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ARTI E MESTIERI

I PERSONAGGI

Le star di una grande storia Sante, giuristi e condottieri: la vita, le gesta e gli studi di tre campioni della nostra regione vissuti fra il dodicesimo e il quindicesimo secolo

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voler scegliere tra i protagonisti del Medioevo umbro si fa una grande fatica, tanti sono i personaggi che hanno lasciato un segno nel territorio. Federico II è senz’altro uno di questi. Stupor Mundi. Lo chiamavano così i suoi contemporanei. È stato re di Sicilia, duca di Svevia, imperatore del Sacro Romano Impero e re di Gerusalemme. Sovrano illuminato e mecenate delle scienze e delle arti, nella sua corte vennero accolti i principali uomini di cultura del tempo: matematici, astronomi, musici, filosofi, medici e legislatori, senza discriminazioni di razza o fede. Nacque a Jesi il 26 dicembre 1194, nel territorio del ducato di Spoleto, oggi nelle Marche. Figlio di Enrico VI e di Costanza D’Altavilla, venne battezzato ad Assisi e trascorse i primi

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quattro anni di vita a Foligno. Incoronato quando era solo un bambino, dovette fare i conti da subito con il feroce scontro fra il papato e l’impero che coinvolse le realtà comunali del ducato di Spoleto e della Marca Anconetana. Si trattava di un territorio di primaria importanza, snodo fra il Regno di Sicilia e i domini tedeschi. «Sono pochi a sapere quanto questo personaggio sia stato influente nella regione» ci spiega Calogero Alessi, presidente dell’Associazione Umbra Federico II Hohenstaufen. «Stiamo lavorando a un progetto con le istituzioni locali per creare un itinerario federiciano che possa arricchire l’offerta turistica in Umbria», continua Alessi. E in effetti, i luoghi che portano tutt’oggi una traccia dell’Imperatore svevo sono moltepli-

Federico II di Svevia, raffigurato in un affresco a Castel del Monte, Andria

Santa Chiara. Affresco di Simone Martini nella Basilica inferiore di San Francesco ad Assisi

Baldo degli Ubaldi e Bartolo de Sassoferrato, raffigurati in due dipinti seicenteschi appesi nella Sala del Dottorato a Perugia

di BIANCA GIAMMANCO @biancagiammanco

marzo 2019


ARTI E MESTIERI

Federico II. Estratto dall’Exsultet, testo liturgico inciso su un lungo rotolo di pergamena di età sveva, conservato al Museo Diocesano di Salerno

ci. A partire dal comune di Montefalco, ai tempi amicizia con Francesco, oggi patrono d’Italia, che Cors Coronae. Secondo la tradizione, fu proprio nel 1209 aveva fondato l’ordine dei Frati MinoFederico a sceglierne il nome, durante uno dei ri. Su suo consiglio, Chiara scappò di casa per soggiorni nella cittadina in cui si dilettava ad an- prendere i voti e si recò alla Porziuncola di Asdare a caccia con i falconi. Di Montefalco fece sisi, oggi all’interno della basilica di Santa Maria rafforzare le mura mentre a Castiglione del Lago, degli Angeli. Qui Francesco le tagliò i capelli e nel 1247, costruì la Rocca del Leone, una fortezza le fece indossare il saio. Dopo alcune esperienze con le monache beutilizzata come punto nedettine e con le bedi riferimento nelBaldo e Bartolo ghine, Chiara fondò lo spostamento delle l’Ordine femminile truppe. sono tra i massimi giuristi delle «povere recluse» A differenza di dell’età del diritto comune (chiamate in seguiPerugia, città storicato Clarisse). Con un mente legata ai guelfi folto gruppo di donfilo papali, Foligno ne che si raccolse attorno a lei, visse in clausura rappresentò un baluardo imperiale. Federico II seguendo la regola scritta per loro da Francesco. sentiva di avere un fortissimo legame con la città Donna coraggiosa e tenace, nel 1216 chiese e dove trascorse i primi anni di vita e, nel 1240, vi ottenne da papa Innocenzo III il Privilegio della organizzò un incontro di tutti i ghibellini dell’IPovertà, il permesso di vivere senza rendite di catalia centrale. A Spello fece edificare la rocca del pitali mobili o immobili. Alla sua morPianello mentre a Gualdo Tadino ordinò la cote, avvenuta nel 1253, le clarisse sparstruzione delle mura castellane. Federico se in tutto il mondo riempivano già soggiornò a Terni per almeno un mese centoventi monasteri. Due anni dopo, dove, nel 1247, tenne un’assemblea degli papa Alessandro IV la proclamò Santa. ordini del Sacro Romano Impero. Oggi, a Perugia, nel monastero di La sua immagine la troviamo in più clausura di Sant’Agnese, ci sono trediluoghi dell’Umbria, come sulla facciata delci clarisse. Suor Maria Chiara vive lì da la chiesa San Michele di Bevagna o nella trentacinque anni e parlandoci dell’imBasilica di Assisi, dove compaiono una testa portanza di avere radici sempre nello coronata, il simbolo e il stesso posto, cita Bauman e la sua “sonome dell’imperatore. cietà liquida”. Le parliamo attraverso Il sovrano espresse una grata che simbolicamente le più volte apprezzaprotegge dal mondo esterno. Ma mento e interesse per come lei stessa ci spiega, quel l’ordine mendicante fondato mondo è sempre più vicino anche da Francesco e, in diverse occagrazie, o per colpa, di internet e sioni, citò alcune sue preghiere. dei computer. Secondo la tradizione, nel 1241 A quasi mezzo secolo di dile truppe imperiali, partite alla stanza dalla santificazione conquista di Assisi, furono di Chiara, nacque Bartobloccate da Santa Chiara con lo da Sassoferrato (1313 l’esposizione dell’ostensorio. o 1314/1354 o 1358), forse Chiara nacque nel 1193, il massimo giurista del XIV un anno prima di Federico II. secolo. Allo Studium di PeCresciuta nella tradizione crirugia, una fra le più antiche stiana all’interno di una nobile Università d’Italia, arrivò a famiglia assisana, già da bambiquattordici anni. Seguì le na partecipò a numerosi pellelezioni di diritto di Cino da grinaggi. Pistoia e, contemporaneLa svolta nella sua vita deriamente, venne istruito dai vò dall’incontro e dalla profonda quattrocolonne-news.it

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ARTI E MESTIERI frati della chiesa di San Francesco al Prato. A Bologna ottenne la laurea e le insegne dottorali e, dopo aver lavorato come giudice a Todi e professore a Pisa, tornò a Perugia dove insegnò fino alla morte, diventandone anche cittadino. Ebbe numerose cariche in città tra cui, come ci ricorda Ferdinando Treggiari - professore di storia del diritto all’Università di Perugia, alla Luiss di Roma e autore del saggio Le Ossa di Bartolo - quella di «Priore del collegio dei giudici». «Nel 1355 - continua Treggiari - fu anche scelto per rappresentare Perugia nella missione diplomatica presso l’imperatore Carlo IV». L’immensa fama lo circondò quando era ancora in vita: tra i suoi meriti vi è quello di aver portato alle vette più alte la tecnica del ‘commento’; fu maestro e poi collega di Baldo degli Ubaldi. Considerato anch’egli fra i massimi giuristi dell’intera età del diritto comune, Baldo (13271400) nacque e insegnò per gran parte della sua vita a Perugia. La diffusione su scala europea delle sue opere le ha rese pilastri del sistema delle fonti accademiche e normative nell’età moderna. Pioniere del genere biografico (scrisse la prima storia della giurisprudenza), civilista e canonista, nel corso della sua carriera compose più di tremila consilia, pareri legali indirizzati al giudice o a privati cittadini. Baldo tenne cattedra anche a Pavia, dove trascorse l’ultimo decennio della sua vita e dove è sepolto. Q

La Chiesa di San Francesco al Prato di Perugia (XII secolo) dove è sepolto Bartolo da Sassoferrato e a cui il giurista destinò per testamento la sua biblioteca

La targa dedicata a Baldo degli Ubaldi sulla facciata della casa dove visse in una strada del centro storico di Perugia (oggi “via Baldo”, in suo onore)

Maria Chiara, una delle tredici clarisse che vivono nel monastero di clausura di Sant’Agnese a Perugia

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marzo 2019

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Le star di una grande storia  

articolo di Bianca Giammanco pubblicato sulla rivista Quattro Colonne di marzo 2019

Le star di una grande storia  

articolo di Bianca Giammanco pubblicato sulla rivista Quattro Colonne di marzo 2019

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