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BIG∆

[bì-ga] from ancient latin bi¯ga(m), der. by the locution biiu°gae (e°quae) ‘double yoke (horses)’. Noun: 1. two wheeler wagon. 2. (dial.) in Milanese dialect, bicycle.


BIG∆ [bì-ga] Dal lat. bi¯ga(m), deriv. della loc. biiu°gae (e°quae) ‘(cavalle) a doppio giogo’. s. f. 1. cocchio a due ruote. 2. (loc.) nel dialetto milanese, bicicletta.

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Che cos'e' la rivoluzione della BIGΔ? Qual e' la natura di questa nuova idea di mobilita' sostenibile che nella maggior parte dei paesi non si vuole o non si puo' ancora capire? Il tratto essenziale, che attira sempre piu' i ciclisti di ogni citta' e' che il Bike-sharing, prima amministrato in un modo dalle amministrazioni pubbliche, oggi, per la prima volta, e' amministrato, e su scala di massa, proprio dagli utenti del servizio e dai cittadini, fino ad oggi succubi e oppressi dal sevizio stesso. Anche nella Pubblica Amministrazione piu' democratica, piu' libera, finche' permane il dominio del capitale, finche' la bicicletta pubblica resta proprieta' privata, il Bike-sharing e' sempre amministrato da un'esigua minoranza e inevitabilmente relegato ad un'esigua porzione del tessuto cittadino. Per la prima volta al mondo, con la BIGΔ, si e' organizzata la mobilita' sostenibile in modo che soltanto gli utilizzatori e gli utenti finali compongano le organizzazioni di massa per incentivare l'uso della bicicletta pubblica; agli utilizzatori e' stata trasmessa tutta l'amministrazione del Bike-sharing. Ecco perche', nonostante le calunnie del mercato contro il dominio pubblico, il copy-left e l'open-source, la parola BIGΔ e' diventata non solo comprensibile, ma popolare, cara ai ciclisti, a tutti i cittadini. Ed ecco perche' la BIGΔ, quali che siano le persecuzioni contro i fautori del pubblico dominio nei diversi paesi, trionfera' certamente, inevitabilmente in tutto il mondo e in un non lontano avvenire. Sappiamo benissimo che ci sono ancora molti difetti nella rivoluzione della mobilita' sostenibile. La BIGΔ non e' un talismano miracoloso. Non guarisce di colpo i difetti del passato, il traffico, l'inquinamento, le conseguenze di una smodata produzione di CO2, l'incapacita' di aprirsi all'utilizzo di energie rinnovabili. Ma in compenso da' la possibilita' di utilizzare ancora la bicicletta, il mezzo di trasporto piu' popolare ed economico; permette a coloro che erano esclusi di levarsi e prendere sempre piu' nelle loro mani tutta l'amministrazione e la direzione del Bike-sharing, partecipare attivamente alla qualita' dell'aria e della vita, riscoprire la citta'. La BIGΔ e' la via verso la mobilita' sostenibile scoperta dalle masse di cittadini, e percio' giusta, e percio' invincibile.


BIG∆

[bì-ga] from ancient latin bi¯ga(m), der. by the locution biiu°gae (e°quae) ‘double yoke (horses)’. Noun: 1. two wheeler wagon. 2. (dial.) in Milanese dialect, bicycle.

BIG∆ [bì-ga] Dal lat. bi¯ga(m), deriv. della loc. biiu°gae (e°quae) '(cavalle) a doppio giogo'. s. f. 1. cocchio a due ruote 2. (loc.) nel dialetto milanese, bicicletta.

Abbiamo scelto di rappresentare graficamente la Biga sostituendo l'ultima vocale con un delta: Big-∆elta. In fisica, la lettera greca δ/∆ (delta) è usata come simbolo di distanze o lunghezze relativamente piccole, deviazioni e deflessioni. Facendo della parola Biga la bicicletta tutta, per le strade comincerà a circolare non solo il mezzo, ma anche il concetto della nuova mobilità sostenibile.

La BIG∆ è un adattamento dell’idea che i Provo, un movimento controculturale olandese, hanno avuto nei primi anni sessanta: per iniziativa civica vennero distribuite gratuitamente alla città biciclette dette di “pubblico dominio”.


La BIG∆ è un sogno, un progetto per la mobilità sostenibile di rara semplicità e di sicura efficacia.

- Dalle Witte Fiets del 1965 alla Biga di oggi.

Negli anni sessanta le città erano molto meno popolate e probabilmente la coscienza civica e l'onestà erano molto più permeate nei comportamenti dei cittadini di quanto si veda oggi, tempi in cui sempre più frequentemente si registrano atti vandalici alle biciclette pubbliche, per esempio. La rivoluzione della Biga sta proprio nel modo in cui l'idea della bicicletta di pubblico dominio viene resa attuale. Occorre cioè ripensare tecnicamente e praticamente ad una bicicletta che sia fine a se stessa: che crei cioè uno standard per gli ingranaggi e i componenti e che non necessiti di manutenzione. Da Biga nasce Biga: impossessandosi di una Biga e facendola a pezzi, non si potrà che ricostruire un'altra Biga; avrà la gomma piena e il mozzo che unisce la ruota al telaio non avrà un attacco standard, così come sella e manubrio, il sistema frenante e tutti gli altri componenti.

- Come si usa la BIGA? Allorquando la biga sarà in essere, un editto cittadino enuncerà il regolamento d’uso della nuova bicicletta di pubblico dominio; farà sì che la Biga diventi così riconoscibile che chiunque potrà gestire e amministrare il nuovo concetto di Bike-sharing: dal vigile urbano autorizzato a tranciare la catena del furbo che avrebbe voluto impossessarsi della Biga, al vicino di casa che, trovandola custodita in cortile, la riporta nel suo habitat per le strade e incustodita.


L'idea di BIG∆ è condivisibile: si dovrebbe tutti provare a realizzare una scritta "Biga" viaggiante così riconoscibile e unica che non avrebbe più senso il furto di biciclette e il bike-sharing diventerebbe davvero un servizio pubblico. Dovrebbe essere possibile per tutte le Pubbliche Amministrazioni e agli stessi costi della gestione dei sevizi al momento in essere, regalare alla città, abbandonandole, 5000 biciclette all'anno. Abbiamo voglia di credere che sia possibile. Se poi qualche genio dei materiali inventa una resina ad impatto zero, per costruire la biga e tutti i suoi componenti, che fondendo possa dare biocarburante sarebbe il futuro. Al lavoro. La Biga è di tutti.

- L'utilizzo delle BIGA che impatto avrebbe sulla società? Non parleremo dei benefici dell’utilizzo della bicicletta sulla salute. Non diremo del rischio di preparare generazioni di obesi con ossa fragili non instaurando nei giovani l’abitudine all’esercizio fisico. Lo studio The exposure of cyclists, car drivers and pedestrians to trafic-related air-pollutants, a cura di Van Wijnen, Verhoeff, Henk e Van Bruggen, del 1995, come diversi altri, rivela addirittura che gli automobilisti subiscono livelli di inquinamento più elevati di quanto non ne subisca un ciclista; anche tenendo conto dello sforzo, un ciclista infatti respira in media


un volume 2 o 3 volte maggiore di un automobilista, il primo ha la meglio nel raffronto, tanto più che l'esercizio fisico rafforza la sua capacità di resistenza agli effetti dell'inquinamento. Cfr.: The exposure of cyclists, car drivers and pedestrians to trafic-related air-pollutants, Van Wijnen/ Verhoeff/Henk/ Van Bruggen, 1995 (Int., Arch., Occup., Environ., Health 67: 187-193).

Ma non continueremo a dire dei vantaggi dell’andare in bicicletta, parleremo della Biga che se adottata, rappresenterà il bisogno di quell’esercizio fisico, favorirà l’abitudine a preferire la bicicletta all’automobile. E questo su tutto il territorio cittadino; gli attuali servizi di Bike-sharing, per la complicata e costosa gestione dei punti di raccolta, per la necessità di manutenzione e ridistribuzione dei mezzi presso le stazioni sono necessariamente limitati ad una porzione più o meno circoscritta delle aree urbane. Il rischio così è di non riuscire a cambiare le abitudini di chi vive lontano dalle aree meglio servite; le periferie infatti attualmente sono succubi di quei servizi così limitati. Con la Biga la distribuzione dei mezzi viene affidata agli stessi utilizzatori, non saranno più necessari furgoni per trasportare le biciclette in officina, perché la Biga sarà concepita per non necessitare di manutenzione alcuna, avrà le gomme piene, la trasmissione a cardano e il contropedale per freno o qualcosa di ancor più innovativo e semplice; e se non avrà le luci per la circolazione notturna, servirà da volano per la produzione ed il lancio di accessori di terze parti che per la Biga saranno progettati, come i seggiolini per il trasporto dei bambini, le borse per la spesa.

- Dove posso trovare una BIGA? Prova a guardare fuori dalla porta di casa: ci sarà una biga da prendere, ci fai un giro e la lasci davanti a un’altra porta. Non si può comprare la biga: la biga la rubi. La rubi e lasci che venga rubata. O meglio: la biga depenalizza il furto.


- Chi lavora alla BIGA, a questa rivoluzione della mobilità sostenibile? Ad oggi stanno attivamente partecipando al progetto - in ordine alfabetico: Luca Taro Morishita lucataro@gmail.com - +39.392.5210014 @lucataro

Federico Niola tramventitre@gmail.com - +39.349.3759866 @FedericoNiola

Nicola Sisti Ajmone biga.bigabike@gmail.com - +39.347.4858618 @sisti_ajmone

Partecipa anche chi legge queste pagine, ci piace pensare. La Biga è di tutti, annulla la proprietà privata e cresce quanto più le viene concesso il copyleft sul diritto d’ingegno di chi attivamente ci lavora.

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