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L’ASSEMBLEA Federmanager: “Con noi le PMI diventano più competitive”

TUTTOCONSULENZE Palazzo Frizzoni e la Provincia sfondano quota 4 milioni di euro

Rivista mensile - Ogni primo venerdì del mese in edicola al prezzo di 4,00 euro. Poste Italiane S.p.A. Sped. in abb. post. 70% DCB Bergamo. In caso di mancato recapito restituire al mittente.

CAMBIO AL VERTICE Imprese&Territorio, al via il semestre di Giorgio Ambrosioni

Il Pentagono chiama Bergamo Commessa dell’esercito USA da 19 milioni di dollari per la Fassi Gru, guidata da Giovanni Fassi: pronto uno sminatore hi-tech per bonificare i teatri bellici afghani e iracheni

Luglio 2008 - anno 2 - numero Economia, attualità, costume e stile

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L’editoriale di Luca Bilotta, redattore responsabile

Economia in crisi? Beviamoci sopra è poco da festeggiare, ma visti i chiari di luna almeno un'huitième di champagne possiamo stapparla. Anzi, pardon: è meglio un bel boccale di birra. L'export bergamasco, nel primo trimestre 2008, si è confermato più vivo del trend nazionale. Nessun urlo di gioia, per carità, ma nemmeno rantoli di sofferenza. Il periodo non è facile, c'è crisi e nessuno si tira indietro nell'affermarlo. Ma i dati emersi in questi giorni rilevano un aspetto interessante: Bergamo ha saputo puntare sul cavallo giusto (l'Europa). Una scelta atipica, una via forse meno facile all'apparenza. Se da una parte il Belpaese ha prediletto commerciare con l'extra Ue (+11,4 per cento), noi abbiamo superato i 2.055 milioni di euro - con un aumento del 10,3% sul 2007 - solo con destinazione Unione Europea. Il made in Bergamo, in pratica, ha avuto un comportamento più tedesco sul mercato, muovendosi in controtendenza rispetto all'Italia e alla Lombardia. Ma cos'è successo? Niente di particolare in fondo, l'imprenditoria bergamasca ha fatto solamente le proprie scelte, che - per il primo trimestre - si sono rivelate vincenti. Anziché combattere il popolo emergente della Cina e dell'India o puntare sui facili guadagni dell'Est, ha preferito affondare il colpo nei confini europei. Seguendo un modus operandi differente della restante economia italiana. Una scelta che ha fatto sorridere anche Emma Marcegaglia, nel corso dell'ultima visita bergamasca, in un periodo tutt'altro che allegro. Un quadro che lascia, in ogni modo, l'amaro in bocca. Perché Bergamo, seppur trainata da validi propositi teutonici, è pur sempre in Italia. E lo si capisce dalle imposte: la nostra nazione, infatti, è il quarto paese europeo a tassazione più alta sulle imprese (fonte Eurostat). Nel 2008, l'imposizione sul reddito è stata del 31,4%. Inferiore solamente a Malta (35%), Francia (34,4%) e Belgio (34%). Superiore, invece, alla media Ue (23,6%). Piove sul bagnato, ma Bergamo tiene botta. Grazie soprattutto alla meccanica, che cresce del 16% annuo e arriva a un fatturato di 816 milioni (113 milioni di euro in più del 2007) e ai metalli (+8,3% a 553 milioni). E a proposito di meccanica, l'esempio più bello è quello scelto per la nostra copertina: la Fassi Gru, protagonista anche negli Stati Uniti grazie ad una prestigiosa commessa del Pentagono. Segno tangibile che, anche in un periodo difficile dell'economia mondiale, l'eccellenza è - e deve essere - un punto fermo della nostra realtà. Anche se il sistema non facilita certo il lavoro di tutti i giorni. E' inutile ripetersi, ma infrastrutture, energia e imposte sono sempre più penalizzanti. E allora cosa fare? Forse, l'unica soluzione è chiedere l'annessione alla Germania. Anche perché proprio a lei, Bergamo, destina il 17% del suo export e riceve il 24,5% delle sue importazioni totali. Pura provocazione, ma con un fondo di malinconia. La crisi c'è, l'economia non gira e prima d'avere qualche beneficio dalle manovre "tremontiane" si dovrà attendere l'anno nuovo. E allora? Non ci resta che aspettare, stringendo i denti come nel primo trimestre 2008, rilassandoci - visto il caldo - con un bel boccale fresco di birra. A proposito d'estate, un'informazione di servizio: Bergamo Economia va in ferie, ci rivedremo in edicola il primo venerdì di settembre. Più in forma che mai, con molte novità per festeggiare un anno di vita insieme nel migliore dei modi.

C' IN COPERTINA Il Pentagono chiama Bergamo

Il servizio da pag.46 a pag. 50

Società Editrice Giornale di Bergamo S.p.a. Via San Giorgio 6/n 24122 Bergamo Capitale sociale 500.000,00 Euro Presidente: Paolo Agnelli Direttore Responsabile: Paolo Provenzi Curatori del progetto: Cristiano Agnelli e Luigi Berlusconi Redattore Responsabile: Luca Bilotta Mail: bilotta@bergamoeconomia.it In redazione: Carlo Quiri Mail: economia@ilgiornalebg.it Collaboratori: Roberto Amaglio, Massimo Pighizzini, Livio Casanova, Stefano Bucci e Bonaldo Boni Art director: Francesco Legramanti Mail: grafici@bergamoeconomia.it Impaginazione: Erika Malusardi Fotografi: Laura Pietra, Franco Pasinetti, Stefano Lorenzi, Tommaso Brigatti e Matteo Zanardi Stampatore: Castelli Bolis Poligrafiche S.r.l. 24069 Cenate Sotto (Bg) - Via Alessandro Volta, 4 Tel. 035 4258528 Concessionaria pubblicità nazionale: A. Manzoni & C. S.p.A., via Nervesa, 21 Milano. Tel. 02 57494211 Concessionaria pubblicità locale: Speb S.r.l., Via San Giorgio, 6/n - 24122 Bergamo Info Pubblicità: Antonio Milanesi Tel. 329 6261951 - 339 7979283 Mail: milanesi@bergamoeconomia.it Info abbonamenti: 035 678838 Costo abbonamento 40 euro per 11 mesi Autorizzazione del Tribunale di Bergamo N° 22 del 04/08/2007 Spedizione in abbonamento postale - D. L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1, Comma 1, DCB Bergamo.

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IL PRIMO MENSILE ECONOMICO DI BERGAMO

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INNOVAZIONE&INDUSTRIA

IN COPERTINA

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Il Pentagono chiama Bergamo

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Il Kilometro Rosso strizza l'occhio alle Pmi

IN VETRINA

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Federmanager, la dirigenza fa classe

CAMBIO AL VERTICE ZOOM

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Imprese&Territorio, al via il semestre di Giorgio Ambrosioni

Tuttoconsulenze, ecco il conto di Palazzo Frizzoni

NUOVE FRONTIERE VINI&ECONOMIA

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Più grande l'Igt della Bergamasca

GRANDI OPERE

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C'è del torbido nel nuovo ospedale

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Manager stressati tranquillizzatevi, è arrivato il coaching


OGNI PRIMO VENERDI’ DEL MESE IN EDICOLA

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I

O Luglio 2008

BUSINESS&COMUNICAZIONE

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E.20, una vera fucina d'idee

ENERGIE ALTERNATIVE

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Il futuro? E' nella cogenerazione

BUSINESS&ARTE

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Oriocenter sul tetto d'Europa

BUSINESS LEISURE

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DeveroHotel, Il glamour si fa hotel

RUBRICHE

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OROLOGI Serafino Consoli, un'anteprima mondiale “Brutale” SPORT&TEMPO LIBERO Tennis Vip, ultimo atto da grande slam MODA&SOLIDARIETA' Mina Da Prato, porte aperte alla beneficienza MOTORI BMW Serie 1 Cabrio Dodge Journey Nuova Seat Ibiza Vectrix

CHI, DOVE E PERCHE’

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Eventi, foto e curiosità

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Notizie in breve

Commercio, Opec a Dalmine Marco Cornali presidente della nuova associazione ovità per l'associazionismo dopo l'iniziativa promossa dal gioielliere Marco Cornali, che ha fondato a Dalmine la prima organizzazione imprenditoriale cittadina: l'Opec Dalmine, appunto, sigla che significa "Operatori economici Dalmine" e che gioca sull'assonanza con l'organizzazione dei petrolieri. Al fianco di Cornali, il consulente d'impresa Ciro Andrea Napoletano, vicepresidente, ma anche decine di professionisti, imprenditori e commercianti, decisi a valorizzare le potenziaMarco Cornali lità dell'area. Dopo un breve battage, i due promotori hanno raccolto una cinquantina di adesioni, tenuto la prima assemblea e nominato il direttivo: ne fanno parte Cristina Rigamonti, Marco Benedetti, Tiziano Ubbiali, Ezio Colleoni, Aurelio Benedetti, Guido Mirco Gimondi e Geremia Lodetti. Due i temi forti sul tavolo, la sicurezza da una parte e il piano commerciale cittadino dall’altra, un progetto quest'ultimo che l'amministrazione tiene da anni nel cassetto, aspettando l'interlocutore giusto. Che adesso sembra arrivato.

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A Bergamo 36.421 atipici un esercito di parasubordinati con moltissimi revisori

U 6

n esercito di parasubordinati. In provincia, i lavoratori atipici sono 36.421 anche se, all'interno

della categoria, un peso non indifferente (43,55% pari a 15.863 addetti) spetta agli amministratori, sindaci e revisori di società. Nel complesso, oltre il 50% dei cittadini lombardi che nel 2007 ha versato i contributi alla gestione separata dell'Inps, risiede a Milano. Sono, infatti, 255.072 i lavoratori parasubordinati del capoluogo di regione sul totale dei contribuenti, pari a 435.032. Ma Milano registra anche il record italiano per prestazioni atipiche con il 14% sul totale nazionale. Tornando al confronto regionale seguono Brescia, con 45.864 atipici, Bergamo (36.421), Varese (24.255), Como (17.783), Pavia (17.046), Mantova (11.179), Lecco (10.091), Cremona (9.029), Lodi (4.919) e Sondrio, i cui contribuenti sono 3.373. Sul totale dei parasubordinati milanesi, però, oltre 129mila, uno su due, sono lavoratori con contratto di collaborazione a progetto, i cosiddetti co.co.pro e corrispondono al 67,74% del totale della categoria, in tutto 191.343 contribuenti (nel 2006 erano 202.543). Fra le province lombarde seguono Brescia, che conta quasi 16mila contribuenti co.co.pro e Bergamo i cui lavoratori atipici con contratto di collaborazione sono 12.907. Tutte le altre province lombarde hanno meno di 10mila collaboratori a progetto e solo Sondrio ne conta meno di mille: 522, lo 0,27% del totale.

La Camera di Commercio ha messo all'asta I suoi spazi a Shanghai ue anni dopo gli ex soci bresciani, anche la Camera di commercio di Bergamo abbandona definitivamente Palazzo Lombardia, la sede di rappresentanza cinese inaugurata nel 1996 a Shanghai-Pudong. La notizia è ufficiale e prevede una dismissione totale del-

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Pozzoni e Mondadori Printing lo storico polo stampa alla ricerca di partners o storico gruppo Pozzoni di Cisano potrebbe entrare nella Mondadori Printing, il polo di stampa di Segrate con 440 milioni di fatturato, cinque stabilimenti e circa 1.500 addetti. Secondo fonti finanziarie, la società fondata nel 1913 da Luigi e Pietro Pozzoni sarebbe infatti tra i possibili partners individuati dalla Mondadori, alle prese con un utile trimestrale in calo del 25%. I vertici di Segrate dovranno scegliere tra la vendita; l'apertura del capitale a fondi di private equity; oppure la costituzione di una jv con un gruppo estero oppure con un operatore italiano, e qui Milano Finanza cita appunto il gruppo Pozzoni, 1.100 addetti stabilmente occupati tra l'Italia e l'estero, sempre sotto la direzione della famiglia fondatrice che ne hanno fatto una delle più importanti organizzazioni europee nel campo della grafica. Per ora non ci sarebbe nulla di deciso, ma la casa editrice sta valutando l'opzione migliore per rafforzare il business della controllata, anche perché l'intero settore tipografico sta attraversando a livello mondiale una fase di cambiamento strutturale. Alla base del fenomeno ci sono la sovra-capacità produttiva e il calo della domanda legata alla contrazione della diffusione dei giornali. Che la strada segnata sia questa, lo mostrano anche le grandi manovre di Bertelsmann, Axel Springer e Gruner und Jahr che hanno promosso la fusione delle attività di printing dando vita alla newco Prinovis.

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La vignetta

Le consulenze

di Stefano Ronchi Saranno tanti o saranno pochi? A voi l'ardua sentenza. Comune e Provincia hanno speso in consulenze esterne ben quattro milioni di euro. Non "bruscolini", ma erano proprio necessari? Ovviamente sì, altrimenti l'esempio rappresentato dalla nostra vignetta sarebbe all'ordine del giorno. E finora nell'elenco di Roberto Bruni e Valerio Bettoni non figura un "mastro orologiaio".

l'impegno, attraverso "l'alienazione della concessione d'uso di due unità immobiliari" con tutti gli arredi e le attrezzature; Largo Belotti annuncia entro breve l'avviso d'asta pubblica. Quella delle due Camere a Shangai era stata a suo modo un'iniziativa pilota, decollata nel lontano 1996 quando la Cina era ancora un continente misterioso e gli affari si facevano in lire, 100 milioni per 50 anni di affitto divisi per i due contraenti, cioè 2 milioni di lire all'anno di qui al 2046. Questo il costo dell'iniziativa che, in effetti, sembra abbastanza economica, considerando che la sede è in una palazzina di sei piani nel nuovo distretto degli affari di Pundong, il quartiere aeroportuale di Shanghai. Nel 2004, tra Bergamo e Brescia era stata approvata un'apposita convenzione con scadenza al 31 dicembre 2006 per gestire l'ufficio congiunto. Meno di un anno dopo, nel novembre 2005, il presidente bresciano Francesco Bettoni aveva comunicato l'intenzione di

acquisire un nuovo ufficio nel centro di Shanghai e conseguentemente richiesto di potere anticipare la scadenza della convenzione, chiedendo al tempo stesso che Largo Belotti

formulasse una qualche proposta di canone da corrispondere a Brescia per continuare nell'utilizzo dei locali e dell'arredo. All'epoca, le parti avevano concordato la cessione dei locali in comodato gratuito all'ente camerale bergamasco, mentre per gli arredi e i beni di pertinenza si convenne

la cifra forfettaria di 20.000 euro. In verità, la dipartita bresciana nel 2006 era legata a un fattore preciso, cioè a un servizio del Corriere della Sera: presentatosi per una visita a sorpresa, l'autore aveva raccontato di uffici vuoti, corridoi polverosi e scaffali deserti, tanto che la Leonessa aveva precisato i motivi della disdetta, legata alla ricerca di una nuova sede più centrale rispetto all'attuale posizione nei locali di Palazzo Lombardia. Quello di Largo Belotti non è un addio o un fallimento, ma un'evoluzione: "Una decisione -afferma il segretario generale Carlo Spinetti determinata dal fatto di aver raggiunto l'obiettivo di far conoscere il mercato alle imprese.Ora c'è bisogno di un'assistenza di livello più alto che si può fornire in modo efficace ed economico in altro modo". 7


ZOOM

Tuttoconsulenze, ecco il conto di Palazzo Frizzoni L'amministrazione cittadina capitanata da Roberto Bruni ha superato il milione di euro negli incarichi professionali esterni, per un totale di 118 collaborazioni

ltre un milione di euro in consulenze o incarichi professionali. E' quanto ha speso in un anno Palazzo Frizzoni, che per 118 volte ha scelto di affidarsi a collaboratori esterni, vuoi per la direzione dell'Accademia Carrara, vuoi per la gestione del piano di zona 2006-2008 1 Bg che risulta anche tra le voci più onerose in assoluto: 38.371 euro in favore della Co e Si. Se non andiamo errati, il compenso più alto è quello percepito da Giuseppe Guerini (39.500 euro) per la gestione del piano di zona 2006-2008; all'estremo opposto quello di Gianluca Ulivelli (324 euro) per un incarico nelle commissioni d'esame dell'istituto musicale Donizetti

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che, insieme appunto all'Accademia Carrara, rappresenta la maggiore utenza per i consulenti esterni. Sono queste le principali novità dopo l'Operazione trasparenza varata dal ministro Renato Brunetta, che ha deciso di mettere on.line (sul sito del ministero per la Pubblica amministrazione) tutte le voci di spesa pubblica nell'anno 2006. In tutto, a livello nazionale, la PA ha pagato consulenze per 1,323 miliardi di euro. Per quanto riguarda l'amministrazione cittadina, un milione e rotti diviso per i 118 incarichi porta la media intorno ai 9.100 euro: per intenderci, quelli sopra i 20.000 euro sono 17, Renato Brunetta


mentre le parcelle inferiori ai 5.000 risultano 56. A livello italiano, la maggior parte dei consulenti (il 38,39%) ha ricevuto un compenso compreso tra 501 e 2.500 euro; il 21,32% fino a 500 euro; il 15,86% da 2.501 euro a 5 mila; l'11,92% da 5.001 a 10 mila euro; il 5,39% da 10.001 a 15mila euro; il 6,46% da 15.001 a 50mila euro e lo 0,51% da 50.001 a 100mila euro. E 396 consulenti e collaboratori esterni hanno ricevuto oltre i 100mila euro di compenso. Queste maxi consulenze rappresentano lo 0,16% del totale. Dei 396 maxi consulenti, 276 hanno ricevuto l'incarico da regioni e autonomie locali, mentre altri 70 hanno ricevuto il lavoro dal servizio sanitario nazionale. Sono le Regioni e le autonomie locali, secondo i dati pubblicati dal ministero, il settore più generoso per consulenze e collaborazioni esterne: l'ammontare complessivo dei compensi erogati nel 2006 è di 741,2 milioni, pari al 56% della spesa generale della pubbliche amministrazioni per

questi incarichi. In particolare, i più spendaccioni sono i Comuni con 492,7 milioni, seguiti dalle Province con 150,3 milioni e dalle Regioni con 29,5 milioni, mentre la voce "altri enti locali" (come le comunità montane) ha speso 68,7 milioni. Tuttavia investono molto in consulenze anche il settore sanitario (224,9 milioni), l'università (162,8 milioni), la scuola (58,3 milioni) e i ministeri (51,6 milioni). In particolare - analizzando i dati su base territoriale - risulta che la regione in cui le amministrazioni pubbliche hanno speso di più per consulenze e collaboratori è il Lazio, con un ammontare complessivo di compensi erogati per 227,9 milioni (pari al 17% del totale della spesa). Significativa anche la spesa in Lombardia, che arriva a 203,9 milioni, seguita dall'Emilia Romagna (180,3 milioni) e dal Veneto (140,3 milioni). Tra le regioni meno spendaccione, invece, spiccano il Molise (7,6 milioni), la Calabria (11,3 milioni) e la Valle d'Aosta (11,9 milioni). 9


La top ten delle consulenze provinciali Denominazione sociale

Cognome e nome

Centro Studi Progetti Spa Girpa Spa

Descrizione incarico

Importo previsto

Importo erogato

(DT 221 30-01-2006) (20050003190-2) SP 169-166 VAR ABITATI DI VILLA D’ADDA E CARVICO - ADEGUAM I

192.418,72

156.959,01

(DT 1880 03-07-20069) (20060001921.1) NUOVA SP 91-2 LOTTO DA COSTA MEZZATE A CHIUDUNO - INC. A GIR

76.486,96

72.662,62

(DT 796 17-03-2006) (20010002791-7) SP 169-166 CARVICO VARIANTE VILLA D’ADDA - CARVICO - ADEGUAM IN

125.349,52

91.724,69

Bresciani Efrem

(DT 1870 31-05-2005) (20050002323-2) BG PALAZZO PROV.LE COMPLET. RISTRUTT. E MESSA A NORMA - IN

49.801,49

49.801,50

Codignola Enrico

(DT 619 01-03-2006) (20060001319-0) ARNOLDI BRUNO+1/PROV DI BG AVANTI AL TAR LOMB. DI SEZIONE BS S

85,65

85,65

Faletti Riccardo

(DT 697 09-03-2006) (20040001591-17) INC. PROF.LE A FALETTI CORRADO PER REAL. AZ. 1 N. 328227 IN A

53.000,00

53.000,00

Fornasari Giuseppe

(DT 5 02-01-2006) (20060000307-0) INC. PROF.LE A FORNASARI GIUSEPPE PER RICERCA, PROMOZIONE E SV

88.500,00

73.750,00

Algeri Gabriele

(DT 3873 13-10-2004) (20040000834-8) EX SS 671 VARIANTE DI CLUSONE - ROVETTA - INCARICO PREDISPO

85,582,73

85,582,73

Motta Ezio Ignazio

(DT 3873 13-10-2004) (20040000834-7) EX SS 671 VARIANTE DI CLUSONE - ROVETTA - INCARICO PREDISPO.

66.096,00

66.096,00

Sonzogni Franco

(DT 1 02-01-2006) (20060000390-0) INC. COCOCO A SONZOGNI FRANCO PER ATTIVITÀ DI PROTEZIONE CIVI.

52.980,00

44.000,00

Bolzonella Claudio

LE CONSULENZE D’ORO ITALIANE - Nei documenti pubblicati dal ministero si legge nome e cognome del consulente/collaboratore, mansione e importo del pagamento per la sua prestazione. La maggior parte delle consulenze (circa il 39%), è stato pagato con piccole parcelle comprese fra i 500 e i 2500 euro, soprattutto per docenze. Alcune volte, però, questa "mansione" suona piuttosto contorta e oscura, come nel caso dell'"Attività di supporto e monitoraggio delle attività di gestione del progetto operativo di internazionalizzazione" che ha portato a Debora Coco, consulente del ministero degli Esteri, ben 110mila euro. Poi, sempre al ministero degli Esteri, Ugo Papi, consigliere per l'Asia dell'allora ministro Massimo D'Alema, ha percepito 174mila euro. Lo stesso ministero, inoltre, ha erogato un pagamento record di 1,5 milioni di euro a Apri Italia, società di consulenza specializzata in P.a. italiana e straniera, di cui a.d è Giuseppe D'Alessandro. Nel settore delle consulenze alla Presidenza del Consiglio ci sono addirittura casi, come quelli di Mario Gasparollo o Giovanni Luigi Grandi, del Dipartimento della Protezione Civile, che hanno ricevuto rispettivamente 96mila e 150mila euro. Motivazione? Nessuna. Altri maxi incarichi hanno beneficiato il Gruppo Clas, che fa capo a Roberto Zucchetti, (Componente del Consiglio Direttivo del CERTeT (Centro Studi per l'Economia Regionale i Trasporti e il Turismo) dell'Università Bocconi), che ha ricevuto dal ministero delle Infrastutture 337mila euro; oppure la società Ecosfera, anch'essa consulente del ministero per le Infrastutture, che ha percepito 308mila euro. E che, come si legge nel suo sito, ha appena vinto un'altra collaborazione con l'Agenzia del Demanio "nelle attività finalizzate a favorire l'incontro tra domanda e offerta immobiliare su beni di proprietà dello Stato gestiti dall'Agenzia". 10

La scheda

Provincia da 3 milioni di euro Villa d’Adda - Carvico varianti d’oro

B

ettoni batte Bruni 3-1. Nel confronto delle consulenze, non c'è partita tra Provincia e Comune di Bergamo: vince nettamente Via Tasso che, in pratica, ha speso il triplo di Palazzo Frizzoni per incarichi professionali esterni. E' il cosiddetto "elenco Brunetta" a rendere possibile il confronto a distanza tra le due amministrazioni, sfatando al tempo stesso la leggenda che il centrosinistra sia più largo di manica. Non solo la Provincia domina nelle cifre assolute, ma si impone nettamente anche guardando alla parcella più salata: quella del Centro Studi Progetti Spa, studio veronese specializzato in engineering e società, che ha percepito 159.959 euro per l'adeguamento delle varianti agli abitati di Villa d'Adda e Carvico. Un'opera di difficile realizzazione, verrebbe da pensare, visto che anche Claudio Balzonella ha presentato un conto di 91.700 euro per la stessa opera. Nella fascia alta - sopra i 50.000 euro - rientrano i 72.662 euro sporsati alla Girpa Spa, altra società di engineering veronese (secondo lotto della provinciale 91 Costa Mezzate-Chiuduno) ; i 53.000 euro a Riccardo Faletti per incarico non meglio specificato; i 73.750 a Giuseppe Fornasari per "ricerca, pro-

mozione e sviluppo"; gli 85.582,73 a Gabriele Algeri per la variante di Clusone-Rovetta, costata anche i 66.096 di Ezio Ignazio Motta. Appena sotto la soglia i 49.801 euro a Efrem Bresciani per la messa a norma del palazzo provinciale. E che ne dite di 44.000 euro a Franco Sonzogni? Ha avuto un incarico co.co.co per attività di protezione civile. Lo stakanovista dell'elenco risponde invece al nome di Enrico Codignola e di professione fa l'avvocato: dal ricorso al capo dello Stato promosso da AP Italia, a quello di Graziosa Ghilardi e Walter Dal Piaz, sono ben 32 le cause che il legale ha patrocinato per conto della Provincia, percependo in media l'onorario standard di 306 euro e facendo salvi i conguagli. Il conto finale supera i 2,9 milioni di euro, suddivisi per 350 singole consulenze il cui importo medio risulta di poco inferiore agli 8.300 euro.

Valerio Bettoni


VINI&ECONOMIA

PiÚ grande l'Igt della Bergamasca Enologia, il Consorzio di tutela del Valcalepio chiede a Roma un allargamento d'area per il disciplinare: "Ci aspettiamo l'ok prima della vendemmia" asso in avanti del Consorzio Tutela Valcalepio, vrebbe concludere a breve, entro la prossima vendemmia, che ha presentato al Ministro per le Politiche ed è stato preceduto da trattative e contatti che hanno riAgricole e Forestali una proposta di modifica chiesto due anni di lavoro, anche in seguito al no dei prodel disciplinare IGT Bergamasca con la richiesta duttori bresciani che si sono rifiutati di accogliere al prodi un ampliamento della zona destinata a indi- prio interno i dirimpettai del lago. Bocciata invece la seconda proposta, quella cazione geografica tipica. In caso di accoglimento, di uno spumante tipico Il gran rifiuto dei colleghi bresciani che entrerebbero nel disciplidella Bergamasca. nare 37 nuovi comuni tra Come ha spiegato il dihanno chiuso le porte all'IGT del Sebino rettore Sergio Cantoni, cui tutta l'area dell'Alto Sebino e del lago d'Endilo scopo del Consorzio ne, 8 comuni dell'isola fino a Curno e l'area da Seriate ai di tutela è stato duplice: da una parte, integrare il vecchio Colli; attualmente sono compresi 52 comuni. L'iter si do- disciplinare che, per un errore materiale, includeva uno

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scostamento tra l'area Doc del Valcalepio e quella più generica dell'Igt, lasciando del tutto scoperti diversi comuni; dall'altra, offrire un punto di riferimento a decine di aziende piccole e piccolissime, spesso nell'ordine di 5-10.000 metri, eredi storiche di vigne nate per il consumo familiare. Un'esigenza sentita soprattutto nell'area del Sebino, rimasta figlia di nessuno nonostante la storica vocazione enologica del territorio. Va detto che questa scelta fu anche frutto di miopia perché, quando vent'anni fa nacque il Sebino Doc sulla sponda bresciana, nessuno colse l'occasione per valorizzare anche la sponda bergamasca, come invece è avvenuto in tempi più recenti per l'olio. Ma restando alla vite, l'allargamento consentirà anche la regolarizzazione di vigne che potremmo definire semiclandestine in quanto non registrate, aprendo la strada ai finanziamenti europei, alla possibilità di reimpianto e a nuovi sbocchi commerciali per un prodotto sicuramente più pregiato del vino comune. "Il Comitato nazionale vini non vede di buon occhio gli ampliamenti delle aree tipiche - aggiunge Sergio Cantoni - per cui a fronte di richieste come le nostre vuole vederci chiaro, richiede documenti ed effettua controlli severi: nel nostro caso, ha svolto un lavoro fondamentale la Comunità montana del Basso Sebino, riuscendo a dimostrare che si tratta di vigneti storici impiantati per consumo locale. Chiaramente, prima di partire con l'iter abbiamo contattato le aziende, che già pensavano di aderire all'Igt Sebino già attiva a Brescia, ma si sono visti respinti, sostanzialmente per motivi geografici. Alla fine sembra che tutto sia andato per il meglio e, stando ai nostri contatti, da Roma dovrebbe arrivare il via libera entro la prossima vendemmia, che porterà quindi nuova linfa all'Igt della Bergamasca. Certo, rimane un po' di rammarico per il mancato accoglimento di uno spumante tipico orobico, ormai prodotto su buoni livelli da diverse aziende della provincia, però su questo fronte il Comitato vini non ha mostrato aperture". Al di là dei nuovi confini, il consorzio di tutela presieduto da Bonaventura Grumelli Pedrocca ha proposto solamente un'altra modifica per i soli bianchi: il disciplinare attuale, nel caso di vitigni composti, prevede l'obbligo di indicare almeno uno dei vitigni autorizzati, mentre la nuova versione rimuove questo vincolo lasciando libera facoltà ai produttori. Tutto come prima, invece, per i parametri culturali e condizioni qualitative minime per poter com-

mercializzare vini detti "della Bergamasca", prodotti con uve provenienti da vitigni autorizzati e raccomandati per la provincia. Partendo dai rossi, in prima fila nelle IGT sono da mettere i due vini che nascono dai vitigni che esprimono l'anima del Valcalepio: Cabernet Sauvignon e Merlot. Meritano poi una citazione particolare i Franciacorta (che prevede anche il nome locale di Imberghe), l'Incrocio Terzi n.1 (vitigno nato dall'incrocio tra barbanera e cabernet franc), lo stesso Barbera, che in bergamasca è coltivato da molto tempo, il Marzemino, varietà importata dal Trentino con ottimi risultati. Completano il quadro dei monovitigni il Cabernet Franc, la Croatina, la Schiava Grossa, che ha naturalmente predisposizione per la produzione del Rosato della Bergamasca. Come per i rossi, anche per i bianchi ognuno dei tre vitigni Valcalepio Bianco Doc, può dare un vino Igt della Bergamasca: lo Chardonnay, il Pinot Bianco, il Pinot Grigio, ma anche l'incrocio Manzoni 6.0.13 (vitigno nato dall'incrocio tra Riesling e Pinot Bianco), i due Riesling, l'italico e il renano, il Prosecco, il Moscato Giallo. Stando all'ultimo bilancio agrario, in provincia sono coltivati a vigneto circa 900 ettari di cui 340 iscritti a Doc, per una vendemia 2007 di 53.000 quintali, storicamente tra le più scarse, ma di alta qualità; l'IGT bianco vale 910 ettolitri (4.236 il bianco Doc), quello rosso 2.838 (12.902 il rosso Doc).

La scheda

Tutti i 37 nuovi comuni inseriti uesti i 37 nuovi comuni interessati alla proposta di modifica IGT Bergamasca: Rogno, Costa Volpino, Bossico, Lovere, Sovere, Endine Gaiano, Pianico, Castro, Solto Collina, Riva di Solto, Fonteno, Parzanica, Vi-

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golo, Tavernola Bergamasca, Monasterolo, Grone, Berzo San Fermo, Casazza, Brembate Sopra, Terno d'Isola, Calusco d'Adda, Seriate, Brusaporto, Bagnatica, Montello, Costa Mezzate, Bolgare, Telgate, Curno, Gorle e Pedrengo.

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Prima candelina per UBI pensando al sorpasso sul Banco L'istituto in corsa per 125 filiali MPS finite nel mirino Antitrust Una mossa che consentirebbe di tornare sopra i 2.000 sportelli ontinua il processo d'integrazione di UBI Banca, l'istituto di credito nato dalla fusione tra la bresciana Banca Lombarda e la bergamasca Bpu. La prossima tappa, a un anno dalla nascita della nuova entità, dovrebbe essere quella di completare la migrazione informatica della controllata Carime a luglio e della Popolare di Bergamo in ottobre. A quel punto sarà completata questa delicata parte del processo di fusione e, una volta approdata sul sistema che va per la maggiore - IBM invece di Linux - potrebbe essere tutto pronto per un'ulteriore fase di crescita, anche perché il fieno in cascina non manca - 219 milioni di utile netto nel primo trimestre - e il mercato continua a scommetterci. Il sogno di tutti gli investitori sarebbe un'azione all'antica, un attacco vecchio stile al Banco e a Verona che galvanizzerebbe davvero il mercato. Però i diretti interessati, Emilio Zanetti a Bergamo e Carlo Fratta Pasini a Verona, continuano a smentire ogni ipotesi di seconde nozze. In alternativa, molto più plausibile si presenta la corsa per tutti e 125 gli sportelli in eccesso del Montepaschi, che la banca senese è obbligata a vendere dopo l'aggregazione con l'Antonveneta. In questo caso, non solo nessuno ha smentito ma lo shopping MPS sembra ritagliato su misura per il mercante di banche number one del Paese, il conte Giampiero Auletta Armenise, recordman certificato dopo il prezzo (270 milioni di plusvalenza netta) spuntato dalla Popolare Vicenza per le 61 filiali sotto la scure Antitrust. Ovviamente, gli azionisti scommettono sulla capacità transitiva di Auletta, nel senso che sappia guadagnare allo stesso modo anche nelle vesti di acquirente, e il momento non certo euforico del settore potrebbe dare un'ulteriore mano al grande negoziatore. Di certo, al di là del valore multimilionario dell'operazione, per Piazza Vittorio Veneto si tratta di un cambio di rotta nella strategia: fino a un Emilio Zanetti

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paio di mesi fa, si parlava infatti di un interessamento mirato, focalizzando l'attenzione su aree particolari come Vercelli e Mantova, con particolare attenzione alle occasioni. Adesso, il processo di crescita sarebbe invece incentrato sulla Toscana, area dove UBI è presente in maniera marginale, visto che il suo 6% di quota di mercato (1.923 sportelli) è radicato soprattutto in Lombardia (880 filiali) Piemonte (221) nell'area di Ancona e ha una presenza nel Sud con Carime. Zanetti e Faissola non saranno però gli unici a correre, nella gara gestita per conto del Montepaschi dagli advisor Rothschild e Goldman Sachs. A guardare con interesse alle filiali concentrate soprattutto nelle province di Siena, Arezzo e Grosseto, oltre a quelle collocate in Umbria, c'è Barclays che in Italia vuole raddoppiare, da 60 a 120, la rete di sportelli, ma anche altre banche di medie dimensioni potrebbero partecipare alla gara: per esempio il Credito Emiliano che si sta rafforzando con un aumento di capitale da 500 milioni e che vuole mantenere intatta la sua autonomia. E non si esclude neppure l'ipotesi di una cordata con la Popolare Etruria e Lazio (ha in corso di definizione un aumento da 160 milioni, la Carige e la Cassa di Risparmio di San Miniato, operazione per cui alcuni advisor sarebbero già al lavoro. Per via di Rotschild, proprio alla storica banca d'affari si era rivolto lo stesso Auletta Armenise per trovare un acquirente per i suoi sportelli, finiti poi alla Popolare di Vicenza. La condizione per concludere, come sempre in questi casi, sarà una valutazione tale da consentire ad Auletta Armenise di poter vantare una creazione di valore per i propri azionisti, senza scontentare troppo Giuseppe Mussari che, d'altro canto, è obbligato a vendere dall'Antitrust. Se sarà trovata la quadra, UBI varcherà nuovamente la soglia dei 2 mila sportelli e Carlo Fratta Pasini, che col suo Banco Popolare dispone di 2.183 sportelli, terza maggiore rete di filiali in Italia, inizierà a sentire il fiato sul collo: la distanza in termini di sportelli tra i due gruppi, infatti, si ridurrà a un misero centinaio di filiali. Ci sarebbe di che consolarsi anche dalla tirata d'orecchie di Antonio Catricalà, che ha aperto ben dieci istruttorie contro altrettanti gruppi (tra cui i big Unicredit, Intesa Sanpaolo, Bnl, Mps, Popolare di Milano e - appunto - UBI Banca) accusandoli di non aver rispettato le norme sulla portabilità dei mutui, che deve essere gratuita, così come la surroga dell'ipoteca.


CRONACA A BERGAMO Articolo di Carlo Quiri Foto di Franco Pasinetti

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Orologio criminale: ogni ora cinque reati In provincia il crimine colpisce 124 volte al giorno per oltre 45.000 casi nel 2007 Bergamo sesta nella classifica dei furti in casa: sono 4.287, un quinto in più dell'anno scorso

ra furti e rapine, tra scippi e lesioni, a Bergamo il crimine colpisce 124 volte al giorno: in pratica, 5 reati ogni ora oppure, se preferite, 45.228 nell'arco dell'ultimo anno. Tra l'altro, l'andamento è tutto al rialzo (+8,6% annuo) con quasi 3.900 casi in più nell'arco degli ultimi 12 mesi. Rapportando il dato al milione e 70mila bergamaschi censiti, risultano grossomodo 4.329 delitti a gravare su ogni 100.000 abitanti. Questo si ricava dai dati forniti dal ministero dell'Interno - e rielaborati dal Sole 24 Ore - che parlano di un bilancio italiano 2007 pari a 2,9 milioni di reati denunciati, circa 143mila in più rispetto al 2006 (+5,15%), quasi 8mila al giorno o 333 ogni ora. Per quanto riguarda la realtà provinciale, il picco più alto è rappresentato dai 4.286 furti d'appartamento denunciati, fattispecie in crescita del 19% negli ultimi dodici mesi, tanto da proiettare il dato bergamasco al sesto posto assoluto in Italia. Per quanto concerne invece la risposta delle forze dell'ordine, va detto che gli arresti risultati in aumento del 3,8% annuo e si collocano in quindicesima posizione assoluta: sono 2.217 i nuovi inquilini di via Gleno catturati nel corso del 2007. Bergamo

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è, invece, undicesima come numero di persone denunciate a piede libero - 11.682 deferimenti all'autorità giudiziaria però in questo caso il dato è in calo del 5,5%. Per coincidenza, l'attività criminale e quella di polizia si equivalgono, quantomeno in termini statistici: così come Bergamo risulta 15esima nella classifica dei reati, lo è anche in quella degli arresti. Cifre alla mano, va detto che non dobbiamo fasciarci la testa né gridare al ladro: la situazione orobica è infatti migliore della media italiana, che parla di un bilancio 2007 con 2,9 milioni di reati denunciati (circa 143mila in più rispetto al 2006: +5,15%), quasi 8mila al giorno o 333 ogni ora; in questo caso la media va applicata ai 59,2 milioni di italiani, ricavando un'incidenza statistica di 4.900 reati ogni 100.000 abitanti. Significa che l'incidenza del crimine rispetto alla popolazione è del 13% più alta nel resto del Paese, rispetto alla situazione orobica. Parlando dei topi d'auto bergamaschi, sparisco17


no 168 macchine ogni 100.000 abitanti e le 1.755 denunce risultano in calo dell'1,2%: un abisso, rispetto alla media, dal momento che per il Viminale i ladri d'auto equivalgono quelli d'appartamento: 170.000 casi all'anno per entrambe le fattispecie. In termini percentuali, al secondo posto per tasso di crescita si collocano i rapinatori che, nel 2007, hanno messo a segno in provincia 553 colpi (+15%). Superiore alla media anche il trend delle truffe e frodi informatiche, balzate a quota 1.572 (+11,4%). Stabili i furti con destrezza (1.443 casi: +1,5%) e in calo quelli con strappo (158 casi: -6). Dicevamo della grande incidenza, anche a livello nazionale (170.000 colpi annui) dei furti d'auto e delle case svaligiate: si può calcolare che ogni ora, in Italia, vengano prese di mira una ventina di auto e un numero analogo di abitazioni. Incremento oltre la media per le truffe informatiche e le frodi (+8,7%): quasi 120mila ed è una cifra che non comprende i numerosi episodi che - a volte per vergogna o per paura della vittima, altre volte per le scarse probabilità di ottenere qualche risarcimento - neppure vengono denunciati. Poi ci sono i crimini per la strada, i borseggi (23mila) e gli scippi (160mila), dati in crescita (rispettivamente +2,35% e + 6,35%) che, comunque, si riferiscono solo all'emerso. Stabili invece gli omicidi volontari: più o meno sono 600-620 all'anno. Troppo piccole le cifre provinciali (7 delitti) per consentire un'adeguata analisi statistica, ma il dato risulta comunque in calo del 22% rispetto all'anno precedente e colloca l'andamento bergamasco in 17esima piazza. Dal punto di vista geofrafico, la maggiore differenza non è nord-sud ma grande-piccolo: ai primi posti per quantità si collocano sempre le aree metropolitane, maggiormente esposte all'attacco della criminalità per ragioni di ricchezza e densità, reddito, demografia, luoghi e occasioni di accesso. Milano e Roma occupano le prime due posizioni, contribuendo ciascuna a quasi un decimo delle denunce totali, seguite da Torino e Napoli, entrambe sopra quota 100mila. Altrettanto ovvio trovare all'altra estremità della classifica quattro piccole province, Isernia, Enna, Oristano e Matera, tutte del Sud e tutte sotto la soglia dei 4mila casi in totale. Se però si mette il numero dei reati in rapporto con la popolazione, ecco che una provincia di modeste dimensioni si deve rassegnare a scalzare le grandi in vetta alla classifica: a Rimini sono oltre 9 ogni cento residenti, ma questa realtà 18

è maggiormente a rischio di reati anche per gli elevati flussi turistici che richiama da anni e che falsano il dato sulla popolazione. Tutta l'Emilia Romagna, peraltro, si trova a pagare l'attrattività del territorio in termini di maggiore incidenza dei fenomeni criminosi: quattro delle sue nove province (Rimini, Bologna, Ravenna e Modena) sono nella top ten dei reati in rapporto alla popolazione. In evidenza si mettono anche altre province con forte appeal turistico, come Firenze, Genova e Savona. Quanto al trend, la grande maggioranza delle province evidenzia un aumento dei reati: particolarmente forte quello di Foggia (22%), seguita da Latina, Isernia e Matera, ma almeno le ultime due vantano condizione estremamente soddisfacenti. E non mancano segnali positivi: in 15 province, tra le quali Genova, Varese e Sondrio, i reati risultano in calo.

La scheda

Gorizia e Bolzano sorpresa baby gang iù arresti ma meno denunce in provincia, mentre a livello nazionale la risposta delle forse dell'ordine risulta più incisiva in entrambi i casi. Va detto che, nel caso di segnalazioni a piede libero, la media bergamasca (un caso ogni 1.118 abitanti: -5,5%) è decisamente da fascia tranquilla, oppure che i cittadini hanno smesso di sporgere denuncia. A fronte di quasi tre milioni di reati denunciati in tutta Italia (+5,15% nell'arco di dodici mesi), i dati evidenziano un aumento di quasi il 9% dei soggetti denunciati: complessivamente quasi 700mila (contro i 641mila del 2006). Più significativo l'incremento degli arresti, passati dai 140mila del 2006 a quasi 156mila, ossia l'11,4% in più. In meno del 4% dei casi il soggetto denunciato era un minore: 23.701 gli under 18 coinvolti, un dato comunque in crescita rispetto al 2006 (+2,46%). I 5.631 giovani sono invece il 2,5% in meno però rispetto all'anno precedente. Anche in questo caso, sono le grandi province a evidenziare i numeri assoluti più elevati: già limitandoci a sommare i sog-

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getti denunciati di Milano (44mila circa), Roma e Napoli (rispettivamente 34mila e 33mila), si raggiunge quota 110mila; aggiungendo altre aree metropolitane (Torino, Firenze, Brescia, Bologna, Bari e Genova) si arriva quasi a 210mila, una buona fetta del totale. Ma l'incidenza del fenomeno (calcolata rapportando il numero assoluto alla popolazione della provincia) ci racconta un'altra storia. In questa classifica sono i centri di piccole dimensioni a soffrire: Imperia, per esempio, ha oltre 3.700 persone denunciate ogni 100mila abitanti; Vibo Valentia, Rimini e Isernia superano quota 1.900. A stare meglio sono le province del Sud, quali Lecce, Cagliari, Enna, Messina e Catania dove non arriva a 800 l'incidenza dei denunciati. Infine i minori: il non invidiabile primato numerico di denunciati spetta alle solite grandi province (Milano, Torino, Roma e Napoli superano tutte quota mille), mentre per il tasso ogni 100mila abitanti spiccano tre rappresentanti del Nord- Est, vale a dire Gorizia, Bolzano (entrambe oltre quota cento) e Trieste.


GRANDI OPERE Foto di Franco Pasinetti

C'è del torbido nel nuovo ospedale Operai in subappalto protestano per gli arretrati, ma quando arrivano i soldi nessuno li ritira rimo pasticcio per il nuovo ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, il cui appalto è stato assegnato nel 2005 al gruppo barese Dec grazie al massimo ribasso (27,763%) sull'importo complessivo di 243 milioni più Iva. Nonostante la somma principesca (alla fine risultano 185,3 milioni più Iva) la catena dei subappalti ha

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mietuto nuove vittime nelle persone di 30 operai quasi tutti nordafricani, protagonisti di una protesta plateale - un tunisino si issò in cima alla gru, lasciandosi penzolare nel vuoto - per il mancato pagamento degli stipendi in aprile e maggio. Problema a cascata, si direbbe, nel solco più puro della tradizione che riguarda i grandi cantieri. Su scala maggiore, qualcosa


del genere capitò anche alla tervento immediato del sinLa scheda dell’ospedale tramvia della Val Seriana, ma dacato a difesa e tutela dei in quel caso la ditta incaricata diritti dei lavoratori impeCcc dichiarò fallimento a tutti gnati alla Trucca, non nega gli effetti. Per l'ospedale, inveche ci sia una situazione nece, sono coinvolte due piccole bulosa e poco chiara. Infatti Assegnazione nel marzo 2005 imprese: la la M. M. Immobiliacome lui stesso spiega "sia1.200 posti letto re Srl di Chiari e la Veneta Como intervenuti immediata30 sale operatorie e 8 sale parto struzioni di Rovigo. I titolari mente per risolvere il proble240 ambulatori delle due aziende sono cognati, ma degli stipendi non erogaeliporto a loro volta immigrati tunisini. ti ai lavoratori. Abbiamo rag2.432 posti auto La capofila Dec ha annunciato giunto un accordo con la Dec Importo lavori 243,1 milioni più Iva all'inizio di giugno l'intenzione secondo il quale abbiamo Massimo ribasso del 23,763% di rescindere il contratto con le stabilito che il pagamento due aziende, facendosi tuttavia carico di liquidare par- degli arretrati dovrà avvenire entro 15 giorni dal giorte delle spettanze alle due subappaltatrici per coprire no dell'accordo. Per andare incontro alle situazioni più i mancati compensi ai lavoratori protagonisti della difficili delle famiglie dei lavoratori, abbiamo chiesto protesta; fatto insolito, la questura ha ricevuto una e ottenuto che venissero anticipati assegni con parte lettera in cui veniva illustrata questa procedura. Non del dovuto", circa 400 euro. Qui arriva la parte oscuè chiaro se i fatti siano collegati, ma intanto sia la ra della vicenda: "I nostri funzionari si sono recati al guardia di finanza che la polizia hanno effettuato i cantiere per consegnare gli assegni - prosegue Fusini primi accertamenti sulla gestione del cantiere. E la - Qualcuno dei lavoratori non si è presentato. In alcuCgil ipotizza un giro di caporalato, nonostante il diret- ni casi si è presentato qualche lavoratore che nel cantore generale dei Riuniti parli di puntualità svizzera tiere non aveva mai lavorato. Altri ancora ci hanno nell'avanzamento dei lavori. Insomma, un bel polverone. E non contribuisce l'atteggiamento dei trenta operai tunisini protagonisti della protesta, ma getta anzi ulteriori nubi sulla vicenda: i lavoratori in questione, infatti, non si sono presentati a ritirare l'anticipo garantito dalla Dec, lasciando di stucco anche i sindacalisti che si erano messi all'ingresso, per consegnare le buste con gli assegni. Stando alla confusa spiegazione del momento, i lavoratori in questione vorrebbero che a pagare gli arretrati fosse non la Dec ma le ditte subappaltatrici, però la storia non regge e detto che la Dec deve pagare il loro padrone che a sua mangiare la foglia diventa obbligatorio. Posizione che volta li avrebbe pagati. Perché se li paga la Dec non è confermata da Alessandro Fusini, segretario pro- va bene?". E' appunto quest'ultimo il punto più torbivinciale degli edili Cgil, il quale oltre a ribadire l'in- do della vicenda. "Presiederemo il cantiere per cerca21


re di capire cosa stia succedendo. Mi auguro che tutto sia a posto, che la legge sia rispettata e se c'è qualcuno che non sta facendo le cose in regola, sappia che sta rischiando doppio". E per via di poca chiarezza, torniamo all'inizio cioè alla piovosa mattina di martedì 10 giugno, quando l'operaio immigrato si sollevò con la gru fino a una del-

le sette torri che compongono la struttura. Casi del genere vengono risolti dalle forze dell'ordine, e si sa cosa succede quando arriva la polizia: indaga. Tanto più se riceve una lettera di spiegazioni su appalti, subappalti, stipendi arretrati e operai stranieri. Così la questura ha informato la Guardia di Finanza. Si attendono sviluppi.

ll parere

Il direttore generale Bonometti "La committenza? Puntualissima" l nostro un cantiere modello? Non sta a noi dirlo. Quello che sappiamo è che è l'unico grande cantiere in provincia che funziona, anche grazie all'assoluta puntualità della committenza - ossia l'Azienda Ospedaliera - nei pagamenti. Ho appreso con soddisfazione dell'impegno assunto dalla Dec di corrispondere il dovuto agli operai coinvolti nella vicenda di questi giorni, ma spiace che alcuni, forse punti sul vivo dalla stampa locale, dimostrino di avere la memoria corta. Non abbiamo mai tollerato e non tollereremo situazioni accertate d'irregolarità, ma neppure facili demagogie". Interviene così, attaccando indirettamente i sindacati, il direttore generale dei Riuniti Carlo Bonometti, in pratica il committente dei lavori. "La drammatica protesta dell'operaio tunisino non può lasciare indifferenti, tanto più sapendo che il nostro Paese sta vivendo un periodo particolarmente difficile dal punto di vista economico, circostanza che mette a dura prova le famiglie più deboli. Sarebbe però sbagliato cedere al contraccolpo emotivo che queste notizie provocano: voglio sottolineare con forza che in merito a tutta la vicenda gli Ospedali RiCarlo Bonometti uniti non hanno mai ricevuto alcuna comunicazione o richiesta da parte di questi lavoratori. In tutti i casi in cui questo è avvenuto non ci siamo mai tirati indietro dall'esercitare il nostro ruolo di committenti e la stessa Dec ha sempre assolto agli impegni, accogliendo tutte le richieste documentabili. Sottolineo documentabili, perché quello edile è un set-

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tore in cui non è raro che vengano avanzate pretese da parte di persone che non hanno mai lavorato in un certo cantiere. Per questo abbiamo attrezzato il cantiere del nuovo ospedale in modo da garantire il controllo nominativo degli accessi e delle ore di lavoro svolte da ciascun operaio. Teniamo presente che stiamo parlando di un'area a cui accedono ogni giorno circa 250 operai. Oltre a ciò il nostro ufficio nuovo ospedale effettua controlli periodici sulle effettive presenze in cantiere, anche a campione. In questi giorni si è parlato anche di sicurezza: vogliamo ricordare a chi ha la memoria corta che l'attenzione alla sicurezza nel cantiere del nuovo ospedale da parte degli Ospedali Riuniti è documentata dal fatto che come committenti ci siamo fatti carico - e continueremo a farlo - dei costi necessari ad attivare percorsi integrativi di formazione, tanto più necessari data l'alta percentuale di manodopera straniera e proprio per questo impartiti anche da personale madrelingua. D'altro canto sono gli stessi indici d'infortuni verificatisi al cantiere del nuovo ospedale, inferiori dell'80% rispetto alla media regionale e nazionale, a testimoniare questa nostra attenzione. Infine voglio sottolineare il mio sconcerto per le dichiarazioni del titolare della ditta incaricata di fornire il servizio mensa al cantiere, riportate sui quotidiani, in cui viene completamente taciuto che il servizio è stato interrotto non per i mancati pagamenti della Dec ma su indicazione dell'Asl che ha riscontrato gravi irregolarità igieniche".


ECONOMIA&TRASPORTI

Tir: immatricolazioni record a Bergamo

uarta corsia dell'A4, Brebemi, quadruplica- gendola a forme di protesta totale come avvenne un anmento ferroviario e nuova tangenziale hanno no fa, in occasione dei blocchi che paralizzarono il Paerilanciato il parco bisonti della provincia, fa- se. E chi si occupa di immatricolazioni e assistenza, avcendo dell'autoverte che questo trasporto bergaautentico boom Le immatricolazioni in Lombardia provinciale si è masco uno tra i più vivaci di consumato nella tutta Italia. Stando ai dati 2007 2006 Var. % Provincia prima metà del sulle nuove immatricolazioni, sono poche le realtà pro2007, quando i seBergamo 1.375 1.073 28,1 vinciali capaci di rinnovarsi gnali di questa crisi Milano 2.203 1.859 18,5 erano meno violenti in maniera tanto massiccia, Como 382 331 15,4 e la spinta delle soprattutto se si considera Pavia 1,9 273 268 grandi opere viarie che il dato grezzo nazionale Cremona 220 217 1,4 sviluppava un indotè piatto (+0,2%). Certo, Mantova 464 466 -0,4 stando agli addetti ai lavori, to per così dire fiBrescia 1.149 1.168 -1,6 siologico. Eppure, a se il censimento venisse Lecco 288 296 -2,7 livello provinciale, fatto oggi darebbe risultati Lodi 152 160 -5,0 la crescita è stata ben diversi da questo Varese 470 509 -7,7 notevole al di là di +28,1%: il prezzo del gasoSondrio -34,4 147 224 qualunque fattore lio sta infatti mettendo la 8,4 7.123 6.571 Totale Lombardia categoria alla corda, spinesterno.

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Fonte: elaborazione Centro Ricerche Continental Autocarro su dati ANFIA

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IL SORPASSO - Nel 2007 le immatricolazioni di veicoli (+15,4%). Molto distanziate seguono le province di Pavia industriali a Bergamo sono passate da 1.073 a 1.372, ar- (+1,9%) e Cremona (+1,4%). In flessione, invece, rispetrivando a superare anche il nuovo parco circolante degli to all'anno precedente le immatricolazioni 2007 delle storici concorrenti bresciani. Un province di Mantova (-0,4%), risultato notevole, sottolinea il di Brescia (-1,6%), di Lecco (Immatricolazioni di 2,7%), di Lodi (-5%), di Varese Centro Ricerche Continental Auveicoli industriali in Italia (1998-2007) (-7,7%) e soprattutto quelle tocarro che ha realizzato lo studella provincia di Sondrio (dio da cui derivano questi dati. E Anni Immatricolazioni Var. % su anno prec. 34,4%). La Lombardia, per imciò soprattutto considerando il contesto economico difficile matricolazioni di veicoli indu1998 25.984 striali registrate nel 2007, si che, anche a livello locale, ha 1999 34.880 34,2 colloca al primo posto della fortemente condizionato il livel2000 11,5 38.886 graduatoria nazionale per relo degli scambi commerciali e 2001 38.096 -2,0 gioni, davanti al Veneto al sedello sviluppo dell'autotraspor2002 4,2 39.688 to. In Lombardia, le immatricolacondo posto, all'Emilia-Roma2003 -10,4 35.561 gna al terzo e al Piemonte al zioni sono cresciute del 8,4%, 2004 36.193 1,8 quarto posto. Dicevamo di un passando dalle 6.571 unità del 2005 -1,2 35.766 2007 piatto per le immatrico2006 alle 7.123 del 2007; dietro 2006 -0,1 35.747 lazioni di mezzi da trasporto Bergamo, in termini percentuali, 2007 35.820 0,2 pesante in Italia: 35.820 con si collocano il capoluogo regio2007-1998 37,9 nale Milano (+18,5%) e Como una crescita dello 0,2% rispetFonte: elaborazione Centro Ricerche Continental Autocarro su dati ANFIA

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to al 2006. Allargando il panorama agli ultimi dieci anni, risulta un dato in risalita del 37,9%. Questa crescita è però in gran parte dovuta all'eccezionale andamento delle immatricolazioni registrato nel biennio 19992000, in conseguenza della liberalizzazione delle licenze per il trasporto in conto terzi. Negli anni seguenti, invece, con l'eccezione del picco di vendite registrato nel 2002 per effetto della Tremonti-Bis e del successivo crollo (-10,4%) del 2003, l'andamento del mercato nazionale dei mezzi pesanti si è rivelato sostanzialmente stabile. Se il mercato italiano si dimostra di sostituzione, secondo il Centro Ricerche Continental Autocarro è però forte la richiesta dei Paesi dell'est europeo e ciò consente, anche se la domanda del 2008 è in notevole calo per la difficile contingenza economica, una sostanziale tenuta della produzione di veicoli industriali. A livello regionale, il mercato dei veicoli industriali risente ovviamente del diverso grado di sviluppo e interscambio delle economie regionali e del livello di sviluppo del settore dell'autotrasporto, su tutte le realtà territoriali incombono però le minacce delle incerte prospettive dell'economia. Sono le regioni del nord del Paese, la Lombardia, il Veneto, l'Emilia-Romagna ed il Piemonte che si collocano ai primi quattro posti della graduatoria nazionale del 2007 per immatricolazioni di veicoli industriali. Il rinnovo del parco circolante italiano dei mezzi pesanti è un'esigenza fondamentale soprattutto per l'ambiente e la sicurezza stradale, oltre che per i minori consumi di carburante garantiti dai sistemi di alimentazione di ultima generazione. Notevoli sono stati infatti i progressi compiuti in questi anni dai costruttori di veicoli industriali, sia in termini di riduzione delle emissioni inquinanti sia di dispositivi di sicurezza. Tra l'altro per quanto riguarda la sicurezza ci è anche un recente accordo, tra Unece, l'organismo tecnico delle Nazioni Unite per l'Europa, e la Commissione Europea che ha reso obbligatoria, a partire dal 2010, la dotazione del sistema di controllo elettronico della stabilità (ESC) su tutti i nuovi veicoli. 26

Caro carburante

L’Erario ha incassato oltre due miliardi di extra gettito egli ultimi due anni e mezzo, a fronte dell'aumento del costo della benzina e del gasolio per autotrazione, stimiamo che l'Erario italiano abbia incassato un extragettito di oltre 2 miliardi di euro (per la precisione 2,187 miliardi) per la maggiore incidenza che hanno avuto sia l'iva sia le accise sul prezzo alla pompa. Per questo chiediamo al Ministro Matteoli, che sta conducendo una serrata trattativa con le categorie degli autotrasportatori per scongiurare il fermo del settore previsto per l'inizio del mese di luglio, di ridare questo tesoretto agli automobilisti italiani e, in particolar, modo agli autotrasportatori e a tutte quelle categorie (taxisti, agenti di commercio, autonoleggiatori) che ne fanno un uso professionale". Sono queste le dichiarazioni rilasciate dal segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi, dopo aver analizzato i risultati di un'analisi condotta dall'Ufficio studi dell'Associazione. Tra gennaio 2006 e maggio 2008, infatti, l'aumento dei prezzi alla pompa dei carburanti hanno portato in più nelle casse dello Stato un importo pari 1.747,8 milioni di euro di maggiore IVA e 440,1 milioni di euro di maggiori accise. Complessivamente, quindi, l'Erario ha incassato un "tesoretto" pari a 2.187,8 milioni di euro. Ma come si è arrivati a questa stima? "Siamo partiti dall'ipotesi - afferma Bortolussi - di prendere come riferimento i prezzi medi registrati alla pompa nel 2005, cui si sono aggiunti gli aumenti di prezzo registrati in questi ultimi due anni e mezzo sui consumi effettivamente rilevati in questo periodo dimensionando così anche il peso delle maggiori entrate registrate dall'iva e dalle accise". Il prezzo del gasolio per autotrazione, ad esempio, è passato da poco più di 1,009 /litro (a inizio 2005) agli attuali 1,525 /litro. L'aumento registrato è stato pari al +51%. Questa situazione ha fatto sì che ad inizio 2005 lo Stato incassava di IVA 0,168 /litro, oggi, dopo l'impennata dei prezzi, ben 0,248 /litro. Molto simile la situazione registrata per la benzina. A inizio 2005 il prezzo alla pompa era di 1,098 /litro, oggi costa circa 1,520 /litro. L'aumento registrato è stato del +38,4%. Questa situazione ha fatto sì che ad inizio 2005 lo Stato incassava di IVA 0,183 /litro, oggi, dopo l'impennata dei prezzi, ben 0,250 /litro. Ma anche le accise, ricordano dalla CGIA, hanno subito lievi aumenti. Sempre nel periodo considerato l'accisa sul gasolio è passata da 0,403 /litro agli attuali 0,423, mentre quella sulla benzina è salita da 0,559 /litro agli odierni 0,564 euro al litro.

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INNOVAZIONE&INDUSTRIA Articolo di Luca Bilotta e Roberto Amaglio

Il Kilometro Rosso strizza l'occhio alle Pmi pportunità, occasione unica, chance per tut- dubbi, soprattutto a riguardo dell'effettiva funzionalità della to il Paese. Da quando il 31 marzo 2008 i de- struttura, che nei suoi primi anni di attività ha trovato qualche legati del BIE (Bureau of International Expo- problema a richiamare a sé le aziende più rappresentative sitions) hanno assegnato a Milano l'EXPO del mercato italiano e internazionale. A fugare le perplessità del 2015, l'entusiasmo è salito alle stelle. ci pensa Mirano Sancin, direttore generale del parco. "Il Un'eccitazione sicuramente motivata, sia considerata la nostro è un iter lungo, costruito negli anni. Non bisogna diportata dell'evento, sia per i risvolti economici di cui l'Italia menticarsi che i primi centri di ricerca (quelli della Daimtutta dovrebbe beneficiare: infatti, le stime parlano di oltre lerChysler e Brembo) si sono insediati solo a gennaio 2004. 20 miliardi di euro di investimenti, più di 29 milioni di visi- Da allora molti passi in avanti sono stati fatti e antatori e di 44 miliardi in più di fatturato per le imprese di Mi- cora molti altri dovranno essere fatti. Ma questo non signilano (ossia circa fica affatto che il proun incremento di getto Kilometro Rosso Parola a Mirano Sancin, direttore generale: sia in difficoltà". circa il 10%). E il clima di eufo"Molti sostengono che siamo in difficoltà, ria sta coinvolI maligni dicono che gendo non solo assolutamente falso. Procediamo a pieno si sia trattato di una l'hinterland del grande speculazioregime verso i traguardi previsti nel 2003" ne edilizia; in fondo capoluogo lombardo, ma l'intesolo l'area verde per ra regione, ovviamente allettata dalle possibilità di valoriz- il momento sta conoscendo una grande espansione. zare le proprie realtà e, perché no, dividersi la torta degli in- "Non bisogna comunque dimenticare che l'area verde era un troiti. Ma se le aspettative e i margini di guadagno sono in- punto di forza del progetto di Jean Nouvel, quindi per noi è genti, è pur vero che in questi appuntamenti internazionali un motivo di vanto avere ben 22 ettari destinati alla tutela è altrettanto facile farsi trovare impreparati. Insomma c'è ambientale. Inoltre i 90 mila metri quadrati di superficie coquell'altra faccia della medaglia EXPO 2015 che bisogna perta assicurano ampi spazi d'insediamento alle diverse realassolutamente evitare, iniziando sin da ora a pianificare al tà imprenditoriali che volessero aderire al nostro progetto". meglio tutti gli interventi e le politiche, territoriali, imprenditoriali e di ricerca. Per quanto riguarda Bergamo e provin- Ma qual è il progetto Kilometro Rosso? Forse la cia, probabilmente il sito che più verrà coinvolto dall'EXPO vostra maggiore difficoltà è far capire di che sarà il Kilometro Rosso, il parco scientifico tecnologico di cosa si tratti. Stezzano, sorto nel 2003 da un'iniziativa privata su un'area "La difficoltà maggiore è, in effetti, far capire agli imprendidi 44 ettari, la metà dei quali adibiti ad area verde a tutela tori che un parco scientifico non è un'area elitaria d'inconambientale. La struttura è una delle cinque realtà scientifi- tro tra grandi aziende multinazionali, bensì può trasformarche lombarde riconosciute dall'APSTI e il suo compito sarà si in un privilegiato punto d'interscambio tra più realtà locali quello di tenere in alto il nome della Bergamasca. Tuttavia operanti nei settori più disparati. La parola d'ordine è collain questi primi cinque anni si sono allungati perplessità e borazione: un fenomeno che si può stabilire tra più aziende

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Il DG Mirano Sancin Foto Giussani

In vista dell'Expo 2015 di Milano ecco altri sette innesti all'interno del parco scientifico tecnologico di Stezzano: DiDue, la Jacobacci & Partners, Medicina e Lavoro, Petroceramics, PG&W, UniHeat e Warrant Group 29


dello stesso settore, oppure tra realtà diverse, ma che hanno delle finalità comuni. Insomma il Kilometro Rosso punta a diventare il fulcro della vita imprenditoriale lombarda, caratterizzata dalla presenza d'aziende dinamiche e intraprendenti che sappiano sfruttare le strutture presenti trovando nuovi sbocchi e nuovi business".

La scheda Oltre 700 tra ricercatori, tecnici e personale qualificato ma diventeranno 3000 ilometro Rosso è un Parco Scientifico Tecnologico sorto nel 2003 che ospita aziende, centri di ricerca, laboratori e attività di produzione hi-tech. Al momento sono circa 700 i lavoratori, anche se già per il 2010 è previsto un incremento del 120% dei dipendenti. La differenza rispetto alle altre realtà scientifiche italiane ed europee è che il Kilometro Rosso è stato interamente finanziato da imprenditori privati. Il progetto è stato presentato al comune di Bergamo il 16 giugno 2002 dall'architetto francese Jean Nouvel ed è stato approvato quattro mesi dopo dalla giunta comunale. Oltre alla Brembo, anche il centro di ricerca Mario Negri e l'Italcementi (con il nuovo centro di ricerca ITCLab) colgono l'occasione e ratificano l'accordo di insediamento nel complesso. L'entrata in scena dell'Università di Bergamo e del consorzio "Intellimech", cui aderiscono numerose aziende per la creazione di un "Centro di Eccellenza nella Mecca-

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tronica", rappresentano gli ultimi due atti del Kilometro Rosso che comunque vanta già 24 aziende consociate (Agrati Group, ASM Brescia, Balance Systems, Bianchi Vending, Brembo, C.M.S., Centro Ricerche FIAT, Claber, Confindustria Bergamo, Cosberg Enginsoft, Fassi Gru, Frattini, Giovenzana, Ims Deltamatic, Lovato Electric, N&W Global Vending, Persico, Same Deutz-Fahr Italia, Scaglia Indeva, Siad Macchine Impianti, Tenaris Dalmine, Tesmec e Vimercati), oltre ai già citati Italcementi, Istituto Mario Negri e Università di Bergamo, pronti a insidiarsi a breve nel Kilometro Rosso con i loro laboratori. Tuttavia da qui all'EXPO del 2015 sono molte altre le sfide che i dirigenti dovranno vincere se vorranno ben figurare all'evento internazionale: basti citare che uno degli obiettivi dei gestori è di portare a 3000 i lavoratori dipendenti; per far questo tuttavia ancora molte aziende dovranno sposare il progetto Kilometro Rosso.

In pratica il progetto prosegue strizzando l'occhio alle Pmi. Un'idea concreta che rende lustro alla città, anche se la mentalità dei bergamaschi non facilita il vostro operato. "E' stato scritto e detto molto riguardo il Kilometro Rosso in questi anni. Purtroppo Bergamo è una piazza molto particolare, supporta molto volentieri le novità ma le metabolizza con un pizzico di ritardo. Comunque sia, soprattutto in prospettiva Expo 2015, pensiamo di poter rappresentare un bel trampolino di lancio per il territorio. Possiamo definirci un fiore all'occhiello per Bergamo". Quindi stop alle grandi realtà e spazio a chi vuole crescere e conoscere? "Come detto sarà proprio in questa seconda direzione che dovremo muoverci. Ma non solo. Intanto crediamo di avere compiuto un grande passo in avanti stringendo il 7 febbraio 2007 un accordo di massima con l'Università degli Studi di Bergamo, la quale si è impegnata a insediare nel Parco una propria struttura la cui attività si concentrerà su ingegneria meccatro-

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nica, bioingegneria, e formazione d'imprenditori e manager. Questo rappresenta per noi un ulteriore passo in avanti verso la completa realizzazione di una rete strutturale capace di fornire tutti i servizi tecnici, logistici, informatici e telematici che, anche grazie alla già citata promozione e formazione di nuovi manager, saprà sicuramente allettare anche le piccole e medie imprese nostrane". Altro passo in avanti è l'avvento di altre sette aziende convolate a nozze con voi proprio il 9 giugno scorso. "Esatto. Le aziende sono la DiDue, la Jacobacci & Partners, Medicina e Lavoro, Petroceramics, PG&W, UniHeat e Warrant Group, la cui comunità d'intenti con il Kilometro Rosso è stata ratificata nel corso della conferenza stampa tenutasi il 9 giugno scorso a Bergamo. Queste ditte, che operano nei settori della comunicazione, della sicurezza, del design e del terziario, porteranno con loro altri 60 dipendenti che andranno ad insediarsi a loro volta nel nostro parco scientifico".

In pratica il futuro è roseo, pardon rosso. "Assolutamente sì, come detto siamo in linea con i parametri fissati all'inizio del progetto. E' un viaggio lungo e tortuoso ma possiamo tranquillamente definirci soddisfatti. Anche perché contiamo su aziende e centri di ricerca al top in Italia. Un mix di grande livello con realtà del calibro di Brembo e Italcementi - altro innesto con il nuovo ITCLab -, senza dimenticare la già citata Università e soprattutto il centro di ricerca Mario Negri".


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IN VETRINA Articolo di Carlo Quiri Foto di Franco Pasinetti

are classe dirigente in nome del Paese. Tra merito e formazione, tra Made in Bergamo e nuove sfide, ne ha parlato la Federmanager di Bergamo nel corso dell'ultima assemblea, alla quale sono intervenuti il direttore generale Giorgio Ambrogioni, Alberto Barcella, presidente di Confindustria Bergamo, Giorgio Usai, direttore dell'area Relazioni industriali e Affari sociali di Confindustria, l'assessore provinciale al Lavoro, Giuliano Capetti, e Walter Passerini del Sole 24 Ore nelle vesti di moderatore dell'incontro. Affrontiamo questi temi - managerialità come ricetta per la competitività, lo sviluppo e la modernizzazioGiorgio Usai ne del nostro sistema economico-sociale - in un colloquio con Mario Giambone, presidente di Federmanager Bergamo.

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Presidente Giambone, che idea ha un manager del mondo produttivo bergamasco? Quali sono le peculiarità del territorio, viste da un dirigente d'azienda? 32

"Il bacino verso il quale la funzione dirigenziale, con le proprie peculiarità professionali, viene svolta, tiene conto - nella nostra realtà territoriale - di una forte presenza di piccole imprese, ma anche di un numero non certamente trascurabile di attività medio-grandi, frutto di industrie che hanno saputo crescere. E' anche attraverso questo riconoscimento che meglio possiamo sottolineare come le funzioni svolte dalla dirigenza, nelle sorti di tali opifici, abbiano senza dubbio reso realizzabili questi risultati. Non si può quindi dire che anche il nostro tessuto industriale non stia mantenendo il passo con i tempi, anche se in questo panorama non mancano certo alcune "zone d'ombra". Certamente sarebbe auspicabile una maggior chiarezza riguardo all'ambito dei compiti affidati dall'imprenditore al proprio management. Un buon dirigente deve avere accanto a sé un buon imprenditore: sarebbe come per un direttore dover armonizzare l'orchestra se lo spartito fosse ogni volta rimesso in discussione. L'imprenditore abbia la fermezza di indicare le linee guida da seguire ma il dirigente abbia poi la necessaria autonomia".


Federmanager, la dirigenza fa classe Il presidente Giambone rilancia all'assemblea provinciale: "Con noi le piccole medie imprese diventano più competitive"

Il nuovo governo Berlusconi ha intavolato il discorso del merito: voi come vedete quest'iniziativa? "Non è da ieri che discutiamo di merito ma, come è emerso anche dal nostro recente convegno, una cosa è parlarne, e se ne parla perfino troppo, altro è definire la metodologia attraverso la quale applicare lo strumento della "meritocrazia". Il valore del merito è tornato d'attualità, anche se corre il rischio di restare prigioniero d'affermazioni di principio: l'applicazione concreta del merito comporta, infatti, scelte non facili né facilmente accettate. Tutte le cose ben riuscite normalmente vengono svolte non da soli: occorre disponibilità, intelligenza e flessibilità, ma anche onestà intellettuale: dobbiamo sforzarci affinché prevalga il meglio, rispetto al possibile, concedendo il corretto riconoscimento dei valori espressi".

eccessivamente tranchant. Come tale, l'approccio al tema del merito nel nostro Paese, deve essere (e forse giustamente) ancorato non solo a metodologie di misurazione, ma deve essere anche accompagnato da meccanismi di tutela e di sostegno delle opportunità di partenza. In altre parole il merito deve essere uno degli elementi che fanno parte del percorso d'alimentazione e sviluppo del capitale sociale". Conta di più la squadra o il capo? Oppure un capo deve fare squadra? "Pur non essendoci una ricetta precisa, direi, mutuando l'ambito sportivo, che la capacità di un "capo" consiste nel saper armonizzare le risorse messe a disposizione della squadra e il risultato finale dipende in massima parte da questa "armonica capacità" di far emergere il meglio delle individualità. Comunque, un "aforisma aziendale" indica come "fortunato è chi ha un capo capace". E d'altra parte, compito del buon dirigente è non correre il rischio che la propria squadra non venga valorizzata".

Parlare di merito implica una valutazione: come si deve svolgere questo processo valutativo? Spesso si parla delle richieste avanzate dal "Secondo i manager italiani il merito non mondo produttivo alla politica: cosa chiedoWalter Passerini può essere inteso come la riproposizione no i dirigenti? E quale sarebbe la loro ricetta? della selezione naturale di darwiniana memoria. Il merito non può es- "Dobbiamo ammettere che la classe politica ancora non percepisce la sere la selvaggia legge della giungla, in cui i più forti sopravvivono e nostra Categoria per quello che è, cioè una risorsa centrale per lo svigli altri soccombono. Sull'altare del merito non possono essere sacri- luppo, la modernizzazione e la competitività del nostro sistema ecoficate le persone. Il merito, il suo incedere nella selezione della classe nomico sociale. E' qui il caso di riprendere quanto affermato dal nostro dirigente è centrale, ma tale processo rigoroso e severo, non può sop- vertice federale in riferimento a come la nostra categoria, attraverpiantare tutto il resto. In un paese in cui si è abituati a un'inclusione so Federmanager, conferma tutta la propria disponibilità a dare connelle sfere sociali basata, soprattutto, sul sistema reticolare e relazio- tributi autonomi e originali sui tanti temi di politica industriale rinale, il merito come fattore di scelta rischia di essere percepito come spetto ai quali sempre più spesso vengono costituiti "punti di os33


Passerini - Ambrogioni - Capetti

servazione" forse utili a costruire consensi ma non certamente a intravvedere soluzioni. Con questi propositi sono state formulate al nuovo esecutivo cinque richieste relative a fisco, mercato, energia, previdenza, liberalizzazioni. La pressione fiscale sulle buste paga dei quadri e manager ha raggiunto livelli insostenibili, non vanno più confuse posizioni particolari di reddito che non sono riferibili alla normale media della nostra categoria, mentre l'uso corretto della leva fiscale sulle quote variabili può incentivare il merito e la professionalità; deve essere incoraggiata l'introduzione di buona "managerialità" anche per le piccole imprese che da un lato ne avvertono la necessità, mentre non sempre ne possono sostenere gli oneri; analoghe difficoltà si registrano nelle infrastrutture e nelle disponibilità dell'energia, il ricorso ad approcci diversi non deve essere necessariamente demonizzato in funzione di anacronistiche visioni di retroguardia; deve essere riportato ad equità l'atteggiamento assunto sulla perequazione punitiva e introdotti maggiori incentivi per il ricorso alla previdenza complementare, indispensabile per il futuro dei nostri giovani; dovremo svolgere un adeguato monitoraggio dei servizi svolti in deriva delle liberalizzazioni che devono essere effettuate con l'ottica dell'efficienza. Deve essere chiaro che Federmanager vuole riaffermare che rappresenta in modo unitario ed esclusivo gli oltre 180.000 dirigenti di imprese produttrici di beni e servizi in attività e in quiescenza, e che ritiene quindi di valorizzare il proprio ruolo di soggetto di rappresentanza sociale, mirando a qualificare nella giusta maniera i valori di cui è portatore e che mette a disposizione del Paese". PMI e globalizzazione: come affrontare i mercati mondiali in un'ottica di managerialità? "Molti esempi ci indicano la vitalità anche di piccole aziende che riescono a superare le difficoltà dovute alMarco Gelfi la globalizzazione: ma una cosa è lo spunto, altro è la tenuta, per cui constatiamo che è sempre più sentita fra le piccole e medie imprese la necessità di disporre della cosiddetta "seniority". Ebbene, Federmanager ha nelle sue corde anche quella di fornire managerialità, magari temporanee o finalizzate a progetti specifici, per piccole e medie imprese che altrimenti potrebbero non avere la possibi34

lità di disporne nelle forme tradizionali. Inoltre, proprio a valle dell'ultimo contratto collettivo nazionale di lavoro, è stata costituita dalle Parti Sociali, nell'ambito di Fondirigenti, un'Agenzia per il lavoro manageriale chiamata MANAGER@WORK, che raccoglie, in un'apposita banca dati, profili di manager temporaneamente inoccupati e che quindi costituisce una fonte preziosa dalla quale proprio le piccole e medie aziende che affrontano i mercati mondiali possono attingere risorse e competenze in ogni settore industriale". Secondo una recente indagine, negli ultimi tre anni lo stipendio dei manager bresciani ha sorpassato quello dei colleghi bergamaschi: cosa ne pensa? "E' proprio una domanda alla quale non vorrei dare risposta, anche perché non credo alle indagini svolte da altri, in ambiti non propri, dove è oltremodo difficile trarre delle medie. L'esempio negativo per noi dirigenti è evidenziato dal clamore generato da un'ottica miope che ha visto anche in tempi recenti, utilizzare strumentalmente, in alcune campagne di stampa e televisive, il termine "manager" per accostarlo ai compensi milionari di alcuni personaggi (pochi), che non rispecchiano affatto le condizioni retributive della maggioranza dei nostri colleghi, ma costituiscono solo dei picchi che però "fanno notizia". E poi tra Bergamo e Brescia non vorrei rinfocolare una rivalità che già qualche volta emerge e non solo in ambito calcistico". Che impressione le hanno fatto i primi mesi del governo Berlusconi? "L'elettorato si è espresso in maniera decisa ed esplicita, segno che anche nel nostro Paese si va maturando uno spirito critico e si va verso il principio dell'alternanza. Per ora è troppo presto per esprimere un giudizio sull'operato del nuovo Governo, al quale non mancheremo, com'è nostra consuetudine, di dare il nostro sostegno per perseguire quello che è lo scopo comune dello sviluppo del Paese; con altrettanta attenzione però seguiremo lo svolgersi dell'azione di governo, che sarà oggetto di puntuale vaglio da parte della categoria". Un giovane studente punta a diventare manager: i tre consigli di Mario Giambone. "Il primo consiglio lo rivolgo ai manager affermati perché si comportino in maniera tale da fornire un modello di status di alto profilo, non solo professio-


nale ma anche dal punto di vista etico, a cui un giovane studente debba ambire. Se il modello è valido, che il giovane non rifugga dalla disponibilità all'abnegazione e al sacrificio (a Napoli si dice "nessuno nasce imparato"). Il terzo consiglio è applicarsi, studiare, distribuire bene il proprio tempo giornaliero tra studio, riflessione e anche, perché no, sano svago: mens sana in corpore sano".

Usai - Barcella

dustria Bergamo. E mi sia consentito in questa sede, sottolineare l'impegno dei colleghi Giorgio Lazzaroni e Roberto Terranova, quest'ultimo anche in veste di Responsabile della Sistemi Formativi Aziendali, che - con la loro competenza professionale collaborano attivamente per consentire che tali progetti rispondano ai veri e sentiti fabbisogni formativi dei manager del nostro territorio".

Il vostro è un sindacato: quali sono le peculiarità della tutela lavorativa, per un manager? Presidente Giambone, perché secondo lei un giovane man"Federmanager è certamente un sindacato per il fatto che conclu- ager di successo dovrebbe aderire a Federmanager, e in de con la naturale controparte, che noi vorremo definire "partner di particolare a Federmanager Bergamo? riferimento" e non "controparte", un contratto collettivo di lavoro ne- "Federmanager si prefigge di essere, principalmente, l'espressione cessario per delineare le linee guida per la gestione e l'eventuale ri- di una classe dirigente responsabile e consapevole, in un panorasoluzione del rapporto di lavoro dirigenziale e le tutele previdenzia- ma sempre più competitivo e difficile. Siamo i rappresentanti di una li ed assistenziali che ne derivano. Certamente il dirigente è un "pro- classe dirigente pronta al cambiamento e pronta a mettersi cofessionista" e come tale è manager di sé stesso e questo si river- stantemente in discussione, ma siamo soprattutto portatori di un bera anche sull'innovativo ultimo contratto collettivo che è stato, bagaglio di competenze, valori culturali e sociali che devono essecoraggiosamente ed in mare i binari su cui costruire il nostro niera prospettica, sottoscritto futuro. Proveniamo da diversi tera fine 2004 da Federmanager Anche l'Agenzia di lavoro manageriale ritori, da diversi tipi di aziende, da e Confindustria. A valle di diverse famiglie professionali, ma questi quattro anni di "speri- manager@work per portare sul mercato siamo accomunati dal desiderio mentazione" del nuovo imdi tracciare, alla luce di un dibatticompetenze seniority pianto contrattuale, abbiamo to interno ed esterno, le linee posverificato che è necessario sibili per lo sviluppo del nostro procedere a dei correttivi che saranno oggetto delle trattative per il tessuto economico attraverso un sistema di regole e di valori, unirinnovo a fine 2008. Ricordiamo anche che dal contratto dei diri- ca strada verso il benessere di tutti. Ho voluto mutuare le espresgenti industriali discendono non solo tutele per chi è ancora in ser- sioni con le quali il Gruppo Giovani Dirigenti di Federmanager si previzio attivo, ma gli accordi traguardano oltre, verso coloro che, nel- senta, per evidenziare quanto siamo attenti a valorizzare i nostri la seconda fase della loro vita, conseguita alla propria carriera pro- Colleghi più giovani e le loro iniziative. Da sempre Bergamo si è difessionale, usufruiscono ancora dei nostri Enti Integrativi per l'Assi- stinta nel panorama nazionale per lo spazio ed il supporto fornito al stenza Sanitaria e per la Previdenza Complementare. E' inoltre im- proprio Gruppo Giovani. Al fine di consentire un continuo avvicenportante mettere in evidenza come, attraverso il contratto, viene ga- damento all'interno del Gruppo, è stato posto, a livello nazionale, il rantita la formazione continua e l'aggiornamento professionale ne- limite anagrafico dei 43 anni: questo fa sì che si possa militare non cessari a mantenere un alto livello di professionalità anche nei con- a lungo tra le file di questo gruppo e frequentemente si debba profronti delle nuove realtà economiche nelle quali il manager si trova cedere ad un rinnovamento. Anche quest'anno dal nostro territorio ad operare. E proprio qui a Bergamo l'attività di aggiornamento pro- siamo riusciti a esprimere due giovani dirigenti, Chiara Ferraris e fessionale viene seDiego Macario, che sono stati eletti quali componenguita con particolare ti del Coordinamento Nazionale Giovani Dirigenti, che attenzione, tant'è che ha iniziato il proprio lavoro, nella sua rinnovata comanche quest'anno, in posizione, lo scorso mese di aprile. A loro, e ai tanti autunno, inizieranno i giovani colleghi che compongono il Gruppo Giovani di corsi gratuiti, nell'amFedermanager Bergamo, va tutto il nostro incoraggiabito del Piano Formamento e l'assicurazione che mai faremo loro mancativo Interaziendale re la "passione" che ancora ci pervade, nella certezza predisposto in collache su di loro il nostro Paese potrà contare, per "naviPerrone - Lazzati - Giambone - Bari borazione con Confingare" verso mari meno tempestosi e più sicuri". 35


CAMBIO AL VERTICE Articolo di Roberto Amaglio Foto di Laura Pietra

Giorgio Ambrosioni

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Imprese&Territorio, al via il semestre di Giorgio Ambrosioni Il presidente di Confesercenti traccia le linee guida del suo mandato, dopo il semestre di Paolo Agnelli di Apindustria: "Le parole d'ordine? Aumento di competitività e sinergie con il territorio" l giorno del suo insediamento come presidente Giorgio Ambrosioni si è incentrata su due linee guida. "A nostro avd'Imprese&Territorio, Giorgio Ambrosioni ha subito chiari- viso la ricetta per migliorare la competitività delle PMI ruota intorto quali fossero le priorità delle PMI bergamasche e non solo. no a due cardini: buone idee e imprenditori a 360° dal bagaglio maRiprendendo la politica già tracciata dal suo predecessore nageriale completo - esordisce il numero uno di Confesercenti -. Se Paolo Agnelli, il primo punto inserito nell'agenda dirigen- dal punto di vista delle idee poco nulla c'è da rimproverare agli imziale del gruppo sindacale riguarda l'incremento della competitivi- prenditori bergamaschi, a nostro avviso c’è ancora molto da fare in tà delle imprese bergamasche. Una questione già sollevata non so- un'ottica di formazione del manager. Il mercato globale è, infatti, lo dagli esponenti d'Imprese&Territorio in questi mesi, ma anche da altamente concorrenziale e talvolta le buone idee non bastano se Valerio Bettoni e persino dal Presidente della Repubblica Giorgio non si è in grado di proporle e venderle. Di conseguenza ImpreNapolitano, che nel suo intervento all'assemblea annuale di Con- se&Territorio sostiene quelle politiche volte ad accrescere il bagafartigianato, tenutasi a Roma lo scorso 12 giugno, ha sottolineato glio manageriale del piccolo imprenditore, il quale deve essere in come la sfida da vincere per gli imprenditori sia legata alla capaci- grado di proporsi al mercato, ottimizzando i suoi rapporti con l'età d'adattamento e alla spinta all'innovazione delle loro aziende. sterno sotto il profilo della vendita, promozione e commercializzaMa se l'obiettivo è chiaro, zione del prodotto o del servizio". è necessario capire come possano le oltre 90 mila "La ricetta per migliorare la competitività I numeri delle PMI Italiane PMI bergamasche centrasono sotto gli occhi di tutti, delle PMI ruota intorno a due cardini: re questo traguardo in un tanto è vero che Giorgio Namercato globale che risulpolitano le ha paragonate al buone idee e imprenditori a 360° ta essere altamente conmotore dell'economia nodal bagaglio manageriale completo" correnziale e contraddistrana. Tuttavia a Bergamo i stinto da colossi multinadati parlano di 7.000 imprese zionali. In questo senso, due sembrano le parole d'ordine che ca- che ogni anno chiudono i battenti e il 50% di queste non ratterizzano sia la politica d'Imprese&Territorio, sia la linea di con- hanno superato i primi due anni di attività. dotta di Confesercenti, associazione di cui Giorgio Ambrosioni è "In effetti, questo è un dato che deve far riflettere. A nostro avviso presidente: aumento di competitività appunto e sinergie con il ter- la causa di questi numeri è la difficoltà di diventare imprenditori a ritorio. Per quanto riguarda l'aumento di competitività, la conferen- tutto tondo. Come già accennato, non bastano le idee o i progetti za stampa svoltasi in occasione dell'insediamento semestrale di per ottenere buoni risultati, ma sono necessari tanti altri elementi

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che s'attengono alla gestione dell'azienda. Consapevoli di questo aspetto, Imprese&Territorio ha sposato la logica dell'incubatore extra-murale, che consiste nell'affiancare al neo imprenditore una serie di consulenti in grado di fargli acquisire gli elementi di fondo del "fare impresa", per agevolare il superamento del primo anno di attività".

l'altra assistiamo a esempi d'edilizia stridente con il PGT, come quella di cui si è sentito parlare per i quartieri di Colognola oppure presso gli ex Molini Moretti di Campagnola: spazi costruiti su misura per grandi complessi commerciali che necessitano di grandi aree destinate al parcheggio. Questo a nostro avviso non può essere la risposta per il prossimo futuro".

Idee e formazione, quindi. Ma che dire dell'aspetto burocratico? Lo slogan "poter aprire un'azienda in un giorno" per ora rimane tale. "A dir la verità è uno slogan che nel giro di qualche mese dovrebbe realizzarsi in quanto ora ci sono le carte in regola per concretizzarlo. In questo senso ci si sta muovendo bene a livello normativo, riducendo gli intermediari e i referenti con cui un aspirante imprenditore si deve interfacciare. Tuttavia molto ancora resta da fare: la mancanza d'attenzione nei confronti dei piccoli imprenditori che ha caratterizzato i decenni scorsi, ha fatto sì che l'apparato normativo si adattasse meglio alle strutture e alle logiche dei grandi complessi industriali, dando poco margine di trattativa a quelle realtà più piccole che hanno necessità e problematiche differenti".

Accantonare i grandi centri commerciali per tornare ad una spinta locale del negozio del privato cittadino non è secondo voi un passo indietro rispetto a ciò che il senso comune ritiene essere lo sviluppo? "Lo sviluppo è necessario, sia per quel che riguarda il commercio e l'impresa, sia per quel che riguarda le infrastrutture. Tuttavia un conto è proseguire nello sviluppo sostenibile, un altro è studiare le nuove aree urbanistiche come ricettori di grandi centri commerciali che soffocherebbero l'abitabilità della zona e l'iniziativa privata del singolo commerciante".

Oltre alla competitività, una battaglia che accomuna sia Imprese&Territorio sia la Confesercenti, sembra essere quella del "capitalismo di territorio" e della sinergia necessaria tra istituzioni e imprese. "A tal proposito la campagna che le Confesercenti di tutta Italia stanno proponendo è calzante: nello slogan "Se vive il commercio, vivono le città" è riassunto infatti ciò che noi intendiamo per "capitalismo di territorio". Costruire una città vissuta, accessibile, ospitale, policentrica e competitiva è la premessa per invogliare i commercianti a investire, garantendo così servizi ai residenti e rendendo la città un luogo di aggregazione vivo, vivibile e in cui il controllo sociale garantisce un'alta qualità di vita". In questo senso qual è la situazione di Bergamo? Sappiamo che come Confesercenti avete approvato il PGT preliminare avanzato dal comune di Bergamo. "Indicativi in tal senso sono i progetti sviluppati per il quartiere di Loreto e per Borgo Santa Caterina, dove le premesse che noi auspichiamo sono state sposate da un'amministrazione attenta allo sviluppo della città. Tuttavia se da un lato i progetti sono buoni, dal38

Si è accennato alle infrastrutture. Non pensa che nuove varianti stradali, che spostano il traffico veicolare dal centro dei paesi alle grandi arterie stradali, penalizzino il commercio dei centri urbani? "In questo senso abbiamo esempi contrastanti. A Lovere la situazione è decisamente migliorata: la bretella superiore che evita il paese non ha penalizzato il commercio di una zona che però ha un alto richiamo turistico. Dall'altra abbiamo l'esempio di Albino, un paese che da quando è stata inaugurata la nuova Nembro-Cene ha registrato un calo di presenze e di giro di affari. Tuttavia questo può rientrare nel discorso che facevamo sugli imprenditori a 360°: capire le prospettive e lo sviluppo del territorio per adattare la propria offerta deve essere una qualità dell'imprenditore moderno. Una sfida che molto presto dovranno affrontare i commercianti del trevigliese: la Bre-Be-Mi e l'interconnessione con la Pedemontana, il quadruplicamento della linea ferroviaria con Milano e il miglioramento dei collegamenti via rotaia con Bergamo, sono tutti fattori che stravolgeranno il territorio di Treviglio e della Bassa, costringendo sia le amministrazioni che i commercianti ad un attento studio degli sviluppi possibili in quell'area. Ma questo non vuol dire essere sfavorevoli alle infrastrutture e alla nuova situazione, anzi, consideriamo questi passaggi un'occasione unica per creare a Treviglio delle nuove premesse di vivibilità e di qualità della vita".


IL CONFRONTO Articolo di Livio Casanova Foto di Simone Lorenzi

Poste Italiane, più spazio alle aziende Tavola rotonda per promuovere al meglio i servizi PTbusiness, dedicati alle piccole e medie aziende. Davanti ai direttori di filiale bergamaschi sono intervenuti Gino Frastalli, country manager della Lombardia, l'imprenditrice Donatella Pendezza e Luca Bilotta, responsabile del nostro mensile Bergamo Economia è posta, e non solo, per te. Verrebbe da dire teriormente il grado di professionalità dei propri addetti, di ricosì - sfruttando il titolo di un noto programma qualificare gli uffici postali, di incontrare il crescente apprezzatv - visti gli ultimi sviluppi di Poste Italiane. Po- mento dei clienti e di chiudere i bilanci in utile con un tasso di ste e Telecomunicazioni, meglio conosciuta redditività che colloca il gruppo fra i primi grandi operatori pocome PT ha deciso di voltare pagina, abban- stali d'Europa. In questo accelerato processo d'evoluzione, Podonando il cliché magistralmente impersonato da Troisi nel Po- ste Italiane ha saputo mantenere ben saldi i principi della misstino, e avviare un profondo processo di rinnovamento tecnolo- sione aziendale declinata attraverso la capillare presenza sul gico con l'obiettivo d'innalzare la qualità dei servizi e di amplia- territorio, con 14 mila uffici postali, più di 70 mila postazioni e re la gamma dell'offerta. un organico di 150.000 adL'informatizzazione ha reUn incontro voluto fortemente per avviare detti, e la tradizionale voso possibile l'affacciarsi cazione a cogliere le esiun dialogo costruttivo fra le parti, delle Poste nel mercato genze della propria cliendella raccolta dei depositi tela, si tratti del privato citper ottimizzare l'efficienza delle filiali italiani, modificando il patadino, dell'azienda o della nella gestione delle attività business norama nazionale e induPubblica Amministrazione, cendo maggiore concorcon la creazione di servizi e per presentare alcuni nuovi progetti renza, implementando su misura in grado di riinoltre le attività caratteristiche d'impresa, come la corrispon- spondere alle richieste. Poste Italiane sul territorio bergamasco denza e il sistema dei pagamenti della Pubblica Amministrazio- è presente con 246 uffici postali presenti in 244 Comuni. Nella ne. Questa visione strategica, accompagnata da un programma provincia di Bergamo il governo degli uffici postali è affidato a di cospicui investimenti per infrastrutture e formazione, ha per- 2 filiali. E proprio la Filiale di Bergamo 2, diretta da Perla Gobbi, messo all'azienda di elevare in breve tempo e in maniera signi- nella giornata di martedì 17 giugno ha organizzato una tavola roficativa gli standard d'efficienza, con il risultato d'aumentare ul- tonda alla quale hanno preso parte membri dell'imprenditoria

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locale e dell'informazione economica bergamasca, oltre ovviamente ai direttori di tutte le filiali di zona. Un incontro voluto fortemente per avviare un dialogo costruttivo fra le parti, per ottimizzare l'efficienza nella gestione delle attività business e per presentare alcuni progetti che puntano a ridefinire in modo complessivo il modello organizzativo degli uffici postali. "La missione di Poste Italiane, e in particolare di Bergamo 2, si concretizza - ha commentato Gino Frastalli, country manager della Lombardia di Poste Luca Bilotta - Perla Gobbi Italiane - nella ricerca continua di nuove opportunità, di nuovi prodotti e nuovi servizi, nel- pleta di servizi mirati alle specifiche necessità del mondo iml'ottica d'ampliamento del mercato aggredibile, oltre che di con- prenditoriale e una rete di personale qualificato. "I due punti di quista di una quota sempre maggiore nel mercato in cui è già forza di Poste - interviene Luca Bilotta, responsabile del nostro presente con successo. La ricerca di nuovi mercati si può con- mensile Bergamo Economia - sono la capillare rete d'agenzie e cretizzare solo se, unitamente al suo portafoglio prodotti, Poste il vantaggio del sistema informativo e operativo già consolidato, è questo che permette il salto verItaliane riesce a creare e so nuovi clienti. Ma è evidente che sviluppare anche un al"Soprattutto a Bergamo, c'è ancora del lavoro da fare, soprattrettanto valido portafoprovincia florida dal punto di vista tutto per promuovere la nuova veste glio di capacità. Lo scopo primario è semplificare la industriale - con un tessuto economico di Poste alle società in termini d'appeal, di servizi offerti e di capacità vita delle persone e delle composto prevalentemente da Pmi, operative". A proposito è intervenuta imprese. I valori fondaDonatella Pendezza, managing dimentali sono: trasparennumeri alla mano sono circa rector della Fas Pendezza, azienda za, innovazione, integra85 mila le PT possono essere leader internazionale nella produziozione e sicurezza, sia fisine di pool and football tables: "Solo in ca degli sportelli, sia fiun partner unico e fondamentale" questi ultimi giorni, documentandomi nanziaria dei risparmi affidati". Anche a Bergamo, come nel resto del paese, si amplia per quest'incontro, sono venuta a conoscenza delle grandi pel'offerta per le imprese con spazi dedicati esclusivamente al bu- culiarità del servizio business di Poste Italiane. Servirebbe magsiness. PTbusiness rappresenta la grande rete nazionale di cen- giore pubblicità, anche perché aziende di piccole e medie ditri dedicati alle Pmi, perché si rivolge ai professionisti e alle im- mensioni sono bisognose di servizi simili. La nostra azienda, ad prese con una presenza capillare sul territorio; una gamma com- esempio, commercializza in tutto il mondo, ma si può definire una Pmi per dimensioni: avere un partner come Poste al proprio fianco, sia per i servizi finanziari sia postali, sarebbe un grande valore aggiunto". Non a caso la filiale Bergamo 2 - e in generale l'intero sistema Poste - sta moltiplicando i suoi sforzi per il segmento delle piccole imprese, ditte individuali, professionisti, allestendo una rete creata per rispondere in maniera completa alle loro esigenze. "Poste Italiane è il più grande gruppo 41


di servizi del paese - prosegue Luca Bilotta - grazie alla capillare presenza sul territorio nazionale e alla forte integrazione delle sue attività. Soprattutto a Bergamo, provincia florida dal punto di vista industriale - con un tessuto economico composto prevalentemente da Pmi, numeri alla mano sono circa 85 mila - le PT possono essere un partner unico e fondamentale. Ma si deve convincere i bergamaschi, e più in generale gli italiani, che le competenze sono elevate, pari ai più importanti istituti bancari nazionali. E qui dovranno essere bravi i direttori di filiale, la parte più difficile del gioco spetta a loro". Infine un altro Gino Frastalli aspetto cardine, la tecnologia. "A prescindere dalla logistica - conclude Luca Bilotta - Poste Italiane può e deve puntare tutto sulla tecnologia e l'innovazione: la presenza capillare sul territorio, maggiore rispetto a qualsiasi istituto bancario nazionale, può essere la chiave di volta per spiccare il volo. Ma anche prodotti come Postepay e Postemobile, unite all'ambito business, possono creare un solco non indifferente con i competitors locali e nazionali". Il futuro è chiaro: fare della piattaforma tecnologica di Poste il crocevia privilegiato per il transito di tutte le operazioni di pagamento in mobilità. La domanda di mercato è forte: banche e operatori italiani guardano con interesse alle prospettive del mobile payment, soprattutto quello che riguarda le operazioni di money transfert e alla possibilità di tuffarsi in questo mondo senza investire nelle infrastrutture. La caratteristica chiave consiste nell'essere una struttura aperta in grado d'interagire con quelle del sistema bancario, dei circuiti delle carte di credito e con quella della pubblica amministrazione. Ed è per questo che poste italiane aspira a diventare l'interlocutore principale di tutti i soggetti interessati all'integrazione tra servizi fiDonatella Pendezza nanziari e telefonici. 42

Zoom

Numeri e successi di Poste Italiane Dalla carta prepagata Postepay alla telefonia mobile, i servizi aumentano e soddisfano i bergamaschi ostepay - La carta prepagata introdotta nel 2003 rappresenta il caso di successo più rilevante della storia recente di Poste Italiane: oltre 3 milioni e mezzo di persone hanno scelto in Italia la tessera prepagata e ricaricabile, che permette di fare acquisti e prelevare ovunque denaro contante dagli sportelli automatici, apprezzandone la versatilità d'uso e la convenienza. La carta prepagata Postepay cresce con buoni ritmi in Lombardia, mantenendo un trend di sviluppo elevato. 51.000 carte prepagate Postepay in provincia di Bergamo (totale Lombardia 541.000) 4a provincia in Lombardia dopo Milano, Brescia, Varese come numero di carte distribuite. La carta Postepay accettata dalla rete Visa Electron, è in sostanza una Visa e una Mastercard prepagata e ricaricabile e sta rapidamente diventando l'alternativa ideale per gli italiani che non possiedono una tradizionale carta di credito né un credit rating o un conto in banca. Postepay non si usa soltanto per effettuare prelievi o acquisti nei negozi, ma è anche diventata una pietra miliare del commercio elettronico italiano. Finora rappresenta il metodo di pagamento più popolare nella versione italiana di eBay, il sito dove Ie schede sono riconosciute tramite il sistema di pagamento elettronico PayPal che

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appartiene alla stessa eBay. Postemobile - Il primo caso nel mondo di un operatore postale che entra nel business della telefonia mobile virtuale, potendo contare sulle infrastrutture messe a disposizione da Vodafone. Oltre ai tradizionali servizi di telefonia, PosteMobile offre una gamma di servizi unici. Con un semplice comando del cellulare è possibile: trasferire denaro da e verso carte prepagate Postepay, effettuare la ricarica del proprio cellulare prelevando l'importo dalla Postepay, verificare il saldo e gli ultimi movimenti del proprio conto BancoPosta o della propria Postepay. Sarà possibile, infatti, dal proprio cellulare, pagare bollettini, inviare telegrammi, lettere e raccomandate, pagare servizi di mobilità nel trasporto quali taxi, bus, treno, inviare cartoline cartacee realizzate con mms e conoscere lo stato di un invio attraverso il servizio di tracciatura della corrispondenza. Quanti hanno chiesto Postemobile in provincia di Bergamo? Ben 3800 su circa 20.000 in Lombardia. Gli stessi che, associando la Sim al conto BancoPosta potranno, attraverso il cellulare, trasferire denaro su un conto corrente bancario o postale.


Bergamo navigatissima nell’export Rallentano gli scambi con i Paesi emergenti, ma si rafforza la quota dei partner storici +2,4% la crescita trimestrale verso l'Unione Europea e -8,3% verso i paesi extraeuropei

primi a smorzare gli entusiasmi sono proprio gli autori e 1 miliardo e mezzo di import. Anche la dinamica congiundella ricerca, per cui partiamo da questo: sui mercati turale dell'export conferma un'analoga divaricazione: +2,4% emergenti, la performance del Made in Bergamo è co- la crescita trimestrale verso l'Unione Europea e -8,3% verso sì così e il "top partner" deli paesi extraeuropei. Però l'ultimo anno risulta essere Bergamo sembra avere Andamento piatto per la Cina, la Romania (+43,5%) che vale 51 agganciato in maniera rorecord (+43,5%) in Romania, busta il mercato dell'Euro milioni. Per di più, la dinamica di crescita nel lungo periodo top (816 milioni) per la meccanica e in particolare la Germa(+7,2% la variazione annua) dania (542,6 milioni di euro: rebbe segnali di rallentamento nel breve. Cina e India som- +7,5%), muovendosi in controtendenza rispetto all'Italia e mate, per il Made in Bergamo, rappresentano 200 milioni di alla Lombardia. Questo dualismo tra economie mature e import e altrettanti di export; la Ue oltre 2 miliardi di export nuove tigri rappresenta comunque la caratteristica principa-

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le del primo trimestre 2008, stando ai dati Istat - ancora provvisori - rielaborati dal servizio Documentazione economica e osservatori della Camera di Commercio di Bergamo. Tra i settori - restando a quelli che valgono più di 200 milioni di euro la meccanica cresce del 16% annuo e arriva a un fatturato di 816 milioni (113 milioni di euro in più), si confermano i metalli (+8,3% a 553 milioni) e la gomma plastica (+10% a 222 milioni); frena invece la chimica (-2,4% a 416 milioni) dopo un lungo periodo positivo e continua l'emorragia del tessile (-2,6% a 275 milioni) che accusa il colpo anche nell'import (-13,8% a 202 milioni). Nel loro piccolo, migliore performance per i prodotti agricoli (+94%) da 5 a 10 milioni di euro. Nel complesso, le esportazioni originate dalla provincia nei primi tre mesi del 2008 (dati provvisori di fonte Istat passibili di rettifiche significative soprattutto per i valori delle importazioni) risultano pari a 3 miliardi e 175 milioni (+7,2% annuo) contro 2.120 milioni (-0,3% annuo) di importazioni. Calcolata sul trimestre precedente, la variazione congiunturale non destagionalizzata è invece negativa: -1,6% per l'export e -4,1% per l'import. L'aumento tendenziale dell'export è superiore al dato medio nazionale (+5,4%) e lombardo (+4,9%). Risulta marcatamente diversa, rispetto a Italia e Lombardia, la dinamica nelle due macrodestinazioni (Unione Europea da una parte, extra Unione Europea dall'altra) dell'export provinciale. Le espor-

tazioni di Bergamo verso l'Unione Europea hanno superato i 2.055 milioni con un aumento del +10,3% sul primo trimestre del 2007, contro variazioni molto più tenui del dato nazionale (+1,6%) e lombardo (+1,7%). All'opposto, l'export extraeuropeo di Bergamo - che sfiora i 1.120 milioni nei primi tre mesi dell'anno cresce solo del +2% contro aumenti di +11,4% in Italia e di +9,9% in Lombardia. In calo l'export destinato ai paesi dell'Asia orientale che cede dell'1% a 206 milioni di euro, che perde terreno anche nelle importazioni (-3% a 276 milioni). Nello specifico dell'interscambio con i singoli Paesi, si conferma il ruolo trainante della Germania a cui Bergamo destina il 17% del suo export e da cui riceve il 24,5% delle sue importazioni totali: l'export trimestrale è in crescita del +7,5%. Ancor più spiccata la dinamica delle esportazioni verso la Francia (+14,4%). Variazioni notevoli, del dato parzialmente significativo del primo trimestre, si registrano anche verso Austria, Paesi Bassi, Belgio, Grecia, Romania e Russia. Rallenta l'export verso la Cina (+2,7% a 74 milioni di euro) e ancor più le importazioni (-0,6% a 175 milioni), si riduce quello verso la Turchia.

Import - export trimestrale totale 1_2007 provvisorio

Varese Como Sondrio Milano Bergamo Brescia Pavia Cremona Mantova Lecco Lodi Lombardia ITALIA

1_2008 provvisorio

variazione % 2007/2008

Import

Export

Import

Export

Import

Export

1.448 792 116 22.324 2.127 2.497 1.364 891 789 597 482 33.428 90.532

2.160 1.259 155 10.285 2.962 3.380 699 786 1.298 904 327 24.215 84.846

1.205 769 118 18.748 2.120 2.214 1.847 1.104 1.199 541 574 30.438 94.515

1.800 1.328 154 11.088 3.175 3.525 815 708 1.479 937 397 25.407 89.423

-16,8 -3,0 1,4 -16,0 -0,3 -11,3 35,4 23,9 52,0 -9,4 19,2 -8,9 4,4

-16,7 5,5 -0,5 7,8 7,2 4,3 16,6 -10,0 14,0 3,7 21,5 4,9 5,4

Milioni di euro / CCIAA Bg su dati Istat

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IN COPERTINA Articolo di Luca Bilotta Foto di Laura Pietra

Il Pentagono chiama Bergamo

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Commessa da 19 milioni di dollari per la Fassi Gru, guidata dal trentottenne amministratore delegato Giovanni Fassi: pronto uno sminatore hi-tech per bonificare i teatri bellici afghani e iracheni

l Made in Bergamo risponde presente alla chiamata dello Zio Sam, issando i colori a stelle e strisce nel programma di sminamento del Pentagono per i teatri bellici più caldi del momento. E' lì, tra Iraq e Afghanistan, che entreranno in azione gli speciali sminatori meccanici sviluppati dalla Fassi Gru di Albino, dotati di sensori a distanza, metal detector, gru idraulica, cabina blindata, telecamere, monitor e uno speciale braccio idraulico di sei metri, in grado di mettere gli operatori a distanza di sicurezza nel caso di esplosioni. Tecnologia all'avanguardia, segno tangibile della cura con cui il gruppo bergamasco produce i propri macchinari. Non a caso, dalla commessa iniziale di 200 macchine adesso gli americani hanno aumentato la posta arrivando a ben 500 unità. Il motivo? Le forze armate USA stanno portando avanti un sistema in grado di essere montato sull'Hummer, cioè sul veicolo che ha sostituito la jeep, quello a più larga diffusione sotto l'egida stars&stripers, aprendo ulteriori orizzonti alla Fassi. Certamente una bella soddisfazione per il gruppo, leader in Europa e nel mondo nella realizzazione di gru e piattaforme

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Giovanni Fassi

aeree. Di certo non una commessa che capita a tutti e ogni giorno, qualcosa di cui andare fieri e che fa brillare Bergamo nel mondo. Ma come si arriva a clienti del calibro del Pentagono? Per la società di Albino, è stato più facile di quanto si possa immaginare. "Tutto è partito dal nostro importatore americano, il gruppo Fascan International di Baltimora - racconta Giovanni Fassi, 38 anni, amministratore delegato del gruppo fondato dal padre Franco nel 1965 - che era stato interessato dall'amministrazione militare per un pacchetto di difesa antimine, al cui interno noi avremmo dovuto sviluppare appunto la gru con tutta la parte idraulica e i comandi. Dal progetto, siamo arrivati in tempi brevi al primo sistema operativo che viene impiegato su camion a quattro assi". Tecnologia all'avanguardia: ma come si riesce a realizzare un braccio meccanico così evoluto? "Con le debite proporzioni diciamo che è simile a quelli che realizziamo normalmente per i veicoli industriali. Anche perché il metodo di lavoro non si discosta particolarmente dagli scavi tradizionali: prima gli ordigni vengono localizzati dagli sminatori, oppure dal sistema di sensori e metal detector in do47


tazione, poi si procede isolando la mina con un lavoro di gru, sul terreno circostante, mantenendo una distanza di sicurezza grazie ai sei metri del braccio meccanico. La bonifica può riguardare sia le mine vere e proprie, che altri tipi d'ordigni inesplosi".

"Diciamo che il mercato si sposta dalla Svizzera al Belgio, senza dimenticare gli Emirati Arabi e i paesi mediorientali. Ovviamente gli Stati Uniti fanno più notizia, avere una commessa dal Pentagono non é da tutti. Ma in realtà è un settore in cui ci siamo già tolti parecchie soddisfazioni".

Un sistema che può essere montato su più mezzi militari, fra cui l'Hummer. E ingenti introiti: si parla di un accordo da 19 milioni "Esatto, non a caso la commessa iniziale è più che rad- di dollari, poco meno di 12 milioni di euro. Una somdoppiata. Questa è una delle caratteristiche più impor- ma pari al 5% circa del vostro fatturato attuale. tanti. L'accorgimento principale richiestoci dall'US Army, "La commessa americana è figlia di un continuo sviluppo infatti, è la modularità del tecnologico e un'assidua sistema, in modo che tutta ricerca all'innovazione, La richiesta americana era nata la piattaforma operativa ma parliamo di un settore possa essere trasferita vedi nicchia. La nostra leaper 200 unità, diventate poi 500 locemente da un veicolo aldership resta la produziocon la seconda fase del piano l'altro. Per il resto, i nostri ne di gru mobili di caratprodotti erano già sostantere industriale. Il comzialmente in linea con le esigenze di un impiego militare parto militare, comunque, ha un vantaggio: quello di lie anche altri eserciti le utilizzano: non a caso, la Fassi è mare in parte l'attuale periodo di crisi". stata in questi giorni all'Eurosatory di Parigi, una delle principali fiere del settore, dove abbiamo presentato due Di che genere? modelli leggeri pensati per un mezzo a due assi, un gros- "Non nostra, ma del sistema economico internazionale. so pick up o un camion medio". Per quanto ci riguarda il fatturato aziendale procede a gonfie vele (dai 101 milioni di euro del 2003 ai 172 del Parlavamo di forze armate internazionali: quali sono 2006, ndr) e proprio in questi mesi abbiamo concluso un gli eserciti di cui siete fornitori, oltre all'Us Army? processo d'espansione che ci ha portato a strutturare il

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gruppo in 14 centri produttivi, di cui 9 in provincia di Bergamo. Ma purtroppo il nostro settore è legato a doppio filo con il mondo dell'edilizia e - visti gli ultimi scenari negativi, complici i subprime americani - c'è stata una significativa contrazione. Dal settore immobiliare e bancario, l'effetto a catena è arrivato fino a noi produttori. C'è meno richiesta, le commesse ci sono ma restano quelle effettuate negli ultimi quattro anni. Comunque sia lo considero un fenomeno passeggero, che dovrebbe avere un picco nero nel 2008/2009, per poi risalire la china". Parliamo di mercati: dal Pentagono agli Emirati Arabi per il settore militare, l'Europa in generale per quello più commerciale. "Diciamo che fin dai primi passi fatti nel mondo delle gru, la crescita del Gruppo è stata naturale: prima ci siamo consolidati nel territorio d'origine, poi in Lombardia e infine in Italia e nel mondo. Ora l'esportazione è prevalentemente europea, ma anche America e Medio Oriente rappresentano un buon bacino d'utenza. Abbiamo 60 importatori Fassi nel mondo e oltre 600 punti vendita e assistenza: possiamo definirci tranquillamente una realtà industriale in continua crescita, ma fortemente radicata nel territorio". Con una peculiarità tipicamente bergamasca: a capo dell'azienda c'è solo ed esclusivamente la famiglia Fassi. Un peso o un vantaggio? "Non è facile concorrere con realtà multinazionali, ma riusciamo a battere la concorrenza (prevalentemente austriaca, tedesca e svedese ndr) con sei caratteristiche: qualità, innovazione, capillarità, servizio, ecologia e soprattutto personalizzazione del prodotto. Comunque sia il fatto di essere una famiglia non è assolutamente un peso, non abbiamo ambizioni tali da voler crescere a dismisura. Vogliamo proseguire per questa strada, in altre

parole essere un gruppo dinamico che aggredisce il mercato, ma senza cambiare la propria filosofia. Un modus operandi che ci ha portati a toccare quota 50.000 gru totali nel 1996 e ben 90.000 nel 2007". Non è un limite? "Assolutamente no. Avere un'unica guida in certi casi può essere un rischio - è vero -, ma nel contempo permette di fare scelte oculate, ponderate e qualche volta anche col cuore. Ad esempio la produzione non è mai stata spostata in altri paesi a basso costo di manodopera. Chi lavora alla Fassi deve essere un operaio specializzato, con ampie conoscenze e in grado di lavorare in un ambiente pulito e sicuro: solo così si possono avere prodotti al top. Se fossimo stati una multinazionale, invece, avremmo badato più che altro ai costi e forse avremmo chiuso la produzione locale, per trasferirci in altre zone dell'Est Europa più vantaggiose". E la competitività? "E' un gioco d'incastri: ad esempio, in questi ultimi anni il prezzo dell'acciaio ad alta resistenza ha inciso parecchio sul costo finale di una gru d'alta gamma, ma al contempo ci ha permesso di realizzare prodotti tecnologicamente avanzati e prima impensabili. Proprio per questo destiniamo l'8 per cento delle risorse umane in ricerca e sviluppo, ottenendo risultati importanti come ben 8 progetti l'anno (solo nell'ultimo quinquennio) e un trend pari all'80 per cento in 49


più dal triennio 2002-04 al triennio 2005-07. Ed è anche per questo che abbiamo creduto nel progetto Intellimech del Kilometro Rosso, con il quale collaboriamo alla ricerca di nuove frontiere nella meccatronica. Se a questo aggiungiamo il fatto che - tutti i componenti delle gru che produciamo - sono realizzati all'interno delle aziende del Gruppo (esclusa la parte elettronica, ndr), fa di noi un marchio altamente competitivo". Ogni pezzo viene costruito e assemblato da voi? "Esatto. Produciamo tutti i componenti, li assembliamo e li testiamo nelle nostre 14 aziende sparse per l'Italia. Il prodotto finito, infine, viene installato sui mezzi industriali dai nostri centri vendita e assistenza nel mondo, che poi provvederanno anche alla manutenzione nel corso degli anni. Un sistema totalmente dinamico, che però è sinonimo d'affidabilità e qualità". In Italia e nel mondo siete leader del settore, con pochi concorrenti. Fortuna o bravura? "Diciamo un buon mix. Abbiamo avuto la fortuna di nascere nel 1965 - grazie all'intuizione e alla bravura di mio padre Franco, tutt'ora in azienda - a Bergamo, un terreno fertile con zero competitors. In Emilia, ad esempio, ci sono molte aziende del settore, ma sono più occupate a combattersi fra loro, che a guardare oltre confine. A livello estero, invece, ci ha premiati la scelta di puntare sull'installazione delle gru attraverso i nostri 600 centri d'assistenza privati, anziché lavorando direttamente con le case produttrici d'automezzi industriali. Questo significa avere magari un volume d'affari più basso, ma un prodotto più performante e personalizzato". Cina e India non preoccupano? "Siamo molto tranquilli a riguardo. Sono realtà totalmente diverse dalle nostre, con le quali è difficile combattere: dalla loro parte hanno i numeri, ma la qualità scarseggia. E' impossibile considerare il loro mercato come un nostro punto d'arrivo, ogni gru risulterebbe troppo costosa per battere la concorrenza interna. E al contempo i loro prodotti non sono adatti a 50

soddisfare le richieste europee o americane: ci vogliono gru di qualità e tecnologicamente avanzate per emergere nei nostri mercati".

Numeri

Il 2007 anno record, fatturato di 210 milioni Crescita del 114% negli ultimi cinque anni. Nel 2008 le previsioni d'esercizio parlano di un'ulteriore aumento del 6-7%, con 10.000 gru consegnate l 2008 della Fassi potrebbe segnare davvero il fatidico traguardo delle 10.000 unità, visto che l'attuale portafoglio ordini parla di 9.800 gru che, nell'80% dei casi, prenderanno una destinazione straniera, visto che il mercato italiano assorbe il 20% circa della produzione. Tra i partner commerciali dell'azienda seriana, l'Europa mantiene un peso pari al 50% delle esportazioni, tuttavia il 2008 sta facendo registrare un rallentamento da parte della Spagna, che fino a pochi mesi fa era tra i Paesi più dinamici. Altri tradizionali mercati di sbocco tengono, come la Germania, mentre si sta rafforzando la penetrazione sui mercati dell'Est Europa, che oggi assorbono il 10% delle gru di Albino, e il Medio Oriente, che ha rag-

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giunto una quota pari a quella degli Usa. Dall'altra parte, restano marginali mercati come la Cina e l'India, anche per le particolari tipologie dell'edilizia locale. La Fassi - 14 stabilimenti in Italia di cui 9 in Provincia, 660 dipendenti di cui 350 a Bergamo - dichiara un fatturato consolidato a fine 2007 di 210 milioni, in crescita del 114% negli ultimi cinque anni e con un trend destinato a proseguire, dal momento che le previsioni per l'esercizio in corso parlano di un'ulteriore crescita del 6-7%. Del resto, parlando di gru mobili, il marchio Fassi è un po' come quello Ferrari: e i clienti sono disposti a mettersi in fila, accettando tempi di consegna difficilmente inferiori ai 2-3 mesi, pur di avere una gru Made in Albino.


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GIOVANI DE LUXE Articolo di Carlo Quiri

Old Scotland, lo stile di Bergamo a Bergamo del glamour colpisce ancora. Dopo il balzo di Alessandra Facchinetti che ha mandato in pensione l'icona Valentino, un'altra delle firme che contano si è affidata a uno dei nostri stilisti. Anche lui giovane, talentuoso quanto basta, a sua volta raffinato e capace di partire dalla gavetta della moda, sobbarcandosi tutta la trafila prevista dal cursus honorum delle passerelle. Adesso, anche Davidh Di Firmo può dire però di essere arrivato. Certo, Ballantyne non è Valentino, né per le dimensioni né per il fatturato, ma si tratta comunque di un marchio storico e prestigioso, oltre che solido, controllato com'è dal fondo Charme della famiglia Montezemolo. Trevigliese, 34 anni, una grande passione per le orchidee (ha vinto concorsi internazionali) Di Firmo si è avvicinato al mondo della moda studiando all'Accademia delle Belle Arti di Brera, dove si è diplomato nel 1998 con una tesi in scenografia e costume. Il primo incarico di spessore è arrivato ben presto, con la chiamata di Marni che per tre anni, dal 2000 al 2003, gli ha affidato un ruolo di fashion designer per le collezioni ready-to-wear donna, uomo, crociera e accessori. Promosso da Bottega Veneta (senior designer per le collezioni ready-to-wear donna, uo-

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mo e crociera, dal 2003 al 2005) prima di approdare in Ballantyne si è ulteriormente affinato in Prada dove ha lavorato per tre anni - sempre come senior designer - occupandosi della collezione ready-to-wear donna. A segnare l'esordio in Ballantyne del nuovo direttore creativo è stata la collezione uomo primavera-estate 2009, contrassegnata da una rivisitazione degli storici cashmere, caratterizzata dalle taglie smile e dalle geometrie: cuore del progetto, come tradizione della griffe, la maglieria affiancata da un total look declinato in fit prevalentemente asciutti, come si è visto all'inaugurazione di Firenze con l'omaggio alla tradizione dei cardigan. Per la prossima estate, Di Firmo ha disegnato polo in cotone leggero, con disegni all-over e dettagli jacquard sul collo, da portare con bermuda e pantaloni, e una nuova linea di golf arricchiti da effetti pittorici ottenuti a mano, con lavorazioni sul telaio nella fabbrica scozzese di Innerleithen: atmosfere sportive declinate nei toni tenui, dal lilla, al verde, all'azzurro, oppure gli intarsi giocati con motivi trellis eseguiti a mano e declinati nei colori del verde e del giallo, e per completare il tema pantaloni sfilati, prevalentemente in bianco. Tutto questo per l'uomo, mentre per vedere la collezione donna primaveraestate 2009 occorrerà attendere le sfilate milanesi di settembre. Con la nuova maison, Di Firmo ha il compito di potenziare il core business del marchio, valo-


Dawidh Di Firmo

Un nuovo astro per la moda, il trevigliese Dawidh Di Firmo alla guida del marchio Ballantyne rizzando ulteriormente la maglieria in cashmere, ma anche di portare avanti parallelamente un lavoro mirato ad ampliare le collezioni, sia con capi di abbigliamento esclusivi, sia con accessori in pelle pregiata, che seguono il lancio della Diamond Bag. La Ballantyne, brand fondato nel 1921 a Innerleithen, piccola città scozzese nella regione dei Borders, è divenuta celebre per l'uso di fibre naturali della migliore qualità possibile, con puntigliosa selezione del cachemire proveniente dalla Cina o dalle provincia interne della Mongolia. Prima di essere filato, il cachemire viene tinto negli stabilimenti scozzesi di Todds & Duncan, in assoluta esclusiva per Ballantyne. La caratteristica maggiore fu l'ideazione di una tecnica produttiva nota come intarsio fatto a mano, alla base dei caratteristici rombi usati fin dagli anni '30 e noti come "hand made intarsia". Il brand è stato acquisito dal fondo Charme Investment nel 2004 dalla società Dawson International Plc, quotata alla Borsa di Londra; un'operazione in parnership con Alfredo Vanessa, l'imprenditore che ha fondato e gestito per oltre 20 anni il marchio Malo, attraverso la quale non venne rilevato solo il marchio, ma anche la struttura produttiva inclusi lo stabilimento scozzese di Innerleithen con 220 dipendenti, la filiale giapponese, 3 flagship stores e 16 shop in the shop, nonché la sede centrale che è a Milano. Il fondo, di cui è presidente il fondatore Luca cordero di Montezemolo - amministratore delegato il figlio Matteo - ha acquisito la maggioranza del Gruppo Poltrona Frau e le controllate Thonet, Cappellini, Gufram, e Cassina con Nemo e Alias, oltre a Ballantyne. Adesso la sfida del lusso passa per le mani del giovane stilista trevigliese, chiamato a conquistare nuovi

mercati e lanciare nuove linee, senza perdere i tradizionali punti di riferimento del tempio del cashmere. Perché - come dice Montezemolo - il lusso non è fashion ma un'industria globale.

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Permira esigente con Alessandra "Valentino deve fatturare il doppio" ermira ha scelto il palcoscenico di Tokyo per l'offensiva di rilancio della maison Valentino: innanzitutto attraverso l'apertura di 40 nuovi monomarca con un investimento complessivo di 90 milioni di euro. Il tutto per portare al raddoppio il fatturato attuale, che oggi è pari a 261 milioni di euro. Ci sarà quindi molto lavoro per Alessandra Facchinetti, che ha appena presentato la sua terza collezione - per la donna - fornendo un'ulteriore prova di quella classe, eleganza e raffinatezza che la giovane di-

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rettrice creativa ha saputo abilmente mantenere. La collezione è attraversata da profusioni di bianco, grigio perla e rosa pastello, con incursioni nel giallo chartreuse e nel rosso, colore-istituzione della maison. Linee pulite per gli abiti da giorno, che si concedono come uniche frivolezze piccoli bottoni impiegati come decorazioni ed onde sulle gonne, onde che troveranno però la loro migliore espressione sulle tuniche da sera. Una sobrietà romantica che continua a rappresentare il timbro Valentino.

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NUOVE FRONTIERE Articolo di Livio Casanova Foto di Laura Pietra

Parola a Giorgia Marletta, personal coach di Bergamo: "Molti sono i motivi che guidano i manager a rivolgersi a noi. Per definire e ridefinire il proprio ruolo in azienda e nell'ambiente di lavoro, oppure per migliorare la capacità di focalizzazione costante su aree di competenze vecchie e nuove� 54


Manager stressati tranquillizzatevi, è arrivato il coaching anager sull'orlo di una crisi di nervi? Venditori diventati troppo aggressivi? Ragionieri alle prese con la sindrome di Silvio Filini? O manager convinti di non essere sufficientemente motivati o attivi sul lavoro? Fino a qualche anno fa, le soluzioni per tornare sereni e attivi sul lavoro prevedevano camminate sui carboni ardenti o passaggi su ponti tibetani sospesi a mezz'aria sopra dei torrenti. Ma anche giornate di team building per rafforzare lo spirito di gruppo, praticando sport estremi e sopravvivendo a prove di coraggio. Adesso c'è una nuova tecnica e sulla scena si affaccia una nuova figura professionale, il coaching. Parola ancora misteriosa, questo vocabolo inglese utilizzato nella conversazione quotidiana e da giornali e riviste, inizia a diffondersi nel - language business - italiano. Dizionario alla mano, coaching è tradotto solo con addestramento, formazione, allenamento, la sua radice - coach - è più ricca di significati. Termine maturato in ambito sportivo, il coach è innanzi tutto un allenatore, un supporto reale con il duplice ruolo di tecnico esperto dello sport in questione ma anche motivatore, capace d'infondere ai suoi atleti l'energia, l'entusiasmo e la carica necessari al fine di migliorarne le prestazioni. Il coaching è la sua naturale evoluzione, già da anni conosciuto in America e nel mondo anglosassone, consiste in un intervento sulle aziende, attraverso un approccio con team di lavoro di numero ridotto o sul singolo dipendente, finalizzato ad ottimizzarne la per-

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formance personale. L'esigenza nasce dalla volontà di migliorare il rendimento di una persona o di un gruppo, che ci sia o no una situazione di crisi in atto. "Il coach è l'unica persona che ci conosce, ci riconosce e c'ispira - afferma Giorgia Marletta, personal coach che vive e opera a Bergamo - Insieme a lui possiamo scoprire i veri obiettivi della nostra missione personale. E per farlo, deve risvegliarci mettendoci in contatto con le nostre convinzioni più profonde, cercando di stimolare tutte quelle capacità che abbiamo dentro di noi e che possono cambiare in meglio la nostra vita". Possiamo scendere nei dettagli, cosa è realmente il coaching? "Prima di dire cosa è, è opportuno dire cosa non fa. E’ indispensabile chiarire che il coach non fa terapia né psicoterapia: il coach non cura, non insegna, non consiglia. Una delle cose più importanti che fa, la prima in assoluto, all'inizio delle sessioni, è stabilire in modo preciso lo scopo ed il risultato che il cliente vuole ottenere dal percorso di coaching previste. E' fondamentale per valutare se le sessioni di coach stanno dando i risultati previsti, per lo scopo voluto. Successivamente, il processo di coaching prosegue lavorando col cliente in modo da renderlo capace di sviluppare un livello di chiarezza maggiore rispetto all'argomento stabilito. A differenza dei modelli formativi tradizionali, non cerca quindi d'infondere competenza e informazioni, ma accende tutte quelle potenzialità già 55


presenti, dando modo di attingere ad esse per ottenere ciò che il cliente desidera".

lori. Lavoriamo per aumentare la propria efficacia, aiutandoli a rimuovere barriere mentali per identificare le proprie potenzialità principali".

Quali sono le sue peculiarità rispetto alle altre forme d'intervento? "Due sono i presupposti di base. Prima di tutto, il coach è orientato e orienta i suoi interlocutori all'obiettivo, piuttosto che concentrarsi sul problema. L'attenzione del cliente è rivolta verso la meta da raggiungere, la distanza da questa meta è un aspetto che viene alla luce in un secondo momento. L'altro aspetto di questo processo è un'attenzione al presente, i latini direbbero hic et nunc, e al futuro prossimo piuttosto che al passato".

Che cosa rende le persone eccellenti? "E' d'obbligo, a questo punto, una precisazione: quando parlo di vincere o raggiungere il successo non mi riferisco necessariamente al raggiungimento di fama, ricchezza economica e potere personale. Questi sono alcuni stereotipi di successo in voga nella società occidentale. Parlando di successo intendo piuttosto la massima realizzazione dei desideri più profondi e sinceri di una persona, qualsiasi essi siano. Per alcuni potranno effettivamente essere quelli appena citati, per altri saranno totalmente diversi, non importa. Ciascuno é in grado di decidere e valutare cosa sia, per se stesso, il vero successo personale. Il coach, infatti, prende in considerazione le caratteristiche personali e guida il coachee al raggiungimento d'obiettivi con i propri strumenti, lasciando completamente la decisionalità e l'azione alla persona in coaching".

Possiamo considerarlo alla stregua di un personal trainer? "Il personal trainer allena il proprio cliente a livello fisico - dal collo in giù -, allo stesso modo il personal coach allena il proprio cliente - coachee dal collo in su. E' un allenamento dei muscoli caratteriali, delle risorse emozionali che ciascuno di noi possiede ma che spesso, cosi come un muscolo poco allenato, ci permettono di ottenere solo risultati insoddisfacenti e con un eccessivo dispendio d'energia. La potenzialità delle nostre risorse personali è unica, si tratta di talenti e doti che ci accompagnano fin dall'infanzia, con le capacità, conoscenze ed esperienze che abbiamo acquisito nell'arco della vita. Il coaching è un processo - one to one - attraverso il quale si guidano le persone alla scoperta del proprio potenziale sopito, perché possano dare il meglio di se in ambito personale e professionale". Quali sono i campi in cui interviene un coach? "Il coach è un'opportunità per esplorare nuovi confini, per superare i propri limiti, per puntare in alto, oltre ciò che da soli si riteneva impossibile. In una parola, riprendere in mano la vita a tutti i livelli. Per questo il coaching ha molteplici applicazioni e viene usato in vari campi, apparentemente molto diversi; in pratica, dovunque si voglia esprimere al meglio il potenziale umano per un autorealizzazione sia in ambito privato sia lavorativo. Quattro sono le modalità più diffuse di coaching. Il - Life coach - che supporta la persona nel raggiungimento d'obiettivi legati alla sfera personale, il coach sportivo che aiuta a creare le strategie mentali per supportare la performance fisica. Oltre a questi esiste la figura del - career coach - che supporta il cliente che vive momenti di crisi sul piano professionale (ad esempio perché ha perso l'entusiasmo nel lavoro, o vuole cambiare settore e luogo professionale) e in ultimo il coach manageriale, contestualizzato sulla vita professionale e sui risultati lavorativi". Cosa s'intende per stress management? "Spesso, nei momenti difficili, i colletti bianchi non riescono più a gestire scelte importanti, fanno fatica a riaffermare la propria leadership personale. Tutto diventa difficile: la capacità di relazionarsi con i clienti, di parlare in pubblico di gestire il tempo. Non è raro il caso in cui il manager non trovi il giusto equilibrio tra la vita personale e l'ambito professionale. Molti sono i motivi che guidano i manager a rivolgersi a noi: per definire e ridefinire il proprio ruolo in azienda e nell'ambiente di lavoro, la capacità di focalizzazione costante su aree di competenze vecchie e nuove e la flessibilità nell'incorporare un nuovo sistema di principi e va56

Ci faccia un esempio d'eccellenza. "Novecento nel film di Tornatore - La leggenda del pianista sull'oceano - rappresenta un bellissimo esempio d'eccellenza. Tutti noi possiamo essere eccellenti quando riusciamo a fare le cose bene e lo facciamo con naturalezza, manifestando gioia ed entusiasmo per quello che facciamo. Non ci sono dubbi, sul fatto che elementi come la disciplina, la libertà e l'entusiasmo siano necessari per essere eccellenti e per sviluppare l'eccellenza. La disciplina sta nel lavoro, nella ripetizione e nella perseveranza, che a volte sembra non dover finire mai. L'elemento libertà si trova nella pulsione irrefrenabile di voler dare forma in modo personale a ciò che ci circonda. Una specie di libertà che vuole allo stesso tempo seguire delle regole e combatterle; navigare controcorrente e lasciarsi trasportare. E, infine, c'è l'entusiasmo che è presente inevitabilmente nell'amore per la propria abilità principale".

Il personaggio

Non solo life coach, ma anche psicologa del Lavoro sicologa del Lavoro ad ampio raggio, matura la propria esperienza professionale dividendosi tra il contesto della consulenza aziendale, occupandosi di processi di selezione del personale, progettazione ed implementazione di percorsi formativi, e quello della relazione d'aiuto, nell'area dell'orientamento professionale e dell'inserimento lavorativo di persone fuoriuscite dal mercato del lavoro. Sviluppa una breve ma significativa esperienza all'interno di una multinazionale americana nell'ambito

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dello sviluppo delle Risorse Umane occupandosi di analisi, valutazione e sviluppo del potenziale. Collabora attivamente con l'Università degli Studi di Bergamo, in collaborazione con il docente di Psicologia dei processi formativi, in attività di ricerca e docenza. Ma sopratutto, dopo essersi certificata COACH presso The International Association for NLP di Milano e il Center for Performance & Alignment di Anversa , affianca e supporta l'evoluzione personale e professionale delle persone attraverso la metodologia del coaching.


BUSINESS&COMUNICAZIONE Articolo di Livio Casanova Foto di Laura Pietra

E.20, una vera fucina d'idee Viaggio alla scoperta di una delle più innovative società bergamasche di marketing, comunicazione, servizi alle imprese e organizzazione di eventi. Al timone ci sono lo spirito di Andrea Amighetti e la sensibilità di Elisabetta Lanfranchi

quilla il campanello, l'estate bussa alla porta e per tutti arriva, inesorabile, il tempo della "prova costume". Due sono le alternative: di corsa dal dietologo per le cure dimagranti last-minute o ci si affida al solito "fai da te". Senza scomodare troppo i gusti estetici di ciascuno di noi, non si può negare che nella società contemporanea l'immagine abbia un valore preponderante, perché è il nostro primo e personale biglietto da visita. Se questo vale per noi, come singoli, molto più per le imprese che ogni giorno accettano la sfida con un mercato sempre più globale. Nel realizzare un'immagine vincente gli ingredienti necessari sono metodo e creatività, doti che abitano negli uffici della E.20. Per la realtà giovane e dinamica di Alzano Lombardo nata nel 2002, l'estate dura tutto l'anno perché per 365 giorni, 24 ore su 24, si lavora per costruire, curare e mantenere l'immagine vincente di tutte le imprese che si affidano a loro. L'azienda, cha da poco ha inaugurato la nuova sede, sempre ad Alzano in via Meer, si occupa di marketing, di comunicazione, di servizi alle imprese e organizzazione di eventi e manifestazioni. Al timone di questa vera fucina d'idee, ci sono lo spirito di Andrea Amighetti e la sensibilità di Elisabetta Lanfranchi che, coppia sul lavoro e famiglia nella vita privata, guidano un team di 11 professionisti

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motivati ed innovatori. "Avere una - buona immagine - ci confida Andrea Amighetti - è di straordinaria importanza per le aziende. Sia esternamente, nei rapporti con il proprio cliente e nelle relazioni con i partners ed i fornitori, sia internamente, con dipendenti e collaboratori. Ma la buona immagine molto spesso si gioca su concetti di comunicazione e relazione oltre che, su un valore che si chiama fiducia". Quali sono i fattori chiave che concorrono a formare e diffondere l'immagine di un'azienda? " Sono molti e tutti hanno un proprio peso peculiare: la pubblicità e la comunicazione coerente al brand di qualità; le opportune promozioni e i servizi; le informazioni fornite e integrate dai mass media, il giudizio espresso dai dipendenti e ultimo, ma non per importanza, l'efficacia del passaparola. Gli strumenti marketing normalmente considerati adatti alla generazione della Brand Awareness sono la pubblicità tradizionale, tv o carta, e un forte Customer Service che cliente per cliente, costruisce una fiducia duratura. E' perciò molto importante che le comunicazioni con il mondo esterno, appartengano e derivino da una visione strategica unitaria e non contraddittoria, in un dialogo costante con le imprese e con la loro partecipazione attiva ".


"Noi conosciamo l'inglese, pensiamo in bergamasco e comunichiamo in italiano per essere sempre pronti a cogliere tutti gli input� 59


La E.20 ha investito molte risorse umane nel campo del marketing ? "Noi nasciamo come organizzatori d'eventi. Quando il Monza Calcio fallì nel 2004, il nuovo patron Giambattista Begnini ci coinvolse nella sfida, una sorta di restyling per ricostruire e ridare credibilità ad una storica società calcistica italiana. E' stato il grande salto che ci ha permesso d'affinare la nostra creatività e comprendere le nostre potenzialità, da lì abbiamo allargato gli orizzonti per mettere le nostre idee al servizio del marketing. Oggi, questa parola è abusata perché troppe volte si riduce solo a pubblicità e a vendite promozionali, ma questo è solo la punta dell'iceberg. Per noi il marketing è tale solo quando è strategico: conquistare e rafforzare lo spazio dei nostri clienti sul mercato; valorizzare al meglio l'immagine dei loro prodotti e dei loro servizi; individuare nuove opportunità, sviluppare nuovi prodotti, aiutarli nell'acquisire nuovi spazi sul mercato, mantenere e fidelizzare i clienti. Sono tutti processi da gestire con attenzione per ottenere buoni risultati". Quali sono i vostri segreti ? "Noi conosciamo l'inglese, pensiamo in bergamasco e comunichiamo in italiano per essere sempre pronti a cogliere tutti gli input. Curiosità, creatività e idee 60

sono un forte driver per offrire soluzioni vincenti. Lo sforzo è quello di trovare nuovi spunti, non convenzionali, per far emergere la peculiarità di un'azienda e farla ricordare. Inoltre, possiamo supportare chi preferisce mantenere all'interno dell'azienda tutte le attività di comunicazione e marketing operativo, coinvolgendo event manager, direttori marketing, responsabili della comunicazione e degli acquisti. Per chi, invece, preferisce esternalizzare tutte queste attività, diventiamo


un vero e proprio ufficio marketing esterno. Ogni nostra soluzione è - sartoriale - non proponiamo pacchetti generici e anonimi validi per chiunque, ma per ogni azienda troviamo soluzioni personalizzate studiate appositamente su misura". Il mercato dinamico e competitivo richiede un quid in più, anche per le agenzie come la vostra per distinguersi dagli altri. Cosa vi caratterizza di più ? "Oltre alla capacità e alla professionalità nell'attività che svolgiamo, per noi è fondamentale gestire le pubbliche relazioni, non ci limitiamo mai a svolgere il solo servizio, ma sviluppiamo sempre contatti e rapporti. E' fondamentale, deve esserci un dialogo costante con i clienti per poter comprendere le esigenze e proporre soluzioni che li soddisfino. Get, keep and increase: così si struttura la strategia di marketing della nostra agenzia. La nostra filosofia è: catturare l'attenzione del cliente, pungolare la sua intelligenza, stimolare la sua curiosità, avvicinarlo con contenuti pertinenti e non in modo indistinto. Il pensiero raramente diventa emozione, ma l'emozione spesso diventa pensiero!".

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Dallo sport all'educazione, il volto "rosa" della E.20

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lisabetta Lanfranchi è il volto femminile della E.20. Oltre alle strategie aziendali discusse con Andrea, segue in prima persona, per tutto l'anno, sia alcuni progetti di marketing strategico che l'organizzazione degli eventi sportivi e culturali. Ciò che li contraddistingue è la passione, l'originalità delle loro offerte: non solo caratterizzate dai più classici tornei e competizioni, ma anche dalla realizzazione di album di figurine fino all'allestimento di piste da sci nel cuore della città, promuovendo, in modo nuovo, realtà economiche territoriali. Gli eventi sportivi e culturali non si rivolgono solo a professionisti del settore, perchè tutti possono usufruirne in modo completamente gratuito. "Grazie ad un'iniziativa promossa in ambito scolastico - ci illustra Elisabetta Lanfranchi - il mese scorso un nostro cliente, la Ress Solar, ha vinto il premio Odysseus 2008, nella categoria Education". Di cosa si tratta ? "Nell'ambito dell'assemblea generale 2008, Confindustria Bergamo ha istituito un riconoscimento, il premio Odysseus, destinato alle piccole e medie imprese che - navigando nelle idee si sono distinte per innovazione e originalità nei loro progetti".

Qual è stato il vostro contributo ? "Noi abbiamo ideato e realizzato Energioco con l'importante collaborazione della Ress Solar e dell'Ufficio Scolastico Provinciale, e con il contributo di Intesa Sanpaolo e Opel Longhi, un progetto multimediale destinato a tutte le scuole elementari, medie inferiori e secondarie della provincia di Bergamo. Si compone di un applicativo interattivo e di una pubblicazione per guidare i ragazzi e le famiglie nell'utilizzo sostenibile delle risorse energetiche. Si tratta di un progetto pilota unico nel suo genere che ha coinvolto 7.500 classi per un totale di 148.000 alunni". Forti di questo importante risultato, quali sono i vostri progetti futuri ? “Innanzitutto l’intervento nella società di due importanti realtà quali i gruppi Testa e Begnini, ci permetterà di ampliare la nostra vasta rete di contatti e di aprirci a nuovi mercati. Stiamo lavorando per rendere autonoma la struttura in tutti i suoi settori, ottimizzando le idee di ciascun collaboratore per essere sempre più performanti e creare nuovi progetti per i nostri partner. Per quanto riguarda gli eventi, stiamo lavorando su progetti ed eventi che dopo l'estate si concretizzeranno in molte iniziative… Non roviniamo la sorpresa…”.

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ENERGIE ALTERNATIVE Articolo di Roberto Amaglio Foto di Laura Pietra

Il futuro? E' nella cogenerazione Claudio Fiorendi, proprietario dell'omonima azienda Idraulica Fiorendi di Seriate, leader nell'installazione d'impianti idraulici: "Ci crediamo molto su questa tecnica, perché attualmente è l'unica fonte perseguibile per ridurre del 30% il fabbisogno energetico nazionale"

omplice l'esponenziale rincaro del petrolio e l'approssimarsi della scadenza degli accordi del protocollo di Kyoto, la questione delle energie rinnovabili è tornata prepotentemente alla ribalta, soprattutto quando, dopo l'incidente alla centrale slovena di Krsko, chi è contrario al nucleare ha trovato nelle fonti alternative la giusta strada per risolvere i problemi italiani. Ma nella girandola di dichiarazioni, dati e numeri che si sono rincorsi in quei giorni a sostegno di una o dell'altra tesi, l'unica cosa certa è la confusione che si è generata nei cittadini. Noi di Bergamo Economia ci siamo già occupati dell'argomento nei precedenti numeri, ma proprio per fugare ogni dubbio abbiamo voluto capire non solo il punto di vista di chi produce, ma soprattutto di chi installa gli impianti ad energia rinnovabile. Stiamo parlando di Claudio Fiorendi, titolare dell'omonima Idraulica Fiorendi, azienda di Seriate dedita all'installazione d'impianti tecnologici meccanici. Oltre ad essere proprietario di una delle società che meglio rappresentano lo spirito della ricerca di soluzioni innovative in campo energetico, l'autorevolezza di Claudio Fiorendi è frutto anche della continua partecipazione

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Claudio Fiorendi

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ai corsi realizzati dall'Università di Bergamo e dall'AAB (As- Andiamo con ordine: parliamo prima degli strumenti sociazione Artigiani Bergamo), in materia di tecnologie ed per generare energia sfruttando le fonti rinnovabili. In energie rinnovabili. "Lavorando in un campo - commenta - questi ultimi mesi si è parlato molto di pannelli fotocome quello energetico in grande fermento in questi anni, la voltaici, del solare termico, di cogenerazione e di formazione credo sia fondamentale. Pensare, agire e muo- pompe di calore. Quali sono le migliori soluzioni? versi sapendo già come si sta "Non voglio fare paraevolvendo il mercato e l'integoni, anche perché il ro panorama internazionale è "Pur utilizzando combustibili tradizionali, rendimento dipende l'unico modo per trovare le la capacità di produrre energia termica da moltissime variabisoluzioni migliori secondo le li. Tuttavia una riflesed elettrica la rende particolarmente necessità della clientela. sione va fatta: tutti i Senza parlare poi del panorasistemi presi in esaappetibile" ma legislativo nazionale che, me, eccezione fatta con l'avvento del disegno di legge 37/08, ha riscritto l'abc per la cogenerazione, non hanno immissioni inquinanti in atdell'installatore. Per questo motivo la formazione è l'unico mosfera una volta installati, ma l'energia primaria per la modo per restare al passo coi tempi". costruzione degli stessi è davvero elevata, soprattutto nel caso del pannello monocristallino. E poiché l'energia Il suo lavoro e soprattutto la sua continua formazione, per produrre questi impianti è ancora dipendente da forle avranno permesso di farsi un'idea precisa sulla me tradizionali come il carbone, il gasolio e il metano, il questione delle energie rinnovabili. costo sociale per la produzione degli stessi talvolta su"Assolutamente sì. E posso affermare che c'è troppa pera il beneficio. Si badi bene che non sto criticando la confusione in questo momento, sia per quel che riguarda corsa alle energie rinnovabili, tuttavia vanno fatte delle le energie rinnovabili, sia nel campo dell'edilizia e della considerazioni sulla mancanza di un piano energetico classificazione energetica". nazionale dal dopoguerra ad oggi". 63


Ci saranno però delle discriminanti a seconda del- cristallino, non è sicuramente dei più incoraggianti. Vorrei le soluzioni. sottolineare un dato interessante, a proposito del pannello "Per quanto riguarda i pannelli solari termici, il problema monocristallino: si calcola che, per la sua complessità, l'emaggiore è che il periodo con più sole coincide con l'estate nergia usata per costruirlo, sia pari a quella confezionata dal e di conseguenza con una minore domanda energetica. Per pannello in cinque anni d'attività a pieno regime. Questo per questo motivo alcune ditfar capire quanto poco sia ecote stanno lavorando per sostenibile l'utilizzo di queste produrre pannelli in grasoluzioni. Tuttavia anche i pando di sfruttare l'energia nelli fotovoltaici hanno un gransolare per produrre il rafde vantaggio: il conto energia. frescamento estivo. QueGrazie alla cessione dell'elettristo sistema si chiama Socità alla rete, il cliente può avelar-Cooling, ma siamo anre dei vantaggi economici intecora troppo indietro per ressanti, anche in virtù degli inltre all'esperienza maturata mesi, infatti, l'associazione ha proun impiego residenziale e centivi statali previsti dalla Finel campo delle energie rin- mosso sette incontri sulla sicurezza nanziaria 2007 e da quella apcon macchine di piccola novabili e all'attività mana- sul lavoro e sulle ultime normative taglia". pena redatta del 2008".

Il personaggio

Imprenditore, esperto d'energie rinnovabili e vicepresidente del C.A.I.B.

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I pannelli fotovoltaici, invece? "Rappresentano sicuramente una delle tecniche di produzione elettrica più elitarie del momento, visto i costi attuali. Inoltre il rendimento, che va dal 4 al 6% del pannello amorfo al 17% del mono64

geriale, Claudio Fiorendi frequenta attualmente, all'Universita'di Bergamo, il secondo anno di Scuola Dirigenti Artigiani "fortemente voluta dall'Associazione per formare i suoi soci". Coltiva da sempre una grande sensibilità per la formazione, per i corsi di aggiornamento e per l'attività sindacale. Membro dell'area impiantistica dell'AAB (che rappresenta circa 800 idraulici nella Bergamasca), Claudio Fiorendi è molto attivo anche nella promozione d'incontri di formazione e d'informazione sui temi più importanti dell'attività lavorativa e imprenditoriale: nel giro di cinque

tecniche, registrando una presenza media di oltre 100 associati. Il prossimo passo sarà quello di attivare delle sedute sul marketing di base, in modo da fornire anche agli artigiani le competenze per diventare manager di se stessi e gestire al meglio la propria azienda. Consapevole che l'80% delle aziende italiane sono composte dai 2 ai 20 addetti, Claudio Fiorendi conosce le difficolta' di trovare risorse per la ricerca e per innovare, per questo crede molto nell'aggregazione d'impresa ed è, dal 2002, il vicepresidente del C.A.I.B. (Consorzio Installatori Idraulici Bergamaschi).

L'Idraulica Fiorendi però ha investito molto nella cogenerazione e nelle pompe di calore. Ci può spiegare perché? "Al momento la cogenerazione appare l'unica fonte perseguibile per ridurre del 30% il fabbisogno energetico nazionale. Pur utilizzando combustibili tradi-


zionali, la capacità di produrre energia termica ed elettrica contemporaneamente la rende particolarmente appetibile. Anche in questo caso si può usufruire del conto energia e degli incentivi statali. Inoltre in un prossimo futuro si potrebbe assistere ad un grande passo in avanti: a Bolzano, infatti, si sta costruendo una centrale a tri-generazione in grado di produrre elettricità, riscaldamento e raffrescamento con un'unica macchina alimentata a metano". Un grande passo in avanti. "Esatto, questo dimostra quanto sia il futuro in tema d'energie rinnovabili". Le pompe di calore, invece, sono forse la forma meno conosciuta d'innovazione in questo campo. "E anche quella su cui regna maggiormente la confusione, anche a livello legislativo. Per quanto le pompe di calore d'ultima generazione abbiano un rendimento altissimo (C.O.P. 3,5-4) il costo della sonda geotermica, della centrale geotermica e delle trivellazioni rendono

tutto molto complicato, anche in virtù di una norma vigente poco chiara a livello regionale, che non distingue adeguatamente le trivellazioni con prelevamento d'acqua di falda da quelle con il ricorso alle sonde geotermiche solamente per uno scambio termico con il terreno. Se ci fosse più chiarezza, però, l'utilizzo di questo sistema potrebbe dare notevoli benefici e risparmi economico-ambientali. Soprattutto nel raffrescamento estivo con il "Direct Cooling", ovvero un sistema che, con l'alimentazione elettrica dei soli circolatori, crea il raffrescamento, eliminando combustibili e forti potenze per l'alimentazione dei compressori". Eppure la Regione Lombardia sembra essere all'avanguardia in materia. Addirittura ha anticipato la legislazione nazionale che entrerà in vigore nel 2010, introducendo anche la certificazione energetica degli edifici. "Pure in questa materia non si è fatta la necessaria chiarezza. Ultimamente la clientela rincorre la classe A come se fosse necessaria, convinta che la classe B o C sia da scartare come un prodotto vetusto. Però attenzione: in una casa di 50 mq, la differenza annuale di consumo tra una classe A e una classe B è di 650 KW/h. Il che equivale ad un risparmio di 55 euro all'anno; tale somma raddoppia se si possiede una casa di classe C. Ciò nonostante la differenza di costo all'acquisto può essere anche di 15 mila euro: una cifra ammortizzabile in moltissimi anni. In pratica, facendo un esempio, tutti vogliono comprare una Ferrari, anche se una buona city-car risponderebbe meglio alle loro esigenze e alle loro possibilità". 65


Però il consumo d'energia e d'immissioni nel- loro quesiti e con una costante attenzione alle lol'ambiente calano. ro esigenze. Proprio per questo ho deciso di avere "Non è detto. Una classe A è un'abitazione con un la dimensione dell'azienda non troppo grande. Preisolamento termo-acustico incredibile, tale da im- ferisco seguire personalmente tutti i cantieri, popedire il ricircotendo contare anlo dell'aria, che che su una manoviene effettuato dopera altamente "Le energie rinnovabili? tramite la ventiqualificata e speC'è molta confusione. Per questo lazione meccacializzata che intenica controllata ragiscono con me si deve consigliare il cliente nella scelta con l'installain maniera orizzonzione di un ricutale. Questa è l'upiù utile alle sue esigenze" peratore per il nica soluzione per ricambio. Immatenere il passo con ginatevi un sistema di questo genere per ogni ap- gli altri paesi del nord Europa che, obiettivamente, partamento di 50 mq. Impensabile sia per i costi sono vent'anni avanti a noi in questo settore". sia per l'energia utilizzata nel costruirli e nell'installarli. Facendo un passo indietro, invece, la classe B risponde opportunamente alle esigenze della clientela. esteggiati da poco i 50 lizzato anche nella gestione La stessa che, anni d'attività, l'Idrau- imprenditoriale dell'azienperò, è convinlica Fiorendi si è occu- da, diventandone l'anima ta di acquistapata sin dal 1957 d'impian- organizzativa e tecnica. Nel re un edificio ti idraulici. Fondata dal pa- 2007 l'azienda ha ottenuto ormai vecchio". dre di Claudio Fiorendi, Ga- al polo fieristico di Berga-

La Scheda

Cinquant'anni di storia e la lode in geotermia

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Mancanza d'informazione. Ma quale potrebbe essere la cura? "Dare fiducia ai clienti, argomentando sui 66

briele, l'azienda ha da subito potuto contare sull'apporto di due operai, per poi allargarsi nel corso degli anni. Al momento la ditta dispone di 12 tecnici specializzati, alle dipendenze di Claudio Fiorendi che, dopo trent'anni d'attività come impiantista, si è specia-

mo un riconoscimento dalla Camera di Commercio cittadina, sia per i 50 anni d'attività sia per l'innovazione. Un premio importante, motivato anche dall'essere stata la prima impresa del territorio ad installare un impianto geotermico nella Bergamasca.


BUSINESS&ARTE

Oriocenter sul tetto d'Europa Il centro commerciale ha ottenuto il Gold Award agli ICSC Solal Marketing Awards, prestigiosa manifestazione che premia ogni anno i centri commerciali che, in tutta Europa, si distinguono per la qualità delle proprie azioni di marketing riocenter sale sul tetto d'Europa vincendo il Gold Award agli ICSC Solal Marketing Awards, assegnati a fine giugno a Praga. Questa prestigiosa manifestazione premia ogni anno i Centri Commerciali che, in tutta Europa, si distinguono per la qualità delle proprie azioni di marketing, comunicazione, P.R. o promozione. Nella splendida cornice del Palazzo del Municipio della capitale boema e alla presenza dei più importanti Shopping Centre d'Europa, una qualificata e superspecializzata giuria ha premiato il Centro Commerciale di Orio al Serio con un riconoscimento che - dopo la vittoria nazionale ai CNCC Marketing Awards -

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ne sancisce l'eccellenza a livello europeo. La vittoria è arrivata grazie all'evento a sfondo artistico lanciato da Oriocenter nel corso del 2007: Una mostra bestiale. Un'incredibile kermesse che, per 4 mesi, ha visto Oriocenter trasformarsi in una gigantesca galleria d'arte contemporanea ed ospitare la più grande mostra-evento sulla Cracking Art mai realizzata al mondo, come testimonia anche l'inserimento nel Guinness dei Primati. Per dare un'idea delle dimensioni del progetto, basta citare i suoi numeri. Oltre 4100 opere esposte, un investimento complessivo di 750.000 euro, oltre 100 le persone che hanno lavorato al progetto, all'allestimento e alla promozione del-


l'evento, 1 anno di lavoro e più di un mese di allestimento i tempi, oltre 100 gli articoli e i servizi tv e radio realizzati, fino al dato più rilevante: 3,6 milioni di persone hanno visitato il Centro durante il periodo della mostra, di cui almeno 1 milione attratte in particolare dall'evento. Una mostra bestiale nasce da un'idea di Luca Percassi con la gestione eventi di M Eventi e il coordinamento e l'advertising di Canali&C. Il progetto è stato realizzato grazie al contributo della Proprietà tedesca Commerz Real, del Consorzio di Gestione di Orio-

center e di un pool di investitori privati all'interno del quale spicca il Gruppo Percassi. L'affermazione di Praga è frutto dell'altissima qualità dell'evento, che ha rappresentato una novità assoluta nel panorama internazionale dei Centri Commerciali. Esso conferma l'unicità di Oriocenter e la sua capacità di aprire nuove strade sia in termini di marketing sia di comunicazione. Ora la sfida si estende a livello globale: grazie all'oro vinto, infatti, Oriocenter parteciperà nel marzo del 2009 alla finale mondiale di Hollywood (Florida, USA), dove terrà alta la bandiera italiana, sognando un'ulteriore affermazione.

Rolf Stiel e Antonio Percassi

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Non solo commercio, ma anche sport e cultura All’Oriocenter anche campi da calcetto e spettacoli culturali per bambini e ragazzi i sente dire ogni giorno che la società si evolve, in un mutamento continuo di abitudini e regole. A Bergamo esiste uno dei simboli del tempo presente: l'Oriocenter. Non è necessario spiegare cosa sia o dove si trovi questo che è il centro commerciale più grande in Italia (per numero di negozi) e tra i maggiori in Europa, ma forse non sempre è chiaro come agisce una realtà di tali dimensioni e di che natura e portata sia il suo impatto sul territorio. Nel mese di giugno la direzione ha promosso due iniziative che offrono un'occasione utile per capire non solo questo grande luogo di commercio, ma la realtà in cui sono coinvolte le nostre stesse famiglie. La prima si è svolta in piena concomitanza con i campionati europei di calcio, dal 6 al 29 giugno. Sono stati creati degli speciali campi da gioco per offrire l'occasione a bambini e ragazzi di divertirsi in piccoli tornei di calcio e rugby cui hanno partecipato, oltre ai frequentatori di Oriocenter, anche alcune associazioni bergamasche come l'Atalanta femminile, la società Rugby Bergamo e Csc Anymore che hanno offerto dimostrazioni e corsi aperti al pubblico. A fianco di queste iniziative di carattere sportivo ve ne sono altre presentate sotto il titolo di "Le Nuove Agorà". Il nome si riferisce alla volontà di portare nel centro commerciale delle attività educative e culturali per i più piccoli, per riempire di contenuti ambienti che altrimenti possono essere visti come estranei. A questa iniziativa partecipano personaggi esperti come l'attore Oreste Castagna, noto per le sue trasmissioni per bambini in onda sui canali rai, Francesca Valla, volto della trasmissione televisiva di La7 "Sos tata" e l'attore Fabiano Facchetti. Ruggero Pizzagalli, direttore di Oriocenter, ha illustrato nello specifico queste attività: "Abbiamo voluto creare occasioni speciali per i bambini e le loro famiglie. È stato allestito uno spazio per giocare e colorare insieme a mamma e papà e sono stati programmati tre spettacoli appositi con Oreste Castagna e il Raccontastorie nei week end che hanno avuto un successo incredibile sia per nume-

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Giancarlo Bassi

ri che per qualità. L'attenzione per i più piccoli - ha poi continuato - non è una novità di quest'anno. Ad Orio avevamo già un baby parking gratis e il braccialetto per i bimbi che i genitori possono richiedere all'info point e scriverci il loro numero di telefono, per essere rintracciati qualora si perdessero. Con le nostre ultime iniziative abbiamo voluto andare oltre, seguendo il nostro modo di intendere il centro commerciale come un posto dove tutta la famiglia viene perché sta bene. Un luogo sicuro e pulito dove i genitori possono non solo lasciare i bambini mentre fanno la spesa, ma trascorrere del tempo con loro giocando e vivendo esperienze che magari fuori faticano a trovare. Per questo, oltre che per il grande successo che abbiamo osservato, stiamo già lavorando a nuove iniziative per il futuro. L'idea del centro commerciale che si propone come una piazza e un luogo di aggregazione per la verità non è nuova, ma a Orio secondo Giancarlo Bassi, presidente del consorzio operatori di Oriocenter, sono riusciti a realizzarla. "Qui abbiamo creato un ambiente che si è inserito nel contesto della città, affiancandola per offrire nuove opportunità in più". "Il centro commerciale è andato oltre la funzione di semplice vendita ed è diventato un habitat dove la gente va perché sta bene, dove può trascorrere del tempo con iniziative interessanti senza il problema di trovare parcheggio e con alti livelli di sicurezza e pulizia sempre garantiti". Proprio questo sembrerebbe il segreto di Oriocenter, al quale in effetti la definizione di centro commerciale va stretta. Certo i milioni di visitatori che ci vanno ogni anno lo fanno per vedere i negozi e fare acquisti, ma questo sembra essere un fatto implicito, se non secondario, per i suoi responsabili ed è ancora Giancarlo Bassi che ce ne spiega il motivo. "Abbiamo puntato molto sui servizi che offriamo a coloro che vengono qui e questo ci sta ripagando. Non solo perché è un lavoro stimolante o perché abbiamo appena ricevuto l'ICSC SOLAL, il premio come miglior centro commerciale europeo per l'anno 2007, ma perché la gente dimostra di apprezzare. Siamo riusciti a far valere la nostra visione del centro commerciale anche con le proprietà dei negozi che ospitiamo e, mi creda, non è una cosa sempre facile non parlare di marchi o di sconti. I risultati però ci danno ragione, perché abbiamo raggiunto un alto livello di gradimento sul territorio e ora vogliamo proseguire su questa linea continuando ad investire in idee e iniziative al servizio delle persone".


BUSINESS LEISURE Articolo di Livio Casanova Foto di Laura Pietra

DeveroHotel, il glamour si fa hotel ue cose riempiono l'animo d'ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di loro: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me", termina così la - Critica della ragion pratica - una delle pagine più celebri di Kant, e da qui inizia l'avventura del Deverohotel. Gli architetti di questo nuovo complesso, tenuto a battesimo il mese scorso, hanno preso alla lettera le parole del filosofo tedesco nel progettare le camere di questa nuova struttura sorta a pochi chilometri da Bergamo. Nelle - loft suites - si può godere di un vero e proprio "cielo stellato", una miriade di puntini luminosi incastonati nel soffitto che variano continuamente di colore e d'intensità, creando un'atmosfera estremamente suggestiva, da sogno. Il tocco è d'alta classe per il modernissimo complesso architettonico - Four StarsExecutive- a vocazione business, ideale sia per brevi soggiorni che per 'long stay'. In verità le stelle che brillano sopra il cielo di Cavenago di Brianza, sono cinque, 4 assegnate all'hotel dal design moderno e accattivante, e la stella Michelin del ristorante - La Lucanda - trasferitosi da Osio Sotto all'interno del Deverohotel. "Con questa struttura abbiamo voluto festeggiare i quindici anni di Devero Costruzioni. DeveroHotel è il nostro primo progetto alberghiero - sottolinea Mauro De Nardi, titolare con Roberto Verderiodella Devero Costruzioni - e vuole essere più che un viaggio, d'affari o di piacere, una vera e propria esperienza olistica.

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L' intero complesso propone un nuovo concetto d'ospitalità per una clientela business e leisure". Il gusto nella scelta degli arredi ed un altissimo standard tecnologico creano un perfetto connubio d'eleganza e funzionalità, di design e innovazione. Logisticamente, possiamo già dire che, nello scacchiere lombardo, occupa una posizione strategica per chi ha la necessità di soggiornare in zona e deve spostarsi in macchina, velocemente. L'hotel, a metà strada tra Bergamo e Milano, sorge a 500 metri dall'uscita di Cavenago, autostrada A4 ( la Torino-Venezia), a pochi chilometri dagli aeroporti di Linate ed Orio al Serio e a circa 50 dall'aeroporto internazionale di Malpensa. Nel cuore della Brianza, il DeveroHotel dispone di 75 camere, 6 loft suites, 1 executive suite , 1 penthouse suite, serra panoramica per ricevimenti fino a 400 coperti, bar e lounge bar interno ed esterno, centro congressi con sale meeting attrezzate modulabili da 20 a 400 ospiti, 2 ristoranti, parcheggio coperto con 150 posti auto e box blindati. "In Deverohotel abbiamo messo tutta la competenza e la professionalità che da sempre contraddistingue Devero Costruzioni - constata Mauro De Nardi e continua dicendo - Deverohotel rappresenta, infatti, la sintesi più concreta delle capacità tecniche e progettuali, dei contenuti di forte innovazione e dell'alto livello qualitativo che da sempre ci caratterizza". Di grande impatto visivo, le ampie vetrate ritagliate nelle pietre a vista, color crema, della facciata, salutano gli ospiti e aprono squarci sul design innovativo e moderno. Cuore pulsante dell'intero complesso è la - Piazza Open Project- con la grande vasca scenografica al centro, sulla quale si affaccia il


Realizzato da Mauro De Nardi e Roberto Verderio, titolari della Devero Costruzioni: "Con questa struttura abbiamo voluto festeggiare i quindici anni di Devero Costruzioni DeveroHotel è il nostro primo progetto alberghiero e vuole essere piÚ che un viaggio, d'affari o di piacere, una vera e propria esperienza olistica"

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ristorante gourmet. L'intero complesso si candida ad essere luogo ideale d'incontri ed aggregazione, palcoscenico ideale per nuove forme di vita contemporanea e per le manifestazioni che qui prenderanno forma e vita. La sfida al cliché della consuetudine è già vinta per chi vuole regalarsi un week - end di relax, per chi vuole organizzare una convention di prestigio o per una riservata colazione d'affari. Per rispondere ai "grandi numeri" il DeveroHotel mette a disposizione un centro congressi attrezzato con le più moderne tecnologie, le sale riunioni modulari consentono di ospitare meeting con soluzioni personalizzate a partire da 10 persone fino a 400, si spazia dalla board room per il consiglio d'amministrazione, alla sezione di training di formazione sino alla convention, utilizzando la sala plenaria. Poi, quando viene il momento di staccare la spina, il DeveroHotel cala i suoi assi e si scopre punto di partenza ideale per gli amanti dei motori, a pochi chilometri si trova il famoso autodromo di Monza. Sempre da qui, per coloro che sono alla eterna ricerca dello swing, rapidamente si possono raggiungere splendidi campi da golf o godersi la bella vita delle affascinanti rive del lago di Como. A breve c'è già in programma lo studio d'offerte particolari per il week - end. E per gli amanti del cielo, in cantiere, c'è la realizzazione, vicino all'hotel, di una torre scenografica con 56 camere panoramiche, da togliere il fiato e di un centro benessere. Chi ha scritto - “la vita è troppo breve per gli hotel di bassa qualità” - non aveva tutti i torti, perché i viaggiatori moderni non vogliono solo trovare un posto dove soggiornare: vogliono essere intrigati, divertiti, deliziati.

I Gioielli del DeveroHotel, quando l'offerta è appagante eri e propri gioielli sono le suites, che pongono privacy e lifestyle al vertice delle loro priorità. Concepite con gusto di avanguardia e cura del particolare regalano un ambiente elegante, riservato e rilassante. Gli accostamenti di luci e colori e un'interpretazione dinamica degli spazi regalano un'atmosfera calda e coinvolgente. Tutte le camere sono dotate di accesso Internet wireless ad altà velocità, TV LCD 26/32° con programmi satellitari e Pay Tv on demand, minibar e cassetta di sicurezza. Le camere sono suddivise in 4 tipologie: 75 camere business, 6 loft suites, 1 executive suite ed 1 penthouse suite. Camera Business - Queste camere combinano un design moderno e allo stesso tempo funzionale e sono disponibili con letti gemelli o matrimoniale. Gli arredi, in caldi colori naturali, sono esaltati dal pavimento in parquet e dalla presenza dell'elegante linea Etro nei bagni, dotati di vasca o doccia con cromoterapia. Loft Suites - American style per questi moderni loft su due piani, che ben si addicono a soddisfare esigenze business anche per lunghi soggiorni. La "zona giorno" al piano terra offre ampi spazi per lavorare nel massimo comfort e un divano trasformabile in letto matrimoniale. Un caldo pavimento in parquet rende questa zona particolarmente accogliente. La "zona

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notte" al piano superiore dispone di un ampio letto matrimoniale king size, bagno con vasca idromassaggio emozionale con ciclo a disinfezione automatica e cielo stellato. Executive Suite - L'attico è contraddistinto da ampi spazi e da vetrate panoramiche. Per gli impegni di business dispone di zona meeting separata dalla zona notte. Nella zona notte la suite propone un letto matrimoniale king size ed un comodo divano trasformabile in letto matrimoniale. Gli arredi di design sono valorizzati e completati dalla moquette in toni naturali, dalle pregiate finiture in marmo e dai rivestimenti in bisazza del bagno, che offre bagno turco e doccia separati. Penthouse Suite - Le finiture in pregiato legno wengè, i colori caldi dai toni naturali dei rivestimenti in tessuti pregiati e la luce che entra generosa dalle ampie vetrate, rendono l'atmosfera di questa suite particolarmente accogliente e rilassante. Nella zona notte si trova un letto matrimoniale a baldacchino king size. Nella zona giorno, un ampio tavolo adatto sia per riunioni di lavoro, sia per eleganti cene private. La stanza da bagno parzialmente a vista con pregiati rivestimenti in marmo accoglie gli ospiti con una suggestiva vasca "retrò" e propone bagno turco e doccia con cromoterapia separati. Gli amanti del fitness trovano una zona palestra attrezzata Technogym, kinesis, vision e runner.


Luca Brasi, maître à penser stellato Michelin ll'albergo non manca proprio nulla, si spazia dai lussi della tecnologia, ai piaceri della vista e del palato. Fiore all'occhiello dell'accoglienza DeveroHotel è l'intera area della ristorazione, affidata al talento di Luca Brasi, un patron ma anche un maître à penser, cultore dell'accoglienza in tutte le sue forme. La brigata, capitanata dallo stesso Luca e da sua moglie Cinzia conta della collaborazione di 40 giovani pieni d'entusiasmo che affrontano con loro questa nuova avventura. Quattro sono le offerte a disposizioni della clientela: Dodici24 Quick for Value - Il GrillRestaurant dinamico e informale con una cucina veloce, leggera e gustosissima. Ideale per colazioni d'affari, rapidi lunch e stuzzicanti spuntini fuori orario con servizio continuato dalle 12.00 alle 24.00. Banqueting - Cornice scenografica suggestiva per una splendida sala per banchetti, cerimonie, eventi… in grado di soddisfare oltre 400 coperti, con cucina espressa e sempre ad altissimo livello. Lounge Bar - Per colazioni, aperitivi e Happy Hour supertrendy in un ambiente glamour e sofisticato. La Lucanda - Il nome è già una garanzia. Il prestigioso ristorante di Osio Sotto si è trasferito all'interno del DeveroHotel, non solo, protagonista ai fornelli c'è ancora Luca Brasi e il suo inconfondibile stile. "La nostra sfida è stata quella di riportare la ristorazione d'elite in quella che è da sempre stata storicamente la sua sede ideale, ov-

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vero l'albergo di lusso, - commenta Luca Brasi - nelle città più importanti i grandi hotel più blasonati hanno affidato la loro cucina a professionisti che hanno a loro disposizione strutture adeguate di primo ordine per esprimere al meglio tutto il loro talento". La cucina a vista è organizzata con una zona per le preparazioni: GardManger su tre linee indipendenti Carne, Pesce, Verdure, con 9 forni Rational e pentole Agnelli. La cucina di Luca Brasi, ha la capacità di accontentare chi preferisce ingredienti 'ricchi' elaborati però in modo originale, e chi invece vuole optare per ricette con ingredienti più 'poveri' però ricchi di sapori e tutte le pietanze sono in armonia estetica nella loro elegante presentazione. La cantina, traslocata dalla vecchia sede, con le etichette più nobili, presenta una vasta gamma di millesimi e chicche decisamente interessanti. Più di 1300 le etichette a disposizione degli intenditori o di chi vuole semplicemente degustare un buon bicchiere di vino di produzione locale come - Donna Marta - un nero dalla luce sensibile firmato "Le Mojole", ottenute da uve merlot e cabernet sauvugnon. Luca Brasi

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Serafino Consoli, un'anteprima mondiale “Brutale” FOR

A Grumello del Monte presentata in esclusiva la prestigiosa collezione Chronoscope "Brutale", serie d'orologi in edizione limitata realizzata in collaborazione fra Jean Richard e l'MV Agusta n'anteprima mondiale, l'incontro stilistico e tecnico fra due grandi realtà imprenditoriali internazionali, con alle spalle una storia prestigiosa frutto di passione e vittorie. L'arte del tempo della casa orologiera Jean Richard si è fusa con la musica dei motori MV Agusta a Grumello del Monte, in un evento che certamente non passerà inosservato. E' questa l'essenza della presentazione della nuova collezione Chronoscope "Brutale", un appuntamento suggestivo quanto modaiolo che suggella il prestigio della Gioielleria Serafino Consoli nel panorama internazionale dell'alta orologeria. Una realtà commerciale importante nel nostro territorio, scelta come testimone di quest'incontro tra grandi e che, da parte sua, ha confermato l'impegno per tre generazioni nel ricercare con tenacia le novità stilistiche e tecniche del tempo. "Forse la nostra storia era già scritta - commenta Serafino, anima e fondatore della gioielleria che, dal 1959, porta il suo nome -. Ecco perché in famiglia

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abbiamo sempre coltivato le stesse passioni, studiando i gioielli della Natura e guardando da sempre il tempo scandito ad opera d'arte". Quello stesso tempo che poi ha visto al suo fianco Raffaella Consoli, esperta orologiaia e pendolier d'epoca, e Ivan Consoli, gemmologo diplomato al Gemmological Institute of America e Maestro d'arte orafa applicata all'Istituto Cellini. Lo stesso che, con il suo marchio Ivangem, è divenuto l'ambasciatore della passione per le pietre preziose, nonché cuore pulsante di ogni attività propositiva e di carattere internazionale della Gioielleria Serafino Consoli. Non ultima quella realizzata alla discoteca Nikita, in collaborazione con Bruno Moto, in cui lo stile e soprattutto la passione per la meccanica di precisione, hanno avvicinato Jean Richard e MV Agusta. Il trait d'union dell'appuntamento? Certamente lo sviluppo del patrimonio imprenditoriale e il savoir-faire che contraddistinguono i marchi in questione. È proprio per questi motivi che Jean Richard nel 2004 ha lanciato il suo primo movimento di manifattura forgiato negli ateliers di La Chaux-de-Fonds (Svizzera) - il JR 1000 -, entrando


Chronoscope " Brutale" Edizione limitata 290 pezzi caucciù in oro rosa

a far parte così della ristretta cerchia di case orologiere in grado di produrre internamente i propri movimenti. Allo stesso modo MV Agusta ha da sempre prodotto in proprio i motori ed i telai, assemblati

LA COLLEZIONE - Il segreto della collezione Jean Richard "Chronoscope"? Fare propri i codici espressivi della moto di MV Agusta, la Brutale. In questo modo, la nuova cassa del modello Chronoscope, dalle imponenti dimensioni di 43 x 43 mm, si arricchisce di un materiale altamente resistente: il caucciù. Quest'ultimo, grazie ad una tecnica innovativa dell'industria orologiera, dona maggior leggerezza e sportività all'orologio. Il quadrante con motivo a fibra di carbonio presenta tre contatori che s'ispirano a quelli della motocicletta. I tocchi di rosso utilizzati riprendono lo stile delle

Brutale for Jean Richard

negli stabilimenti di Varese. Ecco perché dallo stretto legame tra la manifattura svizzera Jean Richard e il marchio italiano MV Agusta è nata la collezione Chronoscope "Brutale". "Avere qui, a Grumello del Monte - afferma Ivan Consoli - una presentazione di questo calibro, non può che essere un grande privilegio e prestigio per noi", ma in particolare è l'ennesima conferma di quanto la dedizione, passione e competenza della famiglia Consoli possano essere superiori alle barriere geografiche. Anziché Parigi, Ginevra o Milano ecco Grumello del Monte, palcoscenico perfetto e "Brutale" per un appuntamento imperdibile.

Chronoscope "Brutale" Edizione limitata 1078 pezzi caucciù in titanio 77


Gioielleria Serafino Consoli

moto MV Agusta. Questo modello, con la cassa rivestita di caucciù, è presentato in due varianti: titanio o oro rosa che contraddistinguono lunetta, pulsanti e corona. L'orologio, dal design sportivo e maschile, é equipaggiato dal famoso movimento di manifattura JR1000 interamente decorato a mano, visibile attraverso il fondo cassa in vetro zaffiro fumé decorato con il logo MV Agusta. I pulsanti ergonomici si adattano perfettamente alla cassa migliorando la vestibilità dell'orologio al polso. L'esclusività di questi due modelli si traduce in una serie limitata e numerata di 290 pezzi (corrispondente alla velocità massima della moto MV Agusta Brutale) per la versione in caucciù-oro rosa, mentre la versione caucciù-titanio, sarà prodotta in 1078 esemplari numerati, come la cilindrata della moto. Questa sinergia tra Jean Richard ed MV Agusta, si concretizza non solo con la creazione di segnatempo, ma anche attraverso la realizzazione di un modello di moto Brutale, che s'ispira ai canoni estetici della collezione "Chronoscope" di Jean Richard presentata al SIHH 2008.

Via Roma, 127/C Grumello del Monte Tel. 035 4420680 info@serafinoconsoli.it

JEAN RICHARD - Se il savoir-faire di JEANRICHARD è profondamente radicato nella tradizione manifatturiera

SCHEDA TECNICA MOVIMENTO - Movimento meccanico di manifattura JR1000 a carica automatica (JR1030) Calibro 11 1/2''', 63 rubini, frequenza 28.800 alt./ora(4 Hz) Riserva di carica minima 48 ore FUNZIONI - Ore, minuti, secondi, datario a finestrella a 4h30, cronografo CASSA - Chronoscope Caucciù con lunetta in titanio o oro rosa Pulsanti e corona in oro rosa o in titanio a seconda della lunetta Dimensioni 43 x 43 mm, spessore 13.55 mm, apertura del quadrante 28.5 mm Vetro zaffiro curvato, trattamento antiriflesso Fondello a vista in vetro zaffiro fumé chiuso da 4 viti Impermeabile a 100 metri QUADRANTE - Quadrante in fibra di carbonio Datario con cifre rosse (movimento di manifattura) CINTURINO - Cuoio invecchiato effetto " vintage " con fibbia déployante

Info:

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svizzera, il suo spirito è naturalmente influenzato dalla cultura italiana. Di proprietà dal 1988 di Luigi Macaluso, Presidente del Gruppo Sowind, la Marca è oggi diretta dal figlio Massimo. Entrambi appassionati di arte e di design, hanno pervaso JEANRICHARD di un tocco di freschezza e di originalità che permette alla Marca di distinguersi con finezza ed eleganza tra i marchi orologieri più prestigiosi. MV AUGUSTA - Il marchio MV Agusta è una vera leggenda del mondo del motociclismo. Ha dominato la scena mondiale delle competizioni sportive per lungo tempo, riuscendo a conquistare ben 75 titoli iridati. Le 12 vittorie di MV Agusta nel 1956, nonché il trionfo di John Surtees nel campionato del mondo classe 500 cm3, consacrano MV Agusta a livello internazionale. Ma è soprattutto negli anni '70 che il marchio raggiunge il suoi livelli più alti con il suo pilota simbolo, il bergamasco Giacomo Agostini, che domina per più di dieci anni le gare motociclistiche nelle classi 350 cm3 e 500 cm3. Oltre a questo palmarès impressionante, MV Agusta è riconosciuta per la raffinata estetica delle proprie prestigiose motociclette, sviluppate oggi all'interno del centro di ricerca CRC.


SPORT&TEMPO LIBERO Foto San Marco

alla terra rossa di Cividino al palcoscenico naro, inviato della Gazzetta dello Sport), di vincitori del Centro Congressi è cambiata solo la e vinti delle finali a Cividino. E poi dell'orgoglio milocation. Non il risultato: ha stravinto la surato del presidente dell'AlbinoLeffe Gianfranco solidarietà. L'ultimo atto del Vip 2008, Andreoletti, premiato in ricordo del maestro Gianni nella sala banchetti del Centro Congressi Radici, della simpatia tracimante di Kristian GhediGiovanni XXIII venerdì 13 na, mattatore della serata. giugno, a Bergamo, ha fatto Un parterre "de roi" di 500 inil pieno. Di ospiti illustri e vitati per il trionfo del cuore. istituzionali, dall'onorevole "Il malato di cancro soffre di Jannone al consigliere resolitudine: se c'è qualcuno gionale Pietro Macconi, dal che ci pensa due volte anzipresidente della Provincia ché una, è meglio", era stato Valerio Bettoni al sindaco di l'appello di Amedeo Amadeo, Bergamo Roberto Bruni e aldirettore dell'ospedale Bolol'assessore allo Sport Fabio gnini di Seriate e faro delRustico; di ospiti illustri e di l'associazione Amici dell'Onvecchia data, Bedi Moratti Golden Vip d'onore a Gianfranco Andreoletti cologia della Valseriana, Sein testa, poi Luca Facchetti, riate e Valcavallina. Assist Giacomo Randazzo con Umberto Bortolotti; di ospiti diventato gol sotto forma di migliaia di euro, raccola sorpresa (Emiliano Mondonico), di giornalisti (Vit- ti dall'asta di quattro opere dell'artista Donizetti torio Feltri, direttore di "Libero", e Pierangelo Moli- ("Campanone", "Fiori", "Magnolia" e "Paesaggi") e

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Tennis Vip, ultimo atto da grande slam Al Centro Congressi Giovanni XXIII serata di gala e premiazioni dell'edizione 2008. Ben 500 invitati fra politici, personaggi dello sport e dell'imprenditoria, per chiudere in gloria un evento sportivo e di solidarietĂ divenuto patrimonio della comunitĂ  bergamasca

prossimamente devoluti a favore degli stessi Amici dell'Oncologia e dell'Anvolt, associazione di volontari impeDoppio maschile: Riccardo Ferri e Roberto Boninsegna gnata nella prevenzione e nella cura dei tumori femminili. La ciliegina perfetta su una torta corposa, deliziata dall'ottima cena preparata e servita nel corso della serata dallo staff di Bobadilla Ricevimenti. Anche se qualche inconveniente a quest'edizione non è mancato, come ha commentato il patron Giovanni Licini. "Anche quest'anno la pioggia ci ha accompagnati e per fortuna ci eravamo muniti di 500 ombrelli omaggio: dopo l'anno scorso, speravamo fosse un gadget puramente scaramantico, invece ahinoi è stato soprattutto utile", ha detto col sorriso Licini, mentre

Vincitore singolare B: Cristiano Agnelli

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Golden Vip a Beppe Savoldi

da Bettoni ("Grande merito a chi si sobbarca questa fatica") a Rustico ("Sport e solidarietà: il connubio sembra facile, ma nel Vip la sinergia è esemplare"), da Ezio Guidolin e Alfredo Gambardella, in rappresentanza della Ubi-Banca Popolare di Bergamo (main sponsor), a Lucia Fraccaroli dell'Anvolt e Umberto Bortolotti ("Organizzazione da far invidia agli Europei di calcio"), il Vip ha fatto incetta di complimenti. Fra i protagonisti dell'evento c'era anche l'ex presidente e diggì atalantino Giacomo Randazzo, che ha commosso i presenti ricordando Achille e Cesare Bor- Golden Vip a Kristian Ghedina tolotti ("La famiglia Bortolotti mi ha donato amicizia vera, ma il pensiero ora va anche ad Ivan Ruggeri"). I veri protagonisti del torneo - però - sono stati loro, i vincitori dell'edizione 2008 chiamati sul palco dalla presentatrice dell'evento Simona Befani: FerriBoninsegna nel doppio del 17° Trofeo Bortolotti, Ricky Maspero nel 2° Torneo Facchetti (singolare A), Daniela Tennerello e Pier Gallivanoni (doppio misto) e Cristiano Agnelli (vincitore del singolare B). Antipasto per il gran finale. Bedi Moratti, amica della prima ora del Vip, metteva in campo l'orgoglio

Maspero, vincitore singolo

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alla Mourinho ("Siamo osservati speciali? Forse non saremo meno simpatici, ma da vincenti si sta bene così"), Vittorio Feltri Golden Vip a Cattaneo lanciava Gianfranco Andreoletti (Premio Gianni Radici) e Beppe Savoldi ("Il primo calciatore a superare il miliardo", ha ricordato Feltri), vincitori con Kristian Ghedina e l'imprenditore Gianangelo Cattaneo dei Golden Vip 2008. Infine l'inviato della Gazzetta Pierangelo Molinaro spiegava sulle note di "C'era una volta in America" perché "non si può non essere amico di Ghedina", l'uomo capace di far strabuzzare gli occhi al mondo con una spaccata in discesa libera ("Frutto di una scommessa con mio cugino", ha confessato Ghedina) e di passare dagli sci ai motori della Formula 3000 senza fare una piega ("La velocità è la mia ossessione"). Tempo di saluti e di sipari. "La nostra ricchezza è il territorio, gli sponsor, i partecipanti e gli spettatori", ha sorriso Alessandro Masera, presidente dell'Accademia del Tennis, "Aiutateci a restare vicini a chi soffre: il boccone amaro con un po' di zucchero viene digerito meglio", ha raccolto l'assist Giovanni Licini. L'appuntamento col cuore è per il 2009, edizione numero 18. La solidarietà diventa grande.


Il patron

Tutta la felicità di Giovanni Licini: "Questa l'edizione più bella" Ben 270 partite in 20 giorni, con 9 mila spettatori in totale sugli spalti: "Il merito? Di tutti, dai collaboratori agli sponsor, senza dimenticare la stampa"

ui ci credeva, avrebbe scommesso qualsiasi cifra. Il Tennis Vip è diventato grande, grazie in primis al deus ex machina Giovanni Licini. Dall'anno prossimo il torneo più seguito e invidiato d'Italia compirà 18 anni. "Un grande successo - ha commentato - merito soprattutto dell'Accademia del Tennis e dei miei collaboratori, che con dedizione e grande passione sono riusciti a portare quest'evento ai livelli attuali". Gli stessi che l'hanno seguito fin dalla nascita del Vip, alcuni addirittura erano suoi dipendenti quand'era dirigente di banca. Segno tangibile del grande spirito di gruppo che Licini è riuscito a creare attorno a sé con carisma. Il merito, infatti, è soprattutto suo. Anima e macchinista di un'organizzazione perfetta, che con gli anni è riuscita ad unire sotto la stella del tennis amici e personaggi dello sport, della politica e dell'imprenditoria bergamasca e na-

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zionale. Tutti insieme con l'obiettivo di "fare del bene, aiutare chi ha bisogno e soprattutto condividere ore di sano sport e allegria. Perché il Tennis Vip non divide con l'agonismo, ma unisce con l'amicizia". Anche quest'anno il trait d'union è stata la solidarietà: "Finora abbiamo raccolto oltre 350 mila euro, quest'anno vorrei tanto aggiungerne altri 50 o 70 mila. Speriamo". Non mancano i ringraziamenti, dopo i collaboratori, ecco un applauso virtuale agli sponsor: "sono loro il vero cuore pulsante del Tennis Vip, protagonisti sul campo ma soprattutto amici veri. Grazie al loro contributo siamo riusciti in 20 giorni a giocare 270 partite, davanti a 9mila spettatori: record assoluto". Infine un commento sul seguito mediatico della manifestazione: " Concedetemi - chiude Licini - un grazie anche alla stampa, in particolare a voi di Bergamo Economia e del Giornale di Bergamo. Se il Tennis Vip quest'anno ha raggiunto il top della propria storia, è anche per merito vostro. Avete capito, infatti, che questo torneo non è di Giovanni Licini o dell'Accademia del Tennis. Bensì dell'intera comunità bergamasca, un evento che è riuscito a colpire il cuore di tutti". 83


MODA&SOLIDARIETA' Foto di Laura Pietra

Mina Da Prato, porte aperte alla beneficenza e iniziali sono quelle della splendida Brigitte Bardot ma questa volta "B.B." legano la boutique Mina Da Prato ad un'iniziativa benefica. L'eleganza è di casa in via Sant'Orsola, al numero 31, luogo ricercato sempre al passo con le mode. Gli abiti e gli accessori, belli ed esclusivi, ci regalano un'immagine di donna forte, coraggiosa e a volte trasgressiva: una persona che non ha paura di mostrarsi e di vivere. Una donna indipendente, che lavora e che ama prendersi cura di sé ma che non disdegna l'aiuto verso il prossimo. L'imprenditrice Mina Da Prato, nella sua curata loca-

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tion, infatti, nelle giornate di venerdì 6 e sabato 7 giugno ha deciso di devolvere parte dell'incasso al Kiwanis Club Bergamo Orobico, per sostenere il premio We Build. "Credo sia giusto - ha commentato la padrona di casa, Mina Da Prato - dare il proprio contributo a chi aiuta i più bisognosi. Io, e credo anche i miei clienti, ci riteniamo persone fortunate, che vivono agiatamente in una città e in un contesto che offre ogni genere di conforto e lusso. Ma spesso, soprattutto per i bambini, la povertà e i problemi sociali sono all'ordine del giorno. Ecco perché ho deciso di aprire le porte della mia boutique alla beneficenza. Dare un significativo contributo a tutti i bergamaschi che si adoperano per aiutare i meno abbienti". Una volta tanto vale il motto machiavelliano che il fine giustifica i


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mezzi, confortando i mariti alle prese con il consueto shopping del week-end delle proprie mogli, in un negozio che dispone di una top selection di brand trendy e glamour. Ma protagonisti di quest'iniziativa sono stati soprattutto loro, i bambini meno fortunati. "We build" ovvero noi costruiamo, è questo il nome del premio promosso dal 1996 dal Kiwanis Club Bergamo Orobico, è una realtà che si adopera a sostenere tutti coloro che intraprendono opere di bene a favore dei bambini più bisognosi. A beneficiare dell'iniziativa - il premio consiste in una medaglia e in una somma di denaro da consegnare alla persona, ente o associazione vincitrice - sono e, in questo caso saranno, tutte le persone o associazioni impegnate nell'assistenza infantile. Proprio per questo il Kiwanis Club Bergamo Orobico, appartenente alla prima divisione del Distretto Italia - San Marino del Kiwanis 86

International, ha istituito il premio annuale denominato "We Build". Lo stesso termine Kiwanis è un'espressione idiomatica di una tribù d'Indiani d'America e riassume il concetto "conosciamoci per operare nella collettività e per la collettività in cui viviamo". Non a caso il premio, giunto ormai alla sua XII^ edizione, vuole testimoniare l'impegno nel manifestare ed affermare la supremazia dei valori umani e spirituali su quelli materiali. "Il Premio spiega Mina Da Prato - viene assegnato a persone, enti o associazioni che, operando in campo sociale nella città di Bergamo e nella sua provincia, rivolgono la loro attenzione ed impegnano con assiduità le proprie risorse umane e spirituali a sostegno dell'infanzia abbandonata e sfruttata, dimostrando particolare sensibilità verso un'attività tesa al recupero sociale del minore, curandone poi il suo reinserimento, assicurando così allo stesso una vita dignitosa ed un futuro sereno". E il risultato della "due giorni" in boutique? Buono, il binomio fashion e solidarietà ha centrato l'obiettivo.


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MOTORI - PROVATA PER VOI Articolo di Luca Bilotta Foto di Laura Pietra

Stile di guida: il cambio automatico Steptronic (sei marce sequenziale), si distingue per la precisione negli innesti e la gradevole capacità di leggere lo stile di guida in ogni condizione e velocità 88

uella di ricavare una cabriolet da una vettura nata per essere una berlina a due volumi dallo stile molto personale, può sembrare a tutti gli effetti un'idea alquanto particolare e di difficile realizzazione. In realtà lo potrebbe anche essere, se non fosse che il centro tecnico BMW è sempre stato capace di trasformare in oro ogni idea, con quel pizzico di lucida follia indispensabile per anticipare gusti e tendenze di un mercato in continua ed imprevedibile evoluzione. Detto e fatto, la Casa di Monaco ha realizzato un vero e proprio gioiello "en plain air": ovvero la BMW Serie 1 Ca-

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brio, nata da un lato per potenziare la scelta delle convertibili BMW e dall'altro per ampliare la gamma della piccola "uno", ormai al completo con la versione Coupè e la tre-cinque porte. Per voi lettori di Bergamo Economia, grazie alla collaborazione del concessionario Lario Bergauto di Bergamo, abbiamo avuto il piacere di provare sui colli di città Alta questa reginetta estiva, in allestimento Futura e servita da un leggiadro 2.0 turbodiesel da 177 cv. Una versione adatta all'estate, colore bianco pastello - di tendenza - e interni in pelle marrone. Un mix perfetto, fra tecnica e bellezza estetica.


Serie 1 Cabrio, gioiello "en plain air" Provata per voi sui colli di Bergamo, grazie a Lario Bergauto, la nuova scoperta di casa BMW: un mix perfetto, fra tecnica e bellezza estetica per l'estate

A PRIMA VISTA - La vettura appare equilibrata nella linea, gradevole e slanciata. Naturalmente, il design della vettura viene influenzato radicalmente dal posizionamento della capote in tela (disponibile nei colori nero e beige, o in una variante esclusiva color antracite con fili risplendenti intramati). Con il tetto aperto, le linee piatte della carrozzeria sono inequivocabilmente piacevoli e dinamiche: con il soft top chiuso, l'occhio dell'osservatore ricade sul profilo che si abbassa sempre di più verso il basso. Una curiosità: i gruppi ottici posteriori sono realizzati con unità led.

INTERNI - I passeggeri dei sedili posteriori hanno a disposizione una buona quantità di spazio, in rapporto alle dimensioni contenute della piccola bavarese a cielo aperto. Entrando a bordo della Serie 1 Cabrio, si ritrovano tutti i dettagli stilistici che rendono questa vettura una degna BMW. In particolare la plancia sportiva, ma con elegante linearità (consolle centrale completa di tutto ciò che si può desiderare, quadro strumenti sempre ben leggibile) e l'ampio bagagliaio anche con tetto aperto (la capienza è di 89


260 litri, mentre a capote chiusa si arriva ad un massimo di 305 litri). Le finiture sono al top: fiore all'occhiello di questa BMW sono i sedili in pelle Sun-Reflective, ereditati dalla sorella maggiore Serie 3 Cabriolet. Questa tecnologia impiegata nella lavorazione della pelle fa uso di pigmenti colorati speciali che riflettono la radiazione infrarossa contenuta nei raggi solari. Il riscaldamento delle superfici dei sedili e dei braccioli, causato dalla radiazione solare, può così essere efficacemente ridotto: rispetto a superfici in pelle di tipo tradizionale, è possibile raggiungere una differenza di temperatura sino a 20°. A questa tecnologia si aggiunge il climatizzatore, che guadagna una nuova funzionalità da utilizzare nella guida open-air. Premendo sul tasto "Cabrio" la regolazione dell'aerazione viene influenzata molto meno dalla temperatura attuale dell'abitacolo: per determinare l'intensità della ventilazione, la centralina del climatizzatore si orienta in tal caso soprattutto ai fattori quali la temperatura esterna e la radiazione solare. IN STRADA - La piccola convertibile di Monaco ha nel Dna lo spirito BMW, questo è poco ma sicuro. Le tortuose strade collinari di città Alta - nella zona del monastero d'Astino - e i ciottoli del manto stradale hanno messo a dura prova telaio e sospensioni, entrambi rigidi e reattivi al punto giusto. Il cielo limpido e il clima estivo ci hanno permesso di apprezzare al 100% la guida all'aria aperta. Bastano 22 secondi per avere il vento nei capelli e l'azionamento è possibile fino a 40km/h di velocità. L'utilizzo della capote in tela ha consentito un notevole contenimento delle masse, peraltro concentrate nella parte bassa della vettura e distribuite alla perfezione grazie all'architettura che prevede, da buona BMW, motore anteriore e trazione posteriore. Questo si traduce in un comportamento stradale sportiveggiante, da prima della classe. 90

STILE DI GUIDA - Serie 1 Cabrio, nella motorizzazione 120d allestimento Futura, è brillante in ogni situazione grazie ai suoi 177 cavalli. Accelerazioni brucianti e riprese fulminee sono alla portata della vettura, capace comunque di galleggiare sorniona sui rettilinei cittadini con un filo di gas. In curva la tenuta di strada è eccezionale, ma si apprezza meglio il comportamento dell'auto nel percorso misto: fra un rettilineo e una gincana, la tenuta è ineccepibile. Il cambio automatico Steptronic (sei marce sequenziale), si distingue per la precisione negli innesti e la gradevole capacità di leggere lo stile di guida in ogni condizione e velocità. CARATTERISTICHE TECNICHE - Sotto il profilo strutturale, anche la Serie 1 Cabrio vanta l'asse anteriore del tipo Mac Pherson a doppio snodo combinato con una barra stabilizzatrice interamente in alluminio. Oltre ad un peso ridotto, è stato possibile raggiungere anche un'alta rigidità torsionale dei singoli componenti. Inoltre, una nuovità è rappresentata anche dal servosterzo elettrico EPS (Electric Power Steering) con funzione integrata Servotronic per l'assistenza dello sterzo in funzione della velocità di marcia. Insieme agli impianti audio disponibili, per la nuova BMW Serie 1 Cabrio viene offerta anche l'interfaccia USB, disponibile come optional in aggiunta al connettore AUX di serie, che permette ad esempio d'integrare nel sistema audio un MP3-player esterno come un Apple iPod, integrandoli completamente nel sistema audio della vettura. GIUDIZIO - In conclusione gli appassionati BMW più tradizionalisti che prediligono la capot soft per avere a disposizione un cabrio tutto l’anno troveranno conforto e grande soddisfazione nella più piccola Serie 1 convertibile. ComInfo: patta, leggera, agile e potente: una vera Lario Bergauto BMW, esclusiva ed apVia Campagnola, 50 pagante. Un mix da Tel. 035 4212211 non perdere. Bergamo


MOTORI Articolo di Luca Bilotta

Journey, Journey

La novità La novità 92

viaggio nello spazio Dodge lancia sul mercato un crossover progettato unendo la funzionalità e la versatilità di un Mpv, la personalità e la presenza su strada di un Suv e la dinamicità di una station wagon


Motori: è equipaggiata esclusivamente con la motorizzazione 2,0 litri turbodiesel da 140 cv di potenza in grado di sviluppare una coppia massima di 310 Nm tra i 1.750 ed i 2.500 giri/min

odge piomba sul mercato italiano con un' importante novità, Journey. Il crossover americano è stato progettato per soddisfare le esigenze di tutti i giorni, unendo la funzionalità e la versatilità di un Mpv, la personalità e la presenza su strada di un Suv e la dinamicità di una station wagon. "Journey" in inglese significa "viaggio". E questa nuova Dodge, in effetti, sembra fatta apposta per accogliere una famiglia o un gruppo d'amici in vacanza. Insomma, il massimo per

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chi vuole unire estetica, personalità e soprattutto spaziosità. DESIGN - La linea è in tipico stile Dodge, ovvero muscolosa e potente. Davanti i fari quadrangolari inglobano la mascherina cromata, mentre nel paraurti sono integrati i fendinebbia. Lateralmente, la linea orizzontale del cofano ed i listelli neri opachi sui montanti creano l'illusione di un unico finestrino. I passaruota, scolpiti, sottolineano il carattere atletico di Journey. Dietro, il portellone inte-

Design: la linea è in tipico stile Dodge, ovvero muscolosa e potente. Davanti i fari quadrangolari inglobano la mascherina cromata, mentre nel paraurti sono integrati i fendinebbia 93


Spaziosità: per rispondere alle più diverse esigenze, Journey è disponibile in due diverse configurazioni di sedili: la versione a cinque posti e la configurazione 5+2. Inoltre, grazie al sistema Flip 'N Stow, è possibile riporre oggetti sotto il sedile anteriore

Info:

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Journey 94

gra lo spoiler e le quattro luci di posizione si estendono lungo il margine inferiore della carrozzeria. SPAZIOSITA' - Per rispondere alle più diverse esigenze, Dodge Journey è disponibile in due diverse configurazioni di sedili: la versione a cinque posti e la configurazione 5+2. Inoltre, grazie al sistema Flip 'N Stow, è possibile riporre oggetti sotto il sedile anteriore. Il cuscino del sedile del passeggero anteriore, infatti, è incernierato e, se ribaltato in avanti, rivela al suo interno un ampio contenitore da 273 x 222 mm, in grado di contenere oggetti personali fino ad un volume massimo di 5 litri. Il pavimento dietro ai sedili della prima fila ospita due vani portaoggetti in grado di contenere fino a 12,4 litri. I vani portaoggetti sono richiudibili e presentano rivestimenti interni amovibili e facilmente lavabili. Per fornire un'ottima visibilità a tutti i passeggeri, i sedili della seconda fila del nuovo Dodge sono montati più in alto rispetto a quelli anteriori, mentre la terza fila è rialzata rispetto alla seconda. Tre, infine, i diversi allestimenti: SE, SXT ed R/T. SICUREZZA E CONFORT - Di serie sono previsti airbag anteriori mul-

tistadio, sidebag integrati nei sedili anteriori, airbag laterali a tendina su tutte le file di sedili, freni a disco su tutte le ruote, sistema antibloccaggio (Abs), Electronic Stability Program (Esp) e sistema antiribaltamento (Erm). Numerosi sono gli equipaggiamenti per il comfort, l'informazione e lo svago a bordo. Degni di nota sono l'innovativo sistema multimediale di intrattenimento MyGIG 30 con Radio/Cd/Dvd/Mp3/WMA, porta Usb, ingresso Aux, hard-disk da 30 gigabyte per memorizzare file musicali, schermo touchscreen e dispositivo UConnect con predisposizione telefono Bluetooth e il sistema d'intrattenimento per i passeggeri dei sedili posteriori, dotato di monitor a colori da 8 pollici. Il sistema utilizza il lettore DVD del MyGIG, integrato nel cruscotto. La ciliegina sulla torta? La telecamera posteriore per il parcheggio ParkView. MOTORI - La nuova nata è equipaggiata esclusivamente con la motorizzazione 2,0 litri turbodiesel da 140 cv di potenza in grado di sviluppare una coppia massima di 310 Nm tra i 1.750 ed i 2.500 giri/min. La vettura sarà abbinata anche ad un nuovo cambio automatico a sei marce a doppia frizione Getrag. Rispetto ad un tradizionale cambio automatico, il nuovo sistema di trasmissione a doppia frizione garantisce un risparmio sui consumi pari a circa il 6%, e adesso si fermano a 6,5 litri/100 km nel clclo combinato. E' disponibile anche una trasmissione manuale a sei rapporti.


MOTORI Articolo di Luca Bilotta

Nuova Ibiza, Ibiza

La novitĂ La novitĂ  96

sportivitĂ caliente Arriva sul mercato la stella del firmamento Seat, rivisitata in tutto: sia nell'aggressivo frontale che nel posteriore, con un rimando al family feeling con altri modelli della gamma ben visibile


Sicurezza: tra gli ormai onnipresenti airbag s'inserisce quello per la zona torace-testa, e la forma del cofano motore è pensata anche per migliorare la protezione dei pedoni in caso d'urto

rriva l'estate, tempo di vacanze e soprattutto tempo di motori. E non poteva mancare, ovviamente, la nuova Ibiza nel panorama motoristico italiano. In molti avevano auspicato che, alla presentazione della Bocanegra concept allo scorso salone di Ginevra, la vettura di serie assomigliasse almeno nella "muscolatura" a questo intrigante prototipo. E così è stato. Tutta nuova questa Seat Ibiza, sia nell'aggressivo frontale che nel posteriore, con un rimando al family feeling di altri modelli della

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gamma. Ne sono uno spigoloso esempio le Allestimenti: nervature sulle fiancate, già viste sulla l'auto sarà prodotta Leon. Padre del design della nuova Ibiza, esclusivamente nelsempre con il coordinamento generale di lo stabilimento di de' Silva, è Luc Donckerwolke, che abbiaMartorell in Spamo già conosciuto in Lamborghini come autore dello stile delle ultime supercar gna, ed inizialmente modenesi. Basata ancora sullo chassis posta in vendita condiviso con Volkswagen Polo e Skoda nella sola variante Fabia, questa Ibiza vanta però l'asse antea 5 porte, in tre alriore allargato di 30 mm e quello posteriore di 33 mm, con lo scopo di ottenere una lestimenti: Referenmaggiore stabilità. Anche se il peso è più ce, Stylance e Sport 97


In strada: la nuova Ibiza verrà proposta inizialmente con tre motorizzazioni a benzina (3 cilindri 1.2 12v da 70 CV, 4 cilindri 1.4 16v da 85 CV e 1.6 16v da 105 CV) e un solo motore diesel (1.9 TDI da 105 CV iniettore-pompa con DPF di serie)

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Ibiza 98

contenuto di circa 50 kg, la nuova Ibiza è cresciuta nelle dimensioni: con 4,05 metri è più lunga della precedente versione (che misurava 3.97 metri) ed anche il bagagliaio ha aumentato la sua capacità, ora di 292 litri. INTERNI E SICUREZZA- Molto interessante anche l'interno, con una semplice plancia su un piano inclinato, che prevede linee con curvatura appena accennata, chiara suddivisione delle parti e strumentazione ad elementi circolari separati. Alcune delle innovazioni presenti nella nuova Ibiza sono, in un certo senso, "invisibili": ad esempio, il 95% del corpo vettura è riciclabile, oppure le emissioni dei motori sono complessivamente ridotte (120 g/km quelle dichiarate per i motori a gasolio, sotto i 160 g/km per i motori a benzina). Per la sicurezza, tra gli ormai onnipresenti airbag s'inserisce quello per la zona torace-testa, e la forma del cofano motore è pensata anche per migliorare la protezione dei pedoni in caso d'urto. L'ESP e l'Hill Hold Corner (il sistema che facilita le partenze in salita) sono di serie, mentre a partire da alcuni allestimenti sono previsti i fari fendinebbia con funzione Cornering, che migliorano la visibilità nelle curve a velocità inferiori a 40 km/h. A richiesta, e assenti nella

precedente Ibiza, sono anche i fari bi-xeno (con tecnologia AFS, fari bidirezionali adattivi), i sensori di parcheggio posteriori, oltre al collegamento Bluetooth integrato nella radio e alla predisposizione, in un apposito vano al centro del cruscotto, per i sistemi di navigazione portatili, (per ora il Tom Tom One V3, poi potranno esser montati altri navigatori analoghi). ALLESTIMENTI E MOTORI - La nuova Ibiza sarà prodotta esclusivamente nello stabilimento di Martorell, ed inizialmente posta in vendita, nella sola variante a 5 porte in tre allestimenti: Reference, Stylance e Sport. La nuova Ibiza verrà proposta inizialmente con tre motori a benzina (3 cilindri 1.2 12v da 70 CV, 4 cilindri 1.4 16v da 85 CV e 1.6 16v da 105 CV) e un solo motore diesel (1.9 TDI da 105 CV iniettore-pompa con DPF di serie), cui si aggiungeranno presto anche il 1.4 TDI da 80 CV (già a listino in Italia) e il 1.9 TDI da 90 CV, entrambi con DPF. A tutti i modelli è associato, per ora, un cambio meccanico a cinque rapporti. I dischi dei freni sono maggiorati nella versione TDI 105 CV, come pure il diametro del servofreno in tutte le versioni; anche i cerchi sono più grandi, da 15 a 16 pollici a seconda degli allestimenti, fino ai 17 disponibili a richiesta.


MOTO&MOTORI IN ANTEPRIMA Articolo di Luca Bilotta Foto di Laura Pietra

essuno aveva mai osato tanto. Un maxi-scooter dinamico e maneggevole, grintoso ai semafori e potente nell'allungo. Ma soprattutto ecologico, a tal punto da non avere un motore, ma bensì batterie. Un sogno o pura fantascienza? Per certi versi sì, o almeno per quel che riguarda le due ruote. Fino ad ora, infatti, nessuna Casa motociclistica aveva mai presentato un prodotto di questo tipo: elettrico, ma dalle prestazioni vicine, se non addirittura uguali, a quelle di uno scooter con motore a scoppio. Un mix da

N www.vectrix.com

Esclusiva Esclusiva 100

brivido, che farebbe invidia anche al più fedele "smanettane", tanto per intenderci a chi ama sentire il rombo dei cavalli posizionati sotto le gambe nell'attesa del semaforo verde. Ebbene sì, il futuro è arrivato a Bergamo. E chi vi scrive, amante dei motori a scoppio, ha dovuto ricredersi nel test su strada. Dopo due ore in sella per le strade e superstrade di Bergamo, la voglia di ritornare al classico scooter era ridotta davvero al minimo. Il Vectrix, nome della casa produttrice americana e dello stesso modello, ha colpito nel segno.


Vectrix il futuro elettrico viaggia su due ruote Arriva sul mercato italiano il primo rivoluzionario maxi-scooter elettrico disponibile a Bergamo da Livio Cella La potenza viene offerta da un pacco batterie a nichel idruri metallici da 30 Ah e 125 Volt con una capacità di 3.7 kWh e prestazioni pari a un 400 cc

DESIGN - La linea del neonato Vectrix è moderna e contemporanea, con un attento studio dell'aerodinamica e con una felice convivenza di tratti decisi e curve morbide. Non ha nulla da invidiare ai modelli più in voga sul mercato, con un vano portacasco capiente (all'interno alloggia la tradizionale spina per la

ricarica) e un cruscotto a tre oblò con strumentazione leggibile e retroilluminazione blu. MOTORE - Se da un punto di vista estetico il maxi-scooter Vectrix non sfigura affatto se affiancato ai "cugini" a scoppio, è sotto l'abito che si nascondono i frutti di dieci anni di lavoro e una miriade di test tecnico-scientifici. Cuore pulsante del nuovo maxi-scooter è un innovativo motore elettrico di tipo Brushless (senza

Prestazioni: lo scooter garantisce un'autonomia dai 55 agli 88 km in funzione del regime di guida, mentre per una ricarica completa sono sufficienti 2 ore e 30 minuti, per una spesa complessiva di soli 0.40 euro 101


spazzole) a magneti permanenti. Il suo scopo è quello di convertire l'energia elettrica prodotta dal pacco batterie in energia meccanica. La stessa energia che viene inviata alla ruota posteriore tramite una scatola ingranaggi con ruotismo epicicloidale che gira in senso opposto alla ruota, riducendone sensibilmente l'effetto giroscopico. La potenza viene offerta da un pacco batterie a nichel idruri metallici da 30 Ah e 125 Volt, con una capacità di 3.7 kWh ed è progettato per durare fino a 1700 cicli completi di scarica e ricarica. Il pacco batterie è stato posizionato nella parte centrale inferiore dello scooter - in concomitanza del classico tunnel centrale -, una scelta che consente una sensibile concen102

trazione delle masse sul baricentro a tutto vantaggio della stabilità e della qualità di guida. DAaRT - Uno degli aspetti più interessanti di questo scooter, è senza ombra di dubbio il sistema brevettato di accelerazione/decelerazione a recupero energetico. La manopola dell'acceleratore è, infatti, bi-direzionale: nell'uso tradizionale accelera, mentre, se spinto nella direzione opposta, attiva un sistema di frenata che decelera il maxi-scooter uniformemente come un freno motore. Il sistema sembra ostico, ma bastano pochi metri per diventarne perfettamente padroni ed il freno tradizionale diventa un lontano ricordo. In caso di mezzo fermo, ruotando in avanti la manopola, il Vectrix inserisce addirittura la retro. Il DAaRT si fa molto apprezza-


Prezzi: Impossibile credere che il prezzo di Vectrix possa essere in linea con quelli degli altri scooter. Solo per i contenuti tecnici e la particolarità del progetto ci si dovrebbero aspettare delle cifre ben più corpose. Invece no, anche se osservando il listino ci si potrebbe preoccupare. Il Vectrix costa 10.575 euro, contro i 7.800 circa di un parigrado 400 cc. Tanti, ma all'apparenza. Perchè l’azienda ha deciso di contribuire con un eco-incentivo aziendale di quasi 3.000 euro, in grado di abbattere il prezzo di acquisto immediato a soli 7.765,00 euro. Posizionando così il prezzo di acquisto del veicolo pari a quello di un maxiscooter, 400 cc a benzina. A questo va aggiunta, per chi ha un veicolo inquinante da rotta-

re in fase di curva, dove si può gestire appieno l'erogazione del motore elettrico anche in piena manovra senza incorrere in spiacevoli inconvenienti non escludibili con l'utilizzo dei freni tradizionali. Per gli amanti delle tradizioni però, Vectrix ha allestito il proprio scooter con un impianto frenante di tutto rispetto, composto da una coppia di pinze tutte orobiche della Brembo. PRESTAZIONI - Veniamo ora all'aspetto più diretto: le prestazioni. A dispetto di quello che si dice sui mezzi a due ruote elettrici, questo scooter offre un propulsore assolutamente di rispetto. Lo spunto al semaforo è molto buono, con un 0-50 km/h in soli 3.6 secondi, ma il meglio viene nell'allungo: Vectrix, dai 30 km/h in poi, sembra inserire il turbo, garantendo una notevole spinta anche in presenza di salite impegnative. Durante il test è stato possibile provare un percorso misto in salita e nel traffico cittadino, e Vectrix ha dimostrato una grinta sopra ogni aspettativa, coadiuvata da una ciclistica raffinata

mare, la possibilità di usufruire di un extra incentivo governativo alla rottamazione, che nel caso di Vectrix è di ulteriori 1.000 euro, portando così il prezzo di acquisto finale a soli 6.765,00 euro. Ora torniamo al nostro vecchio scooter, di prezzo medio, da 400 cc. Aggiungiamo al prezzo di vendita, la quantità di euro spesi in quattro anni d'ultilizzo per benzina, assicurazione, bollo e manutenzione ordinaria (tagliandi). Il risultato è di circa 13.800 euro, cifra superiore di un 30% a quella che si spenderebbe in quattro anni con un Vectrix in garage. Già, perchè sul Vectrix non si paga la tassa di circolazione per 5 anni, potendo circolare anche in autostrada e addirittura nelle zone a traffico limitato o col blocco del traffico totale. Il tutto senza benzina. Convinti? Per i più "testoni", ricordiamo che il pieno costa solo 0,40 centesimi. Insomma, il gioco vale la candela. Pardon, la batteria.

che ha consentito di sfruttarne al massimo tutte le doti. AUTONOMIA - Anche qui Vectrix non si smentisce. Grazie ad una sofisticata centralina di controllo del motore ed al pacco batterie di ultima generazione, lo scooter garantisce un'autonomia dai 55 agli 88 km, in funzione del regime di guida. Per dovere di cronaca dobbiamo ammettere che noi siamo rimasti in sella per più di due ore e senza risparmiarci in accelerazioni - soprattutto nel percorso in città - e, al termine del test, il nostro maxi-scooter aveva ancora più di metà carica. Ad ogni modo, per una ricarica completa sono Info: sufficienti 2 ore e 30 minuti, per una spesa Livio Cella complessiva di soli Via Borgo Palazzo 105, 0.40 euro. Avete capito Bergamo proprio bene. Tel. 035 247600 103


CHI, DOVE E PERCHE’ Foto di Simone Lorenzi e Studio Da Re

Idrotrade, 1000 ospiti per i suoi primi dieci anni Una distesa di ombrelli blu Idrotrade - Storm: è questa l'accoglienza preparata per gli oltre 1000 ospiti che, sfidando la pioggia, hanno voluto essere presenti e celebrare il decimo anniversario di fondazione di Idrotrade e di Storm. Sabato 17 maggio, nella fantastica cornice di Villa Castelbarco, a Vaprio d'Adda, Idrotrade SpA ha soffiato sulle candeline per i suoi primi dieci anni d'impegno, di sfide e di successi e ha voluto attorno a sé tutti coloro che ogni giorno costruiscono il successo dell'azienda e diffondono il marchio Storm: tutti i dipendenti, 3 main sponsor d'eccezione; 8 partner tra i più noti fornitori di prodotti idrotermosanitari; alcune tra le più importanti realtà distributive per il nord Italia del settore idrotermosanitario; i punti vendita Storm; tutti riuniti per celebrare l'importante traguardo raggiunto. L'anniversario è stato l'occasione per trasgredire dalla silenziosa operosità che da sempre contraddistingue l’azienda di Lallio, una serata unica per regalare al motore della società un momento speciale da consegnare ai posteri: l'evento ha infatti coinvolto tutti coloro che negli anni hanno costruito il successo di Idrotrade e del proprio marchio Storm: una vera e propria festa che ha visto la

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partecipazione di soci, partner e rivenditori, dipendenti e uomini Storm, accomunati da un gruppo leader nel settore idrotermosanitario e dalla piena condivisione di obiettivi e di valori, la forza aggregativa su cui è costruito il successo di Idrotrade. L'evento, organizzato da LTS, si è snodato attraverso le sale della Villa e negli spazi del parco. Il culmine della serata: la bolla luminosa sbocciata nel parco - una tensostruttura di 1000 mq completamente trasparente, che ha ospitato i partecipanti ed accolto i festeggiamenti plenari dell'azienda e lo spettacolo finale. A Paolo Clerici, presidente di Idrotrade, l'apertura della serata: ringraziamenti agli ospiti e parole per rilanciare ai presenti - veri protagonisti della serata - lo spirito e la forza che muove ogni giorno Idrotrade. Stefano Bonera (direttore generale) e Massimiliano Mason (responsabile commerciale) in rappresentanza dei dipendenti Idrotrade hanno voluto dedicare una parentesi allegra ed affetuosa a Rhual Donzelli - promotore, fondatore e già direttore generale di Idrotrade - per ringraziarlo dell’operato e della forte presenza all’interno dell’azienda. Ai comici di Zelig la chiusura esplosiva dei festeggiamenti.


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CHI, DOVE E PERCHE’ Foto di Simone Lorenzi

Nuova Seat Ibiza, da Autocorridoni festa caliente State pensando a una bella sportiva per l'estate? L'attesa è finita perché è stato tolto il velo alla nuova Ibiza, frontale accattivante e linee accentuate lungo le fiancate, che ricordano la Lamborghini. Il gioiello Seat appena presentato al Salone di Madrid si è messo in mostra nel week end del 7 - 8 giugno nel salone Autocorridoni con una festa caliente con

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tanto di openbar e clima da spiaggia. La vettura, giunta alla quarta generazione, c'è da giurarci, avrà lo stesso successo di vendite dei modelli precedenti, perché ad un prezzo contenuto, offre prestazioni e optional rari nel segmento B. Il Cancelliere Ferrer dei Promessi Sposi direbbe al suo cocchiere "adelante, Pedro, con juicio".


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CHI, DOVE E PERCHE’ Foto di Franco Pasinetti

Vela Party Summer, vento in poppa con Lario Bergauto La classica festa dello "Yacht club Bergamo", il vero party dei naviganti "dei Mille". Come di consueto accade all'inizio dell'estate, il 30 maggio scorso al Bobadilla Feeling Club di Dalmine, è andato in scena l'evento più atteso dai velisti bergamaschi. Una serata conviviale, allegra e spensierata, perfettamente presentata dal presidente del club - il Commodoro, tanto per essere chiari - Giovanni Campi. Un appuntamento sponsorizzato da Lario Bergauto, che per l'occasione ha messo in mostra l'ultimo gioiello della casa bavarese: la fiammante BMW X6. Ma non solo, l’evento è stato sponsorizzato anche

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dalle gioiellerie Torelli di Treviglio e Romano di Lombardia, che hanno presentato la linea di orologi Oracle della Girard Perregaux sponsor ufficiale della Oracle BMW. Un connubio vincente: vela, orologi e motori, per la gioia dei presenti. Nel corso della serata, con cena a buffet, sono stati tanti i colpi di scena: premiazioni ai soci, scherzi e gags, la presentazione delle prossime regate e - come vuole lo stile del "Boba" - musica e champagne a volontà. Il trait d'union dell'appuntamento? Ovviamente le onde del mare, schiuma bianca e azzurro cristallino. Proprio come i colori storici della BMW.


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CHI, DOVE E PERCHE’ Foto di Franco Pasinetti

Rotaract Treviglio e Lario Bergauto, fari puntati sulla Fondazione Grazia Focacci Rotaract Treviglio e BMW Lario Bergauto si sono ritrovati al Bobadilla Feeling Club di Dalmine, lo scorso 3 giugno, per realizzare una serata a favore della "Fondazione Grazia Focacci". Un incontro conviviale per raccontare l'esperienza di Matteo Tiberi, rotaractiano e presidente fondatore dell'associazione, che in questi anni di duro lavoro è riuscito a creare un reale supporto psicologico ai malati di cancro italiani. Un evento di primo livello, voluto, dal presidente Claudio Tadini, in cui Tiberi ha potuto illustrare i passi in avanti compiuti in questo percorso solidale, grazie anche alla raccolta fondi del Rotaract Italia. I 10 Distretti Rotaract Italiani, infatti, hanno scelto il Comitato "Grazia Focacci" come Service nazionale per l'anno 2006/2007, trasformandolo poi quest'anno in un programma ufficiale. "Il servizio ai pazienti e ai loro familiari rappresenta il cuore della nostra attività - ha commentato Tiberi nel corso dell'evento -. L'idea potrebbe sembrare banale: una linea telefonica in cui trovare un pizzico d'aiuto e di conforto. Non immaginate quanto, però, possa essere utile il sostegno morale per i malati e i loro familiari, una semplice parola può essere una grande iniezione di fiducia. E così abbiamo creato dal nulla una linea telefonica in cui i volontari della Fondazione si rendono disponibili per diventare dei veri tutor dei pazienti, sostenendoli moralmente e aiutandoli nell'iter burocratico ospedaliero. Un modo semplice per instaurare un legame con i malati, un rapporto duraturo nel tempo che spesso può salvare una vita". Nel corso della se114

rata, alla quale hanno fatto da cornice una BMW Serie 1 cabrio e una Mini Clubman all'esterno del locale, si è potuto così toccare con mano una realtà importante nel panorama della solidarietà italiana.


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CHI, DOVE E PERCHE’ Foto di Laura Pietra e Studio Da Re

LTS - la nuova frontiera dell'Incentive e della comunicazione

La LTS intende lasciare un'impronta sul territorio e lo fa già a partire dalla location suggestiva che ha scelto: l'incantevole Chiostro di San Francesco, in Piazza Mercato del Fieno, palcoscenico privilegiato che proprio in questi giorni ospita la mostra "Per Filo e Per Segni", di cui LTS è sponsor. Giovedì 5 giugno LTS, in collaborazione con i suoi partner Informa e Start Up, ha infatti inaugurato una nuova stagione per l'incentive, presentando la struttura e lo staff ai clienti e agli ospiti della serata. Successo scontato per l'incentive house & DMC che cura l'organizzazione di viaggi incentive, meeting e congressi e special events aziendali. A muovere LTS ci sono competence, passion and enthusiasm - elementi che sono diventati il suo marchio di fab116

brica. Inoltre la stretta partnership con l'agenzia di comunicazione Informa, che ha studiato la campagna nazionale, e la società di formazione e consulenza Start Up le consente di proporre soluzioni complete anche sotto il profilo comunicativo e motivazionale. Un'atmosfera piacevole, un buffet studiato nei colori istituzionali - segno distintivo di chi ama curare i particolari e i dettagli che fanno la differenza - i chiostri di San Francesco che hanno fatto da cornice ad un evento griffato LTS, all'insegna della creatività: nessuno si è lasciato sfuggire l'occasione di visitare il chiostro, cogliere le testimonianze di un'arte che il museo storico di Bergamo ha salvato e salvaguardato e di trascorrere una serata davvero special.


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CHI, DOVE E PERCHE’ Foto di Laura Pietra

Nuova Passat CC, cocktail d'eleganza e sportività Cocktail di eleganza e sportività per la presentazione della nuova "Passat CC", vettura da record di casa Volkswagen che, per l'intelligente mix di charme e tecnologia, design e stile, creatività e ricercatezza, ha tutte le caratteristiche per tracciare un percorso nuovo nell'universo delle vetture più all'avanguardia. A celebrare i suoi plus, che parlano tutti la lingua dell'esclusività, ci ha pensato Bonaldi Motori con la sempre raffinata ospitalità della padrona di casa, Simona Bonaldi. Gli spazi di via V Alpini - giovedì 19 giugno - si sono trasformati in un'oasi "taste good" serale, dove postazioni cocktail e drink sono state allestite per assaporare idealmente i caratteri che contribuiranno a fare della vettura "made in" Volkswagen un sicuro successo di stile. Il connubio ideale tra bollicine e "Passat CC" è stato affidato a "Bellini, Rossini e Champagne" per dar sapore al naturale fascino e alla ricercata eleganza della vettura, "Alexander, Manhattan e Sidecar" per rappresentarne il temperamento sportivo e "Mojito, Cuba Libre e Gin Fizz" per svelarne l'aspetto più glam, sospeso tra moda e tendenza. Protagonista indiscusso della drinking 118


night ad alto tasso di sportivitĂ e musica, assicurata da parentesi dj set, la nuova "Passat CC" non ha potuto non sedurre i presenti, grazie ai suoi dettagli di esclusivitĂ  tutti di serie - cerchi in lega da 17'', sedili individuali posteriori e pneumatici autosigillanti - le soluzioni tecnologiche di estremo impatto - vasta gamma di motori (da 140 a 300 CV), sistemi innovativi per la dinamica e l'assistenza alla guida come, per la prima volta al mondo in questa categoria, il sistema "Lane Assist" e il sistema di regolazione elettronica del telaio DCC - e il design di forte personalitĂ . Ad evidenziare il "carattere" di questa sportiva elegante dagli interni iper spaziosi, ci pensano poi anche la possente calandra a V frontale e l'armonica fluiditĂ  delle linee e dei volumi.

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CHI, DOVE E PERCHE’ Foto di Laura Pietra

L'evento degli E.20 Il gioco di parole in questo caso è d'obbligo, perché l'inaugurazione della nuova sede della E.20 è stato un evento nel vero senso della parola. Giovedì 5 giugno, Elisabetta Lanfranchi e Andrea Amighetti hanno salutato oltre 400 ospiti nella nuova sede di Alzano Lombardo, in via Meer. Veri e propri maestri nell'organizzare eventi, cresciuti professionalmente come ideatori e creatori di momenti capaci di coinvolgere imprese, enti e cittadini, oggi non solo hanno allargato gli spazi ma anche il loro raggio d'azione. Infatti, si sono perfezionati a tal punto da diventare veri e propri cultori dell'immagine in tutte le sue forme e ora sono in grado di curare ogni aspetto dell'immagine di qualsiasi azienda: dalla partecipazione a fiere ed esposizioni all'elaborazione di presentazioni e siti internet, da campagne pubblicitarie a progetti di marketing specifici con iniziative originali, inedi-

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te, creative ed efficaci. Ma torniamo all'inaugurazione, le sfide hanno bisogno di capitani coraggiosi e la E.20 dimostra di aver già le idee chiare su quale sarà il futuro, firmando una serata rigorosamente d'autore. La sede, per una volta, si è trasformata in una grande piazza delle meraviglie. A solleticare i cinque sensi ci hanno pensato le canzoni di Ridha, che vanta un'esperienza internazionale, Emanuel Briccoli cantante ed Elena Bertocchi, soprano dalle inconfondibili performance vocali. Gli occhi sono stati deliziati dalla ricerca artistica di Andrea del Monte, dall’esposizione della nuova Audi A4 di Bonaldi Motori e dalle poltrone di design di Zenucchi Arredamento. Non poteva mancare l'angolo fashion animato dall'abbigliamento e dagli accessori di Camelia Boutique, per chiudere con l'angolo drink&food della San Lucio Events.


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CHI, DOVE E PERCHE’ Foto Tommaso Brigatti

Bucolicamente Autotorino, fra 4x4 e cavalli di razza

Bucolico e silvestre, culinario ed enogastromico, sportivo e per alcuni versi, insolito, è l'appuntamento che ha regalato Autotorino, nei giorni del 17 e 18 maggio in provincia di Sondrio, a tutti i suoi ospiti. In una delle aree più affascinanti dell'arco alpino sorge infatti l'azienda agrituristica - La Fiorida - che gode di un panorama mozzafiato, una delle posizioni più invidiate della Bassa Valtellina. La struttura di sasso e in legno, secondo i canoni d'ospitalità della montagna ha messo a dura prova il girovita di tutti gli ospiti, stuzzicando i loro palati con rendez-vous gustosi. Tutte le materie prime utilizzate in cucina sono prodotte in loco. Dall'allevamento delle vacche da latte, sono ricavati i prodotti caseari della tradizione Valtellinese a denominazione d'origine protetta e dai maiali i salumi d'alta qualità. I più curiosi hanno conosciuto le tecniche più artigianali della trasformazione casearia, del124

la macellazione e della lavorazione delle carni che avviene direttamente in azienda. La prima, grazie ad un'ampia vetrata sul caseificio, è osservabile direttamente dai visitatori. A nessuno è sfuggito l'indirizzo produttivo dell'Azienda, rivolto all'allevamento di bovini, in particolare della razza Brown Swiss, suini, caprini, cavalli. Ai cavalli presenti nell'agriturismo hanno fatto da contraltare i cavalli nascosti nei motori delle vetture Subaru. Ospiti della concessionaria Autotorino, sono stati alcuni piloti che hanno impartito lezioni teoriche e pratiche di guida fuoristrada a chi, quotidianamente, è al volante di utilitarie e berline, per insegnare come riuscire a sfruttare un veicolo 4x4 come la nuova Forester con totale padronanza, trasmettendo i segreti necessari per condurlo su qualsiasi terreno, dalle mulattiere alle più comuni strade sterrate e non solo.


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CHI, DOVE E PERCHE’ Foto di Laura Pietra

Rotary Club, alla Cassa Rurale di Treviglio la consegna di sette Paul Harris Fellow

Una serata vivace, tra allegria e impegno, quella che è andata in scena il 28 maggio scorso nella cornice dell'auditorium della Cassa Rurale di Treviglio. Il Rotary Club Treviglio e Pianura Bergamasca ha deciso di conferire la massima onorificenza rotariana - Paul Harris Fallow - a 7 storiche istituzioni di Bergamo, Treviglio e Bassa bergamasca. Ha reso omaggio, anche, ad alcuni cittadini benemeriti e personaggi di spessore che, ognuno nel suo campo, si sono distinti. La Paul Harris Fellow è il riconoscimento, del tutto simbolico, che il Rotary Club riserva a personalità che si sono segnalate per la qualità e per lo spirito di servizio dimostrati in favore della comunità. "E' stata una bella serata - ha affermato il presidente del Rotary Club Treviglio e Pianura Bergamasca Marco Carminati - nel corso della quale sono stati premiati personaggi e istituzioni di grande livello, che conferiscono prestigio alla città di Bergamo e Treviglio". Le istituzioni, presenti da 126

lungo tempo sul territorio, meritevoli di questo riconoscimento e premiate con una targa per il loro impegno sociale e comunitario sono state sette: il Collegio degli Angeli di Treviglio e la scuola materna Carcano per 170 anni d'infaticabile attività; l'istituto salesiano di Treviglio per i suoi 116 anni, la Cassa Rurale per i suoi 115 anni, il Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa italiana e la San Vincenzo de Paoli per i loro 100 anni e infine per gli 80 anni dell’ impegno profuso in tante attività rivolte alla propria comunità gli Alpini della Sezione di Treviglio. La giornata si è conclusa in un ristorante locale dove Marco Carminati ha consegnato altri riconoscimenti. Una Paul Harris Fellow per Graziano Bellagente per il suo impegno umanitario e sociale nella ex Jugoslavia e 2 riconoscimenti a persone che si sono distinte nelle loro attività professionale: Silvio Rozzoni per la sua impresa commerciale e Gianni Subati per le sue imprese in campo sportivo.


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CHI, DOVE E PERCHE’ Foto di Laura Pietra

Lodauto, all'Albenza in scena il Mercedes Trophy

Continua il connubio all'insegna dell'eleganza e del prestigio tra il golf, sport delle grandi distese verdi, e un marchio automobilistico e industriale, sinonimo di classe e di ricercatezza, la Mercedes. Domenica 22 giugno, lo splendido scenario del Golf Club Bergamo L'Albenza - è stato protagonista di una tappa del tradizionale e avvincente circuito nazionale di golf "Mercedes Trophy", organizzato dalla Mercedes-Benz Italia. Dalle 8 del mattino i giocatori si sono ritrovati sui prati, misurandosi su un percorso con formula 18 buche stableford, hcp, 2 categorie. Tra una buca e un'altra, gli amanti del green hanno potuto ammirare alcune 128

vetture della stella a tre punte: la Mercedes serie C station-wagon, la Mercedes serie "R" e la Mercedes spider SLK, che per l'occasione Adam Lodovici, patron di Lodauto, ha presentato in un bellissimo color bianco pastello. Le classifiche finali hanno visto il successo di Alberto Masserini con 43 punti nel 1 ° CATEGORIA, nel 2 ° CATEGORIA ha avuto la meglio Paola Bianchi Cassina, mentre Primo Lady è stata Lella Roncari, Primo senior Paola Giordani e Primo netto cliente MercedesBenz è stato Fabrizio Crippa. Un appuntamento ambito per gli amanti della classe, all'insegna delle quattro ruote e della mondanità.


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MERCEDES TROPHY-LODAUTO Domenica 22 giugno 2008 Formula di gioco: 18 BUCHE STABLEFORD – HCP –2 CATEGORIE 1° Categoria 1° Netto: 1° Lordo: 2° Netto: 3° Netto:

Masserini Alberto Giazzi Luca Vitali Gerardo Ripamonti Federico

43 36 41 41

2° Categoria 1° Netto: 2° Netto: 3° Netto:

Bianchi Cassina Paola Luzzana Rodolfo Bruzzi Achille

41 41 40

1° Lady: Roncari Lella 1° Senior: Giordani Paola 1° Netto cliente Mercedes-Benz: Crippa Fabrizio

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Bergamo Economia 11  

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