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Introduzione Il futuro è oggi

Il biologico è un futuro già possibile oggi. Non solo perché continua a crescere, mentre intorno molti altri settori sono in flessione o segnano il passo. Ma perché ha saputo conquistare il suo spazio, superando le diffidenze iniziali, passando oltre le mode, forte delle sue radici: la tutela della salute e dell’ambiente. E perché sempre più giovani guardano proprio al biologico per il loro futuro. I dati ed i numeri, le tabelle ed i grafici del Rapporto Bio Bank non sono mai aridi ed astratti. Dietro quei dati ci sono volti, persone e storie. Come quella di Martina Maggiali, 30 anni, che ha mollato il lavoro in erboristeria per coltivare la terra dei nonni, diventando apicultrice nel parmense. O quella di Osvaldo De Falco, 27 anni, responsabile grandi clienti nell’import-export di frutta a Roma, tornato in Calabria per aprire un e-commerce di agrumi. O la storia di Caspar Vrensen e Annemieke Kranendonk, quarantunenni, che hanno lasciato l’Olanda ed i loro lavori di consulenza e pubbliche relazioni, per coltivare zafferano nelle colline marchigiane. Sono solo alcune delle 14 storie raccontate sull’annuario Tutto Bio 2015. Numeri pieni di vita dunque, pieni di cose da raccontare. Numeri che testimoniano il cambiamento in atto e tracciano le linee del nuovo che avanza.

2014: cosa c’è di nuovo?

Il 2014 ha portato molte novità. Prima di tutto la crescita dei ristoranti bio, in particolare di quelli biovegetariani, anche con l’esordio della prima catena di locali bio-veg in franchising. Poi lo sviluppo dell’e-commerce di alimenti bio su tutti i fronti: aziende che cercano un contatto diretto con il loro pubblico, negozi specializzati che vogliono ampliare il loro raggio d’azione ed operatori esclusivamente virtuali. Ed infine il fermento dei negozi, con l’avvio di nuove reti promosse da aziende storiche del settore, da protagonisti della grande distribuzione che diversificano nel bio, da catene estere di negozi specializzati che guardano all’Italia per la loro espansione. Negozi sempre più grandi, accoglienti, con un assortimento ampio e profondo che conta migliaia di prodotti, un’esposizione ragionata, un pubblico vasto e diversificato per età, ceto sociale, motivazioni. Quanta strada è stata fatta dai primi anni Settanta, quando i negozi erano piccoli, alternativi, spesso legati ad un’associazione, con pochi prodotti di base, frequentati da una cerchia di fedelissimi con forti motivazioni ideologiche.

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Rapporto Bio Bank 2015  

Il biologico in Italia secondo i censimenti Bio Bank: il 2014 e l’andamento 2010-2014. Aziende con vendita diretta, mercatini, gruppi d’acqu...

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