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Numero 7 Marzo 2011 Mensile - Anno II

La Bimba Copertina

di marzo:

i u l i G L’abbigliamento

Giornate fredde e piovose:

ecco come trascorrerle in casa con il proprio figlio

bio

* per le mamme e per i bambini

Vi presentiamo

i 10 concorrenti del reality


ditoriale 2 marzo 2011

Auguri

L’8 marzo abbiamo festeggiato la vostra festa, nata nel lontano 1908 negli States, dove 129 donne che lavoravano in una fabbrica tessile scioperarono a causa delle pessime condizioni di lavoro e degli estenuanti turni. Così, il proprietario decise di dare fuoco alla fabbrica con al suo interno le donne che scioperavano. Un gesto avvenuto proprio l’8 marzo e che fu, giustamente, condannato e considerato disumano. Le donne negli anni successivi hanno lottato per ottenere maggiori riconoscimenti, maggiori poteri, maggiori responsabilità, ma siamo sicuri che è arrivato il momento di smettere di lottare? Sempre più spesso leggo le vostre storie di vita quotidiana, mamme che non vengono accettate nel mondo del lavoro in quanto madri, e quindi considerate un “problema” per l’azienda, o donne che cercano lavoro ma ancora oggi considerate il “sesso debole”, sempre più spesso sento lamentele da parte vostra sul costo degli


Direttore e redazione DIRETTORE: Carlo Bello CAPOREDATTORE: Jennifer Marfia REALIZZAZIONE GRAFICA E IMPAGINAZIONE: Valentina Radaelli COLLABORATORI: Lucia Macchioni, Alice Bernardi, Ilaria Martina, Alessandra Moschetta, Rania Ibrahim, Cinzia Parmi, Elisabetta Belotti, Stefania Pellegrini, Federica Federico COMITATO SCIENTIFICO: Sara Notarantonio: Dottoressa Ostetrica, collabora con Sos Genitori ed è ostetrica presso il Nido “gli amici di pooh”. Carmela Giordano: psicologa e psicoterapeuta, esperta in psicodiagnosi, insegnante di massaggio infantile. FOTO COPERTINA: 2Click Photographers - Milano www.2clickphoto.com REDAZIONE: via 25 Aprile, 68/1 20068 Peschiera Borromeo (MI) TELEFONO: 02-87.28.34.00

D ONNE MAIL: info@bimbibelli.com

asili nido, in quanto non basta lo stipendio che riuscite a portare a casa per pagarli, donne maltrattate da uomini senza scrupoli. Poi guardando al di là dei confini italiani, scopro che le donne hanno un’attenzione completamente diversa nel mondo del lavoro. La società dedica loro spazi e attenzioni maggiori rispetto a quello che dalle nostre parti vi viene dato. Io mi auguro che in Italia ci siano ancora ampi margini di miglioramento per voi, e mi auguro che questo miglioramento avvenga molto presto. Non smettete di lottare per i vostri diritti. Per noi le donne vanno amate e festeggiate ogni giorno dell’anno.

Innamoratevi della vita.

Carlo Bello

marzo 2011

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Giulia

Bimba Copertina

marzo2011

SOMMARIO

Concorsi

Reality: I primi 10 concorrenti 104 Concorso “I papà belli”: alcuni concorrenti 112 Calendario concorsi 120

Rubriche Servizi

Editoriale & Redazionale 2 Le news dal mondo dei bimbi 10 La posta Bimbi Belli 14 Spazio associazioni 18

Mamma Diario di una mamma 34 I vostri parti 38 Bimbo Bimba Copertina 54 Salute La psicologa risponde 77 Musica Miguel Bosè 128 Svago Bimbi Belli’s Toons 132 Gossip 134 Scelti per voi 138 Cucina Lo chef sei tu! 146 La cucina dei bimbi 148 Oroscopo Cosa ci dicono le stelle 168 150

Mamma Ma il feto quanti sensi ha? 26 La Marsupioterapia, un aiuto naturale ai bambini prematuri 30 Che gioia sono incinta... 36 Bimbo Oggetto trasizionale 46 Giornate fredde e piovose 50 I rituali della giornata del bambino 64 Famiglia Casa sicura 68 Adozioni per i single? 70 Gravidanza e internet 74 Salute Telefonino si o no? 80 Vaccini in gravidanza 84 Mamma bio Le mamme canguro 88 Abbigliamento bio per mamme e piccini 92 Sport Atletica leggera 98 Pilates 100 Cucina Il pescato del Delta del Pò 142 marzo 2011

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“Con il tuo contributo, unito al

Cari Amici di OBM e dell’Ospedale Buzzi di Milano, si è concluso un 2010 faticoso, ma ricco di grandi soddisfazioni per l’affetto dimostrato da aziende e privati, che ci hanno permesso di portare a termine molti progetti. Molti portati a termine, molti quelli che vorremmo realizzare nel 2011. Buona lettura e grazie per l’aiuto che potrete darci. Nuovi fondi a favore della Terapia Intensiva Neonatale Dopo una forte campagna di raccolta fondi natalizia, OBM è di nuovo alla ricerca di sostenitori per il reparto dei bambini gravemente prematuri: mancano ancora fondi per completare l’acquisto dell’ottava postazione e per iniziare un percorso di formazione sui genitori che li aiuti nella cura del bambino a casa, dopo mesi di ospedale. Chi volesse maggiori informazioni sul progetto può scrivere a : info@ospedaledeibambini.it, oppure consultare il sito www.ospedaledeibambini.


nostro, ecco cosa si è potuto fare.” Per donare:

OBM Ospedale dei Bambini Milano – Buzzi Onlus BANCA POPOLARE COMMERCIO & INDUSTRIA - Via Castelvetro, 32 – · accoglienza dei genitori per rassicu20154 Milano IBAN IT43L0504801682000000010186 rarli ed evitare il più possibile il transfer di ansia sul figlio (è già in fase di Causale: terapia intensiva neonatale attivazione un servizio di supporto Progetto di accoglienza psicologico); Un Ospedale dei bambini come · un pool di Dottor Sorriso, professiol’Ospedale Buzzi ha tra le priorità nisti formati, in grado di occuparsi l’eccellenza nell’accoglienza, per- dei bambini che interagiscono e di ché accogliere un bambino in ospe- quelli che invece sono più passivi, dale significa non dover interrom- valutando l’eventuale necessità di pere la crescita sociale e cognitiva coinvolgimento di uno psicologo (la del piccolo (qualora i ricoveri fos- prima fase del progetto partirà a sero di lungo periodo e frequenti) marzo e proseguirà fino a giugno) – e comunque mantenere la serenità Fondi necessari per 4 mesi (setteme la spensieratezza tipiche dell’in- bre/ dicembre) € 24.000; fanzia, senza perdere fiducia negli · psicologi specializzati in infanzia adulti. e nelle diverse possibili patologie Per noi di OBM Onlus accoglienza presenti al Buzzi ed in grado di significa: occuparsi anche dei genitori (se · ambienti accoglienti e pensati a necessario). Il progetto è in fase di misura di piccoli pazienti (sono già attivazione per una durata triennale stati ristrutturati il Pronto Soccorso grazie a La Fabbrica del Sorriso; Pediatrico, il Padiglione Guaita e a · Libretti di accoglienza e orientabreve inizieranno i lavori per l’ingres- mento all’interno dell’ospedale con so principale e il Day Hospital Pedia- suggerimenti e consigli pratici, antrico) – Fondi necessari: € 85.000; che a misura di bambino. Costo


stimato: € 35.000 per la durata di un anno; · Case (appartamenti) di accoglienza per quelle famiglie che, proveniendo da fuori provincia e dovendo assistere il bambino ricoverato, hanno bisogno di un ambiente confortevole dove soggiornare. Un appartamento è già attivo e sostenuto da Milano Chapter – Numero Uno, mentre altri due sono stati donati, ma ancora da ristrutturare. Il costo di ristrutturazione dei due nuovi appartamenti è di € 45.000.

Per aiutarci

OBM Ospedale dei Bambini Milano – Buzzi Onlus BANCA POPOLARE COMMERCIO & INDUSTRIA - Via Castelvetro, 32 – 20154 Milano IBAN IT43L0504801682000000010186 Causale: accoglienza (è possibile specificare anche il progetto specifico)


NEWS

dal

mondo dei bambini “MERCATINO INTERNAZIONALE DELLA BONTÀ” 2011 SONO GIÀ OLTRE 30 LE SCUOLE PARTECIPANTI Dopo il successo delle passate edizioni ritorna il prossimo 13 marzo per l’ottavo anno questa importante iniziativa che invita i bambini e i ragazzi italiani, austriaci, croati e sloveni a diventare, per un giorno, imprenditori etici.

Sono già più di 30 le scuole del Friuli, dell’Austria, della Croazia e della Slovenia che hanno scelto di iscriversi ad una iniziativa divenuta ormai imperdibile per le scuole e le famiglie, un appuntamento che unisce aspetti ludici ad importanti aspetti educativi e rappresenta un’occasione per trasmettere ai più giovani, ma non solo, una forte consapevolezza sul valore del rapporto tra economia ed etica. Viene infatti riproposto anche per il 2011 uno degli appuntamenti più originali per la Regione Friuli Venezia Giulia. Questa straordinaria iniziativa, che nella sua settima edi10 marzo 2011

zione ha visto l’adesione di oltre 1.100 studenti in rappresentanza di 35 Scuole italiane, austriache, croate e slovene (oltre 2.900 gli euro raccolti e devoluti all’Unicef per il progetto “Emergenza terremoto ad Haiti”), ha dato ai cittadini più piccoli l’opportunità di sperimentare cosa significhi “fare impresa” attenendosi ai principi e ai valori etici, mettendo in luce come ogni nostra azione, ogni nostra scelta debba essere contrassegnata dal rispetto degli altri, da una competizione sana e seria basata sulla voglia, e sul sacrificio che ne deriva, di dare il meglio di sé. Con l’edizione 2011, si vuole ripetere questa entusiasmante espe-


rienza, per ribadire che le leggi dell’economia e del profitto devono correre parallelamente alle leggi dei valori umani, della solidarietà tra popoli, e per favorire l’incontro tra culture diverse in modo semplice ma efficace e coinvolgente: aiutando gli altri insieme. L’iniziativa, che si svolge presso il Centro Commerciale Città Fiera di Torreano di Martignacco (Udine), è

indirizzata agli insegnanti e ai ragazzi delle Scuole dell’infanzia, primarie e secondarie del Friuli e alle loro famiglie e si rivolge al contempo ai bambini e ai ragazzi delle Scuole austriache, croate e slovene. Per un giorno, il 13 marzo 2011,

i bambini e i ragazzi partecipanti diventeranno “imprenditori etici”, affittando un banchetto per poter esporre e vendere la propria “merce” – giochi ormai inutilizzati, libri già letti, fumetti, soprammobili, colori e album di figurine. Il 70

per cento del ricavato della vendita rimarrà ai piccoli imprenditori mentre il 30 per cento verrà devoluto ad una associazione di grande rilievo ossia la Fondazione Operation Smile Italia ONLUS, così come i 10 euro necessari per affittare lo spazio espositivo e di vendita. marzo 2011

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NEWS

dal

mondo dei bambini Segreteria Organizzativa “Mercatino Internazionale della Bontà” Indalo Comunicazione Director Dott.ssa Luisa Gasparetto Assistant Dott.ssa Lucia Malerba tel. +39 051/0933400 (diretto * 509) fax +39 051/6569327 e-mail: segreteria@indalo.it - www.mercatinodellabonta.eu

Inoltre, per il quinto anno il “Mercatino Internazionale della Bontà” è arricchito dal concorso “Ambasciatori Junior”, riflesso della partecipazione di studenti provenienti da vari Paesi. In sintesi, tutti i partecipanti saranno chiamati a indossare i panni di “ambasciatori” della propria terra natia, svelandone l’identità e l’ospitalità attraverso balli, canti popolari, proverbi e rappresentazioni teatrali. L’obiettivo è quello di promuovere il valore positivo della diversità, l’incontro, lo scambio e la condivisione tra popoli quale principio fondamentale di civiltà e cardine essenziale dello sviluppo. Anche le modalità di partecipazione, coniugando il gioco (la vendita della propria “merce”) con gli aspetti educativi/solidali (la do-

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nazione di una parte del ricavato alla Fondazione Operation Smile) e con l’incontro tra popoli (la presenza ufficiale delle delegazioni straniere), sono pensate per valorizzare “la capacità di fare”, sempre nell’ottica dell’agire etico che richiede comportamenti di sostegno verso i più deboli. Per questa ottava edizione, infine, co-promotore è Operation Smile Italia Onlus, una Fondazione nata nel 2000, costituita da volontari medici, infermieri e operatori sanitari che realizzano missioni umanitarie in 51 Paesi del Mondo, per correggere con interventi di chirurgia plastica ricostruttiva gravi malformazioni facciali come il labbro leporino e la palatoschisi ed esiti di ustioni e traumi.•


La posta bimbi belli

Q

uando guardo gioc a r e Sofia allegra e spensierata mi prende un gran nodo allo stomaco... Vorrei vederla sempre così. Alcuni di voi si domanderanno come mai, visto che si sta parlando di un bambino.

Deborah Mento

La mia storia inizia quando scopro di essere in dolce attesa. Per i primi tre mesi va tutto bene, anche fin troppo direi. Con la prima gravidanza avevo iniziato a rimettere fin dai primi giorni. Così, visto il diverso inizio, penso che questa volta potrebbe essere una femmina. Inoltre sono anche passati quindici anni. Entro nel quarto mese e il mio peso balza vertiginosamente verso l’alto. Infatti inizio ad aumentare circa tre kg a settimana, se non quattro, senza peraltro mangiare in maniera spropositata (sono partita da un peso iniziale di 54 kg che per la mia modesta altezza è perfetto). Visite, ecografie ed esami sono perfettamente nella norma ma io sento che qualcosa non sta andando come dovrebbe. Il bambino (non sapevo ancora il sesso) si muove in continuazione, ma i medici mi rassicurano dicendo che è normale. Non tranquilla cambio ginecologo e torno dal medico che mi aveva seguita con la prima gravidanza, Gabriele. Un amico più che un medico, una persona che ha tutta la mia stima. Finalmente trovo qualcuno che mi ascolta. Mi prescrive altri esami ed una morfologica particolare. Faccio anche questi esami, torno da lui e mi rassicura dicendo di stare tranquillissima che è tutto nella norma. La bimba è solo un poco più grossetta del normale, cresce al 95’ percentile (gergo medico), ma essendo anche il primo figlio cresciuto allo stesso modo non c’è motivo di preoccuparsi. Mi manda da una dietologa e io mi offendo a morte perchè insi-

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sto che non esagero col cibo. Ma chi glielo fa entrare in testa? Nel frattempo vivo malissimo la mia gravidanza, perdo il posto di lavoro e me ne succedono di cotte e di crude, ma il pensiero che mi assilla è che la piccola abbia qualcosa che non va. Al settimo mese programmiamo il cesareo. L’intervento è stato programmato per il 26 maggio. Con il primo parto, per via naturale, ho avuto un travaglio di trentotto ore e Gabriele stavolta voleva evitarmi la “tragedia”. Anche facendo la dieta il mio aumento di peso non accenna a fermarsi, così un mese prima del parto vengo ricoverata per una decina di giorni e vengo sottoposta a terapia insulinica per tre volte al giorno, sebbene i valori della glicemia fossero regolari. Il problema era che Sofia pesava già 3,6 kg e se non fossero intervenuti in qualche maniera sarebbe nata di 5 kg. Ero angosciata, tant’è che durante un giro visita della mattina ho chiesto ad una dottoressa se il fatto di essere così grande era sinonimo di buona salute e là ho avuto la conferma a tutte le mie risposte. «Ma signora mia, un bambino che è grosso non vuol dire che sia un bambino sano». Lì mi è crollato il mondo addosso, questa frase la ricorda anche la mia compagna di stanza, con la quale ho tutt’ora un bel rapporto d’amicizia. Arriva il giorno del parto programmato, sorvolo la sventura ma vi dico solo che mi è stata praticata l’anestesia totale. Al mio risveglio Sofia non c’è.

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La posta bimbi belli Vengo portata in reparto, il mio compagno, mia mamma e i miei suoceri mi dicono che la piccola è bellissima ma che è in incubatrice perché aveva bisogno di un po’ di sole. Sono molto assonnata e stanca. Non mi agito forse per via dell’anestetico ancora in circolo. Nel pomeriggio però mi sveglio ed esigo spiegazioni. Il mio compagno va a farle una foto e torna. La guardo, la riguardo, guardo lui e tutti quelli che c’erano là in quel momento… «e questa cosa cos’è?». Adesso, a mente lucida, mi vergogno, sono la mamma e non dovrei neppure raccontarlo, ma d’istinto vi giuro che mi è preso un colpo allo stomaco. Grossa, con la lingua protrusa, una macchia color vino rosso sulla fronte che le arrivava fino al naso... avevo creato un mostro. Sorvolo il resto e vi dico che ho passato la notte più lunga della mia vita. I medici ci chiesero se in famiglia c’erano malattie genetiche. «Cosa?». Ho mantenuto la calma e la freddezza (le compagne di stanza si sono complimentate per questo) poi verso le undici ho telefonato alla nursery. «Pronto, buongiorno. Signorina, stanza 1, letto 2. Ho partorito ieri mattina alle 10.38; non ho ancora visto mia figlia. È tutta la mattina che passano medici a fare domande su domande senza rispondere alla mie. Se non mi porta qua mia figlia entro cinque minuti strappo flebo e catetere e me la vengo a prendere. Ha sentito? Grazie». E dopo neanche cinque minuti, giuro, è arrivata quella culletta con le rotelle con dentro lei. La bambina più bella del mondo, altro che foto! Si era ripresa, (aveva avuto un calo glicemico) era rosea, paffuta, la sua boccuccia era a cuoricino e al posto del mento aveva una pallina... amore. Dopo un mese di accertamenti e visite varie è arrivata la diagnosi:

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Bimbi Belli Magazine approfondirà l’argomento Bimbi con malattie genetiche rare nel numero di maggio.

sindrome di Beckwith-Wiedemman. Adesso la mia principessa ha due anni e mezzo ed è una bambina come tutti gli altri, solo un po’ più sfortunata. Va solo un po’ più riguardata, ma io come mamma ho tantissima paura. Prego di stare sempre bene per poterla accudire al meglio e prego affinché stia sempre bene e non le venga mai nulla, perché potrei morirne. Infine vorrei fare una riflessione: quest’esperienza mi sta insegnando a vivere la vita diversamente, ad apprezzare soprattutto le piccole cose della quotidianità e a non dare mai nulla per scontato.•

Deborah Mento

Sofia con il papà Lorenzo

Vuoi anche tu inviarci una tua lettera? Vuoi raccontarci una tua esperienza particolare? Manda il tuo racconto a info@bimbibelli.com Continua a leggere il magazine, la tua lettera potrebbe essere presto pubblicata

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NATI PER LEGGERE INTERVISTA alla Dott.ssa Giovanna Malgaroli Bibliotecaria impegnata dal 2000 nel Coordinamento nazionale Nati per Leggere. Dal 2009 si occupa della segreteria nazionale Potrebbe dirmi dove, come e quando è nata l’idea del Progetto “Nati per Leggere”? “Nati per Leggere” è un programma nazionale di promozione della lettura ad alta voce ai bambini dalla nascita ai sei anni, promosso dall’Associazione Culturale Pediatri (ACP), dall’Associazione Italiana Biblioteche (AIB) e dal Centro per la Salute del Bambino (CSB). Il progetto è stato presentato durante il Congresso Nazionale dell’Associazione Culturale Pediatri del 1999. Al congresso ACP prese parte l’allora presidente dell’Associazione Italiana Biblioteche Igino Poggiali, sancendo in questo modo l’alleanza tra pediatri e bibliotecari per promuovere la lettura ad alta voce nelle famiglie con bambini in età prescolare. I pediatri da tempo seguivano con interesse l’attività del progetto statunitense “Reach out and read”, progetto di promozione della lettura ai bambini attuato dagli operatori sanitari per la sua valenza di promozione della salute e del benessere del bambino e della sua famiglia. Alleanza Pediatri e Bibliotecari, come nasce e perché? Nasce per coniugare le reciproche competenze professionali e rendere più incisiva e capillare l’azione di entrambi. 18 marzo 2011


a cura di Carmela Giordano

Quali sono gli obiettivi e le finalità principali e specifiche su cui si muove ed agisce “Nati per Leggere”? “Nati per Leggere” promuove la lettura come abilità e competenza essenziale ad esercitare pienamente il diritto allo sviluppo delle potenzialità di ciascun bambino, perché una precoce familiarizzazione con i libri e la lettura fornisce importanti stimoli al bambino dal punto di vista cognitivo e linguistico. Inoltre, dal momento che auspichiamo che il bambino incontri i libri e la lettura grazie alla mediazione dei familiari, la lettura, se vissuta come esperienza piacevole e coinvolgente, rinforza il legame emotivo tra adulto e bambino e ne facilita la relazione intrafamiliare. Senza dimenticare che una precoce interiorizzazione dei comportamenti e degli schemi che sottendono la pratica della lettura faciliteranno in modo considerevole l’apprendimento e il successo scolastico. L’azione di “Nati per Leggere” presuppone la collaborazione tra tutti gli operatori che si occupano della prima e primissima infanzia, allo scopo di moltiplicare le opportunità per le famiglie con bambini in età prescolare di incontrare i libri e fare esperienza di lettura. A quale pubblico si rivolge il Progetto? Il progetto si rivolge ai bambini in età prescolare e ai loro genitori.

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In particolare si prende in riferimento la fascia di età 6 mesi-6 anni, ma per gli adolescenti, in base alla sua esperienza, non è possibile poter progettare nessun intervento significativo? Il fatto che “Nati per Leggere” focalizzi la propria attività nei confronti dei bambini sotto i sei anni non significa che non si debbano ipotizzare specifiche attività rivolte a ragazzi e adolescenti. La nostra attività ha scelto questa fascia di età perché nei primi anni di vita dei bambini si possono più proficuamente ed efficacemente porre le basi di comportamenti e apprendimenti che dovranno essere sostenuti anche dopo. Quindi, non si tratta di un programma che esclude altre attività, ma che semplicemente ha scelto un proprio ambito di attività per essere più incisivo. Chi sono i “lettori volontari”? In molte realtà locali è nata l’esigenza di ampliare le opportunità d’incontro con i libri e la lettura attraverso il coinvolgimento dei “lettori volontari”. I “lettori volontari” sono persone che hanno un rapporto felice con i libri e la lettura e desiderano condividere con i bambini e i loro genitori il piacere della lettura ad alta voce. Quali altri organismi collaborano con “Nati per Leggere”? Nati per Leggere nel 2010 ha stretto una collaborazione con il Gruppo nazionale di studio Nidi Infanzia, un’associazione che raggruppa educatori di nidi e scuole dell’infanzia e pedagogisti. Questa collaborazione intende rinforzare il ruolo di educatori e servizi educativi per la prima infanzia nell’ambito della promozione della lettura precoce. Il progetto agisce contemporaneamente a livello nazionale tramite l’attività del Gruppo nazionale di coordinamento e della segreteria nazionale e 20 marzo 2011


a livello locale tramite le biblioteche di enti locali, i pediatri di famiglia, i servizi educativi, i comuni, le aziende sanitarie locali, le associazioni e le cooperative che agiscono nel territorio. “Nati per Leggere” promuove anche dei corsi di formazione. A chi si rivolgono e perché la formazione è importante? La formazione è essenziale per capire cosa possono significare i libri e la lettura per un bambino, quando, come e quali libri proporgli, quali argomenti e come parlare ai genitori dell’importanza della lettura precoce. Il bibliotecario, il pediatra e l’educatore necessitano tutti di affinare le loro competenze cercando il modo migliore per inserire la promozione della lettura nella loro pratica lavorativa quotidiana. Anche i “lettori volontari” necessitano di essere formati sul senso del progetto e su come fare da modello ai genitori, mostrando loro come può essere sollecitato l’interesse dei bambini per i libri e la lettura. Qual è il progetto più rilevante portato avanti fino ad oggi? Non citerei un solo progetto, ma potrei fare alcuni interessanti esempi di come sia possibile coinvolgere servizi e operatori diversi per una maggiore diffusione dell’abitudine di leggere tra i bambini e le famiglie. *Friuli Venezia Giulia: il progetto ha dimensione regionale, coinvolgendo 121 biblioteche comunali e 100 pediatri di famiglia. La particolarità consiste nell’azione concordata tra biblioteche e pediatri con una copertura pressoché totale del territorio regionale. I pediatri durante i bilanci di salute donano libri ai bambini e materiali informativi sui benefici della lettura ad alta voce ai genitori. Le biblioteche garantiscono spazi e una buona scelta di libri per bambini in età prescolare, offrendo una consulenza qualificata rispetto a quali libri sono più adatti all’età dei bambini. Biblioteche e pediatri sono supportati dai “lettori volontari”, che sono stati adeguatamente formati e si recano presso gli ambulatori pediatrici leggendo ad alta voce. marzo 2011 21


Il progetto è sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia dal 2008. In novembre è organizzata la Settimana regionale “Nati per Leggere” durante la quale tutte le biblioteche creano particolari occasioni di lettura condivisa. *Lugo in provincia di Ravenna: la città di Lugo, 32000 abitanti, ha coinvolto nel progetto la biblioteca, i pediatri di famiglia, gli asili nido, le scuole dell’infanzia, il centro famiglia, le librerie e un numeroso gruppo di “lettori volontari”. Tutti questi soggetti concorrono a loro modo rinforzando il messaggio dell’importanza della lettura nei primi anni di vita dei bambini. Dallo scorso anno l’Assessorato alle Politiche per la Famiglia, le Associazioni di categoria (ASCOM, Confartigianato, Confesercenti, Cna), le attività commerciali e l’Istituto di credito Banca di Romagna accolgono i nuovi nati con un dono di benvenuto. Tra i materiali contenuti: un depliant che illustra l’iniziativa, una card-sconti utilizzabile presso diversi esercizi commerciali specializzati in prodotti per l’infanzia e presso l’Istituto di credito, la lettera ai genitori di invito a frequentare la biblioteca con i loro bambini, il pieghevole e i segnalibri di “Nati per Leggere”. *Unità locale socio sanitaria 9 di Treviso che ha coinvolto il personale sanitario, le biblioteche e gli assessorati alla cultura di 37 comuni in provincia di Treviso. Questo progetto, che riguarda pressoché tutto il territorio della provincia di Treviso, grazie alla collaborazione dell’azienda sanitaria locale che ha inserito la promozione della lettura ad alta voce tra le priorità del proprio piano sanitario, al pari della promozione dell’allattamento al seno, delle vaccinazioni, dell’assunzione dell’acido folico e della campagna contro il fumo in gravidanza e dopo la nascita. Anche in questo caso le azioni tipiche delle biblioteche sono quelle di attrezzare in modo adeguato degli spazi per accogliere i bambini molto piccoli con i loro genitori, predisporre un’offerta di libri per bambini e di materiali informativi per gli adulti con utili indicazioni sulla crescita e l’educazione dei bambini, creare occasioni di socializzazione nell’esperienza di lettura per i bambini e di sensibilizzazione e formazione per genitori e operatori. 22 marzo 2011


Per concludere, mi potrebbe raccontare un aneddoto divertente, emozionante, significativo? Una pediatra campana molto impegnata nel progetto, promuove la lettura donando un libro adatto all’età del bambino, durante le visite di controllo pediatrico. Un giorno si trova di fronte una mamma restia e convinta che il suo bambino non abbia alcun interesse per il libro che la pediatra insiste a darle (il bambino non ha ancora un anno e la pediatra vuole lasciare alla mamma il piccolo libro cartonato “Guarda che faccia!”). La mamma non vorrebbe portare a casa il libro, ma la pediatra la convince, dicendole di provare a guardare assieme al bambino il libro, senza preoccuparsi se l’attività non fosse gradita né a lei né al bambino. Alla visita successiva, la mamma incredula ed entusiasta, racconta alla pediatra con quanto interesse il suo bambino abbia preso l’abitudine di osservare il libro mostrando curiosità per le facce dei bambini che vi sono ritratti e per i suoni onomatopeici che ne sottolineano le espressioni. •

Nati per Leggere

Approfondimenti http://www.csbonlus. org/?CONTENT=NEWS&newID=77 http://www.comune.lugo.ra.it/Guida-ai-Servizi/ Notizie/Benvenuto-a-Lugo http://www.hcmagazine.it/news/politica-sanitaria/ nati-leggere-premia-lazienda-ulss-9-di-treviso-ilprestigioso-riconoscimento

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Mamma Lo sviluppo sensoriale del feto pag. 26

Marsupioterapia pag. 30

Diario di una mamma pag. 34

Guida pratica alla gestione della gravidanza pag. 36

I vostri parti pag. 38


Viaggio tra i sensi nella pancia Se chiedessimo ad un bambino “Quanti e quali sono i nostri sensi?” egli, quasi sicuramente, risponderebbe “Semplice, sono cinque!”, e poi comincerebbe ad elencarli “vista, udito, olfatto, gusto e tatto”. L’ordine potrebbe sembrare casuale, ma in realtà non lo è. Esiste come una sorta di stereotipo riguardo l’importanza dei nostri sensi che porta a considerare come il più importante ed indispensabile la vista e marginale il tatto. In realtà, nell’embrione la pelle ed il relativo senso del tatto fanno la loro comparsa prima degli altri sistemi sensoriali, precedendo il sistema vestibolare, il gusto, l’olfatto, l’udito e la vista, seguendo, così, la legge biologica per cui più una funzione è precoce, più è probabile che sia fondamentale. In embriologia è stato visto che la pelle si origina dall’ectoderma, uno dei 3 foglietti embrionali, tra la 4ª e l’8ª settimana gestazionale, dal quale prendono forma anche gli al-

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tri organi di senso, i capelli, lo smalto dei denti ed il sistema nervoso, che risulta così essere in contatto permanente con la pelle e gli altri organi. Alcuni studiosi esaminarono i riflessi di feti abortiti e mostrarono che dalla 7ª settimana e mezzo di gestazione un leggero tocco sul labbro o sulle ali del naso producono un’attività riflessa di rooting (rotazione del capo verso la stimolazione). Tra l’8ª e la 9ª settimana l’area di sensibilità si estende ed include il mento e la parte laterale della bocca e del naso. Tra la 10ª e 11ª settimana diventano sensibili alla stimolazione tattile anche le palpebre e la fronte ed il feto presenta stimolazioni palmari (riflesso di prensione). La responsività della pianta del piede diventa evidente nella 12ª settimana, come anche la risposta alla stimolazione delle cosce e delle gambe. Tra la 13ª e la 14ª settimana l’intera superficie del corpo è sensibile al tatto, fatta eccezione per la parte alta e posteriore della testa, insensibili fino alla nascita.


di Carmela Giordano

del bambino ancora Il gusto e l’olfatto presentano uno sviluppo parallelo. Le papille gustative entrano in funzione solo a partire dalla 14ª settimana di gestazione e, nello stesso periodo, nelle fosse nasali iniziano ad essere presenti i primi neurorecettori olfattivi. Il liquido amniotico è influenzato dall’alimentazione materna e può, quindi, generare una preferenza alimentare perché ingurgitato, inalato, digerito ed eliminato. L’odore e il gusto del liquido amniotico preparano il feto a riconoscere l’odore e il gusto del latte materno. Infatti, già una settimana dopo il parto, il neonato è in grado di distinguere l’odore della propria madre dall’odore di altre donne.

Il gusto e l’olfatto

L’udito

Si sono, inoltre, notate espressioni facciali, come il disgusto, la tristezza, la paura e la gioia.

Riguardo al gusto, un neonato è capace di distinguere dolce, salato, amaro perché sono sapori già presenti nel liquido amniotico ed è proprio questo che determina le preferenze alimentari. La preferenza per il dolce sembra essere legata al processo di sopravvivenza della specie. Fin dalla preistoria l’uomo preferisce il dolce, perché cibo più energetico e sicuro, mentre le sostanze amare sono più tossi

inizia la sua formapresentano uno svizione intorno alla luppo parallelo. Le 10ª settimana di papille gustative en- gestazione, ma entra trano in funzione solo in funzione solo alla a partire dalla 14ª 20ª settimana settimana

La vista

entra in funzione solo alla 30ª settimana di gestazione. In questo periodo la parete addominale materna lascia filtrare la luce

Il tatto

la pelle si origina tra la 4 ª e l’8ª settimana gestazionale

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che e pericolose, quindi respinte. L’udito inizia la sua formazione intorno alla 10ª settimana di gestazione, ma entra in funzione solo alla 20ª settimana. Le sonorità ascoltate dal feto sono per lo più sonorità biologiche: battito cardiaco, respirazione, gorgoglìi intestinali, ed è il liquido amniotico a fungere da amplificatore dei suoni. Ma il feto riesce a sentire anche le voci che vengono dall’esterno, tanto da riuscire solo dopo 3 giorni dalla sua nascita a distinguere il suono della voce materna. Infatti, è stato provato che leggere delle storie, ascoltare delle musiche durante la gravidanza produce nel bambino, alla nascita, sensazioni di rassicurazione e tranquillità. La vista entra in funzione solo alla 30° settimana di gestazione. In questo periodo la parete addominale materna lascia filtrare la luce che viene percepita come rossiccia e durante un’ecografia si potrebbe addirittura vedere il feto che copre gli occhi con le sue mani. Prima si riteneva che il

28 marzo 2011

neonato alla nascita non vedesse; in realtà il sistema visivo è funzionante e gli oggetti e i volti sono ben visibili ad una distanza di 20-35 centimetri (la distanza che intercorre tra madre e bambino durante l’allattamento). Le tecniche ultrasonografiche messe a punto sono servite a verificare proprio tutte queste scoperte. Grazie a queste tecniche è stato possibile studiare ancor meglio l’attività fetale, non solo del tatto ma anche degli altri sensi, e si è potuto notare già nel feto la presenza di alcuni riflessi neonatali, come la suzione non nutritiva o quella del pollice ed il riflesso di prensione. Si sono, inoltre notate espressioni facciali, come il disgusto, la tristezza, la paura e la gioia. Per concludere, è importante sottolineare quanto sia necessario porre attenzione allo sviluppo sensoriale embrionale e fetale, perché migliore è questo sviluppo e migliore sarà l’adattamento del neonato prima, e del bambino dopo, all’ambiente. •


La M A R S U P

unai bambini aiuto prematuri naturale Nato negli anni Ottanta si è diffuso in tutto il mondo

La marsupioterapia fu sperimentata per la prima volta in Colombia negli anni Settanta, dai neonatologi Edgar Rey e Hector Martinez, sui bambini nati prematuri e di basso peso. Questa tecnica consiste nell’appoggiare il neonato a diretto contatto con la pelle della madre, in una posizione simile a quella di un canguro. Inizialmente utilizzata a causa del numero insufficiente di incubatrici, ben presto si rivelò una terapia straordinaria: il tasso di mortalità dei bambini nati prematuramente diminuì in modo sensibile. La marsupioterapia si diffuse negli anni Ottanta in America latina, in Asia e Africa; negli anni Novanta si diffuse nei Paesi industrializzati come Francia, Svezia, Canada, 30 marzo 2011


PIOTERAPIA, Quali sono i vantaggi di questa tecnica per il bambino? •Stabilità termica: la regolazione della temperatura del bambino avviene in modo naturale grazie al calore del corpo della madre. •La respirazione e l’ossigenazione si regolarizzano: il ritmo respiratorio e quello cardiaco si stabilizzano, si riducono gli episodi di apnea respiratoria e migliora la saturazione, cioè la quantità di ossigeno contenuta nel sangue. •L’attività motoria e comportamentale del bambino migliora: il bambino appare più vivace, ma nello stesso tempo diminuiscono le crisi di pianto. Diminuendo le crisi di pianto, diminuiscono anche le coliche gassose. •Il bambino presenta un recupero più netto delle condizioni fisiche generali. •La stretta relazione madrefiglio sembra avere un’influenza positiva sullo sviluppo neurologico del neonato prematuro. •Aumenta la produzione di latte nella madre; inoltre la posizione favorisce l’allattamento al seno.

di Alice Belotti

Olanda e USA, dove ha preso il nome di Kangaroo Mother Care (Kmc). In questi Paesi, compresa l’Italia, la marsupioterapia è stata introdotta con l’obiettivo di rendere più “umane” e meno medicalizzate le cure riservate al bambino prematuro. In tali Paesi però la terapia viene applicata con questa modifica: il contatto pelle a pelle non avviene per ventiquattr’ore al

La marsupioterapia invece:

•Permette di sviluppare un maggior attaccamento madre-figlio, poiché permette alla madre di occuparsi attivamente del bambino, attenuando il senso di impotenza provato di fronte al suo ricovero. •Favorisce nella madre il desiderio di prendersi cura del bambino, aumentando la fiducia nella propria capacità di riuscire a comprendere e soddisfare i bisogni del proprio figlio. •Allevia il senso di colpa per non aver portato a termine la gravidanza (gli psicologi parlano di “compensazione della gestazione”). •Facilita il processo di assunzione del ruolo genitoriale da parte della madre, aiutandola a sviluppare competenza e sicurezza nell’accudimento del bambino. •La stretta relazione che si viene a creare tra mamma e figlio diminuisce l’ansia del ritorno a casa e di future e possibili complicanze legate alla nascita prematura. marzo 2011 31


giorno ma solo per un periodo di due ore, per una o due sedute al giorno, ed inizia solo alcuni giorni dopo la nascita. Naturalmente la marsupioterapia si svolge nella stanza del reparto dov’è ricoverato il bambino prematuro, con l’assistenza del personale infermieristico. La marsupioterapia comporta molti vantaggi anche per la madre. La nascita prematura del proprio bambino infatti è sempre per i genitori, in particolare per la madre, un evento particolarmente stressante, un vero e proprio shock emotivo. La separazione che segue la nascita, pur necessaria, alimenta le paure e i sensi di colpa, e ritarda l’assunzione del ruolo genitoriale. La marsupioterapia può essere praticata anche dai papà, i quali possono così creare da subito una relazione più stretta con i loro bambini. Sulla base dei pochi dati finora

32 marzo 2011

disponibili, si può ragionevolmente affermare che tale esperienza ha sul papà gli stessi effetti positivi verificati sulla figura materna. La marsupioterapia sembra inoltre non solo migliorare il coinvolgimento del papà nella relazione con il figlio, ma anche la condivisione con la mamma dei compiti di accudimento del bambino. Questa terapia sempre più spesso viene applicata anche a bambini sani e nati a termine. Gli studi condotti sui bambini sottoposti a tale terapia hanno evidenziato una sensibile diminuzione di mortalità infantile; inoltre questi bambini dormono di più, presentano un numero minore di crisi di pianto ed episodi limitati di coliche gassose. Notevoli vantaggi si presentano anche nel rapporto di attaccamento madre-figlio e nella costruzione di una relazione con il padre, ove si presti alla terapia.•


di Ilaria Martina

Diario di una mamma �

Ilaria è sociologa, si occupava di pubbliche relazioni e uffici stampa di moda a Milano. Ora è mamma, abita a Torino, ed ha aperto un’associazione con cui propone attività per le mamme e scrive su riviste per genitori e bambini. Alice, 18 mesi, dolce, allegra e un po’ birichina. Il suo arrivo ha dato inizio ad una trasformazione incredibile. Ma non è forse Alice che fa crescere la mamma?

«F

inalmente le contrazioni, lievi dolorini nel basso ventre, regolari, ogni venti, trenta minuti… sarà il momento tanto atteso?». Anche la sera precedente avevo avuto le stesse sensazioni, ma dopo un’ora mi erano passate, questa volta invece continuano, sempre regolari e si sta accorciando la distanza. Ho chiamato la mia ostetrica, mi ha consigliato di farmi una doccia, se le contrazioni continuano significa che il “Momento” è arrivato ol m Ero to. In effetti così è stato; non eravamo in casa nostra ma in una i d a curios casa di campagna, fuori città, per cui abbastanza velocemente ta es avere qu siamo tornati a casa, non in ospedale, perché avevamo deciso za n ie er p es di accogliere la nostra bimba in casa. Non ci potevo credere, finalmente il parto. Dopo tante letture, tanta attesa, tanti pensieri su come poteva essere, eccoci qui. Eh sì, perché una donna se lo sente raccontare da sempre e cerca di immaginare come sarà quando toccherà a lei ed ora finalmente ci siamo. Ero molto curiosa di vivere questa esperienza. Molto fiduciosa che tutto sarebbe andato bene, sapevo che sarebbe stato un viaggio incredibile, e al ritorno non ci sarebbe stata mai più la ragazza che ero stata fino a quel momento, ma una donna nuova, una mamma. Ero pronta a vivere questa tra-

sformazione con un po’ di emozione e molto coraggio, sapevo che la natura mi avrebbe aiutata.

Il travaglio è proseguito tutta la notte. Inizialmente le contrazioni non erano molto forti, ora dopo ora sono diventate sempre più

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intense e lunghe. Quando erano ancora tollerabili ho preparato una torta salata perché ho avuto paura che le due ostetriche e il mio compagno ad un certo punto avessero fame (e infatti l’hanno finita!). Verso le sei di mattina è arrivata la prima ostetrica e dopo circa un’ora la seconda, erano tutti lì per me, per noi, però sapevo che dipendeva tutto da me, anche se era bellissimo lasciare che le ostetriche si prendessero cura. Ero come su un altro pianeta, avevo perso completamente il senso del tempo e dello spazio, accompagnavo le contrazioni con delle vocalizzazioni, un canto appreso in gravidanza, in uno Stage con Frédérick Leboyer - un grande Maestro - ed anche grazie al canto, il travaglio è proseguito senza problemi. Ogni contrazione arrivava come un’onda del mare in tempesta, forte, energica, vigorosa, qualche secondo di respiro e poi un’altra ancora, ero nel presente, come mai prima di quel momento e vivevo attimo dopo attimo con grande intensità. Ci siamo trasferiti in camera da letto e non appena mi sono sdraiata le acque si sono rotte, una forza incredibile mi ha attraversato, la forza della vita:

Molto fiduciosa che tutto sarebbe andato bene, sapevo che sarebbe stato un viaggio incredibile

era la mia bambina che stava venendo al mondo con tutta la potenza possibile.

Ho assecondato le spinte ascoltando il mio corpo, cercando di non ostacolare ciò che stava accadendo e me lo ricorderò per sempre: un’ultima spinta… un piccolo vagito e Alice era arrivata tra noi! Che emozione! Un momento magico, per tutti, me l’hanno appoggiata sul petto e finalmente, dopo nove mesi dentro il mio corpo, la piccola frugoletta era lì con noi, incredibile, dopo poco ha raggiunto il seno ed ha iniziato a nutrirsi di me, per la prima volta in un nuovo modo. Il papà era super emozionato, mai visto così, mentre io ero ancora in uno strano spazio. Eravamo lì tutti e tre, nel lettone e per ore abbiamo osservato questo piccolo “esserino” appena atterrato sul pianeta Terra.

Il papà era super emozionato, mai visto così, mentre io ero ancora in uno strano spazio.

Una vera magia.

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CHE GIOIA SONO INCINTA ….

di Federica Federico

E ADESSO COSA Il test di gravidanza è positivo: inizia l’avventura. Allo stesso tempo bisogna fare i conti con la “gestione della gravidanza”: a chi rivolgersi, in quale ospedale andare, dove eseguire gli esami, fare o non fare indagini di diagnosi prenatale? Chi può rispondere a queste domande? Alcune future mamme chiedono alle

amiche, alle sorelle che magari ci sono già passate, oppure navigano in internet nella speranza di trovare delle risposte soddisfacenti. Ecco le risposte alla maggior parte dei quesiti che affollano la mente delle donne che intraprendono il meraviglioso percorso della gravidanza.

di essere gravide. La prima visita ostetrica è un momento molto Ci si può rivolgere al proprio ginecologo di importante del percorso della fiducia che potrà eseguire i controlli ostetrici, gestazione perché si prende in oppure ci si può rivolgere ai consultori considerazione tutta l‘anamnesi della pubblici o agli ambulatori ospedalieri paziente, vale a dire la presenza di eventuali patologie che richiedono dedicati alle valutazioni ostetriche. l’intervento di altri specialisti, l’assunzione di farmaci che possono Quando devo iniziare a fare dei controlli? essere controindicati in gravidanza e Sarebbe opportuno iniziare ad seguire che vanno sospesi o sostituiti oppure la delle valutazioni appena si scopre correzione di alcuni stili di vita scorretti.

Chi mi può seguire durante la gravidanza?

36 marzo 2011


DEVO FARE?!

A cosa serve l’acido folico?

In cosa consistono i controlli ostetrici? Sono delle visite volte a valutare il benessere materno e fetale. Si valutano il peso e la pressione sanguigna della mamma, si controllano gli esami ematochimici e gli esami delle urine che di volta in volta sono prescritti, si esegue fisicamente la visita ostetrica e si valuta il battito cardiaco fetale. Il numero dei controlli ostetrici dipende da caso a caso, di solito in una gravidanza fisiologica per i primi mesi le visite possono essere programmate ogni 30 giorni; l’intervallo di tempo si riduce a 20 o 15 giorni quando si è prossimi al parto.

L’acido folico è una vitamina del gruppo B fondamentale per la mamma ed il nascituro. Durante la gravidanza è necessario aumentarne l’introito o con una dieta adeguata oppure assumendolo mediante i prodotti farmaceutici. La dose standard consigliata da assumere per almeno i primi tre mesi di gravidanza è di 0,4 mg. Gli effetti benefici per il nascituro sono legati alle minori probabilità di sviluppare malformazioni a carico del sistema nervoso centrale come per esempio: l’anencefalia (incompleto sviluppo del cervello) oppure la spina bifida (mancata chiusura della spina dorsale con erniazione del midollo spinale).• febbraio 2011 37


I VOSTRI PARTI

UN PARTO DIFFICILE Dirò qualcosa che potrà scandalizzare molti: io di bambini non ne volevo, mai avuto istinto materno!

 Grazia  MARTINECCHI

Grazia con la piccola Arianna in braccio

Mi ricordo, da ragazzina, che le amiche fantasticavano sulla loro futura famiglia e dei tanti bambini che avrebbero voluto avere. Io, invece, ero attratta dai misteri dell’antico Egitto perché il mio sogno era di fare l’archeologo. Scavare tra le dune di sabbia del deserto, tra le rovine dei templi e le piramidi. Altro che bambini!

Poi la vita ti porta a fare incontri, scelte, non sempre felici, non sempre facili e ti

Il papà Mattia con la piccola Arianna

ritrovi a fare tutt’altro. Qualche storia, poco importante, le amiche che, una dopo l’altra si sposano, vanno via e ti senti sempre più sola e poi, improvvisamente l’incontro che ti cambia la vita, veramente. Così mi ritrovai a 36 anni sposata e incinta! Che bello, penserete. E invece no, quella volta no.

almeno. Mio marito, Mattia, camminava a un metro da terra. Nel giro di pochi minuti tutto il mondo ne era al corrente. Era felice e sembrava lui il bambino io, invece, piangevo...

Quando il test di gravidanza mi conferma che sono incinta piango, non di gioia. Non so bene perché, ma stavo male. Un figlio? Adesso, a 36 anni? Inatteso, inaspettato e, diciamolo, non voluto, non da me 38 marzo2011

Forse per l’età, forse perché non ci avevo mai pensato. Non ne avevamo mai parlato, so solo che mi prese lo sconforto. Passati i primi giorni, ho cominciato a rendermi conto che sarei diventata mamma. Che strano, che impressione una “cosa” che ti


cresce dentro, si muove nella tua pancia. Possibile che nessuna di voi ci abbia mai pensato? Un’amica, una “super mamma” con tre figli e in cerca del quarto, mi regalò dei libri sulla gravidanza. Iniziai a sfogliarli, a vedere le immagini. Ecco a due settimane il feto è così, si è già formato questo, a 4, a 5 e così via. avremmo aspettato. E invece no! Il destino è strano a volte. Decidi delle L’idea di diventare mamma cominciava cose e te ne capitano altre, so solo che, a fare breccia, a infrangere quel muro di a conti fatti, sono rimasta incinta quando paure, ataviche, che avevo legate a questa abbiamo firmato il compromesso per la esperienza. Sarò mamma! nuova casa, giorno più giorno meno. Ho aspettato, non ho detto niente a nessuno Poi una sera, alla decima settimana, una poi, avuta la certezza, circa 8 settimane piccolissima goccia di sangue, quasi dopo, l’ho comunicato a Mattia. Questa impercettibile. Il ginecologo mi consigliò volta la notizia ce la siamo tenuta per di andare in ospedale. Così feci la mattina noi. Forse sono solo dicerie ma abbiamo dopo e lì la doccia fredda: «Signora, lei preferito aspettare, dopo aver fatto anche ha abortito. È un aborto interno, deve l’amniocentesi. sottoporsi a un intervento il prima possibile». «Vengo domani» ho risposto con un filo di voce. A questo punto il mondo mi è crollato addosso. Adesso che mi ero abituata all’idea, che pensavo a tutine e pannolini non c’era più niente. Quella “cosa” ha deciso per me, ha deciso di andarsene. Come lo avrei detto a Mattia? Che parole usare? La sensazione era quella di essere stata “punita”. Per giorni mi sono sentita in colpa. Non lo volevo, lo avevo rifiutato e forse lui, in qualche modo, lo “aveva sentito”. Nel frattempo succede altro: la morte di mia mamma e la decisione di cambiare casa, a un bambino ci penseremo dopo. A quel punto l’età non era un problema, marzo2011

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I VOSTRI PARTI

A quel punto sarebbe stato difficile nascondere la notizia. Mi ricordo la prima ecografia “comprensibile”: un fagiolino, così appariva il mio bambino. Chissà perché quando si aspetta un figlio si pensa sempre al maschile? Dopo solo pochi giorni mi arriva una telefonata dall’ospedale: altra doccia gelida, qualcosa non va, dobbiamo fare degli esami. Continuavo a chiedere al medico se il bambino era sano e c’è mancato poco che mi mandasse al

«Signora, è una bambina, è sana, ma in una coltura su 5 c’è un cromosoma invertito, dobbiamo verificare, ma la bambina è sana».

diavolo

Una bambina, una figlia! Altri giorni di attesa, poi l’esito dell’esame: tutto ok. Probabilmente quella coltura era stata contaminata da qualcosa di esterno. Finalmente un sospiro di sollievo e la notizia poteva ora essere data al mondo intero. Ho avuto una splendida gravidanza, niente nausee, niente voglie

marzo2011 2011 40 febbraio

n eul o s l e d o n o n n gior a e l p com


Adesso no, non all’ottavo mese, non quando parlo a mia figlia, le racconto di me, del suo papà, di quello che vedrà quando verrà al mondo. Non adesso che la “sento mia”, che si muove dentro di me, non abbiamo ancora deciso il nome, la chiamiamo “fagiolina”. Prendo la macchina e corro al più vicino ospedale, sono sola, non lo dico a nessuno, neppure a Mattia. È al lavoro, in giro, in macchina potrebbe succedergli qualcosa. strane, niente di niente. A luglio inizia il trasloco, io sto bene, mi sento un leone quindi non mi faccio problemi, su e giù per le scale con scatoloni e cose varie. Mi sentivo bene, quindi perché avrei dovuto fermarmi? Un giorno, per strada, mentre stavo andando al lavoro, sento che qualcosa non va. Mi sembrava di essere diventata incontinente. Arrivata in ufficio corro in bagno e, ennesima doccia fredda: una enorme macchia di sangue... a quel punto il cuore mi usciva dal petto.

Dopo diverse ore mi dimettono, è tutto ok, forse a causa degli sforzi dei giorni precedenti si è rotto qualche capillare, mi dicono però che è arrivato il momento di riposare. Arriva agosto, andiamo in montagna, dai miei suoceri in Trentino e porto tutto con me. Non si sa mai. M’informo, se è il caso vado a partorire a Trento, quindi partiamo tranquilli. Le vacanze le trascorriamo serenamente, fa caldo ma si sta bene. Primi di settembre, è il momento di tornare a casa e qui, durante il tragitto, iniziano i dolori e la mia ansia... A Milano so dove andare, a Trento sapevo dove andare, ma se decide di nascere adesso? Dove vado? Nel primo posto che capita, che non conosco! Finalmente arriviamo a casa, passano ancora un paio di giorni poi arriva il

“fagiolina”, o meglio Arianna, ha momento giusto:

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I VOSTRI PARTI

Ogni tanto penso anche a qual bambino che non è mai nato, mi chiedo

Grazie e Mattia il giorno del matrimonio.

contrazioni, Arianna è lì, si vedono i capelli ma niente, iniziano le flebo di ossitocina, ma niente. Dopo diverse ore decidono di intervenire con un cesareo. Era ora, non ne potevo più. Mi portano in sala operatoria, «facciamo l’epidurale?» chiede un dottore «no, non c’è più tempo» risponde l’anestesista, «dobbiamo fare la totale». Mi ricordo di avergli detto che soffro di asma allergica e le parole della dottoressa che era contraria all’anestesia totale... Mi sono svegliata alle 9 di sera, con la gola in fiamme, mi veniva da vomitare ma non riuscivo a muovermi, non riuscivo a chiamare perché ero senza voce, non riuscivo a parlare. Anche Mattia mi dice

deciso che è arrivato il momento di affacciarsi al mondo. Andiamo in ospedale dove è tutto pronto. Passo la notte a fare avanti e indietro lungo il corridoio, poi al mattino Arianna si decide e iniziano le contrazioni, quelle vere!

Stamattina nasce, ancora pochi minuti. Ma niente. Ad un certo punto finiscono le

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«che


se era maschio o femmina, come l’avrei chiamato?

bella che è fagiolina!».

Le loro voci mi arrivavano ovattate per via dell’anestesia, ho rischiato grosso per una emorragia, me l’hanno detto il giorno dopo. Quando, quella sera stessa, mi hanno portato Arianna, stavo male, l’ho guardata appena! Ora cosa dire? L’esperienza del parto non l’ho vissuta, non come la maggior parte delle donne. La prima volta che ho visto la mia bambina ero talmente a pezzi che non l’ho guardata, non l’ho abbracciata, non l’ho baciata... Il giorno dopo, quando l’ho presa tra le mie braccia, mi sono chiesta se era veramente mia, così paffutella, con occhi a mandorla e capelli neri come la pece. Poi l’ho stretta forte al petto... e mi sono sciolta. Quella era la “mia bambina!”. Sono mamma, mi suonava strano.

non è mai nato, mi chiedo se era maschio o femmina, come l’avrei chiamato? Avrebbe 10 anni ora, ma ormai cosa importa? Probabilmente non ci sarebbe Arianna adesso, ma è lei che conosco, è lei che mi corre incontro quando vado a prenderla a scuola e mi dice «quanto mi sei mancata mamma», è lei che mi abbraccia, mi stringe forte e mi dice che sono «la mamma più bella e migliore del mondo».

È lei che conta, è lei la mia... la nostra vita adesso! •

Ancora adesso, dopo nove anni, ogni tanto la guardo quando dorme, prendo le sue piccole mani fra le mie, le accarezzo il viso, i suoi capelli e ancora non mi sembra vero. Mi piace tenerla un po’ nel lettone la sera, abbracciarla, sentire il suo profumo di bambina. “La mia bambina” il mio piccolo personalissimo miracolo e adesso mi sento mamma, sì, mamma fino al midollo. Non riesco nemmeno ad immaginare come sarebbe triste e vuota la mia vita ora se non ci fosse lei. Ogni tanto penso anche a quel bambino che

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Bimbo

Oggetti transizionali pag. 46

Giornate fredde e piovose? Tanti giochi divertenti da fare in casa pag. 50

Bimba Copertina pag. 54

I rituali della giornata di un bambino pag. 64


di Elisabetta Belotti

GGETTO

quell’oggetto dal quale n on ci si vuole proprio staccare

transizi nale:

In genere è rappresentato da un copertina o un peluche e diventa un vero e proprio surrogato della mamma Molti bimbi, fin dai 6-8 mesi, manifestano un attaccamento particolare ad un oggetto. È generalmente qualcosa di caldo e morbido, un peluche o una coperta, che ha su di loro un potere tranquillizzante e rassicurante, perché viene sentito come una sorta di “surrogato” della mamma. Il pediatra e psicoterapeuta Winnicot (1896-1971) introdusse il termine “oggetto transizionale” per indicare un qualsiasi oggetto di tipo materiale che viene investito emotivamente ed acquista un

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valore affettivo molto intenso, al punto che sarà impossibile separarsene, soprattutto al momento di addormentarsi. Per comprendere l’importanza dell’oggetto transizionale nello sviluppo emotivo del bambino, dobbiamo conoscere il legame che unisce il bambino alla mamma nei primi mesi di vita. In


questo periodo il bambino non ha la capacità di distinguere tra se stesso e chi si prende cura di lui; gli psicologi parlano di stato fusionale. Durante le prime esperienze di separazione il bambino non è in grado di rendersi conto che la lontananza della mamma è momentanea, perché non ne ha ancora interiorizzato la presenza. Invece intorno al sesto-ottavo

un peluche o una coperta, che ha su di loro un potere tranquillizzante e rassicurante che la sua mamma può

andare e tornare, apparire e mese il bambino si allontana dallo scomparire dalla sua vista, ma stato fusionale fino a raggiungere, non dalla sua vita. generalmente intorno all’anno, la consapevolezza

marzo 2011 47


Ciò significa che il bimbo ha interiorizzato dentro di sé una rappresentazione stabile della figura materna e che può evocarla, nel pensiero, anche quando non è presente. Proprio in questa fase entra in scena l’oggetto transizionale, cioè l’oggetto che si pone in uno spazio intermedio tra l’interiorità del bambino e il mondo esterno. Il peluche, la copertina o la bambolina rappresentano concretamente l’ambiente familiare, il riferimento alle figure primarie di riferimento (la mamma e il papà) e permettono al bambino di sopportare la lontananza dai genitori, proteggendolo dall’ansia di separazione. Quando il bambino stringe a sé l’oggetto prediletto, quando lo accarezza e gli fa le coccole, si rilassa e si tranquillizza, soprattutto nel momento della nanna, che è vissuta dai piccoli come una fase di “perdita” e di separazione. L’oggetto transizionale non rappresenta quindi una forma di dipendenza, ma costituisce una tappa fondamentale nello sviluppo psicologico e sociale del bambino, perché gli consente di passare dalla prima relazione, quella con la madre, alla relazione con l’altro, quindi all’apertura al mondo esterno. Non bisogna pertanto forzare l’abbandono dell’oggetto transizionale, proprio per rispettare l’evoluzione emotiva e psicologica del bambino. 48 marzo 2011

Quando il bambino stringe a sé l’oggetto prediletto, quando lo accarezza e gli fa le coccole, si rilassa e si tranquillizza Quando il bambino si sentirà sicuro dal punto di vista emotivo, in grado di affrontare ambienti e persone nuove, e il suo interesse per il mondo esterno aumenterà, egli lascerà in modo spontaneo i suoi oggetti transizionali. I genitori dovranno tener conto però anche della possibilità che in fasi critiche e momenti di cambiamento (inizio di un nuovo ciclo scolastico, arrivo di un fratellino o di una sorellina) il bambino torni a cercare conforto e sicurezza nel peluche preferito o nella copertina prediletta.•


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Giornate fredde e piovose?

Tanti giochi divertenti da fare in casa!

di Cinzia Parmi

Fuori fa freddo, il , buio arriva presto non sempre è pos-a. sibile uscire di cas I bambini piccoli diventano noiosi e la giornata sembra non finire mai. Ecco allora tante idee divertenti per vincere la noia senza ricorrere a “mamma TV”.

Siamo a marzo ma le giornate piovose sono in agguato. Dai sei mesi al primo anno di vita vostro figlio impara a scoprire il mondo. Ecco come aiutarlo divertendosi insieme. 50 marzo 2011

bino pic Intrattenere un bam di vita l’anno lo, spesso sotto così fac ere ess non volte può e è lunga La giornata invernal sono pos si che passeggiate troppo ven quando non tira a ca o tant ano piove, non dur ature e a p delle basse temper n bag il o ino nell le pappe, il son tra le paret le ore da passare e finir non no mestiche sembra dere dalla n Per non farsi pren d e tant con si può ingegnare dell’età del attività a seconda

mesi Dalla nascita ai sei no provate a soffiare leggermente sul pan ba cambio del pannoli e sulle mani. Se il

Al ini vate a farlo sui pied vostro figlio. Poi pro magari proverà anche piacere. e i o allegre è agitato, lo calmerà gnate delle facce trist rtirà nel dise a, cart di ti Se avete dei piat centimetri. Si dive distanza di 20/40 una primissim ad nei iele nere tegl o stra che oni. Usate figure bian nato non percepisce a le diverse espressi odo infatti, il neo peri sto que In . di vita trasti. e ma solo i forti con colori e le sfumatur bino. differenti Usate dei tessuti finta pel velluto, la seta, la ere abb ess ono dev pezze non grandi in modo che

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ccoa, a cile. a, le fare nto o ausa parte netto, ti doe mai. noia ci diverse l bam-

ncino di ambino

e e mol vedere mi mesi ancora i

i come il lliccia. Le bastanza si corra il

A sei mesi i bimbi sono molto più interattivi, imparano a gattonare, a riconoscere i vari giocattoli emettendo suoni e strilli ogni volta che li vedono. Per questa maggiore consapevolezza e capacità che hanno, è bello costruire un album di foto con i volti dei nonni, dei fratellini o sorelline, delle persone che il vostro piccolo vede di più. Questa semplice attività lo aiuterà a rafforzare i legami con gli altri membri della famiglia. Vedrete come sarà contento ogni volta che sfoglierete

leggi la prima parte dell’articolo sul numero di febbraio

Giornvoastee?fredde e pio Par mi a cur a di Cin zia

Ta n t i g io ch i dive rte n t i d a f a re in c a s a !

e azionaenderlo sulla schiena oppure possa soffoca- dist llon se ce ne sono, cari rischio che il bimbo i re sen e pria pell li, posizionare lo re. Sentire sulla pro muovere i pendag si veda riseconda del tesietto in modo che cch sazioni diverse a spe ne piacere. flesso. Ci sono alcu suto, gli provocherà he commeranc in e tite che palestrin sen e che stan e di un panQuando siet ccio e prendetelo in bra lui. cio dotate uto che vostro figlio lo è, ballate con nello in tess ie lod me ci dol al suono di parlar- scosso dai calci del e o canzoncine, Cantare filastrocch surrargli il suo nome. bambino aziona un sus i mesi gioco di luci e suoni. I gli dolcemente e prim nei che i, ma Sono gesti semplic bo rassicurandolo e colori, la luce, il movibim ndo mento sono i migliori intrattengono il mo il con o e in contatt vofacendolo entrar intrattenitori per il semplice che lo circonda. piccolo. Anche una tro una stro lo atto gioc con un ia accesa e puntata Porgetegli sempre so verso sovraeccitarlo. torc te e mossa dal bas alla volta per non un bimbo così pare e viceversa, sarà in grado di o Ricordatevi che per adulto l’alt un figlio. • tro per vos che rtire llo scinare e dive piccolo que neonato richie- affa non costa fatica, al nte è orta Imp o. egn de grande imp tempo i primi sequindi cogliere in per non stimognali di stanchezza portarlo al pianto larlo oltre misura e bo è stanco e bim il da sonno. Più addormentare. più sarà difficile farlo llon sono molcari i Verso i tre mesi, bo rimane quasi to apprezzati. Il bim al movimento te “incantato” di fron palestrina divene alla musica. La to. Potete allea o ta per voi un ottim

l’album insieme a lui riconoscendo le diverse fisionomie. Altri giochi divertenti a questa età sono i libri-gioco. Il bimbo, con più padronanza nei movimenti, ama sfogliare le pagine spesse di cartone, toccare le parti lucide o morbidose dei libri, schiacciare eventuali pulsanti sonori. Questo impegno può aiutarlo a coltivare l’amore per la lettura anche quando sarà più grandicello.

Verso i nove mesi

Il bambino trova particolarmente interessanti i giochi che affinano le abilità motorie: gattonare, arrampicarsi, cercare di alzarsi. Così, spingere degli oggetti può diventare il suo gioco preferito. Lasciategli la cesta dei panni piena di giocattoli e vedrete come si impegnerà a trascinarla per tutta casa. È anche l’inizio del fai-da-te e cioè vostro figlio cercherà di imitarvi in tutto: bere da solo, girare per casa senza aiuto, impilare mattoncini. I giochi saranno così guidati dalle sue esigenze più che dalle vostre. Se per lui è importante acquisire abilità con le mani, saranno da preferire i cubi o i giochi ad incastro utili anche per insegnargli che esistono diverse forme come i triangoli o i quadrati. Semplice ma istruttiva è la scatola magica.

febb raio 201 1 3

marzo 2011

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a

acquisire maggiore abilità con le mani. Per aiutarlo nello sviluppo della parola, ripetete i versi degli animali, giocate con i pupazzi di peluche creando una specie di teatrino, congratulatevi ogni volta che prova a imitare un vostro verso.

Di vertente è anche il gioco del tubo parlante.

Praticate un foro su un lato di una scatola di scarpe e mostrate al bimbo come infilare dentro degli oggetti. Capirà così che esistono giocattoli grandi e piccoli e che non tutti riescono a passare dallo stesso foro. Inoltre, rafforzerà il concetto che le cose continuano ad esistere anche quando non si ‘’vedono’’ perché potrà ritrovare tutti gli oggetti nascosti una volta aperta la scatola. In tale senso anche il gioco del nascondino è educativo.

Procuratevi un tubo di cartone o di plastica e sussurrate dentro parole o rumori o altri suoni come ronzìi e soffi. Per lui sarà un vero spasso e dopo che vi avrà sentito, vorrà sicuramente imitarvi. Lasciatelo fare!

Infine, se siete occupate in cucina, intrattenetelo con delle calamite appese sulla parte inferiore del frigo. Passerà diverso tempo cercando di staccarle e di spostarle mentre voi potrete dedicarvi ad altro.•

La mamma si nasconde e poi si fa ritrovare.

Ciò contribuisce a diminuire l’angoscia del bimbo quando vede la mamma uscire dalla propria stanza prima di addormentarsi, perché il bambino impara a capire che la mamma c’è anche se non la vede. Aprire e chiudere delle scatole di plastica, strappare dei fogli di un vecchio giornale, giocare con la pasta colorata, usare i pennelli e le tempere ad acqua, sono tutte attività che certamente divertono un bimbo di nove mesi e che lo aiutano ad 52 marzo 2011


BIMBA COPERTINA

di Jennifer Marfia

Nome Giulia Carnevale Data nascita 23 agosto 2007 Città di residenza Milano Segni particolari neo a forma di cuore sul pancino

Giulia è la nostra protagonista di Marzo. Abbiamo intervistato la mamma, Marinella Milani, che ci ha raccontato come vive la sua piccola Giulia. Nelle pagine seguenti, potrete vedere alcuni scatti della nostra Bimba Copertina di marzo e leggere l’intervista fatta alla mamma.

la mamma

La Rubrica

dei Bimbi Copertina continua e siamo sempre alla ricerca di nuovi protagonisti da poter pubblicare all’interno delle nostre pagine. Se vuoi vedere le foto di tuo figlio all’interno del magazine non devi fare altro che inviarle a: Casting@bimbibelli.com


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Bimba Copertina marzo 2011

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La prima volta che hai preso tra le braccia tua figlia cosa hai pensato?

La prima volta che ho preso Giulia tra le braccia ho provato la gioia più grande della mia vita! Dopo averla portata in grembo per nove mesi non mi sembrava vero poterla accarezzare e sbaciucchiare…

Come è stata la gravidanza?

Ho vissuto la gravidanza con serenità e tanta energia. L’esperienza di una precedente gravidanza e l’amore della mia famiglia mi hanno aiutato tantissimo. Col fatto poi che avevo anche un’altra bambina a cui pensare sono sempre stata iperattiva… e i nove mesi sono volati. 56 marzo 2011


È stato un parto facile? Il parto è stato velocissimo. Mi è stato indotto alle 12,30 e alle 15,00 Giulia era già tra le mie braccia. Completamente diverso dal primo parto durato un’infinità di ore. Diciamo che anch’io come tante mamme ho rimosso la parte meno bella ed invece impresso nella mia mente e nel mio cuore il momento magico della nascita. La vicinanza di mio marito mi ha tranquillizzato ed è stata fondamentale!

Cosa ama di più fare tua figlia? Giulia ama molto disegnare e colorare, adora farsi leggere i libri osservando le figure, facendo mille domande. Inoltre ama guardare i classici di Walt Disney che tra l’altro piacciono a tutta la famiglia.

Quale gioco le piace di più?

Il suo gioco preferito sono i puzzles, le costruzioni, il pongo e le bambole. marzo 2011 57


Lei è una bambina molto curiosa e riflessiva. Osserva molto le persone più grandi, soprattutto la sorella, e così trae insegnamento e tende a imitare quello che vede.

Che carattere ha?

È una bambina vivace, dolce, molto affettuosa e ama scherzare e ridere. Inizialmente è un po’ timida ma quando prende confidenza, diventa molto spiritosa e coccolona… e ti dà tutto il suo cuore. Un difetto ce l’ha anche lei però: è precisissima e pignola.

Ha già detto quale lavoro le piacerebbe fare da grande?

No, è ancora piccola. Attualmente si sente ballerina e principessa. “Belle”, per l’esattezza. Tanto è vero che dice di avere gli occhi marroni proprio come Belle. In futuro si vedrà...

Cosa, invece, vorreste voi come genitori per vostra figlia?

Noi faremo del nostro meglio nell’aiutarla a studiare e scegliere la strada giusta. Però dovrà essere lei a scegliere quello che le piace e che la può rendere felice.

Che rapporto ha con il papà?

Con suo papà ha un bellissimo rapporto. Passano ore e ore insieme giocando e adora andare insieme al parco e in bicicletta. Il papà di Giulia è molto presente e molto protettivo nei suoi confronti.

E con la mamma? Come si comporta? 58 marzo 2011


marzo 2011 59


Con me Giulia ha un legame molto stretto. Da me cerca coccole e protezione. Con me condivide i giochi più tranquilli e adora farsi raccontare storie e cantare canzoni. Diciamo che il rapporto più divertente e movimentato ce l'ha con la sorella più grande con cui condivide giochi e scherzi in continuazione.

Le piace andare all’asilo?

Giulia ha iniziato quest’anno la scuola materna. Ha stretto tante amicizie ed è molto ben voluta dai suoi amichetti. Da subito ha avuto un’amichetta del cuore più grande di lei che la coccola e la rassicura. Ciò nonostante la mattina fa fatica a distaccarsi dalla mamma.

Quando ha iniziato a muovere i primi passi nel mondo dei casting e delle fotografie?

Giulia ha una sorella più grande che è nel mondo della pubblicità da 6 anni. Così abbiamo provato anche con Giulia praticamente da subito. Il suo primo casting a un mese e altrettanto il suo primo lavoro. Nel primo anno di vita, essendo io a casa dal lavoro, Giulia ha fatto proprio tante cosine. Poi ho ripreso a lavorare e ho diradato un pochino perché il tempo si è ridotto e ci sono tante cose a cui pensare.

Continuerà?

Non so. Dipende tutto da lei. La sorella più grande non si è mai fermata. Vedremo se seguirà le sue orme! Comunque sia l’importante è che lei sia serena e se le può piacere noi 60 marzo 2011


marzo 2011 61


seguiremo anche lei come la sorella e che viviamo ogni giorno. Lei ama maggiore. spaventare le persone e ogni volta che è a casa e un componente Ci racconti un aneddoto parti- della famiglia rientra lei lo deve spacolare legato a tua figlia. ventare. Quindi l'accesso in casa Più che un aneddoto è una cosa è vietato finché lei non è riuscita a che caratterizza Giulia da sempre nascondersi per uscire di sorpresa

Giada, la sorella

62 marzo 2011


e fare «Bum» a chi entra in casa. Un'altra sua caratteristica è che ama pronunciare alcune parole a modo suo. Nonostante sia capace di pronunciarle esattamente il cioccolato è diventato «cocciolato», il colore fu-

xia è «suffia», la bicicletta è «caciletta» e così via...

Come vedi tua figlia tra 20 anni? Possiamo solo augurarle ogni bene e che sia felice però è davvero difficile pensare così lontano.

marzo 2011 63


di Elisabetta Belotti

Per i bambini sono un punto di riferimento e aiutano a scandire i tempi

Fin dai primi mesi di vita, il bambino ha bisogno di stabilità e ritualità; scandire le giornate e le attività lo tranquillizza e gli dà un senso di contenimento e stabilità. I riti aiutano a scandire il tempo, creando un ordine mentale che aiuta il bambino, infondendogli sicurezza e fiducia; devono essere abitudini piacevoli e non forzate, perciò i genitori devono individuare quali riti si adattano alla loro condizione familiare e al loro stile di vita. Tra i rituali quotidiani possiamo indicare: •Rituali per iniziare la giornata: il risveglio non è sempre facile, specialmente se avviene in un orario forzato (per il lavoro dei genitori, per l’asilo, per la scuola). Un bacio della mamma e una frase affettuosa, un saluto da entrambi i genitori o dal fratellino/sorellina maggiore, semplici chiacchiere con la mamma sono tutti modi piacevoli di iniziare la giornata. Per i bimbi che hanno un risveglio lento bisogna 64 marzo 2011

programmare un anticipo di qualche minuto, per non costringerli poi ad accelerare i tempi, innervosendoli. •Rituali per l’igiene personale: soprattutto nel periodo oppositivo, quello dei capricci (i “terribili due anni”, in realtà estendibili fino ai tre) è utile cercare di trasformare i momenti della cura personale in momenti ludici. Accompagnare l’atto di lavarsi e pettinarsi con qualche canzoncina o filastrocca può rendere piacevoli queste attività. È consigliabile anche lasciar fare da solo al bambino quello che può: spazzolarsi i denti, pettinarsi, lavarsi le mani. Anche se non tutto risulta eseguito alla perfezione, l’importante è trasmettere buone abitudini collegate alla cura di sé. •Rituali per i pasti: quando il bambino prende ancora il latte, darlo sempre nello stesso luogo (poltrona, camera, letto), accompagnando il pasto con canzoncine o frasi di rassicurazione. Quando il bambino inizia a mangiare le prime pappe, meglio cercare di rispetta-


re degli orari regolari; è conveniente anche trovare modalità per soddisfare il suo nascente desiderio di autonomia. Dato che non sa ancora mangiare da solo, si possono proporre prima piccoli pezzettini di cibo che può assumere da solo e poi imboccarlo per il pasto vero e proprio, oppure lasciargli prendere le ultime cucchiaiate da solo… e pazienza se si sporcherà un po’. L’ideale sarebbe poi consumare i pasti principali in compagnia di tutti i familiari, in modo da far diventare il pasto un momento di condivisione e di unità familiare. •Rituali per il tempo libero: è

fondamentale che i genitori trovino ogni giorno del tempo da dedicare ai bambini (Quality time) per il gioco, l’ascolto o altre attività divertenti. Anche le attività casalinghe possono essere utilizzate come momenti di condivisione insieme: il bambino può stare vicino al genitore quando stende i panni, prepara la tavola o cucina; può anche partecipare, in base alla propria capacità. In questo modo si sentirà fiero di aver aiutato il genitore ed aver fatto un’attività “da grande”. •Rituali per la nanna: se il bimbo è piccolo, è ottimo un bagnet

I riti aiutano a scandire il tempo, creando un ordine mentale che aiuta il bambino marzo 2011 65


to rilassante seguito da un massaggio. Per i più grandi si possono proporre attività tranquille come leggere una storia, cantare una canzoncina, recitare insieme le preghiere per la notte. Per tutti è raccomandabile creare un’atmosfera rilassante con luci e rumori soffusi, evitare giochi fisici o troppo stimolanti (giochini elettronici soprattutto), programmi televisivi. Importante è seguire una routine consolidata: lavaggio denti, pigiamino, saluto ai genitori e ai fratellini. La ripetitività rassicura il bambino soprattutto nel momento di avvicinamento al sonno. A volte, per bambini particolarmente vivaci, è consigliabile inserire nella routine serale anche la somministrazione di una tisana calda (camomilla o simili) Ricordiamo inoltre che l’abitudine si acquisisce anche con l’imitazione: spesso per creare una buona abitudine nel bambino è sufficiente eseguire per primi ciò che gli chiediamo di fare, e spiegare bene perché ci si aspetta un identico comportamento da lui.•

Rituali per gli eventi speciali, ad esempio quelli dei giorni di festa:

si possono concedere delle eccezioni alle abitudini quotidiane: mangiare leggermente fuori orario, un dolce in più, le patatine fritte invece delle solite verdure, una coccola in più al risveglio del mattino. Rituali per i momenti di crisi, per esempio in caso di malattia, di vaccinazione, di visita odontoiatrica, la caduta di un dente da latte. Il genitore può acquistare un giocattolo, o un libricino, o un album da colorare e passare un po’ più di tempo con il figlio. 66 marzo 2011


Famiglia

Casa sicura pag. 68

Adozioni per i single? pag. 70

Gravidanza e internet pag. 74


Parmi a i z n i di C

te. n e d i c co l’in c e d e elli t l o c , i t asset c : e t n isatte d o n o dita s e l , e t e atten n i n a M

  68 marzo 2011

Non si tratta di una simpatica filastrocca ma di quello che ogni giorno può accadere dentro le nostre case, quando ci sono bambini piccoli che non hanno ancora sviluppato il “senso del pericolo”. Per chi ha figli piccoli, fino a tre/ quattro anni, la casa può essere fonte di numerosi incidenti, alcuni poco seri ma altri molto pericolosi. Gli spigoli dei mobili, i cassetti, le ante e tutti i soprammobili diventano attrattive per i vostri piccoli e si possono facilmente immaginare gli inconvenienti. Non è possibile elencare in forma completa tutti i pericoli che si annidano tra le pareti domestiche, molti sono presenti in alcune dimore ma non in altre, secondo le diverse tipologie abitative. Basta pensare alle case disposte su più piani dove ci sono le scale. C’è però una serie di accorgimenti che si possono riassumere ricordando i quattro elementi della Terra: acqua, fuoco, aria e terra.


SAcqua: i rubinetti sono affascinanti per un bambino piccolo che inevi-

tabilmente cercherà di aprirli. Onde evitare spiacevoli allagamenti, le porte dei bagni dovrebbero stare sempre chiuse. Per la cucina il discorso cambia in quanto, solitamente, i rubinetti del lavello non sono facilmente raggiungibili perché più alti di quelli di una vasca da bagno. Ma con “acqua” dobbiamo classificare tutti i liquidi in generale come detersivi, medicinali, fertilizzanti per piante. Ogni contenitore potenzialmente dannoso deve essere riposto in un luogo inaccessibile o per altezza o perché posto sotto chiave.

RFuoco: i fornelli sono pericolosissimi. Mai lasciare qualcosa sul fuoco

e un bimbo incustodito in cucina. Per il forno o per altre fonti di calore come stufe, camini, il bimbo può capire che non bisogna avvicinarsi troppo se noi per primi gli facciamo sfiorare con le manine la fonte di calore dicendogli: «scotta».

Aria: attenzione alle finestre aperte o ai grandi terrazzi. Può accadere

che il bimbo possa arrampicarsi su una sedia perché incuriosito dal rumore esterno e sporgersi troppo rischiando di cadere o possa uscire sul terrazzo causando gravi problemi per sé ma anche per altri se dovesse lanciare oggetti dal balcone.

Terra: i pericoli classificabili in questa categoria sono quelli più nu-

merosi. Esistono in commercio molti oggetti come i salvapresa, i fermacassetti, i blocca-ante, i ferma-porte. Alcuni sono validi ma altri servono a poco. Soprattutto i blocca-cassetti perché il cassetto si apre sempre un po’ e il rischio è che le dita possano rimanere schiacciate dentro. Meglio quindi una soluzione più radicale, se possibile, e cioè togliere le maniglie. L’adulto potrà servirsi di una specie di “uncino” per aprirlo.

Un consiglio generale: quando si hanno bambini piccoli che gattonano o iniziano a muoversi appena, si dovrebbe cercare un posto sicuro e arredarlo come “un angolo morbido”. La sala, il soggiorno, dove solitamente si passa più tempo, sarebbe il luogo ideale. Un tappeto come base, cuscini e cuscinoni in presenza di angoli spigolosi, materassini lungo le

pareti o i termosifoni. Sedie o poltrone a chiudere il nostro megabox casalingo. Dentro, tanti giocattoli non pericolosi, morbidi e colorati. La mamma allora potrà essere più tranquilla muovendosi da una stanza all’altra dando un’occhiata al piccolo ben protetto, in uno spazio non troppo ristretto come lo sono i tradizionali box e da cui difficilmente riuscirà ad uscire.• marzo 2011

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dozione

per i single? di Stefania Pellegrini

In Italia il mondo delle adozioni è difficile e complicato. In aiuto arriva una nuova sentezza

da una parte quella delle persone con le braccia aperte ad accogliere un minore,

70 marzo 2011

Da febbraio c’è più speranza in Italia per l’adozione da parte dei single. Nel giorno di San Valentino, infatti, la Suprema Corte di Cassazione, nella sentenza n. 3572/2011 ha lanciato un importante segnale sul tema. È risaputo, infatti, di quanto sia difficoltoso, in termini di tempo, costi e sacrifici, adottare un bambino per le coppie che ne vogliono uno, e di quanto nel nostro Belpaese, sia praticamente impossibile accedere alla stessa possibilità se non si è in coppia, salvo ipotesi eccezionali. Ebbene, nella recente sentenza, la Cassazione ha lanciato un monito al legislatore perché prenda in considerazione la possibilità di consentire, in presenza di particolari circostanze, l’adozione legittimante anche ai single, ossia quella senza alcun limite, come un’adozione fatta da una coppia. La Corte ha affermato infatti che: «Il legislatore nazionale ben potrebbe provvedere, nel concorso di particolari circostanze, ad un am-

pliamento dell’ambito di ammissibilità dell’adozione di minore da parte di una singola persona anche con gli effetti dell’adozione legittimante». Il caso in oggetto riguardava una bimba russa e la sua mamma “sola” italiana: il ricorso infatti era

stato presentato da una genovese che aveva ottenuto il via libera in Russia per l’adozione di una bimba dopo aver soggiornato nel Paese straniero per due anni. Il tribunale per i minorenni di Genova aveva dichiarato efficace il provvedimento di adozione, definendolo però speciale e non legittimante. La differenza sta proprio nel fatto che nel primo sussistono molte limitazioni nelle libertà, come la necessità del consenso di un tutore legale per determinati atti che riguardano il minore. La donna proprio per questo


Adesso si può si era rivolta alla Suprema ne vigente, soggetti singoli Corte, per chiedere che l’ef- possano ottenere il riconofetto del provvedimento fos- scimento dell’adozione di se “legittimante” anche un minore pronunciaper lo Stato italiano. I ta all’estero con efgiudici hanno respinfetti legittimanti». to il suo ricorso, ricorLa particolarità di dando che questa senl’adozione tenza però legittimante: sta proprio «È consentinell’invito ta solo a coche i giudiniugi uniti ci fanno al in matrimoParlamennio» e che in to: «Il legiItalia «deve slatore naescludersi che zionale – si allo stato dellegge – ben la legislaziopotrebbe

Perché forse nel 2011 si può capire che niente al mondo può essere migliore che affidare un minore ad una persona, singola o in coppia che sia, pronta ad amarla.

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la Chiesa, che ha rivendicato il diritto di un bambino ad avere sia una madre sia un padre.

dall’altra quella di migliaia di bambini che attendono una vita migliore.

provvedere, nel concorso di particolari circostanze, ad un ampliamento dell’ambito di ammissibilità dell’adozione di minore da parte di una singola persona anche con gli effetti dell’adozione legittimante».

Una sentenza, tuttavia, che ha scatenato molte polemiche, a partire dalla Chiesa, che ha rivendicato il diritto di un bambino ad avere sia una madre sia un padre. Oltre alla Chiesa, anche il sottosegretario Carlo

Giovanardi, presidente della Commissione adozioni internazionali, non ha espresso pareri positivi su tale invito: «Abbiamo una fila infinita di coppie sposate che aspettano di adottare un minore, non si capisce perché dovrebbero essere scavalcate da single, se non in casi straordinari». Il problema però non sta nello scavalcamento, perché non ci sarebbe. La ratio dell’invito mosso dai giudici semmai sta nella possibilità di ampliare l’istituto dell’adozione anche ai single. Perché forse nel 2011 si può capire che niente al mondo può essere migliore che affidare un minore ad una persona, singola o in coppia che sia, pronta ad amarla. Il guaio è però che nessuno pensa a velocizzare le procedure, appesantite proprio per l’esistenza di queste liste: da una parte quella delle persone con le braccia aperte ad accogliere un minore, dall’altra quella di migliaia di bambini che attendono una vita migliore. •

Hai dei temi legali che vorresti fossero trattati? 72 marzo 2011

Vorresti fare delle domande ai nostri esperti? Mandaci una mail a info@bimbibelli.com


di Alessandra Moschetta

ravidanza Internet: Se aspettiamo un bambino le nostre ansie aumentano e abbiamo mille domande da fare: la ginecologa non ne può più delle nostre telefonate, la nostra migliore amica ne ha sopra i capelli e il nostro compagno, anche se spesso non lo dimostra, ha più domande di noi. Che facciamo allora? Potremmo cercare nuove amiche, ma non sempre ci accontentiamo di una risposta, ne vogliamo sempre di più. Ebbene sì, Internet e i suoi forum, chat, social network: una manna dal cielo per nuovi genitori. Basta un “click” per una molteplicità di soluzioni. Dal test di gravidanza all’allattamento, dai prodotti per gambe stanche al tiralatte ma non solo: ginecologhe on line, ostetriche, pediatri e psicologi ci risparmiano file e telefonate. Ma più informazione vuol dire maggiore tranquillità? Internet non può sostituire l’assistenza sanitaria, possiamo toglierci qualche dubbio parlando con altri genitori in attesa, superare delle ansie e assillare un po’ meno il nostro dottore, ma è meglio che questo non diventi il nostro “passatempo preferito”. Molto spesso cercare su Internet qualsiasi cosa può farci preoccu74 marzo 2011

pare senza motivo. In un momento così delicato, delle paure legittime potrebbero diventare ossessioni se si continua a cercare sul web. Ognuna di noi è diversa, razionalmente si sa, ma spulciando sui forum potrebbero emergere storie o esperienze catastrofiche che contribuirebbero solo ad alimentare la nostra ansia e quella di chi ci sta accanto. Cerchiamo di usare questi strumenti come valvola di sfogo, come in una conversazione tra amiche, mentre, per i dubbi che ci fanno stare più in pensiero, rivolgiamoci a figure reali: professionisti di cui ci si fida o conoscenti che ci ispirino fiducia. La virtualità di Internet non può rassicurarci al cento per cento nonostante le mille risposte a nostra disposizione, anzi può


Spesso la soluzione più semplice è “googlarla”.

e aiuto e ansie farci stare peggio. Un uso consapevole della rete può farci affrontare questo periodo in maniera più rilassata. Pensiamo agli acquisti che si possono fare via web. Confrontiamoci con gli altri genitori “in dolce attesa” su prezzi e prodotti, leggiamo le recensioni e afferriamo imperdibili occasioni di deliziosi corredini o, se ci sentiamo particolarmente sexy, diamo uno sguardo alle ultime collezioni di intimo premaman. Per l’ansia cerchiamo indirizzi di corsi di yoga, tecniche di rilassamento o musicoterapia e chiediamo consigli alle mamme del globo

su quale sia la crema più efficace per prevenire le smagliature o lo sport migliore da fare col pancione, copiamo i tagli dei capelli delle star in attesa come noi e spiamo i loro must in fatto di abbigliamento per sentirci più fashion. P re n d i a m o quello che troviamo su Internet con le pinze, servirà a darci un’opinione molto generale su qualsiasi nostro dubbio. Se usiamo questo mezzo per informarci in maniera critica e consapevole i vantaggi saranno maggiori.• marzo 2011

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Salute

La psicologa risponde pag. 77

Telefonino si o no? pag. 80

Vaccini in gravidanza pag. 84


La psicologa risponde

SALUTE CARMELA GIORDANO

Laureata in Psicologia, con indirizzo dello Sviluppo e dell’Educazione. Consegue il Diploma di Insegnante Infantile nel 2002, divenendo socia A.I.M.I. (Associazione Italiana Massaggio Infantile). Nel 2003 consegue il diploma di perfezionamento in psicodiagnostica presso la Sun (Seconda Università degli Studi di Napoli). Si abilita alla professione psicologica nel 2003, iscrivendosi all’Ordine degli Psicologi della Regione Campania nel 2004. Lavora come psicologa-psicoterapeuta presso il Centro di Psicoterapia e Ricerche sul Funzionalismo di Napoli e presso uno studio associato ad Avellino. Tiene corsi di preparazione al parto con metodologia Funzionale e corsi di Massaggio Infantile.

Annalisa Carotenuto, 31 anni, Livorno Ho un bambino di un anno, Giuseppe, che ha il palato stretto. La pediatra ci ha consigliato di togliergli il ciuccio per evitare che da grande debba mettere l’apparecchio ortodontico. Noi, sentendo questo, non ci abbiamo pensato due volte a levarglielo. Ora è una settimana che non lo prende, sparito del tutto, senza darglielo mai durante il giorno. Il problema è che da qualche giorno, la sera, dopo che si è addormentato, si sveglia dopo meno di un’ora e piange e fa fatica a riaddormentarsi. Delle sere è stato sveglio fino a notte inoltrata. Prima invece se si svegliava, dopo un po’ si rimetteva da solo il ciuccio in bocca e si riaddormentava. La mia domanda è: siamo stati troppo affrettati? Potevamo aspettare un altro po’, magari dandoglielo solo di notte e poi togliendolo definitivamente? Gli abbiamo causato qualche trauma? Credo che sia più nervoso in questi giorni quindi imputo tutto a questo fatto. Che l’uso prolungato del succhiotto possa produrre delle deformazioni al palato e all’arco dentale del bambino è una possibilità reale. Il fatto è, però, che il ciuccio ha una grande valenza consolatoria, così come il pollice. Ti suggerisco di regolamentarne l’uso, quindi, evitandolo quando il bambino è tranquillo o in momenti di malumore calmabile con altri espedienti, ma lasciarglielo almeno marzo 2011

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Hai delle domande da fare alla nostra psicologa? Non sai come affrontare alcuni dei problemi che si presentano con tuo figlio? Tuo figlio ti fa delle domande alle quali non sai come poter rispondere?

Manda le tue domande a info@bimbibelli.com per la notte, a portata di mano nella culla, in modo che sia lui stesso a gestirne l’uso. Ti suggerisco ciò, perché, se Giuseppe dovesse “scoprire il pollice”, la situazione si potrebbe complicare: il ciuccio lo può gestire il genitore, il pollice è sempre a portata di mano. La notte è il momento di maggiore inconsolabilità e se il bambino non riposa bene, e di conseguenza i genitori non riposano bene, s’instaura un circolo vizioso di irritabilità. Mariarca Manzo, anni 33, Massa di Somma (NA) Salve, mi chiamo Mariarca e ho una bimba di 3 anni, molto matura e chiacchierona. Le spiego sempre tutta la realtà ad ogni domanda che mi pone. Spesso mi chiedo se a certe domande (chi li porta i fratellini? Quando arriva il fratellino?) bisogna rispondere con più fantasia e come bisogna comportarsi innanzi a tali domande. 78

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Ciao Mariarca, i bambini hanno bisogno delle verità. Con questo voglio dire che la verità può essere raccontata utilizzando lo stile linguistico più appropriato ad ogni fascia di età. Raccontare di essere stati portati dalla cicogna o di essere nati sotto un cavolo ormai non regge più. La curiosità sessuale e quella relativa alla nascita è la più comune e normale ed inizia proprio intorno ai 3 anni. Il linguaggio metaforico è quello che più è compreso dai bambini, quindi, puoi tranquillamente raccontarle come nasce una piantina, magari sperimentandolo concretamente con lei. Puoi usare dei fagioli e delle lenticchie (come semi) ed un po’ di ovatta. L’ovatta sarà la terra (metaforicamente l’utero materno) e il seme (metaforicamente lo spermatozoo) e mostrarle che quando la terra incontra il seme origina la pianta che è la nuova vita. Questo le darà anche la sensazione dell’attesa, perché ci vorranno almeno 30 giorni affinché la piantina nasca e le comunicherà che la nuova vita ha bisogno di cura, perché per far crescere la piantina la terra deve essere innaffiata. Tonia Iannuzzi, anni 30, Napoli Ho una bimba di 4 anni e da 10 giorni sono mamma di un’altra bambina. Vorrei sapere se rendere partecipe la più grande nella gestione della seconda (cambio dei pannolini, allattamento) o così facendo, la carico di troppe responsabilità inutilmente? La nascita di un nuovo figlio è un momento bellissimo, ma che richiede un riaggiustamento del sistema familiare. La tua prima bambina potrebbe mostrare segni di gelosia, del tutto normali: un rivale le ha invaso il campo e come tale deve essere combattuto. L’idea di coinvolgere la più grande nella gestione della piccola non la trovo assurda, anzi. Innanzitutto si deve chiedere alla più grande se ha voglia di aiutarti o di assistere a quello che tu o tuo marito fate con la più piccola. Nel caso, mentre si compie l’azione, per esempio il bagnetto, le si può raccontare che anche a lei, quando era neonata, facevate la stessa cosa, o qualche aneddoto divertente con cui stemperare la tensione e rendere il tutto più piacevole. Poi le si possono affidare piccoli incarichi, tipo consegnare il pannolino o passare il borotalco alla mamma. L’importante è che lei sia sempre disponibile e che non viva la cosa come un “dovere”. • marzo 2011

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di Alessandra Moschetta

elefonino sì o no?

Una volta lo possedevano solo le persone più importanti, adesso anche i bambini più piccoli ne possiedono uno Secondo l’ultima ricerca Euri- tono in colpa a lasciare il figlio spes-Telefono Azzurro 2009, il all’asilo. Questo tipo di funziona53,7% dei bambini italiani fra i 7 lità è sbagliata perché il genitoe gli 11 anni possiede un cellulare, il 5,4% un videofonino e l’1,8% addirittura uno smartphone. Alcuni bambini cominciano ad usarlo, in realtà, già dai tre anni grazie alle proposte del mercato che offre cellulari semplici, concepiti per chiamare solo i genitori o i nonni: tasti colorati e facili da premere come fossero giocattoli. La funzione del telefonino in bambini così piccoli è molto spesso associata ad un livello di ansia molto alto nei genitori che si sen80 marzo 2011


ma diventa mezzo di socializzazione, di comunicazione e il genitore deve, ancora una volta, insegnarne il corretto utilizzo re deve capire che il bambino va all’asilo per esigenze di socializzazione e di apprendimento e che un telefonino non “alleggerisce la coscienzaâ€?. Il bambino può trovare nel telefonino un ottimo alleato per sconfiggere la solitudine e la sensazione di abbandono dei primi giorni di scuola, ma bisogna che gli si insegni il corretto uso del mezzo: il cellulare va usato solo in caso di emergenza.

Dagli otto anni in poi, il telefonino perde la sua unica funzione di strumento da usare solo in caso di emergenza ma diventa mezzo di socializzazione, di comunicazione e il genitore deve, ancora una volta, insegnarne il corretto utilizzo e da parte sua non deve assolutamente usarlo per spiare il figlio. Bisogna rendere il bambino responsabile sia dal punto di vista della sua funzionalitĂ , ma anche eco

il cellulare va usato solo in caso di emergenza.

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nomicamente spiegandogli tariffe e uso delle funzioni come in caso di videofonini. Buone e semplici regole possono rendere questo oggetto utile e non dannoso. Ma la problematica che maggiormente scatena il dibattito tra il pro e contro del cellulare per i bambini è legata, senza dubbio, alla presunta nocività delle onde elettromagnetiche. Molti medici continuano a consigliare i genitori a non far usare i cellulari agli under 12 perché il loro sistema immunitario è ancora in via di formazione e, quindi, potrebbe causare danni anche gravi. Studi non accreditati hanno più volte sostenuto l’ipotesi che le onde elettromagnetiche provenienti dai telefonini potessero determinare forme tumorali, in particolare la leucemia linfoblastica nel bambino. 82 marzo 2011

Questa teoria è stata recentemente confutata da una ricerca dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. «Non c’è la necessità di prendere precauzioni speciali per l’utilizzo dei telefonini da parte di adulti e bambini ma se i genitori sono preoccupati, possono sempre incoraggiare i figli a fare chiamate brevi o ad usare gli auricolari o il vivavoce – ha dichiarato John Cooke, direttore esecutivo della Mobile Operators Association, azienda che rappresenta l’industria della comunicazione mobile in Inghilterra –. Del resto, è meglio considerare i vantaggi tangibili che offre questo tipo di tecnologia piuttosto che lasciarsi condizionare dalla possibilità di effetti sulla salute ancora tutti da dimostrare».

E tu sei d’accordo o no? •


Vaccini

istruzioni Da esami effettuati su un campione di donne è risultato che le donne gravide sono più vulnerabili Mamma e bebè uniti contro l’influenza, grazie ad una efficace campagna di prevenzione avviata ormai da qualche mese. A tal proposito è la Sigo (società italiana di ginecologia ed ostetricia) a sottolinearne i benefici ed a invitare le donne in gravidanza a vaccinarsi: «Si tratta di una misura efficace nell’80 per cento dei casi in grado di conferire immunità ai piccoli nati da madri vaccinate in gravidanza» spiega Nicola Surico, presidente dell’associazione. Dato di grande impatto, risulta ancora più rilevante valutando l’interessante studio pubblicato dall’“Archives of paediatrics and adolescent medicine”: un team si esperti, monitorando un campione rappresentativo durante la stagione influenzale, ha notato che i figli di donne vaccinate hanno ben il 44 per cento in meno di probabilità di contrarre il virus; inoltre, grazie alla vaccinazione, conservano fino a due-tre mesi un livello di anticorpi contro il virus influenzale nettamente più 84 marzo 2011

alto rispetto agli altri lattanti. Come risaputo, i bambini di età inferiore ai sei mesi sono molto più vulnerabili visto il sistema immunitario non ancora completamente sviluppato; proprio per questo sono tendenzialmente più predisposti a contrarre infezioni. Di contro, però, vaccini antinfluenzali e farmaci antivirali non sono concessi per l’uso su bambini con meno di sei mesi. Anche le future mamme sono a rischio influenza: l’ultima pandemia di H1N1 ha mostrato come le donne in gravidanza siano ben quattro volte più a rischio della media. Ecco, quindi, che il vaccino in gravidanza si tramuta in un vero e proprio alleato per mamma e piccino. Gli stessi ginecologi invitano le donne in gravidanza a vaccinarsi senza nessun timore: «Le donne in dolce attesa - rassicura il dott. Surico - possono sottoporsi alla vaccinazione anti-influenzale senza timori. Non è stata evidenziata nessuna relazione causa-effetto fra l’impiego


in gravidanza:

per l’uso

di questo strumento di prevenzione e difetti congeniti del nascituro; la sua somministrazione è raccomandata nel secondo e terzo trimestre di gestazione». Essendo le donne gravide maggiormente predisposte a contrarre tale virus, anche l’Oms (organizzazione mondiale della sanità) ritiene che tutte le donne

di Lucia Macchioni

in gravidanza dovrebbero essere vaccinate durante la stagione influenzale per preservare in maniera indiretta anche il piccino. Ciononostante molti Paesi, tra cui il Regno Unito e la Germania, non prevedono la vaccinazione di routine per le donne incinte. In Canada e negli Stati Uniti, invece, si consiglia la vaccinazio marzo 2011 85


ne a donne incinte sane senza tener neppure conto del trimestre di riferimento. In Australia, il vaccino viene offerto alle donne incinte sane che si trovano nel secondo o terzo trimestre durante la stagione influenzale. Nonostante le ricerche effet-

tuate in materia, non abbiano evidenziato alcun serio effetto collaterale. A titolo precauzionale in fase di gestazione si preferisce comunque optare per vaccini privi di thiomersa, composto organo-mercuriale dal notevole potere antisettico.•


Mamma bio

Le mamme canguro pag. 88

Abbigliamento bio per mamme e piccini pag. 92


Le mamme di Ilaria Martina

Esiste un ‘alternativa al passeggino?

Da alcuni anni, il portare i bambini addosso è un fenomeno in crescita, anche in Italia. Un modo antico, ma comodo per stare insieme al proprio bimbo, forse non ancora molto conosciuto. “Ma non soffoca?” È quello che spesso le persone chiedono ad una mamma che porta il suo bambino in una fascia. La risposta naturalmente è no anzi, l’utilizzo della fascia favorisce la comunicazione con la mamma, lo sviluppo motorio,

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l’allattamento a richiesta e molto altro ancora, ma andiamo per ordine. Ad oggi, due terzi dell’umanità porta ancora addosso i propri bambini, la carrozzina è infatti un’invenzione piuttosto recente, la sua diffusione iniziò in Inghilterra, tra le famiglie altolocate a metà ’800 ed il suo utilizzo si estese in breve tempo in tutta Europa. La carrozzina riuscì ad inserirsi all’interno di un modello che si stava sviluppando sempre di più, un modello che prevedeva il distacco precoce del bambino dalla


canguro Fortunatamente oggi si stanno sviluppando molti gruppi e associazioni che diffondono una cultura più consapevole della maternità

sua mamma: il parto medicalizzato, l’allattamento artificiale, il sonno solitario e anche la carrozzina di fatto, separa la mamma dal bambino. Fortunatamente oggi si stanno sviluppando molti gruppi e associazioni che diffondono una cultura più consapevole della maternità e tra i vari messaggi che mandano, vi è anche l’invito a portare i propri bambini addosso: quali sono i benefici? Innanzitutto è molto pratico e comodo, le mani sono libere, sui mezzi

pubblici è l’ideale, così come in città, il bambino non è all’altezza degli scarichi degli autoveicoli, le attività quotidiane come fare la spesa, girare nei negozi ed i lavori domestici diventano più semplici ed anche a livello psico-fisico ci sono dei vantaggi sia per la mamma che per il bebè: viene facilitata la comunicazione fra bimbo e genitore, la mamma risponde prima ai suoi bisogni, i bambini portati piangono meno e si tranquillizzano più facilmente, il contatto inoltre fa-

marzo 2011 89


vorisce la produzione di prolattina, le mamme diventano più pazienti e tranquille, il calore costante della madre aiuta la termoregolazione dei neonati, il distacco con la mamma avverrà più gradualmente, si riducono i disturbi da coliche. Il bambino inizia a conoscere il mondo attraverso i movimenti della sua mamma, attraverso le sue emozioni e nello stesso tempo è sempre protetto. L’utilizzo della fascia inoltre favorisce il corretto sviluppo motorio, infatti è

consigliata anche dagli ortopedici: la posizione a gambe divaricate favorisce il corretto sviluppo delle anche e in effetti nei Paesi dove viene utilizzata, la displasia delle anche non esiste. Ci sono anche vantaggi per la nutrizione, dato che favorisce l’allattamento a richiesta. Esistono diversi modi di portare i piccoli, vediamo i principali:

 Il marsupio:

è senza dubbio il più diffuso in Italia, molto semplice e facile da usare, non sempre però riesce a garantire l’assunzione di una posizione corretta del bambino.

 Mei Tai:

si ispira ai supporti tradizionali asiatici, è molto versatile e può accompagnare mamma e bambino durante tutto il percorso del portare, si utilizza fin dalla nascita nella posizione rannicchiata, successivamente con le gambine divaricate, poi sul fianco e sulla schiena.

ƒ La fascia corta:

un telo di tessuto in cotone della lunghezza di circa 2 metri, si indossa facilmente e diventa un valido aiuto negli spostamenti brevi, è molto comoda perché una volta annodata su misura, si può indossare velocemente, solitamente è una seconda fascia, le posizioni che si possono utilizzare sono a culla e sul fianco.

Non ci resta che parcheggiare il passeggino! 90 marzo 2011

La fascia lunga:

un telo di tessuto in cotone largo circa 70 cm e lungo 4 metri, la lunghezza di questa fascia permette l’utilizzo di tutte le posizioni e di tutti i tipi di fisico, quindi dal papà ai nonni tutti possono portare il piccolo. Il peso si distribuisce bene su entrambe le spalle, il tessuto non taglia e sorregge bene la schiena, il bambino è stabile e sicuro, particolarmente indicato per passeggiate lunghe e lavori domestici. Si può portare il bambino in tutte le posizioni.


Per maggiori informazioni:

Esther Weber “Portare i piccoli” Il Leone Verde www.portareipiccoli.it www.mhug.it www.didymos.de www.fasciaportabebe.com


bbigliam mamm

Per l’abbigliamento dei bambini, la scelta migliore è quella di usare fibre naturali, che presentano molteplici vantaggi: evitano arrossamenti ed allergie, consentono una buona traspirazione della pelle e non inquinano durante il processo di produzione. Le fibre naturali sono fibre tratte da materiali esistenti in natura tramite lavorazioni meccaniche, quindi senza modificarne la struttura. Possono essere di origine vegetale, animale o minerale. Le principali sono:

Quindi è importante utilizzare abbigliamento in fibre naturali. Ma un ulteriore passo nella direzione della eco compatibilità si può compiere utilizzando tessuti non solo naturali ma anche biologici. Facciamo l’esempio del cotone biologico. Perché è così diverso dal cotone “normale”?Il cotone normale, pur essendo una fibra naturale, si ricava da piante coltivate con l’ausilio di sostanze chimiche; si usano pesticidi per proteggere le colture, defoglianti e sali di cloro per facilitare la raccolta.

• Cotone. La fibra di colizzata per la produzione to dall’uomo. Presenta tone si ricava dalla bamdi tessuto, soprattutto un’eccezionale capacità bagia che avvolge i semi per la sua robustezza. di regolazione termica, delle piante del genere • Lana e alpache. La inoltre è in grado di aslana è una fibra tessile Gossypium. Grazie alla sorbire il sudore senza naturale che si ottiene freschezza, leggerezza restituirne l’umidità. La dal vello di ovini (pecoe all’elevato potere di lanolina, una sorta di re e di alcuni tipi di caassorbimento dell’umiolio naturale, permette pre), conigli, camelidi dità, risulta la fibra più al tessuto di respingere (cammelli) e alcuni tipi utilizzata al mondo. le impurità esterne. La • Canapa. La fibra tessile di lama. Essa si ottiene lana è una fibra che si di canapa viene ottenuattraverso l’operazione tinge molto facilmente. ta dai fusti di piante di di tosatura, ovvero ta- • Seta. La seta è una fibra proteica di origine Cannabis sativa. La caglio del pelo. Si tratta del animale, con la quale si napa è sempre stata utiprimo tessuto utilizza92 marzo 2011


mento bio per me e piccini di Elisabetta Belotti

possono ottenere tessuti pregiati. La seta utilizzata per realizzare tessuti si ottiene dal bozzolo prodotto da bachi da seta, nella maggior parte da bachi da seta della specie Bombyx mori. La sua particolare composizione fa sì che il tessuto sia in grado di mantenere il caldo e il fresco in modo ottimale. • Lino. Il lino è una fibra composita ricavata dal

libro del Linum usitatis- • Il Lyocell. è una fibra di cellulosa, ottenuta con simum (lino), composta un processo di filatura per circa il 70% da celin solvente organico. lulosa. Il lino risulta resiLe sue caratteristiche stente e ha la proprietà principali sono l’ottima di disperdere il calore resistenza, la morbicorporeo in modo otdezza, la buona traspitimale. Tessuti di lino rabilità e l’assorbimento vengono utilizzati per la dell’umidità. Il processo confezione di bianchedi produzione è poco ria per la casa (tovaglie, inquinante: anche i lenzuola, asciugamani) solventi utilizzati sono e per l’abbigliamento atossici e riciclabili. estivo sia maschile che femminile. marzo 2011 93


Ci vogliono circa 150 grammi di sostanze chimiche (antiparassitari e disinfestanti) per coltivare cotone sufficiente per una semplice maglietta. Poi si utilizzano candeggina o sbiancanti per ottenere una fibra facile da colorare, tinture a base di metalli pesanti, formaldeide nel prodotto finito, ammoniaca, anti-

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Le altre fibre

Le fibre artificiali sono nate alla fine dell’Ottocento, con la finalità di imitare le fibre naturali. Sottoponendo a particolari trattamenti materie naturali come la cellulosa si ottennero il rayon, la viscosa, l’acetato, il cupro e il modal, Queste fibre, pur avendo la stessa origine, hanno caratteristiche al tatto assai diverse: il modal è per esempio assaisimile al cotone, mentre il rayon viscosa è simile alla seta, tanto che nei primi tempi veniva chiamato “la seta del legno”. Le fibre sintetiche basano invece la loro origine sul petrolio, e furono immesse sul mercato nei primi anni del Novecento: acrilico, poliammide, poliestere, poliuretano, teflon. Da un punto di vista ecologico ed ecocompatibile, i principali problemi legati a queste fibre sono dati dal fatto che durante la produzione e la lavorazione vengono scaricati nell’ambiente prodotti tossici. Inoltre, tali fibre creano una forte carica elettrostatica a contatto con la pelle e sono caratterizzati da una bassa traspirabilità: questo fa sì che il sudore rimanga sulla pelle e si possano creare arrossamenti o allergie. Le fibre sintetiche presentano anche un alto grado di infiammabilità e questo costituisce sicuramente un potenziale pericolo.


infeltrente. Anche dopo vari lavaggi, i capi fatti di cotone convenzionale contengono ancora tracce di queste sostanze chimiche. Il cotone biologico invece deve essere certificato: questo significa che le tinture sono prive di metalli pesanti, le serigrafie sono realizzate a mano con colori ad acqua e le stampe sono realizzate con transfer atossici. Alcune ditte produttrici, oltre a non utilizzare sostanze chimiche molto dannose come i metalli pesanti, depurano le acque provenienti dal processo industriale e le riutilizzano per un nuovo ciclo di tintura. Ancora, un tessuto altamente bio è quello di canapa: è una pianta molto forte e non necessita di pesticidi, inoltre è anallergica, filtra i raggi ultravioletti

e mantiene il microclima corporeo. La canapa poi è una pianta della nostra tradizione, combatte la deforestazione e si rivela quindi perfettamente ecofriendly.•

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Sport

Atletica leggera pag. 98

Pilates pag. 100


tletica

di Cinzia Parmi

leggera

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Mirella Gandellini campionessa di Triathlon, docente di Scienze Motorie e Sportive nella Scuola secondaria superiore. Migliori risultati: un titolo di Triathlon olimpico; un titolo italiano sprint; 3 titoli italiani Triathlon lungo, 2 titoli Duathlon (corsa-bici-corsa), miglior tempo Ironman (3,8 km nuoto; 180 km bici; 42 km corsa) 10 ore 18 minuti.

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A che età un bambino può avvicinarsi al mondo della atletica leggera? Verso i cinque-sei anni senza alcun tipo di problema sempre ammesso però che sia un avvicinamento di tipo ludico, basato sul gioco e non sulla competizione o sul gesto tecnico.

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Quando si può iniziare a livello agonistico? Se un bambino mostra interesse e predisposizione verso una particolare disciplina che può essere il salto o la corsa o il lancio, verso i 13-15 anni può iniziare ad allenarsi costantemente, con tre allenamenti a settimana. Quali vantaggi si hanno nel praticare l’atletica leggera? Sicuramente sono diversi i benefici che ne conseguono. Possiamo riassumerli sotto tre aspetti: motorio, psicologico e sociale. Migliora sensibilmente la condizione generale a livello motorio, con una maggiore coordinazione. Sotto l’aspetto psicologico, si impara anche a sbagliare e quindi a migliorarsi facilitando così una presa di fiducia nelle proprie capacità. Da ultimo, ma non meno importante, è l’aspetto della socializzazione. Il piccolo atleta si confronta con gli altri. Non si parla di competizione ma di sano e leale confronto, fatto di re-


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gole da rispettare. Quindi il bambino inizia a capire che un gruppo è regolato da divieti e permessi e che far parte di un gruppo vuol dire accettare questo insieme di regole. Come dovrebbe essere strutturata una lezione-tipo? All’inizio, sicuramente, con giochi per conoscersi. Ci si potrebbe sedere tutti in cerchio e ogni bambino si presenta. Quindi, una volta finita la presentazione di tutti, un bimbo tira la palla al centro del cerchio pronunciando il nome di un altro componente del gruppo. Il bimbo chiamato deve prendere la palla e a sua volta chiamare un altro nome e così via. Tutti i giochi non devono durare troppo perché un bimbo piccolo si stanca facilmente e dopo poco cala la sua attenzione. Devono essere evitati quei giochi troppo pieni di regole perché non saranno sicuramente apprezzati dai bambini che li sentiranno “noiosi”. Un gioco dovrebbe durare non più di 7-8 minuti. A seguire, dei giochi di riscaldamento come i persorsi. Disporre un percorso che ogni piccolo atleta a turno dovrà compiere: saltare dentro a dei cerchi disposti per terra, passare sotto ad un ostacolo, correre attorno a dei birilli. Piacevoli sono anche i giochi di imitazione. Saltare come fa il canguro; muoversi come il granchio che cammina all’indietro (posizione tipo carriola). Dopo, ci sarà il gioco centrale come lo sparviero, palla prigioniera o strega comanda. Lo sparviero è un gioco molto apprezzato: un bimbo è di fronte ai suoi compagni disposti su un lato del campo. Ad un segnale, i bimbi partono di corsa per raggiungere il lato opposto mentre “lo sparviero” dovrà bloccare un compagno solo correndo in avanti. Il gioco si ripete fino a che lo sparviero non avrà catturato tutti i suoi compagni. La lezione dovrebbe concludersi con un gioco di streching. In cerchio, sdraiati, l’insegnante invita i bimbi a stirarsi ‘come fanno i gatti’ oppure, in piedi, ad allungarsi come se dovessero prendere delle mele su un albero. •

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Qualche consiglio finale? Uno solo: la cosa importante è che sia sempre il bambino desideroso di andare a lezione, dimostrando entusiasmo e curiosità, sia insomma una sua scelta e non dei genitori.

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Il p la e Il Pilates è una disciplina di allenamento del corpo pensata e concepita per sviluppare la forza e la flessibilità muscolare, per aiutare a mantenere l’equilibrio tra corpo e mente. Il metodo Pilates è un sistema di allenamento che aiuta a migliorare la fluidità dei movimenti e della forza, senza creare un eccesso di massa muscolare Fare sport in gravidanza è molto

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importante, sia dal punto di vista fisico che psicologico e questa disciplina è particolarmente adatta durante la gestazione, dà sollievo alla schiena in vista del parto, ed aiuta a ritrovare la forma fisica nel post-parto. Per conoscere meglio questa attività abbiamo intervistato Roberta Buniva, insegnante di Pilates e titolare della palestra BBC di Pinerolo, provincia di Torino.


di Ilaria Martina

per le mamme Si parla molto spesso di Pilates, molto indicato nel pre-parto e post-parto: perché lo consiglieresti ad una mamma? In primo luogo consiglierei il Pilates nel pre-parto perché è un’attività dolce, con molte valenze positive per una mamma in attesa. Il Pilates serve a tonificare i muscoli della power house, ovvero addominali e muscolatura perineale, importanti per le spinte espulsive durante il parto e dorsali, fondamentali per il mantenimento della postura, che con il pancione risulta sbilanciata in avanti, procurando spesso fastidiosi mal di schiena durante la gravidanza. Tutto questo viene abbinato alla respirazione profonda, molto importante nella tecnica del Pilates, fortificando così il diaframma, protagonista durante il travaglio ed il parto. Nel post-parto è sicuramente un’attività dolce che può essere iniziata circa due mesi dopo il parto, sia naturale che cesareo, aiuta la neomamma a ritrovare una buona tonicità addominale, aiutando così a ridurre la “pancetta” e scioglie la muscolatura dorsale, contratta anche a causa dell’allattamento.

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Da quando si può praticare in gravidanza e quando poi si può riprendere? I movimenti sono lenti e fluidi e possono essere eseguiti a partire dalla fine del terzo mese di gestazione e portati avanti fino al termine. Si potranno poi ricominciare gli allenamenti due mesi dopo il parto. Come fa una mamma a tornare subito in palestra dopo l’arrivo di un bambino? Nel nostro centro, abbiamo offerto la possibilità alle neo-mamme, di venire alle lezioni di Pilates con il loro bambino, così avendo il loro cucciolo con sé, possono affrontare più serenamente l’allenamento.

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Quali sono i benefici che una mamma può ottenere? In primo luogo è molto importante per la postura e il portamento, si impara a distendere la muscolatura ogni volta che si percepisce una postura non corretta e durante la gestazione, con il baricentro che si sposta in avanti, è molto facile camminare con una postura scorretta, causando così fastidiosi mal di schiena. Un altro beneficio che si può ottenere è il riuscire ad acquisire una respirazione corretta, si rinforzano inoltre i muscoli del perineo, favorendo così la possibilità che il parto avvenga in tempi più brevi.

Hai avuto dei riscontri positivi nelle donne che hai seguito? Tutte le donne che abbiamo seguito e che hanno praticato Pilates durante la gravidanza e nel post-parto, hanno ottenuto giovamento per l’estrema dolcezza dei movimenti sempre adatti allo stato psicofisico della futura mamma o della neo-mamma. Praticare un’attività fisica in un momento così delicato della vita di una donna oltre ad essere importante dal punto di vista fisico, lo è anche per l’aspetto psicologico e questo va sottolineato. Le mamme che ho seguito sono tornate in forma dopo il parto senza problemi.•


Concorsi

PAPĂ€ BELLI 2011 Reality:i primi dieci concorrenti pag. 104

Calendario concorsi pag. 120


Vi presentiamo i 10 concorrenti del Reality Bimbi Belli: Mamy&Papy il

reality che ti insegna a far crescere .

Dopo tanta attesa eccoli, sono stati decisi i 10 protagonisti del reality I concorrenti ufficiali del reality ci faranno compagnia per tutto il prossimo mese, durante il quale si faranno conoscere e racconteranno la loro vita insieme alla loro famiglia. I concorrenti scelti sono: Eleonora Menaballi, Fabrizia Rossatti, Manuela Figlia, Sonia Pascucci, Anna Maria Pinto, Maria Rosa, Salvatore Fiorenzano, Daniela Daia, Katia Ratazzi, Omar Capiluppi. La votazione avvenuta tramite la pagina di Facebook Bimbi Belli, www. facebook.com/bimbibelli, aveva valore per il 50 per cento. Il restante 50 per cento è stato deciso degli autori del Reality, che hanno seguito le schede di tutti i candidati. Il reality vero e proprio, quindi partirà già dai prossimi giorni con le prime prove. I concorrenti avranno da esprimere dei parerei o dare consigli su determinate situazioni che riguardano il mondo dei genitori. Tratteremo e ci confronteremo su temi come l’educazione, l’alimentazione, la scuola e tutte le problematiche quotidiane che riguardano le famiglie con i figli. Ogni risposta ai quesiti andrà votata e questa votazione andrà a stilare una classifica di preferenze a fine mese. Gli ultimi 4 concorrenti in classifica 104 marzo 2011


Non vi siete ancora iscritti al reality? Cosa state aspettando, inviate subito la richiesta a

andranno in sfida per un solo weekend e si giocheranno fino all’ultimo voto il posto casting@bimbibelli.com all’interno del reality. Verranno eliminati i 2 meno votati degli ultimi 4 in classifica. Prima dell’eliminazione i concorrenti potranno fare un ultimo appello, per cercare di salvarsi. Nel frattempo le iscrizioni sono sempre aperte MANDA per coloro che entreranno nei mesi successivi e le schede dei una mail concorrenti continueranno a essere aggiornate e votate. Questo servirà per selezionare coloro che entreranno a far parte del Cast di Mamy&Papy e sostituire i 2 concorrenti che si ritrovano ad uscire ogni fine mese. Il reality avrà durata un anno e farà vincere, al primo classificato, una fornitura annuale di abbigliamento Bimbi Belli, equivalente al valore di 2mila euro. Per richiedere l’iscrizione al reality non bisogna fare altro che mandare una mal a casting@bimbibelli.com con oggetto “Richiesta di partecipazione al Reality Mamy&Papy”. Dopo di ché si riceverà una mail contenente un questionario che andrà compilato e rispedito al mittente, insieme a una propria foto, primo piano, bella e luminosa. Una volta ricevuto il materiale lo staff Bimbi Belli provvederà a caricare le schede dei concorrenti, sulla pagina ufficiale Facebook di Bimbi Belli, www.facebook. com/bimbibelli. Ogni scheda conterrà le informazioni del concorrente e la medesima potrà essere votata con il tasto “Mi piace” di Facebook. Nei commenti si potranno inserire più informazioni, rispondere a quesiti e altro ancora. È il modo che i concorrenti hanno di farsi conoscere agli utenti e farsi votare. E sì perché chi ha più voti ha più possibilità di rientrare nei 10 concorrenti ufficiali del reality. Grazie a questo nuovo gioco andremo ad affrontare tutte le situazioni famigliari dei concorrenti, con racconti, foto, discussioni e tanto altro ancora. Ovviamente non mancheranno colpi di scena e sorprese. Cosa state aspettando… non vi siete ancora iscritti? Cosa state aspettando, inviate subito la richiesta a casting@bimbibelli.com


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Fabrizia Rossati è sposata,vive in provincia di Sondrio e ha un figlio: Domenico di un anno. Mio figlio è la mia vita. È un bambino bravissimo, simpatico ed affettuoso. Da piccola sognavo di diventare un’insegnante e oggi in realtà sono un’impiegata. Mi piace ballare, nuotare e ascoltare musica. Da un anno a questa parte il mio hobby è stare con Domenico. Il mio sogno… non ve lo dico…

Sono una ragazza di 26 anni che ama la vita e la sua famiglia.

Eleonora Menaballi è sposata e vive a Lecco. Ha 24 anni e una figlia che ha 20 mesi e si chiama Sabelle Marina. Saby è la mia prima figlia, con lei ho riscoperto il valore della vita. È una gran dormigliona, appena si sveglia la mattina ha solo una cosa in mente: ballare! Balla sempre ed ovunque, impazzisce per “Waka waka” e “Loca”. È molto simpatica e sta imparando anche la lingua di mio marito, il senegalese. Ha una gran paura dell’uomo che fa la pubblicità della banca Mediolanum e impazzisce invece per Hello Kitty. Se la mamma prova solo ad avvicinarsi ad un suo gioco inizia a piangere perché dice che i giochi sono solo suoi! Da piccola sognavo di diventare maestra, infatti mettevo tutti i bambolotti in fila e gli raccontavo le storie. Lavoro presso un supermercato a Lecco e tra i miei hobbies sicuramente in primis c’è la musica. Amo ascoltare la musica che varia in base ai miei stati d’animo. Mi piace leggere, fare shopping con la mia bambina e andare in palestra e al cinema. Il mio sogno nel cassetto è riuscire a realizzare dei progetti nel paese di mio marito e costruirci anche una casetta. Non siamo molto lontani dal realizzarlo. L’altro sogno è quello di perdere questi 20 kg che mi porto dietro da anni ormai, ma questo lo vedo più difficile! Sono una persona molto semplice. A 18 anni mi sono sposata, contro la volontà di tutti marzo 2011 2011 106 106febbraio


e di tutto! Da quel giorno sono passati sette anni e tutti sono felici e orgogliosi di noi, soprattutto dopo l’arrivo della Saby. Mi trovo molto bene anche se i miei progetti mirano al Senegal, vedremo… Sono molto curiosa e mi piacerebbe saper parlare molte più lingue.

Vorrei avere altri tre bimbi e vorrei un mondo migliore perché sono stufa di sentire brutte notizie ogni giorno.

Manuela Figlia convive con il fidanzato a Vittuone in provincia di Milano, ha 33 anni e due figli: Mattia, 4 anni, e Giorgio, un anno. Mattia è molto intelligente, precisino, amante dei puzzle di 200 pezzi, delle costruzioni e dell’arrampicata. Sebbene abbia una malattia genetica che lo porti ad essere più piccolo, a livello di centimetri rispetto ai suoi coetanei, rende benissimo negli sport, come l’arrampicata e il nuoto, e si è integrato benissimo a scuola. È consapevolissimo di essere stato voluto e amato e spesso se ne approfitta. Si ricorda tutto, anche di prendere le medicine quando è raffreddato. Addirittura è lui a ricordarlo a noi. È estremamente tenero. Ruba costantemente i giochi al fratellino ma allo stesso tempo lo adora. Giorgio è alto, biondo scuro, pacioccone e con due guance da mordere. Lo chiamiamo cuor contento perché sorride sempre. Adora i bimbi e… urlare (questa cosa non gliel’abbiamo insegnata noi). Ama ballare ed è un buongustaio oltre che coccolone, pigrone e mammone. Da piccola volevo fare la pasticciera e la giornalista. I miei invece mi volevano notaio... Alla fine ho fatto l’impiegata per anni nel commerciale prima e nell’amministrativo dopo. Da un po’ di tempo faccio la mamma full time e la fotografa free lance. I miei hobby sono la cucina, la lettura, la scrittura, il decoupage e il lavoro a maglia. Sogno di affermarmi nella fotografia commerciale e moda bambini.

Sono tenace, lunatica, creativa, determinata e “elucubratrice mentale”, ossia penso troppo. febbraio 2011 107


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Sonia Pascucci è sposata e vive a Lacchiarella, in provincia di Milano. Ha 27 anni e un figlio, Gabriel di 10 mesi e mezzo. Gabriel è monello, caratterizza sognavo di fare

un bambino super vivace, tremendo, e a volte mammone. Una cosa che lo è che è simpaticissimo. Da piccola la maestra d’asilo nido, oggi sono disoccupata in cerca di lavoro.

Amo ballare, anche se oramai è da un po’ che non lo faccio più. Il mio sogno è quello di trovare un bel lavoro, che mi soddisfi e che mi dia nel frattempo la possibilità di non trascurare troppo il mio bimbo. Quante pretese! Sono una moglie e mamma super felice. Beh, certo se si guarda la parte “soldi” e la parte “lavorativa” posso dire il contrario, ma penso che è il pensiero un po’ di tutti oggi. Per il resto sono simpatica, antipatica solo quando serve, ma quasi mai. Sono super vivace, infatti ora capisco mio figlio da chi ha preso!

Sono energica... e che altro dire.... se il tutto continuerà giudicherete voi.

Anna Maria Pinto è sposata e vive a Palermo. Ha 35 anni e un figlio: Emanuele di un anno e tre mesi. Emanuele è un bimbo molto solare, scherzoso e affettuoso. Da piccola avevo due sogni: uno era quello di diventare parrucchiera e l’altro era di diventare carabiniere, visto che mio padre era maresciallo maggiore desideravo diventare come lui. Attualmente non ho nessun tipo di lavoro, però faccio volontariato sia all’associazione nazionale dei carabinieri, che al nucleo protezione civile carabinieri in congedo. Nel tempo libero canto e ballo. Sono una persona molto socievole, solare, scherzosa ma anche molto sensibile. Adoro gli animali, infatti avevo 2 cani. Purtroppo una mi è morta marzo 2011 2011 108 108febbraio


4 mesi fa, dopo quasi 17 anni che l’avevo. Ero molto legata a lei perché era il ricordo dei miei genitori. Quando ho la possibilità mi organizzo per fare il volontariato. Nella mia vita ho avuto molte sofferenze che mi hanno insegnato a crescere, ma adesso ho ricevuto una grazia immensa che mi aiuta molto ad andare avanti ed è mio figlio avuto dopo quasi 10 anni di matrimonio.

Adesso mi fermo altrimenti non finisco più di scrivere, ciao a presto.

Maria Rosa ha 42 anni, abita a Caltagirone, in provincia di Catania. È sposata da 18 anni con un uomo meraviglioso. È mamma di quattro splendidi monelli: Andrea di 16 anni, Kevin di 13, Karen di 9 e Alice di 5 anni. Andrea è il “comico” di casa, ha sempre la battuta pronta, ironico e simpaticissimo. Riesce sempre a farmi ridere, anche quando lo voglio rimproverare. Keniv è il mio orsacchiotto coccoloso, è il tenerone che in ogni momento della giornata ti riempie di attenzioni e ti coccola con baci e abbracci. Karen è… oddio qui ci vorrebbe un’enciclopedia. Lei è solare, disinvolta, intelligente e molto sicura di sé. Ha un carattere forte e deciso. Se si mette in testa qualcosa non molla finché non la ottiene. È molto ambiziosa e ha le idee molto chiare. Il suo modo di fare e di parlare lascia sorpresi quanti non la conoscono. All’età di tre anni, una sera a cena, dopo averla rimproverata perché non si decideva dove sedersi, facendo cambiar posto a tutti gli altri, furibonda mi rispose: «Mamma, sei la solita monella, papà se sapeva quando eri monella di sicuro non ti sposava». Non so se sia un pregio o un difetto, ma dice tutto ciò che pensa, in faccia. Infine c’è la piccola Alice, la mascotte di casa. Dolcissima e coccolona, per lei sono sempre «La mamma più bella del mondo».

Alice è il mio angelo. Penso sempre che qualcuno da lassù mi abbia fatto un regalo meraviglioso. Se vi và vi racconterò i particolari. febbraio 2011 109


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Salvatore Fiorenzano è sposato, vive a Napoli, ha 27 anni e ha un figlio: Enzo di un anno. Enzo è molto allegro e simpatico, e fa diventare pazza la mamma. Da piccolo sognavo di diventare un calciatore, oggi svolgo l’attività di cuoco.Amo cucinare e usare il computer. Il mio sogno nel cassetto è diventare uno chef a 5 stelle e trovare un buon lavoro.

Sono un gran sognatore e voglio migliorare sempre, ma la cosa che amo di più è mio figlio.

Daniela Daia è sposata, vive a Milano, ha 29 anni e ha una bambina: Rianah, di 2 anni e mezzo. Rianah è una bambina molto sveglia, solare, intelligente e bella da morire. Credo che da piccola volessi fare la cantante o qualcosa del genere.Oggi sono casalinga. Mi piace viaggiare, la buona cucina e la buona musica. Sogno di vedere mia figlia grande realizzata, felice e soddisfatta.

Sono rumena, vivo a Milano da 7 anni, sono sposata con Francesco, sono serena, vivo la mia quotidianità con tanta felicità.

Katia Ratazzi è fidanzata con Sergio da 12 anni. Vive a Milano, ha 27 anni e un figlio: Cristian di 1 anno. Cristian è un bimbo bellissimo, dolcissimo. Da quando è nato ride sempre. Adora tanto i cani e ha già imparato a dire «Bau bau» e “mamma” ancora no! Quando ero piccola sognavo di diventare una veterinaria e di avere una bellissima famiglia con tanti bimbi. Attualmente sono disoccupata, a settembre Cristian inizierà il nido e io inizierò a cercarmi un lavoro che non mi marzo 2011 2011 110 110febbraio


faccia stare troppo lontano dal mio piccolo. Mi piace tantissimo cantare, infatti da quando Cristian è nato gli canto sempre canzoni durante il giorno e prima di dormire, anche se non capisco come possa sopportarlo: sono stonata come una campana. Il mio sogno era di avere Cry e dopo un po’ di “tentativi” è arrivato, infatti è stato il mio desiderio quando ho spento le candeline del mio 25esimo compleanno. Quindi ora spero tanto di avere una bellissima casa con un bel giardino, possibilmente in un posto tropicale. Io sono una persona molto sensibile, disponibile e dolce. Anche se all’apparenza non sembra.

Mi piace tantissimo stare a casa, al calduccio con la mia famiglia, a guardare la tv e a mangiare qualche dolcetto.

Omar Capiluppi è sposato, vive a Cassano d’Adda, in provincia di Milano, ha 33 anni e un figlio: Alex di 18 mesi. Il mio piccolo campione è venuto alla luce il giorno 6 Agosto 2009, sotto il segno del Leone e chiamato Alex, come il leone di Madagascar... forse tutta coincidenza? Sarà, ma lui va matto per il leone, imita sempre il suo verso. Alex è un bambino vivace, gioioso, giocherellone e con tanta voglia di imparare e scoprire ogni cosa. È già amante dei motori, quando vede macchine e moto impazzisce. Gli piace sempre stare in giro, osservare e ascoltare. Da piccolo sognavo di avere una famiglia felice con dei figli e il sogno si è realizzato. Sono impiegato addetto alla programmazione della produzione e amo le moto, il calcio, le fotografie, e il computer. Il mio più grande sogno l’ho già realizzato, spero di non svegliarmi mai, ma il prossimo è quello di vincere tanti, tanti soldi che mi possano consentire di viaggiare spesso. Ho 33 anni, sposato da 3 anni e mezzo. Il mio matrimonio è stato da favola, in una terra favolosa: la Sicilia, la mia seconda casa. Ho sempre desiderato una famiglia felice e dei figli e per ora ho realizzato tutto. Sono nel mondo del lavoro da 13 anni, quasi sempre in ambito impiegatizio. Sono amante di moto e macchine, non per altro posseggo una moto che mi dà gioia e libertà durante la bella stagione.

Sono un tipo allegro e socievole.


PAPÀ BELLI 2011

112 marzo 2011


marzo 2011 113


PAPÀ BELLI 2011


PAPÀ BELLI 2011


PAPÀ BELLI 2011


marzo 2011 119


Un 2011 ricco di NOVITÀ PAPÀ BELLI 2011

I

PAPÀ BELLI 2011

l primo contest che aprirà le danze sarà: “Papà Belli 2011”, che inizierà il 14 febbraio. Il vincitore sarà estratto il 19 marzo. Per poter partecipare bisogna mandare le foto solo ed esclusivamente a: casting@bimbibelli.com Ricordiamo che verranno considerate valide solo le foto con i papà e i figli, o con i nonni e i nipotini, dove sarà ben visibile il viso.


Con l’inizio del nuovo anno ripartono tutti i concorsi targati Bimbi Belli. Un anno ricco di eventi, concorsi e tante, tante novità. Ma la grande novità su tutte è proprio il magazine, che darà la possibilità a tutti i partecipanti ai vari concorsi di apparire sulle nostre pagine. Infatti il magazine darà modo di far conoscere e vedere i concorrenti dei concorsi.

Pancioni Belli 2011 “Pancioni Belli 2011” partirà il 9 maggio e si concluderà il 3 luglio. Valgono tutte le foto delle mamme in dolce attesa che riceviamo via mail a casting@bimbibelli.com anche se degli anni passati, ma deve vedersi il volto. Vale sia il pancione coperto, sia scoperto.


Casting settembre

Carnevale

Casting2011

A concludere il tutto a settembre ci saranno i “Casting 2011” validi per poter partecipare al calendario 2012. I casting avranno luogo all’interno dei punti vendita Bimbi Belli e si concluderanno a novembre, per dare vita alla votazione sulla pagina ufficiale di Facebook.

11 Aprile

Mamme Belle2011 “Mamme Belle 2011” che avrà inizio 11 aprile e si concluderà l’8 maggio. Per poter partecipare a questa selezione è necessario inviare fotografie con la madre e i figli ,o le nonne con i nipotini. L’indirizzo email dove inviare le fotografie è sempre lo stesso: casting@bimbibelli.com Ricordatevi di far vedere sempre i visi dei protagonisti della fotografia.


MASCHERINE

BELLE 2011

l

l 21 marzo partirà “Mascherine Belle 2011”. Questo concorso terminerà il 10 aprile. Per poter partecipare mandateci le foto più belle dei vostri piccoli bambini vestiti per la festa di Carnevale a: casting@bimbibelli.com

SOGNI UNA VACANZA DA SOGNO A COSTO ZERO? Ecco che Bimbi Belli ha pensato anche a quello. Al raggiungimento dei 100mila fan sulla pagina ufficiale di Facebook,


http://www.facebook.com/bimbibelli, verrà estratto uno degli amici della pagina che si aggiudicherà la vacanza. Suggerisci la pagina, il fortunato vincitore potresti essere proprio tu!

premi

Bimbo

MA NON FINISCE QUI PERCHÉ BIMBI BELLI CONTINUA A STUPIRCI. Ogni mese verrà estratto un Ipod che verrà spedito a uno dei fan della pagina di Facebook. L’estrazione avverrà ogni ultimo giorno del mese. Suggerisci la pagina anche a tuoi amici, http://www.facebook.com/bimbibelli , e grazie a te potrebbe vincere questo splendido premio. PER CONCLUDERE IN BELLEZZA BIMBI BELLI È SEMPRE ALLA RICERCA DI BAMBINI DA POTER USARE PER LE PROPRIE ATTIVITÀ. Se hai delle foto professionali con il tuo bambino vestito Bimbi Belli mandaci le sue foto, potrebbe essere proprio tuo figlio il Bimbo Copertina del mese. Oppure potrebbe apparire nelle campagne pubblicitarie Bimbi Belli o nei volantini pubblicativi.

I belli mamma


foto di e papà

Bimbi Belli è anche alla ricerca di foto “Amatoriali” dei vostri bimbi. Foto simpatiche, ma non per forza professionali. Inviaci le tue foto e potreste vederle pubblicate della rubrica “I belli di mamma e papà” del magazine. Per tutte queste iniziative invia il tuo materiale a: casting@bimbibelli.com «Noi vi abbiamo preparato un anno ricco di motivi per non abbandonarci mai – ha dichiarato Carlo Bello, responsabile dei negozi Bimbi Belli e del Bimbi Belli Magazine -.Voi non perdete l’occasione di partecipare a tutte le nostre gare! Buon 2011».

casting@bimbibelli.com

o c s i n n fi duo n e s i, t re t p a r f o n s I à Ma le certo qui. o, prendero: n o d i t u t to l ’ a n n o p r o g e t t e rante n nuovissimil nuovo r la vita u y&Papy”, i. In palio o “Mam imbi Bell tire il vostr ality Bapi per ves c i d o r i n te tua o a n l n a a d an €. r un m e 0 y p 0 t , i 0 l . a ur a2 rea i e e t d n i e for nit . l t i v a n co r r e n co m u o q e b à m bi s a r te d e i c o b i b e l l i . o i m e Il pr i fare par ing@bim Se vuosta a: cast richie


Musica

Miguel Bosè pag. 128


MIGUEL Sarà pubblicato a marzo, da Carosello Records “Cardio Tour”: il cd + dvd live di Miguel Bosé che ripercorre in musica e immagini, i momenti più entusiasmanti della tournée 128 marzo 2011

di successo che ha portato l’artista in giro per il mondo. Oltre 50 date tra Stati Uniti, Spagna, Messico, Venezuela, Cile e Colombia con oltre 2 milioni di spettatori.


Esce a marzo “Cardio Tour” cd + dvd live

BOSÉ

invece 25 brani live, “Cardio Tour”, Iltradvdcuiraccoglierà le straordinarie performance

uscirà in un formato speciale per il pubblico italiano e conterrà i brani più acclamati e osannati del tour e le immagini più emozionanti e suggestive, dimostrando che il suo carisma è senza tempo, con brani carichi di buon umore e dal ritmo frizzante . Il cd conterrà 16 tracce live, tra cui i grandi successi di sempre, da “Te Amarè” a “Amante Bandido” e molti brani tratti da “Cardio”, il suo ultimo lavoro discografico, tra cui “Estuve a punto de…”, “Ayurvédico”, “Jurame”.

su brani che hanno fatto di Bosé una delle star internazionali più amate di sempre, tra cui “Si Tú No Vuelves” , “Morenamia”, “Bambù” e le versioni live di “Por ti”, “Eso no”, “Cardio”. L’ultimo album di Miguel Bosé, “Cardio” uscito il 16 aprile (etichetta e distribuzione Carosello Records), è stato ai vertici delle classifiche di vendita dall’uscita nei negozi e contiene il singolo “Per te”, il cui testo originale è stato scritto da Bosé, ma adattato in italiano con la collaborazione di Lorenzo Jovanotti.• marzo 2011 129


Svago

Bimbi Belli’s Toons pag. 132

Gossip pag. 134

Scelti per voi pag. 138


B

Be ll i imbi


Toons


GOSSIP

Dopo 14 anni dalla nascita di Aurora, la figlia avuta dalla ex moglie Michelle Hunziker, Eros Ramazzotti sarà ancora papà. Infatti la sua nuova compagna, la modella Marica Pellegrinelli, sarebbe già al terzo mese di gravidanza. Il parto è previsto a luglio. Marica, 23 enne, dovrà accantonare per un po’ le proprie aspettative professionali. La modella, infatti, aveva appena firmato diversi contratti lavorativi. «Abbiamo deciso di fare un figlio, e dopo una settimana Marica era incinta» ha raccontato Eros. Marica e Eros si incontrarono nel 2009, ai Wind Music Awards. In quell’occasione Eros Ramazzotti sarebbe dovuto essere premiato da Monica Bellucci, ma fu sostituita all’ultimo con Marcia. Un vero e proprio colpo di fulmine per Eros. Nella coppia sembra si parli già di matrimonio, ma per il momento la data rimane segreta.

E ro s

Ramazzotti

134 marzo 2011

diventerà papà per la

seconda volta


Jessica Alba incinta: in arrivo il secondo bebè

La famosissima attrice americana, di soli 29 anni, è in attesa del suo secondo figlio. La sua prima figlia Honor, adesso ha due anni e mezzo. La comunicazione della gravidanza è avvenuta direttamente su Twitter.

«Cash ed io siamo molto entusiasti e abbiamo voluto annunciarvi direttamente la notizia prima che lo veniste a sapere da qualcun’altro. Ho apprezzato tutto l’amore e il sostegno che mi avete dato durante la mia prima gravidanza, e lo apprezzerò di nuovo ora» hanno scritto sul social network. Jessica Alba e il marito, il 32enne produttore Cash Warren, si sono conosciuti sul set de “I fantastici quattro” nel 2001. Già nel 2004 erano convolati a nozze.

Adriana Volpe incinta si preoccupa per il lavoro

La conduttrice Adriana Volpe ha già superato il terzo mese della sua prima gravidanza. Adriana è felice e raggiante per la sua prima gravidanza avuta dal marito, l’immobiliarista svizzero Roberto Parli. La volpe si dichiara un po’ preoccupata per il suo futuro lavorativo: «Il problema è che quando ti assenti anche solo per una gravidanza non è detto che tu possa ritornare nel posto che hai lasciato. Non siamo assolutamente tutelate. Un esempio per tutti: la vicenda Clerici-Isoardi». marzo 2011 135


GOSSIP

Alessia Marcuzzi incinta: è ufficiale! La presentatrice televisiva del Grande Fratello 11 è in attesa.

Lo ha confermato l’opinionista del Gf11, e direttore di Chi, Alfonso Signorini. La conferma è arrivata in diretta radiofonica, su Radio Monte Carlo. Il direttore ha dato l’annuncio durante una diretta su Rmc, dove conduce un appuntamento fisso, dove aver avuto il via libero dalla diretta interessata. La Marcuzzi ha detto di essere felice che la notizia fosse data da Alfonso. «Ufficializzo, in accordo con lei, – Nell’ultimo periodo i ha dichiarato Alfonso Signorini pettegolezzi sulla predai microfoni di Radio Monte sunta gravidanza della Carlo – la gravidanza perché è Marcuzzi erano circoal terzo mese». La gravidanza lati molto velocemente. sarebbe già al terzo mese. «AlLo stesso Francesco fonso sono contenta – ha commentato Alessia Marcuzzi – che Facchinetti, il compasia tu a dare la notizia». Per la gno della Marcuzzi, si conduttrice si tratta del secondo era detto felice di poter figlio, dopo Tommaso, avuto dal diventare papà. calciatore Simone Inzaghi.

136 marzo 2011


Per i più grandi!

Svago Scelto per voi

Marco Solferini

LA STELLA DI STRINDBERG Autore: Jan Wallentin Genere: avventura, azione, archeologia, mistero

Mi chiamo Marco Solferini e sono un amante della carta stampata. Ho imparato ad apprezzare i libri come scienza della condivisione. Una perpetua fonte di apprendimento, ma altresì un modo per spaziare nel vasto universo della comprensione e della conoscenza. Mi ritorna alla mente la celebre frase dell’Alighieri: «Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguire virtude e canoscenza» ed in ciò penso che ci possa e per molti versi “ci debba” essere una finestra di dialogo, fra quanti rispettano il romanzo e lo concepiscono come un’arte. Questa è, in sostanza, la motivazione che mi ha spinto ad aprire un blog dove pubblicare le mie recensioni letterarie. Per leggere tutte le mie recensioni collegatevi direttamente al mio blog: amicideilibri.splinder.com

Buona lettura

138 marzo 2011

“U

Un romanzo da leggere tutto d’un fiato, che catapulterà il lettore dalla città di Falun, in Svezia, alla piccola Ypres, nel vicino Belgio, dal cimitero di Saint Charles de Potyze al castello di Wewelsburg, dimora esoterica delle SS nel cuore della Germania nazista, fino al porto della città russa di Murmansk e da lì al Circolo polare artico. Tutto ha inizio quando due oggetti antichi quanto misteriosi emergono dal passato, dall’esplorazione dell’inaccessibile deserto del Taklamakan, sul finire del 1800. Due oggetti custoditi in una cripta di mummie, in una città sepolta sotto la sabbia del tempo. Una narrazione ricchissima di spunti, dove l’aspetto fantastico si intreccia sapientemente con la realtà, ormai nota, dell’esoterismo nazista, tipico di personaggi storici come Himmler e il mistico Wiligut.


Scelti per voi IL DIVORATORE Autrice: Lorenza Ghinelli

“L

Genere: thriller, drammatico, fantastico L’Autrice, ci propone la storia di un’entità vendicativa, incardinata e ancorata ad un’atavica, quasi mitologica, concezione del male: frutto di un egocentrismo semplificato del concetto infantile di rabbia fanciullesca. Il Divoratore è l’angelo vendicativo di un adolescente che ha subito quelle cattiverie così irrituali da essere tipiche della prima giovinezza. Ma questa vittima, Danny Possenti, è capace di odiare e dal suo disagio nasce un essere sprezzante, una sorta di Freddy Krueger per giovanissimi, che non perdona coloro che sono oggetto dell’odio, per essersi comportati male. L’incubo del passato riaffiora nella mente di Alice, educatrice per bambini disagiati, quando il suo assistito, Pietro, un bambino autistico, sarà il tramite del Divoratore, il suo catalizzatore, ma anche, paradossalmente, il suo collegamento con la realtà: unico nesso per scoprire chi si cela dietro le sparizioni dei bambini che gettano il panico nella comunità. Consapevole dei crismi psicologici del realismo, per scoprirlo, dovrà af-

frontare un viaggio onirico a ritroso nel tempo, sconfiggendo la suggestione e i suoi inganni, per mettere a nudo il ricordo della verità. La dissolvenza che l’Autrice ci propone è un buon parallelo della macchina omicida delle coscenze, questa sorta di assimilazione cui i ragazzi vanno incontro, nell’immaturità della crescita, rinunciando al loro bellissimo retaggio primigenio con la virtù. “Il divoratore” è un thriller fantastico, molto coinvolgente e ben strutturato. Una storia intensa, dinamica, carica di emozioni che travolgeranno il lettore, impaurendolo e appassionandolo, dalla prima all’ultima riga. marzo 2011 139


Cucina

Il pescato del delta del Po pag. 142

Lo chef sei tu! pag. 146

La cucina per i bimbi pag. 148


IL

pescato DEL DE

APPRODA PER UNA INIZIATIVA CHE VED LA PROMOZIONE DELLE SPECIALITÀ ITTICHE VENETE DIVENTA OCCASIONE PER TRASMETTERE AI PIÚ PICCOLI IMPORTANTI MESSAGGI SULLA SANA ALIMENTAZIONE Angelo Zanellato, presidente del Consorzio

I prodotti del pescato del Delta del Po sulle nostre tavole? Questo è già possibile grazie all’impegno del Consorzio per lo sviluppo del Polesine. Non si può parlare di qualità dei prodotti agroalimentari senza affrontare il tema della sana e corretta alimentazione. Per questo l’iniziativa promossa da diverse realtà della provincia di Rovigo – Consorzio per lo Sviluppo del Polesine, in collaborazione con la Provincia di Rovigo, il Parco Regionale Veneto del Delta 142 marzo 2011

del Po, il Distretto Ittico Rovigo e i Consorzi Pescatori del Delta del Po - è stata articolata in modo tale da coniugare la valorizzazione del pescato del Delta del Po con un percorso educativo rivolto in particolare ai bambini. Si tratta del Tour sul pescato del Polesine, che si sta svolgendo in queste settimane e che vede i prodotti ittici polesani protagonisti di un “viaggio” in varie piazze del nord Italia, per farsi conoscere e apprezzare dai consumatori e diventare occasione e “pretesto” per trasmettere ai cittadini importanti messaggi sulla qualità di ciò che consumiamo, sulle qualità dei cibi, sull’importanza di saper scegliere i prodotti più idonei per la salute e il benessere. A cominciare dai bambini, ai quali è fondamentale trasferire l’abitudine a stili di vita salutari, attraverso la scelta di un consumo critico e


ELTA DEL

po

, DE PROTAGONISTI I

responsabile da parte degli adulti. I prodotti tipici rappresentano lo strumento ideale per raggiungere questo obiettivo. Il Polesine può vantare un posto di primo piano nel panorama nazionale e mettere sul mercato pesci e molluschi che si distin-

di Jennifer Marfia

bambini

guono per la loro bontà e freschezza, per qualità e caratteristiche nutrizionali. Abbiamo deciso d’intraprendere questo tipo di iniziativa – dichiara Angelo Zanellato, presidente del Consorzio, presente a un evento di promozione alle Cupole di San


genuinità di altissimo livello.

Laboratorio Cupole Giuliano Milanese lo scorso 13 febbraio – per far conoscere questi magnifici prodotti. Vendiamo anche all’estero, come in Francia, Spagna e Olanda, ma volevamo che il nostro pescato si affermasse prima di tutto in Italia. Per questo motivo abbiamo scelto cinque prodotti della pesca polesana, eccellenze della nostra economia e gastronomia». Il Polesine e le sue specialità ittiche sono quindi ospiti di diverse regioni del nord, che hanno l’opportunità di conoscere un territorio dalle forti tradizioni, capace di mantenere inalterati nel tempo metodi di produzione e di lavorazione artigianali, a garanzia di una qualità indiscutibile e di una

144marzo 2011

E i bambini hanno così l’opportunità di conoscere l’Anguilla del Delta del Po, il Cefalo del Polesine, la Cozza di Scardovari, il Pesce Azzurro del Delta del Po, la Vongola Verace del Polesine all’interno di una rassegna che diventa l’occasione ideale per fare educazione alimentare ed ambientale. Il pesce rappresenta infatti un alimento prezioso e indispensabile all’interno di un sano stile di vita, per le sue straordinarie proprietà nutritive e per la sua grande ricchezza di grassi insaturi, in particolare del tipo omega 3. Garantisce inoltre un buon apporto di vitamine e sali minerali, come fosforo e calcio; questo è particolarmente vero per il pesce azzurro adatto a realizzare semplici ricette apprezzate dai più piccoli.

TOUR SUL PESCATO DEL DELTA DEL PO: LOMBARDIA, PIEMONTE, EMILIA ROMAGNA E FRIULI VENEZIA GIULIA LE PRIME TAPPE DI QUESTO ESPERIMENTO. I BAMBINI SI DIVERTONO E AL TEMPO STESSO IMPARANO I PRINCIPI DEL MANGIARE SANO,


GRAZIE ALLE ANIMAZIONI EDUCATIVE E AL CONCORSO Il tour nelle diverse città italiane prevede: 1.la mostra dei prodotti 2.il corner informativo sulle proprietà e sui benefici di un’alimentazione corretta con distribuzione del materiale informativo 3.l’angolo dei bambini. Animatori esperti insegnano ai più piccoli le proprietà dei prodotti ittici e i principi di una corretta alimentazione, offrendo così un utile supporto alle attività di educazione alimentare svolte all’interno delle scuole. Un concorso aiuta genitori e insegnanti ad affrontare con i bambini il tema del rispetto dell’ambiente e in particolare delle risorse naturali, come l’acqua: i bambini possono realizzare elaborati grafici sul mondo marino e sui suoi abitanti e il lavoro migliore viene premiato con un premio in buoni acquisto.

Laboratorio Bologna

I primi 3 appuntamenti si sono svolti l’11 e il 12 febbraio a Milano, presso il Centro Commerciale Le Cupole, il 18 e 19 febbraio a Torino presso il Centro Commerciale Porte di Moncalieri, il 25 e 26 febbraio a Bologna presso il Centro Commerciale Vialarga. Il bilancio è più che positivo: tantissimi i bambini che insieme alle loro famiglie si intrattengono nello spazio appositamente allestito, partecipano alle animazioni educative sulla corretta alimentazione, realizzano elaborati creativi che poi vengono premiati. Un contributo per trasmettere un messaggio importantissimo: mangiare e bere in modo sano sono le basi per la crescita ed un adeguato sviluppo dei bambini, premesse di salute per l’età adulta. marzo 2011 145


CUCINA

Ricette

dal mondo:

Messicana

Lo chef

BURRITOS CON VERDURE

I

burritos con verdure sono un piatto tipico della cucina messicana:vengonopreparati con tortillas di farina riempite con un misto di verdure leggermente stufate che verranno poi chiuse a saccottino e accompagnate con pomodori e insalata, o con salsa guacamole o da crema di fagioli.

Preparazione:

‣ Preparate le verdure: tagliate la cipolla sottile, la zucchina e il pomodoro a cubetti piuttosto piccoli, il peperone, le foglie di iceberg alla julienne e i funghi a fettine sottili. ‣ Sgocciolate, dall’acqua, i fagioli borlotti e il mais. In una padella capiente mettete 4 cucchiai di olio di oliva fate rosolare la cipolla; aggiungete quindi i funghi, il peperone, la zucchina, il pomodoro, l’insalata, i borlotti e il mais. ‣ Aggiustate di sale e pepe e fate cuocere per 10 minuti. ‣ Scaldate le tortillas nel forno microonde o in una padella antiaderente, mettete nel centro un po’ di verdure e chiudete su se stessi pri-

146 marzo 2011

Ingrediendi:

Cipolle : bianca piccola 1 Fagioli : borlotti lessi 250 gr Funghi : champignon 100 gr Insalata : iceberg 2-3 foglie Mais : in scatola 140 gr Olio di oliva : 4 cucchiai Pepe nero : macinato a piacere Peperoni : rosso medio 1 Pomodori : ramato 1 Sale : q.b. Zucchine : 1 piccola Tortillas di farina ma due lati e poi gli altri due, dando alla torilla la forma di un saccottino: preparate in questo modo le altre 3 tortillas. ‣ Servite i burritos di verdure caldi accompagnandoli con salsa guacamole e crema di fagioli.


sei tu

FAJITAS DI CARNE E POLLO

L

Invia le tue ricette più riuscite a : info@bimbibelli.com

il pollo a striscioline della larghezza di circa 1 cm, quindi ponete a marinare la carne in due contenitori distinti, che ricoprirete di birra, aggiungendo per ognuno di essi una manciata di coriandolo tritato e il succo di mezzo limone. ‣ Lasciate marinare le carni per almeno un’ora. ‣ Nel frattempo mondate e tagliate a striscioline i peperoni e la cipolla, poneteli in una padella antiaderente (o nella bistecchiera) assieme a un goccio d’olio e fate soffriggere a fuoco moderato fino a quando le verdure saranno ammorbidite. Preparazione: ‣ Scolate per bene la carne e ag‣ Tagliate il controfiletto di manzo e giungetela alle verdure; fatela cuocere 2-3 minuti mischiandola bene agli altri ingredienti quindi salate, pepate, aggiungete del succo di limoBirra : q.b. per marinare ne, la salsa Worchestershire e un Carne bovina : controfiletto pizzico di cumino in polvere. ‣ Fate cuocere ancora per qualdi manzo 400 gr che minuto, in modo che i sapori si mischino tra loro, quindi portate Cipolle :1 grossa la carne e ponete vicino Coriandolo : fresco 1 mazzetto aadtavola ogni commensale 2-3 tortillas Cumino : polvere 1 pizzico e delle ciotoline contenenti salsa messicana, guacamole, panna Lime : 2 acida, crema di fagioli e formaggio Olio di oliva : 3-4 cucchiai Edamer tagliato alla julienne . ‣ Ogni commensale potrà così Pepe : macinato a piacere comporre a piacimento la propria Peperoni: 1 giallo e 1 rosso fajitas. Consiglio. Volendo potete aumenPollo : petto 400 gr tare il tempo di marinatura della Sale : q.b. carne ponendola in frigorifero anche per tutta la notte antecedente Worcestershire sauce : 2 il giorno della preparazione. • e fajitas di carne e pollo rappresentano una pietanza texmex piuttosto conosciuta: non sono altro che delle tortillas di grano che racchiudono piccoli bocconcini di carne di manzo e di pollo tagliati a striscioline, marinati nella birra (o tequila) e poi cotti assieme a cipolle, peperoni, spezie e aromi. Le fajitas sono considerate un piatto unico poiché vengono servite con l’accompagnamento di formaggio Edamer tagliato alla julienne e svariate salse tra le quali la messicana, il guacamole, la panna acida e la crema di fagioli (frijole refritos)

Saremo lieti di pubblicarle

Ingredienti:

cucchiaini

marzo 2011

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LA CUCINA

i

imbi

PURÈ DI PATATE Questa è una ricetta molto semplice e veloce, adatta come contorno e facile da farla mangiare ai bambini.

Cosa vi occorre:

400 grammi di patate 200 grammi di latte un cucchiaio di parmigiano grattugiato una noce di burro

Come lo dovete preparare: lessate le patate

e una volta pronte schiacciatele in una casseruola. Unite quindi il latte a temperatura moderata ed il burro (o l’olio extravergine di oliva). Fate cuocere a fuoco basso, lavorando con delicatezza il composto con un cucchiaio di legno. Dopo pochi minuti e l’amalgamazione, aggiungete il parmigiano grattugiato. 148 marzo 2011


POMODORI RIPIENI DI TONNO

Cosa occorre:

4 pomodori rotondi 120 grammi di tonno 100 grammi di formaggio caprino basilico sale

Come si prepara: Tagliate la berretto superiore dei po-

modori e togliete dolcemente la polpa e i semi. Salateli e riponeteli a sgocciolare capovolti su di un piano obliquo. Mischiate in una terrina il caprino, il tonno sminuzzato, la polpa di pomodoro tagliata a pezzettini ed il basilico triturato. Farcite, con il composto elaborato, i pomodori, guarnite con foglioline di basilico, mettete per 30 minuti in frigorifero e poi servite. marzo 2011

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Inviaci via mail la foto del tuo bimbo con i suoi dati a: casting@bimbibelli.com marzo 2011 151


Alessia di Levanto nata il 18/08/2001 Letizia di Seregno 5 anni Lorenzo Nicola di Seregno 2 anni

152 marzo 2011

Sofia di Marcallo nata il 06/09/2008


Alessio 3 anni

Francesco 8 anni

Kiara di Rovigo nata il 10 / 02 / 2010

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Nicole di Capralba 11 anni

Beatrice di Milano 9 anni

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Ashley di Milano 4 anni

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Elia 23 mesi Alessio 3 mesi

156 marzo 2011


Mattia nato il 02/04/2010

Falou con il fratellino Daigoro

marzo 2011

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Riccardo di Bergamo 2 anni

158 marzo 2011


Gabriele di Bergamo 7 mesi

Gabriele nato il 07/07/2005

Francesco nato il 09/12/2008

marzo 2011

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160 marzo 2011

Giada di Milano 10 anni


Zoe Luna di 7 mesi e mezzo

Michael di Osio Sopra 6 mesi marzo 2011

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Nicolò di Acicastello 1 mese e mezzo

Sonia di Acicastello 2 anni e mezzo

162 marzo 2011


Sandra di Milano 8 anni

Oscar 7 anni

Ginevra quasi 6 anni! marzo 2011

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Noemi di 6 anni

Siria di 9 anni

164marzo 2011


Vincenzo di Napoli nato il 19/05/2010

Miriam di 2 mesi

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Oroscopo

Oroscopo 2011 pag. 168

Cosa ci dicono

le stelle


OROSCOPO

Cosa ci dicono le stelle

ARIETE 21 MARZO - 20 APRILE Il 12 marzo Urano entra nel tuo segno ed insieme a Giove ti darà entusiasmo e gioia di vivere. Avrai la possibilità di esprimerti a tutto campo ponendo attenzione soprattutto alle relazioni. Avrai la capacità di unire la fiducia ad un’azione decisa, attenta anche alle esigenze di chi ti circonda. Nel lavoro saprai unire l’intuizione ad una visione spirituale che per te significa creare percorsi di vita e di pensiero nuovi.

TORO 21 APRILE - 20 MAGGIO Sole, Mercurio e Marte dai Pesci ti sollecitano a sognare, non ti perderai in inutili immaginazioni, saprai comprendere pienamente la differenza fra fantasia e realtà. La buona posizione di Saturno ti offrirà il giusto equilibrio per affinare, espandere e realizzare quegli obiettivi che ti spaventa un poco raggiungere. Sarà il buon lavoro di squadra che hai creato a sostenerti nell’ottenere un ottimo risultato e tanta soddisfazione.

GEMELLI 21 MAGGIO - 20 GIUGNO Aspettati l’inaspettato amico gemelli. Ci sono proposte ed opportunità che arrivano quando sei pronto a lasciarti alle spalle vecchi schemi di pensiero e di giudizio. Quello che fino a poco tempo fa non avresti detto adatto a te, ora lo vedi come un’apertura, come un gioco che ti metterà in grado di manifestare risorse che credevi di non avere. Essere disponibili a quello che l’esistenza ti offre t’innalza da uno stato di bisogno a quello di fiducia e di realizzazione.

168 marzo 2011


Marzo

2011

CANCRO 21 GIUGNO - 22 LUGLIO Il mese inizia con qualche tensione interiore, ma il passaggio di Venere in Acquario nei primi giorni del mese renderà stabili le tue emozioni cancellando quei dubbi che un poco fanno parte del tuo modo di sentire. Non rinunciare ai tuoi progetti: sei sempre pronto e non lo sei mai abbastanza, ma se non inizi nulla potrà accadere. Il primo passo cambierà la tua prospettiva rivelandoti un orizzonte di vita e di lavoro che necessita del tuo contributo.

LEONE 23 LUGLIO - 23 AGOSTO Con Giove ed Urano a favore tutto sembra possibile. Ti sentirai vitale, deciso ed autentico come del resto tu sei. È necessario avere la consapevolezza di quello che i Pianeti ti offrono per comprendere lo straordinario ruolo che sei chiamato a compiere. In questo tempo di confusione e di paura, dovrai rassicurare chi ti circonda con la fiducia e con il tuo comportamento come chi insegna ma nello stesso tempo impara.

VERGINE 24 AGOSTO - 23 SETTEMBRE Marzo è un mese ribelle, molto dinamico nelle relazioni che vivrai come opportunità di esprimere punti di vista che da tempo stai valutando. Ti potrebbe capitare di essere in un vortice emotivo ed a volte perdere il controllo delle situazioni. Non temere, spesso le soluzioni arrivano proprio dalla rottura di vecchi equilibri per stimolarti a creare una maggiore verità in te ed intorno a te. Avrai l’appoggio di Saturno che rende costruttive le azioni.

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OROSCOPO

Cosa ci dicono le stelle

BILANCIA 24 SETTEMBRE - 23 OTTOBRE Ora che Giove ed Urano sono nel tuo Segno opposto, l’Ariete, inizierai a muoverti in un modo diverso, direi rivoluzionario. L’armonia che hai in te uscirà fuori come un raggio di sole che buca la nebbia. Non chiederti come mai, non farti domande ed esplora la tua bellezza totalmente. Amare sarà la parola chiave del mese ed amare senza condizioni sarà l’energia che ti guida. L’esistenza ti accompagna con mano delicata e decisa.

SCORPIONE 24 OTTOBRE - 22 NOVEMBRE Potresti tenere nascosti i tuoi talenti e far finta che tutto va bene. Ma la tua natura non potrà essere sommersa dai compromessi poiché il tuo compito è di trasformare quello che limita la rinascita. Offriti alla creatività e vedrai quanta abbondanza si riverserà nella tua vita. Creare non è solo una questione materiale, spesso è il volo dello spirito che diviene materia. Nutri e rigenera quello che ora è addormentato o semplicemente dimenticato.

SAGGITARIO 23 NOVEMBRE - 22 DICEMBRE Di colpo potresti svegliarti e vedere una nuova realtà. In fondo nulla è cambiato per gli altri, ma per te sì. Questo cambiamento è racchiuso nei segreti della vita e non potrai coglierlo con la razionalità. Fare la tua parte significa diventare consapevole che non sei solo e che ogni cosa è unita al tutto. Per questo ogni scelta, gesto o parola avrà un forte impatto nella tua realtà: tienilo presente, non fuggire lontano, ma lasciati coinvolgere dall’amore.

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Marzo

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CAPRICORNO 23 DICEMBRE - 20 GENNAIO Le scelte non ti spaventano ed il tempo è una chiave che usi con saggezza. Anche quando tutto sembra fermo, ti muovi interiormente per attivare quella forza che nel grembo della terra fa rinascere il seme in una forma nuova. Lentamente si riveleranno azioni, scelte e pensieri che offrirai agli altri con una comunicazione sincera, capace di generare fiducia nonostante la paura di perdere certezze, confini o abitudini.

ACQUARIO 21 GENNAIO - 19 FEBBRAIO Tutto sembra orientarsi in quella forma di vita che piace a te. Movimento, novità, energia e successo, non tanto economico, anche se avverrà. È l’entusiasmo dell’illimitato, del potenziale di vita che ti affascina e che cercherai in ogni situazione. Il consiglio delle Stelle è quello di non dimenticarti che sei un angelo umano, un Buddha che gioca e che ride. Non prenderti seriamente e non definire poiché il viaggio è la meta stessa.

PESCI 20 FEBBRAIO - 20 MARZO Ora che anche Urano ti ha lasciato potrai vedere con chiarezza le scelte compiute e riconoscere i talenti che in sette anni questo Pianeta ti ha dato. L’insicurezza e la tua estrema sensibilità si sono trasformate in un’identità ben radicata nella terra che s’innalza forte e gentile verso il cielo. Il compito, nel mese del tuo compleanno, è di scrivere chi sei ora per ricordarti sempre che la paura è solo un’ombra che serve per vedere la luce. •

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BIMBI BELLI MAGAZINE Marzo 2011  

Il numero di Marzo della nuova rivista interattiva dedicata al mondo delle mamme e ai loro bimbi.

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