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BUONE PRASSI Per tutelare il lavoro e salvaguardare le professionalità Apindustria Bergamo sceglie la strada dei contratti di solidarietà

PRIMO MAGGIO A Bergamo la manifestazione regionale per il lavoro, che non c’è Ancora preoccupanti i dati sulla cassa integrazione e la mobilità

L’INTERVISTA

Rivista mensile - Ogni primo venerdì del mese in edicola al prezzo di 4,00 euro. Poste Italiane S.p.A. Sped. in abb. post. 70% DCB Bergamo. In caso di mancato recapito restituire al mittente.

“Creare lavoro? Si, ma serve formazione e flessibilità” Michele Tiraboschi, giuslavorista, traccia le nuove prospettive occupazionali

Caloni Trasporti, un Tutor per le tue spedizioni A metà strada tra l'azienda di famiglia e la multinazionale, la società briantea con filiale a Carobbio, celebra 70 anni d'attività. Una storia costruita negli anni con innovazione e attenzione verso la committenza

MAGGIO 2010 - anno 4 - numero Economia, attualità, costume e stile

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L’editoriale Maggio 2010

Lavoro e industria: bisogna essere piccoli per pensare in grande

DI LUCA T. BILOTTA

e maggio è da prassi il mese dei lavoratori, aprile può essere definito a tutti gli effetti il suo degno antesignano. Ben trenta giorni prima della festa dei lavoratori, c'era già chi "lavorava" nella speranza di dare un pizzico di serenità in più ai dipendenti in cassa integrazione di alcune aziende bergamasche sconvolte dalla crisi. E in un periodo storico in cui il marketing è fonte di sviluppo, il miglior slogan per i trenta giorni appena conclusi potrebbe essere: "Lavorare meno, ma lavorare tutti". Fra le tematiche più gettonate, infatti, i contratti di solidarietà si sono rivelati veri "guest star" del festival del lavoro. Una vera Panacea per gli imprenditori ma soprattutto per i dipendenti.

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Il futuro della nostra economia? Restare piccoli, ma pensare sempre in grande. Solo così si potrà dare futuro ai nostri figli

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ensare che, fino a fine marzo gli scenari erano tutt'altro che rassicuranti. Due casi isolati - ma rappresentativi dimostravano quanto fossero distanti le linee di pensiero, sui contratti di solidarietà, fra le associazioni imprenditoriali del territorio. Se per le Officine Fratelli Taiocchi di Treviolo si può parlare di una comunione d'intenti con Apindustria (capace di siglare ai primi di aprile un contratto di solidarietà ad hoc), per la storica azienda Somaschini di Trescore l'iter procedurale è stato tutt'altro che analogo. Lasciata sola da Confindustria, ha dovuto muoversi in totale balia delle onde con conseguenti polemiche nei confronti dell'associazione guidata da Carlo Mazzoleni. Forse, a fronte dei successi ottenuti dalla controparte vicina alle Pmi - e spinta dalle critiche provenienti da Trescore e non solo -, lo scorso 29 aprile la nave confindustriale ha virato rotta. Pronti via: siglata l'intesa coi sindacati. "Un accordo importante - ha commentato Silvio Albini, vice presidente relazioni industriali di Confindustria Bergamo - in una situazione critica come questa". Ma con riserve: "Molti casi di cassa integrazione ordinaria stanno per finire e i contratti di solidarietà possono essere molto utili, anche se non è uno strumento per tutte le situazioni". In pratica Apindustria ha fatto scuola. Anche questo è un segnale tangibile di un cambio di passo nel panorama bergamasco. Un po', passateci il paragone, come l'avvento di Paolo Malvestiti alla Camera di Commercio. In certi periodi storici delicati, infatti, chi gestisce una dimensione aziendale medio-piccola è capace di leggere al meglio le esigenze delle aziende associate. Ma anche dei dipendenti di quest'ultime, con i quali il rapporto umano è alla base di tutto. E mai come oggi, in un periodo non facile per la nostra economia, si devono valutare i casi con uno sguardo che parte dal basso verso l'alto. Solo così si ha, davvero, il coraggio di cambiare e di voltare pagina.

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n pratica, ci si deve rinnovare per non essere travolti. E seguire i cambiamenti del sistema lavoro rappresenta pur sempre un'innovazione. Non bisogna avere paura di "assecondare" questi mutamenti, si deve osare. Emblematico è il commento, nelle nostre pagine di Bergamo Economia, del professore Michele Tiraboschi, giuslavorista e collaboratore del ministro del Welfare Sacconi: "Il lavoro c'è, anche se con forme e condizioni differenti. Muta la tecnologia, muta la società, muta l'economia e cambia anche il lavoro". Eppure l'allarme di Gigi Pettini appare contrastante: "Il lavoro per tutti, oggi, in Lombardia non c'è. Per questo è

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indispensabile creare 100 mila nuovi posti". Dove risiede la verità? Il lavoro c'è o non c'è? E, soprattutto, come crearlo? "Il vero punto da affrontare - sostiene sempre Tiraboschi - è se il nostro sistema, il nostro diritto del lavoro sarà capace di confrontarsi con un mercato sempre più in evoluzione e basato sulla conoscenza e la adattabilità di imprese e lavoratori." In pratica siamo in un contesto storico di genesi, di rinnovamento su più ambiti. E l'unica cosa da fare è rimboccarsi le maniche e sudare, perché - come ha commentato Paolo Agnelli, presidente di Apilombarda e Apindustria durante l'intervento al Pirellone in occasione degli Stati Generali di fine aprile - "si parla molto di economia che cambia, ma è già cambiata e bisogna rendersene conto. Non c'è ripresa da agganciare, perché non passerà nessun treno, se non saremo noi a costruirlo. Il sistema produttivo va fondato ex novo". Proprio per questo motivo in Regione, alcuni tra i più rappresentativi esponenti del mondo produttivo lombardo si sono riuniti intorno a un tavolo con il presidente Roberto Formigoni e il vicepresidente Andrea Gibelli. L'incontro era finalizzato più che altro ad indicare gli step della riqualificazione del sistema economico produttivo lombardo. E per costruire servono idee, le stesse che dovranno comporre la Magna Charta della Lombardia per i prossimi cinque anni. a ricetta vincente, quindi, è seguire il proprio istinto di rinnovamento. Assecondare le evoluzioni del sistema lavoro e puntare forte su una politica industriale che valorizzi la propensione innovativa delle Pmi. Ben vengano, quindi, progetti come lo "Sportello Proprietà Intellettuale" creato da Bergamo Formazione della CamCom cittadina. E fanno ben sperare aziende come Manifattura Ariete di Gandino, premiata a "Edil Tech 2010" per aver inventato un isolamento termico e acustico a base di lana di pecora di pura razza orobica. Questo dimostra che, alla fine, per innovarsi basta semplicemente avere idee, metterle in pratica e soprattutto non pensare di dover per forza scoprire l'"uovo di Colombo". Ci si deve solamente guardare attorno, capire quali sono le risorse del territorio bergamasco e sfruttarle al meglio. E i posti di lavoro, improvvisamente, torneranno ad essere realtà. Fondamentale, però, deve essere l'aiuto delle banche: devono riaprire i caveau e ritornare a credere nei progetti e nelle risorse delle nostre aziende. Lo sappiamo: non è facile, ma possibile. Come sostiene Mariateresa Azzola, presidente del Cna di Bergamo, prima "è necessario superare l'individualismo imprenditoriale". Ma soprattutto si deve "rimanere piccoli, ma pensar in grande".

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IL CAPOREDATTORE

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Sommario Maggio 2010

Società Editrice Giornale di Bergamo S.r.l. Presidente: Paolo Agnelli Curatori del progetto: Cristiano Agnelli e Luigi Berlusconi Direttore: Paolo Provenzi

REDAZIONE: Speb S.r.l. (Impaginazione, testi e foto) Caporedattore: Luca T. Bilotta Mail: bilotta@bergamoeconomia.it Redattore: Livio Casanova Collaboratori: Giorgio Chiesa e Carlo Di Gregorio

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Consulenti: Marco Amorese, Claudio Rossi, Laura Adele Feltri, Maria Zaccone, Barbara e Cristina Putortì

ECONOMIA & BUSINESS

Grafica e impaginazione: Francesco Legramanti Mail: grafici@bergamoeconomia.it Fotografi: Giorgio Chiesa, Laura Pietra e Franco Pasinetti

PUBBLICITA’: Tel. 035 678812

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Caloni Trasporti Nazionali, un Tutor per le tue spedizioni

Agenti: Antonio Milanesi, Sergio Saresini, Renato Ardizzone e Jarno Sambinelli Mail: speb@ilgiornalebg.it Concessionaria pubblicità nazionale: A. Manzoni & C. S.p.A., via Nervesa, 21 Milano. Tel. 02 57494211 Concessionaria pubblicità locale: Speb S.r.l., Via San Giorgio, 6/n - 24122 Bergamo

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Pay watch Crescono le buste paga dei top manager Nelle prime 60 posizioni i Pesenti

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No money Indagine di BankitaIia. I dipendenti della B&B sono poveri. Da almeno tre mesi

Stampatore: Castelli Bolis Poligrafiche S.p.a. 24069 Cenate Sotto (Bg) - Via Alessandro Volta, 4 Tel. 035 4258528

Abbonamenti: 035 678838 Costo abbonamento: 40 euro per 11 mesi

Pirellone Federalismo fiscale e occupazione le priorità per il rilancio lombardo

INFO: Società Editrice Giornale di Bergamo S.r.l. Via San Giorgio 6/n 24122 Bergamo Capitale sociale 75.000,00 Euro

Copertina

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Parola all’associazione Mariateresa Azzola, presidente della Cna: "Rimanere piccoli ma pensare in grande"


www.bergamoeconomia.it

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Largo Belotti Con Bergamo Formazione Proprietà Intellettuale a portata di Pmi

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Edilizia sostenibile Alla fiera "Edil 2010 Tech" solo l'innovazione tecnologica premia

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Mercato residenziale "L'immobile di lusso rende ma con prezzi equilibrati": parola di Laura Adele Feltri

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RUBRICHE & EVENTI

Shopping Center Con "Le Due Torri" di Stezzano cento negozi e mille posti di lavoro

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AZIENDE

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Top Business

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Occhiali: moderno o vintage? Questione di punti di vista

Somain Italia, sicurezza e professionalità in alta quota

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Hop on Hop off"

Ottica&Tradizione Ottica 76: Mezzo secolo sotto la lente d'ingrandimento

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Sport&Business Travel Cup, in buca la sesta edizione

City Sightseeing Bergamo Prossima fermata: Mercato delle Scarpe

A pagina 64

Moda&Tendenza

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Tempo libero Tennis Vip, 34esima edizione fra novità, golf e solidarietà

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Prova su strada ALT di Alzano.L'arte Hybrid è BMW Citroen DS3, new "urban chic"

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Chi, dove e perché Foto e curiosità

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Notizie in breve 91 euro E' l'aumento dovuto al rinnovo contrattuale dell'edilizia-industria per i lavoratori del 1° livello. Lo prevede il contratto 2010-2012 degli edili e riguarda oltre 1.2 milioni di lavoratori. A Bergamo 13 mila i lavoratori interessati

3 milioni E' la stima economica di quanto è andato in "cenere", per le imprese bergamasche, a causa della cenere islandese. Con l'eruzione del vulcano Eyjafjallajokull, la Lombardia ha perso 40 milioni di euro

Ricerca

Nomine

Il “Mario Negri” scopre un farmaco che protegge i reni dalle malattie

Un farmaco antirigetto a base di rapamicina potrebbe aiutare gli ammalati che soffrono di una malattia genetica renale molto comune rene policistico bilaterale dominante - perché ha dimostrato di avere un'azione protettiva sul rene di questi ammalati. Il risultato si deve a uno studio pubblicato sulla rivista Journal of The American Society of Nephrology e al quale hanno partecipato anche i ricercatori dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Bergamo coordinati da Giuseppe Remuzzi. Una scoperta che migliorerà la vita di tantissime persone. Fino a

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oggi, spiegano dall'Istituto, non si conosceva alcun rimedio per questa malattia che porta nel tempo a insufficienza renale e necessità di dialisi. Negli ultimi anni i ricercatori si sono impegnati a capire perché il tessuto renale, che alla nascita è normale, col tempo si trasforma e genera cisti che diventano sempre più grandi. Si è così scoperto che nel processo di formazione delle cisti è coinvolta una proteina che si chiama "mTOR" che può essere bloccata da un farmaco a base di rapamicina il cui nome commerciale è sirolimus, che abitualmente viene impiegato nella terapia del rigetto del trapianto. I ricercatori dei laboratori Mario Negri di Bergamo

hanno sperimentato il farmaco su 21 pazienti con il rene policistico. Cisti bloccate dopo sei mesi di trattamento. Dopo sei mesi la terapia con questo farmaco ha bloccato la crescita delle cisti e ha anche aumentato il volume del tessuto renale sano. Il farmaco è stato in generale ben tollerato e non ha dato effetti collaterali importanti. Il prossimo obiettivo dei ricercatori è vedere se il sirolimus, arrestando la crescita delle cisti renali, fa in modo che i pazienti col rene policistico non perdano più la funzione dei reni e quindi si possa ritardare la dialisi e in qualche caso non arrivarci affatto.

Morzenti confermato presidente Fisi Il bergamasco Giovanni Morzenti è stato riconfermato alla presidenza della Federazione Italiana Sport Invernali (Fisi) dall'assemblea elettiva riunita al Lingotto di Torino. Morzenti ha ottenuto 58.766 voti contro i 56.009 del rivale bergamasco , il vice-presidente vicario della Fisi Carmelo Ghilardi. All'assemblea erano presenti 374 società in proprio e 654 per delega. Il totale delle società ammesse è stato di 1.028 sulle 1361 aventi diritto al voto, per una percentuale complessiva del 75,53 per cento. I voti totali sono stati 116.121, per un quorum pari a 58.061. Tra i primi impegni del numero uno della Fisi "l'attività agonistica, la scuola, la ricerca, il marketing e la promozione". Secondo Morzenti, in particolare, occorre "continuare ad investire sui giovani perchè sono le fondamenta". Morzenti, 59 anni, nato a Vilminore di Scalve, è residente a Fossano, in provincia di Cuneo. Dirigente d'azienda con trascorsi in Fiat, in aziende a partecipazione statale e in alcune banche, è anche giornalista pubblicista. È stato consigliere dello Sci Club Fossano, vicepresidente del Comitato provinciale Fisi di Cuneo e presidente del Comitato regionale Alpi occidentali. È stato presidente dello Sci Club Limone Piemonte e dello Sporting Club Riserva Bianca. Dall'aprile 2007 è presidente della Fisi.


La scheda

DI FIERA... IN FIERA - RUBRICA A CURA DI ALBERTO CAPITANIO

Una nuova rubrica... al Medio Evo dei Comuni, quando le fiere servivano per barattare e scambiare merci, a oggi, in fondo la filosofia non è cambiata. Certo si è radicalmente rinnovata nei linguaggi, mode e modi al cambiar dei secoli. Le fiere sono diventate "distretti temporanei" per aziende che concorrono in un mercato sempre più globale, ma restano le protagoniste dello "scambio", inteso come il percorso che porta un prodotto dal luogo dov'è prodotto fino all'azienda o alla casa di chi l'acquista.

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nizia da questo numero una nuova rubrica dedicata alle "Fiere", questo straordinario strumento di marketing in grado di far incontrare la domanda e l'offerta dei vari settori dell'economia internazionale. Le fiere hanno contribuito in modo determinante alla diffusione del Made in Italy nel mondo e anche grazie a loro, i prodotti dell'industria bergamasca (la terza per export a livello nazionale) conquistano il mondo. Per circa l'80% delle PMI italiane, esporre ad una manifestazione fieristica rappresenta lo strumento di marketing più efficace per promuovere e vendere in tutto il mondo. A maggior ragione in tempi di crisi, come quello attuale, che impongono all'imprenditore d'innovare la qualità del prodotto, cercare nuovi mercati di sbocco o, pianificare la ricerca di nuovi fornitori.

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BIAS, Fluidtrans Compomac e Mechanical Power Transmission & Motion Control Dal 4 all' 7 maggio Sede: Fiera di Milano Info: areatecnica2@fieramilano.it - Tel. 0521 996206/233 Un'occasione per incontrarsi, confrontarsi, aggiornarsi professionalmente, valutare le potenzialità delle nuove tecnologie, fare business, ma soprattutto per ribadire l'importanza di investire in innovazione: questo sarà la Technology Exhibitions Week, l'evento che si svolgerà a Fiera Milano-Rho dal 4 al 7 maggio 2010 e che vedrà svolgersi in contemporanea alla BIAS (Biennale Internazionale dell'Automazione, Strumentazione, Microelettronica e ICT per l'Industria), alla Fluidtrans Compomac (Biennale Internazionale di Trasmissioni di Potenza Fluida e Meccatronica e Mechanical Power Transmission & Motion Control) ed alla Biennale Internazionale di Trasmissioni Meccaniche, Motion Control e Meccatronica. Per quattro giorni, dunque, Milano chiama a raccolta manager, tecnici, progettisti, costruttori, responsabili degli acquisti tecnologici, proponendo loro un contesto preferenziale di confronto, verifica dello stato dell'arte del mercato, aggiornamento professionale e valutazione delle soluzioni più efficaci e performanti in cui investire per farsi trovare preparati a "cavalcare la ripresa".

Xylexpo 2010 Dal 4 all' 8 maggio Sede: Fiera Milano Info: ingresso gratuito; www.xylexpo.com info@xylexpo.com - Tel. 02 89210200

ui potrete trovare, mese per mese, informazioni sulle principali fiere internazionali di settore in Italia e nel mondo, con particolare attenzione ai mercati emergenti. Una guida che ci auguriamo possa esservi utile per pianificare la visita all'evento fieristico di interesse. Attiviamo parallelamente un servizio di pianificazione gratuita degli eventi fieristici più importanti per ogni singola merceologia e a "misura" della vostra azienda che potrete avere contattando direttamente la redazione oppure all'indirizzo mail@albertocapitanio.it

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Xylexpo è la grande biennale mondiale delle tecnologie per il legno e le forniture per l'industria del mobile, in calendario a Fiera Milano-Rho dal 4 all'8 maggio prossimo, con oltre 41mila metri quadrati netti di spazio espositivo e con 550 espositori da tutto il mondo. Un risultato eclatante che fa intravedere la ripresa del mercato in tutto il mondo sempre più vicina.

Milano

Cibus 2010 Dal 10 al 13 maggio Sede: Fiere di Parma Info: www.cibus.it - Tel. 0521 996206/233 A maggio Parma sarà davvero "foodland", capitale del Made in Italy (e non solo) alimentare. Sono attesi oltre 60.000 operatori di cui 10.000 esteri provenienti da 110 paesi, 900 giornalisti, un migliaio di buyer provenienti da 55 paesi nel mondo per scoprire i prodotti più innovativi, i più attenti alla tradizione, i più creativi e soprattutto i più buoni presentati da 2.500 espositori, tra cui tutte le più importanti industrie alimentari italiane.

Parma

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ECONOMIA&BUSINESS

Responsabilità da reato degli enti e sicurezza sul lavoro LEGGERE LA LEGGE - RUBRICA A CURA DELL’AVVOCATO MARCO AMORESE

on il D.Lgs. 231/01, il legislatore italiano, sulla falsariga di quanto fatto in altri ordinamenti, ha introdotto una responsabilità amministrativa degli enti per alcuni reati commessi a loro vantaggio. In sostanza, in caso di commissione di uno dei reati previsti dal D.Lgs.231/01, il legislatore ha previsto che la società sia punibile per le carenze organizzative che abbiano comportato la commissione del reato. Al fine di favorire l'introduzione di virtuosi compliance programs aziendali, si è tuttavia contemplata la possibilità per le società di esonerarsi da responsabilità con l'adozione di modelli organizzativi finalizzati ad evitare la commissione del reato che siano efficaci e che nel caso in cui il reato sia commesso da persone in posizione apicale non siano elusi fraudolentemente. Con una serie di interventi legislativi successivi, la responsabilità degli enti è stata negli anni estesa ad una serie di reati non infrequenti nell'attività di impresa e, dal 2007, si è prevista una responsabilità dell'ente per i casi di infortunio grave o omicidio causato dal mancato rispetto di misure antinfortunistiche o di tutela dell'igiene e della salute sul lavoro. Da subito, si è notato che la previsione di una sanzione amministrativa per un reato colposo inserita in una legge strutturata attorno a reati dolosi (volontari) rischiava di trasformarsi in una vera e propria responsabilità oggettiva per gli enti. Inoltre, detta normativa ha subito posto alcuni problemi di interpretazione e coordinamento con la complessa disciplina della safety aziendale prevista dal D.Lgs. 81/08 (che ha sostituito la c.d. 626) con la quale, in parte, sembrava sovrapporsi. Insomma, è stato subito chiaro che la normativa avrebbe necessitato di chiarimenti che la giurisprudenza sta cercando di fornire. Con una importante sentenza di merito, il Tribunale di Trani (Trib. Trani Sez. Molfetta - 11 gennaio 2010) ha recentemente affrontato uno dei temi di più difficile soluzione posti dalla sovrapposizione normativa tra D.Lgs 231/01 e D.Lgs.81/08 (testo unico sulla sicurezza), stabilendo che il documento di valuta-

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zione dei rischi redatto in ottemperanza del D.Lgs. 81/08 è funzionalmente differente dai modelli organizzativi previsti ai sensi del D.Lgs. 231/01 e che, pertanto, la redazione del documento di valutazione dei rischi non è da sola Idonea a eliminare la responsabilità amministrativa dell'ente in caso di infortunio grave o morte di un lavoratore, (né a giustificare una diminuzione della sanzione). Conformemente a quanto avevano scritto i primi commentatori, il tribunale pugliese ha ritenuto che sebbene ambedue i documenti prevedano necessariamente una preliminare valutazione delle aree di rischio, essi sono preordinati ad analizzare due differenti aspetti della disciplina antinfortunistica. In particolare, il modello del D.Lgs. 231/01 si rivolge non tanto ai soggetti che sono esposti al pericolo di infortunio, bensì principalmente a coloro che, in seno all'intera compagine aziendale, sono suscettibili di mettere in atto i comportamenti colposi di violazione delle norme antinfortunistiche. Va ricordato, che ove sia ravvisata una carenza organizzativa derivante dall'applicazione di un modello inefficace o "di facciata", la società può essere condannata a sanzioni che sono commisurate alla grandezza ed alla natura della violazione e che possono variare da 64.575 euro a 1.549.370,00 euro. Inoltre, la disciplina prevede sanzioni interdittive temporanee particolarmente onerose come: l'interdizione dall'esercizio dell'attività, la sospensione o la revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell'illecito, il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, l'esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l'eventuale revoca di quelli già concessi o il divieto di pubblicizzare beni o servizi. Insomma, appare opportuno, soprattutto per le società attive in aree ad alto tasso di infortuni, valutare l'ipotesi di dotarsi di un modello organizzativo idoneo ai sensi del D.Lgs. 231/01 anche se ciò possa comportare un ulteriore appesantimento degli adempimenti già significativi esistenti in materia di safety.

La scheda

ha conseguito un LL.M. presso la Harvard Law School ed un Dottorato di ricerca in diritto commerciale presso l'Università degli Studi di Brescia. Italian Chair of the New York State Bar Association. È ammesso all'esercizio della professione forense in Italia e a New York STUDIO LEGALE AMORESE ha sede a Bergamo Via Zelasco, 18; Tel. +39 035 212175 Fax +39 035 271110 e a Londra 76 Holland Park, Tel +44 207 229 0889 (www.amorese.eu)


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Fuga dal paradiso… Fiscale CON... TRIBUTO - RUBRICA A CURA DELLA DOTT.SSA BARBARA PUTORTÌ

ietro front dai paradisi fiscali: il Parlamento condanna fermamente il ruolo svolto dai paradisi fiscali nell'incoraggiare e nel trarre profitto dall'evasione fiscale, dall'elusione fiscale e dalla fuga dei capitali, auspica fermamente l'applicazioni dello scambio automatico delle informazione nell'Ue e con i paesi terzi e la promozione di accordi antifrode. Sempre più, quindi, sotto la lente del mirino del fisco Italiano, le operazioni delle società Italiane con i paesi black list, obiettivo quello di dare un giro di vite al fenomeno delle frodi Iva. Nell'ambito del decreto incentivi hanno trovato spazio disposizioni in materia tributaria e fiscale internazionale e nazionale, operate nella forma dei "caroselli" e delle "cartiere". Il provvedimento emanato ha l'indubbia finalità di aumentare il livello di conoscenza da parte dell'Amministrazione finanziaria delle relazioni intrattenute dagli operatori residenti con soggetti localizzati nei cosiddetti paradisi fiscali. L'art 1 del Dl 40/2010 stabilisce che i soggetti IVA passivi dovranno comunicare telematicamente all'Agenzia delle Entrate tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate e ricevute, registrate o soggette a registrazione, nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in paesi così detti "black list", le modalità e i termini per l'invio della comunicazione saranno stabiliti da un decreto del ministero dell'Economia e delle Finanze. In tale sede è prevista anche l'estensione della disposizione anche alle transazioni con Paesi non paradisi fiscali. Tale comunicazione telematica sembra quasi costituire una sorta di estensione del modello Intrastat alle operazioni con soggetti residenti nella black list. L'iniziativa Italiana si inserisce in un quadro internazionale in cui da tempo l'attenzione si è focalizzata sul contrasto alle frodi. Un impulso decisivo è stato dato dal G20 dell'aprile 2009

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a Londra mentre ai fini dell'IVA si segnala, da ultimo, la direttiva 2008/117/CE del 16/12/2008 recante alcune modifiche alla direttiva 2006/112/CE per combattere la frode fiscale connessa alle operazioni intracomunitarie. Si tratta, quindi, di un monitoraggio, delle relazioni commerciali intrattenute con operatori economici aventi sede, residenza nei Paesi oggetto di controllo, una sorta di riedizione dell'elenco clienti-fornitori ad hoc per i rapporti con tali soggetti, evidentemente ritenuti particolarmente pericolosi ai fini della realizzazione di frodi fiscali. L'azione di contrasto ai sistemi di frode, infatti, si fonda sulla possibilità di avere tempestivamente le informazioni necessarie per porre in essere adeguate contromisure che, nello specifico, dovrebbero concretizzarsi in accessi e verifiche fiscali finalizzati ad acquisire ulteriori informazioni oltre a quelle trasmesse telematicamente. Il decreto non precisa quale sarà l'oggetto della comunicazione anche se è facile immaginare che si dovranno fornire tutti i dati identificativi dei soggetti con i quali si sono intrattenuti i rapporti commerciali, quindi denominazione, codice identificativo, la tipologia dell'operazione, il periodo in cui sono stati perfezionati e gli importi. La tempistica delle comunicazioni potrebbe essere fissata in modo differente (mensile o trimestrale) a seconda del superamento o meno di una soglia quantitativa del volume d'affari. In ordine all'individuazione dei paesi "black list", nonostante la precisazione dei DM di riferimento, art. 1 comma 2 del Dl 40/2010 stabilisce che il Ministro dell'Economia può ampliare o restringere tale lista. Ad ogni modo, i trasgressori che non rispetteranno il suddetto obbligo saranno puniti con apposite sanzioni. Infatti, per l'omissione o la comunicazione incompleta di tali dati, si applica, per ciascuna irregolarità, la sanzione ammini-

strativa da Euro 516,46 a Euro 4.131,66. Anche le Camere di Commercio sono chiamate in causa nella lotta alle frodi internazionali. A decorrere dal primo maggio 2010, il trasferimento della sede legale all'estero deve essere comunicata, alle Camere di Commercio, all'Agenzia delle entrate, all'Inps e all'Inail.

La scheda

Dottore Commercialista Revisore Contabile

STUDIO ASSOCIATO MANAZZA - PUTORTÌ ha sede a Bergamo in via Cucchi n. 3, Tel +39 035 215205 +39 035 4136420 Fax +39 035 226736


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PILLOLE DI FINANZA - RUBRICA A CURA DEL DOTT. CLAUDIO ROSSI

L'innovazione. ggi si parla sempre più spesso di innovazione anche, e soprattutto, quale via maestra per uscire dalla crisi di fine decennio che ha colpito il mondo e, di conseguenza, anche la provincia orobica. Soprattutto per un imprenditore avveduto, l'innovazione è stata sempre parte integrante dell'attività quotidiana, facilitato dalla nostrana italica creatività. Essa rappresenta un forte e potente stimolo all'accrescimento della competitività dell'azienda e, partendo dall'invenzione, la integra con l'aggiornamento dei processi di sviluppo e di adozione della nuova idea. Quest'ultima non necessariamente deve essere una "nuova" idea ma, la sua novità, può anche arrivare dalla ricombinazione di "vecchie" idee o prassi operative, rese soltanto più adatte e più efficienti. Ma quanti conoscono tutti i passaggi che contraddistinguono questo importante processo? Vale la pena, quindi, di ricordare tutti gli steps al fine di rendere più organica questa peculiare attitudine a scoprire ed inventare. E per farlo, tenuto conto che gli italiani sono bravi ed intuitivi nel creare ma che poi la patria dei "business models" sono gli Stati Uniti, ci avvarremo di un consolidato modello anglosassone elaborato dal MIRP (Minnesota Innovation Research Program).

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Il MIRP. l modello, rappresentato come un viaggio, prevede diversi cicli ovvero 1) Initiation Period; 2) Developmental Period; 3) Termination Period. Il primo ciclo si compone della fase di "Gestation":

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questo passaggio è il vero atto di nascita dell'innovazione e coincide con l'evento da cui parte l'intero "innovation journey". Complementare a questa fase è la "Shocks Trigger Innovation" ovvero, quelle situazioni di attuale stress o carenza di un certo prodotto o servizio che stimolano l'idea innovativa. Completa il ciclo la fase di "Resources and Exposures" che rappresenta il momento in cui viene prevalutato l'aspetto degli investimenti necessari e la potenziale vendibilità del nuovo bene. Segue il secondo ciclo, molto incerto in quanto caratterizzato più degli altri da imprevisti o ripensamenti. Esso è il vero momento dello sviluppo dell'idea e si compone delle fasi di: "Proliferation" (avvio di diverse attività di sviluppo dell'idea), "Setbacks" (gestione dei possibili imprevisti); "Shifting Innovation Performance Criteria" (continua approvazione e comparazione della performance dell'innovazione con i criteri e le attese dell'imprenditore); "Fluid Partecipation of Innovation Personnel" (gestione fluida e flessibile delle risorse umane, anche con strumenti di part time); "Top Management Involvement and Roles" (adeguata motivazione e continuo coinvolgimento del top management coinvolto nell'innovazione); "Relationship Frequently Altered" (il processo di innovazione è solitamente molto lungo e si dovrà gestire nel durante anche il possibile mutamento dello scenario e del contesto socio-economico-politico) e "Industry Team Playing" (costruzione di un'adeguata rete di industrie e soggetti adeguatamente interessati al progetto innovativo). Si chiude con il ciclo definito "Termination Period" che sostanzialmente si identifica con la sola fase di "ImplementationAdoption". Esso infatti pone fine all'innovation journey e rappresenta il completamento del passaggio dall'Idea al Prodotto. Con l'adozione siamo arrivati all'effettiva produzione del nuovo bene.

L'arrivo. uanto detto sono le fasi salienti del viaggio. Va ricordato, però, che, in questo particolare caso, questo viaggio è caratterizzato dal fatto che solo una minima parte delle

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tante "idee" che partono arrivano poi alla meta! Proprio per questa estrema volatilità appare più chiara una celebre affermazione della rivista "Entreprise & Industry" ovvero che: "le banche non sono fatte per lanciare nuove imprese". Considerato però il quadro strutturale del sistema finanziario italiano che non sembra affatto offrire molte valide alternative al di fuori del sistema bancario (in senso lato), appare altrettanto chiaro come la selezione da parte di quest'ultimo dei progetti da finanziare avvenga privilegiando innovazioni non tecnologiche e meno rischiose o, quanto meno, coperte da garanzie più certe.

La scheda

Con laurea in Scienze dell'Economia e Master SDA Bocconi in Wealth Management, ricopre da diversi anni posizioni di responsabilità in ambito bancario e scrive articoli e testi concernenti l'Impresa. Opera oggi come Family Business Advisor


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BERGAMO - Via Borgo Palazzo 205 Tel. 035 2924211 - Fax 035 2924212 www.iperautobg.it


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Terre e rocce da scavo: rifiuti o non rifiuti? LEGGE AL VERDE - RUBRICA A CURA DELL’AVVOCATO CRISTINA PUTORTÌ

causa delle varie rielaborazioni normative intervenute nel corso degli anni e delle numerose, ma mai univoche, interpretazioni dottrinali e giurisprudenziali, la materia riguardante le terre e rocce da scavo, ed in particolare il problema della loro classificazione o meno come rifiuti, risulta essere una delle più rilevanti controversie interpretative sorte nell'ambito del diritto ambientale. A partire dagli anni '80, infatti, la gestione delle terre e rocce da scavo è stata oggetto di una serie di modifiche legislative che hanno creato una grande confusione negli operatori del settore e nelle pubbliche amministrazioni. Tale materia è, ora, regolamentata dagli articoli n. 185 e n. 186 del D.Lgs 152/2006, poi modificati dal D.Lgs n. 4 del 2008 che ha posto quale preliminare ed imprescindibile condizione affinché le terre e rocce da scavo possano essere esentate dal campo di applicazione della normativa sui rifiuti, la circostanza per cui tali materiali siano ottenuti quali sottoprodotti ai sensi del novellato comma 1, lettere p) dell'art. 183 del D.Lgs. 152/2006. Nel corso del 2009, sono poi subentrate altre due importanti modifiche legislative. La prima, con il D.L. n. 185 del 29 novembre 2008, convertito con legge n. 2 del 28 gennaio 2009 (con la quale è stata recepita la Direttiva Europea 2008/98/CE sui rifiuti) che ha aggiunto, con l'art. 185 lettera cbis), una nuova esclusione dalla materia dei rifiuti, vale a dire "il suolo non contaminato di altro materiale allo stato naturale escavato nel corso dell'attività di costruzione", a condizione che il materiale venga utilizzato ai fini di costruzione, nel suo stato naturale e nello stesso sito in cui è stato scavato. Il secondo intervento di modifica riguarda l'art. 186 che la legge n. 13 del 27 febbraio 2009 ha integrato inserendo i comma 7bis) e 7-ter). Il primo estende l'impiego delle terre e rocce da scavo anche agli interventi di miglioramento

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ambientale ed ai siti non degradati purché tali interventi garantiscano nella loro realizzazione finale determinate condizioni, il secondo regola l'utilizzo dei residui provenienti dalle attività di estrazione e lavorazione di marmi e pietre equiparandole, a specifiche condizioni, alle terre e rocce da scavo. In virtù delle modifiche sopra elencate si possono quindi riassumere differenti regimi di gestione per le terre e rocce da scavo. Se il processo che origina tali materiali ed il loro successivo impiego sono tali da renderli non conformi alle caratteristiche di un suolo non contaminato di cui all'art. 185 del D.Lgs 152/06 (come modificato dalla legge 28 gennaio 2009 n. 2), né a quelle di sottoprodotti ex art. 183 comma 1, lettere p), questi devono considerarsi rifiuti. Nel caso in cui, invece, il processo di origine dei materiali ed il loro successivo impiego rispettano le condizioni previste per i sottoprodotti, ma non quelle dei suoli non contaminati di cui all'art. 185, la disciplina ad essi riferibile risulta essere quella dettata dall'art. 186 del D.Lgs 152/06. In quest'ultimo caso se le terre e rocce da scavo sono utilizzate per reinterri, riempimenti, rimodellazioni e rilevati si applicherà il già citato art. 186, mentre in caso di impiego in processi industriali in sostituzione dei materiali di cava, la disciplina applicabile è quella dettata dall'art. 183 relativa ai sottoprodotti. Come si è potuto osservare, dopo aver affrontato a grandi linee le ultime evoluzioni legislative, il panorama normativo in ambito di terre e rocce da scavo, risulta assai contorto e complesso rendendo alquanto ostica la corretta applicazione della normativa da parte dei soggetti interessati. Diverse sono le conseguenze derivate dalla situazione di profonda incertezza che ha caratterizzato la materia delle terre e rocce da scavo. In particolare, oltre ai gravi pro-

blemi interpretativi che hanno interessato sia le pubbliche amministrazioni, nelle proprie attività di gestione ed autorizzazione, sia gli operatori del settore, vale la pena ricordare la condanna inflitta allo Stato Italiano dalla Corte di Giustizia Europea per l'errato recepimento delle direttive europee in materia di rifiuti.

La scheda

Avvocato presso il Foro di Bergamo Ha conseguito un master in Diritto dell'Ambiente presso l'Università degli Studi di Bergamo STUDIO LEGALE PUTORTì Ha sede a Bergamo Via Silvio Spaventa, 25 Tel. - Fax 035 235226 cristina.putorti@libero.it www.ratiolegis.it


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Ruolo e rapporto di fiducia IN... FORMAZIONE - RUBRICA A CURA DELLA DOTT.SSA MARIA ZACCONE

uando ci rechiamo a teatro solitamente siamo spinti ad operare la scelta da una serie di elementi giudicati validi per ottenere un risultato di piena soddisfazione. Abbiamo valutato il testo, oppure preso in considerazione il nome dell'attore o quello del regista, o meglio ancora ci ha spinto la curiosità dettata da critiche particolarmente positive. Quando questi elementi non contribuiscono a definire un risultato spesso ne rimaniamo delusi, non ricevendo conferme al rapporto di fiducia che credevamo di poter stabilire con uno degli elementi presi in considerazione. Potremmo trovare molte altre analogie tra Ruolo e Rapporto di Fiducia ma è ora di tornare al tema che vogliamo affrontare nello spazio di questo mese: il rapporto di fiducia forte che deve contraddistinguere chi ricopre un ruolo di guida, questo è infatti il tema che andremo ad analizzare per comprendere come acquisire o rinforzare questo concetto. Prima ho fatto un'analogia di tipo "teatrale" in merito al Ruolo e la scelta non è stata casuale, per ricoprire un Ruolo è necessario infatti "scrivere" una sorta di "copione" e di sceneggiatura per poterne tracciare le caratteristiche, definire lo spazio che lo contiene e il perimetro che lo delimita, valutare gli ambiti nel quale esso può e deve essere esercitato e le persone cui esso può essere rivolto. Ovviamente prenderemo in esame il Ruolo di Responsabile di un Gruppo di lavoro approfondendo gli argomenti appena indicati:

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Caratteristiche del Ruolo: si tende a credere che solo la competenza di tipo tecnico designi, in modo quasi spontaneo, il candidato da scegliere per la posizione. Pur essendo in molti casi la competenza tecnica il driver che guida la scelta saremmo superficiali se ci fermassimo a questo aspetto, la managerialità di Ruolo impone che chi guida un Gruppo di lavoro debba possedere delle caratteristiche che ne definiscano prima di tutto la sua capacità di "costruire" un Gruppo, deve essere quindi una persona che crede nell'individuo ma anche e soprattutto nella forza che più individui assumono quando hanno un obiettivo comune, deve saper valutare con attenzione le competenze dei singoli cercando di studiare le sinergie che queste competenze possono essere create per l'obiettivo di buon funzionamento del Gruppo, deve saper dialogare in modo "super partes" cercando di gestire quelle componenti empatiche che sviluppiamo verso le singole persone e che possono farci deviare dalla capacità di svolgere analisi oggettive e non

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soggettive. Difficile passare da individuo competente tecnicamente a conoscitore di uomini ma è questo il bello e il difficile del Ruolo, sarà l'elemento di curiosità a spingerci sempre ad analizzare con attenzione ciò che pensiamo di decidere e le disposizioni che verranno emanate saranno piene di intelligenza e non dettate solamente da intuito. Lo spazio contenitore e perimetro di limite: un altro importante elemento che dobbiamo tenere sempre presente è lo spazio nell'ambito del quale possiamo e dobbiamo agire, per operare con serenità dovremmo poter tracciare un disegno che ci faccia chiaramente capire i punti di contatto esistenti con altri Gruppi di lavoro e le loro relative aree di competenza consentendoci di operare con chiarezza e trasparenza. Questo disegno può essere utilizzato per essere trasportato nelle vostre singole realtà e ci potrà essere di supporto anche per chiarire tutta la struttura dei rapporti da voi e i vostri Collaboratori, tra i Collaboratori dei vari Gruppi di lavoro e tra vostro Ruolo e quello di altri nella medesima posizione. Il fatto di poter tracciare con carta e penna questi elementi ci aiuterà a fare chiarezza e magari scoprire aree che non avevamo preso in considerazione, efficentando attraverso un migliore rapporto tra risorse e Gruppi di lavoro, anche aspetti di tipo più tecnico e non solo relazionale. Nel caso poi non fossimo certi della nostra competenza tecnica questo disegno ci aiuterà moltissimo nel comprendere dove poter acquisire le competenze che ci mancano individualmente, ma questo porterà inequivocabilmente anche ad una crescita dei singoli appartenenti il nostro Gruppo di lavoro. Rapporto di fiducia: eccoci allora arrivati spontaneamente nell'ambito del rapporto di fiducia, già perchè il rapporto di fiducia deve essere costruito giorno per giorno e non attraverso certezze inoppugnabili erogate dal "Capo" , bensì attraverso la comprensione reciproca e attraverso un dialogo che rappresenti il reale scambio di esperienze, questo farà crescere Responsabile e Risorse con l'elemento della contemporaneità. In questo modo il Gruppo si costituisce e cresce con la progressione più adeguata ad ogni singolo componente del Gruppo di lavoro. Qui nasce il rapporto di fiducia, la certezza che acquisisce ogni componente di essere conosciuto e apprezzato per le proprie doti personali e di competenza, la sicurezza che il "Capo" è in grado di conoscere le dinamiche che conducono la relazione, che è in grado di apprezzare i con-

tributi e valutare le difficoltà effettive, la capacità del Capo di stimolare il Gruppo quando gli ostacoli sembrano insormontabili e quella di gratificare quando l'obiettivo viene raggiunto. Il Capo deve essere in prima linea quando è necessario assorbire critiche per defaillance o errori commessi dalle proprie risorse, deve essere in secondo piano quando esiste la possibilità di raccogliere successi.

La scheda

laureata in Sociologia a Roma, specializzandosi soprattutto in tecniche di gestione della Risorsa Umana e Formazione Ha lavorato per realtà internazionali quali la ex Mobil Oil Italia, ora Q8, e la Meridiana


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Federalismo fiscale e occupazione: le priorità per il rilancio lombardo PIRELLONE

Agli Stati generali dell' Economia Formigoni lancia "Lombardia sostenibile": 900 milioni di euro per la mobilità, il rinnovabile e l'efficienza delle Pmi. Tra i bergamaschi in Regione: la stilista Beatrice Trussardi, Miro Radici, Paolo Agnelli, presidente di Apindustria Bergamo e di Apilombarda e Gigi Petteni

ARTICOLO DI: LIVIO CASANOVA

eno tasse, federalismo fiscale, innovazione e internazionalizzazione: sono le parole d'ordine per il rilancio delle imprese lombarde. Il tema "economia e lavoro" è considerato talmente cruciale che il Pirellone, tra i primi atti della nuova legislatura, ha convocato gli Stati generali dell'Economia e del Lavoro. Al primo piano del Pirellone, alcuni tra i più rappresentativi esponenti del mondo produttivo lombardo si sono riuniti intorno a un tavolo con il presidente della Regione, Roberto Formigoni, e il vicepresidente (oltre che assessore alle Attività produttive) Andrea Gibelli. L'incontro è servito più a indicare gli obiettivi che a entrare nel merito delle questioni. Tra i presenti: Massimo Ponzellini

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della Banca Popolare di Milano e Roberto Mazzotta di Mediocredito, i vertici Expo Diana Bracco e Lucio Stanca, il presidente di fondazione Fiera, Gianpiero Cantoni, il presidente di Confcommercio Lombardia, Carlo Sangalli, Bruno Ermolli, presidente di Promos (agenzia della Camera di Commercio di Milano, ndr.), Antonio Intiglietta per la Cdo. Tra i bergamaschi hanno preso parte al vertice la stilista Beatrice Trussardi, Miro Radici e Paolo Agnelli presidente dell'Apindustria Bergamo e dell'Apilombarda. "Vogliamo dare - ha esordito Roberto Formigoni - un colpo di acceleratore, approfittando delle luci verdi che sembrano riaccendersi per la nostra economia e per la nostra produzione industriale. Apro la nuova legislatura con gli Stati Generali per indicare il tema del lavoro, dell'economia, dello sviluppo e dell'occupazione come priorità, consapevoli che gli investimenti dello scorso anno e il sostegno al credito hanno dato risultati positivi. Gli strumenti messi in campo da noi ci hanno permesso di attraversare la crisi meglio di altre

regioni europee". L'obiettivo dell'incontro è stato mettere le basi per un "Piano quinquennale" e l'appuntamento al Pirellone è servito proprio a raccogliere sollecitazioni e suggerimenti per il piano di sviluppo economico della Regione, documento che poi verrà discusso in consiglio. "La spinta riformatrice della Lombardia includerà la riforma sul piano dell'accesso al credito - ha continuato il governatore -, il potenziamento delle politiche del welfare, di sanità e delle politiche culturali". Insomma, competitività, innovazione e creatività. Senza dimenticare la green economy, "un punto di forza del nostro programma - ha continuato il presidente -. Ho confermato gli stanziamenti di 900 milioni di euro", prendendo atto di una crisi che non può essere ritenuta alle spalle. Tra i presenti il clima è di misurato ottimismo: "si parla molto di economia che cambia, ma è già cambiata - ha detto Paolo Agnelli - e bisogna rendersene conto. Non c'è ripresa da agganciare, perché non passerà nessun treno , se non saremo noi a costruirlo. Il siste23


ma produttivo va fondato ex novo e quello bancario deve riprendere ad erogare il credito, assumendosene il rischio". Sempre dai rappresentanti delle piccole e medie imprese è arrivato anche il richiamo all'internazionalizzazione, punto di forza per il rilancio e lo sviluppo delle stesse Pmi. Internazionalizzazione che però "non va fatta delocalizzando". Il treno potrebbe essere proprio il piano "Lombardia Sostenibile" con investimenti pubblici per novecento milioni, integrati da un'identica somma di investimenti privati. Alcuni segnali positivi, tuttavia, sono già all'orizzonte: la crescita dell'1,7 per cento della produzione industriale nel primo trimestre del 2010, una crescita dell'export lombardo stimato per l'anno in corso attorno al 5-6%, la continua nascita di nuove imprese e la tenuta di molte aziende i cui proprietari hanno messo risorse proprie per non chiudere e non licenziare ma resistere e proseguire. Dalla stessa Regione i numeri dell'impegno nella scorsa legislatura: 2 miliardi di investimenti complessivi a favore del sistema imprese; 1.5 miliardi destinati alla cassa integrazione in deroga, cioè per i lavoratori meno protetti e un ulteriore "pacchetto fiducia" da 145 milioni. Confermato, poi, l'impegno a favore dei lavoratori disoccupati e in cassa integrazione, gli interventi di sostegno al reddito e i servizi di politica attiva, anche alle fasce di lavoratori non coperti dagli ammortizzatori sociali tradizionali. In tema di occupazione, dal canto loro, i segretari generali lombardi di Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto l'investimento in politiche industriali in grado di creare, al più presto, nuovi posti di lavoro. In numero tale da assorbire coloro che sono usciti dal mondo produttivo per colpa della crisi. Lo sviluppo della Lombardia, hanno sottolineato i sindacati che hanno presentato un documento condiviso, deve passare dal rilancio dell'occupazione. "Alla base del nostro documento - ha sottolineato Gigi Petteni, rappresentante della Cisl Lombardia - c'è il passaggio dagli ammortizzatori all'occupazione". Formazione e avviamento al lavoro gli altri punti fondamentali, su questi temi la Regione è chiamata a elaborare un piano quinquennale per lo sviluppo. Il progetto del Pirellone è ambizioso: la Lombardia dovrebbe diventare un esempio di buone prassi tali da ispirare anche il livello nazionale. Come detto, tre le direttrici fondamentali indicate dal Governatore: federalismo e riforma fiscale, investimento sui giovani e il capitale umano, investimento nella ricerca. "Deve aprirsi una nuova 24

stagione di grandi riforme - ha concluso Roberto Formigoni -, il Paese ne ha un urgente bisogno. Mi riferisco in particolare all'attuazione del federalismo che consentirà alle Regioni una maggior autonomia finanziaria e di conseguenza una maggiore capacità decisionale. Credo, inoltre, che sia necessaria una riforma del fisco che armonizzi il carico fiscale sulle imprese italiane con quello comunitario e una vera semplificazione, che liberi risorse pubbliche e private per usi produttivi. Per questo abbiamo appena insediato una task force e nominato un assessore con questa specifica delega". A tutti i partecipanti al tavolo è stato chiesto di fornire contributi e proposte. Certo, il tempo per arrivare a una sintesi è poco: nelle intenzioni del presidente Formigoni il piano quinquennale deve essere pronto entro questo mese. Gli interventi saranno tenuti in considerazione nella stesura del Piano regionale di sviluppo (PRS) che dovrebbe essere la Magna Charta programmatica dei prossimi cinque anni.


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Primo Maggio: Festa del lavoro. Che non c'è LAVORO&CRISI

In città la manifestazione regionale, un gazebo permanente e 24 ore di confronto per dare un senso a 13 milioni di ore. A tanto ammonta la cassa integrazione autorizzata dall'Inps, per Bergamo, nei primi tre mesi del 2010

n chiosco simbolico per dare voce alla crisi e celebrare il primo maggio: la festa del lavoro. Che non c'è più. Bergamo e i lavoratori bergamaschi hanno vissuto la ricorrenza, quest'anno, discutendo e confrontandosi sul qualcosa che non c'è: il lavoro. Sia sul lavoro perduto che su quello cambiato, in un'unica prospettiva strategica, in una sfida che la crisi rende più acuta. Cgil, Csil e Uil di Bergamo, con un'iniziativa pubblica in centro città, hanno allestito un chiosco permanente, per ricordare e rappresentare le situazioni di crisi della nostra Provincia e ribadire le necessarie azioni per lo sviluppo. Sotto lo stesso gazebo si sono alternati le lavoratrici ed i lavoratori delle aziende in crisi del nostro territorio. "Il gazebo - recitava una nota è stato scelto per sensibilizzare l'opinione pubblica su quanto sta accadendo in provincia di Bergamo e per sollecitare gli enti locali, la regione Lombardia e il governo ad una terapia d'urto. Da una parte per fronteggiare la crisi economica e i suoi pesanti effetti sull'occupazione e sui redditi delle famiglie,

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Andamento Cassa Integrazione Guadagni per settore (Confronto 1° trimestre 2010 e 4° trimestre 2009) CIGO+CIGS+DEROGA (Ore autorizzate)

Provincia di Bergamo

4° Trim. 2009

1° Trim. 2010

Variazione %

Meccaniche Metallurgiche Trasf. minerali Tot. Metalmeccanici Tessili Vest. abbigl. e arredamento Pelli e cuoio Totale moda Chimiche Energia elettrica e gas Totale Chimici-Energia Legno Industria edile Artigianato edile Industria lapidei Artigianato lapidei Totale edilizia Cartai e Poligrafici Alimentari Attività agric. Industriali Tabacchicoltura Totale Agro-Alimentare Estrattive Varie Totale varie Trasporti e Comunicazioni Commercio Totale complessivo

5.087.574 1.498.928 6.586.502 1.608.328 632.719 86.727 2.327.774 1.134.666 1.134.666 296.300 182.191 74.232 17.388 273.811 201.488 31.936 31.936 9.336 195.464 204.800 131.499 376.644 11.565.420

6.699.517 810.501 7.510.018 1.580.547 653.092 210.393 2.444.032 892.346 892.346 242.865 242.225 129.653 20.269 760 392.907 201.243 161.427 161.427 2.888 491.003 493.921 92.599 574.526 13.005.884

14,0% 5,0% -21,4% -18,0% 43,5% -0,1% 405,5% 141,2% -29,6% 52,5% 12,5%


Gigi Petteni

L'Allarme di Gigi Petteni: "Il lavoro per tutti, oggi, in Lombardia non c'è Per questo è indispensabile creare 100 mila nuovi posti"

per estendere e allargare gli ammortizzatori sociali, allungare il periodo di disoccupazione, attuare i contratti di solidarietà, incentivare l'assunzione di disoccupati o lavoratori in mobilità. Dall'altra per una vera strategia a sostegno dello sviluppo del paese, attraverso decise politiche industriali, sostenute da adeguati finanziamenti per la crescita economica ed occupazionale". Il dato di fatto nudo e crudo e che il lavoro, per tutti, oggi in Lombardia non c'è e "per questo è indispensabile creare 100 mila nuovi posti". L'allarme è stato lanciato qualche settimana fa dalla Cisl regionale, che sollecitava le istituzioni a sostenere le politiche attive per i lavoratori e le imprese. "La ripartenza del sistema è una necessità. Occorre puntare sulle aree innovative, dove è possibile creare occasioni di crescita e opportunità occupazionali - ha sottolineato Gigi Petteni, segretario generale Cisl Lombardia - dobbiamo alzare lo sguardo sulla Lombardia che verrà. Non possiamo aspettare la ripresa puntando solo sugli ammortizzatori sociali. In quest'ottica è molto importante anche il ruolo della contrattazione decentrata e della concertazione territoriale, per coniugare la riqualificazione e le politiche del lavoro

con lo sviluppo locale". E che la crisi non allenti la sua morsa sull'economia lo testimoniano i numeri. La conferma viene dai dati sulla cassa integrazione e sulle iscrizioni alle liste di mobilità, elaborati dalla Cisl lombarda e presentati a Lodi nel corso dei lavori del Consiglio generale regionale del sindacato. Tra gennaio e marzo, sono state licenziate 16.200 persone, il 16% in più rispetto allo stesso periodo del 2009 e addirittura il 66% in più rispetto al 2008. Nei primi 3 mesi del 2010 si è registrato un ulteriore aumento della richiesta di cassa integrazione e con oltre 100 milioni di ore autorizzate (+6,6% rispetto al trimestre precedente) si è toccato un ulteriore massimo storico. Questo dato è provocato da un'ulteriore diminuzione della cassa ordinaria (-19,5% sul trimestre precedente con circa 43 milioni di ore) e da un ulteriore e preoccupante aumento della cassa straordinaria (+16,4%). Quanto alla situazione nelle diverse province, in territori come Bergamo, Brescia, Como e Varese si registra un incremento complessivo delle ore, mentre a Milano, Lecco, Mantova, Pavia e Lodi si verifica un'attenuazione. Sul fronte dei settori, sono il metalmeccanico e il commercio i due comparti che da soli realizzano 27


l'ulteriore incremento di ore che si registra nel trimestre, mentre tutti gli altri settori danno segnali di stabilità o di leggero calo. Con 4,9 milioni di ore, la cassa integrazione a Bergamo e in provincia autorizzata dall'Inps per il mese di marzo 2010 rimane su livelli elevatissimi che confermano la gravità della situazione e ancora non lasciano intravedere segnali di ripresa. Il dato di marzo è superiore a quelli di febbraio (3,6 milioni di ore) e di gennaio (4,3 milioni di ore). Il confronto con marzo 2009 (851mila ore, +484%) non ha molto senso perché solo a partire dall'estate 2009 la crisi ha toccato livelli drammatici col superamento dei 2 o 3 milioni di ore di cassa integrazione.

Ebbene, da luglio a oggi, questo è il secondo dato più elevato, inferiore solo al dato straordinario di dicembre (5,4 milioni di ore), a conferma che il 2010 vedrà il momento più difficile della crisi, almeno sul versante occupazionale. Il dato di marzo segnala anche un aggravarsi della crisi occupazione nel settore trainante dell'industria manifatturiera bergamasca, quello metalmeccanico: se a febbraio questo settore rappresentava il 33% di tutte le ore di cassa (38% a gennaio), ora supera il 58 per cento. E quindi, in presenza di questi numeri è difficile parlare di festa del lavoro. Il termine festa appare sproporzionato di fronte alle difficoltà dell'oggi, se non addirittura di cattivo gusto.

Andamento Cassa Integrazione Guadagni per territori (Confronto 1° trimestre 2010 e 4° trimestre 2009) CIGO+CIGS+DEROGA (Ore autorizzate) Territori

Bergamo Brescia Como Cremona Lecco Lodi Mantova Milano Pavia Sondrio Varese Totale Lombardia

4° Trim. 2009

1° Trim. 2010

Variazione %

11.565.420 18.185.949 7.971.006 3.324.386 7.929.154 1.285.363 2.619.553 26.327.579 3.348.601 289.182 11.753.416 94.599.609

13.005.884 20.010.428 10.642.953 3.352.905 4.487.868 1.071.993 2.500.559 26.235.193 2.979.046 456.612 16.087.839 100.831.280

12,5% 10,0% 33,5% 0,9% -43,4% -16,6% -4,5% -0,4% -11,0 57,9% 36,9% 6,6%

So Co

Bergamo ha chiuso il primo trimestre con un incremento della Cig del 12.5% rispetto ai tre mesi precedenti Il Metalmeccanico segna un incremento del 14% mentre il Commercio tra ordinaria, straordinaria e deroga segna un + 52% 28

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"Creare lavoro? Si, ma serve formazione e flessibilità" L’INTERVISTA

E' la sfida lanciata da Michele Tiraboschi, giuslavorista e collaboratore di Maurizio Sacconi, ministro del Welfare Dieci domande al professore (bergamasco) di diritto del lavoro su ammortizzatori sociali, contratti di solidarietà, apprendistato e prospettive occupazionali a Bergamo ARTICOLO DI LIVIO CASANOVA

Torna il primo Maggio: festa del lavoro. Si può parlare di "festa" per qualcosa che non c'è ? (Il lavoro, appunto). Ha ancora senso dedicarle il 1° maggio in un momento che vede sempre più scomparire imprese e lavoratori? "Il lavoro c'è ancora (lo dimostrano anche tanti dati recenti sulle professioni di difficile reperibilità e i posti vacanti). Certo, non nelle forme che conoscevano i primi lavoratori che festeggiarono il primo maggio, ma è inevitabile. Muta la tecnologia, muta la società, muta l'economia e cambia anche il lavoro. Il punto da affrontare è se il nostro sistema e il nostro diritto del lavoro sarà capace di confrontarsi con un mercato del lavoro sempre più in evoluzione, basato sulla conoscenza e la adattabilità di imprese e lavoratori. La festa del primo maggio è anche l'occasione per riflettere nuovamente sui problemi, che non si possono nascondere o sottacere: in primis bassi tassi di occupazione di donne, giovani e over 50".

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Gli analisti hanno previsto una ripresa, seppur lenta, dalla crisi finanziaria globale in questo 2010. Alcuni continuano a confermare questa tendenza mentre altri rimangono pessimisti. Da che parte pende la bilancia: crisi o ripresa? Cosa ci dobbiamo attendere per il 2010? "È vero. I segnali che provengono dall'economia sono positivi e stanno influenzando favorevolmente l'ottimismo del mercato, riattivando la ripresa. Ma attenzione: tradizionalmente la crescita dell'occupazione segue con ritardo la crescita economica. Di conseguenza prevedo un 2010 ancora a rischio di tensioni sociali: a fronte di una ripresa economica sempre più evidente continuerà a crescere la disoccupazione, generando frustrazione e incomprensione. Il contrasto a questo fenomeno, conosciuto con il nome di "jobless recovery", è una delle priorità delle azioni del Ministero del Lavoro per il

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"La formazione deve giocare un ruolo di primissimo piano L'apprendimento continuo è garanzia di capacità di costruzione di un percorso lavorativo che permette di non essere vincolato esclusivamente a un posto di lavoro"

MICHELE TIRABOSCHI

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2010. Da ultimo, nella ripresa deve essere assolutamente evitata la creazione di bacini di inattività e disoccupazione "assistita", generati dalla irresponsabile dipendenza da sussidi pubblici di tipo passivo". Difendere i posti di lavoro e tutelare l'occupazione, in questi mesi sono stati alla base del ricorso massiccio alla cassa integrazione. Tuttavia la cassa integrazione non può durare all'infinito. Lei non crede che sia venuto il momento di mettere mano ad una politica attiva del lavoro per costruire percorsi di crescita e di rilancio occupazionale? "La vera politica attiva da potenziare è la formazione, il diritto moderno alla formazione continua. Gli ammortizzatori sociali, incentrati sulla difesa del posto di lavoro, hanno retto benissimo, non incentivando i licenziamenti come è successo nel Nord Europa, nei Paesi della celebre flexicurity che alcuni accademici illuminati vorrebbero riproporre "all'italiana" anche da noi. Certo, si può ancora mettere mano agli ammortizzatori, ma senza stravolgimenti, semplicemente riconducendo a sistema quanto è già stato strutturato con interventi emergenziali".

Roma: Consiglio dei Ministri intervento di Michele Tiraboschi

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Ci sono strade concrete e praticabili (a breve) che permettano di offrire nuove opportunità ai giovani e a coloro che sono senza lavoro? "Insieme al gruppo di ricerca di ADAPT e della Scuola Internazionale di Dottorato in Formazione della Persona e Diritto del Mercato del Lavoro, costituita con l'università di Bergamo, ho verificato in questi mesi la profonda fondatezza dell'intuizione delle" Linee Guida per la Formazione nel 2010" firmate a febbraio da Governo e Parti sociali: in Italia manca un concreto monitoraggio dei fabbisogni. A breve termine è importante fornire ai giovani indicazioni veritiere e precise sui profili

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professionali richiesti e contemporaneamente permettere a tutti una formazione di qualità che permetta un felice incontro di domanda offerta. In questo senso andrebbe anche affermata una cultura dell'orientamento scolastico e universitario che ancora in Italia manca". A Bergamo sono poche le aziende che, per evitare licenziamenti, hanno scelto la strada dei Contratti di solidarietà? Lei come giudica questo strumento? "Le ragioni del poco ricorso sono anche legate alla piccola dimensione della maggior parte delle aziende. Nonostante questo il contratto di solidarietà resta uno strumento interessante perché capace di coinvolgere tutta la "comunità lavorativa" dell'impresa. Al recente summit dei Ministri del Lavoro tenutosi a Washington, Maurizio Sacconi è stato più volte interpellato dai colleghi circa la disciplina di questo contratto, che è visto come strumento utile anche per i mercati del lavoro degli altri Stati".

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Quale ruolo possono giocare apprendistato e formazione in un periodo così delicato? Che garanzie offrono ad imprese e lavoratori? "La formazione deve giocare un ruolo di primissimo piano. L'apprendimento continuo (non sono prima dell'inserimento lavorativo) è garanzia di capacità di costruzione di un percorso lavorativo che permetta di non essere vincolato esclusivamente a un posto lavorativo ed è quindi strumento di rafforzamento del lavoratore. È evidente il nesso con il contratto di apprendistato, che (nel settore privato) è l'unico vero contratto a contenuto formativo previsto dall'ordinamento. Purtroppo il mondo produttivo conosce solo l'apprendistato professionalizzante e sottovaluta le forme di apprendistato più originali: quello per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione e quello per l'acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione. Si tratta di tipologie che devono essere rilanciate e sfruttate per tutte le potenzialità che offrono".

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Il mondo imprenditoriale, periodicamente, lancia appelli sull'eccessiva pressione fiscale, sul peso della burocrazia e sulla necessità di avere regole più ragionevoli. Lei non crede che questa situazione (cronica) scoraggi le imprese dall'assumere nuovo personale? "La riforma fiscale annunciata dal Ministro dell'Economia negli ultimi tempi è probabilmente la riforma più urgente, in questo periodo, nel quale occorre salire sul treno della ripresa economica. Certamente c'è un nesso tra costo del lavoro e numero di assunzioni, anche se il discorso fiscale è ben più ampio. Ricordo che il "Doing Business Database" della Banca Mondiale (dati 2009) classifica l'Italia come lo Stato con più pressione fiscale complessiva sull'attività di impresa tra gli Stati europei (seconda è la Francia, terza la Spagna)".

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Ci sono spazi e modi per le piccole e medie imprese per abbattere i costi legati al mercato del lavoro? Quali sono? "Il costo del lavoro non si abbatte ricorrendo a tipologie contrattuali utilizzate per fini diversi da quelli concepiti dal Legislatore, come talvolta accade, ma anzi, al contrario, conoscendo sempre di più le possibilità offerte dal diritto del lavoro italiano che spesso sono sottovalutate da imprese e consulenti. Si prenda ad esempio il contratto di apprendistato: è un contratto che porta con sé indubbi vantaggi fiscali e permette di formare efficacemente il proprio lavoratore, arricchendo lui e il know how della stessa impresa. Eppure è uno strumento ancora poco conosciuto".

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dato settore produttivo? Chi meglio del datore di lavoro e del lavoratore può certificare le competenze acquisite con la formazione? È necessario costruire una efficiente banca dati a breve termine dei fabbisogni del territorio; banca dati che deve essere in mano a tutti gli operatori del mercato, pubblici e privati, perché si attivino non solo per realizzare l'incontro tra domanda e offerta, ma anche per orientare l'offerta formativa dei tanti soggetti che erogano corsi ai lavoratori. Vanno superate le asimmetrie informative che purtroppo ancora caratterizzano il nostro mercato del lavoro e va abbandonato definitivamente un sistema regolatorio centralizzato e burocratico dell'incontro tra domanda e offerta". Lei è di Bergamo. Dagli ultimi dati trimestrali le ore di cassa integrazione autorizzate nel periodo gennaio-marzo ammontano a 13 milioni. E' solo un dato congiunturale o riflette la politica imprenditoriale (predi-

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cata ma poco battuta) dell'innovazione? "Occorre attenzione per leggere questo dato: spesso le ore autorizzate sono anche tre o quattro volte superiori a quelle effettivamente godute. Indipendentemente da questo credo che il tessuto produttivo bergamasco si sia sempre contraddistinto per il coraggio nello scommettere sull'innovazione. Non è un caso che un progetto ambizioso come il parco scientifico del Kilometro Rosso sia nato nella nostra Provincia. Per non parlare di realtà di eccellenza (ad esempio il gruppo Gewiss) nate dal nulla sotto la spinta di idee vincenti e sostenute dalla tenacia, dall'umiltà e dal coraggio che non mancano a noi bergamaschi. Di conseguenza non stento a credere che la politica (vincente) degli imprenditori bergamaschi anche in questo periodo di crisi sia stata quella di scommettere sull'innovazione e sulla riqualificazione del proprio business. L'importante è che ciò non sia fatto sulla pelle dei lavoratori, poiché, come sappiamo, impresa è anche responsabilità".

Quali sono le priorità che devono essere tempestivamente affrontate dai governati e dalla parti sociali per garantire un più efficiente incontro tra domanda e offerta di lavoro? "Bisogna coinvolgere attivamente nel mercato del lavoro le parti sociali. Chi meglio dell'impresa e del sindacato può sapere che figure sono cercate in un

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ECONOMIA&BUSINESS

"Lavorare meno per lavorare tutti" ARTICOLO DI: LIVIO CASANOVA

avorare meno per lavorare tutti". Lo slogan dei contratti di solidarietà sta uscendo dal sindacalese e si radica nel mondo del lavoro, lo dimostrano i casi bergamaschi della Somaschini di Trescore e la Taiocchi di Treviolo. Si tratta di una forma di compensazione per i dipendenti "a riposo forzato": ai lavoratori è riconosciuto il trattamento dell'integrazione salariale, pari al 80% della retribuzione persa, a seguito del rallentamento dell'attività aziendale. Che lo strumento stia prendendo piede a Bergamo è confermato anche dai comportamenti messi in campo dalle rispettive associazioni imprenditoriali. A livello di strutture locali, infatti, alla posizione inizialmente rigida di Confindustria Bergamo che

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- storicamente - ha sempre preferito sostenere il ricorso più immediato e meno complesso alla cassa, ha risposto il dinamismo di Apindustria Bergamo che ha deciso di sposare - subito e in toto - la strada dei contratti solidarietà. Dove, in questo caso, la "solidarietà" è tra azienda e lavoratori. Atteggiamenti che di riflesso si sono ripercossi sulle aziende interessate. Infatti, se per la Fratelli Taiocchi di Treviolo, proprio l'associazione degli imprenditori guidata dal presidente Paolo Agnelli ha appoggiato la trattativa, la Somaschini di Trescore ha dovuto trattare la materia solidaristica da sola, a causa della iniziale pregiudiziale negativa sposata dall'associazione presieduta da Carlo Mazzoleni. Una posizione che è stata rivista solo alla fine di aprile.


SULLA STESSA BARCA

La riduzione dell'orario di lavoro, prevista dai contratti di solidarietà, è un'alternativa possibile ed efficace contro il licenziamento, lo dimostrano la Somaschini di Trescore e la Taiocchi di Treviolo. E’ la strada imboccata da Apindustria Bergamo

Taiocchi di Treviolo. "Ci siamo messi nei panni dei nostri lavoratori - hanno detto i Taiocchi, alla guida dell'azienda da oltre 50 anni -. Con i contratti di solidarietà abbiamo ritenuto di aiutarli dal punto di vista economico e, nel frattempo, di ridurre i costi aziendali fissi legati al costo del personale. Del resto la quotidianità lavorativa ha creato un legame tale che non ci poteva lasciare indifferenti". Finita la cassa integrazione ordinaria e con il perdurare della crisi che nel 2009 ha visto una riduzione della produzione di circa il 50% e conseguentemente una rilevante perdita, la Fratelli Taiocchi stava valutando come intervenire e ha comunicato alle rappresentanze sindacali che gli addetti andavano ridotti del 25% per poter permettere all'azienda di stare sul mercato e limitare le perdite. Su richiesta delle parti sindacali e con il positivo contributo di Apindustria Bergamo, a cui la Taiocchi è associata, l'azienda ha ritenuto di non procedere alla procedura di

Un'alternativa alla Cassa Integrazione? Il Patto di Solidarietà e differenze fra i contratti di solidarietà e la cassa integrazione sono rappresentate dal fatto che il primo non comporta l'arresto dell'attività delle fabbriche e il lavoro procede in maniera continuativa. Non si crea alcun tipo di disservizio a vantaggio, anche, dei clienti. L'aspetto più importante: il patto risparmia ai lavoratori una forte riduzione del proprio stipendio perché garantisce loro l'80% del trattamento economico. La cassa integrazione, infatti, ha un tetto molto limitato e invece con i contratti di solidarietà la mancata retribuzione per le minori ore lavorate viene coperto dall'Inps. Dal punto di vista aziendale il patto di solidarietà permette anche di perseguire la continuità produttiva e di ricerca per l'innovazione conservando un livello di efficienza. Rappresenta, insomma, una scelta corretta di bilanciamento imprenditoriale nei confronti delle persone. Si deve seguire l'andamento dei mercati, con la consapevolezza che le regole di prima non torneranno. Il contratto dà un assetto di medio periodo che può consentire uno spazio di tempo per valutare quelle che saranno le scelte future da adottare.

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mobilità ma di intervenire con il contratto di solidarietà. "Così, - ha precisato Dario Taiocchi, responsabile dell'amministrazione -, oltre a gestire i problemi legati al costo del lavoro, siamo riusciti a garantire l'occupazione al nostro interno, con la speranza di un graduale ritorno ad una situazione di normalità del mercato". L'associazione imprenditoriale ha sottoscritto, con favore, l'orientamento appoggiando le parti nella trattativa. "È sicuramente positivo che si faccia ricorso al contratto di solidarietà - ha detto Margherita Dozzi della Fiom Cgil - per affrontare il perdurare della crisi ed è altrettanto positivo che l'accordo si sottoscriva all'API che non solo firma l'accordo ma ha avuto anche un atteggiamento propositivo e di condivisione di tale accordo". Alle trattative hanno partecipato Stefano Bosio per l'Apindustria e Sergio Colombini, consulente del lavoro della società. "È auspicabile che questo accordo di Solidarietà - ha sottolineato ancora la rappre-

Percentuale di integrazione salariale contratti di solidarietà

ex Legge n. 863/1984

ex Legge n. 236/1993

60%

60%

In via sperimentale anni 2009/2010 Nel limite delle risorse finanziarie

80%

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Treviolo l’azienda Taiocchi

sentante sindacale - nei metalmeccanici a Bergamo firmato da un’associazione degli imprenditori sia da stimolo anche per le altre realtà associative degli imprenditori che sembrano restie a consigliare ai propri associati questo strumento di gestione della crisi". Nel dettaglio, su 54 dipendenti in organico, il contratto di solidarietà viene applicato per 26 addetti a rotazione, con una riduzione media di orario del 43%, a partire dal 6 aprile. La rotazione è quindicinale per gli operai, mentre è giornaliera per gli impiegati e durerà un anno. "Il contratto di solidarietà - ha concluso Margherita Dozzi - non solo risponde in maniera più positiva in termine di salario (per il 2009 l'integrazione è all' 80%, mentre prima era del 60%) ma evita il ricorso alla procedura di mobilità e quindi evita i licenziamenti". Ma se per le Officine Fratelli Taiocchi si può parlare di una comunione di intenti con Apindustria, Confindustria Bergamo si è rifiutata di firmare un accordo analogo per una propria associata storica, la Somaschini di Trescore, costretta a fare tutto da sola. La Somaschini di Trescore. Al termine di un anno di cassa integrazione ordinaria (finita il 26 marzo), si prospettava l'avvio della cassa straordinaria: invece la Somaschini spa di Trescore, azienda metalmeccanica che produce ingranaggi meccanici soprattutto per il settore automotive, ha scelto la via del contratto di solidarietà. Un segnale forte, quindi, che viene da una delle maggiori aziende del territorio con 165 addetti, 90 anni di attività (fondata nel 1922 dal nonno dell'attuale amministratore delegato) e una fama mondiale nel 36

campo degli ingranaggi di precisione per il settore automotive. A differenza di quanto accaduto con la Taiocchi, la Somaschini ha dovuto provvedere a tutto da sola, firmando l'accordo nella sede di Trescore, pur facendo parte della Confindustria Bergamo. Una forma di pregiudiziale per l'associazione presieduta da Carlo Mazzoleni. "Di sicuro, la Confindustria non ha saputo aiutare la Somaschini nella gestione di questo strumento - ha detto Margherita Dozzi della Fiom Cgil - presentato, anzi, come troppo rigido rispetto alla flessibilità necessaria all'azienda. La nostra è stata un' opera di convincimento, aiutandoci con i verbali di altri accordi simili firmati fuori provincia. Insomma, non solo la Confindustria non ha appoggiato la scelta, ma ha anche remato contro, minando i pochi elementi di certezza". La firma ha riguardato 105 lavoratori su un organico di 165. Durerà un anno e comporterà, per i dipendenti coinvolti, una riduzione dell'orario di lavoro del 50%, con l'80% della retribuzione della busta paga precedente. "Per i nostri standard produttivi - ha precisato Alessandro Longaretti, responsabile amministrativo della società -, occorrono lavoratori preparati e la Somaschini ha sostenuto sforzi notevoli per raggiungere l'attuale livello di professionalità interna. Di qui la ferma volontà di non intaccare gli organici, confidando in una ripresa dei mercati perché il nostro non è un problema aziendale , ma di crisi economica generalizzata. Nel nostro ramo, siamo leader a livello europeo e americano, fornendo i principali operatore dell'automotive, della robotica, della nautica e della meccanica in genere".


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Crescono le buste paga dei top manager PAY WATCH

Nel 2009, tra i dirigenti di società quotate a Piazza Affari, 150 hanno ricevuto almeno 1 milione di euro di stipendio lordo, 44 più di due milioni, 24 manager tre milioni e dieci più di 4 milioni Nelle prime 60 posizioni, i bergamaschi Carlo e Giampiero Pesenti ARTICOLO DI: LIVIO CASANOVA PHOTO: FRANCO PASINETTI

inque milioni e 100.000 euro per 14 mesi scarsi di lavoro: è uno stipendio con i fiocchi quello che si è portato a casa l'ex amministratore delegato della Brembo, Mauro Pessi. Poco più di una meteora, dal punto di vista delle strategie aziendali, ma un vero genio della busta paga - la propria - tanto da guadagnarsi un posto al sole nella classifica dei manager più pagati d'Italia. Il sesto assoluto, per l'esattezza, alle spalle di big del calibro di Carlo Puri Negri (Pirelli RE: 15,2 milioni) ma davanti a Sergio Marchionne (Fiat: 4,78 milioni), Pier Francesco Guarguaglini (Finmeccanica: 4,7 milioni) o Paolo Scaroni (Enel: 4,4 milioni). Originario di Varese, 43 anni, bocCarlo Pesenti coniano, Pessi è arrivato alla Brembo a metà 2008, subentrando al dimissionario Massimo Monetini, e a sua volta si era licenziato a luglio dello scorso anno, nel pieno della crisi che stava investendo il gruppo di Alberto Bombassei. Cresciuto professionalmente alla Pirelli, ne ha traghettato il ricchissimo sistema incentivante a Stezzano: infatti i primi tre manager più pagati d'Italia sono Puri Negri (vedi sopra), il suo direttore generale Claudio De Conto (7,3 milioni) e il patron del gruppo, Marco Tronchetti Provera (5,9 milioni); seguono Antoine Barnheim al quarto posto (Generali: 5,5 milioni), Luca Cordero di Montezemolo (Fiat e Ferrari: 5,11 milioni) e il nostro Pessi. Stilando la classifica 2010, il

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Sole 24 Ore lo definisce un outsider, aggiungendo che sono soltanto 10 le posizioni sopra i 4 milioni lordi e che, ai massimi livelli, gli stipendi sono tornati quelli pre-crisi, con un aumento generalizzato. Almeno 150 dirigenti di società quotate hanno ricevuto minimo un milione di euro di stipendio prima delle imposte, che a queste vette dimezzano il guadagno netto. Almeno 44 hanno guadagnato più di due milioni e 24 manager almeno tre milioni. Tra i primi dieci l'unico con stipendio in calo è Pier Francesco Guarguaglini di Finmeccanica, 4,7 milioni lordi (-15% sul 2008). Guarguaglini è il più pagato tra le società controllate dallo Stato, grazie a un premio di 3,11 milioni per il quale può essere definito Mister Bonus. Dietro di lui Paolo Scaroni dell'Eni, con 4,27 milioni (+40%), di cui 2,82 di bonus. L'Eni ha dimezzato gli utili a 4,37 miliardi, ma per Scaroni è scattato un "incentivo monetario differito" triennale. Il banchiere più pagato è Alessandro Profumo di UniCredit, con 4,27 milioni lordi (651mila di bonus), il 23% in più del 2008, meno della metà del record 2007. Unicredit ha fatto meno utili di Intesa Sanpaolo, ma Profumo ha guadagnato più del concorrente, Corrado Passera (con 3,5 milioni lordi, +27%, di cui 1,5 di bonus). La busta paga di Passera è tornata ai livelli del 2007, quando Intesa aveva però 5,8 miliardi di utile, più del doppio del 2009. Una lieve crescita, 32mila euro, per il presidente di Mediobanca, Cesare Geronzi,

Giampiero Pesenti


con un totale 3,28 milioni, mentre l'utile netto consolidato di Mediobanca è diminuito del 99,9% a 2,4 milioni. Nelle prime 60 posizioni, i soli bergamaschi sono padre e figlio Pesenti: Giampiero è 23esimo con 3.047.000 milioni, divisi tra Italmobiliare (presidente e amministratore delegato: 1.196.400 euro), Italcementi

(presidente: 1.760.600 euro), Pirelli & C. (consigliere: 70.000 euro) e Mittel (consigliere: 20.000); Carlo Pesenti è 32esimo con 2.715.420 euro, il grosso come amministratore delegato dell'Italcementi (2.127.000 euro), oltre a 555.420 euro come direttore generale dell'Italmobiliare e 33.000 in gettoni di Rcs, dove siede nel Cda.

Milano, Palazzo Mezzanotte piazza affari

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I dipendenti della B&B di Cazzano sono poveri Almeno da tre mesi NO MONEY

Lo dice Bankitalia: senza stipendio bastano tre mesi ad un italiano su tre per scivolare sotto la soglia di povertà. Visto il ritardo nei pagamenti di alcune aziende di Bergamo per alcuni lavoratori bergamaschi si può dire: poveretti ARTICOLO DI: LIVIO CASANOVA

ono tredici i dipendenti della B&B Tessitura di Cazzano S. Andrea che, con aprile, da oltre sei mesi non ricevono lo stipendio (a meno di novità dell'ultima ora). Se a questo, si aggiunge anche la mancata indennità di cassa dal 15 dicembre scorso, quando la produzione è stata bloccata quasi completamente, senza conoscerli personalmente, verrebbe da dire: poveretti. Nessuna aria di commiserazione perché secondo uno studio di Bankitalia il 32% degli italiani, se si trovasse improvvisamente senza redditi o altre entrate, e dovesse 'andare avanti' solo con la ricchezza finanziaria accumulata, non avrebbe risorse sufficienti per reggere più di tre mesi: cadrebbe sotto la soglia di povertà. In altre parole, senza stipendio bastano tre mesi ad un italiano su tre per trovarsi sul lastrico, bruciando i propri risparmi. Secondo questa statistica, da almeno tre mesi, per gli addetti della B&B Tessitura si sono spalancate le porte della povertà. Con una lettera aperta a cittadinanza e mezzi di informazione hanno esposto i tempi e temi della questione. "La ditta - si legge nel documento - ha rischiato di chiudere i battenti nell'agosto 2009 a causa della forte crisi che ha colpito l'intero settore tessile, oltre che per una amministrazione dell'azienda non all'altezza della situazione. Le dimissioni dell'amministratore assegnarono la ditta a uno dei soci, per il

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quale la priorità sembrava quella di salvare azienda e posti di lavoro. Recuperata anche una parte dei crediti di clienti insolventi, la B&B - prosegue la lettera - aveva buone possibilità di riprendersi e tornare competitiva come lo era stato in precedenza". Ma proprio a questo punto la faccenda ha iniziato a assumere toni drammatici. "L'erogazione delle buste paga veniva promessa e rimandata di giorno in giorno, ogni volta con scuse di ogni genere. Il tempo passa e i lavoratori non hanno percepito ben 5 buste paga; nemmeno la Cassa Integrazione Straordinaria viene erogata, visto che dovrebbe essere la ditta ad anticiparla". In una situazione analoga c'è la Fema di Cortenuova, industria metalmeccanica, che da oltre quattro mesi non paga i propri lavoratori. Tra mancanze, ritardi e promesse di pagamento, dopo un periodo di attesa, dovrebbero essersi risolti i nodi relativi agli stipendi per i lavoratori della BB Plast di Zanica, della Lupini Targhe di Pognano e della Nuova Pansac di Zingonia. Emblematico il mese di marzo: in un cantiere edile di Stezzano tre fratelli egiziani hanno protestato contro il titolare di un'azienda che mesi fa li aveva assunti per effettuare un lavoro in un altro cantiere a Sirmione. Senza paga da 4 mesi, due di loro si sono cosparsi di benzina, minacciando di darsi fuoco, mentre il terzo è salito in cima a una gru, minacciando di buttarsi nel vuoto. Tutto si è risolto per il meglio (o quasi) ma verrebbe da dire: poveretti. E non solo per Bankitalia.


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"Rimanere piccoli ma pensare in grande" PAROLA ALL'ASSOCIAZIONE

"Per uscire dalla crisi - sostiene Maria Teresa Azzola, presidente della Cna di Bergamo - è necessario migliorare l'accesso al credito, potenziare gli ammortizzatori sociali, attenuare il carico fiscale e attuare una politica industriale che valorizzi la propensione innovativa delle Pmi"

ARTICOLO DI LIVIO CASANOVA PHOTO: LAURA PIETRA

n manager a disposizione di artigiani e pmi bergamasche. Un sostegno concreto e tangibile per sviluppare le capacità manageriali degli imprenditori locali senza pesare, però, sulle loro tasche. Il progetto sperimentale "Voucher per l'impresa artigiana e per la piccola e media impresa" che prende il via questo mese, con cinque focus gruop territoriali, vedrà coinvolte 42 aziende di Bergamo. E' frutto dell'accordo fra la Provincia di Bergamo (progetto presentato alla Regione Lombardia e approvato con DDG 223), Cna e le altre associazioni di categoria (Associazione artigiani, Lia e Unione Artgiani). Seguendo la filosofia delle doti (formazione e lavoro) già attive, la Regione ha messo a disposizione delle imprese bergamasche - per il tramite della Provincia - una dote sperimentale da "spendere" dentro l'accordo di programma con le associazioni di categoria. Il progetto è concepito e mirato per aziende che operano nei settori in crisi, in situazione di difficoltà o per imprese di particolare eccellenza che hanno difficoltà a trovare mercato: un consulente esperto trascorre 60 ore all'interno di queste realtà, al fianco degli imprenditori, aiutandoli a costruire modelli di organizzazione aziendale innovativi e, conseguentemente, ad accrescerne la capacità competitiva e di posizionamento sui mercati. La priorità sarà data al settore manifatturiero e agli over 40, la fascia d'età che sconta il prezzo più alto della crisi per le difficoltà a ricollocarsi. "Questo accordo con la Provincia - ricorda Maria Teresa

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Azzola, presidente della Cna di Bergamo - è il primo di tale genere in Lombardia e può diventare un modello di utilizzo delle risorse "doti" anche in futuro. Oggi, per gli artigiani e le pmi è assolutamente necessario un cambio di mentalità così da affrontare in modo dinamico i problemi legati all'organizzazione aziendale, al controllo di gestione, al marketing e alle reti commerciali. Problemi che la crisi ancora in atto, sta mettendo in luce. E' un progetto che si aggiunge alle tante analoghe iniziative avviate nel corso degli ultimi anni dalle associazioni/pmi con Bergamo formazione. Bergamo da questo punto di vista ha svolto un ruolo di sperimentazione d'avanguardia". La Cna, periodicamente, distribuisce un questionario per capire il clima che circola tra gli imprenditori associati. A che punto siamo della crisi? "La drammatica caduta congiunturale dello scorso anno ha portato il Paese (e la Lombardia) ad una contrazione del pil vicino al 5%. L'attuale ripresa è lieve e la situazione resta di sostanziale crisi". Che prezzo sta pagando l'economia bergamasca? "Bergamo conta 93 mila imprese. I settori principali sono tre: manifatturiero, edilizia e servizi e ciascuno rappresenta un terzo dell'economia locale. L' edilizia, dopo 12 anni di crescita, è entrata in crisi profonda con una contrazione del 25% negli ultimi due anni. E dob-


Maria Teresa Azzola

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Giuseppe Vavassori e Maria Teresa Azzola

biamo aspettarci un ulteriore ridimensionamento nel 2010. La contrazione dei consumi, invece, e un diffuso senso di sfiducia pesa sull'economia dei servizi, sia dei fronte strada che dei servizi offerti alla persona. Il manifatturiero, infine, sconta le difficoltà di una crisi precedente a quella attuale. L'intero settore soffre l'alto costo della manodopera rispetto ai paesi cosiddetti "emergenti" e la concorrenza giocata sui costi, piuttosto che sulla qualità, finisce per penalizzarci. Inoltre, nel 2009, il saldo tra imprese nate e cancellate è stato negativo: determinato da una minore iscrizione e maggiori cancellazioni. Per un territorio a forte vocazione imprenditoriale, come quello bergamasco, è un segnale negativo e molto preoccupante perchè denuncia una scarsa fiducia nel futuro.". Ci sono voci che parlano di ripresa. E' solo un auspicio o ci sono segnali concreti? "Anche noi avvertiamo segnali di ripresa, ma non sono e non possono essere generalizzati. E' una ripresa leggerissima e a macchia di leopardo. Non investe simultaneamente tutti i settori, ma interessa prevalentemente quelli a marcata propensione innovativa e quindi capacità di competere. Appartengono al manifatturiero strettamente connesso alla ricerca e a taluni servizi . Non si vede ripresa nell'edilizia e in altri settori per una diffusa paura psicologica e un atteggiamento prudenziale. I numeri in nostro possesso non ci confortano, questa crisi - strutturale - la dovremo affrontare ancora per alcuni anni". 44

Cosa devono fare artigiani e pmi locali per invertire la tendenza? "E' necessario un autentico salto manageriale nell'affrontare i problemi e un approccio diverso al mercato. Bisogna superare l'individualismo, la parcellizzazione, senza snaturarci, e compiere quei cambiamenti che ci consentano di rimanere piccoli ma pensare in grande. La competitività delle pmi passa attraverso la qualificazione dei nuclei imprenditoriali e del tessuto di relazioni che pongono in essere. Occorre agire su due terreni. Il primo terreno difensivo: con un radicale miglioramento dell'accesso al credito, senza il quale è praticamente impossibile per i più piccoli far fronte ad una crisi profonda come l'attuale, con un potenziamento in senso universale degli ammortizzatori sociali e, soprattutto, con una politica decisa e non più rinviabile attenuazione del carico fiscale e del costo del lavoro. Il secondo terreno riguarda il futuro: la capacità di competere di un sistema come il nostro, imperniato prevalentemente sulle micro e sulle piccole imprese è sempre più dipendente dalle quote di conoscenza e di ricerca che si riuscirà ad iniettarvi. Abbiamo un grande patrimonio, in assenza di materie prime, fatto di risorse e competenze umane e di un numero impressionante di imprenditori. Una politica industriale, che sappia utilizzare al meglio questo patrimonio innovandone la propensione innovativa, è ciò che ci vuole. Se guardo a questo quadro d'insieme riesco ad essere ottimista".


Se alle imprese si chiede di resistere, non crede che anche le banche debbano fare lo stesso sostenendo il motore economico del Paese? "Lo dicevo prima parlando dell'accesso al credito. Per evitare il collasso del sistema produttivo i consorzi fidi si sono quasi svenati sino a raddoppiare, in taluni casi triplicare, le attività di garanzia mettendo a dura prova i propri fondi rischi sino al punto di esaurirne la capacità operativa. La Regione Lombardia deve fare un ulteriore, significativo, sforzo stanziando risorse che consentano di evitare il collasso dei confidi e, conseguentemente, il collasso di migliaia di micro e piccole imprese. In questa crisi le piccole imprese non stanno avvertendo la vicinanza delle Banche e subiscono, spesso, un atteggiamento "pungente" nelle valutazioni riguardanti il merito di credito. Ciò a dispetto della crisi". Significa che non solo bisogna pensare in piccolo, ma bisogna pensare - al - piccolo? "Lo slogan "Pensare in piccolo" andrebbe rivisitato, perchè adesso è necessario pensare - al - piccolo. Anche l'Unione Europea sta andando in questa direzione con lo Small Business Act ( SBA) che deve però tradursi in azioni concrete. Temi e riforme sono soltanto annunciati. Il fisco, per esempio, sembra essere definitivamente relegato a materia permanente di campagna elettorale. Artigiani, piccole e medie imprese attendono, da tempi ormai lunghissimi, politiche concrete di riforma: riduzione dell' addizionale regionale irap, dell' irpef, anche finalizzati a settori o aree di attività come le imprese che investono o in start-up. E' inoltre necessario rivedere il meccanismo degli studi di settore". Cosa possono fare le pmi bergamasche per rendersi protagoniste della ripresa e non semplici comprimarie? "Reti imprenditoriali, innovazione e progetti di accompagnamento imprenditoriale (temporary manager). Le reti e l'aggregazione sono necessarie per avere un peso maggiore. Inoltre, aggregazione imprenditoriale e reti d'impresa possono avviare processi virtuosi di riorganizzazione aziendale che da solo un piccolo imprenditore non riuscirà mai ad intraprendere. Necessitano "governance" territoriali imperniate su Camera di Commercio, Provincia e parti sociali, in grado di orientare risorse e progetti su azioni omogenee e chiaramente finalizzate ad affrontare la crisi, evitando sprechi, doppioni e iniziative poco utili. Alcuni esempi, in tale senso, li abbiamo avuti in periodi recenti: l'accordo Valle Seriana, i progetti realizzati con Bergamo formazione, le azioni positive svolte con la Provincia sui temi del lavoro e delle politiche attive. Occorre continuare, incentivando le iniziative unitarie e rendendone più efficace e concreto l'impatto sull'economia locale".

"Italia Lavoro" e della disponibilità del Sindaco di Leffe a dare vita ad un'esperienza nuova di servizi innovativi al sistema locale delle pmi. Il finanziamento del Ministero del lavoro (Italia Lavoro) ha consentito di aiutare l'affermarsi di un'esperienza interessante di aggregazione tra imprese piccole e di filiera, mentre il Comune ha fornito le strutture logistiche e l'appoggio politico/amministrativo per consolidare l'iniziativa tramite la costituzione di un apposito Sportello. Lo sportello ha portato sul territorio molti dei progetti disponibili (Bergamo Formazione), tra i quali: Punto informativo "Impresa Donna" per sostenere le imprese al femminile, "Crea Impresa" rivolto agli aspiranti imprenditori per aiutarli a muovere i primi passi del fare impresa, "Innovazione e Sviluppo" finalizzato ad affrontare il tema del passaggio generazionale e delle riorganizzazioni aziendali. Sono solo alcuni esempi delle attività avviate dallo Sportello. Altri servizi riguardano la formazione, con corsi per imprenditori, l'accompagnamento manageriale e l'assistenza su bandi e finanziamenti pubblici. Lo sportello è in fondo una sorta di laboratorio interattivo". Quali sono le aspettative che la Cna nutre nei confronti di Paolo Malvestiti, nuovo presidente della Camera di Commercio di Bergamo? "L'elezione di Malvestiti testimonia la credibilità che Imprese&Territorio si è guadagnata sul territorio, grazie ad una strategia tesa alla valorizzazione delle ragioni e dei bisogni specifici delle Pmi. Imprese & Territorio è diventato un interlocutore credibile sia per le istituzioni che per i mondi della politica e sindacali. Nella nomina di Malvestiti alla guida dell'ente camerale è concentrata simbolicamente quella sorta di rivoluzione della "geografia delle rappresentanze" avvenuta in provincia di Bergamo. Malvestiti è uomo di squadra e da lui ci attendiamo scelte coraggiose. E' dotato del giusto acume politico, della concretezza tipica dell'imprenditore bergamasco e della necessaria determinazione. Sarà un ottimo Presidente e il nostro aiuto e la nostra vicinanza non gli mancheranno mai".

Innovativo è anche lo sportello che la Cna ha aperto nel comune di Leffe per incontrare gli imprenditori del tessile, e non solo, messi in ginocchio dalla crisi. Cosa offre lo "Sportello innovazione"? "Cna e Associazione artigiani, per la precisione. L'iniziativa è stata realizzata, insieme, presso il Comune di Leffe per tentare di rispondere con azioni concrete alla pesante crisi del tessile. L'occasione è stata fornita dal fortunato connubio del progetto "Artigianato" di 45


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Proprietà Intellettuale a portata di Pmi LARGO BELOTTI

Con lo Sportello Valorizzazione della P.I. e un progetto collegato, Bergamo Formazione promuove un circolo virtuoso per la gestione e la tutela delle innovazioni aziendali delle Pmi locali, così da accrescerne l' autonomia e la competitività sui mercati di riferimento

viluppo di metodi e strumenti per la gestione e la valorizzazione della Proprietà Intellettuale per la crescita competitiva delle Pmi bergamasche" è l'iniziativa, coordinata da Bergamo Formazione in collaborazione con l'Università degli Studi di Bergamo, l'Ufficio Marchi e Brevetti della Camera di Commercio e che vede il contributo tecnico-scientifico del Centro COGES e il sostegno del sistema associativo locale. Il progetto propone un nuovo approccio al tema dell'innovazione e gestione della Proprietà Intellettuale, maggiormente "a portata di Pmi". Bergamo Formazione, in virtù dell'esperienza maturata negli anni nel coordinamento e nella gestione di progetti finalizzati a rafforzare le aziende locali per accrescerne la competitività, l'autonomia e la visione strategica, ha colto l'importanza decisiva che riveste oggi per tutte le imprese, anche quelle più piccole, la gestione e la valorizzazione della PI. Proteggere le proprie innovazioni e valorizzare il patrimonio aziendale di conoscenze e abilità, brevettando i miglioramenti introdotti e i prodotti realizzati, diventa infatti una variabile chiave che permette alle imprese non solo di tutelarsi dai rischi derivanti dalla sempre più agguerrita concorrenza nazionale e internazionale, ma anche di differenziarsi da essa, con il vantaggio di presentarsi più forti agli occhi dei diversi stakeholders.

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Il progetto. Lo scopo è favorire il processo di conoscenza e valorizzazione della Proprietà Intellettuale interna, grazie alle competenze scientifiche, legali, tecniche e gestionali messe in campo dai partner coinvolti, competenze che stanno consentendo di sviluppare metodi e strumenti per gestire e dare valore alla Proprietà

Lo sportello: "Valorizzazione della PI" Un punto di riferimento che avvicina le PMI locali alla tematica della gestione e dello sviluppo della Proprietà Intellettuale Lo sportello riceve ogni primo mercoledì del mese, dalle 14.30 alle 17.30, nella sede di Bergamo Formazione in via Zilioli 2. Alle imprese interessate vengono forniti, gratuitamente su appuntamento, pareri tecnico-scientifici in tema di proprietà intellettuale e di brevettazione, grazie alle competenze messe in campo dall'Università degli Studi di Bergamo attraverso il Centro Coges e dall'Ufficio Marchi e Brevetti della Camera di Commercio. Per informazioni e appuntamenti, contattare Bergamo Formazione (tel. 035/3888011; referente iniziativa: Michela Sonzogni - sonzognim@bg.camcom.it)


“La grande storia vera è quella delle invenzioni; sono infatti le invenzioni che provocano la storia” Raymond Queneau

Intellettuale, creare e/o perfezionare modelli di gestione della PI orientati alle Pmi, il tutto facilitando l'accesso alle informazioni da parte delle imprese stesse. Spesso, infatti, il processo di gestione della Proprietà Intellettuale appare alle piccole e medie imprese necessario ma complesso: sempre più aziende riconoscono che il

Il progetto: "Metodi e strumenti per la gestione della PI"

Ente attuatore/enti finanziatori: Bergamo Formazione/Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia e Camera di Commercio. In collaborazione con: Università degli Studi di Bergamo/Centro Coges e Ufficio Marchi e Brevetti CCIAA. Partner dell'iniziativa: 13 Associazioni (Apindustria, Ascom, Associazione Artigiani, CIA, CNA, Coldiretti Bergamo, Compagnia delle Opere, Confcooperative, Confesercenti, Confindustria Bergamo, LIA, Unione Artigiani e Unione Provinciale Agricoltori). Obiettivi: sviluppare metodi/strumenti per la gestione e valorizzazione della PI; creare e/o perfezionare modelli di gestione della PI orientati alle PMI e facilitare l'accesso alle informazioni delle stesse. Destinatari: PMI con sede legale e/o operativa in provincia di Bg.

brevetto rappresenta un elemento di forza che qualifica l'impresa e le fornisce potere contrattuale, ma non dispongono di informazioni chiare o non sanno a quali soggetti rivolgersi, fattori questi che possono scoraggiarle nell'intraprendere un percorso di gestione e quindi di valorizzazione della propria PI. Proprio in questa logica di semplificazione, ma anche di collaborazione sinergica e con l'obiettivo di "creare cultura" attorno alla tematica dell'innovazione è stato pensato, nell'ambito del progetto, lo sportello "Valorizzazione della Proprietà Intellettuale": attivo da dicembre negli uffici di Bergamo Formazione, permette "in un solo colpo" di far incontrare l'impresa, che intende capire il valore di un'idea o di un prodotto, con le competenze specialistiche dell'Ufficio Marchi e Brevetti e dell'Università degli Studi di Bergamo attraverso il Centro Coges. Un primo bilancio. Nei primi mesi di attività, il servizio a sportello ha riscontrato un notevole interesse da parte delle imprese del territorio. La ventina di imprenditori che hanno già usufruito del servizio gratuito (che è disponibile, su appuntamento, ogni primo mercoledì del mese, dalle 14.30 alle 17.30), porta a ritenere vincente la scelta di far collaborare l'ente Camerale e Università. La Camera di Commercio è infatti l'ente pubblico più vicino alle imprese del territorio e alle loro esigenze, istituzionalmente preposto ad occuparsi della brevettazione attraverso 47


l'Ufficio Marchi e Brevetti, che è a disposizione delle imprese per fornire assistenza per il deposito e la registrazione, analisi della documentazione necessaria e difesa dei brevetti; l'Università presidia invece la ricerca scientifica e il trasferimento di conoscenza ed è quindi in grado di orientare le imprese verso soluzioni innovative, sviluppando metodi e strumenti che integrino gli aspetti tecnici con quelli legali-giuridici e garantendo alle Pmi che si rivolgono allo sportello un parere tecnicoscientifico in tema di gestione e sviluppo della PI. L'incontro di questi due soggetti e delle rispettive competenze può dunque, in senso più ampio, giocare un ruolo importante sulle tematiche legate all'innovazione. A questo binomio si aggiunge poi l'importante ruolo del sistema associativo locale: sono infatti 13 le Associazioni che hanno aderito all'iniziativa (Apindustria, Ascom, Associazione Artigiani, CIA, CNA, Coldiretti Bergamo, Compagnia delle Opere, Confcooperative, Confesercenti, Confindustria Bergamo, LIA, Unione Artigiani e Unione Provinciale Agricoltori) e che hanno deciso, proseguendo in questo modo la collaborazione con Bergamo Formazione già avviata su diversi progetti rivolti ad accrescere l'autonomia operativa e organizzativa degli imprenditori locali, di sostenere il progetto attraverso un'attività di promozione e sensibilizzazione nei confronti delle imprese associate, diffondendo così a livello provinciale il tema della valorizzazione della PI quale leva strategica per elevare la competitività delle piccole e medie imprese del territorio. Anche Bergamo Formazione svolge un ruolo di informazione/sensibilizzazione nei confronti delle imprese interessate agli aspetti di gestione e valorizzazione della Proprietà Intellettuale, ma funge soprattutto da raccordo tra i diversi soggetti coinvolti nel progetto. Gli obiettivi. L'iniziativa si presenta quindi come un progetto "ambizioso", sia perché mette in rete partner diversi sia perché affronta una tematica nuova, che implica non solo un'attività di consulenza e supporto nei confronti delle aziende che si trovano in fase di brevettazione di nuove idee, ma anche una costante ricerca di soluzioni e metodologie per l'innovazione tecnologica e la gestione della Proprietà Intellettuale, che siano realmente "a misura di PMI", aspetto quest'ultimo che ha certamente un ruolo centrale all'interno del progetto e che è affidato al Centro COGES, un centro interdipartimentale dell'Università di Bergamo. Il Centro, parallelamente all'avanzamento del progetto, che si concluderà a giugno 2011, sta infatti por48

tando avanti una ricerca che ha già condotto allo sviluppo di metodologie e soluzioni inventive e a un'indagine brevettuale, e che permetterà poi di sperimentare strumenti e metodi per il forecasting tecnologico operativamente adottabili dalle PMI. Le aspettative. L'auspicio è che, attraverso la diffusa sensibilizzazione, la corretta informazione e il servizio dello sportello, gli imprenditori, in particolare i titolari di PMI ma anche di micro imprese a cui il servizio è rivolto, possano sentirsi incoraggiati ad affrontare la tematica dell'innovazione, a presentare nuove idee e a farsi accompagnare a compiere i primi passi a livello burocratico, legale, contrattuale e tecnologico, per poter poi procedere con più certezze e riuscire a valorizzare e a gestire il proprio knowhow, così da puntare a una crescita competitiva duratura.

Le fasi: Il progetto si articola in 6 workpackage WP1. Sviluppo innovazione: fase concept Fase 1: utilizzo e sviluppo di metodologie per la ricerca di soluzioni inventive (avviata a fine luglio 2009 e conclusa a fine dicembre 2009). WP2. Gestione della conoscenza e della proprietà intellettuale Fase 1: indagine brevettuale (avviata a fine luglio 2009 e conclusa a fine dicembre 2009); Fase 2: sviluppo modelli per la rappresentazione della conoscenza tecnica (avviata a gennaio 2010 si concluderà a fine giugno 2010). WP3. Forecasting tecnologico Fase 1: analisi e sperimentazione di strumenti e metodi per il forecasting (avviata a gennaio 2010 si concluderà a fine giugno 2010); Fase 2: sviluppo tool semiautomatici per il forecasting tecnologico (avvio in programma per luglio 2010). WP4. Identificazione nuove opportunità di innovazione Fase 1: analisi motori di ricerca semantica e ontologie nel settore brevettuale (avviata a marzo 2010 si concluderà a fine giugno 2010); Fase 2: specializzazione e/o sviluppo dei tool identificati nella Fase 1 della WP4 in strumenti di Knowldege Management (avvio in programma per luglio 2010); Fase 3: sviluppo di banche di conoscenza per il settore specifico ed utilizzo per l'identificazione delle white space opportunies (avvio in programma per gennaio 2011). WP5. Sensibilizzazione e coinvolgimento delle imprese sul tema della PI, anche tramite azioni di comunicazione (iniziato a fine luglio 2009, si concluderà a fine giugno 2011). WP6. Supporto concreto alle imprese interessate alla valorizzazione della PI: apertura Sportello "Valorizzazione della Proprietà Intellettuale" (iniziato a dicembre 2009, si concluderà a fine giugno 2011).


ECONOMIA&BUSINESS

Solo l'innovazione tecnologica premia EDILIZIA SOSTENIBILE

Si è chiusa la fiera "Edil 2010 Tech" con il Premio riservato ai progetti innovativi o di particolare impatto sociale realizzati dalle aziende espositrici. Tra i premiati la Manifattura Ariete di Gandino che produce un isolamento termico e acustico a base di lana di pecora ARTICOLO DI: CARLO DI GREGORIO PHOTO: LAURA PIETRA

a nostra gente ha la capacità di adeguarsi al mercato e questo Premio è la dimostrazione". La convinzione è di Ettore Pirovano, presidente della Provincia di Bergamo, presente alla giornata conclusiva di "Edil 2010 Tech", la fiera dedicata a macchine e tecnologie per edilizia, architettura e risparmio energetico. Lo stesso giorno è coinciso con la consegna di premi ad alcune aziende espositrici, che si sono distinte nella ricerca e nell'aggiornamento tecnologico dei propri pro-

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La commissione ha assegnato due premi speciali: alla Lopav Pima di Ponte San Pietro e il Gruppo Nulli di Iseo per il significativo contributo dato alla realizzazione di nuovi villaggi in Abruzzo dopo il terremoto 50

dotti. "Un riconoscimento importante - ha detto Marcello Moro, l'Assessore all'Innovazione tecnologica del Comune di Bergamo, piacevolmente impressionato dalle capacità orobiche di fare impresa e di innovare - che dà fiducia nel futuro di un settore trainante dell'econo-

Lopav Pima


mia italiana e bergamasca. Perché solo con la continua ricerca si batte la crisi". Una scelta difficile quest'anno, visto l'alto contenuto innovativo dei prodotti presentati dalle aziende espositrici e già dalle prime aziende pubblicamente "menzionate" dalla Commissione giudicante si capisce l'alto livello e il tasso tecnologico degli espositori presenti. La Commissione giudicatrice formata tra gli altri da Roberto Anelli - Assessore provinciale all'Innovazione tecnologica, Renato Ratti - rappresentante dell'Ance Bergamo, Paolo

Il premio speciale per il rispetto dell'ambiente è stato assegnato alla Prefa di Bolzano per la tegola fotovoltaica "Voltayk", che integra la copertura a tegola con un efficiente impianto fotovoltaico a basso impatto ambientale

Riva - Preside della Facoltà d'Ingegneria dell'Università di Bergamo, Vincenzo Forlani della Scuola Edile, e molti altri rappresentanti dell'Ente Fiera Promoberg, del mondo delle professioni e dell'imprenditoria bergamasca, ha scelto, per la "menzione" pubblica, tre aziende ultrainno-

Prefa

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Schiedel di Trucazzano

vatrici nei loro settori di competenza: la C.A.I.B. - Consorzio Artigiani Installatori Idraulici Bergamaschi; la Manifattura Ariete di Gandino e la Sicurlive di Ospitaletto. Ognuna di loro, probabilmente, avrebbe meritato già da sola il Premio per l'innovazione. Il Consorzio Artigiani Installatori Idraulici Bergamaschi, ad esempio, ha presentato un rivoluzionario addolcitore d'acqua. L'impianto, sprovvisto d'alimentazione elettrica, è capace di abbattere sensibilmente i costi di gestione legati all'addolcimento sia per l'assenza di un'alimentazione elettrica, sia grazie ad una gestione efficiente del consumo d'acqua e sali per la rigenerazione. Rispetto agli addolcitori tradizionali il nuovo sistema ne riduce di oltre un decimo l'impiego, sposando l'efficienza nell'uso delle risorse naturali ed l'abbattimento nei consumi. E' la stessa filosofia portata avanti dall'azienda di Gandino, Manifattura Ariete, capace di una riconversione a 360 gradi - dal tessile all'edilizia - ed espositrice del "Polarwool", un prodotto pensato per l'isolamento termico ed acustico degli ambienti e caratterizzato per il fatto di essere realizzato, esclusivamente, con lana di pecora. Un materiale naturale e compatibile con l'ambiente, interamente realizzato in valle Seriana, con lana di pecore proveniente dagli allevamenti della Bergamasca e dell'Arco Alpino. Degno di nota, sempre per la Manifattura Ariete, è la scelta di non delocalizzare alla ricerca di facili profitti ma di riconvertirsi, realizzando prodotti all'avanguardia nel rispetto dell'ambiente. Può essere considerata, a tutti gli effetti, la capofila dell'innovazione nel suo settore di riferimento. In una Fiera Edile che si rispetti non si può dimenticare uno scottante problema, vero e proprio nervo scoperto del settore: la sicu52

rezza sul lavoro. La Commissione ha menzionato, pubblicamente, anche la Sicurlive, impresa bresciana impegnata nella produzione di sistemi anticaduta dall'alto e titolare del brevetto del dispositivo ferma scala, "Sicur Climb". Permette di bloccare e sbloccare una scala da terra, evitando pericolosi ribaltamenti. Encomi speciali sono stati assegnati a due aziende leader nel loro mercato di riferimento e protagoniste nella solidarietà ai più svantaggiati. Un anno fa, il terremoto de’ L'Aquila distrusse interi paesi e lasciò numerose famiglie senza un tetto. La Lopav Pima, azienda di Ponte S. Pietro, ed il Gruppo Nulli, impresa d'Iseo, hanno messo le loro soluzioni tecnologiche e la loro eccellenza al servizio della realizzazione del Progetto "C.A.S.E." e dei villaggi in legno per la popolazione terremotata. Alta qualità, innovazione, miglioramento della sicurezza degli impianti ed avanguardia tecnologica: sono le caratteristiche delle aziende premiate, che hanno permesso alla Schiedel di Trucazzano, Milano, di vincere il Premio per l'Innovazione tecnologica della ventiquattresima Fiera Edil 2010. L'azienda milanese, infatti, con il suo rivoluzionario sistema di canne fumarie, "Absolut", è stata capace di ridurre drasticamente gli incendi causati da malfunzionamenti degli impianti di riscaldamento. Un occhio di riguardo, infine, anche all'ecologia con il conferimento del premio speciale per il Rispetto dell'Ambiente alla ditta Prefa di Bolzano, espositrice della tegola fotovoltaica "Voltayk". La soluzione integra la copertura a tegola con un efficiente impianto fotovoltaico a basso impatto ambientale, grazie alla possibilità di scegliere tra ben nove colori diversi, dal rosso intenso laterizio al grigio roccia.


ECONOMIA&BUSINESS

"L'immobile di lusso rende ma con prezzi equilibrati" IMMOBILI&MERCATO

Parola di Laura Adele Feltri, vicepresidente F.I.M.A.A. e alla guida di CasaFeltri "Per fortuna la nostra città non soffre della crisi immobiliare: al giusto prezzo di mercato la vendita è assicurata, soprattutto nel settore medio/alto" ARTICOLO DI: LUCA TOMMASO BILOTTA

gni settore economico è stato stravolto dalla crisi ed anche nel mondo immobiliare abbiamo avuto dei problemi in questi ultimi anni. Ultimamente il mattone è tornato ad essere un investimento a mediolungo termine che paga sempre, ma i proprietari di casa sono stati stravolti dal continuo aumento dei prezzi. Il risultato? Molti immobili sono rimasti invenduti, mentre i prezzi sul mercato si sono livellati solo in questi ultimi mesi. La disaffezione della clientela è notevole, ma è stata principalmente colpa di noi agenti che non siamo riusciti

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a prevedere in tempo il cambio di rotta. E' giusto ridimensionare i canoni di valutazione degli immobili, ma urge fare una riflessione più attenta sull'intero settore immobiliare". A parlare è Laura Adele Feltri, vicepresidente F.I.M.A.A. - Federazione Italiana Mediatori Agenti d'Affari - e proprietaria di CasaFeltri, l’agenzia immobiliare con sede in via Cucchi 3, in un prestigioso palazzo nel centro di Bergamo. Proprio lei, dalla sua ventennale esperienza come agente immobiliare e mediatore creditizio, effettua una disamina del tortuoso mercato con un occhio particolare sulla Bergamasca. "Per for-


tuna la nostra città non soffre della crisi immobiliare: al giusto prezzo di mercato la vendita è assicurata, soprattutto nel settore medio-alto. La richiesta sta crescendo, ma chi vuole cambiare casa o chi cerca una formula d'investimento sicura richiede sempre più professionalità da parte dell'agenzia immobiliare". Per quanto riguarda il target medio, invece, com'è la situazione locale del mercato? "Posso tranquillamente affermare che avremo una ripresa decisa quando ricominceranno ad essere erogati i mutui in modo più costante, diciamo che già da giugno il cielo sarà più sereno. Essendo anche un mediatore creditizio, ho abbastanza

esperienza per dire che le banche, rispetto al passato, ora possono offrire una vasta gamma di prodotti per andare incontro alle più svariate esigenze dei clienti. Nel concreto, oggi abbiamo mutui per i primi anni più bassi, mutui misti dove si può scegliere di entrare con il variabile per poi passare al tasso fisso, mutui con tetto massimo (in cui si fissa già il tasso di interesse oltre il quale non si può andare), mutui a rata costante e tempo variabile. La chiarezza dovrebbe scaturire dalla competenza del singolo operatore, e ce ne sono di molto bravi con i quali ho il piacere di collaborare. Una volta risolta la questione dell'erogazione dei mutui, comunque, il blocco del mercato dovrebbe dissolversi". 55


genera stagnazione. Vivendo nel concreto la realtà immobiliare di Bergamo, posso dire che domanda e offerta ci sono. La bravura e la capacità di noi consulenti immobiliari è di saper far dialogare e trovare un punto d'incontro fra le due parti. Il problema dei differenti prezzi non è molto sentito nella mia agenzia, in quanto i nostri clienti ci conoscono e ci affidano con fiducia la vendita delle loro proprietà. Siamo poi noi di Casa Feltri a scegliere di collaborare con altri colleghi affidabili".

Giovanni Pilenga Direzione vendite

Sul versante dei mediatori creditizi, oggi c'è la volontà di selezionare i mutui più sicuri, assicurando il massimo dell'affidabilità. Per quali ragioni non sono state prese posizioni così decise fin da subito? "Questa responsabilità non è da imputare ai mediatori creditizi, in quanto vendevano i prodotti che le banche offrivano. Diciamo che era un momento globale diverso da oggi. Allora c'era la volontà, da parte degli istituti di credito, di acquisire nuovi clienti tramite i mutui (soprattutto per extra-comunitari). Certo, non è sempre stata applicata l'oculatezza dovuta. Diciamo che è scomparsa la figura della banca veramente locale, dove il direttore conosceva il cliente e poteva finanziare non solo i prestiti ma anche i progetti imprenditoriali". Parliamo di agenti e agenzie. Le offerte e i prezzi variano anche sullo stesso immobile, nonostante il valore rimanga chiaramente lo stesso. C'è speculazione? "Non parlerei in questi termini. Al giorno d'oggi, più che mai, si deve ottenere la possibilità di trattare immobili al giusto prezzo. La difficoltà è far comprendere ai venditori che non stanno sottostimando la loro proprietà, ma devono ridimensionare i prezzi al loro giusto valore di mercato. Sfortunatamente, alcuni colleghi, pur di avere un immobile in più da trattare, illudono i proprietari di poter vendere a prezzi molto più alti. Questo atteggiamento confonde le idee, inquina il mercato e 56

E' ragionevole tutelare i cittadini in quella che è la spesa più importante della loro vita, oppure è meglio lasciare un "mercato libero" nel quale si può trovare di tutto? "Qualsiasi operatore, anche di altri settori, deve tutelare il cliente. Noi stessi siamo clienti nella vita di tutti i giorni e ci aspettiamo che ci venga riservato questo atteggiamento. Bisogna semmai essere critici e costruttivi. Mi spiego: sono stata al Made Expo a Milano lo scorso marzo ed ho visto che qualcosa in campo edile si sta muovendo. Mi aspetto di capire se c'è la voglia da parte dei costruttori bergamaschi di applicare queste innovazioni. Anche perché vendere un immobile non è frutto di fortuna, basta costruire un prodotto seguendo le indicazioni che i clienti ci forniscono ad ogni appuntamento di vendita. Le loro obiezioni sono fondamentali e vanno viste come critiche costruttive. Gli impresari dovrebbero compararsi con noi agenti immobiliari, che non siamo dei semplici venditori. Io sono cresciuta professionalmente come un consulente completo per la visione progettuale, finanziaria (per la scelta del tipo di mutuo) e fiscale, nella scelta del notaio". Una volta, per acquistare una casa a Bergamo, bastavano 200 milioni di lire. Oggi servono almeno 200 mila euro: dobbiamo accontentarci delle teorie che danno colpa al cambio di valuta? "Io vivo e parlo con le persone oltre che con gli imprenditori. E a Bergamo c'è sempre più desiderio di cambiare abitazione. E' una volontà che non solo viene vissuta come un investimento sicuro, ma come un rinnovo del proprio stile di vita. Oggi i tassi d'interesse sono bassi, come lo sono stati in passato. Tutti dovrebbero essere invogliati all'acquisto ed anche all'investimento da mettere a reddito. Ottenere mutui è difficile, ma non impossibile". Il settore dell'arredo è in continua evoluzione, ma l'offerta edile è rimasta al palo sul fronte dell'innovazione. Come mai non si riesce ad avere un dialogo costruttivo? "Mi aspettavo questa domanda, perché siamo forse l'unica agenzia immobiliare che quando vende una casa non propone semplici metri quadrati, ma soluzioni abitative: parlo dell'immagine, di come verranno usati gli spazi e di come potrà essere vissuta l'abitazione. Nella rubrica che tengo sul vostro mensile mi impegno in questa visione del mondo immobiliare, diverso da quello attuale. Il mio sogno? Che arredatori, costruttori edili ed agenti immobiliari facciano squadra attorno alle esigenze del committente. Purtroppo solo ora ci si accorge di quanto sia fondamentale questa coesione d'intenti".


Laura Adele Feltri Titolare dell’agenzia

A tal proposito, concludendo, vorrebbe proporre qualche iniziativa tesa ad un futuro più roseo per queste realtà? "Come detto, noi operatori del settore edileimmobiliare viviamo nel giardino attiguo al mondo dell'arredamento. La mia proposta è di confrontarci sul modo di vedere la casa. Ho impostato la mia agenzia non come una società d'intermediazione immobiliare, ma offro una consulenza e una competenza completa a chi intende comperare e vendere. Ritengo che la figura dell'agente immobiliare sia in via d'estinzione. Se non ci si evolve non vedo un futuro roseo per il nostro settore. E rischiano molto anche gli imprenditori edili che non vorranno approcciarsi alle esigenze tecniche e progettuali che il privato oggi chiede nel mondo dell'arredo. Non si dovrebbero più vedere annunci con il passaggio "finiture signorili". Oggi, chi compra casa, pretende il meglio allo stesso costo. O sono in grado di offrirlo, oppure il loro immobile rimarrà invenduto".

"Siamo forse l'unica agenzia immobiliare che quando vende una casa non propone semplici metri quadrati, ma soluzioni abitative: parlo dell'immagine dell'abitazione, di come verranno usati gli spazi e di come potrà essere vissuta l'abitazione"

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Caloni Trasporti Nazionali, un Tutor per le Tue spedizioni IN COPERTINA

A metà strada tra l'azienda di famiglia e la multinazionale, la società brianzola con filiale a Carobbio, celebra 70 anni d'attività Una storia costruita negli anni con innovazione e attenzione verso la clientela 58


Da sinistra: Carlo Locatelli, Nicola e Giancarlo Caloni

ARTICOLO DI GIORGIO CHIESA PHOTO: LAURA PIETRA

an mano che il progresso informatico ha cominciato a sviluppare importanti frontiere di business per ogni tipologia di azienda, il trasporto delle merci ha continuato silenzioso il suo fondamentale ruolo di anello conclusivo della catena di vendita. Esattamente come le piccole botteghe hanno rischiato e rischiano tutt'oggi di perdere la loro identitĂ e il loro valore assumendo il carattere de-personalizzato tipico dell'era moderna, anche le aziende adibite alla gestione del cosiddetto collettame hanno rischiato di essere assorbite in colossi multinazionali dove fatalmente si perde di vista il punto focale: il cliente. Anche per i trasporti, insomma, i grandi hanno rischiato di cannibalizzare i piccoli. Una storia imprenditoriale che ha appena compiuto 70 anni, dunque, si presenta come una rivincita, un patrimonio

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Parola a Nicola e Giancarlo Caloni rispettivamente terza e seconda generazione della famiglia - e a Carlo Locatelli, responsabile commerciale. "La nostra forza? La costanza nella ricerca di un servizio al cliente sempre piĂš di qualitĂ " 59


"Siamo nati - dice Giancarlo Caloni - con l'attività di mio padre Battista Nel 2000 c'è stata una vera e propria esplosione grazie all'inserimento in organico di alcuni tra i migliori manager, a livello nazionale, del nostro settore. Questo ci ha permesso di passare dalla gestione artigianale ad una struttura organizzativa di carattere industriale"

di conoscenze e - proprio per l'età matura - d'innovazioni. Stiamo parlando della Caloni Trasporti Nazionali, azienda brianzola che da quasi tre quarti di secolo continua a innovare e rinnovarsi per restare al passo coi tempi e, in alcuni casi, addirittura anticiparli. Ne abbiamo parlato con la terza generazione di famiglia, rappresentata dall'amministratore e direttore generale Nicola Caloni, con la seconda - presente con il padre Giancarlo Caloni - e con Carlo Locatelli, responsabile commerciale. "Tra bergamaschi e brianzoli - esordisce Nicola Caloni - esiste una grande affinità. Entrambe sono persone molto schiette a cui piace lavorare ed essere precise e puntuali in tutto quello che fanno. Tre anni fa abbiamo deciso di aprire una filiale di produzione a Carobbio degli Angeli e più recentemente abbiamo inaugurato la sede di Roma. Abbiamo voluto espandere il nostro bacino imprenditoriale anche a quelle zone da sempre affini alla nostra cultura e mentalità, perché nel corso degli anni non ci siamo mai fermati. A questo proposito, col passare del tempo e al cre60

scere dell'esperienza, abbiamo inserito, nel nostro staff, manager di grande professionalità e formazione, in modo da permettere all'azienda di crescere e riuscire a confrontarsi con i colossi internazionali, pur non perdendo mai le caratteristiche che l'hanno resa vincente. Mi riferisco non tanto alla velocità nell'esecuzione del trasporto che, beninteso, oggi come oggi è la base senza la quale è meglio non iniziare proprio a lavorare, ma all'assistenza che riusciamo a fornire alla nostra committenza unitamente alla qualità del servizio. Negli ultimi anni, prima che arrivasse la crisi, sembravano concetti vecchi e tutte le grosse imprese, anche del nostro settore, si affidavano ai call center, inaridendo il rapporto con il cliente. Oggi, forse, cominciamo a renderci conto che non erano proprio da buttare le "buone abitudini" di una volta. Sta tutta qui la difficoltà nel trovare il giusto equilibrio tra azienda di famiglia e multinazionale, per poter continuare a rispondere alle esigenze del mercato. Esattamente quello che la terza generazione, da me rappresentata, sta cercando di fare".


L’interno del magazzino di Seregno

Quindi la Vostra azienda, nonostante l'inserimento di manager specializzati, è riuscita a mantenere la propria identità. Come siete riusciti a trovare l'equilibrio? "Abbiamo mantenuto una mentalità da azienda di famiglia, nonostante l'innovazione e la crescita degli ultimi anni siano state profonde, come dimostrano i numeri in costante crescita. La partecipazione attiva e positiva all'attività aziendale non è una condizione facile da ottenere. Sono convinto, forse con un po' di presunzione, che nel nostro staff ognuno faccia spontaneamente quanto gli è possibile per il bene dell'azienda. E questo si traduce inevitabilmente in qualità. Il servizio di assistenza clienti, ad esempio, rappresenta il nostro fiore all'occhiello. Nell'epoca del digitale, dove spesso si è costretti a interagire con un operatore automatico e tutto funziona attraverso codici e password, abbiamo deciso di andare controcorrente. Con noi si ha sempre la certezza di trovare un interlocutore disponibile, un vero e proprio "tutor" personale, pronto a risolvere qualsiasi esigenza, a fornire le risposte di cui si ha bisogno e ad aiutare a trovare la soluzione più efficace per ogni necessità. Lo star vicini, in termini di assistenza, ai nostri clienti è il tratto distintivo della nostra realtà". 61


L’interno del magazzino di Carobbio degli Angeli

"Tra bergamaschi e brianzoli - afferma Nicola Caloni - esiste una grande affinità Anche per questo abbiamo aperto, tre anni fa, una filiale a Carobbio degli Angeli Vogliamo allargare gli orizzonti con persone che parlano la nostra stessa lingua"

È grazie a questa filosofia che avete incrementato il fatturato, specialmente dal 2000 ad oggi? "Siamo nati - continua Giancarlo Caloni - con l'attività di mio padre Battista, che ha cominciato il 27 dicembre del 1939 effettuando trasporti alla guida di un carro trainato da due cavalli. Poi siamo passati ai motocarri, successivamente ai camion post-bellici, poi ai camion moderni, con una flotta in costante aumento. Nel 2000, come dicevate, c'è stata una vera e propria esplosione grazie alla struttura industriale che abbiamo creato. Da qualche anno utilizziamo terzisti oltre ai camion di nostra proprietà. È stata una scelta per favorire la flessibilità e per migliorare il servizio". Quali sono le tratte su cui siete più presenti? "Effettuiamo spedizioni in tutta Italia senza alcun problema, tanto al Nord quanto al Centro-Sud e alle Isole, fornendo un servizio uniforme e molto regolare su tutto il territorio nazionale. Colleghiamo giornalmente i magazzini di produzione con i quasi cento magazzini di distribuzione, dislocati capillarmente in tutta Italia, tramite un efficiente sistema camionistico via strada". In quale settore del trasporto siete specializzati? "Ci sono settori in cui, naturalmente, siamo più inseriti di altri. Comunque 62

sia, ad eccezione delle merci pericolose e di quelle a temperatura controllata, siamo in grado di spedire pacchi di qualsiasi tipo. Non forniamo un servizio di logistica, se non per clienti selezionati. Rispetto ai colossi del trasporto, che fanno un pò di tutto col rischio di trascurare alcuni aspetti legati alla fidelizzazione del cliente, ci concentriamo solo sul nostro campo: trasporto di piccole e medie spedizioni su tutto il territorio nazionale. Come diceva mio figlio Nicola, dobbiamo sottolineare la nostra flessibilità, grazie alla quale riusciamo a stare vicino ai nostri clienti sia dal punto di vista organizzativo, sia da quello dell'affidabilità". Questo vuol dire che riuscite a gestire anche gli imprevisti? "In Italia - afferma il responsabile commerciale Carlo Locatelli - Caloni Trasporti si è impegnata a dare affidabilità e regolarità. Le spedizioni devono assolutamente concludersi con tempistiche di consegna omogenee su tutto il territorio nazionale, per dare ai nostri clienti la certezza di avere un servizio equilibrato e senza falle. Non è tanto la velocità a farla da padrone nel nostro campo, anche se il dato inerente le nostre tempistiche di consegna ci dice che oggi Caloni copre tutto il territorio nazionale con una media di 2,25 giorni lavorativi, quanto tutto ciò che gira attorno al trasporto. Mi riferisco all'attenzione verso le esigenze del cliente, che spesso si ritrova ad inseguire un ordine per strin-


"Caloni Trasporti - afferma Carlo Locatelli si è sempre impegnata per dare affidabilità e regolarità. La velocità è la base del servizio, ma non fa la differenza"

genti necessità imprenditoriali: l'imprevisto deve essere gestito soprattutto per non arrecare danno alla committenza. Con questa filosofia di vicinanza, l'azienda è riuscita ad affermarsi in un panorama in cui dominavano i grandi nomi della distribuzione". Nelle grosse aziende di trasporti, negli ultimi anni, si era accettato il fatto che qualcosa (nella spedizione) potesse anche mancare. Niente di più lontano dalla vostra forma mentis. "Quando manca il collo di un ordine, in un modo o nell'altro deve essere ritrovato. Perdere un pacco dalla spedizione, per Caloni, è un fatto praticamente inaccettabile perché va contro tutti i principi su cui l'azienda si basa. Inoltre, la legge prevede che il rimborso vada di pari passo con il peso dell'oggetto e non con il valore intrinseco della merce. Basandosi su questo dato, è chiaro che il danno per il cliente (per ogni imprevisto) sarebbe enorme mentre le responsabilità del vettore sono spesso marginali. Ancora una volta, quindi, sono la vicinanza e, in particolare, il rispetto verso la committenza le nostre armi vincenti".

back e i dati forniti da mio padre per migliorare i propri programmi". Oggi siete ancora all'avanguardia? "Rispetto allo standard fornito dalla maggior parte delle aziende, riusciamo ad interfacciarci anche ai sistemi gestionali della nostra committenza. Forniamo informazioni riguardanti la tracciabilità del pacco, lo stato dello stesso e il tempo di consegna rimanente. È il vero tracking, gestito non solo da una piattaforma remota a cui bisogna collegarsi con username e password, ma anche grazie ad una semplice integrazione sul gestionale della committenza".

Concludendo, parliamo di progetti futuri. Dove vorreste portare Caloni Trasporti? "Non è nostra abitudine impostare progetti faraonici di qui a vent'anni. Continueremo su questa strada investendo per offrire un Per quanto riguarda la parte servizio di qualità e puntando ad espanderil fondatore informatica, invece, sappiaci oltre la Brianza, soprattutto in Bergamo e Battista Caloni mo che siete sempre stati provincia. Questa crescita sarà il compiall'avanguardia. mento di un lavoro fatto da 10 anni a questa "Mio padre - continua Nicola parte. Cercheremo anche di rendere l'azienCaloni - è sempre stato molto attento all'innovazione dell'azienda. da più autonoma e non legata esclusivamente alle spalle di Negli anni '70, in uno dei periodi più difficili per Caloni Trasporti, riuscì famiglia. Usando una metafora pallavolistica (Caloni Trasporti a stringere un accordo con la sede milanese della IBM per fare una è, fra l'altro platinum sponsor della Trawel Fly Agnelli di sorta di co-marketing ante litteram, grazie al quale la multinazionale Bergamo, n.d.r.), oggi siamo una buona serie B1 con grande dell'informatica riuscì a sviluppare software adattati al mondo qualità e stiamo puntando a conquistare la serie A2. Lì ci condelle spedizioni. Caloni forniva il trasporto e IBM registrava i feedsolideremo grazie alla filosofia che ci contraddistingue". 63


ECONOMIA&BUSINESS

Da sinistra: Simone Cornali col padre F r a n c e s c o e il fratello R o b e r t o

ARTICOLO DI: GIORGIO CHIESA

vere un'azienda ben avviata e radicata sul territorio bergamasco non sempre è sinonimo di "traguardo raggiunto". Lo sanno bene i fratelli Simone e Roberto Cornali, che dopo aver fondato nel 2001 - assieme al padre Francesco - l'azienda "Utensileria F.lli Cornali", hanno cercato nuove frontiere di business in un settore che, per molti, è

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ancora un mistero. "Ci siamo inseriti nel mercato - afferma Simone Cornali, responsabile commerciale dell'azienda - come rivenditori di attrezzatura edile ed industriale esclusivamente per uso professionale. Nel corso degli anni, poi, l'attività ha saputo dare un'impronta decisiva nel mercato, grazie ad un'elevata professionalità e un know-how in grado di rispondere a tutte le esi-


Somain Italia, sicurezza e professionalità in alta quota TOP BUSINESS

Somain Italia, società del Cornali Group S.p.A. e concessionaria ufficiale ed esclusivista per l’Italia del marchio Somain Securitè, multinazionale leader nel settore della protezione contro le cadute dall’alto, - inaugurerà, nel 2011, la nuova sede: una struttura di 4mila metri quadrati con sala convegni e palestra per corsi teorici e pratici

genze. Nel 2003, sull'onda del Decreto Dirigenziale dell'ASL di Bergamo (n. 74/Z), abbiamo deciso di intraprendere una specializzazione nei sistemi anticaduta, conosciuti ai più come "linee vita". Dopo una valutazione delle principali aziende europee, abbiamo deciso di affidarci alla competenza e alla professionalità di Somain Securité, marchio leader nel settore, che vanta ben trent'anni d'esperienza e una vasta gamma di prodotti di alta qualità, ma soprattutto soluzioni per ogni tipo di struttura e progetto. Oggi possiamo finalmente

anticipare che nel 2011 inaugureremo la nuova sede, sempre qui a Brembate Sopra, nella zona industriale Geller." Perché l'esigenza di una nuova sede? "La crescita esponenziale di questi ultimi anni ci impone un ampliamento strutturale e un incremento di personale per offrire maggiori servizi ai nostri clienti. L'immobile che andremo ad allestire sarà di 4mila metri quadrati e sarà dotato di una sala convegni per 100 persone e una palestra attrezzata per corsi pratici di lavo-

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Il "Made Expo" è stato il nostro primo investimento importante nella comunicazione. Ci siamo posti allo stesso livello di grosse aziende del settore e ci siamo affermati nel panorama nazionale ed europeo" ri in sospensione. Ci auspichiamo nei prossimi anni di diventare il punto di riferimento competente e specializzato, oltre che la fornitura di sistemi anticaduta, anche per la formazione degli operatori che lavorano in quota".

"Abbiamo voluto dimostrare ai nostri partner la volontà di affrontare nuovi investimenti per crescere anche in una situazione di mercato poco serena sia a livello nazionale sia a livello internazionale. Lo stand di 500mq ci ha permesso di ospitare i nostri clienti in un'ampia zona ristorante e di svolgere delle dimostrazioni pratiche all'interno della nostra area espositiva".

Come avete fatto ad ottenere l'esclusiva di un marchio così prestigioso ed affidabile come Somain? "La "Somain Securité" è un'azienda francese riconosciuta a livello internazionale. Quando la casa madre Infatti, come dimostra la cronaca recente, il fattoha voluto inserirsi nel mercato italiano, ha istituito una re sicurezza è sempre più nell'occhio del ciclone. vera e propria gara d'appalto. Si presentarono ben sei "Quello della sicurezza è un settore su cui è necessario aziende di assoluto prestigio, ma noi - grazie alle conoavere una visione globale a 360°. Per questo Somain scenze maturate con l'attività dell'Utensileria Cornali e Italia, con il Direttore tecnico Giovanni Pagnoncelli e alla stretta collaborazione con numerose imprese edili - siamo riusciti ad avere un quid in più sia in termini di qualità, sia di "La sicurezza è un settore su cui è necessario fatturato". Eravate presenti al Made Expo. Come mai avete deciso di partecipare alla fiera milanese? 66

avere una visione globale a 360°. Il nostro valore aggiunto è quello di dare una totale de-responsabilizzazione alla committenza"


tutto lo staff tecnico, è in grado di fornire una risposta e trovare una soluzione per tutti i tipi di lavori in quota". Come si comporta la normativa in tal senso? "Attualmente, con la presentazione della DIA (Denuncia Inizio Attività, n.d.r.), il comune richiede ufficialmente informazioni su come saranno effettuate le future manutenzioni in copertura. La soluzione migliore è quella di dotare l'edificio di un sistema permanente (linee vita o sistemi di protezione collettiva) che permetta lo svolgimento delle operazioni di manutenzione in totale sicurezza e ergonomia". Come affrontate le richieste che arrivano da tutta Italia? "Quando veniamo contattati da un'azienda offriamo sempre un colloquio informativo. Commercializzando sistemi di 3^ categoria (pericolo di gravi infortuni/pericolo di morte) è nostro dovere sensibilizzare i potenziali clienti, che sono in primo luogo operatori, a compiere una scelta consapevole, illustrando le problematiche e le novità di un settore che ancora oggi, in Italia, è quasi sconosciuto. Ecco perché Somain Italia oggi collabora con 39 partner (per un totale di 145 professionisti) che si occupano di sopralluoghi e valutazioni tecniche per fornire un servizio professionale immediato in tutta Italia".

L’Utensileria C o r n a l i di Brembate Sopra

infatti sono anni che operano con successo anche nei mercati medio orientali e asiatici. Somain Italia in questi giorni parteciperà ad una manifestazione fieristica ad Algeri per proporre l'altra qualità dei propri prodotti ad un mercato ancora inesplorato come il nord Africa".

Ci pare di capire che le prospettive future siano floride, anche fuori dai confini nazionali "Il settore della sicurezza non tocca solo il territorio nazionale, i nostri fornitori

"Quando la casa madre francese - afferma Simone Cornali ha voluto inserirsi nel mercato italiano, ha istituito una gara d'appalto. Noi siamo riusciti ad avere un quid in più sia in termini di qualità, sia di fatturato"

Dimostrazione pratica al M a d e E x p o

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ECONOMIA&BUSINESS

Con "Le Due Torri" di Stezzano cento negozi e mille posti di lavoro SHOPPING CENTER

Il 14 aprile ha aperto i battenti il nuovo centro commerciale realizzato nell'area dell'ex RB arredamenti. Su una superficie complessiva di 45 mila metri quadrati c'è una galleria con 100 negozi, 10 medie superfici, il superstore Esselunga e 2.400 posti auto

PHOTO: GIORGIO CHIESA

n superstore Esselunga e 100 negozi disposti su due livelli. E poi 10 restaurant & bar con 2400 posti auto per un bacino d'utenza di 650.000 abitanti. Il tutto disposto su 42.000 mq di superficie con 5 medie superfici dedicate alla tecnologia, all'arredamento e alla moda e una chicca: uno studio dentistico. Sono i numeri de Le Due Torri, il nuovissimo centro commerciale di Stezzano che ha aperto i battenti il 13 aprile scorso. Lo shopping center è stato presentato alle autorità e alla stampa nel corso di un incontro al quale hanno preso parte Elena Poma sindaco di Stezzano, Ludovic Castillo amministratore delegato Altarea Italia e Lino Iemi Presidente Gruppo Policentro. Il centro com-

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Da sinistra: Elena Poma Sindaco di Stezzano, Lino Iemi Presidente Gruppo Policentro e Ludovic Castillo A.D. Altarea Italia

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merciale Le 2 Torri è una nuova e moderna realtà commerciale: collocato fuori dal casello di Dalmine lungo l'autostrada A4 (Milano - Bergamo) con un lungo fronte autostradale, grazie alla sua posizione strategica risulta facilmente raggiungibile da ogni direzione. Da lontano spiccano le sue torri che dominano il territorio circostante, mentre la sua enorme piazza centrale accoglie tutti i suoi ospiti provenienti dai tre ingressi, dai parcheggi perimetrali e dai parcheggi interrati. L'area complessiva sulla quale sorge l'edificio è di 95.980 mq, in cui sono stati ricavati 43.981 mq di superficie complessiva calpestabile, divisi in 2 livelli commerciali. Sono presenti 7 unità di grandi e medie superfici fra cui un ipermercato al primo livello, 81 negozi medi e piccoli distribuiti tra primo e secondo livello e 7 unità destinate a ristorazione collocate al secondo livello. Il centro dispone di una superficie lorda dedicata a parcheggi e viabilità pari a 94.100 mq. Il progetto è nato dalla partnership tra il Gruppo Altarea Italia, uno dei maggiori players 69


del mercato nello sviluppo, realizzazione e gestione di centri commerciali e il Gruppo Policentro, promotore dell'iniziativa e business partner nella commercializzazione del centro stesso. La gestione dello shopping center Le Due Torri è stata affidata a Cogest Italia, società specializzata nella gestione di centri commerciali e complessi polivalenti con all'attivo 40 centri in gestione su tutto il territorio nazionale. Il centro si sviluppa su 2 piani estendendosi su una superficie totale di 34.000 mq con 100 punti vendita. I piani sono collegati tra loro grazie a tappeti mobili ed ascensori panoramici. I 100 punti vendita Da sinistra: offrono alla clientela la possibilità di trovare Il Direttore Roberto Speri con il Vice Andrea Inverardi ogni prodotto e servizio: dalla pianificazione di un viaggio alla cura della persona, dall'abbigliamento alla gioielleria, dalle calzature Center Le Due Torri offre a grandi e piccini momenti di relax alla clinica dentistica, dall'arredamento ai prodotti specializzati speciali e piacevoli pause dallo shopping o momenti di per i più piccoli passando per una ristorazione molto diversificata. incontro e ritrovo per un aperitivo. Un arredo interno costiUn'offerta multipla pensata per la clientela che preferisce trovare tuito da divani e poltrone rende accogliente la zona "lounge" quanto cercato in uno stesso luogo ma anche per chi desidera destinata a chi desidera rilassarsi e chiacchierare in tutta passare un momento di convivialità insieme o di svago fuori dal tranquillità davanti ad una buona tazza di thè, assaporando comune. Sono 6 le medie superfici presenti all'interno dello shopdolcetti tentatori o degustando un frizzante bicchiere di ping center localizzate sia al piano terra che al primo piano: il champagne. Per i più frettolosi un gelato o punto vendita Saturn con una un sandwich consentono di prendersi il gamma ricca e completa di progiusto break senza perdite di tempo. dotti di elettronica e tecnologici, lo Grande protagonista dell'area è Flunch store Scarpe & Scarpe in grado che offre un'area ristorante, bar e pizzeria di soddisfare anche le clienti più per una piacevole pausa o un rilassante fashion addicted, Sportland per momento di convivialità. Il centro è dotato chi ama la vita in movimento, US di un ampio parcheggio realizzato sia nel Fashion Store marchio amato piano interrato ma principalmente a raso dai più giovani che propone un mix dello shopping center, in prossimità dei di marchi accessibili e di grande due ingressi, ed in parte sulla copertura tendenza, Ovvio specializzato in dello shopping center stesso per un più arredamento per la casa giovane e comodo accesso ai punti vendita e alla moderno, Flunch uno dei princifood court. In totale i posti auto disponibipali marchi della ristorazione di li sono 2.400. L'investimento totale è qualità. Il primo piano è caratterizstato di 140 milioni di euro che, grazie zato da un'ampia vetrata che foralle capacità del competente staff finannisce un'illuminazione naturale ziario del Gruppo, ha visto il coinvolgie una vista suggestiva sulle monmento di una cordata di banche (Intesa tagne delle valli bergamasche. E' San Paolo, Unicredit, Mediocreval, Banca in quest'area che è stata collocaLa 500C e Abarth messe a disposizione Pop. Di Vicenza) che ha lavorato per la ta la food court: 9 punti vendidal Gruppo Bresciani Auto concessione di 90 milioni di euro utili ta in linea con le tendenze enogaalla realizzazione dell'operazione. Il stronomiche moderne e del territocomplesso ha peraltro fornito un importante indotto sulla rio in grado di rispondere alle esigenze di tutti: dal ristorante tracreazione di nuovi posti di lavoro che si stimano attorno dizionale al sushi bar, dalla cucina asiatica alla classica pizzeria, alle 1.000 possibilità. dallo spuntino veloce alla cucina di primi piatti. Lo Shopping 70


ECONOMIA&BUSINESS

Prossima fermata: Mercato delle Scarpe "HOP ON HOP OFF"

City Sightseeing Bergamo nel cuore di CittĂ Alta. L'idea di Claudio Astori e Marilena Zani, titolari della Zani Viaggi: una nuova fermata fuori dalla funicolare, salendo da Porta San Giacomo per stuzzicare e catturare la curiositĂ  dei turisti 72


ARTICOLO DI: LIVIO CASANOVA PHOTO: GIORGIO CHIESA

ittà Alta off limits. Anche per il City Sightseeing Bergamo, il bus rosso scoperto che permette ai turisti di scoprire e visitare (comodamente) - tutta - la città. Ma sarebbe meglio dire quasi tutta. Tutto ruota, anzi passa, per il "Piazza Mercato delle Scarpe" un tempo punto d'incontro delle strade d'accesso alla città. Sulla stessa piazza, tanto per intenderci, dove si trova la stazione di arrivo della funicolare. Non parliamo della chiusura al traffico urbano nei giorni festivi, ma di 300 metri, il tratto di strada che dovrebbe percorrere il bus turistico per arrivare da Porta San Giacomo alla "Piazza Mercato delle Scarpe", deviando dall'attuale itinerario che segue le mura. La proposta è di Claudio Astori e Marilena Zani, titolari della Zani Viaggi e del servizio City Sightseeing in 14 città d'Italia, tra cui proprio Bergamo. Si tratta di "soli" 300 metri, allo stato delle cose, ancora impossibili da percorrere che riflettono, però, la lunga strada che la nostra provincia deve imboccare per dirsi - una volta per tutte - turistica. "Non è solo una questione di metri - hanno precisato lo stesso Astori e sua moglie Marilena -. La filosofia dei City Sightseeing è portare i turisti nel cuore delle città. Vale per Milano, Roma, Firenze e per tutte le altre città dove effettuiamo il servizio. Percorrere una tangenziale, per un inglese, francese o tedesco ha poco di accattivante. Arrivare sulla Piazza Mercato delle Scarpe, invece, e fermarsi davanti alla Funicolare significa "buttar dentro il naso" nell'angolo più caratteristico di Bergamo. E' come affacciarsi su una vetrina, aprire un' altra porta sulla nostra bellissima città. Dopo di che, il turista - incuriosito - scopre cosa può offrirle, le sue chicche, i suoi angoli nascosti". Li abbiamo accompagnati lungo tutti i 300 di Via San Giacomo per vedere di persona cosa comporta tecnicamente, e non, la deviazione del bus turistico dell'attuale percorso. Con loro abbiamo bevuto un caffé, seduti al bar della funicolare.

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La carreggiata stretta, la pavimentazione stradale, la curva "a gomito" e la cisterna che si trova proprio sotto il Mercato delle Scarpe (chi esce o entra dalla stazione funicolare ci passa sopra tutte le volte, ndr), non costituiscono un problema per il passaggio? "Prima di proporre qualsiasi modifica, abbiamo fatto un sopralluogo per raccogliere tutti i rilievi tecnici necessari. Il nostro bus turistico "Tintoretto" è lungo 10 metri e ottanta, meno degli autobus di linea che già da lì transitano. Anche a pieno carico il nostro peso è inferiore al loro. Una prova è stata fatta. All'inaugurazione della Rugby Bergamo abbiamo condotto, con il City Sightseeing Bergamo, i rugbisti in Città Alta. Da lì siamo scesi per via Porta Dipinta, per proseguire lungo la strada che costeggia la Fara e riallacciarci all'attuale itinerario. Non ci sono stati problemi". Come è stata accolta la proposta dall'amministrazione comunale? "E' la stessa domanda che ci continuiamo a porre".

Cioè? "Non c'è stata ancora nessuna risposta, richiesta di chiarimenti o di un ulteriore sopralluogo. Non è stato convocato nessun tavolo di confronto. La ferma convinzione che anima la nostra richiesta è motivata dal valore aggiunto che quel passaggio darebbe a Bergamo. Sette, nell'arco di un giorno, sarebbero le fermate dei turisti, direttamente in Città Alta. Tenuto conto che abbiamo un accordo con l'Atb, il collegamento urbano di Bergamo con l'aeroporto e le due funicolari, questo passaggio sarebbe il tassello di completamento. Bisogna tener conto che a Bergamo - Orio al Serio - sono transitate sette milioni di persone. Tutti passano da noi ma poi finiscono a Milano". A proposito di Milano, davanti al Duomo non solo è previsto il passaggio ma anche una sosta del City Sightseeing Milano. Quanto conta in termini turistici? "E' una fermata fondamentale. Non si può pensare di attraversare Milano e non passare sotto alla "Madunina". In quella zona non può entrare nessun bus turistico o autobus di linea, ma solo i nostri bus scoperti. Milano ha capito che se non si attraversa il Duomo, il servizio è "zoppo" con ricadute negative per tutti i settori legati al turismo". Sempre a Milano, con i bus rossi siete entrati nel quadrilatero della moda. In termini di sicurezza, come è stato risolto il problema dei fili del tram sospesi a mezz'aria? "Nella zona di via Alessandro Manzoni ci sono le porte per entrare in città. I fili potevano costituire un problema ma dall'incontro con Atm Milano, comune e provincia abbiamo progettato e realizzato un tettuccio in plexiglas per poter entrare in città, salvaguardando l'incolumità dei passeggeri. E' un'opportunità unica che viene data al turista per visitare, conoscere e fare acquisti in un luogo magico e allo stesso tempo più che reale, dove i sogni proposti dalle sfilate più prestigiose diventano realtà. Con 5 bus rossi portiamo i turisti in questo ampio intersecare di vie, dove trovano posto tutte le insegne degli stilisti più famosi. Milano è una città, più di tutte le altre, propositiva". "Propositiva" nel senso che lascia spazio ad offerte turistiche "in itinere"? Non statica ma capace di evolversi secondo i gusti dei turisti? "Nel capoluogo meneghino stiamo realizzando un autobus "bar" che verrà inaugurato a breve. E' un Road Master degli anni 60, con 6 tavolini, aria condizionata, bar. Potrà essere noleggiato per eventi. E' il primo in assoluto in Italia". Ci sono altre città dove avete riscontrato le stesse difficoltà avvertite a Bergamo? "La prossima città dove effettueremo il servizio CitySightseeing sarà Genova. La partenza è prevista nel corso dell'anno. Lì, l'amministrazione comunale ha tolto tutti i paletti per agevolare il passaggio dei nostri bus". 73


Il 14 marzo del 2008 è iniziato il servizio CitySightseeing Bergamo. Il bilancio di questi due anni nella nostra città. "Le nostre aspettative erano altre. Nel 2008 i passeggeri sono stati 3397 con punte nel mese di luglio e agosto mentre nel 2008 sono stati 3440 con una media mensile di 500 passeggeri, tenuto conto del fatto che il servizio è sospeso nei mesi invernali. Il bus circola tutti i giorni della settimana, non più solo venerdì, sabato e domenica, per offrire un servizio quotidiano e continuativo. Per coprire i costi ci attendevamo e ci aspettiamo almeno 6 mila persone. Tenga conto che il biglietto di 13 euro, valido 24 ore, comprende il collegamento dall'aeroporto alla stazione Fs e tramite funicolare da città bassa a città alta e con San Vigilio. E' un'offerta completa. A Napoli il giro città costa 22 euro mentre a Milano 20 euro". E allora come si spiega lo scarso "appeal" che Bergamo nutre per inglesi, tedeschi e spagnoli? "Nonostante i numeri non siano confortanti non abbiamo mai pensato di sospendere il servizio, perché, da bergamaschi, crediamo nelle enormi potenzialità (ancora inespresse) del territorio. Rispetto alle altre 14 città, a Roma abbiamo allestito 36 bus, 6 a Milano seguono poi Firenze e Venezia. Buono il trend di Napoli e Messina come del resto Livorno e Pisa. Bergamo è la cenerentola. Dobbiamo scongiurare la possibilità che la nostra sia solo una città di transito, verso 74

Milano. Ci crediamo a tal punto che sul CitySightseeing Milano regaliamo un biglietto per visitare Bergamo". Non avete mai preso in considerazione l'idea che Bergamo non sia una città "turistica"? "Le ricchezze del nostro territorio sono sotto gli occhi tutti. Ci sono città che hanno meno di noi ma sanno "vendersi" meglio. Pensiamo alla Svizzera o alle città austriache che attuano promozioni congiunte e strategiche. Un esempio: a Bergamo ci sono alberghi che vendono più biglietti del CitySightseeing rispetto agli uffici turistici dislocati nei punti nevralgici. C'è un gap comunicativo e promozionale. Un altro esempio: quando andiamo a fare le fiere promozionali le istituzioni territoriali presenti si muovono in ordine sparso. Manca un gioco di squadra, non c'è un direttore d'orchestra. Ognuno ha un suo banchetto e così il 90% dei turisti che atterra ad Orio pensa di essere a Milano". Guardiamo l'orologio, è tempo di andare. Uscendo dalla funicolare, in Città Alta, con lo sguardo avvolgiamo tutta la piazza del Mercato delle Scarpe. "Fra qualche mese, ci ritroveremo qui - ci confidano Claudio Astori e Marilena Zani prima di accomiatarsi -. Ad aspettare turisti e bergamaschi ci sarà il bus rosso scoperto. Ne siamo convinti". Speriamo.


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Moderno o vintage? Una questione di punti di vista MODA&TENDENZA

Le collezioni più prestigiose del 2010, tutte le novità dei brand internazionali per l'estate alle porte. L'occhiale - da strumento ad accessorio fashion -, visto da tre prestigiosi ottici bergamaschi È un accessorio utile, ma anche glamour. La scelta degli occhiali va di pari passo con l'abbigliamento, le scarpe e con qualunque altro accessorio. Che siano da vista o da sole, un bel paio di occhiali non può assolutamente mancare nel total look di qualsiasi fashion addicted che si rispetti. Abbiamo pensato di selezionarvi i modelli e i brand più interessanti per l'estate alle porte. Quest'anno, ad esempio, la montatura da vista deve essere rigorosamente appariscente. Con l'avvicinarsi della bella stagione,

poi, l'accessorio più importate diventa l'occhiale da sole. Non solo per coprire i "segni" delle notti insonni, ma anche per esaltare la bellezza della persona. Per facilitarvi la scelta, abbiamo voluto proporvi in queste pagine i consigli di tre rivenditori bergamaschi, licenziatari di altrettante marche prestigiose. Stiamo parlando di Ottica Savoldi - con l'inconfondibile stile RayBan -; di Ottica Rolin - che propone la linea Porsche Design -, e dell'Ottica Gionchilie, che mette in mostra i tre brand Dior, Kata e Oakley.

RAY-BAN TECH CL • CARBON LITE Nuovo modello simbolo della seconda edizione della collezione Ray-Ban Carbon Fibre, che ridefinisce, pur rispecchiandolo appieno, il DNA tecnologico del marchio OTTICA SAVOLDI

RAY-BAN CRAFT OUTDORSMAN RB 3422Q Storico modello di Ray-Ban nato nel 1938 Nella versione Craft sono otto le varianti colore OTTICA SAVOLDI

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Tutti i modelli della collezione Ray-Ban sono caratterizzati da un'accurata ricerca stilistica che riesce a tradurre al meglio le ultime tendenze in una linea sempre attuale, che esprime uno stile di vita proprio e unico, e che da sempre veste i volti di milioni di persone in tutto il mondo. Non c'è probabilmente bisogno d'introdurre un marchio come Ray-Ban, che dal 1937 esprime moda e tendenza: dai celeberrimi modelli Aviator e Caravan, fino ai Wayfarer, Shooter, Predator e Clubmaster. Tutti i modelli Ray-Ban sono identificati dalla caratteristica firma nelle aste per incisione o serigrafia e stampata sulle lenti. L'update della collezione esprime in maniera autentica lo stile del brand e interpreta la tradizione della marca nei nuovi modelli. Quest'ultimi combinano un design grintoso e sportivo con soluzioni tecniche all'avanguardia e con l'impiego di materiali innovativi ed estremamente confortevoli. La leggerezza degli acetati si combina perfettamente con la luminosità dei metalli, per un connubio di comfort e stile in ogni occasione. Per i fautori del classico, intramontabile sarà lo stile Aviator e l'eleganza dei classici Ray-Ban alla Audrey Hepburn.


OS OTTICA SAVOLDI Occhiali da vista e da sole. Lenti a contatto e liquidi di manutenzione Via Paleocopa, 3 - 24122 Bergamo - Tel. e fax 035222863 E - m a i l : o t t i c a s a v o l d i @ v i r g i l i o . i t - P. I . 0 2 3 0 6 0 8 0 1 6 5


Avete mai pensato di indossare un occhiale da sole dello stesso marchio dell'auto che state guidando? E se proprio non possedete quella marca prestigiosa da guidare, "accontentandovi" di spendere molto meno, perché non indossare un occhiale da sole dal nome roboante come Porsche? Da questo punto di vista, la collezione Porsche Design appagherà i vostri desideri. Si va dai modelli più vistosi, con ponte tridimensionale e generose aste in resina, a modelli di forma più classica ma ugualmente raffinati in puro titanio e plastica, fino al più caro e forse più esclusivo modello in titanio ultraleggero dalle forme essenziali e semplici e per questo uniche (assemblato senza viti e con un design che soddisfa anche i palati più fini). Porsche Design, quindi, diventa vittoriosa anche nel campo degli occhiali sole e vista. I nuovi modelli dallo stile misurato sono sobri e allo stesso tempo eccitanti. La collezione fonde in modo ottimale la combinazione del suo disegno minimalista con un alto livello di funzionalità.

PORSCHE DESIGN P8166 E’ un occhiale da vista a mezza montatura dallo stile sportivo ed elegante OTTICA ROLIN

PORSCHE DESIGN P8478 Caratteristico look degli anni '70 con materiali moderni (titanio) che rendono l'occhiale particolarmente leggero, flessibile e stabile Il modello è disponibile in oro o argento, con lenti intercambiabili in policarbonato infrangibile. OTTICA ROLIN

E proprio la funzionalità è il punto di forza anche della collezione ic! Berlin, brand che disegna, produce e vende occhiali in lamiera senza viti. Nel panorama internazionale dell'ottica, ic! Berlin si è fatto presto conoscere per l'originalità e l'assoluta pulizia formale delle proprie creazioni. I tre giovani ragazzi berlinesi che hanno creato il marchio ic! Berlin hanno elaborato uno stile inconfondibile, minimalista ed elegante, pronto a cogliere tutti gli stimoli del fashion system. Le montature ic! Berlin, da vista e da sole, si caratterizzano non solo per la ricercatezza stilistica ma anche per la cura costruttiva. Il particolare che maggiormente attira l'attenzione per quanto riguarda il marchio tedesco (con produzione proprio a Berlino) è una soluzione di giunture senza viti, unica a livello mondiale, grazie a una cerniera a incastro che tiene assieme telaio e astine con una clip estraibile.

IC! BERLIN A SINISTRA IL MODELLO DA DONNA “MAYBE IN MAY 1” SOPRA OCCHIALE DA VISTA UOMO “ADAM W” Occhiali in lamiera senza viti unica a livello mondiale, grazie a una cerniera a incastro. Essa tiene assieme telaio e astine con una clip estraibile. OTTICA ROLIN

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Un'esplosione di fantasia, e gli occhiali si trasformano in preziosi gioielli. La collezione di Dior trova ispirazione nelle sobrie forme rettangolari delle montature. Tra folklore e glam-rock, richiama lo stile folleggiante degli occhiali anni '70. L'eleganza insolente di quell'epoca viene reinterpretata con colori classici: avana, nero, kaki. Chic e discrezione all'aria aperta. Altro segno distintivo sono i codici della maison: la stella, il cannage, le quattro lettere che si declinano lungo le montature in acetato o in metallo, punteggiate di strass scintillanti. Il brand Kata ha, invece, realizzato una collezione molto interessante, perfetto per la persona cosmopolita, indipendente, innovativa e moderna, capace di ottenere quello che vuole quando vuole. La serie rappresenta una simbiosi di forme, sperimentazione di texture, che arriva direttamente dal Giappone. La persona si fa sempre più autonoma, forte e proiettata verso il futuro, attraverso materiali nuovi, modelli trasparenti, forme geometriche, tagli sartoriali particolari ed una tavolozza di colori scuri con qualche sprazzo di tinte forti. Per chi non vuole rinunciare alla classe e alla sportività, c'è sempre il marchio a stelle e strisce Oakley. Per l'uomo sportivo, che ama l'ebrezza della velocità in auto o correndo da solo a contatto con la natura, lo storico marchio americano rappresenta un must. Dalle forme ergonomiche e dai materiali più leggeri in commercio, Oakley sfodera per la stagione estiva alle porte una serie d'interessanti novità. Fra tutte il modello Holbrook, realizzato con materiali ultraleggeri e colorati, ma dal design vintage ispirato agli anni '60.


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PHOTO: GIORGIO CHIESA

settembre compirò cinquant'anni d'attività nel campo dell'ottica. Rispetto a quando ho cominciato, il mio lavoro si è completamente trasformato, soprattutto per quanto riguarda la realizzazione degli occhiali in laboratorio. Adesso bisogna avere confidenza con le macchine e il lavoro manuale è stato praticamente soppiantato". A par-

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La titolare R O B E R T A B R O L I S con il padre G U I D O


Mezzo secolo sotto la lente d'ingrandimento OTTICA&TRADIZIONE

Parola a Guido Brolis, cinquant'anni di professionalità al servizio della clientela con Ottica 76. "Nei nostri negozi di Azzano San Paolo e Curnasco di Treviolo offriamo un servizio veloce, completo ed economico"

lare è Guido Brolis, padre di Roberta - titolare dello show-room "Ottica 76" di Azzano San Paolo - e di Rossana, direttrice del negozio "Dimensione Ottica" di Curnasco di Treviolo. Un'esperienza fatta di operatività e passione per il proprio lavoro, un vero e proprio "mestiere" che - come molti altri - è andato trasformandosi con le moderne tecnologie di produzione. "Abbiamo deciso d'iniziare questa avventura nel 2003 unendo le nostre rispettive professionalità, ma già dal 1996 avevamo altri negozi in società con un gruppo del settore. Visto il successo ottenuto, nel 2004 è stato aperto un altro punto vendita a Curnasco di Treviolo, nostro paese d'origine, gestito dalla mia primogenita Rossana. Sto parlando di "Dimensione Ottica", un negozio di media grandezza, ma fornito anch'esso di sala visite, laboratorio e di quasi tutte le marche di occhiali presenti sul mercato. Nel 2008, poi, abbiamo ampliato e trasferito "Ottica 76" ad Azzano San Paolo, diventando così uno dei più grandi e accoglienti punti vendita specializzati, dove sono presenti le migliori marche al completo". La vostra offerta si completa anche con un altro piccolo negozio in via Battisti, accanto al Palazzetto dello Sport. Di cosa vi occupate in questo terzo punto vendita? "Il negozio di Bergamo si chiama "Solo Sole" e, come suggerisce lo stesso nome, tiene esclusivamente occhiali da sole delle migliori marche. È un punto vendita molto piccolo ma estremamente funzionale e fornito. Infatti, viene quotidianamente servito dagli altri

due negozi e quindi è sempre aggiornato sulle ultime novità in fatto di tendenza e moda. Ricordiamo, a questo proposito, che il mercato degli occhiali da sole è prettamente dedicato ai giovani". Quali sono i punti di forza dei vostri negozi? "Sicuramente - continua la titolare Roberta Brolis -, la nostra miglior caratteristica è la flessibilità. Siamo in grado di effettuare qualsiasi tipo di lavorazione all'interno dei nostri laboratori. Facendo dei numeri, il 90% dei montaggi li facciamo in sede proprio ad Azzano San Paolo e, di questa fetta, metà sono lavori effettuati al momento, con le lenti che abbiamo in casa. Gli unici occhiali che facciamo assemblare ad altri centri sono quelli da sole con gradazioni particolari o curvature fuori dallo standard, che richiedono macchine apposite". Immaginiamo che per offrire una tale velocità, la fornitura sia sempre aggiornata alla perfezione. "Lo scopo di un lavoro simile è quello di dare al cliente la possibilità di spostarsi una sola volta per ottenere quello che desidera. La nostra fornitura, per l'appunto, è davvero impressionante. Solo nello show-room di Azzano San Paolo abbiamo oltre 3mila lenti. In altre parole, l'occhiale viene portato in laboratorio e viene immediatamente assemblato. Tutto sotto la supervisione attenta di un professionista serio ed esperto come mio padre". 83


Lo staf di Azzano San Paolo

Tutto, però, ha un costo. "Uno dei nostri punti di forza è proprio il prezzo, che si attesta inferiore di un 30% in media rispetto alla grande distribuzione. Acquistando in grande quantità per tre negozi, infatti, riusciamo ad abbattere notevolmente il costo, e la velocità di servizio rimane la stessa. In ogni caso, non è vendere un occhiale la parte più difficile, ma tutto quello che viene dopo. Da noi c'è sempre un referente che ha un nome e che segue ogni problematica che il cliente può riscontrare dopo l'acquisto. Anche l'ambiente che abbiamo creato all'interno dello show-room richiama questa volontà di far sentire la persona come a casa".

alla lente è marchiato CEE ed è di origine italiana. Come avrete capito, la nostra filosofia è fare sentire il cliente come a casa, e quindi la scelta dei materiali deve essere di assoluta qualità. Grazie a questo modus operandi ci siamo salvati dalla crisi che ha colpito anche questo settore, la nostra forza è stata proprio il passaparola".

Sappiamo, inoltre, che potete effettuare la consegna anche a domicilio. "Oltre alla fornitura immediata, siamo anche in grado di dare questo ulteriore servizio nel caso in cui, malauguratamente, manchi una particolare lente dal nostro archivio, o nel caso in cui il cliente fosse impossibilitato a ritirare l'occhiale". Un’ultima parola sui materiali utilizzati per le lenti. "Naturalmente, tutto il materiale legato 84

Da sinistra: Rossana Brolis, il padre Guido ed Eva


RUBRICHE

Travel Golf Cup, in buca la sesta edizione SPORT&BUSINESS

Grazie alle novità introdotte dagli organizzatori Roncalli Viaggi ed e20, la kermesse si slega dal contesto del torneo per diventare occasione d'incontro, di divertimento e di condivisione

ARTICOLO DI: ROBERTO AMAGLIO

ra i tanti meriti e pregi dello sport, il valore della democraticità è forse quello più sottovalutato. Come è solito affermare lo storico CT della nazionale azzurra di ciclismo Alfredo Martini, infatti, se due atleti diversi per estrazione sociale, lavoro e cultura si incontrano in strada, bastano due minuti e si danno del tu, condividendo il loro percorso e la loro fatica. Ma il ciclismo è solo uno dei tanti esempi che si possono fare in tal senso. È così nel calcio e nel calcetto amatoriale, è così nel rugby (pensate al tanto acclamato terzo tempo) ed è così anche nel golf, come ci ricorda Manuel Roncalli, uno dei titolari dell'omonima agenzia di viaggi di Bergamo che da ormai tre anni organizza, con l'agenzia di pubblicità e marketing e20, la Travel Cup 2010, circuito composto da dieci tappe in giro per il Nord Italia dedicate agli amanti del green e delle diciotto buche. Grazie al crescente successo ottenuto ad ogni edizione, infatti, Roncalli Viaggi ed e20 possono contare su numerosi sponsor fra cui Isolgamma, Union Battery Service, la nostra testata Bergamo Economia, B.L.S. Consulting, Devco, Pagani Pavimenti, UBI Leasing, Meckarpo Consulting, SER Group, Atmosfera Arredamento, Hotel Excelsior San Marco, Roof Garden Restaurant e Medicalia, che hanno sposato l'iniziativa e grazie ai quali è stato possibile realizzare anche quest'anno il prestigioso circuito di golf. "Se l'aspetto di promozione del marchio ha avuto sicuramente la sua importanza all'interno di questa manife-

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Andrea Amighetti e Elisabetta Lanfranchi titolari di e20


Manuel Roncalli uno dei titolari dell'omonima agenzia di viaggi di Bergamo

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Costantino Rocca

stazione - esordisce Manuel Roncalli -, è altrettanto vero che da questa iniziativa sportiva sono nate amicizie e rapporti personali che sono poi sfociati in importanti sinergie anche riguardanti il campo professionale. Faccio solo due esempi: penso innanzitutto al rapporto nato con il campione del golf Costantino Rocca, assiduo frequentatore delle nostre manifestazioni sul green. Inoltre, un discorso analogo è successo anche tra la Roncalli Viaggi e la e20. Questa collaborazione, infatti, è nata proprio dalla passione per lo sport che accomunava me ad Andrea Amighetti. Così, dopo tre anni che la organizzavamo da soli, la Travel Cup è diventata una sorta di cavallo di battaglia per le nostre due realtà". E i primi risultati che testimoniano quanto l'iniziativa stia prendendo piede sono già arrivati nelle prime uscite ufficiali di questa edizione 2010: l'inaugurazione del torneo tenutasi presso la Villa Paradiso Golf Club di Cornate d'Adda, il week end del 27/28 marzo tra il Castello di Tolcinasco e il Golf & Country Club di Pieve Emanuele (MI), la tappa bergamasca di Pasquetta al Parco dei Colli e l'ultima uscita al Golf Brianza Country Club di Usmate Velate di domenica 25 aprile. Tutti eventi che hanno confermato la tendenza in costante crescita fatta registrare già nel 2009. "A differenza di tante altre iniziative promozionali - ha proseguito Roncalli -, questa ha impiegato qualche anno a decollare. Tuttavia, ora i frutti stanno maturando e siamo estremamente felici sia dell'iniziativa che dei suoi risultati. Ex golfisti professionisti, manager, rappresentanti di 88

importanti realtà imprenditoriali e nostri clienti sono i protagonisti sempre più numerosi che colorano le nostre iniziative, accomunati da uno sport d'elite che si sta sempre più aprendo ad altre fette di popolazione". Guai però a fermarsi sui buoni risultati ottenuti sin qui. La mente è già rivolta alle prossime novità in programma. "In questi tre anni di collaborazione con e20, abbiamo sempre confermato la stessa formula di svolgimento del torneo, applicando la modalità Stableford a invito con tre diverse categorie, forti anche di una partecipazione che andava in crescendo. Tuttavia, speriamo e culliamo l'idea di apportare qualche modifica alla Travel Cup, soprattutto da un punto di vista di marketing e di offerta. A tal proposito, un'importante novità si vedrà già in occasione della tappa di Modena. Oltre alla gara sulle 18 buche di golf, infatti, sceglieremo appositamente una destinazione con tanto di centro benessere incluso. Insomma, una nuova opportunità per far sì che la Travel Cup si sleghi dal contesto del torneo per diventare occasione d'incontro, di divertimento e di condivisione. Il tutto ovviamente facendo viaggiare la gente che, come è ovvio, rappresenta il filo conduttore dell'iniziativa". E intanto, Roncalli Viaggi ed e20 mandano in buca anche la solidarietà. Oltre alla Travel Cup, infatti, domenica 27 maggio (al Golf Club del Parco dei Colli) si terrà una giornata di sport e solidarietà in favore della ricerca sul cancro. Questa volta sponsor, imprenditori e collaboratori avranno un obiettivo ben più importante che stare sotto al "par". Lungo le diciotto buche l'avversario principale da battere sarà il cancro.


ECONOMIA&BUSINESS

Tennis Vip, 34esima edizione fra novità, golf e beneficenza BENEFICENZA & TEMPO LIBERO

Anche quest'anno sulla terra battuta di Cividino, dal 21 maggio all'11 giugno, si ritroveranno personaggi conosciuti del mondo dello sport, della politica, dell'imprenditoria e dello spettacolo. E intanto lo scorso 9 aprile si è svolto il primo "Golf Vip" denominato "Natura, Passione e Solidarietà"

Golf Vip Bergamo Pro Am

ARTICOLO DI CARLO DI GREGORIO

Classifica Finale Generale Netto 1°

Reale Michele Zambaiti Angelo Gino

Civettini Stefano Casadei Alfio

Frigerio Luca Bossini Gudo

Medici Angelo Zinetti Giuseppe

Reale Stefano Locatelli Ferruccio

Crippa Pierangelo Iannotta Fabio

Rota Andrea Benigni Antonio

Pezzoli Adriano Azzola Maria

Secci Massimiliano Zonta Daniele

Antognoni Giancarlo Fonnesu Giovanni Mario

Golf Vip Bergamo Pro Am Classifica Finale Generale Lordo 1°

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Florioli Massimo Falsoni Ennio

Giazzi Omero Panseri Giuseppe

siamo a trentaquattro. Dal 21 Maggio all'11 giugno, al Centro Sportivo Mongodi di Cividino - località Castelli Calepio Giovanni Licini spegnerà la trentaquattresima candelina di quella che, a tutti gli effetti, può considerarsi la "sua" creatura: il Tennis Vip. Molte le novità quest'anno e una sola grande certezza: ancora una volta il vincitore assoluto sarà la beneficenza. Ma andiamo con ordine. L'edizione 2010 del Tennis Vip presenterà la diciannovesima edizione del trofeo "Achille e Cesare Bortolotti" dedicato al singolare maschile e la quarta edizione del trofeo "Giacinto Facchetti", riservato a giocatori di livello. Quest'anno il Tennis Vip raddoppierà i suoi tornei: oltre allo storico, dedicato ai due grandi Presidentissimi dell'Atalanta ed al premio in memoria di Giacinto Facchetti, infatti, "ci sarà la nascita del trofeo "Le Due

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"Due i nuovi trofei di questa edizione: "Le Due Torri Shopping Center" riservato a giocatori ancora di secondo livello e la coppa "Elio Lodovici", istituita in ricordo del fondatore e presidente della Lodauto S.p.a."

Giovanni Licini

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Gruppo accademia del tennis

sua squadra in una situazione di classifica difficile e nonostante fosse appena passata in vantaggio, preferì, su suo consiglio, regalare un gol agli avversari per pareggiare un vantaggio nato da una superiorità numerica temporanea dovuta ad un infortunio. Tra l'altro quella partita, poi, venne persa per tre ad uno dall'Ascoli".

Torri Shopping Center" - ci ricorda lo stesso Giovanni Licini riservato a giocatori di secondo livello e la coppa "Elio Lodovici", istituita in ricordo del fondatore e presidente della Lodauto S.p.a.". E' un gran bel regalo per gli spettatori che sicuramente apprezzeranno. Ha in serbo altre sorprese per Bergamo ed i bergamaschi? "Sì, oltre al raddoppio dei tornei, quest'anno il Golden Vip, il premio assegnato ogni anno a quelle personalità famose che da tempo collaborano con noi e che hanno contribuito a far conoscere la nostra manifestazione, sarà assegnato a due bergamaschi che hanno fatto o stanno ancora facendo la storia della Dea: Maurizio Ganz e Giampaolo Bellini, il vice-capitano della Atalanta. Insieme a loro, poi, saranno premiati Gianluigi Viscardi, fondatore e patron della Cosberg S.p.a. (multinazionale elettro-meccanica tutta bergamasca con sede a Terno D'Isola, n.d.r.), e Pietro Piller Cottrer, il fondista neocampione olimpico a Vancouver 2010 nella quindici chilometri a tecnica libera. Sarà conferito un premio speciale a Giuseppe Pillon, detto Bepi. L'allenatore dell'Ascoli il cinque dicembre 2009 si rese protagonista di un clamoroso gesto di sportività: la

Da sinistra: dario colloi, valerio bettoni, casadei alfio, stefano civettini, alessandro masera, zambaiti angelo gino, alessandro cottini e giovanni licini

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Quali associazioni beneficeranno della solidarietà dei bergamaschi? "Le richieste sono sempre tante. Quest'anno, però, saranno la Wheelchair Tennis e l'associazione Amici dell'oncologia Valle Seriana e Val Cavallina a beneficiare del nostro aiuto". Per gli Amici dell'oncologia si tratta di un ritorno... "Sì. Sono molte le famiglie che vivono il dramma di questa malattia e abbiamo il dovere di continuare ad aiutarli. Tra l'altro, l'associazione grazie ai volontari, svolge un servizio domiciliare per accompagnare i malati di cancro nelle visite ed offre loro un aiuto a 360°. Prossimamente, grazie all'aiuto degli anni precedenti, gli Amici dell'oncologia inaugureranno una struttura: una casa per ricoveri brevi con otto posti letto, ad Alzano Lombardo e dedicata a Don Aldo Nicoli, per l'assistenza ai malati di cancro che devono sottoporsi a radioterapia o sedute di chemioterapia".


Da sinistra: giovanni licini, ivan consoli, giancarlo ongis e dario colloi

sono al lavoro per allestire le strutture che ospiteranno il torneo. Quest'anno, inoltre, ci saranno cinque tir di piante per costruire un giardino pensile. Dall'undici giugno partirà il conteggio delle spese e dei ricavi per arrivare ad autunno con la consegna del ricavato ai beneficiari. E poi si ripartirà ancora".

Ed, invece, la Wheelchair Tennis? "È un'associazione sportiva. Sono ragazzi sulla sedia a rotelle che praticano il tennis". Facciamo un piccolo passo indietro: lo scorso 9 aprile c'è già stato un bell' "aperitivo" del Tennis Vip, ma con ferri e buche anziché reti e racchette. "Vero. Grazie alla gentile collaborazione del golfista professionista Dario Colloi, che voglio nuovamente ringraziare per l'abnegazione e l'aiuto nell'organizzare la kermesse, abbiamo ideato un torneo di golf ProAm disputatosi al Golf Club Bergamo e denominato "Natura, Passione e Solidarietà". Una giornata divertente, a cui hanno preso parte oltre cento amici del Tennis Vip, con un'unica finalità: fare, come sempre, beneficenza".

Quali sono le aspettative di quest'anno? "Fare bella figura. Dare notorietà al territorio bergamasco, alle istituzioni bergamasche ed agli sponsor in modo che si possano raccogliere molti e nuovi fondi da dare in beneficenza. E, terzo obiettivo, che venga molta gente e che dia lustro a Bergamo. Pensi che negli ultimi sei anni abbiamo raccolto e devoluto al volontariato bergamasco oltre 500 mila euro". Ma come è iniziata quest'esperienza? "Beh, io sono un ex giocatore di tennis. Quando sono stato assunto in Cariplo lavoravo a Milano e lì, oltre ad un gruppo sportivo c'era un centro sportivo da favola con palestra, piscina e campi da tennis. Trasferito a Bergamo non c'era niente di tutto questo. Mi sono chiesto: perché a Bergamo non c'è niente? Siamo meno di Milano? Allora ho scritto una lettera a tutti i miei colleghi comunicando l'intenzione di costituire un gruppo sportivo Cariplo anche in provincia. In un anno da zero ci siamo trovati in duecento e con noi giocavano anche i Radici, ad esempio. Sono stati i primi passi di quello che oggi è il tennis Vip".

E quest'anno? "Quest'anno ci gemelleremo con Ma da dove le viene tutta queil club tennis di Monguelfo-Val sta forza? Pusteria, al confine con l'Austria. "Me lo chiedo anch'io! La verità è Il 21 maggio ci sarà l'inaugurache ho un gruppo formidabile che zione del torneo e l'ufficializzami dà una grossa mano. Questo è zione del gemellaggio con le un successo di tutti. Se non ci autorità locali e con lo scambio Da sinistra: fosse, tutto quello che abbiamo di prodotti tipici. E l'offerta di giancarlo antognoni, realizzato finora e tutta la benefiassaggi. Il giorno dopo ci sfidealessandro cottini e giovanni licini cenza che abbiamo fatto non sarebremo in un incontro: Bergamo be stata possibile. Chi ce lo fa fare? Monguelfo. E il 23 li porteremo Effettivamente questo lavoro ci impegna dodici mesi l'anno. A in visita a Bergamo. A questo posso tranquillamente dicembre bisogna cominciare con la ricerca degli sponsor, entro aggiungere che, come le scorse edizioni, ci sarà sempre il marzo la ricerca deve essere completata e poi deve partire l'orvillaggio ospitalità con ristorante diretto dallo chef ganizzazione dei tornei. Già oggi, giovedì ventidue aprile (giorno Chicco Coria e tante altre novità che si potranno scopriin cui è stata realizzata l'intervista, n.d.r.), oltre venti persone re e gustare soltanto venendoci a trovare". 93


RUBRICHE

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ALT, l'arte Hybrid è BMW IN ANTEPRIMA

All'interno dell'ex cementificio Italcementi di Alzano Lombardo, ora museo contemporaneo "Arte Territorio e Lavoro", abbiamo svelato la nuova X6 con tecnologia ibrida

ARTICOLO DI LUCA T. BILOTTA PHOTO: LAURA PIETRA

rte e tecnologia, innovazione e contemporaneità. Sono queste le linee guida di un servizio fotogiornalistico atipico, fantasioso e decisamente particolare. Per rendere omaggio ad un'auto davvero speciale, provata in anteprima nazionale da Bergamo Economia grazie alla generosità della concessionaria ufficiale BMW Lario Bergauto, abbiamo

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scelto una location capace di guardare al futuro con un piglio decisamente eccentrico. Parliamo dell'ex cementificio Italcementi di Alzano Lombardo, ora museo d'arte contemporanea ALT. E proprio il nome, che di solito rappresenta un divieto - in realtà acronimo di Arte Lavoro Territorio - vuole suggerire una sosta, un momento di meditazione dinanzi alla nuova tecnica volta all'ambiente della BMW X6 ActiveHybrid. All'interno dello spazio espositivo - gentilmente messoci a disposizione da Simona Leggeri -, dedicato alla memoria di Fausto Radici, campione di sci ed imprenditore con una grande passione per l'arte, la nuova nata bavarese si è mossa sinuosa, dive96

nendo un tutt'uno con le opere esposte. Dalle foto pubblicate in queste pagine è difficile capire se, complici le sue linee affascinanti , la X6 ActiveHybrid è anch'essa un'opera contemporanea. E leggendo le righe di presentazione del museo voluto da Tullio Leggeri e da Elena Matous Radici, in memoria del marito di quest'ultima, si possono intuire le motivazioni di un simile, ma non azzardato, accostamento. ALT non è un museo, bensì "un incubatore e un display delle energie eccellenti della creatività… strumento per sperimentare l'arte contemporanea come mezzo per capire e interpretare meglio il momento in cui stiamo vivendo". E proprio dalla "creatività" degli

Motore: la X6 ActiveHybrid è equipaggiata con un sistema di propulsione composto da un motore V8 da 300 kW/407 CV e da due elettromotori che producono rispettivamente 67 kW/91 CV e 63 kW/86 CV


ingegneri BMW è nato l'ibrido vestito da X6, un vero e proprio incubatore di "energie" ecofriendly. E dal suo "display" in plancia, possiamo capire dove può arrivare l'ingegno tedesco, frutto di una tradizione tecnologica senza pari e sempre volta al futuro. Ed ora, per la prima volta, divenuta pura contemporaneità .

ARTE IN MOVIMENTO - Equipaggiata con un sistema di propulsione composto da un motore V8 da 300 kW/407 CV e da due elettromotori che producono rispettivamente 67 kW/91 CV e 63 kW/86 CV, la BMW X6 Hybrid si distingue a livello estetico dalla X6 soprattutto per il marcato cofano motore bombato. Potenza estetica 97


ma anche tecnica, considerando che la BMW ActiveHybrid X6 si posiziona come la vettura ibrida più potente del mondo. La potenza massima di sistema, infatti, è di 357 kW/485 CV, mentre la coppia massima è di 780 Newtonmetri. Inoltre, il sistema full-hybrid di BMW viene azionato esclusivamente ad energia elettrica fino a una velocità di 60 km/h, senza produrre emissioni di CO2. L'accelerazione da 0 a 100 km/h dell'X6 ActiveHybrid richiede solo 5,6 secondi.

Potenza: è la vettura ibrida più potente del mondo Il top di sistema raggiungibile è di 357 kW/485 CV, mentre la coppia massima è di 780 Newtonmetri

Lario Bergauto Via Campagnola, 50 Tel. 035 4212211 - Bergamo www.lariobergauto.bmw.it www.mobility.it

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Il consumo medio di carburante nel ciclo di prova in base all'Euro 5 è di 9,9 litri e il valore di CO2 è di 231 grammi per chilometro. Ma la vera "invenzione" è che il guidatore non percepisce nessuna differenza tra la modalità di guida elettrica oppure a motore endotermico. Pillole di tecnologia necessarie, prima di lasciare lo spazio alle immagini. In un servizio fotografico che, com'era giusto vista la location, si può definire pura "arte in movimento".


RUBRICHE

Personalizzabile: fra le peculiarità della nuova nata ci sono le combinazioni di colore scocca/tetto che sono 38 in tutto, abbinabili a 12 tipi di cerchi in lega da 16 o 17 pollici 100

ARTICOLO DI LUCA T. BILOTTA PHOTO: LAURA PIETRA

emplicemente geniali. Si possono definire così i nuovi modelli emozionali del "Double Chevron" che riportano alla ribalta un nome storico dell'automobilismo francese, sinonimo di innovazione e avanguardismo. La DS3 nello specifico mira a ritagliarsi una fetta del segmento B-premium, quello delle compatte cittadine più ricercate, capaci di fare tendenza. A dispetto del nome, il modello che vi presentiamo in anteprima su queste pagine di Bergamo Economia - con la complicità della concessionaria ufficiale AutoSogno di Bergamo -

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non fa il verso ad auto del passato. Basta dare uno sguardo alla carrozzeria per capire che il design non assomiglia a quello di nessun'altra Citroen. Il centro stile si è concesso un'unica citazione celebrativa della DS che fu: il montante centrale a forma di pinna. Un elemento di design, quest'ultimo, che sembra sostenere il tetto "flottant", così definito in virtù della forma e del colore che, contrastando con quello della carrozzeria, lo fa sembrare separato dal corpo vettura. Altro elemento caratterizzante sono le due fasce di LED verticali che incorniciano il frontale rendendo l'au-


Citroen DS3, new "urban chic" LA NOVITA'

Presentata in queste pagine la nuova linea stilistica del gruppo francese. Un modello che, nello specifico, mira a ritagliarsi una fetta del segmento B-premium, quello delle compatte cittadine più ricercate e capaci di fare tendenza

to estremamente aggressiva oltre che subito riconoscibile. Per un modello davvero "urban chic" abbiamo scelto una location suggestiva e d'impatto: San Vigilio. Per rimarcare ulteriormente le linee sinuose della nuova nata in casa Citroen.

riori, così come la conformazione dei sedili migliora lo spazio a disposizione dei passeggeri posteriori. Il bagagliaio da 285 litri si presenta invece come uno dei più ampi della categoria ed è coadiuvato da numerosi vani portaoggetti.

DESIGN - Osservandola con metro alla mano, la DS3 ha una lunghezza di 3,95 metri, 1,71 m di larghezza e 1,46 m di altezza. Misure che abbinate al diametro di sterzata di 10,2/10,4 metri garantiscono un'ottima mobilità urbana. All'interno si sta bene seduti in 4 (ma l'abitabilità è garantita anche per il quinto passeggero), grazie al cruscotto caratterizzato da una struttura rialzata che offre più spazio alle gambe dei passeggeri ante-

AD PERSONAM - Un'auto di tendenza, dicevamo, deve esser configurabile su misura del cliente. O almeno questo è quello che oggi pretende il mercato. E allora in Citroen si sono scatenati per mettere a punto un programma di personalizzazione definito di "co-design", inteso come partecipazione del cliente alla progettazione dell'auto. Il colore del tetto, carrozzeria, retrovisori, cerchi e coprimozzi può essere scelto dall'acquirente a

Gamma: sono previsti tre allestimenti, denominati "Chic", "So Chic" e "Sport Chic". Massimo l'equipaggiamento di sicurezza che comprende ABS, ESC, ripartitore elettronico di frenata e 6 airbag 101


piacimento, cosÏ come gli interni che presentano ben 8 varianti di finitura per la plancia, 7 pomelli del cambio e 3 tinte dei rivestimenti in pelle. Le combinazioni di colore scocca/tetto sono 38 in tutto, abbinabili a 12 tipi di cerchi in lega da 16 o 17 pollici. E poi ci sono gli adesivi che consentono di personalizzare ulteriormente il tetto; i temi stilistici disponibili sono quattro (Urban Tribe, Onde, Zebra e Pearl), ma ogni anno ne arriveranno di nuovi a modo di collezione stagionale fashion. Talmente tante variabili che, all'interno della concessionaria AutoSogno di Bergamo c'è in "pole position" un configuratore 3D con cui, affianco al venditore, ci si può sbizzarrire nelle piÚ fantasiose simulazioni stilistiche.

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MOTORI - La Citroen DS3 è spinta da sei motori, tutti Euro 5. Ci sono tre diesel: l'HDi FAP da 112 e 92 CV con cambio manuale a 5 e 6 rapporti, insieme all'HDi da 99 g/km di CO2. E tre benzina, il 1.6 THP da 155 CV, il 1.6 VTi da 120 CV (anche con cambio automatico) e VTi 95 CV. Inutile dire che il propulsore più in linea con lo spirito della DS3 è il benzina da 155 CV, un'unità ampliamente collaudata in seno al Gruppo PSA e in grado di appagare a dovere i sensi di chi siede al volante. A cominciare dal sound emesso dai terminali di scarico, sportivo al punto giusto e mai troppo invadente, grazie alla buona insonorizzazione dell'abitacolo. Il THP è piacevole da gestire nel traffico cittadino grazie alla coppia di 240 Nm disponibile dai bassi regimi, che consente di avanzare in quarta o quinta marcia con un filo di gas. Ma diventa molto generoso quando si schiaccia il piede sull'acceleratore con uno scatto 0-100 km/h che, al di là delle sensazioni, sulla carta viene coperto in appena 7,3 secondi. Al motore fa da compendio una dotazione telaistica con sospensioni pseudo-McPherson anteriori e a traversa deformabile posteriori, che contribuiscono alla precisione di guida, assieme al volante di diametro ridotto (363 mm) e al servosterzo appositamente calibrato per trasmettere un feeling sportivo. INTERNI - La gamma della Citroen DS3 prevede tre allestimenti, denominati "Chic", "So Chic" e "Sport Chic". Fermo restando un equipaggiamento di sicurezza che comprende ABS, ESC, ripartitore elettronico di frenata e 6 airbag, si parte dall'allestimento Chic riservato alla 1.4 VTi da 95 CV, deputata ad aprire il listino. Le sue dotazioni, essenzialmente dedicate al comfort dei passeggeri, comprendono fari fendinebbia, regolatore-limitatore di velocità, volante in pelle regolabile in altezza e profondità, sistema audio CD MP3 e presa AUX. La più accessoriata versione So Chic è disponibile per le motorizzazioni 1.6 VTi 120 CV, 1.6 VTi 120 CV cambio automatico e 1.6 HDi 92 CV FAP. In questo allestimento la DS3 si riconosce per il tetto a due colori, i vetri posteriori oscurati, LED nelle prese d'aria e cerchi in lega da 16". La Sport Chic, come dice il nome, ha una caratterizzazione più sportiva, riservata alle potenti 1.6 Turbo THP 155 CV e 1.6 HDi 112 CV FAP. In più offre i sedili sportivi, lo spoiler con LED integrato, i cerchi in lega da 17" diamantati neri e il sistema HiFi con Connecting Box. Per tutte le DS3 è disponibile il sistema di navigazione MyWay che include un impianto audio CD mp3/WMA e connettività Bluetooth (che vedete nella foto in alto a destra).

Tendenza: ci sono talmente tante variabili che, all'interno della concessionaria AutoSogno di Bergamo c'è in "pole position" un configuratore 3D, con cui ci si può sbizzarrire nelle più fantasiose simulazioni stilistiche

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EVENTI

La Camminata Nerazzurra cala il poker dei record

CHI, DOVE E PERCHÈ

PHOTO: LAURA PIETRA

emmeno il presidente del Club Amici dell'Atalanta Marino Lazzarini avrebbe immaginato un simile successo per la Camminata Nerazzurra. Parliamo, infatti, di numeri impressionanti: 27.932 iscritti totali (nonostante la pioggia della seconda edizione) e 114.500 euro di incasso nei tre anni precedenti. A poco più di un mese dal via della Camminata numero quattro è stato presentato martedì 13 aprile scorso, nella conferenza stampa tenutasi presso la sala Traini del Credito Bergamasco, il programma della manifestazione. Presenti, oltre al padrone di casa Annunzio Bacis (condirettore del Credito Bergamasco), il sindaco Franco Tentorio, l'assessore Danilo Minuti, il presidente del Club Amici Marino Lazzarini, il consigliere dell'Atalanta Umberto Bortolotti, il giornalista Elio Corbani e Fabrizio Lazzarini, direttore generale del Gleno, ente al quale fin dall'inizio è stato devoluto l'intero ricavato della Camminata. Il menu di questa quarta edizione sarà simile a quello degli anni precedenti, con qualche novità in più: sabato 15 maggio verrà inaugurato il Villaggio Nerazzurro nel centro di Bergamo, con tanti divertimenti per bambini, a partire da merende e intrattenimenti di vario genere fino all'elezione di Miss Bergamo e le selezioni di Miss Italia. Domenica 16 maggio prenderà il via la camminata vera e propria, con la possibilità di scegliere tra tre diversi percorsi di 6, 10 e 17 km, che si snoderanno tra le vie della città. Sabato sera e domenica pomeriggio tutti potranno gustare le prelibatezze offerte dal ristorante della Paolo Belli Onlus, Associazione che si occupa di lotta alle leucemie: un'ulteriore possibilità per sostenere un progetto importante, dando dimostrazione della solidarietà dei bergamaschi. Sarà quindi un week-end da non perdere, con la speranza che domenica possa essere una giornata memorabile per tutti gli amanti dei colori nerazzurri. Nel pomeriggio, infatti, si disputerà al Comunale l'ultima giornata di campionato contro il Palermo che, ci si augura, potrebbe essere decisiva per la salvezza dell'Atalanta. L'iscrizione, anche per quest'anno, costa 4 euro e offre in regalo la mitica maglietta commemorativa, ridisegnata per l'occasione, che dà diritto alla partecipazione.

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EVENTI

Lario Bergauto e Lions, al Primatist per la solidarietà

CHI, DOVE E PERCHÈ

PHOTO: GIORGIO CHIESA

pertura di primavera all'insegna della solidarietà per Lario Bergauto. La concessionaria ufficiale BMW per Bergamo e Lecco è stata main sponsor (assieme alle Gioiellerie De Pascalis) della cena di beneficenza organizzata all'esclusivo Primatist 74 di Erba dal "Lions Club San Nicolò" di Lecco, a cui non ha voluto mancare lo stesso past president dell'associazione, Carlo Dell'Oro. Lo scopo dell'iniziativa, in particolare, è stato la raccolta fondi per l'associazione AICIT di Lecco, che si occupa del "trasporto pazienti" da Lecco e provincia all'Ospedale Manzoni. Da segnalare, tra l'altro, che questo servizio avviene in modo del tutto gratuito per l'utente e che i pazienti sono trasportati sulla vettura dell'AICIT dagli autisti delle "Linee Lecco", i quali si offrono spontaneamente. Per sostenere questa utile iniziativa resa alla comunità, oltre ad una consistente donazione, Lario Bergauto e Gioellerie De Pascalis hanno messo in palio diversi sfiziosi premi, per rendere ancora più piacevole la riuscita kermesse. Da segnalare, soprattutto, la borsa BMW Yachtsport, regalata in onore dell'arredo dello splendido locale Primatist 74, che si ispira proprio alla famosa e prestigiosa imbarcazione.

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EVENTI

Trofeo Volvo 2010, con Iperauto un appuntamento di grande prestigio

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PHOTO: GIORGIO CHIESA

alarsi nella natura per sfuggire al clima torrido di un'estate anticipata, unendo un pò di sport all'atmosfera bucolica che il Golf Club Bergamo "L'Albenza" riesce ad offrire. Lunedì 5 aprile scorso, con la complicità di Iperauto - concessionaria Volvo in Bergamo di via Borgo Palazzo -, è approdato tra i green del campo di Almenno San Bartolomeo il circuito "Trofeo Volvo 2010 Iperauto Bergamo". Durante la giornata di Pasquetta - iniziata di buon ora -, si sono sfidati numerosi golfisti, proprio mentre nelle verdi colline facevano bella mostra di sé le prestigiose auto del marchio svedese, tra cui la giovanile C30, l'elegante V50 Polar, l'aggressiva C70 cabriolet e le lussuose XC60 e XC70. Lungo il percorso, un 18 buche Stableford (4 palle la migliore), sono stati posizionati diversi punti d'accoglienza. Nulla è stato lasciato al caso anche per gli spettatori della gara, coccolati con classe. Dopo l'aperitivo di fine gara, alle 18, le premiazioni - per mano di Maurizio Doneda (titolare della concessionaria) -, hanno fatto da corollario allo spettacolo già offerto dai gioielli adagiati sul verde percorso del circuito Albenza.

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BMW MDrive Tour, a scuola di emozioni con Lario Bergauto

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PHOTO: GIORGIO CHIESA

n "concept" vincente per una due giorni che non ha bisogno di troppe presentazioni. "BMW M: il piacere di guidare", è stato questo il titolo dell'appuntamento che si è tenuto lo scorso lunedì 19 aprile nella concessionaria BMW Lario Bergauto. Una kermesse di assoluto livello, organizzata per far conoscere, a stampa e addetti ai lavori, la nuova M3 Coupé. Un'anteprima importante che ha preceduto l'evento del "BMW MDrive Tour" che si è tenuto il 20 e 21 aprile, occasione nella quale tutti gli amanti della casa bavarese hanno potuto ammirare non solo la bellezza dei suoi gioielli, ma anche apprezzare in prima persona il piacere di guidare un'auto importante come la nuova M3 Coupé. Il sogno è diventato realtà grazie alla prova su strada con un pilota istruttore messa a disposizione dalla Lario Bergauto. Il piacevole incontro si è snodato in quattro momenti fondamentali: l'accoglienza del ricco buffet realizzato da La Scala ca.fe di Bergamo, ha fatto da introduzione al discorso iniziale da parte della proprietà della nota concessionaria bergamasca, un meeting informativo per i presenti sulle origini e sviluppi della Serie M da parte dei tecnici di BMW Italia e - infine - la prova su strada, con l'ausilio di un pilota professionista e di quattro vetture della serie: due BMW M3 Coupé, la X5 M e la M6 Coupé. A fare gli onori di casa è stato Saul Mariani, proprietario della concessionaria, che ha poi passato la parola a Maurizio Amadori, pilota esperto che ha illustrato, attraverso una serie di slides informative, la storia della Serie M. Sono stati messi in luce i traguardi e i cambiamenti subiti nel corso degli anni e ripercorso le tappe fondamentali del passato, del presente e del futuro di una serie che ha fatto la storia dell'automobilismo e dello sport.

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Travel Cup 2010, in buca per il sogno caraibico

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PHOTO: LORIS SAMBINELLI

partita con un grande successo l'edizione 2010 della Travel Cup, il torneo organizzato dalla partnership tra Roncalli Viaggi e l'agenzia di pubblicità e marketing e20. Le prime due tappe sono state giocate allo splendido Villa Paradiso Golf Club a cui è seguita l'entusiasmante sfida al Golf Club Parco dei Colli. Ciascuna competizione è strutturata su un percorso di 18 buche modalità stableford e i partecipanti sono stati divisi in tre categorie definite da abilità e handicap. La pallina da golf, quindi, sta già correndo sui green più eleganti ed esclusivi del Nord Italia: Travel Cup, infatti, è un circuito di dieci gare di cui nove nazionali e una estera. L'accesso alla gara oltreoceano è riservato a tutti coloro che verranno estratti durante le premiazioni delle gare nazionali e a chiunque volesse trascorrere 9 giorni di sport e relax in una località da sogno nei Caraibi. La finale si disputerà, dopo una pausa di qualche mese dal termine delle gare, a gennaio 2011. Il periodo migliore per visitare, vivere e godere dello spettacolo della natura della Repubblica Domenicana è infatti fra gennaio e marzo. Teatro della grande sfida oltreoceano sarà il Golf Residence La Estancia, situato nella zona di Bayahibe, a circa 20 minuti dall'aeroporto internazionale La Romana. La struttura si trova in una posizione privilegiata, su una delle più belle spiagge dell'isola. Immersa in un incantevole giardino tropicale è in perfetta armonia con la natura circostante e si affaccia direttamente sul turchese del mare caraibico.

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Panathlon International, in Saps va in scena il futuro presente del Club CHI, DOVE E PERCHÈ

PHOTO: GIORGIO CHIESA

stata una conviviale molto particolare quella che si è svolta giovedì 22 aprile scorso nell'elegante Concept Restaurant della Baldassare Agnelli. Il Panathlon International Club di Bergamo ha ritenuto di invitare Massimo Rosa, Governatore del Veneto, accompagnato per l'occasione da due giovani panathleti veronesi, per parlare di comunicazione e dei mezzi oggi più utili per renderla appetibile. Proseguendo, poi, si è parlato del futuro dell'associazione che ha fatto della tutela del fair-play la sua bandiera intoccabile. E le parole sono state quelle di un ventisettenne neolaureato, Matteo Oxilla, che attraverso la sua tesi ha raccontato la storia del Club con dovizia di particolari, citandone le finalità e portando esempi concreti della sua filosofia. In sintesi, un testo scorrevole scritto con stile giornalistico, che in molti auspicano possa essere adottato dal Panathlon International come mezzo di diffusione sia verso gli stessi club, sia verso il mondo esterno. Il giovane Matteo è, infatti, socio del "Panathlon Università Gianni Brera Verona", club fondato nel novembre del 2009 grazie al vulcanico Adalberto Scemma. Proprio lui ha saputo coniugare la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università di Verona, della quale è docente, con il virgiliano Circolo culturale Gianni Brera di cui è socio fondatore, creando così un mix di studenti, professori e giornalisti. Da questa fusione è nata una realtà lombardo-veneta del tutto sui generis: innanzitutto una composizione di soci provenienti da diverse regioni - situazione davvero insolita - e, soprattutto, un'età media molto giovane dei rispettivi iscritti. Fattore di certo non trascurabile in quanto, come affermato dallo stesso studente, comunicare deve diventare il verbo irrinunciabile anche del Panathlon, che dovrà farsi carico d'imparare le nuove forme di socializzazione per poter continuare ad insegnare la nobile filosofia sportiva del fair-play.

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Palace Hotel: Zingonia capitale della moda

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PHOTO: GIORGIO CHIESA

olori pastello e forme sinuose sono state le protagoniste di una serata all'insegna della moda. Complici Marika e Luisa, titolari della "Boutique del Borgo" di Osio Sotto, mercoledì 24 marzo il "Palace Hotel" di Zingonia si è trasformato nel fulcro della moda by Bergamo. All'interno della sala congressi della struttura, raffinate modelle hanno messo in mostra la nuova collezione "primaveraestate" delle più importanti griffes presenti all'interno dello show-room della "Boutique del Borgo". A rendere ancora più intrigante la serata, davanti a oltre 300 persone assiepate a bordo passerella, sono state le ricercate scarpe di "Marika", raffinato negozio cittadino in via Spaventa, protagonista con la nuova collezione estiva adatta sia alle ragazze più modaiole sia alle donne che ricercano uno stile più sofisticato. Una serata, dicevamo, all'insegna della moda ma anche del benessere. Complice il centro "La fonte della Bellezza" - con sede proprio all'interno del Palace Hotel di Zingonia, oltre che a Cologno al Serio - , le modelle protagoniste della serata si sono presentate in passerella con un trucco delicato e dai toni pastello, proprio a richiamare le tonalità dei vestiti indossati. Alla fine della kermesse presentata da Francesca Di Stefano, inoltre, l'estrazione della lotteria ha premiato alcune fortunate presenti con altrettanti regali sfiziosi offerti proprio dagli sponsor della serata.

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Caloni: sul lago di Como per settant'anni di storia

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on poteva che essere una kermesse in grande stile quella organizzata per festeggiare i settant'anni di "Caloni Trasporti Nazionali". Sabato 17 e domenica 18 aprile scorso, sul lago di Como, si è reso omaggio a oltre mezzo secolo di storia dell'azienda briantea leader del settore. È stata una vera e propria gita fuoriporta in una location molto speciale, anche se la partenza è avvenuta tra le mura di famiglia nella sede di Seregno. Proprio qui, ad aspettare tutti i collaboratori provenienti dai vari centri distributivi italiani, è stato allestito uno splendido lunch a buffet. A seguire, nel pomeriggio, i pullman hanno portato i fortunati invitati alla prestigiosa destinazione: il "Grand Hotel Imperiale" di Moltrasio. Nella location scelta per l'occasione, Giancarlo e Enrico Caloni, hanno intrattenuto i presenti non solo raccontando la storia aziendale in questi settant'anni di vita, ma anche - e soprattutto - spiegando i progetti futuri che caratterizzeranno la società nei prossimi anni. La permanenza degli ospiti è stata poi allietata da alcune gite in barca organizzate nel tardo pomeriggio. Nella giornata di domenica, dopo la prima colazione, gli invitati sono stati poi riaccompagnati alla base di Seregno.

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Concessionaria unica per Bergamo e provincia

Via Campagnola, 40 - Bergamo Tel. 035.5098042 - www.autorota.it


Bergamo Economia Maggio 2010  

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