Page 1

SENOUFO FOTOGRAFIE DI YLENIA ZAMPIERON

TRA RITO E TRADIZONE


A mamma e papĂ , per avermi lasciato camminare da sola ed essersi fidati di me in ogni momento


Introduzione di Ylenia Zampieron

SENOUFO

TRA RITO E TRADIZIONE Fotografie di Ylenia Zampieron


INDICE

In copertina: Baala, Mali 2009 Un guaritore del villaggio all’interno del suo orto di erbe medicamentose Stampato da FotoSystem - Vicenza nel mese di settembre 2009 Grafica: Ylenia Zampieron

INTRODUZIONE INTORNO AL VILLAGGIO IL VILLAGGIO SENOUFO LA FAMIGLIA: CYNMPOROGO LA CRESCITA E LO SVILUPPO USI E COSTUMI SENOUFO L’AGRICOLTURA ALTRE OCCUPAZIONI LA SPIRITUALITA’ SENOUFO SALUTE E MEDICINA LA MUSICA E IL GIOCO RINGRAZIAMENTI

11 13 19 37 57 69 93 109 123 137 149 161


È ancora presto quando, dopo 137 km su strade asfaltate, Ely che conduce la moto svolta a sinistra, tagliando bruscamente la carreggiata opposta: i cartelli stradali indicano Watiali, villaggio Senoufo, disperso in mezzo alla savana del Centro Africa, tra la giungla e il nulla. Mancano ancora 70 km, da percorrere su strade sterrate, e il vento mattutino ha già provveduto a spazzare via dal cielo le nuvole della pioggia della sera prima, così ora il sole comincia ad asciugare, lento, la carreggiata che stiamo percorrendo.

INTRODUZIONE DI Y le n ia Z am p ie ro n

La cosa che più ti colpisce quando sei lì sono le immense distese, l’orizzonte infinito che determina la fine del cielo lungo una linea dove rosso verde e blu sembrano sfiorarsi, leggeri. La moto sobbalza e percorrere la carreggiata, man mano che ci si avvicina al villaggio l’impresa diventa sempre più titanica: l’acqua dell’ultimo acquazzone ha scavato la terra rossa, argillosa, segnando il terreno con solchi che sembrano canyon e rendono difficile la nostra marcia verso la meta. Tra giungla e savana, savana e giungla, il paesaggio è come un video che scorre sotto i miei occhi, facendomi perdere la cognizione del tempo e dello spazio: siamo arrivati. Sorridenti ragazzini, dagli occhi immensamente bianchi e languidi, ti rincorrono gridando “toubabuo, tobabou”, è questo il benvenuto quando si giunge ad un villaggio Senoufo: lo riconosci da lontano, si alza timido tra i bassi arbusti della savana con le sue capanne del colore della terra, sembra uno di quei tipici altipiani, detti inselberge, formazioni rocciose isolate che caratterizzano il paesaggio africano. Sei stordito inizialmente, rimani basito, attonito: natura e uomo qui si fondono, diventano una cosa sola, convivono silenziosamente.

Solo quando il sole ha fatto capolino all’orizzonte, il villaggio inizia a vivere veramente: ragazzine attingono l’acqua dal pozzo, gente giunge alla capanna del divino per chiedere aiuto, donne anziane si recano dal capo famiglia per un consulto e gli adulti si avviano al campo, con carretti trainati da asini, carichi di attrezzi; solo più tardi le donne raggiungeranno gli uomini, per portare loro il pranzo, e iniziare loro stesse a zappare la terra rossa e argillosa. Durante l’unico giorno di festa, il villaggio si raduna al mercato: le donne vi giungono con grandi sacchi di patate, verdura e frutta sul capo, gli uomini con i loro oggetti d’artigianato e i vecchi si tengono compagnia seduti all’ombra di un grande e vecchio albero, il dolho, bevendo birra di miglio e vino di palma. Per una giornata intera tutto il villaggio si ferma, per unirsi in comunione e scambiarsi i prodotti del duro lavoro. Quando il sole comincia a discendere verso la sottile linea dell’orizzonte, è ormai sera e dalla vicina giungla, considerata sacra dai Senoufo, si odono urla di scimmie e uccelli: l’atmosfera diventa magica da quando il sole lascia il posto alla luna che alta nel cielo, illumina il villaggio che dolcemente si addormenta, in attesa di un altro giorno.

La vita inizia con le prime luci dell’alba, quando il sole ancora deve sorgere, ma i raggi che sbucano sull’orizzonte, già testimoniano la sua surreale presenza; dal silenzio della notte, dal buio, lentamente il mondo sembra risvegliarsi: i canti degli uccelli dapprima annunciano la sveglia per le donne, che alzatesi, si avviano al pozzo o lavorando al mortaio, ritmano la pace del villaggio, che ancora non è completamente sveglio. 11


INTORNO AL VILLAGGIO

Watiali, Mali 2009 Un bambino pastore raggruppa le sue pecore nei pressi del villaggio di Watiali, nel sud del Mali

12

13


Il popolo Senoufo è uno dei gruppi etnici più importanti della Costa d’Avorio, del Mali e della Burkina Faso, occupa le vaste regioni dal territorio a sud di Ségou, nel Mali, fino al nord di Bouaké, Costa d’Avorio. Non esiste una data precisa di nascita dell’etnia, probabilmente risalgono ai primi anni del primo millennio, ma le loro origini sono ancora avvolte in un velo di mistero. Apparentemente, dalle testimonianze dei racconti della tradizione Senoufo, al loro arrivo il popolo avrebbe trovato un paese completamente vuoto, libero e fertile. Dunque, è chiaro che terminato il periodo dei grandi spostamenti, i Senoufo stanziatisi nelle zone descritte hanno reso il paese prospero, grazie alla loro profonda conoscenza dell’agricoltura e della coltivazione.

Baala, Mali 2009 Veduta del villaggio dalla campagna circostante 14

Sanzana, Mali 2009

Bivio di Nogolasso, all’entrata del villaggio di Sanzana 15


Gongasso, Mali 2009 Campagna nei pressi del villaggio

16

Watiali, Mali 2009

Resti del vecchio villaggio di Watiali 17


IL

VILLAGGIO

SENOUFO

Baala, Mali 2009 Il villaggio di Baala visto dalla campagna circostante

18

19


Il villaggio Senoufo si presenta come un agglomerato di famiglie, ciascuna delle quali ha in concessione un terreno e l’unione di tutti i terreni delle diverse famiglie radunate all’interno dello stesso villaggio, costituiscono il villaggio stesso. Sul piano sociale l’unità si basa sui rapporti che le diverse famiglie tessono durante il decorso delle diverse generazioni. La porzione di territorio di un villaggio, definita in Senoufo pyenge, è il luogo di residenza di una delle famiglie allargate che abitano il villaggio. Tutte le abitazioni occupano il perimetro della pyenge, mentre al centro vi si trovano altri elementi necessari al sostentamento della famiglia e alle celebrazioni religiose.

Gongasso, Mali 2009 Strada di divisione tra una pyenge e un’altra all’interno dello stesso villaggio 20

Watiali, Mali 2009

Abitazione tipica della donna Senoufo 21


Gongasso, Mali 2009

Abitazione tipica dell’uomo Senoufo 22

Sanzana, Mali 2009

L’interno della capanna dello chief di famiglia 23


Sanzana, Mali 2009

Una bambina sull’ingresso della cucina, aiuta la madre e bada ai fratelli minori 24

Sanzana, Mali 2009 L’interno di una cucina

25


Gongasso, Mali 2009

Il garage, deposito per gli attrezzi di lavoro dei membri di una stessa pyenge 26

Gongasso, Mali 2009

I granai, disposti solitamente al centro della pyenge, sono le strutture dedicate alla conservazione del raccolto 27


Ogni villaggio Senoufo dispone di una serie di luoghi considerati sacri, luoghi di culto comuni a tutto il villaggio che coincidono spesso con il luogo di fondazione o con la foresta adiacente al villaggio stesso. Ogni pyenge, inoltre, dispone di una Casa del Feticcio all’interno della quale si conservano i feticci della famiglia in questione; tale struttura è interdetta alle donne, le quali accedendovi rischierebbero la perdita della fertilità. Davanti alla Casa del Feticcio, sovente nella stagione secca, si celebrano feste e riti di svariato genere che comprendono sempre il sacrificio di animali, danze e musica.

Watiali, Mali 2009 Uno dei luoghi di fondazione del villaggio. La tradizione narra che le orme corrispondano all’impronta del primo uomo e della prima donna giunti al villaggio 28

Watiali, Mali 2009

Luogo di fondazione del villaggio, la tradizione narra che l’unione di questi anelli di ferro, collocati in questo luogo da diversi chief, testimonia il momento in cui diversi villaggi si sono riuniti in un unico grande villaggio 29


Watiali, Mali 2009

Il Bois Sacrè, la foresta adiacente al villaggio considerata sacra e luogo di cerimonia comune 30

Watiali, Mali 2009

Luogo di culto e celebrazione comune a tutto il villaggio, posto al centro della piazza pubblica 31


Ogni famiglia Senoufo porta il nome di un animale, il quale feticcio viene conservato all’interno della Casa del Feticcio: intermediari tra l’uomo e Dio, alla quale l’uomo si appella mediante sacrifici per parlare e raggiungere il contatto con la divinità. Oltre a questi luoghi, che appartengono alla tradizione e al culto animista, oggi i villaggi Senoufo dispongono anche di chiese e moschee, luoghi di culto delle religioni classiche, che in questa cultura subiscono una forte contaminazione da parte della tradizione locale.

Sanzana, Mali 2009 Watiali, Mali 2009

Una Casa del Feticcio in una delle pyenge del villaggio 32

Talvolta le teste degli animali sacrificati in onore dei feticci, vengono poi poste sul tetto della Casa del Feticcio 33


Sanzana, Mali 2009

La chiesa costruita dai missionari che operano nel villaggio 34

Sanzana, Mali 2009 La moschea del villaggio

35


LA FAMIGLIA: CYNMPOROGO

Gongasso, Mali 2009 Una bambina, figlia dello chief del villaggio di Gongasso

36

37


Alla base della società Senoufo v’è la famiglia ampia, detta Cinmporogo, che comprende tutti i componenti consanguinei che discendono da un medesimo antenato. Nella sua struttura il Cinmporogo, è costituito da nuclei familiari minori detti Ntaa composti quindi da padre, madre e figli. Ogni Cinmporogo è guidata da un chief, che solitamente è il componente più anziano della famiglia. All’interno del Cinmporogo tutte le attività e tutti i beni vengono condivisi: gli uomini vanno al campo per coltivare tutti assieme, le donne preparano il cibo aiutandosi l’una con l’altra mentre i bambini vengono accuditi dagli anziani, i quali si occupano della loro educazione e della loro crescita.

Gongasso, Mali 2009 Le donne del villaggio aiutate dalle figlie preparano la cena per gli uomini della famiglia 38

Baala, Mali 2009

Una giovane donna lava i panni al fiume 39


Baala, Mali 2009

Una donna macina il miglia all’interno della cucina 40

Gongasso, Mali 2009

Una ragazzina ha steso i panni davanti alla capanna del capo villaggio 41


Sanzana, Mali 2009

Due donne attingono l’acqua dal pozzo comune del villaggio 42

Watiali, Mali 2009

Una donna porta un vaso d’acqua sulla testa per la doccia del marito 43


Gongasso, Mali 2009

Una donna anziana lavora il cotone, utile per la tessitura, una delle attivitĂ principali del popolo Senoufo 44

Baala, Mali 2009

Una donna aiutata dalle figlie pesta le noci di Kait per fabbricare il burro 45


La donna, all’interno della cultura Senoufo, ricopre un ruolo importantissimo: - essa è portatrice e preservatrice di vita; - essa è guardiana della tradizione; - essa è abile nel lavoro e molto coraggiosa. La donna Senoufo è considerata innanzitutto madre, e solo in un secondo momento moglie, il suo onore e la sua forza sono la fertilità. Essa, è inoltre, un’instancabile lavoratrice dall’animo coraggioso: fa ancora buio quando la donna Senoufo è già alzata per spazzare e pulire la piazza pubblica della pyengè, va ad attingere l’acqua dal pozzo per riempire i recipienti nelle case e scaldarla per la doccia del marito e dei figli; successivamente, prepara la bouille di miglio e il riso e durante la stagione delle piogge si occupa anche del pranzo per i lavoratori al campo.

Gongasso, Mali 2009 Sanzana, Mali 2009

Una donna prepara il pranzo per gli uomini che lavorano al campo 46

Una donna attinge l’acqua dal pozzo comune del villaggio 47


Gongasso, Mali 2009

Alcune donne e un uomo tornano dal campo portando legna per la cena 48

Sanzana, Mali 2009

Una donna pesta il miglio per preparare il pranzo per gli uomini che vanno al campo 49


L’onore e la ricchezza della famiglia Senoufo sono i bambini: considerati le fondamenta della famiglia, sono il bene più prezioso ad essi è tramandata la tradizione. In seguito ai primi 2 anni, i bambini vengono affidati progressivamente ai fratelli e alle sorelle, sempre sotto la super visione degli anziani della grande famiglia. Per i ragazzi i tempi sono leggermente allungati e solo all’età di 7-8 anni cominciano ad accompagnare il padre e i fratelli maggiori al campo, mentre per le ragazze l’inserimento nel mondo degli adulti comincia ben prima, aiutando la madre nelle faccende di casa già a partire dai 6 anni. È evidente quindi che l’infanzia in senso prettamente occidentale, fatta di giochi e zero responsabilità, all’interno del popolo Senoufo non esiste.

Sanzana, Mali 2009 Watiali, Mali 2009

Alcuni uomini del villaggio mangiano tò e salsa, piatto tipico Senoufo 50

Un anziano del villaggio accudisce il nipote 51


Baala, Mali 2009

Lo chief del villaggio mostra ai nipoti come tagliare un pollo 52

Fourou, Mali 2009

L a fascia detta chitenjè, che permette alla donna di tenere con se il bambino nel corso dei suoi primi 2 anni di vita 53


Sanzana, Mali 2009

Una bambina accudisce il fratello 54

Gongasso, Mali 2009

Una madre allatta il figlio durante una pausa dal lavoro nel campo 55


LA CRESCITA E LO SVILUPPO

Sanzana, Mali 2009 Un bambino appena nato

56

57


Come già accennato, i bambini trascorrono i primi due anni di vita con la madre, legati alla sua schiena mediante la chitenjè; successivamente la crecita del bambino viene affidata ai fratelli maggiori e agli anziani i quali accompagnano lo sviluppo fino al momento dell’iniziazione, rito d’accesso all’età adulta. All’età di 7 anni i bambini iniziano ad aiutare i genitori, chi nel campo, chi nel villaggio, imparando diverse mansioni e lavori e assumendo numerose responsabilità. Il legame con la famiglia è molto intenso ma non prettamente fisico: è raro il contatto affettuoso tra i membri di una stessa famiglia, e si potrebbe con ciò affermare che l’amore familiare nel popolo Senoufo è come un “profumo”, è possibile sentirlo ma difficilissimo vederlo.

Fourou, Mali 2009 Un bambino abbraccia la madre 58

Sikasso, Mali 2009

La fascia detta chitenjè, che permette alla donna di tenere con se il bambino nel corso dei suoi primi 2 anni di vita 59


Gongasso, Mali 2009

I bambini della cinmporogo vengono accuditi dagli anziani 60

Sanzana, Mali 2009

La sorella accudisce i fratellini dopo il II anno di vita 61


Baala, Mali 2009

Alcuni ragazzini aiutano nella preparazione del pollo per il pranzo 62

Sanzana, Mali 2009

Un giovane ragazzino aiuta il padre al campo comune 63


Watiali, Mali 2009

Una giovane ragazzina porta l’acqua alla pyenge 64

Sanzana, Mali 2009 Una bambina lava le stoviglie

65


Diou, Mali 2009

Un giovane donna aiuta nella preparazione del pranzo 66

Sanzana, Mali 2009

Un giovane promessa sposa prepara il pranzo insieme alla madre del futuro marito 67


USI E COSTUMI SENOUFO

Sanzana, Mali 2009 Un anziano del villaggio beve birra di miglio

68

69


A capo del villaggio Senoufo c’è un chief chiamato Kùlùfòò (ossia “possessore del villaggio”) o Tarafòò (ossia “possessore della terra”); esso rappresenta il discendente degli antenati fondatori del villaggio e per esercitare i suoi poteri necessita del Consiglio del Villaggio, ossia l’insieme dei chief di tutte le famiglie del villaggio. Il Consiglio del Villaggio, presieduto dal Kùlùfòò, delibera su tutte le questioni che interessano l’intera comunità e che minacciano la sua sopravvivenza e la sua coesione. In seguito all’indipendenza del paese, è stato necessario istituire una figura dai reali poteri amministrativi, il Dugutigi che ha il compito di mantenere le relazioni con le forze politiche esterne al villaggio; tale figura talvolta è un Kùlùfòò, altre un semplice chief di famiglia, altre ancora è una figura a sé stante che media tra l’interno e l’esterno del villaggio.

Watiali, Mali 2009 Uno chief di famiglia di una delle cinmporogo del villaggio 70

Sanzana, Mali 2009

Il Kùlùfòò del villaggio di Sanzana 71


Gongasso, Mali 2009

Uno chief di famiglia in abito tradizionale 72

Baloulou, Mali 2009

Il Kùlùfòò si occupa della diga adiacente al villaggio 73


Baala, Mali 2009 Uno chief del villaggio

74

Gongasso, Mali 2009 Il Dugutigi del villaggio

75


Esistono, all’interno del popolo Senoufo, delle figure sociali particolari. Il buffone detto Mpwuubii, il quale ha la capacità di far ridere attraverso la danza e la parola, vestito di stracci, con un cappello conico di paglia, è all’interno della società Senoufo la gioia dei grandi e dei piccoli. Il cacciatore detto Luzuubii, per far parte della società deve obbligatoriamente sottoporsi ad un rito iniziatorio in seguito al quale gli viene donato l’abito tradizionale che consiste in un cappello, una camicia e dei pantaloni del colore della natura ma con una predominanza di marrone, dalla camicia pendono diversi amuleti, un fischietto detto tumpine, degli specchietti, delle corna di cerva e un coltello. A lui, viene donato un fucile, una piccola ascia e una coda di animale sacrificato che gli serve come scaccia mosche. Esistono inoltre altre figure come quella del sarto e della matrona, colei che si occupa dei parti all’interno del villaggio.

Gongasso, Mali 2009 Il giovane buffone del villaggio 76

Gongasso, Mali 2009 Il giovane buffone del villaggio

77


Watiali, Mali 2009 Il buffone del villaggio

78

Watiali, Mali 2009

Il cappello e gli strumenti del buffone 79


Watiali, Mali 2009 Il cacciatore del villaggio

80

Baloulou, Mali 2009

La matrona, colei che si occupa dei parti all’interno del villaggio 81


Gongasso, Mali 2009 Il sarto del villaggio

82

Gongasso, Mali 2009 Il sarto del villaggio

83


Il dholo può essere una capanna più ampia della normale situata nei pressi del mercato o un albero molto vecchio, sotto il quale, il giorno di festa gli anziani del villaggio si radunano per parlare, discutere e sorseggiare birra di miglio o vino di palma, servitogli in scodelle di legno dalle donne anziane del villaggio. Il dholo è il luogo di raduno del villaggio, il luogo di ritrovo degli anziani, luogo di comunione e condivisione per l’intero villaggio.

Sanzana, Mali 2009 Watiali, Mali 2009

Il dholo del villaggio di Watiali è una capanna nei pressi dle mercato 84

La birra al miglio dentro uno dei contenitori tradizionali 85


Sanzana, Mali 2009

Gli anziani del villaggio si dirigono al dholo con i contenitori di birra di miglio 86

Sanzana, Mali 2009

Alcuni uomini si passano la ciotola piena di birra di miglio 87


Sanzana, Mali 2009

Le donne servono birra di miglio al dholo 88

Sanzana, Mali 2009 Due anziani del villaggio al dholo

89


Sanzana, Mali 2009 Un anziano del villaggio al dholo

90

Sanzana, Mali 2009 Un gruppo di anziani al dholo

91


L ’ A G R I C O L T U R A

Sanzana, Mali 2009 Marito e moglie lavorano al campo comune

92

93


La principale attività dell’uomo Senoufo è l’agricoltura; tutta la sua vita è ritmata dal susseguirsi di due principali stagioni climatiche: la stagione secca (da ottobre a maggio) e la stagione delle piogge (da maggio a settembre). Tale produzione, all’interno del villaggio è situata in 4 zone distinte: Kankaanye: piccoli campi di miglio e arachidi, situati nei pressi del villaggio e coltivati soprattutto dalle donne più anziane della grande famiglia; Sanzanye: piccoli appezzamenti di terra, vicino alla pyenge, recintati da una cortina di paglia o da una siepe, dove vengono coltivati pomodori, peperoni e gombo, ossia i condimenti primari necessari per i pasti; Kèrèye: situati a 6 o 7 km dal villaggio, sono campi dedicati alla coltivazione del mais e del piccolo e grande miglio; Favi: piane nei pressi dei fiumi, inondate durante la stagione delle piogge dunque dedite alla coltivazione del riso, e a quella di patate e patate dolci nel corso della stagione secca.

Sanzana, Mali 2009 Alcune donne tornato al villaggio 94

Sanzana, Mali 2009

Il carretto carico degli attrezzi da lavoro e gli asini pronti per trainarlo 95


Gongasso, Mali 2009 La semina

96

Gongasso, Mali 2009

Una donna, osservata dai figli, semina arachidi al campo comune 97


Sanzana, Mali 2009

Un uomo coltiva al campo comune 98

Sanzana, Mali 2009 Alcune donne al lavoro

99


Sanzana, Mali 2009

Le donne portano il pranzo al campo 100

Watiali, Mali 2009

Alcuni ragazzi lavorano al campo comune 101


Sovente i giovani del villaggio si recano al campo accompagnati da griot, i musicisti del villaggio, i quali accompagnano il lavoro con della musica. Su un insieme orchestrale di strumenti musicali, si basano i ficanhakii, canzoni costituite da testi poetici, altamente simbolici, cantati dai contadini durante il lavoro al campo e accompagnati da balafon e cicagarĂ dei griot.

Watiali, Mali 2009 Watiali, Mali 2009

Alcuni ragazzi lavorano accompagnati dalla musica dei griot 102

I griot accompagnano il lavoro al campo con la musica 103


Watiali, Mali 2009

Un giovane canta e balla accompagnato dalla musica 104

Sikasso, Mali 2009

Le donne tornano dal campo con il raccolto 105


La maggior parte del lavoro per il popolo Senoufo si svolge durante la stagione delle piogge, da maggio a settembre, periodo durante il quale nei villaggi si immagazzinano i prodotti della terra in granai, cosÏ da poterli utilizzate durante la stagione secca, che a causa delle alte temperature impedisce qualsiasi tipo di lavoro. Dal miglio, dal grano, dal cotone, dalle noci di burro e da tutti i prodotti, i Senoufo ricavano il loro sostentamento e grazie al lavoro delle donne viene prodotto il burro di Karitè, la farina di miglio, il tò e altri prodotti necessari alla sopravvivenza del villaggio.

Sanzana, Mali 2009 Noci di karitè vengono pestate per produrre il burro 106

Gongasso, Mali 2009 I granai

107


ALT RE O C C U PA Z IO NI

Baala, Mali 2009 Lo chief del villaggio si avvicina al fiume per andare a pescare

108

109


Un’importante risorsa per i villaggi Senoufo è rappresentata dalla pesca al fiume, svolta principalmente dagli uomini anziani del villaggio che si recano ai corsi d’acqua nei pressi dei villaggi ogni mattina per depositare le nasse e passare a riprenderle poi al tramonto.

Sanzana, Mali 2009 Un uomo tesse una rete per la pesca 110

Baala, Mali 2009

Lo chief del villaggio deposita la nassa la fiume 111


La Congrega del Metallo detta Lorho è costituita da membri che lavorano il rame a sbalzo con il metodo della cera persa. Producono gioielli, statuette votive o divinatorie e altro materiale, raramente destinato al turismo. Sempre a loro è riservata la fabbricazione degli utensili da lavoro per il campo, l’allevamento e tutte la attività che interessano il popolo Senoufo.

Sanzana, Mali 2009 Baala, Mali 2009 Alcuni attrezzi del fabbro

112

Due fabbri al lavoro costruiscono una zappa 113


Watiali, Mali 2009

Un giovane scalda il ferro prima che venga modellato 114

Baala, Mali 2009

Due membri della Lorho battono il ferro caldo 115


Anche se le ricorrenti siccità falcidiano le mandrie e debilitano il bestiame, soprattutto durate la stagione secca, l’allevamento è una delle attività del popolo senoufo. Nei loro pascoli, prevalgono nettamente i bovini, ma numerosi sono anche gli ovini, i caprini, i suini e i volatili da cortile che vengono lasciati liberi all’interno del villaggio.

Sanzana, Mali 2009 Un uomo tesse una rete per la pesca 116

Sanzana, Mali 2009

Alcuni ragazzini pastori tornano dal pascolo 117


Sanzana, Mali 2009

Alcuni maiali nel cortile di una pyenge 118

Gongasso, Mali 2009 Alcuni capi di bestiame al pascolo

119


Tutta la ceramica utilizzata all’interno del popolo Senoufo, è prodotta dalle donne derivate dai membri del Congrega del Metallo detta Lorho; solo alcune delle donne del villaggio che non derivano direttamente da tale clan, ma hanno sposato un membro di esso, possono partecipare alla produzione delle porcellane. La produzione della ceramica, all’interno della cultura Senoufo, occupa una posizione rilevante: nel corso dei secoli, è stata la maggiore produttrice di utensili da cucina e porcellane usate per cerimonie e riti funerari.

Sikasso, Mali 2009 Alcuni vasi Senoufo

120

Sanzana, Mali 2009 Alcuni prodotti di ceramica 121


LA SPIRITUALITA’ SENOUFO

Fourou, Mali 2009 Alcuni strumenti del divino

122

123


Secondo la religione tradizionale Senoufo, Dio risiede nella volta celeste ed è raggiungibile dall’uomo mediante degli intermediari: i feticci; conservati all’interno della Casa del Feticcio di ogni pyenge, ogni famiglia possiede il suo feticcio e lo usa come tramite per appellare Dio. Le tre entità che si usano come intermediario sono: - gli antenati passati; - le essenze invisibili; - il potere invisibile; ogni famiglia possiede un suo feticcio e appellandosi ad esso, per arrivare a Dio, si appella alle tre entità sopra elencate che assumono per la famiglia le sembianze del feticcio stesso.

Sanzana, Mali 2009 Una Casa del Feticcio 124

Watiali, Mali 2009 Una Casa del Feticcio

125


Watiali, Mali 2009

Feticci appesi ai muri perimetrali del vestibolo per tenere lontano le forze ostili e maligne 126

Sanzana, Mali 2009

Due anziani suonano e cantano davanti alla Casa del Feticcio della propria famiglia 127


Solitamente esistono 3 tipi di cimitero all’interno di uno stesso villaggio, uno per gli anziani, che si trova fuori dal villaggio e coincide con il luogo deputato per le grandi cerimonie, uno per i giovani iniziati, che si trova sempre all’esterno del villaggio e coincide con il luogo deputato alle piccole cerimonie e infine, uno per i bambini, situato ancora all’esterno del villaggio in uno spiazzo neutro, dove non avvengono cerimonie. Nella tradizione Senoufo non v’è l’usanza di visitare la tomba di un caro defunto, così tali cimiteri sono sempre parecchio distanti dal villaggio e poco curati, persi nella giungla.

Watiali, Mali 2009

Una tomba nel cimitero degli anziani 128

Watiali, Mali 2009 Una tomba 129


“Gli indovini”, chiamati “Maestri della conoscenza” o del sapere segreto che permette di conoscere i nemici della salute: forze oscure del contesto ambientale o avvenimenti futuri. Possono essere riconosciuti con procedimenti propri, differenti da persona a persona. La maggioranza degli indovini conosce l’avvenire tramite il “getto di conchiglie”, altri sanno leggere la scrittura segreta che i topolini hanno tracciato, durante la notte, sulla sabbia stessa davanti alla capanna. Altri invece praticano la “geomanzia” o “la lettura della terra modellata”. Questi indovini hanno un grande ruolo nella società tradizionale, e sono nello stesso tempo, molto onorati e temuti. La divinazione, come ascolto dei messaggi inviati dai mediatori dell’Essere Supremo, è molto praticata nella vita quotidiana: certi vecchi hanno la reputazione di conoscere prima ciò che avverrà nelle loro vicinanze, con l’ascolto, dicono loro, dei loro “geni familiari”.

Fourou, Mali 2009 Due divini mentre interrogano gli antenati 130

Fourou, Mali 2009

Un divino interroga l’avvenire tramite il getto delle conchiglie 131


Fourou, Mali 2009

Un indovino interroga gli antenati sull’avvenire, tramite il getto delle conchiglie 132

Fourou, Mali 2009

Un indovino pratica la lettura della terra modellata 133


Fourou, Mali 2009

Un indovino che pratica la Geomanzia 134

Fourou, Mali 2009

Un divino interroga l’avvenire tramite il getto elle conchiglie 135


SALUTE

E

MEDICINA

Watiali, Mali 2009 Alcuni strumenti del divino

136

137


I guaritori, chiamati i “Padroni delle foglie”, hanno potere sulle forze del male utilizzando le virtù delle piante (erbe, foglie o radici) oppure certe parti animali portatrici di forze che fanno bene. La conoscenza viene loro dalla “tradizione” ricevuta da vecchi guaritori che hanno trasmesso i loro segreti e anche la loro esperienza personale nel contatto con i loro ammalati. Le pratiche di guarigione si basano su “gesti” e “formule” che accompagnano l’uso delle piante, con lo scopo di scacciare le forze cattive. Si tratta spesso di soffi, di sputi, o anche di bombardamenti col fuoco, per espellere i demoni.

Watiali, Mali 2009 Alcuni medicamenti naturali 138

Watiali, Mali 2009 Un guaritore del villaggio

139


Fourou, Mali 2009 Un guaritore del villaggio

140

Baala, Mali 2009

Un guaritore del villaggio all’interno del suo orto di erbe medicamentose 141


Per completare il quadro degli operatori di guarigioni, ai giorni nostri, citiamo i guaritori tradizionali detti “praticanti tradizionali”, che hanno ricevuto una formazione specifica in centri per la Salute Pubblica, per distinguerli dai guaritori ordinari, che possiamo chiamare “terapeuti tradizionali”. I “praticanti tradizionali” sono i primi agenti sanitari di un progetto tradizionale in Mali, per integrare le ricchezze della farmacopea tradizionale alla medicina praticata nei centri sanitari ufficiali. Tali operatori operano all’interno dei dispenser, una struttura dal carattere tutto europeo, introdotta all’interno di alcuni villaggi dal lavoro solidale di missionari o associazioni, che offre un ambulatorio per le vaccinazioni, un piccolo ospedale, una maternità, una farmacia e un deposito. I dispenser, presenti solo in pochi villaggi, sono fondati da missioni o associazioni ma auto gestiti dai villaggi stessi.

Sanzana, Mali 2009

Sanzana, Mali 2009

La maternità

La farmacia

142

143


Sanzana, Mali 2009

Alcuni operatori sanitari del dispenser 144

Sanzana, Mali 2009 L’ambulatorio delle vaccinazioni

145


Sanzana, Mali 2009

Due giovani operatori dell’ambulatorio durante una visita 146

Sanzana, Mali 2009 Alcuni medici dell’ambulatorio

147


LA MUSICA E IL GIOCO

Sanzana, Mali 2009 L’arpa detta n’gonì

148

149


La musica tradizionale Senoufo, è caratterizzata da una serie di melodie e ritmi che si intrecciano simultaneamente, senza che mai uno prevalga sull’altro. Tale genere musicale, se così si può definire, è una prerogativa dei musicisti di villaggio, detti griot. I temi musicali sono molto vari, è possibile distinguere: - i canti d’amore delle giovani donne; - i canti al campo detti ficanhakii; - i canti di lutto, per sostenere la famiglia in lutto e rendere omaggio al defunto. Maestri degli strumenti a percussione, i Senoufo li fanno suonare in assolo o assieme ad altri strumenti, in funzione di cerimonie religiose o non. Tra gli strumenti tipici si può citare: - l’arpa detta n’gonì; - una campanella a percussione esterna; - il guscio di zucca a percussione sia interna che esterna; - e i due più usati il balafon e il cicagarà.

Watiali, Mali 2009 Un griot suona al campo con il balafon 150

Watiali, Mali 2009

Alcuni griot accompagnano con la musica il lavoro nei campi 151


Sanzana, Mali 2009

Alcuni anziani suonano davanti alla Casa del Feticcio 152

Watiali, Mali 2009

Alcune donne ballano a ritmo di balafon durante una cerimonia 153


I bambini Senoufo vivono tutta la loro infanzia, relativamente breve, perché caricata di responsabilità già in tenera età, al villaggio. I loro giochi e i loro divertimenti sono elementari: dalla ruota di una bici, ai dei piccoli legni, alle bucce degli arachidi a giochi costruiti con scarti di ferro e legno.

Sanzana, Mali 2009 Watiali, Mali 2009 Alcuni bambini giocano

154

Un bambino con la sua ruota, gioco diffuso nell’Africa Occidentale 155


Baluoluo, Mali 2009

Un bambino gioca davanti al mercato 156

Gongasso, Mali 2009

Alcuni bambini giocano alla pyenge 157


Sanzana, Mali 2009

Alcuni bambini giocano nella campagna, lontano dal villaggio 158

Gongasso, Mali 2009 Due bambini giocano con la terra

159


A mamma e papĂ Amos Laura la Fra & la Sara Padre Emilio Elie & Thomas Antonio & Marisa Aurelien & Maria Sonia & Sem Walesa Penzo I miei compagni di corso Walter Pescara, il mio relatore Giovanna Magri, docente di corso tutti i docenti che mi hanno appoggiato, sopportato e ascoltato in questi anni...

GRAZIE 161


S T R

A

E R I TNO

E

O

U

F

O

T R A D I Z I O N E

“Sorridenti ragazzini, dagli occhi immensamente bianchi e languidi, ti rincorrono gridando “toubabuo, tobabou”, è questo il benvenuto quando si giunge ad un villaggio Senoufo: lo riconosci da lontano, si alza timido tra i bassi arbusti della savana con le sue capanne del colore della terra, sembra uno di quei tipici altipiani (...). Sei stordito inizialmente, rimani basito, attonito: natura e uomo qui si fondono, diventano una cosa sola, convivono silenziosamente.” Dall’introduzione di Ylenia Zampieron

Senoufo tra rito e tradizione  

Reportage