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biancoscuro r i v i s tA d ’ A r t e Numero 8 - febbraio-marzo 2015 - Bimestrale d’Arte, Cultura e Informazione

In questo numero Yves Klein e Lucio Fontana A Milano fino a marzo 2015

Steve McCurry

Mostra evento a Monza

Tutankhamon, Caravaggio e Van Gogh Dagli Egizi al Novecento

Luci sul ‘900

Cento anni di Arte Moderna a Palazzo Pitti

Felice Casorati

In mostra alla Fondazione Ferrero di Alba

Walter Bonatti

Fotografie dai grandi spazi

Gola del Furlo

Nella riserva naturale, storia antica e nuove infrastrutture

Art Innsbruck

9 772385 170005

Focus sull’edizione 2015

Vladimir Valentsov

Il neoimpressionista russo affascinato dall’Italia e dal Tirolo


ports

art www.artports.com


biancoscuro r i v i s tA d ’ A r t e Bimestrale d’Arte, Cultura e Informazione

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L’Editoriale di Vincenzo Chetta

Special Art Innsbruck Focus sull’edizione 2015

Le fotografie di Steve McCurry. Oltre lo sguardo, mostra evento a Monza

Carlo Toni, dalla frammentazione nuove forme di realtà

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Felice Casorati. Prorogata Luci sul ‘900, cento anni di fino al 15 febbraio la mostra ad Alba Arte Moderna a Palazzo Pitti Inge Mair, un medico dal Percorsi paralleli al Museo cuore d’Artista del Novecento. Klein/Fontana, Milano/ Parigi, 1957/1962 Tutankhamon, Caravaggio, Van Gogh. La notte nell’Arte, dagli San Sebastiano. Una freccia Egizi al Novecento che rimarrà per sempre nella storia

In copertina:

il neoimpressionista russo Vladimir Valentsov con l’opera “Natura morta con ostriche e limoni” il servizio a pag. 32

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1ª Biennale di Cesenatico, Bruno Merendi, copie Trofeo Leonardo da Vinci Gli artisti d’autore. Mostra personale nello spazio selezionati da ArtExpò Gallery espositivo Biancoscuro Arte a Cascina Lanè Nel Monferrato l’Arte si coniuga al buon cibo

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Art Fair Fiere, manifestazioni ed esposizioni internazionali

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Il Re delle Alpi: Walter Bonatti. Fotografie dai grandi spazi

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Over the cover:

La Gola del Furlo Nella riserva naturale, storia antica e nuove infrastrutture

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il vincitore del Biancoscuro Art Contest 2014 (sez. Scultura) Tony Favre con il progetto “Il mondo in bilico”. il servizio a pag. 127

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biancoscuro r i v i s tA d ’ A r t e

8 ISSUE february / march 2015

Bimestrale di Arte, Cultura e Informazione

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Arte Piacenza 2014. Tra grandi nomi e giovani emergenti

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BAF: Bergamo Arte Fiera 2014. L’undicesima edizione si è svolta a dicembre

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Arte Genova 2015. Dopo il grande successo del 2014 si cerca il bis

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Vetrocielo: l’arte di Marika Pozzi a Lugano

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Liliana Cika e le calde impressioni dell’anima

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Tratti densi di colore nelle opere di Emanuele Degano, in arte Lele

BI-MONTHLY OF ARTS, CULTURE AND INFORMATION EDITOR IN CHIEF Vincenzo Chetta PUBLISHING MANAGER Mariarosaria Belgiovine EDITORSHIP & GRAPHIC Liberementi viale Indipendenza, 26 27100 - Pavia www.liberementi.it

Sfumature dell’Arte nel mondo. A dicembre la mostra in Spazio Atene a Milano Assunta Cassa ed il suo figurativo informale

CONTRIBUTORS Oxana Albot, Mariarosaria Belgiovine, Aras C., Salvatore Mainardi, Luca Caricato, Elena Cicchetti, Vincenzo Chetta, Vera Dmitrieva, Danilo Giusino, Agatha Monti, Daniela Malabaila, Rebecca Maniti, Giancarlo Spina, Claudio Raccagni, Federica Senigagliesi.

Tove Andresen. Le sensazioni cromatiche nella sua natura floreale

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Forti cromie in movimento Deise Luci Soares Figuccia

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Cittadino del mondo: Sami Gjuka

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Dalle forme della tradizione all’action painting Mario Cianciotti

La tecnica migliore è la passione Valentina Vendrame

PHOTOGRAPHERS Fabrizio Bellafante, Alberto Borgonovo, Antonio C., Vincenzo Chetta, Maca Foto, Sara Fuoco, Liberementi, Mattia Pintonello, Ambrogio Trezzi.

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Fiorenza Orseoli. Passione e colore nelle sue opere

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Nunzia Pappalardo / Andrea Folli

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“Angolo Poetico” La poesia di...

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PUBLISHER Biancoscuro viale Indipendenza, 26 27100 Pavia www.biancoscuro.it

Salvatore Ponti. Impressioni neo-figurative Massimo Cattaneo. Bassorilievi in legno Mattia Mascagni. La quotidianità nei suoi intensi scatti

PRINTING Pixartprinting Srl Via 1° Maggio, 8 30020 Quarto d’Altino (VE)

“Angolo Narrativo” Il racconto di... Arte&Artisti Annunci Gratuiti 110

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BIANCOSCURO Art Magazine

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SOCIAL NETWORK facebook.com/BiancoscuroArtMagazine pinterest.com/BiancoscuroMag twitter.com/BiancoscuroMag The publisher is available for persons entitled for any iconographic sources. Manuscripts, photos or other materials even if unpublished are not given back. In addition to the signed articles, texts published on Biancoscuro Art Magazine are taken from the mentioned sources or text available l under the creative commons license. s Reg. Trib. Pavia n.4 del 2014. ISSN 2385-1708 © biancoscuro 2014. Reserved artistic and literary copyright. Reproduction in whole or parts is forbidden save with the written permission of the publisher. The publisher would like to thank “liberementi” and “ArtExpo Promotion” for courtesy and availability.

BIANCOSCURO Rivista d’Arte NUMERO 8 febbraio / marzo 2015 BIMESTRALE DI ARTE, CULTURA E INFORMAZIONE DIRETTORE RESPONSABILE Vincenzo Chetta DIRETTORE EDITORIALE Mariarosaria Belgiovine REDAZIONE & GRAFICA Liberementi viale Indipendenza, 26 27100 - Pavia www.liberementi.it COLLABORATORI Oxana Albot, Mariarosaria Belgiovine, Aras C., Salvatore Mainardi, Luca Caricato, Elena Cicchetti, Vincenzo Chetta, Vera Dmitrieva, Danilo Giusino, Agatha Monti, Daniela Malabaila, Rebecca Maniti, Giancarlo Spina, Claudio Raccagni, Federica Senigagliesi. FOTOGRAFI Fabrizio Bellafante, Alberto Borgonovo, Antonio C., Vincenzo Chetta, Maca Foto, Sara Fuoco, Liberementi, Mattia Pintonello, Ambrogio Trezzi. EDITORE Biancoscuro viale Indipendenza, 26 27100 Pavia www.biancoscuro.it STAMPA Pixartprinting Srl Via 1° Maggio, 8 30020 Quarto d’Altino (VE) SOCIAL NETWORK facebook.com/BiancoscuroArtMagazine pinterest.com/BiancoscuroMag twitter.com/BiancoscuroMag L’Editore è a disposizione degli aventi diritto per eventuali fonti iconografiche non individuate. Manoscritti, foto o altri materiali inviati alla redazione anche se non utilizzati non verranno restituiti. Oltre agli articoli firmati, i testi pubblicati su Biancoscuro Rivista d’Arte sono tratti dalle fonti citate oppure da testi disponibili l secondo le licenze creative commons. s Reg. Trib. Pavia n.4 del 2014. ISSN 2385-1708 © biancoscuro 2014. Tutti i diritti di produzione in qualsiasi forma, compresa la messa in rete, che non siano espressamente per fini personali o di studio sono riservati. Per qualsiasi utilizzo che non sia individuale è necessaria l’autorizzazione scritta dell’Associazione Culturale Biancoscuro. L’editore ringrazia “liberementi” e “ArtExpò Promotion” per la disponibilità e le opportunità offerte.


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l’Editoriale di Vincenzo Chetta

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Come ogni inizio d’anno si sprecano i bilanci, tutto viene soppesato e analizzato per scoprire la sicura formula del successo per l’anno appena iniziato. Abbiamo passato un 2014 che, artisticamente, ha tenuto duro solo per i grandi artisti e molto spesso solo nelle case d’asta; e allora diamo uno sguardo, analizziamo e facciamo un bilancio di come sono cambiati gli eventi artistici per capire di cosa avrebbero bisogno per fuggire ogni tipo di aggettivo anche solo casualmente legato alla parola “crisi”. Nel 2014 abbiamo visto quanto siano ben frequentate le fiere d’Arte Moderna e Contemporanea, ma nonostante i grandi numeri (ad Artissima a Torino si sono superati i 40mila visitatori),

le vendite rimangono marginali. Grandi vetrine sia per l’artista affermato e da “investimento” che per l’emergente sul quale scommettere, ma manca la fascia media di appassionati d’arte pronti a spendere, e così possiamo vedere opere che si svalutano e sguardi che di artistico hanno ben poco. Il problema è sicuramente molto sentito in Italia, dobbiamo tutti operare per far sì che si torni ad ammirare l’arte da “comprare” come avviene quotidianamente all’estero, dove le fiere d’arte sono ancora viste come il luogo migliore in cui poter scoprire una nuova emozionante opera d’arte, magari Made in Italy.

Vincenzo Chetta

Sullo sfondo un installazione a cura di IRREVERSIBLE Mag ad Art Monaco ‘14. Nella foto in alto i visitatori molto interessati durante Art Zurich ‘14.

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Luci sul ‘900 Cento anni di Arte Moderna a Palazzo Pitti

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Palazzo Pitti si festeggia un compleanno importante, il centenario della Galleria d’Arte Moderna, ospitata dal 1914 nelle sale al secondo piano del Polo Museale fiorentino. In occasione di questa speciale ricorrenza si è deciso di esporre al pubblico le collezioni novecentesche possedute dal museo, finora rimaste chiuse nei depositi per carenza di spazi adeguati. Sono centoventi le opere selezionate dai curatori Simonella Condemi ed Ettore Spalletti, che testimoniano la vivacità culturale di Firenze nei decenni del secolo scorso. Le collezioni sono frutto di acquisti e donazioni di varia provenienza: ci sono le opere dalle Biennali venezia-

ne, dalla Quadriennale Romana del 1935 e altre, le più numerose, comprate in sede locale presso la Società di Belle Arti di Firenze e alle Sindacali Toscane. A partire dal 1950 e per i successivi venti anni, la collezione si è ulteriormente ampliata con le opere vincitrici del “Premio del Fiorino”, che lo statuto della stessa manifestazione destinava alla Galleria. Questo corpus novecentesco si va quindi ad aggiungere all’importante nucleo, il più vasto al mondo storicamente e qualitativamente, dei dipinti macchiaioli già conservati nel museo. L’idea di una galleria fiorentina dedicata all’arte moderna risale al 1896 e al critico Diego Martelli, sodale e amico dei “Macchiaioli”, i pittori anti-ac-

Solaria alle Giubbe Rosse - Baccio Maria Bacci (Firenze 1888-1974) olio su tela, anno 1930-1940, donato dall’autore. 1969 Firenze, Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti

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cademici che proponevano, coi questo, che sintetizza al meglio A completare il percorso, i curaloro lavori, un rinnovamento il fervore culturale della Firenze tori hanno dedicato una sezione, dell’arte figurativa nazionale. degli anni Venti e Trenta. nell’Andito degli Angiolini, alle È poi grazie ad una convenzione stipulata nel 1914 tra Stato e Comune di Firenze, che prende avvio la campagna acquisti da parte di un’apposita Commissione e la formazione effettiva del museo. Una prima sezione di arte moderna viene inizialmente allestita presso le stanze della Galleria dell’Accademia, e trasferita poi nel 1924 nell’attuale sede di Palazzo Pitti. Questa collaborazione tra stato centrale e organi locali è anche uno dei primi esempi di politica lungimirante finalizzata alla custodia e valorizzazione del patrimonio artistico, tanto che, ad oggi, la GAM di Firenze è uno dei tredici musei statali più visitati all’anno. Il taglio storicistico dell’esposizione, che BIANCOSCURO RIVISTA d’ARTE si può visitare fino al prossimo 8 Versione completa su http://artshop.biancoscuro.it marzo, permette di leggere i temper informazioni: biancoscuro@liberementi.it pi e i modi con cui la Galleria si è andata formando, di pari passo con le vicende culturali e politiche che ne determinarono l’assetto. Per l’occasione, ben ottantotto dei centoventi dipinti scelti sono stati sottoposti ad accurato restauro, coordinato dalla vicedirettrice Rosanna Morozzi. Tra gli autori selezionati, spiccano i principali interpreti del ‘900 italiano come Carena, De Chirico, Severini, Rosai, Morandi, affiancati ai maggiori esponenti del “Novecento toscano”: Colacicchi, Ghiglia, Griselli, Lega, giusto per ricordarne alcuni. Presente in mostra il dipinto “Solaria alle Giubbe Rosse” di Baccio Maria Bacci (1930-40) che raffigura il gruppo di intellettuali legati alla rivista “Solaria”e soliti frequentaRitratto di Lyung-Yuk - Primo Conti (Firenze 1900-Fiesole 1987) tori dello storico caffè letterario olio su tela, anno 1924, deposito dell’Accademia delle Arti del Disegno “Alle Giubbe Rosse”, dipinto, 1924 Firenze, Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti

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English info

opere di grafica presentate durante la “Esposizione Internazionale del Bianco e del Nero”, tenutasi a Firenze nel 1914 presso la Società di Belle Arti. “Il colore dell’ombra” comprende un centinaio di pezzi tra disegni, acqueforti, xilografie e litografie, articolati in nove sezioni (dal ritratto alla paesaggistica urbana), che restituiscono al visitatore tutte le sfumature delle discipline grafiche. L’auspicio dei curatori, a conclusione della mostra, è quello che questi capolavori per lo più inediti possano trovare una collocazione stabile nelle ultime sale di facciata della Galleria di Palazzo Pitti. Federica Senigagliesi

One hundred years since its founding, the Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti exhibits and recounts its twentieth-century collections: “a century of innovative fervour, of rifts in culture (and not only), of tragedies and reconstructions, a century that guided contemporaneity in the arts, our XXI century, profoundly modelled by those inherited experiences” Cristina Acidini To celebrate the centennial of its foundation, the Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti has decided to dedicate an exhibition to the museum’s twentieth-century collections. In fact, though the Galleria d’arte moderna is principally known as the mu-

seum with the vastest and most important collection of paintings by masters of the Macchiaioli movement in the world, both historically and in terms of quality, few people are acquainted with the collection of twentieth-century works till today held in storage. The exhibition thus prepares to draw attention to this museum within the museum that has till now been unseen due to the lack of exhibiting space: “like the lights of a beacon (…) that goes on and off on the collections of this museum: in a sort of alternating current that enables us to present the most significant selections of the entire patrimony (…)” Simonella Condemi

INFO

ORARI

www.unannoadarte.it/lucisul900

martedì – domenica 8.15 – 18.50

Cento anni di Arte Moderna a

(chiuso il lunedì )

Palazzo Pitti Dal 28 ottobre 2014 al 8 marzo 2015

Sabato17 gennaio 2015, durante il programma televisivo CHE TEMPO CHE FA condotto da Fabio Fazio e Massimo Gramellini, è stato trasmesso un  collegamento in diretta dalla mostra “Luci sul ‘900” Il centenario della Galleria d’arte Moderna di Palazzo Pitti 1914-2014.

Piazza del Carmine - Ottone Rosai (Firenze 1895-Ivrea 1957) olio su tela, anno 1922, acquistato alla XII Mostra d’Arte del Sindacato Interprovinciale Fascista di Belle Arti, Firenze 1941. Firenze, Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti

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la fiera internazionale d’arte contemporanea international fair for contemporary art

20-23 feb 2015 19ª edizione | 19th edition fiera internazionale d’arte contemporanea 70 gallerie da 10 paesi · 700 artisti international fine art 20/21 century 70 galleries from 10 nations · 700 artists member of ...

padiglione | fair hall d + e · Innsbruck online tickets · www.art-innsbruck.at

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Percorsi paralleli al Museo del Novecento Klein / Fontana, Milano / Parigi, 1957 / 1962

Yves Klein - Ex voto dedicato a Santa Rita da Cascia Pigmento puro, foglia d’oro, lingotti d’oro e manoscritto in teca di plexiglas, anno 1961, 14×21×3,2 cm.

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Cascia, Monastero di Santa Rita © Yves Klein / ADAGP, Paris 2014

ttobre 2014 - Marzo 2015: cinque mesi che ci regalano la mostra dell’anno, forse perchè segnata anche dagli ultimi avvenimenti terroristici in Francia. L’arte è pensiero e lavoro positivo, che raggruppa gli artisti di tutto il mondo, che con l’arte stessa cercano di raccontare o raccontarsi, ed è proprio la mostra Klein-Fontana una riflessione sulla cultura europea, affiancando il percorso di due grandi personalità del mondo artistico del secolo scorso. Lucio Fontana e Yves Klein raccontati attraverso le loro opere, in un percorso parallelo che evidenzia la loro differenza culturale, ma anche la grande voglia di collaborare o confrontarsi. Klein caratterizza la sua arte attraverso il blu da lui brevettato e Fontana squarcia la tela quasi fosse un taglio alla monotonia della pit-

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tura, lo stesso Fontana dichiarò: “Il buco è l’inizio di una scultura nello spazio. I miei non sono quadri, sono concetti d’arte.” Ecco qui la potenza di un pensiero artistico libero ed innovativo, che cambiava il modo di fare arte. Le opere dei due artisti si incontrano nella sala Fontana del Museo del Novecento di Milano, mentre nella vita reale i due artisti si conobbero nel gennaio 1957, quando Klein tenne la prima personale di monocromi blu alla Galleria Apollinaire di Milano con una presentazione di Pierre Restany, che riscontrò il consenso di pochi, tra i quali Dino Buzzati e Lucio Fontana che fu uno dei primi acquirenti di un monocromo dell’artista francese, per poi diventare nei primi anni Sessanta uno dei suoi più importanti collezionisti in Italia. La mostra “Klein Fontana. Milano Parigi 19571962” raggruppa 90 opere unitamente a materiale


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BIANCOSCURO RIVISTA d’ARTE Versione completa su http://artshop.biancoscuro.it per informazioni: biancoscuro@liberementi.it

Yves Klein e Lucio Fontana alla mostra delle Nature Parigi, Galerie Iris Clert, novembre 1961 Photo: Shunk-Kender Š Roy Lichtenstein Foundation

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documentario e fotografie dell’epoca. Il tutto è una lettura del rapporto tra i due artisti, l’arte e loro stessi sottolineandone l’autonomia creativa di ciascuno. Oltre alle varie sale allestite per mostre temporanee, sono state modificate anche le sale fontaniane adeguandole e riformulandole per fare in modo che entrambi gli artisti, in questo viaggio, abbiano un adeguato spazio dedicato. Ma chi sono questi due maestri da riscoprire? Lucio Fontana nasce a Rosario di Santa Fé, in Argentina, il 19 febbraio 1899 da genitori di origine italiana. Il padre Luigi, scultore, è in Argentina da una decina d’anni e la madre, Lucia Bottino, è attrice di teatro. Dall’età scolare, Lucio viene mandato in Italia per gli studi ed affidato allo zio di Castiglione Olona, in provincia di Varese. Frequenta il collegio Torquato Tasso di Biumo Inferiore e prosegue con la scuola tecnica del Collegio Arcivescovile Ballerini, a Seregno. Inizia così l’apprendistato dell’artista, cominciando con la pratica nello studio del padre scultore (rientrato nel frattempo in Italia) e studiando, contemporaneamente, presso la Scuola dei maestri edili dell’Istituto Tecnico “Carlo Cattaneo” di

Lucio Fontana - Concetto spaziale – Attese (59 T 1) anilina, tagli e buchi su tela, anno 1959, 97×130 cm Milano, Fondazione Lucio Fontana © Fondazione Lucio Fontana, Milano

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Lucio Fontana alla mostra delle Nature Parigi, Galerie Iris Clert, anno 1961 © Fondazione Lucio Fontana, Milano

Milano. Dall’inizio degli anni Sessanta, Fontana si concentra con particolare impegno sulla serie degli “Olii”, opere su tela dove lo spesso strato di materia pittorica è attraversato da buchi o lacerazioni. A questa serie appartengono le opere dedicate a


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Yves Klein - Triptyque de Krefeld cartoncino colorato, pigmento e foglia d’oro, anno 1961, tre fogli 32×23,5 cm ciascuno Collezione privata © Yves Klein / ADAGP, Paris 2014

una rievocazione della città di Venezia, esposte alla sua prima mostra personale statunitense alla Martha Jackson Gallery di New York (1961). Nello stesso anno, ispirato dalla metropoli newyoBIANCOSCURO RIVISTA d’ARTE rkese, concepisce anche una nuova tipologia di Versione completa su http://artshop.biancoscuro.it lavori: i “Metalli”, lamiere specchianti su cui inper informazioni: biancoscuro@liberementi.it terviene squarciando e tagliando la superficie. Alla sua inarrestabile vena inventiva corrispondono le molteplici mostre a lui dedicate a Milano, Venezia, Tokyo, Londra, Bruxelles. Sul fronte del rinnovamento iconografico, sono testimonianze significative la serie delle “Fine di Dio” (1963-1964) , tutte tele di forma ovale, monocrome o cosparse di lustrini, attraversate da buchi e lacerazioni, esposte prima alla Galleria dell’Ariete a Milano e in seguito alla galleria Iris Clert di Parigi. Da qui Fontana mette alla prova la sua creatività con la serie dei “Teatrini” (1964-1966), lavori in cui le cornici di legno laccato sono sagomate e compongono forme differenziate. Il 1966 è l’anno di importanti successi internazionali: vengono allestite sue mostre personali a Minneapolis, New York e Parigi. Yves Klein con un “monochrome troué”, anno1957 Di particolare spicco in Italia è la sala che gli viPhoto: Shunk-Kender © Roy Lichtenstein Foundation ene dedicata alla XXXIII edizione della Biennale di Venezia, dove collabora con l’Architetto Carlo e la tendenza a lacerare le tele utilizzando segni Scarpa, creando un ambiente ovale labirintico illu- sempre più regolari ed essenziali con la serie delle minato da una luce bianca e percorso da tele bianche “Ellissi”: tavole ellittiche di legno laccato variamente attraversate da un unico taglio: opera dall’eco straor- colorate e attraversate da buchi eseguiti a macchidinario che vince il premio della Biennale. Il 1967 na, in linea con le nuove conquiste della tecnica. vede il culmine del rigoroso monocromatismo, All’inizio del 1968 Lucio Fontana lascia il suo stu-

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English info

The exhibition opening in October at the Museum of the 20th

dio di Corso Monforte e si trasferisce a Comabbio. Century adopts a fresh perspective to examine the parallel Morirà a Varese il 7 settembre dello stesso anno. paths of Yves Klein (1928-1962) and Lucio Fontana (18991968), focusing on the years between 1957 and 1962, between Con una vita meno vissuta, ma non meno carica di Milan and Paris, while highlighting the autonomous originaliemozioni, troviamo Yves Klein . ty of each artist. Their creative endeavours, interwoven with a L’artista nacque a Nizza da Fred Klein e Marie Raysurprising personal bond, are described with over 90 works and extensive documentation including photos, period film clips mond, entrambi pittori. Dal 1942 al 1946, Klein and archive records. Organised in collaboration with the Lucio frequentò l’ “Ecole Nationale de la Marine MarchanFontana Foundation in Milan and the Yves Klein Archives in de” e la “Ecole Nationale des Langues Orientales”. Paris, and produced by the Museum of the 20th Century with Molte delle sue prime opere furono dipinti monoElecta, the exhibition draws on important loans from Italian and overseas museums, including MNAM – Centre Georges cromi, in diversi colori. Realizzò più di mille tavole Pompidou (which has provided a large Anthropometry by in sette anni. Il suo intento era quello di utilizzare Klein never before exhibited in Italy), MAMAC in Nice, the i singoli pigmenti puri, in modo che il colore non Kaiser Wilhelm Museum in Krefeld, the Louisiana in Humperdesse la luminosità una volta unito ad un legante. lebæk, GAM in Turin and GNAM in Rome. Among the significant episodes in their relationship, the exhiNon era solo una questione estetica, ma anche un bition documents Klein’s contacts with gallerists and friends fatto concettuale, la ricerca di una corrispondenza of Fontana (apart from Guido Le Noci and Dino Buzzati, intima con la misura umana. there was also Peppino Palazzoli, who in May 1957 presented the private collections of Fontana and Bruno Munari at Nel 1955 iniziò ad utilizzare come fissativo un Galleria Blu, and who was also the first to purchase a Zone prodotto chimico chiamato Rhodopas e solo così, of Immaterial Pictorial Sensibility by Klein); Fontana’s invisecondo l’artista, il colore poteva acquisire una vita tation to Klein for the unrealised “air architecture” project to propria ed autonoma divenendo un individuo evobe presented at the 12th Milan Triennale in 1960; the role of the exuberantIris Clert, who not only hosted several of luto. Ben presto sentì l’esigenza di abbandonare lo Klein’s exhibitions (most notably The Void inaugurated on studio delle diverse nuances per concentrarsi su 28 April 1958), but also presented Fontana’s Natures at her un’unica tinta, il blu, che doveva unificare il cielo Parisian gallery in 1961; Klein’s travels to Italy, including his e la terra e dissolvere il piano dell’orizzonte. Fu nel pilgrimages to the Sanctuary of Cascia – where he dedicated BIANCOSCURO RIVISTA a splendidd’ARTE ex-voto to Saint Rita, which is also displayed in the 1956 che creò “la più perfetta espressione del blu”, un Versione completa su http://artshop.biancoscuro.it exhibition – and Fontana’s stays in Paris which definitively oltremare saturo e luminoso, privo di alcuna alper informazioni: biancoscuro@liberementi.it launched him on the international scene. terazione, poi da lui brevettato col nome di “InterThe research of these two artists engages in a dialogue along the exhibition route, arranged according to a precise bionational Klein Blue”. graphical, historical and philological reconstruction. The Klein compose la sua prima “Symphonie monoton” display thus compares their main works via thematic and vinel 1947. Tra il 1948 e il 1952 viaggiò in Italia, sual juxtapositions, staged with specially designed exhibition Gran Bretagna, Spagna e Giappone, finché nel 1955 solutions. An example is theimaginary conversation between Fontana’s neon piece of 1951 – a key element in the persi stabilì permanentemente a Parigi dove tenne una manent collection – and the reproposal of Klein’s large Pure personale al Club des Solitaires. I suoi dipinti monoPigment installation, presented in May 1957 at the Colette cromi vennero esposti alla Galerie Colette Allendy e Allendy Gallery in Paris. alla Galerie Iris Clert di Parigi nel 1956. Klein morì Fontana’s spatial openings (both physical and conceptual) find correspondence in Klein’s progression from monoa Parigi di infarto del miocardio nel 1962 a soli 34 chrome to the void. Both suggest an immaterial, cosmic or anni di età, poco prima della nascita di suo figlio, spiritual space, making historical references to the gold of anch’egli destinato ad essere “battezzato” Yves e a medieval painting and the blue of Giotto, but also directly using natural elements such as light, fire and air, or drawing diventare artista, seppur scultore. inspiration from the evocative power of astronomical images. La mostra è una visione imperdibile di un pezzo d’arte del secolo scorso e del pensiero che l’ha INFO prodotta. www.museodelnovecento.org Visibile a Milano presso il Museo del Novecento, Yves Klein / Lucio Fontana Milano-Parigi 1957-1962 curata da Silvia Bignami e Giorgio Zanchetti, in col- Dal 22 ottobre 2014 al 15 marzo 2015 laborazione con la Fondazione Lucio Fontana e gli Archieves Yves Klein, si potranno visionare opere arrivate da diversi musei come, solo per citarne alcuSullo sfondo: Lucio Fontana - Concetto spaziale (56 P 8) ni: il Mnam, la Gam di Torino, il Mamac di Nizza e Buchi, vetri, olio e tecnica mista su tela, anno 1956, 80×65 cm. la Gnam di Roma. Milano, Museo del Novecento, Collezione Boschi Di Stefano Claudio Raccagni © Fondazione Lucio Fontana, Milano

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Edizione aggiornata Settembre 2011

EDIzIONI pER L’ARTE

Via Vittorio Emanuele, 32 26841 Casalpusterlengo (LO) Arte e Collezionismo 2011 PAg. 3 340.5820407 - francesco.chetta@yahoo.it www.artecollezionismo.it - P.IVA 06494940965

a cura di

francesco chetta

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Felice Casorati in mostra alla Fondazione Ferrero di Alba fino al 15 febbraio 2015

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onserverà sempre appeso nella sua casa torinese il dipinto che diede il via alla sua carriera nel 1907 alla Biennale di Venezia, quel “Ritratto della sorella Elvira” che Felice Casorati ricorda, anni dopo, così:

“Io credo che nessuno lo abbia visto allora. Io stesso sono andato all’Esposizione di Venezia con una certa ansia, ho cercato il mio quadro dappertutto e non l’ho trovato. Era un quadro veramente anticonformista perché, allora, dipingevano tutti gli effetti del sole... e francamente, questo quadro intonato sui grigi, sui neri, non era certo un quadro da fare effetto. Però, dopo questo quadro, io ho incominciato a studiare e la mia pittura si è un pochino mossa, si è evoluta.” Felice Casorati

La Signora Elisabeth Albrecht, 1925 ca. © 2014 foto Scala, Firenze BPK, Bildagentur fuer Kunst, Kultur und Geschichte Berlin. Felice Casorati, by SIAE 2014

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Nato a Novara nel 1883, Felice Casorati si dedica sin da giovane alla pittura, muovendosi da un’impronta prima espressionistica, poi decorativista, fino ad approdare all’architettura delle forme statiche, come lui stesso definiva il suo stile classico ed enigmatico allo stesso tempo, che gli varrà aspre critiche, specie nell’ambito agonistico delle Biennali, tra cui quella di “pittore anti-pittorico”. Egli stesso arrivò a dire di essere più apprezzato all’estero che in Italia; difese sempre senza riverenze o timori i suoi lavori, entrando presto a far parte della schiera degli autori di spicco del Novecento italiano. Tutta la sua vicenda artistica è ben raccontata dalla mostra in corso ad Alba presso la Fondazione Ferrero “Felice Casorati – Collezioni e mostre tra Europa e Americhe”, curata da Giorgina Bertolino, cui va riconosciuta la scelta intelligente di presentare le sessantacinque opere secondo la loro storia espositiva. Dalle Biennali veneziane, alle collettive in musei europei, del nord e del sud America, si può così leggere non soltanto l’evoluzione stilistica e formale del pittore, ma anche il modo con cui Casorati stesso scelse di presentare i suoi lavori all’epoca. C’è quindi una volontà filologica nell’offrire al pubblico, che sia esso di intenditori o di fruitori occasionali, quest’antologia di lavori del grande pittore piemontese, la cui ricerca figurativa ha contribui-


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to in modo fondamentale allo sviluppo della cultura e dell’arte italiana nel secolo scorso. Una cospicua parte delle opere presenti è formata dai ritratti (in maggioranza quelli esposti alla Biennale veneziana del 1924) con cui Casorati si rapporta in maniera prediletta, avvicinandosi senza dubbio ai maestri del Quattrocento italiano e fiammingo. Quelli dedicati ai familiari, alla moglie Daphne Maugham, all’amico e mecenate Riccardo Gualino, sono affiancati da altri celebri dipinti (“Le uova sul cassettone”, “Tiro al bersaglio”, “Ritratto di Maria Anna De Lisi”), alcuni dei quali presentati per la prima volta in Italia. Le forme sono essenziali, raffinate, i gesti affidati alle figure sono eloquenti pur nel loro silenzio, lo spazio è architettonico quindi pensato, misurato, i neri degli esordi diventano man mano dei verdi, dei blu, dei rosa. Il soggetto femminile è preponderante, portatore di una bellezza magica e platonica, apre e chiude il percorso espositivo ( il già citato “Ritratto della sorella Elvira” del 1907 e una “Donna dormiente” del 1951). Quaranta dei sessantacinque lavori presenti in mostra provengono da istituzioni nazionali ed internazionali, con la collaborazione della Sovrintendenza Ritratto di Hena Rigotti, 1924 ca, Torino BIANCOSCURO RIVISTA d’ARTE per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea Versione completa su http://artshop.biancoscuro.it Piemonte e l’importante contributo della Galleria di Felice Casorati, by SIAE 2014 per informazioni: biancoscuro@liberementi.it Arte Moderna di Torino, città d’adozione dell’artista, nella quale si trasferì nel 1918 e dove fondò INFO la Scuola Libera di Pittura. Alla GAM appartiene www.fondazioneferrero.it Felice Casorati - 25 ottobre 2014 - 15 febbraio inoltre la serie dei minuscoli disegni progettuali con 2015 cui Casorati era solito tracciare i suoi futuri dipinti, ORARI allestiti qui in un’apposita sezione. Lun. mer. gio. e ven. dalle 15.00 alle 19.00 Sab. dom. e festivi dalle 10.00 alle 19.00 Federica Senigagliesi English info

A“museum” exhibition: sixty-five paintings by Felice Casorati, forty of which belong to Italian and international museums and  institutions.  A unique and unrepeatable  opportunity to admire extraordinary  works that are normally far away, and rediscover one of the masters of modern Italian art. The Ferrero Foundation in Alba and GAM, the Civic Gallery of Modern and Contemporary Art of Turin, in collaboration with the Office for the  Historical, Artistic and Ethno-Anthropological Heritage of Piedmont,  pay homage to Felice Casorati (1883 – 1963) with a comprehensive retrospective exhibition devoted to his experimentation, public history and the international reception of his paintings from the 1910s to the 1950s. Famous as one of the masters of modern Italian art, Felice Casorati was a key player in the reinvention of artistic style that was the subject of exchanges and discussions at the Venice Biennale exhibitions and in the venues of the European, United States and South American exhibition circuits.

Curated by Giorgina Bertolino, coauthor of the General Catalogue of the artist’s paintings, the retrospective Felice Casorati. Collections and exhibitions in Europe and the Americas analyses this composite map of exhibitions, offering a series of masterpieces arriving from the major Italian museums and from the most important foreign collections. A unique and unrepeatable opportunity to admire extraordinary works  that are normally far away. Forty of the sixty-five paintings that will be present in the rooms of the Ferrero Foundation, come from Italian and  international museums and institutions. Some of the works were purchased  and taken out of Italy in the early decades of the 20th century and so,  for the present-day public, this exhibition is an opportunity to see them for the first time. They will make it possible to discover and rediscover in Casorati one of the most eminent figures of the Italian artistic scene.

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San Sebastiano Una freccia che rimarrà per sempre nella storia

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a storia ha gettato le sue frecce, il cristianesimo ha i suoi eroi, i suoi martiri, ed è per questo che la memoria e la bellezza di questi eroi restano per sempre immortalate nell’arte simbolo di un mondo che ha dovuto superare se stesso per poter lasciare alle future generazioni un’arte nobile, un’arte capace di insegnare attraverso la storia. Una storia fatta di sofferenza e sacrifici. San Sebastiano non è solo un Santo, è un eroe, la memoria del quale è una freccia che viaggerà eternamente attraverso la storia. Al Castello di Miradolo la mostra curata da Vittorio Sgarbi con la collaborazione di Antonio D’Amico, è un luogo BIANCOSCURO RIVISTA d’ARTE d’incontro tra pubblico e passato, un Versione completa su http://artshop.biancoscuro.it passato dove la figura di San Sebastiano per informazioni: biancoscuro@liberementi.it ha ispirato numerosi artisti e ha dato vita ad opere d’arte ricche di significato, dove, dal futuro, ognuno ritrova per sé la dimensione dove può toccare il sublime e ricavare il divino. La Fondazione Cosso, presieduta da Maria Luisa Cosso, nel Castello di Miradolo, un maniero neo-gotico da poco restaurato, immerso in uno dei più lussureggianti parchi romantici del Piemonte ai piedi delle colline di Pinerolo, propone questo viaggio attraverso i secoli. Secoli che hanno partorito capolavori, quaranta dei quali sono stati selezionati, dal Rinascimento al Seicento inoltrato, da Vittorio Sgarbi e Antonio D’Amico per immergerci in un ciclo infinito di rimandi suggestivi dove si respira e si sente l’energia di un santo che rappresenta sia il bello spirituale che quello anatomico. Tiziano Vecellio - San Sebastiano Le opere della mostra, aperta fino all’8 olio su tela, anno 1529-1530 marzo 2015, arrivano da New York, MaNew York, Collezione privata. drid, Galleria degli Uffizi di Firenze e Courtesy Whitfield Fine Art, Londra Museo di Capodimonte di Napoli. L’ico-

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“Il messaggio della mostra è che il Cristianesimo esalta la bellezza assoluta, al di là della fede. San Sebastiano diventa un pretesto per rappresentare la bellezza del corpo umano, in questo caso maschile. E’ come vedere una mostra di tema pagano, di sculture classiche, in cui la classicità della bellezza va oltre la religione.”

On.Vittorio Sgarbi - critico d’arte

Jusepe de Ribera, detto “lo Spagnoletto” - San Sebastiano olio su tela, anno 1651 Scuola di Caravaggio - San Sebastiano

Napoli, Museo di San Martino

nografia rappresenta San Sebastiano, un santo sui generis, come un uomo bello. Il nudo maschile, prototipo del mondo d’accademia che lo lega fortemente al mondo pagano, fa di San Sebastiano un Santo piacevole. La sua figura anatomica come quella di Apollo e dei Bronzi di Riace è simbolo di sanità. Mentre gli artisti contemporanei sono lontani dai temi dell’iconografia cristiana e della pittura antica, la figura del Santo nella storia accoglie numerose interpretazioni. Come dice Vittorio Sgarbi: “Nelle prime rappresentazioni il Santo era eretto ad una colonna, un po’ come l’Ecce Homo: una figura sola, verticale, in piedi. Poi nell’avanzare dell’iconografia ha le mani sopra la testa, viene raffigurato leggermente inclinato mentre patisce le frecce, o con una smorfia del

volto per la sofferenza; in altri casi invece lo si vede mentre sta per essere spostato dall’albero a cui è legato, mentre sta per cadere a causa della spossatezza, quindi messo seduto sotto l’albero. Nell’età barocca ci sono più variazioni in cui si vede il santo curato dalle pie donne che cercano di sanare le ferite delle frecce.” La rappresentazione accademica permette alla perfezione del corpo maschile di superare la dimensione religiosa, di incidere sullo spettatore nel senso più umano e disincantato, avvicinare un Santo bello ed integro nella sua condizione di umiltà allo spettatore, per emanare quella bellezza assoluta. L’Apollo cristiano è una figura eclettica di un giovane soldato convertitosi al cristianesimo, l’integrità fisica e morale del quale si sono accinti a rappresen-

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Paris Bordone - Sacra Famiglia con San Sebastiano, San Girolamo e la Maddalena olio su tela, circa 1530-1535, Roma, Galleria Colonna

BIANCOSCURO RIVISTA d’ARTE Versione completa su http://artshop.biancoscuro.it tare maestri quali Raffaello, Tiziano, Paris Il percorso nasce con Andrea della Robbia per informazioni: biancoscuro@liberementi.it

Bordone, Guercino, Guido Reni, Jusepe de Ribera, Luca Giordano, Mattia Preti. Sebastiano, giovane soldato convertitosi al cristianesimo, fu condannato a morte dall’Imperatore Diocleziano. Gli arcieri lo legarono ad un albero e lo “empirono di saette che parea un riccio” come riferisce Jacopo da Varazze nella Legenda Aurea. Le frecce che trafissero il suo corpo non scalfirono la sua bellezza, la sua fede, la sua integrità fisica e morale. Affidato alle cure della pia Irene, Sebastiano tornò a proclamare il suo credo e Diocleziano lo imprigionò nuovamente, facendolo flagellare, percuotere sino alla morte e gettando per disprezzo il suo corpo nella Cloaca Massima. Il castello di Miradolo, un’antica “cassina” di campagna trasformata in dimora neogotica e immersa in un parco di 6 ettari, accarezza i quadri con morbide luci e con una musica di sottofondo scritta da Debussy per “Le Martyre de Saint Sebastien” di D’Annunzio (Parigi, 1911).

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che raffigura l’anatomia di San Sebastiano con grande raffinatezza, levigando le membra con la terracotta invetriata, per sboccare nella Venezia del Quattrocento, dove Carlo Crivelli fa vedere la smorfia: l’Apollo cristiano è l’uomo del Rinascimento. Ludovico Carracci fa pensare ad un corpo contorto, alla forza elegante di Laocoonte. La pittura mistica di Paris Bordone, intima di Tiziano, armoniosa di Rubens, tattile di Guercino, sublime di Guido Reni, caravaggesca di Ribera, penetrante di Nicolas Regnier e affascinante di Matthias Stomer dei Girolamini di Napoli, narra come una vetrata gotica con le sue mille sfumature ed i suoi colori, uno spettro di emozioni, forme e sensazioni che attraversano come le frecce il nostro spirito per riempirlo di quella bellezza classica, assoluta, divina e armoniosa che solo un Dio può avere. Oxana Albot


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Bruno Merendi, copie d’Autore Personale nello spazio espositivo Biancoscuro

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naugurata il 7 dicembre 2014, la mostra personale dedicata a Bruno Merendi, artista autodidatta ravennese, è stata un grande successo. Tanti i visitatori che sono intervenuti ad ammirare le opere di Merendi, anche profondi conoscitori dell’arte del ‘900, che hanno riconosciuto nella mano di Merendi un talento puro, che potrebbe sfociare in grandissime opere originali se soltanto volesse approfondire anche una strada strettamente personale e dedicata alle sue emozioni. Le copie d’Autore che propone non vogliono essere dei “falsi”, è la passione di Merendi per l’Arte che lo ha spinto prima a studiare attentamente ogni singolo Maestro, non solo la tecnica, ma anche lo stato d’animo che doveva pervaderlo in quel momento, per poi cimentarsi nel dipingere le loro grandi opere. All’inaugurazione Francesco Chetta ed il critico d’arte Mariarosaria Belgiovine, hanno raccontato il fantastico lavoro di Bruno Merendi, elogiando la sua missione e complimentandosi per come riesca ad immedimarsi così bene con autori, stili, periodi storici così differenti fra loro. La produzione di Merendi tocca infatti un ampio sprettro temporale e stilistico, opere come “La Gioconda” (1506) o “La dama con l’ermellino”(1490) di Leonardo da Vinci, sono ugualmente ben riprodotte come “Le spigolatrici” (1857) di Francois Millet o “Donna con parasole e bambino” (1875) di Claude Monet. La mostra si è conclusa il 28 dicembre scorso, si ringraziano per la risonanza data all’evento il Comune di Pavia e La Provincia Pavese, oltre a tutto lo staff Biancoscuro che ha curato l’organizzazione dell’esposizione dedicata al talentuoso Bruno Merendi. Rebecca Maniti

Alcuni momenti dell’inaugurazione della mostra.

Non ho avuto insegnamento da nessuno, nè frequentato alcun corso di pittura: la mia mano è quindi genuina e quello che riesco ad ottenere è semplicemente il frutto di tanta ammirazione che provo verso questi grandissimi Artisti.

Bruno Merendi

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Tutankhamon, Caravaggio, Van Gogh La notte nell’Arte, dagli Egizi al Novecento

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uggestiva mostra che porta i capolavori di questi tre grandi Maestri a Vicenza, presso la Basilica Palladiana. Storia e storia dell’arte, dalla simbologia alla pittura. Ecco che ancora una volta l’arte viene presentata come sviluppo della comunicazione e trasformazione delle culture mondiali. La bellezza di poter vedere non solo i capolavori di un artista, ma ben tre culture artistiche insieme, tre Maestri che portano il

“Mi piace fare mostre come questa, mai per la voglia di stupire, ma sempre e solo perché la pittura, attraverso la conoscenza, sia l’adesione a un sentimento, ne sia il racconto e non mai la spiegazione.” Marco Goldin visitatore ad assorbire e sentire addosso numerose e profonde vibrazioni. Centotredici le opere in mostra, rare, internazionali, interessan-

tissime, che, silenziosamente, sanno raccontare di sè e dei loro autori. Il percorso espositivo è diviso in sei sezioni: la prima, con la presenza di ventidue tra reperti e statue egizie, rinvenute all’interno delle piramidi, intende soffermarsi sul senso della notte eterna e spirituale, ma fortemente collegata alla vita, in quella cultura, con al centro la testa del re bambino, Tutankhamon. La seconda sezione, con molti capolavori di Giorgione e Caravaggio, Tiziano e El Greco, Tintoretto e Poussin, indugia sulla suggestiva atmosfera delle figure collocate in ambienti notturni, soprattutto seguendo la vita di Cristo dal momento della nascita fino alla crocifissione e alla deposizione nel sepolcro. Opere straordinarie soprattutto del Cinquecento e del Seicento saranno il centro di questa parte della mostra. La terza sezione tocca alcuni dei vertici dell’incisione di tutti i tempi, in una sala nella quale, con sedici fogli in totale, si confronteranno Rembrandt e Piranesi, il primo

Van Gogh - Strada con cipresso e stella 1890, Kröller-Müller Museum

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Tutankhamon Caravaggio Van Gogh - LA SERA E I NOTTURNI DAGLI EGIZI AL NOVECENTO 24 Dicembre 2014 - 02 Giugno 2015 Vicenza - Basilica Palladiana. PRENOTAZIONI Tel. +39 0422 429999 Fax +39 0422 308272 biglietto@lineadombra.it

Caravaggio - Marta e Maria Maddalena olio e tempera su tela, anno 1598, 100x134,5 cm. Detroit, Detroit Institute of Arts

con i suoi celeberrimi soggetti re- Pissarro, Van Gogh, Mondrian, ligiosi, a cominciare dalla visione Klee e Hopper. La penultima sedelle “Tre Croci”, il secondo con le zione entrerà nel pieno Novecenaltrettanto celebri immagini del- to, dove in un’ampia sala verranTesta del re Tutankhamon, Egitto, Nuovo BIANCOSCURO RIVISTA d’ARTE le “Carceri”. Nella quarta sezione no disposti alcuni dei grandi della Regno, XVIII Dinastia, regno di Tutankhamon, Versione completa su http://artshop.biancoscuro.it troviamo una riflessione sul paeseconda parte del secolo, specialarenaria, 1336-1327 a.C. , 29,6x26,5 cm. per informazioni: biancoscuro@liberementi.it saggio, dal momento del tramon- mente per quanto riguarda il verBoston, Museum of Fine Arts to fino a quello in cui nel cielo si sante astratto americano, da Mor© 2014 Museum of Fine Arts, Boston levano la luna e le stelle. Ovvia- ris Louis a Noland a Rothko. Ma mente il secolo rappresentativo anche pittori che si sono tenuti a sezione è un “riassunto” di tutti i è il XIX, poiché, dal periodo ro- cavallo tra figurazione e astra- temi affrontati precedentemente, mantico fino all’impressionismo, zione, come De Staël, fino a un “la mostra in una stanza”, le opere questo è stato il tempo della altro grande americano come An- indimenticabili si succedono, da natura serale e notturna. Sfila- drew Wyeth, oppure lo spagnolo Luca Giordano a Bacon, da Gauno alcuni dipinti indimenticabili Antonio López García, per entra- guin a Cézanne, da Van Gogh a di Turner e Friedrich, di Corot e re nelle profondità della notte Caravaggio. Per una chiusura che Millet, dei grandi americani da intesa come fatto soprattutto lascerà con il fiato sospeso. Church a Homer, fino a Monet, psicologico. La sesta ed ultima Claudio Raccagni

“Sotto l’aeroplano, le colline scavavano già il loro solco d’ombra nell’oro della sera. Le pianure si facevano luminose, ma di una inconsumabile luce: in quelle regioni esse non finiscono mai di restituire il loro oro, così come dopo l’inverno non finiscono mai di restituire la loro neve.”

Volo di notte, Antoine de Saint-Exupéry, 1931

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Collettiva a Cascina Lanè Nel Monferrato l’Arte si coniuga al buon cibo

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a giornata tersa, il sole splendente, la temperatura mite per essere inverno inoltrato: è in questo scenario che si è inaugurata l’11 gennaio la mostra collettiva Biancoscuro, presso il rinomato Cascina Lanè, agriturismo di classe nel territorio astigiano, a Baldichieri d’Asti. Tanti gli ospiti intervenuti, artisti partecipanti all’esposizione e non, che si sono uniti al Pranzo organizzato nella sala principale del locale per festeggiare questo nuovo evento Biancoscuro ed il suo anniversario (anche se un po’ in ritardo). È nell’atmosfera elegante e sobria, ma anche famigliare di Cascina Lanè, che si è potuto ammirare quanto può essere armonioso il connubio tra l’Arte figurativa e quella gastronomica. In esposizione le opere di: Luciano Mazzolenis, Fiorenza Orseo-

li, Lorenzo Monegato, Patrizia Canola, Giorgio Gost, Peter Hide, Rossano Guicciardi, Nella Parigi, Maxtin, Mattia Consonni, Nikolinka Nikolova, Bruno Merendi, Isabella Rigamonti, Rita Vitaloni, Valentina Vendrame, Angela Del Vecchio. Tra gli invitati non solo artisti, ma anche gli estimatori d’arte che hanno piacevolmente ammirato l’esposizione, per poi discuterne a tavola. Una giornata dedicata all’arte e allo scambio culturale, la prima per Biancoscuro, che dato il successo dell’evento non mancherà di organizzare un nuovo evento d’arte e condivisione artistica. I ringraziamenti vanno a tutti i partecipanti e allo staff di Cascina Lanè, Secondina, Franco, Viviana e Alessandro, per l’ottima accoglienza che hanno riservato nella loro splendida location. Rebecca Maniti

Alcuni momenti della giornata

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artroom21 è uno spazio espositivo disponibile per mostre collettive, mostre personali oppure affitto temporaneo a gallerie che vogliono avere la possibilità di presentarsi nel capoluogo del Tirolo. artroom21 è un progetto in collaborazione con ART Innsbruck. Approfitta dell’enorme potenziale di artroom21 grazie alla collaborazione con l’importante fiera internazionale offre numerosi contatti con gallerie, artisti, appassionati d’arte e collezionisti. La superficie espositiva è di 45m² con 14,5 metri di spazio per appendere le opere tramite sistema di aggancio boesner. Contattaci subito!

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Vladimir Valentsov Il neoimpressionista russo affascinato dall’Italia e dal Tirolo

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The russian neoimpressionist Vladimir Valentsov

ladimir Valentsov, neoimpressionista russo, vive e lavora a Mosca dove è definito il nuovo Monet. Le sue opere si sono guadagnate l’attenzione, sia in Russia che all’estero e sono state presentate alle aste europee di Farrando & Lemoine e Boisgirard. I suoi dipinti si trovano in musei e collezioni private in Russia, Francia, Spagna, Stati Uniti d’America, Corea, Giappone, Germania. Sono presenti nel Museo Nazionale di Spagna (Logroño) nel Museo di Pittura città Santonja (Spagna). Vladimir Valentsov viaggia molto e basa il suo

lavoro sulla natura. Ogni anno, se non due volte l’anno, organizza le sue mostre personali a Mosca e all’estero. A Valentsov è stato riconosciuto il “Gran Premio d’Europa” presso l’Accademia di Belle Arti di Parigi “De Lutece” (1998) e la “Medaglia d’Onore” della città Lankruatr (Francia, 2004). I dipinti dell’artista possono essere vedute di paesaggi europei (Innsbruck, San Jakob, Sant’Anton e Terracina in particolar modo ndr.), ma forse il più sensuale e attraente lavoro del Maestro è un quadro di un paesaggio tipicamente russo, con magnifici monumenti di architettura antica e

Vista di Mosca dallo studio - Collezione privata - olio su tela, (View of Moscow from the studio - private collection - oil on canvas), 1994, 52x72 cm.

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San Jakob - Vallata soleggiata, olio su tela, (St. Jakob - Sun Valley, oil on canvas), 2013, 50x70 cm.

moderna di Mosca, la “Vista di Mosca dallo studio” (a sinistra), difatti il suo studio, così come la sua casa, sono situate a Troiste-Lykovo. Nel 1830 il suo bisnonno Andrew Sumarokov costruì una casa a Troiste-Lykovo che da quel momento fu la dimora di campagna della famiglia. Dopo la rivoluzione Sumarokova persero le loro case a Mosca e la casa di campagna a Troiste-Lykovo fù l’unica casa per tutti i membri di una grande famiglia, persone colte e artisticamente dotate. Vladimir Ivanovich, il nonno, era artista-decoratore, anche lo zio Leonid Belyaev era artista ed è stato lui che ha instillato in suo nipote l’amore per la pittura. Vladimir è nato il 14 settembre 1950 a Troiste-Lykovo, nella stessa casa, costruita da suo bisnonno. Nel 1976 si è laureato presso la Facoltà di Arte Grafica di Stato a Mosca. Nel 1980 entra a far parte dell’Unione degli Artisti di Mosca. Dal 1976, i suoi dipinti vengono esposti in numerose mostre a Mosca. Le sue mostre personali si svolgono in decine di città europee. E ora, all’ultima mostra collettiva nella Casa Cen-

trale degli Artisti, i quadri di Vladimir Valentsov hanno attirato molto l’attenzione dei visitatori. “Il pubblico è rimasto vicino ai dipinti a lungo, guardando attentamente la struttura e la fattura”. La mostra comprendeva oltre quaranta dipinti del maestro, per lo più inediti. In queste immagini molte marine che a volte si fondono con il cielo, ondeggianti nubi di onde che galleggiano. Nell’esposizione ha occupato un posto speciale il suo dipinto “San Jakob - Vallata soleggiata” (sopra), così leggero, con un tiepido sole tirolese che delicatamente accarezza alcuni particolari ed il paesaggio circostante. Anche le nature morte di Vladimir Valentsov hanno occupato il loro giusto spazio. Fiori in vasi, vetro, e anche in un annaffiatoio. E poi ancora lillà, peonie, rose, girasoli, iris, dalie e gigli, provenienti tutti dal profondo dell’anima dell’artista. I fiori crescono nel giardino della casa Valentsovyh a Troiste-Lykovo. Le loro piante, annaffiate e curate dalla moglie dell’artista, l’attrice e poeta Elena Valentsova, regalano stupendi mazzi di fiori e nature morte meravigliose. Perché i fiori,

ho chiesto l’artista, “I fiori perché la vita è fugace”, ha detto, hanno un breve tempo di fioritura, la migliore cosa che si possa fare con un fiore è immortalarlo. Un momento brillante che voglio fermare, ricordando così quell’immagine.” Guardando “Peonie e vino rosato” voglio pensare incontri romantici e primaverili. Esuberante, ricco, l’allegro bouquet di gelsomino e il suo sfondo grazioso, incandescente la rosa rossa in un bicchiere, e in qualche modo nascono pensieri ad Esenin e Isadora Duncan. In generale, tutti i dipinti risvegliano pensieri, sentimenti e impressioni. Volume, pittura quasi tridimensionale “Il giardino Terridzho” (pagina seguente) “là fuori il marmo bianco/viola del putto fra le Bougainville, sembra fare un passo in avanti e bloccarsi letteralmente di fronte al dipinto”. Un sacco di effetti imprevisti si possono vedere nei dipinti del maestro. E per molto tempo dopo aver visto le sue opere, lo spettatore non potrà fare a meno di sentire una libertà incredibile, la bellezza e la comprensione... il desiderio di paesi lontani. Vera Dmitrieva

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La pineta - Terracina, olio su tela, (The Pines - Terracina, oil on canvas), 2013, 45x80cm.

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Il giardino Terridzho, olio su tela (In the garden Terridzho, oil on canvas), 2014, 90,5x66 cm.

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ladimir Valentsov, which is often called “Russian neoimpressionist” and modern Monet. Those bold strokes, the play of colors, subtle chiaroscuro, transmission fleeting, changing experience. The artist’s works have earned attention both in Russia and abroad, they were presented at the European auctions: Farrando & Lemoine, Boisgirard. His paintings are in museums and private collections in Russia, France, Spain, USA, Korea, Japan, Germany. They are in the National Museum of Spain (Logroño), the Museum of Painting city Santonja (Spain). Vladimir Valentsov travels a lot and it made all the work from nature. Every year, if not twice a year are his personal exhibitions in Moscow and abroad. About the author suggests recognizing European Grand Prix at the Paris Academy of Fine Arts "De Lutece" (1998) and the Medal of Honour of the city Lankruatr (France, 2004).. And the paintings of the artist can be seen landscapes of European countries, but perhaps the most sensual and attractive to the viewer from the master rosiyskogo get a picture of Russian nature, magnificent monuments of ancient architecture and modern views of Moscow, for example, from the window

of the artist's studio. This is understandable, because his shop, as well as his home, located in the Troiste-Lykovo. Vladimir Valentsov Muscovite -, the radical and hereditary. Even in 1830, his great-grandfather Andrew Sumarokov built a house in Troiste-Lykovo. And since it belongs to his descendants. After the revolution Sumarokova lost their homes in Moscow and a country house in the Troiste-Lykovo was the only place of residence for all members of a large family, people educated and artistically gifted. Vladimir Ivanovich grandfather was artist-decorator and artist Leonid Belyaev, uncle, the famous Soviet plot. It was he who instilled in his nephew love of painting. Vladimir was born on 14 September 1950 in Troiste-Lykovo, in the same house, built by his great-grandfather. In 1976 he graduated from art-graphic faculty of Moscow State Pedagogical Institute. In 1980 he joined the Moscow branch of the Union of Artists. Since 1976, Vladimir Valentsov paintings were on many All-Union, republican, and Moscow exhibitions. His solo exhibitions were held in dozens of European cities. And now, at the exhibition in the Central House of Artists colorful paintings by Vladimir Valentsov attracted


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Santonia. A Mill. - collezione privata - olio su tela, (Santonia. A Mill. - private collection - oil on canvas), 1997, 50x70 cm.

Campeggio - Terracina, olio su tela, (Camping- Terracina, oil on canvas), 2014, 38x80cm.

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The russian neoimpressionist Vladimir Valentsov

the attention of visitors. The room could be heard the phrase viewers: "Live Painting" This painting. "The audience stayed near the paintings for a long time, looking carefully at the texture and plastic letters. The exhibition included master over forty paintings, mostly new. In these pictures a lot of sea and sky, they sometimes merge into one another, swaying wave clouds float, as in the paintings "View of Terracina", "Storm. Terrenskoe Sea""Sea Wave","Port. Terracina "and others. Very touching kinds Pereiaslavl-Zaleski, Troitse-Likovo. The exposition occupied a special place in the picture painted by the Tyrol (Austria). Landscapes of St. Anton am Arlberg , St. Jacob, Mutters new interesting theme in the artist. They are so light, no burning southern sun, and gently caress, and some special pensive snowfall. Great place to work, Vladimir Valentsov take still lifes. Flowers in vases, the glass, and even in a watering can. Gaze large canvas "Jingle Bells." And lilacs, peonies, roses, sunflowers, irises, dahlias August, lilies - all of them found a review in the artist's soul and place in his paintings. And it is difficult flowers, they grow in the garden of the house Valentsovyh in the Troiste-Lykovo. Their plants, nursed, and then collects in luxury bouquets and still lifes the artist's wife actress and poet - Elena Valentsova. Why flowers - I asked the artist. "Yes, because life is fleeting, - he said -

and short flowering time - the best confirmation of this. Flower - a bright moment that I want to stop, remembering the picture." Looking at the "Peony and rose wine" -I want to think about romantic encounters and spring mood. But - exuberant, curly, cheerful bouquet of jasmine, and his background graceful, glowing red rose in a glass, and somehow born association with Yesenin and Isadora Duncan. In general, all the paintings awakened any thoughts, feelings, and impressions. Volume, almost 3D painting "The garden Terridzho" out there on the background of purple curly white marble Amurchik Bougainville, who seems to have stepped forward and literally hangs in front of the painting. And a lot of unexpected effects can be seen in the paintings of the master. And for a long long time after viewing the work, the viewer can not help feeling an amazing freedom, beauty and comprehension... longing for distant countries. Vera Dmitrieva

Via Appia Antica - agosto, olio su tela, (Old Via Appia - august, oil on canvas), 2014, 50x75 cm.

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Natura morta con ostriche e limoni, olio su tela, (Still life with oysters and lemons, oil on canvas), 2006, 50x70cm.

Tramonto sul Monte Giove, olio su tela, (Sunset on Monte Giove, oil on canvas), 2012, 65x90 cm.

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Carlo Toni Dalla frammentazione nuove forme di realtà

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ulvis eris et in pulvis reverteris… però la natura di questa famosa polvere nella quale tutti ci riconvertiremo, forse per farne altri impasti, come dice e spera qualcuno, è da guardare bene. Perché quel polveroso Apeiron che Giovanni Semerano scava da Anassimene, si scopre oggi sempre più concreto e reale. Un universo sottile e frammentato “impercettibile!” che è il tutto che va a coagularsi in pianeti, stelle e galassie a loro volta spinti da chissà quale vento in chissà quale direzione, a fare che. Bosoni intravisti in galleria nella catastrofe di tremendi scontri frontali, ma anche sabbie erose da antiche montagne irriconoscibili nella loro minuta elementarietà. E questi e quelli a diventare altro. Spiagge alla moda o deserte calette di gigli marini, calca-

Custode all’opificio delle menzogne Alluminio, 2012, 42x47x9 (47x52) cm.

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ogm (depurato dalle favole fumose e dalla paura) Alluminio, 2011, 42x62x10 (52x72) cm.

ri sedimentari, giovani alabastri premuti dall’acqua e spremuti dal sole. Un ciclo della polvere. Il logos che si disfa sotto l’occhio pervasivo e amorale del tempo per rifarsi di nuovo, appena poco più in là o a distanze insospettate, disponendosi ad un nuovo ciclo. È il nostro battito di ciglia a fermare per un istante il continuo andirivieni della creazione! È lì nel fermo-immaginario di ogni nostra piccola vita… è lì che fissiamo le cose. È lì che, finalmente, si stabi-

lizza la realtà. Il continuo farsi/disfarsi/rifarsi riposa solo un attimo, un agitar di braccia giusto per richiamarci a quello che sta succedendo, e si fa riconoscere. Ci permette di dargli nome, di usarne facendo godere l’occhio e l’orecchio o di mangiarcelo se abbiamo fame e va d’accordo con lo stomaco! La creazione come un inatteso incespico del ciclo della polvere, una momentanea sedimentazione dell’universo frammentato ed

elementare in nomi ripetibili, tramandabili, dentro forme solide ma ancora sature di quell’energia centrifuga che, o prima o poi, riporterà il nome alla sua natura volatile di frammento, polvere nebulosa di frammenti. Questo andavo pensando sopra gli oggetti che Carlo agglomera traendoli dalla polvere metallica che vola insieme a noi. Carlo afferra con le sue mani la materia consegnata alla Forma e ne avvia il ciclo, scientemente,

Evoluzione (omaggio a Charles Darwin)

Forzata condivisione

Alluminio, 2011, 51x51x14 (61x61) cm.

Alluminio/Vetro, 2012, 44x44x16 (50x50) cm.

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Silenzioso e incessante atto predatorio del potere economico, politico e religioso Alluminio, 2011, 42x62 (50x70) cm.

Sotto: Quo usque tandem abuteris patientia nostra? Alluminio/Resina, 2012, 36x85x11 (41x92) cm.

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per la strada della frammentazione! Libera quell’energia che è già dentro la Forma a stento tenuta da geometrie artificiali “barattoli, latte, scatole?” e, come un astuto Buttero etrusco la mandria inquieta, la costringe con dolcezza ferma, con la naturalezza di una saputa levatrice, ad una nuova esistenza. Carlo, la tua è tracotanza o amore? Vuoi distruggere o conservare? Vuoi asservire o assecondare? Tutto questo insieme. Gli esseri che partoriscono le tue mani hanno un nome risaputo ma la trama che raccontano e la nuova storia che vivono, dicono che quel che furono è ancora dentro ogni scaglia di materia volatile (la geometria vige sotto forma di tensione); quel che sono raduna nessi inusitati in rapido pellegrinaggio fra antiche allegorie e sconvolgimenti

semantici (stanno in attesa di uno schiocco di dita per reclamare la deduzione); quel che saranno aggancia ad essi la traccia del tuo gesto poetico e, attraverso loro, il nostro vedere noi in muta attesa della prossima folata di vento che aggiungerà frammenti ai frammenti, in un ennesimo giro della creazione (l’attesa è in realtà quel battito di ciglia che ferma la realtà). Giovanni Casino Papia

Carlo Toni in arte Carlton vive e lavora a Bologn Compagni di viaggio Alluminio/Resina, 2012, 51x51x10 (60x60) cm-


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Abito rosso da ballo della vita Alluminio/Resina, 2013, 41x61x10 / 50x70 cm.

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Inge Mair Un medico con un cuore d’artista Gennaio 2015 articolo a cura di: Salvatore Mainardi Direttore Artistico mainArt

Inge Mair nata nel 1959 a Wiener Neustadt (Austria) ed è a poca distanza da Vienna che vive ed esercita la professione di medico, nello studio del marito Wolfgang, anch’egli medico, con il quale ha avuto tre figlie, ormai adulte: Raffaela, Isabella, e Alexandra.

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Power 2, 2011, olio su tela (oil on canvas), 80x60 cm.


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...oltre alla pittura, Inge ha una seconda grande passione: viaggiare; questo la porta spesso ad incontrare le bellezze del mondo dalle quali si lascia ispirare. Con il suo animo sensibile le raccoglie e le trasforma in un serbatoio di emozioni che inevitabilmente riversa sulle sue tele...

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ia in medicina come pure in pittura, si addice il camice bianco. Bisogna però dire che l’artista Inge quando crea, non ha certo bisogno di proteggersi dalle macchie di vernice in quanto s’immerge completamente nella tavolozza che utilizza facendone esplodere i suoi colori. La pittura rimane la passione di sempre, lontana da leggi di chimica o scienza. Tramite l’arte, Inge riesce ad esprimere se stessa e soprattutto, dedicarsi a se stessa. Con i suoi quadri e i loro colori, non dovendo guarire alcun paziente, può curare il suo animo artistico. I colori, che l’artista sprigiona spesso in modo irrazionale e che talvolta assumono forme concrete, quasi figurative, ci riportano alle immagini delle bellezze di questo mondo che Mair ha potuto ammirare durante i suoi continui viaggi.  Infatti, oltre alla pittura, Inge ha una seconda grande passione: viaggiare; questo la porta spesso ad incontrare le bellezze del mondo dalle quali si lascia ispirare. Con il suo animo sensibile le raccoglie e le trasforma in un serbatoio di emozioni che inevitabilmente riversa sulle sue tele, offrendoci le opere che da tempo

espone in diverse fiere e mostre. Essendo Inge Mair un’artista quasi autodidatta, non si preoccupa affatto di seguire uno stile ben preciso oppure di rifarsi ad una determinata corrente artistica e quindi raramente trova posto nelle sue opere un ragionamento geometrico-razionale. Qui non si tratta di esercitare una professione come quella del medico che non può esentarsi da regole scientificamente provate e collaudate nel tempo. La priorità è data allo sfogo delle proprie emozioni, l’evoluzione dell’animo prevale su ogni ricerca artistica, tecnica, medica o scientifica Le opere di Inge Mair si trovano in diverse collezioni private e pubbliche. Innumerevoli sono le mostre personali e collettive alle quali partecipa, sia in Austria che all’estero. È regolarmente presente in fiere come Rotterdam, Shanghai, Palm Beach, Arezzo, Montreux e soprattutto Innsbruck dove già da tempo, grazie alla svizzera mainArt (partner Biancoscuro) sta risquotendo ampi consensi. Convinto che l’itinerario artistico di Inge Mair sia ancora lungo e costellato da numerose ed interessanti scoperte, le auguro il meglio sia in Arte che in medicina. Salvatore Mainardi

Senza titolo, 2012, acrilico su tela (acrylic on canvas), 80x80 cm.

Senza titolo, 2012, acrilico su tela (acrylic on canvas), 80x80 cm.

Senza titolo, 2012, acrilico su tela (acrylic on canvas), 80x80 cm.

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biancoscuro

Inge Mair

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A physician with an artistic heart January 2015 Article by Salvatore Mainardi Art Director mainArt

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...beside painting, Inge has a second great passion: travelling. In her trips, she gets inspired from the beautiful places she visits, and that, sometimes, she paints. She gathers the surroundings with her sensitive soul and transform them in an emotional flow that ends up on her canvas...

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oth in medicine and in painting, white coats are appropriate. However, when Inge paints, she does not need to protect herself from paint

stains as she sinks in her palette of exploding colors. Painting has been her passion ever since, before chemistry or scientific laws. In her paintings, she can express herself and take care of herself; with her paintings, she can cure her artistic soul for which the only effective medicines are colors. She scatters colors irrationally, yet, at times, such colors take concrete shapes that remind of images of this beautiful world that the artist had the opportunity to admire during her trips. In fact, beside painting, Inge has a second great passion: travelling. In her trips, she gets inspired from the beautiInge Mair was born in 1959 in Wiener Neustadt, Austria and she currently lives close to Vienna where she works as a physician in the office of her husband Wolfgang, also a physician. She had three daughters, Raffaela, Isabella, and Alexandra, who are now almost adults.

Power 3, 2011, Olio su tela (oil on canvas), 60x80 cm.

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Senza titolo, 2012, acrilico su tela (acrylic on canvas), 80x80 cm.

ful places she visits, and that, sometimes, she paints. She gathers the surroundings with her sensitive soul and transform them in an emotional flow that ends up on her canvas Inge Mair is a self-taught artist, she does not seek to comply with a specific style or art movement; rarely her works show a rational and geometric reasoning behind. A physician cannot escape from scientific rules, however with painting, Inge’s priority becomes letting her emotions go free. The evolution of the soul prevails over artistic research, technique, or even medical and scientific research. Inge Mair’s works are found in many private and pu-

Senza titolo, 2012, acrilico su tela (acrylic on canvas), 80x80 cm.

Senza titolo, 2012, acrilico su tela (acrylic on canvas), 80x80 cm.

blic collections. She participates in a great amount of personal and collective exhibitions in Austria and abroad. She regularly attends many fairs and art shows such as the ones in Rotterdam, Shanghai, Palm Beach, Arezzo, Montreux and, most of all, Innsbruck where she has found, together with the gallery mainArt (Biancoscuro’s partner), great feedback and acclaims. I am convinced that the Inge Mair’s artistic path is still very long, and many interesting discoveries are yet to come. I wish her the best both in Art and in medicine. Salvatore Mainardi

Senza titolo, 2012, acrilico su tela (acrylic on canvas), 80x80 cm.

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Special - art innsbruck 2015 19th International Contemporary Art Fair February 20- 23, 2015 - Fair hall A - Main entrance East, Claudiastraße 1 - Innsbruck (Austria)

19ª Fiera Internazionale d’Arte Contemporanea 20 - 23 febbraio 2015 - Padiglione A - Ingresso principale est, Claudiastraße 1 - Innsbruck (Austria)

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ART Innsbruck reloaded

info

External view of ART Innsbruck, contemporary Art Fair

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ohanna Penz, the founder of the ART Innsbruck, has announced lots of new features for the next fair: these include a section on art and antiques from the 19th century and the relocation to the imposing main hall A. A new trade fair hall, an extended programme and a spectacular special show: founder Johanna Penz is more than ambitious in the run-up to the 20th anniversary of the ART Innsbruck 70 Exhibitors: gallery, art dealers and publisher from 10 nations Works of over 700 artists INFORMATION ART Kunstmesse GmbH Tel. +43(0)512 567101 Fax +43(0)512 567233 info@art-innsbruck.at www.art-innsbruck.at

ART Innsbruck. Penz is focusing on an overall shake-up of the fair for the 19th Innsbruck art fair which will take place from 20 to 23 February 2015. ART Innsbruck will be held in the main hall A of the Innsbruck exhibition centre for the first time. Penz wants to implement the second comprehensive programme re-launch in the history of the ART Innsbruck. In its early days, the fair was designed to focus on ‘Editions of Art’ – a specialist fair for art series, photography and multiples – before expanding to include original 20th century artwork and paintings after two years. Now ART Innsbruck is also expanding yet again to include art and antiques of the 19th century – a big field for collectors. Based on the motto of ‘art of the times’, Penz wants to boost ART Inn-

sbruck in future and develop it into a collector’s fair. “Over ART Innsbruck’s almost 20 year history, we have reached out to and impressed a broad audience and we have brought art into endless homes and apartments where there was nothing or only reproductions in the past. At the same time, we have managed to persuade many people that art is probably the most satisfying and most sensible investment and that they can help to shape the art market and boost and support the development of artists through the targeted purchasing of contemporary artwork,” says Penz. Simultaneously, the primary concept for ART Innsbruck has now reached a point “where our existing customers are quite rightly expecting us to produce new momentum and inspiration”. By expanding the portfolio to include 19th century art and antiques, ART Innsbruck is also following an international trend. “During times of crisis, the desire and need for quality and lasting values increases” says Penz who also wants to increasingly focus on unique

collector shows as part of the traditional ART Innsbruck special shows in the future. The launch will begin with a special show by the ingenious yet crazy painter Francis Bacon with the works being exclusively brought to Innsbruck for the first time by Penz & Milionart. For the committed trade fair organiser, the ‘ART Innsbruck reloaded’ project shortly before completion of the fair’s second decade represents an exciting challenge, as she admits herself. It is about straying far from the familiar, well-trodden path and braving new territory. “In this way, we are preparing ART Innsbruck for its third successful decade” Penz is convinced. Every year in spring, international visual arts and antiques from the 19th, 20th and 21st centuries are presented at ART Innsbruck. 70 exhibitors including gallery owners and art dealers from 10 nations will be exhibiting paintings, original graphics, sculptures, photography, new media, antique l furniture. s

Works of Damien Poulain, courtesy of styleconception.designart 18ª edizione di ART Innsbruck - dal 20 al 23 febbraio 2014

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Special - art innsbruck 2015 19th International Contemporary Art Fair February 20- 23, 2015 - Fair hall A - Main entrance East, Claudiastraße 1 - Innsbruck (Austria)

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ART Innsbruck reloaded

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er la prossima edizione della fiera d’arte di ART Innsbruck Johanna Penz, la sua fondatrice, annuncia diverse novità tra cui l’apertura al settore arte e antichità del XIX secolo e il trasferimento nel padiglione principale A. Un nuovo padiglione fieristico, un programma ampliato e una mostra speciale spettacolare: poco prima del ventesimo anniversario di ART Innsbruck, la sua fondatrice Johanna Penz vuole dimostrare ancora una volta le sue grandi capacità. Per la 19° edizione della fiera d’arte di Innsbruck, dal 20 al 23 febbraio 2015, Johanna Penz punta a una vera e propria ristrutturazione. Per la prima volta, ART Innsbruck si terrà nel padiglione A della fiera di Innsbruck. Inoltre, la Penz vuole portare a termine il secondo grande rilancio del programma nella storia di ART Innsbruck. All’inizio la fiera fu concepita come Editions of Art, fiera specialistica per edizioni artistiche, fotografia e “multipli”; in seguito, dopo due anni ci fu

un ampliamento in direzione opere originali e pittura del XX secolo. Ora, ART Innsbruck, si apre anche a un tema interessante per i collezionisti: arte e antichità del XIX secolo. All’insegna del motto “Arte dei tempi”, Johanna Penz intende sviluppare ART Innsbruck in una direzione precisa, quella di una fiera per collezionisti. “Nei quasi 20 anni di vita, abbiamo saputo avvicinare ART Innsbruck a un ampio pubblico e lo abbiamo saputo entusiasmare, abbiamo portato l’arte in innumerevoli case in cui prima non era appeso nulla o forse solo riproduzioni. Contemporaneamente siamo riusciti a convincere molti che l’arte rappresenta anche l’investimento più sensato e soddisfacente e che proprio con un acquisto mirato di arte contemporanea è possibile contribuire a formare il mercato d’arte nonché a rafforzare e accompagnare gli artisti nel loro percorso di sviluppo”, sintetizza la Penz. Allo stesso tempo, Johanna Penz afferma che il pubblico ormai fedele ad ART Inn-

Chen Zhiguang, courtesy of HF Contemporary Art - London (GB) 18ª edizione di ART Innsbruck - dal 20 al 23 febbraio 2014

sbruck da anni si attendeva dalla fiera nuovi impulsi e nuove fonti di ispirazione. Con l’ampliamento del portfolio ad arte e antichità del XIX secolo, ART Innsbruck segue inoltre un trend internazionale. “Proprio in tempi di crisi, cresce la nostalgia e il bisogno di qualità e valori duraturi”, constata Johanna Penz che in futuro anche nell’ambito delle tradizionali mostre speciali desidera sempre più sfoggiare straordinarie mostre per collezionisti. L’inizio di questo approccio sarà affidato alla mostra speciale del geniale pittore Francis Bacon, che la Penz e Milionart in esclusiva hanno portato a ART Innsbruck. Alla soglia del terzo decennio, il progetto “ART Innsbruck reloaded” rappresenta per la direttrice della fiera una sfida più che mai avvincente, come lei stessa ammette. In fondo, significa abbandonare per un certo verso percorsi sperimentati e sicuri ed esplorare terre nuove. “In questo modo,

prepariamo la ART Innsbruck per il terzo decennio di successo”, afferma convinta Johanna Penz. Ogni anno, ad ART Innsbruck, vengono presentate arte moderna, contemporanea e antichità del XIX, XX e XXI secolo, 70 espositori, galleristi, editori, commercianti d’arte provenienti da 10 nazioni espongono dipinti, grafica originale, sculture, fotografia, nuovi media e da quest’anno anche mobili antichi, tappeti, vetro, porcellane e altri oggetti preziosi e da l collezionare. s

ART Innsbruck 70 Espositori: gallerie, editori e istituzioni artistiche provenienti da 10 nazioni Opere di oltre 700 artisti INFO ART Kunstmesse GmbH. Tel. +43(0)512 567101 www.art-innsbruck.at

Markua Hoffer, courtesy of Contempo Fine Art - Wien (A) 18ª edizione di ART Innsbruck - dal 20 al 23 febbraio 20

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Special - art innsbruck 2015 19th International Contemporary Art Fair February 20- 23, 2015 - Fair hall A - Main entrance East, Claudiastraße 1 - Innsbruck (Austria)

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Vladimir Valentsov remains loyal to ART Innsbruck

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egardless of the political conflict between Europe and Russia, the Moscow-resident painter Vladimir Valentsov will be represented from 20 to 23 February 2015 at the 19th ART Innsbruck with a special presentation of his unique. According to Valentsov, who has made no secret of his passion for Tyrol, his artwork knows no bounds. During his third exhibition at ART Innsbruck this year, he presented a series of landscape images created the year before in St. Anton am Arlberg and Mutters. During his first visit in 2013, he was so fascinated by the intense interplay of lights and colours on those late winter days in the Tyrolean Mountains that he returned just a few months later to capture the lights and colours of the late summer. The painter was born in Trinity-Lykov and now lives in Moscow. He is renowned for being one of the most prominent representatives of neo-Impressionism in Russia. While over the last 20 years his works have been found in numerous public and private art collections in both his homeland of Russia and in France, Spain, the USA, Korea, Japan and Germany, Valentsov has been largely unknown in Austria until recently. Thanks to his presence at ART Innsbruck 2013 and 2014, local collectors have become aware of Valentsov and his works which is why he will again be returning to Innsbruck for the next edition of the art fair - and because he is committed to staying in contact with his public here in the West and in Austria. “In my artwork, I have always tried to depict and express the things which move and touch us all in those moments of tranquillity and reflection: this sometimes incredulous wonder at what it means to be alive, the desire for peace and harmony”, Valentsov says. It is important to him as an artist to take a stance with his works right now. “My images always make reference to the country where they were created”. As in past years, the exhibition of Vladimir Valentsov at ART Innsbruck will be sponsored by his great fan and promoter, the Russian l electronics company M.Video Moscow. s

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Vladimir Valentsov rimane fedele ad ART Innsbruck

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onostante il conflitto politico tra Europa e Russia, Vladimir Valentsov, il pittore di Mosca, sarà presente anche alla 19° ART Innsbruck dal 20 al 23 febbraio 2015 con una mostra speciale delle sue straordinarie opere. La sua arte non conosce confini, afferma Valentsov, che non fa mistero del suo amore per il Tirolo. Quest’anno in occasione della sua terza mostra ad ART Innsbruck si presenta con un’intera serie di paesaggi realizzati lo scorso anno. Durante la sua prima visita in Tirolo, Valentsov è rimasto così affascinato dagli intensi giochi di luci e colori tirolesi che pochi mesi dopo è tornato per catturare le impressioni di luci e colori della tarda estate. Nato nel 1950 a Trinity-Lykov e ora residente a Mosca, Valentsov è considerato uno dei principali rappresentanti del neoimpressionismo russo. Nonostante le sue opere abbiano trovato spazio in numerose collezioni pubbliche e private (Russia, Francia, Spagna, Stati Uniti, Corea, Giappone e Germania), fino a poco tempo fa Valentsov era quasi completamente sconosciuto in Austria. Grazie alle mostre presso ART Innsbruck (2013 e 2014), Valentsov ha attirato l’attenzione anche in Austria. Per questo motivo, il pittore russo sarà nuovamente presente alla prossima edizione della fiera d’arte di Innsbruck. Inoltre, proprio in un momento come questo, per Valentsov è estremamente importante rimanere in contatto con il proprio pubblico in Europa. “Nelle mie opere d’arte cerco da sempre di rappresentare ed esprimere ciò che emoziona ognuno di noi negli attimi di silenzio e riflessione: la meraviglia che si percepisce talvolta quando si pensa a cosa significhi poter prendere parte alla vita e si avverte il desiderio di pace e armonia”, afferma Valentsov. Come artista avverte l’importanza di lasciare un segno con le proprie opere. “I miei quadri fanno sempre riferimento al paese in cui sono stati realizzati”. Come negli anni scorsi, la mostra di Vladimir Valentsov nell’ambito di ART Innsbruck viene patrocinata da un suo grande fan e promotore di Mosca, M.Video, il gigante l russo nel campo dell’elettronica. s


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Special - art innsbruck 2015 19th International Contemporary Art Fair February 20- 23, 2015 - Fair hall A - Main entrance East, Claudiastraße 1 - Innsbruck (Austria)

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---> Vladimir Valentsov, Still life with lilacs, 2014, oil on Canvas, 70x90cm.

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special exhibition M.Video - ART Innsbruck 2015

Still life with wine and artichokes

2006, oil on canvas, 70x90 cm.

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special exhibition M.Video - ART Innsbruck 2015

The russian neo-impressionist

Vladimir Valentsov with Vincenzo Chetta and Daniela Malabaila ---> Vladimir Valentsov, Under the white sun of St.Anton, 2013, oil on Canvas, 39,5x75cm. special exhibition M.Video - ART Innsbruck 2015

<--Valentsov Vladimir, Pereslavl. Spring, 2010, oil on Canvas, 90,5x45cm. special exhibition M.Video - ART Innsbruck 2015

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Special - art innsbruck 2015 19th International Contemporary Art Fair February 20- 23, 2015 - Fair hall A - Main entrance East, Claudiastraße 1 - Innsbruck (Austria)

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“Live Performance Francis Bacon & Wilhelm Senoner” Curated world class special exhibition

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his special exhibition applies as highlight of the ART Innsbruck 2015 and gets realized as a common project by Milionart Innsbruck / ART Innsbruck in direct collaboration with the Bacon Foundation. The sensation for collectors is the extraordinary fact, that some of the exclusive and top-class pieces of the collection are able to get bought. From Francis Bacon, one of the most significant and top-sold objective painters of the 20th century, will be 7-10 drawings and pastels exclusively presented at the 19th ART Innsbruck 2015 in direct collaboration with the Bacon-Foundation, where the exceptional artist deals especially with the human body. As charming counterpoint will be a view Sculptures of the international recognized artist from South Tyrol Wilhelm Senoner presented, his fancy contemporary works highlights the area of conflict of the shown exhibition and the high quality of this special exhibition. Together these exceptional artists build a perfect Symbiosis and make the perfect formula for a unique art experience at the ART Innsbruck l 2015. s

Francis Bacon, Portrait - Seflportrait 60x80 cm. special exhibition - ART Innsbruck 2015

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Special - art innsbruck 2015 19th International Contemporary Art Fair February 20- 23, 2015 - Fair hall A - Main entrance East, Claudiastraße 1 - Innsbruck (Austria)

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“Live Performance Francis Bacon & Wilhelm Senoner” Mostra collaterale di rilevanza mondiale

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ostra collaterale cardine di ART Innsbruck 2015 è “Francisc Bacon”, progetto di Milionart Innsbruck / ART Innsbruck con la diretta collaborazione della Fondazione Bacon. Il pittore irlandese Francis Bacon é uno degli artisti più famosi del ventesimo secolo e le sue opere sono tra le più vendute. Nel febbraio 2015 saranno mostrate per la prima volta in Austria nella mostra collaterale durante la 19ª ART Innsbruck. Le opere di Francis Bacon saranno confrontate con le sculture di Wilhelm Senoner, un artista sudtirolese, che funge da affascinante contrappunto. Questo progetto a cura di Milionart Innsbruck / ART Innsbruck, insieme alla Bacon Foundation, è occasione di orgoglio per ART Innsbruck. La collezione include 500 disegni in bianco / nero e pastelli, in parte già esposti a Berlino, Praga, Venezia, Taiwan, San Paolo. La mostra collaterale ART Innsbruck mostra 12 delle più famose opere di questa collezione come: “Die Kreuzigung”, “Der Papst” e altri famosi ritratti. Per questa mostra si sono interessati tanti amanti dell’ arte, collezionisti e imprenditori che si stanno organizzando per fare un’investimento esclusivo con opere di quel sto calibro. s

Francis Bacon, Portrait 3 50x70 cm. special exhibition - ART Innsbruck 2015

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Anche per il 2015 mainArt conferma ART Innsbruck

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opo i successi degli anni passati anche per il 2015 la mainArt (Baden / Zurich) del gallerista Salvatore Mainardi conferma la sua partecipazione alla 19ª ART Innsbruck. “Partecipo a questa importante fiera d’arte da diversi anni. La fondatrice Johanna Penz si supera ad ogni edizione, puntando all’innovazione e vincendo sempre ogni sfida. Il pubblico di collezionisti e amatori lo conferma puntualmente”, afferma Salvatore Mainardi.

La mainArt parteciperà con un ampio stand di 40 m2(B 06) presentando i seguenti artisti: Aeberhard Walter E. (CH) Ammann Margreth (CH) Blumauer Günter (A) Brinkmann R. Fancher (D) Denzler Peter-Felix (CH) Klimitsch Hannelore (A) Loch Brigitta (D) Mainardi Salvatore (CH) Mair Inge (A) Massonne-Tabet Gabrielle (D) Meyer Friedhard (D) Schimmelpenninck Jochen G. (D) Vogel-Ducroux Monique (F) Meyer Friedhard (D) Schimmelpenninck Jochen G. (D) Vogel-Ducroux Monique (F)

A sinistra lo stand mainArt della passata edizione. Sotto i galleristi mainArt Giuseppina e Salvatore Mainardi con il direttore Biancoscuro Vincenzo Chetta

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Special - art innsbruck 2015 19th International Contemporary Art Fair February 20- 23, 2015 - Fair hall A - Main entrance East, Claudiastraße 1 - Innsbruck (Austria)

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Denzler Peter-Felix - L’uomo (Der Mensch)

Brinkmann R. Fancher - Dark side of the moon

2013, sabbia e tecnica mista su tela (sandmischtechnik auf leinwand) 60 x 80 cm.

2014, olio su tela (öl auf leinwand) 120x100 cm.

Mair Inge - Senza titolo (Ohne Titel)

Meyer Friedhard - Case sul fiume (Häuser am Fluß)

2014, acrilico su tela (acryl auf leinwand) 70x70 cm.

2013, acrilico su tela (acryl auf leinwand) 60x50 cm.

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Special - art innsbruck 2015 19th International Contemporary Art Fair February 20- 23, 2015 - Fair hall A - Main entrance East, Claudiastraße 1 - Innsbruck (Austria)

19ª Fiera Internazionale d’Arte Contemporanea 20 - 23 febbraio 2015 - Padiglione A - Ingresso principale est, Claudiastraße 1 - Innsbruck (Austria)

Blumauer Günter - Sig. Nissel (Herr Nissel)

Mainardi Salvatore - Farfalle arcobaleno (Schmetterling-Regenbogen)

2013, stampa UV su alluminio spazzolato

2014, tecnica mista (Mischtecnik), 70x100 cm.

(UV-Druck auf gebürstetem Aluminium) 62x64 cm.

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Aeberhard Walter E. - La Tentazione (Die Versuchung)

Vogel-Ducroux Monique - Tra cielo e terra (entre ciel et terre)

2014, acrilico/bronzo su tela (acryl/bronze auf Leinwand) 80x100 cm.

2014, collage, 50x40 cm.


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Special - art innsbruck 2015 19th International Contemporary Art Fair February 20- 23, 2015 - Fair hall A - Main entrance East, Claudiastraße 1 - Innsbruck (Austria)

19ª Fiera Internazionale d’Arte Contemporanea 20 - 23 febbraio 2015 - Padiglione A - Ingresso principale est, Claudiastraße 1 - Innsbruck (Austria)

Biancoscuro ritorna ad ART Innsbruck questa volta con una selezione espositiva

B

iancoscuro torna ad ART Innsbruck anche nel 2015 con una selezione espositiva curata con ArtExpò Gallery di Mariarosaria Belgiovine. “Erano anni che sentivo partlare di questa fiera d’arte del capoluogo tirolese, l’anno scorso ho seguito la partecipazione editoriale di Biancoscuro e quest’anno ho deciso di collaborare per effettuare una accurata selezione di artisti da presentare a questa importante fiera d’arte. Mi piacerebbe conoscere di persona Johanna Penz, donna dotata di grande energia e spirito di innovazione nel campo dell’arte” conferma Mariarosaria Belgiovine.

Hans Rabanser Donna legno di pino, 150 cm.

Biancoscuro, in collaborazione con ArtExpò Gallery, presenterà i seguenti artisti: Gisella Battistini Giorgio Benedetti Flora Castaldi Giovanna Cherchi Oscar Coffani Mattia Consonni Ornella De Rosa Osvaldo Mariscotti Luciano Mazzolenis Cristiano Licciardello Antonio Pamato

Hans Rabanser Mirko Roncelli Alessandro Trani Josefina Temin Roberto Verga Richard Feeling Giorgio Gost Peter Hide Maxtin Gianluca Piaccione Isabella Rigamonti

“Scolpire i miei "Torsi" all’aria aperta, non solo mi dà piacere, ma anche serenità e aiuto nello scoprire me stesso. È una mia esigenza scolpire nella pace della natura le mie opere, lasciandole fluire attraverso la mia forza creativa. ”

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Giorgio Gost artshop.biancoscuro.it

“Giorgio Gost, l’artista che ferma il tempo. Salva sotto resina gli oggetti, il cibo, le bevande, addirittura gli indumenti, tutto quello che senza un forte scudo non potrebbe sopravvivere al tempo e alle calamità naturali. Per portare la nostra cultura nell’anno 6000 e non perdere la nostra memoria storica.”

Stop the time - Farfalle farfalle e resina su tela

Peter Hide artshop.biancoscuro.it

“Il denaro, ossessione e valenza simbolica, è messo in mostra per rappresentare il cammino pericoloso verso la decadenza morale. Peter Hide sceglie accuratamente le valute che maggiormente evocano potenza economica, accartoccia i soldi per metterli in scatole-vetrina, quasi fossero reliquie della società contemporanea. Il lavoro artistico così presentato riduce il suo impatto, diventa leggero, coinvolge lo spettatore in una dimensione ironica, scanzonata, quasi da spot pubblicitario”.

Big Blood Money tecnica mista su tela 103x107x4 cm.

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Richard Feeling artshop.biancoscuro.it

“Dalla classica tecnica dell’olio su tela, all’innovativa scelta di rivoluzionare la propria produzione con l’uso della digital art. Richard Feeling crea questo nuovo movimento artistico che punta alla massima diffusione dell’arte, mantenendo quotazioni popolari, accessibili a tutti.”

Acid Woman digital art su tela anno 2014 100x100 cm.

Gianluca Piaccione artshop.biancoscuro.it

“Un senso di equilibri,movimento e staticità. Emergono strutture compositive piramidali, spesso una o più di una, ma ripetuta più volte fino a creare un complesso insieme strutturale, avente più livelli ed altezze. Oppure tele tagliate, piegate e pressate a rendere tutta l’espressione della sua arte.”

Slow Down 198-198 60x60x3 cm.

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Gisella Battistini “Attraverso il connubio tra queste tecniche crea un suo stile personale in continua evoluzione. I suoi soggetti, fiori, conchiglie, rocce, accomunati tutti dalle venature che caratterizzano la sua pittura, sono allegorie della vita e arricchiscono la sua sperimentazione e ricerca cromatica, rappresentando la contrapposizione tra forza e fragilità”.

Wild Orchid olio su tela, anno 2015, 70x50 cm.

Oscar Coffani “Il fuoco, nella cui essenza è luce che brilla, che si espande e produce calore nell’ambiente circostante è qui assunto come simbolo di amore che si diffonde, di calore, di pace...pace interiore, nei cuori, tra le persone, tra i popoli delle terra.” Oscar Coffani

Shalom tecnica mista e foglia argento verniciata su tela anno 2014, 40x40 cm.

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Mirko Roncelli “L’armonia geometrica delle sue opere monocromatiche viene a tratti interrotta da segmenti di colore, esprimendo un personale linguaggio stilistico. Il carattere predominante della sua pittura è il traslato delle emozioni e delle intuizioni formulate dall’artista con personale espressività”. Mariarosaria Belgiovine

Per un giorno migliore tecnica mista su tavola, anno 2013, 40x40 cm.

Licciardello Cristiano Diplomato all’Accademia delle Belle Arti di Bologna, scopre la tridimensionalità delle forme e inizia il suo percorso nella scultura lavorando la creta, il gesso e le resine. La semantica artistica si concretizza in due filoni: l’universo del corpo femminile e le forme zoomorfe, i cosiddetti “gusci”. Tramite il corpo umano esprime emozioni, ideali, concetti e tensioni. Tramite i gusci cerca di produrre una reazione diversa, più profonda. Mescolando forme aerodinamiche ispirate a scafi di aerei o barche ad una texture zoomorfa, ha lo scopo di suscitare nello spettatore un senso di piacere e curiosità esclusivamente a livello sensoriale, senza però dare la possibilità di una lettura chiara dell’oggetto. La parte animale smuove ricordi ancestrali mentre la forma pura, celata sotto scaglie e placche ossee, riporta il nostro inconscio verso forme futuristiche, formando nell’insieme un connubio senza tempo. Guscio scudo platino resina poliuretanica e tessuto di vetro/ sfere acciaio/colori acrilici e pigmenti, anno 2014, 95x55x15 cm.

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Giovanna Cherchi “Una grande capacità di dialogare con le espressioni del volto umano, coinvolgendo non solo il tratto ma anche l’emozione di un suggestivo racconto emozionale. La delicata armonia compositiva lascia ampi spazi alle poetiche interpretazioni , dove leggere i sussurri armoniosi della sua romantica gestualità.” Mariarosaria Belgiovine

Barlume di speranza acrilici con pasta a spatola, 90x125 cm.

“Le sue grandi capacità di trasmettere emozioni rivalutano i suoi alfabeti interiori, con il perfetto equilibrio della realtà. Una tavolozza vivacemente interrogata dalle incantevoli espressioni dei volti, sintomo di un perfetto connubio con la realtà.”. Mariarosaria Belgiovine

Combattuta tra sogno e realtà acrilici con pasta a spatola, 120x100 cm.

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Ornella de Rosa “Le emozioni segnano l’essere umano, e la sensibilità di Ornella esce allo scoperto in tutta la sua forza e si imprime sulla tela. Le donne che rappresenta sono cariche di emozioni, ogni sfumatura, ogni segno deciso, ogni tocco di luce, sono sintomo di una grande osservazione dell’animo umano. La passione di Ornella De Rosa sa tradurre su tela emozioni o attimi che catturano chi le osserva in un passaggio spontaneo.”

Rosa tiepolo acrilico su tela, 50x70 cm.

Semplicemente stupore acrilico su tela, anno 2014, 100x50 cm.

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Flora Castaldi “Nel sensibilità espressiva del mio essere, pittura e poesia sono collegati. Da questa unione il mio lavoro prende vita, il lavoro che affido alla vista e all’ascolto del testimone”. Flora

Elixir acrilico su tela, anno 2011, 70x70 cm.

IL FIASCO- Unité de mesure “J'ai créé cette œuvre “IL FIASCO” en correspondance avec trois autres toiles intitulées “ELIXIR”, l'ensemble se compose de quatre toiles ayant pour philosophie l' “État d'Être”. Que j'ai matérialisé par des bouteilles au nombre de une, de deux, de trois, chacune se rattachant à l'esprit symbolique et festif du contenu qui enivre, et qui rend heureux”. Flora

Il Fiasco acrilico su tela, anno 2011, 70x70 cm.

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Mattia Consonni - Musica per gli occhi “Appassionato di musica e collezionista di vinili, lascia sfogare tutta la sua creatività utilizzando dischi ormai consumati e non più riproducibili sul piatto, che lui sapientemente riporta in vita “riproducendo” il brano musicale ispirante sulla tela. Nascono dunque soggetti astratti e simbolici che svelano ed esprimono attraverso la sinergia dei colori e dei materiali, le più svariate emozioni, oltre ai messaggi che Mattia vuole trasmettere per raccontare e raccontarsi.”

Je suis Charlie smalto e vinile su tela, 100x100 cm. Opera ispirata dal brano “Charlie Don’t Surf” dei Clash ascoltabile inquadrando il QR qui sotto

The end smalto e vinile su tela, 50x100 cm. Opera ispirata dall’omonimo brano “The end” dei Doors, ascoltabile inquadrando il QR qui sotto.

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Giorgio Benedetti “Appassionato e profondo conoscitore del mondo del motorismo sportivo, è esponente di spicco della motoring art. Da molti anni si dedica alla raffigurazione del mondo delle corse. Le sue opere raccontano la storia dell’automobilismo dalle origini ai giorni nostri; esprimono il movimento, il dinamismo tipico della motoring art. La grande attenzione per i più piccoli particolari, definisce esattamente il periodo storico rappresentato.”

Gran Premio di Montecarlo 1972 - F.1 J.p. Beltoise Brm P 160 F.1 acrilico su cartone Fabriano 400 g. , anno 2013,70x50 cm.

Mille Miglia 1953 J.m. Fangio A.r. 6C 3000 acrilico su cartone Fabriano 400 g. , anno 2013,70x50 cm.

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Luciano Mazzolenis “La fusione gestuale percepisce il naturale equilibrio “colore-forma”, soffermandosi sulle figure con ottima grafia. La consapevolezza degli sfondi, propulsivi e ricchi di identità, arricchiscono la comunicativa nella scansione della creatività.” Mariarosaria Belgiovine

Natura morta acrilico su tela anno 2014

Osvaldo Mariscotti

“Mi piace molto il lavoro di Klee e Xul Solar, ma ho sempre concentrato le mie forza per rimanere indipendente, non essere omologato ad altri artisti per forma ed espressione, per poter rimanere originale nel mio lavoro. Il mio approccio è molto strutturato. Anche prima di mettere giù la prima linea, ho sempre in mente una buona idea della struttura del progetto, così come la scelta dei colori e delle forme.”

Bas green 45 olio, legno e smalto su tela anno 2013, 72x60,96 cm.

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Alessandro Trani “Nato artisticamente nella galleria romana dell’amico pittore Gene Pompa, amo dipingere nature incontaminate. Il mio elemento prediletto è il mare, occasione di viaggio e di riflessione. Nascono così paesaggi immaginari senza luogo e senza tempo, punti di vista verso l’orizzonte, sospesi tra cielo e terra.” Alessandro Trani

Venti di mare, olio su tela, 50x50 cm.

Marina serale, olio su tela, 50x70 cm.

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Roberto Verga “Pittore figurativo surrealista, le sue opere sono dense di immagini dal forte impatto espressivo. I suoi oli parlano del mondo odierno, della crisi di valori, del potere politico, con uno sguardo fortemente critico sulla società e sui suoi miti e limiti.”

Zibaldone alla faccia di platone. W la politica! anno 2012

Antonio Pamato “Il figurativo che sfocia nell’astratto attuale, Pamato personalizza le proprie opere con un intenso uso di colori forti per mettere l’accento sulle proprie emozioni artistiche. Pennello e spatola per lasciare sulla tela il forte segno della sua anima.” Rebecca Maniti

Gente che balla 3 acrilico su tela 60x80 cm.

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ArtePiacenza 2014 Tra grandi nomi e giovani emergenti

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a sempre culla di grandi pittori, Piacenza è tornata ad essere epicentro dell’arte per tre giorni. Sabato 6, domenica 7 e lunedì 8 dicembre 2014 si è tenuta ArtePiacenza, la mostra mercato di Arte Contemporanea e Moderna giunta alla quarta edizione. Nei padiglioni di PiacenzaExpo, una selezione di galleristi provenienti da tutta Italia hanno esposto al pubblico opere dei più importanti nomi del panorama artistico del XX e XXI secolo, affiancate da pezzi di giovani ed emergenti talenti. Una combinazione che da quattro anni si dimostra vincente, con l’apprezzamento di numerosissimi visitatori. L’appuntamento ha conferito a Piacenza, città dalle antiche tradizioni culturali e dalla forte vocazione per l’arte moderna, l’immagine di una città aperta anche all’arte contemporanea. Durante i giorni della manifestazione infatti, la città si è animata di eventi, mostre e installazio-

ni, strettamente connesse alla mostra mercato. Insieme ad ArtePiacenza, è tornato il “Premio Alias”, con una formula rinnovata, che ha coinvolto direttamente il pubblico mettendo in palio un’opera d’arte tra quelle messe a disposizione da ciascuna galleria partecipante. I visitatori della fiera sono stati “Critici d’arte per un giorno”, ammirando le opere in gara e lasciando un commento, descrivendo le emozioni e le impressioni, tramite la compilazione di un apposito modulo consegnato all’ingresso della fiera. Un comitato di selezionatori, composto da protagonisti del mondo dell’arte moderna e contemporanea, ha avuto il compito di scegliere l’opera d’arte vincente; la stessa opera è stata data in premio all’estensore del migliore commento, scelto sempre dalla giuria. La tre giorni all’insegna delle massime espressioni dell’arte, ArtePiacenza, è stata organizzata da SGP Eventi, con la collaborazione del Comune di Piacenza ed il patrocinio della Provincia di Piacenza. s

“Biancoscuro” su tela grezza, rivista, resina e tela grezza, opera di Giorgio Gost

“Formaggini Tigre” su tela, formaggini, resina e tela, opera di Giorgio Gost

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Una vista del padiglione interno di Arte Piacenza

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BAF: Bergamo Arte Fiera 2014 L’undicesima edizione si è svolta lo scorso dicembre

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al 29 novembre all’ 1 dicembre 2014 la Fiera di Bergamo ha aperto il sipario sull’importante appuntamento con l’Arte moderna e Contemporanea. La brillante e raffinata mostra mercato firmata Promoberg occupa stabilmente con pieno merito una posizione di rilievo tra le manifestazioni regine in Italia. Merito delle tante opere d’arte di alta qualità esposte nella Città dei Mille da galleristi provenienti da tutta Italia e dall’estero. 6.500 mq, 90 gallerie d’arte, e le più importanti testate giornaliste di settore. Confermato il format che tanto piace a galleristi, operatori e visitatori: un insieme armonico, senza divisioni in settori, in cui le articolazioni tematiche forniscono diverse opportunità per confrontare le molteplici anime dell’arte del Novecento e della produzione attuale. L’appuntamento artistico ha come sempre affiancato all’area espositiva anche un ricco calendario di eventi collaterali. Appuntamenti artistici, culturali, storici e di approfondimento, che hanno il merito di riuscire a coinvolgere anche chi solitamente non l frequenta mostre e musei.s

[3]

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[1]

[2] [1] Parte dell’allestimento di Emmediarte, galleria d’Arte Contemporanea [2] Le opere di Antho, presentato da Emmediarte [3] Uno dei corridoi del padiglione fieristico


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13-14-15 marzo 2015 17a edizione

la moda che vive due volte ORARIO DI APERTURA: venerdĂŹ dalle 14 alle 20 sabato e domenica dalle 10 alle 20

vintage design modernariato fashion remake military clothing collezionismo www.fieravintage.it via Punta di Ferro, 2 ForlĂŹ - tel. 0543.798466 Direzione Tecnica: Simone Velleca - cell. 393.9352043 info@fieravintage.it - www.romagnafiere.it

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ArteGenova 2015, undicesima edizione Dopo il grande successo del 2014, si cerca il bis

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opo il successo dell’edizione del decennale che si è chiusa con un +12% di visitatori rispetto al 2013, ArteGenova si prepara a levare nuovamente le ancore e sarà visitabile dal 13 al 16 febbraio. La location è sempre il Padiglione Blu della Fiera di Genova, con una volta interna molto suggestiva. Molto fitto il calendario degli eventi che si susseguiranno nei giorni di apertura: dagli incontri con l’autore ai laboratori, fino alle proposte che “mettono in contatto” il mondo dell’Arte moderna e contemporanea con gli altri linguaggi dell’arte. Torna anche l’appuntamento con CATS, Contemporary Art Talent Show, scommessa nata quattro anni fa dal direttore artistico Nicola Rossi che ha deciso, coraggiosamente, di dedicare una

sezione agli emergenti e/o indipendenti: una vetrina importante per artisti che in molti casi dimostrano un grande talento, ma non sono ancora riusciti a trovare la strada per mettersi in luce e far conoscere la loro proposta alle gallerie d’arte e al “grande pubblico”. La visita a CATS è così occasione per compiere un viaggio emozionante che va dalle opere figurative classiche fino alle installazioni alla video-arte e alle nuove tecniche del linguaggio contemporaneo. Come già nelle scorse edizioni, anche quest’anno ArteGenova saprà rimanere fedele alla tradizione ed al suo carattere di fiera, capace di intercettare insieme sia il mondo dei collezionisti d’arte sia un l largo pubblico dis appassionati ed estimatori d’arte. Spazio ai cortometraggi con “Corti, cortissimi…via!!!” Nuova iniziativa speciale che ArteGenova lancia quest’anno. Nei giorni della manifestazione verrà allestito un originale spazio-cinema, che proporrà i corti realizzati dagli appassionati, precedentemente iscritti, che esprimeranno la loro creatività attraverso brevi short film di una durata massima di 3 minuti. I corti potranno così godere di una vetrina importante in Fiera e saranno pubblicati per un anno attraverso i canali web.

[2]

[3]

[4]

[1] Opere del Maestro Gianmaria Potenza [2] Una vista del corridoio centrale della fiera [3] Lo stand della passata edizione dell’artista nizzardo Patrick Moya [1]

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[4] “Polvere”, installazione di Ignazio Fresu [5] “Eko500 Project” di Gianni Depaoli

[5]


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Art Fair

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Fiere, manifestazioni ed esposizioni internazionali

Italia

BERGAMO Bergamo Arte Fiera data da comunicare www.bergamoartefiera.it

Europe

MILANO BIANCOSCURO RIVISTA d’ARTE MiArt completa su http://artshop.biancoscuro.it PIACENZA Versione per marzo informazioni: biancoscuro@liberementi.it 27-29 2015 ArtePiacenza www.miart.it data da comunicare AMSTERDAM (NL) www.artepiacenza.it Affordable Art Fair october 29 - november 1, 2015 www.affordableartfair.com

Affordable Art Fair 19-22 marzo 2015 www.affordableartfair.com BOLOGNA Arte Fiera 23-26 gennaio 2015 artefiera.bolognafiere.it CREMONA ArteCremona 14-16 marzo 2015 www.artecremona.it FORLI’ Vernice ArtFair 20-22 marzo 2015 www.verniceartfair.it

BASEL (CH) ART Basel june 18-21, 2015 www.artbasel.com

StepArtFair 26-29marzo 2015 www.stepartfair.com LONGARONE (BL) Arte in fiera Dolomiti www.arteinfiera.it PADOVA Arte Padova novembre 2015 www.artepadova.com

Arte Forlì Contemporanea novembre 2015 www.fieracontemporanea.it

PARMA ArtParma febbraio-marzo 2015 www.artparmafair.it

GENOVA Arte Genova 13-16 febbraio 2015 www.artegenova.org

PAVIA PaviArt 25-26 aprile 2015 www.deaservizi.it

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REGGIO EMILIA Immagina Arte ottobre 2015 www.immaginafiera.it

BARCELONA (E) Loop Fair may 28 - 6 june, 2015 www.loop-barcelona.com

TORINO Artissima novembre 2015 www.artissima.it Rhy Art Fair Basel june 17-21, 2015 www.rhy-art.com

VENEZIA La Biennale di Venezia 9 maggio - 22 novembre 2015 www.labiennale.org

BERLIN (D) Art Berlin Contemporary 12 - 20 september 2015 artberlincontemporary.com

VERONA ArtVerona ottobre 2015 www.artverona.it

BRUXELLES (B) Art Brussels april 24-26, 2015 www.artbrussels.com


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MADRID (E) Art Madrid february 25 march 1, 2015 www.art-madrid.com COLOGNE (D) Art Cologne april 16-19, 2015 www.artcologne.com

MONTE-CARLO (MC) Art Monaco july 9-12, 2015 www.artemonaco.com

KARLSRUHE (D) Art Karlsruhe march 5-8, 2015 www.art-karlsruhe.de

MOSCOW (RUS) Art Moscow

World BARRANQUILLA (CO) BarranquillARTE 2015 dates will be announced soon

CHICAGO (USA) Expo Chicago september 17-20, 2015 www.expochicago.com

2015 dates will be announced soon

www.art-moscow.ru Moscow Contemporary 2015 dates will be announced soon

moscowcontemporary.com

IBIZA (E) Art Ibiza july 16-19, 2015 www.art-ibiza.com

ROTTERDAM (NL) Art Rotterdam february 5-8, 2015 www.artrotterdam.com

la fiera internazionale d’arte contemporanea

edizione 18 | 18th edition

fiera internazionale d’arte contemporanea 70 gallerie da 10 paesi · 700 artisti

VIENNA (A) Vienna Fair

international fine art 20/21 century 70 galleries from 10 nations · 700 artists

ISTANBUL (TR) CI contemporary istanbul november 12-15, 2015 contemporaryistanbul.com member of ...

padiglione | fair hall d + e · Innsbruck online tickets · www.art-innsbruck.at

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LONDON (ENG) Frieze London october 14–17, 2015 www.friezelondon.com

DUBAI (UAE) Art Dubai march 18 - 21, 2015 www.artdubai.ae

PARIS (F) Fiac october 22-25,2015 BIANCOSCURO RIVISTA d’ARTE www.fiac.com HONG KONG (CN) Versione completa su http://artshop.biancoscuro.it ART Basel per informazioni: biancoscuro@liberementi.it Art Paris march 15-17, 2015 march 26-29, 2015 www.artbasel.com www.artparis.com Affordable Art Fair Art Shopping may 22-24, 2015 Carrousel du Louvre www.affordableartfair.com www.salon-artshopping.com

international fair for contemporary art INNSBRUCK (A) Art Innsbruck 20-23 feb 2014 www.art-innsbruck.at february 20-23, 2015

30.01.14 14:45

NEW DELHI (IND) january 29 - february 1, 2015 www.indiaartfair.in

MIAMI BEACH (USA) ART Basel december 3-6, 2015 www.artbasel.com

2015 dates will be announced soon

www.viennafair.at ZURICH (CH) Art International Zurich october 15-18, 2015 www.art-zurich.com

NEW YORK (USA) ArtExpo NewYork april 16-19, 2015 www.artexponewyork.com Affordable Art Fair march 25-29, 2015 www.affordableartfair.com SHANGHAI (CN)

Shanghai Art Fair

november 12-15, 2015

www.sartfair.com

SINGAPORE (SGP) Affordable Art Fair april 17-19, 2015 www.affordableartfair.com

TOKYO (J) Art Fair Tokyo march 20-22, 2015 artfairtokyo.com TORONTO (CDN) Art Toronto april 17-19, 2015 www.tiafair.com Affordable Art Fair Love Art Toronto april 16-19, 2015 www.affordableartfair.com

MEXICO CITY (MEX) Zona MACO february 4-8, 2015 www.zonamaco.com

London Art Fair january 21-25, 2015 www.londonartfair.co.uk

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Angolo narrativo, il racconto di... Raffaella Radice

Nasce a Busto Arsizio. Studiosa di lingue straniere, dopo un viaggio di due anni in Europa, si appassiona alla letteratura ispano-americana e si laurea in Lettere Moderne con una tesi intitolata “Viaggio lungo il rìo Marañon”; durante un viaggio in Perù incontra il musicista e compositore peruviano Rodolfo Guerra che diventerà suo marito. Nel 1995 parte insieme a lui per Cuba e per sei mesi vivono a L’Avana. Tornata in Italia collabora con alcune case editrici milanesi, accede all’insegnamento e consegue la laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche. Dal 2000 si occupa di adolescenza nel ruolo di insegnante, educatrice, coordinatrice di laboratori di scrittura creativa; è inoltre co-responsabile in una comunità residenziale per minori. Nel 2009 traduce dal tedesco una raccolta di racconti per bambini, nel 2010 coinvolge cento ragazzi per la realizzazione di un libro di ricette e letteratura intitolato “Imparo cucinando”. Scrive poesie e racconti brevi. La Dimora è il suo primo romanzo.

Margherita è una delle sette adolescenti protagoniste de “La Dimora”, il romanzo di Raffaella Radice (2014, I libri di Emil). Dalia, Rose, Primula, Hortensia, Iris, Margherita, Violeta, trovandosi a vivere loro malgrado in una comunità residenziale protetta, intrecciano le loro esistenze attraverso rivalità e segrete alleanze alla ricerca di un percorso identitario profondo e rivoluzionario. In una condizione esistenziale innaturale e claustrofobica emergono con prepotenza i ricordi di infanzie maltrattate che portano con sé il bisogno di sfogare la rabbia e l’urgenza di scappare. C’è chi si perde, qualcuna cade e si rialza, altre trovano il coraggio e la forza di guardare con fiducia al futuro. “Decidere di rimanere vuol dire accettare la sfida...” Il romanzo, ispirato da reali storie di giovani donne, tocca scottanti temi di attualità: il fenomeno delle baby-prostitute, la violenza e gli abusi familiari, il coinvolgimento dei minori nelle gang latine.

Ai lettori Biancoscuro, rivista d’arte, ti dà la possibilità di pubblicare un racconto in questa rubrica “Angolo narrativo, il

racconto di...”. Vai sul sito www.biancoscuro.it, oppure inquadra con il tuo smartphone il codice QR, invia un tuo racconto, verrà esaminato e successivamente pubblicato!

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La dimora Un viaggio nei meandri tortuosi e sorprendenti dell’adolescenza

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argherita entrò alla Dimora in un pomeriggio di agosto umido e rovente. Varcò la soglia scortata dall’assistente sociale, da uno psicologo e dall’ispettrice di polizia di Padova. Dopo un risveglio brusco e l’inaspettato prelievo da casa del suo fidanzato, aveva percorso gli oltre trecento chilometri di strada sull’auto della polizia senza dire una parola. Giunse alla Dimora pallida, sudata, affranta. Il suo corpo esile era coperto da un paio di attillati pantaloni di cotone neri e da una larga canottiera altrettanto nera, stinta e opaca, dai profondi scolli ascellari attraverso i quali si notavano in bella evidenza le costole sporgenti e un reggiseno lilla che copriva il seno minuto. La zazzera bionda tagliata all’altezza delle spalle era attorcigliata in sparuti cordoni che scendevano rigidi sul collo sottile, le tempie rasate e un ciuffo di fini capelli scomposti che si ergevano come una cresta al centro del capo. I padiglioni esterni delle orecchie raccoglievano un’intera ferramenta di teschietti, minuscole croci e brillantini, mentre il lobo sinistro presentava un ampio foro tenuto in tensione da un dilatatore metallico. I lineamenti delicati e regolari del volto dalla pelle fine e trasparente erano deturpati da un anello d’argento agganciato al naso che pendeva sul labbro superiore. La vita alla Dimora cominciò per Margherita con un’estenuante trattativa che ruotò intorno alla consegna del suo cellulare. La lettura del regolamento della casa e l’enunciazione delle norme vigenti dentro quelle mura non destarono il suo interesse, parve non ascoltare una sola parola di quello che la direttrice le spiegò nella penombra dell’ufficio con le persiane accostate, il ventilatore da tavolo acceso che oscillando da destra a sinistra e da sinistra a destra faceva svolazzare i fogli appesi alla bacheca. Margherita tenne gli occhi bassi, le spalle esili un po’ incurvate, le braccia abbandonate lungo i fianchi, inerte davanti a quelle quattro persone che attendevano da lei una reazione.

Inquadra con il tuo smartphone il codice QR. La versione KINDLE è disponibile su AMAZON www.amazon.it/dimora-Raffaella-Radici

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Angolo poetico, le poesie di... Flora Castaldi

Flora, pittrice e poetessa, vive e lavora nella zona di Tolosa in Francia. Creatrice di una sua particolare tecnica pittorica, Flora teorizza il suo lavoro artistico e afferma il suo metodo. In un connubio con i suoi quadri, compone poesie, leggende, citazioni e le racchiude in un pensiero filosofico. “Dans la sensorialité expressive de mon Être, peinture et poésie sont liés. De cette union, naît l’euvre: que je confie au visuel et à l’écoute du spectateur...” Flora

L’ Interstellaire Océanide Du fond de son palais de cristal, Par-delà les vagues étoilées Océanide nymphe de la mer Des eaux, des ruisseaux, des fontaines Transporte le bleu de ses murmures. Ondes pures aux prairies combinées, Embruns éternels aux tourbillons mêlés, Destins fusionnels aux créatures enchaînées… Flora

Particolare di “L’Interstellaire Océanide

73x100 cm.

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Cinthia De Luca Cinthia De Luca è nata ed abita a Roma. Appassionata di poesia e critica letteraria fin dall’adolescenza, ha vinto numerosi premi in tanti concorsi letterari. Ha pubblicato nel dicembre 2013 “Aurora - Dawn”, in formato e-book, (Abelbooks Editore), con traduzione “a fronte” in lingua inglese della stessa autrice. Collabora come recensionista e critica letteraria con riviste nazionali ed internazionali.

Cosmos Scandisci l’istante, la vita di eterno presente nel carpire fuggenti attimi rubati all’eternità delle cose. Sii parola, sii essenza. Plasmami così, cangiante, o tempo, dal velato volto, nel tuo universo stanco, dove si perde la memoria dei gremiti istanti... Tocca la corda estrema estatica dell’Anima, trepidante nel granitico tuo volto.

Cinthia De Luca.

Cinthia De Luca è una lieta sorpresa nella poesia degli ultimi anni. [...] La sua capacità di andare a braccetto contemporaneamente con il nume Esculapio e la musa Erato. [...] La minuziosa scelta delle parole, come pure il ricorso ad alcune figure retoriche modico e soppesato. I suoi stilemi, esemplificando, sono contraddistinti dall'essenzialità, dalla rinuncia quasi dichiarata, in una sorta di manifesto estetico, alle similitudini. Cinthia De Luca “ vive”l'era del trapasso, con tutti i suoi rischi, ma con la gioia e l'ebbrezza di una sfida. In questa dimensione mi pare di poter affermare, con il materiale di cui dispongo, che la sua poesia proceda un po'“a ritroso”: dall'oggettività (luoghi, cose, persone) ad una forma di coralità, in cui l’ “Io” ricerca un “tu” per farsi “ altro”, fino all'impazienza di convalidare una ricerca, uno squarcio dall'immanente al trascendente, dal vivere all'eterno, dal buio alla luca, dalla disperazione alla speranza. Prof. Aldo Jatosti

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Vetrocielo, l’arte di Marika Pozzi a Lugano Un nuovo grande evento a cura di Maxtin

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enerdì 16 gennaio Fabrizio Tommasini. 2015: la data di un Maxtin si è avvalso della collagrande evento artisti- borazione dei preziosi Emanuele co targato Maxtin. La Padovani e Mattia Pintonello, location esclusiva è rispettivamente fotografo e videla Finter Bank di Lugano, sapiente- omaker ufficiali della serata, che mente allestita con le opere della ta- hanno immortalato l’eleganza calentuosa Marika Pozzi, gremita dagli sual chic che come un velo scinillustri ospiti invitati all’inaugurazio- tillante ha ricoperto la location, ne di Vetrocielo, tra cui il Sindaco di una “magia” che solo una perfetta Lugano, Marco Borradori. organizzazione poteva creare. L’allestimento impeccabile armo- Durante l’evento si è brindato nizza l’eleganza degli spazi della con i prestigiosi vini della casa viFinter Bank con le originali opere nicola Duca di Salaparuta, assoludi Marika. L’artista è stata presen- tamente perfetti per accompagnatata da Mattea Micello, critico re i tanti discorsi ed il buffet. d’arte, che sapientemente ha sa- Le emozioni scaturite dall’ammiputo trovare le giuste espressioni rare le opere di Marika aleggiavano per raccontare l’arte protagoni- nell’aria, l’eleganza viva e mai banasta di questa bellissima mostra e le degli allestimenti curati da MaxBIANCOSCURO RIVISTA d’ARTE presentarla agli ospiti presenti al tin sanno sempre come valorizzare Versione completa su http://artshop.biancoscuro.it grande evento, creato dall’Art Di- le fantastiche creazioni degli artisti. per informazioni: biancoscuro@liberementi.it rector Maxtin e dall’Art Advisor Vincenzo Chetta

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[1] L’Art Director Maxtin, l’artista Marika Pozzi ed il critico d’arte Mattea Micello [2] Magda Todaro della Finter Bank e Marika Pozzi sfogliano il catalogo [3] Luca Caricato, storico dell’arte, Magda Todaro, Marika Pozzi, Cristiana Elena Iannelli, esperta d’arte, Giovanni Dei Cas [4] Mirko Roncelli, Mattea Micello, Lorenzo Monegato, Vincenzo Chetta, Marika Pozzi

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[5] Lorenzo Monegato, Maxtin, Marika Pozzi, Vincenzo Chetta, Fabrizio Tommasini, Mirko Roncelli

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Sfumature dell’Arte nel mondo A dicembre la mostra in Spazio Atene a Milano

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uovo evento per Spazio Atene, nuovo spazio espositivo di Via Padova, a Milano, che il 4 dicembre ha inaugurato la mostra collettiva “Sfumature dell’Arte nel mondo”, evento organizzato e curato da Andrea di Carpegna Varini, Lucia Perfetti e Pino Diecidue. Inaugurazione affollata di visitatori e ospiti invitati ad ammirare le opere di Apostolo, Shuzo Azuchi Gulliver, Stefania Romano, Andrea di Carpegna Varini, John Sultana, Fabrizio Bellafante che è stato anche il fotografo ufficiale dell’evento. Il 22 dicembre si è svolto il finissage, evento di chiusura mostra; durante la serata è stato presentato il nuo-

vo saggio antropologico di Lucia Ravera “Le ragazze della scrittura”, un testo che parla del ruolo della donna nel terzo millenio, partendo dalla scrittura per arrivare alla vita di tutti i giorni. Di Carpegna Varini durante il suo discorso di chiusura ha ringraziato caldamente la federazione Clubin e Silvia Lenich per il supporto. Come sempre Spazio Atene unisce diverse culture e diversi tipi di arte, dando un ampio risalto a tutte le tecniche e a tutti gli stili con i quali gli artisti esprimono la loro creatività. Prossimo appuntamento il 7 febbraio con la nuova mostra collettiva “Io O IO”, con artisti da tutta Italia. Rebecca Maniti

Alcuni scatti dell’inaugurazione del 4 dicembre, fotografie di Fabrizio Bellafante, fotografo ufficiale della mostra. www.facebook.com/fabrizio.bellafante

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A gennaio la 1ª Biennale di Cesenatico I vincitori del Trofeo Leonardo da Vinci

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i è inaugurata il 3 gennaio la rassegna dedicata alla 1ª Biennale di Cesenatico - Premio Leonardo da Vinci. Nel pomeriggio, presso la sala congressi dell’Hotel Miramare, sono stati consegnati i diplomi ed i premi per gli artisti in esposizione a Cesenatico, negli Hotel Miramare e New Bristol. Sono intervenuti alla premiazione: Roberto Buda, Sindaco di Cesenatico ed Assessore alla Cultura, il Tenente di Vascello, Capitano Stefano Luciani, della capitaneria di porto di Cesenatico, Francesco Chetta, editore di Effeci Edizioni d’Arte, Mariarosaria Belgiovine, direttrice e critico d’arte di Artexpò Gallery, Vincenzo Chetta, Direttore di Biancoscuro Art Magazine, Augusto Medici, editore di Contemporart, Roman Buratti, artista internazionale, Manuel Vernocchi, in rappresentanza di Welcompany. Le opere premiate ed esposte, sono state viste durante la premiazione anche in sala, con la video proiezione in diretta. Agli artisti sono state consegnati i trofei Leonardo da Vinci, diploma e motivazione critica. Durante la premiazione, le personalità intervenute si sono complimentate con tutti gli artisti espositori, omaggiando la bellezza delle loro opere e della loro professionalità, dimostrata con l’espressione della loro arte. Opere di pittura, scultura, installazioni, digital Art, acquerello, e altre diverse tecniche, sono rimaste in esposizione fino al 31 gennaio 2015. Ed ecco tutti i nomi degli artisti che sono stati presenti: Agron Rushiti, Mariagrazia Algisi, Cristina Alletto, Paolo Amoretti, Giuliano Auriti, Sonia Babini, Gisella Battistini, Margherita Biondi, Lidia Bobbone, Nuccia Brescia, Giusy Brescianini, Domenica Caruso, Ivana

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Castelliti, Giovanna Cherchi, Ferdinando Fernando Cherubini, Serenella Chiarpellini, Daniela Ciorcalo, Samoa Cocco, Contesina Spatariu, Matteo Cosenza, Pier Antonio Costantini, De Donder Frans Frengen, Annemieke de Wit, Liana Degan, Giuseppe Di Bella, Emanuela Di Caprio, Maria Maria Farisè, Elena Ferro, Magdalena Florica, Elisa Garziano, Fiorella Gelain, Gisella Mura, Fabio Gomez, Petrit Grezda, Dana Cristina, Valeria Gubbati, Francesca Guidi, Kaycee Lynne, Paolo La Bruna, Angela Latorre, Angel Lato Gold, Le Thuy Ai, Nero Levrini, Liliana Marescalchi, Concetta Marino, Gabriella Martino, Giulia Martino, Luciano Mazzolenis, Lorenzo Menichini, Siriana Vanna Modelli, Leyla Munteanu, Atelier Gabrill, Rosae Novichenko, Fiorenza Orseoli, Elisabetta Elisabetta Pala, Antonio Pamato, Paolo Federico, Antonella Pecoraro, Greta Pirri, Raul Pitis, Elisa Politi, Delfina Porcu, Rosa Maria Protopapa, Lorella Pubblici, Andrea Recchia Rizzardi, Gabriella Rigotti, Mirko Roncelli, Giacomo Rossi, Donatella Maria Vittoria Saladino, Marilena Sandrini, Franco Sanfilippo, Donatella Saponi, Antonio Scaramella, Hanna Scheriau, Pino Scillia, Angela Sellitto, Katia Senes, Elvira Signorino, Frank Sisca, Iron Sculptor Smiderle Dennis, Sabrina Tacconi, Donato Ungaro, Rita Vitaloni, Carmen Voicu Carmen, Alfio Zarbano, Filippo Zoli, Claudio Zunino. Un ringraziamento per l’ospitalità al Comune di Cesenatico, a tutto lo staff dell’Hotel Miramare e dell’Hotel New Bristol. Mariarosaria Belgiovine


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Speciale 1ÂŞ Biennale di Cesenatico - Trofeo Leonardo da Vinci - dal 3 al 31 gennaio 2015

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Speciale Speciale 1ÂŞ 1ÂŞ Biennale Biennale di di Cesenatico Cesenatico -- Trofeo Trofeo Leonardo Leonardo Da da Vinci - dal dal 33 al al 31 31 gennaio gennaio 2015 2015 biancoscuro

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Daniela Ciorcalo

Mariarosaria Belgiovine

Presenza nascosta - Point des Monts Lighthouse acrilico su tela 50x70cm.

Elisa Garziano

“La sua creatività si arricchisce di vibrazioni materiche, con il racconto suggestivo dell’indagine evocativa. Una tendenza innovativa, sottolineata dai soggetti protagonisti delle sue composizioni, efficacemente rivelati dalla sua gestualità.” Mariarosaria Belgiovine

Il gufo stellare acrilico su tela e decorazioni di strass a goccia 40x60 cm.

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Speciale 1ª Biennale di Cesenatico - Trofeo Leonardo da Vinci - dal 3 al 31 gennaio 2015

“Nella sua pittura si può osservare un gesto di metodica bellezza, rivolto alla realtà che la circonda. L’artista ci offre il filtro della sua ritmica creativa, eseguito con equilibrati dosaggi tonali, che lasciano fluire la sua gioiosa libertà descrittiva.”


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Giovanna Cherchi

“Ogni sua immagine offre la visione della figura, riprodotta con le diverse espressioni, e con le indagini gestuali di una cromaticità significativa. Il percorso creativo ci indica la sua necessità di soffermarsi sulle espressioni dei volti, con messaggi di solitudine ancestrale, sempre legato ad un racconto di istintiva poesia visiva.” Mariarosaria Belgiovine

Marilin x sempre tecnica mista, acrilico e aereografo anno 2015 50x70 cm.

Samoa Cocco

“Una precisa e scrupolosa analisi della figura, con cura del particolare figurativo, riportato con efficiente priorità nelle sue composizioni. Le sue opere offrono una precisa lettura della sua dinamica creativa, elaborando suggerimenti gestuali che evidenziano la ricerca formulata con sintesi descrittiva.” Mariarosaria Belgiovine

Her majesty Queen Elisabeth II Dry brush seppia anno 2014 56x70 cm.

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Serenella Chiarpellini

Mariarosaria Belgiovine

Apriamoci al mondo argilla patinata rame anno 2010 28x20 cm.

Gisella Mura

“Dalla sua pittura sgorga un’intensa crescita cromatica, con le formule espressive che raccontano poetiche intensità. Il colore ascolta i suoi elementi connotativi, che indagano fra gli sguardi, dal fascino ricco di comunicativa.” Mariarosaria Belgiovine

Eccoti tra il fogliame azzurro dela notte tecnica mista, gesso, acrilico e olio anno 2014 60x60 cm.

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Speciale 1ª Biennale di Cesenatico - Trofeo Leonardo da Vinci - dal 3 al 31 gennaio 2015

“Una creatività in continuo sviluppo le consente di manipolare la materia, con incessanti movimenti, fino alla cattura delle intuitive forme. Il fascino misterioso avvolge l’energia della sua ricerca, con le emozioni percepite dall’azione espressiva dei suoi sentimenti.”


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Hanna Scheriau

“La sua suggestiva pittura ci offre immediate visioni di una libertà cromatica, che filtra l’armonia gestuale e si lascia guidare da un indomito colore. Una capacità di gestire segni evocativi, generati dalla ricomposizione della stesura, con rivelata ed intensa sensibilità nel scoprire efficaci contrasti cromatici.” Mariarosaria Belgiovine

Forza della natura seta dipinta su tela anno 2004 80x60 cm.

Giulia Martino

“È un linguaggio pittorico dove si riflette il suo sentimento sensitivo, ricco di segni e simboli di eloquenza cromatica. L’uso appropriato della sua gestualità affronta una stesura fluida, con effetti tonali resi piacevoli dal suo simbolismo pittorico.” Mariarosaria Belgiovine

Rabbia / entusiasmo olio su tela anno 2013 100x150 cm.

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Carmen Voicu

Mariarosaria Belgiovine

Magia cerimoniale tecnica mista 50x50 cm.

Domenica Caruso

“Una stesura percepibile nei flussi cromatici compositivi, istintiva nel percorso creativo e nel dialogo della simbiosi evocativa. L’artista segue il suo idioma pittorico senza lasciarsi influenzare da regole accademiche, offrendoci il puro risultato della sua naturalezza, dalle pennellate tratteggianti gli sfondi e le prospettive.” Mariarosaria Belgiovine

La vespa olio su tela 50x70 cm.

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Speciale 1ª Biennale di Cesenatico - Trofeo Leonardo da Vinci - dal 3 al 31 gennaio 2015

“Una creatività in continuo sviluppo. Le consente di manipolare la materia, con incessanti movimenti, fino alla cattura delle intuitive forme. Il fascino misterioso avvolge l’energia della sua ricerca, con le emozioni percepite dall’azione espressiva dei suoi sentimenti.”


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Greta Pirri

“Una descrizione pittorica che si interpone con la figura e la materia, per completare il suo dialogo dalle visibili ed istintive sensazioni evocative. Le frasi che completano le sue opere sono parte integrante della composizione, come indissolubile è la presenza della giovane figura femminile, catturata con l’intensità dello sguardo.” Mariarosaria Belgiovine

I solai barcollanti olio su tela stampata anno 2014 60x90 cm.

Katia Senes

“Opere suggestive, dal linguaggio creativo particolarmente evanescente e generativo di forti e stupite emozioni. Uno studio fisico della luce e dei suoi riflessi, liberano affascinanti effetti cromatici, rivestiti di armonie visive, per comunicarci le sue estreme valutazioni estetiche.” Mariarosaria Belgiovine

Pathos pastello su carta

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Marilena Sandrini

Mariarosaria Belgiovine

Grovigli elaborazione digitale 70x100 cm.

Agron Rushiti

“Una appassionata ricerca, con diversità di materiali, dal coinvolgimento evocativo e figurativo, con l’assorbimento degli effetti visivi. Una sequenza di ancestrali visioni, formulate con estro interpretativo, attraversando analisi introspettive di ricerca, dove ogni spirito di espressione si avvicenda nei suoi moduli espressivi.” Mariarosaria Belgiovine

Meghi gesso anno 2006 32x25 cm.

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“Le evoluzioni cromatiche sottolineano le diafane gestualità, create con attento equilibrio creativo. Nelle sue descrizioni, si avverte un fascino misterioso, con incisiva luce cromatica, mentre si evidenzia la rivelazione di ogni sfumatura creativa.”


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Speciale Speciale 1ª 1ª Biennale Biennale di di Cesenatico Cesenatico -- Trofeo Trofeo Leonardo Leonardo Da da Vinci - dal dal 33 al al 31 31 gennaio gennaio 2015 2015

Luciano Mazzolenis

“Le figure si offrono alla sensibile scelta dell’artista di sottoporre espressioni di delicati e suggestivi sentimenti onirici. I toni cromatici ottengono morbide fusioni ed evidenziano un’armonia gestuale, con sapiente tecnica e gusto coloristico e con sospensioni temporali dissolte dalla sua energia creativa.” Mariarosaria Belgiovine

Il Pensiero acrilico su tela anno 2004 60x100 cm.

Valeria Gubbati

“Nelle sue opere prevale l’istinto, la materialità delle sue geometrie affidate ad una grafia di significative dimensioni. Un mondo narrato da segni che indugiano su un action painting, per rafforzarsi con l’emozione dei suoi colori, filtrati dalla generosa tavolozza, per offrirsi in tangibili evocazioni pittoriche.” Mariarosaria Belgiovine

Spirali tecnica mista 44x60 cm.

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Fiorenza Orseoli

Mariarosaria Belgiovine

Gatto Cagliostro - Massone della Loggia dei Gatti di Fio’ polimaterico su tela cotone, acrilici gessetti, sabbia egiziana 60x80 cm.

Mirko Roncelli

“Le sue composizioni pittoriche suggeriscono un impulso materico ricco di emozioni, impresse nel monocromatismo. E’ una descrizione della memoria, dell’inconscio, dell’emozione, e si identifica attraverso una stesura geometrica, dai sintetici accostamenti, in grado di raccontarci del mondo onirico espresso dalla sua creatività.” Mariarosaria Belgiovine

Questa nostra stagione anno 2013 70x70 cm.

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“Grande capacità di tradurre con segno e colore, tutto ciò che la circonda, la emoziona, la ispira. Energia decisa, nella sua comunicativa, non manca di esprimere suggestive evoluzioni cromatiche con il passaggio del suo pennello sulla tela fino a formulare la visione di soggetti dalla simpatica e originale caratteristica.”


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Sonia Babini

“Una pittura dalla genuina espressione cromatica, con la capacità di trasmettere il linguaggio del colore al di là delle formule strutturali. La figura prende vita con elegante senso poetico, offrendoci sentimenti di ispirazioni e sogni, in un dialogo sensitivo, dove è fondamentale seguire il percorso della suggestione onirica.” Mariarosaria Belgiovine

Illusione acrilico anno 2014 100x100 cm.

Lidia Bobbone

“L’essenzialità del gesto prevale sulle dimensioni descrittive, con suggestiva e sintetica espressività nel sovrastare gli importanti cromatismi degli sfondi. La suggestione filtra ogni potenziale del suo linguaggio, rielaborando luminosità e fluidità del suo alfabeto interiore.” Mariarosaria Belgiovine

Lidia e le anime vicine tecnica mista su tela anno 2014 70x100 cm.

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Le Thuy Ai

Mariarosaria Belgiovine

Serenità olio su tela 80x100 cm.

Giuseppe Di Bella

“Opere suggestive, dal linguaggio creativo particolarmente evanescente e generativo di forti e stupite emozioni. Uno studio fisico della luce e dei suoi riflessi, liberano affascinanti effetti cromatici, rivestiti di armonie visive, per comunicarci le sue estreme valutazioni estetiche.” Mariarosaria Belgiovine

Morbida notte di onde acrilico su plexiglass gestito in aria in ordine inverso 100x100 cm.

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“La sua sensibilità pittorica prende vita con profondi sentimenti, filtrati da dialoghi fra materia e colore, per ottenere un risultato qualitativo ed efficace, dal soave richiamo surreale. L’artista raggiunge una finalità estetica attraverso la sua ricca tavolozza, con le tonalità disposte positivamente sulla tela.”


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Leyla Munteanu

“L’artista ci offre le sue visioni oniriche, analizzate dal suo tratto descrittivo, attento alle suggestioni ed ai confronti colore materia, con rivalutazione di stesura e lo stile. La ricerca di Leyla Munteanu, ci rivela la sua evocazione stilistica, nata da messaggi interiori ed innovativi, con la grande capacità di sperimentare ogni formula descrittiva, fino a raggiungere l’espressione del suo dialogo creativo.” Mariarosaria Belgiovine

The icon of mistery anno 2014

Elena Ferro

“Osservando le sue opere, si varca il confine di un irrealtà, per far parte di una dimensione onirica del paesaggio, strutturato con generosità cromatica. L’artista semplifica il paesaggio, sincronizzando la gestualità con il suo tema pittorico, fatto di spazi e libertà interiori, vibrati da una ricerca che riscopre i suggerimenti del suo inconscio.” Mariarosaria Belgiovine

Grattacieli colors acrilico su tela anno 2014 5x80x100 cm.

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Paolo Federico

Mariarosaria Belgiovine

Fossato ionico scorcio del mio paese tecnica mista 30x40 cm.

Fiorella Gelain

“Una prorompente cromaticità, scaturita dalla sua istintiva gestualità, concede all’artista traguardi estetici di grande sintesi espressiva. Il colore viene armonizzato dalle sue consapevoli motivazioni, vibrando nelle palpabili intonazioni timbriche della sua fantasia.” Mariarosaria Belgiovine

Un attimo di... olio su tela 30x24 cm.

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“Un artista che ama la bellezza del paesaggio e della natura, nel segnare attimi di contemplazione e di formula tonale evocativa. La sua ricerca si offre con una dialettica dai ritmi poetico-naturalisti, confrontandosi con le emozioni della realtà, nel continuo esempio dimostrativo del racconto artistico.”


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Cristina Alletto

“Le tonalità rappresentano elementi di grazia e di sintetica armonia compositiva, con le vibrazioni che palpitano tramite una simbolica gestualità. Gli sfondi offrono monocromatiche energie, per dar vita ai soggetti protagonisti, indicativi di elegante stesura, ricca di palpitante armonia interiore.” Mariarosaria Belgiovine

Sognando il parco olio su tela anno 2014 80x100 cm.

Giacomo Rossi

“Una prorompente cromaticità, scaturita dalla sua istintiva gestualità, concede all’artista traguardi estetici di grande sintesi espressiva. Il colore viene armonizzato dalle sue consapevoli motivazioni, vibrando nelle palpabili intonazioni timbriche della sua fantasia.” Mariarosaria Belgiovine

Paesaggio stratosferico tecnica mista su tela

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13a edizione

Artisti e Associazioni Culturali in Fiera

Lâ&#x20AC;&#x2122;arte al di fuori delle righe! 20.21.22 marzo 2015 ORARIO DI APERTURA: venerdĂŹ dalle 16.30 alle 19.30 sabato e domenica dalle 10.00 alle 19.30

www.verniceartfair.it Organizzazione www.romagnafiere.it - tel. 0543 798466 - 777420 francesca@romagnafiere.it - cell. 346 5050521


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ul lungo tracciato originario della via Flaminia, nella provincia di Pesaro-Urbino, possiamo ammirare la Gola del Furlo, formata tra il monte Pietralata ed il monte Paganuccio, grazie alla forza erosiva del fiume Candigliano. Il fiume non è più visibile da molto tempo a causa della diga, costruita nel 1922, che ha ridotto l’impetuoso corso d’acqua ad un placido lago. Subito è la diga, costruita nel punto in cui vi era una cascata naturale dell’altezza di 10 metri, a colpire la vista, i colori intensi dello specchio d’acqua catturano l’attenzione dei tanti visitatori. Punto molto importante è però la galleria, fatta scavare dall’Imperatore Vespasiano e terminata nel 76 d.c., nel punto più stretto della gola, detta “piccolo foro”, da cui ha preso il nome la gola. La galleria è lunga 38,30 m, larga al massimo 5,47 m, alta 5,95 m; è tutta scavata nel calcare compatto mediante scalpello, di cui si vedono i segni, ed è senza rivestimento. Accanto a essa si trova un precedente varco, definito errone© Photo by liberementi

Nella riserva naturale, storia antica e nuove infrastrutture

La Gola del Furlo

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che stabilisce il compimento dell’opera tra il 76 e il 77 d.C. Dagli anni ottanta il Passo del Furlo è solcato dalla superstrada, e ciò ha permesso di liberare dal traffico il vecchio tracciato stradale, restituendo la gola alla gioia dei suoi estimatori, e garantendo più tranquillità alla fauna locale. La zona è infatti molto popolata sia nell’habitat fluviale che nelle foreste circostanti, non è difficile ammirare il volo dell’Acquila Reale e del Falco Pellegrino. Dal 2001 la zona è diventata riserva naturale statale, amministrata in modo da poter far convivere nel pieno rispetto di tutti, l’ambiente ed il turismo. Attualmente la zona è vittima di una frana, non ancora sanata.

“IMP CAESAR AUG – VESPASIANUS PONT MAX TRIB POT VII IMP XVII P(ater) P(atriae) CO S VIII – CENSOR FACIUND CURAVIT”

amente di epoca etrusca, ma in realtà fatto scavare da Augusto I, lungo 8 m, largo 3,30 m e alto 4,45 m, e una piccola chiesetta, detta “Della Botte”, un tempo abitata dall’eremita Simone. Al di sopra dell’ingresso nord-orientale della gallerie è ancora visibile l’iscrizione: © Photo by liberementi

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Benito Mussolini “consacrò” la città del Furlo come il luogo ideale per rilassarsi. All’inizio degli anni trenta la Guardia Forestale locale, con un’opera di scavi e costruzione di muretti, riprodusse sulle pendici del monte Pietralata, a ridosso della gola, il profilo di Benito Mussolini, in segno di gratitudine per le novità portate al paese, come ad esempio il telefono pubblico. Il profilo è alto 180 m, l’Ing. Mainardi lo volle rendere infatti visibile da Acqualagna, da Fossombrone e, addirittura dal mare. Il monumento fu minato e distrutto dai partigiani alla fine della Seconda Guerra Mondiale, ora è solo più parzialmente riconoscibile.

Curiosità

© Photo by liberementi

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www.riservagoladelfurlo.it

(“Puoi impedire al grano di spigare? Così alla gente di parlare.”)

“Pô tené lo gra che spica? Cuscì la jende che non dica.”

(“La polenta sazia subito ma si digerisce velocemente.”)

“La pulenta, presto tira e presto ‘llenta.”

I detti

© Photo by Alicudi

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BIANCOSCURO RIVISTA d’ARTE Versione completa su http://artshop.biancoscuro.it per informazioni: biancoscuro@liberementi.it

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C&G

di Cicognini Tiziana & C. snc

Forniture cornici e repliche d’arte ingrosso e dettaglio

Serafina Pulvirenti Vittoriana Mascheroni

Mario Attili

Giancarlo Maini

Vittorio Grisani

Ornella Righi

La ditta dal 1967 si occupa di repliche d’arte, alle quali, in seguito, ha affiancato la produzione di cornici confezionate per soddisfare la richiesta di clienti quali gallerie d’arte, collezionisti, alberghi, agriturismi ed altre grandi comunità. Una bella cornice è un valore aggiunto per qualsiasi quadro. In ognuna delle nostre cornici c’è il frutto della passione per il nostro lavoro ed una costante ricerca di modelli e finiture tanto da essere diventati punto di riferimento per molti pittori, circoli e scuole d’arte.


Visitate la galleria online di artisti contemporanei sul sito www.cicogninitiziana.it

Walter Cipriano

Dario Vitale

Lorenzo Bovo Bruna Bonelli

Gianni Pontiroli

Sergio Brocchetta

C&G di Cicognini Tiziana & C. snc - Via Umberto Giordano, 3 - 29015 Castel San Giovanni (PC)

Tel. e Fax +39.0523.849214 - Cell. 348.8562508 - 348.8562509 - www.cicogninitiziana.it - cicogninitiziana@interfree.it


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Liliana Cika e le

calde impressioni dell’anima

Per Liliana Cika il legno e la terracotta devono essere lasciati del loro colore naturale, nelle sfumature dell’ocra e del marrone. Le forme devono essere quelle umane, ancorchè stilizzate, sintesi plastiche di luce ed ombra, colte in pose statiche che esaltano la meditazione, la riflessione sulla vita e sull’esistenza umana. Con fare arcaico e moderno allo stesso tempo, costruisce figure attuali e antiche in cui risalta l’amore per la semplicità che si traduce in un convincente rigore delle scelte formali. Alvaro Spagnesi

Profumo di donne, acrilico su tela, anno 2011, 70x120 cm.

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iliana Cika ha conseguito nel 1976 la laurea in Scultura Monumentale all’Accademia delle Belle Arti di Tirana. Successivamente ha insegnato lei stessa l’arte di lavorare materiali come la pietra e il marmo, le basi fondamentali per affrontare la materia informe e creare un’opera d’arte. Ha avuto molti allievi che a loro volta hanno conseguito ottimi risultati, ma la gioia di vedere realizzato il talento dei suoi alunni non le ha impedito di vivere solo di essa e anzi, l’hanno spronata ad esporre le sue opere, vive e palpitanti. La sua arte è esposta in importanti gallerie albanesi ed ora è possibile trovarla in diverse gallerie in Italia. La sua carriera italiana è partita da Ostuni, una terra piena di fascino che le ricorda la luce ed i colori dei luoghi che l’hanno vista muovere i primi passi nell’intricato e incantato mondo dell’arte. Ricordiamo la sua personale nel 2001 a Castellina, nelle meravigliose atmosfere del Chianti, e poi tanti eventi artistici e ricoscimenti sia in Italia che all’estero. Tra le ultime onoreficenze citiamo il Premio Oscar per le Arti Visive a Monte-Carlo

(selezionata e premiata da ArtExpò Gallery) e il trofeo biennale “La Gondola per l’Arte”a Venezia. Liliana ha esposto recentemente a Sangiminiamo, tanti hanno potuto ammirare i suoi nudi in marmo statuario, impalpabili, levigati, volutamente incompiuti o abbozzati appena, o ancora, coperti da antiche vesti che celano i corpi delle donne giunte dalla memoria storica della sua patria, l’Albania. La sua scultura è immediata, istintiva e particolarmente umana, il suo eros è senza tempo, le figure sono di una bellezza antica, che si rinnova, portando con sè le tracce del suo paese che si fonde con il mito e con la storia del mondo. Nella sua unicità riesce a coniugnare sempre poesia e sogno, le sue opere di pietra hanno il fascino sia del contemporaneo che degli antichi splendori perduti nelle sabbie del tempo, memorie che in qualche modo riemergono nel nostro pensiero come stelle luminose e ci ricordano di ricordi di amori, di guerre e di popoli lontani. Le sue opere ermetiche sono sempre caril che di pathos e d’amore. s


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Sulle tele si incontrano le gestualità dell’emozione, dalle fantastiche ed immaginarie continuità segniche. Il tutto viene coordinato da una tecnica raffinata ed elegante, e dalla composta traduzione del suo inconscio. Mariarosaria Belgiovine

Madalena, olio su tela, anno 2012, 70x100 cm. La Maggia, olio su tela, anno 2012, 80x100 cm.

Serie: Sguardo dell’anima, tecnica mista, 100x70 cm.

Serie: Sguardo dell’anima tecnica mista, 100x70 cm.

“Le sue opere, formano un gradevole virtuoso omaggio all’inconscio, catturando gli attimi più suggestivi dei suoi sentimenti visivi. La finezza degli stimoli oculari rielabora la visione materica della scultura, concentrando ogni sua evocazione visiva in efficace equilibrio descrittivo.” Jean Charles Spina

Oltre pensieri, olio su tavola, anno 2012, 90x115 cm.

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Il figurativo informale di

Assunta Cassa

P Molo sud, olio su tela, 200x100 cm.

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ugliese d’origine e marchigiana d’adozione, laureata in “Economia e Commercio”, Assunta Cassa è dotata di un carattere aperto e comunicativo che la spinge a cercare strade sempre nuove per esprimere i suoi talenti. Negli anni lavora in diversi settori fino a quando un progetto di collaborazione con i musei locali le fa sentire il richiamo dell’arte, scoprendo così la sua passione.

L’arte pittorica diventa per lei momento di sintesi emotiva e di riflessione. Dal 2008 frequenta assiduamente diverse botteghe d’arte e affina la sua tecnica seguendo corsi privati di disegno e di pittura, sia ad olio che ad acquerello. Questi studi l’hanno sicuramente aiutata a trovare la strada giusta per mettere in luce il suo forte senso del colore e delle forme. Sperimenta il figurativo e l’informale, ma è verso il primo che dirige maggiormente il suo impe-


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gno, sviluppando una sua particolare combinazione di forme e colori. Il suo debutto espositivo è recente, inizia infatti ad esporre nel 2011 con la sua prima personale a San Benedetto del Tronto, cui seguono le personali di Vicenza, nel 2012, Radda in Chianti nel 2013, Abbadia di Fiastra nel 2014. Partecipa a collettive ed iniziative artistiche in diverse città italiane, tra le quali, Roma, Firenze, Ferrara, Piacenza, Lecce e Macerata. Nell’ottobre 2014 espone alla 13ª edizione del Salon Art Shopping Carrousel du Louvre, a Parigi. Partecipando a concorsi nazionali ed internazionali, si aggiudica due premi di rappresentanza nelle edizioni XX e XXI del Concorso Internazionale G. D’Annunzio e due premi nelle edizioni 2013 e 2014 del Concorso Internazionale La Spadarina. Le sue opere si possono trovare presso la Galleria Verdesi di San Benedetto del Tronto, ma grazie alla sua crescente attività artistica è possibile ammirare le sue opere in altre gallerie italiane. Aras C. “Possiamo definire l’arte di Assunta come un’arte d’istinto, intrisa di quegli umori e colori del sud che le ha dato origini, i suoi lavori infatti, pur essendo costruiti su un impianto ben definito e meticolosamente studiato, hanno la capacità di entrare in immediata sintonia emotiva con il fruitore, che da essi riceve un insieme mai statico di immagini. In questo contesto il colore gioca un ruolo primario , non si limita a definire le figure ma imprime all’opera movimento quasi fosse un ritmo musicale. Il colore è quindi, sia nell’esplosiva scelta cromatica che nella stesura, uno dei fattori portanti nel definire le tematiche affrontate dall’artista. E sono le tematiche a dare quel senso che ribalta i termini della percezione, Assunta ci fa spettatori di una ricca gamma di emozioni e della condizione umana che richiama i temi della solitudine, della gioia , dell’ansia del vivere nell’incertezza del domani, nel perenne alternarsi di luci e ombre, quasi una metafora a colori del quotidiano. I suoi paesaggi urbani vivono attraverso presenze in estensione, più presenze della memoria che riferimenti reali, presenze nel quale lo spettatore può trovare individualmente riferimenti al suo più intimo sentire. Possiamo definire Assunta una pittrice di cuore, emozioni, sensazioni prima ancora che di pennello.” Palomina Stefania Maggiulli Alfieri

Fuga, olio su tela, 80x125 cm.

INFO www.assuntacassa.it

Fuoco e ghiaccio, olio su tela, 20x20 cm.

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Tove Andresen

Scent of Provence, acrilico su tela, 180x80 cm.

Le sensazioni cromatiche nella sua natura floreale

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na tavolozza cromatica dal linguaggio pregiato, suggestivo, nelle forme e nella visione compositiva, con soggetti tracciati dalla gestualità istintiva. Al centro di ogni opera vi è la rappresentazione della sua formula espressiva, composta da accordi silenziosi che intonano le scelte del suo anagramma

pittorico. I continui turbinii cromatici fanno scaturire dalla sua fonte creativa il tumulto comunicativo ed espressivo, con guizzanti ragioni di ogni sua ricerca interiore. L’artista ci guida nel suo esistenzialismo poetico, fatto di mille particelle cromatiche, dove lascia emergere il radioso nucleo della sua creatività. La magia del colore evidenzia la sua capacità nell’accostamento luminoso, con sfumature che rivelano ogni sensibile energia descrittiva, immersa in una natura fantastica, filtrata e modificata dal suo segno. La pulizia del colore diluisce le fantasie del suo mondo irreale, comunicando con fermezza le sue energiche emozioni. Tove Andresen è un’artista ricca di talento e di immaginazione riflessiva, orchestrata dagli impulsi creativi della sua ricerca, attenta nel disporre ogni sua rivelazione tonale nella interpretazione stilizzata delle sue realtà. Nelle sue opere possiamo osservare identificazioni cromatiche, dai segmenti velati che coinvolgono l’entusiasmo della sua sintesi, vivace ed equilibrata, capace di renderci visivamente reale, ogni simbiotica illusione evocativa, stimolata da creative fantasie. La fusione del colore con gli sfondi, si evidenzia grazie al vivace contrasto cromatico, ottimo nel gestire spazi e riflessioni creative. Il segno stilizzato propone una nuova figurazione, legata simbolicamente alle sue concentrazioni viSymphony, acrilico su tela, 118x135 cm.

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sive, dai caratteri ricchi di palpabili sonorità. Un dialogo con ogni sua opera, reso fruibile dalla sua dinamica artistica, filtrato da una sintesi emotiva arricchita di frammenti tonali. Una natura floreale, coltivata con suggestive formule di astrazione, completate dalla percezione intuitiva. Ogni suo dipinto afferra l’inconscio e scandisce la percezione comunicativa, con rapidi volumi di profondità oculari. Un chiaro messaggio di intuizione espressionista, dai toni ben orchestrati dal suo coerente senso interpretativo. La sua evocazione tonale le permette la descrizione individuabile del racconto naturale, rivalutato dal suo alfabeto interiore, con dialoghi descrittivi svelati dalla sua segnica inconscia. L’artista ci coinvolge nella sua espressione, offrendo molteplici visioni di una realtà dalla suggestive sfaccettature. Il colore si lascia guidare dalla sua fluidità, per offrirci armonie tonali, evidenziando ogni volontà espressiva dell’artista. Tove Andresen rivaluta ogni suggerimento della sua creatività, e coinvolge i soggetti nella sintesi più assoluta, con l’informale astrazione di ogni suo desiderio onirico, con le vaporose e fantastiche emulsioni dettate dalla suggestiva percezione creativa, fulcro di ogni sua opera. Mariarosaria Belgiovine

Adventure, acrilico su tela, 135x135 cm.

Cresciuta a Funen, insegnante d’Arte al liceo di Jutland, è anche terapeuta ed artista, in Zelanda dal 2005. Ha una lunga esperienza artistica autodidatta alle spalle, ha partecipato a molte mostre esponendo le sue opere d'arte ed i suoi testi, con cui ha debuttato nel 1980. Innumerevoli i viaggi di studio a tutti i paesi europei, in particolare in Italia e in Francia, ha esposto nei Paesi Bassi, in Francia, in Italia, e ancora in Spagna, Portogallo, Norvegia e Svezia. INFO www.tove-a.dk Grew up on Funen, art and folk high school teacher in Jutland, art therapist, artist on Zealand from 2005. All in Denmark. Have a long autodidact artistic experience behind me, with exhibitions, decorations, artwork, writings, etc. Debuting as an artist in 1980. Countless study trips to all the countries of Europe, especially to Italy and France. Exhibited in most European countries, the Netherlands, France, Italy, Spain, Portugal, Norway and Sweden. MORE INFO www.tove-a.dk

Scent of provence 2, acrilico su tela, 80 x 180 cm.

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Tratti densi di colore nelle opere di Emanuele Degano in arte Lele

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Eccellente manualitá e straordinaria fantasia, queste caratteristiche rendono la sua pittura ricca ed elaborata. Stile unico e inconfondibile, pennellate abbondanti cariche di colore, molto spesso ripetute fino all’esasperazione tanto da apparire tridimensionali.

E

manuele Degano, in arte Lele, nasce a Udine nel 1965. Ama molto i colori e tutto ciò che concerne l’arte e l’espressione artistica, non solo a livello teorico, ma anche pratico, è infatti fin da piccolo che dimostra una particolare predisposizione verso il disegno, puro e semplice. L’innato talento per la pittura esce allo scoperto quando inizia ad utilizzare gli avanzi di colore provenienti dall’attività del padre, che scopre questa sua vena artistica già molto ben delineata. Questa forte passione lo porterá a frequentare l’atelier del Maestro Giorgio Celiberti dal quale prenderá lezioni e con il quale inizia il primo vero percorso verso una maturità artistica cosciente. L’eccellente manualitá e la straordinaria fantasia rendono la sua pittura ricca ed elaborata ed i suoi quadri opere straordinarie dai colori molto vivaci. Il suo stile è unico ed inconfondibile, le pennellate sono abbondanti e cariche di colore, molto spesso ripetute fino all’esasperazione tanto da apparire tridimensionali. Lele non considera un suo lavoro come “concluso” fino a quando non sente quell’appagamento interiore che lo soddisfa pienamente, è un’emozione viscerale che ferma

Il peschereccio, acrilico su tela, 2014, 90x60 cm.

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la sua mano e finalmente gli dimostra che l’opera è compiuta. Lele è alla continua ricerca della perfezione e dentro di sè cresce sempre piu forte il bisogno di riuscire a rappresentare la realtá quella vera, quella davvero reale. Si possono contare una centinaio di opere da lui eseguite, sempre con la stessa cura e passione, ognuna ha richiesto grandi sforzi creativi per riuscire ad imprimere sulla tela quel misto di sentimento e visione oggettiva, che contraddistingue tutte le opere dell’originale e talentuoso Emanuele Degano. Aras C.

In alto: Il casale, acrilico su tela, 2014, 90x60 cm. al centro: Il villaggio acrilico su tela, 2014, 90x60 cm. in basso: Laguna, acrilico su tela, 2014, 90x60 cm.

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Forti cromie in movimento

Deise Luci Soares Figuccia

D Serie: Sguardo dell’anima tecnica mista 100x100 cm.

eise Luci Soares Figuccia talentuosa artista brasiliana, si è trasferita in Italia pochi anni fa, nel 2010, più precisamente nel sud del “bel paese”, dove i colori caldi, accesi, folgoranti della terra che la ospita, le fanno ricordare un po’ quelli della sua patria. Il suo lavoro è concentrato tra colori e forme sul piano astratto, ma l’arte di Deise non è solo questo, non si riduce ad un turbinio di cromie. Ormai famosissima la sua serie “Sguardo dell’anima”, Deise rie-

sce a impressionare la tela con forme quasi oniriche, occhi senza sede che fuggono dalle costrizioni e cercano la libertà. O ancora, il tumulto formato dalla perfetta conoscenza della materia, le tinte utilizzate sapientemente a formare spirali emozionali, gorghi dal quale l’ammiratore può lasciarsi risucchiare per essere catapultano in quello che c’è al di là della tela, che sia sogno o incubo sarà l’animo dello spettatore stesso a scoprirlo. Il fuggire dalle costrizioni, il sentire che si può “uscire dalla gabbia”, far perdere la via della ragione alla propria anima anche solo per poco, tutte sensazioni che possiamo ritrovare nelle ultime opere della bravissima artista, emozioni che si rivelano con un’esplosione di colori, con occhi dalle diverse tinte che guardano attoniti o increduli la via d’uscita. Tra gli eventi artistici a cui ha partecipato Deise Luci, possiamo ricordare il “Salão Internacional de Arte Contemporânea” e l’esposizione organizzata al Carroussel du Louvre a Parigi, entrambe nel 2012. Nel 2013 abbiamo potuto ammirare le sue opere alla mostra “Connexion Art Brésil-France pour la lutte contre le cancer”, anch’essa a Parigi. Nell’autunno del 2014 è stata selezionata da Biancoscuro e da ArtExpò Gallery per la partecipazione ad Arte Forlì Contemporanea, fiera d’arte Moderna e Contemporanea. Daniela Malabaila

INFO facebook.com/DeiseLuciArt

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Serie: Sguardo dell’anima, tecnica mista, 100x100 cm.

“Soggetto predominante in alcune sue opere è l’occhio umano che costruisce una “porta dimensionale” tra l’umano e il divino. Radici di uno scenario della mente, capaci di ripercorrere grandi esempi nell’arte: Salvador Dalì che ha fatto dell’occhio una vera ossessione sia in pittura che nel cinema, il Dada di Man Ray, sempre spiazzante e precursore, la visione onirica di Rene Magritte, sino al contemporaneo con i collage di Federico Hurtado e le foto dei nudi di Andreas Smetana. Il pennello scivola sulla superficie in maniera fluida facendo percepire le più piccole emozioni dell’artista stessa. I ricordi si mescolano tra pagine di poesia scritte o ancora da scrivere. Dove la creatività incessante della protagonista trova sfogo e conforto immergendosi nella bellezza dell’istante. razione, dove le emozioni diventano attese, versi, respiri.” Prof. Danilo Giusino

Sotto, l’artista intenta a dare gli ultimi tocchi di colore ad una sua opera

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Cittadino del mondo: Sami Gjuka La sua arte influenzata da tante culture diverse “I dipinti di Sami Gjuka sono costruiti su una forte immaginazione poetica, qui l’apparente malinconia aiuta ad identificare più chiaramente il carattere della sua arte. L’artista kosovaro conosce bene l’esperienza dei simbolisti, dei metafisici e dei surrealisti, coloro che hanno costituito la tradizione e i cui esempi artistici conosciamo bene. Esattamente in quella tradizione Sami Gjuka “pianta” la sua “foresta di simboli”. Anche se lui è l’erede di quella esperienza, la sua presenza nel nostro ambiente non è collegata alla generazione di pittori che vi appartiene. Vale a dire che non possiamo collegarci a qualsiasi stile di pittura o al contesto dell’arte moderna. Il mondo di Sami Gjuka è saldamente affermato, non può essere collegato con esempi famosi, ogni confronto è inutile.” Milan Beslic

Carrer woman, olio su tela, 80x100cm.

“Sami Gjuka’s paintings are built on strong poetical imagination, here, spleen and appearance most clearly identify the character of the painting. There’s no doubt that the painter knows well the experience of the symbolists, metaphysicians and surrealists; those who formed the tradition and whose examples we know well. Exactly, on that tradition Sami Gjuka “plants” his “forest of symbols”. Even though he is the heir of that experience, his presence in our surroundings is not connected to the generation of painters he belongs to. Namely, we can hardly connect him to any painting style or to the context of modern art. Sami Gjuka’s world is one that is firmly grabbed, it cannot be connected with famous examples and every comparison is unnecessary.” Milan Beslic

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Bath, oil on board, 74x57cm.


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Forest Cathedral, olio su tela, 160x120 cm.

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ami Gjuka è nato nel 1953 in Kosovo. Ha studiato pittura presso l'Accademia delle Belle Arti di Sarajevo, e successivamente con i suoi spostamenti ha proseguito gli studi alle Accademie delle Belle Arti di Bruxelles e di Amsterdam. Attualmente vive e lavora in Danimarca, i suoi spostamenti e l’incontro di usi e costumi diversi, culture diverse, hanno arricchito la sua arte, fino a consolidarne i tratti e la tecnica.

Sulla tela vediamo dipinte le sue idee quasi metafisiche, ispirate anche all’arte classica. Tra le sue esposizioni annoveriamo, già dal 1971, diverse mostre a Peje. Sono davvero tanti gli eventi artistici a cui ha partecipato in città tipo: Dubrovnik, Zagabria, Istanbul, Chianciano, Bologna, Firenze, New York, Londra e Pechino. L’ultima mostra è stata in Portogallo nel l 2014, al Diogo De Museum Seusa. s

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La tecnica migliore è la passione

Valentina Vendrame

“Per me l’Arte è profonda, estremamente personale ed è il mezzo con cui possiamo esprimere noi stessi e trasmettere le nostre emozioni, ci si riesce solo se si usa la tecnica più importante: la passione.” Valentina Vendrame

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iovane artista veneta, classe 1986, Valentina Vendrame frequenta le scuole elementari e medie a Mareno di Piave, luogo dove passa la sua infanzia. Ed è proprio durante gli anni della scuola dell’obbligo che prende a cuore la materia artistica e si appassiona al disegno e alla pittura.

La sua propensione naturale verso lo studio della Storia dell’Arte la porta ad approfondire la materia anche da autodidatta. Nel 2006 da Mareno di Piave si trasferisce a Conegliano, dove tutt’ora vive e lavora. Il lavoro non le impedisce di continuare ad imprimere sulla tela le sue emozioni, i suoi stati d’animo, i suoi sogni. Le sue opere sono dense di cromie forti, l’impatto visivo è sempre saturo e restituisce pienamente tutta la passione che Valentina ha dentro di sè e che ben riesce ad incanalare nell’uso dei colori e nella scelta dei soggetti. Paesaggi e stati d’animo, concetti astratti e realismo, le impressioni che ferma sulla tela sono molteplici, ma sempre chiare. Tra gli ultimi eventi a cui ha partecipato, ricordiamo il concorso d’arte per beneficienza “Ricord’Arte” nel 2013, tenutosi a Camalò di Povegliano Veneto. Nell’inverno dello stesso anno entra in contatto con la Galleria Farini di Bologna e nel febbraio 2014 partecipa ad ArteGenova, fiera d’Arte Moderna e Contem-

poranea. Il 26 aprile 2014, a Venezia, riceve il premio Biennale Gondola dell’Arte 2014, premiata da ArtExpò Gallery per il dipinto “Red Sky”, esposto in quel mese alla Galleria Farini a Bologna in mostra collettiva. Lo scorso giugno è di nuovo ArtExpò Gallery a credere in lei, riceve il Trofeo “La Vela d’Oro per l’Arte” a Cesenatico, presso l’Hotel Miramare, esponendo le sue opere sino a tutto settembre presso l’Hotel New Bristol, ricevendo molti consensi da parte dei tantissimi visitatori estivi che hanno potuto ammirare i dipinti di Valentina nelle sale del prestigioso Hotel. Ma le esposizioni dell’estate 2014

In alto: Red sky, acrilico su tela, anno 2014, 70x40 cm.

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A sinistra: Violet sky, acrilico su tela, anno 2014, 40x60 cm. In basso a destra l’artista Valentina Vendrame con l’On. Prof. Vittorio Sgarbi.


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non si sono fermate lì, ha infatti esposto nuovamente a Bologna alla Galleria Farini e partecipato al concorso “Ricord’Arte” edizione 2014. L’autunno porta le sue opere prima ad ArtParma Fair e poi ad Arte Forlì Contemporanea, entrambe con l’allestimento curato da Biancoscuro, e poi Arte Padova CATS con la Galleria Farini. A dicembre abbiamo potuto ammirarla in mostra collettiva ad Udine. Il 2015 si apre subito per la talentuosa artista con una esposizione nel Monferrato, nel prestigioso Cascina Lanè, dall’11 al 31 gennaio, esposizione organizzata da Biancoscuro e ArtExpò Gallery. Tanti i ricoscimenti che ha ottenuto, non solo premi e trofei, ma anche buone critiche dedicate alla sua arte ed una dedica speciale scritta dal noto critico On. Vittorio Sgarbi, durante la sua visita ad Arte Forlì Contemporanea, direttamente sulla rivista d’arte Biancoscuro, copia che l’artista conserverà gelosamente per sempre. Valentina Vendrame è giovane, ma già si intuisce il suo percorso artistico, il suo evolversi ed il suo mutare con l’accrescere della consapevolezza delle sue capacità. Giorno dopo giorno, la sua arte ci stupisce, sempre sicuri di poter trovare nelle sue opere la tecnica migliore: la passione. Daniela Malabaila

Sopra: Dark Lady, tecnica mista su tela, 60x50 cm. Sotto: Mistico, acrilico su tela, anno 2013, 30x40 cm.

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Dalle forme della tradizione all’action painting

Mario Cianciotti

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ittore autodidatta classe 1943, ha cominciato il suo percorso per puro caso e col tempo la pittura è diventata una vera passione che lo ha portato ad approfondire la sua tecnica con continue innovazioni. I suoi primi quadri erano solo ed esclusivamente figurativi e parlavano del suo passato vissuto tra scorci ed antiche masserie del territorio dove ha sempre vissuto; successivamente ha scoperto e approfondito la tecnica del dripping, con la quale ha dimostrato il meglio del suo lato artistico. La sua creatività è stata molto apprezzata in tutte le esposizioni a cui ha partecipato, facendo conoscere ancora di più la sua storia artil stica in tutta Italia. s

Sole d’estate acrilico su tela, anno 2014, 94x80 cm.

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Invasione Aliena acrilico su tela, anno 2014, 100x70 cm.


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Tramonto di primavera acrilico su tela, anno 2014, 97x40 cm.

“Un autore unico, un interprete originalissimo, un adepto della suggestione espressionistica astratta, ispirato dalla forte intesa che l’uomo dei primordi stabilisce con la natura, madre e matrigna, le cui manifestazioni atterriscono, meravigliano, affascinano. Cianciotti rappresenta la propria particolarissima sensibilità artistica anche attraverso opere che celebrano il sole d’estate e le sue esplosioni, l’autore si allinea alle popolazioni pre-colombiane, ai Babilonesi, agli antichi egizi. Il suo è lo sguardo che osserva il Dio Sole dalla piramide maya. Cianciotti sembra assorbire, sintetizzare e restituire attraverso le sue opere, realizzate con la sensibilità dello sciamano attento all’armonia tra vivente e creato, la devozione dei popoli antichi per la stella fondamento della nostra vita. Le sue sono tele svuotate da figure e riempite da colori che esplodono in senso lineare, circolare, in volute di cromie che trafiggono lo sguardo, affascinano e catalizzano l’estimatore. Con questo autore si attraversa un limite sottile. Una quasi impercettibile linea di confine tra ragione e anima allo stato pure, si percepiscono miracoli cosmici che conducono altrove, al di là degli spazi conosciuti, verso mondi ignoti, è anche un muoversi in profondità, giù verso le regioni delle pulsioni dell’inconscio, verso il magma turbolento dove si originano le vaghe luci che la ratio percepisce, incanala e addomestica. Come non assimilare la sensibilità e la tecnica di Cianciotti a quella di

Jackson Pollock, il grande interprete americano dell’espressionismo astratto del secolo scorso, come non intuire anche in questo autore la concezione di arte come elemento totalizzante, non si può condividere che non si può creare arte senza sentirsi parte dell’opera d’arte.” Carla Grassano

Sole d’oriente acrilico su tela, anno 2014, 97x97 cm.

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Fiorenza Orseoli Passione e colore nelle sue opere “L’artista trevigiana Fiorenza Orseoli plasma con rilevante entusiasmo ogni sfumatura della vita. Luoghi e figure sono il frutto di una sublime fantasia che,tra tradizione e sperimentazione,si serve di vari elementi quali il truciolato, l’acrilico, la sabbia egiziana, la tela cotone ed i fondi di caffè;il tutto per dar ampio respiro alle sue inedite intuizioni iconiche. La visione di Fiorenza si estende dalla ricerca bidimensionale delle figure (poste anche di profilo) della pittura etrusca, ai richiami surrealisti o di taglio compositivo cubista, alla semplicità infantile e naturalezza naïf, l’impronta astrattiva di Paul Klee, il gioco dei colori puri nei papier découpé di Matisse, fino al contemporaneo “Superflat” di Takashi Murakami. La pittrice si avvale di un’ampia gamma di stili che le permettono di produrre, senza alcuna sovrapposizione, opere dagli aspetti quasi “musicali”, autentiche note da ascoltare nel silenzio dell’anima. Proprio dalle sue stesse parole percepiamo questa sua rara sensibilità: “L’importante è che l’opera emozioni in qualche modo chi la osserva. Se ho raggiunto questo sono felice.” L’artista aspira ad una bellezza che attraversa i sensi, pagine di

La famiglia Gatti polimaterico su tela di cotone, acrilici, pasta al quarzo, pastina, sabbia egiziana 100x80 cm. @copyrigh. Fiorenza Orseoli

un universo dalla profonda intimità visiva e percettiva, storie oniriche che coinvolgono il fruitore introducendolo in una dimensione fiabesca. L’adorazione attenta e magica di Fiorenza Orseoli che attraversa l’esistenza fin dentro l’istante mi ricorda i bellissimi versi di Alda Merini: “Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle, sentire gli odori delle cose, catturarne l’anima. Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo. Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore.” Danilo Giusino Strada facendo polimaterico su tela di cotone, acrilici, oro, rafia, pastina, pasta d’acciaio, sabbia egiziana 74x94 cm. @copyrigh. Fiorenza Orseoli

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Nunzia Pappalardo

“Il punto di partenza della mia riflessione artistica, è la natura, unitamente alle forze che essa sprigiona. Il soggetto osservato diventa soltanto un pretesto per esplorare al di là, nell’intimo. L’obiettivo finale è quello di spiazzare l’osservatore, il quale è attratto inizialmente dal colore, per essere poi conquistato dal groviglio in bianco e nero in cui si immerge. Gli accostamenti così scaturiti, forti ed apparentemente discordanti, si ritrovano poi in un’armonia compositiva finale che si traduce in un’esperienza artistica estremamente personale.” Nunzia Pappalardo

Fontana a Zafferana acrilico su tela anno 2014 50x70 cm.

Andrea Folli

The moon foto, stampa su dibond, 100x60 cm.

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Salvatore Ponti Impressioni neo-figurative

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alvatore Ponti vive e lavora a Torvajanica, in provincia di Roma. Autodidatta pittore neo-figurativo impressionista, ha partecipato a numerose mostre presso la galleria “Pentart”,vincendo l’omonimo premio. Inoltre ha partecipato ad esposizioni biennali a Torvajanica ed a numerose mostre nella famosa ed artisticamente attiva via Margutta, alla “Galleria Consorti” ed alla galleria “Il Leone” a Roma riscuotendo pareri favorevoli della critica. Molti i premi ed i riconoscimenti ricevuti, sia in Italia che all’estero. Salvatore Ponti rappresenta una figura emergente nel panorama artistico Italial no. s

The love tha’s in you (L’amore che è in tè) olio su tela 50x70 cm.

Cavalli nella nebbia olio su tela 70x50 cm.

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Massimo Cattaneo

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artista bergamasco, allievo del Maestro Mario Angelo Rossi, scolpisce il legno e lo arricchisce di colore e sfumatura. Ultimamente abbiamo potuto ammirare la sua arte a Contemporanea 2014, e lo potremo ritrovare dal 22 al 25 marzo a Vernice Art Fair a Forlì. Molti i riconoscimenti ottenuti, tra

Ladro umiliato, bassorilievo su cedro, anno 2012, 80x50x4cm.

cui il prestigioso Premio Biennale Gondola dell’Arl te 2014, ricevuto da ArtExpò Gallery. s

Due amiche, bassorilievo su cedro, acrilico, anticante, gommalacca, anno 2012, 80x50x4cm.

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Tony Favre ed il suo mondo in bilico di legno scolpito

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ony Favre, aostano di nascita, vive e lavora a Genova. La sua preparazione artistica avviene nell’età giovanile, frequentando contemporaneamente atelier di artisti francesi ed italiani, imparando e affinandosi sempre di più durante le prime esposizioni nel Nord Italia. Con il trasferimento a Genova comincia una nuova fase della sua vita, la luminosità della Liguria influenzerà le sue opere, ora folgoranti per la solarità dei colori e la comunicatività delle forme. Nel 2011 nasce il progetto “Il mondo in bilico”, coperto da marchio registrato, che si sviluppa in opere grafiche, quadri bassorilievi e sculture. “Il mondo in bilico” è rappresentato con sculture in legno interamente lavorate e dipinte a mano, opere evocative che svelano una visione positiva di un mondo sempre in bilico che coinvolge tutti, opere che trasportano l’osservatore in un mondo onirico. È proprio con l’opera di questo originalissimo progetto, “Il Borgo degli Artisti”, che Tony si è aggiudicato il Premio Copertina partecipando al Biancoscuro Art Contest 2014. Vincenzo Chetta

Il Borgo degli Artisti legno scolpito anno 2013, 65×130 cm.

Tony Favre sarà presente con un suo stand ad Arte Genova 2014 127


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Le fotografie di Steve McCurry Oltre lo sguardo, mostra evento a Monza

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itratti e fotografie di un artista che ha capito il senso dell’arte e della non forzatura di essa. Monza ospita questo evento presso Villa Reale, secondo piano, dal 30 Ottobre 2014 al 06 Aprile 2015. Evento da non perdere, perchè unisce lo spettatore all’artista, attraverso i colori forti e penetranti delle sue opere. Steve McCurry è nato il 24 febbraio 1950

in un piccolo sobborgo di Philadelphia in Pennsylvania. Ha frequentato la High School Marple Newtown nella Contea di Delaware e si è poi iscritto presso la Penn State University per studiare fotografia e cinema, per ottenere poi una laurea in teatro nel 1974. Si interessò molto alla fotografia quando iniziò a fotografare per il quotidiano della Penn State: The Daily Collegian. Dopo aver lavorato al Today’s Post presso il King of Prussia per due

Un uomo anziano della tribù Rabari, Rajasthan, 2010 An elderly man from the Rabari tribe, Rajasthan, India, 2010 ©Steve McCurry

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BIANCOSCURO RIVISTA d’ARTE Versione completa su http://artshop.biancoscuro.it per informazioni: biancoscuro@liberementi.it Cammelli e giacimenti di petrolio, Kuwait, 1991 Camel and oil fields, Kuwait, 1991 ©Steve McCurry

anni, partì per l’India come fotografo freelance. È stato proprio in India che McCurry ha imparato a guardare ed aspettare la vita.

“Se sai aspettare, le persone si dimenticano della tua macchina fotografica e la loro anima esce allo scoperto.” Steve McCurry

La prima rassegna artistica italiana di McCurry risale al 2009, quando espose a Milano a Palazzo della Ragione, ed il pubblico già si vide travolto dal vol-

to dell’ormai famosa “Ragazza Afghana dagli occhi verdi”. Da allora sono passati più di 500.000 visitatori nelle mostre dedicate all’artista e lo stesso ha visto aumentare la sua capacità d’espressione e fotografica. Nel 2013 ha incarico della stesura del calendario “Pirelli 2013” ed il progetto “The last roll” realizzato per l’ultimo rullino prodotto dalla Kodak. In questi anni ha conosciuto civiltà diverse grazie ai suoi viaggi di lavoro attraverso l’India, la Birmania, l’Italia, Afghanistan, Cambogia, Giappone, Brasile, Africa, ma è proprio in Afghanistan che realizza il suo primo importante Reportage. L’evento nasce grazie all’intervento di Civita e SudEst57, le quali hanno deciso di realizzare una nuova mostra, per presentare il lavoro dell’artista in una nuova prospettiva, che, a partire dai suoi inimitabili ritratti, si spinge “oltre lo sguardo”, alla ricerca di una dimensione quasi metafisica dello spazio e

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dell’umanità che lo attraversa o lo sospende con la sua assenza. Oltre le porte e le finestre, oltre le cortine e le sbarre, oltre il dolore e la paura. Tra linee di fuga e riflessi che si confondono con le architetture della Villa Reale in un suggestivo gioco di rimandi. La mostra si sviluppa a partire dai lavori più recenti di Steve McCurry e da una serie di scatti che sono legati a questa sorprendente ricerca, anche se non mancano alcune delle sue immagini più conosciute, a partire dal ritratto di Sharbat Gula, che è diventata una delle icone assolute della fotografia mondiale. Oltre a presentare un’ inedita selezione della produzione fotografica di Steve McCurry, la rassegna intende raccontare l’avventura della sua vita e della sua professione, anche grazie ad una ricca documentazione e ad una serie di video costruiti intorno alle sue “massime”. Per seguire il filo rosso delle sue passioni, per conoscere la sua tecnica ma anche la sua voglia di condividere la prossimità con la sofferenza e talvolta con la guerra, con la gioia e con la sorpresa. Per capire il suo modo di conquistare la fiducia delle

persone che fotografa: «Ho imparato a essere paziente. Se aspetti abbastanza, le persone dimenticano la macchina fotografica e la loro anima comincia a librarsi verso di te.» Claudio Raccagni

Steve McCurry parla con un uomo della tribù Surma, Omo Valley Ethiopia, 2012 Steve McCurry speaking with men of Suma tribe, Omo Valley

Operai su una locomotiva a vapore, India, 1983 Workers on a steam locomotive, India, 1983 ©Steve McCurry

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Ethiopia, 2012 ©Steve McCurry


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BIANCOSCURO RIVISTA d’ARTE Versione completa su http://artshop.biancoscuro.it per informazioni: biancoscuro@liberementi.it Bambini della tribù Kara che guardano attraverso le finestre, Omo Valley, Ethiopia, 2013 Children from Kara tribe look through windows, Omo Valley, Ethiopia, 2013 ©Steve McCurry

Passo un sacco di tempo a guardare facce e facce e le facce sembrano raccontarmi una storia. Quando su un volto è scavato qualcosa dell’esperienza di vita, so che la foto che sto scattando rappresenta molto di più del semplice momento. So che qui c’è una storia. Cerco il momento incustodito, l’essenza dell’anima che fa capolino, l’esperienza scavata sul volto di una persona. E qualche volta capita che l’immagine appaia come se fosse il frutto di una lunga interazione, quando di fatto è stata brevissima. Steve McCurry

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Il Re delle Alpi: Walter Bonatti Fotografie dai grandi spazi

Antartide (quadrante neozelandese). Novembre dicembre 1976 ©Walter Bonatti/Contrasto

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un racconto epico, la vita di Walter Bonatti: alpinista, esploratore, fotografo, divulgatore, un uomo alla ricerca dell’uomo e alla scoperta del mondo. Forse alle generazioni più recenti il suo nome dirà poco o nulla, ma per chi è stato giovane negli anni Sessanta e Settanta, Walter Bonatti era “il re delle Alpi” e la sua figura ha certamente contribuito a costruire l’immaginario collettivo degli italiani del secondo dopoguerra. Per questo, descriverne le gesta, quasi fosse un novello Ulisse, è come leggere un libro di avventure o un romanzo fantastico: “La realtà è il cinque per cento della vita. L’uomo deve sognare per salvarsi”, disse una volta. Eppure è tutto vero, tutto accaduto. Ed è proprio al pubblico di oggi

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che si rivolge la mostra milanese a lui dedicata “Walter Bonatti. Fotografie dai grandi spazi”, in corso fino all’8 marzo 2015 presso il Palazzo della Ragione Fotografia, a cura di Alessandra Mauro e Angelo Ponta, progetto che si inserisce nel palinsesto culturale “Milano Cuore d’Europa”. La vocazione per la montagna e le scalate arriva a Bonatti negli anni 1948-49 quando, appena diciottenne, affronta le prime cime alpine. È del 1954, invece, l’impresa che, per vari versi, segnerà in maniera definitiva la sua vita e il suo intimo percorso di crescita: la scalata alla vetta himalayana del K2, che ben presto diventerà “il caso K2” per via delle discrepanze tra la versione ufficiale del capo spedizione Desio e ciò che Bonatti racconterà nella sua autobiografia, riguardo i fatti occorsi

nella notte tra il 30 e 31 luglio. La versione definitiva arriverà cinquant’anni dopo e darà ragione a Bonatti. Mai stanco e mai sazio, nonostante le dure prove e le cocenti delusioni, il re delle Alpi continuerà a conquistare le cime più estreme e ad aprire nuove vie, fino all’addio definitivo alle scalate in solitaria, nel 1965. Subito, per lui, si apre però un’altra strada: accetta infatti la proposta del settimanale Epoca ed inizia così a viaggiare negli angoli più sperduti del pianeta col compito di raccontare, attraverso scritti ed immagini, le proprie avventure. In quasi quindici anni, tra deserti, oceani e ghiacciai, Bonatti documenterà oltre cento mete con reportages di grande successo. Quella di Milano diventa così la prima retrospettiva dedicata al suo mestiere di fotografo e narratore dei grandi spazi. Grazie al fondamentale apporto dell’archivio Bonatti, si potranno ammirare in mostra i maestosi autoritratti ambientali, dove l’esploratore dà prova di un insospettabile talento fotografico. Egli, infatti, non improvvisa mai lo scatto ma lo studia con cura e precisione: decide l’inquadratura, programma il suo ruolo attivo all’interno dell’immagine, si pone davanti e dietro l’obiettivo, dando vita al racconto dell’avventura e, contemporaneamente, al “romanzo dell’io”. Quest’originale approccio con le vastità che lo circondano, restituisce appieno l’incanto esplosivo della natura e della meraviglia, quasi bambinesca, di Walter Bonatti di fronte alle nuove scoperte


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di cui è attore protagonista e cronista meticoloso. Aver scelto come sede il Palazzo della Ragione, spazio espositivo interamente dedicato alla fotografia e che ha già ospitato le retrospettive di due grandi maestri contemporanei quali Sebastião Salgado e Yann Arthus Bertrand, è quindi l’omaggio che la città di Milano, in vista dell’Expo 2015, vuol rendere a Bonatti, inguaribile innamorato della Terra e delle sue bellezze. Con l’ausilio di video e documenti inediti, lo spettatore ripercorre le avventure e le vicende esistenziali dell’alpinista italiano, avvicinandosi man mano al suo modo disarmato, profondamente curioso e genuino di rapportarsi alla natura e alle sue sfide, una natura spesso ostile e crudele, magari, ma sempre leale nei confronti di chi ha saputo rispettarla, fino alla fine. Federica Senigagliesi

BIANCOSCURO RIVISTA d’ARTE Villaggi e popolazioni toradja (centro isola Sulawesi), Indonesia. Versione completa su http://artshop.biancoscuro.it Dicembre 1974 © Walter Bonatti/Contrasto per informazioni: biancoscuro@liberementi.it

Walter Bonatti. Fotografie dai grandi spazi dal 13 Novembre 2014 al 8 marzo 2015 Palazzo della Ragione - Milano INFO T. 02 433-535-35 www.palazzodellaragionefotografia.it ORARIO: tutti i giorni dalle 9.30 alle 20.30 giovedì e sabato dalle 9.30 alle 22.30 lunedì chiuso

Deserto del Namib, Namibia. Aprile Maggio 1972 © Walter Bonatti/Contrasto

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Mattia Mascagni La quotidianità nei suoi intensi scatti

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amore e la passione per la fotografia hanno spinto Mattia Mascagni ad esprimere la propria sensibilità attraverso scatti che ritraggono la quotidianità inquadrata attraverso gli occhi dell’anima. La sua espressione artistica è stata esposta in diverse locations di Bologna e dintorni, fra cui il Palazzo dei Musei di Modena. Vincitore del Trofeo Artista dell’anno 2013, organizzato da ArtExpò Gallery, è stato selezionato fra gli artisti che hanno partecipato alla Prima Biennale della Creatività svoltasi a Verona a febbraio 2014 inaugurata dal Prof. Vittorio Sgarbi ed ha partecipato alla mostra collettiva presso la Royal Opera Arcade Gallery di Londra svoltasi nel marzo 2014. Sempre nel marzo 2014 ha partecipato all’esposizione Premio Trinacria presso il Museo d’Arte di Monreale. I suoi interessi si concentrano sulla natura, gli oggetti, l’essere umano, ma ama particolarmente lo studio inerente alla parapsicologia, è infatti ricercatore di fenomeni paranormali ed ha collaborato per importanti format televisivi trasmesl si su reti nazionali. s

Through The Window B/N in pellicola anno 2012 20x30 cm.

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INFO mattia.mascagni@libero.it


GR Art Gallery Inc. 191 Hillside Avenue, New York 10703 USA tel. +1.914.434.1906 fax +1.718.708.4767 www.grartgallery.com Per richiesta informazioni e contatti in italiano: biancoscuro tel 0382.1902778 e-mail: info@biancoscuro.it

l b

biancoscuro P a r t n e r


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Arte&Artisti

Annunci gratuiti per vendere o comprare, per ricerca contatti o proporre il proprio sito, mostra o manifestazione Da: Christian Nguyen <cnfracturedeloeil@gmail.com> Nel mese di febbraio a Parigi. christiannguyen.odexp.com (nella foto sotto la locandina) 5 FEVRIER ... RÉSERVEZ BIEN CETTE DATE !

ECRITURES

Exposition Christian Nguyen

Da: Erika Norando <info@casamerica.it> La mostra “Color y vida: 20 artisti per Frida Kahlo”, è visitabile sino al 21 febbraio presso il Loggiato di Palazzo San Giorgio a Genova. (nella foto sotto la locandina)

Da: ArtExpò Gallery <info@artexpo-gallery.it> Oggetto: Arte Cremona Ultime occasioni per partecipare ad Arte Cremona 2015, rinomata fiera d’Arte Contemporanea e Moderna. Richiedi il bando di partecipazione e gli spazi ancora disponibili. Il termine per iscriversi è il 28 febbraio 2015. Con la partecipazione è abbinata la pubblicazione sullo “Special Arte Cremona” su Biancoscuro. Richiedi maggiori informazioni scrivendo a info@artexpo-gallery.it

Love : Techniques mixtes sur toile de lin - 1m x 1m

Du 2 au 28 février 2015 «Chez Georges» 11 rue des Canettes, 75006 Paris

Contact exposition, Isabelle Guyot : 06 03 70 73 57 Site : http://christiannguyen.odexpo.com

Da: Marcello Sassoli <msassoli@skynet.be> L’artista cerca la conoscenza perchè l’arte è conoscenza. Creiamo una comunità di artisti per l’Arte! Da: Michela Savastano <mike.savy1973@gmail.com> Invita i lettori a visitare la sua pagina Facebook: Miky Savy’s Dream

Da: José Tavares <ikniee@hotmail.com> I’m developing a new global artistic and symbolic code since 97: The Iknie Code, at my sites. www.iknies.com Iknie is also art, also signing, symbol, game, body, communicating writing and many others. This new invention can be developed along decades and gives us a new tool that all can use. It is our first symbology. Made of simple lines, the Iknies could be also made by computers what would be very revolutionary. Global symbols connected to contemporary art as a tool for global communicating. I would like you to know in detail what represents the use of this new writing centered on human body. (nella foto sotto un’opera del progetto)

Da: Filippo Fossati <ffossati@nationalacademy.org> Self: Portraits of artists in their absence, mostra curata da Filippo Fossati, Maurizio Pellegrin e Diana Thompson, dal 29 gennaio al 3 marzo 2015 al National Academy Museum, New York.(nella foto sotto la locandina)

Da: Matilde Tiriticco <matilde.tiriticco@gmail.com> Fino al 6 febbraio è visitabile la mostra di Roberta de Jorio: “La Quantica del Colore”, all’Atelier Home Gallery. (nella foto sotto la locandina)

Da: Annamaria Rosa Scotti <artistanomade@yahoo.it> Studio Sitael in Vicolo dei Lavandai 4, Milano. Atelier aperto al pubbico e spazio espositivo dell’artista Annamaria Rosa Scotti.

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CATALOGHI d’ARTE

Da: Gionatan Alpini <tropicalhouse@libero.it> LA VECCHIA ROMAGNA Alpini Gionatan 2014 espone le sue opere d’arte presso lo studio sito in via Righi 1, piazza Albizzi, Cesena. (sotto una sua opera Dal ciclo di opere manifesto “LA VECCHIA ROMAGNA”)

Da: Atelier Gabril <gabriele-neuert@web.de> Gabrill, selezionato e premiato alla 1ª Biennale di Cesenatico - Trofeo Leonardo da Vinci, invita i lettori a visitare il suo www.gabriele-neuert.com/

Ai lettori

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ARTE Padova, intervista Sky TV a Athos Faccincani

L’editore con il Maestro Antonio Nunziante

Arte Genova con l’artista Gianmaria Potenza

Con Lallo e Pepe dei DIK DIK e Mariarosaria Belgiovine

Redazione: Via Vittorio Emanuele, 32 - 26841 Casalpusterlengo (LO) www.artecollezionismo.com - 3405820407 - francesco.chetta@yahoo.it 137


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