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CREBERG: DIVIDENDO ANCHE PER IL 2010

Buone notizie da Cesare Zonca, presidente del Credito Bergamasco, prima della chiusura di bilancio. Il 1 giugno l’istituto festeggerà 120 anni “PARADOSSO MONTI”: LA CRISI RAFFORZA L’EURO

E’ il pensiero di Mario Monti al convegno della Fondazione Italcementi Barroso in un video intervento: "Serve più coordinamento per l'Unione" PARLAMENTARI OROBICI: LABORIOSI O SFATICATI?

Sanga il più presente, male Pirovano: il suo indice è sotto la media In internet ci sono assenze e presenze dei nostri politici. E si possono “adottare”

Rivista mensile - Ogni primo venerdì del mese in edicola al prezzo di 4,00 euro. Poste Italiane S.p.A. Sped. in abb. post. 70% DCB Bergamo. In caso di mancato recapito restituire al mittente.

Regione Lombardia e Alluminio Alexia: uno sguardo al futuro

L’assessore all’industria e vice governatore della Lombardia Andrea Gibelli, visita le Trafilerie Alluminio Alexia, fiore all’occhiello del Gruppo Agnelli Industries

FEBBRAIO 2011 - anno 5 - numero Economia, attualità, costume e stile

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L’editoriale Febbraio 2011

Lombardia e competitività delle PMI: la politica nazionale deve essere più concreta DI LUCA T. BILOTTA

a ripresa economica passerà dalle PMI". Quante volte abbiamo sentito queste parole pronunciate dai politici italiani con al contempo grande speranza e poca certezza. Bene, questo mese di febbraio, Bergamo Economia, ha avuto il piacere d'incontrare il vice governatore della Regione Lombardia e assessore all'Industria e Artigianato, Andrea Gibelli. Proprio lui con l' "Assessorato itinerante" è stato il portavoce principale del PMI pensiero cercando di sostenere spiritualmente le

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Paolo Agnelli e Andrea Gibelli

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piccole e medie aziende italiane con parole forti e tentativi di coesione. Il mese scorso, nella visita alle "Trafilerie Alluminio Alexia Spa" di Gordona, del gruppo centenario Agnelli Industries, lo stesso Gibelli ha avuto modo di spiegare nuovamente i punti focali del piano di ripresa industriale ed economica che la Regione Lombardia sta mettendo in atto a favore delle stesse PMI. Garanzie forti e chiare, quelle date dal vice governatore, al fine di mettere in campo tutti gli strumenti possibili a sostegno delle piccole e medie imprese, su cui si basa l'economia del nostro Paese e soprattutto della Lombardia. arole nobili che, per adesso, rimangono ferme nei taccuini dei giornalisti presenti all'evento. Il tasso d'immobilismo politico, non ce ne voglia Gibelli (non è un attacco a lui, bensì uno spunto), è purtroppo ancora elevato. Certamente le visite guidate nelle industrie lombarde sono un bel gesto. Dimostrano la vicinanza della politica a chi, con il sudore della fronte, lavora giorno dopo giorno per far crescere la propria azienda e l'economia del proprio paese. Ma non basta. E' necessario, infatti, che il mondo politico si faccia carico delle richieste specifiche fatte dagli imprenditori, di chi sta in trincea. Non dobbiamo dimenticarci che siamo il secondo paese manifatturiero europeo dopo la Germania e che il nostro tasso d'imprenditorialità è tre volte superiore alla media europea. Ma soprattutto che la stragrande maggioranza di queste società sono a carattere familiare, con meno di 100 dipendenti. Questi numeri rappresentano un grande vanto per l'Italia, ma anche una grossa responsabilità per i nostri politici. Non possono restare immobili.

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el resto il "familismo" nell'impresa - così viene definito normalmente in senso dispregiativo ci ha salvato. Ha aiutato il Paese tenendo alta

la produzione. Ora è il momento che la politica restituisca il favore. Si devono necessariamente, e non solo a parole, stabilire dei criteri di ripartizione delle risorse economiche, cercando di destinare il 50 per cento delle stesse risorse alle PMI. Non è possibile - come ha commentato Paolo Agnelli (presidente di Apindustria Bergamo e Confapindustria Lombardia) nell'incontro con Gibelli - che le aziende italiane debbano pagare dazio in competitività per via degli elevati costi di manodopera, della burocrazia statale e soprattutto dell'energia. E proprio in queste situazioni che la politica deve intervenire, altrimenti "è come giocare a calcio - ha sintetizzato sempre Agnelli - con le stesse regole, ma con una squadra che corre con una gamba legata". Un esempio, diciamo, ben chiaro. Una richiesta esplicita alla politica italiana. er fortuna ci sono politici attivi come Gibelli, che stanno cercando di tracciare una nuova linea d'azione. E in questo, dobbiamo essere sinceri, il vice governatore della Regione è stato uno dei pochi ad essere così chiaro. Uno dei punti focali della sua personale battaglia è da sempre oltre alla competitività con l'estero delle PMI lombarde, anche la "guerra fratricida" che avviene all'interno dei nostri confini. Per essere competitivi le Regioni a Statuto ordinario non possono essere costantemente minacciate dalla concorrenza di quelle a Statuto speciale. Ma la voce del vice presidente della Lombardia non deve restare isolata, bensì seguita ed assecondata dai colleghi di Roma. Non deve ridursi ad una mera questione politica, in questo caso stiamo parlando di sostenere le esigenze primarie delle PMI italiane, per poter continuare a sognare un'industria all'avanguardia in Italia. Altrimenti, oltre che "giocare a calcio con una gamba legata", il rischio è quello di ritrovarsi prima del 90esimo minuto, con un bel cartellino rosso davanti ai propri occhi.

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IL CAPOREDATTORE

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Via Bolgare, 1, 24060 Carobbio Degli Angeli (BG) Tel. 035/778011 www.calonitrasporti.com


Sommario Febbraio 2011

Bergamo Economia Rivista mensile di economia, attualità, costume e stile (Registrazione al Tribunale di Bergamo nr. 22 del 02/08/2007) Società editrice: Speb S.r.l. Via San Giorgio 6/n 24122 Bergamo Presidente: Marino Lazzarini

REDAZIONE: Direttore responsabile: Paolo Agnelli Curatori del progetto: Cristiano Agnelli e Luigi Berlusconi Caporedattore: Luca T. Bilotta Mail: bilotta@bergamoeconomia.it

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Redattore: Livio Casanova Mail: casanova@bergamoeconomia.it Fotoreporter: Giorgio Chiesa Mail: chiesa@bergamoeconomia.it

ECONOMIA & BUSINESS

Collaboratori: Carlo Di Gregorio Consulenti: Marco Amorese, Laura Adele Feltri, Barbara e Cristina Putortì Art: Francesco Legramanti Mail: grafici@bergamoeconomia.it

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Gibelli applaude Agnelli: "Una passione vincente"

Fotografi: Loris Sambinelli e Franco Pasinetti

PUBBLICITA’:

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Concessionaria pubblicità nazionale: A. Manzoni & C. S.p.A., via Nervesa, 21 Milano. Tel. 02 57494211

26

Stampatore: Quadrifolio S.p.a. 24052 Azzano San Paolo (Bg) - Via Emilia, 17 Tel. 035 330100

Abbonamenti: 035 678838 Costo abbonamento: 40 euro per 11 mesi

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Borsa&Azioni Piazza Affari: i fratelli Rocca sono i più ricchi d'Italia

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"Scorie" Nucleare: spot bipartisan Chi lo paga un po' meno

Concessionaria pubblicità locale: Speb S.r.l., Via San Giorgio, 6/n - 24122 Bergamo

INFO:

“La svolta” Rivoluzione Marchionne

Tel. 035 678812 Agenti: Antonio Milanesi, Sergio Saresini, Renato Ardizzone, Jarno Sambinelli e Antonio Mandato Mail: info@bergamoeconomia.it

Copertina

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"Prezzaccio" Gruppi di acquisto PMI, acquistando insieme si fa l'affare


www.bergamoeconomia.it 38

“Dea bendata” Click day: il contributo al dito più veloce del west

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Fisco Tasse e tributi: i bergamaschi ricevono meno di quel che pagano

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Parola all’associazione Fai Bergamo: da 40 anni sempre sulla buona strada

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Nuove frontiere

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Mezzo miliardo di euro investiti: ecco il nuovo ospedale

RUBRICHE & EVENTI AZIENDE 84

Antiquariato "Bergamo Antiquaria", in scena i preziosi senza tempo

Artigianato "Acerbis Marino", il falegname che mira il sole

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Trazione integrale La nuova BMW X3 guida le meraviglie dell'xDrive

Sport&Benessere "Planet Sport" il nuovo polo del fitness

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La novità Lexus CT 200h: l'ibrida piccola e di lusso

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Provata per voi 500c Abarth, open air da cardiopalma

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In esclusiva V-Rod Muscle VRSCF 2011, l'Harley più cattiva di sempre

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Chi, dove e perché Foto e curiosità

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Notizie in breve Da 2.68 a 3.15 euro al kg 20.18 euro Si tratta di pane. E' il rincaro annuale che dimostra come le famiglie orobiche pagano molto di più il pane oggi rispetto ad un anno fa. Considerando 178 chili di consumo annuo di una famiglia tipo, alla fine dei 12 mesi, c'è una differenza di 30 euro

E' il prezzo medio, a Bergamo, di 1 kg di prosciutto cotto. A Bergamo viene 20.18euro al kg mentre a Brescia ben 24.57 euro al kg. Su 14 kg acquistati annualmente la differenza dello scontrino, a fine anno, ammonta a 54 euro

"Best boat"

L'iniziativa

Aquariva Gucci vince il "Wallpaper Design Award" La rinomata rivista inglese Wallpaper ha premiato a Londra,

presso The Edison - il nuovo spazio ridisegnato da David Adjaye - le migliori "creazioni" dell'anno appena trascorso: gli oggetti, gli edifici, gli spazi, le città che hanno eccelso per innovazione e qualità contri-

buendo a migliorare in tanti modi la nostra vita. Tra le icone italiane premiate spicca l'esclusivo yacht Aquariva Gucci, frutto della collaborazione unica tra due dei più rinomati atelier di design italiano, Riva e Gucci, e di Officina Italiana Design, lo studio di design a cui Riva si affida da più di vent'anni e che ha creato l'originale Aquariva nel 2000. L'Aquariva Gucci è stato infatti selezionato tra le migliori creazioni che hanno fatto tendenza nel 2010 secondo la prestigiosa rivista inglese, guadagnando il primo premio nella categoria "Best Boat". Il nuovo modello di yacht Riva personalizzato da Frida

Giannini, Direttore Creativo di Gucci, presentato in anteprima mondiale lo scorso settembre al Salone Nautico Internazionale di Cannes e in Italia in occasione della Settimana della Moda a Milano, celebra l'era della Dolce Vita, in cui gioia di vivere, glamour ed eleganza definivano un modo d'essere, uno stile di vita. Nell'Aquariva Gucci tradizione e innovazione si sono combinate per

creare una vera e propria gemma del mare, espressione dell'eleganza puramente italiana che riflette abilità artigianali, attenzione al dettaglio e l'uso dei materiali più sofisticati. Tutto questo ha portato il nuovo yacht Riva al prestigio di cui gode a livello mondiale, celebrato tra le "eccellenze" dell'anno appena trascorso e destinato a divenire un'icona internazionale di stile. 10

Tre borse di studio con il concorso QCOM "INTERNET E...IL FUTURO IN RETE" è il concorso rivolto agli studenti delle classi quinte degli Istituti Tecnici Superiori con indirizzo informaticotelecomunicazioni ed economicoaziendale delle province di Bergamo e Brescia. "Lavorare sul territorio. Per il futuro" è il cuore del progetto e rappresenta quindi un'opportunità per tutti i giovani del territorio che vogliono dare spazio a nuove idee attraverso un concorso che premia - con una borsa di studio ed un periodo formativo in azienda - le proposte concrete e mirate a far crescere l'offerta di servizi internet e telefonia. Le iscrizioni sono aperte sino al 28 febbraio 2011. Gli studenti hanno tempo fino al 30 aprile 2011 per inviare i loro elaborati. Una commissione composta tra gli altri da rappresentanti di Confindustria e degli Uffici Scolastici Provinciali di Brescia e Bergamo valuterà i lavori pervenuti. Entro il 15 maggio 2011 i dirigenti degli istituti scolastici saranno informati sui nominativi dei vincitori. Non vinceranno solo gli studenti, ma sarà destinato un riconoscimento anche alla scuola che ha accompagnato il vincitore nel suo percorso di formazione. Tutte le informazioni sono online su www.qcom.it/borsedistudio.html.

Aurelio Bertocchi AD Qcom


ECONOMIA&BUSINESS

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Rivoluzione Marchionne “LA SVOLTA”

La lezione di Mirafiori: solo la flessibilità consente alle imprese, soprattutto di taglia media e grande, di sopravvivere in un'epoca dove la competizione ed i mercati sono globali. La firma di accordi che derogano il contratto nazionale non verrà più visto come un fatto eccezionale ma può diventare prassi consolidata

"si" hanno vinto con il 54.1%, i no si sono fermati al 45.9%. Si chiude così il referendum dei lavoratori della Fiat di Mirafiori sull'accordo firmato da tutti i sindacati all'infuori della Fiom. Ma il giudizio finale suggerirebbe di aggiungere al "si" anche la parola "cambia", per cui si cambia, si volta pagina, si imbocca un'altra strada. Non è così perché per alcuni anche il si di Mirafiori è un mezzo si, non un no magari ma un "ni". Senza entrare nel dettaglio di una cronaca di cui si è già tanto scritto e dell'accordo, dalle parti in causa il referendum è giudicato in maniera diametralmente opposta. La Fiom Cgil, irremovibilmente contraria all'accordo, sottolinea il fatto che "per Marchionne è stata una bocciatura politica" visto che la vittoria del "si" è stata possibile solo grazie al voto favorevole di impiegati e tecnici perché, sempre stando al sindacato, se fosse dipeso solo dagli operai l'accordo non sarebbe passato. La conclusione della Fiom: l'accordo va ridiscusso in quanto "autoritario", "incostituzionale" e frutto di un "ricatto". Ma due conti bisogna farli con la storia, con la cronaca recente. Come ai lavoratori anche alla Fiom è stata data la possibilità di cogliere questa occasione ma la scelta è stata quella di girarsi dall'altra parte e pronunciare anatemi o bollare come infamanti tutti gli altri. E poi la decisione di

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imboccare via d'uscite fantasiose come ricorrere alla magistratura. Un appunto: il fatto che un sindacato, che non

raia, decida di ricorrere alla via giudiziaria e non prenda atto della volontà dei lavoratori è, per lo meno, schizofrenico.

Torino, lo stabilimento Fiat Mirafiori

manca occasione per rivendicare il fatto di essere espressione della classe ope-

Dopo l'esito di Mirafiori il commento di Marchionne è stato "svolta storica".

Positivo il giudizio di tutti gli altri sindacati, i quali unitamente ai politici, pochi di sinistra, alcuni di centro e tanti di destra mettono (giustamente) l'accento sulle "ragioni del lavoro", sugli investimenti previsti e le ricadute occupazionali, sia per l'indotto (circa 30 mila posti solo a Torino e in Piemonte) sia per il futuro dei giovani. Forse ha prevalso la ragione, meglio, la ragionevolezza contro i ripetuti tentativi di buttarla in politica, una politica di basso profilo, e di stiracchiare fino a trasformare quello che è un conflitto sindacale, se pur emblematico e dai toni duri, in uno scontro al o.k. corral sulle sorti del paese, sulla libertà e la democrazia. Il vero nocciolo della questione è che i tempi stanno cambiando e di questo bisogna prenderne atto. Né incostituzionale, né autoritario, il nuovo contratto è

Le nuove regole del Lingotto PAUSE Dal 4 aprile 2011, 3 pause di 10 minuti ciascuna (oggi sono due di 15 e una di 10). I 10 minuti di incremento dell’orario di lavoro verranno pagati con un incremento di 0,1877 euro lordi per ora lavorata (45 euro lordi circa al mese che non vengono utilizzati nel calcolo Tfr). MENSA La mezz’ora di pausa mensa rimane per ora all’interno del turno. Si discuterà della sua collocazione a fine turno con la nascita della joint venture Fiat-Chrysler. ASSENZE PER MALATTIA Una commisione paritetica Fiat-sindacati valuterà l’assenteismo: a) se supera il 6% a luglio 2011 non viene pagato il primo giorno di malattia a chi si assenta per malattie di durata non superiore ai 5 giorni nei giorni che precedono

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o seguono festività o ferie o giorno di riposo e che lo abbia fatto per altre due volte nei 12 mesi presedenti. b) se supera il 4% a gennaio 2012 e il 3,5% negli anni sucessivi non vengono pagati i primi due giorni di malattia a chi si trova nelle condizioni del punto “a”. Sono esclusi “i lavoratori sottoposti a emodialisi o affeti dal morbo di Cooley da neoplasie, da epatite B o C o da gravi malattie cardiocircolatorie, da Tbc o da gravi patologie che richiedono terapie salvavita”. CIG Dal 14 febbraio 2011 tutti i 5.500 dipendenti di Mirafiori Carrozzerie sono in cassa straordinaria per un anno. Verranno richiamati al lavoro a seconda della richiesta del mercato

c) 3 turni di 8 ore al giorno per 6 giorni d) 2 turni di 10 ore al giorno. L’azienda comunica ai sindacati il passaggioda un sistema all’altro con 15 giorni di anticipo STRAORDINARIO L’azienda può costringere i dipendenti a effettuare fino a 120 ore all’anno di straordinaio senza contrattare con i sindacati si possono aggiungere altre 80 ore. Questo comporta aumenti fino a 3.700 euro lordi all’anno. SCIOPERO “Il mancato rispetto degli impegni assunti dalle organizzazioni sindacali con il presente accordo; ovvero comportamenti idonei a rendere inesigibili le condizioni concordate per la realizzazione del piano liberano l’Azienda dagli obblighi in materia di contributi sindacali e permessi retribuiti”.

Orario (4 tipi di orario) a) 2 turni di 8 ore al giorno per 5 giorni b) 3 turni di 8 ore al giorno per 5 giorni

La violazione di questa clausola “da parte del singolo lavoratore costituisce infrazione disciplinare”


semplicemente più puntuale. Che non sia incostituzionale non siamo noi a dirlo, lo dicono il giuslavorista e parlamentare del Pd Pietro Ichino, il giuslavorista bergamasco erede di Marco Biagi Michele Tiraboschi, l'ex ministro del Lavoro del governo Prodi Tiziano Treu, Sergio Chiamparino attuale sindaco di Torino e il prossimo candidato sindaco, sempre del Pd, Piero Fassino. Anche tutti gli altri sindacalisti lo dicono tranne quelli della Fiom. Il nuovo accordo rompe a Torino un passato fatto di scioperi selvaggi e con un tasso di assenteismo insostenibile per qualsiasi azienda che voglia, almeno, provare a competere. Nessuno vuole sindacare sul fatto che i lavoratori vadano difesi da abusi e da soprusi ma non è possibile dichiarare sciopero per rimanere a casa a vedere la partita di calcio. Pomigliano docet. Perché una grande industria, come

la Fiat, o riesce a misurarsi con le altre sei sette case automobilistiche mondiali o non c'è altra soluzione che chiudere.

Torino stabilimento Mirafiori, catena di produzione Fiat

Magari non subito e con un lento declino ma il destino è segnato. Fuor di metafora un'accordo come quello della Fiat signifi-

ca investimenti per creare occupazione, produttività per garantire il volume e la qualità dei prodotti sul mercato, lavoro ora e per il futuro e aumenti salariali. Fuor di metafora il recupero di produttività e di competitività è un'esigenza che non riguarda solo la Fiat ma tutto il sistema produttivo nazionale perchè sulla qualità delle prestazioni e sulle competenze delle risorse si gioca il tanto auspicato rilancio industriale. E non può non comprendere, anche e soprattutto, nuove relazioni sindacali. Al centro, il lavoro, il suo valore e la partecipazione (anche tramite un democratico referendum) alle decisioni strategiche dell'imprese. Il referendum di Mirafiori è un punto di partenza da cui debbono discendere azioni conseguenti per tutti, non solo per la Fiat. Perché senza lavoro non ci sono diritti e ognuno ha diritto di lavorare. Anche il 54.1%.

LE REAZIONI lavoratori di Mirafiori "hanno scelto di prendere in mano il loro destino, di assumersi la responsabilità di compiere una svolta storica e di diventare gli artefici di qualcosa di nuovo e di importante". Sono le parole con cui l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, commenta la vittoria del sì al referendum su Mirafiori. "Siamo lieti che la maggioranza dei lavoratori di Mirafiori abbia compreso l'impegno della Fiat per trasformare l'impianto in una fabbrica di livello internazionale - dice Marchionne - Siamo lieti perché con il loro voto hanno dimostrato di avere fiducia in sé stessi e nel loro futuro". In un Paese come l'Italia, che "è sempre stato legato al passato e restio al cambiamento, e il referendum di ieri in parte lo ha dimostrato", osserva l'amministratore delegato, "la scelta di chi ha votato sì è stata lungimirante". Rappresenta "la voglia di fare che si oppone alla rasse-

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gnazione del declino". Rappresenta "il coraggio di compiere un passo avanti contro l'immobilismo di chi parla soltanto o aspetta che le cose succedano". "La maggior parte delle nostre persone non si sono fatte condizionare dalle tante accuse che ci sono piovute addosso, dagli attacchi che sono stati fatti in modo strumentale sulla loro pelle, ma hanno scelto di stare dalla parte di chi si impegna, di chi intende mettere le proprie qualità e la propria passione per fare la differenza", insiste Marchionne. Questa "è la migliore risposta alle bugie e alle esasperazioni degli ultimi mesi". "Le critiche che abbiamo ricevuto - rimarca - sono state ingiuste e spesso frustranti". "Mi auguro che le persone che hanno votato no aggiunge - messe da parte le ideologie e i preconcetti, prendano coscienza dell'importanza dell'accordo che salvaguarda le prospettive di tutti i lavoratori". Nel sollecitare un clima di serenità

dopo l'esito positivo al referendum, il presidente della Fiat John Elkann ribadisce il sostegno della sua famiglia al

John Elkann

piano Marchionne. "Ora bisogna archiviare le polemiche e le contrapposizioni, affrontando le sfide che abbiamo davanti in modo costruttivo. Per parte mia afferma in una nota - ribadisco il pieno e 15


convinto sostegno della mia famiglia". Elkann esprime poi gratitudine nei confronti dei lavoratori che hanno votato sì: "Sono grato a chi ha avuto fiducia nel futuro e nella Fiat: la loro scelta apre nuove prospettive per tutte le donne e gli uomini che lavorano in fabbrica a Mirafiori". Il commento a caldo alle dichiarazioni di John Elkann e Sergio Marchionne arriva dal responsabile nazionale auto della Fiom, Giorgio Airaudo. "Abbiamo fatto bene a dichiarare lo sciopero generale del 28. Continueremo a provare a convincerci reciprocamente" dice Airaudo. "Marchionne ha vinto con i suoi uomini, noi con gli operai, quelli che lui vuole fare lavorare di più e con meno diritti" sottolinea. "Siamo sorpresi di quel 46% che ha votato no - rivela - avevamo capito che emotivamente gli operai erano favorevoli ma non pensavamo che questo si traducesse in un voto. Quel 46% è un voto molto impegnativo, lo è per noi ma credo dovrebbe esserlo anche per l'impresa perché c'è una maggioranza determinata sia all'interno dagli impiegati sia all'interno

delle carrozzerie. Non sono colletti bianchi ma strutture gerarchiche, 300 capi e 40 uomini del personale. Si potrebbe, quindi, dire che Marchionne ha salvato il suo accordo con i suoi uomini". E il leader della Fiom, Maurizio Landini, si rivolge direttamente a Marchionne: "Sarebbe ora un atto di saggezza da parte di Fiat riaprire una trattativa vera perché fabbriche senza il consenso di quei lavoratori non funzionano". Il Lingotto, ammonisce Landini, "sa benissimo che quel referendum, che noi non riconosciamo, è un ricatto. Lo sa meglio di noi. E allora invece di mettere la testa dentro la sabbia dovrebbe fare i conti con questa realtà". Quanto al voto di Mirafiori, per Landini si è trattato di ''un risultato assolutamente inaspettato, straordinario ed eccezionale. Ed ora dovrebbero preoccuparsi quei sindacati confederali che sbagliando hanno accettato di firmare un accordo che rischia di cambiare la loro natura". Confindustria valuta invece in modo positivo la vittoria del sì al referendum. Emma Marcegaglia, dice che "in demo-

crazia vale la maggioranza": a Mirafiori hanno vinto i sì ed "è comunque un dato

Emma Marcegaglia

positivo. Con questo risultato, l'Italia può continuare ad avere una industria dell'auto forte e competitiva a livello globale. L'azienda ha ora tutte le carte per poter dare seguito all'annunciato piano di investimenti su Mirafiori''. ''Adesso - conclude Marcegaglia - è necessario lasciarsi alle spalle polemiche e contrapposizioni e lavorare con determinazione e concretezza per continuare ad ammodernare le relazioni industriali a vantaggio dell'intero sistema produttivo italiano''.

I numeri del Lingotto

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170 mila

780 mila

9 miliardi

addetti i posti di lavoro nella componentistica auto, tre volte quelli di Fiat Italia

i mezzi prodotti da Fiat in Italia nel 2009, compresi i veicoli commerciali leggeri e pesanti

di euro, i ricavi 2009 del comparto Fiat in Italia

30 miliardi

2.500

21 miliardi

il fatturato auto totale in Italia, Fiat più indotto

le aziende dell’indotto in tutta Italia, 1.000 sono nel torinese

di euro, il fatturato della fileria dell’indotto solo in Piemonte

2,5

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il moltiplicatore economico nell’indotto. Per ogni 100 euro di fatturato di Fiat auto, se ne generano 250 nelle aziende fornitrici

il moltiplicatore nei posti di lavoro dell’indotto. Ogni posto dentro le fabbriche Fiat produce 5 posti nell’indotto diffuso


ECONOMIA&BUSINESS

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Gibelli applaude Agnelli: "Una passione vincente" IN COPERTINA

Dodicesima tappa a Gordona per l'"Assessorato itinerante", appuntamento organizzato dal vice governatore della Regione Lombardia e assessore all'Industria e Artigianato che ha visitato le Trafilerie Alluminio Alexia, fiore all'occhiello del Gruppo Agnelli Industries

ARTICOLO DI: LIVIO CASANOVA

al 1 ottobre 2010 è partito l'"Assessorato itinerante", un'iniziativa che vede coinvolto Andrea Gibelli, Vice governatore di Regione Lombardia e Assessore all'Industria, Artigianto, Edilizia e Cooperazione in un tour a cadenza settimanale con circa 50/60 tappe. Si tratta di una serie di visite ad industrie e artigiani lombardi tra ottobre e giugno 2011 con l'obiettivo di far uscire l'assessorato dal palazzo, dalla sua forma prettamente istituzionale e avvicinarlo il più possibile al territorio e alla realtà imprenditoriale lombarda. La dodicesima

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tappa, che ha interessato la provincia di Sondrio, ha visto l'assessore far visita alle Trafilerie Alluminio Alexia Spa di Gordona, fiore all'occhiello del Gruppo Agnelli Industries di Bergamo. Nata nel 1994 dalla volontà di Paolo Agnelli e radicata indissolubilmente nel territorio della Val Chiavenna, l'azienda rappresenta il core business del gruppo e produce profilati di alluminio in tutte le dimensioni e forme. In 15 anni è cresciuta di cinque volte sia da punto di vista occupazionale che dei volumi produttivi diventando leader nel settore per la sua capacità di

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unire la qualità della materia prima alla piÚ moderna tecnologia. Oltre alla produzione di estrusi per il settore dei profili, a disegno, per l'industria e di profili per il settore della serramentistica della propria serie "Esedra" è in grado di soddisfare qualunque esigenza della clientela: dalle operazioni di estrusione alle lavorazioni meccaniche, dalle lavorazioni di finitura all'assemblaggio di specifici particolari, dalle certificazioni delle leghe e delle caratteristiche meccaniche ai servizi di imballo personalizzato a marchio del cliente, fino alle operazioni di consegna e stoccaggio su misura. Una cura "maniacale" del prodotto, sottolineata dallo stesso Gibelli, che ha osservato con particolare attenzione come la movimentazione degli estrusi avvenga su rulli e nastri per non danneggiare i profilati stessi. Il fulcro dell'intero processo produttivo è rappresentato da tre impianti di estrusione da 1650, 1800 e 2800 tonnellate che consentono di ottenere semilavorati perfetti e rispondenti a tutti gli standard europei. Con 20


un investimento di 13 milioni di euro e una superficie aziendale raddoppiata in due anni (da 15 mila mq agli attuali 30 mila mq) Paolo Agnelli ha mostrato concretamente al vicegovernatore cosa significhi credere e scommettere su un territorio, cosa vuol dire investire in innovazione rimanendo in Italia. Andrea Gibelli ha avuto anche modo di conoscere il progetto di ricerca su leghe d'alluminio ultra leggere e super resistenti, destinate ai settori dell'automotive e aeronautico. Una via, quella dell'alta specializzazione tecnologica, scelta e condivisa da tutti gli Agnelli, espressione di un'impresa familiare giunta alla quarta generazione. Il sito, con una potenzialità produttiva di oltre 30 mila tonnellate di profilati l'anno, è completato da un'area che va dalla bocca della pressa fino all'imbal-

laggio, compresa la tranciatura degli sfridi di lavorazione completamente automatizzata. Con un fatturato pari a 45 milioni di euro e una produzione di 16 mila tonnellate d'estrusi d'alluminio nel 2010, lo stabilimento di Gordona che conta 130 addetti fra operai, dirigenti ed impiegati rappresenta un "case history" per tutta la Lombardia. Un forte segnale in controtendenza rispetto ai continui annunci di pesanti piani di ristrutturazione e spostamento delle produzioni all'estero. Le Trafilerie Alexia fanno parte del Gruppo Agnelli Industries, una realtà che conta 15 aziende con una fatturato consolidato di 120 milioni di euro e attività che spaziano dal commercio dei metalli alla produzione di pentole, passando per l'editoria. Gruppo industriale nato nel 1907 e consolidato da Paolo e Baldassare Agnelli è radicato su tutto il territorio nazionale: da Bergamo alla Valchiavenna, da Rosignano a Oristano, passando per Milano. Nella veste di imprenditore, di presidente di Confapindustria Lombardia e di Apindustria Bergamo, Paolo Agnelli accompagnando Andrea Gibelli nella visita all'azienda si è fatto portavoce dei problemi che le piccole e medie imprese bergamasche e lombarde devono affrontare quotidianamente per competere con una concorrenza che non ha esitato ha definire "sleale". "Sono onorato di poter ricevere in azienda il vice presidente della Regione. Sono convinto che quest'incontro sia il simbolo della vicinanza politica al mondo dell'imprenditoria". Dopo il saluto iniziale sono state tante le tematiche affrontate da Paolo Agnelli e Andrea Gibelli nel corso della visita, in primis la situazione dell'industria lombarda. "Noi imprenditori - ha ricordato Agnelli abbiamo bisogno di un aiuto efficace da parte della politica. Ci confrontiamo ogni giorno con varie difficoltà oggettive che rendono le nostre aziende sempre meno competitive. Pensiamo, ad esempio, al costo della manodopera. Senza prendere come riferimento realtà troppo lontane come India e Cina, abbiamo oltre confine economie emergenti come Romania e Polonia in cui il costo del lavoro è di cinque volte inferiore al nostro. I loro contratti sono meno onerosi e il mercato del lavoro è molto più flessibile". E poi il presidente di Confapindustria Lombardia porta un esempio concreto: "Se trasportassi la mia azienda in Polonia, dove abbiamo una piccola filiale, avrei un utile di 7 milioni d'euro. Abbiamo di fronte una scelta difficile". E che la politica nazionale e la Regione Lombardia deb-

bano tenere in considerazione questo è dimostrato dal fatto che "là regalano il terreno alle imprese purché s'investa". Contro la delocalizzazione e la logica d'impresa rimane la storia umana, lo spessore imprenditoriale, l'attaccamento al territorio e i legami: "Stiamo qui perché oltre al legame con il territorio - decisamente forte per chi ha 103 anni d'attività - c'è la necessità di lavorare nel nostro Paese" ha ribadito Agnelli. "Operiamo in 111 settori, spesso di nicchia, e collaboriamo con moltissime aziende italiane. Se ci spostassimo lontano perderemmo tutti questi legami". Ma, oggi, il contesto competitivo è particolarmente severo e va ribadito che la fondamentale responsabilità degli organi di governo, a partire da quelli regionali, è garantire il duraturo perseguimento della missione di ogni impresa, perché come ha efficacemente sottolineato il pragmatico Agnelli "E'

come giocare a calcio con le stesse regole, ma con una squadra - l'Italia - che corre con una gamba legata. Si dice che gli accordi di Maastricht devono valere per tutti, ma noi siamo nettamente svantaggiati rispetto ad altri concorrenti. Questi nostri sforzi dovrebbero essere riconosciuti anche dalla politica, con leggi e agevolazioni che supportino le aziende". E se la fondamentale responsabilità sociale dell'impresa è quella di svolgere la propria missione produttiva, così da generare ricchezza, "ben venga Marchionne che ha fatto questo cambiamento epocale, che sicuramente porterà qualche vantaggio" Rimane un dubbio:" Ma a noi 21


"Regione Lombardia ha numerosi strumenti di incentivi alle imprese che a volte le stesse aziende lombarde non conoscono fino in fondo. Gli imprenditori quindi non chiedono nuovi strumenti ma di accedere in modo chiaro e veloce a quelli già in essere. Strumenti dunque che consentano un accesso ai bandi/iniziative regionali più veloce ed efficace. A questo si collega anche la richiesta di unificazione dei bandi. Già nei primi mesi dell'assessorato le politiche proposte sono state orientate a quest'ottica di semplificazione, razionalizzazione e digitalizzazione".

cosa resta? ". La visita ha portato Gibelli a toccare con mano la tecnologia produttiva dell'Alexia, osservando le varie fasi di lavorazione del metallo. L' energia l'altro problema toccato. "A causa delle scelte contro il nucleare degli anni Ottanta siamo costretti a pagare il 35% in più rispetto a chi lavora all'estero - ha sottolineato Agnelli -. Si tratta di 300 mila euro che potremmo risparmiare". La replica di Andrea Gibelli: "Concordo con il pensiero generale di Paolo Agnelli. Non a caso la Regione sta intervenendo, attraverso la veloce costruzione di strumenti a favore delle imprese in modo semplificato ed accessibile. Servono strumenti utili ha esclamato l'assessore all'Industria - non ci si può perdere fra mille uffici senza una linea guida". Non mancano i complimenti alla famiglia Agnelli, e più in generale a tutti gli imprenditori che restano in Italia - e in Lombardia - per continuare il proprio lavoro industriale. "Credo sia importante ringraziare tutti quelli che credono nel territorio in cui operano, proprio come Paolo Agnelli. L'amore per la propria terra è una componente fondamentale e necessaria per portare in alto i prodotti made in Italy". "L'assessorato itinerante è un progetto - ci ha spiegato Andrea Gibelli a margine dell'incontro - che si divide in due importanti fasi: la prima in cui visito le eccellenze presenti sul 22

nostro territorio e la seconda in cui incontro le imprese in difficoltà. Questi incontri mi permettono di venire a conoscenza delle esigenze degli imprenditori e lavoratori. Ritengo questo confronto diretto con l'assessorato molto utile per le imprese che possono venire a conoscenza degli strumenti che Regione Lombardia mette a disposizione anche in un'ottica di miglioramento degli stessi". L'"Assessorato itinerante" ha avuto un successo tale che ha dovuto aumentare il numero degli appuntamenti in programma. Che Lombardia ha visto ed incontrato fino ad oggi? "Sono davvero molto entusiasta di questi incontri perché mi hanno permesso di toccare con mano le eccellenze della Lombardia e soprattutto ascoltare le vere esigenze di imprenditori e lavoratori, che più di tutti stanno accusando questa tremenda crisi. In più, nonostante il periodo davvero molto difficile, ho potuto anche constatare la grande vivacità imprenditoriale presente sul nostro territorio". Quali sono le esigenze e le richieste più urgenti che ha avvertito parlando con gli imprenditori lombardi?

Un operaio che lavora in Valchiavenna costa ad un'impresa almeno quattro volte di più rispetto a una tuta blu polacca. Perché un'imprenditore deve continuare a rimanere qui e non deve delocalizzare? "Il problema sollevato è reale, infatti le nostre imprese si trovano a dover affrontare il mercato globale con una concorrenza che io considero talvolta sleale da parte dei Paesi neo comunitari e delle regioni a Statuto speciale. Queste ultime infatti hanno la possibilità, a differenze di quelle a statuto ordinario, di mettere in campo strumenti più vantaggiosi per l'attrattività. Soprattutto in questo momento di crisi, queste differenze non sono più accettabili. Sono grato, anche per questo, agli imprenditori lombardi che in presenza di queste oggettive difficoltà decidono di rimanere sul nostro territorio anche per un loro forte senso di appartenenza. Detto questo, Regione Lombardia rimane una delle eccellenze mondiali a livello produttivo, grazie alla presenza di infrastrutture, servizi finanziari, distretti all'avanguardia e un'area caratterizzata da una connotazione imprenditoriale unica". Le imprese lombarde sono cresciute sui mercati internazionali. Al contrario, gli investimenti esteri in Lombardia mostrano qualche segnale di difficoltà. Come si spiega? "Anche se il contesto economico sarebbe ottimale per richiamare investimenti esteri, le imprese straniere vengono "disincentivate" da una forte burocrazia, dovuta anche ad un sistema troppo centralistico del nostro Stato. In tal senso è importante promuovere a livello internazionale un autentico marketing territoriale lombardo in modo da far capire alle imprese straniere con quale livello di qualità le imprese lombarde possono lavorare".


Cosa pensa dell'idea di un contratto regionale, cioè di un accordo tra imprese, istituzioni e organizzazioni sindacali destinato a favorire gli insediamenti stranieri. E' ancora una proposta? "Tra le mie priorità dell'assessorato c'è proprio quella di attrarre nuove imprese, siano esse straniere o italiane. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo stiamo elaborando un nuovo sistema operativo chiamato Patto Territoriale Per lo Sviluppo". Due sono le strade indicate: la prima riguarda l'adozione di una fiscalità locale che attragga gli investimenti delle imprese, come avviene in altre regioni. E' possibile attraverso il meccanismo degli incentivi? "È una delle strade sicuramente percorribili ma non la sola. Incentivare l'impresa è importante e la Regione Lombardia sta già facendo tantissimo. Siamo reduci, proprio in questi giorni, dalla presentazione di dati importantissimi: in soli 200 giorni dal nostro insediamento, l'Assessorato che ho l'onore di dirigere ha investito in progetti per le imprese circa 400 milioni di euro e altrettanto ha in progetto di fare nel 2011". L'altra è relativa allo snellimento delle pratiche burocratiche e al miglioramento delle infrastrutture. Lei ha anticipato che Regione Lombardia sta mettendo in campo strumenti a favore delle imprese assolutamente semplificati. Può anticiparci qualcosa? "Questo è un passaggio fondamentale e che, periodicamente - quasi come un mantra - mi impegno a ricordare. Per stimolare la recettività di investimenti sul nostro territorio da parte di aziende, anche di multinazionali estere, è necessario avviare un profondo processo di semplificazione delle norme e delle "scartoffie" burocratiche. Siamo un paese che si porta dietro una zavorra di peso insostenibile per i continui cambiamenti dovuti ad un'economia globalizzata. Questa zavorra è l'apparato burocratico, frutto di un sistema centralizzato e statale ormai anacronistico per i tempi in cui stiamo vivendo".

dell'Europa occidentale. E' giusto su questo tema attendersi delle risposte dalla politica? "La politica può fare molto in quanto ad abbattimento dei costi dell'energia per le aziende. Anche a causa delle scelte fatte sul nucleare molti anni fa, oggi ci ritroviamo, anche per questi costi, in una situazione deficitaria rispetto ai concorrenti stranieri. Quello dell'energia è uno dei tanti campi in cui i nostri imprenditori soffrono. Come Regione Lombardia siamo impegnati anche su questo fronte e faremo ciò che è nelle nostre possibilità. Ricordo che Regione Lombardia è la prima nel paese per sfruttamento delle energie da fonti rinnovabili. Questa è la mia ricetta per la nostra regione". Chiudiamo con un giudizio su Bergamo e sulla crisi del manifatturiero. Cosa dobbiamo attenderci per il 2011? "Il distretto di Bergamo è una delle eccellenze del nostro territorio, non lo scopro certo io e non lo si scopre certo oggi. Gli anni appena trascorsi sono stati anni di crisi generalizzata e strozzante che ha penalizzato tutti i settori, compreso il manifatturiero che vive una forte e, lasciatemi dire, anche sleale concorrenza. La ricetta che ho in mente e che la Regione vuole perseguire è di lanciare il made in Italy by Lombardia. Occorre ragionare in una logica dove i distretti produttivi, le reti di impresa i centri di ricerca privati e pubblici lavorino in una sempre maggiore sinergia tra industria e artigianato per grande impresa e PMI dentro

a un sempre più evidente connotazione che chiamo brand territoriale. Bergamo e il manifatturiero ne sono un esempio. Se ragioniamo con questa logica e facciamo in modo che le aziende si uniscano per farsi forza e presenta-

re prodotti con una connotazione di qualità riconosciuta in tutto il mondo, sono certo che il 2011 così come gli anni futuri, sarà un anno di rilancio. Ritengo quindi l'idea del brand territoriale una conditio sine qua non. Gli altri paesi europei hanno adottato formule quasi protezionistiche per le loro imprese e così stanno rilanciando le loro economie. Il Paese non può esimersi dal lavorare per proteggere, nel mondo e in maniera congiunta, le proprie qualità; l'esempio più concreto è stato quello di avere introdotto nel dibattito europeo il tema del made in".

C'è poi il problema dell'energia. Da noi costa un terzo in più rispetto ad altri stati 23


ECONOMIA&BUSINESS

Dal 1° gennaio 2011 addio ai sacchetti di plastica Anche per l’Italia è scattato il divieto di commercializzazione e utilizzo degli shopper ad alto impatto ambientale

LEGGE AL VERDE - Rubrica a cura dell’avvocato Cristina Putortì A partire dal 1° gennaio 2011, grazie al recepimento da parte dell’Italia della direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, è scattato il divieto di commercializzazione dei sacchi da asporto merci non conformi ai requisiti di biodegradabilità indicati dagli standard tecnici europei vigenti. Il Consiglio dei Ministri ha, infatti, detto no ad una nuova proroga che, già nel 2010, aveva fatto slittare di un anno il provvedimento, rallentando, tra l’altro, lo sviluppo della raccolta differenziata dei rifiuti organici per la quale è essenziale la biodegradabilità dei sacchetti. Rimane possibile lo smaltimento, fino ad esaurimento, delle scorte in giacenza negli esercizi artigianali e commerciali alla data del 31 dicembre 2010, esclusivamente a titolo gratuito e solo in favore dei consumatori. Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e il Ministero dello Sviluppo economico, in collaborazione con le autorità competenti, potranno effettuare controlli per verificare il rispetto della normativa. Con un consumo medio annuo di trecento pezzi a persona, per un totale di circa venti miliardi di buste l’anno, l’Italia si è guadagnata la maglia nera per l’uso di sacchetti di plastica risultando tra i principali utilizzatori in Europa. Solo l’uno per cento dell’enorme quantità di sacchi prodotti ed utilizzati nel mondo (che si stima essere intorno ai mille miliardi l’anno) viene riciclato. 24

Ciò poiché il costo per la raccolta, lo smaltimento ed il recupero è molto maggiore rispetto a quello per la produzione o l’importazione dai paesi asiatici come Cina, Thailandia e Malesia. Il ritmo di consumo del sacchetto di plastica, che viene usato solo per poche ore, anche se reimpiegato per i

rifiuti domestici, è di gran lunga superiore al tempo necessario alla terra per completarne lo smaltimento (secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente si va da un minimo di quindici ad un massimo di mille anni). L’impatto sull’ambiente è enorme. A partire dall’inquinamento dell’aria, causato dall’incenerimento della plastica trasformata in anidride carbonica ed in sostanze tossiche responsabili delle alterazioni del clima e di gravi danni alla salute. Anche i corsi d’acqua ne risentono; spesso invasi da frammenti di plastica nocivi per la sopravvivenza di intere specie ed ecosistemi, si sono tra-

sformati in vere e proprie discariche a cielo aperto. Per non parlare, poi, dell’enorme quantità di petrolio impiegato per la produzione. Per creare duecentomila tonnellate di buste di plastica vengono bruciate circa quattrocentotrentamila tonnellate di petrolio. Come ha affermato il Ministero dell’Ambiente, la messa al bando degli shoppers in materiale non biodegradabile rappresenta “una grande innovazione che segna un passo avanti di fondamentale importanza nella lotta all’inquinamento”, ma perché si possano ottenere risultati concreti è di fondamentale importanza il contributo dei commercianti, dei cittadini e degli operatori della piccola e grande distribuzione. Già da tempo le grandi catene di distribuzione hanno iniziato ad abituare la propria clientela all’uso di materiali alternativi quali cartone, cotone o polimeri più facilmente smaltibili. Tuttavia l’uso dei sacchetti di plastica ha continuato ad imperversare tra i piccoli commercianti che, nel nostro Paese, rappresentano la maggioranza. Solo grazie allo stop definitivo all’impiego della plastica si è potuto dare il via all’uso di materiali innovativi biodegradabili, come i nuovi ecoshopper realizzati in bioplastica ricavata da mais e da altre materie vegetali. Una valida alternativa è, inoltre, rappresentata dal ritorno alla cosiddetta “sporta” in stoffa da utilizzare ogni volta che si fa la spesa, abbandonando, così, il concetto di un consumismo basato sull’ “usa e getta”.


ECONOMIA&BUSINESS

I fratelli Rocca sono i più ricchi d'Italia BORSA&AZIONI

Milano Finanza ha pubblicato la classifica dei 400 "Paperoni" di Piazza Affari. Primi si confermano i bergamaschi Paolo e Gianfelice Rocca con 12.434 miliardi di euro, poi Leonardo Del Vecchio con 8.450 miliardi e i fratelli Benetton con 6.838 miliardi

ono i fratelli Paolo e Gianfelice Rocca i paperoni di Borsa 2010 con un valore complessivo delle proprie società quotate a Piazza Affari pari a 12.434 miliardi di euro. Con loro, sul podio della classifica di Milano Finanza che misura il valore complessivo delle società presenti nel listino di Milano, Leonardo del Vecchio con 8.45 miliardi di euro ed i fratelli Benetton, al terzo posto, forti dei loro 6.838 miliardi. Dietro di loro, al quarto posto, Silvio Berlusconi, con 3.296 miliardi e al quinto Romain Zaleski (2.9). Nell'anno nero di Piazza Affari i fratelli Rocca a cui fa capo il gruppo Techint (che controlla la multinazionale dei tubi in acciaio Tenaris rappresentata in Italia dalla Tenaris Dalmine) sono ancora al vertice della classifica stilata dal settimanale Milano Finanza sui 400 personaggi più ricchi di Piazza Affari. Una precisazione: la classifica non stabilisce in maniera inequivocabile chi siano i più ricchi, in assoluto, ma grazie all'obbligatorietà delle comunicazioni Consob, si può tracciare un radiografia finanziaria di tutte le persone che detengono partecipazioni nelle più

S

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significative società di Piazza Affari. Nel dettaglio i fratelli Rocca, con una crescita

Paolo e Gianfelice Rocca 12.434 miliardi di euro è il patrimonio in Borsa dei fratelli Rocca frutto della sola partecipazione in Tenaris

del 25% rispetto allo scorso anno, sono gli unici sopra i 10 miliardi di euro e hanno

tracciato un solco nei confronti dei concorrenti grazie all'andamento positivo del titolo Tenaris nell'ultimo anno. Dietro c'è il veneto Leonardo Del Vecchio con 8.45 miliardi di euro. A dire il vero non ha sangue nordestino, è di origini lombarde, ma dalla sua Luxottica dipende l'intero distretto dell'occhialeria di Belluno. Le sue partecipazioni sono in Fonciere des Regions, Generali, Luxottica, Beni Stabili, MolMed. La MolMed sta per Molecular Medicine, è una società biotech che fa capo all'ospedale San Raffaele di Milano e vede come azionisti di riferimento Silvio Berlusconi ed Ennio Doris. Anche la galassia di riferimento dei fratelli Benetton con 6.838 miliardi di euro è notevole, va dagli Aeroporti di Firenze, ad Atlantia, Autogrill, Benetton group, Caltagirone Editore, Gemina, ma anche Mediobanca, Pirelli, Telecom ed Rcs Mediagroup. Al quarto posto e al quinto posto seguono il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (di cui 63.28% Silvio Berlusconi, 7.65% Marina Berlusconi, 7.65% Persilvio Berlusconi, 7.14% Barbara Berlusconi, 7.14% Eleonora Berlusconi, 7.14% Luigi Berlusconi) con 3.296 miliardi di euro e poi


il finanziere-finanziato (soprattutto dalle banche) polacco-francese-bresciano Romain Zaleski. con 2.379 miliardi. Tramite la sua Carlo Tassara Spa e' riuscito a mettere insieme pacchetti azionari di

Grandi patrimoni in Piazza Affari

La classifica delle principali partecipazioni Azionista/Partecipazioni in società quotate 1° Gianfelice e Paolo Rocca Tenaris

2° Leonardo Del Vecchio Fdr Sa, Generale, Luxottica, Beni Stabili, MolMed

Domenico Bosatelli Il patron della Gewiss ha un patrimonio azionario valutato in 353 milioni di euro. Lo scorso anno si era fermato a 240 milioni di euro. In classifica è al 33esimo posto

3° Fratelli Benetton Aer.Fir, Atlantia, Autogrill, Benetton, Caltagirone Ed, Gemina, Mediobanca, Pirelli, Prelios, Rcs

4° Silvio Berlusconi* Aedes, Mediaset, Mediobanca, Mediolanum, Molmed, Mondadori

5° Romain Zaleski A2A, Bpm, Cattolica, Edison, Eramet, Generali, Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Montepaschi, Ubi

6° Muammar Gheddafi Juventus, Retelit, Unicredit

7° Famiglie Agnelli/Nasi

molte società e di alcune grandi banche italiane. E' di pubblico dominio la sua partecipazione in A2A, (municipalizzata controllata dai Comuni di Milano e Brescia che gestisce i rispettivi termoinceneritori e divide con Electricité

Exor

8° Boroli/Drago Exor

9° Diego e Andrea Della Valle Tods, Rcs, Mediobanca, Poligrafici, Piaggio, Marcolin e Bialetti

10° Khalifa Bin Zayed Al Nahayan Mediaset, Unicredit

11° Francesco Gaetano Caltagirone Acea, Caltagirone, Caltagirone Ed., Cementir, Generali, Montepaschi, Vianini lavori

Valore al 15 dic.

Variazione percentuale su base annua 25,0

12.434,2 8.450,1 6.838,9 3.296,1 2.379,2

23,9 -12,6 -20,2 -24,7

2.307,2

36,4

2.194,5

74,4

2.120,4

-13,4

1.812

42,0

1.683,7

-

1.563,6

n.s. 14,9

Gli altri bergamaschi 33° Domenico Bosatelli Gewiss

39° Alberto Bombassei Brembo

42° Giampietro Pesenti Italmobiliare

142° Ambrogio Caccia Dominioni Tesmec

174° Giovanni Cagnoli Cofide, Intek, Seas, Getters

353,3

46,8

294,3 262,0

37,4 -16,5

25,5 17,3

36,4 -17,6

*di cui 63,28% Silvio Berlusconi, 7,65% ciascuno Marina e Piersilvio Berlusconi, 7,14 ciascuno Barbara, Eleonora e Luigi Berlusconi

Fonte: MF/Milano Finanza

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de France - EdF - il capitale della stessa Edison) Bpm, Cattolica, Edison, Eramet, Generali, Intesa SanPaolo, Mediobanca,

Alberto Bombassei Il presidente e amministratore delegato della Brembo con i suoi 294.3 milioni supera in classifica Giampiero Pesenti. Le azioni Brembo sono cresciute del 48%

Montepaschi e Ubi. Dopo Berlusconi e Zaleski nell'elenco figura Muammar 28

Gheddafi con 2.307 miliardi per le quote nella Juve, Retelit e Unicredit. Curiosità, lo scorso agosto la Libyan Investments Autorithy (Lia), il braccio finanziario del leader Muammar Gheddafi nato con lo scopo di gestire i proventi del petrolio, ha annunciato di aver portato la propria partecipazione in Unicredit sopra la soglia del 2%, facendo così lievitare l'intera compagine libica intorno al 7%, visto che la Banca Centrale Libica e la Libyan Arab Foreign Bank sono insieme titolari del 4,98%: con quest'operazione i libici sono diventati il primo socio della banca, superando anche gli Aabar di Abu Dhabi. Oltre ad Unicredit le partecipazioni rilevanti della finanza libica in Italia riguardano l'azionariato della Juventus, in cui la Libyan Arab Foreign Investment Company (Lafico) detiene il 7.5%, e il 14.8% di Retelit, la società di tlc costituita nel 2007 e che ha successivamente vinto l'asta per il Wi-Max nelle regioni del Nord Italia. Di seguito le famiglie Agnelli-Nasi con 2.194 miliardi: John Elkann e Tiberto Brandolini

d'Adda rappresentano la Dicembre (società che riunisce le quote di John, Lapo e Ginevra Elkann); Maria Sole e Andrea

Giampiero Pesenti Il numero uno di Italmobiliare, 38esimo con 262 milioni possiede, direttamente, solo il pacchetto di controllo di Italmobiliare e non le partecipazioni in Italcementi, Mediobanca, Rcs e Unicredit, custodite nella holding

Agnelli gli altri Agnelli; Alessandro Nasi e Luca Ferrero di Ventimiglia sono i rappre-


sentanti dei Nasi. Completano la griglia dei primi 10 Paperoni le famiglie Boroli-Drago con 2.120 miliardi, azioniste del gruppo De Agostini, all'ottavo posto, Andrea e Diego

Ambrogio Caccia Dominioni Al 142esimo posto si trova Ambrogio Caccia Dominioni con 25.5 milioni, la Tesmec di cui è presidente è stata una delle poche matricole di Piazza Affari nel 2010

Della Valle con 1.812 miliardi e partecipazioni in Tods, Rcs, Mediobanca, Poligrafici, Piaggio, Marcolin e Bialetti, e lo sceicco Khalifa bin Zayed Al Nahayan di Abu Dhabi, presente in Atlantia, Mediaset e Unicredit. Niente di straordinario considerato che la rivista americana Forbes stima che lo sceicco, alla guida di Abu Dhabi e della federazione degli Emirati Arabi Uniti, abbia un patrimonio vicino a 21 bilioni di dollari, parte dei quali sono stati investi proprio a Piazza Affari. Il fondo Aabar Investments, che gestisce parte della ricchezza generata da Abu Dhabi con il petrolio, oltre ad essere azionista di Unicredit, Mediaset con l'1.87% è infatti diventato uno dei principali soci di

Atlantia, rilevando il 3.35% della società autostradale da Unicredit. A seguire nella classifica alcuni dei nomi più famosi della finanza italiana fra i quali Francesco Gaetano Caltagirone (11esimo, con 1.536 miliardi), Nicola e Paolo Bulgari (1.123 miliardi), Gian Marco e Massimo Moratti (982 milioni di euro) ed Ennio Doris (951 milioni). Per quanto riguarda i bergamaschi, al 33esimo posto con 353.3 milioni c'è il presidente e fondatore della Gewiss, Domenico Bosatelli. Grazie ad una formidabile performance, su base annua, il titolo dell'azienda di Cenate Sotto ha aumentato del 46.8% il suo valore. Nel 2010 si registra, anche, il sorpasso di Alberto Bombassei su Giampiero Pesenti. Il patron della Brembo con i suoi 294.3 milioni di partecipazione nella multi-

trova Ambrogio Caccia Dominioni con 25.5 milioni, la Tesmec di cui è presidente è stata una delle poche matricole di Piazza Affari nel 2010. Si è quotata il 1 Luglio. Giovanni Cagnoli, amministratore delegato per l'Italia di Bain & Company, è al 174esimo posto con le partecipazioni in Cofide, Intek e Saes Getters che gli fruttano 17.3 milioni.

Giovanni Cagnoli L' amministratore delegato per l'Italia di Bain & Company, è al 174esimo posto con 17.3 milioni frutto delle partecipazioni in Cofide, Intek e Saes Getters

nazionale dei freni guadagna il 39esimo posto, mentre Giampiero Pesenti figura solo al trentottesimo posto in classifica con 262 milioni per la quota in Italmobiliare. Questo perché Giampiero Pesenti possiede direttamente solo il pacchetto di controllo di Italmobiliare e non le partecipazioni in Italcementi, Mediobanca, Rcs e Unicredit, custodite nella holding. Guardando al listino, il sorpasso è dovuto al diverso andamento dei titoli: le azioni Brembo nel corso dell'anno sono cresciute del 48%, al contrario, quelle di Italmobiliare sono scese del 18%. Al 142esimo posto si 29


ECONOMIA&BUSINESS

Nucleare: spot bipartisan Chi lo paga un po' meno "SCORIE"

La campagna pubblicitaria, che fa discutere per i contenuti pro-atomo e per una comunicazione ritenuta ingannevole, è costata 6 milioni di euro. Porta la firma di Forumnucleare.it, l'ONG guidata dall’ex antinuclearista Chicco Testa e di cui fa parte la Techint dei fratelli Rocca che opera già nel nucleare

ARTICOLO DI: LIVIO CASANOVA

Sopra e nella pagina accanto Alcune scene dello Spot in onda in queste settimane sul nucleare

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ero: "sono contrario all'energia nucleare perchè mi preoccupo per i miei figli", bianco: "io sono contrario perchè fra 50 anni non potranno contare sui combustibili fossili"; nero: "ci sono dei dubbi sulle centrali",

N


bianco: "ma non ce ne sono sulla sicurezza"; nero: "il nucleare è una mossa azzardata per il paese", bianco: "o forse è una grande mossa": le battute sono dello spot da 30 secondi che mette in scena una partita a scacchi nella quale si confrontano le tesi di chi è favore e di chi è contro l'energia nucleare. Ogni giocatore accompagna la mossa con una convinzione sull'energia, sul nucleare e le rinnovabili. Spaccando l'atomo sulla scacchiera, argomento del confronto è la possibilità o meno di installare nuove centrali nucleari sul suolo italiano. Nel finale ci si rivolge direttamente allo spettatore chiedendo se è a favore o contro il nucleare, rimandando ogni considerazione al sito "Forum Nucleare Italiano" dove si trova uno spazio per dibattere democraticamente e tutte le informazioni necessarie per prendere una posizione in vista dell'ennesimo referendum sul nucleare non ancora in calendario ma da svolgersi in una data compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno 2011. Lo spot. Confezionato come un comune spot televisivo e costruito sulla falsa riga di una pubblicità comparativa, tanto per capirci come quella che confronta l'offerta di Mediaset Premium per il digitale terrestre con quella di Sky per il satellite, la pubblicità sul nucleare non vuole vendere, almeno nel senso commerciale del termine ma riaprire i termini di un confronto. Seduti ad un tavolo, durante una partita a scacchi, una coppia di giocatori si confrontano e s'interrogano su alcuni aspetti legati alla scelta o meno del nucleare: l'utilità, la sicurezza, etc. Alla fine, colpo di scena, si scopre che i due giocatori in questione hanno lo stesso volto, sono la stessa persona. Metafora: ognuno dopo aver letto, essersi documentato e aver scambiato opinioni deve decidere da che parte stare. Ma se la campagna vuole essere bipartisan grazie alla diversità di vedute incarnate dallo stesso giocatore chi l'ha commissionata lo è un po' meno.

Forum Nucleare Italiano. La campagna istituzionale, infatti, è stata promossa dal Forum Nucleare Italiano e commissionata all'agenzia Saatchi e Saatchi, che ha fatto le cose in grande, articolandola su tutti i

gia elettrica in Italia) e Westinghouse (compagnia elettrica). E poi Alstom, Ansaldo Nucleare, Areva, Confindustria, Eon, Edison, Federprogetti, Sogin, Stratinvest Ru, Technip e Tecnimont. Tra i soci del Forum ci sono anche Cisl e Uil di categoria, più alcune Università italiane. Si spiega così come sia possibile per una ONG spendere 6 milioni (dati del Sole 24 ore) nel 2010, per l'operazione promozionale. Il budget 2011 è ancora in fase di definizione. Chicco Testa e Techint. Due i bergamaschi di spicco presenti nel forum, il presidente del Forum Chicco Testa e la Techint che fa capo ai fratelli Rocca. "Con questa campagna vogliamo riaprire un discorso chiuso bruscamente 24 anni fa. Oggi, quella del nucleare è un'alternativa energetica pulita e conveniente, in termini economici e ambientali, ma non sarà mai possibile un

mezzi di comunicazione: televisione, cinema, principali testate giornalistiche, aeroporti e sul web. Ma chi c'è dietro al Forum Nucleare Italiano? L'associazione no - profit (almeno per ora) che si presenta come una ONG (Organizzazione Non Governativa) annovera tutte aziende e persone "economicamente" interessate al ritorno dell'atomo in Italia, che in prima persona costruiscono le centrali. In ordine alfabetico: Edf (Électricité de France, compagnia francese fornitrice di energia elettrica, impegnata fortemente nel nucleare), Enel (la nostra principale fornitrice di energia elettrica), Gdf (Gaz de France, società francese che opera nell'energia), Suez (società francese che opera nell'energia), Techint (società che si occupa di impianti), Terna (società responsabile della trasmissione dell'ener-

Il presidente del forum Chicco Testa

dialogo costruttivo se prima non si mette tutti in condizione di avere informazioni chiare, complete e certe sotto il profilo scientifico" ha spiegato in un intervento il presidente del Forum e autore del saggio "Tornare al nucleare? L'Italia, l'energia, l'ambiente" in cui ripercorre vent'anni di discussione pubblica italiana sulle politiche ambientali ed energetiche. "Per questo motivo - ha sottolineato Testa - il Forum si propone come luogo di discussione e confronto di idee, serie e libere da inutili preconcetti basati su posizioni ideologiche 31


La Home page di forumnucleare.it dove si trova uno spazio per dibattere “democraticamente” e tutte le informazioni necessarie per prendere una posizione in vista dell'ennesimo referendum sul nucleare

aprioristiche". Ex antinuclearista, senza scomodare troppo le scritture, anche lui si può dire folgorato sulla via di Damasco a tal punto che adesso è apertamente pro atomo. Per chi non lo sapesse prima di arrivare all'Enel (e prima ancora all'Acea, e dopo l'Enel alla banca d'affari britannica Rothschild) Chicco Testa è stato anche presidente di Legambiente, deputato del Pci, ha guidato la mobilitazione ambientalista contro Chernobyl. Proprio lui è stato uno dei promotori del "no" italiano all'energia nucleare sancito con i tre referendum del 1987 e oggi, più di vent'anni dopo, ancora lo stesso referendum sul nucleare con Testa, questa volta, tra i sostenitori del "si". Il poeta statunitense James Russell Lowell direbbe : "Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione" e di certo Chicco Testa stupido non è vista la sua competenza e la sua parlantina. "La sua presenza è molto richiesta per eventi in tutta l'Europa" garantisce l'agenzia Csa Italia di Milano, che lo ha in portafoglio come celebrity speaker sui temi ambientali. I suoi interventi "si adattano perfettamente alle richieste del cliente" e la tariffa non è tra le più alte: da 12.500 a 20 mila euro. Il Gruppo Techint, invece, è un colosso multinazionale controllato dalla famiglia Rocca che dà lavoro ad oltre 49 mila persone e fattura 22 miliardi di dollari. In Italia le società impegnate nel settore nucleare sono Techint engineering & construction, la cui attività include tutte le fasi di progetto, gli studi di fattibilità, il project financing e la gestione dei piani e Tenaris Dalmine che produce tubi d'acciaio destinati in particolare all'industria energetica. 32

Greenpeace e Legambiente. Da qui la rilettura e l'analisi semiotica dello spot da parte di verdi, Legambiente, Greenpeace, e tutti coloro del fronte no nucleare: chi è "contro" muove le pedine nere e chi è "pro" gioca con le pedine bianche; la voce "contro" è cupa e la voce "pro" è suadente; il "contro" trascina le pedine e fa mosse "banali" mentre il "pro" è deciso, fa mosse da "chi sa giocare a scacchi" e poggia con fermezza i pezzi sulla scacchiera; il "contro" usa sempre e solo l'alfiere nero, mentre il "pro" usa il cavallo (tranne una volta l'alfiere bianco) il pezzo più riconoscibile (che ispira libertà, nobiltà, forza, natura). Nel fermo immagine il se stesso a sinistra (quello "pro" bianco) e quello a destra (quello "contro" nero) anche se sono "la stessa persona" sono leggermente diversi, difatti quello a sinistra ("pro") è più "bello" di quello a "destra" (con naso a gobba e leggermente più basso del "buono"). Testa, che non disdegna mai la polemica, replica alle critiche degli antinuclearisti con una provocazione: "Mi diano sui loro siti lo stesso spazio che noi diamo a loro sul nostro Forum". Ora, sorvolando sulle polemiche e la buona fede dello spot promosso dal Forum Nucleare, i sostenitori mettono l'accento sulla creazione di nuovi posti di lavoro, una minore indipendenza elettrica dall'estero e la nascita di una nuova filiera. Si stanno già facendo avanti, infatti, le prime aziende interessate ad esplorare le opportunità di business dell'energia nucleare. Dall' altro lato

sono ancora molte le voci contrarie ad un ritorno del nucleare sul suolo italiano, non solo cittadini e organizzazioni green ma anche molte "imprese verdi". Il referendum. Questo è solo l'inizio di un dibattito che ci accompagnerà fino a tarda primavera, almeno fino al referendum che si terrà in una data compresa tra metà aprile e metà giugno. Sì tratterà di una mossa decisiva e per l'una o l'altra parte sarà un vero e proprio scacco matto.

In caso di vittoria del sì, il referendum sul nucleare abrogherebbe buona parte dell’impianto legislativo in materia Con il decreto legislativo 31/2010 sono già stati tracciati i criteri per la localizzazione degli impianti e le compensazioni alle popolazioni


ECONOMIA&BUSINESS

84% delle piccole e medie imprese bergamasche, per consumi fino a 300 megawattora l'anno, hanno scelto il mercato libero dell'energia elettrica contro il 78% delle Pmi lombarde. Quattro su cinque consumatori considerati "non energivori", che consumano fino a 300 mila kWh l'anno e sono allacciati per lo più in bassa tensione (oltre alle Pmi anche artigiani, piccoli commercianti, partite IVA, micro e piccola impresa manifatturiera dei settori meccanica e tessile), scelgono liberamente di stipulare contratti di fornitura elettrica con qualsiasi produttore, distributore o grossista, sia in Italia sia all'estero, senza dipendere dal distributore alla cui rete elettrica sono allacciati. Questo sopratutto in considerazione del fatto che la bolletta per le imprese orobiche è più cara rispetto a quella delle altre province lombarde: 28.8 centesimi di euro al kilowattora contro il 28.4 lombardo per la classe di consumo fino a 50 megawattora e 23.2 centesimi contro 21.5 per i livelli compresi tra 50 e 100 megawattora all'anno. Magra consolazione: solo a Pavia si paga di più. Tutti gli altri non hanno cambiato fornitore tenendosi il vecchio (ad es. l'Enel, ora Enel Servizio Elettrico) che garantisce la fornitura di energia ai prezzi stabiliti dall'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas e che, inoltre, ha funzioni di controllo e regolamentazione del mercato elettrico. A optare per il mercato libero sono anche i consumatori energivori, che consumano da 300 a oltre 10 mila megawattora annui. Quella bergamasca si conferma una realtà attenta e sensibile alle opportunità di risparmio offerte dal mercato libero: mettendo, infatti, a confronto il numero di offerte commerciali valutate si nota la propensione delle imprese orobiche a prendere in considerazione un maggior numero di proposte contrattuali. I dati sono

L'

34

contenuti nell'ultimo rapporto "Il costo della fornitura di energia elettrica pagato dalle imprese lombarde" elaborato dal Ref (Ricerche e consulenze per l'economia e la finanza) e promosso dalla Camera di Commercio di Milano e da Unioncamere Lombardia. Lo spaccato di Bergamo è dato da 391 imprese (il 19% del campione), mentre l'analisi di carattere quantitativo è stata condotta su 371 unità, che hanno dichiarato un consumo aggregato di 280 gigawattora l'anno, il 17.5% del totale regionale. I settori tipo. A Bergamo, dal punto di vista settoriale, sono le aziende metallurgiche le più propense al mercato libero: lo sceglie il 90% dei consumatori non energivori contro il 78% dei lombardi. In seconda battuta quelle chimiche: 82% non energivore contro il 78% a livello regionale. Fuori Bergamo, a Milano sono soprattutto le imprese che appartengono al settore del commercio, dell'alloggio e della ristorazione che scelgono il mercato libero; a Brescia il comparto metallurgico e dei minerali, a Como le appartenenti al settore del legno e del tessile e a Cremona il comparto alimentare e del commercio. Libero o tutelato. Nella nostra regione, quattro imprese su cinque (l'83%) hanno scelto il mercato libero dell'energia elettrica rispetto a quello "tutelato". A Cremona (92%) e Lodi (94%) le Pmi scelgono di più il mercato libero, mentre a Milano (34%) si concentrano quelle che preferiscono il mercato tutelato. Sensibili all'energia verde sono Mantova e Como dove rispettivamente il 33% e il 30% pagherebbe di più per avere energia pulita. Il cliente tipo. Per l'85% dei casi, l'impresa del mercato libero lombardo, acquista energia da grossisti o società di vendita, acquista energia verde il 3% e cambierebbero fornitore per risparmiare sui prezzi due imprese lombarde su


Per tagliare la bolletta si punta al mercato libero "CAMBIAR NON NUOCE"

Secondo il primo rapporto sul costo dell'energia elettrica, l'84% delle Pmi bergamasche sceglie liberamente da quale venditore e a quali condizioni comperare elettricità. In Lombardia, dopo Pavia, le imprese orobiche pagano di più: 28.8 centesimi di euro/kWh contro il 28.4 lombardo

tre. Si dice soddisfatta del servizio il 54% delle imprese ma tra le maggiori difficoltà riscontrate ci sono l'aumento dei costi (21%), la scarsa trasparenza delle condizioni adottate dagli operatori (17%), conguagli elevati o doppia fatturazione (6%). Energie rinnovabili. A Bergamo le imprese sono disponibili ad acquistare "energia verde" ad un prezzo maggiorato. A dichiararlo è il 25% delle imprese bergamasche, percentuale che si discosta dal dato lombardo. Il 65% è disposta a passare alle energie rinnovabili a condizioni di pagare lo stesso prezzo e solo il 9% si dichiara disinteressato. Sconto. A Bergamo il 34% sarebbe disposto a cambiare fornitore pur di avere uno sconto sulla bolletta del 15%, il 18% per uno sconto garantito del 10% mentre il 20% cambierebbe indipendentemente dalla percentuale di sconto applicata. Per il 27% non è sicuramente l'ammontare del risparmio ad indurli a cambiare fornitore. Customer Satisfaction. A Bergamo il 53% si dichiara soddisfatto del servizio, il 20% si lamenta per i maggiori costi trovati in bolletta, il 17% denuncia la scarsa trasparenza, soprattutto nei dati riportati in fattura. L'8% lamenta disservizi e il 2% dichiara un servizio che non è secondo le proprie aspettative. Tutti questi i dati si allineano al livello regionale.

I costi dell’energia per le imprese a Bergamo Costo medio dell’energia elettrica (Centesimi di euro/kWh per classi di consumo) 30 25 20 15 10 5 0

28,4 28,8

21,5 23,2

0-50

50-100

Lombardia

Bergamo

19,5 19,3

17.0 17.2

14,7 14,4

11,6 12.0

100-300

300-1200

1200-10000

>10000

Disponibilità a cambiare fornitore per uno sconto sulla bolletta (In % del numero delle imprese sulla Piazza di Bergamo e della Lombardia) 40 30 20 10 0

21% 20%

18% 18%

Si indipendentemente dallo sconto

Sconto del 10%

34% 34%

27% 27%

Sconto del 15%

No

Disponibilità a pagare di più per energia da fonti rinnovabili (In % del numero delle imprese sulla Piazza di Bergamo e della Lombardia) 70 60 50 40 30 20 10 0

64% 65% 25% 25% 11% Si

9%

No non mi interessa

Si ma solo allo stesso prezzo

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ECONOMIA&BUSINESS

PMI, acquistando insieme si fa l'affare "PREZZACCIO"

Per un’azienda, il recupero di competitività passa dal contenimento dei costi, anche di tutti quelli relativi all'acquisto di beni e servizi non direttamente attinenti al core business. Anche tra imprenditori nascono i gruppi d'acquisto: il caso bergamasco della cooperativa Amd Group

una nuova frontiera ma anche la più difficile da conquistare, data l'impronta individualista delle imprese bergamasche. Sono i cosiddetti gruppi di acquisto: due o più aziende di piccole o medie dimensioni si mettono insieme e acquistano un quantitativo di materie prime che da sole non potrebbero permettersi e riescono, così, a spuntare uno sconto sulla quantità. Solo in questo modo i piccoli possono giocare ad armi (quasi) pari con i grandi quanto a margini di contrattazione. Se l'idea non è nuova ad esserlo è la forza con cui si sta affermando, visti i perduranti tempi di crisi. Ma come funzionano i gruppi di acquisto? Per la singola Pmi comperare risorse ed elettricità all'ingrosso ha un costo altissimo, difficilmente sostenibile, che per via di volumi non significativi ha margini di contrattazione risicati e non riesce ad ottenere sconti significativi, né tanto meno può spuntare tariffe

È

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costruite "ad hoc" come capita per le grandi aziende. Questa è stata la molla

Risparmio: fino al 40% sulla telefonia L’elenco delle categorie di spesa gestite dai gruppi d’acquisto con i relativi gruppi di risparmio Telefonia fissa

9÷35%

Telefonia mobile

7÷40%

Cancelleria

10÷20%

Stampati

8÷12%

Trasporti

8÷15%

Corrieri

18÷30%

Imballaggi

5÷15%

Pulizie

10÷16%

Smaltimento rifiuti

10÷15%

che ha spinto imprenditori con le stesse necessità in termini di consumi e

risorse, a mettersi insieme, a consorziarsi e acquistare le materie prime, a partire dall'elettricità, con forti sconti grazie all'alto volume ordinato. Quando si parla di almeno 20 o 30 aziende riunite nell'acquisto di materie non è più solo il prezzo a contare, ma anche l'importanza del cliente che si riflette in una maggiore garanzia e importanza agli occhi del fornitore. Il modello, che ricorda quello delle reti d'impresa, sta prendendo piede lentamente anche in provincia di Bergamo. La difficoltà è più legata ad un discorso di mentalità che di effettive difficoltà di attuazione e utilizzo: le modalità per operare come gruppo di acquisto sono diverse e tutte consentono alle singole aziende di rimanere del tutto autonome avendo, però, il vantaggio di avere prezzi molto inferiori e maggiori garanzie. Oltre al mercato energetico, i gruppi di acquisto trovano applicazione anche nei campi comuni legati al settore dove operano


le imprese perché hanno necessitano degli stessi prodotti: dalla carta per gli imballaggi, ai servizi di pulizia, fino a materie prime. Si possono ottenere sconti che sfiorano il 40%. Risulta facile immaginare che man mano cresca il numero di aziende coinvolte, cresca anche il volume degli ordinativi, abbassandosi ulteriormente il prezzo dei fornitori. Una cooperativa bergamasca, la Amd Group (dal nome dei tre soci fondatori), si è spinta oltre standardizzandone il funzionamento. Nata lo scorso febbraio con una rete di 780 aziende, offre un pacchetto di base che comprende una consulenza energetica per l'analisi della bolletta e l'acquisto a prezzi scontati attraverso accordi con i fornitori, una consulenza nel settore assicurativo con la possibilità di stipulare polizze convenienti ma anche la possibilità di segnalare, via web con tanto di password, le proprie esigenze su beni e servizi per organizzare gruppi di acquisto ad hoc. Il pacchetto costa 125 euro all'anno. I vantaggi: sconti medi del 30% sull'energia e del 10-15% sulle assicurazioni. Come ha sottolineato Davide Avanzi, uno dei tre soci fondatori ad un quotidiano nazionale, "non c'è limite alla tipologia di prodotto: dalla carta ai mattoni, tutti i beni necessari all'azienda possono essere gestiti dal gruppo di acquisto, con tutti i vantaggi connessi". E sono

Soldi e tempo: i vantaggi del Gruppo di Acquisto Risparmio di tempo ed energie (costi indiretti) nelle fasi di trattativa con i fornitori e di redazione dei contratti di fornitura Assistenza e competenza in settori particolarmente complessi: assicurazioni, telefonia, logistica, gestione rifiuti, elettricità e Gas etc., in cui non sempre l'azienda riesce a maturare competenze interne Accesso alle migliori condizioni di fornitura: tariffe e livello di servizio Aggiornamento su opportunità alternative di fornitura offerte dal mercato

già allo studio nuovi servizi relativi al settore dell' energia urbana, ai carburanti, al conto corrente e linee di credito e servizi per il recupero di crediti. 37


ECONOMIA&BUSINESS

ARTICOLO DI: LIVIO CASANOVA

e imprese hanno confermato il loro enorme interesse nei confronti degli incentivi messi a disposizione dall'Inail per gli investimenti in sicurezza. Un importo pari a 60 milioni di euro nel giro di un'ora è stato esaurito": è questo il commento sul click day, a caldo, del presidente Inail Marco Fabio Sartori. Peccato, però, che moltissime aziende bergamasche non ne potranno beneficiare. Il click day del 12 gennaio scorso, nelle migliori intenzioni avrebbe dovuto essere il giorno per l'invio digitale delle richieste di agevolazione automatica con una procedura che, a prima vista, non presentava troppe difficoltà: una domanda on - line da presentare a partire dalle 14 del giorno stabilito attraver-

"L

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so il sito. Ma come accade per tutte le cose che non presentano troppe difficoltà nessuno pensava che al danno si potesse accompagnare la beffa. Le domande per l'accesso al contributo statale, nella fattispecie si trattava di soldi messi a disposizione dall'Inail per la sicurezza sul lavoro si è consumato tra blocchi internet, computer impallati, frustrazioni telematiche. Non si tratta della mancanza di requisiti richiesti o di buona volontà perché alle 14 di mercoledì, ora dell'apertura dell'ennesimo "gran premio" del contributo statale, il


Click day: il contributo al dito più veloce del west "RIPROVA SARAI PIÙ FORTUNATO"

I finanziamenti per la sicurezza funzionano come i saldi: chi arriva primo li prende. Non conta la bontà del progetto perchè il 12 gennaio, tra blocchi internet e computer impallati, le risorse Inail si sono subito esaurite e molte aziende bergamasche non ne potranno beneficiare

sito web dell'istituto era già irraggiungibile. Di per sé la scelta di un meccanismo di prenotazione cronologico è da ritenersi ingiusto rispetto ad una graduatoria meritocratica ma, oltre a computer bloccati e collegamenti saltati prima del momento fatidico, la giornata si è conclusa velocemente, in una manciata di minuti, con la beffa di leggere sul portale dell'istituto che i fondi erano esauriti. Vanificando, così, il complesso lavoro preparatorio di imprenditori e contribuenti che hanno speso tempo e denaro per predisporre i progetti. Per l'Inail il disservizio sarebbe durato appena pochi minuti, "solo 7". Non la pensano tutte le aziende interessate che, a partire dal 10 dicembre scorso hanno visitato la sezione "Punto cliente" dell'Inail per verificare il diritto al contributo. Un lavoro iniziato prima, con l'elaborazione e la stesura del progetto. Dall'Inail sono stati messi a disposizione 60 milioni di euro, ripartiti dall'istituto

in budget regionali in base ad un coefficiente che ha tenuto conto del numero degli addetti e dell'andamento degli infortuni. La quota riservata alla Lombardia era di 10 milioni 460 mila euro, un quinto del totale delle somme messe a disposizione. Per ciascun imprenditore le richie-

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ste di finanziamento partivano da un minimo di 5 mila fino sono una modalità inadeguata per accedere alle risorse puba 100 mila euro e visto il numero elevatissimo di contribliche. Il diritto d'accesso ai finanziamenti si trasforma in buenti che hanno effettuato la simulazione preliminare, una gara legata alla pura casualità. Allora tanto varrebbe era facilmente prevedibile che nel giorno del click day il affidarsi ad una lotteria 'gratta e vinci'". Pur apprezzando sito Inail sarebbe stato preso d'assalto. Così è stato. Per la scelta che tende a diffondere in maniera più capillare chi c'è riuscito è stato possibile un la cultura della sicurezza collegamento solo dalle 14.40 quannei luoghi di lavoro, Rete do, tuttavia, è stato comunicato che Imprese Italia contesta la "il budget era insufficiente" e quindi formula che condiziona non sarebbero state accettate altre l'ottenimento delle risorse domande. Dalla schermata video non per via telematica alla rimaneva altro che constatare che i velocità con cui si pigia un fondi erano esauriti. E così vittime tasto del computer, che ha designate sono state ancora loro, già dimostrato chiari limiti decine e decine di Pmi che avrebbero in numerose occasioni. tanto voluto prenotare i contributi "Questa procedura appare, Inail destinati ad incentivare le azienpertanto, inadeguata e va de nella realizzazione di interventi in sostituita con modalità che materia di salute e sicurezza sul lavoro come previsto dall' consentano di eliminare disparità di trattamento tra art. 11, comma 5 D.lgs 81/2008 e D.lgs 106/2009. "Non vi imprese" conclude la nota. Anche i consulenti del lavoro è stato" secondo quanto dichiarato dall'istituto l'Inail "chi protestano. Da un sondaggio effettuato dalla Fondazione ha potuto accedere alla piattaforma telematica e chi, invece, Studi Consulenti del Lavoro su di un campione rappresenno: sulla Rete per quell'intervallo di tativo dei 28.300 iscritti, solo il 2% tempo l'Istituto è stato irraggiungibile dei consulenti del lavoro ha potuto per tutti. Il portale dell'Inail è predipartecipare al click day. "Il problema sposto per gestire oltre 25mila sesevidenziato maggiormente - si legge Lombardia in testa sioni di lavoro simultanee. Il click day in una nota della Fondazione Studi- come noto - era programmato per le è stata l'impossibilità di accesso al La ripartizione dei 60 milioni ore 14 del 12 gennaio, ma già prima sito (72%), mentre il 26% è riuscito di quell'ora oltre 20mila utenti stavaad entrare nel sito ma senza avere la Regione Quote no operando nell'aggiornamento conpossibilità di inviare la domanda". Lombardia 10.460.063 tinuo delle pagine in cui si sarebbe L'Inail, subissata dalle proteste, si Lazio 7.868.912 visualizzato il "bottone" di invio della è affrettato a comunicare che verCampania 5.073.347 domanda di finanziamento. Al ripristiranno stanziate nuove risorse per Veneto 4.710.221 no (ore 14,09 circa), il servizio è riprerispondere alle attese delle imprese Emilia Romagna 4.570.257 so regolarmente e non ci sono state rimaste deluse. Non è ancora chiaro Toscana 4.414.537 disfunzioni di alcun tipo". Per il futuro, con quali modalità di accesso ai Sicilia 4.239.512 lo stesso ente ha dichiarato (candidafondi e visti gli esiti sarebbe da Piemonte 4.127.856 mente) che "taluni disguidi tecnici, scongiurare un nuovo click day. Il Puglia 2.349.938 determinati dall'afflusso davvero 12 gennaio, in serata, a Striscia la Sardegna 1.823.912 Calabria 1.723.448 straordinario di richieste giunte sul notizia, il portavoce del presidente Marche 1.718.949 nostro portale, con una punta di oltre Marco Sartori ha detto che all'origiLiguria 1.467.611 12 mila connessioni contemporanee, ne del problema vi sarebbe il colleAbruzzo 1.216.007 costituiranno occasione di perfezionagamento contemporaneo di 12 mila Friuli 1.080.938 mento di un sistema che si propone aziende che avrebbe mandato in tilt Umbria 1.006.527 quale strumento prioritario di stimolo e il sistema. Quindi ha assicurato che Basilicata 572.749 incentivo delle politiche nazionali di "per evitare speculazioni" verranno Trento 564.132 sicurezza del lavoro". La risposta di resi noti tutti i nomi dei beneficiati Bolzano 522.267 Rete Imprese Italia (Confartigianato, dai contributi. Questa volta, però, gli Molise 294.472 CNA, Casartigiani, Confcommercio e imprenditori non sembrano disposti Valle d’Aosta 194.346 Confesercenti) non si è fatta attendea lasciar cadere la faccenda e c'è Totale 60.000.000 re: "Le competizioni telematiche congià chi raccoglie adesioni per una tinuano a deludere gli imprenditori e class action contro l'ente nazionale. 40


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La tutela privata e la concorrenza La normativa che regola le sfide del mercato è da tempo attiva anche in Italia. Tuttavia, in molti non sembrano esserne consapevoli

LEGGERE LA LEGGE - Rubrica a cura dell’avvocato Marco Amorese ono passati più di vent'anni da quando in Italia, ultimo tra i paesi ad economia avanzata, fu introdotta una normativa nazionale sulla tutela della concorrenza che, fino ad allora, era stata solo di stampo comunitario. Da allora, le istituzioni (e, in particolare, l'A.G.C.M.) hanno raffinato la loro capacità di gestire e trattare

S

questioni di sicura complessità. Più difficile da valutare è, invece, il grado di conoscenza di quella normativa da parte dei cittadini. Sebbene la Corte di giustizia abbia confermato già nel 2001 che le vittime delle violazioni delle norme comunitarie sulla concorrenza hanno diritto ad una compensazione per qualsiasi danno subito, infatti, solo raramente tali vittime ottengono un risarcimento o, per essere 42

più precisi, solo raramente lo chiedono. Uno studio promosso dalla Commissione europea nel 2004 concludeva laconicamente con la considerazione che la tutela privata in antitrust era in uno stato di totale sottosviluppo nei paesi membri (con il termine "tutela privata" si intende quella serie di rimedi che sono esercitabili dal singolo davanti ai Tribunali senza l'intervento di autorità amministrative). Detta conclusione sembrava il segno di un incolmabile scarto culturale tra la tradizione giuridica europea e quella statunitense che, tuttavia, gli organismi comunitari si sono sforzati, se non di eliminare, almeno di attenuare. Da più parti, infatti, ci si è sforzati di sottolineare la necessaria complementarietà tra l'attività delle commissioni per la concorrenza (che spesso operano in condizioni di insufficienza di mezzi) e quella dei soggetti per il beneficio dei quali le norme sulla concorrenza sono poste. I soggetti danneggiati, mediante l'esercizio di azioni inibitorie o di risarcimento, possono infatti contribuire a scoraggiare condotte anticompetitive e a creare un contesto economico di maggiore benessere complessivo. L'idea che un'azione privata possa essere uno tra gli strumenti di regolamentazione di cui un ordinamento dispone non è certamente nuova nel mondo nordamericano, ma non è un'affermazione scontata nel vecchio continente dove una importante tradizione ordoliberale ha sottolineato la valenza pubblicistica della tutela del mercato e dove la tutela privata, per molto tempo, non è stata incoraggiata. Nel 2008, in un

ulteriore studio commissionato in concomitanza con l'approvazione del libro bianco in materia di azioni di risarcimento del danno per violazioni delle norme antitrust comunitarie, il giudizio sull'arretratezza degli ordinamenti comunitari veniva confermato, seppure con significative eccezioni. Le ragioni di questa sottoprotezione sono molteplici. In primo luogo, per quanto banale questa considerazione possa essere, si deve sottolineare una scarsa conoscenza pubblica dei temi della concorrenza. Se il malato non conosce la malattia non può certo cercare la cura e i temi della concorrenza rimangono spesso relegati ad una discussione tra pochi "addetti ai lavori" anziché essere oggetto di una vasta discussione. In secondo luogo, va menzionata una carenza degli strumenti giuridici messi a disposizione dei soggetti danneggiati da una condotta anticompetitiva che rendono spesso non conveniente o improbabile un'azione privata. Si badi bene, però, l'azione privata non è un bene in sé, dal momento che l'erronea comprensione e valutazione da parte di un organo giudicante potrebbe scoraggiare condotte efficienti: ciò spiega la cautela con cui questa materia viene affrontata dai legislatori nazionali. La problematica è vasta e, per affrontare questo argomento, l'Università degli studi di Bergamo ha organizzato una conferenza su questo tema che si terrà nel pomeriggio dell'1 marzo 2011. C'è solo da sperare che incontri pubblici come questo incoraggino una maggiore sensibilità sui temi della concorrenza.


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Zonca del Credito Bergamasco: "Dividendo anche per il 2010" L'INTERVISTA

Il presidente del Creberg anticipa che anche per quest'anno l'istituto di credito distribuirà un dividendo simile a quello dell'anno passato. Resta solo da definire l'entità della cedola che dovrebbe essere decisa in occasione dell'approvazione del bilancio. Il 1° giugno del 2011 il Credito Bergamasco festeggerà 120 anni ARTICOLO DI LIVIO CASANOVA PHOTO: GIORGIO CHIESA

n anni di crisi i miracoli si possono fare, basta avere un forte attaccamento al territorio, disporre di 246 filiali localizzate per il 90% in Lombardia di cui, magari, 94 sportelli nella sola provincia di Bergamo e avere come collaboratori 2.000 dipendenti motivati. In altre parole basta essere il Credito Bergamasco. Fronteggiata al meglio la congiuntura economica, il Creberg si conferma un vero e proprio baluardo dell'economia locale. In attesa dei dati finali di bilancio 2010, guardando indietro al 2009 l'istituto di credito aveva registrato una crescita tanto nella raccolta quanto negli impieghi chiudendo l'anno con un utile netto di oltre 85 milioni. Agli azionisti, per lo più tutti radicati nel territorio, era stato garantito il dividendo di un euro per azione. Non c'è ancora nessuna previsione sul dividendo 2010 ma si capisce già, guardando i primi 9 mesi dell'anno, che il 2010 può essere considerata un'ottima annata sia per la raccolta che per gli impieghi. Basti ricordare che l'utile netto a settembre dello scorso anno era già salito a 90 milioni, in nove mesi era stato superato l'intero 2009. Numeri e prospettive che abbiamo analizzato con chi è alla guida del Credito Bergamasco da più di 15 anni, il suo presidente, l'avvocato Cesare Zonca.

I

In attesa del bilancio finale i risultati dei primi nove mesi del 2010 hanno confermato l'ottimo stato di salute del Credito Bergamasco. Come si spiega che il Creberg, che rispetto a Ubi ha un ordine di grandezza dieci volte inferiore, abbia risultati migliori? A cosa è dovuto? "E' vero che i risultati del 2010 possono, se vengono confermati, considerarsi soddisfacenti. Tuttavia la domanda che Lei mi pone non può avere risposte in quanto UBI ed il Credito Bergamasco sono realtà diverse. La prima è una Holding Bancaria e cioè una società che detiene le partecipazioni totalitarie o quasi di banche dei ter44


Cesare Zonca

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ritori mentre il Credito Bergamasco è una banca di territorio e quindi non comparabile sotto nessun profilo con una Holding". Sempre in termine di "utili", i 114.9 milioni di profitti ottenuti dal Credito Bergamasco nel 2009 sono una bella fetta dei 267 milioni guadagnati dal Banco Popolare (fonte Milano Finanza). Nonostante questo il Creberg conta solo 250 sportelli sui 2.187 del Banco e meno di 2.000 dipendenti rispetto ai 20.000 del Banco. A conti fatti se non ci fosse il Credito Bergamasco il Banco Popolare varrebbe le metà? "Il Credito Bergamasco nell'anno 2009 ha avuto un risultato di esercizio monto buono ma è semplicistico rapportare i 114,4 milioni di utili del Credito agli utili del Banco Popolare che consolida gli utili di molte banche e certamente in base alle norme sui consolidamenti gli utili del Credito Bergamasco solo in parte concorrono a formare gli utili della controllante". L'Italease, controllata del Banco Popolare, si è rivelata una zavorra per l'istituto di credito. Nonostante sia solo una partecipata quanto è costata in termine di immagine e in quattrini? Ci sono stati contraccolpi per il Creberg? "Italease è stato sicuramente un problema per tutto il Gruppo Banco Popolare. Si tratta tuttavia di un problema che credo che sia avviato ad una corretta soluzione". I primi dieci azionisti del Credito Bergamasco detengono il 95% del pacchetto azionario. Essendo l'unico istituto di credito del gruppo quotato autonomamente che senso ha rimanere in Borsa? "Rimanere in Borsa costituisce una garanzia per le minoranze di potere provvedere agevolmente a liquidare i propri titoli. Ciò vale in particolare per le migliaia di piccoli azionisti del Credito Bergamasco. In aggiunta a ciò la partecipazione, anche in piccola misura di capitale, permette alla Banca un legame molto forte con il territorio". 46

Quali sono le caratteristiche e le prospettive del territorio bergamasco rispetto alle quali il Credito Bergamasco può dare un contributo maggiore? "La media e la piccola azienda che costituisce il nostro tessuto economico sono la clientela storica e tradizionale del Credito ed è in tali settori che, anche in questo momento di grave crisi, la Banca ha molto operato". Uno sguardo alla situazione generale. Dopo il primo impatto della crisi finanziaria, c'è il sospetto che si stia tornando ai vecchi vizi e ai rischi che hanno generato la crisi: è così? "Non vi è dubbio che si legge e si sente dire che in alcune piazze finanziarie la speculazione è tornata ad essere quella di un tempo. Tuttavia tale fenomeno non riguarda il Credito Bergamasco e non riguarda il Sistema Italia sia per il fatto che esistono, presso di noi, controlli che forse non esistono altrove sia perchè i principi etici che presiedono all'operare del Sistema e del Credito Bergamasco, oggi come ieri, non sono compatibili con le speculazioni finanziarie di cui lei parla".

Ritiene che abbia più ragione il ministro Tremonti nel mettere in guardia da questi rischi o Berlusconi nel lanciare messaggi rassicuranti? "Non vi è dubbio che i timori del Ministro Tremonti siano molti più fondati dell'ottimismo ingiustificato del Primo Ministro". Federalismo e banche: il Creberg ci guadagnerà? O perderà appeal? "Il Credito Bergamasco non avrà nè vantaggi nè svantaggi dal federalismo. Continuerà a svolgere la sua attività imprenditoriale nei suoi territori esattamente come prima. Per ciò che concerne il federalismo penso per contro che possa essere di giovamento all'economia locale se attuato nel rispetto di rigorosi canoni di spesa". Si intuisce che le ottime performance del credito siano da ascrivere alla parte assolutamente preponderante della sua attività creditizia, rivolta in via principale alle piccole e medie imprese, nonché nella direzione delle famiglie. Quali sono state le iniziative adottate nel 2010 per la provincia di Bergamo?


L’interno dello studio, in Viale V. Emanuele II, 12

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"Le iniziative adottate dalla Banca sono state numerose e ricordo con piacere il successo che hanno ottenuto tutte quelle attuate con i confidi delle associazioni di categoria". Che risultati hanno dato le iniziative messe in campo per la Bergamasca? "L'attività del Credito Bergamasco ha certamente avuto l'effetto di sostenere ed aiutare molte aziende del territorio a superare difficoltà o momenti difficili. Ha inoltre permesso a molti di progettare un futuro". E' sempre difficile prevedere il futuro, tanto più in economia. Ciò premesso, dal suo osservatorio, come vede il domani orobico? "Il domani orobico non potrà ovviamente manifestarsi molto diverso da quello del nostro contesto nazionale, ma conservando tuttavia quelle caratteristiche di capacità operativa e di penetrazione nei mercati che sempre l'hanno distinto, ritengo che permetterà di raggiungere risultati soddisfacenti". Il 1° giugno del 1891 nasceva a Bergamo il Credito Bergamasco e il 2011 sarà anche l'anno delle celebrazioni. Verranno tolti i teli che ora

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coprono il restauri della sede? Cosa avete in programma? "Per celebrare il 120° anniversario di Fondazione della nostra Banca è previsto un calendario di appuntamenti che renderanno il 2011 un anno davvero speciale non solo per Creberg, ma anche per la Città di Bergamo e per la nostra Provincia. In particolare sono in programma una serie di iniziative che ripercorreranno la storia e le tappe salienti della crescita del nostro istituto, da sempre fortemente radicato sul territorio". Ci può dare delle anticipazioni? "La Fondazione Credito Bergamasco poi ha in serbo una grande sorpresa (la realizzazione di una splendida opera d'arte, un'imponente scultura di Ugo Riva, e la sua messa a disposizione al pubblico) e la realizzazione di alcuni eventi importanti: una mostra "ad hoc" di Ugo Riva in primavera; altri restauri di opere di Lorenzo Lotto nonchè la presentazione e pubblicazione di un volume che raccoglie i risultati scientifici conseguiti; una mostra, in autunno, dedicata a Ennio Morlotti, l'indimenticabile genio del naturalismo lombardo, ed al suo grande epigono, tuttora vivente, Romano Trojani; parecchie manifestazioni sul territorio (Romano di Lombardia, Clusone, Lovere, Seriate ....)

a testimonianza del nostro attento e convinto radicamento". Dopo 120 anni di presenza del Credito Bergamasco sul nostro territorio, cosa è rimasto intatto dello spirito originario e cosa invece è cambiato? "Credo di poter confermare che nell'ovvio mutamento del contesto nel quale la Banca opera, la stessa continua a procedere ed a comportarsi nel rispetto dei precetti etici dei fondatori che ritenevano che l'attività dell'impresa, particolarmente se finanziaria, dev'essere finalizzata non solo al perseguimento del profitto, ma anche e contestualmente alla pubblica utilità nell'ambito di uno spirito di solidarietà". Chiudiamo con una buona notizia per tutti gli azionisti. E' lecito aspettarsi un dividendo nella misura del 2009 (1 euro) o visto i profitti del Credito Bergamasco è lecito attendersi una cedola più consistente? "Se l'assemblea lo valuterà opportuno e se riterrà di deliberarlo, mi pare che possano sussistere i presupposti perchè possa essere pagato, anche per l'anno passato, un dividendo simile a quello dell'anno precedente".


ECONOMIA&BUSINESS

Ripresa "light" e senza posti di lavoro

Il recupero dell’export Variazione percentuale nei primi nove mesi del 2010 sullo stesso periodo del 2008 e del 2009 Su Gen/Set 2008

Su Gen/Set 2009 13,6

Alimentari Tessili

11,2 -11,8 9 -24,9

Abbigliamento

LA CONGIUNTURA

Anche nel terzo trimestre 2010 si registra la ripresa della produzione manifatturiera grazie all'export che, tuttavia, stando ai dati congiunturali della Camera di Commercio, non ha ripercussioni positive sull'occupazione. Soffrono il commercio e servizi e non si arresta la flessione nell'edilizia

Pelle Legno - Carta stampata

-3,6 -10,7 43,9 -12,3 12,9 4,6

Chimici

38,4 0,4

Farmaceutici

0,8 -1,8

Gomma - Plastica

39,6 -28,1

Minerali non metallurgici

9,2 -39,9

Metallurgia Prodotti in metallo Elettronica - Ottica Apparecchiature elettriche

4,5 -6,4 22,3 -22,2 18 -16 15,1 -22,2

Macchinari Auto Altri mezzi di trasporto

ccupazione sempre in crisi a Bergamo, dove sono in ripresa soltanto gli avviamenti interinali, mentre l'emorragia del lavoro dipendente non risparmia nemmeno il settore piĂš in salute del momento: l'industria manifatturiera. E' quanto emerge dall'aggiornamento dell'osservatorio sulle imprese della Camera di commercio, che analizza anche l'andamento dell'export e quello dei protesti.

O 50

3,1 -14,6 37,6 -5,5 27,3 -23,9

Mobili Altre produzioni Totale

5,4 -11,9 9,8 -13,2 17,7


L’OCCUPAZIONE. La produzione manifatturiera è in ripresa, ancora al terzo trimestre 2010, sospinta da un ritrovato dinamismo degli scambi internazionali. Commercio e servizi mostrano ancora un andamento stagnante e continua la flessione dell'attività nell'edilizia. Restano problematiche le condizioni del mercato del lavoro, anche se le informazioni al riguardo sono meno aggiornate o non sempre congruenti in quanto derivano da fonti amministrative o statistiche diverse. La Cassa integrazione - che a novembre ha registrato un aumento delle richieste di Cassa straordinaria rispetto al mese precedente, ma è in via di tendenziale riduzione - ha contenuto la flessione dei livelli occupazionali nella fase più intensa della crisi. Gli addetti alle imprese si sono tuttavia ridotti, soprattutto a causa del blocco

o del rinvio dei nuovi ingressi e della mancata trasformazione di contratti a tempo determinato in posti di lavoro effettivi. Anche le iscrizioni nelle liste di mobilità e i licenziamenti sono aumentati, per effetto di crisi aziendali irrisolvibili o di contrazioni dell'occupazione. La mobilità coinvolge prevalentemente lavoratori espulsi da aziende con meno di 15 dipendenti (a fine settembre 2010 sono 3.229 contro i 2.360 in aziende con oltre 15 dipendenti). Le dimensioni della riduzione dell'occupazione complessiva in provincia non sono tuttavia note. I dati ISTAT sulle forze lavoro, a livello provinciale, vengono ufficializzati solo come dati medi annui, e quindi con notevole ritardo e inevitabile imprecisione. I dati per singolo trimestre sono ancor più imprecisi e volatili e vanno considerati quindi con molta cautela. Secondo questa fonte gli occupati residenti in provincia di

Bergamo sono poco più di 461mila a metà 2010, un dato in flessione da due trimestri consecutivi. Il confronto temporale risente ancora della forte variabilità delle medie trimestrali. Si osserva che la tendenza degli ultimi trimestri è in leggera flessione. La perdita stimata nella media della prima metà del 2010 in confronto alla media del primo semestre del 2009 è di oltre 8mila occupati, pari ad un calo su base annua del -1,8%. La serie dei dati trimestrali evidenzia peraltro una tenuta dei livelli occupazionali tra 2008 e 2009, mentre il più robusto dato medio regionale segnala una flessione molto netta a partire dalla fine del 2008 e una lieve tendenza positiva nei primi due trimestri del 2010. Il risultato di Bergamo è molto simile a quello in provincia di Brescia. In Lombardia fanno peggio di Bergamo le province di Pavia, Cremona, 51


Sondrio e Mantova, mentre recuperi occupazionali sarebbero presenti a Lodi, Lecco, Varese, Como e a Milano. Si può avanzare l'ipotesi che nelle aree più industrializzate (Bergamo e Brescia) sia più lento il recupero occupazionale che si osserva nell'area metropolitana milanese, più terziarizzata, anche come diretta conseguenza del ricorso massivo alla Cassa integrazione a Bergamo e Brescia, dove il graduale riassorbimento di lavoratori sospesi implica un rinvio delle nuove assunzioni. In base ai risultati delle indagini campionarie camerali in provincia, il calo dell'occupazione è proseguito probabilmente anche nel terzo trimestre del 2010. La variazione trimestrale degli addetti alle imprese è negativa nell'industria, nel commercio e nei servizi. La tendenza è in recupero anche se è molto difficile che nell'ultimo trimestre del 2010 possa invertirsi e tornare in territorio positivo. Le stes52

se previsioni delle imprese sono negative nell'industria e nell'artigianato e in ripiegamento nei servizi. Nell'edilizia bergamasca non pare arrestarsi l'emorragia di lavoratori e di imprese. A fine settembre 2010 i lavoratori attivi iscritti alla Cassa Edile e all'Edilcassa sono 21.420, rispetto ai 25mila di fine anno 2009, con un calo del 16,8%. L'occupazione è in calo già dal 2008. E anche le ditte attive, iscritte alle Casse , scendono a quota 3.901 dalle 4.377 del 2009. Tornano invece a crescere rispetto a un anno fa i lavoratori interinali e le missioni dovute al lavoro in somministrazione. In termini di unità equivalenti a tempo pieno, gli interinali a Bergamo nel secondo trimestre 2010 sono saliti a 5.318 contro i 4.267 del secondo trimestre 2009 (+24,6%, una variazione superiore al dato medio regionale). Quasi il 60% dei lavoratori interinali è stato utilizzato in imprese manifatturie-

re. Nel complesso le missioni di lavoro interinale sono aumentate del 35,9% a Bergamo, contro un +24,9% in regione. IL COMMERCIO CON L’ESTERO. La ripresa del commercio internazionale, come detto, sta trainando l'industria bergamasca. Non mancano peraltro segnali di un rallentamento globale del commercio mondiale che potrebbero frenare il recupero delle esportazioni provinciali nel prossimo futuro. Nei primi nove mesi del 2010 le esportazioni della provincia hanno raggiunto gli 8.393 milioni di valore, con una crescita del 14,4% sullo stesso periodo del 2009 (le corrispondenti variazioni del dato nazionale e regionale sono state +14,3% in Italia, +12,1% per la Lombardia). Si osserva un incremento ancor più marcato delle importazioni, segno di una ripresa della domanda interna, soprattutto di beni intermedi utilizzati nell'industria, e di una risalita dei prezzi


delle materie prime e degli stessi prezzi in euro dei manufatti internazionali. A Bergamo l'import ha superato tra gennaio e settembre 2010 i 5.346 milioni, con un aumento del +24,1% su base annua (in Italia +20,9%, in Lombardia +20,9%). Il dato cumulato dei primi 9 mesi è messo a confronto con lo stesso periodo di un anno prima (ancora nel pieno delle conseguenze della recessione internazionale) e di due anni prima, cioè nel periodo precedente il fallimento di Lehman Brothers. L'importante performance dell'export dell'ultimo anno (+14,5% a valori correnti in euro) ha recuperato parzialmente il divario dai livelli pre-crisi che distano ancora 13,3 punti percentuali. Tuttavia in alcuni settori si è già tornati al di sopra dei massimi storici. Questo vale oltre che per due prodotti tipicamente anti-ciclici (alimentari e farmaceutici), per alcune tipologie di beni intermedi molto importanti per l'industria bergamasca come la chimica (+30,2 su un anno, +6,2% su due anni fa) e la gommaplastica, cresciuta del 40,7% su base annua e molto vicina (-0,9%) ai livelli antecedenti la crisi. La dinamica trimestrale è caratterizzata da ampie oscillazioni. Il terzo trimestre del 2010 (che comprende il periodo estivo) è stato al di sotto del risultato del trimestre precedente sia per l'export che per l'import. Per cogliere l'evoluzione della dinamica vengono riportate nel seguito (pagg. 11-20) le schede grafiche per i principali Paesi e settori con i dati dei flussi e del saldo in valore assoluto e, nel grafico inferiore, le variazioni trimestrali su base annua, cioè confrontate con lo stesso trimestre dell'anno precedente. La dinamica dell'export totale è ancora in accelerazione: la variazione tendenziale è del +19,1% nel terzo trimestre 2010, dopo il +16% registrato nel secondo trimestre. Rallenta la dinamica sul mercato interno dell'Unione Europea (+26,2% nel secondo, +17,7% nel terzo trimestre), mentre accelera verso i mercati extra-europei (dal +2,8% nel secondo al +21,6% nel terzo trime-

stre). Una relativa decelerazione della dinamica è avvertibile nel dato dell'export del terzo trimestre del 2010 verso i Paesi più importanti per i prodotti bergamaschi, come Germania, Francia e Spagna. Tuttavia l'incremento su base annua dell'export verso la Germania è pur sempre un robusto +32%. Sui mercati esterni alla UE si osserva una forte ripresa nell'ultimo trimestre dell'export verso gli USA (+40,4%) e una crescita costante e in accelerazione verso l'area dell'America Latina: il flusso trimestrale di esportazioni (per un valore ancora molto contenuto intorno ai 118 milioni) è già al di sopra dei livelli pre-crisi. Rallenta invece la dinamica dell'export verso l'area asiatica. In particolare le esportazioni verso la Cina sono al di sotto dei livelli di un anno fa sia nel secondo che nel terzo trimestre 2010. Per quanto riguarda i settori, si conferma un buon recupero dell'export dell'intero sistema moda (tessile, abbigliamento, calzature e articoli in pelle: +15,8% nel secondo, +16,7% nel terzo trimestre 2010), dei macchinari (+7,1% nel secondo, +11,6% nel terzo trimestre 2010), dell'insieme elettronica e apparecchiature elettriche e di auto e mezzi di trasporto. Chimica-farmaceutica e gomma-plastica, pur in decelerazione nell'ultimo trimestre, segnano incrementi a due cifre. In recupero anche legno-carta e mobili. Torna su variazioni

positive nell'ultimo trimestre l'export della metallurgia e prodotti in metallo. IL CREDITO E I PROTESTI. Sul versante del credito si riscontra, a Bergamo come nel resto del Paese, un'inversione di tendenza dei prestiti alle società non finanziarie, che sono in aumento sia per le piccole (con meno di 20 addetti) sia per le grandi grandi (oltre i 20 addetti). La scomposizione per settori di attività economica evidenzia che in provincia di Bergamo l'inversione di tendenza è in corso da marzo per le imprese manifatturiere e, più recentemente (scontando il "salto" dovuto a un cambiamento della metodologia di rilevazione), anche per le imprese delle costruzioni. Sono invece ancora in calo, anche qui prescindendo dall'interruzione della serie storica, i prestiti bancari vivi alle imprese dei servizi. Il flusso di nuove "sofferenze rettificate" resta su valori elevati ma nel secondo trimestre del 2010 si riscontra una prima riduzione della quota dei prestiti a soggetti classificati "in sofferenza", sia tra le famiglie consumatrici che tra le imprese. Segna invece un'inversione di tendenza negli ultimi mesi la dinamica dei protesti levati in provincia di Bergamo: a ottobre e novembre sia il numero sia gli importi dei protesti hanno ripreso a crescere dopo una fase di tendenziale riduzione.

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ECONOMIA&BUSINESS

La tavola rotonda Da sinistra Vittorio Colao, Lucrezia Reichlin, Mario Deaglio, Ferruccio De Bortoli, Francesco Giavazzi e Carlo Secchi

ARTICOLO DI: LIVIO CASANOVA PHOTO: LORIS SAMBINELLI

on escluderei che gli anni 2010 - 2011 abbiano segnato il successo più grande dell'euro" a sostenerlo è l'ex commissario europeo Mario Monti di fronte ad una platea attenta di imprenditori, manager, economisti. Ribattezzato subito il "paradosso Monti", Vittorio Colao, amministratore delegato di Vodafone Italia si auspica che "il paradosso diventi realtà". Bastano queste due battute per capire che a Bergamo, al settimo convegno della Fondazione Italcementi del gruppo Pesenti dal titolo emblematico "l'Europa ai confini dello sviluppo", si è discusso sul futuro dell'Europa e si è affrontato il tema della crisi economica globale. Si è parlato della "necessità di rilanciare

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l'Europa nell'opinione pubblica" e di una Comunità, quella europea, che "non è un costo da sopportare", ma una " speranza nella crescita della democrazia". La giornata di studio è stata avviata da un saluto del presidente della Commissione José Maria Barroso e dalla lecture del presidente dell'Università Bocconi Mario Monti. Sul palco, con Colao un panel di illustri relatori: Mario Deaglio - professore ordinario di Economia Internazionale all'Università di Torino, Carlo Secchi professore ordinario di Politica economica europea Università Bocconi, Francresco Giavazzi - professore ordinario di Economia politica all'università Bocconi, Lucrezia Reichlin - full professor London Business School - coordinati dal direttore del Corriere della Sera

Ferruccio De Bortoli. In platea, seduti nell'auditorium della Fiera di Bergamo banchieri del calibro di Giovanni Bazoli, presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, l'attuale presidente di UniCredit Dieter Rampl, il presidente di Rcs Piergaetano Marchetti e Lamberto Cardia, presidente delle Fs. "Dobbiamo aumentare la governance economica all'interno della zona dell'euro e su scala europea", con questo auspicio José Maria Barroso, Presidente della Commissione Europea dal 2004, ha aperto con un video messaggio il convegno. "Per rispondere alle sfide dell'economia, i governi europei dovranno avviare drastiche riforme del lavoro - ha continuato Barroso nel suo intervento -. Non possiamo rischiare di tornare ad un processo di


Europa: paesi più attaccati che uniti IL CONVEGNO

Mario Monti, a Bergamo per il settimo Convegno Fondazione Italcementi dal titolo "l'Europa ai confini dello sviluppo" sottolinea come all'Europa "occorra una governance che superi l'insufficiente riconoscimento di un mercato unico ancora diviso tra unione economica e unione monetaria Barroso in un video intervento: "Serve più coordinamento per l'Unione"

crescita in cui manca l'incremento dell'occupazione. Ricordiamoci che la crisi ha distrutto milioni di posti di lavoro. Se l'Europa vuole progredire e rendersi prospera nel contesto mondiale, i suoi dirigenti dovranno riuscire ad attirare in maniera esponenziale nuovi capitali privati. Un fattore essenziale per finanziare la crescita. Non è più possibile rimandare il consolidamento delle finanze pubbliche e della riforma del settore finanziario, così come vi è una impellente necessità di introdurre rapidamente riforme strutturali e misure a sostegno della crescita. Questo è un messaggio che vogliamo indirizzare con il massimo della chiarezza e della forza a tutti i capi di Stato", anche perchè "la ripresa è già partita, ma è troppo lenta e non sufficientemente diffusa", ha sottolineato il presidente della Commissione di Bruxelles. "Evitare la stagnazione in uno scenario di maggiore concorrenza globale e in un contesto di finanza pubblica insostenibile" è la conclusione del contributo

José Maria Barroso nel video messaggio

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La platea

Mario Monti

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video di José Barroso che ha rimarcato come la priorità europea sia, ora, accelerare le riforme. Pena: perdere la gara schiacciati tra Stati Uniti e Cina. Dopo il saluto di Giovanni Giavazzi, presidente della Fondazione Italcementi l'intervento di Mario Monti, che ha tracciato la linea del dibattito. "Negli ultimi 15 anni l'Europa è rimasta, con i suoi bassi tassi di crescita - ha sottolineato il Presidente dell'Università Bocconi -, ai confini di una fase di vivacissimo sviluppo mondiale, ma forse domani diremo che non sono stati anni sprecati. L'Europa ha fatto passi avanti verso un mercato unico, creato la moneta unica e si è allargata a nuovi stati membri. Manca ancora una Costituzione, ma il trattato di Lisbona ci si avvicina. Questi risultati hanno assorbito energie politiche enormi, distolte ad altre funzioni di governo come la crescita. Oggi però l'Europa è pronta per ripartire. Per farlo, occorre una governance che superi l'insufficiente riconoscimento di un merca-


to unico ancora diviso tra unione economica e unione monetaria. È importante, per rafforzare il mercato unico, migliore l'integrazione tra i mercati nazionali e difendere nei vari Paesi la consapevolezza della necessità di una economia di mercato". Per l' ex Commissario Europeo, l'Europa è lo strumento che le imprese italiane, l'economia, ma soprattutto il deludente mondo politico devono usare per uscire dalla crisi, che non è finita finché gli indicatori non saranno tornati ai livelli del 2008. Scendendo su scala nazionale, l'Italia deve ritornare a guardare all'Europa, dove "non ha più nessuna tutela" e dove ci troviamo un "governo fumoso". Monti ammonisce: "Se si deride il mercato, come quando è esplosa la crisi, non bisogna poi sorprendersi che l'opinione pubblica italiana non colga l'introduzione della competitività nella riforma universitaria o la necessità di elementi di flessibilità sul mercato del lavoro". Fino ad oggi, nei momenti di difficoltà profonda, l'Europa e l'Italia hanno saputo ritrovare la rotta e individuare le energie per crescere, mentre quando tutto sembra andare bene ci sono i semi della stanchezza. In altre parole per l'ex commissario europeo le crisi sono maieutiche e "l'Europa ha mostrato che ha bisogno di crisi per fare passi avanti: non è l'euro che è in difficoltà, ma l'eurozona", anche perchè la moneta unica ha dimostrato anche in questo momento la tenuta di valore e il suo ruolo di divisa comune. Anzi, forse l'ha rafforzato. Ecco il "paradosso di Monti", fil rouge che ha accompagnato tutte le analisi e le valutazioni dal mondo accademico, istituzionale e il punto di vista del mondo industriale. Mercato interno, innovazione e infrastrutture sono la ricetta proposta, seppure con visioni differenti, da Carlo Secchi e da Lucrezia Reichlin, mentre punta su digitale, scienza ed energia Vittorio Colao. "Proprio durante la crisi può essere il momento nel quale dare l'accelerazione alla creazione del mercato unico europeo", ha sottolineato lo stesso Colao riferendosi a Monti. "Dobbiamo lanciare in Europa il "paradosso Monti - ha continuato Colao -. Dimostriamo che non è un paradosso facendo diventare l'Europa più Europa, più unita, più concorrenziale, più orientata alle alte competenze, più aperta. Abbiamo bisogno al più presto di rilanciare

Giampiero Pesenti

e aggiornare il mercato unico", anche se il Continente deve "diventare più selettivo nella scelta dei campi dove investire: mondo digitale, scienza e in particolare bioscienza, trasmissione dell'energia". Per quanto riguarda le scelte dell'azienda che guida, la Vodafone, ha aggiunto "siamo disposti e determinati ad avere un ruolo a 360 gradi nelle telecomunicazioni in Italia: se questo avverrà con un investimento diretto o compartecipato o in altra maniera lo deciderà l'amministratore delegato di Vodafone Italia". Lucidamente pessimista Mario Deaglio, mentre Francesco Giavazzi pronostica una ricomposizione della domanda dopo lo scompaginamento delle carte dovuto alla crisi. In chiusura del convegno, Giampiero Pesenti - presidente di Italcementi, ha voluto condividere la visione del Presidente della Commissione Europea. "Come ha auspicato il presidente Barroso, anch'io sono fiducioso che 57


Carlo Pesenti

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l'Europa ce la farà nel suo sforzo di rilancio economico. L'importante è che tutti facciano la propria parte. Noi, e parlo come imprenditore, non possiamo permetterci di perdere questa sfida". Non vede il rischio di una marginalizzazione del ruolo dell'imprenditoria italiana in ambito globale. "Io sono positivo e ottimista. L'imprenditore italiano è stato sempre eccezionale, straordinario e motivato. Già da tempo noto una grande capacità e ambizione di svilupparsi all'estero e di competere sui mercati internazionali, quindi sarei più ottimista che pessimista" ha detto Pesenti a margine del convegno. Quanto alle criticità dell'Italia, Carlo Pesenti ha rilevato: "Penso che uno dei grandi limiti di questo Paese sia il costo degli oneri legati alla carenza di infrastrutture e il costo di gestione della controparte amministrativa. Questo secondo me è l'elemento che limita lo sviluppo della crescita del Paese".


ECONOMIA&BUSINESS

L'Italcementi firma un abito da sera "Catalitico" "ECO - COUTURE "

Si chiama "Herself" l'abito ecologico che purifica l'aria. Grazie ad una particolare miscela di cemento flessibile, resa trasparente dall'Italcementi, e attraverso l'illuminazione dei raggi del sole il tessuto è in grado di spaccare le molecole inquinanti di CO2 ARTICOLO DI: LIVIO CASANOVA

n un solo minuto quaranta donne potrebbero depurare fino 2 m3 d'aria. Per far questo non è necessario caricarle di una marmitta catalitica e accompagnarle nelle zone più inquinate

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L’abito ecologico realizzato con una particolare miscela di cemento

della città ma persuaderle (e qui sta la vera impresa), prima di uscire e dopo 60

essersi truccate, ad indossare Herself. Altro problema: le quaranta donne dovrebbero stare strette in un metro quadro. Herself (che vedete nelle foto) a prima vista è un comune abito da sera lungo ed estivo, smanicato e bianco con uno strascico dalle tinte azzurre, blu e nere con lo stesso effetto che si ottiene soffiando con una cannuccia sull'inchiostro fresco. A renderlo singolare non è una questione estetica ma una particolarità: purifica l'aria. Non è stato studiato per eliminare i (nostri) cattivi odori, ma negli intenti dei suoi sviluppatori, dovrebbe essere in grado di ridurre gli agenti inquinanti nell'aria circostante. Il "miracolo" è stato possibile grazie ad uno speciale materiale fotocatalitico: una particolare miscela di cemento flessibile, resa trasparente dall'Italcementi e colata sull'abito: sfruttando la luce solare come catalizzatore, il biossido di titanio presente sulla superficie del materiale reagirebbe a contatto con gli agenti inquinanti dell'aria. Se da un lato ha lo svantaggio di irrigidire la stoffa, dall'altro concede la capacità di rompere con il

solo aiuto del sole le molecole di smog, diminuendo il biossido di azoto e il monossido di carbonio nella zona circostante anche del 65%. Il primo vestito catalitico mai realizzato al mondo è frutto di un progetto più ampio denominato Catalytic Clothing ed è un prototipo nato dalla collaborazione tra l'Università di Sheffield, il London College of Fashion e l'Università d'Ulster. Herself ha lo scopo di coinvolgere e sensibilizzare il pubblico sui temi dell'inquinamento ambientale ed esplorare le modalità con cui i tessuti sono in grado di migliorare la qualità dell'ambiente. Attualmente, il prototipo è esposto presso l'Università di Sheffield. Di primo acchito, guardando il lato puramente estetico, Herself e la collana di capi che dovrebbe scaturire da questo esperimento non dovrebbero destare troppe perplessità nelle donne al passo con i tempi. Certo, c'è anche l'idea di "indossare" una colata di cemento che, per quanto trasparente, non si addice alle fashionistas, la categoria di donne che più che innamorate sono delle vere e proprie fanatiche della moda.


ECONOMIA&BUSINESS

ww.parlamento.openpolis.it è il nuovo sito, accessibile (almeno per ora) a tutti i cittadinielettori che sono (legittimamente) curiosi di sapere cosa fanno i propri rappresentanti eletti a Roma. Basta intermediazioni e notizie filtrate perché in democrazia è bello e opportuno sapere cosa fa un determinato politico, conoscere uno dei tanti politici in carica e, tra le altre possibilità, questo sito permette di verificare tassi di presenza - assenza di ognuno dei nostri 945 rappresentanti, di compararli fra loro, e tassi di presenza-assenza medi. Guardando i dati degli eletti bergamaschi alla Camera dei Deputati, si scopre che, tutto sommato e salvo qualche ecce-

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zione, dovremmo essere orgogliosi di coloro che ci rappresentano. A cominciare da Giovanni Sanga, eletto per il PD nella circoscrizione Lombardia 2 e con un passato negli enti locali della sua valle, la val Cavallina. Il deputato PD risulta, infatti, presente al 98.07% delle votazioni. Una media lontana dal primato del suo collega deputato, onorevole Remigio Ceroni, PDL, presente al 99.84% delle votazioni. Assente solo dodici volte è decisamente sopra la media generale di presenza, pari al 77.04%. Da notare, inoltre, che l'onorevole Giovanni Sanga risulta ancora consigliere comunale ad Entratico per una lista civica, mantenendo così uno stretto legame con il suo territorio d'espressione. E' la stessa situa-


Laboriosi o sfaticati? IL REPORTAGE

Sanga il più presente; Stucchi, Jannone e Di Pietro i più attivi; Male Pirovano: il suo indice di presenza è sottomedia. Abbiamo naviganto nel sito openpolis per vedere presenze e assenze dei politici orobici. Si può adottare un parlamentare bergamasco e controllarne l'operato

zione di Ettore Pietro Pirovano: deputato e presidente della Provincia di Bergamo. Sul suo doppio incarico si è a tanto parlato. Il Testo Unico sugli Enti Locali, infatti, sancisce che un presidente di provincia non può candidarsi come parlamentare. Ma non il contrario. Qualche giurista ha sostenuto che l'incom-

On. Giovanni Sanga - PD Incarichi attuali: Consigliere comune di Entratico (Bg) 16º legislatura: in carica dal 29/04/2008

Valore medio: 77.07%

Presenze:

98.07%

(7,583)

Valore medio: 14.70%

Assenze:

1.93%

(149)

Valore medio: 8.23%

Missioni:

0.00%

(0)

63


patibilità andasse interpretata in senso estensivo ma la Giunta per le elezioni della Camera dei Deputati spiegò, con chiarezza, che il suo doppio incarico è ammissibile. Tanto più che, alla fine, non comporta un doppio stipendio. L'onorevole Pirovano è presidente della Provincia di Bergamo senza indennità o emolumento alcuno: il mensile glielo passa il Parlamento nazionale. In materia di "politically correct", forse, sarà anche a causa di questo doppio incarico che si spiega la differenza con Sanga. L'indice di presenza di Ettore Pirovano, parlamentare per la Lega Nord da quasi quindici anni, si attesta sul 62.05% delle votazioni. Chiaramente sottomedia. Come lui, sottomedia, anche il pidiellino Giorgio Jannone, che si attesta al 59.62% delle presenze. Il suo tasso di partecipazione va corretto a fronte delle numerose assenze per missioni che ha dovuto portare a termine nel corso del suo mandato elettorale. Ben mille e ottocento novantaquattro votazioni, infatti, sono state saltate dal deputato bergamasco a causa delle missioni istituzionali affidategli: una percentuale pari al 24.55 del totale delle votazioni. Il suo tasso di assenza ingiustificata si colloca, quindi, al quindici per cento. Nella media. Jannone, però, si riscatta ampiamente nel confronto con tutti gli altri deputati eletti in Bergamasca per indice di attività, ovvero per quello che fanno i nostri rappresentanti una volta eletti. Anche se l'indice d'attività, ammoniscono i gestori del sito, non prende in considerazione il lavoro svolto nelle varie commissioni parlamentari, è pur sempre indicativo della loro laboriosità o inerzia. Viene, infatti, calcolato a partire dal numero di atti prodotti: interrogazioni, mozioni, ordini del giorno, proposte, ecc... Ebbene, da questo punto di vista, Giorgio Jannone, PDL, si colloca ventesimo su seicentotrenta. 64

Meglio di lui, tra i bergamaschi, solo l'onorevole Giacomo Stucchi, Lega Nord: decimo su seicentotrenta nonostante il suo tasso di presenza si attesti al 35%. Anche lui, però, ha un'alta percentuale di assenze istituzionalmente autorizzate:

On. Giorgio Jannone - PdL 16º legislatura: in carica dal 29/04/2008

Valore medio: 77.07%

Presenze:

56.61%

(4,609)

15.89%

(1,229)

24.50%

(1,894)

Valore medio: 14.70%

Assenze: Valore medio: 8.23%

Missioni:

On. Giacomo Stucchi - Lega 16º legislatura: in carica dal 29/04/2008

Valore medio: 77.07%

Presenze:

35,94%

(2,779)

Valore medio: 14.70%

1.51%

Assenze:

(117)

Valore medio: 8.23%

Missioni:

62.55%

(4,836)

40.38%

(3,122)

57.97%

(4,482)

On. Antonio Di Pietro - IdV 16º legislatura: in carica dal 29/04/2008

Valore medio: 77.07%

Presenze: Valore medio: 14.70%

Assenze: Valore medio: 8.23%

Missioni:

1.66%

(128)

il 62.68% delle votazioni. Curiosamente, scorrendo l'elenco dei più produttivi, non sempre l'indice di presenza-assenza corrisponde ad una frenetica attività parlamentare. Il terzo bergamasco più attivo, infatti, è Antonio Di Pietro, eletto in Molise ma residente a Curno: ventiquattresimo su seicentotrenta per produttività ha un indice di assenza pari al 58.07% delle votazioni. Ampiamente sottomedia. Meglio di lui, quanto a presenze, l'onorevole della Valbondione Sergio Piffari, anch'egli IDV e da due anni parlamentare. Vanta un indice di


attività sopra la media generale dei suoi colleghi ma un indice di presenza pari all'87.60% delle votazioni. Sicuramente sopra la media generale, pari al 77.04%, ma pur sempre lontano anni luce dallo stacanovismo di Sanga, gravato anche

laboriosità con un alto tasso di presenza è Nunziante Consiglio, Lega Nord. Presente al 95.49% delle votazioni, il parlamentare padano sembra riuscire a coniugare bene il suo doppio incarico di parlamentare e Presidente del CDA di TEB, l'azienda del Tram delle Valli. La sua laboriosità, però, non si ferma qui. Il suo indice di attività, infatti, è tutto On. Mariastella Gelmini - PdL sommato nella media: 286° Incarichi attuali: Ministro istruzione università e ricerca su 630 deputati. Come lui, il 16º legislatura: in carica dal 29/04/2008 Piddino Antonio Misiani, terzo dopo Consiglio e Valore medio: 77.07% Sanga, nel numero di prePresenze: 13.41% (1,037) senze e con un indice d'attiValore medio: 14.70% vità di poco inferiore a quello 17.20% (1,330) Assenze: di Nunziante Consiglio. In Valore medio: 8.23% fondo ad ogni classifica l'o69.39% (5,365) Missioni: norevole Mirko Tremaglia, FLI: ultimo sia per tasso di presenza, sia per laboriosità. Finora è risultato assente il Sen. Roberto Calderoli - Lega 76.47% delle votazioni ed il 16º legislatura: in carica dal 29/04/2008 suo indice di produttività lo colloca al cinquecentottanunesimo posto. Dopo di lui, Valore medio: 77.07% quanto ad assenze, l'onorePresenze: 20.41% (997) vole Mariastella Gelmini, Valore medio: 14.70% bergamasca d'adozione, pre0.02% (1) Assenze: sente al 13.25% delle votaValore medio: 8.23% 79.57% (3,886) Missioni: zioni ma giustificata per il 69.51% delle stesse. Con un indice complessivo di assenza pari al 17.24%, è un dato tutto sommato comprensibiOn. Ettore Pietro Pirovano - Lega Incarichi attuali: Presidente Provincia di Bergamo (Bg) le visto la sua incombenza 16º legislatura: in carica dal 29/04/2008 di Ministro della Pubblica Istruzione. Sembra, però, che Tremaglia abbia problemi di Valore medio: 77.07% Presenze: 62.03% (4,796) salute ed i regolamenti parValore medio: 14.70% lamentari non prevedono la Assenze: 37.97% (2,936) registrazione del motivo delValore medio: 8.23% l'assenza al voto del parlaMissioni: 0.00% (0) mentare. In altre parole, non è possibile distinguere, ai fini delle statistiche pubblicate dal doppio incarico come consigliere comunale al suo paese, su "openparlamento.it", l'assenza ingiustificata da quella, ad o da Misiani, presente al 94.65% delle sedute ed assente per esempio, per ragioni di salute. Passando ai senatori, infine, il conmissione lo 0.49% delle votazioni. Continuando a scorrere l'efronto tutto interno PDL tra Valerio Carrara e Alessandra lenco dei più produttivi si scopre che tra gli eletti in bergamaGallone finisce in parità. La senatrice Alessandra Gallone, infatsca, al quinto posto si colloca l'onorevole Carolina Lussana, ti, vanta un indice di presenza pari al 96.28% e risulta giustificata Lega Nord, presente all'85.03% delle votazioni ma centosediper l'un percento delle sue assenze mentre il suo collega Valerio cesima come attività parlamentare. Non sempre, quindi, la Carrara si attesta al 78.99% anche se risulta assente per missiomateriale presenza in Parlamento coincide con la laboriosità. ne con una percentuale pari al 18.30% delle votazioni. A conti fatti, Chi, dai dati disponibili sul sito, sembra coniugare una buona però, le assenze non giustificate della senatrice sono pari al 65


2.68% delle votazioni, mentre quelle del senatore risultano pari al 2.70%. Valerio Carrara si riscatta, invece, quanto a produttività documentata: centoventunesimo su trecentoquindici senatori della Repubblica, precede di un centinaio di posizioni la collega pidiellina anche se, va detto, Alessandra Gallone è subentrata in corso di legislatura da un anno mentre Valerio Carrara è alla sua terza legislatura e, per quanto riguarda quest'ultima, siede in Parlamento fin dal suo inizio. Ultimo, quanto a presenze complessive, il senatore Roberto Calderoli, Lega Nord, presente al venti per cento circa delle sedute ma giustificato per il 79.41% delle sue assenze. Così filtrato, allora, il dato sulle assenze di Calderoli viene ribaltato. Le assenze non giustificate del senatore bergamasco, infatti, sono pari allo 0.2%. In altre parole, Roberto Calderoli ha mancato senza giustificazione una sola votazione. Non ci sono eguali nè tra i parlamentari bergamaschi, nè a livello nazionale. Solo Altero Matteoli, PDL, lo precede in quanto ad assenze ingiustificate: zero. Tutto sommato, non male. Sarà forse anche a causa dell'indiscutibile assiduità, dati alla mano, con cui Calderoli interviene alla vita parlamentare, compatibilmente con i suoi impegni da ministro, che Giovanni Sanga non partecipò alla votazione del 22 dicembre sulla mozione di sfiducia al suo conterraneo? 66

On. Carolina Lussana - Lega 16º legislatura: in carica dal 29/04/2008

Valore medio: 77.07%

Presenze:

85.06%

(6,577)

Valore medio: 14.70%

Assenze:

14.94%

(1,55)

Valore medio: 8.23%

Missioni:

0.00%

(0)

On. Mirko Tremaglia - FLI 16º legislatura: in carica dal 29/04/2008

Valore medio: 77.07%

Presenze:

23.29%

(1,801)

76.51%

(5,916)

Valore medio: 14.70%

Assenze: Valore medio: 8.23%

0.19%

Missioni:

(15)

On. Antonio Misiani - PD 16º legislatura: in carica dal 29/04/2008

Valore medio: 77.07%

Presenze:

94.66%

(7,319)

Valore medio: 14.70%

Assenze:

4.85%

(375)

Valore medio: 8.23%

Missioni:

0.49%

(38)

On. Sergio Michele Piffari - IdV 16º legislatura: in carica dal 29/04/2008

Valore medio: 77.07%

Presenze:

87.62%

(6,775)

Valore medio: 14.70%

Assenze:

12.23%

(946)

Valore medio: 8.23%

Missioni:

0.14%

(11)

I regolamenti non prevedono la registrazione del motivo dell'assenza al voto del parlamentare. Non si può distinguere, pertanto, l'assenza ingiustificata da quella, ad esempio, per ragioni di salute.


ECONOMIA&BUSINESS Uno scorcio di Bergamo da San Vigilio

68


Imposte, tasse e tributi: i bergamaschi ricevono meno di quel che pagano FISCO

Da un rapporto del Centro Studi Sintesi, Bergamo, nel rapporto tra tasse pagate dai cittadini 132.5 (100 la media nazionale) e spese sostenute dall'amministrazione per gli stessi, 95.5 (100 la media dei capoluoghi italiani), è un comune virtuoso. All'alta capacità fiscale si accompagna una spesa corrente bassa ma ci sono comuni "anomali", spendono da ricchi con una capacità fiscale da poveri. E' il caso di Napoli

ARTICOLO DI: LIVIO CASANOVA

rendete 100 e stabilite che questa è l'unità di misura di quanto versa, in media, un italiano allo Stato. Ecco, il cittadino di Bergamo invece versa 132.5. Poi fate voi se euro, lire, centesimi, bottoni tanto il rapporto non cambia. Prendete 100 e stabilite che questa è la spesa media di un comune italiano per ogni cittadino, il Comune di Bergamo non arriva a tanto e spende, pro capite, 95.3. In termini di servizi erogati si tratta di 4.7 punti in meno rispetto alla media italiana. Fate voi se per riparare le panchine, per coprire le buche o per rifare le strade. Per uno o per l'altro sono sempre soldi

P

spesi dal Comune per erogare i servizi necessari al cittadino. In un' Italia che ha imboccato la strada del federalismo ci sono comuni con una capacità fiscale superiore alla media del Paese ma che presentano una spesa pro-capite inferiore alla media, è il caso di Bergamo, e comuni con una capacità fiscale nettamente inferiore alla media del Paese che presentano una spesa pro-capite molto superiore alla media. E' il caso di Nuoro, in Sardegna. E si rispolvera la storia della formica e della cicala. Ci sono Comuni cicala, soprattutto in Sardegna, Sicilia e Molise che spendono troppo senza averne la possibilità, e

comuni formica, in Lombardia, Piemonte e Veneto, che invece pur avendo una capacità fiscale elevata stringono la cinghia. Sono i risultati di uno studio del Centro Studi Sintesi di Venezia che ha fotografato il rapporto tra tasse pagate e spese sostenute dalle amministrazioni cittadine nei capoluoghi italiani. Bergamo e Lombardia. Come anticipato, molto alta, la seconda in Italia, la capacità fiscale dei cittadini del capoluogo orobico. Confrontando imponibile Irpef pro capite e spesa corrente gli altri capoluoghi virtuosi, sono Varese con un rapporto 115% 69


(Irpef pro capite) - 87.6% (spesa corrente pro capite), Sondrio 108.6% - 81.7 % e Cremona 10.8 % - 98.5%. Imbattibili per capacità fiscale i cittadini di Milano con il 147.1%, anche se il capoluogo meneghino è tra le città che ha una spesa corrente comunale pro capite superiore del 29% rispetto alla media nazionale. Redditi alti e spese comunali alte, tutte sopra la media nazionale, per le altre province lombarde: Monza 131% (Irpef pro capite) - 100.6% (spesa corrente pro capite), Pavia 130.4% - 105.6%, Mantova 117.9% - 108.7%, Lodi 115.4% -102%, Lecco 114.4% - 100.7%, Brescia 112.1% - 103.1% e Como 110.7% - 100.8%. Nord Italia. Comparando le tasse e i benefici dei servizi erogati dalle amministrazioni comunali, a Bergamo per ogni 100 euro di Irpef pagata mancano 37.2 euro di spesa del Comune. Situazioni più squilibrate solo a Treviso dove per chiudere, almeno in pareg-

Milano

Comuni capoluogo: disequilibrio tra capacità fiscale e spesa corrente Comune

Reg.

Spesa corr. procapite

IRPEF procapite

Piacenza

Emr

76,1

110,1

Reggio nell’Emilia Emr

75,4

102,4

Ferrara

Emr

81,7

107,3

Roma

Laz

77,5

111,0

Savona

Lig

84,5

100,2

Bergamo

Lom 95,3

132,5

Varese

Lom

87,6

115,0

Sondrio

Lom

81,7

108,6

Cremona

Lom

98,5

108,0

Biella

Pie

71,2

105,5

Cuneo

Pie

77,6

102,9

Vercelli

Pie

89,0

106,6

Novara

Pie

86,1

107,4

Lucca

Tos

89,9

104,2

Treviso

Ven

75,3

119,4

Belluno

Ven

64,8

108,7

Vicenza

Ven

74,4

104,0

Padova

Ven

90,5

119,3

Il rapporto tra tasse pagate e spese sostenute dalle amministrazioni cittadine Spesa corrente procapite IRPEF procapite

70

Bergamo

95,3 132,5

Milano

129,2 147,1

Nuoro

101,6 80,8

Como

100,8 110,7

Cagliari

123,8 98,5

Torino

125,5 103,4

Oristano

107,5 77,5

Verona

92,2 104,8

Salerno

110,0 81,4

Venezia

192,6 105,2

Napoli

129,5 64,4

Trento

146,5 112,8

Palermo

107,7 67,5

Bolzano

147,9 117,6

Catania

116,4 63,6

Firenze

123,2 114,8

Lecce

104,3 83,0

Roma

77,5 111,0

Potenza

104,3 83,5

Cosenza

105,5 70,8


gio, mancano 44.1 euro e Belluno 43.2. Lo stesso dicasi per altri centri del Nord Italia: si va da Piacenza con -34 euro a Reggio Emilia con -27 euro, da Varese con -27.4 euro a Biella con - 33.8 euro. Roma e Centro Italia. Come Bergamo anche i romani pagano più Irpef di quanto ricevono in termini di servizi dal Comune -33.5%. Ma è anche un caso

Roma

isolato rispetto a tutte, o quasi, le altre città del Centro e del Sud. Eccezion fatta per Roma, Pisa, Ancona, Lucca e Siena le altre sono sotto il livello medio nazionale di Irpef pro capite. Eccezion fatta per la capitale e Lucca tutte hanno una spesa corrente comunale pro capite superiore alla media nazionale. Napoli e Sud Italia. Napoli è un caso esemplare. Nel capoluogo campano con 129.5% e 64.4% la spesa corrente pro

disesquilibrio per Napoli è dunque pari a +65.1%. Sud e isole ospitano altre situazioni simili, in proporzione superiore a tutto il resto d'Italia: Catania +52.8%, Palermo +40.2%, Lanusei +39.9%, Cosenza +34.2%, Oristano +30% e Salerno +28.4%. Profili cittadini. In vista del prossimo federalismo emergono quattro profili di città: capoluoghi dove la capacità fiscale alta si accompagna ad una altrettanto forte spesa corrente comunale e di contro, città con una bassa capacità contributiva e una spesa corrente bassa, capoluoghi con una bassa capacità fiscale ma una spesa corrente pro capite sopra la media del resto del Paese e, infine, città con livelli di irpef procapite superiori alla media e una propensione alla spesa piuttosto bassa. Bergamo, Cremona, Sondrio, Varese rientrano in quest'ultima tipologia: centri che, nonostante il loro contributo significativo alle entrate dello Stato vantano un'amministrazione che spende meno della media nazionale. Nord, Centro, Sud Italia. E Isole.

Cagliari

Amalfi

capite è superiore alla media nazionale del 29.5%, mentre il contributo irpef pro capite è inferiore del 35.6%. L'indice di

Dal punto di vista strettamente regionale il Centro Studi Sintesi ha fornito, oltre ai capoluoghi, anche il quadro delle amministrazioni comunali più piccole. Sui 1.544 comuni lombardi analizzati solo otto sono in forte disequilibrio mentre in Sardegna quasi la metà, il 42.82%,

vive una situazione di disequilibrio e, su 355 considerati, per 152 comuni si ravvisa un forte disequilibrio. In Sicilia, quasi un terzo dei Comuni registra un disavanzo tra capacità fiscale e spesa corrente e, su 363 casi valutati, 106 sono in forte disequilibrio. "Questo studio che da un lato analizza la capacità fiscale dei comuni e dall'altro la confronta con la propensione alla spesa non mette in discussione", affermano i ricercatori del centro studi Sintesi, "la perequazione e il principio di solidarietà tra i territori, bensì contribuisce unicamente a fare un pò di luce sulla necessità di abbandonare il criterio della spesa storica per passare a un più adeguato sistema di finanziamento basato sugli effettivi fabbisogni di spesa, senza mettere in discussione la perequazione e il principio di solidarietà tra i territori". Due “Italie”. La fotografia finale è quella di un Paese diviso in due non solo geograficamente. Al Sud, localizzati in Sardegna, Sicilia e Campania ci sono comuni che spendono troppo senza averne le reali possibilità e al Nord comuni virtuosi, che pur avendone la capacità fiscale, non spendono. Anche se tutti i dati relativi alla distribuzione del reddito mettono in luce il divario tra Nord e Sud, a vantaggio dei primi, dai numeri tale differenza non può essere giustificata sulla base di ampiezze demografiche, caratteristiche del territorio, grado di sviluppo economico perché, in molti casi, sono proprio gli spechi a fare la differenza. E poi nel Meridione la spesa è meno efficiente ed efficace che nel Centro e Nord Italia. Basti pensare ai rifiuti di Napoli. Senza entrare troppo nel merito adesso, all'orizzonte, c'è il federalismo. Molte sono le speranze: amministrazioni pubbliche più vicine ai cittadini e più efficienti, eliminazione degli sprechi e, soprattutto, riduzione della pressione fiscale. Speriamo. 71


ECONOMIA&BUSINESS

Compensazione crediti fiscali: nuova normativa L’Agenzia delle Entrate pone fine all’incertezza in merito alla nuova 122/2010. Fino all’emanazione di un decreto, sarà consentita la compensazione dei crediti erariali eccedenti

CON... TRIBUTO - a cura della Dott.ssa Barbara Putortì a nuova L.122/2010 aveva, in prima battuta, purtroppo, previsto il divieto a partire dall'1/1/2011, di compensare crediti fiscali e contributivi nei modelli F24 in presenza di cartelle esattoriali scadute aventi un importo superiore ad Euro 1.500,00, per le quali era stata sospesa la riscossione,

L

Il modello F24 utilizzato per le compensazioni

introducendo, tanto per cambiare, una "folle" sanzione amministrativa pari al 50% dell'ammontare dei debiti iscritti a ruolo, comunque, bontà loro, non superiore all'importo indebitamente compensato. In poche parole se un 72

contribuente ha a suo carico delle cartelle esattoriali dovute, anche solo, per multe stradali non saldate, per un totale di almeno euro 1.500,00, l'Agenzia poneva il divieto di poter effettuare qualsiasi tipo di compensazione contributiva. I primi di gennaio il divieto di compensazione, non essendo state previste proroghe, è divenuto operativo, quindi, bisognava porre attenzione ai versamenti effettuati il 17 gennaio. Molti sono comunque i dubbi che gli "addetti ai lavori" riservano sulla citata normativa, tra i quali: - Non è chiaro se il divieto operi in presenza di ruoli già scaduti al 1/01/2011 o solo per ruoli scaduti a partire da tale data. - Non è stato chiarito quali siano i debiti erariali in presenza dei quali scatta il blocco della compensazione se solo quelli che transitano in F24 o qualsiasi tipo di debito con la pubblica amministrazione. - Non è chiaro come operi il blocco in caso di procedure concorsuali. Con comunicato stampa del 15/01/2010 l'Agenzia delle Entrate ha, fortunatamente, reso noto che, a fronte dell'incertezza che caratterizzava la normativa in questione, e fino all'emanazione di un prossimo decreto del Ministero dell'Economia, sarà consentita la compensazione degli eventuali crediti erariali eccedenti l'importo dei ruoli scaduti.

Nella sostanza se un contribuente ha un credito compensabile di Euro 10.000,00 e un importo iscritto a ruolo di Euro 3.000,00, dovrebbe essergli consentita la compensazione di Euro 7.000,00, questo almeno fino a nuove disposizioni, sperando in un fisco un po' più clemente. Ma sintetizziamo le modalità e i limiti di utilizzo a partire dall'1/01/2011 dei crediti IVA maturati al 31/12/2010. In primis i crediti Iva maturati al 31/12/2010 sono utilizzabili per compensare debiti Iva da liquidazioni periodiche del 2011 senza alcun limite; fino ad Euro 10.000,00, invece, i crediti Iva generati nel 2010 possono essere liberamente compensati con altri debiti erariali, oltre tale somma e fino a Euro 15.000 deve essere presentata la dichiarazione Iva 2011 anno 2010, oltre Euro 15.000,00 la predetta dichiarazione deve essere corredata dal visto di conformità del commercialista; per la compensazione dei debiti erariali con crediti Iva 2009 la quota di credito IVA residua dell'anno 2009 e non ancora utilizzata può essere liberamente utilizzata in compensazione nel 2011 fino al momento in cui viene presentata la dichiarazione IVA 2011. Come al solito il fisco Italiano non si smentisce… si diletta a confondere le idee al contribuente e a complicare la vita al commercialista.


ECONOMIA&BUSINESS

Marco Stucchi

74


Fai Bergamo: da 40 anni sempre sulla buona strada PAROLA ALL'ASSOCIAZIONE

Il 4 febbraio del 1971 nasceva (Federazione Autotrasportatori Italiani) di Bergamo che oggi vanta 400 aziende associate con oltre 5 mila mezzi che circolano sulle strade di tutta Italia e dell'estero. Il presidente Marco Stucchi: "Ci attendono nuove sfide per il futuro, ma non ci spaventano, come non hanno spaventato i primi soci Fai Bergamo che raggiunsero, come veri e propri pionieri, con i loro camion Teheran negli anni '70" ARTICOLO DI LIVIO CASANOVA

l prossimo 4 febbraio la FAI (Federazione Autotrasportatori Italiani) di Bergamo compie i primi 40 anni di attività di servizio al mondo dell'autotrasporto merci accompagnando, in un progressivo percorso di crescita, imprese che sono passate da una fase artigianale ad una industriale. Se vogliamo applicare categorie del comparto manifatturiero al mondo dei servizi: dalla semplice richiesta di movimentazione merci oggi le imprese orobiche offrono un supporto logistico sempre più completo, in Italia e all'estero. Bastano due numeri per capirne il peso: 400 aziende che contano 5000 mezzi. "Sono stati anni di impegno costante verso gli associati - sottolinea il presidente Marco Stucchi -, in un settore che ci ha visti tante volte bistrattati sia dai committenti che dall'opinione pubblica. Oggi possiamo ritenerci soddisfatti perchè siamo ben inseriti e rispettati nel contesto socio-economico provinciale ed anche sul piano nazionale. Ci attendono nuove sfide per il futuro, ma non ci spaventano, come non hanno spaventato i primi soci Fai Bergamo che raggiunsero,

I

come veri e propri pionieri, con i loro camion Teheran negli anni '70". Come è stato il 2010 per il settore dell'autotrasporto bergamasco? "Il 2010 ed il precedente, sono stati anni durissimi a causa della congiuntura economica in atto a livello mondiale. Con una produzione industriale pesantemente rallentata e i consumi ridotti, la merce da trasportare si è ridotta. Il nostro settore ne ha patito le conseguenze. I deboli segnali di ripresa per il 2011 ci rendono fiduciosi". Anche voi denunciate una crisi dovuta agli alti costi di gestione (gasolio, autostrade, assicurazioni, ecc.), cali del fatturato e prezzi al ribasso? "Si. Ma dobbiamo riconoscere alle nostre piccole e medie realtà imprenditoriali che, pur nelle difficoltà, non hanno approfittato della situazione per licenziare i dipendenti come hanno fatto

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le grandi industrie, scaricando sul sistema sociale i costi. Hanno stretto i denti e messo mano al portafoglio dei risparmi personali per salvaguardare il posto di lavoro e le famiglie dei dipendenti che sono il vero patrimonio aziendale". Quali sono le problematiche delle Pmi bergamasche che operano nel settore? "Le stesse difficoltà che vivono le PMI di altri settori: accesso al credito, la concorrenza sleale e la mancanza cronica di infrastrutture adeguate ai tempi". Gli autotrasportatori bergamaschi soffrono la concorrenza sempre più aggressiva di "pseudo imprese", che sfruttando le ambiguità della normativa si fanno forti di risorse illegali o addirittura criminali? "E' un problema serio, che va stroncato con il potenziamento dei controlli da parte degli organi accertatori. Non solo su strada ma, anche, incrociando i dati dei vari enti (Inps, Inail, Motorizzazione, Organi di Polizia) che dovrebbero costituire, a mio avviso, una sorta di cabina di regia. Noi, come associazione, saremo ben felici di dare il nostro contributo nell'interesse delle aziende serie che non possono essere estromesse dal mercato a causa di concorrenza sleale che spesso sfiora comportamenti illegali". Direttore: dal 1992 il Codice della Strada ha subito ben 77 provvedimenti di modifica. L'ultimo intervento con la legge 29 luglio 2010 n. 120, ha di fatto apportato ben 70 cambiamenti, con la soppressione di 2 articoli e l'aggiunta di altri 6. Quali sono le novità? "Le novità, introdotte dalla Legge 127/2010, interessano l'apparato sanzionatorio delle violazioni dei tempi di guida e di riposo; la prevenzione e la repressione della guida in stato di ebbrezza o sotto l'influsso di stupefacenti da parte dei conducenti professionisti; la responsabilità condivisa della filiera del trasporto negli incidenti con morti e feriti gravi e, come anticipato, 76

le misure per combattere la presenza, in Italia, di vettori stranieri irregolari". Entriamo nel merito di queste partendo dalla concorrenza sleale. "C'è stato un inasprimento delle sanzioni per il trasportatore straniero che svolge in modo irregolare l'attività di cabotaggio terrestre. La nuova sanzione amministrativa varia da 5 mila a 15 mila euro con l'aggiunta del fermo amministrativo del veicolo per tre mesi che diventano sei nel caso di reiterazione nel triennio". Cosa cambia con il pagamento immediato della sanzione? "Per i veicoli immatricolati all'estero che esercitano trasporti internazionali o di cabotaggio in Italia, in caso di esercizio abusivo o trasporti abusivi è previsto il pagamento immediato della contravvenzione per evitare che essa resti insoluta una volta che il veicolo esce dal territorio. Il pagamento immediato nelle mani dell'agente accertatore non è un obbligo, ma chi non sceglie questa possibilità deve versa-

re una cauzione, se può farlo, subisce il fermo amministrativo del veicolo, che verrà affidato ai soggetti autorizzati dal Ministero. Per gli italiani la procedura di pagamento immediato vale nel caso di sanzioni per sovraccarico quando si supera il 10% della massa complessiva, per superamento dei limiti di velocità oltre i 40 Km/h, per divieto di sorpasso, per mancato rispetto dei tempi di guida e di riposo quando si supera il 10%. I trasportatori esteri in caso di infrazione devono versare all'agente accertatore come cauzione una somma pari al minimo edittale della sanzione pecuniaria prevista, pena il fermo amministrativo del veicolo fino a quando non è effettuato il pagamento e comunque per una durata massima di 60 giorni". Alcol e droghe sono i nemici dichiarati di chi si mette alla guida di un veicolo. Molti i cambiamenti a partire dal tasso alcolemico. "Azzerati i limiti per guida dei veicoli con patente C, CE e D, DE, se ad un controllo il tasso alcolico risulta superiore allo zero ed


inferiore a 0.5 grammi per litro è prevista un'ammenda da 155 a 624 euro. Nel caso di tassi superiori, le sanzioni sono raddoppiate rispetto a quelle degli automobilisti, anche se non provoca un incidente stradale. Sanzioni raddoppiate e patente sospesa fino a due anni con tasso oltre 1.5 grammi per litro. Nelle aree di servizio è vietata la vendita di alcolici dalle 22 alle 6 e la somministrazione al banco dalle 2 alle 7". Cosa capita ad un dipendente del settore che guida in stato di ebbrezza? "E' giusta causa di licenziamento degli autisti con la revoca della patente disposta per la violazione della norma sulla guida sotto l'influsso di alcool. Chi viene colto alla guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti subisce una multa fino a 6 mila euro, arresto minimo fino a 6 mesi e sospensione della patente fino a due anni. E se provoca un incidente viene revocata la patente".

E' stato affrontato anche il tema della corresponsabilità del committente, caricatore e proprietario della merce. "In caso di incidente da cui derivi la morte di persone o lesioni gravi o gravissime, gli organi accertatori devono verificare presso il vettore, il committente, il caricatore ed il proprietario della merce se emergono eventuali elementi di corresponsabilità per quanto riguarda il rispetto delle norme sulla sicurezza e la circolazione stradale, nonché sulla corretta applicazione dell'Art. 83 bis".

proprietà veicolo, aggiornata per trasferimento residenza o sede di società".

Non è più obbligatoria la targa ripetitrice sul rimorchio? "Dal luglio scorso le targhe avranno caratteristiche conformi a quelle degli autoveicoli. La targa ora è personale e segue il proprietario in caso di vendita. Una nuova carta di circolazione è rilasciata in caso di trasferimento

Concludiamo con il tema delicato dei punti. "E' stata modificata la tabella della sottrazione dei punti per la violazione che riguardano l'autotrasporto. E' cambiato anche il sistema di recupero dei punti perchè non basta più solo la frequenza del corso, ma è necessario superare l'esame".

Per quanto riguarda la patente sono cambiati i limiti di età, il rinnovo e alcune norme che interessano l'autista straniero. "Il limite di età per guidare i mezzi pesanti viene spostato da 65 a 68 anni, con rinnovo annuale sulla base di requisiti fisici e psichici che vengono accertati da una visita effettuata presso la commissione medico-legale"

Entriamo nel merito delle novità che riguardano i tempi di guida e di riposo. "Cambiano le sanzioni per chi infrange le norme sui tempi di guida e di riposo. Le nuove sanzioni dipenderanno dalla quantità di tempo che supera quello di guida consentito, con una gradualità legata alla percentuale di tempo superiore al limite massimo di durata del periodo di guida concesso, con due fasce del 10% e del 20%. La nuova norma vuole anche evitare che le sanzioni per le violazioni dei limiti massimi stabiliti su base settimanale si cumulino a quelle per le violazioni stabilite su base giornaliera. In alcuni casi, le sanzioni stesse sono state aumentate rispetto alla legislazione vigente". E' prevista anche una certificazione circa l'esclusione sul uso abituale di alcool e droga da parte di conducenti. "Per gli autisti, il decreto prevede una nuova certificazione per chi guida veicoli adibiti al trasporto delle merci. Chi chiederà una patente superiore (C, C+E, D, D+E) dovrà produrre un certificato che esclude che il soggetto faccia uso abituale di sostanze alcoliche, stupefacenti e psicotrope".

Marco Stucchi con la “mascotte” della FAi

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ECONOMIA&BUSINESS

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Mezzo miliardo di euro investiti: ecco il nuovo ospedale NUOVE FRONTIERE

Stefano Parimbelli - responsabile dell'ufficio controllo gestione del nuovo ospedale - ci guida attraverso gli spazi dell'innovativo polo Intanto, è stato pubblicato il bando da 700 mila euro per il trasloco

TESTO&PHOTO: GIORGIO CHIESA

ono stati due i principali dati che sono emersi lo scorso giovedì 13 gennaio dall'incontro - nella facoltà di economia dell'Università di Bergamo - con Stefano Parimbelli, responsabile dell'ufficio controllo gestione del nuovo ospedale (l'organismo che supporta la direzione aziendale nella definizione del budget e nel perseguimento degli obiettivi aziendali, attraverso la predisposizione e l'utilizzo degli strumenti gestionali più opportuni come report ed analisi). Il primo: l'investimento economico è stato ingente, si parla di 100 milioni di euro solo per i nuovi macchinari e 400 milioni di euro per la struttura. Il secondo: ci vorrà circa un mese per effettuare il trasloco. Intanto, in attesa della fine dei lavori, è stato pubblicato il bando di concorso proprio per quest'ultimo, al quale sono stati stanziati circa 700 mila euro.

S Un rendering dell’Hospital Street

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Stefano Parimbelli al convegno in università

NUOVA CONCEZIONE - Il nuovo ospedale presenterà caratteristiche completamente differenti e non sarà lontanamente avvicinabile alla struttura attuale. "L'organizzazione degli spazi - ha affermato Parimbelli - sarà di nuova concezione, non più costruiti sull'idea dei padiglioni, ma su dipartimenti che interagiscono tra loro. Il Pronto soccorso sarà collegato con le sale operatorie e la degenza, l'ospedale infatti si sviluppa sia in verticale sia in orizzontale attraverso un percorso radiale". DIMENSIONI - Ad impressionare sono state soprattutto le parole spese per le dimensioni, davvero ristrette rispetto al polo attuale. "Se prendessimo il perimetro del nuovo ospedale, interamente, e lo inserissimo nel cortile del vecchio, ci starebbe a pennello. Tutto è stato sviluppato implodendo la tecnologia al centro, il vero fulcro sta proprio nel mezzo, le torrette visibili dall'esterno sono soltanto la degenza. E gli utenti che si muoveranno lungo 80

Esterno delle torri


la "hospital street" avranno l'impressione di camminare in una città, in quanto la logistica è stata studiata anche per riprodurre i numeri civici pari e dispari seguendo i dipartimenti". PROGETTI - La gestione dell'avviamento si snoda poi in una miriade di progetti e sotto progetti davvero impressionante. Solo per fare alcuni esempi, citiamo il "paziente al centro" e il "gestione sistemi informativi". "Col primo - continua Parimbelli -, si è voluto ribadire l'importanza dell'uomo, in quanto un organismo predisposto avrà il compito di garantire la qualità della vita interna all'ospedale. Col secondo, abbiamo curato la comunicazione esterna e interna, rivolta ai lavoratori dell'ospedale. Abbiamo creato una stanza apposita dove tutti i dipendenti - oltre a poter vedere le planimetrie -, possono

accedere ad un portale web e scrivere pareri e proposte. Anche nelle buste paga dei dipendenti abbiamo inserito informazioni relative alle segnalazioni. Un modo per far sentire tutti parte attiva del progetto". TRASLOCO - Infine, il momento sicuramente più delicato sarà quello iniziale del trasloco. "È un progetto ambizioso, inizieremo con una riduzione dell'attività programmata. Abbiamo mille posti letto, l'obiettivo è quello di trasferire inizialmente solo 350 pazienti. Per alcuni, come i degenti psichiatrici, non ci saranno grosse difficoltà. Ma per altri sarà più complicato, pensiamo alla patologia neonatale. Al momento si sta pensando anche a quei pazienti che potrebbero diventare "intrasportabili". I primi traslochi coinvolgeranno gli uffici amministrativi, a seguire la parte ambulatoriale e la

degenza, che impegnerà circa una settimana". Il Pronto soccorso, le sale operatorie e la terapia intensiva saranno quindi le ultime. "Il nostro esempio è l'ospedale pediatrico Meyer di Firenze, dove in una sola notte è stato possibile trasferire 50 bambini. Un vero e proprio evento mediatico, con tanto di spettatori dietro alle transenne". PROFESSIONISTI - Il team di lavoro che si occupa di tutti gli aspetti organizzativi del trasloco e del riassetto è composto da 40 professionisti posti a capo di 20 progetti. "L'azienda ospedaliera ha concluso Parimbelli - è una holding ed è necessario sviluppare sistemi adeguati e personalizzati per non cadere in una gestione "artigianale". Il sistema è stato quindi riconfigurato in base al nuovo contenitore che ha richiesto nuovi modelli organizzativi".

Le sette torri Ospitano la degenza Il Pronto Soccorso e le sale operatorie sono situate nella struttura centrale Ai lati Un parcheggio multipiano coperto e due all’aperto

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ECONOMIA&BUSINESS

E' già iniziato il settimo ciclo edilizio italiano TAVOLA ROTONDA

Viaggio nel mercato immobiliare con Laura Feltri - titolare dell'agenzia CasaFeltri -, che ci guiderà moderando sulla nostra rivista tre tavole rotonde, per raccontarci l'evoluzione del mercato casa nel 2011

Laura Feltri, titolare dell’agenzia CasaFeltri

anno che inizia è stato considerato dal CRESME (Centro Ricerche E Sociali Mercato Edile) l'inizio del settimo ciclo edilizio italiano, ovvero la partenza di una nuova fase che merita di essere attentamente osservata. I dati complessivi del comparto edile, infatti, la dicono lunga sulla situazione del "mercato casa" in Italia. Da questo punto di vista, le licenze - che corrispondono alle nuove

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costruzioni immesse sul territorio -, sono drasticamente diminuite, tanto da corrispondere allo stesso numero di ciò che è stato edificato nel 1998. E le previsioni, per i prossimi anni, non vedono crescite improvvise. Tuttavia, questo ed altri dati non sono il sintomo di una recessione del mercato immobiliare. Al contrario, parliamo di un cambiamento dell'investimento che, per chi saprà interpretarlo, consentirà di cogliere

nuovi risvolti economicamente interessanti. Per agevolare voi lettori - che avrete la costanza e l'interesse per questo mercato -, anticipiamo che i prossimi numeri di Bergamo Economia vedranno tre tavole rotonde, coadiuvate dall'intervento di alcuni fra i più importanti operatori del settore immobiliare e moderate dalla stessa Laura Feltri. Il fine è quello di raccogliere testimonianze incentrate sulle nuove forme d'investimento nella casa.


ECONOMIA&BUSINESS

"Acerbis Marino", il falegname che mira il sole ARTIGIANATO

L'azienda di Nembro guarda al futuro, ma sempre permeata dalla tradizione artigiana che ne costituisce il know-how. Ăˆ infatti entrato in funzione il nuovo impianto fotovoltaico da 100 kWp 84


TESTO&PHOTO: GIORGIO CHIESA

alorizzare un patrimonio unico di conoscenze e metterlo al servizio dell'impresa per creare ricchezza, produttivitĂ e occupazione. Ăˆ questa la sfida che quotidianamente viene affrontata da Gianni Acerbis, all'interno della Acerbis Marino di Nembro, specializzata nella realizzazione di arredamenti su misura per qualsiasi tipo di spazio prestigioso. E il progresso di certo non si ferma nonostante la storia centenaria alle spalle, un'innovazione fortemente voluta dalla quarta generazione

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Gianni Acerbis con la figlia Lodovica

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della famiglia rappresentata dalla figlia Lodovica. "Abbiamo appena realizzato un impianto fotovoltaico tecnologicamente avanzato da 100 kWp - ha affermato Lodovica -, siamo ora in grado d'essere autosufficienti dal punto di vista energetico. Sappiamo bene che i più scettici potrebbero pensare che è solo un'operazione di facciata e che la ricerca d'energia alternativa non si sposa con la nostra produzione, che deriva interamente dal legname. Tuttavia probabilmente ancora molti non sanno che da sempre tutte le piantagioni da cui ricaviamo la materia prima sono certificate e che gli scarti di lavorazione che vengono prodotti nel nostro stabilimento vengono già da molti anni riciclati. Era quindi questo un passo necessario per rimanere in linea con i valori in cui l'azienda da sempre s'identifica."

In cosa consiste oggi il lavoro artigiano legato alla produzione di mobili? "La parte squisitamente creativa - afferma Gianni Acerbis - è compito degli architetti, che in noi trovano soluzioni tecniche ottimali per l'effettiva realizzazione del mobile, soddisfandoli anche per le lavorazioni più complesse. Il valore aggiunto che proponiamo, quindi, è la capacità di realizzare qualunque pezzo su misura con una precisione estrema". Qual è la fase più sottovalutata di un lavoro come il vostro? "Sicuramente il rilievo. Per poter effettuare un lavoro accurato fin nei minimi dettagli, occorre fare un sopralluogo dal cliente per valutare la fattibilità della richiesta e l'ingombro effettivo del mobile. Ai giorni nostri creare mobili su misura vuol dire avere una precisione assoluta. Anche qui, il cambiamento rispetto a qualche decennio fa è stato radicale. Una volta "su misura" significava lavorato a mano ma senza perfezione. Oggi, invece, l'aiuto dei macchinari consente alla lavorazione artigianale una maggiore precisione". Come si sposa il lavoro artigianale con quello delle macchine? "Rispetto a quando mio padre cominciò a lavorare come falegname i macchinari per la lavorazione del legno sono evoluti incredibilmente. Tuttavia, abbiamo deciso di mantenere una lavorazione artigianale. Rispetto ad un'impresa che produce in serie sfruttiamo, infatti, la capacità dell'automazione solo per il 20% delle sue potenzialità, anche se i sistemi che sono attualmente presenti in azienda sono di ultima generazione". Se sfruttate il 20% del potenziale delle vostre macchine, perché acquisirne d'ultima generazione? "Per la sicurezza. Come mio padre, anche noi teniamo in modo particolare alla salute dei nostri artigiani. È necessario creare un ambiente di lavoro salubre, per questo abbiamo deciso di abbattere le polveri e il rumore della lavorazione investendo in macchine d'ultima generazione". Quanto è importante la qualità del legno nella filiera produttiva? "Per noi è fondamentale. In una stessa famiglia di alberi, ogni tronco si classifica in diverse fasce di qualità. È chiaro che per realizzare lavori d'eccellenza, scegliamo solo le classi migliori. Altre aziende tendono ad abbassare i prezzi proponendo però legnami di inferiore qualità. Questa è una filosofia che non ci appartiene. L' Acerbis Marino è conosciuta da sempre come un'azienda che non scende a compromessi ed effettua solo lavori di grande pregio". Da quanti artigiani è composta la "Acerbis Marino"? "Attualmente l'organico è di dieci persone. Cinque artigiani si dedicano al reparto mac86


chine, tre sono allocati al banco e due alla verniciatura. A garanzia di massima qualitĂ , effettuiamo di volta in volta un pre-montaggio manuale di ogni elemento grezzo all'interno del nostro stabilimento, cosĂŹ da curare gli elementi stilistici e verificare le componenti funzionali. Inoltre, avere un reparto di verniciatura interno ci permette di dare alle nostre lavorazioni un'impronta unica. Se i test hanno successo, solo allora le squadre dei nostri posatori esperti si occupano di consegnare e montare gli arredamenti in loco".

Lo stabilimento di Nembro con il nuovo impianto fotovoltaico da 100 kWp

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ECONOMIA&BUSINESS

Bakeca.it , il portale che promuove le PMI ARTICOLO DI GIORGIO CHIESA

a visibilità sul World Wide Web è diventato uno strumento imprescindibile nel progettare la comunicazione di società e imprese di qualsiasi settore. Basti pensare che sono oltre 24 milioni gli italiani che accedono alla rete almeno una volta al mese e il tempo medio di connessione giornaliera si attesta intorno a 1 ora e 28 minuti. Il numero, tuttavia, è destinato ad aumentare vertiginosamente nel futuro e

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l'Italia, nonostante un certo ritardo nell'utilizzazione del WEB da parte della popolazione, si sta allineando agli standard del mondo civilizzato. In questo contesto, Bakeca.it - il principale portale di annunci gratuiti italiano - ha festeggiato il 2010 con un aumento di visitatori del 10%, oltre 17 milioni solo nell'ultimo trimestre. Quindi stiamo parlando di un anno di crescita che a livello nazionale si è tradotto in 40 milioni di pagine visitate.

BERGAMO - Le pagine bergamasche, in particolare, offrono 20 mila annunci di varia tipologia. La categoria più ricca è però quella dedicata alle case - che costituisce oltre il 40% delle inserzioni -, seguita dalle offerte di lavoro (25%) e dai motori (15%). Un trend positivo e costante sia di privati, che scelgono di concludere affari direttamente nella propria città, sia d'imprese, che da tempo ormai si sono affidate a Bakeca.it per la propria promozione online.


INTERNET&IMPRESE

Il principale sito di annunci gratuiti italiano - forte dell'esperienza nella compravendita online e delle visite cresciute del 10% nel 2010 - ha ideato soluzioni promozionali per tutti i tipi d'azienda grazie alla suddivisione in città e settori d'interesse

IMPRESE - Come detto, la rete telematica rappresenta un mare sconfinato di informazioni e intrattenimento, dove ogni azienda può intercettare il proprio pubblico. Per muoversi nel modo giusto, però, non disperdendo risorse ed energie, è indispensabile rivolgersi a professionisti del settore. Da questo punto di vista, Bakeca.it, forte dell'esperienza acquisita nella compravendita online, ha ideato soluzioni promozionali adatte a tutti i tipi d'azienda, grazie anche e soprattutto alla peculiare suddivisione in città e settori d'interesse. Da oltre due anni, infatti, oltre mille società in tutta Italia scelgono i servizi di visibilità di Bakeca.it per promuovere la propria attività e per ricercare personale. TARGET - Se l'utenza che si vuole colpire è molto vasta, trasversale e con interessi diversificati, la forma pubblicitaria più adatta è la cosiddetta "campagna banner", che proprio su Bakeca.it è rappresentata da formati standard pianificabili sia a livello nazionale che locale. Quest'ultimi, inoltre, sono presenti in tutte le pagine del sito: da quelle più generali come l'homepage, a quelle di dettaglio, in cui è possibile comunicare con un pubblico selezionato in base agli interessi. Per una comunicazione di maggiore impatto è anche possibile personalizzare l'intero sfondo della prima pagina (chiamato "skin"), in modo che la pubblicità diventi un tutt'uno col sito. Se invece parliamo di una piccola impresa - come ad esempio un'agenzia immobiliare, una concessionaria o una società di selezione del personale - che ha quindi la necessità di comunicare con gli utenti interessati ad una particolare sezione, il servizio più adatto è la "Vetrina".

DIVERSIFICAZIONE - Quest'ultima opzione è ideale anche per le società che non hanno un sito internet e rappresenta un vero e proprio spazio web dove l'azienda può presentarsi, inserire i propri contatti, il logo aziendale e tutti i servizi offerti, che saranno poi visualizzati sotto forma di annunci. L'efficacia della "Vetrina" è dovuta al forte impatto comunicativo verso gli utenti

“La pensilina d'ingresso con i led che simboleggiano il cavo RJ45, che, nella realtà, permette la connessione tra computer e internet”

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Bakeca.it nazionale: z

5,5 milioni di visite al mese

40 milioni di pagine viste/mese

z

z

800 mila annunci

z 110 homepage, tutti i capoluoghi di provincia italiani z

9 categorie d'interesse

Bakeca.it Bergamo: z

300 mila visite a trimestre

z

20 mila annunci

Categorie più frequentate: Case, Offerte di lavoro e Motori

z

di Bakeca.it (oltre 5,5 milioni ogni mese) e anche all'ampia visibilità su Google, dovuta al forte potere di indicizzazione del sito e di tutti gli annunci in esso contenuti. La "Vetrina" può essere corredata da altri servizi, tra i quali la "Locandina" - una grafica in posizione di rilievo nelle categorie e nelle città che interessano -, i "Toplist" - un servizio di ripubblicazione automatica giornaliera degli annunci che permette di ampliarne notevolmente la

visibilità -, e il servizio "SEO Google", ovvero una vera e propria consulenza

che porta alla scelta di parole chiave che identificano l'azienda, per assicurarne la comparsa nelle prime pagine del celebre motore di ricerca. Tutti i servizi sono quindi adattati alle specifiche esigenze e permettono, con costi contenuti, di ampliare la rete di clienti di qualsiasi azienda.

Sopra: “la sede vista dall'esterno, una villa con giardino vicina al Parco del Valentino di Torino” A sinistra: “Parte dello staff al lavoro”

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ECONOMIA&BUSINESS

TESTO&PHOTO: GIORGIO CHIESA

nata a Ponte San Pietro la prima piattaforma multidisciplinare per l'atleta. Non parliamo di un semplice accordo tra strutture differenti situate a pochi chilometri l'una dall'altra, ma di una partnership che ha visto crescere un vero e proprio polo, unito tanto nelle idee quanto negli intenti. Si chiama "Planet

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Luca Messi

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Sport", ed è un progetto sinergico che unisce la palestra "Victoria", le piscine "Acquateam" e il "Centro Medico Ponte" di medicina sportiva. In questa realtà di fitness e nuoto - certificata dal campione di pugilato bergamasco Luca Messi, una garanzia di qualità - chi desidera fare sport e tenersi in forma monitorando il proprio stato di


"Planet Sport" il nuovo polo del fitness SPORT&BENESSERE

E' nato a Ponte San Pietro ed è già un successo. Il pianeta dello sport, certificato da Luca Messi, è una realtà consolidata che comprende palestre, piscine e un centro medico

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salute può trovare un vastissimo ventaglio di possibilità. Sia la palestra sia la piscina che vanno a comporre l'offerta offrono il massimo che si possa desiderare, con istruttori preparati e attrezzi d'ultima generazione. Inoltre, come ciliegina sulla torta, il centro di medicina sportiva effettua esami e visite con medici specialistici. DATI - "Planet Sport" sorge in via San Clemente, su un'area di circa 16 mila metri quadrati. Comprende il complesso del fitness su duemila metri quadrati (con le palestre attrezzate per le diverse attività) e l'impianto dedicato alle piscine, che si estende invece su un'area di quattromila metri quadri. Le vasche sono addirittura cinque: una da 25 metri lineari per 8 corsie, un'altra sempre di 25 metri e 4 corsie, una piscina baby, una vasca con scivolo e idromassaggi e anche una quinta piscina per la fisioterapia in acqua. Inoltre, il centro comprende un'area verde di diecimila metri quadrati recintata e attrezzata con solarium. FILOSOFIA - Il polo è nato per favorire la pratica dell'attività fisica seguendo attrezzature e strutture certificate. Le finalità sono quindi anche sociali, in quanto "Planet Sport" propone una miriade di corsi per tutte le età ed esigenze. Chiunque può trovare il corso più adatto al proprio benessere in modo flessibile e alla portata. Le reception dei due poli propongono infatti le medesime offerte e le sedi, anche da un punto di vista logistico, sono perfettamente collegate l'una con l'altra. NUMERI - Lo scorso anno il successo del centro fitness e nuoto è stato sancito da una presenza capillare: il polo è stato infatti frequentato da oltre 5 mila persone, a dimostrazione di un'espansione che non ha certo intenzione di frenarsi con questo 2011. Sono lodevoli anche le prospettive per l'economia locale e l'occupazione: al "Planet Sport" hanno infatti trovato lavoro molte persone. 94

"Al Planet Sport mi sono trovata benissimo da subito. L'accoglienza è strepitosa e il clima non è affatto asettico. Francesca Piccinini

Sono davvero contenta di allenarmi qui assieme alla mia squadra di pallavolo,

la struttura è in grado di offrire davvero tutto. Inoltre, sono sempre stata un’amante del mare e delle lunghe nuotate e da tempo cercavo un centro che sapesse anche offrire una piscina dove potermi rilassare. Una parola di merito voglio dedicarla anche a tutti i personal trainer presenti, che sono sempre stati disponibili ed estremamente preparati. Infine, devo dirlo, guardare Luca Messi allenarsi è un vero spettacolo. Devo ammettere che una volta mi piacerebbe allenarmi con lui, il pugilato dev'essere uno sport in cui ci si può davvero sfogare, forse più che nella pallavolo, dove una rete ti divide sempre dall'avversario".

"Da ex atleta avevo davvero bisogno di un posto stimolante dove poter praticare attività fisica. Planet Sport mi ha donato un ambiente confortevole in cui poter trovare numerosi amici e in cui poter passare anche delle ore piacevoli. Inoltre, qui posso portare i ragazzini della "Scuola Ciclismo Ivan Gotti", la disponibilità è sempre ai massimi livelli e le strutture sono davvero ottime. C'è un intera sala piena di biciclette dove potersi allenare in vista dell'eventuale stagione agonistica degli atleti, il tutto nella massima tranquillità e con orari flessibili. Inoltre, avere a disposizione cinque piscine sia d'inverno che d'estate con un ampio spazio esterno dove far sfogare i ragazzini e prendere il sole nella bella stagione, unitamen-

te a un centro medico specializzato, è una comodità assoluta. Tutte le visite d'idoneità sportiva vengo infatti effettuate "al volo" e

"Mi alleno sempre al Centro F.I.N. di Verona con gli altri professionisti del nuoto, come Federica Pellegrini.

ro non consiste solo in interminabili vasche avanti e indietro, ma anche in un potenziamento in palestra e in attività aerobica più generale. Per questo, Planet Sport mi offre una piscina dove potermi allenare tutte le volte che desidero, grazie alla disponibilità dei ragazzi del centro. Le attrezzature sono complete, gli spazi ampi e luminosi. È poi possibile usufruirne in qualsiasi momento senza limitazione grazie all'orario d'apertura prolungato e, ad essere sincero, lo staff mi vizia fin troppo. D'estate, infine, il parco all'aperto è un'oasi di tranquillità dove potersi rilassare prendendo il sole e praticando attività fisica di ogni genere".

Emiliano Brembilla

Tuttavia, quando torno a casa, non sto naturalmente mai fermo. Il nostro lavo-

Ivan Gotti

senza bisogno di essere spostati da una struttura ad un'altra".


EVENTI

"Bergamo Antiquaria", in scena i preziosi senza tempo ANTIQUARIATO

In scena da sabato 22 gennaio fino alla fine del mese, la mostra ospitata dal polo fieristico di via Lunga non ha tradito le attese, proponendosi come una delle maggiori a livello nazionale 96

ARTICOLO DI: GIORGIO CHIESA PHOTO: LORIS SAMBINELLI

rimasta aperta da sabato 22 gennaio fino alla fine del mese ed è stata il solito successo di preziosi, mobili antichi e più genericamente oggetti senza tempo. Parliamo di un vero e proprio salotto, una stanza meravigliosa addobbata a museo, che ha fatto tornare ancora una volta l'antico mestiere dell'antiquario alla Fiera di Bergamo, nel polo di via Lunga.

È

CONTENUTI - Si è svolta all'interno dei 6500 metri quadrati di uno dei padiglioni che Mediaconsulter di Sergio Radici, in collaborazione con Ente Fiera Promoberg, per l'occasione ha trasformato in un grande scrigno di preziosità rare e assortite. Stiamo parlando di centinaia di arredi di varie epoche, argenteria, preziose tele, vetri, porcellane, maioliche e gioielli. In una


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parola il non plus ultra merceologico di ottanta gallerie provenienti da tutta Italia, tra cui una quindicina da Bergamo, con il fiore all'occhiello di G.L.A. Antichità. OCCASIONI - Per la nostra città, quindi, dopo la full immersion nell'arte contemporanea con Bergamo Arte Fiera, un altro appuntamento prestigioso ha confermato le attese, dal momento che la rassegna viene riconosciuta come una delle più qualificate nel panorama nazionale. E come sempre è stata un'ottima occasione per accaparrarsi il "pezzo giusto", quello che attrae inesorabilmente il visitatore e lo porta all'acquisto. Un impulso che porta comunque in grembo un 98


quid in più rispetto a qualsiasi altro settore di mercato: il mantenimento del valore dell'oggetto stesso. Gli acquisti dell'antiquariato, infatti, non si svalutano e, anzi, accrescono in meraviglia con il passare del tempo. RIPRESA - Nel mercato dell'antiquariato, come se non bastasse, si registrano già da tempo significativi segnali di ripresa, confermati dai risultati positivi oltre le aspettative delle più note case d'asta e dal fatto che proprio a Bergamo la lista d'attesa per entrare in fiera è stata molto lunga. E l'eccellenza dell'esposizione è stata confermata dai numerosissimi visitatori entusiasti. 99


EVENTI

La nuova BMW X3 guida le meraviglie dell'xDrive TRAZIONE INTEGRALE

Sabato 22 e domenica 23 gennaio scorsi, l'open week end della concessionaria Lario Bergauto è stata l'occasione per testare con mano l'innovativo sistema 4x4 della casa bavarese 100

ARTICOLO DI: GIORGIO CHIESA PHOTO: LORIS SAMBINELLI

li scorsi sabato 22 e domenica 23 gennaio, durante l'open week end, sono stati effettuati numerosi test drive della nuova nata X3, per la gioia dei tanti clienti accorsi a provarla. Oltre alle X1, X5 e la X6, quindi, un'altra protagonista sta facendo breccia nel cuore degli appassionati e non solo. È stato così possibile provare tutti i gioielli a trazione integrale della prestigiosa linea BMW, tra cui il fiore all'occhiello X6 M. Un'opportunità che la concessionaria Lario Bergauto ha condito, ancora una volta, con un evento di successo.

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PROTAGONISTA - La X3 rappresenta il secondo capitolo del famoso SUV compatto della casa di Monaco, e si è


presentato all'appuntamento del 2011 completamente rinnovato, migliorando ulteriormente i già alti standard della precedente versione. La X3 ha un'abitabilità eccellente e parecchie funzioni aggiuntive per massimizzare il comfort ed il piacere di guida. Avendola provata possiamo dire che il nuovo gioiello si pone subito in una posizione leader del segmento per efficienza dei motori e caratteristiche dinamiche, grazie ai nuovi propulsori, al cambio automatico a 8 marce, all'assetto innovativo e al sistema Bmw Efficient Dynamics. XDRIVE - Un SUV che si rispetti non può fare a meno della trazione integrale: in BMW questo significa sistema xDrive con taratura dinamica ottimizzata e dotata dell'optional Performance Control. Il 101


sistema di trazione integrale permanente intelligente, quindi, è stato il vero protagonista della kermesse automobilistica. Il suo funzionamento ripartisce la coppia motrice tra le 4 ruote. Il sistema di controllo, in sinergia con il DSC (controllo dinamico di stabilità) compensa poi con il proprio intervento ogni tendenza di sotto o sovrasterzo. Il risultato è un comportamento sempre neutro in ogni situazione, con una precisione di guida assicurata dal nuovo servosterzo elettromeccanico con Servotronic regolabile, per la prima volta presente su una vettura di questa categoria. COMFORT - L'assetto è frutto di uno sviluppo completamente nuovo, con soluzioni pregiate ed innovative e con la possibilità di disporre di ammortiz102


zatori elettronici del sistema Dynamic Damper Control. Tale sistema permette al conducente di selezionare, tramite il Driving Dynamic Control, la taratura delle sospensioni in base alle esigenze tra "Normal", "Sport" e "Sport+". Oltre al comportamento degli ammortizzatori, il sistema influenza acceleratore, motore, sterzo, DSC e cambio. Lo spazio a disposizione per i passeggeri, infine, è notevolmente aumentato rispetto alla sorella maggiore nata nel 2003 e la versatilità degli interni è favorita dal divano posteriore separabile in tre parti ribaltabili indipendenti. I sistemi di intrattenimento sono incentrati sul Bmw Connected Drive, che comprende l'Head Up display, l'utilizzo di internet a bordo e la telecamera per la retromarcia. 103


MOTORI

Lexus CT 200h: l'ibrida piccola e di lusso LA NOVITA’

Vi presentiamo l'innovativa compatta giapponese capace di ridurre il CO2 a 87 g/km, ossia già allineata ai parametri che entreranno in vigore nei paesi UE a partire dal 2014

Tecnologia: il sistema ibrido avrà quattro configurazioni. EV, solo trazione elettrica, ECO, NORMALE e la novità SPORT, con illuminazione rossa del quadro strumenti 104

ARTICOLO DI LUCA T. BILOTTA PHOTO: GIORGIO CHIESA

uesta volta, sulla nostra rivista Bergamo Economia, non presentiamo un'auto. La prova di questo numero, infatti, rappresenta una svolta epocale per il mercato delle quattro ruote. Parliamo di un modello che farà certamente storia, la prima ibrida di lusso e classe per il mercato italiano delle compatte. Non vogliamo scendere in fastidiosi confronti, anche se la CT 200h è stata volutamente pensata partendo dalla base della fortunata Toyota Prius. Questa nuova realtà motoristica ha tutte le carte in regola per essere definita una rivoluzione d'alta gamma, nata

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con la volontà di stupire il mercato delle auto ecologiche e i suoi diretti fruitori: in questo caso, proprio voi bergamaschi. Erano anni, infatti, che si vociferava della volontà da parte di Lexus di "scendere" nel segmento delle compatte Premium. E finalmente la Casa giapponese ha lanciato sul mercato la CT 200h con cui vuole andare a sfidare direttamente le ormai consolidatissime realizzazioni della concorrenza. Il debutto in strada sarà per i primi di marzo 2011, ma potrà essere ammirata in tutto il suo splendore già da questo febbraio da Livio Cella Team in Borgo Palazzo, a Bergamo. E grazie alla


collaborazione della concessionaria ufficiale Lexus per Bergamo e provincia, abbiamo potuto testarla per le strade della nostra città. Ecco a voi la CT 200h. DESIGN -L'impressione dal vivo è differente da quella data dalle immagini di presentazione ufficiale e a un primo colpo d'occhio l'auto sembra più "importante" di quanto non siano i suoi 432 cm di lunghezza, 176 cm di larghezza e 143 cm di altezza. La piccola Lexus, infatti, è stata sviluppata su di un'inedito pianale, che sarà utilizzato anche per altre vetture del gruppo. Realizzata dal centro stile europeo di Nizza, la CT 200h rappresenta anche una netta svolta in termini di design per il marchio giapponese: il frontale è aggressivo - belli i fari angolari illuminati dai led, fra l’altro gli

unici della categoria - mentre il profilo è scattante e longilineo. La volontà di offrire un prodotto più orientato al confort e alla comodità dei passeggeri ha imposto agli stilisti giapponesi di disegnare una coda apparentemente lineare e massiccia, quasi più da mini Station Wagon che da berlina a 2 volumi, e forse un po' slegata dalla filante morbidezza dell'anteriore, più vicino ai dettami dello stile che ispira gli altri prodotti Lexus. Ma sono dettagli che con la scelta del giusto colore fra i 7 disponibili o la dimensione dei cerchi, possono risaltare o meno. Insomma, la CT 200h può essere sia sportiva per i più giovani sia elegante e raffinata per chi ricerca la classe su quattro ruote. Gli allestimenti offerti dalla casa giapponese, infatti, rendono la personalizzazione assolutamente alta e variegata.

Design: la CT 200h rappresenta una netta svolta per il marchio giapponese Il frontale è aggressivo - belli i fari angolari illuminati dai led, fra l’altro gli unici della categoria - mentre il profilo è scattante e longilineo 105


INTERNI - Entrando nell'abitacolo, le finiture e la qualità percepita sono al di sopra di ogni sospetto e ben oltre l'eccellenza del segmento. Inoltre lo spazio a bordo non manca. Solo il bagagliaio, per la presenza delle batterie del sistema ibrido, è inferiore alle aspettative che le dimensioni esterne farebbero supporre, ma basta rimuovere il pianale a filo del paraurti per agevolare le operazioni di carico e per accedere a una capiente vasca inferiore. I sedili sono in tipico stile Lexus: davvero comodi ed avvolgenti, adatti per affrontare qualsiasi tipo di tracciato stradale. Lo spazio per le gambe non manca anche posteriormente, persino per l'eventuale quinto passeggero che può semplicemente alzare il bracciolo centrale per avere il dovuto spazio al centro dei sedili posteriori. La dotazione di serie della Lexus CT 200h comprende il controllo elettronico della stabilità, sette airbag, impianto audio con bluetooth, cerchi di lega da 15", climatizzatore, avviamento senza chiave, volante rivestito di pelle. L'allestimento Executive ha in più i cerchi da 16" e i fendinebbia. Lo Style i cerchi da 17", i fari anteriori a led e i vetri oscurati. Infine il Luxury comprende il cruise control, i sedili di pelle e i sensori di assistenza al parcheggio. AL VOLANTE - Ma è al volante che Lexus cerca di stupire con degni "effetti speciali". La plancia è divisa in due aree: quella supe-

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riore è "visiva" con tutti le indicazioni a portata di occhi, la parte bassa e centrale è "tattile" e ci sono tutti i tasti di comando compreso il Remote Touch, una specie di joypad - molto ergonomico nell'impugnatura - da cui comandare tutti i sistemi della vettura. Scenografico, nonché utile per risparmiare o avere un po' di brio, il settaggio della vettura su 4 gradazioni differenti: EV, solo trazione elettrica per un massimo di due chilometri, ECO, NORMALEe la novità SPORT. Il sistema non agisce solo sulla risposta dello sterzo, acceleratore e cambio automatico (di serie), ma anche sulle informazioni e sul colore di quanto visualizzato sul cruscotto. Si passa da un rilassante blu con visione diretta dello stato del sistema ibrido quando si guida rilassati e risparmiosi in ECO, a un più evocativo rosso quando si è in SPORT, con il contagiri che prende il posto dell'indicatore delle batterie. MOTORE - Come detto, meccanicamente la CT 200h è "figlia" della Toyota Prius. E monta due motori: un 1.8 benzina (con trasmissione a variazione continua) e un altro elettrico con batterie nichel-metallo idruro. Sistema collaudatissimo in Casa Toyota (di cui Lexus è il brand di lusso ed eccellenza), ma assolutamente innovativo e caratterizzante per il segmento C. Ed è proprio su questa particolarità, che permette di ottenere emissioni da citycar con prestazioni di livello assolutamente superiore, che CT 200h punta per strappare clienti alle concorrenti. Il CO2 è pari a 87 g/km con NOx prossimi a zero, ossia già allineati ai parametri che entreranno in vigore nei paesi UE a partire dal 2014. In totale, il sistema è in grado di assicurare 136 CV. I tecnici della Lexus assicurano di averlo messo a punto per privilegiare la guida sportiva (ricordiamo che la CT 200h è una trazione anteriore), ma - come detto - con un occhio fisso sui consumi. E a proposito di quest'ultimi, sul ciclo misto si attestano sui 3,7 litri/100 km con i cerchi da 16" (4,1 con quelli da 17"), vale a dire 27 km con un litro. Davvero niente male.

Motore: la nuova nata monta due motori. Un 1.8 benzina (con trasmissione a variazione continua) e un altro elettrico con batterie nichel-metallo idruro

LEXUS LIVIO CELLA TEAM Via Borgo Palazzo, 105 24125 - Bergamo (BG) Telefono: 035 247600 Fax: 035 210766

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MOTORI

Motore: è una vera Abarth e lo dimostra a partire dal propulsore 1.4 Turbo T-Jet che eroga ben 140 CV; 0-100 km/h in soli 8,1 secondi e una coppia di 206 Nm a 2000 giri in modalità Sport 108

ARTICOLO DI LUCA T. BILOTTA PHOTO: GIORGIO CHIESA

on c'è niente da dire: quando si sale al volante della piccola 500c Abarth, lo stupore è massimo. Piccola, cattiva, open air e - soprattutto - sfiziosa. Semplicemente irresistibile, capace di mixare alla perfezione elementi moderni ed innovativi come il cambio sequenziale "Abarth Competizione" munito di comandi al volante con un fascino vintage dirompente, arricchito da elementi unici come la verniciatura bicolore opzionale. Noi l'abbiamo provata in città Alta con la complicità della

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concessionaria Abarth ufficiale per Bergamo e Provincia, Gruppo Bresciani Auto. E dobbiamo essere sinceri, ne è valsa davvero la pena provare questa "ragazza tuttopepe". DESIGN - Le linee sono quelle classiche della 500, rivisitate in tipico stile sportivo Abarth. L'unica differenza è il tetto, che con un semplice pulsante ci mostra direttamente il cielo. Alle classiche colorazioni della carrozzeria (noi abbiamo optato per un grigio fumo elegante con inserti rossi), inoltre Abarth presenta - per


500c Abarth, open air da cardiopalma PROVATA PER VOI

Per le strade di città Alta abbiamo testato il fiore all'occhiello dell'ingegneria sportiva italiana: la versione spinta della baby di casa Fiat, una bomba a cielo aperto

la prima volta su una 500 - anche la già citata livrea bicolore. Così se da un lato l'occhio indugia sulle nuove colorazioni, il dinamico spoiler allungato ricorda che Abarth 500C è innanzitutto una vera sportiva di classe. Lo spoiler, infatti, oltre a fornire il suo contributo di immagine sportiva garantisce un maggiore carico di CZ e la distribuzione del flusso di aria in modo più efficace. Ad impreziosire la Abarth 500C il nuovo design dei cerchi in lega diamantata da 17" e il già apprezzato 5 petali in versione diamantata bianca. Altro punto di forza di questo modello è lo straordinario comfort sia climatico sia acustico. Gli accurati studi aerodinamici permettono di ridurre al minimo le turbolenze

quando si viaggia a vettura scoperta godendo così appieno la strada e il sound del motore. Dunque, la Abarth 500C permette di percepire le sensazioni di una vera sportiva: infatti, con la capote chiusa, assicura prestazioni degne della versione a tetto rigido; ma quando la capote scorre giù, lo spettro delle sensazioni e suggestioni si amplia, andando dall'aria veloce nei capelli fino al vero suono della marmitta a doppio terminale di scarico. INTERNI - La sportività di Abarth, in questo senso anche sulla versione non cabrio, è unita all'eleganza retrò della 500 Fiat. Ciò equivale ad avere interni molto curati, in ogni dettaglio.

Design: alle classiche colorazioni della carrozzeria come quella in foto, per la prima volta su una 500 c'è anche la disponibilità di avere la livrea bicolore 109


Volante e pedaliera dal gusto squisitamente sportivo, sedili rivestiti in morbida pelle color biscotto o tessuto d'alto livello e resistenti con inserti cuciti sportivi. Stupisce l'assenza della leva del cambio, che lascia spazio ai quattro pulsanti di gestione del cambio "Abarth Competizione". MOTORE - Il propulsore che spinge questa stupenda "ragazza sportiva" è un 4 cilindri 16 valvole da 1.368 cm3 (sovralimentato con turbocompressore IHI RHF3-P a geometria fissa) che regala prestazioni esaltanti grazie a 140Cv. La velocità massima è di 205 km/h mentre l'accelerazione da 0 a 100 km/h avviene in appena 8,1 secondi. Merito anche della funzione overboost, attivata dal pulsante "Sport", che agisce sulla mappatura della centralina e sulla pressione del turbo, oltre che sul carico al volante. Performance in pieno spirito Abarth a fronte di consumi contenuti: 6,5 l/100 km nel ciclo combinato. Questo propulsore, rotondo e pronto ad ogni regime, ha sfoderato gli artigli in pista, coadiuvato da un comparto ciclistico di prim'ordine. Altro punto d’ec-

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cellenza è il nuovo cambio sequenziale "Abarth Competizione", completo di comandi al volante. Sulla console non rimane nulla, solo quattro pulsanti di controllo che, come detto, lasciano basiti quando si sale al volante. Una volta settato in manuale, tutto il lavoro viene effettuato con le leve dietro al volante. SICUREZZA - Nata per superare le normative più severe, la Abarth 500C è stata curata maniacalmente anche sul piano della sicurezza, attiva e passiva. La frenata stabile ed efficace, insieme con l'ottima ripresa garantita dal propulsore da 140 CV e un comportamento su strada (handling) sempre prevedibile, consentono alla nuova vettura di superare senza affanni le situazioni critiche. Inoltre, Abarth 500C adotta di serie 7 airbag (due anteriori, due window-bag, due airbag laterali e uno per la protezione delle ginocchia): è un primato in questa categoria di vetture. Il nuovo modello, inoltre, adotta soluzioni tecniche sofisticate per garantire un perfetto controllo della vettura da parte del guidatore (sicurezza attiva): dall'ABS completo di sistema EBD (Electronic Brake Distribution) al sofisticato ESP (Electronic Stability Program), dal sistema antislittamento ASR (Anti Slip Regulation) ai dispositivi Hill Holder, che assiste il guidatore nelle partenze in salita, e HBA (Hydraulic Brake Assistance) che aiuta nelle frenate di emergenza.

Sicurezza: nata per superare le normative più severe, la Abarth 500C è stata curata maniacalmente anche sul piano della sicurezza, attiva e passiva

Gruppo Bresciani Auto Via Grumello 43/a, 24127 Bergamo tel. 035 4555511 www.gruppobrescianiauto.it

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MOTORI

Linea: La moto si presenta con la sua veste imponente. Le prese d'aria, i voluminosi scarichi doppi e il grande pneumatico posteriore da 240mm offrono un moderno connubio di stile e prestazioni 112

TESTO&PHOTO: GIORGIO CHIESA

rimo appuntamento con una nuova rubrica che verrà proposta ancora nei prossimi numeri di Bergamo Economia. Sbarcano sulla nostra rivista le due ruote, e non poteva esserci esordio migliore se non con un modello rappresentativo del colosso americano Harley Davidson, gentilmente fornitoci dalla concessionaria Harley Davidson Bergamo di San Paolo d'Argon. Parliamo della potente V-Rod Muscle VRSCF 2011, provata per voi percorrendo le mura di città Alta fino ad arrivare nella splendida cornice di Piazza

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Vecchia, dove ci siamo fermati per assaporare un buon caffè nello storico Caffè del Tasso. LINEA - La moto si presenta sulla scena delle "power cruiser" con la sua veste imponente. Le prese d'aria, i voluminosi scarichi doppi e il grande pneumatico posteriore da 240mm - sovrastato da un parafango affusolato - offrono un moderno connubio di stile e prestazioni. L'ampio e spigoloso coperchio dell'airbox e la coda corta conferiscono al nuovo V-Rod Muscle linee pulite e vigorose. Le dimensioni del massiccio pneu-


V-Rod Muscle VRSCF 2011, l'Harley più cattiva di sempre IN ESCLUSIVA

E' arrivato il nuovo bolide della casa americana: raffreddamento a liquido, pneumatico posteriore di grande sezione e carrozzeria scolpita attorno a un nuovo motore. Ecco le novità per la “power cruiser” di Harley Davidson

matico posteriore sono accentuate dal nuovo parafango posteriore che integra la luce di posizione con tecnologia LED. La linea dell'avantreno compensa quella della coda, con un parafango squadrato che appare sovrastato dalla forcella satinata a steli rovesciati e con gli indicatori di direzione integrati negli steli degli specchietti retrovisori. I convogliatori d'aria del radiatore sfoggiano una nuova linea di forte impatto e sono in tinta con il resto della carrozzeria, mentre i nuovi coperchi laterali dell'airbox integrano prese d'aria rivestite a rete metallica. I cerchi anteriore e posteriore in lega di alluminio a cinque razze, in colore nero, costituiscono una scelta estetica assolutamente gradevole e funzionale.

COMFORT - Una nuova e profonda sella tiene il pilota ben saldo in posizione. Per una postura di guida in stile HD, inoltre, V-Rod Muscle offre comandi a pedale in posizione avanzata e manubrio con cablaggio interno. Le piastre in alluminio forgiato lucidato fissano la forcella a steli rovesciati e fanno da cornice al caratteristico faro a goccia con ottica riflettente e corpo nero satinato. Il profilo già slanciato della forcella inclinata a 34 gradi appare ulteriormente allungato dai voluminosi scarichi doppi separati, valorizzati anch'essi da cromatura satinata. Il V-Rod Muscle è anche disponibile nei colori Vivid Black, Brilliant Silver, Dark Blue Denim e Red Hot Sunglo.

Comfort: Una nuova e profonda sella tiene il pilota ben saldo in posizione Per una postura di guida in stile HD, il V-Rod Muscle offre comandi a pedale in posizione avanzata e manubrio con cablaggio interno 113


MOTORE - Il propulsore è un Revolution da 1250cc. Raffreddato a liquido, è dotato d'iniezione elettronica sequenziale (ESPFI), doppio albero a camme in testa, quattro valvole per cilindro e cambio a cinque marce. È inoltre fissato tramite supporti elastici a un telaio perimetrale in acciaio idroformato. Il voluminoso airbox posto sopra il motore presenta un coperchio in acciaio e su tutti i modelli VRSC il serbatoio carburante da 18,9 litri è montato sotto la sella. Infine, per gli appassionati di grandi potenze, il motore produce fino a 123 CV a 8.000 giri/min e 115 Nm di coppia. SICUREZZA - La muscolosa Harley ha l'ABS di serie, studiato per operare in sinergia con i freni sportivi Brembo a triplo disco. L'ABS aiuta il pilota a mantenere il controllo in frenata, soprattutto in condizioni di aderenza non ottimali. I componenti dell'ABS Harley Davidson sono stati progettati e configurati in modo da risultare praticamente invisibili per rispettare la linea pulita della zona circostante le ruote. A differenza di altri sistemi di antibloccaggio impiegati in ambito motociclistico, l'ABS Harley Davidson non interviene simultaneamente su entrambe le ruote, consentendo quindi al pilota di controllare in modo indipendente il freno anteriore e quello posteriore.

Motore: Il propulsore è un Revolution da 1250cc, capace di sviluppare fino a 123 CV a 8.000 giri/min e 115 Nm di coppia

Harley Davidson Bergamo Via Bergamo, 26 24060 San Paolo d'Argon (BG) Tel. 035 958567 harley-d davidson-b bergamo.com

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EVENTI

CHI, DOVE E PERCHÈ PHOTO: GIORGIO CHIESA

MINI e Marlboro Classic, al Dandy la serata si tinge di glamour 116

o scorso sabato 29 gennaio si è tenuto al locale "Dandy Lounge&Music" di Longuelo il primo degli appuntamenti "Last Saturday of the Month", fortemente voluto dalla concessionaria MINI Lario Bergauto e dal negozio Marlboro Classic di via Tasso. Durante la serata pre-disco sono state raccolte le prenotazioni dei test drive dell'intera "MINI Family", dando la possibilità ai numerosissimi partecipanti di scegliere tra MINI, MINI Cabrio, MINI Clubman e l'ultima nata MINI Countryman. Inoltre, Monia e Francesco Temotti hanno presentato le ultime novità del negozio Marlboro Classic e offerto favolosi gadget agli ospiti della serata. La kermesse ha visto come sempre l'ottima accoglienza dello staff del Lounge&Music Bar, che si sta confermando un vero must della movida bergamasca. Visto il grande successo, infatti, il bis del frizzante appuntamento è già pronto e in molti lo stanno già attendendo il prossimo 26 febbraio. Non c'è che dire, ancora una volta MINI dimostra di avere "una marcia in più" ponendosi come il marchio automobilistico più giovane e glamour dell'intero settore.

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EVENTI

CHI, DOVE E PERCHÈ PHOTO: GIORGIO CHIESA

A "Le Due Torri" i "Premi a mille" hanno una madrina d'eccezione 120

stato un sabato speciale per il centro commerciale di Stezzano "Le Due Torri". Lo scorso 15 gennaio, infatti, Elena Santarelli non ha deluso i tanti fan accorsi per ammirarla. L'artista, attualmente impegnata su Canale5 nella trasmissione di successo Kalispéra di Alfonso Signorini, si è presentata in splendida forma con il suo completo attillato nero, non risparmiandosi al bagno di folla e firmando una miriade di autografi. La bionda modella era stata infatti invitata come madrina del concorso "Premi a mille", intervenendo all'evento condotto da Clara Ventura di Videobergamo. Ma soprattutto, Elena Santarelli è entrata in azione per premiare la trionfatrice, che si è vista chiamare in diretta dalla showgirl stessa. Tra l'incredulo e il sorpreso, ad una signora di Osio Sopra, la madrina ha comunicato la vincita di un buono da 1000 euro da spendere nei negozi della galleria entro il 15 marzo. Un regalo in più per approfittare dei saldi, che nel nuovo centro di Stezzano hanno fatto registrare il tutto esaurito con 100 mila visitatori nei soli primi quattro giorni di sconti.

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Bergamo Economia - Febbraio 2011  

Bergamo Economia - Febbraio 2011

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