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subisce una regressione e periodi in cui viene considerata importante per la stabilità del territorio. Queste considerazioni non valgono per la coltivazione della vite che era considerata nell’alto Medioevo coltura privilegiata. Nei territori della Val d’Enza la vite era molto diffusa. Ne testimonia Odoardo Rombaldi quando riporta un decreto di Uguccione sulla protezione della vigna, proibendo l’allevamento delle capre: per la moltitudine de le vigne che se piantano in questa terra, che sono la maggior entrata che habiano questi homini (1455 8 ottobre).30 Dal XII° al XIII° in tutta l’Emilia seppure con differenze fra zona e zona, l’economia si orienta decisamente verso la cerealicoltura e la viticoltura31, questo porterà ad un forte impatto dell’uomo sull’ambiente naturale che verrà progressivamente modificato. La modificazione dell’ambiente è fortemente voluta per aumentare la produttività dei terreni, addirittura alcuni statuti riportano l’obbligo ad abbattere le piante maggiori per evitare l’ombreggiatura. L’Episcopato di Reggio da ordine tramite Statuti di abbattere tutte le piante anche se sostegni di viti.32 Questa tendenza verrà modificata a seguito delle diverse carestie nel basso Medioevo: al poco foraggio si dovevano aggiungere conseguentemente, per nutrire gli animali di molte aziende rurali la paglia, le frasche, le ghiande, la pula, le vinacce. Nell’inverno la paglia costituiva spesso l’unico o il più importante foraggio disponibile. La mietitura del grano a metà stelo serviva anche per assicurare un magro pascolo al bestiame sui campi, così come la diffusione di sostegni vivi per le viti è riconducibile alla necessità di approntare alberi per la raccolta del frascame.33 Dal XVI° al XVIII° la piantata diventerà l’elemento dominante del paesaggio agrario della pianura padana e anche delle prime colline: questa forte espansione comincia nel 1500 quando, a seguito della costruzione di cavedagne e fossati, i campi assumeranno forme regolari e lungo i cigli verranno impiantati filari di piante.34

30  Odoardo Rombaldi, Millenni sampolesi, Tencostampa, Reggio Emilia, 1985, pag. 211 31  Bruno Andeolli, Vittorio Fumagalli, Massimo Montanri, Le campagne italiane prima e dopo il 1000, Club Bologna, pag 104 32  Ivi, pag. 106 33  Giovanni Cherubini, L’Italia rurale del basso medioevo, Laterza, pagg 29-30 34  Emilio Sereni, Storia del paesaggio agrario italiano, Editori Laterza, 1961, pag 179

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PAESAGGI VISTI DAL TRENO. Un viaggio sulla Reggio-Ciano  

Una pubblicazione edita dall'Istituto Alcide Cervi in collaborazione con il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale e T.I.L. - Trasporti...

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