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«IIO, SERVITORE DELLO STATO»

Giulio Terzi di Sant'Agata traccia un bilancio dei suoi primi nove mesi alla guida della Farnesina ESPORTARE, NONOSTANTE TUTTO» «E

La ricetta di Thomas Rosolia, AD di Koelnmesse, per le PMI in salute e ben condotte SALVATAGGIO INDESIT

Rivista mensile - Ogni primo venerdì del mese in edicola al prezzo di 4,00 euro. Poste Italiane S.p.A. Sped. in abb. post. 70% DCB Bergamo. In caso di mancato recapito restituire al mittente.

La burocrazia blocca da un anno la Effegi Pallets nella reindustrializzazione del sito di Brembate Sopra

Open Antinfortunistica, la firma della sicurezza La realtà di Ignazio Nava è sempre al passo In cantiere una nuova e rivoluzionaria linea di calzature e il consolidamento nel mercato nazionale

SETTEMBRE 2012 - anno 6 - numero Economia, attualità, costume e stile

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SOMMARIO Settembre 2012

ECONOMIA 10

Notizie in breve

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Pillole di finanza La paura della crisi o la crisi della paura?

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Lettere&Parole L'alfabeto della crisi in attesa dell'autunno

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Nuove frontiere

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Con...Tributo

Rosolia, AD di Koelnmesse: «Esportare, nonostante tutto»

Come salvarsi dal fallimento: il nuovo concordato preventivo

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PAGINA 12 Giulio Terzi di Sant'Agata: «Io, servitore dello Stato»

Mattone&Crisi Fumagalli Edilizia. Ipotesi spezzatino per evitare il fallimento

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Speranza Agnelli, presidente Confimi: «Siamo il sindacato degli imprenditori manifatturieri»

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SOMMARIO Settembre 2012

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Parola all’associazione LIA e il nuovo corso di Imprese & Territorio

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PMI in Tour Carmo, il pistone manifatturiero del Gruppo Fassi

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In copertina Open Antinfortunistica, la firma della sicurezza

BUSINESS 54

Reindustrializzazione Salvataggio Indesit, un anno perso per la burocrazia

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72

Ricolloccamento Cerchi lavoro? Ti aiutano i «JobAngels» Gratis

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Protagonisti Bruno Giussani e i 18 minuti che cambieranno il mondo

Enogastronomia Barachì clima metropolitano cuore nostrano


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SOMMARIO Settembre 2012

RUBRICHE & EVENTI

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Chi, dove e perchè Foto e curiosità

Motorsport BMW Driving Academy, maestri di sicurezza

BERGAMO ECONOMIA

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Provata per voi Nuova BMW Serie 3 Touring, un trionfo di classe, sportività e comfort

Rivista mensile di economia, attualità, costume e stile (Registrazione al Tribunale di Bergamo nr. 22 del 02/08/2007) Società editrice: Speb S.r.l. Via San Giorgio 6/n 24122 Bergamo Presidente: Marino Lazzarini Direttore responsabile: Paolo Agnelli Concessionaria pubblicità nazionale: A. Manzoni & C. S.p.A., via Nervesa, 21 Milano Tel. 02 57494211

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La novità Volvo V40, contro le tedesche la svedese più bella

Concessionaria pubblicità locale: S.P.E.B. S.r.l. Via San Giorgio, 6 - 24122 Bergamo Tel. 035 678812 - Fax 035 678895 Mail: info@bergamoeconomia.it Stampatore: Quadrifolio S.p.a. 24052 Azzano San Paolo (Bg) - Via Emilia, 17 Tel. 035 330100 Abbonamenti: Tel. 035 678808 Costo abbonamento: 40 euro per 11 mesi www.bergamoeconomia.it

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L’editoriale Settembre 2012

Lavoro, quasi due milioni ci hanno rinunciato. Quando le riforme creano «depressione» ARTICOLO DI GIORGIO CHIESA

a situazione è molto delicata sotto tutti i punti di vista. Le campane della crisi suonano ormai da anni e le conseguenze iniziano ad essere più che mai palpabili anche in termini di economia reale. Alcuni economisti usano un proverbio molto curioso, capace di

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surplus, è che alla cancellazione di migliaia di contratti che ha portato il Paese sull'orlo della depressione economica e morale, non riesce a seguire un minimo ricambio generazionale. I posti di lavoro, in questa folle decade, non vengono quindi smarriti - come la maggior parte degli analisti dicono -, ma definitivamente cancellati. itando una nota pellicola cinematografica, potremmo dire che l'Italia non è più un Paese per giovani. Lo si può affermare con ancora maggiore decisione dopo aver osservato gli ultimi preoccupanti dati Istat sul secondo trimestre 2012. Sono certamente gli "Under 35" a fare le spese dello squilibrio: quasi 1,5 milioni in meno gli occupati rispetto al 2007. Raffrontando i dati disponibili su Internet del secondo trimestre del 2007 con quelli dello stesso periodo nel 2012, emerge che gli occupati tra i 15 e i 34 anni sono passati da 7.333.000 a 5.876.000. Una flessione vicina al 20%. Il calo è di 1.457.000 occupati. Solo un anno fa gli occupati erano più di 6 milioni: 6.040.000 nel terzo trimestre, sempre secondo i dati dell'Istituto.

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riassumere al meglio l'egoismo su cui è stata fondata l'ormai passata età dell'oro, che recita così: "quando il tuo vicino di casa perde il lavoro, c'è recessione. Quando lo perdi tu, è depressione". Ma quando, aggiungiamo noi, il posto di lavoro al primo impiego diventa un miraggio, come si può completare il "detto"? Perché il paradosso italiano, una contraddizione tra offerta limitata e domanda in evidente 8

iventa impossibile non citare, con amarezza e retorica, le parole del nostro Premier Mario Monti sulla monotonia del lavoro fisso (senza rincarare la dose con gli ormai celeberrimi "bamboccioni" del defunto Padoa Schioppa). Dichiarazioni che oggi, più che mai, risultano totalmente scollegate con

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la realtà. A dimostrazione di quanto detto, l'Istat evidenzia anche la presenza di 1 milione e 664 mila persone, ovvero il dato più alto dal 2004, d'individui che si dichiarano scoraggiati e che hanno perfino rinunciato alla ricerca. a proprio il lavoro non dovrebbe essere il "fondamento", il "pilastro" della nostra Costituzione? Qualcuno si ricorda ancora che "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro" e che "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto"? Si corre il rischio di essere populisti, ma qualcosa dev'essere urgentemente cambiato. Perché, dati alla mano, riacquistano un inquietante peso le dichiarazioni con cui il "Ministro della Repubblica" Elsa Fornero, solo qualche tempo fa, ha ribadito che "il lavoro non è più in diritto", salvo poi correggersi (forse ricordandosi il giuramento di pochi mesi prima) con un poco comprensibile "il posto non è un diritto, il lavoro sì".

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nfine, come se il paradosso non fosse abbastanza fitto, il dato in crescita è invece quello degli occupati tra i 55 e i 64 anni, che fa registrare un rialzo dell'8% tra il secondo trimestre del 2011 allo stesso periodo nel 2012, un rialzo che arriva al 26% se si tiene conto degli ultimi cinque anni. Di fatto, i genitori e i nonni stanno rubando il posto dei figli. Era questo il risanamento che cercavamo?

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Notizie in breve 900 mila euro

900 mila euro

E' il costo di due anni di scorta (oggi revocata) formata da 8 uomini tra poliziotti, carabinieri e finanzieri per vegliare giorno e notte la villa dell'ex ministro Calderoli sui colli di Mozzo

E' lo sforzo economico sostenuto dalla famiglia Terzi per il restauro di Palazzo Terzi, il più importante palazzo barocco di Bergamo. Dal balcone si gode il più bel panorama della città

Semestrale

Credito Bergamasco: Utile netto a 52,9 milioni Il Credito Bergamasco ha chiuso il primo semestre del 2012 con un utile netto di 52,87 milioni di euro, il 24,1% in più rispetto ai 42,6 milioni di euro dei primi sei mesi dello scorso esercizio. Il margine di interesse ha registrato una minima crescita, passando da 157,88 milioni a 159,24 milioni di euro. A fine giugno gli impieghi alla clientela erano scesi del 4,4% a 13,24 miliardi di euro, rispetto ai 13,84 miliardi di inizio anno. I crediti deteriorati ammontavano a 638,5 milioni di euro. Sempre a fine giugno il tier 1 ratio e il total capital si attestavano al 21,28%. Questi, in sintesi, i principali risultati al 30 giugno 2012 del Credito Bergamasco (Gruppo Banco Popolare) approvati dal Consiglio di Amministrazione dell'Istituto. Si segnala che l'ingresso nel perimetro della Banca delle 52 filiali acquisite - con decorrenza 1° agosto 2011 - da altre Banche del Territorio, nell'ambito del processo di riarticolazione della rete commerciale del Gruppo Banco Popolare, comporta un raffronto con valori di periodi precedenti non sempre omogeneo sia dei dati di Conto Economico, sia dei dati di Stato Patrimoniale.

Semestrale/1

Popolare di Bergamo: sale l'utile, frena la raccolta La Banca Popolare di Bergamo (gruppo UBI Banca) archivia il primo semestre del 2012 con un utile netto pari a 85,8 milioni di euro, un dato in crescita del 13,8% rispetto ai 75,34 milioni dello stesso periodo dell'anno scorso. Un dato che è accompagnato anche dal progresso del risultato della gestione operativa che si è attestata a 191,8 milioni, contro i 160,53 milioni del 2011 (+19,5%). A favorire un tale risultato "sia la positiva evoluzione dei proventi operativi a 427,2 milioni (+4,9%, erano 407,04 nel 2011), sostenuti dal margine di interesse, che è cresciuto del 7,8%, e dalle commissioni nette, incrementate del 2,2%" si legge nella nota dif10

fusa dalla società, "che la decisa contrazione degli oneri operativi (-4,5%)". A livello di raccolta, invece, il saldo totale da clientela privata

registrato dalla Banca Popolare di Bergamo (esclusi i prestiti obbligazionari sottoscritti dalla Capogruppo) si attesta a fine giugno a 43 miliardi di euro (-2,8% nel semestre). La raccolta diretta da clientela cresce di un punto percentuale, attestandosi a 19,9 miliardi di euro, con variazioni positive (+5,6%) delle componenti "conti correnti e depositi liberi e vincolati" e riduzione delle "obbligazioni e altri titoli in circolazione" (- 4,7%). La raccolta indiretta da clientela ammonta a 23,1 miliardi di euro e comprende raccolta gestita e polizze vita per complessivi 11,6 miliardi di euro (+2,6%) e risparmio amministrato per euro 11,6 miliardi (-13%).


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ECONOMIA&BUSINESS

GIULIO TERZI DI «SONO UN SERVITORE L’intervista esclusiva

E' IL PRINCIPIO CHE ISPIRA OGNI AZIONE DIPLOMATICA DEL MINISTRO DEGLI ESTERI. L'IMPEGNO DELL'ITALIA IN LIBANO E IN AFGHANISTAN, LA LIBERAZIONE DI URRU, I MARÒ DETENUTI IN INDIA, LA CRISI DELL'EURO, TWITTER E LA «TWIPLOMACY»: IL MINISTRO TERZI TRACCIA UN BILANCIO DEI PRIMI NOVE MESI ALLA GUIDA DELLA FARNESINA

ARTICOLO DI LIVIO CASANOVA

l 16 novembre 2011 il saluto ai collaboratori all'Ambasciata a Washington dopo la nomina a capo della Farnesina e il giorno dopo il giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica come nuovo Ministro degli Affari Esteri. Qual è stato il suo ultimo impegno da ambasciatore e qual è stato il suo primo appuntamento da Ministro? Emozioni, sensazioni e stato d'animo: come è stato il suo primo giorno da titolare della Farnesina? «Il 16 novembre dell'anno scorso è stato un giorno speciale per me e per la mia famiglia. Alla grande soddisfazione per la fiducia accordata-

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SANT'AGATA: DELLO STATO»

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mi si è unita una forte emozione nel salutare la mia squadra in Ambasciata, un gruppo di collaboratori straordinari con cui fino a poche ore prima avevo lavorato sui tanti dossier nei quali si articola il rapporto fra Italia e Stati Uniti. Sono arrivato a Washington nell'ottobre 2009 guidato dalla profonda convinzione che mi ha accompagnato nel corso della carriera: ricordarsi sempre di essere un servitore dello Stato. La stessa convinzione mi guida oggi nelle funzioni di Ministro degli Esteri». Nel suo primo giorno da ministro, uno dei primi attestati di stima è arrivato dal capo della diplomazia tedesca Guido Westerwelle, ribadendo che il governo tedesco ha fiducia nel ruolo che potrà essere svolto dall'Italia per gestire la crisi finanziaria dell'Eurozona. Poche settimane fa Westerwelle, ha espresso critiche a Monti e sulla possibile concessione di una licenza bancaria al 14

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fondo salva-stati Esm, (sulla cui costituzionalità deciderà il 12 settembre l'Alta Corte di Karlsruhe). Quanto pesa il futuro dell'Eurozona sulla decisione della Corte Costituzionale tedesca sulla legittimità dell'Esm (Meccanismo europeo di stabilità)? Per salvare l'Euro sarà sufficiente dotare di una licenza bancaria il fondo salva-stati Esm? Anche secondo Lei (come per Westerwelle) "L'Europa può anche fallire sull'altare di un'eccessiva solidarietà"?

«L'acuirsi della crisi e le sue ripercussioni sull'Euro avrebbero per Berlino costi economici e politici maggiori di quelli che discenderebbero dalle garanzie concesse al MES gravando sul bilancio federale. È un dato, questo, di cui non si può non tenere conto. Lei parla di "salvare l'Euro". Sono convinto che l'Europa vincerà questa sfida. A Bruxelles, il 28-29 giugno, sono state adottate misure idonee ad affrontare la crisi, riaffermando la volontà comune di proseguire il percorso di integrazione. Grazie

Giulio Terzi @GiulioTerzi

Oggi utilissimo incontro con Hillary Clinton Parlato anche di Libia e ruolo delle donne nella sicurezza internazionale 12 Apr


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anche all'impegno italiano, l'agenda europea si sta ora concentrando sul duplice obiettivo di riequilibrare i mercati nell'immediato e sostenere la crescita. La soluzione della crisi passa dalla capacità dell'Europa di darsi un approccio complessivo, articolato e bilanciato basato sulla combinazione efficace di disciplina fiscale, riforme strutturali, stimolo alla crescita». Dal 29 gennaio 2012, il generale Paolo Serra ha assunto il comando della missione delle Nazioni Unite nel Libano del Sud (Unifil). All'Italia il migliaio di caschi blu italiani impegnati nel Sud del Libano costa circa 158 milioni l'anno. Cosa costerebbe al Paese se, vista la crisi, per risparmiare ci ritirassimo dal Libano?

«Pagheremmo un prezzo politico altissimo. E' impensabile, sarebbe un danno gravissimo alla nostra statura internazionale, a maggior ragione in questa fase cruciale della crisi siriana. Il Libano è fondamentale per la stabilità dell'area mediterranea e mediorientale, che a sua volta esercita un'incidenza decisiva sulla nostra sicurezza. L'Italia assicura un contributo essenziale all'attuazione della Risoluzione 1701, che definisce mandato e compiti della missione UNIFIL. Il compito della missione è quello di mantenere il "cessate-il-

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fuoco" nel Sud del Libano dopo la guerra del 2006, con l'obiettivo - finora assolto efficacemente anche grazie alla riconosciuta qualità della nostra leadership - di stabilizzare l'area e prevenire ulteriori recrudescenze e tensioni. La missione svolge inoltre un ruolo fondamentale per assicurare il dialogo tra le Parti nel formato a tre ONU-Forze armate libanesiForze armate israeliane. La nomina del Generale Serra è avvenuta a soli due anni dal termine del mandato del Generale Graziano. Il conferimento ad un altro ufficiale italiano del comando di una delle più delicate missioni ONU è stato un grande riconoscimento per l'Italia e per le nostre Forze Armate da parte dei nostri partners. Esiste ormai un vero e proprio "stile italiano" nella condotta delle

operazioni, che è divenuto un modello nella gestione delle missioni internazionali. Sarebbe assurdo andarsene». Lo scorso 15 febbraio, due marò in servizio sulla petroliera Enrica Lexie sono stati arrestati dalle autorità indiane e sono detenuti con l'accusa di aver ucciso due pescatori erroneamente scambiati per pirati. Prendendo come punto di riferimento il diritto internazionale perché l'India contesta la giurisdizione italiana sull'accaduto e per quale motivo Nuova

Delhi non riconosce l'immunità di Latorre e Girone? In che modo si potrebbe risolvere la vicenda e in quanto tempo? «Non esiste uno scenario in cui i nostri due ragazzi non ritornino a casa dai loro cari. Il Governo, i Ministri piu' direttamente coinvolti ed io personalmente siamo impegnati quotidianamente e non risparmiamo nessuno sforzo e iniziativa, a tutti i livelli e in tutti i fora internazionali, per far si che ciò accada il pi�� presto possibile. Il diritto internazionale è dalla nostra parte. Sono certo che riusciremo a riportare a casa i nostri ragazzi, che facevano il loro dovere e sono stati

tratti in fermo con l'inganno. Ci siamo adoperati per garantire la loro sicurezza personale e la loro dignità di organi dello Stato, avvalendoci a tal fine di tutte le procedure previste dal sistema giudiziario indiano. Continueremo a svolgere un'intensa attività diplomatica nelle principali sedi - ONU, G8, Unione Europea - e con i nostri partner, per riaffermare l'esclusiva giurisdizione italiana, cominciando dagli appuntamenti internazionali delle prossime settimane, fra cui l'Assemblea Generale ONU a New York. Il Governo nella sua collegialità proseguirà il suo impegno con la necessaria costanza e determinazione». Il 25 giugno un altro italiano ucciso in Afghanistan. Il 51° dall'inizio della missione nel 2004. La vittima è stato il trentenne carabiniere scelto Manuele Braj, colpito da un razzo sparato contro la base di Adraskan e Lei ha parlato di "vile attentato". 15


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Giulio Terzi @GiulioTerzi

L’Afghanistan oggi è un Paese migliore, anche grazie all'Italia. Afghani unici padroni del loro futuro. Comunità internazionale li sosterrà. 21 Mag

Per quando è previsto il ritiro delle truppe italiane dall'Afghanistan? Si legge di una uscita progressiva, qual'è la tabella di marcia? «Nel 2010 al Vertice NATO di Lisbona e nel 2012 a quello di Chicago, abbiamo stabilito di rafforzare le capacità dell'Afghanistan di assicurare autonomamente la propria sicu-

in, together out. Il ritiro non significa che non sosterremo più Kabul. I risultati del nostro impegno militare e diplomatico, anche in termini di progresso civile, sono un patrimonio degli afghani che deve essere duraturo ed ulteriormente messo a frutto. Pensiamo ad esempio che la percentuale delle studentesse è cresciuto del 38% e il

rezza di qui al 2014, quando il ritiro delle truppe alleate sarà completato. Il processo sta avanzando, ma l'Afghanistan deve rimanere al centro dell'agenda internazionale, come dimostrano anche i drammatici eventi di questi giorni, i ripetuti attacchi al nostro contingente e gli orrori riconducibili agli integralisti islamici nel sud del Paese. E rimane valido il principio che ha guidato l'azione della NATO in Afghanistan: together

Parlamento afghano è composto per il 28% da donne. Ma molto ancora deve essere fatto. Da qui al 2014 dovremo misurarci con tre sfide: procedere con gradualità al ritiro; rafforzare le capacità afghane di autodifesa; contribuire allo sviluppo economico e sociale del Paese promuovendo nuovi investimenti e maggiore cooperazione. E' lungo queste direttrici che stiamo lavorando».

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L'11 luglio è nato a Roma l'Osservatorio della Libertà Religiosa, un organismo promosso dal ministero degli Esteri italiano e dal sindaco di Roma capitale, Gianni Alemanno, in difesa della libertà religiosa e nella denuncia delle persecuzioni subite dai cristiani nel mondo. Dal punto di vista religioso si registrano stragi in Nigeria, attacchi ripetuti in Kenia, violenze nell'Orissa indiana, chiusure di chiese in Indonesia e minacce continue in Siria. L'Italia cosa sta facendo e cosa può fare per fermare l'ondata di violenza nei confronti dei cristiani? «La tutela della libertà di religione è una priorità assoluta della nostra politica estera. Ho sostenuto l'istituzione a Roma dell'Osservatorio per lo studio, l'analisi e il monitoraggio dello stato della libertà di culto nel mondo. L'Italia è fortemente impegnata in ogni sede per riaffermare i valori universali del dialogo e della tolleranza, e la tutela del diritto di ogni individuo di professare liberamente il proprio culto è un indicatore fondamentale del livello di civiltà di un Paese. La Farnesina, attraverso la propria rete diplomatica, svolge anche il ruolo di vigilare ed esercitare pressioni su quei Paesi dove permangono violenze, discriminazioni e persecuzioni ai danni di confessioni religiose. Mi sono molto adoperato affinché la libertà religiosa si affermi come questione prioritaria per l'Europa. A luglio la Task Force dell'UE sulla libertà religiosa, istituita su impulso italiano, si è riunita a Bruxelles per mettere a punto le linee guida sulla libertà di religione, concepite come istruzioni operative per le Missioni dell'Europa e degli Stati membri nelle aree in cui quella libertà è più a rischio. Naturalmente continua il nostro impegno anche in sede ONU. Nel dicembre dello scorso anno l'Assemblea Generale ha adottato la risoluzione UE sulla libertà di religione che, anche sulla base delle proposte dell'Italia, ribadisce il dovere degli Stati di prevenire le violenze contro le minoranze religiose e perseguire i responsabili. La Farnesina sta organizzando il Seminario "La società civile e l'educazione ai diritti umani come strumenti di promozione e dif-


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fusione della tolleranza religiosa", al Palazzo di Vetro il 27 settembre, in occasione della prossima Assemblea Generale, con l'obiettivo di definire una linea d'azione comune e promuovere la libertà di religione anche sulla base di un'accresciuta, comune consapevolezza». Nei Paesi a maggioranza musulmana sono maggiori gli attentati anticristiani. Quali sono le ragioni di questa violenza? Non crede che la mancanza di reciprocità nel trattamento delle

minoranze tra l'Occidente cristiano e i Paesi islamici costituisca un problema a livello di integrazione? Un sistema di incentivi-disincentivi diplomatici (come, ad esempio, sostegno finanziario a chi garantisce i diritti delle minoranze) non potrebbe spegnere questa ondata di violenze? «Il terrorismo anticristiano mira anche a destabilizzare i Paesi teatro degli attentati, che mietono vittime anche fra i musulmani moderati. Gli Stati devono dunque essere consapevoli che tutelare le minoranze religiose, oltre che un dovere, è anche un loro interesse: il terrorismo mina la convivenza pacifica interna e, di conseguenza, la stabilità degli Stati, spesso con gravi ripercussioni regionali. Ma la libertà di religione è un imperativo etico e politico assoluto, che non può essere subordinato a logiche di

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reciprocità, fermo restando che lo sviluppo economico e sociale e la formazione sono potenti antidoti all'intolleranza religiosa, che a sua volta alimenta la violenza e il terrorismo. Per questo l'Italia realizza progetti per favorire la convivenza tra gruppi religiosi, sia con interventi di emergenza, sia sul terreno dell'educazione e della formazione delle classi dirigenti. Ricordo, come esempi significativi, che l'Italia si è fatta carico della cura dell'attentato contro la cattedrale cristiana di Baghdad, e che stiamo costruendo una cli-

nica nel quartiere cristiano di Erbil e un centro talassemico in un villaggio nella provincia di Ninive dove si trova la più grande comunità cristiana in Iraq. Stiamo anche contribuendo alla costruzione di case per giovani famiglie cristiane per contrastare l'emigrazione dei cristiani di Terra Santa, che ormai rappresentano solo poco più del 2% della popolazione totale».

In questi mesi l' azione del Governo ha condotto alla liberazione di 27 cittadini italiani rapiti all'estero. Il 19 luglio, dopo 268 giorni di sequestro, l'Italia ha riabbracciato Rossella Urru, la cooperante sarda rapita lo scorso 23 ottobre a Tinduf, al confine tra Algeria e Mali. Come è stata possibile la liberazione di Rossella Urru e Lei come ha vissuto i trepidanti istanti della liberazione?

«Ho seguito personalmente ogni fase di questa vicenda. La liberazione di Rossella ha richiesto un costante impegno del Ministero degli Esteri e di tutti gli attori istituzionali coinvolti. Vorrei anche ricordare l'ammirevole senso di responsabilità della famiglia Urru, con la quale abbiamo seguito, alla Farnesina, le fasi che hanno immediatamente preceduto la liberazione. Non appena ho avuto la conferma che Rossella era stata liberata e aveva raggiunto un luogo sicuro, ho avvisato di persona i suoi cari, e l'indomani con viva emozione sono andato ad accoglierla personalmente all'aeroporto con il Presidente Monti. Credo che Rossella sia esempio di quanto di meglio l'Italia ha da offrire al mondo. Assistere alla felicità della famiglia Urru, finalmente riunita, ci ha ripagati ampiamente dei nostri sforzi».

Giulio Terzi @GiulioTerzi

Il Presidente Monti ha accolto Rossella Urru a Ciampino. Le ho stretto la mano e l'ho vista riunita alla famiglia. Un bel momento. 19 Lug 17


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Il Sahel è una vasta area controllata da signori della guerra, gruppi armati, tribù nomadi e non più dai governi centrali di Algeri e Bamako. Quali difficoltà incontra la diplomazia quando non trova davanti a se uno Stato alla pari con cui negoziare, ma piccoli gruppi armati, collegati a grandi reti criminali? «La diplomazia italiana serve proprio per affrontare situazioni complesse come quella del Sahel. Abbiamo un fruttuoso dialogo politico con l'Algeria, dove sono stato in visita a marzo e con cui abbiamo in programma un Vertice Intergovernativo, centrato anche sul

omologhi libici e la repressione di Assad non sia inferiore a quella di Gheddafi, l'Occidente sta affrontando la crisi in Siria in modo molto diverso rispetto a quella in Libia. Perché la comunità internazionale non interviene in Siria? Per quali motivi la posizione di fronte al dramma della Siria non è univoca? «L'intervento militare non è un'opzione praticabile, ma la comunità internazionale, ed in particolare il Gruppo dei Paesi Amici del popolo siriano, di cui l'Italia è parte, è pienamente consapevole della necessità di porre fine con

tema della sicurezza regionale. Esattamente un anno fa Algeri ha promosso una Conferenza regionale sul Sahel per rafforzare la cooperazione fra i Paesi dell'area e i principali partner, fra cui l'Italia, allo scopo di favorire la sicurezza e lo sviluppo economico e sociale nella regione. Di Sahel abbiamo parlato anche a febbraio, allorché la Riunione Ministeriale 5+5 ha riunito, per la prima volta dopo le primavere arabe, a Roma i dieci Paesi del Mediterraneo occidentale, ed è stata allargata anche a Egitto, Turchia e Grecia. Aggiungo che il dialogo fra l'Europa e i Paesi del Mediterraneo consente di affrontare la questione del Sahel, anche grazie alla nostra costante azione di sensibilizzazione svolta a Bruxelles».

urgenza al conflitto e consentire al popolo siriano di decidere liberamente del suo futuro. La strategia comune è quella di assistere in tutte le maniere possibili il popolo e l'opposizione per resistere a un regime, in crisi irreversibile, ma ancora capace di violenze ed efferatezze. Allo stesso tempo si sta anche operando per poter aiutare la Siria nel dopo-

Nonostante le richieste dei manifestanti siriani siano analoghe a quelle dei loro 18

Assad. Il sostegno ad una transizione politica a guida siriana, ormai inevitabile, è nostro dovere ed è anche nostro interesse. L'Italia è molto attiva: nel dialogo con tutte le componenti dell'opposizione siriana, nel raccordo con i principali partner e con la Lega Araba, negli interventi umanitari, e anche nella riflessione concreta sul ruolo della comunità internazionale in quella che vogliamo sia presto la "nuova Siria"». Prima ha aperto un profilo ufficiale su Twitter e ora una pagina su facebook. Twitter e i new media come influenzano l'azione diplomatica? Possono costituire una fonte credibile per la formazione dell'opinione pubblica sui temi della politica internazionale? «I social network sono un'opportunità unica per le diplomazie per cogliere, creare e veicolare informazioni. Milioni di persone possono essere raggiunte dove si trovano e condividere con noi le nostre idee e il nostro lavoro. La "Twiplomacy" avvicina la politica estera ai cittadini, e i nostri messaggi devono essere forti e chiari per essere compresi anche da chi non ha familiarità con la politica internazionale. Con il web le distanze si riducono e i confini tra gli Stati sono più facilmente attraversabili. Oggi chi vuole informare e fare opinione deve confrontarsi con uno spazio accessibile a chiunque, in cui ciascuno può creare informazioni e condividere opinioni. La diplomazia è al servizio dei cittadini e delle imprese e fornisce loro servizi concreti. Ho voluto che la Farnesina si modernizzasse radicalmente nei contenuti e negli strumenti della sua comunicazione, e io stesso ho aperto un mio canale twitter, perché dobbiamo interessare al nostro lavoro il pubblico più ampio possibile, dialogando con trasparenza, e facendo conoscere i servizi che offriamo».

Giulio Terzi @GiulioTerzi

Sì l'account è quello ufficiale 22 Nov


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ECONOMIA&BUSINESS

La paura della crisi o la crisi della paura? Il sentire comune degli investitori è quello di un mondo diviso a metà: da una parte l'Europa con problemi di sovrindebitamento e di governance, dall'altra i paesi emergenti dove, tutto sommato, i rischi appaiono meno pericolosi grazie alla loro crescita «miracolosa» PILLOLE DI FINANZA - Rubrica a cura del Dott. Claudio Rossi sensazione generale che ancora per qualche anno la giovane Unione Europea - soprattutto diversi Stati periferici - dovrà tenere il freno tirato nella crescita economica per lasciare spazi alle enormi potenzialità che si celano dietro i paesi emergenti e, questo scenario, per il principio dei vasi comunicanti, contribuirà al cosiddetto "deleveraging" della nostra Europa. Va da se' che il livello di benessere che il belpaese si è negli anni meritato, tenderà, di conseguenza, sempre di più a scontrarsi con le magre entrate fiscali, scarso frutto di un periodo così complicato e con "fatturato" in contrazione. Tutto quindi sarebbe assolutamente lampante se ogni paese del mondo venisse frettolosamente rappresentato come una sorta di contenitore connesso a dei vasi comunicanti, senza considerare, invece, di trovarci nel pieno di un avanzato processo di globalizzazione delle produzioni, dei commerci e addirittura delle relazioni umane. Questo perché se in un contenitore ci fosse raccolto tutto il nostro benessere, a fronte di un riequilibrio globale, potrebbe apparire fin troppo facile quale potrebbe essere il punto di equilibrio e chi sarebbe il condannato a scendere anziché quello eletto a salire. Alcuni autorevoli commenti di noti economisti, invece, hanno sostenuto la versione per la quale i fattori che attualmente governano lo sviluppo economico mondiale sono diventati maggiormente interdipendenti e che di fronte ad una seria crisi dell'Euro non sarebbe poi

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così automatico un altrettanto serio sviluppo dei paesi per così dire "concorrenti"… anche perché del tutto concorrenti non lo sono, vista la diseguale diffusione dei livelli di consumo e delle abitudini dei diversi abitanti. Il recente rallentamento della crescita economica del mondo emergente sta proprio a dimostrare che, in fondo, la "barca" è sempre la stessa! Solo guardando alcuni dati quantitativi, nel 1950 la popolazione europea rappresentava il

20% di quella mondiale rispetto al modesto 7% di oggi. Cosa potrebbe succedere quindi se d'un colpo l'attuale conflitto economico tra i paesi finisse e ci si rendesse conto che la crisi di fiducia verso l'Europa sia stata solo una fobia? Questa evenienza starebbe pertanto a significare che la tanto "dibattuta" e "proclamata" integrazione europea si sarebbe concretizzata e che un progetto quale quello dell'Unione Europea, dove dal dopoguerra ad oggi molto si è speso in visibilità politica, difficilmente sarebbe potuto sopravvivere al crollo della

moneta unica. Altro significato andrebbe ricercato nel fatto che più del 50% degli scambi commerciali nell'UE avviene tra gli stessi stati membri dell'Unione. Viene da chiedersi "quanto inciderebbe in questo livello di scambi il crollo delle istituzioni finanziarie e dei riallineamenti dei cambi tra i paesi europei conseguenza di un'eventuale "big bang"? Gli importatori sicuramente piangerebbero ma anche gli esportatori non avrebbero molto da divertirsi nel caso risiedano in un paese che veda apprezzata la divisa nazionale. Per non parlare, poi, delle rilevanti relazioni finanziarie già presenti tra i paesi dell'Unione attraverso la sottoscrizione reciproca dei differenti debiti sovrani. Se allora lo scenario che vede allontanarsi la paura verso l'Euro dovesse affermarsi, quale potrebbe, conseguentemente, risultare la frontiera efficiente di una scelta d'investimento consapevole? Pur se apparentemente banale, la "diversificazione" è sempre la via migliore per un corretto investimento dei propri risparmi, ma con la sostanziale differenza che nello scegliere la strategia di portafoglio si eviterebbe di sovrastimare la componente di protezione, con redditività in alcuni casi negativa, e ci si comincerebbe a concentrare verso quali potrebbero essere i "reali" motori della crescita globale di un mondo con risorse sempre più scarse e quali potrebbero essere le conseguenze di tutte le iniezioni di liquidità e di credito effettuate dagli Stati durante l'attuale fase del "conflitto".


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ECONOMIA&BUSINESS

bbiamo lasciato alle spalle un agosto caldissimo ma la stagione che ci aspetta, l'autunno, immaginiamo che sarà altrettanto calda. Al calo delle temperature non seguirà l'attenuarsi della difficoltà e dei problemi che attendono i bergamaschi al rientro (per chi se l'è potuto permettere) dalle vacanze: dalle nuove imposte (vedi Imu con la seconda rata il 17 settembre e la terza il 17 dicembre) alle vertenze sindacali "congelate", dalla Sanità con il trasloco del Nuovo ospedale (fissato dall'Azienda Riuniti ad ottobre!) nell'area della Trucca fino al traffico cittadino e la questione ZTL (e le relative multe per i trasgressori) che interesserà non solo chi si reca in Città Alta ma anche chi andrà allo stadio. Tante voci

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da raccogliere per comporre idealmente l'alfabeto della crisi.

Dalmine-Villa d'Almè, all'altezza di Treviolo, hanno preso d'assalto un distributore che ha erogato carburante gratis (!) per tutta la

A COME ANGELA MERKEL. Il cancelliere tedesco si è confermata anche quest'anno la donna più potente del mondo, davanti al segretario di stato americano Hillary Clinton e al presidente brasiliano Dilma Rousseff. E' la nerboruta Merkel a pilotare le sorti e il futuro dell'Europa dentro ad una crisi che ci attanaglia. A come AAA, soluzioni per uscire (dalla crisi) cercansi. B COME BENZINA, sempre più super (nel senso di cara). Sbigottiti abbiamo assistito a duecento automobilisti che in una calda domenica di agosto, a causa di un errore ad una pompa di benzina sulla provinciale

notte. Sbigottiti abbiamo assistito ai continui rincari del prezzo della benzina che non verranno più mitigati neppure dai week end di maxi sconto a cui i distributori ci avevano abituati nel corso dell'estate.


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L'alfabeto della crisi in attesa dell'autunno LETTERE & PAROLE

Da Angela Merkel a Mario Monti, dalle bollette dell'Enel all'Imu, dal Nuovo ospedale di Bergamo al fiorire di ZTL (zone a traffico limitato): i temi «caldi» che riguardano i bergamaschi al rientro dalle vacanze

C COME CRISI. Un esempio? Per sostenere le famiglie indigenti dei 14 paesi bergamaschi in cui è presente una sua filiale, la Banca della Bergamasca ha deciso di destinare un contributo per l'acquisto di beni di prima necessità. I 17 mila euro del 2010 sono lievitati sino ai 30 mila attuali, dati in gestione a parrocchie e comuni che li utilizzeranno per le primarie necessità dei nuclei in difficoltà. La povertà cresce anche nella nostra provincia. D COME DISAGI E DISSERVIZI. A causa di un guasto sull'adduttrice dell'acquedotto dei Laghi, verificatasi a Endine Gaiano ques’estate, è stato interrotto il servizio di erogazione di acqua potabile in quasi tutti i Comuni della Valcavallina. Nello stesso giorno a Cenate Sotto sono

state recapitate le fatture di Uniacque. Al povero contribuente il danno, la beffa, a cui si aggiunge tanta rabbia in attesa del prossimo disagio.

ECOME ENEL.Bergamo è una delle città con la bolletta dell'energia elettrica a uso indu-

striale più cara. La classifica provinciale vede al primo posto, per il più ampio divario di oneri per le imprese rispetto all'Europa, Milano, con un gap di 555 milioni di euro, seguita da Brescia (467 milioni euro), Roma (447 milioni euro), Torino (343milioni euro) e Bergamo (293 milioni euro). Una delle tante zavorre con cui devono fare i conti le imprese. F COME FISCO. Lombardia terra felicissima, sotto molti aspetti. Non quello fiscale. Come bene sembrano sapere i residenti, che si trovano a occupare praticamente per intero la parte alta della classifica dei cittadini più tassati d'Italia. Secondo un'elaborazione realizzata dall'Ufficio studi della Cgia (Associazione artigiani piccole e medie imprese), di Mestre, per pressione tributaria locale pro capite l'anno scorso la provincia di Bergamo era al terzo 23


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posto assoluto, con 1.665 euro, alla pari con Monza, preceduta solo da Varese (1.714) e Lecco (1.681). Bergamo è uno dei peggiori capoluoghi d'Italia dove vivere. Per lo meno dal punto di vista fiscale.

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bre del gioco e il Lotto è la speranza dei poveri, specie dopo la vincita da 70 mila euro realizzata a Ponte San Pietro, lo scorso maggio, con la quaterna 1-13-49-63. I quattro numeri della combinazione vincente sono stati puntati sulla ruota di Palermo con 4 euro di posta

G COME GARANZIA CHE VA DI PARI PASSO CON F COME FINANZIAMENTI. Di questi tempi te li offrono tutti e in tutti i modi. E sembra facile averli. Ma, ottenere i soldi è sempre più difficile. La Garanzia è quella che chiedono per concederti un finanziamento. Ma tutto, con la crisi, è diventato effimero: dallo stipendio alla proprietà immobiliare. H COME HUDSON, MEGLIO COME FBM HUDSON. Non trovare manodopera ai tempi della crisi, sembra un paradosso, ma è quello che avviene alla Fbm Hudson Italia e ad altre realtà bergamasche soprattutto della meccanica. "Cerchiamo saldatori, operai specializzati e montatori e non riusciamo a trovarli", è l'allarme lanciato dalla società di Terno d'Isola, leader a livello internazionale nelle apparecchiature. La domanda che, puntualmente, ritorna è: perché le aziende faticano a trovare operai specializzati? I COME IMU. L'unica certezza per i cittadini è la data entro cui si dovrà procedere con il

pagamento: il 17 dicembre per il saldo con conguaglio sulle rate precedenti. I proprietari di prima casa che vogliono pagare in tre rate, possono utilizzare anche la data del 17 settembre sempre con conguaglio a dicembre. Il problema vero è l'entità della tassa visto che i Comuni fino al 30 settembre potranno apportare modifiche alle aliquote. Modifiche (magari) in diminuzione. Magari. L COME LOTTO. La crisi ha fatto salire le feb24

sulla sorte dell'ambo, 2 su quella del terno e 50 centesimi sulla sorte della quaterna, la sorte che da sola ha alimentato il premio finale con 60 mila euro. Ecco secondo la Smorfia, quali sono i numeri sui quali puntare in tempi crisi: a Napoli, dove il gioco del Lotto è più diffuso, si consiglia un terno secco 46, 82, 90. M COME "MADE IN CHINA". "Nemmeno al Senato riusciamo a difendere il prodotto italiano. Al negozio di Palazzo Madama si vendono tazze made in China". E' la denuncia del senatore della Lega Nord Roberto Castelli, che è intervenuto in aula, in sede di dichiarazione di voto sulla fiducia al decreto sviluppo, con in mano una tazza con il logo del Senato e la confezione con la scritta "made in China". Ma anche come "Mattone", un settore strategico per Bergamo, in profonda crisi. N COME NUOVO OSPEDALE DI BERGAMO. Agli annunci del trasloco dei Riuniti nell'area della Trucca i bergamaschi ci hanno fatto il callo. Un trasloco annunciato e puntualmente rimandato. Adesso sembra che si faccia sul serio. Le date ci sono: il 22 ottobre sarà trasferita la parte amministrativa, il 28 ottobre i nuovi reparti. Eppure al blocco delle visite mediche fissato per quei giorni di ottobre è seguito un dietro front con il via libera ad appuntamenti medici e di laboratorio. Ma dove? In Largo Barozzi. Dai vertici dei Riuniti continuano le pressioni per il tras-

loco. Ma si farà ad ottobre? Si, No, Ni. O COME ORO, NATURALMENTE. Ci siamo già venduti tutto l'oro di famiglia. Complici la crisi economica e il momento particolarmente favorevole del mercato del prezioso metallo, i bergamaschi hanno messo mano al loro "tesoretto" e l'hanno venduto. Fino all'ultimo grammo, o quasi. Per questo motivo in città e

provincia i cosiddetti "Compro oro" si sono moltiplicati nel giro di pochi anni. Con qualche mal di pancia da parte delle gioiellerie e con molto lavoro in più per la Questura, perché per aprire un "Compro oro" non serve essere pratici di gioielleria, bastano una buona somma in contanti (la "riserva" necessaria all'acquisto dei preziosi dai privati), un piccolo punto vendita ben protetto, una bilancia omologata, un registro e, ovviamente, la licenza. Ma null'altro. P COME POSTI DI LAVORO. La crisi si fa sentire anche al Comune di Bergamo dove sono stati tagliati i posti di 70 lavoratori precari. Sono diverse le conseguenze che la crisi sta facendo mettere in atto agli imprenditori e tra quella inevitabile c'è ovviamente anche il taglio di diversi posti di lavoro come sta capitando anche a PalazzoFrizzoni dove a essere a rischio sarebbero circa 70 posti che coinvolgono soprattutto i dipendenti assunti a tempo determinato proprio perché le spese a disposizione degli enti pubblici stanno diventando sempre più ridotte. Q COME "QUANDO?". Quando passerà la crisi, a quando la ripresa? Eminenti economisti, agenzie di rating spostano sempre in avanti questo "traguardo". Il presidente del Consiglio, Mario Monti, aprendo il Meeting di Comunione


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e Liberazione a Rimini ha detto "Il momento non è tra i più facili della vita del Paese. Un anno fa la crisi era peggiore di oggi, ma non ce ne rendevamo conto. Per molti aspetti vedo l'avvicinarsi l'uscita dalla crisi". Speriamo abbia ragione. RCOME RISPARMIO.Una parola che è entrata prepotentemente nel nostro vocabolario quotidiano condizionando la nostra estate. Si tenta

di risparmiare su tutto: dai detersivi all'abbigliamento, dai divertimenti alla benzina. E cominciamo a risparmiare anche sugli alimentari anche se rischiamo di "pagare" in salute. S COME SCONTI E COME SALDI. Alla fine, si parla sempre di Soldi che tentiamo di risparmiare. E ci tocca anche acquistare per non

deprimere i consumi. I commercianti, dal canto loro soffrono come noi: in qualche negozio i saldi sono stati "a partire dal 70%". E, naturalmente S come "Spending review". Si tagliano i consumi della carne, gli ortaggi si coltivano sul balcone di casa e per la spesa si sceglie il discount. All'auto si preferiscono i mezzi pubblici e l'usato non va gettato ma rivenduto online: ecco la spending review dei bergamaschi.

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T COME TURISMO. Sul sito "lamiaprotesta.it" abbiamo letto: "Sono Elisa e vorrei protestare perché per gran parte del mese di agosto, nel paesino di montagna di Costa Valle Imagna, posto in un ridente (e un tempo silenzioso e tranquillo) terrazzo a 1.000m di quota, il Comune ha pensato bene di disturbare e tenere svegli i propri cittadini e i turisti con serate musicali a tutto volume che iniziano a volte anche nel pomeriggio e terminano spesso verso le 2 di notte... Possibile che con la crisi e i fondi che mancano il Comune pensa a spendere i nostri soldi organizzando queste chiassose serate musicali a pagamento che disturbano la quiete pubblica e tengono sveglio mezzo paese? “. Al sindaco la replica. U COME USCITE (DAL MONDO DEL LAVORO). Crisi e occupazione; non sono per niente positivi i risultati di Bergamo nel saldo tra entrate e uscite dal mondo del lavoro. Contro 9620 nuove assunzioni dell'intero 2012 (previste dalle imprese in provincia secondo i risultati dell'indagine Excelsior di Unioncamere diffusi dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza) ci sono 11960 uscite. Una risposta a questi numeri viene dalla Banca di credito cooperativo di Caravaggio che mette a disposizione dei propri soci, imprese o privati, un fondo di 500 mila euro per le nuove assunzioni.

Italia. Eppure, nonostante il caldo torrido, per molti italiani quella di quest'anno è stata un'estate caratterizzata prevalentemente dal risparmio. Solo un italiano su tre si è potuto permettere la rinomata "villeggiatura estiva": il 34% degli italiani è partito per una vacanza di almeno una settimana. Il 36% degli italiani, invece, quest'anno ha optato per le vacanze "mordi e fuggi", facendosi ospitare per una durata di 3-4 giorni presso le abitazioni di amici e parenti situate nelle località di mare. E gli altri? A"Cà stò". W COME WIND JET, NATURALMENTE. Che non è solo la storia della crisi di una

V COME VACANZE. E' stata un'estate torrida dal punto di vista del clima: una delle più calde secondo gli esperti, con

compagnia low cost. Come ha sottolineato Cesare Zapperi sulle colonne del Corriere della Sera "Il tema vero, rispetto a Orio al Serio e al suo futuro, è da un lato la sostenibilità economica delle cosiddette low cost e dall'altro la necessità di sottrarsi al loro monopolio per evitare che il loro destino coincida con quello dello scalo".

temperature che diverse volte hanno sfiorato i 43 gradi in molte regione del Sud

Z COME ZTL. L'attivazione delle telecamere nella zona a traffico limitato di Città alta costa all'amministrazione comunale di Bergamo 500 mila euro tra carta, buste, spedizioni, bolli e bollini, pratiche amministrative e personale. Mezzo milione di euro speso per consentire al sistema telematico di fare il proprio dovere e recapitare le migliaia di sanzioni alle case di automobilisti e motociclisti che violano il divieto nel centro storico della città. Dove troverà i soldi Palafrizzoni? Elementare Watson, aumentando le multe. 25


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ECONOMIA&BUSINESS

«Esportare, nonostante tutto» NUOVE FRONTIERE

E' quello che suggerisce Thomas Rosolia, amministratore delegato di Koelnmesse «Il periodo è difficile e le risorse sono limitate, ma per le PMI ben condotte internazionalizzare vuol dire creare business»

A CURA DI GIORGIO CHIESA

nternazionalizzare e delocalizzare, due parole che racchiudono significati profondamente diversi: da una parte la consapevolezza di competere su un mercato globale che può essere affrontato con la qualità del prodotto, del servizio e con la solidità dell'azienda. Dall'altra la volontà di sfruttare manodopera a basso costo per essere più competitivi sui mercati interni. Non parliamo del bene e del male, ma di due filosofie che, se affrontate con il piglio sbagliato, possono solo portare danni a lungo termine. Internazionalizzazione e delocalizzazione sono infatti due pratiche non in antitesi, ma nate per coesistere e per sfruttare ciò che di buono la globalizzazione ha portato nel ventunesimo secolo. Ne abbiamo discusso con Thomas Rosolia, amministratore delegato della filiale italiana (Koelnmesse S.r.l.) della Fiera di Colonia, una delle maggiori organizzazioni fieristiche al mondo. "Quello italiano - ha esordito - è un mercato fondamentale per quasi tutte le manifestazioni che organizziamo, circa 40 ogni anno. E parliamo di diversi settori: alimentare, arredamento, componentistica, fotogra-

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ÂŤCi sono numerosissime aziende italiane abituate ad internazionalizzare pur mantenendo una cultura di tipo padronaleÂť

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fia e motociclismo, per fare alcuni esempi. Le aziende italiane sono ancora protagoniste, quello che noi facciamo è cercare di assisterle per fornire la miglior vetrina possibile al mercato tedesco. Ma ci stiamo espandendo anche in mercati come quello cinese, indiano, thailandese e russo, dove c'è richiesta di prodotti internazionali". Cosa vuol dire operare sul mercato italo-tedesco in questo periodo storico?

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nazionalizzare pur mantenendo una cultura di tipo padronale. In Germania, generalmente, abbiamo aziende più grandi, con un maggior fatturato, orientate sui mercati internazionali da più tempo. Tornando all'Italia, però, specialmente per le PMI, il momento è difficile e la corsa all'internazionalizzazione è vista come un investimento molto oneroso specialmente per il periodo congiunturale estremamente sfavorevole". Quali sono le maggiori difficoltà

analizzare ogni aspetto, valutando quali sono le spese da sostenere per esportare con continuità e in maniera seria. L'investimento non sempre porta risultati immediati, anzi. Ci sono casi in cui occorrono anni per penetrare un determinato mer-

«Per una PMI, operare a «macchia di leopardo» vuol dire avere tante spese e pochi introiti E' consigliabile concentrarsi su un mercato specifico» cato, nonostante siano state predisposte le risorse necessarie". C'è il rischio di cadere negli stereotipi e nei luoghi comuni? "Purtroppo si. Il mercato globale, proprio in quanto tale, va affrontato globalmente, non ci si improvvisa leggendo la cronaca. Specialmente per una PMI, operare a "macchia di leopardo" vuol dire avere tante spese e pochi introiti. E' consigliabile concentrarsi su un mercato specifico comprendendone la complessità e tenendo in costante considerazione il fatto che lo stesso mercato che si va a colpire è contemporaneamente connesso al resto del globo. La Fiera di Colonia, per la sua internazionalità, può essere utile ad una PMI come piattaforma ideale per valutare quali tipi di mercati possono essere importanti e per quale tipo di prodotto. Questo dovrebbe essere il primo passo".

"A Colonia, ogni anno, espongono dalle 3500 alle 4500 aziende. Quelle italiane sono per gran parte di piccole e medie dimensioni. Di queste, posso dire che l'80% circa sono ben condotte, vale a dire nel corso del tempo hanno costruito una struttura - anche se ancora a conduzione familiare - di tipo manageriale. Ci sono numerosissime aziende italiane abituate ad inter28

incontrate dalle aziende italiane che vogliono colpire il mercato tedesco? "Negli anni passati c'è stata molta euforia per l'avvento dei mercati internazionali come quello tedesco, russo, indiano, cinese, thailandese ed asiatico in generale. Un eccesso che ha fatto compiere passi troppo affrettati. Per affrontare queste sfide bisogna ritagliarsi del tempo per conoscere ed

Non crede che l'internazionalizzazione sia spesso confusa con la delocalizzazione, a sua volta vista generalmente come una ricerca di manodopera a basso costo? "In questo caso è un semplice discorso di costi. Ciò che spesso sfugge è che si può internazionalizzare e delocalizzare allo stesso tempo. Anzi, è spesso consigliato


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«Si può internazionalizzare e delocalizzare allo stesso tempo. Anzi, è spesso consigliato avere stabilimenti produttivi anche fuori dai propri confini di appartenenza»

avere stabilimenti produttivi anche fuori dai propri confini di appartenenza per abbattere non solo i costi di manodopera, ma anche quelli di logistica e di trasporto che ben si sposano con il concetto più nobile di mondo globalizzato. L'importante è non dimenticarsi dei tantissimi giovani che, specialmente nella Bergamasca, hanno voglia di fare, e del tessuto industriale locale tanto ricco quanto importante. Il cuore pulsante, la ricerca e lo sviluppo, dovrebbero rimanere ancorati al paese d'appartenenza dell'azienda". Quali sono le differenze più macroscopiche tra il mercato tedesco e quello italiano? "Il mercato tedesco è sempre stato difficile per qualsiasi azienda italiana. Bisogna essere molto preparati per

affrontarlo, i prezzi sono estremamente "tirati" e la competitività è la parola d'ordine. Deve funzionare tutto, dalla qualità del prodotto al servizio nel post vendita. Chi riesce a penetrare questo mercato, però, ha la consapevolezza di avere tutte le carte in regola per andare a colpire qualsiasi altro paese, naturalmente usando logiche e regole diverse. Possiamo dire che il mercato tedesco sia un vero e proprio test per valutare se il prodotto è valido e se l'organizzazione aziendale è ben strutturata". In quanto viene ammortizzato un investimento in questo senso? "Dipende dal prodotto. Se dovessi fare una valutazione spannometrica suggerirei un range dai due ai sei anni. L'investimento dev'essere comunque continuativo, è indispensabile assem-

blare un business plan a lungo raggio per non correre il rischio di abbandonare alle prime difficoltà". Cosa manca all'economia italiana per essere come quella tedesca? "Dovremmo chiederci cosa manca all'Italia per avere più crescita. Abbiamo bisogno di un mercato interno fortemente liberalizzato, con poche sacche di rendita nei settori produttivi e negli ambiti professionali. Abbiamo bisogno di una spesa pubblica virtuosa e quindi orientata allo sviluppo con costi della politica più bassi. Un mercato del lavoro meno rigido, accompagnato a un moderno sistema di flexicurity. Abbiamo bisogno di una minore tassazione del lavoro e delle imprese. Un sistema pensionistico equo che non sottragga risorse alle generazioni futu29


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re, unito ad un'economia territorialmente più omogenea. Un altro aspetto è la necessità di avere più grandi imprese,

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i mercati. A causa dei problemi che abbiamo detto prima, non riescono a fare il definitivo salto, che gioverebbe tanto

mat nei mercati internazionali. Il primo esempio è la partnership strategica tra Koelnmesse, Federalimentare e Cibus di Parma, con l'organizzazione di un'area italiana al Thaifex che si svolgerà dal 22 al 26 maggio 2013 a Bangkok".

ESPOSITORI BERGAMASCHI A COLONIA IMM COLOGNE Alias Baleri Italia LIVING KITCHEN Polaris

anche se quest'ultimo aspetto lo vedo più difficile da raggiungere. Le PMI, da

«Il mercato tedesco è sempre stato molto difficile per qualsiasi azienda italiana. Bisogna essere molto preparati per affrontarlo» sole, non bastano. Ecco, la Germania, tutto questo, già ce l'ha". Le PMI non sono abbastanza competitive? "All'Italia non manca la competitività, ma la domanda interna che fa alzare i consumi. Le famiglie tedesche e quelle italiane sono abbastanza simili, in quanto sono le meno indebitate d'Europa. Dal canto loro, le PMI sono flessibili, a conduzione famigliare, hanno buoni prodotti e sono molto dinamiche. Il problema è che, per forza di cose, hanno risorse ridotte e non riescono ad affrontare tutti 30

all'economia quanto alla società, in quanto darebbe consumi e occupazione". Che consiglio si sente di dare agli imprenditori bergamaschi? "L'imprenditore bergamasco è già evoluto, quindi non c'è molto da consigliare. L'unica cosa che mi sento di dire è di puntare sui giovani, sulla formazione del personale interno all'azienda anche in vista dell'esportazione e dello sviluppo nei mercati esteri. L'inserimento di ragazzi validi è fondamentale, specialmente adesso". Cosa prevede per il futuro di Koelnmesse? "Fiera di Colonia vuole aumentare il numero delle aziende italiane alle singole manifestazioni che organizza Koelnmesse a Colonia e nel mondo. Nei prossimi tre anni rafforzeremo la nostra presenza fieristica in mercati come Cina, Russia, India, Giappone e Thailandia con nuovi manifestazioni, che raccoglieranno espositori sia locali che internazionali. Inoltre, Koelnmesse vuole stringere alleanze con altri enti fieristici, così da sviluppare nuovi for-

ORGATEC Pedrali SPOGA /GAFA Franchi Sementi INTERMOT Brembo Polini Acerbis Caberg Nolan KIND&JUGEND Foppapedretti Brevi Cam il mondo del Bambino Plebani ANUGA Zanetti Formaggi INTERZUM Confalonieri EISENWARENMESSE Bossong FSB Limonta Sport Pietro Radici Tessiture Pietro Radici ISM Dolciaria Bergamasca Industria dolciaria Quaranta


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BERGAMO Via Carnovali, 88 - 035/4203011 - Showroom Via Carnovali, 86 - 035/4598900 - Service Via Mozart, 16 - 035/363790 - Commerciali e usato TREVIGLIO Via del Bosco, 15 - 0363/311711 - Showroom Via del Bosco, 15 - 0363/311790 - Service


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ECONOMIA&BUSINESS

Porto Empedocle e Vibo Valentia, da Italcementi garanzie per tutti UNA MANO SULLA COSCIENZA E UNA SUL PORTAFOGLIO

Per non lavorare 1.400 euro al mese. Italcementi chiude gli impianti ma lo fa garantendo ai cassintegrati lo stipendio intero. Fino al 2014 ARTICOLO DI LIVIO CASANOVA

casa, ma con i soldi. Da questo mese scatta la cassa integrazione guadagni straordinaria (cigs) per i 176 lavoratori degli stabilimenti Italcementi di Porto Empedocle (Agrigento) e Vibo Valentia. Per i prossimi due anni non metteranno piede negli impianti ma non si può certo dire che la famiglia Pesenti abbia lasciato in mezzo alla strada i padri e i figli di famiglia che con lo stipendio (dell'Italcementi) mantengono le rispettive realtà familiari. L'Italcementi è una multinazionale (con sede a Bergamo ma con attività in 21 Paesi al mondo - è bene ricordarlo) e se avesse ragionato con le logiche di una qualsiasi altra multinazionale avrebbe chiuso gli impianti (magari per rafforzarsi altrove) e lasciato a casa i lavoratori senza tanti rimpianti o troppi ripensamenti. Che il quinto produttore al mondo di cemento ragioni diversamente lo dimostra il fatto che, animato da un grande senso di umanità, abbia deciso di mettere una mano sul cuore e una nella tasca, rassicurando tutti (ma proprio tutti) sul futuro. Cassa integrazione a parte, nell'accordo firmato l'Italcementi garantisce - di fatto - stipendio e trattamento previdenziale sia agli operai empedoclini che a quelli calabresi di Vibo Valentia. L'azienda infatti, oltre alle 850 euro circa relativi alla cassa inte-

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grazione "pura", ha deciso di erogare altre 500 euro circa per ogni lavoratore come "acconto sull'incentivo all'esodo", assicurando quindi ai padri di famiglia lo stesso reddito. Praticamente come se lavorassero. Percepiranno i soldi mensili in due trance, almeno per i prossimi 24 mesi, salvo

improvvisa rinascita del comparto edilizio a livello nazionale. Ecco perché l'azienda ha dimostrato un'umanità non comune di questi tempi come riconosciuto da tutti - garantendo il pane quotidiano ai propri lavoratori e prospettive di reinnesto in attività. Il 5 agosto scorso gli operai del sito produttivo dinanzi al quartiere di Vincenzella hanno spento il forno nel quale avveniva il processo di lavorazione del cemento. Una data storica, segno della crisi nel settore edile a

livello nazionale, quella crisi che ha costretto Italcementi a bloccare la produzione. Lo spegnimento di un forno (lo abbiamo imparato seguendo il caso dell'Ilva di Taranto) è di fatto il momento topico, il suggello pratico della chiusura delle attività. Cosa ne sarà dello stabilimento empedoclino è ancora presto per dirlo. Per ora nessuno si sbilancia su una possibile riconversione o sulla ripresa delle attività con analoghe caratteristiche. In questo senso, Italcementi, in tutti i tavoli di contrattazione è stata molto chiara: se in Italia la richiesta di cemento tornerà a giustificare il funzionamento degli impianti chiusi (quindi Porto Empedocle) i lavoratori torneranno negli stabilimenti con le medesime qualifiche attualmente in "frigo". La speranza degli amministratori locali, parti sociali e curia vescovile (l'arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro, contro la chiusura dell'Italcementi, a giugno, aveva celebrato anche una messa sul piazzale della cementeria) è che tra due anni i lavoratori (oggi pronti a starsene a casa con 1.400 euro sul conto corrente ogni mese) possano rientrare nell'impianto. La paura di amministratori locali, parti sociali e curia vescovile è vedere un impianto trasformarsi in un nuovo "tempio", stile cimitero industriale. Magari come quello della Legler di Ponte San Pietro.


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ECONOMIA&BUSINESS

Open Antinfortunistica, la firma della sicurezza IN COPERTINA

La realtà di Ignazio Nava è sempre al passo. In cantiere una nuova e rivoluzionaria linea di calzature e il consolidamento nel mercato nazionale

A CURA DI GIORGIO CHIESA

l settore industriale del Bel Paese sta affrontando un periodo di stallo. Ma l'Italia, nonostante la congiuntura, ha innumerevoli risorse che - per chi ha una visione lungimirante unita alla qualità e alla bontà del lavoro - possono essere ancora sfruttate dall'imprenditoria. E' difficile essere ottimisti in un periodo tanto nero per le PMI, così come è difficile rimanere indifferenti di fronte alle previsioni Confindustriali legate alla fine del 2012. Ma niente sembra scoraggiare lo spirito di Ignazio Nava, titolare della Open Antinfortunistica di Madone, che con orgoglio e

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indubbie capacità manageriali sta traghettando la sua azienda con maestria in un momento di certo non facile. Il suo segreto? "Diversificazione dei settori, estrema qualità nella lavorazione e nei materiali utilizzati, disponibilità assoluta nei confronti del cliente e idee, 36

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tante idee. Dobbiamo, come si suole dire, accendere la luce ogniqualvolta il nostro committente vuole un prodotto che differisce dal catalogo. Siamo noi a progettarlo, a studiarlo, a renderlo efficiente ed efficace allo scopo, mantenendo il comfort assoluto che le calza-

ture Nava (il nostro brand) hanno sempre avuto in tutti questi anni di storia. L'ultima nostra creazione è una nuova gamma da lavoro che all'apparenza sembra una gamma casual. Una novità assoluta per il settore che abbiamo realizzato e che segnerà un nuovo standard


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come dicevamo, nel lontano 1949 da mio padre, il commendatore Tarcisio Nava, ed oggi è gestita da me e da mia moglie Jole Agazzi. Personalmente lavoro qui da circa 30 anni e ho visto e vissuto tutti i cambiamenti fatti, pur mantenendo il focus sul core business:

«Il nostro segreto? Diversificazione dei settori, estrema qualità nella lavorazione e nei materiali utilizzati, disponibilità assoluta nei confronti del cliente e idee» la calzatura da lavoro. Inizialmente, con mio padre, l'azienda sorse a Palazzago. Nel tempo ci siamo spostati a Barzana ed ora siamo a Madone". Qual è il vostro valore aggiunto rispetto alla concorrenza? "Siamo gli unici produttori di calzature in Lombardia. Abbiamo maturato nel corso degli anni un'esperienza che ci mette al riparo anche dalle turbolenze più estreme, come quelle che si stanno verificando ora. Siamo fornitori di diverse casse edili in tutta Italia, per loro progettiamo un tipo di calzatura ogni volta studiata e commisurata alle diverse esigenze".

nel settore non solo in termini di estetica. Inoltre, tra una manciata di settimane, è prevista l'apertura di un nuovo negozio, per fornire un servizio sempre maggiore ai nostri clienti".

Come riuscite ad avere uno spirito così intraprendente? "Dobbiamo tutto ad un'esperienza consolidata negli anni, unita ad una squadra giovane piena d'entusiasmo, capace di affrontare le nuove sfide del mercato diversificando l'offerta. L'importante, nel nostro settore come nella vita, è non farsi trovare impreparati".

Una storia di famiglia iniziata nel lontano 1949. "Siamo sempre stati un'azienda specializzata nella fornitura principalmente di calzature e accessori per l'antinfortunistica e sicurezza sul lavoro. L'impresa è stata fondata,

Cosa siete in grado di offrire alla clientela? "Una vasta gamma di prodotti dalla 37


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qualità indiscussa: vestiario, calzature da lavoro, accessori, abbigliamento ad alta visibilità. Open Antinfortunistica pone il cliente alla base di ogni scelta aziendale: per questo, la proposta di una fornitura globale diventa una prerogativa irrinunciabile per un'azienda pronta, come dicevamo, alle nuove sfide". Siete un'azienda antinfortunistica "di lusso"? "Produciamo, ricerchiamo e selezioniamo gli articoli più idonei a completare la gamma dell'offerta, tutti rigorosamente in armonia con le normative vigenti. Venendo alla domanda, coniugando innovazione ed esperienza riusciamo ad ottimizzare tutte le fasi della produzione, ottenendo così un ottimo rapporto prezzo/qualità su tutti i prodotti". Siete all'avanguardia anche per il servizio offerto nel post vendita? "Poniamo molta attenzione al lavoro di confezionamento e distribuzione su tutto il territorio nazionale, attraverso la scel38

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ta di servizi postali e corrieri assolutamente affidabili. Con un'ampia gamma di articoli, Open è in grado di fornire

«Siamo gli unici produttori di calzature in Lombardia. Abbiamo maturato nel corso degli anni un'esperienza che ci mette al riparo anche dalle turbolenze più estreme» tutti i clienti con una sola operazione d'ordine, impiegando il minor tempo possibile" Lavorate anche con l'estero? "Stiamo tentando di aprire nuovi mercati in Europa, un target che ci interessa molto in quanto richiede la qualità asso-

luta che solo un produttore riesce a dare. La nostra particolare "mission" verso la specializzazione nell'antinfortunistica ci ha permesso di avere commesse anche in Kuwait, per i lavoratori dei pozzi petroliferi". Avete anche uno studio di design all'interno dell'azienda? "Facciamo tutto internamente. Anzi, finché c'era mio padre il design era solo il suo. Alcuni modelli sono tutt'ora attuali ed alcuni clienti non vogliono più cambiare. La qualità ha quindi pagato dal principio fino ad ora". Questa si chiama "fidelizzazione". "La nostra clientela è particolarmente fedele, alcuni sono con noi da più di trent'anni. Sono sempre rimasti qui perché quando si fornisce un prodotto di qualità assoluta diventa difficile cambiare fornitore. Abbiamo ottenuti questi risultati in quanto siamo stati sempre pronti a tutto per loro, sempre disponibili a qualsiasi sacrificio".


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ECONOMIA&BUSINESS

Come salvarsi dal fallimento: il nuovo concordato preventivo CON... TRIBUTO - Rubrica a cura della Dott.ssa Barbara Putortì partire dal 2009 il ricorso al concordato Preventivo è diventato un importante strumento per affrontare le situazioni di crisi delle nostre aziende, complice la pesantissima crisi finanziaria . Il concordato preventivo è un possibile strumento di soluzione della crisi d'impresa che si attua attraverso un accordo di natura negoziale tra l'impresa debitrice e tutti i creditori (sia privilegiati che chirografi), la cui volontà è espressa per maggioranze di credito, finalizzato al risanamento aziendale e alla ristrutturazione del debito. L'accordo che viene stipulato è vincolante per tutti i creditori, compresi i dissenzienti; si promuove e si perfeziona attraverso una procedura avanti al Tribunale competente. Per tale motivo il concordato preventivo si differenzia dagli altri accordi negoziali o da accordi stragiudiziali, che hanno efficacia solo nei confronti dei creditori aderenti e che non impediscono ai creditori estranei agli accordi le azioni ordinarie ed esecutive a tutela del proprio credito. Il concordato preventivo è un procedimento di volontaria giurisdizione volto ad omologare un accordo proposto dal debitore e approvato dai creditori, con effetti costitutivi anche verso i creditori assenti o dissenzienti.

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Il presupposto principale per l'impresa per accedere al concordato preventivo, è lo stato di crisi, ovvero la difficoltà finanziaria che può essere superata con

un adeguato turnaround. Il nuovo concordato preventivo è uno strumento negoziale per la risoluzione amichevole delle controversie tra debitore e i suoi creditori. Il successo di una procedura di concordato preventivo risiede essenzialmente nella fattibilità del piano industriale di

risanamento. La domanda di ammissione al concordato preventivo deve quindi comprendere due elementi fondamentali: il primo è il piano industriale dell'azienda, il secondo è l'accordo di ristrutturazione dei debiti. E' bene specificare che il piano non è finalizzato a trovare in qualunque modo risorse finanziarie per abbattere l'indebitamento ma si basa su nuove strategie industriali, riposizionamento strategico dei prodotti, e dei mercati, cooperazioni con aziende complementari. I creditori che accettano la logica del nuovo concordato preventivo non vogliono vedere lo smantellamento dell'azienda per fare cassa ma vogliono vedere che l'azienda torni a competere con nuove idee, nuovi programmi e nuove persone. Oltre la domanda di concordato deve essere depositata la relazione di un professionista (dottore commercialista) che deve attestare la veridicità del piano di risanamento sia riguardo i dati indicati che nella sostenibilità e nella coerenza del percorso indicato nel piano. La relazione dell'esperto ha inoltre un carattere giuridico, specialmente nel concordato a natura liquidatoria, in quanto rappresenta il momento nel quale si analizza l'affidabilità delle eventuali garanzie prestate e la procedura di realizzo che deve essere prevista nel piano di risanamento.


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ECONOMIA&BUSINESS

Fumagalli Edilizia Ipotesi spezzatino per evitare il fallimento MATTONE & CRISI

A fine mese si decidono le sorti dell’azienda lecchese con un sito a Pontirolo Nuovo. A rischiare di più le famiglie che hanno acquistato casa e potrebbero vedersi restituire tra il 10 e 20% di quanto anticipato

l 26 settembre si conoscerà il futuro della Fumagalli Edilizia Industrializzata. Dal dicembre scorso, i proprietari della storica azienda di Bulciago, non riuscendo più a far fronte ai debiti e per evitare il fallimento, sono stati obbligati a cedere la storica azienda di Bulciago che opera in diversi rami aziendali che vanno dalla produzione e distribuzione di calcestruzzo alla prefabbricazione industriale e residenziale e conta su una unità produttiva anche in provincia di Bergamo, a Pontirolo Nuovo. La prima assemblea dei creditori, presieduta dal giudice delegato Dario Colasanti e prevista inizialmente per il 6 luglio scorso, è stata rinviata perché nella procedura concorsuale avviata a maggio dal Tribunale di

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Lecco sono entrati , di volta in volta, altri beni immobili che fanno capo all'impresa, allungando il periodo della proposta concorsuale. Il valore stimato dell'attivo e l'ammontare del passivo che i commissari giudiziari Guido e Francesco Puccio hanno ricostruito sulla base degli accertamenti fatti consultando banche, istituti previdenziali, lavoratori e fornitori verranno esposti ai creditori e offriranno il quadro della situazione aziendale. In quel giorno saranno chiamati a decidere se accogliere o meno la proposta risarcitoria stabilita dal curatore della procedura. Oltre agli immobili, in questi mesi, hanno destato particolare interesse le attività industriali della Fumagalli Edilizia e più di una decina di imprenditori si sono

mostrati interessati all'acquisto di rami del colosso edilizio lecchese. Due le possibilità: se la proposta verrà considerata accettabile, si potrà dar corso al concordato proseguendo all'affitto e alla vendita di beni dell'azienda, in caso contrario, se non ci saranno condizioni economiche e finanziarie che soddisfino il concordato, si procederà verso il fallimento. Legata alla Fumagalli ci sono anche le sorti di altre società che gravitano attorno all'impresa di Bulciago. Alcune di loro hanno già presentato proposta di concordato preventivo e si sommano ai casi della Praton House e della Tecnoedil, in procedura con la Fumagalli. In prima battuta la proposta di risarcimento presentata dal liquidatore era del 12.4%, ma di


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norma la media dei risarcimenti procedurali si attesta fra il 20 e il 30%. La revisione al rialzo nella percentuale, grazie all'ingresso di nuovi beni di proprietà del gruppo Fumagalli, favorirebbe i creditori. Faciliterebbe l'approvazione della procedura e, di conseguenza, l'avvio dell'asta di gara, la vendita delle società e il risanamento dei dissestati conti dell'impresa di Bulciago. Complesso è stato il lavoro per ricostruire le tappe di una storia aziendale che ha mostrato le prime difficoltà nel 2009, a cavallo con la crisi del settore edile. Dalla lettura dei bilanci della Fumagalli risulta che il volume d'affari dai 50 milioni di euro nel 2007 è sceso ai 36 nel 2010, con un calo del 15% registrato nelle vendite. Mentre, sempre nel 2010, il

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patrimonio netto dell'azienda ha superato i 6 milioni di euro e i debiti verso le banche hanno toccato i 44 milioni di euro. Inferiore ai 30 milioni di euro la chiusura del bilancio 2011. Coinvolti in questa situazione di difficoltà l'intero indotto: gli artigiani, i fornitori, le banche e i dipendenti che sono 154 (una cinquantina di addetti presenti nel polo bergamasco di Pontirolo) tutti in cassa integrazione straordinaria. Una procedura della durata di dodici mesi, avviata nel giorno stesso in cui il giudice ha accettato la domanda di concordato preventivo avanzata dal liquidatore dell'impresa di Bulciago, il 26 aprile. La misura prevede, oltre al sostegno al reddito, che i lavoratori disoccupati che hanno trovato un'occupazione temporanea in dis-

tacco possano continuare a lavorare. La Fumagalli, complessivamente, ha accumulato un passivo di quasi 100 milioni di euro. Nei confronti di banche, dipendenti e creditori privilegiati 40 milioni di euro e gli altri 60 verso i creditori chirografari, quindi fornitori e clienti. Sono quest'ultimi che stanno vivendo la situazione più difficile in quanto, avendo sottoscritto compromessi di acquisto di appartamenti, hanno già versato considerevoli acconti per portare a termine le abitazioni. Queste famiglie, dopo aver pagato quasi totalmente la casa, si trovano nella condizione di semplici creditori. Rispetto a quanto hanno anticipato, nelle più rosee aspettative, potrebbero ricevere indietro fra il 10 e il 20% di quanto versato. 43


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ECONOMIA&BUSINESS

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«Siamo il sindacato degli imprenditori manifatturieri» SPERANZA

Paolo Agnelli, presidente di Confimi: «Dobbiamo far capire a politici ed economisti la gravità della situazione nel settore. Al Paese serve una politica industriale italiana troppo a lungo rinviata»

ffiancato dai colleghi della giunta di presidenza e del consiglio direttivo, il presidente Paolo Agnelli - lo scorso giovedì 19 luglio nella splendida cornice del Castello di Malpaga - ha aperto la tradizionale relazione dedicando attenzione alla difficile situazione economica e finanziaria per le PMI del nostro territorio.

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CONFIMI - Successivamente, parlando della nascita di Confimi, ha spiegato ai soci le motivazioni che stanno alla base del nuovo soggetto politico da lui presieduto. "In Confimi sono rappresentate tante piccole e medie industrie italiane che si pongono quale primo obbiettivo quello di stare insieme sulla base volontaria, perseguendo un progetto comune: quello di tornare ad essere il "sindacato" degli imprenditori manifatturieri, in grado di tutelarli e di farli crescere. Bisogna infatti essere in grado di progettare e di predisporre per queste imprese situazioni "tailor made", come se si dovesse per loro confezionare sempre abiti sartoriali su misura. Questa politica è sempre stata al centro dell'azione di Apindustria Bergamo, oggi vogliamo esportarla a livello nazionale. Verso l'esterno - ha proseguito Agnelli - Confimi deve nell'immediato far capire alla politica e agli economisti la gravità della situazione del manifatturiero italiano e le ripercussioni sociali che potrebbero scaturire dall'ennesimo rinvio nell'individuare 45


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una vera politica industriale capace di guidarci per i prossimi 20/30 anni e che manca in questo Paese da almeno 20". PRIMI PASSI - Confimi ha già mosso i primi passi istituzionali: Paolo Agnelli ha partecipato a Roma lo scorso 25 giugno a un seminario sulla spiritualità del lavoro, insieme a monsignor Giorgio Corbellini - presidente dell'Ufficio del lavoro della Santa Sede Apostolica -, e alla leader della Cgil Susanna Camusso. Lo scorso 4 luglio, sempre a Roma, Confimi ha presentato il proprio progetto associativo a enti e istituzioni politiche, partecipando con i propri massimi vertici a un convegno con il sottosegretario del Ministero dell'Economia Gianfranco Polillo, l'Onorevole Santo Versace e il giornalista politico Antonio Polito. LINEE GUIDA - Prima di passare la parola ai tecnici per l'esame del bilancio consuntivo 2011 e preventivo per l'anno 2012, che hanno fatto da antipasto alla visita guidata del castello e alla cena conviviale, Agnelli ha presentato ai soci le linee guida che animeranno la sua presidenza di Apindustria per i prossimi 12 mesi. "Siamo consapevoli di essere in un momento particolarmente delicato per le nostre aziende, abbiamo per la prima volta dopo tanti anni seri dubbi sul futuro delle nostre imprese. Dobbiamo tuttavia stare quanto mai oggi uniti per aiutarci con ogni mezzo possibile a superare anche questa crisi ormai consolidata e non più passeggera. Unità d'intenti e di visione strategica, saper generare utilità per le imprese associate, accompagnarle per mano all'estero laddove possibile, lavorare per trovare forme solidaristiche anche a livello locale con tutte le altre parti sociali. Su queste basi intendo programmare il lavoro dei prossimi mesi insieme ai colleghi consiglieri e alla struttura di Apindustria. Dobbiamo ridare fiducia e coraggio alle imprese associate. Dotandoci anche di una "nuova casa delle PMI", volendo quindi riprendere il progetto di una nostra sede abbandonato precauzionalmente qualche anno fa in piena crisi finanziaria, ora proponibile grazie 46


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alla sana gestione economico-finanziaria di Apindustria di questi ultimi 5 anni". UN ESTRATTO DELL’INTERVENTO DI PAOLO AGNELLI "Il futuro lo stiamo costruendo insieme a tanti altri Colleghi Imprenditori come noi - sono già più di 5.000 - che confluendo in CONFIMI - la Confederazione delle Industrie Manifatturiere Italiane - vogliono partire dagli errori del passato per promuovere una nuova attività di rappresentanza. I Colleghi veneti ed emiliani hanno voluto affidarmi la prima presidenza di questa nuova realtà e di questo li ringrazio. Forse perché apprezzano lo spirito di sfida per la ricerca continua di soluzioni per le imprese associate che caratterizza abitualmente il mio agire. [...] Abbiamo avviato con i sindacati dei lavoratori nazionali un dialogo su nuove forme di rappresentanza degli interessi che, senza penalizzare le imprese, tengano conto che lavoratori e imprenditori sono oggi realmente "sulla stessa barca". L'obiettivo finale è quello di giungere ad un contratto unico delle PMI manifatturiere superando l'eccesso di contratti oggi presenti nelle diverse forme e nelle diverse rappresentanze". 47


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LIA e il nuovo corso di Imprese & Territorio PAROLA ALL'ASSOCIAZIONE

Il cambio ai vertici per il Comitato Unitario delle Pmi avvia un nuovo corso di strategie e politiche che vedrà coinvolte tutte le Associazioni di categoria aderenti el mese di luglio è avvenuto l'avvicendamento alla Presidenza di Imprese & Territorio e LIA, con il suo presidente Marco Amigoni, ha ricevuto la vicepresidenza. L'idea di una Associazione delle Associazioni è sempre

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stata per LIA un obiettivo primario, sia come forza territoriale per uscire da un'egemonia consolidata, sia per dare nuovo slancio alle piccole aziende artigiane e alle PMI. Giorgio Violi, direttore LIA, è stato tra i primi a iniziare un dialogo con le altre Associazioni affin-

ché questa idea potesse nascere e svilupparsi. Oggi, nel riconoscere la validità e l'attualità di un simile progetto per il bene dell'economia bergamasca e di tutte le sue componenti attive, Violi è convinto che per Imprese & Territorio il passaggio successivo sia rafforza49


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re il proprio ruolo. Imprese & Territorio deve sviluppare progetti e idee che nascano direttamente dal tessuto produttivo e deve essere coinvolta da istituzioni e enti locali nella discussione, nell'analisi e nella gestione di tutte le politiche, economiche e industriali, del territorio. Nei suoi primi cinque anni di vita, Imprese & Territorio si è dimostrata un'idea vincente, frutto di una buona collaborazione tra le Associazioni che hanno sviluppato numerose iniziative e progetti, a volte anche con accesi confronti, facendosi portavoce dei problemi dei loro associati. Imprese & Territorio è ora pronta e matura per dar vita a 50

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un nuovo corso, sfruttando la volontà e la necessità di tutte le Associazioni aderenti di essere linfa vitale e parte attiva per il mondo produttivo, visti i tempi e le difficoltà che questo sta attraversando e visto che la politica non è in grado, e forse non lo è mai stata, di dare risposte rapide e efficaci. Per Imprese & Territorio, che rappresenta oggi più di 80.000 imprese coinvolgendo circa 310.000 addetti, è necessario che le politiche del territorio vengano affrontate da chi quotidianamente opera sul campo e da chi conosce i problemi reali che attanagliano la produzione. Imprese & Territorio deve diventare, e ne ha tutti i pre-

supposti per esserlo, elemento di proposta, tassativamente senza passare dalla politica, per tutti i settori strategici del tessuto bergamasco, dall'istruzione all'urbanistica, dal commercio al turismo fino alla gestione delle risorse come energia e acqua. Imprese & Territorio deve inoltre attivare un piano di linee interconfederali comuni, dove tutte le Associazioni aderenti, pur nel rispetto delle proprie autonomie categoriali, definiscano un progetto generale sul mondo del lavoro (apprendistato, formazione, sicurezza ecc.), con il compito poi di ogni singola Associazione di gestire le parti contrattualmente di propria pertinenza.


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LIA EUROFIDI ADERISCE AL PROGETTO ELBA

Per il sostegno all'accesso al credito per imprese artigiane della Lombardia aderenti ad ELBA LIA Eurofidi ha siglato un accordo con ELBA (Ente Lombardo Bilaterale dell'Artigianato), per favorire l'accesso al credito delle imprese aderenti. L'iniziativa vuole contribuire allo sviluppo competitivo e alla crescita occupazionale in Lombardia. Il progetto si attua attraverso un fondo di controgaranzia che copre fino al 75% dell'importo del finanziamento erogato dalla banca. L'intervento è riservato alle imprese artigiane lombarde con minimo un dipendente. Questo finanziamento permetterà di erogare finanziamenti per 17.500.000 Euro con durata fino a 60 mesi con importi massimi di 50.000 euro per singola azienda. Per accedere al progetto bisogna attivare entro il 31 dicembre 2012 la richiesta. Per ulteriori informazioni contattare: LIA Consorzio di Garanzia Collettiva Eurofidi Via Delle Canovine, 46 - 24126 Bergamo Tel. 035 19910510 - Fax 035 19910616 confidi@liabergamo.org

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ECONOMIA&BUSINESS

Libor e scandali finanziari Una lezione da imparare in fretta LEGGERE LA LEGGE - Rubrica a cura dell’avvocato Marco Amorese a Procura di Trani, molto attenta alle vicende di finanza, ha effettuato un accesso e provveduto a sequestrare una serie di emails presso la sede di Milano della Barclays. Come noto, l'istituto bancario è stato coinvolto da uno scandalo per avere manipolato il LIBOR (tasso dal quale dipendono gran parte dei mutui e degli strumenti finanziari emessi negli Stati uniti e in Gran Bretagna) che ha portato alle dimissioni del management e al patteggiamento di significative multe con le authorities inglesi e americane. L'indagine delle autorità di regolamentazione inglese e americana ha messo in luce, infatti, che alcuni traders dell'istituto chiedevano sistematicamente ai colleghi deputati a comunicare i tassi di trasmettere dati non veritieri in modo da influenzare indebitamente il benchmark e assicurarsi lauti profitti. L'ennesimo scandalo finanziario riporta l'attenzione ad un tema importantissimo: quale regolamentazione assicurare ad un settore che negli ultimi tempi è stato l'indiscusso protagonista della grave crisi economica in cui ancora, purtroppo, ci dibattiamo. La questione è scottante ed articolata ma un punto può senza tema essere individuato: l'autoregolamentazione non ha funzionato. Per diverso tempo, si è assecondato il principio secondo cui la libera azione dei protagonisti del mercato avrebbe assicurato un funzionamento efficiente e regolare. L'incapacità del sistema di esercitare il debito autocontrollo ha portato ad una profondissima crisi della quale ancora non si vede la via d'uscita. Lo scandalo LIBOR è significativo sotto un duplice punto di vista. In primo luogo, ha portato l'attenzione sulle modalità con cui viene definito questo importantissimo benchmark dal quale dipendono, non solo strumenti finanziari sofisticati, ma anche i ben più comuni mutui casa. Detto benchmark viene individuato da una società privata, senza sostanziali controlli, su mandato dell'associazione degli istituti bancari. Infatti, ogni giorno, un campione significativo di

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banche trasmette i tassi ai quali ritiene di potere prendere a prestito da altre banche; dai dati comunicati vengono escluse le fasce di quotazioni più alte e quelle più basse e viene poi determinato l'indice. Chi ha assistito all'operatività dell'ufficio che raccoglie queste comunicazioni descrive una spoglia stanza con due dipendenti nelle docklands

Una seconda ed importante notazione riguarda un'altra parte dello scandalo per la quale sono ancora in corso indagini. Sembra che l'istituto abbia colluso per mantenere bassi i tassi e raffigurare pertanto una maggiore solidità finanziaria che avrebbe reso inutile un intervento regolamentare sul settore. Se detto comportamento fosse confermato emergereb-

inglesi: forse poco per un benchmark così importante. Ad ogni buon conto, è importante sottolineare che, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, l'indice non è un indice di mercato (non registra effettive transazioni), ma riflette valutazioni degli istituti che contribuiscono a creare l'indice stesso (il tasso è così definito: "The rate at which an individual Contributor Panel bank could borrow funds, were it to do so by asking for and then accepting inter-bank offers in reasonable market size, just prior to 11.00 London time").

be un quadro molto fosco e preoccupante. In altre parole, una parte sostanziale del settore avrebbe utilizzato strumenti illeciti per sottrarsi ad una doverosa regolamentazione, dimentica della importante funzione pubblica che il settore del credito riveste. La Procura di Trani è interessata a indagare se il medesimo comportamento abbia inciso anche sulla determinazione dell'Euribor ma, nell'attesa, è importante che si sviluppi un attento dibattito sulla necessità di una più rigorosa regolamentazione del settore dal quale dipendono i risparmi di milioni di italiani.


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ECONOMIA&BUSINESS

SALVATAGGIO INDESIT UN ANNO PERSO PER LA BUROCRAZIA REINDUSTRIALIZZAZIONE

Se ne parla dal 2011 ma, se tutto andrà bene, i primi bancali della Effegi Pallets usciranno da Brembate Sopra solo nel gennaio 2013. Da quando ha acquistato l’area il titolare Graziano Fucili ha dovuto fare i conti con permessi e scartoffie, varianti urbanistiche, Imu, il terremoto e i ladri

ARTICOLO DI LIVIO CASANOVA PHOTO DI GIORGIO CHIESA

artedì 4 ottobre del 2011 ad Albano Sant'Alessandro la Effegi Pallets, società che opera nel settore degli imballaggi industriali, firma l'accordo per la reindustrializzazione dello stabilimento ex Indesit di Brembate di Sopra. Nel piano industriale vengono descritte tipologie di attività, produzioni e indicati i tempi: trasferimento per gennaio 2012 e ristrutturazione dell'immobile entro marzo 2012. Il piano prevede anche la ricollocazione dei lavoratori Indesit: 7 lavoratori assunti entro il 31 dicembre 2011, 10 entro il 30 giugno del 2012, 21 entro il 31 dicembre del 2012 e 12 entro il 31 marzo 2013. Oltre a questi 50 lavoratori Indesit, la Effegi Pallets si impegna a valutare l'assunzione di altri 30, in relazione all'andamento della situazione economica e produttiva. Martedì 4 settembre 2012 - quasi un anno dopo la firma dell'accordo - a Brembate Sopra non c'è più l'insegna

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della Indesit ma sul piazzale non c'è l'ombra di un bancale, nemmeno uno di quelli dimenticati dal colosso internazionale degli elettrodomestici. Ad Albano Sant'Alessandro, invece, gli ex dipendenti Indesit sono stati assunti e stanno lavorando. Tra le cataste di pallets abbiamo incontrato Graziano Fucili, titolare della Effegi Pallets, bloccato da una variante urbanistica che gli ha impedito di portare a termine l'operazione, traslocare i macchinari e ottenere le autorizzazioni necessarie per avviare la produzione a Brembate Sopra. Siamo andati a Brembate Sopra, abbiamo suonato all'ex stabilimento Indesit pensando di incontrarla ma non ci ha risposto nessuno. Come mai la troviamo ancora ad Albano? "Stiamo aspettando le autorizzazioni del Comune di Brembate di Sopra che ci permettano di entrare. La variante urbanistica ha

imposto procedure e vincoli per consentire di insediare una attività diversa da quella di produzione di elettrodomestici. Il Comune aveva individuato nel "SUAP" (di fatto, una variante della variante) lo strumento per permettere il nostro insediamento. Nello scorso mese di marzo, poi, il Comune ha adottato il proprio Piano di Governo del Territorio (un nuovo strumento urbanistico generale) mantenendo, nella sostanza, i medesimi vincoli: il 13 giugno scorso abbiamo, quindi, presentato un'osservazione al PGT adottato per chiedere l'adeguamento alle nostre esigenze. A questo punto, il Comune dovrebbe approvare definitivamente il PGT". Quindi stiamo parlando di giorni? "Ripeto, noi abbiamo presentato un'osservazione il 13 giugno. Adesso non possiamo fare altro che sperare che il Comune la accolga approvando il PGT. Poi, dovremo attendere


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Da sinistra Graziano Fucili, titolare della Effegi Pallets di Albano accanto all'amministratore delegato Luigi Siri


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l'entrata in vigore del Pgt approvato che avverrà dopo la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione. In seguito, sempre che la nostra osservazione venga accolta, presenteremo la richiesta per il rilascio di un permesso di costruzione convenzionato. Solo dopo che avremo eseguito gli interventi oggetto di tale permesso si potrà dare avvio all'attività". Ad ottobre, quindi, vedremo uscire i primi bancali della Effegi Pallets da Brembate Sopra? "Ad ottobre dovremmo - il condizionale è

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le priorità sono il salvataggio dei posti dei lavoro e di un'importante zona produttiva, come si spiega questo ritardo? "Abbiamo discusso, per mesi, con il Comune su una soluzione che, nel rispetto delle norme urbanistiche ed edilizie applicabili, ci consentisse di entrare il prima possibile nel sito. Abbiamo anche affrontato la possibilità di realizzare una centrale a biomassa che bruci gli scarti della lavorazione. Le discussioni si sono allungate fino a quando il piano di reindustrializzazione ha dovuto fare i conti anche con le elezioni amministrative. Lì si è bloccato tutto".

Indesit di Brembate Sopra

«Per l'area di Brembate Sopra che abbiamo acquistato ma non possiamo utilizzare abbiamo pagato 180 mila euro di Imu» d'obbligo - entrare nel sito Ex Indesit. Entrare, però, non significa iniziare la produzione. Sono necessari lavori di adeguamento degli immobili e la realizzazione di nuovi impianti per ciò che riguarda la prevenzione incendi, i sistemi di sicurezza, lo smaltimento amianto, etc. Due milioni di euro, parte del nostro investimento, coprono i lavori di ammodernamento della struttura". Scusi se ci permettiamo di insistere. Se 56

Due le aspettative dell'amministrazione comunale: il mantenimento del polo degli elettrodomestici nel sito Ex Insedit e il subentro (nell'area) di imprenditori locali. Ma lei non è di Brembate Sopra e non produce lavatrici. "Anche io, se fossi il sindaco di Brembate Sopra, avrei preferito un'azienda locale. Per quanto riguarda il presidio del territorio l'amministrazione comunale ha fatto tutto quan-

to era nelle loro possibilità. La Indesit, purtroppo, è un'azienda che si trova a competere con mercati sempre più selettivi e globali, ove le discriminanti sono sempre più spesso i costi di produzione. E' evidente che le Multinazionali Italiane si trovano e si troveranno sempre di più costrette a decentrare le produzioni manifatturiere verso quei Paesi ove le incombenze legate al costo produttivo sono alquanto vantaggiose. Pertanto, il modello industriale italiano in circostanze simili a quelle contingenti di Indesit, non rappresenta più un punto di forza strategico, diversamente da quanto succede nella vicina Germania, ove negli ultimi decenni sono state poste in essere politiche economiche, industriali e sociali tali da favorire ed evolvere l'eccellenza manifatturiera ereditata da un back round industriale ormai secolare. Ritengo, in ultima analisi, che il tanto declamato "made in italy" non basti da solo ad ammaliare il consumatore "globale", e la Indesit incarni proprio la tendenza ormai diffusa di prodotti pensati con canoni d'eccellenza italiani, ma prodotti da lavoratori "senza frontiere. ". Quasi un anno fa (4 ottobre 2011) la Effegi pallets chiudeva l'accordo unitario con Fiom, Fim e Uilm con cui si impegnava ad assumere 50 dei lavoratori del sito Indesit di Brembate. Oggi firmerebbe ancora quell'accordo? "Si. Firmerei ancora perché voglio essere ottimista ma gestirei diversamente la trattativa. Sarei più risoluto nei confronti della burocrazia che ci ha impedito di operare immediatamente. Mi adopererei perché il piano proceda il più velocemente possibile e coinvolgerei, subito, tutti gli enti secondo una tabella di marcia che rispetti le nostre tempistiche. Un'azienda, per sopravvivere, deve vendere i suoi prodotti o servizi in una misura sufficiente a superare con le sue entrate i costi sostenuti per produrre e vendere. La Effegi Pallets non fa eccezione". Cosa è cambiato, rispetto ad un anno, per la Effegi Pallets? "Molte cose. Noi produciamo pallets, prodotti con basso valore aggiunto, e come tante altre aziende stiamo subendo il mercato ma rimaniamo ottimisti. Il nostro obiettivo


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è rispettare gli impegni presi. Faremo del nostro meglio anche se da un anno a questa parte lo scenario è cambiato. I nostri clienti sono multinazionali come Ferrero, Coca Cola, Galbani, Ikea, Dhl, Tnt, Gavazza, Coop, Heineken, De Longhi, etc.. Anche loro soffrono la congiuntura e rinunciano alle scorte di magazzino. Basti pensare che normalmente un'industria che lavora dal lunedì al venerdì ha ridotto, oggi la produzione a soli tre giorni. Per mantenere il volume di lavoro abituale stiamo acquisendo nuovi clienti".

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richiamato. Se chi ha il controllo di quell'area non ha nessuna intenzione di cederla, non ha senso parlare di reindustrializzazione. Per la Legler come per altre aree industriali non utilizzate bisogna trovare una for-

usufruire dei soldi messi a disposizione dal bando". La Effegi Palletts si è trovata coinvolta, indirettamente, nel terremoto perché è

Legler di Ponte San Pietro

In termini economici, e non solo, quanto è costato il ritardo alla Effegi Pallets? "Per l'area di Brembate Sopra - che abbiamo acquistato ma non possiamo utilizzare l'Imu pesa per 180 mila euro. Abbiamo pagato una tassa, di fatto, senza la disponibilità dell'immobile e il permesso di entrarvi. Mi sarei aspettato quanto meno una deroga da parte delle istituzioni ma così non è stato. 0ltre a questo nei giorni di Pasqua abbiamo subito il furto di 5 chilometri di cavi di rame per un valore di 120 mila euro". E vero che per accelerare i tempi nei mesi scorsi aveva già trasferito alcuni macchinari a Brembate Sopra che, poi, è stato costretto a riportare ad Albano? "Si. Abbiamo traslocato due linee produttive nel sito di Brembate Sopra e sono lì, spente, a prendere la polvere. Non avendo il nulla osta di inizio attività non sono collegate e non possiamo collaudarle per la produzione. Di conseguenza: mancata produzione e ritardi sulle commesse. La mancata produzione, nei mesi di febbraio, marzo e aprile ha significato per la Effegi Pallets un calo del 15% del suo giro d'affari su base mensile. Per ogni smontaggio e rimontaggio ci sono voluti dai 15 ai 20 giorni con un costo che si aggira attorno a qualche centinaia di migliaia di euro". Prescindendo dal caso Indesit e vista la vostra necessità di ampie superfici, perché non ha scelto lo stabilimento Legler di Ponte San Pietro? "Prima di Brembate Sopra ho suonato alla portineria della Legler di Ponte San Pietro. Ho fatto qualche telefonata alla proprietà ma senza successo. Non mi hanno più

«Mi sono interessato all'area della Legler di Ponte San Pietro. Ho fatto qualche telefonata ma non mi hanno più richiamato» mula in grado di attirare qualche imprenditore, in caso contrario continueranno a rimanere nell'abbandono per molti anni". Sulla carta la Effegi Pallets è tra le 7 aziende bergamasche ammesse al finanziamento del Fondo Rotazione per l'Imprenditorialità. Come funziona il meccanismo dei finanziamenti regionali? "La Effegi Pallets rientra in quel numero di aziende che rispetta tutta una serie di parametri per accedere al fondo. La Regione, che rilascia il contributo agevolato, chiede una garanzia che viene rilasciata dai Confidi. In questa fase i Confidi non hanno ancora definito gli accordi con la Regione e il finanziamento, di fatto, è fermo. Adesso stiamo valutando con gli istituti di credito la possibilità di rilasciare la garanzia al fine di poter

tra le aziende fornitrici delle imprese coinvolte nel sisma. Quali sono state le conseguenze? "I nostri clienti colpiti dal sisma hanno fermato la produzione e per noi significa mancata fornitura. Ci siamo accordati per uno slittamento nei pagamenti fino a quando saranno in grado di riprendere l'attività. Sono clienti a margine del distretto ceramico, nella zona di Finale Emilia e Rubiera e per un paio di loro dovremo attendere dagli otto ai dodici mesi". Quando potremo incontrarla a Brembate Sopra? Tradotto: Quando prevede di iniziare a produrre nell'ex stabilimento Indesit? "Gennaio 2013". Speriamo. 57


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ECONOMIA&BUSINESS

BERGAMO: mille offerte di lavoro negli ultimi quattro mesi A.A.A LAVORO OFFRESI

E' il risultato di un'indagine che ha messo sotto la lente d'ingrandimento gli annunci di lavoro apparsi da maggio fino ad agosto sul sito lavoro.org, uno dei principali portali che incrociano domanda ed offerta di lavoro

ille offerte di lavoro per la provincia di Bergamo da maggio fino ad agosto, nonostante la crisi. E' il risultato di una ricerca che mette in luce come nonostante la crisi, la forte disoccupazione che specie tra le fasce giovanili ha toccato livelli da record, un barlume di mercato del lavoro esiste ancora. Certo é che le circostanze rendono sempre più difficile trovare un posto di lavoro, specie quello che si desidera o per il quale si è studiato o ci si é specializzati. Un modo empirico per individuare quali siano le professioni oggetto di maggiore domanda è senza alcun dubbio analizzare i dati relativi agli annunci di lavoro apparsi negli ultimi mesi sui vari siti internet. Una recente indagine ha messo sotto la lente d'ingrandimento quelli apparsi negli ultimi quattro mesi su uno dei principali portali che incrociano domanda ed offerta di lavoro, ossia lavoro.org. Ma quali sono le categorie professionali più richieste? Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti, sottolinea come la conoscenza di quali siano i profili lavorativi più richiesti, anche in relazione alle diverse aree geografiche, se non é la soluzione alla ricerca di un posto di lavoro in que-

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sto momento così difficile, può servire per lo meno a facilitare il compito. I PIU' RICHIESTI. E' emerso che le professioni più richieste riguardano l'abilità nella vendita per un totale di oltre 5 mila annunci di

offerte per "venditori" di tabacchi, assicurazioni, elettromedicali e così via. Al secondo posto, un settore sempre più in voga: quello informatico. Si richiedono: programmatori, sistemisti, grafici, web master, consulenti ed altro. Gli ingegneri si trovano al terzo posto. Sorprende che al quarto posto con 1100 offerte di posti di lavoro, ci sia una categoria che si trova in profonda crisi: quella dell'industria metalmeccanica che comunque nel nostro Paese vanta una

profonda tradizione che probabilmente favorisce un continuo turn over nonostante la profonda recessione in cui si trova il settore. Le tipologie professionali più richieste sono gli assemblatori, carpentieri, montatori, operai generici, collaudatori, manutentori oltre ad altre figure più specifiche. DATI ALLA MANO. Tra gli altri profili professionali la classifica conta a seguire gli addetti alla vendite, area manager, elettricisti, magazzinieri, commessi e camerieri. Agli ultimi posti e quindi tra le categorie meno ricercate, troviamo: controller, capi reparto, parrucchieri, insegnanti, avvocati, custode care, receptionist e cuochi. Per quanto concerne l'offerta per categorie generiche, la prima posizione è per lavoro commerciale e agenti procacciatori; a seguire informatica; amministrazione, segreteria e direzione; banche, assicurazioni e finanziamenti; commercio, grande distribuzione e dettaglio; risorse umane e formazione. LE CITTA'. Milano è al vertice della classifica della città che offrono lavoro: 4mila offerte, praticamente il doppio di quelle offerte da Roma. Seguono Torino e Bolzano con 1.300, Bologna 1.200, Modena 1.110, Bergamo 1.000.


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ECONOMIA&BUSINESS

Cerchi lavoro? Ti aiutano i «JobAngels». Gratis RICOLLOCAMENTO

Si fanno chiamare «Angeli del Lavoro», professionisti che offrono consulenza gratuita a chi cerca un'occupazione. Dino Ferdinando Ubiali, cacciatore di teste, è «l'angelo» bergamasco che ha sposato l'iniziativa Nei post-it i suoi consigli

ARTICOLO DI LIVIO CASANOVA PHOTO DI GIORGIO CHIESA

ercate lavoro? Passate le giornate cerchiando annunci e mandando curriculum senza alcun risultato? Tranquilli, un aiuto arriva dai "JobAngels". Si fanno chiamare "Angeli del lavoro" e sono per lo più responsabili di risorse umane, "cacciatori di teste", coach e manager che si occupano di "recruiting" da una vita. Crisi economica e disoccupazione galoppante li hanno spinti ad aiutare, gratuitamente, i tanti "senza lavoro" e così è nato "Job Angels - Rete Sociale per l'occupazione e il lavoro" (www.jobangels.it). Tra i professionisti del social network gratuito, a disposizione di tutti coloro che sono alla ricerca di un impiego, anche il bergamasco Dino Ferdinando Ubiali che abbiamo incontrato nella sede bergamasca del suo gruppo, a Mozzo.

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Ci spiega in poche righe chi sono i "JobsAngel"? I JobsAngels sono volontari che mettendo a disposizione la propria esperienza nel settore 60

delle risorse umane (cacciatori di teste, direttori HR etc.) si adoperano nel dare assistenza personalizzata a chi ha perso il lavoro. Ad

video-curriculum sino alla divulgazione del CV della persona presso la propria sfera di conoscenze".

Coltivate le passioni e fate impresa

Quali sono i motivi che l'hanno spinta a diventare un "Job Angel"? "In momenti di difficoltà come questi, rendere disponibili le proprie competenze nei confronti di chi ha perso il lavoro è un dovere civico e morale e, quindi, ho raccolto con entusiasmo l'invito a partecipare a questo progetto di "social network". Nel vero senso della parola, ovvero un aiuto a chi ha bisogno e vuole essere aiutato. Non troviamo un lavoro a chi non l'ha ma diamo suggerimenti e un metodo per trovarlo nello spirito: "aiutati che il ciel ti aiuta"".

esempio nella redazione di un curriculum vitae in forma professionale accompagnato ad una lettera motivazionale; in una simulazione di un colloquio di selezione; nella messa on line di una pagina personale; nella preparazione di un

Che risposta ha ricevuto da un territorio "laborioso" come Bergamo? "Il social-network ha ricevuto una buona accoglienza, anche se qualcuno ha mostrato qualche dubbio o titubanza. Si sono chiesti: "ma


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Dino Ferdinando Ubiali, amministratore del Gruppo Profili & Carriere sede di Bergamo, Ceo Italia di WESN (Network internazionale di cacciatori di teste), 53 anni padre di due figlie Greta e Benedetta

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che secondo fine avranno questi JobAngels? Ci sarà da fidarsi?". Quando poi la gente capisce cosa facciamo e la passione che ci ispira (il bergamasco, si sa, è generoso) ti concede tutta la fiducia del mondo e si affida senza remore.

Siate imprenditori di voi stessi

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trovare una sua collocazione. Ad entrambe le categorie ho suggerito: "coltivate le vostre passioni, se ci credete davvero, e fate impresa". Possiamo tracciare un profilo delle persone che ha incontrato? In particolare, cosa le accomuna? "Molte le persone, anche nella nostra provincia, che non hanno mai cambiato o cercato lavoro. Dalla sera alla mattina si sono trovati senza occupazione e, spesso, con una famiglia da mantenere. Ottimi professionisti, grandi lavoratori ma (forse) poco preparati nel "vendere" se stessi, le proprie competenze sul

Comunque qualche maleducato con pretese assurde lo abbiamo incontrato anche noi". Per alcuni è il lavoro che non c'è, per altri mancano i lavoratori. Come stanno realmente le cose nella Bergamasca? "Le aziende vivono di certezze, di persone che crescono con loro. Tra le preoccupazioni maggiori di alcuni imprenditori c'è quella di occupare collaboratori che non si affezionano abbastanza all'azienda e, magari, una volta "a regime" dopo il periodo di formazione, vadano alla ricerca di una nuova opportunità sfruttando la professionalità acquisita. Per chi inizia un nuovo lavoro il cambiamento non deve avvenire prima di 4-6 anni. Anticipare è prematuro per spiccare il volo. Quindi, quando si parla del lavoro che manca, entrano in gioco questi fattori. Al moto ondivago del mercato che crea problemi di prospettive certe alle imprese si aggiunge, anche, una mobilità eccessiva". Scorrendo la bacheca di Jobangels.it abbiamo scoperto che ci sono molti bergamaschi che affidano ai Job Angels le speranze di trovare lavoro. Chi si è rivolto a lei? "Dal manager affermato che ha visto la sua carriera crescere rapidamente e, complici anche retribuzioni fuori mercato in bergamasca, ora è rimasto "a piedi" al neo diplomato con una formazione umanistica che fa fatica a 62

Un aspetto importante è legato alla mobilità. Si dice che si cerchi il lavoro solo sotto casa e non ci sia la predisposizione a muoversi, cambiare città. Come stanno realmente le cose?

Dimenticate: "E’ inutile chiedere"

"A parole tutti sono disposti a fare sacrifici (nel senso della mobilità) per mantenere la famiglia e il proprio tenore di vita, nei fatti non è sempre cosi. I lavoratori senior fanno fatica a staccarsi dalle proprie certezze e abitudini, a

Scrivete CV leggibili e comprensibili mercato. Il non aver mai cambiato lavoro o poco accomuna queste persone". Nella ricerca di lavoro quale peso bisogna attribuire alle naturali aspirazioni di ognuno e quale alle opportunità offerte dal mercato? "Nella attuale situazione economica è il mix delle due cose. Il suggerimento è quello di sottolineare le competenze e "accelerare" sulle passioni. Alcune volte andando oltre, come è proprio dello spirito dell'imprenditore che rischia ogni giorno. Ecco, oggi nella ricerca del lavoro bisogna essere un po' imprenditori. Cercare un lavoro è un lavoro - scusate il gioco di parole - che deve occupare 8 ore al giorno e, forse, anche di più".

meno che siano alla "canna del gas". I giovani hanno paura di spiccare il volo e allontanarsi da casa come se questa crisi avesse loro tolto la speranza. Da una ricerca recente è emerso che molti giovani non hanno chiesto un prestito o un mutuo "perché tanto non me lo concedono, quindi inutile chiedere". La mobilità per lavoro a Bergamo, contrariamente a quello che avviene all'estero, è ancora un problema. E non è solo un problema di infrastrutture". Un "Job Angel" quali mezzi mette a disposizione per aiutare chi è alla ricerca


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di una nuova occupazione? "La nostra esperienza nell'essere di supporto nel riscrivere il proprio curriculum. Deve essere leggibile, comprensibile e interessante. Vanno individuati i canali corretti per cercare

Mettete in luce competenze e passioni

nuove opportunità, con un metodo corretto per definire il target preciso a cui rivolgersi. Bisogna evitare di sparare nel mucchio, inviando a casaccio il curriculum. Bisogna evitare di essere interpellati da una azienda alla

Evitate di inviare CV a casaccio

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chi fa opere di bene se poi il beneficiario si salverà. Uno lo fa e basta. E' chiaro che chi ha seguito o preso spunto dalle nostre indicazioni in "modo attivo" ha trovato sicuramente uno sbocco, forse non proprio il lavoro che si aspettava, ma almeno è rimasto sul mercato. Altri hanno preso nota e non si sono più fatti vivi, pur avendo sempre la nostra piena disponibilità. Non ritengo che il tipo di contratto di lavoro sia poi cosi importante. Da questo punto di vista l'Italia è un caso unico nel mondo". Tante domande vengono evase e tanti

Evitate: "Scusi, per cosa mi chiama?"

altri nuovi appelli, anche di bergamaschi, riempiono la bacheca del network. Dal punto di vista occupazionale cosa dobbiamo attenderci, per la provincia di Bergamo, in questi ultimi mesi del 2012? "Difficile fare previsioni, purtroppo le hanno sbagliate anche gli economisti più esperti. Occorre affrontare ogni giorno, un pò come il leone e la gazzella nella savana, facendo del

proprio meglio (ma anche di più) come se all'orizzonte non si intravedesse il sereno. Se uno ha lavorato bene (in coscienza) i risultati arrivano. La crisi ha messo in ginocchio chi lo era già ed ha solo accelerato la fine di alcune

Evitate: "Le ho invitato il cv? Non ricordo"

imprese. Quindi il 2012, seppur gli indicatori non sono confortanti, finirà come deve finire. Prepariamoci per il 2013. Sono ottimista, sarà un anno pieno di sfide interessanti perchè la crisi ha aguzzato l'ingegno dei bergamaschi". Ha ragione il ministro Fornero quando (in un'intervista rilasciata al Wall Street Journal) dice che "Il lavoro non è un diritto, deve essere guadagnato, anche attraverso il sacrificio"? "Ritengo che le parole del Ministro Fornero siano state travisate: se uno lavora bene e con impegno ha diritto al lavoro. Non ha diritto forse chi non vuole lavorare e vive alle spalle degli altri. I Job Angels danno aiuto anche a questi ultimi, anche se forse il lavoro non lo troveranno".

quale si è inviato un cv e rispondere: "per cosa mi chiamate? Sa ho mandato tanti curriculum e adesso non ricordo...". Devastante". Tracciamo un bilancio: quante - delle persone che ha incontrato - ha trovato un nuovo lavoro? Con che tempi si sono ricollocate? Qual è la loro attuale occupazione (diversa o uguale alla precedente)? Con quali tipo di contratto vengono assunte? "In un'attività di volontariato non c'è la possibilità di fare statistiche: è come chiedere a 63


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ECONOMIA&BUSINESS

CARMO, IL PISTONE MANIFATTURIERO DEL GRUPPO FASSI PMI IN TOUR

Pietro Bonvicini, direttore generale: «Abbiamo sconfitto la crisi grazie alle nostre maestranze» E’ iniziata a Nembro la mission itinerante del presidente Paolo Agnelli tra le aziende associate ad Apindustria Bergamo

Da sinistra Edoardo Ranzini, Silvana Piccinini, Paolo Agnelli e Pietro Bonvicini

TESTO&PHOTO: GIORGIO CHIESA

gni grande azienda ha alle spalle una grande PMI. Con questo gioco di parole si potrebbe sintetizzare l'essenza di Carmo, un'impresa che dal 1974 ad oggi ha saputo rimanere alle spalle della più nota Fassi Gru e che da oltre un trentennio ne costituisce il pistone manifatturiero. Ne abbiamo parlato con il direttore Pietro Bonvicini - direttore generale -, ricordando la lunga storia che dalle origini ha portato Carmo ad essere un'assoluta eccellenza ancora oggi. "Siamo nati come azienda artigiana nel Gruppo Fassi, con i soci Giuseppe Carrara ed Emilio Moretti (da cui il nome CARMO), affiancati da Cipriano Fassi, attuale presidente dell'intero Gruppo. Nel 1979 ci siamo trasferiti a Nembro e nel 1980 siamo passati da Snc ad Srl, assumendo l'attuale ragione sociale e soggetto giuridico. Nel 1996, per esigenze produttive, è stato realizzato un nuovo capannone dove veniva effettuato il ciclo di montaggio completo della verniciatura robotizzata dei componenti. Nel capannone vecchio, ormai svuotato, fu avviato un processo di ristruttura-

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zione per la realizzazione delle carpenterie strutturali, con l'inserimento di laser (attualmente sono tre), di piegatrici cnc, di robot di saldatura (attualmente sono dieci) e di macchine per l'esecuzione delle lavorazioni meccaniche. Con un completo ciclo produttivo, realizzato in poco più di dieci anni, abbiamo raggiunto la capacità produttiva di 7 mila macchine/anno". Di cosa di occupa Carmo e che relazione mantiene con Fassi Gru? "La Carmo si occupa della produzione completa della gamma medio/piccola

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di gru idrauliche per automezzi, per imbarcazioni, carri ferroviari - soccorso e recupero automezzi - ed ha per statuto come unico cliente la Fassi Gru, che provvede alla progettazione, alla verifica degli standard qualitativi ed alle specifiche cui deve strettamente attenersi". Come avete reagito alla crisi economica che ha investito l'Italia nell'ultimo quinquennio? "Abbiamo fatto fronte alla crisi congiunturale grazie alla sensibilità delle nostre maestranze, che si sono rese

disponibili ad una riqualificazione professionale all'interno dell'azienda, concentrando importanti attività che venivano effettuate da terzi". Qual è il valore aggiunto che avete maturato, nel tempo, sulla concorrenza? "Riteniamo che il valore aggiunto rispetto ai nostri competitors dipenda da tre fattori chiave: automazione spinta del processo produttivo, flessibilità nell'esecuzione della tipologia del prodotto e tempo di attraversamento vincente". 65


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Subite molto la concorrenza dei paesi fuori dall'area Euro, specialmente quelli che hanno manodopera a basso costo? "Non temiamo al momento alcuna concorrenza in paesi emergenti, area BRIC per intenderci. Tuttavia, sappiamo anche che ciò dipende dal fatto che non sono ancora produttori di questo bene". Quali sono i mercati su cui ricavate il miglior fatturato? "Il nostro prodotto viene esportato in circa 60 paesi appartenenti alle aree più diverse del globo e quindi con caratteristiche ed esigenze

"Avvicinarsi sempre più alla fabbrica automatizzata, in quanto questa condizione è l'unica che ci permette di abbattere i costi mantenendo alta la qualità e permettendoci d'inserire figure giovani nel processo produttivo, esaltandone i meriti legati alle nuove tecnologie che fanno parte del sapere delle ultime generazioni". diverse. Possiamo definire Canada, Australia ed alcune aree del medio oriente come le più ricche per il nostro business". E quali di questi mercati sono invece in crisi? "L'area Euro è, come tutti sappiamo, in grosse difficoltà. In casa nostra la situazione è ancora più grave". Quali progetti avete per l'immediato futuro e quali, invece, sono le vostre visioni a lungo termine? 66

Concludendo, ha ancora fiducia nel futuro? "In una situazione economico/politica come quella italiana è molto difficile avere fiducia nel futuro. Essendo però il nostro mercato diversificato sull'intero globo, Carmo continuerà ad investire e credere nei quei paesi più virtuosi e con economie che ancora crescono".


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ECONOMIA&BUSINESS

Bruno Giussani e i 18 minuti che cambieranno il mondo PROTAGONISTI

Scienziati e ricercatori, ma anche artisti, salgono sul palco. In 18 minuti raccontano innovazioni ed esperienze. La Rete vede, ascolta e giudica. E' bergamasco, cresciuto in Svizzera, l'artefice del successo europeo delle Ted Conference californiane sulle novità del futuro

ARTICOLO DI LIVIO CASANOVA

rendersi cura delle idee è il curioso mestiere del bergamasco Bruno Giussani. Nello stesso modo in cui si curano persone, ambienti, animali e fiori, l'imprenditore italiano si è ritagliato una nuova professione: il curatore di idee. Originario di Bergamo ma cosmopolita perché vive tra la Svizzera, il Regno Unito e il resto del mondo, Giussani è tra i primi giornalisti che negli anni '90 parla di innovazione. Dal 2005 è il responsabile di Ted Global, la ver-

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sione europea di Ted, un festival di strepitose conferenze che raccoglie le esperienze di chi sta cambiando il mondo. Nata negli Usa nel 1984, ha accesso i riflettori sulle pietre miliari della moderna tecnologia (i primi pc, cd-rom etc) e ha visto come oratori personaggi come Larry Page e Sergey Brin (fondatori di Google), Jimmy Wales (Wikipedia), James Dewey Watson (premiato col Nobel), Bill Clinton (ex presidente Usa), Jeremy Rifkin (scienziato) e migliaia di altri come, ad esempio, Bill

Gates (Microsoft), Bono (U2), Michelle Obama (moglie del presidente degli Stati Uniti d'America, Barack Obama), James Cameron, Gordon Brown oppure come Matt Ridley che ha intitolato il suo ultimo intervento "When Ideas have Sex". Per i non esperti Ted (Technology, Entertainment, Design) è un'organizzazione non-profit. "Ideas worth spreanding" è lo slogan e come obiettivo si pone la condivisione di "idee che meritano di essere diffuse" in particolare attraverso due con-


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I DIECI COMANDAMENTI DELL'ORATORE 1. NON RUBARE TEMPO. TEMI L'IRA DI COLORO CHE VERRANNO DOPO DI TE. ONORA L'OROLOGIO. 2. NON VENDERE DAL PALCO. NON VANTARTI DELLA TUA ORGANIZZAZIONE O DELLA TUA POLITICA O DEL TUO DISPERATO BISOGNO DI FINANZIAMENTI. 3. NON ESIBIRE IL TUO EGO. LA BELLEZZA ALLO SPECCHIO PRODUCE SCARSA LUCE SUL PALCO. 4. NON COMMETTERE ATTI DI CONFUSIONE. EVITA IL RIASSUNTO. FAI A PEZZI IL GERGO. SPIEGA! FAI ESEMPI! 5. NON UCCIDERE POWERPOINT. CONDIVIDI LE TUE IMMAGINI. SII PARCO CON IL TESTO. RINUNCIA AGLI ELENCHI PUNTATI INTERMINABILI. 6. FAI LUCE. ILLUMINA CIÒ CHE È BELLO. SEMPLIFICA CIÒ CHE È COMPLESSO. RIVELA CIÒ CHE È MISTERIOSO. 7. RACCONTA UNA STORIA. PERCHÉ È COSÌ CHE GLI UMANI HANNO STABILITO LEGAMI, SIN DALL'ALBA DEI TEMPI.

ferenze internazionali che si tengono ogni anno a Long Beach (Usa) e a Edimburgo (Scozia). Lo scopo? "Cambiare le abitudini e le vite". Iniziata come una conferenza di quattro giorni in California più di 25 anni fa oggi è un fenomeno globale. Nella conferenza di Ted i maggiori protagonisti del "pensare" e del "fare" mondiale sono invitati a raccontare le loro idee in 18 minuti. Ma Ted non è da confondersi con i soliti convegni. Prima di salire sul palco, infatti, gli invitati a parlare lavorano per mesi e mesi con gli organizzatori per mettere a punto il loro discorso. Un palcoscenico semplice, nessuna cattedra e tutto in 18 minuti, il tempo massimo per presentare idee e condensare scoperte. Per condividere intuizioni innovative esposte da visionari dei più svariati campi dell'intelletto umano, dalla musica all'economia, dall'ambiente all'educazione. Nell'ultima edizione di Edimburgo un tunisino, sostituendo le pale con una vela, ha scoperto come rendere conveniente l'energia eolica. Un matematico anglosassone, analizzando la voce tramite un algoritmo è in grado di capi-

8. ONORA L'EMOZIONE. IL PUBBLICO CHE RIDE, APPLAUDE. COLORO CHE PIANGONO SONO ANCHE COLORO CHE GRIDANO LODI. 9. METTI CORAGGIOSAMENTE A NUDO LA TUA ANIMA. RIVELA LA TUA PASSIONE, LA TUA SPERANZA... E LA TUA PAURA. PARLA DEI FALLIMENTI OLTRE CHE DEI SUCCESSI. 10. PREPARATI ALL'IMPATTO. UNA FOLLA MERAVIGLIOSA E ATTENTA PENDE DA OGNI TUA PAROLA. SII PRONTO. FAI DELLE PROVE. QUESTO È IL TUO MOMENTO.

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re chi è affetto da Parkinson. Ora aspetta di ricevere diecimila messaggi vocali per testare la scoperta. E, poi, c'è stato l'informatico che ha dimostrato come gli africani abbiamo bisogno di automobili più che di computer con due caratteristiche:a

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pubblico giusto possono cambiare il mondo è proprio il bergamasco Bruno Giussani. Ancora giovane segue i genitori emigrati in Svizzera per motivi di lavoro. Inizia la sua carriera come giornalista in Ticino, dapprima al Giornale del Popolo, poi all'Eco di Locarno. Dopo alcune esperienze lavorative in Inghilterra matura l'idea che le storie che vale la pena di raccontare non siano quelle di tecnologia fine a se stessa, ma di innovazione perché "la tecnologia mi interessa solo per le sue

Anderson chiedendo "dove sono gli europei?". Redige una lista di 15 nomi, uno per ogni paese. Per l'Italia indica l'architetto Stefano Boeri. A New York, qualche settimana dopo, diventa il curatore di Ted Global. Giussani, oltre a portare in Europa Ted, ha accolto le idee innovative di personaggi che vengono dall'Africa, dal Medio Oriente, dall'Asia. Ma come sceglie un tema di Ted? Prima sceglie l'argomento o l'ospite? "Scegliamo i temi - ha confidato lo stesso Giussani in un intervista sull'inserto Nova del Sole 24 ore - tenendo conto di una doppia esigenza: devono in qualche modo corrispondere ad uno "zeitgeist", ma anche permettere di esplorare nuovi territori. "Le cose della vita" riflette il desiderio di programmare molti sviluppi che hanno a

KEN ROBINSON 9.539.857 visite Ex professore britannico, spiega perché la scuola uccide la creatività invece di incoraggiarla

basso costo e made in Africa. Ha speso un anno per fare il prototipo e, adesso, sulla sua agenda ha una cinquantina di prenotazioni. Idee, scoperte e invenzioni in "talks", presentazioni e performance della durata di circa 18 minuti, ma anche meno. Ma perché proprio 18 minuti? Secondo gli organizzatori è il tempo giusto per esprimere un concetto senza annoiare la platea. Tutto è permesso: colonne sonore, performance, canti, recitazioni, scenografie, fumetti ma nessun spazio alla improvvisazione di fronte all'esigente ed empatico pubblico del Ted. Per entrare a queste conferenze si paga un ingresso di alcune migliaia di dollari. Un biglietto per l'evento può costare tra i tremila e i seimila dollari mentre la visualizzazione online degli interventi è gratuita (a disposizione su sito ted.com.). Online ci sono mille "talks" di Ted e, complessivamente, sono stati visti mezzo miliardo di volte. Ciò ha assicurato al modello Ted l'etichetta di fenomeno mediatico-culturale degli ultimi anni. Da questa parte dell'oceano, ad intuire che solo le idee raccolte, spiegate, affinate e diffuse in maniera poco convenzionale e al 70

JILL BOLTE TAYLOR 7.933.853 visite Medico statunitense, racconta il suo ictus e porta sul palco un cervello con il midollo spinale attaccato

ricadute sociali sulla vita degli altri". Per il New York Times tiene "Eurobytes", una rubrica con cadenza settimanale, e diventa in poco tempo il direttore della strategia online del World Economic Forum di Davos. La svolta professionale arriva quando apre il blog "LunchOverIP". E' a Stanford, grazie ad una borsa di studio, e scopre che il fondatore delle conferenze californiane Ted si ritira e lo vende a Chris Anderson, un editore inglese che aveva da poco venduto la sua casa editrice. Anderson ne cambia la struttura, trasforma l'organizzazione in una no profit e la dichiara apolitica, aconfessionale e noncommerciale. Con una conferenza ad Oxford sbarca in Europa. Giussani ci va e si accorge di una particolarità: tranne Philippe Starck gli altri partecipanti sono tutti inglesi. Scrive una mail allo stesso

DAVID GALLO 7.104.662 visite L'oceanografico statunitense esplora la vita negli abissi

che fare con trasformazioni radicali del nostro modo di vivere, ma anche della vita stessa: pensiamo alle più recenti scoperte in neuroscienza, alle scoperte nel campo della biologia sintetica, alla migliore comprensione di chi siamo. Parleremo anche di "cose" in senso lato: le cose che rendono la vita possibile (energia, infrastrutture, il design degli oggetti di ogni giorno), quelle che la rendono piacevole e quelle che le danno un valore e un senso". Sembra di essere a BergamoScienza. Una differenza con il Festival di divulgazione scientifica che dal 2003 coinvolge la città di Bergamo? Tutti gli eventi di BergamoScienza sono gratuiti.


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RUBRICHE

BARACHÌ CLIMA METROPOLITANO CUORE NOSTRANO ENOGASTRONOMIA

Un aperitivo con l'architetto Michela Lombardoni, ideatrice, anima e cuore di «11», il nuovo bistrot che completa l'offerta del ristorante divenuto famoso per la cucina della carne Una riuscita commistione tra modernità e tradizione TESTO&PHOTO: GIORGIO CHIESA

difficile trovare un termine appropriato che faccia cogliere subito il lavoro che ha portato alla rivisitazione del celeberrimo Barachì nella sua splendida forma attuale. Quella che è stata e continua a essere una delle locande più famose dell'intera Bergamasca, ha deciso di aggiungere alla propria offerta enogastronomica un nuovo spazio, tutto da vivere, battezzato "11". Accanto ai meriti culinari che nel corso degli anni hanno reso il ristorante un'eccellenza per la cucina della carne e non solo, i proprietari hanno voluto aggiungere un altro elemento che caratterizzasse la tradizione di famiglia. L'arduo compito è stato affidato all'architetto Michela Lombardoni e i risultati sono a godimento di tutti. "Ho intrapreso questo incarico a progetto già avviato, - racconta l'architetto -, ciò ha reso più difficile lo studio preliminare ma oggi sono estremamente soddisfatta per quanto insieme abbiamo realizzato. Nel corso dei lavori si è creata un'ottima sintonia con i committenti e in questi mesi l'atmosfera è stata ideale. Inoltre, aver avuto a fianco maestranze serie e puntuali (dal fabbro all'imbianchino, dal giardiniere all'elettricista) ha creato una sinergia che ha donato un valore aggiunto all'intero intervento. L'input iniziale si è generato a seguito di riflessioni rivolte al loco, al preesistente. In ogni luogo vi sono equilibri molto delicati che devono essere rispettati e spesso valorizzati. Mi recavo in cantiere molto spesso; volevo cogliere ogni singolo dettaglio, il più piccolo segnale che l'ambiente, le mura e le persone mi lanciavano, nulla doveva cadere nel vuoto. Così ho "radiografato" tutto, cogliendo le positività e le negatività e quindi tutte le peculiarità che si sarebbero dovute evidenziare".

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Bar 11 vista interna

Veduta notturna del giardino


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Particolare del tunnel di collegamento bar ristorante

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Ci racconta il rapporto che ne è scaturito con la committenza? "In seguito alle prime indagini e riflessioni incontrai la committenza, ci scambiammo osservazioni che vertevano sulle linee guida e sugli obiettivi prefissati per il nuovo spazio. Colsi nella proprietà l'intento, peraltro condividendolo totalmente, di conservare l'atmosfera familiare, ma non per forza rustica. Da subito cercai di percepire la personalità di Ferdinando in modo da creare un locale che rispecchiasse l'anima della proprietà. L'architettura deve essere necessariamente in euritmia con coloro che in primis la vivono. Credo sia importante avere la percezione che tutto sia in armonia. In questo caso specifico il progetto è stato studiato approfondendo le macro aree relative ai percorsi, alla luce naturale e artificiale, ma anche ogni piccolo dettaglio: sono stati ideati elementi architettonici creati in chiave scultorea, come l'albero in ferro situato all'ingresso del ristorante a sostegno futuro di una copertura, sono state progettate esclusivamente per il locale sculture raffiguranti macro forchetta e coltello, è stato progettato il bancone bar in ogni dettaglio materico, dimensionale con effetti di luce suggestivi, come per l'area interna ed esterna del locale. Si è voluta materializzare la genuinità, valore condiviso appieno dal padre Mario Limonta, artefice iniziale e guida spirituale per il figlio, con una propria forma di bellezza trovando la giusta alchimia che caratterizzasse, evidenziandola, la contemporaneità del figlio Ferdinando". Qual è stato l'impatto dinanzi alla prima bozza di progetto? "Presentai il primo progetto con una proposta in 3D, dove abbiamo raggruppato riflessioni, spunti e proposte generali. I committenti si sono dimostrati da subito molto entusiasti. Il passo successivo, è stato quello di trasformare in sintesi espressiva lo spirito dinamico della proprietà che si mantiene al contempo concreta, metropolitana ma con il cuore radicato nel territorio. Il lavoro di dettaglio è nato giorno dopo giorno, cercando di trovare attraverso la poesia e l'esperienza un modo per fare vivere la materia e suscitare emozioni anche inconsce". Ci racconta quale è il suo modus operandi, la sua filosofia di lavoro? "Quando inizio un progetto non voglio autocelebrare me stessa, cerco anzi di annullarmi completamente per avere un foglio bianco su cui 74

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Da destra l'arch. Lombardoni, Ferdinando Limonta con la compagna Sabrina e l'amico Spartaco

lavorare. Ogni lavoro è unico, come il committente che ho di fronte e lo scopo del progetto che si va ad affrontare: questo mi porta a essere eclettica e al contempo estremamente rigorosa. Nonostante sia un metodo faticoso, che assorbe moltissimo di se, sono convinta sia l'unica via che permette di raggiungere il risultato sperato e quel grado di soddisfazione professionale impagabile, inesauribile e sempre diversa". Lascia "margini attivi" al committente per dire la sua, anche all'ultimo secondo? "Non do tutto per definito e intoccabile. Ci possono essere cambiamenti, trasformazioni, modifiche e anche reset se necessario. Ogni progetto ed anche ogni committente ha la propria personalità che deve essere ben focalizzata e ciò può avvenire solo con la "lettura" dell'altro, con il tempo e con l'esperienza". Qui al Barachì per esempio, più d'una volta ci siamo ritrovati con Ferdinando e Sabrina (e naturalmente la signora Teresa mamma di Ferdinando) a condividere pensieri e nuove considerazioni, non previste, non pianificate. Questo modo di affrontare le cose penso sia, oltre che stimolante, anche molto proficuo. Parimenti, trovo che il confronto con le maestranze sia fondamentale per la buona riuscita di un'opera, divenendo vero motore di quella partecipazione e attaccamento al proprio lavoro, alle proprie responsabilità che porta tutti a guardare nella medesima direzione e con un obiettivo condiviso. Chi come l'architetto ha la regia delle operazioni non deve sentirsi l'unico depositario di verità; la sinergia tra archi-

tetto e committenza deve essere magica, unica, ogni volta, altrimenti si rischiano "copia-incolla" e, mi creda, ve ne sono già troppi." Che legame mantiene il ristorante Barachì con il territorio? "Questa nuova realizzazione ha voluto creare uno spazio che fosse innovativo, ma in assoluta sintonia con il contesto. Volevo che si creasse un clima che uscisse dal provincialismo per divenire metropolitano ma al contempo caratteristico e unico, riservato e con spazi delicati oltre che dedicati. Non avrei mai voluto che potesse essere stravolto l'equilibrio tra forma e dimensione della struttura che ha reso celebre e famoso il Barachì". In conclusione, ci lascia un suo pensiero sulle sensazioni che ha voluto suscitare nel cliente? "Il mio principale obiettivo è da sempre quello di poter donare la sensazione di benessere. Nel caso specifico aggiungerei lo stupore fanciullesco e ironico. A mio avviso è ciò che non si razionalizza a fare stare bene: sono armonie create da percorsi, materiali e altri particolari che possono anche apparire secondari. Mi piace pensare che il cliente possa percepire le novità, la ricercatezza e la cultura della scelta, ma maggiormente, è di mio interesse che non dimentichi l'atmosfera: un luogo che in qualche modo ti porti alla tranquillità di casa ed anche al clima rilassante che si prova quando si è in vacanza, una parentesi distensiva che ha da sempre caratterizzato questo speciale luogo d'incontro".


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RUBRICHE

BMW Driving Academy, maestri di sicurezza MOTORSPORT

Provato per voi il corso di guida di BMW Group Italia, in Franciacorta, per apprendere i comportamenti delle vetture in condizioni estreme 76

ARTICOLO DI GIORGIO CHIESA PHOTO DI LORIS SAMBINELLI

chivare un ostacolo in curva, mantenere l'aderenza in condizioni di bagnato. Saper capire come e quando compiere una manovra di sorpasso. Dinamiche complesse che, agli amanti delle quattro ruote, possono essere insegnate da grandi professionisti: è questa la scuola itinerante di guida sicura di BMW Group Italia, la Driving Academy. Un corso molto interessante che si è tenuto lo scorso mercoledì 11 luglio, utile ed aperto a tutti gli amanti della Casa bavarese. Una giornata in cui si arriva di buon ora da neofiti della guida e si esce la sera "diplomati" da piloti di città, rigorosamente sotto la guida di piloti esperti e sotto l'assistenza del personale di Lario Bergauto. Anche quest'anno Bergamo Economia ha avuto il piacere di testare con mano la "giornata",

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grazie della concessionaria di via Campagnola, che ha anche ospitato tutti i presenti. Un'occasione speciale nel circuito dell'autodromo di Franciacorta. IL CORSO - La giornata tipo della BMW Driving Academy prevede l'inizio delle attività alle 8e30. Dopo l'accredito si parte con lezioni di teoria nell'aula didattica, mentre tra le 10 e le 13 si svolgono le esercitazioni in varie sessioni. La prima è finalizzata alla comprensione dei trasferimenti dinamici dei carichi durante le varie fasi di una curva. La seconda punta alla comprensione del comportamento di una vettura che affronta una curva e le cause che possono provocare perdite di aderenza. La terza si suddivide in due esercizi, uno per perfezionare le tecniche di frenata nell'inserimento in curva sul bagnato, l'altro consente all'allievo di comprendere la dinamica di uno scarto

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improvviso durante la marcia in rettilineo. La parte più divertente, però, è l'attività in pista e, con tutto il parco auto a disposizione, gli ospiti possono sfogarsi tra le curve del circuito, ma sempre assistiti in sicurezza. Nel pomeriggio, infine, la lezione conclusiva e gli ultimi consigli precedono la consegna dei diplomi.

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MOTORI

Nuova BMW Serie 3 Touring, un trionfo di classe, sportività e comfort 80


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TESTO&PHOTO: GIORGIO CHIESA

on abbiamo avuto modo di effettuare un vero e proprio test drive, l'abbiamo semplicemente ammirata in tutto il suo splendore mentre troneggiava in Piazza Vecchia. Uno sguardo incuriosito per quella che è stata una vera e propria anteprima nazionale in luglio, offerta dalla concessionaria ufficiale per Bergamo e provincia Lario Bergauto. E' la nuova BMW Serie 3 Touring, una vettura che fa già sognare tutti gli appassionati del marchio tedesco e non solo. Linee affusolate, carattere sportivo e una comodità di assoluto livello, la nuova nata rispetta tutte quelle caratteristiche che le consentiranno di sbaragliare il mercato ancora una volta.

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DESIGN -Grazie al suo frontale potente, la BMW Serie 3 Touring è dinamica sulla strada e trasmette agilità anche da ferma. I contorni sono chiari e precisi e, insieme alle superfici bombate, contribuiscono a creare un'impressione tridimensionale. La larga calandra a doppio rene BMW si fonde con i gruppi ottici anteriori per formare un insieme armonico riconoscibile da ogni angolazione. Le proporzioni allungate e gli sbalzi corti esprimono sportività ed eleganza. La linea del tetto allungata conferisce alla silhouette dinamicità e maestosità. Il lunotto inclinato e gli ampi finestrini fanno apparire l'abitacolo spazioso e luminoso. La minigonna sale verso il posteriore elegante e atletico e sottolinea così la dinamica forma cuneiforme della vettura. I gruppi ottici posteriori, una delle caratteristiche distintive di BMW, si estendono fino alle fiancate e conferiscono un elegante senso di continuità alle linee della BMW Serie 3 Touring. Un design estremamente moderno, forgiato nei minimi particolari. INTERNI - Gli interni della BMW Serie 3 Touring sono in tipico stile BMW, sempre convincenti grazie all'impiego di materiali di pregio. Questa vettura tutta orientata al guidatore trasmette il feeling tipico delle auto da corsa. La plancia strumenti si apre verso il guidatore e consente un comodo accesso agli elementi di comando, le linee di design confluiscono in un punto dietro il volante convogliando lo sguardo quindi sulla strada. Sul lato passeggero, l'ambiente è elegante grazie ad una plancia strumenti che si fregia di modanature che sono veri e propri gioielli. In mezzo alla consolle centrale l'iDrive Controller è ben accessibile ad entrambi i passeggeri. Il generoso abitacolo assicura il comfort anche ai passeggeri sui sedili posteriori, che godono di un ampio spazio soprattutto nella zona della testa e delle ginocchia. Anche il vano di carico si avvantaggia della pratica gestione degli spazi: un volume di carico di 495 litri e l'intelligente concezione del vano bagagli sottolineano la grande versatilità della vettura. PROVATA PER VOI

Presentato in anteprima il gioiello della casa bavarese grazie alla concessionaria ufficiale Lario Bergauto La cornice? Una delle location più belle d'Italia: Piazza Vecchia

DIFFERENZE - Il gioiello, rispetto alla berlina, è più lungo di 97 millimetri e ha un passo maggiorato, con un bagagliaio che va appunto dai 495 ai 1500 litri: la vocazione della BMW Serie 3 Touring sta tutta in questi numeri. Con la nuova familiare, BMW aggiunge un tocco di praticità rispetto alla tre volumi, adottando soluzioni assolutamente innovative e pratiche come il divano posteriore frazionabile in tre parti, il portellone apribile elettricamente e il lunotto con apertura separata. MOTORI - La gamma motori sarà costituita al debutto dal 2.0 quattro cilindri TwinPower Turbo da 245 CV (328i), dal 2.0 turbodiesel da 184 CV (pronto per la normativa Euro 6 e montato sulla 320d) e dal 3.0 sei cilindri 81


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in linea a gasolio da 258 CV (330d). Tutte dotate di serie del sistema Start&Stop. Ma le Serie 3 Touring si dividono in materia di trasmissioni: le quattro cilindri adottano un manuale a sei marce, mentre la 330d è equipaggiata con l'automatico otto marce, comunque disponibile come optional su 328i e 320d e offerto su richiesta anche con i paddle al volante. Più avanti, nel corso del 2012, arriveranno la 320i con il 2.0 TwinPower Turbo da 184 CV e 270 Nm, la 318d con il 2.0 a gasolio da 143 CV e 320 Nm e la 316d, equipaggiata con il due litri nella variante da 116 CV e 260 Nm. NUMERI -La 328i Touring eroga 350 Nm di coppia tra 1.250 e 4.800 giri e raggiunge i 100 km/h in 6 secondi netti, toccando i 250 km/h di velocità massima autolimitata e consumando 6,8 l/100 km di benzina secondo i dati dichiarati dalla casa. Le emissioni di CO2 di questa versione ammontano a 159 g/km. Ancora più virtuosa la variante automatica: 6,5 l/100 km e 152 g/km di CO2. La 320d da 184 CV raggiunge un valore di coppia massima di 380 Nm, che rimane costante tra i 1.750 e i 2.750 giri. La velocità massima della quattro cilindri a gasolio è di 230 km/h, mentre lo 0-100 viene coperto in 7,7 s. I valori di consumi ed emissioni ammontano a 4,7 l/100km e 124 g/km di CO2. Con il cambio automatico si scende a 4,6 l/100 km e 122 g/km di CO2. La 330d, infine, eroga 560 Nm di coppia massima tra i 1.500 e i 3.000 giri, accelera da 0 a 100 in 5,6 s, raggiunge i 250 km/h, consuma 5,1 l/100 km di carburante ed emette 135 g/km di CO2. ASSETTO M - La Serie 3 Touring condivide con la berlina il servosterzo elettrico e l'architettura delle sospensioni, le quali però hanno ricevuto per questo impiego una taratura specifica. Sono disponibili come optional l'assetto sportivo M, ribassato di 10 mm e le sospensioni Adaptive M Sport regolabili elettricamente. Sul piano della riduzione dei consumi e delle emissioni, va segnalata la presenza come equipaggiamento standard del sistema di frenata rigenerativa e non manca tra le dotazioni hi-tech l'Head-Up Display a colori, disponibile come optional.

Motori: Al lancio con tre motorizzazioni: 2.0 quattro cilindri TwinPower Turbo da 245 CV, 2.0 turbodiesel da 184 CV e 3.0 sei cilindri in linea a gasolio da 258 CV

LARIO BERGAUTO Via Campagnola, 50 Tel. 035 4212211 - Bergamo www.lariobergauto.bmw.it www.mobility.it

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Design: Il profilo a cuneo accentuato e il muso lungo e appuntito danno all'auto una forte personalità e la rendono molto vistosa 84

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TESTO&PHOTO: GIORGIO CHIESA

atta eccezione per il nome, già usato per una station wagon del 1995, la V40 è un'automobile nuova sotto tutti i punti di vista. Per la prima volta, infatti, Volvo propone una compatta cinque porte a due volumi che si va a posizionare nella nicchia premium del segmento C e che punta a far concorrenza soprattutto alla nuova Audi A3. Ma darà fastidio pure alla BMW Serie 1, alla nuova Mercedes Classe A e anche alla nostrana Alfa Romeo Giulietta. Il nuovo modello si presenta compatto nelle forme e nelle dimensioni, con un guizzo di sportività nel posterio-

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re incorniciato dallo spoiler. Quattro metri e trentasette di lunghezza - poco più delle dirette concorrenti - e abitacolo dalle dimensioni regolari. ESTERNI - Esteticamente l'auto parla da sola. Il design della carrozzeria discende da quello della riuscita V60, ma qui il profilo a cuneo accentuato e il muso lungo e appuntito danno all'auto una forte personalità e la rendono molto vistosa. Bella è anche la coda, con il grande elemento nero che incorpora il lunotto, i fanalini a boomerang Volvo e la targa spostata in basso, nel fascione paracolpi.


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Volvo V40, contro le tedesche la svedese più bella LA NOVITÀ

E' un concentrato di design, semplicità e funzionalità. La nuova nata di casa Volvo punta a conquistare la nicchia premium del segmento C con classe e rifiniture di lusso

INTERNI - Lo stile è tipicamente scandinavo, fatto di linee semplici ed essenziali. In tutto ciò spiccano la tipica, sottile console centrale Volvo che raccoglie tutti i comandi dell'efficiente climatizzatore e la strumentazione digitale, che cambia colore e indicazioni a scelta del guidatore secondo tre programmi: elegance, dal colore ambrato, eco, di colore verde acqua, e performance, di colore rosso. Scegliendo eco, fra l'altro, un indicatore sulla sinistra segnala se si sta guidando in modo accorto o col piede troppo pesante. Lo spazio a disposizione è buono e si viaggia comodi soprattutto se si è in quattro, perché il divano posteriore è formato da due poltrone unite da un piccolo cuscino centrale. Volvo pre-

vede anche la telecamera per la retro e numerose segnalazioni acustiche e visive per avvertire quando si è troppo vicini agli oggetti o alle auto circostanti, compensando il piccolo lunotto posteriore dall'aria sportiva. Infine, due tocchi di classe assoluta: lo specchietto retrovisore interno privo di bordi (un blocco unico dal design elegante) e il cambio retroilluminato a LED che conferisce un aspetto futuristico all'abitacolo. Quello che colpisce sempre quando si guida una Volvo è la "raffinata semplicità" del design e le positive ricadute sulla sull'ergonomia: con pochi e semplici gesti è trovata la posizione di guida ideale, il sedile è perfetto per forma e consistenza, i comandi a portata di dita.

Interni: Lo stile infatti è tipicamente scandinavo, fatto di linee semplici ed essenziali, ma con tocchi di classe come il cambio retroilluminato 85


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MOTORI - L'ampia gamma di motorizzazioni offerta avrà ovviamente i suoi cavalli di battaglia in ogni paese. Per quanto riguarda il nostro Volvo si aspetta di vendere maggiormente i diesel D2 1.6 (turbodiesel da 1,6 litri a quattro cilindri, iniezione diretta Common Rail, emissioni di CO2 estremamente ridotte (94 g/km), cambio manuale a sei rapporti), D3 2.0 (turbodiesel da 2 litri a cinque cilindri, iniettori piezoelettrici ad alta precisione, coppia 350Nm, cambio manuale a sei rapporti o cambio automatico Geartronic a sei rapporti) e D4 2.0 (turbodiesel da 2 litri a cinque cilindri, iniettori piezoelettrici ad alta precisione, coppia 400 Nm, efficienza nei consumi eccellente, cambio manuale a sei rapporti o cambio automatico Geartronic a sei rapporti). Mentre per i benzina i ruoli da protagonisti saranno certamente per il T3 1.6 (motore turbo a benzina a quattro cilindri e iniezione diretta, peso ridotto del motore, coppia 240 Nm, cambio manuale a sei rapporti) e il T4 1.6 (motore turbo a benzina a quattro cilindri e iniezione diretta, coppia 240 Nm - 270 Nm con Overboost e cambio manuale a sei rapporti). SICUREZZA - La V40 ha trovato il modo di entrare nel Guinness dei primati per la sicurezza: ha tutto, ma proprio tutto per proteggere chi sta dentro e - unica al mondo - anche chi sta fuori, con il materasso per i pedoni. Forse il termine materasso non gli fa molto onore, eppure è proprio un enorme imbottitura che funziona come un airbag e fuoriesce in caso d'urto sotto al cofano e a coprire i montanti anteriori, che sono le zone più dure dove può urtare la testa di un pedone o un ciclista.

Motori: Sarà equipaggiata con i turbodiesel D2 1.6 (115 cv), D3 2.0 (150 cv) e D4 (177 cv), mentre per i benzina i ruoli da protagonisti saranno per il T3 1.6 (150 cv) e T4 1.6 (180 cv)

IPERAUTO BERGAMO Bergamo (BG) Via Borgo Palazzo, 205 Tel.: 035/2924211 www.iperautobg.it

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EVENTI

CHI, DOVE E PERCHÈ PHOTO: LORIS SAMBINELLI

L'Associazione Forense fa festa con Lario Bergauto 88

untuale anche quest'anno è arrivata la Festa d'Estate dell'Associazione Provinciale Forense: quella tenutasi lo scorso 5 luglio è stata la diciottesima. Organizzata dagli Avvocati Francesca Pierantoni e Dario Pellegrino, la XVIII Festa d'Estate si è celebrata nella prestigiosa Tenuta Olmetta, ed è stata allietata dalla presenza di numerosi ospiti. Nel corso della serata sono stati conferiti riconoscimenti agli avvocati Beniamino Aliberti e Giuseppe Maridati, che hanno maturato un'iscrizione trentennale all'associazione, e agli avvocati Alessandro Bigoni, Maria Giovanna Cattaneo, Daniela Milesi, Raffaella Moretti e Franco Uggetti, iscritti all'associazione da vent'anni. L'associazione ha anche voluto premiare le nuove leve dell'avvocatura che si sono distinte nell'ultima sessione dell'esame di Stato riportando la votazione più alta: Elisa Maria Musso, Romina Frosio Roncalli e Paola Foiadelli. Per il secondo anno Lario Bergauto si è unita ai festeggiamenti di APF, mostrando sui giardini della tenuta per la gioia dei presenti l'elegante Serie 6 Gran Coupé e la frizzante Mini Cooper S Countryman.

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Esedra è il rivoluzionario e completo sistema per serramenti in alluminio facile da applicare e capace di risolvere con stile qualsiasi esigenza architettonica e d’arredo. Prodotti in svariate forme, dimensioni e finiture, i serramenti Esedra sono adatti a tutte le esigenze costruttive residenziali, commerciali e industriali. L’alluminio rende gli infissi Esedra durevoli nel tempo, indeformabili e completamente riciclabili senza alcun danno per l’ambiente. Inoltre le nuove tecnologie applicate al taglio termico e al vetro permettono ad Esedra il raggiungimento di bassissimi valori di trasmittanza permettendo all’utilizzatore un notevole risparmio energetico. La nuova serie HT 54-62 è stata infatti studiata per spingersi al di sotto del valore di trasmittanza 1,2 W/m2 K, parametro di riferimento nazionale per poter usufruire degli sgravi fiscali (contributo del 55%) per le spese sostenute nell’adeguamento della casa in materia di risparmio energetico. La nuova serie HT 54-62 e tutti gli altri sistemi Esedra sono certificati (PERMEABILITÀ DELL’ARIA, TENUTA ALL’ACQUA E RESISTENZA AL CARICO DEL VENTO) e mercati CE (UNI EN 14351-1). L’innovativo sistema HT 51-62 e le altre serie Esedra sono vendute in Italia da Agnelli Metalli di Lallio (BG), e dalle filiali di Rosignano (LI) e Oristano. In Europa dall’Agnelli Metalli Poland di Katowice.


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EVENTI

CHI, DOVE E PERCHÈ PHOTO: LORIS SAMBINELLI

Gusto, eleganza e sport firmati Osteria del Griso 92

na serata all'insegna del gusto, dell'eleganza e della tradizione, con un pizzico di sport che non guasta mai. Sono stati questi gli ingredienti sfoderati dallo Yacht Club Bergamo lo scorso martedì 10 luglio. La location? Stavolta, ad ospitare l'YCBG e il suo partner storico BMW Lario Bergauto è stata la famosa Osteria del Griso di Grumello del Monte, nel cuore della Valcalepio. Stuzzichini e bollicine hanno fatto da entrée, mentre un ricco buffet con tanto di musica mixata con pezzi anni '80 e '90 attendeva gli ospiti sulla splendida e imponente terrazza. La concessionaria ufficiale ha deciso di rendere omaggio agli ospiti - capitanati dal commodoro Giovanni Campi con due delle sue meraviglie: la nuova BMW Serie 3 Berlina e la MINI Roadster. Ma anche gli sponsor non sono stati da meno, con Zani Viaggi che per l'occasione ha "parcheggiato" il suo mitico "Original London Bus" fuori dal ristorante, mentre all'interno la "Cantine Monterucco" ha offerto calici di vino bianco e rosé. A fare da corollario gli abiti di Princi, per i palati più raffinati.

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EVENTI

CHI, DOVE E PERCHÈ PHOTO: LORIS SAMBINELLI

S.Apollonia, per A.N.D.I. un mix di eleganza e tradizione 96

ome ogni anno torna puntuale un appuntamento imprescindibile dell'estate, che si rinnova nel tempo grazie a Stefano Almini con la sua capacità di miscelare fantasia, eleganza e convivialità. Lo scorso giovedì 19 luglio, nella preziosa cornice de "La Vacherie" di Brusaporto, si sono riuniti oltre 270 professionisti per l'omaggio estivo che l'Associazione Nazionale Dentisti Italiani "A.N.D.I. Bergamo" dedica alla protettrice S.Apollonia. Oltre al presidente provinciale Maurizio Rovetta è stato presente anche il presidente regionale Federico Dal Cin ed il presidente nazionale Gianfranco Prada. Un forte applauso è andato ad Alberto Bartoloni ed Enrico De Noia, a capo di Nordental, rispettivamente per la "divisione consumo" e per la "divisione impianti". Assieme al gold sponsor e alla riconfermata collaborazione di Ultradent, Isasan, Confezioni Amelia, Cornali Gioielleria, Douglas Profumerie, Pernici Cereria e Casa Feltri, si è aggiunto Viaggi Lorandi. Infine, il partner storico BMW Lario Bergauto ha esposto la nuova Serie 3 Berlina e la spumeggiante MINI Cooper Roadster, offrendo anche due corsi di guida sicura alle sorelle Giada e Stella Bartoloni. L'appuntamento, come da tradizione, è già in cantiere per la prossima estate. Promessa di Stefano Almini.

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EVENTI

CHI, DOVE E PERCHÈ PHOTO: GIORGIO CHIESA

BMW Serie 3 Touring, una prima tra storia e solidarietà 100

n'anteprima nazionale non poteva essere ospitata in una location migliore, tra le più storiche e affascinanti dell'intero Bel Paese. Ai piedi del Palazzo della Ragione di Piazza Vecchia è stata svelata la nuova BMW Serie 3 Touring. Un'occasione unica ed irripetibile, offerta come nelle migliori tradizioni dalla concessionaria ufficiale di via Campagnola Lario Bergauto, che ha deciso di partecipare così all'evento "Arte, musica e solidarietà" dello scorso giovedì 26 luglio. L'intero ricavato della serata, organizzata dal Gruppo Giovani Imprenditori Ascom e ospitata nella splendida Sala dei Giuristi, è stato devoluto al "Fondo Ambiente Italiano" per sostenere la Biblioteca Angelo Mai e i magnifici "Globi del Coronelli", gelosamente custoditi dalla stessa. La manifestazione è stata realizzata grazie al sostegno degli Enti Bilaterali del commercio e del turismo, dell'Ente Fiera Promoberg e della Federazione degli autotrasportatori Fai Bergamo, con il supporto, tra gli altri, di BMW Lario Bergauto.

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Iperauto Bergamo

Concessionaria per Bergamo e Provincia

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Bergamo Economia - Settembre