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IL SEMINARIO All’accademia della Finanza i premi Nobel economici William Sharpe e Robert Solow

LA RICORRENZA La Banca Popolare di Bergamo, un’istituzione da ben 140 anni

L’INCHIESTA

Rivista mensile - Ogni primo venerdì del mese in edicola al prezzo di 4,00 euro. Poste Italiane S.p.A. Sped. in abb. post. 70% DCB Bergamo. In caso di mancato recapito restituire al mittente.

Viaggio nelle caserme cittadine fra rischi, degrado e abbandono

“You Bergamo”, la nuova frontiera del turismo

Roberto Bonfanti, a.d. del network AlteVette, presenta il progetto che aiuterà a trasformare la nostra città in una city break internazionale

Luglio 2009 - anno 3 - numero Economia, attualità, costume e stile

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L’editoriale Luglio 2009

Crisi o non crisi l'Italia va in vacanza E Bergamo resta a guardare

DI LUCA T. BILOTTA

n fenomeno inspiegabile, soprattutto in un periodo di recessione e di cig massiccia. Nelle precedenti vacanze pasquali, milioni di italiani hanno invaso le autostrade del nostro paese per raggiungere le rispettive località di soggiorno. Un esodo importante in termini numerici che, volendo guardare, stride con le notizie nefaste dal punto di vista congiunturale che circolano in questi mesi. Osservando i dati offerti dalla neo ministro Michela Vittoria Brambilla, pure per le imminenti vacanze estive il trend non s'invertirà. Addirittura le previsioni parlano di un 90 per cento d'italiani in movimento per le ferie. Avete capito bene: estero per il 40 per cento di questi, Italia (mare o montagna che sia) per il restante 50 per cento. A loro si dovranno aggiungere i milioni di stranieri che invaderanno i nostri confini nei mesi di luglio e agosto. Non è un caso che ci sia già il tutto esaurito in Romagna e Liguria, e sia difficile reperire una stanza d'albergo nelle mete culturali quali Roma, Firenze e Napoli. Ma con le famiglie strette nella morsa creditizia - fra mutui da sostenere e bassi sti-

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pendi - le ferie sono così necessarie? E, soprattutto, come fanno gli italiani a pagarle? La realtà è limpida come il mare di Capri: noi non vogliamo cambiare le nostre abitudini, preferiamo piuttosto modificare altri aspetti della vita. Si acquista un televisore al plasma in meno - questo dimostra, nel primo trimestre 2009, la flessione del 7.1% nel campo tecnologico -, ma la vacanza si fa "costi quel che costi". Piuttosto le ferie da 15 giorni si tramutano in una settimana, oppure gli appartamenti in affitto li si prenota in gruppo e non in coppia con la propria moglie o compagna. Si cambiano i modi di fare le ferie, ma non si rinuncia alle vacanze. questo si deve aggiungere un altro aspetto: le famiglie italiane solitamente spiccano ai primi posti nella classifica Ocse sul patrimonio netto dei privati. Rispetto alle altre nazioni europee, infatti, quel che distingue l'Italia dalla Spagna - per esempio -, è che noi abbiamo un alto debito pubblico, ma un basso debito privato. Questo che significa? Che le famiglie hanno ancora un proprio budget a cui attingere per finanziarsi quelle spese che, prima, poteva permettersi con gli extra del proprio stipendio. Fra queste ci sono le vacanze. Siamo stati bravi, è vero, a non farci trascinare nella spirale di folle indebitamento che ha trascinato a picco buona parte delle famiglie dell'Occidente. Ma non dobbiamo sprecare questo vantaggio importante. Bisogna far sì che, questa voglia a proseguire la vita di prima, sia incanalata nel modo migliore per far ripartire l'economia. Come? Dobbiamo utilizzare questi soldi - e quelli dei turisti stranieri - per potenziare il sistema turistico italiano. Infrastrutture, servizi e progetti per rivitalizzare le aree ricettive del Belpaese. Zona geografica senza pari. Servono anche più fondi alle imprese di settore. Le banche - anche in questo caso - devono aprire i propri cordoni delle borse e non far finta di niente. Il tessuto turistico, infatti, è composto da una miriade di microimprese. Aziende (dagli agriturismi alle agenzie di viaggio, passando per i ristoranti) caratterizzate da una struttura di capitale affetta da nanismo. E quindi fortemente dipendente dal supporto del sistema bancario. Per questo le banche meritano un'esortazione a non essere strette di manica sugli affidamenti. Il Governo le ha sostenute esattamente a questo scopo. I "Tremonti bond" sono un puntello alla capitalizzazione del sistema del credito anche nel campo turistico, offerto perché il circuito non s'inceppi soprattutto nei periodi di massima affluenza come l'estate. Del resto la stretta del credito alle piccole e medie imprese - questo concetto vale anche per gli altri comparti economici -, si traduce in una riduzione del potere d'acquisto delle famiglie. Meno soldi alle aziende sono meno soldi agli italiani, quindi meno ferie per tutti.

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Bergamo, invece, si registra un fenomeno distaccato dal trend nazionale. Nel comparto turistico non s'investe pur avendone le potenzialità. Ma, a differenza dell'Italia, non è colpa delle banche e dei mancati finanziamenti, bensì di una volontà inspiegabile a considerare inutile questo comparto per l'economia locale. Eppure la nostra città ha a disposizione un "lingottino" come Orio al Serio, aeroporto internazionale che farebbe gola a molte altre città d'arte italiane. Strano non poterne sfruttare le doti, potenziando questo indotto economico e fidelizzando il turista a restare nei nostri confini. Provate a fare due conti: su 6 milioni e mezzo di turisti in volo da Bergamo se ne sono fermati a dormire - lo scorso anno - solo 2 milioni e 688 mila. Immaginiamo che, almeno per un week-end, 5 milioni di turisti si fermassero in città. Che succederebbe? Si creerebbe un volano d'affari immane. Invece la maggior parte si trasferisce in altre aree della Lombardia, ad esempio il Garda: Brescia, come imprenditorialità turistica, ci bagna nettamente il naso. Il motivo è che noi bergamaschi siamo sempre stati più abili a costruire gli alberghi, che a saperli sfruttare. Ma dobbiamo pensare che città Alta e la nostra provincia hanno talmente tante potenzialità che non prenderle almeno in considerazione è un peccato. Anche perché i viaggi d'affari sono morti, complici le videoconferenze e la crisi. Per riempire gli alberghi si deve offrire al turista non solo la bellezza artistica e storica del luogo, ma servizi ed infrastrutture. Non basta aggiungere una linea di collegamento fra l'aeroporto e la stazione (la linea 1) per far scoprire Bergamo Alta ai visitatori. Servono strade, progetti e - magari - un treno che colleghi il centro con Orio, idea tanto proclamata negli anni e mai concretizzata.

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en vengano, quindi, realtà come Altevette e progetti come "You Bergamo". Imprenditori che vogliono abbattere la barriera d'indifferenza turistica che circonda la città e il suo hinterland. Noi abbiamo deciso di puntare, con la copertina di Bergamo Economia di luglio, su di loro. Ma ci piacerebbe che anche le istituzioni - soprattutto dopo le elezioni - e le altre realtà imprenditoriali ed economiche bergamasche facessero altrettanto. Perché non cada a vuoto questa voglia d'emergere, che si riscontra anche con realtà economiche esterne al nostro tessuto. Come la milanese Trawel Fly, che da poche settimane ha iniziato a volare proprio da e per Bergamo. Tutti loro credono nelle potenzialità della città, pure noi di Bergamo Economia ci crediamo. Ora spetta ai bergamaschi, politici e non, dare il proprio contributo. La ripresa economica è anche questo, un modo diverso di vivere e strutturare Bergamo.

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IL RED. RESPONSABILE

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Sommario Luglio 2009

Società Editrice Giornale di Bergamo S.r.l. Presidente: Paolo Agnelli Curatori del progetto: Cristiano Agnelli e Luigi Berlusconi Direttore: Paolo Provenzi

REDAZIONE: Speb S.r.l. (Impaginazione, testi e foto) Redattore Responsabile: Luca T. Bilotta Mail: bilotta@bergamoeconomia.it Collaboratori: Livio Casanova, Giorgio Chiesa, Anna Saurgnani, Roberto Amaglio e Massimo Pighizzini

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Consulenti: Marco Amorese, Barbara e Cristina Putortì Grafica e impaginazione: Francesco Legramanti Mail: grafici@bergamoeconomia.it

ECONOMIA & BUSINESS

Fotografi: Giorgio Chiesa, Laura Pietra e Franco Pasinetti (Ha collaborato a questo numero: Foto San Marco) Website: Stefano Morleo

PUBBLICITA’:

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Tel. 035 678812

“You Bergamo” il progetto turistico di AlteVette

Agenti: Antonio Milanesi e Sergio Saresini Mail: info@bergamoeconomia.it Concessionaria pubblicità nazionale: A. Manzoni & C. S.p.A., via Nervesa, 21 Milano. Tel. 02 57494211 Concessionaria pubblicità locale: Speb S.r.l., Via San Giorgio, 6/n - 24122 Bergamo

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Leggere la legge Quando l’imprenditore va all’estero

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L’intervista Lucia Gibilaro: “Il factoring? Un mercato in continua ascesa”

Stampatore: Castelli Bolis Poligrafiche S.p.a. 24069 Cenate Sotto (Bg) - Via Alessandro Volta, 4 Tel. 035 4258528

Abbonamenti: 035 678838 Costo abbonamento: 40 euro per 11 mesi

Nuove opportunità ONU: nel Palazzo di vetro bandi sempre più trasparenti

INFO: Società Editrice Giornale di Bergamo S.r.l. Via San Giorgio 6/n 24122 Bergamo Capitale sociale 75.000,00 Euro

Copertina

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Patti Chiari Red Passion. Le banche amano il rosso, dei loro clienti


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Il convegno Sussidiarietà: il volto umano delle PMI

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Infrastrutture&Business L’aereoporto di Orio al Serio un volano per il turismo

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AZIENDE 72

Top business Still Alluminio, tecnologia al servizio della tradizione

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Arte&Orologi Curnis, Tudor e Bonaldi Motori scandiscono la bellezza del tempo

Tecnologia&Medicina Maria Conforti e il laser un binomio tutto bergamasco

Solidarietà&Sport Tennis Vip 2009 il galà dei record

Sport&Affari Centri Sportpiù il business del fitness

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RUBRICHE & EVENTI

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Lusso&Antiquariato G.L.A. Antichità, un gioiello in Sant’Orsola

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Motori&Anteprime Al Castello di Marne svelata la nuova BMW Serie 5 GT

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Motori Opel Antara Mini Ray

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Chi, dove e perché Foto e curiosità

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Notizie in breve 5 centesimi

+0,9%

E' il costo che avranno le notizie del sito di Repubblica, stando alle intenzioni del presidente Carlo De Benedetti Un iTunes dell'informazione che farà polemica

E' il tasso di inflazione toccato a maggio, contro l'1,2% del mese di aprile. Si tratta del livello più basso dal novembre del 1968, quando si attestò allo 0,7%

Edilizia

Tecnologia

Serramenti Faliselli in Abruzzo, al via la fornitura post terremoto

Dall'Alto Sebino all'Abruzzo, la Faliselli si è aggiudicata lo scorso fine settimana la fornitura dei serramenti per 120 abitazioni all'interno del progetto di ricostruzione post-terremoto in Abruzzo. L'azienda di Costa Volpino che produce serramenti in legno ad alta efficienza energetica ed è certificata Partner CasaClima, ha appena siglato il contratto con Wood Beton Spa di Iseo, società del Gruppo Nulli, primo tra i 16 operatori classificati per la costruzione complessivamente di 4.500 10

alloggi antisismici, sostenibili ed ecocompatibili che saranno messi a disposizione di circa 13.000 sfollati. Alla realizzazione del progetto C.A.S.E della Protezione Civile contribuirà quindi anche Faliselli con la fornitura di 500 serramenti tra finestre e porte/finestre Ermetic70 con doppio vetro basso emissivo a risparmio energetico, oltre a 300 porte da interno, 120 portoncini blindati e 5 chilometri di battiscopa. Il lotto aggiudicato alla Wood Beton Spa, di proprietà della

famiglia Nulli e dell'ingegner Giovanni Spatti, ha un valore di 10,2 milioni di euro; secondo gli accordi, tutta la commessa dovrà essere realizzata entro 80 giorni in modo da poter consegnare le abitazioni entro l'autunno. Si tratta di immobili integralmente prefabbricati in legno e calcestruzzo, montati in cantiere e dotati di un "sistema Aria" che crea un'intercapedine tra le pareti esterne e la copertura, in modo da ridurre i costi di riscaldamento e di climatizzazione oltre a garantire nel contempo

SMI Group, premio "Imprese x l'Innovazione" Si è concluso l'iter di valutazione delle imprese partecipanti al premio "Imprese x l'Innovazione". Una menzione speciale è stata consegnata alla SMI Group SPA, azienda bergamasca di fama mondiale nel settore del packaging. Il prestigioso riconoscimento istituito da Confindustria, col fine di sensibilizzare le aziende italiane sui temi della gestione dell'innovazione e delle soluzioni organizzative - verrà consegnato il prossimo novembre. La cerimonia ufficiale per l'assegnazione dei riconoscimenti, si svolgerà nell'ambito della "Giornata della Ricerca", organizzata sempre da Confindustria. Anche quest'anno, la partecipazione d'imprese di alto livello qualitativo è stata numerosa, a conferma del continuo e crescente impegno che l'imprenditoria nazionale continua ad avere per i tanto bistrattati settori della ricerca e dell'innovazione. Inoltre (come da regolamento), il "Comitato Tecnico", sulla base dei punteggi riportati nelle tre fasi di valutazione del premio, ha proceduto all'assegnazione di 4 Awards, 8 Prize e altre 16 Menzioni Speciali (per un totale di 17), consegnati ad altrettante imprese meritevoli.


60 miliardi

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E' il valore della corruzione in Italia, una vera tassa nell'ombra per noi italiani. Parola del procuratore generale della Corte dei Conti, Furio Pasqualucci

E' la compagnia telefonica che da luglio venderà insieme a Tim e Vodafone il nuovo Iphone 3G Un business con Apple che frutterà 4 miliardi

salubrità e assenza di muffe. E' proprio questa la filosofia condivisa da Faliselli, impegnata da anni nella ricerca di soluzioni per il risparmio energetico. "I serramenti che dovremo consegnare a tempi di record, entro il 26 settembre - ci spiegano i titolari Livio e Giuseppe Faliselli - sono realizzati in legno lamellare e dotati di vetri basso emissivi con intercapedine a gas Argon. Hanno quindi elevate caratteristiche di isolamento termico e di abbattimento acustico. La loro trasmittanza termica è di 1,3 W/mqk contro i 2,4 W/mqk dei serramenti tradizionali, che si traduce in una significativa riduzione del fabbisogno energetico per la regolazione della temperatura dell'ambiente interno". L'azienda, con sede legale a Costa Volpino e produzione a Pian Camuno, è stata fondata nel 1956 dalla famiglia Faliselli ancor oggi titolare. Con oltre 50 addetti produce 15.000 infissi e ha registrato nel 2008 un fatturato di 8 milioni di euro, con incremento del 20% rispetto all'anno precedente.

Moda

Marco Rossini, miglior giovane imprenditore "Business to Business" È Marco Rossini il giovane imprenditore della moda per il settore "Business to Business". Bergamasco, quaranta anni, è

Presidente ed Amministratore Delegato di Rossini Trading, azienda di Bergamo leader nella produzione e commercializzazione di abiti da lavoro e prodotti antinfortunistici, nata dall'idea imprenditoriale di Emilio Rossini padre di Marco. Il Premio Giovani Imprenditori della Moda è promosso da Camera Nazionale della Moda Italiana, Class Editori e SDA Bocconi, con il patrocinio di ANCI (Associazione Nazionale Calzaturifici Italiana) e di SMI (Federazione delle Imprese Tessili e Moda Italiane) e in collaborazione con Ernst & Young. Giunto alla quinta edizione, si propone di riconoscere l'eccellenza di quei giovani imprenditori che si sono distinti nel panorama sociale ed economico del nostro paese, contribuendo con il loro talento, impegno e intraprendenza, alla crescita e allo sviluppo del territorio. Il riconoscimento è stato

consegnato a Marco Rossini con la seguente motivazione: "Per aver reso tecnologia, sicurezza e organizzazione logistica i punti di forza di Rossini Trading. Marco Rossini (nella foto tratta dal web) è una figura duttile e visionaria del sistema italiano che nel corso della sua carriera ha saputo sperimentare e coniugare diverse esperienze lavorative". La cerimonia di premiazione si è tenuta mercoledì 24 giugno scorso allo Sheraton Diana Majestic Hotel di Milano alla presenza delle più alte cariche di Camera della Moda Italiana, SDA Bocconi ANCI e SMI. Ad oggi Rossini Trading S.p.a. è sicuramente una delle più importanti realtà industriali nella produzione e nella commercializzazione di prodotti dedicati al comfort e alla sicurezza di chi lavora e di chi si deve proteggere.

Bandi&Concorsi

Innova Retail, 3 milioni per le PMI commerciali Le micro e piccole imprese commerciali, all'ingrosso e al dettaglio, e i pubblici esercizi (bar e ristoranti) avranno tempo dal 6 luglio al 15 ottobre prossimo per accedere ai finanziamenti per l'innovazione. Sono questi i termini per partecipare al secondo bando Innova Retail, che mette a disposizione 3.840.000 euro. Nell'ambito dell'iniziativa, la Regione Lombardia metterà a disposizione 2.560.000 euro, il resto (1.280.000 euro) sarà finanziato delle Camere di commercio. "Con questo provvedimento - ha dichiarato l'assessore al Commercio, Fiere e Mercati, Nicoli Cristiani - puntiamo a sostenere l'innovazione diffusa a favore delle micro e piccole imprese del commercio al dettaglio, un obiettivo di sviluppo che nasce dalla consapevolezza che la sfida competitiva nei mercati globali, tra internazionalizzazione delle imprese e affermazione di nuovi modelli di business, richiede un continuo ripensamento e aggiornamento delle strategie, dell'approccio al mercato e del proprio processo tecnologico, organizzativo e gestionale".

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ECONOMIA&BUSINESS

Toccata e fuga dei cervelloni americani IL SEMINARIO ECONOMICO

La fine della crisi? "A ottobre, novembre, forse!", sostiene l'economista americano Allen Sinai nel corso della quarta edizione di "Nobel per Bergamo" L'iniziativa, quest'anno, ha portato nella nostra città i premi Nobel per l'economia William Sharpe e Robert Solow

ARTICOLO DI LIVIO CASANOVA PHOTO: LAURA PIETRA

ggi, se Renato Carosone fosse ancora in vita canterebbe agli americani in crisi "Tu vuò fa u bergamasco", perchè la rivincita delle tanto derise "braccine corte", che da sempre ci contraddistinguono, arriva proprio dagli "States". A dirlo, o meglio a lasciarlo intendere sono i Nobel dell'Economia intervenuti nel corso della quarta

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edizione di "Nobel per Bergamo". L'iniziativa, con cadenza biennale, ha il merito di portare nella nostra città alcuni prestigiosi vincitori del premio, "amici" di Iseo (istituto di studi economici e per l'occupazione). Lo scorso 24 giugno, l'aula magna dell'Accademia della Guardia di Finanza ha ospitato i professori William Sharpe, Robert Solow e Allen Sinai consulente della Federal Riserve. A parer loro le famiglie americane dovranno cambiare radicalmente abitudini e stili di vita: spendere molto meno e risparmiare molto di più. In sostanza, quello che da sempre fanno le famiglie bergamasche. Lo spunto per parlarne è stato offerto dalla domanda che ha introdotto la mattinata di studi "I mercati finanziari: La fine della crisi o una crisi senza fine?". Un tema di fortissima attualità e di grande interesse, che ha offerto l'incipit per una serie di interrogativi, introdotti dall'anchorman Riccardo Venchiarutti. "La crisi ha raggiunto il suo apice? - ha chiesto ai relatori il giornalista Rai - A

Allen Sinai economista statunitense e consulente della Federal Reserve

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Da sinistra: Robert Solow, William Sharpe e Allen Sinai

breve, c'è la possibilità di una ripresa significativa dei mercati azionari? La crisi finanziaria è venuta sei mesi prima di quella economica, è possibile attendersi un trend rialzista che anticipi la ripresa del sistema produttivo auspicata nel 2010? Cosa stanno facendo i Governi di tutto il mondo per uscire dalla recessione?". Domande difficili, anche per dei premi Nobel del calibro di William Sharpe e Robert Solow. "Purtroppo è quasi impossibile fare una previsione certa - spiega alla platea Allen Sinai-, gran parte degli economisti pensava fosse una crisi lineare, invece è un susseguirsi di cicli negativi. Stiamo assistendo al rallentamento economico più grave degli anni 30'. La ripresa? Il punto di svolta dovrebbe essere ad ottobre, novembre 2009". Subito dopo ha aggiunto "ma…, però…, tuttavia…, eppure…, invece…", una sfilza di congiunzioni che ha fatto capire agli 80 studenti stranieri presenti in sala, che "come tutte le previsioni, però, non può essere certa". A William Sharpe, premio Nobel per l'economia vinto nel 1990, il compito di provare a spiegare "la patata bollente" dei derivati e di come si è giunti ad una quotidianità, dal punto di vista economico, nera e piuttosto amara. "Per capire la crisi dei derivati - ha illustrato il professore di Stanford - pensiamo alla banca del riso. Nel 1600 veniva scambiato direttamente dai produttori, ma in seguito subentrarono

altri soggetti a regolarne gli scambi. Allo scambio di beni subentra un passaggio di soldi. Nasce così il meccanismo dei features, che permette ai produttori di fissare in anticipo il prezzo che riceveranno dopo la raccolta e alle aziende, che trasformano le materie prime, di fissare il prezzo che eventualmente dovranno pagare". In questo modo i derivati si evolvono, si complicano, si slegano dal mercato di riferimento, si diluiscono nel tempo, mascherandosi come strumenti economici in grado di garantire, sempre, dei margini e molti alti. Nella fattispecie, con i features si promette alla controparte di ritornare più denaro di quanto è stato anticipato, con una clausola spesso omessa: "sempre se posso". "Un esempio? - prosegue William Sharpe Fino ad oggi Narvik, città norvegese di 18 mila abitanti, era ricordata dagli esperti di storia per la battaglia navale combattuta nel suo fiordo durante la Seconda guerra mondiale. Ora è nota per aver massicciamente investito in prodotti ad alto rischio "loan limon" e aver perso, a causa dei subprime, 25 milioni di dollari, un quarto del bilancio comunale. Assieme a Narvik altri sette comuni del Circolo Polare Artico sono caduti nella trappola dei prodotti finanziari della banca statunitense Citigroup, commercializzati dal brooker norvegese Terra Securities, fallito dopo la revoca della licenza da parte dell'autorità di controllo, per 13


non aver informato gli amministratori pubblici dei rischi a cui andavano incontro. Loro erano convinti di comprare esclusivamente titoli norvegesi e non un mix di titoli sconosciuti". A questo si potrebbe aggiungere una lista lunghissima di casi analoghi di investitori, "incappati" in prodotti che si caratterizzano per complessità, trasparenza (o più che altro, la sua mancanza), liquidità e una spiccata leva finanziaria. E' proprio questa che, associata ad una mancata regolamentazione, ha permesso le grosse speculazioni di questi mesi. "Ciò che non ha funzionato di questi prodotti - ha chiarito il professore di Stanford - sono i suoi aspetti nebulosi: troppe promesse sulla carta, una scarsa regolamentazione, stime molto approssimative e l'esclusione, a priori, di qual-

siasi possibile esito negativo. Tutti adesso si aspettano una regolamentazione del governo per rendere questo mercato sempre più chiaro e trasparente. Si ipotizzano soluzioni standard, margini di deposito, limiti di posizione e sistemi centralizzati di controllo". La riforma prospettata da Obama, che interessa e riguarda gli indirizzi del Financial Stability Board sono, per ora, le uniche concrete decisioni assunte per contrastare la crisi finanziaria globale e per prevenire altri fenomeni del genere. In questi mesi si è a lungo, anche troppo, discusso, in sede teorica e divulgativa, se la crisi finanziaria globale imponesse di adottare maggiori o minori regole, per non dire delle disquisizioni sul global legal standard e sui diversi significati ad esso attribuiti. L'esito è che nemmeno questo sarà sufficiente a risollevare le sorti di un mercato, non solo quello americano, ancora in crisi. "E' ora cruciale - ha ripreso il concetto l'economista americano Allen Sinai - che i governi e le banche centrali inizino

"La città norvegese di Narvik ricorda William Sharpe ha massicciamente investito in prodotti ad alto rischio "loan limon" e ha perso, a causa dei subprime, 25 milioni di dollari, un quarto del suo bilancio comunale" 14


"La ripresa sarà caratterizzata sostiene Robert Solow da consumi privati molto più bassi negli Stati Uniti, che non nel recente passato e non è da escludere che l'economia americana in generale cresca meno su base annua di quella europea" a delineare, dalle politiche di stimolo seguite sino ad ora, delle exit strategies . Questo perchè siamo in territorio inesplorato e non sappiamo quali potrebbero essere le conseguenze di una politica accomodante troppo prolungata". E poi spazio alle previsioni. "Il peggio è passato - continua il consulente della Federal Riserve -. Avremo ancora dati economici altalenanti ma nella media non dovrebbero essere più così negativi come lo sono stati fino a questo momento. Siamo nell'ultima fase della recessione e la ripresa potrebbe esserci a partire dall'ottobre, novembre di quest'anno". Un condizionale d'obbligo che lascia le porte aperte anche ad altre considerazioni, come quella dell'economista Nouriel Roubini che, invece, stronca la tesi di una ripresa alle porte. "I recuperi segnati le scorse settimane dalle Borse sono "rally dei fessi" - ha affermato durante una conferenza a Hong Kong. - A coloro che parlano di "germogli" di ripresa per l'economia americana, come ha fatto il vice presidente della Fed, Richard Fisher, replico che francamente vedo solo erbacce secche". Questo per dire che anche tra i guru dell'economia mondiale, si naviga a vista e, con cautela, si azzarda qualche ipotesi. Quello che riserva il futuro sono profondi cambiamenti negli stili di vita. "La ripresa sarà caratterizzata sostiene Robert Solow, vincitore del premio Nobel per l'economia nel 1987 -, da consumi privati molto più bassi negli Stati Uniti che non nel recente passato e non è da escludere che l'economia americana, in generale, cresca meno su base annuale di quella europea". Nei prossimi anni quello di cui si può essere certi è l'ulteriore indebolimento del dollaro. "Credo - continua l'economista statunitense - che sarà superiore al 15-20 per cento e mi auguro che si tratterà di un processo ordinato e graduale nel tempo. La crescita dovrà essere supportata da investimenti federali, soprattutto nel campo delle energie alter-

native. Altrimenti, è probabile che il settore privato, senza un forte stimolo pubblico, procederà a bassa velocità". Ad una politica di significative spese federali, quindi, dovrà seguire un'attenzione particolare agli squilibri di lungo termine. "Si dovrà aumentare il debito in valori assoluti - ha concluso Robert Solow - ma si dovrà anche cercare nel corso del tempo di ridurne il rapporto rispetto al pil. Negli Usa tendiamo a pensare che la Fed debba fare tutto e intervenire ogni volta che siamo in difficoltà ma non è così. La banca centrale dovrà usare tutti i suoi strumenti, inclusa la zero interest rate policy ancora per qualche tempo ed iniziare a pensare ad una exit strategy. Il quantitive easing (l'alleggerimento quantitativo, cioè la creazione di moneta da parte della banca centrale) dovrà essere uno dei primi strumenti ad essere abbandonati non appena ci saranno segnali di una ripresa sostenibile".

Da sinistra Alfredo Gambardella accanto ad Antonio Parimbelli

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ECONOMIA&BUSINESS

Il tunnel nero dell'export NUMERI&MERCATO

Secondo i dati provvisori diffusi dall'Istat, nel primo trimestre 2009 la Bergamasca ha raggiunto un impietoso -18.7%, pari a 211 milioni di euro persi in un anno

n dato troppo brutto per essere vero, che di certo verrà epurato, compensato, debitamente omogeneizzato in sede di analisi congiunturale. Intanto però la realtà è questa: l'export bergamasco si sta scontrando con una crisi rocciosa, un baluardo recessivo per ora invincibile, senza punti deboli. La ritirata di marzo sfiora il -19% ed equivale in moneta a 211 milioni di euro volatilizzati nell'arco di un anno, portando il valore complessivo mensile delle esportazioni orobiche ampiamente sotto il miliardo. E' vero che si tratta soltanto di un'anticipazione, di risultati provvisori diffusi dall'Istat. Ma l'avanzata di Vicenza, capace di scavalcare sia Bergamo che Brescia, rispecchia fedelmente il momento nerissimo del mani-

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fatturiero tradizionale, della meccanica e del tessile, rispetto alla forte componente Moda nel distretto orafo vicentino; allo stesso modo, la migliore performance tra le prime 20 province spetta ad Arezzo, dove il sistema produttivo di PMI tessili è in mano cinese, con prezzi e costi cinesi. BERGAMO - Per Bergamo, il -18,7% di marzo va considerato più o meno indicativo di tutto l'andamento del primo trimestre: è vero che, a livello di province, il dato definitivo del commercio con l'estero non è ancora disponibile. L'Istat ha già diffuso quelli delle macro aree regionali, certificando una flessione annua del 22,79% nei primi tre mesi del 2009. Tornando a Bergamo, però, il dato si fa ancora più cupo. Fra gennaio e marzo, infatti, le esportazioni bergamasche nel mondo si sono fermate a 2.44 miliardi di euro: esattamente il 23,14% in meno rispetto allo stesso periodo del 2008 con 3.17 miliardi di utili. L'andamento comunque resta sostanzialmente in pari con l'Italia, che ha toccato appunto quota 22,79%, ma un po' peggio se si guarda la Lombardia (che cala del 21% circa). L'export orobico del primo trimestre ha pesato per il 12,2% sul totale regionale e per il 3,5% su quello nazionale. Insieme alle esportazioni, calano anche le importazioni, segno del rallentamento complessivo dell'economia: l'import dei primi tre mesi dell'anno si attesta sotto il miliardo e mezzo di euro, il 29,34% in meno rispetto ai quasi 2,12 miliardi dello stesso periodo dell'anno scorso.


Le destinazioni dell’export bergamasco Primo trimestre 2009 - Dati provvisori, valori in euro America settentrionale

UE-27

1.534 miloni

161 miloni

-25,37%

-7,93%

America centrale e meridionale

Europa extra UE

74 miloni

202 miloni

-17,04%

-28,65%

Africa settentrionale

Asia orientale

77 miloni

170 miloni

-2,40%

-17,52%

Africa centrale e meridionale

Medio Oriente

Asia centrale

28 miloni

148 miloni

30 miloni

-20,62%

-14,40%

-44,78%

Oceania

16 miloni -35,13%

Fo n te : elaborazione CRESME su dati OMI - Agenzia del Territorio

ITALIA - Da un punto di vista territoriale, tutte le aree hanno registrato flessioni delle esportazioni, con riduzioni superiori alla media nazionale per la ripartizione insulare (meno 51,6 per cento, dovuta in gran parte alla riduzione del valore delle vendite all'estero di prodotti petroliferi raffinati) e per quella meridionale (-27,5 per cento); flessioni inferiori a quella media nazionale sono state registrate, invece, dalla ripartizione nord-occidentale (-21,9 per cento), da quella nord-orientale (-21 per cento) e dall'Italia centrale (-18,9 per cento). La dinamica congiunturale, valutata sulla base dei dati trimestrali depurati della componente stagionale, evidenzia, nel primo trimestre 2009 rispetto al trimestre precedente, variazioni negative delle esportazioni in tutte le ripartizioni, particolarmente rilevanti per l'Italia meridionale e insulare (meno 15,7 per cento), per l'Italia nordorientale (meno 15,2 per cento) e per l'Italia nord-occidentale (meno 11,2 per cento), mentre la flessione risulta più contenuta per le regioni dell'Italia centrale (meno 7,3 per cento). Nel primo trimestre del 2009 rispetto al corrispondente periodo del 2008 tutte le regioni fanno registrare una flessione delle esportazioni, a

eccezione della Liguria (più 5,9 per cento); tra le regioni che più contribuiscono ai flussi commerciali con l'estero, le flessioni maggiori hanno riguardato Sicilia (meno 52,6 per cento), Sardegna (meno 50 per cento), Abruzzo (meno 34,5 per cento), Friuli-Venezia Giulia (meno 29 per cento), Puglia (meno 27,9 per cento), Piemonte (meno 26,8 per cento), Marche (meno 24,7 per cento), Emilia-Romagna (meno 23 per cento) e Lombardia (meno 21,1 per cento). EUROPA - Per quanto riguarda i mercati di sbocco, la flessione ha interessato maggiormente i flussi verso i paesi UE, con variazioni particolarmente negative verso Spagna e Regno Unito. Per il complesso dei paesi extra Ue (meno 16,8 per cento) si rilevano flessioni particolarmente rilevanti verso Turchia, Sudamerica, Brasile, Russia, India e Stati Uniti; l'unico aumento si registra per i paesi ASEAN (che comprendono Indonesia, Thailandia e altri paesi del Sud-Est asiatico) che, per Bergamo, valgono suppergiù 200 milioni di euro all'anno e rappresentano una goccia nell'export globale (12,7 miliardi nel 2008). Troppo poco, per contare su un'inversione di tendenza. 17


ECONOMIA&BUSINESS

ARTICOLO DI LIVIO CASANOVA PHOTO: LAURA PIETRA

ww.ungm.org": è questo il nuovo sito tà, infatti, è nato con lo scopo di garantire trasparenza e per far affari con l'ONU. Grandi aziende, correttezza nei bandi e negli appalti pubblici in seguito ai PMI e tutti coloro che intendono fornire casi di “stecche” e corruzione verificatesi nelle stanze delle beni o servizi alle Nazioni Unite devono Nazioni Unite". Ricordiamo il caso più eclatante: "Oil for obbligatoriamente iscriversi a questo indirizzo. La pagina food", definito dal Corriere della Sera, "la madre di tutti gli internet è stata presentata a Bergamo lunedì 15 giugno, da scandali, la madre di tutte le tangenti". Il programma venne Lucio Miranda di exportUSA, durante un convegno tenutosi istituito il 13 dicembre 1996 dalle Nazioni Unite e si chiuse nella sede di Apindustria. Dopo aver illustrato, negli anni passati, le possibilità "Per evitare che nei bandi si verifichino per le piccole e medie imprese italiane di esportare negli Stati Uniti il consulente casi di corruzione - spiega Lucio Miranda, ha consegnato simbolicamente, agli consulente di exportUSA, nelle sede di Apindustria -, imprenditori bergamaschi, le chiavi per varcare la soglia, salire le scale ed entral'ONU ha istituito il sito "www.ungm.org" (United re negli uffici del Palazzo di vetro. "A Nations Global Marketplace), dove le aziende dispetto di quanto è successo nel passato, però, - precisa lo stesso Lucio Miranda possono iscriversi e tutto il processo di partecipazione non si tratta più di farlo "fisicamente", ma è trasparente e rigorosamente on-line" attraverso la rete. Il sito di pubblica utili-

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Nel Palazzo di vetro bandi sempre più trasparenti

NUOVE OPPORTUNITà

Dall'altra parte dell'oceano c'è il dito puntato dello Zio Sam che esorta "I Want You". L'invito è rivolto agli imprenditori bergamaschi che iscrivendosi al sito "www.ungm.org" possono partecipare al bando di ristrutturazione del complesso ONU, a New York, e a tutti gli altri bandi delle Nazioni Unite

nel 2003 con la caduta del regime di Saddam. La volontà era quella di mitigare gli effetti negativi sulla popolazione irachena, dovuti all'embargo della vendita del petrolio iracheno, dopo l'invasione del Kuwait nell'agosto del 1990. Dal rapporto voluto dall'allora segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, (che vedeva coinvolto anche il figlio), si è concluso che 2 mila delle circa 4.500 società che ebbero a che fare con l'Iraq durante il programma delle Nazioni Unite hanno ricevuto tangenti, per un totale di 1,8 miliardi di dollari. "Per evitare che casi come questi si verifichino ancora - precisa il consulente di exportUSA - l'ONU ha istituito il sito "www.ungm.org", per esteso United Nations Global Marketplace, dove l'iscrizione e tutto il processo è rigorosamente on-line. Una pagina dove si trovano una serie di link legati ad agenzie e organizzazioni esterne al Palazzo di vetro, dotate ciascuna di un proprio mandato in campo politico, economico, sociale, scientifico, ecc". Ciascuna di queste segue propri e specifici obiettivi, per il raggiungimento dei quali, svolge attività e procedure di 19


alto contenuto nutritivo per sopperire in parte alla malnutrizione dei paesi africani, mentre la bresciana Euromec che produce impianti per il trattamento delle acque, ha messo a disposizione, sempre per conto dell'ONU, 5 potabilizzatori in container nella zona tra i fiumi Tigri ed Eufrate". Le Nazioni Unite gestiscono un mercato vastissimo di forniture di beni e servizi: la spesa complessiva nel 2005 è stata di 8 miliardi di dollari, nel 2006 di 9 miliardi e 10 nel 2007. Lo scorso anno, oltre 350 milioni di dollari sono stati spesi per contratti stipulati con aziende italiane ma la stragrande maggioranza degli imprenditori non ne è a conoscenza. Si stima che le acquisizioni previste per quest'anno possano toccare i 15 milioni di dollari. Per entrare in questo giro d’affari e diventare un supplier delle Nazioni Unite è necessario: Le Nazioni Unite gestiscono un mercato vastissimo dotarsi di un'ottima conoscenza nel campo dell'export, offrire prezzi di forniture di beni e servizi: la spesa complessiva competitivi, avere esperienza nei paesi di interesse e saper interaginel 2005 è stata di 8 miliardi di dollari, nel 2006 re con diverse culture, essere flesdi 9 miliardi e 10 nel 2007 e lo scorso anno, sibili e conoscere le lingue, avere una solidità finanziaria ma, prima di oltre 350 milioni di dollari sono stati spesi tutto, essere registrati nel sito per contratti stipulati con aziende italiane "www.ungm.org". "Bisogna compiacquisto proprie. E' bene subito sgombrare il campo dall'idea che sia un'opportunità solo per le grandi aziende. Sicuramente la logistica è appannaggio loro ma per il resto il mercato è aperto perché i beni e i servizi richiesti sono tra i più disparati. Non mancano mai richieste di: cibo, medicinali, veicoli, computer e software, apparecchiature di laboratorio e per la telecomunicazioni, prodotti chimici e materiali da costruzione. Mentre tra i servizi spiccano: sicurezza e progettazione, delocalizzazione del personale, servizi corporativi, di trasporto e altro. "Per le elezioni a Timor Est, ad esempio - ricorda ancora Lucio Miranda -, sono state necessarie schede elettorali, inchiostro e perfino le matite. Un'azienda francese ha brevettato e fornito una barretta ad

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lare il formulario pubblicato sul sito - precisa il consulencioè uffici dislocati in vari luoghi della città che ospitete di exportUSA - registrandosi come nuovo supplier, indiranno temporaneamente il personale del Segretariato. In care l'accettazione delle condizioni generali delle Nazioni questa fase è aperta la possibilità di partecipare a proceUnite, essere approvati da almeno un'agenzia ONU, inviadure di gara di diverse forniture complementari, incluso re per posta tutti i documenti richiesti e mantenere i prol'arredamento. Nel caso specifico le commesse per gli pri dati aggiornati (sede dell'azienda, legali rappresentanuffici temporanei (swing spaces) saranno gestite dalla ti, ecc). E' fondamentale che l'azienda già registrata tenga svedese Skania, mentre le Nazioni Unite stanno emettena mente che l'ungm non si sostituisce alle aziende, né cura do le procedure di appalto per la forniture del gli interessi di queste ultime al posto loro. Inoltre, la regiSegretariato. Sono di recente stati pubblicati numerosi strazione non garantisce, nella maniera più assoluta, che inviti a presentare manifestazioni di interesse anche per l'azienda vincerà un bando o che verrà selezionata o inviforniture di impiantistica varia (sistemi elettrici e, riscaltata a presentare un'offerta. E' bene tener presente, inoldamento, ventilazione, condizionamento, illuminazione, tre, che talune agenzie richiedono la registrazione anche attrezzature idrauliche, ecc). Chissà che questa volta, dalpresso l'agenzia stessa". Le aziende vengono poi invitate l'altra parte dell'oceano, il dito puntato dello Zio Sam che (attraverso una solicitation) a partecipare alle gare in ammonisce "I Want You" non sia proprio rivolto a qualche diversi modi: Expression of interest (EOI) - le aziende forimprenditore di Bergamo. niscono informazioni generali sui prodotti o servizi offerti, Request for quotation (RFQ) - gara meno formale per contratti di 10 consigli pratici ammontare limitato, Invitation to bid (ITB) per fare affari con l'ONU: gara formale, viene selezionata l'azienda che offre il prezzo più competitivo (oltre che i requisiti tecnici) e, infine, Request for E’ indispensabile avere una Presentare offerte, cataloghi, ecc., proposal (RFP) - gara formale dove viene buona competenza linguistica. nella lingua richiesta e secondo il selezionata l'azienda che offre la soluzione formato prescritto, e utilizzare i formigliore (combinando offerta commerciale E’ consigliato avere un'esperienza mulari inviati insieme all'invito. e tecnica) e non è detto che sia necessacome esportatori. riamente quella con il prezzo più basso. E' Rispettare le scadenze e presenziafondamentale rispondere sempre, anche È opportuno avere una buona conore all'apertura della gara. negativamente, alle richiesta di offerta, scenza della struttura delle NU e del pena la cancellazione dall'archivio. Tutto si paese di destinazione del procureImportantissima per la valutazione ment (partner locali e servizi postnell'assegnazione di nuovi contratti completa con la pubblicazione dell'elenco vendita). è la performance dimostrata nei dei contratti aggiudicati, la cui consultazioprecedenti. ne è utile anche per comprendere quali Rispondere sempre ad un invito a parsono i contratti e gli acquisti effettuati tecipare ad una gara; se si è impossiIn caso di mancato ricevimento di invidalla struttura. "Una buona opportunità per bilitati a partecipare, informare l'orti a partecipare o di richieste di offerentrare nel circuito dei bandi delle Nazioni ganizzazione che ha mandato l'invito. te e soprattutto in caso di non aggiuUnite - conclude Lucio Miranda - può essedicazione chiedere motivo alla strutture il piano di ristrutturazione del complesStudiare attentamente i documenti di ra interessata (la motivazione puo' so dell'ONU a New York (Capital master gara e, in caso di dubbio, chiedere contenere suggerimenti utili per Plan) che sta entrando adesso nella sua chiarimenti (i chiarimenti sono inviati migliorare la partecipazione alle gare). anche a tutti gli altri partecipanfase operativa. Il costo totale è di circa ti). L'offerta deve soddisfare 1,88 miliardi di dollari, di cui un miliardo tutti i requisiti e le specifiche destinato ai soli lavori e relative forniture. tecniche e contenere le dichiaLa rimanente cifra è rappresenta da spese razioni di qualità secondo gli per consulenza, design e management. Per standard nazionali/internazionali. gli imprenditori bergamaschi può essere sicuramente un'opportunità perchè resta Si possono presentare anche ancora da appaltare il 50% dei progetti". Il proposte alternative, in aggiunprogramma di realizzazione prevede il comta a quella rispondente a quanpletamento della costruzione di un to richiesto nel bando, dandone motivazione. Conference Building temporaneo e la predisposizione dei cosiddetti swing spaces, 21


ECONOMIA&BUSINESS Marco Amorese ha conseguito un LL.M. presso la Harvard Law School ed un Dottor ato di ricerca in diritto commerciale

presso l'Università degli Studi di Brescia. È ammesso all'esercizio della professione forense in Italia e a New York

Quando l'imprenditore va all'estero

Verso l'internazionalizzazione: da questo numero tratteremo alcuni aspetti strategici per avere un'attività internazionale di successo. I primi aspetti: lingua e legge con cui regolare il contratto LEGGERE LA LEGGE - RUBRICA A CURA DELL’AVVOCATO MARCO AMORESE partire da questo numero, la nostra rubrica tratterà, con una serie di interventi, diversi profili particolarmente importanti per un'attività imprenditoriale che intende

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affrontare con successo le sfide della globalizzazione e dell'internazionalizzazione. Cercheremo di mettere in luce alcuni temi cui l'imprenditore, il quale si trovi per la prima volta a fronteggiare la

sfida del mercato estero o che opera in modo continuativo su mercati internazionali, è bene presti grande attenzione: alcune cautele e precauzioni sono in grado, infatti, di minimizzare i rischi

di insolvenza, di inadempimento e, eventualmente, di accelerare il recupero del credito vantato nei confronti di una controparte straniera. Ovviamente, ogni attività internazionale presuppone un'attenta valutazione del "rischio paese" con cui si intende avere relazioni commerciali o in cui si intende investire. Detta valutazione deve essere commisurata alla tipologia dell'iniziativa che si intende intraprendere: la retorica dell'internazionalizzazione non deve mai fare scordare che, a volte, il migliore affare può essere di rinunciare all'investimento estero. Tuttavia, è vero che i mercati internazionali offrono agli imprenditori grandissime opportunità, spesso incomparabili in termini di quantità e qualità; bisogna sapere cogliere e gestire queste opportunità consapevolmente e con attenzione in modo da non finire scottati. Questa attenzione deve essere prestata sin dalla fase preliminare del rapporto e anche ove si decida di avere un semplice rapporto commerciale di vendita. E'


bene che l'imprenditore rifletta attentamente sulla tipologia contrattuale da adottare e faccia un'analisi del worst case scenario: analizzi cioè le conseguenze dell'eventuale inadempimento degli accordi presi. In queste situazioni, una struttura contrattuale solida può aiutare ad evitare conseguenze spiacevoli ed a proteggere l'impresa dai peggiori imprevisti. La redazione del contratto con una controparte straniera: cosa non dimenticare in fase di negoziazione del contratto. Caro amico, in che lingua parli? Contrattando con una controparte straniera, può capitare di dare per scontati alcuni aspetti che viceversa sono essenziali. Ciò avviene perchè alcuni elementi sono ritenuti ovvi nel rapporto con una controparte italiana, ma non lo sono con una controparte straniera. Difficilmente due imprenditori italiani si troveranno a discutere su quale sia la lingua in cui redigere il contratto o in base a quale legge disciplinarlo: la lingua del contratto sarà l'italiano, così come la legge che lo regola. Nel rapporto internazionale, invece, alla lingua e alla legge del contratto deve essere attribuita particolare attenzione in modo da minimizzare le incertezze della disciplina contrattuale. In linea di massima, è preferibile utilizzare la propria lingua: l'italiano. Tuttavia, in assenza di un fortissimo potere contrattuale, è abbastanza difficile trovare una controparte straniera che accetti l'italiano come lingua regolatrice del contratto: d'altra parte, come noto, l'idioma di Dante e del dolce stilnovo viene ritenuto, anche a livello internazionale, più adatto a parlare d'amore che di affari. Inoltre, non sempre è opportuno l'utilizzo di una lingua poco conosciuta all'estero, dal momento che il giudice chiamato a decidere la controversia potrebbe ritenere nulle le clausole sfavorevoli alla parte debole del contratto che non abbia la padronanza della lingua. In virtù dell'egemonia economica e culturale anglosassone, una lingua molto

usata, nei rapporti internazionali, anche tra imprenditori che non provengono da paesi in cui è parlato, è l'inglese. Tuttavia, in fase di redazione di un contratto in inglese, bisogna prestare molta attenzione al fatto che detta terminologia giuridica proviene da un ordinamento di common law che è completamente diverso dagli ordinamenti civilistici vigenti in Europa continentale. Pertanto, sarà bene rivolgersi a professionisti che siano in grado di gestire con sicurezza la terminologia giuridica anglosassone: non è infrequente, infatti, che il significato del contratto venga ricercato facendo riferimento all'ordinamento del paese di cui è stata adottata la lingua anche se le parti contrattuali non appartengono a quel paese (ciò, per esempio, avviene nella giurisprudenza tedesca). La legge ed il Tribunale competente a decidere. Caro amico, che costumi hai? In linea di massima, due imprenditori possono decidere in base a quale legge regolare il contratto e da quale tribunale fare giudicare eventuali controversie. Non in tutte le materie, però, è sempre consentita la scelta della legge regolatrice. Vi sono alcuni ordinamenti che non consentono la deroga dalla legge nazionale in determinate materie, a volte, anche molto importanti nella prassi commerciale. Per esempio, molti ordinamenti prevedono l'inderogabilità delle norme in materia di agenzia e, pertanto, bisognerà prestare molta attenzione alla redazione di clausole che possono poi essere applicate. Oltre alla scelta della legge, molta attenzione dovrà essere riposta nella scelta del tribunale competente a decidere. In linea di massima, la scelta del Tribunale italiano può essere favorito perché consente di operare in un contesto conosciuto e fisicamente prossimo all'impresa. Se questo principio rimane valido quando si opera con una controparte extraeuropea, non sempre la scelta della giurisdizione italiana è ottimale se si opera in ambito europeo. La

creazione infatti di uno spazio economico europeo e di regole per la circolazione delle sentenze e dei giudizi consente di praticare, almeno in certe materie, quello che viene in gergo chiamato forum shopping. Il processo di integrazione giuridica comunitaria che è iniziato con la stipula della Convenzione di Bruxelles nel '68 (e della Convenzione di Lugano dell' '88 che ne ha esteso I principi ai paesi dell'EFTA), la quale è stata poi sostanzialmente recepita dal Regolamento 44/2001/CE consente una agevole circolazione delle sentenze in materia civile e commerciale. Pertanto, non è irragionevole prendere in considerazione la scelta di giurisdizioni, come ad esempio quella inglese o tedesca, che consentano di ottenere un giudizio affidabile in tempi molto più rapidi di quanto non avvenga nelle nostre corti domestiche. Viceversa, bisognerebbe diffidare dalla scelta di giurisdizioni che, al pari dell'Italia, sono afflitte da una proverbiale lentezza. Anche questa valutazione dovrebbe essere presa con l'ausilio di professionisti attenti a prestare una consulenza consapevole delle variabili che possono influenzare le decisioni dell'imprenditore e gli obiettivi che lo stesso si prefigge ed alla probabilità di ottenere una sentenza facilmente eseguibile. Sono molte, infatti, le variabili da tenere in considerazione ed I rischi da valutare e gestire per una consapevole "avventura" internazionale. Sempre in tema di contenzioso, per esempio, un'attenta considerazione deve essere prestata anche alla eventuale decisione di rimettere eventuali controversie ad un collegio arbitrale. Accade spesso, infatti, che il lodo arbitrale sia eseguibile più facilmente rispetto ad una sentenza di uno stato straniero: di questo tema, però, parleremo nel prossimo numero.

STUDIO LEGALE AMORESE ha sede a Bergamo - Via Zelasco, 18; Tel. +39 035 212175 - Fax +39 035 271110 e a Londra 10 Ironmonger Lane United Kingdom Tel +44 207 229 0889 (www.amorese.eu)

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ECONOMIA&BUSINESS

La cassa integrazione? E' una questione di ore AMMORTIZZATORI SOCIALI

Due importanti novità. Le imprese che hanno esaurito le 52 settimane di cigo possono accedere direttamente alla cig straordinaria. Inoltre, da aprile, il limite di durata viene calcolato sulle singole giornate di sospensione dal lavoro e non più sulle settimane

o straordinario diventa ordinario e le settimane si guardiamo fuori provincia, perché l'aumento annuo regionale è contano in giorni. Qualche segno di "normalità" in quedel 350% mentre quello nazionale è del 331%. Dal canto loro e sti mesi di criticità è frutto dei nuovi parametri stabiliti da molto tempo i sindacati si mobilitano e auspicano soluzioni dall'Inps per chiedere e calcolare la cassa integrazione. condivise per scongiurare, a migliaia di lavoratori giunti ormai al I motivi di questi cambiamenti sono dovuti, da una parte, all'imtermine del periodo di sospensione dal lavoro, un escalation di pressionante numero di ore autorizzate fino ad oggi e, dall'altra, licenziamenti. Una lunga lista della spesa quella presentata dai allo spettro dei licenziamenti scongiurato, a più riprese, dai sinsindacati che oltre a chiedere che le imprese mantengano i loro dacati. Se si pensa al solo mese di maggio, su scala nazionale livelli occupazionali si attendono: un'estensione della Cig ordisono state concesse 87 milioni di ore. Sono più che quadruplinaria da 52 a 104 settimane, interventi straordinari su scala cate rispetto alle 20.2 milioni del maggio 2008 (+330,55%). Un nazionale per chi non può accedere agli ammortizzatori o per chi po' meglio se si considera il cumulo dei primi cinque mesi delesaurirà il periodo di disoccupazione, una moratoria di un anno l'anno (da gennaio a maggio) dove si sfiora, complessivamente, per i licenziamenti, e soprattutto, l'intervento sui massimali degli i 293 milioni di ore (+256,59% rispetto ai primi cinque mesi del ammortizzatori. Le organizzazioni sindacali ne sottolineano l’as2008). La sola provincia di Bergamo, dall'inizio di quest'anno fino soluta priorità, ricordano che attualmente l'importo del trattaa maggio ha totalizzato quasi 5.2 milioni di ore concesse, in cremento ordinario corrisponde all'80% della retribuzione ma non scita del 195% sullo stesso periodo dello scorso anno. può superare il limite mensile di 858 euro (elevato 1.031,93 se la L'impennata vera si è avuta a maggio con quasi 2,2 milioni di ore busta paga supera 1.857 euro). Le modifiche volute e fin qui autorizzate, più della metà assorbite dalla meccanica, perchè il apportate dal Ministero del lavoro, sono il frutto della reinterbilancio del primo quadrimestre nella nostra provincia si era chiuso sopra le 3 Nei casi di crisi aziendale dovuta a riduzione milioni di ore. Ragionando con le percentuali, il ricorso alla cassa integrazione è più che delle commesse o a difficoltà di accesso raddoppiato su base mensile (+136%) mentre rispetto a maggio dello scorso anno, è al credito, la cassa integrazione straordinaria quasi sestuplicato (+494%). Bergamo segna "allunga" l'ordinaria il passo, sempre in senso negativo anche se

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pretazione della norma che regola la disciplina della cassa integrazione per rispondere concretamente all'attuale momento di crisi del paese. L'orientamento del governo è diretto a rafforzare strumenti e ammortizzatori sociali per garantire il più a lungo possibile il rapporto tra datori di lavoro e lavoratori. Lo straordinario diventa ordinario - In ordine di tempo questa è la novità più recente. "E' il risultato - spiega la nota dell'Inps - di una circolare del ministero del Lavoro. Il documento attualizza il concetto di evento improvviso e imprevisto che genera la crisi aziendale, necessario per chiedere la cig straordinaria, ascrivendolo a situazioni come la perdita di quota di mercato interno o estero, il calo delle commesse, le difficoltà di accesso al credito e quant'altro porta ricadute negative su produzione e occupazione". Nessuna soluzione di continuità, in poche parole, tra cassa integrazione ordinaria (cigo) e cassa integrazione straordinaria (cigs), per cui, esaurite le 52 settimane

della cigo le aziende possono accedere alla cigs senza che ricorrano le specifiche situazioni relative a 'ristrutturazione, riorganizzazione, riconversione o procedura concorsuale''. Nella nota che ''ordinarizza'' la cassa integrazione straordinaria si specifica che: ''la lettera circolare del ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche sociali ha attualizzato il concetto di ''evento improvviso ed imprevisto'' che genera la crisi aziendale, nel senso che questa non deve necessariamente ascriversi a fattispecie interne alla singola impresa ma a tutte le situazioni quali riduzione delle commesse, perdita di quota di mercato interno o internazionale, contrazione delle esportazioni, difficoltà di accesso al credito, che prolungandosi nel tempo comportino ricadute negative sui volumi produttivi e sui livelli occupazionali''. Sempre nel comunicato diffuso dall'Istituto, presieduto da Antonio Mastrapasqua, si spiega che ''tenendo conto di tali indirizzi ministeriali si ritiene che rientri nelle fattispecie previste dalla norma la situazione per cui un'azienda la cui crisi sia ricompresa nei cri-

Le differenze sul calcolo delle settimane alla luce della nuova circolare Inps, n. 58 del 20 aprile 2009 Si supponga il caso di una azienda che nel mese di luglio sia dovuta ricorrere alla Cassa Integrazione Ordinaria per un solo dipendente nei giorni 14, 15, 21, 22, 23, 27, 28, 29, 30 e

31. Gli altri giorni sono lavorati normalmente. Il dipendente osserva un orario settimanale di 40 ore suddiviso in cinque giorni dal lunedì al venerdì (8 ore al giorno).

Luglio 2009 Lunedì

Martedì

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CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI NUOVI CRITERI DI CALCOLO Esempio: settimana di 5 giorni lavorativi FINO AL 19/04/2009 Comunicazione delle settimane di sospensione del lavoro. Effetto: n. 3 settimane Cig DAL 20/04/2009 Comunicazione delle giornate di sospensione del lavoro. Effetto: n. 2 settimane di Cig (Calcolo: 10 giorni di Cig/5 (gg lavorativi sett.) = 2 settimane)

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teri sopra descritti possa accedere alla cigs immediatamente dopo e senza soluzione di continuita' con la cigo, quando questa sia stata fruita nel limite massimo di 52 settimane''. Le aziende possono quindi fare domanda al Ministero per la concessione della cigs, anche nella permanenza della crisi che ha spinto il ricorso alla cigo. Le settimane si contano in giorni - Legata al computo delle 52 settimane, c'è il nuovo criterio di calcolo per la cassa integrazione guadagni ordinaria: i limiti massimi devono tenere conto delle singole giornate di sospensione del lavoro e non, come in precedenza, all'intera settimana di calendario. Dal 20 aprile, è stato stabilito che nel caso in cui non ci sia una sospensione settimanale a zero, il conteggio viene effettuato a giorni, considerando una settimana solo nel caso in cui la contrazione del lavoro abbia interessato 6 giorni effettivi, o 5 in caso di settimana corta (vedi box). E' previsto anche un modello dove le aziende sono tenute a segnalare la scelta della nuova modalità calcolo perché, ogni Commissione Provinciale, ne possa tener conto in fase di valutazione della domanda all'integrazione salariale. Non ha nessuna rilevanza il fatto se la sospensione riguardi la totalità o solo una parte dell'attività produttiva. La novità è stata introdotta dalla circolare dell'Inps numero 58, che rendendo più flessibile il criterio di computo dei limiti temporali della Cig ha l'effetto immediato di allungare il periodo di effettivo utilizzo. La cassa integrazione può essere concessa per un massimo di 13 settimane, più eventuali proroghe fino a 12 mesi, ma finora veniva conteggiata una settimana anche per un solo giorno di utilizzo. Adesso è la somma dei singoli giorni, diviso 5 o 6 a determinare il numero delle settimane effettivamente usufruite. Questo consente una nuova interpretazione, più flessibile, dell'articolo secondo cui "l'integrazione salariale … è corrisposta fino ad un periodo massimo di 3 mesi continuativi; in casi eccezionali detto periodo può essere prorogato trimestralmente fino ad un massimo

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CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI I nuovi criteri di calcolo

FINO AL 19/04/2009 Comunicazione delle settimane di sospensione del lavoro

EFFETTI Una sola giornata di sospensione comportava il conteggio di una settimana

DAL 20/04/2009 Comunicazione delle giornate di sospensione del lavoro

EFFETTI Allungamento del periodo di effettiva durata Cig (solo nel caso in cui la sospensione duri 5 o 6 giorni si avrà coincidenza di durata) Adempiamenti datore di lavoro Comunicazione all’Inps giorni effettivamente usufruiti di Cig (totale giorni 5 o 6) per calcolo settimane effettive

complessivo di 12 mesi". Nel caso di interventi non consecutivi, la durata della cig non può, in tutti i casi superare le 52 settimane nell'arco di un biennio, costituito dalle 104 settimane consecutive precedenti, in cui occorre verificare il raggiungimento del limite. La ratio di queste novità sta nel fatto che l'Inps ha ritenuto che i limiti, trimestrale e mensile, conteggiati con il calendario sotto mano, comportassero un utilizzo troppo rigido del beneficio, inappropriato e slegato rispetto sia alle attuali tipologie di lavoro, caratterizzata da una estesa flessibilità, sia rispetto all'orario di lavoro che le imprese adottano nelle loro attività produttive. Proprio il rallentamento di questo, per non dire la completa paralisi di molti settori ha obbligato ad un utilizzo flessibile degli strumenti di sostegno al reddito per permettere alle imprese un utilizzo della forza lavoro che tenesse conto dell'andamento dei mercati nazionali e internazionali.


ECONOMIA&BUSINESS

Regione Lombardia: via libera alla Cig in deroga LE MANOVRE AL PIRELLONE

Gianni Rossoni, vice presidente della Giunta regionale, illustra le novità introdotte dall'accordo sugli ammortizzatori sociali in deroga, estesi anche ad apprendisti, interinali e lavoratori a domicilio, sottoscritto dalla Lombardia col Governo, le imprese e le parti sociali

partire dal 4 giugno, le domande di cassa integrazione di euro e saranno ripartite, in parte al sostegno del reddito e in in deroga devono essere presentate esclusivamente parte a politiche attive di riqualificazione e reimpiego. A questo on line. La speciale procedura, adottata dalla Regione punto si può dire che, il pacchetto complessivo da 8 miliardi di Lombardia per l’inoltro delle domande, dovrebbe coneuro per il biennio 2009 - 2010, entra nella sua fase pienamente sentire una liquidazione tempestiva e celere delle prestazioni a operativa. La copertura dello stanziamento è garantita per due tutti i lavoratori coinvolti. La nota introduce la nuova intesa sugli ammortizzatori sociali sottoDa sinistra Gianni Rossoni scritta lo scorso 16 giugno, dalla stessa regione e Roberto Formigoni con le associazioni imprenditoriali e le organizzazioni sindacali. Una firma importante per tutte le parti chiamate in causa, perchè rientra nel quadro delle politiche attive fortemente volute da Formigoni e dalla sua giunta, che mirano a tutelare quei lavoratori di imprese che, a causa della crisi e con contratti di lavoro particolari, sono costretti a ricorrere agli ammortizzatori in deroga. L'obiettivo è quello di offrire ai lavoratori strumenti concreti che li accompagnino al rientro nei luoghi di lavoro. Lo stesso presidente ha più volte ribadito che "nessuno il Lombardia verrà lasciato solo di fronte alla crisi". Dal punto di vista economico, le risorse messe a disposizione per la nostra regione si quantificano in un miliardo e mezzo

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Cassa integrazione in deroga a Bergamo Aziende che non hanno diritto alla Cigs (tipologia 1)

Arretrati Anno 2008

N. aziende

Aziende con Cig in deroga su Decreto Regionale 2008 e su Decreto Malpensa

105

L’Inps ha proceduto al pagamento nei giorni scorsi

Domande dal 1° maggio 2009 N. aziende

Oltre 800

Decreto della Direzione Generale Regionale

N. aziende

166

N. aziende

268

Lav. dipendenti

1.293

Lav. dipendenti

1.761

Lav. coinvolti

1.028

Lav. coinvolti

1.417

Impegno

1.904.278

Impegno

3.545.724

L’Inps ha già provveduto al pagamento dei periodi precedenti Nessun arretrato

Aziende con più di 15 dipendenti che non hanno diritto alla Cigs “normale” (tipologia 2)

Manca il decreto ministeriale di stanziamento dei finanziamenti fermo alla Corte dei Conti. Per ora l’Inps di Bergamo sta provvedendo alla elaborazione delle domande

Aziende al termine di un periodo di Cigs “normale” (tipologia 3)

N. aziende

15

N. aziende

8

N. lavoratori

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N. lavoratori

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Impegno

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Impegno

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Anche per queste Cig in deroga manca il decreto ministeriale di stanziamento dei finanziamenti, fermo alla Corte dei Conti. L’Inps di Bergamo procederà alla elaborazione delle domande non appena possibile Fo n te : elaborazione Cgil, Cisl e Uil di Bergamo su dati Regione Lombardia e Provincia di Bergamo al 15 giugno 2009

terzi dallo stato, con 5.35 miliardi, e per un terzo dalla stessa Regione con 2.65 miliardi. Così, con questo nuovo accordo, ogni lavoratore in cassa integrazione o in mobilità in deroga ha diritto ad una "dote ammortizzatori sociali": un corso di formazione per migliorare le proprie competenze e, nel caso stia perdendo il lavoro, servizi per la ricerca di una nuova occupazione e un periodo di tirocinio per favorire una rapida ricollocazione. Praticamente, entro 45 giorni dall'inizio della cassa o della mobilità, il lavoratore può rivolgersi ad un centro per il lavoro accreditato in Lombardia e sottoscrivere un patto di intervento personalizzato che definirà i servizi a cui avrà diritto e le modalità in cui questi si articoleranno. Di questa intesa, l'ennesima raggiunta tra la Regione Lombardia e le parti sociali abbiamo parlato con il vice presidente della Giunta regionale, Gianni

Rossoni. Lui e lo stesso Formigoni, si sono spesi per il sostegno di politiche passive: legate, cioè, direttamente al sostegno dei lavoratori con la cassa integrazione e in politiche attive che prefigurano una riqualificazione del lavoratore attraverso percorsi di reinserimento nel mondo del lavoro. Assessore Rossoni, cosa replica alla Cgil che in una nota di qualche settimana fa, hanno fatto sapere che (riportiamo l'estratto del comunicato) "Nonostante il fatto che le parti sociali abbiano provveduto a firmare l'Accordo Quadro per gli ammortizzatori sociali in deroga in tempi record, per poter rispondere tempestivamente alle necessità di lavoratori e aziende, oggi si rischia di trovarsi di fronte a una situazione 29


esplosiva, perchè sono migliaia i lavoratori che da gennaio non percepiscono redditi". "Sino ad ora la Regione ha fatto fronte alla crisi con risorse vere e continueremo a farlo in futuro. Mi sorprende, perciò, la posizione allarmistica della Cgil che si abbandona a speculazioni anziché riconoscere il clima di grande collaborazione instauratosi tra Regione Lombardia e parti sociali".

finanziaria tra risorse statali e Fondo Sociale Europeo permette di introdurre una vera integrazione tra politiche passive e politiche attive per il lavoro. I lavoratori non ricevono solo un sostegno al reddito, ma sono accompagnati in un percorso personalizzato di riqualificazione, attraverso brevi corsi formativi e interventi per la ricollocazione, in sintonia con le esigenze individuali, dell'azienda e del tessuto economico".

E per quanto riguarda la Cig in deroga? "Ricordo solo che le procedure per la concessione della Cassa integrazione in deroga non sono mai state interrotte durante il 2009 e che dal 4 giugno la Direzione regionale Istruzione, Formazione e Lavoro raccoglie le domande on line per accelerare la decretazione. Inoltre, le imprese possono richiedere all'Inps l'anticipo delle prestazioni di cassa anche senza il decreto di autorizzazione. Mi pare che questo sia sufficiente a dimostrare che non siamo rimasti con le mani in mano".

Quanti lavoratori beneficeranno dell'Accordo e come potranno concretamente accedere alle risorse messe a loro disposizione? "Possiamo stimare un totale di 80mila lavoratori che accederanno alle diverse forme di intervento previste: cassa integrazione, mobilità e indennità equivalente. I primi 70 milioni di euro sono già attivi dal 4 giugno scorso e l'Accordo quadro sottoscritto dalla Regione con le parti sociali prevede una procedura semplificata di accesso. Infatti, sono stati concordati alcuni accordi standard che, se sottoscritti da azienda e sindacati, permettono di saltare l'esame congiunto presso la Provincia o Arifl, passando direttamente alla fase istruttoria. I lavoratori ricevono così il contributo economico e, attraverso la Dote Ammortizzatori Sociali, le politiche attive: ciascuno è libero di scegliere l'operatore di servizi per il lavoro che preferisce tra quelli accreditati da Regione Lombardia e concorda con lui un Piano di Intervento Personalizzato, ma la partecipazione al percorso è obbligatoria. Sostegno al reddito e politiche attive risultano così strutturalmente legate, nella consapevolezza che la miglior forma di tutela è il lavoro".

Rimanendo in tema di aziende, le piccole e medie imprese rappresentano il cuore dell'economia lombarda, ma oggi soffrono più di altri gli effetti della crisi economica mondiale. Come Regione Lombardia interviene in loro favore? "Fin dai primi segni del trasferimento della crisi finanziaria sull'economia reale Regione Lombardia si è mossa con decisione in una duplice direzione: sostenere i lavoratori, perché nessuno sia lasciato solo nel momento del bisogno, e consolidare il tessuto produttivo, anche attraverso forme di facilitazione per l'accesso al credito per garantire liquidità e soprattutto per investire su La situazione della Cig in deroga innovazione e ricerca, formazione e qualità al a Bergamo fine di tornare a crescere in tempi rapidi. Anche nel varare i nuovi ammortizzatori sociali in deroga, perciò, abbiamo scelto una logica e domande di Cig in deroga, delidi mobilità e disoccupazione di investimento, perché l'intervento pubblico berate o in fase di delibera da ordinaria non sono mai andati potesse raggiungere il risultato di sostenere il parte della Regione Lombardia e oltre i due mesi". Continuando a lavoratore che perde l'occupazione e insieme in conto di venir liquidate nelle prosfotografare la situazione, gli stessi accrescere il capitale umano regionale, vera sime settimane, sono nel numero di sindacati hanno messo in evidenza risorsa dell'individuo e della società". 2000. L'Inps di Bergamo si sta facenche le domande di Cig in deroga, di

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Quali sono le maggiori novità introdotte dall'Accordo sugli ammortizzatori sociali in deroga sottoscritto dalla Lombardia col governo e con le parti sociali? "Il primo grande risultato è l'allargamento della platea dei beneficiari: grazie al miliardo e mezzo di euro dell'Accordo potranno accedere a forme di tutela del reddito categorie di lavoratori, tipologie di imprese e settori produttivi prima esclusi. Infatti, sono coinvolti tutti i lavoratori dipendenti, compresi apprendisti e interinali. Ma la novità più interessante, in prospettiva, è la modalità d'intervento scelta: l'integrazione 30

do carico di evadere queste domande, che si aggiungono alla mole di lavoro dovuta all'esplosione dell'utilizzo dei vari ammortizzatori sociali. Basti ricordare che, nei soli primi 5 mesi del 2009, gli uffici hanno autorizzato l'erogazione della stessa quantità di ore dell'intero anno 2008: poco più di 5 milioni di ore tra Cig straordinaria e ordinaria. "In questo contesto - ha ricordato Tullio Ferrari, direttore dell'Inps di Bergamo, a margine di un incontro con i sindacati - i pagamenti di Cig straordinaria, indennità

cui l'Inps ha autorizzato l'erogazione, sono state tutte evase e inoltre, dovrà affrontare il pagamento di circa 2 mila domande di Cig in deroga, che sono state deliberate o lo saranno nei prossimi giorni da parte della Regione Lombardia. E, come hanno concluso i tre segretari provinciali "il direttore dell'Inps ha confermato l'impegno della struttura e delle sue agenzie a non lasciare senza sostegno al reddito quei lavoratori che sono senza retribuzione da molti mesi".


ECONOMIA&BUSINESS

Ben 140 anni nel segno della continuità BANCHE&RICORRENZE

Al teatro Donizetti tributo della collettività all'istituto nato il 14 luglio 1869 Emilio Zanetti, presidente: "Chiamarsi Ubi non ha alterato le nostre radici, siamo e restiamo legati indissolubilmente al territorio" ARTICOLO DI LUCA T. BILOTTA PHOTO: GIORGIO CHIESA

na pietra miliare della nostra città, sempre accanto al cittadino in ogni sua avventura imprenditoriale e personale. Si potrebbe definire così, con uno spot d'effetto, la storia pluricentenaria della Banca Popolare di Bergamo. Una

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realtà che ha accompagnato la nostra vita e i nostri interessi per oltre un secolo, creando e creandosi attorno alle mura venete di città Alta. Un "colosso" partito nel lontano 14 luglio 1869 con un nome chilometrico "Banca Mutua Popolare della Città e della


Presenti all'incontro i vertici dell'istituto, le autorità locali, i dipendenti e i cittadini. "Saremo sempre accanto alla città e ai suoi imprenditori" Provincia di Bergamo" e sei dipendenti: per la precisione un direttore, Leopoldo Gualdi, due ragionieri, un applicato, un cassiere e un fattorino. Un istituto cresciuto nel tempo insieme all'imprenditorialità della nostra provincia, correndo verso una dimensione internazionale raggiunta soprattutto nell'ultimo quarto di secolo. "Step by step" dicono gli inglesi, passo dopo passo gli italiani: una corsa iniziata nel 1984 con l'acquisto del Credito Varesino e proseguita nel 1996 con l'acquisizione della Banca Brignone e della Popolare di Ancona. Ma il vero salto di qualità è datato 2003 con la costituzione di Bpu, a seguito della fusione con il gruppo della Banca Popolare Commercio e Industria. La storia recente, invece, parla di Ubi: nata nel 2007 con l'incorporazione della Banca Lombarda e Piemontese.

Zanetti, presidente di entrambe -. La nostra è stata una crescita dimensionale non fine a se stessa. Bensì per mantenere l'autonomia e l'indipendenza della banca e insieme per dar corso all'adozione di modelli organizzativi efficaci". Scelte fatte solo ed esclusivamente "per aumentare la solidità e l'efficienza delle strutture, nonché per migliorare la qualità complessiva della gestione". E se qualche malalingua ha qualcosa da ridire, Zanetti non si scompone: "Chi sostiene che non siamo più quelli di una volta, si sbaglia. In Ubi c'è ancora tutto lo spirito della Banca Popolare di Bergamo, come la collaborazione attenta e perfino affettuosa di tutti i soci alla crescita della banca; l'impegno costante di amministratori, dirigenti e dipendenti a sostegno delle iniziative meritevoli nell'ambito delle economie locali e il sostegno alla realizzazione d'infrastrutture con operazioni finanziarie e contributi liberali diretti. Ci siamo sempre mossi seguendo due tratti distintivi: laboriosità ed onestà, partecipando

I VALORI - E proprio Ubi - anche se definirla così, facendosi prendere dall'impeto patriottico orobico, suona male - è stata festeggiata lo scorso 6 giugno al teatro cittadino "La polemica sulla nascita di Ubi? Gaetano Donizetti. Ben 140 anni di vita celebrati dinanzi ai vertici delL'inserimento della Banca Popolare di Bergamo l'istituto, alle autorità locali, ai in una capogruppo con sede legale e direzione dipendenti e ai cittadini. "Perché Ubi è simbolo della continuità della a Bergamo non stravolge i suoi tratti tipici, Banca Popolare di Bergamo sul terma ne potenzia le capacità" ritorio - ha proferito Emilio

Il presidente di Ubi banca Emilio Zanetti

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attivamente alle vicende delle collettività, degli imprenditori e degli operatori, secondo canoni capaci di tutelare insieme gli interessi dei soci e degli stakeholders". Niente spazio, quindi, a polemiche. Le stesse che avevano reso cupi i primi giorni del 2007, ovvero quelli in cui s'iniziava a parlare dell'avvento di Ubi. "E' stata una delle operazioni più lungimiranti di questi ultimi anni - ha commentato un altro ospite alla kermesse: Domenico Siniscalco, ex ministro del Tesoro e oggi responsabile per l'Italia di Morgan Stanley -. Non vi è dubbio sulla bontà del ragionamento che ha portato alla fusione, fra l'altro realizzata da me (la prima, in assoluto, da banchiere d'affari n.d.r.). Un'operazione che rispondeva ad un disegno industriale come poche, tra quelle avvenute nel settore". "Del resto l'inserimento della Banca Popolare di Bergamo in una capogruppo con sede legale e direzione a Bergamo non stravolge i suoi tratti tipici", ha ribadito Zanetti. Tutt'altro, la Popolare di Bergamo non si è mai sottratta alle esigenze del proprio territorio : "Siamo e rimaniamo - ha chiosato il presidente - una realtà bancaria capace di raccogliere localmente il risparmio e di ridistribuirlo al sostegno delle iniziative imprenditoriali". "Inoltre la forza eccezionale

della Banca Popolare di Bergamo e di Ubi - ha concluso Siniscalco - resta la qualità della clientela che costituisce il suo principale asset".

ECONOMIA IN RIPRESA - Proprio da questa purezza d'animo nasce la ferma volontà di non essere classificata fra quelle banche che, soprattutto in questi ultimi mesi, hanno messo a repentaglio l'incolumità del sistema economico mondiale. "Ci siamo sempre vantati - e continueremo a farlo - di non aver mai preso parte ad operazioni temerarie, le stesse effettuate dalle banche più aggressive - soprattutto americane - che hanno portato il sistema internazionale all'implosione". Una bolla che, per fortuna, si sta sgonfiando: "Possiamo iniziare a tirare un sospiro di sollievo, veri, seppur tenui, segnali di ripresa s'iniziano a vedere all'orizzonte". Sulla stessa linea anche il presidente dell'AbiAssociazione bancaria italiana, oltre che del consiglio di sorveglianza di Ubi, Corrado Faissola: "Piccoli segnali di ripresa si vedono negli indicatori sulle aspettative, negli indici finanziari, in Borsa e nel ritorno degli investitori ai fondi. Ma soprattutto lo si vede nei prezzi delle materie prime, in particolare metalli ed energia, che hanno ritrovato vitalità". Nel corso della conferenza, però, non è mancata una stoccata al credit crunch. "Non c'è Il presidente dell'Abi e del consiglio una stretta del credito da parte dei di sorveglianza di Ubi, Corrado Faissola: grandi istituti - ha commentato Giovanni Bazoli, presidente di "L'economia nazionale registra piccoli segnali Intesa e consigliere Ubi -. Sono piutdi ripresa, ma per respirare c'è bisogno ancora tosto le imprese che, in un momento ancora di preoccupazione e incertezdi qualche mese e di tanto positivismo" za sul futuro, non investono e non

Da sinistra Corrado Faissola, Filippo Maria Pandolfi e Domenico Siniscalco

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vanno a bussare alle banche". Stessa visione per Emilio Zanetti: "Non c'è un credit crunch, sono le aziende che non investono e ricorrono meno al credito. Certo non possono obbligarci a dare credito a chi non se lo merita, ma noi abbiamo sempre operato con la massima trasparenza, come possono dimostrare la stragrande maggioranza delle aziende bergamasche finanziate da Ubi"."L'impressione - ha proseguito Bazoli - è di vivere in una fase in cui gli operatori economici, che saranno protagonisti della ripresa vivono una fase di prudente attesa, non prendono la decisione di investire come se fossero trattenuti dalle preoccupazioni per il possibile insorgere di difficoltà". Resta, comunque, l'ottimismo di un secondo semestre più sereno. "Dalla crisi - ha concluso Faissola - dobbiamo trovare risorse per guardare oltre il futuro. C'è la convinzione che il nostro sistema sia più solido ed efficiente di altri e questa città ne è l'esempio: si è rimboccata le maniche e ha ripreso a correre, ma forse non si era mai fermata".

giorno di carica istituzionale -, del prefetto Camillo Andreana, dell’onorevole Filippo Maria Pandolfi e del sottosegretario regionale Marcello Raimondi. Una tematica, quella della territorialità, espressa anche da Marzio Achille Romani, docente di storia economica alla Bocconi e curatore del volume storico sull'Istituto "Banca Popolare di Bergamo 1869-2009. Con i piedi nel borgo e la testa nel mondo". Un'opera realizzata grazie alla preziosa collaborazione del presidente onorario dell'Abi Tancredi Bianchi. Un testo di oltre duecento pagine che ha riassunto in sei punti le caratteristiche di questi 140 anni vissuti accanto alla città: la territorialità, in primis, oltre alla laicità politica ed economica, mantenuta anche nella concessione del credito. Senza dimenticare l'efficienza e la solidarietà, la coesione e la continuità di guida da parte delle cariche dirigenziali e dei soci. Dulcis in fundo la costanza nel rafforzamento patrimoniale e l'investimento nel capitale umano. Tutti elementi fondanti e fondamentali per definire Ubi un patrimonio della collettività bergamasca, oltre che italiana.

TERRITORIO - E a proposito di territorio, le salde radici in terra bergamasca si possono tranquillamente definiPresentato nel corso dell'evento il libro re una delle caratteristiche più virtuose dell'Istituto. Concetto del docente bocconiano Marzio Achille Romani, che si è rivelato tema portante realizzato con la collaborazione di Tancredi Bianchi: nei saluti istituzionali da parte del sindaco e del presidente "Banca Popolare di Bergamo 1869-2009 della Provincia - Roberto Bruni Con i piedi nel borgo e la testa nel mondo" e Valerio Bettoni, all'ultimo

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ECONOMIA&BUSINESS

Factoring, un salvagente per le Pmi L’INTERVISTA

Lucia Gibilaro, Professoressa aggregata in Economia degli Intermediari Finanziari presso l'Università degli Studi di Bergamo, ci svela i meccanismi di un mercato in continua ascesa: il factoring

ARTICOLO DI LIVIO CASANOVA PHOTO: LAURA PIETRA

l messaggio è chiaro: le imprese faticano a reperire la liquidità sui canali tradizionali di finanziamento e allora ricorrono all'ultimo "salvagente" disponibile: la cessione dei crediti commerciali ad aziende specializzate. In altre parole ricorrono al factoring. La crisi finanziaria, la mancanza di liquidità sul mercato e il rallentamento economico hanno portato le piccole e medie imprese e i grandi gruppi industriali a cercare strumenti alternativi. Uno di questi è rappresentato dal factoring che a Bergamo è ancora poco conosciuto. Di origine anglossassone, il factoring è una figura negoziale che si concretizza in un particolare tipo di contratto con il quale un soggetto cede tutti i crediti presenti e futuri proveniente dalla propria attività ad un altro soggetto. "Il factor - ci spiega Lucia Gibilaro, Professoressa aggregata in Economia degli Intermediari Finanziari presso l'Università degli Studi di Bergamo - dietro corrispettivo, si impegna a sua volta a fornire una gamma di servizi che va dalla contabilizzazione, alle gestione, alla riscossione dei crediti ceduti fino alla garanzia dell'eventuale inadempimento dei debitori, ovvero al finanziamento dell'imprenditore cedente sia attraverso la cessione dei prestiti , sia attraverso il pagamento anticipato dei crediti ceduti".

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Quando viene ceduto il credito? "In genere, il credito viene ceduto al momento in cui sorge nell'attivo dell'impresa cedente e le cessioni possiedono una frequenza trimestrale o mensile. Poi, in base alla legge 52 del 1991, sempre tramite il factoring è data dalla possibilità cedere crediti futuri, vale a dire crediti i cui contratti di riferimento sorgano entro 24 mesi dalla cessione". Come funziona il factoring, praticamente? Quale opportunità offre? "Il factoring è una forma di finanziamento complementare rispetto ai finanziamenti bancari. E' un prodotto finanziario altamente personalizzato e le imprese vi ricorrono per soddisfare diverse necessità legate alla gestione aziendale. Coloro che uti36


Lucia Gibilaro

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zioni sui tassi di interesse effettivi globali medi ai fini della disciplina antiusura mostrano che i tassi d'interesse applicati sono mediamente più bassi rispetto a quelli applicati dalle banche in operazioni comparabili, come ad esempio: sconto cambiario, anticipazione sbf su fatture/ricevute bancarie." Quali sono i vantaggi aggiuntivi del finanziamento tramite il factoring? "Il valore aggiunto rispetto ad altre forme di finanziamento risiede nella componente gestionale, che genera ricadute positive, vale a dire la liberazione di risorse finanziare e non, nell'ambito della contabilità, della politica del credito commerciale, della politica finanziaria e dell'organizzazione. Tali ricadute positive sono particolarmente importati per le imprese giovani e/o caratterizzate da un andamento del fatturato ciclico".

lizzano tale servizio esternalizzano buona parte delle attività e dei relativi costi, come la gestione dei crediti commerciali, la contabilizzazione fino all'incasso e l'eventuale recupero. Dal punto di vista strettamente finanziario, le imprese possono anticipare l'incasso delle fatture rispetto alla scadenza naturale e non subire gli effetti dei ritardi di pagamento che, in alcuni settori, possono superare anche l'anno. A ben vedere, circa il 30% dei crediti acquistati dai factor è vantata verso la Pubblica Amministrazione, tanto che l' Associazione Italiana per il Factoring (ASSIFACT) che rappresenta il 90% degli operatori del mercato, ha presentato recentemente una serie di proposte al Governo per favorire e velocizzare le procedure per la cessione di tali crediti ai factor. A completare i servizi, il cedente può trasferire al factor il rischio di mancato pagamento, trasformando flussi finanziari incerti in incassi certi. Infine gestiscono attivamente anche il rapporto con i clienti debitori del cedente, offrendo ulteriori dilazioni di pagamento oltre quelle già ricevute dal fornitore". Quanto incide la crisi sulla scelta di questo strumento? 38

"Negli ultimi tempi, caratterizzati dalla contrazione dei flussi di finanziamenti bancari verso le imprese, la solidità dei factor ha giocato un ruolo importante nell'assicurare la liquidità alle imprese cedenti attraverso l'anticipo dell'incasso dei crediti commerciali rispetto al momento effettivo del pagamento. Le proiezioni dell'ASSIFACT indicano che nel primo trimestre del 2009 l'importo dei crediti commerciali ceduti è aumentato di circa il 15% rispetto all'anno precedente: tali numeri suggeriscono che, nella situazione contingente, il factoring sia utilizzato dalle imprese in maniera sostitutiva piuttosto che complementare rispetto al credito bancario di breve termine". Qual'è il costo del factoring e qual è la convenienza rispetto al finanziamento bancario? "Le imprese che ricorrono al factoring sostengono due tipologie di costi monetari: il tasso d'interesse da corrispondere al factor per l'anticipo dei crediti commerciali ceduti e la commissione di factoring, che sarà più elevata nel caso in cui il factor assicuri il buon fine dei crediti commerciali acquistati. Negli ultimi anni, le rileva-

In che misura le piccole e medie imprese parteciperanno a queste soluzioni? "L'allungamento dei tempi di pagamento nel nostro paese determina nelle imprese di piccole e medie dimensioni la richiesta della gestione professionale del credito commerciale. La sostenibilità dei costi del servizio di factoring per le PMI risiede nelle modalità di valutazione del rischio da parte del factor: esso, inserendosi nella relazione commerciale preesistente fra fornitore e acquirente, valuta il rischio dell'operazione primariamente sulla fonte di rimborso predeterminata, vale a dire il debitore. Pertanto, anche le PMI che presentano strutture di bilancio non ottimali dal punto di vista economico-finanziario-patrimoniale ma che vantano clienti di elevato standing creditizio possono accedere a tale servizio finanziario secondo condizioni economiche vantaggiose . Ricordiamo che nell'ambito dell'offerta vi è una rappresentanza significativa di factor di natura captive, vale a dire che acquistano prevalentemente i crediti commerciali vantati dai creditori di piccole e medie dimensioni verso le imprese del medesimo gruppo industriale di appartenenza".


ECONOMIA&BUSINESS

Red Passion PATTI CHIARI

Tutte le banche sono accomunate da una passione per il rosso, quello dei loro clienti. Da Luglio hanno eliminato la commissione di massimo scoperto, ma hanno aggiunto delle nuove voci di spesa ARTICOLO DI LIVIO CASANOVA

a commissione di massimo scoperto testimonia, ancora una volta, come nei rapporti con le banche sia meglio andare in bianco che in rosso. Se qualcuno avesse ancora dei dubbi o non ne fosse sufficientemente convinto basta sfogliare le migliaia di foglietti informativi ricevuti, lo scorso mese, da tutti i titolari di conto corrente con la "proposta di modifica unilaterale del contratto". Nelle lettere, le banche hanno anticipato ai correntisti le modifiche che, dal 1 luglio, stanno interessando la tenuta del conto e nello specifico la (csm) commissione di massimo scoperto: il balzello tanto odioso pagato dal cliente all'i-

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stituto di credito nel momento in cui il conto va in rosso. Nel momento in cui il saldo è negativo, la banca applica un tasso di interesse, detto "debitore" per il cliente. Sull'ammontare più alto raggiunto da tale importo, fino a qualche giorno fa, nei contratti era prevista una commissione, detta proprio "di massimo scoperto". La legge 2/2009 ha previsto che questa commissione possa essere applicata solo quando il cliente ha un fido e solo se il suo scoperto dura più di 30 giorni consecutivi. Qui entra in gioco la finanza creativa, nel vero senso del termine, delle banche che "interpretano" la legge e accompagnano la soppressione della cms con l'introduzione di nuove voci di spesa. E poi dicono che gli istituti di credito non hanno fantasia, ne hanno da vendere. C'è solo l'imbarazzo (non certo degli istituti di credito) della scelta, perché nei foglietti informativi si va dalla "commissione per scoperto di conto" introdotta dal gruppo Intesa San Paolo al "Recupero spese per ogni sospeso" del gruppo Unicredit, dalla "Commissione per istruttoria urgente" del Gruppo MPS all' "Onere per passaggio a debito nel trimestre" della Banca Sella. Il Credito Bergamasco la chiama "Indennità per Sconfinamento". La chicca è rappresentata sicuramente dal conto corrente Bnl Revolution, infatti, mentre prima non c'era la commissione di massimo scoperto, per non rimanere indietro ha introdotto la "Commisione manca fondi". "Tutti si sono adeguati - ha denunciato l'ADUC, l'associazione dei consumatori che ha raccolto le segnalazioni di molti correntisti - certo il nome è diverso, ma la sostanza non è cambiata. Così le limitazioni previste dalla legge non contano più, perché non si parla di massimo sco-

perto ma si introducono nuove voci. Non solo si tratta di cifre che a conti fatti in alcuni casi superano quelli della vecchia commissione di massimo scoperto". Potremmo dire che quella delle banche è una vera e propria "Red Passion", dei loro clienti però, per i quali si presentano scenari nuovi ed economicamente più gravosi rispetto alla vecchia commissione di massimo scoperto. Per coloro, infatti, che da luglio vanno in rosso senza un fido, le banche prevedono di solito una commissione giornaliera d'importo prefissato, quantificata in base all'ammontare dello sconfinamento. Nel caso, invece, di un cliente che chiede il fido ma non lo supera, alcune banche prevedono una commissione unica per la messa a disposizione del fido e sostituisce quelle applicate in precedenza. Infine c'è il caso del cliente che chiede il fido e lo supera. Oltre alle eventuali commissioni stabilite per la concessione del fido, sull'importo che eccede il limite pattuito può pesare un tasso di interesse più alto o una spesa giornaliera prefissata, rapportata all'ammontare dello sconfinamento. Altroconsumo, l’associazione per la tutela e difesa dei consumatori, ha ipotizzato un caso abbastanza comune: rosso di conto corrente di 500 euro per 7 giorni a causa di un solo addebito, partita a debito, su un conto senza fido concordato al momento dell'apertura. Ha fatto le pulci alle banche e ha scoperto che:

Da questo mese, la commissione di massimo scoperto può essere applicata solo se il cliente supera l'importo del fido concesso per più di trenta giorni Se non c'è fido non può essere applicata 41


Ecco le nuove voci di spesa: dalla commissione per scoperto di conto al recupero spese per ogni sospeso, dalla commissione per istruttoria urgente all'onere per passaggio a debito nel trimestre

Gruppo Unicredit - la commissione di massimo scoperto era lo 0,98%. Viene sostituita per i fidi non concordati da un "Recupero spese per ogni sospeso" pari a 9 euro. Le nuove spese ammontano dunque a 9 euro (prima con cms erano 4,9 euro più spese per 15 euro). Ovviamente se le operazioni a debito salgono a due le spese diventano 18 euro e così via. Gruppo MPS - la commissione di massimo scoperto era dell'1,25% per i conti non affidati. Ora scompare ed è sostituita, per gli scoperti senza fido, dalla "Commissione per istruttoria urgente" di massimo 100 euro a trimestre, pari a 50 euro per scoperti da 100 a 3000 euro e a 100 euro per scoperti sopra i 3000 euro. Dunque, oggi si pagano 50 euro. La "vecchia" cms sarebbe stata di 6,25 euro. Applicando la precedente commissione del'1,25% sul valore di 3000 euro, si sarebbe al massimo avuto una spesa di 37,5 euro, dunque ben al di sotto dell'attuale valore forfettario di 50 euro. Gruppo Intesa San Paolo - la commissione di massimo scoperto era dello 0,95%. Ora è stata introdotta per i conti non affidati una "Commissione per scoperto di conto" pari a 2 euro per ogni 1000 euro o frazione di scoperto e per ogni giorno di scoperto fino ad un massimo di 100 euro a trimestre. Per i conti affidati sparisce la CMS e non è stata introdotta alcuna nuova spesa. Le nuove spese ammontano nel nostro esempio a 14 euro (prima erano pari con la CMS a 4,75 euro più 30 euro di spese a trimestre ora eliminate). Banca Sella - la commissione di massimo scoperto era pari allo 0,95%. Ora è stata sostituita da "Onere per passaggio a debito nel trimestre" di 40 euro (prima con cms le spese erano 4,75 euro). L'importo di 40 euro è dovuto indipendentemente dai passaggi in rosso e dal valore dello scoperto. 42

Bnl Bnp Paribas - sul conto Bnl Revolution la commissione di massimo scoperto già non c'era e non c'erano altre spese. Ora è stata introdotta una "Commissione manca fondi" di 12,5 euro se sul conto viene a transitare un addebito senza disponibilità di fondi, di valore superiore ai 20 euro. Dunque se le operazioni in passivo sono due la spesa diventa di 25 euro (e questo indipendentemente dal valore addebitato purché si superi la franchigia di 20 euro). E nel caso di una PMI? Da luglio, la sola richiesta di accesso ad un fido di 50 mila euro anche senza l'utilizzo effettivo di fondi può costare fino a 500 euro a trimestre. Se la stessa somma è messa a disposizione da alcune banche che fanno parte del Gruppo Banco Popolare si arriva fino a 750 euro. Per 100 mila euro si arrivano a pagare anche 1.000 euro, che seguirà di pari passo il crescere dell'affidamento. L'incertezza tra ricorrere ai costosi Tremonti Bond e inserire nuove voci spesa è stata forte, ma gli istituti di credito si potevano privare di un meccanismo, quello del massimo scoperto, che gli ha garantito per anni incassi miliardari? Contromossa - "Per quanto riguarda le nuove clausole applicate dagli istituti di credito, si e' dell'avviso che qualora le stesse, nonostante il nomen formale, abbiano sostanzialmente la stessa funzione della commissione di massimo scoperto, esse debbano ritenersi nulle, in quanto non conformi alle limitazioni di cui al decreto legge 185 del 2008". Lo ha affermato il Tesoro in una risposta alla interrogazione presentata dagli onorevoli Fugatti e Bitonci sulla reintroduzione della commissione di massimo scoperto sotto "mentite" spoglie effettuata da tanti istituti di credito nelle scorse settimane. Uno a uno e palla al centro. Adesso staremo a vedere.


ECONOMIA&BUSINESS Barbara Putortì, Dottore Commercialista Revisore Contabile

Il grande ritorno del redditometro

Nel 2009 aumentano le strategie di ricerca dei "finti poveri" del nostro paese: i dettagli, le novità e, soprattutto, i metodi di ricerca effettuati dalla Guardia di Finanza e dall'Agenzia delle Entrate CON... TRIBUTO - RUBRICA A CURA DELLA DOTT.SSA BARBARA PUTORTÌ edditometro pigliatutto. Un'oscura minaccia insidia il contribuente italiano: il così detto redditometro. Sono quasi ventimila i controlli effettuati dalla Guardia di

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Finanza in più di sei mesi, alla "scoperta" dei "finti poveri" ossia di coloro che dichiarano al fisco redditi annui esigui, ma che in realtà mantengono un tenore di vita più che discreto.

Si tratta di un ritorno al passato per l'Agenzia delle Entrate che già un paio di anni fa, precisamente a seguito dell'emanazione della circolare n. 2/E del 23/01/2007, aveva manife-

stato l'intenzione di ricorrere, come già fece nei primissimi anni 90, a tale strumento sintetico di accertamento del reddito. Con la Finanziaria d'estate, dunque, il redditometro alza il tiro. La norma, infatti, prevede espressamente che la Guardia di Finanza destini "un'adeguata quota della propria capacità operativa alle attività di acquisizione degli elementi e circostanze di fatto certi necessari per la determinazione sintetica del reddito delle persone fisiche". I soggetti coinvolti alla ricerca del contribuente evasore sono, oltre l'Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza, che definiscono annualmente le modalità della loro cooperazione sul piano dei controlli, anche i Comuni. Essi, infatti, sono tenuti a segnalare all'Agenzia delle Entrate eventuali situazioni o posizioni rilevanti per la determinazione sintetica del reddito di cui siano a conoscenza. E' bene, comunque, sottolineare che anche le movimentazioni bancarie dei singoli conti correnti possono essere fonti di informazioni impor-


tanti al fine dell'accertamento sintetico. Un controllore fiscale quadricefalo, dunque, che coinvolge oltre alla Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza anche gli Istituti bancari e Comuni. L'accertamento mediante lo strumento del redditometro si fonda sul concetto secondo il quale la disponibilità di determinati beni o la possibilità di acquisto degli stessi rappresentano degli elementi indicatori della capacità reddituale, quindi, contributiva di una persona fisica. Tale concetto di fondo è molto semplice, di per sé inattaccabile e indiscutibile. Vengono colpiti, quindi, i soggetti che dichiarano un reddito assolutamente non compatibile con il proprio stile di vita. Ma attenzione: la Guardia di Finanza è alla ricerca non solo dei "finti poveri", ma anche il "medio borghese" può essere facile preda del redditometro e dei suoi nuovi parametri di ricchezza. Il seguente esempio potrebbe facilitare la comprensione della grande novità di questo accertamento sintetico. Un soggetto che possiede un autovettura 25 hp, una casa principale da 100 mq gravata da mutuo e una seconda abitazione di circa 60 mq, in base ai nuovi indici dovrebbe dichiarare un reddito annuo di circa Euro 81.417,00, che ridotto del 25% è pari ad Euro 61.062,00 circa, il minor reddito dichiarato sarebbe oggetto di ripresa. Sono ormai molteplici gli strumenti utilizzati per reperire informazioni necessarie alla ricostruzione del reale stile di vita del contribuente italiano. Si passa da elicotteri della Guardia di Finanza che sorvolano il nostro paese non per immortalarne il paesaggio e la bellezza ma semplicemente per ricercare ville, piscine e abitazioni, a pattuglie stradali che oltre a fermare guidatori pericolosi verificano i possessori di auto e moto di media-grossa cilindrata. Le barche sono indicatori importantissimi, a motore o vela poco importa. Anche l'utilizzo di collaboratori familiari quali colf, che non assistano disabili o anziani, posso far accendere il lanternino alle attentissime Fiamme gialle. Molte polemiche sono seguite sull'utilizzo dell'iscrizione a istituti scolastici e universita-

ri privati quali indicatori di ricchezza per il redditometro. L'agenzia delle entrate ha, comunque, tenuto a precisare che per individuare le situazioni di maggior rischio la frequenza di una scuola privata non basta da sola a focalizzare l'attenzione su un contribuente; è comunque un dato di cui ci si serve per ricostruire la situazione complessiva del soggetto. Nuovi indicatori del redditometro sono inoltre la frequentazione di casinò, di gare di rally, di beauty farm per la cura del corpo, di crociere, viaggi, il possesso di cavalli da corsa, insomma tutti hobby classificati come nuove "spie" di ricchezza. Una volta individuata la presenza degli "indici di capacità contributiva" è bene chiarire che si considerano nella disponibilità della persona fisica quei beni o servizi a qualsiasi titolo utilizzati e per i quali si sopportano in tutto o in parte i relativi costi. In merito, la Suprema Corte ha chiarito che la disponibilità consiste con il "potere di fatto o di fruizione della cosa, indipendentemente dalla formale intestazione della proprietà" (sent. Cass. N. 8116/2001). Chiarito il concetto della disponibilità dei beni o servizi, quindi, occorre capire come dai singoli indici si arriva al calcolo del reddito presunto. Ebbene, la disponibilità in capo ad un soggetto di uno o più beni o servizi come sopra citati è indicativa, per un determinato periodo d'imposta, di un valore che si ottiene mediante la moltiplicazione di ciascun importo con un coefficiente predeterminato. L'applicazione del redditometro è, quindi, estremamente complessa e il calcolo della capacità contributiva presunta non si basa semplicemente sui prezzi di barche o cavalli, ma tiene conto di numerosi altri fattori. Vengono valutati la percentuale e il periodo di disponibilità del bene e l'eventuale uso promiscuo dello stesso. E' importante evidenziare, inoltre, che agli accertatori non è preclusa la possibilità di considerare altri e ulteriori elementi, anche se ciò risulta piuttosto difficile, in quanto si pone il problema di individuare il valore da attribuire e il coefficiente di reddito da adottare come moltiplicatore. Non

potendo verificare tutti, nel mirino finiscono le situazioni più insostenibili che emergono dall'incrocio dei vari dati, ad esempio l'Agenzia delle Entrate tende ad evitare accertamenti reddituali a carico di persone i cui familiari possono permettersi la spesa. Ottenuto l'importo del reddito sintetico, quindi, la legge concede la possibilità all'ufficio all'accertamento solo in presenza di alcune condizioni. La più importante stabilita dall'articolo 38 del DPR n. 600/73 che permette l'adozione di tale strumento se il reddito complessivo calcolato si discosta, per due o più periodi d'imposta, per almeno un quarto da quello dichiarato dal contribuente. Se un contribuente è oggetto di accertamento con redditometro, lo stesso ha la possibilità di fornire prove che giustificano le differenze tra il reddito dichiarato e quello attribuito, dimostrando che è possessore di redditi esenti quali quelli derivanti da Bot, Cct e similari, oppure è titolare di redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d'imposta come ad esempio depositi bancari o buoni postali. Il contribuente potrà, inoltre, dimostrare l'utilizzo di denaro proveniente da donazioni, successioni ereditarie, vincite, oppure finanziamenti, ecc. Gli uffici dovranno esaminare la documentazione prodotta dal contribuente, valutandone l'attendibilità in relazione al possesso ed effettivo utilizzo nello specifico periodo d'imposta. La documentazione acquisita sarà esaminata oltre che per procedere o meno con l'accertamento, anche per valutare la posizione fiscale dell'eventuale contribuente correlato. In ogni caso come ribadito dalla Cassazione con la recente sentenza n. 3316 del 11/02/2009, l'onere della prova spetta sempre al contribuente, è lui, infatti, a dover dimostrare che il reddito presunto sulla base del redditometro non esiste o esiste in maniera inferiore. STUDIO ASSOCIATO MANAZZA - PUTORTÌ HA SEDE A BERGAMO IN VIA CUCCHI N. 3, TEL +39 035 215205 +39 035 4136420 FAX +39 035 226736 STUDIO@MANAZZAPUTORTI.IT

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ECONOMIA&BUSINESS

Sussidiarietà: le Pmi chiedono meno tasse e burocrazia

ARTICOLO DI LIVIO CASANOVA PHOTO LAURA PIETRA

icominciare da io", promosso da Imprese & Territorio e dalla Coopertiva Ikaros, è stato il tema che ha fatto da cornice alla presentazione dell'ultima ricerca condotta dalla Fondazione per la Sussidiarietà e raccolta nel volume "Sussidiarietà e … piccole e medie imprese". Il lavoro, che come evidenzia lo stesso titolo, ha interessato il principio della sussidiarietà e il mondo delle imprese, è stato presentato, lo scorso 23 giugno, al Centro Congressi Papa Giovanni XXIII. E' emerso che, da questo tema plurisecolare, è necessario ripartire per rilanciare il nostro sistema produttivo. Lo stesso Papa Leone XIII, quando nel 1891 scrisse la Rerum Novarum, la prima Enciclica dedicata integralmente all'analisi della "questione sociale", in un breve passaggio delineò la tematica della sussidiarietà e il suo valore socia-

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le: "Non è giusto che il cittadino e la famiglia siano assorbiti dallo Stato; è giusto invece che si lasci all'uno e all'altra tanta indipendenza di operare quanta se ne può, salvo il bene comune e gli altri diritti. Tuttavia, i governanti debbono tutelare la società e le sue parti". Le dinamiche lavorative attuali hanno messo in luce che l'uomo stesso, al centro del mondo delle PMI, è la massima espressione del fatto che una società non può che costituirsi dal basso. L'assunto antropologico di fondo è che alla base dell'attività imprenditoriale ci sia uno slancio, una vitalità e uno spirito che non si possono in alcun modo ridurre alla mera ricerca del massimo profitto. In accordo con questa ipotesi, la competitività delle piccole e medie imprese si colloca all'interno di una concezione di sussidiarietà che si esprime secondo due dimensioni tra loro complementari. La prima, interna all'impresa, consiste nel


IL CONVEGNO

Dalla ricerca "Sussidiarietà e … piccole e medie imprese", presentata al Centro Congressi Papa Giovanni XXIII, emerge come la centralità della persona, la libertà di iniziativa economica e lo sviluppo di un sistema di relazioni che includa clienti, fornitori, imprese concorrenti e istituzioni, siano le leve giuste per rilanciare l'intero sistema produttivo

valorizzare le persone che guidano l'azienda e che vi lavorano. In questa visione, la centralità della persona non è strumentale , ma è un valore in sé, che si origina direttamente dalla sua libertà e per questo non è manipolabile. Al contrario può e deve essere promossa. La seconda, che fa riferimento ai rapporti dell'impresa con l'esterno, si fonda sulla convinzione che, nell'epoca dell'economia della conoscenza, la forza competitiva di un'impresa si basi sempre di più sulla capacità di costruire reti orizzontali. Questo nuovo modo di fare impresa, che parte dal desiderio di ogni singolo di mettersi in gioco, di fare, di lavorare per costruire qualcosa di buono per sé e per gli altri, è testimoniato da "Imprese & Territorio", il comitato unitario delle associazioni d'impresa e dalla Cooperativa "Ikaros". Nel corso del convegno sono intervenuti oltre a Sergio Bonetti - presidente di Imprese & Territorio, anche Gianmaria Martini professore ordinario di Economia Politica dell'Università degli studi di Bergamo, Bernhard Scholz - presidente della Compagnia delle Opere e Giorgio Cittadini - presidente della Fondazione per la Sussidarietà. Il compito di moderatore è toccato a Daniele Nembrini - presidente della Cooperativa Sociale Ikaros.

Ikaros - "Tante zone della bergamasca, un tempo povere, oggi sono prospere e all'avanguardia - introduce il tema Daniele Nembrini, presidente della Cooperativa -. Il motore di sviluppo della nostra provincia è stato un "io". Sono stati uomini e donne che hanno lavorato, rischiato, investito, fatto sacrifici per offrire a se stessi, ai figli, ai dipendenti, al proprio paese condizioni di lavoro e di vita più prospere e più dignitose." Imprese&Territorio - "Questo mettersi in gioco - incalza Sergio Bonetti, presidente del comitato unitario delle associazioni d'impresa - è il tratto tipico, che connota l'imprenditore bergamasco" Un ruolo, quello delle piccole e medie imprese, che nello scacchiere economico attuale risulta fondamentale per salvaguardare quel patrimonio di know how rappresentato da tutti i loro collaboratori. "Le PMI - continua il presidente di Imprese&Territorio - hanno sempre dimostrato la loro capacità di lavorare e di resistere alla crisi. I nostri imprenditori, da sempre e per tradizione, sono dentro la

"Un continuo mettersi in gioco spiega Sergio Bonetti, presidente del comitato unitario delle associazioni d'impresa è questo un tratto tipico, che connota da sempre l'imprenditore bergamasco" 47


Quali sono i fattori capaci di rendere competitiva una piccola impresa? "La centralità della persona sostiene Bernhard Scholz, presidente della Compagnia delle Opere - che è un valore in sé. La forza competitiva, che si basa sulla capacità di costruire reti orizzontali e verticali"

società, vicine al territorio e interagiscono con il territorio. Hanno un rapporto molto particolare con i loro dipendenti, i loro fornitori, i loro concorrenti e questo modo di fare azienda è a beneficio dell'intera società". E' questo il leit motiv che caratterizza tutte le aziende, legate con le diverse associazioni d'impresa e che, insieme, costituiscono il soggetto politico sindacale rappresentato da Imprese&Territorio. "Questo comitato - spiega Sergio Bonetti - è un esempio di sussidiarietà. Siamo stati capaci di superare i nostri steccati per unirci insieme e offrire, a Bergamo, un'opportunità di aggregazione al vasto e articolato mondo della piccola e media impresa, così da accrescere il ruolo e l'integrazione nei processi di cambiamento, sviluppo e crescita dell'economia e della società. Un esempio da estendere al resto della Lombardia e dell'Italia perché rappresenta un modello riuscito di interazione". Università di Bergamo - Proprio dalle aziende è partita la ricerca. "Questo rapporto - afferma Gianamaria Martini, professore ordinario di Economia Politica e curatore della ricerca - è il frutto di una ricerca effettuata su un campione di 1.600 imprese del comparto manifatturiero. Il risultato è che il 96% degli intervistati si aspetta una semplificazione amministrativa, per poter lavorare più serenamente. Si spende per la valorizzazione delle risorse umane da far

Gianmaria Martini, Ordinario di economia all’università di Bergamo

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crescere con fondi interni, non tanto grazie ad aiuti da parte dello Stato. Chiede minori ostacoli all'attività quotidiana, una contrattazione salariale decentrata e cooperazione con le istituzioni”. Insomma, gli imprenditori vogliono più libertà, meno burocrazia, non privilegi. "La ricerca risulta particolarmente interessante - continua il curatore - proprio nell'attuale contesto in cui ogni imprenditore è chiamato a cercare nuove strade, nuovi mercati e nuove forme operative. Le piccole e medie aziende usano, da sempre, importanti leve che sono in grado di resistere e rilanciare l'intero sistema produttivo, lo sviluppo di un sistema di relazioni che include clienti, fornitori, imprese concorrenti e istituzioni al fine di creare ricchezza diffusa e promuovere il bene comune per le persone e le comunità. Le nostre aziende hanno, in modo magari inconsapevole, un comportamento sussidiario perché ope-


Daniele Nembrini, Presidente Cooperativa Ikaros

sua intuizione, il suo realismo. Deve essere capace di coinvolgere i collaboratori e nel frattempo guardare al mercato per coglierne le opportunità, anche le più piccole". A questo si lega la necessità di investire nelle persone di pari passo con l'innovazione. "E' questo che fa stare un'impresa a galla conclude Bernhard Scholz -, persone capaci di promuovere nuovi prodotti, nuove modalità di gestione, di andare all'estero, creare reti e sinergie. Conta molto anche la fantasia, se è in grado di misurarsi con la realtà".

rano con un tessuto di valori e di relazioni che vanno al di là della pura e semplice gestione di un'attività economica o della massimizzazione del profitto di breve periodo tipico della grande impresa quotata in Borsa". Compagnia delle Opere - Ma se il paradigma della massimizzazione del profitto di breve periodo, risulta riduttivo se applicato alle piccole e medie imprese, allora quali sono i fattori capaci di rendere competitiva una piccola impresa? "La centralità della persona - risponde Bernhard Scholz, presidente della Compagnia delle Opere - che è un valore in sé. E’ la forza competitiva, che si basa sulla capacità di costruire reti orizzontali e verticali. Non esiste un sistema politico che, sostituendosi alla responsabilità dei cittadini e dei corpi sociali, possa produrre una società più giusta. Ma se la grande questione è la responsabilità del cittadino, la forma si chiama proprio sussidiarietà". Le PMI si caratterizzano per essere un'insieme di persone che promuono un tris di valori: l'imprenditorialità, la libertà e la responsabilità. "L'imprenditore - esorta il presidente della Compagnia delle Opere - deve seguire la

Fondazione per la Sussidiarietà - Nel momento in cui il lavoro è stato realizzato non era ancora esplosa quella crisi finanziaria globale che sta coinvolgendo tutto il mondo. Proprio in forza della crisi, risulta ancora più attuale ciò che è emerso da questa indagine. "L'ipotesi di lavoro - ha spiegato Giorgio Vittadini - è che la competitività delle piccole imprese abbia a che fare con una concezione "sussidiaria"". Sono state due le linee complementari dove ha modo di concretizzarsi. "La prima dimensione continua il presidente della Fondazione - è la valorizzazione delle persone che guidano l'impresa e che vi lavorano apportandovi i loro ideali, i loro legami e sistemi relazionali". A questa se ne aggiunge un'altra. "La seconda - conclude l'incontro Giorgio Vittadini - è legata all'ipotesi che la competizione tra piccole imprese possa essere concepita non in termini darwiniani, vale a dire l’eliminazione del concorrente dal mercato, ma come costruzioni di reti orizzontali (sull'esempio dei distretti), verticali (che interessano fornitori - produttori-clienti e strutture associazionistiche che promuovono lo sviluppo di ogni entità)".

"Le piccole e medie imprese non chiedono privilegi - spiega Giorgio Vittadini, Presidente Fondazione per la Sussidiarietà ma sussidiarietà, chiedono di poter lavorare senza vincoli, lacci e pastoie burocratiche" 49


ECONOMIA&BUSINESS

Caserme a Bergamo, il degrado è l'unico inquilino INCHIESTA

Tre amministrazioni cittadine e un problema irrisolto: in città varie aree restano vuote e in decadimento, complice la burocrazia italiana. Intanto i cittadini rischiano la vita con i cornicioni che si staccano, cadendo sui marciapiedi ARTICOLO DI ANNA SAURGNANI PHOTO GIORGIO CHIESA

ambia il governo della città, ma restano i problemi di sempre. Uno su tutti quello delle caserme abbandonate - alcune si trovano addirittura nel cuore di Bergamo - ormai destinate ad andare in rovina e ridotte in uno stato fatiscente. Perché tante caserme vuote? Perché da una ventina d'anni la leva militare obbligatoria è stata abolita, ma in vent'anni nessuno si è più curato di questo vasto patrimonio immobiliare? Si tratta di casermoni che ai tempi d'oro ospitavano alcune centinaia di soldati, sia per viverci sia per essere addestrati. Tra questi basti ricordare la centralissima "Montelungo", la "Colleoni", la "Scotti" (composta addirittura da palazzine in stile Liberty), la "Li Gobbi" e la "Flores". La proprietà è del Demanio, le Amministrazioni, dunque, hanno le mani legate, ma possono comunque fare delle proposte per riutilizzare quegli spazi vuoti ed evitare il decadimento, ormai prossimo, degli edifici. Senza dimenticare i rischi che i cittadini incorrono passandoci accanto: la caduta di calcinacci e cornicioni, ad esempio alla

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"Montelungo", ha imposto una massiccia impalcatura a protezione dell'incolumità dei bergamaschi. La domanda, in pratica, sorge spontanea: cosa farne di simili aree centrali, per ora abbandonate a se stesse? Le risposte sono multiple, dipende


dalle parti politiche in causa. Il centrodestra e centrosinistra, infatti, hanno sempre avuto visioni diverse circa il loro recupero. Il centrodestra, all'epoca di Cesare Veneziani sindaco, propendeva per la cessione (procedura poi fallita), il centrosinistra di Roberto Bruni - invece -, nel Piano di Governo del Territorio, ha previsto destinazioni ben diverse. La "Montelungo" sarebbe dovuta diventare uno spazio pubblico, una sorta di museo, mentre per le altre era prevista una destinazione residenziale. Tutto però sulla carta. Accordi definitivi non ce ne sono e non ce ne sono stati. Per il momento resta soltanto la previsione del Pgt perché, l'Amministrazione è cambiata di nuovo e adesso la patata bollente passerà nuovamente al centrodestra.

della città. Come fare per cambiare lo scenario di questi immobili? Si parla di valorizzazione, ma in che cosa consiste? Non significa altro che trovare una funzione nuova agli ex stabili militari. Il Pgt è stato lo strumento deputato. "All'interno del piano delle regole del Pgt - aveva detto l'ex assessore all'Urbanistica Valter Grossi - elaboreremo delle schede precise su ciascuno di questi stabili, individuando un ventaglio di destinazioni urbanistiche che poi valuteremo con il Demanio. Sarà comunque un processo flessibile". IL PGT - La passata Amministrazione ha provato a spingere sull'acceleratore dopo anni di immobilismo e qualcosa si è mosso. Il Demanio, visionato il Piano di Governo del Territorio, ha giudicato positivamente le ipotesi di un cambio di destinazione d'uso

DEGRADO - Alcune caserme sono relativamente vicine, basterebbe percorrere a piedi il tratto che parte dalla Torre del Galgario, dove si trova la caserma Edifici abbandonati, cattedrali fantasma "Montelungo", e proseguire lungo la via Suardi, dove sorgono altre due caserme ("Scotti" e "Li in mezzo al traffico e alla vita della città Gobbi") per rendersi conto del degrado. La Ecco l'elenco: la "Montelungo", la "Colleoni", prima impressiona per la sua grandezza, le altre sorgono in mezzo ad erbacce e sporcizia. Ma la "Scotti" (composta addirittura da palazzine soprattutto sono edifici vuoti, abbandonati, catin stile Liberty), la "Li Gobbi" e la "Flores" tedrali fantasma in mezzo al traffico e alla vita

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delle caserme, in modo da trasformarle in edifici fruibili e da valorizzare. Si dovrà però procedere per gradi. Le caserme, infatti, sono tante e non è pensabile un intervento ad ampio raggio. Ci sono la "Montelungo" di via San Giovanni, la "Flores" di via Gasparini (tra Boccaleone e Campagnola), la "Colleoni" (è la parte della Montelungo che si affaccia nella zona della Torre del Galgario), la "Corridoni" di via Legnano (a Redona) e poi la "Scotti" e "Li Gobbi" di via Suardi. Le destinazioni urbanistiche previste dal Pgt permettono riconversioni destinate a portare anche soldi nelle casse del Demanio. Per la Scotti di via Suardi l'ipotesi è quella del residenziale e del ricettivo, residenziale anche alla Corridoni e alla Flores, che verrebbero abbattute visto lo stato fatiscente in cui si trovano. Alla Montelungo-Colleoni - ovvero il vasto complesso tra il vicolo San Giovanni, e le vie Frizzoni e il viale delle Muraine - sono previsti spazi museali verso il lato del parco Suardi, più ricettivo, commerciale e poco residenziale. "Il Pgt fa da volano a una trattativa fondamentale per l'assetto della città del futuro - aveva spiegato l'architetto Giorgio Cavagnis -. Perché sarà proprio il Piano a permettere la svolta nel futuro delle caserme, individuando destinazioni che s'inseriscano in modo armonico nel contesto cittadino". MONTELUNGO - In particolare l'obiettivo della passata Amministrazione di centrosinistra era quello di acquistare dal 52


Demanio la principale caserma cittadina, la "Montelungo", per destinarla a spazi museali. Per questa idea - fiore all'occhiello dell'iniziativa di Palafrizzoni -, il Credito Bergamasco aveva virtualmente stanziato 1,5 milioni di euro per la progettazione. Poi i tempi lunghi e altre vicende hanno invece trasferito gli stanziamenti su altri fronti come per esempio l'ampliamento dell'Accademia Carrara. Insomma è destino che, malgrado la volontà delle istituzioni del territorio, le caserme restino dove sono. C'è da dire che Comune di Bergamo e Demanio si erano parlati, si prospettava un accordo di programma e, ciliegina sulla torta, l'acquisto da parte del Comune. In cambio della "Montelungo", Palafrizzoni si era impegnato a cedere al Demanio quattro caserme ("Corridoni", "Li Gobbi", "Flores" e "Colleoni") più un carcere ("Sant'Agata"). In questo modo la Montelungo, che si trova in centro davanti al Parco Suardi, sarebbe diventato un polo dell'arte e della cultura. "Vicina come è alla Carrara e alla Gamec - aveva detto l'ex assessore all'Edilizia pubblica, Francesco Macario - costituisce un tassello perfetto per l'ampliamento del polo museale cittadino. Per il resto, è interesse dell'intera città sottrarre al degrado le strutture vuote e inutilizzate".

governo della città è salito il Popolo della Libertà e la Lega Nord, che saranno guidati dal sindaco Franco Tentorio. Il programma del centrodestra sulle caserme è altrettanto chiaro. Sì alla riconversione e alla valorizzazione, ci sono da studiare e da analizzare modi e tempi. Sulla carta c'è un progetto che coinvolge tutta la città, che verrebbe così suddivisa in tre grandi ambiti che ruotano intorno a tre grandi parchi cittadini. Il primo riguarda proprio una caserma. Secondo il programma di Tentorio, infatti, l'idea sarebbe quella di creare un polo per la cultura proprio attraverso il recupero della caserma "Montelungo" (che diventerebbe, finalmente, uno spazio museale) e con l'eliminazione dell'attuale Palazzetto dello sport, così da creare un'area omogenea raccordata con l'Accademia Carrara e la Gamec; a questo polo ne seguiranno altri due, quello dello sport a Grumello del Piano, integrando gli impianti dell'Accademia della Guardia di Finanza con un nuovo stadio, palazzetto, piscine e ampie zone verdi. Infine quello di Porta Sud, che diventerà il terzo centro della città dopo quello piacentiniano e città Alta. Tante belle proposte, con la speranza che si arrivi ad una soluzione. Ai posteri bergamaschi - calcinacci permettendo - l'ardua sentenza.

IL FUTURO - Per ora, quindi, l'unica certezza è che il futuro di queste aree cittadine degradate è ancora tutto da costruire. La proprietà è del Demanio, le Amministrazioni, Bergamo lo scorso 6 giugno ha cambiato la sua amministrazione. dunque, hanno le mani legate. Ma possono comunque Chiuso il capitolo centrosinistra fare delle proposte per riutilizzare gli spazi vuoti con il sindaco Roberto Bruni, al

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ECONOMIA&BUSINESS Cristina Putortì Avvocato presso il Foro di Bergamo. Ha conseguito un master in Diritto dell'Ambiente presso l'Università degli Studi di Bergamo

PMI, come destreggiarsi fra le norme in materia di bonifica

Le giuste mosse da compiere alla luce del Decreto legislativo n. 152/2006 in materia di bonifiche dei siti contaminati. In questo primo articolo le linee generali della regolamentazione nazionale per tutelarsi e salvaguardare il verde che ci circonda LEGGE AL VERDE - RUBRICA A CURA DELL’AVVOCATO CRISTINA PUTORTÌ a disciplina in materia di bonifica dei siti contaminati è stata introdotta nell'ordinamento

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nazionale grazie al d.m. n. 471 del 1999 che, ai sensi dell'art. 17 del D.lgs n. 22 del 1997, ha stabilito per la prima volta i cri-

teri, le procedure e le modalità per la messa in sicurezza e la bonifica dei siti contaminati. Punto determinante di tale

disciplina era rappresentato dalla predisposizione di criteri d'identificazione della qualità dei suoli, dalla quale conseguiva il limite d'accettabilità di contaminazione e l'obbligo per chiunque superasse tali limiti a procedere a proprie spese agli interventi di messa in sicurezza, di bonifica e di ripristino ambientale delle aree inquinate. Dal 29 aprile 2006, data di entrata in vigore del D.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (Codice dell'Ambiente), la normativa nazionale di tutela, ed in particolare la materia relativa alla bonifica dei siti contaminati, ha subito una nuova profonda trasformazione. Questa normativa, infatti, non si limita a raccogliere e riordinare la disciplina precedente, ma in molti casi, interviene modificandone i contenuti attraverso nuove previsioni, nuovo riparto di competenze e modifica degli obiettivi da perseguire. Proprio per questo motivo, con una serie di articoli che si susseguiranno nei prossimi numeri, ci si propone d'affrontare il tema della bonifica dei siti contami-


nati nelle sue ultime linee evolutive e nei suoi elementi più peculiari prendendo soprattutto in considerazione gli aspetti che risultano di maggior interesse per le imprese. In particolare si cercherà di porre l'attenzione su problematiche riguardanti, ad esempio, i profili di responsabilità del soggetto inquinatore, gli oneri del proprietario incolpevole, l'imputazione degli obblighi di bonifica nel caso di successione tra imprese, gli oneri reali e i privilegi speciali incombenti sul sito inquinato in caso d'intervento della Pubblica Amministrazione, profili sezionatori del reato di omessa bonifica, e molto altro. Per meglio inquadrare le questioni che andremo ad affrontare successivamente, è però il caso d'operare una sintesi delle fasi salienti del procedimento di bonifica così come disciplinato dall'art. 242 del Codice dell'Ambiente. Il procedimento è caratterizzato da tre step principali: il primo, sempre necessario, volto ad accertare se vi sia o meno contaminazione del sito attraverso la verifica del superamento o meno dei valori di CSC (Concentrazione Soglia di Contaminazione), e due fasi ulteriori che avranno avvio, una, solo nel caso di accertamento del superamento delle CSC, l'altra solo nell'ulteriore ipotesi in cui l'analisi di rischio accertasse anche il superamento delle CSR (Concentrazioni Soglia di Rischio). LE TRE FASI PRINCIPALI - L'articolo 242 del Codice dell'Ambiente prevede che al verificarsi di un evento potenzialmente contaminante, il responsabile di detto

evento, entro 24 ore, deve mettere in opera le misure di prevenzione necessarie e ne deve dare immediata comunicazione alla Pubblica Amministrazione. Successivamente, deve verificare che nel sito non siano stati superati i valori di concentrazione soglia di contaminazione (CSC), previsti nell'allegato 5 alla parte quarta del D.lgs 152/06, ed in tal caso provvedere al ripristino della zona, dandone notizia con apposita autocertificazione, al Comune ed alla Provincia competenti, entro 48 ore dalla comunicazione. L'autorità competente, nei successivi quindici giorni, effettua le verifiche necessarie. Qualora l'indagine preliminare accerti, invece, l'avvenuto superamento delle CSC, il responsabile dell'inquinamento ne dà immediata notizia al Comune ed alle Province competenti con la descrizione delle misure di prevenzione e di messa in sicurezza di emergenza adottate. Nei successivi trenta giorni, il soggetto inquinante presenta il piano di caratterizzazione alle Amministrazioni ed alla Regione competenti che entro i trenta giorni successivi, convocata la conferenza di servizi, autorizzano il piano di caratterizzazione con eventuali prescrizioni integrative. Sulla base delle risultanze della caratterizzazione, al sito è applicata la procedura di analisi del rischio specifica per la determinazione dei valori concentrazioni soglia di rischio (CSR). Entro sei mesi dall'approvazione del piano di caratterizzazione, il soggetto responsabile presenta alla Regione i

risultati dell'analisi di rischio e la conferenza di servizi, convocata dalla Regione, approva il documento di analisi di rischio entro i sessanta giorni dalla ricezione dello stesso. Qualora gli esiti della procedura d'analisi dimostrino che la concentrazione dei contaminanti presenti nel sito è inferiore alle CSR, la conferenza dei servizi, con l'approvazione del documento dell'analisi del rischio, dichiara concluso positivamente il procedimento. In tal caso la conferenza di servizi può prescrivere lo svolgimento di un programma di monitoraggio sul sito. Se, invece, gli esiti dimostrano che la concentrazione dei contaminanti presenti nel sito è superiore ai valori di CSR, il soggetto responsabile sottopone alla Regione il progetto operativo degli interventi di bonifica o di messa in sicurezza, operativa o permanente e, se necessario, le ulteriori misure di riparazione e di ripristino ambientale, al fine di minimizzare e ricondurre ad accettabilità il rischio derivante dallo stato di contaminazione presente nel sito. La Regione, acquisito il parere del Comune e della Provincia interessati mediante apposita conferenza di servizi e sentito il soggetto responsabile, approva il progetto, con eventuali prescrizioni ed integrazioni entro sessanta giorni dal suo ricevimento. Ovviamente, in tutte le fasi sin qui esposte è necessaria la consulenza di aziende specializzate - e autorizzate dalle Autorità - nel settore della bonifica di siti contaminati. Come si evince e come si avrà modo di approfondire, esistono varie problematiche legate alla bonifica dei siti contaminati, che possono coinvolgere ed interessare le piccole e medie imprese. Spesso risulta anche difficile, per quest'ultime, riuscire ad orientarsi tra la normativa e le varie fasi procedimentali in cui il processo di bonifica si snoda. Nel prossimo appuntamento inizieremo ad analizzarne in modo più approfondito, una ad una, per dare un quadro globale più chiaro. STUDIO LEGALE PUTORTÌ Ha sede a Bergamo Via Silvio Spaventa, 25 Tel - Fax 035 235226 cristina.putorti@libero.it

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ECONOMIA&BUSINESS

Casa, transazioni ko In un anno riduzioni del 20% MATTONE&NUMERI

Il rapporto Ance-Cresme conferma la sofferenza del settore, dove nell'ultimo periodo le compravendite si sono ridotte di un quinto. Gli unici a resistere sono gli hotel

iù che un calo dei prezzi, è l'andamento delle transazioni immobiliari a preoccupare gli operatori bergamaschi del mattone. Nell'ultimo periodo le compravendite si sono infatti ridotte di un quinto, con il picco massimo nel ramo banche (-44%) per fortuna poco significativo in senso statistico, riguardando 8 immobili su un totale di 2.289 vendite non residenziali. Senza casa, il rimedio più ovvio è l'hotel: in effetti è il

settore alberghiero a mostrare i segnali più confortanti, un +145% che potrebbe significare molto, se a sua volta non fosse limitato a 10 transazioni, contro le 4 dell'anno prima. Questi i principali elementi del mercato bergamasco, individuati dalla ricerca Ance-Cresme presentata ai primi di giugno a Milano. Partendo dai soldi, i numeri dicono che l'ammontare complessivo dei mutui in provincia nel 2008 è pari a 8,3 miliardi di euro complessivi, di

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Numero di transazioni immobiliari non residenziali nella provincia 2000

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

Uffici

404

479

846

421

481

533

546

551

471

Negozi laboratori e centri commerciali

1.202

998

1.282

996

Industra e capannoni

442

592

979

578

719

779

789

777

789

Ist. credito

-

-

-

-

-

-

-

14

8

Alberghi

-

-

-

-

-

-

-

4

10

Tot. attività economiche (esclusi istituti di credito e alberghieri)

1.103 1.290 1.064 1.062 1.011

2.048 2.069 3.106 1.994 2.304 2.602 2.399 2.390 2.271

Fo n te : elaborazione CRESME su dati Osservatorio Valori immobili CRESME e fonti varie

56


Totale attività economiche Magazzini

2000

2001

2002

2003

2004

2005

2006

-

-

-

-

-

-

-

2007

2008

2.409 2.289

1.836 1.761 2.166 2.193 2.294 2.250 2.418 2.379 1.902

Variazioni % 2000

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

Uffici

-

18,5

76,6

-50,3

14,5

10,7

2,4

0,9

-14,5

Negozi laboratori e centri commerciali

-

-17,0

28,5

-22,3

10,8

16,9

-17,5

-0.2

-4,8

Industra e capannoni

-

34,1

65,3

-41,0

24,5

8,3

1,2

1,5

1,5

Ist. credito

-

-

-

-

-

-

-

-

-44,1

Alberghi

-

-

-

-

-

-

-

-

143,5

Tot. attività economiche (esclusi istituti di credito e alberghieri)

-

1,0

50,1

-35,8

15,5

12,9

-7,8

-0,4

-5,0

Totale attività economiche

-

-

-

-

-

-

-

-

-5,0

Magazzini

-

-4,1

2.166

1,3

4,6

-1,9

7,4

-1,6

-20,1

cui la quota principale, pari al 73%, per l'acquisto di abitazioni. Così come registrato a livello regionale e nazionale, il volume dell'indebitamento con finalità abitative a fine 2008 risulta in crescita rispetto al 2007 (+9%), mentre le nuove linee di credito accese nel 2008 si sono ridotte del 20%, e sono stimate in un valore medio per compravendita pari a 87.000 euro (era 77.000 euro un anno prima). Cresce anche il livello dell'indebitamento complessivo relativo all'acquisto di immobili non residenziali (+10%), che raggiunge i 2,3 miliardi di euro. RESIDENZIALE - Secondo i numeri Ance, il mercato immobiliare di Bergamo presenta una dinamica differenziata tra comune capoluogo e città minori. A Bergamo il mercato ha iniziato a mostrare i primi segnali di incertezza già nel 2001 (-1%), ma soprattutto nel 2003 e poi nel 2005, anni in cui le compravendite di abitazioni si sono ridotte del 14%. Dopo una breve ripresa nel 2006, l'ultimo biennio è stato caratterizzato da una nuova frenata, che ha portato il mercato su un numero di transazioni inferiore alle 1.500 unità (-17,1% annuo). Nello stesso periodo i comuni minori hanno animato il mercato provin57


ciale, con una crescita ininterrotta fino al 2006, ma anche in queste aree l'ultimo biennio è stato tutto negativo: -3% nel 2007 e soprattutto -20,6% nel 2008. L'ultimo anno segna in maniera assai chiara la fine del ciclo espansivo delle abitazioni, con un calo di quasi un quinto anche nel settore pertinenziale dei box e posti auto. Il prezzo medio di una abitazione a Bergamo, nel primo semestre 2009, è pari a 2.360 euro al metro quadro; a valori costanti, significa una flessione del 4,7% rispetto al 2008. Già lo scorso anno le quotazioni nel comune avevano iniziato a scendere, riprendendo in realtà una tendenza recessiva registrata nel 2006, ma mentre in quell'anno la domanda nei comuni minori era ancora tale da mantenere alto il prezzo delle abitazioni, dal 2007 anche il dato medio provinciale si avvia verso il ripiegamento su livelli più bassi. NON RESIDENZIALE - Il segmento non residenziale si presenta estremamente variabile, con anni di rapida crescita e di altrettanto rapido ridimensionamento: nel 2002 infatti il mercato, spinto dalle agevolazioni fiscali, segna un passaggio di scala da 2.000 a oltre 3.100 compravendite, con una crescita che riguarda tutti i segmenti di attività. L'anno dopo tutti i settori sono ugualmente caratterizzati da una importante riduzione, quasi fisiologica,

delle compravendite. Nel periodo più recente invece, si possono notare caratteri di crisi strutturale, in quanto con il 2008 il settore registra per il terzo anno consecutivo, una riduzione del numero di transazioni, e un tasso negativo medio annuo del 4%. La maggiore flessione complessiva nel triennio 2006-2008 riguarda il settore commerciale (-7,5% medio annuo), e poi quello terziario (-3,7%), mentre per il comparto produttivo si deve piuttosto parlare di stagnazione: dal 2005 si è consolidata una capacità provinciale di circa 780 transazioni l'anno.

I PREZZI DELLE ABITAZIONI NELLA PROVINCIA 1998

1999

2000

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008 1° 2009

Valori correnti Bergamo

1.650

1.610

1.610

1.650

1.870

2.000

2.220

2.480

2.400

2.470

2.440

2.360

Tot. provincia

1.170

1.170

1.120

1.130

1.400

1.460

1.570

1.610

1.750

1.770

1.740

-

Valori costanti Bergamo

1.650

1.590

1.540

1.540

1.710

1.770

1.920

2.110

2.000

2.020

1.920

1.830

Tot. provincia

1.170

1.150

1.080

1.050

1.280

1.300

1.360

1.370

1.460

1.440

1.370

-

Variazioni %

58

Bergamo

-7,8

-3,6

-3,1

0,0

11,0

3,5

8,5

9,9

-5,2

1,0

-5,0

-4,7

Tot. provincia

-14,6

-1,7

-6,1

-2,8

21,9

1,6

4,6

0,7

6,6

-1,4

-4,9

-


ECONOMIA&BUSINESS

Ecco il Dottor Percassi LA NOMINA

Il rettore Alberto Castoldi, nel corso delle cerimonie del quarantennale dell'Università, consegnerà all'ex mediano re del mattone una laurea "honoris causa" in ingegneria

entocinquanta milioni di euro a San Pellegrino, 500 ad Azzano, 600 a Segrate: immobiliaristi che tengano in piedi 1 miliardo e passa di investimenti tutti in un colpo, se ne trovano pochi. Basterebbe questo a laureare Antonio Percassi che, promosso sul campo da geometra a ingegnere, aggiunge l'ennesimo tassello a una carriera che sembra inventata da uno sceneggiatore, il mediano che diventa presidente, un calciatore con i piedi per terra capace di creare un impero di moda&mattoni. Il rettore Alberto Castoldi sancirà così con il papiro un dato di fatto, ottenuto il via libera dal ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca per la laurea honoris causa in Ingegneria edile: titolo che premia "una tra le personalità - parole di Castoldi - che maggiormente hanno operato per la crescita del territorio". La laurea verrà consegnata in occasione delle celebrazioni per il quarantennale della fondazione dell'ateneo, che avranno luogo in settembre. Tra le motivazioni, "oltre alle diverse conoscenze tipiche dell'ingegneria edile", si citano le "capacità eccellenti proprio nella ricerca dell'innovazione che ha riguardato non solo il profilo progettuale e costruttivo delle sue realizzazioni, ma anche la modalità del loro inserimento nel contesto sociale e ambientale, trasformando gli spazi e i luoghi interpretando la sfida della modernità". In effetti l'imprenditore, che oggi compie 56 anni, da ragazzo aveva frequentato la facoltà di Ingegneria al Politecnico di Milano, quando ormai era titolare dell'Atalanta e aveva già debuttato in serie A. Ma più che nelle costruzioni, è nel marketing che ha trovato l'Eldorado, scoprendo per primo che anche i consumatori nostrani avrebbero speso più volentieri in una location simil lussuosa, tra palmizi pedemontani e improbabili luci solari, magari con firme più o meno esclusive (Zara e Benetton su tutte) però

C

offrendo un'immagine ben diversa dai capannoni no-frills che rappresentano tutt'ora l'archetipo del centro commerciale. Lustrini e paillettes, quindi, ma anche un ottimo fiuto per gli affari, impersonificato dall'attuale business "costruisco-vendogestisco". Un vero impero, con una galassia di società "made Percassi": L'Innominato, Immobiliare Fiorita, Edilsongavazzo, Refi, Immobiliare Service Casa, Betulle Fiorite, ecc.. Il modus operandi è sempre stato lo stesso: compra le aree, ottiene i permessi, poi edifica, vende il centro commerciale chiavi in mano (Oriocenter è della tedesca Commerz Real AG) e ne mantiene la gestione, riscuote i canoni, promuove le iniziative e via così. In questo modo, nel 2008 ha fatturato 600 milioni. Più che in ingegneria, dovrebbe laurearsi in finanza. Sì, creativa.

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ECONOMIA&BUSINESS

Con l'auto elettrica "Ac City" Bergamo va controcorrente ECOMOBILITY

Roberto Vezzi, partendo dalla base di una Smart, ha realizzato il primo prototipo di auto elettrica tutta Made in Bergamo, che percorre fino a 100 km al prezzo di un caffé

ergamo-Milano, andata e ritorno tutto al prezzo di un caffé. A metà strada tra il sogno e la realtà, "Ac City" è il primo prototipo di auto elettrica tutta Made in Bergamo che può percorrere fino a 100 km con un solo euro. Il che, tradotto nello spostamento quotidiano casa-lavoro (in media 20, 30 chilometri al giorno), significa spendere la bellezza di soli 6 euro di kilowattora al mese. La strada verso il

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futuro è stata aperta dal bergamasco, Roberto Vezzi di 32 anni, che partendo dalla base di una Smart, ha realizzato una vera e propria rivoluzione elettrica, ribattezzata "Ac City". La nuova nata ha effettuato il suo primo test qualche settimana fa sulla pista del Kartodromo di Franciacorta. Un modello all'insegna della sostenibilità, sia ambientale che economica perché fa il pieno di energia elettrica (10 Kwh minimo, massimo 30 Kwh )


con un tempo di ricarica che varia dalle 6 alle 7 ore e la notte si può attaccare comodamente alla presa in garage. Anche economica si diceva perché con il taglio del 50% sull’assicurazione, l’esenzione di cinque anni del bollo, nessun costo per tagliando, candele, olio e filtro rappresenta un bel risparmio. Difficile parlare di prezzi perchè siamo ancora in fase di sperimentazione, tuttavia, Vezzi garantisce che il raggiungimento di una produzione di serie del kit permetterà di ottenere un sicuro vantaggio economico dalla trasformazione elettrica del proprio veicolo. E’ fuor di dubbio che le auto, equipaggiate all'origine o riconvertite dopo essere state a lungo usate con motore endotermico, possono ritrovare nuova vita riproposte con motore elettrico. Tornando alla Smart elettrica, l'esito del test è stato masco - siamo in attesa dei decreti che diano indicabrillante nonostante fosse dotata della più piccola delle motozioni sulla componentistica. Non si tratta solo di rizzazioni previste. Per la Ac City sono previste due motorizzavendere auto elettriche, ma di farlo a prezzi compezioni: 15 kW per la Ac City-base e 25 kW per la versione "pertitivi. La ricerca sta lavorando su batterie sempre formance". L’unica nota dolente: l'autonomia della versione più ridotte e performanti. In tutti i casi, la strada base che, equipaggiata con batterie convenzionali al piombo, verso l'auto a zero emissioni è gia tracciata" Accanto si ferma dopo circa 35-40 km in uso urbano. Per le versioni a Vezzi, per il lancio e la diffusione dell'innovativo veico"advanced" e per la già citata "performance" è previsto un lo, ha lavorato Stefano Iorio, responsabile dei progetti di pacco batterie al litio in grado di consentire alla piccola Smart sviluppo. "Superato l'ostacolo dell'omologazione di raggiungere un'autonomia di 100-120 km, da qui "100 km precisa lo stesso Iorio - e con l'aiuto degli ecoincenticon 1 euro". E’ stato questo il motto che ha guidato l'ideatore vi, l'auto elettrica potrà trovare un suo spazio". bergamasco, amministratore di E.v.e srl (electro vehicles Conclusa positivamente l'esperienza Smart, Roberto Vezzi europe), una giovane impresa che opera nel settore dei motodal prossimo mese dovrebbe iniziare il lavoro per lo sviri elettrici. Lo stesso Vezzi è responsabile italiano di luppo di una Volkswagen Golf, rigorosamente elettrica. Ecarsnow.org, una community del Web che riunisce, in un sistema open source, tutti coloro (dai progetti ai gruppi di acquisto solidale), che in Europa stanno lavorando sull'auto del futuro. Bergamo: 4-5 ottobre Ac City rappresenta una “rivoluzione elettrimostra Energia autoveicoli a emissioni zero ca“ perchè l'obiettivo a cui si punta è l'omologazione di veri e propri kit di trasformazione elettrici del tutto similari per concezione a esposti i prototipi di veicoli ZEV quanto già oggi avviene per le trasformazioni (Zero Emission Vehicule), le autoa metano e gpl. "Tutto ciò potrebbe essere mobili a trazione elettrica, scotter possibile - ha precisato lo stesso Roberto e bike elettriche. Una particolare Vezzi - grazie alle nuove normative che attenzione sarà dedicata anche alla mobilità a idrogeno e alle fonti hanno eliminato il nulla osta delle case sostenibili per produrlo. Il processo costruttrici, ma i tempi sono ancora piutdi alimentazione sarà dimostrato tosto incerti soprattutto per quel che conmediante una stazione dimostraticerne il "tavolo tecnico" che dovrà farsi va basata sulla tecnologia fotovolcarico dell'omologazione dei componentaica (energia solare). E' prevista la ti del kit". A quel punto le possibilità di nuova prova su strada dei veicoli. La vita per veicoli meccanicamente finiti ma l 4 e il 5 ottobre si terrà a Bergamo mostra è allestita in Piazza Dante, ancora in ottima forma per quel che riguarda la mostra "Energia a autoveicoli a Bergamo. Un'occasione utile per telaio e carrozzeria saranno davvero interesemissioni zero". L'iniziativa è farsi una passeggiata e conoscere santi. Ma per avere un'idea di massima, quanorganizzata dal centro di ricerca il futuro della mobilità urbana in dell'Università di Bergamo. Saranno chiave sostenibile. do si potrà acquistare o riconvertire i veicoli? “Posso dire che - prosegue l'ideatore berga-

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ECONOMIA&BUSINESS

Orio al Serio il volano del turismo INFRASTRUTTURE&TURISMO

Nonostante le continue performance dello scalo bergamasco, il turismo a Bergamo e in provincia non decolla Il primo nodo da sciogliere è il collegamento tra lo scalo aeroportuale e la città

utti mi chiedono, tutti mi vogliono, tutti mi Ci sono diverse iniziative interessanti ma nessuna fa la difchiedono, tutti mi vogliono": è quello che sta ferenza e invece Comune, Provincia e associazioni di catesuccedendo al collegamento Orio al Serio goria dovrebbero unirsi e creare un evento davvero imporBergamo. Ci scusiamo, subito, con Gioacchino tante. Per il futuro c'è chi confida nell'Expo 2015, ma manca Rossini se prendiamo a prestito la celebre aria di Figaro, ma ancora troppo tempo e poi ricordiamoci che gli ultimi Expo sembra che a Bergamo tutti si trovino d'accordo sul fatto che hanno richiamato meno turisti di quanto ci si aspettava". Il la vocazione turistica del nostro territorio è legata alla binomio aeroporto - turismo, ributtato nell'agone politico ha necessità e l'urgenza di collegare l'aeroporto di Orio al Serio stimolato le riflessioni e il confronto tra i candidati per la con "Berghem". Basta rileggere i programmi politici e le provincia, per il comune e molti liste che si sono presentate dichiarazioni d'intenti sciorinate nelle ultime elezioni, per nei paesi dell'hinterland con un'eco che si è spinto fin fuori ritrovare questo tema nei propositi elettorali di tutti i candiprovincia. E' giunto fino a Milano, negli uffici del grattacielo tati. Quelli che masticano di politichese direbbero che è un Pirelli. "Noi a quell'aeroporto ci abbiamo creduto - aveva tipico caso di convergenza bipartisan. In misura diversa, detto lo stesso Formigoni, nel suo tour elettorale di maggio, magari, ma ciascuno di loro ha promesso di raccogliere "la a Bergamo - anche quando eravamo i soli: ora dobbiamo vena" turistica del territorio e ridare appeal ad una Bergamo lavorare sul versante delle infrastrutture, visto che è arrivache a volte dorme, a volte sonnecchia, e solo a sprazzi mostra le sue infinite Nel 2008 il numero di pernottamenti potenzialità. "Da tempo i politici locali parlano di potenziare il turismo ma nella provincia orobica da parte degli stranieri negli ultimi 10 anni - aveva detto Zambonelli, consigliere di Ascom per il ha registrato un calo di oltre il 18%, turismo, prima delle elezioni - non è passando da 3 milioni e 300 a 2 milioni e 688 mila stato fatto nulla di veramente efficace.

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ta la conferma che i fondi per l'Expo 2015 ci sono tutti". Adesso che tutti sono d'accordo su quello che c'è da fare, bisogna mettersi in pista, far rollare le idee per trovare soluzioni praticabili per intercettare alcuni dei passeggeri che ogni anno passano per lo scalo di Orio al Serio. Si tratta di mercato importantissimo, perché l'anno scorso, i turisti e gli uomini d'affari che hanno toccato il suolo bergamasco sono stati quasi 6,5 milioni. Numeri alla mano, significa che dopo Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Linate c'è proprio l'aeroporto bergamasco. Stranieri o italiani che siano, che viaggino per business o leisure poco importa, si tratta di invertire la rotta dello scorso anno e non lasciarli volare via tutti. Stando ai dati divulgati dalla Camera di Commercio di Bergamo, infatti, basati sulle ricerche fatte dall'Ufficio Italiano dei Cambi, confluito nella Banca d'Italia, nel 2008 il numero di pernottamenti nella provincia orobica da parte degli stranieri in Italia ha registrato un calo di oltre il 18%, passando da 3 milioni e 300 a 2 milioni e 688 mila. La conseguenza è stato il calo degli introiti legati al turismo di extraconfine: nel 2007 la cifra guadagnata per le spese sostenute dai viaggiatori stranieri era stata di 245 milioni di euro, nell'anno appena trascorso, invece, l'ammontare ha subito una flessione dell'11%, toccando i 219 milioni di

euro. Se le diminuzioni valgono in primo luogo per gli stranieri nei confronti delle bellezze di Bergamo è oltremodo vero che la situazione non è migliore nemmeno per il turismo di "matrice italiana". La percentuale dei viaggiatori italiani che ha scelto la nostra città, i suoi paesi di provincia e le sue valli montane, è diminuito, anche se non vistosamente, del 3%. Da un numero di pernottamenti pari a 6 milioni e 915 mila nel 2007 a 6 milioni e 763 mila nel 2008. I dati statistici sulla rilevazione delle presenze, raccolti dall'Ufficio I.A.T. di Bergamo nei primi cinque mesi del 2009 mostrano dati contrastanti. In un ipotetico confronto tra Città Alta e Bergamo bassa, mentre la prima catalizza un numero sempre maggiore di turisti, la seconda arranca. Tra le mura venete, a gennaio, si sono contate 2.942 presenze che lo scorso maggio hanno raggiunto quota 8.324. Se guardiamo a Bergamo Bassa, nel primo mese dell'anno si erano contate solo 1.380 presenze, con un picco (se così si può dire) ad aprile di 3.407. La nuova amministrazione provinciale ha promesso di tornare a risalire la china e intende farlo proprio a partire dallo scalo bergamasco. "L'aeroporto di Orio al Serio, attualmente al quarto posto in Italia - ha dichiarato Ettore Pirovano, neo presidente della provincia, - deve consentire al territorio orobico di farsi conoscere. E la magica filiera 63


loro finanze. Tolti i costi di realizzazione rimangono quelli per la gestione, in tutti i casi alti e per le ferrovie non si può dire che sia grande affare. E poi c'è da stimare il numero dei passeggeri che da Orio potrebbe prendere il treno. Non è così significativo da giustificarne l'uso, perchè questo risponde all'alta capacità ma non all'alta frequenza. Chi va in aereo, vuole, prima di tutto un collegamento frequente con la città e, con una stazione che garantirebbe un treno ogni ora, si andrebbe alle "calende greche". Se guardiamo fuori provincia, il presidente delle Nord in merito al collegamento ferroviario con Malpensa, nel Lega-Pdl, che governa il Paese, guida la Regione, sarà alla dicembre scorso ha dichiarato, senza troppi giri di parole: testa della Provincia e in moltissimi comuni, a darci la forza "contavamo su ben altri numeri". Inoltre ha precisato che di non "perdere il treno". Con un'Expo 2015 alle porte si "con le attuali 54 corse al giorno il Malpensa Express arrigioca anche la scommessa del futuro turistico bergamasco, va a totalizzare 3.000 passeggeri al giorno contro i 6.000 perchè rappresenta per Bergamo e le province lombarde auspicati all'atto dell'inaugurazione della tratta". In sostanun'occasione da non lasciarsi scappare. A proposito di treni za 60 passeggeri a treno. Con questi dati, a Milano, è diffie aerei, in molti hanno proposto il collegamento ferroviario cile pensare a collegamenti su ferro con gli aeroporti, della Stazione FFSS con Orio al Serio. La spesa si attesteimmaginiamoci per Bergamo. Rimangono sul tavolo altre rebbe sui 150 milioni di euro, e anche se lo stesso ipotesi avanzate dagli stessi cittadini, che aprono scenari Formigoni ha confermato che i fondi per l'Expo 2015 ci sono nuovi: un collegamento con la tramvia della valle Seriana. tutti, tra le opere finanziate, almeno per ora, non c'è tracUn'ipotesi agile, leggera e diretta tra l'aeroporto e la stacia di un possibile collegamento con Orio. Praticamente la zione, senza passare per la Fiera ma attraverso la zona di Regione non ci mette una lira e i costi sarebbero tutti a Porta sud, il campus scolastico. Linea più breve, tracciato carico delle FFSS con buona pace degli enti locali e delle ancora tutto sgombro da edifici che potrebbe costare, proiettando i costi della TEB e le previsioni già contenute nel piano della mobilità dai 30 ai 40 milioni di euro. Dal punto di vista Orio a Maggio passeggeri viabilistico, inoltre, l'attraversamento di in aumento dell’8,5% Porta sud permetterebbe il collegamento tra due centri della città (Stazione-porta sud con Orio), con la possibilità di pensare rio - Prosegue il trend posipasseggeri che hanno volato da tivo del movimento passegOrio sono stati 2.637.630, più 4,4 al prolungamento verso Porta Nuova e Città geri all'aeroporto di Bergamo, % rispetto al periodo gennaioAlta. Si avrebbe un asse tranviario "verticamaggio 2008. Si riduce invece il che nel mese di maggio registra un le" che connette tutti i centri di Bergamo incremento dell'8,5% rispetto ad calo delle merci aeree, che contivecchia e nuova. Un'ultima proposta un anno fa. Il raggiungimento della nua a registrare un andamento potrebbe essere quella di costruire una soglia di 612.625 passeggeri, 40 negativo come nel resto degli nuova linea autonoma ma così breve da mila in più di quelli transitati nel scali italiani per il perdurare risultare antieconomica, e in concomitanza della congiuntura economica. I maggio 2008, è il risultato dei valoprolungare l'attuale tranvia delle valli, far ri mediamente elevati di load facquantitativi movimentati dai vetscavalcare la ferrovia, e unire le due tratte. tori courier, pari a 8.319 tonnellator sui voli di linea e conferma la Per i nuovi amministratori è già tempo di te, sono risultati inferiori del preferenza accordata dall'utenza al 20,4% in confronto all'attività network di collegamenti offerti. scelte. A Pirovano e Tentorio, per ora, l'onesvolta nel maggio 2008. Nei primi cinque mesi del 2009 i re di "far volare" Bergamo, l'onore arriverà se manterranno fede alla promessa.

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ECONOMIA&BUSINESS

You Bergamo? Yes, la nuova city break IN COPERTINA

Roberto Bonfanti, amministratore unico di Eurovia Srl e a capo della rete di agenzie viaggi AlteVette, presenta un innovativo progetto che aiuterà il nostro territorio a trasformarsi in un polo turistico d'eccezione: "Un modo nuovo di fare turismo"

ARTICOLO DI LUCA T. BILOTTA PHOTO: LAURA PIETRA

coprire la nostra città con un approccio turistico diverso, dare il giusto valore al territorio bergamasco, aprendolo a scenari economici innovativi. E' questo il senso di You Bergamo, un progetto pensato e creato nei suoi dettagli da un intraprendente "self made man" seriano. Parliamo di Roberto Bonfanti, dal 2001 protagonista nel settore turistico con il marchio AlteVette di Eurovia Srl, network di 12 agenzie di viaggio sparse in modo capillare su tutto il territorio locale. Un imprenditore che, seppur nato professionalmente in un contesto diverso come la termoidraulica e le energie rinnovabili, ha trovato nella diversificazione settoriale nuovi mercati e scenari occupazionali per l'area della Valle Seriana. Come? Con un'idea innovativa, che verrà lanciata proprio a luglio sul mercato internazionale: proporre Bergamo e il suo territorio con pacchetti turistici dinamici ed economici, rendendo l'offerta maggiormente fruibile a tutti i viaggiatori, di passaggio da Orio al Serio, che ancora non conoscono la nostra città. Così facendo Bergamo - e tutta la provincia - si trasformeranno in breve tempo, da semplice punto di transito aeroportuale a polo turistico attrattivo di grande rilevanza. La parola chiave è city

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Il nostro è un brand graficamente accattivante su cui far convergere, attraverso nuove tecnologie ed innovative politiche di marketing, una serie di pacchetti diversificati chiamati activity break e suddivisi in proposte che spaziano dalla cultura al wellness, passando per la enogastronomia e le auto d'epoca"


"L'obiettivo è coinvolgere sul territorio tutti gli operatori di settore, creando sinergie con i vettori aerei, gli alberghi, le società di trasporto e, non ultimi, gli uffici del turismo locale"

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fine, non è altro che un brand. Pertanto, tutti gli addetti ai lavori devono operare per gestire e promuovere al meglio questo marchio, su cui far convergere i prodotti e le offerte più rilevanti di tutto il sistema turistico". In che modo? "Con accordi di marketing e di management risk con tour operator e compagnie low cost. Il nuovo modo di fare turismo deve coinvolgere tutti gli operatori di settore. Senza dimenticare i vettori aerei, le società di trasporto e, non ultimi, gli uffici del turismo locale. Proprio questi devono essere il fulcro delle attività e non semplici centri istituzionali preposti alla mera diffusione del materiale informativo. Il loro ruolo deve essere più diretto e coordinato, in gergo tecnico devono preoccuparsi della destination management organization".

break, fenomeno internazionale che si può definire una delle nuove frontiere del turismo moderno. "Oramai il normale ruolo delle agenzie di viaggio si sta modificando. Le tecnologie come internet - afferma l'amministratore delegato di Eurovia Srl, Roberto Bonfanti - e le compagnie low cost hanno stravolto il mercato, ponendo il consumatore come primo tour operator virtuale di se stesso. Dobbiamo renderci conto che, se vogliamo avere futuro, ci si deve trasformare. Si deve avere un approccio assolutamente propositivo, in termini tecnici fare ingegneria del prodotto e - al contempo - della destinazione turistica". Una trasformazione radicale? "Si deve capire che, con la crisi congiunturale, il cliente ha modificato le proprie esigenze e noi agenzie dobbiamo modificarci di conseguenza. Anche le località turistiche devono adeguarsi con una filosofia differente. Teniamo conto che una destinazione, alla 68

In pratica stravolgere il modus operandi del settore? "Il classico pacchetto di viaggio, che si proponeva fino a pochi anni fa, non è morto. Ma ci troviamo a dover fare i conti con un fenomeno nuovo per il nostro settore. Come detto le nuove tecnologie hanno stravolto tutti gli equilibri e hanno portato al self packaging: ovvero i turisti prenotano da soli i voli e gli alberghi con internet, creandosi autonomamente il tour personalizzato. E' un fenomeno che sta trasformando il turismo e il modo di organizzarlo e di venderlo". Da qui nasce il progetto "You Bergamo". "Esattamente. E' dal 2001 che mi occupo di turismo, precisa-


"You Bergamo è la divisione incoming di AlteVette, con cui i clienti esteri e italiani prenotando i vari pacchetti sul sito www.youbergamo.com possono anche interagire direttamente attraverso le varie agenzie sul territorio”

mente con il marchio AlteVette. Abbiamo creato una realtà innovativa sul territorio anche grazie alla grande professionalità dei nostri collaboratori, coordinati dal direttore generale Angelo Spreafico. Siamo partiti dalla Valle Seriana, precisamente dal mio paese natale Colzate. In pochi anni abbiamo aperto sul territorio 12 agenzie viaggi, un network esclusivamente territoriale in continua crescita, che si occupa prettamente di turismo globale. Ma ho sempre avuto a cuore la mia provincia, volevo fare qualcosa d'innovativo che potesse dare il giusto valore alle nostre bellissime terre. Così abbiamo creato il marchio "You Bergamo", un progetto realizzato per incentivare turisticamente - in chiave incoming - la Bergamasca". Di cosa si tratta? "Come detto, prima era il cliente che si doveva adattare alle proposte di noi operatori turistici, oggi siamo noi a doverci adattare al cliente e al prodotto che chiede. Ecco perché abbiamo pensato: "Abbiamo la fortuna di avere un aeroporto come Orio al Serio che, con il passare degli anni,

ha assunto un ruolo di leadership dei voli low cost. Eppure i turisti esteri, appena scesi dall'aeromobile, si chiedono: "Ma che città è questa? Orio al Serio o Milano?". Così si finisce per disperdere l'attrattiva di Bergamo, perdendo ogni possibilità di trattenere nel nostro territorio le centinaia di migliaia di nuovi visitatori". Incanalare i flussi turistici in città, rendendo Bergamo non più punto di passaggio? "Esatto, i vettori low cost hanno cambiato la geografia turistica. Non si sceglie più la meta per questioni d'interesse personale, ma sempre più attraverso una spinta economica ed emozionale, cercando di trovare la vacanza a basso costo fra le destinazioni proposte dalle compagnie aeree. Non vi siete mai chiesti perché Strasburgo o altre città meno note, dove non c'è alcuna attrattiva culturale, registrano centinaia di migliaia di turisti l'anno? Allora perché non aiutare Bergamo ad essere una vera city break? Ovvero favorendo il concetto di shorts breaks, più precisamente dei pacchetti di pochi giorni in cui poter scoprire le bellez69


Lo staff di AlteVette

ze architettoniche, culturali ed enogastronomiche delle nostre terre?". Bergamo, nuova city break: ma come? "Semplice, con You Bergamo. Un brand graficamente accattivante su cui far convergere, attraverso nuove tecnologie ed innovative politiche di marketing, una serie di pacchetti diversificati chiamati activity break e suddivisi in proposte che spaziano dalla cultura al wellness, passando per la enogastronomia e le auto d'epoca"

"Esattamente. You Bergamo è la divisione incoming di AlteVette, con cui i clienti esteri e italiani - prenotando i vari pacchetti sul sito www.youbergamo.com - possono interagire direttamente attraverso le varie agenzie sul territorio. Siamo attualmente leader nella Bergamasca fra le realtà aperte sia all'incoming sia all'outgoing". Ma come si struttura un simile progetto? "Abbiamo creato una rete di collaborazioni con vettori aerei, alberghi, ristoranti, centri benessere e società di trasporti del territorio. Un modus operandi che ci ha visti già operativi nel recente passato, quando siamo diventati partner tecnici di "TrenoBlu" e della "Strada del vino e dei sapori Valcalepio". Già con loro avevamo creato

Un nuovo modo per promuovere il territorio. "Una proposta innovativa prevalentemente rivolta al mercato anglosassone e dell'Est europeo, ma fruibile anche dagli italiani. Sono tantissimi i turisti che arrivano dal Sud, con nume"Internet e le compagnie low cost rosi voli di linea che collegano Napoli, Crotone e Catania con Orio stanno stravolgendo il mercato turistico, al Serio. E' un modo nuovo di fare ponendo il consumatore come primo tour operator turismo a Bergamo, che crea automaticamente un indotto economico virtuale di se stesso. Noi cerchiamo di adeguarci non indifferente". Il tutto coordinato dalla vostra rete di agenzie? 70

al mercato proponendo e qualificando Bergamo come city break internazionale"


delle visite tematiche e dei pacchetti ad hoc. Ora abbiamo esteso a tutte le altre realtà del territorio questa formula di marketing". Un progetto di grande respiro, che sta richiedendo ingenti risorse economiche. Non avete pensato di coinvolgere anche le istituzioni del territorio? "Ne stiamo parlando, ovviamente siamo aperti a qualsiasi contatto. Il nostro è un progetto privato, ma con finalità che toccano pure la sfera pubblica. Siamo aperti anche a contatti con soggetti privati, già operativi sia nel settore turistico sia in altri comparti. Non abbiamo alcuna velleità d'esclusiva". Un po' come ha fatto lei: dalla termoidraulica al turismo. "Vero. Ho iniziato l'avventura imprenditoriale affiancando mio padre Andrea nell'azienda di famiglia, la Termoidraulica Bonfanti. Un'attività storica di Colzate, nata nel 1958 e cresciuta con il passare degli anni, a tal punto che ci siamo inseriti anche nel comparto delle energie rinnovabili e della distribuzione di gas metano ed energia elettrica con Italian Energy. Naturalmente il settore turistico mi ha sempre appassionato. Per questo motivo è nata AlteVette e, l'ultimo tassello, You Bergamo. Un progetto in cui - ribadisco - credo molto, perché può essere un’importante risorsa per i nostri territori". Di sicuro siete una delle rarissime realtà che assume personale, per lo meno in Val Seriana. "E' vero. La nostra Valle sta attraversando un periodo di crisi non indifferente, un calvario iniziato qualche anno fa nel ramo tessile e ora arrivato a livelli di criticità impensabili. Certamente con You Bergamo possiamo offrire nuove opportunità occupazionali al nostro territorio in difficoltà. Con AlteVette lavorano già oltre 30 persone, fra dipendenti e collaboratori. Siamo in continua crescita ed entro il 2011 vogliamo arrivare a quota 15 agenzie sul territorio. Del resto il mio obiettivo è dare un modesto contributo occupazionale, dando nuovi posti di lavoro ai bergamaschi, grazie ad AlteVette e You Bergamo. Solo rimboccandoci le maniche ed investendo pesantemente - come stiamo facendo - si possono raccogliere i frutti nel medio periodo, superando quella crisi congiunturale che ci coinvolge".

L’agenzia di via Sant’Alessandro a Bergamo

Network bergamasco, con copertura internazionale

a società Eurovia Srl, creata da Roberto Bonfanti, ha lanciato nel febbraio 2001 il brand AlteVette. Un innovativo network di agenzie viaggio ubicate esclusivamente nel territorio bergamasco per precisa scelta strategica. Strutturato con un team di collaboratori esperti con un know-how nel settore consolidato da decenni, AlteVette si avvale inoltre di corrispondenti presenti in tutto il mondo, garantendo così ai propri clienti un ottimo rapporto qualità-prezzo. Attualmente Eurovia Srl è presente in provincia di Bergamo con 12 agenzie, alcune delle quali nei principali comuni della Valle Seriana (Albino, Cene, Clusone, Colzate, Nembro, Ponte Nossa) e per l'intera provincia (Dalmine, Torre Boldone,

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San Paolo d'Argon, Stezzano). Da segnalare anche la sede di Bergamo - in via Sant'Alessandro 42/c - e l'ufficio dedicato all'incoming all'aeroporto di Orio al Serio. L'obiettivo è la progressiva apertura nel biennio 2010/2011 di altre agenzie viaggio (per un totale di 15) che porteranno così AlteVette ad essere il principale "gruppo di riferimento" per i flussi turistici italiani e stranieri in transito nella nostra provincia. Tra le iniziative più importanti, realizzate negli ultimi anni, vi è la collaborazione con l'Associazione F.T.I. - Ferrovie Turistiche Italiane promotrice dell'iniziativa "TrenoBlu" - Treni Turistici per il Lago d'Iseo e quella con l'associazione "Strada del Vino e dei Sapori della Valcalepio".

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AZIENDE

Still Alluminio, tecnologia al servizio della tradizione TOP BUSINESS

La storica azienda di Brembate Sopra - leader nella produzione e posa dei serramenti - si racconta. Dal presidente Aldo Baldi, il testimone è passato ai figli Giuseppe, Gianni e Nadia

ARTICOLO DI GIORGIO CHIESA

a parola d'ordine è investire. Una scelta che per Alluminio Serramenti. Abbiamo cambiato sede, ora la molte aziende potrebbe apparire come una chimeparte produttiva si trova a Brembate Sopra, mentre lo ra, è invece semplice normalità per la Still show-room è stato aperto a Mozzo. Dopo aver imparato Alluminio Serramenti, una realtà nata nel 1978 l'arte dei posatori - facendo anche alcune esperienze dal cuore imprenditoriale di Aldo Baldi. Ora i tempi all'estero, complice ancora mio padre -, abbiamo deciso sono cambiati: da quando il "self made man" bergamadi effettuare il salto di qualità. Da semplici artigiani sco è andato in pensione, infatti, la carica di amminisiamo diventati una vera e propria impresa produttiva, stratore unico è passata nella mani dei figli. Scusateci, con una mentalità proiettata al futuro e un know-how parlare di pensione è un affronto, la presenza ed espefondato sull'esperienza e sulla tradizione". rienza del presidente Baldi rimane tutt'ora un cult dell'azienda di Brembate Sopra. Ogni mattina, "Abbiamo investito - affermano i figli anche superati i 65 anni, la sua sveglia punta allo stesso orario e il "tam tam" rimane il medesimo. in due macchinari d'ultima generazione Passione, sicuramente, ma anche voglia d'inseGrazie a questa apparecchiatura gnare e volontà d'essere un esempio per le future generazioni. Ne parlano fieri i figli Giuseppe ottenere il "bollino di garanzia" (responsabile di produzione, assieme al fratello sarà molto più immediato. Con un anno Gianni) e Nadia, amministratrice dell'impresa. "Inizialmente - affermano all'unisono -, l'azienda d'anticipo, siamo pronti ad accogliere di famiglia si chiamava MGM (Montaggi Generali la normativa CE" Metallici), solo nel 1987 siamo diventati Still

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Da sinistra Giuseppe assime al padre Aldo Baldi, la sorella Nadia e il fratello Gianni

Di futuro parlano anche le vostre recenti scelte imprenditoriali. "Il cliente - continua Giuseppe Baldi - ha bisogno di due fattori: velocità e qualità. Come detto, il nostro gruppo ha scelto di specializzarsi non solo nella posa, ma anche nella costruzione vera e propria del prodotto. Riusciamo così a occuparci di una moltitudine di progetti che spaziano dagli infissi ai serramenti, passando per le vetrate, le vetrine, le porte, i portoni, le persiane, le tende da sole e le zanzariere. Anche questa è innovazione, garantire alla committenza un pacchetto completo, senza sorprese. Dopo il sopralluogo preliminare e la valutazione del lavoro, ci mettiamo in moto con le sole nostre forze. Nessun'altro interverrà in alcuna fase della produzione e posatura". Mentre, per quanto concerne la qualità? "Abbiamo investito in due macchinari d'ultima generazione (grazie ai consigli dell'amico Lazzaro Impagliatelli di Emmegi). Non abbiamo risentito della crisi, al contrario, pensiamo di essere un'azienda al passo coi tempi. Lo dico

per una semplice ragione: dal 2010 sarà presente l'obbligo di certificazione CE per tutti i serramenti. Se prima come naturale che fosse - poteva capitare che non tutti i nostri prodotti fossero perfetti fino all'infinitesimo di millimetro (con conseguenti scarti di lavorazione), grazie a questa apparecchiatura ottenere il "bollino di garanzia" sarà molto più immediato. In poche parole, siamo pronti ad accogliere la nuova normativa con un anno d'anticipo". Come funzionano queste macchine d'ultima generazione? “Sono macchinari a controllo numerico, che collegati tramite un cavo di rete, acquisiscono dall'ufficio tecnico le varie lavorazioni da effettuare. Essendo macchine gestite da un computer, hanno un margine di errore relativamente basso, unitamente a una qualità di lavorazione ottimale. Grazie a un dispositivo palmare che percepisce tutti i dati e le varie fasi di lavorazione (con possibilità di controllare e archiviare in qualsiasi momento la qualità del progetto in lavorazione), possiamo rilasciare i dati sensibili alla certificazione dei nostri serramenti". 73


E il marchio CE? "Adesso viene il bello. Dopo la lavorazione e l'archiviazione, è possibile stampare le etichette CE dedicate alle tipologie di prodotto delle commesse. Queste saranno da allegare ai documenti che il serramentista dovrà consegnare ai suoi clienti finali. Ma non è finita qui. Le macchine, infatti, sono in rete. Questo vuol dire che il committente può guardare le fasi di lavorazione sul suo computer e accorgersi in tempo reale dello stato di produzione del suo prodotto. Prima la marchiatura avveniva manualmente, ora è quasi un lavoro di squadra nel quale partecipa anche il cliente finale". Con queste tecnologie sembrerebbe che chiunque possa fare il vostro lavoro. "Grazie a questo nuovo sistema, riusciamo ad avere molto più controllo. Con la stessa qualità, la nostra produttività si è innalzata vertiginosamente. Tuttavia non è così semplice. Qualsiasi lavorazione e prodotto richiedono delle solide conoscenze di base, unitamente allo studio delle caratteristiche 74


del luogo dove il prodotto stesso verrà installato. Se da un lato la velocità è aumentata, dall'altro è divenuto fondamentale avere molta flessibilità, una caratteristica che si impara solamente con anni di lavoro alle spalle". Con flessibilità intendete anche avere un ampio ventaglio di mercato? "Passiamo dal privato al pubblico, senza distinzioni. Non ci nascondiamo dietro a un dito, i nostri lavori sono di altissima qualità e necessitano di un interlocutore serio ed affidabile. Dove c'è un affare dal punto di vista commerciale, imponiamo il rispetto della normativa in tutte le sue componenti, dai materiali alla sicurezza. Solo per fare due esempi, ci siamo occupati di alcune importanti aziende a livello "Il europeo e di diverse ville in Costa Azzurra. Questo fa capire come la nostra filosofia sia poliedrica ed adattaha bile a qualsiasi tipo di esigenza". La vostra grande intraprendenza è il risultato di una struttura aziendale snella? "Siamo affiancati da un team di operai specializzati e da alcuni artigiani che si occupano della posatura. Abbiamo una mentalità da PMI e un cuore da micro

impresa, lo dimostra la passione con cui mio padre segue ogni aspetto dell'azienda". Siete sicuramente una PMI fortemente proiettata nel futuro. Avete in cantiere altri investimenti? "Per il momento vorremmo stabilizzarci con questa struttura. Ciò non significa che dobbiamo sederci sugli allori, ma che bisogna sempre guardare avanti perché non si finisce mai d’imparare. Siamo addirittura in anticipo sul futuro, tuttavia crediamo che solo con la lungimiranza si possano raggiungere risultati soddisfacenti. E' quello che ci ha insegnato nostro padre, ed è ciò che tramanderemo ai nostri figli".

cliente - afferma Giuseppe Baldi bisogno di due fattori: velocità e qualità. Per queste ragioni la nostra azienda ha scelto di specializzarsi non solo nella posa, ma anche nella costruzione del prodotto finale"

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AZIENDE

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Centri Sportpiù, il business del fitness SPORT&AFFARI

Dagli albori del 1968 - con una palestra di arti marziali -, conoscono il massimo splendore negli anni '90. Sono i famosi "Health & Sport Clubs" della famiglia Gamba, pronti a celebrare l'ennesimo successo: l'apertura della nuova palestra di Curno da 5mila metri quadri coperti ARTICOLO DI GIORGIO CHIESA

iamo partiti dalla tradizione del maestro Hiroshi Shirai, ora siamo pronti per aprire un innovativo centro fitness-wellness". L'affermazione - quantomeno originale - è frutto di una riflessione di Alberto Gamba, primogenito della famiglia che da oltre 25 anni investe negli "Health & Sport Clubs" più conosciuti della città. "Mercoledì 17 giugno, infatti, sono partiti i lavori per la costruzione del nuovo Sportpiù di Curno. Si troverà proprio alle porte d'ingresso del paese - in via Enrico Fermi -, subito dopo il passaggio a livello. Sarà una struttura di ben 5mila metri quadri coperti e diventerà il club riferimento per tutto il Nord Italia". L'ennesimo tassello di una storia imprenditoriale di successo, parliamo della famiglia Gamba che in questi ultimi vent'anni ha costruito un business significativo a Bergamo nel campo del fitness e del wellness. Un'avventura iniziata complice - come detto - Hiroshi Shirai, il primo maestro (arrivato in Italia) nell'arte del karate di stile shotokan . Ma procediamo con ordine: cosa centra il misterioso giapponese con la nostra città? Per rispondere a questa domanda bisogna fare un passo indietro. Precisamente al 1968, anno durante il quale il giovane Dario Gamba (padre di Alberto, Luca e Renato e già cintura nera di judo), affascinato dalla maestria e dalla classe della nuova disciplina che stava avanzando a Milano, decise assieme a un gruppo di cari amici di aprire la prima palestra a Bergamo per praticare il karate: la "Yamato Damashi". Per quanto strano possa sembrare, è proprio questa l'origine di quello che, nel 1981, sarebbe diventato il primo centro Sportpiù di via San Bernardino. Le stesse radici che Alberto Gamba - responsabile marketing del gruppo - vuole sottolineare con forza fin dalle battute iniziali. "Tutte le nostre attività sportive partono da qui.

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Il karate a Bergamo è stato portato da un'idea di mio padre. La prima palestra aprì in via Sant'Orsola proprio alla fine degli anni '60, un periodo durante il quale io e i miei fratelli, invece che andare in oratorio o al campo da calcio, eravamo obbligati da nostro padre a passare il tempo libero praticando arti marziali. Ora, assieme a loro, sono pronto per aggiungere un altro tassello prestigioso, grazie alla nuova sede di Curno. Sarà di nuova concezione, composta da un'area verde di 33mila metri quadri. Non verrà risparmiata un'ampia zona per gli svaghi estivi, oltre ai campi da tennis (fruibili in tutte le stagioni) avrà al suo interno innovative aree per il wellness e una grande zona termale di 500 metri quadri. Non solo, ci sarà una parte riservata alle arti marziali e agli sport di combattimento. Inoltre, sarà costruita una palestra in acqua per sole donne oltre ad altre piscine coperte e scoperte per il nuoto e il tempo libero. Dopo otto anni passati dietro alla burocrazia, ce l'abbiamo fatta. Ancora un anno e saremo pronti per regalare a Bergamo il primo club ecosostenibile". Un regalo che nasce da una filosofia aziendale molto particolare. In che modo le arti marziali hanno influenzato la vostra vita? "Oltre al divertimento, queste discipline - ribadisco il termine "disciplina", da non confondere con sport di combattimento - ci hanno insegnano uno stile di vita sportivo, attraverso il quale la persona impara a rendersi conto della propria forza e a gestire meglio il proprio corpo. Questa particolare consapevolezza t'insegna anche ad avere grande rispetto per chi ti sta di fronte, sia nel combattimento che nella vita di tutti i giorni. E' una passione di famiglia, sono gli stessi valori che hanno poi portato mio 77


padre Dario ad insegnare le arti marziali anche in altre palestre comunali e private, fino all'arrivo degli anni '70". Cosa successe in quel periodo? "Mio padre iniziò a fare gare di karate in tutto il mondo, entrando anche nella nazionale e vincendo più volte il campionato italiano. Grazie alla sua passione, ebbe la possibilità di viaggiare molto e di entrare in contatto con punti di vista diversi, vale a dire con proprietari di alcune palestre europee e americane di nuova concezione. Proprio grazie a questi contatti arrivò l'ispirazione. Queste palestre non erano semplicemente sale dove fare arti marziali, ma veri e propri centri sportivi per la cura del corpo, nei quali alla pratica della disciplina si univa anche una zona composta da attrezzi per il potenziamento della massa muscolare. Erano gli anni del mito di Arnold Schwarzenegger, tanto per intenderci". Quindi - al ritorno da uno dei viaggi - suo padre decide di aprire il primo centro sportivo poliedrico. Vale a dire un luogo che univa le classiche sale di arti marziali ad alcune macchine per il body building. "Esattamente. Nel 1981 fu aperta la nostra prima palestra in via San Bernardino, composta da un paio di sale. Una dedicata alle arti marziali, l'altra all'aerobica di Jane Fonda. Sempre lì, qualche anno dopo, cominciammo ad avere le prime macchine per il body building, unitamente alla prima piscina dedicata non solo al nuoto, ma anche all’acqua-gym (altra eredità americana). Successivamente, arrivarono i centri di Curno (nel 1989), di via 24 Maggio trasferitosi poi in via Baioni, di Zingonia, di Cenate Sotto (quattro anni fa) e - da marzo di quest'anno - la palestra per sole donne nel centro di Bergamo, limitrofa al Coin (Area Donna, n.d.r.)".

Dario Gamba

Dato lo sviluppo aziendale che avete avuto, ci verrebbe da dire che suo padre ha avuto un'intuizione geniale. "Il percorso non è stato così semplice. Nel corso degli anni abbiamo dovuto vincere alcune "barriere" culturali, non tutte le novità vennero accolte allo stesso modo. Ad esempio, quando iniziammo ad importare le prime macchine per il fitness (tapis roullant, bike e step), - cioè per l'allenamento cuore polmoni proprio quest'ultime vennero chiamate le "macchinette per le signore". Quello che le persone non sapevano è che stava avvenendo un grande cambiamento. Da palestra per il body building (cioè semplice costruzione del corpo), iniziammo a diventare un vero e proprio centro fitness-wellness, vale a dire un luogo dove ritrovare l'armonia con il proprio corpo". Diciamo che siete stati i precursori italiani di una nuova formula imprenditoriale. "Non la chiamerei in questo modo, per noi non è mai stata una "formula", ma una passione personale. Tantissimi imprenditori, negli anni '90, ereditarono la moda di aprire centri fitness a catena. Il pensiero comune era che fosse un sistema veloce per fare soldi. Però, come spesso accade, queste imprese costruite "per business" fallirono alla stessa velocità con cui vennero concepite. Ancora oggi, in Italia, il quadro dell'industria del benessere è tutt'altro che roseo". Si riferisce alla crisi economica globale? "Non solo. La crisi ha messo in luce molti aspetti che sarebbero rimasti sommersi in tempi normali. L'Italia, con 6mila palestre per il fitness, è seconda nella graduatoria mondiale come numero d'impianti, dietro solo agli Stati Uniti. Il problema è che siamo terz'ultimi come utilizzatori, con alle spalle solamente Grecia e Malta (fonte ISTAT, n.d.r.). Questo vuol dire che - negli anni passati - c'è stata una speculazione notevole, che inizia a presentare il suo conto proprio in questo periodo. Basta guardarsi intorno per vedere che le palestre stanno chiudendo. Ad aggravare la situazione, ancora oggi nessuno promuove l'attività fisica come stile di vita". Dunque cos'è che fa la differenza? "Sicuramente la componente umana. Per questo i nostri istruttori seguono un percorso formativo interno. Ci teniamo che siano buoni e preparati professionisti. Sono loro a fare la differenza, come per ogni piccola e media impresa, la nostra filosofia è fidelizzare il cliente attraverso la qualità del servizio, per farlo sentire a casa. Con la nostra mentalità, se paghi un abbonamento e non vieni in palestra, sei un cattivo cliente. Per molti altri, invece, è un risparmio di acqua calda (io questi li chiamo "centri affitta attrezzi"). Non voglio giudicare nessuno, ci tengo solo a ribadire che non siamo una multinazionale del fitness, ma un’azienda fondata sulla passione".

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AZIENDE

Laser terapia, un'invenzione tutta bergamasca TECNOLOGIA&MEDICINA

Una tecnologia nata a Bergamo nel 1982 da un progetto di "Elettronica Valseriana" e divulgata oltre confine dalla dottoressa Maria Conforti

li appassionati di tennis e di molti altri sport se ne Giannino Algeri (con il quale collaboro dagli anni '90), abbiasaranno già accorti. Gli atleti che calcano le scene mo fatto passi da gigante in termini di applicazioni e risultati". internazionali del Ventunesimo secolo hanno una capacità di recupero straordinaria, che ha del miraQuindi questa innovativa tecnologia è nata a Bergamo? coloso. Sintomo di un aspetto nutrizionale e di una prepara"Non solo, si è anche sviluppata nella nostra città. zione atletica curata nei minimi dettagli, certo, ma anche di Attualmente, le novità della laser terapia partono da qualcosa in più. Non è come state pensando, non vogliamo Bergamo. Personalmente, ho avuto modo di usare tutte gli intendere né doping né altre pratiche illecite. Al contrario, quello che va da anni praticando la dottoressa Maria Conforti è un Conforti, dal 1981 "recupero tramite guarigione" e non una nel campo della medicina sportiva semplice "eliminazione del dolore". Lo strumento adottato? Il laser. Proprio così, nello specifico il laser di ultima generazione Bergamo, dove si è occupata di valutaa dottoressa Maria Conforti si chiamata FP3 System - ha curato i fastidi di zioni funzionali con metodica isocinetilaurea in Medicina e Chirurgia numerosi illustri sportivi: Alberto Tomba, ca e con pedana di Kisler. Nel 1999, all'Università di Parma nel 1981. Carlton Myers e, più recentemente, Zlatan consegue un diploma di Podologia Tre anni dopo si specializza in Ibrahimovic, Roger Federer e Rafael Nadal. presso l'Università di Bologna, Istituti Fisioterapia sempre all'Università di Rizzoli. Nel 2001, scrive il capitolo sulla Parma. Dal 1981 al 1983 è assistente "L'FP3 - afferma la dottoressa Conforti - è laserterapia del Libro della U.T.E.T. del nel reparto di Ortopedia di Fidenza (PR). una terapia fisica che si presta particolarprof. Valobra di Torino e nel 2003 scriNel 1985, ottiene un diploma universitamente a risolvere i problemi dello sportivo, ve il libro "Il Laser Nd:Yag", edito da rio triennale presso l'Università di quindi tendiniti, lesioni muscolari e patoloEdizioni Martina. Nel 2009 frequenta Marsiglia C.E.D.A.T. in agopuntura cinegie da sovraccarico in generale, come la un Master in Podologia dello Sport al se. Nel 1987, consegue un'ulteriore spelombalgia. Questa tecnologia è nata a cializzazione in Medicina dello Sport Gemelli di Roma - Università del Sacro Bergamo nel 1982 da un progetto della presso l'Università di Pavia. Nel 1991, è Cuore -, oltre a un Master in Ecografia "Elettronica Valseriana". Arrivata a aiuto di recupero e rieducazione al premuscolo scheletrica presso l'Istituto Bergamo, nel 1984, ho iniziato subito ad sidio di Piario dell'U.S.S.L. n.25, appena Rizzoli di Bologna. E' presidente della apprezzarne le potenzialità, mi si è letteraldopo specialista ambulatoriale in IALT (International Association Laser Medicina dello Sport dell'A.S.L. di Therapy) dal 2008. mente aperto un nuovo mondo. Da allora, anche grazie al supporto dell'ingegnere

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La dottoressa Maria Conforti

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apparecchi laser - dal 96 ad oggi -, credo di potermi definire un'esperta in materia. La metodica, infatti, è poco nota oltreoceano (in particolare negli Stati Uniti). Gli americani sono restii ad accogliere le novità che arrivano dall'estero. Meglio così, anche grazie a questo atteggiamento ho avuto la possibilità di curare in Italia moltissimi sportivi anche americani , accrescendo notevolmente la mia esperienza". Una domanda da profani: questi laser sono sicuri? "Si, non è più possibile provocare ustioni o coaugulazioni di ematomi, perchè non si hanno più alti riscaldamenti cutanei. Gli apparecchi laser d'ultima generazione sono certificati sec. (direttiva europea 93/42) e registrati al Ministero della Salute. Le apparecchiature, infine, sono in via di certificazione alla Food and Drug Administration (FDA, n.d.r.). Questo significa che - entro breve - saranno classificate come veri e propri dispositivi medici, un riconoscimento che lancerà i laser oltre i confini europei". E' una metodica da usare isolata? "La tecnologia FP3 s'inserisce sempre in un percorso riabilitativo. Oggigiorno, lo sportivo è studiato in tutti gli aspetti, anche quelli metabolici e nutrizionali. Il segreto della medicina sportiva, quindi, diventa la rapidità di diagnosi e la somministrazione di cure adeguate. Il concetto di riposo totale è sparito, ora si parla di riposo relativo: in tre giorni il paziente dev'essere in grado di svolgere pienamente l'attività agonistica. La radiazione laser - ad esempio - è ben abbinabile all'agopuntura".

Ci sembra di capire che non si occupa soltanto di sportivi d'alto livello. "Nel mio studio in Bergamo arrivano sportivi, ma anche anziani che non praticano assolutamente attività agonistica. Sono comunque 82

Concludendo, come mai questa tecnica di cura non è promossa dai mass media? "Abbiamo curato poco l'immagine e io, in particolare, ho lavorato tanto, non potendo dedicare abbastanza tempo alla scrittura di articoli in letteratura. Infatti, si trovano ancora pubblicazioni sulla laserterapia a bassa potenza, attualmente superata dall'alta. Le novità della terapia fisica, inoltre, sono principalmente italiane e - nel caso della laserterapia - bergamasche. Inoltre, vorrei sottolineare il fatto che non basta avere l'apparecchiatura per poter curare in modo adeguato. Il requisito fondamentale è quello di porre una diagnosi corretta, avvalendosi di moderne strumentazioni e della collaborazione di colleghi. E' fondamentale seguire dei protocolli di trattamento che la IALT regolarmente diffonde. Infine, è ancora il buon rapporto medico-paziente che permette di capire chi abbiamo di fronte, così da offrirgli le cure più adeguate e, magari, anche un sorriso".

Algeri, l'ingegnere al servizio dello sport

Entrando più nello specifico, come agisce la radiazione laser? "In breve, la radiazione laser ha effetto fotofisico. Con questo intendiamo un effetto antalgico nella terapia del dolore (agendo sui recettori del dolore) e un effetto antiinfiammatorio favorendo la cicatrizzazione e la guarigione del tessuto muscolare, tendineo e articolare". Quali sono i campi d'applicazione del laser? "Con il laser si curano dalle tendiniti delle mamme che tengono in braccio il loro piccolo, al tendine d'Achille di un marciatore. Oppure una sofferenza cervicale (come il colpo di frusta), o una lombalgia, una lesione muscolare, una fascite plantare, una epicondilite, l'artrosi e molto altro ancora".

prevalentemente una riabilitatrice sportivo e, in particolare, seguo il calcio, l'atletica e la danza. Avevo bisogno di uno strumento che accelerasse i risultati e che allo stesso tempo fosse maneggevole e sicuro. Approfondendo gli studi sulla radiazione laser, sono diventata presidente della IALT (International Association Laser Theraphy, n.d.r.), un'associazione nata nel 2001 per promuovere la ricerca sperimentale della laser terapia nei vari rami della medicina".

ingegnere Giannino Algeri si laurea in Ingegneria elettronica nel 1977 al Politecnico di Milano. Nel 1988 partecipa al progetto di realizzazione del primo laser a Nd:YAG defocalizzato per la terapia fisica. L'anno seguente partecipa al progetto di realizzazione del primo laser a semiconduttore ad alta poten-

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za e nel 1995 alla costruzione del dispositivo ad alta potenza e doppia lunghezza d'onda. Successivamente, dal 1998 al 2002, è curatore del laser a tripla lunghezza d'onda, in corso di brevetto per la terapia fisica. E' coautore del testo "Il Nd:YAG e la terapia laser ad alta energia" - edito da Martina - e del "Trattato di Medicina Fisica e Riabilitazione, a cura di Giorgio Nino Valobra", edizioni UTET. Inoltre, è autore di pubblicazioni scientifiche relative alla laser terapia ad alta energia, oltre ad essere stato presidente della IALT, fino al 2007. Sempre dal 2008, è titolare di sette importanti brevetti relativi alle tecnologie di trasferimento di energia laser dei tessuti. Attualmente è amministratore unico della "Touch Life Rehab",con sede a Bergamo.


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Tennis Vip 2009, il galà dei record SOLIDARIETà&SPORT

Ad un passo i 500 mila euro di raccolta benefica in sei anni Giovanni Licini, anima della manifestazione: "Una grande emozione, ringrazio tutti gli amici che ci hanno aiutato ad ottenere questo traguardo" 84

ARTICOLO DI LUCA T. BILOTTA PHOTO: FOTO SAN MARCO

on si poteva che chiudere con una grande festa il Tennis Vip edizione 2009. Alla Fiera di Bergamo, infatti, un parterre di grande livello ha accompagnato la cena di gala conclusiva della manifestazione tennistica benefica. Venerdì 12 giugno scorso, infatti, i riflettori sono stati puntati su tutti i vincitori delle varie categorie, oltre agli illustri ospiti che si sono mescolati ai 500 invitati presenti all'evento. Da segnalare, inoltre, il grande concerto per 2.000 persone con il sound classico dell'orchestra Bagutti, diretta magistralmente dal maestro Franco Bagutti, e il pop dei Camaleonti. Uno spettacolo - realizzato il giorno precedente, al centro sportivo M. Mongodi di Cividino - conclusosi con un'asta che ha messo in palio le maglie atalantine di Bellini e Manfredini e quelle milaniste di Seedorf, Ambrosini e Beckham. L'ultimo atto della manifestazione però, come recita la tradizione, è stato il galà Vip con raccolta benefica agli Amici dell'Oncologia della Valle Seriana e Valle Cavallina. Una serata, dicevamo, che ha visto primeggiare - ancora una volta - la solidarietà, ascoltando totalmente quanto richiesto, ben 365 giorni prima, da Giovanni Licini, organizzatore della kermesse e vicepresidente dell'Accademia del Tennis: "Non lasciateci soli". E così è stato. L'ultimo atto del Vip 2009 (18° Trofeo Achille e Cesare Bortolotti, 3° Torneo Giacinto Facchetti, 1° Trofeo Lodauto

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Mercedes), si è rivelato un inno all'abbondanza, un successo a molti zeri a dispetto della crisi. Numeri da capogiro: non solo per i 300 partecipanti in 20 giorni di torneo, ma soprattutto per le 11 mila presenze che hanno animato il centro sportivo Mario Mongodi di Cividino, allietate dalle proposte enogastronomiche di Chicco Coria, chef del ristorante “Del Moro” di Bergamo. Un vero e proprio trionfo della solidarietà, con un parterre regale. Un appuntamento che ha assunto tratti politici, con i debutti istituzionali del nuovo sindaco di Bergamo, Franco Tentorio ("M'impegno a stare vicino alla manifestazione", ha proclamato) e del neo-presidente della Provincia, Ettore Pirovano ("A tennis non sono capace di giocare, ma in politica - per fortuna - è tutto diverso"), senza dimenticare l'uscente Valerio Bettoni, attuale presidente del Coni ("Il Vip è un'istituzione"). "Quest'anno non posso che ritenermi soddisfatto - ha commentato Giovanni Licini, mente, braccio e anima del torneo -, abbiamo raggiunto un traguardo storico. Sarò ripetitivo, ma devo nuovamente ringraziare tutto lo staff dell'Accademia del Tennis e tutti gli amici che hanno dato un contributo fondamentale nel rendere questa manifestazione ogni anno più bella. L'edizione della maggiore età - la diciottesima - è stata fantastica, soprattutto perché pensiamo di raggiungere quota 500 mila di raccolta benefica, dopo aver devoluto 425 mila euro negli ultimi sei anni." 85


Numeri record: 500 invitati alla cena, 300 giocatori in 20 giorni di torneo. Senza dimenticare il grande concerto per 2.000 persone con il sound classico dell'orchestra Bagutti e il pop dei Camaleonti e le 11 mila presenze al centro sportivo Mongodi di Cividino

Un risultato unico, reso ancora più toccante dalla lettera di un'ammalata di cancro, letta sul palco - nel corso della serata dal direttore del Bolognini, Amedeo Amadeo, con voce scheggiata d'emozione. Solidarietà e sport, quindi, un connubio che ha conquistato Bergamo e i bergamaschi. E a proposito di sport, non poteva mancare Cristiano Doni, Golden Vip 2009, introdotto con un filmato ad hoc pieno di gol e dalle parole di Vittorio Feltri ("Il più forte giocatore della storia dell'Atalanta") e del consigliere regionale Daniele Belotti ("Realizziamo una statua per lui in centro città"). Una parentesi calcistica conclusa con Bedi Moratti, premiata da Licini prima della consegna a Giacomo Agostini ed Ezio Chiesa degli altri due Golden Vip 2009. Con loro Renato Pasini, lo zar di Russia del fondo italiano, Vip d'onore Gianni Radici. Ma i veri protagonisti del torneo sono stati loro, i vincitori sulla terra battuta che hanno sfilato sul palco affiancati dalla presentatrice Simona Befani, fra sorrisi e applausi. Da Paolo e Cristiano Agnelli (quest'ultimo vincitore del singolare B) a Damiani-Carmignani, vincitori del doppio maschile, passando per Super Oscar Magoni, re del singolo, e la coppia Ganz-Ganz. Con loro il main sponsor della kermesse rappresentato da Sergio Bosio, capoarea del Credito Bergamasco, che ha promesso un bis ("Orgogliosi di questo abbinamento"). "Sport e solidarietà si conferma un binomio vincente", sono le parole di Alessandro Masera a conclusione della serata. Ed è vero, perché - la serata ha gettato solide basi per aggiungere l’ambita vetta dei 500 mila euro di 86


raccolta benefica. Menzione speciale, infine, per lo Scriba del tennis, il giornalista e scrittore Gianni Clerici, arrivato a sorpresa e a sorpresa bacchettatore di Federer ("Piange quando vince, piange quando perde: ha la lacrimite. Basta, tifo Nadal"). Il tutto per l'ilarità dei presenti, perché il Vip è anche questo: fare del bene, con il sorriso sulle labbra.

Vincitori e premiati dell’edizione 2009 Diciottesimo Trofeo Achille e Cesare Bortolotti (doppio maschile) Giuseppe "Oscar" Damiani e Pietro "Gedeone" Carmignani Terzo Torneo Giacinto Facchetti (singolare A maschile) Oscar Magoni Primo Trofeo Lodauto Mercedes (doppio misto): Luisa Ancelotti e Pier Gallivanoni Singolare B maschile Cristiano Agnelli Golden Vip d'onore "Gianni Radici" Renato Pasini Golden Vip 2009 Giacomo Agostini, Ezio Chiesa, Cristiano Doni Premio speciale Fair-play del Panathlon di Bergamo Gedeone Carmignani

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Curnis e Tudor scandiscono il tempo dell'arte ARTE&OROLOGI

Alla galleria "27 Arte e Design" di Via Broseta, è andato in scena il primo concorso "Curnis per l'arte", organizzato dall'omonima gioielleria cittadina con la collaborazione della concessionaria Bonaldi Motori 88


ARTICOLO DI GIORGIO CHIESA

arte e il meglio dell'orologeria più raffinata sono stati protagonisti di un originale evento, allestito in una delle gallerie più attive della Bergamasca. Parliamo del primo concorso "Curnis per l'arte", promosso dall'omonima gioielleria. Protagonisti indiscussi sono stati alcuni tra i più promettenti diplomati dell'Accademia Carrara delle Belle Arti di Bergamo. Due realtà conosciute e radicate nella tradizione locale, quindi, si sono unite in un vernissage che ha avuto come filo conduttore l'amore per il bello e la tradizione che accomuna l'Accademia Carrara, la Gioielleria Curnis e la concessionaria Bonaldi Motori. A partire dalle 19 - presso la galleria "27 Arte e Design" di Via Broseta - si sono potute ammirare le opere dei cinque artisti scelti tra gli alunni ed ex alunni più promettenti dell'Accademia, già partecipanti e vincitori di prestigiose mostre nazionali e internazionali. Erano Pamela Bianchi, Mario Scudeletti, Francesca Tavani, Arianna Trabucchi e Juri Merati, autori di altrettante opere ed esponenti di diversi stili e varie aree artistiche. Per l'occasione è stata presentata - in anteprima rispetto al Salone Mondiale dell'Orologeria e della Gioielleria di Basilea 2009 -, la nuova collezione di orologi Tudor, una delle tante prestigiose esclusive della gioielleria che ha fatto la storia di Bergamo. Uno di questi perfetti gioielli del tempo è stato l'omaggio che Cesare Curnis ha deciso di regalare al simbolico vincitore della mostra. E' stato lui a tenere il discorso finale, proprio mentre iniziavano a scendere le luci della sera. Come corollario al lusso e alla classe, ha fatto capolino (nel cortile esterno alla galleria stessa) la sportiva da sogno Porsche Carrera 911, gentilmente esposta grazie alla collaborazione di un partner d'eccezione: la concessionaria Porsche Bergamo del Gruppo Bonaldi."Ho voluto premiare afferma Curnis - l'opera che più delle altre mi ha trasmesso emozioni. Io sono un profano dell'arte d'avanguardia, ma da gioielliere ritengo che tutto ciò che regala "gioia" alle persone rientri nel nostro lavoro di creativi e - passatemi il termine - artisti. Per questo ho scelto "Ritratti", la creazione di Juri Merati, un giovane a cui va il mio sincero applauso".

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Per l'occasione è stata presentata - in anteprima rispetto al Salone Mondiale dell'Orologeria di Basilea 2009 -, la nuova collezione di orologi "Tudor" e la Porsche 911 cabrio

Da Sinistra il vincitore Juri Merati con Cesare Curnis, al momento della premiazione

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Protagonisti indiscussi sono stati alcuni tra i pi첫 promettenti diplomati dell'Accademia Carrara delle Belle Arti di Bergamo

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G.L.A. Antichità, un gioiello in Sant'Orsola LUSSO&ANTIQUARIATO

Un raffinato evento ha svelato il nuovo show-room di Bergamo. Un luogo in cui storia, cultura e arte si fondono per dare vita ad uno spettacolo visivo senza pari 92

PHOTO: LAURA PIETRA

n nuovo show-room in cui poter osservare da vicino pregiati pezzi d'antiquariato. Gian Luca Andreotti, uno dei più rinomati antiquari bergamaschi, ha inaugurato - lo scorso 11 giugno, con un prestigioso evento - la nuova sede in via Sant'Orsola 17 a Bergamo. All'interno di un cortile settecentesco nel cuore della città, infatti, d'ora in poi troveranno la giusta cornice i mobili d'epoca, i quadri e - soprattutto - i gioielli che Gian Luca scova da anni in giro per il mondo. Un open space da 150 metri in cui storia, cultura e arte si fondono per dare vita ad uno spettacolo visivo senza pari. "Era necessario - afferma - poter dare un punto d'incontro nuovo e più spazioso alla clientela. Anche se il

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nostro lavoro ruota principalmente in Italia e in Europa, complici fiere di settore ed esposizioni, era arrivato il momento ideale per dare un valore aggiunto alla nostra offerta". Una scelta che può stridere con la crisi congiunturale che attanaglia l'economia nazionale, ma che è dettata - in particolare - dalla necessità di dare quel quid in più ad un'attività che col tempo si è rivelata leader nel settore sia nel Belpaese sia all'estero. "Avevamo programmato - prosegue Andreotti - questo trasferimento da tempo. Ed anche se l'idea può sembrare una mossa azzardata, possiamo vederla come un investimento necessario per dare il giusto valore agli oggetti che esponiamo. Del resto la nostra clientela è molto variegata. Molti amano ricevere l'antiquario personalmente a casa, ma altri prediligono scegliere in negozio il mobile o l'oggetto d'antiquariato che meglio

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s'adatta alle proprie esigenze. Per questo era necessario creare uno spazio che potesse dare il giusto rilievo agli oggetti in esposizione, esaltandone le lavorazioni e le decorazioni". Un luogo in cui il tempo si ferma, uno show-room ideale anche per mostrare la bellezza di gioielli realizzati dalle sapienti mani dei designer internazionali pi첫 importan-

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ti del secolo scorso. "Prima i gioielli (settore di cui Gian Luca si può definire uno dei più grandi esperti nazionali, n.d.r.) erano sacrificati in piccole teche, che forse non rendevano giustizia alle opere d'arte orafa esposte. Ora possiamo, anche con le giuste luci, dare un'idea diversa di questi preziosi". Il nuovo showroom si presenta come un raffinato punto d'incontro per gli amanti dell'antiquariato, ma anche per chi vuole avvicinarsi a questo affascinante mondo per la prima volta. Un negozio che si può definire una vera e propria "perla" di Gian Luca Andreotti, coadiuvato nell'attività dalla sorella Lorella e dal fratello Emanuele. "La passione ti spinge, spesso, a scelte molto importanti - ha chiosato l'antiquario al taglio del nastro -. Ora con questo nuovo spazio possiamo ritenerci soddisfatti. Diciamo che è il giusto coronamento di un'attività che m'appassiona e mi rende felice, giorno dopo giorno". Un'inaugurazione in grande stile, dicevamo, con champagne francese ed un aperitivo di livello, complice la maestria del servizio catering curato dallo chef Chicco Coria dell'Antico Ristorante del Moro. Un incontro in cui selezionati amici e clienti hanno potuto osservare da vicino questo scrigno d'eccezione. Un luogo in cui, necessariamente, si deve entrare almeno una volta. Così da goderne la fragranza che sprigiona l'antico mondo delle arti. 95


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BMW Serie 5 GT, una principesca anteprima MOTORI&ANTEPRIME

Al castello di Marne, Lario Bergauto ha svelato le linee innovative della nuova berlina bavarese: oltre 200 invitati per un'incontro stilistico fra classico e moderno 96

ARTICOLO DI LUCA T. BILOTTA PHOTO: GIORGIO CHIESA

deata per divorare l'asfalto e - al tempo stesso - offrire un elevato comfort di guida, la nuova Serie 5 Gran Turismo di BMW, è stata svelata in anteprima - giovedì nove giugno scorso, al castello di Marne -, complice la concessionaria BMW Lario Bergauto del Dottor Saul Mariani. Le immagini pubblicate da alcuni giornali di settore tedeschi l'avevano già confermato: la fiammante berlina Gran Turismo, come viene definita dalla Casa madre bavarese, ha una linea tutt'altro che usuale. Vedendola di persona, poi, la sensazione è ancora più forte: cattiva e armoniosa, davvero un modello che colpisce. Una berlina accattivante, che strizza l'occhio a chi oramai è abituato ad osservare i Suv in giro per le città italiane ed europee. L'ennesima sperimentazione stilistica del

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centro design di BMW, che - come successo in passato con modelli quali X5, oltre sette anni fa, e X6 da un anno - farà proseliti nel settore automobilistico. LA PROTAGONISTA - Questo modello, dicevamo, ha tutt'altro che sfigurato di fronte alle linee classiche dell'esclusiva location. La berlina si è concessa agli sguardi degli invitati fra le guglie del castello di Marne, svelando a tutti le sue "forme" fuori dagli schemi tradizionali, un design concepito sfruttando e miscelando diverse soluzioni stilistiche. Il corpo vettura è stato, infatti, impostato con un frontale da berlina che declina, a partire dalle portiere anteriori, in un'elegante coupé a quattroporte, con una coda alta e massiccia che ricorda le ultime linee della Casa bavarese. Omologata per cinque posti, questa vettura risulta essere particolarmente spaziosa e lussuosa, secondo le tradizioni BMW. Grazie alla possibilità di far scorrere i sedili, la nuova Serie 5 GT può passare da 430 litri a 1.650 litri di capacità, posizionandosi al secondo posto tra le auto più capienti della serie, seconda solo alla X5. I motori disponibili saranno un 3.0 litri benzina, un 3.0 litri turbodiesel, ed un V8s turbo. Tre, invece, i modelli: il 530d, il 535i, e il 550i. In particolare, il 530d ha un'accelerazione da zero a 100 km/h in 6,9 secondi, con una velocità massima di 240 km/h. Ottime le percentuali di consumo di carburante, solo 43.5 mpg, con delle emissioni di CO2 di soli 173g/km. Ancora migliori le prestazioni degli altri due modelli, che possono offrire una velocità massima che arriva fino ai 250 km/h in totale sicurezza. Non dimentichiamoci, infatti, che la nuova "BMW Serie 5 Gran Turismo" dispone di tutte le più importanti doti tecniche come il controllo adattivo della trasmissione e il controllo dinamico di stabilità DSC (con DTC e DBC). Massimo comfort e totale abitabilità, quindi, al servizio della tecnologia e della sicurezza.

Un evento immerso nella classe di un contesto regale, concluso con il taglio di torta naturalmente griffata BMW Lario Bergauto

LA SERATA - Linee accattivanti e design innovativo che si sono fuse, come anticipato, in un prestigioso vernissage d'anteprima. La Serie 5 Gran Turismo, infatti, arriverà nelle concessionarie BMW (a Bergamo, ovviamente da Lario Bergauto) a partire dal 24 ottobre prossimo. I selezionati invitati - più di 200 persone - hanno

In alto il taglio della torta e l’ad di Lario Bergauto Dott. Saul Mariani

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cosÏ potuto "gustarsi" la nuova stella del firmamento bavarese, accompagnati dalla musica di un duetto piano-tromba e da un delizioso banchetto curato "ad hoc" per l'occasione. Nel parco del castello era comunque lei ad accaparrarsi gli sguardi dei presenti, mostrando charme e classe anche con un tempo a tratti inclemente. Ma nulla può fermare lo stile spiccato della Serie 5 GT, un'auto

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In concessionaria a partire dal 24 ottobre prossimo, la fiammante berlina Gran Turismo si è concessa agli sguardi con "forme" fuori dagli schemi tradizionali


così "caratteriale". Nemmeno qualche piccola goccia di pioggia. Un evento immerso nella classe di un contesto principesco, concluso con il taglio di torta - naturalmente griffata BMW Lario Bergauto - e un gentile omaggio: il libro "Da quando non provi l'emozione di una prima volta", consegnato agli ospiti prima del congedo. E per rendere l'idea della bellezza dell'evento, abbiamo scelto una frase del designer Adrian van Hooydonk. "Lo sviluppo di un auto è un procedimento emozionale ed è mio desiderio che tali emozioni confluiscano nel prodotto finale e arrivino al cliente. Il design deve toccare la gente". Di questa filosofia dei sensi si "nutre" ogni nuova creazione, e da questa concezione parte anche lo spirito che da sempre contraddistinguono gli eventi BMW Lario Bergauto. Non a caso una serata così elegante non poteva che essere creata per un modello che, come detto, - di design e carattere - ne ha da vendere.

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Risparmio: la differenza con la versione integrale è di circa 3.000 euro in meno a listino, valore interessante soprattutto per chi è attratto dalle linee estetiche di un fuoristrada, ma non necessita di avere un 4x4 100

ARTICOLO DI LUCA T. BILOTTA PHOTO: GIORGIO CHIESA

i è distinta fra le Suv di nuova generazione per l'immancabile binomio qualità-prezzo. Ora l'Opel Antara si presenta al mercato italiano con un ulteriore colpo di scena. Proprio per non farsi mancare niente, la casa tedesca ha creato una nuova versione a trazione anteriore del vendutissimo crossover conosciuto anche per le innate qualità di fuoristrada. Una lieta notizia per il portafoglio, considerando che la differenza con la versione integrale è di circa 3.000 euro in meno, valore interessante

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soprattutto per chi è attratto dalle linee estetiche di un fuoristrada, ma non necessita di avere un quattro per quattro fra le mani. Detto questo, il Suv Opel è pressoché rimasto invariato sia nelle linee estetiche, sempre moderne e in linea con i canoni di mercato europei, sia nelle performanti motorizzazioni. Noi abbiamo scelto una 2.0 CDTI Ecotec bianco perlato (Olympic White, per essere precisi), con allestimento Cosmo e cambio automatico. E il risultato non poteva che essere brillante, testato alle porte di


Due ruote motrici per l'Opel Antara LA NOVITA'

Sulle colline di Bergamo il Suv tedesco si svela nella sua nuova veste: colori più accattivanti e soprattutto una trazione non integrale accompagnata da un turbodiesel common-rail 2.0 CDTI da 127 CV e un 2.4 benzina da 140 CV

Bergamo precisamente in via Gaito sopra Torre Boldone e Redona. NOVITA' - Non solo la trazione, però, è una delle novità di Antara. La configurazione "primavera-estate" 2009 prevede anche altri omaggi della "Casa". Con un occhio al portafoglio del cliente, che non guasta mai in tempi d'austerity. Il marchio tedesco, infatti, ha previsto nuovi colori - fra cui, come accennato, il bianco perlato della nostra prova su strada oltre all'argento "Sovereign Silver" e le due tonalità di grigio "Placid" e "Thunder Grey". Quanto agli allestimenti, invece, la versione Edition plus d'ora in poi sarà disponibile -

senza sovrapprezzo - con i rivestimenti interni in tessuto morocanna nero o beige, mentre sulla versione Cosmo i rivestimenti in pelle, sempre di colore nero oppure beige, faranno parte della dotazione di serie. E a proposito d'interni, chi sceglie Antara trova dentro l'abitacolo un vero e proprio salotto. Rifiniture cromate con plastiche di livello, oltre ad un cruscotto leggibile ed armonioso. Ottimi i vari vani portaoggetti, sempre utili, e il bagagliaio da 70 litri di capacità, che ovviamente può aumentare sino ad un massimo di 1.420 litri abbattendo i sedili posteriori. Deliziosa inoltre la leva del freno, una maniglia ovale in mezzo ai sedili anteriori che s'inserisce perfettamen-

Novità: la configurazione "primavera-estate" 2009 prevede nuove tonalità come il bianco perlato (Olympic White) della nostra prova su strada, oltre all'argento "Sovereign Silver" e i due grigio "Placid" e "Thunder Grey" 101


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te nell'elegante contesto. Presente, in ogni versione, la chiusura centralizzata ad onde radio, il climatizzatore automatico con dispositivo antipolline, i cerchi in lega leggera da 17 pollici, i sedili anteriori riscaldabili, gli alzacristalli anche posteriori elettrici, gli specchietti riscaldati e regolabili, il computer di bordo, lo stereo CD MP3 controllabile mediante tasti posti sul volante. IN STRADA - Destreggiarsi tra ciottolato, viuzze ostiche, parcheggi millimetrici, marciapiedi e buche, non sembra impensierire molto Opel Antara, che dimostra una manovrabilità eccellente nonostante la stazza, quasi fosse una normale berlina. Nel raggiungere il set fotografico sulle colline di Bergamo, infatti, l'auto si è rivelata una valida compagna d'avventura sia nella trafficatissima via Corridoni, sia nella stretta via Marzanica. Ci si "ricorda" di guidare un Suv, altezza e comfort a parte, perché anche negli ingorghi infernali che precedono i centri abitati - come l'ingresso di Torre Boldone -, gli altri cedono il passo, elemento quest'ultimo che molti automobilisti adorano: si sa, l'ego vuole la sua parte. Lo sterzo è preciso e puntuale, mentre il cambio automatico è fluido nelle cambiate agevolando al massimo chi guida. Anche la posizione è ottimale con una buona visuale sul quadro comandi ed una tranquillizzante vista sull'esterno. In sintesi: ha le comodità di una berlina (ne sanno qualcosa i passeggeri della seconda fila che dispongono di 933 mm per le gambe: il massimo per una vettura di questo segmento) e un elevato comfort di marcia. MOTORI - Quanto alle motorizzazioni dobbiamo fare un distinguo. La versione a due ruote motrici è disponibile solo con due motorizzazioni. Precisamente con il turbodiesel common-rail 2.0 CDTI Ecotec da 127 CV (93 kW) e con un 2.4 a benzina da 140 CV (103 kW). Il primo consuma 7,3 litri di gasolio ogni 100 chilometri nel ciclo misto e raggiunge i 100 km/h con partenza da fermo in 11.5 secondi. Questo propulsore è dotato di serie di un filtro anti-particolato che non richiede alcun tipo di manutenzione. Il benzina, invece, è un 4 cilindri in linea con distribuzione a due assi a camme in testa, due alberi controrotanti di equilibratura ed acceleratore elettronico. Con questa motorizzazione Antara raggiunge i 100 km/h con partenza da fermo in 11.6 secondi e consuma 9,3 litri ogni 100 chilometri nel ciclo misto. Le altre motorizzazioni - per la 4x4 - sono i canonici 2.4 16V benzina da 140 CV, i due 2.0 CDTI turbodiesel Ecotec da 150 CV con filtro antiparticolato (uno con cambio automatico-sequenziale ActiveSelect, l'altro manuale) e il potentissimo benzina 3.2 V6 da 227 CV equipaggiato solo con un cambio automatico-sequenziale ActiveSelect. Tutte e quattro le motorizzazioni, comunque, sono le stesse che hanno fatto la fortuna di Antara dal lancio sul mercato ad oggi. SICUREZZA - Anche sul fronte della sicurezza, infine, il Suv di casa Opel non si fa mancare niente. Partiamo con gli immancabili airbag (frontali, laterali e a tendina per la testa) e i dispositivi quali ABS, EBD ed ESP. A questi si aggiungono il CBC, ossia il controllo della frenata in curva, il DCS - per i meno avvezzi alle sigle sarebbe il controllo della marcia in discesa - ed il ARP, protezione attiva anti ribaltamento.

Sicurezza: di serie 6 airbag, ABS, EBD ed ESP. A questi si aggiungono il CBC, il controllo della frenata in curva, il DCS - il controllo della marcia in discesa ed il ARP, la protezione attiva anti ribaltamento

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Motore: la vera novità è sotto al cofano La nuova nata è motorizzata con il noto quattro cilindri benzina 1.4, ma in una configurazione da 75 CV 104

ARTICOLO DI LUCA T. BILOTTA PHOTO: LAURA PIETRA

a chiamano l'anticrisi trendy, in realtà la parola giusta è "l'altra MINI". Nel senso che, seppur con gli incentivi statali (1.500,00 euro) ed un prezzo più basso di listino, le caratteristiche e le peculiarità sono identiche alle sorelle british style dal cuore tedesco. Parliamo della MINI Ray, la chic entry level provata sull'asfalto bergamasco nel suggestivo borgo storico di Costa di Mezzate. Saldamente ancorata alle proverbiali

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doti intrinseche del prodotto - stabilità, robustezza, kart feeling -, la nuova MINI Ray spinge con determinazione sulle qualità tipiche della gamma. È aggregante perché sa proporsi con immediatezza e semplicità. È irriverente perché non rinuncia ad affermare la propria personalità originale e non convenzionale. Ed è all'avanguardia perché sa anticipare le tendenze attualmente in atto in ambito fashion, design e lifestyle. Ma vediamola nel dettaglio.


MINI Ray, style minimal LA NOVITà

Nel borgo storico di Costa di Mezzate vi sveliamo la chic entry level della Casa Anglo-tedesca: la più sportiva, ma anche la più economica della sua categoria

DESIGN E INTERNI - Le linee sono le stesse del restyling MINI, ovvero la versione aggiornata e migliorata dal punto di vista stilistico della prima edizione "moderna". Per quel che concerne l'estetica è da sottolineare come i designer tedeschi abbiano volutamente conservato l'inconfondibile stile della MINI anche se il prezzo si è ridotto in modo considerevole. Stessa sorte per gli interni e il cruscotto, ovviamente "ripulito" dagli optional. Tutto il resto, infatti, si paga a parte. A cominciare dal pacchetto "Delite" (700 euro), comprensivo di cerchi in lega leggera Star Spooler da 15",

volante in pelle a due razze, computer di bordo e fari fendinebbia. FILOSOFIA - Pochi accessori, quindi, ma prezzo più basso: 15.900 euro. Un'equazione commerciale semplice, ma non scontata nel mondo delle auto e che solo negli ultimi mesi è tornata d'attualità. Così anche MINI, un brand icona dello stile e della personalizzazione dell'automobile, si è adeguata proponendo la "Ray", una versione caratterizzata da un equipaggiamento minimal. Ovviamente, però, le personalizzazioni sono - come sempre - molteplici. Anzi, la nuova nata sfoggia un look sor-

Filosofia: prezzi contenuti ma un look sorprendente e talmente “charmant” da suscitare l'attenzione e l'entusiasmo di nuove fasce di clientela come i neopatentati 105


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prendente e talmente 'charmant' da suscitare l'attenzione e l'entusiasmo di nuove fasce di clientela come i neopatentati. Un esempio? Esteticamente la nuova MINI Ray è proposta in tre diversi colori di carrozzeria: Dark Silver, Midnight Black e Pepper White, mentre le calotte degli specchietti retrovisori esterni e le placche delle frecce laterali si presentano accoppiati in sei diversi colori fluorescenti estremamente vistosi: Alien Green (come la versione provata per voi), Lemon Yellow, Flash White, Energy Pink, Vitamin Orange, Shocking Blue. Completano l'aspetto giovanile i copricerchi Dark Silver. MOTORE - Ma la vera novità sta sotto al cofano: la MINI Ray, infatti, è motorizzata con il noto quattro cilindri benzina 1.4, ma in una configurazione da 75 CV. La riduzione della cavalleria e delle prestazioni (13,2 secondi nello scatto 0-100 km/h è 175 km/h di velocità massima), ha comunque migliorato i livelli di consumi ed emissioni inquinanti dichiarati della Casa. Il motore, infatti, è dotato di un comando a valvole interamente variabile, pompa a olio a volume regolato e pompa del refrigerante che si attiva a seconda della necessità. In questa nuova specifica il motore raggiunge il rendimento massimo di 55 kW/75 CV alla velocità di soli 4.000 giri al minuto, mentre la coppia massima di 120 Newton/metro è disponibile a 2.500 giri al minuto. Con questi livelli di performance, insieme ad un consumo di carburante medio di 5,3 litri ogni 100 km e un livello di emissioni di CO2 di 128 grammi al chilometro, secondo i requisiti dell'Unione Europea, la nuova MINI Ray non è solo la più sportiva, ma anche la più economica della sua categoria. Come anticipato, come gli altri modelli, anche la nuova MINI Ray offre notevoli prestazioni in fatto d'efficienza, grazie a una serie di misure di riduzione dei consumi e delle emissioni. La nuova nata è, infatti, equipaggiata di serie con componenti high-tech nei gruppi secondari capaci di ridurre il consumo di carburante e incrementare ulteriormente il divertimento di guida. Il pacchetto di interventi composto dal recupero dell'energia frenante, dalla funzione automatica start/stop e dall'indicatore del punto ottimale di cambiata consente di realizzare un ottimo rapporto tra divertimento di guida e consumo. SICUREZZA - La dotazione di serie, infine, prevede airbag per guidatore e passeggeri (due frontali, due laterali e due laterali per la testa), fari alogeni regolabili elettricamente, DSC (Dynamic Stability Control) e quattro freni a disco con ABS (Antilock Braking System), EBD (Electronic Brake Distribution) e CBC (Corner Brake Control). Insomma, l'ideale per chi vuole spendere il giusto e restare ancorati alla strada. In massima sicurezza e comodità, per buona pace dei genitori che decideranno di regalare il gioiellino MINI ai propri figli diciottenni.

Colori: proposta in tre diverse tonalità di carrozzeria: Dark Silver, Midnight Black e Pepper White Ha le calotte degli specchietti e le placche delle frecce Alien Green (come la versione provata per voi), Lemon Yellow, Flash White, Energy Pink, Vitamin Orange e Shocking Blue

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Elettrica Service e Pentole Agnelli , la tradizione si accende CHI, DOVE E PERCHÈ

PHOTO: LAURA PIETRA

esteggiare dieci anni di vita con un partner storico e dalla "secolare" cultura imprenditoriale. E' stata questa l'unione d'intenti che ha animato l'evento dello scorso venerdì 29 maggio. Per le dieci candeline, infatti, Elettrica Service ha scelto la qualità e la tradizione. Parliamo della collaborazione fra l'azienda di Cisano e la storica "Pentole Agnelli" di Lallio. Proprio nella sede dell'impresa di Baldassare Agnelli si è tenuto un vernissage molto particolare. Si è partiti con una dimostrazione: Stefano Valsecchi - presidente di Elettrica Service - ha scoperto l'impianto elettrico d'ultima generazione che dona energia alle nuove strutture produttive della Pentole Agnelli. Ne è seguito, subito dopo, un elegante aperitivo nel "Museo della Pentola", nel quale si è colto - una volta in più - l'incredibile sviluppo tecnologico vissuto dai cento anni di storia dell'azienda di Lallio. Una volta entrati nello spazio del "Concept Restaurant", i fortunati ospiti hanno potuto gustare una deliziosa cena preparata da uno dei più grandi chef italiani e internazionali: Federico (in arte Chicco) Coria. Nel corso del vernissage, i sentiti ringraziamenti di Stefano Valsecchi sono stati dedicati ai clienti presenti, ma non solo. Durante il suo discorso, infatti, sono stati chiamati "sul palco" tutti i tecnici di Elettrica Service, che uno a uno hanno potuto dedicare una parola al decimo compleanno dell'azienda. Dalla tradizione del passato al richiamo verso il futuro. A questa concezione rimanda il "cadeau" con cui gli ospiti si sono congedati, una simpatica "casetta da centrotavola" con tanto di pannello solare. Il settore in cui l'azienda di Cisano, che ha recentemente inaugurato il più grande impianto fotovoltaico privato in Lombardia, è divenuta "prima della classe".

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EVENTI

Il "Rosso BMW" e il "blu mare" YCBG, infiammano il Boba CHI, DOVE E PERCHÈ

PHOTO: GIORGIO CHIESA

un’attività sportiva senza fini di lucro nata nel maggio del 2001. E' un'associazione di volontari che da anni cerca di diffondere la cultura nautica nel territorio bergamasco. Parliamo dello Yacht Club Bergamo e dell'evento di venerdì 5 giugno scorso, il "YCBG Vela Party Summer". Dove? Semplice, la discoteca culto della Bergamasca: il Bobadilla Feeling Club di Dalmine. Il partner è stato l'eccellenza: BMW Lario Bergauto. Una coppia vincente già dalle battute iniziali della serata. A fianco dell'elegante fontana d'ingresso, infatti, dava sfoggio della sua bellezza l’esclusiva cabrio, la nuovissima BMW Z4 in livrea rossa. Uno spettacolo per gli occhi che non ha mancato di stupire tutti gli invitati della serata. Dopo un delizioso buffet e una cena al tavolo (a discrezione dei presenti), la gustosa serata è entrata nel vivo. Per l'occasione è stato Giovanni Campi - presidente dello YCBG - a intrattenere gli invitati, la sua performance da vocalisti ha fatto letteralmente "cantare" molti degli sponsor presenti alla serata. Proprio loro sono stati gli assoluti protagonisti della lotteria finale con cui sono stati assegnati svariati premi, tra cui uno splendido cofanetto Cartier contenente portafoglio e biro della celebre firma francese. Da segnalare anche numerose teche di orologi - sempre Cartier -, anch'essi gentilmente esposti dalla gioielleria di Anna e Maurizio Torelli. Tra gli invitati anche Gianfranco Baraldi - presidente dell'Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzurri d'Italia -, che nel corso dell'estrazione ha generosamente offerto una targa simbolica "al merito" (guadagnato sul campo, o più facilmente in acqua) di YCBG. Il gran finale è stato però riservato al primo premio: la concessionaria Lario Bergauto ha offerto un corso di guida su pista per testare con mano - o meglio con gas -, le potenzialità del nuovo gioiello di casa BMW, la sinuosa Z4.

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EVENTI

Gioielleria Rota Fumagalli Cup, all'Albenza buche da 18 carati Stableford

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PHOTO: LAURA PIETRA

na cornice di livello, per una competizione che si può tranquillamente definire un gioiello. Passateci il gioco di parole, ma domenica 7 giugno scorso all'Albenza, fra le 18 buche del Golf Club Bergamo, si sono sfidati 132 partecipanti nell'edizione 2009 della "Gioielleria Rota Fumagalli Cup". Una ensemble golfistica con formula "Luisiana a Coppie Stableford Hcp 2 cat.", che ha visto primeggiare con 50 punti (1° categoria, primo netto) Gregorio Bianchi e Federico Castelli. A seguire Marino Vergani e Maraly Arzuffi (1° categoria, primo lordo) con 39 punti e, infine, con 50 punti Matteo Zanetti e Raul Montanari (1° categoria, secondo netto). Gli altri premiati della giornata, che hanno avuto modo di portare a casa alcuni fra i più belli gioielli della Gioielleria Rota Fumagalli, Giampietro Gritti e Leonardo Rossi (2° categoria, primo netto) con 54 punti, oltre alla coppia Maria Teresa Bisetti e Domenico De Felice (2° categoria, primo lordo) con 51 punti. Dulcis in fundo le coppie "Primo Lady" e "Primo Senior": con punti 50 Roberta Ferrari e Alessandra De Beni e con lo stesso punteggio - Camilla Crippa e Annibale Ravasio.

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Panathlon e Biffi, in campo per i giovani

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PHOTO: GIORGIO CHIESA

ono state toccate le corde dell'emozione. Lo hanno fatto i soci del club bergamasco del Panathlon, grazie ad una serata nella quale sono stati discussi temi dal forte richiamo emotivo come i "Giochi Olimpici della Gioventù". Giovedì 18 giugno scorso, a Villa D'Adda - ospiti del socio Piero Biffi, presidente della Biffi S.p.a. -, si sono trattati argomenti fondamentali per tutto il movimento sportivo. Il Panathlon, infatti, è un'associazione che ha fatto del fair play uno stile di vita e un modus operandi, che si è sempre battuta affinché lo sport agonistico giovanile avesse caratterizzazioni soprattutto educative, ma anche meno cruente, meno esasperate, meno condizionate dai mezzi di comunicazione e dalle campagne pubblicitarie. I due illustri ospiti della serata sono stati Giuseppe Gianfreda - responsabile del settore giovani della preparazione Olimpica del C.O.N.I. - e Maurizio Monego, presidente della Commissione Cultura del Panathlon International. Con il loro contributo è stato illustrato il tema da una duplice visione, convenendo che i positivi valori espressi dai Giochi Olimpici della Gioventù (Singapore, l'anno prossimo, ospiterà la prima edizione estiva) sono strettamente legati a quanto altro si riuscirà ad ottenere per dare ancora maggior peso ai momenti culturali e di socializzazione. "Grazie ad un lavoro certosino, meeting dopo meeting e commissione dopo commissione si è ottenuto un risultato soddisfacente. Prima delle gare, fra le gare e dopo le gare, infatti, ci saranno momenti di aggregazione, momenti culturali, momenti socializzanti e di solidarietà. Questo è il programma sulla carta. Ora si dovrà attuarlo con la partecipazione di tutti gli attori, i ragazzi, i loro allenatori e gli ospiti del villaggio olimpico". Grazie al tema di fondamentale importanza - che ha stimolato numerosi interventi - e alla splendida accoglienza di casa Biffi, la conviviale amichevole si è così tradotta in un piacevole convegno.

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Begnini Serramenti, inaugurato il nuovo showroom a Urgnano CHI, DOVE E PERCHÈ

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inestre aperte all'innovazione. Uno slogan mai abbandonato per il Gruppo Begnini, realtà imprenditoriale ampiamente consolidata nel settore edilizio e accreditata su tutto il territorio nazionale. Con l'inaugurazione del nuovo showroom - avvenuto lo scorso giovedì 25 giugno -, la Begnini Serramenti S.p.a. va incontro al futuro. L'azienda gestita dall'a.d. Mirco (figlio del fondatore Giovanni Battista Begnini), ha così spostato parte della sua produzione di serramenti in alluminio dalla vecchia sede di Cologno al Serio - dove rimane la produzione storica del legno - all'innovativo centro produttivo ed espositivo di Urgnano. Grazie ad una struttura curata nei minimi dettagli, infatti, l'ambientazione coinvolge anche parte degli uffici dell'azienda e uno spazio espositivo di assoluta eccellenza. In un clima di grande cordialità che ha coinvolto familiari (tra cui il padre Giovanni Battista, il fratello Gianluca e il cugino Mauro), amici, clienti e autorità, l'amministratore delegato Mirco Begnini ha così potuto mostrare la qualità dei nuovi prodotti dell'azienda e presentare il nuovo sito internet www.begniniserramentispa.it. Questa volta non solo serramenti, ma anche eleganti mobili, grazie all'accordo per Bergamo con la "Pircher", azienda di Bolzano leader nelle soluzioni d'arredamento in legno per casa e giardino. Il buffet inaugurale, infine, è stato curato dagli chef di Villa Manzoni (sempre di proprietà del Gruppo) e servito nell'ampio giardino esterno allo showroom stesso.

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RX450h, l'ibrido si veste black and white

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n evento con una doppia anima, una bianca e una nera, è andato in scena giovedì 11 giugno scorso alla concessionaria Lexus "Livio Cella Team" di Bergamo, in Borgo Palazzo. Bianco e nero non solo negli arredi, negli allestimenti, nell'elegante servizio catering, nell'abbigliamento delle ragazze, ma bianca e nera erano anche le due nuove Lexus RX450h esposte per la felicità dei selezionati invitati all'evento. La dicotomia cromatica ha voluto essere un richiamo alla dualità insita in questo ultimo gioiello di casa Lexus, che coniuga motore elettrico e benzina in una sola parola: ibrido. La musica dal vivo, gli effetti speciali - fumogeni compresi -, sono stati solo il contorno della presentazione di una delle auto destinate a cambiare la guida in città, e non solo. I numerosi invitati hanno così potuto apprezzare le caratteristiche dell'auto in anteprima e tastare con mano come l'eleganza possa essere rappresentata anche nelle grandi forme di un Suv speciale.

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La serata dei sorrisi, per i giovani

dell'ANDI CHI, DOVE E PERCHÈ

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er "ANDI Giovane" è tempo di festeggiamenti. Con un evento di classe - tenuto nel suggestivo scenario della romantica Villa Finardi lo scorso 28 maggio - si è celebrato il terzo compleanno del gruppo di dentisti bergamaschi. Nata nel 2006 per delibera del Consiglio Provinciale di Bergamo (sotto la presidenza del dottor Stefano Almini), "ANDI Giovane" accoglie la felice intuizione del giovane consigliere dottor Lorenzo Givoia. Si tratta di un punto d'incontro per professionisti che, complice una formula vincente, alterna eventi culturali a eventi ricreativi. Il tema della serata è stato una citazione di Sigmund Freud: "Non riesco a pensare ad alcun bisogno dell'infanzia altrettanto forte quanto il bisogno della protezione di un padre". Una tematica che si è ben legata con l'intervento al microfono di Arianna, figlia di un'associata, il cui sogno è quello di esercitare la medesima professione della madre. E a proposito di "quote rosa", il fascino delle giovani professioniste - numericamente ben rappresentate, a testimonianza di una professione che sempre più si sta tingendo di rosa - ha definitivamente delineato i toni di una serata apprezzata e ben riuscita. Nel corso della stessa, non a caso, sono state espresse parole di'apprezzamento e riconoscenza nei confronti del gruppo "ANDI Giovane" da Stefano Almini (presidente provinciale) e da Roberto Callioni (presidente nazionale) che, impegnato a Roma per motivi istituzionali, ha fatto pervenire un eloquente scritto. Al taglio della torta, il coordinatore del gruppo - Lorenzo Givoia - ha voluto intorno a sé, chiamandoli uno a uno per nome, i colleghi che in questi tre anni hanno strettamente collaborato con lui: Domenico Dalessandri, Vittorio Farina, Lorenzo Andreatta, Aurelio Bonafini, Fabio Oberti, Giulio Rampinelli, Alessandro Grisa, Paolo Pagliardi, Cattaneo Chiara, Citella Silvia e Cristopher Mancilla. E' evidente che questi giovani, portando nuove energie siano una splendida risorsa per l'intera associazione.

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Basket Valtesse, obiettivo centrato: cena con gli sponsor per la serie D

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er celebrare la conclusione di una stagione indimenticabile la società Basket Valtesse si è regalata una serata di festeggiamenti nella prestigiosa cornice dell'hotel "Cinque Vie" di Almenno San Salvatore. La dirigenza, lo staff tecnico, il roster al gran completo della prima squadra e le aziende sponsor del sodalizio cittadino, hanno partecipato alla cerimonia per la conquistata promozione. Mancava solo il presidente del Comitato provinciale di Bergamo della Federazione Italiana di Basket, Giuseppe Ventre, impegnato a Bormio nel concomitante XX° Torneo Bulgheroni. Dopo aver dominato il campionato di Promozione, vincendo la regular season con ampio margine sulle dirette avversarie, la compagine del presidente Colacello si è confermata anche nella fase finale dei playoff, riuscendo a centrare l'obiettivo dichiarato del salto di categoria. Una cena sfiziosa e un'atmosfera festante e goliardica hanno caratterizzato la festa per il conseguimento della Serie D. Prima del taglio della torta celebrativa, il presidente Giorgio Colacello ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno collaborato per realizzare questo sogno ed ai presenti ha dato appuntamento alla prossima stagione, sempre da protagonisti.

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Bergamo Economia Luglio 2009  

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