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Serie 1 IL NUOVO GIOIELLO CHE ANCHE I NEOPATENTATI POSSONO GUIDARE

NUMERO 58

RENZI DA GRANDE GORI IL SUO PROFETA LO STRATEGA DEL ROTTAMATORE TRACCIA LE LINEE DELLE PRIMARIE «DOPO LA FASE-UNO PER FARCI CONOSCERE ADESSO UNA FASE-DUE PER ACCREDITARCI SUL TERRITORIO»

SPECIALE AMBIENTE STOP ALL’AMIANTO SUI NOSTRI TETTI BONIFICARLO È UN OBBLIGO MA ANCHE UNA CONVENIENZA

TECHNOFRAMES SFRUTTANDO L'ESPERIENZA DI VEGA L'AZIENDA DI SCANZOROSCIATE CRESCE CON I MANUFATTI DI DESIGN

HOTEL SAN GIORGIO IL GIUSTO PREZZO DELL’OSPITALITÀ GUADAGNA UNA STELLA LO STORICO ALBERGO CITTADINO

Rivista mensile - Ogni primo vener dì del mese in edicola al prezzo di 2,50 euro. Poste Italiane S.p.A. Sped. in abb. post. 70% DCB Bergamo. In caso di mancato recapito restituire al mittente.

9 771594 114022

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NOVEMBRE 2012


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CONTENUTI novembre 2012

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EDITORIALE

COSTRETTI A CAMBIARE

IN COPERTINA

di Carlo Quiri

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n mese vissuto intensamente. Gli ultimi trenta giorni hanno segnato la caduta del governo lombardo, un'inchiesta per corruzione a carico dei vertici provinciali della Compagnia delle Opere e l'arresto di un pezzo grosso della Cisl bergamasca, accusato di tangenti con altri ex sindacalisti e funzionari pubblici. Un po' come dire la caduta degli dei, su scala locale, visto il ruolo e il peso dei soggetti coinvolti. Amleticamente si direbbe che c'è del marcio, giuridicamente che dobbiamo aspettare l'esito dei processi e politicamente che siamo arrivati a una svolta: se non vera - aggiungiamo noi - quantomeno verosimile. Per non sembrare anime belle, è chiaro che, caduto il vecchio sistema, emergeranno nuovi gruppi di potere e non di boy scout. Però l'idea di un rinnovamento (New Deal?) stuzzica un po' tutti e ci fa intravedere un barlume di luce dopo anni davvero cupi. Il paragone con il 1992 di Tangentopoli, riproponendo il Beppe Grillo di oggi come un Umberto Bossi buono per tutte le latitudini, rischia di essere però una forzatura: le stagioni politiche non sono mai ripetibili e quello di Mani Pulite rimase un fenomeno circoscritto, tra i vizioso e il virtuoso, visto come sta andando oggi. Forse è all'Austerithy del 1974 che si può guardare, quando crollò un sistema economico, salirono sulla ribalta mondiale nuovi attori (l'Opec) e l'Italia, pur barcollando diversi anni, ne uscì con il trionfo al Mundial di Spagna, il boom del Made in Italy (ricordate i primi Armani, Missoni, Versace?), la sconfitta delle Brigate Rosse e la consacrazione della cucina mediterranea. Il momento sembra simile, con l'euro, la globalizzazione, un sistema che traballa, nuovi attori emergenti (stavolta Cina, India, Brasile) e la crisi più lunga del Dopoguerra. Che tiri aria nuova, lo cogliamo anche da un altro aspetto: esponenti della finanza e imprenditori bergamaschi stanno guardando con notevole interesse al fenomeno Matteo Renzi, cioè a un uomo del PD. E se non è un segno di cambiamento questo...

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CREDITO&IMPRESE

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SANPELLEGRINO

ECONOMIA ATTUALITÀ & POLITICA

6.

8.

12. 16. 22. 26. 30. 32. 36. 38.

LEGGERE LA LEGGE Il nuovo processo Fornero CON... TRIBUTO Iva per cassa sopra i 2 milioni PILLOLE DI FINANZA Altri 6 anni di «VACCHE MAGRE» SPENDING REVIEW Sparisce la Cisl del Sebino FARE BANCA AI TEMPI DELLO SPREAD Agnelli a Profumo: non strozzate l’industria IN COPERTINA Renzi da grande Gori il suo profeta RIVOLTA ALLA SANPELLEGRINO La sfida della paura tra Ruspino l’acqua Vera (Padova) AEROPORTO & DINTORNI Sogni d’oro? Nemmeno per i passeggeri di Orio al Serio QUOTE ROSA Anna Ziliani Avanti tutta COMUNITA’ DELLE BOTTEGHE Città (ad) Alta accessibilità DRAGONE SUL SEBINO Pechino dà credito alla Riva di Sarnico LARGO BELOTTI Sistema turismo con la CCIAA

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URBANISTICA

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IL PREMIO

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PROVATA PER VOI

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MODA

EVENTI

ECONOMIA ATTUALITÀ & POLITICA

42. 46. 48. 56. 58. 60. 62. 64. 66. 70.

RUBRICHE

74.

84. 88.

LA PERSONALE. Alessandro Verdi, colora l’autunno di Berlino MODA. Emmegierre Fashion, un cuore di shopping ACCOGLIENZA. Hotel San Giorgio, quando il comfort è accessibile SU STRADA. Serie 1, la “enfant prodige di casa BMW” PROVATA PER VOI. A3, per Audi una rivoluzione silenziosa

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CHI, DOVE E PERCHE’. Foto e curiosità

76. 78.

EVENTI

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URBANISTICA Pizzigoni, no al nuovo sacco di Bergamo VAL SERIANA. Molto vento nelle vele AMBIENTE. “Vade retro” amianto LA CRISI. Record minimo di nuove imprese FUTURO. L’uomo che ha cambiato il mondo ASSOCIAZIONI. Confindustria. Il ritorno di Squinzi IL PREMIO. Technix, la frontiera della “Rx domiciliare” A PROVA DI BOMBA. Vega e Technoframes moderni scultori di materia LAVORO. Apprendisti in caduta libera, meno 70% in 5 anni PROFESSIONISTI. Edil Broker, da 15 anni al servizio dei maggiori general contractor del settore delle costruzioni

Bergamo Economia Rivista mensile di economia, attualità, costume e stile (Registrazione al Tribunale di Bergamo nr. 22 del 02/08/2007) Società editrice: Speb S.r.l. Via San Giorgio 6/n 24122 Bergamo Presidente: Marino Lazzarini Direttore responsabile: Paolo Agnelli Concessionaria pubblicità locale: S.P.E.B. S.r.l. Via San Giorgio, 6 - 24122 Bergamo Tel. 035 678812 - Fax 035 678895 Concessionaria pubblicità nazionale: A. Manzoni & C. S.p.A., via Nervesa, 21 Milano. Tel. 02 57494211 Stampatore: Fotoincisione 2000 Albano S. Alessandro (Bg) - Via Spallanzani, 6 Tel. +39 035 4521290 Abbonamenti: Tel. 035 678808 Costo abbonamento: 20 euro per 10 mesi www.bergamoeconomia.it


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Avvocato Marco Amorese

LEGGERE LA LEGGE

IL NUOVO PROCESSO FORNERO Speditezza e complicazione

Da qualche mese i Tribunali e gli avvocati di Italia devono fare i conti con le novità processuali introdotte dalla riforma Fornero per il caso di licenziamento. Questi in sintesi i tratti essenziali della riforma: è stato previsto un

canale privilegiato per le decisioni in merito alla legittimità del licenziamento. Entro quaranta giorni dall'impugnazione giudiziale, il

Dott.ssa Barbara Putortì

Tribunale fissa udienza. L'ordinanza di fissazione dell'udienza deve essere portata a conoscenza del datore almeno venticinque giorni prima dell'udienza, il quale può costituirsi fino a 5 giorni prima della stessa. Il giudice procede senza formalità nell'istruzione della causa che si conclude con ordinanza immediatamente esecutiva. Il regime delle impugnazioni è pure notevolmente ampliato con norme di carattere acceleratorio: infatti, all'esito della prima fase di giudizio e entro trenta giorni dalla comunicazione dell'ordinanza, il soccombente può promuovere opposizione con un procedimento che si svolgerà secondo il rito del lavoro. Il processo Fornero è mosso da ambizioni indubbiamente pregevoli: accelerare una decisione che è particolarmente importante per le imprese poiché incide sia sull'assetto organizzativo che sulle conseguenze sanzionatorie e che, per ovvie ragioni, è ancora più importante per il lavoratore. Tuttavia, la

maggiore parte dei Tribunali d'Italia aveva già nei fatti dedicato alle cause di licenziamento un corridoio privilegiato dimostrando, soprattutto nei grandi centri industriali (Milano e Torino in primis), di essere in grado di rispondere alle esigenze delle parti. La previsione di un processo ad hoc contrassegnato da una precisa specificazione delle materie da trattare ed ampia discrezionalità nella gestione del processo da parte del giudice pone invece serie problematiche di uniformità applicativa tra diversi fori. La frammentazione del processo in più fasi porterà e sta portando ad un aggravio del lavoro dei Tribunali e dei costi dell'azione: si pensi che per una questione di lavoro che riguarda sia un licenziamento che altre ragioni non legate al licenziamento (si pensi al demansionamento) si potranno promuovere almeno tre giudizi per il solo primo grado. Insomma, se la velocità appare essenziale non sempre presto è sinonimo di bene.

CON...TRIBUTO

IVA PER CASSA SOPRA I 2 MILIONI

I

l "Decreto sviluppo" ha introdotto il regime opzionale dell'Iva per cassa per coloro che hanno un volume d'affari fino a 2 milioni di euro. L'opzione per il regime iva per cassa, operativo a decorrere dal 1° dicembre 2012 per i contribuenti mensili e dal 1° gennaio 2013 per i trimestrali, permette di posticipare il pagamento dell'Iva sulle fatture di vendita al momento dell'incasso ma, per contro, obbliga alla detrazione dell'iva sugli acquisti al momento del pagamento della fattura del fornitore. Fin qui niente di più facile, se non considerassimo le peculiarità che tale regime porta a livello contabile. Le fatture vanno sempre registrate nel mese di emissione, ma l'Iva relativa verrà liquidata solo all'incasso/pagamento della fattura ovvero entro l'anno di emissione/ricezione della stessa appesantendo così il lavoro contabile che presupporrà una doppia registrazione. Si consideri, inoltre, che il regi-

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me impone in caso di incasso/pagamento cumulativo indistinto l'imputazione dello stesso alle fatture nell'ordine in cui sono state emesse o ricevute, in caso di pagamento/incasso cumulativo distinto l'imputazione dello stesso a fatture come specificate dal cliente e, infine, in caso di pagamento/incasso parziale la detrazione o l'esigibilità dell'iva in proporzione alla somma pagata o incassata, per tanto si spera avranno presto luogo aggiornamenti dai gestori dei software. Il regime iva per cassa avrà effetto dal 1° gennaio dell'anno in cui è esercitata l'opzione secondo modalità che l'Agenzia delle Entrate, guarda caso, non ha ancora stabilito. Parere Assonime ritiene che l'assunzione di tale regime si baserà sul comportamento concludente del contribuente attuato per l'intero anno e confermato in sede di Dichiarazione Annuale Iva. Il superamento del limite di 2 milioni di Euro di volume d'affari nel corso dell'anno ne comporterà la dis-

applicazione, ma non dal momento del superamento ma ,bensì, dal mese successivo pertanto sarà applicata l'Iva per cassa fino alla fine del mese in cui il limite è stato superato. Una volta scelto il regime, dal 1° gennaio di quell'anno ogni fattura emessa dovrà riportare la specifica annotazione: IVA PER CASSA EX ART 32bis D.L.83/2012, dicitura che non implica per il soggetto passivo, committente o acquirente, l'attuazione del differimento in quanto tale soggetto liquiderà l'iva secondo il normale regime (a meno che non abbia optato per la liquidazione per cassa), ma rende solo noto l'opzione Iva per cassa del soggetto attivo. Resta ancora da chiarire, tra le altre cose, se la data di efficacia di pagamento da considerare valida per la liquidazione iva sia la data contabile o la data valuta in caso di incassi/pagamenti effettuati a ridosso della fine del mese.


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Dott. Claudio Rossi

PILLOLE DI FINANZA

ALTRI 6 ANNI DI «VACCHE MAGRE»

Così afferma il capo economista del Fondo Monetario Internazionale, Olivier Blanchard

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ur se gli effetti dell'attuale congiuntura negativa sono sotto gli occhi di tutti e se "spes ultima dea", nessuno di noi avrebbe mai immaginato tanto! A sentire Olivier Blanchard, in una intervista rilasciata al sito internet ungherese Portfolio.hu, sono diversi, infatti, i segnali che lasciano presagire questo scenario: la complessità del processo d'integrazione dell'area euro ed i problemi fiscali degli Stati Uniti, tra i principali. In merito al futuro dell'Euro egli ha tagliato corto: "o completa integrazione o abbandono dell'idea", lasciando capire che solo un accordo fiscale non potrà essere sufficiente a questo scopo, alludendo alla necessità di attivare nuovi strumenti di salvaguardia. Il debito accumulato negli anni da parte di molti Stati membri dell'Unione è eccessivo e quindi deve essere assolutamente ridotto. Allora come fare? Attuando una strategia sostenibile e che porti ad un consolidamento rispettoso delle ripercussioni economiche e sociali

di chi è chiamato a stringere la cinghia. Di fronte allo squilibrio tra debito e PIL di molti paesi europei urge una politica di salvaguardia che misceli adeguatamente attività di riduzione del debito con stimoli per la crescita dell'economia. Un debito maggiore del 100% del PIL è fonte dei problemi di sostenibilità anche e soprattutto per il potenziale aumento del costo di mantenimento di tale debito, ma senza una ripresa del PIL, questo scenario non puo' che deteriorarsi ulteriormente. E' noto che, almeno nel breve termine, una stressa fiscale abbia, come conseguenza la diminuzione della crescita. Quindi il segreto per l'Europa e di farlo in tempi ragionevoli: ne' troppo lento per i mercati, né troppo veloce per il benessere sociale. Per ogni paese si deve trovare il giusto percorso di consolidamento. Le mosse per uscire dalla "trappola della fiducia" passano per l'aumento della domanda, lo stimolo della crescita, il monitoraggio della circolazione monetaria, il rafforza-

mento del Sistema Bancario ed, infine, l'attuazione delle riforme strutturali. Il noto macroeconomista non ha poi trascurato i rapporti tra i paesi dell'Unione, specialmente quelli tra "core" e "periferici". Ebbene, la diminuzione dei prezzi relativi dei paesi periferici passa anche per un aumento dei prezzi relativi dei paesi core. Volgarmente, se la BCE volesse mantenere l'inflazione media al 2% per la zona Euro nel suo complesso, i paesi core dovrebbero accettare un livello di inflazione superiore favorendo, in quelli periferici, livelli inferiori, fino ad un completo riequilibrio sulla media. Questo almeno quanto può averci insegnato l'aritmetica. Per concludere, quindi, sono ancora molti i nodi da sciogliere ma la traccia è abbastanza definita: adattando un noto motto, o Euro o morte! Ma stando così le cose e vista la portata degli impegni, forse, farle in sei anni diventa il minore dei problemi... Peggio sarebbe doverle fare più rapidamente.

Spending Review

SPARISCE LA CISL DEL SEBINO Da 14 a 8 territoriali entro la primavera, Valcamonica con Brescia

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l via l'iter per la riorganizzazione della Cisl lombarda, che da qui al congresso della prossima primavera porterà ad una riduzione dei suoi

Gigi Petteni

comprensori: da 14 scenderanno a 8, attraverso accorpamenti delle attuali unioni sindacali territoriali. Lo ha deciso il

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comitato esecutivo del sindacato, riunito nella sede regionale di via Vida, delineando la nuova "mappa" dell'azione sul territorio che sarà poi votata e ufficializzata dal consiglio generale del 31 ottobre prossimo. "Lo slancio innovativo è da sempre la caratteristica fondamentale della Cisl sottolinea il segretario generale della Cisl lombarda, Gigi Petteni - Da troppi anni il lavoro, il mercato del lavoro, le forme e i livelli della rappresentanza stanno ridisegnando gli assetti strutturali che fanno riferimento alla nostra azione: non possiamo non tenerne conto". "Più contrattazione, più formazione, più ruolo ai delegati, più proselitismo, più efficienza operativa - aggiunge - sono gli obiettivi di questa profonda fase di riorganizzazione che ci vedrà impegnati nei prossimi mesi. In questa sfida il territorio delle Cisl sarà per noi ancora più centrale".

La nuova geografia della Cisl lombarda, che con circa 800mila iscritti è la prima unione regionale della Cisl, vede scendere da 14 a 8 i comprensori, attraverso l'unione di Bergamo con il Sebino, di Brescia con la Vallecamonica, di Monza con Lecco, di Como con Varese, di Cremona, Lodi e Mantova, di Milano con Legnano-Magenta. Pavia e Sondrio restano da sole. "Unioni territoriali che nascono per aggregazioni condivise e sotto l'ombrello statutario dell'unione regionale - ha sottolineato il segretario generale della Cisl lombarda - E' la straordinaria opportunità di edificare qualcosa di nuovo, semplificando le strutture e aumentando le professionalità e le competenze sul territorio". La riforma organizzativa coinvolgerà nei prossimi mesi anche i servizi e le categorie della Cisl.


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FLASH 12.000.000

Berghem Economy

POLONI, UNA COVER ANCHE PER RENZI DOPO MARONI, UN ALTRO BIG SI RIVOLGE ALLA TIMBRI BERGAMO

Otto ottobre 2012, alla TenarisDalmine di Sabbio viene punzonata la bombola numero 12 milioni. E la società festeggia i dieci anni al NY Stock Exchange

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n vero e proprio marchio. Come il barbaro sognante Bobo Maroni, anche il rottamatore fiorentino Matteo

7 miliardi Sette miliardari a Bergamo: Italmobiliare (4,9 miliardi di euro), Italcementi (4,7), Mediamarket (2,4), Brembo (1,2), Radicifin (1,2), Dalmine (1,17) e Same (1,11 miliardi di euro). Emerge dalla ricerca “Le principali società italiane 2012” Mediobanca.

Renzi si è rivolto alla Timbri Poloni Bergamo per promuovere il proprio merchandising, in particolare la famosa copertina

personalizzata per cellulare i-Phone. Il gadget, che in provincia ha spopolato con i colori dell'Atalanta (ma a Milano c'era la versione con Boateng, eccetera) è piaciuto anche allo sfidante di Bersani nelle primarie del Pd, che ora lo mette in vendita a 9 euro sul suo sito di shopping online (shop.matteorenzi.it) in varie versioni. La cover per smart phone non è l'unico gadget renziano disponibile, tra tazze, magliette, felpe, adesivi, penne, spille e roll up, tutti griffati con lo slogan del tour "Matteo Renzi Adesso" o con "Keep calm and rottama". E lo stesso Renzi, da buon testimonial, si è già mostrato in giro tenendo nelle mani

la custodia pgriffata da Poloni. Per la società (maison?) di via Camozzi, attiva da quarant'anni, si tratta dell'ennesima consacrazione.

«Benessere»

ALCHIMIE DEL GUSTO AL DEVERO HOTEL

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ra una nuova estetica del gusto e il concetto squisito di bellezza attraverso le diverse arti, al Devero Hotel di Cavenago continua il percorso di

incontri organizzata in collaborazione con Spa Emotions. L'ultima serata, presentata

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da Valeria Scaglia il 19 settembre, ha visto susseguirsi i volti delle più svariate figure professionali che hanno in comune la capacità di plasmare la materia e darle forma in una manifestazione di equilibrio che appartiene al "bello". Nel caso dell'orafo Maurizio Fusari la materia è l'oro, nel caso dello chef Enrico Bartolini sono gli ingredienti che insieme compongono un piatto, nel caso di Marta Mondonico è l'uva che si tramuta in vino. Bertolini, chef stellato del ristorante Devero di Cavenago ci ha lasciato la ricetta del piatto con cui ha deliziato gli ospiti della serata. Ricette grandi chef: Risotto alle rape rosse e salsa gorgonzola Ingredienti 320 g di riso carnaroli

100 g purea di rape rosse 100 g burro 80 g grana Brodo vegetale circa 1,2 litri 100 g Gorgonzola dolce 50 g Vino bianco Sale Preparazione Tostare il riso in pochissimo burro. Bagnare con vino e lasciare sfumare. Aggiungere il brodo, il sale e cuocere per circa 11 minuti. Togliere dal fuoco e mantecare con burro, grana, poi la purea molto fredda di rape rosse e se il gusto lo richiede qualche goccia di limone. Quando ben cremoso stendere nel piatto. Sopra il gorgonzola, prima fuso a bagno Maria con poco latte, poi schizzato con l'aiuto di un cucchiaio.


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SEDE DI BERGAMO Via Casalino n. 17 - 24121 Bergamo (BG) Tel. +39 035 211171 - E-mail: sam@sam.it www.sam.it

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Foto Heidi comunicazione Modena Fare banca ai tempi dello spread

AGNELLI A PROFUMO FIDATEVI DELL’INDUSTRIA CONFIMI PARLA DI CREDITO CON IL PRESIDENTE DEL MONTE DEI PASCHI DI SIENA

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n momento di confronto appassionato, un dibattito aperto a diverse prospettive e diversi punti di vista quello che ha caratterizzato l'incontro con il presidente di Banca Monte dei Paschi di Siena, Alessandro Profumo, ospite di Confimi - Confederazione Industrie Manifatturiere Italiane - nell'evento organizzato il 25 ottobre al Baluardo

DA SINISTRA Paolo Agnelli con Antonio Polito e alcune immagini del convegno di Modena

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della Cittadella di Modena. L'incontro, moderato da Antonio Polito, editorialista del Corriere della Sera, ha visto tra i protagonisti Paolo Agnelli (presidente Confimi), Dino Piacentini (presidente Apmi Modena e vice presidente Confimi) e Giovanni Gorzanelli (Apmi Modena). Numerosi i presenti dal mondo istituzionale, bancario e imprenditoriale, segno che il

DA SINISTRA Dino Piacentini Alessandro Profumo Paolo Agnelli e Giovanni Gorzanelli

tema trattato "Il credito ai tempo dello spread. Come e perché è cambiato il rapporto tra banca e impresa" accende gli animi e soprattutto rappresenta una delle priorità nell'agenda e nelle preoc-


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cupazioni del mondo produttivo e non solo. Diversi i temi trattati, a partire da quelli sollevati dall'intervento introduttivo di Piacentini, subito nel vivo dei problemi che le imprese si trovano ad

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affrontare nel rapporto con le istituzioni bancarie, ovvero comprendere quali siano i criteri che regolano l'accesso al credito, e il bisogno di avere una controparte trasparente e disposta al dialo-

go; le difficoltĂ sono infatti molto maggiori per una Pmi che non ha la capacitĂ  contrattuale di una grande azienda. Il presidente Agnelli ha sottolineato come il rapporto fiduciario, imprendi-

Dino Piacentini

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tore - banca territoriale e struttura, che negli anni è stato colonna portante per le piccole e medie imprese italiane, si sia sfarinato in questi ultimi anni esclusivamente a discapito delle aziende e come anche per il sistema bancario non sia ancora scattata un'azione comune con le industrie per salvaguardare la competitività delle nostre imprese, unico elemento su cui intervenire con forza nel nostro Paese. Inoltre Agnelli ha sottolineato l'auspicio che banche e imprese del territorio prendano coscienza di quel ruolo etico e sociale che comunque appartiene nei fatti al sistema economico, fattori che mai come oggi sono emersi in modo cosi eclatante dal dopoguerra. Quanto alla moralità del credito - ha dichiarato - finchè un cliente dovrà pagare commissioni percentuali anche per linee che non utilizza, è difficile aspettarsi un approccio bilaterale ai problemi. Tutti gli interventi dei rappresentanti industriali hanno convenuto sulla necessità di fare formazione accurata per le imprese e di avere trasparenza, disponibilità al dialogo e regole certi per l'accesso al cre-

dito da parte del mondo bancario. Necessità, quella di aprire un dialogo vero e aperto, condivisa da Profumo, che ha convenuto sul fatto che il rapporto fra banca e impresa vada reimpostato; nel tempo ci sarà bisogno di più capitale da parte degli istituti di credito per poter proseguire nell'attività creditizia. Le banche devono salvaguardare la propria redditività in modo da essere appetibili per gli azionisti; l'attività di impiego non è di per sé particolarmente redditizia, serve un nuovo rapporto banca impresa, con relazioni meno frammentate, ma più strette e più trasparenti. C'è poi la questione dell'internazionalizzazione, sollevata da Gorzanelli, che ha sottolineato come oggi le banche con una struttura adeguata per sostenere le imprese all'estero sono davvero poche. Tra i temi toccati, anche il ruolo delle Camere di Commercio e quello dei Confidi, il bisogno diffuso in tutto il Paese di una ridistribuzione del reddito per contrastare il calo dei consumi e degli investimenti. Fondamentale, dal punto di vista di tutti gli intervenuti, la capacità di fare rete da parte delle Pmi.

PRESTARE SOLDI? È UNA NECESSITÀ Tra il tesoro del tempi e la liquidità che circola

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nsoluti, fallimenti, chiusure aziendali, tassi di interesse ai minimi e tutto quanto deriva dall'attuale crisi economica, non possono lasciare indenne nemmeno un mondo tradizionale come quello delle banche. E' chiaro che, in condizioni estreme, prima di concedere fiducia occorre una ponderazione dei rischi più che attenta e chi vigila sul sistema, per primo, richiede ai prestatori di soldi tutta una serie di garanzie, patrimonio, solidità, eccetera. Ma è altrettanto evidente che un blocco del credito equivale a un crudele harakiri prima di tutto per la banca, essendo proprio nell'erogazione la ragion d'essere primaria del settore: altrimenti torneremmo al tesoro nel tempio, all'epoca dei faraoni egizi oppure al medioevo più buio, visto che già i romani avevano capito l'importanza della liquidità (cambiale) in epoca proto-mercantilistica, e il denaro lo facevano circolare alla grande, forse addirittura troppo. Circa le conseguenze di una crisi del credito, e soprattutto intorno alle soluzioni e contromisure per contrastarlo, è in corso un dibattito con punti di vista anche opposti. Ma passando dalla teoria al concretissi-

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mo, oggi una banca per concedere credito chiede un buon portafogli export, punto e stop: ne ha parlato il presidente Profumo (MPS) nell'articolo qui sopra, presentando il concet-

che sono qualcosa di diverso dai numeri. Chi avrebbe fatto credito a Enzo Ferrari detto Drake, ex pilota modenese con il pallino dei motori, valutando il suo portafogli export? E

to come se fosse la verità incarnata, l'ovvietà più banale. Che questo sia un discorso riduttivo, lo sostengono a tutta forza le aziende, secondo cui è invece imprescindibile un approccio etico, sociale, valutando tutta una serie di asset (tangibili e intangibili)

al guru Steve Jobs, chi mai avrebbe concesso fiducia, guardando solo al suo curriculum di studente psichedelico con abbandono precoce del liceo? Un approccio troppo sterile, insomma, equivale all'ingresso in un circolo vizioso.


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Intervista di Carlo Quiri - Foto di Giorgio Chiesa

GURU GORI Giorgio Gori, a destra, con l’avvocato Enrico Felli alla cena del Comitato Bergamo per Renzi

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In copertina

RENZI DA GRANDE GORI IL SUO PROFETA STRATEGA - «MERITO DI MATTEO SE ADESSO UN CANDIDATO DEL PD È IN GRADO DI DIALOGARE ANCHE CON IL NORD CHE PRODUCE INTERROMPENDO IL MONOPOLIO LEGHISTA E BERLUSCONIANO» 17


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La cena del Comitato promotore Bergamo per Renzi alla Marianna in Città Alta fa scattare la fase-due della campagna elettorale per le Primarie: «Primo obbiettivo farci conoscere secondo passo accreditarci sul territorio»

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a cautela è d'obbligo, i sondaggi vanno maneggiati con prudenza e il perimetro stesso dell'elettorato è tutto da interpretare, trattandosi di primarie di partito. Ma la sensazione di essere vicini a qualcosa di grosso c'è ed è forte. Gli sfidanti interni (D'Alema, Veltroni) si sono ritirati; il nemico numero uno (Berlusconi) sta addirittura copiando; e la macchina - meglio, il camper viaggia ai mille all'ora, portando il messaggio di Matteo Renzi là dove nessuno avremmo mai immaginato. Giorgio Gori, una platea di imprenditori bergamaschi che sostiene un candidato del PD: se lo sarebbe mai immaginato? "Io sì, ma era il PD che non ci riusciva. Anzi, a mio avviso la vera novità di Renzi è questa, l'avere interrotto un divorzio ventennale tra la sinistra e il Nord che produce, riuscendo finalmente a incrociare domanda e bisogni di un territorio che era stato

DA SINISTRA Enrico Felli, Marcello Saponaro e Giorgio Gori alla cena del Comitato per Renzi alla Marianna

lasciato a sé stesso, quasi fosse un feudo in appannaggio esclusivo della Lega. Non c'è motivo perché il piccolo imprenditore che lotta ogni giorno per la sua azienda, sia considerato una specie di nemico, un soggetto che va escluso a priori dal discorso politico del Pd" La fase-uno per farsi conoscere, la fase-due per accreditarsi come interlocutori autorevoli: è questo il senso della cena alla Marianna? "Non voglio trascurare nemmeno la necessità di raccogliere fondi. Per questa campagna elettorale non stiamo spendendo soldi pubblici, ma i nostri, cioè quelli che raccogliamo: l'affitto della Fiera Nuova per il comizio di Renzi va pagato, quello della sede di via Palma il Vecchio idem. Comunque sì, ci stiamo anche accreditando sul territorio e abbiamo in programma una serie di appuntamenti tematici sul lavoro e il welfare, i diritti e l'accoglienza, l'innovazione,

la green economy e i nuovi mestieri. Sono argomenti cruciali e ne parleremo con interlocutori qualificati e

L’incontro con Matteo Renzi alla Fiera Nuova di Bergamo Si nota la fans Cristina Parodi

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addetti ai lavori, presentando la nostra visione per rimettere in moto il Paese"

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Nessun renziano alle primarie in Lombardia: conferma? "Confermo e aggiungo che si tratta di

una nostra scelta precisa. Noi non siamo una corrente che deve arrivare alla sfida a ogni costo. Credo sincera-

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mente che abbia poco senso riprodurre su scala lombarda la stessa dinamica nazionale, primo perché qui non ci sono né Renzi, né Bersani, e secondo perché una sfida regionale si gioca su temi necessariamente diversi da quelli del Paese. Chiaramente in politica si insegue la vittoria, ma in questo caso mi sento di dire che ci basta partecipare. Meglio: abbiamo il dovere di partecipare, non quello di esprimere a tutti i costi un nostro candidato di bandiera" Berlusconi che si ritira lanciando le primarie del centrodestra, lascia scettico anche Vittorio Feltri. Lei che conosce il Cavaliere, questa volta gli crede? "A questo punto diventa difficile anche per uno come Berlusconi fare un passo indietro. Ma il messaggio che ho colto io è diverso: non centra la sincerità o meno di Berlusconi, qui è tutto un modo di fare politica che ormai non ha più ragione di esistere, e se ne sta accorgendo suo malgrado. Lo chiamano partito-azienda, il Pdl è considerato un'emanazione personale dell'ex premier, ma se persino il centrodestra sente l'esigenza di andare alle primarie, allora io annovero anche questo tra i grandi successi di

Matteo Renzi, dopo l'uscita di scena di D'Alema e Veltroni. E' segno che finalmente la politica ha scelto di abbandonare il criterio dell'autoreferenzialità, per selezionare invece la classe dirigente attraverso meccanismi democratici come quelli delle primarie. Ripeto, che lo faccia anche il centrodestra è per me come una vittoria" Teme di più Beppe Grillo o la Lega Nord? Oppure sono uguali? Grillo è una Lega Nord senza confini territoriali ristretti, nel senso che anche lui riempie un vuoto politico, però a tutte le latitudini. In stagioni diverse, entrambi hanno avuto questo ruolo, quindi si può dire anche che in alcune zone il Movimento 5 Stelle raccolga l'eredità del Carroccio: è un discorso che può valere per Bergamo. Dovendo fare una battuta, direi che gli italiani vogliono mettere a dieta la politica, e questo ingrassa Beppe Grillo. Però gli italiani vogliono anche rimettere in moto il paese, oltre che protestare contro i politici, e qui stanno sia i limiti dei grillini, sia i meriti di Matteo Renzi, capace di lanciare un messaggio positivo".

PRIMARIE ISTRUZIONI PER L'USO Servono due euro, registrazione anche online

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uperato lo scoglio degli elenchi pubblici (non lo saranno) e quello della registrazione (sarà possibile anche online) ecco le regole per votare alla primarie del PD. Due cose da tener presenti: 1) chi si registrerà sul web, dovrà comunque poi recarsi all'ufficio elettorale territoriale delle primarie, nella zona in cui vota, per pagare il contributo di due euro e per ritirare il certificato; 2) la materia elettorale è fluida e potrebbero spuntare ulteriori novità. Quando si vota. Domenica 25 novembre, dalle 8 alle 20. L'eventuale secondo turno si svolge domenica 2 dicembre, stessi orari. Chi può votare. Tutti gli elettori over 18 al 25 novembre che sottoscrivono il pubblico Appello di sostegno della Coalizione di centro sinistra "Italia Bene Comune" e dichiarano di riconoscersi nella sua Carta d'intenti; i cittadini dell'Unione europea residenti in Italia e i cittadini di altri Paesi in possesso di regolare permesso di soggiorno e di carta di identità L'iscrizione all'albo. Ci si dovrà iscrivere dal 4 al 25 novembre versando un contributo di almeno due euro. Eventuali eccedenze di denaro, rispetto

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alle spese sostenute per lo svolgimento delle primarie, saranno devolute al fondo per la campagna elettorale politica della Coalizione di centro sinistra "Italia Bene Comune". A quel punto si riceverà un Certificato di elettore della Coalizione di centro sinistra. Come si vota. Occorre esibire al seggio un documento di identità, la tessera

elettorale e il Certificato di elettore della Coalizione di centro sinistra "Italia Bene Comune". Ogni elettore può votare solo nel seggio che include la propria sezione elettorale esprimendo un'unica preferenza in corrispondenza del candidato prescelto. Non sono ammessi al voto per le primarie coloro che non

abbiano sottoscritto il pubblico Appello e la Carta di intenti della Coalizione di centro sinistra "Italia Bene Comune" o coloro che svolgano attività politica in contrasto con la Coalizione di centro sinistra "Italia Bene Comune I seggi. Vengono insediati sabato 24 novembre alle 18 oppure domenica 25 alle 7. Restano aperti domenica 25 (e in caso di ballottaggio il 2 dicembre) dalle 8 alle 20. Sono composti da un presidente e due scrutatori assicurando nel seggio una reale pluralità di presenze politiche. Ciascun candidato potrà designare rappresentanti di lista. Il ballottaggio. Qualora nessuno dei candidati abbia raggiunto il 50% più uno dei voti validi, viene fissato per il 2 dicembre il ballottaggio fra i due candidati più votati. Potranno parteciparvi anche coloro che dichiarino di essersi trovati, per cause indipendenti dalla loro volontà, nell'impossibilità, di registrarsi all'Albo degli elettori entro il 25 novembre, e che, attenzione, nei giorni precedenti, cioè tra il 27 novembre e il 1º dicembre, si iscrivano all'Albo degli elettori. Al secondo turno è proclamato eletto il candidato che ha ottenuto il maggior numero dei voti validamente espressi.


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Foto di Andrea Offredi

Rivolta alla Sanpellegrino

LA SFIDA DELLA PAURA

TRA RUSPINO E L’ACQUA VERA (PADOVA) IL TRASLOCO A SAN GIORGIO IN BOSCO DELLA LINEA PER BIBITE IN LATTINE SCATENA SCIOPERI IN VAL BREMBANA. POI LA PROTESTA RIENTRA MA RIMANE IL MALESSERE DI TUTTA UNA VALLE

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otrebbe essere definita una guerra tra poveri quella che, almeno mediaticamente, ha contrapposto per settimane gli operai della Sanpellegrino bergamaschi e padovani. Perché a Ruspino il

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trasloco delle lattine a San Giorgio in Bosco (7 milioni di euro gli investimenti previsti) non è andato giù. La svizzera Nestlé, a cui fa capo l'azienda che produce aranciate Sanpellegrino, ha deciso puntare sulla fab-

brica veneta, piuttosto che in quella bergamasca, che riceverà "solamente" 3 milioni di euro per un ammodernamento tecnologico. La decisione della Nestlé non voleva essere una "discriminazione" per gli operai


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bergamaschi, ma solo evitare la cassa integrazione per quelli di San Giorgio in Bosco. Infatti, mentre il marchio Sanpellegrino non ha risentito della crisi, i prodotti dello stabilimento di Padova, come l'acqua Vera e la Recoaro, hanno incontrato numerose difficoltà. Ovviamente a Ruspino la vedono diversamente. Il marchio Limpia è partito dalla Val Brembana nel 2000, le bibite da 1,5 litri sono uscite di produzione nel 2006 e più recentemente è toccato al Sanbitter, spostato sul polo Recoaro. "Se continua questa politica, tra 10 anni avremo 150 esuberi", afferma un delegato della RSU. Così, per giorni, i 400 addetti dello stabilimento Sanpellegrino in Val Brembana hanno scioperato contro il piano aziendale, rientrando nei ranghi soprattutto grazie all’opera di mediazione del sindaco e diplomatico Vittorio Milesi. CRISI DI CERTEZZE - Una linea dura quella scelta dalle RSU dello stabilimento bergamasco, che affonda le sue radici non tanto sul concetto ideologico del "Made in San

Pellegrino Terme" - vale a dire sulla volontà d'imbottigliare l'acqua dove sgorga e non altrove - ma sulla crescente paura di una delocalizzazione che ha già messo in ginocchio tutta le aziende della Val Brembana. Quest'ultima ha subito e continua a subire un costante impoverimento delle sue risorse, da tutti i punti di vista. La crisi congiunturale ha investito l'Italia e il mondo, scatenando effetti ancora maggiori nella Valle, esposta già per la sua conformazione a difficoltà strutturali. La continua erosione delle realtà lavorative ed il conseguente impoverimento dell'economia sta infatti comportando sempre più il rischio concreto di spopolamento. L'unico argine a questa deriva è stato fornito dall'istituzione della famiglia e dalla dimensione comunitaria delle realtà presenti. Ecco dunque che suonano come un monito allarmante le parole di Massimo Bitoncini, capogruppo della Lega Nord in Commissione bilancio alla Camera e segretario della sezione padovana del partito, che per quanto sconosciuto al pubblico bergamasco inquadra il problema. "La crisi economica e l'incapacità dello stato centrale di dare risposte ai cittadini e ai lavoratori sta favorendo la disgre-

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gazione delle formazioni politiche e sindacali tradizionali, oltre al senso di solidarietà fra popoli vicini. Gli operai dello stabilimento San Pellegrino di Ruspino hanno iniziato un braccio di ferro con la multinazionale proprietaria

del marchio, spiazzando anche i propri rappresentanti sindacali. Non accettano che gli investimenti della proprietà siano dirottati verso un'altra area produttiva, che dista peraltro solo 200 km: eppure l'obiettivo di Nestlè, marchio che controlla San Pellegrino, non è quello di delocalizzare in Serbia o in Romania, ma semplicemente di ammodernare impianti già esistenti". LA MEDIAZIONE - Risolverebbe la crisi siriana, il sindaco Vittorio Milesi? Chissà. Di sicuro, il suo inter-

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vento ha calmato le acque agitatissime della Sanpellegrino, dove le assemblee dei lavoratori avevano in pratica stoppato il dialogo tra sindacati e azienda, riportando in primo piano i timori delle persone e delle famiglie. Dopo l'incontro in municipio, superando le prime spaccature all'interno della stessa RSU, l'amministratore delegato della Sanpellegrino ha fornito una serie di garanzie per iscritto, i lavoratori di Ruspino le hanno prese per buone a maggioranza, in assemblea, e lo strappo si è ricucito per l'ennesima volta. Ma sicuramente non sarà l'ultima. LO SCACCHIERE - Nel corso degli incontri l'azienda ha poi tenuto a ribadire che lo stabilimento di San Pellegrino Terme riveste un ruolo strategico e di primaria importanza all'interno delle politiche aziendali. Una posizione confermata sia dai recenti investimenti effettuati - pari a venti milioni di euro per la realizzazione di due nuove linee per l'acqua minerale in formato PET - sia dall'ulteriore impegno, confermato dal management aziendale, di stanziare tre milioni di

euro aggiuntivi ai 4 milioni già investiti per completare l'upgrading tecnologico della linea bibite in lattina di San Pellegrino Terme, l'unica destinata a produrre l'esclusivo formato per il mercato degli Stati Uniti. Ad ulteriore dimostrazione della centralità del sito bergamasco, le 58 assunzioni a tempo indeterminato effettuate dall'azienda negli ultimi 2 anni. Il piano di sviluppo industriale, oggi osteggiato dalla paura, farebbe fronte ai crescenti volumi richiesti dal mercato permettendo al Gruppo di cogliere opportunità di sviluppo a beneficio non solo del marchio Sanpellegrino, ma anche di altri brand aziendali. Attraverso gli investimenti proposti l'azienda vorrebbe cogliere un'importante opportunità di sviluppo definita necessaria, "affinché l'intera produzione di bibite possa anche in futuro essere mantenuta in Italia, evitando che la produzione venga localizzata direttamente nei Paesi "di sbocco" commerciale, affidandosi ad aziende locali che produrrebbero a marchio Sanpellegrino". Una partita, dunque, del tutto aperta e che non contrappone Bergamo a Padova, ma la paura di una Valle alle regole del mercato globale.


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La classifica dei migliori aeroporti dove dormire: 1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 8° 9° 10°

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SINGAPORE SEUL INCHEON HONG KONG AMSTERDAM KUALA LUMPUR HELSINKI VANCOUVER MONACO ZURIGO TORONTO

La classifica dei peggiori aeroporti europei dove dormire: 1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 8° 9° 10°

ROMA FIUMICINO PARIGI BEAUVAIS FRANCOFORTE HAHN LONDRA LUTON BERGAMO ORIO AL SERIO PISA MILANO MALPENSA BERLINO TEGEL PARIGI ORLY GENOVA


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Aeroporto & dintorni

SOGNI D’ORO? NEMMENO PER I PASSEGGERI DI ORIO

LA CLASSIFICA - DALLA RICERCA DEL SITO INTERNAZIONALE SLEEPING AIRPORTS L'ULTERIORE CONFERMA DI UN AEROPORTO DOVE SI DORME POCO (E SI VIAGGIA MOLTO) di Livio Casanova

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gni volta che si legge di Orio al Serio e dello scalo bergamasco un luogo comune è il numero non può e (per chi scrive) non deve mancare, l'ultimo dato sul traffico passeggeri. Lo scriviamo subito: nei primi otto mesi del 2012 sono stati superati i 6 milioni di passeggeri, con un aumento del 7% rispetto allo stesso periodo del 2011, che posiziona lo scalo bergamasco al 4° posto a livello nazionale. Ci siamo subito tolti il pensiero per poter scrivere di altro. Lasciando perdere i dati ufficiali è stata stilata una classifica degli aeroporti che pesca dal sentiment popolare, dai passeggeri che transitano dal nostro scalo e la graduatoria finale è definita dai lettori-viaggiatori. A livello europeo lo scalo orobico si piazza al quinto posto. Un ottimo risultato si potrebbe pensare ma, dalla sesta in poi, sarebbero state tutte posizioni migliori. A certificarlo, ogni anno, sono gli utenti di Sleeping in Airports (in italiano, Dormire negli Aeroporti), il sito fondato nel '96 da Donna McSherry, un'ex agente di viaggi canadese che ha pensato di raccogliere le testimonianze e i consigli provenienti dai viaggiatori di tutto il mondo. Il sito

americano (www.sleepingairpot.net), vanta il primato di unica guida ai migliori e peggiori aeroporti del mondo ma non dal punto di vista dei servizi e della puntualità. I criteri tenuti in considerazione sono la comodità delle poltrone, la possibilità di dormire nello scalo e la pulizia. E per questo non tutti gli scali sono uguali. Secondo Donna McSherry

"dormire negli aeroporti non è più un'usanza riservata ai giovani che vogliono risparmiare un po' di soldi. Persone di tutte le età e status sociale possono trovarsi a dover dormire sui pavimenti degli aeroporti di tutto il mondo, a causa di un ritardo aereo o in attesa di prendere un secondo volo, o anche volontariamente per risparmiare soldi". Ma quali sono stati i motivi che hanno relegato lo scalo orobico, asset strategico per il territorio (considerazione che a forza di essere ripetuta è diventato un altro luogo comune) al quinto posto? Sulla pagina del portale riservata a "Bergamo: Orio al Serio International" ci sono i commenti dei viaggiatori che lo scorso settembre hanno raccontato della notte trascorsa a Orio al Serio. "Devi essere veloce - si legge (in inglese) - per trovare buoni posti per dormire. A mezzanotte tutti gli spazi erano occupati. La gente ha iniziato a dormire sdraiandosi sul pavimento freddo. Siamo stati fortunati perché noi abbiamo avuto un posto a sedere doppio. E' davvero un aeroporto freddo! E davvero sporco, come pure i gabinetti erano terribili". E anche qualche consiglio: "Prendete con voi qualcosa per coprirvi e possono venire utili anche tappi per le orecchie. Questo è un pessimo aeroporto". E poi ancora "Perché? Bergamo è un aeroporto molto essenziale, senza fronzoli. Le persone che ne fanno uso non hanno grandi aspettative. Di notte, il piccolo aeroporto è affollato di traversine in attesa dei voli del mattino. Grazie alle sue dimensioni le traverse vengono spostate per tutta la notte

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per facilitare il lavoro della squadra di pulizia. Quindi, non aspettatevi di ottenere molto se intendete dormire qui. Non è possibile dormire viaggiatori perché il terminale ha pochi posti a sedere". Gli scali vengono raggruppati in sei regioni: Europa, Nord America, America centrale e del Sud e area caraibica, Medio Oriente, Africa e Asia. Fortunati i viaggiatori che nelle prossime vacanze natalizie, se proprio costretti, dovranno rassegnarsi a dormire tra un volo e l'altro a Singapore, Honk Kong,, Seul, Kuala Lumpur o Amsterdam. Sono questi i cinque migliori aeroporti del 2012 dove passare la notte. Curiosi di conoscere come si sono classificati gli aeroporti italiani? Per saperlo bisogna accedere ad un'altra pagina. Quella dei peggiori aeroporti del mondo. Mentre sul podio

svetta Roma Fiumicino, seguito da Paris Beauvais da Frankfurt Hahn, da London Luton, al quinto posto incontriamo Bergamo Orio al Serio tra i peggiori scali europei dove cercare di riposare in attesa della coincidenza o della ripresa. Peggio dello scalo orobico, anche solo per il pisolino di una notte, ci sono Pisa, Milano Malpensa e Genova e se poi l'attesa dovesse protrarsi per qualche giorno, il consiglio è trascorrere le notti in aeroporto guardando il film "The Terminal" con Tom Hanks. Non resta che augurare sogni d'oro, non solo a coloro che giocoforza sono costretti a dormire ad Orio al Serio ma anche a coloro (penso al Comitato Aeroporto Bergamo) sono costretto a notti insonni e contano le pecore per addormentarsi. Pardon, contano gli aerei che decollano e atterrano.

COLOGNOLA DENUNCIA IL RUMORE Firmano in 1.509 l'esposto per chiedere il rispetto delle norme ambientali

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ul tavolo del procuratore della Repubblica è finito l'esposto presentato dal legale dell'associazione "Colognola per il futuro" che si batte per il contenimento dei livelli di inquinamento atmosferico ed acustico derivante dal traffico veicolare ed aeroportuale, corredato da tutte le leggi e i riferimenti normativi che riguardano la materia e corredato da 1509 firme. In dieci giorni più di mille e cinquecento residenti hanno sottoscritto il documento che elenca, punto per

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punto, i problemi causati dal traffico aeroportuale per valutarne eventuali reati, omissioni e controlli. "Il Caravaggio spiega Silvia Arzuffi, presidente dell'associazione - opera a soli tre chilometri in linea d'aria dal centro della città e a meno di un chilometro da alcuni paesi e popolosi quartieri cittadini. La sua compatibilità ambientale è stata concessa sulla base di previsioni che contemplavano un impatto ambientale molto meno invasivo sugli intorni aeroportuali". Il

decreto interministeriale di V.I.A. di cui sono parti integranti e sostanziali una delibera regionale, il piano di sviluppo aeroportuale e gli studi di impatto ambientale aveva autorizzato lo sviluppo di Orio al Serio a condizioni che fossero rispettate precise prescrizioni e raccomandazioni, "noi chiediamo se c'è stata la corretta osservanza delle norme contenute sia nel Via che nella delibera regionale". Tra i punti richiamati nell'esposto c'è il numero dei movimenti aerei e delle unità di traffico (passeggeri+merci) che secondo l'associazione non vengono rispettati. Le previsioni del Piano per Orio al 2015 certificano in 6 mila (6.174.650 per la precisione) il numero massimo di unità di traffico compatibili con la tutela della salute dei cittadini. "I dati di Assaeroporti al 31 dicembre 2011 - continua Arzuffi - hanno registrato 9.545.508 unità di traffico totali. Un aumento del 55% rispetto a quanto previsto. Il limite massimo di 68.570 movimenti annui è stato già superato dal momento che Assaeroporti nel 2011 ha rilevato 71.514 movimenti effettivi". Dubbi, infine, vengono sollevati anche per quanto riguarda il Piano di Zonizzazione acustica (acronimo PdZ) che definisce i limiti di livello sonoro generato da strade, ferrovie, aeroporti.


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di Livio Casanova

Quote rosa

ANNA ZILIANI AVANTI TUTTA «BEST MARINE WOMAN OF THE YEAR» PER L'IMPRENDITRICE NAUTICA

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ietro ad un grande uomo c'è sempre una grande donna. Il detto popolare non è mai stato così appropriato come nel caso di Anna Ziliani Scarani (nella foto a sinistra) della Rio Yachts di

Chiuduno che, al salone nautico di Genova, ha vinto il "BMWY 2012" ( The best marine woman of the year), un riconoscimento "al femminile" nato per valorizzare il ruolo essenziale ricoperto dalle donne che lavorano

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nella nautica. Il grande uomo è stato il marito Luigi Scarani (scomparso nel 2011) che agli inizi degli anni '60 decide di fondare con lei la Avionautica Rio poi Rio, azienda che costruisce barche e alianti sul lago d'Iseo (dopo pochi anni entrerà a farne parte anche il fratello di Luigi, Carlo). Lasciati presto gli alianti, il core business diventano le barche. I coniugi Scarani possono essere paragonati ad Henry Ford, come lui veri e propri precursori. Persone che anticipano i tempi. Come le auto pratiche e accessibili di Ford, così Luigi e Anna Scarani hanno creato barche alla portata di tutti. Nel 1970, quando ancora si costruivano barche in legno e in Italia si chiudeva la stagione della "dolce vita", nei cantieri Rio veniva coniato lo slogan "la barca per tutti". Si iniziano a "stampare" le barche: due gusci stampati, riempiti di poliuretano espanso a cellula chiusa e la barca è pronta. Inaffondabile e dal costo accessibile, facile da costruire e con una manutenzione ridotta. E'

più di un'innovazione, si tratta di un'autentica rivoluzione che ha aperto a decine di migliaia di aspiranti marinai le vie del mare. Come non ricordare poi l'applicazione sulle barche dei motori a idrogetto, esperienza condotta in sintonia con la Piaggio di Pontedera. E il tettuccio scorrevole? Il Rio 12,90 esce nel '92 e inventa l'hard top quando ancora non si conosceva il termine inglese. Anche sul fronte dei finanziamenti Rio, sempre agli inizi degli anni '90, porta nella nautica il "Credito al Consumo" (formula già collaudata per l'acquisto di automobili). Figura unica quella Anna Ziliani Scarani, "imprenditrice - recita la motivazione del premio - che ha saputo diffondere l'amore per il mare e lo stile italiano, permettendo alle sue imbarcazioni di essere ammirate da neofiti e apprezzate da veri intenditori. Oggi Anna Scarani continua a dedicare la sua vita a chi preferisce il mare e la nautica d'altura".


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di Livio Casanova Comunità delle botteghe

CITTÀ (AD) ALTA ACCESSIBILITÀ DOPO IL CLAMORE MEDIATICO SOLLEVATO DALLA QUESTIONE ZTL LA COMUNITÀ DELLE BOTTEGHE PER TUTELARE L'IMMAGINE DI CITTÀ ALTA CHIEDE CHE SIA PIÙ FACILMENTE RAGGIUNGIBILE E APRE UN NUOVO PORTALE (BERGAMOALTA.COM)

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ittà Alta è aperta, chiuso è solo il centro storico in senso stretto": i commercianti di Città Alta si compattano, fanno fronte comune e suonano la carica contro lo spauracchio psicologico dei varchi Ztl, le telecamere che controllano gli accessi di Porta San Giacomo, via Osmano, via Fara, via San Lorenzo (varco inattivo sino al 2014), via Boccola e via Santa Grata. "Città Alta non ha mai chiuso. E' un luogo esclusivo ma aperto e sempre lo sarà". La precisazione viene da Renzo Casati, presidente della Comunità delle Botteghe che riunisce buona parte dei commercianti di Città Alta (curiosità: la metà di loro è anche residente), dopo il clamore mediatico sollevato dai giornali e i problemi sorti in termini di viabilità. Un esempio? "Si è diffusa l'idea che il viale delle Mura sia già Ztl e non si possa più accedere ai parcheggi in piazza Mercato del Fieno, Colle Aperto e sulle Mura ma le limitazioni in vigore riguarda-

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no solo il centro storico". Ad una cattiva informazione si sono aggiunti anche problemi legati alla cartellonistica perché "al bivio tra il viale delle Mura e via San

Renzo Casati

Lorenzo c'è già una segnalazione della Ztl attivata. L'accesso alla via è consentito, per raggiungere il parcheggio in piazza Mercato del Fieno. La gente però si con-

fonde e, per paura di prendere la multa, non sale". A farne le spese, più che i commercianti, è l'immagine stessa della città. Le telecamere di videosorveglianza attivate dal Comune si sono accese il 23 aprile scorso ma precisa il presidente "il divieto di accesso alle zone a traffico limitato non è una novità perché esiste da anni. E' in vigore dagli anni '80 . Adesso, di nuovo, c'è solo un sistema che individua i trasgressori". Quando si parla di fasce orarie e divieti, di


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domeniche e giorni infrasettimanali si pensa all'effetto liberalizzazioni sugli orari e sui giorni di apertura dei negozi in Bergamasca e al caso delle aperture straordinarie dei moderni agglomerati commerciali. "Non si può fare un confronto in questi termini perché Città Alta non è un centro commerciale a cielo aperto ma è una comunità di persone, di botteghe, di artigiani che condividono problemi, difficoltà, dolori. Abbiamo dovuto affrontare cambia-

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menti storici con persone che sono andate via negli anni '70 perché nei nuovi quartieri di Monterosso, Loreto e Celadina entravano in appartamenti decorosi, con un bagno di loro proprietà. Calando gli abitanti, piano piano è diminuito anche il numero dei negozi, alcuni generi addirittura scomparendo: non c'è più un calzolaio né una lavasecco". Prima di Renzo Casati, la figura storica della Comunità delle Botteghe, associazione nata nel 1979 per

promuovere le attività di Città Alta e ufficializzata con uno statuto notarile del 1997, è stato Domenico Lucchetti (chiamato familiarmente "Checo"). Si deve a lui la prima illuminazione natalizia di Bergamo Alta e alla Comunità delle Botteghe il riconoscimento, nel 1984, dello statuto di centro turistico con apertura domenicale. Nelle fotografie di Lucchetti c'è tutta la passione per Città Alta sintetizzata in un suo profilo pubblicato da "La Rivista di Bergamo"

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qualche anno fa: "Altra cosa è andarci (in Città Alta), e altro è viverci, o meglio esserci nato, perché allora la "città" non è più espressione di un luogo e dei suoi abitanti, se vogliamo, ma è un impasto di vita, di memoria, di storia, di conoscenza". "Ecco perché - continua Casati - il confronto con le gallerie commerciali non va fatto in termini di orari, ma di accessibilità. Città Alta è uno splendido esempio di centro storico mantenutosi praticamente inalterato nel tempo. Ma tanto è bella quanto è difficile da raggiungere. Per rivalutare alcune zone e in generale tutelarne la conservazione è necessario, prima di tutto, che sia accessibile. Non basta decidere di chiuderla ai non residenti, bisogna renderla raggiungibile e accessibile anche senza auto Anzi, dovrebbe essere una zona a bassa densità di veicoli ma ad alta accessibilità". Oltre agli orari di chiusura al traffico del centro storico che scoraggiano le famiglie a varcare le

Comune di Bergamo Gianfranco Ceci, e i commercianti storici. "E' stata accolta spiega il presidente della Comunità delle Botteghe - la proposta di un ampliamento dell'orario per il carico e lo scarico della merce dalle 7 alle 10. Rimane il problema degli accessi e dei parcheggi destinati ai dipendenti di bar, hotel e ristoranti e negozi". Un altro risultato ottenuto dai commercianti riguarda la sosta lungo il viale delle Mura raddoppiata da una a due ore, in attesa dell'effettiva applicazione attraverso l'adeguamento dei parcometri. "Dopo aver accolto le richieste sui parcheggi dei residenti e le fasce di carico e scarico, stiamo studiando una soluzione per rispondere ai bisogni dei lavoratori al servizio delle attività commerciali di Città Alta" è stato l'impegno preso dallo stesso Gianfranco Ceci. Con il provvedimento per consentire l'accesso delle auto elettriche nella Ztl l'amministrazione pubblica starebbe valutando

mura di Città Alta c'è anche la carenza cronica di posti auto, al contrario di supermercati, ipermercati o centri commerciali con tanto di maxi parcheggio gratuito, coperto e scale mobili. Alcune risposte, nell'immediato, per venire incontro a chi oggi gira a vuoto per cercare uno spazio per parcheggiare sono il frutto del dialogo e della collaborazione tra amministrazione pubblica, nella persona del vicesindaco e assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità del

anche la possibilità di lasciare in sosta l'autovettura per due o tre ore in piazza della Cittadella così da permettere gli acquisti di vicinato nel centro storico ai residenti dei Colli. Sempre in tema di parcheggi un'altra soluzione potrebbe essere il posteggio di Via Baioni, inserito nell'intervento ex Migliavacca, che dovrebbe diventare punto d'attestamento per la risalita verso Città Alta. Sono state acquisite le aree ma prima che si vedano i 300 posti passerà degli anni

rispetto alla scadenza programmata, il 2014. "Città Alta è un gioiello così come è - continua Casati - , con le sue chiese, i suoi palazzi antichi, i suoi vicoli. Le mura, il centro storico e i colli offrono un paesaggio cittadino che non ha uguali, non solo in Lombardia. La consuetudine con la nostra città non ci deve far dimenticare di Via Gombito, dove è possibile vedere la Fontana di San Pancrazio e la torre di pietra più alta di Bergamo. In Piazza Vecchia si può ammirare la bellezza di quella che il grande architetto Le Courbosier definì "la più bella piazza d'Europa", il Palazzo della Biblioteca Civica "Angelo Mai" e, di fronte, il magnifico Palazzo della Ragione. Attraversando i portici del Palazzo della Ragione si trova la piazzetta del Duomo, dove sorge la Basilica di S. Maria Maggiore, la mirabile Cappella Colleoni, il Battistero, la Curia e l'episcopato. Sono tantissime le bellezze artistiche che non ho citato ma che meriterebbero una citazione e dire che c'è l'imbarazzo della scelta non è una frase fatta. Ma ai bergamaschi e agli stranieri, però, bisogna trasmettere anche l'immagine di un angolo di Bergamo facilmente fruibile". Se prima il passaparola si manifestava solo tra amici e parenti ancora oggi è il principale strumento di informazione e, grazie ai social network, è aumentata esponenzialmente la sua portata. Esiste un forum su tripadvisor, il portale che raccoglie recensioni su soggiorni hotel, destinazione turistiche, con un intestazione tanto tele-grammatica quanto spiacevole: "Visitare Città Alta Bergamo SCONSIGLIATO". Con il suggerimento finale scritto in maiuscolo. Fortunatamente, scorrendo i commenti, pochi sono quelli critici e prevalgono le note positive. Anche la Comunità delle Botteghe, sfruttando le potenzialità della rete sta aprendo un sito: www.bergamoalta.com. Un portale che, oltre a raccogliere volti e storie dei commercianti del centro storico dia più visibilità a Città Alta, con un calendario di iniziative e manifestazioni, con i monumenti più rappresentativi e gli angoli più caratteristici del centro storico, con i suggerimenti e i consigli utili su come raggiungerla, muoversi e cosa visitare. Per i bergamaschi e per i turisti, proprio in termini di accessibilità, è stata lanciata l'idea di rendere il servizio internet wi-fi accessibile e gratuito in ogni zona di Città Alta semplicemente autenticandosi. Wi-fi gratis da Porta Sant'Agostino a Porta Sant'Alessandro, da Porta San Lorenzo a Porta San Giacomo.


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Dragone sul Sebino

PECHINO DÀ CREDITO ALLA RIVA DI SARNICO NUOVA LINEA CON INDUSTRIAL AND COMMERCIAL BANK OF CHINA

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n salde mani cinesi dal gennaio scorso, i cantieri Riva di Sarnico trovano ossigeno proprio a Pechino. La casa madre Ferretti annuncia infatti di aver siglato una lettera di intenti con Industrial and Commercial Bank of China (ICBC), primo istituto di credito cinese e banca numero uno al mondo per capitalizzazione di Borsa. L'accordo, oltre a garantire al gruppo nautico un supporto finanziario, prevede l'avvio di una partnership che consentirà a tutti i clienti di barche di potersi avvalere della garanzia di ICBC nel processo di acquisto di una nuova imbarcazione. L'accordo, primo nel suo genere nel settore nautico fra una società

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italiana e una banca cinese, segue alla scelta di allearsi con il nuovo azionista di maggioranza Weichai Group, tra i principali investitori esteri in Italia. ICBC ha già erogato al Gruppo Ferretti linee di credito per oltre 200 milioni di euro. L'accordo appena siglato va dunque nella direzione di garantire ulteriormente e sistematicamente la crescita del Gruppo che, grazie alla ritrovata solidità patrimoniale e al supporto di Weichai, può confermare i propri progetti di espansione a livello globale. I cantieri di Sarnico sono impegnati a Genova per celebrare il brand Riva e il suo 170° anniversario tramite alcune imbarcazioni diventate delle icone per la

nautica italiana: il Lancetta, uno dei primi modelli progettati negli anni '50 da Carlo Riva; il Sebino, risalente al 1954, il primo motoscafo entrobordo Riva appositamente realizzato per la produzione in serie, l'Ariston, il runboat consacrato dal film "Mambo", sul quale sfrecciavano Silvana Mangano e Vittorio Gassman. Non poteva mancare Aquarama, il leggendario motoscafo creato nel 1962 ed esposto in due esemplari. A rendere ancora più esclusiva la rassegna il Mochi Craft Waichihi, uno scafo in legno del 1962 del brand Mochi Craft, e un modellino del M/Y CRN "F100", maxiyacht di 33 metri della famiglia Agnelli, realizzato nel 1983 .


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Largo Belotti

SISTEMA TURISMO CON LA CCIAA DISCOVER LOMBARDY, A BERGAMO IL WORKSHOP PER GLI OPERATORI DEL SETTORE GRAZIE ALL'AZIONE CONCERTATA DI REGIONE LOMBARDIA, UNIONCAMERE LOMBARDIA E CCIAA

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el quadro congiunturale internazionale, la Camera di Commercio ha destinato significative risorse per sostenere l'internazionalizzazione e, attraverso il proprio Servizio Promozione Estero, ha fornito servizi reali alle imprese attraverso azioni formative, informative, od organizzative out (organizzazione di missioni economiche all'estero, fiere) ed in (accoglimento di delegazioni istituzionali e/o imprenditoriali straniere).

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Un'azione importante la Camera la gioca anche nel promuovere nel mondo le ricchezze del territorio provinciale e regionale con le sue eccellenze e ricchezze artistiche oltre che economiche puntando alla valorizzazione del comparto turistico e dei suoi operatori. Se si pensa ad una regione italiana conosciuta nel mondo per la finanza, lo sviluppo e l'innovazione, è immediato il richiamo alla Lombardia. In questa regione l'eccellenza è di

casa: dalla ricerca, alla tecnologia, al design, in ogni campo legato al progresso, allo sviluppo e all'innovazione. La Lombardia è il luogo dove arte, natura, sport, enogastronomia ed eventi - il festival della letteratura di Mantova, Bergamo Scienza, Bergamo Film Meeting, le rappresentazioni teatrali della Scala, tanto per citare le più note - si fondono per far vivere al turista grandi emozioni da fissare in un'esperienza dal ricordo indelebile. Si tratta di una terra da vivere attivamente grazie ad una ricca offerta adatta a tutte le età ed a tutti i gusti. Sulle nostre splendide montagne (dalle cime bresciane, lecchesi, comasche, varesine alla Valtellina attraverso le Orobie bergamasche), gli sciatori hanno l'opportunità di praticare tutti gli sport invernali e vivere l'emozione dei grandi campioni sulle piste da competizione; montagne che d'estate mostrano una natura fatta di paesaggi mozzafiato, fitti boschi, baite e rifugi dove praticare ogni tipo di attività all'aria aperta. La pianura lombarda, attraversata dal Po e dagli altri grandi fiumi, offre, invece, una originale proposta di itinerari di navigazione turistica e di percorsi ciclopedonali, alla scoperta di borghi e città d'arte, centri termali, paesaggi rurali dal fascino antico. Fra le tante meraviglie lombarde un posto di rilievo spetta a Milano, capitale finanziaria e degli affari, del design, della moda e dello shopping ma tutto il territorio lombardo può assicurare per tutto l'anno un'offerta culturale distribuita nelle incantevoli e storiche piazze, chiese, castelli, musei, ville e palazzi unici al mondo, nei quali


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ammirare capolavori d'arte tra cui Mantegna nel Palazzo Ducale di Mantova; il Duomo ed il Cenacolo Vinciano a Milano; i mosaici romani di S. Giulia a Brescia; le robuste mura venete di Città Alta ed il tripudio di decorazioni della Basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo; gli archi, pinnacoli e le gallerie della Certosa di Pavia; gli affreschi dell'eremo di Santa Caterina del Sassoballaro; la magnificenza del rosone del Duomo di Monza; il ciclo di affreschi della basilica di Sant'Abbondio a Como. E ci fermiamo qui per non rischiare di compilare una lunga forse interminabile lista di gioielli d'arte. L'aria che si respira in Lombardia sembra di per sÊ essere impregnata d'arte, di cultura, valorizzata anche dalla sua offerta ricettiva di assoluta eccellenza arricchita dai suoi circuiti internazionali di fiere e congressi. Non c'è area della Lombardia che non presenti attrattive culturali: dalle architetture liberty alle chiese, ai paesaggi unici che non a caso ren-

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dono la Lombardia una delle regioni con il maggior numero di siti riconosciuti dall'UNESCO. Alle grandi realizzazioni architettoniche si accompagnano prodotti di altissima qualità che spaziano dall'enogastronomia al design, all'artigianato, dai violini cremonesi all'alta moda, sino a perdersi nei riflessi dorati dei grandi (Como, Lecco, Maggiore, Garda) e dei piccoli (Endine, Iseo, ecc.) incantevoli laghi veri gioielli della natura. Il sistema camerale lombardo è sempre più coinvolto in azioni di promozione delle ricchezze e del patrimonio culturale, paesaggistico della Lombardia all'estero; tale attività non può non accompagnarsi ad un impegno nel promuovere o organizzare iniziative di incoming. In questo contesto si è realizzato il progetto "DISCOVER LOMBARDY"; un workshop nato dall'azione concertata di Regione Lombardia, Camera di Commercio di Bergamo, Unioncamere Lombardia e Turismo Bergamo (il motore della macchina operativa del workshop) che si è tenuto il 27 e il 28 Settembre scorso presso il Winter Garden Hotel di Grassobbio che ha permesso a quaranta operatori lombardi di proporre pacchetti turistici a tour operator di levatura internazionale. Le proposte sono state inserite in tre filo-

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ni: natura (montagne, laghi e fiumi, sport e benessere), patrimonio culturale (tradizioni, arte ed enogastronomia) e business. Ma forniamo anche le ragioni della nascita del progetto "DISCOVER LOMBARDY" proposto e promosso dalla Camera di Commercio di Bergamo presso il sistema camerale lombardo a dimostrazione del deciso impegno che l'Ente camerale riserva alla promozione turistica, riconoscendogli un ruolo chiave di sviluppo dell'economia locale, volano per tutti gli altri settori. Con la presentazione di questo progetto, la Camera di Bergamo ha inteso dar voce ad un'istanza comune e condivisa all'interno del sistema camerale lombardo, ritenendo improcrastinabile il proprio impegno nel facilitare l'incontro tra la domanda, proveniente dalle località europee in cui operano le compagnie aeree low cost, e l'offerta turistica lombarda. L'obiettivo di questo progetto consisteva, infatti, nel raggiungere un folto numero di operatori professionali della domanda T.O (Tour Operator), AdV (Agenzie di Viaggio), compagnie aeree, giornalisti di settore, PCO (Personal Congress Organizer), sia europei che nazionali, invitarli a partecipare all'iniziativa, organizzando incontri con gli operatori

lombardi per riuscire a dare visibilità a tutte le imprese turistiche che operano in Lombardia. Il progetto inoltre è andato a chiudere un quinquennio di progetti "Discover Lombardy" mirati a diffondere all'estero la conoscenza della Lombardia. Ogni Camera si è fatta promotrice sul proprio territorio di questa opportunità stimolando la partecipazione dei propri operatori al Workshop. Il progetto presentato dalla Camera di Commercio di Bergamo nell'Accordo di Programma tra Regione e sistema camerale 2012, è stato materialmente eseguito da Turismo Bergamo che è il marchio dell'Agenzia per lo sviluppo e la promozione turistica della Provincia di Bergamo costituita il 17 ottobre 2001. Turismo Bergamo è la società preposta a coordinare le attività di promozione turistica del territorio di Bergamo raggruppando al suo interno i consorzi di operatori turistici locali e si propone in veste di interlocutore principale nella gestione dell'inbound e degli operatori del settore interessati a promuovere il territorio bergamasco. L'Agenzia ha instaurato da tempo collaborazioni con enti pubblici locali - come la Regione Lombardia, la Provincia, il Comune e la Camera di Commercio di Bergamo, gli uffici di informazione turistica presenti sul ter-


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ritorio, la società aeroportuale di Orio al Serio (Sacbo) - e partnership con le compagnie aeree operanti nel nostro aeroporto con gli uffici di informazione all'interno degli aeroporti di partenza. A fronte dei continui incrementi riguardanti il traffico passeggeri degli aeroporti lombardi, in particolare quello di Orio al Serio - ora Aeroporto Caravaggio - interessato dalla presenza di numerose compagnie aeree che effettuano voli low-cost, si è resa necessaria un'azione di coinvolgimento degli " operatori professionali " per far incontrare l'offerta turistica lombarda direttamente agli operatori (tour operator, agenzie di viaggio e personal congress organizer) della domanda, provenienti dalle aree servite dalle varie compagnie aeree, riducendo notevolmente per i singoli operatori dell'offerta lombarda il costo contatto. L'obiettivo era quello di raggiungere un alto numero di operatori della domanda attraverso incontri mirati (workshop) dando visibilità a tutte quelle imprese turistiche che operano in Lombardia. L'offerta non è stata limitata alle sole sistemazioni alberghiere ma sono stati proposti pacchetti turistici abbinati a servizi complementari, generando un palese indotto che è andato a coinvolgere tutti gli attori che operano in ambito turistico. L'obiettivo principale era quindi di portare a conoscenza gli operatori della domanda delle varie opportunità di soggiorno che possono essere combinate con i collegamenti aerei a basso costo. Una particolare attenzione è stata posta nella ricerca e selezione di operatori professionali specializzati nei circuiti delle Città d'Arte ai quali proporre l'offerta turistica culturale del circuito Città d'Arte della pianura padana tenendo altresì a mente la candidatura di Bergamo a diventare Capitale Europea della cultura nel 2019. Gli operatori dell'offerta lombarda sono stati collocati in un area dedicata e ben riconoscibile all'interno della sala degli incontri. Anche le compagnie aeree sono state coinvolte nel progetto ed alcune hanno offerto il viaggio ai partecipanti ai workshop. Come abbiamo già detto, i soggetti (sellers) coinvolti ed invitati a questo workshop sono stati circa una quarantina: associazioni di albergatori e consorzi di operatori turistici lombardi, catene alberghiere o strutture ricettive che abbiamo o rappresentino in forma aggregata almeno 100 camere, agenzie di turismo incoming, enti di promozione turistica, associazioni di B&B e associazioni di agriturismo, aeroporti lombardi, compagnie aeree, bus operator. I buyers invece coinvolti ed invitati sono stati circa ottanta selezionati in 32 città (Londra, Bristol, Liverpool, Dublino, Cork, Oslo, Stoccolma, Billund, Mosca, Francoforte,

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Lipsia, Eindhoven, Maastricht, BruxellesCharleroi, Cracovia, Katowice, Glasgow, Edinburgo, Parigi-Beauvais, LubeccaAmburgo, Berlino, San Pietroburgo, Laaperanta, Saragozza, Siviglia, Barcellona, Madrid, Porto, Cagliari, Roma, Catania e Bari) di 16 nazioni (USA, Inghilterra, Irlanda, Norvegia, Svezia, Danimarca, Russia, Germania, Olanda, Belgio, Polonia, Scozia, Francia, Finlandia, Spagna, Portogallo e Italia) tra Tour operator, agenzie viaggi, operatori specializzati nei circuiti delle città d'arte, PCO (Personal Congress Organizer), opinion leader, media specializzati del settore turismo. La Camera di Commercio e Turismo Bergamo

(soggetto attuatore del progetto) hanno lavorato alacremente a questa iniziativa per promuovere l'immagine turistica della Regione Lombardia, realizzare contatti con potenziali clienti, consolidare le località già note e rafforzare l'immagine delle località turistiche meno blasonate, incrementare il numero delle presenze turistiche in particolare nei periodi di media/bassa stagione e sviluppare nuovi mercati collegati da voli low cost. E ora, aspettando di raccogliere i frutti, questo grande sforzo organizzativo ha già raggiunto un importante obiettivo, quello di dare visibilità a tutte le imprese turistiche che operano in Lombardia.

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Urbanistica

PIZZIGONI, NO AL NUOVO

SACCO DI BERGAMO VIA AUTOSTRADA, CASERMA MONTELUNGO, CASA SUARDI, ASTINO, L’ARCHITETTO AFFRONTA ESEMPI VIRTUOSI E INTERVENTI DA DIMENTICARE IN UNA CITTÀ CHE SI CONFERMA ETERNO CANTIERE di Livio Casanova

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e dovessimo affiggere un cartello "Vendesi" su tutti gli edifici pubblici che il comune di Bergamo intende mettere sul mercato potremmo trovare il cartello negli spazi del Carmine in CittàAlta, Casa Suardi in Piazza Vecchia, il complesso di Astino e la caserma Montelungo, etc. Ma a decidere del futuro di queste aree cosa pesa di più? La crisi economica (la mancanza di risorse) o la carenza di idee? O la mancanza di idee e la diretta conseguenza della carenza di risorse? Poi ci sono i casi di privati come il nuovo hotel San Lorenzo che non piace ai residenti di CittàAlta e su Facebook hanno riversato il loro disappunto: "Chi ha potuto permettere uno scempio simile in piazza Mascheroni?" si chiedono. Partendo proprio da Città Alta ci siamo lasciati guidare dall'architetto e docente universitario Attilio Pizzigoni che ci invita a riflettere sul futuro urbanistico di Bergamo e sugli scempi, grandi e piccoli, perpetrati ai danni della città. In Città Alta, a ridosso del complesso storico del Carmine, in piazza Mascheroni, sorge l'hotel San Lorenzo. Lei come giudica la soluzione architettonica (un mix di legno e pietra) adottata per l'ampliamento? " Adolfo Natalini che ha firmato il progetto del nuovo edificio è un artista e un architetto con una storia personale e una intelligenza creativa eccezionali, ma il suo progetto iniziale per l'Hotel San Lorenzo si è andato modificando, passando di ufficio in ufficio, al vaglio della commissione paesaggio, della Soprintendenza ai beni architettonici, e via dicendo. Il parere di questi organismi non è guidato da regole certe ma è un parere discrezionale; così accade che,

soprattutto davanti a progetti di particolare impegno e redatti da architetti che studiano il tema in modo non banale, si scatena la corsa di tutti i commissari a chiedere modifiche e correzioni. La cosa non avviene evidentemente quando il progetto è di qualche illustre sconosciuto. E' per questo che il progetto di Natalini appare oggi carico di mediazioni e di aggiustamenti non sempre esemplari. Per quanto la concezione architettonica di Natalini sia, per fortuna, ancora riconoscibile. Viene da chiedersi infatti perché non è nata alcuna polemica davanti alla nuova ristrutturazione realizzata di recente di un edificio proprio a fianco della Porta Sant'Agostino, dove tutti possono vedere un muro di cinta in cui sono state ricavate delle finestre perché dietro ad esso sono nati dei locali che prima non esistevano. Siamo a tre metri dalle Mura di Bergamo, lungo il passaggio centrale verso in Città Alta; ma in certi casi, chissà perché, non nasce nessuna polemica. Forse sono le cose con un certo impegno di pensiero che danno maggiormente fastidio.

architetti italiano sono più del 20% degli impiegati presenti. E' la regola".

Nel luglio scorso tre universitari con un progetto di recupero del Monastero di S. Agata hanno vinto un premio. E' un puro esercizio accademico o amministrazioni pubbliche, come può essere quella di Bergamo, potrebbero tenerne conto in un'ottica di recupero edilizio innovativo e sostenibile? "I concorsi sono sempre stati un momento di crescita del dibattito sulla città. Dovremmo dare davvero più spazio ai giovani architetti e ingegneri italiani, cosa che non avviene purtroppo. Così i migliori laureati di oggi vanno all'estero: basta dire che negli studi londinesi di Richard Rogers o di Norman Foster i giovani

L'Agenzia del Territorio ha ceduto al Comune Sant'Agata grazie al meccanismo del federalismo demaniale, ma ponendo come condizione che la struttura mantenga almeno in parte funzioni culturali. Come è possibile trovare investitori privati chiamati a spendere molto obbligati, però, a stare vincoli molto stretti? "E' l'amministrazione pubblica che fa tali programmi, ma quando si fa un quadro economico per programmare il recupero di un edificio storico, si devono valutare attentamente i margini di ritorno e, se da un lato bisogna chiedere il rispetto del monumento, dall'altro bisogna

Per gli spazi del Carmine è stata lanciata l'ipotesi che oltre a sale per esposizioni e conferenze, trovino posto appartamenti da affittare a canone moderato a giovani coppie e anziani ma il Ministero dei Beni culturali ha espresso perplessità. Dobbiamo attenderci una situazione di stallo? "Le proposte demagogiche tipo "alloggi per giovani coppie a canone agevolato" devono essere scartate quando ci occupiamo di delicatissimi complessi storici come questo. Le uniche possibilità per valorizzare un gioiello come il Carmine è di farne un uso "delicato" nel senso che va studiata approfonditamente la sua qualità architettonica e storica, e bisogna intervenire su di essi il meno possibile. Non posso prendere un portico cinquecentesco e chiuderlo con un serramento in un'ottica di risparmio energetico o di recupero di spazi abitabili. ".

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fare in modo che i conti tornino. Ma il problema vero è che non bisognerebbe arrivare ad intervenire quando gli edifici sono ormai fatiscenti. Ciò che manca nella cultura amministrativa odierna è l'importanza delle manutenzioni. E' noto a tutti il recente caso della Biblioteca civica Angelo Maj, ma altrettanto dobbiamo dire del teatro Donizetti o all'ex Municipio di via Torquato Tasso, e di tanti altri edifici del patrimonio comunale. Mi piace ricordare a questo proposito quando al Comune di Bergamo lavorava gente come il geometra Bernasconi, insuperato maestro di manutenzioni: io lo ricordo quando, puntualmente, nei mesi di chiusura estivi interveniva sulle manutenzioni del Teatro Donizetti o dello Stadio Comunale. Oggi si lasciano deperire gli edifici per poi poter fare su di essi i piani economici della loro cessione (leggi "svendita"). Piani che funzionano infatti solo sulla carta e che nella realtà producono poi buchi finanziari: tutta la vicenda del vecchio e del nuovo Ospedale ne è un esempio lampante". Altro monumento oggi senza funzione e addirittura sul mercato è proprio Casa Suardi in piazza Vecchia. Cosa rappresenta Casa Suardi per Bergamo? È giusto vendere, per far quadrare il bilancio comunale, magari a una fondazione o a un'associazione culturale? "Prima di vendere Casa Suardi, penso a quanti altri edifici di proprietà si potrebbero mettere sul mercato per recuperare risorse finanziarie, senza bisogno di perdere edifici di un tale valore simbolico. Ad esempio in fianco alla Rocca, tra il patrimonio immobiliare del Comune di Bergamo, c'è un bellissimo edificio di scarsa valenza architettonica che viene utilizzato come alloggio di funzionari e come foresteria.

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E' un immobile che per la sua posizione ha sicuramente un valore molto alto e, prima di pensare alla cessione di Casa Suardi, sarebbe più opportuno vendere immobili come questo che hanno un altissimo valore commerciale e non sono altrettanto significativi per la città... ma forse per questo tipo di edifici sono in agguato altre velleità.". Nel conto dei problemi che impediscono il recupero di complessi come Astino e la Montelungo pesa di più la mancanza di soldi (crisi economica) o la mancanza di progetti? "Io penso che la Montelungo dovrebbe essere demolita per farci un parco che colleghi il Parco Suardi il e il Parco Marenzi. Certo anche sui Parchi cittadini ci sarebbe da dire, basta andare proprio al Parco Suardi per vedere la brutalità ambientale di certi spazi giochi, realizzati con pavimentacci in cemento colorato e senza nessun attenzione progettuale all'ambiente. Sarei curioso di sapere il nome di quel progettista che vi ha realizzato poi una fontana monumentale, degna di Versailles (si fa per dire), ma che ha praticamente distrutto uno dei più bei prati del Parco, peraltro già massacrato dall'inutile taglio di alberi centenari. ". La scuola d'alta formazione Adapt nel 2015 comincerà a utilizzare parte dei locali del Monastero di Astino. Come giudica l'ipotesi di inserire negli spazi rimanenti una trattoria e ai piani superiori una zona destinata a convegni, matrimoni, eventi e ristorazione? "Per Astino oggi tutti vorrebbero l'insediamento di una grande e nobile istituzione. Ma nessuno vuole ricordare che oggi Astino è quello che resta del monumentale complesso di boschi, campi e cascine che venne acquistato dai primitivi proprietari. Oggi, dopo che sono

state vendute tutte le parti più "succulente" aree edificabili e cascine - il convento diAstino è rimasto come un osso spolpato, un bellissimo osso, certamente. Ma ancora non ci si accontenta, si vuole continuare a specularci sopra, non basta chiedere che al suo recupero contribuisca il pubblico, ma lo si rende oggetto di nuove speculazioni. E allora si fanno nuovi piani economici che prevedono di portarci il Conservatorio, solo per poter operare di conseguenza la vendita dell'edificio monumentale di via Arena della Mia e attuale sede del Conservatorio. Mi chiedo dove stia il senso civico di coloro che devono gestire la Citta. Il cosidetto "muro" di via Autostrada è stato tagliato ma il taglio non incide perché Città alta continua a non vedersi. Come si può definire la città, che permette alla "cartolina" che la rappresenta, che venga cancellata dalla posizione di un singolo edificio? "E' un progetto figlio di una mentalità purtroppo assai diffusa, per cui appare naturale pensare che la città, poiché è cosa di tutti, non sia di nessuno, e quindi ciascuno, anche l'ultimo arrivato, possa farne scempio per il proprio interesse. Quando vedo cose come queste penso al comportamento degli "ultimi arrivati" che "sgomitano" per farsi largo in una comunità consolidata e composta (La gente nuova e i sùbiti guadagni che Dante mette all'Inferno), incuranti di quegli equilibri che altri prima di loro hanno faticosamente e civilmente costruito. Ecco anche questa è una prova di come si sia smarrito quel senso civico che una volta, senza bisogno di leggi e normative, tuttavia regolava la vita della città e del territorio. Sia chiaro, non si legga questa mia considerazione come una lagna nostalgica, ma come speranza di un futuro migliore."

Il monastero di Astino, grande scommessa per il recupero del patrimonio storico - architettonico a Bergamo

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Fotoincisione 2000


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Val Seriana

MOLTO VENTO NELLE VELE ALLA GUSMINI S. LANIFICIO - FELTRIFICIO DI CENE LA PRESTIGIOSA COMMESSA PER LA STORICA NAVE SCUOLA DELLA MARINA MILITARE ITALIANA

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d imbarcarsi sulla Amerigo Vespucci non sono solo gli allievi dell'Accademia navale ma anche un'impresa familiare, la Gusmini S. Lanificio Feltrificio di Cene. L'azienda bergamasca specializzata in feltri, panni lana, tappeti e coperte fornirà i tessuti per le vele dell'imbarcazione considerata, in maniera pressoché unanime, la "nave più bella del mondo". Giacomo Gusmini, presidente e titolare insieme al fratello Mario che ne è amministratore, realizzeranno 13 mila metri di tessuto destinato alle aziende che hanno stipulato contratti di fornitura con la Marina Militare. La particolarità delle vele che formano una superficie velica totale di 2.632 metri quadrati è proprio il materiale con cui vengono realizzate, in tessuto di tela olona (canapa e lino), che richiedono per la lavorazione telai particolari ancora in uso dall'impresa di Cene. Si tratta di tessuti naturali composti da filati al 100% di lino e forniti dal Linificio Canapificio Nazionale di Villa d'Almè. Oltre ai tessuti per l'industria, la Gusmini S. Lanificio - Feltrificio Srl produce feltri, coperte in lana, plaids e tessuti per arredamento fino ai tappeti in feltro lana e alle coperte di cachemire per le grandi case di moda. Con 16 dipendenti, lo scorso anno, il fatturato complessivo del Feltrificio Gusmini è stato di 2,5 milioni di euro, di cui il 50% realizzato grazie all'export in diverse aree geografiche: dall'Egitto al Sud America fino a Taiwan, passando per l'Europa. I fratelli Giacomo e Mario sono la quarta generazione di un'impresa familiare e di un'attività avviata dal bisnonno Giacomo nel 1887 con due telai a mano per la lavorazione artigianale e il commercio dei panni lana. Il fratello Giorgio è stato vescovo di Foligno dal 1910 al 1914, elevato cardinale nel 1915, è stato arcivescovo di Bologna dal 1914 al 1921. Nel 1975 dalla sede iniziale di Vertova la famiglia Gusmini, per ampliare l'attività, si trasferisce nei capannoni di Cene che furono del Cotonificio Valle Seriana-Bellora. Le macchine per infeltrire la lana completarono il ciclo della tintoria in fiocco, in filo e in pezza. La tessitura venne spostata nel 1976 e si concluse con il trasloco del finissaggio tra il 1987 e il 1988. A Giacomo subentrò il figlio Santo che ha trasformato i prodotti secondo gli utilizzi tecnici dell'industria tessile e meccanotessile. A metà degli anni Trenta è subentrato Giorgio, padre dei titolari attuali che entrarono in azienda agli inizi degli anni Settanta. Oggi a Vertova è rimasto il deposito delle materie prime e l'orditura. Oltre al fatto che le vele dell'Amerigo Vespucci sono realizzate in tela olona, una curiosità è rappresentata sicuramente dai loro nomi: augelletto-uccellina, parrocchetto, scopamare, trinchetta,gabbia volante, etc. Nomi che per la Gusmini S. Lanificio Feltrificio di Cene significano andare a gonfie vele.

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Esedra è il rivoluzionario e completo sistema per serramenti in alluminio facile da applicare e capace di risolvere con stile qualsiasi esigenza architettonica e d’arredo. Prodotti in svariate forme, dimensioni e finiture, i serramenti Esedra sono adatti a tutte le esigenze costruttive residenziali, commerciali e industriali. L’alluminio rende gli infissi Esedra durevoli nel tempo, indeformabili e completamente riciclabili senza alcun danno per l’ambiente. Inoltre le nuove tecnologie applicate al taglio termico e al vetro permettono ad Esedra il raggiungimento di bassissimi valori di trasmittanza permettendo all’utilizzatore un notevole risparmio energetico. La nuova serie HT 54-62 è stata infatti studiata per spingersi al di sotto del valore di trasmittanza 1,2 W/m2 K, parametro di riferimento nazionale per poter usufruire degli sgravi fiscali (contributo del 55%) per le spese sostenute nell’adeguamento della casa in materia di risparmio energetico. La nuova serie HT 54-62 e tutti gli altri sistemi Esedra sono certificati (PERMEABILITÀ DELL’ARIA, TENUTA ALL’ACQUA E RESISTENZA AL CARICO DEL VENTO) e mercati CE (UNI EN 14351-1). L’innovativo sistema HT 51-62 e le altre serie Esedra sono vendute in Italia da Agnelli Metalli di Lallio (BG), e dalle filiali di Rosignano (LI) e Oristano. In Europa dall’Agnelli Metalli Poland di Katowice.


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di Giorgio Chiesa

Ambiente

VADE RETRO

AMIANTO IDEE, CONTRIBUTI E ANCHE IL RISCHIO DI MULTE: ECCO PERCHÈ DOBBIAMO BONIFICARE I NOSTRI TETTI 48


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asbesto (o amianto) è un insieme di minerali del gruppo degli inosilicati, appartenente alle serie mineralogiche del serpentino e degli anfiboli. In natura è un materiale molto comune. La sua resistenza al calore e la sua struttura fibrosa lo rendono adatto come materiale per indumenti e tessuti da arredamento a prova di fuoco, ma la sua ormai accertata nocività per la salute ha portato a vietarne l'uso in molti Paesi. Le polveri contenenti fibre d'amianto, respirate, possono causare gravi patologie, l'asbestosi per importanti esposizioni, tumori della pleura (ovvero il mesotelioma pleurico), ed il carcinoma polmonare. Di qui l'importanza di una corretta bonifica ambientale, mettendo in sucurezza i materiali. La Regione Lombardia, prima in Italia, è dotata di un Piano Regionale Amianto (legge regionale n°17 del 29 settembre 2003, deliberato in data 22 dicembre 2005) secondo cui vige l'obbligo di bonifica dei materiali contenti amianto entro e non oltre 10 anni dalla pubblicazione del PRAL sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia (BURL). La pubblicazione del PRAL sul BURL è avvenuta in data 17 gennaio 2006 e, pertanto, la bonifica dovrà essere eseguita entro il 16 gennaio 2016. Per bonifica si intendono diverse procedure che impediscono la dispersione delle fibre di amianto nell'ambiente dopo che le stesse si siano distaccate dal manufatto e conseguentemente si siano rese disponibili all'inalazione. L'amianto è stato utilizzato fino agli anni ottanta per la coibentazione di edifici, tetti, navi (ad esempio le portaerei classe Clemenceau), treni; come materiale per l'edilizia, una miscela cemento-amianto (il cui nome commerciale era Eternit) usata per fabbricare tegole, pavimenti, tubazioni, vernici, canne fumarie, ed inoltre nelle tute dei vigili del fuoco, nelle auto (vernici, parti meccaniche), ma anche per la fabbricazione di corde, plastica e cartoni. Inoltre, la polvere di amianto è stata largamente utilizzata come coadiuvante nella filtrazione dei vini. La bonifica dell'amianto può avvenire utilizzando tre metodiche: rimozione, eliminare materialmente la fonte di rischio; incapsulamento, impregnare il materiale con l'uso di prodotti penetranti e ricoprenti; confinamento, installare delle barriere in modo da isolare l'inquinante dall'ambiente. La rimozione è il procedimento maggiormente utilizzato, perché elimina ogni potenziale fonte di esposizione ed ogni bisogno di attuare cautele rispettive alle attività che vengono svolte nell'edificio. Gli svantaggi che porta questo tipo di bonifica sono: esposizione dei lavoratori a livelli elevati di rischio, produzione di contaminanti ambientali, produzione di alti quantitativi di rifiuti tossici e nocivi che devono essere smaltiti in determinati depositi, tempi di realizzazione lunghi e costi molto elevati. L'incapsulamento risulta essere un trattamento con prodotti penetranti o ricoprenti, che permettono di inglobare le fibre di amianto e consente di costituire una pellicola di protezione sulla superficie esposta. I costi e i tempi di intervento appaiono più contenuti, non è necessario applicare un materiale sostitutivo e di conseguenza non vengono prodotti rifiuti tossici. Inoltre il rischio è minore per i lavoratori addetti e per l'ambiente. L'unica verifica di cui necessità questa modalità di bonifica è un programma di controllo e manutenzione, in quanto l'incapsulamento può alterarsi e venire danneggiato. Il confinamento, infine, consiste nel posizionare una barriera a tenuta che possa dividere le aree che vengono utilizzate all'interno dell'edificio

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dai luoghi dove è collocato l'amianto. Per evitare che le fibre vengano rilasciate all'interno dell'area, il processo deve essere accompagnato da un trattamento incapsulante. Il vantaggio principale è quello di creare una barriera resistente agli urti. Il suo utilizzo è idoneo per materiali facilmente accessibili, soprattutto per quanto riguarda le aree circoscritte. I costi sono accessibili a meno che l'intervento non richieda lo spostamento di impianti, quali elettrico, termoidraulico e di ventilazione. È necessario stilare un programma di controllo e manutenzione. In passato, l'amianto è stato commercializzato sonno varie etichette. Tra le più diffuse il fibrocemento, una volta detto anche cemento-amianto o, dal nome del maggiore produttore, Eternit, è una mistura di cemento e fibre con un'elevata resistenza alla trazione. In base alle nuove normative, il fibrocemento è oggi prodotto in manufatti ecologici, costituiti da una matrice cementizia rinforzata non più da fibre di amianto ma con filamenti organici, naturali e sintetici. Con questa nuova teconologia si realizzano lastre piane e ondulate, pozzetti prefabbricati, tubazioni, ecc. Il materiale risultante

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(in Italia immesso in commercio dal 1994 e indicato come "fibrocemento ecologico") mantiene le caratteristiche di resistenza originali ma non è cancerogeno né nella produzione, né nell'utilizzo, né nello smaltimento. Lastre in fibrocemento usate con funzione portante (ad esempio per le coperture di capannoni o come sottocoppo), se non vengono adottati i previsti dis-

positivi di sicurezza, possono dar luogo ad incidenti sul lavoro: le cadute dall'alto (per sfondamento della lastra) hanno esito per lo più mortale. L'utilizzo delle lastre in funzione portante è vietato dalla Legge qualora il materiale (da costruzione) non sia stato valutato ed autorizzato dal Servizio Tecnico Centrale del Ministero dei Lavori Pubblici (Infrastrutture e Trasporti).


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comincioli coperture www.cominciolicoperture.it COPERTURE, LATTONERIE, BONIFICHE AMIANTO, FOTOVOLTAICO

Via Aldo Moro, 200 - Ranzanico (BG) - cell. 338.6730891 E-mail: info@cominciolicoperture.it


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LOMBARDIA, OBBLIGATORIO SMALTIRE

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el biennio 2009-2010, sul totale dei 55.712 siti con amianto censiti in Lombardia, quasi la metà (23.746) sono bonificati o in fase di bonifica con un quantitativo di amianto bonificato pari a 140.436 metri cubi nel 2009 e a 269.185 metri cubi nel 2010 (Dati tratti

dalla Relazione Piano Regionale Amianto Lombardia, anni 2009/2010). Proprio per proseguire sulla strada intrapresa, la Regione Lombardia ha deciso di dotarsi di strumenti di azione ancora più pregnanti. Con la convergenza di tutte le forze politiche, lo scorso 3 luglio 2012 è stato licen-

ziato dalla VI Commissione del Consiglio Regionale (Ambiente e Protezione Civile) un Progetto di legge teso a modificare e ad integrare la Legge Regionale 17 del 2003. Il nuovo testo ridetermina anzitutto le finalità dello strumento legislativo affiancando ai tre scopi originari (salvaguardia del benessere delle persone rispetto all'inquinamento da fibre di amianto; prescrizione di norme di prevenzione per la bonifica dall'amianto; promozione di iniziative di educazione ed informazione finalizzate a ridurre la presenza dell'amianto) ulteriori obiettivi quali la promozione di politiche di sostegno per l'assistenza dei soggetti ex-esposti all'amianto (colpiti da malattie asbesto correlate), la conoscenza epidemiologica e prevenzionale nella popolazione e la sorveglianza sanitaria di coloro che sono stati esposti all'asbesto, la formazione e l'aggiornamento degli operatori delle ASL, dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Lombardia e delle imprese che si occupano di attività di bonifica e smaltimento dell'amianto ed, infine, la promozione di finanziamenti agevolati per la bonifica di edifici con presenza di manufatti conte-


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aliber S.r.l. opera da oltre vent'anni nel settore delle coperture industriali, civili in genere e sportive ed è in grado di eseguire lavori completi dalla fornitura dei materiali alla progettazione dei lavori e quindi all'esecuzione del montaggio. Grazie all'esperienza acquisita è in grado di offrire molteplici tipologie risolutive in funzione delle esigenze tecnico/esecutive, architettoniche e di economicità. Esegue interventi di manutenzione su coperture in amianto/cemento (eternit); realizza coperture, sovracoperture, lattonerie e ripristina, se necessario, parti danneggiate da incendi o altro. Provvede alla progettazione ed alla posa in opera di rivestimenti, piani metallici, manti impermeabili, tetti e velette utilizzando la vasta gamma di materiali che il mercato offre. Autorizzata ed abilitata dalle Autorità competenti, interviene con personale idoneo e qualificato su coperture in amianto/cemen-

to tipo eternit ed esegue bonifiche per incapsulamento, confinamento, rimozione dei materiali e smaltimento degli stessi. È qualificata per intervenire in presenza di coibentazioni o rivestimenti in amianto friabile utilizzando sistemi di bonifica e procedure in linea con le norme specifiche al riguardo. Esegue la progettazione e l'installazione di sistemi di sicurezza temporanei e permanenti tali da consentire l'accesso ai lavori in massima sicurezza. Interviene organizzando i montaggi, gli smaltimenti ed i rifacimenti, con l'utilizzo di attrezzature e mezzi propri mediante l'utilizzo di sollevatori telescopici, piattaforme aeree e camion con gru. Dall'approvazione del Decreto Conto Energia del 2007 Caliber s.r.l. realizza la messa in opera di impianti fotovoltaici con la collaborazione di aziende specializzate del settore, permettendo di unire le rispettive esperienze e garantendo così la massima competenza e affidabilità.

Sede legale: Via Ruc 2 - 24020 FINO DEL MONTE (Bg) Ufficio commerciale di Verona: Via del Lavoro 9/a - 37068 VIGASIO (Vr) Tel. 045 7364614 - Fax 045 7364053 Ufficio commerciale di Bergamo: Via V. Veneto 125/c - 24020 SONGAVAZZO (Bg) Tel. 0346 76206 - Fax: 0346 76563 www.calibersrl.it


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nenti amianto, Art. 1, co. 2 del Progetto di Legge. Nello specifico, sono previste peculiari misure di assistenza per gli ex esposti attraverso l'istituzione di un fondo dedicato ai soggetti colpiti da malattie causate dall'esposizione all'amianto e l'attuazione di un apposito programma di sorveglianza sanitaria, Art. 2 del Progetto di Legge. La Regione dovrà inoltre indivi-

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duare le aree di maggiore criticità nelle quali è accertata una incidenza di mortalità per le malattie asbesto correlate in modo da potere mettere in campo strategie ad hoc. Un altro dei punti salienti della legge concerne l'individuazione di misure di sostegno per la rimozione dell'amianto e per la sostituzione di manufatti contenenti amianto con materiali e sistemi eco-

logici. In particolare sarà incentivata la sostituzione delle coperture di amianto con coperture dotate di pannelli fotovoltaici. È chiaro che questa norma è diretta ad aiutare privati e imprese che, nell'attuale momento di crisi economica, sarebbero in difficoltà nel sostenere questi costi (Art. 1, co. 3 del Progetto di Legge). A ciò si ricollega anche la previsione dell'articolo 6 comma 1 che autorizza per l'anno 2012 la spesa di un milione di euro a favore dei soggetti privati per la bonifica di piccoli quantitativi di materiali contenenti amianto provenienti da edifici adibiti ad abitazione civile e relative pertinenze ed edifici o impianti di attività artigianali di tipo familiare. Un ulteriore importante previsione concerne l'applicazione di una sanzione pecuniaria per i soggetti pubblici e i privati proprietari che non rispettino il disposto dell'articolo 6 della L.R. 17 del 2003 omettendo di comunicare all'ASL competente per territorio la presenza di amianto in edifici, impianti o altri luoghi, per i soggetti inadempienti è stabilita una sanzione amministrativa da 100,00 euro a 1.500,00 euro (Articolo 5, co. 1 del Progetto di Legge).


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La crisi

RECORD MINIMO DI NUOVE IMPRESE MAI COSÌ POCHE ISCRIZIONI COME NEI PRIMI NOVE MESI DEL 2012

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ai così pochi nuovi imprenditori bergamaschi, come nei primi nove mesi di quest'anno. Il dato è fermo a 4.585 attività aperte in provincia, picco minimo assoluto negli annali della Camera di Commercio. In compenso le chiusure viaggiano a un ritmo sostenuto (4.378 saracinesche abbassate) e se anche il saldo finale è leggermente positivo (+207 unità) siamo in presenza di numeri piccolissimi: soltanto nel 2009 (+192 unità) il risultato fu peggiore. Molto

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male l'artigianato (-11,5% di ingressi e +10% di chiusure), in particolare l'edilizia (-525 imprese), mentre resiste l'agricoltura. E' questo il dato principale che emerge dall'Osservatorio sulle imprese, periodica indagine della Cciaa che ha aggiornato il quadro alla fine di settembre. Al termine del terzo trimestre del 2012 risultano registrate in provincia di Bergamo 96.240 imprese, un numero invariato nel confronto su base annua, cioè con il terzo trimestre del 2011. Lo stock delle imprese attive è a fine settembre 2012 di 87.062 unità, 310 imprese in meno sullo stesso periodo dell'anno precedente con una variazione, pari al -0,4%, su base tendenziale. Nel corso del terzo trimestre lo stock delle imprese è aumentato per effetto di 1.098 nuove iscrizioni che hanno più che compensato la perdita determinata da 892 cessazioni. Nel confronto con il terzo trimestre del 2011 le iscrizioni sono diminuite del -3,4% e le cessazioni del -5,9%. Nei primi 9 mesi dell'anno in corso si sono regi-

strate 4.585 nuove iscrizioni (un volume inferiore di circa un migliaio di unità rispetto ai valori medi pre-crisi) e 4.378 cessazioni, un numero in aumento rispetto agli anni passati ma ancora inferiore ai massimi raggiunti nei primi tre trimestri del 2009. Il saldo tra nuovi ingressi e uscite è positivo per poco più di 200 unità, un risultato vicino ai minimi storici raggiunti nel corso del 2009. Tornando al dato trimestrale, tra le imprese registrate prosegue, secondo una tendenza in atto da tempo, la crescita delle società di capitale (+1,5 % su base annua) e delle "altre forme giuridiche" (+2,3%), formate in prevalenza da cooperative e la continua riduzione delle società di persona (-0,6 %) e delle imprese individuali (-0,7%). Le iscrizioni sono in calo tendenziale salvo che per la voce "altre forme giuridiche", e testimoniano un minor dinamismo della struttura imprenditoriale. L'andamento delle cessazioni registra un peggioramento, cioè un aumento, per le società di persona, ma una riduzione tendenziale nelle restanti forme giuridiche. La contrazione della base imprenditoriale è marcata nel sottoinsieme delle imprese artigiane. Le 33.396 imprese registrate a fine settembre 2012 sono in diminuzione del -1,7% rispetto a un anno fa. Le nuove iscrizioni nel trimestre (339) sono state superate dalle cessazioni (427). Nel confronto annuo l'artigianato perde 568 imprese attive e registra un netto calo degli ingressi (-11,5%) e un marcato aumento delle chiusure (+10,3%). Lo stock totale delle imprese operative nei diversi settori registra perdite marcate soprattutto nell'edilizia (-525 imprese attive pari al -2,5% tendenziale) e nella manifattura (-182 imprese pari al -1,5%). Si tratta in misura preponderante di imprese artigiane: in questo sottoinsieme le imprese edili calano del 3% e le manifatturiere del -1,7%. Negli altri settori si notano lievi flessioni solo nell'agricoltura, nelle attività estrattive, nelle attività professionali, tecniche e scientifiche e, limitatamente al comparto artigiano, nelle altre attività di servizi. Nelle rimanenti attività terziarie lo stock delle imprese attive è in aumento tendenziale, soprattutto nei servizi di alloggio e ristorazione (117 imprese in più, pari al +2,2%). Nella serie storica delle variazioni tendenziali dello stock di imprese attive il recupero avviato all'inizio del 2010 si è interrotto a metà 2011 e da due trimestri consecutivi il dato è in territorio negativo. L'evoluzione in tendenza dei tassi di iscrizione e di cessazione indica un azzeramento del saldo tra ingressi (da tempo in rallentamento) e uscite che potrebbe in chiusura d'anno, periodo di maggior concentrazione delle cessazioni, determinare un bilancio 2012 di poco negativo.


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Testo&Foto di Giorgio Chiesa

Futuro

L'UOMO CHE HA CAMBIATO IL MONDO È STATO OSPITE A BERGAMOSCIENZA L'INVENTORE DEL MICROPROCESSORE. UN'INTERVISTA ESCLUSIVA A FEDERICO FAGGIN PER PARLARE DELLA DISTANZA «SILICON VALLEY-ITALIA» E DEL FUTURO DEI COMPUTER

È

uno di quei pochi uomini che, letteralmente, ha cambiato il mondo. Viene considerato il padre di tutta la moderna informatica in quanto, appena trentenne, è riuscito a progettare il primo microprocessore della storia. Una carriera, quella di Federico Faggin, costellata di successi e invenzioni rivoluzionarie, che da Vicenza lo ha portato a stabilirsi nella Silicon Valley, in California, dove attualmente vive e lavora. Lo abbiamo incontrato la scorsa domenica 7 ottobre, in occasione del convegno di BergamoScienza "Il futuro dell'informatica", chiedendogli una sua personale visione dell'avvenire e un suo parere sulla distanza che ancora separa quella incredibile terra accentratrice d'idee d'impresa (appunto la California) all'Italia.

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Potrebbe dirci cosa è per lei la meritocrazia? "La meritocrazia parte da una certa visione del mondo, potremmo dire da una certa cultura. E' ciò che ancora manca all'Italia ed è il più grande freno allo sviluppo d'impresa. Quello che dovremmo fare è trovare un'area specifica in cui applicare principi meritocratici in modo puntuale ed efficace, ed usare quella come punto di partenza. Poi dovremmo fare un grande programma di comunicazione per insegnare il valore della parola "meritocrazia". Siamo troppo abituati, in Italia, a cercare il favore dal prossimo e spesso non ci rendiamo nemmeno conto di quello che facciamo".

Riuscirà mai l'Italia ad adottare un modello di sviluppo basato sulla meritocrazia? "Per farlo dobbiamo dare esempi concreti ed educare il pubblico. Bisogna mettere in evidenza quelle storie nelle quali la meritocrazia ha permesso ad una certa azienda di raddoppiare il fatturato e raggiungere più profitto. E' un processo che dev'essere gestito da un governo centrale o anche dai vari governi regionali, e deve essere fatto a lungo periodo, anzi lunghissimo". Che tipo di distanza ci separa dalla Silicon Valley? "Senza dubbio si tratta di una distanza culturale. Il modello californiano e in genere quello americano è basato sulla competitività. Anche a livello universitario si respira un'altra aria: negli States esistono le università private più famose del mondo, ma ci sono anche quelle pubbliche. Tra di loro è presente una "tensione" che spinge le une e le altre nel costante miglioramento della didattica, una tensione assente nel sistema italiano. Il piano degli studi americano, inoltre, è più libero, generalmente meno controllato a livello statale e quindi più capace di creare innovazione. Anche questo è un concetto profondamente meritocratico". L'invenzione del microprocessore ha segnato la storia. Ma cosa non aveva previsto? "Certamente Internet. La possibilità di digitare una parola, un fatto storico su un moto-

re di ricerca, ed avere a disposizione in pochi secondi l'intera conoscenza del mondo era una cosa inimmaginabile negli anni '60. Anche la diffusione così capillare del personal computer era un fatto non prevedibile, avevo naturalmente capito che l'innovazione sarebbe andata verso una riduzione delle dimensioni, ma non mi sarei mai aspettato che questa innovazione, un giorno, sarebbe stata accessibile a tutti". Dove sta andando oggi l'informatica, qual è il settore di ricerca più attivo? "Ancora oggi si sta andando verso una riduzione delle dimensioni progressiva. Si stanno studiando i primi circuiti tridimensionali, che non si sviluppano solo su un piano. Abbiamo previsto che il milite fisico verrà toccato nel 2030, almeno con i materiali che fino ad oggi abbiamo conosciuto. Poi ci sono anche altri progetti a lungo termine". Cosa intende con progetti a lungo termine? "Parlando di un futuro più lontano sono previste due linee possibili: computer quantici e computer cognitivi. L'architettura finora è stata concepita come solo meccanica, e ogni quattro anni la potenza di calcolo raddoppia. Se fosse possibile progettare un computer che sfrutta le proprietà dei quanti la potenza di calcolo diverrebbe vertiginosa, potremmo non avere più limiti di potenza. L'altra possibilità è quello di un sistema cognitivo, che apprende come un sistema vivente. In questo caso parliamo di bioinformatica".


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Quanto dista oggi la bioinformatica dalla realtà? "La distanza che ci separa dal paramecio. Mi spiego meglio: un paramecio è l'organismo unicellulare più semplice, non ha un sistema nervoso ma riesce comunque a compiere delle scelte. E' consapevole e in qualche modo i processi molecolari sono processi informatici. La pista dell'intelligenza artificiale, che aveva una base logico-meccanica, non ha portato molto lontano. Bisogna allora studiare chi la consapevolezza dell'azione ce l'ha e capire cos'è, come funziona. Quando capiremo cos'è la consapevolezza, o la coscienza, magari capiremo che ha diversi stadi e forse impareremo ad usarla per noi e magari per i computer".

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di Livio Casanova - foto di Giorgio Chiesa Associazioni

CONFINDUSTRIA

IL RITORNO DI SQUINZI ASSEMBLEA 2012 ALLA TENARIS DALMINE

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n applauso, un solo applauso. Troppo poco per il presidente nazionale di Confindustria ospite alla Tenaris Dalmine per l'assemblea generale di Confindustria Bergamo, tra le prime associazione territoriali italiane che conta oggi circa 1300 aziende associate con oltre 88 mila addetti. Fin troppo se il presidente si chiama Giorgio Squinzi che venendo a Bergamo è come se avesse giocato fuori casa. Non tanto per il fatto che l'imprenditore milanese non vuole essere definito un industriale bergamasco: "Sono nato nel '43 a Cisano Bergamasco, soltanto perché la mia famiglia era sfollata ma in quel paese sono rimasto sei mesi", ma perché nell'ultima corsa alla presidenza dell'organizzazione nazionale degli imprenditori Confindustria Bergamo ha appoggiato la candidatura di Alberto Bombassei, presidente della Brembo. L'applauso degli industriali bergamaschi è scattato proprio quando il "chimico" Squinzi si è spinto nel terreno del "meccanico" Bombassei e sollecitato sul futuro politico dell'Italia ha risposto che chiunque governerà dovrà "rimettere le imprese e in particolare quelle manifatturiere, al centro dell'impegno del governo". Per il resto il presidente di Confindustria, a nome delle imprese, si è reso "disponibile a rinunciare a tutti gli incentivi in cambio di una riduzione della pressione fiscale a carico di imprese e famiglie. Non possiamo pagare 20 punti in più rispetto alla Germania. Il mio gruppo paga tasse in 40 paesi diversi con un'incidenza media del 34%, in Italia non andiamo sotto il 50%". Nonostante la cautela nel giudizio complessivo sul governo tecnico "molte azioni sono rimaste incompiute. Con la riforma del lavoro si è ridotta la flessibilità in entrata e non è aumentata realmente la flessibilità in uscita". Nemmeno il richiamo ad una questione del Nord perché "territori come Varese, Como, Lecco e Sondrio subiscono l'attrazione del Canton Ticino. Là la procedura di "Via" dura 60 giorni, da noi due anni e mezzo o tre", ha scaldato la platea degli industriali bergamaschi. Cauto, molto cauto Squinzi sul caso Fiat limitandosi a dire che "un grande paese industriale deve avere una grande

industria automobilistica", augurandosi che "il gruppo destini una quota di investimenti nel nostro Paese". Molto meno diplomatico era stato l'amministratore delegato del Lingotto Marchionne quando, dopo essere uscito da Confindustria sbattendo la porta principale, aveva riconosciuto il programma presentato da Bombassei "innovativo e vota-

VIA CAMOZZI, SETTE PREMI PER SETTE SORELLE PELLETTERIE 2F Per la categoria "Risorse umane" il premio è andato alla Pelletterie 2F del presidente Francesco Marenzi con il progetto basato sull'innovazione e la valorizzazione delle risorse umane. Vincente è stata la scelta di inserire nel proprio organico un gruppo di giovanissimi creativi che presto presenteranno le nuove collezioni sui mercati internazionali. Tramite soluzioni

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mirate a coniugare le esigenze aziendali con quelle famigliari, senza che venga compromesso l'efficienza e la produttività, è stata scelta una filosofia aziendale che mira all'inserimento di collaboratrici femminili (80% del personale). E' stata garantita la scelta di orario flessibile, continuato e no e a seconda dell'età dei figli nonché un contributo economico sulla spesa dell'asilo nido.

TECHNIX SPA La categoria riservata all'Innovazione ha visto il trionfo della Technix Spa per l'innovazione di prodotto. Tecnix ha realizzato un sistema di radiologia mobile per esami radiografici al domicilio del paziente. Si tratta di un'apparecchiatura di facile trasporto che, sfruttando l'ultima tecnologia di acquisizione di immagini digitali ad alta risoluzione su pannello rivelatore, consente in tempo

reale di trasmettere l'esame all'ospedale di riferimento. MECCANICA GERVASONI Per l'innovazione di processo il riconoscimento è andato alla Meccanica Gervasoni (Helyos: new vertical axis concept). Helyos è il primo mulino trituratore e granulatore ad asse verticale nato per la macinazione dei pneumatici fuori uso. E' in grado di frantumare materie prime, materiali residui e riciclabili


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to al radicale cambiamento dell'Associazione. Noi (Fiat) ci riconosciamo in questo processo di rinnovamento che, se dovesse essere completato, porrebbe le basi per un rientro della Fiat in Confindustria". Oggi l'uomo che porta maglione girocollo anziché rigidi gessati, da solo tiene comportamenti rivoluzionari per un Paese conservatore ed immobile come il nostro. Solo deve essersi sentito anche Squinzi quando, poco prima di salire sul palco, si è trovato seduto in platea tra due siede vuote. Per la guida di viale dell'Astronomia anche il padrone di casa GianFelice Rocca, presidente del Gruppo Techint, si era espresso a favore di Bombassei. Ha ricordato momenti drammatici come il bombardamento del 6 luglio 1944 quando la Dalmine, luogo emblematico dell'eccellenza mani-

e trasformarli in materia prima secondaria. METALLTECH Alla Metalltech è andato il premio per l'innovazione nella funzione d'uso. Metalltech ha prodotto la copertura del padiglione del museo del Louvre che ospiterà l'esposizione delle Arti Islamiche. La copertura è stata realizzata con un reticolo ondulato in vetro, rivestito sia esternamente che

internamente da 4700 pannelli triangolo, composti da una doppia maglia di lamiera stirata di alluminio di color oro e argento brillanti. Lo stesso principio è stato utilizzato per la nuova porta d'ingresso dell'Aeroporto Internazionale di Baku Azerbaijan e per il negozio Armani di Londra. ROBUR SPA Nella categoria "Responsabilità" la Robur

fatturiera che ha definito "chiesa dell'industria" (inteso come luogo dove si celebra il lavoro), seppe riprendersi e ricostruire. E' per lui un altro degli altri applausi dell'assemblea perché, pur non esasperando i toni, "quando vediamo che la Germania produce quattro milioni di tonnellate di acciaio e noi abbiamo il caso Ilva, beh, non posso esimermi dal dire che non deve essere la magistratura a fare la politica industriale di questo Paese". La prima visita -ufficiale- di Squinzi all'assemblea delle imprese orobiche ha coinciso anche con l'ultima assemblea pubblica di Carlo Mazzoleni come presidente di Confindustria Bergamo che ha elencato le principali difficoltà degli imprenditori orobici alle prese con "la fiscalità di svantaggio, il credito costoso e spesso inaccessibile, la complicazione amministrativa, il territorio negato, i costi (e i costumi) della politica sempre fuori controllo". Rispettando il tema della giornata "Dal dire al fare", ai limiti del sistema e della politica ha fatto da contraltare "il fare" delle aziende bergamasche più innovative, quelle che hanno saputo reggere alla crisi puntando su ricerca e sviluppo. Dalla meccanica avanzata al biomedicale, dalle pelli agli antiparassitari, dagli apparati per riscaldamento alle luci hi-tech dimostrando, di fatto, che Bergamo è una terra di eccellenze industriali. L'appuntamento è rimandato al prossimo anno ma prima, nella primavera 2013, scadrà il mandato di Carlo Mazzoleni e l'assemblea dovrà provvedere all'elezione del successore. Gli industriali bergamaschi sapranno convergere su un singolo nome o assisteremo alle riedizione provinciale del testa a testa nazionale fra Bombassei e Squnizi?

Spa del presidente Benito Guerra è stata premiata per Stop&Go - Robur Onlus, un progetto di sostegno educativo ai ragazzi.

e concerti e si è organizzata per promuovere i propri prodotti in tutto il mondo, lavorando con distributori indipendenti in oltre 70 paesi.

CLAY PAKY Il progetto vincitore della categoria "Crescita d'Impresa"è stato "Clay Paky nel mondo" Clay Paky Spa opera nel settore dell'illuminazione scenografica automatizzata di teatri, studi televisivi, eventi

DIACHEM SPA Per la categoria riservata alla "Comunicazione" l'azienda premiata è stata la Diachem con la "Campagna istituzionale Chimiberg 2012" per promuovere l'immagine e la mission aziendale.

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hanno premiata sullo speciale palcoscenico della terza edizione di Odysseus "Navigare nelle idee" per la sua capacità sia d'innovare, sia di risolvere un problema che fino ad ora sembrava essere uno scoglio insormontabile per la diagnosi in campo radiologico. Stiamo parlando della Tecnnix, azienda di Grassobbio, che ha deciso di partecipare alla gara indetta da Confindustria con un'apparecchiatura "RX domiciliare". Vale a dire, un sistema che permette di effettuare diagnosi a casa di quei pazienti che hanno problemi di deambulazione e che quindi sono difficilmente trasportabili in ospedale. "La richiesta - ha affermato il titolare Aniello Aliberti - viene dall'esigenza degli ospedali, che hanno sempre cercato il modo di dare un servizio all'utenza evitando il trasporto e la degenza dello stesso all'interno della struttura. Per le ASL si tratta di una netta riduzione dei costi. L'idea di progettare una simile macchina risale a quattro anni fa, quando l'Istituto Nazionale Tumori di Napoli ha fornito le linee guida e le richieste principali".

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Avete quindi seguito un dettato tecnico? "L'Istituto ha indicato una schema con le caratteristiche da rispettare, successivamente ha consegnato il testo alla Consip, che ha poi indetto una gara. Le esigenze degli ospedali sono di fatto il nostro mercato, quindi abbiamo deciso di prenderne parte. Siamo molto soddisfatti perché siamo stati valutati i migliori sia sul profilo dei costi, che su quello della tecnologia". Perché questa macchina è così innovativa? "Il primo aspetto su cui abbiamo lavorato ottenendo ottimi risultati è stata la potenza radiologica. C'erano altri sistemi trasportabili, ma di potenza contenuta perché all'aumentare di quest'ultima è proporzionale un incremento delle dimensioni e del peso. Abbiamo ovviato a questo problema utilizzando una serie di condensatori, che si caricano facendo da batteria. Così, siamo riusciti ad ottenere la potenza necessaria di 30 kW rica-


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Il premio

TECHNIX LA FRONTIERA DELLA «RX DOMICILIARE»

ANIELLO ALIBERTI, TITOLARE DELL'AZIENDA DI GRASSOBBIO. «LE RICHIESTE DEGLI OSPEDALI SONO IL NOSTRO MERCATO ABBIAMO VINTO LA GARA SIA SUI COSTI CHE SULLA TECNOLOGIA IMPIEGATA»

Come può essere trasportata? "Basta un'apertura di 58 centimetri in un ascensore, la macchina può essere facilmente smontata a pezzi e ricomposta con pochi passaggi, senza viti o bulloni. Inoltre, c'è un montascale a batteria con una pedana per posizionare i vari pezzi, pensato per quegli antichi palazzi sprovvisti dell'elevatore. Infine, abbiamo deciso di allestire un furgone con tutto l'occorrente: scrivania, sedute, pc, generatori d'emergenza e quant'altro dovesse servire ad un medico".

vabile da una presa domestica di 3kW, garantendo anche dieci esposizioni in pochi minuti". Su quali altri aspetti avete lavorato? "Abbiamo implementato in maniera integrata il digitale (Digital Radiography), siamo capaci di acquisire in tempo reale la radiografia su un tablet, che è stato sviluppato dalla Carestream (un'azienda che nasce da Kodac). Una volta valutata, l'immagine viene direttamente inviata in ospedale dove un medico può fare il referto ufficiale. Inoltre, sempre grazie alla macchina, è possibile masterizzare e consegnare al paziente il suo esame".

Quanto tempo avete impiegato per la progettazione e la realizzazione? "Circa 18 mesi con sei persone direttamente coinvolte, abbiamo utilizzato il centro di ricerca e sviluppo interno a Da sinistra Technix, che si occupa proprio d'innoIlaria Pietta (ing. biomedicale), Aniello Aliberti (presidente) vazione tecnologica. Responsabili del e Pietro Grassi (ing. Meccanico) progetto i due nostri più giovani ingegneri, ovviamente supportati dai colleghi senior, Ilaria Pietta e Pietro Grassi. Il Gruppo (circa 160 dipendenti) fattura 55 milioni di euro annui, e di questi il 10% viene reinvestito". Qual è la prossima sfida? "Stiamo attualmente pensando a quelle che sono le applicazioni nanotecnologiche. Ci sono già dei risultati e credo che a breve scopriremo una frontiera che ci permetterà di fare radiografie utilizzando pochissima energia".

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A prova di bomba

VEGA E TECHNOFRAMES, MODERNI SCULTORI DELLA MATERIA

PREMIATA NELLA CATEGORIA INNOVAZIONE, L'AZIENDA NASCE A SCANZOROSCIATE NEL 1964, CRESCE CON GLI ANNI FINO AL MERCATO STATUNITENSE E SI SPECIALIZZA NEI MANUFATTI DI DESIGN

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iamo dei moderni scultori, Technoframes nasce dall'esperienza di VEGAche da oltre quarant'anni fornisce all'alta tecnologia meccanica le sue più raffinate creazioni". Esordisce così Mauro Vedovello, partendo da un know-how difficilmente replicabile, che si fonda sull'esperienza del padre Alberto (fondatore dell'azienda) e sulla professionalità del fratello Fabio. Una storia familiare che da Scanzorosciate ha saputo rinnovarsi negli anni conquistando il premio Odysseus per l'innovazione -, fino ad arrivare a "sbancare" il mercato statunitense con Technoframes, partendo dall'internazionalizzazione avviata nel 2000 dell'azienda madre VEGA. "Ho fondato questa realtà - ha affermato Alberto nel 1964. Ho iniziato facendo manutenzione di tutto ciò che riguardava il settore della saldatura. Poi ci siamo specializzati nella meccanica di precisione, fino alla svolta con l'avvento delle macchine a controllo numerico. Nel 1991 i miei due figli sono entrati in azienda e, passo dopo passo, hanno saputo prendere il timone, portando quell'innovazione che oggi tutti ci riconoscono". Com'è stato crescere e, al contempo, veder crescere l'azienda? "Con le macchine a controllo numerico - ha continuato Mauro abbiamo fatto un balzo sia in termini qualitativi, sia per quanto riguarda le quantità di produzione. Tuttavia, pur specializzandoci nel settore medicale, nel meccanotessile e avendo la capacità di lavorare diversi tipi di materiale plastico e di metallo, siamo cresciuti in un mix ideale di competenze manifatturiere e di design. Questo è stato il nostro vantaggio competitivo sulla concorrenza". Cosa intende quando parla di "mix ideale"? "Oggi, la maggior parte delle aziende tende ad esternalizzare gran parte della produzione. Noi siamo non solo gli ideatori, ma anche i costruttori, gli sviluppatori, i collaudatori e i responsabili di mer-

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cato di ogni prodotto. Raggruppiamo l'intera filiera tra le nostre mura e siamo in grado di produrre articoli altamente personalizzati". Come mai è nata Technoframes? "Nasce nel 2007 dalla volontà di diversificare i nostri manufatti. Volevamo costruire qualcosa che facesse capire al mercato ciò che la famiglia Vedovello è in grado di proporre. Ci siamo, per così dire, "buttati" fin da subito nel mercato delle armi e delle munizioni anche per una questione strategica. Volevamo educare al bello un settore molto pratico, o meglio pragmatico, e ci siamo proposti come designer". Possiamo dire che, ad oggi, la sfida è stata vinta. "Due anni fa abbiamo aperto una sede negli Stati Uniti, a Manchester, nel New Hampshire. Partecipiamo a numerose fiere di settore e l'internazionalizzazione è la nostra parola d'ordine. Come dicevamo, siamo moderni scultori in quanto la tradizione di VEGA è proprio quella di scavare forme piene. Custodie per armi, porta munizioni e munizioni inerti, quest'ultime hanno trovato una nicchia di mercato tra i collezionisti e persino alcuni reparti della scientifica americana hanno deciso di acquistarli per fare corsi". Da quante persone è formata attualmente l'azienda? "Abbiamo trentacinque dipendenti e nonostante la crisi (che abbiamo sentito solo nel 2009) non siamo mai ricorsi nemmeno ad


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Mauro Vedovello

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un'ora di cassa integrazione. Anzi, abbiamo ottime previsioni di crescita da qui ai prossimi cinque anni". Quali sono le prospettive per il futuro? "Il mercato ci sta chiedendo una tipologia di arredo hi-tech, al quale stiamo lavorando. Per il momento si tratta solo di progetti studiati ad hoc per qualche particolare cliente, ma non escludiamo la possibilitĂ di concentrarci, in futuro, sul settore".

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Lavoro

APPRENDISTI IN CADUTA LIBERA, MENO 70% IN 5 ANNI DA 12.700 ASSUNTI NEL 2007 AI 3.434 NEI PRIMI 9 MESI 2012

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ddirittura peggio del già malmesso mercato del lavoro. E' l'andamento dell'apprendistato in provincia di Bergamo, con un crollo verticale di giovani assunti attraverso questa nuova formula contrattuale, aggiornata dal governo Monti nell'ottobre del 2011. Analizzando gli ultimi cinque anni, emerge infatti che il dato attuale (3.434 apprendisti) è meno di un terzo rispetto ai numeri del 2007 (12.720 contratti); è vero che l'analisi comprende soltanto i primi nove mesi del 2012, aggiornata alla fine di settembre, tuttavia è già evidente che il risultato del 2011 (6.093 contratti) potrà essere raggiunto soltanto grazie a un miracolo. Le cifre sono emerse martedì 2 ottobre in Provincia, durante un incontro con le parti sociali per illustrare la revisione del riparto risorse varata il giorno prima dalla giunta di Via Tasso. Stando alle previsioni di spesa approvate il 7 maggio 2012 (linee d'indirizzo per la formazione esterna apprendisti assunti nella provincia di Bergamo - anno formativo 2012/2013), il grosso delle risorse disponibili sarebbe stato assorbito dagli avviamenti con la nuova normativa (D.lgs 167/2011), con la destinazione di 2.273.280 euro a questa voce (formazione finalizzata all'acquisizione delle competenze di base/trasversali per l'apprendistato professionalizzante); la quota minore (1.374.033,64 euro) era invece destinata alla vecchia normativa (formazione di prima e successive annualità degli apprendisti assunti ai sensi dell'art. 16 L. 196/1997 - maggiorenni e minorenni - e dell'art. 49 D.lgs 276/2003). In totale si tratta di 3,6 milioni abbondanti. Verifiche alla mano, è risultato invece che il "vecchio" intervento aveva già assorbito tutti i fondi, mentre quello nuovo è fermo a un millesimo del plafond stanziato (29mila euro, dei 2,25 milioni disponibili). Così la giunta provinciale ha ridistribuito le risorse, spostando 900mila euro sulle assunzioni ex L. 196/97 e D.lgs 276/2003, così da assicurare il percorso di qui a dicembre. Per la cronaca, l'anno formativo 2010/2011 aveva una dotazione di 4,6 milioni di euro, un milione in più. Se i nuovi apprendisti

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assunti nel 2012 sono 3.424, tutti gli apprendisti oggi al lavoro (e in aula) in Bergamasca arrivano a quota 10.289 unità; di questi, poco meno di 7mila applicano la tipologia professionalizzante della Legge Biagi (276/2003), altri 1.679 la legge Treu (196/1997) e 1.335 la normativa del 2011 (professionalizzante o contratto di mestiere). Quando ai settori di lavoro, la mag-

gioranza (28,5%) degli apprendisti assunti nel 2012 fa riferimento alla metalmeccanica, seguita da commercio (20%) e turismo (14,1%); a distanza edilizia (7,5%), barbieri e parrucchieri (5,1%), studi professionali (4,9%), eccetera. Infine, una tabella con tutti gli enti erogatori dei piani di formazione (e beneficiari dei fondi), aggiornata al 21 settembre 2012.


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Foto di Giorgio Chiesa Professionisti

EDILBROKER DA 15 ANNI AL SERVIZIO DEI MAGGIORI GENERAL CONTRACTOR DEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI L'AMMINISTRATORE MATTEO CANGELLI: «I COMPUTI METRICI ESTIMATIVI, LA CONTABILITÀ LAVORI E LE PERIZIE: IL NOSTRO CORE BUSINESS»

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onostante il settore delle costruzioni sia tra i più colpiti dalla crisi, in particolare nella Bergamasca - patria del segmento per antonomasia -, Edilbroker, società di servizi di Dalmine guidata da Matteo Cangelli, ha continuato a trovare opportunità, orientandosi verso i maggiori appalti di infrastrutture e grandi opere che vengono realizzate sul territorio nazionale e qualche volta all'estero. Appalti che notoriamente vengono sviluppati dai maggiori General Contractor del settore, Clienti, quest'ultimi, a cui Edilbroker, con lungimiranza, ha sempre dedicato le proprie energie commerciali, offrendo un sistema integrato di servizi, avvalendosi di un team multidisciplinare di professionisti che interagiscono, ciascuno con le proprie specifiche competenze, per l'approfondimento dei dettagli costruttivi e la valorizzazione economica dell'opera funzionale. Attività coordinate secondo il principio del Project Management.

Precisamente quali sono i servizi che offrite alle Imprese? Le attività che vendiamo ai nostri clienti sono i servizi tecnici che vengono svolti da Geometri, Architetti ed Ingegneri. Più precisamente si tratta della valorizzazione di opere in fase di Progettazione, di Gara d'Appalto o di Perizia di Variante, mediante la redazione di: computi metrici estimativi, quadri di raffronto ed analisi prezzi; contabilità Lavori attiva (verso il Committente) e passiva (verso i Fornitori) per la liquidazione degli stati avanzamento lavori (S.A.L.); stato interno dei lavori (S.I.L.), richieste d'offerta (R.d.O.), richieste d'acquisto (R.d.A.). Inoltre per la gestione della Commessa in fase esecutiva, siamo in grado di fornire l'intera struttura tecnica che a seconda dei casi può richiedere figure quali: direttore tecnico, contabile, capo cantiere, topografo, responsabile della qualità, assistente alle maestranze ecc. In sintesi forniamo le figure tecniche di cui necessita la com-

messa, in funzione dell'entità e della complessità dell'opera da realizzare, come se il cantiere fosse un vero e proprio "stabilimento" industriale. Ci porta l'esempio di una delle infrastrutture su cui avete lavorato di recente? Due delle principali commesse su cui abbiamo lavorato nei mesi appena trascorsi, e che impattano in maniera significativa sul territorio del Comune di Milano, riguardano la realizzazione delle nuove linee della Metropolitana. Precisamente la nuova "Linea 5"(1° e 2° tratta), già in costruzione, e della nuova "Linea 4 " in fase di progettazione. Per queste Commesse, siamo stati chiamati a verificare le quantità per la valorizzazione delle diverse parti d'opera; In particolare per le opere "Civili" abbiamo redatto i Computi Metrici Estimativi. I nostri committenti sono stati il Consorzio Garbi S.c.a.r.l. di Milano per la 1° tratta della Linea 5, e Astaldi S.p.a. di Roma per la 2° tratta sempre della Linea 5. Sulla scorta dell'esperienza e del servizio che abbiamo reso per la Linea 5, il Consorzio MM4 S.c.a.r.l. di Milano, che vede nella compagine societaria Impregilo S.p.a. ed Astaldi S.p.a., ci ha incaricati per la redazione dei Computi Metrici Estimativi della nuova Linea 4, 1° e 2° tratta "Expò 2015". Edilbroker s.r.l. anche in questo caso ha impiegato e coordinato diversi tecnici che hanno concorso alla stima delle opere geotecniche, strutturali e di finitura delle diverse Stazioni. Inoltre sono state stimate opere relative agli ambiti superficiali e delle viabilità (provvisorie e definitive), ed è stato affrontato il complesso tema della valorizzazione delle opere civili di risoluzione delle interferenze dei sottoservizi con le Stazioni sotterranee. Oltre alle Metropolitane quali altre opere di infrastruttura avete seguito, e per quali clienti? "Per Ansaldo Breda S.p.a di Napoli, abbiamo progettato le opere civili, compreso il prolungamento di un binario per l'approvvigionamento di nuove carrozze al deposito treni di ATM a Cologno Monzese, per il Consorzio SegrateLambrate s.c.r.l., la cui compagine societaria è rappresentata da Cooperativa di Costruzioni S.c.a.r.l. di Modena e Pessina Costruzioni S.p.a. di Milano, ci stiamo occupando della redazione delle contabili-


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amministrazione, sono alcuni esempi dei diversi ambiti su cui abbiamo lavorato per resistere al crollo delle opportunità dei vecchi clienti legati al mercato immobiliare residenziale. Abbiamo infatti dedicato le nostre attenzioni commerciali anche a quelle aziende capaci di aggiudicarsi appalti pubblici. Se pure per appalti di minore entità rispetto a quelli che normalmente si aggiudicano i colossi delle costruzioni come Impregilo ed Astaldi. Si tratta di realtà molto importanti nel settore delle costruzioni, sono stati nostri clienti: Italiana Costruzioni S.p.a. di Milano per la costruzione della nuova Caserma dei Carabinieri a Brembate (Bg).; la Cooperativa Edil Sermidese S.c.a.r.l. si Sermide (Mn) per la ristrutturazione degli Istituti Scolastici Dell'Acqua e Bernacchi in comune di Legnano (Mi); la Cooperativa di Costruzioni S.c.a.r.l. di Modena per la realizzazione del nuovo Deposito Automobilistico di Rogoredo ATM ed il Parcheggio delle auto rimosse dalla Polizia Municipale in Rogoredo (Mi); per la Grandedil S.r.l. abbiamo collaborato per la commessa di adeguamento della Rotatoria in Comune di Calolziocorte (Bg). e la realizzazione della Pista Ciclabile Antica Postumia a Cremona; ancora per Alvit S.r.l. di Torino stiamo collaborando per la realizzazione del nuovo Centro Amministrativo in Comune di Albano S. Alessandro (Bg).

tà lavori attive e passive, oltre ai computi metrici estimativi per le perizie di variante relative alle opere per la ristrutturazione dello svincolo di Lambrate e della viabilità di accesso al Comune di Segrate. (1° lotto - 1° stralcio A51 - Tangenziale Est di Milano). Anche per la nuova viabilità della Pedemontana, con l'Impresa Bacchi S.r.l. di Carpiano (Mi), abbiamo l'incarico della redazione della contabilità attiva e passiva delle opere di movimento terra e opere in cemento armato oltre al coordinamento tecnico in cantiere di alcune attività e maestranze impegnate all'esecuzione dei lavori. Per Cooperativa di Costruzioni S.c.a.r.l. di Modena, abbiamo un incarico per la redazione di elaborati

grafici e descrittivi, dei computi metrici estimativi, dei brogliacci di cantiere inerenti la contabilità dei lavori, per gli interventi di ristrutturazione, adeguamento, collegamento e costruzione sulla rete fognaria in Milano. Sempre per la medesima commessa ci stiamo occupando dei tracciamenti topografici, attività quest'ultima recentemente svolta in assistenza a Satec S.r.l. di Grosseto, per la realizzazione del parcheggio cargo dell'Aeroporto di Malpensa (Va). Quali altre tipologie di costruzioni avete seguito negli ultimi anni? Caserme, scuole, depositi e parcheggi, rotatorie e ciclabili, edifici per la pubblica

Il settore "Residenziale" è un segmento dell'edilizia che non seguite o è un mercato finito? Con riferimento al settore residenziale, che ha subito la maggiore contrazione nell'ambito delle costruzioni, Edilbroker s.r.l. ha saputo comunque procurarsi alcune opportunità offerte dalla "piazza Milanese", rimasta dinamica con importanti interventi che caratterizzeranno parte del territorio del Comune di Milano: Torri e grattacieli, tra i quali anche quelli ricompresi nel grande progetto di Expò 2015. Nell'ambito dell'intervento di riqualificazione dell'area della vecchia fiera di Milano, siamo stati chiamati a dare il nostro contributo per la definizione delle prime stime e budget di spesa per il grande intervento di City Life - Lotto Residenziale "LIBESKIND" torri Rb1 e Rb2 -, dalla società Tre Torri S.p.a. di Milano e City Life S.p.a.(ora City Contractor) di Milano. Cesi Cooperativa Edil Strade Imolese di Imola, ci ha incari-

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cato per la valorizzazione delle opere civili e la redazione del capitolato d'appalto per due edifici nell'ambito dell'Housing Contest, repertorio di progetti per edifici residenziali ad elevate prestazioni e basso costo. Teknoarch S.r.l., importante società di progettazione (partecipata dalla Società Euromilano S.p.a.) ci ha incaricato per la valorizzazione del progetto e redazione del capitolato d'appalto inerente la costruzione della "Torre R9 - 10" per l'intervento residenziale del "Villaggio Expo' 2015". A questo punto immagino sia scontata la vostra esperienza anche nelle costruzioni con vocazione Commerciale e Direzionale. Già! Non sbaglia. Senza dilungarmi le cito due dei più significativi lavori svolti: Il primo, con l'impresa G.D.M. Costruzioni S.p.a. di Peschiera Borromeo (Mi), per la costruzione del supermercato Esselunga di Legnano, Area ex Cantoni: abbiamo redatto le contabilità attive e passive dei lavori; mentre per Zoppoli & Pulcher S.r.l. di Torino abbiamo dato il nostro contributo, in sinergia con alcuni tecnici dell'impresa, alla definizione dell'offerta economica per la realizzazione del Centro Commerciale che sorgerà a Cascina Merlata, nel grande intervento edilizio per la realizzazione del "Villaggio Expò 2015. Nell'ambito direzionale voglio spendere un'altra importante referenza: "Altra Sede Regione Lombardia"; per la realizzazione di quest'opera, costruita dal General Contractor Consorzio Torre S.c.a.r.l di Milano, siamo stati incaricati per parte della redazione della contabilità attiva e passiva oltre ad alcune significative perizie di variante. In questi difficili anni, a livello commerciale come siete riusciti a rimanere così efficaci? Il know-how maturato nel settore delle infrastrutture, ci consente di distinguerci dai più tradizionali studi professionali e di trovare ancora buone opportunità. Come si evince dalla descrizione delle attività, e dalle aziende nostre clienti, posso affermare che Edilbroker ha saputo mantenersi forte a livello commerciale, restando società di riferimento, soprattutto, per le aziende maggiormente strutturate. L'attività di promozione dei nostri servizi è curata direttamente da me attraverso PROMOTION, ditta individuale, nata per il procacciamento delle opportunità nel settore delle costruzioni. Il vero punto di forza è il connubio tra la qualità della pro-

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fessionalità che vendiamo e la flessibilità che offriamo. Il vantaggio per le imprese nostre clienti è quello di poterci convocare, anche per urgenze, nei momenti di difficoltà nella gestione delle risorse interne. Specie per le aziende che acquisiscono un portafoglio lavori attraverso gare d'appalto pubbliche, dove la programmazione delle risorse è subordinata all'aggiudicazione dei lavori, la flessibilità incontra la loro esigenza di avere personale dedicato che, per numero e tipologia di profilo professionale, sanno di potere attingere da Edilbroker. Addirittura nella fase esecutiva dei lavori, se una commessa incontra ostacoli o sospensioni, il nostro cliente non sopporta costi ed al contempo non disperde le professionalità che, al riavvio delle attività, la nostra struttura è sempre in grado di garantire con tempismo. Nonostante i nostri punti di forza, ancora molto incisivi sulle aziende che mirano all'acquisizione delle commesse pubbliche, una diminuzione del fatturato relativo alle più comuni attività dedicate a clienti "Immobiliari e Privati" c'è stata, ma è da ritenersi fisiologica per la progressiva e repentina contrazione del mercato "residenziale privato". Con le banche avete incontrato difficoltà o vi hanno sostenuto come negli anni migliori? La fiducia dagli Istituti di Credito ci è sempre stata confermata. Certo è che l'attenzione ed il grado di rischio che è stato posto al nostro settore ha portato all'aumento degli spread e dei costi aggiuntivi per i diversi "servizi bancari": il costo del denaro, del conto corrente e degli affidamenti è divenuto veramente eccessivo, quasi insostenibile. Di conseguenza, vuoi anche per una riduzione del fatturato, su alcuni Istituti di Credito che utilizziamo abitualmente, abbiamo ridimensionamento alcune linee di credito, costose e superiori alle effettive necessità. Il prossimo passo sarà quello di puntare alla riduzione dei rapporti bancari, tutto ciò nell'ottica di contenimento dei costi. Se potessimo elimineremmo completamente tutte le linee di credito ma per noi, come per molte aziende, rappresentano un importante strumento per sopportare le dilazioni di pagamento che i nostri clienti ci chiedono nella "forbice" dei 90/180 giorni. Prima accennava ad una riduzione del fatturato. E' stata una contrazione significativa?

Il nostro fatturato ad oggi risulta comunque essere in linea con la media consolidata dei 15 anni della nostra attività, considerando anche il risultato del 2008, "picco" massimo del settore delle costruzioni Quali Interventi sui costi avete dovuto fare? Dopo il 2008, i costi per la gestione amministrativo - commerciale e di coordinamento tecnico, sono stati ridotti notevolmente. Oggi le principali funzioni strategiche e di gestione sono svolte dal sottoscritto, da sempre amministratore di Edilbroker s.r.l. Chiaramente con il supporto di segreteria interna e dei consulenti esterni, fisiologici per l'esistenza dell'attività. Come vede il futuro? Deve ancora arrivare. Spero si presenti fertile almeno per quelle aziende che hanno saputo resistere a questo duro "banco di prova". Si dice che il lavoro nobilita l'uomo. Può essere vero ma di certo, principalmente, il lavoro sostiene l'esistenza dell'uomo. Non voglio essere un indovino, voglio solo augurarmi che per l'uomo continui ad esserci lavoro, tanto per gli imprenditori quanto per gli operai e tutte le altre categorie. E' ora che le famiglie possano riacquistare la serenità di un tempo. Cosa mi dice della politica? Ammiro chi si impegna con onesta e serietà. Detesto chi persevera solo nel tenersi stretti i privilegi e fa politica unicamente con quella finalità. Nostro malgrado abbiamo evidenti esempi. Nomi alti sonanti che anziché scusarsi per i danni procurati ai cittadini, anche ai propri elettori, ancora vanno ad elemosinare consensi. Senza nemmeno l'umiltà di riproporsi per riparare ai danni di cui sono artefici. Al contrario con l'arroganza di sostenere le proprie ragioni. Il popolo Italiano è troppo paziente e tollerante. O forse troppo bigotto per avere l'ambizione di volere realmente cambiare. Chi ha rubato, mentito, chi è stato omertoso, non è degno di rappresentare il popolo Italiano. Come desidera congedarsi? Lasciamo che i lettori passino al prossimo articolo. Spero non tratti di politica…


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La personale

ALESSANDRO VERDI

COLORA L’AUTUNNO DI BERLINO

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l'autunno berlinese lo sfondo scelto da Alessandro Verdi per la nuova personale, dal 2 al 30 novembre 2012 all'Halle Am Wasser. Reduce dalla mostra alla Fondazione Mudima di Milano (12 settembre-12 ottobre 2012) il pittore bergamasco porta ora i suoi ultimi lavori nel prestigioso spazio espositivo di Berlino, accompagnato da un opening ideato da Agnese Grieco con Frank Arnold su testi di Samuel Beckett, Yasunari Kawabata e Daniil Kharms. Classe 1960, studio ad Ambivere, Alessandro Verdi propone una pittura al tempo stesso meditata e spontanea, sensuale e raffinata, memore della tradizione calligrafica giapponese e della forza di un alfabeto genetico pri-

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mordiale. Ogni opera è il risultato di una tensione interna al quadro che emana dallo spazio e circonda le figure, come scritto da Achille Bonito Oliva in occasione della partecipazione dell'artista alla 53. Biennale di Venezia nel 2009: "La ricerca di Verdi è volta a rinvenire e fissare tracce di esistenza allo stato puro, senza le superfetazioni imposte dalla società, irradiando all'intorno una fertilissima aura che fa defluire attraverso le metafore del linguaggio la sua incandescente carica espressiva". Alessandro Verdi 2 novembre - 30 novembre Halle am Wasser 3 @ Hamburger Bahnhof Invalidenstr. 50/51, 10557 Berlin


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Moda

EMMEGIERRE FASHION UN CUORE DI SHOPPING

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n maglione per Natale non è solo un romanzo di Glenn Beck ma un'idea regalo da incartare e lasciare sotto l'albero di parenti e amici. Prima delle festività natalizie, a fine dicembre, nel quadrilatero della moda milanese aprirà la boutique dello stilista Paolo Pecora, con l'azienda bergamasca Emmegierrefashion di Osio Sopra. In questa zona, dove si concentrano numerosissimi negozi e atelier delle griffe più importanti della moda, le vetrine del negozio si affacceranno su Via del Gesù e sarà il primo store monomarca all'ombra della Madunina. Paolo Pecora è un brand di total look per uomo e donna, che presenta un look easy-to-wear sobrio e rigoroso, mescolato con un pizzico di trasgressione. Il marchio nato nel 1980 come camiceria da donna dall'eponimo designer, cresce nel 1984 presentando la linea femminile e registrando un boom nelle vendite che permette all'etichetta di espandersi velocemente. Nel 1990 lo stilista lancia la prima collezione maschile, dedicata ad un pubblico di tutte le età ed eterogeneo. Sospeso tra cultura made in Italy e design innovativo, Paolo Pecora diviene in poco tempo un marchio internazionale che attraversa le generazioni e interpreta i trends della moda secondo un gusto personale sofisticato. Nel frattempo subentra un partner industriale, l'azienda bergamasca Emmegierrefashion dei fratelli Gianluigi e Roberto Vavassori e la mamma Frigerio Maria Rosa.

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Nata nell'anno 2004 e sviluppatasi da un'impresa famigliare fondata nel 1962, nel 2005 la Emmegierrefashion decide di acquisire e produrre le linee Paolo Pecora in licenza per confezionare un prodotto interamente fabbricato in Italia. Prima di Milano Pecora ha aperto un negozio monomarca nel centro di Bergamo, in via Sant'Alessandro. Dei cinque negozi principali della catena due monomarca si trovano a Bergamo e a Firenze mentre gli atri tre sono franchising di Verona, Venezia. Nel complesso sono più di 400 i punti vendita multimarca in Italia e circa 150 all'estero, di cui 25 in Francia, tutti posizionati nel alto di gamma che commercializzano maglie, camice e jersey delle collezioni uomo e donna di questa marca. Oggi il marchio fattura 15 milioni di euro prevalentemente in Italia e il connubio tra Paolo Pecora e la Emmegierefashion ha permesso ai fratelli Vavassori di triplicare il proprio fatturato nell'arco di appena tre anni. Il brand, inoltre, a breve inaugurerà il suo primo punto vendita all'estero nel centro storico di Barcellona in Spagna. "La Cina potrebbe essere un altro progetto interessante. Stiamo valutando richieste da parte di società cinesi per aprire in partnership dei negozi in questo mercato", spiegano i fratelli Vavassori. La linea maschile, diventata negli anni il punto di forza del marchio, è composta da circa 300 capi con calzature e accessori (borse, cinture ecc.), mentre la linea donna conta un centinaio di pezzi.


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Accoglienza

HOTEL SAN GIORGIO QUANDO IL COMFORT È ACCESSIBILE

LA STRUTTURA RICETTIVA GUADAGNA UNA STELLA MA NON DIMENTICA LE RAGIONI DEL SUCCESSO: FLESSIBILITÀ, CORTESIA, PREZZI MODICI E ADATTABILITÀ AD OGNI TIPOLOGIA DI AVVENTORE

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na struttura accessibile a tutti, ma che allo stesso tempo gode dei vantaggi delle più lussuose destinazioni alberghiere. L'Hotel San Giorgio è posizionato a due passi dal centro storico di Bergamo e permette a tutti (turisti e non), grazie ai suoi prezzi modici e alla sua ospitalità, di godere delle bellezze della Città dei Mille senza per questo dover eccessivamente alleggerire il portafogli. L'ottimo livello di comfort delle camere, accoglienti e arredate con gusto e qualità, unitamente alla puntualità dei servizi, hanno fatto dell'Hotel San Giorgio una location dove l'ospitalità è costantemente affiancata da personale qualificato, sempre lieto di suggerire mete

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e percorsi da dedicare al tempo libero e sempre reattivo nell'esaudire ogni richiesta. Un'attenzione e una cura del particolare che hanno da poco consentito alla struttura di raggiungere la terza stella. COMFORT - Sempre alla ricerca di ulteriori benefici e comfort per i propri ospiti, degli interni colpisce da subito l'allestimento - davvero splendido - della sala colazioni, posizionata sulla terrazza con vista su città Alta, ma anche le accoglienti sale d'attesa e intrattenimento nella hall, il tutto "condito" da un ampio parcheggio all'esterno della struttura. Tornando alle colazioni, è impossibile non citare il ricco buffet offerto: italian breakfast, dolce e salato, e pane freschissimo. C'è anche un servizio bar per potersi godere un caffè "fuori tempo massimo", un drink in compagnia o una distensiva bevanda calda. CAMERE - Accoglienza e ospitalità rappresentano l'essenza dell'hotel. Salta subito all'occhio ciò che gli ospiti potranno trovare, vale a dire un ambiente confortevole e familiare, dove si potrà alloggiare in accoglienti camere organizzate in modo da sfruttare lo spazio a disposizione e soprattutto attrezzate sia per i soggiorni brevi che per i lunghi periodi. L'Hotel San Giorgio offre 34 camere, arredate con gusto e personalità, calde ed accoglienti, per non fumatori e dotate di doppi vetri che unitamente all'ubicazione della struttura, in una zona centrale e tranquilla, favoriscono un comodo soggiorno in ogni momento della giornata e il silenzio necessario per un riposo sereno e tranquillo.


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Tutte le camere dispongono di bagni privati e alcune sono attrezzate per persone diversamente abili. Il segmento business può trovare la giusta quiete e i servizi adatti al lavoro, grazie alla connessione wireless gratuita nella comodità del proprio alloggio. Infine, l'hotel mette anche a disposizione, gratuitamente, culle per bambini su richiesta. PLUS - A disposizione degli avventori ci sono anche la cortesia del personale, naturalmente multilingua, giornali nazionali e stampa locale liberamente consultabili, quotidiani e mappe della città, Internet point e connessioni wi-fi gratuita ed estesa, ascensore, deposito bagagli e altro ancora. Molta attenzione è stata posta anche alle persone diversamente abili con un ingresso dedicato, ma anche agli amanti del "green" con un parcheggio privato interno per biciclette.

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LOCATION - L'hotel, infine, è una struttura dall'architettura settecentesca, arredato con stile ed eleganza e recentemente ristrutturato. I numerosi comfort a disposizione lo rendono davvero adatto a tutti, business man o famiglie, e gli permettono di fare

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sentire ogni avventore come a casa propria, sia nel caso di brevi permanenze sia di lunghi soggiorni. Il turista trova invece nella comodità dei mezzi pubblici e nella vicinanza a varie attrazioni turistiche un ottimo punto di partenza per la sua visita a

Bergamo. Ubicato nelle immediate vicinanze della stazione dei bus e della stazione ferroviaria, il San Giorgio si trova in una zona perfettamente centrale che favorisce gli spostamenti sia verso il centro storico sia verso l'autostrada Milano-Venezia. Facile e comodo da raggiungere anche l'aeroporto di Orio al Serio, a pochi minuti di auto. Insomma, con la terza stella l'Hotel San Giorgio non ha fatto altro che legittimare ciò che i suoi numerosi clienti avevano già notato, vale a dire le qualità di una struttura ricettiva che unisce la semplicità di un due stelle all'attenzione per il dettaglio di un quattro stelle. Senza mai dimenticarsi la flessibilità, la capacità di essere adattabile ad ogni tipologia di avventore e senza risparmiare qualche chicca, come la terrazza panoramica per le colazioni. INFO UTILI Via San Giorgio, 10 - 24122 Bergamo Tel. 035 212043 www.hotelsangiorgiobergamo.it

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MOTORI

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Su strada

SERIE 1, LA

«ENFANT PRODIGE DI CASA BMW» LARGO AI GIOVANI È UNO SLOGAN CHE LA CASA BAVARESE HA TRADOTTO IN FATTI. ECCO IL NUOVO GIOIELLO CHE ANCHE I NEOPATENTATI POTRANNO GUIDARE Testo&foto di Giorgio Chiesa

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18,2 km/l ed emettere 129 g/km di CO2: si tratta di valori in linea a quelli dichiarati per la BMW 116i da 136 CV. Inoltre, è dotata di serie del cambio manuale a sei marce abbinato al sistema Stop&Start con recupero dell'energia in frenata. SERIE 1 - Parliamo di una vettura che, rispetto alla passata generazione, è cambiata, si è evoluta, mantenendo sempre lo stesso DNA. Ed ora, con i nuovi motori 1.6 a benzina dotati di turbocompressore, le prestazioni vanno di pari passo con il risparmio di carburante. Merito della tecnologia e dell'efficienza che da sempre contraddistingue i prodotti della Casa dell'Elica. ESTERNI - La Serie 1 è fedele alla sua linea caratteristica, per via di quella fiancata inequivocabile che riprende il disegno del primo modello, con la linea di cintura alta e il taglio del finestrino posteriore. Per il resto non c'è niente di uguale alla versione precedente: il frontale ha assunto lo stile delle ultime creazioni bavaresi con il doppio rene accentuato e i nuovi gruppi ottici, anche nella vista posteriore i fari sono stati completamente ridisegnati e adesso sottolineano la larghezza della vettura. Quest'ultima è aumentata di 17 mm, così come la lunghezza cresciuta di 85 mm e il passo 30 mm; solo l'altezza è rimasta invariata a sottolineare una sorta di continuità stilistica. In definitiva, questa due volumi sportiva ha un aspetto inconfondibilmente BMW, quindi sportivo, ma al tempo stesso equilibrato. Aprire il garage e scorgere la nuova Serie 1 è sempre una bella sensazione, perché il suo corpo vettura è assemblato con la consueta precisione del marchio bavarese. INTERNI - L'elemento su cui, subito, vengono puntati i riflettori nelle vetture di questo tipo è la verifica dell'abitabilità del divano posteriore. La sensazione è che gli uomini BMW siano riusciti a compiere un grande passo avanti sotto questo aspetto, in quanto lo spazio per le gambe è aumentato, grazie all'incremento del passo di 30 mm ed alla conforuesto volta diamo spazio ai giovani, anzi ai giovamazione dei sedili anteriori. Inoltre, si può contare anche su nissimi. Devono aver pensato a questo gli ingegneri un bagagliaio più capiente, visto che il volume di carico è BMW quando, nel mese di luglio, hanno scelto di cresciuto di 30 litri. Per il resto troviamo la maniacale cura lanciare sul mercato una motorizBMW, tanto da dare l'imzazione che andasse incontro alle pressione di essere a bordo ESTERNI nuove "limitazioni" per i neopadi una Serie 3, visto che la tentati. In Italia, infatti, è stato grafica della strumentazioLa due volumi ha un aspetto introdotta la legge che permette ne, la qualità dei materiali e inconfondibilmente BMW, ai giovani "al primo anno" di guila componentistica della quindi sportivo, dare vetture con un massimo di console centrale offre una ma al tempo stesso 55 kW/t (rapporto tra potenza e sensazione di lusso ai vertitara). E proprio qui s'inserisce la ci della gamma. L'abitacolo equilibrato ed elegante nuova 114i, che per prestazioni e è in puro stile premium e prezzi si colloca come versione presenta persino la possibibase della Serie 1. Spinta dal 1.6 quattro cilindri turbo in lità di utilizzare le applicazioni dell'iPhone tramite il BMW configurazione da 102 CV e 180 Nm di coppia, il piccolo Connected APP (quest'ultimo un optional che di certo piacegioiello della casa tedesca è in grado di percorrere in media rà ai giovani) che consente di collegarsi con le radio digitali,

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di visionare e, addirittura ascoltare, tramite l'impianto audio, i messaggi degli account personali di Facebook e Twitter. AL VOLANTE - In BMW ogni prodotto non può prescindere dal piacere di guida. La 114i della nostra prova era equipaggiata con il propulsore d'ingresso della gamma a benzina, il 1.6 da 102 CV che, quanto a tecnologia, non sfigura nemmeno in confronto con i 6 cilindri turbocompressi della Casa. Infatti, oltre al turbocompressore Twin-Scroll, presenta l'iniezione diretta di benzina, il sistema Valvetronic e il Doppio VANOS. Un insieme di accorgimenti tecnici che lo rendono estremamente trattabile e capace di adattarsi ad ogni situazione. Sempre fluido nell'erogazione della potenza, questo 4 cilindri da 102 CV può essere utilizzato con un filo di gas in modalità ECO PRO, per vedere sul computer di bordo quanti chilometri di autonomia si riescono a guadagnare durante il viaggio, oppure strigliato a dovere passando alla modalità Sport +, in cui il rombo si fa più accentuato, le cambiate avvengono a

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regimi superiori e l'elettronica diventa più permissiva. Insomma, questa BMW si adatta allo stato d'animo del guidatore e può essere rilassante ed estremamente confortevole, oppure più rigida e veloce nei cambi di direzione solamente premendo un pulsante posto sul tunnel centrale. E' un vero piacere ritrovarsi al volante di questa compatta lungo una strada ricca di tornanti, perché la trazione posteriore, unita ad una distribuzione dei pesi che rasenta la proporzione ideale del 50:50 sui due assi, ad un comparto sospensivo di primo livello grazie all'asse anteriore a doppio snodo e a quello posteriore a 5 bracci, ed allo sterzo sportivo variabile, rendono la guida estremamente appagante. L'auto è stabile, sicura,

e difficilmente tende a scomporsi, accetta di buon grado una condotta di guida sportiva, ma risulta gratificante anche a bassa andatura. CONCLUSIONI - Silenziosa in autostrada, divertente nel misto, la Serie 1 è un'auto completa e la motorizzazione 1.6 da 102 CV è un'interessante alternativa ai diesel per chi non compie grandi percorrenze annuali, oltre che essere adatta ai neopatentati. Questo propulsore conserva lo spunto di un motore a gasolio e vanta prestazioni di tutto rispetto, un motore che di certo piacerà a tutti i giovani che avranno la fortuna di acquistarla.

LARIO BERGAUTO Via Campagnola, 50 Tel. 035 4212211 - BERGAMO Corso Carlo Alberto, 114 Tel. 0341 27881 - LECCO Via Brescia, 78 - Tel. 035 830914 GRUMELLO DEL MONTE www.lariobergauto.bmw.it www.mobility.it

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MOTORI

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Provata per voi

A3, PER AUDI

UNA RIVOLUZIONE SILENZIOSA LA NUOVA NATA DELLA CASA TEDESCA NON VIENE COMPLETAMENTE RIDISEGNATA NEGLI ESTERNI, MA NASCONDE INNOVAZIONE, QUALITÀ E TECNICA DIETRO LE APPARENZE Testo&foto di Giorgio Chiesa

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sa, ma anche più leggera. Presentata a marzo al Salone di Ginevra, la nuova A3 è la prima delle auto del Gruppo Volkswagen ad adottare il pianale modulare MQB, in uscita su oltre 40 modelli nei prossimi anni; la vera rivoluzione, però, è Audi Ultra, il telaio composito in acciaio e alluminio più leggero di 80 kg rispetto alle strutture tradizionali, che mantiene ingombri simili e offre una migliore abitabilità soprattutto ai passeggeri posteriori - grazie al passo allungato. Su strada, il peso ridotto si fa sentire sia nella maggiore agilità della vettura sia per il minore raggio di sterzata necessario per invertire la marcia. TRE PORTE - Per il momento la neonata tedesca è disponibile solo nella versione a 3 porte, perché la Sportback (la 5 porte) arriverà all'inizio del 2013. Nel corso degli anni, poi, la A3 allargherà la propria gamma con versioni a trazione integrale quattro, sportive S, a metano, ibride plug-in e a 3 volumi. Riconoscibile nelle forme eleganti, la A3 del 2012 è più sportiva delle sue precedenti versioni e vanta una dotazione tecnologica che ti aspetteresti su modelli di classe superiore. Il modello testato era equipaggiato con l'allestimento "Ambition", che vanta il monitor a scomparsa da 7 pollici del navigatore satellitare (con cartografia Google Earth e "street view", tecnologia Nvidia e Audi Connect, con un hot spot interno per navigare a caccia di informazioni anche - via WiFi - connettendosi con lo smartphone) e la manopola touch opzionale nella console centrale, per gestire le principali funzioni multimediali. Disegnando lettere e numeri con il dito si può facilmente inserire la destinazione sul navigatore o comporre un numero da chiamare, senza la necessità di guardare il display. TARGET - La nuova A3 è dedicata a giovani e coppie. Quanto ai posti anteriori, il volante gode di un'ampia escursione sia in altezza che in profondità e permette di ritagliarsi agevolmente una posizione di guida ergonomica, indipendentemente da statura e taglia. Parlando di interni, come lcuni potrebbero dire che è troppo simile alla precedetto, non si può non menzionare la qualità dei materiali: le dente generazione. Ma si sbagliano di grosso, perché plastiche sono da Audi vera non solo nelle parti più in vista, dodici anni dopo il lancio della prima, il cambio è ma anche nelle zone nascoste. Tutto è curato nei minimi detstato davvero notevole. Ad averci tagli, dai pulsanti per il impressionato della nuova Audi volume alle bocchette delLa berlina è più spaziosa e A3 sono stati soprattutto gli interl'aria, splendidamente diseni, che presentano una cura per il gnate. Si ha la concreta leggera. La rivoluzione si chiama dettaglio e una classe che, davveimpressione di essere seduti Audi Ultra, il telaio composito ro, lascia senza fiato. Ma andiaall'interno di un'auto di in acciaio e alluminio che guadagna mo con ordine, perché la tedesca lusso, una sensazione sicu80 kg rispetto alle strutture è un gioiello da svelare passo ramente piacevole e partidopo passo. Il segreto del suo colare. tradizionali successo, quantificabile in 2,7 milioni di unità vendute delle due BENZINA - Tutti i propulgenerazioni precedenti (pari al 20% delle vendite all'anno di sori della A3 sono turbocompressi ed all'inizio i motori Audi), è soprattutto in tre fattori che ne caratterizzano lo svisaranno solo tre: 1.4 e 1.8 TFSI, 2.0 TDI (in prova). luppo: design, qualità e tecnica. La berlina è ora più spazioAccreditati rispettivamente di 122, 180 e 150 cavalli, ai

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primi due andrà il 30% delle preferenze mentre il Diesel sarà DIESEL - La vettura in dotazione per la nostra prova era scelto dal 70% della clientela. Ma procediamo proprio con i dotata di un motore 2.0 TDI da 110 kW che ci ha impressiobenzina. Audi A3 utilizza la tecnologia TFSI - il carburante nato non solo per la sua potenza, ma anche per l'efficienza. Il viene iniettato direttamente nella camera di combustione e sistema di iniezione common rail ha quattro iniettori ed è atomizzato in spray garantendo efficienza e dinamismo -, caratterizzato da un eccellente equilibrio tra prestazioni, unendo quest'ultima ad un turbocompressore, assicurando comfort di guida ed acustica del motore. Il motore 2.0 TDI così un'erogazione della potenza ancora migliore. Il motore dispone anche di un sistema estremamente potente per la 1.4 TFSI da 90 kW consente di raggiungere ogni destinaziogestione termica. I due alberi di equilibratura sono integrati ne con potenza ed economia. Il suo leggero blocco motore in direttamente nel carter, migliorando ulteriormente l'erogaalluminio permette di risparmiare peso e, di conseguenza, zione. La coppia massima di 320 Nm viene raggiunta a 1.750 carburante. Il motore 1.8 TFSI giri, e si toccano i 100 km/h in da 132 kW agisce con il sistesoli 8,6 secondi. Il motore con Parlando d'interni, ma Audi valvelift ed un'intellicambio manuale consuma in gente gestione termica. Una media 4,1 litri/100 km, emetsi ha la concreta impressione coppia maggiore viene generatendo solo 106 g di CO2/km di essere seduti in un'auto di lusso ta ai regimi più bassi passando (valore nel ciclo combinato), Tutto è curato nei minimi dettagli, tra due camme di scarico. Il ed è conforme alla norma Euro dai pulsanti per il volume motore reagisce più rapida5 sulle emissioni. mente, e con il cambio S tronic alle bocchette dell'aria accelera da 0 a 100 km/h in 7,2 EFFICIENZA - In un percorsecondi. Il sistema Audi valveso di circa cinquanta chilomelift consente, inoltre, di risparmiare carburante e ridurre le tri, dalla concessionaria ufficiale Bonaldi Motori ad emissioni di CO2. Oltre all'iniezione diretta, il 1.8 TFSI utiAlmenno San Bartolomeo (alla rotonda di San Tomè), abbializza l'iniezione indiretta rendendo questo propulsore ancora mo avuto modo di provare anche i nuovi sistemi di assistenpiù efficiente. Entrambi i motori sono conformi allo standard za. Tutto si comanda dal volante multifunzione, Euro 5 sulle emissioni. dall'Adaptive Cruise Control - che permette di fissare la

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distanza dal veicolo precedente con una leggera pressione sul tasto dedicato - all'abilitazione del "Audi Active Lane Assist", che impedisce un'andatura scomposta nel traffico: il sistema non interviene sui cambi di direzione decisi, ma si limita a prevenire eventuali salti di corsia accidentali, intervenendo sullo sterzo per correggere le traiettorie. In aggiunta, il "Side Assist" monitora l'angolo morto del retrovisore e avvisa con una luce sullo specchietto se chi ti segue è troppo vicino. Sul fronte della sicurezza passiva il "Audi Pre Sense

Basic", pacchetto già disponibile nelle serie maggiori Audi, è ora disponibile anche sulla piccola compatta. Il sistema elabora le informazioni dei sensori dell'ESP e in caso di sbandamento o brusca frenata interviene attivando il lampeggio di emergenza, bloccando finestrini e tendendo le cinture dei sedili. Tra le altre dotazioni, c'è il sistema di parcheggio automatizzato o assistito, con 12 sensori che monitorano gli ostacoli intorno alla vettura e i fari opzionali Xeno Plus con luci diurne a Led.

BONALDI MOTORI Bergamo Via Gemelli, 30 Tel. 035 4532711 www.bonaldi.it

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EVENTI

I 70 ANNI DI SAME FESTEGGIATI INVESTENDO

È

stata una giornata di festa doppia quella che si è celebrata lo scorso venerdì 22 ottobre alla Same Deutz-Fahr di Treviglio. Da una parte il traguardo dei 70 anni dalla fondazione della società, dall'altra la presentazione del nuovo trattore Same Virtus firmato da Giugiaro, che abbina l'evoluzione tecnologica a caratteristiche di comfort e design. I numerosi ospiti della kermesse, provenienti da tutto il mondo per via delle strategie d'internazionalizzazione del Gruppo, sono state accolti da un buffet organizzato dal prestigioso ristorante "Da Vittorio". Prima della conferenza stampa tenuta all'auditorium dell'azienda, gli invitati sono stati accompagnati per un tour guidato all'interno degli stabilimenti, per toccare con mano la forte spinta innovativa della realtà trevigliese. Una filosofia dedita alla ricerca&sviluppo emersa dalle parole dei vertici Same: il Gruppo delle macchine agri-

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cole, infatti, nei prossimi tre anni presenterĂ ben 30 modelli completamente nuovi per concezione, investendo complessivamente (dal 2011 al 2015) la ragguardevole cifra di 242 milioni di euro, un importo piĂš che doppio rispetto ai 102 del quinquennio precedente caratterizzato da una parziale flessione dei mercati di riferimento.

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EVENTI

«PREMIO ANGIOLINO QUARENGHI», A PIETRO ENRICO DI PRAMPERO foto di Loris Sambinelli

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iovedì 18 ottobre scorso, nell'affascinante cornice del ristorante Ca'Bigio di San Pellegrino, si è svolta una delle più belle conviviali del Panathlon International di Bergamo. Alla presenza delle figlie del compianto Angiolino Quarenghi, è stato assegnato il quattordicesimo "Premio" in onore del fiduciario del C.O.N.I. e medico della grande Inter. Quest'anno, la commissione giudicante riunitasi in seduta plenaria, ha deciso di insignire Pietro Enrico di Prampero, il professore che nella sua lunga carriera si è sempre occupato di fisiologia respiratoria e cardiocircolatoria, di energetica della contrazione muscolare e della locomozione umana e di fisiologia spaziale, continuando in ciò la tradizione di Rodolfo Margaria, con cui Pietro Enrico di Prampero ha collaborato per anni e che considera il suo maestro. Uno studioso che negli anni è stato auto-

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re di oltre 350 pubblicazione scientifiche, in buona parte su riviste internazionali, e di un libro sull'energetica della locomozione umana "La Locomozione umana su Terra, in Acqua, in Aria: Fatti e Teorie", dei libri di testo "Fisiologia e Biofisica Medica" e "Fisiologia dell'Uomo", di cui è autore con Arsenio Veicsteinas.

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EVENTI

BANCA MEDIOLANUM, AL CASTELLO DI MARNE SI PARLA DI FUTURO foto di Giorgio Chiesa

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ll'interno della splendida cornice del Castello di Marne, lo scorso giovedì 18 ottobre, è andato in scena il prestigioso evento organizzato da Banca Mediolanum. Un incontro durante il quale si sono potuti approfondire i temi economici di più stretta attualità, tra crisi e possibilità d'investimento, arrivando alla solidità comprovata e dimostrata del Gruppo del presidente Ennio Doris. Un'occasione speciale non solo per coccolare i propri clienti, ma anche per affrontare le loro preoccupazioni sul momento congiunturale contingente. Così, subito dopo l'aperitivo di benvenuto, a prendere la parola è stato Enrico Giovanelli, area manager del Gruppo, che ha voluto illustrare con un intervento illuminato vizi e virtù del sistema bancario tradizionale e il valore aggiunto di Mediolanum. "Attualmente siamo il quarto gruppo bancario in Italia, continuiamo a crescere mentre gli altri stanno perdendo. Questo perché quindici anni fa facemmo una scommessa, concentrare tutte le

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nostre forze sul cliente, in una visione tecnologica che ha premiato l'innovazione piuttosto che l'espansione tramite filiali. Oggi siamo la banca che detiene le minori "sofferenze" - tendiamo allo zero virgola del patrimonio prestato -, perchĂŠ siamo nati come banca d'investimento. Solo ora ci stiamo specializzando sui prestiti al consumo. Inoltre, abbiamo puntato sulla figura del family

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banker, una scelta che si è rivelata azzeccata, perché la tecnologia senza la figura dell'uomo è fine a se stessa". Al termine dell'intervento è seguita una squisita cena offerta a tutti gli invitati, mentre nel cortile del Castello di Marne è stata parcheggiata una meravigliosa BMW Serie 3 Touring generosamente messa a disposizione della concessionaria ufficiale Lario Bergauto.

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Iperauto Bergamo

Concessionaria per Bergamo e Provincia

BERGAMO - Via Borgo Palazzo 205 Tel. 035 2924211 - Fax 035 2924212 www.iperautobg.it


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Bergamo Economia  

Novembre 2012

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