione ad altre piante antireumatiche, valutando la variazione della velocità di eritrosedimentazione (VES) e di alcuni parametri clinici. Gli autori hanno concluso che si trattava di un trattamento sicuro, ben tollerato anche nella terapia a lungo termine, capace di modificare l’andamento clinico della malattia, utilizzabile anche in associazione ad altri farmaci, efficace nella riduzione del dolore e del gonfiore articolare e nel ristabilire un buona funzione articolare. Alcuni acidi boswellici hanno dimostrato sperimentalmente un’importante attività antitumorale, dimostrata tuttavia soltanto in vitro su cellule leucemiche, ma non ancora sull’uomo. Estratti di Boswellia possono essere prescritti nella terapia di numerose patologie dell’apparato osteoarticolare e non: dolori artritici, artrosi, artrite reumatoide, fibromialgie, miositi, tendiniti, periartriti, flogosi delle parti molli, reazioni allergiche bronchiali o rinosinusali, malattie infiammatorie croniche o allergiche della pelle, colite ulcerosa, morbo di Crohn, epatopatie croniche. In certi casi è possibile giungere anche alla riduzione di farmaci antiinfiammatori, cortisonici e non, abitualmente utilizzati.

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LA VIADEL CIBO

zione dell’attività fisica, lo stato continuo di stress, ha indotto un aumento pericoloso dei livelli di colesterolo nel sangue. Contro l’ipercolesterolemia bisogna aumentare l’introito di verdure crude o cotte di stagione, frutta di stagione, pesce, carne bianca, limitare al massimo uova, panna, burro, strutto, lardo, salumi, formaggi stagionati. Sì ai latticini: yogurt magro, latte scremato, ricotta o caciotta (non più di 10 grammi la settimana); pochi dolci con zucchero bianco, cibi conservati, no troppo sale e dadi per brodo. Cancro Il cibo può influire nella misura del 30-40% nello sviluppo del cancro. E’ importante diminuire i cibi a rischio: cibi conservati e affumicati (pesce e carne) contengono nitrosamine cancerogene; diminuire insaccati e spezie; diminuire gli acidi grassi (di origine animale); aumentare il pesce azzurro, l’olio d’oliva con spremitura a freddo; diminuire l’alcol (la birra sembra collegata al cancro del colon); aumentare frutta e verdure crude; aumentare fibre (cereali integrali biologici e legumi). Malattia asmatica La malattia asmatica è una patologia ostruttiva cronica delle vie respiratorie, caratterizzata da infiammazione e broncospasmo. L’incidenza è in aumento negli ultimi anni. Tutti i pazienti asmatici presentano segni clinici tipici: iperreattività, ostruzione bronchiale reversibile, eosinofilia (aumento nel sangue di

un tipo particolare di globulo bianco). La malattia asmatica può essere classificata in 2 tipi: 1. asma estrinseco: manifestazione di un’allergia IgE-mediata con liberazione di mediatori dell’infiammazione (istamina, leucotrieni, ecc.). La malattia si manifesta nell’infanzia e adolescenza. Spesso coesistono altre manifestazioni allergiche, come dermatite e rinite. Gli attacchi sono scatenati dall’esposizione all’allergene. 2. Asma intrinseco: compare in età adulta ed è scatenato da un’infezione delle vie respiratorie o intestinali. Le IgE sono sempre nella norma, come pure le prove cutanee. La correlazione fra dieta e malattia asmatica è stata scientificamente provata: infatti, un regime dietetico di eliminazione può ridurre la sintomatologia nei pazienti con malattia asmatica. La dieta di eliminazione deve comprendere sia l’esclusione degli alimenti risultati positivi a test per la diagnosi di allergie e intolleranze alimentari, come per esempio l’Elettroagopuntura secondo Voll (EAV), che la prescrizione di alimenti biologici a basso contenuto di tossici e additivi, in particolare se questi ultimi sono risultati positivi al test di EAV. L’esclusione degli alimenti è protratta mediamente per 6-12 settimane, con reintroduzione a rotazione, un giorno ogni quattro, degli alimenti a rischio. I pazienti, inoltre, sono istruiti a osservare con attenzione le etichette degli alimenti per evitare l’assunzione degli additivi risultati positivi al test.

Quali sono i più frequenti allergeni alimentari? • Latte vaccino e derivati (caseina, alfalattoglobina, deltalattoglobina) • Uovo (albume) • Farina di grano, orzo, mais, avena • Crostacei, sogliola • Lievito chimico • Semi oleosi (mandorle, noci, nocciole, arachidi) • Maiale, pollo, vitello • Vegetali (pomodori, melanzane, peperoni, cipolle) • Legumi (piselli, fagiolo, ceci) • Frutta (agrumi, banane, mele, pesche, fragole) Gli additivi e tossici alimentari responsabili di crisi asmatiche sono: • salicilati (aspirina) • tartrazina (E102) • sodio metabisolfito (E223) • benzoato di sodio e metilparaossibenzoato (E202) • rosso carminio (E128-129) • gomme vegetali (E413-416) • glutammato monopodico (E620) • difenile (E230-232) • acido formico (E236-238) • antibiotici e ormoni (contenuti spesso nelle carni) Concludendo, si può dire che la dieta deve essere basata su alimenti biologici, in particolare verdura e frutta fresca. In questa sede non si è inteso tanto proporre schemi dietetici, quanto illustrare l’importanza e la relativa complessità del problema dell’alimentazione in rapporto alla salute dell’organismo. Ci sono ancora molti aspetti del problema (come quello dei gruppi sanguigni) che meriterebbero di essere approfonditi. Inoltre, vi sono malattie in cui la relazione con l’introito alimentare è evidente, come le malattie infiammatorie croniche intestinali, che necessiterebbero di una trattazione specifica, che ci proponiamo di esporre in una delle prossime pubblicazioni. Bibliografia: P.J. D’Adamo, C. Withney, “L’alimentazione su misura”, Sperling & Kupfer H.-H. Reckeweg, “Omotossicologia. Malattia e guarigione con la terapia antiomotossica”, Aurelia-Verlag. L. Conti, “Allergie e intolleranze alimentari”, Giunti.

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LA VIA DELLA SCIENZA

I sali minerali del dottor Schussler di Marinella Camera

È

ben vero che, citando Ippocrate, “i farmaci devono essere cibo e il cibo farmaco”. Ma ciò che ai nostri giorni ci viene somministrato come alimento (e non come “cibo”) dall’industria alimentare riesce a malapena a sostentarci. Ci sazia, ma non ci nutre. Nutrirsi significa rafforzare le energie vitali e ciò è possibile solo grazie a quel cibo che contiene esso stesso energie vitali. I semplici “alimenti” le contengono invece come un vago ricordo... Inquinamento, processi di lavorazione e conservazione industriali sottraggono al cibo molte sostanze importanti, tutti quei micronutrienti necessari a una corretta fisiologia del nostro organismo. I sali minerali del dottor Schussler apportano ciò che ci manca e che, per certi versi, non può che mancarci. Essi si situano a pieno titolo nella grande famiglia degli integratori alimentari, e come tali li possiamo reperire nelle Erboristerie e nelle Farmacie. Ma la loro azione in realtà sfonda quei confini per approdare nella categoria propriamente detta dei rimedi. Vediamo perché. Chi era il dottor Schussler? Wilhelm Schussler era un medico omeopata tedesco, vissuto tra il 1821 e il 1898. Nel 1874 pubblicò per la prima volta ”Abgekurtzen Therapie” (“Terapia Semplificata”), fondamento del suo metodo terapeutico. Fu grandemente avversato dai suoi colleghi omeopati, poiché nella scelta delle sostanze per la sua terapia e nel dosaggio si distaccava dall’ortodossia omeopatica. In seguito però essi si dovettero ricredere e riconobbero l’efficacia della sua terapia, sempre più consolidata dai risultati sui pazienti. Quale fu la “scoperta” di Schussler? Per anni Schussler eseguì ricerche ematologiche su innumerevoli casi. Infine analizzò persino le ceneri dei cadaveri che erano stati cremati. Trovò che, in ogni caso, sangue o ceneri, la linfa vitale umana e i diversi tessuti, organi, ossa o quant’altro fossero, contenevano sempre e comunque delle

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precise percentuali di alcuni sali minerali. Comparivano alla fine delle sue analisi sempre 12 composti minerali: 1) Calcium Fluoratum 2) Calcium Phosphoricum 3) Ferrum Phosphoricum 4) Kalium Chloratum 5) Kalium Phosphoricum 6) Kalium Sulfuricum 7) Magnesium Phosphoricum 8) Natrium Chloratum 9) Natrium Phosphoricum 10) Natrium Sulfuricum 11) Silicea 12) Calcium Sulfuricum Schussler dedusse il carattere di essenzialità di questi 12 sali per la vita dell’organismo, riuscendo poi a stabilire un collegamento tra le cause del decesso delle persone le cui ceneri aveva esaminato e la carenza di uno o più composti minerali nelle ceneri stesse. Per ognuno di questi 12 minerali individuò dove nell’organismo se ne trovino la maggior concentrazione e il fabbisogno, ne individuò l’azione e le problematiche anche patologiche in caso di carenza e si preoccupò in seguito di ridurli a una forma in cui potessero raggiungere le cellule “malate” dell’organismo, senza venire sprecati. Noi oggi sappiamo che le cellule devono essere in grado di raccogliere e trasmettere informazioni e materia, così pure i tessuti nel loro insieme devono poter essere in grado di scambiare sostanze. Lavoro svolto per la cellula dalla membrana cellulare, il cui potenziale energetico determina un buon chimismo cellulare: garantendo una caduta di tensione elettrica tra l’interno e l’esterno della cellula ne migliora la capacità reattiva e quindi la vitalità. Per quanto riguarda i tessuti, tale lavoro è svolto dall’interstizio, che riveste ogni organo e nel quale terminano i vasi linfatici e le fibre nervose. Per via della presenza-filtro della membrana cellulare, se formulati e assunti in chiave ponderale i sali non potevano raggiungere l’interno della cellula. Schussler trovò che i sali dovessero essere potenziati, vale a dire preparati in diluizione omeopatica. Tra

essi, nove furono preparati alla D6, tre alla D12: le diluizioni dimostrarono di avere il massimo livello di risonanza con il livello energetico intra ed extra-cellulare. I teoremi che Schussler lascia in eredità alla Biochimica: • Tutte le malattie insorgono per una carenza di determinate sostanze minerali essenziali e necessarie alla vita. • La normale attività cellulare dipende da un adeguato contenuto di elementi nutrizionali tr-a cui alcuni minerali sotto forma di sali inorganici (composti privi di carbonio). • Con l’introduzione delle sostanze mancanti si riequilibra la carenza nel bilancio minerale delle cellule e ne deriva la guarigione. • Le sostanze minerali possono essere introdotte soltanto a piccolissime dosi. • I rimedi devono essere diluiti in modo tale che i minerali, passando attraverso le mucose della cavità orale, della gola e dell’esofago, arrivino direttamente nel sangue, senza transitare nello stomaco e nell’intestino. Le più recenti ricerche applicative riguardanti i Sali di Schussler non parlano più soltanto di sostanze minerali carenti nell’organismo, ma anche del tipico effetto omeopatico. I sali cioè rilasciano stimoli o impulsi che provocano alcune trasformazioni elettrochimiche. Tali processi rimettono l’organismo in grado di andare a prendersi da solo, con l’alimentazione, i sali che gli mancano. In altre parole, i sali agiscono anche da rimedio catalitico. Scrive il dott. Renato Pascoletti, otorinolaringoiatra: “I preparati biochimici di Schussler apportano alle cellule una ‘informazione’ che risponde


alle leggi della biofisica secondo i principi della Medicina Funzionale Bioenergetica e quindi della Medicina Quantistica: lo stato carenziale specifico, evidenziato dal corredo sintomatico e costituzionale del soggetto, viene corretto non con una integrazione ponderale del sale carente, che comporterebbe l’uso di dosi tossiche, ma con quantità infinitesimali che realizzano un segnale di induttanza elettromagnetica sullo stato bioelettrico della cellula e/o della matrice, a seconda della necessità, correggendo in tal modo lo stato energetico alterato di tutto l’organo o apparato e quindi dell’intero organismo. Si ha di conseguenza il recupero di un equilibrio strutturale e funzionale che viene soggettivamente avvertito sia sul piano fisico che su quello mentale con la possibilità di ulteriori nuovi livelli di conoscenza e di evoluzione individuale che può coinvolgere, dove ci siano i presupposti, anche il piano spirituale”. Un’ottica straordinariamente “naturopatica” in chiave di vitalismo, energia e comprensione della spiritualità come parte integrante dell’essere umano. Prendo ancora a prestito le parole di un medico, il dott. Maiolo: “la terapia biochimica di Schussler si rivela dunque un sistema semplice ed efficace nelle patologie acute, nella terapia di supporto e di terreno e in caso di patologie croniche”. Ed è sempre il dott. Maiolo, negli atti citati, a descrivere i vantaggi di una terapia a base dei Sali Minerali di Schussler: • rapida risposta • sostegno metabolico • sostegno strutturale • non interagisce con altri farmaci • si può utilizzare in gravidanza • si possono associare più sali e si possono associare altre forme terapeutiche Mi sono spesso chiesta il motivo per il quale qui da noi, in Italia, i sali siano così scarsamente diffusi e scarsamente consigliati dagli operatori del benessere. Anche perché l’assunto di base di Schussler, cioè che la malattia si accompagni sempre a un deficit di determinati sali e che, ripristinandone l’equilibrio, si possa ripristinare una corretta fisiologia dell’organismo, fa di lui un naturopata ante-litteram. Nella sua ottica la malattia è un disturbo del ritmo corporeo che interferisce con l’assimilazione

e il trasporto degli elementi vitali essenziali per riparare e mantenere i tessuti viventi. E nessuna introduzione di sostanze estranee all’organismo umano viene effettuata: “Le alterazioni del metabolismo delle molecole minerali dell’organismo umano sono corrette, con il mio metodo, direttamente con l’apporto all’organismo di elementi che sono endogeni, allo stesso modo con cui l’omeopatia impiega elementi eterogenei, estranei all’organismo”. (da “Abgekurtzen Therapie”) Come individuare il Sale più corretto? Saper consigliare l’assunzione di uno o più Sali di Schussler sarebbe per il naturopata un atto alla sua portata, deontologicamente parlando. Esistono vari sistemi per comprendere quale o quali Sali siano più adatti alla persona che abbiamo di fronte: i medici già citati scelsero di somministrare i sali in funzione di una valutazione della relazione fra le patologie manifeste e l’azione estrinseca di ciascun sale, così come Schussler stesso la descrive e come la descrivono i suoi massimi continuatori d’opera e divulgatori, Richard Kellenberger e Friedrich Kopsche (“I Sali Minerali del Dottor Schussler – come raggiungere il benessere psicofisico”). Il naturopata non può certo prescrivere esami né fare anamnesi, né tantomeno diagnosi. Fortunatamente però tutto ciò non è assolutamente necessario al fine di poter consigliare a chiunque il Sale più adatto o necessario. La Diagnostica Visuale di hicketier Sulla base della conoscenza della sfera d’azione di ciascun sale, il naturopata potrà avvalersi del metodo della “Diagnostica Visuale” di Kurt Hicketier, medico tedesco vissuto tra il 1891 e il 1958, la cui opera ho appreso da una delle sue più grandi seguaci, Ursula Salm, che ha vissuto e studiato a lungo a Kemmenau, nella casa di cura fondata da Hicketier stesso e portata tuttora avanti dai suoi allievi. La conoscenza della Diagnostica Visuale e la fiducia nella sua efficacia sono dati ormai acquisiti in Germania e in Svizzera, laddove operano la maggior parte dei seguaci di questo metodo. In Italia è Ursula Salm a diffonderlo, con

semplicità, generosità ed instancabile entusiasmo grazie a seminari che tiene in vari luoghi tra cui Padova, Modena, Firenze. Il metodo in questione si basa sul riconoscimento che ogni persona reca sul viso i segni della carenza di uno o più sali minerali e sulla individuazione, per ognuno dei 12 Sali di Schussler, di tali segni. E’ poco noto infatti che Schussler stesso, verso la fine della sua vita, avesse iniziato a ricercare ed applicare un suo metodo di diagnostica visuale per poter scegliere la terapia biochimica più adatta a chi lo aveva consultato. Purtroppo non fece in tempo a pubblicare nulla sull’argomento, tuttavia Kurt Hicketier trovò gli appunti di Schussler e su di essi fondò la base delle sue successive ricerche. Nasceva così la figura di colui che Hicketier definì “Sonnerschau”, termine quasi intraducibile e misterioso per gli stessi suoi connazionali, ma che pressappoco vorrebbe alludere a un “guardatore solare”. Colui che si pone nella giusta prospettiva e guarda alla luce del sole. (Come non sentire un richiamo alla dottrina platonica della verità? La verità è un disvelamento, una correttezza dello sguardo...). Per applicare questo metodo occorrono “occhi per vedere” e un ambiente luminoso. La persona deve essere fatta sedere comodamente, con le spalle rivolte alla fonte di luce naturale. I raggi del sole vanno schermati, in modo che non causino effetti interferenti con l’osservazione, che verrà effettuata sia da vicino (pochi centimetri), sia da lontano (2-3 metri). Si daranno via via indicazioni sul se e come girare la testa, se necessario si toccherà il viso con delicatezza. Per decifrare la “mappa” dei segni e la carta geografica che ognuno di noi è: un viaggio coerente al fine ultimo della liberazione delle potenzialità individuali dalle catene del disagio fisico o emotivo. Partendo da una cellula! Bibliografia: “I Sali Minerali Del Dott. Schussler - come raggiungere il benessere psicofisico”, R. Kellenberger e F. Kopsche, ed. Nuova Ipsa, Palermo, 2002. “Diagnostica Visuale secondo il Dottor Kurt Hicketier - Biochimica secondo il Dottor Heinrich Wilhhelm Schussler”, Ursula Salm Mugnai, ed. Salmisana, 2003. “Voglia Di Star Bene con i sali minerali secondo l’insegnamento del Dottor Schussler”, Ursula Salm Mugnai, Ed. Salmisana, 2003. “Atti del 1° Simposio Nazionale sulla Biochimica dei Sali Tissutali del Dr. Schussler”, Ed. SIMF, Lesmo (MI), 2003. “Atti del 2° Simposio Nazionale sulla Biochimica dei Sali Tissutali del Dr. Schussler”, ed. SIMF, Lesmo (MI), 2004.

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I Luoghi della BioGuida Percorsi ed itinerari per viaggiatori dello spirito

Associazioni, scuole, istituti, centri, terapeuti, seminari, corsi, conferenze ed altre proposte Per informazioni su come venire inseriti nella rubrica: info@bioguida.com - 040.302110 - 338.8852117

PIEMONTE TORINO Centro Buddha della Medicina Via Cenischia 13, Torino. Tel. 011.3241650, 011.355523. Centro Milarepa Largo Beato Umberto 8, Avigliana (TO). centro.milarepa@tiscali.it Centro Studi Maitri Buddha Via A. Guglielminetti 9, Torino. Tel. 011.359649. IL CERChIO VUOTO associazione religiosa per la pratica e lo studio del Buddhismo Zen Soto (responsabile spirituale rev. Dai Do Massimo Strumia) Via Massena 17, Torino. Tel. 333.5218111. www.ilcerchiovuoto.it dojo@ilcerchiovuoto.it DOJO ZEN MOKUShO Via Principe Amedeo 37, Torino (TO). Tel. 011.883794.

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ASSOCIAZIONE EUROPEA DI MEDICINE TRADIZIONALI -A.E.ME.TRA. Istituto di Alta Formazione Via Principessa Clotilde 77, Torino. Tel. 011.4375669, www.aemetra-valeriosanfo.it Corsi professionali: Naturopatia, Reflessologia, Operatore Ayurvedico, monotematici brevi. Scuola di Yoga Kalpa Vriksha Satyananda Str. Campetto 43, Piossasco (TO) Tel/Fax: 011.9042534, yogasatyananda@virgilio.it

ALESSANDRIA

CENTRO AKADEMIA AYURKIMA (sede centrale) Scuola di massaggio secondo la filosofia ayurvedica e non solo. Via Maggiate 45, Borgomanero (NO). Tel. 0322.846011, www.aurauniversalmente.com STONE ThERAPY ITALIA Scuola di massaggio con le pietre calde con i maestri di massaggio ayurveda e autori del libro “Stone Therapy” Via Maggiate 45, Borgomanero (NO). Tel. 0322.846011, www.aurauniversalmente.com

Buddhadharma Center Via Galimberti 58, Alessandria. Tel / Fax 0131.226322, penpa.tsering@tin.it

ASS. AMICI DEL VILLAGGIO VERDE Località San Germano - Cavallirio (NO). Tel. 0163.80447, 333.7639262 www.villaggioverde.org info@villaggioverde.org

NOVARA

SONDRIO

AURA - Associazione per la ricerca e lo studio delle filosofie orientali. Centro studi terapie naturali, Scuola di massaggio Via Maggiate 45, Borgomanero (NO). Tel. 0322.846011, www.aurauniversalmente.com

CENTRO STUDI TIBETANI - SANGYE CIOELING Associazione culturale per la pace, l’armonia e lo sviluppo interiore, per la pratica del Buddismo Mahayana Vajrayana Via Vanoni 78/B, Sondrio. Tel. 0342.513198, sangye@libero.it


LIGURIA LA SPEZIA ON ZON SU SChOOL Via Gaggiano 24, Arcola (SP). Tel. 0187.955456, 347.5826327, riflessologia@onzonsu.com www.riflessologiaplantare.org Ass. NATURALMENTE Via D. Manin 35, La Spezia (SP). Tel. 0187.20218 , Fax 0187.29547 natural.mente2006@libero.it www.naturalmente-sp.it Comunità Bodhidharma Eremo Musangam, Monti San Lorenzo 26, Lerici (SP). Cell. 339.7262753.

GENOVA CENTRO MUDRA Yoga e Danza Indiana. Via Ponterotto 90/A, Genova. Tel. 010.8394229, cell. 338.3385219. www.centromudra.it

ENNEAGRAMMAINTEGRALE Consulenza individuale, seminari, laboratori e ritiri per esplorare chi siamo. Tel. 333.8477054, www.enneagrammaintegrale.it info@enneagrammaintegrale.it Ass. FIUME AZZURRO ARTI PSICOFISIChE Studio pedagogico olistico per la crescita personale. Responsabile Didattico: Anna Mango Via W. Fillak 6, Genova. Tel/Fax: 010.413721, cell. 349.8096336, www.artipsicofisiche.it info@artipsicofisiche.it SCUOLA SUPERIORE DI NATUROPATIA Scuola di formazione in Naturopatia e Floriterapia, corsi monografici e di approfondimento. Via Pisa 23/13, Genova. Tel/fax: 010.366494, www.scuolasuperioredinaturopatia.it scuola.naturopatia@libero.it

IMPERIA Centro Kalachakra Via Verrando 75, Bordighera (IM). Tel. 0184.252532.

LOMBARDIA MILANO ABYANGAM - MASSAGGIO AYURVEDICO Corso teorico-pratico di massaggio ayurvedico Milano, Firenze e in altre città italiane Cell. 328.1928818, www.abyangam.it info@abyangam.it

SAVONA

Accademia Ayurveda Yoga Ananda Ashram Milano Via Prandina 25, Milano. Tel. 02.2590972, www.yogamilano.it

Zen Savona Piazza del Popolo 5/7, Savona. Pratica Zazen: tel. 019.484956, www.zensavona.it

ACCADEMIA DI KINESIOLOGIA Via Rutilia 22, Milano. Tel. 02.533634, info@accademiadikinesiologia.it www.accademiadikinesiologia.it

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I LUOGhI

Ass. ASPIC - COUNSELING E CULTURA Via San Gallo 41, Milano. Tel. 02.70006555, aspicmilano@libero.it www.aspicmilano.com

Centro Dharmadhatu, Via Venezuela 3, Milano. Tel. 02.38005575, www.dharmadhatu.it

Monastero Zen Il Cerchio Via dei Crollalanza 9, Milano. Tel. 02.8323652, www.monasterozen.it

Associazione culturale Onyhana Via Venezian 18, Milano. Tel. 02 70127984, www.assonyhana.it

Centro “il Fiore Del Tao” Via Felice Casati 8, Milano. Tel. 02.29537223, www.fioretao.com

ThE NEW YUThOK INSTITUTE PER LA MEDICINA TIBETANA Corsi, meditazioni e seminari. Prof. dr. Pasang Yonten Arya T. Sherpa. Viale Spagna 77, Sesto S. Giovanni, (MI). Tel. 02.2536266, www.newyuthok.it .

Associazione Culturale VEGA Via della Repubblica 16, Paullo (MI). Tel. 335.7065167, vega@vega2000.it www.vega2000.it Associazione Essere Pace (Maestro Ven. Thich Nhat hanh) Via Tertulliano 30, Milano. www@esserepace.org

CIRCOLO OM ShANTI Via Piave 23, Motta Visconti (MI). Tel / fax 02. 90001188 lucilla.disomma@tin.it

Buddismo Zen Soto - Ufficio Europeo (Imamura Genshu Roshi) Via S. Martino 11/C, MI. Tel. 02.58327569.

Dott. GERMANA PONTE Trainer di Focusing, riconosciuta dal Focusing Institute di NewYork. Cell. 338.7812626, germana.ponte@libero.it www.focusing-consapevolezza.org

CENTRO AYURKIMA Corso Vercelli 18, Milano. Tel. 349.7904392, ayurkima@tiscali.it

Kunpen Lama Gangchen Via Marco Polo 13, Milano. Tel. 02.29010263.

OIPA - Organizzazione Internazionale Protezione Animali Via Passerini 18, Milano. Tel. 02.6427882, www.oipaitalia.com info@oipaitalia.com ROBERTO FACINCANI Naturopatia Aura-Soma® Cranio-Sacrale PMT e Intolleranze Alimentari A Milano, Como e Bergamo. Cell. 340.3641193, www.astrobenessere.net info@astrobenessere.net

Per informazioni e iscrizioni:

ISTITUTO OLISTICO

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Via Savallon 15, Anzano di Cappella Maggiore (TV). Tel. 0438.941457, info@istitutolistico.it - www.istitutolistico.it


SOCIETÀ ITALIANA AGOPUNTURA VETERINARIA S.I.A.V. - It. V.A.S. Web Site: www.siav-itvas.org E-mail: segreteria@siav-itvas.org

BERGAMO Centro Giang Ciub Via Del Colletto 7, Paladina (BG). Tel./Fax: 035.637060. CENTRO YOGA MANDALA Via Borgo Palazzo 3, Bergamo (BG). Tel. 035.215395, 333.4576099. GRUPPO ZEN BERGAMO Pratica di zazen c/o Centroyogamandala Via Borgopalazzo 3, Bergamo. Tel. 333.4400313, zazenbg@yahoo.it

BRESCIA Karma Cio Ling - Centro Buddhista della Via di Diamante V.le Venezia 198, Brescia. Tel. 030.301515. www.buddhism.it IKSEN Via F. Bianchi 3, Tosc. Maderno (BS). Tel 0365.641898.

CREMONA Istituto per l’Evoluzione Armonica dell’Uomo Via Carso 2, Cremona. Tel. 0372.433239.

PAVIA Ass. Scuola Soto Zen Centro Studi Zen Komyoji Loc. Costapelata-Fortunago Fortunago (PV). Tel. 0383.875584. ASSOCIAZIONE ZERO Associazione per il recupero e la trasmissione della tradizione interiore nello Hata Yoga. Sede sociale: via C. Marx 3, Voghera. Sedi di pratica: Pavia e Voghera. Tel. 328.4833411.

VARESE Associazione Maggio Via Sanvito Silvestro 40, Varese. Tel. 0332.235555.

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I LUOGhI

VENETO PADOVA METODO CALLIGARIS Ass. Culturale “STELLA POLARE 9.9.9” Tel. 348.3027711, www.metodocalligaris.com info@metodocalligaris.org Centro Tara Cittamani Via Lussemburgo 4, Padova. Tel. 049.8705657.

Centro Studi Syn per l’Educazione Biocentrica Via Chiesanuova 242/B, Padova. Tel. 049.8979333, assocsyn@tin.it Erboristeria VERDEACQUA Dott.ssa Marinella Camera Iridologia, Naturopatia, Fiori Di Bach, Alimenti, Intolleranze Alimentari, Bio-Oggettistica, Cosmesi Naturale. Via Scapacchiò 32B - Selvazzano D. (PD) Tel. 049.8056956, cell. 348.4417556 www.verdeacquaerboristeria.com info@verdeacquaerboristeria.com

ROVIGO INTEGRAZIONE BIO-ENERGETICA aps Via Giolo 12, Porto Tolle (RO). Tel. 0426.81611, info@integrazionebioenergetica.it www.integrazionebioenergetica.it

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TREVISO ISTITUTO OLISTICO Via Savallon 15, Anzano di Cappella Maggiore (TV). Tel. 0438.941457, info@istitutolistico.it www.istitutolistico.it ASSOCIAZIONE CULTURALE NAShIRA Via Cavour int. 34/C Conegliano Veneto (TV) Tel./Fax 0438.22530, cell. 346.0346404 centro.nashira@libero.it SCUOLA KINERGIA Via Malan 59/2, Borso del Grappa (TV). Tel. 0423.910304, cell. 349.8834096. www.kinesiologiaviva.it info@kinesiologiaviva.it

VENEZIA CENTRO YOGA DhARMA Via Genova 16, Venezia. Tel. 041.5311954.

METODO CALLIGARIS - Ass. Cult. “STELLA POLARE 999” Via Val Pusteria 9, San Donà di Piave (VE). Cell. 348.3027711, info@metodocalligaris.org www.metodocalligaris.org ASS. ENERGY DARShAN OShO YATRILAND VENEZIA Via Alberoni 41, Lido di Venezia (VE). Tel. 041.5261853, 339.1199317, info@oshoyatrilandvenezia.com www.oshoyatrilandvenezia.com

VERONA Centro Ming Men Corte Convento 28, Verona. Tel. 045.8921109, www.centromingmen.com Centro Studi e Meditazione Buddista Karma Tegsum Tasci Ling Contrada Morago 6, Mizzole - Cancello (VR). Tel. 045.988164.


VICENZA CENTRO STUDI SYN per l’Educazione Biocentrica Via Villa Glori 22, Vicenza. Tel. 0444.922682, assocsyn@tin.it ERBERIA Prodotti erboristici selezionati. C.so SS. Felice e Fortunato 5, Vicenza. Tel 0444.322814. Associazione “YOGA e SALUTE” Kundalini Yoga, massaggio energetico, riflessologia plantare e terapie naturali. Via Verdi 3, Trissino (VI) Tel/Fax 0445.963764, cell. 380.7284724 assoyogaesalute@libero.it

TRENTINO ALTO-ADIGE BOLZANO Associazione Iridologia Italiana Via Hofer 12/B, Bolzano. Tel. 0473 623565.

CreativEvolution - Walter Sebastiani Frazione Albes 50, Bressanone (BZ). Per informazioni: tel. 0472.851163. ISTITUTO PER L’INTUIZIONE E LA CREATIVITÀ Dott. Eleonora Brugger & Dott. Paul Kircher S. Pietro Mezzomonte 40, Velturno (BZ). Tel. 0472 802228, info@eleonorapaul.com www.creativpower.it www.eleonorapaul.com

TRENTO ASSOCIAZIONE PRANIC hEALING Trentino Alto Adige - Via Perini 43, Trento. Tel 328 7065165, cell. 348 2399999. ASSOCIAZIONE SAMTEN ChÖLING ONLUS L’isola del Dharma per gli esseri di buon cuore Centro Buddhista nelle 10 Direzioni Corso Alpini 4, Trento. Tel e Fax 0461.038510, cell. 348.2601969 www.samtencholing.eu info@samtencholing.eu Centro Vajrapani P. S.Giuseppe 5, Bosentino (TN). Tel. 0461.848153.

CASA DI SALUTE RAPhAEL Piazza De Giovanni, Roncegno (TN). Tel. 0461.772000, www.casaraphael.com mail.info@casaraphael.com

FRIULI VENEZIA GIULIA TRIESTE ACCADEMIA CRANIO SACRALE Metodo Upledger Piazza S. Antonio Nuovo 6, Trieste. Tel. 040.3476191. www.accademiacraniosacrale.it In riferimento al testo pubblicato sul n. 23 di BioGuida - Inverno ’08, l’Associazione Cranio-Sacrale FVG, intende rettificare quanto segue: in riferimento alla frase … “ e per la formazione di corsi ed eventi per professionisti non ordinistici risonosciuti dalla Legge R. 13/2004 del Friuli Venezia Giulia che qualifica gli operatori del benessere in tecnica cranio-sacrale.” 1. La Legge Regionale 13/2004 non qualifica alcun professionista, né tanto meno accredita percorsi di studio connessi alle terapie del benessere. 2. L’Associazione Cranio-Sacrale FVG accredita il percorso di studi di 700 ore, per la formazione di Facilitatori, previsto dall’Accademia Cranio-Sacrale Metodo Upledger.

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I LUOGhI

V.A.T. (VibroAcoustic Therapy) TERAPIA VIBROACUSTICA Il nostro corpo è uno strumento che risuona se stimolato dalla vibrazione in bassa frequenza. Risuonando il corpo crea una sorta di automassaggio che dall'interno si propaga verso l'esterno.

ORA ANCHE IN ITALIA La terapia vibroacustica, largamente in uso nei paesi anglosassoni, baltici, e dell'area nord-europea, utilizza la commistione tra vibrazioni in bassa frequenza e l'ascolto mirato in stretta relazione alla frequenza emessa. Nello studio che troverete a Trieste, in Salita della Trenovia, potrete immergervi in un ambiente sonoro e vibrazionale, lasciando semplicemente che il vostro corpo, in risonanza con le vibrazioni emesse dal lettino, massaggi se stesso. Il trattamento innovativo, coadiuvato dall‘ascolto in cuffia di musiche specifiche, farà sì che l‘immersione nel “bagno sonoro” sia totale. Più di 4.000 ore di test hanno dimostrato l‘efficacia della terapia vibroacustica nel trattamento delle seguenti patologie:

• Autismo • Asma/cistofibrosi • Dolori addominali/dolori causati da colica • Paralisi cerebrale ed altre condizioni spastiche • Stipsi intestinale • Algie del collo e delle spalle • Dolori mestruali / tensione premestruale • Dolori alla parte inferiore della schiena

• Depressione indotta da stress • Lesioni dovute ad attività sportiva • Insonnia • Malattia di Bechterev • Poliartrite • Deficit circolatori e polmonari • Fibromialgie • Sclerosi multipla e morbo di Parkinson

Il dottor DIEGO KRISCAK, musicoterapeuta e ricercatore presso il centro di ricerca CARMA di Feletto Umberto (UD), iscritto all’Ordine “Specialistes in Disciplines Psychologiques” presso la Federation Europeenne des Ordres Professionnels, socio dell'ISVA (International Studies for Vibroacoustic), riceve per appuntamento a:

TRIESTE - Salita Della Trenovia 1/A tel. 040.2415767 - cell. 320.6007066 - rejdova@hotmail.it

Ass. Culturale INFINITA ESSENZA DELL’AMORE Via Mazzini 30, Trieste. Cell. 347/1404116 (Ylenia Harrison) Cell. 328/2160210 (Paola Bernetti) www.infinitaessenzadellamore.it CENTRO BUDDISTA TIBETANO SAKYA KUNGA ChOLING Corsi gratuiti di introduzione al buddhismo tibetano e programmi di adozione a distanza. Via Marconi 34, Trieste. Tel. 040.571048, www.sakyatrieste.it sakyatrieste@libero.it BUQI INSTITUTE TRIESTE Discipline praticate: Taijiwuxigong, Taiji37, Massaggio Buqi, Meditazione. Via Del Veltro 43,Trieste. Tel. 340.6535664, www.buqi.net NEW AGE CENTER Via Nordio 4/C, Trieste. A disposizione la Saletta Argondia per seminari, conferenze, presentazioni, mostre ed altre iniziative. Tel 040.3721479, www.newagecenter.it

LAM IL SENTIERO ReikiUsui e Karuna®Reiki Vivation® Canto Armonico Cranio-Sacral Therapy Yoga Riflessologia plantare Shiatsu - Meditazione - Grafologia Piazza Benco 4, Trieste. Tel. 040.0642281, cell. 328.5629546, lamilsentiero@gmail.it

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Dott.ssa MARIA LUISA TOGNON Medico Esperto in Omeopatia ALLERGIE E INTOLLERANZE

SINERGIE Centro Shiatsu, CranioSacrale, movimento e tecniche posturali. Via Lazzaretto Vecchio 9, Trieste. Tel. 339.1998074, 040.631398, gianspes@libero.it STUDIO MAGIKA - GYROTONIC Via del Monte 7, Trieste. Tel. 040.3480797, www.magikasudio.com STUDIO SOLARIS Corsi individuali e/o collettivi di Tarocchi per esercitare ed accrescere la propria intuizione. Tel 347.1098771, Trieste. Ass. Int.le SWAMATEh ® a.s.d. Tel. 040.350114, 333.7229821. A Trieste. www.swamateh.org

TERAPIA ANTICELLULITE TERAPIA DEL DOLORE ARTICOLARE TRIESTE Viale XX Settembre 24 c/o “Studio Therapeia” MONFALCONE (GO) Via Piave 18 Tel. 340.2961317 riceve per appuntamento

JING TAO® Essenza in movimento di Sonia Rizzi fondatrice ed ideatrice del metodo. Tel. 338.7592945 www.jingtao.it info@jingtao.it

CENTRO STUDI E RICERCHE OLISTICHE di Maurizio Battistella Shiatsu, Kinesiologia, Reiki ed altro ancora. Via Palestrina 8, Trieste. Cell. 338.7592945. www.riversintooceans.it www.inochi.it - bat@riversintooceans.it

INSTITUTE OF YOGIC CULTURE Via San Francesco 34, Trieste. Tel. 040.635718 (segr. tel. 24 h.), yogaway@tin.it JOYTINAT YOGA AYURVEDA “Scuola ayurveda massaggi, yoga, trattamenti”. Via Felice Venezian 20, Trieste Tel.Fax 040.3220384 - Cell. 339.1293329 www.joytinat-trieste.org info@joytinat-trieste.org

GORIZIA ALABATh Via Duca D’Aosta 45, Monfalcone (GO). Tel. 0481.43164. ASSOCIAZIONE SATYA Corsi di Yoga e QiGong Presso Palestra Spazio, Lucinico. Via Arcadi 4/B, Gorizia. Tel. 0481.32990. Emporio Erboristico “IL FIORE DELL’ARTE” Via G. Carducci 21, Ronchi dei Leg. (GO). Tel. 0481.475545.

UDINE IL CENTRO DEL CUORE Associazione di promozione sociale Via Leonacco 19, Udine. Tel. 0432.482215, 320.3265696, info@ilcentrodelcuore.it www.ilcentrodelcuore.it

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Dott. Maria Luisa Tognon Medico Chirurgo Tel. 340.2961317 e-mail: mltognon@libero.it

Dott. Laura Mullich

Dott. Nadia Mozenich

Psicologa - Psicoterapeuta Tel. 377.1211959 e-mail: laura.mullich@hotmail.it

Psicologa Tel. 347.4842768 e-mail: nadia.mozenich@gmail.com

Dott. Antonella Chiurco

Dott. Donatella De Colle

IBCLC: Consulente Professionale in Allattamento Materno Tel. 338.9058904 e-mail: ant.chiurco@libero.it

Musicoterapeuta Tel. 331.9077565 e-mail: donnadec@tiscali.it

Dott. Luisa Manosperti

Dott. Andrea Catanese

Pedagogista Clinico Educatrice Professionale Tel. 347.5854898 e-mail: luisa.manosperti@tin.it

Tecnica Cranio-Sacrale Kinesiologia Emozionale Tel. 339.7832686 e-mail: socrate70@tiscali.it

Lo Studio Therapeia propone: MEDICINA: omeopatia, omotossicologia, allergie ed intolleranze, terapia del dolore articolare e medicina estetica. PSICOLOGIA E PEDAGOGIA CLINICA: psicoterapia psicoanalitica individuale, di coppia, familiare, di gruppo, musicoterapia, tecniche di rilassamento

e percezione corporea, floriterapia, consulenze ed interventi per disturbi di ansia, depressione e/o panico, disturbi di apprendimento scolastico ed educativo, sostegno alla genitorialitĂ , attivitĂ  pedagogica clinica con bambini ed adulti, disturbi relazionali e comportamentali, consulenza e perizia in tema di psicologia giuridica.

CONSULENZA professionale in allattamento materno. TECNICA cranio-sacrale e kinesiologia emozionale. INCONTRI CULTURALI: conferenze, seminari e corsi


Ass. Regionale Cranio Sacrale Metodo Biodinamico Dott.ssa Leonarda Majaron ATTIVITĂ  Corsi di formazione Cranio Sacrale Integrato metodo biodinamico con riconoscimento A.CS.I. (Ass. Cranio Sacrale Italia)

TRATTAMENTI ...cervicale, emicrania, mal di schiena, ansia, depressione, insonnia, colite, allergie... sono solo alcuni dei disturbi che possono essere dolcemente risolti con l’applicazione dei metodi: Cranio sacrale integrato, Cromopuntura, Fiori di Bach, Dieta psicosomatica, Test Intolleranze Alimentari PER INFORMAZIONI: VIA SAN LAZZARO 7, TRIESTE Tel. 347 6910549 - www.bcstrieste.it

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I LUOGhI

Piazza Duca D’Aosta, 51 (vicino alla Basilica) - Grado - Tel. 0431/80532 Campo Patriarca Elia, 10 - Grado - Cell. 329.8026620

Associazione IL GIARDINO

Scuola di Shiatsu eTuina Via Lazzaretto Vecchio 19, Trieste. I nostri corsi professionali: Scuola di Shiatsu, Scuola di Tuina (massaggio cinese), Scuola di Qigong.

Arte e Cultura da Altri Popoli Importazione diretta di mobili in tek e non, oggettistica, tessuti e abbigliamento da tutta l’ASIA

I nostri corsi settimanali per il tuo benessere: Hata Yoga, Oki Yoga (yoga dinamico), Qigong. Tel. 040.3223500, cell. 333.4691092, www.shiatsuilgiardino.it

IL CENTRO DI INTEGRAZIONE Via Stiria 36/A, Udine. Tel. 0432.602530, info@centrodintegrazione.it CENTRO RAShMI AYURVEDA YOGA Massaggi Abyangam Trattamenti Ayurvedici e Reiki Via Roma 50, 33010 Magnano in Riv. (UD). Tel. 0432.782063, cell. 328.3919462, centro.rashmi@yahoo.it http://sites.google.com/site/centrorashmi/ DEBORA SBAIZ Master in Danza/Movimento Terapia e Professional Counselor. Udine, Portogruaro e Lignano. Tel. 0431.422147 www.deborasbaiz.it info@deborasbaiz.it EMPORIO BIOEDILE Str. Prati S. Martino 2, Remanzacco (UD). Tel. 0432.648002, www.emporiobioedile.it

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Dott. GERMANA PONTE Trainer di Focusing, riconosciuta dal Focusing Institute di NewYork Cell. 338.7812626, germana.ponte@libero.it www.focusing-consapevolezza.org


CENTRO MASSAGGI Corsi di massaggio. Via C. Battisti 55, Prata di Pordenone (PN). Tel. 0434.611282 Cell. 333.7466849 manucanziani@virgilio.it

TECNIChE ARTI ORIENTALI asd Tecniche e pratiche della tradizione cinese per vivere meglio Via Cormor Alto 218, Udine. Mario Antoldi: 338.5074523, www.t-a-o.it info@t-a-o.it

ThE EXPRESSIVE hEALING ARTS STUDIO Counseling a mediazione artistica, arteterapia, ricerca interiore. Corsi e sessioni individuali. A Udine. Cell. 340.3706330 mariacanci@interfree.it IL FORNO ARCANO Via del Cristo 8, Rive d’Arcano (UD). Tel. 0432.809348, forno.arcano@libero.it GRUPPO ZEN UDINE Via Cormor Alto 218, Udine. Ogni mercoledì alle 21.00 appuntamento di meditazione Za-Zen. Per informazioni: Maurizio KoGyo Florissi, cell. 348.3071667. Arrigo Plozzer Naturopata - Kinesiologo Via Del Gelso 3, Udine. Tel. 335.6253344, mandiarry@libero.it

PORDENONE ASSOCIAZIONE MIRA Corsi e seminari yoga, attività di sostegno umanitario. Pordenone, Via della Ferriera 22. Tel. 347.9455220, info@associazionemira.org www.associazionemira.org Ass. IL SOFFIO - Scuola di Shiatsu Via Rotate 10, Pordenone. Tel. 347.5102713, 338.9075470, ilsoffio@yahoo.it Ass. TERRAUOMOCIELO Qi Gong e Percorsi di salute Tel. 0434.20389 (Laura Guerra), info@terrauomocielo.it www.terrauomocielo.it

CENTRO “TESIS” Centro Olistico e Culturale Sessioni individuali, Corsi e Seminari Tel. 0434.72782, Cell. 329.2399184. Centro Studi Syn per l’Educazione Biocentrica Via Francesco Baracca, 12/4 S.Vito al Tagliamento (PN) Tel. 0434.833019, assocsyn@tin.it Coop. LE RISORGIVE Piazzale San Lorenzo 14, Pordenone. Tel. 0434.551424. Dott.ssa Doriana Mimma DE VIDO Naturopatia & Bilanciamento Somatico. Riceve per appuntamento a Sacile (PN): Tel. 0434.72782, Cell. 329.2399184. GAIA Via Mestre 7, Pordenone. Tel. 0434.28043. SANITARIA Del PUP Via Molinari 38/40, Pordenone. Tel. 0434. 28897.

EMILIA ROMAGNA BOLOGNA CENTRO NATURA Discipline psico-fisiche, Centro benessere, Formazione, Ristorante BioVegetariano. Via degli Albari 6, Bologna. Tel. 051. 235643, 051.223331 www.centronatura.it info@centronatura.it CENTRO STUDI CENRESIG Centro per lo studio e la meditazione Buddista Mahayana Via Meucci 4, Bologna. Telefoni: Emanuela 392.5712783, Maddalena 347.2461157, Giovanni 349.6068534. www.cenresig.org info@cenresig.org CENTRO YOGA “LE VIE” Via M. D’Azeglio 35, Bologna. Tel. 051.19982056, www.yogalevie.it info@yogalevie.it

Istituto himalayano di ricerca in Ayurveda Via De Leprosetti 2/A, Bologna. Tel. 051.262823, www.ayurveda.bo.it Scuola/Fondazione Matteo Ricci Via A. Canova 13, Bologna. Tel. 051.531595, www.fondazionericci.it SCUOLA DI YOGA CENTRO NATURA Via degli Albari 6, Bologna. Tel. 051.223331, 051.235643, sport@centronatura.it www.centronatura.it

PARMA Ass. LA GROTTA DI CRISTALLO Shiatsu, Tai Ji, Danze Orientali, Voice Dialogue, Reiki, Diapason Terapia, Naturopatia., Meditazione Guidata. Fidenza (PR). Tel. 0524.84450, 0524.62315. http://freeweb.supereva.com/grottadicristallo Ass. NAMASTE - Parma Per la promozione e la diffusione della meditazione. Via Mascagni 25, Rivarolo di Torrile (PR). Tel. 0521.810138, cell. 335.6713405. www.oshonamaste.it maprem@libero.it LIBERA ACCADEMIA SCIENZE UMANE Scuola di counseling professionale accreditata Cncp Incontri di crescita e formazione in ambito umanistico e transpersonale Via Sella 31/A (laterale Via Orlando), Parma. Tel. 0521.944410, www.lasu.it www.alchimia.org Monastero Zen Fudenji Bargone 113, Salsomaggiore Terme (PR) Tel. segreteria: 0524.565667. Monastero Zen Sanbo-ji Pagazzano, loc. Pradaioli 27, Berceto (PR). Tel. 0525.60296. Associazione di promozione sociale SPAZIO ShIATSU Corsi di shiatsu professionali e amatoriali, meditazione za-zen, seminari di approfondimento. Via Dalmazia 71, Parma. Tel. 0521.533831, www.studishiatsu.it info@studishiatsu.it

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I LUOGhI

CENTRO ZEN FIRENZE TEMPIO SHIN-NYO JI Via Vittorio Emanuele II 171, Firenze Tel. 339.8826023 - www.zenfirenze.it MODENA

MACERATA

CENTRO YOGA ShIVA Via Silvati 12, Modena. Tel. 059.364625, Cell. 338.5332728, yogash00@centroyogashiva.191.it www.centroyogashiva.191.it

TARA CENTER C.da Ricciola, Recanati (MC). Tel. 071.7575847, cell. 393.9755533, www.taracenter.it info@taracenter.it

RIMINI Ass. Cult. MANAGER ZEN Via San Giovenale 86, Rimini. Tel. 0541.736362, www.managerzen.it

FERRARA IShVARA NIKETAN, Associazione Culturale e di Promozione Sociale Via San Giuseppe 5, Renazzo (FE) Tel. / Fax 051.6850317, info@ishvaraniketan.org www.ishvaraniketan.org

UMBRIA, MARChE, ABRUZZI ANCONA Ass. Cult. “LA CITTÀ DELLA LUCE” Via Porcozzone 17, Ripe (AN) Tel. 071.7959090, www.reiki.it

Istituto Lama Tzong Khapa Via Poggiberna, Pomaia (PI) tel. 050.685654 www.iltk.it iltk@iltk.it

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LAURA ELCE FABBRETTI Operatrice Reiki, iscritta al CONACREIS, trattamenti personalizzati su appuntamento, A Jesi (Ancona). Tel.328.6543327 elce-laura@gmail.com info@lauraelcefabbretti.net www.lauraelcefabbretti.net

PERUGIA ANANDA ASSISI Via Montecchio 61, Nocera Umbra (PG). Tel. 0742.813620, www.ananda.it CASAYOG (Yogi Gyanander) Per l’armonia del corpo, della mente e dello spirito. Insegnamenti: “yoga così com’è”, yama-niyama, shat-karma, asana, pranayama, meditazione, mudra, kundalini, tantra. Strada San Marino 21, Perugia. Tel 075.5899339, www.casayog.com

TOSCANA AREZZO A.M.O - ACCCADEMIA MASSAGGI OLISTICI c/o La Dea del Centro Via T. Torri 22/28, Arezzo. Resp. Andrea Marini, cell. 388.9334692, tel. 0575.1821330, fax 0574.362133. www.massaggiohotstone.it www.ladeadelcentro.it info@ladeadelcentro.it

GROSSETO Comunità Dzog-Chen Merigar, Arcidosso (GR). Tel. 0564.966837.


FIRENZE Ass. Cult. “L’ALBERO DELLO YOGA” L'associazione si occupa della diffusione dello Yoga e di alcune delle principali discipline olistiche attraverso incontri, trattamenti, corsi. Via della Libertà 61/65, Matassino Reggello (FI). Cell.333.3807726, www.lalberodelloyoga.it info@lalberodelloyoga.it ShINNYO-JI TEMPIO ZEN FIRENZE Via Vittorio Emanuele II 171, Firenze. Tel. 339.8826023, centro@zenfirenze.it www.zenfirenze.it SCUOLA DI AGOPUNTURA TRADIZIONALE DI FIRENZE del dott. Nello Cracolici. Via San Giusto 2, Firenze. Tel. 055.704172.

PISA ISTITUTO LAMA TZONG KhAPA Via Poggiberna 15, Pomaia (PI). Tel. 050.685654, 050.685009, info@iltk.it segreteria@iltk.it www.iltk.it PUNDARIKA CENTRO RITIRI MEDITAZIONE Loc. Cordazingoli 18, Riparbella (PI) Tel. 0586.699077, 338.6759340 (Erica).

PRATO CRONOGENETICA di Mario e Domenica Grilli Via Compagnetto da Prato 37, Prato Tel. e fax 0574.33306 cell. 331.9724607 prenota@cronogenetica.it www.cronogenetica.it

LAZIO ACCADEMIA DI YOGA Via XX Settembre 58 A, Roma. Tel. 06.4742427, accademiayoga@tiscali.it www.accademiayoga.it AMRITA CENTRO YOGA E AYURVEDA Via C. Colombo 436, Roma. Tel. 06.5413504, 06.5081202, www.amritayoga.it

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I LUOGhI

ASSOCIAZIONE ERBAMOLY Centro Kundalini Yoga secondo gli insegnamenti di Yogi Bhajam - Trattamenti di Sat Nam Rasayan - Yoga in gravidanza. Via C. Baronio 90, Roma. Tel. 333.3236981, associazioneerbamoly@libero.it http://digilander.libero.il/Erbamoly/ Ass. cult. L’ALBERO E LA MANO Via della Pelliccia 3 (Trastevere) , Roma. Tel. 06.5812871, 339.8818866 www.lalberoelamano.it ASSOCIAZIONE ShAKTI Centro di Kundalini Yoga e Sat Nam Rasayan Via dei Brusati 30, Roma. www.kundaliniyoga.it BUPPO DOJO praticare il Buddhismo Zen Soto Via Ferento 5, Roma. Tel. 06.70032022 buppodojo@gmail.com www.buppodojo.it CEDIFLOR - Centro Diffusione e Didattica Floriterapia di Bach Via R.Fauro 82, Roma. Tel. 06.8074385, 333.4243663 www.cediflor.it info@cediflor.it

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CENTRO NIRVANA Associazione Spirituale per la Meditazione Chan e Zen Via Ostiense 152/B, Roma. Tel. 338.7021800, 328.6848780, www.centronirvana.it centronirvana@libero.it CENTRO YOGA ED OLISTICO VIPAShYANA Channelling, regressioni karmiche, yoga, meditazione, cristalloterapia, mass. ayurvedico, riflessologia plantare, pranoterapia, reiki. Via Venezia 48/50, Ciampino – Roma. Tel. 347.8360990 www.vipashyanayoga.com CENTRO TARA BIANCA Danza Creativa, Arti Terapeutiche, Meditazione. Via Ettore Rolli 49, Roma. Tel. 06.5811678, www.centrotarabianca.it CENTRO ZEN ANShIN Buddhismo Zen Soto. Sotto la guida di Annamaria Gyoetsu Epifanìa e Guglielmo Doryu Cappelli. Via Ettore Rolli 49,(Stazione Trastevere), Roma. Tel. 06.5811678, 328.0829035, 320.9671624, www.anshin.it guglielmo1@interfree.it

PIACERI UNICI EcoShop per appassionati di prodotti biologici, tipici, del commercio equo e solidale e dell’agricoltura sociale. Via Orvieto 30/34 (San Giovanni), Roma. Tel. 06.45443234, www.piaceriunici.it

CAMPANIA CENTRO DI RICERCA OLISTICA “TAO” - SCUOLA ITALIANA REIKI Via F. Cilea 91, Napoli. Tel. 081.5790306, 338.8495996 taocenter@tiscali.it www.taocenter.org

PUGLIA Centro Buddhista della Via di Diamante Via G. Postiglione 14/E, Bari. Tel 349.7751145, 368.575880. I dati raccolti sono stati forniti o individuati da elenchi pubblici e sono trattati in ottemperenza alla legge 675/96 con particolare riferimento agli articoli 12 e 20. Agli interessati è riconosciuta la facoltà di esercitare i diritti di cui all’art.13. Il titolare del trattamento dei dati è l’editore.


AKADEMIA AYURKIMA - MASSAGGIO AYURKIMA

(naturopatia basata sul massaggio Bioenergetico e Ayurvedico) AYURKIMA

ANNO ACCADEMICO 2009/2010 INIZIO 26/27 SETTEMBRE (1 fine settimana al mese):

Alcuni punti del PROGRAMMA: Il metodo ayurkima - Ayurveda - I 5 elementi - I Dosha - Di che dosha sono? Il Massaggio AyurVata - Il Massaggio AyurPitta - Il Massaggio AyurKapha - Tecniche di drenaggio Massaggio con i cristalli (cristallocromomusicoterapico) Oli essenziali e squilibrio dei Dosha Kelazione (pulizia energetica nei diversi livelli del corpo) Aura Chakra e oli essenziali - Massaggio Indiano - Massaggio Ayurvedico - Massaggio con oli Digitopressione, Lavoro su diversi e importanti punti secondo il metodo Shiatsu/Namikoshi Ayurkima e Riflessologia plantare Tecniche naturopatiche secondo le indicazioni della medicina Ayurvedica Herbalkima - Nozioni per una corretta alimentazione - Meditazione

AURA Universalmente - AKADEMIA AYURKIMA - STONE THERAPY ITALIA Via Maggiate 45, Borgomanero, Novara. Tel. 0322.846011 - www.aurauniversalmente.com

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LA VIA DEGLI ANIMALI

Agopuntura in veterinaria di Francesco Longo (www.siav-itvas.org)

È

ormai da molti anni che in Medicina Veterinaria coesistono diverse discipline mediche accanto all’allopatia, definite comunemente “non convenzionali”, “complementari”, “alternative”, “energetiche”, “naturali”. Si tratta di medicine ‘altre’ che, analogamente a quanto avviene nella sanità per l’uomo, integrano e potenziano la veterinaria convenzionale. Queste discipline si differenziano dall’allopatia per alcuni importanti aspetti. L’allopatia, che pure ha tantissimi e riconosciuti meriti, ha sviluppato un approccio analiticomeccanicistico della medicina che ha indotto ad uno studio frammentario ed ultraspecialistico del corpo. Ne è derivato un modello terapeutico il cui effetto specifico è mirato solo su un particolare organo bersaglio, quello ritenuto “malato”, quasi esistesse da solo al di fuori dell’intero organismo, con scarsa o nulla considerazione per i fattori ambientali esterni o per i fattori psicocomportamentali del soggetto. Le medicine non convenzionali (MNC), invece, hanno un approccio di tipo relativistico-energetico che permette uno studio integrato ed olistico (dal greco "olos" = tutto) del corpo. Il tipo di terapia che viene attuato è volto all’interezza del soggetto, inteso come un microcosmo in cui organi, tessuti, processi fisiologici

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e patologici, fattori ambientali esterni, fattori psico-comportamentali costituiscono una rete di informazioni tra energia e materia in cui il tutto è maggiore della somma delle parti e ogni parte contiene il tutto. In questo nuovo ambito il medico veterinario si colloca come un “ordinatore della salute”: aspetta il momento opportuno, tocca appena il corpo dell’animale lasciando agire le capacità di autoguarigione proprie del soggetto, riportandolo in quella condizione di equilibrio dinamico che è la condizione di salute e benessere. Le MNC, nell’assicurare il mantenimento del sistema energetico dell’animale, danno grande importanza alle influenze genetiche, alla tipologia propria del singolo individuo, alle sue interazioni con l’ambiente esterno, ed attuano la prevenzione come unico efficace modello di cura. Oggi le MNC sono al centro dell’interesse della zootecnia biologica e ben si inseriscono nelle direttive europee che prevedono proprio il ricorso preferenziale a queste metodologie cliniche per gli animali adibiti a questo particolare allevamento: la metodica terapeutica delle MNC non determina la presenza di residui nelle produzioni alimentari che, pertanto, non risultano dannosi per la salute dei consumatori. La stessa World Health Organization si è pronunciata a favore delle MNC in quanto discipline mediche di indubbio valore ed in grado di determinare una riduzione nella spesa sanitaria nazionale sia dei Paesi progrediti che di quelli in via di sviluppo, proprio in virtù della loro peculiare applicazione clinica. Sinora la cultura della MNC, la formazione, l’aggiornamento professionale, le istanze per il processo di riconoscimento in Italia sono stati assicurati dall’impegno delle società scientifiche di MNC che, per quanto riguarda la veterinaria, sono confluite nella Unione Medicina Non Convenzionale Veterinaria - U.M.N.C.V. (www.umncv. it). Nello specifico, per quanto attiene all’Agopuntura Veterinaria, l’attività

scientifica e culturale viene svolta dalla Società Italiana Agopuntura Veterinaria - S.I.A.V., che si occupa di formazione di base, formazione avanzata, aggiornamento per medici veterinari attraverso l’organizzazione di seminari, stage, pubblicazioni di settore, informazioni in rete (www.siav-itvas.org ). Prendiamo ora in esame l’agopuntura veterinaria nello specifico. Questa è una branca della Medicina Tradizionale Cinese (MTC) che prevede l’applicazione di una precisa metodologia diagnostico-terapeutica per animali, il cui principio fondante è “contraria sunt complementa” (i contrari sono complementari). Di fatto si tratta di una disciplina medica antichissima che ha la stessa origine della MTC per l’uomo, ma il cui sviluppo è stato peculiare e specifico. Zao Fu è considerato il primo medico veterinario agopuntore che già nel 974 a.C. trattava le patologie del cavallo con gli aghi, e questo testimonia quanto sia antica questa disciplina. Secondo le dottrine classiche della MTC, il corpo degli animali è percorso da un incessante flusso di energia vitale detta “Qi”, la quale origina dai principali organi e fluisce in un sistema circolatorio di canali, i cosiddetti “meridiani”. Su questi sono presenti alcune aree, vere e proprie stazioni di regolazione energetica, gli “agopunti”, su cui si agisce mediante aghi metallici


LA VIA DEGLI ANIMALI

(“cinesi” di varia lunghezza e diametro, ma talvolta anche aghi “occidentali” da iniezione), moxibustione (coni e sigari di artemisia che hanno effetto termo-energizzante), idroagopuntura (inoculazioni di piccole quantità di vitamina B, iodio in veicolo oleoso, soluzione fisiologica), elettrostimolazione, laserpuntura, digitopressione, massaggio. Quando il flusso è scorrevole ed in equilibrio, l’animale è in salute; se l’equilibrio è turbato, allora l’animale sarà malato o proverà dolore. Una seduta tradizionale di agopuntura inizia con l’ispezione del paziente che comprende l’esame dello Shen (“mentale”), della morfologia, e del comportamento che, secondo le teorie tradizionali cinesi, sono sotto l’influenza degli organi e che, attraverso una peculiare corrispondenza tra essi e le strutture esterne, coinvolgono attitudini, gesti e posture del soggetto in esame (“psichismo d’organo”). In tal modo è possibile conoscere le capacità di trasformazione dell’energia mentale nello stato di forza o di debolezza dell’individuo. La seconda fase della visita in MTC è rappresentata dall’ascultazione ed olfattazione che prende in esame la ‘voce’ dell’animale, respiro, eventuali singhiozzo, eruttazione e vomito. 36

Segue poi un approfondito interrogatorio anamnestico, volto a valutare la qualità e lo stile di vita dell’animale, patologie pregresse, alimentazione, note comportamentali e caratteriali del soggetto. Momento essenziale della visita agopunturale è la palpazione che prevede un accurato esame del tegumento, torace, addome, arti, punti diagnostici e soprattutto dei “polsi”. L’esame del polso mira a definire lo stato dell’energia essenziale e dell’energia perversa del paziente attraverso la valutazione di Qi (energia) e Xue (sangue), apprezzandone “vuoto”’ o “pienezza”. Sulle basi delle suddette osservazioni e delle leggi classiche della MTC quali la teoria Yin/Yang, la teoria Wu Xing (Cinque Elementi), la teoria Zang - Fu (Organi e Visceri) ed i Ba Gang (Otto Principi), il medico veterinario definisce il piano di trattamento che risulta essere così assolutamente individuale, specifico per il singolo animale. In tal modo si realizza una medicina veramente olistica che tiene conto di tutte le diverse componenti: condizione fisica e stato psico-comportamentale del soggetto, tipo di patologia e gravità dell’affezione, durata della malattia. In genere i casi acuti necessitano di due o più sedute a settimana, per poi allungare gli intervalli tra le stesse; i casi cronici necessitano mediamente di una o due sedute a settimana, prolungando, successivamente, anche qui gli intervalli. L’agopuntura si configura come una medicina in sé completa, quindi tutte le patologie sono trattabili con essa, tranne quelle che necessitano di intervento chirurgico. Inizialmente essa è stata consi-

derata un’efficace “terapia del dolore” per la sua capacità di indurre un notevole grado di analgesia. Agisce bene nelle patologie osteomuscolari ed articolari eliminandone sia la componente infiammatoria che quella dolorifica e permettendo il recupero di un’andatura normale. Viene infatti impiegata nella clinica ortopedica di tutti gli animali, ma soprattutto nel cavallo e nel cane sportivo, in quanto determina un miglioramento delle prestazioni, così da potenziarele in maniera assolutamente naturale e ‘doping free’ ed eliminando qualsiasi tipo di tensione organica o psico-comportamentale. Risultati molto validi si ottengono nelle patologie cardiocircolatorie, respiratorie (sia su base infettiva che su base allergica), gastroenteriche, ginecologiche ed ostetriche (induzione dei cicli estrali, modulazione dell’attività ovarica ed uterina, supporto alla fecondazione artificiale, espletamento del parto), andrologiche. L’agopuntura veterinaria è anche molto impiegata nelle affezioni geriatriche (così come per l’uomo, la vita media degli animali si è notevolmente allungata), nelle turbe comportamentali, negli squilibri ormonali, nelle patologie infettive ed infestive, nelle dermatopatie, nelle patologie immunomediate. Di fatto l’agopuntura veterinaria si pone non come alternativa all’allopatia, ma come necessario completamento in un sistema clinico che, affiancando tra loro le diverse discipline, determina l’attuazione pratica di una medicina veterinaria integrata, finalizzata al raggiungimento del benessere e della salute animale.


LA VIA INTERIORE

“La musica del Re” di Donatella De Colle Le carezze del suono nel rapporto madre- bambino Il binomio fra il “tocco”, inteso come sfioramento ma anche come avvicinamento vibrazionale e il “suono”, è estremamente affascinante. E’ noto il potere appagante e “saziante” di un abbraccio al momento giusto o quello delle carezze del proprio partner, oppure l’importanza della vicinanza fisica nei giochi di contatto per un maschietto con il padre, o ancora il ricordo delle carezze associate ad una ninna nanna materna. Allo stesso modo, la difficoltà alla vicinanza con l’altro diviene sinonimo di protezione dei propri confini del sé. La letteratura psicologica parla proprio del concetto di ”Io Pelle” (D. Anzieu) ad indicare il primissimo senso del sé che si attua attraverso l’involucro fisico primario che è la pelle, territorio di incontro fra se stessi e l’altro. Già nel grembo materno siamo avvolti in un “tocco” che coinvolge il tatto in senso lato e, quindi, una vibrazione condotta attraverso tutto l’essere. Il bambino appena nato ha bisogno di contenimento fisico, di “sentirsi” attraverso la madre che lo contiene fisicamente, lo riscalda, lo protegge, lo “definisce” (per madre si intendono anche le altre figure accudenti): ciò getta le basi per lo sviluppo del suo “Io Relazionale”. Nell’utero materno, la percezione tattile data dal contatto, prima col liquido amniotico e poi con la placenta e le pareti uterine, viene accompagnata dai rumori intra ed extra-uterini, e dalla voce materna. L’essere toccati e il toccare con il proprio corpo divengono quindi sensazioni percezioni e sensazioni olistiche con voce e suoni. La pratica del contatto appartiene anche agli animali: i cuccioli dei mammiferi possiedono il riflesso di “grasping”, cioè il riflesso innato di aggrapparsi al genitore; le mamme tendono a tenere vicini i cuccioli,

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sia fra loro che in spazi che favoriscono la chiusura e la delimitazione (il nido degli uccelli, la cuccia, la tendenza a trovare luoghi appartatati, stretti e contenuti). Nel genere umano, oltre a ritrovare le stesse pratiche riguardo alla prole, l’evoluzione del tocco ha dato origine alle varie forme di massaggio nate durante i secoli: shiatsu, riflessologia, linfodrenaggio, massaggio occidentale, micromassaggio, digitopressione, massaggio linfatico, massaggio estetico, per citarne solo alcuni. La pratica del tocco è diffusa ed apprezzata per il suo potenziale rilassante e, in alcuni casi, anche “regressogeno”, poichè attiva fra i due un contatto fisico e mentale, vero “ponte comunicativo” veloce e immediato a livelli diversi, in quanto il corpo stimolato rievoca da sé le memorie antiche. Chi sa capire il corpo vi può leggere le sue rigidità, le tensioni, i blocchi. Che sono, allo stesso tempo, quelli della mente. Anche la madre massaggia il suo bimbo e, nel toccarlo, comunica con lui in modo tale che egli comprende: siamo nel regno del linguaggio non verbale, quello archetipico, che non necessita del mediatore linguistico; il “tocco” materno diviene linguaggio che esprime emozioni in base alla sua intensità, modalità, al momento, all’atteggiamento complessivo delle stessa madre e, al tempo stesso, concorre allo sviluppo psico fisico del bambino. Lavorare sul massaggio della zona della schiena concorre, ad esempio, alla stimolazione dei muscoli dorsali e della spina dorsale e, allo stesso tempo, rilassa ed unisce i due soggetti della diade. Anche toccare e massaggiare hanno un ritmo proprio, come tutte le cose: è un ritmo che si crea in due, che accelera o decelera, cambia i suoi tempi interni in relazione agli intenti comunicativi; come una melodia. Da queste riflessioni è nata l’idea di utilizzare “tocco” e “suono” in un binomio stretto per il lavoro su madre e bambino, soprattutto nelle prime settimane dopo il parto e fino a circa i sei mesi di vita, con opportune modifiche. Una tecnica di comunicazione orientata sul recupero e lo sviluppo del rapporto madre - bambino, modificato dall’evento della nascita, può essere proprio l’abbinamento fra il massaggio, con elementi e posture tipiche dello yoga, e l’uso consapevole della voce e sonorità, già sperimentate nel pre-parto. Il corpo di entrambi diviene allo stesso tempo mezzo di contatto e agen-

te, produttore di suoni e fruitore, musica e strumento musicale. Nella cultura gitana, i padri soprattutto parlano al piccolo nel ventre delle compagne, cantano, suonano il violino per lui. Al momento della nascita il bimbo riconosce quella musica e nel risentirla si addormenta. La chiamano “la musica dei Re”. Sono conoscenze proprie del genere umano, disponibili a chiunque, transculturali. Da un punto di vista organico la stimolazione acustica, così come quella di ogni area sensoriale, agisce come un potente accrescitore delle trasmissioni sinaptiche e quindi di un’intensa arborizzazione dei dendriti: concorre quindi e partecipa alla progressiva formazione del sistema nervoso. I suoni percepiti nella pancia vanno a formare la prima memoria acustica, così come le stimolazioni tattili la primitiva memoria tattile, convogliandole in un’unica percezione sinestesica, dove ad uno stimolo dato si ha una risposta dell’intero sistema percettivo, non solo del canale sensoriale attivato: il bimbo reagisce infatti con tutto se stesso, il corpo e le emozioni, ad un rumore forte. In conclusione si può dire che il massaggio sonoro ha molteplici effetti: sul piano fisico, per il neonato, nei primi mesi di vita favorisce il passaggio dal movimento riflesso a quello cosciente, grazie ad una sempre miglior coordinazione dei muscoli dorsali; favorisce il rafforzamento dei muscoli del collo e della spina dorsale. Toccare e massaggiare il piccolo favoriscono inoltre la produzione di ormoni del ”buonumore” che lo rilassano e, nelle prime settimane di vita, lo predispongono alla nanna, alla poppata, ecc. Sul piano emotivo, per il neonato e per la madre, l’uso contemporaneo della voce e del massaggio crea un ponte comunicativo fra madre e bimbo, utile ad elaborare il distacco e a creare una nuova modalità comunicativa, tale da favorire l’attaccamento al seno e quindi utilissima per i prematuri, i neonati in difficoltà, madri con poco latte, o affette da uno stato depressivo sia fisiologico che patolologico. Sul piano psico-fisico, per la madre, molto di questo lavoro prevede la partecipazione attiva con posizioni specifiche, uso della respirazione e movimenti attivi. Ciò la aiuta a riprendere contatto col corpo dopo l’avvenuta modificazione, a riprendere la linea, a divertirsi, a de-tensionarsi. Infine, una riflessione a tutto tondo e, forse, un po’ “buonista”: se, nella vita di ogni giorno, riprendessimo ad abbracciarci, a stare vicini fisicamente, a coccolarci, molti rapporti ne trarrebbero vantaggio. In fin dei conti sono atti d’amore.


PAROLE E MUSICA

Chilometri di note Intervista di Francesco Giordano

Guardarsi dentro per andare fuori...

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inaldo Donati è musicista, arrangiatore, produttore artistico e compositore anche per la danza contemporanea. Un animo da esploratore salgariano nella cui musica convivono un raffinato impressionismo e un gusto innato per lo spazio. Laureato in musicologia è da oltre 15 anni attivo a livello discografico e prosegue con il nuovo “Mundo Simples” il suo percorso musicale, fatto di ricerca con una grande passione per il jazz e un confessato amore per la musica brasiliana. Eumir Deodato ha speso grandi parole in occasione di questo nuovo lavoro e di lui dice che è un artista eccezionale e che “Mundo Simples” è un’opera assolutamente unica, pionieristica e totalmente innovativa. Musiche avvolgenti e ricche, autobiografiche nei testi come in tutte le note che vi scorrono. Il nuovo lavoro alterna classiche songs, a pezzi nei quali l’aspetto compositivo è più dilatato e cammina generandosi a fianco dell’arrangiamento, che per l’artista ha spesso una valenza fotografica, per creare un’immagine emotiva in uno spazio sempre in movimento. Abbiamo incontrato Donati in occasione di questo suo nuovo lavoro. Parlaci di Mundo Simples, di come è nato e di cosa è cambiato in te in quest’ultimo anno nel quale hai creato questo nuovo lavoro. ”Mundo Simples” è la mia somma oggi. Forse tutto fa parte di un normale processo di maturazione ma è come se avessi avvertito la necessità di disegnare il mio panorama emozionale. Spesso mi domando con quale soggettività i miei occhi guardano questo mondo che vivo. Ho trascorso la mia vita nel desiderio di conoscermi con i suoni, i colori e le forme, ed é attraverso ciò che ho realizzato nel tempo che ho la più esatta percezione di chi sono. Per scrivere e tradurre in suono “Mundo Simples” ho immaginato un viaggio, prima nella cabina di una nave fantasma e lo studio di registrazione stesso, nei lunghi mesi in solitudine, ha assunto questa

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forma, poi è stato nel prendere la Dodge della cover, l’andare in giro a registrarlo. Guardarsi dentro per andare fuori. Le tue esperienze sono variegate. Sei un musicista di estrazione jazz che però si è dedicato a molti altri generi e ambiti musicali, dalla canzone d’autore alla musica per la danza contemporanea, fino all’elettronica. Le mie esperienze in realtà non riesco ad immaginarle come tappe isolate in generi musicali differenti. Esistono linguaggi diversi, infinite tonalità di colore e linee nella forma e per me scrivere musica è come fotografare la traiettoria di un pensiero estetico che si muove attraverso ciò che ho letto, ciò che ho visto, attraverso ciò che amo. Questa dinamica potrei quasi disegnarla e rivederla nella stesura esatta di un singolo brano, nella tracks list di un mio album o nel guardare tutti i miei lavori stesi su un tavolo dal primo all’ultimo. C’è qualche aneddoto, qualche episodio particolare, gioioso o di difficoltà legato alla tua vita artistica anche passata che ci vuoi confessare o svelare… Il primo che mi viene in mente è un aneddoto simpatico avvenuto molti anni fa durante le registrazioni del doppio album “Jardim Botânico Oceânico” con il settetto NÃO. Era inverno ma dovetti chiedere a Kaldos Santos, che stava suonando il berimbão, di spogliarsi quasi nudo perché quella pur lievissima porzione di suono della zucca quando si stacca dalla pelle, avrebbe avuto una sfumatura che non potevo gradire se avesse avuto un maglione. Quel berim-

bão era solo una delle 70/80 tracce di un mix complesso. Lui mi guardò dapprima stralunato ma subito acconsentì, poi si ammalò. Ricordo che con Humanoptères, un lavoro in duo dedicato al mondo degli insetti, realizzato con Véronique Abat (coreografa e interprete), abbiamo percorso per tre anni tutta la Francia in lungo e in largo come due Don Chisciotte per offrire estratti di soli 15 minuti di fronte a commissioni piuttosto ostili. Il TGV era diventato la nostra casa fino a quando quel lavoro vinse il primo premio al “Concours Internationales de Chorégraphie” a Rouen in Normandia. Uno che svelo. Un festival piuttosto importante con artisti di livello mondiale in cartellone e il settetto NÃO già sul palco che mi attendeva di fronte ad un pubblico numerosissimo in religioso silenzio. Io venni trattenuto dagli organizzatori perché firmassi documenti poco puliti, mi divincolai e riuscii a scappare salendo proprio sul palco. Loro con gli occhi di fuori ed io che li invitavo a venirmi a prendere dove ero. La musica nella rabbia volò alta. Un tempo partimmo in trio con un furgone camperizzato e un generatore di corrente per fare un tour europeo suonando per strada. Bluelettrico”, due chitarre elettriche e batteria senza cassa. Indefinita la data di rientro. Non avvertii mai così forte, nemmeno in teatro, l’attenzione e il rispetto del pubblico; cento persone che si fermavano in piedi in cerchio ad ascoltare in silenzio assoluto. L’esperienza fu durissima perché il costante arrivo della polizia in ogni luogo disperdeva il pubblico che arrivava a questionare lamentandosi severamente con gli ufficiali che non consentivano il guadagno lungo quell’esperienza per strada. Avignone: unico luogo ammesso Piazza dei Papi. Quella sera si cenò! A Versailles rischiammo il foglio di via e il sequestro completo di furgone e strumenti. Mondo Semplice!!! Come descriveresti oggi il tuo modo di fare musica e cosa è cambiato dalle tue prime esperienze artistiche? Mi rendo conto che il mio modo di fare musica non è di questo tempo e a volte mi sembra di vivere come un naufrago


sulla mia isola privata. Potrei passare due giorni su una traccia di “agôgô” e diventare quella campana metallica percossa dalle spazzole e trasformarmi in quel metallo che vibra. Questa può sembare una fobia mentre per me è invece un lusso, ha un costo elevatissimo ma ho bisogno di vivere così. Ricordo di essere entrato in una stanza e un amico stava suonando una nota bassa di un pianoforte, la stessa nota da mezz’ora. Uscii tornai dopo un’ora, era ancora li e mi guardò con gli occhi viola sbarrati dicendomi: “Rinaldo da questo martello che percuote questa corda, negli armonici che si espandono nell’aria, c’è un mondo intero che si genera”. Ecco, si tratta di questo, a me interessa quel mondo fatto di attenzione sottile e cura. La mia attitudine nel fare musica non è mai cambiata, è nel gioco serissimo di un bambino dove le dodici note sono il niente ma cercando quel senso individuale in cui fonderle posso arrivare a costruire piccoli universi personali. Credo che i miei album si possano ascoltare su differenti piani. Amo

far coesistere informazioni differenti e linguaggi diversi che si intrecciano armonicamente, ritmicamente e melodicamente, come nel disegnare un panorama che si muove. Questo senso di moto e questa quantità di informazioni implicano un ascolto più impegnativo che non è del nostro tempo. “Terraqueo” ad esempio, un brano da Mundo Simples, può essere ascoltato come 3/4, 12/8 o 3/4 latino. Idealizzo un ascoltatore che segua la melodia cantabile ubriacandosi nel fonderla con il panorama ritmico. So che quegli ascoltatori sono tantissimi ma nella confusione è molto difficile raggiungerli ed io oggi resto sulla mia isola ... e forse è un peccato. In quali progetti ‘trasversali’ sei occupato in questo momento? Diciamo due più uno! Danny Given! che ha una voce “cool” che mi tocca profondamente. Per me è come un super

eroe che invece di tendere tele di ragno e volare sui palazzi, canta con semplicità ma con quel senso esatto nel tradurre il mondo che mi emoziona. Sarà un album, sarà un film, un fumetto sonoro o semplicemente continuerà a cantare ed io ad ascoltarlo. Il secondo immediatissimo è che amerei inforcare una tre cilindri Triumph e attraversare l’Europa di corsa e poi dedicarmi ad una musica realizzata solo con chitarre sovraincise, una cascata di corde e harmonizers. Chilometri di note e senso dello spazio, come un urlo. Sto facendo benzina. Il terzo, è il più trasversale! … Rido! Sto scrivendo brani semplici con dentro ciò che la gente semplice vuole per un album che vendesse finalmente i dischi in un mondo sempliciotto ma molto meno semplice del mio. ... E pensare che per ascoltare davvero la musica basterebbe amarla un po’. …O, se preferite, per amarla basterebbe ascoltarla.

Stefano Bollani Trio

in particolare sui territori che abbracciano jazz, samba e bossa nova. Le riletture di “So Tenha De Ser Com Voçe” (1964) e “Agua De beber” (1961) ad esempio rispettano quel soffio leggero di cui profumano le note dei brani; lo choro-cançao di “Falando de Amor” (1979) è riproposto anche su “Tema Do Amor Por Gabrie-

la” (1980) mentre il piano solo di Bollani si esprime in tutta la sua classe e genialità in “Retrato em Branco e Preto” (1968) e “Pois E’” (1970). Più squisitamente jazzistiche le interpretazioni di “Aguas De Março” (1972) e “Samba De uma Nota So” (1959), per un disco dove genialità e intuizioni si accompagnano a eleganza.

Andreas Vollenweider

straordinaria carriera alle spalle che gli ha permesso di vendere più di 15 milioni di dischi in tutto il mondo, Vollenweider dimostra con “Air” di essere sempre un vero e proprio riferimento per la musica spirituale, in grado di esplorare anche nuovi e originali territori sonori con grande maestria. Al disco segue un tour con Daniel Küffer (tastiere, sassofono e accordeon) e Stefanie Peter (batteria e piccole percussioni).

Falando De Amor (Incipit Rec./Egea)

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tefano Bollani è uno dei più apprezzati pianisti italiani, capace di suonare qualsiasi repertorio con una personalità straordinaria che ha colpito fra i tanti anche un’icona della musica brasiliana come Caetano Veloso, che di lui ha detto testualmente, “Suona come un Dio…”. La frequentazione della musica brasiliana per Bollani però non si limita agli apprezzamenti del grande Veloso: un anno e mezzo fa ha regalato al pubblico lo splendido “Carioca” e ai colori e al calore del Brasile è dedicato anche questo omaggio di Bollani al più grande autore brasiliano di tutti i tempi Antonio Carlos Jobim. “Falando de amor”, già al primo posto delle classifiche di vendita jazz in Giappone, giunge ora in Italia: in questo lavoro il trentasettenne pianista milanese (ma toscano d’adozione) è accompagnato da Ares Tavolazzi al contrabbasso e Walter Paoli alla batteria: si tratta di un trio dall’interplay forte e consolidato nel tempo e che riesce a mettersi in gioco,

Air (Edel)

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a quasi trent’anni, le sperimentazioni di Andreas Vollenweider, tese a reinventare continuamente l’arpa, hanno portato l’artista a sviluppare sempre più il lato elettro-acustico dello strumento. Pioniere del genere new age il maestro svizzero è tornato in studio dopo il celebrativo doppio lavoro dal vivo per regalare attraverso registrazioni in presa diretta e senza artifici di produzione nuove e affascinanti melodie. Con una

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PAROLE E MUSICA a cura di Mari Valentini

Danilo Mainardi

L’intelligenza degli animali (Cairoeditore)

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na galleria di storie d’animali ed uno spunto per riflettere su che cos’è, e come si manifesta, la loro intelligenza. Il noto etologo, autore di questo bel libro, ci invita a dimettere gli insidiosi antropocentrismi con cui troppo spesso l’uomo ha vissuto e vive, le sue relazioni con gli animali, non solo domestici, per osservarli con occhi più limpidi e rispettosi della loro straordinaria varietà di comportamenti. La zoologia, così interpretata da Mainardi, diviene una preziosa occasione per riflettere su come tutte le specie animali siano le infinite sapienze di cui la vita stessa è pervasa e non sia possibile stabilire una gerarchia di capacità tra gli animali più “evoluti” e quelli più “semplici”. Questa lettura interpretativa ci propone di guardare al mondo animale nella sua estrema pluralità di saggezze, attinte dai processi di selezione naturale, e come ogni essere animale sia in grado di rispondere ai problemi che l’esistenza di ognuno richiede, nella varietà delle reciproche situazioni, in modi estremamente validi e raffinati.

Stacey O’Brien

Wesley il gufo La favola vera di un rapporto unico dove non importa chi sia l’essere umano e chi l’animale. (Elliot Edizioni)

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na parabola amabile su un’amicizia, certamente inconsueta, tra una giovane donna e un gufo. Wesley, un barbagianni, imprevedibile e giocherellone, viene accudito fin da pic42

colissimo dalla coprotagonista di questa bizzarra vicenda, che è biologa e zoologa, esperta in riabilitazione d’animali notturni infortunati e lavora nella California del Sud. Ci racconta questa storia, durata ben diciannove anni, a partire da una piovosa mattina del 1985, giorno in cui scocca questa singolare scintilla d’amore. Eppure l’autrice racconta di Wesley, il gufo, in modo asciutto e coinvolgente, senza banalità e facili sentimentalismi, sottolineando che per fortuna negli ultimi anni, le leggi federali per la protezione degli uccelli selvatici negli Stati Uniti sono diventate più severe ed è illegale tenere in casa qualunque uccello selvatico; che, se capita di trovare dei cuccioli o animali in difficoltà è bene sempre portarli in un centro specializzato per la loro cura, riabilitazione e, auspicabilmente, reinserimento in libertà.

Jill Bolte Taylor

La scoperta del giardino della mente Cosa ho imparato dal mio ictus cerebrale. (Mondadori)

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l buio oltre la mente. Il racconto che emerge da questo libro intenso è un drammatico resoconto di un viaggio interiore compiuto da una giovane donna, che da neuroscienziato e ricercatrice universitaria diviene, d’un tratto ed inaspettatamente, “paziente” della stessa tremenda malattia studiata da una vita; colpita da un ictus che trasforma radicalmente la sua esistenza e le sue facoltà essenziali:

camminare leggere, scrivere, ricordare. Nell’arco di una sola mattinata l’autrice assiste al crollo completo delle sue facoltà mentali e alla paralisi dell’elaborazione delle informazioni vitali. Per otto, lunghissimi, anni vive un’esperienza che l’ha trasformata radicalmente in un percorso di guarigione tortuoso e che ne ha mutato in profondo il sentire. Al cuore di questo racconto non c’è in ogni caso la malattia ma la speranza di una via nuova, di un’illuminazione, di un metodo persino: per tentare di “disattivare” dal nostro cervello i sentimenti dell’ira, della gelosia, della frustrazione, per attivare quelli più consoni al nostro star bene, connessi alla gioia, alla pace ed alla serenità condivise.

Valentina Bianchi

I funghi medicinali Per vivere a lungo in perfetta salute. (Edizioni l’Età dell’Acquario)

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funghi non sono solo cibo gustoso ma anche utili per la nostra salute. Già utilizzati infatti da millenni nella medicina cinese, vedono riconosciuta recentemente anche in occidente le loro qualità terapeutiche. Posseggono proprietà nutritive ma sono in grado di apportare molti benefici alla nostra salute: rinforzano il sistema immunitario, inibiscono lo sviluppo dei tumori e curano i disturbi cardiocircolatori e neurologici, il diabete, le infezioni virali. L’autrice, che lavora nell’ambito della fitoterapia, floriterapia e alimentazione, espone in modo chiaro le qualità e i principi terapeutici dei funghi, con preziosi consigli al lettore per la loro raccolta, conservazione e ricette.


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GLI INCONTRI

Intervista “al buio” di Pierpaolo Bon

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bbiamo incontrato Adriano Violato che, assieme ad Antonella Trevisiol, ha da poco introdotto e sviluppato la Darkroomeditation432 hz, attrezzando e predisponendo un luogo specifico secondo le precise caratteristiche che tale esperienza richiede. Da quando è uscita una prima pubblicità sulla BioGuida è stato un susseguirsi di domande su cosa sia e cosa accada in questa “stanza buia”. Che poi proprio stanza non è: la “DarkRoom” in realtà è un piccolo appartamento, quindi con stanze e servizi, completamente immerso nel buio, in cui viene svolta ogni attività durante il periodo di isolamento prescelto. Si mangia, si dorme, ci si muove completamente al buio, si svolgono le pratiche interiori e terapeutiche prescelte nella più completa oscurità, oppure ancora ci si abbandona alla semplice inattività, il “dolce far niente”, nell’attesa che il sistema corpo-mente si sintonizzi liberamente in questa inusuale dimensione. La Dark Room, praticamente cos’è? E’ un isolamento totale dalla luce di minimo 72 ore o di 7 o 14 giorni consecutivi, per portare a compimento un’esperienza “energeticalchemica”, risvegliando la risonanza e l’assonanza e connettendoci con i centri di potere del cervello: la ghiandola pineale e pituitaria, talamo e ipotalamo. Il compito del conduttore o coach è quello di notare quello che accade e indirizzare la persona, con metodi semplici, nel trovare e mediare le potenzialità assopite, per tradurle poi nel quotidiano, amplificando i propri talenti. In questo processo evolutivo importante è l’assunzione tramite il cibo di triptofano, un aminoacido aromatico essenziale, non sintetizzabile dall’uomo e di beta-carotene. Difatti le attuali conoscenze neurofisiologiche evidenziano come la pineale non sia semplicemente una ghiandola ma, come la midollare del surrene, un “trasduttore” neuroendocrino: converte infatti un input nervoso, un neurotrasmettitore, in un output ormonale messo in circolo. L’input nervoso è la noradrenalina, rilasciata dai nervi ortosimpatici postgangliari, l’output ormonale è in primo luogo la melatonina; la sua sintesi della serotonina è catalizzata da due enzimi che sono caratteristici della

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pineale. I pinealociti sintetizzano essi stessi la serotonina dal triptofano, tramite la stessa via utilizzata nei neuroni. La pineale (o epifisi) è una ghiandola che all’età di circa 12 anni si calcifica, diminuendo col passare del tempo la capacità di produrre gli ormoni essenziali per il nostro benessere psicofisico, come la pinolina e la melatonina. L’alchimia che nasce dal suo “sgretolamento” è un’apertura alla connessione con i centri di potere del cervello. Tale connessione costituisce la conoscenza attraverso il “terzo occhio” che, se aperto, penetrerà nelle dimore di cose ineffabili. Finché questo dorme si rimane inconsapevoli dell’ineffabile: “La lucerna del corpo è l`occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce; ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!” (Matteo, 22,23). Per facilitare ed accompagnare l’evoluzione corporea si utilizza la “tecnica del Borzoi”, un metodo che permette di fissare ed accentrare le personali ed autentiche informazioni evolutive ottenute, con cui si accelera lo sviluppo delle strutture energetiche e psichiche dentro e fuori dal corpo, che aiutano ad interagire con altre dimensioni e frequenze più elevate. Che cos’è invece il percorso del serpente dorato? Il “percorso del serpente dorato” all’interno della Darkroomeditation432hz è un processo in grado di risvegliare le nostre capacità assopite, annidate nel nostro codice genetico, che emergono di tanto in tanto nel nostro processo evolutivo. Per mezzo dell’isolamento totale della luce avvengono cambiamenti nella chimica corporea, anche indipendentemente dalle tecniche usate, che influiscono sulle ghiandole pineale e pituitaria, talamo ed ipotalamo, in grado di avviare nel corpo una produzione assolutamente naturale di seratonina, melatonina e pinolina. Il protocollo utilizzato nel “percorso del serpente dorato” è puramente personale: cioè risuona nel corpo la priorità della propria “personalità” (secondo il “suono” prescelto e utilizzato) ed è da essa che ci viene indicata la prima direzione di lavoro energetico. Attivando naturalmente la propria "alchimia corporea" si realizza la possibilità di

mediare la modalità di tradurre le informazioni nel quotidiano, cosa altrimenti ardua e complessa. La Darkroomeditation432hz è un’anticamera potente di “trasformazionealchemica-interna” dove tutto accade “nei giusti tempi” senza l’uso o stimolazione di altre sostanze. Nel suo interno si può praticare sia la meditazione statica che dinamica: i conduttori sono esperti e preparati. Oppure si può rimanere semplicemente “nell’inattività calcolata” e decidere con il conduttore il programma personale, che rispetterà sempre le priorità dettate dal corpo. Qualche parola sulla vostra personale esperienza? C’è una quinta dimensione, oltre a quelle che l’uomo già conosce. Ci appare con colori palpabili, penetranti e avvolgenti, di propria fonte, indescrivibili all’inizio perché mai visti, una meraviglia. La percezione è che si entra in uno stato di passività mentale, il cervello raccoglie i messaggi che pervengono automaticamente e alcune informazioni arrivano con correnti antidromiche, cioè in doppia direzione, è come se la stessa informazione avesse due ordini di riflesso: somato-psichico e psicosomatico. E’ senza limiti, o ancora non si conoscono, e le percezioni possono essere scambiate o confuse con spiegazioni ed esperienze apparentemente simili ma, nella sostanza, differenti. A tutti viene data la possibilità di accedere… “Twilight zone”, “stati modificati di coscienza", transe ipnotica, estasi mistica, transe medianica, transe sciamanica, stati di possessione, esperienze extra-corporee, vissuti di “pre-morte”, abductions, meditazione, hypnagogic trans, sono alcuni termini che diverse “persone sensibili” (per loro natura o per esperienze speciali) usano per descrivere qualcosa di non scientificamente chiaro o riscontrato dalla medicina ortodossa, ma speciale quando accade. Noi preferiamo identificarlo e chiamarlo “stato quantico”. A mio parere l’essere umano può sperimentare tutti gli stati alterati, senza l’uso di stupefacenti o allucinogeni, perché il tutto è nella sua essenza. Fondamentale è creare il terreno ottimale, attivando i centri di potere nel centro del cervello, ed ecco che le allucinazioni ipnagogiche, o stato quantico, nella “DarkRoom” saranno affascinanti e lucide.


PROSSIMI APPUNTAMENTI A SAN DONÀ DI PIAVE (VE): 16/17/18/19 LUGLIO 2009 – 26/27/28/29 AGOSTO 2009 10/11/12/13 SETTEMBRE 2009 – 22/23/24/25 OTTOBRE 2009 CHE COS’E’? La Dark Room 432hz® è un’anticamera potente di “Trasformazione-Alchemica-Interna” dove tutto accade nei “giusti tempi” senza l’uso o stimolazione con sostanze o strumenti. Nel suo interno si può praticare sia la meditazione statica che dinamica, i conduttori sono esperti e preparati inambedue i casi. Oppure si può rimanere semplicemente nell’ ”inattività calcolata” e decidere con il conduttore il programma che comunque rispetterà la priorità del corpo. Consente un isolamento totale alla luce di un minimo 72 ore (3 giorni), oppure di 7 o 14 giorni consecutivi, per portare a compimento un’esperienza "energeticalchemica", risvegliando la risonanza e la connessione con i centri di potere del cervello: Ghiandola Pineale e Pituitaria, Talamo e Ipotalamo (il cosiddetto “Terzo Occhio”). Per i popoli antichi, di ogni tempo e luogo, la connessione con i centri di potere del cervello costituiva la base per la conoscenza attraverso il “Terzo Occhio” (dal sanscrito “trilochana”) che, una volta “aperto”, permette la percezione di cose altrimenti ineffabili. Il supporto del coach è quello di notare quello che accade e, con semplici metodi (Metodo Calligaris, Borzoi, Cronogenetica, Morfogenetica, ecc.) guidare la persona nel trovare il significato delle percezioni e nel capire e stimolare le potenzialità che poi torneranno utili per esprimere nella quotidianità i propri talenti, scoperti nell’esperienza al buio (intuizioni, indicazioni, soluzioni, sogni, risposte spontanee, veggenza...).

IL CIBO In questo processo evolutivo importante è l’assunzione, tramite il cibo, di “triptofano”, un aminoacido aromatico essenziale non sintetizzabile dall’uomo e di beta-carotene. Il cibo che viene suggerito durante le giornate è un cibo che si integra con il processo metabolico di integrazione nel corpo della melatonina, quindi ricco di triptofano e beta-carotene. Si può praticare il digiuno, per chi lo desidera, o la disintossicazione con tisane biologiche, alghe azzurre, alga klamath, acqua diamante, aloe vera, secondo il proprio sentire. Si può scegliere di mangiare macrobiotico, vegetariano, vegetaliano e onnivoro. E’ assolutamente vietato l’assunzione di alcol, di qualsiasi genere di droghe e fumo.

COME ORGANIZZARSI Si consiglia di portare a termine prima dell’entrata nella Dark Room tutte le incombenze pratiche di vita quotidiana, per sentirsi liberi all’interno dell’esperienza e permettere ai conduttori di seguirvi in un perfetto isolamento dall’esterno. E’ vietato portare all’interno della Dark Room orologi, computer, cellulari, macchine fotografiche e qualsiasi dispositivo con led luminosi che possano disturbare l’ambiente, perché la percezione nella "stanza buia" diventa estremamente sensibile alla minima illuminazione. Per le comunicazioni urgenti con l'esterno, si dovrà dare come riferimento i numeri di telefono degli organizzatori.

PER QUALSIASI TIPO DI INFORMAZIONE: Adriano Violato: cell. 348.3027711 Antonella Trevisiol: cell. 347.4821991 www.darkroomeditation432hz.it - www.metodocalligaris.org



BioGuida 25 - Estate 2009