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DIALOGHI INTORNO A CHARLOTTE DELBO

Istituto bergamasco per la storia della Resistenza e dell'etĂ contemporanea


CHARLOTTE DELBO (1913-1985) Ha vissuto con intensità il suo tempo, il Novecento, e ha cercato le forme per costruirne la consapevolezza nell’immaginario collettivo. È stata scrittrice perché ha considerato il “linguaggio del poeta” il più adatto a dire l’esperienza in quanto capace di darla a vedere colpendo l’interlocutore nel suo intimo. Figlia di immigrati italiani in Francia, ha condiviso con il suo grande amore George Dudach la convinzione che la cultura debba mescolarsi alla vita e la vita emanciparsi attraverso la cultura. È stata deportata ad Auschwitz perché resistente: offesa dalla violenza nazifascista, ha misurato su se stessa la fragilità della cultura ritornando ad essa nel confronto con l’esperienza per liberarne la forza e farne sentire la bellezza. Assistente del regista francese Louis Jouvet fin dal 1937, Charlotte Delbo ha costruito il suo rapporto con la letteratura in intimità con il teatro e la sua relazione con il corpo e la voce, con la tradizione, con la capacità di far entrare in corto circuito passato e presente nella concretezza di un gesto o di un’immagine. Assistente dagli anni Sessanta del filosofo e sociologo Henri Lefebvre, non ha mai rinunciato a lasciarsi incuriosire dal mondo: ha scelto di non rinchiudersi nel racconto di Auschwitz e ha scritto dell’Algeria, della Grecia dei colonnelli, delle donne argentine di Plaça de Mayo e delle donne greche di Kalavryta, del ’68, della Spagna di Franco e di quanto altro ancora la sua sensibilità di sopravvissuta, il suo impegno di scrittrice e il suo sguardo di donna l’hanno spinta a portare sotto gli occhi degli altri. 2


DIALOGHI INTORNO A CHARLOTTE DELBO Una grande scrittrice del XX secolo: Charlotte Delbo, un gruppo di studenti francesi (Lycée Rodin di Parigi) e una classe italiana (V Esabac del Liceo Romero di Albino) e tanti incontri con storici e artisti che hanno lavorato in Europa sul tema della deportazione. Il progetto, internazionale, da un lato prevede attività specificatamente pensate per le due scuole protagoniste, dall’altro si apre alla città con conferenze, spettacoli e una proposta di viaggio. Rende unico il progetto la realizzazione di un docufilm di Natacha Giler, in cui si potranno ritrovare anche le esperienze vissute nella nostra città. Il progetto e le scuole protagoniste............................................5 Il progetto e la città.........................................................................6 Calendario......................................................................................... 8 Gli artisti............................................................................................ 10 Il docufilm...........................................................................................11 Il progetto e i suoi punti di forza.................................................14

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Le fotografie di Delbo vengono dall’archivio privato Charlotte Delbo per gentile concessione di Claudine Riera-Collet.


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Il progetto e le scuole protagoniste Al Liceo Rodin di Parigi, il gruppo di teatro seguito da Gabrielle Brun sta preparando lo spettacolo che porterà all’esame di maturità: il gruppo lavora su Charlotte Delbo. Il loro percorso didattico prevede numerosi incontri (con Ida Grispan, Claude Alice Peyrottes, Violaine Gelly, Elisabetta Ruffini, Edouard Louis, Rithy Pan) e un viaggio in Italia, a Bergamo dal 19 al 23 febbraio. Nel calendario scolastico francese c’è una pausa dalle lezioni e il gruppo ha deciso di raccogliersi per provare e insieme scoprire l’Italia, paese d’origine della mamma e della famiglia paterna di Delbo. L’Isrec ha preparato per loro un soggiorno speciale: l’incontro con la classe dell’Esabac del Liceo Romero di Albino e un percorso tra arte e storia, progettato da Elisabetta Ruffini, che sarà condiviso anche dai ragazzi italiani. Dopo aver accolto i ragazzi francesi in città e nel nostro istituto, il percorso prevede uno stage di teatro con Rosanna Sfragara che da anni sta portando in scena i testi di Charlotte Delbo, un incontro con la scuola di danza Addiction School che ha in repertorio un pezzo su Charlotte Delbo, uno stage di canti sulla deportazione con Isrec e La Malaleche, un incontro con l’opera pittorica di Italo Chiodi dedicata alla scrittrice francese; a fianco delle attività, è previsto un viaggio: a Carpi con una visita al campo di Fossoli e al Museo accompagnato da esercizi di memoria attiva.

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In preparazione dell’incontro di febbraio, la classe del Liceo Romero, tra novembre e dicembre, seguirà una formazione su Charlotte Delbo a cura dell’Isrec e a gennaio un approfondimento con Yazid Lakhouache, specializzato nell’apprendimento della lingua francese attraverso il teatro (Università ELTE di Budapest et università Vienna).


Il progetto e la città Attraverso il progetto la nostra città diventa luogo di incontro e confronto europeo, abbiamo infatti elaborato un programma attraverso cui condividere con Bergamo la ricchezza di un dialogo costruito tra Italia, Francia e Ungheria. Abbiamo preso come data simbolica il 27 gennaio 2018 per dare un’anticipazione del progetto alla città: da una parte i ragazzi del Romero interverranno nelle iniziative proposte dal Centro Promozione della Legalità all’interno delle commemorazioni del Comune di Bergamo e dall’altra parte con una lettura pubblica presenteremo gli artisti coinvolti nel progetto: l’italiana Rosanna Sfragara e il francese Yazid Lakhouache che nel progetto interviene con i suoi attori ungheresi. Dal 19 al 23 febbraio durante il percorso dei ragazzi vengono offerti dei momenti d’incontro specificamente pensati per i nostri concittadini. In collaborazione con l’Ufficio scolastico provinciale e il CRT Drils una matinée teatrale in francese e un corso di formazione per insegnanti di francese, di storia e di letteratura. Infine a chiusura del progetto nel suggestivo spazio dell’ex carcere di Sant’Agata, La primavera, uno spettacolo con Rosanna Sfragara a partire dal testo di Aucun de nous ne reviendra di Charlotte Delbo. Diversi infine i momenti di condivisione con il lavoro dei ragazzi. Il primo giorno l’Isrec diventa luogo d’incontro tra ragazzi francesi e italiani. Martedì e mercoledì due viaggi a cui chi vorrà potrà aggregarsi: a Milano al Memoriale della Shoah per incontrare la nostra cittadina onoraria Lilliana Segre e il giorno dopo a Carpi. Qui visiteremo l’ex campo di Fossoli e il Museo monumento al Deportato politico e razziale. A fine percorso, quando tutti i protagonisti del

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progetto sfileranno sul palco del ex carcere di Sant’Agata, tutti potremo partecipare e insieme portare il nostro saluto ai giovani francesi in partenza. Grazie al Liceo Rodin e alla collaborazione dell’associazione Les Amis de Charlotte Delbo la mostra progettata e realizzata dall’Isrec Charlotte Delbo. Une mémoire à mille voix sarà esposta a Parigi in diversi quartieri.

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ATTIVITÀ PROPOSTE ALLE SCUOLE

9 – 12 I ragazzi francesi lavorano sul loro spettacolo Un’importante anticipazione

I.S.I.S. Oscar Romero, viale Aldo Moro 51, Albino

(tra ottobre e gennaio le scuole si preparano per lo scambio e seguono percorsi formativi di approfondimento)

26 ottobre 2017

27 gennaio 2018

12 Conferenza stampa

Un’importante anticipazione

I.S.I.S. Oscar Romero, viale Aldo Moro 51, Albino

Letture degli alunni della classe del Romero di Albino I ragazzi per il 27 gennaio Celebrazioni Giorno della memoria Comune di Bergamo 2018

12 Conferenza stampa

14 Accoglienza e presentazione del programma Isrec, via Tasso 4, Bergamo

13.30 – 19 Incontro con Liliana Segre e visita al Memoriale della Shoah di Milano (Binario 21)

15 – 19 Laboratorio teatrale con Rosanna Sfragara

20.30 – 22 Serata con scuola di danza: Addiction School

19 febbraio 2018

20 febbraio 2018

Letture di Rosanna Sfragara e Yazid Lakhouache Gli artisti per il 27 gennaio Inaugurazione mostra 1938: razzisti per legge Maddalena, via Sant’Alessandro 39d, Bergamo

ATTIVITÀ PROPOSTE ALLA CITTÀ

10.30 Spettacolo in lingua francese diretto da Yazid Lakhouache Wstawać! Sguardi e parole da Charlotte Delbo, Micheline Maurel, Imre Kertesz, Jorge Semprun e Primo Levi Auditorium Polaresco, via del Polaresco 15, Bergamo

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Visita a Carpi Programma Mattina: visita al Campo di Fossoli Pomeriggio: visita al Museo Monumento del Deportato politico e razziale a Carpi: a. riflessione sull’Arte come testimonianza

14 – 17.30 Festa di saluto e laboratorio musicale sui canti della deportazione

b. letture con Yazid e studenti

17.30 Serata palco aperto e aperitivo di fine progetto

Rientro degli studenti francesi

21 febbraio 2018

22 febbraio 2018

23 febbraio 2018

Visita al campo di Fossoli e al Museo monumento al Deportato politico e razziale

10.30 Spettacolo in lingua francese Le Printemps da Aucun de nous ne reviendra di Charlotte Delbo con Rosanna Sfragara Exsa, vicolo Sant’Agata, Bergamo

10.30 Spettacolo in lingua francese diretto da Yazid Lakhouache

In concomitanza con la visita degli studenti è possibile iscriversi al viaggio, l’Isrec offre a chi è interessato ingresso, visita guidata e tutte le attività previste per gli studenti (escluso trasporto e pranzi) 11 Spettacolo in lingua francese diretto da Yazid Lakhouache Wstawać! Le voci di Charlotte Delbo, Micheline Maurel, Imre Kertesz, Jorge Semprun e Primo Levi Dedicato alle scuole di Carpi

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9 – 12.30 I ragazzi francesi lavorano sul loro spettacolo

17.30 Palco aperto con aperitivo Dialoghi intorno a Charlotte Delbo Serata in cui i ragazzi e gli artisti che partecipano al progetto salgono sul palco e mostrano il loro lavoro Exsa, vicolo Sant’Agata, Bergamo

Wstawać! Le voci di Charlotte Delbo, Micheline Maurel, Imre Kertesz, Jorge Semprun e Primo Levi Auditorium Polaresco, via del Polaresco 15, Bergamo 21 Spettacolo in lingua italiana La primavera da Aucun de nous ne reviendra di Charlotte Delbo con Rosanna Sfragara Exsa, vicolo Sant’Agata, Bergamo


Gli artisti Yazid Lackouache

Attore a Parigi e professore all’Università di Vienna, tiene un corso di teatro che affianca ogni anno la cattedra di francese dell’Università ELTE di Budapest. È questo il contesto in cui nasce l’idea di lavorare su alcuni dei più riconosciuti autori della letteratura concentrazionaria per riflettere insieme a giovani europei sulla storia dei lager e sul significato che oggi diamo alla loro memoria. Yazid Lakhouche è direttore della troupe il Theatre du jour, creata nel 2002, e del festival Les Frankolorés www.lesfrankolores.com. Dal 2004 lavora in Europa con diverse istituzioni.

a Bergamo presenta il suo spettacolo Wstawać! Sguardi e parole da Charlotte Delbo, Micheline Maurel, Imre Kertesz, Jorge Semprun e Primo Levi con Dóra Dömösi e István Szabó, spettacolo in lingua francese Wstawać! Per il pubblico italiano è “il comando dell’alba” in Auschwitz che chiude La tregua di Primo Levi e in esso si sintetizza il dolore del ricordo della vita del lager. Titolo dello spettacolo fa della rappresentazione luogo di dialogo europeo e interroga la nostra coscienza di spettatori.

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Rosanna Sfragara

I luoghi più importanti nel suo percorso d’attrice sono stati Bologna, Parigi, Atene e Verona, sua città d’origine. Gli incontri artistici molti ma due i più determinanti: Theodoros Terzopoulos e il suo metodo di lavoro sul Tragico, Letizia Quintavalla e la sua visione del teatro e del mondo attraverso lo sguardo dei bambini. La figura e l’opera di Charlotte Delbo la interrogano da molti anni e, con la studiosa Elisabetta Ruffini, insieme ad altri artisti, persegue una ricerca tra arte, storia e forme della memoria, a partire dai suoi testi.

a Bergamo presenta il suo spettacolo La primavera di Charlotte Delbo Creazione scenica di e con Rosanna Sfragara Consulenza letteraria e storica Elisabetta Ruffini Produzione Armilla e Bottega d’arte Tam Teatromusica anno 2017 Per portare alla conoscenza, per portare alla coscienza. Portare al discorso. Il discorso è la lingua del poeta. La lingua del poeta dà a vedere. So che quando ho voluto dare a vedere Auschwitz, sono stata presa da paura. In che modo dare a vedere qualcosa che sorpassa ogni immaginazione, ogni rappresentazione, ogni descrizione? Ho avuto paura di restare al di qua, di restare al di sotto. E quando ho superato la paura di mettermi a scrivere, è stato il linguaggio della poesia a venirmi del tutto naturalmente. Perché? In che modo? Non so. Le creature del poeta non sono creature di carne: per questo le chiamo spettri. Sono più vere delle creature di carne poiché sono inesauribili. Per questo sono nostri amici, nostri compagni, coloro grazie ai quali siamo legati agli altri esseri umani nella catena degli esseri e nella catena della storia.

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La primavera è l’ultimo capitolo di Nessuno di noi ritornerà primo tomo della trilogia Auschwitz et après. Charlotte Delbo lo ha scritto di getto, al ritorno dal campo, nel 1946. Lo ha pubblicato, per scelta, vent’anni dopo.


Italo Chiodi Artista e docente all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, lavora parallelamente con l’università di Granada. Dal 1985 ha esposto le sue opere, da solo e con altri artisti, in diverse città italiane ed europee. Le opere di Chiodi nascono da un punto preciso di Nessuno di noi ritornerà, il capitolo “Il tulipano”, che per me, lettrice e traduttrice, del libro è diventato di colpo un punto prospettico da cui ripensare le opere di Delbo. Mi sono accorta che con le opere di Chiodi negli occhi ho avuto la percezione immediata della ricerca, in Delbo, della bellezza per dire Auschwitz: non uno scandalo di fronte all’offesa subita, ma una necessità per non tradire la vita. Elisabetta Ruffini, dal Catalogo della mostra Come se il ghiaccio. Opere di italo chiodi.

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La Malaleche Valentina: voce e chitarra acustica Godz: sassofono contralto e soprano Flavio: percussioni e sovente chitarra La Malaleche nasce a metà del 2015 dall’unione di tre musicisti dal sangue bollente e da diverse provenienze musicali: la volontà è da subito quella di creare una sonorità creola, che incontri e reinterpreti insieme generi dal folk al ragga, passando per la rumba e il rock n roll. Una patchanka di suoni con un set di strumenti acustici, che canta canzoni di lotta per l’amore e di amore per la lotta, grazie a una voce dolce e potente allo stesso tempo, un sassofono graffiante, chitarra e percussioni che incalzano e definiscono il ritmo trascinante dei brani. A marzo 2017 esce “Mala Calle” la prima pubblicazione autoprodotta dal trio patchanka: 6 brani originali che parlano diverse lingue e girano il mondo. A fine marzo partecipano con oltre 500 ragazzi italiani all’esperienza de “ Il treno della memoria”, attraverso laboratori musicali e un concerto a Cracovia dopo la visita ai campi di concentramento. Da questa esperienza viene tratto “Memoria Viva”: un videoreportage dell’esperienza vissuta in quei giorni. Successivamente hanno suonato prima di gruppi come Modena City Ramblers, Bandabardò, 99 Posse, Tonino Carotone, partecipando alla prima giornata dell’orgoglio meridionale e antirazzista a Pontida, alla Sbiellata Sanzenese, al Fara Rock e al Bum Bum Festival di Trescore Balneario.

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Il docufilm Nous rapporterons ses paroles Un film di Natacha Giler Produzione Aeternam films Una ventina di ragazzi del quinto liceo, classe teatro, scoprono l’opera di Charlotte Delbo, una grande scrittrice resistente e sopravvissuta ad Auschwitz. Leggendo questi testi per la prima volta, le lacrime scorrono sulle guance di Elisa, mentre Quentin continua ad entusiasmarsi per la forza delle parole. Pamela è particolarmente colpita dalla descrizione di un’”incredibile” solidarietà femminile. Con lo scorrere dell’anno, gli studenti fanno propri questi scritti per creare il loro spettacolo. Alcuni mesi prima del diploma di maturità è previsto un incontro artistico con gli studenti italiani nella città di Bergamo. Questo viaggio li confronta con la vita di tutti i giorni e ridefinisce il loro rapporto con l’altro e con il lavoro di Charlotte Delbo. Per nove mesi, la regista segue questo piccolo gruppo, prestando particolare attenzione al singolare percorso di tre di loro. Quentin, Pamela, Elisa e i loro compagni vivranno un’avventura umana che li segnerà per sempre. Natacha Giler Dopo aver conseguito una laurea in giornalismo, ha deciso di specializzarsi in film documentario. Natacha Giler ha girato i suoi primi 52 minuti, “Ngwane, il Regno dello Swaziland” in Africa nel 2007. Più recentemente, ha scritto e diretto “Griselda Real, carnet di ballo”. Nel 2012, si è trasferita a New York per tre anni per arricchire la sua esperienza professionale. Il suo film “Woman in the sky”, un’altra storia di donna, è attualmente in post-produzione. Ora è tornata a Parigi e divide il suo tempo tra il montaggio di documentari e i suoi progetti cinematografici.

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Il progetto e i suoi punti di forza L’Isrec ha inserito questo progetto nelle attività per il suo cinquantesimo anno di vita perché conferma alcune caratteristiche del nostro lavoro che in questi anni ci siamo impegnati a fare crescere. L’attenzione per le nuove generazioni: le attività proposte consolidano un rapporto intergenerazionale, fatto di trasmissione di conoscenze che riteniamo importanti e di ascolto e interazione con la sensibilità e l’intelligenza proprie del tempo presente. Si tratta di sviluppare occasioni di studio critico e nello stesso tempo di memoria e cittadinanza attiva. L’attenzione ai simboli della nostra città: il progetto prevede di fare incontrare gli studenti italiani e francesi con una nostra cittadina onoraria, Liliana Segre. Crediamo infatti che un riconoscimento come la cittadinanza onoraria non sia vuota retorica ma debba servire, come tutti gli atti che riguardano l’immaginario compiuti collettivamente, a costruire un senso di comunità, una condivisione di idee e di sensibilità. L’attenzione alla dimensione europea: il progetto ha una chiara declinazione europea, perché prevede non solo un percorso di studio, viaggio e attività da vivere insieme a una classe francese e una italiana, ma anche l’incontro con artisti italiani, francesi e ungheresi nella nostra città. Tali scambi rispondono a un’esigenza storiografica e civica precisa: si tratta di imparare a declinare la storia della Seconda guerra mondiale in una dimensione europea e a pensarsi come cittadini d’Europa. L’attenzione alla prospettiva femminile: nella scia di Delbo, gli studenti avranno l’occasione di incontrare due testimoni di Auschwitz, Liliana Segre e Ida Grispan, e le loro storie: entrambe bambine in Auschwitz e vissute per qualche tempo nello stesso blocco di quarantena di Birkenau. L’attenzione al bello: centrato su Charlotte Delbo, scrittrice consigliata da Primo Levi ma rimasta sconosciuta nel nostro paese, il progetto insiste sulla ricerca delle forme per dire

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l’esperienza e portarla a consapevolezza. Ai nostri occhi tale ricerca riunisce nella spinta verso il bello lavoro artistico e impegno storico e tale convinzione ha guidato in questi anni le nostre scelte di divulgazione della storia. Grande è quindi la soddisfazione che di questo progetto resti traccia nel documfilm che realizzerà Natacha Giler in cui la nostra città e l’incontro dei ragazzi avranno un peso importante. L’attenzione al dialogo con altre istituzioni nazionali ed internazionali: il progetto nasce da una sollecitazione del Lycée Rodin che ha reso evidente quanto il nostro lavoro abbia ormai aperto un dialogo importante con enti e istituzioni non solo italiane.

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Progetto realizzato da Istituto bergamasco per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea

In collaborazione con

I.S.I.S Oscar Romero Albino

Ufficio scolastico di Bergamo, CTR Drils Bergamo e Centro Promozione della Legalità di Bergamo

Vigneux-sur-Seine

Festival Les Frankolorés

Con il sostegno di

Contatti tel. 035238849 – biblioteca@isrec.it

Dialoghi intorno a Delbo, i dettagli  

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