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IL CONVEGNO In Provincia la prima settimana europea delle PMI

LA CONGIUNTURA Primo trimestre: i settori coinvolti dalla crisi

IL REPORTAGE Il Giro d’Italia passa da Bergamo, un affare da 20 milioni di euro

Rivista mensile - Ogni primo venerdì del mese in edicola al prezzo di 4,00 euro. Poste Italiane S.p.A. Sped. in abb. post. 70% DCB Bergamo. In caso di mancato recapito restituire al mittente.

Si decolla c o n Tr a w e l F l y

La nuova realtà, guidata dall’a.d. Prencipe, apre Bergamo a nuovi scenari turistici e di business

Giugno 2009 - anno 3 - numero Economia, attualità, costume e stile

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L’editoriale Giugno 2009

Nuova cig e segnali di ripresa, l'estate si preannuncia più fresca

DI LUCA T. BILOTTA

inalmente ci siamo, in fondo al tunnel s'inizia a vedere la luce. Negli ultimi giorni si stanno moltiplicando i segnali di ripresa economica sia negli Stati Uniti sia in Europa e in Italia. Per la prima volta, dopo mesi, perfino Ben Bernanke, capo della Federal Reserve statunitense - la banca centrale atterrita dai disastri finanziari made in USA -, ha commentato: "Ci sono alcuni green shoots di rilancio". Una frase divenuta immediatamente simbolo della riscossa: un canto Gospel di resurrezione, una preghiera per benpensanti e ottimisti. Stessa sorte per l'Italia, dove Giulio Tremonti - pessimista di natura - ha commentato serafico pochi giorni fa: "Il rischio di un'apocalisse finanziaria ed economica si sta riducendo. Certo, siamo ancora in una situazione d'incognita, ma è ral-

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Perplesso anche il pessimista Giulio Tremonti inizia a credere in un’estate di rilancio

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lentata la caduta del traffico mondiale e del commercio. Con questi scenari guardiamo al futuro con più speranza". Insomma, nell'equilibro tra due umanissime sensazioni come la paura e la speranza - fra l'altro titolo di un best seller di Tremonti - ha prevalso la seconda e il ministro non ha potuto esimersi dal rasserenare gli animi. Idem Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, che ha dichiarato con un sospiro di sollievo: "Non c'è più la caduta continua di ordini e fatturato, ho la sensazione che il peggio sia passato e che a partire dalla seconda metà dell'anno ci possa essere qualche miglioramento". utto questo per rasserenare gli animi degli imprenditori che ci leggono, in previsione dell'estate alle porte. Non preoccupatevi, in spiaggia non avrete sogni funesti. Certo, il caldo di maggio non vi lascerà in pace fino a settembre. Ma sarà solo una quisquilia climatica e non congiunturale. Quanto dicono Bernanke, Tremonti e Marcegaglia è una pubblica professione di ottimismo su basi certe. Come i piccoli segnali positivi che arrivano dalla produzione industriale: nel primo trimestre, nei 16 Paesi di Eurolandia, si è registrata una boccata d'ossigeno (+3,7% di media). In un clima di tale serenità, resta però la piaga della cig. Ma anche in questo caso ci sono buone nuove. Si tratta di un bel sospiro di sollievo, sempre in previsione del mare. L' Inps, infatti, ha emanato una circolare che aggiorna i criteri di calcolo della cassa integrazione, consentendo di fatto alle imprese di utilizzarla più a lungo. Il massimo consentito di 52 settimane, ovvero 12 mesi, diviene così conteggiabile sulla base delle singole giornate di "riposo forzato". In pratica si considererà usufruita una settimana, solo quando la contrazione del lavoro avrà interessato sei giorni, o cinque in caso di settimana corta. Proprio un bel regalo per proprietari d'aziende e lavoratori, una normativa di cui approfondiremo le principali peculiarità in uno speciale ad hoc nel prossimo numero di luglio.

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nsomma, il fiume burrascoso di fine 2008 si è placato su più fronti. L'estate che ci si appresta a vivere volge al sereno. Anche se, ad onor del vero, noi di Bergamo

Economia abbiamo sempre cercato di guardare quella luce in fondo al tunnel di cui parlavamo all'inizio. Anche quando molti non la vedevano, o non credevano potesse esistere. Avevamo pure anticipato il crack americano di novembre scorso e già dato indicazioni su come virare rotta per scampare alla crisi mondiale. Proprio così, parliamo della copertina di maggio 2008 con l'intervista all'economista internazionale Claudio Celani. Il titolo era profetico: "Una nuova Bretton Woods per il rilancio dell'economia". Comunque sia il dictat che ha sempre animato - e che continuerà ad animare - le nostre pagine e le nostre copertine è proprio questo: raccontare e vivere con voi l'economia. E in questo caso prospettare, nella grave crisi globale, quanto di positivo continua a esistere nell'industria (a partire da quella bergamasca) e sottolineare che non tutto va male. Del resto, proprio quando il nostro campo appare arido, bisogna continuare ad ararlo nella speranza di un germoglio. E come ci insegnano i Berberi, anche dalla sabbia del deserto possono nascere Oasi di rifugio. Seguendo questa filosofia abbiamo deciso di farvi un regalo, dando al nostro mensile una nuova immagine. n restyling grafico che, speriamo, possa essere di vostro gradimento. Un modo per simboleggiare questa rinascita che stiamo - piano piano - vivendo. Un modo per "volare via" dalla crisi, come vuole rappresentare la nostra copertina: Trawel Fly, una propositiva realtà che investe su Orio al Serio e sulle aziende del territorio. Bergamo Economia - a nostro avviso - diventa così più elegante, più leggibile e soprattutto più fruibile. Perché non vogliamo essere solo una bella lente d'ingrandimento sull'economia locale e nazionale. Ma anche un "service" alle aziende. E non è un caso che, a partire da questo nuovo numero, abbiamo voluto dedicare ampio spazio a rubriche legali e fiscali - curate da professionisti - rivolte proprio a voi imprenditori bergamaschi. Più approfondimenti e più notizie, ma anche varie rubriche rilassanti. Perché - come insegnano i migliori barman - i cocktail estivi da ombrellone, giusto per restare in tema, si preparano solo con un buon mix d'ingredienti.

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IL RED. RESPONSABILE

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Sommario Giugno 2009

Società Editrice Giornale di Bergamo S.r.l. Presidente: Paolo Agnelli Curatori del progetto: Cristiano Agnelli e Luigi Berlusconi Direttore: Paolo Provenzi

REDAZIONE: Speb S.r.l. (Impaginazione, testi e foto) Redattore Responsabile: Luca T. Bilotta Mail: bilotta@bergamoeconomia.it Collaboratori: Livio Casanova, Giorgio Chiesa, Anna Saurgnani, Roberto Amaglio e Massimo Pighizzini

A pagina 70

Consulenti: Marco Amorese e Barbara Putortì Grafica: Francesco Legramanti Mail: grafici@bergamoeconomia.it

ECONOMIA & BUSINESS

Fotografi: Giorgio Chiesa, Laura Pietra e Franco Pasinetti (Hanno collaborato a questo numero: Sara Fratus, AG Studio Fotografico, Foto San Marco e Gianluca Crotta) Website: Stefano Morleo

PUBBLICITA’:

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Trawel Fly decolla da Orio al Serio

Tel. 035 678812 Mail: info@bergamoeconomia.it Antonio Milanesi Mail: milanesi@bergamoeconomia.it

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La sentenza europea L’auto non arriva e io (non) pago

Concessionaria pubblicità nazionale: A. Manzoni & C. S.p.A., via Nervesa, 21 Milano. Tel. 02 57494211 Concessionaria pubblicità locale: Speb S.r.l., Via San Giorgio, 6/n - 24122 Bergamo

Copertina

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Leggere la legge La Class Action affila le armi

INFO: Società Editrice Giornale di Bergamo S.r.l. Via San Giorgio 6/n 24122 Bergamo Capitale sociale 75.000,00 Euro Stampatore: Castelli Bolis Poligrafiche S.p.a. 24069 Cenate Sotto (Bg) - Via Alessandro Volta, 4 Tel. 035 4258528

Abbonamenti: 035 678838 Costo abbonamento: 40 euro per 11 mesi

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L’intervista Le proposte di Ezio Maria Reggiani per superare la crisi

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Il caso Scuola di magistratura la sentenza è uno spreco


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A tutto campo Alberto Castoldi, un bilancio positivo e qualche rammarico

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La filosofia aziendale Per Ryanair, non è tutto grasso che cola

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AZIENDE 76

Il centenario Officine Vecchi, ingranata la marcia dei cent'anni

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Lusso&Motori Bmw Lario Bergauto e Cranchi protagonisti al “Nausika Day”

Top business Stilcolor Snc, i colori dell'esperienza

Lusso&Gioielleria Marco Cornali, la nuova boutique Montblanc

Nuove realtà Billette Alluminio Spa, innovativa joint venture di estrusori

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RUBRICHE & EVENTI

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Lusso&Gusto Ristorerò, gioielli per il palato

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Speciale Tennis Vip Un altro ace per la solidarietà

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Motori Lexus RX450h: il suv dal cuore verde Toyota Urban Cruiser, il crossover per tutti i gusti

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Chi, dove e perchè Foto e curiosità 9


Notizie in breve 80 miliardi

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Saranno gli utili del gruppo automobilistico composto da Fiat, Chrysler e - visto il ko con Opel - Saab, dopo le acquisizioni operate a maggio dall'ad Sergio Marchionne

E' il numero degli incidenti sul lavoro, nel campo petrolifero, dal 2003, secondo dati Inail. I morti sono 12, ultimi in ordine di tempo i tre operai della Saras in Sardegna

Mattone

Informatica

Mercato immobiliare, l'Osservatorio promuove la Trucca

A Bergamo torna a soffiare un vento positivo per il mercato immobiliare bergamasco, con segnali di ripresa della domanda nei primi mesi del 2009 rispetto all'anno scorso. E' quanto emerge dall'Osservatorio Fiaip dei prezzi degli immobili di Bergamo e provincia 2009, edito da Terra Nova Editore S.p.A., realizzato dalla Fiaip di Bergamo, patrocinato da Regione Lombardia, Provincia e Comune di Bergamo. Ma entriamo nel dettaglio. Partiamo dalla città, quindi, 10

dove tengono bene il valore le zone di massimo pregio (centrali o pedecollinari) mentre le estreme periferie urbanisticamente meno qualificate, con un parco immobiliare vetusto, subiscono i cali più pronunciati. Nuovi spazi d'azione si registrano laddove il territorio va incontro a grosse trasformazioni: la Trucca, cioè la zona del nuovo ospedale di Bergamo (con tutta la fascia dei paesi dell'hinterland circostanti, Treviolo, Curno e Mozzo). San Pellegrino, dove, in controtendenza, i valori sono

NewTarget Web, unica italiana agli "The Webby Awards 2009"

aumentati del 30% in 2 anni (da 1.800 a 2.400 Euro/mq), per effetto del piano di riqualificazione urbanistica in corso. Oltre alle zone storiche e alle blue chips (Vittorio Emanuele, Poste centrali, Conca d'Oro, Santa Lucia, Città Alta nei prospetti di maggior pregio, le aree pedecollinari come Longuelo, Val d'Astino, Valtesse, San Colombano e Finardi), continuano a tener bene il mercato i comuni dell'hinterland collegati dall'autobus di linea con il capoluogo, soprattutto nella

A distanza di soli tre anni dalla fondazione, la società bergamasca NewTarget Web ha già raggiunto un importante e storico risultato. Complice la progettazione e realizzazione del sito www.cnc-costumenational.com, è entrata a far parte - come unica agenzia italiana - nella short list ristretta a 5 progetti, del premio internazionale "The Webby Awards 2009" per la categoria fashion. Nato a New York nel 1996, "The Webby Awards" è alla sua 13° edizione e conta oltre 10.000 partecipanti provenienti da più di 60 paesi del mondo. Il New York Times l'ha definito "il più prestigioso riconoscimento del web". Questi veri e propri Oscar di internet sono organizzati dall'International Academy of Digital Arts and Sciences, che annovera nella giuria membri come David Bowie e Richard Branson, fondatore del Gruppo Virgin. NewTarget Web fa parte di NewTarget Adv (che si occupa di advertising, promotion e below-the-line), completando idealmente l'offerta di servizi di comunicazione. La premiazione, che potrebbe addirittura decretare la società bergamasca vincitrice, avrà luogo a New York l'8 giugno.


4.134.800

8.323.000

Lo stipendio annuo di Rodolfo Danielli, fino al 4 giugno 2008 a.d. Italcementi, nonché 22esimo manager più ricco delle società italiane quotate in Borsa

Lo stipendio annuo di Roberto Tunioli, manager più pagato d'Italia, attualmente v.p. e a.d. di Datalogic, Piquadro, Monrif e Interpump

fascia pedecollinare (Villa d'Almè, Almè e Ponteranica arriva fino a Torre Boldone, Ranica e Alzano Lombardo). In Val Seriana tengono i valori del comprensorio Castione-Bratto, con un mercato sia turistico che prima casa. Sul Sebino dà performance interessanti Sarnico, sia il fronte lago che le zone pedecollinari con vista. Discorso a parte per la zona di Treviglio e la Bassa, che risponde a dinamiche immobiliari indipendenti, influenzate dalla vicinanza con Milano e il suo hinterland, che verrà esaltato dalla realizzazione della nuova autostrada Brebemi e dal potenziamento del collegamento ferroviario con il capoluogo metropolitano. Anche in questo caso il mercato confida in una ripresa di interesse, basata su un'aspettativa in fase di concretizzazione.

Ecoenergia

Elettrica Service, al via il fotovoltaico di Viganò Quella di mercoledì 6 maggio scorso, è stata una data che Elettrica Service, di certo, non dimenticherà. Già leader in Italia nel campo delle installazioni elettriche e di pannelli fotovoltaici, l'azienda guidata da Stefano Valsecchi festeggia i dieci anni di vita con la messa in rete del più grande impianto fotovoltaico privato in Lombardia, tra i primi dieci in

Italia in termini di grandezza. "Alle fonderie Viganò di Ciserano - afferma Valsecchi - è stato da poco ultimato il primo lotto d'impianti. Parliamo di un progetto di larga portata, che toccherà gli 800 Kw totali entro pochi anni. Oggi è stata ufficialmente allacciata alla rete Enel la struttura fotovoltaica da 295.80 KWp della V.Solar, realizzata sul tetto dell'azienda di Ciserano. L'impianto è costituito da 4080 pannelli solari ad elevata innovazione tecnologica ed estetica che riescono a convertire non solo la luce del sole, ma anche la luce diffusa. Al primo stadio la corrente continua arriva agli inverter - cuore vero e proprio dell'impianto che la trasformano in corrente alternata a 400 Volt. Nel secondo stadio l'energia prodotta dagli inverter viene elevata tramite un trasformatore Bt/Mt e

successivamente immessa nella rete pubblica, quindi a 15000 Volt". Il progettista Alessandro Corti - collaboratore di Elettrica Service - pone invece l'accento sulla qualità della struttura e sulla sua totale messa in sicurezza. "I dispositivi di protezione adottati - aggiunge Corti -, sono conformi alle normative vigenti. Abbiamo ricercato la massima garanzia e salvaguardia sia degli operatori che degl'impianti stessi". I primi test ufficiali hanno rilevato, da subito, alcune evidenti qualità. Ci riferiamo alla totale assenza di rumorosità dell'impianto e al corretto posizionamento di tutta la cartellonistica di sicurezza e segnalazione, oltre che - naturalmente ai rilevamenti energetici sugli inverter. Quest'ultimi hanno evidenziato - nonostante il cielo nuvoloso - un'eccezionale produttività energetica.

Tecnologia

Robur inventa un innovativo sistema di riscaldamento Efficienza energetica da record e riduzione del 50% dei consumi: la Robur, storica azienda lombarda specializzata in soluzioni per riscaldamento e climatizzazione a basso impatto ambientale, ha presentato pochi giorni fa l'ultima invenzione del proprio centro studi tecnologico: il nuovo sistema di riscaldamento con pompa di calore ad assorbimento a gas E3. Classificata nella massima classe energetica, il nome - E3 - raggruppa in sé tutta la sua essenza: Efficienza, Economia e Ecologia. Le pompe di calore ad assorbimento Robur risultano le più adatte per la qualificazione energetica degli edifici nuovi o per la ri-qualificazione energetica di immobili vecchi e da ristrutturare, in quanto completamente integrabili all'interno di impianti di riscaldamento tradizionali e nuovi, grazie al nuovo sistema elettronico di controllo dell'intero impianto. Le più prestigiose autorità in materia di efficienza energetica, hanno già espresso parere favorevole.

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ECONOMIA&BUSINESS

La lotta all'evasione parte da Bergamo L’APPROFONDIMENTO

Giulio Tremonti e il comandante generale della Guardia di Finanza, Cosimo D'Arrigo, presenti alla cerimonia solenne di giuramento alla Repubblica dei 73 allievi ufficiali del 1° anno dell'Accademia della Guardia di Finanza

ARTICOLO DI ANNA SAURGNANI PHOTO: FRANCO PASINETTI

talia, patria di furbi ed evasori. Dalle dichiarazioni dei redditi 2007, pubblicate dal Dipartimento delle Finanze lo scorso aprile, risulta che i 40.7 milioni di contribuenti italiani dichiarano mediamente appena 18.324 euro e un italiano su 3 dichiara meno di 10mila euro. Ovviamente anche le società sono sull'orlo della crisi "fasulla", la maggioranza con i conti in rosso.

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Se si guarda poi agli ultimi dati diffusi dal ministero dell'Economia e delle Finanze tra gennaio e marzo 2009, al lordo delle "una tantum", sono risultate inferiori di 4.1 miliardi di euro rispetto a quelle dello stesso periodo del 2008. Insomma il ritornello non cambia: una parte degli italiani continua a dichiarare redditi da fame e a girare in Ferrari o a navigare con i propri yacht a Portofino. Quelli, invece, che non possono concedersi "evasioni" sono i lavoratori dipendenti e i pensionati. Evadere le tasse, dunque, è un "lusso" che non tutti possono permettersi. E proprio la lotta all'evasione è stato uno dei temi caldi affrontati dal comandante generale della Guardia di Finanza, Cosimo D'Arrigo, nel

DA sinistra Giulio Tremonti con Cosimo D’Arrigo

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Il ministro dell'Economia: "Nec recisa recedit - ovvero, neanche spezzata retrocede - è il motto che deve ispirare l'Italia intera nel combattere l'evasione e la contraffazione"

corso della cerimonia solenne di giuramento di fedeltà alla Repubblica da parte dei 73 allievi ufficiali (di cui 12 donne) del 108° Corso "Piave Vecchio III" e del 7° Corso Ruolo Aeronavale "Idra", frequentatori del 1° anno dell'Accademia della Guardia di Finanza di Bergamo. Presente anche Giulio Tremonti, ministro dell'Economia e delle Finanze, che ha più volte recitato il motto l'Arma "Nec recisa recedit" (Neanche spezzata retrocede) come spunto di riflessione. "Una frase ha detto il ministro Tremonti - che deve ispirare l'Italia intera soprattutto in questo momento". Il riferimento va all'Abruzzo e alla popolazione colpita dal terremoto: "Quando venni qui per la prima volta nel 1994 lessi il motto "nec recisa recedit" e mi chiesi cosa volesse dire. Poi ho capito che il significato vero non è quello del vocabolario, ma è nelle vostre esperienze. In questi giorni l'ho letto all'Aquila e non solo su una 14

caserma, ma sulle facce dei finanzieri di ogni livello e grado. Questo motto non vale solo per la Guardia di Finanza ma anche per l'Italia intera". Tremonti ha poi ricordato di aver partecipato alla cerimonia di giuramento a Bergamo per la prima volta nel 1994, appena nominato al ministero delle Finanze. "I ragazzi di allora - ha detto - ora sono ufficiali motivati e avanzati. Io non so se sono avanzato in carriera ma oggi ho la fortuna di essere di nuovo qui". Quanto al lavoro svolto finora dalla Gdf in Italia, Tremonti ha aggiunto: "La caduta delle entrate in Italia è molto minore di altri paese europei. Mi riferisco in particolare all'Iva. Sono dati che ci lasciano sicuri del fatto che l'evasione, che purtroppo c'è sempre stata, non è aumentata in questi ultimi anni. L'unico modo per contrastarla seriamente, è la continua e incessante azione di controllo. La stessa svolta egregiamente dalla Guardia di


Finanza in questi anni d'onorato servizio". La cerimonia del giuramento, quindi, è stata un'importante occasione per rinnovare l'impegno della Guardia di Finanza nella lotta all'evasione fiscale e alla contraffazione. "I dati - ha confermato il comandante generale D'Arrigo - sono in linea con il trend crescente dell'anno scorso, che pure registrò il più alto consuntivo degli anni precedenti, evidenziando il netto miglioramento qualitativo delle metodologie di contrasto". Sul fronte della lotta all'evasione, il comandante generale ha spiegato che "ci sono due tipologie di evasori: quelli totali, che non presentano affatto le dichiarazioni annuali, e gli evasori paratotali, che dichiarano meno della metà del loro imponibile. Contro queste figure la Guardia di Finanza ha impiegato uomini e mezzi e grazie ad un accurato lavoro d'intelligence, sono stati scovati 2.500 evasori, per un ammontare di 5.7 miliardi di redditi non dichiarati". Nel 2009, inoltre, è stata rafforzata l'attività di contrasto alle frodi "che ha seguito - ha proseguito D'Arrigo - un piano operativo varato a livello nazionale per aumentare innanzitutto la repressione contro l'emissione ed utilizzo di fatture di aiuti comunitari e finanziamenti nazionali ed indebite erofalse, rilevando 2.3 miliardi d'imponibili e 785 milioni d'Iva. gazioni a carico del Servizio sanitario nazionale pari a 204 Nei primi mesi del 2009 sono poi stati sequestrati beni e dismilioni di euro, 38 dei quali già recuperati mediante sequeponibilità finanziarie per 1,1 miliardi di euro, in crescita del stri patrimoniali di beni a carico degli indagati. Dall'evasione 20% rispetto al 2008". In aumento anche le confische, con si è passati poi al sequestro di sostanze stupefacenti: il conl'acquisizione definitiva di terreni, appartamenti, aziende e trasto ai traffici di droga ha invece comportato l'arresto di titoli nel patrimonio dello Stato per 650 milioni, che rappre928 persone da gennaio ad oggi. 4.3 le tonnellate sequesentano una cifra doppia rispetto a quella del 2008. Ci sono strate di cocaina, eroina, hashish e droghe sintetiche. Per inoltre i soggetti denunciati per riciclaggio ed usura: in tutto dover di cronaca, nel corso della kermesse - in cui hanno 460 nel corso dell'anno, con 100 milioni di euro sequestrati. preso parte, ovviamente, tutte le autorità cittadine politiche, Le tasse si evadono anche con la vendita di merci contrafcivili, militari e religiose oltre che le scuole bergamasche fatte. Contro questo fenomeno, che sta prendendo sempre in piazza Vittorio Veneto, secondo la procedura di rito ci sono più piede in Italia e che danneggia i marchi e le aziende del stati anche la cerimonia di giuramento, la parata di uniformi nostro Paese, si è dovuto alzare la guardia: "Nei primi quatstoriche, la sfilata del reggimento di formazione e gli onori tro mesi dell'anno la lotta alla contraffazione e allo smercio finali. Senza dimenticare la consegna della Medaglia d'oro di prodotti che utilizzano il marchio "Made in Italy" ha già al merito civile alla Bandiera di Guerra (conferita in quanto i portato a oltre 5.600 sequestri per più di 30 milioni di articoreparti della Gdf dislocati lungo il confine orientale dopo l'8 li "taroccati" (il doppio rispetto all'anno scorso), con un totasettembre 1943 pagarono un alto tributo di sangue pur di le di 401 arresti (119 nel 2008). La metà degli articoli sequeaffermare i principi della legalità, della sicurezza economistrati riguarda borse, scarpe e vestiti: basta passeggiare per co-sociale e della salvaguardia dei valori etico-morali). le vie della città e scovare ad ogni angolo venditori ambulanti. Tant'è "Nel 2008 sono stati scovati 2.500 evasori, che la vendita di questa merce - ha concluso - ha fatto segnare una per un ammontare di 5,7 miliardi di redditi crescita del 40% sul 2008". Sul vernon dichiarati. Sul fronte aziende, invece, sante del contrasto alla criminalità economica, in tutte le sue forme, la repressione contro l'emissione ed utilizzo sono state sviluppate 6.300 indagini nel settore della spesa pubblica, di fatture false ha rilevato 2.3 miliardi d'imponibili 620 delle quali riguardanti il come 785 milioni d'Iva" parto sanitario, accertando truffe 15


ECONOMIA&BUSINESS

Tre mesi neri come la pece LA CONGIUNTURA

Alla fine del primo trimestre, l'indagine congiunturale della Camera di Commercio segnala il dilagare della crisi, che si allarga alla totalità dei settori: industria, artigianato, commercio, servizi, toccando anche le dinamiche e le dimensioni aziendali

utti sanno che "una rondine non fa primavera", ma cato del lavoro a Bergamo e provincia. "La situazione in Italia per una volta vorremmo essere smentiti. Scorrendo i e a Bergamo non è stata molto diversa rispetto a quella delrisultati dell'indagine congiunturale della Camera di l'area Euro - ha detto De Novellis - il ciclo si è invertito, manCommercio presentati in occasione della settima giortenendo un gap sfavorevole rispetto al resto d'Europa. La connata nazionale dell'Economia, la bella stagione (economica) trazione della produzione a Bergamo è stata tuttavia meno proper Bergamo, tarderà ad arrivare. I dati lasciano poco spazio nunciata che nella media italiana. E la caduta si è diffusa in all'ottimismo, in questo caso la rondine, o meglio gli unici tutti i settori, con performance dei diversi comparti superiore segnali incoraggianti arrivano dalla componente estera degli tuttavia alla media italiana". Nessuna buona notizia sul fronte ordinativi che solitamente anticipano l'andamento del ciclo nel dell'occupazione dove tutti gli indicatori sono al ribasso. futuro prossimo che si accompagnano alle aspettative sul "Sarebbe interessante - ha ammesso Samek - valutare le ricasecondo trimestre. Infatti, mentre gli ordini dal mercato interdute occupazionali delle doti lavoro. Ma la Regione non ha no sono ancora in caduta libera, quelli esteri segnano un deboancora fornito dati in proposito". le progresso (+0,8%) rispetto al trimestre immediatamente precedente. E' ancora prematuro parlare di ripresa ma solo di L' industria - Il primo report intermedio evidenzia che i voluuna possibile interruzione della linea di ricaduta dei livelli promi prodotti mediamente nei primi tre mesi del 2009 dall'induduttivi e il presidente dell'ente camerale, Roberto Sestini, ha stria bergamasca si sono rivelati più bassi di quasi il 12 per interpretato questi come "segnali di stabilizzazione". Per il cento rispetto al primo trimestre 2008: il profilo congiunturale resto, le anticipazioni del rapporto effettuato per conto della dei livelli produttivi resta, infatti, estremamente negativo. Le Camera di Commercio e della provincia, riportano alla situazione del 1929. Nel Il quadro ancora pesantemente negativo, corso del convegno sono state presentate due ricerche: una a cura di Fedele De in provincia di Bergamo, è leggermente mitigato Novellis, di Ricerche e consulenze per l'economia e la finanza (Ref) e una seconda, da alcuni segnali: gli ordini esteri a cura di Manuela Samek, dell'Istituto e le aspettative sul secondo trimestre dell'anno per la ricerca sociale sulla crisi e sul mer-

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La Camera di Commericio di Bergamo

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Nel primo trimestre dell'anno la produzione dell'artigianato manifatturiero bergamasco diminuisce ancora del -12,2% su base annua, è il risultato peggiore di tutta la Lombardia contrazioni risultano diffuse e a livello settoriale non c'è ambito che risulti immune alle difficoltà comuni dell'industria. Data la contrazione degli investimenti e dell'attività produttiva industriale globale, non sorprende che anche in provincia di Bergamo, come mediamente in Lombardia e più generalmente in Italia, tra i settori che registrano le cadute più ampie nei livelli produttivi ci siano i produttori di beni intermedi: il siderurgico, la lavorazione dei minerali non metalliferi, la chimica, la produzione di gomma e plastica ed il settore della carta. Anche la meccanica risente pesantemente della crisi; nel primo trimestre la produzione in provincia di Bergamo si è ridotta del 13.8 per cento nei confronti anno su anno. Perdite tutto sommato contenute sono, invece, registrate dal settore abbigliamento, ed in quello alimentare: la contrazione dei consumi sta interessando soprattutto i durevoli, data la maggiore incertezza delle famiglie, soprattutto circa le prospettive del mercato del lavoro e le condizioni meno favorevoli del credito. Per quanto riguarda gli sviluppi a breve, gli indicatori qualitativi continuano a segnalare un generale pessimismo. Gli imprenditori interpellati nelle indagini congiunturali giudi-

cano i livelli delle proprie scorte di prodotti finiti eccezionalmente elevati; in altre parole, sebbene siano stati operati dei tagli nei livelli produttivi, facendo ricorso anche alla cassa integrazione, questi appaiono ancora insufficienti alle imprese rispetto ai cali riscontrati nella domanda. Del resto, le valutazioni circa i portafogli degli ordini detenuti dalle imprese segnalano uno stato piuttosto preoccupante della domanda. Il saldo delle risposte è difatti negativo, come non era mai accaduto nemmeno durante le precedenti fasi recessive. Secondo le imprese bergamasche, ad inizio 2009 sono principalmente gli ordini interni che continuano a deteriorarsi, mentre per quanto riguarda la componente esterna della domanda si rileva una stabilizzazione rispetto a quanto osservato a fine 2008.

L'artigianato di produzione - Nell'artigianato di produzione il ciclo congiunturale è ancora nettamente negativo. Nel primo trimestre dell'anno la produzione dell'artigianato manifatturiero bergamasco diminuisce del -12,2% su base annua (nel quarto trimestre la flessione era stata del -8,8%). Il dato regionale è in calo del -11,6%: Bergamo risulta la provincia con il risultato peggiore in Lombardia. Produzione industriale primo trimestre 2009 L'indice destagionalizzato della produzione artigiana scende a Province della Lombardia - Variazione tendenziale grezza quota 89,1 (con base 100 nel 2002) con una variazione nel trimestre anch'essa negativa pari SO -5,4 al -3,8 %. Il 70,3% delle azienCR -6,2 de (erano il 59% nella scorsa LO rilevazione) registra cali produt-6,6 tivi oltre il -5%, mentre sono il MB -7,1 9,4 % (rispetto al 9% del IV triVA -8,4 mestre 2008) quelle con increMN -9,5 menti superiori al +5%. Il saldo complessivo tra segnalazioni di PV -9,7 aumento e diminuzione peggioMI -10,4 ra portandosi al -62,3%, contro Lombardia -11,1 il -53,4% della precedente rilevazione. Tutti i settori riportano BG -11,9 variazioni grezze della produzioLC -12,8 ne negative. La meccanica è in CO -13,2 calo del -13,7%, il tessile del BS -14,4 12,9%. Il fatturato complessivo grezzo cala su base annua del -22,7% (dopo il -9,8% della -16,0% -14,0% -12,0% -10,0% -8,0% -6,0% -4,0% -2,0% 0,0% 18


scorsa rilevazione); gli ordinativi trimestrali sono in diminuzione del -4,7%. Calano i prezzi delle materie prime (-3% contro il precedente +1%) così come i prezzi dei prodotti finiti (-2,8% rispetto al -0,2% nello scorso trimestre). Gli addetti delle aziende artigiane manifatturiere (con almeno 3 addetti) diminuiscono del -1,37% come risultato di un tasso d'ingresso di 1,48% e un tasso di uscita al 2,87%. Nella meccanica la variazione è di 1,65% (a saldo di 1,0 in ingresso e 2,66 in uscita) mentre nel tessile il calo è del -2,56% (con un tasso d'ingresso nullo).

Bergamo indica un calo del volume d'affari superiore al 5%. Il saldo percentuale tra variazioni di aumento e diminuzione è negativo (-55% contro il -35,7% della precedente indagine). Il 59,1% (rispetto al 55,6% nel quarto trimestre) del campione registra un calo su base annua degli ordini ai fornitori e il saldo percentuale complessivo è negativo: - 53,6% (-48,7% nello scorso trimestre). E' in rallentamento la dinamica dei prezzi dei prodotti venduti: la variazione a Bergamo nel primo trimestre è di -0,3% (-0,1% in Lombardia) rispetto al +0,2% della precedente indagine.

Il commercio al dettaglio - L'indagine congiunturale nel settore del commercio al dettaglio, in provincia di Bergamo, segnala che il volume d'affari nel primo trimestre del 2009 è in calo del -5,3% (-5,4% in Lombardia) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. La tendenza negativa delle vendite è in corso da cinque trimestri consecutivi, in provincia come in regione. Segno meno anche per la variazione congiunturale grezza, misurata rispetto al trimestre precedente: -5,4% (-5,9% in Lombardia). La riduzione del giro d'affari su base annua è marcata nel comparto dei beni alimentari (-8,2% a Bergamo, -6,5% in Lombardia) e ancor più nel non alimentare (-9,7% a Bergamo, -7,7% in Lombardia) mentre nel non specializzato, corrispondente in linea di massima alla grande, o quantomeno media, distribuzione, a Bergamo si registra una variazione nulla contro il 2,7% del dato medio regionale. Il 58% (era il 41,2% nella precedente rilevazione) delle imprese commerciali di

I servizi - L'indagine congiunturale nei servizi ha riguardato settori articolati: costruzioni-edilizia, commercio all'ingrosso, alberghi e ristoranti, trasporti e attività postali, informatica e telecomunicazioni, servizi avanzati alle imprese e servizi alle persone. Il volume d'affari complessivo, dell'insieme dei servizi indagati, è in calo a Bergamo su base annua del -5,3% (-6,3% in Lombardia) con tendenza negativa in rafforzamento e giunta al quarto trimestre consecutivo. Nelle costruzioni la variazione è negativa a Bergamo (3,9%) e ancor più negativa in Lombardia (-5%). Nel commercio all'ingrosso si conferma a Bergamo un calo simile a quello della precedente rilevazione (-5,7%) e un ulteriore peggioramento in Lombardia (-7%). Negli alberghi e ristoranti il volume d'affari è in ulteriore calo a Bergamo (-9,2%) per il quarto trimestre consecutivo, così come in regione (8,7%), dove variazioni negative si susseguono da sei trimestri consecutivi. Primo trimestre pesantemente negativo (-10,3%) a Bergamo anche nei trasporti ed attività postali così Produzione dell’artigianato primo trimestre 2009 - Lombardia come in Lombardia (-9,7%) Nell'informatica e telecomuvariazione tendenziale corretta per i giorni lavorativi nicazioni la variazione tendenziale a Bergamo è negativa (1,2%, in lieve recupero rispetto SO -4,0 alla precedente rilevazione), così CR -6,4 come a livello regionale (-3,1%). LO -8,8 Nei servizi avanzati alle imprese il volume d'affari a Bergamo MB -9,0 diminuisce (-1,5%) meno che a VA -9,3 livello regionale (-7%) e rispetto MN -9,5 alla precedente rilevazione. Negli altri servizi alle imprese PV -10,3 (finanziari, immobiliari, vigilanMI -10,5 za, pulizia) leggera flessione a Lombardia -11,1 Bergamo (-0,5%) e in Lombardia BG (-1%). Infine nei servizi alle -11,1 persone (istruzione e sanità priLC -11,6 vate, attività ricreative, lavandeCO -11,9 rie, parrucchieri, ecc.) la dinamiBS ca tendenziale accusa una netta -12,2 flessione: -9,2% a Bergamo, 4,2% in Lombardia. -14,0% -12,0% -10,0% -8,0% -6,0% -4,0% -2,0% 0,0% 19


ECONOMIA&BUSINESS

In Lombardia 92 mila tute blu a casa IL REPORT

In Lombardia, le aziende in difficoltà sono 2.827 con 92.243 lavoratori sospesi, 37 mila in più in soli tre mesi Il ricorso alla cassa integrazione ordinaria nel primo trimestre dell'anno è cresciuto dell'88%, con un valore tendenziale annuo che ha raggiunto la punta del 1.076% ARTICOLO DI LIVIO CASANOVA

orse da qualche parte qualcuno registrerà segnali di tivi contenuti nel 25° rapporto stilato dall'Osservatorio sinripresa, ma nel frattempo in Lombardia la crisi colpidacale sulle situazioni di crisi nel settore metalmeccanico, sce duro. I numeri sono a dir poco impressionanti. Le che sistematicamente rileva la situazione nelle 5.700 azienaziende metalmeccaniche in difficoltà sono 2.827, de industriali della regione dove sono occupati circa 550 con 92.243 lavoratori sospesi, 37 mila in più in soli tre mesi. mila lavoratori. Entrando nel dettaglio si segnala che nel Il ricorso alla cassa integrazione ordinaria nel primo trimeperiodo interessato (1 gennaio-31 marzo 2009) sono state stre dell'anno è cresciuto dell'88%, con un valore tendencolpite dalla crisi 2.827 aziende (contro le 971 del 2° semeziale annuo che ha raggiunto la punta del 1.076%. L'indice stre 2008), con 121.084 addetti (contro gli 80.082 precesintetico che misura la crisi nel 1997 era pari a 100, nel denti), con un totale di 92.243 lavoratori direttamente coinprimo semestre del 2008 si collocava ancora a 151 e dopo volti (49.033 i precedenti), 37.000 in più in soli tre mesi. aver toccato quota 628 nel secondo semestre, ora è schizProsegue il fortissimo aumento della cassa integrazione zato a 1.181. Il territorio più colpito è proprio Bergamo dove ordinaria già registrato a fine 2008: + 93% di lavoratori le aziende in affanno sono 351 e qui si concentrano il 18% colpiti in tre mesi. Sono 2.321 le aziende che ricorrono alla degli interventi - poco meno di un quinto, sempre su scala cig ordinaria, contro le 791 del periodo precedente. Il numelombarda - superando la criticità di Milano (15%), della ro dei lavoratori in cigo sono 82.115 contro i 42.490 preceBrianza (14%), di Brescia (10%) e di Varese (9% degli interdenti: l'incremento è di 36.625 unità in soli tre mesi. Il dato venti). Paradossalmente, le aree più colpite sono le stesse tendenziale annuo del ricorso alla cig ordianria evidenzia un che ospitano insediamenti industriali importanti, sia nei + 2.360%, un dato straordinario e molto più accentuato comparti tradizionali che in quelli innovativi, con le più grandi imprese a livello Le aziende in difficoltà nella nostra provincia nazionale e internazionale. La realtà delle imprese di medie-piccole dimensioni, stosono 351 e qui si concentrano il 18% ricamente radicate sul territorio lombardo, vede un coinvolgimento significativo degli interventi. I dipendenti coinvolti, tra cigo, delle province di Milano, Varese e Lecco. cigs e mobilità, sono quasi 17 mila Questi, sono in sintesi i dati più significa-

F

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delle rilevazioni raccolte negli ultimi anni: infatti i lavoratori interessati, nel 2008, erano 47.498 e 6.886 del 2007. In significativa ripresa la cassa integrazione straordinaria, che risalta per un + 102% nel periodo, e un + 188% tendenziale annuo. Interessati alla cigs in tre mesi sono 7.663 lavoratori, contro i 7.786 dell'intero anno 2008 e i 6.044 del 2007. Sono 425 le aziende che vi hanno fatto ricorso (contro le 78 del periodo precedente), il 60% delle quali (251) interessate alla cig in deroga, per un totale di 1.938 lavoratori (il 25% delle sospensioni in cigs). Quest'ultimo è lo strumento pensato per le piccole e medie imprese sotto i 15 dipendenti e gli artigiani, che non avrebbero accesso alla normale copertura. In aumento anche il ricorso alla mobilità: + 33% il dato tendenziale annuo. Sono 2.465 i lavoratori licenziati nel trimestre, contro i 2.742 del 2° semestre 2008 e i 2.774 del primo, mentre nel 2007 sono stati 4.574. La crisi coinvolge tutti i settori merceologici, la

dimensione media delle imprese si dimezza, passando dagli 82 addetti precedenti ai 43 dei primi tre mesi di quest'anno. Di fronte a una congiuntura sempre più complicata, il sindacato chiede la "messa in sicurezza" del sistema industriale lombardo con politiche di tutela dell'occupazione, di sostegno agli investimenti e di accesso al credito. "La cassa dilaga e l'occupazione è a rischio - ha sottolineato Nicola Alberta, segretario generale della Fim Cisl Lombardia, nel presentare la 2^ rilevazione straordinaria sulle situazioni di crisi nel settore metalmeccanico occorrono nuove politiche di sostegno e contratti di solidarietà. I dati congiunturali sono un segnale allarmante della difficoltà dell'industria, e un monito sul pericolo di una perdita di posti di lavoro che investe il nostro settore, perché la cassa integrazione ordinaria sta trascinando con sé il ricorso alla cigs, la mobilità e l'espulsione dal processo produttivo di migliaia di lavoratori".

I dati della crisi nella metalmeccanica

(Dati Gennaio-Marzo 2009)

Territorio

Aziende

Dipendenti

Cigo lavoratori

Cigs lavoratori

Mobilità

Bergamo

351

21.645

15.626

729

439

Brescia

345

11,802

7.144

2.124

10

Brianza

295

20.107

10.687

1.270

743

Como

169

6.674

4.410

878

40

Cremona

85

3.208

2.481

239

36

Lecco

235

8.315

6.589

20

0

Legnano

204

6.711

3.765

982

378

Lodi

53

1.736

1.317

58

20

Mantova

67

4.770

3.552

78

59

Milano

581

18.325

12.724

673

557

Pavia

143

3.405

2.698

444

0

Sondrio

15

1.226

1.108

0

27

Valcamonica

52

2.984

1.752

85

0

Varese

232

10.896

8.262

83

156

Totale

2.827

121.804

82.115

7.663

2.465

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Incidenza della crisi sull’occupazione Dipendenti

Lav. sospesi

Bergamo

21.645

16.794

Brescia

11,802

9.278

Brianza

20.107

12.700

Como

6.674

5.328

Cremona

3.208

2.756

Lecco

8.315

6.609

Legnano

6.711

5.125

Lodi

1.736

1.395

Mantova

4.770

3.689

Milano

18.325

13.954

Pavia

3.405

3.142

Sondrio

1.226

1.135

Valcamonica

2.984

1.837

Varese

10.896

8.501

Calche e resse ai centri per l'impiego ergamo è la provincia più colpita. La crisi continua a mordere, infatti, il numero delle assunzioni nei primi tre mesi di quest'anno, ha fatto registrare una drastica battuta d'arresto rispetto allo stesso periodo del 2008: il calo, secondo la Cisl orobica, è stato del 46% con una differenza, in 12 mesi, di 19.500 unità. Secondo le analisi del sindacato, il calo della domanda ha colpito soprattutto i lavoratori interinali (-55%), quelli a tempo determinato (-30%) e gli extracomunitari (-33%) anche se, a

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causa della frenata registrata pure sul versante delle cessazioni (-37%), il saldo è rimasto, alla fine, positivo di 900 unità. Al trend negativo è corrisposto un autentico "boom" delle iscrizioni ai centri per l'impiego passate da 6 mila a 9.800 (+62%). Gli iscritti alle liste di mobilità hanno, invece, toccato quota 5 mila. "L'esplosione della cassa integrazione e la parziale redistribuzione del lavoro in forma solidaristica annota però il sindacato - sembrano per il momento mettere al riparo i livelli occupazionali dal rischio concre-

to di licenziamenti. In definitiva, si potrebbe affermare che le imprese stanno affrontando la crisi con un temporaneo parcheggio forzato dei lavoratori in attesa che passi la bufera". La Cisl ha proposto che l'Osservatorio provinciale del lavoro svolga un monitoraggio mensile delle ricadute occupazionali. "Questo richiede però - prosegue la nota della Cisl - l'assoluta urgenza di mettere in campo interventi sul versante della riorganizzazione produttiva e soprattutto su quello della qualificazione della forza lavoro".


ECONOMIA&BUSINESS

Small business big ideas IL CONVEGNO

La prima Settimana Europea delle PMI che si è svolta dal 6 al 14 maggio a Bergamo e in tutti gli Stati dell'Ue, si è aperta con il titolo: "Ti sembra che la tua attività stia girando a vuoto?" ARTICOLO DI LIVIO CASANOVA PHOTO: GIORGIO CHIESA

a Fiat non sta pagando" si lascia sfuggire Pierino Persico, titolare della Persico Spa di Nembro. Una battuta che chiude il convegno presso la Sala Viterbi nel palazzo della Provincia di Bergamo in occasione della prima "Settimana Europea delle PMI". Una battuta che ci fa intuire come sia facile per

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alcuni gruppi italiani sbarcare in America a fare shopping e nel viaggio di ritorno passare in Germania per riempire il carrello della spesa, mentre per altre imprese sia impossibile varcare le frontiere italiane e l'Europa rimanga ancora un miraggio. Ammesso, infatti, che l'attuale stretta creditizia colpisca entrambi, le grandi aziende in carenza di liquidità


"scelgono" di allungare i tempi di pagamento delle fatture ai il 67.1% del lavoro nel settore privato che sale all'80% per i propri fornitori che nella maggior parte dei casi sono le picsettori delle costruzioni, dei mobili e della meccanica, dove la cole e medie imprese. Per la prossima edizione si potrebbe realtà bergamasca ha un ruolo da protagonista. Le difficoltà partire, chiedendosi: in Europa, che relazioni intercorrono tra e le insidie che le piccole e medie imprese hanno segnalato le grandi imprese e le reti di PMI? A doverci entrare per forza all'Europa come ostacolo, che impediscono performance più (in Europa) sono proprio loro, tutte quelle piccole e medie significative sul mercato sono l'eccesso di burocrazia, l'acimprese fiore all'occhiello di Bergamo e non solo, ma la stracesso al credito, la tassazione e la ricerca di dipendenti proda da percorrere è ancora lunga. Non è una questione di chifessionalmente affidabili, quindi specializzati. Tutto questo lometri perchè passa per la costituzione di distretti, filiere o riassunto nella domanda che ogni giorno, e soprattutto in aggregazioni in grado di unire, in un fronte unico le forze questi ultimi mesi, agita il sonno di molti imprenditori "Ti imprenditoriali e le istituzioni di tutto il territorio. Il sembra che la tua attività stia girando a vuoto?". A dar "Protocollo d'intesa per il rilancio economico della Valle voce all'Europa è stata l’europarlamentare Pia Elda Seriana" docet. Su questo punto si sono trovati d'accordo i Locatelli, Matteo Fornara, membro della Rappresentanza relatori intervenuti alla prima "Settimana Europea delle Pmi" a Milano della Commissione e Caterina Berbenni che ha dal titolo emblematico "Small business, big ideas" che ha illustrato il progetto europeo PROMIS. Le posizioni del terriinteressato tutti gli Stati dell'Ue. Sette giorni voluti per protorio sono stare illustrate da Severo Gonella per Imprese e muovere lo spirito imprenditoriale e per far conoscere agli Territorio, con molti rappresentati dell'associazione presenti imprenditori le opportunità e le strategie messe in campo a in sala e Stefano Cofini di Confindustria. Alle associazioni livello comunitario nazionale e locale. Questa rinnovata sensi è aggiunta la testimonianza di Pierino Persico, titolare sibilità, che va oltre i confini territoriali, per le Pmi è dovuto della Persico Spa e per il sindacato Ferdinando Piccinini. sicuramente al peso e al ruolo che rivestono nel panorama economico a fronte anche di una crisi che le ha penalizzate Il Parlamento Europeo - Domani ci sono le elezioni eurooltre misura rispetto ad altre strutture aziendali. Cinque pee e prima di andare a votare è opportuno sapere che gli milioni solo in Italia e ne rappresentano la specificità. In eurodeputati italiani, come spiega un'inchiesta del settimaEuropa le micro imprese, quelle cioè con la sola figura dell'imprenditore sono il "Le sfide da affrontare, per le piccole 91.5% del totale, il 7.3% sono le piccole imprese che arrivano fino a 49/50 e medie imprese, in ambito comunitario - ricorda dipendenti, l'1.1 sono quelle medie che l'europarlamentare bergamasca Pia Elda Locatelli occupano dai 50 fino a 249 dipendenti e il resto sono le grandi imprese che - sono la burocrazia, i finanziamenti, la fiscalità coprono solo lo 0.2%. A questo si e l'accesso alle gare d'appalto" aggiunge il fatto che le PMI producono

A sinistra l'europarlamentare bergamasca Pia Elda Locatelli

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nale l'Espresso, sono tra coloro che "bigiano" puntualmente l'Europa e le attività dell'assemblea di Strasburgo. I nostri rappresentanti infatti, rimangono a casa una volta su tre, i "lontani" finlandesi hanno un tasso di presenze del 90%, i tedeschi appena di poco inferiore, seguiti dagli europarlamentari degli altri paesi membri. "Pochi italiani sanno - esordisce Pia Locatelli, già europarlamentare e candidata ufficialmente nella lista Sinistra e Libertà - che le elezioni si terranno nei giorni di sabato e domenica e non di domenica e lunedì. Questo per capire quanto sia lontana l'Europa dalla nostra sensibilità. In un anno, 21 emittenti radiotelevisive hanno dedicato complessivamente all'Europa uno scandaloso 3 per cento del tempo totale dell'informazione e lo 0,18 per cento ai lavori del Parlamento europeo". E' trascorso un anno, da quel 25 giugno 2008, quando la Commissione Europea ha adottato l'atteso pacchetto di proposte riguardanti le PMI: lo Small Business Act. Nel documento si stabiliscono 10 principi che i governi degli Stati membri dovrebbero adottare per semplificare le procedure burocratiche ed "aiutare le piccole e medie imprese a fiorire e creare per le migliori tra di esse un trampolino di lancio affinché possano diventare competitori mondiali". "Le sfide da affrontare in ambito comunitario - ricorda l'Europarlamentare sono la burocrazia, i finanziamenti, la fiscalità e l'accesso alle gare d'appalto". Alcuni esempi: "E' fondamentale abbreviare i tempi di registrazione di un'impresa, si deve ridurre tutto ad una settimana - sottolinea Pia Locatelli. - Per le licenze e le autorizzazioni, i tempi per la concessione non devono essere superiori a trenta giorni". La commissione Europea - A sottolineare queste priorità c'è anche la Rappresentanza a Milano della Commissione. "Le sfide odierne dell'Europa - riprende Matteo Fornara -

sono la crescita demografica, l'energia, i cambiamenti climatici e, infine, la crescita economica e occupazionale. Sono temi che valicano le frontiere di ogni singolo stato membro ma gli strumenti che si stanno adottando risultano insufficienti per le questioni politiche da risolvere. Ne è un esempio il protezionismo tedesco nella trattativa che la Fiat ha messo in campo per acquisire la Opel. A questo si aggiunge la mancanza di una strategia dal punto di vista istituzionale, ossia la scarsa volontà di far le cose insieme". Non sono sufficienti programmi adeguati se non sono accompagnati da politiche mirate. A proposito di politica, pochi sono al corrente del fatto che 750 parlamentari europei determinano il 75% delle leggi nazionali, cioè in ogni nazione 3 leggi su 4 sono semplici trasposizioni di quello che è già stato votato dagli europarlamentari. "L'azione politiche della Ue - conclude il rappresentante della commissione - ha di mira il commercio internazionale, un mercato interno più dinamico, il tema della ricerca e di un'adeguata politica industriale per favorire l'imprenditorialità delle PMI attraverso uno sviluppo regionale". Imprese e Territorio - Una politica, però che sortisce pochi se non pochissimi effetti dal punto di vista territoriale. Nonostante il fatto di avere in Italia una concentrazione maggiore di Pmi rispetto ad altri paesi europei, spesso risulta che "molta legislazione europea si basi su un'immagine di PMI sottolinea Severo Gonella di Imprese e Territorio - che non corrisponde alla nostra realtà. E' necessario misurarsi con gli altri competitors europei ma per fare questo è fondamentale legare la ricerca alla trasferibilità, per conseguire un'innovazione vera. Non serve a nulla e a nessuno tenere i brevetti nel cassetto. Inoltre servono brevetti Ue e non cartellini differenti per ogni paese". Il futuro è già scritto "bisogna parlare inglese

A sinistra Severo Gonella di Imprese e Territorio

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A sinistra Pierino Persico titolare della Persico Spa di Nembro

e bisogna utilizzare internet, in tutti i casi - esorta Gonella senza distretti la singola impresa farà sempre più fatica a stare sul mercato". Bisogna puntare sulla ricerca, sull'innovazione, sulla mobilità e il confronto, "se non ci fosse stato Sarkozy conclude il rappresentante di Imprese e Territorio - il programma Erasmus, aperto agli imprenditori, sarebbe ancora sulla carta. Un'opportunità per acquisire esperienze e confrontarsi con la realtà economica di un altro pezzo d'Europa”. Confindustria - Sulla stessa linea anche Confindustria "Ci sono norme europee - sottolinea Stefano Cofini - che non hanno nulla a che fare con la manifattura e alcune vanno in direzione opposta e ne penalizzano la crescita. Non si può tacere che in tutti i casi, qualsiasi sviluppo industriale è legato al territorio e bisogna puntare sul suo know-how industriale". La Val Seriana ne è un esempio, un territorio che ha sempre manifestato la sua alta vocazione manifatturiera. E ci tiene a precisare "che l'Ue non ha e non fa una politica industriale. Anche per quanto riguarda i brevetti l'Italia non ha mai avuto una cultura brevettuale". In tema di semplificazione "l'Europa non ha nulla da insegnare, perché è il più grande esempio di burocrazia, con un apparato complesso ed enormi problemi di accessibilità ai servizi". Bisogna voltarsi indietro"e invece di guardare alla valuta conclude il rappresentante di Confindustria Bergamo misurare le cose in base al loro valore". L'azienda - Un modello di sviluppo industriale territoriale è sicuramente "La Persico Spa di Nembro" con circa 60 milioni di euro di fatturato, per due terzi legati agli stampi e per un terzo agli impianti e quasi 300 dipendenti. L'azienda che produce stampi e impianti sta lavorando ad un sistema in grado di produrre gli alberi in carbonio per le

barche. "Sono certo - evidenzia Pierino Persico, tuttora presidente - che quello che produciamo adesso fra cinque anni non lo faremo più. Ho lottato e sto lottando tutt'ora per non andare in Cina, perché i clienti vogliono acquistare i miei prodotti con prezzi cinesi. La mia fortuna è quella di collaborare con uomini, ingegneri e operai, tutti uniti dal fatto di credere profondamente in quello che fanno. Il problema, caso mai, è trovare personale specializzato. A Nembro i cuochi non si contano più e sono pochi i giovani che vogliono andare in officina". E' stato lui a creare la scocca di Luna Rossa, ma anche per loro l'inizio del 2009 è stato particolarmente difficile "da gennaio registriamo un 40% in meno di ordinativi - conclude il presidente di Persico Spa - soprattutto nell'automotive". I sindacati - "In questo momento di crisi - Ferdinando Piccinini - tutti sono chiamati ad un salto di qualità, sia le imprese che i lavoratori". Sono due i temi che meritano particolare attenzione. "La flessibilità - continua il segretario generale della Cisl provinciale - è sicuramente un’esigenza imprescindibile, che va ripensata. Non posso negare, che in alcuni casi è stata utilizzata solo per ridurre i costi e non per vere necessità legate al ciclo produttivo. Accanto a questo c'è la necessità di una formazione e, quindi, di una qualificazione che accompagni tutta la vita lavorativa delle persone". Per Bergamo si tratta di una sfida "perché qui - conclude Piccinini - manca una vera offerta formativa, in grado di rispondere alle incertezze del futuro". L'ultima battuta è sull'apprendistato, "l'accordo che abbiamo firmato con le associazioni è segno di come la formazione debba essere portata nel suo alveo naturale, l'impresa. La bilateralità è un'opportunità per tutti perché permette di costruire strade e percorsi nuovi". 27


ECONOMIA&BUSINESS

L'auto non arriva E io (non) pago LA SENTENZA EUROPEA

Luigi Scarpelli è il protagonista di una vicenda singolare Nel 2003 acquista un'Audi A4 1.9 TD e dopo due anni di rate puntualmente versate, l'auto non gli verrà mai consegnata, il concessionario fallisce ma alla finanziaria non interessa e vuole che il conto venga saldato. Il bergamasco fa ricorso e la Corte di Giustizia delle Comunità europee gli da ragione

ARTICOLO DI LIVIO CASANOVA

sclusivo! Il pagamento delle rate per l'ace il creditore per cui, se un qualsiasi fornitore quisto dell'auto può essere sospeso se il non rispetta i suoi impegni, il consumatore ha concessionario ne ritarda la consegna. A diritto non solo alla risoluzione del contratto di sostenerlo, adesso, non è più solo il buon senso credito, ma alla restituzione delle somme già o la logica ma l'ultima interpretazione della direttiva versate. In tempi in cui gli acquisti a rate rappreseneuropea sul credito al consumo. La vittoria, perché di tano la regola, questa sentenza verrà sicuramente questo si tratta, importante per i tutti i consumatori, impugnata da molti consumatori e farà da apripista viene dalla Corte di Giustizia delle Comunità europee per molti avvocati nelle cause contro fornitori inache ha dato ragione ad un bergamasco che si è mosso dempienti. Ma come si è arrivati a questa interpretacontro una società finanziaria, la Neos Banca. Tutta la zione europea? Tutto inizia sei anni fa. vicenda si lega ad un cavillo sollevato dal Tribunale di Bergamo: il significato Se un fornitore non rispetta i suoi impegni, legale della parola "esclusiva". Con la sentenza C509/07, i giudici comunitari i consumatori hanno diritto in merito alla disputatio tra Luigi non solo alla rescissione del contratto Scarpelli e la finanziaria del gruppo Intesa San Paolo, hanno stabilito che di credito ma anche al rimborso non è indispensabile che sussista un delle somme già versate rapporto di esclusiva tra il venditore

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La sede della Corte di Giustizia delle Comunità europee

L'azione - Siamo nel 2003 e venerdì 20 giugno, il bergamasco Luigi Scarpelli decide di acquistare un'auto nuova. Si rivolge alla concessionaria Autobrembate per un' Audi A4 1.9 TD nuova di pacca. Scarpelli versa sull'unghia 10 mila euro mentre per gli altri 19.130, con i documenti di acquisto sotto braccio, sottoscrive un modulo di finanziamento con un contratto di credito al consumo alla Neos Banca, la società finanziaria del gruppo Intesa San Paolo. Il bergamasco inizia a rimborsare quest'ultima con rate di 402 euro, mensili. Dopo due anni di attesa e dopo aver versato 24 rate, pari a 9.648 euro il concessionario "tarda" nella consegna fino al punto che la macchina non arriva più. A mettersi in moto, allora, è Scarpelli che interrompe i pagamenti delle rate alla finanziaria. La reazione - La risposta di Neos Banca non si fa attendere e, qualche mese dopo, notifica al malcapitato un decreto ingiuntivo. Senza andar troppo per il sot-

tile, la finanziaria vuole che il conto sia saldato e che gli venga corrisposto il residuo quantificato in 15.678 euro, a cui si aggiungono "logicamente" gli interessi. Non è tutto perchè al danno si aggiunge anche la beffa. Di lì a poco, la concessionaria Autobrembate, dove Scarpelli aveva acquistato l'auto viene dichiarata fallita e il veicolo non verrà mai più consegnato. I due fronti - Il bergamasco non si dà per vinto, non solo si oppone al provvedimento di ingiunzione della banca, relativo al pagamento della residua somma dovuta, ma richiede la restituzione delle somme già inutilmente versate, gli interessi legali e la rivalutazione monetaria. Davanti al tribunale bergamasco la Neos Banca afferma, al contrario, che il consumatore non ha alcun diritto di bloccare le rate e chiedere la risoluzione per inadempimento del venditore. La società finanziaria sostiene che tra il concessionario e Neos Banca non c'è alcun accordo di esclusiva per i finanziamenti. Tutto si gioca sulla 29


La direttiva europea è stata adottata per assicurare, da una parte, la realizzazione di un mercato comune del credito al consumo e, dall'altra, per proteggere i consumatori che sottoscrivono tali crediti

parolina "esclusiva" e sull'interpretazione della direttiva europea che prevede: il diritto per il consumatore di interrompere i pagamenti al creditore se il fornitore della merce, anche quando è una persona diversa, non rispetta i patti.

La Corte (Prima Sezione) dichiara:

'art. 11, n. 2, della direttiva del Consiglio 22 dicembre 1986, 87/102/CEE, relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri in materia di credito al consumo, deve essere interpretato nel senso che, in una situazione come quella della causa principale, l'esistenza di un accordo tra il creditore ed il fornitore, sulla base del

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quale un credito è concesso ai clienti di detto fornitore esclusivamente da quel creditore, non è un presupposto necessario del diritto per tali clienti di procedere contro il creditore in caso di inadempimento delle obbligazioni che incombono al fornitore al fine di ottenere la risoluzione del contratto di credito e la conseguente restituzione delle somme corrisposte al finanziatore".

Tribunale di Bergamo - L'organo giudiziario locale rimbalza la questione alla Corte di giustizia europea per i chiarimenti relativi alla clausola di esclusiva tra il creditore ed il fornitore. E’ un passaggio obbligatorio affinché Scarpelli possa procedere in giudizio contro Neos Banca e in caso di mancato rispetto degli obblighi, chiedere la risoluzione del contratto di finanziamento e la restituzione delle somme già corrisposte. 30

Corte di Giustizia Europea - "La direttiva - spiegano i magistrati Ue - impone un'armonizzazione minima in materia di credito al consumo. Il fatto di subordinare il diritto del consumatore di procedere contro il creditore aggiungono i giudici del Lussemburgo - ad una clausola di esclusiva tra il creditore ed il fornitore, contrasterebbe con l'obiettivo della direttiva che è, in primo luogo, quello di tutelare il consumatore in quanto parte più debole del contratto". In sostanza, qualunque sia il rapporto tra il commerciante e la società che finanzia il consumatore per l'acquisto, se il venditore non rispetta gli accordi è possibile interrompere il pagamento delle rate alla finanziaria. La Corte di giustizia ricorda, innanzitutto, che la direttiva è stata adottata con il duplice scopo di assicurare, da una parte, la realizzazione di un mercato comune del credito al consumo e, dall'altra, per proteggere i consumatori che sottoscrivono tali crediti. Gli Stati membri sono quindi liberi di stabilire una normativa più favorevole per i consumatori, che dovrebbero vantare nei confronti del creditore (in questo caso la finanziaria) diritti maggiori rispetto ai normali diritti contrattuali. Nei casi in cui la normativa nazionale consente al consumatore di procedere contro il creditore, per ottenere la risoluzione del contratto di finanziamento e la restituzione delle somme già corrisposte, la direttiva, in definitiva, non impone una condizione supplementare, vale a dire l'esistenza di un rapporto di esclusiva tra venditore e creditore. Per contro, una siffatta condizione può essere richiesta al fine di far valere altri diritti, non previsti dalle disposizioni nazionali in materia di relazioni contrattuali, come il diritto al risarcimento del danno causato da un'inadempienza del fornitore. Adesso anche la Neos Banca lo sa: "il cliente ha sempre ragione".


ECONOMIA&BUSINESS

La sede di Telecom Italia

ARTICOLO DI LIVIO CASANOVA PHOTO: FRANCO PASINETTI

iange il telefono" cantava nel 1974, il grande personaggio del Conte Max (il film del '57 con Alberto Domenico Modugno. Oggi a versare lacrime Sordi e Vittorio De Sica). Nei pochi minuti di striscia pubnon è più la cornetta, ma le stesse compagnie blicitaria Christian De Sica si lamenta del fatto che al telefoniche. Alla giungla di promozioni che mondo non esiste nulla del genere mentre Rodolfo Laganà imperversano sulle reti televisive nazionali non si contano e Paolo Conticini sostengono qualcosa ci sia. Scatta la più le innumerevoli richieste di risarcimento avanzate dai scommessa e il protagonista dei cinepanettoni se perde clienti "raggirati" da messaggi pubblicitari non proprio trapromette di buttarsi "cheee elastico". Questo "tutto comsparenti. L'ultimo caso riguarda la Telecom Italia che non preso" è proprio l'omonima tariffa Tim che prevede il pagaha rispettato il principio di buona fede contrattuale nei mento di un canone mensile di diversi tagli (30, 60 o 90 confronti di una piccola azienda di Grumello del Monte. Il euro). La pretesa del messaggio pubblicitario è che questa Giudice di Pace di Bergamo ha annullato la richiesta di 2.500 euro avanzata dalla compaIl Decreto Bersani del 2007 ha introdotto gnia telefonica, con buona pace anche di Christian De Sica che non dovrà più buttarsi da una serie di misure che regolano un ponte con l'elastico. Facciamo mente locale. la trasparenza dei prezzi, l'eliminazione Qualche anno fa imperversava uno spot Tim che presentava il nuovo piano tariffario "Tutto delle scadenze e la libertà di recesso Compreso". La trama prendeva spunto dalla nei contratti telefonici "trasformazione" dell'ex vigile Persichetti nel

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Per Tim è "Tutto compreso" anche il risarcimento IL CASO

Non ha rispettato il principio di buona fede contrattuale: per questo il giudice di pace di Bergamo, lo scorso marzo, ha annullato la richiesta di 2.500 euro che Tim - Telecom Italia aveva avanzato ad una piccola azienda di Grumello del Monte

cifra comprenda "tutto": gli sms, lo scatto alla risposta, le chiamate, gli mms e pure il telefono. Posto di fronte alla realtà De Sica è costretto ad ammettere la sconfitta, mentre la graziosa signorina del Centro Tim descrive i benefici della suddetta tariffa e scorrono in basso le classiche scritte in sovraimpressione in formato particolarmente "mini". In questi messaggi, difficilissimi da cogliere, è "evidenziato" che l'adesione a "Tutto Compreso" prevede la sottoscrizione di un contratto di 24 mesi dal quale è possibile recedere solo pagando una penale (che va riducendosi con il passare del tempo e parte da 210 euro). Con il profilo "Tutto Compreso Professional UNLIMITED" il piano è esteso anche alle imprese e ai professionisti. Legato a questo contratto è la vicenda di una piccola azienda di Bergamo, che è riuscita a sconfiggere TIM in tribunale, in una controversia relativa ad una bolletta particolarmente salata. Il sapore è quello dell'eterna sfida tra Davide e Golia, al cui fascino è difficile sottrarsi. L'impresa, con sede a Grumello Del Monte, qualche mese fa attiva il contratto "Unlimited" 33


Il reato è la violazione del principio della buona fede contrattuale, vero e proprio obbligo giuridico imposto ai contraenti dall'art. 1337 del Codice Civile nello svolgimento delle trattative e nella formazione del contratto

che prevede, dietro il pagamento mensile di 150 euro, una quantità di servizi pressoché illimitata (il termine inglese unlimited significa, checché se ne dica, "illimitato"): sms, telefonate e traffico dati per collegamenti ad internet (fino a 6 GB al mese). Ebbene, nel giro di qualche mese il bergamasco intestatario della linea si vede recapitare in uffi-

La sentenza

Il Giudice di Pace Definitivamente pronunciando, ogni altra istanza ed eccezione rigettata, cosi decide: ccertato e dichiarato che il contratto concluso tra le parti per l'erogazione di servizi telefonici, non prevedeva l'attivazione del traffico dati su protocollo wap, dichiara che la somma di 2.110,40 euro oltre IVA per complessivi 2.532.47 euro,

A

richiesta dalla società Telecom Italia S.p.a alla società attrice, a titolo di "dati wap" e "commissione dati wap" non è dovuta; condanna pertanto il convenuto al pagamento delle spese del presente giudizio, di cui Euro 1.547,31 a favore dell'avvocato Pierantonio Paissoni

cio fatture, per la precisione relative ad aprile e giugno 2008, con addebiti ulteriori pari a ben 2.500 Euro. Qualcuno potrebbe pensare che alla base dell'esorbitante conto ci sia un uso smodato del telefonino. Niente di tutto questo: il malcapitato, navigando inconsapevolmente, aveva effettuato le connessioni al Web tramite wap, un protocollo per collegarsi alla Rete di vecchia generazione (probabilmente usando un APN inappropriato). Il contratto però non prevede nulla sul cosiddetto traffico wap. Non riuscendo a risol34

vere la questione "al telefono", si passa alle carte. A settembre, l'azienda si muove assistita dall'avvocato Pierantonio Paissoni e presenta un atto di citazione all'organo di giudizio del territorio. E così, dopo aver affidato ad un avvocato la sua rappresentanza legale, il malcapitato si rivolge al Giudice di Pace, che emette la sentenza di condanna per il gestore telefonico. Il motivo: non ha rispettato il principio di buona fede contrattuale. Nella sentenza si fa presente che "L'art 1337 c.c. impone alle parti nello svolgimento delle trattative e nella formazione del contratto di comportarsi secondo buona fede, ossia con il massimo di lealtà e correttezza reciproca che nel caso di servizi erogati all'utente finale, sia esso consumatore o professionista, impongono alla società erogante di essere chiara e trasparente circa le prestazioni comprese nel contratto e quelle escluse, nonché sui costi delle medesime" . E così "in forza del principio di buona fede il contraente, consumatore o meno, ha diritto ad essere informato in modo chiaro e comprensibile, tenuto anche conto delle modalità di conclusione del contratto e delle caratteristiche del settore così da non cadere o peggio da non essere tratto in inganno da politiche commerciali e di marketing particolarmente insidiose". Per quanto riguarda il legale: il gestore telefonico dovrà anche pagare 1.500 euro di spese legali. "Si tratta - sottolinea l'Aduc, l'Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori in un comunicato stampa - di una buona dimostrazione su come, non abbassando la cresta e non assecondandosi alle presunte ragioni regolamentari dei gestori telefonici, si possa ottenere giustizia. E' proprio sulle difficoltà e il fastidio a rivolgersi alla giustizia quello su cui contano i gestori. Ma questa volta hanno trovato un osso duro". Dicevano i latini "Fides bona contraria est fraudi et dolo", che per essere corretti e trasparenti traduciamo: "La buona fede è contraria alla frode e al dolo".


ECONOMIA&BUSINESS Marco Amorese ha conseguito un LL.M. presso la Harvard Law School ed un Dottorato di ricerca in diritto commerciale

presso l'Università degli Studi di Brescia. È ammesso all'esercizio della professione forense in Italia e a New York

La Class Action affila le armi

Ultime modifiche all'azione prima della definitiva entrata in vigore Nuove sfide e timori per le imprese LEGGERE LA LEGGE - RUBRICA A CURA DELL’AVVOCATO MARCO AMORESE 'Italia è sul punto di diventare una delle prime giurisdizioni europee ad ammettere l'azione collettiva (c.d. class action). Con l'adozione di quello che è probabilmente il regime di

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class action di più larga portata in Europa, l'Italia ha creato uno strumento di rafforzamento della tutela dei consumatori e degli utenti, al fine di contrastare comportamenti scorretti da parte delle imprese. Le

imprese, dal canto loro, si trovano a fronteggiare una sfida i cui confini sono incerti e che potrebbe determinare situazioni molto difficili. Sarà probabilmente necessario un cambio di cultura all'interno dell'im-

presa che dovrà imparare a pesare più attentamente i rischi di contenzioso. Sembra infatti in dirittura d'arrivo l'entrata in vigore di quella che è stata una delle leggi più controverse negli ultimi anni. Approvata con la finanziaria 2008, la sua entrata in vigore è stata posticipata per ben due volte (prima all'1 gennaio 2009 e poi all'1 luglio 2009). In maggio, il Parlamento è impegnato a ridisegnare la normativa prima della sua entrata in vigore. Il 14 maggio, infatti, il Senato ha approvato in prima lettura il disegno di legge S.1195 ("d.d.l.") che, se approvato alla Camera, provvederà a definire i confini dell'azione collettiva italiana. Non appare inverosimile, a questo punto, un ulteriore lieve slittamento dell'entrata in vigore della legge. Analizziamo gli aspetti più innovativi del progetto in discussione in parlamento che cerca di chiarire aspetti di una normativa che aveva destato molti dubbi, anche da un punto di vista tecnico-legislativo. Il quadro generale dell'azione Innovando rispetto al prece-


dente testo che limitava l'azione a gruppi o associazioni sufficientemente rappresentative, il nuovo disegno di legge stabilisce che l'azione collettiva può essere iniziata da ciascun consumatore o utente per perseguire una vasta serie di condotte. L'azione di classe potrà essere radicata ove identici diritti dei consumatori o degli utenti siano stati danneggiati da un atto illecito extracontrattuale relativo ad un determinato prodotto, da una pratica commerciale scorretta, da comportamenti anti-concorrenziali, o da violazioni dei diritti contrattuali dei consumatori. In modo opportuno, la normativa si astiene dall'elencare specifici atti illeciti perseguibili; è probabile, perciò, che il nuovo regime finirà per ricomprendere, almeno potenzialmente, diverse condotte imprenditoriali. L'azione, tuttavia, deve superare un'udienza filtro, nella quale essa è sottoposta ad un vaglio di ammissibilità da parte del Tribunale. Se l'esito della prima udienza è positivo, l'adesione all'azione resta aperta a tutti i consumatori o utenti che sono stati colpiti dalla condotta "incriminata", i quali potranno aderire nel termine, non superiore a centoventi giorni, stabilito con l'ordinanza che dà il via libera all'azione. In modo molto opportuno, perchè potrà evitare comportamenti ricattatori da parte di consumatori motivati da ragioni poco commendevoli, il disegno di legge dispone che il ricorrente, la cui azione non superi l'udienza filtro, potrà soccombere nelle spese ed essere condannato al risarcimento per lite temeraria nonchè alle spese di pubblicità necessarie ad eliminare i danni all'immagine subiti dall'impresa convenuta. Per motivi organizzativi, poi, il disegno di legge innova rispetto al precedente testo, prevedendo che, competente a giudicare le azioni collettive, sia il Tribunale del capoluogo di regione dove ha sede l'impresa (e non più il Tribunale dove ha sede l'impresa). Per la provincia di Bergamo si dovrà, pertanto, fare riferimento a Milano. L'udienza filtro Nella struttura dell'azione collettiva, una funzione cruciale sarà rivestita dalla prima udienza che dovrà fungere da filtro contro azioni infondate o che, sostanzialmente,

non tendono a proteggere interessi collettivi e condivisi. Durante la prima udienza, infatti, il Tribunale dovrà decidere con ordinanza reclamabile se il ricorso è ammissibile. Il ricorso sarà considerato inammissibile se: (1) il ricorso è manifestamente infondato, (2) se esiste un conflitto di interessi tra l'ente rappresentativo e la classe di consumatori tutelata, (3) se non vi è identità nei diritti di cui si chiede la protezione e (4) se il proponente non appare in grado di curare adeguatamente l'interesse della classe. Se il ricorso supera il vaglio di ammissibilità, i ricorrenti dovranno rendere noti i dettagli del ricorso con mezzi di comunicazione idonei stabiliti dal giudice, in modo da informare i consumatori ed i potenziali membri della class action dei loro diritti di adesione alla classe. Adesione all'azione Come detto, per diverse ragioni di natura prevalentemente politica, l'Italia ha adottato un modello ad adesione, diversamente, ad esempio, da quanto succede negli Stati Uniti. La richiesta di adesione non presenta perscrizioni contenutistiche particolari, ma dovranno essere indicati gli elementi costitutivi del diritto fatto valere ed il domicilio. Rimane discusso se sia necessaria l'indicazione di una precisa quantificazione del danno: sembrerebbe far propendere per la tesi negativa il favore verso una semplificazione formale dei requisiti di adesione. Sembra preferibile, tuttavia, ritenere necessaria la quantificazione del danno sia perchè essa costituisce elemento costitutivo dell'azione, sia perchè il nuovo disegno di legge ha eliminato la previsione di una seconda fase di giudizio dedicata alla liquidazione del danno. Quantificazione del danno La maggiore novità del disegno di legge in discussione è l'eliminazione della fase di determinazione del danno post-sentenza che aveva destato seri dubbi nei primi commentatori. Nella versione della legge approvata con la finanziaria, infatti, la fase giudiziale non terminava con una precisa quantificazione del danno, ma con una sentenza che decideva meramente l'esistenza di un diritto al risarcimento.

L'impresa condannata, entro 60 giorni dalla notificazione della sentenza, doveva presentare una proposta di risarcimento nei confronti dei ricorrenti che avevano aderito all'azione. Nel caso in cui il convenuto non avesse presentato una proposta nel termine stabilito, le parti potevano istituire una camera di conciliazione composta da una giuria di avvocati che doveva portare a determinare una quantificazione finale e vincolante di risarcimento del danno per ciascun membro della classe. Il nuovo testo prevede, in modo più semplice, che il Tribunale emetta una sentenza che liquida in via equitativa il danno ovvero stabilisca il criterio omogeneo di calcolo per la liquidazione del risarcimento del danno. Detta novità va in un'ottica di una positiva semplificazione dell'azione. Una volta decisa con sentenza, l'azione collettiva è vincolante per tutti gli aderenti e, in ogni caso, non potranno essere formulate nuove azioni collettive nei confronti della stessa impresa per gli stessi motivi. Tuttavia, un aspetto del disegno di legge suscita profonde perplessità. Infatti, ove l'azione non termini con sentenza ma venga transatta, gli aderenti dovranno specificamente consentire alla transazione. Questa norma sembra decisamente inopportuna, rendendo di fatto impossibile la soluzione bonaria delle vicende che coinvolgano un elevato numero di aderenti. Sebbene rimangano lacune ed interrogativi nel nuovo regime di class actions, il disegno di legge in discussione sembra decisamente migliorativo di un impianto che aveva profonde lacune. Rimangono ancora molti quesiti, la cui soluzione sarà affidata ai primi giudizi di merito. Certamente, gli effetti di questa importante riforma devono essere tenuti sotto controllo da tutte le società e da tutti i soggetti che sono attivi sul mercato italiano perchè presentano seri rischi di contenzioso dagli effetti molto pesanti.

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ECONOMIA&BUSINESS

La famiglia e le PMI i veri ammortizzatori sociali L’INTERVISTA: EZIO MARIA REGGIANI

"Serve una politica a supporto delle piccole e medie imprese con interventi fiscali e sociali a favore delle attività economiche di non grandi dimensioni, dei lavoratori autonomi e delle famiglie"

ARTICOLO DI LIVIO CASANOVA PHOTO: LAURA PIETRA

gire immediatamente sulla leva fiscale, garantire e diversificare l'accesso al credito sia per le PMI che per le famiglie e mettere in campo norme che tutelino il sociale": sono queste le proposte di Ezio Maria Reggiani - già presidente del Sindacato Nazionale ragionieri commercialisti e di Fondoprofessioni, nonché attualmente vicepresidente di Confprofessioni - avanzate ai tavoli per la gestione della crisi, tra le parti sociali e il Governo. "Bisogna lavorare per agevolare l'accesso al credito, per alleggerire un fisco troppo pesante, pressante - continua il ragioniere commercialista all'uscita da un incontro, tenutosi a Roma, tra le parti sociali e il Governo e il mondo dei professionisti - e un costo del lavoro che è il più alto in Europa".

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Lei, più volte ha sottolineato la necessità di agire sulla leva fiscale, ma quali sono i provvedimenti da mettere in campo per le imprese? "Le aziende sono in un momento di forte difficoltà e denunciano una carenza di liquidità dovuta sia alla stretta creditizia che ai mancati pagamenti degli ordini già evasi. Alle PMI non si può chiedere di pagare le tasse su soldi che non riescono ad incassare, è venuto il momento di agire sulla leva fiscale, perché le norme devono essere capaci di adeguarsi alla realtà che stiamo vivendo. Bisogna premiare chi vuole investire. Lo si può fare, incoraggiando fiscalmente il reinvestimento degli utili sia per le PMI, che per i giovani imprenditori e i professionisti". Tremonti ha dichiarato alla stampa che sta lavorando per una correzione degli studi di settore. "Che gli studi di settore siano penalizzanti è una questione che tutti gli ordini professionali, non solo adesso ma già in tempi non sospetti, sottolineavano. E' vero che si stanno abbassando i parametri per il 2009, ma quelli degli anni precedenti non sono stati rivisti e nel frattempo stanno arrivando gli accertamenti sul 2004 38


EZIO MARIA REGGIANI

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e il 2005. Allora non c'era la crisi, ma se oggi arrivano, ammesso e non concesso che siano dovuti, in questa situazione così difficile risulta impossibile pagarli per la ridotta capacità di contribuzione di imprese e professionisti. Non si tratta solamente di ricorrere alla rateizzazione, ma serve un maggior equilibrio in fase di riscossione perché le imprese hanno bisogno di più fiato. Si corre il rischio che per 3.000 euro, gli imprenditori si vedano pignorate case o stabilimenti". Cosa si potrebbe fare sul fronte del mercato del lavoro? "Salvaguardare le imprese significa anche mantenere la sua base occupazionale, sono due facce della stessa medaglia. Sono necessarie misure che premino e supportino chi cerca di mantenere viva la propria attività e la propria base occupazionale. L'allungamento della durata della Cig oltre le 52 settimane va in questo senso, ma servono defiscalizzazioni dirette come la detassazione degli straordinari e dei premi di produttività. Da un rapporto europeo, l'Ocse ha sottolineato che l'Italia ha gli stipendi netti più bassi di tutta l'Europa, questo è dovuto al fatto che la forbice tra il costo del lavoro e le buste paga è molto grande. La stessa aliquota secca del 10% per gli straordinari, nella sua fase sperimentale e operativa da giugno a dicembre, continua però a mantenere un valore impositivo". Nonostante il silenzio di questi ultimi giorni, rimane aperta la questione del credito. "La leva del credito deve accompagnare l'azione fiscale, ma non secondo i soliti sistemi. A nessuno si chiede di finanziare le idee ma l'esigenza, più volte sottolineata, è cambiare radicalmente le modalità di finanziamento. Non possiamo rimanere vincolati ad un discorso di garanzie, ma è necessario invertire la tendenza con una serie di norme che favoriscano la liberalizzazione. Si pensava che la panacea di tutti i mali fossero i Tremonti Bond, ma la richiesta, scarsa, da parte delle banche significa che non hanno funzionato come era nelle inten40

zioni. Nel momento peggiore bisogna assicurare e garantire l'accesso al credito, e non ostacolarlo". Lei è un esponente del mondo del Credito Cooperativo, cosa si potrebbe fare in tema di mutui? "Oltre ai mutui a tasso agevolato bisogna garantire altre forme per acquistare una casa, svincolandosi nell'immediato dal sistema creditizio. I contratti di vendita con Riserva di Proprietà sono un esempio, perché permettono di acquistare un immobile, iniziando a pagare le rate al venditore ma senza dover sottoscrivere subito un mutuo e accendendolo solo in seguito, quando parte del valore è già stato coperto. Un'altra strategia per acquistare immobili in periodi come quello attuale in cui la domanda di immobili e l'accesso ai finanziamenti sono limitati, è quella dell'affitto con diritto di prelazione e opzione d'acquisto, il cosiddetto affitto-riscatto. E' assurdo pensare che in una situazione di difficoltà come quella che stiamo vivendo, al mancato pagamento di due o tre rate l'abitazione venga messa all'asta e un nucleo familiare si trovi sulla strada ".

Come far fronte al caso delle insolvenze? "Al momento le case vengono messe all'asta ad un valore che non supera il 50% di quello di mercato, a fronte di questo è giunto il momento di dichiarare impignorabile la prima casa nel caso in cui la cifra dovuta non superi il 30% del valore complessivo attuale di mercato. Solo se l'acquirente dimostra di aver pagato le precedenti 12 rate e la sua buona fede, a quel punto entra in gioco la figura del mediatore familiare, che può essere un avvocato, un notaio, un commercialista o un professionista che faccia da garante con l'istituto di credito per ridefinire il pagamento del restante 30% con tempi più lunghi. In caso di malafede la banca può e deve procedere all'escussione". Ad essere le più colpite sono proprio le famiglie. "Si parla di riforma degli ammortizzatori ma il vero ammortizzatore è la famiglia perché grazie alle quote di risparmio accantonato parte delle difficoltà attuali vengono assorbite da loro. Lo stesso vale per imprese familiari che gestiscono la propria impresa proprio come se fosse


una famiglia. Per loro serve una maggior tutela sociale, vuoi per non perdere il posto del lavoro e vuoi per non dover chiudere l'attività. Il dipendente è sicuramente il più indifeso e come ho già anticipato, è urgente ridurre il divario tra stipendio netto e costo del lavoro. Mi chiedo: non si possono detassare i risparmi delle famiglie. Se ai titoli di stato, Bot e Cct, togliamo la ritenuta del 12.5 fino a 300 mila euro, che non è una cifra esagerata, si da un segno di fiducia e si aiutano le famiglie che investono i loro risparmi e provano a ripartire". A proposito di ripartire, il modello Bergamo ha riscosso consensi fino a Bruxelles. "Questo dimostra come la coesione e la concertazione tra istituzioni diversi, superati i personalismi possa portare a risultati importanti. In Europa tutto gravita attorno alle lobby si tratta di gruppi, organizzazioni, individui, legati tra loro dal comune interesse di incidere sulle istituzioni legislative. Al di la delle questioni politiche noi portiamo a casa pochi risultati, c'è sempre la difficoltà di far capire a i piccoli che per riuscire a ottenere dei finanziamenti europei è fondamentale avere una forte rappresentanza territoriale. La mia candidatura alle europee è

nata dalla volontà di superare i particolarismi è far sentire in sede di commissione europea il peso fondamentale delle PMI bergamasche e di tutto il mondo dei professionisti che io rappresento". Eppure sembra così distante Bergamo dall'Europa. "E' per questo che, se dovessi essere eletto, tra gli impegni che mi sono preso c'è quello di far si che in ogni provincia si apra uno sportello unico di rappresentanza europea in grado di fornire le informazioni necessarie per accedere ai fondi e ai bandi europei. Avere una forte rappresentanza in Europa significa incidere profondamente sulle leggi che successivamente verranno recepite dai paesi membri. La norma sulla rivalutazione degli immobili è tipicamente europea, per cui il valore del capannone è interamente deducibile mentre l'area su cui sorge, che si presume essere il 20 30% non può essere dedotta dal fisco. Per quanto riguarda, la direttiva sul lavoro, in Germania è stata recepita in maniera meno penalizzante rispetto all'Italia, giusta la direttiva, graviamo meno la parte produttiva del paese con norme troppo vincolanti senza voler penalizzare la sicurezza".

Una vita al servizio delle professioni

zio Maria Reggiani, 48 anni, coniugato con due figli è Ragioniere Commercialista e Revisore contabile. A Roma partecipa alla concertazione con il Governo, in qualità di esponente della parte sociale delle professioni, esordendo in occasione del "Patto per l'Italia". A Bruxelles partecipa all'attività di CEPLIS - Conseil Européen des Professions Libérales, che è riconosciuto dal CESE - Comitè Economique et Social Européen. Vice presidente nazionale di Confprofessioni. Presidente nazionale di Previprof Fondo per la previdenza complementare dei dipendenti degli studi professionali e vice presidente di un'importante Banca di Credito Cooperativo.

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ECONOMIA&BUSINESS Barbara Putortì, Dottore Commercialista Revisore Contabile

Ires, la deducibilità degli interessi passivi

Come muoversi fra le regole di deducibilità dei costi relativi agli oneri finanziari gravanti sulle imprese CON... TRIBUTO - RUBRICA A CURA DELLA DOTT.SSA BARBARA PUTORTÌ l 15 novembre 2007 il Senato ha approvato il nuovo testo della Finanziaria 2008, emanando un nuovo provvedimento contenete grosse novità fiscali in materia d'imposte dirette

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delle società di capitali. In sintesi il legislatore, da una parte, ha ridotto l'aliquota IRES - dal 33% al 27,5% -, intervenendo così in maniera sostanziale sull'imposizione fiscale attribuita alle società

di capitali e, dall'altra, ha modificato totalmente le regole di deducibilità dei costi relativi agli oneri finanziari gravanti sulle imprese. Purtroppo, però, non deve portare in inganno la riduzione di

tale aliquota fiscale in quanto legata a doppio filo con l'allargamento della base imponibile dovuta al nuovo meccanismo di calcolo di deducibilità degli interessi passivi prevedendo, qualora ne ricorrano gli estremi, un ampliamento della base imponibile sulla quale calcolare l'imposta dovuta. Di particolare interesse è tale disciplina, che rappresenta un'ulteriore evoluzione di una politica fiscale tesa a penalizzare la storica sottocapitalizzazione delle imprese italiane, che ha caratterizzato le scelte del legislatore negli ultimi tredici anni. Innanzitutto, con la nuova Finanziaria 2008, sono stati abrogati i meccanismi di calcolo della thin cap, del pro rata patrimoniale e del pro rata generale. La prima riguardava gli interessi passivi corrisposti dalle imprese su finanziamenti erogati o garantiti da soci qualificati (norma in contrasto all'utilizzo fiscale della sottocapitalizzazione), la seconda riguardava la deducibilità degli interessi passivi in caso d'imprese in possesso di particolari categorie di partecipazioni e la terza riguardava


la deducibilità generale degli interessi passivi, articoli 97 e 98 del Tuir. I soggetti interessati a questo nuovo metodo di calcolo di deducibilità sono esclusivamente le società di capitali, ne restano quindi escluse le ditte individuali, le società di persone, le assicurazioni, le banche e le società finanziarie. La normativa, comunque, prevede tre situazioni in cui è possibile chiedere di derogare al metodo di calcolo del limite di deducibilità: in caso di riorganizzazione aziendale; in caso di acquisto di aziende con capitale di debito; in caso di nuove iniziative economiche. In pratica ricorrendo all'istituto d'interpello si chiede all'Agenzia delle Entrate di consentire una più lunga recuperabilità degli oneri finanziari, tale istanza non risulta di facile definizione in quanto spetta al contribuente l'onere della prova che il debito aziendale è collegato ai casi sopra descritti. Il meccanismo di calcolo introdotto dal nuovo articolo 96 del Tuir è piuttosto agevole: gli oneri finanziari (al netto dei proventi della stessa natura) sono deducibili nel limite del 30% del Risultato Operativo Lordo (ROL), come risultante da bilancio, aumentato (solo per l'anno 2008) di Euro 10.000,00 (per l'anno 2009 è previsto un aumento di Euro 5.000,00); a sua volta il ROL è immediatamente ricavabile dal bilancio di esercizio, come la somma della differenza tra valore e costi di produzione (A-B di conto economico), degli ammortamenti (voci B.10.a e B.10.b del conto economico) e dei canoni di locazione finanziaria compresi nella voce B.8 di conto economico. Per quanto riguarda la determina-

zione del ROL è necessario che il bilancio di esercizio venga redatto secondo i principi contabili, mentre nella definizione dell'importo da considerare in relazione agli oneri finanziari si deve segnalare quanto segue: l'importo deve comprendere (circolare Agenzia delle Entrate 21/4/2009) tutti gli oneri derivanti da rapporti di natura finanziaria; gli interessi passivi di funzionamento sugli immobili abitativi (cioè quelli non relativi a finanziamenti contratti per l'acquisizione o la costruzione degli immobili stessi) sono sempre e comunque indeducibili, e quindi non devono essere considerati nel conteggio; gli interessi passivi derivanti da finanziamenti relativi all'acquisto di autovetture, esclusi casi particolari, sono sempre e comunque deducibili al 40% e quindi non devono essere considerati nel conteggio; gli oneri finanziari capitalizzati o attribuiti al valore della rimanenze finali applicando i principi contabili e la corretta disciplina fiscale sono da escludere dal conteggio; si segnala come secondo l'Agenzia delle Entrate non è corretto capitalizzare gli oneri finanziari sul costo degli immobili patrimonio (abitativi) acquistati per la compravendita; sono al momento integralmente deducibili (quindi fuori dal test del ROL) gli interessi passivi relativi a mutui ipotecari su immobili locati. La normativa prevede poi che le eventuali eccedenze della quota di ROL sugli oneri finanziari di un esercizio possano essere utilizzate nei periodi d'imposta successivi, così come che gli oneri finanziari indeducibili di un esercizio possano essere coperti dal ROL eccedente di

un periodo di imposta successivo, generando una variazione in diminuzione del reddito imponibile. Le conseguenze concrete sul sistema economico della normativa illustrata si stanno valutando in queste ultime settimane, in sede di consuntivi 2008 e di determinazione delle imposte dovute per tale periodo; l'impatto della norma è senz'altro negativo per molte piccole e medie società di capitali (spesso caratterizzate da un ingente ricorso al credito), avendo dispiegato i propri effetti su un esercizio segnato sovente da margini operativi modesti e da notevoli entità di oneri finanziari, risultato da una parte, di una crisi economica che ha investito l'intero tessuto imprenditoriale, e dall'altra, di tassi di interesse mantenutisi su alti livelli per tutta la durata dell'anno. In molti casi, dunque, un ampliamento anche notevole della base imponibile, dovuto alla descritta indeducibilità di parte degli oneri finanziari, avrà sulla fiscalità dell'azienda un impatto negativo pur in presenza della descritta riduzione dell'aliquota Ires. La preoccupazione degli operatori è che il meccanismo descritto generi un circolo vizioso in cui a fronte di risultati reddituali in peggioramento le imprese ricorrano maggiormente al sostegno creditizio, generando maggiori oneri finanziari, che determinino maggiori imposte e quindi un ulteriore decremento degli utili, e quindi l'abbassamento dei rating di affidabilità, che a sua volta generi un aumento dei tassi di interesse applicati e, perseguendo nel circolo vizioso, un aumento degli oneri finanziari e del ricorso al debito e quindi, ancora, maggiori imposte. A nostro parere è, quindi, utile prima di effettuare eventuali investimenti aziendali, realizzare una programmazione finanziaria il più dettagliata possibile ricorrendo anche a consulenti esterni che siano in grado di valutare gli effetti economici/aziendali dipendenti dall'applicazione di questa nuova finanziaria 2008. STUDIO ASSOCIATO MANAZZA - PUTORTÌ HA SEDE A BERGAMO IN VIA CUCCHI N. 3, TEL +39 035 215205 +39 035 4136420 FAX +39 035 226736 STUDIO@MANAZZAPUTORTI.IT

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ECONOMIA&BUSINESS

ARTICOLO DI ANNA SAURGNANI PHOTO: GIORGIO CHIESA e FRANCO PASINETTI

itardi tra luci ed ombre, ma soprattutto costi che consottoscritti tra ministero della Giustizia, Provincia e Comune tinuano a salire e spreco di denaro pubblico. La di Bergamo nel 2008. A campagna elettorale iniziata, nessuScuola superiore di magistratura di Bergamo - la cui na delle coalizioni politiche in campo ha voluto toccare il tasto sede provvisoria, in attesa di quella definitiva a dolente. L'unica voce fuori dal coro è stata quella del deputaPalazzo Lupi, è stata localizzata all'interno del Collegio to bergamasco Antonio Misiani che ha pensato di presenVescovile Sant'Alessandro - è ancora in attesa dell'inauguratare un'interrogazione parlamentare sulla questione della zione. In pratica la scuola c'è, ma non funziona: i locali sono mancata apertura della sede di Bergamo della Scuola supegià agibili ma la burocrazia ha continuato a rallentare l'iter riore di magistratura. L'interrogazione è stata sottoscritta d'apertura. Intanto Comune e Provincia continuano a pagare anche dal collega di partito Giovanni Sanga. Secondo 20 mila euro al mese di affitto per l'utilizzo dei locali indiviMisiani "questa vicenda - su cui i deputati bergamaschi del duati, appunto come sede provvisoria della Scuola, presso proprio il Collegio Sant'Alessandro. Ad oggi s'attende l'inaugurazione Locali mai utilizzati. Ma perché non apre? Alla base ci sarebbero "soltanto" ritardi di tipo burodelle 12 sale, anche se il 30 settembre cratico, nessun altro ostacolo di natura politica o 2010 sarà pronta la nuova sede tecnica. Che tradotto significa: manca la firma definitiva del ministro Angelino Alfano. La scuoa Palazzo Lupi a fianco dell'Università la, insomma, resta ancora inspiegabilmente chiudi Bergamo sa e questo nonostante gli impegni e gli accordi

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Scuola di magistratura, la sentenza è uno spreco IL CASO

Al Collegio Vescovile Sant'Alessandro lo Stato spende 20 mila euro mensili per l'affitto di aule vuote da mesi, complici impedimenti burocratici: 250 mila euro pubblici buttati al vento, che incassa all'anno la Diocesi

Il ministro Angelino Alfano

PD avevano presentato un'interrogazione il 31 luglio 2008, rimasta senza risposta - sta ormai rasentando il paradosso: il Comune e la Provincia di Bergamo si sono attivati in modo esemplare per trovare rapidamente una sistemazione adeguata per la Scuola di magistratura e, in attesa della sistemazione di Palazzo Lupi, da sei mesi stanno pagando 20 mila euro mensili d'affitto per i locali del Sant'Alessandro. Peccato che questi soldi vengano spesi a vuoto, visto che la scuola nonostante le rassicurazioni di svariati parlamentari del PDL non è ancora partita. Gli enti bergamaschi la loro parte l'hanno fatta fino in fondo. Ora è tempo che il ministro Alfano si svegli e si dia una mossa, perché delle promesse non ci accontentiamo più". Anche i deputati bergamaschi del fronte opposto (Alessandra Gallone e Gregorio Fontana) non hanno dimenticato la questione della scuola e avevano partecipato al sopralluogo della sede - lo scorso marzo - insieme al capo del dipartimento dell'organizzazione giudiziaria e del personale del ministero della Giustizia Luigi Birritteri, al presidente del Tribunale di Bergamo Ezio Siniscalchi, al 45


Tanti i politici bergamaschi che si sono mossi per sbloccare l'empasse, ma a nulla sono valse interrogazioni parlamentari e commenti al Vetriolo

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Il senatore Roberto Castelli

procuratore Adriano Galizzi, al sindaco di Bergamo Roberto Bruni, al presidente della Provincia Valerio Bettoni e all'assessore comunale Francesco Macario. "Vogliamo evitare ulteriori ritardi - era stato detto - impiegando da subito gli spazi per la cosiddetta formazione decentrata che il Consiglio superiore della magistratura porta avanti attualmente in altre città come Brescia e Milano". L'idea emersa, in attesa del via da Roma all'apertura della scuola, era appunto quella d'iniziare ad utilizzare la sede per la formazione decentrata visto che PalaFrizzoni e via Tasso stanno già sopportando le spese legate all'affitto dei locali al Sant'Alessandro che si aggirano intorno ai 250 mila euro annui. Comune e Provincia, sempre per accelerare i tempi e far trovare la sede pronta per l'utilizzo nel caso arrivasse il via tanto atteso dal Governo, sono anche disposti a farsi carico degli arredi. Dal sopralluogo tecnico, infatti, era emerso che le aule sono perfettamente agibili e mancherebbero solo i mobili e i banchi. A sollecitare il ministero di Giustizia sono stati anche i parlamentari bergamaschi, e tra loro in prima fila sulla vicenda il senatore Roberto Castelli, che ha scritto una lettera aperta al ministro. Poi il silenzio. Nessuno ne parla, l'imbarazzo è grande se si pensa ai toni entusiastici emersi durante il giorno della firma dell'accordo. Si parlava di "Bergamo è prima in Italia" (erano previste anche due altre strutture nel Centro e Sud Italia in cui però i lavori sembravano richiedere tempi più lunghi) dopo che a Roma era stata posta la firma, davanti al ministro della Giustizia Angelino Alfano, per l'avvio della prima scuola superiore di magistratura italiana. A siglare il protocollo d'intesa c'erano la Provincia e il Comune sotto gli occhi dell'ex Guardasigilli, Roberto Castelli: un

accordo trasversale che ha unito per un giorno tutti i partiti politici bergamaschi. Una scuola superiore di magistratura in Italia mancava, e Bergamo doveva essere la prima ad ospitarla. Gli spazi furono subito trovati grazie alla disponibilità della Diocesi e dell'Opera Sant'Alessandro in attesa della sede definitiva che sarà pronta soltanto il 30 settembre 2010. Per far partire la scuola - che in un primo tempo avrebbe accolto gli studenti di tutta Italia - avevano firmato il protocollo d'intesa l'assessore provinciale alle Infrastrutture, Felice Sonzogni, l'assessore all'Edilizia privata del Comune di Bergamo, Francesco Macario e don Paolo Rossi per la Diocesi. La scuola "provvisoria", chiamiamola così, sarebbe stata dotata di 12 aule attrezzate all'interno del Collegio Sant'Alessandro. "La scuola - aveva dichiarato il ministro della Giustizia Alfano - è il primo passo per la concreta attuazione di uno dei progetti più innovativi dell'ordinamento giudiziario, che ha introdotto la Scuola superiore per la magistratura. Ci auguriamo che la scuola possa, a breve, acquisire tutte quelle funzionalità per le quali è stata acquisita". Invece la scuola è ancora chiusa. Bergamo ha fatto il possibile per essere pronta e ognuno ha fatto la propria parte: dal Comune alla Provincia ("La Provincia - aveva detto l'assessore Sonzogni - sta gestendo il coordinamento dei lavori di Palazzo Lupi, garantendo il costante raccordo tra il ministero e il Collegio S. Alessandro") fino alla Diocesi di Bergamo che ha compiuto il passo più importante, dando la disponibilità del Collegio Sant'Alessandro: "Volentieri la Diocesi ha messo a disposizione gli ambienti per sostenere questo importante progetto" aveva spiegato don Paolo Rossi rappresentante della Curia bergamasca al momento della firma a Roma. L'efficienza bergamasca è sotto gli occhi di tutti, adesso si aspetta soltanto il sì definitivo dalla Capitale.

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L'Ateneo bergamasco non è più il brutto anatroccolo L’INTERVISTA: ALBERTO CASTOLDI

Si chiude il mandato del rettore Gli spazi universitari sono passati da 15 mila a 52 mila metri quadri, il bilancio da 30 miliardi di lire agli attuali 75 milioni di euro e con i suoi 15 mila studenti suscita le invidie degli altri atenei lombardi

ARTICOLO DI LIVIO CASANOVA PHOTO: LAURA PIETRA

n anno di elezioni. Il 2010 andrà agli archivi anche per le sue ripetute tornate elettorali. A Bergamo si passa dalle Europee alle Provinciali per arrivare alle Comunali, senza tralasciare i bistrattati Referendum. Accanto a queste, che interessano tutti nella stessa misura, c'è ne sono altre a cui sono chiamati un gruppo ristretto di cittadini ma dal cui esito dipende il futuro dell'intera comunità. Ne ricordiamo una su tutte: il rinnovo del Consiglio della Camera di Commercio di Bergamo, ancora in corso. Fondamentale sarà anche l'elezione del nuovo rettore dell'Università degli Studi di Bergamo, considerando il ruolo e il peso territoriale che l'Ateneo ha maturato sotto la guida di Alberto Castoldi, il rettore ancora in carica. Un mandato che dieci anni fa si era aperto con il problema degli spazi e il "leit-motiv" che ci ha accompagnato per molto tempo: "l'esortazione" accorata di tutta la comunità a traslocare agli ospedali Riuniti per creare una cittadella universitaria. "E' vero - esordisce Castoldi - quello del "Campus" è stato il tormento che mi ha accompagnato in tutti questi dieci anni".

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Quando lei è stato eletto il "Corriere della Sera" metteva in luce un boom di iscritti ma pochi spazi disponibili. Venivano segnalate 19 sedi diverse, da allora cosa è cambiato? "La situazione non era delle migliori. Per i 7.500 studenti gli spazi a disposizione erano 15 mila mq e di conseguenza molte delle attività risultavano sacrificate. Ma è molto più facile incrementare il numero degli iscritti che trovare spazi idonei. Quando abbiamo aperto Scienze della Formazione, è vero che si è registrato un boom di iscritti con 800 matricole ma lo sviluppo è stato successivo, quando le facoltà sono passate da tre a sei e con il raddoppio dell'offerta formativa si è raddoppiato il numero degli iscritti. Per farle capire, parliamo di Ingegneria che sembrava una possibilità lontanissima nel tempo. Siamo nel '91 e il Politecnico di Milano introduce il numero chiuso con un una politica che, però, non funziona. Il Ministero, per ovviare a questo problema ci offre la possibilità di istituire la facoltà di Ingegneria a Bergamo. Contemporaneamente nasce il problema degli spazi e si apre così la scommessa su Dalmine, reperiamo un ex edifico scola48


Alberto Castoldi

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"Io l'ho sempre detto: è più facile costruire un'università nel cuore dell'Amazzonia che a Bergamo" stico, convinti che dal punto di vista internazionale rappresenti un bel nome da spendere. Oggi è una facoltà consolidata, dai 3 mila mq iniziali siamo passati a 15 mila, con spazi che comprendono il pensionato e il Cus e visti gli investimenti fatti, da qui non ci si sposterà". Un bilancio positivo, lo dicono i numeri: dai 7.000 studenti della gestione Ferri (rettore precedente) ai suoi 15.000 dislocati su un'area che complessivamente misura 50 mila mq. "Con il completamento del 1° lotto del Baroni e la Centrale Elettrica di Dalmine gli spazi saliranno a 60 mila mq a cui si aggiungeranno i 20 mila mq di rustico degli ex Ospedali Riuniti. Complessivamente l'Ateneo di Bergamo disporrà di 80 mila mq che rappresenta sicuramente un buon rapporto spazi-studenti, nonostante dieci anni fa abbiamo corso il rischio di chiudere. Eravamo piccoli, non avevamo simpatie e l'Università a Bergamo sembrava una spesa inutile. Per questo fu necessario acquisire spazi forzosamente, per consolidarsi in fretta. Oggi posso dire che la nostra legittimità non è in più in discussione. Per quanto riguarda gli studenti credo che resteremo nell'ordine dei 15 mila vista l'attuale offerta formativa, a fronte del fatto che il modello 3+2 ha eliminato la grande massa dei fuori corso". Tornando alla cittadella universitaria, il Corriere della Sera, già quindici anni fa ventilava l'ipotesi di realizzare un campus nell'area dell'ospedale! "E noi invece del "campus" abbiamo preferito operare a tutto campo. Noi non siamo contrari a priori e non è nemmeno irragionevole creare una cittadella universitaria ma qualcuno la deve pur pagare. Come sono stati trovati i 220 milioni di euro necessari 50

per finanziare la scuola della Guardia di Finanza che conta 300 allievi, non capisco perché non si possano trovare 200 milioni di euro per l'Università che conta 15 mila studenti. Dieci anni fa, dopo essere stato nominato rettore la prima cosa che mi è stata detta è: "Lei deve andare a costruire un campus alla Martinella". Tenuto conto della nostra liberta, l'Università sarebbe stata disposta a fare la sua parte, mettendo di tasca propria 5 miliardi (allora c'erano ancora le lire) solo se ognuna delle 12 istituzioni di Bergamo si impegnava, economicamente, a fare la sua parte. E' finita che nessuno ha sborsato una lira e non si è fatto più niente. La morale: tutti vogliono il campus a patto

che a pagarlo sia solo l'Ateneo di tasca propria. In Italia ce ne sono cinque e tutti al sud, sono solo dei grandi dormitori. Io l'ho sempre detto: è più facile costruire un'università nel cuore dell'Amazzonia che a Bergamo". Sono stati bocciati due corsi di laurea, uno appartiene a Scienze della Comunicazione che aveva visto un boom di iscrizioni. Lei non crede che ci sia un proliferare di corsi di laurea inutili proprio perché sovvenzionati dal ministero? "Per quanto riguarda Giurisprudenza, il problema è stato di natura tecnica perché al ministero non è arrivato il materiale con le


modifiche che intendiamo apportare. Mentre per Scienze della Comunicazione, noi abbiamo due indirizzi: culturale e di massa. La nostra intenzione era di farne uno solo ma per far ciò, è necessaria un'autorizzazione. Il Ministero ci ha segnalato un'ambiguità perché alla fine ci ritroveremmo con un corso senza una particolare specificità. Di conseguenza quest' anno si procede senza modifiche e l'anno prossimo provvederemo ad accorparli in un unico corso, meno generalizzato. Per i corsi che continuano con pochi iscritti, è bene sapere che noi siamo obbligati giuridicamente a tener in vita un corso fino a quando gli studenti non abbiano ultimato gli studi, ma operativamente è chiuso. Ogni corso universitario continua a fronte di consensi territoriali altrimenti viene soppresso, questo è il nostro modus operandi". In un ranking nazionale, la facoltà di lingue si piazzava al sesto posto proprio per la carenza d'infrastrutture. Altri problemi che da anni gli studenti lamentano sono, non solo la carenza, ma la coerenza degli spazi per le facoltà che hanno sede in Città Alta. Ci riferiamo in particolare alle sedi di Lingue e di Lettere. "Quando verranno ultimati tutti i lavori e le acquisizioni in corso, gli studenti di Scienze

Umanistiche avranno a disposizione il complesso del Baroni, mentre per Lingue potranno essere utilizzate lo stesso Baroni e Piazza Rosate. Con il secondo lotto, parte degli spazi in Città Alta scompariranno. Scienze della formazione avrà a disposizione 20 mila mq ricavati dagli spazi dei Riuniti. A Sant'Agostino ci saranno Lingue e Scienze Umanistiche che proprio con il Baroni costituirà una sorta di campus umanistico. Spariranno le sedi di Piazza Vecchia, di Via Tassis e di Via Salvecchio, rimarrà Piazza Rosate, di cui siamo i proprietari. Il quadro è completo. Nel corso di dieci anni ci saranno tre campus: quello umanistico che comprenderà il Baroni e Sant'Agostino, quello giuridico ed economico in via dei Caniana e Ingegneria a Dalmine. Nei Riuniti oltre a Scienze della Formazione ci sarà l'amministrazione e spazi dedicati allo sport e al sociale". Che università lascia al suo successore? Quali sono i punti di forza della piazza universitaria bergamasca? "L'Ateneo di Bergamo oggi è una realtà importante, prima era un'istituzione quasi insignificante. Ora è una realtà solida, con un'eccellente organizzazione e un'offerta qualitativa buona. I laboratori rappresentano un punto di eccellenza. Con l'investimento su Dalmine e i risultati raggiunti,

posso dire che la scommessa è stata vinta. Dal punto di vista economico, lascio l'Università in pareggio, nonostante la nostra sia una delle Università meno finanziate. Il ministero non riesce a riconoscerci quanto dovuto che si stima in 11 milioni di euro e ciò significherebbe disporre di 150 docenti di ruolo in più". Qual è il suo rammarico personale? "L'ho detto in più circostanze: la mancanza di dialogo con le istituzioni locali. Anche adesso in occasione delle elezioni nessuno ci ha contattato e nei programmi sia della provincia che del comune non c'è alcun cenno all'Università. Con 15 mila studenti su 118 mila abitanti, Bergamo potrebbe essere considerata una città universitaria, non alla stregua di Pavia, ma i numeri dicono che un'abitante su dieci è uno studente. Nel futuro del mio successore ci sarà sicuramente la necessità di trovare un dialogo costruttivo con le istituzioni presenti sul territorio". A proposito di politica, è questo che le riserba il futuro? "La politica non è il mio mestiere, e poi io non sono abituato a lavorare per compromessi che a lungo andare mi logora. Continuerò a lavorare in Università mi occuperò del consolidamento dei centri di ricerca".

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Fra le due ruote la bicicletta è la regina INCENTIVI&AMBIENTE

Altri 10 milioni d'incentivi per comprarsi la bici, dopo che in 20 giorni erano stati polverizzati i quasi 9 milioni di euro messi a disposizione dal Ministero dell'Ambiente ad aprile I ciclomotori, invece, arrancano complici le agevolazioni poco fruibili ARTICOLO DI LUCA T. BILOTTA

i scusiamo per il disagio. Stiamo effettuando opeun fondo di ulteriori 10 milioni di euro, approvato a fine maggio razioni di straordinaria manutenzione per supporscorso. La responsabile del dicastero dell'Ambiente Stefania tare l'incredibile successo degli incentivi all'acPrestigiacomo ha commentato con grande giubilo che "l'iniziatiquisto di Cicli e Motocicli 2009. Il sito sarà nuova ha avuto talmente successo che non si poteva non implevamente disponibile a partire dal 12 maggio alle ore 15". Con mentare. Dando corso a tutte le istanze già presentate, saranno queste semplici - ma efficaci - parole, lo scorso mese di maggio circa 60 mila gli acquirenti che fruiranno degli incentivi. Con il il Ministero dell'Ambiente chiedeva scusa ai cittadini che intennuovo stanziamento ci aspettiamo di raddoppiarne il numero". devano informarsi sui rivenditori di cicli e motocicli aderenti al Niente paura, per "farsi" la bici c'è ancora cash fruibile. progetto "incentivi verdi". Stanziati il 22 aprile scorso, infatti, in poco meno di un mese si sono praticamente volatilizzati gli 8 BOOM - Un vero e proprio boom, quindi, se si considera che nei milioni e 750 mila euro messi a disposizione dallo Stato per ottenere uno sconto del 30% su molti Un vero e proprio boom se si considera modelli in vendita, complice l'accordo di programma stretto fra lo stesso Ministero dell'Ambiente e le che nei primi dieci giorni d'applicazione associazioni di produttori Confindustria ANCMA e degli incentivi, iniziati lo scorso 22 aprile, CEI CIVES, il 21 aprile scorso.

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ALTRI SOLDI - Ecco perché l'iniziativa degli incentivi alle biciclette sarà riproposta e rifinanziata con 52

sono state vendute circa ventimila bici in tutta Italia


primi dieci giorni d'applicazione degli incentivi sono state vendute circa ventimila bici, evidenziando così una volontà sempre più marcata da parte della popolazione italiana di far proprie le strategie di mobilità sostenibile nel pieno rispetto dell'ambiente che ci circonda. Ovvio, ci sarebbero anche i classici "cinquantini" nei benefit, ma fra le due ruote la bicicletta è la regina. Merito del significativo investimento sul settore, mai applicato finora: per la prima volta, infatti, l'incentivo del 30% (che, ricordiamo, copre fino a un massimo di 700 euro) è sfruttabile dal cliente privato senza dover rottamare nulla, a differenza delle due precedenti annate. Non è un caso, che, per il momento, l'80% delle richieste sia dedicato proprio alle bici e abbia letteralmente mandato in tilt il sito del Ministero. LA SCALATA - E se i grandi rivenditori come Decathlon, con oltre 52 negozi in tutta Italia, hanno preferito non aderire alla promozione, i piccoli si sono ritrovati in breve tempo subissati dalle richieste dei cittadini. A Bergamo, il numero di biciclette vendute da fine aprile a maggio inoltrato, ha superato le 5 mila

unità e dalla sede bergamasca di Cisalfa hanno fatto sapere di aver avuto un incremento tangibile pari al 40%, per la ovvia felicità dei produttori di biciclette. Ma c'è chi - però - lancia un allarme. Ad esempio l'azienda trevigliese Bianchi: "Le nostre linee telefoniche sono state letteralmente invase: abbiamo avuto moltissime richieste da parte di venditori e privati. In un mese abbiamo toccato quota 3 mila pezzi in tutta Italia". Subissata di domande e tempestata di richieste è stata anche la Atala. "Confidiamo in una costante crescita dei flussi d'informazione e degli acquisti", commentano dalla sede, da dove rilevano anche come gli incentivi vadano a cadere proprio durante il tradizionale periodo di "sell-out", nel momento in cui, all'inizio della bella stagione, coloro che sono intenzionati ad acquistare una bicicletta nuova sono più propensi a farlo. "Peccato siano stati stanziati i fondi solo ad aprile, potevano essere anticipati di qualche mese per non combaciare con il tradizionale periodo di maggiori vendite". IMPACCI BUROCRATICI - Tutte rose e fiori, come si suol dire, 53


salvo qualche impedimento burocratico. I rivenditori che aderiscono all'iniziativa, infatti, devono utilizzare per le transazioni "esclusivamente" un conto di servizio del gruppo Unicredit, munito di speciale "chiavetta" e di codice utente. E qui nascono le maggiori frustrazioni degli operatori del settore: "Ci risulta che Unicredit, nel milanese e in molte zone del Sud, non stia offrendo un buon servizio: molte filiali non sono a conoscenza del programma d'incentivi e non sanno fornire risposte in tempi brevi ai nostri rivenditori", lamentano dalla Bianchi. Uno dei problemi, infatti, è la necessità di dover aprire un conto apposito. Altrimenti nulla da fare.

Un vero e proprio boom se si considera che nei primi dieci giorni d'applicazione degli incentivi, iniziati lo scorso 22 aprile, sono state vendute circa ventimila bici in tutta Italia 54

NIENTE MOTORE - E se le biciclette volano, i ciclomotori rallentano. Gli incentivi, infatti, non hanno attratto gli acquirenti se non coloro che avevano già in mente di cambiare il proprio motorino. "Troppo pochi gli incentivi", tuonano dalle associazioni di categoria. E, in effetti, l'ammontare dei benefici economici per l'acquisto di un ciclomotore euro 2 a quattro tempi o di un ciclomotore euro 2 a ridotto consumo, con contestuale rottamazione, raggiunge il 20% del costo fino ad un massimo di 350 euro. Mentre, per l'acquisto di un ciclomotore euro 2 a due tempi con contestuale rottamazione, è previsto solo l'8% del costo del veicolo fino a un massimo di 180 euro. Davvero un'inezia. Discorso diverso, invece, per i motocicli o quadricicli elettrici che, con contestuale rottamazione, raggiungono quota 30% del costo del veicolo fino a un massimo di 1.300 euro. In fase intermedia l'acquisto di un motociclo euro 3 ibrido, con contestuale rottamazione, che con il 30% del costo del veicolo si può raggiungere un massimo di 950 euro. Cifre diverse, ma che - a quanto pare - non allettano i consumatori: i prezzi da listino di scooter elettrici, infatti, sono molto più elevati di quelli a benzina. Troppo cari, anche per chi ricerca la salvaguardia della natura.

Incentivi biciclette

chi è rivolto: ai cittadini che decidono d'acquistare una bicicletta o una bicicletta a pedalata assistita. Per usufruirne non sarà più richiesta la rottamazione di vecchi ciclomotori Euro zero

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n cosa consiste: in un contributo del 30% del prezzo di listino fino ad un massimo di 700 Euro. Il fondo disponibile, che comprende anche incentivi per l'acquisto di nuovi ciclomotori euro 2 a fronte di una rot-

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tamazione di vecchi ciclomotori euro 0 o euro 1, ammonta a 8.750.000 (già esauriti). Da fine maggio, inoltre, sono stati aggiunti altri 10 milioni di euro. ome ottenerlo: è sufficiente rivolgersi direttamente al concessionario/rivenditore (se aderente al progetto) a cui s'intende acquistare il veicolo. Sul sito www.incentivimotocicli.it è possibile visionare l'elenco dei negozianti abilitati all'iniziativa e le marche aderenti

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La maglia rosa porta in Giro 20 milioni di euro AFFARI DI SPORT

La carovana rosa è passata per Bergamo e noi abbiamo fatto due conti in tasca al ciclismo. Abbiamo scoperto che la nostra tappa è costata 400 mila euro, con la vittoria Suitsou ha incassato 7 mila euro e Denis Menchov, transitato con la maglia Rosa in via dei Fori Imperiali, ha portato a casa 350 mila euro ARTICOLO DI LIVIO CASANOVA CON LA COLLABORAZIONE DI EDDY MAZZOLENI PHOTO: LAURA PIETRA

ento candeline per un evento che vale 20 milioni di euro, tra sponsor e pubblicità, questa è la cifra che ha messo in pista il Giro d'Italia nell'edizione del centenario e alla crisi ha risposto: "Pedalare". L'occasione della tappa MorbegnoBergamo ci ha dato lo spunto per far due conti in tasca alla corsa organizzata dalla Gazzetta dello Sport e al variegato mondo del ciclismo. Per questa edizione, la fetta

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più grande degli introiti è stata incamerata dai diritti televisivi e dalle sponsorizzazioni che hanno coperto l'80% dell’intera somma. Il restante 20% è venuto dai contributi legati alle località della tappa, alle amministrazioni pubbliche, agli enti governativi. Complessivamente, i comuni coinvolti nell'evento sono stati 583 e i 400 mila euro della tappa bergamasca, sommata a quelle delle altre 20 province, copre la fetta più piccola dell'intera torta. Per non andare troppo lontani e rimanendo sempre in tema di soldi, tagliare per primo il traguardo sul Sentierone al "bergamasco" Suitsou, gli è valso 7 mila euro, mentre indossare la maglia rosa anche solo per un giorno, significa per un corridore guadagnare un premio di 350 euro. Transitare in maglia Rosa in via dei Fori Imperiali, in piazza del Colosseo, ha permesso a Denis Menchov di portare a casa 350 mila euro, molto più delle fatiche che occorsero a Savoldelli, nel 2002, per vincere il suo primo giro d'Italia che metteva in palio 450 milioni di lire. Sulla maglia rosa del falco di Rovetta, come sponsor campeggiavano la Index e la bergamasca Alluminio Alexia dei fratelli Paolo e Baldassare Agnelli e in quell'anno salutammo la lira per lasciar posto alle monete e alle banconote in euro. Tornando ad una settimana fa, come da accordo tacito con il resto


Il bielorusso Suitsou sorprende tutti e vince in solitaria la tappa di Bergamo

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della squadra, Denis Menchov non ha tenuto per sé nulla del montepremi perché, solitamente, chi vince il giro d'Italia l'anno successivo firma un contratto faraonico e lascia l'intero premio del giro ai compagni di squadra. Meno della "grandeur" francese, perché arrivare in maglia gialla agli Champs Elisées frutta qualcosa come 450 mila euro, indossare la maglia di leader del Tour de France per un giorno significa assicurarsi 8 mila euro, mentre aggiudicarsi una tappa vale 7.000 euro. Sponsor - Coperte da 30 aziende e divise in tre diversi format commerciali, le sponsorship pesano sul Giro per 8 milioni di euro. Estathè, il brand estivo del Gruppo Ferrero, "ha vestito" la maglia rosa per tredici anni. Sponsor della maglia verde, riservata agli scalatori, è stata la Banca Mediolanum al suo settimo anno, mentre la linea VitaViva Flor, prodotto della Newmark Consumer Healthè ha campeggiato sulla maglia bianca riservata ai giovani professionisti. Il Gruppo Unieuro ha sponsorizzato la maglia ciclamino, la classifica a punti del Giro. Di seguito tutto il resto della carovana commerciale: 60 aziende che hanno aderito alle iniziative collaterali. Il gruppo si chiude con le oltre 1.500 persone che, quotidianamente, si sono trasferite con distanze medie di 160 km ma, che a detta loro, hanno sofferto più per il caldo che per la crisi. Infatti, non vi è dubbio che nonostante i tagli d'immagine generalizzati che hanno interessato molti sport, gli investitori pubblicitari continuano a credere nel ciclismo. Team - Squadre come Liquigas - Doimo, Lampre - Ngc e l'emergente Katusha, nata dalla volontà degli imprenditori russi di far conoscere il mondo delle due ruote nei paesi dell'Europa dell'est, sono team che investono dai 5 ai 20 milioni di euro a stagione. La stessa somma che spende una squadra di calcio al vertice nella serie B italiana. A differenza di questo, i diritti tv del ciclismo sono gestiti direttamente dagli organizzatori degli eventi. Per coprire i costi, i team devono affidarsi ai contratti di sponsorizzazione, a partire da quelli per la maglia. La leva del merchandising copre in pochissima parte le spese, sono invece le sponsorship a coprire annualmente il 90% dell'impegno sportivo. Il budget della Liquigas, squadra di Ivan Basso, è di 8 milioni di euro l'anno, mentre per la Lampre di Damiano Cunego il budget stimato è di 6.5 - 7 milioni di euro, coperto anche dalle Ngc. In totale le aziende partner sono 25 tra cui spiccano le Terme di Boario e la Sector. La squadra di Danilo di Luca e Petacchi hanno a disposizioni 5 milioni di euro, mentre cenerentola è la spagnola Xacobeo Galicia con un milione di euro in tutto. Arrivano dall'Europa dell'Est le vere novità con l'Astana e Katusha. Il team di Lance Armstrong è controllato dalla società governativa del Kazakhistan, la Samruk - Kazyna che attraverso la compagnia aerea Air Astana, finanza l'omonima squadra ciclistica. O almeno dovrebbe perché mentre il giro attraversava l'Italia, l'Uci (Unione ciclistica internazionale) ha indaga58

Le novità sono venute dall'Est Da una parte la Katusha, il team più ricco del Pro Tour con un budget di 120 milioni di euro fino al 2016, dall'altra l'Uci che ha aperto un'indagine sull'Astana per il mancato pagamento degli stipendi ai corridori


I sette Tour de France vinti da Lance Armstrong gli sono valsi 20 milioni di euro, a stagione, mentre l'attuale campione del mondo Ballan suda per 700 mila euro

to sul mancato pagamento degli stipendi ai corridori. La "statale" Katusha, invece, va a tutto gas. Non parliamo in questo caso dei risultati sportivi ma del suo bilancio, perché il team russo è sponsorizzato da Gazprom, Rostechnology e Itera Holdings, tutte società legate al gas che hanno sposato l'idea di far crescere a livello nazionale il ciclismo. E' il team più ricco del Pro Tour con un budget di 120 milioni di euro fino al 2016. Per quanto riguarda la copertura, lo sponsor principale, quello che si legge a chiare lettere quando il ciclista taglia il traguardo a mani alzate, copre il 50% del budget, per il resto, il 25% è coperto dal secondo sponsor e il restante da più realtà. Corridori - A proposito di spese, il 70% è destinato al montesalari dei corridori, il rimanente copre i costi della logistica, del trasporto e le spese ordinarie. Prima degli esempi è bene chiarire quanti e quali sono gli elementi che compongono una squadra "Pro Tour": 30 corridori, 8 massaggiatori e 8 meccanici, 4 direttori sportivi, 3 medici e 2 addetti stampa. Gli stipendi più alti, percepiti dai corridori, sono quelli di Valverde e Contador e ammontano a 2 milioni e mezzo, mentre il nostro Cunego si "ferma" all'incirca al milione e il campione del mondo Ballan intorno ai 700 mila euro. Il compenso medio di un capitano che disputa gara a tappe è intorno al milione di euro, mentre il leader delle corse di un giorno, le cosiddette "classiche", percepisce dai 500 ai 700 mila euro. Una squadra che schiera nelle sue fila un buon velocista, Cavendish su tutti, deve essere disposta a riconoscergli almeno 800 mila euro, seguono, in questo caso non proprio a ruota, i gregari che variano dai 100 ai 200 mila euro. Discorso a parte per Lance Armstrong che corre gratis per l'Astana dell'amico e team manager Johan Bruyneel. E' rientrato alle gare per la sua fondazione, la "Livestrong", a testimonianza della sua battaglia personale, vinta, contro il cancro. Ha messo in vendita un braccialetto giallo "tour" al prezzo di 1 euro per destinarne il ricavato alla ricerca. Con questo, fino ad oggi, ha raccolto 90 milioni di euro.

Nella storia di questo sport è stato il ciclista più pagato: le sette vittorie alla "Grande Boucle" gli hanno fruttato ben 20 milioni di euro, a stagione. Una parte di questi soldi sono stati investiti in una miniera di diamanti in Africa, giusto perché del doman non c'è certezza. Se Armstrong è in cima alla classifica, il 60% dei ciclisti in attività percepisce il minimo contrattuale: una cifra intorno ai 30 mila euro l'anno, lordi. Per entrare nel mondo del professionismo qualche corridore è costretto, addirittura, “a portare da casa” lo sponsor. La squadra si completa con il direttore sportivo a cui spettano, in media 40 mila euro e i meccanici e massaggiatori che percepiscono circa 20 mila euro l'anno. Doping - Da due anni a questa parte, sulla scorta anche di alcuni casi di doping, sponsor blasonati hanno fatto le valigie e i budget legati al ciclismo si sono ridotti di un terzo. E' lunga la lista di sponsor che si sono ritirati. La TMobile, principale formazione tedesca è stata macchiata da una serie di scandali. La bufera si è scatenata prima del Tour de France 2006 con il coinvolgimento di Jan Ullrich nell'Operacion Puerto, l'inchiesta avviata dalla magistratura spagnola su una rete internazionale di doping. Ma questo è stato solo un capitolo di una saga nera. Landis è stato, infatti, l'ultimo di una lunga serie di ciclisti della Phonak a cascare nella trappola del doping. La positività di Riccardo Riccò, che ha fatto uso del famigerato Cera - epo di nuova generazione - e del compagno Leonardo Piepoli è stato il motivo del ritiro della Saunier Duval-Scott. Nonostante questi casi e rispetto alla Formula 1 e alla Motogp, il ciclismo è uno sport che ha permesso di triplicare, in termini di media value, l'investimento effettuato. Ne è un esempio la Saeco che quando ha deciso di sponsorizzare una squadra era praticamente sconosciuta ma in dieci anni è diventato un marchio internazionale, triplicando il fatturato. Lo stesso dicasi per la Mapei e la Fassa Bortolo. 59


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Autotorino sul tetto d'Europa

Da destra: Tommaso Tommasi, direttore di InterAutoNews, e Andrea Mincolelli di Findomestic Banca

i è concluso con un successo per metà bergamasco il settimo appuntamento con Automotive Dealer Day, evento unico in Europa dedicato alla distribuzione automobilistica, in programma da sette anni a questa parte a Verona. L'edizione 2009, infatti, ha visto il gruppo Autotorino del presidente Plinio Vanini, fra le 50 aziende di settore in Italia per i servizi di vendita di auto nuove ed usate, vincitore del premio per "l'innovazione Gestionale". La società, presente anche a Curno con un avveniristico show-room

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La società di Sondrio ha ideato un sistema grafico per la valutazione e l'ottimizzazione delle performance del management aziendale, con una veste grafica accattivante


IL PREMIO

Dealer Day 2009, l'evento internazionale dedicato alla distribuzione automobilistica, si è concluso a Verona con un boom di presenze e una vittoria in parte bergamasca al settimo "Premio per l'Innovazione Gestionale"

multibrand diretto da Pierangelo Manzoni, ha così ottenuto un importante risultato in chiave europea, presentando un progetto di Business Intelligence in grado di sviluppare report strategici. Il Gruppo ha, infatti, ideato un sistema grafico (prospetto Cruscotti) per la valutazione e l'ottimizzazione delle performance del management aziendale con una veste grafica accattivante, ed in linea con il linguaggio del settore auto. Il progetto permette un miglioramento della comprensione dei dati aziendali e di conseguenza è capace di portare qualsiasi società ad attuare scelte decisionali in maniera chiara e consapevole, potendo usufruire di dati "parlanti". Nell'ottica che solo ciò che è misurabile è migliorabile, il progetto presentato ha il pregio di quantificare mensilmente le performance aziendali e di condividerle con l'intera squadra della rete vendita. La condivisione immediata della reportistica consente d'individuare subito le aree d'incremento, con un conseguente miglioramento della soddisfazione del cliente. Un altro successo per Autotorino dopo l'apprezzato progetto di Customer Relationship Management (un sistema di analisi dei dati, volto a gestire in modo centrale la relazione con il cliente e capace di elaborare informazioni utili per i diversi livelli del management aziendale) presentato l'anno scorso nella stessa importante occasione. Anche in quel caso il piazzamento in classifica era stato lusinghiero: un secondo posto. Massima soddisfazione e ottimi risultati, quindi, all'interno di una kermesse che si è confermata ai massimi livelli fra gli operatori del settore, con oltre 2.850 presenze nei due giorni (13 e 14 maggio 2009), a testimonianza di un crescente interesse tra Dealer, Case automobilistiche e aziende della filiera. Automotive Dealer Day si è dimostrato, infatti, un evento di assoluto rilievo non solo per le concessionarie auto (oltre 1.200 presenze), ma anche per la stampa specializzata, attratta dai temi pro-

posti nei workshop e dalla crescente importanza che l'evento ha iniziato ad assumere per la commercializzazione automobilistica in Italia. Unico in Europa, ha suscitato l'interesse anche oltre i confini nazionali con una buona presenza di relatori e visitatori esteri. Va sottolineato il successo della partnership con AsConAuto (Associazione Nazionale Consorzi Concessionari Auto) che ha accresciuto il valore della fiera nei rapporti con le reti. Nell'agenda dei due giorni, l'evento ha ospitato anche la consegna dei diplomi di partecipazione al Master in Dealer Management di Audea (Automotive Dealer Academy) e l'assegnazione dei premi DealerSTAT alle Case automobilistiche.

Da sinistra Il direttore generale Stefano Martinalli e il presidente Plinio Vanini

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Oriocenter, la natura veste il moderno IL PROGETTO

A pochi passi dall'aeroporto nasce "Ecocentro", una kermesse voluta fortemente da "Commerz Real AG" per promuovere una concreta cultura ecologica all'interno di una grande struttura commerciale

e, passando davanti al centro commerciale di Orio, vi chiederete cosa stia succedendo, non preoccupatevi. La natura ha preso il sopravvento sulla sua grande struttura, ma in senso più che benevolo. E' partito proprio da giugno, infatti, un programma d'iniziative molto speciale. "Ecocentro" - questo il nome della nuova kermesse - nasce per una precisa scelta della "Commerz Real AG" (proprietaria di Oriocenter), per ribadire una volontà tanto interessante quanto innovativa. Ecco la filosofia: promuovere una concreta cultura ecologica all'interno di una grande struttura commerciale. Nei quattro percorsi tematici - Aria, Terra, Acqua e Fuoco - verranno fornite al pubblico indicazioni pratiche per contribuire attivamente a un comportamento di vita quotidiana più in sintonia con l'ambiente. Suggerimenti concreti e facilmente attuabili per dare una mano alla natura e al pianeta in cui tutti viviamo. A tal proposito, la proprietà di Oriocenter è convinta che la sensibilizzazione non basti. Per creare una cultura ecologica significativa, bisogna fornire indicazioni precise di comportamento. Il progetto innovatore e

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anticipatore di Ecocentro vivrà, quindi, nella trasformazione di presenta, da anni, uno dei più importanti punti di riferimento alcuni spazi della galleria commerciale. Quest'ultimi saranno e di aggregazione sociale sul territorio. Supporta ed è al cenmutati in veri e propri "infopoint" su abitudini, prodotti e sceltro di tutte le manifestazioni e di tutti gli avvenimenti più te determinanti per la tutela ambientale ed il risparmio enerimportanti della provincia di Bergamo e anche oltre. Inoltre, la getico. D'altro canto, Oriocenter è una location particolarsua proprietà, non è di certo nuova ad originali iniziative di mente valida per promuovere questa nuova cultura dei consucarattere culturale e di dialogo con il pubblico. A questo promi. Infatti, il colosso lombardo è uno dei più grandi centri posito, il centro ha ospitato - nel 2007 -, la più grande mostra commerciali d'Italia e d'Europa, con un Ipermercato Iper e sulla corrente artistica della "Cracking art", con una esposioltre 200 negozi che offrono alcuni tra i migliori marchi internazionali. Come tutti sanno, la superficie Verranno allestiti quattro percorsi non è da meno, con un'estensione complessiva che supera gli 80.000 mq. La posizione estremamente tematici - Aria, Terra, Acqua e Fuoco favorevole (nel cuore della Lombardia a due passi dall'aeroporto di Orio al Serio), gli garantisce anche in cui si forniranno al pubblico indicazioni un bacino d'utenza di oltre 100 chilometri di raggio. pratiche per contribuire attivamente A queste innate qualità si aggiunge il flusso, che raggiunge frequentemente picchi di oltre 60.000 a un comportamento di vita quotidiana presenze giornaliere, con medie di 40.000 (circa 12 più in sintonia con l'ambiente milioni di presenze annue). Oriocenter, dunque, rap63


"Il nostro fine afferma Ermanno Canali, presidente dell'omonima agenzia di comunicazione del Centro - è fornire risposte chiare, pratiche e concrete, che riescano a sensibilizzare le persone nei loro scenari di acquisto e di vita quotidiana"

zione di oltre 4.000 sculture, aggiudicandosi il prestigioso "Gold Award" agli ICSC Solal Marketing Awards. Parliamo di una manifestazione per premiare (ogni anno) i centri commerciali che, in tutta Europa, si sono distinti per la qualità delle proprie azioni di marketing e comunicazione. Grazie soprattutto all'agenzia "Canali&C." - cui è stata affidata la gestione di tutta la comunicazione intra ed extra Centro - si è riusciti a raggiungere vette d'eccellenza non indifferenti. Ora è arrivato il fondamentale turno dell'ecologia, come dichiara Ermanno Canali, presidente dell'omonima agenzia. "Le finalità del progetto sono comunicare, informare e formare il pubblico che frequenta Oriocenter sul tema dell'ecologia, dell'ecosistema e sulle possibili azioni, attuabili in famiglia, per salvaguardare il delicato equilibrio del nostro pianeta. Risposte chiare, pratiche e concrete, che possono sensibilizzare le persone nei loro scenari di acquisto e di vita quotidiana. Punto di partenza, nonché elemento fondamentale di questo progetto, è la presenza (nella galleria del centro) di prodotti, servizi e tecnologie innovative che possiedono una forte componente di eco compatibilità ed eco sostenibilità". In tal senso, verranno presentati - da parte di aziende leader nei loro settori - proposte originali ed esclusive che permettono ai consumatori di agire positivamente per 64

migliorare l'ambiente. "Il pubblico di Oriocenter - continua Canali vedrà nascere, vivere e crescere il progetto attraverso degli specifici ed originali allestimenti esterni ed interni. Quest'ultimi, destinati ad un target di ogni età, evolveranno nel tempo. L'intera struttura è pensata nel pieno rispetto dell'ambiente, realizzata quindi con elementi naturali e a basso impatto ambientale. La facciata esterna si vestirà di verde: piante "evergreen" avvolgeranno la struttura stessa, trasformando il centro commerciale in un vero e proprio "giardino verticale". Buona parte dello spazio interno diventerà percorso tematico - tra strutture scenografiche e soluzioni di "good practice" -, suddiviso per ognuno dei quattro elementi vitali dell'ecosistema". Il progetto si articolerà in una serie di eventi che vedranno protagonisti esperti di settore, personaggi pubblici e altri testimonial di forte richiamo. In particolare, saranno coinvolte - in iniziative speciali - le scuole, soprattutto tramite esperienze formative sul tema dell'ecologia e grazie a visite guidate, che faranno di Oriocenter un vero e proprio laboratorio didattico. Per questa ragione, è stata attivata un'apposita collaborazione con "Costa Edutainment", che fornirà il proprio know-how nel campo della divulgazione scientifica e dell'educazione dei giovani e giovanissimi, già attuato da realtà come "Acquario di Genova" e "La città dei bambini e dei ragazzi". Il colosso della modernità si fa bello, verrebbe da dire. Finalmente, ciò che stupisce è il modo: attraverso i colori dell'antica natura.


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Per Ryanair, non è tutto grasso che cola LA FILOSOFIA AZIENDALE

Nel primo trimestre, la compagnia aerea irlandese a Malpensa e Linate ha subito un calo del 31% e del 20%, mentre Orio al Serio è cresciuto dell'1% Per mantenere i suoi biglietti "in linea" ha ipotizzato una tassa sui grassi, impossibile da applicare per problemi tecnici ARTICOLO DI LIVIO CASANOVA

na fat tax per tenere le tariffe low cost. In tempi di "vacche magre" la Ryanair, per mantenere i suoi biglietti "in linea", ha ipotizzato di caricarne il peso sugli obesi. E' questa l'ultima di una serie di boutade lanciate dall'eccentrico Micheal O' Leary, amministratore delegato della compagnia aerea irlandese con base a Dublino, che (e non si capisce ancora il motivo) per indicare Orio al Serio, sul suo portale scriva Milano e metta tra ( ) Bergamo. Anche se si dovessero eliminare le province, Orio difficilmente entrerebbe nell'area metropolitana Milanese. Scorrendo i numeri, nemmeno per la compagnia aerea a basso costo si può più dire che "è tutto grasso che cola". In questi mesi difficili, le sue performance positive sono da ascrivere, per buona parte, allo scalo orobico. Sul fronte meneghino, infatti, il manager ha sottolineato che nel primo trimestre 2009 gli aeroporti di Malpensa (3,7 milioni di pas-

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Il biglietto Ryanair vale sempre più solo lo spostamento da un luogo a un altro, tutto il resto è un extra da pagare


seggeri) e Linate (1,8 milioni di passeggeri) hanno subito un calo del 31% e del 20%, mentre lo scalo di Bergamo è cresciuto dell'1% con 1,4 milioni di passeggeri e con esso Ryanair (+8%). Le compagine "low cost", e questo vale per tutte, raggiungono livelli di redditività adeguati solo se la domanda di aeromobili è sostenuta, ma la crisi economica e il calo di produttività aziendale hanno ridotto i viaggi d'affari e quelli turistici. Le società del settore per provare a far volare in alto i margini, hanno dato libero sfogo all'immaginazione, visto che tagliare i costi e il personale non è stato sufficiente ad alzare i profitti. E' così che la compagnia aerea low cost più conosciuta in Europa sforna la "tassa per i grassi", già introdotta dalla United Airlines americana. Praticamente, sia per la United Airlines che per Ryanair si tratta di una maggiorazione del costo del biglietto per i passeggeri il cui peso eccede i parametri stabiliti. La compagnia americana ha fatto sapere che non farà pagare di più gli obesi se entreranno nei sedili della classe economica. Dovranno riuscire ad abbassare i braccioli e mettere la cintura di sicurezza altrimenti dovranno comprare un posto in più o aspettare fino a quando non trovano un volo meno affollato. "La

tassa sul grasso - ha motivato il portavoce di Ryanair Stephen McNamara - verrebbe applicata esclusivamente a quei passeggeri davvero soprappeso che invadono gli spazi dei passeggeri seduti accanto". Pubblicizzata come un modo per ridurre le tariffe sui biglietti aerei della compagnia, tutto si può dire tranne che sia ispirata alla politically correct. Qualcosa di democratico c'è perché la compagnia ha messo ai voti sul proprio sito internet la maniera migliore per far pagare il pedaggio extra ai passeggeri in carne. Il 46% ha detto di far pagare a kg per gli uomini che superano i 130 kg e per le donne che superano i 100 kg; il 37% ha detto di far pagare un secondo posto se la vita dei passeggeri tocca i due braccioli; l'11% ha detto di far pagare ogni punto oltre i 40 punti dell'indice di massa corporea; il 6% ha detto di far pagare ogni centimetro in più del 1,20 m. per gli uomini e 1 m per le donne. Anche la rinuncia ad applicare questa tassa non è certo dovuta a motivi umanitari o a presunte discriminazioni, ma solo per questioni tecniche "poiché tutti i passeggeri - ha puntualizzato il portavoce della compagnia - dovranno presto fare il check-in online, non abbiamo modo di incassare una tassa "sul grasso" senza danneggiare la nostra insupe-

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La filosofia che Ryanair sta perseguendo da anni: forgiare un proprio stile di viaggio e, di conseguenza, di viaggiatore. Molto diverso da quello comodo e "coccolato" offerto dalle altre compagnie e tanto radicato nell'immaginario collettivo rata puntualità e il turnaround degli aerei in 25 minuti". Ma Ryanair non è nuova a queste iniziative e se ha abbandonato il progetto di gravare sui passeggeri obesi, non è stata ancora ritirata la proposta di far pagare l'accesso alle toilette dei velivoli. "Pensiamo alla possibilità - ha spiegato l'amministratore delegato Michael O'Leary - di applicare un sistema a gettoni alla porta del bagno, dove i viaggiatori possano inserire oggi una sterlina, un penny in futuro", con buona pace degli stitici. Infatti, se il 29% dei 100 mila utenti ha votato per la tassa sui grassi, il 25% ha optato per la quota sull'uso del gabinetto in volo. E così, dopo la valigia extra, il posto assegnato, l'ingresso preferenziale e qualsiasi cibo o bevanda, adesso si vorrebbe far pagare il bisogno fisiologico più naturale.

Compagnie aeree promosse, bocciate e rimandate roppo spesso i vantaggiosissimi prezzi dei biglietti che le compagnie aeree pubblicano online si rivelano dei semplici specchietti per le allodole. L'utente si lascia invitare dal costo irrisorio, che nel procedimento d'acquisto si rigonfia enormemente di tasse e commissioni. Lo rivela un'indagine dell'Unione Europea, che ha messo sotto analisi tutti i siti delle maggiori flotte aeree commerciali, circa 400, di cui solo 16 hanno passato l'esame della trasparenza. La Ue ha promosso a pieni voti i siti di compagnie come Finnair, Iberia, Sas, Tap, Air Malta, ma ha ne ha bocciate diverse, tra le quali Myair e Windjet, Olympic Airlines, Turkish Airlines e Royal Air

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Maroc. Di quest'ultime alcune sono finite nella lista nera della Commissione, per essersi rifiutate di rendere conto all'autorità europea delle loro strategie di mercato. Un capitolo a parte è stato aperto per 36 aziende, tra le quali figurano Alitalia, Air France, Air One, Ryanair, British Airways e EasyJet: rimandate a luglio. Le compagnie sono state riprese, ma hanno accolto il monito della Commissione, promettendo che faranno il possibile per adeguare i loro siti Web alle normative predisposte per la tutela dei consumatori. Se non dovessero apportare le dovute modifiche per tempo, la Commissione provvederà a renderne conto alle rispettive Nazioni d'appartenenza.

L'annuncio, non ancora smentito, è arrivato dopo che Ryanair aveva sollecitato i propri passeggeri a suggerire idee su servizi accessori a pagamento per contenere i costi della compagnia. "Ryanair - ha concluso il portavoce Stephen Mc Namara - è la più grande compagnia aerea d'Europa (per tariffe basse) e intendiamo continuare a ridurre i costi e le tariffe stimolando i ricavi accessori. Abbiamo sempre offerto ai passeggeri la possibilità di scegliere: se non vuoi pagare per il cibo - non comprarlo, se non vuoi pagare addebiti per bagagli da stivare - non portare bagagli da stivare, se non vuoi pagare costi di gestione aggiuntivi - allora basta usare una Visa Electron completamente esente da addebiti". Tra le idee raccolte, spiccavano diverse proposte a dir poco bizzarre: far pagare per l'uso di una carta igienica griffata con stampa della faccia di O'Leary, tariffa di 2,50 euro per leggere le carte sulla sicurezza, tariffa di 1 euro per utilizzare le maschere dell'ossigeno, tariffa di 25 euro per utilizzare l'uscita d'emergenza, tariffa di 50 euro per l'equipaggio in bikini. Dietro a tutte queste iniziative c'è una filosofia che Ryanair sta perseguendo da anni: forgiare un proprio stile di viaggio e di conseguenza, di viaggiatore. Molto diverso da quello comodo e "coccolato" offerto dalle comuni compagnie di linea e tanto radicato nell'immaginario collettivo. Il biglietto Ryanair vale sempre più il solo spostamento da un luogo a un altro, tutto il resto è un extra da pagare.


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Si decolla con Trawel Fly IN COPERTINA

L'amministratore delegato, Carmine Prencipe, presenta i nuovi voli in partenza da Orio al Serio e le ambizioni nel rendere quest'avventura un volano economico per l'intera filiera turistica bergamasca

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ARTICOLO DI LUCA T. BILOTTA PHOTO: LAURA PIETRA

aeroporto di Orio al Serio, da sempre contraddistinto nella storia recente da un massiccio numero di viaggiatori low cost, potrebbe cambiare fisionomia. Un binomio - quello con le compagnie a basso costo - contraddistinto da successi e qualche critica, che ha visto in questi anni aumentare in modo esponenziale i viaggiatori di passaggio da e per Bergamo, migliorando di conseguenza l'asset economico di Sacbo. Ora, sulla sponda dei voli di linea e charter, arriva una nuova realtà pronta a rendere più articolata l'offerta aerea orobica. Parliamo di Trawel Fly, nata proprio in questi mesi da una

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"Vogliamo costruire un percorso che crei ricchezza attorno all'elemento scatenante, ovvero la nuova offerta di capacità aerea. Il turismo parte da lì, questa è la volontà di Trawel"

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DA SINISTRA: Davide Mara (Chief Operating Officer), Edouard du Coudray Wiehe (Vice President Leisure Travel Markets), Carmine Prencipe (Chief Executive Officer), Maria Zaccone (Vice President HR & Corporate Communication), Paolo Sgaramella (Vice President Incoming)

costola - o meglio ala - di Trawel, gruppo attivo in ambito turistico dal vogliamo che nel processo di distribuzione del nostro prodotto, queste 2001. Una realtà internazionale nata come sister company di Mkt realtà abbiano un ruolo fondamentale. Vogliamo costruire un percorso Consulting e successivamente cresciuta in modo esponenziale, arriche crei ricchezza attorno all'elemento scatenante, ovvero la presenza vando ad operare attualmente in otto paesi europei e negli Stati Uniti. di capacità aerea. Il turismo parte da lì. Questa è la volontà di Trawel". E proprio dall'esperienza e dai risultati ottenuti in questi anni è nata la Un progetto che prevede aperture di nuovi voli di linea, ma che intenvolontà di dare alla luce Trawel Fly, in collaborazione con la compagnia aerea britannica Astraeus. Base aeroportuale sarà proprio Orio al Serio, con destinaPrencipe, dal 1994 ad oggi zioni importanti come Catania, Crotone e Napoli per nel business dei cieli l'Italia, Creta, Rodi, Tenerife e Sharm el Sheik per l'estero. "Con il volo inaugurale del 6 giugno per Crotone - commenta il deus ex machina del progetarmine Prencipe, laureato in mercato italiano e la successiva interto Carmine Prencipe, a.d. di Trawel Group - nasce Ingegneria Aeronautica presso nazionalizzazione. Un'organizzazione di un nuovo modo di viaggiare da e per Bergamo. Il l'università "La Sapienza" di marketing, vendite e rappresentanza vostro aeroporto si può definire il "golden boy" del Roma, inizia la sua carriera nel 1994 in evoluzione del concetto GSA (General trasporto aereo in Italia, avendo battuto in questi Aliadriatica come Network Manager. Sales Agent) - nata inizialmente come Nel 1995 fa parte del Management sister company di Mkt Consulting e creultimi anni ogni record in termini di crescita del trafTeam che gestisce lo start up di Air One sciuta nel tempo e nel mondo. fico. Soprattutto nel settore dei voli a basso costo. Il diventandone VP Network & Pricing. Attualmente opera in 9 mercati diversi nostro modello di business, invece, è molto diverso Assume nel 1999 l'incarico di Direttore (Italia, Francia, Germania, Spagna, da quello dei vettori low cost e intende coinvolgere Marketing di Air Europe, ricoprendo Grecia, Russia, Stati Uniti, Danimarca non solo l'aeroporto, ma tutta la filiera turistica della parallelamente importanti incarichi ed Inghilterra), con un fatturato di oltre città e dell'hinterland". Un concetto innovativo, che nelle strutture commerciali di 20 milioni di euro (+50%) nel 2008. Per vuole a tutti i costi trasformare Bergamo in un aeroSAirGroup. Nel 2001 fonda Mkt il 2009, il piano di Trawel prevede di porto in cui si torna a fare turismo nel senso più trasuperarare il tetto dei 30 milioni di euro Consulting, costituendo così la prima dizionale del termine. "In questi anni la vostra città società di consulenza italiana specialize di mantenere questi tassi di crescita ha avuto un grandissimo sviluppo, ma in questa trazata in trasporti e turismo. Nel 2003 nonostante lo scenario di crisi che caratterizza il settore. fonda Trawel, di cui guida lo sviluppo sul sformazione i tour operator e le agenzie di viaggio sono state significativamente emarginate. Noi

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“In questi anni Bergamo ha avuto un grandissimo sviluppo, ma in questa trasformazione i tour operator e le agenzie di viaggio sono state emarginate Noi vogliamo che, nel processo di distribuzione del prodotto turistico offerto da Trawel, queste realtĂ abbiano un ruolo fondamentale" 73


Lo staff della sede centrale di Milano

de anche creare un forte impulso al mercato charter, adeguandolo alle mutate esigenze della clientela. Un bacino d'utenza, quest'ultimo, poco sfruttato nel nostro aeroporto. "Se guardate i dati di traffico del comparto charter - prosegue Carmine Prencipe - a Orio al Serio, negli anni sono stati stabili e sicuramente al di sotto del potenziale vero dell'aeroporto. Quindi è un mercato ancora acerbo, un po' perché vampirizzato dai low cost ed un po' perché chi ha operato su questo scalo non ha creduto fino in fondo nelle sue potenzialità. Noi, invece, vediamo molte opportunità all'orizzonte. Vogliamo essere il soggetto che mette a disposizione capacità aerea su direttrici in cui essa può essere fruita, con massima soddisfazione dei clienti. Vogliamo diventare un'opportunità di sviluppo economico per la filiera che è in grado di esprimere, a nostro giudizio, grande energia e valenza". Facciamo un passo indietro: cosa si nasconde alle spalle di Trawel Fly? "Un gruppo solido e giovane, ma che in questi anni sul mercato è riuscito a svilupparsi in modo significativo ed integrato anche nei periodi di crisi. Offriamo servizi a compagnie aeree, tour operator, car rental e, più in generale, a tutti gli operatori presenti nella filiera del turismo, secondo una logica di "outsourcing qualificato". Siamo cresciuti rapidamente e bene, siamo stati una felice anomalia del mercato. Affiancando per lungo tempo molte compagnie aeree internazionali (ad esempio Meridiana, Eurofly, Baboo n.d.r.) come GSA (General Sales Agent, n.d.r.), abbiamo sviluppato un'ottima conoscenza del mercato, che ci ha consentito di capirne le necessità ed i bisogni non soddisfatti. Così ci è venuta la voglia d'unire alla crescita ed al rafforzamento della nostra rete commerciale e dei nostri tools distri74

butivi, anche un percorso d'integrazione a monte della filiera turistica". Un processo alquanto rischioso. Di questi tempi è difficile scoprire nuove realtà dinamiche con la voglia d'investire sul territorio bergamasco ed italiano. "Lo facciamo a ragion veduta e con passi molto accorti, ma anche con la filosofia di chi crede fermamente in quello che realizza, giorno per giorno. Anche quando abbiamo iniziato nel 2005 - come primo passo di questa integrazione a monte - le nostre operazioni di tour operator outgoing con il marchio Flyaway, molti ci guardavano stupiti e qualcuno in modo scettico. Invece è stato un grande successo. La stessa cosa è accaduta nel 2006, quando abbiamo lanciato le nostre attività di brokeraggio strutturato, che ci hanno portati nel tempo a negoziare quantità crescenti di capacità aerea con importanti vettori italiani. Per poi rivenderla ai nostri clienti - soprattutto tour operator esteri -, che hanno saputo apprezzare la vicinanza della nostra rete commerciale e la velocità d'offrire loro un prodotto con tempi coerenti con le loro necessità di pianificazione - molto più anticipate rispetto a quelle degli operatori italiani -". Come siete riusciti a superare questo gap temporale? "Ci siamo seduti ad un tavolo con i principali vettori, con largo anticipo rispetto all'usuale, negoziando grossi volumi e acquisendo "magazzino". Questo ci ha permesso di fare il definitivo salto di qualità e d'acquistare credibilità sul mercato, differenziandoci fortemente dagli altri broker e diventando quello che oramai in Europa, si definisce una "virtual Airline". Così, dopo i primi passi mossi prevalentemente sul mercato estero, ci siamo avvicinati anche al mercato italiano outgoing e al mercato dei voli di linea".


Parliamo di Trawel Fly? "Esattamente. Nei primi due anni d'attività da broker ci è capitato a volte di subire ritardi non per nostre lacune organizzative, ma perché a monte il volo era pianificato in modo non corretto dal vettore che ci forniva capacità. Sentivamo l'esigenza di avere più controllo sul prodotto, così siamo arrivati a considerare l'opportunità di possedere un nostro aeroplano, o meglio, un aeroplano che operasse in esclusiva per noi e del quale noi controllassimo la pianificazione. Abbiamo fatto un lungo processo di ricerca del partner industriale adatto a sviluppare questo tipo di collaborazione; avremmo preferito, per ovvii motivi di bandiera, scegliere un vettore italiano. Ma forse le difficoltà in cui il settore versa anche in relazione al riassetto del sistema Alitalia, hanno reso difficile questa ricerca. Così abbiamo guardato oltre confine e abbiamo scelto Astraeus, una compagnia inglese da anni sul mercato in partnership con aziende simili alla nostra e dalla posizione finanziaria stabile. Una realtà che conosce già il nostro modello di business e che ha accettato di posizionare un aeromobile proprio a Bergamo". Scelta obbligata? "Direi voluta e strategica. E' una realtà che conoscevo, in passato avevamo già collaborato con l'aeroporto di Orio come consulenti nella rivalutazione di alcune stime sul mercato del traffico merci. Inoltre ho avuto modo, nel corso della mia carriera professionale, di conoscere Sacbo e le sue peculiarità logistico-organizzative. Diciamo che, fin dall'inizio, avevamo intuito che Bergamo potesse essere la piazza ideale per il lancio di questo progetto". Strategica anche dal punto di vista geografico? "Bergamo nel medio lungo periodo ha delle vocazioni importanti sull'incoming. Da un lato è un aeroporto molto vicino ai laghi (ad esempio il Garda, n.d.r.) e può acquisire molto traffico qualificando l'offerta complessiva dell'Italia del Nord. Inoltre è la terza porta d'accesso a Milano, area business nella quale stiamo seguendo - in collaborazione con importanti organizzazioni pubbliche e private - un grande progetto di riqualificazione dell'offerta turistica incoming".

In che modo? "Si possono unire appuntamenti lavorativi con visite culturali e sportive: nessuno vieta d'osservare il Cenacolo o giocare nei bellissimi golf club della Lombardia, dopo un meeting aziendale. Per avere futuro si deve necessariamente essere creativi in campo turistico e cercare spazi non coperti da altri, creare nuovo valore e non cannibalizzare quanto già fatto. Ecco perché il vostro scalo ci è parso strategico, poiché consente di costruire un nuovo percorso propositivo anche per l'area economica bergamasca e lombarda". Un volano per l'imprenditoria? "Tutti gli imprenditori del territorio potranno conoscerci a apprezzare le nostre capacità. Pianificare la crescita e lo sviluppo di progetti congiunti con un partner che è disponibile ad investire. Siamo un soggetto in grado di diversificare l'offerta e presidiare la filiera ai diversi livelli. Il nostro è un prodotto a vocazione leisure, ma fruibile per il business: i voli per Catania e Napoli ne sono un esempio. Noi vogliamo essere un soggetto d'aggregazione anche per gli altri operatori presenti sul territorio. Promuovendo fortemente il ritorno a un tipo di turismo che necessita di idee, professionalità e visione". Sarà necessario l'aiuto delle istituzioni locali: programmi in questo senso? "Il nostro è un progetto che, attraverso l'attivazione di nuovi voli, valorizza i territori e come tale coinvolge le istituzioni, che speriamo possano aiutarci a sviluppare un progetto di lungo periodo che necessita di coordinare energie più ampie e catalizzare l'interesse di tutti i soggetti coinvolti nella filiera del turismo. Abbiamo fatto una felice esperienza in questo senso a Crotone, dove stiamo collaborando con l'aeroporto, con il Comune e la Provincia per valorizzare turisticamente l'area ionica calabrese. Oggi Trawel Fly ha un aereo, e intende accrescere la sua flotta di un’ unità all'anno. Con questo schema potremo in futuro imbastire partnership più ampie ed allargare il progetto ad altre regioni d' Italia, facendo di Bergamo una base operativa importante per lo sviluppo del turismo outgoing ed incoming nell'intero paese".

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AZIENDE

Officine Vecchi, ingranata la marcia dei cent'anni IL CENTENARIO

Guidata attualmente dal nipote del fondatore, Arnoldo Vecchi, nel corso degli anni l'azienda si è specializzata nella costruzione d'ingranaggi e di macchine speciali

ARTICOLO DI GIORGIO CHIESA

n secolo di storia tradotti in amore e passione per produzione di macchine per confezionare filati, il comparto il proprio lavoro, ampia disponibilità alla collabomeccanico degli ingranaggi era solo secondario. Dopo il razione, particolare attenzione allo sviluppo delle diploma - nel 1959 -, ho deciso di affiancare mio padre, che più moderne tecnologie, innovazione delle metoaveva a sua volta assunto la guida dell'azienda, spostando dologie lavorative. Sono solamente alcune delle principali prerogative della "Officine Vecchi Antonio", Amedeo Vecchi: "Nel 1909 riferimenti imprescindibili e cardini della politica imprenditoriale del fondatore, nonché padre dell'atè nata la nostra realtà imprenditoriale, tuale proprietario. Proprio nelle sue parole è racchiugrazie alla lungimiranza di mio nonno so lo spirito di una "dinastia" fortemente radicata sul territorio, che nel corso degli anni ha saputo fare le Dopo il diploma - nel 1959 -, ho deciso scelte giuste, specializzandosi nel settore degli ingradi affiancare mio padre Antonio, naggi meccanici. Da qui Amedeo Vecchi - figlio di Antonio e guida della centenaria azienda - ha saputo che aveva a sua volta assunto la guida trarre quelle peculiarità che hanno permesso, a lui e dell'azienda, basando la produzione all'impresa, di non farsi travolgere dal mercato. "Nel 1909 - afferma Amedeo - è nata la nostra realtà solo ed esclusivamente imprenditoriale, grazie alla lungimiranza di mio nonno Arnoldo. Originariamente l'attività principale era la sulla realizzazione d'ingranaggi"

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Da destra Franco e Amedeo Vecchi, con Sara, Antonio e Marco

la produzione solo ed esclusivamente sulla costruzione d'ingranaggi. In questi cento anni, la nostra filosofia ci ha sempre contraddistinto. Su questa strada è trascorso il nostro passato e seguirà il nostro presente. Così sarà anche per il futuro verso il quale siamo proiettati". Costruite ingranaggi meccanici di qualsiasi tipo? "In questo mondo, qualunque cosa meccanica che gira, è comandata da ingranaggi. Una buona quantità del nostro lavoro è all'interno degli impianti sciistici di risalita. Da questo si capisce che siamo specializzati nella produzione d'ingranaggi di medie e grandi dimensioni. Inoltre, ci poniamo come il partner ideale per chi deve studiare e sviluppare riduttori speciali, cinematismi o macchinari non esistenti sul mercato. Possiamo eseguire tutti i tipi di dentatura sia a modulo che diametral pitch. Tutti i calcoli necessari per il dimensionamento vengono assistiti sia da programmi computerizzati d'ultimissima generazione, sia dalla nostra centenaria esperienza. Siamo in grado di costruire riduttori di

velocità anche su disegno del cliente e, infine, possiamo revisionarne qualsiasi tipologia". Possiamo definirvi dei sarti della meccanica? "Siamo dei produttori al dettaglio. Non seguiamo le grandi produzioni standardizzate, in quanto riteniamo che quel determinato settore sia preda di pericolose oscillazioni del mercato. Inoltre, siamo garantisti della qualità, in questo senso un lavoro da sarto risulta sempre estremamente curato ed affidabile. Inoltre, come valore aggiunto, da diversi anni la nostra azienda costruisce macchine per le esigenze specifiche dei nostri clienti. Se sul mercato non è disponibile una certa tecnologia, è quasi sempre possibile trovare una soluzione adatta. Se nel determinato ciclo produttivo di un'impresa ci fossero problemi legati a diverse tipologie di attrezzature, ci poniamo come il cardine ideale allo studio e alla costruzione di una macchina apposita, che realizzi un determinato passaggio della catena produttiva". 77


Per garantire un lavoro così preciso (costantemente legato all'innovazione) servirà uno studio molto accorto e una capacità produttiva di alto livello. Da quanti specialisti è composta un'azienda al dettaglio come la Officine Vecchi Antonio? "L'impresa si avvale delle competenze di 18 specialisti. La famiglia Vecchi è rappresentata da me e mio fratello Franco, oltre naturalmente che da mio figlio Marco, mia figlia Sara e da mio genero Antonio. In questo periodo siamo particolarmente proiettati verso il futuro grazie a particolari collaborazioni nel campo delle energie rinnovabili e delle nuove tecnologie. In questo senso stiamo seguendo alcuni progetti con diversi produttori d'impianti eolici. Inoltre, sempre pensando all'innovazione, stiamo collaborando con l'Università degli Studi di Bergamo. L'esperimento è quello di sviluppare uno dei primi motori a idrogeno, grazie - in particolare - all'apporto di alcuni ricercatori della Facoltà d'Ingegneria Meccanica". 78


Per concludere, sappiamo che il vostro impegno è "Avrete capito di che pasta sono fatto. Mi armo di conlegato al territorio anche per particolari meriti cretezza perché ritengo il lavoro, il sistema migliore per sportivi. uscire da questa crisi. La nostra mentalità, quella che ver"Mio padre Antonio è stato nominato Cavaliere e rebbe definita "non strafare", è legata più che mai ad un Commendatore al Merito della Repubblica Italiana, proatteggiamento umile e deciso. Seguire l'insegnamento di prio grazie alla sua passione sportiva. A questo proposimio nonno prima e di mio padre dopo, è stata una grande to, è stato il fondatore del Centro Sportivo Italiano naziopalestra di vita. Con la cosiddetta gavetta, sono riuscito a nale (Csi, n.d.r.), oltre che della società sportiva di Borgo crescere, capendo l’importanza di una tradizione centenaPalazzo Olimpia. Proprio quest'ultima nel corso degli anni ria. Nella continuazione della loro seria mentalità riesco è riuscita a raggiungere traguardi importanti - tra cui a vedere un futuro lontano da qualsiasi possibile flessioanche l'approdo (qualche anno fa) nel campionato di serie ne dei mercati". A2 - grazie alla sua squadra di pallavolo, di cui il maggiore sponsor è il Gruppo Agnelli Industries con "Siamo dei produttori al dettaglio, il marchio Agnelli Metalli. Il mio ruolo all'interno della società sportiva è di vice presidente, anche se non seguiamo le grandi produzioni - forse per puro divertimento personale -, ho deciso standardizzate. Siamo garantisti di dedicarmi ai settori giovanili. Sono loro che mi danno le più grandi soddisfazioni". della qualità, in questo senso La vostra semplicità e stabilità, in particolare la sua da titolare, è l'esempio che dovrebbe seguire un'economia impazzita come quella attuale.

un lavoro come il nostro risulta sempre estremamente curato ed affidabile"

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AZIENDE

Billette Alluminio Spa, innovativa joint venture di estrusori NUOVE REALTà

In una zona di forte espansione industriale, nasce una nuova unione d'intenti fra alcune aziende leader nella lavorazione dell'alluminio. Si fondono i know-how delle "Trafilerie Alluminio Alexia", della "Alumec", della "Aral" e dello spagnolo "Grupo Sopena" ARTICOLO DI GIORGIO CHIESA

uno dei materiali più intelligenti e sfruttati dell'industria italiana e mondiale. Il suo simbolo chimico - AI -, richiama da lontano il concetto di "Artificial Intelligence", quasi a voler suggerire le poliedriche capacità di questo speciale metallo. Parliamo dell'alluminio e delle sue leghe più usate da molte aziende italiane e internazionali per la fabbricazione di milioni di prodotti diversi. Non intendiamo solo componenti strutturali vitali per l'industria aerospaziale, dei trasporti e delle costruzioni - campi nei quali leggerezza, durata e resistenza sono fondamentali -, ma anche di un volano commerciale indispensabile per l'economia mondiale rappresentato dall'attenta ricerca della materia prima. Qualità intrinseche che Mario Pezzali, amministratore delegato della giovane "Billette Alluminio Spa" (neonata azienda di Pralboino, in una zona di forte espansione industriale), ha saputo valorizzare nel corso della sua pluridecennale esperienza nel settore. "Non dimentichiamoci afferma Pezzali - di un valore fondamentale: proprio le billette da estrusione costituiscono le materie prime che successivamente verranno lavorate dall'azienda cliente. Ne consegue che la qualità di questi elementi determina, ovviamente, la qualità del prodotto finale. Con questa consapevolezza mi

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sono affacciato nel settore nel 1974, proprio con una fonderia di materia prima. Passati dieci anni, avendo maturato una notevole esperienza, decisi di dedicarmi - assieme a mio figlio - al ramo più commerciale della filiera produttiva. L'approvvigionamento fu il passo successivo, quello che ci collega al presente, più precisamente al 2007, anno in cui partì questo stimolante progetto: la Billette Alluminio Spa". Un'impresa giovane nell'età, ma matura nei know-how, supportata non solo dall'esperienza dei suoi uomini (il direttore di fonderia, Luciano Manera, è un professionista da oltre trent'anni impegnato nel settore specifico delle billette) ma anche da una struttura societaria di tutto rispetto. "Siamo una joint venture tra quattro grandi gruppi del settore estruzione - continua Mario Pezzali. - Parlo delle "Trafilerie Alluminio Alexia" del presidente Paolo Agnelli - "Gruppo Agnelli Industries" -, della "Alumec" di Giorgio Goffi, della "Aral" dell'amministratore delegato Massimo Chiarini e dello spagnolo "Grupo Sopena" di Manuel Sopena. L'ultimo tassello è poi costituito da mio figlio Giovanni, che è socio paritetico dell'azienda". Proprio i quattro estrusori riescono a consumare e utilizzare - in tempi normali, lontani da questa crisi che ha paralizzato i mercati - circa sessantamila tonnellate di


Foto C La colata dell’alluminio fuso che comporrà le billette

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Foto D Le billette vengono depositate sul banco da taglio prima della omogeneizzazione

L’ad Mario Pezzali

billette. "La produzione della nostra fonderia - quando sarà a pieno regime - riuscirà a soddisfare una domanda di trenta o massimo trentacinque mila tonnellate. Possiamo quindi affermare che nei primi due anni il prodotto verrà assorbito al 100% dai quattro gruppi soci dell'azienda, coprendo parte del loro fabbisogno. A maggior ragione, stiamo lentamente raggiungendo il nostro break even produttivo, pensiamo di arrivarci a fine luglio. Per questa data vorremmo anche aggiungere altre dieci unità alla nostra forza lavoro, strutturandoci con circa una ventina di operai specializzati. Infine, considerando che la prima colata è avvenuta il 15 marzo del 2009, crediamo di aver raggiunto un buon risultato di startup, sia in termini di qualità che di sicurezza".

L'amministratore delegato Mario Pezzali: "Non siamo ancora a pieno regime, ma presto potremo soddisfare una domanda di venticinque o massimo trenta mila tonnellate" 82


Foto A La selezione della materia prima

Foto B Il carico del forno prima della fusione

Le fasi della produzione

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l ciclo può essere suddiviso in varie isole produttive, tutte collegate e comprendenti l'utilizzo di diversi macchinari e svariate figure professionali.

REPARTO PREPARAZIONE - Si parte proprio con la materia prima, vale a dire dall'alluminio, che viene consegnato dai fornitori. "Questo - afferma Mario Pezzali - è il primo step. Il materiale viene stoccato e suddiviso per tipologie. Si va dallo sfrido da banco d'estrusione, al rottame di raccolta, ai pani di alluminio HG (alta purezza), fino agli aggreganti come silicio e magnesio. La seconda operazione è la preparazione delle cariche per il forno fusorio". (Foto A) REPARTO FUSIONE - La movimentazione dei materiali avviene in totale sicurezza, grazie ad una pala caricatrice, ad alcuni carrelli elevatori e ad una macchina specifica per il caricamento forni. "La lega preparata viene caricata nel forno fusorio, che ha una capacità di bagno di sessanta tonnellate. L'alluminio liquido, movimentato da un'apparecchiatura elettromagnetica moderna denominata "Stirrer", al raggiungimento della temperatura di 730 gradi viene sottoposto alla scorifica. Quest'ultima operazione consiste nell'asportazione di varie impurità. Successivamente si procede al travaso del liquido nel forno di attesa adiacente". (Foto B)

REPARTO COLATA - Da segnalare che da questo forno si prelevano campioni di liquido per l'esame spettrometrico, che consentirà all'operatore di accertare l'esatta composizione della lega. "Ora continua Pezzali - siamo finalmente pronti per la colata, che avverrà verticalmente in una buca con discesa di otto metri. La conchiglia di formazione di tipo "Hot Top" ci consente di produrre billette di vario diametro, per un massimo di sei colate al giorno su 3 turni operativi. Il liquido spillato dal forno si attesta tramite un canale di distribuzione, passando in un bacino di degasaggio che ha la funzione di ridurre al minimo la presenza di idrogeno contenuto nel metallo. All'uscita, il liquido passa alla filtrazione tramite una tavola realizzata in materiale ceramico poroso, così da consentire la trattenuta di ulteriore presenza di ossidi". (Foto C) REPARTO OMOGENEIZZAZIONE Terminata così la colata, le billette estratte dal pozzo vengono depositate nell'adiacente banco che alimenta la linea di taglio. Ora siamo pronti per la fase di omogeneizzazione. "In questo caso parliamo di un trattamento termico che ridistribuisce, in modo uniforme, le molecole dell'alluminio all'interno della billetta, consentendone una maggiore velocità d'estrusione. La billetta, nel forno di omogeneizzazione, viene portata a 580 gradi e mantenuta a questa tem-

peratura per circa cinque ore. Passato questo tempo, il raffreddatore a ventilatori assiali di alta potenza, consente un calo violento della temperatura del materiale, completandone così il ciclo". (Foto D) REPARTO IMBALLAGGIO E PESATURA -Appare ora evidente la ricerca di alta tecnologia, legata alla massima automazione possibile. Il mix vincente di questi valori consente una notevole sicurezza operativa e una elevata capacità produttiva. "Concludendo, l'ultimo stadio è legato alle operazioni di reggiatura, pallettizzazione, timbratura identificativa e relativa pesatura. Ora la nostra billetta è pronta per essere consegnata alla fase di estrusione dei nostri clienti". (Foto E)

Foto E Il forno di omogeneizzazione prima della pesatura e dell’imballaggio

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AZIENDE Da sinistra Mario Previtali con il figlio Giuseppe

Stilcolor Snc, i colori dell'esperienza 84


TOP BUSINESS

Nata più di venticinque anni fa dalla lungimiranza imprenditoriale di Mario Previtali - assieme ai suoi amici fraterni Gianpiero Plebani e Luigi Marenzi -, l'azienda di Calcinate è andata affermandosi nel corso del tempo come leader nel settore ARTICOLO DI GIORGIO CHIESA

esistere ai momenti di crisi grazie ad una formula seria e dalle antiche radici artigiane. Produzione e tradizione, lavoro ed esperienza, la stessa dicotomia per intendere il medesimo valore: qualità. Semplici intenti che "Stilcolor" ha sempre difeso nel corso della sua storia pluridecennale. Nonostante le vicissitudini della vita sembrassero aver voltato le spalle al self made man Mario Previtali - proprietario dell'azienda -, la forza della passione è riuscita a far crescere questa florida realtà bergamasca, divenuta leader nel settore della tinteggiatura e dei rivestimenti a cappotto. "L'impresa - afferma Previtali - è nata nel 1984 dall'idea di tre artigiani, o meglio tre amici che per tutta la vita avevano fatto esperienza solo ed unicamente in questo specifico settore. Oltre a me, mi piacerebbe ricordare Gianpiero Plebani e mio cugino Luigi Marenzi, due personalità fraterne che purtroppo ci hanno prematuramente lasciato. Proprio con loro sono partito più di vent'anni fa, e sempre grazie a loro l'azienda è cresciuta fino a raggiungere le dimensioni attuali. Imprenditorialmente, siamo nati con un organico di tre artigiani oltre a noi. Alle dimensioni attuali, invece, riusciamo a gestire una ventina di operai e altrettanti collaboratori di fiducia. Inoltre, per far fronte all'espansione della nostra ditta, ci siamo appena spostati in una nuova sede nella zona industriale di Calcinate".

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Principalmente di cosa vi occupate? "Per quanto riguarda la verniciatura, vantiamo una grande esperienza nel trattamento di materiali come legno e ferro, quindi cancelli, recinzioni e inferriate. Passando alla tinteggiatura, i locali interni vengono lavorati con pitture lavabili e traspiranti, mentre gli smalti all'acqua prevedono l'uso di materiali più resistenti, garantendo coloriture e decorazioni pratiche e resistenti. I rivestimenti plastici si dividono in: Acrilico (impiegato come parte strutturale di finitura su sottofondi in calcestruzzo, su rasanti e sopra sistemi d'isolamento a cappotto), ai Silossani (utilizzato come rivestimento decorativo per facciate di edifici, in particolare per interventi di restauro e sistemi di isolamento termico), ai Silicati (usato come rivestimento di finitura su facciate e pareti interne lavorate con intonaci di fondo a base calce/cemento, su sottofondi trattati con pitture mine-

rali e su sistemi di isolamento termico) e Ciclo Antiriss, impiegato per risanare e proteggere le facciate mediante l'utilizzo di prodotti con specifiche caratteristiche prestazionali. Infine, arriviamo al nostro core business, i rivestimenti a cappotto". In cosa consiste questo tipo di lavorazione? "Nello specifico si basa su elementi isolanti prefabbricati che vengono applicati sulla parete esterna delle facciate. Sono essenzialmente costituiti da uno strato di isolante, uno strato di intonaco sottile armato e da uno strato di finitura. Il sistema di isolamento termico è completamente coordinato, collaudato ed omologato. Riesce ad offrire, con i suoi accessori speciali (rete angolare, profili di gocciolamento e di giunto, nonché profili di raccordo e di chiusura), una gamma completa di prodotti affidabili e sicuri. I suoi vantaggi sono molteplici, si va dal risparmio energetico al risanamento estetico delle costruzioni. Si eliminano così i ponti termici, portando anche dei benefici all'ambiente". Tutto questo garantito dalla vostra tradizione. "Puntiamo il nostro focus sulla qualità, la serietà e la sicurezza. Ci affidiamo ad alcuni uomini di fiducia che collaborano con noi da oltre vent'anni, sono loro i capi cantiere a cui facciamo riferimento in ogni fase del lavoro. Soltanto grazie alla fiducia che riponiamo in questi professionisti possiamo vantare una gestione complessiva ottimale. Di questi tempi non è facile coordinare quasi cinquanta operai, avere colleghi esperti in alcuni ruoli chiave diventa l'unico modo per garantire la massima efficienza. E' in questo senso che ci viene in soccorso la nostra tradizione, un valore grazie al quale siamo cresciuti - assieme ai nostri esperti - sia in termini quantitativi che qualitativi". La vostra clientela è di tipo industriale? "Non solo. Un'intera branca, composta all'incirca da dieci persone, è deputata totalmente al settore civile. In ogni caso, non neghiamo il fatto che la maggior parte dei nostri lavori si concentra nel comparto industriale. Quest'ultimo è costituito da commesse di una certa rilevanza, che impongono un dispiegamento di forza lavoro davvero notevole. Nel corso del tempo 85


grazie alle nostre capacità -, siamo riusciti a "far girare" il nostro nome come sinonimo di serietà ed esperienza. Così, quando ci presentiamo per una gara d'appalto, le nostre credenziali la spuntano proprio dove la crisi imporrebbe un tipo di partner più economico". Operate su tutto il territorio lombardo? "Per diversi anni ci siamo concentrati su Milano. Ora, sebbene sia ancora un territorio fertile, ci siamo spostati anche su Cremona, Crema e Brescia, oltre che Bergamo naturalmente. C'è una grandissima richiesta di rivestimenti a cappotto là dove la scarsa esperienza di alcuni artigiani ha fatto notevoli danni. Alcune realtà imprenditoriali - per far fronte alla condizione congiunturale negativa -, si sono improvvisate "cappottiste", pur senza averne la competenza, l'esperienza e il know-how. Adesso la ruota sta girando e i grandi imprenditori decidono di spendere qualcosa in più, con la sicurezza di affidarsi a veri professionisti che hanno una solida tradizione alle spalle". Avete delle grandi commesse in corso? "Dal mese di marzo sono partiti i lavori di rivestimento a cappotto (in lana di roccia), presso il cantiere di via Sesto San Giovanni a Milano, proprio dietro al teatro Arcimboldi. Sempre nella capitale del Nord ci siamo occupati di molti appartamenti nel quartiere Santa Giulia. A Seriate abbiamo interamente rifatto il rivestimento dell'ospedale Bolognini, un lavoro delicato che ci è stato affidato grazie alle garanzie che riuscivamo ad offrire. Anche qui, la base di tutto è stata la sicurezza". Sappiamo che è sponsor ufficiale e dirigente della US Calcinatese. Per il futuro ha intenzione di dedicarsi allo sport o continuerà ad essere il leader dell'azienda? "Sicuramente la nostra squadra di calcio è un'altra delle mie passioni, ma non l'unica. E' molto importante sapere che la tradizione imprenditoriale di Stilcolor continuerà anche grazie alle future generazioni. In questo senso la garanzia è costituita da mio figlio Giuseppe, mia figlia Monica e mia moglie Maria, oltre che dalla presenza, in azienda, di altri tre nipoti. Con queste premesse sono certo che la nostra realtà riuscirà a rinnovarsi anche per i prossimi venticinque anni".

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La nuova sede nella zona industriale di Calcinate


RUBRICHE

La Stella che illumina il cuore di Bergamo LUSSO&GIOIELLERIA

In via Tiraboschi, Marco Cornali ha inaugurato la nuova boutique monomarca Montblanc. Un evento elegante che ha permesso agli ospiti d'osservare gli strumenti da scrittura, gli orologi e la gioielleria femminile del marchio della stella bianca 88

PHOTO: LAURA PIETRA

n nuovo show-room nel cuore della nostra cittĂ , un gioiello d'architettura per mostrare i nuovi prodotti del lusso realizzati dalla famosa Maison dalla stella bianca. Parliamo della boutique monomarca Montblanc, voluta fortemente dal brand internazionale e da Marco Cornali, simbolo dell'alta gioielleria a Bergamo. Una lunga e consolidata partnership culminata in una nuova avventura, che rafforza cosĂŹ un canale retail in forte espansione, con 15 punti vendita in Italia e oltre 300 nel mondo.

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ALTA GAMMA - Un vero e proprio scrigno di preziosi, inaugurato lo scorso 8 maggio con un elegante cocktail in abito da sera alla presenza di una madrina d'eccezione


come Nadia Bengala. Un evento a cui sono intervenuti solo selezionati invitati, accolti e coccolati dalla delicata musica del Jazz Club Bergamo. Gli ospiti hanno potuto osservare da vicino - inseriti in eleganti teche di cristallo -, tutte le creazioni Montblanc: strumenti da scrittura, orologi, fragranze, occhiali da sole, pelletteria e la gioielleria femminile, che si è ritagliata sicuramente un ruolo da protagonista. Proprio così, perché sono sempre più numerose le donne che entrano nelle boutique Montblanc per cercare accessori che sappiano coniugare l'alta qualità allo stile elegante: gioielleria in argento e in oro, orologi preziosi, pelletteria in pitone e fragranze femminili. OBIETTIVI - "Sono proprio le donne - afferma Marco Cornali - il nostro principale obiettivo. Perché i manager ed i professionisti conoscono già Montblanc e il suo valore negli strumenti da scrittura e nella pelletteria. Una penna con la stella bianca, oppure una ventiquattrore da lavoro, sono oramai un must per chi ha classe e ricerca la massima qualità. Un brand che in questi anni ha saputo distinguersi con grande valore anche nel mondo degli orologi d'alta gamma, e che sta proponendo eleganti gioielli per donne. Quest'ultime, prossime fedeli clienti, sono il target per il nostro show-room. Un luogo elegante, raffinato nell'estetica che rispecchia i prodotti che vengono esposti. Un luogo incantato in cui poter ricercare particolari idee regalo, contraddistinte dal gusto ricercato dei prodotti Montblanc". DESIGN SUADENTE - L'architettura dello show-room evidenzia i cardini di questa favolosa partnership: il lusso e la massima attenzione ai dettagli. Quest'unione si tramuta splendidamente nel design della boutique, che sorge nella centrale via Tiraboschi. Con una superficie di 160 metri quadri disposti su due livelli, è una vera bomboniera. L'interno riprende un concept innovativo comune a tutti i nuovi negozi Montblanc, caratterizzato dai colori beige e blu, simbolo della Maison, dal legno color blu notte che incornicia gli storici prodotti della stella bianca e da un elegante lampadario in cristallo, posizionato

Da Sinistra Giovanni Capra Montblanc Italia con Nadia Bengala e Marco Cornali al taglio del nastro

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al centro dell'area dedicata alle collezioni femminili. L'esterno della boutique è, invece, caratterizzato da eleganti lastre in pietra naturale nelle nuance del grigio e da vetrine studiate per esaltare la preziosità delle nuove creazioni, valorizzando il cammino della Maison verso l'alta gioielleria.

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Il design dello show-room è un concept innovativo comune a tutte le nuove boutiques Montblanc, caratterizzato dai colori beige e blu, simbolo della Maison, dal legno color blu notte che incornicia le eleganti teche di cristallo


RUBRICHE

Classe e potenza, sulla cresta dell'onda LUSSO&MOTORI

La concessionaria BMW Lario Bergauto e Nausika exclusive dealer Cranchi sono le protagoniste dell'edizione 2009 del "Nausika Day" 92

PHOTO: GIORGIO CHIESA

hi non ha sognato, almeno una volta nella sua vita, di fare una passeggiata sulle rive del Lago di Como? Una bella giornata, una piacevole compagnia, il paesaggio straordinario che circonda il percorso. Ora immaginiamo tutta questa bellezza impreziosita dalla classe di un evento unico: il VI "Nausika Day". Un evento che ha preso forma dai valori di accoglienza, eleganza e cortesia che il nome stesso (Nausicaa, appunto, famosa figura mitologica greca che offrĂŹ ospitalitĂ ad Ulisse) evoca, e che

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La kermesse durata due giorni, da sabato 16 a domenica 17 maggio scorso, si è svolta a Colico sul lago di Como

ha animato il Nausika Alto Lario Marine Center, l'elegante club nautico sulle sponde del lago di Como, a Colico. La kermesse ha visto la prestigiosa collaborazione di BMW che, grazie alla concessionaria Lario Bergauto, ha messo a disposizione alcune tra le punte di diamante della casa tedesca. I modelli presenti non comprendevano una semplice esposizione delle serie 750, 635 coupè, X6, M3 cabrio, M3 coupè, e dell'ultima nata Z4, ma anche la possibilità d'effettuare spettacolari test drive. Dalla potenza della strada, dunque, all'eleganza dell'acqua. Per non essere da meno, Nausika (primo dealer in Italia della famosa "boatbuilder" Cranchi) ha messo a disposizione sette splendidi yacht - tra cui le novità 2009 Zaffiro 29, Endurance 33 e Atlantique 43 Flybridge - per altrettante incredibili prove in acqua. Lo ammettiamo, noi non abbiamo resistito e siamo saliti su entrambe le categorie di gioielli. Il nostro piccolo regalo è una testimonianza fotografica che fa venire voglia d'estate. A suggellare il riuscito vernissage uno splendido weekend di sole, con temperature decisamente gradevoli. Infine, il buffet non è stato da meno. La frutta è stata servita con una "mis en place" degna dei 93


più grandi hotel di lusso, mentre nei gazebo allestiti sulla terrazza del Club, alcune gentili hostess erano pronte a dare delucidazioni sulle due grandi marche protagoniste della giornata. Per una volta è proprio il caso di dirlo, anche se non bisogna montarsi troppo la testa, stare sulla cresta dell'onda assieme a BMW e Cranchi ci ha inebriato.

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Durante la due giorni, sono state messe a disposizione - per spettacolari test drive - le splendide BMW 750, 635 coupè, X6, M3 cabrio, M3 coupè, Z4 e alcuni yacht Cranchi, tra cui le novità Zaffiro 29, Endurance 33 e Atlantique 43 Flybridge


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Ristorerò, gioielli per il palato LUSSO&GUSTO

Sabato 23 maggio si sono incontrate due nobili famiglie bergamasche All'interno della cornice culinaria allestita nel cuore di Bergamo dedicata alla memoria di Vittorio Cerea -, la Gioielleria Serafino Consoli ha dato sfoggio della sua tradizione 96


ARTICOLO DI GIORGIO CHIESA PHOTO: SARA FRATUS

uando le eccellenze si fondono, si dà vita a creazioni uniche. Dal 19 al 23 maggio il centro di Bergamo è diventato la cornice di Ristorerò, la prima edizione dedicata alla memoria di Vittorio Cerea. Parliamo dell'uomo che più di ogni altro ha dato lustro e prestigio alla ristorazione bergamasca, divenendone l'emblema con "Da Vittorio", il pluridecorato ristorante sorto nel cuore della città - in Viale Papa Giovanni - e recentemente trasferito nel verde della Cantalupa di Brusaporto. L'iniziativa, promossa dalla Confesercenti di Bergamo, ha ricevuto consensi istituzionali e privati importanti. Il sostegno economico di ben undici aziende che hanno creduto nella qualità del progetto ha lasciato stupefatti non solo i promotori dell'evento, ma anche i fortunati ospiti che si sono succeduti nel corso delle giornate. Le tante offerte culinarie e

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creative hanno esaltato la giornata di sabato 23 maggio, promossa e sponsorizzata dalla Gioielleria Serafino Consoli. Forse era una storia già scritta. Ecco perché, da sempre, la gioielleria di Grumello del Monte studia i miracoli della natura - le pietre preziose -, per dar loro nuove ed emozionanti forme, imbrigliando il tempo in sapienti meccanismi che ne esaltano l'eternità. "La nostra storia - affermano Raffaela ed Ivan Consoli, figli di Serafino - si è sviluppata nel tempo, tuttavia abbiamo scelto l'attimo per significare l'intensità di questi anni d'immutata passione e dedizione. La nostra unica filosofia è sinonimo di amore per l'arte, declinata nella sua rappresentazione nel mondo dalla gioielleria e dall'orologeria. Da tre generazioni, "Attimo dopo Attimo" -come recita il nostro nuove concept - e passione dopo passione". Il risultato della kermesse è stato un incontro 97


tra brand esclusivi, che hanno saputo intrecciare - valorizzandole - le loro arti. L'invitato speciale, invece, è stato Iginio Massari, considerato - dagli addetti ai lavori e non solo - il più grande pasticcere italiano. Il suo compito è stato arduo: riuscire a convogliare in "semplici" creazioni culinarie lo spirito e la classe di un gioiello di alta gamma, unendone la forma e il prestigio alle piacevolezze della gola. L'impresa impossibile (a base di crema pasticcera), ha stupito tutti gli ospiti della famosa gioielleria. I sensi del palato si sono uniti a quelli della vista, in un tripudio di emozioni che difficilmente sarà dimenticato. Fra le mille prelibatezze presentate da Massari, da segnalare il Tiramisù e alcuni "gioielli" al cioccolato, dolci da gustare e da raccontare: "Il segreto? Sta tutto negli ingredienti - selezionati con massima cura - insieme a qualche regola ferrea nell'elaborazione dei dolci". Anche la cornice è stata all'altezza, il motorhome "casa del viaggiante del gusto" è stato perfettamente attrezzato dall'azienda Arnaldo Caprai. La trasformazione è stata notevole considerando che, dal solo spazio interno, si è ricavato un ristorante di altissimo livello, con ben 36 posti a sedere. Dislocato davanti alla sede del Comune, è stato un punto di riferimento e d'incontro per gli amanti della buona tavola di tutta la Bergamasca. Parlando della perfezione del tempo, l'ospite d'onore è stata la maison manifatturiera svizzera di Alta Orologeria GirardPerregaux, che ha esposto alcuni tra i suoi migliori pezzi d'arte e di precisione. Stile, ricerca tecnologica e innovazione, ma senza dimenticare la tradizione. Sono queste le parole chiave che contraddistinguono proprio la manodopera svizzera, ormai una delle poche a potersi definire tale in quanto crea, sviluppa e produce sia gli elementi esterni, sia quelli interni dell'orologio, realizzando veri e propri connubi di creatività e tecnologia. "Le stesse parole chiave - conclude Ivan - sono scritte nel Dna della Gioielleria Serafino Consoli, a cui ne va però aggiunta una: il tempo. E' proprio l'attimo - eterno e immutabile - il valore con cui noi vogliamo intendere il nostro "modus operandi". Mi riferisco alla filosofia con cui la nostra famiglia ha vissuto ogni secondo del proprio lavoro come un percorso di crescita, di evoluzione e di comprensione. Il nostro è un tempo fatto di lungimiranza e di scelte volte a donare all'azienda un'immagine di modernità ed eccellenza. E' un tempo fatto di ricerca, di sperimentazione e di qualità". 98


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E "Gusto Sia", in gara vini e sapori della Lombardia CUCINA&AZIENDE

Alla Saps di Lallio, centro di ricerca e formazione dell'azienda centenaria Pentole Agnelli, è andato in scena il prestigioso concorso enogastronomico 100

binomio gusto e imprenditoria è spesso al centro dell'attenzione di molti avvenimenti nel nostro territorio, patria d'alta espressione culinaria e vinicola. Degno di nota - oltre a Ristorerò, di cui abbiamo parlato nelle pagine precedenti - è senza dubbio la rassegna "Gusto Sia", organizzata al Centro di Ricerca e Formazione Saps di Lallio. Alla presenza delle telecamere del telegiornale d'Italia Uno, "Studio Aperto", si sono così battagliati ben dieci ristoranti finalisti che, man mano, per l'intera giornata di lunedì 4 maggio scorso si sono succeduti tra i fornelli della Saps per la realizzazione di una ricetta caratteristica della Lombardia, alla quale sono stati abbinati un vino della stessa regione e i migliori strumenti di cottura. Chef e sommelier tutti intenti a preparare

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un piatto, tenendo ben saldi gli elementi caratterizzanti secondo cui tutto sia elaborato in base la tradizione gastronomica lombarda - tra antipasto, primo piatto, secondo piatto o dolce -, servendosi del giusto strumento di cottura e con il relativo vino abbinato. Del resto il concorso, ideato dall'Ais Lombardia e realizzato in collaborazione con Saps e Pentole Agnelli sulla tradizione culinaria e i vini della Lombardia, era rivolto in primis ai ristoranti del territorio che, oltre lo chef professionista, hanno nel loro staff un rappresentante Ais (Associazione italiana sommelier). Le ricette, rielaborate in base alla personale creatività degli chef concorrenti, hanno tutte riscontrato uno straordinario successo durante l'assaggio della giuria, altamente qualificata, composta dal presidente Ais Lombardia Luca Bandirali, da Baldassare Agnelli - presidente onorario di Saps, nonché titolare dell'azienda bergamasca di pentole che porta il suo stesso nome -, Alex Guzzi - giornalista esperto di cucina e ristorazione del Corriere della Sera, il giornalista enogastronomo bergamasco Elio Ghisalberti, il vicepresidente Ais Lombardia e Direttore de L'Arcante Natale Contini e lo chef Jean Paul ter Maat di Eindhoven, titolare della scuola di cucina De Pure Keuken. Con somma difficoltà, come detto, alla fine i giurati presenti hanno decretato vincitori dell'edizione 2008/2009 di Gusto Sia Stefano Accorsini, chef del Ristorante Corte Francesco di Montichiari (BS), ed il sommelier Stefano Botturi. Il piatto premiato è stato il Medaglione d'agnello della Val Dorizzo con fegato grasso d'oca, rostì di polenta nostrana e tartufo della Val Sabbia abbinato al vino Garda Classico Chiaretto Molmenti dell'azienda Costaripa. Allo chef, primo classificato, è andata quindi la prestigiosa Pentola d'Oro della linea Luxury della Baldassare Agnelli, mentre al sommelier un calice maxi in vetro sonoro superiore realizzato a mano dall'azienda veneziana Zafferano. La prova, fra preparazioni, abbinamenti ed assaggi è durata più di otto ore ed hanno partecipato vari giornalisti di diverse testate, oltre - come già citato - la rete televisiva Mediaset che il giorno successivo ha trasmesso un servizio sulla gara all'interno di Studio Aperto d'Italia Uno. Il tutto per esaltare il "Made in Lombardia", che a Bergamo è sempre un must.

Fra i dieci chef e sommelier lombardi finalisti si è guadagnato la "Pentola d'Oro" Stefano Accorsini, del Ristorante Corte Francesco di Montichiari, insieme a Stefano Botturi

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GHERARDI

I sapori della montagna tornano a splendere SAPORI&TURISMO

GRASSI

BENIGNI

Dopo il successo delle quattro precedenti edizioni, Agripromo, in sinergia con la Sezione di Bergamo del Cai e l'associazione Assorifugi, ripropone l'iniziativa "I Rifugi dei Sapori Orobici"

DORDONA

ARTICOLO DI GIORGIO CHIESA

LAGHIGEMELLI

VALLEDRAGO

CAPANNA2000

ALPECORTE

LONGO

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atura. Pace. Libertà. Ritorno alle origini, alla terra. Ritrovo dei valori - quelli veri , che significano sudore e fatica. Sono queste le premesse di cui si nutre l'unione d'intenti che - da cinque anni a questa parte - colora le estati delle Prealpi Orobie. L'iniziativa "I rifugi dai sapori Orobici" nasce da una delle tante sorgenti incontaminate delle nostre Valli, parliamo della collaborazione fra "Agripromo" - società pensata per promuovere le tipicità agroalimentari bergamasche -, la Sezione di Bergamo del Cai e l'associazione Assorifugi. "Unire al radicamento dei valori locali gli aspetti produttivi dell'industria internazionale". Le parole di Carlo Mangoni - presidente di Agripromo e della Banca di Credito Cooperativo di Caravaggio -, non sono di certo un campanello d'allarme che fa vacillare la purezza della cultura bergamasca. Al contrario, sono il tentativo di smuovere l'intero settore agroalimentare, da troppi anni relegato a semplice nicchia della grande distribuzione. "Quest'accordo nasce dalla volontà di abbinare la filosofia della montagna con il mondo dei prodotti tipici bergamaschi. Il patrimonio che s'intende valorizzare è più che mai legato alla cultura della terra. Le nostre Valli non racchiudono soltanto la bellezza e la poesia della natura, ma anche la tradizione e l'esperienza della "gente del posto". Sono queste le qualità che legano prodotto e territorio in modo indissolubile".

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Il presidente di Agripromo Carlo Mangoni

Il presidente Carlo Magoni: "Per festeggiare la meta di ventuno rifugi associati, abbiamo deciso di proporre una grande novità. Nei primi sabati di luglio, agosto e settembre, i cuochi si sbizzarriranno nella preparazione di piatti locali ricavati da prodotti tipici bergamaschi" Precisamente, in cosa consiste questa particolare unione d'intenti? "Agripromo diventa - per il quinto anno consecutivo - fornitore di prodotti tipici bergamaschi consumati nei rifugi delle nostre Valli. Nel corso del tempo abbiamo avuto sempre più richieste, fino ad arrivare al record di oggi. Saranno addirittura ventuno i rifugi associati. Per festeggiare la prestigiosa meta, abbiamo deciso di proporre una grande novità. Nei primi sabati di luglio, agosto e settembre, i cuochi si sbizzarriranno nella preparazione di piatti locali ricavati da prodotti tipici bergamaschi. Inoltre, saranno organizzati assaggi gratuiti per tutte quelle persone che non sono stanziali, ma solo di passaggio".

Il vostro è un lavoro di valorizzazione. Che effetti ha avuto la crisi economica sul settore? "Questa flessione dei mercati ha colpito anche il ramo agroalimentare nel suo complesso. I consumi sono diminuiti, di conseguenza anche la produzione. Ad aggravare questa delicata situazione ci si è messo anche l'Euro, una moneta troppo forte per essere sopportata da gran parte delle economie locali. Infatti, tutti i mercati che gravitano nella sfera del dollaro, sono fortemente penalizzati dal cambio, quindi comprano di meno, facendo diminuire le esportazioni. Il primo segnale si era visto nei prezzi del latte e delle carni suine, crollati in appena dodici mesi".

CALVI

BRUNONE

COCA

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CURO’

BARBELLINO

TAGLIAFERRI

PASSOVIVIONE

CIMONBAGOZZA

AQUILA

ALBANI

OLMO

PARAFULMINE

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Con queste premesse sembrerebbe una follia investire in questo ramo. "Sembrerebbe, ma non è vero. I prodotti che andiamo a promuovere possono soffrire delle varie crisi economiche mondiali, ma sono comunque certo che con il tempo andranno ad imporsi sul mercato. Lo dico con assoluta certezza per una semplice ragione: la tradizione è sinonimo di qualità. Bisognerebbe soltanto superare quella barriera culturale che relega i prodotti tipici come fuori dai controlli igienico sanitari internazionali. Oggigiorno, tutto viene studiato in laboratori autorizzati. Quest'ultimi ne certificano la genuinità mantenendone le inarrivabili (per la grande industria) qualità organolettiche e fisiche". Dunque cosa manca a questa categoria agroalimentare per imporsi sul mercato? "Nel corso degli anni è mancata una programmazione industriale. Quello che stiamo cercando di proporre è una trasformazione quasi culturale. La mentalità del bergamasco è sempre stata poco propensa ad associarsi in cooperative. In questo senso dovremmo prendere esempio da altre zone dell'Italia, che proprio da questa comunione d'intenti hanno tratto grande fortuna. Mi riferisco al caso eclatante dell'Emilia Romagna, diventata leader nel settore della frutta e degli ortaggi. Uno dei nostri obiettivi è proprio quello di aumentare la produzione, sempre rispettando la qualità e la tradizione di un determinato prodotto". Questo connubio fra tradizione e qualità potrà interessare anche la grande distribuzione? "Si. Esistono negozi specializzati che vendono quasi esclusivamente i nostri prodotti. Ultimamente si stanno affacciando anche i supermercati, sempre più interessati e incuriositi. Posso affermare che la grande distribuzione è ormai pronta, come Agripromo abbiamo avuto grosse richieste di presenza sia in ambito nazionale che internazionale. In ogni caso, trascorso questo periodo di pro-

mozione, il nostro obiettivo sarà quello di mettere in contatto il produttore con il mercato locale e - se ce ne sarà bisogno - globale". Quindi giocate un ruolo fondamentale anche in termini di comunicazione? "Questo ambito non è mai stato preso in considerazione. Chi si è impegnato a fare le produzioni tradizionali ha dimenticato in toto il canale della comunicazione. Agripromo, invece, si impegna a promuovere con tutti gli strumenti a sua disposizione le qualità intrinseche di questo mercato. Ecco dunque che, oltre all'iniziativa "I rifugi dai sapori Orobici", siamo presenti con alcuni "corner" all'aeroporto di Orio al Serio e in diversi supermercati". Secondo lei, quale sarà il futuro del settore? "Farei un esempio. Un'azienda agricola che ha sempre allevato suini, ha da poco iniziato a produrre salumi. Da circa due mesi, Agripromo si è impegnata alla messa in vendita dei prodotti. Nonostante il prezzo leggermente superiore, il consumatore ha subito capito e dato per assodato che "la qualità vale la candela". In un momento di crisi, quello che bisognava fornire ai clienti era una sicurezza in più in merito all'acquisto che stavano effettuando. Capito questo, l'azienda agricola produttrice ha deciso di creare una carta d'identità del salame per ogni singolo prodotto, così da mostrarne tutte le sue qualità. Mi riferisco al luogo di nascita del maiale, al luogo di allevamento, alla sua nutrizione e via dicendo". Un esempio da seguire? "Sicuramente. Il futuro del settore agroalimentare bergamasco dipenderà dalle idee degli imprenditori, dalla loro capacità di associarsi e dal legame che riusciremo a creare fra qualità e tradizione. Non dobbiamo farci schiacciare dalla spinta omogeneizzante, ma cercare nelle nostre tipicità il volano per uscire dalla banalità e dalla crisi".


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Per il Vip, un altro ace SPECIALE TENNIS VIP

Giunge alle battute finali la kermesse solidale di Cividino Tra tante sorprese e un villaggio ospitalità rinnovato, il torneo si è presentato in splendida forma per la sua 18° edizione ARTICOLO DI GIORGIO CHIESA PHOTO: FOTO SAN MARCO

on un clima bollente per via del grande caldo di fine maggio, ha preso il là la quindici giorni tennistica più famosa di Bergamo, con la presenza ovvia di colpi di scena e grandi ospiti. La kermesse estiva per eccellenza - il Tennis Vip, appunto -, è passata così dalla formalità dello Spazio Viterbi in Provincia (dove si è tenuta la presentazione ufficiale del torneo), all'elettrizzante atmosfera del

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Tanti ospiti d'onore in tandem, sulla terra battuta, con i rappresentanti più blasonati dell'imprenditoria bergamasca: Claudio Panatta, Omar Camporese, Paolo Canè e Massimiliano Narducci hanno aperto i giochi, senza dimenticare Paolo Belli, Cristiano Doni e Luca Lucini Centro Sportivo Mongodi di Cividino. Fra le novità dell'edizione 2009 - ovviamente - non poteva mancare la struttura del villaggio ospitalità, che è stata modificata ed ampliata. Tanto verde e molti stand degli sponsor amici, oltre ovviamente ad aree attrezzate per conoscersi e parlare. Del

resto l'organizzazione, quest'anno, ha investito molto sulla socialità complice anche un ristorante "doc" interno. In poche parole il Vip è riuscito ancora nell'impresa di unire una struttura "arcigna" degna dei migliori muscolari del tennis, con la classe sopraffina della tradizione svizzera di

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Roger Federer. Un parallelo su cui hanno dibattuto a lungo i primi quattro ospiti d'onore della manifestazione, quattro grandi campioni sbarcati sulla terra rossa di Cividino. L'amarcord dei tempi - in cui la Coppa Davis era un evento che riempiva gli schermi di terra rossa e Galeazzi regalava a questo sport audience da Mondiali di calcio - era rappresentato da Claudio Panatta, Omar Camporese, Paolo Canè e Massimiliano Narducci. Tutti seduti ad uno dei tavoli per l'ospitalità, gli atleti hanno scambiato quattro parole per palati fini, in particolare sull'ormai classico tema "Federer Vs Nadal", ovvero classe cristallina contro tennis muscolare. Finita la pausa si è passati ai fatti. In campo i due bolognesi Canè e Camporese hanno sorriso

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uno contro l'altro, divisi dal tifo calcistico (Canè è cuore Bologna, Camporese è juventino), uniti dal turbo coniato per loro da Galeazzi: il turbo rovescio di Paolino la peste, contro il turbo dritto di Omar il colosso, il miglior azzurro dopo i mostri sacri Adriano Panatta e Bertolucci. Con Paolino c'era Narducci, con Camporese Claudio Panatta. Hanno vinto Canè e Narducci al tie-break, ma è un dettaglio. La partita vera è stata quella per la vita e la generosità, una sfida che anche quest'anno ha visto impegnati molti amici che, assieme a Giovanni Licini, hanno creduto nella validità e serietà di questo progetto. Dunque spirito e sentimento, gli stessi valori su cui Paolo Belli promise un'amichevole battaglia circa un anno fa. Nel secondo


fuoriprogramma di Cividino, infatti, sotto un sole cocente che avrebbe fatto impallidire anche il collega Baccini, l'ex ladro di biciclette si è preso la sua rivincita, mettendo la ruota davanti nella maratona tra il suo Tc Carpi e la composita armata dell'Accademia del Tennis. Una manciata di giochi ha fatto ridere il "ciclista" Belli e sudare invano Beppe Savoldi e Fabio Gallo, Luisa Ancelotti e il regista Luca Lucini. Nulla da fare, ma Lucini e Belli hanno confermato che "dire no al Vip è impossibile: è una calamita irresistibile". Stesse atmosfere del grande giorno di Cristiano Doni. Un po' perché il fuoriclasse atalantino è uno dei Golden Vip 2009 (con Giacomo Agostini ed Ezio Chiesa), molto perché al Vip è "ormai di casa, è l'ennesi-

mo attestato di stima di Bergamo: ne sono felice". Sta di fatto che Doni ha fatto come Giulio Cesare: è arrivato, ha visto Savoldi e Bassani, li ha bastonati alla distanza e poi ha sorriso felice come quando infila la porta del Comunale sotto la Curva Nord. Ancora Vip e ancora solidarietà, almeno per qualche giorno. Mentre i grandi imprenditori bergamaschi si sfidano a colpi di serve and volley - con l'aiuto di qualche campionessa del mondo come Cristina Casini, che sta dando sfoggio della sua classe in coppia con Paolo Agnelli - il portafoglio della manifestazione non ha mai smesso di crescere. Con queste premesse gli ultimi giorni saranno il trionfo dello sport, anche se - per una volta - non saremo schierati sotto nessuna maglia.

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Da Mallorca a Cividino per una kermesse "mondiale" SPECIALE TENNIS VIP

Parola a Cristina Casini, l'azzurra "Ladies 40" bergamasca d’adozione che - chiusa la Coppa del Mondo sul gradino più alto del podio - scende in campo per il "Vip" 110

ARTICOLO DI GIORGIO CHIESA

ra è ufficiale, proprio in questi giorni sta passeggiando e giocando sulla terra battuta del "Tennis Vip" una campionessa del mondo. Reduce da un doppio trionfale nel quale sono state spazzate via le avversarie francesi, Cristina Casini è già tornata a dar sfoggio della sua classe, affrontando la benefica kermesse bergamasca nel doppio misto. Giunto alla sua 18esima edizione, quest'anno il torneo - che ha luogo, come di consueto, nel Centro Sportivo Mongodi di Cividino - ha l'onore di ospitare la "Ladies 40" che è da poco salita sul gradino più alto del mondo. Nella settimana tra il 27 di aprile e il 2 maggio scorso, infatti, sull'isola spagnola di Mallorca il team italiano è riuscito a mettere in fila tutti gli avversari. Il

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cammino è stato limpido e trionfale, dai gironi iniziali - nei quali sono state superate agevolmente Belgio, Germania e Austria - fino ad arrivare alla semifinale, vinta contro gli Stati Uniti concedendo soltanto due giochi in altrettanti incontri. Il racconto della finalissima contro la Francia, ormai un "cult" non solo calcistico, lo lasciamo proprio alla campionessa bergamasca d'adozione. "Il torneo è stato molto intenso, abbiamo giocato per una settimana tutti i giorni, riposandoci soltanto il giorno prima della semifinale. Ogni scontro con le nazionali avversarie era costituito da tre match: due singoli (disputati da Chicca Bonsignori e Sandra Cecchini n.d.r.) e un doppio, giocato da me e dalla stessa Bonsignori. Le avversarie francesi incontrate in finale erano davvero di alto livello, hanno giocato un tennis moderno e veloce. A complicare la situazione tirava un vento fortissimo che spostava la pallina dalle traiettorie iniziali, rendendo impegnativi anche i colpi più semplici".

Sotto la campionessa mondiale durante alcune fasi di gioco

Nonostante le difficoltà siete comunque riuscite a rifilare un sonoro 6-3 6-2 alle avversarie. "Oltre al vento, che ha comunque penalizzato anche le francesi, esisteva un'altra incognita per il nostro team. L'altra doppista ufficiale, Laura Garrone, si era procurata uno stiramento il primo giorno, durante la partita contro il Belgio. Quindi la nostra coppia è stata un inedito lungo tutto il cammino del torneo. Devo dire che le stesse Chicca Bonsignori e Sandra Cecchini mi hanno tolto da grosse responsabilità, vincendo tutte le partite della fase preliminare. Ma dopo la sconfitta nel secondo singolo di finale, vincere il doppio diventava l'unico modo per aggiudicarsi il titolo. Nonostante lo splendido feeling delle partite precedenti, sapere che ci stavamo giocando tutto in un doppio costituito da una coppia di giocatrici praticamente inedita, è stato motivo di forte preoccupazione. Per fortuna è andato tutto nel migliore dei modi". Sicuramente non basta la fortuna per vincere una finale di Coppa del mondo.

A sinistra, Cristina Casini all’ingresso del “Tennis Club Bagnatica”

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"Effettivamente le nostre qualità si sono amalgamate perfettamente. Conosco Chicca Bonsignori da quasi trent'anni, ma mai avrei pensato di giocare una finale mondiale con lei. E' sicuramente una grande fondista e questa sua caratteristica combacia perfettamente con la mia propensione al serve and volley. Mi piace andare a rete per cercare di chiudere subito il punto, accorciando lo scambio. In finale abbiamo entrambe azzeccato la grande partita, riuscendo a concedere solo cinque giochi alle avversarie". Lei ha cambiato, nel corso degli anni, il suo modo di giocare. Come mai è diventata una giocatrice di rete? "Il tennis è molto cambiato rispetto a qualche anno fa. Attualmente sono maestro nazionale al “Tennis Club Curno Marigolda” e al "Tennis Club Bagnatica", dove gioco anche la serie B e la "Ladies 40" a squadre. Proprio per seguire lo stile delle ragazze del singolo, ho dovuto iniziare a variare molto il mio gioco. Loro puntano sul fisico, con scambi dal fondo a velocità che io non riuscirei a sostenere. Così cerco sempre di smorzare il colpo venendo avanti, unendo il serve and volley ad un buon servizio. Di regola, quindi, il mio gioco si è spostato a rete". Complice una vita troppo stressante, a 21 anni ha deciso di abbandonare la carriera da Pro. Cosa fece nell'immediato futuro? "Dopo cinque anni dall'addio al tennis internazionale ho pensato pure di riprendere, del resto ero ancora nelle ultime posizioni della B. Così continuai ad allenarmi a Milano fino a prima del mio matrimonio, dopodiché mi trasferì definitivamente a Bergamo e decisi di dire basta. Adesso sono ormai dieci anni che ho conosciuto gli amici del Tennis Club di Bagnatica, e l'unica pausa che ho preso dal mio arrivo è stata la dolce attesa di mia figlia. Ora, metto la mia esperienza al servizio dei più giovani. Essere maestro nazionale, infatti, è una grande responsabilità. Allenare i ragazzi, vederli crescere e migliorare, riesce a donarmi grande soddisfazione". Cambiando discorso, le rivolgiamo una domanda da appassionati. Il suo tennista preferito? "Io sono nata nella Svizzera tedesca, esattamente come Roger Federer. A parte questa coincidenza, è sicuramente lui il mio preferito. La sua classe innata è davvero uno spettacolo per ogni appassionato, e nonostante attualmente - Nadal sia il numero uno del mondo, continuo a preferire lo svizzero. Il suo gioco ricorda molto da vicino lo spirito nobile del tennis, in cui si prediligeva la classe alla forza fisica degli attuali fondisti. Mi tolgo il cappello di fronte allo spagnolo, che è in forma splendida, ma se vogliamo parlare di tecnica, il suo modo di muoversi è praticamente impossibile da insegnare. Discorso analogo è quello delle sorelle Williams, a cui preferivo lo stile di Justine Henin, ritiratasi da numero uno qualche tempo fa". Concludendo, le finali del Tennis Vip si terranno giovedì 11 giugno. L'obiettivo è il primo posto? "Sicuramente. Partecipo nel doppio misto - come accade da qualche anno a questa parte - con Paolo Agnelli, che ha appena recuperato da un infortunio. Sto cercando di fare la differenza, vogliamo a tutti i costi ottenere quella vittoria che ci è sempre sfuggita, principalmente per la mia mancanza di cattiveria. Abituata come sono a livelli di tensione molto alti, non riesco mai a caricarmi a dovere per questa speciale kermesse, nella quale il livello del tennis giocato si è decisamente alzato nel corso degli anni". 112

Una carriera radiosa, dai campionati italiani under alla Graf ristina Casini, nata in Svizzera tedesca, ha iniziato a gareggiare a livello nazionale ed internazionale fin da piccola, alla tenera età di 12 anni. Una giovane promessa del tennis azzurro capace di vincere praticamente tutto, complice l'approdo a Milano insieme ai genitori. I primi colpi con la racchetta iniziano nel Tc Junior Milano, con cui si è laureata campionessa italiana Under 11, 12 e 16 in singolare, conquistando anche gli assoluti Under 14 e 16 in doppio. Ma pure nell'Under 18 a squadre col Tc Junior Milano ha centrato il tricolore, a cui va aggiunto un titolo di B sempre con lo Junior e gli Assoluti di doppio femminile in coppia con la Isidori, conquistando varie convocazioni in Coppa Europa con la Nazionale. Sempre da Under 18 ha giocato contro future campionesse del calibro di Steffi Graf (battuta quando quest'ultima era molto giovane) e perdendo agli Europei di categoria con Monica Seles. Ma anche Arantxa Sanchez, che riuscì a battere a Taranto prima che quest'ultima si aggiudicasse il Roland Garros qualche anno più tardi. Dopo la carriera Pro abbandonata a soli 21 anni, attualmente vanta 15 titoli provinciali ed è tutt'ora protagonista in serie B con il Tc Bagnatica.

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Il golf italiano, non è un "eagle" ARCHITETTURA&SPORT

Luigi Rota Caremoli - esperto nazionale e internazionale, grazie al suo studio di progettazione "Golf&Gardens" - mette a nudo le difficoltà che la nobile disciplina incontra nel nostro bel paese

ARTICOLO DI GIORGIO CHIESA

l golf è uno sport che non abbiamo mai visto. Per la precisione, è l'ennesima anomalia tutta italiana - che ci vede, ancora una volta, fare il fanalino di coda in Europa. Non ancora sdoganata, questa nobile disciplina dovrebbe riuscire nel difficile intento di unire la classica competizione agonistica alle risorse turistiche e ricettive del nostro bel paese. Il condizionale è naturalmente d'obbligo per una serie numerosa di ragioni, le stesse che da anni assillano Luigi Rota Caremoli, architetto esperto nella progettazione di campi da golf sul territorio nazionale e internazionale. L'esperienza maturata con la sua realtà imprenditoriale "Golf&Gardens" è la testimonianza più tangibile di come una lenta burocrazia riesca, nella maggior parte dei casi, a rovinare alcuni meritevoli progetti. Se a questo si unisce una cattiva comunicazione legata al mondo golfistico nel suo complesso, ecco che diventano evidenti alcune carenze specifiche legate ai "green" nazionali. "Vivendo nell'ambito internazionale afferma Caremoli - ed essendo negli organismi europei per il turismo, posso affermare che, per quanto concerne la nostra Penisola, non siamo stati in grado di sviluppare una visione del golf positiva. Questo sport mantiene uno "status quo" tutto particolare, quasi d'elite. Purtroppo i fatti danno ragione all'evidenza, in Italia sono i privati che decidono - giustamente - chi può o meno accedere al loro impianto. Il problema è che questa sola concezione non basta a garantirne lo sviluppo. Ci vorrebbero infrastrutture a basso costo che riescano a produrre nuovi golfisti, che a loro volta incrementerebbero le richieste per nuovi campi".

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Procediamo con ordine. Parliamo della sua professione ed esperienza internazionale. "Il mio studio si occupa esclusivamente di progettazione, studi di fattibilità, avviamento d'impianti golfistici e ristrutturazione degli stessi. Non ci limitiamo al settore privato nazionale, ma anzi abbiamo capito che anche nel settore pubblico e in quello internazionale esisteva - ed esiste tutt'ora - una forte domanda di strutture dedicate. Parliamo di sviluppo immobiliare per il settore turistico e d'implementazione del ramo alberghiero, campi d'azione che sono legati a doppio filo con la creazione di campi golfistici". Un legame inscindibile sia nella buona che nella cattiva sorte? "In Italia il lavoro è fortemente rallentato - per non dire praticamente fermato - in quanto il settore immobiliare, legato anch'esso al turismo, è entrato in crisi. Di conseguenza si sono bloccate tutte le iniziative golfistiche. Le varie strutture finora concepite, infatti, non hanno la capacità di vivere da sole. Per quanto i nostri impianti bergamaschi siano meravigliosamente curati, servirebbero impianti turistici adeguati che riescano a ricevere gli stranieri che atterrano ad Orio al 115


Serio. Ne gioverebbero i campi già esistenti e - quelle ancora in cantiere - avrebbero maggiore impulso. Bisogna superare una doppia barriera culturale: la prima, secondo la quale il golf è una disciplina d'elite. La seconda, che il golf è uno sport che non giova all'economia". Come si può abbattere una concezione tanto stereotipata? "Nella Bergamasca abbiamo la fortuna di avere uno speciale impianto che è il precursore dell'innovazione. Parlo del "Golf Indoor", una struttura che consente di giocare - o meglio d'imparare a giocare - a golf con costi irrisori. Questo produce un grande numero di praticanti che inevitabilmente si trasferiscono su impianti privati, per assaporare il vero spirito di questo nobile sport. La cosa è positiva, ma mette in evidenza anche un aspetto più complicato. Il "Golf Indoor" da solo basta forse per Bergamo, ma non certo per tutta Italia. Servirebbero tante strutture simili sparse per le province, da Nord a Sud senza distinzione. Inoltre, occorrerebbero impianti più snelli, piccoli campi di pratica con due o tre buche a bassissimi costi, dove lo stesso mantenimento può essere affidato ad una famiglia che ne curi anche la gestione". Il problema è solo culturale? "Non completamente. In Italia esistono delle lungaggini burocratiche non indifferenti. Purtroppo, non siamo efficienti da questo punto di vista, basti pensare che sono in ballo per un campo da realizzare in Liguria da ormai dodici anni, periodo durante il quale si sono succedute ben tre proprietà. Ho avuto la fortuna di realizzare un impianto vicino a Parigi - nella zona di Versailles -, dove in sei mesi ho ottenuto tutti i permessi e le concessioni. Proprio adesso torno da un sopralluogo nelle isole caraibiche dove stiamo progettando un 18 buche. In Italia, invece, dobbiamo passare attraverso l'approvazione di ventidue enti per vederci approvato un progetto, siamo così equiparati ai costruttori di termovalorizzatori. Direi che si è passato il limite". Come possiamo rilanciare l'immagine del golf a livello nazionale e internazionale? "Per quanto riguarda gli italiani, dovrebbero essere incentivati da alcune agevolazioni particolari, seguendo l'esempio di molti paesi europei. Una recente delibera della Federazione Italiana Golf, ha finalmente permesso il rilascio della tessera ufficiale senza l'obbligo di essere soci ad un circolo. Tuttavia, sebbene l'intenzione fosse buona, la messa in pratica non è stata all'altezza. Dopo due anni, infatti, si è costretti ad associarsi comunque ad una struttura privata, ponendo un paletto difficile da sostenere. La situazione internazionale è invece più complessa, riguarda - come detto - un "coraggio" finanziario che deve essere investito sul turismo associato allo sport. Bergamo, con l'incredibile sviluppo del suo aeroporto, potrebbe essere il futuro da questo punto di vista". 116

Ci sta dicendo che si sta occupando di un nuovo progetto proprio per la nostra città? "I voli low cost hanno portato una grande quantità di turisti. Di queste persone molti sono giocatori di golf, in quanto provengono da paesi anglosassoni. La necessità di avere un'altra struttura è dettata dall'esigenza di creare spazi anche per i giocatori prodotti dal Golf Indoor. Chiaramente, questo impianto dovrà essere di nuova concezione, non ancora un privato, bensì pubblico, con costi d'iscrizione accessibili. La gestione verrebbe ammortizzata dalle strutture ricettive connesse all'impianto stesso, e così si avrebbe la possibilità di sfruttare le enormi potenzialità turistiche connesse a questo sport". Nonostante le difficoltà locali, il golf mantiene un fascino incredibile. "Le sue bellezze e qualità sono molteplici. Per essere giocato a livello professionistico necessita di una vera e propria preparazione atletica. Inoltre, quando una persona - sia imprenditore che operaio - si cala in un campo da golf, riesce a dimenticare tutto quello che avviene nella vita quotidiana. L'altro aspetto, ancor più bucolico, è legato alla natura. Il panorama, la pace, la competizione con se stessi o con alcuni amici, la ricerca della solitudine. Come accade per le passeggiate in montagna e per tutti gli sport legati all'ambiente, il golf può anche essere un vero toccasana per la nostra salute".

"Bisogna superare una doppia barriera culturale: la prima, secondo la quale il golf è una disciplina d'elite La seconda, che il golf è uno sport che non giova all'economia"


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Design: inedito è certamente il look, ispirato alla nuova filosofia estetica Lexus denominata L-Finesse e caratterizzata da linee filanti quasi da coupé, aggressive e intriganti 118

ARTICOLO DI LUCA T. BILOTTA PHOTO: GIORGIO CHIESA

arlare di tecnologia al servizio dell'ambiente è doveroso, anche perché questa volta Lexus ha superato qualsiasi gap pur d'ottenere un modello "ambientalista". Parliamo della nuova RX450h, un Suv ecologico che abbiamo avuto l'onore di provare in esclusiva grazie a Livio Cella, concessionaria ufficiale per Bergamo e provincia. La location è in tema con l'anima della nostra protagonista: gli spazi verdi e tortuosi che collegano Bergamo Alta con Valtesse. Un crossover ibrido, dicevamo, a

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propulsione termica (benzina) ed elettrica, in grado di muoversi con la trazione sulle 4 ruote, silenzioso ed ecologico. La Lexus, antesignana nel settore, l'aveva già proposto nel 2005 con l'RX400h, venduta in 150mila esemplari. Ora, grazie anche all'esperienza maturata dalla Casa madre Toyota, il brand giapponese ha rilanciato con la RX450h, potenza superiore del 10%, consumi ridotti del 23%, livello di inquinamento da utilitaria: 148 g/km di CO2. DESIGN - Inedito è certamente il look, ispira-


RX450h, Suv puro dal cuore verde IN VETRINA

Dal 13 giugno in commercio il nuovo gioiello Lexus, caratterizzato da un sistema Full Hybrid serie/parallelo e un motore benzina V6 con due potenti motori elettrici Una trazione integrale elettrica "intelligente" provata in esclusiva per i colli di Bergamo

to alla nuova filosofia estetica Lexus denominata L-Finesse e caratterizzata da linee filanti quasi da coupé, aggressive e intriganti. Rispetto alla vecchia (si fa per dire) RX 400h è stata adottata una nuova scocca, più rigida, che ha permesso l'allungamento del passo di 20 mm e l'allargamento della carreggiata di 50 mm, con cerchi da 19 pollici. Tutto allo scopo di dare maggiore stabilità e minore rollio alla vettura. Il crossover della Lexus ha un aspetto particolarmente muscoloso e compatto. La griglia anteriore si fonde con il paraurti, dando un'immagine complessiva di robustezza al servizio dell'estetica. Il design anteriore è caratterizzato da forme trapezoidali in modo da dare un'im-

pressione di potenza latente. La parte posteriore, invece, è particolarmente massiccia e forse - ai più raffinati - potrà stridere con le linee flessuose delle fiancate. Proprio qui, i retrovisori ad alta visibilità e multi-funzionali, uniscono la superficie arrotondata della parte superiore a quella invece tagliata della parte inferiore, donando allo specchietto un aspetto solido, riuscendo inoltre a diminuire il rumore dovuto al vento del 20%. I retrovisori, inoltre, sono equipaggiati con luci a LED integrate per il cambio direzione, che possono inoltre servire da luci di cortesia esterne. Una novità mondiale, a cui si aggiunge il fatto che è la prima auto in assoluto ad avere gli anabbaglianti sempre a LED.

Tecnologia: tre le innovazioni, in primis il Ciclo Atkinson, a seguire il Ricircolo dei Gas di Scarico Refrigeranti (EGR) ed il Recupero dei Gas di Scarico(EHR), che ottimizzano l'efficienza dei consumi 119


INTERNI - L'interno è particolarmente lussuoso e accogliente, all'altezza delle più rinomate limousine. Il cruscotto è suddiviso in due zone differenti: quella superiore, la Display Zone, che unisce l'"Head-up Display" ad uno schermo multi-display da 8", posizionato ad una distanza ideale per essere guardato senza distogliere lo sguardo dalla strada ed una inferiore, la Operation Zone, la quale consente di accedere ai diversi controlli del sistema quali l'interruttore multi-funzione posizionato sul volante ed il "Remote Touch", vera centralina di comando posta sulla consolle centrale, con la quale è possibile gestire il navigatore, il computer di bordo ed altre innumerevoli funzioni. Pelle di grande qualità e possibilità di avere inserti in legno, rendono il tutto molto sofisticato ed elegante, un salotto viaggiante. SICUREZZA - Per quanto riguarda poi la sicurezza, la RX 450h non è seconda a nessuno: 10 air bag (di cui quello del passeggero a doppia camera), sistemi di sicurezza precrash, cruise control adattativo, poggia testa attivi e chi più ne ha più ne metta. Quando

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ci si è sistemati dietro il volante e si è premuto il pulsante d'avvio (il veicolo è dotato di smart key), si rimane dapprima sorpresi perché non c'è nessun rumore d'avvio del motore. Infatti si aziona solo il motore elettrico, assolutamente silenzioso. Solo premendo in modo più deciso l'acceleratore si avvia anche il V6. Incredibile la coppia che sviluppano i tre motori (quello a benzina e i due elettrici 167 Cv/123 Kw l'anteriore e 68Cv/50Kw il posteriore) quando si ha bisogno di uno spunto per un sorpasso o per una partenza bruciante. Durante la guida abbiamo potuto apprezzare anche il cruise control adattivo che funziona a velocità tra i 50 e 170 km/h. Oltre a mantenere la velocità impostata senza bisogno di agire sull'acceleratore, questo sistema mantiene automaticamente una distanza predefinita con il veicolo che ci precede. Appena la carreggiata si libera, la vettura torna alla velocità che abbiamo impostato. Tre i livelli di allestimento: quello d'entrata, RX 450h, già molto completo, l'Ambassador, la Luxury e l'Hi-tech (versione con stabilizzatori attivi) che vedete in questa prova nelle verdi colline di Bergamo. MOTORE - Ma torniamo alla vera rivoluzione tecnica di questo Suv. Parliamo del motore ibrido. L'RX 450h utilizza, infatti, la stessa configurazione del sistema Full Hybrid serie/parallelo del suo predecessore, impiegando un motore benzina V6 e due potenti motori elettrici, che insieme determinano una trazione integrale elettrica "intelligente". La potenza è stata aumentata sino a 183 kW/249 CV a 6.000 giri al minuto e 317 Nm di coppia a 4800 giri. Il sistema adotta inoltre tre innovazioni: il Ciclo Atkinson, il Ricircolo dei Gas di Scarico Refrigeranti (EGR) ed il Recupero dei Gas di Scarico (EHR), in maniera tale da ottimizzare l'efficienza dei consumi. Le tre nuove modalità ECO, EV e SNOW contribuiscono ad un ulteriore miglioramento dei consumi, delle emissioni e delle dinamiche di guida. Il sistema EV consente al veicolo di funzionare solo in modalità elettrica, con una rumorosità ridotta al minimo e zero emissioni di CO2 e di NOx. Con una potenza totale di 220 kW/299 CV, la tecnologia Lexus Hybrid Drive garantisce all'RX 450h una velocità massima di 200km/h (limitata elettronicamente). Attraverso una trasmissione a variazione continua, il propulsore riesce ad accelerare in maniera uniforme da 0 a 100 km/h in soli 7.8 secondi e a coprire una distanza da 0 a 400 metri in 15.6 secondi. Considerando questi dati, paradossalmente l'RX 450h vanta i consumi più bassi al mondo per quanto riguarda un veicolo benzina di questa categoria, con un valore nel ciclo combinato di 6.3 l/100 km, ed emissioni di CO2 straordinariamente basse, pari a soli 148 g/km. Il sistema di trasmissione ibrido combina due unità distinte, un'anteriore e l'altra posteriore, la cui interazione uniforme e rapida viene gestita dall'Unità di Controllo della Potenza.

Sicurezza: la RX450h non è seconda a nessuno con ben 10 air bag, sistemi di sicurezza pre-crash, cruise control adattativo, poggia testa attivi e scocca rinforzata

LEXUS LIVIO CELLA TEAM Via Borgo Palazzo, 105 24125 - Bergamo (BG) Telefono: 035 247600 Fax: 035 210766

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Design: il look "fuoristradistico" dona solidità e classe, abbinata ad una buona dose di ricercatezza stilistica che non fa passare inosservati 122

ARTICOLO DI LUCA T. BILOTTA PHOTO: LAURA PIETRA

e dimensioni sono quelle di una comune utilitaria, ma a vederla da fuori con quelle sue linee massicce l'impressione è di trovarsi davanti ad un Suv in scala ridotta. Parliamo di "Urban Cruiser", l'ennesimo - ma in questo caso si può definire ben riuscito - incrocio di tre generi automobilistici. L'unione armoniosa di una multispazio, con le dimensioni di una citycar e le caratteristiche di un SUV. Per tutti un "crossover" da città. Grazie alla disponibilità di Toyota Sarco, concessionaria

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ufficiale per Bergamo e provincia, abbiamo voluto testarla nei nostri confini, precisamente in via Caneva (Madonna del Bosco). Il risultato? Davvero stupefacente, in totale connubio coi colli e il verde circostante. Agile e maneggevole, l'Urban Cruiser infatti - si fa guidare con grande disinvoltura e può indurre ad una condotta di guida particolarmente sbarazzina, facilitata da doti dinamiche - in termini di frenata, iscrizione in curva e tenuta laterale - veramente rimarchevoli.


Piccola e agile, il crossover per tutti i gusti LA NOVITà

Vi presentiamo la nuova nata in casa Toyota: Urban Cruiser si preannuncia una gradevole rivoluzione stilistica e tecnica nel panorama delle small 4x4. Eccola fra le strette vie della Madonna del Bosco, dinamica e spaziosa come i "fratelli maggiori" Suv

DESIGN - La linea è una delle caratteristiche salienti della nuova piccola firmata Toyota. L'obiettivo dei designer giapponesi era quello di conferire ad un auto di segmento B compatta e maneggevole nella guida cittadina (è lunga 3,93 metri, larga 1,72 ed alta 1,52), un aspetto robusto e a tratti muscoloso, vuoi per rendere la vettura più funzionale nell'uso cittadino (paraurti e passaruota sono in plastica grezza per resistere agli urti da parcheggio), vuoi perché il look "fuoristradistico" piace molto agli automobilisti europei. L'impressione di solidità c'è tutta ed è abbinata ad una buona dose di ricercatezza stilistica che non fa passare inosservati.

INTERNI - Le dimensioni particolarmente compatte della Urban Cruiser non hanno impedito ai progettisti Toyota di massimizzare lo spazio per l'abitacolo, a cominciare dal passo di 2,6 metri, che garantisce una buona abitabilità sia per chi siede davanti che dietro. Il divano posteriore va bene per due adulti ed un bimbo, e lo spazio per le gambe viene compromesso solo se la statura degli occupanti dei sedili anteriori dovesse essere superiore alla media. L'impostazione della plancia è moderna e gradevole in termini di finiture per plastiche e rivestimenti. Da segnalare la presenza di numerosi vani per lo stivaggio di piccoli oggetti, come tasche, cassetti portaogget-

Sicurezza: tanti i sistemi, sia attivi (ABS con EBD e BA nonché TRC e VSC) sia passivi come i 7 airbag, le cinture con pretensionatore ed i sedili anteriori con poggiatesta attivi 123


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ti e vani per lattine o bottiglie. La capacità del bagagliaio è leggermente diversa in base alla versione con o senza trazione integrale; rispettivamente: 305 litri e 314 litri che diventano 673 e 749 litri abbattendo i sedili posteriori. La ruota di scorta è in dotazione solo delle versioni a 2 ruote motrici mentre la 4x4 dispone del classico kit di riparazione d'emergenza. Quanto agli allestimenti, invece, i livelli sono tre: Terra, Luna e Sol.Tutte le versioni sono equipaggiate con Radio-CD a sei altoparlanti compatibile con MP3, mentre la connessione AUX-in ed il Bluetooth sono disponibili sulle sole versioni Luna e Sol; il navigatore, non disponibile sulla versione base, è optional sulla versione Luna e standard su quella Sol. MOTORI - Dopo l'iQ, la Urban Cruiser è il secondo nuovo modello Toyota progettato nel segno dell'Optimal Drive, una filosofia che mira a incrementare prestazioni, piacere di guida dell'auto riducendo al contempo consumi ed emissioni inquinanti. Ciò si traduce innanzitutto nell'adozione di due moderne unità propulsive, un benzina da 1,3 litri I VV T-i Stop&Start 16 valvole ed un rinnovato 1,4 litri turbodiesel 8 valvole con DPF di serie. Il primo dispone di 101 Cv a 6.000 giri/min per una coppia di 132 Nm a 3.800 giri, mentre l'unità a gasolio eroga 90 Cv a 3.800 giri con una coppia di 205 Nm sviluppata tra i 1.800 ed i 2.800 giri/minuto. Entrambe le versioni montano un servosterzo elettrico e un cambio a 6 marce. La velocità massima - 175 km/h - è identica per le due motorizzazioni, mentre il classico 0-100 km/h fa registrare 12,5" per la versione a benzina e 11,7 per quelle a gasolio. I consumi del benzina e del diesel a 2 ruote motrici vengono dichiarati - urbano, extraurbano e misto - rispettivamente in 6,6 / 4,9 / 5,5 lt/100km e 5,3 / 4 / 4,5 lt/100km; aumentano leggermente nella 1,4 turbodiesel a trazione integrale: 5,8 / 4,4 / 4,9 lt/100 km; la capacità del serbatoio - 42 litri - garantisce comunque una buona autonomia. Le emissioni di CO2 (tutte le versioni sono Euro 4) sono, nel ciclo misto, di 129 e 118 gr\km rispettivamente per il benzina e per il diesel a due ruote motrici, mentre nella versione diesel a trazione integrale salgono a 130 g/km, valore che comunque pone l'Urban Cruiser al primo posto - a livello mondiale - per il minor livello di emissioni nella categoria delle trazioni integrali e, in Italia, gli permette di usufruire come per il benzina, dell'incentivo di 1.500 euro. SICUREZZA - La dotazione è completa per tutte le versioni tanto di sistemi di sicurezza attiva (ABS con EBD e BA nonché TRC e VSC) che passiva come i 7 airbag, le cinture con pretensionatore ed i sedili anteriori con poggiatesta attivi. L'Uban Cruiser AWD ha il plus della trazione 4x4 che trasferisce la coppia sull'asse posteriore, fino al 50%, in caso di perdita di aderenza. Il tutto è monitorato da una centralina elettronica posta davanti al differenziale posteriore che riceve, mediante specifici sensori, lo stato di aderenza di ogni singola ruota. Il differenziale si può bloccare manualmente, ma si disinnesta oltre i 40 km/h di velocità.

Motori: due le moderne unità propulsive, un benzina da 1.3 litri IVV T-i Stop&Start 16 valvole ed un rinnovato 1.4 litri turbodiesel 8 valvole con DPF di serie

SARCO Via Bergamo, 15 - Curno (BG) Telefono: 035 460632 Via Bergamo, 128 - Treviglio Telefono: 0363 309982 www.sarco.toyota.it

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Al centro della moda e degli eventi Il Gruppo Percassi registra il tutto esaurito

CHI, DOVE E PERCHÈ ARTICOLO DI GIORGIO CHIESA

ntegnate Shopping Center sarà il secondo centro commerciale (dopo il famoso Orio Center) firmato dal Gruppo Percassi in Lombardia. Inaugurato da una madrina d'eccezione - Belen Rodriguez -, la costruzione della struttura sfrutta l'evoluzione europea della distribuzione, che vede spostarsi il luogo dell'acquisto dal negozio di prossimità al centro commerciale. Impreziosito da soluzioni architettoniche eleganti e funzionali, e da 42.500 metri quadrati di superficie commerciale, il nuovo centro ospita un ipermercato Auchan, 90 negozi di marche prestigiose (come Calvin Klein, Guess, Zara, United Colors of Benetton, Nike, Geox, Bershka, Deichmann, Marlboro Classic, Gas Jeans, Pull&Bear, Playlife, Sisley, Fornarina, Levi's, OVS industry) e un'offerta ristorativa di grande qualità e varietà, aperta fino a mezzanotte. Il complesso commerciale - che ha comportato un costo di sviluppo di circa 100 milioni di euro - occuperà direttamente ed indirettamente circa 700 addetti selezionati dalle oltre 2.000 candidature gestite dal Centro per l'Impiego di Romano di Lombardia. Si tratta di un importante volano per l'occupazione di una vasta area della bassa Lombardia. "La realizzazione di questo Centro - afferma Antonio Percassi, fondatore e presidente dell'omonimo Gruppo -, è la testimonianza tangibile della voglia di reagire alla crisi e d'investire in progetti di contenuto, nella certezza che il pubblico continui ad orientare i propri acquisti nel segno della qualità. Aver oltrepassato la soglia dei 60 mila visitatori in due giorni, ci dà la conferma che un centro come questo diventerà un luogo d'incontro, di eventi, di scambio, di sorprese per un'area molto più ampia del previsto".

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EVENTI

Cornali e Jaeger LeCoultre, una domenica da Atmos

CHI, DOVE E PERCHÈ

PHOTO: GIORGIO CHIESA

er un giorno l'esclusiva Gioielleria Cornali di Dalmine in Largo Europa, è stata protagonista di un evento di classe dedicato ai gioielli da polso Jaeger-LeCoultre. Domenica 24 maggio, infatti, il prestigioso negozio di Marco Cornali è stato allestito per l'occasione con eleganti teche in cristallo in cui, selezionati invitati, hanno potuto osservare da vicino le ultime creazioni della famosa marca fondata da Antoine Le Coultre nel 1833 a Ginevra. Un appuntamento di livello, capace di mostrare con un microscopio e la collaborazione di un maestro orologiaio della casa ginevrina, i meccanismi dei vari modelli in esposizione: in primis il classico ed intramontabile Reverso, ma anche i vari Duomètre, Master Control, Master Compressor e AMVOX. Da segnalare anche l'esposizione di Atmos 501, l'unica pendola dalla carica infinita disegnata da Marc Newson per Jaeger-LeCoultre. Quest'orologio da tavolo, ideato da Jean-Léon Reutter ottant'anni fa e messo in produzione dalla Maison negli anni '30, è un'edizione speciale di una delle scoperte più significative nel campo dell'orologeria. Il funzionamento della pendola, infatti, è molto particolare: l'energia per muovere gli ingranaggi è fornita da una capsula, riempita di uno speciale mix di gas ed ermeticamente sigillata, che si dilata quando la temperatura cresce e si contrae quando la stessa scende. Così facendo si può tranquillamente definire eterna.

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EVENTI

"Punto Linea", porte aperte al wellness

CHI, DOVE E PERCHÈ

PHOTO: AG STUDIO FOTOGRAFICO

unto Linea, il nuovo centro benessere di Via XX Settembre a Bergamo, ha aperto le porte con un'inaugurazione di grande classe. Un vernissage iniziato con un aperitivo in tarda mattinata, in cui gli invitati e le autorità presenti - oltre a gustare le prelibatezze del catering offerto da "Zen Fusion Food" -, hanno potuto assaporare le atmosfere che accompagneranno il nuovo beauty center. Parliamo dell'illuminazione a luce soffusa, dei televisori in cui venivano mostrati gli innumerevoli esercizi possibili con la nuova attrezzatura "Kinesis" - una delle esclusive del centro -, oltre che della proverbiale accoglienza delle due proprietarie Roberta e Paola Maffioletti. Nel pomeriggio, inoltre, altri visitatori hanno potuto conoscere le promozioni offerte nei mesi di maggio e giugno, come i consulti preliminari gratuiti e i prezzi davvero concorrenziali. Una giornata all'insegna del wellness nel cuore della nostra città, in cui si è potuto apprezzare una nuova concezione di bellezza e relax.

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EVENTI

Gruppo Bi Esse, nastro tricolore per un'inaugurazione elettrizzante

CHI, DOVE E PERCHÈ

PHOTO: GIORGIO CHIESA

barca a Pedrengo il gruppo piemontese leader in Italia, dal 1980 ad oggi, nel settore della distribuzione di materiale elettrico. Dopo le recenti aperture di varie filiali estere, è stata ufficialmente inaugurata la neonata sede bergamasca di Bi Esse Forniture Elettriche. Con un vernissage che si è tenuto nell'ampio spazio esterno alla sede stessa, sabato 9 maggio scorso è stato così tagliato il nastro tricolore posto proprio davanti alle porte vetrate della nuova sede. L'onore è spettato all'amministratore delegato Luigi Trigari, mentre il presidente Giuseppe Sarvia e il responsabile di sede Giuseppe Silvestri assistevano - assieme ai tantissimi clienti presenti - all'emozionante momento. Non hanno voluto mancare anche il sindaco Mirco Perini e il parroco di Pedrengo don Giuseppe Arrigoni, che poco dopo il taglio ufficiale ha benedetto il nuovo centro Bi Esse. Una conferma importante dell'unione del gruppo è stata soprattutto la presenza di numerosi rappresentanti delle altre filiali italiane, elemento perfettamente in linea con la filosofia che ha sempre contraddistinto il know-how Bi Esse.

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EVENTI

A Bergamo, un gol per la Guinea

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CHI, DOVE E PERCHÈ

PHOTO: FRANCO PASINETTI

alciatori e personaggi dello spettacolo scendono in campo per una partita benefica, con il nobile intento di raccogliere fondi da destinare ai bambini della Guinea Bissau. L'idea è stata del portiere dell'Atalanta Nando Coppola e dell'attaccante Sergio Floccari, con la collaborazione del presidente del Club Amici dell'Atalanta Marino Lazzarini e di altri sponsor "solidali". Per dar vita e forma a questa iniziativa - presentata ufficialmente in Questura lo scorso 23 aprile (a sottolineare l'appoggio della Polizia di Stato) -, i due campioni hanno fondato la "ForOthers". Parliamo di una nuova Onlus con l'obiettivo di far qualcosa di buono per tutte le persone meno fortunate nel mondo. Nel consiglio ristretto ci sono, oltre a Coppola e Floccari - rispettivamente presidente e vicepresidente -, la moglie del portiere nerazzurro, il consigliere provinciale Marcello Moro e Serse Pedretti. Dopo appena un mese si è passati dalle parole ai fatti. Il 25 maggio scorso, infatti, si è svolto quest'incontro di calcio del tutto speciale, dove si sono affrontati i giocatori dell'Atalanta attuale e tanti ex (come Carrera e Caniggia). Presenti anche personaggi dello spettacolo come Gene Gnocchi, Eros Ramazzotti, i ragazzi di Radio Deejay e molti altri ancora. "Abbiamo scelto la Guinea Bissau - hanno spiegato Coppola e Floccari -, perché in queste zone i bambini passano la giornata a cercare cibo e acqua. Noi vogliamo provare a costruire qualcosa che permetta loro di trascorrere alcune ore spensierate, sentendosi almeno per pochi istanti come gli altri coetanei. In concreto, vorremmo realizzare un complesso sportivo polivalente, con un campo da calcio e numerosi spazi per l'attività didattica. Speriamo che altre persone fortunate come noi si possano unire, così da riuscire a dare un concreto contributo". Oltre alla realizzazione della struttura, la ForOthers sostiene la "Clinica Bor" - sempre in Guinea Bissau - attraverso la fornitura di medicinali, vaccini e materiale ospedaliero. "Non c'è dubbio - ha affermato il questore Dario Rotondi - che il gesto dei due atalantini rappresenti un esempio positivo, contrariamente a quanto si vede spesso in campo".

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EVENTI

Panathlon e Giuliana, una serata in prima linea CHI, DOVE E PERCHÈ

PHOTO: GIORGIO CHIESA

uello che si è tenuto nella Trattoria A. D'Ambrosio lo scorso 23 aprile, non è stato un ritrovo come tutti gli altri. Questa volta l'accento, oltre ad essere stato posto sui nobili valori che il Panathlon International Bergamo promuove da anni - come il fair play -, ha anche investito di un'importante carica la carismatica Giuliana, proprietaria dell'ormai storico ristorante di Via Broseta. Proprio lei è entrata a far parte del Club che - dal lontano 1955, anno di costituzione del distretto bergamasco - ha lo scopo di affermare l'ideale sportivo e i suoi valori morali e culturali, quale strumento di formazione ed elevazione della persona e di solidarietà tra gli uomini e i popoli. Con il rintocco della campana - rituale classico affidato al presidente Maurizio Gamba -, si è aperta una "squisita" conviviale tra amici sportivi, accompagnata da alcuni autorevoli commenti sul tema della serata: la pallavolo. Spesso dimenticata o messa in secondo piano, questa nobile disciplina ha visto in prima linea - proprio tra i tavoli dell'antica trattoria -, alcuni giocatori della Olimpia Pallavolo Bergamo (tra cui il capitano Serge Samuel Dikoundou e l'allenatore Luciano Cominetti), rappresentata per l'occasione da Baldassare Agnelli, proprietario - assieme al fratello Paolo - del main sponsor "Agnelli Metalli" del "Gruppo Agnelli Industries". Tra gli invitati, non hanno mancato di dare il loro contributo anche l'illustre Carlo Magri - presidente della Federazione Italiana Pallavolo - e Osvaldo Milesi, presidente provinciale Fipav. A conclusione della cena, il dolce (un fantastico tiramisù preparato dalle sapienti mani di Giuliana), ha sciolto anche i due timidi calciatori Sergio Floccari e Nando Coppola. Caldeggiati dal presidente del Club Amici dell'Atalanta, Marino Lazzarini, i due campioni hanno presentato la loro iniziativa solidale: sportivi e personaggi dello spettacolo in campo per una partita benefica, con lo scopo di raccogliere fondi da destinare ai bambini della Guinea Bissau.

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EVENTI

Roncalli Viaggi, Ego Golf e Airc: insieme sul green per vincere il cancro CHI, DOVE E PERCHÈ ARTICOLO DI MASSIMO PIGHIZZINI PHOTO: GIANLUCA CROTTA

ra i tanti modi con cui si può ricordare una persona cara, il migliore è certamente quello di pensare ad un futuro più felice per chi è meno fortunato. Così hanno fatto la Roncalli Viaggi e la Ego Golf con la realizzazione di un'iniziativa più che lodevole: hanno istituito una gara Pro Am con l'intento di raccogliere fondi per l'AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro. Ben tredici giocatori professionisti, tra cui Costantino Rocca ed Emanuele Canonica, hanno partecipato, anzi, voluto partecipare gratuitamente all'evento, insieme ad altri trentanove golfisti non professionisti, per un totale di cinquantadue partecipanti. La gara, che si è svolta al Golf Club Parco dei Colli, ha preso inizio nel primo pomeriggio per concludersi a sera, con premiazioni e buffet. Le diciotto buche orobiche, affrontate in modalità Lousiana, hanno fatto da contorno allo scopo benefico della iniziativa. La somma raccolta dalle quote di partecipazione e dalle sponsorizzazioni - tra cui ricordiamo Relind Group, Cablotech, Viaggi del Ventaglio, Fast srl, Gc Trade srl, Atmosfera Arredamento e Piazzalunga srl - ha permesso di finanziare una borsa di studio di 20.000 Euro, intitolata a Silvia Lumina, amministratrice e contabile dell'agenzia di viaggi di Manuel Roncalli, prematuramente scomparsa un anno fa per un male incurabile che è stata donata all'Associazione AIRC. Costantino Rocca ha personalmente sostenuto l'iniziativa mettendo all'asta un cofanetto, contenente attrezzi da golf con la sua effige d'oro. Presente all'evento la dottoressa Fiorella Ferrario dell'Airc, che nella cerimonia di premiazione, ha ringraziato gli organizzatori per la sensibilità e la generosità dimostrate e i partecipanti alla manifestazione per aver reso possibili nuovi sviluppi nella ricerca scientifica.

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EVENTI

Iperauto e Jaguar Gold Trophy, un'elegante anteprima

CHI, DOVE E PERCHÈ

PHOTO: GIORGIO CHIESA

alarsi nella natura per sfuggire al clima torrido di un'estate anticipata, unendo un pò di sport all'atmosfera bucolica che il Golf Club Bergamo "L'Albenza" riesce ad offrire. Domenica 31 maggio scorso, con la complicità di Iperauto, concessionaria Jaguar in Bergamo di Via Borgo Palazzo, è approdato tra i green del campo di Almenno San Bartolomeo il circuito nazionale "Jaguar Gold Trophy 2009". Durante la giornata - iniziata di buon ora, alle 8 -, si sono sfidati oltre cento golfisti, proprio mentre tra le verdi colline faceva bella mostra di sé una grande anteprima. Parliamo della nuova linea Jaguar 2010, rappresentata - per l'occasione - dai modelli XF 3.0 turbo diesel, XFR 5.0 benzina, XK coupè 5.0 benzina e XKR 5.0. Lungo il percorso, un 18 buche Stableford (4 palle la migliore), sono stati posizionati diversi punti accoglienza. Nulla è stato lasciato al caso anche per gli spettatori della gara, coccolati con classe. Durante la giornata, infatti, si sono svolte diverse attività, tra cui i test drive dei nuovi modelli. Non solo: stand con massaggiatrici, diverse zone relax e un bar creato ad hoc da Jaguar hanno completato lo splendido vernissage golfistico. Dopo l'aperitivo di fine gara, alle 19, le premiazioni - per mano di Maurizio Doneda (titolare della concessionaria Jaguar Bergamo) -, hanno fatto da corollario allo spettacolo già offerto dai giaguari di razza, adagiati sul verde percorso del circuito Albenza.

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EVENTI

Albenza, Lecco e Rossera Tris d'assi per BMW

Lario Bergauto

CHI, DOVE E PERCHÈ

PHOTO: GIORGIO CHIESA

razie alla disponibilità della concessionaria BMW Lario Bergauto, all'interno dei tre Golf Club "L'Albenza-Bergamo", "Lecco-Annone di Brianza" e "La Rossera", si sono giocati rispettivamente sabato 9, 16 e domenica 24 maggio - i prestigiosi BMW Golf Cup International 2009 e BMW Italian Golf Cup 2009. Gli ospiti - calati nei verdi percorsi dei tre famosi campi da gioco, due bergamaschi e uno ai confini della nostra provincia -, hanno potuto ammirare l'estiva e maliziosa Serie 1 Cabrio e la nuovissima Z4 nonchè la serie 3 Cabrio Coupè, proprio mentre si svolgevano gli appassionanti tornei da diciotto buche Stableford con un'affluenza record di oltre 400 partecipanti totali nei tre week end. A conclusione di tutte e tre le kermesse sportive, sono stati assegnati numerosi premi. Non solo i vincitori delle categorie maschili e femminili hanno potuto alzare il trofeo all'interno delle tre clubhouse, ma sono anche stati consegnati alcuni deliziosi gadget e premi (fra tutti una splendida vacanza e un corso di guida sicura BMW Motor Sport Academy), gentilmente offerti dalla concessionaria di Bergamo e Lecco,Lario Bergauto, e dalla casa tedesca BMW.

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Bergamo Economia 21  

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