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Tutela del paesaggio e sviluppo economico. il turismo ecosostenibile un volano per l’economia Con queste poche righe non sarò certamente esaustivo anche perché ci sono autori che su questo argomento fanno studi molto approfonditi; vorrei però solo dare alcuni spunti perché è un argomento a cui credo moltissimo e soprattutto sono convinto nella necessità di proporre un turismo semplice, che può essere fatto con quel territorio che tutti i giorni calpestiamo, ma non osserviamo; ed è di una bellezza unica e soprattutto ha ancora un’identità abbastanza precisa. Se pensiamo al concetto tradizionale di turismo, dove si devono concentrare grandi folle, in determinati periodi dell’anno, ma soprattutto se pensiamo ad un turismo dai grandi numeri, stiamo percorrendo la strada sbagliata. Il nostro territorio è vocato naturalmente ad un turismo di nicchia, legato indissolubilmente al proprio territorio, a ciò che vi si produce, a ciò che si può vedere, al grande sistema di valori ancora presenti, anche se in realtà un po’ nascosti. Un insieme che si può identificare solo nel paesaggio rurale. Per cominciare a sostenere un idea di questo tipo, bisogna iniziare dallo spostare, il concetto di centralità dalla città al mondo rurale, per questo motivo, è necessario porre molta attenzione in fase di programmazione territoriale, a non trasformare i piccoli paesi immersi ancora nel mondo rurale, in pseudocittà. Come purtroppo è avvenuto negli ultimi 20 anni, e collocare questi luoghi nella posizione centrale che hanno insita nella geospazialità nel territorio e nel paesaggio al quale appartengono. Per mettere i luoghi in questa condizione bisogna rafforzare l’idea di ruralità, che non significa ritornare indietro nel tempo, ma prima di tutto ridare valore all’identità del luogo, che per il nostro territorio è legata alla terra, allo stesso tempo fare distinzioni importanti, la prima tra urbano e rurale, la seconda tra rurale e agricolo soprattutto nella parte estremamente industriale dell’aggettivo agricolo. Per chiarire in poche righe questi due quesiti ho cercato risposte nell’ambito della sociologia urbana, scienza che cerca di capire i nuovi legami che legano l’uomo al territorio, Carlo Guidicini sociologo di fama internazionale afferma: Nella vita rurale, gli avvenimenti si susseguono lentamente ed i contatti interpersonali, poco frequenti e poco diversificati, lasciano adito alle personalità di sviluppare strutture emotive profondamente radicate nella psiche, nel mondo urbano specie nelle grandi metropoli l’individuo è portato a declassare l’importanza delle proprie emozioni ed a trasferire gli stimoli nervosi ad un livello più astratto della psiche... Il rurale va progressivamente distinguendosi dall’agricolo. L’uno inteso come modo di essere e di organizzarsi lo spazio, il secondo visto come modello produttivo. A tale distinzione non si è certo arrivati in modo automatico; rurale ed agricolo hanno infatti costituito, 156

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PAESAGGI VISTI DAL TRENO. Un viaggio sulla Reggio-Ciano  

Una pubblicazione edita dall'Istituto Alcide Cervi in collaborazione con il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale e T.I.L. - Trasporti...

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