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STORIA E CULTURA

STORIA E CULTURA

Tutte le pandemie che hanno cambiato il mondo

La peste accelerò il crollo dell’Impero romano e nel XIV secolo decimò la popolazione europea. L’influenza spagnola colpì un terzo degli abitanti del pianeta di BIANCA GIAMMANCO

@BiancaGiammanco

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quattrocolonne-news.it

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el marzo 2020 l’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato il coronavirus una pandemia. La storia dell’uomo è cadenzata da momenti in cui virus e batteri hanno bussato alle porte della società. Alcuni lasciando un marchio indelebile. Nel 165 a.C., l’Impero romano fu scosso da un’ondata di morti improvvise. L’infezione, probabilmente vaiolo o morbillo, fu portata dalle truppe di ritorno da una campagna in Medio Oriente. Imperversò per oltre trent’anni, uccidendo tra 5 e 30 milioni di persone, tra cui l’imperatore Lucio Vero. Secondo lo storico tedesco Niebuhr, il mondo antico non si riebbe mai dal colpo inflitto dalla piaga, che creò le condizioni per il declino dell’Impero romano d’occidente. Ancora più letale fu la peste di Giustiniano, marzo 2020

da molti considerata uno spartiacque tra l’Antichità e il Medio Evo. Nel 541 d.C., da un porto egiziano si diffuse a macchia d’olio in molti paesi del Mediterraneo tra cui l’Italia. Oltre a un impatto demografico devastante – le vittime furono circa 50 milioni – la pandemia influì sull’economia, paralizzando la maggior parte degli scambi commerciali e i lavori agricoli. Condizionò le mire espansionistiche dell’Impero romano d’oriente e ridusse i conflitti per la mancanza di uomini da arruolare. La peste si protrasse per oltre due secoli e favorì lo sviluppo di regni romano-barbarici. Anche per questo, molti storici concordano sul fatto che possa considerarsi una concausa del crollo dell’Impero bizantino. L’artefice fu la Yersinia pestis, un batterio trasmesso dal morso delle pulci che vivono sui ratti.

Durante l’influenza spagnola, 1918-1920, molte palestre di scuole e licei vennero attrezzate per rispondere alla mancanza di posti letto negli ospedali

E fu proprio quel batterio, nel 1348, a sbarcare nei porti europei insieme alle merci che arrivavano dall’Asia. Nel giro di due anni fece 25 milioni di morti. Quasi un europeo su tre. La peste nera così chiamata per le macchie che comparivano sul corpo dei malati – intensificò devozione e superstizione tra le gente. Le processioni per le strade erano continue e gli ebrei e i lebbrosi venivano perseguitati poiché accusati di aver scatenato l’ira divina. Secondo alcuni storici come Egon Friedell, la peste nera portò alla fine del feudalesimo, gettando le basi per la nascita del capitalismo. Nei secoli successivi si susseguirono ondate di vaiolo e morbillo (dal 1492, con l’arrivo dei colonizzatori europei in America, milioni di indigeni ne morirono) e di colera. Ma bisogna fare un salto temporale e arrivare al triennio 1918-1920 per trovare la peggiore pandemia della storia contemporanea. L’influenza spagnola si diffuse mentre era ancora in corso il primo conflitto mondiale, e le condizioni igenico-sanitarie delle trincee probabilmente ne favorirono la diffusione. Provocò tra i 40 e i 50 milioni di morti, e contagiò quasi un terzo della popolazione del globo. Diversamente dalle altre epidemie influenzali, la spagnola uccise prevalentemente giovani adulti, con un’età compresa tra i 20 e i 40 anni. Il virus rallentò le attività belliche su tutti i fronti e contribuì, sul lungo periodo, alla diffusione dell’assistenza sanitaria universale. L’ultimo salto temporale ci porta al 1980, quando in America alcune persone iniziarono ad ammalarsi. Il mistero venne presto svelato: si individuò la sindrome da immunodeficienza acquisita, Aids. Probabilmente nessuna pandemia ebbe un impatto così forte sulla cultura occidentale moderna. Temi come l’omosessualità, la tossicodipendenza, l’uso del preservativo entrarono nel dibattito pubblico. Dallo sviluppo del virus derivò un campionario di fake news e stigma contro le minoranze. Per la prima volta emerse un certo attivismo civile e sociale: vennero creati gruppi di aiuto per sostenere le persone che si ammalavano, si regolamentarono l’assistenza domiciliare e il day hospital. Ad oggi, le vittime in tutto il mondo sono 32 milioni. È ancora presto per dire se anche l’emergenza da Covid 19 – che in questo momento sta stravolgendo la nostra quotidianità – lascerà una traccia nella storia. Q quattrocolonne-news.it

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