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BioGuida

ITINERARI DELLO SPIRITO n° 17 estate 2007 Trimestrale di approfondimento e ricerca olistica. Reg. Tribunale di Trieste n°1067 del 26/03/03. Editore: PPBì - BioComunicazione di Pierpaolo Bon Sede: Via F. Denza 4, 34124 Trieste. Tel. 040.302110 - Fax 040.9890285 Cell. 338.8852117 info@bioguida.net - ppbi@bioguida.net Web: www.bioguida.net - www.bioguida.com Abbonamenti: Infoline: 347.7704556 - 040.302110 info@bioguida.net CCP 51506707 Pubblicità e Marketing: Infoline: 338.8852117 - 040.302110 ppbi@bioguida.net Fotocomposizione: Luglio Fotocomposizioni, Trieste Stampa: Graphic Linea, Tavagnacco (UD) INTERAMENTE STAMPATO SU CARTA ECOLOGICA SBIANCATA SENZA CLORO La riproduzione anche parziale di immagini o testi deve essere autorizzata dall’editore. La rivista viene distribuita esclusivamente in punti selezionati e autorizzati. Nessun allegato alla rivista è da considerarsi tale se non esplicitamente autorizzato. L’editore si mette a disposizione degli autori delle cui opere non sia stato possibile risalire alla fonte. I diritti di immagini e loghi pubblicitari sono forniti dai clienti dietro loro autorizzazione e responsabilità.

Direttore responsabile: Mariangela Valentini I nomi di questo numero: Marinella Clara Camera, naturopata e floriteraputa. Maria Luisa Coppa, giornalista, pittrice, monaca zen. Maria Rosa Fimmanò, naturopata kinesiologa. Jacopo Fo, scrittore, attore, fondatore della Libera Universtià di Alcatraz. Francesco Giordano, critico ed esperto musicale. Lucia Lorenzi, psicologa e psicoterapeuta. Paolo Loss, cantante lirico, insegnante di canto gregoriano e vocalità. Anna Maria Iten Shinnyo Marradi, monaca zen. Cristiana Simoni, esperta in Ayurveda. Disegni e immagini: Moreno Tomasetig, Jacopo Fo (quando non diversamente specificato). In copertina: “Fantastico”, di Tullio Sila.

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in questo numero La via interiore:

La via della scienza:

Con il fuoco nelle vene

Kinesiologia e Sport

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Rabbia che cova, rabbia che scoppia

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Cambiare idea sul corpo 14 e sulla mente ..............................................................

I suoni nello Zen Zen e Satori

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La via delle piante: Alghe e cosmetologia

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La via delle origini:

Gli incontri: Associazione Cranio-Sacrale Fvg

Gli Orotati: Veicoli di minerali

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La costituzione Kapa

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Parole e musica:

I luoghi: I luoghi della BioGuida 22 ...

CD e libri

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ORGANIZZA SCUOLA DI FITOPRATICA ED ERBORISTERIA ALCHEMICA OBBIETTIVO • Introduzione della fitopratica in seno alla cultura e alla filosofia della scienza alchemica, fornendo le basi per la comprensione e l'utilizzo dei canoni della tradizione in ambito pratico, attraverso lo studio dell'erboristeria alchemica dei suoi rimedi e delle sue possibilità. SVOLGIMENTO • Questo modulo base si articolerà in quattro giornate di studio, in week-end intensivi di teoria e pratica ed una giornata di stage immersi nella natura in data da concordare. ARGOMENTI Filosofia, epistemologia e storia dell'Alchimia. Anatomo-fisiologia, simboli ed archetipi nel corpo umano La Natura, il bosco inteso nel suo insieme analogico-simbolico Psico-somatica, cioè il preparato alchemico sue doti e virtù al servizio dell'uomo contemporaneo • Fitopratica, uso delle preparazioni nelle più comuni affezioni fisiche dell'uomo. • • • •

CONDUCONO IL CORSO: LORIS SOLMI - ROBERTO COLAUTTI - GIANNI SCAPIN SEDE DEL CORSO: MILANO - LAINATE, TRIESTE, VENEZIA, VERONA Costo del corso: Euro 280,00 + IVA PER INFORMAZIONI ED ISCRIZIONI: 338.7967047 info@fiomas.it


EDITORIALE

Nel grembo dell’universo N

inferiore”. Ed ancora nei Veda (vol.I, p. 146): “In principio questo universo non era né Essere né Nonessere. In principio, in verità, questo universo esisteva e non esisteva: solo la Mente esisteva.” Dalla stessa etimologia delle parola manas e tra, (traya, proteggere) derivano i mantra, formule che proteggono la mente di chi le pronuncia, rinviando però a un livello più alto e sottile che rimanda alla stessa natura dell’Assoluto. I mantra possono essere paragonati, dunque, a grida d’animali, intonazioni della voce che superano le categorie logiche e soggettive del pensiero e si ricongiungono al cuore dell’Universo. La sillaba sacra più antica e celebre Om, che apre il primo mantra dei Veda, è tutto l’universo. L’Om è composto dalle tre lettere A, U, M e chi le pronuncia evoca con esso l’unità dello Spirito Assoluto. La risonanza prodotta dalla sua vibrazione sfibra la voce fino a svuotarla nel silenzio e, esaurendo il respiro, va oltre ogni articolazione sonora, rinviando simbolicamente alla condizione della mente che trascende ogni attaccamento dalle forme sensibili. Questo silenzio diviene origine di ogni suono e parola, orizzonte in cui le parole ed i suoni si dissolvono, suono insonoro. Per questa ragione l’om si configura e tramanda come la più celebre ed importante sintesi che realizza su un unico sfondo la dimensione dell’udibile e dell’inaudito, della realtà contingente e di quella universale, del Tutto e dell’Uno.

ella tradizione spirituale indiana l’udito e la parola che viene udita assumono grande importanza. Con la parola “ascolto” (sruti) si indicano, per esempio, le scritture sacre, basate sulla rivelazione divina e, diversamente dalla nozione di logos (fondamento razionale) e verbum (parola pronunciata) della cultura d’Occidente, ciò che è stato udito è più importante di quanto sia stato scritto, detto e compreso: la preminenza dell’ascolto e dell’oralità nei testi sacri (Veda) infatti, non veniva coltivata solo nella casta dei sacerdoti ma nel sentire comune. Anche la religiosità popolare indiana vive di racconti e si perde in essi, per poi riemergere, trasfigurata nell’ascolto, come radice di nuova sapienza e vac, la Parola, è l’originaria manifestazione dell’Assoluto (Brahman), il principio vivificatore di tutti gli esseri: è il vento, il respiro della vita. Vac dunque eccede il linguaggio perché funziona come grembo dell’universo. Essa è tanto suono sensibile (sabda) quanto espressione di un significato che esercita un potere d’azione sulle cose, per l’appunto nominandole. Ma che relazione c’è tra la Parola e la Mente (manas)? E se, senza mente non vi sarebbe parola, vero è anche che, senza parole, la mente non potrebbe manifestarsi, sebbene nei Veda si legga che, in un’antica diatriba tra le due, Prajapati si fosse pronunciato a favore di quest’ultima. “Io sono eccellente – disse la Mente – e la Parola disse, io sono eccellente. Prajapati si pronunciò a favore della Mente, dicendo (alla parola): sicuramente la mente è migliore poiché tu imiti solamente e segui ciò che la mente fa: e colui che imita e segue ciò che fa un altro è senza dubbio

Il direttore responsabile Mariangela Valentini 4


LA VIA INTERIORE

Con il fuoco nelle vene di Paolo Loss (www.paololoss.it)

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l fuoco come segno di luce e di vita è presente nella storia dell’uomo da tempi immemorabili. L’evoluzione stessa dell’umanità è strettamente legata al controllo e all’uso del fuoco; ne sono testimoni i miti a questo collegati. Dal mito di Prometeo in poi, il fuoco è un dono rubato agli dei e pagato a caro prezzo; d’altra parte, esso richiama l’idea della potenza della vita per la sua forza e la sua mobilità. La terra stessa manifesta la sua vitalità attraverso il fondersi e il muoversi delle rocce e il ribollire del vulcani. Riceve il calore dal sole ma, ben più forte, è il calore che dal suo interno continua i processi di formazione e di trasformazione del pianeta. Il fuoco è vissuto e utilizzato come strumento di passaggio e di trasformazione: per millenni è stato visto come mezzo di illuminazione o come segno indicativo di una presenza. La stessa presenza divina è simboleggiata dal fuoco: nel libro dell’Esodo (3,2) si dice “ L’angelo di Jahve gli (a Mosè) si manifestò sotto la forma di una fiamma di fuoco dal folto di un cespuglio”. La rinuncia ai beni offerti agli dei veniva siglata dal sacrificio della cosa attraverso il fuoco. Anche nella scena del sacrificio di Isacco da parte di suo padre Abramo (Genesi, 22, 1-12) dovrà essere il fuoco lo strumento della distruzione dell’offerta: la legna per l’olocausto è portata infatti dallo stesso sacrificando. Il passaggio dalla vita all’altro mondo per gli indiani avviene mediante il fuoco, quasi a segnare il completo distacco dall’esperienza terrena dello spirito che, in quel momento, se ne allontana per aspettare quello di una nuova incarnazione. In un’antica formula liturgica della notte del Sabato Santo, nel chiedere a Dio di benedire il nuovo fuoco, si dice: “consacra questo fuoco nuovo, tratto, per nostro uso, dalla pietra”, facen-

do preciso riferimento all’accensione che avveniva mediante la percussione delle selci. Nella letteratura esoterica il fuoco significa sia la purificazione degli elementi che la rinascita; ne è un simbolo la fenice che rinasce dalle proprie ceneri. Il fuoco non sempre è strumento utile anzi, spesso, è fonte di distruzione e danno. Intere città sono state distrutte dal fuoco, accidentalmente o volontariamente portato; la volontà di distruggere le città dei nemici si concretizzava nel “mettere a ferro e a fuoco”. Come il fuoco può diventare distruzione, se non controllato, così nella nostra vita il fuoco interiore può trasformarsi in una forza incontrollabile e diventare gravemente pericoloso per noi stessi e per chi ci vive accanto. Bene intuisce A. de Souzenelles nel suo “Il simbolismo del corpo umano“ quando dice che: “Il fuoco esterno è simbolo del fuoco interiore che portiamo in noi… della nostra fucina interiore”, riferendosi a quella parte del nostro corpo che contiene stomaco e fegato. A piccoli passi ci avviciniamo alla nostra esperienza del fuoco sia come fonte di calore e di luce che come simbolo di una identità interiore forte. Per chi vive nelle città occidentali o occidentalizzate, il fuoco e la luce sono collegati alla materialità del gesto di accensione con un interruttore, quasi senza contatto con la fisicità dei loro opposti: il freddo e il buio. Appena poco 6


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più di 100 anni fa, senza elettricità e gas per far luce e per cucinare, il buio e il freddo erano una realtà cruda e insuperabile. Il bisogno di calore interno, che nasce dal cibo e di calore esterno, che nasce dal fuoco, era così acuto da costituire una vera preoccupazione: il primo e l’ultimo pensiero della giornata. Tuttavia l’ardore interiore delle persone investite di una missione religiosa, sociale o politica poteva far superare anche forti privazioni a sé stessi e a chi li avvicinava. Nel capitolo 24 del Vangelo di Luca si riferisce di due discepoli in fuga da Gerusalemme, in preda alla paura, dopo la morte di Gesù e del loro incontro inconsapevole con il Risorto. Alla fine, dopo averlo riconosciuto nel gesto di benedire e distribuire il pane, si confessarono l’un l’altro, dicendo:”Non era forse ardente il nostro cuore in noi quando ci parlava…?” Fa c c i a m o a n c o r a un passo per capire meglio il significato profondo del calore e dell’energia che si sviluppano all’interno del nostro corpo. Per sapere in che direzione muoverci entriamo nel mondo dei Chakra. L’elemento simbolico del terzo chakra, Manipura (gemma luminosa), è il fuoco. Questo centro energetico si situa nella zona del plesso solare e si sviluppa, nel bambino, tra i 18 mesi e i 4 anni di vita. Quali sono i segni fisici che ci permettono di capire fino a che punto siamo solidi e ben sviluppati in questo punto energetico del nostro crescere? Fino a che livello il nostro “sano ego” ci è di aiuto o di inciampo nella vita personale e sociale? Segni evidenti di una carenza nel terzo chakra sono: a livello corporeo la gastrite o, genericamente, una certa difficoltà di digestione; una evidente freddezza corporea ed emotiva e, non ultima, una palese infossatura al centro del corpo sia nella parte anteriore (muscoli abitualmente contratti nella zone dello stomaco e del fegato) che in quella posteriore (a volte, nei casi gravi,

con spostamento di alcune vertebre dorsali), mentre a livello psichico potremmo trovarci di fronte a poca energia, volontà debole, mancanza di autodisciplina, mentalità vittimistica, ecc.. Al contrario un eccesso nel terzo chakra può essere segnalato da forti tendenze a dominare, all’aggressività, all’ostinazione, al bisogno compulsivo di dire l’ultima parola. Il trascurare questi sintomi, non ascoltare cioè i segni del corpo a questo livello può portare verso l’ulcera, il diabete, l’ipertensione, la stanchezza cronica o a disturbi gravi negli organi situati in questa zona e cioè stomaco, pancreas e fegato. Barbara Brennan, nel suo libro “Mani di luce”, descrivendo dal punto di vista energetico la zona del plesso solare, ne mette in evidenza la funzione di punto di collegamento tra le persone: “Il centro del plesso solare è molto importante per quanto riguarda il rapporto di connessione tra gli esseri umani. Quando un bambino nasce, il cordone ombelicale eterico non viene reciso: esso rimane come mezzo di connesione. Quando due persone entrano in rapporto, si sviluppano cordoni di energia che collegano la parte anteriore del terzo chakra dell’uno a quella dell’altro”. Dopo aver descritto come questo legame si evolve dall’infanzia all’età adulta conclude: “La natura dei cordoni energetici che noi sviluppiamo nella nostra famiglia d’origine si riproduce nei rapporti che creiamo in seguito. Nell’infanzia i cordoni che collegano figlio e madre non rappresentano altro che il rapporto figlio-madre; nell’età adulta si tende a ricreare cordoni di quel tipo nel rapporto amoroso”. Le ferite all’identità e al valore della nostra persona si manifestano come ferite psichiche e fisiche nella zona del terzo chakra, cioè come lacerazioni profonde al nostro cordone ombelicale eterico; l’utilizzo sfrenato e compulsivo di alcune sostanze, la ricerca di alcune situazioni compen7


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sative, ne sono un indizio sicuro. Tra queste, ad un livello facilmente identificabile, l’uso smodato del caffè (ma anche l’uso della cocaina o di anfetamine); più complessa, invece, l’identificazione di una dipendenza da situazioni eccessivamente “coinvolgenti”, quali il bisogno di distruggersi di lavoro o il bisogno di nutrirsi di rabbia, perché daremo la colpa di ogni cosa agli altri che non lavorano o nutrono sentimenti aggressivi nei nostri confronti. L’uso della rabbia per rapportarsi con gli altri può dar luogo a fenomeni abbastanza evidenti; eccone alcuni: - il bisogno irrefrenabile di creare un distacco dagli altri tramite giudizi inesorabili e definitivi; - la manifestazione nel corpo di strutture di difesa quali una prominenza a livello dello stomaco e relativo inarcarsi compensativo della schiena - la mancanza di risonanza della voce nelle zone dello sterno e della schiena profonda, - la presenza di appoggio del suono nel dorso e nelle spalle bloccate ed inarcate (talvolta questa situazione può manifestarsi con una voce acuta e stridula, impossibilitata a esprimersi in toni morbidi ed accoglienti)

sbagliato. 3. Quando i genitori si arrabbiano è colpa del bambino. 4. I genitori devono essere sempre spalleggiati. 5. Le emozioni in cui il bambino afferma sé stesso costituiscono una minaccia per il potere dell’adulto. 6. La volontà del bambino deve essere spezzata al più presto possibile. 7. Tutto questo deve verificarsi al più presto possibile perché il bambino non se ne renda conto e non sia in grado di smascherare l’adulto. Perché questa meditazione sul simbolo del terzo chakra non resti un discorso teorico, chiediamoci come gli elementi simbolici del fuoco possono essere integrati nella nostra vita. • Spogliamoci delle false difese corporee, come il grasso e la rigidità, attraverso un costante lavoro con il corpo: dieta di purificazione e pratica fisica (Cinque Esercizi Tibetani, Yoga o Taj Qi Quan) • Illuminiamo i lati oscuri della nostra vita che il corpo ci manifesta con uno sguardo attento e vigile • Nutriamo il nostro fuoco interiore con l’ossigeno della respirazione profonda. • Entriamo in contatto con noi stessi attraverso l’immobilità, il silenzio e l’oscurità. Molte cose ancora ci potrà insegnare il fuoco, se ne comprenderemo a fondo gli aspetti costruttivi e di purificazione, che il Vangelo di Luca ci suggerisce: “Sono venuto a portare il fuoco sulla terra, e vorrei davvero che fosse già acceso”.

Il fuoco del terzo chakra, qui, distrugge ed annienta invece di riscaldare, nutrire ed illuminare. Una parte delle cause dei danni arrecati al terzo chakra possono essere individuate in situazioni vissute durante l’infanzia. Alice Miller, nel suo “Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero sé“, fa un elenco a dir poco drammatico dei comportamenti degli adulti (genitori o non) nei confronti del bambino, allo scopo di spezzarne la volontà: 1. Gli adulti sono i padroni (non i servitori) del bambino dipendente. 2. Come Dio stabiliscono cosa è giusto e cosa è

Bibliografia: Anodea Judith, “Il Libro dei Chakra”, Neri Pozza, Vicenza 1998. Barbara Brennan, “Mani di Luce”, Longanesi, Milano 1999. Alice Miller, ”Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero sé”, Bollati Boringhieri, 1996. 8


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Rabbia che cova, rabbia che scoppia di Lucia Lorenzi

a poco a poco impedisce la comunicazione che diviene duello verbale e poi scade nell’ingiuria e nella violenza esplosiva oppure si interiorizza e si condensa nel sentimento dell’amarezza rancorosa che cova nell’oscurità in attesa della rivalsa che si manifesta poi nelle infinite forme del tradimento. Sappiamo che l’aggressività non è una scoperta dei nostri tempi, ma vi è un’intensità e una generalizzazione della risposta aggressiva, che ci riguarda molto da vicino e rivela la difficoltà di una civiltà a gestire gli impulsi aggressivi dagli aspetti micro della vita quotidiana a quelli macro delle relazioni con il mondo. Cominciamo allora a delineare i contorni di questo grande tema che è la questione aggressiva cercando di portare alcune chiavi di lettura. Potremo esordire dicendo che quando parliamo di rabbia ci riferiamo innanzitutto a un’emozione cioè a un movimento del sangue, e in particolare a un movimento di flusso, che chiameremo movimento aggressivo. Nella medicina energetica legata alla tradizione cinese questo viene chiamato movimento legno e rientra nel ciclo dei 5 movimenti: AcquaLegno-Fuoco-Terra-Metallo. Il “movimento legno” è il passaggio dal buio alla luce con una direzione verticale simile al legno. Per analogia, questo movimento è connesso all’organo fegato, alla primavera, all’alba e, come emozione, alla collera. Quando usiamo l’espressione “mi è salito il sangue in testa ”, o “ero accecato dalla rabbia”, parliamo di un’emozione in atto. Quando un’emozione non trova una via di espressione o di trasformazione, diviene sentimento, cioè scende in profondità, si compenetra all’anima, colorando il sentire della nostra mente di tinte fosche. Il terreno su cui si sviluppa naturalmente l’emozione della rabbia è caratterizzato dall’intolleranza, che rappresenta la tendenza ad imporre unilateralmente i propri pensieri e i propri intenti e che, nell’approccio terapeutico dei Fiori di Bach, possiamo ritrovare nel tema di Beech, Rock Water e Vervain. Intolleranza, rigidità intransigente e fanatismo, infatti, precludono il rispetto della diversità. Come il faggio (beech) tende a colonizzare il terreno in cui cresce, a scapito della biodiversità, così l’intolleranza fa piazza pulita di tutto ciò che si pone come altro da sé e dalle proprie idee. Va da

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a sempre gli esseri umani cercano di classificare i fenomeni della vita e del mondo per poter contenere la propria angoscia di fronte al lato oscuro dell’esistenza. In particolare, il tema della rabbia e con essa la violenza che vi si collega e il principio di aggressione che la manifesta, è al centro di un’ indagine che riguarda sempre più da vicino i singoli individui, la collettività, e la sopravvivenza dell’umanità intera (Rudiger Dahlke, “Aggressione come scelta”). La guerra è il livello più rozzo, pericoloso e primitivo del principio aggressivo e fa emergere nell’uomo gli aspetti più brutali della personalità. Uccisioni, stupri, saccheggi, incendi, e torture divengono strumenti primari di comunicazione e generano il perpetuarsi della violenza. Accanto a queste immagini, troviamo sempre più spesso altre immagini dall’apparenza più civile, ma in realtà non meno cruente; sono le immagini dei nuovi conflitti internazionali e delle lotte per la supremazia militare ed economica, combattuti con grande uso di tecnologia, che tuttavia non riesce a evitare lo spargimento di sangue, o quel che è peggio, il coinvolgimento sempre più frequente dei civili, e il corredo terroristico che ne segue; poi vi sono le piccole guerre locali, le vecchie e nuove mafie che si alimentano della clandestinità e dell’isolamento di fasce di popolazione; e poi vi sono i conflitti sempre più duri e freddi della politica, i litigi che intasano i tribunali, la guerriglia urbana delle periferie, la violenza negli stadi e nelle scuole. Analogamente nel microcosmo famigliare ritroviamo questa insensatezza nella violenza coniugale, nei maltrattamenti e negli abusi sui minori e tutto questo genera il perpetuarsi della violenza. Vi sono poi manifestazioni aggressive meno appariscenti ma non per questo meno drammatiche. Mi riferisco ai conflitti che si generano nella coppia, alla loro rimozione e al loro rabbioso accumularsi, poiché ognuno dei partners non vuole cedere alla frustrazione e alla delusione delle sue aspettative di felicità. Ognuno mette come condizione di resa, la comprensione da parte dell’altro e finisce per ferirlo nel tentativo di appagare i suoi bisogni. L’aggressività 10


LA VIA INTERIORE sé che in questo contereciprocità? sto ogni ostacolo, limite Molte discipline e molti o frustrazione determina autori, cercano argomenun senso di impotenza tazioni in grado di spieche provoca la rispogare il fenomeno dell’agsta di rabbia. La rabbia gressività sul piano indiacceca, poiché deriva viduale e sociale. dal senso di impotenNell’antichità un rifeza che è collegato alla rimento basilare per la mancanza di visione classificazione dei fenoe può portare fino alla meni era dato dai pianeti crisi espressa dai rimee dalla qualità delle forze di floreali di Bach Sweet formatrici di cui erano il Chestnut - Cherry Plum, simbolo. Il fuoco delle Divano di S. Freud - Freud Museum London. come impossibilità di origini era identificato vedere una via d’uscita. con il carattere di Marte La rabbia quindi può essere rivolta verso sé stessi o - Divinità della Guerra. Ares / Marte era consideraverso gli altri. Quando è rivolta verso sé stessi, l’into irascibile, rozzo e perfido. Ma, anche “colui che tolleranza interiore provocherà autocritica, autorimentra a grandi passi” e quindi vivente, presente e provero e rimorso ben espressi nel tema del rimefluttuante come il sangue. dio Pine. In altri casi si può giungere fino al gesto Nell’uso antico del termine, “aggressione” è infatautolesivo, dove l’ esplosione della rabbia-angoti l’energia con la quale comincia ogni vita. In scia-impotenza verso di sé cela l’intento di colpire primavera, possiamo contemplare e gioire della gli altri o di punirli. Qui Holly si coniuga a Willow potenza aggressiva di Marte che mette in moto il e Cherry Plum. Quando la rabbia è rivolta verso gli nuovo ciclo di crescita. Chi nella vita prende il toro altri possiamo distinguere un aspetto represso e un per le corna o lotta per trovare una via d’uscita, aspetto manifesto. Per usare una metafora cromatisperimenta Marte. Violenza e brutalità sono forme ca, possiamo distinguere una rabbia blu verdastra secondarie e non necessarie, dell’aggressione come livida e una rabbia rossa dirompente. movimento vitale. Eraclito diceva che il conflitto La rabbia repressa può iniziare con un senso di è padre di tutte le cose. Il principio di Marte si risentimento, perché non vengono rispettati i tuoi esprime come appuntito, veloce, affilato, diretto, diritti ed evolvere nell’amarezza che porta al ranaudace, ardente. core o nell’invidia per ciò che gli altri si permetMarte esprime un’aggressività legata al principio tono, che diviene livore. Direi che, nonostante le maschile, che potremo chiamare rabbia che scopdiverse sfumature, questo è il tema di Willow. Se pia, sia essa battaglia, esplosione o infezione sul il processo di repressione continua, il sentimento piano della malattia. E’ simbolo di un movimento si trasformerà in astio che esprime l’odio represso efficace verso l’affermazione di sé, ma allo stesso e che può divenire il nucleo sadico e velenoso modo può divenire movimento efficace per la di Cherry Plum. La rabbia manifesta può iniziare distruzione dell’altro. Vi è poi un’aggressività legata dalla semplice stizza di Impatiens fino a tradursi in al principio femminile di Plutone, che esprime una ira, collera e furore. Abbiamo qui il principio del diversa qualità delle forze in atto. Plutone è il dio rosso-fuoco-marte. Sempre nei Fiori di Bach, siamo del regno dei morti che al termine della vita reclanel mondo di Holly. L’ira può divenire collera o ma le loro anime. Ade / Plutone rapì Kore figlia di vendetta. Può mantenere gli aspetti di calore estreDemetra, che diviene Persefone dea degli inferi. mo, di vento torrido, o entrare nella freddezza che L’aggressività plutonica è più nascosta, sotterrasi traduce nel sentimento dell’odio e della crudeltà. nea e indiretta di quella marziale. Questo tipo di Allora, se la rabbia è una risposta così centrale impulso sta alla base della rabbia che cova, sia essa nell’epoca attuale dobbiamo chiederci: Cosa sta implosione, guerra civile, malattia autoimmune, accadendo ? Da cosa nasce la guerra di “tutti contumore, metamorfosi. Possiamo trovare questi due tro tutti”? Quanto è istintuale e quanto è appresa? aspetti del principio aggressivo sia come caratteriQuanto incide la perdita della censura morale? stica dominante della personalità, sia come aspetti Quanto l’aumento degli ormoni disseminati nei mescolati e confusi. Il principio di aggressività è cibi? Quanto l’assenza di punti di riferimento e la stato indagato naturalmente dai ricercatori della difesa del proprio territorio? psiche e riferito alle rispettive interpretazioni del Quanto l’egoismo sfrenato che mira solo alla soddimondo. sfazione dei propri bisogni? Quali sono le responsaSigmund Freud parla di aggressività come istinto e bilità della tecnologia diffusa, la perdita di contatto la mette in relazione con l’istinto di morte presente umano e la difficoltà crescente al confronto e alla in ognuno di noi. Alfred Adler vede un collegamen11


LA VIA INTERIORE to con l’istinto di potenza che nell’uomo tenderebbe a compensare un senso di inferiorità profondo. Per C.G. Jung il tema riguarda l’incontro con la propria parte ombra. Chi procede verso se stesso, dice Jung, rischia l’incontro con se stesso e tale incontro è appunto l’incontro con l’ombra. Possiamo ritrovare questi meccanismi sia nell’evoluzione dell’individuo che dell’umanità. Quando l’umanità incontra la propria ombra vive l’incontro con il lato oscuro, con la violenza, l’odio, il tradimento, la morte. L’ombra è quella parte di noi stessi che non vogliamo vedere né accettare e che cerchiamo di allontanare proiettandola sugli altri che divengono così i nemici. L’ombra è un tema antico che troviamo in molte società espresso in varie immagini. Il termine “capro espiatorio” che è ormai entrato nell’uso del linguaggio comune, si riferiva inizialmente a un animale, spesso un caprone, a cui si attribuiva tutto ciò che era oscuro e malvagio. La “caccia alle streghe” è un altra espressione significativa per caratterizzare tutte quelle situazioni in cui si perseguitano alcuni, per esorcizzare i fantasmi di altri. L’inquisizione, l’antisemitismo, l’apartheid, le guerre sante di tutte le epoche, la divisione in buoni e cattivi, per citare solo alcuni esempi, sono espressione della tendenza alla proiezione, che identifica un capro espiatorio e trova la sua risoluzione nell’annientamento del nemico identificato e, in qualche forma, nell’appropriazione delle sue risorse. Sul piano individuale, la rabbia emerge soprattutto come conseguenza di un senso di impotenza percepito a volte come drammatico e definitivo e dalla conseguente frustrazione del bisogno di affermazione di sé. La spinta al soddisfacimento dei bisogni, proprio della nostra società materialistica, da un lato ha fatto luce sui territori inesplorati del potenziale individuale, alimentando dall’altro, la voracità delle nostre pulsioni egocentriche. La prima conseguenza è l’intolleranza alla frustrazione, la critica, la delega di responsabilità sul mondo esterno a noi. Se portiamo questo concetto alle estreme conseguenze, possiamo comprendere il legame tra rabbia, dolore e paura. La depressione in molti casi è un’inversione della rabbia ed è una risposta all’impossibilità di trovare una direzione alle proprie forze di desiderio. Quando la ferita è molto profonda e, con essa, il dolore e il senso di impotenza che ne derivano, questo può essere percepito come una minaccia all’integrità e alla sopravvivenza ed evolvere verso forme autodistruttive, ove la paura e il dolore percepiti dall’anima frammentata

esplodono in una sorta di aggressività devastante. Questo può spiegare alcuni fenomeni drammatici che si manifestano come follia omicida, o come suicidi, o alcune forme di insonnia in cui vi è un’impossibilità ad abbassare la soglia di vigilanza, come estrema difesa dai contenuti minacciosi provenienti dall’inconscio. Poi vi sono dei fenomeni in cui l’aggressività repressa, raffreddandosi, produce un sentire che sembra estraneo al senso stesso dell’umano. Pensiamo alla strage di Erba, dove una coppia di persone dall’apparenza qualunque uccide in maniera premeditata i vicini di casa; oppure all’omicidio di Novi Ligure dove una ragazza di 15 anni, appartenente ad una buona famiglia, uccide la madre e il fratellino. In entrambi questi episodi, la scena del delitto è un orrido mattatoio. Ma ciò che più colpisce e più angoscia, forse, è il terreno su cui ha attecchito questo odio incontenibile. Se possiamo riconoscere, pur non accettandoli, gli orrori delle guerre disseminate nel mondo, o le conseguenze di una collera esplosiva, o il raptus di una mente invasa dall’angoscia, diventa molto più inquietante chiederci se siamo del tutto immuni ai moti dell’animo che hanno provocato queste tragedie. Negli anni successivi alla guerra del Kosovo, mentre mi dirigevo lungo una strada che portava al parco di Plitvice, nell’attuale Repubblica di Croazia, mi è capitato di attraversare una zona che sapevo abitata in precedenza da un enclave serba molto nutrita. Osservando le modeste villette disseminate in un paesaggio agricolo assolato e apparentemente composto, si notava che molte di queste portavano impressi grandi buchi, come ferite scomposte e quasi oscene. Porte spalancate in case disabitate, vetri rotti ovunque, grandi e piccoli proiettili di ogni tipo che hanno violato il quotidiano abitare, invadendo con violenza un focolare divenuto nemico. Anche in quella situazione, ciò che aveva reso spaventosa la guerra non era stato tanto il campo di battaglia quanto il tradimento dei vicini di casa, l’improvvisa rottura di una convivenza comunque consolidata da rituali condivisi, festività, legami. Il disagio che queste immagini fanno risuonare in noi, rivela l’orrenda consapevolezza che non vi è immunità dall’odio e da certi moti dell’animo che possono determinare tragedie. Spesso ce ne rendiamo conto ascoltando il linguaggio violento a cui ci si abbandona quando veniamo sovrastati dalla rabbia impotente. Nelle diatribe famigliari, alla guida delle nostre automobili, nelle riunioni di lavoro. Le espressioni verbali della rabbia, tradiscono i nostri vissuti carichi d’odio. In un articolo apparso sul quotidiano “Repubblica” dopo i fatti 12


LA VIA INTERIORE di Erba, Umberto Galimberti sostiene che ciò che impedisce agli esseri umani di passare dal linguaggio all’azione è la dimensione sentimentale, che registra in noi la differenza tra il bene e il male. Quando nessuna risonanza emotiva avverte il nostro cuore della differenza tra un gesto innocuo e un gesto truce, allora siamo nella psicopatia, cioè in una psiche apatica, incapace di registrare a livello emotivo, la differenza tra ciò che è consentito e ciò che è aberrante per la nostra condizione umana. Ammiriamo l’intelligenza dei nostri figli, le loro intuizioni, la loro simpatia, la capacità di affrontare il mondo ma, qualche volta, non ci curiamo abbastanza della qualità dei sentimenti che in loro si forma. La difficoltà di “sentire” nel proprio cuore ciò che è buono e ciò che è cattivo, è una realtà sempre più presente nei nostri tempi. L’umano deve essere alimentato se vogliamo che continui ad operare, altrimenti, quando gli stimoli sono eccessivi rispetto alla capacità di elaborarli, restano solo due possibilità: o andare in angoscia o appiattire la propria psiche, in modo che gli stimoli non abbiamo più alcuna risonanza. L’appiattimento del sentimento non è avvertito perché l’intelligenza non ne risente o addirittura se ne avvantaggia in termini di lucidità senza interferenze emotive. Possiamo quindi dire che l’intelligenza disancorata dal sentimento è potenzialmente distruttiva. Negli animali i meccanismi aggressivi sono bilanciati dai meccanismi di inibizione. Nell’uomo tali meccanismi istintivi di inibizione non ci sono e vengono sostituiti dalle regole interne o esterne. In una società in cambiamento tali regole non sono più sufficenti a garantire l’ordine interno ed esterno. Si fanno accordi che poi non vengono rispettati. Si creano valori e principi che poi si abbandonano. E’ l’emergere del caos. L’aggressività libera crea la necessità di proteggersi in nuclei sociali ben caratterizzati, siano essi il club esclusivo o la banda di strada e questo alimenta il circuito dell’intolleranza e, di conseguenza, della rabbia e della violenza. Se a valle abbiamo la violenza come modello di soluzione dei conflitti, a monte abbiamo l’accumulo di forze rabbiose, come risposta all’impotenza, alla paura, al dolore. Di fronte alla frustrazione e all’impossibilità di ottenere qualcosa, l’umanità adulta si muove ancora come il bambino che va in collera per ottenere ciò che non riesce ad avere. L’aggressività diviene una risposta a paure e tensioni che non si riescono a governare, un modo per allontanare la fonte del dispiacere. La propria violenza è presentata come necessaria e si autolegittima, e questo meccanismo di autolegit-

timazione delle proprie ragioni, in assenza di un sentimento radicato del giusto e dell’ingiusto e di un sano senso di indignazione, si espande dagli ambiti astratti della politica e della cultura, alle manifestazioni più concrete dei rapporti quotidiani. Il contenimento della rabbia, la sua manifestazione e la possibile trasformazione divengono così temi sempre più noti anche nelle relazioni quotidiane, per l’uomo e la donna di oggi. “Gestire” la rabbia nei rapporti famigliari, affettivi, sociali e professionali è diventata un’esigenza che crea “templi dello scarico”. Dalla palestra alla corsa fino alle forme più raffinate dello smaltimento emozionale. D’altra parte non possiamo limitarci ad andare in palestra dopo il lavoro per evitare di aggredire i nostri amici o famigliari. Le vie di soluzione alla rabbia possono evolvere dunque verso la repressione, verso lo sfogo o verso la trasformazione. Nella repressione e nello sfogo noi perdiamo la forza dirompente della rabbia che, come abbiamo visto parlando delle forze di Marte, è il simbolo stesso del vivente che si manifesta. Reprimere la rabbia significa perdere la capacità di riconoscerla, gestirla e trasformarla. Ciò può portare alla malattia, poiché la carica rossa e vitale della rabbia negata si riversa come un boomerang o ci trascina nel gelo. Nello sfogo d’altra parte, abbiamo l’ondata lavica che rischia di rovinare sul nostro prossimo fino alla perdita totale del controllo razionale… E’ sempre più urgente saper discernere la qualità di queste forze, le dinamiche da cui si formano, ciò che dobbiamo riconoscere come valore e ciò che dobbiamo trasformare. Ogni individuo può imparare a riconoscere e sperimentare la qualità profonda della propria forza per impegnarsi nel percorso dell’esistenza, in cui a volte bisogna retrocedere, mentre altre volte bisogna avanzare. R. Steiner parla di una “missione della collera”, come sentimento dell’anima che si contrappone a ciò che non ritiene giusto e permette di mantenere vivo in noi il senso di indignazione per l’ingiustizia, sviluppando le forze per cercare il cambiamento. La terza via passa allora dalla capacità di trattenere consapevolmente le nostre forze di espansione, senza farci travolgere, per poterle incanalare. Per giungere a questo dobbiamo sperimentare la possibilità di toglierci dalla centralità del mondo dove ci porterebbe sempre il nostro ego, per riconoscere la presenza, le ragioni e i tempi dell’Io dell’altro. E, allora, di fronte all’emergere del sentimento della rabbia potremo chiederci: “Lavoro contro o lavoro con?” Cioè, mi sto muovendo su impulsi di “rivalsa e vendetta” che attivano forze del passato o sto attivando e ricercando impulsi di “cambiamento” verso il futuro? 13


LA VIA INTERIORE

Cambiare idea sul corpo e sulla mente di Jacopo Fo

ti appare immediatamente, radicalmente diversa. Ti sarà già capitato un fenomeno del genere. Quando risolvi un indovinello, quando trovi una soluzione fantasiosa per uscire da una difficoltà... È come aggiungere sale alle verdure. Tutti i sapori restano uguali ma ognuno è più nitido. Si tratta di posizionare meglio, sentire meglio i singoli elementi che compongono la scena. Non c’è niente di veramente nuovo ma tutto è improvvisamente diverso. È cambiato il punto di vista. Un elemento che prima non si prendeva in considerazione ora ha assunto la sua reale importanza e l’insieme acquista un senso differente. Qualcuno dubiterà che mutare profondamente sia così facile. Eppure è veramente semplice. La vita ci porta a cambiare di continuo. Non cambiare è davvero impossibile.

A proposito di alcune convinzioni errate che ci impediscono di ridere e di star bene È possibile cambiare ridendo? (piccola digressione sul metodo e sulla disciplina) È pieno il mondo di gente che ti offre un futuro migliore. In cambio, però, ti chiedono di aderire a qualche fede o ideologia, di credere in loro, di fare sacrifici, essere disciplinati e soffrire. La filosofia del ridere nega tutto questo. Non è possibile migliorare la tua vita facendo qualche cosa che non ami fare. Dicendo questo non voglio negare che nella vita ci sia sempre un certo grado di difficoltà. Ma un conto è spalare la merda del tuo cavallo perché lo ami e vuoi che la sua stalla sia pulita, un conto è spalare perché ti pagano… Non ho niente contro la disciplina. Io adoro la disciplina a patto che sia gradevole e gioiosa. Passo tutti i giorni almeno quattro ore a scrivere o disegnare. È un esempio di disciplina. Ma è una disciplina alla quale non posso rinunciare. Mi piace troppo. Sì. Si può fare! La nostra sofferenza non dipende, infatti, da qualche vizio che dobbiamo estirpare a martellate. No. L’umanità soffre a causa di ignoranza, malintesi e pregiudizi.

Tutto cambia. Tutti cambiano. La difficoltà sta nel far seguire al cambiamento nuovi moduli, nuovi frattali, che ci facciano uscire dai binari dei nostri errori abituali. È la politica dei piccoli passi. Mirare subito a cambiamenti lievi che però portino ad avviare un processo di modificazione. Come moduli, frattali, che, via via, si espandono dando vita a nuove forme. In realtà non stiamo dicendo niente di veramente speciale. Se lo stai leggendo, se ne capisci il linguaggio e il ritmo, è perché tutte queste idee sono già maturate dentro di te. In fondo non è mai possibile comunicare qualche cosa di veramente nuovo... Questo è solo uno strumento col quale, volendo, si può riordinare in modo più efficiente concetti e esperienze già acquisiti. Per concludere, vorrei chiarire che, in realtà, quest’idea del cambiamento profondo e rapido non è mia. A partire dagli anni ‘70, diversi gruppi di brillanti psicologi iniziarono a mettere in dubbio l’efficacia delle psicoterapie che durano anni. P. Watzlawick raccolse le sue idee rivoluzionarie nei libri “Istruzioni per rendersi infelici”, divertentissimo, e “Change” (scritto con J.H. Weakland e R. Fisch). R. Bandler (uno dei padri fondatori della tecnica della PNL - Programmazione Neuro Linguistica ndr) ha R. Bandler.

Ci hanno dato informazioni sbagliate. Se questi dati errati vengono scoperti e corretti, tutto il nostro comportamento cambia automaticamente. Non è necessaria nessuna disciplina sgradevole. Si tratta di infilare idee nuove nel cervello. È un’attività appassionante. Scopri il gusto di allargare le conoscenze. È un mutamento immediato, semplice. Perché le idee semplici sono facili da capire e, appena le capisci, tutta la situazione 14


LA VIA INTERIORE scritto “Usare il cervello per cambiare”. Per spiegare meglio questo approccio, ecco come Bandler affrontò la situazione di un bimbo gravemente traumatizzato perché, mentre stava giocando in un covone di fieno, ne aveva preso una manciata dove c’era dentro un serpente. Lo spavento era stato tale che il bambino non era più riuscito a dormire e aveva difficoltà a mangiare. Bandler si era fatto raccontare il fatto dal bambino e subito aveva esclamato: “Ecco chi era quel bambino!. Ma lo sai che è appena andato via un serpentello che era terrorizzato perché, mentre stava giocando in un covone di fieno, un mostro enorme lo aveva afferrato, gli aveva urlato in faccia e lo aveva lanciato lontanissimo?”. Il bambino sbarrò gli occhi e poi scoppiò a ridere. Guarito! Sempre Bandler, nello stesso libro, racconta di come “disattivò” un padre autoritario che aveva trascinato nel suo studio la figlia adolescente e ribelle “per farla curare”. Mentre era lui che aveva bisogno di cure… Bandler lo vede entrare come una furia nel suo studio mentre tira per il braccio la ragazzina ed esclama: “C’è qualcosa che non va?”. Il padre risponde: “Questa ragazza è una puttanella”. “Non mi serve una puttana; perché me l’ha portata?”. Ecco un’interruzione degna di questo nome. Questo genere di battuta iniziale è la mia preferita; con una battuta del genere si può veramente mandare uno in corto circuito. Se subito dopo gli si rivolge una qualsiasi domanda, non riuscirà mai

più a tornare là da dove era partito. “No, no! Non è questo che volevo dire...”. “Chi è questa ragazza?”. “Mia figlia”. “Lei ha costretto sua figlia a prostituirsi!!!”. “No, no! Lei non capisce...”. “E l’ha portata qui, da me! Che schifo!”. “No, no, no! Ha capito male!”. Quest’uomo, che era entrato urlando e ringhiando, adesso sta supplicando di capirlo. Ha completamente cambiato prospettiva: ora non aggredisce più sua figlia ma si sta difendendo. Nel frattempo, sua figlia, in cuor suo, si sta facendo matte risate. La scena la diverte moltissimo. “Beh, cosa vuole che io faccia, allora? Cos’è che vuole?” Lui allora comincia a spiegare cosa voleva. Quando ha finito, dico: “Lei l’ha portata qui tenendole un braccio piegato dietro la schiena, e l’ha sballottata qua e là. Questo è esattamente il modo in cui vengono trattate le prostitute; ecco cosa le sta insegnando a fare”. “Beh, io voglio costringerla a...”. “Oh, ‘costringerla’... insegnarle che gli uomini controllano le donne sbatacchiandole qua e là, comandandole a bacchetta, storcendo loro un braccio dietro la schiena e costringendole a fare cose che non vogliono fare. È così che fanno i protettori. Le resta soltanto da chiederle dei soldi in cambio”. “No, io non sto facendo questo. È lei che va a letto col suo ragazzo”. “Si è fatta pagare?” “No”. “Lo ama?”


LA VIA INTERIORE “È troppo giovane per poter amare”. “Forse che non amava lei, suo padre, già da piccolissima?” Ecco che prende forma l’immagine di lei piccolissima, seduta sulle ginocchia del babbo. Con un’immagine del genere si può mettere nel sacco qualsiasi padre autoritario. “Mi permetta di farle una domanda. Guardi sua figlia... Non vuole che riesca a provare il sentimento dell’amore e che viva il comportamento sessuale come una cosa piacevole? La morale di oggi non è più quella di una volta e lei può benissimo non condividerla. Ma le piacerebbe forse che l’unico modo in cui sua figlia imparasse ad avere rapporti con gli uomini fosse lo stesso che ha avuto con lei, quando l’ha fatta entrare in questa stanza qualche minuto fa? E che aspettasse i venticinque anni per sposare qualcuno che la picchiasse, la sbatacchiasse, la maltrattasse e la costringesse a fare cose che non vuole fare?” ... A questo punto il padre non sa più cosa pensare e allora è il momento di colpire duro. Lo guardi diritto negli occhi, e gli dici: “Non è forse meglio che sua figlia impari ad avere dei rapporti d’amore... anzichè imparare a far propria la moralità del primo uomo capace di costringerla a fare ciò che lui vuole? I protettori fanno proprio questo”. Provate a trovare una via d’uscita. Non ce ne sono. Il suo cervello non aveva più modo di tornare indietro al punto di prima. E lui non poteva più comportarsi come un “protettore”. Non importa se si costringe qualcuno a fare o a non fare qualcosa di “buono” o di “cattivo” che sia. È il fatto stesso di costringerlo che gli inculca l’abitudine a farsi controllare in qualche modo. Ma a questo punto il padre autoritario non sa più cosa fare. Ha smesso di fare quel che faceva prima ma non ha niente da sostituirvi. “Devo suggerirgli qualcosa da fare; potrebbe per esempio insegnare a sua figlia qual è il modo in cui un uomo deve comportarsi nei confronti di una donna. Perché allora, se l’esperienza che sua figlia vive con il suo ragazzo è insoddisfacente, lei la interromperà”… Lo ha messo nel sacco. Sapete cosa significa? Adesso lui deve costruire una solida relazione positiva con sua moglie, essere gentile con gli altri membri della famiglia e fare in modo che sua figlia stia meglio con loro piuttosto che con quel tizio che le ronza intorno. Che ve ne sembra, come coazione? A me sembra un ottimo procedimento.


LA VIA INTERIORE

I suoni nello Zen di Anna Maria Shin-nyo Marradi (www.zenfirenze.it)

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ntraprendere un percorso che contempli una pratica meditativa porta induttivamente a cambiare il tipo di ascolto, sia dentro di noi, che verso il mondo che ci circonda, in special modo nel Buddhismo Zen Soto dove la meditazione è silente. La nostra disciplina si basa, infatti, sulla pratica di Shikantaza, dove Shikan vuol dire “con tutto il cuore, incondizionatamente”, oppure “nient’altro che” e taza significa “sedere correttamente”. Dunque, manifestare con semplicità la propria vita al di là di dualismi, giudizi e discriminazioni: “semplicemente sedersi con tutto il cuore”, sedersi sul cuscino di meditazione in silenzio e semplicemente essere, manifestarsi. Un’azione estremamente semplice, essenziale, ma che di fatto diviene qualcosa di sorprendente nel mondo attuale, nel nostro modo di vivere di tutti i giorni. E’ davvero qualcosa di unico, di contro-corrente rispetto ai ritmi frenetici della nostra vita abituale, al vivere circondati, immersi, in un rumore di fondo continuo, distratti e catturati da suoni invasivi e da sollecitazioni visive che ci diseducano all’ascolto profondo. Quando riusciamo a fare pausa dal rumore che ormai costantemente ci accompagna come una seconda pelle, ecco che rivalutiamo e rimettiamo a punto tutto il patrimonio acustico circostante. Sicuramente passare ore e ore in silenzio, seduti su un cuscino guardando un muro bianco, cambia la ricettività dei suoni intorno a noi: diventiamo più sensibili, in risonanza con le vibrazioni che ci pervengono. Anche il modo di esprimerli verbalmente cambia: non diremo più “il rumore del vento e della pioggia”, bensì “il suono del vento, il suono della pioggia”. E questo salto percettivo è la trasformazione tangibile del nostro esserci armonizzati al mondo circostante. Al tempo stesso anche quelli che sono dichiaratamente “rumori” arrivano in modo più netto e invasivo. Qui subentra un altro aspetto della nostra pratica che è il vedere il mondo “così com’è” in una visione non-duale. Dogen Zenji nel “Bendowa” (”Il cammino religioso”), composto nel 1231, dice: “Ogni cosa canta la verità senza aggiungere nulla”. Dunque ogni cosa ha una sua ragione di essere e esprime se stessa. Così, anche davanti a un rumore fastidioso, dovremmo essere in grado semplicemente di non

entrarci in contrasto, rispettando l’armonia cosmica dove tutto è compreso e ha il suo giusto posto, la sua ragione di essere. Ci sono molte forme di ricerca di quiete. Oggi c’è sempre maggior richiesta e bisogno di calma, così molte persone scelgono una pratica meditativa che può essere: la corsa, la lettura, l’ascolto della musica o coltivare un qualsivoglia hobby che riposi la mente, indirizzandola verso una forma di concentrazione. Notiamo come, in una simile ricerca, venga lasciata quasi sempre accesa l’attenzione su un senso in particolare, che funziona poi da veicolo stesso, come ad esempio il suono delle parole o delle note musicali; o come venga privilegiata una specifica attività fisica. La pratica Zen prevede una postura ferma, immobile, e un ritorno al silenzio interiore in un ascolto rivolto all’intorno a 360 gradi. Nello Zen si parla di silenzio inteso come quel non-suono che comprende l’ascolto di tutti i suoni. Non è possibile definirlo intrinsecamente a parole ma, difatti, è una vastità senza fine, come acqua sorgiva che incessantemente sgorga dalla madre terra. Per capire esattamente di cosa si tratta non c’è altro modo che “contattarlo” direttamente, sperimentarlo personalmente. Come spesso è nella nostra Tradizione, non si spiega più di tanto, non si analizzano concetti, non si teorizzano enunciati. Di quello che Buddha Shakyamuni, il Buddha storico, ha sperimentato sotto l’albero della Bodhi, ciascuno di noi individualmente deve fare esperienza diretta e, in questo caso specifico, toccare la verità di questo non-suono. Nel modo di sentire e di esprimere la pratica Zen c’è sempre un richiamo al suono: “Toccare le corde del cuore è il senso puro dell’esperienza” non è solamente un’espressione idiomatica riportata in linguaggio poetico ma è il modo stesso di intendere e trasmettere i fondamenti della pratica. Dogen Zenji, il fondatore 17


LA VIA INTERIORE della Scuola, ancora scrive nel “Bendowa”: “Quando si è fondamentalmente se stessi, assimilati alla Natura così com’è, allora non vi è neppure frattura tra “me” e “altro da me” e questo insieme armonico non ha sosta neppure per un istante. Per questo, l’essere in zazen è l’unione con ogni modo di essere, l’unione con tutto il tempo; al proprio zazen è unita l’eternità detta passato, presente e futuro. Di conseguenza, il momento presente e l’eternità, l’essere che sono e tutto il resto, non si distinguono; all’interno di questo zazen compaiono, esistendo insieme. Questo non si limita al momento in cui facciamo zazen. Come ad un colpo dato ad una campana, il suono vibra senza interruzioni per l’aere, così pure, anche prima di essere colpita, la campana, semplicemente essendo una campana, emette il suo suono. Allo stesso modo, in ogni aspetto della vita di colui che fa zazen, continua a farsi sentire un limpido suono”. Dogen Zenji insegna ad entrare in risonanza con il mondo che ci circonda, in comunione con tutte le cose, accogliendole nella nostra mente, diventando uno con esse. Allora tutte le cose si apriranno e cominceranno a parlarci, così che potremo udirne costantemente il loro suono. Affinché questo avvenga, dobbiamo abbandonare la visione dualistica di “me” e “altro da me”, nella dicotomia soggetto-oggetto. Allora anche quando in zazen ci arriverà un suono, di qualsiasi valenza, non ci creerà più disturbo, perché non lo vivremo più come qualcosa scisso da noi ma facente parte della nostra stessa natura, avente la stessa origine in quel non-suono da cui tutto proviene. In questo ascolto profondo e intimo riusciremo anche a sentire quella che, nello Zen, viene chiamata “la voce senza voce del mondo”. Non è una voce che possiamo udire attraverso le nostre orecchie, non ha valenza negativa o positiva: sono le grida dell’umanità. Che viviamo un successo o un fallimento, la nostra vita grida e se, durante lo zazen, riusciamo a scendere profondamente nel silenzio del cuore, possiamo udire questa “voce senza voce”. Se viviamo nel “qui e ora”, con consapevolezza, possiamo sentire queste urla. Sono le stesse cui dà ascolto il Bodhisattva Avalokiteshvara il cui nome significa appunto: “Colui che dà ascolto alle grida del mondo”, la personificazione della compassione infinita di tutti i Buddha. Nell’iconografia buddhista è spesso rappresentato con undici volti, che gli permettono di mantenere prospettive e atteggiamenti molteplici, utili alle diverse tipologie degli esseri, e con mille braccia, che rappresentano la pratica dei mezzi abili, upaya, il compassionevole aiuto prestato agli esseri in qualunque modo utile a loro, con l’uso di qualunque strumento

disponibile. Riportato nella nostra pratica quotidiana, compassione è stare seduti in zazen e dare ascolto alla sofferenza del mondo, che è “la voce senza voce”, “il grido senza grido”, che proviene dal profondo della vita umana e che noi stessi alimentiamo ogni giorno facendone esperienza diretta. Tutti quotidianamente, attraverso un pensiero, una frase, un’azione, manifestiamo, rendiamo vive le grida di dolore dell’umanità. Così, vivere praticando la compassione, equivale a restare in contatto con questa sofferenza, aprendo il nostro cuore al dolore degli altri. Ascolto profondo rivolto non solo al dolore che può scaturire da una malattia o un accadimento della vita, ma anche a qualcosa di più sottile come quella specifica sofferenza insita nella stessa esistenza umana. Nani yue zo kayu susurunimo namidagumi. Come mai vi vengono le lacrime agli occhi anche quando sorseggiate la ciotola di kayu? * Mukai Kyorai (* piatto di riso in bianco)

Zen e Satori di Marialuisa Coppa Da un insegnamento del Maestro Taisen Deshimaru: “L’entrata di ogni casa è rischiarata dal chiaro di luna. In ognuno esiste la perfezione senza difetto né lacune. Eppure accade che il rospo d’argento sprofondi nella montagna nera, e che il coniglio di pietre preziose cada in fondo alla grotta del demone”

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uesti versi del maestro giapponese Dogen significano semplicemente che, sebbene la natura di Buddha (simboleggiata dall’argento e dalla luna) sia in ognuno di noi, fingiamo di ignorarlo e preferiamo lasciarci fuorviare. Ma, cos’è la natura

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LA VIA INTERIORE di Buddha? Sta a ognuno di noi il riuscire a scoprirla e realizzarla. Dobbiamo afferrare il nostro vero io, la profondità di noi stessi, il nostro autentico ego, dobbiamo assolutamente coglierlo perché proprio così com’è, esso è la natura di Buddha. Per cogliere la vera natura del nostro ego, è importante saper trovare i luoghi dove bisogna fermarsi. Non va bene inseguire sempre qualcosa. Fermarsi non vuol dire stagnare, fermarsi significa trovare in sé la calma, la tranquillità dello spirito, la pace dell’anima. Ognuno dovrebbe gioire pienamente del suo stato, diventare buddha significa diventare completamente se stessi. Altrimenti la vita diventa un inferno. Il Sutra del Nirvana dice: “Se uno sciacallo cercasse di imitare il ruggito del leone per cento anni, passerebbero mille anni senza riuscire a emettere un solo ruggito. Invece un piccolo leoncino di soli tre anni ruggisce come i suoi genitori”. “E’ quando l’ego cosciente diventa verità cosmica che appare quella che viene chiamata illuminazione”. Nello Zen questo si chiama Satori. Non dobbiamo però ricercarlo coscientemente. Possiamo ottenerlo automaticamente, a volte per gradi, praticando con il corpo e realizzando una completa rivoluzione interiore, un totale rivolgimento dell’essere verso l’interno. Bisogna soltanto concentrarsi sulla postura giusta e la respirazione mentre si è seduti in zazen (za = seduti) (zen / chan / dhyana = concentrazione, meditazione). Nella storia delle religioni, si è designata quasi unicamente la luce come qualcosa derivante dal pensiero, dalla mente, dall’immaginazione, ma ciò che è necessario, è soprattutto trovarla con tutto il corpo, con la pratica. Con l’attitudine del corpo nella vita quotidiana, l’attitudine giusta sempre e ovunque. Con l’allenamento alla concentrazione Qui e Ora. Studiare la religione significa studiare noi stessi e studiare noi stessi significa abbandonare il nostro ego, essere quindi illuminati da tutte le esistenze, vedere l’originalità della luce in ogni cosa attraverso noi stessi perché la luce è in noi. Tutti i pensieri, tutte le realtà che ci circondano, tutta la storia si elevano dal nostro io. Non nel senso che noi creiamo i fenomeni, ma all’opposto siamo creati da essi. Noi non siamo nati per azione della nostra volontà cosciente, molte cause e concause

hanno provocato la nostra nascita. Ma dopo, tutte le esistenze e tutti i fenomeni si sono concentrati in noi, nel nostro ego luminoso che deve conoscere se stesso, come afferma anche Socrate. Se non realizziamo che questa nostra esistenza delicata e fragile, questo istante unico sempre vicino alla morte, non possiede una sostanza propria, e perciò è anche non esistenza, non possiamo dire di conoscerci. Trovare il nostro ego è come cercare una scintilla nascosta sotto la cenere, ma è anche come la stella solitaria che brilla nel cielo nero. Così è l’io profondo che si eleva dalla meditazione. Nello Zen la vera luce non è fatta di splendore. Proprio come afferma Meister Eckart “Il padre eterno brilla nell’interiorità profonda e nera”. Non possiamo catturare l’illuminazione. La notte è luce e la notte brilla più dello splendore del sole. Questo è l’insegnamento di zazen. Quest’ultimo significa sedersi in postura del loto o del mezzo loto con la colonna vertebrale ben tirata e il corpo rilassato, immobili, a seguire il ritmo del respiro. Così, nella profondità, negli strati intimi dello spirito e del corpo, troviamo l’attività, l’energia, il Ki. Quello che H. Bergson chiama l’élan vital, lo slancio vitale. Zazen è la profonda meditazione, la vera e profonda contemplazione per mezzo della postura giusta, l’attitudine giusta, la coscienza giusta, la respirazione giusta. Nello Zen si dice: “Non mangiate con il naso, mangiate con la bocca”. Cioè, in tutti i gesti della vita quotidiana agite in modo corretto ed esatto. Perché è questa la vera illuminazione. Non è soltanto splendore abbagliante, anzi, spesso “è oscura, è lunga, è corta, è quadrata, è rotonda”. E’ comprendere la vera luce, proprio nell’oscurità. Nel Buddhismo il simbolo dell’illumazione è il fiore di loto. Non cresce sulla cima di una montagna ma nelle acque fangose delle paludi dove schiude i suoi petali meravigliosi. E’ la grande saggezza interiore, dello spirito, della coscienza. E’ l’armonizzarsi con i ritmi del cosmo in cui viviamo, il riconoscere la semplice verità in ogni cosa. “Gli occhi orizzontali, il naso verticale”. Senza complicazioni, categorie, preconcetti. E’ scoprire la luce nella terra del nostro cuore. Dobbiamo trovarla inconsciamente attraverso zazen. E’ questo lo Zen. Trovare la luce originale. 19


GLI INCONTRI

Associazione Cranio-Sacrale FVG: un passo avanti verso il riconoscimento nazionale

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l 21 dicembre 2006 (Solstizio di Inverno) è nata a Trieste la nuova associazione, creata dalla volontà della Accademia Cranio-Sacrale Metodo Upledger. La nuova associazione, denominata Associazione CranioSacrale FVG, regolamenterà l’aggiornamento ed il monitoraggio del “Professionista Non Ordinistico” di Tecnica Cranio-Sacrale, denominato “facilitatore”, nella regione Friuli Venezia Giulia. L’argomento è di rilevante attualità, visto l’acceso dibattito in corso nel settore e i grandi interessi in gioco, oltre ad essere di estrema complessità, considerate le non sempre chiare direttive e proposte di legge, spesso in sovrapposizione o in contraddizione tra loro. Per questo, tentiamo di fare chiarezza sulle normative vigenti e approvate in una regione che funge da modello pilota attualmente a livello nazionale. Ne parliamo con Thea Keber, vicepresidente dell’Accademia Cranio-Sacrale, di cui presidente è Diego Maggio.

dei: Professionisti Non Ordinistici, tra cui quelli del Benessere e delle Bio-Discipline. Proprio in quest’ultima categoria si inserisce il Professionista di Tecnica Cranio-Sacrale. Spetterà invece all’Associazione Cranio-Sacrale FVG il compito di monitorare e validare la professionalità acquisita dal facilitatore ed il mantenimento dei requisiti richiesti per affermare la propria professionalità. Così, egli avrà la possibilità di validare la propria attività operando anche sul territorio nazionale (sempre se corrispondente ai parametri richiesti al professionista dalla regione Friuli Venezia Giulia all’Associazione Cranio-Sacrale FVG). Perchè è dunque importante chiamarsi “facilitatore”? Perché è appunto la nuova figura di Professionista CranioSacrale, pur non essendo obbligatoriamente un professionista già iscritto ad un ordine medico o paramedico. Il Professionista non Ordinistico verrà quindi definito “facilitatore” per essere riconosciuto nell’ambito delle Associazioni Professionali del Friuli Venezia Giulia per le Discipline del Benessere e Bio-Naturali. In assenza di una legislazione nazionale che disciplini e riconosca la figura dei Professionisti di Bio-Discipline, gli Albi istituiti dalle regioni sono per ora l’unica forma di riconoscimento che un operatore (non medico o paramedico) può avere per poter esercitare ed essere tutelato dalle associazioni che effettuano il monitoraggio e l’aggiornamento degli operatori (come ora è l’Associazione Cranio-Sacrale FVG) e dalle compagnie di assicurazioni, come voluto dalla stessa Regione FVG.

Cos’è la figura del facilitatore? Il “facilitatore”è la nuova figura professionale inserita nell’apposito Albo della Regione Friuli Venezia Giulia, per le Associazioni di Prestatori di Attività Professionali Non Ordinistiche. La formazione del “facilitatore cranio-sacrale”, sarà di competenza della Accademia Cranio-Sacrale Metodo Upledger e delle associazioni, scuole, enti (ecc…), da essa riconosciuti. L’intero percorso formativo del facilitatore si completerà al massimo in 5 anni ed inizierà dal 2008. (Vi illustreremo lo sviluppo dettagliato del percorso nel prossimo numero di BioGuida). Dopo il completamento del “percorso”, il facilitatore formato e certificato dall’Accademia Cranio-Sacrale Metodo Upledger, o da altre scuole, enti, associazioni da essa riconosciute, potrà venire iscritto alla Associazione Cranio-Sacrale FVG e, quindi, all’Albo della Regione Friuli Venezia Giulia.

Che tipo di assicurazione? Per statuto, le associazioni professionali devono poter garantire una assicurazione che tuteli i propri iscritti nello svolgimento della loro attività di professionisti. A questo scopo è stata creata “UN1CA”: la nuova assicurazione per la tutela del Professionista non Ordinistico di Discipline del Benessere (di questa parleremo dettagliatamente in un secondo tempo). Sintetizzando l’importanza di un’assicurazione come è ”UN1CA”, in questo nuovo ordinamento delle associazioni profes-

A che serve l’Albo? Tale Albo delle Associazioni Professionali è stato creato per monitorare l’attività e l’aggiornamento 20


GLI INCONTRI sionali, potremmo semplicemente dire che è stata studiata appositamente per le professioni non ordinistiche delle Bio-Discipline (nelle quali rientrano anche professionisti come ad esempio i fisioterapisti, massofisioterapisti, infermieri, osteopati, ecc. che operano al di fuori della loro attività ordinistica). L’assicurazione è stata realizzata per soddisfare sia le esigenze delle associazioni, scuole, enti, istituti, ecc. di Bio-Discipline, sia quelle dei singoli operatori che lavorano nel settore delle Discipline del Benessere e Bio-Naturali, ovunque venga svolta la loro attività.

zioni professionali che possano essere in grado di gestire il settore delle Bio-Discipline, come di fatto sono le associazioni che già gestiscono vari altri settori professionali. Questa regolamentazione avviene attraverso una riforma nella quale sono coinvolte un numero rilevante di “Nuove Professioni Non Ordinistiche”, tra cui appunto si inserisce quella degli Operatori del Benessere. L’obiettivo della riforma è il riconoscimento delle associazioni professionali, che saranno tenute a tutelare, favorire e gestire l’aggiornamento ed il monitoraggio dei propri associati, tutelare i cittadini/utenti, fornire ad ogni associato la copertura assicurativa (RCT) obbligatoria. Il Disegno di Legge “Mastella”, approvato dal Governo nel dicembre 2006 (A.C. n°2160), recepisce questa idea della riforma e la parte più interessante del DdL è l’articolo 8. Sebbene questa iniziativa non sia priva di intoppi e rallentamenti, il Friuli Venezia Giulia continua ancora a perseguire il suo intento nel riconoscere le associazioni professionali.

Rimane ancora una differenza tra riconoscimento “regionale” e “nazionale”… Questo è il primo passo per una forma di riconoscimento degli operatori del benessere: il prossimo potrebbe essere il tanto auspicato riconoscimento a livello nazionale della figura di “professionista” per ogni operatore che avrà il proprio nome già inserito negli Albi delle regioni. Quando avverrà? Avverrà una volta approvata la legge nazionale che riconoscerà le Bio-Discipline ed istituirà e regolamenterà per esse gli Albi e gli Ordini dei Professionisti nazionali. Quindi è importante fin d’ora corrispondere ai requisiti che le regioni richiedono per far parte dell’Albo dei Professionisti Non Ordinistici e, per aderirvi, l’operatore deve adeguarsi ai canoni formati sugli standards europei, come prestabiliti dalle regioni stesse. Il “facilitatore” riconosciuto dal Friuli Venezia-Giulia sarà comunque un professionsita riconosciuto e iscritto ad un Albo che lo metterà in grado di operare in tutto il territorio nazionale (compatibilmente a quanto stabilisce la normativa regionale in merito).

Con voi pertanto il riconoscimento professionale diventa “ufficiale”? L’Associazione Cranio-Sacrale FVG in qualità di associazione professionale riconosciuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia, si propone di preparare tutti i suoi soci ad affrontare l’integrazione attraverso l’aggiornamento professionale, per la qualifica di “facilitatore”, in modo da portare un adeguato riconoscimento al lavoro svolto fino ad ora dagli operatori craniosacrali, a prescindere dalla loro carriera formativa. Pare importante sottolineare, infatti, che l’attività di monitoraggio e riconoscimento viene svolta a prescindere dagli studi effettuati o meno presso l’Accadmeia Cranio-Sacrale, bensì attravesro la valtuazione dell’esperienza, competenza, professionalità e responsabilità maturate attraverso la formazione e la pratica clinica dell’operatore. Per essere chiari, in una fase così importante e delicata di riassestamento del settore delle Discipline Bio-Naturali, a costo di sembrare ripetitivi, la strada per il riconoscimento ufficiale è, pertanto, duplice: o attraverso un percorso di studi e formazione completo predisposto dalla stessa Accademia Cranio-Sacrale e approvato e valutato dall’Associazione Cranio-Sacrale FVG, oppure attraverso un esame valutativo delle esperienze e degli studi pregressi del professionista, effettuato da parte dell’Associazione Cranio-Sacrale FVG.

Adesso quindi diventa importante iscriversi ad un Albo… Intanto il percorso di formazione che offre agli operatori l’Accademia Cranio-Sacrale Metodo Upledger permette di poter essere successivamente valutati e quindi, se idonei, inseriti nell’Albo della Associazione Cranio-Sacrale FVG: la nuova associazione che relaziona e garantisce, presso la regione Friuli VeneziaGiulia, sull’operato dei “facilitatori”. L’associazione si è adeguata alle iniziative che auspicano una regolamentazione del settore delle DBN (Discipline BioNaturali). Aderendo ad una volontà dell’Unione Europea si è lavorato per ottenere un riconoscimento, non tanto delle singole professioni, ma delle associa21


I LUOGHI

I Luoghi della BioGuida:

percorsi ed itinerari per viaggiatori dello spirito ISTITUTO DI SHIATSU INTEGRALE Via Alessandria 26/B, Torino. Tel. 011.2476380. info@isishiatsu.it www.isishiatsu.it

PIEMONTE

Libera UniversitĂ Europea A.E.ME.TRA. Associazione Europea di Medicine Tradizionali Direttore dott. Valerio Sanfo. Via Principessa Clotilde 77, Torino. Tel. 011.4375669 info@aemetra-valeriosanfo.it www.aemetra-valeriosanfo.it

TORINO Accademia SHIATSUINSIEME Via A. Goito 12, Torino. Tel. 011.6680958, cell. 320.8382303, www.shiatsuinsieme.it info@shiatsuinsieme.it

SCUOLA DI YOGA KALPA VRIKSHA SATYANANDA Str. Campetto 43, Piossasco (TO) Tel/Fax: 011.9042534 yogasatyananda@virgilio.it

Centro Buddha della Medicina Via Cenischia 13, Torino. Tel. 011.3241650, 011.355523. Centro Milarepa Largo Beato Umberto 8, Avigliana (TO). centro.milarepa@tiscali.it

YOGA EDUCATIVO SATYANANDA Via Cantalupo 3/A, Torino. yogasatyananda@virgilio.it

Centro Studi Maitri Buddha Via A. Guglielminetti 9, Torino. Tel. 011.359649.

Scuola di Shiatsu Arche' Via Vanchiglia, 30, Torino. Tel. 011.8178100.

Il Cerchio Vuoto Via Massena 17, Torino. Tel. 011.5119449.

ALESSANDRIA Centro Buddhadharma Via Varza 1/H, Valle San Bartolomeo (AL). Tel. 0131.59268, penpa.tsering@tin.it

Dojo Zen MOKUSHO Via Principe Amedeo 37, Torino (TO). Tel. 011.883794.

ISTITUTO DI RICERCA ARTI CURATIVE "SINESTESI" Viale Beretta, angolo via Piave, Casale Monferrato (AL) Tel/Fax 0142.71765, Cell. 339.1939459, 393.9417920 info@shiatsusinestesi.it www.shiatsusinestesi.it

Iksen c/o Antiche Mura P.zza Principe Eugenio 14, Rivoli (TO). www.iksen.it info@iksen.it ISTITUTO ITADO Via Goito 12, Torino. Tel. 011.6698482. istituto.itado@tiscalinet.it www.itado.org 22


I LUOGHI

NOVARA

CENTRO JOYTINAT Yoga Ayurveda Sede nazionale: Via Balbi 33/29, Genova. Tel. 010.2469338, 348.3852353 Tel/Fax: 010.2758507, www.joytinat.it

Ass. Amici del Villaggio Verde Località San Germano - Cavallirio (NO). Tel. 0163.80447, 333.7639262 www.villaggioverde.org info@villaggioverde.org

Comunità Bodhidharma Eremo Musangam, Monti San Lorenzo 26, Lerici (SP). Cell. 339.7262753.

LIGURIA Ass. ANTHEIA Stelle e miti: yoga, fiori di bach e vela. Loc. Mesco - Parco delle 5 Terre, Levanto (SP). Tel. 339.5667107, www.antheia.org

FIUME AZZURRO - Arti Psicofisiche Studio pedagogico olistico per la crescita personale. Responsabile Didattico: Anna Mango Via Anfossi 1, Genova. Tel/Fax: 010.413721. www.artipsicofisiche.it info@artipsicofisiche.it

Ass. cult. IL CERCHIO Piazza del Popolo 5/7, Savona. Corsi di Yoga: tel. 019.813557. Ginnastica Eutonica e Naturopatia: tel. 019.812055. Pratica Zazen: tel. 019.484956 www.zensavona.it

LOMBARDIA MILANO Accademia Italiana Shiatsu Do Sede Nazionale: Via Settembrini 52, Milano. Tel. 02.29404011.

Associazione culturale IL GIARDINO DEL SOLE - Azienda Agricola Via Praglione 27, Garlenda (SV). Tel. 0182.580069, silviaginatta@alice.it

ACCADEMIA DI KINESIOLOGIA Via Rutilia 22, Milano. Tel. 02.533634. info@accademiadikinesiologia.it www.accademiadikinesiologia.it

Ass. NATURALMENTE Via D. Manin 35, La Spezia (SP). Tel. 0187.20218 , Fax 0187.29547 natural.mente2006@libero.it www.naturalmente-sp.it

ACCADEMIA AYURVEDA YOGA ANANDA ASHRAM MILANO Corsi di formazione per insegnati di Yoga e Meditazione, corsi di Massaggio Ayurvedico con il docente Vaidya, medico ayurvedico indiano: a fine corso vacanze-studio e tirocinio facoltativo a Kerala in India per ottenere il rilascio dell’attestato finale (diploma) in India. Corsi serali e trattamenti individuali Via Prandina 25, Milano. Tel. 02.2590972, Cell. 329.7210347, info@yogamilano.it www.yogamilano.it www.ayurvedam.it

Centro Kalachakra Via Verrando 75, Bordighera (IM). Tel. 0184.252532. CENTRO MANDALA Viale Pio VII 41/a, Genova. Tel. 010.391674, 010.3992979, mandalagenova@tiscalinet.it www.centromandala.it CENTRO STUDI E RICERCHE SHIATSU Via XX settembre 34/12, Genova. Resp. Didattico: Alberto Roti. Tel/Fax 010.593414 - cell. 335.8050307 www.studiericercheshiatsu.com info@studiericercheshiatsu.com

A.K.S.I. - Associazione di Kinesiologia Specializzata Italiana Sede legale: Via Durini 2, Milano. Tel/fax 0365.540810, aksi98@libero.it www.aksi-kinesiologia.it 23


I LUOGHI

Ananda Lombardia Via Parravicini 16 (MM centrale). Tel. 348.2616102.

Centro Rabten Ghe Pe Ling Via Euclide 17, Milano. Tel. 02.2576015.

ASD Parsifal Via Gorizia 6, Milano. Tel. 02.89423673 / Fax 02.89428964. www.parsifal-mi.it info@parsifal-mi.it

Centro Yoga Bhadra Via G. Bruno 11, Milano. Tel. 02.347939. Centro cult. Yoga Maya Via Jacopo Palma 5, Milano. Tel. 02.48704202.

Associazione Culturale VEGA Via della Repubblica 16, Paullo (Milano). Tel. 335.7065167 vega@vega2000.it www.vega2000.it

Centro Yoga Sadhana Via Toscana 11, Monza. Tel. 039.2003516.

Associazione Essere Pace (Maestro Ven. Thich Nhat Hanh) Via Tertulliano 30, Milano. www.esserepace.org

Centro Yoga Satyam Via Don L. Milani 6, Desio (MI). Tel. 0362.303898. Via S. Francesco 10, Seregno (MI). Tel. 0362.328113.

Ass. Nazionale Insegnanti Yoga Alzaia Naviglio Grande 12, Milano. Tel. 02.8361288.

Centro Yoga Satyananda Via G. B. Pergolesi 9, Milano. Tel. 02.6693896, www.centroyogasatyananda.it info@centroyogasatyananda.it

BioBi - laboratorio di architettura bioecologica Via Rombon 33, Milano. Tel.02.2151059, fax. 02.700410149, www.biobi.it spirab@iol.it

Kunpen Lama Gangchen Via Marco Polo 13, Milano. Tel. 02.29010263.

Buddismo Zen Soto - Ufficio Europeo (Imamura Genshu Roshi) Via San Martino 11/C, Milano. Tel. 02.58327569.

IKSEN Via Meina 6, Milano. www.iksen.it info@iksen.it International Meditation Center Via Borsieri 14, Milano. Tel. 02.9956732.

CENTRO AYURKIMA Terapie naturali e corsi di formazione di matrice Ayurvedica, con l'obiettivo di indirizzare le proprie energie verso il benessere di corpo, mente ed anima. Corso Vercelli 18, Milano. Tel. 349.7904392, ayurkima@tiscali.it www.ayurkimamilano.it

Mandala - Centro Studi Tibetani Via Martinetti 7, Milano. Tel. 02.70128088. Mandala - Centro Studi Tibetani Via Martinetti 7, Milano. Tel. 02.70128088. MONASTERO ZEN IL CERCHIO Via dei Crollalanza 9, Milano. Tel. 02.8323652 cerchio@monasterozen.it www.monasterozen.it

CENTRO ITALIANO CROMOPUNTURA Via Meraviglia 60, Lainate (MI). Tel. 02.93503261, Fax 02.9304286 info@associazionecromopuntura.it

THE NEW YUTHOK INSTITUTE PER LA MEDICINA TIBETANA. Corsi, meditazioni e seminari. Prof. dr. Pasang Yonten Arya T. Sherpa. Viale Spagna 77, Sesto S. Giovanni, (MI). Tel. 02.2536266, www.newyuthok.it

Centro Italiano Zen S么t么 Via G. Agnesi 18, Milano. Tel/Fax 02.58306763. Centro Meditaz. Siddha Yoga Viale Monza 129, Milano. Tel. 02/26145189. 24


I LUOGHI

NIRAVA T. DAINOTTO Sciamanesimo, meditazioni sociali, bodywork, terapie naturali: tel. 338.7926563, 02.48027474, www.nirava.org info@nirava.org

Zen - Centro di Meditazione Soto Via Garian 43/A, Milano. Tel. 02.4234940.

OIPA - Org. Intern. Protezione Animali. Via Passerini 18, Milano. Tel. 02.6427882, www.oipaitalia.com info@oipaitalia.com

Centro Giang Ciub Via Del Colletto 7, Paladina (BG). Tel./Fax: 035.637060.

BERGAMO

Centro Yoga Dalmine Via Don Rocchi 22, Dalmine (BG). Tel. 035.370216.

Olistica Salus Via S.Martino della Battaglia 14, Milano. Tel. 02.58300910.

CENTRO YOGA MANDALA Via Borgo Palazzo 3, Bergamo (BG). Tel. 035.215395, 333.4576099.

Pratica-Mente Via Osti 2, 20122 Milano (MI). Tel. 02.878346, praticamenteit@yahoo.it

BERGAMO

Progetto Michelangelo onlus Orientamento e solidarietà Via Lazzaretto 19, Milano. Cell. 335.6714487. info@progettomichelangelo.org

Accademia Maharishi Sathyananda Via F.lli Ugoni 4, Brescia. Tel. 030.294947. Karma Cio Ling Centro Buddhista della Via di Diamante V.le Venezia 198, Brescia. Tel. 030.301515. www.buddhism.it

Sahaja Yoga Milano Via Vetere 9, Milano. Tel. 02.8360692. www.sahajayogamilano.it Shambala Shiatsu Via Jean Jaurés 9, Milano. Tel. 02.26141690.

IKSEN – Istituto di Kinesiologia Specializzata e Naturopatia Via F.lli Bianchi 3, Toscolano - Maderno (BS). Tel 0365.641898Tel/fax 0365.641553 www.iksen.it info@iksen.it

Shakti Centro Studi Yoga Alzaia Naviglio Grande 12, Milano. Tel. 02/8361042. Shiatsu Xin Via Maiocchi 18, Milano. Tel. 02.29510029.

CREMONA

Shen Ass. Culturale Via Padre G. B. Martini 30, Milano. Tel. 02.28510617, 347.7892791 www.shen.it shen-shen@libero.it

I.E.A.U. - ISTITUTO PER L’EVOLUZIONE ARMONICA DELL’UOMO Scuola di formazione umana e interiore per lo sviluppo delle potenzialità individuali. Seminari mensili, corsi collettivi e personal training. Via Carso 2, Cremona. Tel. 0372.433239 info@ieau.it www.ieau.it

La Valle di Ren Riequilibrio Energetico Naturale Via Aristotele 67, Milano. Tel. 02.27080753. Yoga Darsana Path Via A.Banfi 19, Vimercate (MI). Tel. 02.27301613. 26


I LUOGHI

MANTOVA

CENTRO MANIPURA Viaggiare dentro se stessi Centro yoga, shiatsu, ayurveda e filosofie orientali Via Citolo da Perugia 26, Padova. Tel. 049.651601, www.manipura.135.it centro_manipura@yahoo.it

AGRITURISMO ZIBRAMONDA Via Argine Secchia Sud 20, Quistello (MN). Tel. 0376.615031, cell. 335.6916130. www.zibramonda.it

IKSEN - Istituto di Kinesiologia Specializzata e Naturopatia c/o "Il giardino dell'anima" Via Ateste n째 3, Este (PD). www.iksen.it www.touch4health.it

PAVIA Ass. Scuola Soto Zen - Centro Studi Zen Komyoji Loc. Costapelata-Fortunago Fortunago (PV). Tel. 0383.875584.

MAHAMUDRA Istituto di ricerca per lo sviluppo dello spirito. Via del Progresso 12, Peraga di Vigonza (PD). Tel. 348.7621710, www.mahamudra-pd.org segreteria@mahamudra-pd.org info@mahamudra-pd.org

Kriya Yoga Maharishi Sathyananda Via Argonne 6, Pavia. Tel. 0382.29300. Via F.Busca 55, Mezzanino (PV). Tel. 0385.716104.

VARESE

TREVISO

ASSOCIAZIONE MAGGIO Centri di formazione e divulgazione discipline bionaturali. Via S. Silvestro 40, Varese. Tel. 0332.235555, 347.2601015, maggio@area336.net

Centro Culturale Estrada Via Brigata Marche 24, Treviso. Tel. 0422.420708. Centro Espande Treviso Via E. Mattei 2, Dosson di Casier (TV) Tel. 0422.490523.

VENETO PADOVA

Centro Studi Manjushri Loc. Prapian di Tarzo 36 /B, Tarzo (TV). Cell. 349.3270081.

Centro Studi Syn per l'Educazione Biocentrica Via Chiesanuova 242/B, Padova. Tel. 049.8979333, assocsyn@tin.it

OSHO MEDITATION CENTER Via Cavour 7/A, Ponzano Veneto (TV). Tel. 0422.968485 info@oshotreviso.com www.oshotreviso.com

Centro Tara Cittamani Via Lussemburgo 4, Padova. Tel. 049.8705657, 349.8790092. CENTRO YOGA SHAKTI Via Trieste 26, Padova (PD). Tel. 049.8753903. Cell. 328.1514261, 349.8790092.

SCUOLA KINERGIA Via Malan 59/2, Borso del Grappa (TV). Tel/Fax 0423.910304, 349.8834096. www.kinesiologiaviva.it info@kinesiologiaviva.it

Laboratorio di Yoga e Cultura Via Rogati 54, Padova. Tel. 049.657863.

La Sorgente Via Risorgimento 34, Treviso. Tel. 0422.412844. 28


Vacanza e meditazione in una delle città più belle del mondo! Venezia, punto di luce, magico luogo d’incontro tra Oriente e Occidente… Al Lido di Venezia, l’isola a 20 minuti da Piazza San Marco: 3500 metri quadrati di verde a pochi passi dal mare. Uno splendido giardino, una suggestiva Buddha Hall, 10 piccoli bungalow completamente attrezzati, cucina vegetariana. Meditazione e Vacanza! uno spazio immerso nella natura, selvaggio, pulito e ben curato, con tutti i confort. Oltre al mare, le rocce e una spiaggia immensa, il centro nasce dove non ci sono auto... dai bungalow puoi sentire il suono delle onde... ci sono cavalli, caprette tibetane, aironi, garzette, anatre colorate e svariati altri tipi di uccelli... un’oasi fuori dal tempo... eppure in 20 minuti sei in Piazza San Marco, al centro di una delle più affascinanti città al mondo!

Zorba il Buddha, il sogno di Osho! Ecco cosa suggeriamo e cosa possiamo condividere: Zorba: il mare, una spiaggia selvaggia e bellissima... gite sia in barca a vela nel mare, sia in barca a motore nella laguna. La Venezia anche dei “bacari” e delle osterie, le “ombre” di vino... vivere la città sconosciuta ai turisti. Al Lido, l’atmosfera dell’estate e dei party nei luoghi ‘giusti’ dell’isola... ottimi cocktails, concerti e musica dal vivo nei locali e nelle discoteche sulla spiaggia! Buddha: una stupenda Buddha Hall, con pietre lisce come pavimento e zanzariere come pareti, immersa in una natura lussureggiante. Tutti i giorni Meditazione Dinamica, Nataraj, No- Dimension, Vipassana, Nadabrahama, Kundalini e Osho White Robe. Sessioni individuali di tutti i tipi di massaggio dal Rebalancing al Craniosacrale, dall’Ayurvedico all’Olistico, Riflessologia plantare etc. Alcuni dei residenti del centro, dopo anni di trainings sia a Puna che in altri luoghi del mondo, hanno fatto del massaggio una professione dovuta al grande feeeling e ad un’innata passione per questa antica arte di rilassamento, benessere e guarigione. Sessioni individuali e possibilità di ricevere tutti i livelli di Reiki. Campi di meditazione e meditazioni guidate, diurne e notturne, nell’affascinante e magica cornice di antichi campi veneziani! In corso di programmazione gruppi ed eventi tra i quali: No Mind, Born-Again, Mystic Rose, Danza, Aum Meditation…

APERTO DA MAGGIO A SETTEMBRE Per informazioni e prenotazioni: www.oshoyatrilandvenezia.com - info@oshoyatrilandvenezia.com Associazione prom. soc. Energy Darshan, Via Alberoni 41, Lido di Venezia. Tel. 041.5261853 - 339.1199317


I LUOGHI

VENEZIA

VICENZA

Ass. cult. “La Metamorfosi” Estetica, massaggio, linfodrenaggio, ayurveda, riflessologia, posturale, stone massage, shiatsu Via Ruffini 7, Mestre (VE). Tel. 041.5318449, 347.4641959 www.lametamorfosi.com

Area Yoga Via D. Manin 23, Schio (VI). Tel. 0445.512020.

Ass. prom. soc. Energy Darshan OSHO YATRILAND VENEZIA Via Alberoni 41, Lido di Venezia (VE). Tel. 041.5261853, 339.1199317, info@oshoyatrilandvenezia.com www.oshoyatrilandvenezia.com

Centro Studi Syn per l'Educazione Biocentrica Via Villa Glori 22, Vicenza. Tel. 0444.922682, assocsyn@tin.it

Circolo Yoga e Benessere Viale del Progresso 25 - Cavazzale, Monticello Conte Otto (VI). Tel. 0444.945266.

Ass. Cult. Sorgente di Luce Via Dalmazia 3/3, Lonigo (VI). Tel. 0444.835586 www.sorgentediluce.it

Ass. Island of Future Yoga Torcello 6, Venezia. Tel. 041.735080.

Associazione YOGA e SALUTE Via Verdi 3, Trissino (VI) Tel. / Fax 0445.963764 Cell. 380.7284724 assoyogaesalute@libero.it

CENTRO PER LO STUDIO DELLE BIOENERGIE Cannaregio 5396, Rio Terà dei Biri, Venezia. Tel. 041.5261348, cell. 349.2837638, 347.5386600, www.centrostudiobioenergie.it info@centrostudiobionenergie.it

Istituto Yoga Contrà S. Faustino 21, Vicenza. Tel. 0444.542642.

Centro Yoga Dharma Via Genova 16, Venezia. Tel. 041.5311954.

VERONA

Zen D'Occidente - Ko Shin Do Via De Amicis 11, Vicenza. Tel. 0444.569784, 347.4844925.

Ass. cult. Yoga & Ben-Essere Via Stella 9, Verona. Tel. 045.8039107.

TRENTINO ALTO-ADIGE BOLZANO

Centro Ming Men Corte Convento 28, Verona. Tel. 045.8921109, www.centromingmen.com

CREATIVPOWER Walter Sebastiani Frazione Albes 50, Bressanone (BZ). Per informazioni: tel. 0472.851163 info@creativpower.bz.it www.creativpower.bz.it

Centro Studi e Meditazione Buddista Karma Tegsum Tasci Ling Contrada Morago 6, Mizzole - Cancello (VR). Tel. 045.988164.

Shiatsu Recherche Via Della Roggia 17, Bolzano. Tel. 0471.974727.

Yoga Rebirthing Il Mosaico Via Zeila 4/D-E, Verona. Tel. 045.972652. 30


I LUOGHI

TRENTO

FRIULI VENEZIA-GIULIA

MEDITAZIONE ZAZEN condotta da Maria Luisa GinGetsu Coppa, discepola del maestro Taisen Deshimaru e membro della Sotoshu giapponese. A Fiera di Primiero (TN), per informazioni: cell. 335.5412173, 347.1636967, 349.8060253.

TRIESTE

Centro cult. Oasi di Shiatsu Via Celepina 75, Trento. Tel. 046.1982781. Centro Vajrapani Via Prati 2, Bosentino (TN). Tel. 0461.848153. Scuola di Iridologia e Naturopatia "LUIGI COSTACURTA" dell'Accademia Nazionale Scienze Igienistiche Naturali "Galileo Galilei" Largo Nazario Sauro 11, Trento. Tel e Fax 0461.985102, info@scuolanaturopatia.org www.scuolanaturopatia.org

ACCADEMIA CRANIO SACRALE Metodo Upledger Piazza S. Antonio Nuovo 6, Trieste. Tel. 040.3476191. ACTIS - Associazione Culturale Teatro Immagine Suono Via Corti 3/A Trieste. Tel 040.3480225. L’ARNIA Libera Associazione per la Ricerca in Naturopatia, Igienismo e Autoterapie Piazza Goldoni 5, Trieste. Tel./fax: 040.660805, larniats@libero.it Ass. Sportiva e Culturale “ENOSIS” Corsi di Yoga. Info: 340.2768293, 347.0149218, 328.4717996, enosis@tiscali.it


I LUOGHI

Ass. Culturale INFINITA ESSENZA DELL’AMORE Via Mazzini 30, Trieste. Cell. 347/1404116 (Ylenia Harrison) Cell. 328/2160210 (Paola Bernetti) www.infinitaessenzadellamore.it B.C. S. - CENTRO FORMAZIONE BIODINAMICA CRANIO-SACRALE Dott.ssa Leonarda Majaron Via San Lazzaro 7, Trieste. Tel. 347.6910549, info@bcstrieste.it FABIO BRUSINI CHABAS Consulente psicoanalitico di coppia Microagopuntura Tchen: squilibri fisici e sensori Via Limitanea 14, Trieste. Tel. 040.391652. CENTRO BUDDHISTA TIBETANO SAKYA KUNGA CHOLING Corsi gratuiti di introduzione al buddhismo tibetano e programmi di adozione a distanza. Via Marconi 34, Trieste. Tel. 040.571048.

BUQI INSTITUTE TRIESTE Discipline praticate: Taijiwuxigong, Taiji37, Massaggio Buqi, Meditazione. Via Del Veltro 43,Trieste. Tel. 340.6535664, www.buqi.net info@buqi.net info@motoptg.it Ass.Cult. DELFINO BLU Via Coroneo 15, Trieste. Cell. 349.2840064, delfinoblu@libero.it IL GIARDINO Scuola Shiatsu e Tuina Via Lazzaretto Vecchio19, Trieste. Tel. 040.3223500, www.shiatsuilgiardino.it CENTRO STUDI E RICERCHE OLISTICHE di Maurizio Battistella Shiatsu, Kinesiologia, Reiki ed altro ancora. Via Palestrina 8, Trieste. Tel 040.382045,338.7592945. www.riversintooceans.it bat@riversintooceans.it


I LUOGHI

LAM IL SENTIERO Reiki, Vivation, Tecnica CranioSacrale, Shiatsu, Riflessologia plantare. Scambi settimanali di Reiki. Piazza Benco 4, Trieste. Tel. 349.5885291. NEW AGE CENTER Via Nordio 4/C, Trieste. A disposizione la Saletta Argondia per seminari, conferenze, presentazioni, mostre ed altre iniziative. Tel 040.3721479, www.newagecenter.it

WAITHAI di Cristina Radivo. Asokananda's authorized teacher Percorsi didattici e formativi di Traditional Thai Yoga Massage: a Trieste e in varie città italiane… Tel. 347.1638121, www.waithai.it info@waithai.it

STUDIO SOLARIS Corsi individuali e/o collettivi di Tarocchi per esercitare ed accrescere la propria intuizione. Tel 347.1098771, Trieste. Ass. Int.le SWAMATEH ® a.s.d. Seminari, incontri e trattamenti per il benessere della mente e del corpo. Tel. 040.350114, 333.7229821. info@swamateh.org www.swamateh.org INSTITUTE OF YOGIC CULTURE Via San Francesco 34, Trieste. Tel. 040.635718 (segr. tel. 24 h.) yogaway@tin.it JOYTINAT YOGA AYURVEDA Via F. Venezian 20, Trieste. Tel. 040.3220384 http://arte.triesteincontra.it/joytinat


Centro Buddista Tibetano Sakya Kün-ga Chöling Via G. Marconi 34 - Trieste Tel. 040.571048 Quando aiutate qualcuno, non accontentatevi di risolvere i suoi problemi immediati, per esempio offrendogli del denaro. Dategli anche i mezzi per risolvere i suoi problemi da solo. S.S . il XIV Dalai Lama

N

el Centro Buddista Sakya Kün-ga Chöling di Trieste, il Venerabile Geshe Lama Sherab tiene due/tre sessioni all’ anno di insegnamento. Lo scopo del Centro è duplice: mettere in pratica il Buddhismo Mahayana stimolando l’ interesse al suo riguardo e preservare la cultura tibetana. Questo Centro beneficia della presenza permanente della monaca Sherab Choden (Malvina Savio), monaca della tradizione Sakya e consta di un centinaio tra membri e simpatizzanti.

ATTIVITÀ • studi di testi della tradizione Sakya • insegnamenti e corsi, di avvio al Buddhismo • corsi di lingua tibetana • traduzione di testi • rituali effettuati regolarmente di Tara e Mahakalla • tre sessioni settimanali di meditazione • sostentamento di rifugiati tibetani in diversi campi di India e Nepal • aiuto nello sviluppo e finanziamento di un centro medico e dentistico a Dehra Dun in India • pubblicazione del semestrale “Sakya Dharma News “

ADOZIONI A DISTANZA Da cinquant’anni, decine di migliaia di tibetani hanno scelto l’esilio per sfuggire all’ occupazione cinese del loro paese, rifugiandosi in India sotto la guida di S.S. il Dalai Lama. La vita e le condizioni economiche dei rifugiati sono di estremo disagio, soprattutto per le fasce più deboli della popolazione ed i bambini. “PROGETTO INDIA” ONLUS, promuove iniziative di sostegno concreto a favore dei rifugiati in India, in particolare con lo strumento dell’adozione a distanza. Grazie all’impegno e al contributo di tante famiglie italiane, oltre 1500 giovani tibetani hanno potuto continuare i loro studi e mantenere vivo il contatto con la cultura del loro paese. L’associazione è impegnata a diffondere la conoscenza della cultura tibetana con una assidua opera di divulgazione attraverso filmati, diapositive, conferenze, pubblicazioni, tecniche di meditazione della scuola Sakyapa e corsi di lingua tibetana. Bastano 16,00 euro al mese per garantire, cibo, medicine, istruzione ad un rifugiato. Si può contribuire anche con offerte libere a sostegno dei vari progetti in atto.

PER CONTATTI:

telefonare o inviare un fax al numero 040.571048 - e-mail: sakyatrieste@libero.it web: www.geocities.com/centro_buddhista_sakya_trieste


I LUOGHI

DISCENDENZE ANIMICHE come l’anima “anima” l’essere umano nella vita quotidiana Seminario di Viviana S. L’anima non è un concetto filosofico astratto, ma un aspetto della nostra interiorità che, quotidianamente, interferisce con le consapevolezze attuali acquisite attraverso vari percorsi. E’ un livello della nostra coscienza più profonda, al di là del tempo e dello spazio, che “anima” letteralmente la nostra vita. Il seminario propone un metodo innovativo di lavoro su tale livello. Non utilizza regressioni ipnotiche o coscienti perché, spesso, tali strumenti possono non essere accettati dall’interiorità degli individui ma, attraverso tecniche di visualizzazione, specifiche meditazioni ed altri strumenti, si può creare un approccio con l’anima finalizzato a riallinearla con le consapevolezze della vita attuale. Non è un andare a curiosare in quelle che venivano definite “le cronache della Akasha”, ma è una ricerca finalizzata a rendere ogni individuo cosciente della provenienza da un gruppo d’anima a cui ogni essere appartiene. Gruppi d’anime, ognuno dei quali ha uno specifico anelito, compito, percezione della vita e tradizioni risalenti a tempi antichi. E’ un po’ come passare dalle “costellazioni familiari” a delle vere e proprie “costellazioni animiche”. In questo metodo innovativo vengono altresì rispettati i cosiddetti “guardiani della soglia”, di cui tutte le tradizioni anticamente parlano, ai fini

di tutela del proprio percorso interiore. Si valuta cioè se lavorare su un certo aspetto dell’anima possa essere funzionale affinchè alcune memorie non vadano ad interferire eccessivamente nell’attuale vita. Si rispetta così amorevolmente e pietosamente, in linea con una volontà divina benevola, tutto ciò che deve rimanere definitivamente archiviato nelle suddette “cronache”. Si procede quindi a lavorare su quelle memorie che echeggiano dall’anima, rendendoci coscienti di come esse vengano utilizzate nella vita quotidiana. Altro obiettivo di questo seminario è quello di chiarire le confusioni secolari createsi su concetti quali anima, spirito e corpo inteso come attualità incarnazionale, con un proprio corpo mentale, emozionale, fisico ed energetico. Infine si procederà a riallineare queste tre entità fondamentali dell’interiorità umana affinchè possano collaborare in maniera più armonica con l’evoluzione della vita individuale apportando i benefici dall’interiorità alla quotidianità.

Prossimi seminari in fase di preparazione a Trieste. Per informazioni: tel. 040.381401 - 333.9766538 dal lunedì al venerdì, dalle 20.00 alle 21.00.

GORIZIA

Ass. Culturale LA DANZA DELL'ARCOBALENO E' un centro dove poter ritrovare i colori che ci sono dentro di noi Via S. Vito 103, Ronchi dei Legionari (GO) Tel. 346.1626320, danzadellarcobaleno@alice.it

ALABATH Via Duca D’Aosta 45, Monfalcone (GO). Tel. 0481.43164. CUORE DI CRISTALLO Per informazioni: Luisa cell. 333.2858588, Lorella cell. 347.8245702. Via San Lorenzo 98, Ronchi dei Legionari (GO).

ISENRO’ Via Duca D’Aosta 50, Gorizia. Tel. 0481.536232, www.isenro.it OM SHANTI Via dei Grabizio 7, Gorizia. Tel. 347.7195065, omshantih@libero.it 36


I LUOGHI

UDINE Associazione L'ALBA Scuola di Shiatsu riconosciuta FIS, Biodinamica Craniosacrale e Yoga Integrale. Via J.A. Bueriis, Magnano in Riviera (UD). Tel. 340.1456671 www.associazionealba.it info@associazionealba.it

ANITA BENCICH BARBARA DAL TOE’

Animali di Città Via Ampezzo 33, Udine. Tel 0432.486004, adcudine@tin.it

MASSAGGIO TRADIZIONALE CINESE HUA TUO - MASSAGGIO DELLA SPINA DORSALE

La Bioteca Via Villa Glori 41, Udine. Tel. 0432.237221. bioteca@bioteca.org

BILANCIAMENTO ENERGETICO CORSO DI RIGENERAZIONE DEL CORPO DI LUCE

Il Centro del Cuore Associazione di promozione sociale Via Leonacco 19, Udine. Tel. 0432.482215, 320.3265696, info@ilcentrodelcuore.it www.ilcentrodelcuore.it

Via Coroneo 1, TRIESTE. Tel 040.638323 – Cell. 339.3204963 TECNICHE DI RIGENERAZIONE INTERNA I notevoli benefici per la nostra salute: 1. AUMENTO DELL’ENERGIA VITALE 2. CHIAREZZA MENTALE 3. MIGLIORAMENTO DELLE RELAZIONI INTERPERSONALI 4. AUMENTO DI AUTOSTIMA 5. MIGLIORAMENTO DELLA SALUTE FISICA 6. RILASCIO DI EMOZIONI NEGATIVE E VECCHI SCHEMI MENTALI 7. AVVIO DI GUARIGIONE DA TRAUMI EMOZIONALI DEL PASSATO

Il Centro di Integrazione Via Stiria 36/A, Udine. Tel.0432.602530. Centro Studi Benessere Naturale e Discipline Olistiche Via Costantini 8, Tricesimo (UD). Tel. 0432.884626, 329.8543963, centrostudi@rakesh.it www.rakesh.it Centro Studi DANZA DEL VENTRE “MA-ALILAT - DANZA DELLA DEA” di Giulia Mion Via Maniago 4/A Udine. Tel, 347.3365063, 0432.548832, www.danzadelladea.it ma-alilat@danzadelladea.it

Le Tecniche di Rigenerazione Interna sono la chiave di comprensione dei benefici sulla salute attraverso: IL RESPIRO, I SUONI, LA MEDITAZIONE Imparando specifici ritmi di respirazione l’organismo può essere liberato dalle tossine accumulate dallo stress e dalle emozioni negative. Il suono consente una percezione sensoriale più viva e crea in tutta la persona un senso di vitalità e di energia. La meditazione è una scienza che ci porta a divenire padroni dei nostri pensieri e delle nostre emozioni.

DEBORA SBAIZ Master in Danza/Movimento Terapia e Professional Consuelor Udine, Portogruaro e Lignano. Tel. 0431.422147, www.deborasbaiz.it info@deborasbaiz.it 38


I LUOGHI

THE EXPRESSIVE HEALING ARTS STUDIO Counseling a mediazione artistica, arteterapia, ricerca interiore. Consulenze individuali e corsi. Via Cividale 622, Udine. Tel. 340.3706330, mariacanci@interfree.it GRUPPO RICERCA METODO FELDENKRAIS Viale Venezia 12, Udine. Tel. 0432.954856, 328.9580419 (Monia), Tel. 0432/854454, 347.8188431 (Angela). OIPA - Org. Int. Protezione Animali (Laura Pontini) Tel. 349.2886751, 0432.995452, www.lamentorumeno.com

ARRIGO PLOZZER Naturopata - Kinesiologo Via Del Gelso 3, Udine. Tel. 335.6253344, mandiarry@libero.it RAKESH OMC Via Costantini 8, Tricesimo. Tel. 0432.854031, info@rakesh.it Tecniche Arti Orientali (Affiliata C.S.E.N. ) Via Biella 92, Udine. Tel. 0432.478149 (Mario Antoldi) www.t-a-o.it info@t-a-o.it

PORDENONE JONATHAN PROJECT Via Canada 8, Udine. Tel. 0432.523386. www.jonathan-project.it info@jonathan-project.it

ASSOCIAZIONE MIRA Corsi e seminari yoga, attivitĂ di sostegno umanitario. Pordenone, Via della Ferriera 22. Tel. 347.9455220, associazionemira@libero.it http://digilander.libero.it/associazione_mira/ http://blog.libero.it/associazionemira/


I LUOGHI

Ass. IL SOFFIO - Scuola di Shiatsu Via Rotate 10, Pordenone. Tel. 347.5102713, 338.9075470, ilsoffio@yahoo.it

CROMOPUNTURA Rappresenta una tecnica semplice, rapida e indolore. Nasce dall’unione di cromoterapia

Associazione TERRAUOMOCIELO Qi Gong e Percorsi di salute Tel. 0434.20389 (Laura Guerra), www.terrauomocielo.it info@terrauomocielo.it

e agopuntura e utilizza sottili fasci di luce colorata senza ricorrere agli aghi. Con l’utilizzo di una penna luminosa viene irradiata la pelle del corpo secondo una precisa tecnica che sfrutta le proprietà fisiche proprie della luce e del colore andando

BIOEDILIZIAITALIA Segreteria organizzativa corsi: Tel/fax 0434.958100, 347.0391971, corsi@bioediliziaitalia.org www.bioediliziaitalia.org

ad agire a distanza su quelle parti del corpo (organi riflessi) che, secondo l’antica medicina cinese, risultano esserne in relazione diretta.

Centro Studi Syn per l'Educazione Biocentrica Via Francesco Baracca, 12/4 S.Vito al Tagliamento (PN) Tel. 0434.833019, assocsyn@tin.it

FLORITERAPIA E’ il rimedio degli stati d’animo e delle emozioni che provocano squilibri e disarmonie all’interno del nostro corpo. Ogni rimedio porta in sé l’energia intrinseca propria del “carattere” del singolo fiore

ISTITUTO SALUTE PSICOSOMATICA Full Shiatsu ®, Floriterapia, Naturopatia. Via Casut 49, Brugnera (PN). Tel. 335.6300885, 338.5406513, istitutosp@gmail.com

e viene utilizzata per influenzare gli aspetti positivi del “carattere” della persona, secondo il principio omeopatico di similitudine.

OLOS - Centro Olistico Integrato Discipline olistiche, trattamenti e formazione. Via F.lli Bandiera 17, Pordenone. Tel. 334.9161209, www.centrolos.it

COSTELLAZIONI FAMILIARI SISTEMICHE Appartengono alla non-psicologia; permettono all’individuo di entrare nei propri modelli mentali attraverso i modelli familiari acquisiti in modo

ARRIGO PLOZZER Naturopata - Kinesiologo Vicolo Ospedale Vecchio 3, Pordenone. Tel. 335.6253344, mandiarry@libero.it

automatico. Andando oltre le idee e i concetti personali si ha la possibilità di influenzare in modo positivo alcuni aspetti della coscienza individuale e di riconoscere i veri fini della propria vita. Attraverso uno studio personalizzato viene proposta una consulenza orientata alla scoperta del problema e allo sviluppo di un programma

STUDIOCORPOMENTE Massaggio, Reflessologia, Yoga, Trucco semipermanente. Corso Garibaldi 28, Pordenone. Rita Maccapani, cell. 347.8702249.

di recupero delle normali condizioni di equilibrio e ben-essere.

Dott. Doriana Mimma De Vido Esperto in Medicina Naturale

I 7 RAGGI Cromoterapia e Naturopatia, Reiki, Analisi Radioestesiche, Costellazioni Familiari, Fiori di Bach. Corso Garibaldi 42, Sacile (PN). Tel. 0434.72782, cell. 329.2399184.

Riceve su appuntamento a Sacile e San Vito al Tagliamento (PN) Tel. 0434.72782 - Cell. 329.2399184

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I LUOGHI

THE LIFE CENTRE Centro di medicina alternativa e complementare. Corso Vittorio Emanuele 48/5, Pordenone. Tel. 0434 522937, info@thelifecentre.it www.thelifecentre.it

CENTRO ESSERCI - EDIZIONI ESSERCI Via Caleri, 14 Reggio Emilia. Tel / Fax 0522.943053, www.centroesserci.it info@centroesserci.it

PARMA

EMILIA ROMAGNA

Ass. LA GROTTA DI CRISTALLO Shiatsu, Tai Ji, Danze Orientali, Voice Dialogue, Reiki, Diapason Terapia, Naturopatia, Meditazione Guidata. Fidenza (PR). Tel. 0524.84450, 0524.62315. http://freeweb.supereva.com/grottadicristallo

BOLOGNA Accademia Italiana Medici e Farmacisti Omeopatici P.zza Malpighi 7, Bologna. Tel. 051.228356.

Ass. NAMASTE - Parma Per la promozione e la diffusione della meditazione. Via Mascagni 25, Rivarolo di Torrile (PR). Tel. 0521.810138, cell. 335.6713405. www.oshonamaste.it maprem@libero.it

ASIA – Ass. Spazio Interiore e Ambiente Via Riva di Reno 124, Bologna. Tel. 051.225588, www.associazioneasia.it Associazione Melograno Via Lombardia 36, Bologna. Tel. 051.6241125, www.centromelograno.it centromelograno@libero.it

Monastero Zen Fudenji Bargone 113, Salsomaggiore Terme (PR) Tel. segreteria: 0524.565667.

CENTRO STUDI CENRESIG Centro per lo studio e la meditazione Buddista Mahayana Via Meucci 4, Bologna. Telefoni: Emanuela 392.5712783, Maddalena 347.2461157, Giovanni 349.6068534, www.cenresig.org

Monastero Zen Sanbo-ji Pagazzano, loc. Pradaioli 27, Berceto (PR). Tel. 0525.60296. Ass. di promozione sociale SPAZIO SHIATSU Corsi di shiatsu professionali e amatoriali, meditazione za-zen, seminari di approfondimento. Via Dalmazia 71, Parma. Tel. 0521.533831, www.studishiatsu.it info@studishiatsu.it

Centro Natura Via degli Albari 6, Bologna. Tel. 051.235643. ISTITUTO SHIATSU INTEGRATO Piazza F.D.Roosevelt 4/F, Bologna. Tel. 051.220848, www.shiatsubologna.it

Studio e pratica dello Yoga Via Bixio 102, Parma. Tel. 0521.806449, info@yogaparma.it

Istituto Himalayano di ricerca in Ayurveda Via De Leprosetti 2/A, Bologna. Tel. 051.262823, http://web.tiscali.it/nch

MODENA

Scuola/Fondazione Matteo Ricci Via A. Canova 13, Bologna. Tel. 051.531595, www.fondazionericci.it

"CĂ€ D'PIGNAT" - Fattoria Aperta e Didattica Bed and Breakfast. Iniziative, seminari e campi estivi. Mocogno di Lama Mocogno (MO). Tel. 338.5873486, www.cadpignat.it info@cadpignat.it

Shotokan Club Via Signorini 16, Bologna. Tel. 051.6192353, www.shotokanclub.it 43


I LUOGHI

APPUNTAMENTI: GIUGNO 22-23-24: Laboratorio Permanente di Comunicazione ed Espressione Artistica: “Il Risveglio del Corpo” LUGLIO 7-8: 1° Livello Reiki 13-14-15: Reiki per la Coppia: “Reiki Tantra” 14-15: 1° Livello Ayurveda 29-07 / 05-08: Seminario Intensivo Residenziale di Ayurveda e Yoga AGOSTO Seminario Intensivo Residenziale di Reiki SETTEMBRE 1-2: 1° Livello Ayurveda 15-16: Primo Incontro 2° Livello Ayurveda 8-9: Primo Incontro 3° Livello Ayurveda 22-23: Fiori di Bach

Associazione Culturale La Città della Luce Via Porcozzone 17- 60010 Frz. Passo Ripe - Ripe (AN) Tel. 071.7959090 www.reiki.it - www.salutenatura.com

Le Discipline Olistiche Sulle colline marchigiane, a pochi passi dal mare, in un'antica dimora del X secolo d.C. ha sede “La Città della Luce” Associazione di Promozione Sociale, che si dedica allo studio ed alla diffusione delle discipline olistiche. In questo splendido scenario naturale si organizzano seminari di Reiki Sistema Usui, antico metodo di guarigione naturale, rivolto a coloro scelgono un percorso di ricerca e di benessere interiore. La Città della Luce propone un rivoluzionario metodo di crescita personale e spirituale che prende il nome di Reiki Sistemico. Rappresenta una naturale evoluzione dei seminari di Reiki di I e II Livello integrati da altre discipline: Counseling Espressivo Artistico, Psicologia Transpersonale, Analisi Transazionale, Religione degli Orishà, Psicosintesi e Costellazioni Familiari. L'attività formativa prevede anche seminari di Reiki per la Coppia “Reiki Tantra” ed il Laboratorio Permanente di Comunicazione ed Espressione Artistica “Il Risveglio del Corpo”. Inoltre si tengono corsi base ed avanzati di Ayurveda, dedicati alle varie tecniche di massaggio, trattamenti specifici e di bellezza “Ubtan”, corsi di Alimentazione Bioenergetica e corsi sui Fiori di Bach.

I Laboratori Artistici

Presso i Laboratori Artistici dell'Associazione si tengono corsi di ceramica al tornio e ceramica Raku; corsi per realizzare creazioni in ago e filo; corsi e consulenze d'informatica e grafica, di comunicazione, per stimolare ogni forma creativa.

Vacanza Olistica. Apprendere l'arte del benessere sulle colline marchigiane

In vacanza per imparare le tecniche che fanno stare bene con Reiki ed Ayurveda; un percorso teorico-pratico che propone, da giugno a settembre, la “Settimana Benessere Reiki” e la “Settimana Benessere Ayurveda e Yoga”. Le attività di svolgono alla Città della Luce e l'ospitalità trova spazio sulla collina di fronte, presso l'albergo di campagna Solea. La Vacanza Olistica nasce per ristabilire il contatto con se stessi, con la natura, con il mare poco distante, scoprendo borghi medievali e le più belle città d'arte delle Marche.

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I LUOGHI

CENTRO YOGA SHIVA Via Silvati 12, Modena. Tel. 059.364625, 338.5332728, yogash00@centroyogashiva.191.it www.centroyogashiva.191.it

Oki Do Gudo Jkkokai Mikko Yoga Via Nazionale 238/A, Colbordolo (PU). Tel. 0721.495117. Ashram JOYTINAT Via Ripa 24, Corinaldo (AN) Tel. 071.679032, www.joytinat.it

RIMINI

Centro Adhara Via Porta Pescara 20, Chieti, Tel. 0871.331606

Scuola di Yoga Satyananda Ashram Italia Via Cà Baldone 62, Trarivi di Montescudo (RN). Tel. 0541.984710.

SHIBUMI SHIATSU SCHOOL Via L. Manara 134, San Benedetto del Tronto (AP). Tel. 0735.591071, www.shiatsuschool.it

FERRARA

Tempio Buddhista ZenShinji di Scaramuccia Loc. Pian del Vantaggio 64, Orvieto Scalo (TR). Tel. 0763.215054.

Associazione FERRARA TERZO MONDO C.P. 109, 44100 Ferrara. Via Darsena 170, Ferrara. Tel. 0532.774811, www.ferraraterzomondo.it ftm@ferraraterzomondo.it

TOSCANA Ass. Light On Yoga Italia Via Fra Paolo Sarpi 8/A, Firenze. Tel. 055 674426, www.iyengaryoga.it

ISHVARA NIKETAN Associazione Culturale e di Promozione Sociale Via San Giuseppe 5, Renazzo (FE) Tel. / Fax 051.6850317, info@ishvaraniketan.org www.ishvaraniketan.org

Ass. SENTIERO ARMONIOSO Osho Information Center Meditazione, Trance Dance, Sessioni individuali di Consueling Olistico e Tachyon (riequilibrio energetico). Via Formentini 17, Massa. Tel. 347.3120533 www.sentiero-armonioso.it surdar@libero.it

UMBRIA, MARCHE, ABRUZZI Ass. Cult. "LA CITTÀ DELLA LUCE" Via Porcozzone 17, Ripe (AN) Tel. 071.7959090 www.reiki.it

Centro Studi Bhaktivedanta Via Livornese Est 172, Perignano (PI) Tel. 0587.618448, cell. 320.3264838.

SCUOLA ITALIANA DI NATUROPATIA Istituto di Medicina Naturale (Urbino) Tel. 0722.351420, www.naturopatiaitaliana.it

Centro Terra di Unificazione Ewam Via R. Giuliani 505/A, Firenze. Tel. 055.454308.

ANANDA ASSISI Via Montecchio 61, Nocera Umbra (PG). Tel. 0742.813620, Fax 0742.813536 info@ananda.it www.ananda.it

CENTRO ZEN FIRENZE Via San Domenico 77, Firenze. Cell. 339.8826023, centro@zenfirenze.it www.zenfirenze.it

TARA CENTER C.da Ricciola, Recanati (MC). Tel. 071.7575847, Cell. 393 9755533 www.taracenter.it info@taracenter.it 45


I LUOGHI

Comunita' Dzog-Chen Merigar, Arcidosso (GR). Tel. 0564.966837. Himalayan Yoga Institute Via Faentina 33/R, 50100 Firenze. Tel. 055 472015, www.himalayaninstitute.it Istituto Maithuna srl Villaggio Upacchi 51, Anghiari (AR). Tel. 0575.749330. Ist. Europeo Shiatsu a Milano e Firenze Via Lucignano 39, Montespertoli (FI). Tel. 0571.670269. ISTITUTO LAMA TZONG KHAPA Via Poggiberna 15, Pomaia (PI). Tel. 050.685654, 050.685009 info@iltk.it segreteria@iltk.it www.iltk.it PUNDARIKA CENTRO RITIRI MEDITAZIONE Loc. Cordazingoli 18, Riparbella (PI) Tel. 0586.699077, 338.6759340 (Erica). Scuola Italiana Yoga-Shiatsu Via S .Pertini 12, Monteriggioni (SI). Tel. 057.750414. Shiatsu-Ki Via Turr 21, Firenze. Tel. 055.5001280.

LAZIO ROMA Accademia Yoga Via XX Settembre 58/A, Roma. Tel. 06.4742427, www.accademiayoga.it Accademia di Cultura Orientale Via Bagnone 6, (P.zza Minucciano), Roma Tel. 06.8109390, cell. 339.3559363. Amrita Centro Yoga e Ayurveda Via C. Colombo 436, Roma. Tel. 06.5413504, www.amritayoga.it


I LUOGHI

Associazione ERBAMOLY Centro di Kundalini Yoga Via Cesare Baronio 90 , Roma. Tel. 333.3236981, associazionerbamoly@libero.it http://digilander.libero.it/Erbamoly/ Ass. cult. L’ALBERO E LA MANO Shiatsu, Massaggio Ayurvedico, Tai massage, Yoga, Pilates, Power stretching. Via della Pelliccia 3 (Trastevere), Roma. Tel. 06.5812871, 339.8818866 www.lalberoelamano.it info@lalberoelamano.it Associazione Zenshin Via Lungotevere Portuense 158, Roma. Tel. 06.44248021, carvipe@tiscalinet.it ASSOCIAZIONE SHAKTI Centro di Kundalini Yoga e Sat Nam Rasayan Kundalini Yoga secondo gli insegnamenti di Yogi Bhajan in gruppo e individuale. Yoga per la gravidanza. Corsi e trattamenti di Sat Nam Rasayan. Via dei Brusati 30, Roma. Sedi anche a Nuoro e Terni. info@kundaliniyoga.it www.kundaliniyoga.it Ass. Culturale VersOriente Via dei Reti 58/B, Roma. Tel. 06.4440173. BRAINBALANCE STUDIOS Primi in Europa ad adottare le tecnologie di Brain State Technologies in congiunzione con i Trauma Releasing Exercises per bilanciare ed armonizzare mente e corpo. Via Ludovico di Vartema' 3, Roma (Piramide - Testaccio). Tel. 06.57302836, www.brainbalancestudios.com harmonize@brainbalancestudios.com Centro di Meditazione Zen "Hui - Neng" Via Giuseppe Di Vittorio 30, Roma. Tel. 06.2576139, cell. 338.8658246. harmonize@brainbalancestudios.com Centro Olistico Take Off Via L.Perna 51, EUR-Montagnola, Roma. Tel. 06.54225603, 347.3706437. www.floriterapia.com


I LUOGHI

Fondazione Maitreya Via della Balduina 73, Roma. Tel 06.35498800, www.maitreya.it

Associazione Centro Itaca Via Arco Mirelli 36, Napoli. Tel. 081.454674, www.centroitaca.org

CENTRO TARA BIANCA Danza Creativa, Arti Terapeutiche, Meditazione. Via Ettore Rolli 49, Roma. Tel. 06.5811678, 328.0829035 www.centrotarabianca.it guglielmo1@interfree.it

CENTRO SHANTI - SHANTI ASHRAM Scuola di Yoga e Discipline Orientali Via Erbagaudi, Contrada Grotte 3, Baia e Latina (Caserta) Tel. 0823.980099, www.centroshanti.it info@centroshanti.it

Istituto Samantabhadra Via Di Generosa 24, Roma. Tel. 06.6531777.

Prana Vidya Yoga Via Pisacane 13, Cardito (NA). Tel. 081.8309985.

Istituto Yoga Universale Largo Magna Grecia 20, Roma. Tel. 06.70454370, www.istitutoyoga.it yoga@istitutoyoga.it

Sangha Rimè Italia Via R. di Chiaia 23, Napoli. www.dachangrime.it ”TAO" CENTRO DI RICERCA OLISTICA SCUOLA ITALIANA REIKI Via F. Cilea 91, Napoli. Tel. 081.5790306, www.taocenter.org taocenter@tiscali.it

Monastero Santacittarama Loc. Brulla, Frasso Sabino (RI). Tel. 0765.872186, www.santacittarama.org NATURALANDIA Alimenti vegetariani e accessori per animali, consulenze di naturopatia. Via delle Giunchiglie 11, Roma. Tel 349.2881156.

PUGLIA CENTRO YOGA RATNA Via Diaz 7, Maglie (LE). Tel. 0836.342759.

POLARIS SHIATSU INSTITUTE (Scuola di Formazione per Operatori Shiatsu) Sedi a Roma, Avezzano (AQ), Terni, Grosseto, Poggibonsi (SI), S.Miniato (PI). Dott. Felice Pironti (Responsabile CooDirettore dei corsi) cell. 347.1842517, www.shiatsu-polaris.it shiatsu@shiatsu-polaris.it

Scuola Arti Orientali Il Sole Via Taranto 40, Lecce (LE). Tel. 0832.243015.

SICILIA Centro di Cultura Rishi Via S. Bono 19, Palermo. Tel. 091.6254135 www.centroculturarishi.it

SCUOLA DI RESPIRO Via Carlo Alberto 39, Roma. 06.4462523, www.scuoladirespiro.com

Yoga Samaj Viale Marco Polo 2, Catania. Tel. 095.375979, www.yogacatania.com

Tora Kan Dojo Via Di Selva Candida 49, Roma. Tel. 06.61550149.

Garuda Yogashram Via G. Giusti 6/I, Tremestieri Etneo (CT) Tel. 095.7415822, www.garudayogashram.com

CAMPANIA Ass. Cult. Italiana Arti e Filosofie Orientali “Siddharta” Via S. M. della Neve 18, Napoli. Tel. 081.668426, www.siddharta.scuola.org

I dati raccolti sono stati individuati da elenchi pubblici e sono trattati in ottemperenza alla legge 675/96 con particolare riferimento agli articoli 12 e 20. Agli interessati è riconosciuta la facoltà di esercitare i diritti di cui all’art.13. Il titolare del trattamento dei dati è l’editore.

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LA VIA DELLA SCIENZA

Kinesiologia e Sport

successo grazie alla kinesiologia. Chi desideri migliorare i propri risultati, può trovare nella kinesiologia e nel Neuro-Training®, innanzitutto un valido aiuto per migliorare la qualità della propria vita: ciò è importante per tutti, non solo per gli atleti. Abbiamo incontrato Larissa Nevierov, campionessa internazionale di vela.

di Maria Rosa Fimmanò (www.kinesiologiaviva.it)

Cosa ci racconti della tua carriera velica? Mi sto avvicinando ai 33 anni e posso dire di aver vissuto molte esperienze emozionanti. Ho dedicato gran parte del tempo allo sport della vela e i sacrifici fatti sono stati ricompensati da altrettante soddisfazioni. Sono stata la rappresentante dell’Italia alle Olimpiadi di Sydney 2000 e ad Atene 2004 sul singolo femminile (Europa). Sono salita sul podio ai Giochi del Mediterraneo di Almeria e Tunisi ed ho raggiunto numerosi successi ai campionati mondiali, europei e nazionali. Grazie allo sport ho potuto viaggiare in molti paesi del mondo, conoscere persone straniere, diverse per lingua, cultura e tradizioni. Sono sicura che questa mia fortuna abbia lasciato un segno indelebile in me, con una ricchezza di immagini e ricordi. Come coniughi sport e vita privata? Oltre all’attività sportiva sono riuscita a studiare e laurearmi in Scienze Biologiche; ho raggiunto un’indipendenza economica entrando con concorso pubblico nei gruppi sportivi delle FFAA e ho raggiunto la serenità sentimentale con una relazione stabile. A ben vedere sono una ragazza fortunata e di successo. Eppure, lo scorso anno mi sono accorta di non avere completamente in mano il “timone” della mia vita. Mi sono resa conto che tutto ciò che avevo raggiunto non era abbastanza e, in particolare, non ero soddisfatta degli ultimi risultati sportivi che stentavano ad esser rosei come prima. Per me era normale vincere, a livello internazionale. Mi piaceva e divertiva mettermi in gioco ogni giorno con una nuova regata, una nuova sfida in cui si designava il più forte. Rischiare tutto in un solo giorno era il mio pane quotidiano e, la maggior parte delle volte, vincevo! Amavo le sfide... L’anno scorso invece mi resi

U

no dei campi in cui la kinesiologia è in grado di fornire i risultati più vistosi è l’attività sportiva, anche negli sport agonistici professionali. I risultati possono essere raggiunti e migliorati solo quando l’atleta sta sfruttando tutte le sue risorse fisiche, emotive e mentali e sta utilizzando tutto il potenziale a disposizione. L’aspetto emotivo e mentale influenza notevolmente il rendimento fisico, ed è per questo che le sessioni individuali di kinesiologia specializzata coinvolgono tutti gli aspetti dell’atleta, fornendo al sistema nervoso nuove associazioni neurologiche in grado di ottimizzare il risultato sportivo a livelli altissimi, a parità di ore o metodi di allenamento specifico. Una sessione individuale di kinesiologia può variare da una a due ore e prevede un percorso personalizzato con molte tecniche, che vengono scelte e applicate tramite il test muscolare. Non si tratta di esercizi sportivi specifici o tecniche di allenamento classiche, in quanto il kinesiologo applica la procedura a qualsiasi soggetto (bambino, adulto, anziano) sportivo o sedentario. Può essere sufficiente una sessione al mese e i risultati positivi possono apparire subito. Le tecniche possono essere applicate dall’atleta anche a casa o prima della gara, per affrontarla in massima forma. E’ una forma diversa di “allenamento”, è il “Neuro-Training®”, un “allenamento al benessere” che porta il sistema nervoso a scegliere le opzioni migliori al momento della gara, per il massimo risultato. La figura del kinesiologo professionale è richiesta sia dal singolo atleta, sia all’interno di gruppi sportivi o squadre: dal calcio alla canoa, dalla ginnastica artistica al salto in alto, dal ciclismo all’hockey, qualsiasi attività sportiva può ottenere un miglioramento dei risultati, obiettivo ancora più importante se l’attività è svolta a livello agonistico. La testimonianza della campionessa Larissa Nevierov è uno dei tanti casi di sportivi professionisti tornati al 50


LA VIA DELLA SCIENZA

Gli Orotati: veicoli di minerali

conto che faticavo nello sport e, soprattutto, facevo fatica a vincere: avevo paura di perdere, non credevo più nel mio potenziale, che invece è molto alto. Che vuoi dire? Nonostante l’esperienza ventennale mi facevo influenzare molto dagli altri. Il giudizio altrui diventava più importante del mio, avevo perso fiducia in me stessa, piccoli problemi si ingigantivano come valanghe che mi trascinavano a valle e mi schiacciavano. Usando una frase altrui: “Noi siamo ciò che pensiamo”. Ero piuttosto negativa e i problemi dallo sport iniziavano ad allagarsi anche in altri campi, portandomi ad una insoddisfazione generale. Ho sentito il bisogno di farmi aiutare, di superare il momento di crisi, pensare ed agire nel modo più rapido per riportare le mie emozioni nel campo positivo. Così hai deciso di affidarti alla kinesiologia… La fortuna mi fece incontrare Maria Rosa Fimmanò e la kinesiologia, che mi sta aiutando a superare i miei limiti e usare le mie risorse, in modo da accedere al pieno potenziale e ad esprimerlo. La prima seduta è stata una delle più significative perché, ignorando l’argomento, sono rimasta stupita nell’ascoltare il risultato del test muscolare, da cui risultava presente uno stress attribuibile addirittura al periodo della gravidanza di mia madre. Quindi, partendo da una marginale difficoltà nell’ambito sportivo (non realizzare più risultati di altissimo livello com’era nelle mie aspettative) avevo capito di dover guardare a 360 gradi per ottenere risultati positivi aumentando la qualità della mia vita. Nello specifico, come funzionano le tecniche? Grazie a semplici esercizi svolti quotidianamente, ho trovato la possibilità di ricaricarmi di energia, eliminare tensioni negative, relazionarmi in modo più efficace con gli altri; ora cerco di esprimere le mie esigenze personali invece di seguire e “soffrire” le scelte altrui. Ciò permette di aumentare l’autostima. Tutto questo costituisce il mio nuovo modo di allenarmi a vincere e a stare bene. I risultati sono migliorati in breve tempo e ora affronto le gare con energia e serenità. Naturalmente il percorso è in fieri, ho scelto di vivere meglio e sto facendo i passi nella direzione scelta. Sono particolarmente entusiasta della kinesiologia: lo scopo è di continuare il percorso per migliorare me stessa e, di conseguenza, la vita di chi mi sta intorno… le persone che mi amano, stimano e apprezzano, pur non conoscendo il processo di rinascita che sto vivendo, saranno felici di vedermi felice!

di Marinella Clara Camera

L’

utilità e, spesso, la necessità di assumere gli integratori alimentari di libera vendita si è fatta da tempo strada nella nostra consapevolezza, gradualmente, modificandoci da recettori passivi di cibo a soggetti attivi nel processo dell’alimentazione personale. In questo cambiamento un ruolo importante è svolto dal Naturopata il quale, “in completa autonomia professionale, promuove lo stato di benessere della persona, stimolando le capacità di autoregolazione e di autogestione delle funzioni mente-corpo e migliorando, così, la qualità della vita dell’individuo, inteso come un’entità globale“ (Da “Il Codice Deontologico dei Naturopati Italiani“, Rudy Lanza e Davide Vettorello, ed. Verde Libri, Torino, 2007). Ognuno di noi, se guidato correttamente, può e deve far emergere – o ri-emergere – la propria forza vitale - vis medicatrix naturae - (intorno al 400 a.C., le scuole di medicina di Ippocrate si fondavano proprio sul principio della forza guaritrice della natura). Tuttavia lo scatto di auto-guarigione non è né immediato né semplice da attuarsi. Abbiamo la percezione di eventuali disarmonie, sentiamo che ci manca qualcosa, riteniamo che potremmo stare meglio, ma… quando finalmente decidiamo di agire – ed è il passo fondamentale – scegliere tra il ventaglio delle proposte dei prodotti fitonutrizionali e degli integratori alimentari è a volte un evento casuale, sempre che non sia un acquisto condizionato da raffinate strategie di marketing, ovviamente ispirate in buona sostanza anche e soprattutto al benessere, sì, ma…dell’azienda commissionatrice. Il Naturopata, intrattenendo con il destinatario della prestazione un rapporto professionale di consulenza ad personam, può orientare il proprio cliente in vista solo della sua miglior tutela e fornirgli di conseguenza le indicazioni adatte al processo di eliminazione delle cause di eventuali squilibri energetico-funzionali. Prima di ogni altra cosa, quindi, il Naturopata concentra le proprie facoltà di osservazione nella individuazione della costituzione del proprio assistito: ovvero di tutti quegli elementi che radicano ognuno di noi in un terreno irripetibile (cioè “la predisposizione ad alte-

(foto tratto dal sito www.larissa.eu.org ) 51


LA VIA DELLA SCIENZA razioni funzionali ed organiche“ (Iridologia in Naturopatia, Rudy Lanza, ed. Espace Bleu, Torre Pellice - TO, 1995). Solo dopo tale operazione è infatti possibile e sensato suggerire il mezzo più idoneo al riequilibrio, sia che si tratti di consigli alimentari (non le diete!) o di tecniche corporee e di rilassamento, che di rimedi vibrazionali quali ad esempio la floriterapia o di fitonutrizionali e integratori alimentari. Un esempio: gli orotati. Tanto per ricorrere ad un argomento di attualità nel periodo della calura estiva, chi ignora, oggi, che è bene reintegrare i sali minerali (soprattutto magnesio e potassio) persi attraverso una sudorazione abbondante? Ancora: chi mai non è a conoscenza, specialmente nell’universo femminile, che la donna in menopausa, correndo un serio rischio di osteoporosi, possa prevenirlo e combatterlo attraverso una regolare assunzione di integratori di calcio? Sono questioni risapute. Non molti sanno, invece, qualcosa di fondamentale per far sì che i minerali di cui implementiamo l’apporto con una integrazione siano davvero utili e non si disperdano prima di arrivare a destinazione. Per essere efficace un buon integratore deve:

za nel nostro organismo: è necessario occuparsi del mezzo di trasporto della sostanza in questione. Assumere dosi spropositate di calcio non veicolato efficacemente determina un pericoloso accumulo del materiale nel liquido interstiziale, cioè fuori dalla cellula, unica reale destinataria del supporto. Di conseguenza, l’impoverimento progressivo delle cellule della struttura ossea contro una maggior durezza dell’osso: vale a dire un aumento del rischio di fratture! Un vero e proprio paradosso. Ebbene, quale veicolo scegliere per evitare tutto ciò? “Gli orotati, cioè i sali dell’acido orotico, oltre ad essere dei blandi antiossidanti e a trovarsi in natura in alcuni alimenti quali il siero di latte, le rape, i cavoli e i broccoli, sono stati usati a partire dagli anni ’50, grazie alla scoperta di Hans Nieper, come eccellenti trasportatori di minerali“ (“Gli Orotati”, relazione della dott.ssa Deborah Claro, Padova, 26 maggio 2007). Essi sono in grado di entrare direttamente nella cellula attraverso un canale proteico che li veicola a destinazione, nel cuore del bersaglio. Altri trasportatori arrivano al livello più esterno della membrana cellulare, sullo strato fosfo-lipidico; altri vanno oltre e liberano il minerale sullo strato più interno della membrana; ma nessun trasportatore, a parte gli orotati, è in grado di penetrare dentro il citoplasma cellulare. Recentissimi studi di settore hanno dato esiti molto chiari e interessanti: il coefficiente di permeabilità dei trasportatori segna in graduatoria i chelati al 30%, i pur ottimi aspartati si attestano al 40%, mentre gli orotati sfondano la barriera del 60-80% e sono al primissimo posto per efficacia e specificità. Al Naturopata rimangono il compito e la responsabilità di individuare il minerale ed i segni della cui carenza riscontri nel proprio assistito, inoltre di assicurarne la reperibilità nella forma più idonea all’obiettivo da raggiungere.

1. superare integro le barriere gastro-intestinali ed arrivare ai siti di assorbimento duodenale senza che il minerale entri in contatto con gli acidi della mucosa gastrica i quali, provocando inevitabilmente una reazione di dissociazione chimica, riconvertono il minerale da organico a inorganico, con il risultato che l’organismo non lo “riconosce“ più e reagisce con senso di pesantezza, bruciori di stomaco, dissenteria. 2. essere altamente biodisponibile, vale a dire che la concentrazione di minerali che arrivano “a bersaglio“ dev’essere molto elevata e quindi ottimale. Ora, il “bersaglio“ del minerale introdotto è ovviamente ogni singola cellula dell’organismo. E’ di questa che il minerale prescelto è in predicato di ripristinare l’omeostasi, ovvero il miracoloso equilibrio biochimico da cui dipende la corretta funzionalità dell’organismo. Che cosa sappiamo della reale efficienza degli integratori che si trovano comunemente a nostra disposizione? Di certo sappiamo che spesso l’azione degli integratori è molto inferiore alle aspettative. In effetti questo può dipendere in larghissima misura dal veicolo su cui viaggiano i minerali di cui stiamo assumendo una integrazione. In altre parole, non è sufficiente occuparsi di introdurre una sostan52


LA VIA DELLE PIANTE

Alghe e cosmetologia di Daniela Chierini Cosa sono Le alghe sono elementi viventi appartenenti al mondo vegetale, formate da cellule identiche tra loro. Non hanno vasi conduttori di linfa, né delle vere e proprie radici: gli scambi avvegono per osmosi da cellula a cellula. Nascono e si sviluppano grazie ai minerali contenuti nell’acqua marina, si riproducono annualmente attraverso le spore: germogliano in autunno e inverno e arrivano alla maturità tra febbraio e marzo. Vengono raccolte in primavera e tolte dall’acqua fresche e vive, al fine di conservare meglio le loro proprietà intrinseche. Sono infatti ricche di sali minerali e oligoelementi come cloruro di sodio, magnesio, calcio, potassio, iodio, rame, zinco e manganese. Ad oggi esistono circa 400 varietà di alghe conosciute. L’utilizzo In campo cosmetologico si ottengono risultati eccellenti con l’utilizzo dell’algodermia per il ringiovanimento della pelle, il dimagrimento, la cellulite, l’acne, la forfora e la caduta dei capelli. Le alghe sono un ottimo coadiuvante nei trattamenti estetici: per lo sviluppo e il rassodamento del seno (essendo le ghiandole mammarie uno dei punti di fissazione dello iodio nel corpo), per le unghie che si sfaldano, per il ringiovanimento dei tessuti (fissazione ottimale del fosforo e del calcio aumentando gli scambi clorofilliani). Attraverso gli alginati e le laminarie le

alghe agiscono sui parassiti e diminuiscono i rischi di contaminazione batterica. Applicate sotto forma di “maschere di bellezza”, la loro azione su alcune malattie batteriche, come ad esempio l’acne, può risultare ottima. I benefici Da non trascurare l’utilizzo dell’algoterapia in campo alimentare. Alcune alghe vengono utilizzate per le loro proprietà lenitive (es. Agar-Agar) che neutralizzano il livello di acidità nello stomaco. Altre ancora per regolarizzare le funzioni intestinali. In India è tradizione che vengano somministrate per curare i disturbi alla vescica, nelle turbe diuretiche e in certe forme di insufficienza renale. Risulta ormai evidente che una persona sofferente di affaticamento cronico dovrebbe imparare a trarre giovamento dai prodotti del mare, poiché una delle cause dello stesso affaticamento è proprio la carenza di iodio e sali minerali o una difficoltà nella loro assimilazione. Allo tesso tempo vi sono casi in cui è sconsigliata l’utilizzazione delle alghe, oppure il loro utilizzo è da praticare con estrema cautela, sia in forma di assunzione alimentare che come applicazione esterna: in chi soffre di iper-tiroidismo, affezioni cardiache o tubercolosi, gli oligoelementi delle alghe possono infatti influire sugli squilibri già in atto. Ad oggi, comunque, a dispetto del ruolo preponderante nell’alimentazione e nelle applicazioni terapeutiche dei popoli orientali, in occidente vengono ancora ampiamente sottovalutati i poteri prodigiosi delle alghe.


LA VIA DELLE ORIGINI

La costituzione Kapa (parte seconda)

ECCESSO: Porta freddo, sonno eccessivo, incoscienza, carenza di movimento, pigrizia, apatia, disinteresse, obesità, flaccidità, corpo molle, pallore, ritenzione idrica, stitichezza, articolazioni troppo mobili, difficoltà di respiro, tosse con muco, eccessiva salivazione, nausea, pochi enzimi, ottusità, testardaggine, indolenza, asma, allergie, sinusite, scarsa fiducia in se stessi, possessività, ci si aggrappa alle persone, si mangia troppo.

di Cristiana Simoni (Centro Lakshmi)

N

ei numeri precedenti abbiamo iniziato un percorso attraverso le costituzioni Ayurvediche che andiamo a completare. Anche la costituzione Kapa, come Vata e Pita, può essere influenzata da vari agenti che la portano fuori equilibrio. La persona con prevalenza Kapa è la più forte e resistente, e così anche la parte Kapa nel nostro corpo rappresenta la forza, la struttura ed il sistema immunitario. Sarà quindi più difficile e più lento mandarla fuori equilibrio. Però, nel caso questo accada, sarà altrettanto difficile riportarla alla normalità. Se è vero per tutte le costituzioni che lo squilibrio maggiore si ha quando c’è un eccesso del Dosha, questo lo è ancora di più per il Kapa che tende naturalmente all’accumulo. Quando un Dosha è in eccesso si accumula dapprima nella propria sede, poi, aumentando, si espande alle altre parti del corpo invadendo organi e tessuti e impedendo il libero flusso dell’energia. Questo blocco provoca le malattie. Lo squilibrio (e quindi il re-equilibrio) dei Dosha può avere diverse cause: fisiche, psichiche, spirituali. Per esempio ambiente, cibi, bevande, stagioni, cambiamenti di regime di vita, delle routine, soppressione dei bisogni fisiologici, insoddisfazione, troppa indulgenza con se stessi e i propri desideri, ecc. Quando ho un disturbo devo, per prima cosa, individuare il Dosha aggravato che lo causa e curarlo, solo dopo posso curare il disturbo stesso e il Dosha che lo caratterizza. Ad esempio, se Vata è aggravato può portare a fame nervosa: avremo quindi un aumento dell’assunzione di cibo e il conseguente aumento di Kapa, cioè si ingrassa. Per prima cosa bisognerà “calmare” Vata ed eliminare la fame nervosa, poi potremo trattare l’accumulo di Kapa e, perciò, dimagrire. Se non si opera in questo modo, e si cerca solo di dimagrire, non viene eliminata la causa e non si ottiene, ovviamente, alcun risultato. Prendiamo allora in considerazione il nostro Kapa:

Come riequilibrare il Kapa in eccesso? (cioè “diminuirlo”) CIBI: caldi e leggeri, verdure crude e pungenti (es. ravanello), tutte le spezie, pollo e tacchino, pesce magro, miele GUSTI: amaro, pungente, astringente ENERGIA: caldo, secco AZIONI: movimento, attività fisica e mentale, diete, massaggio TEMPO: stagione calda e secca DIFETTO: Provoca secchezza, mani e piedi screpolati, caldo, sensazione di bruciore soprattutto interno, dolore, mancanza di grasso anche dove è necessario, articolazioni rigide, sete, debolezza, vertigini, insonnia, asma cardiaca, dilatazione dei canali e del cuore. Come riequilibrare il Pita in difetto? (cioè “aumentarlo”) CIBI: verdure cotte, grano, frumento, sesamo, frutta dolce e molto acquosa, datteri, cocco, frutta secca, latticini, tutti i dolci, carne. GUSTI: dolce, aspro, salato. ENERGIA: freddo e umido AZIONI: dormire durante il giorno, pigrizia e mancanza di esercizio, troppo nutrimento, bere durante la notte (viene immagazzinata e non trasformata). TEMPO: stagione fredda e umida, subito dopo mangiato, infanzia. Predomina dalle 6.00 alle 10.00 e dalle 18.00 alle 22.00. 54


LA VIA DELLE ORIGINI

Tabella riassuntiva della costituzione Kapa IN DIFETTO

EQUILIBRIO

IN ECCESSO

Debolezza, giramenti di testa, mancanza di sonno

Forte, struttura solida e compatta

Eccesso di liquido, obesità, mollezza, freddezza, pallore

Mancanza di muco e grasso, dolori, senso di vuoto

Grasso e liquidi in misura giusta per le funzioni fisiologiche

Eccesso di muco e di grasso, gonfiore

Secchezza delle mucose e poca salivazione

Salivazione normale

Salivazione eccessiva

Canali deboli

Canali liberi

Canali ostacolati

Respiro pesante

Respiro libero

Respiro debole

Articolazioni deboli, troppo flessibili

Articolazioni robuste e forti

Articolazioni pesanti, con tensioni

Impotenza

Forte sessualità

Sessualità faticosa

Confusione

Calma e comprensione

Pigrizia, insicurezza, sonno pesante

Temperatura normale

Freddo

Buona digestione

Digestione lenta

Digestione disturbata

Centro Benessere Ayurveda

Lakshmi

I benefici della scienza Ayurvedica attraverso le tecniche del massaggio L’Ayurveda, antica scienza indiana, è un sistema di medicina olistica adatta a chiunque desideri ritrovare o mantenere il proprio equilibrio psicofisico. I nostri Trattamenti e Massaggi Ayurvedici (Abyangam) ristabiliscono l’armonia tra corpo, mente ed anima, attraverso un approccio olistico di nutrimento, fortificazione e rilassamento. Inoltre proponiamo corsi di Ayurveda, massaggio Ayurvedico, Yoga. Cristiana, Serenella e Tiziana sono operatrici diplomate “Abyangam” (Massaggio Ayurvedico) e “Nidan e Chikitsa” (Diagnosi e Terapia Ayurvedica).

Centro Benessere Ayurveda Lakshmi Trieste, Via Milano 35. Tel. 040.362320 centrolakshmi@supereva.it


PAROLE E MUSICA

a cura di Mariangela Valentini

massimo Donà

mAGIA E FILOSOFIA

F. Bianchi di Castelbianco - Luca Poma

Ed. Bompiani

GIù LE mANI DAI BAmBINI

S

e è vero che ricorrere alla magia può rappresentare la rottura di un patto con la ragione, altrettanto è che il mondo contiene sempre un grembo oscuro, velato ad essa di mistero. Questo libro del filosofo Massimo Donà è un’acuto esempio che ripercorre la storia delle idee d’Occidente in merito a questa questione sostenendo quanto la magia sia ancora tutt’altro che estranea al sentire contemporaneo. Filosofia e magia sono pertanto leggibili, secondo l’autore, nei tratti di un medesimo orizzonte, a partire dall’antica Grecia fino al cuore della cultura del nostro presente. Una storia antica, che comincia già nell’Odissea dove il sapere magico assume i contorni del volto di una donna: Circe e poi di Medea, di Afrodite e delle Baccanti seguaci di Dioniso, e prosegue nella tradizione cabalistica ed in quella cristiana, seppure nella loro differenza. Non è forse la consegna dei “Magi” a Gesù - si chiede Donà - un passaggio essenziale di consegna ad un ruolo nuovo di salvezza dell’umanità? L’analisi passa dunque al Medioevo ed al Rinascimento, in cui la magia rappresenta un campo di ricerca nuova nelle straordinarie figure di filosofi come Bruno e Campanella, per giungere al periodo illuministico che segna il radicale e voluto distacco dei filosofi enciclopedisti dai meandri del “mistero”, alla cultura romantica tedesca, da Goethe a Novalis, che restituiscono nuovo significato simbolico alla dimensione magica. Infine l’analisi delle figure più recenti, da Gurdjieff a Nietzsche, fino ai raffronti con la psicoanalisi ( Freud e Jung ) ed al significato della magia oggi, in un affollato percorso che comprende anche l’antropologo Ernesto De Martino, i cui studi tanta attenzione hanno dedicato alla parte umbratile dell’esistenza e della spiritualità umana.

Iperattività, depressione e altre “moderne” malattie: la salute dei minori ed il marketing del farmaco. Ma.Gi. edizioni.

U

n’ardita sfida alla disinformazione riguardo all’oscuro universo del mercato del farmaco in Italia. In relazione ai minori poi, all’ulteriore necessità per tutelare bambini ed adolescenti: una scommessa che si fa ancora più doverosa e difficile allo stesso tempo. E’ questa l’operazione che hanno messo in atto i due autori: Federico Bianchi e Luca Poma, con coraggio e determinazione. L’uno è psicologo e psicoterapeuta dell’età evolutiva, studioso dei disturbi del comportamento e dell’apprendimento, l’altro giornalista e da sempre impegnato nelle politiche giovanili, sociali e delle minoranze. Questo libro vuole essere un resoconto dettagliato che ha coinvolto nel proprio progetto oltre cento realtà associative del nostro paese, decine di migliaia di medici, psichiatri e psicologi, pedagogisti ed esperti legati anche al mondo della televisione e dello spettacolo. Una serrata battaglia che fa luce sulla sempre più diffusa somministrazione di farmaci ai ragazzi e che passa attraverso l’analisi delle terapie più frequentemente proposte, il dibattito scientifico e politico in materia in Italia, il parere degli specialisti ed i cenni alla situazione internazionale, per finire con l’analisi delle principali patologie psichiatriche infantili ed i pareri dei cittadini. La prefazione di Emilia Costa, psichiatra dell’Università La Sapienza di Roma, puntualizza ulteriormente la necessità della cautela indispensabile nell’uso eccessivamente disinvolto che si va facendo negli ultimi anni degli psico-farmaci in età evolutiva. 56


PAROLE E MUSICA

Roberto Taufic, quando la chitarra ha una voce… intervista di Francesco Giordano

come la chitarra può essere un strumento che suona pensando come una piccola orchestra... infatti lui è un grande arrangiatore. Il ritmo è un altro elemento della musica che mi ha sempre colpito da quando ho cominciato a suonare: di chitarristi come Joao Bosco o Tuck Andress apprezzo molto la loro capacità di dividere le parti di chitarra incastrandole ritmicamente... poi Lula Galvao un chitarrista e amico che ammiro particolarmente per il suo gusto armonico e per il suo approccio nell'improvvisazione. Non potrei dimenticare il "mestre" Guinga, grande compositore e artigiano di favolose poesie musicali... Anche i pianisti mi hanno molto influenzato, pur non essendo il piano il ‘mio’ strumento: a volte mi viene da suonare la chitarra immaginando di avere in mano un pianoforte.

Q

uarantuno anni, chitarrista di grande talento, Roberto Taufic è nato in Honduras, e dall’età di sei anni è vissuto in Brasile dove ha iniziato i suoi studi musicali. Dal 1990 si è trasferito in Italia, prima a Roma poi in Piemonte e, nel frattempo, ha maturato numerose esperienze artistiche con musicisti italiani e brasiliani. Il suo arpeggio risente della scuola brasiliana ed è facile apprezzarne il valore in particolare nei progetti in duo e trio in cui disegna a tinte morbide e calde i profumi e i colori del Brasile. Abbiamo incontrato il chitarrista cosmopolita per approfondire il suo attuale percorso musicale: Roberto, parlaci del progetto ‘Baticumbando’ realizzato con Simon Papa: vuoi raccontarci in cosa consiste e quali sono i prossimi appuntamenti ? Con Simon, che ho conosciuto nel ’93 e che è diventata la mia compagna di vita e di tanta musica, abbiamo registrato il nostro primo CD "De cabo a rabo" nel ’97, con Gilson Silveira alle percussioni, Giancarlo Maurino al sax e con la partecipazione di Jacques Morelembaun al violoncello. Baticumbando è il nome del gruppo con il quale è stato realizzato "Terra" nel 2004 e con il quale sta per uscire un nuovo album quest'anno. Nel nuovo album, completamente acustico e molto "brasileiro", compaiono mio fratello Eduardo Taufic, grande pianista e arrangiatore che vive in Brasile e un bravissimo flautista, Alexandre Johnson, anche lui brasiliano. Io ho suonato le chitarre, curato la produzione insieme a Simon e mi sono anche occupato della registrazione e del mixaggio finale.

Riesci a spaziare con egual disinvoltura dalla mPB (la musica popolare brasiliana) al jazz: i recenti lavori in duo con il sassofonista Giancarlo maurino (Um Abraço) e con un altro chitarrista, Luigi Tessarollo (Jogo de cordas) ne sono un felice esempio. Ci racconti di questi due progetti e degli attuali impegni di lavoro, in studio e dal vivo ? Con Giancarlo Maurino, grande musicista e amico, ho condiviso nel 1994 la tourneè in Brasile con la cantante Elza Soares, quindi abbiamo registrato "De cabo a rabo" insieme a Simon Papa e Gilson Silveira e, nel 2005, "Um Abraço", risultato di quell'esperienza in Brasile, di una grande intesa musicale ed umana e di un desiderio comune di proporre brani dove la melodia e la ricerca del suono restano gli elementi principali. Con Luigi Tessarollo, anche lui caro amico e grande chitarrista, abbiamo registrato "Jogo de cordas", u n l av o r o

Oltre a composizioni originali, rileggi classici della tradizione brasiliana e standard di jazz, sempre con un tocco morbido e avvolgente: hai un artista al quale ti senti emotivamente legato o che può aver influito più di altri nel tuo modo di ‘sentire’ la musica e di suonare ? Si... ce ne sono tanti! Uno è senza dubbio Toninho Horta: da lui ho imparato, ascoltando i suoi dischi, 57


PAROLE E MUSICA

pensato per il "duo" di chitarra che propone brani scritti per l'occasione e arrangiamenti originali di pezzi come "Summertime" e "Guantanamera". Tra di noi c'è un'attenzione a non cadere nelle trappole del suonare concentrati sulle corde della chitarra, dimenticando il vero senso del suonare in "duo"... è bello sentire gli incastri di arpeggi e il suono di due chitarre che si incontrano invece di scontrarsi, come scrive Stefano Bollani nelle note di copertina! In studio sto lavorando molto come produttore e arrangiatore per vecchi e nuovi amici... in dirittura d’arrivo c'è il nuovo lavoro di Gilson Silveira e il nuovo CD di Simon Papa (Baticumbando). In pentola c'è l'idea di fare un CD in duo con mio fratello Eduardo Taufic che sarà in Italia questa estate. E poi tante altre cose,

nuovo materiale e, magari, il mio primo disco di sola chitarra.

a cura di Francesco Giordano

The Gwen

Chiudendo gli occhi e volendo esprimere un desiderio, cosa vorresti che ora si avverasse ? Per quanto riguarda la musica mi piacerebbe molto poter suonare di più con i miei progetti in Italia e in Europa, cosa che al momento non è facile da fare perchè chi fa il musicista incontra spesso dei "muri". Non basta più avere bei progetti e fare bella musica... ma sono molto fiducioso! Invece, per quanto riguarda la vita, desidero che l'arte, l'educazione e la cultura siano la base per una crescita umana globale e per la costruzione di una maggiore sensibilità per tutto quello che ci sta intorno.

“ELFIN SNEG”

medwyn Goodall

(Toondrama)

“THE SORCERER’S DAUGHTER”

I

Gwen sono un quartetto formatosi a Trieste nel 1987 che unisce esperienze musicali del repertorio classico, barocco, rinascimentale, celtico e folk. Per “Elfin Sneg” la formazione (Michele Veronese alla voce e all’arpa celtica, Pead Atti ai flauti, accordeon e bodhràn, Cris Verità al violino e Igor Svarc al violoncello) ha tratto ispirazione dalla Valcanale, affascinante territorio in prossimità del confine italo-austriaco fra Pontebba e Tarvisio (UD), culla di tradizioni latine, tedesche e slave. La natura incontaminata, una foresta antichissima, la candida neve hanno suggerito ai Gwen storie di gnomi, maghi e fate. L’album si divide in due parti: “An sagarrt cheolnhar”, suite per sola arpa celtica incisa da Veronese in una chiesa, un brano di Buxtehude (autore tedesco della fine del 1600), un pezzo dello stesso Veronese e brani appartenenti a Turlough O’Carolan (il principale artista barocco della tradizione irlandese), Roger Kean (arpista cieco del medesimo periodo di O’Carolan), Michael Praetorius, (compositore di Norimberga di fine Rinascimento), quattro danze irlandesi e un lamento tradizionale di Belfast. Nella seconda parte l’intera formazione propone otto brani, di cui alcuni dedicati alla Valcanale: “Now the sun”, “Taur ‘Crann” (l’abero di Taur, antico nome di Tarvisio), “Saifnitz” (antico nome di Camporosso).

(MG Music/Evolution)

C

ompositore fra i più amati e apprezzati di musica new age e celtica, Medwyn Goodall ha firmato importanti e significativi lavori, come la trilogia dedicata ai druidi e alla celtica, o il disco d’oro conquistato con “Way of the dolphin” e “Great spirit” o ancora quello d’oro e di platino con “Medicine woman”. Medwyn è nato e vive nei pressi dell’antica Stonehenge e, senza dubbio, questo deve avere influito non poco sulla vena creativa del musicista. Anche per il nuovo “The Sorcerer’s Daughter”, Goodall crea quel clima di magia denso di profumi e colori celtici: importante nell’economia musicale dell’artista il ricorso a flauti, chitarre, piano, violini, percussioni celtiche e flauto irlandese che si elevano su un tappeto sonoro dove tastiere elettroniche creano suggestive melodie. Evocativa anche l’immagine della copertina: una donna dotata di antica saggezza e poteri, ultima discendente di una famiglia che conserva e tramanda segreti di generazione in generazione. La maggior parte dei brani è esclusivamente strumentale, mentre per i pezzi cantati Goodall si è affidato a Kren Kay, che simboleggia la donna in copertina a cui è dedicata l’intera opera. 58


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Sono note a tutti le virtÚ del legno, la sua bellezza, il senso di benessere e calma che trasmette all’uomo. Nonostante tutto oggi il legno viene presentato come qualcosa di debole e fragile, viene protetto con prodotti spesso tossici e inquinanti che annullano la sua forza vitale separandoci dal suo caldo contatto.


ACCADEMIA CRANIO-SACRALE METODO UPLEDGER L’Accademia Cranio-Sacrale nasce con l’esigenza di proporre in Italia la Tecnica Cranio-Sacrale (Cranio-Sacral Therapy) del dott. Jhon E. Upledger sia ai Terapisti, che ai Medici, al Personale Sanitario e a tutti gli Operatori che si occupano di tecniche del Benessere per l’Individuo. Diego Maggio D.O. CST-D. è il Presidente dell’Accademia. E’ inoltre docente internazionale di Tecnica Cranio-Sacrale. Allievo diretto del dott. John Upledger, è il massimo esponente in Italia per l’insegnamento a tutti i livelli della Cranio-Sacral Therapy ed è abilitato per la formazione di operatori e docenti per questa Tecnica. Questa tecnica può essere applicata a più livelli funzionali, infatti data la sua natura non invasiva, trova la sua attuazione sia come metodo riabilitativo e terapeutico da parte del personale medico, sia nell’uso olistico come tecnica del benessere successiva alla diagnosi medica. E’ un’evoluzione dell’osteopatia cranica ed agisce principalmente sul meccanismo auto-correttivo del corpo attraverso il Sistema Cranio-Sacrale. Il Sistema Cranio Sacrale (SCS) è un sistema fisiologico funzionale. Esiste infatti uno stretto legame tra il SCS, il Sistema Nervoso Centrale (SNC), il Sistema Nervoso Autonomo (SNA), il sistema muscoloscheletrico, quello endocrino ed il sistema fasciale di tutto il corpo, ed è formato dalle ossa del cranio, le meningi che avvolgono il cervello ed il midollo spinale, il liquido cerebro-spinale, le prime vertebre cervicali, l’osso sacro e il coccige. Il liquido cerebro-spinale ha un ritmo che permette di monitorare le funzioni del SCS. Questo ritmo ha una sua definita frequenza, ampiezza, simmetria e qualità che possono essere valutati con la palpazione. L’Accademia Cranio-Sacrale Metodo Upledger organizza corsi di TERAPIA CRANIO-SACRALE e RILASCIO SOMATO-EMOZIONALE.

Il primo livello “CST 1” Tecnica e Terapia Cranio-Sacrale si svolgerà a ROMA dal 19 al 22 SETTEMBRE 2007 a BOLOGNA dal 3 al 6 OTTOBRE 2007 a TRIESTE dal 7 al 10 NOVEMBRE 2007

PER SAPERNE DI PIÙ IL NOSTRO SITO È : www.accademiacraniosacrale.it Il corso di Tecnica e Terapia di Drenaggio Linfatico (LDT) è stato studiato per operatori e terapisti: quindi è disegnato per l’operatore al suo primo approccio, che non ha mai avuto contatti precedenti con le tecniche linfatiche, ma è anche strutturato per gli esperti di terapie linfatiche e linfodrenaggio, indipendentemente dal fatto che siano stati formati alle tecniche Vodder, Foldi, Leduc, Casley-Smith, osteopatiche, o in base ad altri approcci. La LDT utilizza specificamente tecniche innovative su zone, campi e/o interventi con applicazioni che altre scuole solitamente non prevedono. Nella LDT, i terapisti lavorano con le mani piatte, utilizzando tutte le dita per simulare delicati movimenti ondulatori specifici. Queste leggere manovre manuali attivano la circolazione dei fluidi linfatici e interstiziali, stimolando il funzionamento del sistema immunitario e di quello nervoso parasimpatico. È dimostrato che, con tali interventi, si possono ottenere i seguenti risultati: riduzione di edemi (rigonfiamenti) e linfedemi di varie origini disintossicazione del corpo rigenerazione di tessuti (tra cui ustioni, lesioni e rughe) effetti antinvecchiamentoattenuazione di numerose infiammazioni croniche e subacute, tra cui sinusite, bronchite e otite attenuazione di dolori croniciriduzione dei sintomi di sindrome da affaticamento cronico e fibromialgia azioni antispastiche per migliorare stati quali ipertonicità muscolare e alcune forme di costipazione rilassamento profondo che contribuisce a risolvere casi di insonnia, stress, perdita di vitalità e di memoria diminuzione dell’adiposi e dei tessuti cellulitici. In ragione della natura e del ruolo del sistema linfatico, la LDT può dimostrarsi una tecnica valida per correggere numerose condizioni, ma anche per prevenire stati patologici. Per questo molti medici utilizzano la LDT, tra cui medici generici, osteopati, chiropratici, fisioterapisti, terapisti del lavoro, naturopati, infermieri, specialisti in linfedemi, dentisti, massoterapisti e bodyworker.

Il primo livello “LDT 1” - Terapia e Tecnica del Drenaggio Linfatico si svolgerà a MONTEGROTTO TERME (PD) dal 4 al 7 OTTOBRE 2007

Per informazioni: Tel. 040 3476191 e-mail: info@accademiacraniosacrale.it

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