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Quadrimestrale per i Soci della Società per la Cremazione di Torino

Anno XV, numero 1, gennaio 2009 ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE ai sensi e per gli effetti della legge 7 dicembre 2000, n° 383 - ADERENTE ALLA FEDERAZIONE ITALIANA PER LA CREMAZIONE Aut. Trib. To n° 68 del 23/09/2008 - Poste Italiane SpA - Spedizione in Abbonamento Postale - D. L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 n. 46) art. 1 commi 2 e 3, Torino n.1/2009

Il valore sociale del cimitero ■

Quasi il novanta per cento degli associati SOCREM sceglie la conservazione delle ceneri di Piero Ruspini

■ In

occasione dell’approvazione delle modifiche del regolamento cimiteriale che – in attuazione della legge regionale del 3 novembre 2007 – hanno reso possibile la dispersione delle ceneri anche nel capoluogo piemontese, disciplinando l’affido ai parenti e la dispersione fuori dagli spazi cimiteriali, i giornali della nostra città hanno ospitato un dibattito

In questo numero Ma come avviene la cremazione? Un Rito per il Ricordo La memoria è, anche, virtuale Frontiere della religione e della laicità Amici dell’Hospice di Lanzo Notiziario La parola agli esperti Oblazioni dei Soci Lettere

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che in larga misura sembrava rispecchiare le antiche contrapposizioni tra laici e cattolici, quasi una riedizione delle polemiche postrisorgimentali che infiammarono la Torino in cui, nel 1882, la nostra Società cominciò ad operare. Non è così. I problemi che oggi bisogna affrontare sono in gran parte nuovi ed è difficile trovare nel passato la chiave della loro soluzione. Sulla necessità che il cimitero resti un luogo di memoria, un punto saldo nell’esistenza di una comunità sono oggi in larga parte d’accordo sia i laici che i cattolici. La stessa posizione dei cremazionisti sulla dispersione delle ceneri – salvaguardando in modo assoluto il diritto individuale a disporre del proprio corpo anche dopo la morte – è segnata dalla consapevolezza dell’importanza di un luogo in cui, quali che siano gli orientamenti culturali e le cre-

CERTIFICAZIONE DI QUALITÀ - N. I/1147/2006 UNI EN ISO 9001:2000

denze religiose, ci sia la possibilità per tutti di piangere i propri cari e riannodare i fili di un “patto del ricordo” tra le generazioni che in quelle tombe trova una sanzione visibile e concreta. Ricordiamo che la battaglia del movimento cremazionista a favore della dispersione si inserisce nel più vasto contesto di una cultura che punta sempre di più a fare della morte non solo un “fatto” ma anche un “atto”, cioè un evento da affrontare con consapevolezza e rispetto, non lasciato solo al corso imperscrutabile delle forze della natura ma assegnato anche alla sfera della coscienza e della volontà dei singoli individui. Sostenere questa posizione e difendere i diritti della libertà dell’individuo non significa automaticamente che i cremazionisti siano per la dispersione tout court. C’è un dato in questo senso molto significativo: circa il 90% degli associati SOCREM sceglie la conservazione delle ceneri in cimitero. Nella restante esigua minoranza, costituita da coloro che scelgono la dispersione, confluiscono una serie di motivazioni eterogenee, tra le quali – oltre a quelle ispirate a un generico ritorno alla natura, tanto ai suoi cicli rigenerativi quanto alla sua capacità di annullamento definisegue a pagina 2


EDITORIALE

Tempio Crematorio. Il Giardino della Serenità continua da pagina 1

tivo – sono particolarmente significative quelle che giustificano la scelta della dispersione con il grigio anonimato, l’impersonalità burocratica e spesso la freddezza dei luoghi cimiteriali. Non mancano anche motivazioni di ordine strettamente economico, legate ai costi delle diverse pratiche funerarie e che puntano esplicitamente al risparmio. In tutti i casi, la dispersione pone all’ordine del giorno della riflessione culturale sulla morte la ridefinizione del ruolo sociale del cimitero. A Torino, ad esempio, il problema diventa quello del tutto inedito del come adeguare la funzione “inclusiva” del cimitero alla nuova composizione etnica e culturale della nostra città. Tra-

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dizionalmente noi abbiamo sempre guardato a quel perimetro in una dimensione che rompeva tutte le separatezze e i compartimenti stagni che frammentavano la nostra società, restituendoci una “comunità dei morti” in cui tutti confluivano come uguali. Oggi da più parti si richiedono appositi spazi specificamente dedicati alle nuove confessioni religiose che a Torino hanno fatto irruzione con le vaste ondate immigratorie provenienti dai paesi islamici. Una richiesta legittima per una soluzione che è stata già adottata in passato per gli ebrei. Che le tre grandi religioni monoteistiche abbiano tutte una propria area all’interno del cimitero cittadino è già di per sé un elemento di profonda civiltà. Eppu-

re sarebbe bello pensare anche in questo caso all’abolizione di ogni barriera, alla possibilità di mescolare nella morte quello che è già mescolato nella vita, nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli stadi calcistici, in tutte le pieghe della nostra esistenza collettiva. Non è solo un problema di tolleranza religiosa quanto di convivenza civile. È evidente che i tempi non sono maturi e che molto cammino occorre ancora fare in questa direzione. Pure è bello auspicare un rilancio del cimitero anche in questo senso: come strumento di inclusione e di convivenza, come oasi di pace e di serenità, di raccoglimento, di riflessione, in cui possano albergare solo sentimenti di fratellanza e di solidarietà.

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ATTUALITÀ

Ma come avviene la cremazione? di Fabrizio Gombia

■ La scelta della cremazione, come sa bene la ultracentenaria SOCREM di Torino, è costituita da un insieme inscindibile di aspetti tecnici, rituali e ideali, indispensabili per fornire alla cittadinanza un servizio che sia insieme efficiente ed efficace e che garantisca il rispetto della dignità del defunto e dei congiunti. Alcuni di questi aspetti sono noti, perché pubblici: alla cerimonia di commiato nella Sala del Commiato ed a quella della consegna dell’urna cineraria nella Sala della Memoria, i famigliari e gli amici partecipano attivamente, possono scegliere la musica, il brano da leggere, possono decidere di intervenire prendendo la parola. Altri invece sono poco conosciuti, soprattutto in Italia dove non è possibile consentire l’accesso del pubblico ai locali della sala forni e quindi permettere ai famigliari di vedere le varie fasi della cremazione. Rimane pertanto oscuro ai più ciò che avviene dal momento in cui il feretro oltrepassa la porta bassa e stretta (Porta del Passaggio) della Sala del Commiato, al termine della cerimonia, sino al momento della consegna dell’urna cineraria nella Sala della Memoria. Parliamo quindi di come avviene la cremazione a Torino, augurandoci che le nostre informazioni possano

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colmare questo vuoto e magari tranquillizzare coloro che nutrono ancora dubbi, perplessità, se non apprensioni, circa le modalità con le quali questo servizio viene effettuato. Il feretro, al termine della cerimonia, con lo stesso carrello cerimoniale viene trasferito dalla Sala del Commiato direttamente nell’area tecnica e introdotto nelle celle frigorifere, dove rimarrà sino al momento della cremazione. Sul feretro, oltre alla targhetta con il nome del defunto e le date di nascita e morte, vi è ora la medaglia in materiale refrattario con il codice numerico che è stata applicata nel momento del commiato. Questa medaglia rappresenta il sistema identificativo non termodeperibile da anni utilizzato dalla SOCREM. Il codice numerico è comunicato alla famiglia nel momento del commiato con una lettera dove sono riportati anche il giorno e l’ora della consegna ceneri prevista. Gli eventuali fiori del copribara sono tolti prima del trasferimento della stessa all’area tecnica. Saranno poi consegnati al personale del cimitero, che li conferirà nella zona apposita all’ingresso del cimitero Monumentale. La cremazione avviene sulla base di una programmazione che viene effet-

Gli aspetti tecnici della cremazione sono poco conosciuti, anche per l’impossibilità di far accedere il pubblico nella sala forni e mostrare come viene effettuato il servizio. Forniamo ai Soci, in particolare a coloro che hanno dubbi e paure, la descrizione delle modalità operative. tuata rispettando rigorosamente l’ordine cronologico di arrivo della salma e dell’autorizzazione alla cremazione. La SOCREM di Torino generalmente effettua le cremazioni entro due giorni feriali (48 ore) dall’arrivo del feretro e della indispensabile autorizzazione emessa dal Comune dove è avvenuto il decesso. Solo in caso di guasto tecnico, in caso di necessità di urgenti lavori di manutenzione agli impianti oppure in occasione di eventi eccezionali si deroga da questo impegno. Tutte le fasi del processo sono monitorate e la SOCREM garantisce il rispetto della dignità del defunto in ogni momento. Ogni cremazione avviene singolarmente introducendo nell’impianto il feretro di legno integro e sigillato come consegnato al Tempio Crematorio. Dal feretro sono asportate solo le eventuali maniglie metalliche ed altri oggetti, metallici e non, che eventualmente fossero applicati all’esterno dello stesso. L’introduzione del feretro all’interno dell’impianto è effettuata manualmente, con l’utilizzo di carrelli dotati di rulli per lo scorrimento della bara. Dal momento dell’introduzione del feretro segue a pagina 4

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ATTUALITÀ continua da pagina 3

sino al termine della cremazione non vi è più alcun intervento degli operatori. Il processo di cremazione è infatti automatizzato e monitorato informaticamente dal programma di gestione degli impianti. Tale gestione dell’impianto, congiuntamente all’utilizzo di procedure di controllo molto severe, non consente manipolazioni o errori di identificazione. Gli impianti in dotazione alla SOCREM di Torino sono alimentati a gas metano e il processo dura in media circa un’ora e mezza. Terminata la fase di cremazione nella camera principale, i resti mortali risultanti vengono fatti scendere nella zona di “calcinazione” dove rimangono circa mezz’ora ad una temperatura mai inferiore agli 850 gradi. Successivamente, sempre per caduta, sono fatti scendere in un’urna

tecnica dove avviene il raffreddamento tramite aria. I resti mortali derivanti dalla cremazione sono quindi trasferiti con la stessa urna tecnica all’interno di una macchina, chiamata “polverizzatore”, per ridurne il volume come previsto dall’attuale normativa. L‘avvenuta cremazione è documentata con un verbale che contiene i dati relativi al defunto, la data, l’ora di inizio e di fine cremazione, il numero dell’autorizzazione che l’ha consentita, il Comune che l’ha autorizzata e la destinazione autorizzata dell’urna cineraria. Il verbale riporta anche il codice numerico della medaglia refrattaria assegnata al defunto e che ha accompagnato il feretro durante tutte le fasi della cremazione. La consegna dell’urna cineraria avviene nel giorno e nell’ora comunicata all’avente titolo al momento dell’arri-

vo del funerale al Tempio crematorio. Solitamente la consegna delle ceneri avviene il giorno successivo alla cremazione nella Sala della Memoria. L’urna, tranne nei casi in cui le ceneri siano destinate al cinerario comune o alla dispersione in area cimiteriale del Cimitero Monumentale, è sigillata, in presenza dei famigliari, nei modi previsti dalla normativa vigente. All’esterno di ogni urna cineraria sono riportati i dati identificativi del defunto, all’interno vi è la medaglia refrattaria. È bene ricordare che la normativa vigente in Italia prevede l’indivisibilità delle ceneri. Un altro aspetto forse poco noto è che la tariffa di cremazione comprende anche la fornitura di un’urna in materiale semplice da parte del gestore dell’impianto: quindi, nel caso di cremazione a Torino, questa urna è fornita dalla SOCREM.

Ingresso al Tempio Crematorio dal cimitero

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LA MEMORIA

Un Rito per il Ricordo

 Prossime celebrazioni ✓ ✓ ✓ ✓

21 febbraio 21 marzo 18 aprile 16 maggio

a cura del cerimoniere Carlo Giraudo

La SOCREM di Torino, da sempre sostenitrice del culto della memoria, effettua mensilmente una cerimonia commemorativa per ricordare tutti i Defunti ed in particolare, con i rispettivi parenti, i Soci cremati nel mese precedente.

Tempio Crematorio. Sala della Memoria

La cerimonia per il Ricordo è fissata per il terzo sabato di ogni mese presso il Tempio Crematorio di Torino, corso Novara 147/b, nella Sala della Memoria, alle ore 11.30.

Tempio Crematorio. Cellette Zona giardino

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LA MEMORIA

TEMI POETICI DELLA COMMEMORAZIONE MENSILE Riportiamo uno stralcio delle letture effettuate in una recente cerimonia, nella quale sono stati proposti i temi lirici di Vincenzo Cardarelli (1887-1959).

Vincenzo Cardarelli nasce a Corneto Tarquinia. La passione per la letteratura segna tutta la sua vita portandolo a studi intensi e personalissimi da appassionato autodidatta. Vive tra Roma, Firenze e Lugano. Dopo i mestieri più disparati approda al giornalismo e fonda con R. Bacchelli la rivista “La Ronda”. Numerose sono le sue raccolte di poesie e prose. È un poeta inquieto che molti critici accostano a Leopardi. “Il segreto delle mie conoscenze è l’insoddisfazione. La realtà è un eterno sottointeso. Non ho mai potuto compiere un atto che non fosse ostacolato da un’immancabile contrarietà.”

Da Amore

Da Stanchezza

L’amore travolge e subito si defila e si rende fugace e quasi impalpabile.

Non solo l’amore ma anche la poesia è lotta e fatica. Sulla mia pagina scritta, se voglio che non mi rimorda, quanto ancora da rifare! La vita è tutto un confrontarsi con i propri errori e superarli con uno sforzo, proprio perché eroico, anche mortale. Quante cose cominciate e rotte, nella mia vita! Quante offerte rifiutate! Le mie giornate sono frantumi di vari universi che non riescono a combaciare.

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La gioia è l’altra faccia dell’angoscia e l’amore trovato è già perduto. In ogni incontro c’è già il commiato, in ogni vicinanza l’incipiente distacco. Come chi gioia e angoscia provi insieme gli occhi di lei così m’hanno lasciato. Non so pensarci. Eppure mi ritorna più e più insistente all’anima quel suo fugace sguardo di commiato. Quel fatale e prescritto momento che ci diremo addio è già in ogni distacco del tuo volto dal mio

Ogni giorno ti perdo e ti ritrovo così, senza speranza.

Da Gabbiani La vita è una sfida infinita come infinito è l’orizzonte che guida il volo del gabbiano. Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro in perpetuo volo... Il mio destino è vivere balenando in burrasca.

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LA MEMORIA

ROSETO DELLA RIMEMBRANZA

La memoria è, anche, virtuale

Molti Soci chiedono lumi a proposito del “totem interattivo” che i Servizi Cimiteriali della Città hanno installato al Monumentale nell’area del Roseto. Ecco di cosa si tratta.

di Gisella Gramaglia

■ Entrando al Cimitero Monumentale dal cancello di corso Novara 147/b, lo stesso che introduce al Tempio Crematorio della SOCREM, dal novembre scorso i visitatori che si recano al Luogo del Ricordo trovano una struttura del tutto innovativa realizzata e gestita dai Servizi Cimiteriali della Città allo scopo di mantenere nella memoria collettiva una traccia di coloro le cui ceneri sono disperse in natura o conferite nel cinerario comune o date in affido ai famigliari. La funzione del totem interattivo è una possibilità di mediazione tra l’anonimato della dispersione e la salvaguardia della memoria prevista dalla legge regionale n. 20/2007. La struttura, così come è stata progettata nell’architettura e nelle caratteristiche tecnologiche, rientra anche nell’obiettivo di miglioramento dell’area attuato dai Servizi Cimiteriali per favorire l’accoglienza ai parenti in visita. Il manufatto, in mattoni faccia a vista e acciaio, si sviluppa infatti seguendo una linea morbida che suggerisce l’idea di un abbraccio e invita al raccoglimento; la copertura, realizzata in una combinazione a doppia rete stirata e plexiglas al fine di ottenere una sorta di effetto traslucido, ripara sia dalla pioggia sia dal riflesso del sole e permette comunque il filtrare della Anno 2009, numero 1

luce naturale, nel disegno si contrappone alla greve muratura sottostante richiamando il concetto di leggerezza. Sono presenti tre display, ognuno con diverse funzioni. In uno di questi scorrono a ciclo continuo i nomi dei cremati di cui è stata effettuata la dispersione o il conferimento nel cinerario oppure l’affido. I nomi vengono anche proiettati sul muro perimetrale dell’area del Luogo del Ricordo e di notte sono visibili dall’esterno del cimitero, da corso Novara. Un secondo display propone in sequenza immagini del Cimitero Monumentale, ma in futuro presenterà foto e video di altre realtà, coerenti al tema del sito, in considerazione delle esigenze e dei suggerimenti dell’utenza. Il terzo display, situato al centro del totem, è un touch screen: qui l’utente, digitando nome e cognome del proprio congiunto, vede comparire la “lapide virtuale” con i dati che recano l’anno di nascita e di morte del defunto inseriti dai Servizi Cimiteriali in formato standard, gli stessi dati che si leggerebbero se si trattasse di una lapide marmorea. Prossimamente sarà possibile dare alla lapide virtuale un’impronta più personale, mediante l’inserimento di dediche, foto, musiche e video. La personalizzazione potrà essere effettuata dall’utente presso gli Uffici

Cimitero Monumentale, Luogo del Ricordo

Cimiteriali o direttamente dal proprio computer. In questo caso, però, per accedere al servizio l’utente dovrà prima registrarsi sul sito www.cimiteritorino.it nella sezione dedicata e quindi ricevere dagli Uffici Cimiteriali la relativa password di accesso. Il servizio è ancora in fase di perfezionamento, ma sarà presto un mezzo in più a disposizione di tutti coloro che, per onorare le memoria dei propri cari, alle vie tradizionali preferiscono la strada del virtuale.

 Per informazioni Uffici Cimiteriali www.cimiteritorino.it

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LA MEMORIA

Frontiere laiche della religione, frontiere religiose della laicità La contemporaneità sta ridisegnando gli assetti delle nostre città e i paesaggi interiori degli uomini che le abitano. È una sfida conoscitiva che si misura con le inquietudini dello spaesamento e dell’ignoto. Le tradizioni culturali e le fedi religiose che hanno segnato in passato i discorsi sulla morte si confrontano oggi con orizzonti esistenziali e bisogni collettivi del tutto inediti. ■ Nell’ambito del progetto Frontiere laiche della religione, frontiere religiose della laicità, nei mesi scorsi, a Torino, presso la Galleria d’Arte moderna, si è tenuto un ciclo di incontri organizzato dalla Facoltà di Scienze della Formazione e dalla Facoltà teologica. Le conferenze sono state dedicate a temi di grande interesse per il mondo cremazionista. La prima svoltasi il 30 ottobre aveva come titolo Corpi tra memoria e oblio e ha visto il confronto tra due relatori di grande prestigio, il professor Francesco Remotti e don Ermis Segatti. La formula adottata dagli ispiratori dell’iniziativa (il professore Giovanni De Luna, la professoressa Anna Maria

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Poggi, e don Ermis Segatti) prevedeva, infatti, ogni volta un dialogo-confronto tra un laico e un cattolico. Così negli incontri successivi sono intervenuti lo stesso professore Giovanni De Luna e don Paolo Tomatis ne I luoghi estremi della città il 6 novembre e, successivamente, il professore Mario Dogliani e don Sandro Giraudo ne La dimensione istituzionale della morte il 13 novembre. C’è stata una partecipazione di pubblico appassionata e consapevole, a conferma di quanto questi temi siano in grado di scavare nelle profondità dei nostri pensieri e dei nostri comportamenti. Sui cimiteri e sui nodi culturali, emo-

tivi e religiosi che si annidano nei loro spazi, sulla “statualità” e sulla dimensione etica delle decisioni istituzionali che riguardano le questioni della vita e della morte, oggi ci si interroga in una sfida conoscitiva del tutto nuova, come nuovo è il contesto in cui ci troviamo ad operare. Proprio l’aspetto della discontinuità del mondo contemporaneo è stato quello che è infatti emerso con più forza in tutti gli incontri. Le tradizioni culturali e le fedi religiose che hanno segnato in passato i discorsi sulla morte si confrontano oggi con orizzonti esistenziali e bisogni collettivi nati direttamente dalla più stretta contemporaneità. È significativo, ad esempio, come nel mondo laico si stia facendo strada la consapevolezza che il discorso religioso non può essere confinato nella sfera privata dell’individuo così come suggeriva il laicismo ottocentesco. Sarebbe una pura finzione giuridica e come tale inefficace prima che astratta; è di tutta evidenza come nel mondo del post-Novecento la religione abbia fatto clamorosamente irruzione negli spazi pubblici, orientando profili culturali, assetti istituzionali e comportamenti politici in larga parte delle società contemporanee, nel mondo occidentale come ■ in quello islamico.

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PROMOZIONE SOCIALE

I NOSTRI SOCI OPERANO NEL SOCIALE

Amici dell’Hospice di Lanzo di Roberto Pavia

Qualcuno ha scritto: “Perché dello stesso dolore ne possiamo fare una pietra… o un’ala… per volare più in alto”. Riportiamo la testimonianza di un nostro associato. ■ Con

la morte di mia madre nell’Hospice di Lanzo Torinese mi ritrovai per la prima volta a contatto con la sofferenza di chi come me condivideva l’esperienza dell’accompagnamento e della perdita di una persona cara e di quanti, operatori e volontari, collaboravano per alleviare il dolore del malato e non solo della sua malattia orientandone il percorso finale alla dignità in presenza di affetti e valori. Il mio desiderio di fare qualcosa, per contraccambiare il grande sostegno ed il grande amore ricevuto da tutto il personale ed in modo particolare da un medico che opera nella struttura, si materializzò nel progetto di gestire e concretizzare la generosità di quanti volessero sostenere l’Hospice come realtà operante nell’ambito delle cure palliative. Nacque così il 3 ottobre 2006 su iniziativa di dodici soci l’Associazione “Amici dell’Hospice di Lanzo” (che nei prossimi mesi trasformeremo in ONLUS), con finalità quali: dare risposta a numerose persone, tra cui

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parenti e familiari di pazienti ricoverati presso l’Hospice, che hanno espresso il desiderio di poter essere coadiuvati e coordinati nel promuovere e sostenere le finalità dell’Hospice e nell’effettuare donazioni in beni e denaro; finanziare la realizzazione di progetti di supporto psicologico e sociale per pazienti e familiari, in relazione a necessità delle singole persone, alla programmazione degli operatori della struttura ed in collaborazione con altre forze sociali; favorire il miglioramento ambientale secondo progetti condivisi con la ASL e gli operatori; finanziare iniziative di formazione e aggiornamento professionale per il personale dell’Hospice; far conoscere e divulgare l’importanza delle cure palliative grazie alle quali, in tutti quei casi in cui la malattia è dichiarata inguaribile, le persone possono trovare sollievo al dolore (dal latino ”pallium”, mantello che copre, ripara, protegge); proporci come punto di riferimento per le persone e le famiglie che vorranno condividere le nostre finalità partecipando attivamente alla vita associativa. Hospice è una parola inglese che deriva dal latino “ospitium” nel senso di ricovero, e significa quindi, per estensione, riparo, ospitalità, accoglienza, cura. In ambito medico indica la struttura specialistica dedicata alla cura dei malati in fase terminale. La grande professionalità ed umanità riscontrate nei medici, negli infermieri e

nei volontari che operano in Hospice ci stimolano a portare avanti i nostri progetti, ogni giorno, con coraggio e determinazione. Siamo convinti che, anche con l’aiuto di chi vorrà condividere i nostri obiettivi, riusciremo a soddisfare le necessità di chi in Hospice trascorre gli ultimi e più importanti giorni della vita. Sono necessità ora piccole ora complesse, da un semplice orologio da parete ad una più complessa apparecchiatura medica ad un sostegno assistenziale individuale, ma ogni intervento dell’Associazione “Amici dell’Hospice di Lanzo” è mirato a rendere sempre più l’Hospice una “casa calda ed accogliente” in cui ci si prende davvero cura dei malati e dei famigliari. Il simbolo della nostra Associazione è un palloncino rosso che presto volerà via, abbracciato da tante persone. Ciò vuole rappresentare il momento in cui la persona lascia questa vita, libera dal dolore e dalla sofferenza, accompagnata dall’affetto di tutti coloro che le sono stati vicini. Gli “Amici dell’Hospice di Lanzo” sono la cordicella che lega il palloncino a coloro che restano qui, facendo sì che il dolore si trasformi in sollievo ed il ricordo in sostegno. Questa è l’Associazione “Amici dell’Hospice di Lanzo”.

 Per informazioni Associazione “Amici dell’Hospice di Lanzo” Tel 335 7362 086 E-mail: amici.hospicelanzo@libero.it

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NOTIZIARIO

DEDICATO AI SOCI

Il mare anche d’inverno Per i Soci che vogliono trascorrere un soggiorno invernale in una località marittima, la SOCREM ha stipulato una convenzione con il Loano 2 Village, un villaggio unico in Liguria con eleganti camere Hotel e appartamenti Residence, splendide piscine, animazione, ristoranti e tanti servizi per la famiglia in tutte le stagioni. Nel periodo invernale l’animazione del villaggio si rivolge alla clientela che ha esigenze sia di divertimento che di tranquillità: tornei di carte, di bocce, tombolate, corsi di ginnastica

dolce, feste danzanti con musica dal vivo, cena a lume di candela con specialità liguri. Le attività in dettaglio sono illustrate sul sito dell’albergo www.loano2village.it, così come pure i relativi tariffari. Agli associati SOCREM è riservata una riduzione del 10% rispetto ai tariffari ufficiali, sia per il soggiorno in Hotel sia per un appartamento nel Residence. La riduzione resta valida per tutti i giorni dell’anno 2009. La prenotazione è effettuata direttamente dagli interessati, i quali, per

DISPOSIZIONI IN VITA E PERSONALIZZAZIONE A CURA DEI FAMIGLIARI

usufruire della convenzione, al momento devono citare il codice d’identificazione attribuito dall’albergo ai Soci SOCREM: “S.C.TO-09”. A seguito della prenotazione l’albergo richiederà una caparra confirmatoria.

 Informazioni e prenotazioni Loano 2 Village Via degli Alpini 6 - 17025 Loano SV Tel 019 67911 - Fax 019 6717 65 E-mail: info@loano2village.it www.loano2village.it

 Per ritirare il modulo

Cerimonia di Commiato

Segreteria del Tempio - corso Novara 147/b da martedì a venerdì ore 8.30-13.00 / 14.00-16.00 sabato ore 8.30-13.00 Per ricevere il modulo a casa: tel 011 5812 304

Per far sì che il Commiato non sia una semplice e formale celebrazione ma, al contrario, un momento di compartecipazione e di calore umano nella dolorosa realtà del distacco, la SOCREM offre agli associati la possibilità di “costruire” in parte la propria cerimonia. I Soci hanno facoltà di lasciare disposizioni in vita affinché l’ultimo saluto si svolga nel rispetto delle proprie idee, pertanto possono stabilire quali letture dovranno essere effettuate dal Cerimoniere e indicare le musiche che accompagneranno le letture. Per molti non è semplice trovare in versi poetici oppure in un brano letterario o filosofico le parole giuste, né tutti sono competenti in fatto di musica:

precise disposizioni lasciate in vita dal defunto, può essere comunque definita dai parenti e da essi richiesta al Cerimoniere il giorno antecedente al funerale. Precisiamo che anche in questo caso il “Commiato” può essere una cerimonia con un’impronta molto personale: i parenti scelgono musiche e letture tra quelle che ritengono più adatte alla personalità del defunto, attingendo se lo desiderano da “Alfabeto degli addii” o liberamente da altre antologie; inoltre hanno facoltà di pronunciare un breve saluto, di pregare o di creare un momento di intimità con i presenti, famigliari e amici, per ricordare una qualità morale, una passione o una caratteristica del loro congiunto.

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per agevolare gli associati nella scelta, la SOCREM ha redatto un’antologia di letture intitolata “Alfabeto degli addii” e ha preparato una selezione di musiche, che sono in consultazione presso la Segreteria del Tempio per i Soci che ne fanno richiesta. Le scelta dei brani letterari e musicali deve essere riportata sull’apposito modulo “Disposizioni per il Commiato” che è disponibile sia presso la Segreteria del Tempio, in corso Novara 147/b, sia presso la Sede sociale della nostra Associazione, in corso Turati 11/c. Le musiche scelte al di fuori del repertorio SOCREM devono essere registrate su audiocassetta o cd e consegnate insieme al modulo. La personalizzazione, in assenza di

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NOTIZIARIO

CONSULENZA LEGALE

Un parere a titolo gratuito

Orari dei cimiteri cittadini Orario invernale

La SOCREM mette a disposizione degli associati che hanno necessità di un consulto legale un professionista esperto in materie civili (diritto di famiglia, societario, immobiliare ecc.) per un primo parere a titolo gratuito. L’avvocato, offrendo consigli e suggerimenti, indica le possibilità per la risoluzione delle problematiche sottoposte alla sua attenzione. Successivamente alla consulenza dell’avvocato, l’avvio di una eventuale pratica è a totale discrezione del Socio.

L’incontro, previo appuntamento, ha luogo una volta al mese presso gli uffici della SOCREM in corso Turati 11/c. La data e l’orario sono concordati in base alle richieste degli interessati e secondo la disponibilità dell’avvocato.

 Per una consulenza La prima consulenza può essere richiesta solo su appuntamento telefonando o scrivendo in redazione Tel 011 5812 325 E-mail: ufficiocomunicazione@socremtorino.it

6 novembre - 20 marzo da martedì a domenica 8.30 - 16.00 chiusura ore 16.30

Orario estivo 21 marzo - 5 novembre da martedì a domenica 8.30 - 17.30 chiusura ore 18.00 Il Cimitero di Mirafiori è oggi attivo esclusivamente per le sepolture in tombe di famiglia e rimane aperto solo il sabato, la domenica e i festivi.

Festività religiose o civili apertura fino alle ore 12.30. Il lunedì i cimiteri sono chiusi.

Lo Sportello di sostegno sociale al lutto Da alcuni mesi è attivo presso la sede della SOCREM in corso Turati 11/c lo Sportello di sostegno sociale al lutto, patrocinato dalla stessa SOCREM e dalla Fondazione Fabretti, dal Comune di Torino, dalla Provincia di Torino, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Torino e Cassa di Risparmio di Fossano, dal Comune di Fossano e da Vite srl. Lo scopo di tale iniziativa è quello di aiutare le persone in lutto a trovare ascolto, sostegno ed un aiuto pratico in un momento di difficoltà esistenziale qual è la perdita di una persona cara. La consulenza, gratuita, consta di due colloqui con una psicoterapeuta e l’invio o nei gruppi di auto mutuo aiuto o presso degli specialisti convenzionati per chi desidera espressamente una psicoterapia o altre forme di aiuto da valutare insieme alla persona, come ad esempio l’invio ad associazioni di volontariato.

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Il percorso di elaborazione del lutto, sia per chi entra nei gruppi di auto mutuo aiuto, sia per chi decide di iniziare una psicoterapia, è personale. I Gruppi di auto mutuo aiuto dedicati ai problemi di elaborazione del lutto mirano a: aiutare i partecipanti al gruppo ad esprimere i propri sentimenti (dolore, nostalgia, paura, rabbia, senso di colpa, solitudine) senza il timore di essere giudicati; sviluppare la capacità di riflettere sulle proprie modalità di comportamento, soprattutto qualora siano orientate a non superare il dolore della perdita; aumentare le capacità individuali nel far fronte ai problemi (compito fondamentale per coloro che si erano appoggiati, psicologicamente o nell’organizzazione della vita quotidiana, alla persona defunta); incrementare la stima di sé, delle proprie abilità e risorse, lavorando su una maggiore consapevolezza personale; facilitare la nascita di

nuove relazioni, combattendo così il senso di solitudine creato dalla perdita, ridando dignità alla sofferenza, che diviene condivisibile; promuovere uno stile di vita a sostegno della salute individuale, familiare e sociale. I Gruppi di auto mutuo aiuto sono autogestiti: non c’è la presenza di uno specialista, ma c’è un senior, una persona che ha elaborato il lutto e rimane nel gruppo per testimoniare il percorso di elaborazione e per aiutare chi desidera parteciparvi e si trova in grave difficoltà. Gli incontri dei Gruppi si tengono il martedì ed il mercoledì dalle ore 17.30 alle 19.00 in corso Turati 11/c presso la sede della SOCREM.

 Per accedere allo Sportello Tel 346 8649 355 E-mail: sostegnolutto@fondazionefabretti.it

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LA PAROLA AGLI ESPERTI

MEDICINA ALTERNATIVA RISPONDE

il dott. Federico Audisio Di Somma Medico omeopata e scrittore, esperto in medicine naturali

Salute e malattia: l’insostenibile crisi del Guaritore La medicina attuale sembra considerare il corpo come una macchina, le cui componenti possono essere analizzate separatamente e come tali trattate nella malattia. Nel curare, come concilia il medico l’esperienza del corpo nella sua interezza con la scienza? Immanuel Kant, il grande filosofo tedesco, apre la Critica della ragione pura 1 con la seguente osservazione: “Non vi è assolutamente alcun dubbio che tutta la nostra conoscenza cominci con l’esperienza”. Oggi, più di allora, assistiamo alla stupefacente manifestazione della “scienza”, intesa come totalità dei risultati della ricerca scientifica in continuo progresso. Ma in parallelo avanza da sempre, inarrestabile, il sapere empirico, frutto della prassi che ogni uomo, che ogni cultura, accumula quotidianamente nella sfera professionale e nella vita privata. Tale sapere, di pertinenza soggettiva, è di natura altamente incontrollabile e instabile, sensibile alla tradizione culturale, alla filosofia, alle condizioni storiche e sociali. Va sottolineato l’imponente estraniamento che la scienza attuale, attraverso il suo ideale di oggettività, tende a intimare a ciascuno di noi: il medico e il paziente non

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scampano di certo a questa subordinazione. Chiunque, in base alla propria esperienza personale, è in grado di percepire i limiti stridenti di un modo che diventa ogni volta più esasperato e lontano dal sentire proprio dell’essere umano. La scienza non può sottrarsi, come spesso tende a fare, allo studio dell’esperienza del corpo indivisibile dalla vita. Se il corpo non venisse avvertito nella sua vitalità e nel suo decadimento non esisterebbe nemmeno il problema dell’Anima e l’incessante discussione sullo Spirito. Anche oggi Aristotele continua ad avere ragione quando afferma che “l’Anima non è altro che la vita nel corpo”. Sorge dunque spontanea una domanda: come si possono conciliare l’esperienza del corpo e la scienza? Interrogativo che mette in gioco il destino stesso della attuale civiltà occidentale e coinvolge il se, il quando e in quale maniera la fredda perfezione del pensiero strumen-

tale riuscirà a immaginare e a mettere in campo un equilibrio nuovo che permetta l’integrazione tra i valori umani, appartenenti alla propria e ad altre culture tradizionali. Il medico, volente o nolente immerso in questa condizione critica, è posto davanti all’espressione sempre più scottante e non eludibile che prende il nome di entelechia, parola anch’essa frutto dell’intuizione insuperata di Aristotele: essa designa la realtà che ha raggiunto il pieno grado di sviluppo, il carattere compiuto e completo dell’esistente. Forse il segreto della salute alberga là dove lo colloca Eraclito: “L’armonia nascosta è più forte di quella manifesta” 2. Il medico incarna una professione emblematica in quanto il suo compito non riguarda “il produrre” ma piuttosto “l’aiutare” e non potrà mai coltivare un’illusione demiurgica riguardante la propria abilità e capacità pratica. Egli assiste al continuo manifestarsi del prodigioso carattere della vita di ristabilirsi e riequilibrarsi oppure di precipitare e distruggersi. Il problema del medico, quello che oggigiorno appare metterlo più in crisi, è di riuscire ad accettare la verità, anche sopra la falsità della malattia. La verità desidera nascondersi nella malattia e nei periodi di smarrimento del benessere. Il medico, padrone della sicurezza che gli infonde la scienza, si trova sempre più a disagio nell’accettare lo stato di limitazione e di dolore che appartiene alla malattia altrui. Quell’universo che sfugge e si nasconde e che lo riguarda per intima appartenenza umana. 1 Kant Immanuel, Critica della ragione pura, con testo tedesco a fronte, Collana Il pensiero occidentale, Bompiani, Milano 2004. 2 Eraclito, Testimonianze, imitazioni e frammenti, Collana Il pensiero occidentale, Bompiani, Milano 2007.

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LA PAROLA AGLI ESPERTI attraverso una comunicazione scritta al donante (notificazione) con data di ricevimento certa.

PARERE LEGALE RISPONDE

l’avv. Gabriele Gabri

La donazione Nell’ottica di sostenere un ente che svolge attività di volontariato sociale, nei confronti del quale ho molta riconoscenza, invece di lasciare i miei beni in eredità pensavo di provvedere fin da ora con una donazione. Vorrei sapere se per fare questo devo stipulare un contratto e quindi necessariamente ricorrere a un notaio. L’art. 769 del codice civile definisce la donazione come un contratto col quale il donante per spirito di liberalità arricchisce l’altra parte, detta donatario, disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa un’obbligazione. I fattori, dunque, caratterizzanti l’istituto della donazione sono: • lo spirito di liberalità (animus donandi) di colui che dona, ovverosia lo stato d’animo del donante che, ben consapevole di non essere tenuto ad effettuare la prestazione, decide ugualmente di compierla; • l’arricchimento, ovverosia l’incremento del patrimonio di colui il quale riceve la donazione cui corrisponde uno speculare “impoverimento” del donante. Questo meccanismo si verifica tutte le volte che il donante effettui una disposizione di un proprio diritto (chiamata donazione reale), sia quando assuma un’obbligazio-

Anno 2009, numero 1

ne nei confronti del donatario (donazione obbligatoria) sia allorquando liberi il donatario da un debito (donazione liberatoria). Occorre tuttavia che il donante abbia la piena capacità di donare, che abbia cioè la piena facoltà di disporre del diritto (ad esempio non potrà donare un soggetto incapace di intendere e volere): a tal proposito va segnalato come anche una persona giuridica (es. una società) possa donare purché ciò sia previsto dal suo statuto o dall’atto costitutivo. Inoltre, è necessario che anche il soggetto a favore del quale viene disposta la donazione: • sia capace di riceverla: ad esempio, sarà possibile donare ad un nascituro, sebbene non ancora concepito, ma quale figlio di una persona determinata: si ricorda che anche le persone giuridiche sono soggetti titolati a ricevere donazioni;

Per quanto attiene poi all’oggetto della donazione, è possibile che la stessa riguardi un qualunque bene presente nel patrimonio del donante, purché si tratti di un bene proprio e di un bene non futuro ma, per l’appunto, esistente. Infine, aspetto assai importante, la donazione è un negozio Solenne, ovverosia soggetto a dei vincoli di forma: dovrà infatti essere redatto a mezzo di atto pubblico (da un notaio) alla presenza di due testimoni, con l’unica eccezione della donazione di modico valore che può essere perfezionata con la semplice consegna a mani del bene. Come ogni contratto, anche la donazione può essere invalida quando manca dei requisiti richiesti per legge e può essere altresì revocata da colui che la effettua quando vi è ingratitudine di colui che la riceve oppure allorquando sopraggiungano dei figli a colui che la compie (ad eccezione delle donazioni Obnuziali, causa matrimonio appunto, e delle donazioni rimuneratorie, cioè quelle fatte per riconoscenza).

I Soci che desiderano proporre quesiti di interesse generale, sono invitati a scrivere a: SOCREM News, rubrica “La parola agli esperti”, Società per la Cremazione di Torino, corso Turati 11/c - 10128 Torino.

• accetti formalmente la donazione,

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LA PAROLA AGLI ESPERTI

ASSISTENZA FISCALE RISPONDE

il dott. Vladimiro Valas

L’assegno di accompagnamento: una provvidenza a favore dei “soggetti deboli” A mio padre, un anno fa, è stato diagnosticato il morbo di Parkinson. Sebbene il deterioramento intellettivo non rappresenti un elemento tipico del quadro clinico all’inizio della malattia, già in questa fase gli è stato riscontrato un principio di demenza senile. Ora vive della sua pensione ma temo non gli sarà sufficiente per avere un’assistenza adeguata. Vorrei sapere se posso richiedere per lui l’assegno di accompagnamento e avere qualche indicazione su “come” e “a chi” inoltrare la mia richiesta.

Il nostro Paese ha sviluppato una sensibilità per il “sociale” piuttosto avanzata, se confrontato ad altri che si piccano di essere democratici. Una delle molteplici provvidenze a favore dei “soggetti deboli” è l’indennità di accompagnamento. L’indennità di accompagnamento, detta anche assegno di accompagnamento, consiste in un sostegno

economico nei confronti dei soggetti che non possono compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita e conseguentemente hanno bisogno di qualcuno che si dedichi a loro assistendoli in modo continuativo. Ovviamente ciò comporta dei costi da molti non sostenibili per cui lo Stato ha ritenuto di intervenire. L’indennità di accompagnamento,

I quesiti di carattere medico, legale o fiscale, che possono trovare risposte in questa rubrica tramite i nostri esperti, devono essere inviati alla redazione di SOCREM News, Società per la Cremazione di Torino - corso Turati 11/c - 10128 Torino, oppure via e-mail: ufficiocomunicazione@socremtorino.it. 14

nella attuale misura di Euro 457,76 mensili per 12 mensilità annue, è stabilito per provvedimento a carattere nazionale ed è erogato dall’INPS. Tale indennità spetta a tutti i soggetti, indipendentemente dal reddito e dalla composizione del nucleo familiare. Non è cumulabile con altre indennità simili, non è subordinata a limiti di reddito, non è reversibile, non è incompatibile con lo svolgimento di attività lavorative: unico requisito richiesto è il rilascio di un certificato di invalidità da parte della Commissione Medica per gli Invalidi Civili della ASL di competenza, mentre unico impedimento è il ricovero gratuito in strutture pubbliche per più di un mese. Per richiedere il riconoscimento di invalidità e quindi l’indennità di accompagnamento è necessario e sufficiente presentare una domanda alla Commissione Medica per gli Invalidi Civili della ASL di residenza allegando semplicemente un certificato del medico di base che attesti che trattasi di “persona che necessita di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita”, un certificato di residenza, il codice fiscale. È infine doveroso accennare al fatto che, oltre al provvedimento di cui sopra, statale, vi sono moltissime altre iniziative a favore dei “soggetti deboli” istituite su iniziativa di Comuni e Regioni, quindi a carattere locale. Per Torino si possono avere maggiori dettagliate informazioni rivolgendosi al Servizio Socio-assistenziale del proprio quartiere.

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LA PAROLA OBLAZIONI AGLI DEI ESPERTI SOCI

Grazie della fiducia L’Associazione ringrazia tutti i Soci che hanno sostenuto la sua attività nell’anno 2008. Le oblazioni sono un aiuto indispensabile per mantenere il decoro del Tempio Crematorio con i restauri dei locali, la manutenzione e la pulizia dei cellari, gli ornamenti floreali e la cura del giardino; inoltre sostengono parte delle attività di promozione sociale che la SOCREM svolge direttamente oppure tramite la Fondazione Fabretti, fra cui citiamo “SOCREM News”, “Confini” e il Progetto di sostegno al lutto. Per questo Progetto, la SOCREM ha contribuito con 30.000 euro. Pubblichiamo l’elenco delle oblazioni pervenute nel periodo Luglio - Novembre 2008, che per ragioni di spazio completeremo nel prossimo numero della rivista. Luglio Euro 100: Cantamessa Ines. Euro 50: Giachino Armando, Guidi Maria Augusta, Lunari Carlo, Luchino Maria Giovanna, Ninghetto Concett. Euro 40: Fam. Pognante. Euro 30: Borione Giorgio, Gagnor Silvana, Lagable Elsa, Porta Maria Luisa. Euro 25: Argentero Rolando, Barbiani Quintino, Caria Ines, Giangoia Giuseppe, Morese Rodolfo, Sacchetti Zerfa. Euro 20: Becchio Ester Margherita, Cogno Marisa, Fassio Valeria, Lacivita Antonia, Malandrino Ida, Tonello Leonardo. Euro 15: Musso Mirella, Sollazzo Rosa. Numero 15 Soci con oblazioni fino a Euro 10, per un totale complessivo di Euro 137.

Agosto Euro 1000: Socio anonimo. Euro 100: Da Giau Ermelinda. Euro 30: Sardo Mirella. Euro 25: Borgo Augusta, Pastore Luisa. Euro 20: Fassolo Lucia, Garavini Sandra, Vacchetta Michela. Euro 15: Napoletano Antonino, Padano Salvatore, Vacchetta Aldo. Numero 6 Soci con oblazioni fino a Euro 10, per un totale complessivo di Euro 55.

Matteucci Edmondo, Munarin Costanza, Nardo Guido, Pernigoni Rosa, Quintiliano Igino, Salvatore Michela, Sartori Wilma, Vallauri Elide, Vicari Elisa. Euro 20: Alice Giancarla, Barbiroglio Franco, Balmino Remo, Bergeretti Ida, Bonafede Nicolò, Busca Michelina, Canale Anna Maria, Canale Roberto Ettore, Canavesio Angiolina, Carrera Matilde, Cutrupi Irma, De Luca Iolanda, Fam.Saronni Rosso, Famiglia Raineri, Lagonigro Nicoletta, Lampi Carla, Mautone Eva, Milardo Emanuela, Pantinero Silvio, Piazza Elena, Pittatore Mario, Riviera Riccardo, Savina Carlo, Selvaggi Pietro, Soldani Mauro, Tarditi Anna Maria, Tarro Roiro Giovanna, Tescari Giovanni, Tomidei Tenaure, Torresin Giustina. Euro 15: Amato Giacomo, Azzola Teresina, Baluschi Rosalba, Baraggia Enrica, Bianco Dolino Maria, Colusso Virginio, Cravanzola Bruno, Destefanis Luciano, Geninati Crich Teresa, Lignana Eugenio, Michieletti Duilio, Napolitano Ada, Predazzi Emilio, Rista Sylviane, Savio Lucia,Vacchetta Rosa Maria. Euro 12: Quattrocolo Ermanno. Numero 44 Soci con oblazioni fino a Euro 10, per un totale complessivo di Euro 395.

Novembre Settembre Euro 150: Fam. De Caro Scusatone. Euro 100: Bori Liliana, Ceppi Carla. Euro 62: Piana Nice. Euro 50: Marangotto Marco, Nallen Miranda, San Salvadore Pierluigi. Euro 30: Lulita Pietro, Miglietta Augusto, Raimondo Pier Giorgio. Euro 25: Gigliesi Marinella. Euro 20: Bruno Sergio, Daglio Nella, Favero Virginia. Euro 15: Lupo Vincenzo. Numero 5 Soci con oblazioni fino a Euro 10, per un totale complessivo di Euro 50.

Ottobre Euro 100: Balbo Lodovica, Coda Rosa, Fasteris Carla, Metailer Renata. Euro 60: Viale Gabriella. Euro 50: Bertone Stefano, Buccheri Ugo, Cantù Elena, Cominato Giulietta, Conetta Roberto, Deninatti Pasquale, Francone Domenica, Gavello Maria Luigia, Guerra Guido, Locanto Assunta, Musso Maria Giovanna, Orrù Martina, Quaglia Vittorio, Quenda Maria, Sciutto Maria, Soligo Delma. Euro 40: De Martin Geltrude. Euro 30: Aragona e Luca Luigi, Balliana Armando, Binda Giuseppe, De Marinis Pantaleo, Martinetto Franco Grazia, Roero Laura. Euro 25: Ronchetti Giurgio, Bellati Giulio, Germano Ortensia, Giannuzzi Giuseppe, Giudici Bruno, Grasso Michela, Gravina Mario, Lato Domenica, Marina Giorgio,

Anno 2009, numero 1

Euro 100: D’Arezzo Carlo Alberto. Euro 50: Andriotta Andrea, Fam. Basso, Gambino Carla, Ghittino Luciano, Maglione Antonietta, Mallen Miranda, Negri Vilma, Rosso Irma, Sarria Zuccali Claudia, Spallanzino Cosimo, Tachis Angiolina, Tibaldi Anna Teresa, Tosi Angela, Vigone Anna. Euro 30: Arrighetti Angela, Boscaro Iole, Cardilli Felicia, Cena Rosa, Cordero Piera, Gallizio Maggiorino, Gander Giacomo, Giachero Reginaldo, Grasso Giuseppino, Mela Vinicio, Olivieri Giovanni, Sciutto Franca. Euro 25: Gasparini Luigi, Rihar Francesco, Roda Luigi. Euro 20: Baccassino Fulvio, Becchio Ester Margherita, Beccuti Annamaria, Bellone Giuseppe, Bianco Luciano, Boffa Luisa, Bonada Gianfranco, Borio Enrico, Borla Piera Maria, Combetto Paola Carla, Conti Demetrio, Fam. Anfusso, Garavini Sandra, Gottero Giovanni, Grego Maria, Lamanuzzi Angela, Mardini Armeno, Mossio Daniela, Negri Vittoria, Piolatto Clementa, Tron Orlando, Vigliaturo Armando. Euro 15: Berthier Marisa, Casini Assunta, Cavallero Brambilla Gaetano, Coggiola Ada e Luciano, De Cesare Carlo, Domenichini Carolina, Festa Franca, Giovanelli Lucia, Mezzena Domenico, Miazzo Enorme, Pellerino Rina, Perlo Franco, Rui Maria Luisa, Stefani Livia, Tricerri Giorgio Marco, Trovati Clotilde. Numero 36 Soci con oblazioni fino a Euro 10, per un totale complessivo di Euro 325.

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LA PAROLA AGLI ESPERTI LETTERE

Un associato ci scrive... “Cinque anni fa ho fatto cremare mio marito presso la SOCREM di Torino e da allora fino a un tempo recente avevo sempre pensato che la cremazione fosse la scelta migliore in quanto dignitosa, rispettosa e definitiva. In ragione di questa mia opinione e della buona impressione avuta dal servizio della SOCREM, pensavo che avrei lasciato relative disposizioni per me, per quando fosse venuto il momento, iscrivendomi all’Associazione. Nello scorso autunno, però, ho letto dello scandalo delle false cremazioni nel Nord d’Italia e di impianti che operavano nell’illegalità, e ne sono rimasta sconvolta. In certi casi il servizio di cremazione era stato dato in appalto a soggetti che operavano senza un minimo di professionalità né di considerazione per i corpi dei defunti ma perseguendo soltanto il proprio guadagno. Prima di iscrivermi ho bisogno di sapere: anche voi ‘appaltate’ tale servizio? Spero vivamente di poter essere rassicurata... ” Come hanno riportato recentemente le cronache dei quotidiani nazionali, nell’ottobre scorso da parte dei Carabinieri sono state effettuate ispezioni in tutti gli impianti di cremazione delle regioni italiane compreso quello di Torino e le nostre operazioni di cremazione sono risultate perfettamente regolari. In altri casi gli esiti delle indagini hanno determinato il fermo di chi ha compiuto irregolarità nell’effettuazione del servizio di cremazione e hanno portato alla chiusura degli impianti che non operavano a norma di legge. Le precisiamo che noi svolgiamo le operazioni direttamente, in quanto l’impianto di Torino è della Società per la Cremazione e lo gestiamo fin dal 1886. Condividiamo con Lei l’opinione

che la certezza della regolarità delle operazioni deve essere sempre garantita alle famiglie e più che mai nel momento in cui esse vivono il dolore della perdita, e ciò secondo i doveri derivanti dall’etica e dalla civiltà di chi opera in questo settore ma anche dal rispetto delle normative che regolano il servizio pubblico di cremazione. Per Sua tranquillità Le ricordiamo che i casi di irregolarità sono però molto circoscritti, non si tratta della generalità degli impianti di cremazione presenti sul territorio che, anzi, è bene sottolinearlo, operano nel rispetto della dignità del defunto e della sofferenza di chi resta. Nella speranza di averLe dato doverose rassicurazioni, La ringraziamo di averci scritto.

Tempio Crematorio, Giardino Antico

ANNO XV, NUMERO 1, GENNAIO 2009 Quadrimestrale della Società per la Cremazione di Torino Fondatore

Luciano Scagliarini Editore

Fondazione Ariodante Fabretti Via E. De Sonnaz 13, 10121 Torino Direttore

Giovanni Pollini Direttore responsabile

Ezio Quarantelli Comitato di redazione

Fabrizio Gombia, Gisella Gramaglia, Giovanni Pollini, Piero Ruspini, Luciano Scagliarini Capo redattore

Gisella Gramaglia Hanno collaborato a questo numero

Federico Audisio di Somma, Gabriele Gabri, Carlo Giraudo, Fabrizio Gombia, Gisella Gramaglia, Roberto Pavia, Piero Ruspini, Vladimiro Valas Redazione

Corso Turati 11/c - 10128 Torino tel. 011 5812 325 - fax 011 5812 320 Impaginazione

È possibile ricevere direttamente – e gratuitamente – la rivista “Confini” nella propria casella di posta elettronica: chiunque fosse interessato può visitare il sito www.rivistaconfini.it per conoscere e avviare le procedure di iscrizione. 16

Dada Effe di Daniela Fresco - Torino Stampa

Stige, Società Torinese Industrie Grafiche Editoriali S.p.A. San Mauro Torinese Aut. Trib. To n° 68 del 23/09/2008 Tiratura 35.000 copie

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