Page 163

Paesaggi visti dal Treno

per lungo tempo, una specifica categoria unitaria che raccoglieva, al suo interno una precisa categoria di residenti. Il mondo rurale inteso come ideologia, come scelta di vita, come realtà capace di condizionare la vita dell’uomo, solo recentemente è uscita dalla cerchia di pochi intimi per diventare fatto generalizzato. E da questo momento ci si è trovati vieppiù in presenza di un tipo di realtà agricola orientata ad imitazione dell’urbano, mentre si venivano nel contempo delineando spazi del rurale autonomi, isolati dalla realtà circostante. Isolati avendo perduto significato per l’economia agricola, essi finivano con l’essere globalmente emarginati ed ignorati. In realtà era l’agricolo che tendeva ad entrare in competizione ed associazione ad un tempo con l’urbano; e finiva con il dissociarsi da quello che era il suo naturale contesto, con la sua più immediata proiezione di vita... ma un bosco incolto, una casa abbandonata, un terreno non inserito nel sistema produttivo agricolo ripropongono in tutti i soggetti il senso del ritorno alla fase primitiva ed all’ignoto.53 Per la sociologia diventa quindi determinante avere un paesaggio rurale, che va in contro tendenza ad un paesaggio agricolo, in quanto è nel paesaggio rurale che possiamo trovare o ritrovare le identità del luogo. Identità che ci portano ad un equilibrio tra passato e presente, tra tradizioni e modernità, tra economia e salvaguardia. Quindi il mondo rurale può essere centralità, attorno al quale sviluppare una proposta economica alternativa, con un ambiente ed una qualità di vita migliori, con prodotti alimentari tipici, le così dette eccellenze, con la storia e le tradizioni che diventano fruibili a tutti, con servizi efficienti che fanno arrivare in quel luogo un turismo di qualità. Un turismo che deve portare la gente a percorrere questo territorio, con lentezza, ed è per questo motivo che diventa fondamentale, il mantenimento ed il miglioramento della rete ferroviaria interna, con la costruzione di una rete di piste ciclopedonali, che si devono identificare veramente con questo nome e non con righe gialle che delimitano il limite tra una strada asfaltata e lo spazio destinato alle biciclette. Una rete di sentieri pedonali e ciclabili (MTB), mantenuta efficiente, ridotta in quantità, (oggi sono troppi i percorsi segnati solo sulla carta). Un’idea che soprattutto deve essere presa in seria considerazione sia dagli amministratori, che dai conduttori dei terreni, bisogna crederci, per farla diventare volontà. Un turismo che collega la via Emilia alla collina, la città alla campagna, con una mobilità alternativa. La ferrovia diventa il mezzo più idoneo per spostarsi su questo territorio, senza utilizzare le automobili, ma anche il mezzo dal quale si può ammirare il paesaggio, si può cominciare a sognarlo, ad immaginarlo, prima di poterlo vivere direttamente percorrendolo a piedi o in bicicletta. Un sistema che deve fare rete, ma prima di tutto un sistema che deve essere costruito nella cultura della gente, per fargli capire che questo territorio può dare reddito e quindi creare economia, allontanandosi dagli schemi tradizionali del recente passato costituiti quasi esclusivamente dal binomio capannoni e strade, che hanno fino ad oggi riscontrato il favore di amministratori e di programmatori economici territoriali, sul nostro territorio (ma non solo), forse perché era la cosa più semplice, quella dove c’è meno bisogno di fantasia. 53  Paolo Giudicini, Manuale per le ricerche sociali sul territorio, Milano, Franco Angeli, 1994, pagg. 32-190.

157

Profile for Biblioteca Archivio Emilio Sereni

PAESAGGI VISTI DAL TRENO. Un viaggio sulla Reggio-Ciano  

Una pubblicazione edita dall'Istituto Alcide Cervi in collaborazione con il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale e T.I.L. - Trasporti...

PAESAGGI VISTI DAL TRENO. Un viaggio sulla Reggio-Ciano  

Una pubblicazione edita dall'Istituto Alcide Cervi in collaborazione con il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale e T.I.L. - Trasporti...

Advertisement