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Fig. 25 paesaggio rurale, canale di Bibbiano tra località Barcaccia e Bibbiano (RE) tratto che può essere inteso come corridoio ecologico. foto Fabrizio Frignani autunno 2013

In questi ultimi anni è in corso un dibattito tra chi vuole mantenere questi canali ricoperti da una vegetazione spontanea sempre più ricca e chi vuole invece i canali con le sponde completamente prive di vegetazione, in virtù di maggiore fruibilità delle stesse per la manutenzione e un maggiore sfruttamento del terreno. Probabilmente una prima risposta sta nelle fotografie di Sevardi dei primi del 1900: la pulizia in equilibrio con gli elementi naturali è probabilmente il compromesso ideale, anche perché la vegetazione che si sviluppa intorno alle sponde dei canali,diventa una siepe, che può portare grandi vantaggi anche alla produzione agricola, come l’aumento dell’umidità nel terreno, barriera al vento, al rumore, alle polveri ecc.. Probabilmente l’attenzione andrebbe invece rivolta alla qualità delle acque di cui pochi parlano. Oltre l’aspetto naturalistico, i canali si portano in dote dal passato tutta una serie di manufatti d’arte, dai semplici ponticelli per l’attraversamento dei fossi, alle chiaviche per la deviazione delle acque, verso il reticolo irriguo minore, ai mulini. Grandi manufatti invisibili sono anche le botti ed i sifoni utilizzati per attraversare altri corsi d’acqua, non presenti nel tratto studiato. Questi manufatti oggi si trovano spesso in pessime condizioni, dovute principalmente alla mancanza di manutenzione e soprattutto all’incapacità di vedere in questi componenti del paesaggio elementi che, oltre tramandare tradizioni, cultura e valori, possono considerarsi un interessante incentivo turistico e quindi economico. Non si tratta di restaurare tutto, un manufatto rurale vecchio, per essere interessante e trasmettere sensazioni, non necessariamente deve essere integro e riportato al nuovo, ma semplicemente essere reso visibile, in modo da esaltare la sua presenza. Diventa importante farlo riapparire dal nascondiglio più o meno naturale nel quale è avvolto, messo in un sistema o in una rete anche così com’è. Il piccolo manufatto, il sistema idraulico, la rete storica territoriale, richiamando visitatori, possono diventare un interessante incentivo economico per una zona che povera non è, ma che ha nel classico cassetto un qualcosa di utile per integrare le economie famigliari e soprattutto per valorizzare nuovi mestieri con nuove professionalità o riscoprirne antichi e riportare al proprio valore il territorio. 44

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PAESAGGI VISTI DAL TRENO. Un viaggio sulla Reggio-Ciano  

Una pubblicazione edita dall'Istituto Alcide Cervi in collaborazione con il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale e T.I.L. - Trasporti...

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