Page 91

Paesaggi visti dal Treno

fuori vecchie 6 x 6 a pellicola e immedesimarsi nel periodo storico di riferimento. Al momento escludo, per questa tipologia di ricerca, le foto comparative realizzate con i telefoni cellulari. Il vecchio supporto su lastra di vetro è sempre preferibile, permette di ottenere stampe di grandissima qualità, anche se non è di facile gestione, in quanto nell’elaborazione dell’immagine sono richieste esperienze specifiche e l’uso di strumentazione professionale, oltre che trasmettere grandi emozioni quando lo le si tratta, considerando la sua fragilità. Tra gli altri supporti, il negativo su pellicola se ben conservato può dare stampe di ottima qualità, in ogni caso se si è in possesso di una buona immagine almeno nel formato 20 x 30 cm. conviene trasportare in formato digitale quest’ultima. Ho trovato molto interessante per la lettura paesaggistica, dopo avere eseguito la ripresa il più fedele a quella del documento storico, aggiungere un immagine realizzata in versione panoramica in modo da potere analizzare una contestualizzazione ambientale più ampia. Per questo tipo di riprese fotografiche, si possono utilizzare le costose macchine fotografiche panoramiche che tanti fotografi hanno utilizzato soprattutto in montagna per fare scatti unici. Un alternativa più economica, è quella di unire più immagini con software dedicati, in questo caso bisogna porre molta attenzione alla tecnica utilizzata. Per la mia esperienza consiglio l’uso di una reflex digitale ed eseguire immagini il più piatte possibili con una copertura tra una foto e l’altra di circa il 30%. Il montaggio finale si effettua tramite appositi software che danno ormai, quasi tutti, risultati soddisfacenti. Purtroppo per questo specifico lavoro non ho trovato negli archivi immagini storiche di paesaggio visto dal treno o dalla ferrovia, per cui l’analisi paesaggistica ambientale storica è stata fatta leggendo quelle informazioni parziali contenute negli scatti ritrovati. I fotografi che riprendevano manufatti legati alla ferrovia,esaltavano nella composizione paesaggistica più l’elemento ferrovia, stazione, manufatto, costruito dall’uomo, che la parte paesaggistica circostante. Per questo motivo ho dato molta importanza al capitolo relativo alla piantata, dimostrando attraverso le fotografie che era la componente paesaggistica più rilevante, quindi è plausibile che lo fosse anche per il viaggiatore. Dalle fotografie selezionate, è possibile leggere nel contesto paesaggistico la presenza di questa tipologia lungo tutto il percorso. Sicuramente il viaggiatore dei primi del 1900 osservava con più attenzione e interesse, il paesaggio che gli passava davanti guardando fuori dal finestrino, con meno distrazioni di quelle che può avere un viaggiatore di oggi, il quale seduto sul sedile difficilmente volgerà lo sguardo all’esterno perchè concentrato sul proprio telefonino o tablet. Questo viaggio di confronto iconografico tra storico e moderno inizia dalla Stazione di Santo Stefano, Luogo di riferimento per i cittadini di Reggio, ma anche per tutti gli utilizzatori del servizio, soprattutto per i pendolari, in quanto è tutt’oggi la stazione più vicina al centro della città.

85

Profile for Biblioteca Archivio Emilio Sereni

PAESAGGI VISTI DAL TRENO. Un viaggio sulla Reggio-Ciano  

Una pubblicazione edita dall'Istituto Alcide Cervi in collaborazione con il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale e T.I.L. - Trasporti...

PAESAGGI VISTI DAL TRENO. Un viaggio sulla Reggio-Ciano  

Una pubblicazione edita dall'Istituto Alcide Cervi in collaborazione con il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale e T.I.L. - Trasporti...

Advertisement