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Paesaggi visti dal Treno

dai Duchi nel 1563 aveva reso 819 pignoni, in parte esportati, essa si era estesa alla fine del secolo alla metà del Seicento. La popolazione protesta e il Duca intervenne prima per limitarla, poi per abolirla. Le risaie si formarono verso il confine di Montecchio, ad esse erano interessati i proprietari di S. Polo, che in un anno avevano seminato 18 biolche, derivando le acque dal canale Ducale. Seguì il divieto di seminare risi dal canale di Bibbiano in già lontano tre miglia da Montecchio. Si semina sui confini di S. Polo, contigui a Piazzola, Corniano, Monticelli, Bibbiano, e Casale.24 Da questo particolare frammento di storia, Loris Bottazzi, importante scrittore e uomo politico locale, con l’aiuto del ritrovamento di un vecchio manoscritto risalente al 1633 dal titolo Historia de una famiglia in loco casale de Bibiani, in feudo Monticuli, nel Ducato di Modena e Reggio, ha scritto un romanzo storico affascinante sulla vita nelle campagne interessate dalla risicoltura tra San Polo, Bibbiano e Montecchio nel 1600.25 Questa prima parte dedicata alla storia, supportata da una ricca quantità di testimonianze scritte, permette di descrivere le acque come elemento funzionale all’uomo, utilizzate per l’irrigazione (con il conseguentemente grande sviluppo ed aumento della produttività dei terreni) e per azionare macchine per la trasformazione dei prodotti.

Acque interne, valenza ecologica, ambientale e sociale I canali con le loro acque sono da considerarsi nei secoli una permanenza nell’orizzonte del paesaggio, questo lo possiamo affermare osservando attentamente il reticolo che non è stato interessato da grandi stravolgimenti nei tracciati. Al contrario dell’aspetto architettonico, dove la maggior parte dei manufatti è stata rifatta senza rispettare la conservazione degli stessi, andando così perduta una cultura idraulica interessantissima e per certi versi unica in Europa; il mondo delle bonifiche di pianura ne è un esempio particolare. Ma le acque nei canali a loro volta sono elemento iconografico nella composizione artistica del paesaggio, diverse infatti sono le rappresentazioni pittoriche nelle quali sono inseriti i canali; anche la fotografia dei primi anni del 1900 non poteva esimersi da questa rappresentazione, ed ecco che le acque dei canali diventano il luogo di molti scatti. Da un punto di vista paesaggistico è importante nella fotografia la componente naturale dalla quale si possono estrarre tantissime informazioni. Dalle fotografie di Roberto Sevardi (1865-1940), importante fotografo reggiano che ha lavorato a Reggio Emilia tra il 1900 ed il 1930 (dal 1915 apre lo studio fotografico dal nome Premiata fotografia artistica Roberto Sevardi), è possibile osservare, che agli inizi del 1900 i canali al contrario di quel che si pensa, considerando la necessità delle persone di utilizzare tutto il legno immaginabile per scaldarsi e preparare i cibi, erano ricchi di vegetazione anche ad alto fusto, inoltre erano mantenuti in perfetto ordine. Ordine che era necessario alle persone in quanto i canali venivano usati nella vita quotidiana, si abbeveravano gli animali, si faceva il bagno, si lavavano i panni, i bambini si divertivano, si pescava, si passavano dei momenti di socializzazione. 24  Odoardo Rombaldi, Millenni sampolesi, Tencostampa, Reggio Emilia, 1985, pag. 228 25  Loris Bottazzi, La morte ai tempi dell’acqua, Tolitografia l’Olmo, Montecchiostampa,2007

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PAESAGGI VISTI DAL TRENO. Un viaggio sulla Reggio-Ciano  

Una pubblicazione edita dall'Istituto Alcide Cervi in collaborazione con il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale e T.I.L. - Trasporti...

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