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slowmotion MILAN DESIGN WEEK

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IARDINI ED ORTI URBANI AL CENTRO DELLA DESIGN WEEK DI MILANO, QUASI CI SI TROVASSE IMMERSI IN UN AMBIENTE RURALE FUORI DALLA CITTÀ. Da Piazza XXV aprile al tetto del Superstudio, i progetti green-oriented si sono fatti sentire a gran voce, dando una boccata d’aria fresca ad una Madonnina subissata di eventi ad ogni ora del giorno e della notte. Fedele allo spirito democratico di condivisione, la settimana dedicata al design si è rivelata completamente aperta al pubblico, con installazioni e eventi che hanno accolto a braccia aperte le persone, come nel caso del Public Design Festival in Brera (Piazza XXV Aprile). Si è trattato di una dimostrazione di quanto il design pubblico possa essere applicato al cibo: progetti che invitano a coltivare, preparare e mangiare nello spazio pubblico, generando nuove forme di socialità urbana. Durante la settimana sono stati organizzati eventi di ogni tipo, da ‘Erba matta’, un orto dedicato alle erbe spontanee e commestibili del territorio lombardo, al ‘frutteto urbano’ che con i suoi alberi da frutto ha offerto ai passanti piccoli angoli d’ombra e natura dove fare una pausa. Sempre in questo spazio è stato allestito, per la gioia apprezzamento dei più piccoli, un vero e proprio ‘orto mobile’, per insegnare ai ragazzi da dove vengono e come vengono coltivate le verdure che trovano ogni giorno sulla tavola. Poco lontano, nei suggestivi spazi dell’Orto Botanico di Brera, è stata allestita l’installazione “Giardino Geometrico” firmata Lissoni Associati. Insieme a Living Divani e Laminam, l’architetto Piero Lissoni ha realizzato un’installazione nella quale l’architettura invadeva la natura, ma con rispetto. Dando degli stimoli replicabili anche nelle realtà domestiche. Se lungo i viali dell’orto botanico superfici verticali che imitano la pietra, l’ onice e il marmo, sono state utilizzate a creare un’installazione scultorea, una sorta di labirinto contemporaneo intervallato da piacevoli aree di sosta, nell’area del giardino vere e proprie ambientazioni outdoor sono state racchiuse all’interno di un padiglione etereo, una sorta di architettura temporanea leggera, visivamente molto aperta dove le forme purificate degli arredi si armonizzavano con l’incanto del paesaggio naturale. Uno scenario suggestivo, astratto e concettuale ma allo stesso tempo confortevole ed estremamente vivi-

bile. Sempre in Brera, in via Palermo, è stato allestito un altro polmone verde, ma questa volta chiuso e in formato ‘orto volante’. Il progetto, firmato da Piuarch (studio premiato nel 2013 con il riconoscimento“Architetto Italiano”) e Cornelius Gavril (paesaggista del giardino, vivaista del design), che vedeva realizzato un’installazione galleggiante nella quale volumi, facciata e altezze dello studio d’architettura erano invase da150 Kokedama. Si tratta di un’antica tecnica giapponese per coltivare le piante utilizzando, al posto del vaso, particolari sfere composte da terricci argillosi in grado di trattenere l’umidità. Ecco che piante aromatiche come menta, rosmarino, timo e salvia, piante da orto come indivia, lattuga, lattughino e rucola e fiori commestibili come viola del pensiero, rose e gelsomino, hanno ravvivato l’ambiente lavorativo trasformandolo in un ecosistema verde. Sul tetto dello studio era stato anche allestito il Roof garden, primo progetto di riqualificazione permanente dedicato a trasformare quello spazio in un nuovo “territorio verde” multifunzionale che passa attraverso la riqualificazione energetica dell’edificio: uno strumento paesaggistico, decorativo, sociale e di autoproduzione alimentare. Concetto simile anche per il SuperOrtoPiù un grande orto urbano pensile di 750 mq, progettato da Michelangelo Pistoletto di Cittàdellarte sul tetto del SuperstudioPiù che ha voluto unire temi contemporanei come ecologia, architettura, nutrimento, design, arte. L’installazione, che rimane allestita da aprile a giugno 2014 e in maniera permanente durante tutto il periodo dell’ Expo 2015, ospita dibattiti, incontri con paesaggisti, architetti, designers, agronomi, corsi di orto cultura, concerti musicali, serate dedicate al food per approfondire il tema dell’equilibrio tra uomo e natura. Poco oltre il Superstudio, negli spazi della showroom Allegri, era stato concepito l’Ortofabbrica, un vero e proprio omaggio alla terra che diventa epicentro della riflessione progettuale: elemento materico di grande richiamo emotivo, essenziale e primario nel ciclo della vita; la terra, addomesticata dalla creatività dello Studio Grassi Design, ha dato forma e sostanza a percorsi, oggetti e moduli abitativi realizzati in paglia, canapa, lana, legno, terra, acqua, germoglio, orto, sole e creatività. Un piacevole richiamo progettuale e filosofico alla bellezza responsabile e alla responsabilità

TLJ Diary of Slow Living - 24 — 36 —

The Lifestyle Journal #25  
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Stella Mc Cartney - Essere "green" fa parte del mio DNA

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